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tARTICOLI DEL 7-11 dicembre 2008#TOP
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Articoli
Revoca fidi (19)
imprese,
come avere credito - tiziana simula
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ha descritto
i modi di intervento del Consorzio Fidi, spiegando come Finsardegna, unico finora
nell'isola, abbia compiuto una scelta difficile ma di grande importanza
strategica per le imprese, chiedendo alla Banca d'Italia l'iscrizione
all'articolo 107 della legge bancaria, «questo significa che sarà controllato e
certificato nelle sua prestazione di garanzia dalla Banca d'
A
82 anni perde tutti i suoi risparmi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
mi sono
fidato della mia banca e sa cosa scopro? Che al posto dei titoli di stato che
scadevano nel
CRISI,
LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI
( da "Wall
Street Italia" del 08-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
LA LOBBY
OLIGARCHICA DI CUI NON DOBBIAMO FIDARCI di Alfonso Tuor Sono riusciti a
convincere il mondo che salvare il settore bancario equivarrebbe a salvare
l?economia. Non ha funzionato. Ora sembrano spingere per allentare ogni argine
alla spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali.
Un
patto contro racket e usura Più garanzie per i prestiti bancari
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
monitorare il
volume dei prestiti o dei fidi erogati e le sofferenze che si ingenerano;
effettuare, in relazione all?attività di monitoraggio, un periodico reporting
al Commissario Straordinario del Governo; organizzare seminari sulla
prevenzione dell?usura e del racket, al fine di illustrare l?
Gli
istituti di credito portano a 11 miliardi (più 2,6 per cento) la raccolta
annuale di mezzi finanziari ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidando su
una raccolta di denaro rilevante, senza scosse, il sistema bancario della
provincia di Treviso si è evoluto ed ha mostrato quest'anno una buona tenuta
della crescita degli impieghi (prestiti). La Marca è la provincia che - in
Veneto - ha rivelato la maggiore dinamicità nelle aperture di sportelli (più 4,
cantieri
nelle strade prestiti più facili per i negozi - ernesto ferrara
( da "Repubblica,
La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
interessati
potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari di Carifirenze o alle
associazioni di categoria (Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato)
per ulteriori informazioni. In sostanza se la Camera di Commercio garantisce
liquidità immediata per chi chiede il prestito, Fidi Toscana si impegna a
coprire fino al 60 per cento per chi si trovasse in difficoltà:
In
crisi per colpa dei cantieri Un fondo da 5 milioni di euro
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Gli operatori
potranno rivolgersi agli sportelli bancari o alle associazioni di categoria. «È
un intervento sinergico con Fidi Toscana che garantisce il 60%
dell?investimento e noi mettiamo a disposizione 250.000 euro a fondo perduto
per le imprese e che dovrebbe abbattere il tasso di circa 1,40% ?
Indipendenza
e specializzazione i baluardi anti-crisi dell'unica Banca da sempre totalmente
fiorentina ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il Gruppo
Bancario Ifigest - nato dalla fusione di Fidia in Banca Ifigest SpA - ha
sviluppato spiccate professionalità nel mondo della finanza e della gestione
del risparmio, crescendo con lo stile e la discrezione tipici di un family
office e ponendosi in grado di assicurare un'offerta completa ed integrata dei
principali servizi finanziari:
Per
i cantieri in crisi sbloccati 5 milioni
( da "Metronews"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
con cui Fidi
Toscana garantisce il 60 per cento dell?investimento. «Parliamo di piccole e
medie imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane» ha
detto il direttore di Fidi Giovanni Ricciardi. Gli operatori economici potranno
rivolgersi direttamente agli sportelli bancari o alle associazioni di
categoria.
Per
il rilancio dell'agricoltura nell'Isola
( da "Sicilia,
La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
consorzio
fidi Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola Il ruolo del Consorzio Fidi
Produttori Agricoli, rappresenta una funzione di straordinaria importanza per
il rilancio e lo sviluppo del settore agricolo. Se consideriamo che i fondi
strutturali 2007/2013 saranno quanto prima impiegati per finanziamenti del
piano di sviluppo rurale mediante banche,
CRISI
Appello al Governo: <Le banche non chiudano i fidi>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Le banche non
chiudano i fidi» Diverse le reazioni all?incontro: «Utile, ma non determinante.
La situazione la conosciamo tutti, si deve reagire» Grandi manovre anticrisi,
ieri in prefettura. Il prefetto Piero Mattei ha infatti ricevuto tutti i
presidenti delle categorie economiche vicentine, e il presidente della Banca
d'Italia,
Le
banche ricattano le imprese sui fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per
estorsione ( da "Sestopotere.com"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi. Esposto
di Codacons a 104 Procure per estorsione (10/12/2008 14:46) | (Sesto Potere) -
Roma - 10 dicembre 2008 - Le segnalazioni sono giunte al Codacons da numerosi
imprenditori e persino da alcuni bancari. Le imprese, come spesso accadde nella
normale attività di un'azienda, chiedono fidi alle banche e a quel punto si
sentono chiamare da funzionari che comunicano un innalzamento
CRISI:
CONFCOMMERCIO PERUGIA, GIUDIZIO POSITIVO SU INTERVENTI... (2).
( da "Asca"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
flussi di
credito erogato allo scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai
periodi precedenti, il monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di
interesse richiesti e delle spese accessorie, per allentare l'azione delle
banche sui rientri degli esuberi dei fidi e ottenere maggiore flessibilita'
nella valutazione del merito creditizio delle imprese''. red/map/ss (Asca)
confidi
industria: nasce il colosso del nord est
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
cooperativa
di garanzia collettiva fidi» e che opererà, oltre che su Pordenone e Treviso,
anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, erogherà
garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti, confluirà,
entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati dalla Banca
d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario,
confidi
industria: nasce il colosso del nordest
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
cooperativa
di garanzia collettiva fidi" e che opererà, oltre che su Pordenone e
Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza,
erogherà garanzie con una valenza pari a quella bancaria. Neafidi, infatti,
confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli intermediari finanziari vigilati
dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo Unico Bancario,
Interventi
anti crisi Confcommercio esprime un giudizio positivo...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il
potenziamento finanziario dei consorzi di garanzia fidi, l'accelerazione della
spesa per le infrastrutture e l'attenzione agli ammortizzatori sociali, ed
anche la revisione congiunturale speciale degli studi di settore, per
assicurare una compiuta e coerente rilevazione nell'ambito della metodologia
degli studi di settore allo scopo di garantire l'effettiva rispondenza.
L'artigianato
è in cerca di credito ( da "Corriere Adriatico"
del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
accesso al
credito bancario sono ora diventate ancora più critiche. E' quindi ancora più
urgente potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi, valorizzando la loro funzione
fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli
imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti ,
creare occupazione e superare questo periodo di grossa difficoltà.
CdC
Monza e Brianza, contributi per programmi di crescita aziendali
( da "Sestopotere.com"
del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La domanda va
presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/Cooperative di
Garanzia Collettiva Fidi aderenti all'iniziativa che garantiscono il
finanziamento bancario. L'elenco dei Consorzi/Cooperative è pubblicato nel
regolamento.
MARCHE:
CIVITANOVA, 1 MLN 200MILA EURO PER PICCOLE IMPRESE E FAMIGLIE.
( da "Asca"
del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
All'incontro
prenderanno parte anche Mario Volpini, il presidente della Fondazione Carima,
Franco Gazzani e dirigenti della provincia e della regione, direttori di
banche, rappresentanti delle associazioni produttive e dei relativi Consorzi
Fidi, le organizzazioni sindacali. red/map/rob (Asca)
( da "Nuova
Sardegna, La" del 07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 3 - Gallura Imprese, come
avere credito Porto San Paolo, un convegno sul ruolo delle banche TIZIANA
SIMULA PORTO SAN PAOLO. Le esigenze finanziarie delle imprese e il rapporto con
il credito e le banche sono stati al centro di un incontro promosso dal Comune.
«Un'iniziativa necessaria per fornire informazioni sugli strumenti a
disposizione del mondo imprenditoriale per affrontare al meglio il periodo di
forte criticità vissuto dal tessuto economico del territorio», ha spiegato
l'assessore agli affari sociali, Elio Decandia. Che ha introdotto il tema del
Consorzio Fidi, strumento che accompagna l'impresa nel suo rapporto con la
banca. Tema approfondito dal segretario provinciale della Cna Gallura Massimo
Bonacossa che ha sottolineato la necessità che le imprese abbiano un valido
alleato nella gestione corretta e programmata del credito, «una consulenza
finanziaria che consenta non solo di avere una garanzia di supporto per
accedere più facilmente ai finanziamenti - ha detto -, ma anche una guida che
indichi quali tipologie di finanziamento sono più idonee all'impresa, evitando
che si compiano errori». Il responsabile regionale del settore promozione e
svilupo di Finsardegna, Roberto Serra, ha descritto i modi
di intervento del Consorzio Fidi, spiegando come Finsardegna, unico finora
nell'isola, abbia compiuto una scelta difficile ma di grande importanza
strategica per le imprese, chiedendo alla Banca d'Italia l'iscrizione
all'articolo 107 della legge bancaria, «questo significa che sarà controllato e
certificato nelle sua prestazione di garanzia dalla Banca d'Italia - ha
detto - e che, quindi, la garanzia prestata alle banche in favore delle imprese
associate avrà una straordinaria efficacia in termini di accesso al credito e darà
alle stesse banche la possibilità di accantonare minori capitali di rischio e
di conseguenza di immetere più risorse a disposizione dei finanziamenti».
Nonostante l'esigua presenza di imprenditori, la discussione è stata intensa:
alle tante domande, hanno risposto il responsabile dell'agenzia gallurese di
Finsardegna Luca Giannetti, la promotrice locale Rosella Satta e il direttore
della banca Unipol di Olbia Massimo Nonnis, ai quali sono stati chiesti
chiarimenti soprattutto sui tempi di istruttoria delle richieste di
finanziamento, sulle condizioni applicate e sulla finanziabilità di nuove
iniziative.
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ASCOLI PRIMO PIANO pag.
( da "Wall
Street Italia" del 08-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI, LA LOBBY OLIGARCHICA DI CUI
NON DOBBIAMO FIDARCI di Alfonso Tuor Sono riusciti a convincere il mondo che
salvare il settore bancario equivarrebbe a salvare
l?economia. Non ha funzionato. Ora sembrano spingere per allentare ogni argine
alla spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali. Attenti
che... -->Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell' autore e
non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che
rimane autonoma e indipendente. (WSI) ? L?economia statunitense a novembre ha
perso 533.000 posti di lavoro, si tratta del maggior calo in un mese dal
dicembre 1974 (602.000). Il tasso di disoccupazione è passato dal 6,5% al 6,7%,
il più elevato dal 1993. Lo ha comunicato il Dipartimento del lavoro
statunitense. La perdita di 533.000 posizioni lavorative è nettamente superiore
alle stime degli economisti che avevano preventivato la perdita di 335.000
unità. È stato inoltre rivisto in peggio il dato di ottobre con una perdita di
occupati salita di 80.000 unità a 320.000 unità. Nemmeno i più pessimisti
avrebbero potuto prevedere la rapidità e l?ampiezza dell?attuale recessione. Le
notizie, che si succedono a ritmo incalzante, assomigliano sempre più ad un
«bollettino di guerra». L?ultima in ordine di tempo giunge dagli Stati Uniti: nel
solo mese di novembre sono stati persi 533mila posti di lavoro. Dall?inizio
dell?anno, ossia nell?arco di 11 mesi, ne sono andati in fumo 1.91 milioni. La
situazione in Europa non è migliore, come dimostrano i tagli dei tassi di
interesse annunciati giovedì scorso dalla Banca centrale europea e dalla Banca
d?Inghilterra e da quella di Svezia. Gli interventi di banche centrali e
governi, che si sono susseguiti negli ultimi mesi, non producono risultati
significativi e oggi il mondo è sull?orlo di una nuova Grande Depressione. Per
evitare di cadere in una spirale deflazionistica, gli Stati Uniti hanno
chiaramente scelto di usare tutti i mezzi a loro disposizione. Ancora ieri il
presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, non ha escluso che la banca centrale,
che oramai è diventata una banca onnipresente, possa stampare dollari a ritmi
ancora più sostenuti e mettersi ad acquistare i titoli del debito pubblico
americano. La scelta americana è comprensibile: per gli Stati Uniti la caduta
dei prezzi avrebbe conseguenze devastanti. Infatti il debito accumulato da
famiglie, imprese, Stato federale e dallo stesso Paese crescerebbe rispetto a
redditi in calo e ad entrate fiscali in forte diminuzione. Il rischio di una
caduta del valore del dollaro e dell?inflazione (o anche dell?iperinflazione),
come oramai viene ripetutamente scritto, appare accettabile, poiché la tendenza
all?aumento dei prezzi possiede la «virtù» taumaturgica di erodere lo stock del
debito. L?Europa segue per il momento la politica della Germania di Angela
Merkel e della Bancacentrale europea, che invitano a non bruciare tutte le
cartucce. Questa linea è sempre più avversata da Francia e Gran Bretagna, che
invocano invece una politica monetaria più aggressiva e pacchetti fiscali di
rilancio dell?economia più consistenti. La posizione tedesca e quella della Bce
hanno una loro legittimità. Innanzitutto, non è certo che pacchetti fiscali di
rilancio dell?economia producano gli effetti desiderati. I modesti risultati
dei numerosi piani di rilancio varati negli ultimi venti anni dal Giappone
rafforzano questi dubbi. Inoltre, la maggior parte dei Paesi europei (l?Italia
è un?eccezione) dispongono di ottimi leggi sociali, che dovrebbero limitare
l?impatto ? pur molto doloroso ? della crisi soprattutto per i ceti meno
favoriti. In secondo luogo, ed è il punto più importante, i deficit pubblici
sono destinati ad aumentare per il calo delle entrate fiscali e l?aumento delle
spese sociali. Dato che molti Paesi europei (come l?Italia, la Grecia e il
Portogallo) hanno già consistenti debiti pubblici, il varo di dispendiosi
pacchetti fiscali di rilancio farebbe esplodere i loro disavanzi pubblici e
soprattutto incrinerebbe la credibilità dei titoli obbligazionari grazie ai
quali gli Stati si finanziano. Vi sono già alcuni segnali. Se la sfiducia dei
risparmiatori dovesse intaccare anche i titoli statali, le conseguenze
sarebbero enormi. Per i Paesi di Eurolandia si prospetterebbe un conflitto tra
Paesi risparmiatori (Germania, Olanda, ecc.) e quelli più indebitati, che
metterebbe in pericolo anche la stessa Unione monetaria. Per i Paesi non
appartenenti all?area euro, come la Gran Bretagna, si metterebbe in discussione
lo stesso valore della moneta. Il governo tedesco teme che interventi avventati
non producano risultati apprezzabili, ma solo una gravissima crisi monetaria.
Dato che il mercato dei capitali è la nuova linea del fronte di questa crisi,
per Berlino l?imperativo categorico è che la credibilità dei titoli pubblici
non venga incrinata. Queste considerazioni assumono maggiore forza, ed è il
secondo punto, per la consapevolezza che la riduzione dei tassi della Bce
permetterà la diminuzione dei tassi ipotecari, dando fiato alle famiglie del
Vecchio Continente, ma non si tradurrà in una diminuzione del costo del denaro
per le imprese. Infatti per le piccole e medie imprese l?accesso al credito bancario rimane molto arduo e per le grandi imprese il
finanziamento tramite l?emissione di obbligazioni societarie è possibile solo a
tassi proibitivi. Il risultato è evidente: l?aumento del costo del denaro crea
una miscela esplosiva per società che già devono fare i conti con una
contrazione delle vendite. In queste condizioni, rischia di non essere
sbagliata la decisione di conservare delle cartucce per evitare che vada in
fumo il bagaglio di competenze accumulato nel corso dei decenni dall?industria
europea, che rappresenta la vera ricchezza del Vecchio Continente. In terzo
luogo, le famiglie e le imprese europee non sono indebitate come quelle
americane. Anzi, in Europa, sebbene negli ultimi anni sia diminuito, vi è
ancora un consistente tasso di risparmio. Quindi intaccare i risparmi sarebbe
pericoloso sia economicamente sia politicamente. Tutto ciò induce a sostenere
che la posizione del governo tedesco e della Banca centrale europea abbia
solide motivazioni, non tenute in sufficiente considerazione da coloro che le
criticano e che invocano interventi più incisivi. Tra questi ultimi spiccano
alcuni esponenti del mondo finanziario anglosassone e i grandi giornali europei
che a loro fanno riferimento. Costoro sono riusciti negli ultimi mesi a
convincere il mondo che salvare il settore bancario
equivarrebbe a salvare l?economia. In queste operazioni di salvataggio sono
state bruciate centinaia di miliardi senza che gli Stati chiedessero nemmeno il
cambiamento dei manager che avevano provocato il disastro. Ora costoro,
consapevoli che questi salvataggi non hanno turato le voragini nascoste nei
bilanci delle banche che dirigono, sembrano spingere per allentare ogni argine alla
spesa pubblica per poter ancora giustificare altri aiuti statali. Occorre che
Governi e Parlamenti europei riflettano attentamente prima di seguire questi
consigli e occorre che tutti si ricordino che questa gravissima crisi non è il
frutto di un destino cinico e baro, ma di un?oligarchia finanziaria che ha
retto le sorti del mondo negli ultimi anni. Copyright © Corriere del Ticino.
All rights reserved scrivi la tua opinione "live" sul Forum di WSI
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
MONZA pag. 4 Un patto contro racket
e usura Più garanzie per i prestiti bancari Accordo in Prefettura firmato da
Confindustria Monza e Brianza di FABIO LOMBARDI UN?ARMA in più contro l?usura.
È il Protocollo d?intesa siglato fra banche, associazioni di categoria
(industriali e artigiani), associazioni antiracket e antiusura che è stato
sottoscritto anche da Confindustria Monza e Brianza. «L?accordo rappresenta una
nota estremamente positiva nell?accesso al credito per le attività economiche»,
spiega Ambra Redaelli, presidente del Gruppo piccole e medie imprese di
Confindustria Brianza che ha firmato, in Prefettura a Milano, l?accordo a nome
dell?associazione industriali territoriale. Un allarme, quello del pericolo
usura, ribadito anche dal presidente di Confindustria Brianza Carlo Edoardo
Valli in un recente convegno sulla mafia in Brianza: «In una condizione di
forte crisi economica come quella che stiamo attraversando il pericolo di
essere avvicinati e finire nelle mani degli usurai aumenta. Quando uno si trova
con le spalle al muro perché le banche non gli fanno più credito può seriamente
considerare di ricorrere a vie che poi si rivelano estremamente pericolose». E
IN QUESTO contesto «sono soprattutto le piccole imprese a essere le più
esposte», aggiunge Ambra Redaelli. Se infatti le banche italiane hanno sempre
guardato alle piccole imprese con diffidenza (senza spesso considerare alla
bontà di progetti e investimenti) elargendo invece «a occhi chiusi» e con
enorme facilità somme ingenti ai grandi colossi dell?economia, oggi che la
crisi si sta facendo sentire con prepotenza, gli istituti di credito hanno
stretto ulteriormente i cordoni della borsa. OGGI grazie a Confidi i prestiti
delle banche alle imprese sono garantiti al 50% (se una banca presta un milione
e l?imprenditore non riesce a rifondere la cifra, Confidi ne restituisce 500mila)
e grazie al fondo nazionale antiusura si può arrivare a coprire il 90%. «Il
protocollo non amplia questo fondo, ma ci si auspica che in futuro ciò possa
avvenire», spiega Redaelli. I PUNTI principali del protocollo sono: assicurare
un continuo e diretto confronto con Confidi, le Associazioni e le Fondazioni,
con l?obiettivo di un migliorare nuove e vecchie convenzioni antiusura;
monitorare il volume dei prestiti o dei fidi erogati e le sofferenze che si
ingenerano; effettuare, in relazione all?attività di monitoraggio, un periodico
reporting al Commissario Straordinario del Governo; organizzare seminari sulla
prevenzione dell?usura e del racket, al fine di illustrare l?attività dei
Confidi, Fondazioni e Associazioni antiusura.
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 09-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Gli istituti di credito portano a
11 miliardi (più 2,6 per cento) la raccolta annuale di mezzi finanziari I
trevigiani nel corso del 2008 hanno risparmiato di più. I depositi bancari
misurati dal Centro studi dell'Abi (Associazione bancaria italiana) il 1. luglio
scorso toccavano gli 11,1 miliardi di euro, con un incremento del 2,6 per cento
rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un incremento analogo era stato
registrato l'anno precedente. La Marca trevigiana è la terza provincia del
Veneto per consistenza dei depositi, poco sotto Padova e Verona. Depurato il
dato dal tasso di inflazione ufficiale, si può dire che la ricchezza
complessiva tenuta in banca resta stabile. Non si sta "mangiando" il
capitale liquido. Ma sarebbe azzardato affermare che i trevigiani non diventano
più poveri. Ripensando alla Statistica di Trilussa e al suo famoso pollo, è
chiaro che c'è chi arricchisce, chi "resta lì" e chi sta perdendo.Fidando su una raccolta di denaro rilevante, senza scosse, il
sistema bancario della provincia di Treviso si è evoluto ed ha mostrato
quest'anno una buona tenuta della crescita degli impieghi (prestiti). La Marca
è la provincia che - in Veneto - ha rivelato la maggiore dinamicità nelle
aperture di sportelli (più 4,4 per cento rispetto all'anno precedente),
ma nell'ultimo quinquennio si è rimasti nella media regionale. L'attività di
finanziamento alle imprese e alle famiglie produttrici il 1. luglio 2008
risultava in aumento del 7,1 per cento, rispetto all'analogo periodo dell'anno
precedente. Il comparto produttivo che più ha fatto ricorso al credito bancario risulta quello dell'edilizia (più 14, 4 per cento a
livello veneto). E questo dato la dice lunga sulle difficoltà cui vanno
incontro le imprese sottocapitalizzate che hanno investito in costruzioni,
quando oggi il mercato immobiliare è stagnante.Tuttavia le sofferenze bancarie
(i prestiti non onorati e passati a contenzioso) non aumentano di molto. Ci
sono dei segnali negativi, ma - almeno alla rilevazione del 1. luglio scorso -
nulla depone per una catastrofe. Precisamente, il tasso annuale di decadimento
(il rapporto tra il flusso annuo di sofferenze rettificate e gli impieghi vivi
alla fine dell'anno precedente) risulta pari all'1,53 per cento in provincia di
Treviso, contro l'1,30 per cento dell'analogo periodo dell'anno precedente.
Siamo un po' sopra la media nazionale, 1,31 per cento, ma comunque su un basso
livello di rischiosità.Federico Tessari, presidente dell'ente camerale, ha
dipinto uno scenario di "sostanziale galleggiamento". Non si va
affatto a fondo, come qualche pessimista vorrebbe far intendere, ma nemmeno ci
si sta muovendo speditamente verso un obbiettivo. Mentre proprio un manager che
sa il fatto suo, Gerolamo Caccia Dominioni, amministratore delegato di Benetton
Group (
( da "Repubblica,
La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina VII - Firenze Tassi
agevolati fino a un massimo di 100 mila euro Cantieri nelle strade prestiti più
facili per i negozi ERNESTO FERRARA Cantieri nelle strade, partono i prestiti a
tassi agevolati per i negozi. Cioè finanziamenti fino ad un massimo di
centomila euro da restituire in sette anni, ad un tasso tra il 5 e il 6 per
cento, alla Cassa di Risparmio di Firenze. La Camera di Commercio mette a
disposizione 250 mila euro a fondo perduto, che andranno a sostenere le imprese
nel primo periodo. Fidi Toscana, la finanziaria della Regione Toscana, in caso
di difficoltà nel rientro, coprirà fino al 60 per cento del prestito.
Carifirenze per ora stanzia un plafond di 5 milioni di euro. Si chiama
"fondo cantieri" ed è il frutto di un accordo tra Comune di Firenze,
categorie economiche, Carifirenze, Camera di Commercio e Fidi Toscana siglato
proprio ieri in Palazzo Vecchio e che riguarderà, si stima, almeno 250 tra
negozi, imprese e attività di ristorazione situate in strade interessate da
cantieri lunghi, compresi quelli della tramvia. Qualche esempio? Tutte le
strade interessate dai cantieri della linea 1 del tram, da piazza Stazione a
viale Talenti e via Faenza. Già agli inizi del 2007 il Comune si era attivato
per coordinare una forma di microcredito etico per gli imprenditori in
difficoltà del quartiere 4, ma con prestiti massimi fino a 10.000 euro. In
questo caso, invece, il finanziamento sale fino a 100.000 euro: «C´è bisogno di
un segnale concreto contro la crisi», dice l´assessore allo sviluppo economico
di Palazzo Vecchio Riccardo Nencini. «I nostri finanziamenti arriveranno
direttamente all´imprenditore prima ancora del fido e serviranno, magari, a
pagare le prime rate - spiega meglio il presidente della Camera Luca Mantellassi
- è un´iniezione di liquidità estremamente necessaria in un momento molto
difficile che non terminerà in poche settimane». «Le aziende potranno scegliere
tra un tasso fisso od un tasso variabile, la durata massima sarà di sette anni
ma c´è anche un periodo di pre-ammortamento di uno o due anni», aggiunge
Alessandro Cipriani della Cassa di Risparmio di Firenze. I requisiti per poter
accedere al finanziamento sono la presenza di cantieri da almeno sei mesi nella
zona in cui si trova l´attività economica e la presentazione della
documentazione contabile. Gli operatori economici interessati
potranno rivolgersi direttamente agli sportelli bancari di Carifirenze o alle
associazioni di categoria (Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato)
per ulteriori informazioni. In sostanza se la Camera di Commercio garantisce
liquidità immediata per chi chiede il prestito, Fidi Toscana si impegna a
coprire fino al 60 per cento per chi si trovasse in difficoltà: il
restante 40 per cento costituisce il rischio d´impresa per Carifirenze. «La
nostra iniziativa si rivolge alle piccole e medie imprese che dimostrino, con i
bilanci, di essere economicamente sane - precisa Giovanni Ricciardi, direttore
generale di Fidi Toscana - si prevede un periodo di tempo di sette anni contro
i 5 medi». Per ora si parte con i primi 5 milioni di euro: «Ma valuteremo se
estendere l´iniziativa, vorremmo diventasse un modello da esportare anche negli
anni prossimi, quando la città sarà interessata ai lavori dell´Alta Velocità e
delle linee 2 e 3 del tram», annuncia l´assessore Nencini.
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRONACA FIRENZE pag.
( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Centro-Nord sezione: SYSTEM (ARIETE
ORO) data: 2008-12-10 - pag: 12 autore: Indipendenza e specializzazione i
baluardi anti-crisi dell'unica Banca da sempre totalmente fiorentina B anca
Ifigest, private bank indipendente con tradizione di family office, rappresenta
ormai da anni un patrimonio importante nello scenario del risparmio gestito.
Una Banca fiorentina, fortemente voluta e fondata da importanti esponenti del
mondo imprenditoriale della città toscana, che si è sviluppata e che annovera
fra i propri clienti prestigiose famiglie dell'imprenditoria nazionale grazie
alle proprie doti di indipendenza e di specializzazione: ecco tracciate, in
breve sintesi, le peculiarità di Banca Ifigest SpA. La storia del Gruppo - che
si compone attualmente di circa 140 soci in prevalenza privati, nessuno dei
quali può detenere per statuto una quota superiore al 5% - ha inizio a Firenze
nella metà degli anni Ottanta. In oltre vent'anni di storia nell'attività di
private banking, il Gruppo Bancario Ifigest - nato dalla
fusione di Fidia in Banca Ifigest SpA - ha sviluppato spiccate professionalità
nel mondo della finanza e della gestione del risparmio, crescendo con lo stile
e la discrezione tipici di un family office e ponendosi in grado di assicurare
un'offerta completa ed integrata dei principali servizi finanziari: non
solo gestione patrimoniale discrezionale personalizzata, che rappresenta comunque
l'attività centrale intorno alla quale la Banca si è affermata, ma anche
raccolta ordini, consulenza personalizzata sul patrimonio complessivo del
Cliente, servizi bancari anche on-line, mutui e attività creditizia limitata a
poche e selezionate posizioni assistite di regola da garanzie reali. A questi
si affiancano i servizi fiduciari della S.E.V.I.A.N., il collocamento di fondi
e sicav sottoscrivibili sul portale www.fundstore.it e l'attività di asset
management attraverso Soprarno Sgr. La volatilità cui sono soggetti i mercati
finanziari rende ottimale, per una clientela di alto livello, affidarsi ad un
modello di Banca dotato di una struttura agile e snella e di una forte
specializzazione nella gestione dei patrimoni individuali, capace di gestire
questi ultimi attraverso la ricerca delle migliori opportunità di investimento,
con tutti i vantaggi di un rapporto personalizzato e trasparente, senza dettami
dall'alto o asservimenti a politiche di gruppo. Forte di un consiglio di
amministrazione composto in gran parte da professionisti operanti nel mondo
della finanza, la Banca, oltre ad una buona base di raccolta diretta, ha
attualmente in gestione un patrimonio di circa 1 miliardo di euro, tra attività
di amministrazione titoli, advisory su comparti di fondi, gestione
personalizzata di patrimoni e collocamento di fondi e sicav. L'esperienza e la
professionalità dei gestori, maturate in importanti realtà italiane ed estere,
a stretto contatto con la Clientela, permettono di interpretare al meglio i continui
cambiamenti di tendenza dei mercati e di prendere in modo tempestivo le
decisioni più opportune rispetto agli obiettivi ed alle strategie di
investimento condivise con la Clientela, tenendo conto delle singole
specificità. Per una gestione ottimale del proprio patrimonio, Banca Ifigest
propone cinque diversi profili di investimento articolati in differenti linee
di gestione, personalizzate ove necessario, per rispondere a specifici profili
di rischio. Le sue dimensioni e la sua organizzazione le permettono di
valorizzare i rapporti con la propria Clientela e di offrire un servizio
personalizzato e trasparente. Visto che alcune delle più grandi banche del
mondo, fino a poco tempo fa ritenute molto solide e sicure, sono state e sono
tuttora in una situazione patrimoniale difficile, Banca Ifigest ritiene che
l'attuale momento offra molte opportunità per un Istituto solido e
specializzato, determinato a proseguire nel suo processo di crescita e di
affermazione delle proprie caratteristiche. In quanto banca indipendente e
specializzata nella gestione patrimoniale, Banca Ifigest non è infatti
coinvolta nelle problematiche che attualmente stanno riguardando le banche
commerciali e le banche di investimento: per queste caratteristiche intrinseche
il suo Tier 1 ratio (indicatore di patrimonializzazione) è molto elevato,
dell'ordine di almeno 4 volte quello delle banche tradizionali. La forte
solidità patrimoniale di Banca Ifigest, che ha sempre fortemente limitato
l'attività creditizia, le consente adesso di guardare con fiducia al futuro,
focalizzando la strategia della banca sulla crescita. A questo proposito è
significativo il recentissimo ingresso di alcuni qualificati Private Bankers,
che confermano il ruolo di Banca Ifigest come “boutique” finanziaria orientata
verso i bisogni di una Clientela di elevato livello. Operante attraverso le
sedi di Firenze e le filiali di Milano, Roma, Prato e Sesto Fiorentino, Banca
Ifigest è il punto di riferimento per una Clientela con elevate aspettative in
termini di qualità dei prodotti e dei servizi di intermediazione.
Professionisti di elevato standing, presenti nelle diverse filiali e a stretto
contatto tra loro, garantiscono una valida assistenza e una assoluta
accuratezza nella esecuzione delle disposizioni di acquisto e di vendita di una
vastissima gamma di strumenti finanziari regolamentati sui principali mercati
internazionali. Il Gruppo ha ulteriormente arricchito l'offerta destinata ai
propri clienti avvalendosi della partecipazione in Fundstore.it, creando
l'unico supermercato di fondi on-line che offre la possibilità di acquistare
fondi comuni di investimento e sicav utilizzando il proprio conto corrente.
Fundstore.it dà accesso a oltre 2.400 fondi o sicav di circa 70 operatori, tra
gestori italiani ed esteri, garantendo alla Clientela una gamma di eccellenti
prodotti sempre più diversificati. Banca Ifigest controlla inoltre
S.E.V.I.A.N., società fiduciaria strutturata secondo il modello anglosassone
del family office, che garantisce risposte adeguate e tempestive ai quesiti di
assetto e gestione patrimoniale delle famiglie e delle imprese. Infine, il
Gruppo Banca Ifigest controlla Soprarno SGR, società di gestione del risparmio
nata con lo scopo di creare valore aggiunto nell'area dei “Fondi Comuni
d'investimento” attraverso l'innovazione di prodotto, di gestione e di pricing.
Le parole d'ordine sono “trasparenza e innovazione” nel risparmio gestito,
anche per la Clientela retail, senza trascurare quella istituzionale che ha
valide alternative di investimento nei fondi di Soprarno, il cui sito
www.soprarnosgr.it costituisce un raro esempio di chiarezza e di trasparenza.
Partendo dal cuore di Firenze, dove la Banca ha aperto una filiale nel Palazzo
Bartolini Salimbeni che si è aggiunta alla sede storica di Palazzo Tempi a
conferma della volontà di avere un ruolo finalizzato sul territorio, attraverso
le altre filiali e le società controllate Banca Ifigest è in grado di servire
il territorio nazionale. L'indipendenza, la solidità, la specializzazione nella
differenziazione dell'offerta, la flessibilità, la cura estrema degli interessi
del cliente in una logica di vero ed effettivo “valore condiviso”, la rapidità
di reazione, la personalizzazione del rapporto costituiscono i punti di forza
del Gruppo.
( da "Metronews"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Per i cantieri in crisi sbloccati 5
milioni uscito su Metro il 10/12/2008 Lascia il tuo commento! Un prestito fino
a 100 mila euro per le imprese che si trovano nei pressi dei cantieri, da
restituire in sette anni a un tasso agevolato. Si chiama “Fondo cantieri”, è
coordinato dal Comune ed è finanziato attraverso Fidi Toscana e Cassa di Risparmio.
L?iniziativa si rivolge, potenzialmente, ad un bacino di circa 250 imprese
interessate da almeno sei mesi di lavori in corso: tutti, non soltanto quelli
della tramvia. Il tasso di interesse sul finanziamento sarà tra il 5 e il 6 per
cento, variabile o fisso. E chi ha già debiti in corso con Cassa di Risparmio
potrà chiedere la restituzione posticipata di un anno. Già agli inizi del 2007
il Comune si era attivato per coordinare una forma di microcredito per gli
imprenditori in difficoltà del Quartiere 4, ma con prestiti massimi fino a 10
mila euro. Ora il plafond è di cinque milioni di euro, con cui Fidi Toscana
garantisce il 60 per cento dell?investimento. «Parliamo di piccole e medie
imprese che dimostrino, con i bilanci, di essere economicamente sane» ha detto
il direttore di Fidi Giovanni Ricciardi. Gli operatori economici potranno
rivolgersi direttamente agli sportelli bancari o alle associazioni di
categoria. (CLAUDIA ZOLFAROLI)
( da "Sicilia,
La" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
consorzio fidi
Per il rilancio dell'agricoltura nell'Isola Il ruolo del Consorzio Fidi
Produttori Agricoli, rappresenta una funzione di straordinaria importanza per
il rilancio e lo sviluppo del settore agricolo. Se consideriamo che i fondi
strutturali 2007/2013 saranno quanto prima impiegati per finanziamenti del
piano di sviluppo rurale mediante banche, ci rendiamo conto che solo con questo strumento si
possono fornire alle imprese le migliori opportunità di accesso al credito e
consulenze di carattere finanziario sempre più qualificate, per impostare
adeguati progetti d'investimento e sviluppo. Questo strumento di servizio é
molto utile anche per le imprese che saranno chiamate a far fronte al
cofinanziamento del 50% dei fondi 2007/2013. Inoltre il Consorzio di garanzia
svolgerà una funzione di mediazione, accelerando i tempi di istruzione delle
procedure a vantaggio dell'imprenditore agricolo. Tale strumento di supporto,
che è il Consorzio di garanzia, rende più vantaggioso l'approccio con gli
istituti bancari per gli operatori economici del settore. Particolarmente
attenzione oggi viene rivolta dalle Istituzioni pubbliche ai giovani e
all'innovazione perché rappresentano i protagonisti del futuro
dell'agricoltura. A tal proposito sono sorte tre organizzazioni: 1) Oiga:
Osservatorio per l'imprenditorialità giovanile in agricoltura; 2) Ismea-Sgfa
Società Gestione Fondi per l'Agroalimentare; 3) Invitalia - Agenzia Nazionale
per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. Le agevolazioni
previste dai predetti organismi riguardano opportunità offerte dalle normative
nazionali, comunitarie e regionali e costituiti da mutui agevolati e contributi
a fondo perduto sugli investimenti. Con tale normativa si intende apportare un
ricambio generazionale, un sostegno allo sviluppo agricolo, una formazione
imprenditoriale e una produzione di qualità. Gli agricoltori possono ottenere
la ristrutturazione dei prestiti agrari, mediante la convenzione stipulata dal
Cofipa con Sgfa, che concede la cogaranzia agli operatori agricoli per
operazioni finanziarie a medio e a lungo termine. AlfioRandazzo Presidente
Consorzio Fidi Produttori Agricoli
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Ieri il prefetto, su indicazione
del ministro Tremonti, ha convocato le categorie economiche e il presidente di
Bankitalia per studiare lo stato della recessione e le misure d?aiuto CRISI
Appello al Governo: «Le banche non chiudano i fidi» Diverse le reazioni
all?incontro: «Utile, ma non determinante. La situazione la conosciamo tutti,
si deve reagire» Grandi manovre anticrisi, ieri in prefettura. Il prefetto
Piero Mattei ha infatti ricevuto tutti i presidenti delle categorie economiche
vicentine, e il presidente della Banca d'Italia, dando il via a un osservatorio
per studiare lo stato della recessione e le azioni di aiuto alle imprese in
difficoltà. In realtà la convocazione è un "atto dovuto", in quanto
la prefettura vicentina, come tutti gli atri organi statali d'Italia, non ha
fatto altro che raccogliere l'invito del decreto Tremonti che prevede la
raccolta dei dati sulla situazione economica di ogni provincia, al fine di
monitorare lo stato della crisi e provvedere ad eventuali rimedi. E infatti,
tra il cauto ottimismo del prefetto e la speranza di alcuni presidenti, i
rappresentanti delle associazioni hanno considerato l'incontro utile ma di
certo non determinante. Ma tutti hanno concordato su di un fatto: il problema
della stretta creditizia esiste. E così al prossimo incontro, ancora da
fissare, saranno chiamati anche gli istituti di credito vicentini.IL PREFETTO«È
un momento di sofferenza ma questa provincia ha anticipato tutti e forse, per
il fatto che qui la crisi sia arrivata prima, paradossalmente si potrebbe
costruire la ripresa già dal prossimo anno». Così Mattei a margine
dell'incontro, un vertice che, ha spiegato il prefetto: «È nato da una
disposizione di Tremonti ed il primo incontro serve a focalizzare gli
obiettivi, soprattutto dal punto di vista dell'accesso al credito bancario». Alle categorie è stato chiesto di raccogliere i
dati proprio sul rapporto impresa- banca. La relazione sarà spedita a Roma «ed
il passo successivo - conclude Mattei - coinvolgerà anche gli istituti bancari
e sarà poi allungato ai rappresentanti istituzionali del
territorio».APINDUSTRIAPer il presidente di Apindustria Vicenza Filippo De
Marchi, il fatto che vengano raccolti i dati «non significa molto in questa
situazione, perché le cifre non sono aggiornate, piuttosto è stato utile per il
predetto cogliere le sensazioni delle categorie». Sensazioni che, secondo De
Marchi, «sono quelle di una situazione abbastanza difficile, ma la speranza è
che tutte le aziende dopo aver tirato la cinghia e esaurito tutto quello che
avevano in magazzino, adesso vivano una ripresa per i consumi
natalizi».CONFIDUSTRIACome si diceva, il dato sottolineato da tutti è che c'è
un effettivo restringimento del credito, e su questo è intervenuto il
presidente di Confindustria Vicenza Roberto Zuccato: «La raccomandazione che
vorremmo fosse portata a Roma è di cercare di aiutare le aziende in difficoltà
chiedendo alle banche di non chiudere i fidi e di non considerare solo i meri
parametri di Basilea per il rating». Dell'incontro, invece, Zuccato pensa che
«in un momento come questo tutte le iniziative cono lodevoli e speriamo di
buttar giù qualcosa di concreto. Adesso abbiamo una settima di tempo per
presentare delle proposte per portarle a Roma, ma non è facile buttar giù i
dati sull'indebitamento di tutte le aziende vicentine». Infine, il presidente
di Confindustria Vicenza lancia un appello: «Garantire a dipendenti in cassa
integrazione uno spostamento dei pagamenti, ad esempio per chi ha i mutui
casa».ASSOARTIGIANIGiuseppe Sbalchiero, presidente degli artigiani sottolinea
che «se il Governo manda dei messaggi è inevitabile che dobbiamo aspettarci
delle risposte». E per quanto riguarda l'osservatorio: «Trova il tempo che
trova: non abbiamo bisogno di sapere com'è la situazione, già sappiamo come
siamo messi». A questo proposito dagli artigiani arriva però una sensazione
positiva, anche se bisogna aspettare la fine della stagione: «La speranza è che
qualcosa si rimetta in moto in primavera conclude Sbalchiero una cosa che ci
auguriamo tutti, ma non dobbiamo far finta di nasconderci e non possiamo essere
ottimisti o pessimisti, quando abbiamo toccato il fondo si ricomincia ad andare
avanti».Pietro Rossi
( da "Sestopotere.com"
del 10-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Le banche ricattano le imprese sui fidi. Esposto di Codacons a 104 Procure per estorsione
(10/12/2008 14:46) | (Sesto Potere) - Roma - 10 dicembre 2008 - Le segnalazioni
sono giunte al Codacons da numerosi imprenditori e persino da alcuni bancari.
Le imprese, come spesso accadde nella normale attività di un'azienda, chiedono
fidi alle banche e a quel punto si sentono chiamare da funzionari che
comunicano un innalzamento dei tassi passivi, in violazione dei tassi
concordati nel contratto. Al rifiuto da parte dell'imprenditore segue la
richiesta di rientro immediato. Come dire o accettate un rialzo dei tassi o ci
pagate immediatamente. Una procedura che equivale ad una vera e propria
minaccia. Il Codacons ha deciso di presentare un esposto a 104 Procure della
Repubblica perchè si accerto se esistono profili penalmente rilevanti. Tra i
reati ipotizzati estorsione e minaccia. Evidentemente le banche, in crisi di
liquidità, hanno deciso di stringere i cordoni creditizi e di non concedere più
prestiti alle imprese, se non a caro prezzo. Legittimo, quanto inopportuno,
purchè sia fatto.
( da "Asca"
del 10-12-2008)
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CRISI: CONFCOMMERCIO PERUGIA,
GIUDIZIO POSITIVO SU INTERVENTI... (2) (ASCA) - Perugia, 10 dic - Il pacchetto
anticrisi del Governo si integrera' con le misure annunciate dalla Regione
dell'Umbria, rispetto alle quali Confcommercio si e' espressa favorevolmente.
''Abbiamo valutato positivamente il pacchetto anticrisi annunciato dalla
Regione dell'Umbria, e non solo perche' ha accolto alcune delle richieste
avanzate da Confcommercio - aggiunge Mencaroni - come gli interventi per il
potenziamento dell'attivita' dei confidi e l'estensione della cassa
integrazione in deroga a tutti i settori, comprese le piccole imprese del
terziario, che avrebbero bisogno anche di poter accedere alla fiscalizzazione
degli oneri sociali. Condividiamo soprattutto l'appello rivolto al sistema bancario perche' anch'esso faccia la sua parte nel
rafforzare le misure a sostegno del sistema produttivo interessato dalla crisi
economico finanziaria. Il fronte del credito, secondo noi, e' infatti uno dei
piu' caldi in questo momento. Per questo abbiamo anche proposto alla Regione di
attivare un Protocollo d'intesa con gli istituti bancari per effettuare un
monitoraggio trimestrale dei flussi di credito erogato allo
scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai periodi precedenti, il
monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di interesse richiesti e delle
spese accessorie, per allentare l'azione delle banche sui rientri degli esuberi
dei fidi e ottenere maggiore flessibilita' nella valutazione del merito
creditizio delle imprese''. red/map/ss (Asca)
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-12-2008)
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Pagina 6 - Economia Confidi
industria: nasce il colosso del Nord Est PORDENONE. UnionConfidi, il consorzio
garanzia fidi delle Unioni Industriali di Pordenone e Treviso, ha approvato
ieri pomeriggio nel corso dell'assemblea straordinaria svoltasi a Gorgo al
Monticano, il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia
collettiva fidi. L'aggregazione rientra in un progetto di rafforzamento del
consorzio volto a raggiungere una dimensione tale da poter adeguatamente
supportare le piccole e medie imprese industriali per l'ottenimento del
credito. Il nuovo soggetto, che manterrà la denominazione di «Neafidi - società
cooperativa di garanzia collettiva fidi» e che opererà,
oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo,
Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella
bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli
intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo
107 del Testo Unico Bancario, e potrà godere, tra le altre cose, delle
garanzie dello Stato, permettendo così di facilitare l'accesso al sistema creditizio
e finanziario ai propri associati.
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 11-12-2008)
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UnionConfidi in Neafidi Confidi
industria: nasce il colosso del Nordest UnionConfidi, il consorzio garanzia
fidi delle Unioni Industriali di Pordenone e Treviso, ha approvato ieri
pomeriggio nel corso dell'assemblea straordinaria svoltasi a Gorgo al Monticano,
il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia collettiva
fidi. L'aggregazione rientra in un progetto di rafforzamento del consorzio
volto a raggiungere una dimensione tale da poter adeguatamente supportare le
piccole e medie imprese industriali per l'ottenimento del credito. Il nuovo
soggetto, che manterrà la denominazione di "Neafidi - società cooperativa di garanzia collettiva fidi" e che opererà,
oltre che su Pordenone e Treviso, anche sulle provincie di Belluno, Rovigo,
Venezia, Verona e Vicenza, erogherà garanzie con una valenza pari a quella
bancaria. Neafidi, infatti, confluirà, entro il 29 marzo 2009, tra gli
intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo
107 del Testo Unico Bancario, e potrà godere, tra le altre cose, delle
garanzie dello Stato, permettendo così di facilitare l'accesso al sistema
creditizio e finanziario ai propri associati. Ad aggregazione avvenuta Neafidi
potrà contare su circa 5 mila aziende socie, su un patrimonio considerevole e
un volume di garanzie in essere di oltre 370 milioni di euro. Una dimensione,
quindi, rilevante che ne costituisce la principale ragione economica, con un
territorio operativo che copre il Veneto e la provincia di Pordenone, il che
porrà la nuova realtà aggregata fra i Confidi più significativi nel territorio
nazionale. A salvaguardia delle necessità e peculiarità delle imprese
pordenonesi, è previsto che la nuova realtà aggregata mantenga sede e
organizzazione operativa in loco; il progetto prevede la suddivisione del
territorio operativo del Confidi in più aree, di cui una riguarderà i territori
delle province di Pordenone e Treviso e del Friuli Venezia Giulia, alle quali
sarà garantita ampia autonomia per il rilascio delle garanzie collettive alle
imprese, previa istruzione delle pratiche di fido da parte delle stesse sedi
operative. Questo in sintesi: il mantenimento delle sedi operative del Confidi
a Pordenone e Treviso con organici adeguati; la presenza di un responsabile di
area che presiederà al funzionamento operativo del settore credito e del
settore commerciale; un comitato consultivo di area, nominato dal consiglio di
amministrazione, fra persone appartenenti all'area di competenza. L'assemblea
straordinaria di ieri, nel corso della quale è nato il nuovo Confidi, ha eletto
in seno al consiglio di amministrazione il presidente di Unindustria Maurizio
Cini, e il vice Mauro Manassero (già presente nel consiglio direttivo di
Unionconfidi Pordenone-Treviso).
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 11-12-2008)
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Giovedì 11 Dicembre 2008 Chiudi
Interventi anti crisi Confcommercio esprime un giudizio positivo su alcuni
interventi già attuati dall'esecutivo per fronteggiare la crisi economica. Sono
stati attivati strumenti che possono essere valutati positivamente sia sul
fronte delle famiglie, che su quello delle imprese, alle quali sono stati
destinati interventi di carattere fiscale e contributivo. Bene il piano
triennale di stabilizzazione dei conti pubblici, un passo che ha reso l'Italia
più credibile rispetto alla crisi del capitalismo finanziario. E bene anche
alcuni provvedimenti contenuti nel pacchetto anticrisi: la detassazione per i
contratti di produttività, la deducibilità forfetaria dell'Irap, la
velocizzazione dei rimborsi fiscali e dei pagamenti della P.A., il potenziamento finanziario dei consorzi di garanzia fidi,
l'accelerazione della spesa per le infrastrutture e l'attenzione agli
ammortizzatori sociali, ed anche la revisione congiunturale speciale degli
studi di settore, per assicurare una compiuta e coerente rilevazione
nell'ambito della metodologia degli studi di settore allo scopo di garantire
l'effettiva rispondenza. Peccato, però, che non si sia utilizzato mezzo
punto di Pil per procedere alla detassazione delle tredicesime mettendo così in
campo una azione efficace ed immediata a sostegno dei consumi. Nel momento in
cui si chiede alle imprese il coraggio di guardare avanti e di investire, il
Governo avrebbe potuto dare un segnale forte attraverso una misura in grado di
provocare un effetto moltiplicatore, con ricadute rilevanti non solo
sull'ultimo anello della catena, quel commercio che ogni giorno è a stretto
contatto con il mondo dei consumatori, ma su tutta l'economia.. E valutiamo
positivamente il pacchetto anticrisi annunciato dalla Regione dell'Umbria, e
non solo perché ha accolto alcune delle richieste avanzate da Confcommercio
come gli interventi per il potenziamento dell'attività dei confidi e
l'estensione della cassa integrazione in deroga a tutti i settori, comprese le
piccole imprese del terziario, che avrebbero bisogno anche di poter accedere
alla fiscalizzazione degli oneri sociali. Condividiamo soprattutto l'appello
rivolto al sistema bancario perché anch'esso faccia la
sua parte nel rafforzare le misure a sostegno del sistema produttivo
interessato dalla crisi economico finanziaria. Il fronte del credito, secondo
noi, è infatti uno dei più caldi in questo momento. Per questo abbiamo anche
proposto alla Regione di attivare un Protocollo d'intesa con gli istituti
bancari per effettuare un monitoraggio trimestrale dei flussi di credito erogato
allo scopo di verificare eventuali contrazioni rispetto ai periodi precedenti,
il monitoraggio trimestrale del livello dei tassi di interesse richiesti e
delle spese accessorie, per allentare l'azione delle banche sui rientri degli
esuberi dei fidi e ottenere maggiore flessibilità nella valutazione del merito
creditizio delle imprese. Giorgio Mencaroni Presidente Confcommercio provincia
di Perugia Un aiuto alla musica Sabato 13 dicembre a Passignano sul Trasimeno
si terrà la cena concerto organizzata dall'Associazione Scuola di Musica del
Trasimeno a sostegno della Scuola. L'appuntamento gastronomico, giunto alla
quarta edizione, si terrà alle ore 19,30 presso il Circolo Velico di Passignano
sul Trasimeno e sarà allietato da gruppi di musica da camera formati dagli
stessi allievi della Scuola di Musica del Trasimeno. Concluderanno la serata
dei giochi a premi. L'incasso è interamente devoluto alle attività collaterali
della Scuola di Musica o all'acquisto di materiale didattico per la stessa. Per
informazioni e prenotazioni telefonare allo 075.829345,
www.scuoladimusicadeltrasimeno.com. Associazione Scuola di Musica del Trasimeno
Nuovo Master alla Stranieri Si intensifica l'impegno dell'Università per
Stranieri di Perugia a favore dei paesi che si affacciano sulla sponda Sud del
Mediterraneo. Accanto al Master dedicato ai processi d'internazionalizzazione
dell'area submediterranea, giunto alla sua terza edizione, verrà inaugurato
domani "Libano: modelli di Governo e sistemi produttivi locali", master
di primo livello. Riservato a laureati, amministratori ed imprenditori
libanesi, questo corso nasce dall'esigenza di un apporto formativo da parte
italiana, propedeutico a riforme economiche e a processi di riassetto
territoriale. Università per Stranieri Perugia Niente più discriminazioni Noi
dell'associazione "Casa dei Popoli" organizziamo sabato 13 dicembre,
alle 17, al centro giovani (via Santa Margherita a Foligno), un incontro
denominato "Liberi ed eguali-senza alcuna discriminazione", in
occasione del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti
umani. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Foligno,
Amnesty international, Caritas Diocesana di Foligno. Dopo il saluto del
sindaco, Manlio Marini, introdurrà i lavori Alessandro Lucibello, referente
delle campagne Circoscrizione Umbria Amnesty International. Interverranno
Meryem Lakhouite e l'avvocato Suzana Korriku che presenterà il disegno di legge
sulla sicurezza. Associazione "Casa dei popoli" Foligno La Tuscia nascosta
Domani, alle ore 18.00, presso Biblioluna, si chiuderà il ciclo di conferenze
2008 proposte dall'associazione culturale "Terni Racconta". In
programma un incontro dal titolo: "Tuscia nascosta", a cura della
guida del CAI e scrittore Giovanni Menichino. Nella sua relazione, che verrà
integrata ed abbellita da numerose immagini video, ci condurrà all'interno di
un mondo, per certi versi ancora avvolto nel mistero, in cui entreremo a
contatto con una civiltà estremamente elevata dal punto di vista sociale, culturale
ed artistico, in un periodo in cui i Romani non erano altro che tribù di
pastori o di predoni in processo di faticosa organizzazione. Associazione
"Terni Racconta" Trenitalia non si defili Sarebbe davvero grave se
Trenitalia si defilasse dal Piano urbano della mobilità del comune di Perugia:
tale operazione, minacciata dalla stessa Trenitalia con nota ufficiale,
dev'essere scongiurata. Se Trenitalia uscisse dal Pum, a pagare, come al
solito, sarebbero i pendolari, soprattutto quelli residenti nella zona Nord del
comune di Perugia diretti a Fontivegge che quotidianamente devono prendere la
coincidenza a Ponte San Giovanni e che sarebbero costretti tutti i giorni a
fare il biglietto per la tratta Ponte San Giovanni-Fontivegge, oltre
naturalmente all'abbonamento del Pum, con notevole aggravio economico. Inoltre
andrebbero anche riviste le tratte e le interconnessioni con autobus e
minimetrò. È necessario che il comune di Perugia, la Regione e le aziende di
trasporto, compresa Trenitalia, si accordino per migliorare e non per
peggiorare la situazione del trasporto pubblico locale a Perugia. Siccome il
nostro non è il partito del No, come molti ci vogliono in mala fede
etichettare, proponiamo inoltre di verificare se esistano le condizioni per un
allargamento in ottica comprensoriale del Piano urbano. Daniela Chiavarini
Coordinatrice regionale dei Verdi
( da "Corriere
Adriatico" del 11-12-2008)
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Appello a banche ed enti
localimentre si cerca di potenziare il ruolo dei Consorzi FidiIl giudizio sul
decreto anticrisi Il Comitato intercomunale della Cgia allarmato per il futuro
nell'area Misa-Nevola L'artigianato è in cerca di credito MONTERADO - Le
attività artigiane del Senigalliese lamentano una contrazione nel volume di
affari e nelle commesse di lavoro. Tanti gli imprenditori intervenuti al
Comitato Intercomunale della Confartigianato dei comuni di Castel Colonna,
Monterado, Ostra e Ripe che tenuto presso il Centro Sociale di Monterado. Il
presidente della Confartigianato di Ostra Fabio Luzi ha lanciato un forte
appello alle banche e alle istituzioni locali. Le storiche difficoltà delle
piccole imprese nell'accesso al credito bancario sono ora diventate ancora più critiche. E' quindi ancora più
urgente potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi, valorizzando la loro funzione
fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli
imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti ,
creare occupazione e superare questo periodo di grossa difficoltà.
"I dati in nostro possesso - ha ribadito Giacomo Cicconi Massi,
responsabile sindacale della Confartigianato del Senigalliese - non inducono
all'ottimismo. Confartigianato sta potenziando le reti di impresa che
rappresentano un'opportunità importantissima per le piccole imprese. In ultima
analisi, l'aspetto finanziario le banche devono contribuire ad invertire ed a
gestire lo stato di crisi ridando quella fiducia necessaria a far riprendere la
nostra economia. Artigianato artistico e turismo possono essere infine un
traino per l'economia del Senigalliese". "Il turismo - ha ribadito il
Vicepresidente della Confartigianato provinciale di Ancona David Mugianesi -
sarà in grande crescita nei prossimi anni e ne dobbiamo approfittare anche
perché nessun settore è in grado di produrre più utili del turismo".
"Per le imprese artigiane e le piccole imprese - ha detto il responsabile
sindacale della Confartigianato provinciale di Ancona Gilberto Gasparoni -
arriva la revisione degli studi di settore, il potenziamento dei Confidi, il
pagamento dell'Iva per cassa, l'accelerazione dei tempi di pagamento della
pubblica amministrazione e un sistema di ammortizzatori sociali alternativo
alla cassa integrazione. Queste le principali misure a sostegno delle imprese
previste dal decreto legge «anti-crisi» approvato dal Consiglio dei Ministri.
Nel provvedimento non trovano spazio, invece, la riduzione degli acconti
d'imposta per le ditte individuali e le società di persona e l'inclusione dei
lavoratori autonomi tra i soggetti che beneficeranno del bonus straordinario.
Lavoratori dipendenti con figli a carico e pensionati con reddito annuo fino a
22 mila euro sono i destinatari della principale misura a sostegno delle
famiglie prevista nel decreto. Gli unici tagliati fuori dal beneficio (che va
da un minimo di
( da "Sestopotere.com"
del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CdC Monza e Brianza, contributi per
programmi di crescita aziendali (11/12/2008 14:39) | (Sesto Potere) - Monza -
11 dicembre 2008 - La Camera di commercio di Monza e Brianza indice un bando di
contributi del valore di € 175.000,00 finalizzato a promuovere agevolazioni
dell'accesso al credito per la realizzazione di programmi di
patrimonializzazione aziendale. L?iniziativa è rivolta a micro, piccole e medie
imprese di tutti i settori con sede legale nella provincia di Monza e Brianza
che realizzino operazioni di patrimonializzazione aziendale. Gli investimenti
ammissibili sono: - Aumento di capitale sociale che deve essere deliberato e
sottoscritto per intero e versato per almeno il 25% alla data di presentazione
della domanda, il restante 75% dovrà essere versato entro e non oltre 12 mesi
dalla data di presentazione della domanda.Il capitale sociale risultante
dall'operazione dovrà esser mantenuto per l'intero periodo di rimborso del
finanziamento, pena la revoca del contributo. Non sono agevolabili fondi
immessi in azienda per ricostituire il capitale sociale per perdite
d'esercizio. - Emissione di prestito obbligazionario convertibile. - Versamento
dei soci in conto capitale. Tale versamento deve essere effettuato prima della
richiesta di finanziamento all'Istituto di Credito. I fondi così vincolati non
potranno essere utilizzati per tutta la durata del finanziamento parallelo
concesso salvo incorporazione nel capitale sociale o esplicita autorizzazione
di Banca, Cooperativa garante e Camera di Commercio pena revoca del contributo.
Le suddette operazioni devono essere a titolo oneroso, ovvero comportare
l'apporto da parte dei soci di denaro contante; inoltre tali operazioni che
consentono di aderire alla presente iniziativa non possono beneficiare di
ulteriori agevolazioni concesse da parte di altri Enti pubblici. Per gli
aumenti di capitale sociale il contributo è pari all'abbattimento di 2,25 punti
del costo del finanziamento. Per le altre operazioni il contributo è pari
all'abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento. Il contributo verrà
assegnato seguendo l'ordine di protocollo delle istanze e fino ad esaurimento
fondi ed erogato dopo 12 mesi dalla data di ricezione della domanda in un'unica
rata attualizzata. La domanda va presentata, a partire dal
1 aprile 2008, tramite Consorzi/Cooperative di Garanzia Collettiva Fidi
aderenti all'iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L'elenco dei Consorzi/Cooperative è pubblicato nel regolamento.
( da "Asca"
del 11-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
MARCHE: CIVITANOVA, 1 MLN 200MILA
EURO PER PICCOLE IMPRESE E FAMIGLIE (ASCA) - Macerata, 11 dic - Sostegno alle
piccole imprese e alle famiglie: si parlera' degli interventi di attuare,
domani sera, a Civitanova Marche nel corso di un incontro alla sala convegni
dell'Ente Fiera organizzato dalla Provincia di Macerata e dalla Camera di
Commercio. I due enti, infatti, hanno stanziato 500 mila euro ciascuno per
costituire un fondo di un milione destinato a garantire l'accesso al credito da
parte delle piccole imprese del territorio. Inoltre, la Provincia ha stanziato ulteriori
200 mila euro per le famiglie che si trovano in difficolta' con il sistema
creditizio. ''Stiamo attraversando un momento di forte e preoccupante crisi
economico-finanziaria e dopo aver sollecitato gli istituti di credito a non far
mancare il necessario sostegno alle imprese del territorio - ha detto il
presidente Giulio Silenzi - anche la Provincia ha voluto adottare provvedimenti
concreti, mettendo a disposizione proprie risorse per aumentare le garanzie di
coloro che debbono far ricorso a prestiti bancari. Su questo linea c'e' stato
un analogo intervento della Camera di Commercio ed insieme e' stato possibile
costituire un fondo consistente che potra' essere utilizzato in modo
integrativo e sussidiario nell'ambito delle iniziative promosse dalla Regione
Marche e dallo Stato''. All'incontro prenderanno parte
anche Mario Volpini, il presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani e
dirigenti della provincia e della regione, direttori di banche, rappresentanti
delle associazioni produttive e dei relativi Consorzi Fidi, le organizzazioni
sindacali. red/map/rob (Asca)