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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

La si chiami questione morale o rivolta delle coscienze, o come si vuole, torna prepotente in primo ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo. L'argomento sembra essere proprio una sorta di nervo scoperto che attraversa l'intero Palazzo, in modo trasversale e senza sconti per nessuno. Gli appelli a liberarsi dei candidati impresentabili si sono succeduti: in Commissione antimafia si è fatto ricorso ad un non meglio specificato "codice deontologico"

Il pianista della band debutta in libreria: La vera felicità è la seconda fila ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'era Beppe Grillo, la colonna sonora era di Mauro Pagani e De André. Ci scontrammo molto sull'approccio al lavoro e ai temi musicali. Poi però mi volle per Le nuvole. Fu una lavorazione sofferta: era pigro e particolarmente cauto, ma quel disco resta un'opera immensa".

Travaglio stasera racconta "Mani Sporche" ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ad organizzare la serata è il Meet Up Amici di Beppe Grillo e dall'Associazione Culturale Reset. L'8 settembre 2007 Travaglio aveva aderito al "V-Day" lanciato da Beppe Grillo, partecipando alla manifestazione durante la quale sono state raccolte migliaia di firme a favore della legge di iniziativa popolare "Parlamento pulito".

La parodia di Nanni Moretti e un duetto a sorpresa con Zucchero nella prima puntata di "VivaRadio2" ( da "Gazzetta del Sud" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, ha commentato la prima puntata di "Viva Radio2".

Rifiuti e pedofili, l'ira di Fiorello: Non votate ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è sempre chi prende troppo sul serio le battute, al punto da spingere il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, a dare spiegazioni: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere ? assicura Valzania ? sente una vocazione civico-benpensante. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". e. g. p. - -->.

Satira (ma non tanto) dello showman: <Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli> ( da "Gazzetta del Sud" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: a dare spiegazioni: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini ha rassicurato Valzania sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione. Il riferimento alla scheda elettorale faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura".

Gli italiani? Poeti, santi ed evasori ( da "Alto Adige" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il "Dolomiten" ha riportato il testo di un'intervista di Beppe Grillo alla rivista "Die Zeit": "Fratelli tedeschi, per favore, dichiarateci guerra. Noi ci arrenderemmo subito. Siete la nostra ultima speranza". Non mi sembra necessario arrivare a tanto. Basterebbe importare in Italia alcune leggi che in Germania funzionano.

E beppe grillo lancia una sua civica in fvg ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: lavorando a un nostro progetto in pochi punti E Beppe Grillo lancia una sua Civica in Fvg L'annuncio ai fan del vaffa-day: "Pronto a tenerla a battesimo". In settimana il responso IL COMICO IN CAMPO di DOMENICO PECILE UDINE. La richiesta ormai è ufficiale; la risposta, invece, ufficiosa. Il comico genovese Beppe Grillo chiede ai suoi fan del Friuli Venezia Giulia di rompere gli indugi,

<Non è Grillo e neppure vuole esserlo> ( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: se non lo fa non fa ridere" "Non è Grillo e neppure vuole esserlo" Sergio Valzania commenta il debutto dello showman ROMA ? "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione".

I politici incassano con un sorriso grillo: finalmente uno che mi imita - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A indirizzare a Fiorello e a Radio due applausi a scena aperta è Beppe Grillo. Il comico, e guru dell'antipolitica, apprezza di essere stato emulato da Fiorello nella critica feroce alla politica e rilancia la posta: "Io suggerisco ai napoletani di chiudere i confini come i baschi, dovrebbero volere l'indipendenza assoluta visto come li trattano".

"concordo, ma ha sbagliato alle urne si deve andare sempre" - davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, Fiorello: perché gli showman si schierano? "Negli Usa gli attori da sempre si espongono. A Beppe voglio bene. Ma lui non segue il mio principio: noi dobbiamo essere di tutti e di nessuno. Però io continuo a seguirlo e a divertirmi".

Beppe grillo deve spostare il "v2 day"? ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Torino Il sondaggio Beppe Grillo deve spostare il "V2 day"? Continua sul nostro sito torino.repubblica.it il sondaggio sul "Vaffa day" dedicato all'informazione e previsto da Beppe Grillo a Torino per il 25 aprile. Ai nostri lettori chiediamo se non sarebbe meglio spostare la manifestazione di un giorno in modo da non far coincidere la kermesse con la festa della Liberazione.

Fiorello fa il Grillo e striglia i politici ( da "Secolo XIX, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fiorello come Grillo? Per ora i politici non si scompongono, ma il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania si è comunque affrettato a rassicurare che "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini". Il comico, secondo Valzania, "sente una vocazione civico-benpensante.

"il pd vince la sfida sul web" - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il primo a capirlo è stato Beppe Grillo, un maestro della comunicazione integrata". La politica in generale? Oppure ci sono differenze fra gli schieramenti? In altre parole: chi utilizza di più questi strumenti nuovi? "Una volta tanto il centrosinistra si è rivelato più moderno, almeno in questo.

Centrodestra ( da "Tirreno, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Già nel 1993 Beppe Grillo parlava di dentifricio alla spina, cosa che già esisteva in Germania. Spendiamo soldi per scatoline del dentifricio, e non solo, che come arrivi a casa butti via. Credo che tutti noi dovremmo farci un'esame di coscienza e pensare cosa stiamo realmente facendo per salvaguardare il pianeta e la nostra salute,

Tv, Tonino spara, Walter lo stoppa ( da "Manifesto, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ha già aderito al prossimo Vaffa day di Beppe Grillo, quello appunto contro i giornalisti. Potenza della rete, la schermata gela in contemporanea il loft democratico di Sant'Anastasia, a Roma, dov'è lo stato maggiore del partito, e i due pullman verdi, con a bordo lo staff veltroniano, che in quel momenti si trova sulle strade dell'Abruzzo per il secondo giorno di tour elettorale.

P robabilmente ( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: altro guitto Beppe Grillo, pronto a proporre referendum a valanga contro quelli che addita come scandali della politica. Ma la scelta del conflitto di interessi come terreno di scontro si è rivelata stucchevole, per non dire maldestra. E infatti: l'annuncio che in caso di vittoria del Pd sarà approvata una legge per ridurre le reti berlusconiane e riformare il sistema radiotv,

BREVI Dalla politica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ha chiuso le polemiche osservando che Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere: "Nonè neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". CASINI "Nessuna alleanza con Mastella" L'Udc chiude la porta a un'alleanza con l'Udeur di Clemente Mastella.

Grillo esulta: finalmente anche lui ha capito ( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il nuovo Beppe Grillo? Il vero Beppe Grillo esulta: "Finalmente! ". E rapidamente spiega: "Finalmente anche Fiorello ha capito. Apprezzo molto che abbia preso in considerazione che chi fa il suo lavoro non può rimanere indifferente". Ma altrettanto rapidamente il vero Grillo corre in vanti: "Io, comunque, fossi stato in Fiorello sarei andato anche oltre l'

Ma attenzione a non finire nello sproloquio ( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fiorello sta calcando le orme di Beppe Grillo, attacca i politici e presto organizzerà l'abstention day, la giornata dell'astensione? In realtà, per chi ieri ha sentito Viva Radio2, le cose non sono andate proprio così. Fiorello, celiando sugli ostacoli posti dalla censura e dalla par condicio, ha affrontato il problema dell'emergenza rifiuti.

Tra i 30 e i 45 anni, uomo, di sinistra, ma senza ( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: istituto di ricerca sono finiti i partecipanti dei "meetup", gli incontri dei sostenitori di Beppe Grillo nelle varie città italiane: ne è uscito uno spaccato di italiani insoddisfatti della politica tradizionale, che usano la rete per comunicare e informarsi. Il grosso degli "attivisti" di Grillo sono uomini: le donne sono circa un terzo.

Beppe Grillo continua a levare voti a sinistra ( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: istituto di ricerca sono finiti i partecipanti dei "meetup", gli incontri dei sostenitori di Beppe Grillo nelle varie città italiane: ne è uscito uno spaccato di italiani insoddisfatti della politica tradizionale, che usano la rete per comunicare e informarsi. Il grosso degli "attivisti" di Grillo sono uomini: le donne sono circa un terzo.

Condannati fuori lista Udc e Pdl si smarcano ( da "Stampaweb, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo. L'argomento sembra essere proprio una sorta di nervo scoperto che attraversa l'intero Palazzo, in modo trasversale e senza sconti per nessuno. Gli appelli a liberarsi dei candidati impresentabili si sono succeduti: in Commissione antimafia si è fatto ricorso ad un non meglio specificato "codice deontologico"

Sistema Tv, Di Pietro imbarazza Veltroni Follini: "Idv si attenga a programma Pd" ( da "TGCom" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il dipietrismo è una scommessa azzardata che se da un lato, permette di raccogliere alcuni consensi nella vasta area dell'antipolitica (vedi anche Fiorello che è per l'astensione e Beppe Grillo per la mobilitazione permanente), il prezzo politico potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi. Invia ad un amico.

GIORNALISTI: NATALE, NELLA TRATTATIVA LIVELLI RETRIBUTIVI TROPPO BASSI ( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Natale dice che i giornalisti ''non hanno aspettato Beppe Grillo per dire che quel sistema di erogazione va rivisto per la carta stampata e per le emittenti private. Lo aveva anche sottolineato la trasmissione Report di Milena Gabanelli. Quanto al contratto, ''abbiamo ripreso a parlare, ma e presto - dice - per capire come andra.

ELEZIONI/ FIORELLO: NON STRAPPATE SCHEDE, AUMENTA IMMONDIZIA ( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non manca poi il riferimento a Beppe Grillo: "Dopo gli amici di Grillo - dice lo showman - nascono gli amici di Rosario Fiorello, dalla loro fusione nascono quelli di Beppe Fiorello". L'episodio delle schede torna ancora dopo un riferimento alla candidatura di Rutelli a sindaco di Roma: "Rutelli l'abbiamo già provato, ci andava bene eai romani pure.

Fiorello ci ripensa ( da "Corriere.it" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Qualche battuta anche per Beppe Grillo che, a proposito di Fiorello, ha detto: "Finalmente si è svegliato anche lui": "Dopo gli Amici di Beppe Grillo, ora nascono gli Amici di Fiorello: insieme fanno gli Amici di Beppe Fiorello, mio fratello", ha scherzato lo showman.

<Basta promesse: si risolva il nodo rifiuti> ( da "Sicilia, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E dopo Beppe Grillo sul treno dell"antipolitica" sale anche Fiorello. Aprendo in maniera infuocata e irriverente il nuovo ciclo di "Viva Radio2" lo showman siciliano ha infatti invitato gli ascoltatori ad astenersi dal voto se prima non verrà risolto il problema dei rifiuti.

TV/ GRILLO: PD-PDL GEMELLI, DI PIETRO INFILZATO COME S. SEBASTIANO ( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dal suo blog, Beppe Grillo corre in soccorso del leader dell'Idv, dopo le polemiche nate intorno alla sua proposta di una rete a testa per Rai e Mediaset. "La campagna elettorale sembra una siesta messicana - scrive Grillo - Topo Gigio e lo psiconano fratelli gemelli.

Il Grillo del mese ( da "Vita non profit magazine" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Di Beppe Grillo (redazione@vita.ti) 00/00/0000 --> Occhi bianchi. Gli onesti sono il vero problema dell'Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e senza la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni.

Sogni, speranze e battaglie degli amici di Beppe Grillo ( da "Stampaweb, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sono i "grillini", gli amici di Beppe Grillo, i protagonisti di una ricerca pubblicata dall'istituto SWG. Lo studio è basato sull'esperienza dei Meetup, i gruppi di attivisti locali che fanno riferimento al blog del comico genovese. I primi sono nati a metà del 2005, dopo un invito lanciato dallo stesso Grillo.

Follini: "Non è previsto nel programma del Partito democratico" ( da "TGCom" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il dipietrismo è una scommessa azzardata che se da un lato, permette di raccogliere alcuni consensi nella vasta area dell'antipolitica (vedi anche Fiorello che è per l'astensione e Beppe Grillo per la mobilitazione permanente), il prezzo politico potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi. Invia ad un amico.

Elezioni/ Retromarcia di Fiorello: le schede non vanno strappate ( da "Affari Italiani (Online)" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Qualche battuta anche per Beppe Grillo che, a proposito di Fiorello, ha detto: "Finalmente si è svegliato anche lui". "Dopo gli Amici di Beppe Grillo, ora nascono gli Amici di Fiorello: insieme fanno gli Amici di Beppe Fiorello, mio fratello", ha scherzato lo showman.

Abbasso la luce ( da "Stampa, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ospita una cena a lume di candela a cura degli amici di Beppe Grillo di Torino, alla Cascina Roccafranca di via Rubino 45, dalle 18 alle 23, si pengono le luci, alle 19 cena con candele alla piola dell'incontro, alle 21 concerto mandolinistico "La musica in penombra". Il Centro visite del parco naturale della collina torinese offre la possibilità di visitare il centro e la mostra "

<Non è Grillo Fa solo satira> ( da "Sicilia, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo Fa solo satira" Roma. "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, commenta la prima puntata della nuova edizione di Viva Radiodue e prende le parti di Fiorello

Carnevale di Villa Literno, fra i rioni vince il carro ecologista ( da "Napoli.com" del 19-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e Ponte Pagliarelle junior ("Beppe Grillo e lo scandalo del Vaffanday"). Ha presentato l'evento la bella annunciatrice Rai Janet De Nardis, con la collaborazione di Alfredo Irace, animatore di uno dei rioni con tanto di vestiti di scena. Intermezzi di Marcello Gervasio, che ha condotto una diretta radiofonica dalle 16 alle 22 su Radio Punto Zero.


Articoli

La si chiami questione morale o rivolta delle coscienze, o come si vuole, torna prepotente in primo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Piano l'annosa battaglia per la scelta dei candidati presentabili. Riesplode il dibattito sui criteri da seguire per la formazione delle liste alle prossime elezioni. Il tema, si sa, era stato introdotto non molto tempo fa, quando esplose il boom cosiddetto dell'antipolitica che, proprio sul terreno dell'anatema al "Parlamento dei pregiudicati", faceva irruzione nel panorama mediatico con la "carica" di Beppe Grillo. L'argomento sembra essere proprio una sorta di nervo scoperto che attraversa l'intero Palazzo, in modo trasversale e senza sconti per nessuno. Gli appelli a liberarsi dei candidati impresentabili si sono succeduti: in Commissione antimafia si è fatto ricorso ad un non meglio specificato "codice deontologico" (che non è riuscito a decollare), persino il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, si è fatto promotore di un invito a soppesare le candidature dal punto di vista dell'etica e del codice penale. Oggi è il giornale dei Vescovi a lanciare la sfida, indirizzata prevalentemente ai centristi: "Solo candidati puliti", è il senso di un editoriale di Avvenire di domenica, giorno di massima diffusione nelle parrocchie. E il Pd, nel presentare i dodici punti del programma, sotto il capitolo "giustizia e legalità" ostentava - per bocca di Veltroni - il "principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli contro la pubblica amministrazione o connessi alla mafia e alla camorra". Riuscirà a sfondare, il monito dei Vescovi, nei due principali destinatari del centrodestra? A parte l'impegno scritto del Pd, non sembra che la politica risulti particolarmente entusiasta di gestire la "patata bollente". Tanto da aver registrato, per esempio in casa Udc (insieme con Forza Italia terminale del messaggio di Avvenire), un senso di sollievo per la trasmigrazione nel Pdl dell'eurodeputato Vito Bonsignore, titolare di qualche problema giudiziario: "Meno male - è il commento raccolto - che è andato. Un problema in meno". Già, perchè l'altro problema non secondario dell'Udc si chiama Totò Cuffaro, governatore della Sicilia, dimissionario in seguito ad una condanna a cinque anni per aver favorito alcuni esponenti di Cosa nostra. Su Cuffaro, però, è intervenuto personalmente Pierferdinando Casini, che gli ha già assicurato la candidatura al Senato assumendosi la "responsabilità piena della scelta". "Per Cuffaro garantisco io", ha detto il leader dell'Udc. E c'è anche il problema del segretario Lorenzo Cesa, indagato a Catanzaro per associazione e truffa all'Unione Europea. Ma, continuando in modo trasversale, i tentacoli del codice penale vanno verso Forza Italia lambendo il sen. Luigi Grillo (aggiotaggio nella vicenda Rcs e Bnl), l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto (corruzione e finanziamento illecito), fino a personaggi di spicco come il sen. Marcello Dell'Utri. Posizione critica, la sua, essendo stato condannato in via definitiva a due anni per frode fiscale e false fatture, e a nove anni in primo grado per mafia (processo in via di appello). Altri condannati in via definitiva sono i forzisti Massimo Berruti ed Alfredo Vito (patteggiati due anni per corruzione). Saranno candidati i "definitivi"? Da Forza Italia ancora nessuna decisione definitiva. "Stiamo definendo il quadro politico", dice Claudio Scajola. "Siamo, quindi, ad un primo screening che, tuttavia, ci porta a considerare l'eventualità di massima di una ricandidatura degli eletti uscenti". Ma esiste già un criterio, una regola da seguire? "Non un criterio assoluto anche perchè non abbiamo al nostro interno grandi problemi, ma il dovere di valutare caso per caso". E i condannati in Cassazione? A questa domanda Scajola non offre risposte, ma valutazioni personali: "E' da tenere presente l'invito del vescovi e condivido le perplessità di quanti ritengono controproducente esporre candidature che potrebbero indebolire l'immagine della coalizione". Più netta la presa di distanza di Michele Vietti (Udc) dalla "suggestione" di "affidare alla magistratura la selezione della propria classe dirigente". Cioè? "Non ci si può fermare all'automatismo della condanna, passata in giudicato o meno. Deve essere il partito ad applicare un proprio codice deontologico, anche sulla base di valutazioni diverse da quelle delle presunte "colpe" giudiziarie. Spesso si può far peggio candidando qualcuno senza "nei" ma privo del patrimonio necessario per fare politica". E a sinistra? La trasversalità, lo abbiamo detto, arriva ovunque. Anche Enzo Carra annovera una condanna definitiva. "Ma per un reato (false comunicazioni al pm ndr) - precisa il giornalista - che non è contemplato nel codice scritto dal Pd. Se si fosse deciso per la mia non candidabilità credo avrei accettato democraticamente, com'è nella mia storia". Qualche problema esiste anche nel "governatorato" della Calabria di Agazio Loiero, impelagato in storie di appalti e sanità. Per non parlare delle presenze in Parlamento degli ex rivoluzionari (Sergio D'Elia) e dei "disobbedienti" Caruso e Casarini, proposti per una condanna a 6 anni a Genova. Ma queste eventuali ricandidature non sono più problemi del Pd.

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Il pianista della band debutta in libreria: La vera felicità è la seconda fila (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Il pianista della band debutta in libreria: "La vera felicità è la seconda fila" [FIRMA]ANDREA SCANZI ROMA Rocco Tanica, vero nome Sergio Conforti, esordisce in libreria con Scritti scelti male (Bompiani). "Preferivo Quel tipo di morte leggera che poi passa, un'idea di Enrico Bertolino. Quando ci troviamo, fingiamo di essere due anziani compagni d'arme che scoprono che tutti i loro amici sono morti. Trovai quell'immagine meravigliosa. Solo che Bompiani non l'ha ritenuta abbastanza accattivante". Il libro alterna finti reportage e poesie, apparizioni di alieni a Milano e "articoli rifiutati da Rolling Stone. Mi attraggono le differenti forme di scrittura. Per i finti articoli ho immaginato un inviato che pone attenzione sulle cose sbagliate, come a volte fanno quelli veri: parla di cucito con Mark David Chapman (l'assassino di John Lennon) e non sa che Janis Joplin è morta". Chiudono i riassunti di capolavori letterari. Una tecnica adottata anche per i Corti musicali e i Quasi Tg (per Vodafone) e Tg-Tanica (per Crozza Italia). "In un vecchio spot, la frase centrale di uno strumentale dei Weather Report era troncata perché altrimenti non entrava nei canonici 30 secondi: un po' come se Volare diventasse "Vore" perché "la" non c'entra. Io faccio lo stesso. Mi diverte poi che un mezzo potentissimo ma stupido, come il computer, attraverso il Sunto Automatico Word trasformi un'opera in un condensato casuale ma "coerente": il riassunto di Cuore ha un tono crepuscolare e strappalacrime, proprio come De Amicis". Scritti scelti male ha l'aria del divertissement alto ma autoreferenziale: non c'è il rischio di divertirsi da soli? "È l'unica cosa che mi interessa: far ridere me stesso". Come Luttazzi. "Daniele ha detto che, quando scrive qualcosa di creativo che non gli sembra eccessivo, ha la sensazione di non aver detto nulla. Sono d'accordo: la sua battuta su Ferrara era tremenda ma andava detta. Se poi qualcuno si offende, è un problema suo". Però lei a La7 ci lavora. "Mai ricevuto censure. Forse perché non faccio paura". Con Berlusconi di nuovo al governo, la comicità avrebbe più argomenti? "Non mancavano neppure con i borbottii di Prodi. E Berlusconi non ha mai smesso di fare disastri". Rocco Tanica appartiene al ristretto mondo degli artisti apprezzati da pubblico e critica: fa spot, va a Sanremo, finisce nei cellulari, eppure i feticisti della nicchia non lo accusano di tradimento. "Il segreto della felicità è la seconda fila. Sono il mediano del gruppo, non ho i fari puntati come Elio: sto dietro la mia tastiera, penso ai fatti miei. A Zelig, per l'imitazione di Fossati, avevo pochi minuti: li utilizzavo e arrivederci. Mi salvo con i tempi brevi di applicazione. Io "non sono" un sacco di cose: non sono uno scrittore ma scrivo, non sono un cantante ma canto. Il giorno che mi chiederò chi sono, sarà un problema". Come tastierista ha spaziato dai Righeira a Fabrizio De André. "Ho cominciato nell'81 con Vecchioni, mi portò in tournée. Solo che ero minorenne, così fui assunto con il nome di mio fratello, che ancora oggi ha una parte di contribuiti pensionistici come "ex tastierista di Vecchioni". I primi a darmi fiducia, due anni dopo, furono i fratelli La Bionda: producevano i Righeira e suonai ne L'estate sta finendo. Di loro ho i peggiori ricordi possibili". E di De André? "Ho suonato in Le nuvole. Le prime incisioni di Don Raffaè le facevamo su un grammelot italo-napoletano di Fabrizio. Lo avevo conosciuto durante la lavorazione delle musiche di Topo Galileo, uno dei film più orrendi nella storia del cinema. C'era Beppe Grillo, la colonna sonora era di Mauro Pagani e De André. Ci scontrammo molto sull'approccio al lavoro e ai temi musicali. Poi però mi volle per Le nuvole. Fu una lavorazione sofferta: era pigro e particolarmente cauto, ma quel disco resta un'opera immensa".

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Travaglio stasera racconta "Mani Sporche" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

TEATRO ALFIERI Travaglio stasera racconta "Mani Sporche" E' una settimana ricca di appuntamenti legati in qualche modo alla politica e rese ancor più attuali dalle prossime elezioni. Si comincia stasera con la presentazione di "Mani Sporche", l'ultimo libro del giornalista Marco Travaglio, ospite fisso tra l'altro nella trasmissione tv "Anno Zero", condotta da Michele Santoro. A introdurre la discussione con Travaglio sarà l'avvocato Alberto Pasta, ex vicesindaco nella giunta Voglino e consigliere comunale del Partito Democratico. Ad organizzare la serata è il Meet Up Amici di Beppe Grillo e dall'Associazione Culturale Reset. L'8 settembre 2007 Travaglio aveva aderito al "V-Day" lanciato da Beppe Grillo, partecipando alla manifestazione durante la quale sono state raccolte migliaia di firme a favore della legge di iniziativa popolare "Parlamento pulito". In "Mani Sporche", corposo volume di 914 pagine edito da Chiarelettere e scritto in collaborazione con Gianni Barbaceto e Peter Gomez, si racconta 15 anni dopo come è cambiata l'Italia di "Mani pulite", con i giudici messi sotto accusa dalla "casta". Altro appuntamento con un tema che sarà argomento dell'imminente campagna elettorale è in programma giovedì 21: in via Garetti 44, nella sede dell'Asti Social Forum, alle 21, si parlerà del libro "Fermiamo Mr Burns". Sarà presente Roberto Bosio, uno degli autori. La tesi sostenuta è l'antieconomicità dell'energia nucleare e l'incapacità dell'industria di smaltire eventuali scorie radioattive: ma si affronta anche la questione del risparmio energetico e delle energie rinnovabili. R. GON.

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La parodia di Nanni Moretti e un duetto a sorpresa con Zucchero nella prima puntata di "VivaRadio2" (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli - pagina 18 (19/02/2008) La parodia di Nanni Moretti e un duetto a sorpresa con Zucchero nella prima puntata di "VivaRadio2" Le imitazioni di Fiorello con tante new entry Rinaldo Romanelli ROMA Fiorello non usa mezze parole nella prima, esplosiva, puntata della nuova edizione di "Viva Radio2" partita ieri dopo qualche rinvio e dopo il successo televisivo di "Viva Radio2... minuti" su Raiuno. Dopo una falsa partenza con qualche problemino tecnico nei primi minuti di trasmissione, Fiorello e Marco Baldini hanno iniziato la puntata con un piglio piuttosto insolito, agguerrito sul fronte politico-sociale con una satira pungente. "Quest'anno aveva annunciato Fiorello sulle prime battute (presente in studio anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon) "Viva Radio2" andrà avanti senza censure". Ma, naturalmente, non è mancata la solita ironia che ha fatto di "Via Radio2" un programma comico di culto. Tra le new entry, nella già ricca galleria di personaggi imitati da Fiorello, si segnalano Paolo Fava, un personaggio inventato che è la parodia del trombettista jazz Enrico Rava (proposto in tv prima che alla radio), e Tony Sperandeo, l'attore siciliano spesso alle prese con ruoli da mafioso in una versione brillante in cui si ribella e prova a cimentarsi con personaggi buoni, tipo il medico o il Papa. A intervallare gag e canzoni non poteva mancare Berlusconi. Nell'imitazione di Fiorello, abbandonato il cliché dello "smemorato di Cologno", Berlusconi è apparso come "disturbatore telefonico" che, in beffa alla par condicio, cercava di ritagliarsi un suo spazio travestito dapprima da fioraio, poi da tronista e infine da veterinario. Anche Nanni Moretti ha fatto capolino, sempre nell'imitazione di Fiorello, nella trasmissione, ironizzando su tutti i luoghi comuni possibili sulla Germania e sui suoi personaggi di punta, per vendicare le stroncature riservate al film "Caos calmo". Dopo due tentativi di chiamare Mike Bongiorno, Fiorello ha chiuso la puntata con un duetto a sorpresa sulle note di "Diamante" con Zucchero, accorso dallo studio vicino dove stava per andare in onda "Gli spostati", il programma di cui ieri il cantante è ospite. "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, ha commentato la prima puntata di "Viva Radio2". "Fiorello è un personaggio che non può sfuggire alla cronaca ha aggiunto Valzania , la deve affrontare e lo fa con la sua cifra tra lo scherzoso, l'indignato, il perbenismo, il senso patriottico".

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Rifiuti e pedofili, l'ira di Fiorello: Non votate (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

"VIVA RADIO2" Rifiuti e pedofili, l'ira di Fiorello: "Non votate" ? ROMA ? FIORELLO riparte cavalcando l'anti-politica L'ex divin codino, nuovamente in sella a 'Viva Radio 2' accanto a Marco Baldini, arringa gli ascoltatori: "Quando vi arriva il certificato elettorale ? si lancia ? strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". In campagna elettorale non si dovrebbe, soprattutto dopo che Grillo ha inaugurato la stagione dell'antipolitica con toni ben più accesi, ma Fiorello e Baldini hanno mostrato garbo anche nel piglio con cui hanno inaugurato la puntata sul fronte politico-sociale. "Quest'anno ? annuncia Fiorello sulle prime battute (presente in studio anche il dg della Rai, Claudio Cappon) ? 'Viva Radio2' andrà avanti senza censure". E giù risate. E ancora: "Non parleremo di politica". Ovviamente hanno fatto il contrario. Fiorello è carico. Si è già scaldato la mattina presto telefonando in diretta a 'Colazione da Tiffany' in onda su Radiodue. "Sto leggendo i giornali e sono arrabbiatissimo" ? dice riferendosi alla vicenda del pedofilo che, rimesso in libertà, stupra una bimba di quattro anni ? "Non mi sta bene. Lo urlo come nel film 'Quinto potere'. Quel criminale meriterebbe l'ergastolo. Lo metterei in galera insieme agli altri detenuti che saprebbero cosa fare. Al prossimo ministro della Giustizia bisogna chiedere la certezza della pena. Basta con patteggiamenti e riti abbreviati. Altrimenti non voto". TRA UNA gag e l'altra Fiorello ha anche proposto una nuova versione della satira su Berlusconi. Abbandonato 'lo smemorato di Cologno', il Cavaliere è stato presentato come disturbatore telefonico che, in beffa alla par condicio, cercava di ritagliarsi un suo spazio travestito dapprima da fioraio, poi da tronista e infine da veterinario. Risate a parte, c'è sempre chi prende troppo sul serio le battute, al punto da spingere il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, a dare spiegazioni: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere ? assicura Valzania ? sente una vocazione civico-benpensante. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". e. g. p. - -->.

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Satira (ma non tanto) dello showman: <Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità - pagina 02 (19/02/2008) Satira (ma non tanto) dello showman: "Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli" Non votate, "esternazione" di Fiorello Elena G. Polidori ROMA Questione di stati d'animo. E così Fiorello, nuovamente in sella a "Viva Radio 2" (le notizie sullo show sono a pagina 18, ndr), arringa gli ascoltatori con una provocazione tipica del suo modo di far satira. "Quando vi arriva il certificato elettorale si è lanciato Fiorello strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". Certo, Grillo aveva inaugurato la stagione dell'antipolitica con toni ben più accesi. "Quest'anno annuncia Fiorello sulle prime battute (presente in studio anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon) "Viva Radio 2" andrà avanti senza censure". E giù risate. E ancora: "Non parleremo di politica perché siamo vicini alle elezioni, in clima di par condicio". Ovviamente ha fatto il contrario invitando i radioascoltatori a inviare sms con le loro proposte per risolvere l'emergenza rifiuti. Una frecciata è stata indirizzata anche alla giustizia. "È ora di finirla ha detto Fiorello non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perchè si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare. Vogliamo la certezza della pena". Infine: "Risolvere i problemi ai cittadini non è mestiere nostro ma dei politici. Loro però non fanno niente quindi prendiamo in mano noi la situazione". Insomma, Fiorello vuole proprio parlare di politica? Risate a parte, c'è sempre chi prende troppo sul serio le battute, al punto da spingere il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, a dare spiegazioni: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini ha rassicurato Valzania sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione. Il riferimento alla scheda elettorale faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura". "Quello di Fiorello è uno stato d'animo che posso capire ha commentato il Pd Ermete Realacci anche se non lo condivido. La presenza a Napoli di cumuli di immondizia dimostra il fallimento terribile della politica".

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Gli italiani? Poeti, santi ed evasori (sezione: Grillo)

( da "Alto Adige" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Il "Dolomiten" ha riportato il testo di un'intervista di Beppe Grillo alla rivista "Die Zeit": "Fratelli tedeschi, per favore, dichiarateci guerra. Noi ci arrenderemmo subito. Siete la nostra ultima speranza". Non mi sembra necessario arrivare a tanto. Basterebbe importare in Italia alcune leggi che in Germania funzionano. A cominciare dalle pene carcerarie (fino a dieci anni) contro gli evasori fiscali. Anni fa, il padre della tennista Steffi Graf, che amministrava i guadagni della figlia, si è fatto due anni di carcere per evasione. Nei giorni scorsi, l'amministratore delegato di Deutsche Post, Klaus Zumwinkel, è stato arrestato per un'evasione di un milione di euro. E da noi? In Italia, come si è visto con Valentino Rossi, siamo molto più comprensivi. Valentino prima ha tentato una maxievasione (enormemente più alta di quella del manager tedesco). Poi, pizzicato dal fisco, il nostro simpatico birbantello si è degnato, bontà sua, di restituire una parte del maltolto. In Germania e negli Usa sarebbe finito dritto in galera. In Italia continua a godere dell'immutato affetto dei suoi fan. Nonché di importanti solidarietà politiche: l'onorevole Maroni ha dichiarato di trovare più simpatico Valentino del viceministro Visco. Come dire: trovo più simpatico il ladro della guardia. Berlusconi, per parte sua, non ha dubbi. Con la mania di dar caccia agli evasori - ha dichiarato - il fisco sta diffondendo nel paese un clima di insicurezza e di paura: anche per questo diminuisce il Pil. Come dire: lasciate gli evasori evadere in pace e diventeremo tutti più ricchi. In Italia l'evasione di massa sottrae al bilancio dello Stato circa 100 miliardi di euro all'anno. Un record mondiale e una vergogna nazionale. Persino Santa Madre Chiesa sembra ormai considerare l'evasione un male incurabile. Mentre combatte ogni giorno contro il relativismo morale, preferisce non eccedere in severità contro il relativismo fiscale. Sa bene, nella sua millenaria saggezza, che gli evasori sono peccatori incalliti e permalosi: se si mettesse a fulminarli dal pulpito come meritano, finirebbero per correre tutti in massa a sbattezzarsi. Romano Viola.

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E beppe grillo lancia una sua civica in fvg (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Il movimento replica: stiamo lavorando a un nostro progetto in pochi punti E Beppe Grillo lancia una sua Civica in Fvg L'annuncio ai fan del vaffa-day: "Pronto a tenerla a battesimo". In settimana il responso IL COMICO IN CAMPO di DOMENICO PECILE UDINE. La richiesta ormai è ufficiale; la risposta, invece, ufficiosa. Il comico genovese Beppe Grillo chiede ai suoi fan del Friuli Venezia Giulia di rompere gli indugi, di scendere in pista, di passare dalla protesta ai fatti: chiede, cioè, di impegnarsi alle prossime elezioni regionale presentandosi con una lista civica. Ma loro temporeggiano e chiedono tempo. Nell'ultimo vertice tenutosi nei giorni scorsi a Udine è stato deciso di rinviare di qualche giorno la decisione. In realtà già alla fine dell'estate Grillo aveva chiamato a raccolta i seguaci del vaffa-day incitandoli a uscire allo scoperto in vista degli appuntamenti amministrativi. Ma nell'occasione il verdetto era stato pressoché unanime: i tempi sono ancora prematuri per una decisione così importante. Anche in quella circostanza la decisione del riunione era scaturita nel corso di un incontro del gruppo udinese. Il verdetto era stato pressoché unanime: i tempi venivano considerati ancora prematuri per una decisione così importante. Già, catapultarsi dalla rete alla piazza, passare dal Meet up all'agone politico è impresa davvero improba. Anche perché significherebbe creare in tempi abbastanza stretti una struttura operativa, non un partito ovviamente, ma un'organizzazione con alcuni responsabili si. Ed è proprio questo che adesso i grillini si ritrovano tra capo e collo. Grillo chiede loro di cimentarsi in quella che dovrebbe diventare un'esperienza pilota. Loro accelerano sul fronte della struttura interna e nei prossimi giorni ufficializzeranno la nascita della nuova Associazione che potrebbe chiamarsi "Amici di Beppe Grillo" Che nella nostra regione potrebbe contare su quasi 4 mila iscritti. Tanti e soprattutto a sufficienza per tentare l'avventura elettorale. Le accelerazioni politiche impresse da Veltroni prima e Berlusconi poi avrebbero dunque suggerito a Grillo ad accelerare i tempi per un impegno diretto del popolo vaffa-day. Il comico ha comunicato di essere disponibile anche a tenere a battesimo, di persona, la neonata lista del Friuli Venezia Giulia. "Non abbiamo ancora deciso nulla - dichiara Mario Genero -,abbiamo in programma ancora una o due riunioni. Probabilmente in settimana scioglieremo il nodo". "Preferiamo il silenzio-stampa per ancora un paio di giorni - gli fa eco Mario Cella, fan udinese della prima ora di Beppe Grillo, nel confermare la bontà del progetto che, per altro, non riguarda provinciali e comunali - dopo vi informeremo sulla nostra decisione". Di certo, dal gruppo friulano del vaffa-day trapela che ci sono ancora alcune resistenze, alcune titubanze, alcuni timori a cimentarsi nell'agone politico. Il gruppo dei seguaci udinesi di Grillo - si tratta prevalentemente di giovani universitari - sta comunque già parlando di una possibile lista e soprattutto di un programma per le regionali che dovrà contenere pochi punti programmatici, ma chiari, di facile lettura e soprattutto condivisi dalla gente, da quella parte dei cittadini che da mesi contestano il palazzo e il modo in cui lo stesso viene amministrato.

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<Non è Grillo e neppure vuole esserlo> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Martedì 19 febbraio 2008 Benvenuto P.Review srl Radio/2. Il direttore di RadioDue: "Fiorello deve sempre esagerare, se non lo fa non fa ridere" "Non è Grillo e neppure vuole esserlo" Sergio Valzania commenta il debutto dello showman ROMA ? "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, commenta la prima puntata della nuova edizione di Viva Radiodue e prende le parti di Fiorello che ha invitato a "strappare il certificato elettorale e buttarlo per strada". "Il riferimento alla scheda elettorale ? dice Valzania ? faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura. Per parlare contro le strade sporche è arrivato all'assurdo. Fiorello è un personaggio che non può sfuggire alla cronaca, la deve affrontare e lo fa con la sua cifra fra lo scherzoso, l'indignato, il perbenismo, il senso patriottico". Valzania sottolinea anche che "Fiorello deve esagerare sempre, se non lo fa non fa ridere. Ha bisogno, per il suo tipo di comicità di essere molto sulle notizie, è un divoratore di carta di giornale. Non ha mai rivendicato una posizione politica. Ci sono molte sue battute anche su se stesso e il comune sentire degli uomini". Il direttore di Radiodue invita anche a riflettere sul fatto che "tutto quel pezzo sulla spazzatura lo ha fatto dopo che la trasmissione è stata ferma, all'inizio, perchè non funzionavano le cuffie. Può darsi che per questo qualche sapore sia stato più aspro di quanto non avesse pensato. Fiorello si concentra come un grande atleta sulla linea di partenza, se uno per sbaglio gli dà una spinta gli secca molto". "Quello di Fiorello è uno stato d'animo che posso capire, anche se non lo condivido. La presenza a Napoli di cumuli di immondizia dimostra il fallimento terribile della politica e delle istituzioni": lo afferma Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del Pd. (m.n.).

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I politici incassano con un sorriso grillo: finalmente uno che mi imita - giovanna casadio (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

I politici incassano con un sorriso Grillo: finalmente uno che mi imita La Russa, il super-imitato: Fiorello sa che non votando si fa vincere la cattiva politica Salvi: contrario alle provocazioni, ma certe promesse assomigliano a prese in giro GIOVANNA CASADIO ROMA - "Roosaario... non mi ha detto nulla dell'appello che voleva fare alla radio". Ignazio La Russa imita Fiorello che imita La Russa. Troppo simpatico Rosario Fiorello per offendersi, in ogni caso. "Sbaglia" Fiorello, per i politici sia di sinistra che di destra, ma le proteste sono soft e l'invito dello showman a stracciare la scheda elettorale se lo giocano l'uno contro l'altro nella partita elettorale. Qualche giorno fa all'aeroporto "Gnazio" e "Rosario" si sono incontrati e "siccome Fiorello è un amico che purtroppo vedo poco - spiega La Russa - abbiamo conversato del più e del meno". Non di astensionismo, l'argomento non sembrava nell'aria. Né dell'immondizia di Napoli. "La colpa della vergogna napoletana non è dei politici in generale ma di chi ha la responsabilità, quindi Pecoraro, Bassolino, Iervolino. Fiorello è una persona perbene, sa che se non si va a votare è il peggio della politica a trionfare". Proprio così, secondo Gianfranco Fini, leader del Pdl, un tempo An, stesso partito di La Russa: "Fiorello è simpatico ma ha detto una cosa che va denunciata e cioè che non tutti i politici hanno la possibilità di fare. Io per esempio non posso fare nulla sulla vicenda della Campania, mentre il Pd che lì governa può fare molto". E la questione è utilizzata elettoralmente anche da Pier Ferdinando Casini, il leader Udc: "Fiorello ha ragione, se le promesse non sono mantenute". A indirizzare a Fiorello e a Radio due applausi a scena aperta è Beppe Grillo. Il comico, e guru dell'antipolitica, apprezza di essere stato emulato da Fiorello nella critica feroce alla politica e rilancia la posta: "Io suggerisco ai napoletani di chiudere i confini come i baschi, dovrebbero volere l'indipendenza assoluta visto come li trattano". Stracciare la scheda elettorale è ancora poco: "E non diciamo questa belinata che c'entra la camorra, che ha solo fatto da manovalanza, la responsabilità è delle spa quotate in borsa, di chi ha fermato la raccolta differenziata dei rifiuti per fare gli inceneritori... Dovranno pagare salato. Mi fa proprio piacere che Fiorello intervenga su qualche problema perché ha il dovere di farlo". Nel "Vaffa'day 2" contro l'informazione italiana, che Grillo ha organizzato il 25 aprile a Torino, ci sarà Antonio Di Pietro. Il leader di Idv (partito apparentato con il Pd) rincara: "A grida di dolore va risposto non rigettandoli nella solita accusa di antipolitica. A Napoli ci sono responsabilità precise, è colpa della politica del non fare, degli abusi che le intercettazioni campane e calabresi hanno svelato". Piace Fiorello a Enrico Mentana, conduttore su Canale 5 di Matrix, che nega si tratti di "una grillata": "è una provocazione, c'è una bella differenza con Grillo perché Fiorello dice "non andate a votare se i politici fanno solo promesse" ed è quello che pensano la gran parte dei cittadini, cioè: se non ho un servizio non ti pago". Ma Franca Rame, l'unica esponente politica invitata sabato a Napoli per la manifestazione anti rifiuti, invita a ragionare: "D'accordo, Fiorello è simpatico. Ma come si fa a pensare che in 55 giorni da qui alle elezioni, la vergogna dei rifiuti si possa risolvere? Se lui ha la bacchetta magica... lo vado ad aiutare. Non votare significa fare il gioco della destra". Ironico Beppe Giulietti: "Buttare altra carta in giro, quando si vuole fare una campagna contro il problema intollerabile dei rifiuti a Napoli è un po' contraddittorio. Io sono contrario ai messaggi di non voto, ma sono convinto che Fiorello che è ironico e autoironico abbia fatto una provocazione e saprà tornarci su". Rettificherà. Nessuno censura a "Rosario", comunque. Neppure Cesare Salvi (Sinistra arcobaleno), al quale l'antipolitica fa venire i brividi, è disposto a rimproveri o a censurare Fiorello: "è una provocazione alla quale sono contrario ma Berlusconi e Veltroni sono partiti con promesse magniloquenti che sanno di presa in giro". Marco Pannella, leader radicale, denuncia la "clandestinizzazione" del Pr e dei temi di cui è paladino, dalla non-violenza alle carceri, dalla legalità alla laicità: "La mia stima in Fiorello è accresciuta".

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"concordo, ma ha sbagliato alle urne si deve andare sempre" - davide carlucci (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Mike Bongiorno: magari ora il governo farà qualcosa di più per la Campania "Concordo, ma ha sbagliato alle urne si deve andare sempre" DAVIDE CARLUCCI MILANO - Fiorello dice che se non si tolgono i rifiuti dalle strade di Napoli, anche il voto alle prossime elezioni è carta straccia. Mike Bongiorno, si astiene anche lei? "Mi meraviglio che Fiorello abbia detto una cosa così importante... è giusto, concordo. Ma votare bisogna...". Sapeva della sua svolta? "A me non l'ha detto. Mi avrà chiamato, come sempre, durante la trasmissione, alle tre meno cinque e non mi avrà trovato: ho perso il telefonino". Ora l'antipolitica ha una nuova voce. "Fiorello è straordinario, unico, irripetibile. Bisogna capire, però, il tono con cui ha parlato. Forse voleva solo dire: bisogna fare qualcosa in Campania. Il problema dei rifiuti lo conosco: mi ricordo, anni fa, rientrando da una serata, montagne di immondizia e topi più grandi dei gatti. Certo, ora è peggio. Magari dopo l'uscita di Fiorello il governo prenderà provvedimenti". Beppe Grillo, Fiorello: perché gli showman si schierano? "Negli Usa gli attori da sempre si espongono. A Beppe voglio bene. Ma lui non segue il mio principio: noi dobbiamo essere di tutti e di nessuno. Però io continuo a seguirlo e a divertirmi". E a lei non viene la tentazione? "Sono legato a Berlusconi, si sa. Ma anche a Veltroni: suo padre mi convinse a restare in Italia. Silvio non mi ha chiesto mai nulla. Mi promise di farmi diventare senatore a vita. Ma questo, glielo dissi, non accadrà mai".

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Beppe grillo deve spostare il "v2 day"? (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina I - Torino Il sondaggio Beppe Grillo deve spostare il "V2 day"? Continua sul nostro sito torino.repubblica.it il sondaggio sul "Vaffa day" dedicato all'informazione e previsto da Beppe Grillo a Torino per il 25 aprile. Ai nostri lettori chiediamo se non sarebbe meglio spostare la manifestazione di un giorno in modo da non far coincidere la kermesse con la festa della Liberazione.

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Fiorello fa il Grillo e striglia i politici (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Lo showman a viva radio2 "Fatti e non promesse. Se non tolgono l'immondizia a Napoli, strappate il certificato elettorale" ROMA. "Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". Fiorello e Marco Baldini hanno iniziato la puntata di ieri con un piglio insolito e molto polemico sul fronte politico-sociale. La nuova edizione di Viva Radio2, trasmissione cult, è ripartita ieri dopo l'enorme successo televisivo di Viva Radio2... minuti andata in onda ultimamente su Raiuno. Ora Fiorello se ne è tornato alla radio dove sta ormai da anni, tra il serio e il faceto, imitando tra l'altro più o meno perfidamente molti personaggi pubblici, dai politici a Nanni Moretti e Carla Bruni. Dopo qualche problemino tecnico nei primi minuti di trasmissione, Fiorello ha annunciato subito (presente in studio anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon) che "Viva Radio2 andrà avanti senza censure, ma non parleremo di politica perché siamo vicini alle elezioni, in clima di par condicio". Nonostante le premesse, però Fiorello e Baldini si sono scatenati e hanno lanciato anche un sondaggio, invitando i radioascoltatori a inviare sms con le loro proposte per risolvere l'emergenza rifiuti. Alla faccia di "non facciamo politica", è seguita una frecciata anche alla giustizia in Italia: "È ora di finirla - ha detto Fiorello - con la gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perché si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare. Vogliamo la certezza della pena". E poi: "Risolvere i problemi ai cittadini non è mestiere nostro ma dei politici. Loro però non fanno niente quindi prendiamo in mano noi la situazione". Naturalmente non è mancata la solita ironia che ha fatto di Via Radio2 il programma comico più seguita della radio italiiana. Ci sono new entry nella già ricca galleria di personaggi imitati da Fiorello e un ritocco, tra gag e canzoni, al personaggio di Berlusconi. Abbandonato lo smemorato di Cologno, Berlusconi ieri è apparso come "disturbatore telefonico" che, in beffa alla par condicio, cercava di ritagliarsi uno spazio travestito da fioraio, da tronista e da veterinario. Fiorello come Grillo? Per ora i politici non si scompongono, ma il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania si è comunque affrettato a rassicurare che "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini". Il comico, secondo Valzania, "sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa satira. Il riferimento alla scheda elettorale faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura. Fiorello è un personaggio che non può sfuggire alla cronaca, la affronta con la sua cifra fra lo scherzoso, l'indignato, il perbenismo, il senso patriottico". Per finire: "Fiorello per il suo tipo di comicità sta sulle notizie, è un divoratore di carta di giornale, però non ha mai rivendicato una posizione politica". "Ho deciso che l'unico modo di replicare al mio grande amico Fiorello, che invita a non votare dicendo di reagire a questi politici, è di dire: state attenti perché se la campagna elettorale è fatta sulle promesse che puntualmente non vengono rispettate ha ragione Fiorello", così da Lecce il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, il quale ha aggiunto: "Ci vuole un candidato che non faccia promesse. Bisogna avere senso di responsabilità se no andiamo a fondo tutti". E Gianfranco Fini: "Fiorello è simpatico ma non è vero che tutti i politici non fanno quello che devono. Non tutti hanno la possibilità di fare, io sulla Campania non posso fare niente. Chi governa lì, ciòe il Pd, può fare molto". Dal centro sinistra parla Ermete Realacci, Pd: "Quello di Fiorello è uno stato d'animo che posso capire, anche se non lo condivido. L' immondizia di Napoli dimostra comunque il fallimento terribile della politica e delle istituzioni". Vediamo se la Commissione parlamentare che decide sull'informazione politica della Rai in campagna elettorale, avrà da dire qualcosa su Fiorello, mentre acrobazie verbali sono già state richieste alla Litizzetto. Così almeno dice lei, che se ne lagna in trasmissione con Fazio. silvia neonato 19/02/2008.

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"il pd vince la sfida sul web" - rodolfo sala (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina IX - Milano L'esempio La rincorsa Il guru delle ricerche di mercato: "L'imperativo è differenziare il messaggio come già avviene in Usa" "Il Pd vince la sfida sul web" Amadori: la propaganda da piazza e la tv non bastano più Obama ha usato bene tutti i canali per conquistare le persone più vicine a lui, poi l'avanguardia si è trasformata in una valanga La comunicazione multimediale e mirata è un mercato in piena espansione, ora anche il centrodestra si è reso conto del ritardo e cerca di recuperare RODOLFO SALA (segue dalla prima di Milano) "Finalmente c'è la possibilità di assistere a una campagna elettorale un po' diversa, forse ci stiamo avviando a diventare un Paese davvero normale, con un confronto decisamente più civile e in un clima abbastanza creativo". L'esperto è Alessandro Amadori, guru delle ricerche di mercato e fondatore dell'istituto di rilevazione Coesis Research. Che ha una tesi: in questa gara per catturare i consensi online il centrosinistra appare in vantaggio: "Perché è partito prima, mentre gli altri si attardavano sulle tv". Professor Amadori, che cosa succede: sta cambiando il modo di fare campagna elettorale? "Anche nella comunicazione politica per fortuna ci stiamo adeguando a ciò che avviene già altrove, soprattutto negli Stati Uniti". E cioè? "Là sono stati i primi a scoprire l'approccio multicanale". Può tradurre? "Non c'è più un canale di comunicazione dominante, per esempio la tv. Se ne usano diversi, contemporaneamente. Ognuno viene scelto a seconda del pubblico a cui ci si rivolge". L'approccio online? "In America, e anche da noi, è stato pensato per parlare soprattutto ai giovani: Internet, tv digitale, perfino i più semplici sms. L'imperativo diventa differenziare il messaggio, e dunque anche il mezzo, per comunicare con nicchie di elettorato ritenute fondamentali. Non ci sono solo i giovani". Può fare un esempio? "Quello più classico riguarda l'ultima campagna elettorale di Bush, che ha investito quasi niente sulle tv e tantissimo sulle radio. Lo ha fatto perché gli interessava ottenere i voti dei trenta milioni di Cristiani rinati, fetta importante dei teocon e forti consumatori di network radiofonici. La scelta si è rivelata vincente". E da noi? "Non si è perso tempo. Le mailing list commerciali vengono utilizzate in modo utile, e non da oggi, da intere comunità professionali. Di qui alla politica il passo è stato breve, una volta che si è capito quanto fossero importanti le nicchie, vale a dire segmenti di società pronti a mobilitarsi e a dare un formidabile effetto moltiplicatore al messaggio. Il primo a capirlo è stato Beppe Grillo, un maestro della comunicazione integrata". La politica in generale? Oppure ci sono differenze fra gli schieramenti? In altre parole: chi utilizza di più questi strumenti nuovi? "Una volta tanto il centrosinistra si è rivelato più moderno, almeno in questo. Probabilmente perché ha una cultura multimediale più solida, attenta al contenuto, e non c'è dubbio che il blog abbia più contenuto di un messaggio televisivo. Insomma, rispetto al centrodestra, il centrosinistra ha nei confronti della tv un pregiudizio favorevole molto minore. Questo fa la differenza, anche se dall'altra parte vedo che si sta cercando di recuperare il ritardo". Quindi? "Quello della comunicazione multimediale e mirata è un mercato in piena espansione, penso che entrambi i blocchi possano avvantaggiarsene". Non c'è il rischio di fare una comunicazione elitaria, di escludere chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie? "Il rischio c'è. Però guardiamo ancora una volta alla realtà americana: Obama ha utilizzato bene il "multicanale" per conquistare persone esperte e sensibili al suo messaggio, poi c'è stata la valanga, perché questa avanguardia è diventata una locomotiva in grado di trascinarsi dietro una lunga fila di vagoni. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre mischiare gli strumenti: tv, libri, teatro, blog". Il modello qui è Grillo? "Non solo. Veltroni è il politico più sensibile a questo approccio, quasi un nume tutelare. Non per niente nel "suo" Pd ci sono circoli completamente online, in cui l'adesione avviene su base telematica". Il computer come strumento di affiliazione politica? "Sotto ci sono sempre le idee, ma il mezzo conta sempre di più. Questa campagna elettorale segnerà la fine della piazza, dei grandi numeri. E l'importanza della comunicazione mirata. Quella che la tv da sola non può dare. E infatti anche le tv e le radio viaggiano sempre più spesso online".

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Centrodestra (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità CENTRODESTRA CENTRODESTRA Ma il Cavaliere maltratta Fini Ho una convinzione, abbastanza epidermica ma non per questo aleatoria, che in fondo Berlusconi disprezzi Fini. Quest'ultimo ha fatto carte false sperando di portare se stesso, usando An, allo scranno di presidente del centro destra e poi del consiglio dei ministri, facendo l'umile lacché di don Silvio. Questi lo ha incensato con il due di picche dandogli nel 2001 la vicepresidenza, carica onorifica e per niente effettiva, affidandogli un posto di qualche preminenza, ministero degli esteri, dopo che altri tre di Fi si erano succeduti alla Farnesina e comunque quasi a fine legislatura. Poi nell'autunno 2007 Berlusconi lanciò il Pdl che ricevette non solo le critiche ma le invettive più dure, le affermazioni più eclatanti da parte di Fini che, diceva allora, mai e poi mai avrebbe rimesso piede nella casa di Arcore. Improvviso il voltafaccia, nella speranza che, vinte le elezioni e, sperabilmente promosso Berlusconi ad un incarico ancora più alto, Fini possa prenderne il posto, prima come capo della coalizione di centro e poi come primo ministro. Berlusconi spera, spera sempre; scioglie An pur di entrare in quel Ppe che non lo ha mai voluto; se ne infischia dei suoi elettori e del suo corpo dirigente. Infatti, da oltre cinque anni non ha mai indetto quel congresso che lo Statuto del partito sancisce sia triennale, tutto pur di non avere contrasti alla sua sperata ascesa verso lo scranno più alto. Dirige il partito come Cosa Sua, non ne indirizza le mosse ad una strategia consona a quell'elettorato che spera e crede ancora di avere ma solo imponendo diktat come se gli elettori dovessero accettare l'"Ipse Dixit". Ecco perché dico che Berlusconi in fondo disprezza Fini, perché invece di farlo apparire come suo valido vice, come suo successore designato, come pedina strategica nelle mosse del Pdl lo lascia ai suoi sogni di grandezza badando invece ai fatti suoi e del suo partito; lo usa per una modesta crescita del numero di votanti Pdl. Ma sarà poi così? O buona parte degli aennini guarderanno altrove pur di identificarsi in un leader che sia veramente tale, nonostante i velati ricatti veltrusconiani per cui i voti non dati ai due partiti supposti maggioritari sono voti persi? Il 15 aprile lo sapremo. Roberto Ferroni RIFIUTI Il riciclo va bene, ma perché solo adesso? Rifiuti l'emergenza involucri. Io non riciclo, riutilizzo. Sabato ho letto un articolo dove si parlava dei quintali di imballaggi che ogni anno gettiamo via. Come metodo risolutivo si è pensato di riutilizzare i contenitori che gettiamo via come scatole, buste, bottiglie ecc. Sono pienamente d'accordo. Mi chiedo solo una cosa, come mai tutto ciò è stato pensato solo adesso? Già nel 1993 Beppe Grillo parlava di dentifricio alla spina, cosa che già esisteva in Germania. Spendiamo soldi per scatoline del dentifricio, e non solo, che come arrivi a casa butti via. Credo che tutti noi dovremmo farci un'esame di coscienza e pensare cosa stiamo realmente facendo per salvaguardare il pianeta e la nostra salute, partendo dalle multinazionali per arrivare al semplice cittadino. Riutilizziamo i vecchi contenitori, rispettano l'ambiente. Se non lo volete fare per voi, fatelo per le generazioni future. S. B. VERSO LE ELEZIONI E ora anche fango su Enzo Biagi Ormai la cosa è certa: per il Cavaliere Silvio Berlusconi non ci sono più limiti. Lo si era compreso da diverso tempo, ma ora quella che è sempre stata una verità seppure generica è diventata realtà. Ha infangato la memoria di Enzo Biagi a poco tempo dalla sua scomparsa. E lo ha fatto in modo tale che il buon senso non lo permette anche qualora che ciò che ha sostenuto il Cavaliere danaroso fosse vero. Ha detto che Enzo Biagi per lasciare la la Rai ha voluto essere pagato in modo esagerato. Di ciò non bisogna meravigliarsi. Sappiamo tutti che la decisione di "licenziare" Enzo Biagi, autore de "Il fatto", venne presa dal Cavaliere quando egli era ospite in Bulgaria e lo fece senza nessun particolare riguardo. Io credo che non bisogna meravigliarsi e che altre "cose", non c'è da escludere, possano manifestarsi in campagna elettorale. Da un signore possessore di valori ideali, politici, sportivi, culturali c'è da attendersi di tutto. Ci voleva un altro esempio ed esso è giunto. L'onorevole Casini mi pare rappresenti un altro caso indicativo dei valori del Cavaliere. Io credo che non bisogna farsi prendere da nessun particolare stato d'animo. "Il tempo è galantuomo". Basta attendere il tredici e quattordici aprile. Luciano Pucciarelli Carrara MARESCIALLO UCCISO Un tricolore esempio per tutti Sventola il tricolore nelle strade di Oderzo, nel giorno dei funerali del maresciallo caduto in Afghanistan. E, nella stessa mattinata di freddo sole invernale, la bandiera italiana viene esposta anche sui tram e sugli autobus di Roma capitale. Per una volta, non è rimasto senza risposta l'appello di una adolescente in lacrime, una voce che ci restituisce fiducia in una parte buona del Paese che ancora c'è, ed umilmente vive la sua vita compiendo il proprio dovere, talvolta anche con la morte. Un'Italia piena di dignità che dovrebbe essere di esempio per tutti, a partire dai nostri rappresentanti politici, me inclusa, ovviamente. Teresa Pasquali Consigliere Forza Italia INCOMPATIBILITà Se violo la legge, me ne vado subito La legge sulle nomine è un provvedimento importante e innovativo. Plaudo all'iniziativa del Consiglio regionale della Toscana che regola una materia complessa. Se i miei incarichi professionali saranno incompatibili con quelli politici, così come ho fatto quando sono stato eletto sindaco, provvederò immediatamente ad adeguarmi alla legge. Giorgio Del Ghingaro sindaco di Capannori.

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Tv, Tonino spara, Walter lo stoppa (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Prima gaffe dell'ex pm in versione democratica. Dal blog dice: una rete a Mediaset, basta soldi all'editoria. Poi smentisce. Gelo nel Pd: "Con noi chi dice sì al nostro programma" Daniela Preziosi Roma Un programma "radicale" sull'informazione. E che programma: una sola tv Rai senza pubblicità; Rete 4 su satellite; una sola tv a Mediaset; abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria. Ieri mattina il blog di Antonio Di Pietro spara senza mezzi termini le quattro priorità dell'Italia dei Valori per raddrizzare la schiena ai media, inadeguati al loro compito e "veicolo di falsità". Del resto, quello che pensa l'ex pm sui giornalisti si sa: debbono essere mandati affanculo, tant'è che ha già aderito al prossimo Vaffa day di Beppe Grillo, quello appunto contro i giornalisti. Potenza della rete, la schermata gela in contemporanea il loft democratico di Sant'Anastasia, a Roma, dov'è lo stato maggiore del partito, e i due pullman verdi, con a bordo lo staff veltroniano, che in quel momenti si trova sulle strade dell'Abruzzo per il secondo giorno di tour elettorale. Il caveat, la fondamentale regola di ingaggio dell'accordo elettorale fra Pd e Idv è che sul programma si parli "con una voce sola", preferibilmente quella del Pd. Veltroni e Franceschini, nell'incontro decisivo con Di Pietro e Leoluca Orlando, erano stati chiari. E questo sul blog non è il programma del Pd. Sabato alla costituente Veltroni ha parlato di una Rai "autonoma dalla politica", di una fondazione per gestirla, di un amministratore unico. Punto e basta. Il gelo dei democratici dura un attimo. Puoi partono telefonate di fuoco. Dall'altro capo c'è l'ex pm. Che sta a Bologna, da dove nel frattempo ha rincarato, dichiarandosi per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti. L'uomo ha fegato, a dirlo in campagna elettorale. Al telefono Di Pietro spiega, attenua, si difende come può. Alla fine la versione ufficiale sarà che il suo blogger, ricevendo comunicazioni telefoniche, non ha capito bene e ha postato testi vecchi, basati sulle vecchie battaglie dell'Idv. Intanto si scatena il putiferio. I primi a reagire sono i giornalisti "L'informazione è un bene prezioso e va difeso con le unghie e con i denti" (Angelo Del Boca, presidente dell'ordine nazionale), "la predica viene dal pulpito dei politici che, francamente, non mi sembra dicano sempre la verità" (Bruno Tucci, presidente dell'ordine del Lazio). Ma le bordate vere arrivano dalla destra: per Fabrizio Cicchitto (Fi) l'ex pm è "il braccio armato di Veltroni", Maurizio Gasparri (An) chiede se il segretario Pd è d'accordo con un piano che mette in ginocchio la Rai. E poi tanti altri, è un piatto ricco per la destra, che si diverte al tiro al piccione. Da parte democratica, invece, silenzio e imbarazzo. Fra l'altro, fanno notare, i punti dipietreschi non sono neanche in linea con i disegni di legge Gentiloni, che facevano parte del programma di Prodi. A un certo punto parla Marco Follini, responsabile i dell'informazione Pd. "La posizione del Pd in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge che giacciono in parlamento. Il nostro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. E' ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione", replica asciutto. Levandosi un sassolino dalla scarpa: Follini è contrario da sempre agli accordi con l'ex pm. Arriva la smentita di Di Pietro: "Onde evitare strumentalizzazioni da parte di chi lavora sottobanco per rompere l'accordo tra l'Idv e il Pd ribadisco che l'Idv si riconosce nel programma politico e nell'azione di governo che Veltroni vuole portare avanti anche in riferimento alla riforma del sistema radiotelevisivo, certa com'è che un tema così delicato sarà affrontato dal candidato premier Veltroni in modo responsabile per garantire l'interesse collettivo e i diritti acquisiti di tutti". Ma chi strumentalizza, chi lavora sottobanco contro gli accordi fra Pd e Idv? Un povero blogger amico? Difficile. Ed è possibile che uno dei collaboratori dell'Idv metta sul sito una roba del genere senza intuire il pandemonio che scatena? Di Pietro e i suoi sono gente dalle mille sorprese, ma c'è chi pensa male e nota che ieri era la giornata in cui il Pd doveva chiudere gli accordi con i radicali. Che non vanno a genio a Di Pietro: indultisti e troppo garantisti. Per questi malpensanti la gaffe sarebbe invece un segnale al Pd. Di disagio, di disappunto. Finito in un boomerang. Tant'è che dopo la bufera, sui radicali, l'ex pm diceva: "Ci rimettiamo a Veltroni con umiltà e responsabilità, non mettiamo veti".

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P robabilmente (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-19 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco L'affondo complica il calcolo del leader sui toni da abbassare P robabilmente era inevitabile che l'"antipolitica" si affacciasse sulla campagna elettorale; e che il ministro dimissionario Antonio Di Pietro inaugurasse l'accordo con il Pd veltroniano affidandosi ad una massiccia dose di demagogia. Forse perché si sentiva obbligato ad inseguire il comico Fiorello, che ieri ha invitato a non votare se non sarà tolta l'immondizia dalle strade della Campania; e l'altro guitto Beppe Grillo, pronto a proporre referendum a valanga contro quelli che addita come scandali della politica. Ma la scelta del conflitto di interessi come terreno di scontro si è rivelata stucchevole, per non dire maldestra. E infatti: l'annuncio che in caso di vittoria del Pd sarà approvata una legge per ridurre le reti berlusconiane e riformare il sistema radiotv, ha raccolto reazioni gelide. Anche perché la questione è stata agitata regolarmente dall'Ulivo prodiano e poi dall'Unione, sempre guidata da Romano Prodi: compagini di cui Di Pietro faceva parte. Eppure nulla è stato mai fatto in concreto. Il tema è servito a tenere sotto scacco Silvio Berlusconi, o almeno a provarci, senza dare seguito alla promessa o alla minaccia, secondo i punti di vista. Ma la ricaduta sulla campagna elettorale di Walter Veltroni può essere rischiosa. Seppure legittimo, il richiamo di Di Pietro alle sentenze della Corte di giustizia europea sulle reti tv italiane allunga l'ombra del muro contro muro. Inasprisce uno scontro che il Pd sta cercando di mantenere nei limiti di una polemica fisiologica. I toni dell'ex pm di Mani pulite promettono di deviare la strategia veltroniana lungo una strada imprevista; e tutt'altro che condivisa. è un'ipoteca pesante: soprattutto perché lascia emergere una "pancia" giustizialista del centrosinistra, contraddittoria con le parole d'ordine moderate del candidato del Pd a palazzo Chigi. è vero che poche ore dopo l'attacco, gli uomini dell'Idv hanno fatto una mezza marcia indietro. Ma c'è da chiedersi se basterà. Dietro la precisazione si indovinano l'irritazione e lo stupore di Veltroni, e non solo. La dichiarazione affidata dal Pd a Marco Follini riflette il malumore. Per un partito che punta a pescare voti anche nel perimetro del centrodestra, e ad offrire un'immagine di moderazione, l'atteggiamento oltranzista di Di Pietro e dei suoi è un'arma in mano agli avversari. Finisce per accreditare una coalizione dalle pulsioni contrastanti; oppure a far apparire l'ex pm "il braccio armato" di Veltroni. In fondo, l'Idv è l'unica forza con la quale il Pd abbia accettato finora di allearsi, sostenendo che ad unirli è un programma comune. La versione estremista datane da Di Pietro rischia però di stravolgere il progetto veltroniano. In teoria, avere dalla sua parte un simbolo della "guerra all'illegalità", seppure logoro, per il Pd significa coprire il fronte più oltranzista dell'antipolitica. Il prezzo politico, tuttavia, potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi. Il timido inizio di rimonta attribuito al Pd è nato sulla scia del dialogo, non della rissa. "Non mi sentirete mai pronunciare una parola di attacco", ha ripetuto ieri Veltroni. L'incognita è se il dipietrismo accetterà di assecondare il veltronismo: insomma, se sarà capace di smentire se stesso. \\ L'irritazione di Veltroni per l'attacco di Di Pietro a Mediaset.

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BREVI Dalla politica (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICE E SOCIETA data: 2008-02-19 - pag: 14 autore: BREVI Dalla politica FIORELLO "Via i rifiuti o niente voto" "Quando vi arriva il certificato elettorale, strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate". Così Fiorello nella prima, esplosiva, puntata della nuova edizione di "Viva Radio2", partita ieri dopo qualche rinvio e dopo il successo televisivo di "Viva Radio2 minuti" su Raiuno. Alle parole di Fiorello hanno fatto seguito commenti, in parte critici, di diversi esponenti politici. Da Fini ("Non è detto che tutti i politici non fanno quello che devono fare") a Casini ("Attenzione, la campagna elettorale è lunga, e se è fatta sulle promesse che puntualmente non vengono rispettate ha ragione Fiorello"). Ma il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, ha chiuso le polemiche osservando che Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere: "Nonè neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". CASINI "Nessuna alleanza con Mastella" L'Udc chiude la porta a un'alleanza con l'Udeur di Clemente Mastella. "Viene da un'esperienza diversa: stava nel centro-sinistra, è stato ministro del Governo Prodi", conferma Pier Ferdinando Casini respingendo così la proposta di marciare uniti ribadita anche ieri dall'ex Guardasigilli. L'Udc è invece disponibile al dialogo con la Rosa bianca. Savino Pezzotta, che del neo-partito è il presidente, è favorevole: "Già da tempo – ricorda– avevo proposto a Casini di imboccare questa strada e ora la sua scelta offre ulteriori opportunità". Molto meno disponibili però sono Mario Baccini ("La Rosa bianca è nata per provocare una rottura netta dell'attuale sistema politico, non per far nascere una forza di centro o un terzo polo") e Bruno Tabacci ("Casini ha detto che ha molte richieste. Siamo contenti per l'Udc. In ogni caso, giusto per chiarezza di informazione, tra le richieste non c'è la nostra") che in sostanza chiedono di ridiscutere la premiership di Casini nonché i criteri per la scelta dei candidati. Dall'Udc fanno sapere che "la porta rimane aperta" per la Rosa bianca ma "non siamo disponibili a estenuanti trattative: la campagna elettorale è già cominciata, non si può perdere altro tempo". COLANINNO Dimissioni dal Cda del Sole 24 Ore A seguito della sua candidatura per le prossime elezioni politiche con il Pdcapolista OLYMPIA nella circoscrizione Lombardia1 Matteo Colaninno (nella foto), dopo aver lasciato l'incarico di presidente del giovani industriali di Confindustria, ieri s'è dimesso anche dalla carica di consigliere di amministrazione del Gruppo editoriale "Il Sole 24 Ore". Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, ha commentato positivamente la scelta di Colaninno: "Credo che quando ci sono imprenditori che in tutti gli schieramenti portano in Parlamento cultura d'impresa sia solo un fatto positivo e utile".

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Grillo esulta: finalmente anche lui ha capito (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-19 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Tra media e politica Mentana: parole forti però di buon senso. Ma Travaglio: l'astensione fa il gioco del palazzo Grillo esulta: finalmente anche lui ha capito ROMA - è un piccolo coro di plauso quello che ieri si è levato tra gli addetti ai lavori per la performance radiofonica di Fiorello. Si avvia a diventare lui il nuovo leader dell'antipolitica? Il nuovo Beppe Grillo? Il vero Beppe Grillo esulta: "Finalmente! ". E rapidamente spiega: "Finalmente anche Fiorello ha capito. Apprezzo molto che abbia preso in considerazione che chi fa il suo lavoro non può rimanere indifferente". Ma altrettanto rapidamente il vero Grillo corre in vanti: "Io, comunque, fossi stato in Fiorello sarei andato anche oltre l'invito a buttare nella spazzatura la scheda elettorale. Io ai napoletani gli avrei detto di dichiararsi Stato indipendente, come il Kosovo. è il minimo, dopo che lo Stato è mancato per quindici anni. Dopo questa atrocità dell'immondizia che ai napoletani è stata perpetuata per quindici anni". Già. E ieri persino un politico come Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del Pd ha dovuto ammettere: "Capisco lo stato d'animo di Fiorello...". Poi ha spiegato di non condividere la sua esortazione, però si è sentito in obbligo di aggiungere: "La presenza a Napoli di cumuli di immondizia dimostra il fallimento terribile della politica e delle istituzioni". Anche un uomo prudente come Bruno Vespa esprime subito la sua simpatia: "Fiorello è una persona molto perbene ed è animata da sentimenti nobili...". I suoi distinguo arrivano soltanto dopo: "Purtroppo in questo caso non ha tenuto conto che non sarà fisicamente possibile togliere la spazzatura da Napoli e dalla Campania nel poco tempo che ci separa da qui alle elezioni". Non fa distinguo un altro grande del giornalismo televisivo, Enrico Mentana: "Fiorello ha detto una cosa forte, ma ci può stare. è una risposta forte a un'inazione perdurata e perdurante. E ha usato delle modalità che io sottoscrivo: choccanti, ma di buon senso. Positive. Piuttosto diverse dal "vaffa..." di Grillo". Molto diverso da Grillo, vuole sottolineare Sergio Valzania, direttore della seconda rete radiofonica della radio, quella, appunto, del programma di Fiorello e di Baldini Viva Radio2. Dice Valzania: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere". E poi aggiunge: "Non è nemmeno Serena Dandini, ovvero una ortodossa che si è schierata in maniera dichiarata. Lui sente semplicemente una vocazione civico-benpensante. Lui fa satira. L'obiettivo è far ridere e per questo ci vuole la trasgressione". Ma Marco Travaglio tutta questa trasgressione neanche riesce proprio a vederla. Dice, infatti, il giornalista giudiziario altamente mediatico: "Fiorello può sicuramente di più e meglio". Per carità, comunque, Travaglio è molto contento dell'uscita radiofonica di ieri: "Ha fatto bene. Penso che di fronte ad una questione come quella di Napoli altro che un semplice vaffa. Questo è un problema che tutte le forze politiche hanno contribuito a creare, visto che dura da quindici anni e non ci sono scuse per nessuno, destra, sinistra o centro. Però...". Però Travaglio vorrebbe un Fiorello più aggressivo e positivo: "Non basta che si limiti ad invitare all'astensione perché, alla fine, l'astensione fa il gioco della politica". Distaccata e prosaica la visione dello scrittore napoletano Raffaele La Capria: "è evidente che quella di Fiorello è stata una semplice provocazione. Da che mondo e mondo tocca agli uomini di spettacolo essere pungenti, fare satira, lanciare le provocazioni". E per La Capria le motivazioni per questa satira ci sono tutte. Anzi: di più. Dice: "Per quanto è grave la situazione dell'immondizia a Napoli dovrebbero fare un bollettino giornaliero come le guerre. Perché quella è una guerra. E allora dovrebbero comunicare, come se fossero al fronte: "Oggi abbiamo tolto tot tonnellate di immondizia da questo e da questo altro posto...". E invece dal fronte della monnezza tutto tace". Beppe Grillo "Io ai napoletani gli avrei detto di dichiararsi Stato indipendente" Enrico Mentana "Ha detto una cosa forte, ma ci può stare" Raffaele La Capria "Tocca agli uomini di spettacolo fare satira" Alessandra Arachi.

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Ma attenzione a non finire nello sproloquio (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-19 num: - pag: 11 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE Il commento Ma attenzione a non finire nello sproloquio Certo, se uno come Fiorello dice "non votate" o "stracciate la scheda" c'è il rischio di una grande deflagrazione mediatica. Come quella provocata da Adriano Celentano, ai tempi di Fantastico (1987), quando aveva scritto su una lavagna la sua protesta ecologista sollevando un polverone politico. Ah, questi artisti che si atteggiano a guru! Ah, questi oracoli della protesta! Ah, questi campioni dell'antipolitica! Ma la domanda che più interessa è un'altra: Fiorello sta calcando le orme di Beppe Grillo, attacca i politici e presto organizzerà l'abstention day, la giornata dell'astensione? In realtà, per chi ieri ha sentito Viva Radio2, le cose non sono andate proprio così. Fiorello, celiando sugli ostacoli posti dalla censura e dalla par condicio, ha affrontato il problema dell'emergenza rifiuti. Con un classico paradosso, cioè con una provocazione assurda, uno schiaffo al buon senso. Consuetudine vuole che il politico, per prendere voti, prometta qualcosa. Fiorello ha rovesciato questa negoziazione: se il politico trova prima il modo di liberarci dalla spazzatura noi lo votiamo, altrimenti "quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada". Con Baldini si è poi scatenato in un sondaggio in tempo reale e ha invitato gli ascoltatori a inviare sms per risolvere il problema. Il più carino, con un felice gioco di parole, diceva: "Andiamo a votare e scriviamo sulla scheda: io mi rifiuto". Insomma, Fiorello si è lasciato prendere la mano e si è iscritto all'antipolitica? La frase sulla scheda gli è uscita, la questione sociale non gli è indifferente, qualche frecciata contro l'inerzia della politica è partita. Però. C'è un importante però da tener presente. Come le ha dette quelle frasi? Che tono avevano le sue espressioni di condanna? Fiorello e Baldini scherzavano su un argomento serio. Non si può prendere in considerazione nessun testo senza tener presente il contesto, l'ambito all'interno del quale si realizza una comunicazione. D'altro canto, non si possono nemmeno ignorare il momento di ipersensibilità che stiamo attraversando, la tensione politica che, proprio in vista delle elezioni è molto alta, i fraintendimenti sempre in agguato. Per dire: Giuliano Ferrara e Luciana Littizzetto litigano a distanza sulla questione dell'aborto. Che dire? Ci sono momenti in cui bisogna fare molta attenzione perché l'eloquio, contro la nostra volontà, non venga confuso con lo sproloquio.

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Tra i 30 e i 45 anni, uomo, di sinistra, ma senza (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa l'indagine Beppe Grillo continua a levare voti a sinistra Tra i 30 e i 45 anni, uomo, di sinistra, ma senza esperienza di militanza politica. è l'identikit del "grillino" tipo [...] [...] come esce da una ricerca dell'Swg, una società di sondaggi considerata vicina al centrosinistra, sull'universo dei sostenitori del comico-guru genovese. Sotto la lente d'ingrandimento dell'istituto di ricerca sono finiti i partecipanti dei "meetup", gli incontri dei sostenitori di Beppe Grillo nelle varie città italiane: ne è uscito uno spaccato di italiani insoddisfatti della politica tradizionale, che usano la rete per comunicare e informarsi. Il grosso degli "attivisti" di Grillo sono uomini: le donne sono circa un terzo. Quanto al lavoro, ci sono piccoli imprenditori e liberi professionisti, impiegati e dirigenti d'azienda, alcuni operai. Una significativa maggioranza, nel passato ha votato a sinistra. I temi intorno ai quali si mobilitano sono la difesa dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, la lotta all'inquinamento da traffico, lo sviluppo della democrazia della rete, la richiesta di una pubblica amministrazione efficiente, il sostegno a circuiti economici alternativi. Tutti temi che nascono da altrettante campagne o parole d'ordine di Grillo. L'obiettivo diffuso nel movimento "grillino", emerge dalla ricerca Swg, è quello di "risvegliare le coscienze dei cittadini". Ma gli effetti pratici prodotti sulla politica dai "meetup", segnala la ricerca, sono "scarsi": tranne il caso di Napoli contro la privatizzazione dell'acqua, nessuna delle iniziative della base "grillina" ha avuto successo. Grillo intanto va avanti con il suo V2-day che si terrà il 25 aprile prossimo e avrà come oggetto la tv e la stampa.

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Beppe Grillo continua a levare voti a sinistra (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa l'indagine Beppe Grillo continua a levare voti a sinistra Tra i 30 e i 45 anni, uomo, di sinistra, ma senza esperienza di militanza politica. è l'identikit del "grillino" tipo [...] [...] come esce da una ricerca dell'Swg, una società di sondaggi considerata vicina al centrosinistra, sull'universo dei sostenitori del comico-guru genovese. Sotto la lente d'ingrandimento dell'istituto di ricerca sono finiti i partecipanti dei "meetup", gli incontri dei sostenitori di Beppe Grillo nelle varie città italiane: ne è uscito uno spaccato di italiani insoddisfatti della politica tradizionale, che usano la rete per comunicare e informarsi. Il grosso degli "attivisti" di Grillo sono uomini: le donne sono circa un terzo. Quanto al lavoro, ci sono piccoli imprenditori e liberi professionisti, impiegati e dirigenti d'azienda, alcuni operai. Una significativa maggioranza, nel passato ha votato a sinistra. I temi intorno ai quali si mobilitano sono la difesa dell'ambiente, lo sviluppo di energie ecosostenibili, la lotta all'inquinamento da traffico, lo sviluppo della democrazia della rete, la richiesta di una pubblica amministrazione efficiente, il sostegno a circuiti economici alternativi. Tutti temi che nascono da altrettante campagne o parole d'ordine di Grillo. L'obiettivo diffuso nel movimento "grillino", emerge dalla ricerca Swg, è quello di "risvegliare le coscienze dei cittadini". Ma gli effetti pratici prodotti sulla politica dai "meetup", segnala la ricerca, sono "scarsi": tranne il caso di Napoli contro la privatizzazione dell'acqua, nessuna delle iniziative della base "grillina" ha avuto successo. Grillo intanto va avanti con il suo V2-day che si terrà il 25 aprile prossimo e avrà come oggetto la tv e la stampa.

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Condannati fuori lista Udc e Pdl si smarcano (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

(7:12) - IL CASO Condannati fuori lista Udc e Pdl si smarcano Berlusconi e Casini valutano le candidature + Berlusconi: il Pd copia i nostri punti + Fiorello: "Non votiamo se non levano i rifiuti" MULTIMEDIA FOTOGALLERY Il pullman di Veltroni: "L'Italia viva" VIDEO Udc, Casini: noi da soli alle urne, sarò il candidato VIDEO Walter Veltroni da Vespa illustra il piano del Pd AUDIO Casini apre la campagna a Benevento FOTOGALLERY Il simbolo della Sinistra Arcobaleno VIDEO Berlusconi apre la campagna elettorale "Le regole interne non sono decise dai magistrati" FRANCESCO LA LICATA ROMA La si chiami questione morale o rivolta delle coscienze, o come si vuole, torna prepotente in primo piano l'annosa battaglia per la scelta dei candidati presentabili. Riesplode il dibattito sui criteri da seguire per la formazione delle liste alle prossime elezioni. Il tema, si sa, era stato introdotto non molto tempo fa, quando esplose il boom cosiddetto dell'antipolitica che, proprio sul terreno dell'anatema al "Parlamento dei pregiudicati", faceva irruzione nel panorama mediatico con la "carica" di Beppe Grillo. L'argomento sembra essere proprio una sorta di nervo scoperto che attraversa l'intero Palazzo, in modo trasversale e senza sconti per nessuno. Gli appelli a liberarsi dei candidati impresentabili si sono succeduti: in Commissione antimafia si è fatto ricorso ad un non meglio specificato "codice deontologico" (che non è riuscito a decollare), persino il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, si è fatto promotore di un invito a soppesare le candidature dal punto di vista dell'etica e del codice penale. Oggi è il giornale dei Vescovi a lanciare la sfida, indirizzata prevalentemente ai centristi: "Solo candidati puliti", è il senso di un editoriale di Avvenire di domenica, giorno di massima diffusione nelle parrocchie. E il Pd, nel presentare i dodici punti del programma, sotto il capitolo "giustizia e legalità" ostentava - per bocca di Veltroni - il "principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli contro la pubblica amministrazione o connessi alla mafia e alla camorra". Riuscirà a sfondare, il monito dei Vescovi, nei due principali destinatari del centrodestra? A parte l'impegno scritto del Pd, non sembra che la politica risulti particolarmente entusiasta di gestire la "patata bollente". Tanto da aver registrato, per esempio in casa Udc (insieme con Forza Italia terminale del messaggio di Avvenire), un senso di sollievo per la trasmigrazione nel Pdl dell'eurodeputato Vito Bonsignore, titolare di qualche problema giudiziario: "Meno male - è il commento raccolto - che è andato. Un problema in meno". Già, perchè l'altro problema non secondario dell'Udc si chiama Totò Cuffaro, governatore della Sicilia, dimissionario in seguito ad una condanna a cinque anni per aver favorito alcuni esponenti di Cosa nostra. Su Cuffaro, però, è intervenuto personalmente Pierferdinando Casini, che gli ha già assicurato la candidatura al Senato assumendosi la "responsabilità piena della scelta". "Per Cuffaro garantisco io", ha detto il leader dell'Udc. E c'è anche il problema del segretario Lorenzo Cesa, indagato a Catanzaro per associazione e truffa all'Unione Europea. Ma, continuando in modo trasversale, i tentacoli del codice penale vanno verso Forza Italia lambendo il sen. Luigi Grillo (aggiotaggio nella vicenda Rcs e Bnl), l'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto (corruzione e finanziamento illecito), fino a personaggi di spicco come il sen. Marcello Dell'Utri. Posizione critica, la sua, essendo stato condannato in via definitiva a due anni per frode fiscale e false fatture, e a nove anni in primo grado per mafia (processo in via di appello). Altri condannati in via definitiva sono i forzisti Massimo Berruti ed Alfredo Vito (patteggiati due anni per corruzione). Saranno candidati i "definitivi"? Da Forza Italia ancora nessuna decisione definitiva. "Stiamo definendo il quadro politico", dice Claudio Scajola. "Siamo, quindi, ad un primo screening che, tuttavia, ci porta a considerare l'eventualità di massima di una ricandidatura degli eletti uscenti". Ma esiste già un criterio, una regola da seguire? "Non un criterio assoluto anche perchè non abbiamo al nostro interno grandi problemi, ma il dovere di valutare caso per caso". E i condannati in Cassazione? A questa domanda Scajola non offre risposte, ma valutazioni personali: "E' da tenere presente l'invito del vescovi e condivido le perplessità di quanti ritengono controproducente esporre candidature che potrebbero indebolire l'immagine della coalizione". Più netta la presa di distanza di Michele Vietti (Udc) dalla "suggestione" di "affidare alla magistratura la selezione della propria classe dirigente". Cioè? "Non ci si può fermare all'automatismo della condanna, passata in giudicato o meno. Deve essere il partito ad applicare un proprio codice deontologico, anche sulla base di valutazioni diverse da quelle delle presunte "colpe" giudiziarie. Spesso si può far peggio candidando qualcuno senza "nei" ma privo del patrimonio necessario per fare politica". E a sinistra? La trasversalità, lo abbiamo detto, arriva ovunque. Anche Enzo Carra annovera una condanna definitiva. "Ma per un reato (false comunicazioni al pm ndr) - precisa il giornalista - che non è contemplato nel codice scritto dal Pd. Se si fosse deciso per la mia non candidabilità credo avrei accettato democraticamente, com'è nella mia storia". Qualche problema esiste anche nel "governatorato" della Calabria di Agazio Loiero, impelagato in storie di appalti e sanità. Per non parlare delle presenze in Parlamento degli ex rivoluzionari (Sergio D'Elia) e dei "disobbedienti" Caruso e Casarini, proposti per una condanna a 6 anni a Genova. Ma queste eventuali ricandidature non sono più problemi del Pd.

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Sistema Tv, Di Pietro imbarazza Veltroni Follini: "Idv si attenga a programma Pd" (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Tv,Follini: "Prevale programma Pd" Dopo l'intervento di Di Pietro Marco Follini fa il punto dopo le polemiche suscitate dall'intervento del senatore Di Pietro dell'Italia dei Valori che ha promesso di spingere in campagna elettorale per un radicale riassetto del sistema televisivo: una rete a Rai e Mediaset e stop ai finanziamenti pubblici all'editoria. "Due disegni di legge giacciono in Parlamento - dice Follini - i candidati nelle liste del Pd si devono attenere al nostro programma". Il Pd corre ai ripari, la sortita di Antonio di Pietro imbarazza la coalizione di centrosinistra. "E' il braccio armato di Veltroni", è il commento unanime del centrodestra. Quello che Walter non osa dire, lo si dice lo stesso per interposta persona cioè tramite l'ex magistrato di Mani Pulite. "Menzogne", tuonano nel Pd. Follini assicura che il pd si atterrà al programma e che gli affronti personalistici sono cosa del passato. "La posizione del partito in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge Gentiloni che giacciono in Parlamento. Il notro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. E' ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione". Sul rispetto dell'avversario Walter Veltroni ribadisce la propria intenzione di non voler mai attaccare personalmente Berlusconi in questa campagna elettorale e che non deve essere intesa come la volontà di "inciucio" dopo le elezioni, così come evoca Pier Ferdinando Casini. Ma la ricaduta sulla campagna elettorale di Walter Veltroni può essere rischiosa. Inasprisce uno scontro che il Pd sta cercando di mantenere nei limiti di una polemica fisiologica. I toni di "muro contro muro" usati da Di Pietro rischiano di deviare la strategia veltroniana su un binario imprevisto. E' vero che poche ore dopo l'attacco gli uomini delI'Idv hanno fatto una mezza marcia indietro, ma è senza dubbio vero che la dichiarazione di Follini esprime malumore e disagio in tutto il Pd. Per un partito che punta a pescare voti anche nel perimetro del centrodestra, e offrire un'immagine di moderazione, l'atteggiamento oltranzista di Di Pietro fornisce un'arma finora impensabile agli avversari politici. Finisce alla lunga per accreditare una coalizione dalle pulsioni contrastanti come la precedente e soprattutto un programma di coalizione non più condiviso. Il dipietrismo è una scommessa azzardata che se da un lato, permette di raccogliere alcuni consensi nella vasta area dell'antipolitica (vedi anche Fiorello che è per l'astensione e Beppe Grillo per la mobilitazione permanente), il prezzo politico potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi. Invia ad un amico.

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GIORNALISTI: NATALE, NELLA TRATTATIVA LIVELLI RETRIBUTIVI TROPPO BASSI (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

19-02-2008 14:55 (ASCA) - Roma, 19 feb - ''Quando Alessandro Profumo, a.d. di Unicredit ha detto che forse non e' un caso che le banche siano nella proprieta' dei giornali'' nessuno si e' scandalizzato perche' ''sara' legittimo discutere delle regole''. Assistiamo a una ''via edilizia all'informazione, che usa i giornali per la modifica dei piani regolatori'', e poi c'e' una grande questione che riguarda anche l'idea se sia legittimo che si ridisegni l'editoria sulla base dei poli sanitari che devono essere disegnati qua e la'...''. Il presidente della Fnsi, Roberto Natale interviene cosi' al convegno sull'informazione organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio, nel corso del quale anche il sottosegretario per l'editoria Ricardo Franco Levi fa gli auguri all'ex segretario della Fnsi, Paolo Serventi Longhi, ''per questo nuovo incarico'', in cui si occupera' di un dipartimento 'comunicazione', all'interno della Fondazione. Sul sistema delle erogazioni delle provvidenze ai giornali, Natale dice che i giornalisti ''non hanno aspettato Beppe Grillo per dire che quel sistema di erogazione va rivisto per la carta stampata e per le emittenti private''. Lo aveva anche sottolineato la trasmissione Report di Milena Gabanelli. Quanto al contratto, ''abbiamo ripreso a parlare, ma e' presto - dice - per capire come andra'''. Anche per i giornalisti c'e' un ''problema di livello retributivo: ci sono zone della professione nella quale i livelli retributivi sono pari ai dipendenti dell'industriale del panificio che guadagnavano 1.000 euro al mese e che poi hanno avuto un aumento di stipendio dal loro datore di lavoro. Ci sono molti giornalisti che vivono con quel livello di stipendio, se ne dovra' tenere conto nella trattativa''.

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ELEZIONI/ FIORELLO: NON STRAPPATE SCHEDE, AUMENTA IMMONDIZIA (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

19-02-2008 14:14 Scuse con ironia: "Sono opinioni, importante è il contesto" Milano, 19 feb. (Apcom) - E' un Fiorello che urla al megafono slogan ironici su polveri sottili e aborto, dicendo "Sono il Savonarola del futuro" quello che urla dallo studio di "Viva Radio 2" il giorno dopo le polemiche sul suo invito, nella trasmissione di ieri, a strappare e buttare il certificato elettorale, contro i politici poco concreti. Marco Baldini lo invita a cantare piuttosto che parlare di politica e a lasciar perdere i comizi. In trasmissione i due conduttori scherzano sull'episodio di ieri: "Alla fine cosa ho detto - dice Fiorello - ah quella cosa di strappare le schede? Diciamo che strappare le schede è sbagliato perchè aumenta l'immondizia. Così si produce più carta". Fiorello ironizza anche sull'attenzione che i media hanno dedicato alle sue parole: "Qui fuori ci sono tre telecamere, non posso uscire dallo studio: c'è anche Santoro travestito da panda". Il riferimento a smorzare i toni è continuo, con riferimenti anche al direttore di Radio 2 presente in studio. "Le cose dette sono dette - ha aggiunto Fiorello - sono opinioni condivisibili o meno. L'importante è il contesto, diciamolo anche ai giornalisti. Un conto è se le avessi dette da un podio in piazza, un conto è dirle in uno studio radiofonico". E poi, rivolto a Baldini: "Così abbiamo smorzato i toni". I due conduttori fanno anche riferimento all'ampio risalto dato dalla stampa alla vicenda. Tra le battute e gli episodi divertenti Fiorello racconta che anche la madre si è arrabbiata per l'uscita di ieri e gli ha detto "Ma che facisti?" Non manca poi il riferimento a Beppe Grillo: "Dopo gli amici di Grillo - dice lo showman - nascono gli amici di Rosario Fiorello, dalla loro fusione nascono quelli di Beppe Fiorello". L'episodio delle schede torna ancora dopo un riferimento alla candidatura di Rutelli a sindaco di Roma: "Rutelli l'abbiamo già provato, ci andava bene eai romani pure. Ma non parliamo di questo, bisogna smorzare i toni...". Nel programma c'è spazio anche per l'imitazione di Berlusconi che si spaccia per omino delle bibite per parlare in diretta. (segue).

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Fiorello ci ripensa (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

IL DIBATTITO SU VIVA RADIO DUE Fiorello: "Non strappate le schede altrimenti aumenta l'immondizia" Lo showman smorza i toni dopo l'invito all'astensione: "Non posso uscire dalla radio, ci sono 3 telecamere" Fiorello (Olycom) ROMA - "Strappare le schede elettorali è sbagliato perché aumenta l'immondizia": con questa battuta Fiorello ha cercato di smorzare i toni dopo le frasi pronunciate durante la prima puntata della nuova edizione di 'Viva Radio2' ("Niente voto se i politici non si muovono"). Insieme al socio Marco Baldini, all'inizio della trasmissione Fiorello ha giocato a fare il predicatore col megafono, in una sorta di parodia di se stesso, mentre la sua spalla comica gli faceva eco: "Lo abbiamo perso - ha detto Baldini - anche sua madre mi ha chiamato chiedendomi di riportarlo alla normalità". GLI AMICI DI BEPPE FIORELLO - Baldini e Fiorello hanno giocato a 'palleggiarsi' la responsabilità sull'invito, rivolto lunedì, a strappare le schede elettorali e a non votare, visto che i politici non mantengono mai le promesse. "Oggi - ha detto Fiorello - non posso uscire dalla radio. Ci sono tre telecamere che mi aspettano, c'è Santoro vestito da Panda e Ruotolo vestito da ruota di scorta... Abbiamo iniziato in sordina ieri... Anche la trasmissione del segnale orario parlava di 'Viva Radio2"'. Qualche battuta anche per Beppe Grillo che, a proposito di Fiorello, ha detto: "Finalmente si è svegliato anche lui": "Dopo gli Amici di Beppe Grillo, ora nascono gli Amici di Fiorello: insieme fanno gli Amici di Beppe Fiorello, mio fratello", ha scherzato lo showman. Per chiudere il discorso, Fiorello ha aggiunto: "Le cose dette sono dette. Sono opinioni, condivisibili o meno. L'importante è il contesto. Un conto è un podio in una piazza, un conto è la radio". Una battuta finale: "Se dovete andare a votare, andate, sempre se riuscite a scansare l'immondizia". stampa |.

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<Basta promesse: si risolva il nodo rifiuti> (sezione: Grillo)

( da "Sicilia, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

"Basta promesse: si risolva il nodo rifiuti" Roma. E dopo Beppe Grillo sul treno dell'"antipolitica" sale anche Fiorello. Aprendo in maniera infuocata e irriverente il nuovo ciclo di "Viva Radio2" lo showman siciliano ha infatti invitato gli ascoltatori ad astenersi dal voto se prima non verrà risolto il problema dei rifiuti. "Quando vi arriva il certificato elettorale strappatelo e buttatelo per strada. I politici devono fare qualcosa di concreto già prima delle elezioni, e non promettere e basta chiedendo voti. Invece di chiedere devono dare. Se non risolvono il problema dei rifiuti a Napoli, non votate": Fiorello non usa mezze parole, attacca, affonda, esorta il pubblico a intervenire. Dopo una falsa partenza con qualche problemino tecnico nei primi minuti di trasmissione, Fiorello e Marco Baldini iniziano la puntata con un piglio piuttosto insolito, agguerrito sul fronte politico-sociale. "Quest'anno ? annuncia Fiorello sulle prime battute (presente in studio anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon) ? "Viva Radio2" andrà avanti senza censure". E ancora: "Non parleremo di politica perché siamo vicini alle elezioni, in clima di par condicio". Nonostante le premesse, Fiorello e Baldini però si scatenano lanciando anche un sondaggio e invitando i radioascoltatori a inviare sms con le loro proposte per risolvere l'emergenza rifiuti. Interessanti e irriverenti gli sms pervenuti, tra cui uno che dice: "Andiamoci a votare e scriviamo sulla scheda: io mi rifiuto". Non manca la frecciata anche alla Giustizia. "È ora di finirla ? sentenzia Fiorello ?, non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perché si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare. Vogliamo la certezza della pena". E poi: "Risolvere i problemi ai cittadini non è mestiere nostro, ma dei politici. Loro però non fanno niente quindi prendiamo in mano noi la situazione". Naturalmente non manca la solita ironia che ha fatto di "Via Radio2" un programma comico di culto. Tra le new entry nella già ricca galleria di personaggi imitati da Fiorello si segnalano Paolo Fava, un personaggio inventato che è la parodia del trombettista jazz Enrico Rava (proposto in tv prima che alla radio), e Tony Sperandeo, l'attore siciliano spesso alle prese con ruoli da mafioso in una versione brillante in cui si ribella e prova a cimentarsi con personaggi buoni, tipo il medico o il Papa. Ad intervallare gag e canzoni non poteva mancare Berlusconi. Nell'imitazione di Fiorello, abbandonato il cliché dello "smemorato di Cologno", Berlusconi è apparso come "disturbatore telefonico" che, in beffa alla par condicio, cercava di ritagliarsi un suo spazio travestito dapprima da fioraio, poi da tronista e infine da veterinario. Anche Nanni Moretti ha fatto capolino, sempre nell'imitazione di Fiorello, nella trasmissione, ironizzando su tutti i luoghi comuni possibili sulla Germania e sui suoi personaggi di punta, per vendicare le stroncature riservate a "Caos calmo". Dopo due tentativi di chiamare Mike Bongiorno, Fiorello chiude la puntata con un duetto a sorpresa sulle note di "Diamante" con Zucchero, accorso dallo studio vicino dove stava per andare in onda "Gli spostati", il programma di cui ieri il cantante è stato ospite. Giancarlo Cologgi.

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TV/ GRILLO: PD-PDL GEMELLI, DI PIETRO INFILZATO COME S. SEBASTIANO (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

19-02-2008 17:13 Sto valutando di acquistare Raitre con sottoscrizione popolare Roma, 19 feb. (Apcom) - Antonio Di Pietro "infilzato come San Sebastiano" per aver detto una cosa di fronte alla quale, negli altri Paesi europei, cittadini e politici non farebbero una piega. Dal suo blog, Beppe Grillo corre in soccorso del leader dell'Idv, dopo le polemiche nate intorno alla sua proposta di una rete a testa per Rai e Mediaset. "La campagna elettorale sembra una siesta messicana - scrive Grillo - Topo Gigio e lo psiconano fratelli gemelli. Chierichetti che servono la stessa messa. Se qualcuno, come ha fatto Antonio Di Pietro, dice qualcosa di diverso dal programma comune viene infilzato come San Sebastiano". "Di Pietro - argomenta il comico - ha proposto una sola televisione pubblica sottratta al controllo dei partiti e senza pubblicità. E la limitazione a una sola concessione delle frequenze radiotelevisive nazionali per ogni singolo soggetto privato. Le frequenze sono dello Stato che le assegna in concessione. Può darle a chiunque: a Berlusconi come al signor Rossi. Non sono di proprietà di nessuno. A Londra o a Madrid i cittadini non farebbero una piega di fronte a questa proposta. E neppure nel nostro Paese". Non solo, segnala Grillo: "Il Corriere.it ha lanciato un sondaggio: 'Di Pietro vuol lasciare a Mediaset una sola rete. Siete d'accordo?' Il 70% ha risposto sì. In Italia - denuncia - l'opinione pubblica, se non coincide con quella dei partiti, non conta. Sono compagni che sbagliano. Borghesi che non hanno capito il messaggio". "L'informazione giace, Mediaset gode e la sinistra si da pace - conclude Grillo - Senza pubblicità, senza partiti, una televisione dei cittadini, libera di informare, pagata con gli abbonamenti, come la Bbc. Sto valutando l'opportunità dell'acquisto di Raitre attraverso una sottoscrizione popolare. Stay tuned", avverte.

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Il Grillo del mese (sezione: Grillo)

( da "Vita non profit magazine" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Di Beppe Grillo (redazione@vita.ti) 00/00/0000 --> Occhi bianchi. Gli onesti sono il vero problema dell'Italia. Senza questa infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e senza la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni. L'Italia sarebbe pacificata e serena. Gli onesti sono i veri diversi. Sono loro i disadattati. Tutti gli altri cittadini hanno gli occhi bianchi, senza pupille. Vedono la realtà attraverso Fede, Riotta, Vespa, Mentana, Ferrara. Gli onesti hanno occhi normali, vedono il mondo com'è, non come dovrebbe essere. Sono pericolosi. Alieni da sterminare. Blog di Beppe Grillo.

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Sogni, speranze e battaglie degli amici di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Hanno un'età compresa tra i 30 e i 45 anni, sono più maschi che femmine, e sono distribuiti regolarmente in tutte le regioni italiane. Padroneggiano bene lo strumento di Internet ma credono ancora nella centralità dell'incontro e del contatto fisico. Sono frustrati dal presente della nostra società, sognano un cambiamento per il futuro e sono certi di poter essere loro il motore di questo cambiamento. Hanno fiducia nella democrazia diretta e nella partecipazione orizzontale e tengono un occhio di riguardo nei confronti dell'ambiente e nello sviluppo di sistemi economici alternativi. In quanto alla politica, probabilmente sono nati a sinistra ma oggi rivolterebbero l'intero arco parlamentare come un calzino. Sono i "grillini", gli amici di Beppe Grillo, i protagonisti di una ricerca pubblicata dall'istituto SWG. Lo studio è basato sull'esperienza dei Meetup, i gruppi di attivisti locali che fanno riferimento al blog del comico genovese. I primi sono nati a metà del 2005, dopo un invito lanciato dallo stesso Grillo. Ad oggi ce ne sono quasi cinquecento e coinvolgono oltre sessantacinquemila persone sparse in venticinque paesi del mondo (qui trovate tutti i dati aggiornati). Tra novembre 2007 e gennaio 2008, il ricercatore Enrico Maria Milic ha seguito in prima persona l'attività di quattro gruppi: a Napoli, Prato, Treviso e Trieste. La fotografia che ne viene fuori non ha tanto una rilevanza statistica, quanto culturale e sociale. E' l'immagine di un fenomeno di rottura, in continua evoluzione, che l'autore definisce come "movimento post-moderno" e che trova pochi riferimenti sia nella storia dell'attivismo politico italiano che in quella dell'associazionismo dal basso. I "grillini" vivono e lottano su Internet. La struttura orizzontale della rete è il loro habitat ideale e ha diretta influenza anche sul modo in cui vengono sviluppate le relazioni e organizzate le attività offline dei gruppi. Le gerarchie sono spesso sfumate, l'eterogeneità e la diversità sono (quasi sempre) un pregio, la partecipazione diretta è sentita come l'unico mezzo per ridare respiro e speranza alla società. Il Web è perfetto per gestire i gruppi, mantenere i contatti tra i membri e avere un legame diretto con il blog della guida spirituale. Poi però la vita dei Meetup scorre lontano dal pc: negli incontri periodici, nelle campagne di sensibilizzazione per strada, nelle feste e nelle manifestazioni. E le adunanze oceaniche dei V-Day rappresentano solo la punta mediatica dell'iceberg, l'evento-clou di un sistema che in realtà vive quotidianamente in centiania di piccoli eventi sul territorio. Intitolata "La rete partecipata: attivismo mediatico e politico nell'Italia del 2008" e disponibile sia nella versione integrale di 67 pagine che in un bignami da 5 pagine (entrambi in .pdf), la ricerca di SWG aiuta a comprendere un fenomeno trasversale e rappresentativo di una parte sempre più importante della popolazione italiana. Un movimento che a livello generale fa di sicuro forte riferimento alle iniziative di Beppe Grillo (tutte le battaglie del comico vengono amplificate e sostenute dalla "base" dei Meetup), ma che trova spesso declinazioni inedite, nell'impegno ad occuparsi di problemi relativi al proprio contesto locale. Il che vuol dire che magari mentre il Meetup di Napoli si concentra sulla lotta contro la privatizzazione dell'acqua, quello di Trieste cerca di convincere le istituzioni del territorio a garantire la connessione Wimax gratuita ai residenti. Con quali risultati? Finora la capacità di incidere realmente sulla vita locale è stata piuttosto limitata. E non sono certo mancate contraddizioni e polemiche interne, come quelle che hanno portato alla scissione del Meetup di Treviso in due gruppi diversi. A conferma di come la via alla democrazia diretta non sia certo priva di asperità e tranelli. Lo stesso Beppe Grillo ha più volte ripetuto che ci vorrà un po' di tempo prima che le liste civiche nate dall'esperienza dei Meetup e "certificate" dal suo blog svolgano un ruolo concreto nella gestione della politica locale. Al momento siamo ancora alla fase uno: l'aggregazione, la condivisione di idee, la sensibilizzazione sui problemi, la discussione sulle soluzioni per risolverli. Da questo punto di vista, i "grillini" marciano spediti, con il vento in poppa e un sogno nel cuore: quello di poter davvero cambiare le cose. Di certo, grazie anche al loro contributo una novità è già sotto gli occhi di tutti: la radicale evoluzione del concetto di massa umana. Non più una folla di individui appiattiti, facilmente sballottabile a destra e sinistra dalla classe dirigente, bensì un network desideroso di prendere in mano e indirizzare le sorti della società. L'unione non fa più solo la forza, ma anche l'intelligenza. Quell'intelligenza collettiva che proprio in Rete sta trovando alcune delle sue applicazioni più interessanti (Wikipedia, i social network, i forum) e che i Meetup cercano ? con un pizzico di inevitabile ingenuità e tanta passione civile - di esportare nella vita reale. + La piazza divide sinistra e Grillo LUCIANO BORGHESAN.

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Follini: "Non è previsto nel programma del Partito democratico" (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Tv,Follini: "Prevale programma Pd" Dopo l'intervento di Di Pietro Marco Follini fa il punto dopo le polemiche suscitate dall'intervento del senatore Di Pietro dell'Italia dei Valori che ha promesso di spingere in campagna elettorale per un radicale riassetto del sistema televisivo: una rete a Rai e Mediaset e stop ai finanziamenti pubblici all'editoria. "Due disegni di legge giacciono in Parlamento - dice Follini - i candidati nelle liste del Pd si devono attenere al nostro programma". Il Pd corre ai ripari, la sortita di Antonio di Pietro imbarazza la coalizione di centrosinistra. "E' il braccio armato di Veltroni", è il commento unanime del centrodestra. Quello che Walter non osa dire, lo si dice lo stesso per interposta persona cioè tramite l'ex magistrato di Mani Pulite. "Menzogne", tuonano nel Pd. Follini assicura che il pd si atterrà al programma e che gli affronti personalistici sono cosa del passato. "La posizione del partito in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge Gentiloni che giacciono in Parlamento. Il notro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. E' ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione". Sul rispetto dell'avversario Walter Veltroni ribadisce la propria intenzione di non voler mai attaccare personalmente Berlusconi in questa campagna elettorale e che non deve essere intesa come la volontà di "inciucio" dopo le elezioni, così come evoca Pier Ferdinando Casini. Ma la ricaduta sulla campagna elettorale di Walter Veltroni può essere rischiosa. Inasprisce uno scontro che il Pd sta cercando di mantenere nei limiti di una polemica fisiologica. I toni di "muro contro muro" usati da Di Pietro rischiano di deviare la strategia veltroniana su un binario imprevisto. E' vero che poche ore dopo l'attacco gli uomini delI'Idv hanno fatto una mezza marcia indietro, ma è senza dubbio vero che la dichiarazione di Follini esprime malumore e disagio in tutto il Pd. Per un partito che punta a pescare voti anche nel perimetro del centrodestra, e offrire un'immagine di moderazione, l'atteggiamento oltranzista di Di Pietro fornisce un'arma finora impensabile agli avversari politici. Finisce alla lunga per accreditare una coalizione dalle pulsioni contrastanti come la precedente e soprattutto un programma di coalizione non più condiviso. Il dipietrismo è una scommessa azzardata che se da un lato, permette di raccogliere alcuni consensi nella vasta area dell'antipolitica (vedi anche Fiorello che è per l'astensione e Beppe Grillo per la mobilitazione permanente), il prezzo politico potrebbe rivelarsi superiore ai vantaggi. Invia ad un amico.

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Elezioni/ Retromarcia di Fiorello: le schede non vanno strappate (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Martedí 19.02.2008 16:01 --> "Strappare le schede elettorali è sbagliato perché aumenta l'immondizia": con questa battuta Fiorello ha cercato di smorzare i toni dopo le frasi pronunciate durante la prima puntata della nuova edizione di 'Viva Radio2' ("Niente voto se i politici non si muovono"). Insieme al socio Marco Baldini, all'inizio della trasmissione Fiorello ha giocato a fare il predicatore col megafono, in una sorta di parodia di se stesso, mentre la sua spalla comica gli faceva eco: "Lo abbiamo perso - ha detto Baldini - anche sua madre mi ha chiamato chiedendomi di riportarlo alla normalità". Baldini e Fiorello hanno giocato a 'palleggiarsi' la responsabilità sull'invito, rivolto lunedì, a strappare le schede elettorali e a non votare, visto che i politici non mantengono mai le promesse. "Oggi - ha detto Fiorello - non posso uscire dalla radio. Ci sono tre telecamere che mi aspettano, c'è Santoro vestito da Panda e Ruotolo vestito da ruota di scorta... Abbiamo iniziato in sordina ieri... Anche la trasmissione del segnale orario parlava di 'Viva Radio2"'. Qualche battuta anche per Beppe Grillo che, a proposito di Fiorello, ha detto: "Finalmente si è svegliato anche lui". "Dopo gli Amici di Beppe Grillo, ora nascono gli Amici di Fiorello: insieme fanno gli Amici di Beppe Fiorello, mio fratello", ha scherzato lo showman. Per chiudere il discorso, Fiorello ha aggiunto: "Le cose dette sono dette. Sono opinioni, condivisibili o meno. L'importante è il contesto. Un conto è un podio in una piazza, un conto è la radio". Una battuta finale: "Se dovete andare a votare, andate, sempre se riuscite a scansare l'immondizia".

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Abbasso la luce (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

OBIETTIVI DI KYOTO UN CONVEGNO DEL GRUPPO VERDI (così risparmiamo energia!) CHIARA PRIANTE Dal buio alla luce e dalla luce.. al buio. Il 15 febbraio torna "M'illumino di meno", la giornata internazionale del risparmio energetico. In mondo dominato da scritte luminose e tanti sprechi di energia elettrica, dal computer lasciato acceso in ufficio al pallino rosso del televisore, anche spegnere l'interruttore è una conquista, esattamente come lo fu due secoli or sono l'accendere la prima lampadina per i nostri antenati. L'iniziativa è nata "dal basso" quattro anni fa: fu una scommessa lanciata dai microfoni della trasmissione radiofonica di Rai Radio Due "Caterpillar", dai conduttori Cirri e Solibello che proposero agli ascoltatori di spegnere la luce per dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte del pianeta. E il clou dell'iniziativa, patrocinata Ministero dell'ambiente e dalla Presidenza del consiglio dei Ministri, è perciò affidata proprio alla volontà dei singoli: l'invito è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì, vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto, dalle 18 alle 19,30. Basta andare sul sito del programma (www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/proposte) e cliccare su Torino per capire il grande consenso registrato in città: moltissimi sono i torinesi entusiasti, c'è chi promette di fare cena a lume di candela, chi di spegnere la luce del corridoio dell'ufficio, chi il computer nella pausa pranzo. Ma ci sono anche scuole e aziende ecosensibili. Comune, Provincia e Regione dalla loro hanno deciso di spegnere in quell'ora e mezza la Mole Antonielliana e le luci di piazza Castello. E sotto la Mole alle 18,30 si esibiscono i "Babemalà" in un concerto a lume di candela e in acustico per strada davvero particolare. Si oscurano anche le facciate di piazza Castello, compresa la Prefettura; del Museo dell'Automobile; della sede Circoscrizione 5, via Stradella 192 (Torre dell'Orologio); Sede Circoscrizione 3. Ma anche molte attività commerciali aderiscono, staccando le luminarie. Tra questi c'è l'8 Gallery di via Nizza 262: dalle 18 alle 20 l'illuminazione della galleria del Lingotto, della corte dei giochi e della corte della ristorazione è dimezzata per far riflettere i visitatori su un utilizzo più consapevole dell'energia. Ci sono anche negozi che propongono iniziative a tema: Mondo Nuovo, via San Marino 65, sabato 16 alle 16 organizza laboratorio e merenda equosolidale per bambini 4-8 anni sul risparmio energetico. Alcuni ristoranti propongono cene a lume di candela. Eataly, a Palazzo Carpano, ad esempio, la sera del 15 accoglie i visitatori con lo spettacolo "Toccami. Del vino e dei suoi costumi" a cura del Teatro delle Forme: i partecipanti vengono proiettati in un'insolita esperienza percettiva. Al buio e bendati, sono accompagnati dagli attori in una dimensione meta teatrale, in cui la percezione avviene attraverso tutti i sensi, tranne la vista. Il Caffè Basaglia di via Mantova 34, invece, si collega proprio con "Caterpillar", durante il concerto a lume di candela organizzato alle 18 con il Quintetto Nautilus. La Casa Umanista, via Martini 4/b, ospita una cena a lume di candela a cura degli amici di Beppe Grillo di Torino, alla Cascina Roccafranca di via Rubino 45, dalle 18 alle 23, si pengono le luci, alle 19 cena con candele alla piola dell'incontro, alle 21 concerto mandolinistico "La musica in penombra". Il Centro visite del parco naturale della collina torinese offre la possibilità di visitare il centro e la mostra "Arte e Natura" con la sola illuminazione delle candele. Al Teatro Espace di via Mantova 38 lo spettacolo di Imprò di venerdì 15 alle 21 (ingresso 10 euro, con consegna omaggio di una lampadina) viene realizzato con meno luci in scena: vengono inoltre realizzate improvvisazioni al buio e sul risparmio dell'energia. Il Centro Studi Sereno Regis e la sua sezione ambientale, l'Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere, in quell'ora e mezza spengono tutto ciò che per funzionare necessità di energia e propongono un concertino itinerante - rigorosamente acustico - di organetto e violino che si spinge fino in via Garibaldi. Infine, le iniziative del Museo A come ambiente di corso Umbria 90, che non poteva che rispondere presente a quest'invito. Il 15 (ore 15-18, prenotazioni: 011/070.25.35) tutti gli insegnanti possono visitare gratuitamente il piano dell'energia e i suoi laboratori. Il 16 e il 17 dalle 14 alle 19, visita al museo con ingresso scontato a 4 euro per tutti: in omaggio una lampadina fluorescente. Nell'occasione viene presentato in prima assoluta (entrambi i giorni alle 17) il software gratuito ideato dalla Comunità europea. "Si installa sul telefonino e permette di verificare il Co2 che emettiamo in una giornata - spiega il direttore di A come ambiente, Carlo Degiacomi -. Basta scaricare gratuitamente il primo programma sviluppato per telefonini che crea un collegamento tra le nostre attività quotidiane come spostamenti, utilizzo di elettrodomestici, quantità di rifiuti e le emissioni di gas serra. Perchè il surriscaldamento globale dipende anche dal modo in cui viaggiamo, gli apparecchi che accendiamo, il cibo che mangiano: piccoli cambiamenti nei comportamenti individuali possono dare un contributo nelle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, i tre principali gas responsabili dell'effetto serra". Infine, tutti i dipendenti della Regione, su iniziativa dell'Assessore all'ambiente, potranno visitare gratuitamente con le loro famiglie il museo, sia il 16 e 17 febbraio che il 23 e 24. Venerdì 15 dalle ore 9,30 alle 18, al Circolo Canottieri Esperia, corso Moncalieri2, il Gruppo Verdi del Consiglio regionale del Piemonte organizza il convegno dedicato a "Un patto per il futuro sostenibile. I processi di Agenda 21 locale e gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Partecipano, tra gli altri, Mariacristina Spinosa, consigliere regionale, Nicola De Ruggiero, assessore all'Ambiente della Regione, Angela Massaglia, assessore allo Sviluppo sostenibile della Provincia di Torino.

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<Non è Grillo Fa solo satira> (sezione: Grillo)

( da "Sicilia, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

"Non è Grillo Fa solo satira" Roma. "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, commenta la prima puntata della nuova edizione di Viva Radiodue e prende le parti di Fiorello che ha invitato a "strappare il certificato elettorale e buttarlo per strada". "Il riferimento alla scheda elettorale ? dice Valzania ? faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura. Per parlare contro le strade sporche è arrivato all'assurdo. Fiorello è un personaggio che non può sfuggire alla cronaca, la deve affrontare e lo fa con la sua cifra fra lo scherzoso, l'indignato, il perbenismo, il senso patriottico". Valzania sottolinea anche che "Fiorello deve esagerare sempre, se non lo fa non fa ridere. Ha bisogno, per il suo tipo di comicità di essere molto sulle notizie, è un divoratore di carta di giornale. Non ha mai rivendicato una posizione politica. Ci sono molte sue battute anche su se stesso e il comune sentire degli uomini". Il direttore di Radiodue invita anche a riflettere sul fatto che "tutto quel pezzo sulla spazzatura lo ha fatto dopo che la trasmissione è stata ferma, all'inizio, perchè non funzionavano le cuffie. Può darsi che per questo qualche sapore sia stato più aspro di quanto non avesse pensato. Fiorello si concentra come un grande atleta sulla linea di partenza, se uno per sbaglio gli dà una spinta gli secca molto". Intanto, in attesa che la Commissione parlamentare decida sull'informazione politica della Rai in campagna elettorale, il consigliere Rai Sandro Curzi avanza la proposta di tornare alla vecchia tribuna politica. "Spero che la Commissione arrivi presto a delle conclusioni, facendo tesoro dell'esperienza dell'ultima applicazione della par condicio. Io personalmente farei riferimento ? dice Curzi ? a un format Rai ineguagliato per equilibrio e spettacolarità, la vecchia Tribuna Politica: giornalisti che intervistano un candidato premier ? tutti allo stesso livello ? e poi una serie di faccia a faccia incrociati". Curzi ricorda quindi che "il servizio pubblico ha di fatto anticipato unilateralmente (e secondo me doverosamente) le vigenti norme sulla par condicio sin da questa fase pre-elettorale. Si sono riproposte, così, alcune problematiche e contraddizioni di quella normativa, insieme rigida ed eludibile. Si pensi, per quello che riguarda questi ultimi giorni, da un canto alle acrobazie verbali imposte anche ad una satira intelligente come quella della Littizzetto e dall'altro al libero, forse indebito o solo paradossale invito di Fiorello a strappare il certificato elettorale". R. I.

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Carnevale di Villa Literno, fra i rioni vince il carro ecologista (sezione: Grillo)

( da "Napoli.com" del 19-02-2008)

Argomenti: Grillo

Al Carnevale di Terra di Lavoro divertimento senza incidenti Si è conclusa ieri sera la XXIV edizione del Carnevale di Villa Literno. Ha vinto il rione Baracca-Umberto con "E' natura?le ribellarsi", una simbolica rivincita della Natura sull'uomo; al secondo posto Ponte Pagliarelle con "Le Zoolimpiadi", metafora zoologica dei rapporti internazionali; terzo Castello-Ferrovia con "Italiani, st'ammore è 'nu suonno", satira politica in salsa partenopea.  Per il secondo anno consecutivo, quindi, il rione ha diritto di esporre il quadro con l'effige del Comune e prendere in giro i rivali: è l'unico premio per chi vince il Carnevale di Villa Literno. Fra i carri di seconda categoria, cosiddetti 'in miniatura', riservati a giovani under 25, si è imposto il gruppo Nuova Gioventù con "L'Italia è in crisi", su Mc Fusion ("L'Ecosistema") e Ponte Pagliarelle junior ("Beppe Grillo e lo scandalo del Vaffanday"). Ha presentato l'evento la bella annunciatrice Rai Janet De Nardis, con la collaborazione di Alfredo Irace, animatore di uno dei rioni con tanto di vestiti di scena. Intermezzi di Marcello Gervasio, che ha condotto una diretta radiofonica dalle 16 alle 22 su Radio Punto Zero. Sono intervenute decine di migliaia di persone festanti, che per tutto il pomeriggio e fino a notte fonda hanno festeggiato senza che ci fossero incidenti o scherzi di cattivo gusto: questo è il vero successo della manifestazione. Complimenti dai componenti della giuria, sintetizzati dal saluto del presidente Ivano Nocetti, consigliere del Carnevale di Viareggio: "Ha vinto Villa Literno!". Con lui, hanno avuto l'arduo compito di valutare le esibizioni Annamaria Caponi, Patrizia Baccari, Marco Delfine e Walter Petito. Durante la serata è stato tributato un omaggio alla memoria di Francesco Del Carlo, storico presidente della Fic e fra i principali estimatori del carnevale liternese.

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