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tARTICOLI DEL 5-6 dicembre 2008#TOP
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Articoli
Revoca fidi (13)
speedy dà un colpo alla burocrazia
( da "Tirreno,
Il" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: per le eventuali necessità di ricorrere al credito bancario. è questo l'obiettivo di "Speedy", il prodotto creato dalla collaborazione fra Banca di Pistoia, Confcommercio e Centro Fidi Terziario, il braccio finanziario dell'associazione di categoria dei commercianti, per ridare slancio a particolari settori dell'economia, che vivono oggi momenti di stagnazione.
finsardegna
e cna a porto san paolo, si parla di imprese e di accesso al credito
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Fidi Finsardegna e della Cna della Gallura. «In considerazione del periodo di forte criticità vissuto dal tessuto economico del nostro territorio, della situazione di crisi dei mercati e del restringimento del sistema bancario negli interventi a sostegno delle imprese - spiega l'assessore Elio Decandia - abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro con gli operatori per diffondere
Il
sostegno alle imprese con Ascom-Fidi regionale
( da "Nuova
Ferrara, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Fidi regionale» Il presidente Minghini: fondi per 1,2 milioni alle ditte argentane ARGENTA. Con un leggero anticipo, Davide Minghini, presidente dell'Ascom di Argenta - già primo imprenditore argentano firmatario quale socio fondatore della cooperativa di garanzia Ascom-Fidi dell'Emilia Romagna - traccia un consuntivo dell'
Imprese
edili a corto di credito ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: è necessario un sostegno maggiore ai consorzi fidi e alle banche locali, soprattutto quelle di credito cooperativo, che meglio conoscono la storicità delle imprese nel territorio». Non ultimo il capitolo appalti. «Gli investimenti pubblici vanno sbloccati», conclude Meloni, «così come i pagamenti per le opere pubbliche».
Confidi,
35 mln per le pmi ( da "MF Sicilia"
del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: consorzi fidi. Tradotto, vuol dire che per le imprese siciliane sta arrivando una boccata di ossigeno da 35 milioni di euro che, in questo momento di crisi internazionale, servono come il pane. In particolare, il provvedimento prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per l'abbattimento degli interessi per i crediti erogati fino al 2006 attraverso le garanzie dei Consorzi fidi,
Bcc
di Aquara, sostegno alle Pmi ( da "Denaro, Il"
del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: istituto bancario delibera il rinnovo di fidi per oltre 2 milioni di euro Dalla Bcc di Aquara arrivano quattro milioni di euro alle piccole imprese locali. Nel corso dell'ultima seduta, il consiglio d'amministrazione della Banca di credito cooperativo ha deliberato il rinnovo di 110 fidi per cassa, per l'ammontare di 2.
Variazione
record da tre milioni: le opposizioni danno battaglia
( da "Settegiorni
(Bollate)" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: incrementare il fido bancario concesso in sede di approvazione del bilancio preventivo da due a cinque milioni di euro. Subito dai banchi dell'opposizione è stata espressa una pregiudiziale. «La variazione in oggetto - ha dichiarato il capogruppo di Alleanza nazionale Matteo Cormio - è fatta al solo fine di provvedere al pagamento arretrato delle competenze maturate dalla Servizi comunali,
Prestiti
anche per pagare le tredicesime ( da "Stampa, La"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: struttura di intermediazione tra istituti bancari e imprese. «Un tempo la maggior parte dei fidi serviva per far fronte a investimenti nella ristrutturazione o per l'acquisto di locali - spiega Luca Chiapella, vice presidente della cooperativa fidi Cts (commercio, turismo e servizi) -, stiamo ora registrando, invece, un aumento anche di chi chiede un prestito per carenza di liquidità,
I
conti dormienti valgono 800 mln ( da "Italia Oggi"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: truffati e in questo caso agli obbligazionisti che si sono fidati dello slittamento del rimborso obbligazionario? O ci sarà il solito assalto alla diligenza su del denaro che una volta individuato dovrà accontentare pochi e scontentare molti? L'arduo compito spetta al ministro dell'economia Giulio Tremonti, che, in quest'ottica, si è già dimostrato granitico nel blindare la Finanziaria.
banchieri,
spalloni e imprenditori la rotta del riciclaggio per lugano - salvo palazzolo
( da "Repubblica,
La" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidata di corrieri specializzati, la Numisart di Lugano: avrebbero preso in consegna i soldi a Milano, per sistemarli, nel giro di poche ore, su un conto cifrato in Svizzera. Prezzo del servizio, l´uno per cento della somma da trasferire. Il 28 aprile 2006, una microspia della Guardia di finanza sorprese Paolo Sgroi che parlava col fratello Salvatore di un articolo uscito su Repubblica:
Economia,
dalla crisi allo sviluppo ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: imprenditrici e ha raddoppiato le possibilità di accesso ai Consorzi Fidi. Stiamo anche elaborando forme di finanziamento fino a 50-60 milioni di euro volti a incentivare il lavoro autonomo delle donne e a garantire una rete di sostegno per i prossimi 12 mesi, a partire dall?inizio del 2009». Il quadro normativo di riferimento, come ha ricordato Angela Maldina, rappresentante Abi all?
CHIETI
- Gli imprenditori abruzzesi chiedono ai candidati alla presidenza della
Regione impegni prec... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: trentina di milioni di euro messi a disposizione dei Consorzi Fidi per agevolare l'accesso al credito e sviluppare investimenti per 400 milioni. Per Costantini, inoltre, ai Comuni che non evadono le istanze la Regione manderà un commissario ad acta. Chiodi denuncia lo sforamento del patto di stabilità alla Regione e la possibilità di non aver un esercizio finanziario fisiologico,
CRISI:
LA RISPOSTA DELLE REGIONI. TUTTE LE MISURE (8).
( da "Asca"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Fidi tra le piccole e medie imprese del settore secondario del veneto'' (DGR del 14 ottobre 2008); 1,2 milioni di euro per rifinanziare la. L.R. 18 gennaio 1999, n, 1 '' Interventi regionali per agevolare l'accesso al credito nel settore commercio'', specificatamente ai ''Contributi alla cooperazione e consorzi di garanzia del settore commercio'
( da "Tirreno,
Il" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 9 - Montecatini Speedy dà un
colpo alla burocrazia Accordo tra Banca di Pistoia e Confcommercio per l'accesso
al credito Morandi: «La crisi è difficile ma si devono tenere i nervi saldi
L'accordo aiuterà le imprese» PISTOIA. Fornire un percorso privilegiato alle
piccole e medie imprese dei settori produttivi e commerciali, nonché ai
professionisti, per le eventuali necessità di ricorrere al
credito bancario. è questo l'obiettivo di "Speedy", il prodotto creato
dalla collaborazione fra Banca di Pistoia, Confcommercio e Centro Fidi
Terziario, il braccio finanziario dell'associazione di categoria dei commercianti,
per ridare slancio a particolari settori dell'economia, che vivono oggi momenti
di stagnazione. Sulle caratteristiche del prodotto, c'è da dire che
l'importo massimo finanziabile per ogni singola azienda è di 150.000 euro; la
Banca di Pistoia, per il momento, mette a disposizione un plafond di tre
milioni di euro e la scadenza per richiedere "Speedy" è fissata per
il prossimo 30 giugno, con possibilità di proroga. La durata massima del
finanziamento è di 84 mesi, con il rimborso sottoforma di mutuo chirografario,
cioè senza garanzie reali e quindi sono escluse ipoteche su beni, attraverso
rate mensili. Le condizioni, invece, si suddividono in tre fasce di rischio,
con un tasso Euribor che va dal 1% al 1,9%. «è il primo intervento concreto -
afferma il presidente della Banca di Pistoia, Piergiorgio Caselli - da quando è
scoppiato il marasma di questi ultimi giorni. Abbiamo preso contatti con tutte
le associazioni e la prima risposta è arrivata proprio dalla Confcommercio. è
la Banca che mette a disposizione le somme, con il vantaggio di ridurre al
massimo i tempi delle procedure, rispetto a quanto succede normalmente. Al
nostro istituto, di fatto, arriva la richiesta già istruita e la banca la
valuta. Quello che vogliamo lanciare, quindi, è un messaggio di speranza per
poter uscire da questa crisi, convinti che Pistoia possa diventare anche un
traino della ripresa a livello generale». La maggiore innovazione è quella di
creare tempi di risposta velocissimi, al massimo una settimana, sulla richiesta
di finanziamenti, perché l'azienda che ne richiede l'uso può rivolgersi
direttamente al Centro Fidi che svolgerà tutta la pratica istruttoria, prima di
passarla poi direttamente alla banca che dovrà dare la sua approvazione. Tutto
questo è stato reso possibile grazie alla sinergia informatica a livello di
software fra i due enti. In pratica, già da oggi, chi è interessato a questo
prodotto può farne richiesta al Centro Fidi della Confcommercio ed, inoltre, è
il primo caso a livello nazionale che una struttura esterna alla banca realizza
completamente tutta la fase di istruttoria. «In un momento come questo -
afferma Stefano Morandi, presidente Confcommercio Pistoia e, da poco, nominato
anche a capo dello stesso Centro Fidi per l'area della Toscana, Umbria e alto Lazio
- il compito principale della nostra associazione deve essere quello di
rimanere vicino alle imprese e "Speedy" va proprio a loro vantaggio
perché, come dice il nome, ci vuole rapidità di erogazione per i finanziamenti.
è una crisi difficile ma bisogna mantenere i nervi saldi e il contributo che la
Banca di Pistoia dà a questo momento è davvero importante e rilevante, anche
per la sinergia che si è costruita in un tempo brevissimo». Saverio Melegari
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 4 - Gallura Finsardegna e
Cna a Porto San Paolo, si parla di imprese e di accesso al credito PORTO SAN
PAOLO. I problemi finanziari delle imprese e le opportunità di accesso al
credito saranno al centro di un incontro in programma domani per iniziativa del
Comune. L'appuntamento è alle 10, nei locali della delegazione comunale, in
viale Pietro Nenni. Parteciperanno i dirigenti del Consorzio regionale Fidi Finsardegna e della Cna della Gallura. «In considerazione
del periodo di forte criticità vissuto dal tessuto economico del nostro
territorio, della situazione di crisi dei mercati e del restringimento del
sistema bancario negli interventi a sostegno delle imprese - spiega l'assessore
Elio Decandia - abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro con gli
operatori per diffondere informazioni utili sugli strumenti a
disposizione del mondo imprenditoriale per poter meglio fronteggiare le
difficoltà esistenti». «Per le imprese già avviate e per quelle da avviare -
prosegue Dcandia - la conoscenza di ulteriori opportunità che consentano di
individuare il percorso ideale per ottenere il credito necessario, può essere
di grande aiuto, soprattutto in questo momento dove a dominare è la regola che
solo coloro che hanno capacità di reddito, hanno capacità di credito».
L'assemblea è quindi aperta a imprenditori, operatori economici, consulenti e a
tutti coloro che sono interessati a conoscere gli strumenti finanziari offerti
dal Consorzio regionale Fidi Finsardegna. (t.s.)
( da "Nuova
Ferrara, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
«Il sostegno alle imprese con
Ascom-Fidi regionale» Il presidente Minghini: fondi per 1,2
milioni alle ditte argentane ARGENTA. Con un leggero anticipo, Davide Minghini,
presidente dell'Ascom di Argenta - già primo imprenditore argentano firmatario
quale socio fondatore della cooperativa di garanzia Ascom-Fidi dell'Emilia
Romagna - traccia un consuntivo dell'operatività di questa impresa
collettiva. «Spesso noi rappresentanti a puro titolo volontaristico - scrive in
una nota Minghini - ci chiediamo cosa poter fare per essere più vicini ai
nostri colleghi imprenditori. In tal senso Ascom-Fidi Emilia Romagna nasce
nell'alveo del sistema associativo dei Confidi e svolge una importante funzione
di sostegno alle imprese, a garanzia dello sviluppo delle stesse, costituendo,
sin dal momento in cui ha iniziato ad operare, fondi rischi a base mutualistica,
utilizzati per facilitare l'accesso al credito da parte delle imprese. Con ciò
contribuendo allo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale».
«Complessivamente per il Comune di Argenta - anticipa Minghini - risultano
iscritti a libro soci 50 imprese, fra le quali, come Ascom Argenta siamo
estremamente grati a coloro che si sono fatti carico della fondazione. Penso ad
esempio a Ilario Capelli, Flavio Cesari, Alessandro Draperis, Mauro Finardi,
Tonino Natali, Alberto Polmonari, Maurizio Rinaldi e Bruno Sala. Ora in un
momento di difficoltà del settore bancario, rilanciamo
un appello all'amministrazione comunale ed al sistema bancario
locale per contrastare la crisi in atto e per rilanciare la crescita
economica». Minghini, entrando nel merito del bilancio, guarda con un certo
ottimismo e fiducia al futuro perchè, per le aziende argentane possiamo
asserire, con enorme soddisfazione, che sono state deliberate, nel corso del
2008, operazioni di finanziamento per un importo complessivo pari a
1.267.000,00 euro. «Finanziamenti - conclude - legati all'acquisto o al rinnovo
delle attrezzature aziendali, per le spese d'impianto e consulenza, avvio di
azioni promozionali, ristrutturazioni ed acquisto di muri a destinazione
commerciale». (g.c.)
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Economia Pagina
( da "MF
Sicilia" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
MF Sicilia Numero 242
pag. 1 del 5/12/2008 | Indietro Confidi, 35 mln per le pmi
Di Emanuela Rotondo L'ok di sala d'ercole alla legge a sostegno dei consorzi di
garanzia In arrivo 20 mln per l'abbattimento degli interessi per i crediti
erogati fino al 2006 Altri 15 mln per il fondo rischi. Secondo l'assessore
regionale Cimino, così migliorerà il rapporto tra banche e imprese. Il sospiro
di sollievo delle associazioni di categoria Alla fine Sala d'Ercole ha detto sì.
Poco prima di mezzanotte di mercoledì scorso, il Parlamento siciliano ha fatto
il miracolo: far diventare legge il ddl 259 sulle iniziative a sostegno dei consorzi fidi. Tradotto, vuol dire che per le imprese siciliane
sta arrivando una boccata di ossigeno da 35 milioni di euro che, in questo
momento di crisi internazionale, servono come il pane. In particolare, il
provvedimento prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per l'abbattimento
degli interessi per i crediti erogati fino al 2006 attraverso le garanzie dei
Consorzi fidi, ai quali si aggiungono circa 15 milioni per i fondi
rischi dei consorzi. Il via libera alla legge era molto atteso da tutte le
associazioni di categoria. Tant'è che poco meno di un mese fa i vertici
regionali di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Casartigiani, Claii,
Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confcooperative e Legacoop si sono seduti
attorno a uno stesso tavolo per parlare della crisi economica siciliana e, allo
stesso tempo, per rivolgere un appello all'Ars affinché approvasse in tempi
brevi il ddl sui Consorzi fidi. Il sì era atteso già per lo scorso 25 novembre.
Poi un rinvio dopo l'altro che ha fatto salire l'apprensione in chi sperava in
un esito positivo. E, infine, l'approvazione all'unanimità. Un sospiro di sollievo
da parte delle associazioni di categoria e una valanga di dichiarazioni sulla
legge. A partire da Mario Filippello, segretario generale di Cna Sicilia
(Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa),
nonché presidente di Assoconfidi Sicilia, che è stato il primo a commentare la
notizia: «Finalmente il parlamento ha mosso un passo nella direzione
dell'artigianato e della piccola e media impresa siciliana, approvando un
provvedimento urgente e necessario». «Si tratta di un punto di partenza», ha
precisato Filippello. Che ha aggiunto: «è necessario che la Regione capisca
finalmente che, se si vuole concretamente sostenere le imprese e l'economia
siciliana, è importante puntare sul sistema dei consorzi fidi». «L'approvazione
di questa legge va anche in direzione della legalità: aiutare l'accesso al
credito vuol dire togliere potere a estortori e usurai», dice Giuseppe Pace,
presidente dell'Unione delle camere di commercio di Sicilia, che racchiude un
esercito di 400 mila imprese. «L'obiettivo della legge», spiega Michele Cimino,
assessore regionale al bilancio e alle finanze, «è stato quello di rifinanziare
i Confidi con validi strumenti in considerazione della grave crisi
internazionale, partendo dal presupposto che essi rappresentano strumenti di
politica economica a sostegno delle micro, piccole e medie imprese». «Questo
provvedimento», ha proseguito Cimino, «può e deve migliorare il rapporto tra le
piccole e medie imprese, socie o consorziate, e il sistema bancario
in termini di concessione di finanziamenti e condizioni praticate, quali i
tassi, gli oneri accessori, le garanzie richieste. La funzione primaria dei
Confidi è, quindi, l'agevolazione dell'accesso al credito, in condizioni più
favorevoli rispetto a quelle che le stesse pmi avrebbero ottenuto
singolarmente». «L'opposizione», dichiara Antonello Cracolici, presidente del
gruppo Pd all'Ars, «è rimasta in aula: è stato un passaggio di responsabilità
nei confronti della Sicilia». Dello stesso parere il suo collega di partito, Camillo
Oddo, vicepresidente dell'Ars: «Abbiamo dato un contributo decisivo,
raccogliendo le indicazioni di imprenditori e artigiani, e traducendole in
provvedimenti di legge». Oddo guarda avanti. «Lo stesso metodo dovremo ora
applicarlo alla finanziaria, che deve contenere norme in grado di sostenere
strutturalmente l'economia e le imprese siciliane». (riproduzione riservata)
Cimino Ars Consorzi Sala Confidi Ercole
( da "Denaro,
Il" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Salerno credito Bcc di Aquara,
sostegno alle Pmi L'istituto bancario delibera
il rinnovo di fidi per oltre 2 milioni di euro Dalla Bcc di Aquara arrivano quattro
milioni di euro alle piccole imprese locali. Nel corso dell'ultima seduta, il
consiglio d'amministrazione della Banca di credito cooperativo ha deliberato il
rinnovo di 110 fidi per cassa, per l'ammontare di 2.096.993 euro (per un
importo di medio di circa 19.000 euro per fido), e la concessione di 53 nuovi
fidi per cassa, pari a 1.912.785 euro (per un importo di medio di circa 36mila
euro per fido). Basilio Puot Nel complesso, si tratta di un'operazione di circa
quattro milioni che vede come rime beneficiarie le piccole e medie imprese
operanti nell'area di competenza della banca, che va dalla Valle del Calore,
alla Piana del Sele, agli Alburni, al comprensorio del Sele-Tanagro. "Di
recente", sostiene Antonio Marino, direttore della Bcc di Aquara, "ci
siamo fatti promotori di un protocollo d'intesa per rendere più agevole
l'accesso al credito alla pmi dell'area Sud della provincia di Salerno.
Coinvolgendo Camera di commercio e associazioni di categoria, abbiamo voluto
stipulare un 'patto anti crisi', sottolineando l'importanza di tenere aperti i
rubinetti del credito in una fase in cui imprese e famiglie hanno, più che mai,
bisogno di sostegno. Ora, come è nostra abitudine, passiamo dalla parole ai
fatti, immettendo liquidità per quattro milioni di euro dentro i circuiti
dell'economia locale". L'iniziativa della Bcc va nella direzione di una
più generale mobilitazione del credito cooperativo a favore di famiglie e
imprese di tutta Italia. "Qualche giorno fa", spiega Marino, "il
presidente di Federcasse Alessandro Azzi ha annunciato che nel 2009 le 440
banche di credito cooperativo e casse rurali italiane confermeranno crediti a
famiglie e imprese per 110 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno
ulteriori 15 miliardi, che Bcc e Cra destineranno all'ampliamento delle linee
di credito attuali e all'apertura di nuove. Ogni iniziativa della nostra banca
è sempre perfettamente armonizzata con il sistema nazionale del credito
cooperativo, di cui siamo orgogliosi di essere parte". Intanto, è stata
inaugurata la nuova sede della filiale di Eboli-Santa Cecilia della Bcc di
Aquara. Numerose le autorità presenti, fra cui il presidente della Provincia di
Salerno Angelo Villani che ha sottolineato come la Bcc di Aquara "vada
presa a modello da quanti auspicano un cambio di passo nei processi di
sviluppo". del 05-12-2008 num.
( da "Settegiorni
(Bollate)" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
BILANCIO L'assessore Marini spiega
che lo scoperto supera di poco il milione di euro VARIAZIONE RECORD DA TRE
MILIONI: LE OPPOSIZIONI DANNO BATTAGLIA Bollate - Variazione d'urgenza alle
dotazioni del bilancio di previsione 2008 nell'ultimo consiglio comunale. Nella
seduta di giovedì 27 novembre, il parlamentino cittadino è stato chiamato a
ratificare una manovra da tre milioni di euro, per incrementare
il fido bancario concesso in sede di approvazione del bilancio preventivo da due
a cinque milioni di euro. Subito dai banchi dell'opposizione è stata espressa
una pregiudiziale. «La variazione in oggetto - ha dichiarato il capogruppo di
Alleanza nazionale Matteo Cormio - è fatta al solo fine di provvedere al
pagamento arretrato delle competenze maturate dalla Servizi comunali, in
ragione del contratto sottoscritto per il servizio di igiene ambientale sul
territorio di Bollate. Il 17 luglio il dirigente degli Affari generali, a nome
del Comune di Bollate, sottoscriveva una relazione protocollata il 21 luglio
dove si dichiara illegittimo il contratto in oggetto conferito alla Servizi
comunali. In data 27 ottobre è stata da me presentata un'interrogazione a
oggetto "Affidamento illegittimo del servizio di igiene ambientale", su
cui non mi è mai stata data una risposta, nonostante sia trascorso un mese.
Pertanto, essendo stato dichiarato illegittimo il contratto sopra citato e non
avendo avuto risposte scritte in merito, ritengo che il Consiglio comunale non
possa ratificare questa variazione d'urgenza alla variazione di bilancio 2008,
né tanto meno autorizzare il pagamento di un contratto illegittimo. Ora noi
andiamo a fare questa variazione per "la necessità di far fronte al
pagamento di fatture scadute o in scadenza nella attuale situazione di cassa
che non consente il loro pagamento nei termini di legge contrattuali. Di
conseguenza bisogna assumersi la responsabilità di autorizzare un pagamento che
è da ritenersi illegittimo». Pronta la risposta dell'assessore Sergio Marini: «Ho
l'impressione che ci sia un grosso equivoco di fondo e forse le descrizioni
delle delibere non sono state ben comprese. Noi abbiamo problemi di liquidità
che non sono dovute solo alla Sercom, come ho spiegato ampiamente alla
commissione. Le fatture della Sercom sono relative a un contratto pienamente
legittimo, e sono fatture arretrate da pagare alla Sercom con un contratto che
volge alla fine del sesto anno». Sul punto relativo alla variazione di bilancio
l'assessore Marini ha spiegato: «Ci sono stati elementi che hanno creato
difficoltà nella liquidità del Comune, riconducibili principalmente al fatto
che a quest'anno sono venuti a mancare alcuni trasferimenti di cassa da parte
del Governo (376mila euro di Ici convenzionale). Abbiamo avuto il trasferimento
del 50% dell'Ici prima casa, e avevamo ancora le fatture relative al servizio
fornito dalla Sercom che vengono pagate con ritardo come stanno facendo da
sempre tutti i Comuni soci clienti della società. Siccome c'è in corso una
sostituzione di contratto nei confronti della Sercom con affidamento del
servizio a un'altra società (Gaia servizi, ndr), la Sercom ha affidato ai
propri legali l'iniziativa di sollecitare il pagamento delle fatture arretrate
e il pagamento di una certa entità di interessi che a loro dire equivale a
circa 200mila euro, ma che secondo i nostri calcoli non dovrebbe superare i
70mila euro. Pertanto abbiamo ritenuto opportuno saldare tutte le fatture
arretrate. Pertanto per la prima volta abbiamo dovuto far fronte a questa
temporanea crisi di liquidità, rivedendo un fido che già era stato concesso in
banca in sede di approvazione di bilancio preventivo, con possibilità di
copertura fino a due milioni di euro. A fronte di queste esigenze particolari
abbiamo ritenuto opportuno incrementare questo fido (e non mutuo come qualcuno
sostiene) da due a cinque milioni, restando sempre al di sotto di quelle che
sono le opportunità relative alla struttura finanziaria del nostro Comune. Come
emerge dalla relazione dei revisori dei conti l'assestamento provoca uno
scostamento rispetto al bilancio complessivo di previsione di circa 12mila
euro. Ribadisco che i cinque milioni e 40mila euro sono un fido calcolato
nell'ipotesi che noi li utilizzassimo, è utile sapere che finora noi, avendo
già pagato gli stipendi e queste fatture, siamo in uno scoperto che supera di
poco il milione di euro». Articolo pubblicato il 05/12/08
( da "Stampa,
La" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CONFIDI «Prestiti anche per pagare
le tredicesime» In tempi di calo dei consumi, come quelli che stiamo
attraversando, cresce il numero di piccole e medie aziende commerciali con
problemi di liquidità. Diventa, così, sempre più centrale il ruolo dei Confidi,
come struttura di intermediazione tra istituti bancari e
imprese. «Un tempo la maggior parte dei fidi serviva per far fronte a
investimenti nella ristrutturazione o per l'acquisto di locali - spiega Luca
Chiapella, vice presidente della cooperativa fidi Cts (commercio, turismo e
servizi) -, stiamo ora registrando, invece, un aumento anche di chi chiede un
prestito per carenza di liquidità, magari per pagare le tredicesime dei
dipendenti. Anziché sborsare tassi su conti correnti scoperti, è meglio
stipulare un fido per un riequilibrio finanziario dell'azienda». La cooperativa
fidi Cts, grazie agli oltre 7 mila soci, ha maggiori margini di contrattazione
con gli istituti bancari. «I Confidi, come il Cts, sono da sempre vicini alle
imprese e, proprio nei momenti di difficoltà - ricorda il presidente della
Camera di commercio Ferruccio Dardanello -, sono impegnati per rinegoziare
finanziamenti e mutui e assicurare flussi di liquidità sufficienti non solo a
garantire una tenuta, ma anche a supportare ipotesi di sviluppo». \
( da "Italia
Oggi" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Numero 290
pag. 4 del 6/12/2008 | Indietro I conti dormienti valgono
800 mln Primo Piano Di Paolo Silvestrelli Anche gli obbligazionisti Alitalia
usufruiranno del fondo ma forse i soldi non basteranno per tutti Il Tesoro conta
di soddisfare i risparmiatori dei crac finanziari Il Tesoro ha deciso che è
arrivata l'ora di risvegliare i conti dormienti. Sono molti i depositi che non
vengono toccati da almeno dieci anni e che andranno a finanziare i
risparmiatori vittime dei crac finanziari.Dai dati comunicati dal ministero
dell'economia e delle finanze, al 15 novembre il numero complessivo dei conti
dormienti è di 1,071 milioni per un valore complessivo pari a 798 milioni di
euro. Di questi cui 781,755milioni sono in contanti mentre 16,648 milioni circa
sono in strumenti finanziari. Da ieri è consultabile il sito del Tesoro dove è
rintracciabile l'elenco completo di tutti i titolari dei depositi presso
banche, le Poste o presso società assicurative o di intemediazione mobiliare
che non sono stati soggetti a nessun tipo di movimento negli ultimi dieci anni.
Se entro il 15 dicembre 2008 i titolari di questi conti non avranno comunicato
ai propri intermediari finanziari la cessazione della dormienza, gli stessi
soldi verranno automaticamente trasferiti nel fondo dei conti dormienti. A quel
punto, entro la data di prescrizione di dieci anni, i titolari dei conti
potranno ancora recuparare il deposito ma dovranno rivolgersi al ministero
dell'economia delle finanze. Basta un versamento,un prelievo, o anche
semplicemente la richiesta dell'estratto conto o la conferma a voler continuare
comunque nel rapporto, altrimenti il rapporto si chiude definitivamente e i
soldi non possono più essere recuperati. La finanziaria 2006, che aveva
previsto un sistema di indennizzi per i risparmiatori vittime di frodi
finanziarie con l'istituzione di questo fondo alimentato appunto «dall'importo
dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all'interno
del sistema bancario nonché del comparto assicurativo
e finanziario». Su questa base è scattato l'obbligo di inviare una lettera
raccomandata a tutti i titolari dei conti ancora rintracciabili. L'obbligo di
invio della raccomandata ha riguardato, però, solo i conti con una somma
superiore ai 100 euro. Passato il periodo di avviso e notifica, tocca ora al
risparmiatore richiedere il propio conto, altrimenti ci penserà il Tesoro. Ad
occhio e croce la somma dei conti dormienti non sembra indifferente. Certo è
che il Tesoro dovrà considerare oltre ai risparmiatori dei crac finanziari
degli ultimi anni anche gli obbligazionisti di Alitalia che dopo la
dicharazione d'insolvenza della compagnia di bandiera, vivono le stesse
problematiche dei risparmiatori Parmalat o Cirio. Nel caso di Alitalia, gli
obbligazionisti, secondo il rispetto della procedura di liquidazione di
creditori di una società in amministrazione straordinaria, dovrebbero percepire
una minima parte dei loro soldi quantificabile in un 20 per cento circa del
prestito obbligazionario attivato. Il quesito a questo punto riguarda la
solidità di questo Fondo. Basterà a soddisfare almeno quel poco che spetta ai
risparmiatori truffati e in questo caso agli
obbligazionisti che si sono fidati dello slittamento del rimborso
obbligazionario? O ci sarà il solito assalto alla diligenza su del denaro che
una volta individuato dovrà accontentare pochi e scontentare molti? L'arduo
compito spetta al ministro dell'economia Giulio Tremonti, che, in quest'ottica,
si è già dimostrato granitico nel blindare la Finanziaria.
( da "Repubblica,
La" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina III - Palermo I magistrati
La moglie Banchieri, spalloni e imprenditori la rotta del riciclaggio per
Lugano Da Unicredit a Numisart i flussi finanziari di Cosa nostra Agli incontri
i corrieri si riconoscevano grazie ai giornali che portavano con loro Stiamo
pigliando un miliardo e lo stiamo portando. Ma lei dove va? Vergini, Cayman?
SALVO PALAZZOLO (segue dalla prima di cronaca) C´era un sistema sicuro per
inviare soldi in Svizzera. Paolo Sgroi e tutti gli altri imprenditori rimasti
senza nome prendevano accordi con un solerte funzionario della Unicredit
private banking di piazza Croci. Che consigliava quasi sempre i servizi di una
società fidata di corrieri specializzati, la Numisart di
Lugano: avrebbero preso in consegna i soldi a Milano, per sistemarli, nel giro
di poche ore, su un conto cifrato in Svizzera. Prezzo del servizio, l´uno per
cento della somma da trasferire. Il 28 aprile 2006, una microspia della Guardia
di finanza sorprese Paolo Sgroi che parlava col fratello Salvatore di un
articolo uscito su Repubblica: «Mi ficiru lieggiri ddoco un pizzino
scritto?chi me manu..». Era preoccupato Paolo Sgroi per quel bigliettino
trovato nel covo di Bernardo Provenzano. Due imprenditori avevano manifestato
la loro disponibilità ai boss di assumere personale: in cambio, chiedevano solo
il monopolio di zona per la vendita di alcuni prodotti. Chissà perché Sgroi era
preoccupato. Il giorno dopo partì improvvisamente per Milano. Un´altra
microspia, nascosta nella sua auto, riprese il dialogo con la moglie Giuseppina:
«Stiamo pigliando un miliardo e lo stiamo portando?», diceva lui. «Se non c´è
Michele ce ne torniamo ? sussurrava lei ? mi ero fatta tutta la sceneggiata (?)
ma lei dove li porta? Lei dove va? Vergini, Caiman?». Ragionavano su una
eventuale giustificazione da fornire, in borsa avevano davvero tanti soldi. Ma
non ce ne fu bisogno. Gli Sgroi potevano contare su un amico fidato con la
divisa, l´ispettore di polizia Michele Cerrone, in servizio all´aeroporto. La
borsa stracolma di soldi passò senza problemi. Ma i ragazzi del Gico, che si
fingevano turisti, non la persero di vista un attimo. Neanche a Milano, quando
Sgroi cominciò a passeggiare nervosamente in via Beatrice D´Este, qualche ora
dopo. Un uomo scese da un´Audi con targa svizzera e si avvicinò all´imprenditore
palermitano. Prese in consegna un sacchetto e si allontanò velocemente. Un
chilometro dopo, un blitz della Finanza svelò cosa era arrivato da Palermo: 450
mila euro in contanti. Quel giorno, Sgroi aspettò a lungo che dalla Unicredit
Suisse arrivasse la conferma del deposito sul conto. Lo spallone della Numisart
era stato bloccato, e i soldi sequestrati. Secondo l´accusa, il tesoretto non
apparteneva solo a Sgroi, ma anche ad alcuni mafiosi. Così gli investigatori
del Gico hanno scoperto la via che dalla Sicilia portava in Svizzera. «Sgroi è
probabilmente solo la punta di un iceberg», sospettano gli inquirenti. La
rogatoria effettuata a Lugano dai magistrati di Palermo ha cominciato a svelare
qualche segreto. «La società che effettua il trasporto non viene mai chiamata
con il suo nome durante le conversazioni ? spiegano adesso i pm nel loro atto
d´accusa ? ma con il nome di battaglia di "Colombo". Neanche il
cliente si presenta con il suo nome, ma con uno cifrato. Per Sgroi era Maroi, che
era anche il riferimento del conto». Quando il cliente o il funzionario di
banca telefonano alla società Numisart, per prendere accordi, non fanno mai il
nome della banca di destinazione: si citano soltanto i funzionari interessati
all´operazione. «All´appuntamento ? proseguono i magistrati - lo spallone e il
cliente si riconosceranno a mezzo giornali concordati e rispettivamente
portati. Pervenuta la somma in Svizzera, l´accredito avverrà con l´indicazione
di conto "Tappeto", ultimo schermo alla riconducibilità dei soldi».
Fra tante reticenze e molti non ricordo, i funzionari della Unicredit Suisse e
della Numisart qualche ammissione l´hanno fatta. Nomi, s´intende, mai. Solo
indicazioni generali, che però aprono uno scenario interessante sui palermitani
desiderosi di portare in gran segreto i propri soldi in Svizzera. Ha messo a
verbale il direttore di Unicredit Suisse, ribadendo la sua trasparenza
d´azione: «Premetto che Palermo non è un luogo a rischio secondo l´applicazione
interna dell´ordinanza sul riciclaggio di denaro. Tuttavia ritengo che la
clientela palermitana, in via teorica, presenti maggiori rischi di quella
genovese, in quanto sappiamo che in alcune zone d´Italia è più probabile la
connessione con la criminalità organizzata. La vigilanza accresciuta deriva
dalla fama delle pressione a cui è sottoposta l´imprenditoria in Sicilia,
quindi prima di aprire un conto a un cliente di Palermo facciamo una visita
ambientale. Vogliamo che questi clienti ci vengano presentati in modo forte,
quindi a esempio che un funzionario del nostro gruppo bancario
ce ne parli come di un cliente che conosce, di cui sa come fa i soldi, stimato
da lui e dalla banca». Così un funzionario di Unicredit private banking di
Palermo (oggi indagato dalla Procura) diede grandi rassicurazioni su Sgroi.
Commentano i pm: «Il modo di operare di quei funzionari denota totale e
assoluta indifferenza per la reale provenienza del denaro». Adesso risulta
indagato (per abuso d´ufficio) anche l´ispettore Cerrone per la sua «piena
disponibilità» a chiudere un occhio su quello che c´era nelle valige degli
Sgroi. E se all´aeroporto c´era confusione, gli Sgroi posteggiavano pure nel
parcheggio della polizia. Forse per questo che il figlio e il nipote del
poliziotto erano stati assunti per qualche tempo da Cedi Sisa.
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-12-2008)
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VENETO pag. 20 Economia, dalla crisi
allo sviluppo ROVIGO TRASFORMARE un periodo di crisi in nuove opportunità di
sviluppo. In quest?alveo di discussione si colloca il convegno su ?Credito e
Imprenditoria Femminile: Quale Futuro?? che si svolgerà il 10 dicembre alle 17
nella sala consiliare della Camera di Commercio di Rovigo. La partecipazione è
gratuita e ieri l?iniziativa è stata presentata per dare risalto, in primo
luogo, al fatto che è la leva creditizia che può ossigenare i progetti
imprenditoriali, inclusi quelli declinati al femminile. Il presidente della
Camera di Commercio Loredano Zampini ha affermato: «Il convegno è un?occasione
importante di confronto fra mondo economico e istituzionale per rilanciare un
tema importante in una fase d?emergenza che giustifica l?intervento pubblico.
La Camera di Commercio ha istituito uno sportello a supporto dell?iniziativa
economica delle imprenditrici e ha raddoppiato le possibilità di accesso ai
Consorzi Fidi. Stiamo anche elaborando forme di finanziamento fino a 50-60
milioni di euro volti a incentivare il lavoro autonomo delle donne e a
garantire una rete di sostegno per i prossimi 12 mesi, a partire dall?inizio
del 2009». Il quadro normativo di riferimento, come ha ricordato Angela
Maldina, rappresentante Abi all?interno del Comitato polesano per
l?Imprenditoria Femminile è ?Basilea 2?, l?accordo internazionale sui requisiti
patrimoniali delle banche, in base al quale gli istituti di credito devono
accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari
rapporti di credito assunti. Le banche classificano il fattore della
?rischiosità? attraverso sofisticate procedure di rating e appare, quindi,
evidente la necessità per le imprese di attuare adeguate politiche gestionali e
di bilancio. «E? opportuna la rivitalizzazione del settore ? ha precisato
Maldina ? e occorre ridare fiato ad un Fondo di Garanzia per la Piccola e Media
Impresa con l?intervento pubblico in raccordo con il sistema bancario».
Ci si potrebbe domandare che cosa può ridare vigore all?economia e se si debba
contare sui contributi statali o sulle risorse del territorio. «L?epoca dei
finanziamenti a pioggia è finita ? ha replicato Paola Menon, presidente del
comitato per l?imprenditoria femminile ? e per far nascere nuova impresa
servono buone idee. Nella nostra provincia, ad esempio, si moltiplica il numero
di esercizi commerciali dello stesso tipo. In Polesine l?imprenditoria
femminile è in crescita e dai dati relativi ai primi semestri 2007 e 2008
emerge un aumento dell?1,2%. La Regione Veneto inoltre dedica molta attenzione
all?impresa femminile e non ha trascurato i finanziamenti previsti dalla legge
215/92 altrove meno attivati. Promuoviamo il convegno per appoggiare lo
sviluppo delle imprese già esistenti e nei prossimi mesi cercheremo di
interloquire con gli istituti di credito locali per verificare la loro
disponibilità ad agevolare l?accesso al credito». Daniela Muraca
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 06-12-2008)
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Sabato 06 Dicembre 2008 Chiudi di
ALFREDO D'ALESSANDRO CHIETI - Gli imprenditori abruzzesi chiedono ai candidati alla
presidenza della Regione impegni precisi e soprattutto che inizi il tempo dei
fatti, con uno scatto di responsabilità e orgoglio. Sanità, rifiuti, energia,
credito e infrastrutture sono stati al centro del dibattito voluto da
Confindustria Abruzzo e ospitato presso la Camera di commercio di Chieti. Temi
che hanno confermato obiettivi e strategie differenti. Se per Carlo Costantini,
infatti, le sei Asl vanno azzerate recuperandone i costi per spenderli in
assistenza, per Gianni Chiodi la sostanza delle questione sanità non è un
problema di numeri ma di modello e, soprattutto, bisogna uscire al più presto
dal piano di rientro. Rodolfo De Laurentis propone presidi ospedalieri ognuno
con un proprio bilancio, e una rete ospedaliera senza duplicazioni. Per Teodoro
Buontempo salvare i piccoli ospedali non è uno sperpero se si punta a farne
delle eccellenze. Per Angelo Di Prospero, invece, c'è un intero sistema sociale
da rivedere. Differenze più o meno marcate sulla questione rifiuti: contro i
termovalorizzatori Costantini e Di Prospero, favorevoli Chiodi e,
sostanzialmente, anche Buontempo che ricorda che nel centro di Vienna ce n'è
uno che non inquina. In tema di sviluppo De Laurentis sottolinea la necessità
di recuperare il progetto del Corridoio Adriatico e di attrarre nuovi
investimenti per riportare in Abruzzo la grandi aziende. Sul credito e sul
rapporto banche-imprese Costantini parla di una trentina di
milioni di euro messi a disposizione dei Consorzi Fidi per agevolare l'accesso
al credito e sviluppare investimenti per 400 milioni. Per Costantini, inoltre,
ai Comuni che non evadono le istanze la Regione manderà un commissario ad acta.
Chiodi denuncia lo sforamento del patto di stabilità alla Regione e la
possibilità di non aver un esercizio finanziario fisiologico, e quanto
al sistema bancario la parte pubblica crei sistemi di
garanzia sui progetti strategici. Buontempo insiste sulla corruzione nella
Pubblica amministrazione, e sul diritto degli imprenditori a non essere
ricattati. In campo economico a lanciare la sfida è De Laurentis: in Abruzzo
bisogna tornare a produrre ricchezza dopo che il Pil a perso cinque punti in
sette anni e ne perderà uno e mezzo anche nel 2009. Infine, il caso: assente
dal dibattito, perchè non invitata, Ilaria Del Biondo, del Partito comunista
dei lavoratori. Il direttore di Confindustria, Giuseppe D'Amico: «Pur nel
rispetto di tutte le idee, volevamo discutere con chi parla di sviluppo
d'impresa».
( da "Asca"
del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI: LA RISPOSTA DELLE REGIONI.
TUTTE LE MISURE (8) (ASCA) - Roma, 6 dic - VALLE D'AOSTA - La Regione ha stanziato
un fondo specifico, ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di
misure per contrastare la crisi economico-finanziaria. Tali misure saranno
determinate di concerto con le parti sociali. Sara' costituita una forma di
garanzia sul capitale maturato a favore degli iscritti alle forme di previdenza
integrativa, nei settori pubblico e privato. Per quanto riguarda, nello
specifico, le piccole e medie imprese, si e' ancora in fase di valutazione e di
consultazione dei soggetti coinvolti. VENETO - Il repentino aumento del tasso
interbancario, come prima conseguenza di un clima di
sfiducia che si e' creato tra gli operatori del settore, pone evidenti problemi
di liquidita' del sistema e rischia di influenzare pesantemente non solo il
mantenimento della capacita' produttiva del sistema economico veneto, ma anche
la possibilita' di una sua espansione a causa dei mancati nuovi investimenti.
La Regione, in questo contesto, e' intervenuta con azioni mirate a supporto
delle PMI, rafforzando l'accesso alla disponibilita' di liquidita' necessaria a
garantire la continuita' operativa. Una partnership tra ente pubblico, sistema bancario e organismi di garanzia, per determinare, nel
rispetto di Basilea 2, un valido sostegno alle imprese, sostegno che passa attraverso
un sostanziale rafforzamento delle garanzie ''consortili'' e l'adozione di
criteri economico-patrimoniali volti a favorire un miglioramento finanziario
della finanza aziendale. In questa ottica, la Giunta regionale ha deliberato lo
stanziamento di 3,6 milioni di euro per rifinanziare la L.R. 20 marzo 1980, n.
19 '' Interventi a favore dei Consorzi-Fidi tra le piccole
e medie imprese del settore secondario del veneto'' (DGR del 14 ottobre 2008);
1,2 milioni di euro per rifinanziare la. L.R. 18 gennaio 1999, n, 1 ''
Interventi regionali per agevolare l'accesso al credito nel settore
commercio'', specificatamente ai ''Contributi alla cooperazione e consorzi di
garanzia del settore commercio'' (DGR del 21 ottobre 2008). Entrambi i
finanziamenti concedono ulteriori risorse ai fondi rischi esistenti,
consentendo cosi' un rafforzamento dell'offerta di garanzie in favore delle PMI
al fine di migliorare l'accesso al credito che, particolarmente in questa fase,
registra fenomeni di razionamento. Per quanto riguarda il rafforzamento dei
confidi artigiani, la Regione ha predisposto un intervento rivolto ad aumentare
la garanzie a favore delle imprese artigiane per l'accesso e la gestione del
credito bancario richiesto a fronte di esigenze di
liquidita' corrente che rischiano di essere disattese o fortemente ridotte. Il
Fondo messo a disposizione eleva al 70% il livello di garanzia data dai Confidi
artigiani (normalmente del 50%) alle imprese per il sostegno della gestione
corrente, per la ristrutturazione della posizione debitoria, per il
consolidamento delle passivita' bancarie a breve, per il riequilibrio
finanziario. Rus/mar/ss (Asca)