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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE”

 

 

 

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Report "Revoca fidi" 5-9 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Il successo del presidente Chiodi, uscito vincitore da una competizione più estetica ch... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 05-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il paladino più fido, il governatore nostro! E così la missione ha inizio. Ma, sotto il turbinio di cifre, lodi o dubbi, molto fondati, sul destino del paesaggio italiano, si cela un'insidia. Il Presidente del Consiglio e il suo grande Architetto no-global sanno esattamente che: 1) almeno per ora non c'è spazio per la finanza creativa;

vongole, il prezzo della truffa - diego degan ( da "Nuova Venezia, La" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sempre maggiore difficoltà a tirare avanti e molte ci riescono solo grazie e a fidi bancari e ipoteche sui beni personali personalidei soci. Va notato anche che i «manovali» (Alessandro Veronese, Sauro Nordio e Gianluca Zanirato) che materialmente pescavano chissà dove e poi, secondo l'accusa, consegnavano le vongole alla cooperativa, che li ripuliva con falsi documenti, prendevano,

più microcredito e accordi bancari ( da "Centro, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Contributi straordinari per consorzi e cooperative di garanzia fidi per sostenere il credito alle imprese, soprattutto la liquidità a breve e medio termine. Seconda puntata dell'indagine sui problemi del mondo del lavoro, e su un piano anticrisi del Comune che cerca di dare impulso agli investimenti (progetti per 400 milioni nella vallata) e istituisce un fondo di solidarietà.

La Cassa di Risparmio di Alessandria mette a disposizione delle Piccole e Medie Imprese produttive di Piemonte e Liguria un plafond di 20 milioni di euro ( da "inalessandria.it" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Confapi Lombarda Fidi, Fidicom-Fidiconfesercenti, Ascomfidi, Confartigianato Fidi, Cogart CNA, Agricolfidi. Per ciascuna operazione potrà essere erogato un importo massimo di 150.000 euro; la durata del finanziamento potrà oscillare tra i 19 e gli 84 mesi, con un periodo massimo di preammortamento pari a 24 mesi.

Truffa di giornata a un'anziana: 200 euro passano nelle tasche di due false bancarie ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: L'anziana si è fidata e le ha lasciate entrare, andando poi a cercare il libretto degli assegni. Le due ladre ci hanno messo poco a trovare il portafogli contenente 200 euro che la donna teneva nella borsa, appoggiata su un mobiletto in salotto. Quando l'anziana è tornata con il libretto, hanno finto di controllarlo,

Conti correnti, costi a confronto ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: cioè del fido a disposizione sul conto per i clienti al dettaglio (che sono definiti come consumatori, enti senza finalità di lucro e piccole e medie imprese con fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro). Ulteriori disposizioni sull'Isc sono rimandate a dopo il recepimento della direttiva europea sul credito personale,

Un confidi per le Onlus ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi Toscana Spa, il fondo di garanzia è nato nel 2003: a dicembre 2008, a fronte di 115 richieste di finanziamento e più di 11 milioni di euro erogati, non si registrava un solo contenzioso. In Lombardia,a giudicare l'ammissibilità saranno gli esperti dei Centri di servizio per il volontariato: esamineranno la storia del-

Confidi: quasi un artigiano su due li utilizza per chiedere finanziamenti e prestiti alle banche ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sottolinea adesso il presidente di Fedart Fidi, Daniele Alberani ? i Confidi hanno conseguito un tasso netto di sofferenza molto contenuto, pari ad una media al 2,3 per cento, con una netta differenza rispetto alle sofferenze registrate dal sistema bancario sui finanziamenti al settore artigiano».

LA FORBICE TRA I TASSI è SCANDALOSA E INVECE DI RESTRINGERSI, SI ALLARGA»... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: A fronte di un taglio di 3 punti del costo del denaro da parte della Bce, con il tasso di riferimento attestato all'1,25% - concludono Adusbef e Federconsumatori - praticare tassi su fidi e prestiti superiori al 7% costituisce un uso arbitrario della licenza bancaria, che dovrebbe essere ritirata al 90% degli istituti di credito».

TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.

tagli al centro servizi della marca scatta la protesta dei dipendenti ( da "Nuova Venezia, La" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.

treviso. scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... - fabio poloni ( da "Mattino di Padova, Il" del 07-04-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è.

gli studenti del capitini a scuola di alta finanza e attività bancaria ( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: azienda bancaria (con Casselli e Pisaneschi), vigilanza dell'attività creditizia (Pagliai e Federighi), erogazioni di fidi e prestiti (tenuto da Mari e Polidori), consulenza finanziaria (relatori Citera e Gonfiantini), gestione dei prestiti (con Gerace e Caporali) e peculiarità della Banca di Credito Cooperativo (con Tasselli e il presidente della Bcc Gori)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: responsabili di associazioni di categoria e consorzi fidi hanno gremito ieri la sala convegni dell'Hotel Posta, dove Marguerite McMahon, capo divisione responsabile per l'Italia della Banca europea per gli investimenti, ha presentato attività e competenze della Bei, illustrando tutti gli strumenti messi in campo per il credito alle imprese, a partire dalle Piccole e Medie Imprese.

Studenti a scuola di banca: è iniziato il corso di formazione ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: azienda bancaria, vigilanza sull'attività creditizia, erogazioni fidi e prestiti, consulenza finanziaria, gestione prestiti, peculiarità della Banca credito cooperativo. Il corso si concluderà con il riconoscimento di un credito da parte della scuola, per chi supererà un esame finale con i docenti di economia aziendale in collaborazione con gli esperti della Banca.

Cofind, mano tesa alle aziende ( da "Libertà" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: con il sistema bancario locale non hanno registrato per la verità particolari difficoltà. Le problematiche sembrano verificarsi con alcune banche nazionali. «In questi frangenti, il sistema dei consorzi fidi ha dimostrato tutto il suo valore - spiega Enrico Ghiadoni, presidente del consorzio di garanzia che recentemente ha firmato una convenzione con Banca di Piacenza e Cariparma -

Legge antiusura: i tassi usurari per il periodo aprile-giugno 2009 ( da "AltaLex" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: per le aperture di credito in conto corrente sono state rilevate le condizioni previste nei casi di revoca del fido per tutte le operazioni in essere. In relazione al complesso delle operazioni, il valore della maggiorazione percentuale media è stato posto a confronto con il tasso medio rilevato. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

( da "Famiglia Cristiana" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Se è tutta colpa del rating come fanno i risparmiatori a fidarsi? «C?è un ampio dibattito su questo punto. Negli Usa hanno proposto di creare organismi statali. Ma al di là del rating, c?è un problema di educazione finanziaria. Noi siamo come l?Europa a metà Ottocento, prima che si scoprisse, grazie al dottor Ignaz Philipp Semmelweis, l?

Sportelli virtuali per aiutare le imprese ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Sportelli virtuali per aiutare le imprese Artigiancassa apre i primi punti bancari all'interno delle sedi associative e dei consorzi fidi Martedì 7 Aprile 2009,>

Ministro, sono un pensionato e non posso perdere un solo euro ( da "Milano Finanza (MF)" del 08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: un risparmiatore che si era fidato dello Stato in quanto garante. Dopo aver messo in amministrazione straordinaria Alitalia, lo Stato fa lo sforzo ciclopico di restituire di fatto (se il decreto legge in cui il provvedimento è inserito non sarà modificato dal Senato) poco più del 30% del valore nominale di quei titoli, con titoli di Stato senza cedola da poter incassare nel 2012.

Confindustria Rimini, incontro sulla situazione del credito nella provincia ( da "Sestopotere.com" del 08-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: importante azione dei consorzi fidi. Il Presidente di Confidi Romagna e Ferrara, Alessandro Pettinari, ricorda che Confidi Romagna Ferrara è impegnato in prima linea con un?intensa attività nell?assistere e nel facilitare l?accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese socie.

Il commercio frena chiudono più negozi ( da "Stampa, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: la Cooperativa Fidi, che offre garanzie alla banca sul 50% della cifra richiesta. Nel 2008, in provincia di Asti, abbiamo concesso 150 garanzie su finanziamenti, sia per avviamenti che per acquisto di materiale o ristrutturazioni». Le cifre per le quali si può richiedere l'intervento della Cooperativa Fidi di Ascom va dai 50 ai 100 mila euro.

Ha scommesso sul cioccolato ( da "Provincia Pavese, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Grazie a Confartigianato sono riuscita a ottenere un fido bancario per iniziare l'attività». Trovato il finanziamento la donna ha dovuto cominciare a lottare con le difficoltà quotidiane. «Non è stato facile - conclude - entrare in un mondo che era soprattutto maschile come quello dei dolciumi e della pasticceria, ma io ho avuto il coraggio di mettermi alla prova».

la provincia in soccorso delle microimprese ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: chi pensa di poter accedere a questo servizio, dovrà aderire a un Consorzio fidi che esaminerà la pratica insieme ai rappresentanti della Cna e della Provincia. Una pratica che comunque sarà snellita il più possibile per poter così poi arrivare all'erogazione del prestito. Per una cifra che andrà dai 5mila ai 50mila euro.

UN PACCHETTO completo di servizi alle imprese per difendersi da que... ( da "Nazione, La (Prato)" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: individuazione dei prodotti bancari più indicati a rispondere alle sue esigenze, consulenza finanziaria e assistenza in tutte le fasi negoziali con gli istituti di credito, come, ad esempio, le richieste di fidi e mutui . Non solo. L'ufficio di "S.O.S. Crisi Occhio al credito" aiuterà le imprese anche in altri ambiti, informandoli su tutte le opportunità in materia di contributi pubblici (

Piano anti crisi della Provincia: fidi alle imprese ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Prov Gallura Pagina 8037 economia Un accordo con la Cna Piano anti crisi della Provincia: fidi alle imprese Economia. Un accordo con la Cna --> La Provincia tende una mano alle piccole e medie imprese del territorio. L'Ente ha trovato un accordo con la Cna per sollecitare le banche a concedere finanziamenti agli artigiani e agli imprenditori.

( da "Corriere del Veneto" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: in pratica gli impieghi alle imprese attraverso i consorzi fidi. Anche questo è il segno di una reazione in corso». Cariveneto ha stretto accordi le Camere di commercio di Treviso, Padova e Rovigo, stanziando plafond per 120 milioni, cui si aggiungono altri 40 milioni nell'ambito dell'operazione Neafidi (il consorzio fidi di Confindustria in sei province su sette).

Bcp: 10 mln alle piccole aziende ( da "Denaro, Il" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzio di garanzia fidi di Torre del Greco che fa capo all'Ascom (commercio). Stanziato un plafond di 10 milioni di euro per favorire l'accesso al credito da parte delle piccole imprese dell'area costiera vesuviana, particolarmente segnate dalla crisi in atto. L'intesa è stata siglata nei giorni scorsi, presso la sede centrale dell'istituto bancario a Torre del Greco,

MARCO ESPOSITO IL BANCO DI NAPOLI RESTA AL 100% NELLE MANI DEL GRUPPO LOMBARDO-PIEMONTESE INTESA ... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: come rileva il direttore generale (confermato) Antonio Nucci, che lancia un'accusa al sistema dei consorzi fidi: «Il nostro obiettivo è sostenere le imprese e i dati ci dicono che nel 2009 siamo in linea con gli anni scorsi. Non c'è una stretta sul credito. Tuttavia al Sud c'è un sistema di Confidi che non funziona. Soltanto in Campania ce ne sono 62.

Banco di Sardegna e Sfirs ascoltati dalla Commissione consiliare Bilancio ( da "SardegnaIndustriale.it" del 09-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: I consorzi fidi, soprattutto quelli che rispondono ai requisiti richiesti dalla legge bancaria, possono offrire un forte sostegno, trovando accoglienza nelle banche. Bisogna essere comprensivi, ma selettivi, evitando di dare una mano di aiuto ad imprenditori avventurosi, capaci spesso di generare stati d?


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Il successo del presidente Chiodi, uscito vincitore da una competizione più estetica ch... (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 05-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Domenica 05 Aprile 2009 Chiudi di ANGELO ORLANDO* Il successo del presidente Chiodi, uscito vincitore da una competizione più estetica che politica,caratterizzata da un incontenibile istinto di rimozione collettiva, ha visto nell'immaginifico Presidente del Consiglio la geniale levatrice prima, il trascinatore durante, il Signore che unge,poi. Tra le onde sempre più alte di una crisi che zittisce le parole vuote, improvvisa appare la zattera salvifica, il Piano-casa! Chi, per primo, indossa l'eroica veste del crociato e chiede a gran voce, da tribune nazionali, di far presto a realizzare quelle sublimi intuizioni? Ma, il paladino più fido, il governatore nostro! E così la missione ha inizio. Ma, sotto il turbinio di cifre, lodi o dubbi, molto fondati, sul destino del paesaggio italiano, si cela un'insidia. Il Presidente del Consiglio e il suo grande Architetto no-global sanno esattamente che: 1) almeno per ora non c'è spazio per la finanza creativa; 2) la crisi di sistema e finanziaria si sta drammaticamente traducendo in un'incontrollabile lacerazione del tessuto sociale, tanto più pericolosa alla luce dello scarto tra la velocità di esplosione e la lentezza di un recupero oggi solo sperato; 3) gli unici soldi veri sono quelli del risparmio postale presso la Cassa depositi e prestiti (175 miliardi) e gli unici disponibili sono i 107 miliardi nella Tesoreria; 4) l'assalto violento alla Cassa-Dp, giustificato dalla necessità di finanziare le piccole e medie imprese, lasciando impunite le banche, esaurirà presto tutte le risorse; 5) il settore delle costruzioni,uno dei pochi realmente trainanti, è al collasso; 6) per gli italiani la casa è,comunque, il bene-rifugio mitico; 7) l'Italia ha un debito pubblico, crescente, tra i più alti e tale da non offrire margini di manovra; 8) al contrario, il debito privato è decisamente basso e, secondo la Banca d'Italia «...il rapporto tra debito e reddito delle famiglie continua ad essere molto basso nel confronto internazionale: pari alla metà di quello medio nell'area dell'euro e a un terzo di quelli di Usa e Gb»; 9) anche in Abruzzo, secondo Bankitalia, «...in linea con il livello nazionale, la raccolta bancaria ha accelerato. L'aumento dei depositi (+3,1%) è determinato dalla ripresa dei conti correnti (+2,3%) e dei pronti contro termine (+16,1%)». In sintesi, a giugno 2008 le famiglie abruzzesi, tra depositi e obbligazioni, creavano una consistenza di raccolta bancaria di 13,5 miliardi di euro. Ora, Qualcuno pensa: se sommo vizi pubblici (debito pubblico) a virtù private ottengo un "debito aggregato" più vicino a quello degli altri Paesi e se, contemporaneamente, uso l'esca di una maggior cubatura domestica per stanare l'avido e gretto risparmiatore solitario, il conto complessivo, almeno in apparenza, migliorerà e soldi torneranno a girare e le banche a derivare, con buona pace delle nuove regole mondiali. Caro presidente Chiodi, ma Lei è veramente convinto che quello che ha ucciso l'America possa salvare l'Italia? (*Prc, ex-presidente Commiss. reg. Bilancio)

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vongole, il prezzo della truffa - diego degan (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Venezia, La" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

L'inchiesta sul falso allevamento dei molluschi apre nuovi scenari sulla concorrenza sleale alle aziende regolari Vongole, il prezzo della truffa Ora si vuol capire quanto guadagnava la coop Marinetta DIEGO DEGAN CHIOGGIA. Quanto poteva rendere il commercio illecito di vongole di cui sono accusati i componenti della famiglia Zennaro, tutti soci della cooperativa Marinetta, e altri tre caparozzolanti chioggiotti? Da qualche tempo il prezzo al produttore dei caparozzoli si aggira sui tre euro al chilo. Un prezzo soggetto a forti oscillazioni: può aumentare e di molto prima delle feste. A spanne, quindi, il ricavo dalla vendita degli 80mila chili di vongole veraci immessi sul mercato nell'ultimo anno e mezzo dalla coop, potrebbe variare tra i 200 e i 250mila euro. Non si tratta, considerato anche il numero di persone coinvolte (sette, fino ad ora) di cifre astronomiche, ma sono pur sempre introiti ragguardevoli, soprattutto in una fase storica in cui le coop che lavorano correttamente denunciano una sempre maggiore difficoltà a tirare avanti e molte ci riescono solo grazie e a fidi bancari e ipoteche sui beni personali personalidei soci. Va notato anche che i «manovali» (Alessandro Veronese, Sauro Nordio e Gianluca Zanirato) che materialmente pescavano chissà dove e poi, secondo l'accusa, consegnavano le vongole alla cooperativa, che li ripuliva con falsi documenti, prendevano, probabilmente, le briciole (al mercato nero le vongole valgono al massimo la metà di quelle regolari). E non dovevano essere nuovi a guai di questo tipo, perché tutti e tre avevano subito, in passato, la sospensione della licenza di pesca, che ora rischiano di perdere definitivamente. La coop, dal canto suo, poteva contare su un flusso costante di prodotto senza sostenere spese per l'allevamento. Ma qualche precauzione la prendevano: la consegna a due diversi centri di depurazione, in modo che la quantità totale di prodotto fosse meno appariscente; e parte del prodotto era dichiarato prevenire dalla libera raccolta, quella che si fa mano, senza attrezzi (e che richiede, perciò, molto tempo e rende poco). Unica falla del sistema il fatto che nelle lunghe osservazioni effettuate dai carabinieri nessuno è mai stato visto lavorare nel vivaio. Resta da indagare se tutto il prodotto veniva avviato alla depurazione o in parte finisse nel mercato nero gestito - secondo passate indagini della fiamme gialle - dalla criminalità organizzata.

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più microcredito e accordi bancari (sezione: Revoca fidi)

( da "Centro, Il" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Piano anti-crisi. Le misure elaborate dal Comune a favore dei commercianti e delle piccole imprese Più microcredito e accordi bancari Fondo di solidarietà. Progetti per 400milioni nella vallata CHIETI. Misure a favore del commercio e delle piccole imprese, grazie al microcredito e alla stipula di convenzioni con banche e associazioni di categoria. Contributi straordinari per consorzi e cooperative di garanzia fidi per sostenere il credito alle imprese, soprattutto la liquidità a breve e medio termine. Seconda puntata dell'indagine sui problemi del mondo del lavoro, e su un piano anticrisi del Comune che cerca di dare impulso agli investimenti (progetti per 400 milioni nella vallata) e istituisce un fondo di solidarietà. Fondo che prevede l'accantonamento di circa un milione di euro per famiglie e soggetti in condizioni economiche difficili. Non dimentica, infine, gli strumenti a favore delle imprese. E' tutto scritto nel protocollo d'intesa per la predisposizione di un piano a sostegno dell'economia locale con la finanza sociale, alla base di sinergie con altri soggetti, sia pubblici che privati. Dalle sacche imprenditoriali della crisi arriva spesso l'appello a maggiori investimenti e spesa pubblica. «Il nostro piano», osserva il sindaco Francesco Ricci, «in un punto specifica come favoriremo trasparenza e rapidità in gare e appalti ma anche di come potremo prevedere la concessione di prestiti o plafond di liquidità specifici a imprese che siano aggiudicatarie di appalti di enti locali». Le imprese, d'altro canto, lamentano tempi di pagamento troppo lunghi da parte dei soggetti pubblici. Una mannaia sui conti in rosso, che oggi diventa imbarazzante. «Per rendere più rapidi i pagamenti delle pubbliche amministrazioni», aggiunge il sindaco, «potremo favorire la possibilità di strumenti per la cessione dei crediti vantati nei confronti degli enti locali, pro soluto, a banche e intermediari finanziari». Il piano anticrisi, che per le famiglie in difficoltà prevede l'alleggerimento delle rette dei servizi comunali, come asilo nido e mensa scolastica, ma anche trasporto urbano, così come microcredito e contributi per la formazione e la riconversione professionale, è oggetto di un'intesa immediata con la Provincia, presieduta da Tommaso Coletti. «La crisi economica sta registrando effetti molto negativi sulle imprese e sulla capacità di reddito delle famiglie», osserva il sindaco, «e aumenta il numero di coloro che hanno difficoltà ad affrontare le esigenze della vita quotidiana e che si affannano nel pagare i conti di ogni giorno. In questo contesto un ente locale è chiamato a intervenire». Il piano anticrisi è stato presentato alle forze sociali in una recente riunione, dedicata in particolare alla vertenza Burgo, ultimo tassello di una crisi occupazionale locale senza precedenti. Quale futuro c'è per quest'azienda? «A giorni, incontreremo la Lega delle cooperative, che ha un progetto per far associare i lavoratori e far produrre da loro stessi la carta». Nello stesso incontro, il sindaco ha però presentato anche un progetto, steso da uno studio tecnico locale che si riferisce a tutt'altro tipo di attività economica, artigianale in particolare. Come si coniugano le due iniziative? «Possono viaggiare entrambe. Certo è», sottolinea Ricci, «che rimane un mio interesse primario continuare a produrre carta qui a Chieti. E' una conoscenza tecnica, una tradizione industriale che non possiamo permetterci di perdere». Sipo Beverelli

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La Cassa di Risparmio di Alessandria mette a disposizione delle Piccole e Medie Imprese produttive di Piemonte e Liguria un plafond di 20 milioni di euro (sezione: Revoca fidi)

( da "inalessandria.it" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

(0) 6 Aprile 2009 La Cassa di Risparmio di Alessandria mette a disposizione delle Piccole e Medie Imprese produttive di Piemonte e Liguria un plafond di 20 milioni di euro La Cassa di Risparmio di Alessandria ha sempre promosso e valorizzato i rapporti con il tessuto economico-produttivo del territorio, ponendosi come banca di riferimento per le imprese. In questo periodo di particolare difficoltà per l’economia, in cui sono proprio le Piccole e Medie Imprese dei settori dell’Industria, Servizi, Commercio, Artigianato e Agricoltura a necessitare di maggiore aiuto da parte del mondo del credito, la Cassa intende essere ancora più presente, contribuendo a rilanciare le realtà che stanno attraversando momenti di disagio e di tensione finanziaria ma che, allo stesso tempo, hanno progetti concreti che le proiettino verso nuovi mercati e nuovi prodotti per superare efficacemente la crisi. Con questi obiettivi la Cassa di Risparmio di Alessandria ha deliberato un’iniziativa mirata, in collaborazione con il sistema dei Confidi, mettendo a disposizione delle Piccole e Medie Imprese produttive del Piemonte e della Liguria un plafond di 20 milioni di euro. I Confidi aderenti sono Eurofidi, Unionfidi, Confapi Lombarda Fidi, Fidicom-Fidiconfesercenti, Ascomfidi, Confartigianato Fidi, Cogart CNA, Agricolfidi. Per ciascuna operazione potrà essere erogato un importo massimo di 150.000 euro; la durata del finanziamento potrà oscillare tra i 19 e gli 84 mesi, con un periodo massimo di preammortamento pari a 24 mesi. Sono previste particolari agevolazioni sui tassi e le spese di istruttoria sono gratuite. L’intervento dei Confidi, che offriranno garanzie almeno per il 50% del finanziamento, faciliterà la positiva valutazione della richiesta e quindi l’erogazione del finanziamento stesso all’impresa. La Cassa di Risparmio di Alessandria ha lanciato questa iniziativa nell’attesa che divenga operativo il Fondo di Riassicurazione deliberato nel mese di febbraio dalla Regione Piemonte, finalizzato a potenziare le garanzie offerte dai Confidi nelle operazioni di consolidamento dell’esposizione bancaria. “Intervenire con immediatezza per garantire la continuità operativa delle nostre imprese - afferma il Direttore Generale Massimo Dorenti - e’ una delle missions che spettano ad una Banca quale la Cassa di Risparmio di Alessandria, caratterizzata da un forte radicamento territoriale e nata per stare al fianco di chi sul territorio stesso vive ed opera ogni giorno. Nei legami più saldi, come è quello tra la Cassa e il territorio, è soprattutto nei momenti difficili che occorre dimostrare vicinanza e condividere gli stessi obiettivi, perseguendoli con tutte le forze”. “La profonda conoscenza che la Cassa di Risparmio di Alessandria ha delle problematiche e dei bisogni dei propri interlocutori – dice il Presidente Giuseppe Pernice - è sempre stata costruita con l’ascolto, il confronto, la partecipazione. Così la nostra Banca si è sempre conquistata la fiducia delle imprese, oltre che delle famiglie, e così la nostra Banca, unendo le energie a quelle del Gruppo Banca Popolare di Milano di cui fa parte, intende muoversi oggi per vincere la sfida che il territorio si trova ad affrontare”. Leggi i

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Truffa di giornata a un'anziana: 200 euro passano nelle tasche di due false bancarie (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

BOLOGNA CRONACA pag. 5 Truffa di giornata a un'anziana: 200 euro passano nelle tasche di due false bancarie VIA DELLA BEVERARA ENNESIMA truffa ai danni di un'anziana. Stavolta ad essere raggirata è stata una donna di 79 anni, residente in un appartamento di via della Beverara. L'altro giorno, poco dopo le 14, hanno suonato alla porta due donne, sui trent'anni, ben vestite ed educate. «Siamo impiegate di banca hanno spiegato alla padrona di casa , dobbiamo controllare il suo libretto degli assegni». L'anziana si è fidata e le ha lasciate entrare, andando poi a cercare il libretto degli assegni. Le due ladre ci hanno messo poco a trovare il portafogli contenente 200 euro che la donna teneva nella borsa, appoggiata su un mobiletto in salotto. Quando l'anziana è tornata con il libretto, hanno finto di controllarlo, poi se ne sono andate in pochi minuti. Solo a quel punto la donna si è accorta che qualcosa non andava e, controllata la borsa, ha scoperto il raggiro e ha chiamato la polizia.

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Conti correnti, costi a confronto (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-04-06 - pag: 7 autore: Conti correnti, costi a confronto Con l'Isc sarà più facile valutare la convenienza dei prodotti più diffusi Marzia Redaelli Un cartellino con il prezzo per i conti correnti, per le aperture di credito e per tutti i finanziamenti, come i mutui e le anticipazioni bancarie. L'indicatore sintetico di costo ( Isc), che riassume in un unico numero gli oneri totali annui di questi prodotti, è una delle principali novità previste dalla disciplina secondaria che la Banca d'Italia intende adottare in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. L'obiettivo del disegno normativo è quello di facilitare la comparazione degli strumenti diffusi tra gli utenti privati. Anche per rendere più concrete le possibilità di cambiare il conto corrente senza spese di chiusura e di rinegoziare il mutuo senza penali, introdotte dal decreto Bersani. La nuova regolamentazione sostituirà quella del 2003, che istituì un indicatore sintetico di costo chiamato Taeg (tasso annuo effettivo globale) solo per le operazioni di credito al consumo. Per il momento, tuttavia, il lavoro di Bankitalia si focalizza sull'Isc di conto corrente e su quello dell'apertura di credito, cioè del fido a disposizione sul conto per i clienti al dettaglio (che sono definiti come consumatori, enti senza finalità di lucro e piccole e medie imprese con fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro). Ulteriori disposizioni sull'Isc sono rimandate a dopo il recepimento della direttiva europea sul credito personale, che adotta una base di calcolo del Taeg adatta anche a finanziamenti diversi da quelli al consumo (l'attuale, per esempio, non include oneri accessori come l'assicurazione obbligatoria sull'immobile per i mutui). Poiché anche conti correnti e aperture di credito possono dare luogo a infinite declinazioni di utilizzo, l'Autorità di Vigilanza ha previsto tre modelli standard (passibili di modifiche) desunti da un'indagine campionaria, nei quali far ricadere il prodotto offerto da etichettare con l'Isc. Per i conti correnti (anche quelli online) sono delineate l'ipotesi a operatività "bassa", che conta 29 movimentazioni (linee dell'estratto conto) di cui 22 a pagamento e 7 esenti e una giacenza di 5.000 euro; quella "media" con 131 movimentazioni ( 99 a pagamento) e 10.000 euro di giacenza e quella " alta" con 290 movimentazioni (207 a pagamento) e 15.000 euro di giacenza. Le operazioni a pagamento comprendono le richieste di elenco movimenti, i prelievi di contante allo sportello, i prelievi bancomat presso altre banche, i bonifici, i pagamenti o versamenti con assegno; quelle gratuite i pagobancomat, le comunicazioni di trasparenza, l'invio dell'estratto conto. L'Isc esclude solo gli interessi e le imposte e presume che il consumatore non abbia sottoscritto altri prodotti finanziari associati al conto, a eccezione di una carta di credito e una di debito. Le operazioni in franchigia, quando previste, si assumono ripartite uniformemente nell'anno; dunque una loro concentrazione temporale potrebbe far lievitare il conto. Per le aperture di credito, meno standardizzabili, le supposizioni sono più stringenti. Bankitalia ipotizza tre modalità di utilizzo, con una base di 10mila euro di fido per un periodo di tre mesi: una per l'intero importo per 29 giorni; una parziale per 30 giorni continuativi (1.000 euro per 29 giorni e 5.000 euro per un giorno); una sempre parziale, ma con una intensità diversa nel tempo (1.000 euro per 29 giorni e 10mila euro per un giorno). Questo perché sull'Isc dell'apertura di credito può incidere notevolmente la commissione di massimo scoperto, oltre che gli interessi passivi, le commissioni e le spese di istruttoria della pratica di fido. A titolo di esempio, con interessi passivi del 10%, una commissione di massimo scoperto dell'1% per utilizzi superiori a 30 giorni e 50 euro di spese, l'Isc su base annua sarebbe del 12% nella prima ipotesi, del 14% nella seconda e del 16% nella terza. Ma c'è di più: l'Isc da riportare nei fogli informativi da consegnare ai clienti può non risultare esaustivo per via delle loro diverse esigenze e, quindi, Bankitalia incoraggia gli intermediari a rendere disponibili online schemi che permettano di calcolare un Isc personalizzato. Quando potremo vedere il nuovo "listino prezzi" delle banche? Non è ancora possibile indicare una data: vista la complessità delle nuove procedure, l'entrata in vigore delle disposizioni sarà stabilita al termine della fase di consultazione degli intermediari finanziari, ora in atto per verificare l'impatto dei cambiamenti e raccogliere proposte e osservazioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA APERTURE DI CREDITO Le ipotesi prevedono tre modalità di utilizzo di durata diversa con una base di fido di 10mila euro L'EVOLUZIONE Banca d'Italia «auspica» il passaggio da una valutazione degli oneri per profili-tipo a una personalizzata

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Un confidi per le Onlus (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: VOLONTARIATO data: 2009-04-06 - pag: 25 autore: Credito. In Lombardia è stato avviato il progetto In.Volo Un «confidi» per le Onlus Giovanna Faggionato Facilitare l'accesso al credito per il Terzo settore, svincolare i finanziamenti dalle garanzie patrimoniali per legarli alla qualità dell'azione sociale: questo l'obiettivo del progetto In.Volo Lombardia. Nato dalla collaborazione tra il Coordinamento regionale dei servizi per il volontariato, il Comitato di gestione del Fondo speciale per il volontariato Lombardia e Banca Prossima – l'istituto dedicato all'impresa sociale del Gruppo Intesa Sanpaolo –In.Volo prevede la costituzione di un fondo di garanzia di 3, 6 milioni di euro, sul quale Banca Prossima si impegna a offrire credito alle associazioni nonprofit lombarde fino a 20 milioni di euro. Con finanziamenti in tempi rapidi, a 15 giorni dalla richiesta, e a un tasso di interesse agevolato, pari all'Euribor a 3 mesi più lo 0,70 per cento. «Una specie di confidi per il mondo del volontariato», ha sintetizzato l'ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera alla presentazione dell'iniziativa. L'ispirazione deve essere venuta anche dall'esperienza della Toscana. Qui grazie al Centro servizi per il volontariato regionale, Cesvot, e alla finanziaria regionale, Fidi Toscana Spa, il fondo di garanzia è nato nel 2003: a dicembre 2008, a fronte di 115 richieste di finanziamento e più di 11 milioni di euro erogati, non si registrava un solo contenzioso. In Lombardia,a giudicare l'ammissibilità saranno gli esperti dei Centri di servizio per il volontariato: esamineranno la storia del-l'associazione, i rapporti con gli enti locali,la sostenibilità del progetto e la sua corrispondenza con i bisogni della comunità. A Banca Prossima spetterà la valutazione bancaria, ma con un sistema di rating che, spiega l'ad Marco Morganti, «integra i metodi tradizionali con elementi importanti per il nonprofit tra cui la capacità di fund raising, il successo nei progetti finanziati da pubblica amministrazione e fondazioni, la percentuale di commesse da privati, la governance interna ». In questo modo l'accesso al credito non sarà dettato dalle garanzie patrimoniali prestate dalle organizzazioni stesse o, spesso, anche da singoli aderenti. In più sull'anticipo di fatture e sui contributi che di norma sono finanziati fino all' 80%,esclusi quelli a medio termine, l'istituto anticiperà fino al 100% dell'importo. L'opportunità offerta all'universo associativo sembra destinata a espandersi: infatti Banca Prossima si è detta disponibile, una volta avviata la sperimentazione in sede lombarda, a esportare il sistema anche in altre regioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Confidi: quasi un artigiano su due li utilizza per chiedere finanziamenti e prestiti alle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Confidi: quasi un artigiano su due li utilizza per chiedere finanziamenti e prestiti alle banche i numeri Con 6,3 miliardi di euro di finanziamenti garantiti concessi alle 715 mila imprese associate, il sistema dei Confidi artigiani di Fedart Fidi «conferma il suo trend di crescita nel 2008, ma anche il suo ruolo sempre più strategico di "facilitatore" del credito per le Pmi». E’ quanto emerge dal dodicesimo rapporto annuale di Fedart Fidi sui Confidi artigiani. Il rapporto evidenzia che quasi un imprenditore artigiano su due, per l’esattezza il 42 per cento, si rivolge ai Confidi della Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative artigiane di garanzia, promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani, soprattutto con l’obiettivo di ottenere finanziamenti a medio e lungo termine. Nel 2008 è continuata anche la crescita delle imprese artigiane associate, che sono aumentate di ventimila unità, ma anche di quelle non artigiane (industria e commercio) che nel 2007 ammontavano già a 92.000 unità. «Grazie all’efficienza e all’efficacia nel valutare l’affidabilità delle imprese e all’approfondita conoscenza delle realtà produttiva locale — sottolinea adesso il presidente di Fedart Fidi, Daniele Alberani — i Confidi hanno conseguito un tasso netto di sofferenza molto contenuto, pari ad una media al 2,3 per cento, con una netta differenza rispetto alle sofferenze registrate dal sistema bancario sui finanziamenti al settore artigiano». Il rapporto conferma anche un rapporto complessivamente positivo con il sistema bancario (sono oltre 2.000 le convenzioni), nonostante che due Confidi su tre (64,7 per cento) abbiano rilevato di recente un «irrigidimento nelle procedure di valutazione del merito creditizio». (r. rap.) Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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LA FORBICE TRA I TASSI è SCANDALOSA E INVECE DI RESTRINGERSI, SI ALLARGA»... (sezione: Revoca fidi)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

La forbice tra i tassi è «scandalosa» e «invece di restringersi, si allarga». La denuncia arriva da Adusbef e Federconsumatori, che invocano «dure sanzioni» contro gli istituti di credito. «Dal monitoraggio effettuato dall'Adusbef il 3 aprile 2009 sui conti correnti offerti da 11 tra le principali banche operanti in Italia - sostengono le due associazioni dei consumatori - gli istituti di credito continuano a speculare sui tassi, mantenuti artificialmente alti rispetto al tasso della Banca centrale europea. A fronte di un taglio di 3 punti del costo del denaro da parte della Bce, con il tasso di riferimento attestato all'1,25% - concludono Adusbef e Federconsumatori - praticare tassi su fidi e prestiti superiori al 7% costituisce un uso arbitrario della licenza bancaria, che dovrebbe essere ritirata al 90% degli istituti di credito».

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TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... FABIO POLONI TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. E molte delle cose che abbiamo fatto per le aziende sono state incomprese. Ma la rotta cambierà. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, risponde, a Treviso, alle critiche degli imprenditori con un mea culpa ma anche con la promessa di un cambio di rotta. In primis, aprendo le porte alle richieste del territorio per un "federalismo bancario" meno ingessato su Basilea 2 e più elastico nel dar credito - in senso letterale - a chi se lo merita. «Abbiamo un problema di trasparenza - ha detto Profumo - non tanto nei bilanci, quanto nella relazione con i clienti. Su Basilea c'è grande confusione, ma questa è una garanzia per le imprese, perché dà credito a chi lo merita. E noi non siamo riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La banca è cresciuta, e questa crescita oggi la fa percepire come lontana dal territorio. Dobbiamo tornare a parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso». La lingua è la forma, ma Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla sostanza. «Siamo disposti a raccogliere la richiesta di un rapporto con le imprese più locale, vicino. Ci imputano troppa lentezza nella risposta alle richieste di credito, dobbiamo migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto sforzi in senso "federalista", i direttori regionali veneti hanno facoltà più ampie rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una volta al piccolo imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il direttore della filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente del consorzio regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti giorni per un prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno spinto i contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la lettera: ma siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi sul management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a comunicarlo». Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost», Profumo ha scelto la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso, Padova, Venezia e Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca si confronta con gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa, sindacato). «Non siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga, presupposto della nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione, secondo Profumo, anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di titoli illiquidi a fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una sproporzione enorme». Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata negli Usa perché ad un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica deve fare le regole, non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non sbilanciandosi sulla possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di miglioramento ci sono», come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già nel terzo trimestre di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e soprattutto psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui sta dando capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano. Se si inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».

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tagli al centro servizi della marca scatta la protesta dei dipendenti (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Venezia, La" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 13 - Economia Tagli al centro servizi della Marca Scatta la protesta dei dipendenti TREVISO. Dipendenti Unicredit contestano Profumo. Sulla soglia di Cà dei Carraresi, sede dell'incontro di ieri a Treviso, il numero uno dell'istituto di Piazza Cordusio ha trovato ad accoglierlo una cinquantina tra sindacalisti ed ex bancari, messi sul piede di guerra dopo l'annuncio del taglio di trentacinque posti di lavoro al Centro servizi di Castagnole, nella Marca. «L'ascolto del territorio passa per la sua valorizzazione e non solamente per il suo sfruttamento. Chiediamo il mantenimento del Centro a Treviso - scrivono nella lettera consegnata ieri ai vertici della banca -. è paradossale che vengano stipulate convenzioni di tesoreria con enti del Trevigiano e con la Regione Veneto per poi trasferirne le lavorazioni altrove, riducendo di conseguenza le opportunità di impiego nel nostro territorio». Cartelloni alla mano erano presenti alcuni dei lavoratori di Castagnole. «C'è stata una forte riduzione del personale dopo la fusione di Cassamarca in Unicredit - raccontano - più di 500 posti di lavoro persi in provincia di Treviso dal 2002 ad oggi, e questo in un periodo in cui l'economia del Nordest era in espansione». Dati, questi, sconfessati dai portavoce di Unicredit: «Nessuno dei colleghi usciti dalla banca in questi anni ha perso il posto di lavoro: i dipendenti in questione hanno usufruito della possibilità di pensionamento o del ricorso a strumenti contrattualmente previsti (come ad esempio il fondo esuberi). Fuoriuscite, dunque, concordate tra le parti». Alla protesta hanno preso parte anche i pensionati del Fasper, fondo istituito quando la banca portava ancora l'insegna della ex Cassa di Risparmio della Marca, destinato ad essere rimpiazzato dalle nuove polizze del gruppo. «Vogliamo che venga mantenuta la cassa mutua locale, che dava tranquillità soprattutto ai pensionati - dichiarano -. è incomprensibile che si elimini una istituzione equa che funziona e costa meno». (e.l.t.) di Fabio Poloni TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. E molte delle cose che abbiamo fatto per le aziende sono state incomprese. Ma la rotta cambierà. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, risponde, a Treviso, alle critiche degli imprenditori con un mea culpa ma anche con la promessa di un cambio di rotta. In primis, aprendo le porte alle richieste del territorio per un "federalismo bancario" meno ingessato su Basilea 2 e più elastico nel dar credito - in senso letterale - a chi se lo merita. «Abbiamo un problema di trasparenza - ha detto Profumo - non tanto nei bilanci, quanto nella relazione con i clienti. Su Basilea c'è grande confusione, ma questa è una garanzia per le imprese, perché dà credito a chi lo merita. E noi non siamo riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La banca è cresciuta, e questa crescita oggi la fa percepire come lontana dal territorio. Dobbiamo tornare a parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso». La lingua è la forma, ma Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla sostanza. «Siamo disposti a raccogliere la richiesta di un rapporto con le imprese più locale, vicino. Ci imputano troppa lentezza nella risposta alle richieste di credito, dobbiamo migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto sforzi in senso "federalista", i direttori regionali veneti hanno facoltà più ampie rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una volta al piccolo imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il direttore della filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente del consorzio regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti giorni per un prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno spinto i contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la lettera: ma siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi sul management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a comunicarlo». Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost», Profumo ha scelto la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso, Padova, Venezia e Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca si confronta con gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa, sindacato). «Non siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga, presupposto della nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione, secondo Profumo, anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di titoli illiquidi a fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una sproporzione enorme». Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata negli Usa perché ad un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica deve fare le regole, non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non sbilanciandosi sulla possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di miglioramento ci sono», come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già nel terzo trimestre di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e soprattutto psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui sta dando capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano. Se si inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».

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treviso. scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... - fabio poloni (sezione: Revoca fidi)

( da "Mattino di Padova, Il" del 07-04-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 13 - Economia TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. ... FABIO POLONI TREVISO. Scusate, forse non siamo riusciti a capirvi né a farci capire. E molte delle cose che abbiamo fatto per le aziende sono state incomprese. Ma la rotta cambierà. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, risponde, a Treviso, alle critiche degli imprenditori con un mea culpa ma anche con la promessa di un cambio di rotta. In primis, aprendo le porte alle richieste del territorio per un "federalismo bancario" meno ingessato su Basilea 2 e più elastico nel dar credito - in senso letterale - a chi se lo merita. «Abbiamo un problema di trasparenza - ha detto Profumo - non tanto nei bilanci, quanto nella relazione con i clienti. Su Basilea c'è grande confusione, ma questa è una garanzia per le imprese, perché dà credito a chi lo merita. E noi non siamo riusciti a spiegarlo». Statuto speciale. «La banca è cresciuta, e questa crescita oggi la fa percepire come lontana dal territorio. Dobbiamo tornare a parlare inglese a Milano e dialetto a Treviso». La lingua è la forma, ma Profumo si dice pronto a intervenire anche sulla sostanza. «Siamo disposti a raccogliere la richiesta di un rapporto con le imprese più locale, vicino. Ci imputano troppa lentezza nella risposta alle richieste di credito, dobbiamo migliorare sulla velocità. Abbiamo già fatto sforzi in senso "federalista", i direttori regionali veneti hanno facoltà più ampie rispetto ad altre zone, ma cercheremo di fare di più». Se una volta al piccolo imprenditore bastava una pacca sulla spalla per convincere il direttore della filiale, oggi è tutto più ingessato. Mario Citron, presidente del consorzio regionale di garanzia per l'artigianato, svuota il sacco: «Il sistema bancario è rigido, una volta bastavano venti giorni per un prestito, oggi si va oltre i tre mesi. Le banche, poi, hanno spinto i contenziosi a un aumento repentino, appena salta una rata parte la lettera: ma siamo diventati tutti cattivi pagatori?». Profumo annuisce ma anche replica, sostenendo che non è colpa di Unicredit se i Consorzi fidi, che dovevano fare da garanti delle erogazioni di credito, in Veneto non hanno firmato con la banca, al contrario che in Emilia, perché la questione è stata avocata dalla Regione. Le imprese chiedono una sorta di statuto speciale come premio non solo "alla carriera", ma anche alla solidità che ancora c'è. Profumo risponde: «Noi abbiamo anche rating qualitativi sul management dell'impresa. Il problema è che non siamo riusciti a comunicarlo». Trasparenza. Per l'annuncio di questa «operazione glasnost», Profumo ha scelto la riunione dei comitati territoriali Unicredit di Treviso, Padova, Venezia e Belluno, ovvero i "tavoli allargati" in cui la banca si confronta con gli attori del territorio (sindaci, associazioni d'impresa, sindacato). «Non siamo riusciti a comunicare l'importanza della rete lunga, presupposto della nostra strategia internazionale». Problemi di comunicazione, secondo Profumo, anche sui titoli "tossici": «Abbiamo 9 miliardi di titoli illiquidi a fronte di 600 miliardi di crediti alle imprese: c'è una sproporzione enorme». Ripresa e regole. «La crisi - ha concluso l'a.d. - è nata negli Usa perché ad un certo punto sono state tolte le regole. Ed è la politica deve fare le regole, non entrare nelle scelte decisionali». Comunque pur non sbilanciandosi sulla possibile ripresa, Profumo ha detto che «segnali di miglioramento ci sono», come ci sono adesso operatori che vedono una schiarita già nel terzo trimestre di quest'anno. «Il crollo dei consumi è stato improvviso e soprattutto psicologico, adesso il calo dell'inflazione e delle rate dei mutui sta dando capacità di acquisto alle famiglie che però impaurite, risparmiano. Se si inverte la tendenza, a partire dagli Usa, i consumi ripartiranno».

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gli studenti del capitini a scuola di alta finanza e attività bancaria (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 07-04-2009)

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Pagina 5 - Pistoia Gli studenti del Capitini a scuola di alta finanza e attività bancaria AGLIANA. E' scattato nei giorni scorsi, nell'affollato auditorium dell'Istituto tecnico "Aldo Capitini" di Agliana, il corso di alta formazione "A scuola di banca: una banca differente in una scuola all'avanguardia". L'iniziativa, frutto della collaborazione fra la Banca di credito cooperativo di Vignole e il "Capitini", ha come obiettivo prioritario il rendere di più facile comprensione, alle ragazze e ai ragazzi delle classi quinte dei corsi Igea "Mercurio" ed "Erica", il mondo finanziario e bancario in particolare. Il progetto, elaborato dai professori Lorenzo Gerace e Emanuela Galli, referente per la banca, si articola attraverso lo svolgimento di otto incontri/lezioni gestiti da un docente con un esperto della Bcc. I prossimi incontri verteranno su aspetti del sistema finanziario (relatori Gerace e Bertini), aspetti organizzativi dell'azienda bancaria (con Casselli e Pisaneschi), vigilanza dell'attività creditizia (Pagliai e Federighi), erogazioni di fidi e prestiti (tenuto da Mari e Polidori), consulenza finanziaria (relatori Citera e Gonfiantini), gestione dei prestiti (con Gerace e Caporali) e peculiarità della Banca di Credito Cooperativo (con Tasselli e il presidente della Bcc Gori). «Il corso - sottolinea la professoressa Galli - si concluderà con il riconoscimento di un credito da parte della scuola, grazie a un esame finale che sarà tenuto dai docenti di economia aziendale in collaborazione con gli esperti della banca (si potrà accedere solo se lo studente potrà vantare una presenza agli incontri non inferiore al 75%). A ciascun partecipante, in occasione della cerimonia di premiazione, che avrà luogo nell'auditorium della banca in data ancora da stabilire, sarà rilasciato dal presidente della Bcc Vignole, Giancarlo Gori, e dal preside del Capitini, Santi Mazzoncini, un attestato. E ai migliori cinque studenti che avranno riportato il miglior punteggio nella prova finale la scuola elargirà premi in denaro. E' questo un modo per favorire, una volta tanto, l'eccellenza». «L'iniziativa che stiamo realizzando con l'Istituto tecnico aglianese - aggiunge Ennio Canigiani, della Bcc di Vignole - coinvolge molti studenti, e dimostra come la nostra banca interviene, concretamente, nella formazione delle nuove generazioni». m.b.

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(sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

REGGIO pag. 8 «LA BANCA Europea degli investimenti è pronta a finanziare il 100% dei progetti delle picc... «LA BANCA Europea degli investimenti è pronta a finanziare il 100% dei progetti delle piccole e medie imprese reggiane». Imprenditori, direttori e funzionari di banca, responsabili di associazioni di categoria e consorzi fidi hanno gremito ieri la sala convegni dell'Hotel Posta, dove Marguerite McMahon, capo divisione responsabile per l'Italia della Banca europea per gli investimenti, ha presentato attività e competenze della Bei, illustrando tutti gli strumenti messi in campo per il credito alle imprese, a partire dalle Piccole e Medie Imprese. L'iniziativa promossa dalla Provincia come ha spiegato la dottoressa McMahon «era utile per presentare le novità per i finanziamenti per le piccole e medie imprese decise dopo l'estate da parte di Ecofin». Novità che in un momento di crisi sono cospicue per tutto il settore delle piccole e medie imprese. «Ecofin ha deciso che Bei può finanziare il 100% dei progetti per le piccole e medie imprese, mentre per gli altri progetti c'è un finanziamento massimo del 50%». Milioni di euro cruciali in un momento di difficoltà. Margherite McMahon ha spiegato che per accedere a questi finanziamenti gli imprenditori «devono rivolgersi al loro sportello bancario. In Italia lavoriamo con oltre 23 gruppi bancari. È lo sportello bancario che fa tutto seguendo l'iter e i tassi sono quelli di mercato». La responsabile italiana della Bei ha anche spiegato che spesso il diniego a finanziamenti da parte delle banche «è dovuto a progetti non validi. Il progetto deve essere valido, un'impresa o un singolo non hanno speranza di credito se non c'è una seria possibilità di ritorno per gli investimenti, tutti i buoni progetti trovano credito». In Italia nel 2008 la Bei ha concesso prestiti per 8,23 miliardi di euro (su 57,6 a livello europeo). Matteo Incerti

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Studenti a scuola di banca: è iniziato il corso di formazione (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

AGLIANA / MONTALE / QUARRATA / SERRAVALLE pag. 10 Studenti a scuola di banca: è iniziato il corso di formazione AGLIANA INIZIATIVA TRA IL «CAPITINI» E LA BCC DI VIGNOLE. ESAME FINALE E «OBBLIGO» DI FREQUENZA NELL'AUDITORIUM, affollatissimo, dell'istituto tecnico commerciale "Aldo Capitini" di Agliana, ha preso il via lunedì 30 marzo il primo incontro del corso di alta formazione «A scuola di banca: una banca differente in una scuola all'avanguardia», frutto della collaborazione fra la Banca di Credito Cooperativo di Vignole e l'istituto aglianese. L'obiettivo prioritario è rendere di più facile comprensione il mondo finanziario e bancario in particolare, a studenti e studentesse di quinta dei corsi Igea, Mercurio ed Erica. Il progetto, elaborato dal professor Lorenzo Gerace con la professoressa Emanuela Galli (referente per la Banca), si articola in otto incontrilezioni. Ogni incontro è gestito da un docente del Capitini con un esperto della Bcc di Vignole. Il calendario completo affronterà questi temi: aspetti del sistema finanziario, aspetti organizzativi dell'azienda bancaria, vigilanza sull'attività creditizia, erogazioni fidi e prestiti, consulenza finanziaria, gestione prestiti, peculiarità della Banca credito cooperativo. Il corso si concluderà con il riconoscimento di un credito da parte della scuola, per chi supererà un esame finale con i docenti di economia aziendale in collaborazione con gli esperti della Banca. Gli studenti potranno accedere all'esame solo se potranno vantare una presenza agli incontri non inferiore al 75%. A ciascun partecipante, in occasione della cerimonia di premiazione (che si terrà nell'auditorium della banca), sarà rilasciato un attestato. I cinque studenti, che si distingueranno per il miglior punteggio nella prova finale, riceveranno un premio in denaro. Piera Salvi

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Cofind, mano tesa alle aziende (sezione: Revoca fidi)

( da "Libertà" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Cofind, mano tesa alle aziende Il presidente Ghiadoni spiega le forme di sostegno finanziario Piacenza - La crisi finanziaria ha generato una crisi di domanda a livello globale senza precedenti i cui effetti si stanno ripercuotendo sulla organizzazione economica e produttiva. E in Emilia Romagna si sta concentrando sui settori della meccanica, della ceramica e dell'edilizia. Nonostante il quadro non sia per niente positivo, si possono tuttavia cogliere alcuni circoscritti segnali incoraggianti circa la capacità e la volontà di imprese pronte ad investire e a confermare i propri programmi di crescita e sviluppo. Segnali tenui ma importanti. A Piacenza i rapporti con il sistema bancario locale non hanno registrato per la verità particolari difficoltà. Le problematiche sembrano verificarsi con alcune banche nazionali. «In questi frangenti, il sistema dei consorzi fidi ha dimostrato tutto il suo valore - spiega Enrico Ghiadoni, presidente del consorzio di garanzia che recentemente ha firmato una convenzione con Banca di Piacenza e Cariparma - soprattutto grazie alla capacità esclusiva di essere al fianco delle imprese e delle banche con la sue garanzie accessorie». Ci si è mossi per offrire una risposta al problema del consolidamento di passività a breve o la copertura di altre esigenze di liquidità a breve termine, viene spiegato. Attraverso la forma tecnica del mutuo chirografario, le imprese possono ottenere un importo massimo di 300mila euro da restituire in 36 mesi, oltre ad un massimo di 1 anno di preammortamento. Il Cofind interviene con una garanzia accessoria pari al 50 per cento dell'importo concesso. Il tasso è variabile e collegato all'Euribor 3 mesi/360 media mese precedente + 1,00 punto percentuale. «Abbiamo inoltre previsto la possibilità, da parte di Cofind, di riconoscere un contributo in abbattimento tasso di 0,25 punti percentuali, limitatamente al periodo di preammortamento e fino a concorrenza dei fondi disponibili a tale scopo» continua Ghiadoni. Il rimborso è previsto in rate mensili o trimestrali posticipate e nessuna spesa di istruttoria sarà applicata dagli istituti di credito. «Tale accordo - vien detto - che il Consorzio di Confindustria ha definito per le sue imprese iscritte, rappresenta una concreta, significativa risposta all'attuale congiuntura economica sia perché interviene su una questione molto sentita dalla maggior parte delle piccole imprese, sia perchè propone condizioni particolarmente vantaggiose. Grazie ai contributi che anche la Camera di Commercio sta aggiungendo alle significative somme già stanziate, siamo inoltre convinti di poter offrire una valida risposta a tutte le esigenze aziendali». Non va dimenticato infatti Cofind opera dal 1968, quando Confindustria e la Cciaa diedero vita all'organismo con l'obiettivo di facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Cofind, che è un consorzio senza fini di lucro, associa imprese appartenenti a settori merceologici differenti. E' sportello operativo di Fidindustria Emilia Romagna che tramite suo mette a disposizione numerose altre opportunità di finanziamento a medio termine, oltre alle agevolazioni del programma regionale triennale per lo sviluppo delle attività produttive, inoltre sostiene percorsi di internazionalizzazione delle imprese e le strategie di penetrazione commerciale. Attraverso Cofind - conclude il presidente - è possibile trovare interessanti proposte per finanziare investimenti e programmi di sviluppo o investimenti aziendali in genere; anticipo imposte e tasse e mensilità aggiuntive; anticipo Sbf; anticipi fatture o anticipi import o export; aperture di credito in conto corrente; prestiti partecipativi e così via. «Sono perciò convinto - afferma -che questo strumento per le caratteristiche e le dimensioni che ha sia uno degli strumenti principali per venire incontro alle esigenze aziendali oggi più che mai, presentandosi appunto come partner al fianco delle imprese associate, secondo il principio di mutualità che lo ha ispirato fin dall'inizio della sua esistenza». Del resto, la bontà dello strumento è testimoniata proprio dal fatto che uno degli interventi più significativi che la presidente Emma Marcegaglia ha portato a casa dal confronto con il presidente Berlusconi è stata proprio la disponibilità del Governo di mettere 1 miliardo e mezzo di euro a favore delle garanzie dei consorzi fidi, che grazie ad un effetto moltiplicatore potranno contribuire ad aumentare le possibilità di finanziamento del credito alle imprese. red.eco. 07/04/2009

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Legge antiusura: i tassi usurari per il periodo aprile-giugno 2009 (sezione: Revoca fidi)

( da "AltaLex" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Legge antiusura: i tassi usurari per il periodo aprile-giugno 2009 Decreto Ministero Economia e finanze 26.03.2009 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Fissata la soglia dei tassi anti-usura per i mutui da applicare per il periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2009. Con il Decreto 26 marzo 2008 il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito i tassi di interesse effettivi globali medi rilevati ai sensi della legge sull’usura (L. 108/1996). Si ricorda che il tasso è considerato dalla legge usurario qualora superi il dato rilevato maggiorato della metà. (Altalex, 7 aprile 2009) Ministero dell'Economia e delle Finanze, decreto 26 marzo 2009 (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) DIPARTIMENTO DEL TESORO DIREZIONE V Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura e, in particolare, l’articolo 2, comma 1, in base al quale “il Ministro del Tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura”; Visto il proprio decreto del 23 settembre 2008, recante la “classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari”; Visto da ultimo il proprio decreto del 19 dicembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2008 e, in particolare, l’articolo 3, comma 3, che attribuisce alla Banca d’Italia il compito di procedere per il trimestre 1° ottobre 2008 – 31 dicembre 2008 alla rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari; Avute presenti le “istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia nei confronti delle banche e degli intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del d.lgs. 385/93 (pubblicate nella G.U. n. 74 del 29 marzo 2006) e dall’Ufficio italiano dei cambi nei confronti degli intermediari finanziari iscritti nell’elenco generale di cui all’art. 106 del medesimo decreto legislativo (pubblicate nella G.U. n. 102 del 4 maggio 2006); Vista la rilevazione dei valori medi dei tassi effettivi globali segnalati dalle banche e dagli intermediari finanziari con riferimento al 1° ottobre 2008 – 31 dicembre 2008 e tenuto conto della variazione, nel periodo successivo al trimestre di riferimento, del valore medio del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema determinato dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, la cui misura sostituisce quella del tasso determinato dalla Banca d’Italia ai sensi del d.lgs. 24 giugno 1998 n. 213, in sostituzione del tasso ufficiale di sconto; Visti il D.L. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito, con modificazioni, nella legge 28 febbraio 2001, n. 24, recante interpretazione autentica della legge 7 marzo 1996, n. 108, e l'indagine statistica effettuata a fini conoscitivi dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio italiano dei cambi, condotta su un campione di intermediari secondo le modalità indicate nella nota metodologica, relativamente alla maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento; Vista la direttiva del Ministro in data 12 maggio 1999, concernente l’attuazione del decreto legislativo numero 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni, in ordine alla delimitazione dell’ambito di responsabilità del vertice politico e di quello amministrativo; Atteso che, per effetto di tale direttiva, il provvedimento di rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi dell’art. 2 della legge n. 108/1996, rientra nell’ambito di responsabilità del vertice amministrativo; Avuto presente l’art. 62 del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 14 dicembre 2007 che ha disposto la soppressione dell’Ufficio italiano dei cambi e il passaggio di competenze e poteri alla Banca d’Italia; Sentita la Banca d’Italia; Decreta: Articolo 1 1. I tassi effettivi globali medi, riferiti ad anno, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge 7 marzo 1996, n. 108, relativamente al trimestre 1° ottobre 2008 – 31 dicembre 2008, sono indicati nella tabella riportata in allegato (ALLEGATO A). 2. I tassi non sono comprensivi della commissione di massimo scoperto eventualmente applicata. La percentuale media della commissione di massimo scoperto rilevata nel trimestre di riferimento è riportata separatamente in nota alla tabella. Articolo 2 1. Il presente decreto entra in vigore il 1° aprile 2009. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2009, ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, i tassi riportati nella tabella indicata all’articolo 1 del presente decreto devono essere aumentati della metà. Articolo 3 1. Le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti ad affiggere in ciascuna sede o dipendenza aperta al pubblico in modo facilmente visibile la tabella riportata in allegato (ALLEGATO A). 2. Le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di cui all’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, si attengono ai criteri di calcolo delle “istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio italiano dei cambi. 3. La Banca d’Italia procede per il trimestre 1° gennaio 2009 – 31 marzo 2009 alla rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari con riferimento alle categorie di operazioni indicate nell’apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. 4. I tassi effettivi globali medi di cui all'articolo 1, comma 1, del presente decreto non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento. L'indagine statistica condotta a fini conoscitivi dalla Banca d'Italia e dall'Ufficio italiano dei cambi ha rilevato che, con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, 26 marzo 2009 IL CAPO DELLA DIREZIONE (Giuseppe Maresca) RILEVAZIONE DEI TASSI DI INTERESSE EFFETTIVI GLOBALI MEDI AI FINI DELLA LEGGE SULL'USURA (*) MEDIE ARITMETICHE DEI TASSI SULLE SINGOLE OPERAZIONI DELLE BANCHE E DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI NON BANCARI, CORRETTE PER LA VARIAZIONE DEL VALORE MEDIO DEL TASSO APPLICATO ALLE OPERAZIONI DI RIFINANZIAMENTO PRINCIPALI DELL'EUROSISTEMA PERIODO DI RIFERIMENTO DELLA RILEVAZIONE: 1° OTTOBRE - 31 DICEMBRE 2008 APPLICAZIONE DAL 1° APRILE FINO AL 30 GIUGNO 2009 CATEGORIE DI OPERAZIONI CLASSI DI IMPORTO in unità di euro TASSI MEDI (su base annua) APERTURE DI CREDITO IN CONTO CORRENTE fino a 5.000 11,79 oltre 5.000 8,62 ANTICIPI, SCONTI COMMERCIALI E ALTRI FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE EFFETTUATI DALLE BANCHE fino a 5.000 6,48 oltre 5.000 5,65 FACTORING fino a 50.000 6,52 oltre 50.000 5,46 CREDITI PERSONALI E ALTRI FINANZIAMENTI ALLE FAMIGLIE EFFETTUATI DALLE BANCHE 9,03 ANTICIPI, SCONTI COMMERCIALI, CREDITI PERSONALI E ALTRI FINANZIAMENTI EFFETTUATI DAGLI INTERMEDIARI NON BANCARI fino a 5.000 14,08 oltre 5.000 10,58 PRESTITI CONTRO CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO fino a 5.000 12,97 oltre 5.000 8,97 LEASING fino a 5.000 12,10 oltre 5.000 fino a 25.000 8,55 oltre 25.000 fino a 50.000 7,45 oltre 50.000 6,28 CREDITO FINALIZZATO ALL'ACQUISTO RATEALE E CREDITO REVOLVING fino a 5.000 15,75 oltre 5.000 9,70 MUTUI CON GARANZIA IPOTECARIA: - A TASSO FISSO 4,42 - A TASSO VARIABILE 4,58 AVVERTENZA: AI FINI DELLA DETERMINAZIONE DEGLI INTERESSI USURARI AI SENSI DELL'ART. 2 DELLA LEGGE N.108/96, I TASSI RILEVATI DEVONO ESSERE AUMENTATI DELLA METÀ. (*) Per i criteri di rilevazione dei dati e di compilazione della tabella si veda la nota metodologica allegata al Decreto; per la definizione delle voci riportate nella tabella si veda l'Allegato A al medesimo decreto. - I tassi non comprendono la commissione di massimo scoperto che, nella media delle operazioni rilevate, si ragguaglia a 0,66 punti percentuali. Legenda delle categorie di operazioni (Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23.9.2008; Istruzioni applicative della Banca d'Italia e dell'Ufficio italiano dei cambi): (1) Aperture di credito in conto corrente con e senza garanzia. (2) Banche: finanziamenti per anticipi su crediti e documenti - sconto di portafoglio commerciale; altri finanziamenti a breve e a medio e lungo termine alle unità produttive private. (3) Factoring: anticipi su crediti acquistati e su crediti futuri. (4) Banche: crediti personali, a breve e a medio e lungo termine; altri finanziamenti alle famiglie di consumatori, a breve e a medio e lungo termine. (5) Intermediari finanziari non bancari: finanziamenti per anticipi su crediti e documenti - sconto di portafoglio commerciale; crediti personali, a breve e a medio e lungo termine; altri finanziamenti a famiglie di consumatori e a unità produttive private, a breve e a medio e lungo termine. (6) Prestiti contro cessione del quinto dello stipendio; i tassi si riferiscono ai finanziamenti erogati ai sensi del D.P.R. n. 180 del 1950 o secondo schemi contrattuali ad esso assimilabili. (7) Credito finalizzato all'acquisto rateale di beni di consumo; credito revolving e con utilizzo di carte di credito. (8) Mutui con durata superiore a cinque anni. RILEVAZIONE DEI TASSI DI INTERESSE EFFETTIVI GLOBALI MEDI AI FINI DELLA LEGGE SULL’USURA Nota metodologica La legge 7 marzo 1996, n. 108, volta a contrastare il fenomeno dell’usura, prevede che siano resi noti con cadenza trimestrale i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo connesse col finanziamento, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari. Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 23 settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 228 del 29 settembre 2008, ha ripartito le operazioni di credito in categorie omogenee attribuendo alla Banca d’Italia il compito di rilevare i tassi. La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni censite nel trimestre di riferimento. Essa è condotta per classi di importo; limitatamente a talune categorie è data rilevanza alla durata, all’esistenza di garanzie e alla natura della controparte. Non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi). Per le operazioni di “credito personale”, “credito finalizzato”, “leasing”, “mutuo”, “altri finanziamenti” e “prestiti contro cessione del quinto dello stipendio” i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse è adottato un indicatore del costo del credito analogo al TAEG definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo. Per le “aperture di credito in conto corrente”, il “credito revolving e con utilizzo di carte di credito”, gli “anticipi su crediti e sconto di portafoglio commerciale” e il “factoring” - i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione - vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati sulla base dell’effettivo utilizzo. La commissione di massimo scoperto non è compresa nel calcolo del tasso ed è oggetto di autonoma rilevazione e pubblicazione nella misura media praticata. La rilevazione interessa l’intero sistema bancario e il complesso degli intermediari finanziari iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 107 del Testo unico bancario. I dati relativi agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui all’articolo 106 del medesimo testo unico sono stimati sulla base di una rilevazione campionaria. Nella costruzione del campione si tiene conto delle variazioni intervenute nell’universo di riferimento rispetto alla precedente rilevazione. La scelta degli intermediari presenti nel campione avviene per estrazione casuale e riflette la distribuzione per area geografica. Mediante opportune tecniche di stratificazione dei dati, il numero di operazioni rilevate viene esteso all’intero universo attraverso l’utilizzo di coefficienti di espansione, calcolati come rapporto tra la numerosità degli strati nell’universo e quella degli strati del campione. La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneità delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati. La tabella - che è stata definita sentita la Banca d’Italia - è composta da 19 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni. Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica; lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo è contenuto. A decorrere dal decreto trimestrale del 19 dicembre 2008, per la categoria “credito finalizzato all’acquisto rateale e credito revolving”, è stato eliminato il dettaglio delle operazioni “fino a 1.500 euro”, per uniformità rispetto alle altre operazioni retail e tenuto conto della sostanziale omogeneità dei tassi medi con la classe successiva (“da 1.500 a 5.000 euro”). I mercati nei quali operano le banche e gli intermediari finanziari si differenziano talvolta in modo significativo in relazione alla natura e alla rischiosità delle operazioni. Per tenere conto di tali specificità, alcune categorie di operazioni sono evidenziate distintamente per le banche e gli intermediari finanziari. Data la metodologia della segnalazione, i tassi d’interesse bancari riportati nella tabella differiscono da quelli rilevati dalla Banca d’Italia nell’ambito delle statistiche dei tassi armonizzati e di quelle della Centrale dei rischi, orientate ai fini dell’analisi economica e dell’esame della congiuntura. Queste rilevazioni si riferiscono a campioni, tra loro diversi, di banche; i tassi armonizzati non sono comprensivi degli oneri accessori e sono ponderati con l’importo delle operazioni; i tassi della Centrale dei rischi si riferiscono alle operazioni di finanziamento di importo superiore a 75000,00 euro. Secondo quanto previsto dalla legge, i tassi medi rilevati vengono corretti in relazione alla variazione del valore medio del tasso ufficiale di sconto nel periodo successivo al trimestre di riferimento. A decorrere dal 1 gennaio 2004, si fa riferimento alle variazioni del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema determinato dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, la cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello sconto. Dopo aver aumentato i tassi della metà, così come prescrive la legge, si ottiene il limite oltre il quale gli interessi sono da considerarsi usurari. § § § Rilevazione degli interessi di mora Nell’anno 2002 la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi hanno proceduto a una rilevazione statistica riguardante la misura media degli interessi di mora stabiliti contrattualmente. La rilevazione ha riguardato un campione di banche e di società finanziarie individuato sulla base della distribuzione territoriale e della ripartizione tra le categorie istituzionali. In relazione ai contratti accesi nel terzo trimestre del 2001 sono state verificate le condizioni previste contrattualmente; per le aperture di credito in conto corrente sono state rilevate le condizioni previste nei casi di revoca del fido per tutte le operazioni in essere. In relazione al complesso delle operazioni, il valore della maggiorazione percentuale media è stato posto a confronto con il tasso medio rilevato. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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(sezione: Revoca fidi)

( da "Famiglia Cristiana" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

di Giuseppe Altamore ECONOMIA IL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSORZIO PATTICHIARI, ANNUNCIA IL SUO PROGRAMMA INCOMINCIAMO DALL'ABC «In Italia manca la cultura finanziaria ». Per Filippo Cavazzuti, è questo il vero problema da affrontare. «I rudimenti della finanza dovrebbero essere insegnati sui banchi di scuola». Il nuovo presidente del consorzio PattiChiari non nasconde le responsabilità delle banche, quando clienti e famiglie lamentano un comportamento non sempre limpido. «Il vero problema però è la mancanza di una cultura finanziaria, a partire dalla scuola», sostiene Filippo Cavazzuti, professore di Economia e regolazione dei mercati finanziari all?Università di Bologna e presidente di PattiChiari. Banche e clienti, un rapporto difficile, spesso conflittuale. PattiChiari nasce cinque anni fa per ricucire una frattura, dare informazioni trasparenti, fino all?incidente della Lehman Brothers, i cui titoli erano presenti nel vostro sito con un rating alto... «Nel momento in cui negli Usa il segretario al Tesoro, Adam Paulson, e il direttore della Federal Reserve, Ben Bernanke, riconoscono che c?è stato un clamoroso errore mi sembra che non ci sia nulla da aggiungere. Il problema è che hanno fatto fallire una banca quando mesi prima ne avevano salvate quattro o cinque. Nessuno quindi se lo aspettava. Noi offriamo gli unici dati ufficiali disponibili: i rating. Non possiamo dare giudizi arbitrari. Se la valutazione fosse di PattiChiari, avremmo una pericolosa discrezione nel promuovere i titoli delle banche associate. Se le agenzie di rating hanno abbassato il giudizio alle Lehman il lunedì 15 settembre 2008, noi il sabato 13 non potevamo agire». Il fallimento della Lehman Brothers, avvenuto a metà settembre, ha colto di sorpresa grandi e piccoli investitori (foto AP/La Presse). Se è tutta colpa del rating come fanno i risparmiatori a fidarsi? «C?è un ampio dibattito su questo punto. Negli Usa hanno proposto di creare organismi statali. Ma al di là del rating, c?è un problema di educazione finanziaria. Noi siamo come l?Europa a metà Ottocento, prima che si scoprisse, grazie al dottor Ignaz Philipp Semmelweis, l?igiene, abbiamo lo stesso livello sul piano finanziario. Se dobbiamo comprare un?auto ci informiamo acquistando giornali specializzati, per comprare un titolo invece no». Invece non bisogna fidarsi? «Non è questo il punto. Io insegno all?università, facoltà di Economia. All?ultimo anno gli studenti arrivano senza conoscere l?Abc della finanza. Dobbiamo incominciare dalla scuola. Nella nostra vita abbiamo sempre a che fare con un mutuo, un investimento. Parlerò con il ministro Gelmini, per vedere se è possibile portare in classe i rudimenti della finanza». Le famiglie sono impreparate e finiscono per essere una preda facile delle banche? «Non c?è dubbio. Sarebbe meglio dire: preda di certi appetiti. Una volta il sistema >bancario era un servizio pubblico. Ma non auguriamoci di tornare a un sistema bancario pubblico, perché sarebbe un servizio politicizzato. In quell’epoca non era riconosciuto al settore la sua natura di impresa. Grazie all’Europa, l’esercizio del credito è diventato un’attività imprenditoriale. Le banche sono diventate società per azioni, che per loro natura sono orientate al profitto». Che spesso sovrasta l’interesse pubblico: qual è il ruolo del profitto nella nostra società? «Siamo su un piano etico. Dobbiamo chiederci: conta la massimizzazione del profitto oppure svolgere un’attività d’impresa per la società?» E allora qual è il ruolo di una banca? «Il modello dell’avidità è stato un fallimento. La questione è come recuperare un ruolo sociale dell’impresa che non penalizzi il profitto. Il problema etico sta nel non pensare al profitto come un valore assoluto». La legge affida alle banche la tutela del risparmio, in base a questo principio possono rescindere i contratti unilateralmente. Spesso, ne fanno le spese i piccoli imprenditori che si vedono chiudere i rubinetti del credito... «Le banche non gestiscono soldi propri. Se un’impresa fallisce e non restituisce i quattrini che ha avuto in prestito, l’istituto ha una "sofferenza", un buco nel bilancio. Non possiamo ridurre la questione al rapporto banca-impresa. Se un’azienda è cotta, è inutile tenerla in vita. Allora ci vuole un sistema di protezione sociale. Mi auguro che da questa crisi si esca con un sistema di regole nuove. Nel 1929 è scoppiata la crisi, per cinque anni non si è fatto nulla. È arrivato Franklin Delano Roosevelt e la prima cosa che ha fatto, nel 1935, è stato il Social security act. Per fronteggiare la crisi introduce norme di sicurezza sociale e avvia il New deal». Insomma, il sistema finanziario va riformato... «Sì, perché se ci chiudiamo solo nel rapporto banca-cliente non ne usciamo, perché questi due soggetti hanno interessi contrapposti ed è difficile trovare una mediazione». Va bene, ma le banche spesso sono percepite come un avversario da parte delle imprese, non crede? «Anche nell’esercizio del credito ci vuole un po’ di intelligenza. Mi hanno raccontato che a un piccolo imprenditore è arrivata una lettera: "Siamo lieti di informarla che le abbiamo revocato tutto il suo credito...". Hanno utilizzato un formato di lettera sbagliato. Che cosa ci possiamo fare se quel funzionario ha sbagliato?». C’è un sistema che però favorisce questi comportamenti... «Assegnare la responsabilità a un sistema è come non darla a nessuno. Credo che ci sia un problema di gestione delle banche, che devono avere molta più attenzione alle esigenze dei propri clienti. C’è un grande dibattito nel mondo su questo punto». In questa direzione che cosa può fare PattiChiari? «Il consorzio ha almeno due funzioni. La prima è la formazione, partendo dalle scuole. Segue l’informazione, se uno volesse il rating di ciascun titolo dovrebbe pagare. PattiChiari carica sul proprio bilancio il costo dell’informazione e la dà gratuitamente ai clienti. Se non dovessimo più offrire il rating, tutto sarebbe molto più opaco». Il rischio di un infortunio simile a quello delle Lehman è sempre dietro l’angolo? «Mica viviamo nel mondo della perfezione. Il rischio c’è sempre. Prendiamo le banche islandesi. Nel giro di 24 ore sono fallite e sono state nazionalizzate. Chi lo poteva prevedere? Dopo questa crisi saremo tutti più attenti. Finalmente le tre società di rating esistenti saranno messe sotto controllo. Però dobbiamo chiarire che il rating indica una probabilità di default, di fallimento. Se il rating è alto, minore sarà la probabilità che le cose vadano male. Ma il rischio c’è sempre. Il rating alto ci dice solo che la probabilità di fallimento è bassa, ma non zero. Ecco allora che l’educazione finanziaria è importante». Sì, ma quando il risparmiatore va in banca e chiede consigli per investire 5 mila euro gli consigliano i bond argentini a pochi giorni dal fallimento... «Hanno sbagliato le banche. Ma anche la signora anziana deve avere alcune idee chiare. Se va allo sportello con 20 mila euro e l’impiegato le propone di investire tutto in obbligazioni della banca deve essere pronta a dire no, chiedendo di diversificare: un terzo in un titolo, un altro terzo in azioni e così via. In modo che se uno dei tre settori fallisce, non perde tutto. Quando è fallita l’Argentina ero commissario alla Consob. Ricordo un signore che aveva una liquidazione di 100 mila euro, gli consigliarono di investire tutto nei "tango bond"... L’altro principio base è non comprare nulla che non si capisce». Cinquanta banche non hanno aderito al codice di PattiChiari, è una sconfitta per il consorzio? «È un successo il fatto che il 75 per cento degli sportelli ha aderito a PattiChiari. Le altre non sono banche in senso stretto. Per esempio, l’Imi non ha sportelli. Rimane un 25 per cento di incerti. Prima a PattiChiari si aderiva a la carte, cioè scegliendo tra varie opzioni. Oggi si aderisce accettando tutte e 30 le regole di qualità, che nascono dall’analisi dei reclami dei clienti. È un impegno molto grosso per le banche. Si tratta di 30 iniziative che coinvolgono l’organizzazione e il sistema informatico degli istituti di credito. Ci sono banche di piccole e medie dimensioni che non sono in condizione di farlo subito». Molte famiglie hanno problemi con i mutui, che consiglio darebbe? «Di valutare con attenzione la scelta del tasso variabile. I mutui a vent’anni dovranno scontare una vampata inflazionistica a causa del debito pubblico alle stelle in molte parti del mondo. I modi per risolvere il problema del debito pubblico sono due: o la conversione forzosa o l’inflazione. Inoltre, se la famiglia ha un reddito fisso non conviene un mutuo a tasso variabile che supera il 30-35 per cento del reddito». Il rigore delle nostre banche nel concedere credito ci ha salvato dal disastro. Il nostro sistema finanziario è sano, possiamo stare tranquilli? «Mi sento di affermare che il problema dei titoli tossici è da noi infinitamente meno grave che nelle banche anglosassoni. Abbiamo un sistema sociale che non dipende dai mercati finanziari. Negli Stati Uniti stanno saltando i fondi pensione. Stanno saltando le assicurazioni. Negli Usa, il 40 per cento del mercato finanziario è costituito dai fondi pensione. Noi abbiamo un sistema previdenziale pubblico che tutti criticano, ma che si sta rivelando un’ancora di salvezza. Abbiamo salvato la pelle. Non è saltata nessuna banca in Italia». Le banche non sono simpatiche, non hanno una buona immagine. Il ruolo di PattiChiari è cercare di renderle simpatiche? «Sarà molto più semplice dare servizi efficienti alle famiglie che non portare le banche a un livello di reputazione collettiva superiore a quella assegnata ai partiti politici». Le banche possono avere un ruolo sociale in questo momento? «Le banche non hanno alcun interesse a far andare male l’economia. Più la crisi si avvita, maggiori sono le sofferenze degli istituti di credito. Spero che il modello americano dell’economia dell’avidità sia tramontato». Che cosa ci insegna questa crisi? «Tante cose. Mi auguro che faccia sparire l’80 per cento dei programmi televisivi. Quelli orientati al consumo esagerato. Intendiamoci, i consumi servono all’industria, ma il superfluo no. Dobbiamo tornare ai fondamentali, ai problemi veri della società, a una dimensione più autentica».

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Sportelli virtuali per aiutare le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Sportelli virtuali per aiutare le imprese Artigiancassa apre i primi punti bancari all'interno delle sedi associative e dei consorzi fidi Martedì 7 Aprile 2009,

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Ministro, sono un pensionato e non posso perdere un solo euro (sezione: Revoca fidi)

( da "Milano Finanza (MF)" del 08-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

MF sezione: Primo Piano data: 08/04/2009 - pag: 6 autore: Massimo Lozito Andrea Davide Renzulli Antonio Dimartino Paolo Tronci Pubblichiamo le prime mail giunte in redazione dopo il servizio sullo scandalo del bond Alitalia pubblicato su MF-Milano Finanza Ministro, sono un pensionato e non posso perdere un solo euro Pubblichiamo le prime e-mail giunte in redazione dopo gli articoli-accusa pubblicati su MF-Milano Finanza in edicola da sabato 4 aprile.Lettera inviata al ministero del Tesoro e per conoscenza a MF-Milano Finanza:Seguendo la linea tracciata dal direttore di MF-Milano Finanza e in quanto obbligazionista Alitalia, vi invio la presente missiva per mostrare il mio estremo disappunto inerente la vostra decisione su come trattare un risparmiatore che si era fidato dello Stato in quanto garante.  Dopo aver messo in amministrazione straordinaria Alitalia, lo Stato fa lo sforzo ciclopico di restituire di fatto (se il decreto legge in cui il provvedimento è inserito non sarà modificato dal Senato) poco più del 30% del valore nominale di quei titoli, con titoli di Stato senza cedola da poter incassare nel 2012. Con il risultato che chi ha acquistato i titoli fin dall'emissione riceverà sicuramente assai meno del 30% promesso, visto che per tre anni il suo denaro non avrà alcun rendimento. Per capire la miseria che il governo Berlusconi e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, offrono ai risparmiatori che si sono fidati dello Stato azionista di Alitalia, basti ricordare che nella scandalosa transazione per i Tango-bond l'inaffidabile Stato argentino ha pagato una percentuale del valore nominale simile a quella che si vorrebbe oggi pagare agli obbligazionisti Alitalia. Ma quello argentino è uno Stato tradizionalmente bancarottiere e quindi, non per quanto ma in quanto sovrano, ha fatto ciò che voleva. Per più ragioni levo la mia più ferma protesta contro il governo Berlusconi. 1) Ritenendo, legittimamente, l'Alitalia un'entità di alto interesse pubblico, pur di salvarla come azienda, il governo Berlusconi ha preso provvedimenti straordinari che gravano pesantemente su tutti gli italiani. Per esempio, ha garantito una cassa integrazione per i dipendenti in esubero lunga ben sette anni. Ma non ha tenuto conto che negli ultimi sette anni quei dipendenti in esubero hanno ricevuto lo stipendio anche con i soldi di chi aveva sottoscritto le obbligazioni Alitalia. 2) Lo stesso governo Berlusconi ha favorito in ogni modo la costituzione della cordata che ha rilevato l'azienda Alitalia e MF-Milano Finanza è stato fin da subito il solo giornale a difendere sia quella scelta sia il coriaceo progetto di Corrado Passera e Gaetano Miccichè di Intesa Sanpaolo per evitare che la compagnia di bandiera finisse direttamente in mani straniere. Ma l'interesse pubblico riguardo ad Alitalia non deve valere allora anche per chi ha contribuito nel tempo, con il proprio denaro, a tenere in vita, negli anni precedenti, la scassata Alitalia? Oggi ci troviamo nella situazione in cui nello stesso tempo garantiamo con decreto i bond delle Banche e lasciamo con un pugno di mosche gli obbligazionisti di una società statale. Se questa è la tutela del risparmio che il nostro governo intende adottare non lamentiamoci se alla fine chi sbaglia viene liquidato con soldi nostri nonostante abbia compromesso il futuro di un'azienda. L'unica lezione che possiamo imparare è che, in ogni situazione critica, chi paga è solo il risparmiatore e non chi quella situazione l'ha creata. Peraltro, creato il precedente, ogni direttore generale o presidente di società potrà commettere errori anche gravi, sostenuto da uno Stato che non garantisce giustizia ma solo liquidazioni milionarie ai manager delle sue aziende, pagate da tanti piccoli risparmiatori e contribuenti. Complimenti vivissimi. Sono un possessore delle obbligazioni convertibili. Proporrei di ripetere quanto fatto nell'ultimo numero di MF-Milano Finanza ovvero riportare una frase di rassicurazione pronunciata nel corso dello scorso anno dal presidente Silvio Berlusconi o dal ministro Giulio Tremonti e la data di tale affermazione. Pubblicherei queste esternazioni in un cappello in prima pagina di MF-Milano Finanza sino a quando non verrà mantenuto quanto promesso. Alla luce di quest'impegno non ho venduto i titoli quando questi quotavano tra 98 e 100. Direi che chi ha promesso 10 mesi fa ora debba mantenere. Distinti saluti.Buongiorno, ho letto il vostro articolo di sabato  4 aprile 2009 a pagina 13 di MF-Milano Finanza sul caso Alitalia. Purtroppo mi ritrovo nel caso di azionista anziché obbligazionista (anche se vedo che non cambia molto visto il ridicolo rimborso previsto per questi ultimi). Volevo solo chiedere se potete farmi sapere qualcosa in merito agli azionisti o eventualmente a chi indirizzare qualche mia lecita domanda. GrazieBuongiorno MF, grazie per la vostra presa di posizione e per la segnalazione dell'iniziativa di Anima sgr. Sono un piccolissimo azionista ed obbligazionista Alitalia solo perché ho creduto ad un vero salvataggio della compagnia di bandiera a partecipazione statale. Ho ben chiari i molteplici interventi televisivi  del  ministro Giulio Tremonti (e non solo) che per giustificare l'affossamento dell'offerta Air France e indorare quella della Cai spergiurava che i piccoli risparmiatori non avevano nulla da temere. Sono un pensionato e non posso permettermi di perdere neanche un centesimo dei miei risparmi investiti in Alitalia. Andrò fino in fondo, anche legalmente. Complimenti  e saluti. Sono un obbligazionista Alitalia  (per un importo di circa 50 mila euro) da lunga data. Penso che sia difficile commentare quello che sta succedendo su questo caso al di là  di quanto scritto da MF-Milano Finanza del 4 aprile. Capisco che il giornale sia preoccupato di possibili querele ma avrei trovato più appriopriato l'occhiello «RISPARMIATORI TRUFFATI» anzichè «BEFFATI». Ma come può essere credibile chi annuncia di essere pronto a salvare (o sostenere) l'intero sistema bancario quando non  è capace neanche di mantenere un impegno da 270 milioni di euro. E pensare che la soluzione Air France prevedeva l'integrale rimborso degli obbligazionisti! Sono pronto a qualsiasi azione legale consapevole del rischio della completa perdita del capitale ed ovviamente a sostenere la vostra azione in ogni forma. Distinti saluti

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Confindustria Rimini, incontro sulla situazione del credito nella provincia (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 08-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Confindustria Rimini, incontro sulla situazione del credito nella provincia (8/4/2009 20:51) | (Sesto Potere) - Rimini - 8 aprile 2009 - Si è svolto questa mattina con successo in Confindustria Rimini, il secondo incontro per fare il punto sulla situazione del Credito nella provincia di Rimini fra i rappresentanti dell’imprenditoria (Confindustria Rimini, Ance Rimini, Confidi Romagna-Ferrara), le banche (gli Istituti di credito della Provincia e ABI Rimini) e i rappresentanti delle istituzioni (il Vicepresidente della Provincia Maurizio Taormina, il Sindaco di Rimini Alberto Ravaioli, il Presidente della Camera di Commercio Manlio Maggioli, Giovanna Longhi Vicepreffetto Aggiunto). Il primo incontro si era tenuto il 9 Febbraio 2009. Confindustria Rimini coglie l’impegno che le banche stanno mettendo in campo, ma evidenzia come dagli imprenditori continui ad emergere la preoccupazione di un reale restringimento del credito. A tal proposito sono stati presentati i dati dell’ultima indagine svolta a marzo da Confindustria Rimini fra i propri associati. La precedente ricerca risale a Gennaio 2009. In generale, nonostante da un lato l’indagine sul credito rilevi che a marzo gli imprenditori rispetto a gennaio continuano a percepire una maggiore selettività del credito, dall’altro lato evidenzia una modesta diminuzione del razionamento. Questo grazie anche al forte dialogo fra Confindustria Rimini, Istituti bancari ed istituzioni della provincia concretizzato proprio in momenti di confronto come quello odierno. I dati nel dettaglio: Alla domanda “La concessione del credito da parte delle banche è stata più selettiva?” 71,23% del campione ha risposto sì. A gennaio era il 62,50%. Nel complesso per il 73,97% continua ad essere in atto un razionamento del credito (a gennaio il dato si attestava a 78,13%). Per quanto riguarda la congiuntura economica, sembra diminuire il pessimismo delle imprese, anche se ciò non significa che ci sia ancora un’inversione di tendenza. Il 48% del campione a marzo dichiara un calo della produzione, il 41,33% prevede una diminuzione nel mese di aprile. Negli ordini interni a marzo si registra una diminuzione per il 44%del campione, mentre per quanto riguarda le previsioni il calo è dichiarato dal 34,67%. Negli ordini esterni il calo è dichiarato dal 30,67% degli intervistati, mentre per le previsioni è dato dal 18,67% del campione. Il Presidente di Confindustria Rimini Maurizio Focchi, nel sottolineare ancora una volta come le aziende riminesi siano sane e quindi in grado di affrontare momenti particolarmente difficili, ha esortato le istituzioni e le banche ciascuno per la propria parte a dare il massimo impegno. Perché le imprese oggi hanno ancora più bisogno di essere sostenute. Ha quindi rinnovato le richieste presentate a Gennaio: Garantire la concessione del credito a livelli superiori agli attuali Moderare l’entità degli spread richiesti Continuare a sostenere gli investimenti sia manifatturieri, sia immobiliari Operare affinché venga mantenuto un livello di circolante che faciliti la ripresa Intraprendere una politica di sostegno del credito alle famiglie sia per il consumo, sia soprattutto per quanto riguarda l’acquisto della casa. Mutui a tassi contenuti di ammontare fino all’80% del valore dell’immobile. Richieste ribadite dal Presidente di Ance Rimini, Ulisse Pesaresi e dal Presidente Piccola Industria di Confindustria Rimini Mario Formica. Pesaresi nel presentare la situazione del settore edile (che a Rimini continua a tenere) ha ricordato come le imprese edili del territorio continuino ad operare con grande professionalità e come gli immobili siano beni di investimento che mantengono o fanno crescere il loro valore nel tempo. Formica, sottolineando le potenzialità del piccole imprese del territorio, ha ribadito quanto sia importante continuare a sostenere chi ha idee innovative, chi vuole investire e potenziarsi. Alle banche e alle pubbliche amministrazioni è stata posta anche la richiesta di continuare ad appoggiare l’importante azione dei consorzi fidi. Il Presidente di Confidi Romagna e Ferrara, Alessandro Pettinari, ricorda che Confidi Romagna Ferrara è impegnato in prima linea con un’intensa attività nell’assistere e nel facilitare l’accesso al credito bancario delle piccole e medie imprese socie. Confidi ha aumentato le capacità di affidamento: dal primo gennaio al 15 marzo 2009 ha deliberato 6 milioni e 700 mila euro con 2 milioni e 400 mila euro erogati a marzo. Gli intervenuti si sono trovati d’accordo sull’utilità di momenti di dialogo e confronto rappresentati da questo tavolo di concertazione. Tutti hanno rinnovato l’intenzione di proseguire sulla linea comune fissando un nuovo incontro d’aggiornamento nelle prossime settimane.

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Il commercio frena chiudono più negozi (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

STATISTICA. PER LA PRIMA VOLTA NEL 2008 SALDO NEGATIVO Il commercio frena chiudono più negozi In un anno persi 53 punti vendita. Il problema del caro-affitti [FIRMA]CLAUDIA CANEGALLO ASTI Il commercio non è più un ammortizzatore sufficiente contro la crisi dell'industria astigiana. Nell'ultimo decennio, il numero di attività commerciali in provincia è sempre aumentato: qualche decina di negozi in più all'anno, fra alimentari, abbigliamento, calzature o tecnologia. In tempi di crisi dell'industria, per molti il commercio è stato un'ancora di salvezza: una scommessa per tornare a lavorare. E il sistema bancario ha aiutato, concedendo finanziamenti. Nel 2001 il numero di attività registrate (commercio al dettaglio e negozi di riparazione di beni personali, come piccoli elettrodomestici) alla Camera di Commercio di Asti erano 2805, a fine 2007 il record: 2980 negozi. La svolta è arrivata nel 2008, con il primo saldo negativo fra avviamenti e cessazioni: 53 punti vendita in meno, per un totale di 2927 al 31 dicembre 2008. Il fenomeno diventa particolarmente sentito quando a chiudere è l'unico negozio di alimentari di un piccolo paesino. Da un'indagine di Confesercenti, a fine 2007 i paesi senza alimentari in provincia di Asti erano 27, e c'è da credere che il numero sia aumentato. «La crisi nel commercio non è una novità - commenta Mauro Ardissone, presidente Confersercenti - Esisteva già qualche anno fa, ma chi usciva da altre attività produttive o servizi, provava a mettersi in proprio. Oggi non ci si crede più». Gli unici che continuano ad aprire attività commerciali, nonostante la crisi, sono gli stranieri. «Hanno aspettative più modeste - aggiunge Ardissone - e spesso si accontentano di avviare l'attività con investimenti minimi». A determinare un rallentamento nel numero di attività avviate, è oggi anche la difficoltà di accedere al credito. «Il problema della liquidità è reale - conferma Claudio Bruno, direttore Ascom Confcommercio - La nostra associazione ha messo a punto uno strumento specifico, la Cooperativa Fidi, che offre garanzie alla banca sul 50% della cifra richiesta. Nel 2008, in provincia di Asti, abbiamo concesso 150 garanzie su finanziamenti, sia per avviamenti che per acquisto di materiale o ristrutturazioni». Le cifre per le quali si può richiedere l'intervento della Cooperativa Fidi di Ascom va dai 50 ai 100 mila euro. Alla difficoltà di accedere al credito e alla mancanza di fiducia, si aggiunge anche il problema degli affitti, rimasti alti soprattutto nelle zone del centro storico e nei centri più grossi della provincia. «E' un problema che andrà affrontato - aggiunge Bruno - La nostra proposta è di ridurre l'Irpef sui canoni di locazione, per consentire un abbassamento degli stessi, senza incidere sui bilanci dei proprietari degli immobili».

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Ha scommesso sul cioccolato (sezione: Revoca fidi)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

EX CASALINGA Ha scommesso sul cioccolato VIGEVANO. Ha risolto i propri problemi con i cioccolato. Non mangiandolo come fanno in molti per compensare, ma iniziando a produrlo. E' la storia dell'imprenditrice trentacinquenne di Garlasco Marcella Caso. «Dopo tre anni senza lavorare - racconta - ormai giunta al terzo figlio, nel 2003 ho deciso di rientrare nel mondo del lavoro. Il panorama lavorativo non era certo dei più invitanti così ho deciso di aprire un laboratorio per la produzione di cioccolato biologico, unendo di fatto quelle che erano le mie due passioni. Grazie a Confartigianato sono riuscita a ottenere un fido bancario per iniziare l'attività». Trovato il finanziamento la donna ha dovuto cominciare a lottare con le difficoltà quotidiane. «Non è stato facile - conclude - entrare in un mondo che era soprattutto maschile come quello dei dolciumi e della pasticceria, ma io ho avuto il coraggio di mettermi alla prova».

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la provincia in soccorso delle microimprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

di Enrico Gaviano La Provincia in soccorso delle microimprese L'ente istituisce, in accordo con la Cna, un fondo di garanzia di centomila euro OLBIA. La crisi economica si abbatte sul tessuto sociale e non lascia scampo neanche alla Gallura e alla sua fiorente attività nella piccola impresa. Per questo, in accordo con la Cna, la Provincia Olbia-Tempio muove il primo passo in soccorso: costituire un fondo di garanzia per consentire agli imprenditori già sul mercato e ai giovani che vogliono iniziare un'attività di poter accedere ai prestiti bancari. Si parte con un cifra di 100mila euro che consente, secondo i moltiplicatori esistenti, di poter arrivare a chiedere prestiti sino a 2 milioni. Cifra che servirà a soddisfare le esigenze di un centinaio di aziende che potranno chiedere dai 5mila ai 50mila euro di prestito. Dalla Provincia si augurano che l'esempio si allarghi ai Comuni, per arricchire sensibilmente il fondo di garanzia. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina dal vicepresidente della Provincia Antonio Satta, dagli assessori Antonello Addis (bilancio), Pierfranco Zanchetta (ambiente) e Pietro Giorgioni (servizi sociali), dal presidente del consiglio provinciale Pietro Sotgiu, oltre che da Tore Cherchi e Massimo Bonacossa, rispettivamente presidente e segretario galluresi della Cna. «Si tratta - ha spiegato Antonio Satta imitato poi dagli altri esponenti dell'esecutivo - di un'ancora di salvezza importante per la microimprenditoria già in attività o che vuole muovere i primi passi. Perché anche le banche sono colpite dalla crisi, e accedere ai prestiti non rappresenta un'impresa facile. L'istituzione del fondo di centomila euro facilita l'accesso al credito a tutte quelle piccole attività, con meno di dieci dipendenti». Microimprese, è stato ricordato dai presenti, che hanno difficoltà ad acquistare le materie prime, a pagare i dipendenti, e spesso a vendere il loro prodotto e non possono certo sostituirsi alle banche facendo credito ai clienti. «E' un'iniziativa di peso. Niente chiacchiere ma fatti concreti - ha ribadito l'assessore Pietro Giorgioni -. Una scommessa che crediamo possa essere vinta, tanto che siamo pronti a rilanciare e raddoppiare l'impegno finanziario». Tecnicamente, è stato spiegato ieri mattina, chi pensa di poter accedere a questo servizio, dovrà aderire a un Consorzio fidi che esaminerà la pratica insieme ai rappresentanti della Cna e della Provincia. Una pratica che comunque sarà snellita il più possibile per poter così poi arrivare all'erogazione del prestito. Per una cifra che andrà dai 5mila ai 50mila euro. «Se malauguratamente - hanno ricordato per la Cna Cherchi e Bonacossa - le cose per la micro azienda non andassero bene, il Consorzio fidi preleverà dal fondo di garanzia istituito dalla Provincia il 50 per cento della somma anticipata all'impresa». Gli stessi rappresentanti della Cna hanno anche sottolineato come questo esempio possa essere seguito anche dai Comuni galluresi. «Istituendo un fondo a parte, oppure contribuendo a quello della Provincia - hanno detto -. Ma l'aumento della somma va a moltiplicare per venti volte la capacità di prestito e dunque il numero delle imprese che possono accedere al servizio». «La Provincia è pronta a raddoppiare presto la cifra e portarla a 200mila euro - ha aggiunto l'assessore al bilancio Antonello Addis -. Di certo c'è da essere soddisfatti perché questo passo rappresenta un'ulteriore dimostrazione come finalmente la Provincia si stia muovendo con le sue gambe, prestando servizi concreti al territorio. Dopo tre anni di sofferenza, il 2009 rappresenta davvero l'anno della svolta».

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UN PACCHETTO completo di servizi alle imprese per difendersi da que... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Prato)" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ARTIGIANATO PRATO pag. 8 UN PACCHETTO completo di servizi alle imprese per difendersi da que... UN PACCHETTO completo di servizi alle imprese per difendersi da questa terribile crisi e agganciare la ripresa dei mercati. È questa l'essenza del programma "S.O.S. Crisi" di Cna Artigianato Pratese: una contrazione dei costi per le imprese su energia, automezzi, carburanti, assicurazioni, telefonia e molti altri prodotti offerti "dai soci Cna per i soci Cna". In sostanza, l'intero sistema della Confederazione è impegnato nel sostenere concretamente le imprese. È stata formata anche un'apposita task force di specialisti al servizio di ogni singolo associato per fornire competenze di alta qualità e assistenza verso mercati, banche e istituzioni, oggi necessari per affrontare meglio questo momento straordinariamente difficile. Le imprese associate alla Cna Artigianato Pratese, tuttavia, hanno palesato una priorità assoluta: un aiuto nel rapporto con le banche, perché restrizione del credito, costo del danaro e mancanza di finanziamenti sono oggi "piaghe" che mettono in difficoltà e tolgono prospettive di ripresa. Nasce così l'operazione "S.O.S. Crisi - Occhio al credito", un ufficio che offre un concreto sostegno alle imprese, affiancandole in ogni genere di trattativa con gli istituti di credito, come - ad esempio la trasformazione del credito a breve in medio e lungo periodo, gli affidamenti e l'assistenza del consorzio Artigiancredito Toscano per prestare le garanzie necessarie per ottenere prestiti, usufruendo anche del sostegno pubblico. La gamma delle competenze messe a disposizione è ampia: analisi dei bilanci dell'azienda e conseguente individuazione dei prodotti bancari più indicati a rispondere alle sue esigenze, consulenza finanziaria e assistenza in tutte le fasi negoziali con gli istituti di credito, come, ad esempio, le richieste di fidi e mutui . Non solo. L'ufficio di "S.O.S. Crisi Occhio al credito" aiuterà le imprese anche in altri ambiti, informandoli su tutte le opportunità in materia di contributi pubblici (Ebret, Camera di Commercio, Provincia, Fondi Europei ecc.) e aiutandoli a predisporre le domande per ottenere fondi e risorse. LA CNA Artigianato Pratese, per facilitare l'accesso a queste opportunità, ha già attivato un numero verde 800-819451 attraverso il quale gli imprenditori potranno ottenere sostegno per risolvere i loro problemi di credito. «Era doveroso intervenire su questo tema afferma Stefano Betti, vicepresidente della Cna poiché i costi dei servizi bancari sono aumentati, mentre la disponibilità degli istituti di credito a erogare finanziamenti e mutui è assai diminuita. Questo è emerso dal nostro recente sondaggio su un campione di oltre 300 imprese. Stando agli istituti bancari che abbiamo incontrato in queste settimane non si sono verificate, fino ad ora, né strette creditizie, né aumenti di oneri bancari. Il nostro impegno, in ogni modo, sarà quello di fare chiarezza con dati precisi e dettagliati». Le parole di Betti sono il segno più evidente che la Cna è decisa a farsi carico di questa necessità di aiuto alle imprese contro la cosiddetta "stretta creditizia".

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Piano anti crisi della Provincia: fidi alle imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-04-2009)

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Prov Gallura Pagina 8037 economia Un accordo con la Cna Piano anti crisi della Provincia: fidi alle imprese Economia. Un accordo con la Cna --> La Provincia tende una mano alle piccole e medie imprese del territorio. L'Ente ha trovato un accordo con la Cna per sollecitare le banche a concedere finanziamenti agli artigiani e agli imprenditori. Non si tratta di una semplice invocazione istituzionale ma una iniziativa concreta portata avanti dall'assessore ai Servizi sociali, Pietro Giorgioni. L'idea è la seguente: l'Ente realizzerà un fondo di 100 mila euro che metterà a disposizione dei Confidi, ovvero consorzi di garanzia collettiva dei fidi che svolgono attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell'accesso ai finanziamenti destinati allo sviluppo delle attività economiche e produttive. I Confidi hanno un rapporto convenzionato con le banche che prevede la moltiplicazione per venti del fondo messo a disposizione. Quindi, i 100 mila euro provinciali diverrebbero immediatamente due milioni di euro, tutti disponibili per le imprese che ne volessero usufruire, ma con un limite massimo: le norme in materia, infatti, prevedono un minimo di 5 mila euro e un massimo di 50 mila per ciascuna attività produttiva. Secondo la Cna, sarebbe possibile trovare finanziamenti bancari per circa 100 imprese, agevolando crediti, in media, di 20 mila euro per azienda. Spiega il segretario Massimo Bonacossa: «Tecnicamente è un intervento di controgaranzia che è in grado di accelerare le pratiche di concessione dei soldi da parte degli istituti di credito. Nello sfortunato caso in cui l'imprenditore non dovesse riuscire a saldare i debiti delle banche, la Confidi si rivolge alla Provincia chiedendo il 50 per cento della copertura dell'eventuale buco. Per accedere a questo progetto, è necessario rivolgersi a Confidi oppure direttamente alla Provincia». Il fondo di 100 mila euro non è ancora pronto, ma lo sarà presto, come spiega il vice presidente Antonio Satta: «Il provvedimento è inserito nel bilancio della Provincia, che sarà presentato in consiglio a brevissimo. Abbiamo già pensato a chi dare la precedenza: alle imprese che in questo momento si trovano in situazioni delicate e ai giovani che vogliono aprire un'azienda». A proposito di bilancio, l'assessore Antonello Addis annuncia: «Sarà il primo anno in cui la Provincia potrà contare veramente su risorse proprie e infatti abbiamo predisposto quasi 10 milioni per investimenti vari. Le risorse sono ancora limitate, se si pensa che abbiamo disponibilità pari a un terzo rispetto al Comune di Olbia, ma i fondi aumenteranno quando la Regione approverà la finanziaria». CLAUDIO CHISU

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(sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere del Veneto" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere del Veneto sezione: ECOVUOTA data: 09/04/2009 - pag: 11 «Cariveneto reagisce alla crisi Due miliardi alle imprese» Panzarini: stiamo facendo il nostro dovere. Utile di 200 milioni «Abbiamo conquistato 8.000 clienti». Il risultato operativo della banca però cala del 6,5% a 330,4 milioni PADOVA La Cassa di risparmio del Veneto licenzia il primo bilancio della sua storia. L'insegna del gruppo Intesa Sanpaolo, che è nata ufficialmente nel settembre scorso ed ha accorpato Cariparo e rete Intesa in tutta la regione fuorché nella provincia di Venezia, ha chiuso il 2008 con un utile netto di 201,2 milioni. Normalizzando il risultato, cioé calcolando a parità di perimetro (gli attuali 555 sportelli) ed escludendo le partite straordinarie come le plusvalenze dalla cessione di filiali per ordine dell'Antitrust, la cifra si attesta a 189 milioni, «in linea comunque con il 2007», afferma il direttore generale Rinaldo Panzarini. Sempre con lo stesso metodo di rilevazione, conti correnti e depositi sono cresciuti del 9,7% raggiungendo i 10 miliardi «con un saldo netto positivo di clienti pari a ottomila unità». L'enfasi è tutta per gli impieghi, vista la diatriba perdurante sulla stretta del credito e i rapporti difficili tra Pmi e gruppi bancari: «Nel 2008 sono cresciuti del 3,1% a 19,6 miliardi. In particolare, i nuovi finanziamenti alle imprese venete hanno quasi raggiunto i due miliardi - sottolinea Panzarini - mentre alle famiglie sono stati erogati 640 milioni, in gran parte nuovi mutui. Questa mi pare una risposta chiara: davanti alla crisi la nostra banca sta facendo il suo dovere». Nei primi mesi del 2009, poi, «è in crescita del 3,5-4% il credito convenzionato, in pratica gli impieghi alle imprese attraverso i consorzi fidi. Anche questo è il segno di una reazione in corso». Cariveneto ha stretto accordi le Camere di commercio di Treviso, Padova e Rovigo, stanziando plafond per 120 milioni, cui si aggiungono altri 40 milioni nell'ambito dell'operazione Neafidi (il consorzio fidi di Confindustria in sei province su sette). La crisi, ovviamente, lascia tracce. Non sulle sofferenze, assicura il dg, «che passano da una quota dello 0,97% del 2007 all'1% dello scorso anno, con uno scarto assai limitato ». Il segno meno però appare sui proventi netti (687 milioni nel 2008, -3%) e sul risultato della gestione operativa (330,4 milioni, -6,5%). Finita la sbornia espansiva, è tempo di difendere il difendibile. E infatti i piani aggressivi di crescita per linee interne (non parliamo poi delle acquisizioni) vengono accantonati. Analogamente a quanto sta avvenendo per Unicredit, anche Cariveneto- Intesa ha in programma una razionalizzazione degli sportelli, con la chiusura di agenzie là dove esistono evidenti sovrapposizioni che sono rimaste anche dopo le cessioni per ordine dell'Antitrust. «Ma questo - avverte Panzarini - non significa che ridurremo il perimetro o il numero di clienti. Le chiusure saranno compensate da un programma di aperture che prevede una decina di sportelli quest'anno e altrettanti nel 2010». Le province più interessate saranno Vicenza, Verona e Treviso. Claudio Trabona

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Bcp: 10 mln alle piccole aziende (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Campania credito.2 Bcp: 10 mln alle piccole aziende Accordo con Impresa Confidi per l'erogazione di prestiti a Torre del Greco Firmato l'accordo tra la Banca di Credito Popolare e l'Impresa Confidi (espressione dell'Ascom) di Torre del Greco per favorire l'accesso al credito alle microimprese dell'area costiera vesuviana in un momento di particolare difficoltà dovuto alla congiuntura economica attuale. Sul piatto ci sono 10 milioni di euro, che l'istituto di credito torrese mette a disposizione per le piccole aziende particolarmente segnate dalla crisi in atto. L'accordo di collaborazione è stato siglato nei giorni scorsi presso la sede centrale dell'istituto bancario, a Palazzo Vallelonga, dal presidente della Banca di Credito Popolare Antonino De Simone, insieme con il direttore generale Manlio D'Aponte, e dal numero uno di Impresa Confidi di Torre del Greco Aniello Reccia. falconio guidoni Accordo tra la Banca di Credito Popolare (Bcp) e Impresa Confidi, consorzio di garanzia fidi di Torre del Greco che fa capo all'Ascom (commercio). Stanziato un plafond di 10 milioni di euro per favorire l'accesso al credito da parte delle piccole imprese dell'area costiera vesuviana, particolarmente segnate dalla crisi in atto. L'intesa è stata siglata nei giorni scorsi, presso la sede centrale dell'istituto bancario a Torre del Greco, dal presidente Antonino De Simone e dal direttore generale Manlio D'Aponte e dal numero uno di Impresa Confidi di Torre del Greco Aniello Reccia. Le risorse disponibili potranno essere utilizzate esclusivamente per il tramite di Impresa Confidi. I prestiti saranno erogati in base alle esigenze finanziarie e ai piani di investimento, assicurando assoluta tempestività di istruttoria. L'iniziativa messa in campo dalla banca evidenzia la volontà della stessa di essere al fianco delle imprese in questo momento di crisi, creando l'opportunità alle stesse di proseguire nel loro cammino, si legge in una nota. L'accordo, in collaborazione con Impresa Confidi, è la riprova, peraltro, che in materia di credito, dopo la drammatica stretta degli ultimi mesi dello scorso anno e dei primi del 2009, i flussi finanziari stanno cominciando a rimettersi in moto. Un processo che fa spazio ad un cauto ottimismo tra gli operatori e che trova, per la sua ripresa, un valido strumento nel Confidi, una leva fondamentale per rimettere in moto il meccanismo, è scritto. "Per la nostra banca - commenta D'Aponte - è la conferma di una vocazione operativa che è intimamente legata allo sviluppo del territorio e del tessuto produttivo locale. E' proprio in questo momento di difficoltà dell'economia reale - prosegue il direttore generale - che le garanzie assumono un ruolo fondamentale per consentire alle imprese, soprattutto a quelle di piccole dimensioni, di accedere al credito bancario e mai come ora i Confidi hanno la possibilità di svolgere un ruolo di spicco nel sostenere le stesse in questa difficile fase economica". "Questo accordo con l'istituto torrese - osserva Reccia - è particolarmente significativo in quanto dimostra che, dalla sinergia tra una solida realtà bancaria, autonoma, legata al territorio, qual è la Bcp, e un Confidi che lo conosce capillarmente, si può arrivare a sostenere lo sviluppo delle imprese locali anche in un momento delicato come quello attuale. Ciò permette di guardare al futuro del territorio con un certo ottimismo". del 09-04-2009 num.

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MARCO ESPOSITO IL BANCO DI NAPOLI RESTA AL 100% NELLE MANI DEL GRUPPO LOMBARDO-PIEMONTESE INTESA ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

MARCO ESPOSITO Il Banco di Napoli resta al 100% nelle mani del gruppo lombardo-piemontese Intesa Sanpaolo. Ma adesso, ed è la prima volta dal 2000, nel consiglio d'amministrazione sono rappresentati in maggioranza esponenti del Sud Italia. È il numero uno del Consiglio gestione di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza, a presentarsi a Napoli per spiegare le novità alla stampa, al sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e al presidente regionale Antonio Bassolino. «Quando abbiamo preso il controllo dell'istituto napoletano - ha detto - ci siamo impegnati in prima persona nella gestione. Sentivo forte la responsabilità di dimostrare che avremmo saputo ridare al Banco la dignità che meritava, anche su spinta del governatore dell'epoca di Bankitalia, Antonio Fazio, contrario alla scomparsa del marchio. Adesso si apre una fase nuova: tocca alla comunità locale riprendere la guida dello storico Banco. A loro dico: non dimenticate che il Banco di Napoli è il fiore all'occhiello di un gruppo che è primo in Italia, terzo in Europa e undicesimo al mondo». Il nuovo consiglio d'amministrazione conta nove componenti. Il presidente è Enzo Giustino, decano degli imprenditori napoletani. Gli altri meridionali sono Giuseppe Castagna (napoletano, responsabile corporate del gruppo), Maria Xenia Marcella D'Oria (pugliese), Mario Mattioli (Napoli), Giovanni Tricchinelli (Calabria) e Giovanni Vietri (Salerno). I nordisti sono il vicepresidente Francesco Micheli, Roberto Firpo e Maurizio Montagnese. Certo, il rapporto tra una banca e un territorio è fatto anche di regole di governance, presenti nelle fondazioni del Nord ma non al Banco di Napoli. «Il problema c'è da tempo - ammette Salza - ma in questa fase spetterà alle persone colmare il vuoto». In particolare tra i nuovi consiglieri c'è Vietri, che è presidente di una piccola fondazione di origine bancaria, la salernitana Sichelgaita. La Fondazione Banco Napoli di Adriano Giannola, invece, non ha più né azioni né rapporti formali con l'azienda di via Toledo. Bassolino e Iervolino sono apparsi molto soddisfatti dopo il colloquio con Salza, con l'ex presidente Vincenzo Pontolillo (che diventerà docente alla Luiss) e con Giustino. In particolare Bassolino ha accarezzato l'idea di dare un ruolo alla città in chiave euromediterranea, creando un asse tra Napoli e l'Egitto, dove il gruppo Intesa Sanpaolo è presente con il Bank of Alexandria, istituto nel quale peraltro c'è Maurizio Barracco tra i consiglieri. «Un istituto radicato come il Banco, con alle spalle un gruppo come Intesa Sanpaolo - ha osservato il nuovo presidente - offre e potrà offrire servizi per il tessuto di piccole imprese del Mezzogiorno. Se la banca fosse autonoma, non avrebbe le stesse possibilità». Tuttavia i problemi nei rapporti con le imprese non mancano, come rileva il direttore generale (confermato) Antonio Nucci, che lancia un'accusa al sistema dei consorzi fidi: «Il nostro obiettivo è sostenere le imprese e i dati ci dicono che nel 2009 siamo in linea con gli anni scorsi. Non c'è una stretta sul credito. Tuttavia al Sud c'è un sistema di Confidi che non funziona. Soltanto in Campania ce ne sono 62. In tale campo il divario con il Nord è netto: qui molti consorzi fidi sembra che stiano in piedi solo per giustificare il ruolo dei consiglieri».

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Banco di Sardegna e Sfirs ascoltati dalla Commissione consiliare Bilancio (sezione: Revoca fidi)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 09-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

SardegnaIndustriale.it - News 9/4/2009 – Banco di Sardegna e Sfirs ascoltati dalla Commissione consiliare Bilancio La diagnosi è certa, la terapia un po’ meno, ma per il presidente del Banco di Sardegna, prof. Farina, è molto utile, per superare una congiuntura particolarmente sfavorevole, adottare procedure che consentano di mettere in campo le risorse finanziarie della Regione sia con aiuti alle fasce più deboli, sia al settore produttivo, a favore del quale i consorzi di garanzia fidi possono esercitare un ruolo importante. Lo ha detto, in audizione, alla Commissione bilancio presieduta dal consigliere Maninchedda. La parola d’ordine è resistere. Tenere in piedi gli impianti produttivi, intervenire sui redditi bassi per conservare, in qualche misura, il potere d’acquisto. La gente è più povera e le banche sono un termometro efficace. Da ottobre dell’anno scorso il ricorso al credito delle famiglie e delle imprese è cresciuto, raggiungendo in alcuni casi livelli di criticità. Per usare una locuzione generica, ma efficace la situazione «si è appesantita». Nell’analisi economica bisogna tenere conto di un dato: il sistema delle aziende è sottocapitalizzato e il calo della domanda rende problematica la stessa sopravvivenza. I consorzi fidi, soprattutto quelli che rispondono ai requisiti richiesti dalla legge bancaria, possono offrire un forte sostegno, trovando accoglienza nelle banche. Bisogna essere comprensivi, ma selettivi, evitando di dare una mano di aiuto ad imprenditori avventurosi, capaci spesso di generare stati d’insolvenza che penalizzano le maestranze. Il sistema bancario stringe la cinghia ed è messo sotto accusa dagli imprenditori. Si segnalano revoche improvvise dei fidi. Il consigliere Diana chiede “più umanità”; ma il presidente del Banco replica che tali azioni non sono prassi, perché oggi esiste una diversa cultura che tende a sostenere l’impresa. I dati della raccolta e degli impieghi (2008) del Banco sono di segno positivo. Più 4,5 per cento la raccolta, più 12,5 gli impieghi. Se non si avesse il riscontro quotidiano della crisi che attanaglia la Regione, sembrerebbero testimoniare una economia in espansione. Il fatto è – ha detto il presidente della Sfirs, Bottazzi – che il peggio deve ancora venire. Come per tutte le cose, di segno buono o cattivo, la Sardegna accumula il ritardo di un paio d’anni. Non si comprende bene dove vadano a finire gli impieghi, considerato che gli investimenti hanno subito un forte rallentamento. Vero è che il costo del danaro è sceso di parecchio ed oggi converrebbe indebitarsi col tasso fisso; ma non sono molte le aziende (o le famiglie) che possono farlo. Un rimedio potrebbe essere la trasformazione dei debiti a breve in debiti a medio e lungo periodo, senza che le aziende debbano sopportarne i costi. In questa direzione potrebbe intervenire quel fondo di “controgaranzia”, previsto in Finanziaria che ha lo scopo di attutire i disagi improvvisi delle gestioni aziendali. Molte imprese potrebbero liberarsi dall’affanno in attesa della ripresa dei mercati. Si potrebbe anche tentare di trovare uno strumento bancario (il problema è stato sollevato dal consigliere Cuccureddu (Misto Mpa) per garantire le imprese sulle somme che enti pubblici o pubblica amministrazione devono erogare e che la burocrazia o particolari situazioni (come lo sforamento del patto di stabilità) ritardano. È il caso dei fornitori di Abbanoa o di imprese che vantano crediti con i Comuni. Il direttore generale del Banco, Oggiano, ha detto di ritenere possibile questo percorso. Quanto alla finanziaria regionale – ha detto Bottazzi –, avrà un ruolo cruciale se concentrerà la propria azione sulle partecipazioni strategiche nel capitale delle aziende. È opportuno, in questa logica di adeguamento ai tempi, che della Sfirs sia rivisto lo statuto. Il presidente Maninchedda ha previsto ulteriori incontri di lavoro per gettare le basi di un rapporto di collaborazione tra sistema del credito e Regione, in previsione del secondo step della Finanziaria, previsto per dopo giugno. Ma nel discorso va inserito anche il ruolo del fisco. La rigidità e la severità di Equitalia trasformano le riscossioni in un sistema aggressivo (definito “selvaggio”) nei confronti delle imprese. L’informatica ha cambiato il mondo, anche su questo versante. Ma in momenti di forte disagio economico certe procedure appaiono ispirate a un’equità solo formale. Sono intervenuti per chiarimenti i consiglieri Diana (PdL), Sabatini (Pd), Lai (PdL), Uras (Prc). Bruno (Pd), Cuccureddu (Mpa).

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