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tARTICOLI DEL 7-8 gennaio 2009#TOP
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Articoli
Revoca fidi (7)
di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa
integrazione è solo un effetto temporaneo dell...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Capisco le banche che non si possono più fidare. Ma non è colpa delle aziende se oggi ci troviamo in questa situazione. Il sistema bancario dovrebbe sostenere comunque le imprese, magari attraverso i consorzi fidi e quindi con strumenti diversi rispetto al passato. Anche le banche hanno la loro responsabilità.
Il
microcredito aiuta gli artigiani ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il sistema di microcredito orientato e assistito di Fidi Toscana, Regione Toscana e Fabrica Ethica. Nato da un progetto della commissione etica regionale, Smoat è operativo dal 2007, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Regione e 16 istituti bancari per la costituzione di un fondo di garanzia e co-garanzia per le Pmi.
Sofferenze
record per il Comfidi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: anche da Confidi imprese toscane e Fidi Toscana (ambedue però con un tasso di sofferenza inferiore all'1,5%). L'attività dei confidi è quella di garantire il 50% dei crediti in essere, concessi alle imprese dal sistema bancario. Nel caso specifico, su un monte fidi paria 3,4 miliardi (il 50% appunto garantito da Toscana Comfidi) le sofferenze a fine 2007 erano pari a 283 milioni (
Confidi,
la Regione stanzia 4 mln ( da "Denaro, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: cooperative di garanzia collettiva dei fidi, che hanno sede nella regione Campania e prestano la propria attività in favore di imprese campane. La Regione promuove anche la costituzione del Consorzio fidi di secondo grado, il Confidi Campania. Confidi unico Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale predispone apposito regolamento per definire i compiti,
La
borsa è sotto una buona stella ( da "Italia Oggi"
del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: (+13,84%) e Fidia (+13,21%). Male, invece, Diasorin (-4,53%). Nei cambi, dopo i poco confortanti dati sugli ordini all'industria e le vendite di case negli Stati Uniti, il dollaro ha frenato la sua corsa: l'euro ha così limitato le perdite, chiudendo in lieve calo a 1,3383.
Lo
strano caso di Modiano ( da "Opinione, L'"
del 08-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: perché lo considera un manager serio e fidato al cento per cento, come dire, a prova di bomba, capace di coprire, diciamo così, le spalle al raider franco?polacco, bresciano di adozione. E, per la verità, non solo a lui. Nei confronti di Zaleski, Bazoli ha avuto un comportamento, diciamo così, curioso.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CRONACHE pag. 17 di
DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è solo un effetto
temporaneo dell... di DAVIDE NITROSI Presidente Artoni, la cassa integrazione è
solo un effetto temporaneo della crisi o rischia di diventare un dato
stabilizzato nei prossimi mesi? «E? un segnale che rileviamo da qualche mese.
Il trend di crescita riguarda sia la cassa integrazione straordinaria sia quella
ordinaria, ma la dice lunga su quello che è stato l?impatto della crisi
finanziaria sull?economia mondiale e sull?economia reale del nostro paese».
Crisi improvvisa e inattesa? «Sono convinta che la crisi nasca prima di
ottobre. Ottobre l?ha riacutizzata, ma i primi segnali di calo si cominciano a
vedere da agosto
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP Toscana data: 2009-01-07 - pag: 5 autore: Nell'ultimo biennio il
progetto Smoat ha finanziato 398 programmi per 5,2 milioni Il microcredito
aiuta gli artigiani Giovanna Mezzana FIRENZE Lo strumento del microcredito
stimola la piccola imprenditorialità toscana: sono 398 (per un finanziamento
complessivo pari a 5 milioni e 250mila euro) le microimprese che negli ultimi
ventiquattro mesi hanno aperto i battenti grazie a Smoat, il
sistema di microcredito orientato e assistito di Fidi Toscana, Regione Toscana
e Fabrica Ethica. Nato da un progetto della commissione etica regionale, Smoat
è operativo dal 2007, dopo la firma di un protocollo d'intesa tra Regione e 16
istituti bancari per la costituzione di un fondo di garanzia e co-garanzia per
le Pmi. Sono complessivamente 580, per un totale di 7 milioni e 700mila
euro, le richieste di finanziamento giunte allo sportello Smoat attivo presso
Fidi Toscana. Il 68,6% delle domande ha ottenuto il nulla osta, poco più di un
quarto sono invece le richieste respinte e una piccola quota restante è in
istruttoria: «Una percentuale di accoglimento del 70% circa è decisamente un
buon risultato – nota Giovanni Ricciardi, direttore generale di Fidi Toscana –.
Teniamo conto che si tratta di soggetti non "bancabili", per offrire
le garanzie ai quali dobbiamo comunque rispettare i dettami di Banca Italia. In
futuro vogliamo incrementare l'utilizzo dello strumento rendendo ancora più
semplice il ricorso». Le garanzie rilasciate da Smoat consentono un prestito
sino a 15mila euro per un investimento massimo di 20mila euro, e possono essere
concesse a imprese con sede legale o operativa in Toscana, attività da avviare
o avviata nei 36 mesi precedenti la richiesta, meno di dieci occupati e un
fatturato annuo non superiore a 2 milioni di euro. I soggetti già beneficiati
sono stati soprattutto donne (sono il 65% le imprese femminili che hanno goduto
dell'erogazione, secondo la classifica di genere), artigiani (per il 53%,
prendendo come indicatore il settore di attività), stranieri (per il 62%,
secondo la mappatura italiani/ migranti). I microimprenditori apprezzano i
tempi brevi con cui si accede al credito, anche se talvolta non bastano per
fare impresa: «è uno strumento utile per la velocità di erogazione osserva
Francesca Avezzano di Cleaning Tech, impresa fiorentina di detergenti e
sgrassanti industriali che ha investito col microcredito - Ma molto più lungo
si è rivelato il percorso per ottenere l'omologazione ministeriale di un
prodotto: le piccole imprese che investono in innovazione hanno bisogno non
solo di credito, ma anche di accompagnamento ».
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP Toscana data: 2009-01-07 - pag: 5 autore: Finanza. Nel consorzio di
garanzia di Confesercenti valori in bilico per oltre 141 milioni, pari al 7,9%
della massa affidata Sofferenze record per il Comfidi La società rassicura:
«Incagli reali minimi e ci sono le coperture immobiliari» Andrea Gennai FIRENZE
La crisi finanziaria e la relativastretta creditizia hanno portato
prepotentemente alla ribalta il sempre più difficile rapporto tra banche e
imprese, mediato dal ruolo oramai insostituibile dei consorzi di garanzia. E
l'indicatore delle sofferenze, in una fase come questa, finisce inevitabilmente
sotto i riflettori. Secondo il recente rapporto sul sistema creditizio
realizzato dall'Irpet,la situazione in Toscana non desta particolare
preoccupazione: i consorzi di garanzia hanno in media sofferenze tra l'1 e il 2
per cento. C'è però un'eccezione, ed è comunque rilevante visto che si tratta
del più grosso consorzio di garanzia in termini di affidamenti (sia per flusso
che per stock):Toscana Comfidi,l'organismo della Confesercenti. Ebbene,
rispetto alle consistenze del 2007 il tasso di sofferenza (rapporto tra
garanzie a sofferenza e garanzie erogate) è stato del 7,9 per cento. Tra il
2004e il 2007 lo stesso indicatore ha avuto un aumento di oltre il 5%, una
dinamica che secondo l'Irpet è registrata anche da Confidi
imprese toscane e Fidi Toscana (ambedue però con un tasso di sofferenza
inferiore all'1,5%). L'attività dei confidi è quella di garantire il 50% dei
crediti in essere, concessi alle imprese dal sistema bancario. Nel caso
specifico, su un monte fidi paria 3,4 miliardi (il 50% appunto garantito da Toscana
Comfidi) le sofferenze a fine 2007 erano pari a 283 milioni (la metà
delle quali in capo al consorzio, che lavora anche fuori Toscana). L'altra metà
dei crediti a rischio (circa 140 milioni) grava quindi direttamente sul sistema
bancario, in gran parte toscano. Secondo l'organismo
di Confesercenti, la percentuale di sofferenze dovrebbe essere la stessa anche
a fine 2008: è aumentato lo stock delle garanzie e aumentano parallelamente i
casi di sofferenza. Nel 2007 le garanzie erogatea breve e medio termine da
Toscana Confidi sono state circa 686 milioni, più del doppio di Artigiancredito
(il secondo confidi in classifica secondo l'Irpet). Alla fine dello stesso anno
lo stock delle garanzie ammontava a circa 1,7 miliardi di euro. I dati del 2008
dovranno ancora passare al vaglio dell'assemblea, ma secondo una prima stima lo
scorso anno i dati non si discostano molto dal flusso 2007 (intorno ai 600
milioni): lo stock dovrebbe essere quindi salito abbondantemente sopra 1,8
miliardi. A fronte di una crescita nei primi nove mesi dell'anno, c'è stata una
frenata a partire da settembre. Dalla Confesercenti gettano acqua sul fuoco,
ritenendo fisiologico che il più grande confidi della Toscana possa avere anche
un maggiore impatto delle sofferenze. «Si tratta nella maggior parte dei casi
di crediti – spiega il presidente di Toscana Comfidi, Massimo Vivoli – che
tecnicamente diventano sofferenze, ma alla fine sono solo pagamenti in ritardo.
Rientrano quindi senza troppa difficoltà. La percentuale delle sofferenze reali
è infinitamente più bassa. Dietro la maggioranza dei crediti ci sono poi
coperture ipotecarie immobiliari che rappresentano per noi una solidissima
garanzia ». Inoltre, nell'ipotesi estrema in cui un consorzio non riesca a far
fronte ai propri impegni, la legge prevede un fondo rischi ad hoc. SITUAZIONE
IMMUTATA L'istituto di ricerca Irpet ha censito l'indicatore relativamente al
2007, ma il dato è in linea con l'anno appena finito
( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Campania credito
Confidi, la Regione stanzia 4 mln Sarà sostenuta l'attività di 15 consorzi per
un numero complessivo di 17.804 Pmi Quattro milioni di euro per i consorzi e le
società cooperative di garanzia collettiva che hanno presentato istanza di
finanziamento entro il 15 ottobre scorso, secondo quanto indicato dalla nuova
legge regionale, approvata il 26 settembre del
( da "Italia Oggi" del 07-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Numero
005 pag. 32 del 7/1/2009 | Indietro La borsa è sotto una
buona stella MERCATI E FINANZA Mibtel +2,09%. Il dollaro corre, poi frena dopo
i dati Usa: euro in lieve flessione a 1,3383 Ancora acquisti in Europa: bene
l'auto e le materie prime è stata un'altra seduta in deciso rialzo per piazza
Affari e le altre borse europee, sostenute da acquisti diffusi in tutti i
settori, in particolare nell'auto e nelle materie prime. Si tratta della quinta
chiusura consecutiva oltre la parità per gli indici del Vecchio continente, che
sperano in un nuovo taglio dei tassi da parte della Bce. In frazionale
progresso Wall Street, dopo che l'Ism non manifatturiero in dicembre, negli
Usa, è cresciuto a quota 40,6 punti rispetto ai 37,3 punti di novembre: il dato
è stato migliore delle previsioni degli analisti, che avevano stimato un valore
di 36,8. Peggiori delle attese, invece, altri due dati macroeconomici. Gli
ordinativi industriali sono calati, sempre in novembre, del 4,6% rispetto al
2,5% previsto: si tratta della quarta flessione mensile consecutiva, che
manifesta la profonda crisi in cui versa l'economia statunitense. Ancora, il
numero di case esistenti per cui è stato firmato il compromesso, ma non il
rogito, è calato del 4% a 82,3 punti, mentre ci si aspettava un ribasso
dell'1%. A Milano il Mibtel ha guadagnato il 2,09% a 16.099 punti,
l'S&P/Mib il 2,3% a 20.729, il Midex il 2,53% a
( da "Opinione, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Oggi è Gio, 08 Gen
2009 Edizione 1 del 08-01-2009 Passera ha fatto una scelta politica Il loft del
Pd non ha saputo difenderlo Lo strano caso di Modiano di Biagio Marzo Il caso
Modiano è la spia rossa del cambiamento degli equilibri tra le banche e il
potere politico, in special modo sul versante del Pd. Una volta il sistema bancario aveva come baricentro in generale il
centrosinistra, ora, al contrario, il suo asse si è spostato verso il
centrodestra. Mentre la famiglia Berlusconi ha messo, finalmente, piede a pieno
titolo nel salotto buono del capitalismo italiano, il Pd vive una fase di
indebolimento dei rapporti con mondo impreditorial - finanziario. Una volta non
era così, la quasi totalità del sistema bancario gli
rispondeva direttamente: dal Monte Paschi di Siena al gruppo Unicredit, alla
Banca Intesa San Paolo. Perché il caso Modiano? Perché è la prova del nove di
questo spostamento di potere. E, comunque, Modiano è l?unico manager bancario di alto rango che ha pagato in prima persona con le
dimissioni da direttore generale di Banca Intesa San Paolo, per motivi non
legati ai subprime, ma in base al piano di riorganizzazione manageriale. E così
mentre sono stati salvati tutti i banchieri di manica larga nei confronti dei
prodotti finanziari tossici, Modiano è stato messo fuori dalla banca di cui era
uno dei maggiori responsabili. In verità, Pietro Modiano ha sofferto parecchio
per la tegola caduta in testa, ma in compenso non è rimasto disoccupato neppure
un attimo, tant?è che è uscito da Banca Intesa ed è entrato nella finanziaria
di Romain Zaleski, ?Carlo Tassara?, in cattive acque, per ricoprire l?incarico
di presidente. Le dimissioni, o, meglio ancora, la defenestrazione di Modiano
non è stato un atto indolore, avendo provocato polemiche al calor bianco e
interventi politici senza successo per la forte opposizione dell?amministratore
delegato, Corrado Passera. Quest?ultimo passava, finora, nell?immaginario
collettivo, come un manager di centrosinistra, prova ne sia che partecipò,
perfino, alle primarie per la designazione di Prodi alla candidatura della
premiership, ma, ultimamente, si è svestito di quell?abito e ha scelto il
rapporto privilegiato con la maggioranza di governo. Fatto sta che Passera ha
scelto una posizione, diciamo, equidistante politicamente, Bazoli alle prese
con il flop Zaleski, Profumo sotto scopa per la crisi dell?Unicredit e, alla
fin fine, in ballo restava Modiano che però, alla luce delle sue dimissioni,
non è più in Banca. Il re è nudo. Metaforicamente, il Pd. La scusa trovata
dall?amministratore delegato, per far fuori il direttore generale, non ha
convinto i più, dato che si basava sulla ristrutturazione di Intesa San Paolo.
In realtà, c?è anche dell?altro: non è mai corso buon sangue tra i due. Valga
il vero: Modiano, fatalmente, è stato travolto dalla fusione di San Paolo Imi
con Banca Intesa e, di conseguenza, si è trovato, suo malgrado, come numero uno
Passera. In effetti, la coabitazione tra Passera e Modiano sotto il medesimo
tetto bancario era una cosa impossibile. Ragion per
cui, uno dei due avrebbe dovuto traslocare in un altro posto e, nella
fattispecie, il manager, al momento, con meno protezioni politiche era proprio
Pietro Modiano, da sempre sul conto Pci-Pds-Ds e Pd. Il Pd proprio ha tentato
di dare battaglia, ma ha capito che era una battaglia persa in partenza. Il
caso dell?estromissione del dg, a ben vedere, non è passato come un normale
avvicendamento, ma piuttosto come una vicenda politica consumata per indebolire
i post comunisti del Pd. D?altro canto, è stata letta in chiave di affronto
visto che Modiano è anche il consorte dell?ex ministro per le Paro opportunità
Barbara Pollastrini. Il chè non conta granché nella fattispecie ma non è
tuttavia un dettaglio secondario. Prima di Modiano alla ?Carlo Tassara? era
stato nominato PierFrancesco Saviotti, banchiere di lungo corso, ma è stato
dirottato, con la sponda di Mediobanca, verso il Banco popolare per risolvere i
problemi della sua disastrata costola Italease. Si tratta di un incarico
momentaneo che Giovanni Bazoli ha voluto affidare a Modiano, perché lo
considera un manager serio e fidato al cento per cento, come dire, a prova di
bomba, capace di coprire, diciamo così, le spalle al raider franco?polacco,
bresciano di adozione. E, per la verità, non solo a lui. Nei confronti di
Zaleski, Bazoli ha avuto un comportamento, diciamo così, curioso. Per la
vulgata, il raider passava come ?la lunga mano? del banchiere bresciano,
tuttavia, sulla stampa Bazoli ha fatto finta che Zaleski fosse per lui una
sorta di E.T., insomma un extraterrestre. Ma grazie proprio alle buone
relazioni, tra cui quella stretta con Bazoli soprattutto, il raider scalò il
potere finanziario. E, guarda caso, possiede il 4,55 di banca Intesa San Paolo.
Ma detiene anche titoli in varie società quotate alla Borsa di Milano: si va
dalle Generali, a Mediobanca, a Unicredit, a Edison, a Ubi. Ma non è tutto.
Entrò di peso nella Falck, sotto il controllo di Mediobanca, e in
Compart-Montedison. In Francia, comprò azioni dello stabilimento siderurgico
Arcelor. Tutte le operazioni sono contraddistinte dalla solita tecnica
collaudata: quando le aziende barcollano finanziariamente, lui salta su
comprando azioni, precisamente ?quanto serve?, per essere l?ago della bilancia.
In concreto compra con i soldi prestati dalle banche ed esce con le tasche
piene. Insomma, ha comprato i titoli con soldi a debito e dati in garanzia. Tra
parentesi, non è stato il solo visto che molti imprenditori e finanzieri hanno
fatto, con questa tecnica, le loro sfacciate fortune. Epperò adesso la
situazione è cambiata e Zaleski si è trovato con l?acqua alla gola: il valore
dei titoli è andato giù, quasi dimezzato a causa del crollo dei listini e,
adesso, il raider è costretto a vendere a tamburo battente, dato che le banche
hanno chiesto l?immediato rientro. Giacché, è un?operazione delicata e
complessa la vendita delle azioni per rimborsare i debiti ottenuti, è entrato
in modo felpato Bazoli per tentare di salvare capra e cavoli. Intanto le banche
creditrici hanno imposto il commissariamento della holding Tassara. Di qui, la
nomina di Modiano. Alla luce della crisi del gruppo che fa capo a Zaleski,
Giovanni Bazoli ha perso in immagine e in potere abbastanza. E, comunque, ha
perso sul piano politico anche quella notevole voce in capitolo che aveva con i
governi di centrosinistra. Ha perso i suoi maggiori referenti politici: Romano
Prodi, (al quale Bazoli era legato per via di Nino Andreatta), che è uscito di
scena e il Pd all?opposizione nonché alle prese con una crisi dagli esiti
incerti. La corrazzata bancaria legata al Partito democratico ha perso la sua
potenza di fuoco. Modiano fuori dal gigante bancario
Intesa San Paolo, Bazoli sta al ?capezzale? di Zaleski, Profumo prega iddio,
per salvarsi, che vada bene la ricapitalizzazione di Unicredit altrimenti si
troverà sotto Mediobanca di Geronzi e il Pd sta pezzi. Prova ne sia che il Loft
non ha saputo nemmeno difendere Modiano divenuto sinonimo di declino.