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tARTICOLI DEL 1°-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (76)
Redditi sul Web, Grillo: <È una follia> Ma tra
il popolo dei "grillini" è bufera
( da "Corriere.it"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, ma sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora: "Ti brucia il cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese -
Italia
publica en Internet los datos fiscales de 40 millones de personas
( da "Pais,
El" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ingresos de 2005 declarados por algunos personajes populares Beppe Grillo - 4.272.591 euros. Cómico, autor del blog más leído de Italia y promotor de una dura campaña contra la clase política italiana, Grillo ha calificado la medida fiscal de "locura". Luciano Benetton - 1.635.722 euros. Empresario del Véneto, fundador y presidente del grupo homónimo en el sector de la moda.
I
redditi degli italiani su Internet poi arriva lo stop del Garante
( da "Corriere.it"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.
L'Agenzia
delle Entrate pubblica sul proprio sito web gli elenchi, il garante della
privacy blocca tutto ( da "Cittadino, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico é Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbecilli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
Il
personaggio ( da "Gazzetta del Sud"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo commenta così la notizia che l'agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'
Caparezza
atterra al Fuori Orario ( da "Gazzetta di Reggio"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: narrato in prima persona da una scimmia bonobo, come simbolo di una tecnologia libera e accessibile. E intanto continua il tour del rapper di Molfetta, iniziato l'11 aprile all'Alpheus di Roma, approdato il 25 aprile sia al V2-Day di Beppe Grillo a Torino che alla Festa della Liberazione ad Arezzo e ora atteso al Fuori Orario.
TI
DICO QUANTO GUADAGNO, MA NON QUANTO DICHIARO
( da "Gazzetta
di Reggio" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Radio
Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27
aprile diret ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Il 25 aprile
vede a Torino nelle stesse ore e a soli
La
rabbia di Grillo comico milionario
( da "Milano
Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo ha commentato così la notizia che l'Agenzia delle entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani relativamernte al 2005. E dal suo blog dice "No alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia, Giulio Tremonti, perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'
Uckmar,
purtroppo il 740 su internet serve a poco
( da "Milano
Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E tuttavia il suo noto concittadino Beppe Grillo si è scagliato contro il provvedimento, sostenendo che espone i contribuenti alle attenzioni di malintenzionati o di criminali? R. è un un falso problema. La criminalità organizzata, purtroppo, a certe informazioni spesso arriva prima dell'Agenzia delle Entrate.
Redditi
in rete, è bufera su Visco ( da "Provincia di Cremona, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti ? dice Grillo ? fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
Bufera
sulla pubblicazione dei redditi via Web
( da "Finanza
e Mercati" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Commercialisti e perfino di Beppe Grillo. Poi la decisione del Garante della Privacy di chiedere la "sospensione della diffusione dei dati in internet". Nel pomeriggio è arrivata la decisione dell'Agenzia delle Entrate che ha spiegato come: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali,
I
commercialisti: Errato il sistema L'ira dei consumatori
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In poche ore sono emersi i dati di molti nomi illustri: da quello del cantore del Vaffa Day, Beppe Grillo, all'imprenditore Luciano Benetton. Da Roberto Benigni a Luciana Littizzetto, fino a Olindo Romano, l'uomo accusato della strage di Erba. Italia Oggi ha pubblicato i redditi di 132 vip. Le associazioni dei consumatori hanno reagito.
Dichiarazioni
dei redditi sul web, il Garante ordina lo stop Bufera sulla scelta dell'Agenzia
delle entrate. Visco: È un fatto di democrazia, la trasparenza va garantita
( da "Unita,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il viceministro Visco spiega che gli elenchi sono in conformità con la legge: "È un fatto di democrazia". Tra le celebrità c'è chi protesta e chi sopporta in silenzio. Su tutte le furie Beppe Grillo (4 milioni di reddito nel 2005): secondo lui "è un'operazione mafiosa". Venturelli a pagina 12.
<ALLE
PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche estern
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: coinvolgendo molti giovani fuori dai partiti, gli Amici di Beppe Grillo, i Comitati che hanno condiviso le nostre battaglie su sicurezza, ambiente, centro storico, mobilità". "Per governare un Comune non è obbligatorio avere una tessera di partito in tasca", dice Monducci che ribadisce la sua idea di città.
Mamma
mia che cosa ha fatto ( da "Italia Oggi"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: iniziativa anche Beppe Grillo, per una volta, allineato a molti dei commenti dei politici contro i quali si scaglia da tempo. "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti"
Dalle
Entrate un regalo ai criminali ( da "Italia Oggi"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Dello stesso tenore le osservazioni che il comico Beppe Grillo, fa dal suo blog: "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti", scrive Grillo.
La
rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi
protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente
( da "Unita,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: edizione del La rabbia di Grillo (4 milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta in silenzio e chi fa finta di niente / Milano LAUTI GUADAGNI Il più arrabbiato di tutti è Beppe Grillo, da oggi provvisto di una nuova ragione per lanciare i suoi anatemi contro la stampa: l'indiscrezione a proposito del suo considerevole gruzzolo,
Piovono
critiche, ma anche consensi beppe grillo: così aiutano i criminali
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ma anche consensi Beppe Grillo: così aiutano i criminali LE REAZIONI ROMA. La pubblicazione on-line dei redditi dei cittadini è un atto di "trasparenza democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini professionali,
Tutti
i redditi on line esplode la bufera sul fisco - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Anche Beppe Grillo, guru della webtrasparenza, stavolta è contrario: "E' una schifezza, una colonna infame". Le associazioni dei consumatori minacciano di chiedere i danni alle Entrate. Alle 16 e 41 arriva lo stop del garante della privacy, pochi minuti dopo l'Agenzia delle Entrate guidata da Massimo Romano annuncia la sospensione della disponibilità degli elenchi.
Affari
miei ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Redditi
su internet. il garante li blocca
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Visco: "È un fatto di democrazia". Poi scatta la "privacy" Redditi su Internet. Il garante li blocca I consumatori: "Grave violazione". Beppe Grillo: "Così si aiuta la mafia" Sul sito delle Entrate appaiono per alcune ore le dichiarazioni degli italiani.
Beppe
grillo: un aiuto alla criminalità
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il Codacons preannuncia ricorsi Beppe Grillo: "Un aiuto alla criminalità" Il Movimento in Difesa del Cittadino: è un passo avanti verso la trasparenza ROMA Trasparenza democratica o violazione della privacy? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti di associazioni consumatori, ordini professionali e maggioranza del nuovo governo.
Grillo,
un "vaffa" tra i libri - massimo novelli
( da "Repubblica,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: al Lingotto sarà di scena Beppe Grillo. Il comico genovese, che ora ha indossato i panni del capopopolo e il 25 aprile scorso proprio a Torino ha riempito piazza San Carlo, ufficialmente andrà allo stand della Casaleggio Associati, l'agenzia milanese che gestisce le varie attività dell'inventore del cosiddetto Vaffa-Day: dagli spettacoli ai libri,
Tasse
rodotà difende la scelta di pubblicare i redditi
( da "Riformista,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: visitatissimo angolo del blog andava in scena il cedimento dei nervi di Beppe Grillo. Complice, forse, il fatto che tra i primi nomi usciti sui siti online dei principali quotidiani figurava proprio il suo. Nel 2005 il comico genovese, molto prima dell'exploit del Vaffa-day, guadagnava la ragguardevole cifra di 4.
I
redditi finiscono su Internet Altolà del Garante a Visco
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico contro l'iniziativa è Beppe Grillo che, dal suo blog, lancia strali anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
NON
SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che se
la ri ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E magari malaccio non fa a una testa calda come Beppe Grillo che urla, perchè coinvolto, contro la Sua "colonna infame" dopo aver dispensato a piene mani liste di proscrizione che non lo coinvolgono. Ma i milioni di italiani in pari con il fisco, quali altri peccati hanno ancora da scontare?
<No
alla colonna infame Un favore ai criminali>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo commenta così la notizia che l'Agenzia delle Entrate ha messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'
Il
bullismo vent'anni fa Video inchioda il Parini
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo. Nato dall'intuizione di due ragazzi padovani, Francesco Fusetti, 21 anni, e Paolo De Nadai, di 20, è diventato famoso tra i più giovani per aver diffuso in rete imperdibili istantanee "rubate" ad alunni e insegnanti. IL FILMATO più cliccato del momento risale al 1989, quando ancora i cellulari integrati di macchina fotografica e di videocamera erano soltanto una pallida
Redditi,
la Littizzetto batte Benetton ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Su tutti il comico Beppe Grillo, ideatore e mattatore degli ormai celebri Vaffaday. Per l'artista genovese si parla di un imponibile pari a oltre 4 milioni di euro, tre volte superiore all'imprenditore trevigiano. Ma è proprio Grillo il personaggio pubblico che ieri si è maggiormente scagliato contro la decisione dell'agenzia delle entrate.
Via
napoli ( da "Tirreno, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al capolinea PISA. Da libero cittadino faccio appello alle autorità territoriali, regionali e governative. Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne: stupri, scippi, omicidi. La maggior parte di questi fatti è causata da immigrati di diversa provenienza.
I
fatti nostri ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Redditi
pubblicati sul Web, è bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice il comico genovese - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
Manager,
politici e guitti: conti in tasca ai milanesi
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Spulciando in quella che Beppe Grillo ha definito la "colonna infame" saltano fuori pure il rabbino Giuseppe Laras - 71.977 euro dichiarati nel 2005 - e l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi con 56.561 euro. Ma gli occhi dei milanesi hanno pure messo nel mirino i politici: si va da Ignazio La Russa (446.
Dal
Nome della Rosa a Dante Eco e Benigni fra i top di chi fa soldi con la cultura
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: fa soldi con la cultura di Redazione Fatta eccezione per Beppe Grillo, che con i suoi 4.272.591 euro domina la classifica, Roberto Benigni e Umberto Eco, due pesi massimi della cultura italiana, occupano ottime posizioni. Con 3.580.995 euro e 2.128.419 uero ciascuno, occupano la seconda e terza posizione della classifica di chi i soldi li fa con la parola, sia parlata che scritta.
Redditi
online, il Garante dice no ( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo (tra i primi "scoperti" on line) parlava di "nuova colonna infame" e gli esponenti della neoeletta maggioranza parlavano di "vendetta" di Visco nei confronti degli elettori che lo avevano bocciato. Poi, però, nel pomeriggio, è arrivato lo "stop" del Garante per la Privacy: i link del sito sono stati disattivati ed anche ai giornali è stato chiesto di non pubblicare
Cultura
e spettacoli LA7ORE 19.30 MARATONA DI COPPA UEFA In occasione dell'attesissima
semifinale di... ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 20 MORIC E CORONA A "PIRATI" Oggi tornano i "Pirati" di Gregorio Paolini, capitanati da Marco Cocci e pronti a irritare vip e neo vip con le loro incursioni. Tra le vittime di questa puntata, i coniugi Nina Moric e Fabrizio Corona. Lisa Fusco è a Torino sulle tracce di Beppe Grillo.
6
Informazione e politica al centro di Annozero (21,05 Raidue). Con Michele
Santoro si parla ( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Con Michele Santoro si parla dell'attacco di Beppe Grillo ai giornalisti, e del rapporto tra politica, media e Paese reale. Ne discuteranno Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano, la giornalista Norma Rangeri, il presidente dell'Fnsi Roberto Natale, la giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, e Marco Travaglio.
Grillo:
La colonna infame ( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: MA NON TUTTI I BLOGGER SONO CON LUI Grillo: "La colonna infame" Per Grillo i redditi on line sono "una follia" GENOVA - "La colonna infame": così Beppe Grillo definisce nel blog l'elenco online dall'Agenzia delle entrate dei redditi 2005. "Questa è follia", dice il comico che ha dichiarato un reddito multimilionario.
Dalla
versilia aggiusta il pc del principale negli states - simone pierotti
( da "Tirreno,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: basti guardare al primo V-Day di Beppe Grillo, dove il comico genovese è riuscito a riempire le piazze italiane con il solo ausilio di un blog, fuori dal circuito dei grandi media. Ma la sconfinata ragnatela ha anche dato ad una signorina americana la possibilità di lavorare dall'Italia, e più precisamente dalla Versilia.
Il
mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello
del deputato e del calciatore ( da "Libertà"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Grillo
infuriato: <Così si danno informazioni utili ai criminali>
( da "Libertà"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.
Grillo
dalla parte della privacy: così si incentivano i sequestri - antonella fantò
( da "Tirreno,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.
Fatti
nostri, o di tutti? ( da "Tirreno, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fedele interprete di un genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Dopo
il voto ( da "Tirreno, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ed a sperare che Lui si sia reincarnato nello "psiconano", come lo chiama Beppe Grillo, venditore di televisioni. Questi italiani continuano a sperare che, con il prossimo governo dello psiconano, i treni torneranno ad arrivare in orario, anche se i suoi due governi, dal '94 a oggi, sembrerebbero scoraggiare questa speranza.
Libero
mercato ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: lo slogan di Beppe Grillo e del suo movimento, che in questa data ha organizzato manifestazioni in tutta Italia. Quest'anno il tema era l'informazione libera, che Beppe Grillo vede minacciata dalla proprietà dei mezzi di comunicazione. Per combattere questa distorsione nell'informazione Beppe Grillo ha lanciato una raccolta di firme su tre referendum:
Francesco
Rutelli guiderà l'opposizione ( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E protesta un'altra donna: "Errori di trascrizione e sottrazioni non effettuate ci hanno scippato il seggio - ha detto Serenetta Monti, candidato sindaco per gli amici di Beppe Grillo Faremo qualunque cosa la legge ci consenta per recuperare il seggio".
Tutte
le dichiarazioni in rete ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 28 milioni 33 mila) e gli antipolitici come Beppe Grillo (4,272 milioni). Infine, citazione per i responsabili dell'operazione trasparenza, Vincenzo Alfonso Visco (130 mila euro) e Massimo Romano (166 mila euro). E tacendo degli illustri sconosciuti visionati fin verso mezzogiorno da colleghi, amici, conoscenti e vicini di casa.
"Il
quotidiano e il territorio". È questo il tema affrontato ieri al museo
Vittoria C ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ma non abrogato come vorrebbe Beppe Grillo, promotore del referendum. Giornalisti un po' meno compatti, invece, sulle strade percorribili per evitare la crisi della stampa. "Abbiamo molto da farci perdonare, ma senza ordine c'è solo disordine" è stato il gioco di parole con il quale Marini ha cercato di sintetizzare il pensiero comune.
I
redditi online: è bufera ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Per Pierluigi Bersani "la Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di "voyeurismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza di tutti. PAG. 3 Polemiche Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo: "No alla colonna infame".
ROMA
Gli attacchi più robusti all'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate arrivano dal
( da "Messaggero,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Sull'argomento interviene anche Beppe Grillo: "L'Agenzia delle Entrate ha messo on line i redditi dei cittadini. chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato, ai redditi degli italiani. Gli è stato suggerito dalla ndrangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita.
ROMA
Uno smacco simile ci mancava dal 9 agosto 1918. Il volantinaggio virtuale dell’
( da "Messaggero,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo nel sottolineare che grazie a questa mossa telematica "il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato", dimentica il fenomeno dell'evasione fiscale e sbaglia nel regalare - a chi dribbla le tasse - una sorta di immunità dal rischio estorsivo.
SARÀ
la prolusione del decano degli scrittori israeliani Aharon Appelfeld ad
inaugurare mercole ( da "Messaggero, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: La Capria che parleranno della bellezza in tutte le sue forme, accanto a grandi scrittori ospiti come Vidal, Pahor, Marias, Paasilinna, Falcones, ci sarà Beppe Grillo. Parlerà l'ultimo giorno, lunedì. Nella Sala Gialla. Di cosa ancora non si sa. Che sia in programma una postilla magari in chiave libraria al suo recente v.day torinese? R.M.
Nome
per nome tutti i vip <spiati> prima del black-out
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: cifre alla mano, il cantore del "Vaffa Day," Beppe Grillo, che non l'ha presa affatto bene tanto da gridare allo scandalo ("No alla colonna infame"). Così "recita " l'archivio: Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.
Redditi
sul web, stop del Garante ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti dice Grillo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
La
rabbia di Cuore: che ricordi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dal nulla una verae propria comunità di fedelissimi che ne rimpiangono la chiusura nel 1996,nonché un numero incredibile di querele,"Cuore"è ancora oggi un esempio di intelligenza militante,di "presidio"al tempo stesso ironico e serissimo della vita civile.Che Beppe Grillo abbia preso spunto da questa esperienza?Che il pubblico di Grillo sia la continuazione,di quello di"Cuore"?.
Redditi
on-line, stop del Garante ( da "Campanile, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Anche dal blogger Beppe Grillo, convinto che la scelta di pubblicare dati così sensibili sia un aiuto alla malavita. Preoccupati i consumatori. Pdl: "Le solite viscate" Ieri per poche ore i guadagni di cittadini e società sono state consultabili on-line. Ma il provvedimento, che prima di essere pubblicato non era stato sottoposto al Garante della Privacy,
BUFERA.
Su Internet le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è
trasparenza. Il Pdl: no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge
del 1973 ( da "Arena.it, L'"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.
Pubblicati
i 730 del 2005 di tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: <Iniziativa
non conforme> ( da "Arena.it, L'"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.
Una
scelta irresponsabile da <barbarie fiscale>
( da "Arena.it,
L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come Beppe Grillo. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare, comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale? Un modo per accrescere la consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei singoli?
Ieri
mattina, per alcune ore, l'Italia è andata in clic. Chiunque avesse un computer
a por ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più illustre era Beppe Grillo, che dopo aver esaltato fino all'altro giorno la trasparenza democratica di Internet, finiva fra le fauci della tigre che aveva tentato di cavalcare: subissato dai "vaffa" dei suoi grillini, esterrefatti alla scoperta che il loro guru intasca 4 milioni di euro l'anno.
Grillo
alla Fiera Chiusura con botto alla Fiera del Libro in programma dall'8 maggio
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tra gli oltre 2 mila ospiti, è stato annunciato ieri anche Beppe Grillo che sarà a Torino il 12 maggio, giorno di chiusura della rassegna, per presentare un libro. Sarà in sala gialla nel pomeriggio, in orario da definire.
Redditi
on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An) la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata.
Visco
mette in piazza i redditi degli italiani
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: scandalizzato Beppe Grillo sul suo blog, ma non si capiva bene se il "no alla colonna infame", seguito da un sorprendente appello al futuro ministro Tremonti perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati", fosse dettato da genuina indignazione oppure da giustificata ansietà per essere stato esposto a giudizi sommari:
Il
Grillo milionario ora fa l'indignato. E i suoi lo rinnegano
( da "Giornale.it,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Anche per Beppe Grillo, più abituato a sudare che a piangere. Per mandare in crisi il governo ombriciattola di Savonarola è bastato poco: giusto l'ennesimo intervento sul sito. Che stavolta però ha raccolto ben pochi proseliti tra gli adepti dei "vaffa" e che rischia di diventare un boomerang tra quanti già contestavano al comico l'
V-day
3, fissato il luogo ( da "Giornale.it, Il"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: quindi, di 120milacome detto da Beppe Grillo. Risultato: una rissa. Anche Repubblica ha scritto che in quella piazza ci stanno al massimo 40mila persone, e però il 2 Maggio 2007 aveva scritto che i sindacati avevano parlato "davanti a 100mila persone". Dunque? In rete sono nate discussioni da antologia.
GRILLO:
UN AIUTO AI BANDITI MA SUL BLOG LO CRITICANO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo: un aiuto ai banditi ma sul blog lo criticano Attacca a testa bassa Beppe Grillo la diffusione on line dei contribuenti 2005. "Folla, questa è follia" scrive sul suo blog il comico genovese. "Gli è stato suggerito dalla n'drangheta, dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita", insiste,
FISCO
/ GRILLO: FELICE DI ESSERE ATTACCATO DAI GIORNALI DI
( da "Virgilio
Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo nel suo blog, il giorno dopo le polemiche suscitate dalla sua dura presa di posizione contro la pubblicazione (poi sospesa) dei redditi dei cittadini sul sito dell'Agenzia delle entrate. "Incredibilmente ilare - dice ancora Grillo - per lo spazio che i direttori dei quotidiani e dei telegiornali dedicano alla rivolta dei grillini sulla pubblicazione on line dei redditi.
Il
Fisco pubblica tutti i redditi, il Garante lo ferma
( da "Gazzettino,
Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
REDDITI
SU INTERNET: L'ORA DELLA MARCIA INDIETRO
( da "Wall
Street Italia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.
Grillo,
più di 4 milioni E i grillini lo contestano
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Da buon genovese Beppe Grillo dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi". Contrario alla pubblicazione è anche il presentatore televisivo Massimo Giletti: "Lo trovo abbastanza indecente. Un voyeurismo con il quale comunque ormai conviviamo. Non parlo tanto per me che sono un personaggio pubblico e quindi abituato a rispondere un po'
Pizzetti:
"Su Internet i dati restano eterni sotto gli occhi di tutti"
( da "Stampa,
La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo paragona l'iniziativa a una "follia" parla di "colonna infame". Altre associazioni di consumatori plaudono alla "trasparenza e alla democrazia". Perché secono lei rappresenta invece un possibile vulnus alla privacy? "Per essere chiari, abbiamo ritenuto di una estrema pericolosità la modalità di diffusione dei dati delle dichiarazioni dei redditi"
In
tasca ai vip ( da "Provincia di Lecco, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Cinque volte la dichiarazione dei redditi di John Elkann, l'erede della famiglia Agnelli in Fiat. Per fare un Totti ci vogliono più di sei Francesco Gaetano Caltagirone (1,5 milioni). Ma solo due Beppe Grillo e mezzo (4,2 milioni). 01/05/2008.
Grillo
(4,2 milioni) s'infuria <Questa è una vera follia>
( da "Provincia
di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Follia, questa è follia", scrive Beppe Grillo sul suo blog, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle entrate. "Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti.
Sul
palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma
lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a
sorpresa ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'
I
server subito intasati per troppi clic In serata c'è il blocco, ma ormai è
tardi ( da "Stampa, La"
del 01-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: lo sberleffo di Beppe Grillo. E soprattutto, lo stop imposto dal Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Alla fine, c'è lo stop alla diffusione dei dati: ma la Rete non perdona, e ciò che è stato pubblicato resterà (forse per sempre) in giro sul Web. Compresa la scarsissima lealtà fiscale di milioni e milioni di italiani.
( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attacco al comico
genovese Redditi sul Web, Grillo: "È una
follia" Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera Il comico:
"Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari". E in molti sul blog
chiedono di eliminare il post MILANO - Grillo
Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo
dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Carta, anzi Web
canta. I redditi degli italiani finiscono online e la curiosità patrimoniale
dei cittadini non risparmia nessuno. Dal vicino di casa al politico, ai vip.
Nel calderone anche il comico genovese, che vanta per il 2005 un reddito di
tutto rispetto. E che dalle pagine multimediali del suo blog non lascia passare
inosservato il polverone sollevato dalla scelta presa e difesa dal viceministro
uscente Visco. "UNA FOLLIA" - "Follia, questa è follia"
scrive Grillo, riferendosi a quanto deciso dalla
agenzia delle entrate. "Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla
Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la
benedizione di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno
eseguito" prosegue il comico genovese, secondo il quale "dopo
l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi
e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di
casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso - scrive -
meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento". Secondo Grillo infatti con la
pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno
facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La
criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo
sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli
evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito,
chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato". LA
RIVOLTA DEI "GRILLINI"- Grillo fa la sua
proposta: "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio
Tremonti perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi
l'accesso a chiunque di dati sensibili privati" e annuncia: "Nei
prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È
giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali". Ma
il post non riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito
successo. E così tra quanti hanno commentato il post "La colonna
infame" c'è per esempio chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora
invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi più semplice
afferma "Questo post puzza" e si chiede "Cosa c'e dietro?".
E poi ancora chi con disincanto domanda: "Voi che rimanete a bocca aperta
davanti al reddito di Grillo ma non lo sapevate?
Pensavate fosse senza un soldo?". Molti quelli che chiedono che il post
venga tolto dalla pagina, pochi quelli che difendono il comico genovese ("Beppe ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono
rimanere segrete, fatevi i cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo.
Cordialità"). Diversi gli attacchi diretti al personaggio: "Grillo, ma sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora: "Ti brucia il
cu... che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E c'è anche
chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato dai più in
controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese - si legge in
un commento - Grillo dimentica tutto il resto quando
si tratta di soldi". stampa |.
( da "Pais, El" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
La 'web' de la
Agencia Tributaria se colapsó durante horas antes de ser cerrada LAURA LUCCHINI
- Milán - 01/05/2008 Vota Resultado 0 votos Para algunos fue una ocasión única
y en pocas horas se desató la tormenta. Con tan sólo un clic del ratón, todos
los italianos pudieron descubrir ayer cuánto ganaba su vecino, su enemigo o su
estrella de televisión favorita. A primera hora de la mañana se inauguraba la
iniciativa de Hacienda de publicar on line los ingresos en el ejercicio fiscal
2005 por los 40 millones de ciudadanos con obligación de declara. En pocas
horas, la web de la Agencia Tributaria estaba saturada, y la agencia para la
protección de la privacidad ordenó el cierre de la página. Berlusconi blinda su
vida privada Ingresos de 2005 declarados por algunos personajes populares La
noticia en otros webs webs en espaÑol en otros idiomas Para Protección de
Datos, la iniciativa suponía "violaciones de la privacidad" Antes,
cualquiera pudo acceder libremente a la página con el listado de las
declaraciones. Seleccionando la zona geográfica de residencia, se llegaba
rápidamente a la persona buscada. Tan fácil como peligroso: los medios de
comunicación compitieron ayer a la hora de buscar los datos del mayor número de
famosos posible. Muchos otros accedieron por simple curiosidad. O por oscuros
intereses. Se descubrió así que el empresario Luciano Benetton había declarado
a la Agencia Tributaria unos ingresos de 1.635.722 euros en 2005, frente a los
4.272.591 del cómico Beppe Grillo.
El actor y cineasta Roberto Benigni, por su parte, ganó 3.580.995 euros, muy
por encima de la actriz Luciana Littizzetto, que en el mismo año declaró haber
ganado 1.824.084 euros. Después de las primeras críticas, el viceministro
saliente de Economía, Vincenzo Visco salió en defensa de la iniciativa:
"Se trata de una medida de transparencia, de democracia", dijo,
"no veo dónde está el problema. La iniciativa estaba lista desde enero, pero
para evitar polémicas durante la campaña electoral pedí que las listas fuesen
publicadas más tarde", concluyó. Hasta ahora, en Italia era posible
acceder a las declaraciones de la renta ajenas. Bastaba con presentarse en el
Ayuntamiento de residencia de la persona investigada e identificarse. Pero el
acceso directo desde la Red, anunciado por el diario económico Italia Oggi,
facilitaba sensiblemente las cosas. Las reacciones de los interesados, es
decir, todos los ciudadanos, no se dejaron esperar. El cómico genovés Beppe Grillo, autor del noveno blog
más visitado del mundo, estaba furibundo. Desde las columnas de su web
escribió: "Esto es una locura, cualquiera puede acceder ahora sin ser
identificado: la mafia, la 'ndrangheta [mafia calabresa] o la camorra
[napolitana]". Además, Grillo denunció el peligro
que supone "pagar los impuestos de esta manera". Cualquiera puede
acceder al domicilio del contribuyente. Asimismo, la asociaciones de
consumidores denunciaron haber recibido llamadas de ciudadanos preocupados.
"Es una violación de la Ley de Privacidad, porque han sido publicados
datos sensibles que son fuentes de información muy valiosas para los
criminales", dijo un portavoz de las asociaciones. Para el organismo
garante de la protección de datos, la iniciativa de la Agencia Tributaria
"no había sido evaluada preventivamente", por lo que decidió
suspender momentáneamente la difusión de las declaraciones en la red, por
representar "evidentes violaciones de la privacidad". La Agencia
Tributaria argumentó que la publicación de los listados se efectuó de acuerdo a
las reglas de protección de datos. Su director, Massimo Romano aseguró que no
había "incompatibilidad entre la protección de los datos y determinadas
formas de publicidad de datos previstas para fines de interés público".
Vincenzo Visco, viceministro saliente de Hacienda y máximo responsable de la
Agencia Tributaria -y de la polémica publicación de los datos fiscales-, ha
hecho de la cruzada contra la evasión fiscal el principal eje de su política.
Visco ha sido apodado Drácula por la derecha, pero en la izquierda muchos le
ven como una bendición. Su gestión ha cosechado a menudo críticas. Más allá de
la discutible medida de ayer, los analistas le reconocen el mérito del
espectacular avance de la recaudación fiscal italiana en los últimos dos años.
Hacienda recaudó en 2007 unos 100.000 millones de euros más que en 2005. Desde
2006, la recaudación ha crecido en Italia a un ritmo del 10% al año. Berlusconi
blinda su vida privada Los medios de comunicación no pueden publicar imágenes
de Silvio Berlusconi, el primer ministro italiano, sin su consentimiento. Lo ha
establecido así una sentencia de la Corte de Casación, equivalente al Tribunal
Supremo en España. Todo ha sido a raíz de las fotos en las que Berlusconi aparecía
en compañía de varias mujeres, en su propiedad de Villa Certosa en Cerdeña. La
sentencia rechaza el recurso presentado por el Corriere della Sera, que
sostenía la legitimidad de la publicación de las imágenes vendidas primero al
periódico Oggi (del mismo grupo editorial del Corriere) y luego publicadas en
la web y en la versión impresa. Era un día de sol maravilloso, en plena Pascua
de 2007. Berlusconi estaba vestido con ropa deportiva, en el jardín de su villa
de la isla. Sin embargo, a su lado no estaba su mujer, Verónica Lario, sino
cinco jóvenes. Una de ellas resultó haber participado en el programa Gran
Hermano, de una cadena de televisión de Berlusconi. En una atmósfera íntima, el
actual primer ministro invitaba las chicas a sentarse en sus rodillas. En otra
foto, se veía otra vez a Il Cavaliere que sujetaba la mano de la señorita de
rizos rojos paseando en el parque. El título del reportaje: "El harén de
Berlusconi". Ingresos de 2005 declarados por algunos
personajes populares Beppe Grillo - 4.272.591 euros. Cómico, autor del blog más leído de Italia y
promotor de una dura campaña contra la clase política italiana, Grillo ha calificado la medida fiscal de "locura". Luciano
Benetton - 1.635.722 euros. Empresario del Véneto, fundador y presidente del grupo
homónimo en el sector de la moda. El beneficio del grupo en 2005 fue de
112 millones de euros. Roberto Benigni - 3.580.995 euros. Cómico y cineasta
reconocido con un Oscar, Benigni lleva algunos años recitando La Divina Comedia
de Dante en plazas y teatros. No parece irle mal. Luciana Littizzetto -
1.824.084 euros. Actriz, escritora y protagonista de programas de televisión,
su declaración de la renta ha despertado la curiosidad de muchos italianos.
( da "Corriere.it" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Per alcune ore
disponibili quelli del 2005 . visco: "fatto di democrazia" I redditi degli
italiani su Internet poi arriva lo stop del Garante L'Agenzia delle Entrate
rende consultabili da chiunque le dichiarazioni. Poche ore dopo la sospensione
MILANO - Il passaparola è stato fulmineo. Dopo poche ore infatti il sito era
già intasato. Del resto l'occasione era ghiotta: poter scoprire con un clic
quanto guadagna (o meglio guadagnava, visto che i dati sono relativi al 2005)
il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche personaggio celebre per gli
amanti del gossip. COME ACCEDERE AI DATI - L'Agenzia delle Entrate (come
anticipato dal quotidiano "Italia Oggi") ha reso disponibili sul Web,
per la prima volta nel nostro Paese, i redditi dichiarati da tutti i cittadini
italiani nel 2006. Tutto in Rete, anche se in realtà solo per poche ore. Bastava
cliccare su www.agenziaentrate.gov.it, poi dalla home page cliccare sul link
"Uffici", quindi su "elenco uffici", da qui su
"elenchi nominativi dei contribuenti" e infine su "consultazioni
elenchi dichiarazioni". A questo punto si cliccava sulla Regione della
persona che si stava cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver
inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file
di testo (guarda le schermate del sito). Il provvedimento porta la firma di
Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Già nel '99, come
direttore generale del dipartimento, Romano aveva emanato un provvedimento
analogo per attuare la norma di "trasparenza": si era così tornati a
pubblicare gli elenchi dei contribuenti, ma attraverso l'invio agli uffici
territoriali del fisco e alle amministrazioni comunali. Romano è stato il primo
direttore dell'Agenzia, dal 2001. Durante il precedente governo Berlusconi era
stato sostituito da Raffaele Ferrara, ma nel 2006 è tornato a guidare gli stessi
uffici, richiamato proprio da Visco. LA LEGGE - L'Agenzia delle Entrate ha poi
spiegato con un comunicato che "la legge stabilisce la pubblicità dei
dati". "La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti
che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall'articolo 69
del Dpr numero 600 del 1973. Tali elenchi, in passato realizzati in forma
cartacea, erano a disposizione per la consultazione sia negli uffici
dell'Agenzia che nei Comuni. La decisione di utilizzare il mezzo telematico
nasce dalla norma introdotta con il codice dell'amministrazione digitale varato
nel 2005 che dispone di assicurare la fruibilità dell'informazione in modalità
digitale utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie
dell'informazione e della comunicazione". LO STOP DEL GARANTE - Fin dalla
mattina, però, il sito dell'Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a
causa dei troppi contatti. E successivamente è arrivato anche lo stop del
Garante della privacy, che ha "deciso di chiedere formalmente e con
urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia delle Entrate e l'ha invitata a
sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". In serata
Francesco Pizzetti, che presiede l'Autorità di garanzia, ha detto al Tg4 che si
è trattato di una decisione "priva di una base normativa adeguata: di qui
il provvedimento di blocco e la richiesta di spiegazioni al'Agenzia". Il
Garante, ha sottolineato Pizzetti, non è in linea di principio contrario alla
trasparenza dei redditi: "Una forma di conoscibilità e trasparenza è
garantita da anni e anni, attraverso i Comuni e l'Agenzia delle Entrate. Ma è
completamente diverso pubblicare i dati in Internet, mettendoli così in
condizione di essere consultati in ogni parte del mondo, di finire nei motori
di ricerca, di rimanere in Rete per un periodo che nessuno è in grado di
controllare, laddove la legge prevede al massimo un anno". VIP -
Attraverso la pubblicazione su Internet, infatti, era possibile conoscere una
serie di dati importanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del
reddito imponibile, l'imposta netta e (per chi ce l'ha) l'ammontare del reddito
d'impresa. Come rivelato sempre da "Italia oggi", ad esempio, nel
2005 un industriale come Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di
1.635.722 euro, contro i 4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più
celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una
celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro
decisamente inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di
nicchia, come Luciana Litizzetto. VISCO: "FATTO DI DEMOCRAZIA" - Dopo
le prime critiche all'iniziativa, è stato lo stesso viceministro all'Economia,
Vincenzo Visco, a dichiarare che si tratta di "un fatto di trasparenza, di
democrazia". "Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è in tutto il
mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio,
ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle
più tardi". LA REPLICA DEL GARANTE DELLA PRIVACY - Poco dopo è però
arrivata la prima sconfessione del Garante: "L'iniziativa dell'Agenzia
delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della
privacy". Per questo la stessa Authority, nel tardo pomeriggio, ha chiesto
la "sospensione" del servizio. Richiesta accolta dall'Agenzia delle
Entrate, che in una nota assicura: "Forniremo tutte le
delucidazioni". E Visco, in serata: "Abbiamo dato disposizione di
sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa
di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta
applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle
osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy". PANNELLA -
Inevitabilmente, è scoppiata anche la polemica politica: "Non capisco
quale problema ci sia" attacca Marco Pannella. "A una funzione
pubblica, corrisponde un servizio pubblico", osserva il leader storico dei
Radicali, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma,
perché "è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che
quello di essere ignorati". CROSETTO - Di tutt'altro parere Guido
Crosetto, parlamentare del Pdl: "È un atto vergognoso". È un modo,
spiega l'esponente del Pdl, "per vedere come guadagna il vicino, e creare
contrasto fra le persone normali". È un provvedimento che "per una
volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo
non si sentiva il bisogno", conclude Crosetto. "RISARCIMENTO" -
Secondo alcune associazioni dei consumatori i cittadini possono chiedere un
risarcimento danni per la pubblicazione dei propri dati fiscali. L'Adoc,
Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, considera l'iniziativa "una
palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per l'aumento della
criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui
redditi, ghiotta fonte di informazione per i criminali". "Nella
modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un'informativa
riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di
autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della
legge stessa" spiega il presidente Carlo Pileri. Secondo il Codacons i
cittadini possono chiedere un risarcimento danni. "Stiamo predisponendo
sul sito Codacons.it un modello che gli utenti possono scaricare per avviare le
dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a 1.000 euro
ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy" dichiara il
presidente Carlo Rienzi. Anche l'ufficio legale dell'Adoc "sta valutando
la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia delle Entrate per un possibile
risarcimento danni". Va controcorrente l'associazione Sos Utenti, che
chiede di ripubblicare gli elenchi dei contribuenti: "I dati dei redditi
di tutti gli italiani devono essere pubblici proprio in ossequio alla più
totale trasparenza". stampa |.
( da "Cittadino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Redditi on line, è
subito bufera Dura poche ore l'operazione trasparenza del fisco n Cade l'ultimo
"tabù" fiscale italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i
contribuenti sono infatti pubblicati in Internet sul sito dell'Agenzia delle
Entrate. Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" dura appena 24
ore poi il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla
pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. È successo ieri: la novità
della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche
rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a ieri, di interrogare gli
uffici dei comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno.Una vera e
propria "bufera" si abbatte sull'Agenzia delle Entrate: appena si
diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a
caccia dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando
riprende a funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli
elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia dopo qualche ora conferma:
"A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire
ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è
sospesa la disponibilità degli elenchi".La stessa Agenzia delle Entrate
spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano,
che la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a
norma di legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche
l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("Non ne
sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi.
Questo perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti
e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia",
inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti
dagli elenchi".Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti quelli che
protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà viene
definita "l'ultima Viscata". Il più caustico é Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si
ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte
pagate. "Questo ex governo di imbecilli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e
l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento". Non sono pochi, però, gli iscritti al suo blog che gli
ricordano come proprio lui fosse uno dei paladini del "web
trasparente". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia
"l'ultima viscata" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la
trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Maurizio Leo (An) ritiene
che la normativa consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà
dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco
contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il
ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione
deve garantire la massima trasparenza". Il polverone sembra comunque
destinato a non placarsi anche perché per chiunque sapere quanto guadagna il
vicino di casa o il proprio dentista, sarebbe un boccone ghiotto se, ad
esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano meno di quanto gli abbiamo
pagato come prestazione professionale.(Ansa).
( da "Gazzetta del Sud" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
La rabbia di Grillo "Governo di imbelli" ROMA"Follia,
questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo
di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento": Beppe Grillo commenta così la notizia che l'agenzia delle entrate ha messo on
line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog
dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail
al futuro ministro dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le
regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati
sensibili privati". "Il rapporto fiscale secondo il comico è tra il
privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Ai redditi prosegue Grillo "chiunque può accedere liberamente, senza essere
identificato. Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla
Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione
di Prodi e del centrosinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I
rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al
reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare,
presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle
entrate". "I nullatenetenti e gli evasori dice ancora Grillo non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le
tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato,
rapinato".
( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il rapper di
Molfetta domani a Taneto con la sua fortunata tournée TANETO. Domani sera
Caparezza arriva al circolo Fuori Orario con il suo nuovissimo album "Le
dimensioni del mio caos", pubblicato l'11 aprile ed entrato direttamente
al terzo posto della classifica dei cd più venduti. Il concerto inizia alle 22,
con ingresso riservato ai soci Arci e biglietti a 10 euro. Si tratta del
"primo fonoromanzo nella storia della musica italiana". Così
Caparezza ha definito "Le dimensioni del mio caos", un disco diviso
in 14 audiocapitoli (i brani) surreali e provocatori come il suo libro
d'esordio "Saghe mentali", con testi sincopati e originali, tra rap e
crossover. Il cd trae ispirazione da un racconto presente proprio in
"Saghe mentali", uscito per Rizzoli, e narra le avventure di
Caparezza e di due personaggi singolari: Ilaria Condizionata, una giovane hippy
sessantottina alle prese con il mondo d'oggi, e il muratore Luigi delle
Bicocche, protagonista del singolo di lancio "Eroe (Storia di Luigi delle
Bicocche)". I brani sono raccordati tra loro da momenti recitati, affidati
a doppiatori professionisti e personaggi vari, tra cui iettatori, speaker tv e
lo stesso Caparezza. Il favoloso mondo di "Le dimensioni del mio
caos" è popolato di eroi proletari e hippies traviate dal consumismo, ma
anche di scimmie bonobo cui affidare i destini della Terra, e si è già
infiltrato tra i maggiori successi del momento portando un po' del suo caos.
Mentre il singolo e il video di "Eroe (Storia di Luigi delle
Bicocche)" si sono attestati fra i più trasmessi dalle radio e dalle tv
musicali, circola ora un video underground di "Bonobo power", narrato in prima persona da una scimmia bonobo, come simbolo di
una tecnologia libera e accessibile. E intanto continua il tour del rapper di
Molfetta, iniziato l'11 aprile all'Alpheus di Roma, approdato il 25 aprile sia
al V2-Day di Beppe Grillo a Torino che alla Festa della Liberazione ad Arezzo e ora atteso
al Fuori Orario.
( da "Gazzetta di Reggio" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di Mino Fuccillo TI
DICO QUANTO GUADAGNO, MA NON QUANTO DICHIARO Il mio reddito e quello del vicino
di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore.
Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo
"giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle
Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e
nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove
si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece
fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un
genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni
piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui,
proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e
ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale
per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa
sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di
farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni
modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi
stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora,
se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la
dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo
inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E
non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i
compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e
partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di
doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione
dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come
mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto tra individuo
e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali
abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a
tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca
il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei
redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si
impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di
quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e
protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai
come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e
toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così.
Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o
distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete
la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita
confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica
rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della
vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo
riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà
non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono
chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i
nuovi governanti.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ta dal foyer del
Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20
con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann 25 a Luserna San
Giovanni, tel. 0121/ 954194. Mercoledì 30 aprile alle 17,30, all'interno dello
spazio "Sala Prove", dedicato alla musica emergente locale, appuntamento
con il concerto dei Medea. Radio Flash fm 97.600 via Bossoli 83, tel. 011/
540186. Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a
soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di
concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e
dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm
93.600 via Massena 60, tel. 011/5812111. La giornata su Rvo comincia
alle 6 con Mario Manzone ne "Lo sveglione", un'ora più tardi subentra
al microfono Sergio Melito con "Mattina Veronica" per quattro ore
all'insegna di notizie, rubriche, interviste e, naturalmente, tanta musica. Il
sabato "Mattina Veronica" si protrae sino alle 13 e ospita, a partire
da mezzogiorno, "Sabato Sport", un'ora per conversare di Juventus e
Torino.
( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
MF Numero 087
pag. 4 del 1/5/2008 | Indietro La rabbia di Grillo comico milionario Denaro & Politica "Follia,
questa è pura follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo
di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento": Beppe Grillo ha commentato così la notizia che l'Agenzia delle entrate ha
messo on line tutti i redditi dichiarati dai cittadini italiani relativamernte
al 2005. E dal suo blog dice "No alla colonna infame" e invita i
blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'economia, Giulio Tremonti,
perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso
a chiunque di dati sensibili privati". "Il rapporto fiscale - secondo
il comico che ormai da mesi si erge a tribuno della plebe organizzando pubblici
convegni e manifestazioni di piazza - è tra il privato cittadino e lo Stato e
tale deve rimanere". "Ai redditi - prosegue Grillo
sul suo blog - chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato.
Gli è stato suggerito dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla
Sacra Corona Unita. I ministri Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione di
Prodi e del centrosinistra unido che mai sera vencido - prosegue il comico -
hanno prontamente eseguito. I rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo
potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata
non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al
sito dell'Agenzia delle Entrate". "I nullatenetenti e gli evasori -
sostiene ancora Grillo - non avranno comunque nulla da
temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere
sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente
in tutta Italia e non saranno concentrate solo nel Lombardo Veneto. Gli odi
familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso un prestito in
famiglia e ha un alto reddito sarà finalmente smascherato". Nell'elenco
pubblicato dall'Agenzia, rimasto in chiaro fino a mezzogiorno di ieri,
relativamente al 2005 il comico Grillo Giuseppe,
classe 1948, figura con un reddito imponibile di 4.272.591 euro e tasse pagate
per 1.823.10 euro. (riproduzione riservata) Alias Prima di lasciare un
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( da "Milano Finanza (MF)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
MF Numero 087
pag. 4 del 1/5/2008 | Indietro Uckmar, purtroppo il 740 su
internet serve a poco Denaro & Politica Di Giuliano Castagneto Secondo il
principe dei tributaristi (presidente di Class Editori) il provvedimento
dell'Agenzia non aiuta nella lotta all'evasione. Tutti i 740 sul web. E'
giusto? MF-Milano Finanza ha chiesto a Viktor Uckmar, professore emerito di
diritto tributario presso l'Università di Genova nonché presidente del centro
di ricerche tributarie dell'Università Bocconi, un'opinione a mente fredda
sull'ultima controversa novità lanciata dall'Agenzia delle Entrate e subito
stoppata da Vincenzo Visco e dal garante della Privacy. Secondo l'esperto di
sistemi di tassazione il provvedimento in linea di principio non è sbagliato,
ma è praticamente inutile stante la situazione attuale.Domanda. Professor
Uckmar, qual è la sua opinione sul provvedimento? Alcune associazioni di difesa
dei consumatori parlano di violazione della legge sulla privacy. E infatti il
Garante ha sospeso la diffusione dei dati. Risposta. Io sono sempre stato un
sostenitore della massima trasparenza, quindi sono in inea di principio
favorevole, chiaramente a condizione che le cifre riportate siano corrette.D.
Che cosa intende per corrette? R. Che non diano spazio a fraintendimenti. Per
rendere meglio l'idea, quando vennero alla luce i nomi dei titolari dei famosi
conti in Liechtenstein, dopo un po' ci si accorse che in realtà in quelle liste
c'erano molti equivoci.D. Potrebbero sorgere anche per le dichiarazioni dei
redditi?R. Vede, la consultabilità delle dichiarazioni dei redditi non è per
niente una novità. Era nelle intenzioni del governo già dall'epoca in cui
titolare delle Finanze era Franco Reviglio, soprattuto per i redditi dei
manager pubblici. Sinora era possibile consultare i documenti cartacei per i
principali contribuenti. E succedeva che qualcuno, capisse una cosa per
un'altra giungendo a conclusioni sbagliate. I dati su Internet dovrebbero
diminuire questo rischio.D. Ma in fin dei conti a cosa serve riportare delle cifre
quando non è noto come sono state determinate? Che significato possono avere
degli importi che, soprattutto nel caso dei top manager, possono essere il
frutto di svariate voci come stock options, redditi da titoli, o anche
superliquidazioni che non si ripetono l'anno dopo?R. Ovviamente quei dati
consentono di avere una stima, sebbene molto approssimata, di quante tasse
ciascuno paga in proporzione al reddito. Ma non ne vedo l'utilità. E anche come
strumento di lotta all'evasione, l'efficacia è tutta da verificare. Anzi,
potrebbe essere controproducente perché se un artigiano si accorge che un
concorrente di sua conoscenza dichiara molto meno di lui, potrebbe essere
tentato di fare altrettanto.D. E tuttavia il suo noto
concittadino Beppe Grillo si è scagliato contro il provvedimento, sostenendo che espone i
contribuenti alle attenzioni di malintenzionati o di criminali? R. è un un
falso problema. La criminalità organizzata, purtroppo, a certe informazioni
spesso arriva prima dell'Agenzia delle Entrate.(riproduzion riservata)
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( da "Provincia di Cremona, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Giovedì
1 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Fisco e polemiche. Il vice ministro vede Prodi.
Tante le critiche. Beppe Grillo
dal suo blog attacca duramente l'iniziativa Redditi in rete, è bufera su Visco
Ma la trasparenza fiscale dura 24 ore, il garante blocca tutto L'Agenzia delle
Entrate si giustifica: "Lo prevede la legge" di Giuditta Brugia ROMA
? Cade l'ultimo 'tabù fiscale' italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti
i contribuenti vengono infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia
delle Entrate. Ma questa 'ventata di trasparenza fiscale' dura appena 24 ore:
il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla
pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se 'Italia Oggi',
che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno i più
noti. La vicenda tiene banco tutto il giorno e in serata il viceministro
Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier, Romano Prodi che
ha incontrato a Palazzo Chigi. Visco comunque in una nota spiega di aver
chiesto spiegazioni alle Entrate. E l'Agenzia in serata risponde con tanto di
riferimenti normativi. Il succo della risposta è: la pubblicazione degli
elenchi non è una novità, è prevista dalla legge e la stessa autorità per la
tutela della privacy ha in passato affermato che "non vi è incompatibilità
tra la protezione dei dati personali e determinate forme di pubblicità di dati
previste per finalità di interesse pubblico". Il presidente dell'autorità,
Francesco Pizzetti, però spiega intanto che la diffusione dei dati è stata
bloccata perchè "priva di una base normativa adeguata". Insomma la
polemica monta e una vera e propria 'bufera' si abbatte intanto sull'Agenzia
delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso
d'assalto, da giornalisti a 'caccia' dei soliti noti ma soprattutto dai
curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare parzialmente i link dei
comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più consultabili. La stessa
Agenzia delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal
direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte
pagate nel 2005 era a norma di legge. Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e
c'era anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca
("non ne sapevamo nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla
diffusione dei nomi. Questo perché "per tale forma di diffusione
sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro
normativo in materia". Lo stop non ferma però le polemiche e sono molti
quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito delle Libertà
viene definita "l'ultima Viscata". Il più
caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si
ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate.
"Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti ? dice Grillo ? fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e
l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia
"l'ultima viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre
Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco
spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la
pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario
Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di
averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo
Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima
trasparenza".
( da "Finanza e Mercati" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di Redazione del
01-05-2008 da Finanza&Mercati del 01-05-2008 [Nr. 86 pagina 2] La Privacy
blocca l'Agenzia delle Entrate che aveva reso noti gli imponibili 2005 via
Internet Visco si difende: "È un fatto di democrazia", ma poi china
il capo. "Disposta la sospensione" È durata meno di 24 ore la
decisione dell'Agenzia delle Entrate di rendere pubbliche e accessibili
attraverso il proprio sito Internet le dichiarazioni dei redditi di tutti
contribuenti italiani. Ieri mattina, a seguito di un provvedimento del
direttore dell'Agenzia, Massimo Romano, (che fa riferimento ai Dpr 633 del 1972
e 600 del 1973) sono state messe online tutte le dichiarazioni del 2005: l'atto
precisava che erano già state ottenute le relative autorizzazioni dal Garante
della Privacy. Come si è sparsa la notizia il sito dell'Agenzia delle Entrate è
andato in tilt a causa dell'elevato numero di contatti. Poi il viceministro
dell'Economia, Vincenzo Visco, ha commentato la pubblicazione delle
dichiarazioni dei redditi dicendo: "È un fatto di trasparenza, di
democrazia, non vedo problemi: c'è in tutto il mondo". Dopo pochi minuti è
intervenuto il Garante, spiegando come: "L'iniziativa dell'Agenzia delle
Entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del Garante della Privacy. Il
collegio è convocato per il pomeriggio di oggi (ieri per chi legge) per
esaminare la questione". In poche ore, sull'iniziativa delle Entrate, sono
piovuti gli strali delle associazioni dei consumatori, di esponenti di Pdl, An
e Udc oltre che dell'Ordine dei Commercialisti e perfino di
Beppe Grillo. Poi la decisione del Garante della Privacy di chiedere la
"sospensione della diffusione dei dati in internet". Nel pomeriggio è
arrivata la decisione dell'Agenzia delle Entrate che ha spiegato come: "A
causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia e al fine di fornire
ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali,
è sospesa la disponibilità degli elenchi" dei contribuenti relativi alle
dichiarazioni dei redditi 2005. A quel punto Visco ha detto: "Abbiamo dato
disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei
redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto
riguardo alle osservazioni mosse dal Garante della Privacy". Ma il Pdl ha
già fatto sapere che in Parlamento modificherà le norme che hanno permesso la
pubblicazione dei dati.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nazionale pag. 3 I
commercialisti: "Errato il sistema" L'ira dei consumatori L'Italia
guardona ieri si è data da fare per viaggiare nel mondo dei redditi dei
cittadini d'Italia. In poche ore sono emersi i dati di
molti nomi illustri: da quello del cantore del Vaffa Day, Beppe Grillo, all'imprenditore Luciano Benetton. Da Roberto Benigni a Luciana
Littizzetto, fino a Olindo Romano, l'uomo accusato della strage di Erba. Italia
Oggi ha pubblicato i redditi di 132 vip. Le associazioni dei consumatori hanno
reagito. Adoc e Codacons, stanno valutando la possibilità da parte dei
cittadini di richiedere il risarcimento dei danni all'Agenzia delle Entrate per
chi si ritenesse leso nei suoi diritti dalla pubblicazione del proprio reddito:
"Stiamo predisponendo", dichiara il presidente dei Codacons, Carlo
Rienzi, "un modulo che gli utenti possono scaricare dal nostro sito internet
per chiedere fino a 1.000 euro di indennizzo per la grave violazione della
privacy subita". Anche l'Adoc "sta valutando la sussistenza di
responsabilità dell'Agenzia per un possibile risarcimento danni".
L'associazione "Sos Utenti" chiede invece di ripubblicare gli elenchi
dei contribuenti e si appella al Quirinale: "Serve trasparenza". Ma
cosa ne pensano invece i commercialisti? Claudio Siciliotti, presidente del
Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili,
commenta: "In via di principio può anche essere ammissibile, in talune
circostanze e secondo terminate modalità, rendere noti i dati reddituali di
tutti i contribuenti. Ma bisognerebbe almeno prevedere che, così come chiunque
può visionare chiunque, allo stesso modo ciascuno abbia il diritto di sapere da
chi è visionato. Per accedere ai dati dovrebbe essere necessario
identificarsi". "L'iniziativa attuata dalle Entrate", aggiunge
Siciliotti, "innesca un voyeurismo fiscale. Nella peggiore delle ipotesi,
oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e all'occorrenza
delatore dell'altro, può far correre non pochi rischi in termini di sicurezza,
rischiando di far aumentare fenomeni delinquenziali quali, ad esempio,
estorsioni e rapine".
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Dichiarazioni dei redditi sul web, il Garante ordina lo stop
Bufera sulla scelta dell'Agenzia delle entrate. Visco: "È un fatto di
democrazia, la trasparenza va garantita" Le dichiarazioni dei redditi
degli italiani sul sito on line dell'Agenzia delle entrate: ma passa qualche
ora e si scatena un'autentica bufera politica, mentre il "portale" è
sommerso di contatti. Il Garante della privacy Pizzetti ordina lo stop. Il viceministro Visco spiega che gli elenchi sono in conformità
con la legge: "È un fatto di democrazia". Tra le celebrità c'è chi
protesta e chi sopporta in silenzio. Su tutte le furie Beppe Grillo (4 milioni di reddito nel 2005): secondo lui "è
un'operazione mafiosa". Venturelli a pagina 12.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
REGGIO pag. 7
"ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste civiche
estern... "ALLE PROSSIME elezioni comunali una coalizione di vere liste
civiche esterne a centrosinistra e centrodestra ed alle false civiche che si
vogliono creare per fiancheggiare partiti come Pdl e Pd". Lo ha annunciato
Mario Monducci di Gente di Reggio, presentando il convegno internazionale
dedicato a 'Rifiuti Zero' che si svolgerà domani alle 21 all'Oratorio Don Bosco
di via Adua. Il convegno è stato organizzato da Gente di Reggio in collaborazione
con l'adesione di liste civiche come la Lista Ambiente San Martino in Rio,
Forum per Correggio, Gente per San Polo ed in collaborazione con la Rete
Nazionale Rifiuti Zero. "In questi quattro anni la Giunta Delrio non ha
dato risposte su temi cruciali come la sicurezza ed uno stop deciso alla
cementificazione, quindi non è probonibile una alleanza" ha spiegato
Monducci bocciando in anticipo le voci di possibili avances del Pd.
"L'idea è quella di creare una rete di vere liste civiche autonome dai
partiti ? ha spiegato ? che siano in rete e si presentino insieme anche alle
elezioni provinciali". Per il Comune Monducci pensa ad "una
coalizione civica, coinvolgendo molti giovani fuori dai
partiti, gli Amici di Beppe Grillo, i Comitati che hanno condiviso le nostre battaglie su
sicurezza, ambiente, centro storico, mobilità". "Per governare un
Comune non è obbligatorio avere una tessera di partito in tasca", dice
Monducci che ribadisce la sua idea di città. "Reggio deve smettere
di crescere perchè questo porta a più cemento, traffico, inquinamento,
clandestini, disagio, criminalità, rifiuti e meno servizi sociali e
benessere". "Proprio il tema delle più moderne politiche industriali
ed ambientali di riciclo totale dei rifiuti lo affronteremo domani -conclude
Monducci? con quattro esperti giunti dagli Stati Uniti: il professor Paul
Connet della St.Lawrence University, l'economista Jeffry Morris e Rick Antony
estensore del piano Rifiuti Zero della metropoli di San Diego. Il futuro
industriale e ambientale è questo". Matteo Incerti.
( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 104, pag. 9 del 1/5/2008
Autore: di Fosca Bincher e Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF
Tutti contro il viceministro, chiamato a rapporto da Prodi.
Tremonti nella notte ha un brivido Mamma mia che cosa ha fatto Visco mollato
anche da Bersani: non ne sapevamo nulla Sul fare della sera, Vincenzo Visco
varca il portone di palazzo Chigi per incontrare il premier uscente Romano
Prodi. Alle sue spalle una giornata intensa, nervosa. Cominciata molto presto
con la notizia della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli
italiani sul sito dell'Agenzia delle entrate. Iniziativa della quale tutti, ma
proprio tutti, ieri hanno chiesto conto al viceministro dell'Economia. E ha
chiesto conto, ieri sera, lo stesso Prodi. Una grana per Visco alla quale ha
provato a porre rimedio con una nota diffusa a metà giornata: "Abbiamo
dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni
dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto
riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità' Garante della Privacy". La
notizia entra con l'effetto dirompente nei palazzi della politica, nelle
redazioni di giornali e telegiornali sin dal mattino. "Mi sono ripromesso
di non fare una sola dichiarazione fino a quando non avrà giurato nelle mani
del Capo dello Stato il nuovo ministro dell'Economia", non commenta Giulio
Tremonti, ministro in pectore dell'Economia. Ma fonti attendibili raccontano
che quando Tremonti la sera prima ha visto in rassegna stampa la prima pagina
di ItaliaOggi con la notizia dei redditi 2005 resi pubblici, si sia lasciato
andare a un'esclamazione che la dice lunga: "Mamma mia!". Probabile
che il futuro ministro dell'Economia abbia gradito l'intervento di ieri del
Garante della privacy, per quanto tardivo. Identica prudenza in tutti i
candidati in pectore a un ruolo di primo piano nel ministero. "Ma il
garante ha concesso questa pubblicità?", si domandava ieri mattina
meravigliato Giuseppe Vegas, candidato viceministro che ha subito azzeccato
l'argomento, ma oltre non si spingeva: "Mi informo meglio su come è
accaduto, e poi dirò cosa ne penso. Ma se riguarda il fisco, se ne dovrà
occupare Tremonti". Scuote la testa un altro deputato di Forza Italia, il
responsabile economico Luigi Casero, che alla vigilia della formazione del
governo viene indicato come possibile sottosegretario: "Un brutto regalo
del governo uscente. Con il clima creato nel rapporto fra contribuenti e fisco
questa era proprio l'ultima delle cose necessarie. Produrrà invidia sociale,
metterà un vicino di casa contro l'altro, ucciderà il merito_".
Incuriosito dal fatto anche il massimo esperto di fisco di An, Maurizio Leo:
"Una cosa così si sarebbe dovuta prima discutere nella bicamerale per
l'anagrafe tributaria, ma purtroppo nessuno è passato di lì e ora ci vorrà
tempo per ricostituire la commissione". Non ne sapeva niente il ministro
uscente dello sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, "Mai affrontato un
tema simile in consiglio dei ministri", assicura chiacchierando nel
cortile di Montecitorio, "mai sentito citare una volta. Quindi la
decisione pubblicità non è stata certo presa dal governo. La condivido? Beh,
sono dati pubblici e la trasparenza è sempre una virtù. Vero anche che
scatenerà una curiosità collettiva non sempre sana_". Per il deputato Udc,
Luca Volontè, "Visco ha regalato a malintenzionati e semplici curiosi
l'opportunità unica di spulciare le disponibilità economiche di vicini di casa,
clienti e potenziali vittime". Colpito al cuore dall'iniziativa
anche Beppe Grillo, per una volta, allineato a molti dei commenti dei politici
contro i quali si scaglia da tempo. "Follia, questa è follia. Dopo
l'indulto che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi
e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di
casa dei contribuenti", si infiamma il comico genovese, che nel
2005 dichiarava redditi per 4.272.591. "Pagare le tasse così è troppo pericoloso,
meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. I
rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al
reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare,
presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle
entrate", rincara la dose Grillo. Sul piede di
guerra anche le associazioni consumatori. Adusbef e Federconsumatori chiedono
la testa dei responsabili dell'Agenzia dell'entrate definendo la pubblicazione
degli elenchi dei redditi "un vergognoso strumento di delazione".
Controcorrente Sos Utenti per la quale "i dati dei redditi di tutti gli
italiani devono essere pubblici proprio in ossequio alla più totale
trasparenza".
( da "Italia Oggi" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 104, pag. 8 del 1/5/2008 Autore:
di Roberto Miliacca Visualizza la pagina in PDF Allarme
del presidente della Fondazione consulenti del lavoro De Luca. Grillo: è pura follia Dalle Entrate un regalo ai criminali
Molti imprenditori del Sud rischiano di essere ricattati Con il fisco non si
scherza. Anzi. Il voyeurismo fiscale indotto dall'iniziativa dell'Agenzia delle
entrate, che ha voluto mettere in rete tutte le dichiarazioni dei redditi degli
italiani, può mettere a serio rischio addirittura la loro incolumità. Specie
nelle regioni del Mezzogiorno più esposte alla criminalità organizzata.
L'allarme lo lancia il presidente della Fondazione studi dei Consulenti del
lavoro, Rosario De Luca, che è molto preoccupato per gli effetti che potrà
produrre l'iniziativa messa in atto, e subito bloccata dal garante per la
privacy, dagli uomini di Massimo Romano e dalle direttive del viceministro
Vincenzo Visco: "Chi ha delle responsabilità istituzionali non può non
conoscere come è fatta l'Italia e soprattutto a quale grave rischio possano
essere stati esposti molto contribuenti, per esempio gli imprenditori di molte
regioni del Sud Italia, dalla diffusione dei loro dati reddituali". Per De
Luca, insomma, l'iniziativa è veramente grave: "quello che per alcune
persone potrebbe essere un semplice esercizio di curiosità, di yoyeurismo
fiscale, per altri, come le organizzazioni criminali, potrebbe essere un'arma
per ricattare o, peggio ancora, per mettere a repentaglio la sicurezza di molti
contribuenti". Dello stesso tenore le osservazioni che
il comico Beppe Grillo, fa dal suo blog: "Follia, questa è follia. Dopo l'indulto
che ha liberato le carceri, questo ex governo di imbelli, presuntuosi e
deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di
casa dei contribuenti", scrive Grillo.
"Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per
evasione fiscale che una coltellata o un rapimento. Il rapporto fiscale è tra
il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Con la
pubblicazione online dei redditi, insomma, secondo Grillo,
"i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere
proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più
indagare, presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito
dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti e gli evasori non avranno comunque
nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere
sequestrato, taglieggiato, rapinato". Non è molto diverso il ragionamento
che fa De Luca, che, da professionista, lavora da anni al fianco delle imprese,
e conosce bene quale potrebbe essere l'effetto che potrebbe produrre il tenere
in rete tutte le dichiarazioni dei redditi degli imprenditori italiani, specie
quelli del Mezzogiorno. "Li potrebbe costringere, per proteggersi dalla
criminalità, a dichiarare redditi più bassi di quelli ufficiali, per evitare il
rischio di essere taglieggiati o, peggio ancora, di essere rapiti". Sì,
perchè quello dei rapimenti starebbe diventando una prassi criminale sempre più
diffusa, come spiega De Luca a ItaliaOggi. "In regioni come la Sardegna,
quello dei sequesti lampo, finalizzati a estorcere magari semplicemente qualche
centinaia di migliaia di euro e non più dei milioni, è un fenomeno in continua
crescita. Per questo motivo, ritengo che il mettere a disposizione i dati
reddituali di tutti gli italiani sia stata un'iniziativa molto grave. E sono
convinto che, prima che quei dati venissero tolti dalla rete dall'Agenzia, le
organizzazioni criminali sianono state in grado di scaricarsi tutti i dati.
Insomma, quelle informazioni sono state già date in pasto alla criminalità
organizzata".
( da "Unita, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando l'edizione del La rabbia di Grillo (4
milioni): è la colonna infame Tra le celebrità c'è chi protesta, chi sopporta
in silenzio e chi fa finta di niente / Milano LAUTI GUADAGNI Il più arrabbiato
di tutti è Beppe Grillo, da oggi provvisto di una nuova ragione per lanciare i suoi
anatemi contro la stampa: l'indiscrezione a proposito del suo considerevole
gruzzolo, oltre quattro milioni di euro dichiarati del 2005. Il comico
genovese ha lanciato dalle pagine del suo blog la condanna contro la
"colonna infame" costituita dalla pubblicazione delle dichiarazioni
dei redditi degli italiani decisa dall'Agenzia delle Entrate. "Chiunque
può accedere senza essere identificato. Mafia, 'ndrangheta, camorra, sacra
corona unita hanno suggerito e Prodi, Visco, Padoa Schioppa hanno eseguito con
la benedizione del centrosinistra unido". Le altre celebrità finite nel
mirino dei curiosi l'hanno presa decisamente meglio. È il caso di Valentino
Rossi, il cui padre ha commentato: "Noi siamo d'accordo con l'Agenzia
delle Entrate a prescindere, ce l'abbiamo avuta contro per tanto tempo",
ricordando l'evasione fiscale da 112 milioni di euro che gli veniva contestata
solo pochi mesi fa, prima di raggiungere un accordo con il fisco per 35 milioni
di euro. "Il 730 di mio figlio ha già fatto il giro del mondo". Se
infastiditi, hanno subito in silenzio la conta dei loro denari altri personaggi
noti come l'industriale Luciano Benetton, che nel 2005 dichiarava un reddito di
1 milione e 600mila euro, il comico Roberto Benigni a 3 milioni e mezzo,
l'attrice Sabrina Ferilli a 420mila euro, e la comica Luciana Littizzetto a un
milione e 800mila euro. Il pupone Francesco Totti, invece, ha dichiarato la
bellezza di 10 milioni di euro, più o meno il doppio della dichiarazione
presentata dal presentatore Maurizio Costanzo, tre volte il reddito di Paolo
Bonolis, che pure è tra i personaggi televisivi più pagati. Il capitano della
Roma guadagna cinque volte la somma dichiarata da John Elkann, l'erede della
famiglia Agnelli in Fiat ed oltre sei volte l'editore capitolino Francesco
Gaetano Caltagirone da un milione e mezzo. Meglio di quest'ultimo hanno fatto
l'ex presidente Federcalcio Franco Carraro con un reddito di 2 milioni di euro
abbondanti, il produttore Vittorio Cecchi Gori con 3 milioni e mezzo, così come
l'editore Carlo Caracciolo, a 2 milioni e 600mila. Più distanziati i due
dirigenti Lamberto Cardia, presidente Consob, con 640mila euro e Antonio
Catricalà, presidente Antitrust, con 590mila euro. Tra i direttori di giornali,
invece, è Ferruccio de Bortoli il più pagato, con oltre 1 milione di reddito
nel 2005, seguito da Paolo Mieli, che ha guadagnato 690mila euro, mentre Ezio
Mauro si è fermato a 463mila euro. Negli elenchi compaiono pure protagonisti di
vicende di cronaca come Olindo Romano, accusato della strage di Erba, che nel
2005 dichiarava quasi 19mila euro.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità Piovono
critiche, ma anche consensi Beppe Grillo: così aiutano i criminali LE REAZIONI ROMA. La pubblicazione
on-line dei redditi dei cittadini è un atto di "trasparenza
democratica" oppure una "chiara violazione della privacy"? Su
questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti delle associazioni
consumatori, degli ordini professionali, oltre quelli dei futuri
appartenenti alla maggioranza del nuovo governo. E, per la verità, sono state
più le critiche che i consensi a prevalere. Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex
governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le
informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. E' una
colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle persone saranno
facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato. La
criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo
sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "E' un
vergognoso strumento di delazione" accusano Adusbef e Federconsumatori,
mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti
fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in
difesa del cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la
trasparenza. Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il
pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli elenchi on-line
attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi
onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti
ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente
del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della
giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana
è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito
"www.Codacons.It" con un modello che gli "utenti possono
scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle entrate e
chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della
privacy subita". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè,
Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di
milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione
dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito
nella tornata elettorale". Per l'economista Renato Brunetta "è
corretto che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi
siano totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo". (a.f.).
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Economia Tutti i redditi
on line esplode la bufera sul fisco Il Garante della privacy blocca l'Agenzia
delle entrate Ma i dati sono reperibili su alcuni siti Internet, e c'è già chi
li offre in vendita ROBERTO PETRINI ROMA - E' durato solo poche ore il
"maxi videogioco" fiscale lanciato ieri mattina dal sito web
dell'Agenzia delle Entrate su disposizioni del viceministro uscente
dell'Economia Visco. Dalle prime ore dell'alba le denunce dei redditi del 2005
di circa 40 milioni di contribuenti sono state aperte alla libera consultazione,
comune per comune e in ordine alfabetico, persone fisiche e società,
"Unico", "730" e "Cud". Insomma l'Italia dei
redditi, denunciati alle tasse, messa a nudo, trasparente come in una teca di
cristallo. Con pochi click. Ad accorgersi della gigantesca operazione per primo
il quotidiano Italia Oggi, che ieri denunciava a tinte fosche la mossa
dell'Agenzia delle Entrate, poi in mattinata le dichiarazioni degli esponenti
del centrodestra inneggianti allo scandalo. Il primo è Diego Righini portavoce
del Popolo della Vita (un'associazione che aderisce alla Pdl), sono le 10 e 50
e lancia l'allarme: "La sinistra viola la privacy". Scoppia il
finimondo. Gli italiani se ne accorgono. E comincia quello che il presidente
dei commercialisti italiani, Siciliotti, ha definito con amarezza
"voyerismo fiscale". Non sono gli evasori infatti quelli vengono
messi in rete ma tutti i contribuenti, onesti e non, con nome cognome, data di
nascita, imponibile e tasse pagate. Si apre la possibilità di conoscere
finalmente quanto guadagna il vicino di casa e di sapere se il collega di
lavoro ha avuto l'aumento che nega da tempo. Ma si apre anche un varco alla
verifica di una certa coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di
vita che si tiene. Fatto sta che la curiosità è tanta e il server dell'Agenzia
delle entrate va in tilt dopo poche ore. Gli insiders, i più svelti e i più
informati all'alba hanno potuto scaricare il "bottino" di
informazioni sul sito dell'Agenzia: pare che sia già disponibile su "e-mule"
e alcuni hanno provato persino a vendere la lista per qualche migliaio di euro.
Per gli altri non resta che leggere i nomi estrapolati da Italia Oggi che,
giornalisticamente, si è limitata a rendere noti i redditi dei vip: Amendola
Claudio, Arcuri Manuela, Armani Giorgio e via via fino Totti, Tronchetti,
passando per Litizzetto e Leonardo Del Vecchio. Tutti redditi facilmente
immaginabili. A quel punto, nella drammatica vigilia del Primo Maggio, il
centrodestra alza il tiro. Tremonti tace, ma Crosetto parla di "atto
vergognoso e di una "viscata" per far concorrenza a Dagospia",
Alberto Giorgetti di "inutile violazione della privacy", Brunetta
invita ad evitare il "fisco spettacolo". Il vice ministro
dell'Economia tiene botta e si difende: "E' un fatto di trasparenza e di
democrazia", dice. Dal Pd arriva una dichiarazione del neodeputato Matteo
Colaninno: "Non mi sorprende, è da anni che vedo le dichiarazioni mie e
della mia famiglia pubblicate regolarmente sui giornali". Anche Beppe Grillo, guru della webtrasparenza, stavolta è contrario: "E' una
schifezza, una colonna infame". Le associazioni dei consumatori minacciano
di chiedere i danni alle Entrate. Alle 16 e 41 arriva lo stop del garante della
privacy, pochi minuti dopo l'Agenzia delle Entrate guidata da Massimo Romano
annuncia la sospensione della disponibilità degli elenchi. Anche Visco
fa retromarcia. Sul piano giuridico la questione è scivolosa. L'Agenzia delle
Entrate richiama una legge del 1973 (quando nacque l'Irpef, per intenderci) che
consente ai Comuni di pubblicare le liste, e fino ad oggi il Garante ha
respinto tutti i reclami di cittadini che si erano visti pubblicare la denuncia
dei redditi sui giornali. Ma il salto di qualità dell'operazione di ieri è ?
come spiega il Garante della Privacy Francesco Pizzetti al Tg4 - Internet:
"In questo caso l'accessibilità è totale e i dati possono rimanere in rete
per sempre". Dunque lo stop.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Prima Pagina AFFARI
MIEI di Mino Fuccillo Il mio reddito e quello del vicino di casa in vetrina su
Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle rivelazioni del
secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo "giuste" e
intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle entrate era ingolfato più
di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva un guardone.
Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me, proprio me e
anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e sopra la
pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento popolare,
Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se
diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che
ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una
"vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta.
Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la
esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza
riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di
Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito
o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti
invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo
ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano
noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati,
autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di
democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le
dichiarazioni dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel
privato. Come mai? Succede perché consideriamo "privato" il rapporto
tra individuo e fisco. lSegue a pagina 2.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il passaparola è
stato fulmineo: pagina web subito intasata. Visco: "È
un fatto di democrazia". Poi scatta la "privacy" Redditi su
Internet. Il garante li blocca I consumatori: "Grave violazione". Beppe Grillo: "Così si aiuta la mafia" Sul sito delle Entrate
appaiono per alcune ore le dichiarazioni degli italiani.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Consumatori
scatenati contro le liste dei contribuenti in rete. Il
Codacons preannuncia ricorsi Beppe Grillo: "Un
aiuto alla criminalità" Il Movimento in Difesa del Cittadino: è un passo
avanti verso la trasparenza ROMA Trasparenza democratica o violazione della
privacy? Su questo si sono infiammati gli animi dei dirigenti di associazioni
consumatori, ordini professionali e maggioranza del nuovo governo. Sono
state più critiche che consensi, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero
pubbliche per legge, ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini
hanno potuto ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il più
feroce è stato Beppe Grillo
che compare con un imponibile 2005 di 4.272.591 euro: "Questo ex governo
di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo della casa del contribuente. È una colonna infame".
E ancora: "I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà
essere proporzionato al reddito dichiarato. La criminalità organizzata non
dovrà più indagare, presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le
associazioni dei consumatori sono divise. "È un vergognoso strumento di
delazione" accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e
l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti fondamentali dei
cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino
sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la trasparenza: "In
particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di trasparenza politica che
ogni candidato alle elezioni politiche e amministrative pubblicasse la sua
dichiarazione dei redditi". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori:
"Gli elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei
parenti verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i
contribuenti ad atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti
evasori". Il presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare
alla Corte europea della Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di
privacy la legge italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto
un sito www.Codacons.It con un modello che gli "utenti possono scaricare
per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a
1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy
subita".
( da "Repubblica, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina XIII - Torino
Grillo, un "vaffa" tra i libri Il comico
sarà protagonista dell'ultimo giorno della Fiera Gli organizzatori: "Venga
pure, gli daremo anche una sala, ma niente comizi" MASSIMO NOVELLI Rolando
Picchioni vorrebbe "una Fiera assolutamente normale". Ma il nobile
auspicio del presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura è
messo a dura prova a poco più di una settimana dall'apertura della gran
kermesse del Lingotto. Come se non bastassero le polemiche, spesso montate ad
arte, sull'invito a Israele, e pure le voci sulla presunta proibizione delle
bandiere dello Stato di Tel Aviv per ragioni di ordine pubblico, ieri peraltro
smentite seccamente da Stefano Berrettoni, questore di Torino, ecco una nuova
possibile gatta da pelare: lunedì, giorno di chiusura di Librolandia, al Lingotto sarà di scena Beppe Grillo. Il comico genovese, che ora ha indossato i panni del capopopolo
e il 25 aprile scorso proprio a Torino ha riempito piazza San Carlo,
ufficialmente andrà allo stand della Casaleggio Associati, l'agenzia milanese
che gestisce le varie attività dell'inventore del cosiddetto Vaffa-Day: dagli
spettacoli ai libri, dai dvd al blog. La sua presenza, tuttavia,
richiamerà una considerevole folla e di conseguenza aumenterà il lavoro e le
preoccupazioni degli organizzatori di Librolandia. Su Grillo,
i promotori della Fiera sono molto netti: "Se verrà, vedremo di trovare
una sala adatta per ospitarlo. Sia chiaro, però, che si dovrà trattare della
presentazione del suo libro e non di un intervento politico. La Fiera è un
luogo dove, istituzionalmente, si discute di libri e dove non si fanno comizi".
In attesa del comico, c'è da registrare la dichiarazione del questore torinese
in merito a quanto scritto da alcuni quotidiani a proposito delle bandiere di
Israele. "Non ho mai parlato di divieto di bandiere israeliane o non
israeliane, - ha affermato Berrettoni - "il divieto riguarda tutte le
manifestazioni pubbliche nell'area esterna alla Fiera del Libro per l'8
maggio", in occasione della visita del capo dello Stato, che la inaugurerà
alle 10 del mattino. "Il divieto - ha continuato - riguarda qualsiasi manifestazione
esterna. La mia è stata una scelta dettata esclusivamente da considerazioni di
ordine pubblico. Quanto verrà deciso all'interno della Fiera non è di mia
pertinenza: ne prenderò semplicemente atto per predisporre i servizi
idonei". Il tam tam mediatico, però, è tale che ieri, nel giorno della
smentita della Questura, il quotidiano "Il Riformista" ha annunciato
che uscirà nelle edicole, l'8 maggio, "incartato" dalla bandiera di
Israele. La motivazione? "Era già nostra intenzione - ha spiegato la
direzione del giornale - festeggiare così il sessantesimo compleanno di
Israele. Ma tanto più è giusto farlo adesso, dopo la decisione del questore di
Torino, che, vietando i cortei contro Israele, ha anche vietato le bandiere
israeliane che l'associazione Appuntamento a Gerusalemme voleva esporre per
salutare Giorgio Napolitano. Chi dunque vorrà mostrare quella bandiera, potrà
farlo esponendo una copia del Riformista". Una bella trovata
politico-pubblicitaria, senza dubbio. Peccato che sia stata ideata, almeno in
parte, sulla base di una notizia destituita di fondamento.
( da "Riformista, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tasse rodotà difende
la scelta di pubblicare i redditi Grillini furiosi col Beppe
anti-trasparenza È la democrazia, bellezza. A intervenire con la consueta
lucidità sulla decisione dell'Agenzia delle Entrate di diffondere ieri l'elenco
delle dichiarazioni dei redditi degli italiani online, è stato Stefano Rodotà.
L'ex garante della privacy ha valutato positivamente la diffusione su internet
dei dati sui redditi degli italiani. Una mossa che ha sollevato invece una
bufera enorme che ha investito in primis il viceministro uscente dell'Economia
con delega sul fisco, Vincenzo Visco, e che ha determinato dopo poche ore la
sospensione del sito per iniziativa dell'attuale presidente dell'Autorità per
la privacy, Pizzetti. In serata l'Agenzia ha puntualizzato che "la legge
stabilisce la pubblicità dei dati", dunque, citando le fonti, che la
diffusione degli elenchi ha solide basi legislative. Per Visco la mossa della
"sua" Agenzia "è un fatto di democrazia e trasparenza". Per
Rodotà idem. È importante rendere "complessivamente trasparente la
posizione tributaria di ciascun soggetto - ha osservato l'ex garante ai
microfoni di Radio Capital - anche per rendere possibile una sorta di controllo
diffuso, cioè rendere possibile ai singoli cittadini di accertare e valutare se
posizioni identiche sono trattate in modo diverso o, al contrario, se posizioni
diverse sono trattate in modo analogo". Ma mentre andava in onda la sua
intervista e Pizzetti otteneva invece la sospensione del sito da cui si accedeva
agli elenchi, in un altro, visitatissimo angolo del blog
andava in scena il cedimento dei nervi di Beppe Grillo. Complice, forse, il fatto che tra i primi nomi usciti sui siti
online dei principali quotidiani figurava proprio il suo. Nel 2005 il comico
genovese, molto prima dell'exploit del Vaffa-day, guadagnava la ragguardevole
cifra di 4.272.591 euro, ossia più di Roberto Benigni (3.580.995), quasi
tre volte quanto Luciano Benetton (1.635.722). Molto, molto più dei politici e
dei parlamentari che il comico genovese adora mettere alla gogna. In realtà,
nulla di grave: il pauperismo non è certo nelle corde di questo giornale. Ma il
fatto sconcertante è che Grillo abbia vistosamente
perso il controllo e abbia pubblicato nel pomeriggio un lungo intervento sul
suo blog in cui si accusava l'Agenzia delle Entrate di aver accolto un
suggerimento "dalla 'Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra
Corona Unita". Non pago, tanto per alimentare un po' l'allarmismo sulla
sicurezza che ha fatto stravincere la destra e di cui si sentiva tanto il
bisogno, lo sfogo di Grillo proseguiva così: "i
rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al
reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare,
presumere. Potrà andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle
entrate. I nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi
paga le tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato,
taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta
Italia e non saranno concentrate nel Lombardo Veneto". A smentire con
parole un po' più informate e misurate lo sproloquio del comico, è stato ancora
una volta Rodotà. Che nell'intervista radiofonica citata ha spiegato che lo spauracchio
dei criminali che si avventano sulle dichiarazioni dei redditi per capire quale
villa rapinare o a quale commerciante chiedere il pizzo è un argomento alquanto
idiota. "Vecchio", anzitutto. E poi, l'esperienza insegna che né
l'Anonima sequestri né la mafia, né le altre organizzazioni criminali hanno mai
avuto bisogno dell'Agenzia delle entrate per mettere a segno un colpo. "La
criminalità riesce a superare questo tipo di riservatezza o segreto. Infatti ci
furono dei sequestri molto consistenti di persone - ha scandito Rodotà - che il
fisco neppure lo conoscevano". Ma per Grillo, che
mantiene anche secretata la bolletta elettrica che gli stiamo chiedendo di
rendere nota da diverso tempo (sempre in virtù della trasparenza che il comico
ama tanto) perché secondo una fonte ben informata equivale a quella di dodici
famiglie italiane, la mossa dell'Agenzia delle Entrate è "follia". E
giù insulti al governo uscente che "di imbelli, presuntuosi e
deficienti". Infine, una sana promessa di delazione: "nei prossimi
giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È giusto che
tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali conseguenze". Ma
il "suo" popolo, nei commenti al pamphlet, non è sembrato
convintissimo: "questa volta no! Non ti seguo Beppe.
Pubblicare i redditi non è affatto questione di privacy ma un fatto di
trasparenza e civiltà (come si fa anche in tanti altri paesi
"civili")", fa notare Franco. E da Napoli è arrivata al genovese
una sana lezione di buon senso: "purtroppo la camorra non ha bisogno di un
sito internet per conoscere il nostro reddito e il patrimonio". Infine, ci
sono i delusi, come Pietro, che comunica "mi sono appena disiscritto dal
blog" e fa notare che "i dati economici non sono dati sensibili...
era un modo per andare incontro alla trasparenza per dare una spallata
all'evasione". Tra i dissenzienti, anche Maria Letizia: "questa volta
non sono d'accordo con te. Io, come la maggior parte degli italiani, pago tutte
le tasse e non ho nulla da nascondere. La trasparenza fiscale è un bene per la
democrazia e non si può andare avanti con i grandi evasori fiscali che girano
in Ferrari e, magari, denunciano diecimila euro al mese". Come darle
torto. 01/05/2008.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Disponibili per 24
ore i dati 2005 dei contribuenti italiani: scoppia la bufera Il viceministro uscente:
è democrazia. Poi fa togliere gli elenchi. Il Pdl attacca Cade l'ultimo
"tabù fiscale" italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i
contribuenti vengono infatti pubblicati in Internet sul sito dell'Agenzia delle
Entrate. Ma questa ventata di "trasparenza fiscale" dura appena 24
ore. Il Garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop alla
pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se "Italia
Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato, almeno
i più noti. La vicenda tiene banco per tutta la giornata di ieri e in serata il
viceministro Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier
Romano Prodi che ha incontrato a Palazzo Chigi. Bufera sulle Entrate La novità
della consultazione via web viene subito bloccata e ci saranno modifiche
rispetto alla possibilità, prevista almeno fino a martedì scorso, di
interrogare gli uffici dei Comuni se si vuole conoscere il reddito di qualcuno.
Intanto una vera e propria bufera si abbatte sull'Agenzia delle Entrate: appena
si diffonde la voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti
a caccia dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando
riprende a funzionare parzialmente, i link dei Comuni dai quali consultare gli
elenchi non sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora
conferma: "A causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di
fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati
personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia
delle Entrate spiegava nel provvedimento di pubblicazione firmato dal
direttore, Massimo Romano, che la diffusione degli elenchi con le imposte
pagate nel 2005 era "a norma di legge" e che la pubblicazione degli
elenchi non è una novità, essendo prevista dalla legge e la stessa Autorità ha
affermato, in passato, che "non vi è incompatibilità tra la protezione dei
dati personali e determinate forme di pubblicità di dati previste per finalità
di interesse pubblico". Il presidente dell'Autorità, Francesco Pizzetti,
ha però spiegato che la diffusione dei dati è stata bloccata perché "priva
di una base normativa adeguata". Scontro politico Questo perché "per
tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di
conformità con il quadro normativo in materia". Inoltre si invitano i
"mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi
disponibili in Internet". Lo stop non ferma, però, le polemiche e sono
molti quelli che protestano a vario titolo per questa che dal Partito della
libertà viene definita "l'ultima Viscata" anche se il viceministro
precisa: "Abbiamo dato disposizione di sospendere la pubblicazione in rete
delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i
dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di
legge soprattutto riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità della
privacy". Ma in prima battuta Visco, interpellato dalle agenzie, aveva
dato tutt'altra risposta: "È un fatto di trasparenza, di democrazia, non
vedo problemi: c'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm
americano". E ancora: "Era già pronto per gennaio, ma per evitare le
polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". Il più caustico contro l'iniziativa è Beppe Grillo che, dal suo blog, lancia strali anche perché si ritrova negli
elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte pagate.
"Questo ex governo di imbelli - dice Grillo - fornisce
ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei
contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una
condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Sempre
per il Pdl, Renato Brunetta, pur apprezzando la trasparenza, dice "no al
fisco spettacolo". Anche Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di
Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa". Non è d'accordo
il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La questione è semplice.
La Pubblica amministrazione deve garantire la massima trasparenza. Tocca al
Garante della privacy dire fin dove si può arrivare". Associazioni in
trincea I commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono in guardia
sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra
"dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi
sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della
privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle
Entrate. Il polverone sembra, comunque, destinato a non placarsi rapidamente
anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il vicino di
casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un boccone
ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al fisco meno
di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale. Una voce
favorevole, "in generale", alla trasparenza per quanto riguarda i
redditi è quella di Stefano Rodotà, ex presidente dell'Autorità della privacy,
"Già in tempi lontanissimi, nel 1973 - ricorda Rodotà - scrissi un libro
su questi temi seguendo quella che è un'indicazione presente nella legislazione
italiana, poi confermata dalla legge sulla privacy, in quanto ha attribuito
alla sfera economica una tutela meno forte rispetto agli altri dati
personali". Cosa avviene all'estero Le denunce dei redditi dei cittadini
britannici sono sempre salvaguardate dal diritto alla privacy. Anche in Usa le
dichiarazioni sono strettamente "private" mentre in Irlanda ci si può
trovare su Internet ma solo se si è riconosciuti come evasori. "Negli
Stati Uniti tutte le informazioni personali riguardanti il contribuente sono
protette dalla Federal tax law - ha detto ieri all'Ansa il portavoce dell'Irs,
Andrew DeSouza -. Nessuna informazione privata, come nome, numero sicurezza
sociale, indirizzo, numero di telefono, reddito può essere resa pubblica. Noi
rendiamo accessibili al pubblico, sul nostro sito Internet, solo dati
statistici generali". Anche in Gran Bretagna le dichiarazioni sono "coperte"
dal diritto alla privacy. Nessuno può quindi, tanto meno via Internet, accedere
a file privati di persone terze senza avere in mano una liberatoria. Francesco
Carbone.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 2
NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e computer che
se la ri... NON SO PERCHÈ, ma in questo momento me La immagino davanti a tv e
computer che se la ride avvolto nelle volute di fumo del suo sigaro mezzo
smozzicato. Via, dica la verità, con questa storia dei redditi buttata lì a
tradimento, si è voluto togliere uno sfizio di fine mandato da far impallidire
il mito di Sansone e dei Filistei. Supponiamo pure che l'operazione abbia anche
un suo valore etico di trasparenza collettiva e che comunque su questo si possa
e, soprattutto, si debba discutere. Ma come diavolo si fa a metterla
impunemente in piedi senza avere avuto almeno il preventivo assenso di un
signore, il garante per la privacy, che in qualche modo dovrà pure giustificare
la pagnotta? La vendetta, si sa, è un piatto che si serve freddo. E magari malaccio non fa a una testa calda come Beppe Grillo che urla, perchè coinvolto, contro la Sua "colonna
infame" dopo aver dispensato a piene mani liste di proscrizione che non lo
coinvolgono. Ma i milioni di italiani in pari con il fisco, quali altri peccati
hanno ancora da scontare?.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 2
"No alla colonna infame Un favore ai criminali" GRILLO FURIOSO ? ROMA
? "FOLLIA, questa è follia. Dopo l'indulto che ha liberato le carceri,
questo ex governo di imbelli e presuntuosi fornisce ai criminali le
informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le
tasse così è troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che
una coltellata o un rapimento": Beppe Grillo commenta
così la notizia che l'Agenzia delle Entrate ha messo on line tutti i redditi
dichiarati dai cittadini italiani nel 2005. E dal suo blog dice "no alla
colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro
dell'economia Giulio Tremonti perché "ristabilisca le regole della
convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili
privati". Il reddito del comico ? insieme a quello di Benetton, Sabrina
Ferilli, Luciana Littizzetto, Roberto Benigni ma anche quello di Olindo Romano
? era finito in un'agenzia di stampa nelle poche ore in cui il sito del Fisco è
stato raggiungibile. "Il rapporto fiscale ? secondo il comico ? è tra il
privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere". Ai redditi ? prosegue Grillo ? "chiunque può accedere liberamente, senza
essere identificato. Gli è stato suggerito dalla 'ndrangheta, dalla Mafia, dalla
Camorra e dalla Sacra Corona Unita. Padoa Schioppa e Visco, con la benedizione
di Prodi e del centro sinistra unido che mai sera vencido, hanno eseguito. I
rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al
reddito dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà piu' indagare,
presumere. Potrà andare a colpo sicuro. I nullatenetenti e gli evasori non
avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà punito, chi ne paga
molte potrà essere sequestrato, taglieggiato, rapinato. Le rapine in villa si
faranno finalmente in tutta Italia e non saranno concentrate nel Lombardo
Veneto. Gli odi familiari troveranno libere manifestazioni, chi non ha concesso
un prestito in famiglia e ha un alto reddito sara' finalmente smascherato".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA MILANO pag. 10
Il bullismo vent'anni fa Video inchioda il Parini Filmato degli studenti: è il
più vecchio d'Italia IERI E OGGI SU INTERNET di SABRINA PEREZ ? MILANO ? LA
SCUOLA non è più quella di una volta. O, invece, è proprio così? Chi punta il
dito contro l'avvento dei telefonini di ultima generazione farebbe meglio a
guardare il sito www.scuolazoo.com, che con i suoi numeri da capogiro, otto
milioni di visitatori e 30 milioni di video visti nell'ultimo anno, si piazza
subito dopo il blog di Beppe Grillo. Nato dall'intuizione di due ragazzi padovani, Francesco
Fusetti, 21 anni, e Paolo De Nadai, di 20, è diventato famoso tra i più giovani
per aver diffuso in rete imperdibili istantanee "rubate" ad alunni e
insegnanti. IL FILMATO più cliccato del momento risale al 1989, quando ancora i
cellulari integrati di macchina fotografica e di videocamera erano soltanto una
pallida utopia. Protagonista del video clip è un'intera classe. La
seconda "D" del liceo classico Giuseppe Parini, uno dei più antichi
istituti di Milano. Telecamera alla mano, di quelle grandi, ingombranti, in cui
bisognava introdurre ancora il vhs. Un dito sul tasto "play" e poi
via con lo spettacolo. La lezione comincia nel mondo più tradizionale, ma ecco
che dopo qualche secondo la situazione precipita. Un paio di studenti si fanno
la barba con tanto di lametta e schiuma, un altro legge il giornale, qualcun
altro punta la sveglia e si accascia sul banco. L'intenzione, inutile dirlo, è
proprio quella di dormire. E mentre il Parini "docet", la domanda
sorge spontanea: cosa c'era di diverso nelle scuole di vent'anni fa? "O i
ragazzi del Parini ? commenta Paolo De Nadai ? avevano una naturale
predisposizione per le bravate, oppure questa è la prova che, anni fa, la
situazione nelle nostre scuole era esattamente la stessa". In un'epoca in
cui il sette in condotta non faceva gridare allo scandalo. In un'epoca in cui
alzarsi in piedi quando il professore entrava in classe era d'obbligo, quando
dare del "lei" era norma e regola. Quando ciò che diceva l'insegnante
era legge e non c'era giustificazione che tenesse. VENT'ANNI FA, quando non
superare gli esami di riparazione a settembre significava portare a casa una
bocciatura assicurata, forse la vita tra i banchi di scuola non era poi così
diversa da quella dei nostri giorni. Corridoi allagati, studenti che non
distinguono l'intervallo dall'orario di lezione, che fumano, che scappano dalla
finestra per sfuggire al compito in classe. Ragazzi che leggono indisturbati il
giornale, che ascoltano la musica, che scaricano le versioni da internet e si
lanciano i bigliettini per copiare. Professori che si addormentano durante le
interrogazioni, addirittura durante gli esami di maturità o che si mettono le
dita nel naso proprio quando credono di essere al riparo dagli occhi indiscreti
dei propri studenti. Forse serviva un video del 1989 per fare qualche paragone
e lasciarsi andare a qualche risata, ricordando i tempi che furono tra i banchi
di scuola.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Anche i comici Beppe Grillo e Roberto Benigni
risultano più ricchi dell'imprenditore di Ponzano. L'attrice torinese porta a
casa 1,8 milioni Redditi, la Littizzetto batte Benetton Nel 2005 il re dei
maglioni ha dichiarato poco più di 1,6 milioni di euro E Villa Minelli non
partecipa alle critiche del giorno GIORGIO BARBIERI I comici battono il re dei
maglioni. Stando ai redditi dichiarati nel 2005, pubblicati ieri sul sito
internet dell'Agenzia delle entrate, Beppe Grillo, Luciana Littizzetto e Roberto Benigni hanno
guadagnato più di Luciano Benetton. Si tratta pur sempre di cifre da capogiro:
l'imprenditore di Ponzano ha dichiarato un imponibile di 1.635.722 euro, la
comica torinese 1.824.084 euro e l'ideatore del Vaffaday la bellezza di
4.272.591 euro. Ma sulla pubblicazione delle cifre è scoppiata la polemica.
Giornata ricca di polemiche per la decisione presa dall'Agenzia delle entrate
di rendere accessibili on-line le dichiarazioni dei redditi di tutti gli
italiani. Il sito è stato preso letteralmente d'assalto e reso impraticabile.
Fino a quando a metà pomeriggio, in seguito alla richiesta del garante per la
Privacy, gli elenchi sono stati tolti. Ma alcuni nomi sono trapelati. Tre
questi quello del re dei maglioni Luciano Benetton. Nel 2005 l'imprenditore di
Ponzano aveva dichiarato un imponibile di poco superiore al milione e 600 mila
euro. Una cifra che in se non avrebbe nulla di strano se non venisse poi
paragonata a quelle dichiarate da diversi personaggi dello spettacolo. Su tutti il comico Beppe Grillo, ideatore e mattatore degli ormai celebri Vaffaday. Per
l'artista genovese si parla di un imponibile pari a oltre 4 milioni di euro,
tre volte superiore all'imprenditore trevigiano. Ma è proprio Grillo il personaggio pubblico che ieri si è maggiormente scagliato
contro la decisione dell'agenzia delle entrate. "Follia, questa è
follia - ha tuonato sul suo blog - dopo l'indulto che ha liberato le carceri,
questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le
informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. I rapimenti di
persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito
dichiarato. Le rapine in villa si faranno finalmente in tutta Italia e non
saranno concentrate nel Lombardo Veneto". Decisamente più moderata la
reazione di Luciano Benetton dal suo quartier generale di Ponzano. Infatti
l'inventore dello United colors ha preferito non commentare, come è suo costume
in casi del genere, la pubblicazione della sua dichiarazione dei redditi. Se
c'è stato del fastidio, questo non è stato certo fatto trapelare. Cifre
altissime anche per il premio Oscar Roberto Benigni. Il regista della Vita è
bella ha raddoppiato Benetton con oltre tre milioni e mezzo di euro. Ma nel
pomeriggio, dopo ore di polemiche politiche indirizzate soprattutto contro il
viceministro Vincenzo Visco, il garante per la Privacy ha imposto lo stop delle
pubblicazioni dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a cura
della Agenzia delle entrate. L'Autorità per la protezione dei dati personali ha
rilevato anche che "per tale forma di diffusione sussistono allo stato
evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in
materia". Immediata la risposta dell'Agenzia che ha accolto la richiesta
dell'Autorità, sospendendo la consultazione on-line degli elenchi dei contribuenti.
L'Agenzia delle entrate ha spiegato che la decisione è stata presa "a
causa dell'elevato numero di accessi al sito dell'Agenzia ed al fine di fornire
ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali. Gli
elenchi sono stati resi pubblici ai sensi dei decreti del 1973 e del
1972".
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pisa VIA NAPOLI VIA
NAPOLI Un senso unico revocato a caso PISA. Oggi ho finalmente capito che
l'Italia è una democrazia compiuta, matura, dove chi decide è veramente la
maggioranza dei cittadini. Tornando a casa dal mare, considerato che ero
arrivato in città in concomitanza con l'uscita della partita, abitando a Porta
a Lucca ed essendo quindi abituato a regolare i miei movimenti in funzione dei
flussi intorno allo stadio, decido di imboccare la Fi-Pi-Li per arrivare a casa
da Cisanello/Pratale. Arrivato in via Paparelli giro in via del Brennero con
l'intenzione di imboccare via Napoli. Arrivato in via Napoli, strada a senso
unico, mi trovo di fronte una fila di auto che, incolonnate, procedono in senso
contrario, ho dovuto accostare ed aspettare un quarto d'ora che le macchine,
ordinatamente incolonnate in controsenso, defluissero prima di poter procedere.
La maggioranza aveva deciso che in occasione dell'uscita della partita il senso
unico era "revocato". Siamo proprio un grande paese. A.S. SINDACO
Hanno votato pochi pisani PISA. Sinceramente sorprendente la lettura del voto
di ballottaggio, sia da parte dei due candidati sindaci: tutti sembrano
dimenticare, o considerare secondario, il fatto che a votare siano andati il
56,3% degli elettori pisani, un minimo storico che, fatti i debiti conti, vuol
dire che il sindaco Filippeschi è stato scelto da neanche il 25% dei cittadini
di Pisa, e la candidata Paoletti da circa il 20%, e che i trionfalismi,
dall'una e dall'altra parte, avallati da stampa e tv, sembrano per lo meno
inopportuni. Alla città di Pisa resta la magra consolazione di non essere
caduta dalla padella nella brace, ma di essere rimasta lì, dentro una padella
che almeno sembra promettere che non ascolterà le sirene di pizzaioli e
ristoratori e pubbisti per la riapertura notturna della Ztl alle auto: ci è
dispiaciuto molto che la signora Paoletti, gentilmente attenta alle istanze dei
Comitati, non avesse capito che su quel punto si caratterizzava in senso
negativo la sua idea di città, riaprendo vasti spazi ai furbi e agli arroganti
che per anni hanno devastato il centro storico con le clacsonate, le soste sui
marciapiedi, le sgassate fino alle tre di mattina, i danni ai monumenti e alla
vita della gente. E basta girare i lungarni di notte per capire cosa
succederebbe se quel caos nocivo e pericoloso si potesse di nuovo riversare
nelle vie, nei vicoli, nelle piazze, del centro storico di Pisa. Speriamo che
Filippeschi rispetti il suo impegno su questo punto (tenendo conto che i numeri
veri sono quelli elencati sopra e che quindi la fandonia di una città divisa a
metà è appunto una fandonia...), e anzi lo rafforzi garantendo un sistema
efficiente di trasporto pubblico notturno e chiudendo così anche i lungarni al
traffico privato a motore, insostenibile e insopportabile per la città come
dimostrano queste prime notti "primaverili". Lista Civica Pisana
"Città dei Diritti con Beppe Grillo" SICUREZZA Siamo arrivati al capolinea PISA. Da libero
cittadino faccio appello alle autorità territoriali, regionali e governative.
Da troppo tempo assistiamo alla violenza sulle donne: stupri, scippi, omicidi.
La maggior parte di questi fatti è causata da immigrati di diversa provenienza.
Provo rispetto, dolore, rabbia per le continue morti sul lavoro di giovani
operai di cui ogni giorno ne aumenta il numero per mancanza di norme di
sicurezza, tranne in alcuni casi, per disgrazia. Servono verifiche e controlli
da parte delle autorità competenti, con la speranza siano risolti i problemi
che da tempo si pongono. Immigrati che guidano ubriachi, senza patente, sotto
l'effetto della droga, falciando e uccidendo persone inermi. Servono interventi
decisi delle forze dell'ordine, nuove leggi, senza sconti di pena perché i
cittadini possano vivere una vita più tranquilla. Come si dice, siamo arrivati
al capolinea. La tolleranza e la pazienza hanno un limite. è giunta l'ora che
ognuno faccia la sua parte. I diritti di ognuno di noi fanno parte di una vera
democrazia. Franco Benedetti SEPI Perché abolire i pagamenti? PISA. La Sepi
società controllata dal Comune di Pisa, incaricata delle entrate dell'ente ha
cessato la riscossione dei pagamenti, dovuti dai cittadini/utenti, in forma
diretta tramite cassa. Quindi, attualmente, chi deve ritirare, ad esempio, una
pratica edilizia prima si deve recare alla posta o in banca, effettuare il pagamento
e successivamente ritirare la pratica, previa dimostrazione dell'avvenuto
pagamento. Mentre nel passato le due fasi di pagamento e ritiro erano
contestuali e quindi più favorevoli all'utenza perché vi era un risparmio di
tempo e si evitava il disagio di recarsi in due posti, attualmente con la
chiusura della cassa si "creano" perdite di tempo all'utenza. Anche
gli anziani sono danneggiati dal cambio di procedura di riscossione perché
abituati da alcuni anni a effettuare il pagamento dell'Ici, Tarsu, ecc.
direttamente, con risparmio di tempo e di denaro, evitando il pagamento delle
commissioni postali o bancarie. La società predetta non era nata per
razionalizzare anche il servizio di riscossione... Roberto Ruberti PARCHEGGI
Senza cartello arrivano le strisce PISA. Venerdì 18 aprile hanno fatto le
strisce per i parcheggi in via dei Gattici a Tirrenia. Hanno fatto la riga
unita anche davanti al mio cancello (non sono il solo). Sono intervenuti i
vigili urbani ed ho fatto vedere loro la ricevuta dell'avvenuto pagamento delle
tasse del passo carrabile. Mi è stato detto che non avevo ritirato il cartello
del divieto di sosta alla Sepi e quindi era loro diritto "chiudere
l'accesso" alla mia casa. Lunedì 21 aprile ho telefonato alla Sepi. Mi è
stato detto che devo andare a Pisa presso i loro uffici per richiedere il
cartello (se ho pagato le tasse è chiaro che lo voglio). In un secondo tempo mi
verrà consegnato (devo andare due volte a Pisa). Faccio notare che da oltre
quaranta anni ho pagato le tasse sul passo carrabile (vorrei vedere in quanti
l'hanno fatto). Fare considerazioni? Sarebbe troppo lungo. Burocrazia, diritti
del cittadino... Sergio Matteucci PRATALE Siamo in attesa di risposte concrete
PISA. Vorrei replicare alla risposta di Francesco Pierotti circa l'assenza del
candidato, all'epoca, (e attuale sindaco) Marco Filippeschi, lamentata dal
sottoscritto, in occasione della recente iniziativa del Circolo Pd Pratale -
Don Bosco - S. Francesco. Durante l'incontro, quando i cittadini hanno
manifestato la propria delusione per l'assenza del candidato Marco Filippeschi,
è stato risposto loro che era in procinto di arrivare, ma poi così non è stato.
Apprezziamo che in tale circostanza siano state annotate tutte le osservazioni
e le preoccupazioni dei residenti. L'auspicio è che non restino chiuse in un
cassetto, come pare sia avvenuto finora (visto che all'ultima petizione del
dicembre 2007 il Comune, finora, non ci ha risposto), ma siano tempestivamente
tradotte in fatti concreti, così come, su alcuni temi, è stato richiesto anche
da Arpat e Usl 5. è il caso di puntualizzare che la sfida "di ridare
fiducia ad un dialogo costruttivo, di dare risposte e di fare proposte"
non dovrà limitarsi a "questi giorni", bensì proseguire per tutti i 5
anni in cui i nostri interlocutori si troveranno ad operare (nella posizione di
governo o di opposizione). Michele Pastorino comitato via di Pratale.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
GLI ITALIANI E IL
FISCO I FATTI NOSTRI di MINO FUCCILLO Il mio reddito e quello del vicino di
casa su Internet, oltre a quello del deputato e del calciatore. Sulle
rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare, le troviamo
"giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia delle
Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e
nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove
si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece
fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un
genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni
piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui,
proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e
ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale
per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa
sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di
farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni
modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi
stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora,
se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la
dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo
inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E
non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i
compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e
partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di
doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione
dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come
mai? Succede perché consideriamo "privato" il rapporto tra individuo
e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali
abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a
tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca
il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei
redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si
impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di
quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e
protetto dalla privacy, ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perché mai
come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e
toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così.
Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o
distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete
la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita
confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica
rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della
vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo
riparati dietro le parole di Fini, neopresidente della Camera: "Libertà
non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono chiacchiere
da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i nuovi
governanti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Italiana
Pagina 107 Redditi pubblicati sul Web, è bufera Il Garante blocca l'iniziativa
dell'Agenzia delle Entrate --> Il Garante blocca l'iniziativa dell'Agenzia
delle Entrate Annunciata dal quotidiano Italia Oggi, l'iniziativa dei redditi
on line è stata cliccata al punto da andare in tilt. ROMA Cade l'ultimo tabù
fiscale italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti vengono
infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa
ventata di trasparenza fiscale dura appena 24 ore: il garante della privacy
interviene: stop agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi
di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che ha anticipato la notizia, qualche
nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La novità della consultazione via
web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità,
prevista almeno fino a due giorni fa, di interrogare gli uffici dei comuni se
si vuole conoscere il reddito di qualcuno. AGENZIA ENTRATE Una vera e propria
bufera si abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la
voce degli elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a caccia dei
soliti noti ma soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare
parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più
consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A
causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori
delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la
disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel
provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la
diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era a norma di legge .
"La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti - dice una
nota - che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista
dall'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973. Si tratta di una norma che nella
attuale formulazione è stata introdotta nel 1991. In vigore, quindi, da molti
anni". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del
Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo
nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo
perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e
rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia",
inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti
dagli elenchi resi disponibili in Internet". POLEMICHE Lo stop non ferma
però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa
che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata ". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si
ritrova negli elenchi dei noti con tanto di reddito e imposte pagate.
"Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice il comico
genovese - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di
casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio
una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Per
il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia "l'ultima Viscata
" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur
apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Infine
Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la pubblicazione degli
elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario Ferrara (Pdl) parla della
"vendetta di Visco contro gli italiani rei di averlo mandato a casa".
Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani: "La
Pubblica Amministrazione deve garantire la massima trasparenza". I
commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono in guardia sui rischi
per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso che sembra
"dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono tra chi
sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il pericolo della
privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i danni alle
Entrate. POLVERONE Il polverone sembra comunque destinato a non placarsi
rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad esempio, il
vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico, sarebbe un
boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi dichiarano al
fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione professionale. VISCO
Mentre il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco ha avuto in serata un
colloquio con il presidente del Consiglio Romano Prodi a Palazzo Chigi, durante
il quale lo ha informato "di aver dato disposizione di sospendere la
pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei redditi in attesa di avere
dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti sulla corretta applicazione
delle procedure e delle norme di legge soprattutto riguardo alle osservazioni
mosse dall'Autorità Garante della Privacy" l'associazione nazionale in
difesa dei consumatori Sos Utenti ha deciso di chiedere di ripubblicare gli
elenchi dei contribuenti.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 104 del 2008-05-01
pagina 3 Manager, politici e guitti: conti in tasca ai milanesi di Redazione
Dai 44 milioni di Armani ai 56mila euro del cardinale Tettamanzi. Il sindaco
supera quota 180mila, Veronesi scavalca il milione e 700mila (...) E prima
dello stop imposto all'agenzia delle entrate dal garante della privacy, mezza
Milano ha così potuto mettere naso sulla dichiarazione di Giacomino Poretti.
Chi è? Be', è quello del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che dichiara 1.164.098
euro. Cinquecentomila in meno di Simona Ventura (1.677.193) che distanzia di un
milione e passa Adriano Celentano che si ferma a quota 553.415 euro mentre
1.566.531 è il reddito di Eros Ramazzotti che supera Diego Abatantuono fermo a
1.302.350. Differenza di poco meno di milione rispetto a Renato Pozzetto che si
attesta a 423.784, seguito da Laura Pausini con 260.559, Ottavia Piccolo con
118.972 e André Ruth Shammah a 43mila e rotti. E Dario Fo? Basta un tocco di
mouse per scoprire che il guitto con premio Nobel denuncia 116.113 euro contro
i 40mila e passa della moglie Franca Rame. Ghiotta l'occasione anche per
controllare quanto - ricordiamo sempre nel 2005 - hanno dichiarato il banchiere
Alessandro Profumo, il finanziere Salvatore Ligresti e lo stilista Giorgio
Armani: rispettivamente, 7.963.263, 6.144.200 e 44.963.206 euro. Avete letto
bene: Armani dichiara 44 milioni 963mila e 206 euro. Niente male anche gli
8.159.500 di Marco Tronchetti Provera, i 2.942.588 di Diana Bracco, 2.208.865
di Donatella Versace e i 2.046.827 del presidente di Atm Elio Catania. Vette
milionarie anche per il giurista Pietro Schelesinger, classe 1930, con un
reddito da 2.729.747 euro. E restando sempre nell'area del Palazzo di Giustizia
balzano all'occhio 110.952 euro dichiarati da Ilda Boccassini contro 176.446
del pm Alfredo Robledo e 168.144 dell'attuale presidente del Tribunale Livia
Pomodoro. Tra i cognomi celebri dello sport meneghino spuntano anche i
milanisti Kaladze Kakha con 4.304.092, Paolo Maldini con 9.287.536 e papà
Cesare con 201.202. Spulciando in quella che Beppe Grillo ha definito la "colonna infame" saltano fuori pure il
rabbino Giuseppe Laras - 71.977 euro dichiarati nel 2005 - e l'arcivescovo
Dionigi Tettamanzi con 56.561 euro. Ma gli occhi dei milanesi hanno pure messo
nel mirino i politici: si va da Ignazio La Russa (446.924) a Barbara
Pollastrini (131.528) passando per Vittorio Agnoletto (77.242), Umberto
Veronesi (1.784.502), l'ex sindaco Gabriele Albertini (289.178) e l'attuale
primo cittadino Letizia Moratti (183.415). Va decisamente peggio - nelle
dichiarazioni dei redditi 2005 - agli assessori di Palazzo Marino Giovanni
Terzi (31.707), Marilena Adamo (36.724) e Carlo Fidanza (55.641). Ah, ultimo
dettaglio. Quasi tutti i cinesi nell'elenco dell'agenzia delle entrate
dichiarano redditi da euro zero virgola zero. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 104 del
2008-05-01 pagina 5 Dal Nome della Rosa a Dante Eco e Benigni fra i top di chi fa soldi con la cultura di Redazione Fatta eccezione per Beppe Grillo, che con i suoi 4.272.591 euro domina la classifica, Roberto
Benigni e Umberto Eco, due pesi massimi della cultura italiana, occupano ottime
posizioni. Con 3.580.995 euro e 2.128.419 uero ciascuno, occupano la seconda e
terza posizione della classifica di chi i soldi li fa con la parola, sia
parlata che scritta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 01/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Il sito dell'Agenzia delle Entrate
in tilt per troppi accessi. La polemica sale fino a determinare lo stop Redditi
online, il Garante dice no Visco: è democrazia. Grillo:
no, è colonna infame. I commercialisti: trasparenza, non curiosità La schermata
iniziale del sito dell'Agenzia delle entrate in cui ieri erano visibili tutti i
redditi 2005 ROMA Per poco più di 24 ore sul sito della Agenzia delle Entrate
sono stati disponibili tutti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi
2005 di tutti gli italiani: appena si è diffusa la notizia decine di migliaia
di persone si sono collegate al sito, mandandolo in tilt. Subito si è scatenata
la polemica, col viceministro Visco che definiva la scelta una questione di
democrazia e trasparenza, mentre il comico Beppe Grillo (tra i primi "scoperti" on line) parlava di
"nuova colonna infame" e gli esponenti della neoeletta maggioranza
parlavano di "vendetta" di Visco nei confronti degli elettori che lo
avevano bocciato. Poi, però, nel pomeriggio, è arrivato lo "stop" del
Garante per la Privacy: i link del sito sono stati disattivati ed anche ai
giornali è stato chiesto di non pubblicare i dati. Pareri non proprio
contrari, invece, dal mondo dei professionisti del fisco. /A PAGINA 2.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e spettacoli
LA7ORE 19.30 MARATONA DI COPPA UEFA In occasione dell'attesissima semifinale di
Coppa Uefa tra Fiorentina e Glasgow Rangers, in programma oggi, alle 20.30, maratona
televisiva che contempla in palinsesto oltre 4 ore di collegamenti tra la
diretta della partita, pre e post gara, interviste e servizi. RAIDUEORE 9.15
BANANE E TULIPANI Il banano sarà il protagonista della puntata di
"Garden". Lo chef Marco Olivieri cucinerà le banane fritte, ottime
per aperitivi e spuntini. Janira Majello torna invece a Pralormo nel parco
storico dei tulipani per un tour floreale tra lavande, agrumi e violette.
RAITREORE 8.05 PORTELLA DELLA GINESTRA Oggi "La Storia Siamo Noi"
presenta "Portella della Ginestra - 1 maggio 1947", di Antonello
Savoca. A 61 anni dalla strage compiuta dai banditi di Salvatore Giuliano,
parla per la prima volta in tv la sorella di Gaspare Pisciotta, braccio destro
di Giuliano. RAIDUEORE 23.20 MORIC E CORONA A
"PIRATI" Oggi tornano i "Pirati" di Gregorio Paolini,
capitanati da Marco Cocci e pronti a irritare vip e neo vip con le loro
incursioni. Tra le vittime di questa puntata, i coniugi Nina Moric e Fabrizio
Corona. Lisa Fusco è a Torino sulle tracce di Beppe Grillo.
( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 01/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI Claudio Amendola (Canale 5) 6
Informazione e politica al centro di Annozero (21,05 Raidue). Con Michele Santoro si parla dell'attacco di Beppe Grillo ai giornalisti, e del rapporto tra politica, media e Paese
reale. Ne discuteranno Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano, la
giornalista Norma Rangeri, il presidente dell'Fnsi Roberto Natale, la
giornalista di Al Jazeera Barbara Serra, e Marco Travaglio. 6 Per
l'appuntamento con la fiction, una nuova puntata di Capri 2 (21,10 Raiuno) con
Kaspar Capparoni e Gabriella Pession, e nuovi episodi de I Cesaroni (21,10
Canale 5) con Claudio Amendola e Max Tortora. 6 Dal pomeriggio a mezzanotte,
musica per la festa dei lavoratori con il Concerto del Primo Maggio (16 Raitre)
promosso dai sindacati: ne parliamo nelle pagine di spettacoli. 6 Nina Moric e
Fabrizio Corona, ma anche il "vaffa day" di Beppe
Grillo, a Pirati (23,20 Raidue) con Marco Cocci. 6 I
Neri Per Caso con il singolo "La bella estate", l'attore Giuliano
Gemma e la scrittrice Melissa P. a Markette (23,50 La7). 6 Sul satellite, la
tragedia della Thyssen nella docu-fiction Invisibili (21 Raisat Extra). Omaggio
a Giovannino Guareschi nel centenario della nascita con la Maratona Don Camillo
(dalle 11,10 Sky Cinema Classic).
( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 01/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO IL COMICO ALL'ATTACCO, MA NON TUTTI I BLOGGER SONO CON LUI Grillo: "La
colonna infame" Per Grillo i redditi on line sono "una follia" GENOVA - "La
colonna infame": così Beppe Grillo definisce
nel blog l'elenco online dall'Agenzia delle entrate dei redditi 2005.
"Questa è follia", dice il comico che ha dichiarato un reddito
multimilionario. "Chiunque può accedere senza essere identificato -
spiega - gli è stato suggerito da Ndrangheta, Mafia e Camorra. Padoa Schioppa e
Visco, benedetti da Prodi, hanno eseguito". Per Grillo
"i rapimenti saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al
reddito, la criminalità andrà a colpo sicuro, collegandosi al sito dell'Agenzia
delle entrate. Ma gli evasori non hanno nulla da temere. Solo chi paga le tasse
sarà sequestrato e taglieggiato. Le rapine in villa si faranno in tutta Italia
e non solo in Lombardia". Il comico sottolinea che "il rapporto
fiscale deve essere tra privato e Stato" e invita a inviare "una mail
al prossimo ministro dell'Economia Tremonti perchè blocchi l'accesso a chiunque
di dati sensibili". Ma i blogger non l'han presa tutti da lato sperato:
molti infatti gli imputano incoerenza sulla trasparenza sempre invocata e altri
non digeriscono il fatto che con un reddito così si erga a paladino dei
precari.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA CURIOSITA' Dalla
Versilia aggiusta il Pc del principale negli States SIMONE PIEROTTI Se ne sai
fare buon uso, Internet ti apre una serie di porte: basti
guardare al primo V-Day di Beppe Grillo, dove il
comico genovese è riuscito a riempire le piazze italiane con il solo ausilio di
un blog, fuori dal circuito dei grandi media. Ma la sconfinata ragnatela ha
anche dato ad una signorina americana la possibilità di lavorare dall'Italia, e
più precisamente dalla Versilia. A raccontare questa storia è il sito
americano www.bizjournals.com. In un lungo articolo dedicato a "risorse
umane e carriere", la prima parte è tutta dedicata alla Lee Esposito
Associates, piccola azienda di pubbliche relazioni con sede a Columbus,
capitale dello stato dell'Ohio. L'omonimo direttore (che tradisce chiare
origini italiane nel cognome) ha assunto a tempo determinato la giovane Rebecca
Bell, sapendo che aveva l'opportunità di passare alcuni mesi in Italia. Rebecca
è riuscita a far funzionare il computer del suo principale, e ad assolvere così
i suoi compiti, nientemeno che da Pietrasanta: tutto ciò è stato possibile
grazie a pc.com e al servizio telefonico in bandalarga Voice Over IP (lo stesso
che ha sviluppato la Intel in Italia sull'Etna, per consentire agli studiosi di
scambiarsi informazioni in zone prive di copertura del segnale telefonico).
"Se hai accesso a Internet, puoi praticamente fare qualsiasi cosa - dice
Rebecca nell'articolo - gli italiani che ho incontrato erano impressionati dal
fatto che riuscissi a gestire un ufficio a migliaia di kilometri di distanza.
Eppure non erano consapevoli di quanto fossero vantaggiose, per lo svolgimento
del mio lavoro, le sei ore di differenza tra l'Italia e Columbus". La
conferma giunge dallo stesso Esposito: "Mi recavo in ufficio e trovavo
gran parte del lavoro già fatto: in questo modo non abbiamo perso continuità
con i clienti, anzi, una volta che l'hanno saputo si sono pure divertiti".
La storia di Rebecca è comunque solo un esempio - prosegue l'articolo - di come
i proprietari di piccole aziende di Columbus stiano sviluppando i loro spazi
lavorativi e le procedure operative, in modo da venire incontro alle esigenze
dei dipendenti, alle nuove tecnologie e, soprattutto, a quella che si prospetta
essere una carenza di lavoratori qualificati nei prossimi anni. "L'ultimo
chiuda il sipario" Uno spettacolo di successo PIETRASANTA. "Un'ottima
prova di teatro che ha unito humour a impegno sociale". Così, l'assessore
alle tradizioni popolari Alessandro Alessandrini commenta l'esito di
"L'ultimo chiuda il sipario", lo show proposto per il 5º anno
consecutivo dalla Compagnia Usle Sciò, a Teatro Comunale. Gli attori che fanno
parte della Compagnia sono gli utenti della terapia salute mentale adulti dell'Asl
Versilia e lo spettacolo è frutto di un anno di prove, effettuate ogni
mercoledì e venerdì pomeriggio con la regia della eclettica Lora Santini, che
si avvale della preziosa e indispensabile collaborazione di Angela Bresciani,
Maria Falsini e del presidente "tutto-fare" Antonio Meccheri, autore
dei testi assieme alla stessa Lora Santini. Un impegno e una formula
innovativa, che hanno conquistato il nutritissimo pubblico presente. "E'
stato un piacevole spettacolo - dice Alessandrini - con un ottimo ritmo e gradevoli
spunti individuali, che hanno dimostrato un impegno grandissimo da parte di
Lora Santini e Antonio Meccheri, che mettono a disposizione la loro
professionalità per un obiettivo socialmente importante. Si è trattato di
un'esperienza, che ha ribadito la propria valenza e merita di essere sostenuta
dall'amministrazione".
( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il mio reddito e
quello del vicino di casa in vetrina su Internet, oltre a quello del deputato e
del calciatore. Sulle rivelazioni del secondo tipo non abbiamo nulla da obiettare,
le troviamo "giuste" e intriganti, infatti ieri il sito dell'Agenzia
delle Entrate era ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e
nessuno si sentiva un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove
si può vedere me, proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece
fastidio, sotto e sopra la pelle. Fedele interprete di un
genuino sentimento popolare, Beppe Grillo che in ogni
piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se diventa pubblico che lui,
proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che ci spaventa, ci turba, e
ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una "vergogna" sociale
per un conclamato non successo di reddito? Improbabile: questa
sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta. Allora la paura di
farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la esibiamo in ogni
modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza riconosciamo noi
stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di Verdone. Allora,
se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito o la
dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti invochiamo
inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo ostentiamo. E
non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano noti i
compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati, autofficine e
partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di democrazia e di
doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le dichiarazione
dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel privato. Come
mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto tra individuo
e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di individuali
abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra standard e a
tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo rapporto ficca
il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni dei
redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi si
impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di
quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e
protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai
come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e
toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così.
Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o
distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete
la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita
confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica
rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della
vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo
riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà
non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono
chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i
nuovi governanti. 01/05/2008.
( da "Libertà" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo infuriato: "Così si danno
informazioni utili ai criminali" ROMA - La pubblicazione on-line dei
redditi dei cittadini è un atto "di trasparenza democratica" oppure
una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati
gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini
professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo
governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a
prevalere, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge,
ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto mettere
il naso sui redditi del vicino di casa senza lasciare traccia. Il più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti
fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del
contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle
persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito
dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare,
presumere, potrà andare a colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori
sono divise. "E' un vergognoso strumento di delazione", accusano
Adusbef e Federconsumatori, mentre il Codacons e l'Aduc denunciano "una
grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini", preannunciando
ricorsi. Il Movimento in Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di
un passo avanti verso la trasparenza: "In particolare sarebbe un atto di
grande civiltà e di trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni
politiche e amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi al
momento della candidatura". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori
che, durante il pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli
elenchi on-line attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti
verso redditi onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad
atti ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il
presidente del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea
della Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge
italiana è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito
"www.codacons.it" con un modello che gli "utenti possono scaricare
per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e chiedere fino a
1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della privacy
subita". Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani invece sostiene che
"la questione è semplice. La pubblica amministrazione deve garantire la
massima trasparenza. Sta al garante della privacy dire fin dove si può
arrivare". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca Volontè,
Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi di
milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione
dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito
nella tornata elettorale". Il presidente del Consiglio nazionale dei
commercialisti Claudio Siciliotti commenta che "nella peggiore
dell'ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e
all'occorrenza delatore dell'altro, fa correre non pochi rischi in termini di
sicurezza, facendo aumentare fenomeni delinquenziali, quali, ad esempio,
estorsioni e rapine". Per l'economista Renato Brunetta "è corretto
che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i redditi siano
totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo. La trasparenza in
materia fiscale è un obbligo ma vanno studiati i modi e le forme". Molto
meno conciliatori i toni degli esponenti della Pdl. Guido Crosetto la definisce
"una viscata che non aiuta né i contribuenti né il Paese". Antonella
Fantò 01/05/2008.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità Grillo dalla parte della privacy: così si incentivano i sequestri
Per il Movimento Difesa del Cittadino è invece un'operazione di
"trasparenza" ANTONELLA FANTò ROMA. La pubblicazione on-line dei
redditi dei cittadini è un atto "di trasparenza democratica" oppure
una "chiara violazione della privacy"? Su questo si sono infiammati
gli animi dei dirigenti delle associazioni consumatori, degli ordini
professionali, oltre quelli dei futuri appartenenti alla maggioranza del nuovo
governo. E, per la verità, sono state più le critiche che i consensi a
prevalere, non tanto perchè le dichiarazioni non fossero pubbliche per legge,
ma perchè sono state messe on-line dove anche i ragazzini hanno potuto
ficcanasare sul vicino di casa senza lasciare traccia. Il
più feroce è stato Beppe Grillo: "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti
fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo della casa del
contribuente. E' una colonna infame". E ancora: "I rapimenti delle
persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.
La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere, potrà andare a
colpo sicuro". Le associazioni dei consumatori sono divise. "E' un
vergognoso strumento di delazione accusano Adusbef e Federconsumatori, mentre
il Codacons e l'Aduc denunciano "una grave violazione dei diritti
fondamentali dei cittadini", preannunciando ricorsi. Il Movimento in
Difesa del Cittadino sostiene, però, che si tratta di un passo avanti verso la
trasparenza: "In particolare sarebbe un atto di grande civiltà e di
trasparenza politica che ogni candidato alle elezioni politiche e
amministrative pubblicasse la sua dichiarazione dei redditi al momento della
candidatura". Di parere opposto Adusbef e Federconsumatori che, durante il
pomeriggio, affilano le loro polemiche, e sostengono: "Gli elenchi on-line
attivano solo la morbosa curiosità dei vicini e dei parenti verso redditi
onestamente guadagnati" ed "espongono i contribuenti ad atti
ritorsivi, mentre lasciano indisturbati i soliti evasori". Il presidente
del Codacons Carlo Rienzi minaccia di arrivare alla Corte europea della
Giustizia "in quanto è chiaro che in materia di privacy la legge italiana
è insufficiente". E annuncia di aver predisposto un sito
"www.codacons.it" con un modello che gli "utenti possono
scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e
chiedere fino a 1000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della
privacy subita". Il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani invece
sostiene che "la questione è semplice. La pubblica amministrazione deve
garantire la massima trasparenza. Sta al garante della privacy dire fin dove si
può arrivare". L'opposizione si è scatenata contro Visco. Anche Luca
Volontè, Udc, sostiene che la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi
di milioni di cittadini italiani è la "più evidente dimostrazione
dell'istinto vendicativo che Visco nutre nei confronti di chi lo ha punito
nella tornata elettorale". Il presidente del Consiglio nazionale dei
commercialisti Claudio Siciliotti commenta che "nella peggiore
dell'ipotesi, oltre al terrificante rischio che ognuno sia controllore e
all'occorrenza delatore dell'altro, fa correre non pochi rischi in termini di
sicurezza, facendo aumentare fenomeni delinquenziali, quali, ad esempio,
estorsioni e rapine". Per l'economista Renato Brunetta "è corretto
che tutti conoscano il reddito dei cittadini italiani e che i radditi siano
totalmente conoscibili. Ma va evitato il fisco-spettacolo. La trasparenza in
materia fiscale è un obbligo ma vanno studiati i modi e le forme". Molto
meno conciliatori i toni degli esponenti della Pdl. Guido Crosetto la definisce
"una viscata che non aiuta né i contribuenti né il Paese".
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
DALLA PRIMA Fatti
nostri, o di tutti? Infatti ieri il sito dell'Agenzia delle Entrate era
ingolfato più di un casello a Ferragosto, tutti a guardare e nessuno si sentiva
un guardone. Ma le esposizioni del primo tipo, quelle dove si può vedere me,
proprio me e anche zia e anche nonno, quelle ci danno invece fastidio, sotto e
sopra la pelle. Fedele interprete di un genuino sentimento
popolare, Beppe Grillo che in ogni piazza denuda ogni casta fortemente si indigna se
diventa pubblico che lui, proprio lui, nel 2005 guadagnava milioni. Cosa è che
ci spaventa, ci turba, e ci appare ingiusto? Il farci scoprire poveri? Una
"vergogna" sociale per un conclamato non successo di reddito?
Improbabile: questa sensibilità "contadina" è desueta e obsoleta.
Allora la paura di farci scoprire ricchi? Nemmeno: la ricchezza quando c'è la
esibiamo in ogni modo. Sfacciato, trionfante, anche volgare. Con indulgenza
riconosciamo noi stessi e il nostro prossimo nei personaggi dell'ultimo film di
Verdone. Allora, se non è pudore, cos'è? Ci dà fastidio sia pubblico il reddito
o la dichiarazione dei redditi? Non sono proprio la stessa cosa. Infatti
invochiamo inviolabile e sacrosanta privacy sulla seconda mentre il primo lo
ostentiamo. E non sentiamo di violare proprio nulla, anzi ci piace l'idea siano
noti i compensi di attori, veline, dentisti, amministratori delegati,
autofficine e partiti politici. Conoscere il reddito ci sembra un atto di
democrazia e di doveroso controllo, insomma un diritto. Che siano conosciute le
dichiarazione dei redditi ci appare invece oppressiva e malevola intrusione nel
privato. Come mai? Succede perchè consideriamo "privato" il rapporto
tra individuo e fisco. Per noi italiani questo rapporto è la risultante di
individuali abilità, una somma cui si perviene per private vie e non una cifra
standard e a tutti comune. Quindi, chi vuol conoscere o fa conoscere questo
rapporto ficca il naso nei "fatti nostri". Rendere pubbliche le dichiarazioni
dei redditi viola il postulato del "io mi faccio i fatti miei e guai a chi
si impiccia". Certo, il nostro è un mondo rovesciato rispetto a quello di
quasi tutti gli altri paesi, anglosassoni e latini, dove il reddito è privato e
protetto dalla privacy ma la dichiarazione dei redditi è pubblica perchè mai
come in questo caso i "fatti miei" sono fatti che riguardano e
toccano gli altri. Sarà rovesciato, ma è il nostro mondo e ci piace così.
Rovesciata è infatti anche la nostra tutela della privacy, inesistente o
distratta quando si tratta di redditi, occhiuta e rigida quando appare in rete
la dichiarazione dei redditi. C'è in questa insofferenza un'implicita
confessione di massa della non corrispondenza della dichiarazione pubblica
rispetto al reddito privato? C'è, ma a dirlo così si parla la lingua della
vecchia Italia, si fa la figura di chi non capisce quella nuova. Meglio dirlo
riparati dietro le parole di Fini, neo presidente della Camera: "Libertà
non è solo diritti, ma anche doveri e regole". Davvero? Se non sono
chiacchiere da insediamento, una vasta opera di pedagogia sociale attende i
nuovi governanti. Mino Fuccillo.
( da "Tirreno, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità DOPO IL
VOTO DOPO IL VOTO E io dico a Walter che da soli si perde Il vento di destra ha
battuto tutto il Paese. E si è sentito - robustamente - anche in Toscana. Si
impone una riflessione critica e autocritica nel centro sinistra: approfondita,
non di breve momento. Da queste elezioni, politiche e amministrative, viene un
chiaro insegnamento che vale sia a livello nazionale sia a quello locale: da
soli non si vince. Da soli non si può fare. Condizione necessaria per vincere è
l'unità delle forze di centro sinistra. In relazione ai prossimi - molto
ravvicinati - appuntamenti elettorali, è urgente dirimere insieme le questioni
ancora aperte - in Regione e negli enti locali - e delineare con chiarezza le
prospettive politiche delle alleanze. Alleanze che si devono qualificare sempre
di più sulle priorità programmatiche e sulla necessità di considerare la
partecipazione come la forma usuale del governare. E che devono essere capaci
di esprimere una unità forte, basata su uno spirito di coalizione coeso e
leale. è necessario un nuovo centro-sinistra, basato fondamentalmente su due
forze - Pd e Sinistra unita - ma aperto e inclusivo. Su questo dovremo lavorare
molto e con determinazione, a livello locale, regionale, nazionale. Marco
Montemagni Firenze DOPO IL VOTO La Bindi? è più di sinistra di tanti Si dice
che nel nuovo Parlamento manchi la sinistra, ma è una balla. Io, che stavolta
ho votato per Di Pietro, non ho difficoltà a riconoscerne molti provenienti dal
mio vecchio partito, il Pds-Ds, ma anche dalla Margherita: Rosi Bindi non è
meno di sinsitra di tanti arcobaleni. Ci sono quelli che hanno mantenuto la
testa sulle spalle, mancano i nostalgici degli anni Settanta e quelli, pere
dirla con Ingrao, che volevan o la luna. E forse non sarà un male. Giovan
Sergio Benedetti Lucca DOPO IL VOTO Questo è un paese proprio fascista... Il
voto del 13 e 14 aprile ha detto, ancora più chiaramente, una cosa: il nostro è
un popolo inguaribilmente fascista (si salva la Toscana e poco altro...). La
maggioranza degli italiani è ed è sempre stata nostalgica, anche durante i
lunghi anni di governo democristiano, quando girava in maschera, perché non era
politicamente corretto dichiarare la propria nostalgia. Poi, nel 1994, ha
cominciato a gettare la maschera, quando un venditore ambulante di televisioni
ha sdoganato l'iperfascista Fini, successivamente "pentito". In
Germania, a parte piccole minoranze neo-naziste, la maggioranza della
popolazione ha riconosciuto gli errori del passato, e procede in maniera
coerente verso un futuro democratico. Da noi, invece, si continua a pensare che
quando c'era Lui i treni arrivavano in orario; ed a sperare
che Lui si sia reincarnato nello "psiconano", come lo chiama Beppe Grillo, venditore di televisioni. Questi italiani continuano a sperare
che, con il prossimo governo dello psiconano, i treni torneranno ad arrivare in
orario, anche se i suoi due governi, dal '94 a oggi, sembrerebbero scoraggiare
questa speranza. La facilità con cui gli operai del Nord sono passati al
Prc al voto per la Lega è illuminante per capire la vera essenza della
maggioranza degli Italiani... Arnaldo Bordoni Oddio, signor Bordoni, l'Italia
un paese di fascisti: non le sembra di esagerare un po'? PRIMO MAGGIO Festa del
lavoro, ma ditemi quale Primo Maggio, festa di chi? Cosa rimane da festeggiare?
Il lavoro? Quale? Quello sommerso che si pattuisce al tavolo di un bar? Quello
che ti inventi da solo, pur di andare avanti, e vieni risucchiato da tasse e
burocrazia? Quello per cui hai costituzionalmente diritto e nessuno ti dà,
oppure quello che per tre spiccioli ti toglie la vita? Cari signori, è arrivata
l'ora di capire cosa rappresentate oggi, tutti a strillare sui palchi, e cosa
rappresentate e chi quando vi fate vivi solo per ciò che fa comodo alla vostra
visibilità. A 52 anni, mi sento profondamente amareggiata e delusa... e con
proprio niente da festeggiare se non un passo indietro di 50 anni. Grazie per
aver distrutto qualsiasi ideale (a tutti). Anna Maria Falsinotti Seravezza (Lu).
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
OPINIONI LIBERO
MERCATO la stampa secondo beppe di Luigi Zingales Le ragioni del V-day di Grillo. Perché in Italia, a differenza degli Usa,
all'informazione manca la vera competizione Una volta il 25 aprile era
conosciuto solo come la festa della liberazione. Negli ultimi due anni però è
anche il V-day, non da vittoria, ma da vaffa..., lo slogan
di Beppe Grillo e del suo movimento, che in questa data ha organizzato
manifestazioni in tutta Italia. Quest'anno il tema era l'informazione libera,
che Beppe Grillo vede minacciata dalla proprietà dei mezzi di comunicazione. Per combattere
questa distorsione nell'informazione Beppe Grillo ha lanciato una raccolta di firme su tre referendum: per
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, per l'abolizione dei sussidi di Stato
all'editoria e per l'abolizione della legge Gasparri sull'assetto
radiotelevisivo. Aspetti folcloristici a parte, come dobbiamo valutare
l'iniziativa di Beppe Grillo?
è vero che in Italia l'informazione è distorta dalla proprietà, o meglio più
distorta che in altri paesi? In che misura i suoi referendum possono aiutare a
risolvere il problema? La teoria economica indica che la distorsione
dell'informazione può venire da più parti. Può venire dalla proprietà, se
questa proprietà ha un interesse diverso da quello della massimizzazione dei
profitti. Può venire dalla pubblicità. E può venire dall'interesse dei
giornalisti stessi che distorcono l'informazione per ingraziarsi le proprie
fonti. L'analisi empirica condotta negli Stati Uniti ci fornisce evidenza degli
ultimi due tipi di distorsione, ma non del primo. C'è evidenza, ad esempio, che
le riviste americane specializzate nel consigliare i risparmiatori suggeriscono
maggiormente i fondi di investimento che comprano più pubblicità sulla rivista.
Un'inchiesta del 'New York Times', invece, spiega come il Pentagono sia riuscito
a influenzare l'opinione pubblica attraverso un uso strategico dei consulenti
militari. Costoro, per la maggior parte generali in pensione, venivano invitati
a briefing e viaggi specializzati. Questi contatti fornivano loro un vantaggio
competitivo non solo nel mercato dell'informazione, ma anche in quello delle
consulenze alle imprese di armamenti. Il prezzo implicito di questi favori era
il consenso con la visione della guerra promossa dal Pentagono, che loro
trasmettevano ai propri lettori o ascoltatori ignari. Negli Stati Uniti,
invece, la proprietà dei mezzi di comunicazione non sembra avere un effetto
sulla posizione ideologica dei media. Uno studio di due miei colleghi a Chicago
mostra come il posizionamento politico dei giornali locali sia funzione delle
preferenze dei lettori e non di quelle degli editori. Vero è che negli Stati
Uniti nessun politico possiede dei media e la maggior parte dei proprietari
sono editori puri, senza altri interessi. Il caso italiano, dove la maggior
parte dei proprietari di media ha anche degli interessi politici o finanziari,
è l'eccezione, non la regola. Per questo la realtà americana è di difficile
estensione al caso italiano. Rimane vero, però, che almeno una parte della
distorsione dell'informazione è dovuta alle passioni politiche dei lettori. Se
più di un terzo degli italiani vota per Berlusconi non è perché le sue tre
televisioni lo sostengono, ma è viceversa. Tre televisioni lo sostengono perché
è così popolare. Contro questo tipo di distorsioni, l'unica salvezza è la
competizione. Se nel 2004 la rete americana Cbs ha fatto vedere le immagine
delle torture di Abu Ghraib, nonostante le pressioni politiche del Pentagono, è
perché sapeva che altrimenti il 'New Yorker' le avrebbe pubblicate prima. è la
competizione che mantiene gli editori onesti. è la competizione che assicura a Beppe Grillo che anche le sue idee
più radicali trovino eco nei media tradizionali. Beppe
Grillo non lo riconosce, ma i suoi referendum vanno in
questa direzione. Abolire l'ordine dei giornalisti rende la casta più esposta
alla competizione. E abolendo il sussidio all'editoria si eliminano molti
giornali che vivono solo di sussidi, premiando i giornali che producono
informazione. Abolendo la legge Gasparri, infine, si aiuta a porre fine al
duopolio Rai-Mediaset, che penalizza la competizione e quindi l'informazione
autentica. Il duopolio Rai-Mediaset con la rielezione di Berlusconi rischia di
diventare un monopolio controllato dal presidente del Consiglio. Dobbiamo
proprio ringraziare la Sinistra, che per ben due volte quando aveva la
maggioranza non è riuscita a disciplinare il settore, se siamo costretti a
riporre tutte le nostre speranze di un'informazione libera su di un... comico.
( da "Corriere della Sera" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-30 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE
Il leader Francesco Rutelli guiderà l'opposizione Francesco Rutelli siederà in
consiglio comunale come capo dell'opposizione. Non entrerà, però, nel gruppo
del Partito democratico ma farà gruppo a parte: il regolamento dell'aula Giulio
Cesare prevede, infatti, che un candidato a sindaco collegato ad una coalizione
possa staccarsi e costituire un gruppo a se stante. Una scelta che gli
permetterà di avere così un profilo super partes nel suo ruolo di leader
dell'opposizione anche rispetto la coalizione, e in contempo di poter mantenere
un proprio staff. Francesco Rutelli entra, comunque, nell'aula Giulio Cesare
come eletto numero 17 per l'opposizione: non potrà così entrare Gianfranco
Zambelli, che è alla fine risultato l'ultimo degli eletti. E non siederà
nell'aula Giulio Cesare Serena Visentin, che ad un primo conteggio risultava al
diciassettesimo posto. Quindi le quote rosa in consiglio alla fine saranno
quattro in tutto. E protesta un'altra donna: "Errori
di trascrizione e sottrazioni non effettuate ci hanno scippato il seggio - ha
detto Serenetta Monti, candidato sindaco per gli amici di Beppe Grillo Faremo qualunque cosa la legge ci consenta per recuperare il
seggio".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-01 - pag: 5 autore: Tutte le
dichiarazioni in rete L'Agenzia mette sul sito i dati dei contribuenti - Ma
arriva l'alt della Privacy Alessandro Galimberti Mauro Meazza ROMA L'agenzia
delle Entrate libera sul sito internet i dati di milioni di contribuenti
scatenando per una mattinata la caccia alle "vite degli altri", o
meglio ai guadagni degli altri, vip e semplici conoscenti. Inevitabile la
buriana delle reazioni - politiche e no - e il collegamento web, intasato da
centinaia di migliaia di internauti, viene oscurato nel primo pomeriggio, tra
polemiche e minacce legali. Il caso è deflagrato ieri mattina quando, a poche
ore dall'apertura virtuale della cassaforte dei dati 2005 del Fisco, i
quotidiani Metro e Italia Oggi hanno anticipato gli effetti del
"provvedimento del direttore dell'Agenzia ", Massimo Romano. Tutto
secondo leggi e regolamenti, come riporta il preambolo del testo ufficiale, e
come ha ribadito nelle prime ore di una giornata affannosa lo stesso Romano,
che aveva appena consegnato gli elenchi a Comuni e uffici locali dell'Agenzia
proprio per "renderli disponibili", evidentemente a chiunque.
Decisioni e rassicurazioni che però sono venute meno nel pomeriggio,quando
l'accessibilità al sito delle Entrate- rilanciato anche dai servizi del sito
del Sole 24 Ore con decine di migliaia di contatti - ha ceduto per eccesso di
utenti, prima di essere ufficialmente disinnescato su indicazione del Garante
della Privacy ( si veda l'altro articolo). Parecchi nomi illustri erano
comunque filtrati nella prima parte della giornata: con le griffe del made in
Italy, da Giorgio Armani (44 milioni 963mila euro, di cui 19,3 di imposta) a
Dolce& Gabbana (29 milioni a testa); i vip del pallone, da Bobo Vieri (22
milioni428) a Francesco Totti (10 milioni) ad Alessandro Del Piero (9,2
milioni); per passare allo spettacolo, con Simona Ventura (1,677 milioni),
Claudio Bisio (2,299 milioni); e senza trascurare i politici, come Silvio
Berlusconi (28 milioni 33 mila) e gli antipolitici come Beppe Grillo (4,272 milioni). Infine, citazione per i responsabili
dell'operazione trasparenza, Vincenzo Alfonso Visco (130 mila euro) e Massimo
Romano (166 mila euro). E tacendo degli illustri sconosciuti visionati fin
verso mezzogiorno da colleghi, amici, conoscenti e vicini di casa.
L'onda d'urto ha travolto eventi e protagonisti. L'autorità Garante della
privacy, dopo un primo smarcamento ("non ne sapevano nulla") ha preso
le distanze, provocando in serata un'ulteriore reazione delle Entrate:
"piena legittimità dell'iniziativa ", ha ribadito l'Agenzia,
pizzicando la memoria dell'Authority che "con le decisioni 17 gennaio 2001
e 2 luglio 2003 ha affermato che la pubblicazione degli elenchi deriva da una
precisa scelta normativa". Un'ora prima il garante Francesco Pizzetti
aveva dichiarato al TG4: "Sembra manchi la base normativa per adottare la
decisione" di pubblicare i dati. Meno smorzati i toni della po-litica e
dell'antipolitica. Se Beppe Grillo
si è scagliato contro "l'ex governo di imbelli,presuntuosi e
deficienti", ipotizzando un suggeritore mafioso per favorire la scelta dei
bersagli alla malavita, Renato Brunetta (Pdl) apre "alla trasparenza, non
al Fisco spettacolo", Mario Ferrara (FI, Politiche di bilancio) ipotizza
"la vendetta di Visco contro gli italiani che lo hanno mandato a casa
", concetto ripreso da Luca Volontè (Udc); per Maurizio Leo (An) "la
normativa va ripensata e sarà dunque modificata ". Per il presidente dei
commercialisti, Claudio Siciliotti, "il principio è ammissibile, ma
bisogna sapere da chi si è visionati", mentre per Riccardo Alemanno
(tributaristi Int), sì alla pubblicazione dei redditi per chi riveste incarichi
pubblici, ma non per gli altri se non c'è motivo. Intanto le associazioni dei
consumatori studiano profili di responsabilità delle Entrate (Adoc) e
annunciano ricorsi in massa per ottenere 1000 euro di risarcimento che
spetterebbero pro capite agli ignari contribuenti pubblicati (Codacons). ANSA
Vincenzo Visco IMAGOECONOMICA Massimo Romano.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di LAURA DI PIETRO
"Il quotidiano e il territorio". È questo il tema affrontato ieri al
museo Vittoria Colonna nella seconda e ultima giornata del convegno
"Filosofia e informazione" promosso dall'assessore (uscente) alla
Cultura di Pescara Adelchi De Collibus e organizzato dall'agenzia giornalistica
Astra. Il dibattito ha coinvolto giornalisti della nostra regione, in veste di
relatori: Stefano Pallotta, presidente dell'Ordine; Fabrizio Masciangioli,
direttore didattico del master di giornalismo di Teramo; Nicola Marini,
tesoriere nazionale dell'Ordine; Franco Siddi, segretario della Federazione
nazionale della stampa italiana. Con loro, Claudio Valente per Il Messaggero,
Pasquale Galante per il Centro e Franco Avallone per Il Tempo. I contenuti
della tavola rotonda sono stati molteplici. Tutti concordi sul fatto che
l'Ordine dei giornalisti debba essere riformato, ma non
abrogato come vorrebbe Beppe Grillo, promotore del referendum. Giornalisti un po' meno compatti,
invece, sulle strade percorribili per evitare la crisi della stampa.
"Abbiamo molto da farci perdonare, ma senza ordine c'è solo
disordine" è stato il gioco di parole con il quale Marini ha cercato di
sintetizzare il pensiero comune. Calo delle vendite, rinnovamento del
contratto nazionale e, secondo la definizione di Avallone, "precarietà
cronica" i veri morbi dei quotidiani. "La professione del giornalista
ha subito una rivoluzione - ha spiegato Pallotta -. In Italia i quotidiani sono
poco letti ma i ragazzi sono comunque informati grazie alle nuove
tecnologie". Il pronostico, un futuro difficile per coloro che intendono
dedicarsi a questa professione. La vertenza resta la strada più battuta. La
soluzione? Le scuole di giornalismo. Una tesi controversa, appoggiata anche da
Siddi, che farà discutere. Perché se è vero che i giornalisti oltre a formarsi
sul campo hanno bisogno di un background solido, è pur vero che sostenere i
costi di un master non appare certo semplice per i complicati bilanci
familiari. L'alternativa plausibile, forse, la meritocrazia.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMA PAGINA
01-05-2008 FISCO I CONSUMATORI: "E' UNA VIOLAZIONE". IL VICEMINISTRO
VISCO: "NON VEDO IL PROBLEMA" I redditi online: è bufera Il Garante
della privacy blocca la pubblicazione degli elenchi ROMA II E' caduto l'ultimo "tabù
fiscale " italiano, ma per poco: tutti i redditi di tutti i contribuenti
sono stati infatti pubblicati in internet sul sito dell'Agenzia delle Entrate.
Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" è durata appena 24 ore.
Infatti, è intervenuto il Garante della privacy: stop agli elenchi e stop alla
pubblicazione dei nomi. Ma già ieri mattina il quotidiano "Italia Oggi
" aveva pubblicato un elenco con i redditi di 132 personaggi famosi. Una
vera e propria "bufera " si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate:
appena si è diffusa la voce degli elenchi, il sito è sta- to preso d'assalto da
giornalisti a "caccia" dei soliti noti ma soprattutto dai curiosi ed
è andato in tilt. Lo stop non ha fermato però le polemiche e sono stati molti
quelli che hanno protestato a vario titolo per quella che viene definita dal
Partito delle Libertà "l'ultima Viscata". Renato Brunetta pur
apprezzando la trasparenza dice "no al fisco spettacolo". Per Pierluigi Bersani "la Pubblica amministrazione deve
garantire la massima trasparenza". I commercialisti parlano di
"voyeurismo" e mettono in guardia sui rischi per la sicurezza di
tutti. PAG. 3 Polemiche Il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo: "No alla colonna infame".
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pdl. E'
semplicemente una "viscata, un atto vergognoso" per Guido Crosetto,
che spiega come rendere disponibili le dichiarazioni dei redditi sia un
"modo per vedere come guadagna il vicino e creare contrasto fra le persone
normali". Laconico Renato Brunetta. "E' corretto che tutti conoscano
i redditi dei cittadini italiani, sì alla trasparenza, no però al fisco
spettacolo". Secondo Adolfo Urso "occorre coniugare la trasparenza
con il diritto alla privacy". Sull'argomento
interviene anche Beppe Grillo: "L'Agenzia delle Entrate ha messo on line i redditi dei
cittadini. chiunque può accedere liberamente, senza essere identificato, ai
redditi degli italiani. Gli è stato suggerito dalla ndrangheta, dalla mafia,
dalla camorra e dalla sacra corona unita. Padoa-Schioppa e Visco hanno
eseguito. I rapimenti delle persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere
proporzionato al reddito dichiarato". "Indignate" Adusbef e
Federconsumatori: "La pubblicazione dei redditi consultabili on line oltre
a violare la privacy, può esporre alcuni contribuenti ad atti malavitosi. La
pubblicazione degli elenchi dei redditi è un vergognoso strumento di
delazione". Non la pensa allo stesso modo il Movimento Difesa del
Cittadino che parla di "atto di trasparenza democratica, non si capisce
cosa ci sia da proteggere dal momento che i dati sulle dichiarazioni servono
soltanto a misurare la capacità contributiva e quindi il livello di tasse da
pagare". Preoccupazione per la mancata informativa al Garante viene invece
sollevata dal Codacons mentre l'Aduc denuncia "una grave violazione dei
diritti fondamentali dei cittadini".
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di UMBERTO RAPETTO
ROMA Uno smacco simile ci mancava dal 9 agosto 1918. Il volantinaggio virtuale
dell'Agenzia delle Entrate emula e mortifica la prodezza di D'Annunzio nei
cieli di Vienna: senza doversi librare in volo il fisco è stato capace di
spargere universalmente un insieme di informazioni pruriginose rese accessibili
attraverso una banale consultazione via Internet. La fattibilità tecnica di una
simile esposizione ricorda i postulati di scolastica memoria e - visto il
download sfrenato che ha fatto impallidire i più tenaci guerrieri del
peer-to-peer - non ha bisogno di dimostrazioni. La percorribilità giuridica
dell'iniziativa, vestita dei più nobili principii di trasparenza e democrazia,
ha immediatamente scatenato togati interlocutori d'ogni sorta che non hanno
esitato a sentenziare in proposito con le più intriganti dissertazioni in tema
di riservatezza dei dati personali. Il fatto che su Internet ci sia più gente a
caccia di donne nude che cybernauti in preda a smanie di erotismo tributario, è
dimostrato dal tempo trascorso dal momento della pubblicazione online
dell'elenco (il provvedimento autorizzativo dell'Agenzia sembrerebbe risalire
al 5 marzo scorso) al boom di visitatori ansimanti al pensiero di
"spogliare" la dichiarazione dei redditi del personaggio famoso o
semplicemente del vicino di casa tanto antipatico. La normativa vigente in
materia di privacy (nella fattispecie il decreto legislativo 196 del 2003)
dedica il Titolo VII al "trasferimento dei dati all'estero", ponendo
una serie di vincoli per il flusso di informazioni sia nel bacino comunitario
sia nella ben più ampia sfera planetaria. Chi si è affrettato a sottolineare la
"pubblicità" di certe informazioni e la relativa consultabilità
presso gli uffici preposti, ha precipitosamente dimenticato di valutare
l'internazionalità degli sportelli online e l'anonimato del richiedente.
L'articolo 43 che disciplina i "trasferimenti consentiti in Paesi
terzi" pone il rigoroso rispetto di regole e li considera ammissibili - ad
esempio - quando "l'interessato ha manifestato il proprio consenso
espresso". Il successivo articolo 45 dice che il trasferimento di dati
all'estero "è vietato quando l'ordinamento del Paese di destinazione o di
transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone
adeguato". Internet arriva dovunque e il rimbalzo nei nodi di rete non può
far escludere nessuna Nazione. L'articolo 167 del Codice della privacy
parlerebbe di "trattamento illecito dei dati", prevedendo persino la
reclusione per chi se ne rende responsabile. Disquisizioni forensi a parte, un
problema potrebbe essere quello della sicurezza. Beppe Grillo nel sottolineare che grazie a questa mossa telematica "il
pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato", dimentica il
fenomeno dell'evasione fiscale e sbaglia nel regalare - a chi dribbla le tasse
- una sorta di immunità dal rischio estorsivo. Il crimine organizzato
certe cose le sa e probabilmente sceglie i propri bersagli senza consultare
l'Anagrafe tributaria che potrebbe indurre in errore poco scaltri picciotti
cibernetici.
( da "Messaggero, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Dì prossimo la Fiera
del Libro a Torino, mai come quest'anno sotto i riflettori internazionali. La
decisione del questore di Torino di vietare ogni tipo di manifestazione per
giovedì, il giorno in cui al Lingotto ci sarà il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, ha ridato fiato alle polemiche che da mesi imperversano per
la scelta degli organizzatori di designare Israele come paese ospite. Decisione
presa molto male dall'Associazione "Appuntamento a Gerusalemme" che invece
avrebbe voluto accogliere il presidente con bandiere israeliane. "Una
decisione assurda - hanno detto - noi volevamo solo ringraziare il presidente
della sua presenza". Dal canto suo il questore Berrettoni ha precisato che
si tratta di "una scelta dettata solo da considerazioni di ordine
pubblico. Il divieto riguarda infatti qualsiasi manifestazione esterna. Quanto
avverrà all'interno della Fiera non è di mia pertinenza. Ne prenderò atto per
predisporre i servizi idonei" Il divieto ha anche colpito i giovani dei centri
sociali e di Free Palestine che avevano chiesto di allestire gazebi nella zona
antistante l'entrata, per il volantinaggio e il dialogo con intellettuali e
scrittori. Regolarmente autorizzati, invece la manifestazione di sabato del
Free Palestine che prevede un collegamento video con Ilan Pappé, storico
israeliano docente a Haifa e il convegno di lunedì e martedì prossimo
all'Università sul tema "Pulizia etnica della Palestina". In questa
occasione ci saranno intellettuali e docenti universitari come Sergio d'Orsi e
Gianni Vattimo e dall'altra parte esponenti del mondo arabo contrari alla
presenza di Israele a Torino come Tariq Ramadam. Lo stesso Vattimo, che è
reduce dall'occupazione simbolica della Facoltà di Lettere e Filosofia di
Bologna per il boicottaggio della Fiera, ha sostenuto ieri sera all'Infedele di
Gad Lerner che "il boicottaggio è un modo democratico di opporsi a
qualcosa, l'apartheid in Sudafrica è stata combattuta con il
boicottaggio". Come si sa gli scrittori arabi hanno aderito quasi all'unanimità
all'appello al boicottaggio. Non ci saranno i cinque scrittori di lingua araba
e di passaporto israeliano (Ali Taha, Nidà Krouri, Hussein Muhanna, Walid El
Faroum e Mufleh Naara)."Ha prevalso la logica collettiva su quella
individuale - dice il direttore della Fiera Ernesto Ferrero - Così anche gli
scrittori che hanno detto di essere personalmente contrari al boicottaggio,
hanno rinunziato a venire. Peccato, è stata persa un'occasione, utile
soprattutto per loro. Ma è spiegabile, la situazione di conflitto c'è ed è
molto forte". Ma le polemiche sembrano aver fatto crescere la Fiera dove
ci saranno oltre 1400 espositori tra cui 75 new entry: "L'effetto che ne è
derivato è che siamo diventati famosi da Al Jazeera al New York Times",
dice un po' celiando Ferrero. E annunzia una sorpresa finale. Accanto a
intellettuali come Bodei, Reale, La Capria che parleranno
della bellezza in tutte le sue forme, accanto a grandi scrittori ospiti come
Vidal, Pahor, Marias, Paasilinna, Falcones, ci sarà Beppe Grillo. Parlerà l'ultimo giorno, lunedì. Nella Sala Gialla. Di cosa
ancora non si sa. Che sia in programma una postilla magari in chiave libraria
al suo recente v.day torinese? R.M.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO
01-05-2008 LA CURIOSITA' CANTANTI, CALCIATORI, IMPRENDITORI, STAR DELLA TV Nome
per nome tutti i vip "spiati" prima del black-out ROMA E fra i
contribuenti famosi circolava in rete anche Olindo Romano II Gli internauti più
lesti a curiosare si saranno "divertiti" a spulciare, verificare,
scoprire. Magari qualcuno è riuscito anche a guardare "a casa propria"
per vedere se era tutto in regola come denunciato. In mezza giornata l'Italia
guardona si è data da fare per viaggiare nel mondo dei redditi dei cittadini
d'Italia. In poche ore, da quando l'Agenzia delle Entrate ha dato libero
accesso, di nomi illustri finiti nell'archivio on line e da qui direttamente
sui web e nella rete, ne sono circolati tanti. Con dovizia di numeri,
categorie, ammontare di imponibile, imposta netta e reddito d'imposta. Tra i
primi nomi a circolare, cifre alla mano, il cantore del
"Vaffa Day," Beppe Grillo, che non l'ha presa affatto bene tanto da gridare allo scandalo
("No alla colonna infame"). Così "recita " l'archivio: Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21 luglio 1948. Reddito di lavoro
autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Imposta netta: 1.823.010. Tutto
questo nel 2005 quando ancora le esternazioni a colpi di parolacce non erano
state dal comico ancora inventate. La "pruderie" fiscale ha
spiattellato la privacy di altre identità: tra gli imprenditori Luciano
Benetton a quota 1.635.722; nel mondo dello spettacolo Roberto Benigni a
3.580.995, Luciana Littizzetto a 1.824.084, Sabrina Ferilli a 423.829. Ma i
limiti messi a disposizione dell'agenzia delle entrate sono infiniti. Così in
poche ore a circolare nei web finiva anche il nome di Olindo Romano. Sì, l'uomo
accusato della strage di Erba. Per i "curiosi" questa la cifra:
18.809 euro è la dichiarazione dei redditi del 2005, l'anno precedente al
massacro. Nel web i nomi erano catalogati per ordine alfabetico e divisi per
categorie da "Italia Oggi " che ha pubblicato i redditi di 132 vip.
Tra i grandi nomi della moda, Roberto Cavalli (1.516.908) e Dolce (29.708.241)
e Gabbana (29.651.255), tra i conduttori tv Maurizio Costanzo (4.290.152) e
Paolo Bonolis (3.680.759), tra i giocatori Francesco Totti (10.085.431) e
Alessandro Costacurta (2.362.872), tra gli imprenditori Fedele Confalonieri
(4.482.521). Tra gli altri anche Vincenzo Visco, l'ex viceministro che quei
nomi ha deciso di pubblicare on line: ha dichiarato 130.394 euro. Ed ecco altri
nomi vip pubblicati dal quotidiano "Italia Oggi " e relativi ai
redditi dichiarati per il 2005. L'attore Claudio Amendola è a quota 1.862.286;
l'attrice Manuela Arcuri 167.427; lo stilista Giorgio Armani 4.963.206; lo
scrittore Andrea Camilleri 1.492.453; la soubrette ed ex velina Elisabetta
Canalis 377.504; lo showman della Rai Carlo Conti 988.640; il cantautore Lucio
Dalla 1.322.070. Seguendo l'ordine alfabetico ecco altre intrusioni nel
privatissimo mondo fiscale delle celebrità dello spettacolo e dello sport: la
regina di Canale 5 Maria De Filippi ha dichiarato per il 2005 redditi pari a
3.986.027; il calciatore Alessandro Del Piero 9.253.388; il commissario tecnico
della Nazionale Roberto Donadoni 416.390; lo scrittore Umberto Eco 2.128.419. L''erede
di Casa Agnelli John Elkann, vicepresidente della Fiat, ha toccato quota
1.993.538; il cantante Tiziano Ferro 1.169.805; Renato Zero (all'anagrafe
Fiacchini) 785.001; un altro calciatore, il campione del mondo Rino Gattuso
5.085.161; il conduttore di "Striscia la Notizia " Ezio Greggio
1.532.368; un altro cantante da top ten, Ligabue, è a 792.243. Altri nomi: il
tecnico della Nazionale di calcio campione del mondo 2006 Marcello Lippi
1.905.427; il patron dell'Inter Massimo Moratti 19.973.080; la cantante Anna
Tatangelo 47.133. E ancora: la star televisiva targata Rai Simona Ventura
1.677.193; la stilista milanese Donatella Versace 2.208.865; il calciatore
Christian Vieri 22.428.956.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO
01-05-2008 Primo Piano IL CASO L'AGENZIA DELLE ENTRATE: "LA PUBBLICAZIONE
DEGLI ELENCHI E' PREVISTA DALLA LEGGE". MA E' BUFERA. VISCO INCONTRA PRODI
Redditi sul web, stop del Garante "Trasparenza fiscale" per 24 ore on
line. Assalto a internet, poi l'Authority per la privacy interviene ROMA II
Cade l'ultimo "tabù fiscale" italiano, ma per poco: tutti i redditi
di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in Internet sul sito
dell'Agenzia delle Entrate. Ma questa "ventata di trasparenza
fiscale" dura appena 24 ore. Il garante della privacy interviene: stop
agli elenchi e stop alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa.
Questo anche se "Italia Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche
nome lo ha già pubblicato, almeno i più noti. La novità della consultazione via
web viene subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità,
prevista almeno fino a ieri, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole
conoscere il reddito di qualcuno. Una vera e propria "bufera" si
abbatte intanto sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli
elenchi il sito viene preso d'assalto, da giornalisti a "caccia" dei
soliti noti ma soprattutto dai curiosi. E va in tilt. Quando riprende a
funzionare parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non
sono più consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A
causa dell'elevato numero di accessi al sito e al fine di fornire ulteriori
delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la
disponibilità degli elenchi". La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel
provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la
diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di
legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del
Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo
nulla ") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo
perchè "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e
rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia",
inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati
estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet ". Lo stop non ferma
però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa
che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata ". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perchè si
ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte
pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti dice Grillo fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo
di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso,
meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia
"l'ultima Viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre
Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice "no al fisco
spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa che
consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata.
Mario Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei
di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo
Pierluigi Bersani: "La Pubblica amministrazione deve garantire la massima
trasparenza ". I commercialisti parlano di "voyeurismo " e
mettono in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon
senso che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si
dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce
il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i
danni alle Entrate. La vicenda tiene banco tutto il giorno e in serata il
viceministro Vincenzo Visco ne potrebbe aver parlato anche con il premier,
Romano Prodi che ha incontrato a Palazzo Chigi. Visco comunque in una nota
spiega di aver chiesto spiegazioni alle Entrate. E l'Agenzia in serata risponde
con tanto di riferimenti normativi. Il succo della risposta è: la pubblicazione
degli elenchi non è una novità, è prevista dalla legge e la stessa autorità per
la tutela della privacy ha in passato affermato che "non vi è
incompatibilità tra la protezione dei dati personali e determinate forme di
pubblicità di dati previste per finalità di interesse pubblico ". Il
presidente dell'autorità, Francesco Pizzetti, però spiega intanto che la
diffusione dei dati è stata bloccata perchè "priva di una base normativa
adeguata". Il "polverone" sembra comunque destinato a non
placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad
esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico,
sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi
dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione
professionale.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-05-01 - pag: 14 autore: IDEA/2 La rabbia di Cuore: che ricordi
"N on avrai altro Cuore all'infuori di me.Vita e miracoli di un
settimanale di resistenza umana"è un libro/antologia (Bur 24/7, 22 euro,in
uscita il prossimo luglio)che raccoglierà la storia di"Cuore",scritta
da Andrea Aloi,e una ricca antologia divisa secondo i temi più significativi
che il settimanale satirico trattò,durante la sua felice esistenza.Con una
prefazione di Michele Serra,si racconta la storia di un giornale unico nel suo
genere:nel gennaio del 1989,prima della caduta del Muro di Berlino,un gruppo di
amici dà vita al mitico inserto satirico dell'"Unità",ancora organo
del Partito comunista italiano,che obbligherà anche i lettori "non di
sinistra"ad acquistare,il lunedì,il quotidiano gramsciano pur di non
perdere l'acido inserto. "Cuore",che nel 1991 diventa settimanale
indipendente con una tiratura media di 150.000 copie,è stato uno splendido
fenomeno sociale e una sorgente inesauribile di comicità corrosiva sull'Italia
contemporanea,una sorta di organo vitale e sabotatore,un "cuore",appunto,annidato
al centro dell'organismo moralmente malato del nostro Paese.In grado di
generare dal nulla una verae propria comunità di
fedelissimi che ne rimpiangono la chiusura nel 1996,nonché un numero
incredibile di querele,"Cuore"è ancora oggi un esempio di
intelligenza militante,di "presidio"al tempo stesso ironico e
serissimo della vita civile.Che Beppe Grillo abbia preso spunto da questa esperienza?Che il pubblico di Grillo sia la continuazione,di quello di"Cuore"?.
( da "Campanile, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Giusto il tempo di
comparire nelle pagine web per qualche ora, poi il Garante della Privacy, professor
Pizzetti ha detto "stop". Intanto, però, alla notizia le critiche
sono arrivate a tutto tondo. Anche dal blogger Beppe Grillo, convinto che la scelta di pubblicare dati così sensibili sia un
aiuto alla malavita. Preoccupati i consumatori. Pdl: "Le solite
viscate" Ieri per poche ore i guadagni di cittadini e società sono state
consultabili on-line. Ma il provvedimento, che prima di essere pubblicato non
era stato sottoposto al Garante della Privacy, ha avuto giusto il tempo
di fare capolino in rete, perché il Garante, subissato da lettere e proteste,
lo ha subito bloccato. Un sospiro di sollievo per tutti coloro che avevano
salutato la notizia con critiche e sgomento. E infatti, a parte l'enfasi
espressa dal suo "inventore", il solito viceministro uscente Vincenzo
Visco, che sostiene che la pratica è attiva in tutto il mondo, il regalo di
fine legislatura, non è stato gradito. Neanche a Beppe
Grillo che nel suo blog sproloquia contro coloro i
quali hanno permesso in questo modo di aiutare mafia, 'ndrangheta e sacra
corona unita a taglieggiare meglio, i rapitori a scegliere senza mesi di
appostamenti le propri e vittime e i rapinatori a rapinare anche fuori dal
triangolo Veneto-Lombardia-Piemonte. Ma, l'Agenzia delle Entrate replica che si
tratta di un provvedimento a norma di legge. La scelta di rendere consultabili
tutti i redditi non è stata gradita neanche dai consumatori. Per l'Adoc,
infatti, si tratta di una palese violazione della legge sulla privacy e un
pericolo per l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati
pubblicati dati sensibili sui redditi, "ghiotta fonte d'informazione per i
criminali". Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, annuncia: "Stiamo
ricevendo migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti
sulle possibili conseguenze di questa iniziativa, da noi prontamente verificata
- spiega Pileri - abbiamo inviato una lettera al Garante per la protezione dei
dati personali, chiedendo l'attivazione di una procedura d'urgenza per inibire
la continuazione della pubblicazione dei dati sensibili sul sito". E la
politica? Per Maurizio Leo, deputato di An ed esperto in materia fiscale, il
problema "c'è, è giusto quello che dice l'Agenzia delle Entrate, ma tenuto
conto che è corretto che si abbiano informazioni, bisogna evitare che queste
informazioni vengano utilizzate per fini fraudolenti. Bisognerà correggere le
norme in Parlamento". Secondo Leo, esistono norme di legge che sono un pò
datate e che danno la possibilità di comunicare gli elenchi dei contribuenti.
Per Leo, "l'intervento che si deve fare, senza allarmismi, è quello di
correggere norme datate tenendo conto che oggi, con i nuovi strumenti
telematici, è possibile acquisire informazioni su chiunque. C'è un'apposita
Commissione sull'anagrafe tributaria che, quando verrà ricostituita, potrà
assicurare una maggiore vigilanza e rivedere appunto le norme". Guido
Crosetto, invece, è convinto che si tratti della solita "viscata".
Non è una cosa che aiuta il contribuente o "l'economia, è il ministero
delle Finanze che si lancia nella concorrenza a Dagospia nel gossip. Serve solo
a scatenare invidie per il vicino di casa o fra compagni di lavoro. Faceva
meglio a rendere pubbliche on-line le spese del suo ministero e del suo
gabinetto". (01-05-2008).
( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Redditi on-line: è
scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di tutti i
contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non conforme"
ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i contribuenti italiani,
milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul sito Internet
dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo 24 ore. Il
Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la
pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che
ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e
propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa
la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia
di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha
ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli
elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato:
"La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato
numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per
la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il
provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo
Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a
norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi
era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha smentito:
"Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra attenzione". Nel
pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di bloccare la diffusione
dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi di conformità con il
quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito delle Libertà si è
scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha
attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An)
la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E
Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani,
rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani
sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco
invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle
dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la
decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo. .
( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
BUFERA. Su Internet
le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl:
no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 Redditi
on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di
tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non
conforme" ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i
contribuenti italiani, milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul
sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo
24 ore. Il Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la
pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che
ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e
propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa
la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia
di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha
ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli
elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato:
"La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato
numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per
la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il
provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo
Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a
norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi
era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha
smentito: "Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra
attenzione". Nel pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di
bloccare la diffusione dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi
di conformità con il quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito
delle Libertà si è scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo
Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha
attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An)
la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E
Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani,
rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani
sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco
invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle
dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la
decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo. .
( da "Arena.it, L'" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'EDITORIALE Una
scelta irresponsabile da "barbarie fiscale" Federico Guiglia
Dalla scuola alla sanità, dalle banche ai club sportivi, perfino ai
supermercati. Dovunque ti giri, non c'è scampo: bisogna compilare e firmare la
famosa "dichiarazione per la privacy", come la chiama la burocrazia.
Con tanto di struttura ad hoc - il Garante - pagata per tutelare la
riservatezza dei cittadini, si riunisce e delibera in continuazione, anche se
nessuno ha ancora ben capito che potere sanzionatorio eserciti. Tuttavia, in
barba ai tanto declamati principi, ieri l'Agenzia delle Entrate ha messo a
disposizione dell'universo mondo, letteralmente, i redditi dei cittadini
italiani del 2005, pubblicandoli su Internet. Con un semplice clic sul
computer, chiunque poteva andare a vedere dal buco della serratura tecnologica.
Un divertimento durato poche ore, perché il Garante, del tutto ignaro
dell'iniziativa, l'ha fatta subito bloccare. Secondo Visco, vice-ministro del
governo scaduto, la novità introdotta per la prima volta sarebbe la semplice
applicazione di una legge. Ma sull'esecutivo-Prodi s'è abbattuta la bufera non
solo di associazioni di consumatori, ma anche la furia critica di personaggi
che hanno fatto proprio della trasparenza la loro battaglia di grido, come Beppe Grillo. Insomma, gli italiani sono stati messi alla berlina non solo
dell'invidioso vicino di casa, ma pure del delinquente che può selezionare,
comodo in poltrona, quelli da insidiare. Dunque, legalità o barbarie fiscale?
Un modo per accrescere la consapevolezza civile o per colpire la sicurezza dei
singoli? Un mezzo per smascherare i disonesti che evadono le tasse, o
per bersagliare gli onesti che nulla hanno da nascondere, ma che non sono certo
tenuti a esibire a chicchessia e contro la loro volontà il frutto del lavoro? E
poi: qual è l'"interesse pubblico" nel sapere quanto guadagna il
barbiere sotto casa? A meno che si pensi di delegare a un controllo sociale da
Grande Fratello, il compito dell'Ufficio Entrate. 7 .
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tata di mouse
tentava di entrare sul sito dell'Agenzia delle entrate per leggervi la
dichiarazione dei redditi dell'amico, del nemico, ma soprattutto del vicino di
scrivania, allo scopo di scoprire quel che del resto aveva sempre sospettato: che
l'altro guadagna un euro più di lui. Prima che il garante della privacy
interrompesse il nuovo sport nazionale, a terra giacevano già morti e feriti. Il più illustre era Beppe Grillo, che dopo aver esaltato fino all'altro giorno la trasparenza
democratica di Internet, finiva fra le fauci della tigre che aveva tentato di
cavalcare: subissato dai "vaffa" dei suoi grillini, esterrefatti alla
scoperta che il loro guru intasca 4 milioni di euro l'anno. A esser
sinceri, Grillo predica l'onestà, mica la povertà, e
sui quei 4 milioni paga regolari tasse, ma il populismo di queste sottigliezze
se ne infischia. Montanelli sosteneva che l'italiano medio, quando vede passare
una bella macchina per strada, non pensa al modo migliore di procurarsene una,
ma a quello più sicuro di tagliarle le gomme. E l'italiano medio descritto da
Montanelli non aveva ancora accesso alla Rete, strumento tecnologico che fra le
sue tante qualità ha anche il non piccolo difetto di accarezzare la pigrizia.
Qualsiasi cittadino, infatti, può entrare in un ufficio del fisco e compulsare
le dichiarazione dei redditi di chi gli pare. Ma bisogna essere molto motivati,
o molto disoccupati, per farlo. Internet invece è lì, a un passo dalle tue
mani: basta un clic sulla tastiera e sei già dentro il formaggio, a rivoltarti
come un topolino. E così una notizia che tale non è (le dichiarazioni, ripeto,
sono pubbliche e accessibili) lo diventa grazie alla comodità della sua
fruizione. Cercando risposte alle proprie ossessioni Ma cosa cercava, veramente,
chi ieri compulsava sul video le liste dei contribuenti? La risposta alle
proprie ossessioni. Non esiste essere umano che non si senta sottopagato e
trattato ingiustamente rispetto al collega che lavora peggio e meno di lui. Ed
è al reddito di quel collega che ogni discriminato, reale o presunto, è andato
a fare le pulci. Avendo più tempo a disposizione, si sarà forse spinto a vedere
quanto guadagna il noto calciatore o il regista politicamente impegnato. Ma
molto più che le curiosità collettive, a possederlo era il suo piccolo mostro
personale: un rivale di carriera o magari d'alcova. Debolezze sulle quali
sarebbe fin troppo facile maramaldeggiare con il ghigno dei moralisti. Più
interessante è chiedersi se la fotografia di queste piccole invidie sia stata quantomeno
corretta. I redditi fissi, i soli davvero messi a nudo Neanche per sogno.
Intanto perché il buco della serratura di Internet non scruta il presente, ma
un passato che risale ai redditi di tre anni prima. Ma soprattutto perché
l'immagine che rivela è sfocata, quando non addirittura bugiarda. Persino il
contribuente più onesto dichiara meno che può. E i soli per i quali quel
"meno" equivale purtroppo al totale sono i dipendenti a reddito
fisso. Al solito, le vere vittime. Essendo gli unici costretti a mettersi
completamente a nudo, hanno finito per essere anche gli unici di cui tutti
potevano esplorare morbosamente le fattezze. Il bello, si fa per dire, è che a
ficcare il nasino indignato nelle loro vergogne, moraleggiando sui redditi
svelati, saranno stati anche quegli italiani che alimentano l'altro reddito. Un
reddito che non sfila in passerella su Internet, ma preferisce restare in
camerino a farsi gli affari suoi: gli habitué lo chiamano "il Nero",
ma il razzismo non c'entra, ve l'assicuro.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tra
gli oltre 2 mila ospiti, è stato annunciato ieri anche Beppe Grillo che sarà a
Torino il 12 maggio, giorno di chiusura della rassegna, per presentare un
libro. Sarà in sala gialla nel pomeriggio, in orario da definire.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
01-05-2008)
Argomenti: Grillo
BUFERA. Su Internet
le informazioni su milioni di cittadini. Bersani: questa è trasparenza. Il Pdl:
no, è una vendetta di Visco. Lo Stato: applicata una legge del 1973 Redditi
on-line: è scontro Il Garante blocca il Fisco Pubblicati i 730 del 2005 di
tutti i contribuenti L'Autorità sulla privacy: "Iniziativa non
conforme" ROMA È bufera sul Fisco. I redditi di tutti i
contribuenti italiani, milioni e milioni di persone, sono stati pubblicati sul
sito Internet dell'Agenzia delle Entrate. Ma i dati sono rimasti pubblici solo
24 ore. Il Garante della privacy ieri è intervenuto bloccando gli elenchi e la
pubblicazione dei nomi sugli organi di stampa. Questo anche se Italia Oggi, che
ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già pubblicato. Ieri una vera e
propria tempesta si è abbattuta sull'Agenzia delle Entrate: appena si è diffusa
la voce degli elenchi il sito è stato preso d'assalto, da giornalisti a caccia
di nomi noti e da migliaia di curiosi. Il sito è andato il tilt e quando ha
ripreso a funzionare i link dei Comuni dai quali si poteva consultare gli
elenchi non erano più visibili. L'Agenzia delle Entrate ha poi confermato:
"La disponibilità degli elenchi è stata sospesa a causa dell'elevato
numero di accessi e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per
la protezione dei dati personali". L'Agenzia ha spiegato che secondo il
provvedimento di pubblicazione - firmato il 5 marzo dal direttore Massimo
Romano - la diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a
norma di legge", che l'"obiettivo" era la trasparenza e che vi
era stato anche l'ok del Garante per la privacy. Ma lo stesso Garante ha
smentito: "Iniziativa non è mai stata sottoposta alla nostra
attenzione". Nel pomeriggio poi il Collegio dell'authority ha deciso di
bloccare la diffusione dei dati. Il motivo? "Evidenti e rilevanti problemi
di conformità con il quadro normativo". Immediate le polemiche. Il Partito
delle Libertà si è scagliato contro il viceministro all'Economia, Vincenzo
Visco. Beppe Grillo (la cui dichiarazione dei redditi è stata pubblicata) ha
attaccato: "Questo ex governo fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti". Secondo Maurizio Leo (An)
la normativa sullapubblicazione degli elenchi deve essere modificata. E
Mario Ferrara (Pdl) accusa: "È la vendetta di Visco contro gli italiani,
rei di averlo mandato a casa". Ma il ministro per lo Sviluppo Bersani
sostiene: "Lo Stato deve garantire la massima trasparenza". Visco
invece spiega: "Abbiamo sospeso la pubblicazione in rete delle
dichiarazioni dei redditi, fatto di democrazia, in attesa di avere chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme". Ma la
decisione finale passerà a questo punto al nuovo governo. .
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 104 del
2008-05-01 pagina 0 Visco mette in piazza i redditi degli italiani di Stefano
Lorenzetto Elenchi su internet. L'eredità avvelenata del governo uscente doveva
passare sotto silenzio e finire sul tavolo di Tremonti. La difesa, serve alla
trasparenza, è d'accordo il garante per la Privacy". Che ci ripensa. Il Grillo milionario ora fa l'indignato e suoi lo rinnegano
Siamo in Italia, e solo qui un viceministro dell'Economia da poco sfrattato
dagli elettori poteva, con l'involontaria collaborazione d'un direttore di
giornale corsaro che guida un'agguerrita ciurma di appena 29 redattori, mettere
a segno lo scoop dell'anno: svelare i guadagni di tutti i cittadini. Il quotidiano
è Italia Oggi, testata che nella circostanza va presa alla lettera: così stanno
le cose nel Belpaese sferzato dai colpi di coda del prodismo. Si confida
nell'Italia di domani. "Caccia al 740 del vicino. L'Agenzia delle Entrate
ha messo su Internet i redditi 2005 degli italiani", ha sparato ieri in
prima pagina Franco Bechis, implacabile segugio del giornalismo investigativo.
Chapeau! Il direttore del quotidiano del gruppo Class Editori ha scoperto che
Vincenzo Visco, un attimo prima di chiudersi alle spalle la porta dell'ufficio,
aveva lasciato sulla scrivania del prossimo ministro, Giulio Tremonti, questa
gatta da pelare. Una furbata. Ma con tutti i crismi di legge, a cominciare
dall'opportuna avvertenza che trattavasi di redditi personali, e non da
impresa, ciò che ha attenuato il mio sbalordimento nel constatare che tre anni
fa il presidente di una squadra di calcio di serie A della mia città,
proprietario di un'industria dolciaria che fattura 40 milioni di euro,
guadagnava poco più del sottoscritto. "Il direttore dell'Agenzia delle
Entrate, Massimo Romano, prima di inserire sul suo sito Internet tutti i dati
ha scritto al Garante della privacy, Francesco Pizzetti, per chiedere ed
ottenerne l'autorizzazione", ha precisato Bechis. "Ma proprio nel passaggio
delle consegne fra un governo e l'altro questa clamorosa novità inserita un po'
alla chetichella, pubblica ma non strombazzata, potrebbe avere l'effetto di
avvelenare non poco i pozzi", ha soggiunto. Da sottoscrivere. Scontata la
previsione finale del direttore di Italia Oggi: "Una caccia al reddito del
vicino promossa ora rischia di creare un clima sociale ancora più difficile di
quello già esistente". In effetti a poche ore dall'uscita in edicola del
quotidiano economico il clima sociale era divenuto incandescente: postazioni
Internet nei luoghi di lavoro prese d'assalto; incremento delle ordinarie
maldicenze che le macchinette del caffè sono costrette ad ascoltare tutti i
giorni; impossibilità di raggiungere i cliccatissimi siti www.agenziadelleentrate.it
e www.agenziaentrate.gov.it per eccesso di contatti; appassionate dispute
filosofiche sul perché Gabriele Muccino, regista di film di grande successo
come L'ultimo bacio e Ricordati di me, nel 2005 abbia dichiarato solo 28.389
euro, un decimo di quanto percepito da un Marco Travaglio qualsiasi (282.280
euro), e Costantino Vitagliano, riconosciuto gigante del pensiero, abbia
incassato 45.200 euro in più di Eugenio Scalfari, fondatore della Repubblica
(463.785 contro 418.585). Inutilmente il predetto direttore dell'Agenzia delle
Entrate ha precisato che la divulgazione dei redditi persegue "la finalità
di interesse pubblico per realizzare un quadro di trasparenza e di circolazione
dei dati". Siccome siamo appunto in Italia, già nel primo pomeriggio l'interesse
pubblico aveva ceduto il passo a quello privato: sul Web qualcuno s'era
lestamente sovrapposto al sito ministeriale inaccessibile e faceva ottimi
affari reclamizzando collegamenti sponsorizzati per visure catastali online a
13 euro, prestiti fino a 50.000 euro, compravendite immobiliari, vacanze per
famiglie, case in affitto. Alle ore 15.16, sull'Ansa, è cominciato il gioco
delle parti: "“L'iniziativa dell'Agenzia delle Entrate non era mai stata
sottoposta all'attenzione del Garante. Il collegio è riunito e sta prendendo in
esame la vicenda”. è quanto precisano gli uffici del Garante per la privacy, a
proposito della pubblicazione degli elenchi dei redditi di tutti i contribuenti
italiani sul sito dell'Agenzia delle Entrate che, secondo lo stesso organismo,
risponderebbe alle norme che regolano la protezione dei dati personali".
La farsa prometteva bene. Il secondo atto è andato in scena alle 16.59:
"Il Garante ha deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori
delucidazioni all'Agenzia e l'ha invitata a sospendere nel frattempo la
diffusione dei dati in Internet". Nell'interludio potevano mancare i
guitti? "Follia. Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti
fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di casa dei
contribuenti. Meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento", commentava scandalizzato Beppe Grillo sul suo blog, ma non si capiva bene se il "no alla colonna
infame", seguito da un sorprendente appello al futuro ministro Tremonti
perché "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso
a chiunque di dati sensibili privati", fosse dettato da genuina
indignazione oppure da giustificata ansietà per essere stato esposto a giudizi
sommari: quei 4.272.591 euro dichiarati nel 2005, pari a 8 miliardi e
rotti di vecchie lire, lo fanno oggettivamente apparire 18 volte più ricco
della neopresidente di Confindustria, Emma Marcegaglia (238.198 euro). Altro
che sequestro di persona. Nelle piazze lo attende un corale "vaffa".
Sarebbe la fine della florida industria che garantisce al tribuno della plebe
un appannaggio imperiale. è vero che negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in
altre civilissime nazioni i redditi di chiunque sono consultabili da molti
anni, ma c'è modo e modo per arrivare alla trasparenza pure in Italia e quello
prescelto dall'Agenzia delle Entrate assomiglia a una spettacolare istigazione
all'odio di classe. Il governo Prodi si è dimostrato, anche nel congedo,
all'altezza della sua fama. Era l'ottobre 2006 quando il premier denunciò che
128 tra finanzieri e dipendenti dell'anagrafe tributaria avevano spiato
ripetutamente le sue dichiarazioni dei redditi attraverso il sistema
informatico del ministero (capirai che scandalo: il modello Unico compilato dai
politici è pubblico per legge). Ieri comunque è capitato altrettanto, e in
Rete, a milioni d'italiani: non ha fiatato. Volete sapere chi s'incaricò delle
indagini per smascherare le "talpe" che avevano osato curiosare su
Prodi? Ma certo, lui, Vincenzo Visco. Il quale un mese dopo annunciò nuove
"procedure garantiste": più controlli sui controllori e un archivio
per salvaguardare da intrusioni la vita dei Vip, bisognosi di "una
maggiore garanzia della privacy". Di parola fino all'ultimo. stefano.lorenzetto@ilgiornale.it
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 104 del
2008-05-01 pagina 0 Il Grillo milionario ora fa
l'indignato. E i suoi lo rinnegano di Marco Zucchetti Il comico sul blog:
"Folle pubblicare dati privati. Si aiuta la mafia". Ma il popolo dei
"vaffa" chiede trasparenza: "Tu cos'hai da nascondere sui tuoi 4
milioni di reddito?" Nella sua Genova direbbero che "o meize de
ciòule o ven pe tutti". Il periodo delle cipolle (e quindi delle lacrime)
viene per tutti. Anche per Beppe Grillo, più abituato a sudare che a piangere. Per mandare in crisi il
governo ombriciattola di Savonarola è bastato poco: giusto l'ennesimo
intervento sul sito. Che stavolta però ha raccolto ben pochi proseliti tra gli
adepti dei "vaffa" e che rischia di diventare un boomerang tra quanti
già contestavano al comico l'invito all'astensione in occasione delle
elezioni politiche. Tutto nasce dalla presenza del reddito di Grillo nella tabella pubblicata da Italia Oggi: nel 2005,
nelle sue tasche sono finiti 4.272.591 euro. Come Maurizio Costanzo, il triplo
di Caltagirone, più di quanto dichiarato da Santo e Donatella Versace insieme.
Vuoi per l'attenzione molto zeneize alle palanche, vuoi per un'improvvisa
passione per la privacy dopo mesi di strali contro i truffatori, fatto sta che Grillo si indigna: "è una follia. Dopo l'indulto,
questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le
informazioni sul reddito dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale. Scriviamoa Tremonti
perché ristabilisca le regole". Insomma, fuoco e fiamme contro
l'operazione trasparenza, tacciata di fomentare "odi familiari",
"rapine in villa" e racket. Fuoco e fiamme spente tuttavia dai suoi
discepoli, allibiti, delusi o adirati. "La mafia non ha bisogno di
internet - scrive Stefano Alimonti -. Caro Beppe, hai
qualcosa da nascondere? ". E ancora Fabio: "Devi fare il bastian
contrario anche quando ci sono aperture sulla trasparenza? La gente poi si
stanca. Anche di te". EFrancesco: "Vogliamo la libertà di
informazione? Questa era la volta giusta. Hai sbagliato". Quel che secca
ai grillini è che da lui, censore del malcostume, ci si aspettava un plauso
all'apertura. Invece, ecco che Grillo si avvita sul
suo livore e strepita. E stupisce anche i più affezionati, come Mauro: "Io
ho partecipato ai V-Day e che Grillo guadagni 4
milioni non mi tocca. Ma non capisco questa rabbia quando la maggioranza degli
italiani non ha nulla da temere". C'è chi rilancia e chiede di "allungare"
la lista di Visco, chi chiede al comico un prestito, chi lo prega di dare
"una risposta più riflessiva". Il clima che si respira è ben teso e i
commenti negativi si moltiplicano. C'è il caustico Leonardo Perazza:
"Sputtanato in pieno! Sei peggio di Wanna Marchi, ecco qual era lo scopo
delle tue chiacchiere". E c'è Mauro, lo scolaro che supera il maestro:
"Sì alle dichiarazioni pubbliche! Facciamoci il V-Day 3, anche contro Grillo, se lui non è d'accordo!". Perché a Genova
dicono pure "sciuscià e sciorbì no se pêu". Soffiare e succhiare non
si può. Come non si può fondare un blog al grido di "Internet è la nostra
unica speranza" e poi indignarsi se in rete ci finiscono i propri
guadagni. Non è che la trasparenza è diventata di parte come i giornalisti? ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 104 del 2008-05-01
pagina 0 V-day 3, fissato il luogo di Filippo Facci Il Giornale ha scritto che
la torinese Piazza San Carlo, dove c'è stato il V-day, è grande 12.768 metri
quadri che moltiplicati per 3 (tre persone permetro) dà una capienza di 38.304,
e non, quindi, di 120milacome detto da Beppe Grillo. Risultato: una rissa. Anche Repubblica ha scritto che in quella
piazza ci stanno al massimo 40mila persone, e però il 2 Maggio 2007 aveva
scritto che i sindacati avevano parlato "davanti a 100mila persone".
Dunque? In rete sono nate discussioni da antologia. Sentite questa:
"Il calcolo del Giornale, 3 persone per mq, è sbagliato. Una persona media
(altezza 1,75, peso 80, scarpe 43) occupa una superficie in pianta di 0,45 ×
0,25 mt= 0,1125 mq, per cui in unmq ci stanno 8,888 (periodico) persone per cui
12.768 mq diviso 0,1125 (persona/mq) fa esattamente 113.493 persone: ha ragione
Grillo, non il Giornale". Replica:
"Nonfacciamoi furbi: per calcolare la superficie in pianta bisogna moltiplicare
la dimensione massima occupata trasversalmente (le spalle, diciamo 50 cm) per
la dimensione massima occupata longitudinalmente (i piedi, la panza o le tette:
diciamo 30 cm) e quindi ilnumero corrisponderebbe semmai a 85.000, ma questo
nell'ipotesi di avere le persone impacchettate e incapaci di movimento: dunque
un numero ottimistico sarebbe la metà, cioè le 40.000 persone calcolate dal
Giornale". Prossimo dibattito, rimanendo a Torino: quante persone ci
stanno nel Cottolengo? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: un aiuto ai banditi ma sul blog
lo criticano Attacca a testa bassa Beppe Grillo la diffusione
on line dei contribuenti 2005. "Folla, questa è follia" scrive sul
suo blog il comico genovese. "Gli è stato suggerito dalla n'drangheta,
dalla mafia, dalla camorra e dalla sacra corona unita", insiste, chiamando in causa Prodi,
Padoa-Schioppa e Visco. C'è anche il suo nome nel calderone finito sul web e
lui non ci sta: il governo uscente "fornisce ai criminali le informazioni
sul reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è
troppo pericoloso - scrive - meglio una condanna per evasione fiscale che una
coltellata o un rapimento". Secondo il comico infatti "i rapimenti di
persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito
dichiarato". Grillo propone ai
"grillini" di inviare "una mail al prossimo ministro
dell'Economia Tremonti perché ristabilisca le regole". Ma il post non
riscuote tra gli affezionati sostenitori del comico il solito successo. E così
tra i commenti si legge anche la perplessità di chi si domanda come mai
"prima Grillo dice che bisogna mettere tutto
sulla rete e ora invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi
più semplicemente ironizza: "Da buon genovese Grillo
dimentica tutto il resto quando si tratta di soldi".
( da "Virgilio Notizie" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
REGIME Il comico-polemista
torna ad attaccare l'informazione postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Roma, 1 mag. (Apcom) - "Oggi è il primo maggio e sono contento. Felice di
essere attaccato dai giornali di regime. Dalle testate e dalle televisioni
della Confindustria e di Testa d'Asfalto che per diffamarmi usano i loro servi.
Sono strafelice che gli italiani sappiano quanto guadagno e quanto pago di
tasse". Lo scrive il comico-polemista Beppe Grillo nel suo blog, il giorno dopo le polemiche suscitate dalla sua dura
presa di posizione contro la pubblicazione (poi sospesa) dei redditi dei
cittadini sul sito dell'Agenzia delle entrate. "Incredibilmente ilare -
dice ancora Grillo - per lo spazio che i direttori dei quotidiani e dei
telegiornali dedicano alla rivolta dei grillini sulla pubblicazione on line dei
redditi. Il 25 aprile è stato il grande momento dell'orango Petronilla
preferito a due milioni di persone che manifestavano per una libera
informazione. Dopo ci sono state le offese a chi ha partecipato, a chi ha osato
mettere una firma per i referendum e al guitto, al Pasquino, al buffone Beppe Grillo. Vi ringrazio cari
pennivendoli, continuate su questa strada, vi porterà lontano. Inistete il più
possibile. Siete la dimostrazione vivente delle motivazioni dei referendum. Non
mollate". Secondo Grillo "i Forbice, i
Mieli, i Riotta, i Giordano sono marionette nelle mani dell'Abi (l'associazione
che riunisce le banche italiane, ndr), dello psiconano, dei partiti. Questo lo
sanno anche i bambini. A chi fa paura la libera informazione? Chi è il lupo
cattivo?". Grillo commenta anche, con il suo
stile polemico, l'avvio dei lavori del nuovo Parlamento: "Il Senato si è
insediato. Rimarranno nella nostra memoria - scrive - immagini indimenticabili.
Cuffaro che abbraccia il revisionista Dell'Utri. Il prescritto a vita Andreotti
che presiede la seduta e incorona Schifani. Topo Gigio e i suoi che applaudono
convinti invece di lasciare l'aula per decoro. Sembrava il carcere
dell'Ucciardone, ma era Palazzo Madama. Stiamo assistendo - conclude Grillo - all'autodistruzione di un Regime".
( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'Agenzia delle
Entrate mette sul Web gli imponibili dei contribuenti e il sito Internet va
subito in tilt, preso d'assalto da migliaia di curiosi Il Fisco pubblica tutti
i redditi, il Garante lo ferma Stop all'operazione dopo sole 24 ore dall'apparizione
dei dati in rete . Ma Visco applaude: "Un fatto di democrazia"
RomaCade l'ultimo "tabù" fiscale italiano, ma per poco: tutti i
redditi di tutti i contribuenti vengono infatti pubblicati in internet sul sito
dell'Agenzia delle Entrate. Visco benedice l'operazione: "È un fatto di
democrazia". Ma questa "ventata di trasparenza fiscale" dura
appena 24 ore: il garante della privacy interviene: stop agli elenchi e stop
alla pubblicazione dei nomi per gli organi di stampa. Questo anche se
"Italia Oggi", che ha anticipato la notizia, qualche nome lo ha già
pubblicato, almeno i più noti.La novità della consultazione via web viene
subito bloccata e ci saranno modifiche rispetto alla possibilità, prevista
almeno fino a ieri, di interrogare gli uffici dei comuni se si vuole conoscere
il reddito di qualcuno.Una vera e propria "bufera" si abbatte intanto
sull'Agenzia delle Entrate: appena si diffonde la voce degli elenchi il sito
viene preso d'assalto, da giornalisti a "caccia" dei soliti noti ma
soprattutto dai curiosi, e va in tilt. Quando riprende a funzionare
parzialmente i link dei comuni dai quali consultare gli elenchi non sono più
consultabili. E l'Agenzia delle Entrate dopo qualche ora conferma: "A
causa dell'elevato numero di accessi al sito ed al fine di fornire ulteriori
delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la
disponibilità degli elenchi".La stessa Agenzia delle Entrate spiegava nel
provvedimento di pubblicazione firmato dal direttore, Massimo Romano, che la
diffusione degli elenchi con le imposte pagate nel 2005 era "a norma di
legge". Insomma, l'obiettivo era la trasparenza e c'era anche l'ok del
Garante per la privacy. Ma lo stesso garante si smarca ("non ne sapevamo
nulla") e nel pomeriggio decide: stop alla diffusione dei nomi. Questo
perché "per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e
rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia",
inoltre si invitano i "mezzi di informazione a non divulgare i dati
estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet".Lo stop non ferma
però le polemiche e sono molti quelli che protestano a vario titolo per questa
che dal Partito delle Libertà viene definita "l'ultima Viscata". Il più caustico è Beppe Grillo che dal suo blog critica duramente l'iniziativa anche perché si
ritrova negli elenchi dei "noti" con tanto di reddito e imposte
pagate. "Questo ex governo di imbelli, presuntuosi e deficienti - dice Grillo - fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e
l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo
pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale che una coltellata o un
rapimento". Per il Pdl parla Guido Crosetto che sostiene che questa sia
"l'ultima viscata" per "fare concorrenza a Dagospia" mentre
Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza di "no al fisco
spettacolo". Infine Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa consente la
pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata. Mario
Ferrara (Pdl) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei di
averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo
Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima
trasparenza". I commercialisti parlano di "voyerismo" e mettono
in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso
che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si
dividono tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce
il pericolo della privacy violata. Ma alcune sigle già ipotizzano di chiedere i
danni alle Entrate.Il "polverone" sembra comunque destinato a non
placarsi rapidamente anche perché per chiunque sapere quanto guadagna, ad
esempio, il vicino di casa, o meglio ancora il proprio dentista o meccanico,
sarebbe un boccone ghiotto se, ad esempio, si scoprisse che questi ultimi
dichiarano al fisco meno di quanto gli abbiamo pagato come prestazione
professionale.
( da "Wall Street Italia" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di WSI Stop del
garante dopo che l'Agenzia delle Entrate rende pubbliche le dichiarazioni. Per
alcune ore disponibili quelle del 2005, poi crashano i server. Visco:
"fatto di democrazia". Grillo: "È una
follia". Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera. -->Il
contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non
necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che
rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? Il passaparola è stato fulmineo. Dopo
poche ore infatti il sito era già intasato. Del resto l'occasione era ghiotta:
poter scoprire con un clic quanto guadagna (o meglio guadagnava, visto che i
dati sono relativi al 2005) il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche
personaggio celebre per gli amanti del gossip. COME ACCEDERE AI DATI -
L'Agenzia delle Entrate ha reso disponibili sul Web, per la prima volta nel
nostro Paese, i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006.
Tutto in Rete, anche se in realtà solo per poche ore. Bastava cliccare su
www.agenziaentrate.gov.it, poi dalla home page cliccare sul link
"Uffici", quindi su "elenco uffici", da qui su
"elenchi nominativi dei contribuenti" e infine su "consultazioni
elenchi dichiarazioni". A questo punto si cliccava sulla Regione della
persona che si stava cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver
inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file
di testo (guarda le schermate del sito). Il provvedimento porta la firma di
Massimo Romano, direttore dell'Agenzia delle Entrate. Già nel '99, come
direttore generale del dipartimento, Romano aveva emanato un provvedimento
analogo per attuare la norma di "trasparenza": si era così tornati a
pubblicare gli elenchi dei contribuenti, ma attraverso l'invio agli uffici
territoriali del fisco e alle amministrazioni comunali. Romano è stato il primo
direttore dell'Agenzia, dal 2001. Durante il precedente governo Berlusconi era
stato sostituito da Raffaele Ferrara, ma nel 2006 è tornato a guidare gli
stessi uffici, richiamato proprio da Visco. LA LEGGE - L'Agenzia delle Entrate
ha poi spiegato con un comunicato che "la legge stabilisce la pubblicità
dei dati". "La predisposizione degli elenchi nominativi dei contribuenti
che hanno presentato la dichiarazione dei redditi è prevista dall'articolo 69
del Dpr numero 600 del 1973. Tali elenchi, in passato realizzati in forma
cartacea, erano a disposizione per la consultazione sia negli uffici
dell'Agenzia che nei Comuni. La decisione di utilizzare il mezzo telematico
nasce dalla norma introdotta con il codice dell'amministrazione digitale varato
nel 2005 che dispone di assicurare la fruibilità dell'informazione in modalità
digitale utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie
dell'informazione e della comunicazione". LO STOP DEL GARANTE - Fin dalla
mattina, però, il sito dell'Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a
causa dei troppi contatti. E successivamente è arrivato anche lo stop del
Garante della privacy, che ha "deciso di chiedere formalmente e con
urgenza ulteriori delucidazioni all'Agenzia delle Entrate e l'ha invitata a
sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet". In serata
Francesco Pizzetti, che presiede l'Autorità di garanzia, ha detto al Tg4 che si
è trattato di una decisione "priva di una base normativa adeguata: di qui
il provvedimento di blocco e la richiesta di spiegazioni al'Agenzia". Il
Garante, ha sottolineato Pizzetti, non è in linea di principio contrario alla
trasparenza dei redditi: "Una forma di conoscibilità e trasparenza è
garantita da anni e anni, attraverso i Comuni e l'Agenzia delle Entrate. Ma è
completamente diverso pubblicare i dati in Internet, mettendoli così in
condizione di essere consultati in ogni parte del mondo, di finire nei motori
di ricerca, di rimanere in Rete per un periodo che nessuno è in grado di
controllare, laddove la legge prevede al massimo un anno". Leggi il
comunicato ufficiale dell'Agenzia delle Entrate. VIP - Attraverso la pubblicazione
su Internet, infatti, era possibile conoscere una serie di dati importanti: la
categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta
netta e (per chi ce l'ha) l'ammontare del reddito d'impresa. Come rivelato
sempre da "Italia oggi", ad esempio, nel 2005 un industriale come
Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, contro i
4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre
Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre
attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente
inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di nicchia,
come Luciana Litizzetto. Leggi anche: Redditi sul Web, Grillo:
"È una follia" Ma tra il popolo dei "grillini" è bufera. Il
comico: "Facilitati pizzo, rapimenti e odi familiari". E in molti sul
blog chiedono di eliminare il post VISCO: "FATTO DI DEMOCRAZIA" -
Dopo le prime critiche all'iniziativa, è stato lo stesso viceministro
all'Economia, Vincenzo Visco, a dichiarare che si tratta di "un fatto di
trasparenza, di democrazia". "Non vedo problemi - ha aggiunto - c'è
in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto
per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di
pubblicarle più tardi". LA REPLICA DEL GARANTE DELLA PRIVACY - Poco dopo è
però arrivata la prima sconfessione del Garante: "L'iniziativa
dell'Agenzia delle entrate non è mai stata sottoposta all'attenzione del
Garante della privacy". Per questo la stessa Authority, nel tardo
pomeriggio, ha chiesto la "sospensione" del servizio. Richiesta
accolta dall'Agenzia delle Entrate, che in una nota assicura: "Forniremo
tutte le delucidazioni". E Visco, in serata: "Abbiamo dato
disposizione di sospendere la pubblicazione in rete delle dichiarazioni dei
redditi in attesa di avere dall'Agenzia delle Entrate i dovuti chiarimenti
sulla corretta applicazione delle procedure e delle norme di legge soprattutto
riguardo alle osservazioni mosse dall'Autorità Garante della Privacy".
PANNELLA - Inevitabilmente, è scoppiata anche la polemica politica: "Non
capisco quale problema ci sia" attacca Marco Pannella. "A una funzione
pubblica, corrisponde un servizio pubblico", osserva il leader storico dei
Radicali, sottolineando che la privacy non è un concetto che lo entusiasma,
perché "è necessario far prevalere il diritto di sapere piuttosto che
quello di essere ignorati". CROSETTO - Di tutt'altro parere Guido
Crosetto, parlamentare del Pdl: "È un atto vergognoso". È un modo,
spiega l'esponente del Pdl, "per vedere come guadagna il vicino, e creare
contrasto fra le persone normali". È un provvedimento che "per una
volta, non riguarda i politici ma crea incrinature nella società di cui certo
non si sentiva il bisogno", conclude Crosetto. "RISARCIMENTO" -
Secondo alcune associazioni dei consumatori i cittadini possono chiedere un
risarcimento danni per la pubblicazione dei propri dati fiscali. L'Adoc,
Associazione per la Difesa e Orientamento Consumatori, considera l'iniziativa
"una palese violazione della legge sulla privacy e un pericolo per
l'aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati
dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte di informazione per i
criminali". "Nella modulistica di dichiarazione dei redditi non
risulta prevista né un'informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né
una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce
ulteriore violazione della legge stessa" spiega il presidente Carlo
Pileri. Secondo il Codacons i cittadini possono chiedere un risarcimento danni.
"Stiamo predisponendo sul sito Codacons.it un modello che gli utenti
possono scaricare per avviare le dovute azioni contro l'Agenzia delle Entrate e
chiedere fino a 1.000 euro ciascuno di indennizzo per la grave violazione della
privacy" dichiara il presidente Carlo Rienzi. Anche l'ufficio legale
dell'Adoc "sta valutando la sussistenza di responsabilità dell'Agenzia delle
Entrate per un possibile risarcimento danni". Va controcorrente
l'associazione Sos Utenti, che chiede di ripubblicare gli elenchi dei
contribuenti: "I dati dei redditi di tutti gli italiani devono essere
pubblici proprio in ossequio alla più totale trasparenza". Copyright ©
Corriere della Sera. All rights reserved parla di questo articolo nel Forum di
WSI.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo Giuseppe. Data di nascita: 21
luglio 1948. Reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005: 4.272.591. Se
volete lo si può scrivere in maniera più leggibile: 4 milioni di euro e rotti.
Otto miliardi di vecchie lire. Più o meno quanto Leonardo Del Vecchio, patron
di Luxottica. Il doppio di Ciro Ferrara della Juventus. Il triplo di Luciano
Benetton. Insomma c'era di che arrabbiarsi e Grillo si
è arrabbiato. Le liste precisano anche quanto paga di imposta netta: 1.823.010
euro. "Follia, questa è follia", scriveva Grillo
ieri sul suo blog. Ma i suoi fedelissimi questa volta non lo seguono, molti si
sentono traditi dal paladino dell'Anti-Casta e lo attaccano, senza risparmiare
le accuse. Nel suo post Grillo punta il dito contro il
ministro dell'Economia e il suo vice: "Gli è stato suggerito dalla
Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita.
Padoa-Schioppa e Visco, con la benedizione di Prodi e del centro sinistra unido
che mai sera vencido, hanno eseguito". E poi, ancora accuse: "Dopo
l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di imbelli, presuntuosi
e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo di
casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è troppo pericoloso, meglio una
condanna per evasione fiscale che una coltellata o un rapimento". Perché
pubblicare i dati dei redditi online nasconde seri pericoli: "I rapimenti
di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito
dichiarato. La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà
andare a colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I
nullatenenti e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le
tasse sarà punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato,
rapinato". Dichiarazioni in rete o no, insomma, il dibattito è in corso e
anche sul blog di Grillo non c'è l'abituale sostegno
incondizionato al comico genovese. C'è chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora
invoca il nemico Tremonti perché ciò non accada". Qualcuno giudica le
parole di Grillo piuttosto ingenue: "La
'ndrangheta, la camorra?!?!? Hanno bisogno che l'Agenzia delle Entrate renda
pubblici i redditi per saperli?". E poi ancora chi invita tutti a essere
realisti: "Voi che rimanete a bocca aperta? Pensavate fosse senza un
soldo?". Non ha torto perché che Grillo
guadagnasse più di molti liberi professionisti e più anche di molti suoi
colleghi lo si diceva ed era stato scritto più volte. Anche per questo i
fedelissimi parlano di un complotto. Nel pomeriggio poi appare un buco nei
commenti fra le sei e le sette e allora si inizia a gridare al
"boicottaggio" e all'"oscuramento". C'è chi minaccia di
marciare su Roma. E chi proprio si indigna contro il comico e lancia sospetti:
"Noto che ogni giorno che passa le tue posizioni finiscono sempre più per
coincidere con i signori del centrodestra.... Sarà il caso di gettare la
maschera?" scrive tale "Lio subcosciente". Non da meno
Pierfrancesco che rimprovera e lamenta: "Ora che i dati sensibili sono
anche i suoi, la trasparenza non va più bene? I sacrifici vanno bene, sì,
purché a farli siano sempre gli altri". E Sergio Zeta interpreta invece
l'uscita di Grillo come una forma di imbarazzo:
"Chi non ha niente da nascondere non nasconda! Io faccio un dottorato di
ricerca e guadagno 9600 euro annui. Se fossi Grillo
anche io proverei imbarazzo nel dichiarare 4 milioni". Insomma c'è chi non
ha difficoltà a esprimere la propria delusione: "Questo articolo segna la
fine di un sogno. Ed io che già ti vedevo in politica, a fare le cose per bene.
Tutti uguali. Siete tutti uguali". E infine c'è chi ironizza: "Da buon genovese Beppe Grillo dimentica
tutto il resto quando si tratta di soldi". Contrario alla pubblicazione è
anche il presentatore televisivo Massimo Giletti: "Lo trovo abbastanza
indecente. Un voyeurismo con il quale comunque ormai conviviamo. Non parlo
tanto per me che sono un personaggio pubblico e quindi abituato a rispondere un
po' di tutto ma per altre persone che di pubblico non hanno tutto".
Per l'attore Luca Barbareschi, neodeputato del Popolo della Libertà, non c'è
invece alcun problema. La sua dichiarazione dei redditi, avverte Barbareschi,
"possono stamparla anche sui muri". E anche il papà del motociclista
Valentino Rossi fa spallucce: "I nostri redditi hanno fatto il giro del
mondo".
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Intervista Il
Garante della privacy Pizzetti: "Su Internet i dati restano eterni sotto
gli occhi di tutti" GUIDO RUOTOLO ROMA Una iniziativa priva di base
normativa di riferimento. Per questo abbiamo chiesto con la massima urgenza
all'Agenzia delle Entrate di bloccare la pubblicizzazione su Internet della
dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani del 2005". Il Garante
per la Privacy, Francesco Pizzetti, non nasconde una certa sorpresa perché non
era stato preventivamente informato della iniziativa: "Abbiamo chiesto
chiarimenti - dice Pizzetti - ma è innegabile che a una prima istruttoria
questa iniziativa si presenti come un possibile vulnus alla privacy". Garante,
Beppe Grillo paragona l'iniziativa a una "follia" parla di
"colonna infame". Altre associazioni di consumatori plaudono alla
"trasparenza e alla democrazia". Perché secono lei rappresenta invece
un possibile vulnus alla privacy? "Per essere chiari, abbiamo ritenuto di
una estrema pericolosità la modalità di diffusione dei dati delle dichiarazioni
dei redditi". Si riferisce a Internet? "Certo. Occorre tenere
conto che una volta in rete, questi dati possono finire nei motori di ricerca.
Ne deriva che la loro non accessibilità dopo un anno, così come prevede la
norma, diventi estremamente difficile se non impossibile. E, soprattutto, ha
una diffusione permanente che consente a chiunque, in qualsiasi parte del globo
si trovi, a interrogare la rete su questi dati". Scusi, se questi dati
sono pubblici significa che chiunque si può rivolgere all'Agenzia delle Entrate
o al proprio comune per sapere quanto Tizio ha guadagnato. "C'è una bella
differenza. Non ci sarebbero le stesse obiezioni per esempio, se, in epoca di
amministrazione digitale, il cittadino potesse interrogare on-line, in forma
protetta, per conoscere il reddito di un qualsiasi altro cittadino".
Dunque, l'Agenzia delle Entrate ha sbagliato. Il danno ormai è
irrimediabile?Per alcune ore le dichiarazioni dei redditi di quaranta milioni
di italianisono finite sulla rete. "Il Garante, ci mancherebbe, non è
contro la conoscibilità e la trasparenza ma occorrono basi normative chiare e
delle modalità adeguate".
( da "Provincia di Lecco, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
In tasca ai vip
Totti e gli altri Ma quanto guadagna Francesco Totti? Basta andare su www.agenziadelleentrate.it.
per saperlo. Ora non è più possibile, ma "Italia Oggi" è riuscita a
farlo in tempo. Ed eccolo, il "pupone": 10 milioni e 85 mila euro
lordi. Più o meno il doppio della dichiarazione presentata nella stessa città
da un altro personaggio famoso, Maurizio Costanzo. Tre volte il reddito 2005 di
Paolo Bonolis, uno dei personaggi televisivi più pagati. Cinque
volte la dichiarazione dei redditi di John Elkann, l'erede della famiglia
Agnelli in Fiat. Per fare un Totti ci vogliono più di sei Francesco Gaetano
Caltagirone (1,5 milioni). Ma solo due Beppe Grillo e mezzo (4,2 milioni). 01/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
Sul suo blog Grillo (4,2 milioni) s'infuria "Questa è una vera
follia" MILANO Anche la sua dichiarazione dei redditi è finita sul web. Ma
lui non ha gradito. Grillo Giuseppe, data di nascita 21
luglio 1948, reddito di lavoro autonomo dichiarato nel 2005 4.272.591 euro,
imposta netta 1.823.010. Le tasse le paga eccome, il comico paladino dei
precari, ma certo vanta anche un reddito di tutto rispetto. "Follia, questa è follia", scrive Beppe Grillo sul suo blog, riferendosi a quanto deciso dalla agenzia delle
entrate. "Dopo l'indulto che ha liberato le carceri questo ex governo di
imbelli, presuntuosi e deficienti fornisce ai criminali le informazioni sul
reddito e l'indirizzo di casa dei contribuenti. Pagare le tasse così è
troppo pericoloso - continua - meglio una condanna per evasione fiscale che una
coltellata o un rapimento". Secondo Grillo
infatti con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone
saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.
La criminalità organizzata non dovrà più indagare, presumere. Potrà andare a
colpo sicuro collegandosi al sito dell'agenzia delle entrate. I nullatenetenti
e gli evasori non avranno comunque nulla da temere. Chi paga le tasse sarà
punito, chi ne paga molte potrà essere sequestrato, taglieggiato,
rapinato". E allora? Via alla rivolta. "Inviamo una mail al prossimo
ministro dell'Economia Giulio Tremonti perché ristabilisca le regole della
convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili
privati", scrive Grillo che annuncia: "Nei
prossimi giorni cercherò di capire chi è l'ispiratore di questa schifezza. È
giusto che tutti lo vengano a sapere e che risponda delle eventuali". Ma
questa volta, Grillo è anche bersaglio di molte
critiche. E così tra quanti hanno commentato il post "La colonna
infame" c'è per esempio chi si domanda come mai "prima Grillo dice che bisogna mettere tutto sulla rete e ora
invoca il nemico Tremonti perche ciò non accada". O chi più semplicemente
domanda: "Voi che rimanete a bocca aperta davanti al reddito di Grillo, ma non lo sapevate? Pensavate fosse senza un
soldo?". Molti quelli che chiedono che il post venga tolto dalla pagina,
pochi quelli che difendono il comico genovese ("Beppe
ha completamente ragione, le dichiarazioni debbono rimanere segrete, fatevi i
cavoli vostri. Spero di essere stato esaustivo. Cordialità"). Diversi gli
attacchi diretti al personaggio: "Grillo, ma
sarai mica di destra?", oppure: "Penso che Beppe
Grillo abbia bisogno di riposo". O ancora:
"Ti brucia che si veda quanto guadagni, San Paladino dei Precari?". E
c'è anche chi con ironia prova a spiegare il perché di un intervento giudicato
dai più in controtendenza rispetto agli altri: "Da buon genovese - dice un
commento - Grillo dimentica tutto il resto quando si
tratta di soldi". 01/05/2008.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Argomenti: Grillo
TIZIANA PLATZER
Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido
di libertà. Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel
giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del
nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per
l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti
pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'editoria e
l'eliminazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo
santone-leader populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese
si dica e si sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi,
contro i politici, si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del
"V2-day" dalle 15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata
con il suo meeting, e se a Bologna il primo portò in piazza sessantamila
persone, anche con qualche disguido da affollamento, gli organizzatori
dell'evento torinese e i meetup locali "Qui Torino libera" e
"13", si sono preparati ad affrontare un'altrettanto larga
partecipazione. Da scommetterci, perchè grillini o non grillini,
"mangiatori di schede" o delusi e disillusi post-elezioni, tutti, in
tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al lungo elenco liberatorio di
"vaffa.." urlati dal Grillo che dal palco
travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali, economiche,
sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove si
incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata,
tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare,
meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a
sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà
per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata;
Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora
di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci:
il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo
concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua
amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione
al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam
tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici
nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e
che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante:
"Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa
corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo
un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha
invitato. E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è
arrivata da Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video,
mentre in carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo,
Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe
Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega
schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello,
Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe
parlare intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il
comico si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al
Comitato Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di
chi, come lui, la pensa.
( da "Stampa, La" del 01-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Grillo
I server subito
intasati per troppi "clic" In serata c'è il blocco, ma ormai è tardi
[FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA All'inizio, sembrava una cosa divertente: qualche
colpo di clic sul sito dell'Agenzia delle Entrate, ed ecco apparire i redditi
guadagnati nel 2005 dal vip di turno, dal vicino di casa, dall'odiato collega,
dall'ex-marito. La notizia era stata anticipata da Italia Oggi e da Metro, che
nelle edizioni del mattino avevano pubblicato molte succose anticipazioni. Ma
già a mezza mattinata il frenetico passaparola aveva prodotto una pressione
tale da far saltare i server dell'Agenzia, da scatenare l'attenzione e
l'interesse dei politici e dei media. Arrivati alla sera, l'"operazione
trasparenza" voluta (sulla base di norme del 1972 e 1973, quando Internet
era solo un futuribile progetto del Pentagono) dal direttore dell'Agenzia delle
Entrate Massimo Romano e avallata dal viceministro delle Finanze Vincenzo Visco
si è trasformata in una vera e propria catastrofe. Prodi, Veltroni e
Padoa-Schioppa furiosi, tutto il centrodestra all'assalto, lo
sberleffo di Beppe Grillo. E soprattutto, lo stop imposto dal Garante della Privacy
Francesco Pizzetti. Alla fine, c'è lo stop alla diffusione dei dati: ma la Rete
non perdona, e ciò che è stato pubblicato resterà (forse per sempre) in giro
sul Web. Compresa la scarsissima lealtà fiscale di milioni e milioni di
italiani. Massimo Romano - funzionario pubblico fortemente stimato e
voluto da Visco alla guida dell'Agenzia delle Entrate - si assume così la
responsabilità di una decisione che a suo dire risponde strettamente ai dettami
della legge; una diffusione di dati che è sempre stata fatta, sia pure con
mezzi cartacei. In una nota diffusa in serata, l'Agenzia spiega che un Dpr del
1973 (Irpef) e uno del '72 (Iva) impongono "la predisposizione degli
elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei
redditi". Una norma poi attuata nel 1991 nella forma presente. Insomma,
c'è poco da fare: l'Agenzia deve prendere gli elenchi dei contribuenti, e
consegnarli ai Comuni e agli uffici territoriali del Fisco, è la legge. L'unica
novità, dicono alle Entrate, è la modalità di diffusione dei dati, oggi
diramati via Web. Pare però incredibile che non ci sia resi conto delle
conseguenze concrete prodotte da questa particolare, potentissima,
"modalità". Una cosa è apparire con il proprio reddito 2005 (le
dichiarazioni sono del 2006) su di un librone, in forma isolata e non
riproducibile isolatamente. Un'altra è restare con i propri dati (manipolabili,
rielaborabili, e così via) online per l'eternità, grazie ai motori di ricerca.
Massimo Romano sostiene che un codice del 2005 consentiva la diffusione via Internet,
e il Garante della Privacy nel 2001 e nel 2003 (era allora Stefano Rodotà)
aveva dato luce verde in proposito. Visco, da parte sua, aveva avallato la
scelta di Romano: in una dichiarazione diramata all'ora di pranzo il
viceministro ha definito l'operazione "un fatto di trasparenza, di
democrazia", simile a quanto si fa "in tutto il mondo".
"Era già pronto per gennaio - spiegava Visco - ma per evitare le polemiche
in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi". E poi, la
tempesta digitale. I server crollano sotto il peso delle richieste dei curiosi,
con tanti cittadini furiosi per essere messi in piazza e altri invece
felicissimi che finalmente siano rese note dichiarazioni dei redditi irrisorie
ovviamente false. La politica va all'attacco. Per il Pdl Guido Crosetto
sostiene che questa sia "l'ultima viscata" per "fare concorrenza
a Dagospia" mentre Renato Brunetta pur apprezzando la trasparenza dice
"no al fisco spettacolo". Maurizio Leo (An) ritiene che la normativa
consente la pubblicazione degli elenchi va ripensata e sarà dunque modificata.
Mario Ferrara (Fi) parla della "vendetta di Visco contro gli italiani rei
di averlo mandato a casa". Non è d'accordo il ministro per lo Sviluppo
Pierluigi Bersani: "La Pubblica Amministrazione deve garantire la massima
trasparenza". I commercialisti parlano di "voyeurismo" e mettono
in guardia sui rischi per la sicurezza, i tributaristi invocano il buon senso
che sembra "dimenticato" e le associazioni dei consumatori si dividono
tra chi sottolinea l'importanza della trasparenza e chi mette in luce il
pericolo della privacy violata e pensa a richieste di risarcimento. Romano
Prodi, letteralmente furibondo, convoca il viceministro Visco a Palazzo Chigi.
E il Garante della Privacy decide di stoppare questo circo: decisione senza
"base normativa adeguata", afferma Pizzetti,che "invita"
l'Agenzia a sospendere le diffusione dei dati. Richiesta accolta da Romano e da
Visco. Ma il vaso di Pandora è stato (ormai) aperto.