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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL 7-11 dicembre 2008#TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (19)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

imprese, come avere credito - tiziana simula ( da "Nuova Sardegna, La" del 07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ha descritto i modi di intervento del Consorzio Fidi, spiegando come Finsardegna, unico finora nell'isola, abbia compiuto una scelta difficile ma di grande importanza strategica per le imprese, chiedendo alla Banca d'Italia l'iscrizione all'articolo 107 della legge bancaria, «questo significa che sarà controllato e certificato nelle sua prestazione di garanzia dalla Banca d'

A 82 anni perde tutti i suoi risparmi ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: mi sono fidato della mia banca e sa cosa scopro? Che al posto dei titoli di stato che scadevano nel 2011 mi ritrovavo con obbligazioni bancarie private della Goldman Sachs in scadenza a marzo del 2014». Titoli che sono nel pieno della crisi che sta sconvolgendo il mondo finanziario e che avevano problemi già dall?

CRISI, LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI ( da "Wall Street Italia" del 08-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI di Alfonso Tuor Sono riusciti a convincere il mondo che salvare il settore bancario equivarrebbe a salvare l?economia. Non ha funzionato. Ora sembrano spingere per allentare ogni argine alla spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali.

Un patto contro racket e usura Più garanzie per i prestiti bancari ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: monitorare il volume dei prestiti o dei fidi erogati e le sofferenze che si ingenerano; effettuare, in relazione all?attività di monitoraggio, un periodico reporting al Commissario Straordinario del Governo; organizzare seminari sulla prevenzione dell?usura e del racket, al fine di illustrare l?

Gli istituti di credito portano a 11 miliardi (più 2,6 per cento) la raccolta annuale di mezzi finanziari ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidando su una raccolta di denaro rilevante, senza scosse, il sistema bancario della provincia di Treviso si è evoluto ed ha mostrato quest'anno una buona tenuta della crescita degli impieghi (prestiti). La Marca è la provincia che - in Veneto - ha rivelato la maggiore dinamicità nelle aperture di sportelli (più 4,

cantieri nelle strade prestiti più facili per i negozi - ernesto ferrara ( da "Repubblica, La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: interessati potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari di Carifirenze o alle associazioni di categoria (Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato) per ulteriori informazioni. In sostanza se la Camera di Commercio garantisce liquidità immediata per chi chiede il prestito, Fidi Toscana si impegna a coprire fino al 60 per cento per chi si trovasse in difficoltà:

In crisi per colpa dei cantieri Un fondo da 5 milioni di euro ( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Gli operatori potranno rivolgersi agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria. «È un intervento sinergico con Fidi Toscana che garantisce il 60% dell?investimento e noi mettiamo a disposizione 250.000 euro a fondo perduto per le imprese e che dovrebbe abbattere il tasso di circa 1,40% ?

Indipendenza e specializzazione i baluardi anti-crisi dell'unica Banca da sempre totalmente fiorentina ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il Gruppo Bancario Ifigest - nato dalla fusione di Fidia in Banca Ifigest SpA - ha sviluppato spiccate professionalità nel mondo della finanza e della gestione del risparmio, crescendo con lo stile e la discrezione tipici di un family office e ponendosi in grado di assicurare un'offerta completa ed integrata dei principali servizi finanziari:

Per i cantieri in crisi sbloccati 5 milioni ( da "Metronews" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: con cui Fidi Toscana garantisce il 60 per cento dell?investimento. «Parliamo di piccole e medie imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane» ha detto il direttore di Fidi Giovanni Ricciardi. Gli operatori economici potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria.

Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola ( da "Sicilia, La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzio fidi Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola Il ruolo del Consorzio Fidi Produttori Agricoli, rappresenta una funzione di straordinaria importanza per il rilancio e lo sviluppo del settore agricolo. Se consideriamo che i fondi strutturali 2007/2013 saranno quanto prima impiegati per finanziamenti del piano di sviluppo rurale mediante banche,

CRISI Appello al Governo: <Le banche non chiudano i fidi> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Le banche non chiudano i fidi» Diverse le reazioni all?incontro: «Utile, ma non determinante. La situazione la conosciamo tutti, si deve reagire» Grandi manovre anticrisi, ieri in prefettura. Il prefetto Piero Mattei ha infatti ricevuto tutti i presidenti delle categorie economiche vicentine, e il presidente della Banca d'Italia,

Le banche ricattano le imprese sui fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per estorsione ( da "Sestopotere.com" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per estorsione (10/12/2008 14:46) | (Sesto Potere) - Roma - 10 dicembre 2008 - Le segnalazioni sono giunte al Codacons da numerosi imprenditori e persino da alcuni bancari. Le imprese, come spesso accadde nella normale attività di un'azienda, chiedono fidi alle banche e a quel punto si sentono chiamare da funzionari che comunicano un innalzamento

CRISI: CONFCOMMERCIO PERUGIA, GIUDIZIO POSITIVO SU INTERVENTI... (2). ( da "Asca" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: flussi di credito erogato allo scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai periodi precedenti, il monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di interesse richiesti e delle spese accessorie, per allentare l'azione delle banche sui rientri degli esuberi dei fidi e ottenere maggiore flessibilita' nella valutazione del merito creditizio delle imprese''. red/map/ss (Asca)

confidi industria: nasce il colosso del nord est ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: cooperativa di garanzia collettiva fidi» e che opererà, oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario,

confidi industria: nasce il colosso del nordest ( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: cooperativa di garanzia collettiva fidi" e che opererà, oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario,

Interventi anti crisi Confcommercio esprime un giudizio positivo... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il potenziamento finanziario dei consorzi di garanzia fidi, l'accelerazione della spesa per le infrastrutture e l'attenzione agli ammortizzatori sociali, ed anche la revisione congiunturale speciale degli studi di settore, per assicurare una compiuta e coerente rilevazione nell'ambito della metodologia degli studi di settore allo scopo di garantire l'effettiva rispondenza.

L'artigianato è in cerca di credito ( da "Corriere Adriatico" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: accesso al credito bancario sono ora diventate ancora più critiche. E' quindi ancora più urgente potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti , creare occupazione e superare questo periodo di grossa difficoltà.

CdC Monza e Brianza, contributi per programmi di crescita aziendali ( da "Sestopotere.com" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/Cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all'iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L'elenco dei Consorzi/Cooperative è pubblicato nel regolamento.

MARCHE: CIVITANOVA, 1 MLN 200MILA EURO PER PICCOLE IMPRESE E FAMIGLIE. ( da "Asca" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: All'incontro prenderanno parte anche Mario Volpini, il presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani e dirigenti della provincia e della regione, direttori di banche, rappresentanti delle associazioni produttive e dei relativi Consorzi Fidi, le organizzazioni sindacali. red/map/rob (Asca)


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imprese, come avere credito - tiziana simula (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 07-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 3 - Gallura Imprese, come avere credito Porto San Paolo, un convegno sul ruolo delle banche TIZIANA SIMULA PORTO SAN PAOLO. Le esigenze finanziarie delle imprese e il rapporto con il credito e le banche sono stati al centro di un incontro promosso dal Comune. «Un'iniziativa necessaria per fornire informazioni sugli strumenti a disposizione del mondo imprenditoriale per affrontare al meglio il periodo di forte criticità vissuto dal tessuto economico del territorio», ha spiegato l'assessore agli affari sociali, Elio Decandia. Che ha introdotto il tema del Consorzio Fidi, strumento che accompagna l'impresa nel suo rapporto con la banca. Tema approfondito dal segretario provinciale della Cna Gallura Massimo Bonacossa che ha sottolineato la necessità che le imprese abbiano un valido alleato nella gestione corretta e programmata del credito, «una consulenza finanziaria che consenta non solo di avere una garanzia di supporto per accedere più facilmente ai finanziamenti - ha detto -, ma anche una guida che indichi quali tipologie di finanziamento sono più idonee all'impresa, evitando che si compiano errori». Il responsabile regionale del settore promozione e svilupo di Finsardegna, Roberto Serra, ha descritto i modi di intervento del Consorzio Fidi, spiegando come Finsardegna, unico finora nell'isola, abbia compiuto una scelta difficile ma di grande importanza strategica per le imprese, chiedendo alla Banca d'Italia l'iscrizione all'articolo 107 della legge bancaria, «questo significa che sarà controllato e certificato nelle sua prestazione di garanzia dalla Banca d'Italia - ha detto - e che, quindi, la garanzia prestata alle banche in favore delle imprese associate avrà una straordinaria efficacia in termini di accesso al credito e darà alle stesse banche la possibilità di accantonare minori capitali di rischio e di conseguenza di immetere più risorse a disposizione dei finanziamenti». Nonostante l'esigua presenza di imprenditori, la discussione è stata intensa: alle tante domande, hanno risposto il responsabile dell'agenzia gallurese di Finsardegna Luca Giannetti, la promotrice locale Rosella Satta e il direttore della banca Unipol di Olbia Massimo Nonnis, ai quali sono stati chiesti chiarimenti soprattutto sui tempi di istruttoria delle richieste di finanziamento, sulle condizioni applicate e sulla finanziabilità di nuove iniziative.

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A 82 anni perde tutti i suoi risparmi (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 A 82 anni perde tutti i suoi risparmi Erano investiti in Btp, la banca gli fa comprare azioni della Goldman Sachs di GRAZIA MANDRELLI UNA VITA di risparmi per assicurarsi una vecchiaia serena. Poi, a causa di una sciagurata scelta bancaria, gli crolla il mondo addosso. Il signor Vincenzo ha quasi 82 anni, è alto e dritto come un fuso, ma da qualche mese ha gli occhi umidi di preoccupazione e amarezza. La serenità con la quale aveva trascorso buona parte della sua vita lo ha abbandonato quando ha scoperto che tutti i suoi risparmi valgono oggi, poco più della carta straccia. Questa è la sua storia. Il signor Vincenzo possedeva circa 170mila euro investiti in buoni del tesoro, che gli rendevano una piccola cfra con la quale anndava a integrare la sua pensioncina di 650 euro mensili. Una vita tranquilla per un uomo che non ha famiglia e che pensava, un giorno, di utilizzare quel denaro per assicurarsi una vecchiata altrettanto tranquilla. Ma quando viene a trovarci per raccontare cosa gli era accaduto la tranquillità è completamete scomparsa dal suo viso. «Avendo investito in buoni del tesoro, pensavo di essere al riparo da qualsiasi sconvolgimento finaziario ? ci dice ? però ero preoccupato per la scadenza dei titoli nel 2011: mi sembrava una data troppo lontana. Avrei voluto poter disporre prima del mio denaro per organizzare meglio la mia vita, sa io ho quasi 82 anni!». Così il signor Vincenzo, a marzo di quest?anno, si reca nella banca di cui si serve da tanti anni e chiede se vi era la possibilità di ottenere dei titoli di Stato con scadenza a tre e sei mesi che non intaccassero il capitale. «Mi fanno parlare con un consulent personal banking, così lo chiamano, che mi assocura che non c?è alcun problema e mi fa sottoscrivere diverse carte». Ma lei non ha letto cosa c?era scritto? «Erano scritte fitte fitte e io non mi intendo di finanza, mi sono fidato della mia banca e sa cosa scopro? Che al posto dei titoli di stato che scadevano nel 2011 mi ritrovavo con obbligazioni bancarie private della Goldman Sachs in scadenza a marzo del 2014». Titoli che sono nel pieno della crisi che sta sconvolgendo il mondo finanziario e che avevano problemi già dall?anno precendente. «Sì, ma io l?ho scoperto dopo che, rivolgendomi a un?altra banca, ho chiesto, su consiglio del direttore, di mettere sul mercato una certa quota di quelle azioni. Sono state in vendita un mese e non abbiamo avuto neppure un?offerta». In pratica si ritrova con delle carte che, pur avendo nominalmente un certo valore, al momento sono del tutto inservibili. Il signor Vincenzo ha raccontato la sua storia anche alla magistratura presentando, assieme al suo legale, avvocato Francesco Ciabattoni, una denuncia nei confronti dell?istituto di credito che aveva portato a termine l?operazione. Nel frattempo la serenità guadagnata nel corso di una vita se n?è andata a farsi benedeire e il simpatico pensionato è in cura da specialisti per ansia e la depressione. Dice l?avvocato: «Nessuno dovrebbe trovarsi in una situazione simile in particolare un uomo di quell?età. Quei risparmi erano la sua unica speranza e la Finanza non può e non deve giocare in questo modo con la vita delle persone». Siamo d?accordo. Image: 20081207/foto/389.jpg

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CRISI, LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI (sezione: Revoca fidi)

( da "Wall Street Italia" del 08-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CRISI, LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI di Alfonso Tuor Sono riusciti a convincere il mondo che salvare il settore bancario equivarrebbe a salvare l?economia. Non ha funzionato. Ora sembrano spingere per allentare ogni argine alla spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali. Attenti che... -->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? L?economia statunitense a novembre ha perso 533.000 posti di lavoro, si tratta del maggior calo in un mese dal dicembre 1974 (602.000). Il tasso di disoccupazione è passato dal 6,5% al 6,7%, il più elevato dal 1993. Lo ha comunicato il Dipartimento del lavoro statunitense. La perdita di 533.000 posizioni lavorative è nettamente superiore alle stime degli economisti che avevano preventivato la perdita di 335.000 unità. È stato inoltre rivisto in peggio il dato di ottobre con una perdita di occupati salita di 80.000 unità a 320.000 unità. Nemmeno i più pessimisti avrebbero potuto prevedere la rapidità e l?ampiezza dell?attuale recessione. Le notizie, che si succedono a ritmo incalzante, assomigliano sempre più ad un «bollettino di guerra». L?ultima in ordine di tempo giunge dagli Stati Uniti: nel solo mese di novembre sono stati persi 533mila posti di lavoro. Dall?inizio dell?anno, ossia nell?arco di 11 mesi, ne sono andati in fumo 1.91 milioni. La situazione in Europa non è migliore, come dimostrano i tagli dei tassi di interesse annunciati giovedì scorso dalla Banca centrale europea e dalla Banca d?Inghilterra e da quella di Svezia. Gli interventi di banche centrali e governi, che si sono susseguiti negli ultimi mesi, non producono risultati significativi e oggi il mondo è sull?orlo di una nuova Grande Depressione. Per evitare di cadere in una spirale deflazionistica, gli Stati Uniti hanno chiaramente scelto di usare tutti i mezzi a loro disposizione. Ancora ieri il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non ha escluso che la banca centrale, che oramai è diventata una banca onnipresente, possa stampare dollari a ritmi ancora più sostenuti e mettersi ad acquistare i titoli del debito pubblico americano. La scelta americana è comprensibile: per gli Stati Uniti la caduta dei prezzi avrebbe conseguenze devastanti. Infatti il debito accumulato da famiglie, imprese, Stato federale e dallo stesso Paese crescerebbe rispetto a redditi in calo e ad entrate fiscali in forte diminuzione. Il rischio di una caduta del valore del dollaro e dell?inflazione (o anche dell?iperinflazione), come oramai viene ripetutamente scritto, appare accettabile, poiché la tendenza all?aumento dei prezzi possiede la «virtù» taumaturgica di erodere lo stock del debito. L?Europa segue per il momento la politica della Germania di Angela Merkel e della Bancacentrale europea, che invitano a non bruciare tutte le cartucce. Questa linea è sempre più avversata da Francia e Gran Bretagna, che invocano invece una politica monetaria più aggressiva e pacchetti fiscali di rilancio dell?economia più consistenti. La posizione tedesca e quella della Bce hanno una loro legittimità. Innanzitutto, non è certo che pacchetti fiscali di rilancio dell?economia producano gli effetti desiderati. I modesti risultati dei numerosi piani di rilancio varati negli ultimi venti anni dal Giappone rafforzano questi dubbi. Inoltre, la maggior parte dei Paesi europei (l?Italia è un?eccezione) dispongono di ottimi leggi sociali, che dovrebbero limitare l?impatto ? pur molto doloroso ? della crisi soprattutto per i ceti meno favoriti. In secondo luogo, ed è il punto più importante, i deficit pubblici sono destinati ad aumentare per il calo delle entrate fiscali e l?aumento delle spese sociali. Dato che molti Paesi europei (come l?Italia, la Grecia e il Portogallo) hanno già consistenti debiti pubblici, il varo di dispendiosi pacchetti fiscali di rilancio farebbe esplodere i loro disavanzi pubblici e soprattutto incrinerebbe la credibilità dei titoli obbligazionari grazie ai quali gli Stati si finanziano. Vi sono già alcuni segnali. Se la sfiducia dei risparmiatori dovesse intaccare anche i titoli statali, le conseguenze sarebbero enormi. Per i Paesi di Eurolandia si prospetterebbe un conflitto tra Paesi risparmiatori (Germania, Olanda, ecc.) e quelli più indebitati, che metterebbe in pericolo anche la stessa Unione monetaria. Per i Paesi non appartenenti all?area euro, come la Gran Bretagna, si metterebbe in discussione lo stesso valore della moneta. Il governo tedesco teme che interventi avventati non producano risultati apprezzabili, ma solo una gravissima crisi monetaria. Dato che il mercato dei capitali è la nuova linea del fronte di questa crisi, per Berlino l?imperativo categorico è che la credibilità dei titoli pubblici non venga incrinata. Queste considerazioni assumono maggiore forza, ed è il secondo punto, per la consapevolezza che la riduzione dei tassi della Bce permetterà la diminuzione dei tassi ipotecari, dando fiato alle famiglie del Vecchio Continente, ma non si tradurrà in una diminuzione del costo del denaro per le imprese. Infatti per le piccole e medie imprese l?accesso al credito bancario rimane molto arduo e per le grandi imprese il finanziamento tramite l?emissione di obbligazioni societarie è possibile solo a tassi proibitivi. Il risultato è evidente: l?aumento del costo del denaro crea una miscela esplosiva per società che già devono fare i conti con una contrazione delle vendite. In queste condizioni, rischia di non essere sbagliata la decisione di conservare delle cartucce per evitare che vada in fumo il bagaglio di competenze accumulato nel corso dei decenni dall?industria europea, che rappresenta la vera ricchezza del Vecchio Continente. In terzo luogo, le famiglie e le imprese europee non sono indebitate come quelle americane. Anzi, in Europa, sebbene negli ultimi anni sia diminuito, vi è ancora un consistente tasso di risparmio. Quindi intaccare i risparmi sarebbe pericoloso sia economicamente sia politicamente. Tutto ciò induce a sostenere che la posizione del governo tedesco e della Banca centrale europea abbia solide motivazioni, non tenute in sufficiente considerazione da coloro che le criticano e che invocano interventi più incisivi. Tra questi ultimi spiccano alcuni esponenti del mondo finanziario anglosassone e i grandi giornali europei che a loro fanno riferimento. Costoro sono riusciti negli ultimi mesi a convincere il mondo che salvare il settore bancario equivarrebbe a salvare l?economia. In queste operazioni di salvataggio sono state bruciate centinaia di miliardi senza che gli Stati chiedessero nemmeno il cambiamento dei manager che avevano provocato il disastro. Ora costoro, consapevoli che questi salvataggi non hanno turato le voragini nascoste nei bilanci delle banche che dirigono, sembrano spingere per allentare ogni argine alla spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali. Occorre che Governi e Parlamenti europei riflettano attentamente prima di seguire questi consigli e occorre che tutti si ricordino che questa gravissima crisi non è il frutto di un destino cinico e baro, ma di un?oligarchia finanziaria che ha retto le sorti del mondo negli ultimi anni. Copyright © Corriere del Ticino. All rights reserved scrivi la tua opinione "live" sul Forum di WSI

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Un patto contro racket e usura Più garanzie per i prestiti bancari (sezione: Revoca fidi)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 09-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

MONZA pag. 4 Un patto contro racket e usura Più garanzie per i prestiti bancari Accordo in Prefettura firmato da Confindustria Monza e Brianza di FABIO LOMBARDI UN?ARMA in più contro l?usura. È il Protocollo d?intesa siglato fra banche, associazioni di categoria (industriali e artigiani), associazioni antiracket e antiusura che è stato sottoscritto anche da Confindustria Monza e Brianza. «L?accordo rappresenta una nota estremamente positiva nell?accesso al credito per le attività economiche», spiega Ambra Redaelli, presidente del Gruppo piccole e medie imprese di Confindustria Brianza che ha firmato, in Prefettura a Milano, l?accordo a nome dell?associazione industriali territoriale. Un allarme, quello del pericolo usura, ribadito anche dal presidente di Confindustria Brianza Carlo Edoardo Valli in un recente convegno sulla mafia in Brianza: «In una condizione di forte crisi economica come quella che stiamo attraversando il pericolo di essere avvicinati e finire nelle mani degli usurai aumenta. Quando uno si trova con le spalle al muro perché le banche non gli fanno più credito può seriamente considerare di ricorrere a vie che poi si rivelano estremamente pericolose». E IN QUESTO contesto «sono soprattutto le piccole imprese a essere le più esposte», aggiunge Ambra Redaelli. Se infatti le banche italiane hanno sempre guardato alle piccole imprese con diffidenza (senza spesso considerare alla bontà di progetti e investimenti) elargendo invece «a occhi chiusi» e con enorme facilità somme ingenti ai grandi colossi dell?economia, oggi che la crisi si sta facendo sentire con prepotenza, gli istituti di credito hanno stretto ulteriormente i cordoni della borsa. OGGI grazie a Confidi i prestiti delle banche alle imprese sono garantiti al 50% (se una banca presta un milione e l?imprenditore non riesce a rifondere la cifra, Confidi ne restituisce 500mila) e grazie al fondo nazionale antiusura si può arrivare a coprire il 90%. «Il protocollo non amplia questo fondo, ma ci si auspica che in futuro ciò possa avvenire», spiega Redaelli. I PUNTI principali del protocollo sono: assicurare un continuo e diretto confronto con Confidi, le Associazioni e le Fondazioni, con l?obiettivo di un migliorare nuove e vecchie convenzioni antiusura; monitorare il volume dei prestiti o dei fidi erogati e le sofferenze che si ingenerano; effettuare, in relazione all?attività di monitoraggio, un periodico reporting al Commissario Straordinario del Governo; organizzare seminari sulla prevenzione dell?usura e del racket, al fine di illustrare l?attività dei Confidi, Fondazioni e Associazioni antiusura.

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Gli istituti di credito portano a 11 miliardi (più 2,6 per cento) la raccolta annuale di mezzi finanziari (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Gli istituti di credito portano a 11 miliardi (più 2,6 per cento) la raccolta annuale di mezzi finanziari I trevigiani nel corso del 2008 hanno risparmiato di più. I depositi bancari misurati dal Centro studi dell'Abi (Associazione bancaria italiana) il 1. luglio scorso toccavano gli 11,1 miliardi di euro, con un incremento del 2,6 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un incremento analogo era stato registrato l'anno precedente. La Marca trevigiana è la terza provincia del Veneto per consistenza dei depositi, poco sotto Padova e Verona. Depurato il dato dal tasso di inflazione ufficiale, si può dire che la ricchezza complessiva tenuta in banca resta stabile. Non si sta "mangiando" il capitale liquido. Ma sarebbe azzardato affermare che i trevigiani non diventano più poveri. Ripensando alla Statistica di Trilussa e al suo famoso pollo, è chiaro che c'è chi arricchisce, chi "resta lì" e chi sta perdendo.Fidando su una raccolta di denaro rilevante, senza scosse, il sistema bancario della provincia di Treviso si è evoluto ed ha mostrato quest'anno una buona tenuta della crescita degli impieghi (prestiti). La Marca è la provincia che - in Veneto - ha rivelato la maggiore dinamicità nelle aperture di sportelli (più 4,4 per cento rispetto all'anno precedente), ma nell'ultimo quinquennio si è rimasti nella media regionale. L'attività di finanziamento alle imprese e alle famiglie produttrici il 1. luglio 2008 risultava in aumento del 7,1 per cento, rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Il comparto produttivo che più ha fatto ricorso al credito bancario risulta quello dell'edilizia (più 14, 4 per cento a livello veneto). E questo dato la dice lunga sulle difficoltà cui vanno incontro le imprese sottocapitalizzate che hanno investito in costruzioni, quando oggi il mercato immobiliare è stagnante.Tuttavia le sofferenze bancarie (i prestiti non onorati e passati a contenzioso) non aumentano di molto. Ci sono dei segnali negativi, ma - almeno alla rilevazione del 1. luglio scorso - nulla depone per una catastrofe. Precisamente, il tasso annuale di decadimento (il rapporto tra il flusso annuo di sofferenze rettificate e gli impieghi vivi alla fine dell'anno precedente) risulta pari all'1,53 per cento in provincia di Treviso, contro l'1,30 per cento dell'analogo periodo dell'anno precedente. Siamo un po' sopra la media nazionale, 1,31 per cento, ma comunque su un basso livello di rischiosità.Federico Tessari, presidente dell'ente camerale, ha dipinto uno scenario di "sostanziale galleggiamento". Non si va affatto a fondo, come qualche pessimista vorrebbe far intendere, ma nemmeno ci si sta muovendo speditamente verso un obbiettivo. Mentre proprio un manager che sa il fatto suo, Gerolamo Caccia Dominioni, amministratore delegato di Benetton Group (2008 in attivo), raccomanda di "agire ancora più rapidamente" per superare le difficoltà di questi mesi.«Ma pure in questo scenario di sostanziale galleggiamento - afferma ancora Tessari - i dati raccolti dicono che fino al mese di giugno gli impieghi erogati alle attività produttive sono cresciuti. Nel secondo semestre 2008, secondo le prime analisi non ancora definitive, non si registrano flessioni sugli impieghi. Probabilmente ci sarà una maggiore selezione ed attenzione nell'erogazione del credito ma non credo ad una flessione generalizzata».«Il nostro sistema economico, caratterizzato dall'apertura ai mercati mondiali, è chiamato ad un duro processo di selezione e riposizionamento ed in momenti difficili, come l'attuale, ha bisogno di avere il credito in tempi brevissimi. Bisogna assicurare, al più presto, adeguati flussi di credito al sistema delle piccole e medie imprese altrimenti l'economia si ferma. Per questo le 7 Camere di Commercio del Veneto - conclude il presidente Tessari - stanno raddoppiando i contributi a supporto dell'azione dei Confidi».Barty Stefan

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cantieri nelle strade prestiti più facili per i negozi - ernesto ferrara (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 10-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina VII - Firenze Tassi agevolati fino a un massimo di 100 mila euro Cantieri nelle strade prestiti più facili per i negozi ERNESTO FERRARA Cantieri nelle strade, partono i prestiti a tassi agevolati per i negozi. Cioè finanziamenti fino ad un massimo di centomila euro da restituire in sette anni, ad un tasso tra il 5 e il 6 per cento, alla Cassa di Risparmio di Firenze. La Camera di Commercio mette a disposizione 250 mila euro a fondo perduto, che andranno a sostenere le imprese nel primo periodo. Fidi Toscana, la finanziaria della Regione Toscana, in caso di difficoltà nel rientro, coprirà fino al 60 per cento del prestito. Carifirenze per ora stanzia un plafond di 5 milioni di euro. Si chiama "fondo cantieri" ed è il frutto di un accordo tra Comune di Firenze, categorie economiche, Carifirenze, Camera di Commercio e Fidi Toscana siglato proprio ieri in Palazzo Vecchio e che riguarderà, si stima, almeno 250 tra negozi, imprese e attività di ristorazione situate in strade interessate da cantieri lunghi, compresi quelli della tramvia. Qualche esempio? Tutte le strade interessate dai cantieri della linea 1 del tram, da piazza Stazione a viale Talenti e via Faenza. Già agli inizi del 2007 il Comune si era attivato per coordinare una forma di microcredito etico per gli imprenditori in difficoltà del quartiere 4, ma con prestiti massimi fino a 10.000 euro. In questo caso, invece, il finanziamento sale fino a 100.000 euro: «C´è bisogno di un segnale concreto contro la crisi», dice l´assessore allo sviluppo economico di Palazzo Vecchio Riccardo Nencini. «I nostri finanziamenti arriveranno direttamente all´imprenditore prima ancora del fido e serviranno, magari, a pagare le prime rate - spiega meglio il presidente della Camera Luca Mantellassi - è un´iniezione di liquidità estremamente necessaria in un momento molto difficile che non terminerà in poche settimane». «Le aziende potranno scegliere tra un tasso fisso od un tasso variabile, la durata massima sarà di sette anni ma c´è anche un periodo di pre-ammortamento di uno o due anni», aggiunge Alessandro Cipriani della Cassa di Risparmio di Firenze. I requisiti per poter accedere al finanziamento sono la presenza di cantieri da almeno sei mesi nella zona in cui si trova l´attività economica e la presentazione della documentazione contabile. Gli operatori economici interessati potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari di Carifirenze o alle associazioni di categoria (Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato) per ulteriori informazioni. In sostanza se la Camera di Commercio garantisce liquidità immediata per chi chiede il prestito, Fidi Toscana si impegna a coprire fino al 60 per cento per chi si trovasse in difficoltà: il restante 40 per cento costituisce il rischio d´impresa per Carifirenze. «La nostra iniziativa si rivolge alle piccole e medie imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane - precisa Giovanni Ricciardi, direttore generale di Fidi Toscana - si prevede un periodo di tempo di sette anni contro i 5 medi». Per ora si parte con i primi 5 milioni di euro: «Ma valuteremo se estendere l´iniziativa, vorremmo diventasse un modello da esportare anche negli anni prossimi, quando la città sarà interessata ai lavori dell´Alta Velocità e delle linee 2 e 3 del tram», annuncia l´assessore Nencini.

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In crisi per colpa dei cantieri Un fondo da 5 milioni di euro (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 10-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CRONACA FIRENZE pag. 11 In crisi per colpa dei cantieri Un fondo da 5 milioni di euro I lavori frenano i fatturati, fidi speciali per negozi e imprese UN «FONDO cantieri», cinque milioni di euro a disposizione delle imprese che hanno registrato una pericolosa diminuzione dei loro affari a causa dei cantieri che, per oltre sei mesi, hanno reso impossibile o quasi la loro attività. E? l?iniziativa che il Comune, la Camera di Commercio, FidiToscana e la Cassa di Risparmio di Firenze hanno messo in piedi per dare un sostegno a commercianti e artigiani. Centomila euro è la cifra massima che potrà essere richiesta, sette gli anni per la restituzione a un tasso che si attesterà sul 6 per cento. Percentuale che deriva dal 5% circa di interesse bancario e dal costo della garanzia di Fiditoscana (pari al 60 per cento della cifra richiesta). Una iniziativa che nasce ora per le circa 250 attività che i cantieri hanno messo sotto scacco nell?ultimo anno, ma che sarà ripetuta per tutti i tipi di cantieri. L?INIZIATIVA è stata presentata dall?assessore all?innovazione Riccardo Nencini insieme a Giovanni Riccardi di FidiToscana, Alessandro Cipriani di Cassa di Risparmio Firenze, Luca Mantellassi, presidente della Camera di Commercio insieme a Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna. «L?idea ? ha spiegato Nencini ? è quella di ridare fiato alle nostre imprese». Si prevede che la maggior parte delle richieste sia fra i 30 e i 50mila euro. I requisiti per accedere al finanziamento sono: la presenza di cantieri da almeno sei mesi nella zona in cui si trova l?attività e la presentazione della documentazione contabile. Gli operatori potranno rivolgersi agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria. «È un intervento sinergico con Fidi Toscana che garantisce il 60% dell?investimento e noi mettiamo a disposizione 250.000 euro a fondo perduto per le imprese e che dovrebbe abbattere il tasso di circa 1,40% ? ha spiegato il presidente della Camera di Commercio Luca Mantellassi ?. I finanziamenti arriveranno all?imprenditore prima del fido. Una preziosa iniezione di liquidità». Image: 20081210/foto/111.jpg

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Indipendenza e specializzazione i baluardi anti-crisi dell'unica Banca da sempre totalmente fiorentina (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 10-12-2008)

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Centro-Nord sezione: SYSTEM (ARIETE ORO) data: 2008-12-10 - pag: 12 autore: Indipendenza e specializzazione i baluardi anti-crisi dell'unica Banca da sempre totalmente fiorentina B anca Ifigest, private bank indipendente con tradizione di family office, rappresenta ormai da anni un patrimonio importante nello scenario del risparmio gestito. Una Banca fiorentina, fortemente voluta e fondata da importanti esponenti del mondo imprenditoriale della città toscana, che si è sviluppata e che annovera fra i propri clienti prestigiose famiglie dell'imprenditoria nazionale grazie alle proprie doti di indipendenza e di specializzazione: ecco tracciate, in breve sintesi, le peculiarità di Banca Ifigest SpA. La storia del Gruppo - che si compone attualmente di circa 140 soci in prevalenza privati, nessuno dei quali può detenere per statuto una quota superiore al 5% - ha inizio a Firenze nella metà degli anni Ottanta. In oltre vent'anni di storia nell'attività di private banking, il Gruppo Bancario Ifigest - nato dalla fusione di Fidia in Banca Ifigest SpA - ha sviluppato spiccate professionalità nel mondo della finanza e della gestione del risparmio, crescendo con lo stile e la discrezione tipici di un family office e ponendosi in grado di assicurare un'offerta completa ed integrata dei principali servizi finanziari: non solo gestione patrimoniale discrezionale personalizzata, che rappresenta comunque l'attività centrale intorno alla quale la Banca si è affermata, ma anche raccolta ordini, consulenza personalizzata sul patrimonio complessivo del Cliente, servizi bancari anche on-line, mutui e attività creditizia limitata a poche e selezionate posizioni assistite di regola da garanzie reali. A questi si affiancano i servizi fiduciari della S.E.V.I.A.N., il collocamento di fondi e sicav sottoscrivibili sul portale www.fundstore.it e l'attività di asset management attraverso Soprarno Sgr. La volatilità cui sono soggetti i mercati finanziari rende ottimale, per una clientela di alto livello, affidarsi ad un modello di Banca dotato di una struttura agile e snella e di una forte specializzazione nella gestione dei patrimoni individuali, capace di gestire questi ultimi attraverso la ricerca delle migliori opportunità di investimento, con tutti i vantaggi di un rapporto personalizzato e trasparente, senza dettami dall'alto o asservimenti a politiche di gruppo. Forte di un consiglio di amministrazione composto in gran parte da professionisti operanti nel mondo della finanza, la Banca, oltre ad una buona base di raccolta diretta, ha attualmente in gestione un patrimonio di circa 1 miliardo di euro, tra attività di amministrazione titoli, advisory su comparti di fondi, gestione personalizzata di patrimoni e collocamento di fondi e sicav. L'esperienza e la professionalità dei gestori, maturate in importanti realtà italiane ed estere, a stretto contatto con la Clientela, permettono di interpretare al meglio i continui cambiamenti di tendenza dei mercati e di prendere in modo tempestivo le decisioni più opportune rispetto agli obiettivi ed alle strategie di investimento condivise con la Clientela, tenendo conto delle singole specificità. Per una gestione ottimale del proprio patrimonio, Banca Ifigest propone cinque diversi profili di investimento articolati in differenti linee di gestione, personalizzate ove necessario, per rispondere a specifici profili di rischio. Le sue dimensioni e la sua organizzazione le permettono di valorizzare i rapporti con la propria Clientela e di offrire un servizio personalizzato e trasparente. Visto che alcune delle più grandi banche del mondo, fino a poco tempo fa ritenute molto solide e sicure, sono state e sono tuttora in una situazione patrimoniale difficile, Banca Ifigest ritiene che l'attuale momento offra molte opportunità per un Istituto solido e specializzato, determinato a proseguire nel suo processo di crescita e di affermazione delle proprie caratteristiche. In quanto banca indipendente e specializzata nella gestione patrimoniale, Banca Ifigest non è infatti coinvolta nelle problematiche che attualmente stanno riguardando le banche commerciali e le banche di investimento: per queste caratteristiche intrinseche il suo Tier 1 ratio (indicatore di patrimonializzazione) è molto elevato, dell'ordine di almeno 4 volte quello delle banche tradizionali. La forte solidità patrimoniale di Banca Ifigest, che ha sempre fortemente limitato l'attività creditizia, le consente adesso di guardare con fiducia al futuro, focalizzando la strategia della banca sulla crescita. A questo proposito è significativo il recentissimo ingresso di alcuni qualificati Private Bankers, che confermano il ruolo di Banca Ifigest come “boutique” finanziaria orientata verso i bisogni di una Clientela di elevato livello. Operante attraverso le sedi di Firenze e le filiali di Milano, Roma, Prato e Sesto Fiorentino, Banca Ifigest è il punto di riferimento per una Clientela con elevate aspettative in termini di qualità dei prodotti e dei servizi di intermediazione. Professionisti di elevato standing, presenti nelle diverse filiali e a stretto contatto tra loro, garantiscono una valida assistenza e una assoluta accuratezza nella esecuzione delle disposizioni di acquisto e di vendita di una vastissima gamma di strumenti finanziari regolamentati sui principali mercati internazionali. Il Gruppo ha ulteriormente arricchito l'offerta destinata ai propri clienti avvalendosi della partecipazione in Fundstore.it, creando l'unico supermercato di fondi on-line che offre la possibilità di acquistare fondi comuni di investimento e sicav utilizzando il proprio conto corrente. Fundstore.it dà accesso a oltre 2.400 fondi o sicav di circa 70 operatori, tra gestori italiani ed esteri, garantendo alla Clientela una gamma di eccellenti prodotti sempre più diversificati. Banca Ifigest controlla inoltre S.E.V.I.A.N., società fiduciaria strutturata secondo il modello anglosassone del family office, che garantisce risposte adeguate e tempestive ai quesiti di assetto e gestione patrimoniale delle famiglie e delle imprese. Infine, il Gruppo Banca Ifigest controlla Soprarno SGR, società di gestione del risparmio nata con lo scopo di creare valore aggiunto nell'area dei “Fondi Comuni d'investimento” attraverso l'innovazione di prodotto, di gestione e di pricing. Le parole d'ordine sono “trasparenza e innovazione” nel risparmio gestito, anche per la Clientela retail, senza trascurare quella istituzionale che ha valide alternative di investimento nei fondi di Soprarno, il cui sito www.soprarnosgr.it costituisce un raro esempio di chiarezza e di trasparenza. Partendo dal cuore di Firenze, dove la Banca ha aperto una filiale nel Palazzo Bartolini Salimbeni che si è aggiunta alla sede storica di Palazzo Tempi a conferma della volontà di avere un ruolo finalizzato sul territorio, attraverso le altre filiali e le società controllate Banca Ifigest è in grado di servire il territorio nazionale. L'indipendenza, la solidità, la specializzazione nella differenziazione dell'offerta, la flessibilità, la cura estrema degli interessi del cliente in una logica di vero ed effettivo “valore condiviso”, la rapidità di reazione, la personalizzazione del rapporto costituiscono i punti di forza del Gruppo.

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Per i cantieri in crisi sbloccati 5 milioni (sezione: Revoca fidi)

( da "Metronews" del 10-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Per i cantieri in crisi sbloccati 5 milioni uscito su Metro il 10/12/2008 Lascia il tuo commento! Un prestito fino a 100 mila euro per le imprese che si trovano nei pressi dei cantieri, da restituire in sette anni a un tasso agevolato. Si chiama “Fondo cantieri”, è coordinato dal Comune ed è finanziato attraverso Fidi Toscana e Cassa di Risparmio. L?iniziativa si rivolge, potenzialmente, ad un bacino di circa 250 imprese interessate da almeno sei mesi di lavori in corso: tutti, non soltanto quelli della tramvia. Il tasso di interesse sul finanziamento sarà tra il 5 e il 6 per cento, variabile o fisso. E chi ha già debiti in corso con Cassa di Risparmio potrà chiedere la restituzione posticipata di un anno. Già agli inizi del 2007 il Comune si era attivato per coordinare una forma di microcredito per gli imprenditori in difficoltà del Quartiere 4, ma con prestiti massimi fino a 10 mila euro. Ora il plafond è di cinque milioni di euro, con cui Fidi Toscana garantisce il 60 per cento dell?investimento. «Parliamo di piccole e medie imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane» ha detto il direttore di Fidi Giovanni Ricciardi. Gli operatori economici potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria. (CLAUDIA ZOLFAROLI)

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Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola (sezione: Revoca fidi)

( da "Sicilia, La" del 10-12-2008)

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consorzio fidi Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola Il ruolo del Consorzio Fidi Produttori Agricoli, rappresenta una funzione di straordinaria importanza per il rilancio e lo sviluppo del settore agricolo. Se consideriamo che i fondi strutturali 2007/2013 saranno quanto prima impiegati per finanziamenti del piano di sviluppo rurale mediante banche, ci rendiamo conto che solo con questo strumento si possono fornire alle imprese le migliori opportunità di accesso al credito e consulenze di carattere finanziario sempre più qualificate, per impostare adeguati progetti d'investimento e sviluppo. Questo strumento di servizio é molto utile anche per le imprese che saranno chiamate a far fronte al cofinanziamento del 50% dei fondi 2007/2013. Inoltre il Consorzio di garanzia svolgerà una funzione di mediazione, accelerando i tempi di istruzione delle procedure a vantaggio dell'imprenditore agricolo. Tale strumento di supporto, che è il Consorzio di garanzia, rende più vantaggioso l'approccio con gli istituti bancari per gli operatori economici del settore. Particolarmente attenzione oggi viene rivolta dalle Istituzioni pubbliche ai giovani e all'innovazione perché rappresentano i protagonisti del futuro dell'agricoltura. A tal proposito sono sorte tre organizzazioni: 1) Oiga: Osservatorio per l'imprenditorialità giovanile in agricoltura; 2) Ismea-Sgfa Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare; 3) Invitalia - Agenzia Nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. Le agevolazioni previste dai predetti organismi riguardano opportunità offerte dalle normative nazionali, comunitarie e regionali e costituiti da mutui agevolati e contributi a fondo perduto sugli investimenti. Con tale normativa si intende apportare un ricambio generazionale, un sostegno allo sviluppo agricolo, una formazione imprenditoriale e una produzione di qualità. Gli agricoltori possono ottenere la ristrutturazione dei prestiti agrari, mediante la convenzione stipulata dal Cofipa con Sgfa, che concede la cogaranzia agli operatori agricoli per operazioni finanziarie a medio e a lungo termine. AlfioRandazzo Presidente Consorzio Fidi Produttori Agricoli

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CRISI Appello al Governo: <Le banche non chiudano i fidi> (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 10-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Ieri il prefetto, su indicazione del ministro Tremonti, ha convocato le categorie economiche e il presidente di Bankitalia per studiare lo stato della recessione e le misure d?aiuto CRISI Appello al Governo: «Le banche non chiudano i fidi» Diverse le reazioni all?incontro: «Utile, ma non determinante. La situazione la conosciamo tutti, si deve reagire» Grandi manovre anticrisi, ieri in prefettura. Il prefetto Piero Mattei ha infatti ricevuto tutti i presidenti delle categorie economiche vicentine, e il presidente della Banca d'Italia, dando il via a un osservatorio per studiare lo stato della recessione e le azioni di aiuto alle imprese in difficoltà. In realtà la convocazione è un "atto dovuto", in quanto la prefettura vicentina, come tutti gli atri organi statali d'Italia, non ha fatto altro che raccogliere l'invito del decreto Tremonti che prevede la raccolta dei dati sulla situazione economica di ogni provincia, al fine di monitorare lo stato della crisi e provvedere ad eventuali rimedi. E infatti, tra il cauto ottimismo del prefetto e la speranza di alcuni presidenti, i rappresentanti delle associazioni hanno considerato l'incontro utile ma di certo non determinante. Ma tutti hanno concordato su di un fatto: il problema della stretta creditizia esiste. E così al prossimo incontro, ancora da fissare, saranno chiamati anche gli istituti di credito vicentini.IL PREFETTO«È un momento di sofferenza ma questa provincia ha anticipato tutti e forse, per il fatto che qui la crisi sia arrivata prima, paradossalmente si potrebbe costruire la ripresa già dal prossimo anno». Così Mattei a margine dell'incontro, un vertice che, ha spiegato il prefetto: «È nato da una disposizione di Tremonti ed il primo incontro serve a focalizzare gli obiettivi, soprattutto dal punto di vista dell'accesso al credito bancario». Alle categorie è stato chiesto di raccogliere i dati proprio sul rapporto impresa- banca. La relazione sarà spedita a Roma «ed il passo successivo - conclude Mattei - coinvolgerà anche gli istituti bancari e sarà poi allungato ai rappresentanti istituzionali del territorio».APINDUSTRIAPer il presidente di Apindustria Vicenza Filippo De Marchi, il fatto che vengano raccolti i dati «non significa molto in questa situazione, perché le cifre non sono aggiornate, piuttosto è stato utile per il predetto cogliere le sensazioni delle categorie». Sensazioni che, secondo De Marchi, «sono quelle di una situazione abbastanza difficile, ma la speranza è che tutte le aziende dopo aver tirato la cinghia e esaurito tutto quello che avevano in magazzino, adesso vivano una ripresa per i consumi natalizi».CONFIDUSTRIACome si diceva, il dato sottolineato da tutti è che c'è un effettivo restringimento del credito, e su questo è intervenuto il presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato: «La raccomandazione che vorremmo fosse portata a Roma è di cercare di aiutare le aziende in difficoltà chiedendo alle banche di non chiudere i fidi e di non considerare solo i meri parametri di Basilea per il rating». Dell'incontro, invece, Zuccato pensa che «in un momento come questo tutte le iniziative cono lodevoli e speriamo di buttar giù qualcosa di concreto. Adesso abbiamo una settima di tempo per presentare delle proposte per portarle a Roma, ma non è facile buttar giù i dati sull'indebitamento di tutte le aziende vicentine». Infine, il presidente di Confindustria Vicenza lancia un appello: «Garantire a dipendenti in cassa integrazione uno spostamento dei pagamenti, ad esempio per chi ha i mutui casa».ASSOARTIGIANIGiuseppe Sbalchiero, presidente degli artigiani sottolinea che «se il Governo manda dei messaggi è inevitabile che dobbiamo aspettarci delle risposte». E per quanto riguarda l'osservatorio: «Trova il tempo che trova: non abbiamo bisogno di sapere com'è la situazione, già sappiamo come siamo messi». A questo proposito dagli artigiani arriva però una sensazione positiva, anche se bisogna aspettare la fine della stagione: «La speranza è che qualcosa si rimetta in moto in primavera conclude Sbalchiero una cosa che ci auguriamo tutti, ma non dobbiamo far finta di nasconderci e non possiamo essere ottimisti o pessimisti, quando abbiamo toccato il fondo si ricomincia ad andare avanti».Pietro Rossi

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Le banche ricattano le imprese sui fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per estorsione (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 10-12-2008)

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Le banche ricattano le imprese sui fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per estorsione (10/12/2008 14:46) | (Sesto Potere) - Roma - 10 dicembre 2008 - Le segnalazioni sono giunte al Codacons da numerosi imprenditori e persino da alcuni bancari. Le imprese, come spesso accadde nella normale attività di un'azienda, chiedono fidi alle banche e a quel punto si sentono chiamare da funzionari che comunicano un innalzamento dei tassi passivi, in violazione dei tassi concordati nel contratto. Al rifiuto da parte dell'imprenditore segue la richiesta di rientro immediato. Come dire o accettate un rialzo dei tassi o ci pagate immediatamente. Una procedura che equivale ad una vera e propria minaccia. Il Codacons ha deciso di presentare un esposto a 104 Procure della Repubblica perchè si accerto se esistono profili penalmente rilevanti. Tra i reati ipotizzati estorsione e minaccia. Evidentemente le banche, in crisi di liquidità, hanno deciso di stringere i cordoni creditizi e di non concedere più prestiti alle imprese, se non a caro prezzo. Legittimo, quanto inopportuno, purchè sia fatto.

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CRISI: CONFCOMMERCIO PERUGIA, GIUDIZIO POSITIVO SU INTERVENTI... (2). (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 10-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CRISI: CONFCOMMERCIO PERUGIA, GIUDIZIO POSITIVO SU INTERVENTI... (2) (ASCA) - Perugia, 10 dic - Il pacchetto anticrisi del Governo si integrera' con le misure annunciate dalla Regione dell'Umbria, rispetto alle quali Confcommercio si e' espressa favorevolmente. ''Abbiamo valutato positivamente il pacchetto anticrisi annunciato dalla Regione dell'Umbria, e non solo perche' ha accolto alcune delle richieste avanzate da Confcommercio - aggiunge Mencaroni - come gli interventi per il potenziamento dell'attivita' dei confidi e l'estensione della cassa integrazione in deroga a tutti i settori, comprese le piccole imprese del terziario, che avrebbero bisogno anche di poter accedere alla fiscalizzazione degli oneri sociali. Condividiamo soprattutto l'appello rivolto al sistema bancario perche' anch'esso faccia la sua parte nel rafforzare le misure a sostegno del sistema produttivo interessato dalla crisi economico finanziaria. Il fronte del credito, secondo noi, e' infatti uno dei piu' caldi in questo momento. Per questo abbiamo anche proposto alla Regione di attivare un Protocollo d'intesa con gli istituti bancari per effettuare un monitoraggio trimestrale dei flussi di credito erogato allo scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai periodi precedenti, il monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di interesse richiesti e delle spese accessorie, per allentare l'azione delle banche sui rientri degli esuberi dei fidi e ottenere maggiore flessibilita' nella valutazione del merito creditizio delle imprese''. red/map/ss (Asca)

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confidi industria: nasce il colosso del nord est (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-12-2008)

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Pagina 6 - Economia Confidi industria: nasce il colosso del Nord Est PORDENONE. UnionConfidi, il consorzio garanzia fidi delle Unioni Industriali di Pordenone e Treviso, ha approvato ieri pomeriggio nel corso dell'assemblea straordinaria svoltasi a Gorgo al Monticano, il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia collettiva fidi. L'aggregazione rientra in un progetto di rafforzamento del consorzio volto a raggiungere una dimensione tale da poter adeguatamente supportare le piccole e medie imprese industriali per l'ottenimento del credito. Il nuovo soggetto, che manterrà la denominazione di «Neafidi - società cooperativa di garanzia collettiva fidi» e che opererà, oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario, e potrà godere, tra le altre cose, delle garanzie dello Stato, permettendo così di facilitare l'accesso al sistema creditizio e finanziario ai propri associati.

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confidi industria: nasce il colosso del nordest (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 11-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

UnionConfidi in Neafidi Confidi industria: nasce il colosso del Nordest UnionConfidi, il consorzio garanzia fidi delle Unioni Industriali di Pordenone e Treviso, ha approvato ieri pomeriggio nel corso dell'assemblea straordinaria svoltasi a Gorgo al Monticano, il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia collettiva fidi. L'aggregazione rientra in un progetto di rafforzamento del consorzio volto a raggiungere una dimensione tale da poter adeguatamente supportare le piccole e medie imprese industriali per l'ottenimento del credito. Il nuovo soggetto, che manterrà la denominazione di "Neafidi - società cooperativa di garanzia collettiva fidi" e che opererà, oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario, e potrà godere, tra le altre cose, delle garanzie dello Stato, permettendo così di facilitare l'accesso al sistema creditizio e finanziario ai propri associati. Ad aggregazione avvenuta Neafidi potrà contare su circa 5 mila aziende socie, su un patrimonio considerevole e un volume di garanzie in essere di oltre 370 milioni di euro. Una dimensione, quindi, rilevante che ne costituisce la principale ragione economica, con un territorio operativo che copre il Veneto e la provincia di Pordenone, il che porrà la nuova realtà aggregata fra i Confidi più significativi nel territorio nazionale. A salvaguardia delle necessità e peculiarità delle imprese pordenonesi, è previsto che la nuova realtà aggregata mantenga sede e organizzazione operativa in loco; il progetto prevede la suddivisione del territorio operativo del Confidi in più aree, di cui una riguarderà i territori delle province di Pordenone e Treviso e del Friuli Venezia Giulia, alle quali sarà garantita ampia autonomia per il rilascio delle garanzie collettive alle imprese, previa istruzione delle pratiche di fido da parte delle stesse sedi operative. Questo in sintesi: il mantenimento delle sedi operative del Confidi a Pordenone e Treviso con organici adeguati; la presenza di un responsabile di area che presiederà al funzionamento operativo del settore credito e del settore commerciale; un comitato consultivo di area, nominato dal consiglio di amministrazione, fra persone appartenenti all'area di competenza. L'assemblea straordinaria di ieri, nel corso della quale è nato il nuovo Confidi, ha eletto in seno al consiglio di amministrazione il presidente di Unindustria Maurizio Cini, e il vice Mauro Manassero (già presente nel consiglio direttivo di Unionconfidi Pordenone-Treviso).

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Interventi anti crisi Confcommercio esprime un giudizio positivo... (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 11-12-2008)

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Giovedì 11 Dicembre 2008 Chiudi Interventi anti crisi Confcommercio esprime un giudizio positivo su alcuni interventi già attuati dall'esecutivo per fronteggiare la crisi economica. Sono stati attivati strumenti che possono essere valutati positivamente sia sul fronte delle famiglie, che su quello delle imprese, alle quali sono stati destinati interventi di carattere fiscale e contributivo. Bene il piano triennale di stabilizzazione dei conti pubblici, un passo che ha reso l'Italia più credibile rispetto alla crisi del capitalismo finanziario. E bene anche alcuni provvedimenti contenuti nel pacchetto anticrisi: la detassazione per i contratti di produttività, la deducibilità forfetaria dell'Irap, la velocizzazione dei rimborsi fiscali e dei pagamenti della P.A., il potenziamento finanziario dei consorzi di garanzia fidi, l'accelerazione della spesa per le infrastrutture e l'attenzione agli ammortizzatori sociali, ed anche la revisione congiunturale speciale degli studi di settore, per assicurare una compiuta e coerente rilevazione nell'ambito della metodologia degli studi di settore allo scopo di garantire l'effettiva rispondenza. Peccato, però, che non si sia utilizzato mezzo punto di Pil per procedere alla detassazione delle tredicesime mettendo così in campo una azione efficace ed immediata a sostegno dei consumi. Nel momento in cui si chiede alle imprese il coraggio di guardare avanti e di investire, il Governo avrebbe potuto dare un segnale forte attraverso una misura in grado di provocare un effetto moltiplicatore, con ricadute rilevanti non solo sull'ultimo anello della catena, quel commercio che ogni giorno è a stretto contatto con il mondo dei consumatori, ma su tutta l'economia.. E valutiamo positivamente il pacchetto anticrisi annunciato dalla Regione dell'Umbria, e non solo perché ha accolto alcune delle richieste avanzate da Confcommercio come gli interventi per il potenziamento dell'attività dei confidi e l'estensione della cassa integrazione in deroga a tutti i settori, comprese le piccole imprese del terziario, che avrebbero bisogno anche di poter accedere alla fiscalizzazione degli oneri sociali. Condividiamo soprattutto l'appello rivolto al sistema bancario perché anch'esso faccia la sua parte nel rafforzare le misure a sostegno del sistema produttivo interessato dalla crisi economico finanziaria. Il fronte del credito, secondo noi, è infatti uno dei più caldi in questo momento. Per questo abbiamo anche proposto alla Regione di attivare un Protocollo d'intesa con gli istituti bancari per effettuare un monitoraggio trimestrale dei flussi di credito erogato allo scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai periodi precedenti, il monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di interesse richiesti e delle spese accessorie, per allentare l'azione delle banche sui rientri degli esuberi dei fidi e ottenere maggiore flessibilità nella valutazione del merito creditizio delle imprese. Giorgio Mencaroni Presidente Confcommercio provincia di Perugia Un aiuto alla musica Sabato 13 dicembre a Passignano sul Trasimeno si terrà la cena concerto organizzata dall'Associazione Scuola di Musica del Trasimeno a sostegno della Scuola. L'appuntamento gastronomico, giunto alla quarta edizione, si terrà alle ore 19,30 presso il Circolo Velico di Passignano sul Trasimeno e sarà allietato da gruppi di musica da camera formati dagli stessi allievi della Scuola di Musica del Trasimeno. Concluderanno la serata dei giochi a premi. L'incasso è interamente devoluto alle attività collaterali della Scuola di Musica o all'acquisto di materiale didattico per la stessa. Per informazioni e prenotazioni telefonare allo 075.829345, www.scuoladimusicadeltrasimeno.com. Associazione Scuola di Musica del Trasimeno Nuovo Master alla Stranieri Si intensifica l'impegno dell'Università per Stranieri di Perugia a favore dei paesi che si affacciano sulla sponda Sud del Mediterraneo. Accanto al Master dedicato ai processi d'internazionalizzazione dell'area submediterranea, giunto alla sua terza edizione, verrà inaugurato domani "Libano: modelli di Governo e sistemi produttivi locali", master di primo livello. Riservato a laureati, amministratori ed imprenditori libanesi, questo corso nasce dall'esigenza di un apporto formativo da parte italiana, propedeutico a riforme economiche e a processi di riassetto territoriale. Università per Stranieri Perugia Niente più discriminazioni Noi dell'associazione "Casa dei Popoli" organizziamo sabato 13 dicembre, alle 17, al centro giovani (via Santa Margherita a Foligno), un incontro denominato "Liberi ed eguali-senza alcuna discriminazione", in occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Foligno, Amnesty international, Caritas Diocesana di Foligno. Dopo il saluto del sindaco, Manlio Marini, introdurrà i lavori Alessandro Lucibello, referente delle campagne Circoscrizione Umbria Amnesty International. Interverranno Meryem Lakhouite e l'avvocato Suzana Korriku che presenterà il disegno di legge sulla sicurezza. Associazione "Casa dei popoli" Foligno La Tuscia nascosta Domani, alle ore 18.00, presso Biblioluna, si chiuderà il ciclo di conferenze 2008 proposte dall'associazione culturale "Terni Racconta". In programma un incontro dal titolo: "Tuscia nascosta", a cura della guida del CAI e scrittore Giovanni Menichino. Nella sua relazione, che verrà integrata ed abbellita da numerose immagini video, ci condurrà all'interno di un mondo, per certi versi ancora avvolto nel mistero, in cui entreremo a contatto con una civiltà estremamente elevata dal punto di vista sociale, culturale ed artistico, in un periodo in cui i Romani non erano altro che tribù di pastori o di predoni in processo di faticosa organizzazione. Associazione "Terni Racconta" Trenitalia non si defili Sarebbe davvero grave se Trenitalia si defilasse dal Piano urbano della mobilità del comune di Perugia: tale operazione, minacciata dalla stessa Trenitalia con nota ufficiale, dev'essere scongiurata. Se Trenitalia uscisse dal Pum, a pagare, come al solito, sarebbero i pendolari, soprattutto quelli residenti nella zona Nord del comune di Perugia diretti a Fontivegge che quotidianamente devono prendere la coincidenza a Ponte San Giovanni e che sarebbero costretti tutti i giorni a fare il biglietto per la tratta Ponte San Giovanni-Fontivegge, oltre naturalmente all'abbonamento del Pum, con notevole aggravio economico. Inoltre andrebbero anche riviste le tratte e le interconnessioni con autobus e minimetrò. È necessario che il comune di Perugia, la Regione e le aziende di trasporto, compresa Trenitalia, si accordino per migliorare e non per peggiorare la situazione del trasporto pubblico locale a Perugia. Siccome il nostro non è il partito del No, come molti ci vogliono in mala fede etichettare, proponiamo inoltre di verificare se esistano le condizioni per un allargamento in ottica comprensoriale del Piano urbano. Daniela Chiavarini Coordinatrice regionale dei Verdi

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L'artigianato è in cerca di credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere Adriatico" del 11-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Appello a banche ed enti localimentre si cerca di potenziare il ruolo dei Consorzi FidiIl giudizio sul decreto anticrisi Il Comitato intercomunale della Cgia allarmato per il futuro nell'area Misa-Nevola L'artigianato è in cerca di credito MONTERADO - Le attività artigiane del Senigalliese lamentano una contrazione nel volume di affari e nelle commesse di lavoro. Tanti gli imprenditori intervenuti al Comitato Intercomunale della Confartigianato dei comuni di Castel Colonna, Monterado, Ostra e Ripe che tenuto presso il Centro Sociale di Monterado. Il presidente della Confartigianato di Ostra Fabio Luzi ha lanciato un forte appello alle banche e alle istituzioni locali. Le storiche difficoltà delle piccole imprese nell'accesso al credito bancario sono ora diventate ancora più critiche. E' quindi ancora più urgente potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti , creare occupazione e superare questo periodo di grossa difficoltà. "I dati in nostro possesso - ha ribadito Giacomo Cicconi Massi, responsabile sindacale della Confartigianato del Senigalliese - non inducono all'ottimismo. Confartigianato sta potenziando le reti di impresa che rappresentano un'opportunità importantissima per le piccole imprese. In ultima analisi, l'aspetto finanziario le banche devono contribuire ad invertire ed a gestire lo stato di crisi ridando quella fiducia necessaria a far riprendere la nostra economia. Artigianato artistico e turismo possono essere infine un traino per l'economia del Senigalliese". "Il turismo - ha ribadito il Vicepresidente della Confartigianato provinciale di Ancona David Mugianesi - sarà in grande crescita nei prossimi anni e ne dobbiamo approfittare anche perché nessun settore è in grado di produrre più utili del turismo". "Per le imprese artigiane e le piccole imprese - ha detto il responsabile sindacale della Confartigianato provinciale di Ancona Gilberto Gasparoni - arriva la revisione degli studi di settore, il potenziamento dei Confidi, il pagamento dell'Iva per cassa, l'accelerazione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione e un sistema di ammortizzatori sociali alternativo alla cassa integrazione. Queste le principali misure a sostegno delle imprese previste dal decreto legge «anti-crisi» approvato dal Consiglio dei Ministri. Nel provvedimento non trovano spazio, invece, la riduzione degli acconti d'imposta per le ditte individuali e le società di persona e l'inclusione dei lavoratori autonomi tra i soggetti che beneficeranno del bonus straordinario. Lavoratori dipendenti con figli a carico e pensionati con reddito annuo fino a 22 mila euro sono i destinatari della principale misura a sostegno delle famiglie prevista nel decreto. Gli unici tagliati fuori dal beneficio (che va da un minimo di 200 a un massimo di 1.000 euro) sono i lavoratori autonomi. Per Confartigianato si tratta di una esclusione incomprensibile. Giudizio positivo di Confartigianato sugli interventi di carattere fiscale, in particolare sulla revisione degli studi di settore. Apprezzati anche i provvedimenti in materia di lavoro: per l'artigianato e la piccola impresa di fatto nasce un sistema alternativo alla cassa integrazione.

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CdC Monza e Brianza, contributi per programmi di crescita aziendali (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 11-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CdC Monza e Brianza, contributi per programmi di crescita aziendali (11/12/2008 14:39) | (Sesto Potere) - Monza - 11 dicembre 2008 - La Camera di commercio di Monza e Brianza indice un bando di contributi del valore di € 175.000,00 finalizzato a promuovere agevolazioni dell'accesso al credito per la realizzazione di programmi di patrimonializzazione aziendale. L?iniziativa è rivolta a micro, piccole e medie imprese di tutti i settori con sede legale nella provincia di Monza e Brianza che realizzino operazioni di patrimonializzazione aziendale. Gli investimenti ammissibili sono: - Aumento di capitale sociale che deve essere deliberato e sottoscritto per intero e versato per almeno il 25% alla data di presentazione della domanda, il restante 75% dovrà essere versato entro e non oltre 12 mesi dalla data di presentazione della domanda.Il capitale sociale risultante dall'operazione dovrà esser mantenuto per l'intero periodo di rimborso del finanziamento, pena la revoca del contributo. Non sono agevolabili fondi immessi in azienda per ricostituire il capitale sociale per perdite d'esercizio. - Emissione di prestito obbligazionario convertibile. - Versamento dei soci in conto capitale. Tale versamento deve essere effettuato prima della richiesta di finanziamento all'Istituto di Credito. I fondi così vincolati non potranno essere utilizzati per tutta la durata del finanziamento parallelo concesso salvo incorporazione nel capitale sociale o esplicita autorizzazione di Banca, Cooperativa garante e Camera di Commercio pena revoca del contributo. Le suddette operazioni devono essere a titolo oneroso, ovvero comportare l'apporto da parte dei soci di denaro contante; inoltre tali operazioni che consentono di aderire alla presente iniziativa non possono beneficiare di ulteriori agevolazioni concesse da parte di altri Enti pubblici. Per gli aumenti di capitale sociale il contributo è pari all'abbattimento di 2,25 punti del costo del finanziamento. Per le altre operazioni il contributo è pari all'abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento. Il contributo verrà assegnato seguendo l'ordine di protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 12 mesi dalla data di ricezione della domanda in un'unica rata attualizzata. La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/Cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all'iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L'elenco dei Consorzi/Cooperative è pubblicato nel regolamento.

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MARCHE: CIVITANOVA, 1 MLN 200MILA EURO PER PICCOLE IMPRESE E FAMIGLIE. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 11-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

MARCHE: CIVITANOVA, 1 MLN 200MILA EURO PER PICCOLE IMPRESE E FAMIGLIE (ASCA) - Macerata, 11 dic - Sostegno alle piccole imprese e alle famiglie: si parlera' degli interventi di attuare, domani sera, a Civitanova Marche nel corso di un incontro alla sala convegni dell'Ente Fiera organizzato dalla Provincia di Macerata e dalla Camera di Commercio. I due enti, infatti, hanno stanziato 500 mila euro ciascuno per costituire un fondo di un milione destinato a garantire l'accesso al credito da parte delle piccole imprese del territorio. Inoltre, la Provincia ha stanziato ulteriori 200 mila euro per le famiglie che si trovano in difficolta' con il sistema creditizio. ''Stiamo attraversando un momento di forte e preoccupante crisi economico-finanziaria e dopo aver sollecitato gli istituti di credito a non far mancare il necessario sostegno alle imprese del territorio - ha detto il presidente Giulio Silenzi - anche la Provincia ha voluto adottare provvedimenti concreti, mettendo a disposizione proprie risorse per aumentare le garanzie di coloro che debbono far ricorso a prestiti bancari. Su questo linea c'e' stato un analogo intervento della Camera di Commercio ed insieme e' stato possibile costituire un fondo consistente che potra' essere utilizzato in modo integrativo e sussidiario nell'ambito delle iniziative promosse dalla Regione Marche e dallo Stato''. All'incontro prenderanno parte anche Mario Volpini, il presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani e dirigenti della provincia e della regione, direttori di banche, rappresentanti delle associazioni produttive e dei relativi Consorzi Fidi, le organizzazioni sindacali. red/map/rob (Asca)

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