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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
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Il
successo del presidente Chiodi, uscito vincitore da una competizione più
estetica ch... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 05-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il paladino
più fido, il governatore nostro! E così la missione ha inizio. Ma, sotto il
turbinio di cifre, lodi o dubbi, molto fondati, sul destino del paesaggio
italiano, si cela un'insidia. Il Presidente del Consiglio e il suo grande
Architetto no-global sanno esattamente che: 1) almeno per ora non c'è spazio
per la finanza creativa;
vongole,
il prezzo della truffa - diego degan
( da "Nuova
Venezia, La" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
sempre
maggiore difficoltà a tirare avanti e molte ci riescono solo grazie e a fidi
bancari e ipoteche sui beni personali personalidei soci. Va notato anche che i
«manovali» (Alessandro Veronese, Sauro Nordio e Gianluca Zanirato) che
materialmente pescavano chissà dove e poi, secondo l'accusa, consegnavano le
vongole alla cooperativa, che li ripuliva con falsi documenti, prendevano,
più
microcredito e accordi bancari ( da "Centro, Il"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Contributi
straordinari per consorzi e cooperative di garanzia fidi per sostenere il
credito alle imprese, soprattutto la liquidità a breve e medio termine. Seconda
puntata dell'indagine sui problemi del mondo del lavoro, e su un piano
anticrisi del Comune che cerca di dare impulso agli investimenti (progetti per
400 milioni nella vallata) e istituisce un fondo di solidarietà.
La
Cassa di Risparmio di Alessandria mette a disposizione delle Piccole e Medie
Imprese produttive di Piemonte e Liguria un plafond di 20 milioni di euro
( da "inalessandria.it"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Confapi
Lombarda Fidi, Fidicom-Fidiconfesercenti, Ascomfidi, Confartigianato Fidi,
Cogart CNA, Agricolfidi. Per ciascuna operazione potrà essere erogato un
importo massimo di 150.000 euro; la durata del finanziamento potrà oscillare
tra i 19 e gli 84 mesi, con un periodo massimo di preammortamento pari a 24
mesi.
Truffa
di giornata a un'anziana: 200 euro passano nelle tasche di due false bancarie
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
L'anziana si
è fidata e le ha lasciate entrare, andando poi a cercare il libretto degli
assegni. Le due ladre ci hanno messo poco a trovare il portafogli contenente
200 euro che la donna teneva nella borsa, appoggiata su un mobiletto in
salotto. Quando l'anziana è tornata con il libretto, hanno finto di
controllarlo,
Conti
correnti, costi a confronto ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
cioè del fido
a disposizione sul conto per i clienti al dettaglio (che sono definiti come
consumatori, enti senza finalità di lucro e piccole e medie imprese con
fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro). Ulteriori disposizioni sull'Isc
sono rimandate a dopo il recepimento della direttiva europea sul credito
personale,
Un
confidi per le Onlus ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidi Toscana
Spa, il fondo di garanzia è nato nel 2003: a dicembre
Confidi:
quasi un artigiano su due li utilizza per chiedere finanziamenti e prestiti
alle banche ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
sottolinea
adesso il presidente di Fedart Fidi, Daniele Alberani ? i Confidi hanno
conseguito un tasso netto di sofferenza molto contenuto, pari ad una media al
2,3 per cento, con una netta differenza rispetto alle sofferenze registrate dal
sistema bancario sui finanziamenti al settore artigiano».
LA
FORBICE TRA I TASSI è SCANDALOSA E INVECE DI RESTRINGERSI, SI ALLARGA»...
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
A fronte di
un taglio di 3 punti del costo del denaro da parte della Bce, con il tasso di
riferimento attestato all'1,25% - concludono Adusbef e Federconsumatori -
praticare tassi su fidi e prestiti superiori al 7% costituisce un uso
arbitrario della licenza bancaria, che dovrebbe essere ritirata al 90% degli
istituti di credito».
TREVISO.
Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ...
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
sostenendo
che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti
delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al
contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le
imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla
carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.
tagli
al centro servizi della marca scatta la protesta dei dipendenti
( da "Nuova
Venezia, La" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
sostenendo
che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti
delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al
contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le
imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla
carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.
treviso.
scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... - fabio
poloni ( da "Mattino di Padova, Il"
del 07-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
sostenendo
che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti
delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al
contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le
imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla
carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.
gli
studenti del capitini a scuola di alta finanza e attività bancaria
( da "Tirreno,
Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
azienda
bancaria (con Casselli e Pisaneschi), vigilanza dell'attività creditizia
(Pagliai e Federighi), erogazioni di fidi e prestiti (tenuto da Mari e
Polidori), consulenza finanziaria (relatori Citera e Gonfiantini), gestione dei
prestiti (con Gerace e Caporali) e peculiarità della Banca di Credito
Cooperativo (con Tasselli e il presidente della Bcc Gori)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
responsabili
di associazioni di categoria e consorzi fidi hanno gremito ieri la sala
convegni dell'Hotel Posta, dove Marguerite McMahon, capo divisione responsabile
per l'Italia della Banca europea per gli investimenti, ha presentato attività e
competenze della Bei, illustrando tutti gli strumenti messi in campo per il
credito alle imprese, a partire dalle Piccole e Medie Imprese.
Studenti
a scuola di banca: è iniziato il corso di formazione
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
azienda
bancaria, vigilanza sull'attività creditizia, erogazioni fidi e prestiti,
consulenza finanziaria, gestione prestiti, peculiarità della Banca credito
cooperativo. Il corso si concluderà con il riconoscimento di un credito da
parte della scuola, per chi supererà un esame finale con i docenti di economia
aziendale in collaborazione con gli esperti della Banca.
Cofind,
mano tesa alle aziende ( da "Libertà"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
con il
sistema bancario locale non hanno registrato per la verità particolari
difficoltà. Le problematiche sembrano verificarsi con alcune banche nazionali.
«In questi frangenti, il sistema dei consorzi fidi ha dimostrato tutto il suo
valore - spiega Enrico Ghiadoni, presidente del consorzio di garanzia che
recentemente ha firmato una convenzione con Banca di Piacenza e Cariparma -
Legge
antiusura: i tassi usurari per il periodo aprile-giugno 2009
( da "AltaLex"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
per le
aperture di credito in conto corrente sono state rilevate le condizioni
previste nei casi di revoca del fido per tutte le operazioni in essere. In
relazione al complesso delle operazioni, il valore della maggiorazione
percentuale media è stato posto a confronto con il tasso medio rilevato.
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Abstract: Se è tutta colpa del rating come fanno i risparmiatori a fidarsi? «C?è un ampio dibattito su questo punto. Negli Usa hanno proposto di creare organismi statali. Ma al di là del rating, c?è un problema di educazione finanziaria. Noi siamo come l?Europa a metà Ottocento, prima che si scoprisse, grazie al dottor Ignaz Philipp Semmelweis, l?
Abstract: Sportelli virtuali per aiutare le imprese Artigiancassa apre i primi punti bancari all'interno delle sedi associative e dei consorzi fidi Martedì 7 Aprile 2009,>
Ministro,
sono un pensionato e non posso perdere un solo euro
( da "Milano Finanza (MF)" del
08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
un
risparmiatore che si era fidato dello Stato in quanto garante. Dopo aver messo
in amministrazione straordinaria Alitalia, lo Stato fa lo sforzo ciclopico di
restituire di fatto (se il decreto legge in cui il provvedimento è inserito non
sarà modificato dal Senato) poco più del 30% del valore nominale di quei
titoli, con titoli di Stato senza cedola da poter incassare nel 2012.
Confindustria
Rimini, incontro sulla situazione del credito nella provincia
( da "Sestopotere.com" del
08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
importante
azione dei consorzi fidi. Il Presidente di Confidi Romagna e Ferrara,
Alessandro Pettinari, ricorda che Confidi Romagna Ferrara è impegnato in prima
linea con un?intensa attività nell?assistere e nel facilitare l?accesso al
credito bancario delle piccole e medie imprese socie.
Il
commercio frena chiudono più negozi
( da "Stampa, La" del
09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
la
Cooperativa Fidi, che offre garanzie alla banca sul 50% della cifra richiesta.
Nel
Ha
scommesso sul cioccolato ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Grazie a
Confartigianato sono riuscita a ottenere un fido bancario per iniziare
l'attività». Trovato il finanziamento la donna ha dovuto cominciare a lottare
con le difficoltà quotidiane. «Non è stato facile - conclude - entrare in un
mondo che era soprattutto maschile come quello dei dolciumi e della
pasticceria, ma io ho avuto il coraggio di mettermi alla prova».
la
provincia in soccorso delle microimprese
( da "Nuova Sardegna, La" del
09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
chi pensa
di poter accedere a questo servizio, dovrà aderire a un Consorzio fidi che
esaminerà la pratica insieme ai rappresentanti della Cna e della Provincia. Una
pratica che comunque sarà snellita il più possibile per poter così poi arrivare
all'erogazione del prestito. Per una cifra che andrà dai 5mila ai 50mila euro.
UN
PACCHETTO completo di servizi alle imprese per difendersi da que...
( da "Nazione, La (Prato)" del
09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
individuazione
dei prodotti bancari più indicati a rispondere alle sue esigenze, consulenza
finanziaria e assistenza in tutte le fasi negoziali con gli istituti di
credito, come, ad esempio, le richieste di fidi e mutui . Non solo. L'ufficio
di "S.O.S. Crisi Occhio al credito" aiuterà le imprese anche in altri
ambiti, informandoli su tutte le opportunità in materia di contributi pubblici
(
Piano
anti crisi della Provincia: fidi alle imprese
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Prov
Gallura Pagina 8037 economia Un accordo con la Cna Piano anti crisi della
Provincia: fidi alle imprese Economia. Un accordo con la Cna --> La
Provincia tende una mano alle piccole e medie imprese del territorio. L'Ente ha
trovato un accordo con la Cna per sollecitare le banche a concedere
finanziamenti agli artigiani e agli imprenditori.
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
in pratica
gli impieghi alle imprese attraverso i consorzi fidi. Anche questo è il segno
di una reazione in corso». Cariveneto ha stretto accordi le Camere di commercio
di Treviso, Padova e Rovigo, stanziando plafond per 120 milioni, cui si
aggiungono altri 40 milioni nell'ambito dell'operazione Neafidi (il consorzio
fidi di Confindustria in sei province su sette).
Bcp:
10 mln alle piccole aziende ( da "Denaro, Il"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
consorzio
di garanzia fidi di Torre del Greco che fa capo all'Ascom (commercio).
Stanziato un plafond di 10 milioni di euro per favorire l'accesso al credito da
parte delle piccole imprese dell'area costiera vesuviana, particolarmente
segnate dalla crisi in atto. L'intesa è stata siglata nei giorni scorsi, presso
la sede centrale dell'istituto bancario a Torre del Greco,
MARCO
ESPOSITO IL BANCO DI NAPOLI RESTA AL 100% NELLE MANI DEL GRUPPO
LOMBARDO-PIEMONTESE INTESA ... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
come
rileva il direttore generale (confermato) Antonio Nucci, che lancia un'accusa
al sistema dei consorzi fidi: «Il nostro obiettivo è sostenere le imprese e i
dati ci dicono che nel 2009 siamo in linea con gli anni scorsi. Non c'è una
stretta sul credito. Tuttavia al Sud c'è un sistema di Confidi che non
funziona. Soltanto in Campania ce ne sono 62.
Banco
di Sardegna e Sfirs ascoltati dalla Commissione consiliare Bilancio
( da "SardegnaIndustriale.it" del
09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
I consorzi
fidi, soprattutto quelli che rispondono ai requisiti richiesti dalla legge
bancaria, possono offrire un forte sostegno, trovando accoglienza nelle banche.
Bisogna essere comprensivi, ma selettivi, evitando di dare una mano di aiuto ad
imprenditori avventurosi, capaci spesso di generare stati d?
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 05-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Domenica 05
Aprile 2009 Chiudi di ANGELO ORLANDO* Il successo del presidente Chiodi, uscito
vincitore da una competizione più estetica che politica,caratterizzata da un
incontenibile istinto di rimozione collettiva, ha visto nell'immaginifico
Presidente del Consiglio la geniale levatrice prima, il trascinatore durante,
il Signore che unge,poi. Tra le onde sempre più alte di una crisi che zittisce
le parole vuote, improvvisa appare la zattera salvifica, il Piano-casa! Chi,
per primo, indossa l'eroica veste del crociato e chiede a gran voce, da tribune
nazionali, di far presto a realizzare quelle sublimi intuizioni? Ma, il paladino più fido, il governatore nostro! E così la missione
ha inizio. Ma, sotto il turbinio di cifre, lodi o dubbi, molto fondati, sul destino
del paesaggio italiano, si cela un'insidia. Il Presidente del Consiglio e il
suo grande Architetto no-global sanno esattamente che: 1) almeno per ora non
c'è spazio per la finanza creativa; 2) la crisi di sistema e finanziaria
si sta drammaticamente traducendo in un'incontrollabile lacerazione del tessuto
sociale, tanto più pericolosa alla luce dello scarto tra la velocità di
esplosione e la lentezza di un recupero oggi solo sperato; 3) gli unici soldi
veri sono quelli del risparmio postale presso la Cassa depositi e prestiti (175
miliardi) e gli unici disponibili sono i 107 miliardi nella Tesoreria; 4)
l'assalto violento alla Cassa-Dp, giustificato dalla necessità di finanziare le
piccole e medie imprese, lasciando impunite le banche, esaurirà presto tutte le
risorse; 5) il settore delle costruzioni,uno dei pochi realmente trainanti, è
al collasso; 6) per gli italiani la casa è,comunque, il bene-rifugio mitico; 7)
l'Italia ha un debito pubblico, crescente, tra i più alti e tale da non offrire
margini di manovra; 8) al contrario, il debito privato è decisamente basso e,
secondo la Banca d'Italia «...il rapporto tra debito e reddito delle famiglie
continua ad essere molto basso nel confronto internazionale: pari alla metà di
quello medio nell'area dell'euro e a un terzo di quelli di Usa e Gb»; 9) anche
in Abruzzo, secondo Bankitalia, «...in linea con il livello nazionale, la
raccolta bancaria ha accelerato. L'aumento dei depositi (+3,1%) è determinato
dalla ripresa dei conti correnti (+2,3%) e dei pronti contro termine (+16,1%)».
In sintesi, a giugno 2008 le famiglie abruzzesi, tra depositi e obbligazioni,
creavano una consistenza di raccolta bancaria di 13,5 miliardi di euro. Ora,
Qualcuno pensa: se sommo vizi pubblici (debito pubblico) a virtù private ottengo
un "debito aggregato" più vicino a quello degli altri Paesi e se,
contemporaneamente, uso l'esca di una maggior cubatura domestica per stanare
l'avido e gretto risparmiatore solitario, il conto complessivo, almeno in
apparenza, migliorerà e soldi torneranno a girare e le banche a derivare, con
buona pace delle nuove regole mondiali. Caro presidente Chiodi, ma Lei è
veramente convinto che quello che ha ucciso l'America possa salvare l'Italia?
(*Prc, ex-presidente Commiss. reg. Bilancio)
( da "Nuova Venezia, La"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
L'inchiesta sul
falso allevamento dei molluschi apre nuovi scenari sulla concorrenza sleale
alle aziende regolari Vongole, il prezzo della truffa Ora si vuol capire quanto
guadagnava la coop Marinetta DIEGO DEGAN CHIOGGIA. Quanto poteva rendere il
commercio illecito di vongole di cui sono accusati i componenti della famiglia
Zennaro, tutti soci della cooperativa Marinetta, e altri tre caparozzolanti
chioggiotti? Da qualche tempo il prezzo al produttore dei caparozzoli si aggira
sui tre euro al chilo. Un prezzo soggetto a forti oscillazioni: può aumentare e
di molto prima delle feste. A spanne, quindi, il ricavo dalla vendita degli
80mila chili di vongole veraci immessi sul mercato nell'ultimo anno e mezzo
dalla coop, potrebbe variare tra i 200 e i 250mila euro. Non si tratta,
considerato anche il numero di persone coinvolte (sette, fino ad ora) di cifre
astronomiche, ma sono pur sempre introiti ragguardevoli, soprattutto in una
fase storica in cui le coop che lavorano correttamente denunciano una sempre maggiore difficoltà a tirare avanti e molte ci riescono
solo grazie e a fidi bancari e ipoteche sui beni personali personalidei soci.
Va notato anche che i «manovali» (Alessandro Veronese, Sauro Nordio e Gianluca
Zanirato) che materialmente pescavano chissà dove e poi, secondo l'accusa,
consegnavano le vongole alla cooperativa, che li ripuliva con falsi documenti,
prendevano, probabilmente, le briciole (al mercato nero le vongole
valgono al massimo la metà di quelle regolari). E non dovevano essere nuovi a
guai di questo tipo, perché tutti e tre avevano subito, in passato, la
sospensione della licenza di pesca, che ora rischiano di perdere
definitivamente. La coop, dal canto suo, poteva contare su un flusso costante
di prodotto senza sostenere spese per l'allevamento. Ma qualche precauzione la
prendevano: la consegna a due diversi centri di depurazione, in modo che la
quantità totale di prodotto fosse meno appariscente; e parte del prodotto era
dichiarato prevenire dalla libera raccolta, quella che si fa mano, senza
attrezzi (e che richiede, perciò, molto tempo e rende poco). Unica falla del
sistema il fatto che nelle lunghe osservazioni effettuate dai carabinieri
nessuno è mai stato visto lavorare nel vivaio. Resta da indagare se tutto il
prodotto veniva avviato alla depurazione o in parte finisse nel mercato nero
gestito - secondo passate indagini della fiamme gialle - dalla criminalità
organizzata.
( da "Centro, Il" del
06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Piano anti-crisi.
Le misure elaborate dal Comune a favore dei commercianti e delle piccole
imprese Più microcredito e accordi bancari Fondo di solidarietà. Progetti per
400milioni nella vallata CHIETI. Misure a favore del commercio e delle piccole
imprese, grazie al microcredito e alla stipula di convenzioni con banche e
associazioni di categoria. Contributi straordinari per
consorzi e cooperative di garanzia fidi per sostenere il credito alle imprese,
soprattutto la liquidità a breve e medio termine. Seconda puntata dell'indagine
sui problemi del mondo del lavoro, e su un piano anticrisi del Comune che cerca
di dare impulso agli investimenti (progetti per 400 milioni nella vallata) e istituisce
un fondo di solidarietà. Fondo che prevede l'accantonamento di circa un
milione di euro per famiglie e soggetti in condizioni economiche difficili. Non
dimentica, infine, gli strumenti a favore delle imprese. E' tutto scritto nel
protocollo d'intesa per la predisposizione di un piano a sostegno dell'economia
locale con la finanza sociale, alla base di sinergie con altri soggetti, sia
pubblici che privati. Dalle sacche imprenditoriali della crisi arriva spesso
l'appello a maggiori investimenti e spesa pubblica. «Il nostro piano», osserva
il sindaco Francesco Ricci, «in un punto specifica come favoriremo trasparenza
e rapidità in gare e appalti ma anche di come potremo prevedere la concessione
di prestiti o plafond di liquidità specifici a imprese che siano aggiudicatarie
di appalti di enti locali». Le imprese, d'altro canto, lamentano tempi di
pagamento troppo lunghi da parte dei soggetti pubblici. Una mannaia sui conti
in rosso, che oggi diventa imbarazzante. «Per rendere più rapidi i pagamenti delle
pubbliche amministrazioni», aggiunge il sindaco, «potremo favorire la
possibilità di strumenti per la cessione dei crediti vantati nei confronti
degli enti locali, pro soluto, a banche e intermediari finanziari». Il piano
anticrisi, che per le famiglie in difficoltà prevede l'alleggerimento delle
rette dei servizi comunali, come asilo nido e mensa scolastica, ma anche
trasporto urbano, così come microcredito e contributi per la formazione e la
riconversione professionale, è oggetto di un'intesa immediata con la Provincia,
presieduta da Tommaso Coletti. «La crisi economica sta registrando effetti
molto negativi sulle imprese e sulla capacità di reddito delle famiglie»,
osserva il sindaco, «e aumenta il numero di coloro che hanno difficoltà ad
affrontare le esigenze della vita quotidiana e che si affannano nel pagare i
conti di ogni giorno. In questo contesto un ente locale è chiamato a
intervenire». Il piano anticrisi è stato presentato alle forze sociali in una
recente riunione, dedicata in particolare alla vertenza Burgo, ultimo tassello
di una crisi occupazionale locale senza precedenti. Quale futuro c'è per
quest'azienda? «A giorni, incontreremo la Lega delle cooperative, che ha un
progetto per far associare i lavoratori e far produrre da loro stessi la carta».
Nello stesso incontro, il sindaco ha però presentato anche un progetto, steso
da uno studio tecnico locale che si riferisce a tutt'altro tipo di attività
economica, artigianale in particolare. Come si coniugano le due iniziative?
«Possono viaggiare entrambe. Certo è», sottolinea Ricci, «che rimane un mio
interesse primario continuare a produrre carta qui a Chieti. E' una conoscenza
tecnica, una tradizione industriale che non possiamo permetterci di perdere».
Sipo Beverelli
( da "inalessandria.it"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(0) 6 Aprile 2009
La Cassa di Risparmio di Alessandria mette a disposizione delle Piccole e Medie
Imprese produttive di Piemonte e Liguria un plafond di 20 milioni di euro La
Cassa di Risparmio di Alessandria ha sempre promosso e valorizzato i rapporti
con il tessuto economico-produttivo del territorio, ponendosi come banca di
riferimento per le imprese. In questo periodo di particolare difficoltà per leconomia,
in cui sono proprio le Piccole e Medie Imprese dei settori dellIndustria,
Servizi, Commercio, Artigianato e Agricoltura a necessitare di maggiore aiuto da parte del mondo
del credito, la Cassa intende essere ancora più presente, contribuendo a
rilanciare le realtà che stanno attraversando momenti di disagio e di tensione
finanziaria ma che, allo stesso tempo, hanno progetti concreti che le
proiettino verso nuovi mercati e nuovi prodotti per superare efficacemente la
crisi. Con questi obiettivi la Cassa di Risparmio di Alessandria ha deliberato
uniniziativa mirata, in collaborazione con il sistema dei Confidi,
mettendo a disposizione delle Piccole e Medie Imprese produttive del Piemonte e
della Liguria un plafond di 20 milioni di euro. I Confidi aderenti sono
Eurofidi, Unionfidi, Confapi Lombarda Fidi, Fidicom-Fidiconfesercenti,
Ascomfidi, Confartigianato Fidi, Cogart CNA, Agricolfidi. Per ciascuna
operazione potrà essere erogato un importo massimo di 150.000 euro; la durata
del finanziamento potrà oscillare tra i 19 e gli 84 mesi, con un periodo
massimo di preammortamento pari a 24 mesi. Sono previste particolari
agevolazioni sui tassi e le spese di istruttoria sono gratuite. Lintervento
dei Confidi, che offriranno garanzie almeno per il 50% del finanziamento,
faciliterà la positiva valutazione della richiesta e quindi lerogazione
del finanziamento stesso allimpresa. La Cassa di Risparmio di Alessandria
ha lanciato questa iniziativa nellattesa che divenga operativo il Fondo
di Riassicurazione deliberato nel mese di febbraio dalla Regione Piemonte, finalizzato a potenziare le garanzie offerte
dai Confidi nelle operazioni di consolidamento dellesposizione
bancaria. Intervenire con immediatezza per garantire la continuità
operativa delle nostre imprese - afferma il Direttore Generale Massimo Dorenti
- e una delle
missions che spettano ad una Banca quale la Cassa di Risparmio di Alessandria,
caratterizzata da un forte radicamento territoriale e nata per stare al fianco
di chi sul territorio stesso vive ed opera ogni giorno. Nei legami più saldi,
come è quello tra la Cassa e il territorio, è soprattutto nei momenti difficili
che occorre dimostrare vicinanza e condividere gli stessi obiettivi,
perseguendoli con tutte le forze. La profonda
conoscenza che la Cassa di Risparmio di Alessandria ha delle problematiche e dei bisogni dei propri
interlocutori dice il Presidente Giuseppe Pernice - è
sempre stata costruita con lascolto, il confronto, la partecipazione.
Così la nostra Banca si è sempre conquistata la fiducia delle imprese, oltre
che delle famiglie, e così la nostra Banca, unendo le energie a quelle del Gruppo
Banca Popolare di Milano di cui fa parte, intende muoversi oggi per vincere la
sfida che il territorio si trova ad affrontare.
Leggi i
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
BOLOGNA CRONACA
pag. 5 Truffa di giornata a un'anziana: 200 euro passano nelle tasche di due
false bancarie VIA DELLA BEVERARA ENNESIMA truffa ai danni di un'anziana.
Stavolta ad essere raggirata è stata una donna di 79 anni, residente in un
appartamento di via della Beverara. L'altro giorno, poco dopo le 14, hanno
suonato alla porta due donne, sui trent'anni, ben vestite ed educate. «Siamo
impiegate di banca hanno spiegato alla padrona di casa , dobbiamo controllare
il suo libretto degli assegni». L'anziana si è fidata e le
ha lasciate entrare, andando poi a cercare il libretto degli assegni. Le due
ladre ci hanno messo poco a trovare il portafogli contenente 200 euro che la
donna teneva nella borsa, appoggiata su un mobiletto in salotto. Quando
l'anziana è tornata con il libretto, hanno finto di controllarlo, poi se
ne sono andate in pochi minuti. Solo a quel punto la donna si è accorta che
qualcosa non andava e, controllata la borsa, ha scoperto il raggiro e ha
chiamato la polizia.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-06 - pag: 7 autore: Conti
correnti, costi a confronto Con l'Isc sarà più facile valutare la convenienza
dei prodotti più diffusi Marzia Redaelli Un cartellino con il prezzo per i
conti correnti, per le aperture di credito e per tutti i finanziamenti, come i
mutui e le anticipazioni bancarie. L'indicatore sintetico di costo ( Isc), che
riassume in un unico numero gli oneri totali annui di questi prodotti, è una
delle principali novità previste dalla disciplina secondaria che la Banca
d'Italia intende adottare in materia di trasparenza delle operazioni e dei
servizi bancari e finanziari. L'obiettivo del disegno normativo è quello di
facilitare la comparazione degli strumenti diffusi tra gli utenti privati.
Anche per rendere più concrete le possibilità di cambiare il conto corrente
senza spese di chiusura e di rinegoziare il mutuo senza penali, introdotte dal
decreto Bersani. La nuova regolamentazione sostituirà quella del 2003, che
istituì un indicatore sintetico di costo chiamato Taeg (tasso annuo effettivo
globale) solo per le operazioni di credito al consumo. Per il momento,
tuttavia, il lavoro di Bankitalia si focalizza sull'Isc di conto corrente e su
quello dell'apertura di credito, cioè del fido a
disposizione sul conto per i clienti al dettaglio (che sono definiti come
consumatori, enti senza finalità di lucro e piccole e medie imprese con
fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro). Ulteriori disposizioni sull'Isc
sono rimandate a dopo il recepimento della direttiva europea sul credito
personale, che adotta una base di calcolo del Taeg adatta anche a
finanziamenti diversi da quelli al consumo (l'attuale, per esempio, non include
oneri accessori come l'assicurazione obbligatoria sull'immobile per i mutui).
Poiché anche conti correnti e aperture di credito possono dare luogo a infinite
declinazioni di utilizzo, l'Autorità di Vigilanza ha previsto tre modelli
standard (passibili di modifiche) desunti da un'indagine campionaria, nei quali
far ricadere il prodotto offerto da etichettare con l'Isc. Per i conti correnti
(anche quelli online) sono delineate l'ipotesi a operatività "bassa",
che conta 29 movimentazioni (linee dell'estratto conto) di cui
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: VOLONTARIATO data: 2009-04-06 - pag: 25 autore: Credito. In
Lombardia è stato avviato il progetto In.Volo Un «confidi» per le Onlus
Giovanna Faggionato Facilitare l'accesso al credito per il Terzo settore,
svincolare i finanziamenti dalle garanzie patrimoniali per legarli alla qualità
dell'azione sociale: questo l'obiettivo del progetto In.Volo Lombardia. Nato
dalla collaborazione tra il Coordinamento regionale dei servizi per il volontariato,
il Comitato di gestione del Fondo speciale per il volontariato Lombardia e
Banca Prossima – l'istituto dedicato all'impresa sociale del Gruppo Intesa
Sanpaolo –In.Volo prevede la costituzione di un fondo di garanzia di 3, 6
milioni di euro, sul quale Banca Prossima si impegna a offrire credito alle
associazioni nonprofit lombarde fino a 20 milioni di euro. Con finanziamenti in
tempi rapidi, a 15 giorni dalla richiesta, e a un tasso di interesse agevolato,
pari all'Euribor a 3 mesi più lo 0,70 per cento. «Una specie di confidi per il
mondo del volontariato», ha sintetizzato l'ad di Intesa Sanpaolo Corrado
Passera alla presentazione dell'iniziativa. L'ispirazione deve essere venuta
anche dall'esperienza della Toscana. Qui grazie al Centro servizi per il volontariato
regionale, Cesvot, e alla finanziaria regionale, Fidi
Toscana Spa, il fondo di garanzia è nato nel 2003: a dicembre
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Confidi: quasi un
artigiano su due li utilizza per chiedere finanziamenti e prestiti alle banche
i numeri Con 6,3 miliardi di euro di finanziamenti garantiti concessi alle 715
mila imprese associate, il sistema dei Confidi artigiani di Fedart Fidi
«conferma il suo trend di crescita nel 2008, ma anche il suo ruolo sempre più
strategico di "facilitatore" del credito per le Pmi». E
quanto emerge dal dodicesimo rapporto annuale di Fedart Fidi sui Confidi
artigiani. Il rapporto evidenzia che quasi un imprenditore artigiano su due,
per lesattezza
il 42 per cento, si rivolge ai Confidi della Federazione Nazionale Unitaria dei
Consorzi e Cooperative artigiane di garanzia, promossa da Confartigianato, Cna
e Casartigiani, soprattutto con lobiettivo di ottenere
finanziamenti a medio e lungo termine. Nel 2008 è continuata anche la crescita delle
imprese artigiane associate, che sono aumentate di ventimila unità, ma anche di
quelle non artigiane (industria e commercio) che nel 2007 ammontavano già a
92.000 unità. «Grazie allefficienza e allefficacia nel valutare laffidabilità
delle imprese e allapprofondita conoscenza delle realtà produttiva locale
sottolinea adesso il presidente di Fedart Fidi, Daniele Alberani
i Confidi hanno conseguito un tasso netto di sofferenza molto contenuto, pari ad una media al 2,3 per cento, con
una netta differenza rispetto alle sofferenze registrate dal sistema bancario sui finanziamenti al settore artigiano». Il
rapporto conferma anche un rapporto complessivamente positivo con il sistema bancario (sono oltre 2.000 le convenzioni), nonostante che
due Confidi su tre (64,7 per cento) abbiano rilevato di recente un
«irrigidimento nelle procedure di valutazione del merito creditizio». (r. rap.)
Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
La forbice tra i
tassi è «scandalosa» e «invece di restringersi, si allarga». La denuncia arriva
da Adusbef e Federconsumatori, che invocano «dure sanzioni» contro gli istituti
di credito. «Dal monitoraggio effettuato dall'Adusbef il 3 aprile 2009 sui
conti correnti offerti da 11 tra le principali banche operanti in Italia -
sostengono le due associazioni dei consumatori - gli istituti di credito
continuano a speculare sui tassi, mantenuti artificialmente alti rispetto al
tasso della Banca centrale europea. A fronte di un taglio
di 3 punti del costo del denaro da parte della Bce, con il tasso di riferimento
attestato all'1,25% - concludono Adusbef e Federconsumatori - praticare tassi
su fidi e prestiti superiori al 7% costituisce un uso arbitrario della licenza
bancaria, che dovrebbe essere ritirata al 90% degli istituti di credito».
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
TREVISO. Scusate,
forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... FABIO POLONI TREVISO.
Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. E molte delle
cose che abbiamo fatto per le aziende sono state incomprese. Ma la rotta
cambierà. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, risponde, a
Treviso, alle critiche degli imprenditori con un mea culpa ma anche con la
promessa di un cambio di rotta. In primis, aprendo le porte alle richieste del
territorio per un "federalismo bancario"
meno ingessato su Basilea 2 e più elastico nel dar credito - in senso letterale
- a chi se lo merita. «Abbiamo un problema di trasparenza - ha detto Profumo -
non tanto nei bilanci, quanto nella relazione con i clienti. Su Basilea c'è
grande confusione, ma questa è una garanzia per le imprese, perché dà credito a
chi lo merita. E noi non siamo riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La
banca è cresciuta, e questa crescita oggi la fa percepire come lontana dal
territorio. Dobbiamo tornare a parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso».
La lingua è la forma, ma Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla
sostanza. «Siamo disposti a raccogliere la richiesta di un rapporto con le
imprese più locale, vicino. Ci imputano troppa lentezza nella risposta alle
richieste di credito, dobbiamo migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto
sforzi in senso "federalista", i direttori regionali veneti hanno
facoltà più ampie rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una
volta al piccolo imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il
direttore della filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente
del consorzio regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il
sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti
giorni per un prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno
spinto i contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la
lettera: ma siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche
replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i
Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in
Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione
è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto
speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità
che ancora c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi
sul management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a
comunicarlo». Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost»,
Profumo ha scelto la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso,
Padova, Venezia e Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca
si confronta con gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa,
sindacato). «Non siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga,
presupposto della nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione,
secondo Profumo, anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di
titoli illiquidi a fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una
sproporzione enorme». Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata
negli Usa perché ad un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica
deve fare le regole, non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non
sbilanciandosi sulla possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di
miglioramento ci sono», come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già
nel terzo trimestre di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e
soprattutto psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui
sta dando capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano.
Se si inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».
( da "Nuova Venezia, La"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 13 -
Economia Tagli al centro servizi della Marca Scatta la protesta dei dipendenti
TREVISO. Dipendenti Unicredit contestano Profumo. Sulla soglia di Cà dei
Carraresi, sede dell'incontro di ieri a Treviso, il numero uno dell'istituto di
Piazza Cordusio ha trovato ad accoglierlo una cinquantina tra sindacalisti ed
ex bancari, messi sul piede di guerra dopo l'annuncio del taglio di
trentacinque posti di lavoro al Centro servizi di Castagnole, nella Marca. «L'ascolto
del territorio passa per la sua valorizzazione e non solamente per il suo
sfruttamento. Chiediamo il mantenimento del Centro a Treviso - scrivono nella
lettera consegnata ieri ai vertici della banca -. è paradossale che vengano
stipulate convenzioni di tesoreria con enti del Trevigiano e con la Regione
Veneto per poi trasferirne le lavorazioni altrove, riducendo di conseguenza le
opportunità di impiego nel nostro territorio». Cartelloni alla mano erano
presenti alcuni dei lavoratori di Castagnole. «C'è stata una forte riduzione
del personale dopo la fusione di Cassamarca in Unicredit - raccontano - più di
500 posti di lavoro persi in provincia di Treviso dal 2002 ad oggi, e questo in
un periodo in cui l'economia del Nordest era in espansione». Dati, questi,
sconfessati dai portavoce di Unicredit: «Nessuno dei colleghi usciti dalla
banca in questi anni ha perso il posto di lavoro: i dipendenti in questione
hanno usufruito della possibilità di pensionamento o del ricorso a strumenti
contrattualmente previsti (come ad esempio il fondo esuberi). Fuoriuscite,
dunque, concordate tra le parti». Alla protesta hanno preso parte anche i
pensionati del Fasper, fondo istituito quando la banca portava ancora l'insegna
della ex Cassa di Risparmio della Marca, destinato ad essere rimpiazzato dalle
nuove polizze del gruppo. «Vogliamo che venga mantenuta la cassa mutua locale,
che dava tranquillità soprattutto ai pensionati - dichiarano -. è
incomprensibile che si elimini una istituzione equa che funziona e costa meno».
(e.l.t.) di Fabio Poloni TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi
né a farci capire. E molte delle cose che abbiamo fatto per le aziende sono
state incomprese. Ma la rotta cambierà. Alessandro Profumo, amministratore
delegato di Unicredit, risponde, a Treviso, alle critiche degli imprenditori
con un mea culpa ma anche con la promessa di un cambio di rotta. In primis,
aprendo le porte alle richieste del territorio per un "federalismo bancario" meno ingessato su Basilea 2 e più elastico
nel dar credito - in senso letterale - a chi se lo merita. «Abbiamo un problema
di trasparenza - ha detto Profumo - non tanto nei bilanci, quanto nella
relazione con i clienti. Su Basilea c'è grande confusione, ma questa è una
garanzia per le imprese, perché dà credito a chi lo merita. E noi non siamo
riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La banca è cresciuta, e questa
crescita oggi la fa percepire come lontana dal territorio. Dobbiamo tornare a
parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso». La lingua è la forma, ma
Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla sostanza. «Siamo disposti a
raccogliere la richiesta di un rapporto con le imprese più locale, vicino. Ci
imputano troppa lentezza nella risposta alle richieste di credito, dobbiamo
migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto sforzi in senso
"federalista", i direttori regionali veneti hanno facoltà più ampie
rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una volta al piccolo
imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il direttore della
filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente del consorzio
regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti giorni per un
prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno spinto i
contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la lettera: ma
siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che
dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno
firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata
avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come
premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora
c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi sul
management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a comunicarlo».
Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost», Profumo ha scelto
la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso, Padova, Venezia e
Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca si confronta con
gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa, sindacato). «Non
siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga, presupposto della
nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione, secondo Profumo,
anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di titoli illiquidi a
fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una sproporzione enorme».
Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata negli Usa perché ad
un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica deve fare le
regole, non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non sbilanciandosi
sulla possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di miglioramento ci
sono», come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già nel terzo
trimestre di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e
soprattutto psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui
sta dando capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano.
Se si inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».
( da "Mattino di Padova, Il"
del 07-04-2009)
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Venezia, La)
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Pagina 13 -
Economia TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci
capire. ... FABIO POLONI TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi
né a farci capire. E molte delle cose che abbiamo fatto per le aziende sono
state incomprese. Ma la rotta cambierà. Alessandro Profumo, amministratore
delegato di Unicredit, risponde, a Treviso, alle critiche degli imprenditori
con un mea culpa ma anche con la promessa di un cambio di rotta. In primis,
aprendo le porte alle richieste del territorio per un "federalismo bancario" meno ingessato su Basilea 2 e più elastico
nel dar credito - in senso letterale - a chi se lo merita. «Abbiamo un problema
di trasparenza - ha detto Profumo - non tanto nei bilanci, quanto nella
relazione con i clienti. Su Basilea c'è grande confusione, ma questa è una
garanzia per le imprese, perché dà credito a chi lo merita. E noi non siamo
riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La banca è cresciuta, e questa
crescita oggi la fa percepire come lontana dal territorio. Dobbiamo tornare a
parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso». La lingua è la forma, ma
Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla sostanza. «Siamo disposti a
raccogliere la richiesta di un rapporto con le imprese più locale, vicino. Ci
imputano troppa lentezza nella risposta alle richieste di credito, dobbiamo
migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto sforzi in senso
"federalista", i direttori regionali veneti hanno facoltà più ampie
rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una volta al piccolo
imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il direttore della
filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente del consorzio
regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti giorni per un
prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno spinto i
contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la lettera: ma
siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che
dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno
firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata
avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come
premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora
c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi sul
management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a comunicarlo».
Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost», Profumo ha scelto
la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso, Padova, Venezia e
Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca si confronta con
gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa, sindacato). «Non
siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga, presupposto della
nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione, secondo Profumo,
anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di titoli illiquidi a
fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una sproporzione enorme».
Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata negli Usa perché ad
un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica deve fare le regole,
non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non sbilanciandosi sulla
possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di miglioramento ci sono»,
come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già nel terzo trimestre
di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e soprattutto
psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui sta dando
capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano. Se si
inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».
( da "Tirreno, Il"
del 07-04-2009)
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Pagina 5 - Pistoia
Gli studenti del Capitini a scuola di alta finanza e attività bancaria AGLIANA.
E' scattato nei giorni scorsi, nell'affollato auditorium dell'Istituto tecnico
"Aldo Capitini" di Agliana, il corso di alta formazione "A
scuola di banca: una banca differente in una scuola all'avanguardia".
L'iniziativa, frutto della collaborazione fra la Banca di credito cooperativo
di Vignole e il "Capitini", ha come obiettivo prioritario il rendere
di più facile comprensione, alle ragazze e ai ragazzi delle classi quinte dei
corsi Igea "Mercurio" ed "Erica", il mondo finanziario e bancario in particolare. Il progetto, elaborato dai
professori Lorenzo Gerace e Emanuela Galli, referente per la banca, si articola
attraverso lo svolgimento di otto incontri/lezioni gestiti da un docente con un
esperto della Bcc. I prossimi incontri verteranno su aspetti del sistema
finanziario (relatori Gerace e Bertini), aspetti organizzativi dell'azienda bancaria (con Casselli e Pisaneschi), vigilanza
dell'attività creditizia (Pagliai e Federighi), erogazioni di fidi e prestiti
(tenuto da Mari e Polidori), consulenza finanziaria (relatori Citera e
Gonfiantini), gestione dei prestiti (con Gerace e Caporali) e peculiarità della
Banca di Credito Cooperativo (con Tasselli e il presidente della Bcc Gori).
«Il corso - sottolinea la professoressa Galli - si concluderà con il
riconoscimento di un credito da parte della scuola, grazie a un esame finale
che sarà tenuto dai docenti di economia aziendale in collaborazione con gli
esperti della banca (si potrà accedere solo se lo studente potrà vantare una
presenza agli incontri non inferiore al 75%). A ciascun partecipante, in
occasione della cerimonia di premiazione, che avrà luogo nell'auditorium della
banca in data ancora da stabilire, sarà rilasciato dal presidente della Bcc
Vignole, Giancarlo Gori, e dal preside del Capitini, Santi Mazzoncini, un
attestato. E ai migliori cinque studenti che avranno riportato il miglior
punteggio nella prova finale la scuola elargirà premi in denaro. E' questo un
modo per favorire, una volta tanto, l'eccellenza». «L'iniziativa che stiamo realizzando
con l'Istituto tecnico aglianese - aggiunge Ennio Canigiani, della Bcc di
Vignole - coinvolge molti studenti, e dimostra come la nostra banca interviene,
concretamente, nella formazione delle nuove generazioni». m.b.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
REGGIO pag. 8 «LA
BANCA Europea degli investimenti è pronta a finanziare il 100% dei progetti
delle picc... «LA BANCA Europea degli investimenti è pronta a finanziare il
100% dei progetti delle piccole e medie imprese reggiane». Imprenditori,
direttori e funzionari di banca, responsabili di
associazioni di categoria e consorzi fidi hanno gremito ieri la sala convegni
dell'Hotel Posta, dove Marguerite McMahon, capo divisione responsabile per
l'Italia della Banca europea per gli investimenti, ha presentato attività e
competenze della Bei, illustrando tutti gli strumenti messi in campo per il
credito alle imprese, a partire dalle Piccole e Medie Imprese.
L'iniziativa promossa dalla Provincia come ha spiegato la dottoressa McMahon
«era utile per presentare le novità per i finanziamenti per le piccole e medie
imprese decise dopo l'estate da parte di Ecofin». Novità che in un momento di
crisi sono cospicue per tutto il settore delle piccole e medie imprese. «Ecofin
ha deciso che Bei può finanziare il 100% dei progetti per le piccole e medie
imprese, mentre per gli altri progetti c'è un finanziamento massimo del 50%».
Milioni di euro cruciali in un momento di difficoltà. Margherite McMahon ha
spiegato che per accedere a questi finanziamenti gli imprenditori «devono rivolgersi
al loro sportello bancario. In Italia lavoriamo con
oltre 23 gruppi bancari. È lo sportello bancario che
fa tutto seguendo l'iter e i tassi sono quelli di mercato». La responsabile
italiana della Bei ha anche spiegato che spesso il diniego a finanziamenti da
parte delle banche «è dovuto a progetti non validi. Il progetto deve essere
valido, un'impresa o un singolo non hanno speranza di credito se non c'è una
seria possibilità di ritorno per gli investimenti, tutti i buoni progetti
trovano credito». In Italia nel 2008 la Bei ha concesso prestiti per 8,23
miliardi di euro (su
( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
AGLIANA / MONTALE
/ QUARRATA / SERRAVALLE pag. 10 Studenti a scuola di banca: è iniziato il corso
di formazione AGLIANA INIZIATIVA TRA IL «CAPITINI» E LA BCC DI VIGNOLE. ESAME
FINALE E «OBBLIGO» DI FREQUENZA NELL'AUDITORIUM, affollatissimo, dell'istituto
tecnico commerciale "Aldo Capitini" di Agliana, ha preso il via
lunedì 30 marzo il primo incontro del corso di alta formazione «A scuola di
banca: una banca differente in una scuola all'avanguardia», frutto della
collaborazione fra la Banca di Credito Cooperativo di Vignole e l'istituto
aglianese. L'obiettivo prioritario è rendere di più facile comprensione il
mondo finanziario e bancario in particolare, a
studenti e studentesse di quinta dei corsi Igea, Mercurio ed Erica. Il
progetto, elaborato dal professor Lorenzo Gerace con la professoressa Emanuela
Galli (referente per la Banca), si articola in otto incontrilezioni. Ogni
incontro è gestito da un docente del Capitini con un esperto della Bcc di
Vignole. Il calendario completo affronterà questi temi: aspetti del sistema
finanziario, aspetti organizzativi dell'azienda bancaria,
vigilanza sull'attività creditizia, erogazioni fidi e prestiti, consulenza
finanziaria, gestione prestiti, peculiarità della Banca credito cooperativo. Il
corso si concluderà con il riconoscimento di un credito da parte della scuola,
per chi supererà un esame finale con i docenti di economia aziendale in
collaborazione con gli esperti della Banca. Gli studenti potranno
accedere all'esame solo se potranno vantare una presenza agli incontri non
inferiore al 75%. A ciascun partecipante, in occasione della cerimonia di
premiazione (che si terrà nell'auditorium della banca), sarà rilasciato un
attestato. I cinque studenti, che si distingueranno per il miglior punteggio
nella prova finale, riceveranno un premio in denaro. Piera Salvi
( da "Libertà" del
07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Cofind, mano tesa
alle aziende Il presidente Ghiadoni spiega le forme di sostegno finanziario
Piacenza - La crisi finanziaria ha generato una crisi di domanda a livello
globale senza precedenti i cui effetti si stanno ripercuotendo sulla
organizzazione economica e produttiva. E in Emilia Romagna si sta concentrando
sui settori della meccanica, della ceramica e dell'edilizia. Nonostante il
quadro non sia per niente positivo, si possono tuttavia cogliere alcuni
circoscritti segnali incoraggianti circa la capacità e la volontà di imprese
pronte ad investire e a confermare i propri programmi di crescita e sviluppo.
Segnali tenui ma importanti. A Piacenza i rapporti con il
sistema bancario locale non
hanno registrato per la verità particolari difficoltà. Le problematiche
sembrano verificarsi con alcune banche nazionali. «In questi frangenti, il
sistema dei consorzi fidi ha dimostrato tutto il suo valore - spiega Enrico
Ghiadoni, presidente del consorzio di garanzia che recentemente ha firmato una
convenzione con Banca di Piacenza e Cariparma - soprattutto grazie alla
capacità esclusiva di essere al fianco delle imprese e delle banche con la sue
garanzie accessorie». Ci si è mossi per offrire una risposta al problema del
consolidamento di passività a breve o la copertura di altre esigenze di
liquidità a breve termine, viene spiegato. Attraverso la forma tecnica del
mutuo chirografario, le imprese possono ottenere un importo massimo di 300mila
euro da restituire in 36 mesi, oltre ad un massimo di 1 anno di preammortamento.
Il Cofind interviene con una garanzia accessoria pari al 50 per cento
dell'importo concesso. Il tasso è variabile e collegato all'Euribor 3 mesi/360
media mese precedente + 1,00 punto percentuale. «Abbiamo inoltre previsto la
possibilità, da parte di Cofind, di riconoscere un contributo in abbattimento
tasso di 0,25 punti percentuali, limitatamente al periodo di preammortamento e
fino a concorrenza dei fondi disponibili a tale scopo» continua Ghiadoni. Il
rimborso è previsto in rate mensili o trimestrali posticipate e nessuna spesa
di istruttoria sarà applicata dagli istituti di credito. «Tale accordo - vien
detto - che il Consorzio di Confindustria ha definito per le sue imprese
iscritte, rappresenta una concreta, significativa risposta all'attuale congiuntura
economica sia perché interviene su una questione molto sentita dalla maggior
parte delle piccole imprese, sia perchè propone condizioni particolarmente
vantaggiose. Grazie ai contributi che anche la Camera di Commercio sta
aggiungendo alle significative somme già stanziate, siamo inoltre convinti di
poter offrire una valida risposta a tutte le esigenze aziendali». Non va
dimenticato infatti Cofind opera dal 1968, quando Confindustria e la Cciaa
diedero vita all'organismo con l'obiettivo di facilitare l'accesso al credito
delle piccole e medie imprese. Cofind, che è un consorzio senza fini di lucro,
associa imprese appartenenti a settori merceologici differenti. E' sportello
operativo di Fidindustria Emilia Romagna che tramite suo mette a disposizione
numerose altre opportunità di finanziamento a medio termine, oltre alle
agevolazioni del programma regionale triennale per lo sviluppo delle attività
produttive, inoltre sostiene percorsi di internazionalizzazione delle imprese e
le strategie di penetrazione commerciale. Attraverso Cofind - conclude il
presidente - è possibile trovare interessanti proposte per finanziare
investimenti e programmi di sviluppo o investimenti aziendali in genere;
anticipo imposte e tasse e mensilità aggiuntive; anticipo Sbf; anticipi fatture
o anticipi import o export; aperture di credito in conto corrente; prestiti
partecipativi e così via. «Sono perciò convinto - afferma -che questo strumento
per le caratteristiche e le dimensioni che ha sia uno degli strumenti
principali per venire incontro alle esigenze aziendali oggi più che mai,
presentandosi appunto come partner al fianco delle imprese associate, secondo
il principio di mutualità che lo ha ispirato fin dall'inizio della sua
esistenza». Del resto, la bontà dello strumento è testimoniata proprio dal
fatto che uno degli interventi più significativi che la presidente Emma
Marcegaglia ha portato a casa dal confronto con il presidente Berlusconi è
stata proprio la disponibilità del Governo di mettere 1 miliardo e mezzo di euro
a favore delle garanzie dei consorzi fidi, che grazie ad un effetto
moltiplicatore potranno contribuire ad aumentare le possibilità di
finanziamento del credito alle imprese. red.eco. 07/04/2009
( da "AltaLex" del
07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Legge antiusura:
i tassi usurari per il periodo aprile-giugno 2009 Decreto Ministero Economia e
finanze 26.03.2009 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Fissata la soglia
dei tassi anti-usura per i mutui da applicare per il periodo dal 1° aprile al
30 giugno 2009. Con il Decreto 26 marzo 2008 il Ministero dell'Economia e delle
Finanze ha stabilito i tassi di interesse effettivi globali medi rilevati ai
sensi della legge sullusura (L. 108/1996). Si ricorda che
il tasso è considerato dalla legge usurario qualora superi il dato rilevato
maggiorato della metà. (Altalex, 7 aprile 2009) Ministero dell'Economia e delle Finanze, decreto 26
marzo 2009 (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) DIPARTIMENTO DEL
TESORO DIREZIONE V Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in
materia di usura e, in particolare, larticolo 2, comma
(
da "Famiglia Cristiana"
del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
di Giuseppe Altamore ECONOMIA IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO PATTICHIARI, ANNUNCIA IL SUO PROGRAMMA INCOMINCIAMO DALL'ABC «In Italia manca la cultura finanziaria ». Per Filippo Cavazzuti, è questo il vero problema da affrontare. «I rudimenti della finanza dovrebbero essere insegnati sui banchi di scuola». Il nuovo presidente del consorzio PattiChiari non nasconde le responsabilità delle banche, quando clienti e famiglie lamentano un comportamento non sempre limpido. «Il vero problema però è la mancanza di una cultura finanziaria, a partire dalla scuola», sostiene Filippo Cavazzuti, professore di Economia e regolazione dei mercati finanziari all?Università di Bologna e presidente di PattiChiari. Banche e clienti, un rapporto difficile, spesso conflittuale. PattiChiari nasce cinque anni fa per ricucire una frattura, dare informazioni trasparenti, fino all?incidente della Lehman Brothers, i cui titoli erano presenti nel vostro sito con un rating alto... «Nel momento in cui negli Usa il segretario al Tesoro, Adam Paulson, e il direttore della Federal Reserve, Ben Bernanke, riconoscono che c?è stato un clamoroso errore mi sembra che non ci sia nulla da aggiungere. Il problema è che hanno fatto fallire una banca quando mesi prima ne avevano salvate quattro o cinque. Nessuno quindi se lo aspettava. Noi offriamo gli unici dati ufficiali disponibili: i rating. Non possiamo dare giudizi arbitrari. Se la valutazione fosse di PattiChiari, avremmo una pericolosa discrezione nel promuovere i titoli delle banche associate. Se le agenzie di rating hanno abbassato il giudizio alle Lehman il lunedì 15 settembre 2008, noi il sabato 13 non potevamo agire». Il fallimento della Lehman Brothers, avvenuto a metà settembre, ha colto di sorpresa grandi e piccoli investitori (foto AP/La Presse). Se è tutta colpa del rating come fanno i risparmiatori a fidarsi? «C?è un ampio dibattito su questo punto. Negli Usa hanno proposto di creare organismi statali. Ma al di là del rating, c?è un problema di educazione finanziaria. Noi siamo come l?Europa a metà Ottocento, prima che si scoprisse, grazie al dottor Ignaz Philipp Semmelweis, l?igiene, abbiamo lo stesso livello sul piano finanziario. Se dobbiamo comprare un?auto ci informiamo acquistando giornali specializzati, per comprare un titolo invece no». Invece non bisogna fidarsi? «Non è questo il punto. Io insegno all?università, facoltà di Economia. All?ultimo anno gli studenti arrivano senza conoscere l?Abc della finanza. Dobbiamo incominciare dalla scuola. Nella nostra vita abbiamo sempre a che fare con un mutuo, un investimento. Parlerò con il ministro Gelmini, per vedere se è possibile portare in classe i rudimenti della finanza». Le famiglie sono impreparate e finiscono per essere una preda facile delle banche? «Non c?è dubbio. Sarebbe meglio dire: preda di certi appetiti. Una volta il sistema >bancario era un servizio pubblico. Ma non auguriamoci di
tornare a un sistema bancario pubblico, perché sarebbe
un servizio politicizzato. In quellepoca non era riconosciuto al settore la sua
natura di impresa. Grazie allEuropa, lesercizio del credito è
diventato unattività imprenditoriale. Le banche sono diventate società
per azioni, che per loro natura
sono orientate al profitto». Che spesso sovrasta linteresse
pubblico: qual è il ruolo del profitto nella nostra società? «Siamo su un piano
etico. Dobbiamo chiederci: conta la massimizzazione del profitto oppure
svolgere unattività dimpresa
per la società?» E allora qual è il ruolo di una banca? «Il modello dellavidità è stato un
fallimento. La questione è come recuperare un ruolo sociale dellimpresa
che non penalizzi il profitto. Il problema etico sta nel non pensare al
profitto come un valore
assoluto». La legge affida alle banche la tutela del risparmio, in base a
questo principio possono rescindere i contratti unilateralmente. Spesso, ne
fanno le spese i piccoli imprenditori che si vedono chiudere i rubinetti del
credito... «Le banche non gestiscono soldi propri. Se unimpresa fallisce e
non restituisce i quattrini che ha avuto in prestito, listituto ha una
"sofferenza", un buco nel bilancio. Non possiamo ridurre la questione
al rapporto banca-impresa. Se unazienda è cotta, è inutile tenerla in vita. Allora ci vuole un sistema di
protezione sociale. Mi auguro che da questa crisi si esca con un sistema di
regole nuove. Nel 1929 è scoppiata la crisi, per cinque anni non si è fatto
nulla. È arrivato Franklin Delano Roosevelt e la prima cosa che ha fatto, nel
1935, è stato il Social security act. Per fronteggiare la crisi introduce norme
di sicurezza sociale e avvia il New deal». Insomma, il sistema finanziario va
riformato... «Sì, perché se ci chiudiamo solo nel rapporto banca-cliente non ne
usciamo, perché questi due soggetti hanno interessi contrapposti ed è difficile
trovare una mediazione». Va bene, ma le banche spesso sono percepite come un
avversario da parte delle imprese, non crede? «Anche nellesercizio del
credito ci vuole un po di intelligenza.
Mi hanno raccontato che a un piccolo imprenditore è arrivata una lettera:
"Siamo lieti di informarla che le abbiamo revocato tutto il suo
credito...". Hanno utilizzato un formato di lettera sbagliato. Che cosa ci
possiamo fare se quel funzionario ha
sbagliato?». Cè un sistema che però favorisce questi comportamenti...
«Assegnare la responsabilità a un sistema è come non darla a nessuno. Credo che
ci sia un problema di gestione delle banche, che devono avere molta più
attenzione alle esigenze dei propri
clienti. Cè un grande dibattito nel mondo su questo punto». In
questa direzione che cosa può fare PattiChiari? «Il consorzio ha almeno due
funzioni. La prima è la formazione, partendo dalle scuole. Segue
linformazione, se uno volesse il
rating di ciascun titolo dovrebbe pagare. PattiChiari carica sul proprio
bilancio il costo dellinformazione e la dà gratuitamente ai clienti. Se non
dovessimo più offrire il rating, tutto sarebbe molto più opaco». Il rischio di
un infortunio simile a quello delle Lehman è
sempre dietro langolo? «Mica viviamo nel mondo della perfezione. Il
rischio cè sempre. Prendiamo le banche islandesi. Nel giro di 24 ore sono
fallite e sono state nazionalizzate. Chi lo poteva prevedere? Dopo questa crisi
saremo tutti più attenti.
Finalmente le tre società di rating esistenti saranno messe sotto controllo.
Però dobbiamo chiarire che il rating indica una probabilità di default, di
fallimento. Se il rating è alto, minore sarà la probabilità che le cose vadano
male. Ma il rischio cè sempre. Il rating alto ci dice solo che la
probabilità di fallimento è bassa, ma non zero. Ecco allora che
leducazione finanziaria è importante». Sì, ma quando il risparmiatore va
in banca e chiede consigli per investire 5 mila euro gli consigliano i bond argentini a pochi giorni dal
fallimento... «Hanno sbagliato le banche. Ma anche la signora anziana deve
avere alcune idee chiare. Se va allo sportello con 20 mila euro e limpiegato le
propone di investire tutto in obbligazioni della banca deve essere pronta a dire no, chiedendo di
diversificare: un terzo in un titolo, un altro terzo in azioni e così via. In
modo che se uno dei tre settori fallisce, non perde tutto. Quando è fallita lArgentina ero
commissario alla Consob. Ricordo un signore che aveva una liquidazione di 100 mila euro, gli
consigliarono di investire tutto nei "tango bond"... Laltro principio
base è non comprare nulla che non si capisce». Cinquanta banche non hanno
aderito al codice di PattiChiari, è una sconfitta per il consorzio? «È un successo il fatto che il 75 per cento degli
sportelli ha aderito a PattiChiari. Le altre non sono banche in senso stretto.
Per esempio, lImi non ha sportelli. Rimane un 25 per cento di
incerti. Prima a PattiChiari si aderiva a la carte, cioè scegliendo tra varie opzioni. Oggi si aderisce
accettando tutte e 30 le regole di qualità, che nascono dallanalisi dei
reclami dei clienti. È un impegno molto grosso per le banche. Si tratta di 30
iniziative che coinvolgono lorganizzazione e il sistema informatico degli istituti di credito. Ci sono
banche di piccole e medie dimensioni che non sono in condizione di farlo
subito». Molte famiglie hanno problemi con i mutui, che consiglio darebbe? «Di
valutare con attenzione la scelta del tasso variabile. I mutui a ventanni dovranno
scontare una vampata inflazionistica a causa del debito pubblico alle stelle in
molte parti del mondo. I modi per risolvere il problema del debito pubblico
sono due: o la conversione forzosa o linflazione. Inoltre, se la famiglia
ha un reddito fisso
non conviene un mutuo a tasso variabile che supera il 30-35 per cento del
reddito». Il rigore delle nostre banche nel concedere credito ci ha salvato dal
disastro. Il nostro sistema finanziario è sano, possiamo stare tranquilli? «Mi
sento di affermare che il problema dei titoli tossici è da noi infinitamente
meno grave che nelle banche anglosassoni. Abbiamo un sistema sociale che non
dipende dai mercati finanziari. Negli Stati Uniti stanno saltando i fondi
pensione. Stanno saltando le assicurazioni. Negli Usa, il 40 per cento del
mercato finanziario è costituito dai fondi pensione. Noi abbiamo un sistema
previdenziale pubblico che tutti criticano, ma che si sta rivelando unancora di
salvezza. Abbiamo salvato la pelle. Non è saltata nessuna banca in Italia». Le banche non sono simpatiche, non
hanno una buona immagine. Il ruolo di PattiChiari è cercare di renderle
simpatiche? «Sarà molto più semplice dare servizi efficienti alle famiglie che
non portare le banche a un livello di reputazione collettiva superiore a quella
assegnata ai partiti politici». Le banche possono avere un ruolo sociale in
questo momento? «Le banche non hanno alcun interesse a far andare male leconomia. Più la
crisi si avvita, maggiori sono le sofferenze degli istituti di credito. Spero che il modello americano delleconomia
dellavidità sia tramontato». Che cosa ci insegna questa crisi? «Tante
cose. Mi auguro che faccia sparire l80 per cento dei programmi
televisivi. Quelli orientati al consumo esagerato. Intendiamoci, i consumi servono allindustria, ma il
superfluo no. Dobbiamo tornare ai fondamentali, ai problemi veri della società,
a una dimensione più autentica».
(
da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Milano Finanza (MF)"
del 08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Sestopotere.com"
del 08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Stampa, La"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Provincia Pavese,
La" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Nazione, La (Prato)"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Corriere del Veneto"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Denaro, Il"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Mattino, Il
(Caserta)" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "SardegnaIndustriale.it"
del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi