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tARTICOLI DEL 19-6-2008 #TOP
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Articoli
Intercettazioni (57)
A CARTE SCOPERTE
( da "Stampa,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: limiti alle intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills, ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea del futuro dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla magistratura,
I
pm Zocco e Ferraro saranno fianco a fianco al dibattimento
( da "Stampa,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Bianchi hanno concluso ieri la prima tappa di un'attività istruttoria complessa che avevano avviato con le prime intercettazioni telefoniche e ambientali già nel 2004, avvalendosi di personale investigativo messo a disposizione della Squadra Mobile di Genova. Il loro riserbo, anche ieri, è sempre stato assoluto. Nessun commento, neppure dopo la sentenza.
Confalonieri:
legge salva-premier? Silvio vada in tv a dire che è falso
( da "Corriere.it"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Però subito dopo si schiera con la stampa e contesta al Cavaliere "una parte del provvedimento sulle intercettazioni ": "Silvio dovrebbe tenersi buoni i giornalisti, fare un po' il ruffiano... Scherzi a parte, un conto è regolamentare la materia, perché è barbaro squadernare le vite delle persone, altra cosa è comminare tre anni di carcere ai giornalisti.
Respinta
la richiesta di Berlusconi Il Pg: <Non c'è grave inimicizia>
( da "Corriere.it"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in un'intervista, ha annunciato che "Sicuramente contro il salva-premier e contro il ddl sulle intercettazioni" i dipietristi raccoglieranno"le firme per un referendum abrogativo" senza escludere la possibilità "scendere in piazza" stampa |.
Votata
la norma salva-premier pd e dipietristi abbandonano l'aula - carmelo lopapa
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: firme per il referendum contro questa legge e quella sulle intercettazioni, "anche se sappiamo che la Consulta cancellerà questo tentativo" di impunità. In questo senso si era pronunciato con una intervista a "Repubblica" anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino ("La Consulta dirà che è incostituzionale") e proprio contro il capo in seconda delle toghe si scaglia in aula l'
Era
tutta una fiction ( da "Unita, L'"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche alla ripresa del "lodo Schifani", fino alla questione "giudiziaria". Ha costretto tutti noi a fare i conti con la realtà e a misurarci con l'asprezza dei problemi concreti, costringendoci a uscire da una rappresentazione tutta ideologica della situazione italiana che ha pesato nelle iniziative del Pd e nella perdita di consenso intorno alle sue proposte,
Immagini
video non valide contro i violenti
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: uso delle riprese visive a quello delle intercettazioni telefoniche. Lo ha denunciato ieri la giunta esecutiva dell'Anm sostenendo che "con queste norme non saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, assenteismo nei pubblici uffici e violenza negli stadi".
Bloccarne
100mila per salvarne uno Effetto emendamento Berlusconi, l'Anm: saltano i
processi per stupro, sfruttamento della prostituzione
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è anche il disegno di legge sulle intercettazioni licenziato la scorsa settimana dal governo. Una orma che, si legge in un comunicato, "avrebbe l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità. Si potrà dunque intercettare di meno, con grandi vantaggi per i criminali e senza reali benefici per la riservatezza delle persone e,
Intanto
mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle
intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro dei magistrati.
Mafia
e massoni, perquisito circolo di dell'utri - salvo palazzolo alessandra ziniti
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sembra ci fosse un gran movimento in via Muzio Cappelletti, così hanno accertato le intercettazioni disposte dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. Per questa ragione, i pm Asaro, Guido e Padova hanno disposto la perquisizione della sede del circolo. I carabinieri hanno sequestrato computer e documenti.
Scodinzolini
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il tutto mentre si vorrebbero cestinare le intercettazioni in cui il Cainano, con la sua voce, mercanteggia con Saccà: ecco, quelle non provano nulla, non valgono. Resta da capire chi sia Mister X. Igor Marini? Scaramella? O magari David Mills, che come supertestimone ha sempre dato ottima prova, specie dopo aver incassato 600 mila dollari da Milano2.
Fisco
& Mediaset: spiate tra colleghi Milano, inchiesta su tangenti per annullare
cartelle esattoriali. Coinvolto De Zan
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sospettando di essere intercettato, chiede a Lo Muti se "non è meglio, magari, non parlarne al telefono di queste cose". Il giornalista ieri ha detto di essersi già chiarito con i due suoi colleghi, spiegando loro che non era sua intenzione spiarli e di aver avuto informazioni da un amico di lunga data per questioni personali.
Due
mesi di rodaggio Poi è tornato il Caimano
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: attacco è cominciato con i divieti alle intercettazioni, il blocco dei processi cucito su misura. E il bavaglio alla stampa. Forse Silvio ha imparato troppo dall'amico Putin. Adesso Berlusconi si sente immune grazie al "mandato avuto dagli elettori" fin nelle Isole. Finora aveva mostrato la faccia buona di chi vuole elevarsi a statista e fare le prove generali per il Quirinale.
Giusto,
Veltroni torni tra la gente Cara Unità, mentre continua la luna di miele del g
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nello stesso tempo si vogliono proibire le intercettazioni, togliendo potere alla Magistratura e privando i cittadini delle informazioni. Il decreto sulla sicurezza presentato dal Governo, il ritorno al primo "lodo Schifani" che mette al sicuro il Presidente del Consiglio dai suoi eventuali processi.
Condannati
gli agenti-rapinatori derubavano coppiette e stranieri - sarah martinenghi
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche era emerso anche che era il basista, forniva cioè informazioni ai poliziotti, che su sua indicazione facevano irruzione a colpo sicuro in appartamenti di stranieri, per fare poi razzia di contanti e gioielli. Le perquisizioni ovviamente non erano autorizzate, ma i poliziotti confidavano sul fatto che difficilmente gli immigrati avrebbero sporto denuncia.
L'Unità
( da "Unita,
L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del "l'Unità" La prima pagina de "l'Unità" del 15 giugno su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.
Legge
oscena, ci vorrebbe una rivolta ( da "Unita, L'"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: a scrivere notizie nonostante il bavaglio del ddl sulle intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Si riporta l'Italia indietro di un secolo Da circa un anno non faccio che pensare alla mattina in cui i carabinieri sono arrivati a casa mia per cercare le prove della divulgazione di atti "coperti da segreto" da me effettuata nell'ambito dell'inchiesta "Why not"
Pizzo
per finanziare la guerriglia tamil - salvo palazzolo
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. "Non è stato davvero facile ascoltare quei dialoghi - dice il questore Giuseppe Caruso - ma abbiamo fatto anche questo, grazie ad alcuni interpreti". Sono state proprio le intercettazioni a svelare la rete di collaboratori di cui si serviva Antipuro.
Killer
e sorvegliato modello - alessandra ziniti
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: essere ucciso perché era uomo di Rotolo e come era emerso dalle intercettazioni si era espresso in modo pesante nei confronti dei Lo Piccolo". Quello di Ingarao, hanno sottolineato ieri magistrati e investigatori, è stato l'ultimo delitto di mafia in città. "Eliminando il capomafia i Lo Piccolo hanno cercato di espandersi in zone della città fino ad allora precluse al loro dominio.
Retata
di cingalesi: "soldi al terrorismo tamil"
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: infermiere nello studio di un chirurgo estetico, immigrato modello, dirige la cellula di Napoli (Lazio e Campania). La famiglia di Mogan, ai Quartieri Spagnoli, non crede alle accuse. "è bravo e tornerà presto a casa. Ama l'Italia, il nostro sogno è vivere sempre qui". Sessantamila intercettazioni. ANTONIO CORBO A PAGINA IX.
"ecco
mogan, capo delle tigri tamil" - antonio corbo
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: molte delle 60 mila telefonate intercettate, il sofisticato lavoro di Lorenzo Manso un vicequestore schierato da Antonio Manganelli sul fronte del terrorismo straniero. Dicono che Mogan è per la Campania e il Lazio un capo nella struttura occulta delle Tigri Tamil, che in Italia ne ha solo uno a Biella, che scambia visite e messaggi con Kumar,
Brevi,
schede e richiami 4 ( da "Repubblica, La"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La polemica Le intercettazioni Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo (il primo da sinistra nella foto con Giandomenico Lepore, Antonio Sbordone e Lorenzo Manso) sostiene: senza intercettazioni, l'indagine non si sarebbe fatta.
Cinque
condanne per il sequestro andato in fumo
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: era stato sventato grazie alle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza di Palermo con la collaborazione del Gico di Milano. Gli imputati sono Giuseppina Casale, ex moglie di Cottone, Giuseppe Sanese, il poliziotto palermitano Alfredo Li Pira, lo zio della vittima Antonio Cottone e Giovanni Battista Rosano, che avrebbe dovuto custodire l'
Arresti
al campo nomadi per furti nelle case - massimo pisa
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Pedinamenti e intercettazioni, metodi classici e tecnici, indispensabili per un reato predatorio come i furti in casa, tre arresti in flagranza lo scorso gennaio, l'ultimo ieri mattina, all'interno del campo nomadi di via Monte Bisbino dove aveva trovato rifugio Branko Jevremovic, 52 anni, origini serbe.
L'onestà
fa notizia, la paura di più ( da "Repubblica, La"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Creano un falso bisogno e lo "curano" con un altro inganno: giro di vite contro i poveracci e, nello stesso tempo, meno intercettazioni telefoniche. Più soldati e agenti, ma con le armi sempre più spuntate. è nata la "politica della paura" e noi ci siamo dentro. Ci rendono vigliacchi per renderci più malleabili.
Fondi
per la guerriglia manette alle tigri tamil - stefano origone
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, è emerso che i tre cingalesi obbligavano i connazionali a versare delle somme di denaro, in certi casi secondo le proprie possibilità, per finanziare la guerriglia. La consegna del denaro reperito sulla piazza genovese, avveniva con somme in contanti, trasportate materialmente da corrieri sempre diversi e con metodi clandestini.
Arrestato
il patron dell'arezzo calcio - franca selvatici
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: accesso abusivo a un sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche, riciclaggio, associazione a delinquere, crimine transnazionale. Le intercettazioni hanno rivelato rapporti con un gruppo criminale, per cui è stata contestata anche l'aggravante per aver agevolato l'attività di una associazione mafiosa.
E
paparesta sconterà due mesi ai servizi sociali - enzo tamborra
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La vicenda emerse da una delle tante intercettazioni telefoniche effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Paparesta, però, non si è mai perso d'animo e dopo una recente sentenza favorevole della Corte Federale ha rilanciato l'ipotesi di un suo ritorno al calcio. Prima però dovrà pagare quest'ultimo dazio.
Disagi
quotidiani di eroi di periferia ( da "Repubblica, La"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che intercetta bisogni e desideri universali. I bisogni dell'espressività, a cui le storie di Nando - il protagonista, chiamato a Ponticelli per insegnare appunto scrittura creativa a un gruppo di ragazzini, chiodi storti che i martelli di certi educatori professionisti si ostinano a conficcare nel terreno del conformismo e del fatalismo -
Stalking,
via libera al ddl pene gravi fino all'ergastolo
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. La nuova formulazione aggiunge lo stalking tra i reati per cui è possibile richiedere l'incidente probatorio. "Risposta adeguata nella lotta contro la violenza sulle donne", è il commento soddisfatto del ministro Alfano.
Non
solo fedeli alla tv parrocchiale ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I tag di alcuni video cercano di intercettare l'interessedel navigatore, mescolando informazione a carattere religioso e ironia. Le clip hanno un taglio dinamico, uno stile asciutto. Benvenuti nella tv parrocchiale Giovanni Paolo Tv, dove un team di dieci fedeli realizza un tg settimanale.
Ora!
( da "Sole
24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Anche questa settimana la discussione è ricca su Nòva100,la piattaforma per blog di Nòva24: tra un iPhone che va in pensione e un altro che sta per arrivare,si parla di intercettazioni,politica,ambiente ed Europei di calcio. www.nova100.ilsole24ore.com.
Prove
di ibridazione mediatica ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Current Italia vincerà la sua sfida se saprà cogliere le contraddizioni e speranze del suo target di riferimento, intercettando un bisogno in gran parte già coperto dal web. Dovrà investire sul suo brand sganciandolo progressivamente da Al Gore e lavorare "dal basso" per stimolare il potenziale creativo dei giovani videomaker e la curiosità del pubblico.
Tecnologie
salva ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni DI MIMMO COSENZA P rivacy e intercettazioni telefoniche. Da una parte si sostiene che per rispettare la privacy dei cittadini sia necessario ridurre drasticamente le intercettazioni telefoniche, tagliando così alla fonte la possibilità di divulgare stralci di comunicazioni private, potenzialmente lesivi della privacy.
L'anm:
sospesi centomila processi - alberto custodero
( da "Repubblica,
La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: premier e del ddl sulle intercettazioni - secondo l'Anm - porterà da una parte alla sospensione di processi per reati gravissimi (fra questi, il processo sul crac da 1500 milioni di Sicilcassa, fissato a settembre, e quello iniziato ieri contro il prefetto Mario Mori imputato per la mancata cattura dell'allora latitante boss Provenzano).
Primi
scontri tra la Nato e i talebani ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Kabul rivela inoltre che le intercettazioni delle comunicazioni-radio talebane hanno confermato la presenza di miliziani stranieri, per lo più pakistani. Carlos Branco, portavoce di Isaf, precisa che i soldati "procedono prudentemente per evitare perdite tra i civili, ma anche le bombe rudimentali nascoste dagli insorti".
L'Anm:
stop a 100mila processi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: la sicurezza dei cittadini e che il Ddl sulle intercettazioni sarà un bastone tra le ruote delle indagini per gravi reati, non garantirà affatto la privacy, limiterà la libertà di informazione. Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e il vicepresidente Gioacchino Natoli segnalano (rilevando che, prima di loro, avrebbe dovuto farlo il Ministro della Giustizia) che la norma salva-
Il
Governo all'attacco su stalking e violenza
( da "Sole
24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche varato dal Governo soltanto la scorsa settimana. Gli inquirenti potranno, quindi, utilizzare tutti gli strumenti di indagine così come proposto per i delitti di mafia, terrorismo o grave allarme sociale. Tra le misure cautelari applicabili figura infine quella di sottoporre lo " stalker" al divieto di avvicinarsi alla vittima o di frequentarne i parenti.
L'Anm:
giustizia in ginocchio ma per ora niente sciopero
( da "Manifesto,
Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: discutere del come e del perché l'emendamento sulle intercettazioni sommato a quello sul blocco dei processi rischino di mettere in crisi la giustizia italiana. Ma per ora e finché sarà possibile, niente rotture. Infine, e questo vale anche per il Csm, le toghe associate vogliono provare a tenere unita l'organizzazione.
IN
BREVE ( da "Manifesto, Il"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: precisare che le indagini sono state condotte tramite intercettazioni telefoniche e che con le nuove norme del governo Berlusconi non sarebbe stato possibile arrivare agli arresti. ROMA Cassazione contro i vigili, accusati di un pestaggio Tornano a processo i vigili urbani accusati di aver picchiato il senegalese Khudia Abdou Guye durante un'operazione contro la pirateria audiovisiva.
Iniziamo
la caccia al greggio nostrano ( da "Manifesto, Il"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettate; per ora almeno. La lettera riguarda l'Europa e i danni che si verificheranno nei prossimi decenni se si applicherà, senza opposizioni, la linea dettata dall'Europa brussellese in tema di abbattimento delle emissioni. Noi di Confindustria, dice, rappresentiamo un paese manifatturiero, come Francia e Germania e quindi saremmo penalizzati se dovessimo comprare sul mercato
POSTA
Prioritaria ( da "Manifesto, Il"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Primo: il ddl sulle intercettazioni. Hai voglia a parlare del sacro diritto alla privacy, dell'esigenza di non violare il rispetto dovuto alla dignità dei soggetti. Sta di fatto che senza le intercettazioni, come ha scritto Scalfari, lo scandalo di calciopoli non sarebbe mai venuto a galla.
Santa
Rita, l'Asl boccia il manager ( da "Corriere della Sera"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Sanità Nuova intercettazione di Brega Massone: "Questa settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" Santa Rita, l'Asl boccia il manager Riaccreditamento più lontano. In clinica solo 67 pazienti: posti a rischio Niente da fare: l'accreditamento della clinica Santa Rita resta sospeso.
Carcere
per molestie e minacce Nasce il reato di <stalking>
( da "Corriere
della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. Previsto l'incidente probatorio. Secondo l'Osservatorio nazionale stalking, tra il 2002 e il 2007 almeno il 20% degli italiani (soprattutto donne) sono stati vittime di persecuzioni, nella metà dei casi l'autore è un ex (marito/fidanzato/convivente).
Via
libera al blocca-processi, il Pd lascia l'Aula
( da "Corriere
della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: per le intercettazioni. Protesta con forza anche la senatrice, nonché ministro ombra alle Pari Opportunità, Vittoria Franco: "Quelle norme sospenderanno anche i procedimenti sugli stupri". Finito lo scontro sui provvedimenti che riguardano i processi, in Aula torna una relativa calma: il Pd e l'Idv rientrano e si riescono ad approvare in grande fretta tutti gli altri emendamenti,
Tamil,
arrestati i <badanti terroristi>
( da "Corriere
della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni fondamentali Tamil, arrestati i "badanti terroristi" I pm: estorsioni ai connazionali per sostenere la lotta armata in Sri Lanka L'organizzazione si occupava anche dell'assistenza logistica ai latitanti e della propaganda NAPOLI - Le Tigri Tamil, i terroristi srilankesi degli uomini bomba e delle prime donne kamikaze,
Informazioni
riservate su soldi e case dei capi Indagato De Zan
( da "Corriere
della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "
<Valtenesi
sicura>, arrivano le colonnine Sos
( da "Corriere
della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: in pochi minuti vengono intercettati dalle pattuglie del comandante Gianfranco Rossi in servizio 24 ore su 24 per tutta la Valtenesi e consegnati a carabinieri e polizia mobilitati a loro volta. Simulazioni messe in scena ieri a illustrare la seconda fase del progetto "Valtenesi sicura", con i 6 comuni del Basso Garda firmatari nel 2002 di una "
Santoro
e Pupo noia a St. Moritz ( da "Corriere della Sera"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Moritz Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori. Pupo a Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la cena (zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno di ricotta, polpa di vitella su letto di polenta,
CENTOMILA
PROCESSI NEL CESTINO LA RABBIA DEI MAGISTRATI PER LA "LEGGE
SALVASILVIO": SI POTRÀ PROCEDERE PER LA CESSIONE DI UNO SPINELLO, NON PER
LO STUPRO DI UNA RAGAZZA DA PARTE
( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nuove norme sulle intercettazioni che, "se approvate, avrebbero l'effetto di ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della criminalità". L'affondo di Berlusconi sta arroventando di nuovo i rapporti tra politica e giustizia. A Milano, la sua istanza di ricusazione nei confronti del giudice Nicoletta Gandus è finita sul tavolo del sostituto procuratore generale.
<La
Giustizia muore e la gente è fregata>
( da "Corriere.it"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il ddl sulle intercettazioni "è una vergogna" "La Giustizia muore e la gente è fregata" Colloquio con Tinti, procuratore aggiunto a Torino e Magrone procuratore capo a Larino - Guarda il video (Emblema) MILANO - Bruno Tinti è procuratore aggiunto presso la Procura di Torino.
Condannato
il boss dei party alla cocaina ( da "Stampa, La"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Era stato soprattutto dalle intercettazioni era emerso che il Carnovale cedeva dosi di droga in cambio di piaceri sessuali a due giovani ventenni, che a fatica stavano cercando proprio di uscire dal mondo della tossicodipendenza. E per farle cadere nella trappola l'uomo aveva promesso loro che le avrebbe fatte diventare due veline offrendo orge alla cocaina.
GELO
TRA SILVIO E FINI: "NON MI CHIAMI", "NEMMENO TU" ERRORE
MONTALE: LA GELMINI SOSTITUISCE LA RESPONSABILE - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO
E SI DIMETTERA' (VENDETTA SU D ( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che per vendicarsi i deputati europei di Forza Italia votino per l'utilizzazione delle intercettazioni di Massimo D'Alema e quindi per la sua automatica incriminazione: sarebbe un favore troppo grande per il neo-giustizialista Walter Veltroni". © Foto U.Pizzi"> Niccolò Ghedini con Berlusconi e Letta © Foto U.Pizzi 11 - GHEDINI: BERLUSCONI VUOLE CHIUDERE PROCESSO, ESSERE ASSOLTO?
SPY
MEDIASET DE ZAN SPIAVA I REDDITI DEI COLLEGHI - PICCININI SDRAMMATIZZA: CI
SIAMO SENTITI E FATTI UNA RISATA ZILIANI MENO: POTREI FARE CAUSA AL FISCO LE
GRANDI LITI TRA CR ( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "
SANTORO
E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ PUPO: ZUCCHERO HA
INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL
PUBBLICO, GLI PRESTAV ( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: SANTORO E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ ? PUPO: ZUCCHERO HA INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL PUBBLICO, GLI PRESTAVO IL MIO CELLULARE"? Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera ? Roma" Pupo Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori.
MIRACOLO!
EZIO MAURO FESTAIOLO VALZANIA RITIRA LE DIMISSIONI PARTY RAINEWS24 CON GIORGINO
LE CANDIDATURA RAI DI REALACCI EATALY FA CHIC A MILANO L' ORDINE BOCCIATA
MONICA ( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ordine della Lombardia con la censura per aver consentito la pubblicazione di intercettazioni telefoniche? 11 - Carlo Rossella per "Il Foglio" ? A New York, a Londra, a Parigi aumenta a vista d'occhio il numero dei gentlemen che non portano quasi più la cravatta. Anche a Milano e Roma si è iniziato. Torino resiste. Ma fino a quando?
FACCI
E IL COPIA-INCOLLA DI TRAVAGLIO IL VIAGGIO DEL TORPEDONE RAI MARINA E IL
PHOTOSHOP SE LA SINISTRA DIFENDE I PETROLIERI LA SICUREZZA AI TEMPI DI LEOPARDI
VIVA SILVIO ( da "Dagospia.com"
del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: incredibile, i primi effetti della prossima legge sulle intercettazioni si fanno già sentire: Marco Travaglio ha copiato un virgolettato senza citare la fonte (e sin qui niente di pazzesco) ma per la prima volta nella Storia l'ha fatto non dalle carte di un magistrato, ma di un avvocato. E' la rivoluzione.
( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Luca Ricolfi A CARTE
SCOPERTE Peccato. Era probabilmente ingenuo sperarci, ma in molti ci eravamo
augurati che fosse iniziata una nuova stagione politica. Forse non una stagione
esaltante, di concordia nazionale e di rinascita dell'Italia, ma almeno una
stagione di proposte ragionevoli e costruttive. Una stagione in cui i politici,
pur continuando a litigare fra loro, si occupassero anche un po' di alcune cose
che stanno a cuore a noi: sicurezza, tenore di vita, servizi sociali. Dopotutto
molte delle cose che in questi mesi il centro-destra ha fatto o si accinge a
fare erano copiate dall'opposizione. Il pacchetto sicurezza riprendeva molte
misure volute da Giuliano Amato, l'aliquota fissa sugli affitti ripropone
un'idea cara a Rutelli e alla Margherita, la riforma dei servizi pubblici
locali dovrebbe seguire il tracciato del disegno di legge Lanzillotta. Insomma,
per molti versi il governo Berlusconi stava facendo le stesse cose che avrebbe
voluto fare il Pd, e che il Pd non fece solo per non litigare con Rifondazione
comunista. E invece no. Ora torneremo allo scontro e alla diffidenza, perché
Berlusconi ha scoperto le carte e nessuno dei suoi osa fiatare. Che cosa ci
dicono le carte che ora si vanno scoprendo una dopo l'altra? La prima carta ci
rivela che la priorità delle priorità di Berlusconi è proteggere se stesso.
Emendamento "salva Rete 4", limiti alle
intercettazioni e alla libertà di stampa, norme per fermare il processo Mills,
ricusazione del magistrato che dovrebbe giudicare il premier, riproposizione
del lodo Schifani, tutto indica che ci risiamo: Berlusconi avrà anche un'idea
del futuro dell'Italia, ha sicuramente ragione in alcune critiche alla
magistratura, ma quando si mette in movimento è del tutto incapace di
separare l'interesse personale da quello del Paese. Come ha suggerito Vittorio
Feltri ieri su Libero, sarebbe molto meglio che parlasse chiaro dei propri guai
senza pretendere di ridisegnare istituzioni e regole solo per bloccare un
singolo processo, quello che lo riguarda. La seconda carta ci rivela che
Berlusconi confonde sicurezza e legalità. Sia le norme sulle intercettazioni
sia quelle sulla sospensione dei processi "minori" tendono a limitare
l'azione di contrasto della criminalità ai soli reati considerati di forte
"allarme sociale", e allentano la presa su quelli che - non toccando
direttamente il cittadino medio - suscitano minori ansie e paure. Rientrano
tipicamente in questa categoria i reati ambientali, economici, finanziari,
ossia i cosiddetti reati dei "colletti bianchi": in poche parole i
reati commessi da dirigenti, funzionari, impiegati, imprenditori, finanzieri,
politici, ivi compresi - naturalmente - alcuni reati di cui è stato accusato
Berlusconi. Dettando alla magistratura le priorità sui reati da perseguire, e
pretendendo di accantonare i procedimenti per reati di minore allarme sociale,
il governo mostra che, ammesso che qualcosa gli importi della sicurezza, della
legalità gli importa invece ben poco. Questo è un guaio, non tanto e non solo
perché in troppi la faranno franca, ma perché se il Paese è ridotto nello stato
in cui è dobbiamo dire grazie anche alla continua e spudorata violazione delle
regole del vivere civile. Se ci fosse un po' più di legalità, non avremmo ogni
anno 80 miliardi di sprechi nella Pubblica Amministrazione e 100 miliardi di
evasione fiscale. E magari sarebbe anche meno diffuso quel senso generale di
ingiustizia, di iniquità e di impotenza che si è impadronito di tanti cittadini.
Ma c'è anche una terza carta che sta venendo allo scoperto. Il governo non solo
se ne infischia della legalità, ma sembra curarsi ben poco della stessa
sicurezza. Dalle maglie artificiosamente allargate per salvare i "colletti
bianchi", oltre a vari reati finanziari stanno uscendo anche reati di
forte allarme sociale. Succede così che, con le nuove norme, non possano più
essere intercettati i soggetti sospettati "soltanto" di associazione
per delinquere semplice, truffa, rapina. E rischiano di essere sospesi migliaia
di procedimenti per reati predatori, come lo scippo o il furto. Per non parlare
dell'aspetto simbolico di questi provvedimenti. La sospensione per un anno (o
per sempre?) dei processi minori di fatto funzionerà come un'amnistia mascherata,
e nel frattempo manda un segnale opposto a quello che si intendeva inviare con
il reato di clandestinità. Quanto a quest'ultimo, e più in generale alla
minaccia di norme più severe contro gli irregolari, la loro credibilità resta
minima perché non è accompagnata né da provvedimenti capaci di accelerare i
processi né da stanziamenti adeguati in materia di edilizia carceraria.
( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LA LUNGA BATTAGLIA
DELL'ACCUSA I pm Zocco e Ferraro saranno fianco a fianco al dibattimento Marco
Zocco e Vittore Ferraro sono i sostituti procuratori della Repubblica di
Sanremo che con la condanna in abbreviato di Carlo Ghilardi e il rinvio a
giudizio dei nove imputati per il caso-Bianchi hanno
concluso ieri la prima tappa di un'attività istruttoria complessa che avevano
avviato con le prime intercettazioni telefoniche e ambientali già nel 2004,
avvalendosi di personale investigativo messo a disposizione della Squadra
Mobile di Genova. Il loro riserbo, anche ieri, è sempre stato assoluto. Nessun
commento, neppure dopo la sentenza. Ad attenderli c'è probabilmente uno
dei processi più articolati e complessi che l'ufficio indagini sanremese abbia
portato in porto negli ultimi dieci anni, uno dei pochi con due magistrati a
rappresentare l'accusa. I reati contro la pubblica amministrazione hanno
caratterizzato il lavoro del tribunale degli ultimi tempi con i dibattimenti
che in primo grado, sempre in materia di corruzione, hanno portato in
procedimenti diversi, alle condanne dell'ex sindaco di Ospedaletti Parrini e
dell'ex assessore al Turismo di Sanremo Antonio Bissolotti. \.
( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'intervista
Confalonieri: legge salva-premier? Silvio vada in tv a dire che è falso Il
presidente Mediaset: non capisco questo Veltroni gregario di Di Pietro ROMA
Sembrerà paradossale, ma a preoccupare in queste ore Fedele Confalonieri non è
lo scontro sulla giustizia quanto l'azione di governo, "perché è vero che
Silvio Berlusconi sta andando bene, però in alcuni passaggi è forse mancato un
po' di decisionismo. Sarà che sono i primi passi, che è la fase di rodaggio.
Comunque è la prova che non viviamo in un regime". Eppure c'è chi sostiene
di aver rivisto il "Caimano" dietro quella norma blocca-processi
voluta dal Cavaliere, e che ha indotto Walter Veltroni a chiudere formalmente
la stagione del dialogo: "La tela è stata strappata". Il presidente
di Mediaset è costretto a interrompere il suo discorso, "siccome è
fuorviante la storia che salti il dialogo per via dei provvedimenti sulla
giustizia. Il segretario del Pd ha portato avanti finora un'operazione di
portata storica. Con la sua scelta alle elezioni ha disboscato la vegetazione
politica, e fra cinque anni potrebbe toccargli di guidare il Paese. Ora,
capisco un girotondino, capisco un Furio Colombo, un Eugenio Scalfari, che non
vogliono trovarsi senza più il bersaglio da colpire. Ma Veltroni... Vorrei capire:
dovremmo lasciare il Paese in mano ai pm? Fosse così, allora buonanotte
sinistra. Però non ci credo. Non credo che Veltroni abbia fatto ciò che ha
fatto per diventare il gregario di Antonio Di Pietro, quello che si sente Luigi
XIV e dice: l'opposizione c'est moi". Vorrebbe parlare del decisionismo
berlusconiano che "forse è un po' mancato", ma è conscio che l'azione
di governo in questo tornante incrocia il nodo della giustizia. Allora si mette
a spiegare perché "la mossa del premier è sacrosanta ": "Chi è
votato dagli elettori ha il dovere di governare. Un dovere che non può essere
minacciato o impedito da un pubblico ministero qualunque. Altro che colpo di
stato, questa è democrazia. Nella democraticissima Francia, Chirac è stato alla
presidenza della Repubblica per 14 anni, e ha svolto le sue funzioni senza
impedimenti. Il giorno dopo, solo il giorno dopo aver lasciato l'Eliseo, è
stato chiamato a rispondere dalla giustizia. Era Chirac, mica un
dittatore". E dunque Confalonieri condivide la mossa del Cavaliere,
"anzi sarei ancor più drastico. Fossi il premier andrei in tv per dire
agli italiani che non è una norma salva-Silvio, è una norma salva-istituzioni.
Perché non cancella nulla. Eppoi basta con questa magistratura che da 17 anni
gioca un ruolo primario in po-litica, fin dai tempi della Prima Repubblica.
Basta. Ma vedete cos'è successo a Napoli? L'impresa a cui è stato assegnato il
lavoro per il termovalorizzatore di Acerra, è stata massacrata. Ma non sorge il
dubbio che alcune procure, alcune non tutte, siano un po' diverse dalle
altre?". "Non c'è un tiranno a Roma", ripete il capo del
Biscione: "Capisco che qualcuno a sinistra rimpianga l'anti-berlusconismo,
ma almeno non si faccia disinformazione. Come la storia dell'emendamento
salva-Rete4... Tutte balle, ma ho visto che anche Vittorio Feltri c'è cascato
". Però subito dopo si schiera con la stampa e
contesta al Cavaliere "una parte del provvedimento sulle intercettazioni
": "Silvio dovrebbe tenersi buoni i giornalisti, fare un po' il
ruffiano... Scherzi a parte, un conto è regolamentare la materia, perché è
barbaro squadernare le vite delle persone, altra cosa è comminare tre anni di
carcere ai giornalisti. Mi sembra davvero eccessivo". È come se
"Fidel" si appellasse a "Silvio " e lo invitasse a
modificare quella norma. Ma è proprio nel tira e molla sulle leggi che si
evidenzia una carenza di decisionismo del premier, nel gioco politico degli
alleati che pare l'abbiano avviluppato. Confalonieri da quel problema era
partito, e passa a completarlo: "Certo qualche problema c'è, ma non mi
pare che la Lega o An si muovano per fare interdizione al premier come accadeva
in modo scientifico nel 2001". Non pronuncia mai i nomi di Pier Ferdinando
Casini e di Marco Follini, anche se ai tempi della rottura tra il Cavaliere e
l'Udc ebbe a spiegare che "Silvio ha una memoria di elefante". Come a
dire che non si era dimenticato di quel quinquennio. "Ma oggi non è come
allora. Certo, si possono manifestare visioni diverse, però è normale dialettica.
È normale che Ignazio La Russa dica la sua, che Roberto Maroni dica la
sua". Sarà, però ogni volta "il Silvio" si storce. Raccontano
che in un paio di occasioni "Fidel" abbia assistito in diretta alla
sfuriata. "Ma guai se non si incazzassero... Posso dire così? Rende meglio
l'idea... Insomma è giusto che discutano, anche animatamente. Ognuno deve fare
il proprio mestiere. Giulio Tremonti, per esempio, fa il suo: non sgancia
quattrini. Ovvio che qualcuno si arrabbi ". Tanto per fare un nome,
Letizia Mo-ratti, sindaco di Milano. "Anche lei fa il suo mestiere".
Chiede i soldi per l'Expo 2015. "Sì, sì... Oddio, anche se mi sento
milanese prima di sentirmi italiano, non è che l'Expo mi tolga il sonno.
Comunque, per tornare a Berlusconi, diciamo che sta facendo bene. A tal punto
che l'Economist non parla più di lui. Una volta scrivevano che era
"unfit", inadatto a governare. Ora più niente. L'unica volta che
l'hanno citato è stato con due foto in un articolo sul trapianto del cuoio
capelluto: in un'immagine c'era lui con i capelli, nell'altra era senza... Si
occupassero un po' dei disastri che hanno combinato a casa loro, e che paghiamo
anche noi: dall'aumento del prezzo del petrolio, al tracollo di alcune
banche". Forse l'Italia sta messa peggio, e infatti Confalonieri getta uno
sguardo "ai guai di casa nostra", e accenna cosa "scriverà
Berlusconi nel libro sul suo governo ": "Credo che uno dei capitoli
più difficili da narrare sarà quello su Alitalia ". L'annotazione è
allarmante, ma non ha seguito: "Altri capitoli - prosegue - andrebbero
invece cancellati. Penso ai portaborse assunti dalla regione Veneto. Giancarlo
Galan ha ragione ad opporsi a questo malcostume. Sarebbe meglio darsi una
regolata. Per il resto, nel governo non ci sono conflitti né tempeste. Ma sulle
questioni di fondo il Cavaliere sia decisionista, vada avanti e non guardi in
faccia nessuno". Francesco Verderami stampa |.
( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sul caso Mills, il
sostituto pg di Milano Laura Bertolè Viale: inammissibile perché tardiva
Respinta la richiesta di Berlusconi Il Pg: "Non c'è grave inimicizia"
Intanto il Senato approva l'emendamento che dà priorità ai processi per reati
gravi e anche la "salva-premier" L'opposizione lascia l'aula
(LaPresse) MILANO - Per il sostituto pg di Milano, Laura Bertolè Viale, è da
respingere la ricusazione da parte di Silvio Berlusconi del presidente della
decima sezione del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, in quanto non vi
sarebbe "grave inimicizia" da parte del magistrato davanti al quale è
in corso il processo Mills-Berlusconi. A quanto si è saputo, il pg ha chiesto
anche che l'istanza sia da giudicare inammissibile perchè tardiva. LA
MOTIVAZIONE - Il sostituto Pg di Milano, Laura Bertolè Viale, motiverebbe
l'assenza di "inimicizia grave" da parte del giudice Nicoletta Gandus
nei confronti di Silvio Berlusconi con il fatto che gli appelli sottoscritti
dalla stessa Gandus auspicavano l'abrogazione di leggi volute sì dal governo
Berlusconi, ma in seguito approvate in Parlamento. L'inimicizia grave deve
invece essere di carattere personale. Per il sostituto Pg, inoltre, l'istanza
di ricusazione va dichiarata inammissibile perché tardiva. Nonostante, infatti,
i difensori del premier sostengano di aver percepito la notizia degli
interventi su internet della stessa Gandus, il 16 giugno (si hanno tre giorni
di tempo da quel momento per presentare l'istanza) gli appelli stessi sono
datati, alcuni del 2006, e deve essere pertanto provato dagli stessi difensori
che la percezione è avvenuta solo il 16 giugno. Cosa che non è avvenuta. SENATO
- Intanto c'è il via libera di Palazzo Madama alla norma blocca-processi. Il
Senato ha approvato infatti l'emendamento presentato dai relatori al decreto
sicurezza che prevede la sospensione dei processi per reati commessi fino al
giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno lasciato l'aula prima del voto,
mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali. Prima
della protesta, i senatori aveva dato il via libera all'emendamento al decreto
sicurezza che dà priorità ai processi per reati gravi. FINOCCHIARO - Ad
annunciare che il Pd non avrebbe partecipato al voto sulla cosiddetta
"salva-premier" è stata Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del
Partito democratico. La senatrice siciliana ha criticato la norma perché, ha
spiegato, creerà "un aggravamento di lavoro in tutti i tribunali
italiani" e ha accusato Silvio Berlusconi "di aver perso un'occasione
davvero unica: quella di creare in Italia un nuovo bipolarismo". BONINO -
Emma Bonino è rimasta in Aula pur contestando la blocca-processi presentata al
decreto sicurezza. "Voi state per scrivere una pagina buia - afferma
rivolgendosi agli esponenti della maggioranza - ma io non uscirò. Non lascerò i
lavori parlamentari. Voglio ricordarmi bene questa foto dell'aula mentre
approverete questo emendamento". I radicali, per anni, ricorda Emma
Bonino, si sono battuti "per una giustizia giusta", senza "aver
mai avuto atteggiamenti giustizialisti o forcaioli" ma ora Emma Bonino
dice di essere "impressionata" dall'atteggiamento del centrodestra,
che "solo ora si accorge" di quanto sia necessario fare riforme per
la giustizia. "PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA" - Come il Partito
democratico di Walter Veltroni anche l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro
non ha partecipato al voto sull'emendamento cosiddetto "salva-premier".
E il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, in
un'intervista, ha annunciato che "Sicuramente contro il salva-premier e
contro il ddl sulle intercettazioni" i dipietristi raccoglieranno"le
firme per un referendum abrogativo" senza escludere la possibilità
"scendere in piazza" stampa |.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sospensione per un
anno I 600 mila dollari a Mills Votata la norma salva-premier Pd e dipietristi
abbandonano l'aula E il pg di Milano: la ricusazione di Berlusconi è
irricevibile La Bonino non esce: "Pagina buia per la Repubblica, voglio
ricordare questa foto" CARMELO LOPAPA ROMA - Con una cavalcata senza
respiro, in una seduta fiume segnata dal simbolico ma inutile Aventino del Pd e
dei dipietristi, la maggioranza rullo-compressore al Senato regala al premier
l'agognata sospensione per un anno dei processi per i reati commessi fino al
giugno 2002. Ma arrivano anche il via libera all'esercito nelle città,
l'aggravante di clandestinità e un'ulteriore stretta sui patrimoni mafiosi. I
lavori "forzati" imposti dalla presidenza Schifani consentono
all'aula di Palazzo Madama di approvare in una sola giornata tutti gli articoli
e esaminare i quasi trecento emendamenti del decreto sicurezza. Dichiarazioni e
voto finale sono rinviate a martedì. Ma il più è fatto. Dalla prossima
settimana, tra i processi che si congelano, c'è anche quello (prossimo alla
sentenza) che vede coinvolto Berlusconi insieme con l'avvocato inglese David
Mills con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Proprio quello sul quale è
intervenuto il sostituto Procuratore generale di Milano, Laura Bertolè Viale,
con un parere non vincolante. Per sostenere che la ricusazione chiesta dagli
avvocati del premier nei confronti del presidente della decima sezione del
Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus è "irricevibile", perché non
esiste "grave amicizia" da parte del giudice nei confronti
dell'imputato. Una richiesta peraltro "inammissibile" perché
presentata "fuori termine". Ma è in aula che si consumano scontro,
scintille e strappo finale, tutto nell'arco di poche battute, nella mattinata.
Il senatore dalemiano Nicola Latorre aveva lanciato un'ultima offerta all'altra
sponda. "Se il problema è quello di assicurare l'immunità a chi governa,
discutiamone con i modi e le forme giuste". Ma la maggioranza in aula va
come un treno. I due emendamenti della discordia, soprattutto quello
ribattezzato salva-premier, volano spedito verso l'approvazione. Alle 11, Pd e
Idv abbandonano l'aula per non rendersi partecipi del "misfatto".
"Questo è un macigno vero sulla strada del dialogo tra maggioranza e
opposizione - spiega la capogruppo Anna Finocchiaro - Berlusconi avrebbe potuto
comportarsi da statista, non lo ha voluto fare, forse per paura. Un film già
visto, un fatto grave. Ne valeva la pena per una sentenza di primo
grado?". Tutta l'opposizione è in piedi ad applaudire, prima che i
democratici e i dipietristi lascino l'emiciclo. Tra gli sberleffi del leghista
Federico Bricolo: "Dentro o fuori per noi cambia poco, tanto cambieremo
questo Paese alla faccia vostra". In aula resteranno i centristi Udc. E i
radicali con Emma Bonino perché "è una pagina buia della storia della
Repubblica e voglio stare qui per votare contro e ricordare questa foto".
La norma non può che passare, 160 sì, 11 no. Antonio Di Pietro è venuto dalla
Camera a dare man forte ai suoi e ad annunciare la raccolta di firme per il referendum contro questa legge e quella sulle
intercettazioni, "anche se sappiamo che la Consulta cancellerà questo
tentativo" di impunità. In questo senso si era pronunciato con una
intervista a "Repubblica" anche il vicepresidente del Csm Nicola
Mancino ("La Consulta dirà che è incostituzionale") e proprio contro
il capo in seconda delle toghe si scaglia in aula l'artefice
dell'emendamento, Carlo Vizzini: "Non può dire quel che farà la
Corte". Il dipietrista Pardi irrompe: "Così fermate anche il processo
sul G8 di Genova". La tensione poi si stempera, i senatori di Pd e Idv
tornano in aula. E una dietro l'altra passano le altre misure. L'emendamento
che dà il via libera all'utilizzo delle forze armate nelle città: tremila
militari per una spesa di 31,2 milioni di euro sia nel 2008 che nel 2009. Il sì
all'ampliamento delle ipotesi di confisca ai beni mafiosi (sponsorizzata dal
presidente Schifani) e, tra le altre cose, la norma salva-badanti, che punisce
chi affitta ai clandestini ricavandone "ingiusto profitto". In serata
il Senato si accende solo quando il governo dà parere negativo all'emendamento
di Giuseppe Lumia (Pd) che nega il gratuito patrocinio ai mafiosi. Roberto
Centaro (Pdl) lamenta la "disparità di trattamento" che si verrebbe a
creare. "Strano che ci si accorga dei principi costituzionali solo
ora", insorge Luigi Ligotti. Volano dei "vaffa". Alla fine il
governo recede, l'aula approva e il presidente rinvia a martedì il sì finale.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Era tutta una fiction Michele Ciliberto Berlusconi Bisogna
essere molto grati a Berlusconi per le ultime iniziative che ha preso - dal
problema delle intercettazioni telefoniche alla ripresa del
"lodo Schifani", fino alla questione "giudiziaria". Ha costretto
tutti noi a fare i conti con la realtà e a misurarci con l'asprezza dei
problemi concreti, costringendoci a uscire da una rappresentazione tutta
ideologica della situazione italiana che ha pesato nelle iniziative del Pd e
nella perdita di consenso intorno alle sue proposte, come si è visto dai
gravi risultati delle elezioni siciliane.segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del STADI Immagini video non valide contro i violenti Il ddl
approvato dal consiglio dei ministri equipara l'uso delle
riprese visive a quello delle intercettazioni telefoniche. Lo ha denunciato
ieri la giunta esecutiva dell'Anm sostenendo che "con queste norme non
saranno possibili riprese visive per identificare gli autori di rapine in
banca, spaccio di stupefacenti nelle piazze, assenteismo nei pubblici uffici e
violenza negli stadi". È quest'ultimo è di certo l'aspetto più
grottesco visto che l'uso delle telecamere a circuito chiuso per identificare i
responsabili degli incidenti è il cardine delle nuove norme contro la violenza
negli stadi. ma.so.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Bloccarne 100mila per salvarne uno Effetto emendamento
Berlusconi, l'Anm: saltano i processi per stupro, sfruttamento della
prostituzione... di Massimo Solani/ Roma C'È UN FANTASMA CHE ALEGGIA al sesto piano
del Palazzaccio mentre la giunta esecutiva dell'Associazione Nazionale
Magistrati esprime la "massima solidarietà ai colleghi di Milano" e
snocciola dati sulle conseguenze che la norma bloccaprocessi avrà sul sistema
giudiziari italiano. È il fantasma del presidente del Consiglio Berlusconi e
del suo processo milanese per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato
inglese David Mills. I componenti della giunta dell'Anm non lo nominano mai e
si sottraggono alle insistenze dei cronisti: "Nel nostro ordinamento -
ribatte lapidario il segretario generale Giuseppe Cascini - non è consentito
l'uso privato dei pubblici poteri. Non posso pensare che per impedire lo
svolgimento di un processo se ne blocchino altri 100mila". Perché tanti
sono, secondo un censimento fatto dall'Anm, i procedimenti che verrebbero
"congelati" per un anno se diventassero legge gli emendamenti Vizzini
e Berselli approvati ieri dal Senato. Un terremoto giudiziario che porterebbe
il sistema italiano sull'orlo del baratro, con cancellerie e uffici
letteralmente sommersi da comunicazioni, convocazioni e calendari da
riscrivere. L'elenco dei reati per i quali varrebbe la norma che vuole il
congelamento dei provvedimenti è lunghissima e Cascini la scandisce tutta d'un
fiato: "Sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento,
furto con strappo, associazione per delinquere, stupro e violenza sessuale,
aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione,
corruzione, corruzione in atti d'ufficio... e ci fermiamo qui - conclude -
perché la lista è davvero troppo lunga. Il rischio è che nei tribunali si
generi un caos senza precedenti". "In armadio", insomma,
finirebbero per più di un anno tutti i processi sui reati di maggiore allarme
sociale, quelli che generano più insicurezza nella gente. Ce n'è abbastanza per
scrivere un nuovo capitolo sulla tensione fra toghe e governo, ma l'Anm stoppa
sul nascere ogni polemica. "Siamo preoccupati per quanto sta accadendo -
spiega il presidente Luca Palamara dando la propria solidarietà ai colleghi
milanese attaccati dal premier - Quando si denigra e si delegittima un singolo
magistrato, si denigra e delegittima l'intera categoria. Atti che possono
comportare un serio rischio per l'equilibrio tra poteri dello Stato. Un imputato
ha il diritto di difendersi nel processo con i mezzi che l'ordinamento mette a
disposizione, anche con le critiche. Ma la denigrazione è altra cosa". E
"l'allarme per una situazione preoccupante", per usare le parole di
Palamara, è altissimo. Anche perché le ultime mosse del governo in materia di
intercettazioni e sospensione dei processi hanno lanciato segnali ben precisi
nei confronti della magistratura. "Noi chiediamo al governo di mettere da
parte questi provvedimenti e di tornare a discutere come abbiamo cercato di
fare sin dall'inizio della legislatura - spiega Palamara - Serve un momento di
riflessione politica sul tema che interessa tutti i cittadini, ossia il
funzionamento del processo. E se l'Anm emette comunicati o dà pareri non è per
creare interferenza con il lavoro della politica, ma solo perché siano
osservazioni per migliorare il funzionamento dei processi". E in assenza
di qualsiasi indicazione del ministro della Giustizia Alfano sull'impatto delle
nuove norme, è l'Anm allora ad armarsi di tabelle e calcolatrice per valutarne
gli effetti. E il numero dei 100mila processi, spiega Cascini, "è persino
una stima persino prudenziale". "Cosa diremo ai genitori dei ragazzi
vittima di incidenti stradali che aspettano giustizia? - prosegue - E alle
vittime di una violenza sessuale? Gente che ha atteso sei anni e alla quale ora
il governo vorrebbe che noi dicessimo "scusateci, aspettate ancora un
altro anno il vostro turno". È inaccettabile". E inaccettabile,
secondo l'Associazione, è anche il disegno di legge sulle
intercettazioni licenziato la scorsa settimana dal governo. Una orma che, si
legge in un comunicato, "avrebbe l'effetto di ridurre drasticamente le
possibilità di contrasto nei confronti della criminalità. Si potrà dunque
intercettare di meno, con grandi vantaggi per i criminali e senza reali
benefici per la riservatezza delle persone e, soprattutto, a discapito
della sicurezza dei cittadini".
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Intanto mette il bavaglio all'informazione e ai
giornalisti con i divieti sulle intercettazioni E vorrebbe fermare il lavoro
dei magistrati.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Mafia e
massoni, perquisito circolo di Dell'Utri Processi aggiustati, blitz
nell'ufficio di Orvieto: sequestrati computer e documenti Indagini su una serie
di incontri Prime ammissioni dei fermati negli interrogatori SALVO PALAZZOLO
ALESSANDRA ZINITI PALERMO - Rodolfo Grancini, il faccendiere che
"sistemava" i processi dei mafiosi siciliani in Cassazione, aveva
l'ufficio nella sede di Orvieto del "Circolo del buon governo" di
Marcello Dell'Utri. E il senatore di Forza Italia lo incontrava senza problemi
anche a Roma. Grancini era stato uno dei soci fondatori del circolo di Orvieto
e ne era ancora il segretario, ma i magistrati della Dda di Palermo si sono
comunque incuriositi per due suoi incontri con Dell'Utri, osservati dai
carabinieri all'hotel Metropole della capitale: poco prima, Grancini aveva
ricevuto alcuni dei suoi migliori clienti siciliani, Nicolò Sorrentino e
Calogero Licata, che chiedevano di bloccare in Cassazione la pratica di un
imprenditore agrigentino accusato di mafia. L'inchiesta che martedì ha portato
a otto arresti e svelato una combine fra mafiosi e massoni, con la complicità
di un impiegato della Suprema Corte, punta a chiarire che tipo di incontri si
svolgessero nel circolo del buon governo di Orvieto. Ufficialmente, non era più
attivo da tempo. Almeno sulla carta. Invece, sembra ci
fosse un gran movimento in via Muzio Cappelletti, così hanno accertato le intercettazioni
disposte dal pool coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. Per
questa ragione, i pm Asaro, Guido e Padova hanno disposto la perquisizione
della sede del circolo. I carabinieri hanno sequestrato computer e documenti.
Adesso cercano riscontri alle promesse e gli impegni che Grancini prendeva al
telefono, con i suoi amici fin troppo vicini alle cosche. Assicurava l'impegno
di amici altolocati. Proprio come quelli che aveva riunito al circolo del buon
governo di Orvieto: fra i 2.200 iscritti, ci sarebbero anche ambasciatori, alti
prelati e dirigenti ministeriali. "L'aiuto dei gesuiti" citato più
volte da Grancini nelle telefonate erano invece le lettere che sarebbero state
scritte da padre Ferruccio Romanin ai giudici, "per chiedere perdono e
clemenza" nei confronti dei clienti del faccendiere. Sul rettore di
Sant'Ignazio, adesso indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, la
curia provinciale d'Italia dei gesuiti dice: "Confidiamo nel lavoro di
chiarificazione dei fatti da parte della magistratura". Ma anche:
"Ribadiamo la stima e solidarietà a padre Ferruccio, ben conoscendo la sua
correttezza e grande carità apostolica". Ieri, i magistrati hanno
interrogato il ginecologo palermitano Renato Di Gregorio, anche lui arrestato perché
perorava un intervento di Grancini in Cassazione sulla sua condanna per abusi
sessuali: il medico avrebbe offerto spunti interessanti sulla catena delle
complicità, quella che l'inchiesta sta cercando di ricostruire. I pm hanno il
pesante sospetto che accanto all'ausiliario di cancelleria della seconda
sezione della Cassazione, Guido Peparario, si muovesse anche qualche altro
impiegato pronto a insabbiare i fascicoli.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Scodinzolini Marco Travaglio C'era una volta Licio
Gelli,venerabile maestro del minimalismo. E, soprattutto, dell'ingenuità. Nel Piano
di rinascita democratica della P2 scrisse che, per controllare i giornali,
bisogna corrompere i giornalisti, "almeno due a testata". Poveretto.
Non aveva capito che molti giornalisti obbediscono anche gratis, e prima di
ricevere ordini. Lasciamo stare gli house organ tipo Il Giornale che, mentre il
padrone abolisce i suoi processi e ricusa il suo giudice, titola: "Ci
risiamo: guerra a Berlusconi". Lasciamo stare il semprelucido Paolo
Guzzanti che, con l'esercito per le strade e i poteri legislativo ed esecutivo
che soffocano il giudizia- rio e l'informazione, denuncia "la tentazione
autoritaria della sinistra". Lasciamo stare la voce bianca Mario Giordano
che, poveretto, attribuisce il lodo Schifani agli "altri paesi civili,
come la Francia o gli Usa" (così civili che in Francia l'immunità
provvisoria è solo per il capo dello Stato, non per il premier; e negli Usa s'è
processato un certo Clinton, il presidente, l'uomo più potente del pianeta
terra). Ecco, lasciamo stare Tiramolla e passia- mo al Corriere. Nella
staffetta dei vedovi inconsolabili del Dialogo, ieri era il turno di Piero
Ostellino. Il quale, come già Franchi, Franco e Panebianco, stigmatizzava la
svolta del Pd, a suo dire ridotto a "forza di pura agitazione"
(magari). Non una riga su quel che sta facendo il governo Berlusconi, che poi è
la causa della svolta del Pd. Interessa solo l'effetto. Sul berlusconismo
eversivo che calpe- sta la Costituzione, la divisione dei poteri, il principio
di eguaglianza e, pur di liberarsi del processo Mills, sospende sine die tutti
quelli per rapine, furti, scippi, violenze al G8 (ma solo quelle degli agenti),
crac Cirio, affare Oil For Food, non una parola. Anzi, Ostellino prende per
buone tutte le balle di regime, ribaltando totalmente la realtà: "L'emendamento
rinvia i processi minori" (la corruzione giudiziaria è
"minore"?!) e il Lodo "mette al riparo le cariche istituzionali
dalle incursioni della magistratura" (regolari processi avviati da anni
sarebbero "incursioni"!?). Per lui il vero pericolo è un Pd che
"rischia di (ri)precipitare nel rivoluzionari- smo verbale" (magari)
anzichè far il suo dovere di opposizione: cioè digerire pure il Lodo, invitando
però "Berlusconi ad assumersi la responsabilità delle misure" e -
questa è strepitosa - "a impegnarsi a non sottrarsi" ai processi
"una volta assolto il mandato". Se no il Pd dimostrerebbe di
"voler sconfiggere il centrodestra per via giudiziaria". Ecco:
affermare l'art. 3 della Costituzione e lasciar celebrare i processi secondo le
leggi vigenti è la prova che si vuol abbattere il Cainano. Dunque, per
dissipare il sospetto, bisogna dargliele tutte vinte, invitandolo però a
"prendersi le sue responsabilità" (cosa che peraltro lui ha già fatto
con la sfrontata lettera al fido e scodinzolante Schifani). È il solito
ritornello della "guerra tra politica e magistratura", come la
chiamano i giornali paraculi, anche se qui a fare la guerra è uno solo, il
solito. Esemplare la "cronaca" su La Stampa di Augusto Minzolini,
valoroso inviato embedded nelle fioriere di Palazzo Grazioli e sotto le
scrivanie di Palazzo Chigi. Origliando origliando, non riesce più a distinguere
quel che accade nella realtà da quel che gli soffiano le sue fonti. E allora
"i magistrati di Milano sono in rivolta, assecondati da Csm e Anm" e
soprattutto "sobillati da Di Pietro" (gliel'ha confidato un
MochoVileda abbandonato dalla colf del Cainano). Per cui "Berlusconi,
fiutata la trappola, tira dritto come un carrarmato", incurante delle
bavose "lagnanze del Capo dello Stato". Ed ecco la prova che la
giudice Gandus ce l'ha con lui: "Ho un testimone - dice il premier secondo
Minzo - che ha ascoltato una conversazione tra la Gandus e un altro magistrato.
Gandus ha detto: "A questo str. di Berlusconi gli facciamo un c. così. Gli
diamo 6 anni e poi lo voglio vedere a fare il presidente del
Consiglio"". È la pistola fumante: un cronista dice di aver saputo da
un altro che il premier ha detto a nonn si sa chi di aver saputo da un Mister X
che aveva sentito una giudice dire una cosa. E tanto basta per provare che la
giudice è prevenuta. Il tutto mentre si vorrebbero
cestinare le intercettazioni in cui il Cainano, con la sua voce, mercanteggia
con Saccà: ecco, quelle non provano nulla, non valgono. Resta da capire chi sia
Mister X. Igor Marini? Scaramella? O magari David Mills, che come
supertestimone ha sempre dato ottima prova, specie dopo aver incassato 600 mila
dollari da Milano2. Ora d'Aria.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Fisco & Mediaset: spiate tra colleghi Milano, inchiesta su
tangenti per annullare cartelle esattoriali. Coinvolto De Zan Un funzionario,
infedele, dell' Agenzia delle entrate, due commercialisti ed un noto
giornalista sportivo. Sono questi i principali protagonisti di un'inchiesta
condotta dalla procura milanese su un giro di tangenti pagate al fine di
annullare cartelle esattoriali. In questa storia molto italiana sono finiti
agli arresti quattro persone: i commercialisti Antonio Caggiula (in carcere) ed
Enzo Astolfi (ai domiciliari), l'investigatrice privata Emanuela Marcellino (ai
domiciliari) e il funzionario dell'Agenzia delle Entrate Giuseppe Lomuti (in
carcere). Tra gli indagati poi figura anche il giornalista sportivo di Mediaset
Davide De Zan, figlio di quell'Adriano che per anni è stato la voce del ciclismo
italiano sulla Rai. De Zan si sarebbe avvalso della complicità di Giuseppe
Lomuti per ottenere informazioni sullo stato patrimoniale di due suoi colleghi
e capi: Sandro Piccinini (conduttore di Controcampo) e Paolo Ziliani. De Zan
chiedeva a Lo Muti di estrapolare dal sistema telematico i dati dei due, che
poi il funzionario provvedeva a stampare ed a consegnare allo stesso
giornalista Mediaset. De Zan, le cui conversazioni con il funzionario
dell'Agenzia delle entrate erano ascoltate dall'autorità giudiziaria, in una
telefonata dell'aprile del 2008, sospettando di essere
intercettato, chiede a Lo Muti se "non è meglio, magari, non parlarne al
telefono di queste cose". Il giornalista ieri ha detto di essersi già
chiarito con i due suoi colleghi, spiegando loro che non era sua intenzione
spiarli e di aver avuto informazioni da un amico di lunga data per questioni
personali. I reati ipotizzati nell'inchiesta condotta dal pm Francesco
Prete sono di vario tipo e vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione,
fino all'accesso abusivo al sistema informatico per rivelare dati coperti dalla
privacy. Tutto è nato dalla denuncia degli eredi di un cliente del
commercialista Astolfi, ai quali il professionista, dietro un congruo
versamento, aveva proposto "di seguire una scorciatoia per definire una
controversia di tipo fiscale e ottenere l'annullamento della cartella
esattoriale". Ma dopo aver versato il denaro, i clienti si sono visti
ugualmente recapitare un'ingiunzione di pagamento e per questo si sono rivolti
alla magistratura. Da quanto accertato Lomuti avrebbe, tra l'altro, ricevuto
con cadenza regolare somme imprecisate di denaro per azzerare o quasi i debiti
fiscali dei clienti dello studio del commercialista Caggiula. gi.ca.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del Due mesi di rodaggio Poi è tornato il Caimano Natalia Lombardo / Roma Un
superattivismo da parte di Silvio Berlusconi, che ieri ha cercato di ricucire
lo "strappo" con il Quirinale, in una colazione di lavoro offerta dal
presidente Napolitano. Un appuntamento previsto ma sul quale è stato mantenuto
il riserbo. Tema: il Consiglio Europeo che si apre oggi a Bruxelles. Con
Berlusconi anche i ministri degli Esteri, Frattini, dell'Interno, Maroni, della
Giustizia, Alfano, dello Sviluppo economico, Scajola e delle Politiche
Comunitarie, Ronchi. Sul tavolo anche la manovra finanziaria. Sarebbe rimasta
in anticamera la ragione dello "strappo": l'emendamento
"salva-Silvio" che ieri mattina è stato approvato al Senato. E che
blocca anche i processi per stupro, dopo aver tagliato i fondi per contrastare
la violenza alle donne. Berlusconi non si ferma: ieri Tremonti ha varato nel
consiglio dei ministri la manovra triennale che ha già diviso i sindacati
isolando la Cgil, come nel quinquennio 2001-2006. Il premier paternalista
annuncia: "Ho chiesto ai ministri di fare sacrifici". Che tutti
accettano, dato che lui si compiace "soddisfatto" della squadra di
governo, anzi ora "è un piacere" lavorare con ministri "giovani
all'insegna della concretezza", dice dopo il Cdm. Certo non ha spine nel
fianco, come fu l'Udc di Follini prima e Casini poi. Le grane però sono a poche
miglia: si annuncia un visita del premier da Gheddafi in Libia entro la fine di
giugno. Ancora una volta, però, in nome della sovranità del Parlamento il
presidente del Consiglio utilizza le istituzioni per tutelare se stesso. Si
ripete quindi il copione del 2001, quando a intervalli regolari sono state
approvate le cosiddette "leggi vergogna", quelle ad personam studiate
dagli avvocati-deputati del premier: Pecorella (che poi ammise:
"riguardavano dei processi penali in corso") e Ghedini (ora il vero
ministro della Giustizia). A governo appena insediato nel 2001 fu abolito il
falso in bilancio; alla fine del 2002 fu approvata la Legge Cirami sul "legittimo
sospetto" contro un "pregiudizio" dei magistrati (e Berlusconi,
come oggi, si vide bocciare la ricusazione dei giudici milanesi del processo
Imi-Sir-Lodo Mondatori e Sme-Ariosto). E per difendere la legge, nel salotto di
Vespa, allora come oggi Silvio dixit: "La legge Cirami è fatta per
salvaguardare tutti i cittadini", per evitare che un
"pregiudizio" sia attuato "con sentenze già scritte prima del
processo". Da quella comoda tribuna mediatica annunciò la separazione
delle carriere con la riforma della Giustizia (ancora non ci è riuscito, però).
Il tutto mascherato dalla tesi del complotto mondiale: "C'è
un'internazionale giacobina dei giudici che si batte per vedere attribuito
compiti politici alla magistratura". Da qui una legge per rendere più complicate
le rogatorie internazionali. Altro tentativo: il Lodo Schifani, per congelare i
processi alle più alte cariche dello Stato. Scovati elementi di
incostituzionalità, adesso la maggioranza ci riprova, ben attenta a non farsi
"pizzicare" dalla Corte Costituzionale. Quella contro i magistrati è
un'ossessione di Silvio. L'obiettivo principale è limitarne l'autonomia,
annientare il potere di quelle che ha sempre bollato come "toghe
rosse", e ritenere il singolo pm come un oscuro manovratore ai suoi danni,
facendo finta che il conflitto d'interessi non esista. Già come leader di Forza
Italia, nel Silvio II, criticò la richiesta di arresto per Marcello Dell'Utri
affermando, da Bonn, che la misura di custodia era in realtà "determinata
da motivi politici". Ne conseguì una causa di diffamazione per il premier
da parte del pool di magistrati di Palermo (con Gianfranco Caselli, il grande
nemico) che finì poi alla Consulta. Nel 2003, durante i processo
Imi-Sir/Mondatori fece la sua requisitoria contro i giudici di Milano per
difendere Cesare Previti dalla "persecuzione politico-giudiziaria".
Alla fine l'amico avvocato è stato condannato, lui no. Per non parlare
dell'attacco agli ex magistrati, come Gerardo D'Ambrosio, che hanno deciso di
candidarsi (dimenticando quelli di centrodestra): "Che ci sia
collateralismo tra certa parte della magistratura e il principale partito della
sinistra è nelle cose", disse Berlusconi nel febbraio 2006, poco prima di
riprendersi il potere. E ora, in soli due mesi, l'attacco è
cominciato con i divieti alle intercettazioni, il blocco dei processi cucito su
misura. E il bavaglio alla stampa. Forse Silvio ha imparato troppo dall'amico
Putin. Adesso Berlusconi si sente immune grazie al "mandato avuto dagli
elettori" fin nelle Isole. Finora aveva mostrato la faccia buona di chi
vuole elevarsi a statista e fare le prove generali per il Quirinale.
Così ha avvolto Veltroni con l'illusione del possibile dialogo. Un gioco di
prestigio sfumato dopo appena due mesi di governo. Il cavaliere sarebbe
"deluso" da Walter, dicono i suoi, perché "ostaggio di Antonio
Di Pietro". Certo il dialogo costa mediazioni, così a Silvio IV conviene
tornare ad essere il Caimano, decidendo le strategie di governo più a casa sua
a Palazzo Grazioli che a Palazzo Chigi.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Giusto, Veltroni torni tra la gente Cara Unità, mentre continua
la luna di miele del governo Berlusconi con gli elettori (e purtroppo ne
abbiamo avuto conferma anche con le elezioni in Sicilia) per merito dei primi
provvedimenti presi, "abolizione dell'Ici, detassazione degli straordinari
per una parte di lavoratori che favoriscono alcune famiglie in difficoltà (ma
non erano queste le priorità da affrontare subito), vengono fatti proclami sui
fannulloni, sulla sicurezza", che non sono altro che lo specchietto per le
allodole, perché questi fanno effetto sull'elettorato. Nello
stesso tempo si vogliono proibire le intercettazioni, togliendo potere alla
Magistratura e privando i cittadini delle informazioni. Il decreto sulla sicurezza
presentato dal Governo, il ritorno al primo "lodo Schifani" che mette
al sicuro il Presidente del Consiglio dai suoi eventuali processi. Si
vuole utilizzare l'Esercito per l'ordine pubblico, e proclamare l'orario di
lavoro libero, anche 65 ore settimanali. Giustamente di fronte a queste
decisioni, autorevoli personaggi esprimono preoccupazione: " Sembra di
essere di fronte ad un fenomeno che l'Italia ha conosciuto in altri decenni,
Leggi Speciali" parole di Rodotà riportate da l'Unità di lunedì 16 giugno.
Questo pericolo preoccupa solo una piccola parte di Italiani, la parte più
informata, mentre la gran parte dei cittadini sembra indifferente, prestano più
attenzione ai proclami " guerra ai fannulloni, sicurezza, via gli emigrati
irregolari, Ici, ecc.. Con queste leggi la maggioranza chiude le porte al
dialogo; sono passati solo alcuni giorni dalla visita di Bush, al quale il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano diceva: in Italia il clima
politico è cambiato, invece la maggioranza con le sue decisioni ritorna al
passato peggiore. Problemi gravi sui quali manca l'informazione necessaria.
Credo che la proposta lanciata da Antonio Padellaro nell'editoriale dell'Unità
di sabato 14 giugno, sia da prendere in seria considerazione, "propone a
Veltroni accompagnato da altri dirigenti del Pd, di tornare a fare il giro
delle piazze d'Italia, ripetere l'esperienza fatta con successo durante la
campagna elettorale", per far conoscere alla gente, quali sono le vere
intenzioni di questo governo. G.P. Fabbrizzi Berlusconi immune, così la finiamo
una volta per tutte Cara Unità, facciamo una bella legge: "Berlusconi non
è perseguibile ai sensi di nessuna legge passata presente o futura, per nessuno
degli eventuali reati da lui commessi in passato, presente o futuro". E la
finiamo lì, con questo cinematografo. Risparmiamo tempo, denaro, discussioni
parlamentari, cause, magistrati e tribunali, dibattiti tv, dichiarazioni,
fraintendimenti e controesternazioni, intercettazioni, lodi, fiducie e
maldipancia... Risparmiamo inoltre al sistema legislativo italiano ulteriori
norme imbavaglia-Pm, intasa-procure e salva-ladri-mafiosi-corrotti e
bancarotti. E dimmi se questa non è una legge ad personam che va a vantaggio di
tutti quanti! Alessandro Paganini, Genova Manovra, in arrivo tagli a sanità e
scuola Cara Unità, nella manovra di Tremonti, ci sono sei miliardi a danno
della sanità e non ho capito ancora quanti a scapito della scuola? Benissimo...
È come dire tagliamo la testa e mani e piedi a un paese. leggo che ritorneranno
i ticket sanitari, anche se in molte regioni come l' Emilia ci sono sempre
stati. C'erano, purtroppo, e si pretendevano anche per quei pensionati che
avevano come somma di reddito di coppia, un reddito considerato discreto.
Discreto ieri ma , oggi , con gli aumenti dei prezzi che hanno stravolto le
famiglie, sono bassi. Aggiungo che ad una certa età,salvo casi eccezionali, la
salute non è la stessa dei vent'anni, e quindi la spesa per la salute
rappresenta un costo non da poco per le famigliese poi sommiamo i tempi
d'attesa per le analisi o gli interventi. Le spese del governo , per la sanità
avrebbero solo dovuto essere aumentate. Così, per sostenere i poveri abbiamo
tolto l'Ici anche ai ricchi? Questa maggioranza non ha fatto altro che parlare
di famiglie povere e degli aiuti che voleva dare a questa famiglie, Forse ne
abbiamo frainteso il senso... Forse volevano dire che avrebbero voluto
occuparsi delle famiglie " dei poveri ricchi ", tutte quelle che non
avendo esattamente i capitali di Silvio, erano da considerarsi povere... Faremo
il ponte sullo stretto tagliando sulla salute dei cittadini e sull'istruzione ?
I principali pilastri per misurare la civiltà di un paese? Stiamo diventando un
paese da terzo mondo, che assiste impotente ad ogni abuso di potere. Eppure la
gente sembra non capire, se guardiamo i risultati elettorali della Sicilia...
Allora, siamo già in mano, sudditi strumentalizzati dai poteri televisivi e dai
media, al volere di uno solo e dei suoi tirapiedi? Questa cosa ha un brutto nome...
come la chiamavamo quando eravamo in democrazia? Gabriella Rovatti Maturità:
Montale? Non ci sono arrivati... Cara Unità, sono in casa in attesa che mia
figlia torni dalla prima prova di esame per la sua maturità. So che ha studiato
tantissimo, sempre. Aspettava questo giorno per fare un tema su di un autore
italiano, quello che sarebbe uscito. Purtroppo leggo che il tema di letteratura
riguarda Montale che, penso, non sono riusciti a studiare nel loro programma.
Penso a come si può sentire, privata della possibilità di dimostrare la sua
preparazione in letteratura italiana. Speriamo che le mie premonizioni siano
sbagliate! Riesco a provare i possibili disagi di mia figlia così come riesco
ancora a sentire il freddo estremo, la fame pungente, il colore della neve, il
profumo della polenta e formaggio, il crocchiare dei pidocchi sulla stufa,
l'abbaiare dei cani, gli urogalli! e quant'altro ci ha lasciato Mario Rigoni
Stern. Un saluto ad un italiano vero. Luciano Galli Omaggio a un grande uomo
Mario Rigoni Stern Cara Unità, arrivare a casa... senza perdere un uomo. Era il
sogno sfrenato di chi era al fronte, in una guerra dura e folle, come tutte le
guerre. È morto un semplice e senza frontiere come Mario Rigoni Stern, nato ad
Asiago, paese su un Altopiano, noto oggi per il formaggio incellofanato nei
supermercati, dal costo basso rispetto ad altri . Non c'è più un uomo mai
diviso dalla terra e dalle creature che l'abitano. Se ne è andato un'altro che
ha raccontato la vita: speriamo che i bimbi di oggi sappiano un giorno,
diventando grandi, che la montagna non la si conquista, che è una salita della
terra abitata dalle stagioni e non c'è confine nell'amarle, pianure e montagne.
Doriana Goracci.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XI - Torino
Pene fino a sei anni con il rito abbreviato per tre poliziotti sorpresi dai
colleghi dopo l'ultimo colpo Condannati gli agenti-rapinatori derubavano
coppiette e stranieri SARAH MARTINENGHI Erano poliziotti, ma sotto la divisa da
guardie batteva un cuore bandito. Con tre condanne e due rinvii a giudizio si è
conclusa ieri l'udienza preliminare sull'inchiesta che aveva portato in cella
quattro agenti di polizia e un informatore, che entravano negli appartamenti di
immigrati con la scusa di dover fare delle perquisizioni, rapinandoli invece di
denaro e orologi. Il gup Sandra Casacci ha inflitto in abbreviato, con lo
sconto di un terzo della pena, una condanna di sei anni di carcere a Giuseppe
Sofia, ispettore capo, e quattro anni e quattro mesi all'agente Salvatore Di
Viercio. Il basista Giovanni Quarantiello, imprenditore, è stato condannato a
quattro anni e nove mesi, mentre per i due agenti che hanno scelto il processo
ordinario, Salvatore Majol e Luigi Cicchetti, è stato disposto il rinvio a
giudizio. I poliziotti, tutti impiegati nei commissariati Dora Vanchiglia e
Barriera di Milano, avevano scelto di varcare il confine della legalità per
guadagnare in modo facile qualche soldo di più. Giuseppe Sofia, 40 anni, di cui
20 passati in servizio, aveva una situazione familiare difficile e aveva
confessato di "voler solo garantire un futuro alla sua figliastra" a
cui servivano terapie e medicine: era lui, però, secondo il pm Giuseppe
Ferrando titolare dell'inchiesta, il leader del gruppo, l'uomo più anziano,
generoso, un amico per molti, in grado di trascinare i suoi colleghi più
giovani. Gli altri poliziotti infatti, tutti di età tra i 25 e i 30 anni,
avrebbero partecipato alle rapine per concedersi qualche lusso, come una
macchina nuova o un bel vestito. Secondo l'accusa i poliziotti avrebbero
commesso almeno sei rapine ai danni di immigrati e una decina di piccole
estorsioni a coppiette di stranieri che si appartavano in luoghi isolati.
L'inchiesta della procura era nata da indagini che inizialmente si
concentravano su Quarantiello: l'imprenditore era sospettato di procurare false
buste paga e documenti a immigrati per ottenere il permesso di soggiorno. Dalle
intercettazioni telefoniche era emerso anche che era il
basista, forniva cioè informazioni ai poliziotti, che su sua indicazione
facevano irruzione a colpo sicuro in appartamenti di stranieri, per fare poi
razzia di contanti e gioielli. Le perquisizioni ovviamente non erano
autorizzate, ma i poliziotti confidavano sul fatto che difficilmente gli
immigrati avrebbero sporto denuncia. Secondo l'accusa la banda arrotondava
anche compiendo rapine ai danni di coppiette che si appartavano: puntavano i
loro fari su un'auto e poi minacciavano di raccontare tutto ai familiari,
chiedendo così 50 o 100 euro che servivano a "chiudere un occhio".
Era però con le rapine negli appartamenti che gli agenti riuscivano a
guadagnare di più: una volta ad esempio avevano trovato 70 mila euro, un'altra
20 mila. I poliziotti si dividevano i soldi e ne davano anche una parte a
Quarantiello, come ringraziamento per le informazioni ricevute. "Non
usavamo violenza o minacce - aveva confessato Sofia - perché in genere bastava
estrarre il tesserino, anche se eravamo in borghese, e la pistola d'ordinanza.
Solo una volta, in via Rueglio, per precauzione abbiamo dovuto bloccare un
nigeriano legandogli le mani dietro la schiena". In quell'occasione i
poliziotti-rapinatori si portarono via anche un computer portatile e telefoni
cellulari. L'ultimo colpo subito prima di essere arrestati lo avevano fatto in
casa di una donna incinta e del suo compagno: "Credevamo di trovare una
prostituta e il suo protettore - avevano raccontato - ma la situazione era
diversa, e allora prendemmo solo le cinture griffate. Quando sono sceso in
strada abbiamo visto i nostri colleghi, e abbiamo capito che era finita".
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del "l'Unità" La prima pagina de
"l'Unità" del 15 giugno su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello
"Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.
( da "Unita, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del LE VOCI "Legge oscena, ci vorrebbe una rivolta"
Domenica 15 giugno Travaglio nell'articolo "Arrestateci tutti"
invitava tutti i giornalisti a continuare a scrivere
notizie nonostante il bavaglio del ddl sulle intercettazioni. Ha ricevuto
numerose risposte, eccone alcune: Si riporta l'Italia indietro di un secolo Da
circa un anno non faccio che pensare alla mattina in cui i carabinieri sono
arrivati a casa mia per cercare le prove della divulgazione di atti
"coperti da segreto" da me effettuata nell'ambito dell'inchiesta
"Why not". Uno dei più grandi scandali della recente storia
calabrese, che ha visto sparire nel nulla centinaia di milioni di euro, è stato
trasformato in una sorta di caccia al magistrato che ha avuto la sfrontatezza
di fare le indagini e ai giornalisti che hanno avuto l'ardire di volerle
raccontare. Chi ha provato a dire la verità è stato indagato, perquisito, messo
al bando, ricattato, additato come il complice di chissà quale congiura. Ma
informare i cittadini non fa parte di una congiura. Volerlo impedire, invece,
sì. È un tentativo maldestro di eliminare diritti costituzionalmente garantiti
e di riportare l'Italia indietro di un secolo. Disobbedire, in questo caso, è
più che un dovere. Un'esigenza vitale, per permettere a noi giornalisti di
continuare a chiamarci tali. Ogni sforzo, finalizzato a impedire la
concretizzazione di leggi assassine della libertà di stampa, deve essere messo
in campo. Con l'onestà intellettuale e la passione di chi, nonostante tutto,
ancora crede che in Italia dire la verità sia possibile. Chiara Spagnolo
(Quotidiano della Calabria) Aderiscano anche direttori ed editori Aderisco
anche io alla tua campagna "Arrestateci tutti", anche se la mia
adesione non serve a niente e anche se nulla o pochissimo potrò fare contro
questa legge oscena. Dovrebbero aderire i direttori. E dovrebbero aderire
soprattutto gli editori. Ma direttori ed editori sono due categorie che poco
hanno a che fare con il giornalismo come lo intendiamo noi. Sono due categorie
che, nella quasi totalità dei loro membri, poco hanno a cuore la libertà di
stampa. Claudio Sabelli Fioretti Ci vorrebbe una rivolta dei giornalisti Caro
Direttore, non posso che aderire alla proposta di Travaglio. Dare le notizie,
resta il compito unico e solo dei giornalisti. Accettare di tacere
significherebbe smettere di fare questa professione. La scelta di imporre un
bavaglio per legge, a pensarci, ha un suo lato positivo: mette finalmente la
categoria dei giornalisti di fronte alla necessità di scegliere. (...) Per
quanto mi riguarda la scelta è sempre stata ovvia: pubblicare tutto quello che
ha valore di notizia e che influisce sulla possibilità dei cittadini di formarsi
una libera opinione con la dovuta conoscenza dei fatti. Per farlo ieri si
pagavano prezzi come i processi per violazione di segreto d'ufficio, le
perquisizioni. Oppure si diventava scomodi e si veniva cacciati dalle redazioni
come è successo al sottoscritto. A qualcuno dalle mie parti è anche andata
peggio. Da oggi si potrà anche andare in carcere se si pubblicano
intercettazioni o atti del fascicolo del Pm anche se non secretati. Un prezzo
in più da pagare in un Paese che purtroppo finisce per assomigliare sempre di
più a certi Stati sud americani. Ma nessuno ci ha mai detto che quello del
giornalista fosse un mestiere facile, né, di farlo ce lo ha prescritto il
medico. Domenico Valter Rizzo (Annozero).
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Palermo
Pizzo per finanziare la guerriglia tamil Sette immigrati in carcere per
terrorismo. Il capo era un cameriere L'operazione in tutta Italia ha portato in
cella altri 20 militanti delle "tigri" SALVO PALAZZOLO Da Palermo
partivano, in direzione Svizzera, 40 mila euro al mese per finanziare la causa
delle "Tigri" tamil, che dal 1983 si battono in Sri Lanka contro
l'etnia cingalese, per ottenere uno stato indipendente nel nord del Paese. Dal
2006, i combattenti tamil sono ormai ritenuti "terroristi" dalla
comunità internazionale: ecco perché, all'alba di mercoledì, la Digos ha
eseguito un decreto di fermo disposto dal sostituto procuratore Antonio
Ingroia. Contemporaneamente, la Procura di Napoli ha fatto scattare altri 20
arresti, fra il Nord Italia e la Campania. A Palermo, in manette sono finiti
sette immigrati tamil accusati di aver coordinato la raccolta dei fondi per la
causa delle Tigri. Avrebbero imposto "donazioni per la causa" ai
membri della comunità di Palermo, una delle più numerose d'Italia. Pesante l'imputazione
che adesso viene contestata: "associazione a delinquere finalizzata al
delitto di organizzazione terroristica e di eversione". Spiega il pm
Ingroia, componente del dipartimento distrettuale antiterrorismo: "Per la
legge, non c'è differenza fra chi commette atti terroristici e chi li
finanzia". Fra i sette fermati ci sono volti noti della comunità di
Palermo. Legori Junis Antipuro, 41 anni, di professione collaboratore
domestico, era la guida e il tesoriere del comitato coordinatore tamil, con sede
in via Paolo Balsamo 11. I poliziotti della Digos, coordinati da Maurizio
Ficarra, l'hanno tenuto a lungo sotto controllo, anche
attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. "Non è stato davvero facile
ascoltare quei dialoghi - dice il questore Giuseppe Caruso - ma abbiamo fatto
anche questo, grazie ad alcuni interpreti". Sono state proprio le
intercettazioni a svelare la rete di collaboratori di cui si serviva Antipuro.
Molti gravitavano non solo nel centro di Paolo Balsamo ma anche nella palazzina
di via Dante 210, il simbolo dell'amicizia fra i palermitani e il popolo dello
Sri Lanka. Lì ha sede l'associazione per la riabilitazione dei tamil
("Tro"), che negli ultimi anni ha organizzato tantissime iniziative,
la più grande è la campagna di solidarietà per le vittime dello tsunami, a cui
hanno aderito migliaia di siciliani. Secondo la ricostruzione dell'accusa, i
due centri sarebbero stati un "paravento". Ribatte l'avvocato
Vincenzo Gervasi, che assiste tre dei fermati: "Negli anni scorsi,
analoghe contestazioni, formulate con i reati di associazione a delinquere ed
estorsione, si sono risolte con l'assoluzione di tutti gli imputati". Ma
adesso l'accusa è di terrorismo. Sostiene la difesa: "Quei soldi, raccolti
attraverso donazioni, sono serviti esclusivamente a finalità benefiche. I
comitati non hanno alcun rapporto con la struttura militare". "Questa
operazione non vuole in alcun modo criminalizzare la comunità tamil - dicono il
questore e il pm Ingroia alla conferenza stampa - anzi, in moltissimi casi, i
componenti della comunità sono stati vittime di un sistema che li obbligava a
offrire presunte donazioni". Aggiunge Caruso: "In cambio, i membri
dell'organizzazione davano delle ricevute, che poi potevano essere esibite come
prova della "messa a posto", magari anche nel loro paese di
appartenenza". Le manette sono scattate per Joseph Charles Quintan, 52
anni; Pethurupillai Jesuthasan, 49 anni; Siluvarasa Rohan, 38 anni; Pulenthiran
Sebastiampillai Selvarajah, 31 anni; Jeyaraj Jakob, 33 anni; Jeevakumar Joseph
Robert, 38 anni. Tutti collaboratori domestici.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VIII -
Palermo Killer e sorvegliato modello L'assassino di Ingarao: "Dopo il
delitto firmai alla polizia" Scattano cinque provvedimenti dopo la cantata
dei pentiti del clan Lo Piccolo ALESSANDRA ZINITI Avevano entrambi l'obbligo di
firma al commissariato Zisa. Così, senza destare sospetti, Andrea Bonaccorso,
ex fedelissimo dei boss di San Lorenzo Salvatore e Sandro Lo Piccolo, teneva
d'occhio i movimenti del "traditore" che i capimafia avevano deciso
di uccidere, Nicola Ingarao, l'uomo che un altro boss, Nino Rotolo, aveva
nominato d'imperio reggente di quel mandamento. Fino alla mattina del 13 giugno
dell'anno scorso quando, dopo aver assassinato Ingarao proprio all'uscita del
commissariato, Bonaccorso andò a casa a cambiarsi d'abito e tornò ad apporre la
sua firma nel registro dei sorvegliati speciali. Il particolare è uno dei più
raccapriccianti del delitto raccontato nei minimi particolari dallo stesso
Bonaccorso, oggi collaboratore di giustizia, e da Gaspare Pulizzi, anche lui
pentito. Le loro dichiarazioni, assieme ai riscontri di polizia e carabinieri,
hanno portato i magistrati della Dda Roberta Buzzolani, Maurizio de Lucia e
Francesco Del Bene a fare piena luce sull'omicidio e ad ottenere dal gip
l'emissione di cinque ordinanze di custodia cautelare notificate ieri in
carcere a mandanti ed esecutori del delitto di Nicola Ingarao: oltre ai due Lo
Piccolo, Andrea Adamo, Paolo Di Piazza e Vito Sandro Palazzolo, tutti con
compiti di appoggio. A sparare furono Pulizzi e Bonaccorso, che accerchiarono
Ingarao e fecero fuoco. Poi, in moto, raggiunsero la base del commando, la casa
di Paolo Di Piazza a Villagrazia di Palermo, e distrussero le armi. Sul luogo
del delitto i killer avevano la copertura dello stesso Di Piazza, di Andrea
Adamo e di Sandro Lo Piccolo, pronti ad entrare in azione. "Io e Pulizzi -
ha raccontato Bonaccorso - eravamo sulla Transalp. Adamo era a bordo della
Honda Sh del figlio di Di Piazza. All'altezza del bar La Cubana, abbiamo
incontrato Sandro Lo Piccolo. Anche lui era armato con una calibro 38 e si è
fermato in via Scobar, poichè era poco pratico dei luoghi. Pulizzi ha sparato
altri colpi, che ricordo nel numero di sei, con entrambe le pistole. Noi
avevamo i caschi, io avevo un casco integrale nero e Pulizzi un altro casco
sempre nero, non integrale". Il delitto ebbe almeno tre testimoni, ma
nessuno collaborò alle indagini. I killer ebbero il tempo di accorgersene.
"Di fronte a dove avvenne l'omicidio c'era una persona, credo al balcone,
e due sul marciapiede di fronte, che hanno visto tutto", racconta ancora
Pulizzi che poi spiega così il movente del delitto: "Ingarao doveva essere ucciso perché era uomo di Rotolo e come era emerso dalle
intercettazioni si era espresso in modo pesante nei confronti dei Lo
Piccolo". Quello di Ingarao, hanno sottolineato ieri magistrati e
investigatori, è stato l'ultimo delitto di mafia in città. "Eliminando il
capomafia i Lo Piccolo hanno cercato di espandersi in zone della città fino ad
allora precluse al loro dominio. Se i seguaci di Rotolo avessero
reagito, certamente quello sarebbe stato il primo delitto di una cruenta guerra
di mafia. La guerra di mafia non è scoppiata semplicemente perché, dopo gli
arresti di molti appartenenti al clan Rotolo, non è stato trovato un
personaggio all'interno di quello stesso clan che avrebbe potuto guidare la
riscossa dopo l'omicidio Ingarao".
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina I - Napoli La
famiglia di Mogan, il presunto capo, collaboratore di un chirurgo estetico, non
crede alle accuse: "è bravo e ama l'Italia" Retata di cingalesi:
"Soldi al terrorismo tamil" Una retata della Digos nella comunità
cingalese: otto arresti a Napoli, altri venti in Italia. Secondo gli
inquirenti, gli immigrati finiti in carcere fanno parte delle "Tigri
Tamil", finanziano il movimento separatista e gli attentati nello Sri
Lanka con soldi che i connazionali sono costretti a pagare. Circa trenta euro
al mese: 3,5 milioni in Italia il totale. Mogan, infermiere
nello studio di un chirurgo estetico, immigrato modello, dirige la cellula di
Napoli (Lazio e Campania). La famiglia di Mogan, ai Quartieri Spagnoli, non
crede alle accuse. "è bravo e tornerà presto a casa. Ama l'Italia, il
nostro sogno è vivere sempre qui". Sessantamila intercettazioni. ANTONIO
CORBO A PAGINA IX.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IX - Napoli
"Ecco Mogan, capo delle Tigri Tamil" Un infermiere e altri sette
cingalesi: qui la base che finanziava i terroristi Quartieri Spagnoli immigrato
modello al vertice della struttura Parla la famiglia Lavora da un chirurgo
estetico Le fasi dell'arresto dopo due anni di indagini Digos ANTONIO CORBO
Quattro gradini e una porta blindata amaranto. Ingresso indipendente, si
precisava con malizia una volta. Vico Lungo a Montecalvario 27, un angolo
soffocato da tufo, cemento scorticato e degrado. Quartieri Spagnoli. Alle
quattro del mattino è passata la Digos, ha portato via Mogan, infermiere dello
Sri Lanka, in due stanze dormivano due coppie e una decina di bambini, bambini
felici fino all'altra sera, erano arrivati dalla Svizzera i cognati di Mogan,
con una mezza dozzina di figli. "Devi venire con noi". Lui muto, si è
rivestito. In questura avrebbe trovato altri sette del blitz di Napoli. In
tutta Italia 28. Presunti terroristi delle "Tigri Tamil". La moglie
parla inglese. Camilla 11 anni ha girato la domanda: "Quanto tempo, signore?"
ma l'ispettore non ha risposto. Giovanna e Martina, 5 e 3 anni, fissavano gli
altri poliziotti, la perquisizione è stata breve. La seconda, dopo quella di un
mese fa che aveva già insospettito Mogan, 44 anni, la pelle scura dell'etnia
Tamil, modi gentili di tutti i cingalesi. Neanche una lacrima in famiglia,
silenzio e dignità. "Hanno pianto dopo, fino ad un minuto fa, quando sei
venuto tu", racconta il cognato, che oggi torna in Svizzera. Il televisore
è acceso, programma per bambini, musiche e balletti. Neanche la moglie di
Mogan, una bella donna bruna, goccia rossa sulla fronte, abito blu da giorni di
festa, sa bene che cosa sia successo. "Sappiamo che molti altri sono negli
uffici della polizia". Riprende, sicura: "Mio marito è bravo, non ha
fatto niente, tornerà a casa". Confida: "Siamo venuti in Italia,
amiamo l'Italia, la gente ci vuole bene, tutti vogliono bene a Mogan".
Camilla, Giovanna, Martina parlano italiano. Hanno nomi italiani. Scuole e
amici italiani. Mica sanno che il padre raccoglie soldi per finanziare il movimento
separatista Tamil, tormentata ex colonia inglese, che cerca l'indipendenza in
una feroce lotta nel sud est asiatico: 200 attentati provocati da kamikaze, il
primo al mondo di una donna, uccisi in 25 anni 8773 civili e 15662 tra
poliziotti e militari dello Sri Lanka. Nadarajah Shanmuganandan
"Mogan" viene da Maffna. Una storia come tante altre: immigrato
modello, solo virtù e buone azioni come insegna l'induismo, "paga subito
le contravvenzioni, non vuole grane", lo ammirano i vicini. Si sono svegliati
di notte per i rumori delle auto-civetta, e l'hanno salutato. Cortese,
diligente. Collabora con un chirurgo estetico, "un assistente, qualcosa in
più di un infermiere", dicono nella comunità con orgoglio. Ma dicono altro
i due anni di indagini coordinate dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo con
Antonio Sbordone capo della Digos, molte delle 60 mila
telefonate intercettate, il sofisticato lavoro di Lorenzo Manso un vicequestore
schierato da Antonio Manganelli sul fronte del terrorismo straniero. Dicono che
Mogan è per la Campania e il Lazio un capo nella struttura occulta delle Tigri
Tamil, che in Italia ne ha solo uno a Biella, che scambia visite e messaggi con
Kumar, sede di Parigi. Mogan ha rilevato il ruolo del più anziano Rajah,
che abita a Poggioreale e ha perso una figlia in un combattimento a Colombo.
Sotto le bandiere di "Morire per vivere" raccolgono una quota minima
di un euro al giorno da ogni immigrato, trenta al mese,
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La
polemica Le intercettazioni Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo (il primo
da sinistra nella foto con Giandomenico Lepore, Antonio Sbordone e Lorenzo Manso)
sostiene: senza intercettazioni, l'indagine non si sarebbe fatta.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XIII - Milano
Cottone Cinque condanne per il sequestro andato in fumo Condannati a sei anni
di carcere i cinque imputati coinvolti nell'inchiesta sul tentato rapimento a
Giovanni Cottone, imprenditore ed ex socio di Paolo Berlusconi. Il rapimento di
Cottone, programmato per la mattina del 4 giugno 2007, era
stato sventato grazie alle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia
di Finanza di Palermo con la collaborazione del Gico di Milano. Gli imputati
sono Giuseppina Casale, ex moglie di Cottone, Giuseppe Sanese, il poliziotto
palermitano Alfredo Li Pira, lo zio della vittima Antonio Cottone e Giovanni
Battista Rosano, che avrebbe dovuto custodire l'ostaggio. Per loro il
pubblico ministero Mario Venditti aveva chiesto 12 anni di reclusione.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XIII - Milano
Arresti al campo nomadi per furti nelle case MASSIMO PISA Erano arrivati dalla
Slovenia, portandosi dietro gli attrezzi del mestiere: chiavi universali,
torce, fiamme ossidriche, oltre ai telefoni cellulari per coordinarsi tra di
loro durante i colpi. Nomadi slavi, topi d'appartamento specializzati, ladri
acrobati organizzati e meticolosi. Colpi a segno solo nel weekend o durante le
feste, dopo aver effettuato almeno un sopralluogo, in appartamenti lussuosi tra
piazza Conciliazione e la vecchia Fiera. Una banda su cui la sesta sezione
della squadra mobile lavorava dal novembre scorso, dopo la segnalazione del
commissariato di polizia di Muggia, nel triestino. Pedinamenti
e intercettazioni, metodi classici e tecnici, indispensabili per un reato
predatorio come i furti in casa, tre arresti in flagranza lo scorso gennaio,
l'ultimo ieri mattina, all'interno del campo nomadi di via Monte Bisbino dove
aveva trovato rifugio Branko Jevremovic, 52 anni, origini serbe. Con
lui, erano già finiti in manette il figlio Valentino, 19 anni, Sasa Jevremovic,
25enne, e il capo della banda, Rade Jovanovic, 33 anni, per i quali il gip
Caterina Interlandi aveva firmato un ordine di custodia cautelare per furto in
concorso e associazione a delinquere finalizzata ai furti in appartamento su
richiesta del pm Giuseppe D'Amico. Altri due componenti della banda sono
ricercati ma "l'organizzazione - assicura il dirigente della squadra
mobile Francesco Messina - è disarticolata". Cinque i furti accertati e nove
quelli tentati e attribuiti all'organizzazione. Bottini cospicui, gioielli e
argenteria, i-phone e computer portatili, vestiti firmati e contanti per decine
di migliaia di euro. In un solo caso, sbagliando i calcoli, i ladri si erano
trovati davanti l'anziano padrone di casa - e in quel caso il furto si
trasformò in rapina - e avevano reagito in maniera fredda, professionale,
immobilizzandolo senza violenze e portando via tutto quello che capitava a
portata di mano.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XVII - Milano
L'onestà fa notizia, la paura di più "Voglio ringraziare tre giovani
stranieri e scusarmi per averli temuti prima ancora di conoscere la loro anima.
Vi abbraccio" Gentile Colaprico, le sarei molto grata se lei pubblicasse
queste mie poche righe affinché altri potessero parlare delle loro esperienze e
noi accorgerci che ormai non siamo più abituati alla "banalità del
bene". Ieri sera mio figlio, che aveva perso il portafoglio forse uscendo
dalla macchina, è stato chiamato in commissariato dove gli è stato
riconsegnato: conteneva ancora tutte le banconote, gli spiccioli, la carta di
credito, le tessere pre-pagate del cinema e i documenti. Non mancava un
centesimo! E per giunta, non ha potuto ringraziare e essere riconoscente
all'anonimo cittadino. Sono sicura che non è stato un episodio isolato, ma
ormai siamo abituati alla piccola delinquenza e ci stupiamo di questi episodi
che invece io credo siano la norma! Romana Cirillo Milano metropolitana
piazzale Loreto. Io anziana cerco l'uscita piazza Argentina. Tre giovani
extracomunitari ridono e scherzano dietro di me, sono impaurita, mi affretto
verso la scala mobile che mettendosi in moto mi fa perdere l'equilibrio. Cado a
terra, i tre giovani mi soccorrono immediatamente e mi accompagnano fuori dalla
stazione, mi chiedono ripetutamente come sto. Li rassicuro che è passato tutto.
Uno di loro ritorna sui suoi passi e con un bellissimo sguardo mi chiede
ancora: "è sicura signora che non ha bisogno di niente?". Voglio
ringraziare questi tre giovani e scusarmi per aver avuto paura di loro prima
ancora di conoscere la loro anima. Vi abbraccio ragazzi. Valeria Fantino
Perbacco. Ci sono ancora gli onesti. Doppio perbacco. Ci sono anche i
"negher" buoni. Care signore, scusate, vi voglio bene, ma anche voi
due fate parte delle schiere delle persone "fregate" dalla politica
della paura che ormai imperversa nel mondo. I criminali ci sono, altroché. E
abbiamo diritto di essere sicuri nelle nostre strade e nelle nostre case. Ci
mancherebbe. Ma, batti e ribatti, vi stanno facendo credere che ci vuole
l'esercito per porre fine alla violenza. Vi rendono insicuri e, al tempo
stesso, eroici. A tavola parlate della paura, è successo questo e quest'altro,
ma voi anche oggi ce l'avete fatta: siete tornati a casa sani e salvi. Qualcuno
dice grazie a Dio, qualcuno grazie al governo. Vi stanno imbrogliando. Creano un falso bisogno e lo "curano" con un altro
inganno: giro di vite contro i poveracci e, nello stesso tempo, meno
intercettazioni telefoniche. Più soldati e agenti, ma con le armi sempre più
spuntate. è nata la "politica della paura" e noi ci siamo dentro. Ci
rendono vigliacchi per renderci più malleabili.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XI - Genova
Sgominata la cellula genovese da un blitz della Digos Fondi per la guerriglia
manette alle tigri Tamil STEFANO ORIGONE Il blitz è scattato alle
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VIII -
Firenze Arrestato il patron dell'Arezzo calcio Mancini accusato di frode
informatica nell'inchiesta sull'899 Nel mirino la sua società di servizi
internet e le telefonate maggiorate FRANCA SELVATICI Dove finiscono i soldi
degli utenti a cui vengono fatturate bollette telefoniche gonfiate per
connessioni truffaldine a numeri a tariffa maggiorata? E' cominciata con questa
domanda l'inchiesta che è costata ieri l'arresto al presidente dell'Arezzo
Calcio Piero Mancini e al suo nipote e collaboratore Giovanni Cappietti con
l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica. Una
frode che sarebbe stata realizzata attraverso una loro società, la Fly Net, un
internet provider che si presenta come alternativo ai grandi provider nazionali
e garantisce: "Niente truffe". Mancini e Cappietti sono 2 dei 19
destinatari di misure cautelari ottenute dal pm distrettuale di Firenze Paolo
Canessa. Seguendo le tracce del denaro, la polizia postale e la squadra mobile
di Firenze hanno ricostruito una fitta rete di affari realizzati a spese di
migliaia di cittadini, spennati da connessioni truffa con numeri 899. La sola
procura di Firenze ha ricevuto quasi 4.000 querele. La Fly Net è una delle
oltre dieci società, italiane e straniere, accusate di far parte della rete
truffaldina che si arricchiva con i numeri tariffa maggiorata. In maggio
l'Autorità garante delle comunicazioni ha tentato di bloccare gli 899
(prevedendo la disattivazione del blocco solo su espressa richiesta
dell'utente) ma il provvedimento è stato recentemente sospeso dal Tar Lazio. Il
ministero delle comunicazioni ha rilasciato in questi anni oltre 140 mila
numerazioni 899, assegnate per lo più a operatori come Telecom, Wind, Fastweb,
che a loro volta le affittano ad altri. Fly Net, per esempio, li noleggiava da
Telecom. Poi i numeri vengono ceduti a vari fruitori (cartomanti, siti erotici,
quiz a premi...). La polposta e la squadra mobile hanno scoperto che diverse società
straniere detentrici di numeri 899 erano state in realtà costituite da
italiani. Buona parte delle connessioni ai numeri 899 è truffaldina. Migliaia
di sms segnalano messaggi in casella vocale. Chi apre la casella si connette a
un 899. Su internet la truffa è sempre in agguato, attraverso messaggi o
finestre che invitano a connettersi, che connettono automaticamente anche se si
risponde no e fanno scattare la numerazione a tariffa maggiorata. Il costo è di
12 euro e 50 al minuto, 10 dei quali vengono versati da Telecom a chi ha
noleggiato il numero, in genere società straniere appositamente create da
italiani, che poi fanno rientrare in Italia, debitamente ripuliti, i proventi
delle truffe. Ricostruita la rete di affari, la procura di Firenze ha contestato
i reati di frode informatica, accesso abusivo a un sistema
informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche,
riciclaggio, associazione a delinquere, crimine transnazionale. Le
intercettazioni hanno rivelato rapporti con un gruppo criminale, per cui è
stata contestata anche l'aggravante per aver agevolato l'attività di una
associazione mafiosa.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Bari
Calciopoli E Paparesta sconterà due mesi ai servizi sociali ENZO TAMBORRA Dovrà
svolgere servizi socialmente utili. Per uscire dal tunnel di Calciopoli, a
Gianluca Paparesta toccherà infatti partecipare a quattro incontri educativi da
stabilire da parte della Federazione. Così ha deciso l'organo giudicante della
Figc presieduto da Sergio Artico, che ha anche inflitto all'arbitro barese due
mesi di inibizione, rispondendo così alla sua richiesta di patteggiamento in
merito al secondo filone di inchiesta di Calciopoli. Venti i mesi di squalifica
anche per il padre Romeo, arbitro ormai fuori quadro. Paparesta, insieme ad
altri otto arbitri, era accusato di avere utilizzato schede telefoniche di
gestori stranieri e per essersi così avvalsi del sistema di comunicazioni
riservate costituito da Moggi e dall'ex direttore sportivo del Messina,
Fabiani. I due mesi di inibizione sono per Paparesta un lieve freno ai suoi
propositi di tornare ad arbitrare, dopo uno stop che dura ormai da due anni.
Prima della squalifica, l'arbitro barese era considerato tra i migliori in
Italia e non a caso aveva spesso diretto le classiche del campionato. Nella
prima inchiesta di Calciopoli, aveva fatto scalpore l'episodio che lo aveva
visto protagonista a Reggio Calabria, dove non aveva denunciato di essere stato
rinchiuso negli spogliatoi da Moggi, stizzito per il suo arbitraggio. La vicenda emerse da una delle tante intercettazioni telefoniche
effettuate nell'ambito dell'inchiesta. Paparesta, però, non si è mai perso
d'animo e dopo una recente sentenza favorevole della Corte Federale ha
rilanciato l'ipotesi di un suo ritorno al calcio. Prima però dovrà pagare
quest'ultimo dazio. Si consoli, è in buona compagnia: di recente è
capitato anche a Britney Spears.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XXII - Napoli
"Chiodi storti" di Nando Vitali alla Feltrinelli Disagi quotidiani di
eroi di periferia "Chiodi storti. Da Ponticelli a Napoli Centrale"
(Compagnia dei Trovatori, 142 pagine, 14 euro; domani alle 18 Francesco Costa,
Maurizio de Giovanni, Silvio Perrella e Piero Antonio Toma lo presentano nel
megastore Feltrinelli di piazza dei Martiri) segna l'esordio di Nando Vitali.
Quasi non ci credi, giacché l'autore non è giovanissimo: benché di scrittura
creativa viva, insegnandola dovunque e a chiunque. Poi, apri il libro e ti
rendi conto che il tempo ha lavorato per lui; che un'aria calma, meditata
soffia su pagine intensamente autobiografiche, ma cariche di necessità: esiti
di una poetica singolarissima, che intercetta bisogni e
desideri universali. I bisogni dell'espressività, a cui le storie di Nando - il
protagonista, chiamato a Ponticelli per insegnare appunto scrittura creativa a
un gruppo di ragazzini, chiodi storti che i martelli di certi educatori
professionisti si ostinano a conficcare nel terreno del conformismo e del
fatalismo - erigono un piccolo monumento. Per l'assolutista Vitali,
mettere in fila le parole equivale a vivere: è l'unico modo, perché la vita
acquisti pienezza di significato e giustifichi la ribellione. La sua prosa è
tendenzialmente piana, semplice, increspata da sbalzi di punteggiatura o
sveltita dall'aggettivazione inconsueta, dall'immagine potente, straniante;
lega paesaggi e psicologie, talvolta sovrapponendole per aumentare lo choc
percettivo del lettore, con il tenue filo di ferro dell'emozione e del
sentimento. Antidoti per non sovraccaricare con la violenza dello stile e la
pervasività della trama, depotenziandolo, il degrado sociale e esistenziale in
cui vivono i suoi eroi. Minori sbandati che rubano quadri di Tiziano;
professori-angeli costretti agli straordinari nell'inferno delle periferie;
miti della letteratura non solo novecentesca: Oscar del "Tamburo di
latta", capolavoro del premio Nobel tedesco Grass. Questi ultimi convocati
quando è più forte l'esigenza di giocare con la fantasia, giacché il realismo
ha già fatto la propria parte, e c'è bisogno di un surplus immaginativo per
collegare i drammi della Napoli d'inizio millennio con altri luoghi storici e
geografici in cui si soffre. E si continua a desiderare: altri mondi, possibili
e diversi, più umani, più accoglienti. Credo che tutto ciò costituisca il
valore terapeutico e pedagogico del mettere nero su bianco, consegnando
successivamente il testimone agli allievi. Una saggezza compositiva sinonimo di
maturità, a cui Vitali è giunto (relativamente) tardi: la fretta, la smania di
pubblicare, per fortuna, non gli appartengono. (marco lombardi).
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca In Consiglio
dei ministri le norme antipersecuzione sessuale Stalking, via libera al ddl
pene gravi fino all'ergastolo ROMA - L'amore ossessione, gli ex mariti
vendicativi, gli sconosciuti fissati, i fan invadenti: 4 anni di reclusione per
chi commette atti persecutori, un fenomeno che viene definito anche stalking.
Se la vittima delle molestie muore, è previsto l'ergastolo. Sono queste le
principali novità introdotte dal ddl approvato ieri dal Consiglio dei ministri
su proposta dei ministri Mara Carfagna e Angelino Alfano. Telefonate
insistenti, pedinamenti, minacce, appostamenti non sono semplici fastidi, ma
diventano vero e proprio reato. Per il ministro delle Pari Opportunità
"l'introduzione del reato di stalking mette l'Italia al passo con gli
altri paesi che hanno già legiferato in proposito. La tutela delle vittime di
molestie insistenti è necessaria per contrastare fenomeni gravi come la
violenza sessuale e gli omicidi passionali". Fino a oggi, infatti, gli
atti di violenza, spesso preceduti da vere e proprie persecuzioni, sfuggivano a
ogni sanzione. Con questo ddl si introduce il nuovo reato ''Atti persecutori''.
Un fenomeno che è cresciuto negli ultimi anni: per l'Osservatorio nazionale
stalking, il 20% degli italiani, soprattutto donne, ne sono state vittime: in
un caso su due i persecutori sono ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma
anche conoscenti, colleghi o estranei. Nel ddl sono previsti aumenti di pena se
lo stalker è il coniuge legalmente separato o divorziato, o persona legata alla
vittima da una relazione affettiva. Se la molestia è episodica, il ddl indica
l'avviso orale da parte del Questore. La pena è aumentata fino alla metà e si
procede d'ufficio se il reato è commesso su un minore, se si è agito con le
armi, con più persone, con scritti anonimi, se lo stalker è già stato ammonito.
Vietato avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa, dai suoi
congiunti, dai suoi conviventi o legati ad essa da relazione affettiva. Saranno consentite le intercettazioni telefoniche. La nuova
formulazione aggiunge lo stalking tra i reati per cui è possibile richiedere
l'incidente probatorio. "Risposta adeguata nella lotta contro la violenza
sulle donne", è il commento soddisfatto del ministro Alfano.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 19 autore: SAN LAZZARO DI PARMA Non solo fedeli
alla tv parrocchiale S enza preti non si può vivere, preghiamo perché il
Signore ci conceda nuove vocazioni. O ancora, Scopri come avere le suonerie più
trendy della parrocchia! Riceverai l'omelia di domenica. I
tag di alcuni video cercano di intercettare l'interessedel navigatore,
mescolando informazione a carattere religioso e ironia. Le clip hanno un taglio
dinamico, uno stile asciutto. Benvenuti nella tv parrocchiale Giovanni Paolo
Tv, dove un team di dieci fedeli realizza un tg settimanale. Ma online
c'è anche il video della festa della parrocchia, a San Lazzaro di Parma.
"Realizziamo un servizio per la comunità, cerchiamo di diffondere le
notizie ai cittadini ", dice Stefania De Scisciolo, laurenda in Scienze
della comunicazione. www.parrocchiasanpaoloparma.it/ attivita/gptv.html.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 19 autore: ora! IL BLOG DI NòVA24 Nòva100 menù. Anche questa settimana la discussione è ricca su Nòva100,la
piattaforma per blog di Nòva24: tra un iPhone che va in pensione e un altro che
sta per arrivare,si parla di intercettazioni,politica,ambiente ed Europei di
calcio. www.nova100.ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 9 autore: MEDIA CURRENT TV, PRODOTTA DAGLI UTENTI
Prove di ibridazione mediatica Il nuovo "citizenjournalism " fonde
web e tv, ma oggi la sfida è trovare un'audience stabile DI PIERPAOLO FONTANA
NENNI I n principio fu Katrina.Era l'agosto del 2005 e l'uragano atlantico si
abbatteva con furia distruttiva in Louisiana, radendo al suolo New Orleans e
provocando un allagamento di tutta l'area metropolitana. A causa delle
drammatiche condizioni metereologiche, sia i soccorsi che i potenti mezzi
d'informazione non riuscivano a raggiungere il luogo della tragedia. Fu in
quella occasione che la neonata Current Tv di San Francisco – scaturita da
un'intuizione dell'ex vicepresidente Usa Al Gore e da David Neumann, transfugo
della Cnn – realizzò il suo primo scoop diffondendo le immagini della
devastazione girate da un soccorritore volontario di 23 anni: fu il trionfo del
"citizen journalism", un nuovo modo di raccontare i fatti
dall'interno e senza mediazioni. Un successo inatteso che – come dichiarato da
Gore – ha reso Current il canale con il maggiore tasso di crescita mai
registrato prima negli Stati Uniti, complice una crescente diffidenza degli
americani verso i media tradizionali. Nell'autunno del 2006, nell'ambito della
strategia di espansione nel mercato europeo, Current Tv ha aperto la filiale Uk
e poi quella irlandese. A maggio del 2008 è sbarcata in Italia sul canale 130
di Sky, sotto la guida di un pioniere della webTv, il romano Tommaso Tessarolo.
Il suo punto di forza è la sinergia tra internet e televisione: internet è lo
strumento di raccolta dei materiali video prodotti dagli utenti e di selezione
di quelli migliori; democraticamente votati dal pubblico; la televisione il
principale mezzo di diffusione. Ma non chiamatela YouTube: il materiale
ricevuto, non viene trasmesso "grezzo". Il contributo viene mandato
in onda soltanto dopo un'accurata postproduzione. Si prevede che i video
autoprodotti dagli utenti e acquistati dal canale per una cifra fino a 1.000
euro, costituiranno a regime circa un terzo del palinsesto. Anche la pubblicità
sarà realizzata dagli utenti, sulla base di specifici brief forniti dalle
aziende. Ma quale sono le prospettive di Current in un mercato così particolare
come quello italiano? Da noi la curva del declino della tv generalista è molto
più lenta che altrove. Basti pensare che in Gran Bretagna già nel 2005 i canali
tematici raccoglievano il 30% di share. In Italia Rai e Mediaset godono di
ottima salute, hanno una programmazione ancora competitiva e da sole si
contendono quasi l'85% del mercato. La crescita del satellite è meno forte che
altrove e l'abbonamento a Sky per molti è ancora un lusso. Tuttavia se
analizziamo il posizionamento per fasce di età dei canali generalisti, emerge
la loro debolezza sul target 18-34 anni, che è invece il core di Current Tv. A
Joshua Katz, direttore marketing di Current Worlwide, abbiamo chiesto quali
fossero gli obiettivi del canale italiano. Ci è stato risposto che questi
aspetti non sono rilevanti, che Current crede molto nel potenziale creativo dei
videomaker italiani e che è arrivata in Italia per restarci. Strano esempio di
approccio idealista al business. Dopo un lancio esplosivo benedetto dalla
presenza di Al Gore, l'avvio della programmazione italiana è stato una corsa
contro il tempo: il 9 maggio, al momento della messa in onda gli studi erano
ancora in corso di allestimento, l'organizzazione in via di definizione, la
cross-promotion con gli altri canali Sky inesistente (a parte la diretta della
presentazione su Sky Tg24), le inquadrature e l'illuminazione del Vj – che ha
la funzione di annunciare e mixare i Pod da trasmettere – piuttosto incerte.
Sul fronte dei contenuti, francamente ci aspettavamo un guizzo sull'emergenza
dei rifiuti a Napoli, totalmente ignorata da Current. Current
Italia vincerà la sua sfida se saprà cogliere le contraddizioni e speranze del
suo target di riferimento, intercettando un bisogno in gran parte già coperto
dal web. Dovrà investire sul suo brand sganciandolo progressivamente da Al Gore
e lavorare "dal basso" per stimolare il potenziale creativo dei
giovani videomaker e la curiosità del pubblico. Con un palinsesto così
frammentato (i servizi durano in media cinque minuti ed è impossibile intuirne
la sequenza), anche le modalità di fruizione saranno dispersive con probabili
effetti sulla fidelizzazione al canale. Nel Regno Unito si è già visto un
preoccupante turnover dell'audience e si cercano dei sistemi per aumentarne la
"stickyness". è evidente che la macchina ha bisogno di un periodo di
rodaggio, ma le intenzioni sono buone. Per dare una prima valutazione oggettiva
bisognerà attendere almeno l'autunno. Resta il dubbio che possa essere un
prodotto di transizione, un po' come le attuali auto ibride in attesa
dell'affermazione di una nuova forma di energia pulita e disponibile per tutti
a costi ragionevoli. AP CORBIS Lanciata dallo scoop. Il lancio di Current
Tv,che oggi conta tra i suoi investitori anche Al Gore (a sinistra), è arrivato
nel 2005 con lo scoop su New Orleans (sotto) . Nessun network riusciva ad
arrivare nella città devastata dall'uragano Katrina,e le prime immagini furono
quelle prodotte dagli utenti di Current.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-06-19 - pag: 9 autore: PRIVACY INDAGINI E DIRITTI Tecnologie
salva-intercettazioni DI MIMMO COSENZA P rivacy e
intercettazioni telefoniche. Da una parte si sostiene che per rispettare la
privacy dei cittadini sia necessario ridurre drasticamente le intercettazioni
telefoniche, tagliando così alla fonte la possibilità di divulgare stralci di
comunicazioni private, potenzialmente lesivi della privacy. Dall'altra
parte si sostiene che una simile limitazione inciderebbe negativamente sulle
possibilità investigative della magistratura inquirente che grazie alle
intercettazioni telefoniche ha ottenuto importati risultati nella lotta dello
Stato contro il crimine, in tutte le forme che questo assume nella società contemporanea.
Sono posizioni che appaiono inconciliabili tra loro. Ma è davvero così? Il
problema della divulgazione a mezzo stampa e televisione di comunicazioni
private, registrate grazie alle intercettazioni telefoniche, assomiglia molto
al problema della copia e distribuzione illegale di contenuti musicali e video.
Risulta quindi naturale, prima di azzardare conclusioni pregiudiziali, provare
a capire se e come le tecnologie di gestione e protezione dei diritti d'autore
(Digital rights management, Drm) possano eventualmente minimizzare, se non
azzerare, suddette preoccupazioni di violazione della privacy, senza per questo
compromettere l'utilizzo di mezzi di investigazione tanto potenti contro la
criminalità. Le tecnologie di Drm consentono infatti di gestire e controllare
la circolazione di qualsiasi bit, indipendentemente dall'informazione che quei
bit rappresentano. Tale controllo si può estendere dalla fase di registrazione
delle informazioni fino alla fase di ascolto e/o visione dei contenuti, passando
per tutti gli intermediari delle catene del valore che vanno dagli autori ai
consumatori. Nel caso delle intercettazioni telefoniche cambiano le catene del
valore e cambiano gli attori delle catene, ma la problematica è esattamente la
stessa: evitare che l'informazione rappresentata dai bit possa essere
liberamente acceduta, utilizzata e fatta circolare illegalmente. Le più evolute
tecnologie di Drm, grazie all'utilizzo di linguaggi formali specializzati
nell'espressione dei diritti, consentono di assegnare con una granularità
finissima, anche su scala temporale, i diritti (ascolto, lettura, visione,
scrittura, modifica, stampa, copia eccetera) associati ai contenuti per tutti
gli attori delle catene del valore (magistrati, forze di polizia, avvocati difensori
eccetera). In prima approssimazione non manca quindi nulla per soddisfare le
esigenze di protezione della privacy e di tracciamento dell'uso delle
intercettazioni telefoniche. Tuttavia, è bene esplicitare da subito che
l'applicazione delle tecnologie di Drm alle intercettazioni telefoniche
richiede una certa dose di revisione procedurale. Per esempio, uno dei diritti
che non dovrebbe essere mai concesso, neppure alla magistratura inquirente, è
quello di stampa delle trascrizioni. I documenti cartacei sono come la carta
moneta, è pressoché impossibile tracciarne la circolazione, quindi la cosa
migliore è vietarne l'uso per legge, almeno nelle fasi investigative e
pre–processuali. Rimane un secondo problema, decisamente più spinoso: il
cosiddetto "buco analogico" (analog hole). Se uno degli attori
trascrive manualmente un'intercettazione telefonica, allora questa trascrizione
illegale può ricominciare a circolare illegalmente al di fuori dei sistemi
informatici drmizzati. è questo un ambito in cui la legge può persino inasprire
le pene, senza per questo compromettere le attività investigative contro la
criminalità e nel rispetto della privacy dei cittadini. o Norme e mezzi ci
sono, ma deve sparire la carta.
( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'Anm: sospesi
centomila processi Allarme dei magistrati: la politica si fermi, illegittimo
usarla per fini privati ALBERTO CUSTODERO ROMA - "L'emendamento che
sospende per un anno i procedimenti in corso per fatti precedenti al giugno del
2002 bloccherà in un sol colpo centomila processi". La denuncia è dell'Anm
che, ieri, in una conferenza stampa, ha invitato "la politica a
fermarsi" e il Parlamento a "riflettere" sulle conseguenze che
l'approvazione della norma "salva premier" avrà sul sistema
giudiziario italiano. L'Anm ha espresso solidarietà ai magistrati di Milano del
processo Mills (nel quale il premier è imputato di corruzione in atti
giudiziari), attaccati nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi, che ha ricusato
il giudice e ha definito "toga rossa" il pm. "La
delegittimazione dei singoli magistrati - ha tuonato il presidente Luca
Palamara - può comportare un serio rischio per l'equilibrio tra poteri dello
Stato". Poi, l'Associazione ha lanciato l'allarme sul "caos senza
precedenti" per gli uffici giudiziari. "Bloccare 100 mila processi -
ha dichiarato il segretario Giuseppe Cascini - significa mettere in ginocchio
la giustizia penale: le cancellerie saranno impegnate ad avvisare le parti
dell'avvenuta sospensione". "Ma qual è il motivo - s'è chiesto
Cascini - della fretta di introdurre disposizioni che paralizzeranno i
tribunali?". I magistrati non vogliono pensare che, per bloccare un solo
processo (quello di Berlusconi), il Parlamento approvi un emendamento che ne
sospende centomila. "Ci rifiutiamo di credere - hanno dichiarato Palamara
e Cascini - che venga contrabbandata per la sicurezza una norma che impedisce
un solo procedimento". Senza mai citarlo, però, ma facendo esplicito
riferimento proprio al procedimento Mills, il segretario dell'Anm ha ammonito:
"nel nostro ordinamento non è consentito l'uso privato dei pubblici poteri".
Il combinato disposto della norma salva-premier e del ddl
sulle intercettazioni - secondo l'Anm - porterà da una parte alla sospensione
di processi per reati gravissimi (fra questi, il processo sul crac da 1500
milioni di Sicilcassa, fissato a settembre, e quello iniziato ieri contro il
prefetto Mario Mori imputato per la mancata cattura dell'allora latitante boss
Provenzano). Dall'altra "comporterà una drastica riduzione
dell'azione investigativa per reati di mafia e terrorismo". Se, infine,
per le procure meridionali non sarà modificata la norma che prevede il divieto
per gli uditori giudiziari di assumere le funzioni monocratiche, secondo
Palamara "avremo la paralisi di quegli uffici dove mancherebbero giudici e
pm. E la sicurezza nel Sud non sarebbe più garantita".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore sezione:
MONDO data: 2008-06-19 - pag: 12 autore: Afghanistan. Uccisi 23 guerriglieri
nella zona montuosa a Nord di Kandahar Primi scontri tra la Nato e i talebani
Gianandrea Gaiani Truppe afghane e alleate all'offensiva a Nord di Kandahar.
Come preannunciato dal Sole 24 Ore sono scattate nella notte di lunedì le prime
operazioni nel distretto montuoso di Arghandab, dove sono asserragliati circa
500 talebani. Almeno 23 i guerriglieri uccisi secondo il ministero della
Difesa: 20 da un bombardamento aereo e tre negli scontri terrestri ravvicinati
nei quali sono morti anche due soldati afghani. Kabul
rivela inoltre che le intercettazioni delle comunicazioni-radio talebane hanno
confermato la presenza di miliziani stranieri, per lo più pakistani. Carlos
Branco, portavoce di Isaf, precisa che i soldati "procedono prudentemente
per evitare perdite tra i civili, ma anche le bombe rudimentali nascoste dagli
insorti". Anche le forze alleate hanno subito perdite, ma in altre
aree dell'Afghanistan. Quattro britannici sono stati uccisi da una bomba a Est
di Lashkar Gah, nella provincia di Helmand: tra le vittime una donna in
servizio con l'Intelligence Corps, la prima soldatessa britannica a cadere in
Afghanistan. Altri due soldati di Isaf, probabilmente statunitensi, sono
rimasti uccisi nella provincia orientale di Paktika da un'esplosione che ha
ferito dieci militari.Dall'inizio dell'anno sono morti 89 soldati alleati, per
oltre la metà americani. Illesi invece i marines del 7Ú reggimento che hanno
subìto un attentato nella piazza di Delaram, nella provincia occidentale di
Farah. Un kamikaze ha fatto esplodere un veicolo militare uccidendo due civili.
A Farah sono in corso da oltre un mese intense operazioni contro i talebani che
coinvolgono in prima linea truppe afghane e americane ma alle quali non sono
estranee le forze italiane. Fonti militari alleate confermano che tutte le
operazioni delle ultime settimane (nelle quali sono rimasti uccisi oltre 100
talebani e sei marine) sono state pianificate, coordinate e condotte dal
Regional Command West guidato dal generale Francesco Arena. Del resto gli
italiani schierano tra le varie componenti anche una task force di reparti
speciali, i fanti aeromobili della Friuli e cinque elicotteri da attacco
Mangusta che diverranno presto sei. Ieri il Ministro della Difesa, Ignazio La
Russa, ha inoltre ribadito la disponibilità a inviare in Afghanistan quattro
bombardieri Tornado, ma solo per compiti di ricognizione. Lo stesso caveat che
limita l'impiego dei sei Tornado tedeschi a Mazar-i-Sharif. PERDITE ALLEATE
Attentati nelle altre province del Paese: caduti quattro militari britannici
tra cui una soldatessa, la prima dall'inizio del conflitto.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-19 - pag: 21 autore: Giustizia e
politica. L'allarme delle toghe: con questa norma "caos senza precedenti"
- Il Pg di Milano: ricusazione inammissibile L'Anm: stop a 100mila processi Sì
del Senato al "salva-premier", Pd e Idv abbandonano l'Aula prima del
voto ROMA Centomila processi bloccati. L'Associazione nazionale magistrati fa
due conti e lancia l'allarme sulle ricadute dell'emendamento cosiddetto
salva-premier, che "metterà in ginocchio la giustizia
"."Fermatevi",dice l'Anma Governo e Parlamento, perché il
sistema "non è in grado di reggere l'impatto della sospensione dei
processi". Ma l'appello arriva quando il Senato ha già approvato
l'emendamento, in un'Aula semivuota, abbandonata dal Pd e dall'Idv in segno di
protesta. Quei banchi vuoti sono il segno tangibile di un filo ormai spezzato,
quello del dialogo. La norma destinata a sospendere per un anno i processi per
reati considerati "non gravi" dalla maggioranza passa con 160 sì e 11
no, quelli dei senatori Udc e Radicali. Prima del voto, Emma Bonino chiede
ripetutamente la parola: "Da noi Radicali non avete mai visto cedimenti forcaioli
o giu-stizialisti, ma solo impegno per una giustizia giusta. Questo Senato sta
per scrivere una pagina buia. Io non uscirò perché voglio ricordare la
fotografia di quest'Aula ". Prima di lei, Anna Finocchiaro, capogruppo Pd,
accusa la maggioranza di usare argomenti "menzogneri". "La
sospensionedice - non serve per aumentare le condizioni di sicurezza del Paese.
è una menzogna. Forse così Berlusconi sfuggirà a una sentenza, peraltro di
primo grado - aggiunge, riferendosi al processo Mills di Milano, in cui il
premier è imputato di corruzione giudiziaria - ma sta sprecando un'occasione
per dimostrare di essere uno statista ". "Più che abbandonare l'Aula
dovreste pensare all'abbandono dei vostri elettori", le risponde il
capogruppo Pdl, Maurizio Gasparri. E il leghista Federico Bricolo chiosa:
"Questo provvedimento lo approveremo. Cambieremo questo Paese alla faccia
vostra". Accadeva poco prima delle 13,00. A quell'ora la norma
salvapremier e quella che stabilisce "l'assoluta priorità"da dare ad
alcuni processi (a scapito di altri) erano state approvate. E in serata, anche
tutti gli altri emendamenti, senza sorprese. Compreso quello sull'impiego delle
Forze armate nelle città per motivi di sicurezza pubblica. Per il voto finale
bisognerà aspettare martedì prossimo; poi il provvedimento andrà alla Camera.
Lo scontro è palpabile. Non solo per le urla e le parolacce risuonate nell'Aula
del Senato. L'opposizione è certa dell'incostituzionalità della norma, ma evita
di tirare per la giacca il Presidente della Repubblica e preferisce guardare
alla Consulta. Come fa il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, convinto che
la sospensione sia "un vulnus alla credibilità della giustizia". Il
Pdl tira dritto compatto, come ha dimostrato Berlsuconi con la lettera al
presidente del Senato: una nuova dichiarazione di guerra contro le toghe
"politicizzate ", a partire dal presidente del Tribunale del processo
Mills, Nicoletta Gandus, ricusata dai suoi legali "per grave
inimicizia". Ma ieri il sostituto Pg Laura Bertolé Viale ha chiesto il rigetto
della ricusazione, su cui deciderà la Corte d'appello. "è una situazione
che abbiamo già vissuto in passato e che non vogliamo rivivere", replica
il presidente dell'Anm, Luca Palamara, dopo aver espresso "solidarietà e
stima" ai magistrati di Milano, vittime di "ingiustificate
invettive". Nel pomeriggio, in una conferenza stampa, i vertici dell'Anm
dimostrano- numeri alla mano,e non solo - che l'emendamento sulla sospensione
dei processi determinerà "un caos senza precedenti" negli uffici
giudiziari senza alcun vantaggio per la sicurezza dei
cittadini e che il Ddl sulle intercettazioni sarà un bastone tra le ruote delle
indagini per gravi reati, non garantirà affatto la privacy, limiterà la libertà
di informazione. Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e il vicepresidente
Gioacchino Natoli segnalano (rilevando che, prima di loro, avrebbe dovuto farlo
il Ministro della Giustizia) che la norma salva- premier (ma non la
chiamano mai così) bloccherà 100mila processi, quasi tutti per reati "di
maggior allarme sociale": sequestri, stupri, rapine furti e persino
l'immigrazione clandestina. "Sarebbe molto grave se fosse stata decisa per
fermare un solo processodice Cascini e ci rifiutiamo di credere che questo sia
lo scopo: continuiamo a pensare che la cosa pubblica è un bene che va tutelato
".Insistono sulle vere "priorità" della giustizia - l'efficienza
al sistema- e sul dialogo. Ma avvertono: "La politica si fermi. Non
imbocchi la strada del conflitto e dell'invettiva. I nostri non sono veti né
interferenze. Abbiamo il dovere di sottolineare gli impatti che le riforme
hanno sul sistema". D. St. Sì AI SOLDATI IN CITTà Approvati tutti gli
emendamenti, ok all'uso dell'esercito nelle aree urbane La Lega al Pd:
"Cambieremo il Paese alla faccia vostra".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-06-19 - pag: 38 autore: Nuove garanzie.
Approvati dal Cdm due Ddl Il Governo all'attacco su "stalking" e
violenza Marco Gasperini Linea dura del Governo contro i delitti a sfondo
sessuale e le molestie assillanti. Debutta il reato di stalking e viene previsto
l'arresto obbligatorio in flagranza in caso di violenza sessuale. Il testo
messo a punto dal ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, con il placet
della Giustizia, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, contiene norme
specifiche contro le attività di "stalking" e punisce con la
reclusione da uno a quattro anni tutti quei comportamenti reiterati e ossessivi
che inducono la vittima in un "perdurante stato di ansia, paura o fondato
timore per la propria" o altrui incolumità. Perseguitare la propria
vittima con telefonate, sms, minacce o molestie tali anche solo da costringerla
ad "alterare le proprie abitudini di vita" potrà dunque costare il
carcere e,nell'ipotesi, che l'atto persecutorio sia seguito da omicidio, la
pena dell'ergastolo. Le sanzioni vengono poi aumentate da un terzo alla metà se
il fatto è commesso ai danni di un minore, oppure l'autore del reato è il
coniuge legalmente separato o divorziato della vittima o più semplicemente una
persona con cui la medesima ha avuto una relazione affettiva. Il reato di
"stalking" sarà perseguibile a seguito di denuncia con querela di
parte da presentare entro il termine massimo di 6 mesi da quando sono avvenuti
i fatti anche se si potrà procedere d'ufficio nel caso in cui si tratti di una
condotta connessa ad altri illeciti perseguibili in modo autonomo dal pm. Il
testo prevede inoltre la possibilità di mettere " in mora" il
persecutore attraverso un esposto all'autorità di pubblica sicurezza. Se
l'istanza risulta fondata gli investigatori possono ammonire verbalmente il
molestatore e mettere a verbale le sue generalità. Il nuovo reato di atti
persecutori sarà, inoltre, sottratto alla gamma di quelli blindati dal ddl in
materia di intercettazioni telefoniche varato dal Governo
soltanto la scorsa settimana. Gli inquirenti potranno, quindi, utilizzare tutti
gli strumenti di indagine così come proposto per i delitti di mafia, terrorismo
o grave allarme sociale. Tra le misure cautelari applicabili figura infine
quella di sottoporre lo " stalker" al divieto di avvicinarsi alla
vittima o di frequentarne i parenti. Il ddl contenente le misure contro
la violenza sessuale predisposto dagli stessi ministeri punta, invece, a
rafforzare i meccanismi di tutela penale contro la violenza sessuale e
introduce una serie di aggravanti connesse alle modalità con cui ha agito
l'autore del delitto. Vengono in particolare previsti un aumento obbligatorio
della pena in caso di recidiva e introdotti alcuni meccanismi per accelerare i
tempi di giudizio e la certezza della pena, Tra le circostanze aggravanti che
comportano la pena della reclusione da
( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SALVA PREMIER Il
dubbio di Unicost: "Al ministero c'è ancora uno dei nostri" L'Anm:
giustizia in ginocchio ma per ora niente sciopero Sara Menafra ROMA Più di un
urlo, scuote il numero: centomila. Tanti sono secondo la "stima
prudenziale" dell'Anm i processi che saranno bloccati dall'emendamento che
sospende per un anno i giudizi in corso. "Si fa presto a calcolare",
spiega il segretario generale dell'Anm, Giuseppe Cascini: "Prendiamo i
dati del 2006, gli ultimi diffusi dal ministero. Allora i processi dinnanzi al
tribunale monocratico erano 350mila e quelli al collegiale 21mila. Se si tiene
conto che il trend è leggermente in aumento per gli ultimi anni e che circa il
30% di quei processi era per fatti precedenti al giugno 2002, eccoci ai
centomila". Il giudizio arriva subito dopo: "E' un modo per mettere
in ginocchio la giustizia penale. Saremo sovrastati da un caos organizzativo
senza precedenti, perché le cancellerie passeranno l'anno ad avvisare tutte le
parti dell'avvenuta sospensione e poi a riconvocarle. Non avranno il tempo di
far spazio a quelle priorità di allarme sociale di cui parla la legge". Di
nuovo come un tempo, l'Associazione nazionale magistrati si ritrova assediata
nella sua sede al sesto piano del palazzaccio della Cassazione. Tutto come
sempre, almeno quando al governo c'è Berlusconi: la ressa di telecamere, i
flash che scattano a ritmo di rap, i volti tesi. La differenza è che l'attuale
giunta s'era ripromessa di aprire una nuova fase e dialogare con tutti e
soprattutto col neoministro Angelino Alfano. Neppure un mese dopo i buoni
propositi, si ritrova nell'angolo della protesta. Col rischio, stavolta, di
passare per "troppo morbida", ad esempio quando il presidente Luca
Palamara risponde picche alle domande su un eventuale sciopero: "L'Anm non
pone veti ma ritiene di dover sottolineare l'impatto di questa norma sulla
giustizia e di ribadire le conseguenze che avrà per la giustizia". E il
segretario generale Cascini (Md) alza la posta: "Sarebbe molto grave se si
fossero fermati centomila processi per bloccarne solo uno, così come ci
rifiutiamo di credere che basti fermare un processo per evitare questo
intervento legislativo". E di nuovo: "Ricordate che la legge non
consente l'uso privato di pubblici poteri". Il messaggio nel messaggio,
però, è il medesimo: niente barricate. Un po' perché era questa la promessa
delle nuova giunta prima e dopo le dimissioni del "moderato Luerti".
Un po' perché, negli ultimi anni, la corrente maggioritaria Unicost ha tentato
la strada del "dialogo dall'interno" col ministero della giustizia.
Dopo le toghe d'ogni corrente coinvolte da Mastella, Alfano ha preso con
se,come sottosegretario, Giacomo Caliendo. Già membro del Csm, già leader
dell'Anm stroncato dalle polemiche sul ruolo nel caso Calvi (fu accusato di
aver fatto pressioni perché gli fosse restituito il passaporto), Caliendo è uno
degli esponenti più antichi e più accreditati della corrente maggioritaria
delle toghe, di cui fa parte anche il presidente dell'Anm Luca Palamara e
persino il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia. "Di certo le norme
in questione sono state valutate anche da lui prima di essere inserite nel
decreto legge", è il ragionamento. Dunque la scelta strategica: giudicare
il merito, discutere del come e del perché l'emendamento
sulle intercettazioni sommato a quello sul blocco dei processi rischino di
mettere in crisi la giustizia italiana. Ma per ora e finché sarà possibile,
niente rotture. Infine, e questo vale anche per il Csm, le toghe associate
vogliono provare a tenere unita l'organizzazione. Lunedì la sesta commissione
comincerà a discutere del decreto sicurezza e come è accaduto per quello sui
rifiuti l'obiettivo sarà l'unità. Meglio un'obiezione unanime, di una
bocciatura firmata solo dalle solite correnti della sinistra.
L'"impatto" della legge in effetti parla da se. Tanto che i
magistrati si sono inventati pure un quiz per gli ignavi cronisti: "Un
chirurgo durante un operazione per un grave errore provoca la morte di un
bambino, oppure un giovane ruba un telefono cellulare ad un coetaneo
minacciandolo con un temperino. Quale processo si farà?"Il secondo, of
course. 35 DETENUTI IN PIÙ Secondo le prime stime dell'associazione Antigone
senza i benefici di legge di tanto la popolazione carceraria già sovrabbondante
crescerebbe ogni anno.
( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
A cura della
redazione società ROMA ALEMANNO COMMISSARIO STRAORDINARIO CON FONDI In tempo
record, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha "risolto" il problema
del deficit da lui riscontrato nelle casse del Campidoglio. Sarà nominato, così
ha annunciato ieri, commissario straordinario del comune fino al 30 settembre,
data entro la quale dovrà predisporre un piano di rientro del deficit di
bilancio da presentare al consiglio dei ministri. Nel frattempo ottiene
"500 milioni di euro subito in attesa di altri 1,4 miliardi dei fondi
regionali da sbloccare". "Un accordo che reputo molto positivo perché
non consiste in una gestione commissariale ma in poteri speciali nell'ottica di
quello che sarà il federalismo fiscale", ha spiegato il sindaco.
TERRORISMO Tigri Tamil dello sri Lanka attive in Italia, 30 arresti L'inchiesta
è partita quasi per caso, in seguito alle denunce di alcuni cingalesi che
avevano subito minacce per aver organizzato a Napoli una manifestazione contro
il terrorismo nel loro paese. Così la Digos è risalita all'organizzazione delle
Tigri Tamil che operava in Italia e che ieri ha portato all'arresto di 30 persone
(due ancora ricercate) in ben 8 regioni. Il gruppo strutturato militarmente
faceva riferimento ad Hadiasan il grande con residenza a Zurigo e da noi era
coordinato attraverso due capi, Cirarajah a Biella e Antipuro a Palermo. La
loro attività italiana era diretta soprattutto alla raccolta di fondi per
finanziare azioni terroristiche nello Sri Lanka, dove per ottenere la
secessione sono stati uccisi in 25 anni quasi 25 mila persone. I soldi venivano
dunque estorti con atteggiamenti mafiosi ai propri connazionali tamil. Persone
in condizioni spesso modeste costrette a sborsare sui 500 euro all'anno, ma che
su 30mila residenti portavano a una cifra complessiva pari a circa 3 milioni di
euro. Tutti i fermati erano insospettabili, lavoravano come domestici o
badanti. Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ci ha tenuto a precisare che le indagini sono state condotte tramite
intercettazioni telefoniche e che con le nuove norme del governo Berlusconi non
sarebbe stato possibile arrivare agli arresti. ROMA Cassazione contro i vigili,
accusati di un pestaggio Tornano a processo i vigili urbani accusati di aver
picchiato il senegalese Khudia Abdou Guye durante un'operazione contro la
pirateria audiovisiva. A stabirlo è stata la Cassazione che ha annullato
la sentenza di proscioglimento degli imputati, passando la palla nuovamente al
giudice dell'udienza preliminare. Il fatto sarebbe accaduto la sera del 4 marzo
2005: Antonio Di Maggio, comandante dei vigili urbani capitolini e 5 guardie
municipali alle sue dipendenze, fanno irruzione in un appartamento in cui
pensano ci siano migranti impegnanti nell'illecito. In realtà si trovano di
fronte Guye, con regolare premesso di soggiorno e estraneo a dinamiche di
commercio audiovisivo: l'uomo, secondo l'accusa, viene aggredito e subisce
contusioni e escoriazioni per tutto il corpo. USA-ITALIA PROCESSO CALIPARI
ULTIMA CARTA IN CASSAZIONE La Corte di Cassazione deciderà oggi se l' ex
soldato statunitense Mario Lozano dovrà essere processato per l'omicidio del
funzionario del Sismi Nicola Calipari, ucciso a Baghdad il 4 marzo 2005, mentre
portava in salvo la nostra inviata, Giuliana Sgrena. La prima sezione penale
esaminerà i ricorsi presentati dalla procura di Roma e dalla nostra
giornalista, dopo che il 25 ottobre scorso la terza corte di assise di Roma ha
dichiarato "difetto di giurisdizione" e quindi non luogo a procedere
per Lozano.
( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'UNIONE PETROLIFERA
Iniziamo la caccia al greggio nostrano Guglielmo Ragozzino ROMA Pasquale De
Vita, il presidente dell'Unione petrolifera, ha cominciato la sua relazione
annuale dando i numeri. Il petrolio è cresciuto in questo scorcio di secolo da
( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
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Lettere@ilmanifesto.it
lettere@ilmanifesto.it I sassolini di Rossanda Rossanda ha ragione (il
manifesto 14/6) quando rivendica il ruolo fondamentale della lotta tra capitale
e lavoro e quando osserva che è una bestialità parlare di
"economicismo", perché la prospettiva di quella lotta era una società
liberata. Ma che all'interno di quella lotta abbiano trovato scarso posto il
conflitto di genere e l'ambientalismo mi sembra una realtà. In conclusione
Rosssanda accenna alla necessaria "messa in connessione" delle parti
di un tutto complesso. Giusto. Ma è proprio questa connessione che mi pare
assai debole nel suo articolo. L'impressione suscitata è che chi si fa carico
del conflitto tra capitale e lavoro debba farsi carico "anche" del
resto. Ora, se si concepisce il conflitto tra capitale e lavoro come lotta
contro il dominio e l'alienazione, è evidente che non si tratta di farsi carico
"anche" del resto, ma di farsi carico del resto
"all'interno" di quel conflitto. Perché, semplifico, sarebbe un
misero successo per le donne ottenere, come in parte sta avvenendo, la
possibilità di insediarsi alla testa di istrituzioni e organismi repressivi,
destinati a perpetuare l'ordine borghese, e la rinuncia all'incosiderato
sviluppismo che sta conducendo il mondo alla catastofe è possibile solo se la
produzione non è guidata dal profitto del capitale e la ricchezza equamente
ripartita. Chiedo scusa alla compagna Rossanda per quanto non avessi capito.
D'altro canto ha promesso di ritornare sull'argomento. Giorgio Cadoni Il mio
giornale ideale Care compagne, cari compagni, ma soprattutto caro Gabriele, con
il quale, alcuni anni fa, ebbi a discutere sulla qualità della stampa italiana
e soprattutto de il manifesto, che non mi piaceva più. Alla fine di un fitto ed
appassionato carteggio telematico sull'argomento, Gabriele mi augurò buona
fortuna nella ricerca del mio giornale ideale che non c'è e ci lasciammo con la
promessa io di continuare a comperarlo e a "rompere" e lui di provare
a smentirmi ma senza la certezza di riuscirci. Ebbene, caro Gabriele, ci sei riuscito.
Questo nuovo manifesto è qualcosa di molto ma molto prossimo, quasi
sovrapponibile, al mio "giornale ideale", che quindi c'è e si può
fare. Certo, ci vuole la "testa matta" de il manifesto per farlo; ma
si può. Eccome. Anche nell'Italia del 2008, così come ben descritta dai vostri
editoriali di presentazione di questa "nuova" impresa editoriale.
Approfondimenti. Indagini. Inchieste. Curiosità. Senso critico permanente.
Apertura sull'esistente. E perché no, una grafica innovativa, ariosa e finanche
elegante. Un esempio per tutti dal primo numero del nuovo corso: l'inchiesta
sui Verdi. Io ne sono stato un iscritto e militante, e continuo a mantenere un
legame e contatti con quel "partitino rompicoglioni", rispetto al
quale, nel panorama politico italiano attuale, faccio una gran fatica a trovare
qualcosa che mi convinca di più. Questo significa che ne posso dire qualcosa
"dall'interno". Ebbene, la vostra inchiesta era perfetta: contenuti,
taglio, linguaggio, fotografia dell'attualità (ideale, politica, organizzativa)
e definizione delle prospettive. Il nuovo manifesto, quindi, secondo me, è
bellissimo. Da tutti i punti di vista. Avanti così. Roberto Pontecorvi, Fiano
Romano (Rm). Quante ferie fa la Rai? Ormai da gli ultimi anni la Rai
"chiude per ferie" tre, quattro mesi, nei quali ci propina film e
spettacoli vecchi, anche di un secolo. Ma questo è disonesto, oltre che
illegale poiché noi paghiamo un canone per l'intero anno. E le tv commerciali
si accodano. Ma quale altra azienda si può permettere di chiudere così a lungo?
E la difesa dei consumatori chi la fa? E i giornali? Possibile che questa
questione di arbitrio, e di inciviltà, non venga da alcuno affrontata? Non
interessa a nessuno che anziani, e non solo, magari soli in casa nel periodo
estivo, non possano aver il conforto di una televisione che allevii solitudine
e noia. Non vanno tutti in vacanza come alla Rai! un pensionato Maggiore cura e
minore adrenalina Capisco, seppur condivido a stento, il motivo dell'ultimo
restyling, ma avrei posto altrettanta attenzione anche altrove. Nella mia, più
che ventennale, consuetudine alla lettura de il manifesto, ho avuto modo di
acquisire una perizia da enigmista nel decifrare la mole di refusi che vi si
possono incontrare. Ma mai mi era capitato d'imbattermi in un "forgiarsi
del titolo" anziché fregiarsi. Non sono certo che si tratti di refuso (la
cui etimologia vi è certo nota), né di più recenti, e maldestri,
"copia-incolla". Lungi da me la prosopopea di un maestrino dalla
penna rossa, la presente è solo per chiedervi una maggiore cura ed una minore
adrenalina nella composizione degli articoli. D'altro canto, la frustrazione è
più cocente se causata da chi ci è più vicino e, al momento, "di
superstite e reale sinistra". Con affetto. Paolo Cardile Reggio Calabria
Che fine ha fatto il "porcellum"? Due episodi illuminano come lampi
nella notte il fossato che separa la classe politica dall'opinione pubblica,
quelli che "comandano" dal sentire comune. Primo:
il ddl sulle intercettazioni. Hai voglia a parlare del sacro diritto alla
privacy, dell'esigenza di non violare il rispetto dovuto alla dignità dei
soggetti. Sta di fatto che senza le intercettazioni, come ha scritto Scalfari,
lo scandalo di calciopoli non sarebbe mai venuto a galla. Idem le scalte
bancarie dei "furbetti" o il tragico caso recente della clinica
milanese degli orrori. Le esigenze di giustizia richiederebbero se mai di
aumentarle. Del resto c'è da scommettere che la stragrande maggioranza delle
persone perbene non è turbata né punto né poco all'idea che le proprie
telefonate possano essere eventualmente ascoltate da qualche magistrato.
Secondo: non si parla neppure più di riformare la legge elettorale in vigore,
il cosiddetto porcellum ispirato a suo tempo da Calderoli. Eppure è una legge
atroce che stronca un diritto fondamentale: quello di scegliere i propri
rappresentanti. Adesso i parlamentati non sono eletti, ma in realtà
"nominati": non vengono scelti in messun modo dagli elettori. Nomi
inseriti in un certo ordine (così avranno la certezza di farcela) dai dirigenti
dei partiti nelle liste elettorali: agli elettori non resta che ingoiare o non
votare. Si può cambiare lista, ma non cambia niente: da quanto sono stati
aboliti i voti di preferenza non si può esercitare la minima influenza sugli elenchi
predisposti. Caso macroscopico di violazione di un diritto fondamentale, che
non viene percepito, tantomeno eliminato dai vertici politici. Rodolfo
TabacchiRoma L'implacabile intelligenza Cari compagni de il manifesto, la nuova
veste mi piace. Soprattutto condivido le intenzionalità espresse. Ho scaricato
e rimesso in circolo inviandoli a persone che non sempre vi leggono, gli
articoli di Valentino e Rossana e di Marco Revelli. Lo faccio da tanto tempo, e
me lo permetto perché sono lettore da subito, poi azionista e da molti anni
abbonato, e perché siete un esempio di uso implacabile (quasi sempre)
dell'intelligenza. Un abbraccio a tutti, e coraggio! Pierino Zanisi Un uomo
senza frontiere Arrivare a casa... senza perdere un uomo. Era il sogno sfrenato
di chi era al fronte, in una guerra dura e folle, come tutte le guerre. E'
morto un semplice e senza frontiere come Mario Rigoni Stern, nato ad Asiago,
paese su un altopiano, noto oggi per il formaggio incellofanato nei
supermercati, dal costo basso rispetto ad altri. Non c'è più un uomo mai diviso
dalla terra e dalle creature che l'abitano. Se ne è andato un altro che ha
raccontato la vita: speriamo che i bimbi di oggi sappiano un giorno, diventando
grandi, che la montagna non la si conquista, che è una salita della terra
abitata dalle stagioni e non c'è confine nell'amarle, pianure e montagne.
Doriana Goracci Precisazione L'articolo apparso ieri sul vostro giornale
riferisce del mio intervento durante l'assemblea "Mille voci contro il
razzismo". A tale proposito tengo a precisare che il mio riferimento
all'assenza degli studenti non voleva certo alludere ad una loro mancanza di
sensibilità, ma piuttosto ad un'insufficiente pubblicizzazione dell'iniziativa
all'interno dell'Università e forse ad un carattere un po' troppo
autoreferenziale dell'iniziativa. Soprattutto in un momento come questo
infatti, è di fondamentale importanza unire le forze delle realtà attive sul
terreno dell'antirazzismo con quelle di tutta quella parte di società civile
che quotidianamente lotta per mantenere aperti spazi di democrazia in questo
Paese. Sveva Haertter Uff. Migranti Fiom-Cgil.
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-19
num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Sanità Nuova intercettazione di Brega
Massone: "Questa settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" Santa
Rita, l'Asl boccia il manager Riaccreditamento più lontano. In clinica solo 67
pazienti: posti a rischio Niente da fare: l'accreditamento della clinica Santa
Rita resta sospeso. Il nuovo amministratore unico nominato lunedì da
Francesco Paolo Pipitone (il proprietario della clinica agli arresti
domiciliari, ndr) non ha le caratteristiche di "terzietà rispetto alla
proprietà " richieste dalla Asl. Si avvicina così il momento in cui i 650
dipendenti della clinica resteranno senza lavoro. Stesso discorso per altri 300
collaboratori. Nella struttura sono rimasti 67 posti letto occupati. Nessun
nuovo paziente, si va ad esaurimento. Lo stipendio di giugno è garantito, da
luglio in poi non v'è certezza. Nei giorni scorsi Regione e Asl hanno più volte
manifestato la volontà di lavorare per il riaccreditamento. Ma la nomina ad
amministratore unico del commercialista di Lodi Antonio Lanzetta non è stata
considerata una garanzia sufficiente. Tant'è che dalla Asl è già partita ieri
una lettera all'indirizzo della proprietà della clinica. A convincere l'azienda
sanitaria della mancanza del requisito di terzietà sarebbe un rapporto di
collaborazione già esistente tra la Santa Rita e Lanzetta. A questo punto, come
ha più volte chiarito la Regione, le strade per sbloccare la situazione sono
due. O la proprietà individua un nuovo amministratore unico davvero
indipendente e autorevole. O il tribunale nomina un amministratore giudiziale.
Dal canto suo il sindacato chiede che il nodo dell'accreditamento venga sciolto
al più presto. "Si renda dignità alla stragrande maggioranza dei
lavoratori della Santa Rita che hanno sempre operato per il bene dei
pazienti", chiede Emilio Didonè, responsabile Sanità della Cisl di Milano.
"L'ideale sarebbe che proprietà, Asl e Regione trovassero insieme una
soluzione di buon senso. Se ciò non avvenisse, quella del tribunale sarebbe una
strada obbligata ", tira le somme Didonè. Intanto tra i sostenitori delle
maestranze della clinica si schiera anche l'ex ministro della Sanità, oggi
senatore del Pd, Umberto Veronesi. "Sono per il riaccreditamento - ha
detto ieri Veronesi a margine dello Ieo Day dedicato quest'anno alle donne
colpite da tumore al seno -. Il fatto che alcuni medici si sono comportati male
non deve punire un'intera struttura o addirittura un intero sistema".
Veronesi si è anche schierato contro la depenalizzazione degli errori compiuti
dai medici. E ha auspicato un recupero dell'etica della categoria.
"Bisogna rifare la testa alla classe medica - ha detto testualmente
l'oncologo -. E poi dimenticarsi del termine "azienda" quando si
parla di ospedali e Asl". Di etica ha parlato ieri anche il
sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio alla Camera. Secondo Fazio l'episodio
della clinica milanese "ha messo in evidenza il rischio etico di un
sistema incontrollato che consente ai medici di lavorare per quantità e non per
qualità di prestazione ". Per questo "nei nuovi criteri di
accreditamento dovrà essere accertata una adeguata formazione etica e
deontologica da parte delle strutture private e di tutto il personale".
Ieri, intanto, è stata depositata un'altra intercettazione telefonica del
chirurgo Pier Paolo Brega Massone. Il 6 maggio (quanto ormai si era trasferito
dalla Santa Rita alla clinica San Carlo) diceva alla moglie: "Questa
settimana mi faccio 44 mila euro, 4 polmoni" e aggiunge di non comportarsi
come altri "sfigati " che ne fanno di meno. Rita Querzé
rquerze@corriere.it Le proteste dei lavoratori della Santa Rita.
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Ddl approvato dal governo Carfagna: prima risposta concreta Carcere
per molestie e minacce Nasce il reato di "stalking" ROMA - Nasce il
reato di stalking. Il Consiglio dei ministri ieri sera ha approvato il ddl
Carfagna- Alfano contro gli atti persecutori che punisce chi si rende colpevole
di "minacce reiterate o molestie con atti tali da creare nella vittima un
perdurante stato di ansia o paura. O un fondato timore per l'incolumità propria
o di persona a lei cara. O ancora la costringa ad alterare le proprie abitudini
di vita" (art. 1). Occorre la querela della parte offesa, che prima ancora
potrà chiedere un semplice ammonimento orale. Prevista una pena da
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Via libera al blocca-processi, il Pd lascia l'Aula Senato, anche i
dipietristi fuori. Veltroni da Napolitano: opposizione dura ma non un ritorno
alla giungla Emma Bonino resta in Aula: "Non esco perché voglio ricordarmi
bene di questa pagina buia della storia repubblicana" ROMA - Aventino.
Solo per non votare il supercontestato emendamento "salva-Berlusconi
". Ma pur sempre Aventino: il Pd, in compagnia della battagliera Idv,
abbandona l'Aula quando al Senato si decide sul provvedimento che blocca i processi
per reati "non gravi" commessi prima del 2002. Ed è un'ulteriore
conferma del cambiamento di linea già annunciato due giorni fa da Walter
Veltroni. Solo che ieri si accompagna ad un abbraccio "privilegiato",
quello con il partito di Di Pietro: escono dall'Aula i democratici e l'Idv, ma
non i radicali, che pure sono stati eletti nelle liste del Pd, e i senatori
dell'Udc. Risultato: l'emendamento passa con 160 "sì" e 11
"no". Emma Bonino, che prima aveva annunciato di non partecipare,
alla fine ci ripensa marcando così una differenza con i suoi alleati: "Non
esco perché voglio ricordarmi bene di questa pagina buia della storia
repubblicana". E anche l'Udc è convinta di avere fatto la scelta giusta:
"Noi non abbiamo mai lasciato l'Aula durante i lavori parlamentari: l'opposizione
si fa dai banchi parlamentari ". La bagarre in Aula scoppia quando uno dei
relatori al decreto sicurezza, Filippo Berselli, spiega la
"necessità" degli emendamenti contestati per "dare priorità ai
reati più gravi". Subito dopo passa, con una votazione a levata di mano,
il primo dei provvedimenti che riguardano i processi, cioè la creazione di un
elenco che stabilisce la priorità di alcuni sugli altri. E così, registrata la
volontà della maggioranza di andare avanti comunque sulla strada, Pd e Idv escono
dall'Aula. Denuncia il capogruppo dei democratici, Anna Finocchiaro: "Da
parte nostra non c'è antiberlusconismo, ma appare evidente che il premier ha
perso una grande occasione: poteva comportarsi da statista e invece ha
rifiutato ogni discussione". Anche il suo vice, il dalemiano Nicola
Latorre, giudica "gravissima" la scelta del presidente del Consiglio.
I senatori dell'Idv, duri sin dall'inizio della legislatura nel fare
opposizione, si aggirano nel Transatlantico di Palazzo Madama ripetendo:
"L'avevamo detto noi...". Ad un certo punto arriva anche Antonio Di
Pietro, che pure è deputato: "Sono qui per dare sostegno morale a questo
impegno di civiltà per la difesa dello Stato di diritto". E annuncia un
referendum abrogativo sia per le norme "salva-premier" che per le intercettazioni. Protesta con forza anche la senatrice,
nonché ministro ombra alle Pari Opportunità, Vittoria Franco: "Quelle
norme sospenderanno anche i procedimenti sugli stupri". Finito lo scontro
sui provvedimenti che riguardano i processi, in Aula torna una relativa calma:
il Pd e l'Idv rientrano e si riescono ad approvare in grande fretta tutti gli
altri emendamenti, tra cui anche quello sull'impiego dell'esercito nelle
città. E a questo punto, prima che il testo passi alla Camera, manca solo il
voto finale fissato per martedì prossimo. Veltroni, ieri, è salito al Quirinale
per dare al cambiamento di passo una dignità quasi "istituzionale ",
da capo dell'opposizione che riferisce al Presidente. Ma anche per spiegare che
non si tratta di una scelta "irreversibile ". Che cioè è pronto a
tornare al tavolo del dialogo se Berlusconi dovesse cambiare. E poi che una
linea più dura non vuol dire il ritorno alla "legge della giungla ".
Una scelta che ha ribadito in serata durante la presentazione dell'ultimo libro
di Cesare Damiano: "Noi conserveremo la nostra identità: faremo
opposizione dura, ma senza tornare al passato ". Roberto Zuccolini
Aventino Il Senato poco prima del voto ( in alto, il tabellone). A destra Anna
Finocchiaro, capogruppo del Pd, uscito dall'Aula assieme all'Idv; e la radicale
Emma Bonino, che è rimasta e ha votato contro come l'Udc.
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-19 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE L'inchiesta Blitz tra Napoli, Bologna, Genova, Reggio, Mantova,
Biella e Palermo. L'accusa: intercettazioni fondamentali
Tamil, arrestati i "badanti terroristi" I pm: estorsioni ai
connazionali per sostenere la lotta armata in Sri Lanka L'organizzazione si
occupava anche dell'assistenza logistica ai latitanti e della propaganda NAPOLI
- Le Tigri Tamil, i terroristi srilankesi degli uomini bomba e delle prime
donne kamikaze, avevano una cellula italiana che lavorava per
raccogliere fondi all'estero e finanziare la lotta armata nell'isola asiatica.
La Digos e la sezione antiterrorismo della Procura di Napoli hanno individuato
trenta persone che ne facevano parte. Nel capoluogo partenopeo ma anche a
Biella, Genova, Mantova, Reggio Emilia, Palermo, Bologna. Insospettabili.
Extracomunitari in regola con i documenti e il permesso di soggiorno. Che come
la stragrande maggioranza degli immigrati srilankesi in Italia, avevano un
lavoro di badante o di domestico. Accudivano persone anziane o andavano a far
pulizie, e contemporaneamente tenevano in piedi un'organizzazione che
raccoglieva fondi per la lotta armata imponendo tangenti all'intera comunità di
srilankesi che vivono nel nostro Paese, costretti a pagare attraverso
intimidazioni e minacce di ritorsioni contro i familiari rimasti in Asia.
L'organizzazione si occupava anche di garantire assistenza logistica ai
latitanti e di organizzare la propaganda. Da circa due mesi la Procura di
Napoli aveva avanzato al giudice delle indagini preliminari le richeste
d'arresto per i trenta presunti terroristi. Ieri l'ufficio coordinato dal
procuratore aggiunto Rosario Cantelmo ha deciso di non aspettare oltre e ha
dato mandato al capo della Digos Antonio Sbordone di procedere con i fermi, che
dovranno ora essere convalidati dal gip. Delle trenta ordinanze ne sono state
eseguite ventotto. Le indagini hanno permesso di accertare che la cellula
italiana aveva numerosi capizona e due responsabili: uno per il Centro- Nord,
che viveva a Biella, e uno per il Sud, residente a Palermo. Erano loro a tenere
i contatti con il presunto capo delle Tigri Tamil in Europa, un uomo che vive a
Zurigo e che è soprannominato Il Grande. L'intera indagine, hanno spiegato gli
investigatori, è stata possibile soprattutto grazie alle intercettazioni
telefoniche, che nel corso dei mesi si sono allargate perché ogni volta che in
una conversazione compariva un nuovo nome, subito si provvedeva a metterne
sotto controllo l'utenza. Con le nuove norme questo non sarebbe stato
possibile, e il procuratore Cantelmo ha voluto sottolinearlo: "Senza le
intercettazioni il risultato che abbiamo ottenuto oggi non avremmo mai potuto
raggiungerlo, e quindi credo che sottrarre agli inquirenti uno strumento così
essenziale sarebbe insensato". Fulvio Bufi L'attentato Una vittima
dell'uomo-bomba tamil che tre giorni fa, nello Sri Lanka, ha ucciso 12 persone
(Reuters). Sopra, tre degli arrestati.
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-19 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Fisco Spiati Piccinini e Zilioli di "Controcampo"
Informazioni riservate su soldi e case dei capi Indagato De Zan Milano, 4 arresti
all'Agenzia delle Entrate Le due vittime: "Curiosità innocente, ci abbiamo
riso sopra". "Se ci sono le condizioni farò causa al Fisco"
MILANO - L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di Milano? Un incubo
per i dipendenti infedeli. Che però confidavano di liberarsene presto:
"Adesso si attengono scrupolosamente perché c'è l'Audit che
quotidianamente va a vedere tutto quello che hai fatto, quindi rompono i
coglioni in maniera impressionante in tutti gli uffici. Mo' comunque questo è
l'ultimo anno, l'Audit viene chiuso... troppe spese... rimane solo a Roma, così
mi dà più possibilità di lavorare al meglio, di lavorare più tranquillo ".
Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti, dipendente
dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in futuro avrà
ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit interno,
investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di
Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "lavoro",
intendendosi per "lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai
contribuenti in cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti.
In quella che ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in
vendita, Lomuti è stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai
commercialisti Antonio Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata
dell'agenzia "Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in
carcere, gli altri due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso
abusivo alla banca dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è
contestata dal pm Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al
giornalista sportivo Davide De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e
consegnato informazioni patrimoniali su altri due colleghi di Mediaset, il
conduttore di "Controcampo " Alessandro Piccinini e il caporedattore
Paolo Ziliani. "Ci siamo sentiti e fatti una risata - sdrammatizza
Piccinini -. Davide mi ha spiegato che era con questo suo amico e così, per
gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore per nulla! E' stata una
curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda: diversa è la posizione
dell'altra persona che ha un ruolo pubblico". Concorda Ziliani: "Il
fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla banca dati dell'Agenzia
Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo conto, beh, dà molto
fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al Fisco". Già nel dicembre
scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate aveva rilevato
illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la password del funzionario
allora in servizio all'ufficio "Milano 2". Ma nonostante ciò,
"capillari intercettazioni telefoniche e ambientali " hanno
documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita cercando di
volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che lui non era
più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far ottenere (invano,
perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno sgravio fiscale da
100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato civilista (come
altri avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi portare il
contraccambio che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè 2.500 euro.
Luigi Ferrarella Alessandra Mangiarotti Il giornalista A destra Davide De Zan,
conduttore di Studio Sport e inviato di ciclismo per Mediaset. Sotto il
conduttore di Controcampo Sandro Piccinini e il caporedattore Paolo Ziliani.
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-06-19 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Brescia Installato nella centrale operativa di Manerba un
sofisticato sistema di videosorveglianza "Valtenesi sicura", arrivano
le colonnine Sos MANERBA (Brescia) - "Un individuo strano gira davanti
alle scuole". "A me hanno forzato la porta". L'antico Polifemo
si era lasciato gabbare da Ulisse e compagni, ma all'occhio elettronico del
modernissimo omonimo, appena installato alla centrale operativa della polizia
municipale di Manerba, non sfugge nulla. Il balordo "visto" sul
monitor e il ladruncolo di cui ha identificato anche la targa dell'auto in
fuga, in pochi minuti vengono intercettati dalle pattuglie
del comandante Gianfranco Rossi in servizio 24 ore su 24 per tutta la Valtenesi
e consegnati a carabinieri e polizia mobilitati a loro volta. Simulazioni messe
in scena ieri a illustrare la seconda fase del progetto "Valtenesi
sicura", con i 6 comuni del Basso Garda firmatari nel 2002 di una "santa
alleanza" contro i predoni delle ville: dalla collaborazione
pubblico-privato era nato un "ponte" elettronico tra le case e il
comando di Manerba impegnato a coordinare gli interventi sul territorio (16mila
abitanti, 80mila d'estate). Ora, grazie a "Polifemo" (presto
affiancato da altri ciclopi tecnologici per servire tutte le aree a rischio),
altro passo avanti. "La videoecamera - spiega Isidoro Bertini, il sindaco
di Manerba artefice del progetto e ora consigliere provinciale - copre a 360Ë?
almeno
( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-06-19 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE ChiacchiereRai di ILARIA SACCHETTONI Santoro e Pupo noia a St. Moritz Intercettazione ambientale durante la kermesse Rai- Sipra
per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli investitori. Pupo a
Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la cena
(zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno di
ricotta, polpa di vitella su letto di polenta, semifreddo a i tre gusti
di caffè) e lo spettacolo (Noa, Zucchero) al Corviglia Tennis Center:
"Ahò, ma tu l'hai capito perchè a Saint Moritz? ". Santoro:
"Boh...Un po' perchè costa meno (di Cannes ndr). Un po' perchè c'era la
partita". Pupo: "Bella voce quella Noa. Ma di dov'è? Non è mica
inglese, ha qualcosa di tribale. Però dopo un pò ti fai due c..i".
Santoro: "Mi è successo con il film di Scorsese sui Rolling Stones
("Shine a light" ndr) Due palle. Dopo tre quarti d'ora sono uscito,
non ce la facevo più". Pupo: "Hai visto Zucchero? Ormai canta seduto.
Dice che in Sardegna ha insultato una del pubblico perchè telefonava. Poi ci
sono state polemiche, perché per la serata aveva preso 300 mila euro.
Trecentomila euro. Per quella cifra, io a quella del pubblico, gli prestavo il
mio cellulare". Santoro: "Ammazza, allegra Saint Moritz". Pupo:
"Davvero. Un amico mio c'è morto (ride) ". isacchettoni@rcs.it
Michele Santoro Pupo.
( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
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CENTOMILA PROCESSI
NEL CESTINO ? LA RABBIA DEI MAGISTRATI PER LA "LEGGE SALVASILVIO": SI
POTRÀ PROCEDERE PER LA CESSIONE DI UNO SPINELLO, NON PER LO STUPRO DI UNA
RAGAZZA DA PARTE DI UN CLANDESTINO? Francesco Grignetti per "La
Stampa" "Centomila processi finiranno chiusi in armadio". E'
drastica la reazione dell'Associazione nazionale magistrati all'approvazione,
in Senato, dell'emendamento slitta-processi. Il centrodestra però procede
spedito. Voto al mattino e l'emendamento tanto contestato, che ha visto uscire
dall'Aula i senatori Pd e Idv alla maniera dell'Aventino, si avvia a diventare
legge. Così come sull'uso dei militari a supporto della polizia. Al mattino è
davvero scontro incandescente tra maggioranza e opposizione. Litigano Maurizio
Gasparri e Anna Finocchiaro. Lui, sarcastico: "Ci sono più persone del Pd
in quest'Aula che elettori del Pd in Sicilia". Lei, tetra:
"Berlusconi poteva essere uno statista... Forse riuscirà ad evitare questa
sentenza, ma ha senz'altro perso una grande occasione di rinnovamento
dell'Italia". L'unica a non uscire è Emma Bonino, ma soltanto "perché
voglio ricordarmi bene la foto di questa pagina buia". E se ne vanno
sbeffeggiati dal leghista Federico Bricolo: "Se voi state dentro o fuori
dall'aula per noi cambia poco, tanto cambieremo questo Paese alla faccia
vostra". A sera, però, il clima torna più disteso, al punto che i due
schieramenti votano assieme alcune norme proposte da Giuseppe Lumia, Pd.
"Sono state recuperate - dice - le nostre proposte sull'aggressione ai
patrimoni". A questo punto i magistrati paventano conseguenze catastrofiche.
Entrano nello specifico: "Si potranno fare processi per la cessione
gratuita di uno spinello ma non per lo stupro di una ragazza ad opera di un
clandestino". "Invito il ministro della Giustizia - dice Gioacchino
Natoli, vicepresidente dell'Anm e storico pm palermitano - a farsi un giro in
una qualsiasi cancelleria di tribunale. Scoprirà che ciò che appare possibile
sulla carta, è impossibile nella realtà. Nei tribunali si lavorerà un anno solo
per inviare fax agli avvocati". "Ci rifiutiamo di credere che si sospendano
centomila processi per fermarne uno solo - gli fa eco il segretario generale,
Giuseppe Cascini -. Sarebbe grave: continuiamo a pensare che la cosa pubblica è
un bene che va tutelato. E rammentiamo a tutti che l'uso privato di pubblici
poteri non è consentito dalla legge e dalla Costituzione". "Ci
spieghino tutta questa fretta", dice ancora il presidente, Luca Palamara.
E pensare che i giudici ancora non avevano digerito le nuove
norme sulle intercettazioni che, "se approvate, avrebbero l'effetto di
ridurre drasticamente le possibilità di contrasto nei confronti della
criminalità". L'affondo di Berlusconi sta arroventando di nuovo i rapporti
tra politica e giustizia. A Milano, la sua istanza di ricusazione nei confronti
del giudice Nicoletta Gandus è finita sul tavolo del sostituto procuratore
generale. Si chiama Laura Bertolè Viale. Un'altra donna tosta che non ha
perso tempo nel formulare il suo parere. Contrario. "Inammissibile perché
tardiva", ha scritto. Dato che gli interventi della Gandus risalgono al
2006, la Bertolè Viale trova che sia un po' curioso che gli avvocati del
premier se ne accorgano solo ora. E comunque non ravvede la "inimicizia
grave". Parere non vincolante, per carità. Sarà la corte d'appello a
decidere. Tanto basta a irritare Nicolò Ghedini, deputato Pdl, principale
consigliere giuridico del premier e suo avvocato personale: "Solo a Milano
- dice - può accadere di ricusare un giudice perché ha svolto attività di
contrasto politico contro il premier in carica e scoprire che a chiedere la
inammissibilità della richiesta sia un magistrato che tale comportamento
condivideva. La realtà supera ogni fantasia". Già, perché anche la Bertolè
Viale, secondo Ghedini, è una nemica politica. In tale feroce scontro, i
dirigenti dell'Anm ci si sentono tirati per i capelli. "Singole vicende -
dicono - non possono trascinare l'intera magistratura su un terreno di
contrasto con altre istituzioni. Esprimiamo solidarietà ai colleghi di Milano.
La libertà di critica non diventi denigrazione dei singoli magistrati perché
diventa delegittimazione dell'intera magistratura. Ne va dell'equilibrio dei
poteri". Dagospia 19 Giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sì alla
salva-premier ma con modifiche. Il ddl sulle
intercettazioni "è una vergogna" "La Giustizia muore e la gente
è fregata" Colloquio con Tinti, procuratore aggiunto a Torino e Magrone
procuratore capo a Larino - Guarda il video (Emblema) MILANO - Bruno Tinti è
procuratore aggiunto presso la Procura di Torino. "Uno di quelli
che prende ordini dal procuratore capo e non ne può dare ai sostituti."
Sessantasei anni, si occupa di reati finanziari: falsi in bilancio,
aggiotaggio, frode fiscale, bancarotta. In questa intervista-video ammette che
la sua carriera, in quanto a risultati ottenuti, potrebbe definirsi quasi
fallimentare: indulti, prescrizioni, amnistie hanno spazzato via tutto il suo
lavoro. Ma lui si sente comunque soddisfatto perché è un uomo libero. E fare il
magistrato significa "essere libero". Sugli ultimi interventi del
governo in materia di giustizia, boccia irrimediabilmente il ddl sulle
intercettazioni, definito "una vergogna", ma apre sulla
"salva-premier" o "blocca-processi" comunque lo si voglia
chiamare. "Sfoltirebbe d'un colpo il mio lavoro del 50%. E non sarebbe
così ingiusta perché non varrebbe per i nuovi reati (da metà giugno del 2002).
Comunque, sul diritto alla giustizia da parte della gente rassegnato ammette
"la gente è fregata". NICOLA MAGRONE - A Larino in provincia di
Campobasso c'è una piccola procura dove si dice che non voglia andare nessuno.
Ma lui invita comunque tutti i colleghi soprattutto quelli giovani. L'ultima in
ordine di tempo è stata Clementina Forleo. Che gli ha risposto con un sorriso.
È lì, a Larino, che lavora Nicola Magrone, 66 anni di Modugno (Bari). È un
procuratore capo molto umano e simpatico. Non ha l'aria seriosa d'un capo. Sarà
perché ci sono tali problemi di organico che spesso rimane solo in ufficio,
quindi è capo solo di se stesso. Non c'è rimasto nessuno, né i cancellieri, né
i pm. "Tutti questi dibattiti sul sistema giustizia mi lasciano quasi
indifferente. Avremmo bisogno invece di un "governo ragioniere" che
si metta lì a fare i conti e ci dia quello che serve per mandare avanti
l'ufficio". Le intercettazioni? "Bisogna essere eccessivamente
faziosi per negare che ci siano stati eccessi. Ma non c'e bisogno di legiferare
in materia. Basta applicare la legge che già c'è. La materia è già
disciplinata. Ma se su questo fatto si inseriscono le nuove riforme di cui si
parla in questi giorni, ebbene questo è un modo per spegnere la
magistratura". E la famosa frase "La legge è uguale per tutti"?
"È il nostro dogma. Ma è espresso già in maniera faziosa. Il concetto
costituzionale è che tutti i cittadini devono comparire uguali davanti alla
legge. In Italia? Da noi la condizione della giustizia è al limite del
coma". Nino Luca stampa |.
( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PINEROLO PROCESSO AD
UN TRAFFICANTE SCARCERATO CON L'INDULTO Condannato il boss dei party alla
cocaina Patteggia 6 anni e mezzo e 40 mila euro di multa [FIRMA]ANTONIO GIAIMO
A sei anni di carcere era già stato condannato una volta Vincenzo Carnovale, 49
anni, arrestato una prima volta nel giugno 2003, nell'ambito di un'operazione
condotta dalla Guardia di Finanza che aveva portato in carcere una banda di
persone che spacciava droga a Torino in zona Mirafiori. Poi, grazie
all'indulto, le porte del carcere si erano riaperte. E così, da Beinasco, dove
abitava all'epoca dei fatti, il Carnovale con la moglie si era trasferito a
Pinerolo, ed in viale della Rimembranza aveva aperto il bar Havana. In quattro
mesi di indagini, i carabinieri del capitano Massimiliano Puca erano riusciti a
scoprire i meccanismi della vendita di droga e un traffico di auto di grossa
cilindrata. L'inchiesta, iniziata dal sostituto procuratore Vito Destito, era
stata poi acquisita dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) e ieri al termine
del processo che si è svolto nel tribunale di Torino, il pubblico ministero
Sparagna ha dato l'assenso al patteggiamento che ha portato ad uno sconto di
pena di un terzo e così i 18 anni che l'imputato avrebbe rischiato sono scesi a
sei anni, sei mesi e 40 mila euro di multa. A un anno e otto mesi e 6 mila euro
di multa è stato condannato un altro membro della banda, Antonio Rizzo, 40
anni, Moncalieri, via Tetti Piatti 17. Il secondo ordine di arresto al
Carnovale era stato notificato in carcere, dove stava già scontando una pena a
sei mesi per resistenza a pubblico ufficiale. Era stato
soprattutto dalle intercettazioni era emerso che il Carnovale cedeva dosi di
droga in cambio di piaceri sessuali a due giovani ventenni, che a fatica
stavano cercando proprio di uscire dal mondo della tossicodipendenza. E per
farle cadere nella trappola l'uomo aveva promesso loro che le avrebbe fatte
diventare due veline offrendo orge alla cocaina. Alla lettura della
sentenza il Carnovale si è rivolto al pm minacciandolo di vendicarsi per la
condanna.
( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GELO TRA SILVIO E
FINI: "NON MI CHIAMI", "NEMMENO TU" ? ERRORE MONTALE: LA
GELMINI SOSTITUISCE LA RESPONSABILE - COSSIGA: BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI
DIMETTERA' (VENDETTA SU D'ALEMA)? 1 - GOVERNO BATTUTO, IN AULA PASSA
EMENDAMENTO UDC (Dire) Sul decreto rifiuti il governo va sotto. Alla Camera
passa infatti un emendamento Udc sul termovalorizzatore di Napoli. L'aula, al
momento, e' stata sospesa per dare modo di valutare il testo alla luce di una
modifica che elimina una parte delle disposizioni relative al deposito dei
rifiuti. 2 - LEGA VOTA EMENDAMENTO UDC, "DIAMO SEGNALE POLITICO"
(Agi) - La Lega ha votato con l'opposizione l'emendamento dell'Udc al dl
rifiuti per "dare un segnale politico" alla maggioranza e al governo.
A confermarlo e' il leghista Paolo Grimoldi. La votazione ha visto il governo
andare sotto. 3 - FINE Jena per "La Stampa" - Ecco, il dialogo è finito
gli amici se ne vanno che inutile serata, amore mio (parole e musica di Ornella
Veltroni). Calderoli tra i musoni Fini e Berlusconi 4 - BERLUSCA-FINI, IL
GRANDE FREDDO? Gustoso siparietto Berlusconi-Fini prima dell'assemblea della
Confcommercio. Il Cav appena vede il presidente della Camera gli dice secco,
seppur con il sorriso sulle labbra: "uelà, Gianfranco, va bene che adesso
sei la terza carica dello Stato, ma non ti fai più vivo! Non dico invitarmi a
pranzo, ma almeno una telefonata...". E Fini, gelido più di uno stoccafisso
(e senza alcun sorriso): "La cosa è reciproca". "E no",
ribatte il Berlusca, "io sono solo la quarta carica dello Stato, tocca a
te fare il primo passo". Frase illuminante sullo stato dei rapporti tra i
due alleati, proprio alla vigilia dello scioglimento di An-Fi per dar vita al
Pdl. Che Gianfranchino si sia già pentito del suo dorato loculo di
Montecitorio? E che Silviuccio sia convinto che non è bastato scaricare
Pierfurby e congelare Gianfindus per avere "mani libere"? 5 -
ALITALIA: E' LEGGE IL DECRETO SU PRESTITO 300 MLN? (Ansa) - L'Aula del Senato
ha definitivamente convertito in legge il decreto che autorizza un prestito
ponte di 300 milioni ad Alitalia. I voti favorevoli sono stati 154 (la
maggioranza richiesta era di 141), quelli contrari 119, 7 gli astenuti. 6 -
BERLUSCONI: DOPO DUE ANNI TROVO EUROPA SENZA PERSONALITA'? (Apcom) -
"Superare "l'ostacolo" rappresentato dal no degli irlandesi al
Trattato di Lisbona con il sì alla ratifica. Questo l'orientamento italiano,
confermato oggi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante
l'assemblea di Confcommercio. "Daremo indicazioni di approvare il Trattato
di Lisbona - ha detto Berlusconi - così avremo 26 approvazioni mentre l'Irlanda
dovrà dare una sua diversa valutazione". "Oggi vado a Bruxelles a
portare il nostro contributo alla costruzione europea, ma dopo due anni trovo
una Ue arretrata. due anni fa c'era un gruppo con nomi quali Blair, Aznar,
Chirac, Schroeder e anche il sottoscritto e con il cambiamento di questi nomi
l'Europa ha perso la propria personalità". È quanto ha affermato il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo all'assemblea della
Confcommercio, poco prima di lasciare Roma proprio per recarsi a Bruxelles.
L'attacco di Berlusconi si rivolge a un'Europa che "non è più
protagonista, che non ha capacità di decisione, non ha una politica comune di
difesa o di immigrazione" che "appare anche ai cittadini come una
istituzione che non aiuta, impone obblighi e restrizioni". Un appunto
particolare viene dedicato alla Commissione europea e contro, soprattutto,
"alle continue esternazioni dei commissari che danno un gran da fare ai
ministri di tutti i Governi europei. Io oggi chiederò che la Commissione si
esprima in modo diverso con il presidente che contatti direttamente i
responsabili dei Governi", ha concluso. 7 - MATURITA': SOSTITUITA
'RESPONSABILE' DELL'ERRORE SU MONTALE? (Agi) - Individuata e sostituita la
'responsabile' dell'equipe del ministero dell'istruzione che ha commesso il
grave errore nella traccia della prova di italiano si Eugenio Montale. La
responsabile della struttura tecnica per gli esami di Stato, l'ispettrice
Caterina Petruzzi, e' stata infatti sostituita dal professor Luciano Favini. E'
quanto si evince da una dichiarazione del ministro Maria Stella Gelmini in cui
si annuncia un cambio di guardia nella struttura del dicastero. "E'
necessario e urgente rivedere la procedura per la formulazione delle tracce
d'esame, che oggi appare troppo burocratica e inadeguata" afferma
Mariastella Gelmini che oggi ha nominato il nuovo presidente della struttura
tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, dirigente tecnico
del Ministero. La Gelmini si riserva di affiancare all'ispettore Favini altri
due dirigenti tecnici, che nominera' nei prossimi giorni, per garantire e
assicurare la necessaria collegialita' e efficienza. Il Ministro, inoltre,
"ringrazia l'ispettrice Caterina Petruzzi, per aver svolto per tanti anni
e con grande passione, dedizione e professionalita', un compito che per il
corrente anno le era stato assegnato in regime di prorogatio". © Foto
U.Pizzi"> Goffredo Bettini © Foto U.Pizzi 8 - BETTINI: NON FERMIAMOCI
ADESSO? (Adnkronos) - "Vedo, nei prossimi mesi, un ruolo decisivo per
noi": E' quanto scrive Goffredo Bettini in un intervento in prima pagina
su 'l'Unita'. Il coordinatore politico dei deomocratici chiede di non perdere
"quella spinta di rinnovamento politico e programmatico che, nonostante la
sconfitta, Veltroni ha messo in campo". Bettini sottolinea: "Avverto
il manifestarsi qua e la di una certa sfiducia nel progetto del Pd" che
"spinge troppi a tornare alle vecchie 'case', vizi e abitudini". Il
dirigente democratico, a questo proposito, parla anche delle fondazioni:
"Ben vengano fondazioni, associazioni, centri di ricerca in grado di
arricchire la nostra analisi politica", ma "sarebbe povera cosa
trasformare queste attivita' in correnti mascherate". Bettini esorta ad
andare in senso contrario: "Altro che ritirarsi nelle ragioni del proprio
particolare. Cioo' che serve e' un grande 'compromesso' mondiale sociale e
politico", "la situazione esige un nuovo pensiero unitario, oltre le
vecchie ideologie e 'case' del novecento". Cio' detto, "anche la
discussione sulle appartenenze internazionali mi pare povera cosa". 9 -
D'ALEMA: ASSEMBLEA PD AVVII RIFLESSIONE E NON SIA CONTA INTERNA? (Adnkronos) -
"Il senso dell'assemblea costituente dovrebbe essere quello di avviare una
riflessione aperta e non gia' quello di realizzare una conta interna. Lo sforzo
va volto alla costruzione di un grande partito plurale, in grado di valorizzare
le sue diverse realta'". Lo dice Massimo D'Alema in un'intervista a
'L'Unita', a proposito delle prospettive del Pd. Quanto ad un eventuale
congresso, "i congressi -spiega l'ex ministro degli Esteri- possono essere
momenti importanti e necessari. Ci sono congressi ordinari, che vengono alla
normale scadenza. Se, invece, si chiedono congressi straordinari, bisogna avere
chiare le loro finalita'. Ho sentito dire che volevamo fare un'assise del
nostro partito che avesse come obiettivo il rilancio programmatico e il
rilancio organizzativo. Altro, invece, sarebbe fare un congresso sulla
leadership. Ma questo mi sembra che non lo chieda nessuno". 10 - COSSIGA:
BERLUSCONI SARA' CONDANNATO E SI DIMETTERA'? (Adnkronos) - Non c'e' "la
possibilita'", ma "la quasi certezza" che il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi sara' condannato nell'ambito del procedimento sul
caso Mills. Ne e' convinto Francesco Cossiga, itervistato da 'Il Tempo'. "Certo
-aggiunge l'ex capo dello Stato- Silvio e' stato imprudente a ricusare la
presidente della competente sezione del Tribunale penale! La ricusazione sara'
certamente rifiutata e la presidente gliela fara' vedere?" "Per come
io credo di conoscere Silvio Berlusconi e per necessita' politica, Silvio
Berlusconi rassegnera' le dimissioni, poiche' la 'presunzione di innocenza fino
a condanna definitiva', puo' valere sul piano del diritto, ma non certo sul
piano politico! E' mai pensabile ad esempio che un capo dell'esecutivo condannato
dai giudici del suo Paese per corruzione in atti giudiziari possa presiedere un
G 8?" Tuttavia uno scenario del genere "non penso" che porti
alle elezioni anticipate. "Ci pensera' il ministro Maroni, detto 'il
Pugnalatore', a far cambiare fronte alla Lega come nel 1994! E non vorrei
-conclude Cossiga- che per vendicarsi i deputati europei di Forza Italia votino
per l'utilizzazione delle intercettazioni di Massimo D'Alema e quindi per la
sua automatica incriminazione: sarebbe un favore troppo grande per il
neo-giustizialista Walter Veltroni". © Foto U.Pizzi"> Niccolò
Ghedini con Berlusconi e Letta © Foto U.Pizzi 11 - GHEDINI: BERLUSCONI VUOLE
CHIUDERE PROCESSO, ESSERE ASSOLTO? (Apcom) - Secondo Niccolò Ghedini, deputato
del Pdl e legale di Silvio Berlusconi, il premier non vuole evitare il processo
per corruzione in atti giudiziari in cui è imputato insieme all'avvocato
inglese David Mills: "Credo che Berlusconi abbia tutto l'interesse a
chiudere questo processo e ad essere assolto, come è accaduto in tutti i
processi più recenti, come il processo Sme: si sono fatte tante polemiche -
ricorda Ghedini intervenendo a Repubblica tv - perché anche quello era stato
sospeso, poi quando è ripreso il premier è stato assolto nel merito". Il
presidente del Consiglio, dopo l'eventuale sospensione dovuta ai provvedimenti
in corso di approvazione, "chiederà - sostiene Ghedini - che il processo
prosegua, ma auspico che possa arrivare un giudice che non solo sia ma appaia
super partes". 12 - ALEMANNO: MI SONO MESSO IN GIOCO PER SALVARE LA
CITTA'? (Adnkronos) - "E' stata una trattativa serrata e complessa, alla
quale hanno partecipato quattro ministri di An, Tremonti, Letta e ministri
leghisti. Io ho messo in campo la mia esperienza di ex ministro e tutta la mia
credibilita' personale". Lo afferma in un'intervista a "Il
Messaggero" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che prosegue:
"Avevamo difronte due esigenze: fronteggiare la crisi, e dunque evitare il
dissesto finanziario, ma anche rispondere alle obiezioni sollevate dagli altri
comuni italiani". "Stiamo parlando di una manovra che prevede
-continua Alemanno- per gli enti locali una stretta finanziaria da un miliardo
e 500 milioni". E riguardo la Lega il sindaco della Capitale sottolinea
cheil Carroccio avra' in cambio "la garanzia che ci sara' il federalismo
fiscale. Faccio notare al tempo stesso che, quello che abbiamo ottenuto, al di
la' dei 500milioni, e' senza precedenti". "Non si era mai visto
prima. Ci sara' un piano di risanamento, dunque niente assistenzialismo, e in piu'
si aggancia il concetto che Roma e' un contribuente molto importante per il
Paese. E che dunque il federalismo fiscale e' qualcosa di molto importante
anche per Roma" sottolinea Alemanno che spiega di non aver "tolto
neanche un euro a Milano ed all'Expo e che "fin d'ora possiamo dire che
non si fara' la notte bianca: abbiamo altre priorita'". Dagospia 19 Giugno
2008.
( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SPY MEDIASET ? DE
ZAN SPIAVA I REDDITI DEI COLLEGHI - PICCININI SDRAMMATIZZA: CI SIAMO SENTITI E
FATTI UNA RISATA ? ZILIANI MENO: POTREI FARE CAUSA AL FISCO ? LE GRANDI LITI
TRA CRONISTI SPORTIVI? 1 ? INDAGATO DE ZAN: SPIATI I COLLEGHI PICCININI E
ZILIANI? Luigi Ferrarella e Alessandra Mangiarotti per il "Corriere della
Sera" Davide De Zan L'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate di
Milano? Un incubo per i dipendenti infedeli. Che però confidavano di
liberarsene presto: "Adesso si attengono scrupolosamente perché c'è
l'Audit che quotidianamente va a vedere tutto quello che hai fatto, quindi
rompono i coglioni in maniera impressionante in tutti gli uffici. Mo' comunque
questo è l'ultimo anno, l'Audit viene chiuso... troppe spese... rimane solo a
Roma, così mi dà più possibilità di lavorare al meglio, di lavorare più
tranquillo". Parola (intercettata) di Giuseppe Lomuti,
dipendente dell'Agenzia delle Entrate prima a Rho e poi a Milano. Magari in
futuro avrà ragione lui. Ma per ora, la combinazione tra ispettori dell'Audit
interno, investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di
Finanza di Milano e pm, gli ha tolto quella "tranquillità " di "lavoro",
intendendosi per "lavoro" il far ottenere indebiti sgravi fiscali ai
contribuenti in cambio di denaro intermediato dai commercialisti dei clienti.
In quella che ormai è in due anni la sesta inchiesta milanese sul fisco in
vendita, Lomuti è stato arrestato ieri dal gip Gloria Gambitta insieme ai
commercialisti Antonio Caggiula e Enzo Astolfi, e all'investigatrice privata
dell'agenzia "Ominiainform" Emanuela Marcellino (i primi due in
carcere, gli altri due ai domici-liari), con le accuse di corruzione e accesso
abusivo alla banca dati dell'Anagrafe tributaria. Quest'ultima ipotesi è
contestata dal pm Francesco Prete, in un rivolo collaterale, anche al
giornalista sportivo Davide De Zan, al quale Lomuti avrebbe stampato e
consegnato informazioni patrimoniali su altri due colleghi di Mediaset, il
conduttore di "Controcampo " Alessandro Piccinini e il caporedattore Paolo
Ziliani. Davide De Zan con la moglie Elena "Ci siamo sentiti e fatti una
risata ? sdrammatizza Piccinini ?. Davide mi ha spiegato che era con questo suo
amico e così, per gioco... Mi ha già chiesto scusa, ma quanto rumore per nulla!
E' stata una curiosità innocente, è indagato per una cosa assurda: diversa è la
posizione dell'altra persona che ha un ruolo pubblico". Concorda Ziliani:
"Il fatto che qualcuno possa addirittura accedere alla banca dati
dell'Agenzia Entrate e compiere accertamenti patrimoniali sul tuo conto, beh,
dà molto fastidio. Se ci sono le condizioni, farò causa al Fisco". Già nel
dicembre scorso l'ufficio ispettivo dell'Agenzia delle Entrate aveva rilevato
illegittimità in alcuni sgravi fiscali lavorati con la password del funzionario
allora in servizio all'ufficio "Milano 2". Ma nonostante ciò,
"capillari intercettazioni telefoniche e ambientali " hanno
documentato come il funzionario continuasse l'attività illecita cercando di
volta in volta colleghi disponibili a effettuare le operazioni che lui non era
più abilitato a svolgere al computer. In particolare, per far ottenere (invano,
perché il sistema si bloccò per l'anomalia rilevata) uno sgravio fiscale da
100mila euro a un commercialista attivatosi per un avvocato civilista (come altri
avvocati-clienti non indagato). "Solo che devi portare il contraccambio
che ti avevo detto... Due virgola cinque ". Cioè 2.500 euro. 2 ? INSULTI
VIA RADIO E SCHIAFFI ALLO STADIO: LE ETERNE LITI TRA I CRONISTI DELLO SPORT?
Antonio Dipollina per "la Repubblica" Gianni Brera e Gino Palumbo,
storici e autorevolissimi rivali di cose calcistiche un giorno si presero a
cazzotti nella tribuna di uno stadio. Troppo distanti e diversi nel modo di
intendere il mondo: ma il bello e quasi commovente è che quel dissidio lo si
ricorda anche basato soprattutto sull'opposta ideologia calcistica. Era una
trasmissione molto letteraria del dissidio, ma è bello ricordarla così e ha
tutt'ora un senso. Sandro Ciotti In epoca più recente, e con il mezzo
radiofonico ad amplificare il tutto per la gioia delle masse, fiorirono verità
e leggende sull'eterna disputa tra Enrico Ameri e Sandro Ciotti, la prima e la
seconda voce di centinaia di domeniche calcistiche italiane, quando tutto
passava dal racconto parlato attraverso la radiolina gracchiante. Complice un
microfono lasciato incautamente aperto, una assolata domenica, Ameri entrò
nell'etere con una severa reprimenda ? diciamo così ? al rivale. Forse fu il
contrario, forse fu più soft oppure molto più pesante, ma il tutto sanciva la
rivalità, basata qui su indole opposta e su chissà quante coabitazioni forzate
e relative conseguenze tra personaggi che mai avrebbero fatto amicizia. Succede
a tutti, succede ovunque nella vita, ma scoprire che la rivalità tra
giornalisti ? sportivi e famosi, in questo caso ? oggi corre le vie della
modernità morbosa dello spionaggio-redditi, misura con una certa esattezza la
distanza tra le epoche. Giornalisti anche di primissimo piano che si detestano
e tramano l'uno contro l'altro si contano a pacchi, ma una sana scazzottata
allo stadio è pressoché impensabile: peraltro, ne esistono diversi che litigano
per contratto in tv nei vari processi e processini, dicendosi cose sanguinose
davanti alle telecamere e poi abbracciandosi sulla via della cena appena le
luci si spengono. Se a tutto questo si abbina la modernità telematica, ecco che
l'attacco al rivale, al collega più fortunato e famoso, al capo antipatico, si
esplicita nell'assalto-spione ai redditi e alla situazione patrimoniale. Se era
solo spinto da insana curiosità, il brillante Davide De Zan, erede del
leggendario Adriano, ha solo sbagliato di poco i tempi: dopo poche settimane il
paese intero si scatenava nello sbirciarsi i redditi l'uno con l'altro.
Limitare il fenomeno quindi all'ambito giornalistico è davvero riduttivo. Non
fosse che per ribadire, come diceva quello, che anche il giornalista è un uomo.
Dagospia 19 Giugno 2008.
( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SANTORO
E PUPO SOTTO INTERCETTAZIONE AMBIENTALE A SAINT MORITZ ? PUPO: ZUCCHERO HA
INSULTATO IL PUBBLICO PERCHÉ TELEFONAVA. PER 300 MILA EURO, IO A QUELLA DEL
PUBBLICO, GLI PRESTAVO IL MIO CELLULARE"? Ilaria Sacchettoni per il
"Corriere della Sera ? Roma" Pupo Intercettazione ambientale durante
la kermesse Rai- Sipra per la presentazione dei palinsesti autunnali 2008 agli
investitori.
Pupo a Michele Santoro, sul pullman che li riaccompagna in hotel subito dopo la
cena (zuppa di legumi con polpa d'astice, risotto con fiori di zucca al ripieno
di ricotta, polpa di vitella su letto di polenta, semifreddo a i tre gusti di
caffè) e lo spettacolo (Noa, Zucchero) al Corviglia Tennis Center: "Ahò,
ma tu l'hai capito perchè a Saint Moritz?". Santoro: "Boh...Un po'
perchè costa meno (di Cannes ndr). Un po' perchè c'era la partita". Pupo:
"Bella voce quella Noa. Ma di dov'è? Non è mica inglese, ha qualcosa di
tribale. Però dopo un pò ti fai due c..i". Santoro: "Mi è successo
con il film di Scorsese sui Rolling Stones ("Shine a light" ndr) Due
palle. Dopo tre quarti d'ora sono uscito, non ce la facevo più". Pupo:
"Hai visto Zucchero? Ormai canta seduto. Dice che in Sardegna ha insultato
una del pubblico perchè telefonava. Poi ci sono state polemiche, perché per la
serata aveva preso 300 mila euro. Trecentomila euro. Per quella cifra, io a
quella del pubblico, gli prestavo il mio cellulare". Santoro:
"Ammazza, allegra Saint Moritz". Pupo: "Davvero. Un amico mio
c'è morto (ride) ". Dagospia 19 Giugno 2008.
( da "Dagospia.com" del 19-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
MIRACOLO! EZIO MAURO
FESTAIOLO ? VALZANIA RITIRA LE DIMISSIONI ? PARTY RAINEWS24 CON GIORGINO ? LE
CANDIDATURA RAI DI REALACCI ? EATALY FA CHIC A MILANO ? L' ORDINE BOCCIATA
MONICA SETTA E PROMUOVE MIELI? © Foto U.Pizzi"> Laura Ravetto © Foto
U.Pizzi 1 ? Miracolo! Ieri sera il blindatissimo Ezio Mauro si è appalesato a
una festicciola del generone romano? 2 ? Il prode direttore di radioRai Sergio
Valzania ha ottenuto quello che voleva e ha ritirato le dimissioni. Bravo. 3 -
Dicono che Francesco Giorgino, il bel ciuffo del Tg1, abbia avviato una lunga
marcia di riavvicinamento verso il Pdl e verso l'azzurro Paolo Bonaiuti: allora
non fate sapete al portavoce del premier che ieri sera, durante la festa della
trasmissione Transatlantico di RaiNews24, l'aspirante caporedattore del
politico del tg di Gianni & Riotto tutta la sera ha flirtato e parlato
fitto con il portavoce di Pier Ferdinando Casini, il deputato dell'Udc, Roberto
Rao. 4 - E non fate sapere al Cavaliere che, sempre durante la stessa festa nel
circolo Rai di Tor di Quinto, la bella deputata bionda Laura Ravetto ha parlato
lungamente con l'ex uomo di punta di TeleKabul e ora direttore di RaiNews 24,
Corradino Mineo. Laura Tangherlini 5 - Non fate sapere a Stefania Floooris
Prestigiacomo che, mentre lei era impegnata a varare la manovra economica in
quel di palazzo Chigi, il suo predecessore, il brizzolatissimo Alfonso Pecoraro
Scanio, faceva la sua rentrée nel mondo della politica sempre a bordo piscina
della festa di Transatlantico. 6 - Durante la festa della trasmissione
Transatlantico ? ah, i padroni di casa Simonetta Guidotti e Donato Bendicenti
sono finiti nella piscina a fine cena, mentre la bella giornalista appena
26enne Laura Tangherlini doveva respingere gli arrapati Rai che le ronzavano
intorno. 7 - Il motivo per cui le giornaliste di viale Mazzini non vanno al
circolo Rai? Lo ha spiegato ? ma non fatelo sapere al democratico Claudio
Petruccioli - ieri sera, durante la festa della trasmissione Transatlantico di
RaiNews 24, una giornalista di mamma Rai: "Ma secondo voi io vengo qui a
fare vedere il culo gratis ai cameramen e ai montatori con cui lavoro durante
il giorno??". Democraticissima! 8 - Il king maker della Rai per conto di
Veltroni? E' il "sempreverde" Realacci che ha ormai soppiantato
Cuillo nel cuore dei giornalisti di Saxa Rubra. Ebbene, quali sono le
candidature che il Pd non prodiano intende portare avanti negli incontri con il
padrone Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio? David Sassoli
(per il Tg3), Giorgio Balzoni (per il Gr Radio), Montanari (quirinalista). Per
una vicedirezione Realacci punta su Natalia Augias, Albertazzi, Ferri e Filippo
Gaudenzi... 9 - Sta diventando uno dei punti di incontro più chic di Milano. Da
fuori non ci sono insegne. Bisogna entrare nel Coin di Milano (Piazza Cinque
Giornate) superare sciami di impiegate e bancari tristanzuoli e dirigersi in
fondo a destra, nel sotterraneo. Trecento metri quadri di ogni ben di Dio.
Dalla burrata di Andria, alla carne della Granda tagliata al coltello, a birre
introvabili e marmellate da far girar la testa. Monica Setta A mezzogiorno si
mangia intorno al bancone. Modelle, giornalisti, magistrati del vicino
Tribunale. Tutti ad assaggiare rari prodotti protetti dallo Slow Food. Tutto
politicamente molto molto corretto. Certo, niente a che vedere con la sede di
Torino (