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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (57)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

A CARTE SCOPERTE ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea del futuro dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura,

I pm Zocco e Ferraro saranno fianco a fianco al dibattimento ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Bianchi hanno concluso ieri la prima tappa di un'attività istruttoria complessa che avevano avviato con le prime intercettazioni telefoniche e ambientali già nel 2004, avvalendosi di personale investigativo messo a disposizione della Squadra Mobile di Genova. Il loro riserbo, anche ieri, è sempre stato assoluto. Nessun commento, neppure dopo la sentenza.

Confalonieri: legge salva-premier? Silvio vada in tv a dire che è falso ( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Però subito dopo si schiera con la stampa e contesta al Cavaliere "una parte del provvedimento sulle intercettazioni ": "Silvio dovrebbe tenersi buoni i giornalisti, fare un po' il ruffiano... Scherzi a parte, un conto è regolamentare la materia, perché è barbaro squadernare le vite delle persone, altra cosa è comminare tre anni di carcere ai giornalisti.

Respinta la richiesta di Berlusconi Il Pg: <Non c'è grave inimicizia> ( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in un'intervista, ha annunciato che "Sicuramente contro il salva-premier e contro il ddl sulle intercettazioni" i dipietristi raccoglieranno"le firme per un referendum abrogativo" senza escludere la possibilità "scendere in piazza" stampa |.

Votata la norma salva-premier pd e dipietristi abbandonano l'aula - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: firme per il referendum contro questa legge e quella sulle intercettazioni, "anche se sappiamo che la Consulta cancellerà questo tentativo" di impunità. In questo senso si era pronunciato con una intervista a "Repubblica" anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ("La Consulta dirà che è incostituzionale") e proprio contro il capo in seconda delle toghe si scaglia in aula l'

Era tutta una fiction ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche alla ripresa del "lodo Schifani", fino alla questione "giudiziaria". Ha costretto tutti noi a fare i conti con la realtà e a misurarci con l'asprezza dei problemi concreti, costringendoci a uscire da una rappresentazione tutta ideologica della situazione italiana che ha pesato nelle iniziative del Pd e nella perdita di consenso intorno alle sue proposte,

Immagini video non valide contro i violenti ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: uso delle riprese visive a quello delle intercettazioni telefoniche. Lo ha denunciato ieri la giunta esecutiva dell'Anm sostenendo che "con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, assenteismo nei pubblici uffici e violenza negli stadi".

Bloccarne 100mila per salvarne uno Effetto emendamento Berlusconi, l'Anm: saltano i processi per stupro, sfruttamento della prostituzione ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è anche il disegno di legge sulle intercettazioni licenziato la scorsa settimana dal governo. Una orma che, si legge in un comunicato, "avrebbe l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità. Si potrà dunque intercettare di meno, con grandi vantaggi per i criminali e senza reali benefici per la riservatezza delle persone e,

Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati.

Mafia e massoni, perquisito circolo di dell'utri - salvo palazzolo alessandra ziniti ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sembra ci fosse un gran movimento in via Muzio Cappelletti, così hanno accertato le intercettazioni disposte dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. Per questa ragione, i pm Asaro, Guido e Padova hanno disposto la perquisizione della sede del circolo. I carabinieri hanno sequestrato computer e documenti.

Scodinzolini ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il tutto mentre si vorrebbero cestinare le intercettazioni in cui il Cainano, con la sua voce, mercanteggia con Saccà: ecco, quelle non provano nulla, non valgono. Resta da capire chi sia Mister X. Igor Marini? Scaramella? O magari David Mills, che come supertestimone ha sempre dato ottima prova, specie dopo aver incassato 600 mila dollari da Milano2.

Fisco & Mediaset: spiate tra colleghi Milano, inchiesta su tangenti per annullare cartelle esattoriali. Coinvolto De Zan ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sospettando di essere intercettato, chiede a Lo Muti se "non è meglio, magari, non parlarne al telefono di queste cose". Il giornalista ieri ha detto di essersi già chiarito con i due suoi colleghi, spiegando loro che non era sua intenzione spiarli e di aver avuto informazioni da un amico di lunga data per questioni personali.

Due mesi di rodaggio Poi è tornato il Caimano ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: attacco è cominciato con i divieti alle intercettazioni, il blocco dei processi cucito su misura. E il bavaglio alla stampa. Forse Silvio ha imparato troppo dall'amico Putin. Adesso Berlusconi si sente immune grazie al "mandato avuto dagli elettori" fin nelle Isole. Finora aveva mostrato la faccia buona di chi vuole elevarsi a statista e fare le prove generali per il Quirinale.

Giusto, Veltroni torni tra la gente Cara Unità, mentre continua la luna di miele del g ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nello stesso tempo si vogliono proibire le intercettazioni, togliendo potere alla Magistratura e privando i cittadini delle informazioni. Il decreto sulla sicurezza presentato dal Governo, il ritorno al primo "lodo Schifani" che mette al sicuro il Presidente del Consiglio dai suoi eventuali processi.

Condannati gli agenti-rapinatori derubavano coppiette e stranieri - sarah martinenghi ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche era emerso anche che era il basista, forniva cioè informazioni ai poliziotti, che su sua indicazione facevano irruzione a colpo sicuro in appartamenti di stranieri, per fare poi razzia di contanti e gioielli. Le perquisizioni ovviamente non erano autorizzate, ma i poliziotti confidavano sul fatto che difficilmente gli immigrati avrebbero sporto denuncia.

L'Unità ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del "l'Unità" La prima pagina de "l'Unità" del 15 giugno su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

Legge oscena, ci vorrebbe una rivolta ( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: a scrivere notizie nonostante il bavaglio del ddl sulle intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Si riporta l'Italia indietro di un secolo Da circa un anno non faccio che pensare alla mattina in cui i carabinieri sono arrivati a casa mia per cercare le prove della divulgazione di atti "coperti da segreto" da me effettuata nell'ambito dell'inchiesta "Why not"

Pizzo per finanziare la guerriglia tamil - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. "Non è stato davvero facile ascoltare quei dialoghi - dice il questore Giuseppe Caruso - ma abbiamo fatto anche questo, grazie ad alcuni interpreti". Sono state proprio le intercettazioni a svelare la rete di collaboratori di cui si serviva Antipuro.

Killer e sorvegliato modello - alessandra ziniti ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: essere ucciso perché era uomo di Rotolo e come era emerso dalle intercettazioni si era espresso in modo pesante nei confronti dei Lo Piccolo". Quello di Ingarao, hanno sottolineato ieri magistrati e investigatori, è stato l'ultimo delitto di mafia in città. "Eliminando il capomafia i Lo Piccolo hanno cercato di espandersi in zone della città fino ad allora precluse al loro dominio.

Retata di cingalesi: "soldi al terrorismo tamil" ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: infermiere nello studio di un chirurgo estetico, immigrato modello, dirige la cellula di Napoli (Lazio e Campania). La famiglia di Mogan, ai Quartieri Spagnoli, non crede alle accuse. "è bravo e tornerà presto a casa. Ama l'Italia, il nostro sogno è vivere sempre qui". Sessantamila intercettazioni. ANTONIO CORBO A PAGINA IX.

"ecco mogan, capo delle tigri tamil" - antonio corbo ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: molte delle 60 mila telefonate intercettate, il sofisticato lavoro di Lorenzo Manso un vicequestore schierato da Antonio Manganelli sul fronte del terrorismo straniero. Dicono che Mogan è per la Campania e il Lazio un capo nella struttura occulta delle Tigri Tamil, che in Italia ne ha solo uno a Biella, che scambia visite e messaggi con Kumar,

Brevi, schede e richiami 4 ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La polemica Le intercettazioni Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo (il primo da sinistra nella foto con Giandomenico Lepore, Antonio Sbordone e Lorenzo Manso) sostiene: senza intercettazioni, l'indagine non si sarebbe fatta.

Cinque condanne per il sequestro andato in fumo ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: era stato sventato grazie alle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza di Palermo con la collaborazione del Gico di Milano. Gli imputati sono Giuseppina Casale, ex moglie di Cottone, Giuseppe Sanese, il poliziotto palermitano Alfredo Li Pira, lo zio della vittima Antonio Cottone e Giovanni Battista Rosano, che avrebbe dovuto custodire l'

Arresti al campo nomadi per furti nelle case - massimo pisa ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Pedinamenti e intercettazioni, metodi classici e tecnici, indispensabili per un reato predatorio come i furti in casa, tre arresti in flagranza lo scorso gennaio, l'ultimo ieri mattina, all'interno del campo nomadi di via Monte Bisbino dove aveva trovato rifugio Branko Jevremovic, 52 anni, origini serbe.

L'onestà fa notizia, la paura di più ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Creano un falso bisogno e lo "curano" con un altro inganno: giro di vite contro i poveracci e, nello stesso tempo, meno intercettazioni telefoniche. Più soldati e agenti, ma con le armi sempre più spuntate. è nata la "politica della paura" e noi ci siamo dentro. Ci rendono vigliacchi per renderci più malleabili.

Fondi per la guerriglia manette alle tigri tamil - stefano origone ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, è emerso che i tre cingalesi obbligavano i connazionali a versare delle somme di denaro, in certi casi secondo le proprie possibilità, per finanziare la guerriglia. La consegna del denaro reperito sulla piazza genovese, avveniva con somme in contanti, trasportate materialmente da corrieri sempre diversi e con metodi clandestini.

Arrestato il patron dell'arezzo calcio - franca selvatici ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: accesso abusivo a un sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, riciclaggio, associazione a delinquere, crimine transnazionale. Le intercettazioni hanno rivelato rapporti con un gruppo criminale, per cui è stata contestata anche l'aggravante per aver agevolato l'attività di una associazione mafiosa.

E paparesta sconterà due mesi ai servizi sociali - enzo tamborra ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La vicenda emerse da una delle tante intercettazioni telefoniche effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Paparesta, però, non si è mai perso d'animo e dopo una recente sentenza favorevole della Corte Federale ha rilanciato l'ipotesi di un suo ritorno al calcio. Prima però dovrà pagare quest'ultimo dazio.

Disagi quotidiani di eroi di periferia ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che intercetta bisogni e desideri universali. I bisogni dell'espressività, a cui le storie di Nando - il protagonista, chiamato a Ponticelli per insegnare appunto scrittura creativa a un gruppo di ragazzini, chiodi storti che i martelli di certi educatori professionisti si ostinano a conficcare nel terreno del conformismo e del fatalismo -

Stalking, via libera al ddl pene gravi fino all'ergastolo ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. La nuova formulazione aggiunge lo stalking tra i reati per cui è possibile richiedere l'incidente probatorio. "Risposta adeguata nella lotta contro la violenza sulle donne", è il commento soddisfatto del ministro Alfano.

Non solo fedeli alla tv parrocchiale ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I tag di alcuni video cercano di intercettare l'interessedel navigatore, mescolando informazione a carattere religioso e ironia. Le clip hanno un taglio dinamico, uno stile asciutto. Benvenuti nella tv parrocchiale Giovanni Paolo Tv, dove un team di dieci fedeli realizza un tg settimanale.

Ora! ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Anche questa settimana la discussione è ricca su Nòva100,la piattaforma per blog di Nòva24: tra un iPhone che va in pensione e un altro che sta per arrivare,si parla di intercettazioni,politica,ambiente ed Europei di calcio. www.nova100.ilsole24ore.com.

Prove di ibridazione mediatica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Current Italia vincerà la sua sfida se saprà cogliere le contraddizioni e speranze del suo target di riferimento, intercettando un bisogno in gran parte già coperto dal web. Dovrà investire sul suo brand sganciandolo progressivamente da Al Gore e lavorare "dal basso" per stimolare il potenziale creativo dei giovani videomaker e la curiosità del pubblico.

Tecnologie salva ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni DI MIMMO COSENZA P rivacy e intercettazioni telefoniche. Da una parte si sostiene che per rispettare la privacy dei cittadini sia necessario ridurre drasticamente le intercettazioni telefoniche, tagliando così alla fonte la possibilità di divulgare stralci di comunicazioni private, potenzialmente lesivi della privacy.

L'anm: sospesi centomila processi - alberto custodero ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: premier e del ddl sulle intercettazioni - secondo l'Anm - porterà da una parte alla sospensione di processi per reati gravissimi (fra questi, il processo sul crac da 1500 milioni di Sicilcassa, fissato a settembre, e quello iniziato ieri contro il prefetto Mario Mori imputato per la mancata cattura dell'allora latitante boss Provenzano).

Primi scontri tra la Nato e i talebani ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Kabul rivela inoltre che le intercettazioni delle comunicazioni-radio talebane hanno confermato la presenza di miliziani stranieri, per lo più pakistani. Carlos Branco, portavoce di Isaf, precisa che i soldati "procedono prudentemente per evitare perdite tra i civili, ma anche le bombe rudimentali nascoste dagli insorti".

L'Anm: stop a 100mila processi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: la sicurezza dei cittadini e che il Ddl sulle intercettazioni sarà un bastone tra le ruote delle indagini per gravi reati, non garantirà affatto la privacy, limiterà la libertà di informazione. Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e il vicepresidente Gioacchino Natoli segnalano (rilevando che, prima di loro, avrebbe dovuto farlo il Ministro della Giustizia) che la norma salva-

Il Governo all'attacco su stalking e violenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche varato dal Governo soltanto la scorsa settimana. Gli inquirenti potranno, quindi, utilizzare tutti gli strumenti di indagine così come proposto per i delitti di mafia, terrorismo o grave allarme sociale. Tra le misure cautelari applicabili figura infine quella di sottoporre lo " stalker" al divieto di avvicinarsi alla vittima o di frequentarne i parenti.

L'Anm: giustizia in ginocchio ma per ora niente sciopero ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: discutere del come e del perché l'emendamento sulle intercettazioni sommato a quello sul blocco dei processi rischino di mettere in crisi la giustizia italiana. Ma per ora e finché sarà possibile, niente rotture. Infine, e questo vale anche per il Csm, le toghe associate vogliono provare a tenere unita l'organizzazione.

IN BREVE ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: precisare che le indagini sono state condotte tramite intercettazioni telefoniche e che con le nuove norme del governo Berlusconi non sarebbe stato possibile arrivare agli arresti. ROMA Cassazione contro i vigili, accusati di un pestaggio Tornano a processo i vigili urbani accusati di aver picchiato il senegalese Khudia Abdou Guye durante un'operazione contro la pirateria audiovisiva.

Iniziamo la caccia al greggio nostrano ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettate; per ora almeno. La lettera riguarda l'Europa e i danni che si verificheranno nei prossimi decenni se si applicherà, senza opposizioni, la linea dettata dall'Europa brussellese in tema di abbattimento delle emissioni. Noi di Confindustria, dice, rappresentiamo un paese manifatturiero, come Francia e Germania e quindi saremmo penalizzati se dovessimo comprare sul mercato

POSTA Prioritaria ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Primo: il ddl sulle intercettazioni. Hai voglia a parlare del sacro diritto alla privacy, dell'esigenza di non violare il rispetto dovuto alla dignità dei soggetti. Sta di fatto che senza le intercettazioni, come ha scritto Scalfari, lo scandalo di calciopoli non sarebbe mai venuto a galla.

Santa Rita, l'Asl boccia il manager ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Sanità Nuova intercettazione di Brega Massone: "Questa settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" Santa Rita, l'Asl boccia il manager Riaccreditamento più lontano. In clinica solo 67 pazienti: posti a rischio Niente da fare: l'accreditamento della clinica Santa Rita resta sospeso.

Carcere per molestie e minacce Nasce il reato di <stalking> ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. Previsto l'incidente probatorio. Secondo l'Osservatorio nazionale stalking, tra il 2002 e il 2007 almeno il 20% degli italiani (soprattutto donne) sono stati vittime di persecuzioni, nella metà dei casi l'autore è un ex (marito/fidanzato/convivente).

Via libera al blocca-processi, il Pd lascia l'Aula ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: per le intercettazioni. Protesta con forza anche la senatrice, nonché ministro ombra alle Pari Opportunità, Vittoria Franco: "Quelle norme sospenderanno anche i procedimenti sugli stupri". Finito lo scontro sui provvedimenti che riguardano i processi, in Aula torna una relativa calma: il Pd e l'Idv rientrano e si riescono ad approvare in grande fretta tutti gli altri emendamenti,

Tamil, arrestati i <badanti terroristi> ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni fondamentali Tamil, arrestati i "badanti terroristi" I pm: estorsioni ai connazionali per sostenere la lotta armata in Sri Lanka L'organizzazione si occupava anche dell'assistenza logistica ai latitanti e della propaganda NAPOLI - Le Tigri Tamil, i terroristi srilankesi degli uomini bomba e delle prime donne kamikaze,

Informazioni riservate su soldi e case dei capi Indagato De Zan ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "

<Valtenesi sicura>, arrivano le colonnine Sos ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: in pochi minuti vengono intercettati dalle pattuglie del comandante Gianfranco Rossi in servizio 24 ore su 24 per tutta la Valtenesi e consegnati a carabinieri e polizia mobilitati a loro volta. Simulazioni messe in scena ieri a illustrare la seconda fase del progetto "Valtenesi sicura", con i 6 comuni del Basso Garda firmatari nel 2002 di una "

Santoro e Pupo noia a St. Moritz ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Moritz Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori. Pupo a Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la cena (zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno di ricotta, polpa di vitella su letto di polenta,

CENTOMILA PROCESSI NEL CESTINO LA RABBIA DEI MAGISTRATI PER LA "LEGGE SALVASILVIO": SI POTRÀ PROCEDERE PER LA CESSIONE DI UNO SPINELLO, NON PER LO STUPRO DI UNA RAGAZZA DA PARTE ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nuove norme sulle intercettazioni che, "se approvate, avrebbero l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità". L'affondo di Berlusconi sta arroventando di nuovo i rapporti tra politica e giustizia. A Milano, la sua istanza di ricusazione nei confronti del giudice Nicoletta Gandus è finita sul tavolo del sostituto procuratore generale.

<La Giustizia muore e la gente è fregata> ( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il ddl sulle intercettazioni "è una vergogna" "La Giustizia muore e la gente è fregata" Colloquio con Tinti, procuratore aggiunto a Torino e Magrone procuratore capo a Larino - Guarda il video (Emblema) MILANO - Bruno Tinti è procuratore aggiunto presso la Procura di Torino.

Condannato il boss dei party alla cocaina ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Era stato soprattutto dalle intercettazioni era emerso che il Carnovale cedeva dosi di droga in cambio di piaceri sessuali a due giovani ventenni, che a fatica stavano cercando proprio di uscire dal mondo della tossicodipendenza. E per farle cadere nella trappola l'uomo aveva promesso loro che le avrebbe fatte diventare due veline offrendo orge alla cocaina.

GELO TRA SILVIO E FINI: "NON MI CHIAMI", "NEMMENO TU" ERRORE MONTALE: LA GELMINI SOSTITUISCE LA RESPONSABILE - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI DIMETTERA' (VENDETTA SU D ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che per vendicarsi i deputati europei di Forza Italia votino per l'utilizzazione delle intercettazioni di Massimo D'Alema e quindi per la sua automatica incriminazione: sarebbe un favore troppo grande per il neo-giustizialista Walter Veltroni". © Foto U.Pizzi"> Niccolò Ghedini con Berlusconi e Letta © Foto U.Pizzi 11 - GHEDINI: BERLUSCONI VUOLE CHIUDERE PROCESSO, ESSERE ASSOLTO?

SPY MEDIASET DE ZAN SPIAVA I REDDITI DEI COLLEGHI - PICCININI SDRAMMATIZZA: CI SIAMO SENTITI E FATTI UNA RISATA ZILIANI MENO: POTREI FARE CAUSA AL FISCO LE GRANDI LITI TRA CR ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "

SANTORO E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ PUPO: ZUCCHERO HA INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL PUBBLICO, GLI PRESTAV ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: SANTORO E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ ? PUPO: ZUCCHERO HA INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL PUBBLICO, GLI PRESTAVO IL MIO CELLULARE"? Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera ? Roma" Pupo Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori.

MIRACOLO! EZIO MAURO FESTAIOLO VALZANIA RITIRA LE DIMISSIONI PARTY RAINEWS24 CON GIORGINO LE CANDIDATURA RAI DI REALACCI EATALY FA CHIC A MILANO L' ORDINE BOCCIATA MONICA ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ordine della Lombardia con la censura per aver consentito la pubblicazione di intercettazioni telefoniche? 11 - Carlo Rossella per "Il Foglio" ? A New York, a Londra, a Parigi aumenta a vista d'occhio il numero dei gentlemen che non portano quasi più la cravatta. Anche a Milano e Roma si è iniziato. Torino resiste. Ma fino a quando?

FACCI E IL COPIA-INCOLLA DI TRAVAGLIO IL VIAGGIO DEL TORPEDONE RAI MARINA E IL PHOTOSHOP SE LA SINISTRA DIFENDE I PETROLIERI LA SICUREZZA AI TEMPI DI LEOPARDI VIVA SILVIO ( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: incredibile, i primi effetti della prossima legge sulle intercettazioni si fanno già sentire: Marco Travaglio ha copiato un virgolettato senza citare la fonte (e sin qui niente di pazzesco) ma per la prima volta nella Storia l'ha fatto non dalle carte di un magistrato, ma di un avvocato. E' la rivoluzione.


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A CARTE SCOPERTE (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Luca Ricolfi A CARTE SCOPERTE Peccato. Era probabilmente ingenuo sperarci, ma in molti ci eravamo augurati che fosse iniziata una nuova stagione politica. Forse non una stagione esaltante, di concordia nazionale e di rinascita dell'Italia, ma almeno una stagione di proposte ragionevoli e costruttive. Una stagione in cui i politici, pur continuando a litigare fra loro, si occupassero anche un po' di alcune cose che stanno a cuore a noi: sicurezza, tenore di vita, servizi sociali. Dopotutto molte delle cose che in questi mesi il centro-destra ha fatto o si accinge a fare erano copiate dall'opposizione. Il pacchetto sicurezza riprendeva molte misure volute da Giuliano Amato, l'aliquota fissa sugli affitti ripropone un'idea cara a Rutelli e alla Margherita, la riforma dei servizi pubblici locali dovrebbe seguire il tracciato del disegno di legge Lanzillotta. Insomma, per molti versi il governo Berlusconi stava facendo le stesse cose che avrebbe voluto fare il Pd, e che il Pd non fece solo per non litigare con Rifondazione comunista. E invece no. Ora torneremo allo scontro e alla diffidenza, perché Berlusconi ha scoperto le carte e nessuno dei suoi osa fiatare. Che cosa ci dicono le carte che ora si vanno scoprendo una dopo l'altra? La prima carta ci rivela che la priorità delle priorità di Berlusconi è proteggere se stesso. Emendamento "salva Rete 4", limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea del futuro dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura, ma quando si mette in movimento è del tutto incapace di separare l'interesse personale da quello del Paese. Come ha suggerito Vittorio Feltri ieri su Libero, sarebbe molto meglio che parlasse chiaro dei propri guai senza pretendere di ridisegnare istituzioni e regole solo per bloccare un singolo processo, quello che lo riguarda. La seconda carta ci rivela che Berlusconi confonde sicurezza e legalità. Sia le norme sulle intercettazioni sia quelle sulla sospensione dei processi "minori" tendono a limitare l'azione di contrasto della criminalità ai soli reati considerati di forte "allarme sociale", e allentano la presa su quelli che - non toccando direttamente il cittadino medio - suscitano minori ansie e paure. Rientrano tipicamente in questa categoria i reati ambientali, economici, finanziari, ossia i cosiddetti reati dei "colletti bianchi": in poche parole i reati commessi da dirigenti, funzionari, impiegati, imprenditori, finanzieri, politici, ivi compresi - naturalmente - alcuni reati di cui è stato accusato Berlusconi. Dettando alla magistratura le priorità sui reati da perseguire, e pretendendo di accantonare i procedimenti per reati di minore allarme sociale, il governo mostra che, ammesso che qualcosa gli importi della sicurezza, della legalità gli importa invece ben poco. Questo è un guaio, non tanto e non solo perché in troppi la faranno franca, ma perché se il Paese è ridotto nello stato in cui è dobbiamo dire grazie anche alla continua e spudorata violazione delle regole del vivere civile. Se ci fosse un po' più di legalità, non avremmo ogni anno 80 miliardi di sprechi nella Pubblica Amministrazione e 100 miliardi di evasione fiscale. E magari sarebbe anche meno diffuso quel senso generale di ingiustizia, di iniquità e di impotenza che si è impadronito di tanti cittadini. Ma c'è anche una terza carta che sta venendo allo scoperto. Il governo non solo se ne infischia della legalità, ma sembra curarsi ben poco della stessa sicurezza. Dalle maglie artificiosamente allargate per salvare i "colletti bianchi", oltre a vari reati finanziari stanno uscendo anche reati di forte allarme sociale. Succede così che, con le nuove norme, non possano più essere intercettati i soggetti sospettati "soltanto" di associazione per delinquere semplice, truffa, rapina. E rischiano di essere sospesi migliaia di procedimenti per reati predatori, come lo scippo o il furto. Per non parlare dell'aspetto simbolico di questi provvedimenti. La sospensione per un anno (o per sempre?) dei processi minori di fatto funzionerà come un'amnistia mascherata, e nel frattempo manda un segnale opposto a quello che si intendeva inviare con il reato di clandestinità. Quanto a quest'ultimo, e più in generale alla minaccia di norme più severe contro gli irregolari, la loro credibilità resta minima perché non è accompagnata né da provvedimenti capaci di accelerare i processi né da stanziamenti adeguati in materia di edilizia carceraria.

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I pm Zocco e Ferraro saranno fianco a fianco al dibattimento (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

LA LUNGA BATTAGLIA DELL'ACCUSA I pm Zocco e Ferraro saranno fianco a fianco al dibattimento Marco Zocco e Vittore Ferraro sono i sostituti procuratori della Repubblica di Sanremo che con la condanna in abbreviato di Carlo Ghilardi e il rinvio a giudizio dei nove imputati per il caso-Bianchi hanno concluso ieri la prima tappa di un'attività istruttoria complessa che avevano avviato con le prime intercettazioni telefoniche e ambientali già nel 2004, avvalendosi di personale investigativo messo a disposizione della Squadra Mobile di Genova. Il loro riserbo, anche ieri, è sempre stato assoluto. Nessun commento, neppure dopo la sentenza. Ad attenderli c'è probabilmente uno dei processi più articolati e complessi che l'ufficio indagini sanremese abbia portato in porto negli ultimi dieci anni, uno dei pochi con due magistrati a rappresentare l'accusa. I reati contro la pubblica amministrazione hanno caratterizzato il lavoro del tribunale degli ultimi tempi con i dibattimenti che in primo grado, sempre in materia di corruzione, hanno portato in procedimenti diversi, alle condanne dell'ex sindaco di Ospedaletti Parrini e dell'ex assessore al Turismo di Sanremo Antonio Bissolotti. \.

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Confalonieri: legge salva-premier? Silvio vada in tv a dire che è falso (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'intervista Confalonieri: legge salva-premier? Silvio vada in tv a dire che è falso Il presidente Mediaset: non capisco questo Veltroni gregario di Di Pietro ROMA Sembrerà paradossale, ma a preoccupare in queste ore Fedele Confalonieri non è lo scontro sulla giustizia quanto l'azione di governo, "perché è vero che Silvio Berlusconi sta andando bene, però in alcuni passaggi è forse mancato un po' di decisionismo. Sarà che sono i primi passi, che è la fase di rodaggio. Comunque è la prova che non viviamo in un regime". Eppure c'è chi sostiene di aver rivisto il "Caimano" dietro quella norma blocca-processi voluta dal Cavaliere, e che ha indotto Walter Veltroni a chiudere formalmente la stagione del dialogo: "La tela è stata strappata". Il presidente di Mediaset è costretto a interrompere il suo discorso, "siccome è fuorviante la storia che salti il dialogo per via dei provvedimenti sulla giustizia. Il segretario del Pd ha portato avanti finora un'operazione di portata storica. Con la sua scelta alle elezioni ha disboscato la vegetazione politica, e fra cinque anni potrebbe toccargli di guidare il Paese. Ora, capisco un girotondino, capisco un Furio Colombo, un Eugenio Scalfari, che non vogliono trovarsi senza più il bersaglio da colpire. Ma Veltroni... Vorrei capire: dovremmo lasciare il Paese in mano ai pm? Fosse così, allora buonanotte sinistra. Però non ci credo. Non credo che Veltroni abbia fatto ciò che ha fatto per diventare il gregario di Antonio Di Pietro, quello che si sente Luigi XIV e dice: l'opposizione c'est moi". Vorrebbe parlare del decisionismo berlusconiano che "forse è un po' mancato", ma è conscio che l'azione di governo in questo tornante incrocia il nodo della giustizia. Allora si mette a spiegare perché "la mossa del premier è sacrosanta ": "Chi è votato dagli elettori ha il dovere di governare. Un dovere che non può essere minacciato o impedito da un pubblico ministero qualunque. Altro che colpo di stato, questa è democrazia. Nella democraticissima Francia, Chirac è stato alla presidenza della Repubblica per 14 anni, e ha svolto le sue funzioni senza impedimenti. Il giorno dopo, solo il giorno dopo aver lasciato l'Eliseo, è stato chiamato a rispondere dalla giustizia. Era Chirac, mica un dittatore". E dunque Confalonieri condivide la mossa del Cavaliere, "anzi sarei ancor più drastico. Fossi il premier andrei in tv per dire agli italiani che non è una norma salva-Silvio, è una norma salva-istituzioni. Perché non cancella nulla. Eppoi basta con questa magistratura che da 17 anni gioca un ruolo primario in po-litica, fin dai tempi della Prima Repubblica. Basta. Ma vedete cos'è successo a Napoli? L'impresa a cui è stato assegnato il lavoro per il termovalorizzatore di Acerra, è stata massacrata. Ma non sorge il dubbio che alcune procure, alcune non tutte, siano un po' diverse dalle altre?". "Non c'è un tiranno a Roma", ripete il capo del Biscione: "Capisco che qualcuno a sinistra rimpianga l'anti-berlusconismo, ma almeno non si faccia disinformazione. Come la storia dell'emendamento salva-Rete4... Tutte balle, ma ho visto che anche Vittorio Feltri c'è cascato ". Però subito dopo si schiera con la stampa e contesta al Cavaliere "una parte del provvedimento sulle intercettazioni ": "Silvio dovrebbe tenersi buoni i giornalisti, fare un po' il ruffiano... Scherzi a parte, un conto è regolamentare la materia, perché è barbaro squadernare le vite delle persone, altra cosa è comminare tre anni di carcere ai giornalisti. Mi sembra davvero eccessivo". È come se "Fidel" si appellasse a "Silvio " e lo invitasse a modificare quella norma. Ma è proprio nel tira e molla sulle leggi che si evidenzia una carenza di decisionismo del premier, nel gioco politico degli alleati che pare l'abbiano avviluppato. Confalonieri da quel problema era partito, e passa a completarlo: "Certo qualche problema c'è, ma non mi pare che la Lega o An si muovano per fare interdizione al premier come accadeva in modo scientifico nel 2001". Non pronuncia mai i nomi di Pier Ferdinando Casini e di Marco Follini, anche se ai tempi della rottura tra il Cavaliere e l'Udc ebbe a spiegare che "Silvio ha una memoria di elefante". Come a dire che non si era dimenticato di quel quinquennio. "Ma oggi non è come allora. Certo, si possono manifestare visioni diverse, però è normale dialettica. È normale che Ignazio La Russa dica la sua, che Roberto Maroni dica la sua". Sarà, però ogni volta "il Silvio" si storce. Raccontano che in un paio di occasioni "Fidel" abbia assistito in diretta alla sfuriata. "Ma guai se non si incazzassero... Posso dire così? Rende meglio l'idea... Insomma è giusto che discutano, anche animatamente. Ognuno deve fare il proprio mestiere. Giulio Tremonti, per esempio, fa il suo: non sgancia quattrini. Ovvio che qualcuno si arrabbi ". Tanto per fare un nome, Letizia Mo-ratti, sindaco di Milano. "Anche lei fa il suo mestiere". Chiede i soldi per l'Expo 2015. "Sì, sì... Oddio, anche se mi sento milanese prima di sentirmi italiano, non è che l'Expo mi tolga il sonno. Comunque, per tornare a Berlusconi, diciamo che sta facendo bene. A tal punto che l'Economist non parla più di lui. Una volta scrivevano che era "unfit", inadatto a governare. Ora più niente. L'unica volta che l'hanno citato è stato con due foto in un articolo sul trapianto del cuoio capelluto: in un'immagine c'era lui con i capelli, nell'altra era senza... Si occupassero un po' dei disastri che hanno combinato a casa loro, e che paghiamo anche noi: dall'aumento del prezzo del petrolio, al tracollo di alcune banche". Forse l'Italia sta messa peggio, e infatti Confalonieri getta uno sguardo "ai guai di casa nostra", e accenna cosa "scriverà Berlusconi nel libro sul suo governo ": "Credo che uno dei capitoli più difficili da narrare sarà quello su Alitalia ". L'annotazione è allarmante, ma non ha seguito: "Altri capitoli - prosegue - andrebbero invece cancellati. Penso ai portaborse assunti dalla regione Veneto. Giancarlo Galan ha ragione ad opporsi a questo malcostume. Sarebbe meglio darsi una regolata. Per il resto, nel governo non ci sono conflitti né tempeste. Ma sulle questioni di fondo il Cavaliere sia decisionista, vada avanti e non guardi in faccia nessuno". Francesco Verderami stampa |.

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Respinta la richiesta di Berlusconi Il Pg: <Non c'è grave inimicizia> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sul caso Mills, il sostituto pg di Milano Laura Bertolè Viale: inammissibile perché tardiva Respinta la richiesta di Berlusconi Il Pg: "Non c'è grave inimicizia" Intanto il Senato approva l'emendamento che dà priorità ai processi per reati gravi e anche la "salva-premier" L'opposizione lascia l'aula (LaPresse) MILANO - Per il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, è da respingere la ricusazione da parte di Silvio Berlusconi del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, in quanto non vi sarebbe "grave inimicizia" da parte del magistrato davanti al quale è in corso il processo Mills-Berlusconi. A quanto si è saputo, il pg ha chiesto anche che l'istanza sia da giudicare inammissibile perchè tardiva. LA MOTIVAZIONE - Il sostituto Pg di Milano, Laura Bertolè Viale, motiverebbe l'assenza di "inimicizia grave" da parte del giudice Nicoletta Gandus nei confronti di Silvio Berlusconi con il fatto che gli appelli sottoscritti dalla stessa Gandus auspicavano l'abrogazione di leggi volute sì dal governo Berlusconi, ma in seguito approvate in Parlamento. L'inimicizia grave deve invece essere di carattere personale. Per il sostituto Pg, inoltre, l'istanza di ricusazione va dichiarata inammissibile perché tardiva. Nonostante, infatti, i difensori del premier sostengano di aver percepito la notizia degli interventi su internet della stessa Gandus, il 16 giugno (si hanno tre giorni di tempo da quel momento per presentare l'istanza) gli appelli stessi sono datati, alcuni del 2006, e deve essere pertanto provato dagli stessi difensori che la percezione è avvenuta solo il 16 giugno. Cosa che non è avvenuta. SENATO - Intanto c'è il via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il Senato ha approvato infatti l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno lasciato l'aula prima del voto, mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali. Prima della protesta, i senatori aveva dato il via libera all'emendamento al decreto sicurezza che dà priorità ai processi per reati gravi. FINOCCHIARO - Ad annunciare che il Pd non avrebbe partecipato al voto sulla cosiddetta "salva-premier" è stata Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Partito democratico. La senatrice siciliana ha criticato la norma perché, ha spiegato, creerà "un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali italiani" e ha accusato Silvio Berlusconi "di aver perso un'occasione davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo". BONINO - Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al decreto sicurezza. "Voi state per scrivere una pagina buia - afferma rivolgendosi agli esponenti della maggioranza - ma io non uscirò. Non lascerò i lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell'aula mentre approverete questo emendamento". I radicali, per anni, ricorda Emma Bonino, si sono battuti "per una giustizia giusta", senza "aver mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli" ma ora Emma Bonino dice di essere "impressionata" dall'atteggiamento del centrodestra, che "solo ora si accorge" di quanto sia necessario fare riforme per la giustizia. "PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA" - Come il Partito democratico di Walter Veltroni anche l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro non ha partecipato al voto sull'emendamento cosiddetto "salva-premier". E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in un'intervista, ha annunciato che "Sicuramente contro il salva-premier e contro il ddl sulle intercettazioni" i dipietristi raccoglieranno"le firme per un referendum abrogativo" senza escludere la possibilità "scendere in piazza" stampa |.

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Votata la norma salva-premier pd e dipietristi abbandonano l'aula - carmelo lopapa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sospensione per un anno I 600 mila dollari a Mills Votata la norma salva-premier Pd e dipietristi abbandonano l'aula E il pg di Milano: la ricusazione di Berlusconi è irricevibile La Bonino non esce: "Pagina buia per la Repubblica, voglio ricordare questa foto" CARMELO LOPAPA ROMA - Con una cavalcata senza respiro, in una seduta fiume segnata dal simbolico ma inutile Aventino del Pd e dei dipietristi, la maggioranza rullo-compressore al Senato regala al premier l'agognata sospensione per un anno dei processi per i reati commessi fino al giugno 2002. Ma arrivano anche il via libera all'esercito nelle città, l'aggravante di clandestinità e un'ulteriore stretta sui patrimoni mafiosi. I lavori "forzati" imposti dalla presidenza Schifani consentono all'aula di Palazzo Madama di approvare in una sola giornata tutti gli articoli e esaminare i quasi trecento emendamenti del decreto sicurezza. Dichiarazioni e voto finale sono rinviate a martedì. Ma il più è fatto. Dalla prossima settimana, tra i processi che si congelano, c'è anche quello (prossimo alla sentenza) che vede coinvolto Berlusconi insieme con l'avvocato inglese David Mills con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Proprio quello sul quale è intervenuto il sostituto Procuratore generale di Milano, Laura Bertolè Viale, con un parere non vincolante. Per sostenere che la ricusazione chiesta dagli avvocati del premier nei confronti del presidente della decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus è "irricevibile", perché non esiste "grave amicizia" da parte del giudice nei confronti dell'imputato. Una richiesta peraltro "inammissibile" perché presentata "fuori termine". Ma è in aula che si consumano scontro, scintille e strappo finale, tutto nell'arco di poche battute, nella mattinata. Il senatore dalemiano Nicola Latorre aveva lanciato un'ultima offerta all'altra sponda. "Se il problema è quello di assicurare l'immunità a chi governa, discutiamone con i modi e le forme giuste". Ma la maggioranza in aula va come un treno. I due emendamenti della discordia, soprattutto quello ribattezzato salva-premier, volano spedito verso l'approvazione. Alle 11, Pd e Idv abbandonano l'aula per non rendersi partecipi del "misfatto". "Questo è un macigno vero sulla strada del dialogo tra maggioranza e opposizione - spiega la capogruppo Anna Finocchiaro - Berlusconi avrebbe potuto comportarsi da statista, non lo ha voluto fare, forse per paura. Un film già visto, un fatto grave. Ne valeva la pena per una sentenza di primo grado?". Tutta l'opposizione è in piedi ad applaudire, prima che i democratici e i dipietristi lascino l'emiciclo. Tra gli sberleffi del leghista Federico Bricolo: "Dentro o fuori per noi cambia poco, tanto cambieremo questo Paese alla faccia vostra". In aula resteranno i centristi Udc. E i radicali con Emma Bonino perché "è una pagina buia della storia della Repubblica e voglio stare qui per votare contro e ricordare questa foto". La norma non può che passare, 160 sì, 11 no. Antonio Di Pietro è venuto dalla Camera a dare man forte ai suoi e ad annunciare la raccolta di firme per il referendum contro questa legge e quella sulle intercettazioni, "anche se sappiamo che la Consulta cancellerà questo tentativo" di impunità. In questo senso si era pronunciato con una intervista a "Repubblica" anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ("La Consulta dirà che è incostituzionale") e proprio contro il capo in seconda delle toghe si scaglia in aula l'artefice dell'emendamento, Carlo Vizzini: "Non può dire quel che farà la Corte". Il dipietrista Pardi irrompe: "Così fermate anche il processo sul G8 di Genova". La tensione poi si stempera, i senatori di Pd e Idv tornano in aula. E una dietro l'altra passano le altre misure. L'emendamento che dà il via libera all'utilizzo delle forze armate nelle città: tremila militari per una spesa di 31,2 milioni di euro sia nel 2008 che nel 2009. Il sì all'ampliamento delle ipotesi di confisca ai beni mafiosi (sponsorizzata dal presidente Schifani) e, tra le altre cose, la norma salva-badanti, che punisce chi affitta ai clandestini ricavandone "ingiusto profitto". In serata il Senato si accende solo quando il governo dà parere negativo all'emendamento di Giuseppe Lumia (Pd) che nega il gratuito patrocinio ai mafiosi. Roberto Centaro (Pdl) lamenta la "disparità di trattamento" che si verrebbe a creare. "Strano che ci si accorga dei principi costituzionali solo ora", insorge Luigi Ligotti. Volano dei "vaffa". Alla fine il governo recede, l'aula approva e il presidente rinvia a martedì il sì finale.

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Era tutta una fiction (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Era tutta una fiction Michele Ciliberto Berlusconi Bisogna essere molto grati a Berlusconi per le ultime iniziative che ha preso - dal problema delle intercettazioni telefoniche alla ripresa del "lodo Schifani", fino alla questione "giudiziaria". Ha costretto tutti noi a fare i conti con la realtà e a misurarci con l'asprezza dei problemi concreti, costringendoci a uscire da una rappresentazione tutta ideologica della situazione italiana che ha pesato nelle iniziative del Pd e nella perdita di consenso intorno alle sue proposte, come si è visto dai gravi risultati delle elezioni siciliane.segue a pagina 27.

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Immagini video non valide contro i violenti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del STADI Immagini video non valide contro i violenti Il ddl approvato dal consiglio dei ministri equipara l'uso delle riprese visive a quello delle intercettazioni telefoniche. Lo ha denunciato ieri la giunta esecutiva dell'Anm sostenendo che "con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, assenteismo nei pubblici uffici e violenza negli stadi". È quest'ultimo è di certo l'aspetto più grottesco visto che l'uso delle telecamere a circuito chiuso per identificare i responsabili degli incidenti è il cardine delle nuove norme contro la violenza negli stadi. ma.so.

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Bloccarne 100mila per salvarne uno Effetto emendamento Berlusconi, l'Anm: saltano i processi per stupro, sfruttamento della prostituzione (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Bloccarne 100mila per salvarne uno Effetto emendamento Berlusconi, l'Anm: saltano i processi per stupro, sfruttamento della prostituzione... di Massimo Solani/ Roma C'È UN FANTASMA CHE ALEGGIA al sesto piano del Palazzaccio mentre la giunta esecutiva dell'Associazione Nazionale Magistrati esprime la "massima solidarietà ai colleghi di Milano" e snocciola dati sulle conseguenze che la norma bloccaprocessi avrà sul sistema giudiziari italiano. È il fantasma del presidente del Consiglio Berlusconi e del suo processo milanese per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato inglese David Mills. I componenti della giunta dell'Anm non lo nominano mai e si sottraggono alle insistenze dei cronisti: "Nel nostro ordinamento - ribatte lapidario il segretario generale Giuseppe Cascini - non è consentito l'uso privato dei pubblici poteri. Non posso pensare che per impedire lo svolgimento di un processo se ne blocchino altri 100mila". Perché tanti sono, secondo un censimento fatto dall'Anm, i procedimenti che verrebbero "congelati" per un anno se diventassero legge gli emendamenti Vizzini e Berselli approvati ieri dal Senato. Un terremoto giudiziario che porterebbe il sistema italiano sull'orlo del baratro, con cancellerie e uffici letteralmente sommersi da comunicazioni, convocazioni e calendari da riscrivere. L'elenco dei reati per i quali varrebbe la norma che vuole il congelamento dei provvedimenti è lunghissima e Cascini la scandisce tutta d'un fiato: "Sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere, stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, corruzione, corruzione in atti d'ufficio... e ci fermiamo qui - conclude - perché la lista è davvero troppo lunga. Il rischio è che nei tribunali si generi un caos senza precedenti". "In armadio", insomma, finirebbero per più di un anno tutti i processi sui reati di maggiore allarme sociale, quelli che generano più insicurezza nella gente. Ce n'è abbastanza per scrivere un nuovo capitolo sulla tensione fra toghe e governo, ma l'Anm stoppa sul nascere ogni polemica. "Siamo preoccupati per quanto sta accadendo - spiega il presidente Luca Palamara dando la propria solidarietà ai colleghi milanese attaccati dal premier - Quando si denigra e si delegittima un singolo magistrato, si denigra e delegittima l'intera categoria. Atti che possono comportare un serio rischio per l'equilibrio tra poteri dello Stato. Un imputato ha il diritto di difendersi nel processo con i mezzi che l'ordinamento mette a disposizione, anche con le critiche. Ma la denigrazione è altra cosa". E "l'allarme per una situazione preoccupante", per usare le parole di Palamara, è altissimo. Anche perché le ultime mosse del governo in materia di intercettazioni e sospensione dei processi hanno lanciato segnali ben precisi nei confronti della magistratura. "Noi chiediamo al governo di mettere da parte questi provvedimenti e di tornare a discutere come abbiamo cercato di fare sin dall'inizio della legislatura - spiega Palamara - Serve un momento di riflessione politica sul tema che interessa tutti i cittadini, ossia il funzionamento del processo. E se l'Anm emette comunicati o dà pareri non è per creare interferenza con il lavoro della politica, ma solo perché siano osservazioni per migliorare il funzionamento dei processi". E in assenza di qualsiasi indicazione del ministro della Giustizia Alfano sull'impatto delle nuove norme, è l'Anm allora ad armarsi di tabelle e calcolatrice per valutarne gli effetti. E il numero dei 100mila processi, spiega Cascini, "è persino una stima persino prudenziale". "Cosa diremo ai genitori dei ragazzi vittima di incidenti stradali che aspettano giustizia? - prosegue - E alle vittime di una violenza sessuale? Gente che ha atteso sei anni e alla quale ora il governo vorrebbe che noi dicessimo "scusateci, aspettate ancora un altro anno il vostro turno". È inaccettabile". E inaccettabile, secondo l'Associazione, è anche il disegno di legge sulle intercettazioni licenziato la scorsa settimana dal governo. Una orma che, si legge in un comunicato, "avrebbe l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità. Si potrà dunque intercettare di meno, con grandi vantaggi per i criminali e senza reali benefici per la riservatezza delle persone e, soprattutto, a discapito della sicurezza dei cittadini".

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Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati.

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Mafia e massoni, perquisito circolo di dell'utri - salvo palazzolo alessandra ziniti (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Mafia e massoni, perquisito circolo di Dell'Utri Processi aggiustati, blitz nell'ufficio di Orvieto: sequestrati computer e documenti Indagini su una serie di incontri Prime ammissioni dei fermati negli interrogatori SALVO PALAZZOLO ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Rodolfo Grancini, il faccendiere che "sistemava" i processi dei mafiosi siciliani in Cassazione, aveva l'ufficio nella sede di Orvieto del "Circolo del buon governo" di Marcello Dell'Utri. E il senatore di Forza Italia lo incontrava senza problemi anche a Roma. Grancini era stato uno dei soci fondatori del circolo di Orvieto e ne era ancora il segretario, ma i magistrati della Dda di Palermo si sono comunque incuriositi per due suoi incontri con Dell'Utri, osservati dai carabinieri all'hotel Metropole della capitale: poco prima, Grancini aveva ricevuto alcuni dei suoi migliori clienti siciliani, Nicolò Sorrentino e Calogero Licata, che chiedevano di bloccare in Cassazione la pratica di un imprenditore agrigentino accusato di mafia. L'inchiesta che martedì ha portato a otto arresti e svelato una combine fra mafiosi e massoni, con la complicità di un impiegato della Suprema Corte, punta a chiarire che tipo di incontri si svolgessero nel circolo del buon governo di Orvieto. Ufficialmente, non era più attivo da tempo. Almeno sulla carta. Invece, sembra ci fosse un gran movimento in via Muzio Cappelletti, così hanno accertato le intercettazioni disposte dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. Per questa ragione, i pm Asaro, Guido e Padova hanno disposto la perquisizione della sede del circolo. I carabinieri hanno sequestrato computer e documenti. Adesso cercano riscontri alle promesse e gli impegni che Grancini prendeva al telefono, con i suoi amici fin troppo vicini alle cosche. Assicurava l'impegno di amici altolocati. Proprio come quelli che aveva riunito al circolo del buon governo di Orvieto: fra i 2.200 iscritti, ci sarebbero anche ambasciatori, alti prelati e dirigenti ministeriali. "L'aiuto dei gesuiti" citato più volte da Grancini nelle telefonate erano invece le lettere che sarebbero state scritte da padre Ferruccio Romanin ai giudici, "per chiedere perdono e clemenza" nei confronti dei clienti del faccendiere. Sul rettore di Sant'Ignazio, adesso indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, la curia provinciale d'Italia dei gesuiti dice: "Confidiamo nel lavoro di chiarificazione dei fatti da parte della magistratura". Ma anche: "Ribadiamo la stima e solidarietà a padre Ferruccio, ben conoscendo la sua correttezza e grande carità apostolica". Ieri, i magistrati hanno interrogato il ginecologo palermitano Renato Di Gregorio, anche lui arrestato perché perorava un intervento di Grancini in Cassazione sulla sua condanna per abusi sessuali: il medico avrebbe offerto spunti interessanti sulla catena delle complicità, quella che l'inchiesta sta cercando di ricostruire. I pm hanno il pesante sospetto che accanto all'ausiliario di cancelleria della seconda sezione della Cassazione, Guido Peparario, si muovesse anche qualche altro impiegato pronto a insabbiare i fascicoli.

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Scodinzolini (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Scodinzolini Marco Travaglio C'era una volta Licio Gelli,venerabile maestro del minimalismo. E, soprattutto, dell'ingenuità. Nel Piano di rinascita democratica della P2 scrisse che, per controllare i giornali, bisogna corrompere i giornalisti, "almeno due a testata". Poveretto. Non aveva capito che molti giornalisti obbediscono anche gratis, e prima di ricevere ordini. Lasciamo stare gli house organ tipo Il Giornale che, mentre il padrone abolisce i suoi processi e ricusa il suo giudice, titola: "Ci risiamo: guerra a Berlusconi". Lasciamo stare il semprelucido Paolo Guzzanti che, con l'esercito per le strade e i poteri legislativo ed esecutivo che soffocano il giudizia- rio e l'informazione, denuncia "la tentazione autoritaria della sinistra". Lasciamo stare la voce bianca Mario Giordano che, poveretto, attribuisce il lodo Schifani agli "altri paesi civili, come la Francia o gli Usa" (così civili che in Francia l'immunità provvisoria è solo per il capo dello Stato, non per il premier; e negli Usa s'è processato un certo Clinton, il presidente, l'uomo più potente del pianeta terra). Ecco, lasciamo stare Tiramolla e passia- mo al Corriere. Nella staffetta dei vedovi inconsolabili del Dialogo, ieri era il turno di Piero Ostellino. Il quale, come già Franchi, Franco e Panebianco, stigmatizzava la svolta del Pd, a suo dire ridotto a "forza di pura agitazione" (magari). Non una riga su quel che sta facendo il governo Berlusconi, che poi è la causa della svolta del Pd. Interessa solo l'effetto. Sul berlusconismo eversivo che calpe- sta la Costituzione, la divisione dei poteri, il principio di eguaglianza e, pur di liberarsi del processo Mills, sospende sine die tutti quelli per rapine, furti, scippi, violenze al G8 (ma solo quelle degli agenti), crac Cirio, affare Oil For Food, non una parola. Anzi, Ostellino prende per buone tutte le balle di regime, ribaltando totalmente la realtà: "L'emendamento rinvia i processi minori" (la corruzione giudiziaria è "minore"?!) e il Lodo "mette al riparo le cariche istituzionali dalle incursioni della magistratura" (regolari processi avviati da anni sarebbero "incursioni"!?). Per lui il vero pericolo è un Pd che "rischia di (ri)precipitare nel rivoluzionari- smo verbale" (magari) anzichè far il suo dovere di opposizione: cioè digerire pure il Lodo, invitando però "Berlusconi ad assumersi la responsabilità delle misure" e - questa è strepitosa - "a impegnarsi a non sottrarsi" ai processi "una volta assolto il mandato". Se no il Pd dimostrerebbe di "voler sconfiggere il centrodestra per via giudiziaria". Ecco: affermare l'art. 3 della Costituzione e lasciar celebrare i processi secondo le leggi vigenti è la prova che si vuol abbattere il Cainano. Dunque, per dissipare il sospetto, bisogna dargliele tutte vinte, invitandolo però a "prendersi le sue responsabilità" (cosa che peraltro lui ha già fatto con la sfrontata lettera al fido e scodinzolante Schifani). È il solito ritornello della "guerra tra politica e magistratura", come la chiamano i giornali paraculi, anche se qui a fare la guerra è uno solo, il solito. Esemplare la "cronaca" su La Stampa di Augusto Minzolini, valoroso inviato embedded nelle fioriere di Palazzo Grazioli e sotto le scrivanie di Palazzo Chigi. Origliando origliando, non riesce più a distinguere quel che accade nella realtà da quel che gli soffiano le sue fonti. E allora "i magistrati di Milano sono in rivolta, assecondati da Csm e Anm" e soprattutto "sobillati da Di Pietro" (gliel'ha confidato un MochoVileda abbandonato dalla colf del Cainano). Per cui "Berlusconi, fiutata la trappola, tira dritto come un carrarmato", incurante delle bavose "lagnanze del Capo dello Stato". Ed ecco la prova che la giudice Gandus ce l'ha con lui: "Ho un testimone - dice il premier secondo Minzo - che ha ascoltato una conversazione tra la Gandus e un altro magistrato. Gandus ha detto: "A questo str. di Berlusconi gli facciamo un c. così. Gli diamo 6 anni e poi lo voglio vedere a fare il presidente del Consiglio"". È la pistola fumante: un cronista dice di aver saputo da un altro che il premier ha detto a nonn si sa chi di aver saputo da un Mister X che aveva sentito una giudice dire una cosa. E tanto basta per provare che la giudice è prevenuta. Il tutto mentre si vorrebbero cestinare le intercettazioni in cui il Cainano, con la sua voce, mercanteggia con Saccà: ecco, quelle non provano nulla, non valgono. Resta da capire chi sia Mister X. Igor Marini? Scaramella? O magari David Mills, che come supertestimone ha sempre dato ottima prova, specie dopo aver incassato 600 mila dollari da Milano2. Ora d'Aria.

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Fisco & Mediaset: spiate tra colleghi Milano, inchiesta su tangenti per annullare cartelle esattoriali. Coinvolto De Zan (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Fisco & Mediaset: spiate tra colleghi Milano, inchiesta su tangenti per annullare cartelle esattoriali. Coinvolto De Zan Un funzionario, infedele, dell' Agenzia delle entrate, due commercialisti ed un noto giornalista sportivo. Sono questi i principali protagonisti di un'inchiesta condotta dalla procura milanese su un giro di tangenti pagate al fine di annullare cartelle esattoriali. In questa storia molto italiana sono finiti agli arresti quattro persone: i commercialisti Antonio Caggiula (in carcere) ed Enzo Astolfi (ai domiciliari), l'investigatrice privata Emanuela Marcellino (ai domiciliari) e il funzionario dell'Agenzia delle Entrate Giuseppe Lomuti (in carcere). Tra gli indagati poi figura anche il giornalista sportivo di Mediaset Davide De Zan, figlio di quell'Adriano che per anni è stato la voce del ciclismo italiano sulla Rai. De Zan si sarebbe avvalso della complicità di Giuseppe Lomuti per ottenere informazioni sullo stato patrimoniale di due suoi colleghi e capi: Sandro Piccinini (conduttore di Controcampo) e Paolo Ziliani. De Zan chiedeva a Lo Muti di estrapolare dal sistema telematico i dati dei due, che poi il funzionario provvedeva a stampare ed a consegnare allo stesso giornalista Mediaset. De Zan, le cui conversazioni con il funzionario dell'Agenzia delle entrate erano ascoltate dall'autorità giudiziaria, in una telefonata dell'aprile del 2008, sospettando di essere intercettato, chiede a Lo Muti se "non è meglio, magari, non parlarne al telefono di queste cose". Il giornalista ieri ha detto di essersi già chiarito con i due suoi colleghi, spiegando loro che non era sua intenzione spiarli e di aver avuto informazioni da un amico di lunga data per questioni personali. I reati ipotizzati nell'inchiesta condotta dal pm Francesco Prete sono di vario tipo e vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, fino all'accesso abusivo al sistema informatico per rivelare dati coperti dalla privacy. Tutto è nato dalla denuncia degli eredi di un cliente del commercialista Astolfi, ai quali il professionista, dietro un congruo versamento, aveva proposto "di seguire una scorciatoia per definire una controversia di tipo fiscale e ottenere l'annullamento della cartella esattoriale". Ma dopo aver versato il denaro, i clienti si sono visti ugualmente recapitare un'ingiunzione di pagamento e per questo si sono rivolti alla magistratura. Da quanto accertato Lomuti avrebbe, tra l'altro, ricevuto con cadenza regolare somme imprecisate di denaro per azzerare o quasi i debiti fiscali dei clienti dello studio del commercialista Caggiula. gi.ca.

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Due mesi di rodaggio Poi è tornato il Caimano (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Due mesi di rodaggio Poi è tornato il Caimano Natalia Lombardo / Roma Un superattivismo da parte di Silvio Berlusconi, che ieri ha cercato di ricucire lo "strappo" con il Quirinale, in una colazione di lavoro offerta dal presidente Napolitano. Un appuntamento previsto ma sul quale è stato mantenuto il riserbo. Tema: il Consiglio Europeo che si apre oggi a Bruxelles. Con Berlusconi anche i ministri degli Esteri, Frattini, dell'Interno, Maroni, della Giustizia, Alfano, dello Sviluppo economico, Scajola e delle Politiche Comunitarie, Ronchi. Sul tavolo anche la manovra finanziaria. Sarebbe rimasta in anticamera la ragione dello "strappo": l'emendamento "salva-Silvio" che ieri mattina è stato approvato al Senato. E che blocca anche i processi per stupro, dopo aver tagliato i fondi per contrastare la violenza alle donne. Berlusconi non si ferma: ieri Tremonti ha varato nel consiglio dei ministri la manovra triennale che ha già diviso i sindacati isolando la Cgil, come nel quinquennio 2001-2006. Il premier paternalista annuncia: "Ho chiesto ai ministri di fare sacrifici". Che tutti accettano, dato che lui si compiace "soddisfatto" della squadra di governo, anzi ora "è un piacere" lavorare con ministri "giovani all'insegna della concretezza", dice dopo il Cdm. Certo non ha spine nel fianco, come fu l'Udc di Follini prima e Casini poi. Le grane però sono a poche miglia: si annuncia un visita del premier da Gheddafi in Libia entro la fine di giugno. Ancora una volta, però, in nome della sovranità del Parlamento il presidente del Consiglio utilizza le istituzioni per tutelare se stesso. Si ripete quindi il copione del 2001, quando a intervalli regolari sono state approvate le cosiddette "leggi vergogna", quelle ad personam studiate dagli avvocati-deputati del premier: Pecorella (che poi ammise: "riguardavano dei processi penali in corso") e Ghedini (ora il vero ministro della Giustizia). A governo appena insediato nel 2001 fu abolito il falso in bilancio; alla fine del 2002 fu approvata la Legge Cirami sul "legittimo sospetto" contro un "pregiudizio" dei magistrati (e Berlusconi, come oggi, si vide bocciare la ricusazione dei giudici milanesi del processo Imi-Sir-Lodo Mondatori e Sme-Ariosto). E per difendere la legge, nel salotto di Vespa, allora come oggi Silvio dixit: "La legge Cirami è fatta per salvaguardare tutti i cittadini", per evitare che un "pregiudizio" sia attuato "con sentenze già scritte prima del processo". Da quella comoda tribuna mediatica annunciò la separazione delle carriere con la riforma della Giustizia (ancora non ci è riuscito, però). Il tutto mascherato dalla tesi del complotto mondiale: "C'è un'internazionale giacobina dei giudici che si batte per vedere attribuito compiti politici alla magistratura". Da qui una legge per rendere più complicate le rogatorie internazionali. Altro tentativo: il Lodo Schifani, per congelare i processi alle più alte cariche dello Stato. Scovati elementi di incostituzionalità, adesso la maggioranza ci riprova, ben attenta a non farsi "pizzicare" dalla Corte Costituzionale. Quella contro i magistrati è un'ossessione di Silvio. L'obiettivo principale è limitarne l'autonomia, annientare il potere di quelle che ha sempre bollato come "toghe rosse", e ritenere il singolo pm come un oscuro manovratore ai suoi danni, facendo finta che il conflitto d'interessi non esista. Già come leader di Forza Italia, nel Silvio II, criticò la richiesta di arresto per Marcello Dell'Utri affermando, da Bonn, che la misura di custodia era in realtà "determinata da motivi politici". Ne conseguì una causa di diffamazione per il premier da parte del pool di magistrati di Palermo (con Gianfranco Caselli, il grande nemico) che finì poi alla Consulta. Nel 2003, durante i processo Imi-Sir/Mondatori fece la sua requisitoria contro i giudici di Milano per difendere Cesare Previti dalla "persecuzione politico-giudiziaria". Alla fine l'amico avvocato è stato condannato, lui no. Per non parlare dell'attacco agli ex magistrati, come Gerardo D'Ambrosio, che hanno deciso di candidarsi (dimenticando quelli di centrodestra): "Che ci sia collateralismo tra certa parte della magistratura e il principale partito della sinistra è nelle cose", disse Berlusconi nel febbraio 2006, poco prima di riprendersi il potere. E ora, in soli due mesi, l'attacco è cominciato con i divieti alle intercettazioni, il blocco dei processi cucito su misura. E il bavaglio alla stampa. Forse Silvio ha imparato troppo dall'amico Putin. Adesso Berlusconi si sente immune grazie al "mandato avuto dagli elettori" fin nelle Isole. Finora aveva mostrato la faccia buona di chi vuole elevarsi a statista e fare le prove generali per il Quirinale. Così ha avvolto Veltroni con l'illusione del possibile dialogo. Un gioco di prestigio sfumato dopo appena due mesi di governo. Il cavaliere sarebbe "deluso" da Walter, dicono i suoi, perché "ostaggio di Antonio Di Pietro". Certo il dialogo costa mediazioni, così a Silvio IV conviene tornare ad essere il Caimano, decidendo le strategie di governo più a casa sua a Palazzo Grazioli che a Palazzo Chigi.

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Giusto, Veltroni torni tra la gente Cara Unità, mentre continua la luna di miele del g (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Giusto, Veltroni torni tra la gente Cara Unità, mentre continua la luna di miele del governo Berlusconi con gli elettori (e purtroppo ne abbiamo avuto conferma anche con le elezioni in Sicilia) per merito dei primi provvedimenti presi, "abolizione dell'Ici, detassazione degli straordinari per una parte di lavoratori che favoriscono alcune famiglie in difficoltà (ma non erano queste le priorità da affrontare subito), vengono fatti proclami sui fannulloni, sulla sicurezza", che non sono altro che lo specchietto per le allodole, perché questi fanno effetto sull'elettorato. Nello stesso tempo si vogliono proibire le intercettazioni, togliendo potere alla Magistratura e privando i cittadini delle informazioni. Il decreto sulla sicurezza presentato dal Governo, il ritorno al primo "lodo Schifani" che mette al sicuro il Presidente del Consiglio dai suoi eventuali processi. Si vuole utilizzare l'Esercito per l'ordine pubblico, e proclamare l'orario di lavoro libero, anche 65 ore settimanali. Giustamente di fronte a queste decisioni, autorevoli personaggi esprimono preoccupazione: " Sembra di essere di fronte ad un fenomeno che l'Italia ha conosciuto in altri decenni, Leggi Speciali" parole di Rodotà riportate da l'Unità di lunedì 16 giugno. Questo pericolo preoccupa solo una piccola parte di Italiani, la parte più informata, mentre la gran parte dei cittadini sembra indifferente, prestano più attenzione ai proclami " guerra ai fannulloni, sicurezza, via gli emigrati irregolari, Ici, ecc.. Con queste leggi la maggioranza chiude le porte al dialogo; sono passati solo alcuni giorni dalla visita di Bush, al quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano diceva: in Italia il clima politico è cambiato, invece la maggioranza con le sue decisioni ritorna al passato peggiore. Problemi gravi sui quali manca l'informazione necessaria. Credo che la proposta lanciata da Antonio Padellaro nell'editoriale dell'Unità di sabato 14 giugno, sia da prendere in seria considerazione, "propone a Veltroni accompagnato da altri dirigenti del Pd, di tornare a fare il giro delle piazze d'Italia, ripetere l'esperienza fatta con successo durante la campagna elettorale", per far conoscere alla gente, quali sono le vere intenzioni di questo governo. G.P. Fabbrizzi Berlusconi immune, così la finiamo una volta per tutte Cara Unità, facciamo una bella legge: "Berlusconi non è perseguibile ai sensi di nessuna legge passata presente o futura, per nessuno degli eventuali reati da lui commessi in passato, presente o futuro". E la finiamo lì, con questo cinematografo. Risparmiamo tempo, denaro, discussioni parlamentari, cause, magistrati e tribunali, dibattiti tv, dichiarazioni, fraintendimenti e controesternazioni, intercettazioni, lodi, fiducie e maldipancia... Risparmiamo inoltre al sistema legislativo italiano ulteriori norme imbavaglia-Pm, intasa-procure e salva-ladri-mafiosi-corrotti e bancarotti. E dimmi se questa non è una legge ad personam che va a vantaggio di tutti quanti! Alessandro Paganini, Genova Manovra, in arrivo tagli a sanità e scuola Cara Unità, nella manovra di Tremonti, ci sono sei miliardi a danno della sanità e non ho capito ancora quanti a scapito della scuola? Benissimo... È come dire tagliamo la testa e mani e piedi a un paese. leggo che ritorneranno i ticket sanitari, anche se in molte regioni come l' Emilia ci sono sempre stati. C'erano, purtroppo, e si pretendevano anche per quei pensionati che avevano come somma di reddito di coppia, un reddito considerato discreto. Discreto ieri ma , oggi , con gli aumenti dei prezzi che hanno stravolto le famiglie, sono bassi. Aggiungo che ad una certa età,salvo casi eccezionali, la salute non è la stessa dei vent'anni, e quindi la spesa per la salute rappresenta un costo non da poco per le famigliese poi sommiamo i tempi d'attesa per le analisi o gli interventi. Le spese del governo , per la sanità avrebbero solo dovuto essere aumentate. Così, per sostenere i poveri abbiamo tolto l'Ici anche ai ricchi? Questa maggioranza non ha fatto altro che parlare di famiglie povere e degli aiuti che voleva dare a questa famiglie, Forse ne abbiamo frainteso il senso... Forse volevano dire che avrebbero voluto occuparsi delle famiglie " dei poveri ricchi ", tutte quelle che non avendo esattamente i capitali di Silvio, erano da considerarsi povere... Faremo il ponte sullo stretto tagliando sulla salute dei cittadini e sull'istruzione ? I principali pilastri per misurare la civiltà di un paese? Stiamo diventando un paese da terzo mondo, che assiste impotente ad ogni abuso di potere. Eppure la gente sembra non capire, se guardiamo i risultati elettorali della Sicilia... Allora, siamo già in mano, sudditi strumentalizzati dai poteri televisivi e dai media, al volere di uno solo e dei suoi tirapiedi? Questa cosa ha un brutto nome... come la chiamavamo quando eravamo in democrazia? Gabriella Rovatti Maturità: Montale? Non ci sono arrivati... Cara Unità, sono in casa in attesa che mia figlia torni dalla prima prova di esame per la sua maturità. So che ha studiato tantissimo, sempre. Aspettava questo giorno per fare un tema su di un autore italiano, quello che sarebbe uscito. Purtroppo leggo che il tema di letteratura riguarda Montale che, penso, non sono riusciti a studiare nel loro programma. Penso a come si può sentire, privata della possibilità di dimostrare la sua preparazione in letteratura italiana. Speriamo che le mie premonizioni siano sbagliate! Riesco a provare i possibili disagi di mia figlia così come riesco ancora a sentire il freddo estremo, la fame pungente, il colore della neve, il profumo della polenta e formaggio, il crocchiare dei pidocchi sulla stufa, l'abbaiare dei cani, gli urogalli! e quant'altro ci ha lasciato Mario Rigoni Stern. Un saluto ad un italiano vero. Luciano Galli Omaggio a un grande uomo Mario Rigoni Stern Cara Unità, arrivare a casa... senza perdere un uomo. Era il sogno sfrenato di chi era al fronte, in una guerra dura e folle, come tutte le guerre. È morto un semplice e senza frontiere come Mario Rigoni Stern, nato ad Asiago, paese su un Altopiano, noto oggi per il formaggio incellofanato nei supermercati, dal costo basso rispetto ad altri . Non c'è più un uomo mai diviso dalla terra e dalle creature che l'abitano. Se ne è andato un'altro che ha raccontato la vita: speriamo che i bimbi di oggi sappiano un giorno, diventando grandi, che la montagna non la si conquista, che è una salita della terra abitata dalle stagioni e non c'è confine nell'amarle, pianure e montagne. Doriana Goracci.

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Condannati gli agenti-rapinatori derubavano coppiette e stranieri - sarah martinenghi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Torino Pene fino a sei anni con il rito abbreviato per tre poliziotti sorpresi dai colleghi dopo l'ultimo colpo Condannati gli agenti-rapinatori derubavano coppiette e stranieri SARAH MARTINENGHI Erano poliziotti, ma sotto la divisa da guardie batteva un cuore bandito. Con tre condanne e due rinvii a giudizio si è conclusa ieri l'udienza preliminare sull'inchiesta che aveva portato in cella quattro agenti di polizia e un informatore, che entravano negli appartamenti di immigrati con la scusa di dover fare delle perquisizioni, rapinandoli invece di denaro e orologi. Il gup Sandra Casacci ha inflitto in abbreviato, con lo sconto di un terzo della pena, una condanna di sei anni di carcere a Giuseppe Sofia, ispettore capo, e quattro anni e quattro mesi all'agente Salvatore Di Viercio. Il basista Giovanni Quarantiello, imprenditore, è stato condannato a quattro anni e nove mesi, mentre per i due agenti che hanno scelto il processo ordinario, Salvatore Majol e Luigi Cicchetti, è stato disposto il rinvio a giudizio. I poliziotti, tutti impiegati nei commissariati Dora Vanchiglia e Barriera di Milano, avevano scelto di varcare il confine della legalità per guadagnare in modo facile qualche soldo di più. Giuseppe Sofia, 40 anni, di cui 20 passati in servizio, aveva una situazione familiare difficile e aveva confessato di "voler solo garantire un futuro alla sua figliastra" a cui servivano terapie e medicine: era lui, però, secondo il pm Giuseppe Ferrando titolare dell'inchiesta, il leader del gruppo, l'uomo più anziano, generoso, un amico per molti, in grado di trascinare i suoi colleghi più giovani. Gli altri poliziotti infatti, tutti di età tra i 25 e i 30 anni, avrebbero partecipato alle rapine per concedersi qualche lusso, come una macchina nuova o un bel vestito. Secondo l'accusa i poliziotti avrebbero commesso almeno sei rapine ai danni di immigrati e una decina di piccole estorsioni a coppiette di stranieri che si appartavano in luoghi isolati. L'inchiesta della procura era nata da indagini che inizialmente si concentravano su Quarantiello: l'imprenditore era sospettato di procurare false buste paga e documenti a immigrati per ottenere il permesso di soggiorno. Dalle intercettazioni telefoniche era emerso anche che era il basista, forniva cioè informazioni ai poliziotti, che su sua indicazione facevano irruzione a colpo sicuro in appartamenti di stranieri, per fare poi razzia di contanti e gioielli. Le perquisizioni ovviamente non erano autorizzate, ma i poliziotti confidavano sul fatto che difficilmente gli immigrati avrebbero sporto denuncia. Secondo l'accusa la banda arrotondava anche compiendo rapine ai danni di coppiette che si appartavano: puntavano i loro fari su un'auto e poi minacciavano di raccontare tutto ai familiari, chiedendo così 50 o 100 euro che servivano a "chiudere un occhio". Era però con le rapine negli appartamenti che gli agenti riuscivano a guadagnare di più: una volta ad esempio avevano trovato 70 mila euro, un'altra 20 mila. I poliziotti si dividevano i soldi e ne davano anche una parte a Quarantiello, come ringraziamento per le informazioni ricevute. "Non usavamo violenza o minacce - aveva confessato Sofia - perché in genere bastava estrarre il tesserino, anche se eravamo in borghese, e la pistola d'ordinanza. Solo una volta, in via Rueglio, per precauzione abbiamo dovuto bloccare un nigeriano legandogli le mani dietro la schiena". In quell'occasione i poliziotti-rapinatori si portarono via anche un computer portatile e telefoni cellulari. L'ultimo colpo subito prima di essere arrestati lo avevano fatto in casa di una donna incinta e del suo compagno: "Credevamo di trovare una prostituta e il suo protettore - avevano raccontato - ma la situazione era diversa, e allora prendemmo solo le cinture griffate. Quando sono sceso in strada abbiamo visto i nostri colleghi, e abbiamo capito che era finita".

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L'Unità (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del "l'Unità" La prima pagina de "l'Unità" del 15 giugno su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

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Legge oscena, ci vorrebbe una rivolta (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del LE VOCI "Legge oscena, ci vorrebbe una rivolta" Domenica 15 giugno Travaglio nell'articolo "Arrestateci tutti" invitava tutti i giornalisti a continuare a scrivere notizie nonostante il bavaglio del ddl sulle intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Si riporta l'Italia indietro di un secolo Da circa un anno non faccio che pensare alla mattina in cui i carabinieri sono arrivati a casa mia per cercare le prove della divulgazione di atti "coperti da segreto" da me effettuata nell'ambito dell'inchiesta "Why not". Uno dei più grandi scandali della recente storia calabrese, che ha visto sparire nel nulla centinaia di milioni di euro, è stato trasformato in una sorta di caccia al magistrato che ha avuto la sfrontatezza di fare le indagini e ai giornalisti che hanno avuto l'ardire di volerle raccontare. Chi ha provato a dire la verità è stato indagato, perquisito, messo al bando, ricattato, additato come il complice di chissà quale congiura. Ma informare i cittadini non fa parte di una congiura. Volerlo impedire, invece, sì. È un tentativo maldestro di eliminare diritti costituzionalmente garantiti e di riportare l'Italia indietro di un secolo. Disobbedire, in questo caso, è più che un dovere. Un'esigenza vitale, per permettere a noi giornalisti di continuare a chiamarci tali. Ogni sforzo, finalizzato a impedire la concretizzazione di leggi assassine della libertà di stampa, deve essere messo in campo. Con l'onestà intellettuale e la passione di chi, nonostante tutto, ancora crede che in Italia dire la verità sia possibile. Chiara Spagnolo (Quotidiano della Calabria) Aderiscano anche direttori ed editori Aderisco anche io alla tua campagna "Arrestateci tutti", anche se la mia adesione non serve a niente e anche se nulla o pochissimo potrò fare contro questa legge oscena. Dovrebbero aderire i direttori. E dovrebbero aderire soprattutto gli editori. Ma direttori ed editori sono due categorie che poco hanno a che fare con il giornalismo come lo intendiamo noi. Sono due categorie che, nella quasi totalità dei loro membri, poco hanno a cuore la libertà di stampa. Claudio Sabelli Fioretti Ci vorrebbe una rivolta dei giornalisti Caro Direttore, non posso che aderire alla proposta di Travaglio. Dare le notizie, resta il compito unico e solo dei giornalisti. Accettare di tacere significherebbe smettere di fare questa professione. La scelta di imporre un bavaglio per legge, a pensarci, ha un suo lato positivo: mette finalmente la categoria dei giornalisti di fronte alla necessità di scegliere. (...) Per quanto mi riguarda la scelta è sempre stata ovvia: pubblicare tutto quello che ha valore di notizia e che influisce sulla possibilità dei cittadini di formarsi una libera opinione con la dovuta conoscenza dei fatti. Per farlo ieri si pagavano prezzi come i processi per violazione di segreto d'ufficio, le perquisizioni. Oppure si diventava scomodi e si veniva cacciati dalle redazioni come è successo al sottoscritto. A qualcuno dalle mie parti è anche andata peggio. Da oggi si potrà anche andare in carcere se si pubblicano intercettazioni o atti del fascicolo del Pm anche se non secretati. Un prezzo in più da pagare in un Paese che purtroppo finisce per assomigliare sempre di più a certi Stati sud americani. Ma nessuno ci ha mai detto che quello del giornalista fosse un mestiere facile, né, di farlo ce lo ha prescritto il medico. Domenico Valter Rizzo (Annozero).

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Pizzo per finanziare la guerriglia tamil - salvo palazzolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Palermo Pizzo per finanziare la guerriglia tamil Sette immigrati in carcere per terrorismo. Il capo era un cameriere L'operazione in tutta Italia ha portato in cella altri 20 militanti delle "tigri" SALVO PALAZZOLO Da Palermo partivano, in direzione Svizzera, 40 mila euro al mese per finanziare la causa delle "Tigri" tamil, che dal 1983 si battono in Sri Lanka contro l'etnia cingalese, per ottenere uno stato indipendente nel nord del Paese. Dal 2006, i combattenti tamil sono ormai ritenuti "terroristi" dalla comunità internazionale: ecco perché, all'alba di mercoledì, la Digos ha eseguito un decreto di fermo disposto dal sostituto procuratore Antonio Ingroia. Contemporaneamente, la Procura di Napoli ha fatto scattare altri 20 arresti, fra il Nord Italia e la Campania. A Palermo, in manette sono finiti sette immigrati tamil accusati di aver coordinato la raccolta dei fondi per la causa delle Tigri. Avrebbero imposto "donazioni per la causa" ai membri della comunità di Palermo, una delle più numerose d'Italia. Pesante l'imputazione che adesso viene contestata: "associazione a delinquere finalizzata al delitto di organizzazione terroristica e di eversione". Spiega il pm Ingroia, componente del dipartimento distrettuale antiterrorismo: "Per la legge, non c'è differenza fra chi commette atti terroristici e chi li finanzia". Fra i sette fermati ci sono volti noti della comunità di Palermo. Legori Junis Antipuro, 41 anni, di professione collaboratore domestico, era la guida e il tesoriere del comitato coordinatore tamil, con sede in via Paolo Balsamo 11. I poliziotti della Digos, coordinati da Maurizio Ficarra, l'hanno tenuto a lungo sotto controllo, anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. "Non è stato davvero facile ascoltare quei dialoghi - dice il questore Giuseppe Caruso - ma abbiamo fatto anche questo, grazie ad alcuni interpreti". Sono state proprio le intercettazioni a svelare la rete di collaboratori di cui si serviva Antipuro. Molti gravitavano non solo nel centro di Paolo Balsamo ma anche nella palazzina di via Dante 210, il simbolo dell'amicizia fra i palermitani e il popolo dello Sri Lanka. Lì ha sede l'associazione per la riabilitazione dei tamil ("Tro"), che negli ultimi anni ha organizzato tantissime iniziative, la più grande è la campagna di solidarietà per le vittime dello tsunami, a cui hanno aderito migliaia di siciliani. Secondo la ricostruzione dell'accusa, i due centri sarebbero stati un "paravento". Ribatte l'avvocato Vincenzo Gervasi, che assiste tre dei fermati: "Negli anni scorsi, analoghe contestazioni, formulate con i reati di associazione a delinquere ed estorsione, si sono risolte con l'assoluzione di tutti gli imputati". Ma adesso l'accusa è di terrorismo. Sostiene la difesa: "Quei soldi, raccolti attraverso donazioni, sono serviti esclusivamente a finalità benefiche. I comitati non hanno alcun rapporto con la struttura militare". "Questa operazione non vuole in alcun modo criminalizzare la comunità tamil - dicono il questore e il pm Ingroia alla conferenza stampa - anzi, in moltissimi casi, i componenti della comunità sono stati vittime di un sistema che li obbligava a offrire presunte donazioni". Aggiunge Caruso: "In cambio, i membri dell'organizzazione davano delle ricevute, che poi potevano essere esibite come prova della "messa a posto", magari anche nel loro paese di appartenenza". Le manette sono scattate per Joseph Charles Quintan, 52 anni; Pethurupillai Jesuthasan, 49 anni; Siluvarasa Rohan, 38 anni; Pulenthiran Sebastiampillai Selvarajah, 31 anni; Jeyaraj Jakob, 33 anni; Jeevakumar Joseph Robert, 38 anni. Tutti collaboratori domestici.

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Killer e sorvegliato modello - alessandra ziniti (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VIII - Palermo Killer e sorvegliato modello L'assassino di Ingarao: "Dopo il delitto firmai alla polizia" Scattano cinque provvedimenti dopo la cantata dei pentiti del clan Lo Piccolo ALESSANDRA ZINITI Avevano entrambi l'obbligo di firma al commissariato Zisa. Così, senza destare sospetti, Andrea Bonaccorso, ex fedelissimo dei boss di San Lorenzo Salvatore e Sandro Lo Piccolo, teneva d'occhio i movimenti del "traditore" che i capimafia avevano deciso di uccidere, Nicola Ingarao, l'uomo che un altro boss, Nino Rotolo, aveva nominato d'imperio reggente di quel mandamento. Fino alla mattina del 13 giugno dell'anno scorso quando, dopo aver assassinato Ingarao proprio all'uscita del commissariato, Bonaccorso andò a casa a cambiarsi d'abito e tornò ad apporre la sua firma nel registro dei sorvegliati speciali. Il particolare è uno dei più raccapriccianti del delitto raccontato nei minimi particolari dallo stesso Bonaccorso, oggi collaboratore di giustizia, e da Gaspare Pulizzi, anche lui pentito. Le loro dichiarazioni, assieme ai riscontri di polizia e carabinieri, hanno portato i magistrati della Dda Roberta Buzzolani, Maurizio de Lucia e Francesco Del Bene a fare piena luce sull'omicidio e ad ottenere dal gip l'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare notificate ieri in carcere a mandanti ed esecutori del delitto di Nicola Ingarao: oltre ai due Lo Piccolo, Andrea Adamo, Paolo Di Piazza e Vito Sandro Palazzolo, tutti con compiti di appoggio. A sparare furono Pulizzi e Bonaccorso, che accerchiarono Ingarao e fecero fuoco. Poi, in moto, raggiunsero la base del commando, la casa di Paolo Di Piazza a Villagrazia di Palermo, e distrussero le armi. Sul luogo del delitto i killer avevano la copertura dello stesso Di Piazza, di Andrea Adamo e di Sandro Lo Piccolo, pronti ad entrare in azione. "Io e Pulizzi - ha raccontato Bonaccorso - eravamo sulla Transalp. Adamo era a bordo della Honda Sh del figlio di Di Piazza. All'altezza del bar La Cubana, abbiamo incontrato Sandro Lo Piccolo. Anche lui era armato con una calibro 38 e si è fermato in via Scobar, poichè era poco pratico dei luoghi. Pulizzi ha sparato altri colpi, che ricordo nel numero di sei, con entrambe le pistole. Noi avevamo i caschi, io avevo un casco integrale nero e Pulizzi un altro casco sempre nero, non integrale". Il delitto ebbe almeno tre testimoni, ma nessuno collaborò alle indagini. I killer ebbero il tempo di accorgersene. "Di fronte a dove avvenne l'omicidio c'era una persona, credo al balcone, e due sul marciapiede di fronte, che hanno visto tutto", racconta ancora Pulizzi che poi spiega così il movente del delitto: "Ingarao doveva essere ucciso perché era uomo di Rotolo e come era emerso dalle intercettazioni si era espresso in modo pesante nei confronti dei Lo Piccolo". Quello di Ingarao, hanno sottolineato ieri magistrati e investigatori, è stato l'ultimo delitto di mafia in città. "Eliminando il capomafia i Lo Piccolo hanno cercato di espandersi in zone della città fino ad allora precluse al loro dominio. Se i seguaci di Rotolo avessero reagito, certamente quello sarebbe stato il primo delitto di una cruenta guerra di mafia. La guerra di mafia non è scoppiata semplicemente perché, dopo gli arresti di molti appartenenti al clan Rotolo, non è stato trovato un personaggio all'interno di quello stesso clan che avrebbe potuto guidare la riscossa dopo l'omicidio Ingarao".

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Retata di cingalesi: "soldi al terrorismo tamil" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina I - Napoli La famiglia di Mogan, il presunto capo, collaboratore di un chirurgo estetico, non crede alle accuse: "è bravo e ama l'Italia" Retata di cingalesi: "Soldi al terrorismo tamil" Una retata della Digos nella comunità cingalese: otto arresti a Napoli, altri venti in Italia. Secondo gli inquirenti, gli immigrati finiti in carcere fanno parte delle "Tigri Tamil", finanziano il movimento separatista e gli attentati nello Sri Lanka con soldi che i connazionali sono costretti a pagare. Circa trenta euro al mese: 3,5 milioni in Italia il totale. Mogan, infermiere nello studio di un chirurgo estetico, immigrato modello, dirige la cellula di Napoli (Lazio e Campania). La famiglia di Mogan, ai Quartieri Spagnoli, non crede alle accuse. "è bravo e tornerà presto a casa. Ama l'Italia, il nostro sogno è vivere sempre qui". Sessantamila intercettazioni. ANTONIO CORBO A PAGINA IX.

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"ecco mogan, capo delle tigri tamil" - antonio corbo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IX - Napoli "Ecco Mogan, capo delle Tigri Tamil" Un infermiere e altri sette cingalesi: qui la base che finanziava i terroristi Quartieri Spagnoli immigrato modello al vertice della struttura Parla la famiglia Lavora da un chirurgo estetico Le fasi dell'arresto dopo due anni di indagini Digos ANTONIO CORBO Quattro gradini e una porta blindata amaranto. Ingresso indipendente, si precisava con malizia una volta. Vico Lungo a Montecalvario 27, un angolo soffocato da tufo, cemento scorticato e degrado. Quartieri Spagnoli. Alle quattro del mattino è passata la Digos, ha portato via Mogan, infermiere dello Sri Lanka, in due stanze dormivano due coppie e una decina di bambini, bambini felici fino all'altra sera, erano arrivati dalla Svizzera i cognati di Mogan, con una mezza dozzina di figli. "Devi venire con noi". Lui muto, si è rivestito. In questura avrebbe trovato altri sette del blitz di Napoli. In tutta Italia 28. Presunti terroristi delle "Tigri Tamil". La moglie parla inglese. Camilla 11 anni ha girato la domanda: "Quanto tempo, signore?" ma l'ispettore non ha risposto. Giovanna e Martina, 5 e 3 anni, fissavano gli altri poliziotti, la perquisizione è stata breve. La seconda, dopo quella di un mese fa che aveva già insospettito Mogan, 44 anni, la pelle scura dell'etnia Tamil, modi gentili di tutti i cingalesi. Neanche una lacrima in famiglia, silenzio e dignità. "Hanno pianto dopo, fino ad un minuto fa, quando sei venuto tu", racconta il cognato, che oggi torna in Svizzera. Il televisore è acceso, programma per bambini, musiche e balletti. Neanche la moglie di Mogan, una bella donna bruna, goccia rossa sulla fronte, abito blu da giorni di festa, sa bene che cosa sia successo. "Sappiamo che molti altri sono negli uffici della polizia". Riprende, sicura: "Mio marito è bravo, non ha fatto niente, tornerà a casa". Confida: "Siamo venuti in Italia, amiamo l'Italia, la gente ci vuole bene, tutti vogliono bene a Mogan". Camilla, Giovanna, Martina parlano italiano. Hanno nomi italiani. Scuole e amici italiani. Mica sanno che il padre raccoglie soldi per finanziare il movimento separatista Tamil, tormentata ex colonia inglese, che cerca l'indipendenza in una feroce lotta nel sud est asiatico: 200 attentati provocati da kamikaze, il primo al mondo di una donna, uccisi in 25 anni 8773 civili e 15662 tra poliziotti e militari dello Sri Lanka. Nadarajah Shanmuganandan "Mogan" viene da Maffna. Una storia come tante altre: immigrato modello, solo virtù e buone azioni come insegna l'induismo, "paga subito le contravvenzioni, non vuole grane", lo ammirano i vicini. Si sono svegliati di notte per i rumori delle auto-civetta, e l'hanno salutato. Cortese, diligente. Collabora con un chirurgo estetico, "un assistente, qualcosa in più di un infermiere", dicono nella comunità con orgoglio. Ma dicono altro i due anni di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo con Antonio Sbordone capo della Digos, molte delle 60 mila telefonate intercettate, il sofisticato lavoro di Lorenzo Manso un vicequestore schierato da Antonio Manganelli sul fronte del terrorismo straniero. Dicono che Mogan è per la Campania e il Lazio un capo nella struttura occulta delle Tigri Tamil, che in Italia ne ha solo uno a Biella, che scambia visite e messaggi con Kumar, sede di Parigi. Mogan ha rilevato il ruolo del più anziano Rajah, che abita a Poggioreale e ha perso una figlia in un combattimento a Colombo. Sotto le bandiere di "Morire per vivere" raccolgono una quota minima di un euro al giorno da ogni immigrato, trenta al mese, 360 l'anno, tre milioni e mezzo il totale in Italia, la metà di quanto raccoglie la cellula francese. Mogan si rivela nelle telefonante quando dice che "bisogna trovare la spia", dopo un'irruzione dei carabinieri in un call center. E trasmette l'ordine: buttate fuori tutto quello che avete in casa. Teme perquisizioni. Si esalta il 30 novembre 2007 ascoltando che nello Sri Lanka i guerriglieri hanno abbattuto un aereo e catturato i piloti. Gli dice uno dei suoi che "ho tolto il film che volevano tutti vedere nel dvd e ho messo Bandiere delle Tigri", un inno o un filmato Tamil, chissà. Dirige il gruppo di intelligence, Tig. Napoli è una base importante, ed è qui che nasce l'inchiesta. Tre cittadini dello Sri Lanka denunciano alla polizia le telefonate di minaccia ricevute il 4 e 5 settembre 2006 da connazionali. Non era stata perdonata una manifestazione pacifista di 400 di "Lankitalia" e "Area Antagonista Campana", con un documento al console della Norvegia, una nazione che avrebbe interessi nello Sri Lanka. Antonio Sbordone decide di capire cosa accade a Napoli in quella comunità, nella scia del questore Oscar Fioriolli era appena arrivato Lorenzo Manso, che aveva inseguito terroristi ovunque, dall'Ecuador all'Africa. Come Mogan gli altri sette: Rajah, l'ex capo, l'influente Prabù con il nipote Agilan, Nohan, Geen, Guna, Ananthon. Insospettabili, onesti, preziosi domestici che attraversano ogni giorno Napoli. Tutti con le loro virtù, qualcuno con i suoi terribili segreti.

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Brevi, schede e richiami 4 (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La polemica Le intercettazioni Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo (il primo da sinistra nella foto con Giandomenico Lepore, Antonio Sbordone e Lorenzo Manso) sostiene: senza intercettazioni, l'indagine non si sarebbe fatta.

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Cinque condanne per il sequestro andato in fumo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XIII - Milano Cottone Cinque condanne per il sequestro andato in fumo Condannati a sei anni di carcere i cinque imputati coinvolti nell'inchiesta sul tentato rapimento a Giovanni Cottone, imprenditore ed ex socio di Paolo Berlusconi. Il rapimento di Cottone, programmato per la mattina del 4 giugno 2007, era stato sventato grazie alle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza di Palermo con la collaborazione del Gico di Milano. Gli imputati sono Giuseppina Casale, ex moglie di Cottone, Giuseppe Sanese, il poliziotto palermitano Alfredo Li Pira, lo zio della vittima Antonio Cottone e Giovanni Battista Rosano, che avrebbe dovuto custodire l'ostaggio. Per loro il pubblico ministero Mario Venditti aveva chiesto 12 anni di reclusione.

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Arresti al campo nomadi per furti nelle case - massimo pisa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XIII - Milano Arresti al campo nomadi per furti nelle case MASSIMO PISA Erano arrivati dalla Slovenia, portandosi dietro gli attrezzi del mestiere: chiavi universali, torce, fiamme ossidriche, oltre ai telefoni cellulari per coordinarsi tra di loro durante i colpi. Nomadi slavi, topi d'appartamento specializzati, ladri acrobati organizzati e meticolosi. Colpi a segno solo nel weekend o durante le feste, dopo aver effettuato almeno un sopralluogo, in appartamenti lussuosi tra piazza Conciliazione e la vecchia Fiera. Una banda su cui la sesta sezione della squadra mobile lavorava dal novembre scorso, dopo la segnalazione del commissariato di polizia di Muggia, nel triestino. Pedinamenti e intercettazioni, metodi classici e tecnici, indispensabili per un reato predatorio come i furti in casa, tre arresti in flagranza lo scorso gennaio, l'ultimo ieri mattina, all'interno del campo nomadi di via Monte Bisbino dove aveva trovato rifugio Branko Jevremovic, 52 anni, origini serbe. Con lui, erano già finiti in manette il figlio Valentino, 19 anni, Sasa Jevremovic, 25enne, e il capo della banda, Rade Jovanovic, 33 anni, per i quali il gip Caterina Interlandi aveva firmato un ordine di custodia cautelare per furto in concorso e associazione a delinquere finalizzata ai furti in appartamento su richiesta del pm Giuseppe D'Amico. Altri due componenti della banda sono ricercati ma "l'organizzazione - assicura il dirigente della squadra mobile Francesco Messina - è disarticolata". Cinque i furti accertati e nove quelli tentati e attribuiti all'organizzazione. Bottini cospicui, gioielli e argenteria, i-phone e computer portatili, vestiti firmati e contanti per decine di migliaia di euro. In un solo caso, sbagliando i calcoli, i ladri si erano trovati davanti l'anziano padrone di casa - e in quel caso il furto si trasformò in rapina - e avevano reagito in maniera fredda, professionale, immobilizzandolo senza violenze e portando via tutto quello che capitava a portata di mano.

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L'onestà fa notizia, la paura di più (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XVII - Milano L'onestà fa notizia, la paura di più "Voglio ringraziare tre giovani stranieri e scusarmi per averli temuti prima ancora di conoscere la loro anima. Vi abbraccio" Gentile Colaprico, le sarei molto grata se lei pubblicasse queste mie poche righe affinché altri potessero parlare delle loro esperienze e noi accorgerci che ormai non siamo più abituati alla "banalità del bene". Ieri sera mio figlio, che aveva perso il portafoglio forse uscendo dalla macchina, è stato chiamato in commissariato dove gli è stato riconsegnato: conteneva ancora tutte le banconote, gli spiccioli, la carta di credito, le tessere pre-pagate del cinema e i documenti. Non mancava un centesimo! E per giunta, non ha potuto ringraziare e essere riconoscente all'anonimo cittadino. Sono sicura che non è stato un episodio isolato, ma ormai siamo abituati alla piccola delinquenza e ci stupiamo di questi episodi che invece io credo siano la norma! Romana Cirillo Milano metropolitana piazzale Loreto. Io anziana cerco l'uscita piazza Argentina. Tre giovani extracomunitari ridono e scherzano dietro di me, sono impaurita, mi affretto verso la scala mobile che mettendosi in moto mi fa perdere l'equilibrio. Cado a terra, i tre giovani mi soccorrono immediatamente e mi accompagnano fuori dalla stazione, mi chiedono ripetutamente come sto. Li rassicuro che è passato tutto. Uno di loro ritorna sui suoi passi e con un bellissimo sguardo mi chiede ancora: "è sicura signora che non ha bisogno di niente?". Voglio ringraziare questi tre giovani e scusarmi per aver avuto paura di loro prima ancora di conoscere la loro anima. Vi abbraccio ragazzi. Valeria Fantino Perbacco. Ci sono ancora gli onesti. Doppio perbacco. Ci sono anche i "negher" buoni. Care signore, scusate, vi voglio bene, ma anche voi due fate parte delle schiere delle persone "fregate" dalla politica della paura che ormai imperversa nel mondo. I criminali ci sono, altroché. E abbiamo diritto di essere sicuri nelle nostre strade e nelle nostre case. Ci mancherebbe. Ma, batti e ribatti, vi stanno facendo credere che ci vuole l'esercito per porre fine alla violenza. Vi rendono insicuri e, al tempo stesso, eroici. A tavola parlate della paura, è successo questo e quest'altro, ma voi anche oggi ce l'avete fatta: siete tornati a casa sani e salvi. Qualcuno dice grazie a Dio, qualcuno grazie al governo. Vi stanno imbrogliando. Creano un falso bisogno e lo "curano" con un altro inganno: giro di vite contro i poveracci e, nello stesso tempo, meno intercettazioni telefoniche. Più soldati e agenti, ma con le armi sempre più spuntate. è nata la "politica della paura" e noi ci siamo dentro. Ci rendono vigliacchi per renderci più malleabili.

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Fondi per la guerriglia manette alle tigri tamil - stefano origone (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XI - Genova Sgominata la cellula genovese da un blitz della Digos Fondi per la guerriglia manette alle tigri Tamil STEFANO ORIGONE Il blitz è scattato alle 4 in punto. I poliziotti della Digos hanno arrestato, nell'ambito di un'operazione su scala nazionale coordinata dalla procura di Napoli, tre cingalesi sospettati di appartenere alla rete italiana del gruppo terroristico delle Tigri Tamil (Liberation Tigers Tamila Eelam). L'accusa per la cellula genovese è di associazione terroristica ed estorsione nei confronti di connazionali per raccogliere fondi per finanziare le attività di guerriglia. Persone insospettabili, in regola con i permessi di soggiorno, perfettamente inserite nel tessuto sociale ed economico della città, che conducevano una vita cosiddetta "normale". Su richiesta del pm Luca Scorza Azzarà sono stati raggiunti da un decreto di fermo urgente. Il primo è un elettricista di 41 anni, titolare di una piccola impresa, che vive in via Burlando a Marassi. Il secondo è un dipendente di un pastificio di 30 anni che abita con la moglie in via Donghi a San Fruttuoso, il terzo un collaboratore domestico di 33 anni domiciliato in salita Brasile a Bolzaneto. Nelle loro abitazioni la Digos ha sequestrato numerosi volantini, materiale politico che riguarda l'indipendenza dello Sri Lanka e due computer che sono stati inviati alla polizia postale per esaminarne il contenuto. Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, è emerso che i tre cingalesi obbligavano i connazionali a versare delle somme di denaro, in certi casi secondo le proprie possibilità, per finanziare la guerriglia. La consegna del denaro reperito sulla piazza genovese, avveniva con somme in contanti, trasportate materialmente da corrieri sempre diversi e con metodi clandestini. I fondi venivano poi canalizzati in un conto in Svizzera per essere successivamente inviati nello Sri Lanka. Al vaglio degli inquirenti c'è anche un episodio avvenuto alcuni mesi fa a San Fruttuoso. Una sorta di scontro tra un gruppo di cingalesi che appoggiano le Tigri e dei connazionali che sono dalla parte del governo srilankese.

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Arrestato il patron dell'arezzo calcio - franca selvatici (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VIII - Firenze Arrestato il patron dell'Arezzo calcio Mancini accusato di frode informatica nell'inchiesta sull'899 Nel mirino la sua società di servizi internet e le telefonate maggiorate FRANCA SELVATICI Dove finiscono i soldi degli utenti a cui vengono fatturate bollette telefoniche gonfiate per connessioni truffaldine a numeri a tariffa maggiorata? E' cominciata con questa domanda l'inchiesta che è costata ieri l'arresto al presidente dell'Arezzo Calcio Piero Mancini e al suo nipote e collaboratore Giovanni Cappietti con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica. Una frode che sarebbe stata realizzata attraverso una loro società, la Fly Net, un internet provider che si presenta come alternativo ai grandi provider nazionali e garantisce: "Niente truffe". Mancini e Cappietti sono 2 dei 19 destinatari di misure cautelari ottenute dal pm distrettuale di Firenze Paolo Canessa. Seguendo le tracce del denaro, la polizia postale e la squadra mobile di Firenze hanno ricostruito una fitta rete di affari realizzati a spese di migliaia di cittadini, spennati da connessioni truffa con numeri 899. La sola procura di Firenze ha ricevuto quasi 4.000 querele. La Fly Net è una delle oltre dieci società, italiane e straniere, accusate di far parte della rete truffaldina che si arricchiva con i numeri tariffa maggiorata. In maggio l'Autorità garante delle comunicazioni ha tentato di bloccare gli 899 (prevedendo la disattivazione del blocco solo su espressa richiesta dell'utente) ma il provvedimento è stato recentemente sospeso dal Tar Lazio. Il ministero delle comunicazioni ha rilasciato in questi anni oltre 140 mila numerazioni 899, assegnate per lo più a operatori come Telecom, Wind, Fastweb, che a loro volta le affittano ad altri. Fly Net, per esempio, li noleggiava da Telecom. Poi i numeri vengono ceduti a vari fruitori (cartomanti, siti erotici, quiz a premi...). La polposta e la squadra mobile hanno scoperto che diverse società straniere detentrici di numeri 899 erano state in realtà costituite da italiani. Buona parte delle connessioni ai numeri 899 è truffaldina. Migliaia di sms segnalano messaggi in casella vocale. Chi apre la casella si connette a un 899. Su internet la truffa è sempre in agguato, attraverso messaggi o finestre che invitano a connettersi, che connettono automaticamente anche se si risponde no e fanno scattare la numerazione a tariffa maggiorata. Il costo è di 12 euro e 50 al minuto, 10 dei quali vengono versati da Telecom a chi ha noleggiato il numero, in genere società straniere appositamente create da italiani, che poi fanno rientrare in Italia, debitamente ripuliti, i proventi delle truffe. Ricostruita la rete di affari, la procura di Firenze ha contestato i reati di frode informatica, accesso abusivo a un sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, riciclaggio, associazione a delinquere, crimine transnazionale. Le intercettazioni hanno rivelato rapporti con un gruppo criminale, per cui è stata contestata anche l'aggravante per aver agevolato l'attività di una associazione mafiosa.

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E paparesta sconterà due mesi ai servizi sociali - enzo tamborra (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Bari Calciopoli E Paparesta sconterà due mesi ai servizi sociali ENZO TAMBORRA Dovrà svolgere servizi socialmente utili. Per uscire dal tunnel di Calciopoli, a Gianluca Paparesta toccherà infatti partecipare a quattro incontri educativi da stabilire da parte della Federazione. Così ha deciso l'organo giudicante della Figc presieduto da Sergio Artico, che ha anche inflitto all'arbitro barese due mesi di inibizione, rispondendo così alla sua richiesta di patteggiamento in merito al secondo filone di inchiesta di Calciopoli. Venti i mesi di squalifica anche per il padre Romeo, arbitro ormai fuori quadro. Paparesta, insieme ad altri otto arbitri, era accusato di avere utilizzato schede telefoniche di gestori stranieri e per essersi così avvalsi del sistema di comunicazioni riservate costituito da Moggi e dall'ex direttore sportivo del Messina, Fabiani. I due mesi di inibizione sono per Paparesta un lieve freno ai suoi propositi di tornare ad arbitrare, dopo uno stop che dura ormai da due anni. Prima della squalifica, l'arbitro barese era considerato tra i migliori in Italia e non a caso aveva spesso diretto le classiche del campionato. Nella prima inchiesta di Calciopoli, aveva fatto scalpore l'episodio che lo aveva visto protagonista a Reggio Calabria, dove non aveva denunciato di essere stato rinchiuso negli spogliatoi da Moggi, stizzito per il suo arbitraggio. La vicenda emerse da una delle tante intercettazioni telefoniche effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Paparesta, però, non si è mai perso d'animo e dopo una recente sentenza favorevole della Corte Federale ha rilanciato l'ipotesi di un suo ritorno al calcio. Prima però dovrà pagare quest'ultimo dazio. Si consoli, è in buona compagnia: di recente è capitato anche a Britney Spears.

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Disagi quotidiani di eroi di periferia (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XXII - Napoli "Chiodi storti" di Nando Vitali alla Feltrinelli Disagi quotidiani di eroi di periferia "Chiodi storti. Da Ponticelli a Napoli Centrale" (Compagnia dei Trovatori, 142 pagine, 14 euro; domani alle 18 Francesco Costa, Maurizio de Giovanni, Silvio Perrella e Piero Antonio Toma lo presentano nel megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri) segna l'esordio di Nando Vitali. Quasi non ci credi, giacché l'autore non è giovanissimo: benché di scrittura creativa viva, insegnandola dovunque e a chiunque. Poi, apri il libro e ti rendi conto che il tempo ha lavorato per lui; che un'aria calma, meditata soffia su pagine intensamente autobiografiche, ma cariche di necessità: esiti di una poetica singolarissima, che intercetta bisogni e desideri universali. I bisogni dell'espressività, a cui le storie di Nando - il protagonista, chiamato a Ponticelli per insegnare appunto scrittura creativa a un gruppo di ragazzini, chiodi storti che i martelli di certi educatori professionisti si ostinano a conficcare nel terreno del conformismo e del fatalismo - erigono un piccolo monumento. Per l'assolutista Vitali, mettere in fila le parole equivale a vivere: è l'unico modo, perché la vita acquisti pienezza di significato e giustifichi la ribellione. La sua prosa è tendenzialmente piana, semplice, increspata da sbalzi di punteggiatura o sveltita dall'aggettivazione inconsueta, dall'immagine potente, straniante; lega paesaggi e psicologie, talvolta sovrapponendole per aumentare lo choc percettivo del lettore, con il tenue filo di ferro dell'emozione e del sentimento. Antidoti per non sovraccaricare con la violenza dello stile e la pervasività della trama, depotenziandolo, il degrado sociale e esistenziale in cui vivono i suoi eroi. Minori sbandati che rubano quadri di Tiziano; professori-angeli costretti agli straordinari nell'inferno delle periferie; miti della letteratura non solo novecentesca: Oscar del "Tamburo di latta", capolavoro del premio Nobel tedesco Grass. Questi ultimi convocati quando è più forte l'esigenza di giocare con la fantasia, giacché il realismo ha già fatto la propria parte, e c'è bisogno di un surplus immaginativo per collegare i drammi della Napoli d'inizio millennio con altri luoghi storici e geografici in cui si soffre. E si continua a desiderare: altri mondi, possibili e diversi, più umani, più accoglienti. Credo che tutto ciò costituisca il valore terapeutico e pedagogico del mettere nero su bianco, consegnando successivamente il testimone agli allievi. Una saggezza compositiva sinonimo di maturità, a cui Vitali è giunto (relativamente) tardi: la fretta, la smania di pubblicare, per fortuna, non gli appartengono. (marco lombardi).

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Stalking, via libera al ddl pene gravi fino all'ergastolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca In Consiglio dei ministri le norme antipersecuzione sessuale Stalking, via libera al ddl pene gravi fino all'ergastolo ROMA - L'amore ossessione, gli ex mariti vendicativi, gli sconosciuti fissati, i fan invadenti: 4 anni di reclusione per chi commette atti persecutori, un fenomeno che viene definito anche stalking. Se la vittima delle molestie muore, è previsto l'ergastolo. Sono queste le principali novità introdotte dal ddl approvato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta dei ministri Mara Carfagna e Angelino Alfano. Telefonate insistenti, pedinamenti, minacce, appostamenti non sono semplici fastidi, ma diventano vero e proprio reato. Per il ministro delle Pari Opportunità "l'introduzione del reato di stalking mette l'Italia al passo con gli altri paesi che hanno già legiferato in proposito. La tutela delle vittime di molestie insistenti è necessaria per contrastare fenomeni gravi come la violenza sessuale e gli omicidi passionali". Fino a oggi, infatti, gli atti di violenza, spesso preceduti da vere e proprie persecuzioni, sfuggivano a ogni sanzione. Con questo ddl si introduce il nuovo reato ''Atti persecutori''. Un fenomeno che è cresciuto negli ultimi anni: per l'Osservatorio nazionale stalking, il 20% degli italiani, soprattutto donne, ne sono state vittime: in un caso su due i persecutori sono ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma anche conoscenti, colleghi o estranei. Nel ddl sono previsti aumenti di pena se lo stalker è il coniuge legalmente separato o divorziato, o persona legata alla vittima da una relazione affettiva. Se la molestia è episodica, il ddl indica l'avviso orale da parte del Questore. La pena è aumentata fino alla metà e si procede d'ufficio se il reato è commesso su un minore, se si è agito con le armi, con più persone, con scritti anonimi, se lo stalker è già stato ammonito. Vietato avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa, dai suoi congiunti, dai suoi conviventi o legati ad essa da relazione affettiva. Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. La nuova formulazione aggiunge lo stalking tra i reati per cui è possibile richiedere l'incidente probatorio. "Risposta adeguata nella lotta contro la violenza sulle donne", è il commento soddisfatto del ministro Alfano.

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Non solo fedeli alla tv parrocchiale (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 19 autore: SAN LAZZARO DI PARMA Non solo fedeli alla tv parrocchiale S enza preti non si può vivere, preghiamo perché il Signore ci conceda nuove vocazioni. O ancora, Scopri come avere le suonerie più trendy della parrocchia! Riceverai l'omelia di domenica. I tag di alcuni video cercano di intercettare l'interessedel navigatore, mescolando informazione a carattere religioso e ironia. Le clip hanno un taglio dinamico, uno stile asciutto. Benvenuti nella tv parrocchiale Giovanni Paolo Tv, dove un team di dieci fedeli realizza un tg settimanale. Ma online c'è anche il video della festa della parrocchia, a San Lazzaro di Parma. "Realizziamo un servizio per la comunità, cerchiamo di diffondere le notizie ai cittadini ", dice Stefania De Scisciolo, laurenda in Scienze della comunicazione. www.parrocchiasanpaoloparma.it/ attivita/gptv.html.

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Ora! (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 19 autore: ora! IL BLOG DI NòVA24 Nòva100 menù. Anche questa settimana la discussione è ricca su Nòva100,la piattaforma per blog di Nòva24: tra un iPhone che va in pensione e un altro che sta per arrivare,si parla di intercettazioni,politica,ambiente ed Europei di calcio. www.nova100.ilsole24ore.com.

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Prove di ibridazione mediatica (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 9 autore: MEDIA CURRENT TV, PRODOTTA DAGLI UTENTI Prove di ibridazione mediatica Il nuovo "citizenjournalism " fonde web e tv, ma oggi la sfida è trovare un'audience stabile DI PIERPAOLO FONTANA NENNI I n principio fu Katrina.Era l'agosto del 2005 e l'uragano atlantico si abbatteva con furia distruttiva in Louisiana, radendo al suolo New Orleans e provocando un allagamento di tutta l'area metropolitana. A causa delle drammatiche condizioni metereologiche, sia i soccorsi che i potenti mezzi d'informazione non riuscivano a raggiungere il luogo della tragedia. Fu in quella occasione che la neonata Current Tv di San Francisco – scaturita da un'intuizione dell'ex vicepresidente Usa Al Gore e da David Neumann, transfugo della Cnn – realizzò il suo primo scoop diffondendo le immagini della devastazione girate da un soccorritore volontario di 23 anni: fu il trionfo del "citizen journalism", un nuovo modo di raccontare i fatti dall'interno e senza mediazioni. Un successo inatteso che – come dichiarato da Gore – ha reso Current il canale con il maggiore tasso di crescita mai registrato prima negli Stati Uniti, complice una crescente diffidenza degli americani verso i media tradizionali. Nell'autunno del 2006, nell'ambito della strategia di espansione nel mercato europeo, Current Tv ha aperto la filiale Uk e poi quella irlandese. A maggio del 2008 è sbarcata in Italia sul canale 130 di Sky, sotto la guida di un pioniere della webTv, il romano Tommaso Tessarolo. Il suo punto di forza è la sinergia tra internet e televisione: internet è lo strumento di raccolta dei materiali video prodotti dagli utenti e di selezione di quelli migliori; democraticamente votati dal pubblico; la televisione il principale mezzo di diffusione. Ma non chiamatela YouTube: il materiale ricevuto, non viene trasmesso "grezzo". Il contributo viene mandato in onda soltanto dopo un'accurata postproduzione. Si prevede che i video autoprodotti dagli utenti e acquistati dal canale per una cifra fino a 1.000 euro, costituiranno a regime circa un terzo del palinsesto. Anche la pubblicità sarà realizzata dagli utenti, sulla base di specifici brief forniti dalle aziende. Ma quale sono le prospettive di Current in un mercato così particolare come quello italiano? Da noi la curva del declino della tv generalista è molto più lenta che altrove. Basti pensare che in Gran Bretagna già nel 2005 i canali tematici raccoglievano il 30% di share. In Italia Rai e Mediaset godono di ottima salute, hanno una programmazione ancora competitiva e da sole si contendono quasi l'85% del mercato. La crescita del satellite è meno forte che altrove e l'abbonamento a Sky per molti è ancora un lusso. Tuttavia se analizziamo il posizionamento per fasce di età dei canali generalisti, emerge la loro debolezza sul target 18-34 anni, che è invece il core di Current Tv. A Joshua Katz, direttore marketing di Current Worlwide, abbiamo chiesto quali fossero gli obiettivi del canale italiano. Ci è stato risposto che questi aspetti non sono rilevanti, che Current crede molto nel potenziale creativo dei videomaker italiani e che è arrivata in Italia per restarci. Strano esempio di approccio idealista al business. Dopo un lancio esplosivo benedetto dalla presenza di Al Gore, l'avvio della programmazione italiana è stato una corsa contro il tempo: il 9 maggio, al momento della messa in onda gli studi erano ancora in corso di allestimento, l'organizzazione in via di definizione, la cross-promotion con gli altri canali Sky inesistente (a parte la diretta della presentazione su Sky Tg24), le inquadrature e l'illuminazione del Vj – che ha la funzione di annunciare e mixare i Pod da trasmettere – piuttosto incerte. Sul fronte dei contenuti, francamente ci aspettavamo un guizzo sull'emergenza dei rifiuti a Napoli, totalmente ignorata da Current. Current Italia vincerà la sua sfida se saprà cogliere le contraddizioni e speranze del suo target di riferimento, intercettando un bisogno in gran parte già coperto dal web. Dovrà investire sul suo brand sganciandolo progressivamente da Al Gore e lavorare "dal basso" per stimolare il potenziale creativo dei giovani videomaker e la curiosità del pubblico. Con un palinsesto così frammentato (i servizi durano in media cinque minuti ed è impossibile intuirne la sequenza), anche le modalità di fruizione saranno dispersive con probabili effetti sulla fidelizzazione al canale. Nel Regno Unito si è già visto un preoccupante turnover dell'audience e si cercano dei sistemi per aumentarne la "stickyness". è evidente che la macchina ha bisogno di un periodo di rodaggio, ma le intenzioni sono buone. Per dare una prima valutazione oggettiva bisognerà attendere almeno l'autunno. Resta il dubbio che possa essere un prodotto di transizione, un po' come le attuali auto ibride in attesa dell'affermazione di una nuova forma di energia pulita e disponibile per tutti a costi ragionevoli. AP CORBIS Lanciata dallo scoop. Il lancio di Current Tv,che oggi conta tra i suoi investitori anche Al Gore (a sinistra), è arrivato nel 2005 con lo scoop su New Orleans (sotto) . Nessun network riusciva ad arrivare nella città devastata dall'uragano Katrina,e le prime immagini furono quelle prodotte dagli utenti di Current.

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Tecnologie salva (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 9 autore: PRIVACY INDAGINI E DIRITTI Tecnologie salva-intercettazioni DI MIMMO COSENZA P rivacy e intercettazioni telefoniche. Da una parte si sostiene che per rispettare la privacy dei cittadini sia necessario ridurre drasticamente le intercettazioni telefoniche, tagliando così alla fonte la possibilità di divulgare stralci di comunicazioni private, potenzialmente lesivi della privacy. Dall'altra parte si sostiene che una simile limitazione inciderebbe negativamente sulle possibilità investigative della magistratura inquirente che grazie alle intercettazioni telefoniche ha ottenuto importati risultati nella lotta dello Stato contro il crimine, in tutte le forme che questo assume nella società contemporanea. Sono posizioni che appaiono inconciliabili tra loro. Ma è davvero così? Il problema della divulgazione a mezzo stampa e televisione di comunicazioni private, registrate grazie alle intercettazioni telefoniche, assomiglia molto al problema della copia e distribuzione illegale di contenuti musicali e video. Risulta quindi naturale, prima di azzardare conclusioni pregiudiziali, provare a capire se e come le tecnologie di gestione e protezione dei diritti d'autore (Digital rights management, Drm) possano eventualmente minimizzare, se non azzerare, suddette preoccupazioni di violazione della privacy, senza per questo compromettere l'utilizzo di mezzi di investigazione tanto potenti contro la criminalità. Le tecnologie di Drm consentono infatti di gestire e controllare la circolazione di qualsiasi bit, indipendentemente dall'informazione che quei bit rappresentano. Tale controllo si può estendere dalla fase di registrazione delle informazioni fino alla fase di ascolto e/o visione dei contenuti, passando per tutti gli intermediari delle catene del valore che vanno dagli autori ai consumatori. Nel caso delle intercettazioni telefoniche cambiano le catene del valore e cambiano gli attori delle catene, ma la problematica è esattamente la stessa: evitare che l'informazione rappresentata dai bit possa essere liberamente acceduta, utilizzata e fatta circolare illegalmente. Le più evolute tecnologie di Drm, grazie all'utilizzo di linguaggi formali specializzati nell'espressione dei diritti, consentono di assegnare con una granularità finissima, anche su scala temporale, i diritti (ascolto, lettura, visione, scrittura, modifica, stampa, copia eccetera) associati ai contenuti per tutti gli attori delle catene del valore (magistrati, forze di polizia, avvocati difensori eccetera). In prima approssimazione non manca quindi nulla per soddisfare le esigenze di protezione della privacy e di tracciamento dell'uso delle intercettazioni telefoniche. Tuttavia, è bene esplicitare da subito che l'applicazione delle tecnologie di Drm alle intercettazioni telefoniche richiede una certa dose di revisione procedurale. Per esempio, uno dei diritti che non dovrebbe essere mai concesso, neppure alla magistratura inquirente, è quello di stampa delle trascrizioni. I documenti cartacei sono come la carta moneta, è pressoché impossibile tracciarne la circolazione, quindi la cosa migliore è vietarne l'uso per legge, almeno nelle fasi investigative e pre–processuali. Rimane un secondo problema, decisamente più spinoso: il cosiddetto "buco analogico" (analog hole). Se uno degli attori trascrive manualmente un'intercettazione telefonica, allora questa trascrizione illegale può ricominciare a circolare illegalmente al di fuori dei sistemi informatici drmizzati. è questo un ambito in cui la legge può persino inasprire le pene, senza per questo compromettere le attività investigative contro la criminalità e nel rispetto della privacy dei cittadini. o Norme e mezzi ci sono, ma deve sparire la carta.

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L'anm: sospesi centomila processi - alberto custodero (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'Anm: sospesi centomila processi Allarme dei magistrati: la politica si fermi, illegittimo usarla per fini privati ALBERTO CUSTODERO ROMA - "L'emendamento che sospende per un anno i procedimenti in corso per fatti precedenti al giugno del 2002 bloccherà in un sol colpo centomila processi". La denuncia è dell'Anm che, ieri, in una conferenza stampa, ha invitato "la politica a fermarsi" e il Parlamento a "riflettere" sulle conseguenze che l'approvazione della norma "salva premier" avrà sul sistema giudiziario italiano. L'Anm ha espresso solidarietà ai magistrati di Milano del processo Mills (nel quale il premier è imputato di corruzione in atti giudiziari), attaccati nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi, che ha ricusato il giudice e ha definito "toga rossa" il pm. "La delegittimazione dei singoli magistrati - ha tuonato il presidente Luca Palamara - può comportare un serio rischio per l'equilibrio tra poteri dello Stato". Poi, l'Associazione ha lanciato l'allarme sul "caos senza precedenti" per gli uffici giudiziari. "Bloccare 100 mila processi - ha dichiarato il segretario Giuseppe Cascini - significa mettere in ginocchio la giustizia penale: le cancellerie saranno impegnate ad avvisare le parti dell'avvenuta sospensione". "Ma qual è il motivo - s'è chiesto Cascini - della fretta di introdurre disposizioni che paralizzeranno i tribunali?". I magistrati non vogliono pensare che, per bloccare un solo processo (quello di Berlusconi), il Parlamento approvi un emendamento che ne sospende centomila. "Ci rifiutiamo di credere - hanno dichiarato Palamara e Cascini - che venga contrabbandata per la sicurezza una norma che impedisce un solo procedimento". Senza mai citarlo, però, ma facendo esplicito riferimento proprio al procedimento Mills, il segretario dell'Anm ha ammonito: "nel nostro ordinamento non è consentito l'uso privato dei pubblici poteri". Il combinato disposto della norma salva-premier e del ddl sulle intercettazioni - secondo l'Anm - porterà da una parte alla sospensione di processi per reati gravissimi (fra questi, il processo sul crac da 1500 milioni di Sicilcassa, fissato a settembre, e quello iniziato ieri contro il prefetto Mario Mori imputato per la mancata cattura dell'allora latitante boss Provenzano). Dall'altra "comporterà una drastica riduzione dell'azione investigativa per reati di mafia e terrorismo". Se, infine, per le procure meridionali non sarà modificata la norma che prevede il divieto per gli uditori giudiziari di assumere le funzioni monocratiche, secondo Palamara "avremo la paralisi di quegli uffici dove mancherebbero giudici e pm. E la sicurezza nel Sud non sarebbe più garantita".

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Primi scontri tra la Nato e i talebani (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-06-19 - pag: 12 autore: Afghanistan. Uccisi 23 guerriglieri nella zona montuosa a Nord di Kandahar Primi scontri tra la Nato e i talebani Gianandrea Gaiani Truppe afghane e alleate all'offensiva a Nord di Kandahar. Come preannunciato dal Sole 24 Ore sono scattate nella notte di lunedì le prime operazioni nel distretto montuoso di Arghandab, dove sono asserragliati circa 500 talebani. Almeno 23 i guerriglieri uccisi secondo il ministero della Difesa: 20 da un bombardamento aereo e tre negli scontri terrestri ravvicinati nei quali sono morti anche due soldati afghani. Kabul rivela inoltre che le intercettazioni delle comunicazioni-radio talebane hanno confermato la presenza di miliziani stranieri, per lo più pakistani. Carlos Branco, portavoce di Isaf, precisa che i soldati "procedono prudentemente per evitare perdite tra i civili, ma anche le bombe rudimentali nascoste dagli insorti". Anche le forze alleate hanno subito perdite, ma in altre aree dell'Afghanistan. Quattro britannici sono stati uccisi da una bomba a Est di Lashkar Gah, nella provincia di Helmand: tra le vittime una donna in servizio con l'Intelligence Corps, la prima soldatessa britannica a cadere in Afghanistan. Altri due soldati di Isaf, probabilmente statunitensi, sono rimasti uccisi nella provincia orientale di Paktika da un'esplosione che ha ferito dieci militari.Dall'inizio dell'anno sono morti 89 soldati alleati, per oltre la metà americani. Illesi invece i marines del 7Ú reggimento che hanno subìto un attentato nella piazza di Delaram, nella provincia occidentale di Farah. Un kamikaze ha fatto esplodere un veicolo militare uccidendo due civili. A Farah sono in corso da oltre un mese intense operazioni contro i talebani che coinvolgono in prima linea truppe afghane e americane ma alle quali non sono estranee le forze italiane. Fonti militari alleate confermano che tutte le operazioni delle ultime settimane (nelle quali sono rimasti uccisi oltre 100 talebani e sei marine) sono state pianificate, coordinate e condotte dal Regional Command West guidato dal generale Francesco Arena. Del resto gli italiani schierano tra le varie componenti anche una task force di reparti speciali, i fanti aeromobili della Friuli e cinque elicotteri da attacco Mangusta che diverranno presto sei. Ieri il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha inoltre ribadito la disponibilità a inviare in Afghanistan quattro bombardieri Tornado, ma solo per compiti di ricognizione. Lo stesso caveat che limita l'impiego dei sei Tornado tedeschi a Mazar-i-Sharif. PERDITE ALLEATE Attentati nelle altre province del Paese: caduti quattro militari britannici tra cui una soldatessa, la prima dall'inizio del conflitto.

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L'Anm: stop a 100mila processi (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-19 - pag: 21 autore: Giustizia e politica. L'allarme delle toghe: con questa norma "caos senza precedenti" - Il Pg di Milano: ricusazione inammissibile L'Anm: stop a 100mila processi Sì del Senato al "salva-premier", Pd e Idv abbandonano l'Aula prima del voto ROMA Centomila processi bloccati. L'Associazione nazionale magistrati fa due conti e lancia l'allarme sulle ricadute dell'emendamento cosiddetto salva-premier, che "metterà in ginocchio la giustizia "."Fermatevi",dice l'Anma Governo e Parlamento, perché il sistema "non è in grado di reggere l'impatto della sospensione dei processi". Ma l'appello arriva quando il Senato ha già approvato l'emendamento, in un'Aula semivuota, abbandonata dal Pd e dall'Idv in segno di protesta. Quei banchi vuoti sono il segno tangibile di un filo ormai spezzato, quello del dialogo. La norma destinata a sospendere per un anno i processi per reati considerati "non gravi" dalla maggioranza passa con 160 sì e 11 no, quelli dei senatori Udc e Radicali. Prima del voto, Emma Bonino chiede ripetutamente la parola: "Da noi Radicali non avete mai visto cedimenti forcaioli o giu-stizialisti, ma solo impegno per una giustizia giusta. Questo Senato sta per scrivere una pagina buia. Io non uscirò perché voglio ricordare la fotografia di quest'Aula ". Prima di lei, Anna Finocchiaro, capogruppo Pd, accusa la maggioranza di usare argomenti "menzogneri". "La sospensionedice - non serve per aumentare le condizioni di sicurezza del Paese. è una menzogna. Forse così Berlusconi sfuggirà a una sentenza, peraltro di primo grado - aggiunge, riferendosi al processo Mills di Milano, in cui il premier è imputato di corruzione giudiziaria - ma sta sprecando un'occasione per dimostrare di essere uno statista ". "Più che abbandonare l'Aula dovreste pensare all'abbandono dei vostri elettori", le risponde il capogruppo Pdl, Maurizio Gasparri. E il leghista Federico Bricolo chiosa: "Questo provvedimento lo approveremo. Cambieremo questo Paese alla faccia vostra". Accadeva poco prima delle 13,00. A quell'ora la norma salvapremier e quella che stabilisce "l'assoluta priorità"da dare ad alcuni processi (a scapito di altri) erano state approvate. E in serata, anche tutti gli altri emendamenti, senza sorprese. Compreso quello sull'impiego delle Forze armate nelle città per motivi di sicurezza pubblica. Per il voto finale bisognerà aspettare martedì prossimo; poi il provvedimento andrà alla Camera. Lo scontro è palpabile. Non solo per le urla e le parolacce risuonate nell'Aula del Senato. L'opposizione è certa dell'incostituzionalità della norma, ma evita di tirare per la giacca il Presidente della Repubblica e preferisce guardare alla Consulta. Come fa il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, convinto che la sospensione sia "un vulnus alla credibilità della giustizia". Il Pdl tira dritto compatto, come ha dimostrato Berlsuconi con la lettera al presidente del Senato: una nuova dichiarazione di guerra contro le toghe "politicizzate ", a partire dal presidente del Tribunale del processo Mills, Nicoletta Gandus, ricusata dai suoi legali "per grave inimicizia". Ma ieri il sostituto Pg Laura Bertolé Viale ha chiesto il rigetto della ricusazione, su cui deciderà la Corte d'appello. "è una situazione che abbiamo già vissuto in passato e che non vogliamo rivivere", replica il presidente dell'Anm, Luca Palamara, dopo aver espresso "solidarietà e stima" ai magistrati di Milano, vittime di "ingiustificate invettive". Nel pomeriggio, in una conferenza stampa, i vertici dell'Anm dimostrano- numeri alla mano,e non solo - che l'emendamento sulla sospensione dei processi determinerà "un caos senza precedenti" negli uffici giudiziari senza alcun vantaggio per la sicurezza dei cittadini e che il Ddl sulle intercettazioni sarà un bastone tra le ruote delle indagini per gravi reati, non garantirà affatto la privacy, limiterà la libertà di informazione. Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e il vicepresidente Gioacchino Natoli segnalano (rilevando che, prima di loro, avrebbe dovuto farlo il Ministro della Giustizia) che la norma salva- premier (ma non la chiamano mai così) bloccherà 100mila processi, quasi tutti per reati "di maggior allarme sociale": sequestri, stupri, rapine furti e persino l'immigrazione clandestina. "Sarebbe molto grave se fosse stata decisa per fermare un solo processodice Cascini e ci rifiutiamo di credere che questo sia lo scopo: continuiamo a pensare che la cosa pubblica è un bene che va tutelato ".Insistono sulle vere "priorità" della giustizia - l'efficienza al sistema- e sul dialogo. Ma avvertono: "La politica si fermi. Non imbocchi la strada del conflitto e dell'invettiva. I nostri non sono veti né interferenze. Abbiamo il dovere di sottolineare gli impatti che le riforme hanno sul sistema". D. St. Sì AI SOLDATI IN CITTà Approvati tutti gli emendamenti, ok all'uso dell'esercito nelle aree urbane La Lega al Pd: "Cambieremo il Paese alla faccia vostra".

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Il Governo all'attacco su stalking e violenza (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-19 - pag: 38 autore: Nuove garanzie. Approvati dal Cdm due Ddl Il Governo all'attacco su "stalking" e violenza Marco Gasperini Linea dura del Governo contro i delitti a sfondo sessuale e le molestie assillanti. Debutta il reato di stalking e viene previsto l'arresto obbligatorio in flagranza in caso di violenza sessuale. Il testo messo a punto dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, con il placet della Giustizia, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, contiene norme specifiche contro le attività di "stalking" e punisce con la reclusione da uno a quattro anni tutti quei comportamenti reiterati e ossessivi che inducono la vittima in un "perdurante stato di ansia, paura o fondato timore per la propria" o altrui incolumità. Perseguitare la propria vittima con telefonate, sms, minacce o molestie tali anche solo da costringerla ad "alterare le proprie abitudini di vita" potrà dunque costare il carcere e,nell'ipotesi, che l'atto persecutorio sia seguito da omicidio, la pena dell'ergastolo. Le sanzioni vengono poi aumentate da un terzo alla metà se il fatto è commesso ai danni di un minore, oppure l'autore del reato è il coniuge legalmente separato o divorziato della vittima o più semplicemente una persona con cui la medesima ha avuto una relazione affettiva. Il reato di "stalking" sarà perseguibile a seguito di denuncia con querela di parte da presentare entro il termine massimo di 6 mesi da quando sono avvenuti i fatti anche se si potrà procedere d'ufficio nel caso in cui si tratti di una condotta connessa ad altri illeciti perseguibili in modo autonomo dal pm. Il testo prevede inoltre la possibilità di mettere " in mora" il persecutore attraverso un esposto all'autorità di pubblica sicurezza. Se l'istanza risulta fondata gli investigatori possono ammonire verbalmente il molestatore e mettere a verbale le sue generalità. Il nuovo reato di atti persecutori sarà, inoltre, sottratto alla gamma di quelli blindati dal ddl in materia di intercettazioni telefoniche varato dal Governo soltanto la scorsa settimana. Gli inquirenti potranno, quindi, utilizzare tutti gli strumenti di indagine così come proposto per i delitti di mafia, terrorismo o grave allarme sociale. Tra le misure cautelari applicabili figura infine quella di sottoporre lo " stalker" al divieto di avvicinarsi alla vittima o di frequentarne i parenti. Il ddl contenente le misure contro la violenza sessuale predisposto dagli stessi ministeri punta, invece, a rafforzare i meccanismi di tutela penale contro la violenza sessuale e introduce una serie di aggravanti connesse alle modalità con cui ha agito l'autore del delitto. Vengono in particolare previsti un aumento obbligatorio della pena in caso di recidiva e introdotti alcuni meccanismi per accelerare i tempi di giudizio e la certezza della pena, Tra le circostanze aggravanti che comportano la pena della reclusione da 6 a 12 anni figurano l'uso di sostanze idonee a ridurre la capacità di reazione della vittima. Lo stesso trattamento viene previsto anche nei confronti di chi appartiene al nucleo familiare della vittima, come l'ascendente o il genitore anche adottivo, oppure a chi abbia approfittato del rapporto di dipendenza psicologica per commettere il reato ( educatori, vigilanti, maestri) o delle particolari condizioni della vittima ( stato di gravidanza). Viene infine introdotto l'arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato per le violenze singole o di gruppo. LA CONDOTTA PUNITA Debutta il delitto di molestie insistenti Sanzioni aumentate quando l'illecito è ai danni dell'ex coniuge.

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L'Anm: giustizia in ginocchio ma per ora niente sciopero (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SALVA PREMIER Il dubbio di Unicost: "Al ministero c'è ancora uno dei nostri" L'Anm: giustizia in ginocchio ma per ora niente sciopero Sara Menafra ROMA Più di un urlo, scuote il numero: centomila. Tanti sono secondo la "stima prudenziale" dell'Anm i processi che saranno bloccati dall'emendamento che sospende per un anno i giudizi in corso. "Si fa presto a calcolare", spiega il segretario generale dell'Anm, Giuseppe Cascini: "Prendiamo i dati del 2006, gli ultimi diffusi dal ministero. Allora i processi dinnanzi al tribunale monocratico erano 350mila e quelli al collegiale 21mila. Se si tiene conto che il trend è leggermente in aumento per gli ultimi anni e che circa il 30% di quei processi era per fatti precedenti al giugno 2002, eccoci ai centomila". Il giudizio arriva subito dopo: "E' un modo per mettere in ginocchio la giustizia penale. Saremo sovrastati da un caos organizzativo senza precedenti, perché le cancellerie passeranno l'anno ad avvisare tutte le parti dell'avvenuta sospensione e poi a riconvocarle. Non avranno il tempo di far spazio a quelle priorità di allarme sociale di cui parla la legge". Di nuovo come un tempo, l'Associazione nazionale magistrati si ritrova assediata nella sua sede al sesto piano del palazzaccio della Cassazione. Tutto come sempre, almeno quando al governo c'è Berlusconi: la ressa di telecamere, i flash che scattano a ritmo di rap, i volti tesi. La differenza è che l'attuale giunta s'era ripromessa di aprire una nuova fase e dialogare con tutti e soprattutto col neoministro Angelino Alfano. Neppure un mese dopo i buoni propositi, si ritrova nell'angolo della protesta. Col rischio, stavolta, di passare per "troppo morbida", ad esempio quando il presidente Luca Palamara risponde picche alle domande su un eventuale sciopero: "L'Anm non pone veti ma ritiene di dover sottolineare l'impatto di questa norma sulla giustizia e di ribadire le conseguenze che avrà per la giustizia". E il segretario generale Cascini (Md) alza la posta: "Sarebbe molto grave se si fossero fermati centomila processi per bloccarne solo uno, così come ci rifiutiamo di credere che basti fermare un processo per evitare questo intervento legislativo". E di nuovo: "Ricordate che la legge non consente l'uso privato di pubblici poteri". Il messaggio nel messaggio, però, è il medesimo: niente barricate. Un po' perché era questa la promessa delle nuova giunta prima e dopo le dimissioni del "moderato Luerti". Un po' perché, negli ultimi anni, la corrente maggioritaria Unicost ha tentato la strada del "dialogo dall'interno" col ministero della giustizia. Dopo le toghe d'ogni corrente coinvolte da Mastella, Alfano ha preso con se,come sottosegretario, Giacomo Caliendo. Già membro del Csm, già leader dell'Anm stroncato dalle polemiche sul ruolo nel caso Calvi (fu accusato di aver fatto pressioni perché gli fosse restituito il passaporto), Caliendo è uno degli esponenti più antichi e più accreditati della corrente maggioritaria delle toghe, di cui fa parte anche il presidente dell'Anm Luca Palamara e persino il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia. "Di certo le norme in questione sono state valutate anche da lui prima di essere inserite nel decreto legge", è il ragionamento. Dunque la scelta strategica: giudicare il merito, discutere del come e del perché l'emendamento sulle intercettazioni sommato a quello sul blocco dei processi rischino di mettere in crisi la giustizia italiana. Ma per ora e finché sarà possibile, niente rotture. Infine, e questo vale anche per il Csm, le toghe associate vogliono provare a tenere unita l'organizzazione. Lunedì la sesta commissione comincerà a discutere del decreto sicurezza e come è accaduto per quello sui rifiuti l'obiettivo sarà l'unità. Meglio un'obiezione unanime, di una bocciatura firmata solo dalle solite correnti della sinistra. L'"impatto" della legge in effetti parla da se. Tanto che i magistrati si sono inventati pure un quiz per gli ignavi cronisti: "Un chirurgo durante un operazione per un grave errore provoca la morte di un bambino, oppure un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo minacciandolo con un temperino. Quale processo si farà?"Il secondo, of course. 35 DETENUTI IN PIÙ Secondo le prime stime dell'associazione Antigone senza i benefici di legge di tanto la popolazione carceraria già sovrabbondante crescerebbe ogni anno.

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IN BREVE (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

A cura della redazione società ROMA ALEMANNO COMMISSARIO STRAORDINARIO CON FONDI In tempo record, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha "risolto" il problema del deficit da lui riscontrato nelle casse del Campidoglio. Sarà nominato, così ha annunciato ieri, commissario straordinario del comune fino al 30 settembre, data entro la quale dovrà predisporre un piano di rientro del deficit di bilancio da presentare al consiglio dei ministri. Nel frattempo ottiene "500 milioni di euro subito in attesa di altri 1,4 miliardi dei fondi regionali da sbloccare". "Un accordo che reputo molto positivo perché non consiste in una gestione commissariale ma in poteri speciali nell'ottica di quello che sarà il federalismo fiscale", ha spiegato il sindaco. TERRORISMO Tigri Tamil dello sri Lanka attive in Italia, 30 arresti L'inchiesta è partita quasi per caso, in seguito alle denunce di alcuni cingalesi che avevano subito minacce per aver organizzato a Napoli una manifestazione contro il terrorismo nel loro paese. Così la Digos è risalita all'organizzazione delle Tigri Tamil che operava in Italia e che ieri ha portato all'arresto di 30 persone (due ancora ricercate) in ben 8 regioni. Il gruppo strutturato militarmente faceva riferimento ad Hadiasan il grande con residenza a Zurigo e da noi era coordinato attraverso due capi, Cirarajah a Biella e Antipuro a Palermo. La loro attività italiana era diretta soprattutto alla raccolta di fondi per finanziare azioni terroristiche nello Sri Lanka, dove per ottenere la secessione sono stati uccisi in 25 anni quasi 25 mila persone. I soldi venivano dunque estorti con atteggiamenti mafiosi ai propri connazionali tamil. Persone in condizioni spesso modeste costrette a sborsare sui 500 euro all'anno, ma che su 30mila residenti portavano a una cifra complessiva pari a circa 3 milioni di euro. Tutti i fermati erano insospettabili, lavoravano come domestici o badanti. Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ci ha tenuto a precisare che le indagini sono state condotte tramite intercettazioni telefoniche e che con le nuove norme del governo Berlusconi non sarebbe stato possibile arrivare agli arresti. ROMA Cassazione contro i vigili, accusati di un pestaggio Tornano a processo i vigili urbani accusati di aver picchiato il senegalese Khudia Abdou Guye durante un'operazione contro la pirateria audiovisiva. A stabirlo è stata la Cassazione che ha annullato la sentenza di proscioglimento degli imputati, passando la palla nuovamente al giudice dell'udienza preliminare. Il fatto sarebbe accaduto la sera del 4 marzo 2005: Antonio Di Maggio, comandante dei vigili urbani capitolini e 5 guardie municipali alle sue dipendenze, fanno irruzione in un appartamento in cui pensano ci siano migranti impegnanti nell'illecito. In realtà si trovano di fronte Guye, con regolare premesso di soggiorno e estraneo a dinamiche di commercio audiovisivo: l'uomo, secondo l'accusa, viene aggredito e subisce contusioni e escoriazioni per tutto il corpo. USA-ITALIA PROCESSO CALIPARI ULTIMA CARTA IN CASSAZIONE La Corte di Cassazione deciderà oggi se l' ex soldato statunitense Mario Lozano dovrà essere processato per l'omicidio del funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso a Baghdad il 4 marzo 2005, mentre portava in salvo la nostra inviata, Giuliana Sgrena. La prima sezione penale esaminerà i ricorsi presentati dalla procura di Roma e dalla nostra giornalista, dopo che il 25 ottobre scorso la terza corte di assise di Roma ha dichiarato "difetto di giurisdizione" e quindi non luogo a procedere per Lozano.

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Iniziamo la caccia al greggio nostrano (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'UNIONE PETROLIFERA Iniziamo la caccia al greggio nostrano Guglielmo Ragozzino ROMA Pasquale De Vita, il presidente dell'Unione petrolifera, ha cominciato la sua relazione annuale dando i numeri. Il petrolio è cresciuto in questo scorcio di secolo da 18 a 135 dollari al barile. La previsione corrente e allora condivisa dagli esperti dell'Opec era di una forchetta tra 22 e 28 dollari. Certo il dollaro ci ha messo del suo perdendo di valore, ma il petrolio è cresciuto anche per virtù (o vizi) propri. De Vita punta il dito contro i paesi produttori, Opec e non Opec, che hanno raggiunto i 700 miliardi di dollari annui di profitti e puntano ai mille, senza badare ai poveri consumatori. L'Unione petrolifera non prevede il futuro. La palla di cristallo le manca da sempre, ma è la prima volta che lo ammette. Oscilla tra una crescita continua, un assestamento e una discesa dei corsi, previsione favorita. Questa incertezza di strategie si precisa descrivendo il caso italiano. L'industria del ramo, italiana o internazionale, pubblica o privata, non ne sbaglia una, per De Vita, ma è difficile scegliere gli investimenti necessari. Gli uomini di governo cambiano, mutano idee e prospettive, creano continui vincoli e ulteriori perdite di tempo. Magistrati e antitrust aggiungono inutili trappole. Emma Marcegaglia parla per seconda. Al contrario di De Vita ha presente il problema di ambiente e riscaldamento globale;e il ruolo essenziale del petrolio. Al dunque, rovescia il problema: non si tratta di ridurre l'inquinamento ma i vincoli che ostacolano la marcia dei petrolieri. Marcegaglia ha disertato Palazzo Chigi dove era prevista l'attesissima anteprima della finanziaria, per stare a fianco degli amati petrolieri. Ha però scritto una lettera a Silvio Berlusconi: deve essere la moda, scriversi lettere, che oltretutto non sono intercettate; per ora almeno. La lettera riguarda l'Europa e i danni che si verificheranno nei prossimi decenni se si applicherà, senza opposizioni, la linea dettata dall'Europa brussellese in tema di abbattimento delle emissioni. Noi di Confindustria, dice, rappresentiamo un paese manifatturiero, come Francia e Germania e quindi saremmo penalizzati se dovessimo comprare sul mercato i diritti a emettere Co2. Diverso il caso di altri paesi - e pensa al Regno unito - che scelgono la finanza e la compravendita dei diritti di emissioni perché in pratica rinunciano all'industria. Marcegaglia spezza una lancia contro la prevista tassa sui petrolieri. Vi difenderemo, promette. La Confindustria non può accettare che venga colpito un settore strategico. Bontà sua, parla anche di risparmio energetico, di semplificazioni, di bonifiche e riuso di impianti inquinati. Occorrono quattro miliardi d'investimenti per mettere in moto la macchina. Rimane il dubbio: quattro miliardi di chi? Tocca a Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente. Con abile mossa, da perfetto cavaliere, le passa davanti Claudio Scajola, ministro dello sviluppo, che si esibisce da uno schermo. Ci si aspetta che si esprima in tema di nucleare, facendo fremere i petrolieri. Invece Scajola dopo aver sfiorato la questione, si dilunga sul petrolio convenzionale. Loda le imprese italiane (cioè l'Eni che però non nomina) che vanno all'estero a cercare accordi con governi e giacimenti difficili; e promette soprattutto che vi sarà un rilancio di ricerca e sfruttamento di petrolio nostrano, petrolio dop, insomma. Ve ne è in Basilicata, al delta del Po nell'Alto Adriatico. Il ministro sa anche quanto: ce n'è per 100 miliardi di euro. E se poi non ce ne fosse, par di capire, pazienza. Quello che conta è togliere di mezzo i vincoli ambientali, mostrare alle popolazioni chi comanda. Tocca a Prestigiacomo, ma ormai è tardi. Pio XI, cui è dedicato lo spazio per la stampa, sogghigna da un quadro.

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POSTA Prioritaria (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Lettere@ilmanifesto.it lettere@ilmanifesto.it I sassolini di Rossanda Rossanda ha ragione (il manifesto 14/6) quando rivendica il ruolo fondamentale della lotta tra capitale e lavoro e quando osserva che è una bestialità parlare di "economicismo", perché la prospettiva di quella lotta era una società liberata. Ma che all'interno di quella lotta abbiano trovato scarso posto il conflitto di genere e l'ambientalismo mi sembra una realtà. In conclusione Rosssanda accenna alla necessaria "messa in connessione" delle parti di un tutto complesso. Giusto. Ma è proprio questa connessione che mi pare assai debole nel suo articolo. L'impressione suscitata è che chi si fa carico del conflitto tra capitale e lavoro debba farsi carico "anche" del resto. Ora, se si concepisce il conflitto tra capitale e lavoro come lotta contro il dominio e l'alienazione, è evidente che non si tratta di farsi carico "anche" del resto, ma di farsi carico del resto "all'interno" di quel conflitto. Perché, semplifico, sarebbe un misero successo per le donne ottenere, come in parte sta avvenendo, la possibilità di insediarsi alla testa di istrituzioni e organismi repressivi, destinati a perpetuare l'ordine borghese, e la rinuncia all'incosiderato sviluppismo che sta conducendo il mondo alla catastofe è possibile solo se la produzione non è guidata dal profitto del capitale e la ricchezza equamente ripartita. Chiedo scusa alla compagna Rossanda per quanto non avessi capito. D'altro canto ha promesso di ritornare sull'argomento. Giorgio Cadoni Il mio giornale ideale Care compagne, cari compagni, ma soprattutto caro Gabriele, con il quale, alcuni anni fa, ebbi a discutere sulla qualità della stampa italiana e soprattutto de il manifesto, che non mi piaceva più. Alla fine di un fitto ed appassionato carteggio telematico sull'argomento, Gabriele mi augurò buona fortuna nella ricerca del mio giornale ideale che non c'è e ci lasciammo con la promessa io di continuare a comperarlo e a "rompere" e lui di provare a smentirmi ma senza la certezza di riuscirci. Ebbene, caro Gabriele, ci sei riuscito. Questo nuovo manifesto è qualcosa di molto ma molto prossimo, quasi sovrapponibile, al mio "giornale ideale", che quindi c'è e si può fare. Certo, ci vuole la "testa matta" de il manifesto per farlo; ma si può. Eccome. Anche nell'Italia del 2008, così come ben descritta dai vostri editoriali di presentazione di questa "nuova" impresa editoriale. Approfondimenti. Indagini. Inchieste. Curiosità. Senso critico permanente. Apertura sull'esistente. E perché no, una grafica innovativa, ariosa e finanche elegante. Un esempio per tutti dal primo numero del nuovo corso: l'inchiesta sui Verdi. Io ne sono stato un iscritto e militante, e continuo a mantenere un legame e contatti con quel "partitino rompicoglioni", rispetto al quale, nel panorama politico italiano attuale, faccio una gran fatica a trovare qualcosa che mi convinca di più. Questo significa che ne posso dire qualcosa "dall'interno". Ebbene, la vostra inchiesta era perfetta: contenuti, taglio, linguaggio, fotografia dell'attualità (ideale, politica, organizzativa) e definizione delle prospettive. Il nuovo manifesto, quindi, secondo me, è bellissimo. Da tutti i punti di vista. Avanti così. Roberto Pontecorvi, Fiano Romano (Rm). Quante ferie fa la Rai? Ormai da gli ultimi anni la Rai "chiude per ferie" tre, quattro mesi, nei quali ci propina film e spettacoli vecchi, anche di un secolo. Ma questo è disonesto, oltre che illegale poiché noi paghiamo un canone per l'intero anno. E le tv commerciali si accodano. Ma quale altra azienda si può permettere di chiudere così a lungo? E la difesa dei consumatori chi la fa? E i giornali? Possibile che questa questione di arbitrio, e di inciviltà, non venga da alcuno affrontata? Non interessa a nessuno che anziani, e non solo, magari soli in casa nel periodo estivo, non possano aver il conforto di una televisione che allevii solitudine e noia. Non vanno tutti in vacanza come alla Rai! un pensionato Maggiore cura e minore adrenalina Capisco, seppur condivido a stento, il motivo dell'ultimo restyling, ma avrei posto altrettanta attenzione anche altrove. Nella mia, più che ventennale, consuetudine alla lettura de il manifesto, ho avuto modo di acquisire una perizia da enigmista nel decifrare la mole di refusi che vi si possono incontrare. Ma mai mi era capitato d'imbattermi in un "forgiarsi del titolo" anziché fregiarsi. Non sono certo che si tratti di refuso (la cui etimologia vi è certo nota), né di più recenti, e maldestri, "copia-incolla". Lungi da me la prosopopea di un maestrino dalla penna rossa, la presente è solo per chiedervi una maggiore cura ed una minore adrenalina nella composizione degli articoli. D'altro canto, la frustrazione è più cocente se causata da chi ci è più vicino e, al momento, "di superstite e reale sinistra". Con affetto. Paolo Cardile Reggio Calabria Che fine ha fatto il "porcellum"? Due episodi illuminano come lampi nella notte il fossato che separa la classe politica dall'opinione pubblica, quelli che "comandano" dal sentire comune. Primo: il ddl sulle intercettazioni. Hai voglia a parlare del sacro diritto alla privacy, dell'esigenza di non violare il rispetto dovuto alla dignità dei soggetti. Sta di fatto che senza le intercettazioni, come ha scritto Scalfari, lo scandalo di calciopoli non sarebbe mai venuto a galla. Idem le scalte bancarie dei "furbetti" o il tragico caso recente della clinica milanese degli orrori. Le esigenze di giustizia richiederebbero se mai di aumentarle. Del resto c'è da scommettere che la stragrande maggioranza delle persone perbene non è turbata né punto né poco all'idea che le proprie telefonate possano essere eventualmente ascoltate da qualche magistrato. Secondo: non si parla neppure più di riformare la legge elettorale in vigore, il cosiddetto porcellum ispirato a suo tempo da Calderoli. Eppure è una legge atroce che stronca un diritto fondamentale: quello di scegliere i propri rappresentanti. Adesso i parlamentati non sono eletti, ma in realtà "nominati": non vengono scelti in messun modo dagli elettori. Nomi inseriti in un certo ordine (così avranno la certezza di farcela) dai dirigenti dei partiti nelle liste elettorali: agli elettori non resta che ingoiare o non votare. Si può cambiare lista, ma non cambia niente: da quanto sono stati aboliti i voti di preferenza non si può esercitare la minima influenza sugli elenchi predisposti. Caso macroscopico di violazione di un diritto fondamentale, che non viene percepito, tantomeno eliminato dai vertici politici. Rodolfo TabacchiRoma L'implacabile intelligenza Cari compagni de il manifesto, la nuova veste mi piace. Soprattutto condivido le intenzionalità espresse. Ho scaricato e rimesso in circolo inviandoli a persone che non sempre vi leggono, gli articoli di Valentino e Rossana e di Marco Revelli. Lo faccio da tanto tempo, e me lo permetto perché sono lettore da subito, poi azionista e da molti anni abbonato, e perché siete un esempio di uso implacabile (quasi sempre) dell'intelligenza. Un abbraccio a tutti, e coraggio! Pierino Zanisi Un uomo senza frontiere Arrivare a casa... senza perdere un uomo. Era il sogno sfrenato di chi era al fronte, in una guerra dura e folle, come tutte le guerre. E' morto un semplice e senza frontiere come Mario Rigoni Stern, nato ad Asiago, paese su un altopiano, noto oggi per il formaggio incellofanato nei supermercati, dal costo basso rispetto ad altri. Non c'è più un uomo mai diviso dalla terra e dalle creature che l'abitano. Se ne è andato un altro che ha raccontato la vita: speriamo che i bimbi di oggi sappiano un giorno, diventando grandi, che la montagna non la si conquista, che è una salita della terra abitata dalle stagioni e non c'è confine nell'amarle, pianure e montagne. Doriana Goracci Precisazione L'articolo apparso ieri sul vostro giornale riferisce del mio intervento durante l'assemblea "Mille voci contro il razzismo". A tale proposito tengo a precisare che il mio riferimento all'assenza degli studenti non voleva certo alludere ad una loro mancanza di sensibilità, ma piuttosto ad un'insufficiente pubblicizzazione dell'iniziativa all'interno dell'Università e forse ad un carattere un po' troppo autoreferenziale dell'iniziativa. Soprattutto in un momento come questo infatti, è di fondamentale importanza unire le forze delle realtà attive sul terreno dell'antirazzismo con quelle di tutta quella parte di società civile che quotidianamente lotta per mantenere aperti spazi di democrazia in questo Paese. Sveva Haertter Uff. Migranti Fiom-Cgil.

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Santa Rita, l'Asl boccia il manager (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Sanità Nuova intercettazione di Brega Massone: "Questa settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" Santa Rita, l'Asl boccia il manager Riaccreditamento più lontano. In clinica solo 67 pazienti: posti a rischio Niente da fare: l'accreditamento della clinica Santa Rita resta sospeso. Il nuovo amministratore unico nominato lunedì da Francesco Paolo Pipitone (il proprietario della clinica agli arresti domiciliari, ndr) non ha le caratteristiche di "terzietà rispetto alla proprietà " richieste dalla Asl. Si avvicina così il momento in cui i 650 dipendenti della clinica resteranno senza lavoro. Stesso discorso per altri 300 collaboratori. Nella struttura sono rimasti 67 posti letto occupati. Nessun nuovo paziente, si va ad esaurimento. Lo stipendio di giugno è garantito, da luglio in poi non v'è certezza. Nei giorni scorsi Regione e Asl hanno più volte manifestato la volontà di lavorare per il riaccreditamento. Ma la nomina ad amministratore unico del commercialista di Lodi Antonio Lanzetta non è stata considerata una garanzia sufficiente. Tant'è che dalla Asl è già partita ieri una lettera all'indirizzo della proprietà della clinica. A convincere l'azienda sanitaria della mancanza del requisito di terzietà sarebbe un rapporto di collaborazione già esistente tra la Santa Rita e Lanzetta. A questo punto, come ha più volte chiarito la Regione, le strade per sbloccare la situazione sono due. O la proprietà individua un nuovo amministratore unico davvero indipendente e autorevole. O il tribunale nomina un amministratore giudiziale. Dal canto suo il sindacato chiede che il nodo dell'accreditamento venga sciolto al più presto. "Si renda dignità alla stragrande maggioranza dei lavoratori della Santa Rita che hanno sempre operato per il bene dei pazienti", chiede Emilio Didonè, responsabile Sanità della Cisl di Milano. "L'ideale sarebbe che proprietà, Asl e Regione trovassero insieme una soluzione di buon senso. Se ciò non avvenisse, quella del tribunale sarebbe una strada obbligata ", tira le somme Didonè. Intanto tra i sostenitori delle maestranze della clinica si schiera anche l'ex ministro della Sanità, oggi senatore del Pd, Umberto Veronesi. "Sono per il riaccreditamento - ha detto ieri Veronesi a margine dello Ieo Day dedicato quest'anno alle donne colpite da tumore al seno -. Il fatto che alcuni medici si sono comportati male non deve punire un'intera struttura o addirittura un intero sistema". Veronesi si è anche schierato contro la depenalizzazione degli errori compiuti dai medici. E ha auspicato un recupero dell'etica della categoria. "Bisogna rifare la testa alla classe medica - ha detto testualmente l'oncologo -. E poi dimenticarsi del termine "azienda" quando si parla di ospedali e Asl". Di etica ha parlato ieri anche il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio alla Camera. Secondo Fazio l'episodio della clinica milanese "ha messo in evidenza il rischio etico di un sistema incontrollato che consente ai medici di lavorare per quantità e non per qualità di prestazione ". Per questo "nei nuovi criteri di accreditamento dovrà essere accertata una adeguata formazione etica e deontologica da parte delle strutture private e di tutto il personale". Ieri, intanto, è stata depositata un'altra intercettazione telefonica del chirurgo Pier Paolo Brega Massone. Il 6 maggio (quanto ormai si era trasferito dalla Santa Rita alla clinica San Carlo) diceva alla moglie: "Questa settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" e aggiunge di non comportarsi come altri "sfigati " che ne fanno di meno. Rita Querzé rquerze@corriere.it Le proteste dei lavoratori della Santa Rita.

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Carcere per molestie e minacce Nasce il reato di <stalking> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Ddl approvato dal governo Carfagna: prima risposta concreta Carcere per molestie e minacce Nasce il reato di "stalking" ROMA - Nasce il reato di stalking. Il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato il ddl Carfagna- Alfano contro gli atti persecutori che punisce chi si rende colpevole di "minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un perdurante stato di ansia o paura. O un fondato timore per l'incolumità propria o di persona a lei cara. O ancora la costringa ad alterare le proprie abitudini di vita" (art. 1). Occorre la querela della parte offesa, che prima ancora potrà chiedere un semplice ammonimento orale. Prevista una pena da 1 a 4 anni. Potrà aumentare se il reato è commesso dal coniuge separato o divorziato o da persona con cui la vittima abbia comunque avuto una relazione affettiva. Altra aggravante (pena inasprita da un terzo alla metà) scatta se la persecuzione è diretta verso un minore, se lo stalker è persona armata o mascherata e se la violenza è esercitata da un gruppo. Nel caso di omicidio preceduto da stalking si arriva all'ergastolo. Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. Previsto l'incidente probatorio. Secondo l'Osservatorio nazionale stalking, tra il 2002 e il 2007 almeno il 20% degli italiani (soprattutto donne) sono stati vittime di persecuzioni, nella metà dei casi l'autore è un ex (marito/fidanzato/convivente). Su 300 crimini commessi, l'88% sono su una donna. Contro il persecutore potrà scattare anche il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e dai suoi congiunti. Il giudice potrà vietare all'imputato di comunicare con loro "con qualsiasi mezzo". Soddisfazione del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna: "Questo ddl fornisce una risposta concreta per contrastare le molestie insistenti che spesso sfociano in violenza sessuale e omicidi passionali". Per il Guardasigilli Alfano, "il provvedimento è una risposta adeguata alla violenza sulle donne". Insieme a quello sullo stalking, infatti, il Cdm ha approvato anche un ddl contro la violenza sessuale che introduce aggravanti in caso il colpevole somministri alla vittima sostanze che ne riducano la capacità di agire (alcol e droghe) o se di essa sia un ascendente, genitore adottivo o tutore, se sussiste un "rapporto di dipendenza" con la vittima o se la donna sia incinta. R. R. Ministro Mara Carfagna.

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Via libera al blocca-processi, il Pd lascia l'Aula (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Via libera al blocca-processi, il Pd lascia l'Aula Senato, anche i dipietristi fuori. Veltroni da Napolitano: opposizione dura ma non un ritorno alla giungla Emma Bonino resta in Aula: "Non esco perché voglio ricordarmi bene di questa pagina buia della storia repubblicana" ROMA - Aventino. Solo per non votare il supercontestato emendamento "salva-Berlusconi ". Ma pur sempre Aventino: il Pd, in compagnia della battagliera Idv, abbandona l'Aula quando al Senato si decide sul provvedimento che blocca i processi per reati "non gravi" commessi prima del 2002. Ed è un'ulteriore conferma del cambiamento di linea già annunciato due giorni fa da Walter Veltroni. Solo che ieri si accompagna ad un abbraccio "privilegiato", quello con il partito di Di Pietro: escono dall'Aula i democratici e l'Idv, ma non i radicali, che pure sono stati eletti nelle liste del Pd, e i senatori dell'Udc. Risultato: l'emendamento passa con 160 "sì" e 11 "no". Emma Bonino, che prima aveva annunciato di non partecipare, alla fine ci ripensa marcando così una differenza con i suoi alleati: "Non esco perché voglio ricordarmi bene di questa pagina buia della storia repubblicana". E anche l'Udc è convinta di avere fatto la scelta giusta: "Noi non abbiamo mai lasciato l'Aula durante i lavori parlamentari: l'opposizione si fa dai banchi parlamentari ". La bagarre in Aula scoppia quando uno dei relatori al decreto sicurezza, Filippo Berselli, spiega la "necessità" degli emendamenti contestati per "dare priorità ai reati più gravi". Subito dopo passa, con una votazione a levata di mano, il primo dei provvedimenti che riguardano i processi, cioè la creazione di un elenco che stabilisce la priorità di alcuni sugli altri. E così, registrata la volontà della maggioranza di andare avanti comunque sulla strada, Pd e Idv escono dall'Aula. Denuncia il capogruppo dei democratici, Anna Finocchiaro: "Da parte nostra non c'è antiberlusconismo, ma appare evidente che il premier ha perso una grande occasione: poteva comportarsi da statista e invece ha rifiutato ogni discussione". Anche il suo vice, il dalemiano Nicola Latorre, giudica "gravissima" la scelta del presidente del Consiglio. I senatori dell'Idv, duri sin dall'inizio della legislatura nel fare opposizione, si aggirano nel Transatlantico di Palazzo Madama ripetendo: "L'avevamo detto noi...". Ad un certo punto arriva anche Antonio Di Pietro, che pure è deputato: "Sono qui per dare sostegno morale a questo impegno di civiltà per la difesa dello Stato di diritto". E annuncia un referendum abrogativo sia per le norme "salva-premier" che per le intercettazioni. Protesta con forza anche la senatrice, nonché ministro ombra alle Pari Opportunità, Vittoria Franco: "Quelle norme sospenderanno anche i procedimenti sugli stupri". Finito lo scontro sui provvedimenti che riguardano i processi, in Aula torna una relativa calma: il Pd e l'Idv rientrano e si riescono ad approvare in grande fretta tutti gli altri emendamenti, tra cui anche quello sull'impiego dell'esercito nelle città. E a questo punto, prima che il testo passi alla Camera, manca solo il voto finale fissato per martedì prossimo. Veltroni, ieri, è salito al Quirinale per dare al cambiamento di passo una dignità quasi "istituzionale ", da capo dell'opposizione che riferisce al Presidente. Ma anche per spiegare che non si tratta di una scelta "irreversibile ". Che cioè è pronto a tornare al tavolo del dialogo se Berlusconi dovesse cambiare. E poi che una linea più dura non vuol dire il ritorno alla "legge della giungla ". Una scelta che ha ribadito in serata durante la presentazione dell'ultimo libro di Cesare Damiano: "Noi conserveremo la nostra identità: faremo opposizione dura, ma senza tornare al passato ". Roberto Zuccolini Aventino Il Senato poco prima del voto ( in alto, il tabellone). A destra Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, uscito dall'Aula assieme all'Idv; e la radicale Emma Bonino, che è rimasta e ha votato contro come l'Udc.

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Tamil, arrestati i <badanti terroristi> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-19 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE L'inchiesta Blitz tra Napoli, Bologna, Genova, Reggio, Mantova, Biella e Palermo. L'accusa: intercettazioni fondamentali Tamil, arrestati i "badanti terroristi" I pm: estorsioni ai connazionali per sostenere la lotta armata in Sri Lanka L'organizzazione si occupava anche dell'assistenza logistica ai latitanti e della propaganda NAPOLI - Le Tigri Tamil, i terroristi srilankesi degli uomini bomba e delle prime donne kamikaze, avevano una cellula italiana che lavorava per raccogliere fondi all'estero e finanziare la lotta armata nell'isola asiatica. La Digos e la sezione antiterrorismo della Procura di Napoli hanno individuato trenta persone che ne facevano parte. Nel capoluogo partenopeo ma anche a Biella, Genova, Mantova, Reggio Emilia, Palermo, Bologna. Insospettabili. Extracomunitari in regola con i documenti e il permesso di soggiorno. Che come la stragrande maggioranza degli immigrati srilankesi in Italia, avevano un lavoro di badante o di domestico. Accudivano persone anziane o andavano a far pulizie, e contemporaneamente tenevano in piedi un'organizzazione che raccoglieva fondi per la lotta armata imponendo tangenti all'intera comunità di srilankesi che vivono nel nostro Paese, costretti a pagare attraverso intimidazioni e minacce di ritorsioni contro i familiari rimasti in Asia. L'organizzazione si occupava anche di garantire assistenza logistica ai latitanti e di organizzare la propaganda. Da circa due mesi la Procura di Napoli aveva avanzato al giudice delle indagini preliminari le richeste d'arresto per i trenta presunti terroristi. Ieri l'ufficio coordinato dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ha deciso di non aspettare oltre e ha dato mandato al capo della Digos Antonio Sbordone di procedere con i fermi, che dovranno ora essere convalidati dal gip. Delle trenta ordinanze ne sono state eseguite ventotto. Le indagini hanno permesso di accertare che la cellula italiana aveva numerosi capizona e due responsabili: uno per il Centro- Nord, che viveva a Biella, e uno per il Sud, residente a Palermo. Erano loro a tenere i contatti con il presunto capo delle Tigri Tamil in Europa, un uomo che vive a Zurigo e che è soprannominato Il Grande. L'intera indagine, hanno spiegato gli investigatori, è stata possibile soprattutto grazie alle intercettazioni telefoniche, che nel corso dei mesi si sono allargate perché ogni volta che in una conversazione compariva un nuovo nome, subito si provvedeva a metterne sotto controllo l'utenza. Con le nuove norme questo non sarebbe stato possibile, e il procuratore Cantelmo ha voluto sottolinearlo: "Senza le intercettazioni il risultato che abbiamo ottenuto oggi non avremmo mai potuto raggiungerlo, e quindi credo che sottrarre agli inquirenti uno strumento così essenziale sarebbe insensato". Fulvio Bufi L'attentato Una vittima dell'uomo-bomba tamil che tre giorni fa, nello Sri Lanka, ha ucciso 12 persone (Reuters). Sopra, tre degli arrestati.

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Informazioni riservate su soldi e case dei capi Indagato De Zan (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-19 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Fisco Spiati Piccinini e Zilioli di "Controcampo" Informazioni riservate su soldi e case dei capi Indagato De Zan Milano, 4 arresti all'Agenzia delle Entrate Le due vittime: "Curiosità innocente, ci abbiamo riso sopra". "Se ci sono le condizioni farò causa al Fisco" MILANO - L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di Milano? Un incubo per i dipendenti infedeli. Che però confidavano di liberarsene presto: "Adesso si attengono scrupolosamente perché c'è l'Audit che quotidianamente va a vedere tutto quello che hai fatto, quindi rompono i coglioni in maniera impressionante in tutti gli uffici. Mo' comunque questo è l'ultimo anno, l'Audit viene chiuso... troppe spese... rimane solo a Roma, così mi dà più possibilità di lavorare al meglio, di lavorare più tranquillo ". Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "lavoro", intendendosi per "lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai contribuenti in cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti. In quella che ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in vendita, Lomuti è stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai commercialisti Antonio Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata dell'agenzia "Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in carcere, gli altri due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso abusivo alla banca dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è contestata dal pm Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al giornalista sportivo Davide De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e consegnato informazioni patrimoniali su altri due colleghi di Mediaset, il conduttore di "Controcampo " Alessandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani. "Ci siamo sentiti e fatti una risata - sdrammatizza Piccinini -. Davide mi ha spiegato che era con questo suo amico e così, per gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore per nulla! E' stata una curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda: diversa è la posizione dell'altra persona che ha un ruolo pubblico". Concorda Ziliani: "Il fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla banca dati dell'Agenzia Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo conto, beh, dà molto fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al Fisco". Già nel dicembre scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate aveva rilevato illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la password del funzionario allora in servizio all'ufficio "Milano 2". Ma nonostante ciò, "capillari intercettazioni telefoniche e ambientali " hanno documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita cercando di volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che lui non era più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far ottenere (invano, perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno sgravio fiscale da 100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato civilista (come altri avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi portare il contraccambio che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè 2.500 euro. Luigi Ferrarella Alessandra Mangiarotti Il giornalista A destra Davide De Zan, conduttore di Studio Sport e inviato di ciclismo per Mediaset. Sotto il conduttore di Controcampo Sandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani.

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<Valtenesi sicura>, arrivano le colonnine Sos (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-06-19 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Brescia Installato nella centrale operativa di Manerba un sofisticato sistema di videosorveglianza "Valtenesi sicura", arrivano le colonnine Sos MANERBA (Brescia) - "Un individuo strano gira davanti alle scuole". "A me hanno forzato la porta". L'antico Polifemo si era lasciato gabbare da Ulisse e compagni, ma all'occhio elettronico del modernissimo omonimo, appena installato alla centrale operativa della polizia municipale di Manerba, non sfugge nulla. Il balordo "visto" sul monitor e il ladruncolo di cui ha identificato anche la targa dell'auto in fuga, in pochi minuti vengono intercettati dalle pattuglie del comandante Gianfranco Rossi in servizio 24 ore su 24 per tutta la Valtenesi e consegnati a carabinieri e polizia mobilitati a loro volta. Simulazioni messe in scena ieri a illustrare la seconda fase del progetto "Valtenesi sicura", con i 6 comuni del Basso Garda firmatari nel 2002 di una "santa alleanza" contro i predoni delle ville: dalla collaborazione pubblico-privato era nato un "ponte" elettronico tra le case e il comando di Manerba impegnato a coordinare gli interventi sul territorio (16mila abitanti, 80mila d'estate). Ora, grazie a "Polifemo" (presto affiancato da altri ciclopi tecnologici per servire tutte le aree a rischio), altro passo avanti. "La videoecamera - spiega Isidoro Bertini, il sindaco di Manerba artefice del progetto e ora consigliere provinciale - copre a 360Ë? almeno 200 metri quadrati e sa zoomare anche immagini registrate di episodi segnalati in ritardo ". Basta lanciare l'sos dalle colonnine sistemate in aree strategiche (piazze, fermate bus, scuole, poste) e il meccanismo scatta in tempo reale. Il fronte anticrimine ha dato buoni risultati. Le "visite" in casa sono diminuite, anche perché ai 25 vigili della valle dà sostegno la recente polizia provinciale (120 agenti, solo un paio impegnati in ufficio). E il presidente della Provincia, Alberto Cavalli, ieri a Manerba a inaugurare la "fase due", si è lasciato scappare un "modello Valtenesi meritevole di essere esportato nella Penisola. Ne ho parlato con Maroni". Oggi poi il concetto di sicurezza si allarga alla Protezione civile: proprio l'altra sera, vigilia della conclusione dell'emergenza terremoto di 4 anni fa, la terra, quasi una beffa, è tornata a tremare. "Polifemo" comunque vigila, con buona pace anche per i turisti, la miniera d'oro della Valtenesi. Andrea Biglia A 360 gradi Il comandante della polizia locale di Manerba accanto allo schermo dell'occhio elettronico installato nell'ambito del progetto "Valtenesi sicura" (Cavicchi).

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Santoro e Pupo noia a St. Moritz (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-19 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE ChiacchiereRai di ILARIA SACCHETTONI Santoro e Pupo noia a St. Moritz Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori. Pupo a Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la cena (zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno di ricotta, polpa di vitella su letto di polenta, semifreddo a i tre gusti di caffè) e lo spettacolo (Noa, Zucchero) al Corviglia Tennis Center: "Ahò, ma tu l'hai capito perchè a Saint Moritz? ". Santoro: "Boh...Un po' perchè costa meno (di Cannes ndr). Un po' perchè c'era la partita". Pupo: "Bella voce quella Noa. Ma di dov'è? Non è mica inglese, ha qualcosa di tribale. Però dopo un pò ti fai due c..i". Santoro: "Mi è successo con il film di Scorsese sui Rolling Stones ("Shine a light" ndr) Due palle. Dopo tre quarti d'ora sono uscito, non ce la facevo più". Pupo: "Hai visto Zucchero? Ormai canta seduto. Dice che in Sardegna ha insultato una del pubblico perchè telefonava. Poi ci sono state polemiche, perché per la serata aveva preso 300 mila euro. Trecentomila euro. Per quella cifra, io a quella del pubblico, gli prestavo il mio cellulare". Santoro: "Ammazza, allegra Saint Moritz". Pupo: "Davvero. Un amico mio c'è morto (ride) ". isacchettoni@rcs.it Michele Santoro Pupo.

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CENTOMILA PROCESSI NEL CESTINO LA RABBIA DEI MAGISTRATI PER LA "LEGGE SALVASILVIO": SI POTRÀ PROCEDERE PER LA CESSIONE DI UNO SPINELLO, NON PER LO STUPRO DI UNA RAGAZZA DA PARTE (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CENTOMILA PROCESSI NEL CESTINO ? LA RABBIA DEI MAGISTRATI PER LA "LEGGE SALVASILVIO": SI POTRÀ PROCEDERE PER LA CESSIONE DI UNO SPINELLO, NON PER LO STUPRO DI UNA RAGAZZA DA PARTE DI UN CLANDESTINO? Francesco Grignetti per "La Stampa" "Centomila processi finiranno chiusi in armadio". E' drastica la reazione dell'Associazione nazionale magistrati all'approvazione, in Senato, dell'emendamento slitta-processi. Il centrodestra però procede spedito. Voto al mattino e l'emendamento tanto contestato, che ha visto uscire dall'Aula i senatori Pd e Idv alla maniera dell'Aventino, si avvia a diventare legge. Così come sull'uso dei militari a supporto della polizia. Al mattino è davvero scontro incandescente tra maggioranza e opposizione. Litigano Maurizio Gasparri e Anna Finocchiaro. Lui, sarcastico: "Ci sono più persone del Pd in quest'Aula che elettori del Pd in Sicilia". Lei, tetra: "Berlusconi poteva essere uno statista... Forse riuscirà ad evitare questa sentenza, ma ha senz'altro perso una grande occasione di rinnovamento dell'Italia". L'unica a non uscire è Emma Bonino, ma soltanto "perché voglio ricordarmi bene la foto di questa pagina buia". E se ne vanno sbeffeggiati dal leghista Federico Bricolo: "Se voi state dentro o fuori dall'aula per noi cambia poco, tanto cambieremo questo Paese alla faccia vostra". A sera, però, il clima torna più disteso, al punto che i due schieramenti votano assieme alcune norme proposte da Giuseppe Lumia, Pd. "Sono state recuperate - dice - le nostre proposte sull'aggressione ai patrimoni". A questo punto i magistrati paventano conseguenze catastrofiche. Entrano nello specifico: "Si potranno fare processi per la cessione gratuita di uno spinello ma non per lo stupro di una ragazza ad opera di un clandestino". "Invito il ministro della Giustizia - dice Gioacchino Natoli, vicepresidente dell'Anm e storico pm palermitano - a farsi un giro in una qualsiasi cancelleria di tribunale. Scoprirà che ciò che appare possibile sulla carta, è impossibile nella realtà. Nei tribunali si lavorerà un anno solo per inviare fax agli avvocati". "Ci rifiutiamo di credere che si sospendano centomila processi per fermarne uno solo - gli fa eco il segretario generale, Giuseppe Cascini -. Sarebbe grave: continuiamo a pensare che la cosa pubblica è un bene che va tutelato. E rammentiamo a tutti che l'uso privato di pubblici poteri non è consentito dalla legge e dalla Costituzione". "Ci spieghino tutta questa fretta", dice ancora il presidente, Luca Palamara. E pensare che i giudici ancora non avevano digerito le nuove norme sulle intercettazioni che, "se approvate, avrebbero l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità". L'affondo di Berlusconi sta arroventando di nuovo i rapporti tra politica e giustizia. A Milano, la sua istanza di ricusazione nei confronti del giudice Nicoletta Gandus è finita sul tavolo del sostituto procuratore generale. Si chiama Laura Bertolè Viale. Un'altra donna tosta che non ha perso tempo nel formulare il suo parere. Contrario. "Inammissibile perché tardiva", ha scritto. Dato che gli interventi della Gandus risalgono al 2006, la Bertolè Viale trova che sia un po' curioso che gli avvocati del premier se ne accorgano solo ora. E comunque non ravvede la "inimicizia grave". Parere non vincolante, per carità. Sarà la corte d'appello a decidere. Tanto basta a irritare Nicolò Ghedini, deputato Pdl, principale consigliere giuridico del premier e suo avvocato personale: "Solo a Milano - dice - può accadere di ricusare un giudice perché ha svolto attività di contrasto politico contro il premier in carica e scoprire che a chiedere la inammissibilità della richiesta sia un magistrato che tale comportamento condivideva. La realtà supera ogni fantasia". Già, perché anche la Bertolè Viale, secondo Ghedini, è una nemica politica. In tale feroce scontro, i dirigenti dell'Anm ci si sentono tirati per i capelli. "Singole vicende - dicono - non possono trascinare l'intera magistratura su un terreno di contrasto con altre istituzioni. Esprimiamo solidarietà ai colleghi di Milano. La libertà di critica non diventi denigrazione dei singoli magistrati perché diventa delegittimazione dell'intera magistratura. Ne va dell'equilibrio dei poteri". Dagospia 19 Giugno 2008.

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<La Giustizia muore e la gente è fregata> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sì alla salva-premier ma con modifiche. Il ddl sulle intercettazioni "è una vergogna" "La Giustizia muore e la gente è fregata" Colloquio con Tinti, procuratore aggiunto a Torino e Magrone procuratore capo a Larino - Guarda il video (Emblema) MILANO - Bruno Tinti è procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. "Uno di quelli che prende ordini dal procuratore capo e non ne può dare ai sostituti." Sessantasei anni, si occupa di reati finanziari: falsi in bilancio, aggiotaggio, frode fiscale, bancarotta. In questa intervista-video ammette che la sua carriera, in quanto a risultati ottenuti, potrebbe definirsi quasi fallimentare: indulti, prescrizioni, amnistie hanno spazzato via tutto il suo lavoro. Ma lui si sente comunque soddisfatto perché è un uomo libero. E fare il magistrato significa "essere libero". Sugli ultimi interventi del governo in materia di giustizia, boccia irrimediabilmente il ddl sulle intercettazioni, definito "una vergogna", ma apre sulla "salva-premier" o "blocca-processi" comunque lo si voglia chiamare. "Sfoltirebbe d'un colpo il mio lavoro del 50%. E non sarebbe così ingiusta perché non varrebbe per i nuovi reati (da metà giugno del 2002). Comunque, sul diritto alla giustizia da parte della gente rassegnato ammette "la gente è fregata". NICOLA MAGRONE - A Larino in provincia di Campobasso c'è una piccola procura dove si dice che non voglia andare nessuno. Ma lui invita comunque tutti i colleghi soprattutto quelli giovani. L'ultima in ordine di tempo è stata Clementina Forleo. Che gli ha risposto con un sorriso. È lì, a Larino, che lavora Nicola Magrone, 66 anni di Modugno (Bari). È un procuratore capo molto umano e simpatico. Non ha l'aria seriosa d'un capo. Sarà perché ci sono tali problemi di organico che spesso rimane solo in ufficio, quindi è capo solo di se stesso. Non c'è rimasto nessuno, né i cancellieri, né i pm. "Tutti questi dibattiti sul sistema giustizia mi lasciano quasi indifferente. Avremmo bisogno invece di un "governo ragioniere" che si metta lì a fare i conti e ci dia quello che serve per mandare avanti l'ufficio". Le intercettazioni? "Bisogna essere eccessivamente faziosi per negare che ci siano stati eccessi. Ma non c'e bisogno di legiferare in materia. Basta applicare la legge che già c'è. La materia è già disciplinata. Ma se su questo fatto si inseriscono le nuove riforme di cui si parla in questi giorni, ebbene questo è un modo per spegnere la magistratura". E la famosa frase "La legge è uguale per tutti"? "È il nostro dogma. Ma è espresso già in maniera faziosa. Il concetto costituzionale è che tutti i cittadini devono comparire uguali davanti alla legge. In Italia? Da noi la condizione della giustizia è al limite del coma". Nino Luca stampa |.

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Condannato il boss dei party alla cocaina (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PINEROLO PROCESSO AD UN TRAFFICANTE SCARCERATO CON L'INDULTO Condannato il boss dei party alla cocaina Patteggia 6 anni e mezzo e 40 mila euro di multa [FIRMA]ANTONIO GIAIMO A sei anni di carcere era già stato condannato una volta Vincenzo Carnovale, 49 anni, arrestato una prima volta nel giugno 2003, nell'ambito di un'operazione condotta dalla Guardia di Finanza che aveva portato in carcere una banda di persone che spacciava droga a Torino in zona Mirafiori. Poi, grazie all'indulto, le porte del carcere si erano riaperte. E così, da Beinasco, dove abitava all'epoca dei fatti, il Carnovale con la moglie si era trasferito a Pinerolo, ed in viale della Rimembranza aveva aperto il bar Havana. In quattro mesi di indagini, i carabinieri del capitano Massimiliano Puca erano riusciti a scoprire i meccanismi della vendita di droga e un traffico di auto di grossa cilindrata. L'inchiesta, iniziata dal sostituto procuratore Vito Destito, era stata poi acquisita dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) e ieri al termine del processo che si è svolto nel tribunale di Torino, il pubblico ministero Sparagna ha dato l'assenso al patteggiamento che ha portato ad uno sconto di pena di un terzo e così i 18 anni che l'imputato avrebbe rischiato sono scesi a sei anni, sei mesi e 40 mila euro di multa. A un anno e otto mesi e 6 mila euro di multa è stato condannato un altro membro della banda, Antonio Rizzo, 40 anni, Moncalieri, via Tetti Piatti 17. Il secondo ordine di arresto al Carnovale era stato notificato in carcere, dove stava già scontando una pena a sei mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Era stato soprattutto dalle intercettazioni era emerso che il Carnovale cedeva dosi di droga in cambio di piaceri sessuali a due giovani ventenni, che a fatica stavano cercando proprio di uscire dal mondo della tossicodipendenza. E per farle cadere nella trappola l'uomo aveva promesso loro che le avrebbe fatte diventare due veline offrendo orge alla cocaina. Alla lettura della sentenza il Carnovale si è rivolto al pm minacciandolo di vendicarsi per la condanna.

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GELO TRA SILVIO E FINI: "NON MI CHIAMI", "NEMMENO TU" ERRORE MONTALE: LA GELMINI SOSTITUISCE LA RESPONSABILE - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI DIMETTERA' (VENDETTA SU D (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GELO TRA SILVIO E FINI: "NON MI CHIAMI", "NEMMENO TU" ? ERRORE MONTALE: LA GELMINI SOSTITUISCE LA RESPONSABILE - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI DIMETTERA' (VENDETTA SU D'ALEMA)? 1 - GOVERNO BATTUTO, IN AULA PASSA EMENDAMENTO UDC (Dire) Sul decreto rifiuti il governo va sotto. Alla Camera passa infatti un emendamento Udc sul termovalorizzatore di Napoli. L'aula, al momento, e' stata sospesa per dare modo di valutare il testo alla luce di una modifica che elimina una parte delle disposizioni relative al deposito dei rifiuti. 2 - LEGA VOTA EMENDAMENTO UDC, "DIAMO SEGNALE POLITICO" (Agi) - La Lega ha votato con l'opposizione l'emendamento dell'Udc al dl rifiuti per "dare un segnale politico" alla maggioranza e al governo. A confermarlo e' il leghista Paolo Grimoldi. La votazione ha visto il governo andare sotto. 3 - FINE Jena per "La Stampa" - Ecco, il dialogo è finito gli amici se ne vanno che inutile serata, amore mio (parole e musica di Ornella Veltroni). Calderoli tra i musoni Fini e Berlusconi 4 - BERLUSCA-FINI, IL GRANDE FREDDO? Gustoso siparietto Berlusconi-Fini prima dell'assemblea della Confcommercio. Il Cav appena vede il presidente della Camera gli dice secco, seppur con il sorriso sulle labbra: "uelà, Gianfranco, va bene che adesso sei la terza carica dello Stato, ma non ti fai più vivo! Non dico invitarmi a pranzo, ma almeno una telefonata...". E Fini, gelido più di uno stoccafisso (e senza alcun sorriso): "La cosa è reciproca". "E no", ribatte il Berlusca, "io sono solo la quarta carica dello Stato, tocca a te fare il primo passo". Frase illuminante sullo stato dei rapporti tra i due alleati, proprio alla vigilia dello scioglimento di An-Fi per dar vita al Pdl. Che Gianfranchino si sia già pentito del suo dorato loculo di Montecitorio? E che Silviuccio sia convinto che non è bastato scaricare Pierfurby e congelare Gianfindus per avere "mani libere"? 5 - ALITALIA: E' LEGGE IL DECRETO SU PRESTITO 300 MLN? (Ansa) - L'Aula del Senato ha definitivamente convertito in legge il decreto che autorizza un prestito ponte di 300 milioni ad Alitalia. I voti favorevoli sono stati 154 (la maggioranza richiesta era di 141), quelli contrari 119, 7 gli astenuti. 6 - BERLUSCONI: DOPO DUE ANNI TROVO EUROPA SENZA PERSONALITA'? (Apcom) - "Superare "l'ostacolo" rappresentato dal no degli irlandesi al Trattato di Lisbona con il sì alla ratifica. Questo l'orientamento italiano, confermato oggi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante l'assemblea di Confcommercio. "Daremo indicazioni di approvare il Trattato di Lisbona - ha detto Berlusconi - così avremo 26 approvazioni mentre l'Irlanda dovrà dare una sua diversa valutazione". "Oggi vado a Bruxelles a portare il nostro contributo alla costruzione europea, ma dopo due anni trovo una Ue arretrata. due anni fa c'era un gruppo con nomi quali Blair, Aznar, Chirac, Schroeder e anche il sottoscritto e con il cambiamento di questi nomi l'Europa ha perso la propria personalità". È quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo all'assemblea della Confcommercio, poco prima di lasciare Roma proprio per recarsi a Bruxelles. L'attacco di Berlusconi si rivolge a un'Europa che "non è più protagonista, che non ha capacità di decisione, non ha una politica comune di difesa o di immigrazione" che "appare anche ai cittadini come una istituzione che non aiuta, impone obblighi e restrizioni". Un appunto particolare viene dedicato alla Commissione europea e contro, soprattutto, "alle continue esternazioni dei commissari che danno un gran da fare ai ministri di tutti i Governi europei. Io oggi chiederò che la Commissione si esprima in modo diverso con il presidente che contatti direttamente i responsabili dei Governi", ha concluso. 7 - MATURITA': SOSTITUITA 'RESPONSABILE' DELL'ERRORE SU MONTALE? (Agi) - Individuata e sostituita la 'responsabile' dell'equipe del ministero dell'istruzione che ha commesso il grave errore nella traccia della prova di italiano si Eugenio Montale. La responsabile della struttura tecnica per gli esami di Stato, l'ispettrice Caterina Petruzzi, e' stata infatti sostituita dal professor Luciano Favini. E' quanto si evince da una dichiarazione del ministro Maria Stella Gelmini in cui si annuncia un cambio di guardia nella struttura del dicastero. "E' necessario e urgente rivedere la procedura per la formulazione delle tracce d'esame, che oggi appare troppo burocratica e inadeguata" afferma Mariastella Gelmini che oggi ha nominato il nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, dirigente tecnico del Ministero. La Gelmini si riserva di affiancare all'ispettore Favini altri due dirigenti tecnici, che nominera' nei prossimi giorni, per garantire e assicurare la necessaria collegialita' e efficienza. Il Ministro, inoltre, "ringrazia l'ispettrice Caterina Petruzzi, per aver svolto per tanti anni e con grande passione, dedizione e professionalita', un compito che per il corrente anno le era stato assegnato in regime di prorogatio". © Foto U.Pizzi"> Goffredo Bettini © Foto U.Pizzi 8 - BETTINI: NON FERMIAMOCI ADESSO? (Adnkronos) - "Vedo, nei prossimi mesi, un ruolo decisivo per noi": E' quanto scrive Goffredo Bettini in un intervento in prima pagina su 'l'Unita'. Il coordinatore politico dei deomocratici chiede di non perdere "quella spinta di rinnovamento politico e programmatico che, nonostante la sconfitta, Veltroni ha messo in campo". Bettini sottolinea: "Avverto il manifestarsi qua e la di una certa sfiducia nel progetto del Pd" che "spinge troppi a tornare alle vecchie 'case', vizi e abitudini". Il dirigente democratico, a questo proposito, parla anche delle fondazioni: "Ben vengano fondazioni, associazioni, centri di ricerca in grado di arricchire la nostra analisi politica", ma "sarebbe povera cosa trasformare queste attivita' in correnti mascherate". Bettini esorta ad andare in senso contrario: "Altro che ritirarsi nelle ragioni del proprio particolare. Cioo' che serve e' un grande 'compromesso' mondiale sociale e politico", "la situazione esige un nuovo pensiero unitario, oltre le vecchie ideologie e 'case' del novecento". Cio' detto, "anche la discussione sulle appartenenze internazionali mi pare povera cosa". 9 - D'ALEMA: ASSEMBLEA PD AVVII RIFLESSIONE E NON SIA CONTA INTERNA? (Adnkronos) - "Il senso dell'assemblea costituente dovrebbe essere quello di avviare una riflessione aperta e non gia' quello di realizzare una conta interna. Lo sforzo va volto alla costruzione di un grande partito plurale, in grado di valorizzare le sue diverse realta'". Lo dice Massimo D'Alema in un'intervista a 'L'Unita', a proposito delle prospettive del Pd. Quanto ad un eventuale congresso, "i congressi -spiega l'ex ministro degli Esteri- possono essere momenti importanti e necessari. Ci sono congressi ordinari, che vengono alla normale scadenza. Se, invece, si chiedono congressi straordinari, bisogna avere chiare le loro finalita'. Ho sentito dire che volevamo fare un'assise del nostro partito che avesse come obiettivo il rilancio programmatico e il rilancio organizzativo. Altro, invece, sarebbe fare un congresso sulla leadership. Ma questo mi sembra che non lo chieda nessuno". 10 - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI DIMETTERA'? (Adnkronos) - Non c'e' "la possibilita'", ma "la quasi certezza" che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sara' condannato nell'ambito del procedimento sul caso Mills. Ne e' convinto Francesco Cossiga, itervistato da 'Il Tempo'. "Certo -aggiunge l'ex capo dello Stato- Silvio e' stato imprudente a ricusare la presidente della competente sezione del Tribunale penale! La ricusazione sara' certamente rifiutata e la presidente gliela fara' vedere?" "Per come io credo di conoscere Silvio Berlusconi e per necessita' politica, Silvio Berlusconi rassegnera' le dimissioni, poiche' la 'presunzione di innocenza fino a condanna definitiva', puo' valere sul piano del diritto, ma non certo sul piano politico! E' mai pensabile ad esempio che un capo dell'esecutivo condannato dai giudici del suo Paese per corruzione in atti giudiziari possa presiedere un G 8?" Tuttavia uno scenario del genere "non penso" che porti alle elezioni anticipate. "Ci pensera' il ministro Maroni, detto 'il Pugnalatore', a far cambiare fronte alla Lega come nel 1994! E non vorrei -conclude Cossiga- che per vendicarsi i deputati europei di Forza Italia votino per l'utilizzazione delle intercettazioni di Massimo D'Alema e quindi per la sua automatica incriminazione: sarebbe un favore troppo grande per il neo-giustizialista Walter Veltroni". © Foto U.Pizzi"> Niccolò Ghedini con Berlusconi e Letta © Foto U.Pizzi 11 - GHEDINI: BERLUSCONI VUOLE CHIUDERE PROCESSO, ESSERE ASSOLTO? (Apcom) - Secondo Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, il premier non vuole evitare il processo per corruzione in atti giudiziari in cui è imputato insieme all'avvocato inglese David Mills: "Credo che Berlusconi abbia tutto l'interesse a chiudere questo processo e ad essere assolto, come è accaduto in tutti i processi più recenti, come il processo Sme: si sono fatte tante polemiche - ricorda Ghedini intervenendo a Repubblica tv - perché anche quello era stato sospeso, poi quando è ripreso il premier è stato assolto nel merito". Il presidente del Consiglio, dopo l'eventuale sospensione dovuta ai provvedimenti in corso di approvazione, "chiederà - sostiene Ghedini - che il processo prosegua, ma auspico che possa arrivare un giudice che non solo sia ma appaia super partes". 12 - ALEMANNO: MI SONO MESSO IN GIOCO PER SALVARE LA CITTA'? (Adnkronos) - "E' stata una trattativa serrata e complessa, alla quale hanno partecipato quattro ministri di An, Tremonti, Letta e ministri leghisti. Io ho messo in campo la mia esperienza di ex ministro e tutta la mia credibilita' personale". Lo afferma in un'intervista a "Il Messaggero" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che prosegue: "Avevamo difronte due esigenze: fronteggiare la crisi, e dunque evitare il dissesto finanziario, ma anche rispondere alle obiezioni sollevate dagli altri comuni italiani". "Stiamo parlando di una manovra che prevede -continua Alemanno- per gli enti locali una stretta finanziaria da un miliardo e 500 milioni". E riguardo la Lega il sindaco della Capitale sottolinea cheil Carroccio avra' in cambio "la garanzia che ci sara' il federalismo fiscale. Faccio notare al tempo stesso che, quello che abbiamo ottenuto, al di la' dei 500milioni, e' senza precedenti". "Non si era mai visto prima. Ci sara' un piano di risanamento, dunque niente assistenzialismo, e in piu' si aggancia il concetto che Roma e' un contribuente molto importante per il Paese. E che dunque il federalismo fiscale e' qualcosa di molto importante anche per Roma" sottolinea Alemanno che spiega di non aver "tolto neanche un euro a Milano ed all'Expo e che "fin d'ora possiamo dire che non si fara' la notte bianca: abbiamo altre priorita'". Dagospia 19 Giugno 2008.

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SPY MEDIASET DE ZAN SPIAVA I REDDITI DEI COLLEGHI - PICCININI SDRAMMATIZZA: CI SIAMO SENTITI E FATTI UNA RISATA ZILIANI MENO: POTREI FARE CAUSA AL FISCO LE GRANDI LITI TRA CR (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SPY MEDIASET ? DE ZAN SPIAVA I REDDITI DEI COLLEGHI - PICCININI SDRAMMATIZZA: CI SIAMO SENTITI E FATTI UNA RISATA ? ZILIANI MENO: POTREI FARE CAUSA AL FISCO ? LE GRANDI LITI TRA CRONISTI SPORTIVI? 1 ? INDAGATO DE ZAN: SPIATI I COLLEGHI PICCININI E ZILIANI? Luigi Ferrarella e Alessandra Mangiarotti per il "Corriere della Sera" Davide De Zan L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di Milano? Un incubo per i dipendenti infedeli. Che però confidavano di liberarsene presto: "Adesso si attengono scrupolosamente perché c'è l'Audit che quotidianamente va a vedere tutto quello che hai fatto, quindi rompono i coglioni in maniera impressionante in tutti gli uffici. Mo' comunque questo è l'ultimo anno, l'Audit viene chiuso... troppe spese... rimane solo a Roma, così mi dà più possibilità di lavorare al meglio, di lavorare più tranquillo". Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "lavoro", intendendosi per "lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai contribuenti in cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti. In quella che ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in vendita, Lomuti è stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai commercialisti Antonio Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata dell'agenzia "Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in carcere, gli altri due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso abusivo alla banca dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è contestata dal pm Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al giornalista sportivo Davide De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e consegnato informazioni patrimoniali su altri due colleghi di Mediaset, il conduttore di "Controcampo " Alessandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani. Davide De Zan con la moglie Elena "Ci siamo sentiti e fatti una risata ? sdrammatizza Piccinini ?. Davide mi ha spiegato che era con questo suo amico e così, per gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore per nulla! E' stata una curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda: diversa è la posizione dell'altra persona che ha un ruolo pubblico". Concorda Ziliani: "Il fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla banca dati dell'Agenzia Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo conto, beh, dà molto fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al Fisco". Già nel dicembre scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate aveva rilevato illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la password del funzionario allora in servizio all'ufficio "Milano 2". Ma nonostante ciò, "capillari intercettazioni telefoniche e ambientali " hanno documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita cercando di volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che lui non era più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far ottenere (invano, perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno sgravio fiscale da 100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato civilista (come altri avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi portare il contraccambio che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè 2.500 euro. 2 ? INSULTI VIA RADIO E SCHIAFFI ALLO STADIO: LE ETERNE LITI TRA I CRONISTI DELLO SPORT? Antonio Dipollina per "la Repubblica" Gianni Brera e Gino Palumbo, storici e autorevolissimi rivali di cose calcistiche un giorno si presero a cazzotti nella tribuna di uno stadio. Troppo distanti e diversi nel modo di intendere il mondo: ma il bello e quasi commovente è che quel dissidio lo si ricorda anche basato soprattutto sull'opposta ideologia calcistica. Era una trasmissione molto letteraria del dissidio, ma è bello ricordarla così e ha tutt'ora un senso. Sandro Ciotti In epoca più recente, e con il mezzo radiofonico ad amplificare il tutto per la gioia delle masse, fiorirono verità e leggende sull'eterna disputa tra Enrico Ameri e Sandro Ciotti, la prima e la seconda voce di centinaia di domeniche calcistiche italiane, quando tutto passava dal racconto parlato attraverso la radiolina gracchiante. Complice un microfono lasciato incautamente aperto, una assolata domenica, Ameri entrò nell'etere con una severa reprimenda ? diciamo così ? al rivale. Forse fu il contrario, forse fu più soft oppure molto più pesante, ma il tutto sanciva la rivalità, basata qui su indole opposta e su chissà quante coabitazioni forzate e relative conseguenze tra personaggi che mai avrebbero fatto amicizia. Succede a tutti, succede ovunque nella vita, ma scoprire che la rivalità tra giornalisti ? sportivi e famosi, in questo caso ? oggi corre le vie della modernità morbosa dello spionaggio-redditi, misura con una certa esattezza la distanza tra le epoche. Giornalisti anche di primissimo piano che si detestano e tramano l'uno contro l'altro si contano a pacchi, ma una sana scazzottata allo stadio è pressoché impensabile: peraltro, ne esistono diversi che litigano per contratto in tv nei vari processi e processini, dicendosi cose sanguinose davanti alle telecamere e poi abbracciandosi sulla via della cena appena le luci si spengono. Se a tutto questo si abbina la modernità telematica, ecco che l'attacco al rivale, al collega più fortunato e famoso, al capo antipatico, si esplicita nell'assalto-spione ai redditi e alla situazione patrimoniale. Se era solo spinto da insana curiosità, il brillante Davide De Zan, erede del leggendario Adriano, ha solo sbagliato di poco i tempi: dopo poche settimane il paese intero si scatenava nello sbirciarsi i redditi l'uno con l'altro. Limitare il fenomeno quindi all'ambito giornalistico è davvero riduttivo. Non fosse che per ribadire, come diceva quello, che anche il giornalista è un uomo. Dagospia 19 Giugno 2008.

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SANTORO E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ PUPO: ZUCCHERO HA INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL PUBBLICO, GLI PRESTAV (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SANTORO E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ ? PUPO: ZUCCHERO HA INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL PUBBLICO, GLI PRESTAVO IL MIO CELLULARE"? Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera ? Roma" Pupo Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori. Pupo a Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la cena (zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno di ricotta, polpa di vitella su letto di polenta, semifreddo a i tre gusti di caffè) e lo spettacolo (Noa, Zucchero) al Corviglia Tennis Center: "Ahò, ma tu l'hai capito perchè a Saint Moritz?". Santoro: "Boh...Un po' perchè costa meno (di Cannes ndr). Un po' perchè c'era la partita". Pupo: "Bella voce quella Noa. Ma di dov'è? Non è mica inglese, ha qualcosa di tribale. Però dopo un pò ti fai due c..i". Santoro: "Mi è successo con il film di Scorsese sui Rolling Stones ("Shine a light" ndr) Due palle. Dopo tre quarti d'ora sono uscito, non ce la facevo più". Pupo: "Hai visto Zucchero? Ormai canta seduto. Dice che in Sardegna ha insultato una del pubblico perchè telefonava. Poi ci sono state polemiche, perché per la serata aveva preso 300 mila euro. Trecentomila euro. Per quella cifra, io a quella del pubblico, gli prestavo il mio cellulare". Santoro: "Ammazza, allegra Saint Moritz". Pupo: "Davvero. Un amico mio c'è morto (ride) ". Dagospia 19 Giugno 2008.

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MIRACOLO! EZIO MAURO FESTAIOLO VALZANIA RITIRA LE DIMISSIONI PARTY RAINEWS24 CON GIORGINO LE CANDIDATURA RAI DI REALACCI EATALY FA CHIC A MILANO L' ORDINE BOCCIATA MONICA (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MIRACOLO! EZIO MAURO FESTAIOLO ? VALZANIA RITIRA LE DIMISSIONI ? PARTY RAINEWS24 CON GIORGINO ? LE CANDIDATURA RAI DI REALACCI ? EATALY FA CHIC A MILANO ? L' ORDINE BOCCIATA MONICA SETTA E PROMUOVE MIELI? © Foto U.Pizzi"> Laura Ravetto © Foto U.Pizzi 1 ? Miracolo! Ieri sera il blindatissimo Ezio Mauro si è appalesato a una festicciola del generone romano? 2 ? Il prode direttore di radioRai Sergio Valzania ha ottenuto quello che voleva e ha ritirato le dimissioni. Bravo. 3 - Dicono che Francesco Giorgino, il bel ciuffo del Tg1, abbia avviato una lunga marcia di riavvicinamento verso il Pdl e verso l'azzurro Paolo Bonaiuti: allora non fate sapete al portavoce del premier che ieri sera, durante la festa della trasmissione Transatlantico di RaiNews24, l'aspirante caporedattore del politico del tg di Gianni & Riotto tutta la sera ha flirtato e parlato fitto con il portavoce di Pier Ferdinando Casini, il deputato dell'Udc, Roberto Rao. 4 - E non fate sapere al Cavaliere che, sempre durante la stessa festa nel circolo Rai di Tor di Quinto, la bella deputata bionda Laura Ravetto ha parlato lungamente con l'ex uomo di punta di TeleKabul e ora direttore di RaiNews 24, Corradino Mineo. Laura Tangherlini 5 - Non fate sapere a Stefania Floooris Prestigiacomo che, mentre lei era impegnata a varare la manovra economica in quel di palazzo Chigi, il suo predecessore, il brizzolatissimo Alfonso Pecoraro Scanio, faceva la sua rentrée nel mondo della politica sempre a bordo piscina della festa di Transatlantico. 6 - Durante la festa della trasmissione Transatlantico ? ah, i padroni di casa Simonetta Guidotti e Donato Bendicenti sono finiti nella piscina a fine cena, mentre la bella giornalista appena 26enne Laura Tangherlini doveva respingere gli arrapati Rai che le ronzavano intorno. 7 - Il motivo per cui le giornaliste di viale Mazzini non vanno al circolo Rai? Lo ha spiegato ? ma non fatelo sapere al democratico Claudio Petruccioli - ieri sera, durante la festa della trasmissione Transatlantico di RaiNews 24, una giornalista di mamma Rai: "Ma secondo voi io vengo qui a fare vedere il culo gratis ai cameramen e ai montatori con cui lavoro durante il giorno??". Democraticissima! 8 - Il king maker della Rai per conto di Veltroni? E' il "sempreverde" Realacci che ha ormai soppiantato Cuillo nel cuore dei giornalisti di Saxa Rubra. Ebbene, quali sono le candidature che il Pd non prodiano intende portare avanti negli incontri con il padrone Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio? David Sassoli (per il Tg3), Giorgio Balzoni (per il Gr Radio), Montanari (quirinalista). Per una vicedirezione Realacci punta su Natalia Augias, Albertazzi, Ferri e Filippo Gaudenzi... 9 - Sta diventando uno dei punti di incontro più chic di Milano. Da fuori non ci sono insegne. Bisogna entrare nel Coin di Milano (Piazza Cinque Giornate) superare sciami di impiegate e bancari tristanzuoli e dirigersi in fondo a destra, nel sotterraneo. Trecento metri quadri di ogni ben di Dio. Dalla burrata di Andria, alla carne della Granda tagliata al coltello, a birre introvabili e marmellate da far girar la testa. Monica Setta A mezzogiorno si mangia intorno al bancone. Modelle, giornalisti, magistrati del vicino Tribunale. Tutti ad assaggiare rari prodotti protetti dallo Slow Food. Tutto politicamente molto molto corretto. Certo, niente a che vedere con la sede di Torino (8.000 metri quadri nella vecchia fabbrica Carpano,al Lingotto): tutto di proprietà di Oscar Farinetti (ex patron di Unieuro) che ha visto il business e si prepara ad aprire Eataly a New York e Tokyo. Tutto all'insegna del cibo slow e con il padre-padrone Carlin Petrini che gli copre le spalle. Successo garantito. 10 - Come si legge sul sito dell'Ordine dei Giornalisti (www.odg.it), "Il Consiglio nazionale dell'Ordine, riunito a Roma i giorni 10, 11 e 12 giugno 2008, ha respinto il ricorso di Monica Setta. L'Ordine del Lazio l'aveva sanzionata con la censura per aver violato la Carta dei Doveri, che vieta ai giornalisti di accettare vacanze gratuite, inviti e viaggi, violando altresì la norma che impegna gli stessi giornalisti a promuovere la fiducia tra la stampa e i lettori". Accolto invece il ricorso di Paolo Mieli, sanzionato dall'Ordine della Lombardia con la censura per aver consentito la pubblicazione di intercettazioni telefoniche? 11 - Carlo Rossella per "Il Foglio" ? A New York, a Londra, a Parigi aumenta a vista d'occhio il numero dei gentlemen che non portano quasi più la cravatta. Anche a Milano e Roma si è iniziato. Torino resiste. Ma fino a quando? Dagospia 19 Giugno 2008.

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