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tARTICOLI DEL 9-13 gennaio 2009#TOP
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Articoli
Revoca fidi (10)
La Cna di Treviso fuori
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: del credito nella quale si fonderanno i sei consorzi fidi della associazione operanti nel Veneto. Manca però quello della Cna di Treviso. Perché? Sviluppo Veneto è una società con scopo mutualistici che ha come finalità lo svolgimento dell'attività collettiva di garanzia dei fidi, per agevolare l'accesso al credito bancario e parabancario ed il reperimento del capitale di rischio (
Arrivano
i paletti sul massimo scoperto Vietato per i prestiti fino a un mese
( da "Corriere
della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il meccanismo con cui le banche si fanno pagare la concessione di fidi, stabilendo la «nullità» della clausola del massimo scoperto quando il conto del cliente sia stato in «rosso» per meno di un mese continuato. Finora le banche si sono mosse in ordine sparso dietro le sollecitazioni del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi e gli aut aut del presidente dell'Antitrust,
Commercio
in crisi nonostante i saldi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: era nella sue possibilità per aiutare gli associati spesso agevolando le richieste di fidi bancari degli operatori Il 2009 appena iniziato sarà comunque un duro banco di prova, prevede Perini, per tutti. Esperienza, competenza e flessibilità in modo da prevenire gli orientamenti della clientela le uniche armi a disposizione dei commercianti in una contingenza che appare pesante.
UN
RECENTE convegno a Milano sull'applicazione del dec...
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: I soldi versati prima del rogito sono obbligatoriamente garantiti da una fideiussione bancaria ad escussione immediata. Se la banca si fida dell?impresa e del suo progetto, non ha nessuna difficoltà a garantire i soldi anticipati dall?acquirente. La banca non crede all?iniziativa e alla solidità dell?impresa? Allora non fornisce la fideiussione.
Tassi
limite sul massimo scoperto ( da "Italia Oggi"
del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: trenta giorni ovvero in mancanza di un fido concordato con il cliente. Andrebbe così in soffitta la più diffusa modalità di calcolo della cms che prevedeva la determinazione secca della stessa sul picco massimo del trimestre anche quando il conto corrente era stato a debito per un solo giorno, con la conseguenza che il costo del denaro lievitava spropositatamente a danno del cliente.
Informazioni
anticrisi on-line ( da "Italia Oggi"
del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
per il settore
delle manifatture e del commercio, il ricorso ad ammortizzatori sociali,
l'eventuale revoca di importi concessi in affidamento da istituti bancari e
finanziari nel 2008, la contrazione (riduzione e/o revoca) degli ordini nel
i
risparmiatori si aggrappano ai bot
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: più totale perché non si sa se conviene tenere i soldi in banca oppure se è meglio puntare su altro, a esempio il settore immobiliare visto che i prezzi sono scesi. Ma chi si fida più? In questa crisi c'è chi ha guadagnato miliardi di dollari e di euro con la connivenza di molti che sapevano e che hanno taciuto e, alla fine, a rimetterci è stata la gente comune». Patrizia Artico
IMPRENDITORE
a giudizio davanti al tribunale monocratico di...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Case che garantivano però anche i fidi bancari dell?azienda. Il 3 dicembre 2005, Silvano Santini muore e la vedova passata qualche settimana chiede a Nistri il rendiconto della società che appare solida. Infatti l?imprenditore avrebbe mostrato alla signora un bilancio con un utile di 324mila euro.
COMMERCIO,
TURISMO E SERVIZI. ACCORDO TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA", BANCHE, CONSORZI
FIDI, UNIONCAMERE E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PER SOSTENERE IL CREDITO ALLE
IMPRESE. DALLA REGIO ( da "marketpress.info"
del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Unioncamere e Consorzi fidi. La Regione si impegna ad anticipare, già dal prossimo mese di gennaio, l?assegnazione dei contributi previsti dal bilancio di previsione 2009 per i consorzi fidi regionali operanti nei settori del commercio, turismo e servizi, per consentire la massima operatività dei confidi stessi, assicurando le migliori condizioni di accesso e un monitoraggio continuo dell?
Prefettura,
al via Conferenza Permanente per credito banche
( da "Sanremo
news" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: ai singoli consorzi fidi, al fine di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario. A conclusione di un ampio e articolato dibattito, i presenti hanno unanimemente condiviso l'esigenza dì un ulteriore rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra Istituzioni,
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
La Cna di Treviso
fuori La Cna di Treviso fuori da «Sviluppo Artigiano» «E' apparsa nei giorni
scorsi nei giornali locali, la notizia che la Cna veneta ha costituito
«Sviluppo artigiano», la struttura del credito nella quale
si fonderanno i sei consorzi fidi della associazione operanti nel Veneto. Manca
però quello della Cna di Treviso. Perché? Sviluppo Veneto è una società con
scopo mutualistici che ha come finalità lo svolgimento dell'attività collettiva
di garanzia dei fidi, per agevolare l'accesso al credito bancario e parabancario ed il reperimento del capitale di rischio (tramite la
concessione di garanzie) agli artigiani associati ed ai confidi che si
associano. La decisione di costituire una struttura di maggiori dimensioni va
nella direzione di unire le forze delle varie realtà provinciali, soprattutto
in una fase come questa in cui è forte il rischio che i finanziamenti alle
piccole imprese arrivino con il contagocce, per percui è necessario che le
associazioni di categoria si dotino di strumenti finanziari in grado di fare
massa critica e di trattare da posizioni di forza con la controparte bancaria.
Senza contare che già le nuove prescrizioni di «Basilea 2» obbligano le piccole
imprese ad adempimenti più rigorosi rispetto alla loro patrimonializzazione per
poter accedere al credito bancario. Il fatto che la
CNA provinciale di Treviso si sia chiamata fuori da questo processo risulta
perciò poco comprensibile e non riusciamo a trovarne una motivazione. Noi
pensiamo - a maggior ragione - che anche nel Veneto, come nel vicino Friuli, si
debba avere come obiettivo la realizzazione di un unico consorzio fidi
regionale, che coinvolga tutto il comparto artigiano e delle PMI; in modo da
conseguire un reale gestione federalista del credito per l'artigianato. Gli
artigiani e i piccoli imprenditori, soprattutto in un frangente come questo,
chiedono sempre di più servizi di qualità, supporti a 360 gradi e la necessità
di sentirsi fortemente tutelati dagli eventi esterni, in modo da esplicare fino
in fondo le loro potenzialità produttive e professionali. Pierluigi Zambon
Presidente CNA Oderzo - Motta Nel «Cuore di tenebra» della crisi globale Crisi,
la parola più ripetuta dal Presidente e dal Papa intorno a Capodanno. Ma con
solo una parola non si scrive un libro, e intanto la crisi (sembra) stia
determinando un ritorno al (e del) libro, come oggetto per acquisti-regali a
buon mercato, low-cost, e forse così la crisi finirà per rilanciare anche la
lettura in termini di gioco solitario silenzioso, di spettacolo-evento fruibile
in splendida solitudine, di turismo (anche sensuale) a domicilio, a discapito
della tv, visto che «il compito della tv è di vendere clienti alla pubblicità».
E dunque per chi voglia sapere-leggere già subito a cosa sta andando incontro
il 2009, quale risalita comporterà quest'anno che è stato pronosticato in
salita, nero, di negra via crucis, per chi voglia insomma un «anteprima» delle
dodici stazioni-tappe da superare indenni nella giungla dove a chi andrà bene
capiterà di vincere (come alla lotteria) quel che è già suo in banca, ebbene,
più preciso e veritiero dell'oroscopo è certamente il libro di Joseph Conrad «Cuore
di tenebra», dove l'anno qui ora davanti e che ha avuto come premessa una notte
di neve da lupi, si illustra-racconta come un anno di risalita del fiume Congo,
nel cuore delle tenebre, in un tam-tam d'ombre, di lumini e ombre, di nero
controluce, un anno irresistibilmente attratto verso l'Ade- E tuttavia
(vivaddio!) un anno sarà un collo d'imbuto troppo stretto per far scivolare
tutti nel baratro, e nemmeno la crisi più feroce-inferocita riuscirà ad
assalire tutti nella giungla, e non per tutti sarà un tuffo nel pozzo. La crisi
effettuerà un sorteggio, così è sempre. Fabio Morandin Ponte di Piave Ma il
vero federalismo resterà solo un sogno Gli elettori della Lega Nord hanno la
certezza che il federelismo fiscale porterà più soldi alle amministrazioni del
Nord. Già il fatto che da vent'anni se ne parli (senza il minimo risultato)
nonostante i governi «Berlusconiani-leghisti» di larga maggioranza, dovrebbe
far dubitare. Ma si sa, quando la fede prende il posto della razionalità, ogni
logica è calpestata. Purtroppo gli elettori della Lega non si rendono conto dei
gravi problemi che investono l'Italia: un enorme debito pubblico sempre in
crescita, la scuola pubblica quasi distrutta dalle molte inconcludenti riforme,
la spesa pensionistica sempre in aumento, il costo sanitario gigantesco, i
clandestini che aumentano ogni anno anche con i governi di destra (sono già 1
milione), la delinquenza che aumenta e le carceri ancora affollate, molti
comuni in passivo che necessitano di aiuti pubblici (vedi finanziamenti a Roma
e Catania), uno Stato sempre più affamato di soldi che non riesce abbassare le
tasse. Perciò sarà possibile solo un federalismo fiscale all'italiana, cioè che
accontenti tutti: meridionali e settentrionali, ricchi e poveri, imprenditori e
sindacati ecc. ecc. Pertanto il federalismo vero resterà sempre un bellissimo
sogno. Franco De Rossi Treviso
( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-10 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE Allo sportello Nuove regole per le commissioni bancarie nel decreto
anticrisi Arrivano i paletti sul massimo scoperto Vietato per i prestiti fino a
un mese ROMA — Potrebbe essere il Parlamento a dare il colpo di spugna alla
clausola di massimo scoperto. Ieri infatti i relatori di maggioranza del
decreto anticrisi hanno proposto un emendamento che di fatto annacqua il meccanismo con cui le banche si fanno pagare la concessione di
fidi, stabilendo la «nullità» della clausola del massimo scoperto quando il
conto del cliente sia stato in «rosso» per meno di un mese continuato. Finora
le banche si sono mosse in ordine sparso dietro le sollecitazioni del
governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi e gli aut aut del presidente
dell'Antitrust, Antonio Catricalà, che ha addirittura messo sotto
osservazione i quattro principali gruppi italiani, Intesa, Unicredit, Mps e Bnl
arrivando però ad un accordo sulle innovazioni da fare. La banche più grandi,
del resto, hanno già tutte previsto soluzioni alternative sostituendo il
massimo scoperto con la commissione di affidamento, più trasparente e
commisurata all'ammontare e all'utilizzo dell'affidamento. Ma non si è trattato
di un comportamento generalizzato tanto che gli istituti di credito attendevano
un intervento regolatorio della Banca d'Italia nell'ambito della prevista
riforma della trasparenza bancaria. Sembra invece che sarà direttamente la
legge a mandare all'aria la vecchia prassi, mettendo a segno il tentativo più
radicale ma non riuscito della cosiddetta lenzuolata di Pierluigi Bersani
ministro del vecchio governo Prodi. Ebbene l'emendamento di Massimo Corsaro e
Maurizio Bernardo del Pdl dispone appunto che la clausola del massimo scoperto
sia nulla quando il conto corrente sia stato in «rosso » per meno di trenta
giorni continuati. In altre parole la banca non può applicare la clausola del
massimo scoperto quando il fido viene utilizzato per periodi più brevi di un
mese, calcolati di seguito. Differentamente da ora visto che bastano anche
pochi giorni di «rosso» per far scattare la clausola, cioè una percentuale,
calcolata al tasso convenuto col cliente, sulla massima esposizione avuta sul
conto corrente durante il trimestre di riferimento. Tanto da rendere
proporzionalmente meno oneroso per il cliente l'utilizzo massimo e continuo
dell'affidamento. Da qui, dicono le banche, anche l'interesse di molti clienti
imprenditori, ad optare per la vecchia clausola piuttosto che per la nuova
formula parametrata sull'ammontare del fido. In ogni caso l'emendamento, pur
non abolendo tout court il meccanismo, prevede la nullità delle clausole che
prevedano oneri a carico del clienti slegati dall'effettivo utilizzo delle
somme messe a disposizione dalle banche e dalla durata stessa dell'affidamento.
Ma l'emendamento proposto è importante anche per i clienti non affidatari, per
i normali correntisti insomma. I quali, a volte, in non poche banche sono
soggetti alla commissione di massimo scoperto quando finiscono col conto in
saldo negativo seppure di poco e per poco tempo. Vale anche per loro il termine
dei trenta giorni. Se il rosso dura meno potranno, sempre ovviamente che
l'emendamento venga approvato dal Parlamento, rispondere solo degli interessi
relativi alla somma mancante senza aggravi o penali di sorta. L'ultimo
passaggio della proposta dei due relatori del decreto stabilisce la validità
delle nuove norme anche per i contratti già in corso al momento dell'entrata in
vigore della legge. Stefania Tamburello
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 10-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Commercio in crisi
nonostante i saldi Sabato 10 Gennaio 2009, Chioggia I saldi hanno funzionato
solo nei primi giorni. Poi l'affluenza nei negozi, soprattutto in quelli
dell'abbigliamento, è diminuita in modo consistente assestandosi sul tran-tran
abituale. Poca disponibilità per gli acquisti anche di fronte a prezzi
ribassati. Di sicuro è così: la crisi c'è e si fa sentire a Chioggia come in
ogni altra città. Ma c'è anche il fatto che un numero sempre maggiore di
famiglie le spese le fa fuori città, nei centri della grande distribuzione, che
offrono una maggior varietà di prodotto e prezzi quasi sempre più convenienti.
Un fenomeno noto e più volte analizzato. Ascom e Amministrazione in carica
hanno dichiarato guerra di comune accordo alla grande distribuzione convinti,
almeno Ascom, di poter in questo modo salvare la rete distributiva locale.
Giorgio Perini, presidente di Ascom, ha di recente dipinto un quadro a tinte
fosche soprattutto per le attività commerciali del centro che nella prima metà
di dicembre hanno dovuto fare i conti con una serie considerevole di alte
maree: intere settimane perse per dirla in poche parole. Ascom, afferma il
presidente Perini, di fronte ad una situazione davvero difficile ha deciso di
fare quanto era nella sue possibilità per aiutare gli
associati spesso agevolando le richieste di fidi bancari degli operatori Il
2009 appena iniziato sarà comunque un duro banco di prova, prevede Perini, per
tutti. Esperienza, competenza e flessibilità in modo da prevenire gli
orientamenti della clientela le uniche armi a disposizione dei commercianti in
una contingenza che appare pesante. Si tratterà, in definitiva, di
resistere in attesa del cosiddetto "giro di boa" economico che
dovrebbe presentarsi solo il prossimo anno. G.B.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
VETRINA pag. 1 UN
RECENTE convegno a Milano sull?applicazione del dec... UN RECENTE convegno a
Milano sull?applicazione del decreto legislativo
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Numero
010 pag. 35 del 13/1/2009 | Indietro Tassi limite sul
massimo scoperto DIRITTO E FISCO Di Marcello Pollio DECRETO ANTICRISI/Misure
antiusura nel rapporto banca-clienti. Addio ai calcoli sul picco del trimestre
La commissione dovrà restare entro i saggi effettivi globali medi La
commissione di massimo scoperto (cms) in conto corrente sarà valida ma solo a
certe condizioni e sarà rilevante anche ai fini dell'usura perché
predeterminata e trasparente, dovendo Bankitalia modificare le rilevazioni
periodiche dei tassi effettivi globali medi (tegm), che finalmente saranno
confrontabili con il costo effettivo e globale inclusivo della cms. La
conversione del decreto anti crisi, infatti, cerca di mettere definitivamente,
pace tra banche e clienti, sia per quanto riguarda la modalità di applicazione
della commissione, sia per quanto riguarda l'inclusione e la rilevazione della
stessa nel calcolo dell'usura ai sensi della legge 108/96. Le novità arrivano
dalle modifiche apportate dalle commissioni che propongono di introdurre, dopo
l'articolo 2 sui mutui prima casa, l'art. 2 bis, rubricato «Ulteriori
disposizioni concernenti contratti bancari». Il primo comma dell'art. 2 bis
proposto, infatti, prevede la nullità delle clausole contrattuali relative alla
cms se lo scoperto del conto corrente risulti essere a debito per un periodo
continuativo inferiore a trenta giorni ovvero in mancanza
di un fido concordato con il cliente. Andrebbe così in soffitta la più diffusa
modalità di calcolo della cms che prevedeva la determinazione secca della
stessa sul picco massimo del trimestre anche quando il conto corrente era stato
a debito per un solo giorno, con la conseguenza che il costo del denaro
lievitava spropositatamente a danno del cliente. Vi è di più, secondo il
testo proposto dalle commissioni, qualsiasi clausola contrattuale, comunque
denominata, sarebbe da ritenersi nulla se prevede una remunerazione a favore
della banca per la messa a disposizione di fondi indipendentemente dall'effettivo
prelevamento ovvero per l'utilizzo di somme di denaro indipendentemente
dall'effettiva durata dell'utilizzazione della somma. L'eccezione a tale
generale nullità potrebbe operare soltanto qualora la banca concordi
preventivamente, facendo sottoscrivere apposita clausola al cliente, un
corrispettivo per il servizio di messa a disposizione delle somme. La
remunerazione dovrà essere predeterminata unitamente al tasso debitore in
misura omnicomprensiva e proporzionale all'importo e alla durata dell'affidamento
richiesto dal cliente, ovvero dovrà essere chiaro anteriormente all'utilizzo
effettivo delle somme quale sarà il costo complessivo per il cliente. La banca,
inoltre, dovrà informare e rendicontare al cliente con cadenza massima annuale
quale sia l'effettivo utilizzo avvenuto nel periodo ed il cliente avrà sempre
facoltà di recedere in ogni momento. Una disposizione, quella contenuta nel
nuovo testo dell'art. 2 bis che potrebbe finalmente mettere pace tra gli
operatori e fare uscire di scena ogni contestazione circa la più antipatica
delle commissioni bancarie, pagata da molti clienti senza comprenderne mai né
l'applicazione né la ragione. La nuova norma obbliga gli istituti alla
preventiva informativa, quale è il suo effettivo peso sul costo richiesto al
cliente. Infine, ed è questo il passo in avanti, che cerca di fare il decreto
anti crisi, il secondo comma del nuovo art. 2 bis stabilisce che gli interessi,
le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate,
che prevedono una remunerazione a favore della banca, dipendente dall'effettiva
durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, ovvero qualunque
clausola che riguarderà la nuova cms, dalla data di conversione del decreto,
saranno rilevanti ai fini dell'usura (artt. 1815 cc e 614 cp), per stabilire il
livello dei tassi effettivi medi oltre il quale gli interessi si intendono
usurari. La Banca d'Italia, inoltre, dovrà emanare nuove disposizioni
transitorie in relazione all'applicazione dell'art. 2 della legge 108/96, per
stabilire le modalità di rilevazione dei nuovi tassi usurari. E per il passato,
la norma chiarisce, che le istruzioni di via Nazionale restano valide essendo
regolata la disciplina secondo la normativa vigente alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del decreto 185/2008 fino a che la
rilevazione del tasso effettivo globale medio non verrà effettuata tenendo
conto delle nuove disposizioni. Sino alla introduzione delle nuove regole,
cioè, varranno le istruzioni precedenti, come aveva per altro puntualizzato
Bankitalia con la propria circolare 1166966 del 2 dicembre 2005. Il tegm
inclusivo del costo della cms, come oggi applicata dalle banche, può essere
rilevato solo ex post, ovvero dopo che l'andamento dello scoperto effettivo del
conto si è manifestato. La cms, invece, nel futuro sarà un commissione nota a
priori, o quasi, cosicché i tassi medi rilevati ai sensi della legge 108/96
saranno confrontabili con il costo effettivo del rapporto bancario
anteriormente e non ci saranno scusanti in caso di superamento. Le banche
avranno centocinquanta giorni per adeguare i contratti in corso alla nuova
normativa e sarà salvo il periodo transitorio anche ai sensi del testo unico bancario (dlgs 385/93).
( da "Italia Oggi" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Numero
010 pag. 31 del 13/1/2009 | Indietro Informazioni
anticrisi on-line DIRITTO E FISCO Di Cristina Bartelli STUDI DI SETTORE/
Riunione tra Sose e le associazioni per definire le modalità di ritocco I dati
di imprese e professionisti da inviare entro il 28 febbraio I questionari degli
studi di settore saranno scaricabili on-line. Sono pronte per la distribuzione
le domande per i settori delle manifatture, commercio, professionisti e
imprese. Il poker dei documenti, che serviranno per raccogliere ulteriori
informazioni, presso il mondo di imprese e professionisti, sugli effetti della
crisi, attende solo il via libera delle associazioni. Una riunione conclusiva,
per limare le ultime cose, è prevista presso la società degli studi di settore
(Sose), tra oggi e domani. Poi saranno messi a disposizione sul sito di Sose o
distribuiti presso le sedi locali di Confcommercio, Confesercenti, Cna,
Casartigiani e Confartigianato. Gli interessati potranno quindi scaricare i
documenti in formato pdf elaborabile, compilarli e reinviarli a Sose. Il tempo
a disposizione, per rispondere alla raccolta di informazioni, scadrà il 28
febbraio. Dopo questo termine, gli esperti della Sose dovranno avere modo e
tempo di esaminare il materiale raccolto, confrontarlo con le altre
informazioni, che in queste settimane stanno arrivando, e provvedere a porre in
essere gli eventuali correttivi ai singoli studi di settore. Insomma si passerà
alla fase due delle soluzioni contro la crisi. «Aspettiamo il via libera
definitivo», dichiara a ItaliaOggi Andrea Trevisani, responsabile fiscale di
Confartigianato, «per veicolare il questionario presso i nostri associati.
Siamo convinti che tutti gli strumenti che aiutino a trovare elementi per
valutare la crisi vadano bene». osserva. E sul termine il responsabile fiscale
di Confartigianato è convinto che «ci vorrà un po' di tempo, ancora molte aziende
hanno la contabilità aperta e per conoscere i ricavi non si potrà far nulla
prima del 28 febbraio». La compilazione dei questionari è su base volontaria ed
è finalizzata esclusivamente a raccogliere i dati sulla crisi. «Stiamo
aspettando il via libera di questa settimana per poter inviare la comunicazione
ai nostri iscritti», dice Antonio Vento, responsabile fiscale per
Confcommercio, «nell'incontro si limeranno forse alcuni aspetti, ma per il
resto l'impianto va bene. Ed è necessario per poi intervenire sugli studi di
settore con i correttivi ad hoc», conclude. Tra le informazioni richieste, per il settore delle manifatture e del commercio, il ricorso ad
ammortizzatori sociali, l'eventuale revoca di importi
concessi in affidamento da istituti bancari e finanziari nel 2008, la contrazione
(riduzione e/o revoca) degli ordini nel
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
La crisi ha
alimentato la paura delle famiglie che hanno smantellato le posizioni sui fondi
comuni. La rabbia di molti: «Difficile recuperare le perdite» I risparmiatori
si aggrappano ai Bot Dopo il tracollo delle Borse mondiali, i goriziani
continuano a investire sul sicuro preferendo i titoli di Stato Il rendimento
però è sceso sotto il 2 per cento, l'alternativa è rappresentata dalle
obbligazioni Anche a Gorizia la forte riduzione degli interessi su Bot e Cct
non provoca la "fuga" dei piccoli risparmiatori dai titoli di Stato
che, anzi, continuano a essere ritenute le forme di investimento più sicure e
rappresentano, in questa fase, il "materasso" di una volta. A
confermarlo, sono gli operatori bancari, cui si rivolge la clientela per avere
suggerimenti sul come investire i propri soldi dopo la "catastrofe"
economica dei mesi scorsi. «Anche se il rendimento netto dei titoli di Stato è
sceso sotto il 2%, rimane senz'altro fra le forme di investimento più gettonate
- rimarca Massimo Turus, direttore della Cassa rurale ed artigiana di Lucinico,
Farra e Capriva - anche perché non ci sono molte alternative». Una cosa è
certa, la prima cosa che la gente chiede è la certezza di poter rientrare in
possesso dei propri soldi, ovvero la garanzia del capitale, anche se la scelta
deve necessariamente cadere su un investimento che assicura interessi molto
bassi. «Dopo ciò che è accaduto fra settembre e ottobre nessuno rischia più -
evidenzia Turus - e, oltre che sui Bot, per ciò che concerne la nostra
clientela si punta sulle obbligazioni legate al nostro istituto bancario, o su fondi di liquidità e monetari a bassissimo
rischio. Per quanto riguarda le Borse, si rimane in attesa di una loro
stabilizzazione». Il direttore della Cassa rurale di Lucinico sottolinea che
«quando è accaduto lo sconquasso molte persone hanno "smobilizzato" i
fondi che avevano investito sui titoli che avevano manifestato difficoltà,
anche senza realizzare il capitale iniziale e hanno subito
"convertito" queste risorse liberate prevalentemente in titoli di
stato». La vera fuga, dunque, è stata dalla Borsa e da quelle forme di
investimento che si erano rivelate poco affidabili portandosi dietro, con il
crollo finanziario mondiale, grosse "fette" dei risparmi di tanti
piccoli investitori. Ciò, chiaramente, ha scatenato le paure delle famiglie che
hanno i classici "quattro soldi", molte delle quali si sono
precipitare a ritirare i propri denari dagli investimenti poco sicuri. In
dicembre sembrava, peraltro, che potesse diffondersi la tentazione, fra i risparmiatori
italiani, di rivolgersi al mercato straniero, ovvero ai titoli di Stato degli
altri paesi europei che sembrava dovessero garantire interessi più elevati.
«Invece non è così - chiarisce Turus -, perché il guadagno nei titoli esteri è,
anzi, inferiore a quello nazionale. Per quanto riguarda i bond tedeschi, a
esempio, gli interessi valgono un punto in meno rispetto a quelli italiani». Il
crollo degli interessi attivi, però, altra conseguenza della crisi finanziaria,
ha creato una certa rabbia fra i piccoli risparmiatori. «Alla fine pagano
sempre i poveracci - concordano diversi goriziani interpellati in merito -. Chi
è riuscito a salvare i propri risparmi o a perdere poco si trova comunque
penalizzato, visto che tutte le forme di investimento, perlomeno quelle sicure,
non rendono praticamente più nulla. La maggior parte di noi si trova
nell'incertezza più totale perché non si sa se conviene
tenere i soldi in banca oppure se è meglio puntare su altro, a esempio il
settore immobiliare visto che i prezzi sono scesi. Ma chi si fida più? In
questa crisi c'è chi ha guadagnato miliardi di dollari e di euro con la
connivenza di molti che sapevano e che hanno taciuto e, alla fine, a rimetterci
è stata la gente comune». Patrizia Artico
( da "Nazione, La (Prato)" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PROVINCIA PRATO pag.
10 IMPRENDITORE a giudizio davanti al tribunale monocratico di... IMPRENDITORE
a giudizio davanti al tribunale monocratico di Prato per truffa e falso.
Luciano Nistri, ex titolare di una cernita di stracci a Montemurlo è accusato
di aver raggirato la vedova del socio della ditta tessile e di aver falsificato
le firme di entrambi i coniugi su alcuni atti societari. L?azienda in
questione, specializzata nel riciclo di indumenti usati, si chiamava
«Dualfibre» ed è fallita nel 2007. La donna che ha presentato querela contro
l?ex socio in affari, si è costituita parte civile ed è rappresentata in aula
dall?avvocato Leonardo Pugi, mentre l?imprenditore è difeso dagli avvocati
Eugenio Zaffina e Vincenzo Cristiano. A occuparsi della ditta erano Nistri e
Silvano Santini, il socio defunto. Ma quest?ultimo, in compartecipazione
insieme alla moglie, non si occupava della contabilità della azienda, affidata
interamente all?imputato. La cernita «Dualfibre» è stata per anni una realtà in
piena salute: l?impresa andava bene e produceva buoni utili per l?arco di tempo
compreso tra gli anni Novanta e il 2000. Nistri che guidava macchine da sogno,
tra cui una Ferrari, aveva acquistato una casa alla Pietà e anche i coniugi
Santini percepivano un ottimo ?mensile? e avevano un?abitazione di proprietà.
Case che garantivano però anche i fidi bancari dell?azienda. Il 3 dicembre
2005, Silvano Santini muore e la vedova passata qualche settimana chiede a
Nistri il rendiconto della società che appare solida. Infatti l?imprenditore
avrebbe mostrato alla signora un bilancio con un utile di 324mila euro. Nel
febbraio 2006 la vedova chiese di essere liquidata dalla società, perché non
interessata a continuare con il settore tessile. La risposta dell?imputato
sarebbe stata un sì e mostrando di avviare le procedure, Nistri vendette la
propria abitazione alla Pietà. Ma dopo qualche giorno, precisamente nel marzo
2006, la casa dei Santini viene pignorata e successivamente rientra nel
fallimento della «Dualfibre». Fallimento per il quale, Nistri sarebbe imputato
in un altro procedimento penale per il reato di bancarotta. E.D.
( da "marketpress.info" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Martedì 13 Gennaio
2009 COMMERCIO, TURISMO E SERVIZI. ACCORDO TRA REGIONE EMILIA-ROMAGNA",
BANCHE, CONSORZI FIDI, UNIONCAMERE E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA PER SOSTENERE IL
CREDITO ALLE IMPRESE. DALLA REGIONE 5 MILIONI DI EURO. Bologna, 13 gennaio 2009
? Un plafond messo a disposizione dalle banche e 5 milioni di euro dalla
Regione Emilia-romagna a sostegno del commercio, del turismo e dei servizi.
Sono questi i punti principali dell?accordo firmato dalla Regione insieme a
Unioncamere, associazioni di categoria del commercio, confidi regionali con il
sistema bancario dell?Emilia-romagna, per assicurare
l?accesso al credito delle imprese del commercio, turismo e servizi della
regione. L?obiettivo è fare fronte alle esigenze di liquidità delle aziende
attraverso un impegno costante e continuo, verso il credito a breve medio
termine, di tutti i firmatari coinvolti e favorire il consolidamento dei
crediti dal breve al medio termine, garantendo condizioni di finanziamento
adeguate con i piani di rientro delle imprese. ?Con questa iniziativa ? dice
Guido Pasi, assessore regionale al Commercio e Turismo ? vogliamo offrire uno
strumento concreto alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi della
nostra regione. I comparti del settore terziario sono fondamentali per
l?economia dell?Emilia-romagna e sentono anch?essi in maniera diretta gli
effetti della crisi. Per questo è fondamentale intervenire concretamente con
misure immediate che possano garantire alle imprese credito a breve termine per
soddisfare le esigenze più urgenti, ma anche la possibilità di consolidare i
crediti dal breve al medio termine per poter affrontare con maggiore respiro la
difficile congiuntura che stiamo attraversando. Vorrei sottolineare l?adesione
al protocollo di tutto il sistema economico e istituzionale regionale, che si è
dimostrato in grado di rispondere con concretezza ed efficacia a un?esigenza
diffusa e urgente?. Nell?accordo il sistema bancario
si impegna ad assicurare l?erogazione di finanziamenti a breve?medio termine
per soddisfare le esigenza di liquidità delle imprese legate ai pagamenti di
imposte, tasse, contributi, tredicesime e quattordicesime, oltre al
consolidamento dei crediti dal breve al medio termine anche attraverso
un?estensione delle garanzie prestate dal sistema dei confidi regionali,
passando dal 30 al 50% dell?importo dei finanziamenti richiesti. L?abi inoltre
si impegna a stimolare presso le banche associate la massima operatività in
termini di stipula ed erogazione delle risorse. Le banche opereranno in modo
integrato con il sistema dei Confidi regionale. La Regione Emilia-romagna si
impegna a mettere a disposizione da subito ulteriori risorse per il settore
pari a 5 milioni di euro, mentre Unioncamere si attiverà per potenziare le
attività in corso per rafforzare l?operatività del sistema dei confidi
regionali. L?attività, svolta attraverso l?impegno di Cofiter e dei confidi
regionali, dovrà garantire condizioni di operatività a costi contenuti per le
imprese: si tratta, infatti, di accordi con il sistema bancario
che devono contenere lo spread massimo per le imprese, a fronte delle garanzie
dei confidi, alle migliori condizioni di accesso per le imprese del commercio,
turismo e servizi, al fine di rendere il più efficaci possibile gli effetti
dell?impegno di Regione, Unioncamere e Consorzi fidi. La Regione si impegna ad
anticipare, già dal prossimo mese di gennaio, l?assegnazione dei contributi
previsti dal bilancio di previsione 2009 per i consorzi fidi regionali operanti
nei settori del commercio, turismo e servizi, per consentire la massima
operatività dei confidi stessi, assicurando le migliori condizioni di accesso e
un monitoraggio continuo dell?andamento del credito ai beneficiari. .
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( da "Sanremo news" del 13-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Prefettura, al via
Conferenza Permanente per credito banche Si è tenuta, presso la Prefettura di
Imperia - Ufficio Territoriale del Governo, una riunione dì Conferenza
Permanente al fine di valutare la segnalata situazione dì difficoltà di accesso
al credito bancario oltre che a paventate ipotesi di
rientri immediati dagli affidamenti da parte delle imprese. All'incontro,
presieduto dal prefetto dott. Maurizio Maccari, hanno partecipato il segretario
regionale dell'Associazione Bancaria Italiana, il rappresentante della filiale
della Banca d'Italia, il commissario e il segretario generale della Camera di
Commercio, il direttore dell'Unione Industriali, i presidenti delle
Associazioni di Categoria, i rappresentanti dei Confidi, i rappresentanti degli
Istituti bancari, le Forze dell'Ordine, il presidente dell'Associazione
antiusura e antiracket della provincia di Imperia. Nel corso della riunione -
in linea con quanto stipulato da appositi protocolli siglati presso questa
Prefettura, quali il Protocollo di intesa per l'accesso al credito bancario ed il successivo Accordo-quadro per la prevenzione
dell'usura ~ sono state affrontate le maggiori esigenza manifestate dal
comparto economico e, in particolare, talune segnalate difficoltà, soprattutto
delle piccole imprese, di poter fruire di un più facile accesso al credito bancario, a sostegno delle attività aziendali e a garanzia
dello sviluppo dell' economia del territorio provinciale. In proposito, i
rappresentanti delle categorie produttive hanno evidenziato le maggiori
criticità, con particolare riferimento a due ordini di problemi: - un'asserita
contrazione degli affidamenti creditizi alle imprese da parte del sistema bancario; - l'incremento del costo del denaro. Al riguardo,
i rappresentanti degli istituti di credito hanno fatto presente che Io stato di
crisi non ha determinato l'attuazione di particolari politiche restrittive nei
confronti delle imprese, né quantomeno richieste non motivate di rientro immediato
dagli affidamenti. L' esigenza da parte delle banche di richiedere garanzie
personali a fronte delle istanze di finanziamento da parte delle singole
imprese è determinata spesso dalla sottocapitaiizzazione delle imprese e/o
dalla necessità di ridurre i margini di rischio relativi ad operazioni per le
quali se ne chiede una condivisione con il soggetto attuatore. Il segretario
regionale dell'ABI, dopo aver posto in evidenza alcuni elementi di criticità e,
in particolare, i ritardi nei pagamenti degli stati di avanzamento relativi
agii appalti da parte della pubblica amministrazione, ha segnalato l'esigenza
di aumentare il rapporto di fiducia fra le banche e il comparto imprenditoriale
realizzando una migliore conoscenza dei diversi interventi a supporto del
credito e delle necessità operative e procedurali del sistema bancario. Ha inoltre fatto presente che la Regione Liguria e
le Camere di Commercio delle quattro province hanno deliberato la creazione di
un Fondo di 3ml dì euro messo a disposizione di Retefidi per prestare
controgaranzia al 60% ai singoli consorzi fidi, al fine di
rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor
rischio al sistema bancario. A conclusione di un ampio e articolato dibattito, i presenti
hanno unanimemente condiviso l'esigenza dì un ulteriore rafforzamento dei
rapporti di collaborazione tra Istituzioni, comparto economico e sistema
bancario, mediante la programmazione di periodici
incontri da parte dell'apposito Osservatorio operante nell'ambito della
Conferenza Permanente, volti ad analizzare le problematiche di maggiore rilievo
e ad individuare le possibili soluzioni.