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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (7)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è solo un effetto temporaneo dell... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Capisco le banche che non si possono più fidare. Ma non è colpa delle aziende se oggi ci troviamo in questa situazione. Il sistema bancario dovrebbe sostenere comunque le imprese, magari attraverso i consorzi fidi e quindi con strumenti diversi rispetto al passato. Anche le banche hanno la loro responsabilità.

Il microcredito aiuta gli artigiani ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il sistema di microcredito orientato e assistito di Fidi Toscana, Regione Toscana e Fabrica Ethica. Nato da un progetto della commissione etica regionale, Smoat è operativo dal 2007, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Regione e 16 istituti bancari per la costituzione di un fondo di garanzia e co-garanzia per le Pmi.

Sofferenze record per il Comfidi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: anche da Confidi imprese toscane e Fidi Toscana (ambedue però con un tasso di sofferenza inferiore all'1,5%). L'attività dei confidi è quella di garantire il 50% dei crediti in essere, concessi alle imprese dal sistema bancario. Nel caso specifico, su un monte fidi paria 3,4 miliardi (il 50% appunto garantito da Toscana Comfidi) le sofferenze a fine 2007 erano pari a 283 milioni (

Confidi, la Regione stanzia 4 mln ( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: cooperative di garanzia collettiva dei fidi, che hanno sede nella regione Campania e prestano la propria attività in favore di imprese campane. La Regione promuove anche la costituzione del Consorzio fidi di secondo grado, il Confidi Campania. Confidi unico Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale predispone apposito regolamento per definire i compiti,

La borsa è sotto una buona stella ( da "Italia Oggi" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: (+13,84%) e Fidia (+13,21%). Male, invece, Diasorin (-4,53%). Nei cambi, dopo i poco confortanti dati sugli ordini all'industria e le vendite di case negli Stati Uniti, il dollaro ha frenato la sua corsa: l'euro ha così limitato le perdite, chiudendo in lieve calo a 1,3383.

Lo strano caso di Modiano ( da "Opinione, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: perché lo considera un manager serio e fidato al cento per cento, come dire, a prova di bomba, capace di coprire, diciamo così, le spalle al raider franco?polacco, bresciano di adozione. E, per la verità, non solo a lui. Nei confronti di Zaleski, Bazoli ha avuto un comportamento, diciamo così, curioso.


Articoli

di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è solo un effetto temporaneo dell... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CRONACHE pag. 17 di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è solo un effetto temporaneo dell... di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è solo un effetto temporaneo della crisi o rischia di diventare un dato stabilizzato nei prossimi mesi? «E? un segnale che rileviamo da qualche mese. Il trend di crescita riguarda sia la cassa integrazione straordinaria sia quella ordinaria, ma la dice lunga su quello che è stato l?impatto della crisi finanziaria sull?economia mondiale e sull?economia reale del nostro paese». Crisi improvvisa e inattesa? «Sono convinta che la crisi nasca prima di ottobre. Ottobre l?ha riacutizzata, ma i primi segnali di calo si cominciano a vedere da agosto 2008. A settembre abbiamo notato un altro segnale e a ottobre c?è stato il crollo. Ora siamo in recessione». E il 2009 come evolverà? «I segnali per il 2009 non sono positivi. Il 2008 si chiude in Italia a meno 0,5% e il 2009 sarà sotto l?1%, con un primo semestre più pesante rispetto al secondo semestre dove si dovrebbe cominciare a vedere un primo segnale di ripresa che si dovrebbe consolidare nel 2010. E speriamo che la crisi abbia una durata così relativamente breve perché è molto profonda». I dati degli uffici studi che cosa prospettano per il 2009? «Secondo i dati di Unioncamere Emilia Romagna la nostra regione sarà l?unica assieme alla Valle d?Aosta a non chiudere con un segno negativo il 2008. E la ragione principale continua a stare nell?export che è cresciuto molto nei primi 9 mesi del 2008. Entriamo però nel 2009 con imprese che hanno un pesante calo degli ordinativi. E la cosa più brutta è che arriva all?ultimo minuto. Si vive alla giornata e questo fa preoccupare le aziende». La crisi ha intaccato anche una realtà solida come l?Emilia..... «La cassa integrazione è un segnale, ma i problemi sono legati anche alla tipicità delle imprese che stanno in questo territorio. Qui ci sono molte aziende che lavorano con il settore delle auto e ovviamente questo ha un?influenza pesante. Inoltre molte aziende di questa regione sono legate al settore edilizio. Pensiamo alle ceramiche che stanno soffrendo in maniera particolare questa crisi. Ma sono soprattutto le aziende più piccole che stanno facendo più fatica». Gli interventi del governo sono sufficienti? «Da un lato il governo ha dato segnali nella giusta direzione, ma purtroppo gli importi stanziati sono molto limitati e probabilmente gli effetti di quanto è stato messo in campo non sono ancora misurabili. Credo che si debba agire sulle leve. Sulle infrastrutture». Ma le infrastrutture richiedono tempi lunghi anche solo per partire, mentre ora urgono interventi immediati... «Sì, ma ci sono alcune infrastrutture che aspettano solo di poter partire. Quelle che hanno già seguito i tempi biblici delle approvazioni potrebbero essere le prime ad essere avviate. Speriamo poi in un altro cambiamento». Cioè? «Questa crisi potrebbe portare un aspetto benefico. Che finalmente si riducano i tempi burocratici e di approvazione che assillano questo paese. La speranza è che in momenti di crisi ci sia la voglia di mettersi in discussione per ristrutturare, sia nelle imprese, sia nella pubblica amministrazione, quegli ambiti che sono un onere indiretto per le aziende e per i cittadini». Il presidente della Regione Vasco Errani ha proposto di attivare una cabina di regia per monitorare la crisi economica ed assumere decisioni condivise. E? d?accordo? «Sì. L?obiettivo è favorire gli investimenti delle imprese in ricerca, innovazione ed internazionalizzazione, cercando al tempo stesso di affrontare la crisi del mercato del lavoro attraverso strumenti che rendano più competitivo il capitale. Il tutto con realismo e senza allarmismi perché comunque la struttura industriale dell?Emilia-Romagna è solida e pronta a reagire con rapidità ed efficienza alla crisi dei mercati». La Finanziaria 2009 prevede accordi locali sugli ammortizzatori sociali. Si può costruire a livello regionale un accordo, con l?apporto di Confindustria, per ammortizzatori che vadano oltre la cassa integrazione e siano calibrati per l?Emilia-Romagna? «Bisogna capire quali saranno le regole e che cosa si potrà fare. I bilanci delle Regioni sono già finalizzati e purtroppo non essendoci un federalismo compiuto, anche la Regione ha un margine di manovra piuttosto limitato. Ma nei limiti del possibile ci auguriamo che qualunque strada sia percorsa». Vede dei segnali di speranza nel quadro negativo della crisi? «Intanto a Natale e nei primi giorni dell?anno i consumi non sono andati così male. Il costo delle materie prime è calato, l?euro non è sopravvalutato rispetto al dollaro, diminuisce il costo dell?energia elettrica e il taglio dei tassi d?interesse che avrà aspetti positivi». Resta il fatto, denunciato da Confindustria, che le banche stanno restringendo i crediti o comunque applicano spread maggiori rispetto ad alcuni mesi fa... «Il costo del denaro sta crescendo nella pratica e c?è una selezione del credito maggiore che probabilmente avrebbe dovuto esserci anche prima. Non si può dare tutto a tutti prima per poi togliere tutto a tutti. Ci vuole una politica corretta che renda virtuoso il comportamento di tutti. Capisco le banche che non si possono più fidare. Ma non è colpa delle aziende se oggi ci troviamo in questa situazione. Il sistema bancario dovrebbe sostenere comunque le imprese, magari attraverso i consorzi fidi e quindi con strumenti diversi rispetto al passato. Anche le banche hanno la loro responsabilità. Ci vuole uno sguardo strabico...» Prego? «Azioni straordinarie nel contingente ma anche ristrutturazioni indirizzate al medio lungo termine. Non possiamo pensare che il sistema finanziario sostenga imprese insostenibili. Se le banche vanno male, tutti vanno male». La lezione finale di questa crisi? «Ci si è resi conto che il denaro ha un valore e bisogna riconoscerlo. E poi sono emersi i vizi del nostro sistema economico e finanziario: le spalle poco robuste di molte imprese, ovvero i patrimoni non sufficienti. I consorzi fidi possono servire ora per sopperire a questa difficoltà ma in futuro potranno supportare le piccole imprese a seguire percorsi positivi nelle gestione finanziaria e a crescere in maniera virtuosa. Al di là della crisi momentanea, in ogni caso questo Paese è in crisi da un pezzo. Il mondo cresceva e noi no. La nostra identità non può prescindere da prodotti di alto valore. E quindi bisogna puntare sulle risorse umane e su un sistema scolastico qualificato e di alto livello. Se perdiamo conoscenze e competenze, quanto tempo potremo sopravvivere di fronte ai colossi che sfornano ingegneri ogni giorno?».

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Il microcredito aiuta gli artigiani (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Toscana data: 2009-01-07 - pag: 5 autore: Nell'ultimo biennio il progetto Smoat ha finanziato 398 programmi per 5,2 milioni Il microcredito aiuta gli artigiani Giovanna Mezzana FIRENZE Lo strumento del microcredito stimola la piccola imprenditorialità toscana: sono 398 (per un finanziamento complessivo pari a 5 milioni e 250mila euro) le microimprese che negli ultimi ventiquattro mesi hanno aperto i battenti grazie a Smoat, il sistema di microcredito orientato e assistito di Fidi Toscana, Regione Toscana e Fabrica Ethica. Nato da un progetto della commissione etica regionale, Smoat è operativo dal 2007, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Regione e 16 istituti bancari per la costituzione di un fondo di garanzia e co-garanzia per le Pmi. Sono complessivamente 580, per un totale di 7 milioni e 700mila euro, le richieste di finanziamento giunte allo sportello Smoat attivo presso Fidi Toscana. Il 68,6% delle domande ha ottenuto il nulla osta, poco più di un quarto sono invece le richieste respinte e una piccola quota restante è in istruttoria: «Una percentuale di accoglimento del 70% circa è decisamente un buon risultato – nota Giovanni Ricciardi, direttore generale di Fidi Toscana –. Teniamo conto che si tratta di soggetti non "bancabili", per offrire le garanzie ai quali dobbiamo comunque rispettare i dettami di Banca Italia. In futuro vogliamo incrementare l'utilizzo dello strumento rendendo ancora più semplice il ricorso». Le garanzie rilasciate da Smoat consentono un prestito sino a 15mila euro per un investimento massimo di 20mila euro, e possono essere concesse a imprese con sede legale o operativa in Toscana, attività da avviare o avviata nei 36 mesi precedenti la richiesta, meno di dieci occupati e un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro. I soggetti già beneficiati sono stati soprattutto donne (sono il 65% le imprese femminili che hanno goduto dell'erogazione, secondo la classifica di genere), artigiani (per il 53%, prendendo come indicatore il settore di attività), stranieri (per il 62%, secondo la mappatura italiani/ migranti). I microimprenditori apprezzano i tempi brevi con cui si accede al credito, anche se talvolta non bastano per fare impresa: «è uno strumento utile per la velocità di erogazione osserva Francesca Avezzano di Cleaning Tech, impresa fiorentina di detergenti e sgrassanti industriali che ha investito col microcredito - Ma molto più lungo si è rivelato il percorso per ottenere l'omologazione ministeriale di un prodotto: le piccole imprese che investono in innovazione hanno bisogno non solo di credito, ma anche di accompagnamento ».

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Sofferenze record per il Comfidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 07-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Toscana data: 2009-01-07 - pag: 5 autore: Finanza. Nel consorzio di garanzia di Confesercenti valori in bilico per oltre 141 milioni, pari al 7,9% della massa affidata Sofferenze record per il Comfidi La società rassicura: «Incagli reali minimi e ci sono le coperture immobiliari» Andrea Gennai FIRENZE La crisi finanziaria e la relativastretta creditizia hanno portato prepotentemente alla ribalta il sempre più difficile rapporto tra banche e imprese, mediato dal ruolo oramai insostituibile dei consorzi di garanzia. E l'indicatore delle sofferenze, in una fase come questa, finisce inevitabilmente sotto i riflettori. Secondo il recente rapporto sul sistema creditizio realizzato dall'Irpet,la situazione in Toscana non desta particolare preoccupazione: i consorzi di garanzia hanno in media sofferenze tra l'1 e il 2 per cento. C'è però un'eccezione, ed è comunque rilevante visto che si tratta del più grosso consorzio di garanzia in termini di affidamenti (sia per flusso che per stock):Toscana Comfidi,l'organismo della Confesercenti. Ebbene, rispetto alle consistenze del 2007 il tasso di sofferenza (rapporto tra garanzie a sofferenza e garanzie erogate) è stato del 7,9 per cento. Tra il 2004e il 2007 lo stesso indicatore ha avuto un aumento di oltre il 5%, una dinamica che secondo l'Irpet è registrata anche da Confidi imprese toscane e Fidi Toscana (ambedue però con un tasso di sofferenza inferiore all'1,5%). L'attività dei confidi è quella di garantire il 50% dei crediti in essere, concessi alle imprese dal sistema bancario. Nel caso specifico, su un monte fidi paria 3,4 miliardi (il 50% appunto garantito da Toscana Comfidi) le sofferenze a fine 2007 erano pari a 283 milioni (la metà delle quali in capo al consorzio, che lavora anche fuori Toscana). L'altra metà dei crediti a rischio (circa 140 milioni) grava quindi direttamente sul sistema bancario, in gran parte toscano. Secondo l'organismo di Confesercenti, la percentuale di sofferenze dovrebbe essere la stessa anche a fine 2008: è aumentato lo stock delle garanzie e aumentano parallelamente i casi di sofferenza. Nel 2007 le garanzie erogatea breve e medio termine da Toscana Confidi sono state circa 686 milioni, più del doppio di Artigiancredito (il secondo confidi in classifica secondo l'Irpet). Alla fine dello stesso anno lo stock delle garanzie ammontava a circa 1,7 miliardi di euro. I dati del 2008 dovranno ancora passare al vaglio dell'assemblea, ma secondo una prima stima lo scorso anno i dati non si discostano molto dal flusso 2007 (intorno ai 600 milioni): lo stock dovrebbe essere quindi salito abbondantemente sopra 1,8 miliardi. A fronte di una crescita nei primi nove mesi dell'anno, c'è stata una frenata a partire da settembre. Dalla Confesercenti gettano acqua sul fuoco, ritenendo fisiologico che il più grande confidi della Toscana possa avere anche un maggiore impatto delle sofferenze. «Si tratta nella maggior parte dei casi di crediti – spiega il presidente di Toscana Comfidi, Massimo Vivoli – che tecnicamente diventano sofferenze, ma alla fine sono solo pagamenti in ritardo. Rientrano quindi senza troppa difficoltà. La percentuale delle sofferenze reali è infinitamente più bassa. Dietro la maggioranza dei crediti ci sono poi coperture ipotecarie immobiliari che rappresentano per noi una solidissima garanzia ». Inoltre, nell'ipotesi estrema in cui un consorzio non riesca a far fronte ai propri impegni, la legge prevede un fondo rischi ad hoc. SITUAZIONE IMMUTATA L'istituto di ricerca Irpet ha censito l'indicatore relativamente al 2007, ma il dato è in linea con l'anno appena finito

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Confidi, la Regione stanzia 4 mln (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Campania credito Confidi, la Regione stanzia 4 mln Sarà sostenuta l'attività di 15 consorzi per un numero complessivo di 17.804 Pmi Quattro milioni di euro per i consorzi e le società cooperative di garanzia collettiva che hanno presentato istanza di finanziamento entro il 15 ottobre scorso, secondo quanto indicato dalla nuova legge regionale, approvata il 26 settembre del 2008, a sostegno dei confidi tra Pmi. A metterli sul piatto è Palazzo Santa Lucia che ha approvato la delibera firmata dall'assessore all'Agricoltura e alle Attività Produttive Andrea Cozzolino. A copertura della legge il Consiglio regionale aveva istituito un fondo triennale di 5 milioni di euro. Angela Milanese Grazie al provvedimento approvato dalla Giunta verrà sostenuta l'attività di quindici confidi, per un numero complessivo di 17.804 imprese aderenti, operanti prevalentemente nei settori dell'artigianato, del turismo e dei servizi. Dodici dei confidi che hanno presentato istanza sono attivi in provincia di Napoli, uno a Caserta, uno a Benevento e uno in provincia di Salerno. I confidi sono consorzi costituiti da piccole e medie imprese in numero non inferiore a cinquanta. Il loro compito è sostenere le imprese consorziate ad accedere in maniera agevolata alle forme di credito bancario destinate allo sviluppo economico e produttivo. Nella maggior parte dei casi, queste strutture svolgono per intero tutta la gestione finanziaria delle imprese a conduzione familiare o con poche unità lavorative. La legge regionale ha previsto contributi destinati ai fondi patrimoniali di garanzia dei confidi - fondi rischi. Aiuti che verrann0 concessi annualmente per un periodo complessivo non superiore a cinque anni, con un preciso criterio di ripartizione:una quota pari al 70 per cento dello stanziamento sarà concessa in misura proporzionale all'ammontare del volume di credito garantito da ciascun confidi rispetto all' ammontare del volume complessivo di credito garantito da tutti i confidi ammessi alla contribuzione; il restante 30 per cento, in misura proporzionale al numero delle piccole e medie imprese aderenti a ciascun confidi rispetto al numero complessivo delle imprese partecipanti a tutti i confidi ammessi alla contribuzione. "Le piccole e medie imprese sono la spina dorsale della nostra economia. Sostenerle è fondamentale per favorire la ripresa e la crescita", dice l'assessore Andrea Cozzolino. Che aggiunge: "Con questo provvedimento, mettiamo a disposizione risorse aggiuntive fondamentali per le Pmi proprio in un momento di grave difficoltà per i mercati e il sistema finanziario. Eroghiamo, con un solo stanziamento, quasi tutti i 5 milioni di euro previsti dal fondo triennale della nuova legge sui confidi approvata il settembre scorso. Ma noi vogliamo fare di più aggiunge l'assessore alle Attività produttive -. Per questo nei prossimi messi, metteremo ulteriori risorse a disposizione di questo fondo e di questa normativa". L'obiettivo? Cozzolino non ha dubbi: "Fare in modo che i confidi siano sempre più soggetti protagonisti oltre che della gestione finanziaria, anche delle politiche di sviluppo delle Pmi del nostro sistema produttivo". La legge ha istituito un fondo triennale Garanzie mutualistiche La regione Campania, al fine di promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese, favorisce l' accesso al credito mediante la fruizione di garanzie mutualistiche e concorre, nella prospettiva del raggiungimento dell'autosufficienza e della piena capacità di autofinanziamento, al rafforzamento patrimoniale dei consorzi e delle società cooperative di garanzia collettiva dei fidi, che hanno sede nella regione Campania e prestano la propria attività in favore di imprese campane. La Regione promuove anche la costituzione del Consorzio fidi di secondo grado, il Confidi Campania. Confidi unico Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale predispone apposito regolamento per definire i compiti, le funzioni e l'organizzazione del Confidi Campania. Criteri di ripartizione 1. La regione Campania interviene mediante contributi destinati ai fondi patrimoniali di garanzia dei confidi - fondi rischi. I contributi sono concessi annualmente per un periodo complessivo non superiore a cinque anni. I contributi, per un ammontare complessivo sono così ripartiti: a) una quota pari al settanta per cento dello stanziamento, in misura proporzionale all'ammontare del volume di credito garantito da ciascun confidi rispetto all' ammontare del volume complessivo di credito garantito da tutti i confidi ammessi alla contribuzione; b) una quota pari al trenta per cento dello stanziamento, in misura proporzionale al numero delle piccole e medie imprese aderenti a ciascun confidi rispetto al numero complessivo delle imprese partecipanti a tutti i confidi ammessi alla contribuzione. Contributi a fondo perduto La regione concede, annualmente e per un ammontare complessivo pari al residuo venti per cento dello stanziamento di cui all'articolo 12 (non meno di 5 milioni per il triennio 2008-2011), contributi a fondo perduto ai confidi con un fondo rischi di almeno euro 1 milione ed aventi sede operativa in almeno tre province campane. L'importo massimo concedibile per ciascun confidi è di euro 150 mila. Concessione degli aiuti Ai fini della concessione dei contributi, i confidi presentano domanda scritta entro il 15 ottobre di ogni anno al Presidente della Giunta regionale della Campania, corredata della seguente documentazione: a) copia dell'atto costitutivo e dello statuto vigenti all'atto della presentazione della domanda; b) copia delle convenzioni sottoscritte con le banche ed altri enti finanziari; c) composizione dell' organo amministrativo ed indicazione degli amministratori a cui è attribuita la rappresentanza; d) copia degli ultimi tre bilanci d'esercizio depositati presso il registro delle imprese, corredata della relazione degli organi sociali; e) dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante del confidi attestante il volume complessivo del credito garantito dal confidi nel corso dell'anno precedente la richiesta, nonchè il numero delle imprese aderenti; f) indicazione dell'impegno a rispettare, nel rilascio delle garanzie, le condizioni indicate negli articoli 7 e 8 o, in alternativa, ad applicare la regola de minimis; g) certificazione antimafia per gli amministratori del confidi. La concessione dei contributi è deliberata dalla Giunta regionale della Campania. Stanziamenti L'ammontare delle risorse destinate all'attuazione dei regimi di aiuto regionali previsti dalla legge è definito annualmente nel Piano d'Azione per lo Sviluppo Economico Regionale (Paser) previa approvazione della Commissione Consiliare competente in materia di bilancio. Gli stanziamenti corrispondenti, in misura non inferiore ad euro cinque milioni per il triennio 2008/2011, sono iscritti nell'unità previsionale di base 2.83.243 denominata "Spese per investimenti nei settori produttivi dell'industria, dell'artigianato, del commercio e dell'agricoltura". del 07-01-2009 num.

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La borsa è sotto una buona stella (sezione: Revoca fidi)

( da "Italia Oggi" del 07-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi Numero 005  pag. 32 del 7/1/2009 | Indietro La borsa è sotto una buona stella MERCATI E FINANZA Mibtel +2,09%. Il dollaro corre, poi frena dopo i dati Usa: euro in lieve flessione a 1,3383 Ancora acquisti in Europa: bene l'auto e le materie prime è stata un'altra seduta in deciso rialzo per piazza Affari e le altre borse europee, sostenute da acquisti diffusi in tutti i settori, in particolare nell'auto e nelle materie prime. Si tratta della quinta chiusura consecutiva oltre la parità per gli indici del Vecchio continente, che sperano in un nuovo taglio dei tassi da parte della Bce. In frazionale progresso Wall Street, dopo che l'Ism non manifatturiero in dicembre, negli Usa, è cresciuto a quota 40,6 punti rispetto ai 37,3 punti di novembre: il dato è stato migliore delle previsioni degli analisti, che avevano stimato un valore di 36,8. Peggiori delle attese, invece, altri due dati macroeconomici. Gli ordinativi industriali sono calati, sempre in novembre, del 4,6% rispetto al 2,5% previsto: si tratta della quarta flessione mensile consecutiva, che manifesta la profonda crisi in cui versa l'economia statunitense. Ancora, il numero di case esistenti per cui è stato firmato il compromesso, ma non il rogito, è calato del 4% a 82,3 punti, mentre ci si aspettava un ribasso dell'1%. A Milano il Mibtel ha guadagnato il 2,09% a 16.099 punti, l'S&P/Mib il 2,3% a 20.729, il Midex il 2,53% a 18.402, l'All Stars il 2,32% a 9.111. In Europa bene Londra (+1,1%), Parigi (+1,08%) e Francoforte (+0,85%). In Germania, sostenuti gli acquisti su Volkswagen (+12%), che ha beneficiato del fatto che Porsche ha superato il 50% del capitale del gruppo. Metro ha ceduto il 3,5% sul downgrade di Merrill Lynch, mentre HeidelbergCement il 6,2% all'annuncio del decesso del miliardario tedesco Adolf Merckle. A Parigi ArcelorMittal è balzata del 14%; Lafarge ha registrato un guadagno dell'8,8% e Bouygues del 5,9%. A Londra, in deciso progresso i titoli legati alla vendita al dettaglio: Next è avanzata del 12% e Debenhams del 20%. A New York, a metà seduta, il Dow Jones avanzava dello 0,68%, il Nasdaq dell'1,45%, l'S&P 500 dello 0,88%. A piazza Affari, sul paniere principale, acquisti su UniCredit (+4,45%) e Mediobanca (+7,49%), dopo che un articolo di stampa ha lanciato la possibilità di un'aggregazione tra i due istituti finanziari: ipotesi smentita, comunque, dai soggetti interessati. Bene, tra gli altri bancari, Intesa Sanpaolo (+5,34%), spinta dai positivi giudizi di Citigroup, B.Popolare (+6,21%), B.P.Milano (+1,29%) e Ubi B. (+2,29%). Poco mossa B.Mps (+0,19%). In evidenza Fiat (+7,97%), che ha accelerato al rialzo dopo la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni in Germania; denaro anche sui titoli privilegiati (+6,96%) e di risparmio (+2,74%) del Lingotto. Nel segmento oil hanno brillato Saipem (+6,84%) e Tenaris (+6,57%); in progresso anche Eni (+0,85%), Saras (+3,27%) e Erg (+5,02%). Nel settore tlc, bene Tiscali (+3,04%), grazie alle attese per la presentazione del nuovo piano industriale della società, e Fastweb (+2,34%); debole, invece, Telecom Italia (-0,34%). Su di giri Gemina (+8,5%), società che controlla Aeroporti di Roma, grazie alla prossima conclusione dell'accordo Cai-Air France, che concentrerà il traffico aereo sull'aeroporto romano di Fiumicino. Tra le altre blue chip, da segnalare Finmeccanica (+3%), tra le preferite di Crédit Suisse nel comparto aerospazio & difesa, e Pirelli & C. (+22,16%). In controtendenza Lottomatica (-0,56%), Mondadori (-1,14%) ed Enel (-1,46%). Nel resto del listino, sugli scudi Everel G. (+23,08%), Ciccolella (+19,12%), Snia (+19,37%), Intek (+16,53%), Biesse (+14,11%), Omnia N. (+13,84%) e Fidia (+13,21%). Male, invece, Diasorin (-4,53%). Nei cambi, dopo i poco confortanti dati sugli ordini all'industria e le vendite di case negli Stati Uniti, il dollaro ha frenato la sua corsa: l'euro ha così limitato le perdite, chiudendo in lieve calo a 1,3383. Valuta americana in moderato rialzo anche sullo yen a 94,32. Stabile l'euro-yen a 126,38.

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Lo strano caso di Modiano (sezione: Revoca fidi)

( da "Opinione, L'" del 08-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Oggi è Gio, 08 Gen 2009 Edizione 1 del 08-01-2009 Passera ha fatto una scelta politica Il loft del Pd non ha saputo difenderlo Lo strano caso di Modiano di Biagio Marzo Il caso Modiano è la spia rossa del cambiamento degli equilibri tra le banche e il potere politico, in special modo sul versante del Pd. Una volta il sistema bancario aveva come baricentro in generale il centrosinistra, ora, al contrario, il suo asse si è spostato verso il centrodestra. Mentre la famiglia Berlusconi ha messo, finalmente, piede a pieno titolo nel salotto buono del capitalismo italiano, il Pd vive una fase di indebolimento dei rapporti con mondo impreditorial - finanziario. Una volta non era così, la quasi totalità del sistema bancario gli rispondeva direttamente: dal Monte Paschi di Siena al gruppo Unicredit, alla Banca Intesa San Paolo. Perché il caso Modiano? Perché è la prova del nove di questo spostamento di potere. E, comunque, Modiano è l?unico manager bancario di alto rango che ha pagato in prima persona con le dimissioni da direttore generale di Banca Intesa San Paolo, per motivi non legati ai subprime, ma in base al piano di riorganizzazione manageriale. E così mentre sono stati salvati tutti i banchieri di manica larga nei confronti dei prodotti finanziari tossici, Modiano è stato messo fuori dalla banca di cui era uno dei maggiori responsabili. In verità, Pietro Modiano ha sofferto parecchio per la tegola caduta in testa, ma in compenso non è rimasto disoccupato neppure un attimo, tant?è che è uscito da Banca Intesa ed è entrato nella finanziaria di Romain Zaleski, ?Carlo Tassara?, in cattive acque, per ricoprire l?incarico di presidente. Le dimissioni, o, meglio ancora, la defenestrazione di Modiano non è stato un atto indolore, avendo provocato polemiche al calor bianco e interventi politici senza successo per la forte opposizione dell?amministratore delegato, Corrado Passera. Quest?ultimo passava, finora, nell?immaginario collettivo, come un manager di centrosinistra, prova ne sia che partecipò, perfino, alle primarie per la designazione di Prodi alla candidatura della premiership, ma, ultimamente, si è svestito di quell?abito e ha scelto il rapporto privilegiato con la maggioranza di governo. Fatto sta che Passera ha scelto una posizione, diciamo, equidistante politicamente, Bazoli alle prese con il flop Zaleski, Profumo sotto scopa per la crisi dell?Unicredit e, alla fin fine, in ballo restava Modiano che però, alla luce delle sue dimissioni, non è più in Banca. Il re è nudo. Metaforicamente, il Pd. La scusa trovata dall?amministratore delegato, per far fuori il direttore generale, non ha convinto i più, dato che si basava sulla ristrutturazione di Intesa San Paolo. In realtà, c?è anche dell?altro: non è mai corso buon sangue tra i due. Valga il vero: Modiano, fatalmente, è stato travolto dalla fusione di San Paolo Imi con Banca Intesa e, di conseguenza, si è trovato, suo malgrado, come numero uno Passera. In effetti, la coabitazione tra Passera e Modiano sotto il medesimo tetto bancario era una cosa impossibile. Ragion per cui, uno dei due avrebbe dovuto traslocare in un altro posto e, nella fattispecie, il manager, al momento, con meno protezioni politiche era proprio Pietro Modiano, da sempre sul conto Pci-Pds-Ds e Pd. Il Pd proprio ha tentato di dare battaglia, ma ha capito che era una battaglia persa in partenza. Il caso dell?estromissione del dg, a ben vedere, non è passato come un normale avvicendamento, ma piuttosto come una vicenda politica consumata per indebolire i post comunisti del Pd. D?altro canto, è stata letta in chiave di affronto visto che Modiano è anche il consorte dell?ex ministro per le Paro opportunità Barbara Pollastrini. Il chè non conta granché nella fattispecie ma non è tuttavia un dettaglio secondario. Prima di Modiano alla ?Carlo Tassara? era stato nominato PierFrancesco Saviotti, banchiere di lungo corso, ma è stato dirottato, con la sponda di Mediobanca, verso il Banco popolare per risolvere i problemi della sua disastrata costola Italease. Si tratta di un incarico momentaneo che Giovanni Bazoli ha voluto affidare a Modiano, perché lo considera un manager serio e fidato al cento per cento, come dire, a prova di bomba, capace di coprire, diciamo così, le spalle al raider franco?polacco, bresciano di adozione. E, per la verità, non solo a lui. Nei confronti di Zaleski, Bazoli ha avuto un comportamento, diciamo così, curioso. Per la vulgata, il raider passava come ?la lunga mano? del banchiere bresciano, tuttavia, sulla stampa Bazoli ha fatto finta che Zaleski fosse per lui una sorta di E.T., insomma un extraterrestre. Ma grazie proprio alle buone relazioni, tra cui quella stretta con Bazoli soprattutto, il raider scalò il potere finanziario. E, guarda caso, possiede il 4,55 di banca Intesa San Paolo. Ma detiene anche titoli in varie società quotate alla Borsa di Milano: si va dalle Generali, a Mediobanca, a Unicredit, a Edison, a Ubi. Ma non è tutto. Entrò di peso nella Falck, sotto il controllo di Mediobanca, e in Compart-Montedison. In Francia, comprò azioni dello stabilimento siderurgico Arcelor. Tutte le operazioni sono contraddistinte dalla solita tecnica collaudata: quando le aziende barcollano finanziariamente, lui salta su comprando azioni, precisamente ?quanto serve?, per essere l?ago della bilancia. In concreto compra con i soldi prestati dalle banche ed esce con le tasche piene. Insomma, ha comprato i titoli con soldi a debito e dati in garanzia. Tra parentesi, non è stato il solo visto che molti imprenditori e finanzieri hanno fatto, con questa tecnica, le loro sfacciate fortune. Epperò adesso la situazione è cambiata e Zaleski si è trovato con l?acqua alla gola: il valore dei titoli è andato giù, quasi dimezzato a causa del crollo dei listini e, adesso, il raider è costretto a vendere a tamburo battente, dato che le banche hanno chiesto l?immediato rientro. Giacché, è un?operazione delicata e complessa la vendita delle azioni per rimborsare i debiti ottenuti, è entrato in modo felpato Bazoli per tentare di salvare capra e cavoli. Intanto le banche creditrici hanno imposto il commissariamento della holding Tassara. Di qui, la nomina di Modiano. Alla luce della crisi del gruppo che fa capo a Zaleski, Giovanni Bazoli ha perso in immagine e in potere abbastanza. E, comunque, ha perso sul piano politico anche quella notevole voce in capitolo che aveva con i governi di centrosinistra. Ha perso i suoi maggiori referenti politici: Romano Prodi, (al quale Bazoli era legato per via di Nino Andreatta), che è uscito di scena e il Pd all?opposizione nonché alle prese con una crisi dagli esiti incerti. La corrazzata bancaria legata al Partito democratico ha perso la sua potenza di fuoco. Modiano fuori dal gigante bancario Intesa San Paolo, Bazoli sta al ?capezzale? di Zaleski, Profumo prega iddio, per salvarsi, che vada bene la ricapitalizzazione di Unicredit altrimenti si troverà sotto Mediobanca di Geronzi e il Pd sta pezzi. Prova ne sia che il Loft non ha saputo nemmeno difendere Modiano divenuto sinonimo di declino.

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