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tARTICOLI DEL 27-29 novembre 2008#27-29TOP
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Articoli
Revoca fidi (12)
Le pmi: uscire dalla crisi si può
( da "Italia
Oggi" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: denuncia un aumento dei costi dei servizi bancari. Il 63,1% vorrebbe rafforzare il sistema dei Consorzi Fidi per il credito. La denuncia più forte riguarda l'efficacia del sistema istituzionale nell'affrontare la crisi, il 79,2% ritiene questa azione poco o per nulla efficace. Infine, con una nota ottimistica gli imprenditori manifestano fiducia nel sistema delle associazioni d'
Truffa
e bancarotta Bancario agli arresti
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidi della Banca Nazionale del Lavoro, la quale, a fronte di una richiesta delle numerose società del sodalizio, ben 23 di 33 milioni di euro, ne ha versati, subendo una truffa colossale, 22 milioni. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Manzione, ieri mattina sono stati eseguiti tre ordini di custodia cautelare emessi dal Gip Spada Ricci
Manzano
La crisi finanziaria internazionale comincia a ...
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: dato che nel resto d'Italia ci sono Confidi molto strutturati»: si pensi a Neafidi in Veneto, che raggruppa 5 realtà territoriali su 7 e ad altre realtà quali il toscano Centro Fidi Terziario o a Eurofidi, che dal Piemonte ha esteso a molte altre regioni la propria operatività e punta ora a divenire una "banca di garanzia".
SICILIA:
LOMBARDO INCONTRA ABI PER CONCORDARE MISURE ANTICRISI.
( da "Asca"
del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Associazione Bancaria Italiana), capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione,
CRISI
ECONOMIA: LOMBARDO CONCORDA CON L'ABI PIANO PER SICILIA
( da "Agi"
del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Associazione bancaria italiana, capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione,
banche
in soccorso della regione per anticipare i soldi alle imprese - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Ma Lombardo e i vertici bancari hanno parlato pure della necessità di favorire, attraverso agevolazioni finanziarie, l´aggregazione dei consorzi fidi costituiti sul territorio. Secondo punto: la cessione alle banche dei crediti vantati dalle imprese e dagli enti locali nei confronti alla Regione.
novembre
nero per il credito 1 azienda su 3 ha chiesto aiuto - maurizio bologni
( da "Repubblica,
La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: «Crescono le revoche dei fidi bancari e aumentano le richieste di rientro degli affidamenti, dagli imprenditori riceviamo una segnalazione al giorno in questo senso, ma almeno cinque telefonano per esprimere la loro preoccupazione» dice Giovanni Guidarelli, responsabile credito di Confartigianato Firenze.
Piano
anti-crisi alla Regione ( da "MF Sicilia"
del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidi sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Proprio ieri, però, il ddl 259 sulle iniziative a sostegno dei consorzi fidi (leggasi intervento da 20 milioni di euro) è slittato per l'ennesima volta. Sala d'Ercole tornerà a parlarne il prossimo 2 dicembre (all'odg anche le disposizioni a favore dello sviluppo del settore industriale in attuazione
FIRENZE
<LE RISORSE per il sostegno al credito del piano an...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Il Centro Fidi Terziario di Confcommercio Toscana è stato il primo in Italia ad ottenere l?iscrizione nelle liste istituite dall?articolo 107 del testo unico bancario. Si tratta quindi di un intermediario finanziario che potrebbe svolgere molte delle funzioni che sono di Fidi Toscana.
Stretta
al credito? Ma i fidi ripartono ( da "Corriere della Sera"
del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Ma i fidi ripartono ROMA - Gli impieghi bancari crescono, nonostante la crisi. Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia in ottobre, rispetto a settembre sono aumentati addirittura dell'11,1% contro il 9,9% di settembre. Su base annua, cioè in rapporto ad ottobre dello scorso anno, c'è invece un rallentamento nella crescita che comunque resta al 6,
Credito
e garanzie: 10 milioni dalla Cdc ( da "Brescia Oggi"
del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: le garanzie su fidi e prestiti bancari coinvolgendo i Confidi. Un piano d?intervento di ampio raggio, che sarà a regime con i primi mesi del 2009, delineato dalla Camera di commercio di Brescia negli ultimi giorni e presentato ieri mattina nella sede di via Einaudi: presenti il presidente Francesco Bettoni, il segretario Massimo Ziletti,
La
crisi si batte con l'aiuto di tutti
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Confartigianato Imprese propone la creazione di un apposito fondo straordinario a supporto dei rischi assunti dai consorzi di garanzia fidi che raggiunga il triplice obiettivo di dare maggiore liquidità alle pmi in un quadro di ragionevoli garanzie per il sistema bancario e con un costo per gli enti locali contenuto dato il rischio d'insolvenza medio delle operazioni finanziate.
( da "Italia Oggi" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Economia e Politica Numero 282, pag. 10 del
27/11/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF Indagine di
Cdo su 400 imprenditori Le pmi: uscire dalla crisi si può Le piccole imprese
italiane si dicono molto preoccupate, ma sono convinte che dall'attuale crisi
si può uscire entro due, massimo tre anni, grazie alle proprie capacità
innovative e alle qualità competitive della propria offerta. Questo, in
sintesi, il risultato dell'analisi delle risposte a un questionario sulla crisi
economica messo a punto da Fondazione sviluppo impresa di compagnia delle opere
e distribuito a 400 piccoli imprenditori durante il Matching, l'evento per le
pmi organizzato da Cdo, che si è svolto alla Fiera di Milano dal 17 al 19
novembre scorsi. Per uscire rapidamente dalla crisi, gli intervistati ritengono
che le strade più efficaci siano: innovazione, 55%; un miglior accesso al credito
43,9%; internazionalizzazione 31,4%; maggiori incentivi alla formazione 30,4%;
un più articolato sistema di reti e distretti 28,1%. Gli operatori intervistati
giudicano la crisi molto grave, 77,9%, e di lunga durata, il 77%. L'impatto
negativo è già presente, tanto è vero che il 75,2% degli imprenditori denuncia
gravi difficoltà; in particolare sui tempi di pagamento delle fatture, il 73,8%
dichiara di aver verificato un sensibile allungamento. Se solo il 32,2% ammette
di avere problemi nell'accesso al credito, il 50,7% denuncia
un aumento dei costi dei servizi bancari. Il 63,1% vorrebbe rafforzare il
sistema dei Consorzi Fidi per il credito. La denuncia più forte riguarda
l'efficacia del sistema istituzionale nell'affrontare la crisi, il 79,2%
ritiene questa azione poco o per nulla efficace. Infine, con una nota
ottimistica gli imprenditori manifestano fiducia nel sistema delle associazioni
d'impresa nel 74,2% dei casi. Delle 400 imprese interrogate il 40% ha
fino a dieci dipendenti, il 23,9% fino a venti, le altre superano la ventina di
addetti. «La consapevolezza della gravità della crisi economica in atto, stando
ai dati di questa indagine», afferma Massimo Ferlini, presidente di Cdo di
Milano, «induce le piccole imprese a giudicare con grande attenzione le
iniziative che le istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a mettere in
campo. è impressionante quel quasi 90% degli imprenditori che valuta inefficace
la risposta di chi ha responsabilità di governo. Non c'è dubbio che gli sforzi
tempestivi degli enti locali non sono ancora stati percepiti o sono stati
giudicati insufficienti. Ma l'attesa più grande riguarda il governo, perché se
il sostegno al sistema bancario può essere giudicato
come un contributo alla stabilità finanziaria, le piccole imprese si aspettano
di più, molto di più».
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRONACA AREZZO pag.
9 Truffa e bancarotta Bancario agli arresti OPERAZIONE DELLA FINANZA U
N?INCHIESTA, la prima di così grosso spessore investigativo, sul riciclaggio di
denaro sporco proveniente dalla Russia. E tra gli arrestati c?è un aretino. Un
lavoro ostinato, difficile, oscuro grazie al quale gli uomini del nucleo
investigativo della Guardia di Finanza del comandante provinciale di Lucca
Cussotto e del colonnello Di Terlizzi, hanno smantellato un?organizzazione
criminale capace di rienvestire il denaro ricevuto aprendo o acquisendo società
più o meno operative e alterarando il mercato immobiliare vista la enorme
disponibilità di denaro fresco. Inoltre, poiché adoperare solo i soldi
?ripuliti? avrebbe destato sospetti, la necessità di trovare complici per poter
accedere ai fidi della Banca Nazionale del Lavoro, la
quale, a fronte di una richiesta delle numerose società del sodalizio, ben 23
di 33 milioni di euro, ne ha versati, subendo una truffa colossale, 22 milioni.
Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della
Repubblica Manzione, ieri mattina sono stati eseguiti tre ordini di custodia
cautelare emessi dal Gip Spada Ricci nei confronti di Giovanni Tronci,
59 anni, nato a Cagliari, ma abitante a Viareggio, imprenditore edile; Lilian
Bogodjanova, 38 anni, russa, ma residente a Lucca, imprenditrice; Claudio
Imbriani, 57 anni, di origini napoletane ma residente ad Arezzo, ex direttore
della filiale della Bnl di piazza San Michele a Lucca e, attualmente,
funzionario dello stesso istituto a Milano. Per tutti, assegnati agli arresti
domiciliari, le accuse sono di associazione a delinquere, trasferimento
fraudolento di denaro e impiego di denaro proveniente da attività llecita
(riciclaggio), truffa da evasione fiscale. Altri quattro indagati, il geometra
lucchese Marco Chiari, l?avvocato Antonio Politano, 41 anni, Saverio Magagnini,
38 anni, commercialista a Viareggio; Giorgio Andenna, 51 anni, funzionario a
Milano della Banca Nazionale del Lavoro, sono stati interdetti dall?esercizio
della professione e denunciati per falso, truffa e sostituzione di persona.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Manzano La crisi
finanziaria internazionale comincia a ... ManzanoLa crisi finanziaria
internazionale comincia a fare sentire i propri pesanti effetti anche sulle imprese
della nostra regione e si prevede che con l'inizio del prossimo anno la
situazione sarà destinata a peggiorare sensibilmente. Un'opinione espressa già
nelle scorse settimane dal presidente di Confindustria Fvg, Adalberto Valduga,
di Confindustria Udine, Adriano Luci e confermata ieri da Marco Simeon,
presidente di Confapi regionale: «Dalle indagini che abbiamo svolto a livello
delle associazioni territoriali - rimarca Simeon - si registra già ora una
crescente e progressiva contrazione degli ordini, una più accentuata diffidenza
del sistema del credito, una restrizione degli affidamenti, il tutto
accompagnato da un processo di sfiducia che speriamo venga in qualche modo
"calmierato"».E proprio dal 1. gennaio 2009 le imprese della provincia
di Udine avranno uno strumento più forte su cui contare per affrontare la
crisi. Sarà Confidi Friuli, la realtà nata ieri - con la firma apposta dai
rispettivi presidenti Giovanni Da Pozzo e Michele Bortolussi, davanti al notaio
Eliana Morandi a Manzano - dalla fusione di Confidi Udine e Confidi Industria:
si tratta - è stato spiegato - della prima fusione in Italia tra Consorzi di
garanzia di categorie diverse di certe dimensioni (un precedente, di
"peso" minore può essere rintracciato sempre in regione, a Gorizia, dove
in un'unica realtà sono confluiti i Confidi dei tre settori, ndr).Confidi
Friuli - che riunirà oltre 4.800 soci - conterà oltre 100 milioni di garanzie
in essere: per questa ragione, superando la soglia dei 75 milioni di volume di
attività finanziaria, ha dunque i requisiti per la trasformazione in
intermediario finanziario (come previsto dall'art. 107 del Testo unico bancario): «Una trasformazione significativa - commentano
Bortolussi e Da Pozzo - che permetterà una maggiore operatività». Le aziende regionali
- sottolineano infatti - «necessitano di liquidità, vale a dire di contanti in
tempi brevi, perché le risposte da dare sono nell'oggi e non nel domani.
Confidi Friuli si propone di affiancare il sistema bancario
mettendo sul tavolo le principali caratteristiche di Confidi Industria e
Confidi Udine: flessibilità, decisioni immediate, conoscenza e conseguente
capacità di supporto alle Pmi del territorio».La firma apposta ieri chiude un
iter che aveva trovato la sua "ufficializzazione" il 7 luglio scorso,
quando le assemblee straordinarie dei due confidi avevano ufficializzato la via
dell'aggregazione. «Guardiamo al futuro con ottimismo - commentano ancora Da
Pozzo e Bortolussi - e non escludiamo di affrontare altri passaggi del genere,
tenendo sempre ben chiaro il nostro obiettivo: rimanere un importante punto di
riferimento del mondo delle Pmi, cercando di supportarle nell'accesso al
credito non solo dal punto di vista economico ma anche da quello della
consulenza, suggerendo le operazioni più adatte per consentire loro di restare
competitive sul mercato, di crescere e di affrontare le situazioni di crisi
sempre più frequenti, purtroppo, nel "piccolo"».Nel breve periodo,
tuttavia, hanno concordato Da Pozzo e Bortolussi, sarà difficile che Congafi
Friuli possa partecipare a nuove aggregazioni: Gorizia si è mossa su base
provinciale, così come sembra orientata a fare Trieste, mentre Pordenone vive
una situazione "ibrida" (il locale Confidi industria ha infatti
"sposato" Treviso. Eppure, ammonisce Bortolussi, «se
"politicamente" ci sono problemi a che questa nostra fusione abbia un
seguito, "tecnicamente" è invece necessaria, dato
che nel resto d'Italia ci sono Confidi molto strutturati»: si pensi a Neafidi
in Veneto, che raggruppa 5 realtà territoriali su 7 e ad altre realtà quali il
toscano Centro Fidi Terziario o a Eurofidi, che dal Piemonte ha esteso a molte
altre regioni la propria operatività e punta ora a divenire una "banca di
garanzia".
( da "Asca" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
SICILIA: LOMBARDO
INCONTRA ABI PER CONCORDARE MISURE ANTICRISI (ASCA) - Palermo, 27 nov - ''Tra ieri
ed oggi abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti sociali per
condividere un percorso comune attraverso cui individuare tutte le possibili
forme di intervento per sostenere famiglie e imprese nel difficile momento in
cui si trova la Sicilia, a causa della crisi internazionale''. Cosi' il
presidente della regione Raffaele Lombardo a conclusione dell'incontro con la
commissione regionale dell'ABI (Associazione Bancaria
Italiana), capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto
sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia
per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e'
stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese
nei confronti della Pubblica amministrazione, a partire dalla Regione.
''Si consentira' - ha aggiunto Lombardo - cosi' alle banche di anticipare i
crediti che le aziende vantano nei confronti di Regione ed enti locali. Le
banche, inoltre, manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del
2008 nei confronti delle aziende''. Si e' convenuto, inoltre, sulla necessita'
di rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge regionale 32/2000.
In tema di agricoltura Lombardo ha chiesto che, a seguito dell'accordo firmato
con l'ISMEA, che prevede la ristrutturazione dei prestiti agrari, anche i
singoli istituti bancari provvedano a loro volta a sottoscrivere le convenzioni
operative con l'ISMEA. ''Con oggi si e' completata la costituzione di un tavolo
permanente con tutte le parti sociali - ha concluso Lombardo - una sorta di
cabina di regia in grado di monitorare l'andamento della difficile situazione
che stiamo attraversando e sappia dare le indicazioni piu' efficaci e condivise
con cui procedere. Metodo analogo seguiremo con le banche siciliane, dando vita
ad un osservatorio sulle dinamiche economico- finanziarie, in grado di dare uno
specifico contributo di merito''. dod/res/rob (Asca)
( da "Agi" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI ECONOMIA:
LOMBARDO CONCORDA CON L'ABI PIANO PER SICILIA (AQGI) - Palermo, 27 nov. -
"Tra ieri e oggi abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti
sociali per condividere un percorso comune attraverso cui individuare tutte le
possibili forme di intervento per sostenere famiglie e imprese nel difficile
momento in cui si trova la Sicilia, a causa della crisi internazionale".
Cosi' il presidente della regione Raffaele Lombardo a conclusione dell'incontro
con la commissione regionale dell'Associazione bancaria
italiana, capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto
sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia
per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e'
stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese
nei confronti della Pubblica amministrazione, a partire da Regione.
"Si consentira' - ha aggiunto Lombardo - cosi' alle banche di anticipare i
crediti che le aziende vantano nei confronti di Regione ed enti locali. Le
banche, inoltre, manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del
2008 nei confronti delle aziende". Si e' convenuto, inoltre, sulla
necessita' di rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge
regionale 32/2000. In tema di agricoltura Lombardo ha chiesto che, a seguito
dell'accordo firmato con l'Ismea, che prevede la ristrutturazione dei prestiti
agrari, anche i singoli istituti bancari provvedano a loro volta a
sottoscrivere le convenzioni operative con l'Ismea. "Con oggi si e'
completata la costituzione di un tavolo permanente con tutte le parti sociali -
ha concluso Lombardo - una sorta di cabina di regia in grado di monitorare
l'andamento della difficile situazione che stiamo attraversando e sappia dare
le indicazioni piu' efficaci e condivise con cui procedere. Metodo analogo seguiremo
con le banche siciliane, dando vita ad un osservatorio sulle dinamiche
economico- finanziarie, in grado di dare uno specifico contributo di
merito".
( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina II - Palermo
Il vertice Incontro tra Lombardo e i rappresentanti degli istituti di credito.
Il piano alla prova dell´Ars Banche in soccorso della Regione per anticipare i
soldi alle imprese Il governatore "Sarà mantenuto il livello attuale degli
impieghi con le aziende" EMANUELE LAURIA Un pacchetto di emendamenti da
presentare a Sala d´Ercole già la prossima settimana per aiutare le imprese
strozzate dalla crisi economica. Eccolo, il piano-bis di Lombardo contro la
recessione. è stato al centro dell´incontro che il governatore ha avuto ieri
con i vertici dell´Associazione bancaria italiana, dopo il confronto di mercoledì
con i sindacati. Ai rappresentanti dell´Abi, fra cui Roberto Bertola (Banco di
Sicilia), Francesco Maiolini (Banca Nuova) e Pietro Cirrito (Credito
siciliano), Lombardo ha illustrato la sua ricetta economica. Primo: il
potenziamento patrimoniale dei consorzi fidi, che in Sicilia associano e
garantiscono oltre centomila imprese. Obiettivo che passa dall´approvazione di
un disegno di legge, già in discussione all´Ars, che prevede un´integrazione
dei fondi rischi dei consorzi con una somma pari per il momento, a cinque
milioni di euro. Poco, probabilmente, anche se lo stesso provvedimento prevede
lo stanziamento di 20 milioni per pagare alle aziende i contributi in conto
interessi maturati sino al 2006. Ma Lombardo e i vertici
bancari hanno parlato pure della necessità di favorire, attraverso agevolazioni
finanziarie, l´aggregazione dei consorzi fidi costituiti sul territorio.
Secondo punto: la cessione alle banche dei crediti vantati dalle imprese e
dagli enti locali nei confronti alla Regione. Operazione che
consentirebbe alle aziende di avere subito liquidità, suggerita dagli stessi
rappresentanti degli istituti di credito: le banche anticiperebbero i fondi e
sarebbero rimborsate in un secondo momento, con gli interessi,
dall´amministrazione regionale. Anche questa ipotesi, con la quantificazione
degli oneri a carico della Regione, sarà oggetto di un approfondimento da parte
di un tavolo tecnico che comincerà a riunirsi oggi. Il tavolo dovrebbe
partorire una serie di emendamenti da agganciare a una delle leggi all´ordine
del giorno di Palazzo dei Normanni, prima che si concluda l´attuale finestra
legislativa e cominci la discussione di bilancio e finanziaria. Lombardo è
ottimista e rassicura gli imprenditori garantendo pure che «le banche
manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del 2008 nei confronti
delle aziende». All´incontro di Palazzo d´Orleans erano presenti anche
l´assessore alla Cooperazione Roberto Di Mauro e, per l´assessorato al
Bilancio, anche il capo di gabinetto Rino Giglione e il capo della segreteria
tecnica Fabrizio De Nicola. Fra le altre iniziative discusse, il
rifinanziamento del fondo a favore del commercio, previsto da una legge del
2000, e un rafforzamento dei benefici per l´agricoltura. Lombardo ha chiesto ai
vertici delle banche siciliane di sottoscrivere le convenzioni operative con
l´Ismea, che di recente ha stretto un accordo con la Regione per la
ristrutturazione dei prestiti agrari. La fiducia di Lombardo («in questi due
giorni abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti sociali per
attivare tutte le possibili forme di intervento per sostenere famiglie e
imprese») fa il paio con quella dei manager bancari. Il più soddisfatto
Francesco Maiolini, direttore generale di Banca Nuova, uno degli istituti più
vicini alla Regione durante i governi Cuffaro. Banca Nuova in primavera ha
rilevato dal Banco di Sicilia la quota di maggioranza dell´Irfis. Maiolini
mostra di condividere i primi passi del governo Lombatrdo: «Abbiamo apprezzato
- dice Maiolini - le scelte di rigore adottate negli ultimi mesi dalla nuova
giunta in materia di finanza pubblica, con particolare riguardo alla sanità
privata». Pietro Cirrito, vice direttore generale del Credito Siciliano,
garantisce «l´impegno da entrambe le parti di dare un grosso contributo nel
contrasto alla crisi». Di certo c´è che Lombardo ha sposato il metodo della
concertazione: un tavolo permanente con le parti sociali, un osservatorio sulle
dinamiche economico-finanziarie con i vertici bancarie. I prossimi giorni saranno
già decisivi per comprendere se il piano anti-crisi del governatore potrà
tramutarsi in realtà. Superando, per cominciare, l´impatto con il Parlamento
regionale.
( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina IX - Firenze
E un imprenditore su cinque se lo è visto rifiutare dalle banche: i dati di
Confartigianato Novembre nero per il credito 1 azienda su
( da "MF Sicilia" del 28-11-2008)
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MF Sicilia Numero
237 pag. 2 del 28/11/2008 | Indietro Piano anti-crisi alla
Regione Sicilia Territorio & Imprese Di Emanuela Rotondo ieri a palazzo
d'orléans incontro tra lombardo e l'abi siciliana Il governatore chiede alle
banche di tenere alti gli impieghi per le imprese. Ma anche un sistema di
garanzie per velocizzare i pagamenti degli enti pubblici. Tutti d'accordo sul
potenziamento dei consorzi fidi: il ddl da 20 mln il 2 dicembre a Sala d'Ercole
La crisi finanziaria ha messo a soqquadro l'economia di mezzo mondo, Sicilia
compresa. Manca ossigeno nelle casse delle imprese, molte attività rischiano la
chiusura e per i lavoratori si prospetta la cassaintegrazione (solo a Palermo
negli ultimi mesi 150 aziende sono state costrette a ricorrere alla cig). La
situazione ha messo in allarme imprenditori, associazioni di categoria e sindacalisti
che, ognuno per le proprie ragioni, da settimane chiedono alla regione di
prendere posizione. Alla fine qualcosa si è mosso e, ieri a Palermo a palazzo
d'Orléans, il presidente della regione, Raffaele Lombardo, ha incontrato i
rappresentanti dell'Abi (Associazione bancari italiani) per mettere mano alle
misure anti-crisi. Che di fatto si sono tradotte in due direttive per le
banche: mantenere per il prossimo anno lo stesso livello di impieghi raggiunto
nel 2008 nei confronti delle imprese e creare un sistema di garanzie che
consenta agli istituti di credito di saldare i debiti degli enti pubblici nei
confronti dei fornitori privati. I pagamenti pubblici hanno tempi biblici.
Basta guardare i numeri: se in Europa le amministrazioni ci mettono in media 65
giorni per pagare le imprese, da Roma in giù ce ne vogliono 400. «Abbiamo
parlato di come aiutare le imprese ad accedere al denaro presso il sistema
finanziario, nel modo più agevole», ha dichiaro Roberto Bertola, presidente
della commissione Abi Sicilia e a.d. del Bds. All'incontro era presente anche
Banca nuova, l'istituto di credito appartenente al gruppo Popolare di Vicenza,
che sta mettendo sempre più radici nell'isola. «Lavoro in Sicilia da molti anni
e per la prima volta c'è un confronto franco tra il presidente della regione e
gli istituti di credito», ha detto il direttore generale di Banca nuova,
Francesco Maiolini. Che ha aggiunto: «è stato un incontro importante dal
momento che sono state individuate soluzioni concrete in materia di Confidi e
di flussi finanziari che vanno dalla pubblica amministrazione alle imprese». E
su questo punto sono tutti d'accordo: potenziare i consorzi fidi sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le
aggregazioni dei fidi stessi. Proprio ieri, però, il ddl 259 sulle iniziative a
sostegno dei consorzi fidi (leggasi intervento da 20 milioni di euro) è
slittato per l'ennesima volta. Sala d'Ercole tornerà a parlarne il prossimo 2
dicembre (all'odg anche le disposizioni a favore dello sviluppo del settore
industriale in attuazione del Fesr; la composizione delle giunte con lo
status degli amministratori locali, le misure per il contenimento della spesa
pubblica e la soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e provinciali della
regione). Durante l'incontro, poi, si è anche parlato della necessità di
rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge regionale 32 del
( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIA &
FINANZA pag. 26 ? FIRENZE ? «LE RISORSE per il sostegno al credito del piano
an... ? FIRENZE ? «LE RISORSE per il sostegno al credito del piano anticrisi
della Regione Toscana, che in totale vale circa 45 milioni di euro, potrebbero
finire solo nelle casse di Fidi Toscana; penalizzando i consorzi di garanzia
delle associazioni di categoria». E? il grido di allarme lanciato dal direttore
di Confcommercio Toscana, Stefano Pucci (nella foto), secondo il quale i primi
danneggiati da una misura di questo tipo sarebbero le piccole imprese sparse
sul territorio. Si è fatto un gran parlare del rischio che la crisi finanziaria
contagi l?economia reale e uno dei potenziali veicoli di questo contagio è il
credito alle imprese: le banche, con minore liquidità, potrebbero rifiutare i
prestiti alle attività produttive o concederli solo a interessi molto più alti.
I consorzi Fidi, costituiti da alcuni anni, servono proprio a garantire il
rischio di insolvenza dell?imprenditore, rendendo più facile l?accesso al
credito. In questo quadro Fidi Toscana, organismo pubblico, ha fino a oggi
svolto funzioni di cogaranzia e controgaranzia. In pratica aiutava il consorzio
nel garantire il capitale dell?impresa (cogaranzia) o garantiva il consorzio
che a sua volta garantiva l?impresa (controgaranzia). «Il piano in via di
approvazione ? spiega Pucci ? sembra invece accreditare per Fidi Toscana una
funzione di garanzia diretta, in concorrenza con i consorzi delle associazioni
di categoria. L?organismo pubblico però riceverà i fondi pur non disponendo di
sedi distaccate e non essendo in grado di raggiungere tutte le imprese e tutti
i settori». Una situazione, secondo Confcommercio, resa paradossale dal fatto
che, finora, la Regione ha stimolato i consorzi ad ampliarsi. Il Centro Fidi
Terziario di Confcommercio Toscana è stato il primo in Italia ad ottenere
l?iscrizione nelle liste istituite dall?articolo 107 del testo unico bancario. Si tratta quindi di un intermediario finanziario
che potrebbe svolgere molte delle funzioni che sono di Fidi Toscana. «Chiediamo
alla Regione ? conclude Pucci ? di essere coerente e dire chiaramente quale
strada intende seguire per il supporto al credito». Nicola Di Renzone
( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-28 num: - pag: 35 categoria:
REDAZIONALE Bankitalia In ottobre prestiti +11% Stretta al credito? Ma i fidi ripartono ROMA - Gli impieghi bancari crescono,
nonostante la crisi. Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia in ottobre,
rispetto a settembre sono aumentati addirittura dell'11,1% contro il 9,9% di
settembre. Su base annua, cioè in rapporto ad ottobre dello scorso anno, c'è
invece un rallentamento nella crescita che comunque resta al 6,9%
rispetto al 7,9% registrato in settembre. Insomma i dati dell'Istituto di via
Nazionale confermano ciò che vanno dicendo da tempo i banchieri. E cioè che i
prestiti all'economia, ed in particolare alle imprese, non si sono troppo
compressi. Non ci sarebbe in pratica, come rileva l'Abi, un credit crunch,
soprattutto in rapporto a quel che succede nel resto d'Europa. Se rallentamento
c'è stato, dicono, si tratta degli effetti della crisi e riguarda soprattutto
le famiglie. Il rischio, rileva ancora l'associazione bancaria che a riguardo
ha fornito a Confindustria e governo, cifre e proiezioni è semmai un
rallentamento della domanda causata dalla caduta della produzione industriale e
non dell'offerta di credito da parte del sistema bancario.
«Da settembre
( da "Brescia Oggi" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Venerdì 28 Novembre
2008 IL PIANO. Presentati gli interventi d?urgenza, Bettoni: risposte certe
Credito e garanzie: 10 milioni dalla Cdc Intervento in due fasi: subito 2,8 mln
per liquidità Altri 6,4 mln ai Confidi per il Fondo «tutele» Un doppio
impegno, da 10 milioni di euro totali, per garantire subito liquidità alle
aziende, rafforzando, in un secondo momento, le garanzie su fidi e prestiti
bancari coinvolgendo i Confidi. Un piano d?intervento di ampio raggio, che sarà
a regime con i primi mesi del 2009, delineato dalla Camera di commercio di
Brescia negli ultimi giorni e presentato ieri mattina nella sede di via
Einaudi: presenti il presidente Francesco Bettoni, il segretario Massimo
Ziletti, Renato Montalbetti, responsabile dell'unità di coordinamento imprese
di Unioncamere, Giovanni Provezza e Vittorio Bozza, rispettivamente presidente
e vicepresidente di Ascomfidi. Questi i dettagli dell?intervento: la prima
parte vedrà l'assegnazione di 2 milioni e 800 mila euro entro marzo a circa 500
aziende della provincia attive nei settori del commercio, del turismo e dei
servizi. Saranno così ripartiti: 800 mila euro tra facilitazioni per l'accesso
al credito e sostegni diretti contro la carenza di liquidità, 1 milione, sempre
per carenza di liquidità e facilitazioni creditizie, destinato unicamente
all'artigianato locale, 1 milione per la patrimonializzazione dei Consorzi
Fidi. L?operatività di questo «primo step» sarà approvata definitivamente nel
corso della seduta del prossimo Consiglio camerale, che si terrà il 2 dicembre,
per essere messo a bilancio entro fine anno. La seconda fase prenderà il via
dal 16 dicembre e consisterà nell'erogazione di 6 milioni e 400 mila euro: un
fondo di garanzia per l'accesso al credito messo a disposizione dei Confidi,
che daranno garanzie fino al 70% sull'apertura di credito in conto corrente
fino a 60 mesi di durata (con rimborsi trimestrali), oltre ad assistere le
imprese nell'anticipo di contratti, fatture ed export fino a 24 mesi.
L'operazione interesserà 3 tipi di imprese: le startup che abbiano iniziato
l'attività entro 12 mesi, quelle in contabilità semplificata e quelle in
contabilità ordinaria. Per le prime, le misure andranno da
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-11-2008)
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La crisi si batte
con l'aiuto di tutti di Andrea Trombin Mai come in questo momento serve una
politica complessiva per il consolidamento e lo sviluppo del sistema locale. In
questi giorni si concentra la attenzione sugli effetti reali, previsti o
soltanto temuti, della crisi finanziaria che ha investito l'economia mondiale e
si cerca di individuare gli strumenti più idonei a rafforzare il sistema bancario e consentire di mantenere il più possibile inalterata
una politica creditizia adeguata ai fabbisogni di imprese e famiglie senza
chiudere i rubinetti della liquidità indispensabile al funzionamento del
sistema.Di fronte però ad una crisi straordinaria che penalizza ulteriormente
il già debole sistema economico nazionale non è sufficiente limitarsi ai, sia
pur prioritari, interventi in materia creditizia. Gli incontri promossi sia
dalla Camera di Commercio che dalla Provincia hanno offerto lo spunto per
ampliare il ragionamento su cosa fare in ambito locale, aggiungendo al tema
degli interventi diretti sul credito anche quelli legati all'occupazione, alla
coesione sociale ed agli effetti della crisi sul modello di sviluppo che in
questi anni ha contraddistinto il nostro territorio.La valorizzazione dello
strumento dei Consorzi di garanzia fidi, attraverso il potenziamento dei fondi
rischi ed all'abbattimento del costo delle operazioni, è la strada maestra da
seguire. Condividiamo l'esigenza di aumentare le dotazioni ordinarie previste
per i confidi attraverso risorse per il fondo rischi ma occorre fare anche uno
sforzo straordinario per irrobustire la dotazione degli strumenti finanziari
presenti sul territorio.In quest'ottica Confartigianato
Imprese propone la creazione di un apposito fondo straordinario a supporto dei
rischi assunti dai consorzi di garanzia fidi che raggiunga il triplice
obiettivo di dare maggiore liquidità alle pmi in un quadro di ragionevoli
garanzie per il sistema bancario e con un costo per gli enti locali contenuto dato il rischio
d'insolvenza medio delle operazioni finanziate.Oggi già diversi enti, a
partire dalla Camera di Commercio, stanno mettendo risorse in misura più
rilevante rispetto al passato a favore di Confidi. Anche i Comuni nei loro
bilanci possono prevedere interventi straordinari a supporto delle imprese
locali attraverso appositi capitoli di spesa con risorse adeguate. Dal canto
suo la Provincia può farsi carico di coordinare la partecipazione degli enti
locali a un fondo unico provinciale.Con il mondo bancario
vanno trovate risorse e modalità straordinarie per sostenere le imprese. Un
altro aspetto riguarda le politiche tariffarie e quelle che attengono alla
gestione dei servizi pubblici o a prevalente capitale pubblico, locali.
Chiediamo pertanto di congelare nel 2009 ogni ipotesi di innalzamento della
pressione a carico delle imprese.*Vice SegretarioConfartigianato Imprese