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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

Contrappunti/ La rete della rete del Grillo ( da "Punto Informatico" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo e delle sue campagne politico-informative. Si parla molto di Beppe Grillo in rete e sui media e l'importanza del lavoro di Milic risiede proprio nell'aver voluto indagare non le tematiche o gli effetti indotti dalle "bordate" del comico genovese, ma l'effettiva portata di quella scintilla che Grillo è stato capace di far scaturire nella testa delle migliaia di persone

Ma governare le istituzioni non significa esserne padroni - ilda curti * ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day il 25 aprile ne è responsabile esclusivamente Beppe Grillo e quanti parteciperanno. L'amministrazione comunale, in questo caso, è garante del rispetto delle regole. Alle forze politiche ed alla società civile spetta eventualmente il compito di indignarsi e di chiedere a Grillo - e solo a lui - di spostare la data, senza cercare scorciatoie amministrative.

Placido: "sul 25 aprile il sindaco non può essere un semplice funzionario" ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: evidente provocazione alla quale la città deve rispondere" Di fronte all'iniziativa di Beppe Grillo il sindaco "non può comportasi come un funzionario del suolo pubblico del Comune. Quella di Grillo è una evidente provocazione che attende una risposta". Non è piaciuta a Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale, l'intervista di Sergio Chiamparino a Repubblica.

Spazzatura e dolce vita l'italia vista dall'america - jacopo barigazzi barbie nadeau ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è il comico Beppe Grillo (...) Lo scorso settembre milioni di persone si sono riunite nelle piazze italiane per il "Vaffa - Day" da lui proposto. Al telefono, dalla sua casa di Genova, Grillo ha detto a Newsweek: "In Parlamento abbiamo circa 80 farabutti" prima di lanciare il suo appello al mondo: "Per favore invadeteci!

Mostri da copertina prigionieri dell'agonia - (segue dalla prima pagina) vittorio zucconi ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dello spirito in cancrena del tempo corrente, è Beppe Grillo, che sembra mandato dal cielo per riempire la "copy", il pezzo di ogni inviato con la citazione che conferma. "Ha chiesto che i tedeschi tornino a invadere l'Italia", trasecolano i media americani, sotto sotto temendo magari che poi tocchi ancora a loro tornare a liberarci.

GRILLINI BRESCIANI: STASERA SI RIUNISCE IL GRUPPO AMBIENTE ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di via Cimabue si riunisce il Gruppo Ambiente del Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia. Si discuterà ancora della strategia Rifiuti Zero e delle iniziative in programma per i prossimi mesi. AL MATER "TORVA AVARIZIA, IRA RABBIOSA, ASTIOSA INVIDIA" Dalle 20,30 alle 22,30 al centro Mater Divinae Gratiae di via Sant'Emiliano 30 è in programma il secondo incontro sui vizi capitali.

Newsweek, copertina sui rifiuti di Napoli ( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo al telefono con Newsweek urla: "Invadeteci, aiutateci!". Eppure "gli italiani ancora credono che la vita sia bella: il 74% è preoccupato per l'economia, ma il 71% è soddisfatto della propria vita, famiglia, lavoro, futuro". Ed è proprio "la forza della famiglia a mantenere il Paese a galla".

MASSA - IL CONSIGLIO comunale è convocato per oggi e domani alle 16. All'or ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gli Amici di Beppe Grillo invitano la cittadinanza "a partecipare al consiglio, perché verrà decisa la variante per poter dare il nulla osta alla costruzione dell'impianto di bricchettaggio, precursore dell'incenerimento dei rifiuti. Nonostante tutti gli studi riportati, le statistiche e i dati nefasti che parlano solo di aumento della mortalità per cancro,

ELEZIONI: 'INFORMAZIONE VEICOLO DI FALSITA'', DI PIETRO LANCIA 4 PROPOSTE PER RIFORMARLA ( da "ADN Kronos" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il leader dell'Italia dei Valori, che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata.

Ma Di Pietro che ci azzecca? ( da "Panorama" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: da Beppe Grillo al Club Santoro, a tutto il giro di Micromega di Paolo Flores d'Arcais. Una serie di ambienti che forse non porteranno un voto, ma possono fare male in campagna elettorale. Veltroni, che ha messo nel conto scontri furiosi con sinistra massimalista, radicali e socialisti, vuole evitare di aprire un altro fronte.

La Cosa di Centro. Il nuovo partito di indagati, condannati e trombati che piacerà tanto a Beppe Grillo ( da "Blogosfere" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: condannati e trombati che piacerà tanto a Beppe Grillo. Pubblicato da Tiziano Scolari alle 11:16 in Politica Giovanni Sena su Orizzonte Liberale scommette oggi sulla probabile scomparsa dell'Udc e si chiede quale idea politica rappresenti oggi l'UDC e quanti italiani si identifichino in questa così fortemente da votare il partito anche se completamente isolato.

Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, ( da "Tempo, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stampa Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, ... Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, alla vigilia delle dimissioni di Veltroni, ha dato via libera al nuovo piano regolatore. Sul suo blog, il comico genovese ha dato spazio a quanto avvenuto a un comitato di cittadini,

Abbasso la luce ( da "Stampa, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ospita una cena a lume di candela a cura degli amici di Beppe Grillo di Torino, alla Cascina Roccafranca di via Rubino 45, dalle 18 alle 23, si pengono le luci, alle 19 cena con candele alla piola dell'incontro, alle 21 concerto mandolinistico "La musica in penombra". Il Centro visite del parco naturale della collina torinese offre la possibilità di visitare il centro e la mostra "

NESWEEK ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Luca di Montezemolo e Beppe Grillo) e alcuni luoghi comuni (dalla grande tradizione dell'Opera ai figli che continuano a vivere con i genitori oltre i trent'anni), però non racconta - come aveva fatto il quotidiano - un'Italia "depressa". Piuttosto, il Newsweek si chiede come mai gli italiani sembrino felici, nonostante il loro Paese non funzioni.

RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E' BEPPE GRILLO ( da "Prima Comunicazione" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ansa Categoria: Radio RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E BEPPE GRILLO SPE:RADIO 2008-02-18 17:26 RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E BEPPE GRILLO V. RADIO: FIORELLO RIPARTE FORTE... DELLE 16:13 ROMA (ANSA) - ROMA, 18 FEB - "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini.

Di Pietro: ''Una sola Rete per i privati come Mediaset'' ( da "ADN Kronos" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata. ''Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta, direttore del Tg1 - scrive Di Pietro sul suo blog - ha parlato di Enzo Biagi.

Fiorello: "Via i rifiuti, oppure non votate". Ecco il GrilloZen per prepararsi al peggio pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: altra parte Beppe Grillo propone "tecniche grillozen per arrivare all'illuminazione" dato che "la nostra mente è rinchiusa in confini angusti" e "la stampa e la televisione ne sono i guardiani". Primo: "rovesciare l'informazione nel suo opposto (esempio, gli inceneritori non hanno effetti sulla salute gli inceneritori causano tumori)

"Una sola rete a Mediaset" ( da "Quotidiano.net" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata. "Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta, direttore del Tg1-scrive Di Pietro sul suo blog- ha parlato di Enzo Biagi.

Veltroni liscia il pelo a Beppe Grillo. Di Pietro propone le leggi del V Day ( da "Blogosfere" del 18-02-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: secondo V day di Beppe Grillo ? Tanti elettori sono tentati dal non andare a votare ? Allora Di Pietro presenta il programma dell'Italia dei Valori in cui fanno capolino proprio le proposte di legge per cui Grillo ha raccolto le firme nel primo V day. Al punto 7 si legge: Interdizione ai condannati in Parlamento, Limitazione dell'elezione a parlamentare per massimo due legislature,


Articoli

Contrappunti/ La rete della rete del Grillo (sezione: Grillo)

( da "Punto Informatico" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Roma - Negli ultimi mesi mi è capitato almeno in un paio di occasioni di esprimere giudizi piuttosto negativi sulla presenza in rete di Beppe Grillo. Mi sono sempre occupato esclusivamente dell'approccio di Grillo al medium "internet" e mai di questioni contenutistiche o di altra natura. Ed ogni volta è accaduto che lettori e commentatori mi facessero notare quanto avessi in tali occasioni minimizzato o taciuto completamente il contributo di innovazione legato ai Meetup degli amici di Beppe. Aggregazioni in rete e nella vita reale di cittadini desiderosi di impegnarsi in prima persona, su Internet come altrove, nei confronti di alcune tematiche importanti. Così - anche per venire incontro ad un mio personale senso di colpa - confesso che mi ha fatto molto piacere che nei mesi scorsi Enrico Maria Milic di SWG, una grande società di ricerche statistiche triestina, se ne sia andato in giro per l'Italia ad osservare da vicino le riunioni dei seguaci di Beppe Grillo con l'intento di descrivere lo scenario che si è trovato di fronte. Quello che ne è uscito è uno studio etnografico molto interessante sulla galassia dei piccoli movimenti che sono nati in questi anni, aggregati dalla rete Internet a margine del grande successo del blog di Beppe Grillo e delle sue campagne politico-informative. Si parla molto di Beppe Grillo in rete e sui media e l'importanza del lavoro di Milic risiede proprio nell'aver voluto indagare non le tematiche o gli effetti indotti dalle "bordate" del comico genovese, ma l'effettiva portata di quella scintilla che Grillo è stato capace di far scaturire nella testa delle migliaia di persone che sulle tematiche ambientali, economiche e mediatiche, hanno inteso produrre una propria piccola o grande discesa in campo. Per una volta insomma l'attenzione non è rivolta a Beppe Grillo stesso ma alle persone (oltre 60.000) che sulla scorta degli stimoli di Grillo hanno iniziato ad organizzarsi in comitati locali autonomi. Dallo studio di Milic traspare poi un dato interessante: l'uso dei forum dei Meetup e le discussioni online si candidano ad integrare, se non a sostituire, i luoghi fisici fino a ieri deputati al confronto delle opinioni come le sezioni dei partiti o i circoli culturali. Nuovi e vecchi strumenti di confronto si uniscono e da queste sperimentazioni si può forse intravedere quale valenza e quale dignità avrà domani tutta la comunicazione politica in rete. Milic afferma che si tratti di un movimento "postmoderno", io più modestamente mi sento confortato dal fatto che singoli cittadini di estrazione molto differente partano da Internet per incidere direttamente nel tessuto sociale. Esiste da tempo un diaframma significativo che mantiene la politica in rete lontana da quella del mondo reale: si tratta di una distanza legata primariamente al fatto che l'impegno sociale in rete è piuttosto semplice: spesso basta un click per assentire a grandi battaglie di libertà. Per partecipare ad iniziative come le riunioni degli "Amici di Grillo" è invece necessario spendere il proprio tempo: uscire di casa, salire in auto, raggiungere un luogo fisico e starsene per la maggioranza del tempo ad ascoltare gli altri. Un esercizio salutare e necessario che potrà sempre più spesso nascere in rete per poter poi finire altrove, nelle piazze, nei consigli comunali, nelle stanze dei movimenti politici. Massimo Mantellini Manteblog Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo.

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Ma governare le istituzioni non significa esserne padroni - ilda curti * (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina II - Torino Ma governare le istituzioni non significa esserne padroni ILDA CURTI * Chiariamo subito l'aspetto normativo: la richiesta di Beppe Grillo di organizzare il V2-Day in piazza Castello per il 25 Aprile viene valutata in base alla rispondenza di requisiti formali e sostanziali su cui la politica della città - il consiglio comunale - si è già espressa adottando un regolamento. Questa normativa non vieta di concedere piazze in date di particolare valore simbolico, e non stabilisce che i contenuti delle manifestazioni debbano essere vagliati dalla politica. Il regolamento agisce - va da se' - all'interno dei principi costituzionali, garantendo libertà di opinione e di espressione a chiunque voglia usare una piazza, purchè sia rispettoso del bene comune e delle regole del vivere civile. Contrariamente a quanto ha dichiarato il vice-presidente Placido, io non ho mai nutrito alcuna simpatia per i toni, i modi e contenuti delle recenti battaglie di Grillo; alcune affermazioni da lui fatte sugli immigrati - ad esempio - mi preoccupano e, se rispetto i molti che si mobilitano e partecipano al suo movimento, me ne sento assolutamente lontana. Credo però che l'anti-politica si contrasti con la buona politica. Questo significa avere ben chiaro che governare le istituzioni non significa esserne proprietari ed è soltanto dal rispetto delle regole condivise che si può depotenziare il vento dell'anti-politica. In questo caso rispettare le regole significa concedere la piazza. Sull'opportunità di fare il Vaffa-Day il 25 aprile ne è responsabile esclusivamente Beppe Grillo e quanti parteciperanno. L'amministrazione comunale, in questo caso, è garante del rispetto delle regole. Alle forze politiche ed alla società civile spetta eventualmente il compito di indignarsi e di chiedere a Grillo - e solo a lui - di spostare la data, senza cercare scorciatoie amministrative. Permettetemi infine un passaggio personale. Il mio bis nonno - ferroviere socialista bastonato e mandato al confino durante il ventennio - il 1 maggio metteva un garofano rosso all'occhiello e passeggiava finchè non veniva fermato, portato in Questura ed accusato di provocazione. E' grazie alla sua storia - e a quella di mio nonno comandante partigiano - che ho imparato quanto valore dare alla libertà di opinione, anche quelle che non condivido. * Assessore al suolo pubblico.

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Placido: "sul 25 aprile il sindaco non può essere un semplice funzionario" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina II - Torino Anche Robotti (Pdci) critica la posizione del primo cittadino Placido: "Sul 25 aprile il sindaco non può essere un semplice funzionario" "Il comico genovese fa un'evidente provocazione alla quale la città deve rispondere" Di fronte all'iniziativa di Beppe Grillo il sindaco "non può comportasi come un funzionario del suolo pubblico del Comune. Quella di Grillo è una evidente provocazione che attende una risposta". Non è piaciuta a Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale, l'intervista di Sergio Chiamparino a Repubblica. La scelta del comico genovese di organizzare proprio a Torino il suo ormai annuale "vaffa day" nel giorno della festa della Liberazione, continua a dividere il centrosinistra torinese. Per Chiamparino "negare la piazza sarebbe scorretto e rappresenterebbe un precedente pericoloso. Il Comune può esprimere solo una valutazione tecnica". Roberto Placido, compagno di partito del sindaco, non condivide assolutamente: "Sono esterrefatto. Ma come? Il sindaco non interviene?". Dice che il Comune non può impedire per una valutazione politica lo svolgimento di una manifestazione. Lei come farebbe se fosse al posto suo? "Io - risponde Placido - mi sarei preoccupato di organizzare una 24 ore sulla lotta di Liberazione e sui valori che consentirono a quella lotta di fondare la Repubblica italiana. Un paese deve essere in grado di tutelare una memoria condivisa da tutti difendendola dalle provocazioni". Perché, a suo parere, la manifestazione di Grillo offende il 25 aprile? "Perché nel giorno della Liberazione, nel cuore di una città medaglia d'oro della Resistenza non si organizza il vaffa-day. Se Grillo vuole farlo, si sposti al parco della Pellerina". Anche Luca Robotti del Pdci, attacca l'atteggiamento del sindaco: "Stupisce che un interventista come Chiamparino in questa vicenda abbia deciso di rimanere alla finestra senza sentire il bisogno di difendere il 25 e chiede a Grillo di spostare la data di quell'ignobile pagliacciata del "V-Day". (p.g.).

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Spazzatura e dolce vita l'italia vista dall'america - jacopo barigazzi barbie nadeau (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Sull'edizione internazionale di Newsweek ritratto a tinte forti del Bel Paese la crisi politica e Napoli, l'economia che non cresce, il blocco delle opere Spazzatura e dolce vita l'Italia vista dall'America JACOPO BARIGAZZI BARBIE NADEAU Christopher Dickey In questi giorni il film che fa più discutere in Italia, ed è "hot" da ogni punto di vista, è "Caos calmo": narra la storia di un vedovo che non riesce a rimettere in sesto la propria vita e se ne resta seduto su una panchina a osservare la vita che gli scorre davanti. Certo, una delle ragioni per le quali il film fa il pieno ai botteghini è la controversia nata in merito a una scena di sesso, ma il film tocca sicuramente qualche nervo scoperto. La verità è che, al pari del vedovo, buona parte d'Italia se ne resta seduta a vederle passare davanti il mondo intero. Fino all'inizio degli anni '80, il pil italiano era pressoché uguale a quello della Gran Bretagna, e l'Italia pareva essere una forza trainante di un'Europa unita di recente. Ma quei giorni sono ormai lontani. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Fiat e della Ferrari, paragona il governo italiano a "una vettura così pesante, così costosa, così difficile da manovrare, così obsoleta, che per quanto bravo possa essere il pilota non riesce a vincere". A questo punto il governo non è che funzioni male: non funziona proprio. Da quando il governo di centro-sinistra del Primo ministro Romano Prodi è caduto a gennaio per non aver ottenuto la fiducia, si è in regime provvisorio fino alle prossime elezioni fissate ad aprile. Dagli ultimi sondaggi risulta che l'Italia tornerà a essere governata dal magnate-showman di centro-destra Silvio Berlusconi (...) Indipendentemente da come gli italiani ci appaiono, ci sono segni di marciume, sia in senso figurato che letterale. Le strade di Napoli sono sommerse e invase da montagne di spazzatura in putrefazione da mesi, senza che sia in vista una soluzione. Se Napoli puzza, Venezia non è da meno: grandiosi piani sono stati proposti per salvare la città, sommersa dalle acque nove mesi l'anno, ma il progetto di lavori decennali e del costo di svariati miliardi di euro proposto da Berlusconi è stato rimesso nel cassetto da Prodi. Firenze è presa d'assalto dai turisti, ma invece di migliorare le infrastrutture il consiglio municipale sta pensando di trasferire il David di Michelangelo fuori città per "decongestionare" il centro. E poi c'è l'Alitalia, la flotta della compagnia di bandiera che affoga in debiti immani, emblematici dell'economia italiana che non funziona. Nel 2004 e nel 2005 l'economia del Paese non è cresciuta per nulla e da un decennio a questa parte ristagna al fondo o in ogni caso agli ultimi posti della classifica dei già torpidi tassi di crescita del resto d'Europa (...) Nonostante tutto ciò, molti italiani credono che il loro Paese abbia ancora il potenziale - forza della creatività nel caos! - di potersi riprendere e vivere un meraviglioso revival. Ma come? "Credo che molte persone si stiano ponendo questa stessa domanda" confida Pino Arlacchi, ex parlamentare e senatore, leader nella lotta antimafia all'inizio degli anni Novanta. "Perché in questo Paese non siamo riusciti a operare una svolta?". Giulio Sapelli, uno dei più illustri storici italiani di economia, elenca soltanto alcune spicciole decisioni cruciali: "Gli anni Ottanta sono stati un decennio di grandi opportunità mancate". Diversamente dalla Francia - che essendosi resa conto dei rischi della penuria energetica si è costruita una rete elettrica che ormai le fornisce l'ottanta per cento del suo fabbisogno - l'Italia indisse un referendum molto travagliato e sentito che nel 1987 mise la parola fine a qualsiasi possibilità di progresso nell'industria nucleare tecnologicamente avanzata. E oggi l'Italia dipende in tutto e per tutto dal mercato internazionale per procurarsi a caro costo l'energia che le serve. Poi c'è il debito pubblico, lievitato a dismisura quando i conti dei programmi sociali istituiti negli anni Settanta sono venuti al pettine e i partiti politici hanno alimentato e gonfiato oltre ogni dire la burocrazia con posti di lavoro distribuiti in base al clientelismo. "C'è molta corruzione" dichiara Sapelli. Infine, negli anni Ottanta c'è stato il problema della lira italiana: il governo ha spinto e promosso le esportazioni e ammansito il settore privato non incoraggiando la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, bensì svalutando la moneta. A posteriori, dice Sapelli, le cifre mirabolanti del Pil italiano di 25 anni fa "erano illusorie". Diversamente dalla Gran Bretagna, che era sulla strada giusta per diventare una moderna economia occidentale di servizi, l'Italia stava respirando allora "l'ultimo sospiro di un sistema industriale" sostenuto da "un'enorme spesa pubblica". Nel 1992 l'illusione già stava perdendo smalto: le rivelazioni degli arresti e dei processi giudiziari legati allo scandalo di "Mani pulite" hanno messo in piena luce la corruzione nel Partito della Democrazia Cristiana e nel Partito Socialista che da generazioni si avvicendavano al governo. Sono stati entrambi spazzati via, i loro leader sono stati portati in tribunale, perfino costretti a prendere la via dell'esilio, ma la corruttibilità, la ristrettezza di vedute e l'immoralità sono rimaste. Forse, dice il sociologo Ilvo Diamanti, c'era da aspettarselo che una "sterile rabbia" diventasse il sentimento che domina la vita pubblica italiana, mentre il cinismo sdegnato è ormai all'ordine del giorno. Ora che i politici si parlano essenzialmente tra loro, soltanto gli artisti e i comici paiono articolare e dar voce agli umori della piazza. Il commentatore politico più popolare del Paese, senza dubbio, è il comico Beppe Grillo (...) Lo scorso settembre milioni di persone si sono riunite nelle piazze italiane per il "Vaffa - Day" da lui proposto. Al telefono, dalla sua casa di Genova, Grillo ha detto a Newsweek: "In Parlamento abbiamo circa 80 farabutti" prima di lanciare il suo appello al mondo: "Per favore invadeteci! Aiutateci!". Scherzi a parte, buona parte del problema italiano è che troppo spesso l'Italia ha fatto affidamento su forze esterne per risolvere i propri problemi interni che nessuno osava prendere di petto. Quella italiana è una società a tal punto piena di vincoli burocratici e di fratture sociali che benché gli italiani, come è risaputo, siano eccellenti imprenditori, è estremamente difficile aprire un'azienda o crescere e passare da piccole dimensioni aziendali a una società in grado di competere sul mercato globale (...) A livello macroeconomico, le riforme strutturali sono sistematicamente e ripetutamente promesse per essere poi dimenticate in un sistema nel quale i partiti politici dell'opposizione per quanto minuscoli siano possono sempre esercitare diritto di veto - e di fatto lo fanno - nei confronti di qualsiasi importante iniziativa del governo. Montezemolo - che negli ultimi quattro anni è stato anche capo di Confindustria, la potente associazione di leader e imprenditori italiani - ricorda che l'Italia fece uno sforzo folle per far fronte ai requisiti fiscali imposti dall'Unione Europea per poter entrare nell'eurozona nel 1999. Con un tono di voce pacato, ma scagliando in alto le braccia mentre è seduto sul divano del suo ufficio commenta: "Non appena siamo arrivati a quel traguardo e abbiamo potuto dire "Finalmente siamo entrati nell'eurozona!", siamo crollati. Non abbiamo fatto niente. E non ci sono progetti fondamentali o strutturali per il futuro". Il grande sprint dell'ottimismo italiano degli anni Ottanta coincise con la fine della guerra al terrorismo, con l'affermarsi dei primi marchi del lusso italiano di portata mondiale, quali Armani, Zegna, Brioni, Valentino, Gucci, Prada e tanti altri. Ma poi l'economia ha toccato il fondo, gli scandali politici dei primi anni Novanta sono coincisi con una stabilità finanziaria paragonabile soltanto a quella dell'Argentina (...) Non stupisce, dopo quanto detto, che molti italiani paiano alla ricerca spasmodica di una forte leadership e, forse, di un uomo forte. Da un sondaggio condotto l'estate scorsa è emerso che il 90 per cento degli italiani voterebbe una figura di questo tipo. Ma quando i candidati si presentano nelle vesti di uomini forti risuonano ancora troppo intensi gli echi della dittatura di Benito Mussolini perché possano trovare vasti supporti e consensi. Nonostante tutte le insoddisfazioni, nella Penisola perdura quello che in Italia potrebbe essere chiamato il "fattore dolce vita": la gente pensa ancora effettivamente che la vita sia bella. La maggior parte della popolazione (il 74 per cento, secondo u n sondaggio Eurobarometer del mese scorso) si dice preoccupata per l'economia. Un altro 52 per cento ritiene che l'Italia stia andando nella direzione sbagliata, ma ben il 71 per cento degli italiani si dice soddisfatto della propria vita, per ciò che concerne famiglia, lavoro, futuro. Federigo Argentieri, docente di scienze politiche alla John Cabot University di Roma, spiega che "gli italiani sono abituati a una rigida separazione tra la loro vita privata e ciò che accade a livello pubblico". E mentre un'assoluta mancanza di senso civico rende questo Paese estremamente difficile da governare, Argentieri osserva che quando - come spesso accade - il governo cade, è la forza della famiglia a far funzionare la società: "è sicuramente sbagliato, eppure è questo a tenere a galla l'Italia". ©. News-week -la Repubblica Traduzione di Anna Bissanti.

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Mostri da copertina prigionieri dell'agonia - (segue dalla prima pagina) vittorio zucconi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca L'analisi Mostri da copertina prigionieri dell'agonia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) VITTORIO ZUCCONI ORA è divenuta, anche sulle copertine dei maggiori settimanali, il cassonetto dei rifiuti giornalistici nei quali ogni inviato speciale, ogni opinionista americano sa di poter riversare il proprio secchio di catastrofismo con la certezza di essere pubblicato. Il nuovo stereotipo è la "vita amara" e il gregge giornalistico lo segue, nutrito dalla insaziabile capacità italiana di autoflagellazione e autodenigrazione. Si scrive e si trasmette quello che il "boss" domanda, e oggi domanda la vendetta contro il "miracolo" e l'odiata "dolce vita". Da Newsweek che ci dipinge in "agonia" al New York Times che ci sentenziò in "declino", dalle stazioni televisive locali ai grandi network, raccontare l'Italia come un disastro seppellito dalla spazzatura e sprofondato nella depressione morale e materiale, è quello che fa passare il servizio, come un tempo era l'articolessa sul neo realismo o la bellezza di Sofia. E che, come insegnano nelle facoltà di economia, "feeds the bulldog", dà da mangiare al cane. Oltre che al proprietario del cane. "Letteralmente e metaforicamente", ci spiegano, Napoli (e la sua monnezza) è la rappresentazione dell'Italia 2008; e dunque l'interprete indispensabile dello zeitgeist, dello spirito in cancrena del tempo corrente, è Beppe Grillo, che sembra mandato dal cielo per riempire la "copy", il pezzo di ogni inviato con la citazione che conferma. "Ha chiesto che i tedeschi tornino a invadere l'Italia", trasecolano i media americani, sotto sotto temendo magari che poi tocchi ancora a loro tornare a liberarci. Newsweek tenta anche di trasmettere il senso morale del grido di battaglia del grillismo, arrancando nella traduzione del noto "vaffanculo" che gli autori sono costretti a rappresentare con un "vai a fottere te stesso" che non rende giustizia, né simbolica né praticabile, al messaggio. Invano, in un articolo di accompagnamento, l'economista della Bank of America, Holger Schmiedling, avverte il lettore che, dopo avere detto tutto il male possibile e dopo avere fatto tutte le previsioni di tramonto definitivo della "Dolce Vita" se c'è una nazione europea in grado "di arrampicarsi fuori dalla melma, piuttosto che di finire giù nel lavandino", questa è proprio l'Italia. Quel Paese nel quale, scrisse l'Economist qualche anno fa, "le cose che non succedono, succedono puntualmente". La forza inerziale dell'opinione americana guidata dai suoi mezzi di comunicazione, il "momentum", come si dice nello sport e in politica, impone che l'immagine del nostro Paese sia la spazzatura materiale e politica della quale non riusciamo a sbarazzarci. E poco ottimismo suscita anche il possibile ritorno di quello che Newsweek definisce sarcasticamente il "miliardario showman" alla guida del governo. Come ogni americano deve obbligatoriamente essere un "cowboy", nell'album dei luoghi comuni europei, così da qualche tempo ormai ogni italiano è, nella allegoria lanciata dal New York Times, "un depresso che canta arie d'opera", una sorta di Pavarotti al Prozac, scosso dal proprio torpore melodrammatico soltanto dal desiderio di mandare tutti "affanculo". Quella stessa nazione che forniva le scarpine e gli abiti al "diavolo che veste Prada", che calzava i piedi dei lobbysti più potenti a Washington nella via dei loro uffici, oggi è la terra dell'Alitalia, che con la "sua flotta di albatross", esprime la capacità italiana di "non fare", la "can't do economy", l'economia del no. Il che è vero, ovviamente. Anche le mirabili statistiche di crescita degli anni '80 "erano soltanto un'illusione", fa dire Newsweek allo storico dell'economia, il professor Giulio Sapelli. La tecnica delle "selective quotes", delle affermazioni scelte per confermare la tesi centrale dell'articolo e del servizio creando l'impressione dell'oggettività è un altro classico del giornalismo mondiale. Sbatti l'Italia in copertina, per piangere sulla sua agonia. Le immagini di Napoli le ho viste rilanciate da telegiornali locali nel profondo del Sud Carolina come nella neve del New Hampshire, e poi tradotte naturalmente nel declino costante dei flussi turistici americani verso l'Italia. Siamo tutti poveri piccoli Buonarroti, prigionieri "dell'Estasi e dell'Agonia", come il settimanale non manca di citare dalla memorabile biografia di Michelangelo poi divenuta film. Eppure, sbigottiscono gli autori del reportage, "sembriamo felici". Ma non eravamo tutti depressi fradici? O è un modo per cautelarsi, per coprirsi il didietro? Vuoi vedere che anche stavolta, questi maledetti italiani con le loro sottanine eleganti e la loro piega perfetta delle brache, ce la fanno.

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GRILLINI BRESCIANI: STASERA SI RIUNISCE IL GRUPPO AMBIENTE (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca pag. 13 "GRILLINI" BRESCIANI: STASERA SI RIUNISCE IL GRUPPO AMBIENTE Stasera alle 21 alla casa delle associazioni di via Cimabue si riunisce il Gruppo Ambiente del Meetup Amici di Beppe Grillo di Brescia. Si discuterà ancora della strategia Rifiuti Zero e delle iniziative in programma per i prossimi mesi. AL MATER "TORVA AVARIZIA, IRA RABBIOSA, ASTIOSA INVIDIA" Dalle 20,30 alle 22,30 al centro Mater Divinae Gratiae di via Sant'Emiliano 30 è in programma il secondo incontro sui vizi capitali. Si parlerà di "torva avarizia, ira rabbiosa e astiosa invidia". Per iscriversi contattare lo 0303847212. Rimarrà invece allestita fino al 23 marzo la mostra "I sette re della terra e le ultime sette parole del re", organizzata dalle Dorotee di Cemmo. CON LA SECONDA CORSI DI CUCINA E DI SHIATSU A marzo inizieranno i corsi di cucina, informatica, filosofia, fotografia e shiatsu organizzati dalla Seconda circoscrizione. Le iscrizioni entro la fine del mese di febbraio rivolgendosi alla segretaria da lunedì a giovedì (9.30-12.15 e 14-15.45) e venerdì (9.30-12.15) in via Colle di Cadibona 5 (tel. 0302099077). VIABILITA' VIA DEL SEBINO E' CHIUSA AL TRAFFICO Per lavori di scavo per l'allacciamento del teleriscaldamento, dalle 9 di oggi e fino a fine lavori è chiusa al traffico via del Sebino, tra via Manzoni e via Milano. VIA CIMABUE "GRILLINI" BRESCIANI: STASERA SI RIUNISCE IL GRUPPO AMBIENTE.

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Newsweek, copertina sui rifiuti di Napoli (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-18 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE "Italiani a pezzi ma felici" Newsweek, copertina sui rifiuti di Napoli MILANO - "Agonia ed estasi: l'Italia appena funziona. Nonostante ciò gli italiani sono felici, come è possibile?". Non se lo spiega il settimanale Newsweek che al caso Italia dedica la copertina della sua edizione europea. Tutto va male nel Belpaese. Un'economia in stallo. Un governo caduto e una campagna elettorale in corso. "Ovunque gli italiani guardino- scrive Newsweek - ci sono segni di decadenza". Dall'immondizia di Napoli a "Venezia che affonda"; da Firenze, sovraffollata di turisti, ad Alitalia: "Una flotta di albatros piena di debiti simbolo dell'economia italiana del "non fare"". Ma gli italiani pensano ancora che "il Paese possa risollevarsi". Newsweek ha sentito Pino Arlacchi: "Credo che molti si stiano chiedendo: perché non partecipiamo alla svolta di questo Paese?". L'economista Giulio Sapelli fa un po' di storia, dalle "opportunità perse degli anni 80" a Mani Pulite. E se il sociologo Ilvo Diamanti riflette sulla "rabbia sterile, il sentimento oggi dominante in Italia", Beppe Grillo al telefono con Newsweek urla: "Invadeteci, aiutateci!". Eppure "gli italiani ancora credono che la vita sia bella: il 74% è preoccupato per l'economia, ma il 71% è soddisfatto della propria vita, famiglia, lavoro, futuro". Ed è proprio "la forza della famiglia a mantenere il Paese a galla". La copertina della rivista dedicata ai problemi italiani, dalla caduta del governo alla spazzatura.

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MASSA - IL CONSIGLIO comunale è convocato per oggi e domani alle 16. All'or (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

? MASSA ? IL CONSIGLIO comunale è convocato per oggi e domani alle 16. All'ordine del giorno anche la variante al piano regolatore della Zia per consentire la costruzione dell'impianto di bricchettaggio a ridosso del Cermec. Gli Amici di Beppe Grillo invitano la cittadinanza "a partecipare al consiglio, perché verrà decisa la variante per poter dare il nulla osta alla costruzione dell'impianto di bricchettaggio, precursore dell'incenerimento dei rifiuti. Nonostante tutti gli studi riportati, le statistiche e i dati nefasti che parlano solo di aumento della mortalità per cancro, i nostri amministratori sono sordi e con assoluto disinteresse del parere di moltissimi cittadini, proseguono il loro cammino, autorizzando l'installazione di questo impianto che non trova riscontro positivo neppure per l'abbattimento della tassa dei rifiuti". I grillini affermano che verranno spesi 15 milioni di euro senza garantire che non ci siano rischi per la salute. "Oltre che sordi, poi sono anche muti ? proseguono i grillini ?, visto che nessuna risposta è stata data alle Osservazioni opposte dagli Amici di Beppe Grillo, alla presentazione dell'impianto, fatte pervenire al presidente della Provincia, come previsto dalla legge regionale 79/98, nei termini stabiliti". Insomma, questa gente "dovrebbe amministrare la città e non considerarla di loro proprietà. La nostra vita non è alienabile, quindi facciamoci sentire". - -->.

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ELEZIONI: 'INFORMAZIONE VEICOLO DI FALSITA'', DI PIETRO LANCIA 4 PROPOSTE PER RIFORMARLA (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

''EPSIODIO BERLUSCONI SU BIAGI DIMOSTRA INADEGUATEZZA SISTEMA'' ascolta la notizia commenta 0 vota 3 tutte le notizie di POLITICA Roma, 18 feb. - (Adnkronos) -Da una sola televisione pubblica senza pubblicita' al limite di una sola rete per i privati come Mediaset, fino all'abolizione del finanziamento pubblico per l'editoria. Antonio Di Pietro lancia le sue proposte di programma di governo per cambiare l'informazione. Il leader dell'Italia dei Valori, che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata'.

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Ma Di Pietro che ci azzecca? (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

IL PEGGIORE Ma Di Pietro che ci azzecca? AUGUSTO MINZOLINI Se la scelta degli alleati è la cartina di tornasole del profilo del Pd, c'è da stare freschi. Walter Veltroni ha rifiutato in blocco l'intera sinistra massimalista. Ha posto un aut aut a socialisti e radicali: dentro il Pd o fuori. Mentre con Antonio Di Pietro si mostra magnanimo. Ha messo in piedi una trattativa che magari alla fine permetterà all'ex pm di correre con il proprio simbolo e collegato con il Pd. Eppure, Di Pietro è un personaggio ingombrante. Intanto non è sicuramente più affidabile di socialisti e radicali, anzi. Le cronache del governo Prodi dimostrano che le polemiche sollevate dal ministro delle Infrastrutture con tanto di scenate plateali in Consiglio (in una riunione a Palazzo Chigi rimproverò ad Alfonso Pecoraro Scanio di avere dei collaboratori "culattoni"), sono state sicuramente più numerose di quelle montate dai seguaci di Marco Pannella ed Enrico Boselli. Sul piano dei comportamenti non ne parliamo, basta leggere il dossier raccolto da Radio radicale: l'ex pm più famoso d'Italia è diventato un immobiliarista grazie alle sedi dell'Italia dei valori acquistate con i soldi del finanziamento pubblico e intestate a parenti e amiche. Insomma, ha gestito il suo partito come una proprietà, in stile Mastella. Infine c'è la questione programmatica: con Di Pietro alleato il Pd non potrà mai azzardare alcun tipo di riforma del sistema giustizia in Italia. Sarà completamente paralizzato sul tema. Non è un handicap programmatico da poco per Veltroni. E, allora, perché il leader del Pd ci tiene tanto all'alleanza con Di Pietro? La verità è che l'ex pm si porta dietro un sistema di alleanze che fanno comodo al Pd: da Beppe Grillo al Club Santoro, a tutto il giro di Micromega di Paolo Flores d'Arcais. Una serie di ambienti che forse non porteranno un voto, ma possono fare male in campagna elettorale. Veltroni, che ha messo nel conto scontri furiosi con sinistra massimalista, radicali e socialisti, vuole evitare di aprire un altro fronte. E Di Pietro, in fondo, può diventare una garanzia e uno scudo per tenere a bada il caravanserraglio giustizialista. Non per nulla i maggiori sostenitori dell'alleanza con l'ex pm sono i prodiani. Un dato su cui il leader del Pd dovrebbe riflettere: perché se da una parte Di Pietro può portare qualche voto (i sondaggi lo accreditano del 4 per cento), in prospettiva la presenza dell'ex pm può diventare un macigno sulla strada di ogni possibile intesa con Silvio Berlusconi. Ipotesi che è nei disegni di Veltroni, ma sicuramente non in quelli di Di Pietro e di Prodi.

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La Cosa di Centro. Il nuovo partito di indagati, condannati e trombati che piacerà tanto a Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Feb 0818 La Cosa di Centro. Il nuovo partito di indagati, condannati e trombati che piacerà tanto a Beppe Grillo. Pubblicato da Tiziano Scolari alle 11:16 in Politica Giovanni Sena su Orizzonte Liberale scommette oggi sulla probabile scomparsa dell'Udc e si chiede quale idea politica rappresenti oggi l'UDC e quanti italiani si identifichino in questa così fortemente da votare il partito anche se completamente isolato. Sono perfettamente d'accordo. La scelta dell'Udc di correre dal sola è dettata da una sola motivazione: Casini ha capito che restando alla corte di Berlusconi non ne prenderà mai il posto. Il delfino ormai è diventato il buon Fini senza dimenticare che dalla Padania sta arrivando Formigoni che si appresta a mettere sul tavolo tutta la forza della sua appartenenza a Comunione e Liberazione, una vera e propria lobby, in Lombardia ma non solo. Bieche questioni di potere, quindi, come spesso accade nella politica italiana. Ma cosa può fare ora Casini per non essere spazzato via dalla scena politica ? Solo una cosa: radunare i vari partitini che si rifanno agli ideali cristiani e che non sono riusciti ad entrare nè alla corte di Berlusconi, nè a quella di Veltroni. La neonata Rosa Bianca di Tabacci e Baccini, usciti proprio dall'Udc qualche settimana fa, ma anche l'Udeur di Mastella. Il re di Ceppaloni ha chiesto troppo per entrare nel PDL di Berlusconi e probabilmente ora è proprio il Cavaliere a non volere Mastella tra le sue file. Nelle prossime settimane ci potrebbe quindi esserre una nuova aggregazione di centro formata da Casini, la Rosa Bianca e Mastella: il partito degli indagati, dei condannati e dei trombati. Vi farebbero infatti parte: Lorenzo Cesa : indagato per abuso d'ufficio, condannato in primo grado per corruzione aggravata e poi graziato dalle leggi berlusconiane e di nuovo indagato per truffa e associazione a delinquere nell'inchiesta poseidone. Totò Cuffaro : condannato in primo grado a 5 anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio. Rocco Buttiglione : trombato nel 2004 dalla commissino europea quando stava per diventare commissario europeo alla giustizia, alla libertà e alla sicurezza. Perchè ? Per le sue affermazioni al limite del razzismo nei confronti dell'omosessualità. Fin qui la dotazione dell'Udc. A questa già ricca dote di base si aggiungerebbe Mastella e famiglia , le cui difficoltà con la giustizia sono fin troppo note. Proprio una bella formazione politica, aperta al nuovo e moderna sui temi della moralità e della legalità. Siamo certi che anche Montezemolo (il grande corteggiato dal nuovo centro) vorrà entrare a ferne parte.

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Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, ... Beppe Grillo critica la Giunta comunale che in settimana, alla vigilia delle dimissioni di Veltroni, ha dato via libera al nuovo piano regolatore. Sul suo blog, il comico genovese ha dato spazio a quanto avvenuto a un comitato di cittadini, rappresentanti di associazioni, come Meet Up, e comitati di quartiere che intendevano assistere al dibattito in aula e ai quali invece è stato impedito. Sulla loro esclusione è stata presentata una denuncia al commissariato Trevi ed è stato presentato un esposto alla Procura di Roma. "I Consigli comunali - afferma Grillo - devono essere aperti ai cittadini. Chi lo impedisce va denunciato. I sindaci e gli assessori non tollerano la presenza dei loro datori di lavoro. Preferiscono invitare i commensali della torta pubblica: industriali, lobbisti, costruttori. Io non voglio più tollerare questa situazione di esproprio della democrazia. Lo spazio costituzionale e democratico dei cittadini si riduce sempre di più: non possono scegliere il candidato, sono ignorate le proposte di legge popolare, non sono consultati sul programma elettorale, sono cancellati i referendum". Il Meet up si riserva di denunciare Veltroni e i suoi assessori alla Procura. "Il blog ha concluso Grillo - se richiesto, darà un aiuto con i suoi avvocati. Controlliamo i nostri dipendenti con l'operazione: "Fiato sul collo"".

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Abbasso la luce (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

OBIETTIVI DI KYOTO UN CONVEGNO DEL GRUPPO VERDI (così risparmiamo energia!) CHIARA PRIANTE Dal buio alla luce e dalla luce.. al buio. Il 15 febbraio torna "M'illumino di meno", la giornata internazionale del risparmio energetico. In mondo dominato da scritte luminose e tanti sprechi di energia elettrica, dal computer lasciato acceso in ufficio al pallino rosso del televisore, anche spegnere l'interruttore è una conquista, esattamente come lo fu due secoli or sono l'accendere la prima lampadina per i nostri antenati. L'iniziativa è nata "dal basso" quattro anni fa: fu una scommessa lanciata dai microfoni della trasmissione radiofonica di Rai Radio Due "Caterpillar", dai conduttori Cirri e Solibello che proposero agli ascoltatori di spegnere la luce per dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte del pianeta. E il clou dell'iniziativa, patrocinata Ministero dell'ambiente e dalla Presidenza del consiglio dei Ministri, è perciò affidata proprio alla volontà dei singoli: l'invito è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì, vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto, dalle 18 alle 19,30. Basta andare sul sito del programma (www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/proposte) e cliccare su Torino per capire il grande consenso registrato in città: moltissimi sono i torinesi entusiasti, c'è chi promette di fare cena a lume di candela, chi di spegnere la luce del corridoio dell'ufficio, chi il computer nella pausa pranzo. Ma ci sono anche scuole e aziende ecosensibili. Comune, Provincia e Regione dalla loro hanno deciso di spegnere in quell'ora e mezza la Mole Antonielliana e le luci di piazza Castello. E sotto la Mole alle 18,30 si esibiscono i "Babemalà" in un concerto a lume di candela e in acustico per strada davvero particolare. Si oscurano anche le facciate di piazza Castello, compresa la Prefettura; del Museo dell'Automobile; della sede Circoscrizione 5, via Stradella 192 (Torre dell'Orologio); Sede Circoscrizione 3. Ma anche molte attività commerciali aderiscono, staccando le luminarie. Tra questi c'è l'8 Gallery di via Nizza 262: dalle 18 alle 20 l'illuminazione della galleria del Lingotto, della corte dei giochi e della corte della ristorazione è dimezzata per far riflettere i visitatori su un utilizzo più consapevole dell'energia. Ci sono anche negozi che propongono iniziative a tema: Mondo Nuovo, via San Marino 65, sabato 16 alle 16 organizza laboratorio e merenda equosolidale per bambini 4-8 anni sul risparmio energetico. Alcuni ristoranti propongono cene a lume di candela. Eataly, a Palazzo Carpano, ad esempio, la sera del 15 accoglie i visitatori con lo spettacolo "Toccami. Del vino e dei suoi costumi" a cura del Teatro delle Forme: i partecipanti vengono proiettati in un'insolita esperienza percettiva. Al buio e bendati, sono accompagnati dagli attori in una dimensione meta teatrale, in cui la percezione avviene attraverso tutti i sensi, tranne la vista. Il Caffè Basaglia di via Mantova 34, invece, si collega proprio con "Caterpillar", durante il concerto a lume di candela organizzato alle 18 con il Quintetto Nautilus. La Casa Umanista, via Martini 4/b, ospita una cena a lume di candela a cura degli amici di Beppe Grillo di Torino, alla Cascina Roccafranca di via Rubino 45, dalle 18 alle 23, si pengono le luci, alle 19 cena con candele alla piola dell'incontro, alle 21 concerto mandolinistico "La musica in penombra". Il Centro visite del parco naturale della collina torinese offre la possibilità di visitare il centro e la mostra "Arte e Natura" con la sola illuminazione delle candele. Al Teatro Espace di via Mantova 38 lo spettacolo di Imprò di venerdì 15 alle 21 (ingresso 10 euro, con consegna omaggio di una lampadina) viene realizzato con meno luci in scena: vengono inoltre realizzate improvvisazioni al buio e sul risparmio dell'energia. Il Centro Studi Sereno Regis e la sua sezione ambientale, l'Ecoistituto del Piemonte Pasquale Cavaliere, in quell'ora e mezza spengono tutto ciò che per funzionare necessità di energia e propongono un concertino itinerante - rigorosamente acustico - di organetto e violino che si spinge fino in via Garibaldi. Infine, le iniziative del Museo A come ambiente di corso Umbria 90, che non poteva che rispondere presente a quest'invito. Il 15 (ore 15-18, prenotazioni: 011/070.25.35) tutti gli insegnanti possono visitare gratuitamente il piano dell'energia e i suoi laboratori. Il 16 e il 17 dalle 14 alle 19, visita al museo con ingresso scontato a 4 euro per tutti: in omaggio una lampadina fluorescente. Nell'occasione viene presentato in prima assoluta (entrambi i giorni alle 17) il software gratuito ideato dalla Comunità europea. "Si installa sul telefonino e permette di verificare il Co2 che emettiamo in una giornata - spiega il direttore di A come ambiente, Carlo Degiacomi -. Basta scaricare gratuitamente il primo programma sviluppato per telefonini che crea un collegamento tra le nostre attività quotidiane come spostamenti, utilizzo di elettrodomestici, quantità di rifiuti e le emissioni di gas serra. Perchè il surriscaldamento globale dipende anche dal modo in cui viaggiamo, gli apparecchi che accendiamo, il cibo che mangiano: piccoli cambiamenti nei comportamenti individuali possono dare un contributo nelle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, i tre principali gas responsabili dell'effetto serra". Infine, tutti i dipendenti della Regione, su iniziativa dell'Assessore all'ambiente, potranno visitare gratuitamente con le loro famiglie il museo, sia il 16 e 17 febbraio che il 23 e 24. Venerdì 15 dalle ore 9,30 alle 18, al Circolo Canottieri Esperia, corso Moncalieri2, il Gruppo Verdi del Consiglio regionale del Piemonte organizza il convegno dedicato a "Un patto per il futuro sostenibile. I processi di Agenda 21 locale e gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. Partecipano, tra gli altri, Mariacristina Spinosa, consigliere regionale, Nicola De Ruggiero, assessore all'Ambiente della Regione, Angela Massaglia, assessore allo Sviluppo sostenibile della Provincia di Torino.

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NESWEEK (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Nesweek... L'emergenza dei rifiuti viene citata come l'esempio più eclatante: "Da mesi le strade di Napoli sono invase da montagne di spazzatura e ancora non c'è una soluzione in vista" scrive l'autore del servizio, Jacopo Barigazzi. Inoltre, in un ulteriore commento sullo stesso settimanale, il columnist Holger Schmieding aggiunge che "i rifiuti in decomposizione hanno mostrato al mondo come il settore pubblico italiano abbia fallito nei confronti dei suoi cittadini". La lista dei problemi è lunga e cita sia Venezia che sta affondando senza che si prendano misure concrete per salvarla, sia la vicenda dell'Alitalia come emblema di un Paese in cui l'economia non va: di fatti, sottolinea il giornale, i tassi di crescita sono i più bassi di tutta Europa. Ma il punto centrale resta l'impasse del sistema politico, come ha dimostrato la caduta del governo Prodi: "Le necessarie riforme strutturali vengono promesse puntualmente, ma poi cadono nel dimenticatoio di un sistema in cui i partiti, anche se sono minuscoli, esercitano il loro potere di veto per bloccare qualsiasi iniziativa del governo". Due mesi fa, proprio in coincidenza con la visita del presidente Napolitano negli Stati Uniti, era stato il New York Times a scrivere sui mali dell'Italia: il reportage di Newsweek riprende alcuni interlocutori (come Luca di Montezemolo e Beppe Grillo) e alcuni luoghi comuni (dalla grande tradizione dell'Opera ai figli che continuano a vivere con i genitori oltre i trent'anni), però non racconta - come aveva fatto il quotidiano - un'Italia "depressa". Piuttosto, il Newsweek si chiede come mai gli italiani sembrino felici, nonostante il loro Paese non funzioni. "Forse - scrive il giornale citando Federico Argentieri, docente della John Cabot University di Roma - è perché riescono a separare nettamente la loro vita privata dalla sfera pubblica": la maggioranza degli intervistati di un sondaggio dell'Eurobarometro non ha negato le preoccupazioni per l'andamento dell'economia o per un Paese "che si sta muovendo nella direzione sbagliata", ma allo stesso tempo si è dichiarata "soddisfatta" della vita familiare. "Eppure - conclude l'articolo - l'Italia deve trovare la via per rilanciarsi". Nino Spampinato.

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RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E' BEPPE GRILLO (sezione: Grillo)

( da "Prima Comunicazione" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Data: 18/02/2008 Fonte: Ansa Categoria: Radio RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E' BEPPE GRILLO SPE:RADIO 2008-02-18 17:26 RADIO: VALZANIA, TRANQUILLI FIORELLO NON E' BEPPE GRILLO V. RADIO: FIORELLO RIPARTE FORTE... DELLE 16:13 ROMA (ANSA) - ROMA, 18 FEB - "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è neppure Serena Dandini. Sente una vocazione civico-benpensante. Lui fa la satira. L'obiettivo è far ridere e questo richiede la trasgressione". Così il direttore di Radiodue e Radiotre, Sergio Valzania, commenta la prima puntata della nuova edizione di Viva Radiodue e prende le parti di Fiorello che ha invitato a "strappare il certificato elettorale e buttarlo per strada". "Il riferimento alla scheda elettorale - dice Valzania - faceva parte del suo pezzo sulla spazzatura. Per parlare contro le strade sporche è arrivato all'assurdo. Fiorello è un personaggio che non può sfuggire alla cronaca, la deve affrontare e lo fa con la sua cifra fra lo scherzoso, l'indignato, il perbenismo, il senso patriottico". Valzania sottolinea anche che "Fiorello deve esagerare sempre, se non lo fa non fa ridere. Ha bisogno, per il suo tipo di comicità di essere molto sulle notizie, è un divoratore di carta di giornale. Non ha mai rivendicato una posizione politica. Ci sono molte sue battute anche su se stesso e il comune sentire degli uomini". Il direttore di Radiodue invita anche a riflettere sul fatto che "tutto quel pezzo sulla spazzatura lo ha fatto dopo che la trasmissione è stata ferma, all'inizio, perché non funzionavano le cuffie. Può darsi che per questo qualche sapore sia stato più aspro di quanto non avesse pensato. Fiorello si concentra come un grande atleta sulla linea di partenza, se uno per sbaglio gli dà una spinta gli secca molto". (ANSA). CA/ S0B QBXB.

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Di Pietro: ''Una sola Rete per i privati come Mediaset'' (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Il leader dell'Idv lancia 4 proposte per riformare l'informazione ''spesso veicolo di falsità palesi'', tra queste ''un'unica tv pubblica senza pubblicità'' e ''l'abolizione dei finanziamenti statali all'editoria''. Veltroni: ''Veloce rimonta del Pd'' ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 18 feb. (Adnkronos) - Da una sola televisione pubblica senza pubblicità al limite di una sola rete per i privati come Mediaset, fino all'abolizione del finanziamento pubblico per l'editoria. Antonio Di Pietro (nella foto) lancia dal suo blog le sue proposte per cambiare l'informazione. ''L'Italia dei Valori - spiega Di Pietro - ha nella sua proposta di programma di governo un intervento radicale sull'informazione''. Al primo punto, c'è una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti. Segue l'esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete 4 sul satellite. E ancora, limite di una sola Rete per i concessionari privati (come Mediaset). Infine, Di Pietro propone l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria. Il leader dell'Italia dei Valori, che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata'. ''Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta, direttore del Tg1 - scrive Di Pietro sul suo blog - ha parlato di Enzo Biagi. Ha rivelato di aver voluto trattenere Biagi in Rai e che il giornalista declinò la sua offerta per poter ottenere una ricca liquidazione. Riotta, che dirige il più importante telegiornale pubblico, non si è sentito in dovere di replicare. Lo stesso Riotta aveva dichiarato di avere Biagi come modello. La verità è che Berlusconi, con il famoso editto bulgaro, ha cacciato dalla Rai Enzo Biagi per la sua indipendenza, insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi''. ''Enzo Biagi - continua Di Pietro - aveva un grande difetto per il capo del PDL: diceva la verità. Un morto non si può difendere, non ci può essere un contraddittorio con una persona scomparsa. Questo episodio - afferma Di Pietro - è solo l'ennesimo di un pessimo inizio di campagna elettorale da parte dei media. Una situazione che evidenzia la inadeguatezza del nostro sistema di informazione, spesso veicolo di falsità palesi che diventano vere solo perché ripetute nel tempo''. Da qui, le quattro proposte per cambiare l'informazione in Italia.

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Fiorello: "Via i rifiuti, oppure non votate". Ecco il GrilloZen per prepararsi al peggio pag.1 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Fiorello: "Via i rifiuti, oppure non votate". Ecco il GrilloZen per prepararsi al peggio Lunedí 18.02.2008 17:44 --> Una frecciata è stata indirizzata anche alla Giustizia. "E' ora di finirla - ha detto Fiorello - non se ne può più di vedere gente che commette reati e non passa neanche un giorno in prigione perchè si inventano patteggiamenti della pena, riti abbreviati e buona condotta. Se uno sbaglia deve pagare. Vogliamo la certezza della pena". E poi: "Risolvere i problemi ai cittadini non è mestiere nostro ma dei politici. Loro però non fanno niente quindi premndiamo in mano noi la situazione". Dall'altra parte Beppe Grillo propone "tecniche grillozen per arrivare all'illuminazione" dato che "la nostra mente è rinchiusa in confini angusti" e "la stampa e la televisione ne sono i guardiani". Primo: "rovesciare l'informazione nel suo opposto (esempio, gli inceneritori non hanno effetti sulla salute gli inceneritori causano tumori)", seguito dall'"immedesimarsi nei mentitori di professione partendo dai casi più semplici per arrivare ai più complessi" per arrivare a "leggere un programma elettorale a caso ad alta voce senza sghignazzare davanti allo specchio alla luce di una candela. (esempio, il contratto con gli italiani o i 208 punti dell'Ulivo)". Il comico blogger aggiunge il consiglio numero 4, "pensare sempre per il peggio. Chi pensa peggio non teme sorprese. Puo' vivere tranquillo. Che altro gli puo' capitare?" e poi il "chiedere a degli amici di immobilizzarci davanti alla televisione con gli occhi aperti da pinzette come nel film 'Arancia Meccanica'", per reggere i talk show politici. L'ultimo è "leggere la propria busta paga e confrontarla con quella di qualche anno fa. Ripetere l'esercizio con lo scontrino della spesa. E' di aiuto - suggerisce - ascoltare Tremonti, Brunetta e Visco in sottofondo".

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"Una sola rete a Mediaset" (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.net" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

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Spostamento di Rete 4 sul satellite. Limite di una sola Rete per i concessionari privati (come Mediaset). Infine, abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria Bologna, 18 febbraio 2008 - Da una sola televisione pubblica senza pubblicità al limite di una sola rete per i privati come Mediaset, fino all'abolizione del finanziamento pubblico per l'editoria. Antonio Di Pietro lancia le sue proposte di programma di governo per cambiare l'informazione. Il leader dell'Italia dei Valori, che nelle settimane scorse aveva annunciato di aderire al V-Day del 25 aprile di Beppe Grillo contro l'informazione in Italia, prende spunto da quanto affermato da Silvio Berlusconi su Enzo Biagi per lanciare la sua 'crociata'. "Silvio Berlusconi, in una recente intervista a Gianni Riotta, direttore del Tg1-scrive Di Pietro sul suo blog- ha parlato di Enzo Biagi. Ha rivelato di aver voluto trattenere Biagi in Rai e che il giornalista declinò la sua offerta per poter ottenere una ricca liquidazione. Riotta, che dirige il più importante telegiornale pubblico, non si è sentito in dovere di replicare. Lo stesso Riotta aveva dichiarato di avere Biagi come modello. La verità è che Berlusconi, con il famoso editto bulgaro, ha cacciato dalla Rai Enzo Biagi per la sua indipendenza, insieme a Michele Santoro e a Daniele Luttazzi". "Enzo Biagi -contionua Di Pietro- aveva un grande difetto per il capo del PDL: diceva la verità. Un morto non si può difendere, non ci può essere un contraddittorio con una persona scomparsa. Questo episodio -afferma Di Pietro- è solo l'ennesimo di un pessimo inizio di campagna elettorale da parte dei media. Una situazione che evidenzia la inadeguatezza del nostro sistema di informazione, spesso veicolo di falsità palesi che diventano vere solo perchè ripetute nel tempo". Da qui, le quattro proposte per cambiare l'informazione in Italia. "L'Italia dei Valori -spiega Di Pietro- ha nella sua proposta di programma di governo un intervento radicale sull'informazione". Al primo punto, tra le proposte del leader dell'Idv c'è una sola televisione pubblica senza pubblicità, pagata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti. Segue l'esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e spostamento di Rete 4 sul satellite. E ancora, limite di una sola Rete per i concessionari privati (come Mediaset). Infine, Di Pietro propone abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria. 'SENZA CORRETTA INFORMAZIONE NON CI SONO PARI OPPORTUNITA" Gli esponenti del centrodestra "si sono arrabbiati tanto perchè sanno che se vinciamo si troveranno una legge sul conflitto di interesse e una legge sul sistema radio-televisivo e dell'informazione che garantisca trasparenza e ponga limiti ai concessionari per avere reti nazionali". è quanto prospettato oggi dal leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, nel corso della conferenza stampa tenutasi nella sede della Regione a Bologna, per lanciare la campagna elettorale del suo partito in Emilia Romagna. Con queste parole, infatti, Di Pietro ha voluto replicare alle critiche mosse dal centrodestra rispetto alla sua proposta di riforma del sistema radiotelevisivo e dell'informazione. Ribadendo che, in merito alla diatriba tra le emittenti Europa 7 e Rete 4 "c'è una sentenza della Corte di giustizia europea che va rispettata", Di Pietro specifica che i punti prioritati del programma del Pd sono "occupazione, sicurezza sul lavoro, lotta precariato e politiche per i giovani, ma anche "il rispetto delle regole del gioco". "Senza una corretta informazione - prosegue, infatti, Di Pietro - ed il pericolo che il controllore venga nominato sempre dal controllato, non c'è pari opportunità nel Paese. Ecco perchè noi riteniamo che, a prescindere dal Berlusconi di turno, sia necessario di risolvere alcune questioni di democrazia del Paese". Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Psicofarmaci ai bambini di Bologna Un 'censimento' nelle scuoleCronaca - Locale Narcotizzato e derubato da una donna La vittima, un uomo di 83 anniCronaca - Locale Doppia indagine sul rally del 118: Al lavoro carabinieri e Ulss18Cinema Jude Law, Johnny Depp e Colin Farrell Super trio per sostituire LedgerSpettacolo Heidi Klum è la più sexy del mondo Battuta Gisele, il tramonto di NaomiCronaca - Locale Su Ebay si vende un voto per le elezioni del 13 aprileSpettacolo - Locale A Tolentino è di scena il divertimento Tutto pronto per 'La cena dei cretini'Sport - Rugby Bortolami: "Sono pronto a giocare" Cultura - Locale Boom di immatricolazioni a Urbino Lauree triennali: più 6% di iscrittiSport - Calciomercato L'asta di Zamparini per Amauri "Chi porta 25 milioni lo prende"Cronaca - Locale Traffico di cocaina, due giovani in manetteCavalloMagazine - Sport Vejer: al via il 'Circuito del Sol' Cinque le gare da sei giorni l'unaCavalloMagazine Apertura con l'omaggio a Pavarotti In scena l'unico film di Big Luciano Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008La Belle Epoque. 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Veltroni liscia il pelo a Beppe Grillo. Di Pietro propone le leggi del V Day (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 18-02-2008)

Argomenti: Grillo

Feb 0818 Veltroni liscia il pelo a Beppe Grillo. Di Pietro propone le leggi del V Day Pubblicato da Tiziano Scolari alle 21:27 in Politica Il Pd vuole raggiungere la maggioranza della popolazione ? Allora Veltroni deve cercare di parlare a tutte le fasce sociali. Gli operai non si sentono più rappresentanti ? E lui candida l'unico superstite della Thyssenkrupp. Il Pd non riesce a sfondare nelle imprese del Nord ? E Veltroni candida come capolista in Lombardia Matteo Colaninno, leader dei giovani industriali. La mossa di oggi ha come strumento Antonio di Pietro: il 25 Aprile ci sarà il secondo V day di Beppe Grillo ? Tanti elettori sono tentati dal non andare a votare ? Allora Di Pietro presenta il programma dell'Italia dei Valori in cui fanno capolino proprio le proposte di legge per cui Grillo ha raccolto le firme nel primo V day. Al punto 7 si legge: Interdizione ai condannati in Parlamento, Limitazione dell'elezione a parlamentare per massimo due legislature, Modifica immediata della legge elettorale con il ritorno alla preferenza diretta. Questo punto avrebbe potuto scriverlo Grillo. Di Pietro si porta poi avanti nel lavoro e propone l'eliminazione dei finanziamenti pubblici all'editoria, altro punto per cui si batte Grillo e squassa il mondo politico proponendo una sola televisione pubblica, senza pubblicità e una sola Rete televisiva ad ogni soggetto privato. C'è nè abbastanza per togliere il sonno a Berlusconi ! Un ultimo fondamentale interrogativo. Nel caso in cui il Partito Democratico riuscisse a vincere le elezioni quali sarebbero le probabilità di vedere queste proposte trasformate in legge ? Sicuramente molto basse, ma in questo modo Veltroni riuscirà a conquistare moltissimi voti che altrimenti verrebbero persi. P.s. Forse non molti se ne sono accorti, ma Veltroni ha già introdotto nello statuto del Pd il limite di 3 mandati per i parlamentari. Non sono ancora 2 come chiede Grillo, c'è comunque la possibilità di derogare a questa regola nella misura del 10 % dei candidati, ma anche questo è uno strizzare l'occhio alle richieste di tanti elettori schifati dalla casta. Che l'ex sindaco di Roma riesca a cavalcare, domandola, l'antipolitica ?.

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