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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL  5-6 dicembre 2008#TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (13)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

speedy dà un colpo alla burocrazia ( da "Tirreno, Il" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: per le eventuali necessità di ricorrere al credito bancario. è questo l'obiettivo di "Speedy", il prodotto creato dalla collaborazione fra Banca di Pistoia, Confcommercio e Centro Fidi Terziario, il braccio finanziario dell'associazione di categoria dei commercianti, per ridare slancio a particolari settori dell'economia, che vivono oggi momenti di stagnazione.

finsardegna e cna a porto san paolo, si parla di imprese e di accesso al credito ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi Finsardegna e della Cna della Gallura. «In considerazione del periodo di forte criticità vissuto dal tessuto economico del nostro territorio, della situazione di crisi dei mercati e del restringimento del sistema bancario negli interventi a sostegno delle imprese - spiega l'assessore Elio Decandia - abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro con gli operatori per diffondere

Il sostegno alle imprese con Ascom-Fidi regionale ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi regionale» Il presidente Minghini: fondi per 1,2 milioni alle ditte argentane ARGENTA. Con un leggero anticipo, Davide Minghini, presidente dell'Ascom di Argenta - già primo imprenditore argentano firmatario quale socio fondatore della cooperativa di garanzia Ascom-Fidi dell'Emilia Romagna - traccia un consuntivo dell'

Imprese edili a corto di credito ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: è necessario un sostegno maggiore ai consorzi fidi e alle banche locali, soprattutto quelle di credito cooperativo, che meglio conoscono la storicità delle imprese nel territorio». Non ultimo il capitolo appalti. «Gli investimenti pubblici vanno sbloccati», conclude Meloni, «così come i pagamenti per le opere pubbliche».

Confidi, 35 mln per le pmi ( da "MF Sicilia" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzi fidi. Tradotto, vuol dire che per le imprese siciliane sta arrivando una boccata di ossigeno da 35 milioni di euro che, in questo momento di crisi internazionale, servono come il pane. In particolare, il provvedimento prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per l'abbattimento degli interessi per i crediti erogati fino al 2006 attraverso le garanzie dei Consorzi fidi,

Bcc di Aquara, sostegno alle Pmi ( da "Denaro, Il" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: istituto bancario delibera il rinnovo di fidi per oltre 2 milioni di euro Dalla Bcc di Aquara arrivano quattro milioni di euro alle piccole imprese locali. Nel corso dell'ultima seduta, il consiglio d'amministrazione della Banca di credito cooperativo ha deliberato il rinnovo di 110 fidi per cassa, per l'ammontare di 2.

Variazione record da tre milioni: le opposizioni danno battaglia ( da "Settegiorni (Bollate)" del 05-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: incrementare il fido bancario concesso in sede di approvazione del bilancio preventivo da due a cinque milioni di euro. Subito dai banchi dell'opposizione è stata espressa una pregiudiziale. «La variazione in oggetto - ha dichiarato il capogruppo di Alleanza nazionale Matteo Cormio - è fatta al solo fine di provvedere al pagamento arretrato delle competenze maturate dalla Servizi comunali,

Prestiti anche per pagare le tredicesime ( da "Stampa, La" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: struttura di intermediazione tra istituti bancari e imprese. «Un tempo la maggior parte dei fidi serviva per far fronte a investimenti nella ristrutturazione o per l'acquisto di locali - spiega Luca Chiapella, vice presidente della cooperativa fidi Cts (commercio, turismo e servizi) -, stiamo ora registrando, invece, un aumento anche di chi chiede un prestito per carenza di liquidità,

I conti dormienti valgono 800 mln ( da "Italia Oggi" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: truffati e in questo caso agli obbligazionisti che si sono fidati dello slittamento del rimborso obbligazionario? O ci sarà il solito assalto alla diligenza su del denaro che una volta individuato dovrà accontentare pochi e scontentare molti? L'arduo compito spetta al ministro dell'economia Giulio Tremonti, che, in quest'ottica, si è già dimostrato granitico nel blindare la Finanziaria.

banchieri, spalloni e imprenditori la rotta del riciclaggio per lugano - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidata di corrieri specializzati, la Numisart di Lugano: avrebbero preso in consegna i soldi a Milano, per sistemarli, nel giro di poche ore, su un conto cifrato in Svizzera. Prezzo del servizio, l´uno per cento della somma da trasferire. Il 28 aprile 2006, una microspia della Guardia di finanza sorprese Paolo Sgroi che parlava col fratello Salvatore di un articolo uscito su Repubblica:

Economia, dalla crisi allo sviluppo ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: imprenditrici e ha raddoppiato le possibilità di accesso ai Consorzi Fidi. Stiamo anche elaborando forme di finanziamento fino a 50-60 milioni di euro volti a incentivare il lavoro autonomo delle donne e a garantire una rete di sostegno per i prossimi 12 mesi, a partire dall?inizio del 2009». Il quadro normativo di riferimento, come ha ricordato Angela Maldina, rappresentante Abi all?

CHIETI - Gli imprenditori abruzzesi chiedono ai candidati alla presidenza della Regione impegni prec... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: trentina di milioni di euro messi a disposizione dei Consorzi Fidi per agevolare l'accesso al credito e sviluppare investimenti per 400 milioni. Per Costantini, inoltre, ai Comuni che non evadono le istanze la Regione manderà un commissario ad acta. Chiodi denuncia lo sforamento del patto di stabilità alla Regione e la possibilità di non aver un esercizio finanziario fisiologico,

CRISI: LA RISPOSTA DELLE REGIONI. TUTTE LE MISURE (8). ( da "Asca" del 06-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi tra le piccole e medie imprese del settore secondario del veneto'' (DGR del 14 ottobre 2008); 1,2 milioni di euro per rifinanziare la. L.R. 18 gennaio 1999, n, 1 '' Interventi regionali per agevolare l'accesso al credito nel settore commercio'', specificatamente ai ''Contributi alla cooperazione e consorzi di garanzia del settore commercio'


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speedy dà un colpo alla burocrazia (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 9 - Montecatini Speedy dà un colpo alla burocrazia Accordo tra Banca di Pistoia e Confcommercio per l'accesso al credito Morandi: «La crisi è difficile ma si devono tenere i nervi saldi L'accordo aiuterà le imprese» PISTOIA. Fornire un percorso privilegiato alle piccole e medie imprese dei settori produttivi e commerciali, nonché ai professionisti, per le eventuali necessità di ricorrere al credito bancario. è questo l'obiettivo di "Speedy", il prodotto creato dalla collaborazione fra Banca di Pistoia, Confcommercio e Centro Fidi Terziario, il braccio finanziario dell'associazione di categoria dei commercianti, per ridare slancio a particolari settori dell'economia, che vivono oggi momenti di stagnazione. Sulle caratteristiche del prodotto, c'è da dire che l'importo massimo finanziabile per ogni singola azienda è di 150.000 euro; la Banca di Pistoia, per il momento, mette a disposizione un plafond di tre milioni di euro e la scadenza per richiedere "Speedy" è fissata per il prossimo 30 giugno, con possibilità di proroga. La durata massima del finanziamento è di 84 mesi, con il rimborso sottoforma di mutuo chirografario, cioè senza garanzie reali e quindi sono escluse ipoteche su beni, attraverso rate mensili. Le condizioni, invece, si suddividono in tre fasce di rischio, con un tasso Euribor che va dal 1% al 1,9%. «è il primo intervento concreto - afferma il presidente della Banca di Pistoia, Piergiorgio Caselli - da quando è scoppiato il marasma di questi ultimi giorni. Abbiamo preso contatti con tutte le associazioni e la prima risposta è arrivata proprio dalla Confcommercio. è la Banca che mette a disposizione le somme, con il vantaggio di ridurre al massimo i tempi delle procedure, rispetto a quanto succede normalmente. Al nostro istituto, di fatto, arriva la richiesta già istruita e la banca la valuta. Quello che vogliamo lanciare, quindi, è un messaggio di speranza per poter uscire da questa crisi, convinti che Pistoia possa diventare anche un traino della ripresa a livello generale». La maggiore innovazione è quella di creare tempi di risposta velocissimi, al massimo una settimana, sulla richiesta di finanziamenti, perché l'azienda che ne richiede l'uso può rivolgersi direttamente al Centro Fidi che svolgerà tutta la pratica istruttoria, prima di passarla poi direttamente alla banca che dovrà dare la sua approvazione. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla sinergia informatica a livello di software fra i due enti. In pratica, già da oggi, chi è interessato a questo prodotto può farne richiesta al Centro Fidi della Confcommercio ed, inoltre, è il primo caso a livello nazionale che una struttura esterna alla banca realizza completamente tutta la fase di istruttoria. «In un momento come questo - afferma Stefano Morandi, presidente Confcommercio Pistoia e, da poco, nominato anche a capo dello stesso Centro Fidi per l'area della Toscana, Umbria e alto Lazio - il compito principale della nostra associazione deve essere quello di rimanere vicino alle imprese e "Speedy" va proprio a loro vantaggio perché, come dice il nome, ci vuole rapidità di erogazione per i finanziamenti. è una crisi difficile ma bisogna mantenere i nervi saldi e il contributo che la Banca di Pistoia dà a questo momento è davvero importante e rilevante, anche per la sinergia che si è costruita in un tempo brevissimo». Saverio Melegari

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finsardegna e cna a porto san paolo, si parla di imprese e di accesso al credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 4 - Gallura Finsardegna e Cna a Porto San Paolo, si parla di imprese e di accesso al credito PORTO SAN PAOLO. I problemi finanziari delle imprese e le opportunità di accesso al credito saranno al centro di un incontro in programma domani per iniziativa del Comune. L'appuntamento è alle 10, nei locali della delegazione comunale, in viale Pietro Nenni. Parteciperanno i dirigenti del Consorzio regionale Fidi Finsardegna e della Cna della Gallura. «In considerazione del periodo di forte criticità vissuto dal tessuto economico del nostro territorio, della situazione di crisi dei mercati e del restringimento del sistema bancario negli interventi a sostegno delle imprese - spiega l'assessore Elio Decandia - abbiamo ritenuto opportuno organizzare un incontro con gli operatori per diffondere informazioni utili sugli strumenti a disposizione del mondo imprenditoriale per poter meglio fronteggiare le difficoltà esistenti». «Per le imprese già avviate e per quelle da avviare - prosegue Dcandia - la conoscenza di ulteriori opportunità che consentano di individuare il percorso ideale per ottenere il credito necessario, può essere di grande aiuto, soprattutto in questo momento dove a dominare è la regola che solo coloro che hanno capacità di reddito, hanno capacità di credito». L'assemblea è quindi aperta a imprenditori, operatori economici, consulenti e a tutti coloro che sono interessati a conoscere gli strumenti finanziari offerti dal Consorzio regionale Fidi Finsardegna. (t.s.)

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Il sostegno alle imprese con Ascom-Fidi regionale (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

«Il sostegno alle imprese con Ascom-Fidi regionale» Il presidente Minghini: fondi per 1,2 milioni alle ditte argentane ARGENTA. Con un leggero anticipo, Davide Minghini, presidente dell'Ascom di Argenta - già primo imprenditore argentano firmatario quale socio fondatore della cooperativa di garanzia Ascom-Fidi dell'Emilia Romagna - traccia un consuntivo dell'operatività di questa impresa collettiva. «Spesso noi rappresentanti a puro titolo volontaristico - scrive in una nota Minghini - ci chiediamo cosa poter fare per essere più vicini ai nostri colleghi imprenditori. In tal senso Ascom-Fidi Emilia Romagna nasce nell'alveo del sistema associativo dei Confidi e svolge una importante funzione di sostegno alle imprese, a garanzia dello sviluppo delle stesse, costituendo, sin dal momento in cui ha iniziato ad operare, fondi rischi a base mutualistica, utilizzati per facilitare l'accesso al credito da parte delle imprese. Con ciò contribuendo allo sviluppo del tessuto imprenditoriale locale». «Complessivamente per il Comune di Argenta - anticipa Minghini - risultano iscritti a libro soci 50 imprese, fra le quali, come Ascom Argenta siamo estremamente grati a coloro che si sono fatti carico della fondazione. Penso ad esempio a Ilario Capelli, Flavio Cesari, Alessandro Draperis, Mauro Finardi, Tonino Natali, Alberto Polmonari, Maurizio Rinaldi e Bruno Sala. Ora in un momento di difficoltà del settore bancario, rilanciamo un appello all'amministrazione comunale ed al sistema bancario locale per contrastare la crisi in atto e per rilanciare la crescita economica». Minghini, entrando nel merito del bilancio, guarda con un certo ottimismo e fiducia al futuro perchè, per le aziende argentane possiamo asserire, con enorme soddisfazione, che sono state deliberate, nel corso del 2008, operazioni di finanziamento per un importo complessivo pari a 1.267.000,00 euro. «Finanziamenti - conclude - legati all'acquisto o al rinnovo delle attrezzature aziendali, per le spese d'impianto e consulenza, avvio di azioni promozionali, ristrutturazioni ed acquisto di muri a destinazione commerciale». (g.c.)

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Imprese edili a corto di credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Economia Pagina 214 L'indagine. Gavassino (Api sarda) denuncia le difficoltà del settore: «Paghiamo gli errori delle banche» Imprese edili a corto di credito L'indagine.. Gavassino (Api sarda) denuncia le difficoltà del settore: «Paghiamo gli errori delle banche» «Aziende sarde in crisi, prestiti col contagocce» --> «Aziende sarde in crisi, prestiti col contagocce» La crisi finanziaria penalizza le imprese dell'edilizia. Le banche chiudono i rubinetti del credito. In aumento la disoccupazione. Cordoni del credito sempre più stretti per le piccole imprese edili. La crisi finanziaria pesa sull'intero settore. Il risultato è che le banche concedono prestiti col contagocce. Chiari i numeri: oggi un finanziamento bancario copre solo il 55-60% dell'investimento di un'azienda, rispetto all'80% di qualche mese fa. A denunciarlo è l'Api sarda, in un'indagine condotta su un campione di 50 società che hanno in media tra 15 e 89 dipendenti e fatturati comprese fra 2 e 10 milioni di euro. La ricerca è iniziata nell'ultima decade di novembre e si riferisce alle esperienze maturate dagli imprenditori negli ultimi 3-6 mesi. LA CRITICA «Le banche hanno scarsa liquidità, perché in passato hanno preferito occuparsi di finanza invece di svolgere la loro attività tradizionale, a sostegno dell'economia reale», lamenta Gianni Gavassino, presidente dell'Api sarda. «In sostanza, le imprese stanno pagando gli errori degli istituti: i prestiti sono diminuiti e, parallelamente, è aumentato il loro costo». E con il credito che si dimezza, l'imprenditore deve mettere mano al portafoglio. «Ma le piccole aziende sarde sono sottocapitalizzate», continua Gavassino, «ciò significa che non hanno i soldi per far fronte a quella parte di investimento non coperto dal finanziamento bancario». La conseguenza, registrata dal leader dell'Api sarda, è drammatica: «Le imprese stanno chiudendo e centinaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro». I NUMERI Non è un caso, infatti, che nell'ultimo trimestre dell'anno, le buste paga delle costruzioni si siano ridotte del 12%. In dettaglio, rispetto ai 51 mila dipendenti del primo trimestre del 2008 si è passati a 45 mila buste paga. «Il settore», commenta Gavassino, «è molto sensibile alle dinamiche del credito ed è quindi esposto a un ciclo economico preoccupante, come dimostrano i dati di crescita sia della disoccupazione che della cassa integrazione». LE PROPOSTE Insomma, per Valentina Meloni, presidente dell'Aniem Api sarda, è tempo di invertire la rotta. «L'edilizia non risulta tra i beneficiari di agevolazioni neanche in misura residuale rispetto ad altri comparti. Pur rappresentando il 50% degli occupati dell'industria», prosegue Meloni, «non si capisce perché sul fronte degli incentivi siamo considerati marginali. Vogliamo pari dignità e analogo rispetto riservato dalla Regione ad altri settori». Alla Giunta Soru, Meloni chiede misure per garantire l'accesso al credito delle imprese. Di che tipo? «Servono risorse per l'istituzione di fondi per il sostegno di investimenti finalizzati allo sviluppo aziendale», spiega il presidente dell'Aniem. «In questo senso, è necessario un sostegno maggiore ai consorzi fidi e alle banche locali, soprattutto quelle di credito cooperativo, che meglio conoscono la storicità delle imprese nel territorio». Non ultimo il capitolo appalti. «Gli investimenti pubblici vanno sbloccati», conclude Meloni, «così come i pagamenti per le opere pubbliche». LANFRANCO OLIVIERI

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Confidi, 35 mln per le pmi (sezione: Revoca fidi)

( da "MF Sicilia" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

MF Sicilia Numero 242  pag. 1 del 5/12/2008 | Indietro Confidi, 35 mln per le pmi Di Emanuela Rotondo L'ok di sala d'ercole alla legge a sostegno dei consorzi di garanzia In arrivo 20 mln per l'abbattimento degli interessi per i crediti erogati fino al 2006 Altri 15 mln per il fondo rischi. Secondo l'assessore regionale Cimino, così migliorerà il rapporto tra banche e imprese. Il sospiro di sollievo delle associazioni di categoria Alla fine Sala d'Ercole ha detto sì. Poco prima di mezzanotte di mercoledì scorso, il Parlamento siciliano ha fatto il miracolo: far diventare legge il ddl 259 sulle iniziative a sostegno dei consorzi fidi. Tradotto, vuol dire che per le imprese siciliane sta arrivando una boccata di ossigeno da 35 milioni di euro che, in questo momento di crisi internazionale, servono come il pane. In particolare, il provvedimento prevede uno stanziamento di 20 milioni di euro per l'abbattimento degli interessi per i crediti erogati fino al 2006 attraverso le garanzie dei Consorzi fidi, ai quali si aggiungono circa 15 milioni per i fondi rischi dei consorzi. Il via libera alla legge era molto atteso da tutte le associazioni di categoria. Tant'è che poco meno di un mese fa i vertici regionali di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Casartigiani, Claii, Confartigianato, Coldiretti, Cia, Confcooperative e Legacoop si sono seduti attorno a uno stesso tavolo per parlare della crisi economica siciliana e, allo stesso tempo, per rivolgere un appello all'Ars affinché approvasse in tempi brevi il ddl sui Consorzi fidi. Il sì era atteso già per lo scorso 25 novembre. Poi un rinvio dopo l'altro che ha fatto salire l'apprensione in chi sperava in un esito positivo. E, infine, l'approvazione all'unanimità. Un sospiro di sollievo da parte delle associazioni di categoria e una valanga di dichiarazioni sulla legge. A partire da Mario Filippello, segretario generale di Cna Sicilia (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), nonché presidente di Assoconfidi Sicilia, che è stato il primo a commentare la notizia: «Finalmente il parlamento ha mosso un passo nella direzione dell'artigianato e della piccola e media impresa siciliana, approvando un provvedimento urgente e necessario». «Si tratta di un punto di partenza», ha precisato Filippello. Che ha aggiunto: «è necessario che la Regione capisca finalmente che, se si vuole concretamente sostenere le imprese e l'economia siciliana, è importante puntare sul sistema dei consorzi fidi». «L'approvazione di questa legge va anche in direzione della legalità: aiutare l'accesso al credito vuol dire togliere potere a estortori e usurai», dice Giuseppe Pace, presidente dell'Unione delle camere di commercio di Sicilia, che racchiude un esercito di 400 mila imprese. «L'obiettivo della legge», spiega Michele Cimino, assessore regionale al bilancio e alle finanze, «è stato quello di rifinanziare i Confidi con validi strumenti in considerazione della grave crisi internazionale, partendo dal presupposto che essi rappresentano strumenti di politica economica a sostegno delle micro, piccole e medie imprese». «Questo provvedimento», ha proseguito Cimino, «può e deve migliorare il rapporto tra le piccole e medie imprese, socie o consorziate, e il sistema bancario in termini di concessione di finanziamenti e condizioni praticate, quali i tassi, gli oneri accessori, le garanzie richieste. La funzione primaria dei Confidi è, quindi, l'agevolazione dell'accesso al credito, in condizioni più favorevoli rispetto a quelle che le stesse pmi avrebbero ottenuto singolarmente». «L'opposizione», dichiara Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd all'Ars, «è rimasta in aula: è stato un passaggio di responsabilità nei confronti della Sicilia». Dello stesso parere il suo collega di partito, Camillo Oddo, vicepresidente dell'Ars: «Abbiamo dato un contributo decisivo, raccogliendo le indicazioni di imprenditori e artigiani, e traducendole in provvedimenti di legge». Oddo guarda avanti. «Lo stesso metodo dovremo ora applicarlo alla finanziaria, che deve contenere norme in grado di sostenere strutturalmente l'economia e le imprese siciliane». (riproduzione riservata) Cimino  Ars  Consorzi  Sala  Confidi  Ercole  

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Bcc di Aquara, sostegno alle Pmi (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Salerno credito Bcc di Aquara, sostegno alle Pmi L'istituto bancario delibera il rinnovo di fidi per oltre 2 milioni di euro Dalla Bcc di Aquara arrivano quattro milioni di euro alle piccole imprese locali. Nel corso dell'ultima seduta, il consiglio d'amministrazione della Banca di credito cooperativo ha deliberato il rinnovo di 110 fidi per cassa, per l'ammontare di 2.096.993 euro (per un importo di medio di circa 19.000 euro per fido), e la concessione di 53 nuovi fidi per cassa, pari a 1.912.785 euro (per un importo di medio di circa 36mila euro per fido). Basilio Puot Nel complesso, si tratta di un'operazione di circa quattro milioni che vede come rime beneficiarie le piccole e medie imprese operanti nell'area di competenza della banca, che va dalla Valle del Calore, alla Piana del Sele, agli Alburni, al comprensorio del Sele-Tanagro. "Di recente", sostiene Antonio Marino, direttore della Bcc di Aquara, "ci siamo fatti promotori di un protocollo d'intesa per rendere più agevole l'accesso al credito alla pmi dell'area Sud della provincia di Salerno. Coinvolgendo Camera di commercio e associazioni di categoria, abbiamo voluto stipulare un 'patto anti crisi', sottolineando l'importanza di tenere aperti i rubinetti del credito in una fase in cui imprese e famiglie hanno, più che mai, bisogno di sostegno. Ora, come è nostra abitudine, passiamo dalla parole ai fatti, immettendo liquidità per quattro milioni di euro dentro i circuiti dell'economia locale". L'iniziativa della Bcc va nella direzione di una più generale mobilitazione del credito cooperativo a favore di famiglie e imprese di tutta Italia. "Qualche giorno fa", spiega Marino, "il presidente di Federcasse Alessandro Azzi ha annunciato che nel 2009 le 440 banche di credito cooperativo e casse rurali italiane confermeranno crediti a famiglie e imprese per 110 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno ulteriori 15 miliardi, che Bcc e Cra destineranno all'ampliamento delle linee di credito attuali e all'apertura di nuove. Ogni iniziativa della nostra banca è sempre perfettamente armonizzata con il sistema nazionale del credito cooperativo, di cui siamo orgogliosi di essere parte". Intanto, è stata inaugurata la nuova sede della filiale di Eboli-Santa Cecilia della Bcc di Aquara. Numerose le autorità presenti, fra cui il presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani che ha sottolineato come la Bcc di Aquara "vada presa a modello da quanti auspicano un cambio di passo nei processi di sviluppo". del 05-12-2008 num.

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Variazione record da tre milioni: le opposizioni danno battaglia (sezione: Revoca fidi)

( da "Settegiorni (Bollate)" del 05-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

BILANCIO L'assessore Marini spiega che lo scoperto supera di poco il milione di euro VARIAZIONE RECORD DA TRE MILIONI: LE OPPOSIZIONI DANNO BATTAGLIA Bollate - Variazione d'urgenza alle dotazioni del bilancio di previsione 2008 nell'ultimo consiglio comunale. Nella seduta di giovedì 27 novembre, il parlamentino cittadino è stato chiamato a ratificare una manovra da tre milioni di euro, per incrementare il fido bancario concesso in sede di approvazione del bilancio preventivo da due a cinque milioni di euro. Subito dai banchi dell'opposizione è stata espressa una pregiudiziale. «La variazione in oggetto - ha dichiarato il capogruppo di Alleanza nazionale Matteo Cormio - è fatta al solo fine di provvedere al pagamento arretrato delle competenze maturate dalla Servizi comunali, in ragione del contratto sottoscritto per il servizio di igiene ambientale sul territorio di Bollate. Il 17 luglio il dirigente degli Affari generali, a nome del Comune di Bollate, sottoscriveva una relazione protocollata il 21 luglio dove si dichiara illegittimo il contratto in oggetto conferito alla Servizi comunali. In data 27 ottobre è stata da me presentata un'interrogazione a oggetto "Affidamento illegittimo del servizio di igiene ambientale", su cui non mi è mai stata data una risposta, nonostante sia trascorso un mese. Pertanto, essendo stato dichiarato illegittimo il contratto sopra citato e non avendo avuto risposte scritte in merito, ritengo che il Consiglio comunale non possa ratificare questa variazione d'urgenza alla variazione di bilancio 2008, né tanto meno autorizzare il pagamento di un contratto illegittimo. Ora noi andiamo a fare questa variazione per "la necessità di far fronte al pagamento di fatture scadute o in scadenza nella attuale situazione di cassa che non consente il loro pagamento nei termini di legge contrattuali. Di conseguenza bisogna assumersi la responsabilità di autorizzare un pagamento che è da ritenersi illegittimo». Pronta la risposta dell'assessore Sergio Marini: «Ho l'impressione che ci sia un grosso equivoco di fondo e forse le descrizioni delle delibere non sono state ben comprese. Noi abbiamo problemi di liquidità che non sono dovute solo alla Sercom, come ho spiegato ampiamente alla commissione. Le fatture della Sercom sono relative a un contratto pienamente legittimo, e sono fatture arretrate da pagare alla Sercom con un contratto che volge alla fine del sesto anno». Sul punto relativo alla variazione di bilancio l'assessore Marini ha spiegato: «Ci sono stati elementi che hanno creato difficoltà nella liquidità del Comune, riconducibili principalmente al fatto che a quest'anno sono venuti a mancare alcuni trasferimenti di cassa da parte del Governo (376mila euro di Ici convenzionale). Abbiamo avuto il trasferimento del 50% dell'Ici prima casa, e avevamo ancora le fatture relative al servizio fornito dalla Sercom che vengono pagate con ritardo come stanno facendo da sempre tutti i Comuni soci clienti della società. Siccome c'è in corso una sostituzione di contratto nei confronti della Sercom con affidamento del servizio a un'altra società (Gaia servizi, ndr), la Sercom ha affidato ai propri legali l'iniziativa di sollecitare il pagamento delle fatture arretrate e il pagamento di una certa entità di interessi che a loro dire equivale a circa 200mila euro, ma che secondo i nostri calcoli non dovrebbe superare i 70mila euro. Pertanto abbiamo ritenuto opportuno saldare tutte le fatture arretrate. Pertanto per la prima volta abbiamo dovuto far fronte a questa temporanea crisi di liquidità, rivedendo un fido che già era stato concesso in banca in sede di approvazione di bilancio preventivo, con possibilità di copertura fino a due milioni di euro. A fronte di queste esigenze particolari abbiamo ritenuto opportuno incrementare questo fido (e non mutuo come qualcuno sostiene) da due a cinque milioni, restando sempre al di sotto di quelle che sono le opportunità relative alla struttura finanziaria del nostro Comune. Come emerge dalla relazione dei revisori dei conti l'assestamento provoca uno scostamento rispetto al bilancio complessivo di previsione di circa 12mila euro. Ribadisco che i cinque milioni e 40mila euro sono un fido calcolato nell'ipotesi che noi li utilizzassimo, è utile sapere che finora noi, avendo già pagato gli stipendi e queste fatture, siamo in uno scoperto che supera di poco il milione di euro». Articolo pubblicato il 05/12/08

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Prestiti anche per pagare le tredicesime (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 06-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CONFIDI «Prestiti anche per pagare le tredicesime» In tempi di calo dei consumi, come quelli che stiamo attraversando, cresce il numero di piccole e medie aziende commerciali con problemi di liquidità. Diventa, così, sempre più centrale il ruolo dei Confidi, come struttura di intermediazione tra istituti bancari e imprese. «Un tempo la maggior parte dei fidi serviva per far fronte a investimenti nella ristrutturazione o per l'acquisto di locali - spiega Luca Chiapella, vice presidente della cooperativa fidi Cts (commercio, turismo e servizi) -, stiamo ora registrando, invece, un aumento anche di chi chiede un prestito per carenza di liquidità, magari per pagare le tredicesime dei dipendenti. Anziché sborsare tassi su conti correnti scoperti, è meglio stipulare un fido per un riequilibrio finanziario dell'azienda». La cooperativa fidi Cts, grazie agli oltre 7 mila soci, ha maggiori margini di contrattazione con gli istituti bancari. «I Confidi, come il Cts, sono da sempre vicini alle imprese e, proprio nei momenti di difficoltà - ricorda il presidente della Camera di commercio Ferruccio Dardanello -, sono impegnati per rinegoziare finanziamenti e mutui e assicurare flussi di liquidità sufficienti non solo a garantire una tenuta, ma anche a supportare ipotesi di sviluppo». \

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I conti dormienti valgono 800 mln (sezione: Revoca fidi)

( da "Italia Oggi" del 06-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi Numero 290  pag. 4 del 6/12/2008 | Indietro I conti dormienti valgono 800 mln Primo Piano Di Paolo Silvestrelli Anche gli obbligazionisti Alitalia usufruiranno del fondo ma forse i soldi non basteranno per tutti Il Tesoro conta di soddisfare i risparmiatori dei crac finanziari Il Tesoro ha deciso che è arrivata l'ora di risvegliare i conti dormienti. Sono molti i depositi che non vengono toccati da almeno dieci anni e che andranno a finanziare i risparmiatori vittime dei crac finanziari.Dai dati comunicati dal ministero dell'economia e delle finanze, al 15 novembre il numero complessivo dei conti dormienti è di 1,071 milioni per un valore complessivo pari a 798 milioni di euro. Di questi cui 781,755milioni sono in contanti mentre 16,648 milioni circa sono in strumenti finanziari. Da ieri è consultabile il sito del Tesoro dove è rintracciabile l'elenco completo di tutti i titolari dei depositi presso banche, le Poste o presso società assicurative o di intemediazione mobiliare che non sono stati soggetti a nessun tipo di movimento negli ultimi dieci anni. Se entro il 15 dicembre 2008 i titolari di questi conti non avranno comunicato ai propri intermediari finanziari la cessazione della dormienza, gli stessi soldi verranno automaticamente trasferiti nel fondo dei conti dormienti. A quel punto, entro la data di prescrizione di dieci anni, i titolari dei conti potranno ancora recuparare il deposito ma dovranno rivolgersi al ministero dell'economia delle finanze. Basta un versamento,un prelievo, o anche semplicemente la richiesta dell'estratto conto o la conferma a voler continuare comunque nel rapporto, altrimenti il rapporto si chiude definitivamente e i soldi non possono più essere recuperati. La finanziaria 2006, che aveva previsto un sistema di indennizzi per i risparmiatori vittime di frodi finanziarie con l'istituzione di questo fondo alimentato appunto «dall'importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come dormienti all'interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario». Su questa base è scattato l'obbligo di inviare una lettera raccomandata a tutti i titolari dei conti ancora rintracciabili. L'obbligo di invio della raccomandata ha riguardato, però, solo i conti con una somma superiore ai 100 euro. Passato il periodo di avviso e notifica, tocca ora al risparmiatore richiedere il propio conto, altrimenti ci penserà il Tesoro. Ad occhio e croce la somma dei conti dormienti non sembra indifferente. Certo è che il Tesoro dovrà considerare oltre ai risparmiatori dei crac finanziari degli ultimi anni anche gli obbligazionisti di Alitalia che dopo la dicharazione d'insolvenza della compagnia di bandiera, vivono le stesse problematiche dei risparmiatori Parmalat o Cirio. Nel caso di Alitalia, gli obbligazionisti, secondo il rispetto della procedura di liquidazione di creditori di una società in amministrazione straordinaria, dovrebbero percepire una minima parte dei loro soldi quantificabile in un 20 per cento circa del prestito obbligazionario attivato. Il quesito a questo punto riguarda la solidità di questo Fondo. Basterà a soddisfare almeno quel poco che spetta ai risparmiatori truffati e in questo caso agli obbligazionisti che si sono fidati dello slittamento del rimborso obbligazionario? O ci sarà il solito assalto alla diligenza su del denaro che una volta individuato dovrà accontentare pochi e scontentare molti? L'arduo compito spetta al ministro dell'economia Giulio Tremonti, che, in quest'ottica, si è già dimostrato granitico nel blindare la Finanziaria.

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banchieri, spalloni e imprenditori la rotta del riciclaggio per lugano - salvo palazzolo (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 06-12-2008)

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Pagina III - Palermo I magistrati La moglie Banchieri, spalloni e imprenditori la rotta del riciclaggio per Lugano Da Unicredit a Numisart i flussi finanziari di Cosa nostra Agli incontri i corrieri si riconoscevano grazie ai giornali che portavano con loro Stiamo pigliando un miliardo e lo stiamo portando. Ma lei dove va? Vergini, Cayman? SALVO PALAZZOLO (segue dalla prima di cronaca) C´era un sistema sicuro per inviare soldi in Svizzera. Paolo Sgroi e tutti gli altri imprenditori rimasti senza nome prendevano accordi con un solerte funzionario della Unicredit private banking di piazza Croci. Che consigliava quasi sempre i servizi di una società fidata di corrieri specializzati, la Numisart di Lugano: avrebbero preso in consegna i soldi a Milano, per sistemarli, nel giro di poche ore, su un conto cifrato in Svizzera. Prezzo del servizio, l´uno per cento della somma da trasferire. Il 28 aprile 2006, una microspia della Guardia di finanza sorprese Paolo Sgroi che parlava col fratello Salvatore di un articolo uscito su Repubblica: «Mi ficiru lieggiri ddoco un pizzino scritto?chi me manu..». Era preoccupato Paolo Sgroi per quel bigliettino trovato nel covo di Bernardo Provenzano. Due imprenditori avevano manifestato la loro disponibilità ai boss di assumere personale: in cambio, chiedevano solo il monopolio di zona per la vendita di alcuni prodotti. Chissà perché Sgroi era preoccupato. Il giorno dopo partì improvvisamente per Milano. Un´altra microspia, nascosta nella sua auto, riprese il dialogo con la moglie Giuseppina: «Stiamo pigliando un miliardo e lo stiamo portando?», diceva lui. «Se non c´è Michele ce ne torniamo ? sussurrava lei ? mi ero fatta tutta la sceneggiata (?) ma lei dove li porta? Lei dove va? Vergini, Caiman?». Ragionavano su una eventuale giustificazione da fornire, in borsa avevano davvero tanti soldi. Ma non ce ne fu bisogno. Gli Sgroi potevano contare su un amico fidato con la divisa, l´ispettore di polizia Michele Cerrone, in servizio all´aeroporto. La borsa stracolma di soldi passò senza problemi. Ma i ragazzi del Gico, che si fingevano turisti, non la persero di vista un attimo. Neanche a Milano, quando Sgroi cominciò a passeggiare nervosamente in via Beatrice D´Este, qualche ora dopo. Un uomo scese da un´Audi con targa svizzera e si avvicinò all´imprenditore palermitano. Prese in consegna un sacchetto e si allontanò velocemente. Un chilometro dopo, un blitz della Finanza svelò cosa era arrivato da Palermo: 450 mila euro in contanti. Quel giorno, Sgroi aspettò a lungo che dalla Unicredit Suisse arrivasse la conferma del deposito sul conto. Lo spallone della Numisart era stato bloccato, e i soldi sequestrati. Secondo l´accusa, il tesoretto non apparteneva solo a Sgroi, ma anche ad alcuni mafiosi. Così gli investigatori del Gico hanno scoperto la via che dalla Sicilia portava in Svizzera. «Sgroi è probabilmente solo la punta di un iceberg», sospettano gli inquirenti. La rogatoria effettuata a Lugano dai magistrati di Palermo ha cominciato a svelare qualche segreto. «La società che effettua il trasporto non viene mai chiamata con il suo nome durante le conversazioni ? spiegano adesso i pm nel loro atto d´accusa ? ma con il nome di battaglia di "Colombo". Neanche il cliente si presenta con il suo nome, ma con uno cifrato. Per Sgroi era Maroi, che era anche il riferimento del conto». Quando il cliente o il funzionario di banca telefonano alla società Numisart, per prendere accordi, non fanno mai il nome della banca di destinazione: si citano soltanto i funzionari interessati all´operazione. «All´appuntamento ? proseguono i magistrati - lo spallone e il cliente si riconosceranno a mezzo giornali concordati e rispettivamente portati. Pervenuta la somma in Svizzera, l´accredito avverrà con l´indicazione di conto "Tappeto", ultimo schermo alla riconducibilità dei soldi». Fra tante reticenze e molti non ricordo, i funzionari della Unicredit Suisse e della Numisart qualche ammissione l´hanno fatta. Nomi, s´intende, mai. Solo indicazioni generali, che però aprono uno scenario interessante sui palermitani desiderosi di portare in gran segreto i propri soldi in Svizzera. Ha messo a verbale il direttore di Unicredit Suisse, ribadendo la sua trasparenza d´azione: «Premetto che Palermo non è un luogo a rischio secondo l´applicazione interna dell´ordinanza sul riciclaggio di denaro. Tuttavia ritengo che la clientela palermitana, in via teorica, presenti maggiori rischi di quella genovese, in quanto sappiamo che in alcune zone d´Italia è più probabile la connessione con la criminalità organizzata. La vigilanza accresciuta deriva dalla fama delle pressione a cui è sottoposta l´imprenditoria in Sicilia, quindi prima di aprire un conto a un cliente di Palermo facciamo una visita ambientale. Vogliamo che questi clienti ci vengano presentati in modo forte, quindi a esempio che un funzionario del nostro gruppo bancario ce ne parli come di un cliente che conosce, di cui sa come fa i soldi, stimato da lui e dalla banca». Così un funzionario di Unicredit private banking di Palermo (oggi indagato dalla Procura) diede grandi rassicurazioni su Sgroi. Commentano i pm: «Il modo di operare di quei funzionari denota totale e assoluta indifferenza per la reale provenienza del denaro». Adesso risulta indagato (per abuso d´ufficio) anche l´ispettore Cerrone per la sua «piena disponibilità» a chiudere un occhio su quello che c´era nelle valige degli Sgroi. E se all´aeroporto c´era confusione, gli Sgroi posteggiavano pure nel parcheggio della polizia. Forse per questo che il figlio e il nipote del poliziotto erano stati assunti per qualche tempo da Cedi Sisa.

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Economia, dalla crisi allo sviluppo (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-12-2008)

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VENETO pag. 20 Economia, dalla crisi allo sviluppo ROVIGO TRASFORMARE un periodo di crisi in nuove opportunità di sviluppo. In quest?alveo di discussione si colloca il convegno su ?Credito e Imprenditoria Femminile: Quale Futuro?? che si svolgerà il 10 dicembre alle 17 nella sala consiliare della Camera di Commercio di Rovigo. La partecipazione è gratuita e ieri l?iniziativa è stata presentata per dare risalto, in primo luogo, al fatto che è la leva creditizia che può ossigenare i progetti imprenditoriali, inclusi quelli declinati al femminile. Il presidente della Camera di Commercio Loredano Zampini ha affermato: «Il convegno è un?occasione importante di confronto fra mondo economico e istituzionale per rilanciare un tema importante in una fase d?emergenza che giustifica l?intervento pubblico. La Camera di Commercio ha istituito uno sportello a supporto dell?iniziativa economica delle imprenditrici e ha raddoppiato le possibilità di accesso ai Consorzi Fidi. Stiamo anche elaborando forme di finanziamento fino a 50-60 milioni di euro volti a incentivare il lavoro autonomo delle donne e a garantire una rete di sostegno per i prossimi 12 mesi, a partire dall?inizio del 2009». Il quadro normativo di riferimento, come ha ricordato Angela Maldina, rappresentante Abi all?interno del Comitato polesano per l?Imprenditoria Femminile è ?Basilea 2?, l?accordo internazionale sui requisiti patrimoniali delle banche, in base al quale gli istituti di credito devono accantonare quote di capitale proporzionali al rischio derivante dai vari rapporti di credito assunti. Le banche classificano il fattore della ?rischiosità? attraverso sofisticate procedure di rating e appare, quindi, evidente la necessità per le imprese di attuare adeguate politiche gestionali e di bilancio. «E? opportuna la rivitalizzazione del settore ? ha precisato Maldina ? e occorre ridare fiato ad un Fondo di Garanzia per la Piccola e Media Impresa con l?intervento pubblico in raccordo con il sistema bancario». Ci si potrebbe domandare che cosa può ridare vigore all?economia e se si debba contare sui contributi statali o sulle risorse del territorio. «L?epoca dei finanziamenti a pioggia è finita ? ha replicato Paola Menon, presidente del comitato per l?imprenditoria femminile ? e per far nascere nuova impresa servono buone idee. Nella nostra provincia, ad esempio, si moltiplica il numero di esercizi commerciali dello stesso tipo. In Polesine l?imprenditoria femminile è in crescita e dai dati relativi ai primi semestri 2007 e 2008 emerge un aumento dell?1,2%. La Regione Veneto inoltre dedica molta attenzione all?impresa femminile e non ha trascurato i finanziamenti previsti dalla legge 215/92 altrove meno attivati. Promuoviamo il convegno per appoggiare lo sviluppo delle imprese già esistenti e nei prossimi mesi cercheremo di interloquire con gli istituti di credito locali per verificare la loro disponibilità ad agevolare l?accesso al credito». Daniela Muraca

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CHIETI - Gli imprenditori abruzzesi chiedono ai candidati alla presidenza della Regione impegni prec... (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 06-12-2008)

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Sabato 06 Dicembre 2008 Chiudi di ALFREDO D'ALESSANDRO CHIETI - Gli imprenditori abruzzesi chiedono ai candidati alla presidenza della Regione impegni precisi e soprattutto che inizi il tempo dei fatti, con uno scatto di responsabilità e orgoglio. Sanità, rifiuti, energia, credito e infrastrutture sono stati al centro del dibattito voluto da Confindustria Abruzzo e ospitato presso la Camera di commercio di Chieti. Temi che hanno confermato obiettivi e strategie differenti. Se per Carlo Costantini, infatti, le sei Asl vanno azzerate recuperandone i costi per spenderli in assistenza, per Gianni Chiodi la sostanza delle questione sanità non è un problema di numeri ma di modello e, soprattutto, bisogna uscire al più presto dal piano di rientro. Rodolfo De Laurentis propone presidi ospedalieri ognuno con un proprio bilancio, e una rete ospedaliera senza duplicazioni. Per Teodoro Buontempo salvare i piccoli ospedali non è uno sperpero se si punta a farne delle eccellenze. Per Angelo Di Prospero, invece, c'è un intero sistema sociale da rivedere. Differenze più o meno marcate sulla questione rifiuti: contro i termovalorizzatori Costantini e Di Prospero, favorevoli Chiodi e, sostanzialmente, anche Buontempo che ricorda che nel centro di Vienna ce n'è uno che non inquina. In tema di sviluppo De Laurentis sottolinea la necessità di recuperare il progetto del Corridoio Adriatico e di attrarre nuovi investimenti per riportare in Abruzzo la grandi aziende. Sul credito e sul rapporto banche-imprese Costantini parla di una trentina di milioni di euro messi a disposizione dei Consorzi Fidi per agevolare l'accesso al credito e sviluppare investimenti per 400 milioni. Per Costantini, inoltre, ai Comuni che non evadono le istanze la Regione manderà un commissario ad acta. Chiodi denuncia lo sforamento del patto di stabilità alla Regione e la possibilità di non aver un esercizio finanziario fisiologico, e quanto al sistema bancario la parte pubblica crei sistemi di garanzia sui progetti strategici. Buontempo insiste sulla corruzione nella Pubblica amministrazione, e sul diritto degli imprenditori a non essere ricattati. In campo economico a lanciare la sfida è De Laurentis: in Abruzzo bisogna tornare a produrre ricchezza dopo che il Pil a perso cinque punti in sette anni e ne perderà uno e mezzo anche nel 2009. Infine, il caso: assente dal dibattito, perchè non invitata, Ilaria Del Biondo, del Partito comunista dei lavoratori. Il direttore di Confindustria, Giuseppe D'Amico: «Pur nel rispetto di tutte le idee, volevamo discutere con chi parla di sviluppo d'impresa».

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CRISI: LA RISPOSTA DELLE REGIONI. TUTTE LE MISURE (8). (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 06-12-2008)

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CRISI: LA RISPOSTA DELLE REGIONI. TUTTE LE MISURE (8) (ASCA) - Roma, 6 dic - VALLE D'AOSTA - La Regione ha stanziato un fondo specifico, ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di misure per contrastare la crisi economico-finanziaria. Tali misure saranno determinate di concerto con le parti sociali. Sara' costituita una forma di garanzia sul capitale maturato a favore degli iscritti alle forme di previdenza integrativa, nei settori pubblico e privato. Per quanto riguarda, nello specifico, le piccole e medie imprese, si e' ancora in fase di valutazione e di consultazione dei soggetti coinvolti. VENETO - Il repentino aumento del tasso interbancario, come prima conseguenza di un clima di sfiducia che si e' creato tra gli operatori del settore, pone evidenti problemi di liquidita' del sistema e rischia di influenzare pesantemente non solo il mantenimento della capacita' produttiva del sistema economico veneto, ma anche la possibilita' di una sua espansione a causa dei mancati nuovi investimenti. La Regione, in questo contesto, e' intervenuta con azioni mirate a supporto delle PMI, rafforzando l'accesso alla disponibilita' di liquidita' necessaria a garantire la continuita' operativa. Una partnership tra ente pubblico, sistema bancario e organismi di garanzia, per determinare, nel rispetto di Basilea 2, un valido sostegno alle imprese, sostegno che passa attraverso un sostanziale rafforzamento delle garanzie ''consortili'' e l'adozione di criteri economico-patrimoniali volti a favorire un miglioramento finanziario della finanza aziendale. In questa ottica, la Giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di 3,6 milioni di euro per rifinanziare la L.R. 20 marzo 1980, n. 19 '' Interventi a favore dei Consorzi-Fidi tra le piccole e medie imprese del settore secondario del veneto'' (DGR del 14 ottobre 2008); 1,2 milioni di euro per rifinanziare la. L.R. 18 gennaio 1999, n, 1 '' Interventi regionali per agevolare l'accesso al credito nel settore commercio'', specificatamente ai ''Contributi alla cooperazione e consorzi di garanzia del settore commercio'' (DGR del 21 ottobre 2008). Entrambi i finanziamenti concedono ulteriori risorse ai fondi rischi esistenti, consentendo cosi' un rafforzamento dell'offerta di garanzie in favore delle PMI al fine di migliorare l'accesso al credito che, particolarmente in questa fase, registra fenomeni di razionamento. Per quanto riguarda il rafforzamento dei confidi artigiani, la Regione ha predisposto un intervento rivolto ad aumentare la garanzie a favore delle imprese artigiane per l'accesso e la gestione del credito bancario richiesto a fronte di esigenze di liquidita' corrente che rischiano di essere disattese o fortemente ridotte. Il Fondo messo a disposizione eleva al 70% il livello di garanzia data dai Confidi artigiani (normalmente del 50%) alle imprese per il sostegno della gestione corrente, per la ristrutturazione della posizione debitoria, per il consolidamento delle passivita' bancarie a breve, per il riequilibrio finanziario. Rus/mar/ss (Asca)

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