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tARTICOLI 5-6 gennaio 2009 #TOP
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Articoli
Revoca fidi (5)
Aziende e famiglie, subito i soldi
( da "Nuova
Ferrara, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Entro gennaio si prevede di approvare il bilancio della Provincia che immetterà nei consorzi fidi altri 300mila euro. Poi, man mano che diventeranno definitivi i budget dei singoli Comuni (tra febbraio e marzo), arriveranno altri 550mila euro dei quali 250mila solo di Ferrara. In questa maniera il flusso di denari freschi non dovrebbe mai interrompersi.
Quindici
domande per capire la nostra situazione
( da "Sole
24 Ore, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
bancario
continuamente in rosso
nessuno
vuole fare il commerciante ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: visto che hanno in piedi fidi bancari che sarebbero costretti a restituire. Va anche sottolineato, però, che casi del genere non nascono solo oggi, è diverso tempo ormai che c'è una situazione molto critica». Anche se preferisce evitare catastrofismi e cercare di guardare comunque con fiducia al futuro, Traini ammette che il 2008 è stato un anno decisamente pesante per la categoria,
PERUGIA
- Le banche non potevano più soddisfare le richieste economiche, così un
artigiano... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Come non fidarsi di uno che ti porta 1.500 euro in contanti il giorno dopo? Certo, la cosa dovrebbe "puzzare" quando ti chiedono un assegno da 2.300 euro, come garanzia. Bisognerebbe poi diffidare quando la seconda metà della somma te la porta l'amico, in compagnia di due amici napoletani.
COSENZA/PROVINCIA:
CONFRONTO PER CREAZIONE BANCA GARANZIA (2).
( da "Asca"
del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Fidi. Riteniamo importante il ruolo che hanno svolto i Confidi sino ad oggi, tanto che la Provincia di Cosenza (credo tra le poche istituzioni in Italia) ha, a partire dal Bilancio 2005, istituito fondi a sostegno del sistema fino ad arrivare nel Bilancio 2008 ad 1 milione e 200 mila Euro per sostenere il sistema delle piccole e medie imprese in una situazione nella quale la difficolta'
( da "Nuova Ferrara, La" del 05-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Altri interventi in
aggiunta a enti locali e Camera commercio Aziende e famiglie, subito i soldi Con
le due Fondazioni bancarie e la Regione ecco 2 milioni Dall'Acqua (Provincia)
rafforza il coordinamento delle misure per arginare gli effetti della crisi Tre
fronti sono aperti nel tentativo di arginare le conseguenze della crisi
economica. Il primo è rivolto alle imprese in difficoltà con l'accesso al
credito, e grazie alla tempestività della Camera di commercio è operativo
dall'inizio dell'anno. Il secondo fronte, i lavoratori a rischio privi di
ammortizzatori sociali, è stato aperto già a fine 2008 con il coinvolgimenti
delle due Fondazioni bancarie. Avrà bisogno di qualche settimana in più il
sostegno alle famiglie povere. «In certi casi interveniamo direttamente, in
tutti coordiniamo» dice il presidente Pier Giorgio Dall'Acqua. Difficile
quantificare la portata complessiva degli interventi, ma il plafond supererà
agevolmente i 2 milioni di euro. «Abbiamo trovato disponibilità da parte di
tutti, in particolare Camera di commercio e Fondazioni bancarie» vuole
premettere il presidente della Provincia. IMPRESE. E' il fronte più avanzato
d'intervento locale, a tre mesi dall'esplosione della crisi. Non è un caso, in
quanto proprio le aziende a partire da quelle industriali hanno subìto per
prime l'urto della congiuntura imbizzarrita. «Non abbiamo bisogno di convocare
un tavolo di emergenza, perchè ci siamo mossi già ad ottobre» fa presente
Dall'Acqua dopo aver letto delle fresche iniziative del sindaco di Bologna,
Sergio Cofferati. Il "G8" ferrarese, cioè la Consulta dell'economia e
del lavoro alla quale hanno partecipato le forze economiche, sociali e
istituzionali del territorio, ha deciso di puntare tutto sul potenziamento dei
Confidi per aiutare le aziende contro la stretta creditizia «che esiste, più di
quanto non si dica in giro» sottolinea il numero uno del Castello. La
flessibilità del suo bilancio ha consentito alla Camera di commercio di mettere
a disposizione 500mila euro in più rispetto agli anni scorsi per garantire i
prestiti alle imprese, già dai primi dell'anno. Entro
gennaio si prevede di approvare il bilancio della Provincia che immetterà nei
consorzi fidi altri 300mila euro. Poi, man mano che diventeranno definitivi i
budget dei singoli Comuni (tra febbraio e marzo), arriveranno altri 550mila
euro dei quali 250mila solo di Ferrara. In questa maniera il flusso di denari
freschi non dovrebbe mai interrompersi. LAVORATORI IN CRISI. Il milione
e passa di ore di cassa integrazione nel 2008 si traduce in drastico
abbattimento del reddito per migliaia di lavoratori. L'assegno di Cig ordinaria
viene erogato senza ritardi, in quanto anticipato dall'azienda, mentre passano
mesi prima di vedere i soldi della Cassa integrazione straordinaria, in quanto
l'Inps deve attendere il sì del ministero. E nelle prossime settimane, quando
gli strumenti congiunturali saranno esauriti e gli ordini non ripartiranno, c'è
rischio di una corsa alla Cigs... «Ci stiamo preparando per applicare il
modello Romagna Ruote e Bbs, dove è stato possibile anticipare l'assegno di
Cassa integrazione straordinaria. Le Fondazione Carife e Caricento si sono già
dette disponibili» sottolinea Dall'Acqua. C'è poi il problema dei lavoratori
non coperti da ammortizzatori sociali, cioè dipendenti di aziende artigiane e
commerciali, e tutti i precari: «La Regione sta mettendo a disposizione una quota
aggiuntiva del Fondo sociale europeo per aiutarli, siamo in contatto continuo e
a giorni si saprà di più sugli importi» si spiega in Castello. FAMIGLIE. Sono i
Comuni a conoscere meglio le situazioni familiari destinate a peggiorare con la
crisi. Saranno quindi loro, è la scelta della Provincia, a indicare le priorità
e le tipologie d'intervento (aiuti per studenti poveri, interventi diretti
sulle famiglie, accesso facilitato agli alloggi). Lo strumento è stato
individuato nei Piani sociali di zona, che nei tre distretti in cui è divisa
l'Asl saranno «prioritariamente» usati per questo scopo. Tradotto in risorse si
tratta di 250mila euro, ai quali la Provincia aggiungerà «gran parte» dei
90mila euro indicati in bilancio per interventi sociali. Anche le due
Fondazioni bancarie, informa Dall'Acqua, hanno accettato di entrare in questo
campo, con interventi mirati in aggiunta a quelli del Comune. TEMPI. «In questi
giorni faremo lo stato di avanzamento degli interventi, anzitutto con le due
Fondazioni bancarie e poi con i singoli Comuni. Non ci metteremo molto perchè
abbiamo trovato tanta disponibilità e la crisi non aspetta» è l'impegno
conclusivo di Dall'Acqua. Non sarà necessaria la spinta della campagna
elettorale per vedere i primi soldi arrivare a destinazione, è quindi la
promessa del Castello.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: RISPARMIO E FAMIGLIA data: 2009-01-04 - pag: 21 autore: LA PROVA
Quindici domande per capire la nostra situazione LiberidaiDebiti®, la prima
debt agency italiana, aiuta i consumatori a capire meglio la loro situazione
finanziaria Rispondere con un "sì" o con un "no" alle
seguenti domande: 1 Non ho un conto di risparmio per le emergenze 2 Se perdessi
il lavoro avrei meno di sei mesi di autonomia
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Mancano imprenditori
desiderosi di aprire un'attività. Oggi il mercato è fermo anche perché ci sono
pochi soldi e le banche si muovono con cautela Nessuno vuole fare il commerciante
In città cresce ogni giorno il numero di negozi chiusi sulle cui vetrine
campeggiano le scritte "vendesi" o "affittasi" Il
presidente dell'Ascom, Traini: «Molti lavorano in perdita per evitare il
fallimento» Nessuno più vuol fare il commerciante. Mentre, a Gorizia, cresce
ogni giorno di più il numero di negozi chiusi, sulle cui vetrine compaiono i
classici cartelli "vendesi" o "affittasi", crolla la
richiesta di aprire nuove attività o quella di subentrare a quelle già esistenti.
«Il 2008 è stato un anno molto difficile per il commercio locale - conferma il
presidente dell'Ascom, Pio Traini - e molti operatori hanno addirittura
lavorato in perdita, visto che i costi fissi sono aumentati a fronte di un calo
dei consumi e di una diminuzione dei margini di guadagno». Ma c'è anche chi sta
addirittura peggio e non solo lavora in perdita ma, addirittura, non può
permettersi di lasciare l'attività». «È vero - rimarca Traini - ci sono
negozianti che non chiudono solo perché facendolo fallirebbero, visto che hanno in piedi fidi bancari che sarebbero costretti a
restituire. Va anche sottolineato, però, che casi del genere non nascono solo
oggi, è diverso tempo ormai che c'è una situazione molto critica». Anche se
preferisce evitare catastrofismi e cercare di guardare comunque con fiducia al
futuro, Traini ammette che il 2008 è stato un anno decisamente pesante per la
categoria, anche sotto l'aspetto occupazionale. «A parte il fatto che
nel solo settore benzina hanno perso il lavoro almeno una trentina di persone -
riferisce -, se prendiamo in considerazione l'intero comparto commerciale, la
chiusura di una serie di negozi, alcuni anche con più dipendenti, hanno
provocato la perdita di ulteriori posti. Rimangono in piedi negozi a gestione
familiare, ma anche in questo caso con molta difficoltà, oppure punti vendita
particolari, che hanno poca concorrenza. Speriamo che con le vendite
prenatalizie e i saldi di questi giorni il settore riesca a riprendere fiato».
Al di la della crisi, il dato nuovo è che mancano proprio nuovi imprenditori,
come in passato, desiderosi, comunque, di aprire un'attività. «È vero, il
mercato è oggi praticamente fermo, anche oltre il dovuto - sottolinea Traini -
perché ritengo che chi ha iniziativa e passione comunque riesce a sopravvivere
bene anche in situazioni come quella attuale. Il fatto è che ci sono pochi
soldi, anche per avviare una nuova attività e le banche, francamente, non è che
aiutino molto. Capisco che con quello che è accaduto ci sia una certa prudenza
a prestare denaro, ma mi sembra che ci sia qualche esagerazione. È chiaro,
quindi, che se non ci sono risorse non si aprono negozi e, quindi, gli spazi
rimangono vuoti». Peraltro, circolavano voci insistenti, nell'ultimo periodo
dell'anno, che stesse per chiudere anche uno dei negozi di abbigliamento più
conosciuti di corso Verdi, invece, sembra che il gruppo proprietario ci stia
ripensando. «È vero, anche a noi risultava che stesse per chiudere questo
negozio - conferma Traini -, ma sembra che non sarà così. Se dovesse rimanere
aperto sarebbe certo un segnale positivo per la città e per questo comparto in
sofferenza. Dobbiamo cercare comunque di guardare avanti, sperando che, fin
dall'inizio del 2009, si comincino ad avvertire gli effetti degli interventi
anti-crisi e delle nuove situazioni, dal crollo del prezzo del petrolio
all'abbassamento del costo del denaro, ridando un po' di fiato anche al settore
commerciale». Patrizia Artico
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Martedì 06 Gennaio
2009 Chiudi PERUGIA - Le banche non potevano più soddisfare le richieste
economiche, così un artigiano perugino si era rivolto ad un amico. Il quale non
era quello che credeva. Ma in genere nelle storie di usura è sempre così: il
volto che si presenta è quello amichevole, di chi può aiutarti senza chiederti
nulla in cambio. Poi si finisce nell'incubo dell'usura. Ed è quello che ha
denunciato l'artigiano perugino, costretto a firmare assegni con importi ben
più alti della cifra che aveva ottenuto in prestito, a sentirsi minacciato e a
subire un furto sotto gli occhi, senza poter fare nulla. Tranne poi costituirsi
parte civile in tribunale, assistito dall'avvocato Vincenzo Rossi, nel
procedimento a carico di tre persone, un perugino e due napoletani. Per i
giudici del collegio, però, i tre sarebbero responsabili solo della rapina e
della minacce (per questo sono stati condannati a 4 anni e 6 mesi ciascuno,
all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, 1.200 euro di multa e al
pagamento di una provvisionale di 3 mila euro come risarcimento danni). Per
quanto riguarda l'usura, invece, i giudici hanno ritenuto che mancassero i
presupposti per procedere, in mancanza di riscontri bancari che attestassero il
passaggio di denaro da una mano all'altra. L'artigiano, secondo la
ricostruzione in denuncia, aveva bisogno di soldi e si era rivolto a più di un
istituto bancario; ma aveva sempre ricevuto un rifiuto
in conseguenza di alcune finanziamenti già aperti e con qualche problema nella
restituzione della somma. Nel momento del bisogno, quindi, era apparso un amico
che si era offerto di prestargli quanto gli serviva. Neanche una somma
eccezionale, d'altronde: appena 3 mila euro. Come non
fidarsi di uno che ti porta 1.500 euro in contanti il giorno dopo? Certo, la
cosa dovrebbe "puzzare" quando ti chiedono un assegno da 2.300 euro,
come garanzia. Bisognerebbe poi diffidare quando la seconda metà della somma te
la porta l'amico, in compagnia di due amici napoletani. Anche in questo
caso con la richiesta di un titolo bancario da 2.300
euro, salvo poi non corrispondere i
( da "Asca" del 06-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
COSENZA/PROVINCIA:
CONFRONTO PER CREAZIONE BANCA GARANZIA (2) (ASCA) - Cosenza, 6 gen - ''Abbiamo
convocato i rappresentanti dei Confidi - rende noto il Presidente Oliverio al termine
della riunione - per sottoporre alla loro attenzione e valutazione la proposta
che la Provincia e la Camera di Commercio intendono mettere in campo per
costituire una Banca di Garanzia Collettiva dei Fidi.
Riteniamo importante il ruolo che hanno svolto i Confidi sino ad oggi, tanto
che la Provincia di Cosenza (credo tra le poche istituzioni in Italia) ha, a
partire dal Bilancio 2005, istituito fondi a sostegno del sistema fino ad
arrivare nel Bilancio 2008 ad 1 milione e 200 mila Euro per sostenere il
sistema delle piccole e medie imprese in una situazione nella quale la
difficolta' di accesso al credito resta fondamentale da affrontare,
soprattutto nel Mezzogiorno ed in Calabria. Da qui l'aver voluto destinare
risorse in questa direzione.'' '' Con le modifiche della normativa, in seguito
agli orientamenti di Basilea 2- continua il Presidente della Provincia- e'
necessario dotarsi di un nuovo e piu' efficace strumento di garanzia per
l'accesso al credito: la Banca di Garanzia Collettiva dei Fidi. Ancor piu' in
una realta' come la nostra si impone un adeguamento ed un salto di qualita', al
fine di evitare contraccolpi ulteriormente negativi che sarebbero drammatici,
considerata la grave crisi che impatta sull'economia e sul sistema delle
imprese''. '' Riteniamo per questo importante- fa ancora presente il Presidente
Oliverio- dare vita ad uno strumento quale la Banca di Garanzia e nella
riunione di oggi abbiamo sollecitato i Confidi ad assumere senza esitazione la
linea della unificazione e della scelta di stare dentro questo progetto.
Consideriamo infatti l'esperienza e la base sociale dei Confidi un patrimonio
importante ed una concreta realta' dalla quale partire per accelerare il
percorso della costituzione della Banca di Garanzia. Essa infatti non nasce in
contrapposizione ai Confidi, ne' tanto meno per vanificarne l'esperienza. La
Banca di Garanzia deve costituirne semmai lo sviluppo in adeguamento alle nuove
normative (Basilea 2), in materia di accesso al credito''. La riunione e' stata
importante per verificare una piena consapevolezza su questo terreno dei
rappresentanti dei Confidi ed anche una loro disponibilita' a muovere in tale
direzione. Ancora per discutere sull'avvio dell'importante iniziativa di
realizzazione del nuovo strumento di garanzia sono previsti in Provincia
incontri nei prossimi giorni con le Associazioni di Categoria e con gli
istituti bancari che operano sul territorio, mentre e' fissata per Venerdi' 9
Gennaio prossimo, alle ore 11,00 una Conferenza Stampa congiunta dei Presidenti
Oliverio e Gaglioti sull'argomento, presso la Camera di Commercio di Cosenza.
red/dnp/alf (Asca)