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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (76)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Redditi sul Web, Grillo: <È una follia> Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera ( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, ma sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora: "Ti brucia il cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese -

Italia publica en Internet los datos fiscales de 40 millones de personas ( da "Pais, El" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ingresos de 2005 declarados por algunos personajes populares Beppe Grillo - 4.272.591 euros. Cómico, autor del blog más leído de Italia y promotor de una dura campaña contra la clase política italiana, Grillo ha calificado la medida fiscal de "locura". Luciano Benetton - 1.635.722 euros. Empresario del Véneto, fundador y presidente del grupo homónimo en el sector de la moda.

I redditi degli italiani su Internet poi arriva lo stop del Garante ( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.

L'Agenzia delle Entrate pubblica sul proprio sito web gli elenchi, il garante della privacy blocca tutto ( da "Cittadino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico é Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbecilli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

Il personaggio ( da "Gazzetta del Sud" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo commenta così la notizia che l'agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'

Caparezza atterra al Fuori Orario ( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: narrato in prima persona da una scimmia bonobo, come simbolo di una tecnologia libera e accessibile. E intanto continua il tour del rapper di Molfetta, iniziato l'11 aprile all'Alpheus di Roma, approdato il 25 aprile sia al V2-Day di Beppe Grillo a Torino che alla Festa della Liberazione ad Arezzo e ora atteso al Fuori Orario.

TI DICO QUANTO GUADAGNO, MA NON QUANTO DICHIARO ( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?

Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm 93.600 via Massena 60, tel.

La rabbia di Grillo comico milionario ( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ha commentato così la notizia che l'Agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani relativamernte al 2005. E dal suo blog dice "No alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia, Giulio Tremonti, perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'

Uckmar, purtroppo il 740 su internet serve a poco ( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E tuttavia il suo noto concittadino Beppe Grillo si è scagliato contro il provvedimento, sostenendo che espone i contribuenti alle attenzioni di malintenzionati o di criminali? R. è un un falso problema. La criminalità organizzata, purtroppo, a certe informazioni spesso arriva prima dell'Agenzia delle Entrate.

Redditi in rete, è bufera su Visco ( da "Provincia di Cremona, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti ? dice Grillo ? fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

Bufera sulla pubblicazione dei redditi via Web ( da "Finanza e Mercati" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Commercialisti e perfino di Beppe Grillo. Poi la decisione del Garante della Privacy di chiedere la "sospensione della diffusione dei dati in internet". Nel pomeriggio è arrivata la decisione dell'Agenzia delle Entrate che ha spiegato come: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali,

I commercialisti: Errato il sistema L'ira dei consumatori ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poche ore sono emersi i dati di molti nomi illustri: da quello del cantore del Vaffa Day, Beppe Grillo, all'imprenditore Luciano Benetton. Da Roberto Benigni a Luciana Littizzetto, fino a Olindo Romano, l'uomo accusato della strage di Erba. Italia Oggi ha pubblicato i redditi di 132 vip. Le associazioni dei consumatori hanno reagito.

Dichiarazioni dei redditi sul web, il Garante ordina lo stop Bufera sulla scelta dell'Agenzia delle entrate. Visco: È un fatto di democrazia, la trasparenza va garantita ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il viceministro Visco spiega che gli elenchi sono in conformità con la legge: "È un fatto di democrazia". Tra le celebrità c'è chi protesta e chi sopporta in silenzio. Su tutte le furie Beppe Grillo (4 milioni di reddito nel 2005): secondo lui "è un'operazione mafiosa". Venturelli a pagina 12.

<ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche estern ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: coinvolgendo molti giovani fuori dai partiti, gli Amici di Beppe Grillo, i Comitati che hanno condiviso le nostre battaglie su sicurezza, ambiente, centro storico, mobilità". "Per governare un Comune non è obbligatorio avere una tessera di partito in tasca", dice Monducci che ribadisce la sua idea di città.

Mamma mia che cosa ha fatto ( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: iniziativa anche Beppe Grillo, per una volta, allineato a molti dei commenti dei politici contro i quali si scaglia da tempo. "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti"

Dalle Entrate un regalo ai criminali ( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dello stesso tenore le osservazioni che il comico Beppe Grillo, fa dal suo blog: "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti", scrive Grillo.

La rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente ( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: edizione del La rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente / Milano LAUTI GUADAGNI Il più arrabbiato di tutti è Beppe Grillo, da oggi provvisto di una nuova ragione per lanciare i suoi anatemi contro la stampa: l'indiscrezione a proposito del suo considerevole gruzzolo,

Piovono critiche, ma anche consensi beppe grillo: così aiutano i criminali ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma anche consensi Beppe Grillo: così aiutano i criminali LE REAZIONI ROMA. La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto di "trasparenza democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali,

Tutti i redditi on line esplode la bufera sul fisco - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche Beppe Grillo, guru della webtrasparenza, stavolta è contrario: "E' una schifezza, una colonna infame". Le associazioni dei consumatori minacciano di chiedere i danni alle Entrate. Alle 16 e 41 arriva lo stop del garante della privacy, pochi minuti dopo l'Agenzia delle Entrate guidata da Massimo Romano annuncia la sospensione della disponibilità degli elenchi.

Affari miei ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?

Redditi su internet. il garante li blocca ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Visco: "È un fatto di democrazia". Poi scatta la "privacy" Redditi su Internet. Il garante li blocca I consumatori: "Grave violazione". Beppe Grillo: "Così si aiuta la mafia" Sul sito delle Entrate appaiono per alcune ore le dichiarazioni degli italiani.

Beppe grillo: un aiuto alla criminalità ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il Codacons preannuncia ricorsi Beppe Grillo: "Un aiuto alla criminalità" Il Movimento in Difesa del Cittadino: è un passo avanti verso la trasparenza ROMA Trasparenza democratica o violazione della privacy? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti di associazioni consumatori, ordini professionali e maggioranza del nuovo governo.

Grillo, un "vaffa" tra i libri - massimo novelli ( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: al Lingotto sarà di scena Beppe Grillo. Il comico genovese, che ora ha indossato i panni del capopopolo e il 25 aprile scorso proprio a Torino ha riempito piazza San Carlo, ufficialmente andrà allo stand della Casaleggio Associati, l'agenzia milanese che gestisce le varie attività dell'inventore del cosiddetto Vaffa-Day: dagli spettacoli ai libri,

Tasse rodotà difende la scelta di pubblicare i redditi ( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: visitatissimo angolo del blog andava in scena il cedimento dei nervi di Beppe Grillo. Complice, forse, il fatto che tra i primi nomi usciti sui siti online dei principali quotidiani figurava proprio il suo. Nel 2005 il comico genovese, molto prima dell'exploit del Vaffa-day, guadagnava la ragguardevole cifra di 4.

I redditi finiscono su Internet Altolà del Garante a Visco ( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico contro l'iniziativa è Beppe Grillo che, dal suo blog, lancia strali anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che se la ri ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E magari malaccio non fa a una testa calda come Beppe Grillo che urla, perchè coinvolto, contro la Sua "colonna infame" dopo aver dispensato a piene mani liste di proscrizione che non lo coinvolgono. Ma i milioni di italiani in pari con il fisco, quali altri peccati hanno ancora da scontare?

<No alla colonna infame Un favore ai criminali> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo commenta così la notizia che l'Agenzia delle Entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'

Il bullismo vent'anni fa Video inchioda il Parini ( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo. Nato dall'intuizione di due ragazzi padovani, Francesco Fusetti, 21 anni, e Paolo De Nadai, di 20, è diventato famoso tra i più giovani per aver diffuso in rete imperdibili istantanee "rubate" ad alunni e insegnanti. IL FILMATO più cliccato del momento risale al 1989, quando ancora i cellulari integrati di macchina fotografica e di videocamera erano soltanto una pallida

Redditi, la Littizzetto batte Benetton ( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Su tutti il comico Beppe Grillo, ideatore e mattatore degli ormai celebri Vaffaday. Per l'artista genovese si parla di un imponibile pari a oltre 4 milioni di euro, tre volte superiore all'imprenditore trevigiano. Ma è proprio Grillo il personaggio pubblico che ieri si è maggiormente scagliato contro la decisione dell'agenzia delle entrate.

Via napoli ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al capolinea PISA. Da libero cittadino faccio appello alle autorità territoriali, regionali e governative. Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne: stupri, scippi, omicidi. La maggior parte di questi fatti è causata da immigrati di diversa provenienza.

I fatti nostri ( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?

Redditi pubblicati sul Web, è bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice il comico genovese - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

Manager, politici e guitti: conti in tasca ai milanesi ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Spulciando in quella che Beppe Grillo ha definito la "colonna infame" saltano fuori pure il rabbino Giuseppe Laras - 71.977 euro dichiarati nel 2005 - e l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi con 56.561 euro. Ma gli occhi dei milanesi hanno pure messo nel mirino i politici: si va da Ignazio La Russa (446.

Dal Nome della Rosa a Dante Eco e Benigni fra i top di chi fa soldi con la cultura ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: fa soldi con la cultura di Redazione Fatta eccezione per Beppe Grillo, che con i suoi 4.272.591 euro domina la classifica, Roberto Benigni e Umberto Eco, due pesi massimi della cultura italiana, occupano ottime posizioni. Con 3.580.995 euro e 2.128.419 uero ciascuno, occupano la seconda e terza posizione della classifica di chi i soldi li fa con la parola, sia parlata che scritta.

Redditi online, il Garante dice no ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (tra i primi "scoperti" on line) parlava di "nuova colonna infame" e gli esponenti della neoeletta maggioranza parlavano di "vendetta" di Visco nei confronti degli elettori che lo avevano bocciato. Poi, però, nel pomeriggio, è arrivato lo "stop" del Garante per la Privacy: i link del sito sono stati disattivati ed anche ai giornali è stato chiesto di non pubblicare

Cultura e spettacoli LA7ORE 19.30 MARATONA DI COPPA UEFA In occasione dell'attesissima semifinale di... ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 20 MORIC E CORONA A "PIRATI" Oggi tornano i "Pirati" di Gregorio Paolini, capitanati da Marco Cocci e pronti a irritare vip e neo vip con le loro incursioni. Tra le vittime di questa puntata, i coniugi Nina Moric e Fabrizio Corona. Lisa Fusco è a Torino sulle tracce di Beppe Grillo.

6 Informazione e politica al centro di Annozero (21,05 Raidue). Con Michele Santoro si parla ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Con Michele Santoro si parla dell'attacco di Beppe Grillo ai giornalisti, e del rapporto tra politica, media e Paese reale. Ne discuteranno Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano, la giornalista Norma Rangeri, il presidente dell'Fnsi Roberto Natale, la giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, e Marco Travaglio.

Grillo: La colonna infame ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: MA NON TUTTI I BLOGGER SONO CON LUI Grillo: "La colonna infame" Per Grillo i redditi on line sono "una follia" GENOVA - "La colonna infame": così Beppe Grillo definisce nel blog l'elenco online dall'Agenzia delle entrate dei redditi 2005. "Questa è follia", dice il comico che ha dichiarato un reddito multimilionario.

Dalla versilia aggiusta il pc del principale negli states - simone pierotti ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: basti guardare al primo V-Day di Beppe Grillo, dove il comico genovese è riuscito a riempire le piazze italiane con il solo ausilio di un blog, fuori dal circuito dei grandi media. Ma la sconfinata ragnatela ha anche dato ad una signorina americana la possibilità di lavorare dall'Italia, e più precisamente dalla Versilia.

Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore ( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?

Grillo infuriato: <Così si danno informazioni utili ai criminali> ( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.

Grillo dalla parte della privacy: così si incentivano i sequestri - antonella fantò ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.

Fatti nostri, o di tutti? ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?

Dopo il voto ( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ed a sperare che Lui si sia reincarnato nello "psiconano", come lo chiama Beppe Grillo, venditore di televisioni. Questi italiani continuano a sperare che, con il prossimo governo dello psiconano, i treni torneranno ad arrivare in orario, anche se i suoi due governi, dal '94 a oggi, sembrerebbero scoraggiare questa speranza.

Libero mercato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: lo slogan di Beppe Grillo e del suo movimento, che in questa data ha organizzato manifestazioni in tutta Italia. Quest'anno il tema era l'informazione libera, che Beppe Grillo vede minacciata dalla proprietà dei mezzi di comunicazione. Per combattere questa distorsione nell'informazione Beppe Grillo ha lanciato una raccolta di firme su tre referendum:

Francesco Rutelli guiderà l'opposizione ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E protesta un'altra donna: "Errori di trascrizione e sottrazioni non effettuate ci hanno scippato il seggio - ha detto Serenetta Monti, candidato sindaco per gli amici di Beppe Grillo Faremo qualunque cosa la legge ci consenta per recuperare il seggio".

Tutte le dichiarazioni in rete ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 28 milioni 33 mila) e gli antipolitici come Beppe Grillo (4,272 milioni). Infine, citazione per i responsabili dell'operazione trasparenza, Vincenzo Alfonso Visco (130 mila euro) e Massimo Romano (166 mila euro). E tacendo degli illustri sconosciuti visionati fin verso mezzogiorno da colleghi, amici, conoscenti e vicini di casa.

"Il quotidiano e il territorio". È questo il tema affrontato ieri al museo Vittoria C ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma non abrogato come vorrebbe Beppe Grillo, promotore del referendum. Giornalisti un po' meno compatti, invece, sulle strade percorribili per evitare la crisi della stampa. "Abbiamo molto da farci perdonare, ma senza ordine c'è solo disordine" è stato il gioco di parole con il quale Marini ha cercato di sintetizzare il pensiero comune.

I redditi online: è bufera ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per Pierluigi Bersani "la Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyeurismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza di tutti. PAG. 3 Polemiche Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo: "No alla colonna infame".

ROMA Gli attacchi più robusti all'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate arrivano dal ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sull'argomento interviene anche Beppe Grillo: "L'Agenzia delle Entrate ha messo on line i redditi dei cittadini. chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato, ai redditi degli italiani. Gli è stato suggerito dalla ndrangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita.

ROMA Uno smacco simile ci mancava dal 9 agosto 1918. Il volantinaggio virtuale dell’ ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo nel sottolineare che grazie a questa mossa telematica "il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato", dimentica il fenomeno dell'evasione fiscale e sbaglia nel regalare - a chi dribbla le tasse - una sorta di immunità dal rischio estorsivo.

SARÀ la prolusione del decano degli scrittori israeliani Aharon Appelfeld ad inaugurare mercole ( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La Capria che parleranno della bellezza in tutte le sue forme, accanto a grandi scrittori ospiti come Vidal, Pahor, Marias, Paasilinna, Falcones, ci sarà Beppe Grillo. Parlerà l'ultimo giorno, lunedì. Nella Sala Gialla. Di cosa ancora non si sa. Che sia in programma una postilla magari in chiave libraria al suo recente v.day torinese? R.M.

Nome per nome tutti i vip <spiati> prima del black-out ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: cifre alla mano, il cantore del "Vaffa Day," Beppe Grillo, che non l'ha presa affatto bene tanto da gridare allo scandalo ("No alla colonna infame"). Così "recita " l'archivio: Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.

Redditi sul web, stop del Garante ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti dice Grillo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

La rabbia di Cuore: che ricordi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dal nulla una verae propria comunità di fedelissimi che ne rimpiangono la chiusura nel 1996,nonché un numero incredibile di querele,"Cuore"è ancora oggi un esempio di intelligenza militante,di "presidio"al tempo stesso ironico e serissimo della vita civile.Che Beppe Grillo abbia preso spunto da questa esperienza?Che il pubblico di Grillo sia la continuazione,di quello di"Cuore"?.

Redditi on-line, stop del Garante ( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche dal blogger Beppe Grillo, convinto che la scelta di pubblicare dati così sensibili sia un aiuto alla malavita. Preoccupati i consumatori. Pdl: "Le solite viscate" Ieri per poche ore i guadagni di cittadini e società sono state consultabili on-line. Ma il provvedimento, che prima di essere pubblicato non era stato sottoposto al Garante della Privacy,

BUFERA. Su Internet le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl: no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 ( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.

Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: <Iniziativa non conforme> ( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.

Una scelta irresponsabile da <barbarie fiscale> ( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Beppe Grillo. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un modo per accrescere la consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei singoli?

Ieri mattina, per alcune ore, l'Italia è andata in clic. Chiunque avesse un computer a por ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più illustre era Beppe Grillo, che dopo aver esaltato fino all'altro giorno la trasparenza democratica di Internet, finiva fra le fauci della tigre che aveva tentato di cavalcare: subissato dai "vaffa" dei suoi grillini, esterrefatti alla scoperta che il loro guru intasca 4 milioni di euro l'anno.

Grillo alla Fiera Chiusura con botto alla Fiera del Libro in programma dall'8 maggio ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tra gli oltre 2 mila ospiti, è stato annunciato ieri anche Beppe Grillo che sarà a Torino il 12 maggio, giorno di chiusura della rassegna, per presentare un libro. Sarà in sala gialla nel pomeriggio, in orario da definire.

Redditi on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.

Visco mette in piazza i redditi degli italiani ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: scandalizzato Beppe Grillo sul suo blog, ma non si capiva bene se il "no alla colonna infame", seguito da un sorprendente appello al futuro ministro Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati", fosse dettato da genuina indignazione oppure da giustificata ansietà per essere stato esposto a giudizi sommari:

Il Grillo milionario ora fa l'indignato. E i suoi lo rinnegano ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche per Beppe Grillo, più abituato a sudare che a piangere. Per mandare in crisi il governo ombriciattola di Savonarola è bastato poco: giusto l'ennesimo intervento sul sito. Che stavolta però ha raccolto ben pochi proseliti tra gli adepti dei "vaffa" e che rischia di diventare un boomerang tra quanti già contestavano al comico l'

V-day 3, fissato il luogo ( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: quindi, di 120milacome detto da Beppe Grillo. Risultato: una rissa. Anche Repubblica ha scritto che in quella piazza ci stanno al massimo 40mila persone, e però il 2 Maggio 2007 aveva scritto che i sindacati avevano parlato "davanti a 100mila persone". Dunque? In rete sono nate discussioni da antologia.

GRILLO: UN AIUTO AI BANDITI MA SUL BLOG LO CRITICANO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo: un aiuto ai banditi ma sul blog lo criticano Attacca a testa bassa Beppe Grillo la diffusione on line dei contribuenti 2005. "Folla, questa è follia" scrive sul suo blog il comico genovese. "Gli è stato suggerito dalla n'drangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita", insiste,

FISCO / GRILLO: FELICE DI ESSERE ATTACCATO DAI GIORNALI DI ( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo nel suo blog, il giorno dopo le polemiche suscitate dalla sua dura presa di posizione contro la pubblicazione (poi sospesa) dei redditi dei cittadini sul sito dell'Agenzia delle entrate. "Incredibilmente ilare - dice ancora Grillo - per lo spazio che i direttori dei quotidiani e dei telegiornali dedicano alla rivolta dei grillini sulla pubblicazione on line dei redditi.

Il Fisco pubblica tutti i redditi, il Garante lo ferma ( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

REDDITI SU INTERNET: L'ORA DELLA MARCIA INDIETRO ( da "Wall Street Italia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.

Grillo, più di 4 milioni E i grillini lo contestano ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Da buon genovese Beppe Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi". Contrario alla pubblicazione è anche il presentatore televisivo Massimo Giletti: "Lo trovo abbastanza indecente. Un voyeurismo con il quale comunque ormai conviviamo. Non parlo tanto per me che sono un personaggio pubblico e quindi abituato a rispondere un po'

Pizzetti: "Su Internet i dati restano eterni sotto gli occhi di tutti" ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo paragona l'iniziativa a una "follia" parla di "colonna infame". Altre associazioni di consumatori plaudono alla "trasparenza e alla democrazia". Perché secono lei rappresenta invece un possibile vulnus alla privacy? "Per essere chiari, abbiamo ritenuto di una estrema pericolosità la modalità di diffusione dei dati delle dichiarazioni dei redditi"

In tasca ai vip ( da "Provincia di Lecco, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Cinque volte la dichiarazione dei redditi di John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli in Fiat. Per fare un Totti ci vogliono più di sei Francesco Gaetano Caltagirone (1,5 milioni). Ma solo due Beppe Grillo e mezzo (4,2 milioni). 01/05/2008.

Grillo (4,2 milioni) s'infuria <Questa è una vera follia> ( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Follia, questa è follia", scrive Beppe Grillo sul suo blog, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. "Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.

Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa ( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'

I server subito intasati per troppi clic In serata c'è il blocco, ma ormai è tardi ( da "Stampa, La" del 01-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: lo sberleffo di Beppe Grillo. E soprattutto, lo stop imposto dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Alla fine, c'è lo stop alla diffusione dei dati: ma la Rete non perdona, e ciò che è stato pubblicato resterà (forse per sempre) in giro sul Web. Compresa la scarsissima lealtà fiscale di milioni e milioni di italiani.


Articoli

Redditi sul Web, Grillo: <È una follia> Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attacco al comico genovese Redditi sul Web, Grillo: "È una follia" Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera Il comico: "Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari". E in molti sul blog chiedono di eliminare il post MILANO - Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Carta, anzi Web canta. I redditi degli italiani finiscono online e la curiosità patrimoniale dei cittadini non risparmia nessuno. Dal vicino di casa al politico, ai vip. Nel calderone anche il comico genovese, che vanta per il 2005 un reddito di tutto rispetto. E che dalle pagine multimediali del suo blog non lascia passare inosservato il polverone sollevato dalla scelta presa e difesa dal viceministro uscente Visco. "UNA FOLLIA" - "Follia, questa è follia" scrive Grillo, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. "Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito" prosegue il comico genovese, secondo il quale "dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - scrive - meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Secondo Grillo infatti con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato". LA RIVOLTA DEI "GRILLINI"- Grillo fa la sua proposta: "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati" e annuncia: "Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali". Ma il post non riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito successo. E così tra quanti hanno commentato il post "La colonna infame" c'è per esempio chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi più semplice afferma "Questo post puzza" e si chiede "Cosa c'e dietro?". E poi ancora chi con disincanto domanda: "Voi che rimanete a bocca aperta davanti al reddito di Grillo ma non lo sapevate? Pensavate fosse senza un soldo?". Molti quelli che chiedono che il post venga tolto dalla pagina, pochi quelli che difendono il comico genovese ("Beppe ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono rimanere segrete, fatevi i cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo. Cordialità"). Diversi gli attacchi diretti al personaggio: "Grillo, ma sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora: "Ti brucia il cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese - si legge in un commento - Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi". stampa |.

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Italia publica en Internet los datos fiscales de 40 millones de personas (sezione: Grillo)

( da "Pais, El" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

La 'web' de la Agencia Tributaria se colapsó durante horas antes de ser cerrada LAURA LUCCHINI - Milán - 01/05/2008 Vota Resultado 0 votos Para algunos fue una ocasión única y en pocas horas se desató la tormenta. Con tan sólo un clic del ratón, todos los italianos pudieron descubrir ayer cuánto ganaba su vecino, su enemigo o su estrella de televisión favorita. A primera hora de la mañana se inauguraba la iniciativa de Hacienda de publicar on line los ingresos en el ejercicio fiscal 2005 por los 40 millones de ciudadanos con obligación de declara. En pocas horas, la web de la Agencia Tributaria estaba saturada, y la agencia para la protección de la privacidad ordenó el cierre de la página. Berlusconi blinda su vida privada Ingresos de 2005 declarados por algunos personajes populares La noticia en otros webs webs en espaÑol en otros idiomas Para Protección de Datos, la iniciativa suponía "violaciones de la privacidad" Antes, cualquiera pudo acceder libremente a la página con el listado de las declaraciones. Seleccionando la zona geográfica de residencia, se llegaba rápidamente a la persona buscada. Tan fácil como peligroso: los medios de comunicación compitieron ayer a la hora de buscar los datos del mayor número de famosos posible. Muchos otros accedieron por simple curiosidad. O por oscuros intereses. Se descubrió así que el empresario Luciano Benetton había declarado a la Agencia Tributaria unos ingresos de 1.635.722 euros en 2005, frente a los 4.272.591 del cómico Beppe Grillo. El actor y cineasta Roberto Benigni, por su parte, ganó 3.580.995 euros, muy por encima de la actriz Luciana Littizzetto, que en el mismo año declaró haber ganado 1.824.084 euros. Después de las primeras críticas, el viceministro saliente de Economía, Vincenzo Visco salió en defensa de la iniciativa: "Se trata de una medida de transparencia, de democracia", dijo, "no veo dónde está el problema. La iniciativa estaba lista desde enero, pero para evitar polémicas durante la campaña electoral pedí que las listas fuesen publicadas más tarde", concluyó. Hasta ahora, en Italia era posible acceder a las declaraciones de la renta ajenas. Bastaba con presentarse en el Ayuntamiento de residencia de la persona investigada e identificarse. Pero el acceso directo desde la Red, anunciado por el diario económico Italia Oggi, facilitaba sensiblemente las cosas. Las reacciones de los interesados, es decir, todos los ciudadanos, no se dejaron esperar. El cómico genovés Beppe Grillo, autor del noveno blog más visitado del mundo, estaba furibundo. Desde las columnas de su web escribió: "Esto es una locura, cualquiera puede acceder ahora sin ser identificado: la mafia, la 'ndrangheta [mafia calabresa] o la camorra [napolitana]". Además, Grillo denunció el peligro que supone "pagar los impuestos de esta manera". Cualquiera puede acceder al domicilio del contribuyente. Asimismo, la asociaciones de consumidores denunciaron haber recibido llamadas de ciudadanos preocupados. "Es una violación de la Ley de Privacidad, porque han sido publicados datos sensibles que son fuentes de información muy valiosas para los criminales", dijo un portavoz de las asociaciones. Para el organismo garante de la protección de datos, la iniciativa de la Agencia Tributaria "no había sido evaluada preventivamente", por lo que decidió suspender momentáneamente la difusión de las declaraciones en la red, por representar "evidentes violaciones de la privacidad". La Agencia Tributaria argumentó que la publicación de los listados se efectuó de acuerdo a las reglas de protección de datos. Su director, Massimo Romano aseguró que no había "incompatibilidad entre la protección de los datos y determinadas formas de publicidad de datos previstas para fines de interés público". Vincenzo Visco, viceministro saliente de Hacienda y máximo responsable de la Agencia Tributaria -y de la polémica publicación de los datos fiscales-, ha hecho de la cruzada contra la evasión fiscal el principal eje de su política. Visco ha sido apodado Drácula por la derecha, pero en la izquierda muchos le ven como una bendición. Su gestión ha cosechado a menudo críticas. Más allá de la discutible medida de ayer, los analistas le reconocen el mérito del espectacular avance de la recaudación fiscal italiana en los últimos dos años. Hacienda recaudó en 2007 unos 100.000 millones de euros más que en 2005. Desde 2006, la recaudación ha crecido en Italia a un ritmo del 10% al año. Berlusconi blinda su vida privada Los medios de comunicación no pueden publicar imágenes de Silvio Berlusconi, el primer ministro italiano, sin su consentimiento. Lo ha establecido así una sentencia de la Corte de Casación, equivalente al Tribunal Supremo en España. Todo ha sido a raíz de las fotos en las que Berlusconi aparecía en compañía de varias mujeres, en su propiedad de Villa Certosa en Cerdeña. La sentencia rechaza el recurso presentado por el Corriere della Sera, que sostenía la legitimidad de la publicación de las imágenes vendidas primero al periódico Oggi (del mismo grupo editorial del Corriere) y luego publicadas en la web y en la versión impresa. Era un día de sol maravilloso, en plena Pascua de 2007. Berlusconi estaba vestido con ropa deportiva, en el jardín de su villa de la isla. Sin embargo, a su lado no estaba su mujer, Verónica Lario, sino cinco jóvenes. Una de ellas resultó haber participado en el programa Gran Hermano, de una cadena de televisión de Berlusconi. En una atmósfera íntima, el actual primer ministro invitaba las chicas a sentarse en sus rodillas. En otra foto, se veía otra vez a Il Cavaliere que sujetaba la mano de la señorita de rizos rojos paseando en el parque. El título del reportaje: "El harén de Berlusconi". Ingresos de 2005 declarados por algunos personajes populares Beppe Grillo - 4.272.591 euros. Cómico, autor del blog más leído de Italia y promotor de una dura campaña contra la clase política italiana, Grillo ha calificado la medida fiscal de "locura". Luciano Benetton - 1.635.722 euros. Empresario del Véneto, fundador y presidente del grupo homónimo en el sector de la moda. El beneficio del grupo en 2005 fue de 112 millones de euros. Roberto Benigni - 3.580.995 euros. Cómico y cineasta reconocido con un Oscar, Benigni lleva algunos años recitando La Divina Comedia de Dante en plazas y teatros. No parece irle mal. Luciana Littizzetto - 1.824.084 euros. Actriz, escritora y protagonista de programas de televisión, su declaración de la renta ha despertado la curiosidad de muchos italianos.

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I redditi degli italiani su Internet poi arriva lo stop del Garante (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Per alcune ore disponibili quelli del 2005 . visco: "fatto di democrazia" I redditi degli italiani su Internet poi arriva lo stop del Garante L'Agenzia delle Entrate rende consultabili da chiunque le dichiarazioni. Poche ore dopo la sospensione MILANO - Il passaparola è stato fulmineo. Dopo poche ore infatti il sito era già intasato. Del resto l'occasione era ghiotta: poter scoprire con un clic quanto guadagna (o meglio guadagnava, visto che i dati sono relativi al 2005) il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche personaggio celebre per gli amanti del gossip. COME ACCEDERE AI DATI - L'Agenzia delle Entrate (come anticipato dal quotidiano "Italia Oggi") ha reso disponibili sul Web, per la prima volta nel nostro Paese, i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006. Tutto in Rete, anche se in realtà solo per poche ore. Bastava cliccare su www.agenziaentrate.gov.it, poi dalla home page cliccare sul link "Uffici", quindi su "elenco uffici", da qui su "elenchi nominativi dei contribuenti" e infine su "consultazioni elenchi dichiarazioni". A questo punto si cliccava sulla Regione della persona che si stava cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file di testo (guarda le schermate del sito). Il provvedimento porta la firma di Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Già nel '99, come direttore generale del dipartimento, Romano aveva emanato un provvedimento analogo per attuare la norma di "trasparenza": si era così tornati a pubblicare gli elenchi dei contribuenti, ma attraverso l'invio agli uffici territoriali del fisco e alle amministrazioni comunali. Romano è stato il primo direttore dell'Agenzia, dal 2001. Durante il precedente governo Berlusconi era stato sostituito da Raffaele Ferrara, ma nel 2006 è tornato a guidare gli stessi uffici, richiamato proprio da Visco. LA LEGGE - L'Agenzia delle Entrate ha poi spiegato con un comunicato che "la legge stabilisce la pubblicità dei dati". "La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973. Tali elenchi, in passato realizzati in forma cartacea, erano a disposizione per la consultazione sia negli uffici dell'Agenzia che nei Comuni. La decisione di utilizzare il mezzo telematico nasce dalla norma introdotta con il codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005 che dispone di assicurare la fruibilità dell'informazione in modalità digitale utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell'informazione e della comunicazione". LO STOP DEL GARANTE - Fin dalla mattina, però, il sito dell'Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a causa dei troppi contatti. E successivamente è arrivato anche lo stop del Garante della privacy, che ha "deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia delle Entrate e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". In serata Francesco Pizzetti, che presiede l'Autorità di garanzia, ha detto al Tg4 che si è trattato di una decisione "priva di una base normativa adeguata: di qui il provvedimento di blocco e la richiesta di spiegazioni al'Agenzia". Il Garante, ha sottolineato Pizzetti, non è in linea di principio contrario alla trasparenza dei redditi: "Una forma di conoscibilità e trasparenza è garantita da anni e anni, attraverso i Comuni e l'Agenzia delle Entrate. Ma è completamente diverso pubblicare i dati in Internet, mettendoli così in condizione di essere consultati in ogni parte del mondo, di finire nei motori di ricerca, di rimanere in Rete per un periodo che nessuno è in grado di controllare, laddove la legge prevede al massimo un anno". VIP - Attraverso la pubblicazione su Internet, infatti, era possibile conoscere una serie di dati importanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta netta e (per chi ce l'ha) l'ammontare del reddito d'impresa. Come rivelato sempre da "Italia oggi", ad esempio, nel 2005 un industriale come Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, contro i 4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di nicchia, come Luciana Litizzetto. VISCO: "FATTO DI DEMOCRAZIA" - Dopo le prime critiche all'iniziativa, è stato lo stesso viceministro all'Economia, Vincenzo Visco, a dichiarare che si tratta di "un fatto di trasparenza, di democrazia". "Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". LA REPLICA DEL GARANTE DELLA PRIVACY - Poco dopo è però arrivata la prima sconfessione del Garante: "L'iniziativa dell'Agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della privacy". Per questo la stessa Authority, nel tardo pomeriggio, ha chiesto la "sospensione" del servizio. Richiesta accolta dall'Agenzia delle Entrate, che in una nota assicura: "Forniremo tutte le delucidazioni". E Visco, in serata: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy". PANNELLA - Inevitabilmente, è scoppiata anche la polemica politica: "Non capisco quale problema ci sia" attacca Marco Pannella. "A una funzione pubblica, corrisponde un servizio pubblico", osserva il leader storico dei Radicali, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma, perché "è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati". CROSETTO - Di tutt'altro parere Guido Crosetto, parlamentare del Pdl: "È un atto vergognoso". È un modo, spiega l'esponente del Pdl, "per vedere come guadagna il vicino, e creare contrasto fra le persone normali". È un provvedimento che "per una volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo non si sentiva il bisogno", conclude Crosetto. "RISARCIMENTO" - Secondo alcune associazioni dei consumatori i cittadini possono chiedere un risarcimento danni per la pubblicazione dei propri dati fiscali. L'Adoc, Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, considera l'iniziativa "una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali". "Nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa" spiega il presidente Carlo Pileri. Secondo il Codacons i cittadini possono chiedere un risarcimento danni. "Stiamo predisponendo sul sito Codacons.it un modello che gli utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy" dichiara il presidente Carlo Rienzi. Anche l'ufficio legale dell'Adoc "sta valutando la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia delle Entrate per un possibile risarcimento danni". Va controcorrente l'associazione Sos Utenti, che chiede di ripubblicare gli elenchi dei contribuenti: "I dati dei redditi di tutti gli italiani devono essere pubblici proprio in ossequio alla più totale trasparenza". stampa |.

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L'Agenzia delle Entrate pubblica sul proprio sito web gli elenchi, il garante della privacy blocca tutto (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Redditi on line, è subito bufera Dura poche ore l'operazione trasparenza del fisco n Cade l'ultimo "tabù" fiscale italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti sono infatti pubblicati in Internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" dura appena 24 ore poi il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. È successo ieri: la novità della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a ieri, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno.Una vera e propria "bufera" si abbatte sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a caccia dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia dopo qualche ora conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi".La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("Non ne sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia", inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi".Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata". Il più caustico é Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbecilli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Non sono pochi, però, gli iscritti al suo blog che gli ricordano come proprio lui fosse uno dei paladini del "web trasparente". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima viscata" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza". Il polverone sembra comunque destinato a non placarsi anche perché per chiunque sapere quanto guadagna il vicino di casa o il proprio dentista, sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale.(Ansa).

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Il personaggio (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

La rabbia di Grillo "Governo di imbelli" ROMA"Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento": Beppe Grillo commenta così la notizia che l'agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati". "Il rapporto fiscale secondo il comico è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Ai redditi prosegue Grillo "chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centrosinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate". "I nullatenetenti e gli evasori dice ancora Grillo non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato".

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Caparezza atterra al Fuori Orario (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il rapper di Molfetta domani a Taneto con la sua fortunata tournée TANETO. Domani sera Caparezza arriva al circolo Fuori Orario con il suo nuovissimo album "Le dimensioni del mio caos", pubblicato l'11 aprile ed entrato direttamente al terzo posto della classifica dei cd più venduti. Il concerto inizia alle 22, con ingresso riservato ai soci Arci e biglietti a 10 euro. Si tratta del "primo fonoromanzo nella storia della musica italiana". Così Caparezza ha definito "Le dimensioni del mio caos", un disco diviso in 14 audiocapitoli (i brani) surreali e provocatori come il suo libro d'esordio "Saghe mentali", con testi sincopati e originali, tra rap e crossover. Il cd trae ispirazione da un racconto presente proprio in "Saghe mentali", uscito per Rizzoli, e narra le avventure di Caparezza e di due personaggi singolari: Ilaria Condizionata, una giovane hippy sessantottina alle prese con il mondo d'oggi, e il muratore Luigi delle Bicocche, protagonista del singolo di lancio "Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)". I brani sono raccordati tra loro da momenti recitati, affidati a doppiatori professionisti e personaggi vari, tra cui iettatori, speaker tv e lo stesso Caparezza. Il favoloso mondo di "Le dimensioni del mio caos" è popolato di eroi proletari e hippies traviate dal consumismo, ma anche di scimmie bonobo cui affidare i destini della Terra, e si è già infiltrato tra i maggiori successi del momento portando un po' del suo caos. Mentre il singolo e il video di "Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)" si sono attestati fra i più trasmessi dalle radio e dalle tv musicali, circola ora un video underground di "Bonobo power", narrato in prima persona da una scimmia bonobo, come simbolo di una tecnologia libera e accessibile. E intanto continua il tour del rapper di Molfetta, iniziato l'11 aprile all'Alpheus di Roma, approdato il 25 aprile sia al V2-Day di Beppe Grillo a Torino che alla Festa della Liberazione ad Arezzo e ora atteso al Fuori Orario.

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TI DICO QUANTO GUADAGNO, MA NON QUANTO DICHIARO (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di Mino Fuccillo TI DICO QUANTO GUADAGNO, MA NON QUANTO DICHIARO Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo "giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto tra individuo e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così. Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i nuovi governanti.

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Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ta dal foyer del Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20 con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann 25 a Luserna San Giovanni, tel. 0121/ 954194. Mercoledì 30 aprile alle 17,30, all'interno dello spazio "Sala Prove", dedicato alla musica emergente locale, appuntamento con il concerto dei Medea. Radio Flash fm 97.600 via Bossoli 83, tel. 011/ 540186. Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm 93.600 via Massena 60, tel. 011/5812111. La giornata su Rvo comincia alle 6 con Mario Manzone ne "Lo sveglione", un'ora più tardi subentra al microfono Sergio Melito con "Mattina Veronica" per quattro ore all'insegna di notizie, rubriche, interviste e, naturalmente, tanta musica. Il sabato "Mattina Veronica" si protrae sino alle 13 e ospita, a partire da mezzogiorno, "Sabato Sport", un'ora per conversare di Juventus e Torino.

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La rabbia di Grillo comico milionario (sezione: Grillo)

( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

MF Numero 087  pag. 4 del 1/5/2008 | Indietro La rabbia di Grillo comico milionario Denaro & Politica "Follia, questa è pura follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento": Beppe Grillo ha commentato così la notizia che l'Agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani relativamernte al 2005. E dal suo blog dice "No alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia, Giulio Tremonti, perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati". "Il rapporto fiscale - secondo il comico che ormai da mesi si erge a tribuno della plebe organizzando pubblici convegni e manifestazioni di piazza - è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". "Ai redditi - prosegue Grillo sul suo blog - chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. I ministri Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centrosinistra unido che mai sera vencido - prosegue il comico - hanno prontamente eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'Agenzia delle Entrate". "I nullatenetenti e gli evasori - sostiene ancora Grillo - non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate solo nel Lombardo Veneto. Gli odi familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso un prestito in famiglia e ha un alto reddito sarà finalmente smascherato". Nell'elenco pubblicato dall'Agenzia, rimasto in chiaro fino a mezzogiorno di ieri, relativamente al 2005 il comico Grillo Giuseppe, classe 1948, figura con un reddito imponibile di 4.272.591 euro e tasse pagate per 1.823.10 euro. (riproduzione riservata)   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

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Uckmar, purtroppo il 740 su internet serve a poco (sezione: Grillo)

( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

MF Numero 087  pag. 4 del 1/5/2008 | Indietro Uckmar, purtroppo il 740 su internet serve a poco Denaro & Politica Di Giuliano Castagneto Secondo il principe dei tributaristi (presidente di Class Editori) il provvedimento dell'Agenzia non aiuta nella lotta all'evasione. Tutti i 740 sul web. E' giusto? MF-Milano Finanza ha chiesto a Viktor Uckmar, professore emerito di diritto tributario presso l'Università di Genova nonché presidente del centro di ricerche tributarie dell'Università Bocconi, un'opinione a mente fredda sull'ultima controversa novità lanciata dall'Agenzia delle Entrate e subito stoppata da Vincenzo Visco e dal garante della Privacy. Secondo l'esperto di sistemi di tassazione il provvedimento in linea di principio non è sbagliato, ma è praticamente inutile stante la situazione attuale.Domanda. Professor Uckmar, qual è la sua opinione sul provvedimento? Alcune associazioni di difesa dei consumatori parlano di violazione della legge sulla privacy. E infatti il Garante ha sospeso la diffusione dei dati. Risposta. Io sono sempre stato un sostenitore della massima trasparenza, quindi sono in inea di principio favorevole, chiaramente a condizione che le cifre riportate siano corrette.D. Che cosa intende per corrette? R. Che non diano spazio a fraintendimenti. Per rendere meglio l'idea, quando vennero alla luce i nomi dei titolari dei famosi conti in Liechtenstein, dopo un po' ci si accorse che in realtà in quelle liste c'erano molti equivoci.D. Potrebbero sorgere anche per le dichiarazioni dei redditi?R. Vede, la consultabilità delle dichiarazioni dei redditi non è per niente una novità. Era nelle intenzioni del governo già dall'epoca in cui titolare delle Finanze era Franco Reviglio, soprattuto per i redditi dei manager pubblici. Sinora era possibile consultare i documenti cartacei per i principali contribuenti. E succedeva che qualcuno, capisse una cosa per un'altra giungendo a conclusioni sbagliate. I dati su Internet dovrebbero diminuire questo rischio.D. Ma in fin dei conti a cosa serve riportare delle cifre quando non è noto come sono state determinate? Che significato possono avere degli importi che, soprattutto nel caso dei top manager, possono essere il frutto di svariate voci come stock options, redditi da titoli, o anche superliquidazioni che non si ripetono l'anno dopo?R. Ovviamente quei dati consentono di avere una stima, sebbene molto approssimata, di quante tasse ciascuno paga in proporzione al reddito. Ma non ne vedo l'utilità. E anche come strumento di lotta all'evasione, l'efficacia è tutta da verificare. Anzi, potrebbe essere controproducente perché se un artigiano si accorge che un concorrente di sua conoscenza dichiara molto meno di lui, potrebbe essere tentato di fare altrettanto.D. E tuttavia il suo noto concittadino Beppe Grillo si è scagliato contro il provvedimento, sostenendo che espone i contribuenti alle attenzioni di malintenzionati o di criminali? R. è un un falso problema. La criminalità organizzata, purtroppo, a certe informazioni spesso arriva prima dell'Agenzia delle Entrate.(riproduzion riservata)   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

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Redditi in rete, è bufera su Visco (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Giovedì 1 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Fisco e polemiche. Il vice ministro vede Prodi. Tante le critiche. Beppe Grillo dal suo blog attacca duramente l'iniziativa Redditi in rete, è bufera su Visco Ma la trasparenza fiscale dura 24 ore, il garante blocca tutto L'Agenzia delle Entrate si giustifica: "Lo prevede la legge" di Giuditta Brugia ROMA ? Cade l'ultimo 'tabù fiscale' italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa 'ventata di trasparenza fiscale' dura appena 24 ore: il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se 'Italia Oggi', che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La vicenda tiene banco tutto il giorno e in serata il viceministro Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier, Romano Prodi che ha incontrato a Palazzo Chigi. Visco comunque in una nota spiega di aver chiesto spiegazioni alle Entrate. E l'Agenzia in serata risponde con tanto di riferimenti normativi. Il succo della risposta è: la pubblicazione degli elenchi non è una novità, è prevista dalla legge e la stessa autorità per la tutela della privacy ha in passato affermato che "non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico". Il presidente dell'autorità, Francesco Pizzetti, però spiega intanto che la diffusione dei dati è stata bloccata perchè "priva di una base normativa adeguata". Insomma la polemica monta e una vera e propria 'bufera' si abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a 'caccia' dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era a norma di legge. Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia". Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti ? dice Grillo ? fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza".

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Bufera sulla pubblicazione dei redditi via Web (sezione: Grillo)

( da "Finanza e Mercati" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di Redazione del 01-05-2008 da Finanza&Mercati del 01-05-2008 [Nr. 86 pagina 2] La Privacy blocca l'Agenzia delle Entrate che aveva reso noti gli imponibili 2005 via Internet Visco si difende: "È un fatto di democrazia", ma poi china il capo. "Disposta la sospensione" È durata meno di 24 ore la decisione dell'Agenzia delle Entrate di rendere pubbliche e accessibili attraverso il proprio sito Internet le dichiarazioni dei redditi di tutti contribuenti italiani. Ieri mattina, a seguito di un provvedimento del direttore dell'Agenzia, Massimo Romano, (che fa riferimento ai Dpr 633 del 1972 e 600 del 1973) sono state messe online tutte le dichiarazioni del 2005: l'atto precisava che erano già state ottenute le relative autorizzazioni dal Garante della Privacy. Come si è sparsa la notizia il sito dell'Agenzia delle Entrate è andato in tilt a causa dell'elevato numero di contatti. Poi il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, ha commentato la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dicendo: "È un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo". Dopo pochi minuti è intervenuto il Garante, spiegando come: "L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della Privacy. Il collegio è convocato per il pomeriggio di oggi (ieri per chi legge) per esaminare la questione". In poche ore, sull'iniziativa delle Entrate, sono piovuti gli strali delle associazioni dei consumatori, di esponenti di Pdl, An e Udc oltre che dell'Ordine dei Commercialisti e perfino di Beppe Grillo. Poi la decisione del Garante della Privacy di chiedere la "sospensione della diffusione dei dati in internet". Nel pomeriggio è arrivata la decisione dell'Agenzia delle Entrate che ha spiegato come: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi" dei contribuenti relativi alle dichiarazioni dei redditi 2005. A quel punto Visco ha detto: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dal Garante della Privacy". Ma il Pdl ha già fatto sapere che in Parlamento modificherà le norme che hanno permesso la pubblicazione dei dati.

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I commercialisti: Errato il sistema L'ira dei consumatori (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nazionale pag. 3 I commercialisti: "Errato il sistema" L'ira dei consumatori L'Italia guardona ieri si è data da fare per viaggiare nel mondo dei redditi dei cittadini d'Italia. In poche ore sono emersi i dati di molti nomi illustri: da quello del cantore del Vaffa Day, Beppe Grillo, all'imprenditore Luciano Benetton. Da Roberto Benigni a Luciana Littizzetto, fino a Olindo Romano, l'uomo accusato della strage di Erba. Italia Oggi ha pubblicato i redditi di 132 vip. Le associazioni dei consumatori hanno reagito. Adoc e Codacons, stanno valutando la possibilità da parte dei cittadini di richiedere il risarcimento dei danni all'Agenzia delle Entrate per chi si ritenesse leso nei suoi diritti dalla pubblicazione del proprio reddito: "Stiamo predisponendo", dichiara il presidente dei Codacons, Carlo Rienzi, "un modulo che gli utenti possono scaricare dal nostro sito internet per chiedere fino a 1.000 euro di indennizzo per la grave violazione della privacy subita". Anche l'Adoc "sta valutando la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia per un possibile risarcimento danni". L'associazione "Sos Utenti" chiede invece di ripubblicare gli elenchi dei contribuenti e si appella al Quirinale: "Serve trasparenza". Ma cosa ne pensano invece i commercialisti? Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, commenta: "In via di principio può anche essere ammissibile, in talune circostanze e secondo terminate modalità, rendere noti i dati reddituali di tutti i contribuenti. Ma bisognerebbe almeno prevedere che, così come chiunque può visionare chiunque, allo stesso modo ciascuno abbia il diritto di sapere da chi è visionato. Per accedere ai dati dovrebbe essere necessario identificarsi". "L'iniziativa attuata dalle Entrate", aggiunge Siciliotti, "innesca un voyeurismo fiscale. Nella peggiore delle ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e all'occorrenza delatore dell'altro, può far correre non pochi rischi in termini di sicurezza, rischiando di far aumentare fenomeni delinquenziali quali, ad esempio, estorsioni e rapine".

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Dichiarazioni dei redditi sul web, il Garante ordina lo stop Bufera sulla scelta dell'Agenzia delle entrate. Visco: È un fatto di democrazia, la trasparenza va garantita (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Dichiarazioni dei redditi sul web, il Garante ordina lo stop Bufera sulla scelta dell'Agenzia delle entrate. Visco: "È un fatto di democrazia, la trasparenza va garantita" Le dichiarazioni dei redditi degli italiani sul sito on line dell'Agenzia delle entrate: ma passa qualche ora e si scatena un'autentica bufera politica, mentre il "portale" è sommerso di contatti. Il Garante della privacy Pizzetti ordina lo stop. Il viceministro Visco spiega che gli elenchi sono in conformità con la legge: "È un fatto di democrazia". Tra le celebrità c'è chi protesta e chi sopporta in silenzio. Su tutte le furie Beppe Grillo (4 milioni di reddito nel 2005): secondo lui "è un'operazione mafiosa". Venturelli a pagina 12.

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<ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche estern (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 7 "ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche estern... "ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche esterne a centrosinistra e centrodestra ed alle false civiche che si vogliono creare per fiancheggiare partiti come Pdl e Pd". Lo ha annunciato Mario Monducci di Gente di Reggio, presentando il convegno internazionale dedicato a 'Rifiuti Zero' che si svolgerà domani alle 21 all'Oratorio Don Bosco di via Adua. Il convegno è stato organizzato da Gente di Reggio in collaborazione con l'adesione di liste civiche come la Lista Ambiente San Martino in Rio, Forum per Correggio, Gente per San Polo ed in collaborazione con la Rete Nazionale Rifiuti Zero. "In questi quattro anni la Giunta Delrio non ha dato risposte su temi cruciali come la sicurezza ed uno stop deciso alla cementificazione, quindi non è probonibile una alleanza" ha spiegato Monducci bocciando in anticipo le voci di possibili avances del Pd. "L'idea è quella di creare una rete di vere liste civiche autonome dai partiti ? ha spiegato ? che siano in rete e si presentino insieme anche alle elezioni provinciali". Per il Comune Monducci pensa ad "una coalizione civica, coinvolgendo molti giovani fuori dai partiti, gli Amici di Beppe Grillo, i Comitati che hanno condiviso le nostre battaglie su sicurezza, ambiente, centro storico, mobilità". "Per governare un Comune non è obbligatorio avere una tessera di partito in tasca", dice Monducci che ribadisce la sua idea di città. "Reggio deve smettere di crescere perchè questo porta a più cemento, traffico, inquinamento, clandestini, disagio, criminalità, rifiuti e meno servizi sociali e benessere". "Proprio il tema delle più moderne politiche industriali ed ambientali di riciclo totale dei rifiuti lo affronteremo domani -conclude Monducci? con quattro esperti giunti dagli Stati Uniti: il professor Paul Connet della St.Lawrence University, l'economista Jeffry Morris e Rick Antony estensore del piano Rifiuti Zero della metropoli di San Diego. Il futuro industriale e ambientale è questo". Matteo Incerti.

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Mamma mia che cosa ha fatto (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 104, pag. 9 del 1/5/2008 Autore: di Fosca Bincher e Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF       Tutti contro il viceministro, chiamato a rapporto da Prodi. Tremonti nella notte ha un brivido Mamma mia che cosa ha fatto Visco mollato anche da Bersani: non ne sapevamo nulla Sul fare della sera, Vincenzo Visco varca il portone di palazzo Chigi per incontrare il premier uscente Romano Prodi. Alle sue spalle una giornata intensa, nervosa. Cominciata molto presto con la notizia della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani sul sito dell'Agenzia delle entrate. Iniziativa della quale tutti, ma proprio tutti, ieri hanno chiesto conto al viceministro dell'Economia. E ha chiesto conto, ieri sera, lo stesso Prodi. Una grana per Visco alla quale ha provato a porre rimedio con una nota diffusa a metà giornata: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità' Garante della Privacy". La notizia entra con l'effetto dirompente nei palazzi della politica, nelle redazioni di giornali e telegiornali sin dal mattino. "Mi sono ripromesso di non fare una sola dichiarazione fino a quando non avrà giurato nelle mani del Capo dello Stato il nuovo ministro dell'Economia", non commenta Giulio Tremonti, ministro in pectore dell'Economia. Ma fonti attendibili raccontano che quando Tremonti la sera prima ha visto in rassegna stampa la prima pagina di ItaliaOggi con la notizia dei redditi 2005 resi pubblici, si sia lasciato andare a un'esclamazione che la dice lunga: "Mamma mia!". Probabile che il futuro ministro dell'Economia abbia gradito l'intervento di ieri del Garante della privacy, per quanto tardivo. Identica prudenza in tutti i candidati in pectore a un ruolo di primo piano nel ministero. "Ma il garante ha concesso questa pubblicità?", si domandava ieri mattina meravigliato Giuseppe Vegas, candidato viceministro che ha subito azzeccato l'argomento, ma oltre non si spingeva: "Mi informo meglio su come è accaduto, e poi dirò cosa ne penso. Ma se riguarda il fisco, se ne dovrà occupare Tremonti". Scuote la testa un altro deputato di Forza Italia, il responsabile economico Luigi Casero, che alla vigilia della formazione del governo viene indicato come possibile sottosegretario: "Un brutto regalo del governo uscente. Con il clima creato nel rapporto fra contribuenti e fisco questa era proprio l'ultima delle cose necessarie. Produrrà invidia sociale, metterà un vicino di casa contro l'altro, ucciderà il merito_". Incuriosito dal fatto anche il massimo esperto di fisco di An, Maurizio Leo: "Una cosa così si sarebbe dovuta prima discutere nella bicamerale per l'anagrafe tributaria, ma purtroppo nessuno è passato di lì e ora ci vorrà tempo per ricostituire la commissione". Non ne sapeva niente il ministro uscente dello sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, "Mai affrontato un tema simile in consiglio dei ministri", assicura chiacchierando nel cortile di Montecitorio, "mai sentito citare una volta. Quindi la decisione pubblicità non è stata certo presa dal governo. La condivido? Beh, sono dati pubblici e la trasparenza è sempre una virtù. Vero anche che scatenerà una curiosità collettiva non sempre sana_". Per il deputato Udc, Luca Volontè, "Visco ha regalato a malintenzionati e semplici curiosi l'opportunità unica di spulciare le disponibilità economiche di vicini di casa, clienti e potenziali vittime". Colpito al cuore dall'iniziativa anche Beppe Grillo, per una volta, allineato a molti dei commenti dei politici contro i quali si scaglia da tempo. "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti", si infiamma il comico genovese, che nel 2005 dichiarava redditi per 4.272.591. "Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate", rincara la dose Grillo. Sul piede di guerra anche le associazioni consumatori. Adusbef e Federconsumatori chiedono la testa dei responsabili dell'Agenzia dell'entrate definendo la pubblicazione degli elenchi dei redditi "un vergognoso strumento di delazione". Controcorrente Sos Utenti per la quale "i dati dei redditi di tutti gli italiani devono essere pubblici proprio in ossequio alla più totale trasparenza".

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Dalle Entrate un regalo ai criminali (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 104, pag. 8 del 1/5/2008 Autore: di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF       Allarme del presidente della Fondazione consulenti del lavoro De Luca. Grillo: è pura follia Dalle Entrate un regalo ai criminali Molti imprenditori del Sud rischiano di essere ricattati Con il fisco non si scherza. Anzi. Il voyeurismo fiscale indotto dall'iniziativa dell'Agenzia delle entrate, che ha voluto mettere in rete tutte le dichiarazioni dei redditi degli italiani, può mettere a serio rischio addirittura la loro incolumità. Specie nelle regioni del Mezzogiorno più esposte alla criminalità organizzata. L'allarme lo lancia il presidente della Fondazione studi dei Consulenti del lavoro, Rosario De Luca, che è molto preoccupato per gli effetti che potrà produrre l'iniziativa messa in atto, e subito bloccata dal garante per la privacy, dagli uomini di Massimo Romano e dalle direttive del viceministro Vincenzo Visco: "Chi ha delle responsabilità istituzionali non può non conoscere come è fatta l'Italia e soprattutto a quale grave rischio possano essere stati esposti molto contribuenti, per esempio gli imprenditori di molte regioni del Sud Italia, dalla diffusione dei loro dati reddituali". Per De Luca, insomma, l'iniziativa è veramente grave: "quello che per alcune persone potrebbe essere un semplice esercizio di curiosità, di yoyeurismo fiscale, per altri, come le organizzazioni criminali, potrebbe essere un'arma per ricattare o, peggio ancora, per mettere a repentaglio la sicurezza di molti contribuenti". Dello stesso tenore le osservazioni che il comico Beppe Grillo, fa dal suo blog: "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti", scrive Grillo. "Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Con la pubblicazione online dei redditi, insomma, secondo Grillo, "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato". Non è molto diverso il ragionamento che fa De Luca, che, da professionista, lavora da anni al fianco delle imprese, e conosce bene quale potrebbe essere l'effetto che potrebbe produrre il tenere in rete tutte le dichiarazioni dei redditi degli imprenditori italiani, specie quelli del Mezzogiorno. "Li potrebbe costringere, per proteggersi dalla criminalità, a dichiarare redditi più bassi di quelli ufficiali, per evitare il rischio di essere taglieggiati o, peggio ancora, di essere rapiti". Sì, perchè quello dei rapimenti starebbe diventando una prassi criminale sempre più diffusa, come spiega De Luca a ItaliaOggi. "In regioni come la Sardegna, quello dei sequesti lampo, finalizzati a estorcere magari semplicemente qualche centinaia di migliaia di euro e non più dei milioni, è un fenomeno in continua crescita. Per questo motivo, ritengo che il mettere a disposizione i dati reddituali di tutti gli italiani sia stata un'iniziativa molto grave. E sono convinto che, prima che quei dati venissero tolti dalla rete dall'Agenzia, le organizzazioni criminali sianono state in grado di scaricarsi tutti i dati. Insomma, quelle informazioni sono state già date in pasto alla criminalità organizzata".

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La rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del La rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente / Milano LAUTI GUADAGNI Il più arrabbiato di tutti è Beppe Grillo, da oggi provvisto di una nuova ragione per lanciare i suoi anatemi contro la stampa: l'indiscrezione a proposito del suo considerevole gruzzolo, oltre quattro milioni di euro dichiarati del 2005. Il comico genovese ha lanciato dalle pagine del suo blog la condanna contro la "colonna infame" costituita dalla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani decisa dall'Agenzia delle Entrate. "Chiunque può accedere senza essere identificato. Mafia, 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita hanno suggerito e Prodi, Visco, Padoa Schioppa hanno eseguito con la benedizione del centrosinistra unido". Le altre celebrità finite nel mirino dei curiosi l'hanno presa decisamente meglio. È il caso di Valentino Rossi, il cui padre ha commentato: "Noi siamo d'accordo con l'Agenzia delle Entrate a prescindere, ce l'abbiamo avuta contro per tanto tempo", ricordando l'evasione fiscale da 112 milioni di euro che gli veniva contestata solo pochi mesi fa, prima di raggiungere un accordo con il fisco per 35 milioni di euro. "Il 730 di mio figlio ha già fatto il giro del mondo". Se infastiditi, hanno subito in silenzio la conta dei loro denari altri personaggi noti come l'industriale Luciano Benetton, che nel 2005 dichiarava un reddito di 1 milione e 600mila euro, il comico Roberto Benigni a 3 milioni e mezzo, l'attrice Sabrina Ferilli a 420mila euro, e la comica Luciana Littizzetto a un milione e 800mila euro. Il pupone Francesco Totti, invece, ha dichiarato la bellezza di 10 milioni di euro, più o meno il doppio della dichiarazione presentata dal presentatore Maurizio Costanzo, tre volte il reddito di Paolo Bonolis, che pure è tra i personaggi televisivi più pagati. Il capitano della Roma guadagna cinque volte la somma dichiarata da John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli in Fiat ed oltre sei volte l'editore capitolino Francesco Gaetano Caltagirone da un milione e mezzo. Meglio di quest'ultimo hanno fatto l'ex presidente Federcalcio Franco Carraro con un reddito di 2 milioni di euro abbondanti, il produttore Vittorio Cecchi Gori con 3 milioni e mezzo, così come l'editore Carlo Caracciolo, a 2 milioni e 600mila. Più distanziati i due dirigenti Lamberto Cardia, presidente Consob, con 640mila euro e Antonio Catricalà, presidente Antitrust, con 590mila euro. Tra i direttori di giornali, invece, è Ferruccio de Bortoli il più pagato, con oltre 1 milione di reddito nel 2005, seguito da Paolo Mieli, che ha guadagnato 690mila euro, mentre Ezio Mauro si è fermato a 463mila euro. Negli elenchi compaiono pure protagonisti di vicende di cronaca come Olindo Romano, accusato della strage di Erba, che nel 2005 dichiarava quasi 19mila euro.

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Piovono critiche, ma anche consensi beppe grillo: così aiutano i criminali (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Piovono critiche, ma anche consensi Beppe Grillo: così aiutano i criminali LE REAZIONI ROMA. La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto di "trasparenza democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a prevalere. Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "E' un vergognoso strumento di delazione" accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in difesa del cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza. Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito "www.Codacons.It" con un modello che gli "utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle entrate e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale". Per l'economista Renato Brunetta "è corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo". (a.f.).

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Tutti i redditi on line esplode la bufera sul fisco - roberto petrini (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Economia Tutti i redditi on line esplode la bufera sul fisco Il Garante della privacy blocca l'Agenzia delle entrate Ma i dati sono reperibili su alcuni siti Internet, e c'è già chi li offre in vendita ROBERTO PETRINI ROMA - E' durato solo poche ore il "maxi videogioco" fiscale lanciato ieri mattina dal sito web dell'Agenzia delle Entrate su disposizioni del viceministro uscente dell'Economia Visco. Dalle prime ore dell'alba le denunce dei redditi del 2005 di circa 40 milioni di contribuenti sono state aperte alla libera consultazione, comune per comune e in ordine alfabetico, persone fisiche e società, "Unico", "730" e "Cud". Insomma l'Italia dei redditi, denunciati alle tasse, messa a nudo, trasparente come in una teca di cristallo. Con pochi click. Ad accorgersi della gigantesca operazione per primo il quotidiano Italia Oggi, che ieri denunciava a tinte fosche la mossa dell'Agenzia delle Entrate, poi in mattinata le dichiarazioni degli esponenti del centrodestra inneggianti allo scandalo. Il primo è Diego Righini portavoce del Popolo della Vita (un'associazione che aderisce alla Pdl), sono le 10 e 50 e lancia l'allarme: "La sinistra viola la privacy". Scoppia il finimondo. Gli italiani se ne accorgono. E comincia quello che il presidente dei commercialisti italiani, Siciliotti, ha definito con amarezza "voyerismo fiscale". Non sono gli evasori infatti quelli vengono messi in rete ma tutti i contribuenti, onesti e non, con nome cognome, data di nascita, imponibile e tasse pagate. Si apre la possibilità di conoscere finalmente quanto guadagna il vicino di casa e di sapere se il collega di lavoro ha avuto l'aumento che nega da tempo. Ma si apre anche un varco alla verifica di una certa coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si tiene. Fatto sta che la curiosità è tanta e il server dell'Agenzia delle entrate va in tilt dopo poche ore. Gli insiders, i più svelti e i più informati all'alba hanno potuto scaricare il "bottino" di informazioni sul sito dell'Agenzia: pare che sia già disponibile su "e-mule" e alcuni hanno provato persino a vendere la lista per qualche migliaio di euro. Per gli altri non resta che leggere i nomi estrapolati da Italia Oggi che, giornalisticamente, si è limitata a rendere noti i redditi dei vip: Amendola Claudio, Arcuri Manuela, Armani Giorgio e via via fino Totti, Tronchetti, passando per Litizzetto e Leonardo Del Vecchio. Tutti redditi facilmente immaginabili. A quel punto, nella drammatica vigilia del Primo Maggio, il centrodestra alza il tiro. Tremonti tace, ma Crosetto parla di "atto vergognoso e di una "viscata" per far concorrenza a Dagospia", Alberto Giorgetti di "inutile violazione della privacy", Brunetta invita ad evitare il "fisco spettacolo". Il vice ministro dell'Economia tiene botta e si difende: "E' un fatto di trasparenza e di democrazia", dice. Dal Pd arriva una dichiarazione del neodeputato Matteo Colaninno: "Non mi sorprende, è da anni che vedo le dichiarazioni mie e della mia famiglia pubblicate regolarmente sui giornali". Anche Beppe Grillo, guru della webtrasparenza, stavolta è contrario: "E' una schifezza, una colonna infame". Le associazioni dei consumatori minacciano di chiedere i danni alle Entrate. Alle 16 e 41 arriva lo stop del garante della privacy, pochi minuti dopo l'Agenzia delle Entrate guidata da Massimo Romano annuncia la sospensione della disponibilità degli elenchi. Anche Visco fa retromarcia. Sul piano giuridico la questione è scivolosa. L'Agenzia delle Entrate richiama una legge del 1973 (quando nacque l'Irpef, per intenderci) che consente ai Comuni di pubblicare le liste, e fino ad oggi il Garante ha respinto tutti i reclami di cittadini che si erano visti pubblicare la denuncia dei redditi sui giornali. Ma il salto di qualità dell'operazione di ieri è ? come spiega il Garante della Privacy Francesco Pizzetti al Tg4 - Internet: "In questo caso l'accessibilità è totale e i dati possono rimanere in rete per sempre". Dunque lo stop.

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Affari miei (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Prima Pagina AFFARI MIEI di Mino Fuccillo Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo "giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazioni dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come mai? Succede perché consideriamo "privato" il rapporto tra individuo e fisco. lSegue a pagina 2.

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Redditi su internet. il garante li blocca (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il passaparola è stato fulmineo: pagina web subito intasata. Visco: "È un fatto di democrazia". Poi scatta la "privacy" Redditi su Internet. Il garante li blocca I consumatori: "Grave violazione". Beppe Grillo: "Così si aiuta la mafia" Sul sito delle Entrate appaiono per alcune ore le dichiarazioni degli italiani.

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Beppe grillo: un aiuto alla criminalità (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Consumatori scatenati contro le liste dei contribuenti in rete. Il Codacons preannuncia ricorsi Beppe Grillo: "Un aiuto alla criminalità" Il Movimento in Difesa del Cittadino: è un passo avanti verso la trasparenza ROMA Trasparenza democratica o violazione della privacy? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti di associazioni consumatori, ordini professionali e maggioranza del nuovo governo. Sono state più critiche che consensi, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo che compare con un imponibile 2005 di 4.272.591 euro: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. È una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "È un vergognoso strumento di delazione" accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: "In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori: "Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito www.Codacons.It con un modello che gli "utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita".

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Grillo, un "vaffa" tra i libri - massimo novelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina XIII - Torino Grillo, un "vaffa" tra i libri Il comico sarà protagonista dell'ultimo giorno della Fiera Gli organizzatori: "Venga pure, gli daremo anche una sala, ma niente comizi" MASSIMO NOVELLI Rolando Picchioni vorrebbe "una Fiera assolutamente normale". Ma il nobile auspicio del presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura è messo a dura prova a poco più di una settimana dall'apertura della gran kermesse del Lingotto. Come se non bastassero le polemiche, spesso montate ad arte, sull'invito a Israele, e pure le voci sulla presunta proibizione delle bandiere dello Stato di Tel Aviv per ragioni di ordine pubblico, ieri peraltro smentite seccamente da Stefano Berrettoni, questore di Torino, ecco una nuova possibile gatta da pelare: lunedì, giorno di chiusura di Librolandia, al Lingotto sarà di scena Beppe Grillo. Il comico genovese, che ora ha indossato i panni del capopopolo e il 25 aprile scorso proprio a Torino ha riempito piazza San Carlo, ufficialmente andrà allo stand della Casaleggio Associati, l'agenzia milanese che gestisce le varie attività dell'inventore del cosiddetto Vaffa-Day: dagli spettacoli ai libri, dai dvd al blog. La sua presenza, tuttavia, richiamerà una considerevole folla e di conseguenza aumenterà il lavoro e le preoccupazioni degli organizzatori di Librolandia. Su Grillo, i promotori della Fiera sono molto netti: "Se verrà, vedremo di trovare una sala adatta per ospitarlo. Sia chiaro, però, che si dovrà trattare della presentazione del suo libro e non di un intervento politico. La Fiera è un luogo dove, istituzionalmente, si discute di libri e dove non si fanno comizi". In attesa del comico, c'è da registrare la dichiarazione del questore torinese in merito a quanto scritto da alcuni quotidiani a proposito delle bandiere di Israele. "Non ho mai parlato di divieto di bandiere israeliane o non israeliane, - ha affermato Berrettoni - "il divieto riguarda tutte le manifestazioni pubbliche nell'area esterna alla Fiera del Libro per l'8 maggio", in occasione della visita del capo dello Stato, che la inaugurerà alle 10 del mattino. "Il divieto - ha continuato - riguarda qualsiasi manifestazione esterna. La mia è stata una scelta dettata esclusivamente da considerazioni di ordine pubblico. Quanto verrà deciso all'interno della Fiera non è di mia pertinenza: ne prenderò semplicemente atto per predisporre i servizi idonei". Il tam tam mediatico, però, è tale che ieri, nel giorno della smentita della Questura, il quotidiano "Il Riformista" ha annunciato che uscirà nelle edicole, l'8 maggio, "incartato" dalla bandiera di Israele. La motivazione? "Era già nostra intenzione - ha spiegato la direzione del giornale - festeggiare così il sessantesimo compleanno di Israele. Ma tanto più è giusto farlo adesso, dopo la decisione del questore di Torino, che, vietando i cortei contro Israele, ha anche vietato le bandiere israeliane che l'associazione Appuntamento a Gerusalemme voleva esporre per salutare Giorgio Napolitano. Chi dunque vorrà mostrare quella bandiera, potrà farlo esponendo una copia del Riformista". Una bella trovata politico-pubblicitaria, senza dubbio. Peccato che sia stata ideata, almeno in parte, sulla base di una notizia destituita di fondamento.

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Tasse rodotà difende la scelta di pubblicare i redditi (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tasse rodotà difende la scelta di pubblicare i redditi Grillini furiosi col Beppe anti-trasparenza È la democrazia, bellezza. A intervenire con la consueta lucidità sulla decisione dell'Agenzia delle Entrate di diffondere ieri l'elenco delle dichiarazioni dei redditi degli italiani online, è stato Stefano Rodotà. L'ex garante della privacy ha valutato positivamente la diffusione su internet dei dati sui redditi degli italiani. Una mossa che ha sollevato invece una bufera enorme che ha investito in primis il viceministro uscente dell'Economia con delega sul fisco, Vincenzo Visco, e che ha determinato dopo poche ore la sospensione del sito per iniziativa dell'attuale presidente dell'Autorità per la privacy, Pizzetti. In serata l'Agenzia ha puntualizzato che "la legge stabilisce la pubblicità dei dati", dunque, citando le fonti, che la diffusione degli elenchi ha solide basi legislative. Per Visco la mossa della "sua" Agenzia "è un fatto di democrazia e trasparenza". Per Rodotà idem. È importante rendere "complessivamente trasparente la posizione tributaria di ciascun soggetto - ha osservato l'ex garante ai microfoni di Radio Capital - anche per rendere possibile una sorta di controllo diffuso, cioè rendere possibile ai singoli cittadini di accertare e valutare se posizioni identiche sono trattate in modo diverso o, al contrario, se posizioni diverse sono trattate in modo analogo". Ma mentre andava in onda la sua intervista e Pizzetti otteneva invece la sospensione del sito da cui si accedeva agli elenchi, in un altro, visitatissimo angolo del blog andava in scena il cedimento dei nervi di Beppe Grillo. Complice, forse, il fatto che tra i primi nomi usciti sui siti online dei principali quotidiani figurava proprio il suo. Nel 2005 il comico genovese, molto prima dell'exploit del Vaffa-day, guadagnava la ragguardevole cifra di 4.272.591 euro, ossia più di Roberto Benigni (3.580.995), quasi tre volte quanto Luciano Benetton (1.635.722). Molto, molto più dei politici e dei parlamentari che il comico genovese adora mettere alla gogna. In realtà, nulla di grave: il pauperismo non è certo nelle corde di questo giornale. Ma il fatto sconcertante è che Grillo abbia vistosamente perso il controllo e abbia pubblicato nel pomeriggio un lungo intervento sul suo blog in cui si accusava l'Agenzia delle Entrate di aver accolto un suggerimento "dalla 'Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita". Non pago, tanto per alimentare un po' l'allarmismo sulla sicurezza che ha fatto stravincere la destra e di cui si sentiva tanto il bisogno, lo sfogo di Grillo proseguiva così: "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto". A smentire con parole un po' più informate e misurate lo sproloquio del comico, è stato ancora una volta Rodotà. Che nell'intervista radiofonica citata ha spiegato che lo spauracchio dei criminali che si avventano sulle dichiarazioni dei redditi per capire quale villa rapinare o a quale commerciante chiedere il pizzo è un argomento alquanto idiota. "Vecchio", anzitutto. E poi, l'esperienza insegna che né l'Anonima sequestri né la mafia, né le altre organizzazioni criminali hanno mai avuto bisogno dell'Agenzia delle entrate per mettere a segno un colpo. "La criminalità riesce a superare questo tipo di riservatezza o segreto. Infatti ci furono dei sequestri molto consistenti di persone - ha scandito Rodotà - che il fisco neppure lo conoscevano". Ma per Grillo, che mantiene anche secretata la bolletta elettrica che gli stiamo chiedendo di rendere nota da diverso tempo (sempre in virtù della trasparenza che il comico ama tanto) perché secondo una fonte ben informata equivale a quella di dodici famiglie italiane, la mossa dell'Agenzia delle Entrate è "follia". E giù insulti al governo uscente che "di imbelli, presuntuosi e deficienti". Infine, una sana promessa di delazione: "nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali conseguenze". Ma il "suo" popolo, nei commenti al pamphlet, non è sembrato convintissimo: "questa volta no! Non ti seguo Beppe. Pubblicare i redditi non è affatto questione di privacy ma un fatto di trasparenza e civiltà (come si fa anche in tanti altri paesi "civili")", fa notare Franco. E da Napoli è arrivata al genovese una sana lezione di buon senso: "purtroppo la camorra non ha bisogno di un sito internet per conoscere il nostro reddito e il patrimonio". Infine, ci sono i delusi, come Pietro, che comunica "mi sono appena disiscritto dal blog" e fa notare che "i dati economici non sono dati sensibili... era un modo per andare incontro alla trasparenza per dare una spallata all'evasione". Tra i dissenzienti, anche Maria Letizia: "questa volta non sono d'accordo con te. Io, come la maggior parte degli italiani, pago tutte le tasse e non ho nulla da nascondere. La trasparenza fiscale è un bene per la democrazia e non si può andare avanti con i grandi evasori fiscali che girano in Ferrari e, magari, denunciano diecimila euro al mese". Come darle torto. 01/05/2008.

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I redditi finiscono su Internet Altolà del Garante a Visco (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Disponibili per 24 ore i dati 2005 dei contribuenti italiani: scoppia la bufera Il viceministro uscente: è democrazia. Poi fa togliere gli elenchi. Il Pdl attacca Cade l'ultimo "tabù fiscale" italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in Internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa ventata di "trasparenza fiscale" dura appena 24 ore. Il Garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se "Italia Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La vicenda tiene banco per tutta la giornata di ieri e in serata il viceministro Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier Romano Prodi che ha incontrato a Palazzo Chigi. Bufera sulle Entrate La novità della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a martedì scorso, di interrogare gli uffici dei Comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno. Intanto una vera e propria bufera si abbatte sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a caccia dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente, i link dei Comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge" e che la pubblicazione degli elenchi non è una novità, essendo prevista dalla legge e la stessa Autorità ha affermato, in passato, che "non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico". Il presidente dell'Autorità, Francesco Pizzetti, ha però spiegato che la diffusione dei dati è stata bloccata perché "priva di una base normativa adeguata". Scontro politico Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia". Inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet". Lo stop non ferma, però, le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito della libertà viene definita "l'ultima Viscata" anche se il viceministro precisa: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità della privacy". Ma in prima battuta Visco, interpellato dalle agenzie, aveva dato tutt'altra risposta: "È un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano". E ancora: "Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". Il più caustico contro l'iniziativa è Beppe Grillo che, dal suo blog, lancia strali anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Sempre per il Pdl, Renato Brunetta, pur apprezzando la trasparenza, dice "no al fisco spettacolo". Anche Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La questione è semplice. La Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Tocca al Garante della privacy dire fin dove si può arrivare". Associazioni in trincea I commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle Entrate. Il polverone sembra, comunque, destinato a non placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale. Una voce favorevole, "in generale", alla trasparenza per quanto riguarda i redditi è quella di Stefano Rodotà, ex presidente dell'Autorità della privacy, "Già in tempi lontanissimi, nel 1973 - ricorda Rodotà - scrissi un libro su questi temi seguendo quella che è un'indicazione presente nella legislazione italiana, poi confermata dalla legge sulla privacy, in quanto ha attribuito alla sfera economica una tutela meno forte rispetto agli altri dati personali". Cosa avviene all'estero Le denunce dei redditi dei cittadini britannici sono sempre salvaguardate dal diritto alla privacy. Anche in Usa le dichiarazioni sono strettamente "private" mentre in Irlanda ci si può trovare su Internet ma solo se si è riconosciuti come evasori. "Negli Stati Uniti tutte le informazioni personali riguardanti il contribuente sono protette dalla Federal tax law - ha detto ieri all'Ansa il portavoce dell'Irs, Andrew DeSouza -. Nessuna informazione privata, come nome, numero sicurezza sociale, indirizzo, numero di telefono, reddito può essere resa pubblica. Noi rendiamo accessibili al pubblico, sul nostro sito Internet, solo dati statistici generali". Anche in Gran Bretagna le dichiarazioni sono "coperte" dal diritto alla privacy. Nessuno può quindi, tanto meno via Internet, accedere a file privati di persone terze senza avere in mano una liberatoria. Francesco Carbone.

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NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che se la ri (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 2 NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che se la ri... NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che se la ride avvolto nelle volute di fumo del suo sigaro mezzo smozzicato. Via, dica la verità, con questa storia dei redditi buttata lì a tradimento, si è voluto togliere uno sfizio di fine mandato da far impallidire il mito di Sansone e dei Filistei. Supponiamo pure che l'operazione abbia anche un suo valore etico di trasparenza collettiva e che comunque su questo si possa e, soprattutto, si debba discutere. Ma come diavolo si fa a metterla impunemente in piedi senza avere avuto almeno il preventivo assenso di un signore, il garante per la privacy, che in qualche modo dovrà pure giustificare la pagnotta? La vendetta, si sa, è un piatto che si serve freddo. E magari malaccio non fa a una testa calda come Beppe Grillo che urla, perchè coinvolto, contro la Sua "colonna infame" dopo aver dispensato a piene mani liste di proscrizione che non lo coinvolgono. Ma i milioni di italiani in pari con il fisco, quali altri peccati hanno ancora da scontare?.

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<No alla colonna infame Un favore ai criminali> (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 2 "No alla colonna infame Un favore ai criminali" GRILLO FURIOSO ? ROMA ? "FOLLIA, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli e presuntuosi fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento": Beppe Grillo commenta così la notizia che l'Agenzia delle Entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati". Il reddito del comico ? insieme a quello di Benetton, Sabrina Ferilli, Luciana Littizzetto, Roberto Benigni ma anche quello di Olindo Romano ? era finito in un'agenzia di stampa nelle poche ore in cui il sito del Fisco è stato raggiungibile. "Il rapporto fiscale ? secondo il comico ? è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Ai redditi ? prosegue Grillo ? "chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato. Gli è stato suggerito dalla 'ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà piu' indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto. Gli odi familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso un prestito in famiglia e ha un alto reddito sara' finalmente smascherato".

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Il bullismo vent'anni fa Video inchioda il Parini (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA MILANO pag. 10 Il bullismo vent'anni fa Video inchioda il Parini Filmato degli studenti: è il più vecchio d'Italia IERI E OGGI SU INTERNET di SABRINA PEREZ ? MILANO ? LA SCUOLA non è più quella di una volta. O, invece, è proprio così? Chi punta il dito contro l'avvento dei telefonini di ultima generazione farebbe meglio a guardare il sito www.scuolazoo.com, che con i suoi numeri da capogiro, otto milioni di visitatori e 30 milioni di video visti nell'ultimo anno, si piazza subito dopo il blog di Beppe Grillo. Nato dall'intuizione di due ragazzi padovani, Francesco Fusetti, 21 anni, e Paolo De Nadai, di 20, è diventato famoso tra i più giovani per aver diffuso in rete imperdibili istantanee "rubate" ad alunni e insegnanti. IL FILMATO più cliccato del momento risale al 1989, quando ancora i cellulari integrati di macchina fotografica e di videocamera erano soltanto una pallida utopia. Protagonista del video clip è un'intera classe. La seconda "D" del liceo classico Giuseppe Parini, uno dei più antichi istituti di Milano. Telecamera alla mano, di quelle grandi, ingombranti, in cui bisognava introdurre ancora il vhs. Un dito sul tasto "play" e poi via con lo spettacolo. La lezione comincia nel mondo più tradizionale, ma ecco che dopo qualche secondo la situazione precipita. Un paio di studenti si fanno la barba con tanto di lametta e schiuma, un altro legge il giornale, qualcun altro punta la sveglia e si accascia sul banco. L'intenzione, inutile dirlo, è proprio quella di dormire. E mentre il Parini "docet", la domanda sorge spontanea: cosa c'era di diverso nelle scuole di vent'anni fa? "O i ragazzi del Parini ? commenta Paolo De Nadai ? avevano una naturale predisposizione per le bravate, oppure questa è la prova che, anni fa, la situazione nelle nostre scuole era esattamente la stessa". In un'epoca in cui il sette in condotta non faceva gridare allo scandalo. In un'epoca in cui alzarsi in piedi quando il professore entrava in classe era d'obbligo, quando dare del "lei" era norma e regola. Quando ciò che diceva l'insegnante era legge e non c'era giustificazione che tenesse. VENT'ANNI FA, quando non superare gli esami di riparazione a settembre significava portare a casa una bocciatura assicurata, forse la vita tra i banchi di scuola non era poi così diversa da quella dei nostri giorni. Corridoi allagati, studenti che non distinguono l'intervallo dall'orario di lezione, che fumano, che scappano dalla finestra per sfuggire al compito in classe. Ragazzi che leggono indisturbati il giornale, che ascoltano la musica, che scaricano le versioni da internet e si lanciano i bigliettini per copiare. Professori che si addormentano durante le interrogazioni, addirittura durante gli esami di maturità o che si mettono le dita nel naso proprio quando credono di essere al riparo dagli occhi indiscreti dei propri studenti. Forse serviva un video del 1989 per fare qualche paragone e lasciarsi andare a qualche risata, ricordando i tempi che furono tra i banchi di scuola.

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Redditi, la Littizzetto batte Benetton (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Anche i comici Beppe Grillo e Roberto Benigni risultano più ricchi dell'imprenditore di Ponzano. L'attrice torinese porta a casa 1,8 milioni Redditi, la Littizzetto batte Benetton Nel 2005 il re dei maglioni ha dichiarato poco più di 1,6 milioni di euro E Villa Minelli non partecipa alle critiche del giorno GIORGIO BARBIERI I comici battono il re dei maglioni. Stando ai redditi dichiarati nel 2005, pubblicati ieri sul sito internet dell'Agenzia delle entrate, Beppe Grillo, Luciana Littizzetto e Roberto Benigni hanno guadagnato più di Luciano Benetton. Si tratta pur sempre di cifre da capogiro: l'imprenditore di Ponzano ha dichiarato un imponibile di 1.635.722 euro, la comica torinese 1.824.084 euro e l'ideatore del Vaffaday la bellezza di 4.272.591 euro. Ma sulla pubblicazione delle cifre è scoppiata la polemica. Giornata ricca di polemiche per la decisione presa dall'Agenzia delle entrate di rendere accessibili on-line le dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. Il sito è stato preso letteralmente d'assalto e reso impraticabile. Fino a quando a metà pomeriggio, in seguito alla richiesta del garante per la Privacy, gli elenchi sono stati tolti. Ma alcuni nomi sono trapelati. Tre questi quello del re dei maglioni Luciano Benetton. Nel 2005 l'imprenditore di Ponzano aveva dichiarato un imponibile di poco superiore al milione e 600 mila euro. Una cifra che in se non avrebbe nulla di strano se non venisse poi paragonata a quelle dichiarate da diversi personaggi dello spettacolo. Su tutti il comico Beppe Grillo, ideatore e mattatore degli ormai celebri Vaffaday. Per l'artista genovese si parla di un imponibile pari a oltre 4 milioni di euro, tre volte superiore all'imprenditore trevigiano. Ma è proprio Grillo il personaggio pubblico che ieri si è maggiormente scagliato contro la decisione dell'agenzia delle entrate. "Follia, questa è follia - ha tuonato sul suo blog - dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto". Decisamente più moderata la reazione di Luciano Benetton dal suo quartier generale di Ponzano. Infatti l'inventore dello United colors ha preferito non commentare, come è suo costume in casi del genere, la pubblicazione della sua dichiarazione dei redditi. Se c'è stato del fastidio, questo non è stato certo fatto trapelare. Cifre altissime anche per il premio Oscar Roberto Benigni. Il regista della Vita è bella ha raddoppiato Benetton con oltre tre milioni e mezzo di euro. Ma nel pomeriggio, dopo ore di polemiche politiche indirizzate soprattutto contro il viceministro Vincenzo Visco, il garante per la Privacy ha imposto lo stop delle pubblicazioni dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a cura della Agenzia delle entrate. L'Autorità per la protezione dei dati personali ha rilevato anche che "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia". Immediata la risposta dell'Agenzia che ha accolto la richiesta dell'Autorità, sospendendo la consultazione on-line degli elenchi dei contribuenti. L'Agenzia delle entrate ha spiegato che la decisione è stata presa "a causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali. Gli elenchi sono stati resi pubblici ai sensi dei decreti del 1973 e del 1972".

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Via napoli (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pisa VIA NAPOLI VIA NAPOLI Un senso unico revocato a caso PISA. Oggi ho finalmente capito che l'Italia è una democrazia compiuta, matura, dove chi decide è veramente la maggioranza dei cittadini. Tornando a casa dal mare, considerato che ero arrivato in città in concomitanza con l'uscita della partita, abitando a Porta a Lucca ed essendo quindi abituato a regolare i miei movimenti in funzione dei flussi intorno allo stadio, decido di imboccare la Fi-Pi-Li per arrivare a casa da Cisanello/Pratale. Arrivato in via Paparelli giro in via del Brennero con l'intenzione di imboccare via Napoli. Arrivato in via Napoli, strada a senso unico, mi trovo di fronte una fila di auto che, incolonnate, procedono in senso contrario, ho dovuto accostare ed aspettare un quarto d'ora che le macchine, ordinatamente incolonnate in controsenso, defluissero prima di poter procedere. La maggioranza aveva deciso che in occasione dell'uscita della partita il senso unico era "revocato". Siamo proprio un grande paese. A.S. SINDACO Hanno votato pochi pisani PISA. Sinceramente sorprendente la lettura del voto di ballottaggio, sia da parte dei due candidati sindaci: tutti sembrano dimenticare, o considerare secondario, il fatto che a votare siano andati il 56,3% degli elettori pisani, un minimo storico che, fatti i debiti conti, vuol dire che il sindaco Filippeschi è stato scelto da neanche il 25% dei cittadini di Pisa, e la candidata Paoletti da circa il 20%, e che i trionfalismi, dall'una e dall'altra parte, avallati da stampa e tv, sembrano per lo meno inopportuni. Alla città di Pisa resta la magra consolazione di non essere caduta dalla padella nella brace, ma di essere rimasta lì, dentro una padella che almeno sembra promettere che non ascolterà le sirene di pizzaioli e ristoratori e pubbisti per la riapertura notturna della Ztl alle auto: ci è dispiaciuto molto che la signora Paoletti, gentilmente attenta alle istanze dei Comitati, non avesse capito che su quel punto si caratterizzava in senso negativo la sua idea di città, riaprendo vasti spazi ai furbi e agli arroganti che per anni hanno devastato il centro storico con le clacsonate, le soste sui marciapiedi, le sgassate fino alle tre di mattina, i danni ai monumenti e alla vita della gente. E basta girare i lungarni di notte per capire cosa succederebbe se quel caos nocivo e pericoloso si potesse di nuovo riversare nelle vie, nei vicoli, nelle piazze, del centro storico di Pisa. Speriamo che Filippeschi rispetti il suo impegno su questo punto (tenendo conto che i numeri veri sono quelli elencati sopra e che quindi la fandonia di una città divisa a metà è appunto una fandonia...), e anzi lo rafforzi garantendo un sistema efficiente di trasporto pubblico notturno e chiudendo così anche i lungarni al traffico privato a motore, insostenibile e insopportabile per la città come dimostrano queste prime notti "primaverili". Lista Civica Pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al capolinea PISA. Da libero cittadino faccio appello alle autorità territoriali, regionali e governative. Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne: stupri, scippi, omicidi. La maggior parte di questi fatti è causata da immigrati di diversa provenienza. Provo rispetto, dolore, rabbia per le continue morti sul lavoro di giovani operai di cui ogni giorno ne aumenta il numero per mancanza di norme di sicurezza, tranne in alcuni casi, per disgrazia. Servono verifiche e controlli da parte delle autorità competenti, con la speranza siano risolti i problemi che da tempo si pongono. Immigrati che guidano ubriachi, senza patente, sotto l'effetto della droga, falciando e uccidendo persone inermi. Servono interventi decisi delle forze dell'ordine, nuove leggi, senza sconti di pena perché i cittadini possano vivere una vita più tranquilla. Come si dice, siamo arrivati al capolinea. La tolleranza e la pazienza hanno un limite. è giunta l'ora che ognuno faccia la sua parte. I diritti di ognuno di noi fanno parte di una vera democrazia. Franco Benedetti SEPI Perché abolire i pagamenti? PISA. La Sepi società controllata dal Comune di Pisa, incaricata delle entrate dell'ente ha cessato la riscossione dei pagamenti, dovuti dai cittadini/utenti, in forma diretta tramite cassa. Quindi, attualmente, chi deve ritirare, ad esempio, una pratica edilizia prima si deve recare alla posta o in banca, effettuare il pagamento e successivamente ritirare la pratica, previa dimostrazione dell'avvenuto pagamento. Mentre nel passato le due fasi di pagamento e ritiro erano contestuali e quindi più favorevoli all'utenza perché vi era un risparmio di tempo e si evitava il disagio di recarsi in due posti, attualmente con la chiusura della cassa si "creano" perdite di tempo all'utenza. Anche gli anziani sono danneggiati dal cambio di procedura di riscossione perché abituati da alcuni anni a effettuare il pagamento dell'Ici, Tarsu, ecc. direttamente, con risparmio di tempo e di denaro, evitando il pagamento delle commissioni postali o bancarie. La società predetta non era nata per razionalizzare anche il servizio di riscossione... Roberto Ruberti PARCHEGGI Senza cartello arrivano le strisce PISA. Venerdì 18 aprile hanno fatto le strisce per i parcheggi in via dei Gattici a Tirrenia. Hanno fatto la riga unita anche davanti al mio cancello (non sono il solo). Sono intervenuti i vigili urbani ed ho fatto vedere loro la ricevuta dell'avvenuto pagamento delle tasse del passo carrabile. Mi è stato detto che non avevo ritirato il cartello del divieto di sosta alla Sepi e quindi era loro diritto "chiudere l'accesso" alla mia casa. Lunedì 21 aprile ho telefonato alla Sepi. Mi è stato detto che devo andare a Pisa presso i loro uffici per richiedere il cartello (se ho pagato le tasse è chiaro che lo voglio). In un secondo tempo mi verrà consegnato (devo andare due volte a Pisa). Faccio notare che da oltre quaranta anni ho pagato le tasse sul passo carrabile (vorrei vedere in quanti l'hanno fatto). Fare considerazioni? Sarebbe troppo lungo. Burocrazia, diritti del cittadino... Sergio Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete PISA. Vorrei replicare alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del candidato, all'epoca, (e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal sottoscritto, in occasione della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale - Don Bosco - S. Francesco. Durante l'incontro, quando i cittadini hanno manifestato la propria delusione per l'assenza del candidato Marco Filippeschi, è stato risposto loro che era in procinto di arrivare, ma poi così non è stato. Apprezziamo che in tale circostanza siano state annotate tutte le osservazioni e le preoccupazioni dei residenti. L'auspicio è che non restino chiuse in un cassetto, come pare sia avvenuto finora (visto che all'ultima petizione del dicembre 2007 il Comune, finora, non ci ha risposto), ma siano tempestivamente tradotte in fatti concreti, così come, su alcuni temi, è stato richiesto anche da Arpat e Usl 5. è il caso di puntualizzare che la sfida "di ridare fiducia ad un dialogo costruttivo, di dare risposte e di fare proposte" non dovrà limitarsi a "questi giorni", bensì proseguire per tutti i 5 anni in cui i nostri interlocutori si troveranno ad operare (nella posizione di governo o di opposizione). Michele Pastorino comitato via di Pratale.

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I fatti nostri (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

GLI ITALIANI E IL FISCO I FATTI NOSTRI di MINO FUCCILLO Il mio reddito e quello del vicino di casa su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo "giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come mai? Succede perché consideriamo "privato" il rapporto tra individuo e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e protetto dalla privacy, ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perché mai come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così. Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo riparati dietro le parole di Fini, neopresidente della Camera: "Libertà non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i nuovi governanti.

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Redditi pubblicati sul Web, è bufera (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Italiana Pagina 107 Redditi pubblicati sul Web, è bufera Il Garante blocca l'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate --> Il Garante blocca l'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate Annunciata dal quotidiano Italia Oggi, l'iniziativa dei redditi on line è stata cliccata al punto da andare in tilt. ROMA Cade l'ultimo tabù fiscale italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa ventata di trasparenza fiscale dura appena 24 ore: il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La novità della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a due giorni fa, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno. AGENZIA ENTRATE Una vera e propria bufera si abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a caccia dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era a norma di legge . "La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti - dice una nota - che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973. Si tratta di una norma che nella attuale formulazione è stata introdotta nel 1991. In vigore, quindi, da molti anni". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia", inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet". POLEMICHE Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata ". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice il comico genovese - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima Viscata " per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle Entrate. POLVERONE Il polverone sembra comunque destinato a non placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale. VISCO Mentre il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco ha avuto in serata un colloquio con il presidente del Consiglio Romano Prodi a Palazzo Chigi, durante il quale lo ha informato "di aver dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy" l'associazione nazionale in difesa dei consumatori Sos Utenti ha deciso di chiedere di ripubblicare gli elenchi dei contribuenti.

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Manager, politici e guitti: conti in tasca ai milanesi (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 104 del 2008-05-01 pagina 3 Manager, politici e guitti: conti in tasca ai milanesi di Redazione Dai 44 milioni di Armani ai 56mila euro del cardinale Tettamanzi. Il sindaco supera quota 180mila, Veronesi scavalca il milione e 700mila (...) E prima dello stop imposto all'agenzia delle entrate dal garante della privacy, mezza Milano ha così potuto mettere naso sulla dichiarazione di Giacomino Poretti. Chi è? Be', è quello del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che dichiara 1.164.098 euro. Cinquecentomila in meno di Simona Ventura (1.677.193) che distanzia di un milione e passa Adriano Celentano che si ferma a quota 553.415 euro mentre 1.566.531 è il reddito di Eros Ramazzotti che supera Diego Abatantuono fermo a 1.302.350. Differenza di poco meno di milione rispetto a Renato Pozzetto che si attesta a 423.784, seguito da Laura Pausini con 260.559, Ottavia Piccolo con 118.972 e André Ruth Shammah a 43mila e rotti. E Dario Fo? Basta un tocco di mouse per scoprire che il guitto con premio Nobel denuncia 116.113 euro contro i 40mila e passa della moglie Franca Rame. Ghiotta l'occasione anche per controllare quanto - ricordiamo sempre nel 2005 - hanno dichiarato il banchiere Alessandro Profumo, il finanziere Salvatore Ligresti e lo stilista Giorgio Armani: rispettivamente, 7.963.263, 6.144.200 e 44.963.206 euro. Avete letto bene: Armani dichiara 44 milioni 963mila e 206 euro. Niente male anche gli 8.159.500 di Marco Tronchetti Provera, i 2.942.588 di Diana Bracco, 2.208.865 di Donatella Versace e i 2.046.827 del presidente di Atm Elio Catania. Vette milionarie anche per il giurista Pietro Schelesinger, classe 1930, con un reddito da 2.729.747 euro. E restando sempre nell'area del Palazzo di Giustizia balzano all'occhio 110.952 euro dichiarati da Ilda Boccassini contro 176.446 del pm Alfredo Robledo e 168.144 dell'attuale presidente del Tribunale Livia Pomodoro. Tra i cognomi celebri dello sport meneghino spuntano anche i milanisti Kaladze Kakha con 4.304.092, Paolo Maldini con 9.287.536 e papà Cesare con 201.202. Spulciando in quella che Beppe Grillo ha definito la "colonna infame" saltano fuori pure il rabbino Giuseppe Laras - 71.977 euro dichiarati nel 2005 - e l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi con 56.561 euro. Ma gli occhi dei milanesi hanno pure messo nel mirino i politici: si va da Ignazio La Russa (446.924) a Barbara Pollastrini (131.528) passando per Vittorio Agnoletto (77.242), Umberto Veronesi (1.784.502), l'ex sindaco Gabriele Albertini (289.178) e l'attuale primo cittadino Letizia Moratti (183.415). Va decisamente peggio - nelle dichiarazioni dei redditi 2005 - agli assessori di Palazzo Marino Giovanni Terzi (31.707), Marilena Adamo (36.724) e Carlo Fidanza (55.641). Ah, ultimo dettaglio. Quasi tutti i cinesi nell'elenco dell'agenzia delle entrate dichiarano redditi da euro zero virgola zero. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dal Nome della Rosa a Dante Eco e Benigni fra i top di chi fa soldi con la cultura (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 104 del 2008-05-01 pagina 5 Dal Nome della Rosa a Dante Eco e Benigni fra i top di chi fa soldi con la cultura di Redazione Fatta eccezione per Beppe Grillo, che con i suoi 4.272.591 euro domina la classifica, Roberto Benigni e Umberto Eco, due pesi massimi della cultura italiana, occupano ottime posizioni. Con 3.580.995 euro e 2.128.419 uero ciascuno, occupano la seconda e terza posizione della classifica di chi i soldi li fa con la parola, sia parlata che scritta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Redditi online, il Garante dice no (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 01/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Il sito dell'Agenzia delle Entrate in tilt per troppi accessi. La polemica sale fino a determinare lo stop Redditi online, il Garante dice no Visco: è democrazia. Grillo: no, è colonna infame. I commercialisti: trasparenza, non curiosità La schermata iniziale del sito dell'Agenzia delle entrate in cui ieri erano visibili tutti i redditi 2005 ROMA Per poco più di 24 ore sul sito della Agenzia delle Entrate sono stati disponibili tutti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi 2005 di tutti gli italiani: appena si è diffusa la notizia decine di migliaia di persone si sono collegate al sito, mandandolo in tilt. Subito si è scatenata la polemica, col viceministro Visco che definiva la scelta una questione di democrazia e trasparenza, mentre il comico Beppe Grillo (tra i primi "scoperti" on line) parlava di "nuova colonna infame" e gli esponenti della neoeletta maggioranza parlavano di "vendetta" di Visco nei confronti degli elettori che lo avevano bocciato. Poi, però, nel pomeriggio, è arrivato lo "stop" del Garante per la Privacy: i link del sito sono stati disattivati ed anche ai giornali è stato chiesto di non pubblicare i dati. Pareri non proprio contrari, invece, dal mondo dei professionisti del fisco. /A PAGINA 2.

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Cultura e spettacoli LA7ORE 19.30 MARATONA DI COPPA UEFA In occasione dell'attesissima semifinale di... (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura e spettacoli LA7ORE 19.30 MARATONA DI COPPA UEFA In occasione dell'attesissima semifinale di Coppa Uefa tra Fiorentina e Glasgow Rangers, in programma oggi, alle 20.30, maratona televisiva che contempla in palinsesto oltre 4 ore di collegamenti tra la diretta della partita, pre e post gara, interviste e servizi. RAIDUEORE 9.15 BANANE E TULIPANI Il banano sarà il protagonista della puntata di "Garden". Lo chef Marco Olivieri cucinerà le banane fritte, ottime per aperitivi e spuntini. Janira Majello torna invece a Pralormo nel parco storico dei tulipani per un tour floreale tra lavande, agrumi e violette. RAITREORE 8.05 PORTELLA DELLA GINESTRA Oggi "La Storia Siamo Noi" presenta "Portella della Ginestra - 1 maggio 1947", di Antonello Savoca. A 61 anni dalla strage compiuta dai banditi di Salvatore Giuliano, parla per la prima volta in tv la sorella di Gaspare Pisciotta, braccio destro di Giuliano. RAIDUEORE 23.20 MORIC E CORONA A "PIRATI" Oggi tornano i "Pirati" di Gregorio Paolini, capitanati da Marco Cocci e pronti a irritare vip e neo vip con le loro incursioni. Tra le vittime di questa puntata, i coniugi Nina Moric e Fabrizio Corona. Lisa Fusco è a Torino sulle tracce di Beppe Grillo.

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6 Informazione e politica al centro di Annozero (21,05 Raidue). Con Michele Santoro si parla (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 01/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI Claudio Amendola (Canale 5) 6 Informazione e politica al centro di Annozero (21,05 Raidue). Con Michele Santoro si parla dell'attacco di Beppe Grillo ai giornalisti, e del rapporto tra politica, media e Paese reale. Ne discuteranno Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano, la giornalista Norma Rangeri, il presidente dell'Fnsi Roberto Natale, la giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, e Marco Travaglio. 6 Per l'appuntamento con la fiction, una nuova puntata di Capri 2 (21,10 Raiuno) con Kaspar Capparoni e Gabriella Pession, e nuovi episodi de I Cesaroni (21,10 Canale 5) con Claudio Amendola e Max Tortora. 6 Dal pomeriggio a mezzanotte, musica per la festa dei lavoratori con il Concerto del Primo Maggio (16 Raitre) promosso dai sindacati: ne parliamo nelle pagine di spettacoli. 6 Nina Moric e Fabrizio Corona, ma anche il "vaffa day" di Beppe Grillo, a Pirati (23,20 Raidue) con Marco Cocci. 6 I Neri Per Caso con il singolo "La bella estate", l'attore Giuliano Gemma e la scrittrice Melissa P. a Markette (23,50 La7). 6 Sul satellite, la tragedia della Thyssen nella docu-fiction Invisibili (21 Raisat Extra). Omaggio a Giovannino Guareschi nel centenario della nascita con la Maratona Don Camillo (dalle 11,10 Sky Cinema Classic).

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Grillo: La colonna infame (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 01/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL COMICO ALL'ATTACCO, MA NON TUTTI I BLOGGER SONO CON LUI Grillo: "La colonna infame" Per Grillo i redditi on line sono "una follia" GENOVA - "La colonna infame": così Beppe Grillo definisce nel blog l'elenco online dall'Agenzia delle entrate dei redditi 2005. "Questa è follia", dice il comico che ha dichiarato un reddito multimilionario. "Chiunque può accedere senza essere identificato - spiega - gli è stato suggerito da Ndrangheta, Mafia e Camorra. Padoa Schioppa e Visco, benedetti da Prodi, hanno eseguito". Per Grillo "i rapimenti saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito, la criminalità andrà a colpo sicuro, collegandosi al sito dell'Agenzia delle entrate. Ma gli evasori non hanno nulla da temere. Solo chi paga le tasse sarà sequestrato e taglieggiato. Le rapine in villa si faranno in tutta Italia e non solo in Lombardia". Il comico sottolinea che "il rapporto fiscale deve essere tra privato e Stato" e invita a inviare "una mail al prossimo ministro dell'Economia Tremonti perchè blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili". Ma i blogger non l'han presa tutti da lato sperato: molti infatti gli imputano incoerenza sulla trasparenza sempre invocata e altri non digeriscono il fatto che con un reddito così si erga a paladino dei precari.

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Dalla versilia aggiusta il pc del principale negli states - simone pierotti (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA CURIOSITA' Dalla Versilia aggiusta il Pc del principale negli States SIMONE PIEROTTI Se ne sai fare buon uso, Internet ti apre una serie di porte: basti guardare al primo V-Day di Beppe Grillo, dove il comico genovese è riuscito a riempire le piazze italiane con il solo ausilio di un blog, fuori dal circuito dei grandi media. Ma la sconfinata ragnatela ha anche dato ad una signorina americana la possibilità di lavorare dall'Italia, e più precisamente dalla Versilia. A raccontare questa storia è il sito americano www.bizjournals.com. In un lungo articolo dedicato a "risorse umane e carriere", la prima parte è tutta dedicata alla Lee Esposito Associates, piccola azienda di pubbliche relazioni con sede a Columbus, capitale dello stato dell'Ohio. L'omonimo direttore (che tradisce chiare origini italiane nel cognome) ha assunto a tempo determinato la giovane Rebecca Bell, sapendo che aveva l'opportunità di passare alcuni mesi in Italia. Rebecca è riuscita a far funzionare il computer del suo principale, e ad assolvere così i suoi compiti, nientemeno che da Pietrasanta: tutto ciò è stato possibile grazie a pc.com e al servizio telefonico in bandalarga Voice Over IP (lo stesso che ha sviluppato la Intel in Italia sull'Etna, per consentire agli studiosi di scambiarsi informazioni in zone prive di copertura del segnale telefonico). "Se hai accesso a Internet, puoi praticamente fare qualsiasi cosa - dice Rebecca nell'articolo - gli italiani che ho incontrato erano impressionati dal fatto che riuscissi a gestire un ufficio a migliaia di kilometri di distanza. Eppure non erano consapevoli di quanto fossero vantaggiose, per lo svolgimento del mio lavoro, le sei ore di differenza tra l'Italia e Columbus". La conferma giunge dallo stesso Esposito: "Mi recavo in ufficio e trovavo gran parte del lavoro già fatto: in questo modo non abbiamo perso continuità con i clienti, anzi, una volta che l'hanno saputo si sono pure divertiti". La storia di Rebecca è comunque solo un esempio - prosegue l'articolo - di come i proprietari di piccole aziende di Columbus stiano sviluppando i loro spazi lavorativi e le procedure operative, in modo da venire incontro alle esigenze dei dipendenti, alle nuove tecnologie e, soprattutto, a quella che si prospetta essere una carenza di lavoratori qualificati nei prossimi anni. "L'ultimo chiuda il sipario" Uno spettacolo di successo PIETRASANTA. "Un'ottima prova di teatro che ha unito humour a impegno sociale". Così, l'assessore alle tradizioni popolari Alessandro Alessandrini commenta l'esito di "L'ultimo chiuda il sipario", lo show proposto per il 5º anno consecutivo dalla Compagnia Usle Sciò, a Teatro Comunale. Gli attori che fanno parte della Compagnia sono gli utenti della terapia salute mentale adulti dell'Asl Versilia e lo spettacolo è frutto di un anno di prove, effettuate ogni mercoledì e venerdì pomeriggio con la regia della eclettica Lora Santini, che si avvale della preziosa e indispensabile collaborazione di Angela Bresciani, Maria Falsini e del presidente "tutto-fare" Antonio Meccheri, autore dei testi assieme alla stessa Lora Santini. Un impegno e una formula innovativa, che hanno conquistato il nutritissimo pubblico presente. "E' stato un piacevole spettacolo - dice Alessandrini - con un ottimo ritmo e gradevoli spunti individuali, che hanno dimostrato un impegno grandissimo da parte di Lora Santini e Antonio Meccheri, che mettono a disposizione la loro professionalità per un obiettivo socialmente importante. Si è trattato di un'esperienza, che ha ribadito la propria valenza e merita di essere sostenuta dall'amministrazione".

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Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo "giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto tra individuo e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così. Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i nuovi governanti. 01/05/2008.

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Grillo infuriato: <Così si danno informazioni utili ai criminali> (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo infuriato: "Così si danno informazioni utili ai criminali" ROMA - La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto "di trasparenza democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a prevalere, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto mettere il naso sui redditi del vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "E' un vergognoso strumento di delazione", accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: "In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi al momento della candidatura". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito "www.codacons.it" con un modello che gli "utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita". Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani invece sostiene che "la questione è semplice. La pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Sta al garante della privacy dire fin dove si può arrivare". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale". Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Claudio Siciliotti commenta che "nella peggiore dell'ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e all'occorrenza delatore dell'altro, fa correre non pochi rischi in termini di sicurezza, facendo aumentare fenomeni delinquenziali, quali, ad esempio, estorsioni e rapine". Per l'economista Renato Brunetta "è corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i redditi siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo. La trasparenza in materia fiscale è un obbligo ma vanno studiati i modi e le forme". Molto meno conciliatori i toni degli esponenti della Pdl. Guido Crosetto la definisce "una viscata che non aiuta né i contribuenti né il Paese". Antonella Fantò 01/05/2008.

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Grillo dalla parte della privacy: così si incentivano i sequestri - antonella fantò (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

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Attualità Grillo dalla parte della privacy: così si incentivano i sequestri Per il Movimento Difesa del Cittadino è invece un'operazione di "trasparenza" ANTONELLA FANTò ROMA. La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto "di trasparenza democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a prevalere, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "E' un vergognoso strumento di delazione accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: "In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi al momento della candidatura". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito "www.codacons.it" con un modello che gli "utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy subita". Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani invece sostiene che "la questione è semplice. La pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Sta al garante della privacy dire fin dove si può arrivare". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito nella tornata elettorale". Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Claudio Siciliotti commenta che "nella peggiore dell'ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e all'occorrenza delatore dell'altro, fa correre non pochi rischi in termini di sicurezza, facendo aumentare fenomeni delinquenziali, quali, ad esempio, estorsioni e rapine". Per l'economista Renato Brunetta "è corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo. La trasparenza in materia fiscale è un obbligo ma vanno studiati i modi e le forme". Molto meno conciliatori i toni degli esponenti della Pdl. Guido Crosetto la definisce "una viscata che non aiuta né i contribuenti né il Paese".

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Fatti nostri, o di tutti? (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

DALLA PRIMA Fatti nostri, o di tutti? Infatti ieri il sito dell'Agenzia delle Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto tra individuo e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così. Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i nuovi governanti. Mino Fuccillo.

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Dopo il voto (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità DOPO IL VOTO DOPO IL VOTO E io dico a Walter che da soli si perde Il vento di destra ha battuto tutto il Paese. E si è sentito - robustamente - anche in Toscana. Si impone una riflessione critica e autocritica nel centro sinistra: approfondita, non di breve momento. Da queste elezioni, politiche e amministrative, viene un chiaro insegnamento che vale sia a livello nazionale sia a quello locale: da soli non si vince. Da soli non si può fare. Condizione necessaria per vincere è l'unità delle forze di centro sinistra. In relazione ai prossimi - molto ravvicinati - appuntamenti elettorali, è urgente dirimere insieme le questioni ancora aperte - in Regione e negli enti locali - e delineare con chiarezza le prospettive politiche delle alleanze. Alleanze che si devono qualificare sempre di più sulle priorità programmatiche e sulla necessità di considerare la partecipazione come la forma usuale del governare. E che devono essere capaci di esprimere una unità forte, basata su uno spirito di coalizione coeso e leale. è necessario un nuovo centro-sinistra, basato fondamentalmente su due forze - Pd e Sinistra unita - ma aperto e inclusivo. Su questo dovremo lavorare molto e con determinazione, a livello locale, regionale, nazionale. Marco Montemagni Firenze DOPO IL VOTO La Bindi? è più di sinistra di tanti Si dice che nel nuovo Parlamento manchi la sinistra, ma è una balla. Io, che stavolta ho votato per Di Pietro, non ho difficoltà a riconoscerne molti provenienti dal mio vecchio partito, il Pds-Ds, ma anche dalla Margherita: Rosi Bindi non è meno di sinsitra di tanti arcobaleni. Ci sono quelli che hanno mantenuto la testa sulle spalle, mancano i nostalgici degli anni Settanta e quelli, pere dirla con Ingrao, che volevan o la luna. E forse non sarà un male. Giovan Sergio Benedetti Lucca DOPO IL VOTO Questo è un paese proprio fascista... Il voto del 13 e 14 aprile ha detto, ancora più chiaramente, una cosa: il nostro è un popolo inguaribilmente fascista (si salva la Toscana e poco altro...). La maggioranza degli italiani è ed è sempre stata nostalgica, anche durante i lunghi anni di governo democristiano, quando girava in maschera, perché non era politicamente corretto dichiarare la propria nostalgia. Poi, nel 1994, ha cominciato a gettare la maschera, quando un venditore ambulante di televisioni ha sdoganato l'iperfascista Fini, successivamente "pentito". In Germania, a parte piccole minoranze neo-naziste, la maggioranza della popolazione ha riconosciuto gli errori del passato, e procede in maniera coerente verso un futuro democratico. Da noi, invece, si continua a pensare che quando c'era Lui i treni arrivavano in orario; ed a sperare che Lui si sia reincarnato nello "psiconano", come lo chiama Beppe Grillo, venditore di televisioni. Questi italiani continuano a sperare che, con il prossimo governo dello psiconano, i treni torneranno ad arrivare in orario, anche se i suoi due governi, dal '94 a oggi, sembrerebbero scoraggiare questa speranza. La facilità con cui gli operai del Nord sono passati al Prc al voto per la Lega è illuminante per capire la vera essenza della maggioranza degli Italiani... Arnaldo Bordoni Oddio, signor Bordoni, l'Italia un paese di fascisti: non le sembra di esagerare un po'? PRIMO MAGGIO Festa del lavoro, ma ditemi quale Primo Maggio, festa di chi? Cosa rimane da festeggiare? Il lavoro? Quale? Quello sommerso che si pattuisce al tavolo di un bar? Quello che ti inventi da solo, pur di andare avanti, e vieni risucchiato da tasse e burocrazia? Quello per cui hai costituzionalmente diritto e nessuno ti dà, oppure quello che per tre spiccioli ti toglie la vita? Cari signori, è arrivata l'ora di capire cosa rappresentate oggi, tutti a strillare sui palchi, e cosa rappresentate e chi quando vi fate vivi solo per ciò che fa comodo alla vostra visibilità. A 52 anni, mi sento profondamente amareggiata e delusa... e con proprio niente da festeggiare se non un passo indietro di 50 anni. Grazie per aver distrutto qualsiasi ideale (a tutti). Anna Maria Falsinotti Seravezza (Lu).

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Libero mercato (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

OPINIONI LIBERO MERCATO la stampa secondo beppe di Luigi Zingales Le ragioni del V-day di Grillo. Perché in Italia, a differenza degli Usa, all'informazione manca la vera competizione Una volta il 25 aprile era conosciuto solo come la festa della liberazione. Negli ultimi due anni però è anche il V-day, non da vittoria, ma da vaffa..., lo slogan di Beppe Grillo e del suo movimento, che in questa data ha organizzato manifestazioni in tutta Italia. Quest'anno il tema era l'informazione libera, che Beppe Grillo vede minacciata dalla proprietà dei mezzi di comunicazione. Per combattere questa distorsione nell'informazione Beppe Grillo ha lanciato una raccolta di firme su tre referendum: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, per l'abolizione dei sussidi di Stato all'editoria e per l'abolizione della legge Gasparri sull'assetto radiotelevisivo. Aspetti folcloristici a parte, come dobbiamo valutare l'iniziativa di Beppe Grillo? è vero che in Italia l'informazione è distorta dalla proprietà, o meglio più distorta che in altri paesi? In che misura i suoi referendum possono aiutare a risolvere il problema? La teoria economica indica che la distorsione dell'informazione può venire da più parti. Può venire dalla proprietà, se questa proprietà ha un interesse diverso da quello della massimizzazione dei profitti. Può venire dalla pubblicità. E può venire dall'interesse dei giornalisti stessi che distorcono l'informazione per ingraziarsi le proprie fonti. L'analisi empirica condotta negli Stati Uniti ci fornisce evidenza degli ultimi due tipi di distorsione, ma non del primo. C'è evidenza, ad esempio, che le riviste americane specializzate nel consigliare i risparmiatori suggeriscono maggiormente i fondi di investimento che comprano più pubblicità sulla rivista. Un'inchiesta del 'New York Times', invece, spiega come il Pentagono sia riuscito a influenzare l'opinione pubblica attraverso un uso strategico dei consulenti militari. Costoro, per la maggior parte generali in pensione, venivano invitati a briefing e viaggi specializzati. Questi contatti fornivano loro un vantaggio competitivo non solo nel mercato dell'informazione, ma anche in quello delle consulenze alle imprese di armamenti. Il prezzo implicito di questi favori era il consenso con la visione della guerra promossa dal Pentagono, che loro trasmettevano ai propri lettori o ascoltatori ignari. Negli Stati Uniti, invece, la proprietà dei mezzi di comunicazione non sembra avere un effetto sulla posizione ideologica dei media. Uno studio di due miei colleghi a Chicago mostra come il posizionamento politico dei giornali locali sia funzione delle preferenze dei lettori e non di quelle degli editori. Vero è che negli Stati Uniti nessun politico possiede dei media e la maggior parte dei proprietari sono editori puri, senza altri interessi. Il caso italiano, dove la maggior parte dei proprietari di media ha anche degli interessi politici o finanziari, è l'eccezione, non la regola. Per questo la realtà americana è di difficile estensione al caso italiano. Rimane vero, però, che almeno una parte della distorsione dell'informazione è dovuta alle passioni politiche dei lettori. Se più di un terzo degli italiani vota per Berlusconi non è perché le sue tre televisioni lo sostengono, ma è viceversa. Tre televisioni lo sostengono perché è così popolare. Contro questo tipo di distorsioni, l'unica salvezza è la competizione. Se nel 2004 la rete americana Cbs ha fatto vedere le immagine delle torture di Abu Ghraib, nonostante le pressioni politiche del Pentagono, è perché sapeva che altrimenti il 'New Yorker' le avrebbe pubblicate prima. è la competizione che mantiene gli editori onesti. è la competizione che assicura a Beppe Grillo che anche le sue idee più radicali trovino eco nei media tradizionali. Beppe Grillo non lo riconosce, ma i suoi referendum vanno in questa direzione. Abolire l'ordine dei giornalisti rende la casta più esposta alla competizione. E abolendo il sussidio all'editoria si eliminano molti giornali che vivono solo di sussidi, premiando i giornali che producono informazione. Abolendo la legge Gasparri, infine, si aiuta a porre fine al duopolio Rai-Mediaset, che penalizza la competizione e quindi l'informazione autentica. Il duopolio Rai-Mediaset con la rielezione di Berlusconi rischia di diventare un monopolio controllato dal presidente del Consiglio. Dobbiamo proprio ringraziare la Sinistra, che per ben due volte quando aveva la maggioranza non è riuscita a disciplinare il settore, se siamo costretti a riporre tutte le nostre speranze di un'informazione libera su di un... comico.

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Francesco Rutelli guiderà l'opposizione (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Il leader Francesco Rutelli guiderà l'opposizione Francesco Rutelli siederà in consiglio comunale come capo dell'opposizione. Non entrerà, però, nel gruppo del Partito democratico ma farà gruppo a parte: il regolamento dell'aula Giulio Cesare prevede, infatti, che un candidato a sindaco collegato ad una coalizione possa staccarsi e costituire un gruppo a se stante. Una scelta che gli permetterà di avere così un profilo super partes nel suo ruolo di leader dell'opposizione anche rispetto la coalizione, e in contempo di poter mantenere un proprio staff. Francesco Rutelli entra, comunque, nell'aula Giulio Cesare come eletto numero 17 per l'opposizione: non potrà così entrare Gianfranco Zambelli, che è alla fine risultato l'ultimo degli eletti. E non siederà nell'aula Giulio Cesare Serena Visentin, che ad un primo conteggio risultava al diciassettesimo posto. Quindi le quote rosa in consiglio alla fine saranno quattro in tutto. E protesta un'altra donna: "Errori di trascrizione e sottrazioni non effettuate ci hanno scippato il seggio - ha detto Serenetta Monti, candidato sindaco per gli amici di Beppe Grillo Faremo qualunque cosa la legge ci consenta per recuperare il seggio".

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Tutte le dichiarazioni in rete (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 5 autore: Tutte le dichiarazioni in rete L'Agenzia mette sul sito i dati dei contribuenti - Ma arriva l'alt della Privacy Alessandro Galimberti Mauro Meazza ROMA L'agenzia delle Entrate libera sul sito internet i dati di milioni di contribuenti scatenando per una mattinata la caccia alle "vite degli altri", o meglio ai guadagni degli altri, vip e semplici conoscenti. Inevitabile la buriana delle reazioni - politiche e no - e il collegamento web, intasato da centinaia di migliaia di internauti, viene oscurato nel primo pomeriggio, tra polemiche e minacce legali. Il caso è deflagrato ieri mattina quando, a poche ore dall'apertura virtuale della cassaforte dei dati 2005 del Fisco, i quotidiani Metro e Italia Oggi hanno anticipato gli effetti del "provvedimento del direttore dell'Agenzia ", Massimo Romano. Tutto secondo leggi e regolamenti, come riporta il preambolo del testo ufficiale, e come ha ribadito nelle prime ore di una giornata affannosa lo stesso Romano, che aveva appena consegnato gli elenchi a Comuni e uffici locali dell'Agenzia proprio per "renderli disponibili", evidentemente a chiunque. Decisioni e rassicurazioni che però sono venute meno nel pomeriggio,quando l'accessibilità al sito delle Entrate- rilanciato anche dai servizi del sito del Sole 24 Ore con decine di migliaia di contatti - ha ceduto per eccesso di utenti, prima di essere ufficialmente disinnescato su indicazione del Garante della Privacy ( si veda l'altro articolo). Parecchi nomi illustri erano comunque filtrati nella prima parte della giornata: con le griffe del made in Italy, da Giorgio Armani (44 milioni 963mila euro, di cui 19,3 di imposta) a Dolce& Gabbana (29 milioni a testa); i vip del pallone, da Bobo Vieri (22 milioni428) a Francesco Totti (10 milioni) ad Alessandro Del Piero (9,2 milioni); per passare allo spettacolo, con Simona Ventura (1,677 milioni), Claudio Bisio (2,299 milioni); e senza trascurare i politici, come Silvio Berlusconi (28 milioni 33 mila) e gli antipolitici come Beppe Grillo (4,272 milioni). Infine, citazione per i responsabili dell'operazione trasparenza, Vincenzo Alfonso Visco (130 mila euro) e Massimo Romano (166 mila euro). E tacendo degli illustri sconosciuti visionati fin verso mezzogiorno da colleghi, amici, conoscenti e vicini di casa. L'onda d'urto ha travolto eventi e protagonisti. L'autorità Garante della privacy, dopo un primo smarcamento ("non ne sapevano nulla") ha preso le distanze, provocando in serata un'ulteriore reazione delle Entrate: "piena legittimità dell'iniziativa ", ha ribadito l'Agenzia, pizzicando la memoria dell'Authority che "con le decisioni 17 gennaio 2001 e 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una precisa scelta normativa". Un'ora prima il garante Francesco Pizzetti aveva dichiarato al TG4: "Sembra manchi la base normativa per adottare la decisione" di pubblicare i dati. Meno smorzati i toni della po-litica e dell'antipolitica. Se Beppe Grillo si è scagliato contro "l'ex governo di imbelli,presuntuosi e deficienti", ipotizzando un suggeritore mafioso per favorire la scelta dei bersagli alla malavita, Renato Brunetta (Pdl) apre "alla trasparenza, non al Fisco spettacolo", Mario Ferrara (FI, Politiche di bilancio) ipotizza "la vendetta di Visco contro gli italiani che lo hanno mandato a casa ", concetto ripreso da Luca Volontè (Udc); per Maurizio Leo (An) "la normativa va ripensata e sarà dunque modificata ". Per il presidente dei commercialisti, Claudio Siciliotti, "il principio è ammissibile, ma bisogna sapere da chi si è visionati", mentre per Riccardo Alemanno (tributaristi Int), sì alla pubblicazione dei redditi per chi riveste incarichi pubblici, ma non per gli altri se non c'è motivo. Intanto le associazioni dei consumatori studiano profili di responsabilità delle Entrate (Adoc) e annunciano ricorsi in massa per ottenere 1000 euro di risarcimento che spetterebbero pro capite agli ignari contribuenti pubblicati (Codacons). ANSA Vincenzo Visco IMAGOECONOMICA Massimo Romano.

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"Il quotidiano e il territorio". È questo il tema affrontato ieri al museo Vittoria C (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di LAURA DI PIETRO "Il quotidiano e il territorio". È questo il tema affrontato ieri al museo Vittoria Colonna nella seconda e ultima giornata del convegno "Filosofia e informazione" promosso dall'assessore (uscente) alla Cultura di Pescara Adelchi De Collibus e organizzato dall'agenzia giornalistica Astra. Il dibattito ha coinvolto giornalisti della nostra regione, in veste di relatori: Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine; Fabrizio Masciangioli, direttore didattico del master di giornalismo di Teramo; Nicola Marini, tesoriere nazionale dell'Ordine; Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana. Con loro, Claudio Valente per Il Messaggero, Pasquale Galante per il Centro e Franco Avallone per Il Tempo. I contenuti della tavola rotonda sono stati molteplici. Tutti concordi sul fatto che l'Ordine dei giornalisti debba essere riformato, ma non abrogato come vorrebbe Beppe Grillo, promotore del referendum. Giornalisti un po' meno compatti, invece, sulle strade percorribili per evitare la crisi della stampa. "Abbiamo molto da farci perdonare, ma senza ordine c'è solo disordine" è stato il gioco di parole con il quale Marini ha cercato di sintetizzare il pensiero comune. Calo delle vendite, rinnovamento del contratto nazionale e, secondo la definizione di Avallone, "precarietà cronica" i veri morbi dei quotidiani. "La professione del giornalista ha subito una rivoluzione - ha spiegato Pallotta -. In Italia i quotidiani sono poco letti ma i ragazzi sono comunque informati grazie alle nuove tecnologie". Il pronostico, un futuro difficile per coloro che intendono dedicarsi a questa professione. La vertenza resta la strada più battuta. La soluzione? Le scuole di giornalismo. Una tesi controversa, appoggiata anche da Siddi, che farà discutere. Perché se è vero che i giornalisti oltre a formarsi sul campo hanno bisogno di un background solido, è pur vero che sostenere i costi di un master non appare certo semplice per i complicati bilanci familiari. L'alternativa plausibile, forse, la meritocrazia.

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I redditi online: è bufera (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMA PAGINA 01-05-2008 FISCO I CONSUMATORI: "E' UNA VIOLAZIONE". IL VICEMINISTRO VISCO: "NON VEDO IL PROBLEMA" I redditi online: è bufera Il Garante della privacy blocca la pubblicazione degli elenchi ROMA II E' caduto l'ultimo "tabù fiscale " italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti sono stati infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" è durata appena 24 ore. Infatti, è intervenuto il Garante della privacy: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi. Ma già ieri mattina il quotidiano "Italia Oggi " aveva pubblicato un elenco con i redditi di 132 personaggi famosi. Una vera e propria "bufera " si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa la voce degli elenchi, il sito è sta- to preso d'assalto da giornalisti a "caccia" dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi ed è andato in tilt. Lo stop non ha fermato però le polemiche e sono stati molti quelli che hanno protestato a vario titolo per quella che viene definita dal Partito delle Libertà "l'ultima Viscata". Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Per Pierluigi Bersani "la Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyeurismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza di tutti. PAG. 3 Polemiche Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo: "No alla colonna infame".

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ROMA Gli attacchi più robusti all'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate arrivano dal (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pdl. E' semplicemente una "viscata, un atto vergognoso" per Guido Crosetto, che spiega come rendere disponibili le dichiarazioni dei redditi sia un "modo per vedere come guadagna il vicino e creare contrasto fra le persone normali". Laconico Renato Brunetta. "E' corretto che tutti conoscano i redditi dei cittadini italiani, sì alla trasparenza, no però al fisco spettacolo". Secondo Adolfo Urso "occorre coniugare la trasparenza con il diritto alla privacy". Sull'argomento interviene anche Beppe Grillo: "L'Agenzia delle Entrate ha messo on line i redditi dei cittadini. chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato, ai redditi degli italiani. Gli è stato suggerito dalla ndrangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita. Padoa-Schioppa e Visco hanno eseguito. I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato". "Indignate" Adusbef e Federconsumatori: "La pubblicazione dei redditi consultabili on line oltre a violare la privacy, può esporre alcuni contribuenti ad atti malavitosi. La pubblicazione degli elenchi dei redditi è un vergognoso strumento di delazione". Non la pensa allo stesso modo il Movimento Difesa del Cittadino che parla di "atto di trasparenza democratica, non si capisce cosa ci sia da proteggere dal momento che i dati sulle dichiarazioni servono soltanto a misurare la capacità contributiva e quindi il livello di tasse da pagare". Preoccupazione per la mancata informativa al Garante viene invece sollevata dal Codacons mentre l'Aduc denuncia "una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini".

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ROMA Uno smacco simile ci mancava dal 9 agosto 1918. Il volantinaggio virtuale dell’ (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di UMBERTO RAPETTO ROMA Uno smacco simile ci mancava dal 9 agosto 1918. Il volantinaggio virtuale dell'Agenzia delle Entrate emula e mortifica la prodezza di D'Annunzio nei cieli di Vienna: senza doversi librare in volo il fisco è stato capace di spargere universalmente un insieme di informazioni pruriginose rese accessibili attraverso una banale consultazione via Internet. La fattibilità tecnica di una simile esposizione ricorda i postulati di scolastica memoria e - visto il download sfrenato che ha fatto impallidire i più tenaci guerrieri del peer-to-peer - non ha bisogno di dimostrazioni. La percorribilità giuridica dell'iniziativa, vestita dei più nobili principii di trasparenza e democrazia, ha immediatamente scatenato togati interlocutori d'ogni sorta che non hanno esitato a sentenziare in proposito con le più intriganti dissertazioni in tema di riservatezza dei dati personali. Il fatto che su Internet ci sia più gente a caccia di donne nude che cybernauti in preda a smanie di erotismo tributario, è dimostrato dal tempo trascorso dal momento della pubblicazione online dell'elenco (il provvedimento autorizzativo dell'Agenzia sembrerebbe risalire al 5 marzo scorso) al boom di visitatori ansimanti al pensiero di "spogliare" la dichiarazione dei redditi del personaggio famoso o semplicemente del vicino di casa tanto antipatico. La normativa vigente in materia di privacy (nella fattispecie il decreto legislativo 196 del 2003) dedica il Titolo VII al "trasferimento dei dati all'estero", ponendo una serie di vincoli per il flusso di informazioni sia nel bacino comunitario sia nella ben più ampia sfera planetaria. Chi si è affrettato a sottolineare la "pubblicità" di certe informazioni e la relativa consultabilità presso gli uffici preposti, ha precipitosamente dimenticato di valutare l'internazionalità degli sportelli online e l'anonimato del richiedente. L'articolo 43 che disciplina i "trasferimenti consentiti in Paesi terzi" pone il rigoroso rispetto di regole e li considera ammissibili - ad esempio - quando "l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso". Il successivo articolo 45 dice che il trasferimento di dati all'estero "è vietato quando l'ordinamento del Paese di destinazione o di transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone adeguato". Internet arriva dovunque e il rimbalzo nei nodi di rete non può far escludere nessuna Nazione. L'articolo 167 del Codice della privacy parlerebbe di "trattamento illecito dei dati", prevedendo persino la reclusione per chi se ne rende responsabile. Disquisizioni forensi a parte, un problema potrebbe essere quello della sicurezza. Beppe Grillo nel sottolineare che grazie a questa mossa telematica "il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato", dimentica il fenomeno dell'evasione fiscale e sbaglia nel regalare - a chi dribbla le tasse - una sorta di immunità dal rischio estorsivo. Il crimine organizzato certe cose le sa e probabilmente sceglie i propri bersagli senza consultare l'Anagrafe tributaria che potrebbe indurre in errore poco scaltri picciotti cibernetici.

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SARÀ la prolusione del decano degli scrittori israeliani Aharon Appelfeld ad inaugurare mercole (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Dì prossimo la Fiera del Libro a Torino, mai come quest'anno sotto i riflettori internazionali. La decisione del questore di Torino di vietare ogni tipo di manifestazione per giovedì, il giorno in cui al Lingotto ci sarà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha ridato fiato alle polemiche che da mesi imperversano per la scelta degli organizzatori di designare Israele come paese ospite. Decisione presa molto male dall'Associazione "Appuntamento a Gerusalemme" che invece avrebbe voluto accogliere il presidente con bandiere israeliane. "Una decisione assurda - hanno detto - noi volevamo solo ringraziare il presidente della sua presenza". Dal canto suo il questore Berrettoni ha precisato che si tratta di "una scelta dettata solo da considerazioni di ordine pubblico. Il divieto riguarda infatti qualsiasi manifestazione esterna. Quanto avverrà all'interno della Fiera non è di mia pertinenza. Ne prenderò atto per predisporre i servizi idonei" Il divieto ha anche colpito i giovani dei centri sociali e di Free Palestine che avevano chiesto di allestire gazebi nella zona antistante l'entrata, per il volantinaggio e il dialogo con intellettuali e scrittori. Regolarmente autorizzati, invece la manifestazione di sabato del Free Palestine che prevede un collegamento video con Ilan Pappé, storico israeliano docente a Haifa e il convegno di lunedì e martedì prossimo all'Università sul tema "Pulizia etnica della Palestina". In questa occasione ci saranno intellettuali e docenti universitari come Sergio d'Orsi e Gianni Vattimo e dall'altra parte esponenti del mondo arabo contrari alla presenza di Israele a Torino come Tariq Ramadam. Lo stesso Vattimo, che è reduce dall'occupazione simbolica della Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna per il boicottaggio della Fiera, ha sostenuto ieri sera all'Infedele di Gad Lerner che "il boicottaggio è un modo democratico di opporsi a qualcosa, l'apartheid in Sudafrica è stata combattuta con il boicottaggio". Come si sa gli scrittori arabi hanno aderito quasi all'unanimità all'appello al boicottaggio. Non ci saranno i cinque scrittori di lingua araba e di passaporto israeliano (Ali Taha, Nidà Krouri, Hussein Muhanna, Walid El Faroum e Mufleh Naara)."Ha prevalso la logica collettiva su quella individuale - dice il direttore della Fiera Ernesto Ferrero - Così anche gli scrittori che hanno detto di essere personalmente contrari al boicottaggio, hanno rinunziato a venire. Peccato, è stata persa un'occasione, utile soprattutto per loro. Ma è spiegabile, la situazione di conflitto c'è ed è molto forte". Ma le polemiche sembrano aver fatto crescere la Fiera dove ci saranno oltre 1400 espositori tra cui 75 new entry: "L'effetto che ne è derivato è che siamo diventati famosi da Al Jazeera al New York Times", dice un po' celiando Ferrero. E annunzia una sorpresa finale. Accanto a intellettuali come Bodei, Reale, La Capria che parleranno della bellezza in tutte le sue forme, accanto a grandi scrittori ospiti come Vidal, Pahor, Marias, Paasilinna, Falcones, ci sarà Beppe Grillo. Parlerà l'ultimo giorno, lunedì. Nella Sala Gialla. Di cosa ancora non si sa. Che sia in programma una postilla magari in chiave libraria al suo recente v.day torinese? R.M.

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Nome per nome tutti i vip <spiati> prima del black-out (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO 01-05-2008 LA CURIOSITA' CANTANTI, CALCIATORI, IMPRENDITORI, STAR DELLA TV Nome per nome tutti i vip "spiati" prima del black-out ROMA E fra i contribuenti famosi circolava in rete anche Olindo Romano II Gli internauti più lesti a curiosare si saranno "divertiti" a spulciare, verificare, scoprire. Magari qualcuno è riuscito anche a guardare "a casa propria" per vedere se era tutto in regola come denunciato. In mezza giornata l'Italia guardona si è data da fare per viaggiare nel mondo dei redditi dei cittadini d'Italia. In poche ore, da quando l'Agenzia delle Entrate ha dato libero accesso, di nomi illustri finiti nell'archivio on line e da qui direttamente sui web e nella rete, ne sono circolati tanti. Con dovizia di numeri, categorie, ammontare di imponibile, imposta netta e reddito d'imposta. Tra i primi nomi a circolare, cifre alla mano, il cantore del "Vaffa Day," Beppe Grillo, che non l'ha presa affatto bene tanto da gridare allo scandalo ("No alla colonna infame"). Così "recita " l'archivio: Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Tutto questo nel 2005 quando ancora le esternazioni a colpi di parolacce non erano state dal comico ancora inventate. La "pruderie" fiscale ha spiattellato la privacy di altre identità: tra gli imprenditori Luciano Benetton a quota 1.635.722; nel mondo dello spettacolo Roberto Benigni a 3.580.995, Luciana Littizzetto a 1.824.084, Sabrina Ferilli a 423.829. Ma i limiti messi a disposizione dell'agenzia delle entrate sono infiniti. Così in poche ore a circolare nei web finiva anche il nome di Olindo Romano. Sì, l'uomo accusato della strage di Erba. Per i "curiosi" questa la cifra: 18.809 euro è la dichiarazione dei redditi del 2005, l'anno precedente al massacro. Nel web i nomi erano catalogati per ordine alfabetico e divisi per categorie da "Italia Oggi " che ha pubblicato i redditi di 132 vip. Tra i grandi nomi della moda, Roberto Cavalli (1.516.908) e Dolce (29.708.241) e Gabbana (29.651.255), tra i conduttori tv Maurizio Costanzo (4.290.152) e Paolo Bonolis (3.680.759), tra i giocatori Francesco Totti (10.085.431) e Alessandro Costacurta (2.362.872), tra gli imprenditori Fedele Confalonieri (4.482.521). Tra gli altri anche Vincenzo Visco, l'ex viceministro che quei nomi ha deciso di pubblicare on line: ha dichiarato 130.394 euro. Ed ecco altri nomi vip pubblicati dal quotidiano "Italia Oggi " e relativi ai redditi dichiarati per il 2005. L'attore Claudio Amendola è a quota 1.862.286; l'attrice Manuela Arcuri 167.427; lo stilista Giorgio Armani 4.963.206; lo scrittore Andrea Camilleri 1.492.453; la soubrette ed ex velina Elisabetta Canalis 377.504; lo showman della Rai Carlo Conti 988.640; il cantautore Lucio Dalla 1.322.070. Seguendo l'ordine alfabetico ecco altre intrusioni nel privatissimo mondo fiscale delle celebrità dello spettacolo e dello sport: la regina di Canale 5 Maria De Filippi ha dichiarato per il 2005 redditi pari a 3.986.027; il calciatore Alessandro Del Piero 9.253.388; il commissario tecnico della Nazionale Roberto Donadoni 416.390; lo scrittore Umberto Eco 2.128.419. L''erede di Casa Agnelli John Elkann, vicepresidente della Fiat, ha toccato quota 1.993.538; il cantante Tiziano Ferro 1.169.805; Renato Zero (all'anagrafe Fiacchini) 785.001; un altro calciatore, il campione del mondo Rino Gattuso 5.085.161; il conduttore di "Striscia la Notizia " Ezio Greggio 1.532.368; un altro cantante da top ten, Ligabue, è a 792.243. Altri nomi: il tecnico della Nazionale di calcio campione del mondo 2006 Marcello Lippi 1.905.427; il patron dell'Inter Massimo Moratti 19.973.080; la cantante Anna Tatangelo 47.133. E ancora: la star televisiva targata Rai Simona Ventura 1.677.193; la stilista milanese Donatella Versace 2.208.865; il calciatore Christian Vieri 22.428.956.

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Redditi sul web, stop del Garante (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO 01-05-2008 Primo Piano IL CASO L'AGENZIA DELLE ENTRATE: "LA PUBBLICAZIONE DEGLI ELENCHI E' PREVISTA DALLA LEGGE". MA E' BUFERA. VISCO INCONTRA PRODI Redditi sul web, stop del Garante "Trasparenza fiscale" per 24 ore on line. Assalto a internet, poi l'Authority per la privacy interviene ROMA II Cade l'ultimo "tabù fiscale" italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in Internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" dura appena 24 ore. Il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se "Italia Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La novità della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a ieri, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno. Una vera e propria "bufera" si abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a "caccia" dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi. E va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo nulla ") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo perchè "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia", inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet ". Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata ". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti dice Grillo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima Viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa che consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza ". I commercialisti parlano di "voyeurismo " e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle Entrate. La vicenda tiene banco tutto il giorno e in serata il viceministro Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier, Romano Prodi che ha incontrato a Palazzo Chigi. Visco comunque in una nota spiega di aver chiesto spiegazioni alle Entrate. E l'Agenzia in serata risponde con tanto di riferimenti normativi. Il succo della risposta è: la pubblicazione degli elenchi non è una novità, è prevista dalla legge e la stessa autorità per la tutela della privacy ha in passato affermato che "non vi è incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico ". Il presidente dell'autorità, Francesco Pizzetti, però spiega intanto che la diffusione dei dati è stata bloccata perchè "priva di una base normativa adeguata". Il "polverone" sembra comunque destinato a non placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale.

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La rabbia di Cuore: che ricordi (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-05-01 - pag: 14 autore: IDEA/2 La rabbia di Cuore: che ricordi "N on avrai altro Cuore all'infuori di me.Vita e miracoli di un settimanale di resistenza umana"è un libro/antologia (Bur 24/7, 22 euro,in uscita il prossimo luglio)che raccoglierà la storia di"Cuore",scritta da Andrea Aloi,e una ricca antologia divisa secondo i temi più significativi che il settimanale satirico trattò,durante la sua felice esistenza.Con una prefazione di Michele Serra,si racconta la storia di un giornale unico nel suo genere:nel gennaio del 1989,prima della caduta del Muro di Berlino,un gruppo di amici dà vita al mitico inserto satirico dell'"Unità",ancora organo del Partito comunista italiano,che obbligherà anche i lettori "non di sinistra"ad acquistare,il lunedì,il quotidiano gramsciano pur di non perdere l'acido inserto. "Cuore",che nel 1991 diventa settimanale indipendente con una tiratura media di 150.000 copie,è stato uno splendido fenomeno sociale e una sorgente inesauribile di comicità corrosiva sull'Italia contemporanea,una sorta di organo vitale e sabotatore,un "cuore",appunto,annidato al centro dell'organismo moralmente malato del nostro Paese.In grado di generare dal nulla una verae propria comunità di fedelissimi che ne rimpiangono la chiusura nel 1996,nonché un numero incredibile di querele,"Cuore"è ancora oggi un esempio di intelligenza militante,di "presidio"al tempo stesso ironico e serissimo della vita civile.Che Beppe Grillo abbia preso spunto da questa esperienza?Che il pubblico di Grillo sia la continuazione,di quello di"Cuore"?.

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Redditi on-line, stop del Garante (sezione: Grillo)

( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Giusto il tempo di comparire nelle pagine web per qualche ora, poi il Garante della Privacy, professor Pizzetti ha detto "stop". Intanto, però, alla notizia le critiche sono arrivate a tutto tondo. Anche dal blogger Beppe Grillo, convinto che la scelta di pubblicare dati così sensibili sia un aiuto alla malavita. Preoccupati i consumatori. Pdl: "Le solite viscate" Ieri per poche ore i guadagni di cittadini e società sono state consultabili on-line. Ma il provvedimento, che prima di essere pubblicato non era stato sottoposto al Garante della Privacy, ha avuto giusto il tempo di fare capolino in rete, perché il Garante, subissato da lettere e proteste, lo ha subito bloccato. Un sospiro di sollievo per tutti coloro che avevano salutato la notizia con critiche e sgomento. E infatti, a parte l'enfasi espressa dal suo "inventore", il solito viceministro uscente Vincenzo Visco, che sostiene che la pratica è attiva in tutto il mondo, il regalo di fine legislatura, non è stato gradito. Neanche a Beppe Grillo che nel suo blog sproloquia contro coloro i quali hanno permesso in questo modo di aiutare mafia, 'ndrangheta e sacra corona unita a taglieggiare meglio, i rapitori a scegliere senza mesi di appostamenti le propri e vittime e i rapinatori a rapinare anche fuori dal triangolo Veneto-Lombardia-Piemonte. Ma, l'Agenzia delle Entrate replica che si tratta di un provvedimento a norma di legge. La scelta di rendere consultabili tutti i redditi non è stata gradita neanche dai consumatori. Per l'Adoc, infatti, si tratta di una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, "ghiotta fonte d'informazione per i criminali". Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, annuncia: "Stiamo ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti sulle possibili conseguenze di questa iniziativa, da noi prontamente verificata - spiega Pileri - abbiamo inviato una lettera al Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito". E la politica? Per Maurizio Leo, deputato di An ed esperto in materia fiscale, il problema "c'è, è giusto quello che dice l'Agenzia delle Entrate, ma tenuto conto che è corretto che si abbiano informazioni, bisogna evitare che queste informazioni vengano utilizzate per fini fraudolenti. Bisognerà correggere le norme in Parlamento". Secondo Leo, esistono norme di legge che sono un pò datate e che danno la possibilità di comunicare gli elenchi dei contribuenti. Per Leo, "l'intervento che si deve fare, senza allarmismi, è quello di correggere norme datate tenendo conto che oggi, con i nuovi strumenti telematici, è possibile acquisire informazioni su chiunque. C'è un'apposita Commissione sull'anagrafe tributaria che, quando verrà ricostituita, potrà assicurare una maggiore vigilanza e rivedere appunto le norme". Guido Crosetto, invece, è convinto che si tratti della solita "viscata". Non è una cosa che aiuta il contribuente o "l'economia, è il ministero delle Finanze che si lancia nella concorrenza a Dagospia nel gossip. Serve solo a scatenare invidie per il vicino di casa o fra compagni di lavoro. Faceva meglio a rendere pubbliche on-line le spese del suo ministero e del suo gabinetto". (01-05-2008).

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BUFERA. Su Internet le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl: no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Redditi on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non conforme"   ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i contribuenti italiani, milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo 24 ore. Il Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato: "La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha smentito: "Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra attenzione". Nel pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di bloccare la diffusione dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito delle Libertà si è scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani, rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo.  .

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Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: <Iniziativa non conforme> (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

BUFERA. Su Internet le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl: no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 Redditi on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non conforme"   ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i contribuenti italiani, milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo 24 ore. Il Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato: "La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha smentito: "Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra attenzione". Nel pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di bloccare la diffusione dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito delle Libertà si è scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani, rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo.  .

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Una scelta irresponsabile da <barbarie fiscale> (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'EDITORIALE Una scelta irresponsabile da "barbarie fiscale"   Federico Guiglia   Dalla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia. Con tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la riservatezza dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se nessuno ha ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini italiani del 2005, pubblicandoli su Internet. Con un semplice clic sul computer, chiunque poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica. Un divertimento durato poche ore, perché il Garante, del tutto ignaro dell'iniziativa, l'ha fatta subito bloccare. Secondo Visco, vice-ministro del governo scaduto, la novità introdotta per la prima volta sarebbe la semplice applicazione di una legge. Ma sull'esecutivo-Prodi s'è abbattuta la bufera non solo di associazioni di consumatori, ma anche la furia critica di personaggi che hanno fatto proprio della trasparenza la loro battaglia di grido, come Beppe Grillo. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un modo per accrescere la consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei singoli? Un mezzo per smascherare i disonesti che evadono le tasse, o per bersagliare gli onesti che nulla hanno da nascondere, ma che non sono certo tenuti a esibire a chicchessia e contro la loro volontà il frutto del lavoro? E poi: qual è l'"interesse pubblico" nel sapere quanto guadagna il barbiere sotto casa? A meno che si pensi di delegare a un controllo sociale da Grande Fratello, il compito dell'Ufficio Entrate. 7  .

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Ieri mattina, per alcune ore, l'Italia è andata in clic. Chiunque avesse un computer a por (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tata di mouse tentava di entrare sul sito dell'Agenzia delle entrate per leggervi la dichiarazione dei redditi dell'amico, del nemico, ma soprattutto del vicino di scrivania, allo scopo di scoprire quel che del resto aveva sempre sospettato: che l'altro guadagna un euro più di lui. Prima che il garante della privacy interrompesse il nuovo sport nazionale, a terra giacevano già morti e feriti. Il più illustre era Beppe Grillo, che dopo aver esaltato fino all'altro giorno la trasparenza democratica di Internet, finiva fra le fauci della tigre che aveva tentato di cavalcare: subissato dai "vaffa" dei suoi grillini, esterrefatti alla scoperta che il loro guru intasca 4 milioni di euro l'anno. A esser sinceri, Grillo predica l'onestà, mica la povertà, e sui quei 4 milioni paga regolari tasse, ma il populismo di queste sottigliezze se ne infischia. Montanelli sosteneva che l'italiano medio, quando vede passare una bella macchina per strada, non pensa al modo migliore di procurarsene una, ma a quello più sicuro di tagliarle le gomme. E l'italiano medio descritto da Montanelli non aveva ancora accesso alla Rete, strumento tecnologico che fra le sue tante qualità ha anche il non piccolo difetto di accarezzare la pigrizia. Qualsiasi cittadino, infatti, può entrare in un ufficio del fisco e compulsare le dichiarazione dei redditi di chi gli pare. Ma bisogna essere molto motivati, o molto disoccupati, per farlo. Internet invece è lì, a un passo dalle tue mani: basta un clic sulla tastiera e sei già dentro il formaggio, a rivoltarti come un topolino. E così una notizia che tale non è (le dichiarazioni, ripeto, sono pubbliche e accessibili) lo diventa grazie alla comodità della sua fruizione. Cercando risposte alle proprie ossessioni Ma cosa cercava, veramente, chi ieri compulsava sul video le liste dei contribuenti? La risposta alle proprie ossessioni. Non esiste essere umano che non si senta sottopagato e trattato ingiustamente rispetto al collega che lavora peggio e meno di lui. Ed è al reddito di quel collega che ogni discriminato, reale o presunto, è andato a fare le pulci. Avendo più tempo a disposizione, si sarà forse spinto a vedere quanto guadagna il noto calciatore o il regista politicamente impegnato. Ma molto più che le curiosità collettive, a possederlo era il suo piccolo mostro personale: un rivale di carriera o magari d'alcova. Debolezze sulle quali sarebbe fin troppo facile maramaldeggiare con il ghigno dei moralisti. Più interessante è chiedersi se la fotografia di queste piccole invidie sia stata quantomeno corretta. I redditi fissi, i soli davvero messi a nudo Neanche per sogno. Intanto perché il buco della serratura di Internet non scruta il presente, ma un passato che risale ai redditi di tre anni prima. Ma soprattutto perché l'immagine che rivela è sfocata, quando non addirittura bugiarda. Persino il contribuente più onesto dichiara meno che può. E i soli per i quali quel "meno" equivale purtroppo al totale sono i dipendenti a reddito fisso. Al solito, le vere vittime. Essendo gli unici costretti a mettersi completamente a nudo, hanno finito per essere anche gli unici di cui tutti potevano esplorare morbosamente le fattezze. Il bello, si fa per dire, è che a ficcare il nasino indignato nelle loro vergogne, moraleggiando sui redditi svelati, saranno stati anche quegli italiani che alimentano l'altro reddito. Un reddito che non sfila in passerella su Internet, ma preferisce restare in camerino a farsi gli affari suoi: gli habitué lo chiamano "il Nero", ma il razzismo non c'entra, ve l'assicuro.

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Grillo alla Fiera Chiusura con botto alla Fiera del Libro in programma dall'8 maggio (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tra gli oltre 2 mila ospiti, è stato annunciato ieri anche Beppe Grillo che sarà a Torino il 12 maggio, giorno di chiusura della rassegna, per presentare un libro. Sarà in sala gialla nel pomeriggio, in orario da definire.

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Redditi on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

BUFERA. Su Internet le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl: no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 Redditi on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non conforme"   ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i contribuenti italiani, milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo 24 ore. Il Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato: "La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha smentito: "Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra attenzione". Nel pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di bloccare la diffusione dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito delle Libertà si è scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani, rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo.  .

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Visco mette in piazza i redditi degli italiani (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 104 del 2008-05-01 pagina 0 Visco mette in piazza i redditi degli italiani di Stefano Lorenzetto Elenchi su internet. L'eredità avvelenata del governo uscente doveva passare sotto silenzio e finire sul tavolo di Tremonti. La difesa, serve alla trasparenza, è d'accordo il garante per la Privacy". Che ci ripensa. Il Grillo milionario ora fa l'indignato e suoi lo rinnegano Siamo in Italia, e solo qui un viceministro dell'Economia da poco sfrattato dagli elettori poteva, con l'involontaria collaborazione d'un direttore di giornale corsaro che guida un'agguerrita ciurma di appena 29 redattori, mettere a segno lo scoop dell'anno: svelare i guadagni di tutti i cittadini. Il quotidiano è Italia Oggi, testata che nella circostanza va presa alla lettera: così stanno le cose nel Belpaese sferzato dai colpi di coda del prodismo. Si confida nell'Italia di domani. "Caccia al 740 del vicino. L'Agenzia delle Entrate ha messo su Internet i redditi 2005 degli italiani", ha sparato ieri in prima pagina Franco Bechis, implacabile segugio del giornalismo investigativo. Chapeau! Il direttore del quotidiano del gruppo Class Editori ha scoperto che Vincenzo Visco, un attimo prima di chiudersi alle spalle la porta dell'ufficio, aveva lasciato sulla scrivania del prossimo ministro, Giulio Tremonti, questa gatta da pelare. Una furbata. Ma con tutti i crismi di legge, a cominciare dall'opportuna avvertenza che trattavasi di redditi personali, e non da impresa, ciò che ha attenuato il mio sbalordimento nel constatare che tre anni fa il presidente di una squadra di calcio di serie A della mia città, proprietario di un'industria dolciaria che fattura 40 milioni di euro, guadagnava poco più del sottoscritto. "Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, prima di inserire sul suo sito Internet tutti i dati ha scritto al Garante della privacy, Francesco Pizzetti, per chiedere ed ottenerne l'autorizzazione", ha precisato Bechis. "Ma proprio nel passaggio delle consegne fra un governo e l'altro questa clamorosa novità inserita un po' alla chetichella, pubblica ma non strombazzata, potrebbe avere l'effetto di avvelenare non poco i pozzi", ha soggiunto. Da sottoscrivere. Scontata la previsione finale del direttore di Italia Oggi: "Una caccia al reddito del vicino promossa ora rischia di creare un clima sociale ancora più difficile di quello già esistente". In effetti a poche ore dall'uscita in edicola del quotidiano economico il clima sociale era divenuto incandescente: postazioni Internet nei luoghi di lavoro prese d'assalto; incremento delle ordinarie maldicenze che le macchinette del caffè sono costrette ad ascoltare tutti i giorni; impossibilità di raggiungere i cliccatissimi siti www.agenziadelleentrate.it e www.agenziaentrate.gov.it per eccesso di contatti; appassionate dispute filosofiche sul perché Gabriele Muccino, regista di film di grande successo come L'ultimo bacio e Ricordati di me, nel 2005 abbia dichiarato solo 28.389 euro, un decimo di quanto percepito da un Marco Travaglio qualsiasi (282.280 euro), e Costantino Vitagliano, riconosciuto gigante del pensiero, abbia incassato 45.200 euro in più di Eugenio Scalfari, fondatore della Repubblica (463.785 contro 418.585). Inutilmente il predetto direttore dell'Agenzia delle Entrate ha precisato che la divulgazione dei redditi persegue "la finalità di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione dei dati". Siccome siamo appunto in Italia, già nel primo pomeriggio l'interesse pubblico aveva ceduto il passo a quello privato: sul Web qualcuno s'era lestamente sovrapposto al sito ministeriale inaccessibile e faceva ottimi affari reclamizzando collegamenti sponsorizzati per visure catastali online a 13 euro, prestiti fino a 50.000 euro, compravendite immobiliari, vacanze per famiglie, case in affitto. Alle ore 15.16, sull'Ansa, è cominciato il gioco delle parti: "“L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non era mai stata sottoposta all'attenzione del Garante. Il collegio è riunito e sta prendendo in esame la vicenda”. è quanto precisano gli uffici del Garante per la privacy, a proposito della pubblicazione degli elenchi dei redditi di tutti i contribuenti italiani sul sito dell'Agenzia delle Entrate che, secondo lo stesso organismo, risponderebbe alle norme che regolano la protezione dei dati personali". La farsa prometteva bene. Il secondo atto è andato in scena alle 16.59: "Il Garante ha deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". Nell'interludio potevano mancare i guitti? "Follia. Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento", commentava scandalizzato Beppe Grillo sul suo blog, ma non si capiva bene se il "no alla colonna infame", seguito da un sorprendente appello al futuro ministro Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati", fosse dettato da genuina indignazione oppure da giustificata ansietà per essere stato esposto a giudizi sommari: quei 4.272.591 euro dichiarati nel 2005, pari a 8 miliardi e rotti di vecchie lire, lo fanno oggettivamente apparire 18 volte più ricco della neopresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (238.198 euro). Altro che sequestro di persona. Nelle piazze lo attende un corale "vaffa". Sarebbe la fine della florida industria che garantisce al tribuno della plebe un appannaggio imperiale. è vero che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in altre civilissime nazioni i redditi di chiunque sono consultabili da molti anni, ma c'è modo e modo per arrivare alla trasparenza pure in Italia e quello prescelto dall'Agenzia delle Entrate assomiglia a una spettacolare istigazione all'odio di classe. Il governo Prodi si è dimostrato, anche nel congedo, all'altezza della sua fama. Era l'ottobre 2006 quando il premier denunciò che 128 tra finanzieri e dipendenti dell'anagrafe tributaria avevano spiato ripetutamente le sue dichiarazioni dei redditi attraverso il sistema informatico del ministero (capirai che scandalo: il modello Unico compilato dai politici è pubblico per legge). Ieri comunque è capitato altrettanto, e in Rete, a milioni d'italiani: non ha fiatato. Volete sapere chi s'incaricò delle indagini per smascherare le "talpe" che avevano osato curiosare su Prodi? Ma certo, lui, Vincenzo Visco. Il quale un mese dopo annunciò nuove "procedure garantiste": più controlli sui controllori e un archivio per salvaguardare da intrusioni la vita dei Vip, bisognosi di "una maggiore garanzia della privacy". Di parola fino all'ultimo. stefano.lorenzetto@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Grillo milionario ora fa l'indignato. E i suoi lo rinnegano (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 104 del 2008-05-01 pagina 0 Il Grillo milionario ora fa l'indignato. E i suoi lo rinnegano di Marco Zucchetti Il comico sul blog: "Folle pubblicare dati privati. Si aiuta la mafia". Ma il popolo dei "vaffa" chiede trasparenza: "Tu cos'hai da nascondere sui tuoi 4 milioni di reddito?" Nella sua Genova direbbero che "o meize de ciòule o ven pe tutti". Il periodo delle cipolle (e quindi delle lacrime) viene per tutti. Anche per Beppe Grillo, più abituato a sudare che a piangere. Per mandare in crisi il governo ombriciattola di Savonarola è bastato poco: giusto l'ennesimo intervento sul sito. Che stavolta però ha raccolto ben pochi proseliti tra gli adepti dei "vaffa" e che rischia di diventare un boomerang tra quanti già contestavano al comico l'invito all'astensione in occasione delle elezioni politiche. Tutto nasce dalla presenza del reddito di Grillo nella tabella pubblicata da Italia Oggi: nel 2005, nelle sue tasche sono finiti 4.272.591 euro. Come Maurizio Costanzo, il triplo di Caltagirone, più di quanto dichiarato da Santo e Donatella Versace insieme. Vuoi per l'attenzione molto zeneize alle palanche, vuoi per un'improvvisa passione per la privacy dopo mesi di strali contro i truffatori, fatto sta che Grillo si indigna: "è una follia. Dopo l'indulto, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale. Scriviamoa Tremonti perché ristabilisca le regole". Insomma, fuoco e fiamme contro l'operazione trasparenza, tacciata di fomentare "odi familiari", "rapine in villa" e racket. Fuoco e fiamme spente tuttavia dai suoi discepoli, allibiti, delusi o adirati. "La mafia non ha bisogno di internet - scrive Stefano Alimonti -. Caro Beppe, hai qualcosa da nascondere? ". E ancora Fabio: "Devi fare il bastian contrario anche quando ci sono aperture sulla trasparenza? La gente poi si stanca. Anche di te". EFrancesco: "Vogliamo la libertà di informazione? Questa era la volta giusta. Hai sbagliato". Quel che secca ai grillini è che da lui, censore del malcostume, ci si aspettava un plauso all'apertura. Invece, ecco che Grillo si avvita sul suo livore e strepita. E stupisce anche i più affezionati, come Mauro: "Io ho partecipato ai V-Day e che Grillo guadagni 4 milioni non mi tocca. Ma non capisco questa rabbia quando la maggioranza degli italiani non ha nulla da temere". C'è chi rilancia e chiede di "allungare" la lista di Visco, chi chiede al comico un prestito, chi lo prega di dare "una risposta più riflessiva". Il clima che si respira è ben teso e i commenti negativi si moltiplicano. C'è il caustico Leonardo Perazza: "Sputtanato in pieno! Sei peggio di Wanna Marchi, ecco qual era lo scopo delle tue chiacchiere". E c'è Mauro, lo scolaro che supera il maestro: "Sì alle dichiarazioni pubbliche! Facciamoci il V-Day 3, anche contro Grillo, se lui non è d'accordo!". Perché a Genova dicono pure "sciuscià e sciorbì no se pêu". Soffiare e succhiare non si può. Come non si può fondare un blog al grido di "Internet è la nostra unica speranza" e poi indignarsi se in rete ci finiscono i propri guadagni. Non è che la trasparenza è diventata di parte come i giornalisti? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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V-day 3, fissato il luogo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 104 del 2008-05-01 pagina 0 V-day 3, fissato il luogo di Filippo Facci Il Giornale ha scritto che la torinese Piazza San Carlo, dove c'è stato il V-day, è grande 12.768 metri quadri che moltiplicati per 3 (tre persone permetro) dà una capienza di 38.304, e non, quindi, di 120milacome detto da Beppe Grillo. Risultato: una rissa. Anche Repubblica ha scritto che in quella piazza ci stanno al massimo 40mila persone, e però il 2 Maggio 2007 aveva scritto che i sindacati avevano parlato "davanti a 100mila persone". Dunque? In rete sono nate discussioni da antologia. Sentite questa: "Il calcolo del Giornale, 3 persone per mq, è sbagliato. Una persona media (altezza 1,75, peso 80, scarpe 43) occupa una superficie in pianta di 0,45 × 0,25 mt= 0,1125 mq, per cui in unmq ci stanno 8,888 (periodico) persone per cui 12.768 mq diviso 0,1125 (persona/mq) fa esattamente 113.493 persone: ha ragione Grillo, non il Giornale". Replica: "Nonfacciamoi furbi: per calcolare la superficie in pianta bisogna moltiplicare la dimensione massima occupata trasversalmente (le spalle, diciamo 50 cm) per la dimensione massima occupata longitudinalmente (i piedi, la panza o le tette: diciamo 30 cm) e quindi ilnumero corrisponderebbe semmai a 85.000, ma questo nell'ipotesi di avere le persone impacchettate e incapaci di movimento: dunque un numero ottimistico sarebbe la metà, cioè le 40.000 persone calcolate dal Giornale". Prossimo dibattito, rimanendo a Torino: quante persone ci stanno nel Cottolengo? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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GRILLO: UN AIUTO AI BANDITI MA SUL BLOG LO CRITICANO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo: un aiuto ai banditi ma sul blog lo criticano Attacca a testa bassa Beppe Grillo la diffusione on line dei contribuenti 2005. "Folla, questa è follia" scrive sul suo blog il comico genovese. "Gli è stato suggerito dalla n'drangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita", insiste, chiamando in causa Prodi, Padoa-Schioppa e Visco. C'è anche il suo nome nel calderone finito sul web e lui non ci sta: il governo uscente "fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - scrive - meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Secondo il comico infatti "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato". Grillo propone ai "grillini" di inviare "una mail al prossimo ministro dell'Economia Tremonti perché ristabilisca le regole". Ma il post non riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito successo. E così tra i commenti si legge anche la perplessità di chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi più semplicemente ironizza: "Da buon genovese Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi".

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FISCO / GRILLO: FELICE DI ESSERE ATTACCATO DAI GIORNALI DI (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

REGIME Il comico-polemista torna ad attaccare l'informazione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 mag. (Apcom) - "Oggi è il primo maggio e sono contento. Felice di essere attaccato dai giornali di regime. Dalle testate e dalle televisioni della Confindustria e di Testa d'Asfalto che per diffamarmi usano i loro servi. Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di tasse". Lo scrive il comico-polemista Beppe Grillo nel suo blog, il giorno dopo le polemiche suscitate dalla sua dura presa di posizione contro la pubblicazione (poi sospesa) dei redditi dei cittadini sul sito dell'Agenzia delle entrate. "Incredibilmente ilare - dice ancora Grillo - per lo spazio che i direttori dei quotidiani e dei telegiornali dedicano alla rivolta dei grillini sulla pubblicazione on line dei redditi. Il 25 aprile è stato il grande momento dell'orango Petronilla preferito a due milioni di persone che manifestavano per una libera informazione. Dopo ci sono state le offese a chi ha partecipato, a chi ha osato mettere una firma per i referendum e al guitto, al Pasquino, al buffone Beppe Grillo. Vi ringrazio cari pennivendoli, continuate su questa strada, vi porterà lontano. Inistete il più possibile. Siete la dimostrazione vivente delle motivazioni dei referendum. Non mollate". Secondo Grillo "i Forbice, i Mieli, i Riotta, i Giordano sono marionette nelle mani dell'Abi (l'associazione che riunisce le banche italiane, ndr), dello psiconano, dei partiti. Questo lo sanno anche i bambini. A chi fa paura la libera informazione? Chi è il lupo cattivo?". Grillo commenta anche, con il suo stile polemico, l'avvio dei lavori del nuovo Parlamento: "Il Senato si è insediato. Rimarranno nella nostra memoria - scrive - immagini indimenticabili. Cuffaro che abbraccia il revisionista Dell'Utri. Il prescritto a vita Andreotti che presiede la seduta e incorona Schifani. Topo Gigio e i suoi che applaudono convinti invece di lasciare l'aula per decoro. Sembrava il carcere dell'Ucciardone, ma era Palazzo Madama. Stiamo assistendo - conclude Grillo - all'autodistruzione di un Regime".

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Il Fisco pubblica tutti i redditi, il Garante lo ferma (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'Agenzia delle Entrate mette sul Web gli imponibili dei contribuenti e il sito Internet va subito in tilt, preso d'assalto da migliaia di curiosi Il Fisco pubblica tutti i redditi, il Garante lo ferma Stop all'operazione dopo sole 24 ore dall'apparizione dei dati in rete . Ma Visco applaude: "Un fatto di democrazia" RomaCade l'ultimo "tabù" fiscale italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Visco benedice l'operazione: "È un fatto di democrazia". Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" dura appena 24 ore: il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se "Italia Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti.La novità della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a ieri, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno.Una vera e propria "bufera" si abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a "caccia" dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi".La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia", inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet".Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza di "no al fisco spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle Entrate.Il "polverone" sembra comunque destinato a non placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale.

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REDDITI SU INTERNET: L'ORA DELLA MARCIA INDIETRO (sezione: Grillo)

( da "Wall Street Italia" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di WSI Stop del garante dopo che l'Agenzia delle Entrate rende pubbliche le dichiarazioni. Per alcune ore disponibili quelle del 2005, poi crashano i server. Visco: "fatto di democrazia". Grillo: "È una follia". Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera. -->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? Il passaparola è stato fulmineo. Dopo poche ore infatti il sito era già intasato. Del resto l'occasione era ghiotta: poter scoprire con un clic quanto guadagna (o meglio guadagnava, visto che i dati sono relativi al 2005) il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche personaggio celebre per gli amanti del gossip. COME ACCEDERE AI DATI - L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sul Web, per la prima volta nel nostro Paese, i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006. Tutto in Rete, anche se in realtà solo per poche ore. Bastava cliccare su www.agenziaentrate.gov.it, poi dalla home page cliccare sul link "Uffici", quindi su "elenco uffici", da qui su "elenchi nominativi dei contribuenti" e infine su "consultazioni elenchi dichiarazioni". A questo punto si cliccava sulla Regione della persona che si stava cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file di testo (guarda le schermate del sito). Il provvedimento porta la firma di Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Già nel '99, come direttore generale del dipartimento, Romano aveva emanato un provvedimento analogo per attuare la norma di "trasparenza": si era così tornati a pubblicare gli elenchi dei contribuenti, ma attraverso l'invio agli uffici territoriali del fisco e alle amministrazioni comunali. Romano è stato il primo direttore dell'Agenzia, dal 2001. Durante il precedente governo Berlusconi era stato sostituito da Raffaele Ferrara, ma nel 2006 è tornato a guidare gli stessi uffici, richiamato proprio da Visco. LA LEGGE - L'Agenzia delle Entrate ha poi spiegato con un comunicato che "la legge stabilisce la pubblicità dei dati". "La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973. Tali elenchi, in passato realizzati in forma cartacea, erano a disposizione per la consultazione sia negli uffici dell'Agenzia che nei Comuni. La decisione di utilizzare il mezzo telematico nasce dalla norma introdotta con il codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005 che dispone di assicurare la fruibilità dell'informazione in modalità digitale utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell'informazione e della comunicazione". LO STOP DEL GARANTE - Fin dalla mattina, però, il sito dell'Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a causa dei troppi contatti. E successivamente è arrivato anche lo stop del Garante della privacy, che ha "deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia delle Entrate e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". In serata Francesco Pizzetti, che presiede l'Autorità di garanzia, ha detto al Tg4 che si è trattato di una decisione "priva di una base normativa adeguata: di qui il provvedimento di blocco e la richiesta di spiegazioni al'Agenzia". Il Garante, ha sottolineato Pizzetti, non è in linea di principio contrario alla trasparenza dei redditi: "Una forma di conoscibilità e trasparenza è garantita da anni e anni, attraverso i Comuni e l'Agenzia delle Entrate. Ma è completamente diverso pubblicare i dati in Internet, mettendoli così in condizione di essere consultati in ogni parte del mondo, di finire nei motori di ricerca, di rimanere in Rete per un periodo che nessuno è in grado di controllare, laddove la legge prevede al massimo un anno". Leggi il comunicato ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. VIP - Attraverso la pubblicazione su Internet, infatti, era possibile conoscere una serie di dati importanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta netta e (per chi ce l'ha) l'ammontare del reddito d'impresa. Come rivelato sempre da "Italia oggi", ad esempio, nel 2005 un industriale come Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, contro i 4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di nicchia, come Luciana Litizzetto. Leggi anche: Redditi sul Web, Grillo: "È una follia" Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera. Il comico: "Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari". E in molti sul blog chiedono di eliminare il post VISCO: "FATTO DI DEMOCRAZIA" - Dopo le prime critiche all'iniziativa, è stato lo stesso viceministro all'Economia, Vincenzo Visco, a dichiarare che si tratta di "un fatto di trasparenza, di democrazia". "Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". LA REPLICA DEL GARANTE DELLA PRIVACY - Poco dopo è però arrivata la prima sconfessione del Garante: "L'iniziativa dell'Agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della privacy". Per questo la stessa Authority, nel tardo pomeriggio, ha chiesto la "sospensione" del servizio. Richiesta accolta dall'Agenzia delle Entrate, che in una nota assicura: "Forniremo tutte le delucidazioni". E Visco, in serata: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy". PANNELLA - Inevitabilmente, è scoppiata anche la polemica politica: "Non capisco quale problema ci sia" attacca Marco Pannella. "A una funzione pubblica, corrisponde un servizio pubblico", osserva il leader storico dei Radicali, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma, perché "è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che quello di essere ignorati". CROSETTO - Di tutt'altro parere Guido Crosetto, parlamentare del Pdl: "È un atto vergognoso". È un modo, spiega l'esponente del Pdl, "per vedere come guadagna il vicino, e creare contrasto fra le persone normali". È un provvedimento che "per una volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo non si sentiva il bisogno", conclude Crosetto. "RISARCIMENTO" - Secondo alcune associazioni dei consumatori i cittadini possono chiedere un risarcimento danni per la pubblicazione dei propri dati fiscali. L'Adoc, Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, considera l'iniziativa "una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali". "Nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa" spiega il presidente Carlo Pileri. Secondo il Codacons i cittadini possono chiedere un risarcimento danni. "Stiamo predisponendo sul sito Codacons.it un modello che gli utenti possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy" dichiara il presidente Carlo Rienzi. Anche l'ufficio legale dell'Adoc "sta valutando la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia delle Entrate per un possibile risarcimento danni". Va controcorrente l'associazione Sos Utenti, che chiede di ripubblicare gli elenchi dei contribuenti: "I dati dei redditi di tutti gli italiani devono essere pubblici proprio in ossequio alla più totale trasparenza". Copyright © Corriere della Sera. All rights reserved parla di questo articolo nel Forum di WSI.

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Grillo, più di 4 milioni E i grillini lo contestano (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Se volete lo si può scrivere in maniera più leggibile: 4 milioni di euro e rotti. Otto miliardi di vecchie lire. Più o meno quanto Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica. Il doppio di Ciro Ferrara della Juventus. Il triplo di Luciano Benetton. Insomma c'era di che arrabbiarsi e Grillo si è arrabbiato. Le liste precisano anche quanto paga di imposta netta: 1.823.010 euro. "Follia, questa è follia", scriveva Grillo ieri sul suo blog. Ma i suoi fedelissimi questa volta non lo seguono, molti si sentono traditi dal paladino dell'Anti-Casta e lo attaccano, senza risparmiare le accuse. Nel suo post Grillo punta il dito contro il ministro dell'Economia e il suo vice: "Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa-Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito". E poi, ancora accuse: "Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Perché pubblicare i dati dei redditi online nasconde seri pericoli: "I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato". Dichiarazioni in rete o no, insomma, il dibattito è in corso e anche sul blog di Grillo non c'è l'abituale sostegno incondizionato al comico genovese. C'è chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perché ciò non accada". Qualcuno giudica le parole di Grillo piuttosto ingenue: "La 'ndrangheta, la camorra?!?!? Hanno bisogno che l'Agenzia delle Entrate renda pubblici i redditi per saperli?". E poi ancora chi invita tutti a essere realisti: "Voi che rimanete a bocca aperta? Pensavate fosse senza un soldo?". Non ha torto perché che Grillo guadagnasse più di molti liberi professionisti e più anche di molti suoi colleghi lo si diceva ed era stato scritto più volte. Anche per questo i fedelissimi parlano di un complotto. Nel pomeriggio poi appare un buco nei commenti fra le sei e le sette e allora si inizia a gridare al "boicottaggio" e all'"oscuramento". C'è chi minaccia di marciare su Roma. E chi proprio si indigna contro il comico e lancia sospetti: "Noto che ogni giorno che passa le tue posizioni finiscono sempre più per coincidere con i signori del centrodestra.... Sarà il caso di gettare la maschera?" scrive tale "Lio subcosciente". Non da meno Pierfrancesco che rimprovera e lamenta: "Ora che i dati sensibili sono anche i suoi, la trasparenza non va più bene? I sacrifici vanno bene, sì, purché a farli siano sempre gli altri". E Sergio Zeta interpreta invece l'uscita di Grillo come una forma di imbarazzo: "Chi non ha niente da nascondere non nasconda! Io faccio un dottorato di ricerca e guadagno 9600 euro annui. Se fossi Grillo anche io proverei imbarazzo nel dichiarare 4 milioni". Insomma c'è chi non ha difficoltà a esprimere la propria delusione: "Questo articolo segna la fine di un sogno. Ed io che già ti vedevo in politica, a fare le cose per bene. Tutti uguali. Siete tutti uguali". E infine c'è chi ironizza: "Da buon genovese Beppe Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi". Contrario alla pubblicazione è anche il presentatore televisivo Massimo Giletti: "Lo trovo abbastanza indecente. Un voyeurismo con il quale comunque ormai conviviamo. Non parlo tanto per me che sono un personaggio pubblico e quindi abituato a rispondere un po' di tutto ma per altre persone che di pubblico non hanno tutto". Per l'attore Luca Barbareschi, neodeputato del Popolo della Libertà, non c'è invece alcun problema. La sua dichiarazione dei redditi, avverte Barbareschi, "possono stamparla anche sui muri". E anche il papà del motociclista Valentino Rossi fa spallucce: "I nostri redditi hanno fatto il giro del mondo".

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Pizzetti: "Su Internet i dati restano eterni sotto gli occhi di tutti" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Intervista Il Garante della privacy Pizzetti: "Su Internet i dati restano eterni sotto gli occhi di tutti" GUIDO RUOTOLO ROMA Una iniziativa priva di base normativa di riferimento. Per questo abbiamo chiesto con la massima urgenza all'Agenzia delle Entrate di bloccare la pubblicizzazione su Internet della dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani del 2005". Il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, non nasconde una certa sorpresa perché non era stato preventivamente informato della iniziativa: "Abbiamo chiesto chiarimenti - dice Pizzetti - ma è innegabile che a una prima istruttoria questa iniziativa si presenti come un possibile vulnus alla privacy". Garante, Beppe Grillo paragona l'iniziativa a una "follia" parla di "colonna infame". Altre associazioni di consumatori plaudono alla "trasparenza e alla democrazia". Perché secono lei rappresenta invece un possibile vulnus alla privacy? "Per essere chiari, abbiamo ritenuto di una estrema pericolosità la modalità di diffusione dei dati delle dichiarazioni dei redditi". Si riferisce a Internet? "Certo. Occorre tenere conto che una volta in rete, questi dati possono finire nei motori di ricerca. Ne deriva che la loro non accessibilità dopo un anno, così come prevede la norma, diventi estremamente difficile se non impossibile. E, soprattutto, ha una diffusione permanente che consente a chiunque, in qualsiasi parte del globo si trovi, a interrogare la rete su questi dati". Scusi, se questi dati sono pubblici significa che chiunque si può rivolgere all'Agenzia delle Entrate o al proprio comune per sapere quanto Tizio ha guadagnato. "C'è una bella differenza. Non ci sarebbero le stesse obiezioni per esempio, se, in epoca di amministrazione digitale, il cittadino potesse interrogare on-line, in forma protetta, per conoscere il reddito di un qualsiasi altro cittadino". Dunque, l'Agenzia delle Entrate ha sbagliato. Il danno ormai è irrimediabile?Per alcune ore le dichiarazioni dei redditi di quaranta milioni di italianisono finite sulla rete. "Il Garante, ci mancherebbe, non è contro la conoscibilità e la trasparenza ma occorrono basi normative chiare e delle modalità adeguate".

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In tasca ai vip (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

In tasca ai vip Totti e gli altri Ma quanto guadagna Francesco Totti? Basta andare su www.agenziadelleentrate.it. per saperlo. Ora non è più possibile, ma "Italia Oggi" è riuscita a farlo in tempo. Ed eccolo, il "pupone": 10 milioni e 85 mila euro lordi. Più o meno il doppio della dichiarazione presentata nella stessa città da un altro personaggio famoso, Maurizio Costanzo. Tre volte il reddito 2005 di Paolo Bonolis, uno dei personaggi televisivi più pagati. Cinque volte la dichiarazione dei redditi di John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli in Fiat. Per fare un Totti ci vogliono più di sei Francesco Gaetano Caltagirone (1,5 milioni). Ma solo due Beppe Grillo e mezzo (4,2 milioni). 01/05/2008.

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Grillo (4,2 milioni) s'infuria <Questa è una vera follia> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

Sul suo blog Grillo (4,2 milioni) s'infuria "Questa è una vera follia" MILANO Anche la sua dichiarazione dei redditi è finita sul web. Ma lui non ha gradito. Grillo Giuseppe, data di nascita 21 luglio 1948, reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005 4.272.591 euro, imposta netta 1.823.010. Le tasse le paga eccome, il comico paladino dei precari, ma certo vanta anche un reddito di tutto rispetto. "Follia, questa è follia", scrive Beppe Grillo sul suo blog, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. "Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - continua - meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Secondo Grillo infatti con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato". E allora? Via alla rivolta. "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati", scrive Grillo che annuncia: "Nei prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali". Ma questa volta, Grillo è anche bersaglio di molte critiche. E così tra quanti hanno commentato il post "La colonna infame" c'è per esempio chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi più semplicemente domanda: "Voi che rimanete a bocca aperta davanti al reddito di Grillo, ma non lo sapevate? Pensavate fosse senza un soldo?". Molti quelli che chiedono che il post venga tolto dalla pagina, pochi quelli che difendono il comico genovese ("Beppe ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono rimanere segrete, fatevi i cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo. Cordialità"). Diversi gli attacchi diretti al personaggio: "Grillo, ma sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora: "Ti brucia che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese - dice un commento - Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi". 01/05/2008.

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Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)

Argomenti: Grillo

TIZIANA PLATZER Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido di libertà. Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo santone-leader populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese si dica e si sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi, contro i politici, si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del "V2-day" dalle 15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata con il suo meeting, e se a Bologna il primo portò in piazza sessantamila persone, anche con qualche disguido da affollamento, gli organizzatori dell'evento torinese e i meetup locali "Qui Torino libera" e "13", si sono preparati ad affrontare un'altrettanto larga partecipazione. Da scommetterci, perchè grillini o non grillini, "mangiatori di schede" o delusi e disillusi post-elezioni, tutti, in tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al lungo elenco liberatorio di "vaffa.." urlati dal Grillo che dal palco travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali, economiche, sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove si incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata, tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare, meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata; Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci: il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante: "Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha invitato. E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è arrivata da Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video, mentre in carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo, Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello, Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe parlare intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il comico si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al Comitato Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di chi, come lui, la pensa.

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I server subito intasati per troppi clic In serata c'è il blocco, ma ormai è tardi (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
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Argomenti: Grillo

I server subito intasati per troppi "clic" In serata c'è il blocco, ma ormai è tardi [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA All'inizio, sembrava una cosa divertente: qualche colpo di clic sul sito dell'Agenzia delle Entrate, ed ecco apparire i redditi guadagnati nel 2005 dal vip di turno, dal vicino di casa, dall'odiato collega, dall'ex-marito. La notizia era stata anticipata da Italia Oggi e da Metro, che nelle edizioni del mattino avevano pubblicato molte succose anticipazioni. Ma già a mezza mattinata il frenetico passaparola aveva prodotto una pressione tale da far saltare i server dell'Agenzia, da scatenare l'attenzione e l'interesse dei politici e dei media. Arrivati alla sera, l'"operazione trasparenza" voluta (sulla base di norme del 1972 e 1973, quando Internet era solo un futuribile progetto del Pentagono) dal direttore dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano e avallata dal viceministro delle Finanze Vincenzo Visco si è trasformata in una vera e propria catastrofe. Prodi, Veltroni e Padoa-Schioppa furiosi, tutto il centrodestra all'assalto, lo sberleffo di Beppe Grillo. E soprattutto, lo stop imposto dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Alla fine, c'è lo stop alla diffusione dei dati: ma la Rete non perdona, e ciò che è stato pubblicato resterà (forse per sempre) in giro sul Web. Compresa la scarsissima lealtà fiscale di milioni e milioni di italiani. Massimo Romano - funzionario pubblico fortemente stimato e voluto da Visco alla guida dell'Agenzia delle Entrate - si assume così la responsabilità di una decisione che a suo dire risponde strettamente ai dettami della legge; una diffusione di dati che è sempre stata fatta, sia pure con mezzi cartacei. In una nota diffusa in serata, l'Agenzia spiega che un Dpr del 1973 (Irpef) e uno del '72 (Iva) impongono "la predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi". Una norma poi attuata nel 1991 nella forma presente. Insomma, c'è poco da fare: l'Agenzia deve prendere gli elenchi dei contribuenti, e consegnarli ai Comuni e agli uffici territoriali del Fisco, è la legge. L'unica novità, dicono alle Entrate, è la modalità di diffusione dei dati, oggi diramati via Web. Pare però incredibile che non ci sia resi conto delle conseguenze concrete prodotte da questa particolare, potentissima, "modalità". Una cosa è apparire con il proprio reddito 2005 (le dichiarazioni sono del 2006) su di un librone, in forma isolata e non riproducibile isolatamente. Un'altra è restare con i propri dati (manipolabili, rielaborabili, e così via) online per l'eternità, grazie ai motori di ricerca. Massimo Romano sostiene che un codice del 2005 consentiva la diffusione via Internet, e il Garante della Privacy nel 2001 e nel 2003 (era allora Stefano Rodotà) aveva dato luce verde in proposito. Visco, da parte sua, aveva avallato la scelta di Romano: in una dichiarazione diramata all'ora di pranzo il viceministro ha definito l'operazione "un fatto di trasparenza, di democrazia", simile a quanto si fa "in tutto il mondo". "Era già pronto per gennaio - spiegava Visco - ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". E poi, la tempesta digitale. I server crollano sotto il peso delle richieste dei curiosi, con tanti cittadini furiosi per essere messi in piazza e altri invece felicissimi che finalmente siano rese note dichiarazioni dei redditi irrisorie ovviamente false. La politica va all'attacco. Per il Pdl Guido Crosetto sostiene che questa sia "l'ultima viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Fi) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyeurismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della privacy violata e pensa a richieste di risarcimento. Romano Prodi, letteralmente furibondo, convoca il viceministro Visco a Palazzo Chigi. E il Garante della Privacy decide di stoppare questo circo: decisione senza "base normativa adeguata", afferma Pizzetti,che "invita" l'Agenzia a sospendere le diffusione dei dati. Richiesta accolta da Romano e da Visco. Ma il vaso di Pandora è stato (ormai) aperto.

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