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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL 27-29 novembre 2008#27-29TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Le pmi: uscire dalla crisi si può ( da "Italia Oggi" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: denuncia un aumento dei costi dei servizi bancari. Il 63,1% vorrebbe rafforzare il sistema dei Consorzi Fidi per il credito. La denuncia più forte riguarda l'efficacia del sistema istituzionale nell'affrontare la crisi, il 79,2% ritiene questa azione poco o per nulla efficace. Infine, con una nota ottimistica gli imprenditori manifestano fiducia nel sistema delle associazioni d'

Truffa e bancarotta Bancario agli arresti ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidi della Banca Nazionale del Lavoro, la quale, a fronte di una richiesta delle numerose società del sodalizio, ben 23 di 33 milioni di euro, ne ha versati, subendo una truffa colossale, 22 milioni. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Manzione, ieri mattina sono stati eseguiti tre ordini di custodia cautelare emessi dal Gip Spada Ricci

Manzano La crisi finanziaria internazionale comincia a ... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: dato che nel resto d'Italia ci sono Confidi molto strutturati»: si pensi a Neafidi in Veneto, che raggruppa 5 realtà territoriali su 7 e ad altre realtà quali il toscano Centro Fidi Terziario o a Eurofidi, che dal Piemonte ha esteso a molte altre regioni la propria operatività e punta ora a divenire una "banca di garanzia".

SICILIA: LOMBARDO INCONTRA ABI PER CONCORDARE MISURE ANTICRISI. ( da "Asca" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Associazione Bancaria Italiana), capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione,

CRISI ECONOMIA: LOMBARDO CONCORDA CON L'ABI PIANO PER SICILIA ( da "Agi" del 27-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Associazione bancaria italiana, capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione,

banche in soccorso della regione per anticipare i soldi alle imprese - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ma Lombardo e i vertici bancari hanno parlato pure della necessità di favorire, attraverso agevolazioni finanziarie, l´aggregazione dei consorzi fidi costituiti sul territorio. Secondo punto: la cessione alle banche dei crediti vantati dalle imprese e dagli enti locali nei confronti alla Regione.

novembre nero per il credito 1 azienda su 3 ha chiesto aiuto - maurizio bologni ( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: «Crescono le revoche dei fidi bancari e aumentano le richieste di rientro degli affidamenti, dagli imprenditori riceviamo una segnalazione al giorno in questo senso, ma almeno cinque telefonano per esprimere la loro preoccupazione» dice Giovanni Guidarelli, responsabile credito di Confartigianato Firenze.

Piano anti-crisi alla Regione ( da "MF Sicilia" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidi sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Proprio ieri, però, il ddl 259 sulle iniziative a sostegno dei consorzi fidi (leggasi intervento da 20 milioni di euro) è slittato per l'ennesima volta. Sala d'Ercole tornerà a parlarne il prossimo 2 dicembre (all'odg anche le disposizioni a favore dello sviluppo del settore industriale in attuazione

FIRENZE <LE RISORSE per il sostegno al credito del piano an... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Il Centro Fidi Terziario di Confcommercio Toscana è stato il primo in Italia ad ottenere l?iscrizione nelle liste istituite dall?articolo 107 del testo unico bancario. Si tratta quindi di un intermediario finanziario che potrebbe svolgere molte delle funzioni che sono di Fidi Toscana.

Stretta al credito? Ma i fidi ripartono ( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ma i fidi ripartono ROMA - Gli impieghi bancari crescono, nonostante la crisi. Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia in ottobre, rispetto a settembre sono aumentati addirittura dell'11,1% contro il 9,9% di settembre. Su base annua, cioè in rapporto ad ottobre dello scorso anno, c'è invece un rallentamento nella crescita che comunque resta al 6,

Credito e garanzie: 10 milioni dalla Cdc ( da "Brescia Oggi" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: le garanzie su fidi e prestiti bancari coinvolgendo i Confidi. Un piano d?intervento di ampio raggio, che sarà a regime con i primi mesi del 2009, delineato dalla Camera di commercio di Brescia negli ultimi giorni e presentato ieri mattina nella sede di via Einaudi: presenti il presidente Francesco Bettoni, il segretario Massimo Ziletti,

La crisi si batte con l'aiuto di tutti ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Confartigianato Imprese propone la creazione di un apposito fondo straordinario a supporto dei rischi assunti dai consorzi di garanzia fidi che raggiunga il triplice obiettivo di dare maggiore liquidità alle pmi in un quadro di ragionevoli garanzie per il sistema bancario e con un costo per gli enti locali contenuto dato il rischio d'insolvenza medio delle operazioni finanziate.


Articoli

Le pmi: uscire dalla crisi si può (sezione: Revoca fidi)

( da "Italia Oggi" del 27-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Politica Numero 282, pag. 10 del 27/11/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Indagine di Cdo su 400 imprenditori Le pmi: uscire dalla crisi si può Le piccole imprese italiane si dicono molto preoccupate, ma sono convinte che dall'attuale crisi si può uscire entro due, massimo tre anni, grazie alle proprie capacità innovative e alle qualità competitive della propria offerta. Questo, in sintesi, il risultato dell'analisi delle risposte a un questionario sulla crisi economica messo a punto da Fondazione sviluppo impresa di compagnia delle opere e distribuito a 400 piccoli imprenditori durante il Matching, l'evento per le pmi organizzato da Cdo, che si è svolto alla Fiera di Milano dal 17 al 19 novembre scorsi. Per uscire rapidamente dalla crisi, gli intervistati ritengono che le strade più efficaci siano: innovazione, 55%; un miglior accesso al credito 43,9%; internazionalizzazione 31,4%; maggiori incentivi alla formazione 30,4%; un più articolato sistema di reti e distretti 28,1%. Gli operatori intervistati giudicano la crisi molto grave, 77,9%, e di lunga durata, il 77%. L'impatto negativo è già presente, tanto è vero che il 75,2% degli imprenditori denuncia gravi difficoltà; in particolare sui tempi di pagamento delle fatture, il 73,8% dichiara di aver verificato un sensibile allungamento. Se solo il 32,2% ammette di avere problemi nell'accesso al credito, il 50,7% denuncia un aumento dei costi dei servizi bancari. Il 63,1% vorrebbe rafforzare il sistema dei Consorzi Fidi per il credito. La denuncia più forte riguarda l'efficacia del sistema istituzionale nell'affrontare la crisi, il 79,2% ritiene questa azione poco o per nulla efficace. Infine, con una nota ottimistica gli imprenditori manifestano fiducia nel sistema delle associazioni d'impresa nel 74,2% dei casi. Delle 400 imprese interrogate il 40% ha fino a dieci dipendenti, il 23,9% fino a venti, le altre superano la ventina di addetti. «La consapevolezza della gravità della crisi economica in atto, stando ai dati di questa indagine», afferma Massimo Ferlini, presidente di Cdo di Milano, «induce le piccole imprese a giudicare con grande attenzione le iniziative che le istituzioni, a tutti i livelli, sono chiamate a mettere in campo. è impressionante quel quasi 90% degli imprenditori che valuta inefficace la risposta di chi ha responsabilità di governo. Non c'è dubbio che gli sforzi tempestivi degli enti locali non sono ancora stati percepiti o sono stati giudicati insufficienti. Ma l'attesa più grande riguarda il governo, perché se il sostegno al sistema bancario può essere giudicato come un contributo alla stabilità finanziaria, le piccole imprese si aspettano di più, molto di più».

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Truffa e bancarotta Bancario agli arresti (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 27-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CRONACA AREZZO pag. 9 Truffa e bancarotta Bancario agli arresti OPERAZIONE DELLA FINANZA U N?INCHIESTA, la prima di così grosso spessore investigativo, sul riciclaggio di denaro sporco proveniente dalla Russia. E tra gli arrestati c?è un aretino. Un lavoro ostinato, difficile, oscuro grazie al quale gli uomini del nucleo investigativo della Guardia di Finanza del comandante provinciale di Lucca Cussotto e del colonnello Di Terlizzi, hanno smantellato un?organizzazione criminale capace di rienvestire il denaro ricevuto aprendo o acquisendo società più o meno operative e alterarando il mercato immobiliare vista la enorme disponibilità di denaro fresco. Inoltre, poiché adoperare solo i soldi ?ripuliti? avrebbe destato sospetti, la necessità di trovare complici per poter accedere ai fidi della Banca Nazionale del Lavoro, la quale, a fronte di una richiesta delle numerose società del sodalizio, ben 23 di 33 milioni di euro, ne ha versati, subendo una truffa colossale, 22 milioni. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Manzione, ieri mattina sono stati eseguiti tre ordini di custodia cautelare emessi dal Gip Spada Ricci nei confronti di Giovanni Tronci, 59 anni, nato a Cagliari, ma abitante a Viareggio, imprenditore edile; Lilian Bogodjanova, 38 anni, russa, ma residente a Lucca, imprenditrice; Claudio Imbriani, 57 anni, di origini napoletane ma residente ad Arezzo, ex direttore della filiale della Bnl di piazza San Michele a Lucca e, attualmente, funzionario dello stesso istituto a Milano. Per tutti, assegnati agli arresti domiciliari, le accuse sono di associazione a delinquere, trasferimento fraudolento di denaro e impiego di denaro proveniente da attività llecita (riciclaggio), truffa da evasione fiscale. Altri quattro indagati, il geometra lucchese Marco Chiari, l?avvocato Antonio Politano, 41 anni, Saverio Magagnini, 38 anni, commercialista a Viareggio; Giorgio Andenna, 51 anni, funzionario a Milano della Banca Nazionale del Lavoro, sono stati interdetti dall?esercizio della professione e denunciati per falso, truffa e sostituzione di persona.

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Manzano La crisi finanziaria internazionale comincia a ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 27-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Manzano La crisi finanziaria internazionale comincia a ... ManzanoLa crisi finanziaria internazionale comincia a fare sentire i propri pesanti effetti anche sulle imprese della nostra regione e si prevede che con l'inizio del prossimo anno la situazione sarà destinata a peggiorare sensibilmente. Un'opinione espressa già nelle scorse settimane dal presidente di Confindustria Fvg, Adalberto Valduga, di Confindustria Udine, Adriano Luci e confermata ieri da Marco Simeon, presidente di Confapi regionale: «Dalle indagini che abbiamo svolto a livello delle associazioni territoriali - rimarca Simeon - si registra già ora una crescente e progressiva contrazione degli ordini, una più accentuata diffidenza del sistema del credito, una restrizione degli affidamenti, il tutto accompagnato da un processo di sfiducia che speriamo venga in qualche modo "calmierato"».E proprio dal 1. gennaio 2009 le imprese della provincia di Udine avranno uno strumento più forte su cui contare per affrontare la crisi. Sarà Confidi Friuli, la realtà nata ieri - con la firma apposta dai rispettivi presidenti Giovanni Da Pozzo e Michele Bortolussi, davanti al notaio Eliana Morandi a Manzano - dalla fusione di Confidi Udine e Confidi Industria: si tratta - è stato spiegato - della prima fusione in Italia tra Consorzi di garanzia di categorie diverse di certe dimensioni (un precedente, di "peso" minore può essere rintracciato sempre in regione, a Gorizia, dove in un'unica realtà sono confluiti i Confidi dei tre settori, ndr).Confidi Friuli - che riunirà oltre 4.800 soci - conterà oltre 100 milioni di garanzie in essere: per questa ragione, superando la soglia dei 75 milioni di volume di attività finanziaria, ha dunque i requisiti per la trasformazione in intermediario finanziario (come previsto dall'art. 107 del Testo unico bancario): «Una trasformazione significativa - commentano Bortolussi e Da Pozzo - che permetterà una maggiore operatività». Le aziende regionali - sottolineano infatti - «necessitano di liquidità, vale a dire di contanti in tempi brevi, perché le risposte da dare sono nell'oggi e non nel domani. Confidi Friuli si propone di affiancare il sistema bancario mettendo sul tavolo le principali caratteristiche di Confidi Industria e Confidi Udine: flessibilità, decisioni immediate, conoscenza e conseguente capacità di supporto alle Pmi del territorio».La firma apposta ieri chiude un iter che aveva trovato la sua "ufficializzazione" il 7 luglio scorso, quando le assemblee straordinarie dei due confidi avevano ufficializzato la via dell'aggregazione. «Guardiamo al futuro con ottimismo - commentano ancora Da Pozzo e Bortolussi - e non escludiamo di affrontare altri passaggi del genere, tenendo sempre ben chiaro il nostro obiettivo: rimanere un importante punto di riferimento del mondo delle Pmi, cercando di supportarle nell'accesso al credito non solo dal punto di vista economico ma anche da quello della consulenza, suggerendo le operazioni più adatte per consentire loro di restare competitive sul mercato, di crescere e di affrontare le situazioni di crisi sempre più frequenti, purtroppo, nel "piccolo"».Nel breve periodo, tuttavia, hanno concordato Da Pozzo e Bortolussi, sarà difficile che Congafi Friuli possa partecipare a nuove aggregazioni: Gorizia si è mossa su base provinciale, così come sembra orientata a fare Trieste, mentre Pordenone vive una situazione "ibrida" (il locale Confidi industria ha infatti "sposato" Treviso. Eppure, ammonisce Bortolussi, «se "politicamente" ci sono problemi a che questa nostra fusione abbia un seguito, "tecnicamente" è invece necessaria, dato che nel resto d'Italia ci sono Confidi molto strutturati»: si pensi a Neafidi in Veneto, che raggruppa 5 realtà territoriali su 7 e ad altre realtà quali il toscano Centro Fidi Terziario o a Eurofidi, che dal Piemonte ha esteso a molte altre regioni la propria operatività e punta ora a divenire una "banca di garanzia".

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SICILIA: LOMBARDO INCONTRA ABI PER CONCORDARE MISURE ANTICRISI. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 27-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

SICILIA: LOMBARDO INCONTRA ABI PER CONCORDARE MISURE ANTICRISI (ASCA) - Palermo, 27 nov - ''Tra ieri ed oggi abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti sociali per condividere un percorso comune attraverso cui individuare tutte le possibili forme di intervento per sostenere famiglie e imprese nel difficile momento in cui si trova la Sicilia, a causa della crisi internazionale''. Cosi' il presidente della regione Raffaele Lombardo a conclusione dell'incontro con la commissione regionale dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana), capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, a partire dalla Regione. ''Si consentira' - ha aggiunto Lombardo - cosi' alle banche di anticipare i crediti che le aziende vantano nei confronti di Regione ed enti locali. Le banche, inoltre, manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del 2008 nei confronti delle aziende''. Si e' convenuto, inoltre, sulla necessita' di rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge regionale 32/2000. In tema di agricoltura Lombardo ha chiesto che, a seguito dell'accordo firmato con l'ISMEA, che prevede la ristrutturazione dei prestiti agrari, anche i singoli istituti bancari provvedano a loro volta a sottoscrivere le convenzioni operative con l'ISMEA. ''Con oggi si e' completata la costituzione di un tavolo permanente con tutte le parti sociali - ha concluso Lombardo - una sorta di cabina di regia in grado di monitorare l'andamento della difficile situazione che stiamo attraversando e sappia dare le indicazioni piu' efficaci e condivise con cui procedere. Metodo analogo seguiremo con le banche siciliane, dando vita ad un osservatorio sulle dinamiche economico- finanziarie, in grado di dare uno specifico contributo di merito''. dod/res/rob (Asca)

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CRISI ECONOMIA: LOMBARDO CONCORDA CON L'ABI PIANO PER SICILIA (sezione: Revoca fidi)

( da "Agi" del 27-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

CRISI ECONOMIA: LOMBARDO CONCORDA CON L'ABI PIANO PER SICILIA (AQGI) - Palermo, 27 nov. - "Tra ieri e oggi abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti sociali per condividere un percorso comune attraverso cui individuare tutte le possibili forme di intervento per sostenere famiglie e imprese nel difficile momento in cui si trova la Sicilia, a causa della crisi internazionale". Cosi' il presidente della regione Raffaele Lombardo a conclusione dell'incontro con la commissione regionale dell'Associazione bancaria italiana, capeggiata da Roberto Bertola. Nel corso dell'incontro si e' convenuto sulla necessita' di potenziare i Consorzi Fidi, sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Altro punto di convergenza e' stata l'opportunita' di favorire la cessione dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione, a partire da Regione. "Si consentira' - ha aggiunto Lombardo - cosi' alle banche di anticipare i crediti che le aziende vantano nei confronti di Regione ed enti locali. Le banche, inoltre, manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del 2008 nei confronti delle aziende". Si e' convenuto, inoltre, sulla necessita' di rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge regionale 32/2000. In tema di agricoltura Lombardo ha chiesto che, a seguito dell'accordo firmato con l'Ismea, che prevede la ristrutturazione dei prestiti agrari, anche i singoli istituti bancari provvedano a loro volta a sottoscrivere le convenzioni operative con l'Ismea. "Con oggi si e' completata la costituzione di un tavolo permanente con tutte le parti sociali - ha concluso Lombardo - una sorta di cabina di regia in grado di monitorare l'andamento della difficile situazione che stiamo attraversando e sappia dare le indicazioni piu' efficaci e condivise con cui procedere. Metodo analogo seguiremo con le banche siciliane, dando vita ad un osservatorio sulle dinamiche economico- finanziarie, in grado di dare uno specifico contributo di merito".

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banche in soccorso della regione per anticipare i soldi alle imprese - emanuele lauria (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina II - Palermo Il vertice Incontro tra Lombardo e i rappresentanti degli istituti di credito. Il piano alla prova dell´Ars Banche in soccorso della Regione per anticipare i soldi alle imprese Il governatore "Sarà mantenuto il livello attuale degli impieghi con le aziende" EMANUELE LAURIA Un pacchetto di emendamenti da presentare a Sala d´Ercole già la prossima settimana per aiutare le imprese strozzate dalla crisi economica. Eccolo, il piano-bis di Lombardo contro la recessione. è stato al centro dell´incontro che il governatore ha avuto ieri con i vertici dell´Associazione bancaria italiana, dopo il confronto di mercoledì con i sindacati. Ai rappresentanti dell´Abi, fra cui Roberto Bertola (Banco di Sicilia), Francesco Maiolini (Banca Nuova) e Pietro Cirrito (Credito siciliano), Lombardo ha illustrato la sua ricetta economica. Primo: il potenziamento patrimoniale dei consorzi fidi, che in Sicilia associano e garantiscono oltre centomila imprese. Obiettivo che passa dall´approvazione di un disegno di legge, già in discussione all´Ars, che prevede un´integrazione dei fondi rischi dei consorzi con una somma pari per il momento, a cinque milioni di euro. Poco, probabilmente, anche se lo stesso provvedimento prevede lo stanziamento di 20 milioni per pagare alle aziende i contributi in conto interessi maturati sino al 2006. Ma Lombardo e i vertici bancari hanno parlato pure della necessità di favorire, attraverso agevolazioni finanziarie, l´aggregazione dei consorzi fidi costituiti sul territorio. Secondo punto: la cessione alle banche dei crediti vantati dalle imprese e dagli enti locali nei confronti alla Regione. Operazione che consentirebbe alle aziende di avere subito liquidità, suggerita dagli stessi rappresentanti degli istituti di credito: le banche anticiperebbero i fondi e sarebbero rimborsate in un secondo momento, con gli interessi, dall´amministrazione regionale. Anche questa ipotesi, con la quantificazione degli oneri a carico della Regione, sarà oggetto di un approfondimento da parte di un tavolo tecnico che comincerà a riunirsi oggi. Il tavolo dovrebbe partorire una serie di emendamenti da agganciare a una delle leggi all´ordine del giorno di Palazzo dei Normanni, prima che si concluda l´attuale finestra legislativa e cominci la discussione di bilancio e finanziaria. Lombardo è ottimista e rassicura gli imprenditori garantendo pure che «le banche manterranno per il prossimo anno i livelli di impieghi del 2008 nei confronti delle aziende». All´incontro di Palazzo d´Orleans erano presenti anche l´assessore alla Cooperazione Roberto Di Mauro e, per l´assessorato al Bilancio, anche il capo di gabinetto Rino Giglione e il capo della segreteria tecnica Fabrizio De Nicola. Fra le altre iniziative discusse, il rifinanziamento del fondo a favore del commercio, previsto da una legge del 2000, e un rafforzamento dei benefici per l´agricoltura. Lombardo ha chiesto ai vertici delle banche siciliane di sottoscrivere le convenzioni operative con l´Ismea, che di recente ha stretto un accordo con la Regione per la ristrutturazione dei prestiti agrari. La fiducia di Lombardo («in questi due giorni abbiamo compiuto un proficuo lavoro con tutte le parti sociali per attivare tutte le possibili forme di intervento per sostenere famiglie e imprese») fa il paio con quella dei manager bancari. Il più soddisfatto Francesco Maiolini, direttore generale di Banca Nuova, uno degli istituti più vicini alla Regione durante i governi Cuffaro. Banca Nuova in primavera ha rilevato dal Banco di Sicilia la quota di maggioranza dell´Irfis. Maiolini mostra di condividere i primi passi del governo Lombatrdo: «Abbiamo apprezzato - dice Maiolini - le scelte di rigore adottate negli ultimi mesi dalla nuova giunta in materia di finanza pubblica, con particolare riguardo alla sanità privata». Pietro Cirrito, vice direttore generale del Credito Siciliano, garantisce «l´impegno da entrambe le parti di dare un grosso contributo nel contrasto alla crisi». Di certo c´è che Lombardo ha sposato il metodo della concertazione: un tavolo permanente con le parti sociali, un osservatorio sulle dinamiche economico-finanziarie con i vertici bancarie. I prossimi giorni saranno già decisivi per comprendere se il piano anti-crisi del governatore potrà tramutarsi in realtà. Superando, per cominciare, l´impatto con il Parlamento regionale.

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novembre nero per il credito 1 azienda su 3 ha chiesto aiuto - maurizio bologni (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 28-11-2008)

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Pagina IX - Firenze E un imprenditore su cinque se lo è visto rifiutare dalle banche: i dati di Confartigianato Novembre nero per il credito 1 azienda su 3 ha chiesto aiuto Un gioielliere: dovevo rifornire il magazzino per Natale, mi hanno negato il prestito MAURIZIO BOLOGNI Quasi un imprenditore fiorentino su tre che nel 2008 ha chiesto un prestito alle banche lo ha fatto in questo mese di novembre ancora non concluso. E un imprenditore su cinque dichiara che la banca gli ha rifiutato il prestito o gli ha concesso meno denaro di quanto richiesto. Sono dati impressionanti. Testimoniano la crescente fame di soldi delle imprese toscane e la stretta creditizia che minaccia di strangolare le oltre 100.000 aziende della provincia di Firenze, il 90% delle quali sono di dimensioni piccole e medie. E´ l´ufficio studi area credito di Confartigianato imprese Firenze, che conta 5.000 associati, a rivelare i numeri della fame delle imprese affiliate, cresciuta in modo spaventoso nelle ultime settimane. Fatto 100 il numero degli imprenditori che nel corso del 2008 si sono rivolti alle banche per avere mutui, meno di 9 lo hanno fatto tra gennaio e aprile, 9,24 tra maggio e giugno, addirittura 28,16 a luglio-agosto, 13,68 a settembre, 10,91 a ottobre, ben 29,53 nel mese di novembre che non è ancora finito. Molti chiedono denaro perché sono in crisi di liquidità, vogliono ristrutturare o consolidare il debito già in essere. E una buona parte degli associati a Confartigianato si sente rispondere picche dalle banche: il 7,55% si è visto rifiutata la richiesta di denaro, al 9,10% la banca ha chiesto ulteriori garanzie rispetto a quelle presentate, il 3,34% ha avuto meno soldi di quanti richiesti (percentuali, queste, tutte in aumento rispetto al 2007). «Crescono le revoche dei fidi bancari e aumentano le richieste di rientro degli affidamenti, dagli imprenditori riceviamo una segnalazione al giorno in questo senso, ma almeno cinque telefonano per esprimere la loro preoccupazione» dice Giovanni Guidarelli, responsabile credito di Confartigianato Firenze. Tredici-quattordici sono invece le quotidiane richieste di aiuto da parte di imprenditori ricevute dalla Cna fiorentina, 11.000 imprese associate, nei primi giorni dopo l´istituzione, meno di un mese fa, di un telefono verde anticrisi. Poi il ritmo si è attenuato. In tutto le richieste di aiuto sono state 95. «Abbiamo attivato la mediazione con le banche ma per ora non siamo riusciti a risolvere neppure un caso» dicono dall´associazione. I racconti degli imprenditori sono angoscianti. Il titolare di un´officina meccanica dell´area fiorentina: «Nel luglio 2008 avevo chiesto un mutuo ipotecario di 100.000 euro, impegnando l´immobile di proprietà dell´impresa, perché ho bisogno di denaro liquido e volevo ristrutturare il debito. All´inizio la banca mi aveva detto che non ci sarebbero stati problemi. Ieri mi hanno invece risposto che non avrò i soldi. Se la stessa richiesta l´avessi fatta un anno fa, le cose sarebbero finite in modo diverso». Un gioielliere: «Avevo bisogno di 5.000 euro per rifornire il magazzino in vista di Natale, la banca mi ha negato il prestito sebbene avessi le carte in regola per ottenerlo così come avvenuto gli altri anni». Un imprenditore edile: «Ho investito nell´acquisto e nella ristrutturazione di quattro terratetto ma adesso non riesco a venderli e la banca mi chiede il rientro dei soldi prestati. Non so come fare».

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Piano anti-crisi alla Regione (sezione: Revoca fidi)

( da "MF Sicilia" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

MF Sicilia Numero 237  pag. 2 del 28/11/2008 | Indietro Piano anti-crisi alla Regione Sicilia Territorio & Imprese Di Emanuela Rotondo ieri a palazzo d'orléans incontro tra lombardo e l'abi siciliana Il governatore chiede alle banche di tenere alti gli impieghi per le imprese. Ma anche un sistema di garanzie per velocizzare i pagamenti degli enti pubblici. Tutti d'accordo sul potenziamento dei consorzi fidi: il ddl da 20 mln il 2 dicembre a Sala d'Ercole La crisi finanziaria ha messo a soqquadro l'economia di mezzo mondo, Sicilia compresa. Manca ossigeno nelle casse delle imprese, molte attività rischiano la chiusura e per i lavoratori si prospetta la cassaintegrazione (solo a Palermo negli ultimi mesi 150 aziende sono state costrette a ricorrere alla cig). La situazione ha messo in allarme imprenditori, associazioni di categoria e sindacalisti che, ognuno per le proprie ragioni, da settimane chiedono alla regione di prendere posizione. Alla fine qualcosa si è mosso e, ieri a Palermo a palazzo d'Orléans, il presidente della regione, Raffaele Lombardo, ha incontrato i rappresentanti dell'Abi (Associazione bancari italiani) per mettere mano alle misure anti-crisi. Che di fatto si sono tradotte in due direttive per le banche: mantenere per il prossimo anno lo stesso livello di impieghi raggiunto nel 2008 nei confronti delle imprese e creare un sistema di garanzie che consenta agli istituti di credito di saldare i debiti degli enti pubblici nei confronti dei fornitori privati. I pagamenti pubblici hanno tempi biblici. Basta guardare i numeri: se in Europa le amministrazioni ci mettono in media 65 giorni per pagare le imprese, da Roma in giù ce ne vogliono 400. «Abbiamo parlato di come aiutare le imprese ad accedere al denaro presso il sistema finanziario, nel modo più agevole», ha dichiaro Roberto Bertola, presidente della commissione Abi Sicilia e a.d. del Bds. All'incontro era presente anche Banca nuova, l'istituto di credito appartenente al gruppo Popolare di Vicenza, che sta mettendo sempre più radici nell'isola. «Lavoro in Sicilia da molti anni e per la prima volta c'è un confronto franco tra il presidente della regione e gli istituti di credito», ha detto il direttore generale di Banca nuova, Francesco Maiolini. Che ha aggiunto: «è stato un incontro importante dal momento che sono state individuate soluzioni concrete in materia di Confidi e di flussi finanziari che vanno dalla pubblica amministrazione alle imprese». E su questo punto sono tutti d'accordo: potenziare i consorzi fidi sia in termini patrimoniali sia per incoraggiare le aggregazioni dei fidi stessi. Proprio ieri, però, il ddl 259 sulle iniziative a sostegno dei consorzi fidi (leggasi intervento da 20 milioni di euro) è slittato per l'ennesima volta. Sala d'Ercole tornerà a parlarne il prossimo 2 dicembre (all'odg anche le disposizioni a favore dello sviluppo del settore industriale in attuazione del Fesr; la composizione delle giunte con lo status degli amministratori locali, le misure per il contenimento della spesa pubblica e la soglia di sbarramento nelle elezioni comunali e provinciali della regione). Durante l'incontro, poi, si è anche parlato della necessità di rifinanziare il fondo a favore del commercio della legge regionale 32 del 2000. In tema di agricoltura Lombardo ha chiesto che, a seguito dell'accordo firmato con l'Ismea, che prevede la ristrutturazione dei prestiti agrari, anche i singoli istituti provvedano a loro volta a sottoscrivere le convenzioni operative con l'Ismea. «Con oggi (ieri, ndr) si è completata la costituzione di un tavolo permanente con tutte le parti sociali», ha concluso il governatore, «una sorta di cabina di regia in grado di monitorare l'andamento della difficile situazione che stiamo attraversando e sappia dare le indicazioni più efficaci e condivise con cui procedere. Metodo analogo seguiremo con le banche siciliane, dando vita a un osservatorio sulle dinamiche economico-finanziarie, in grado di dare uno specifico contributo di merito». Lombardo  imprese  Regione  crisi  Sala  anti  

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FIRENZE <LE RISORSE per il sostegno al credito del piano an... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIA & FINANZA pag. 26 ? FIRENZE ? «LE RISORSE per il sostegno al credito del piano an... ? FIRENZE ? «LE RISORSE per il sostegno al credito del piano anticrisi della Regione Toscana, che in totale vale circa 45 milioni di euro, potrebbero finire solo nelle casse di Fidi Toscana; penalizzando i consorzi di garanzia delle associazioni di categoria». E? il grido di allarme lanciato dal direttore di Confcommercio Toscana, Stefano Pucci (nella foto), secondo il quale i primi danneggiati da una misura di questo tipo sarebbero le piccole imprese sparse sul territorio. Si è fatto un gran parlare del rischio che la crisi finanziaria contagi l?economia reale e uno dei potenziali veicoli di questo contagio è il credito alle imprese: le banche, con minore liquidità, potrebbero rifiutare i prestiti alle attività produttive o concederli solo a interessi molto più alti. I consorzi Fidi, costituiti da alcuni anni, servono proprio a garantire il rischio di insolvenza dell?imprenditore, rendendo più facile l?accesso al credito. In questo quadro Fidi Toscana, organismo pubblico, ha fino a oggi svolto funzioni di cogaranzia e controgaranzia. In pratica aiutava il consorzio nel garantire il capitale dell?impresa (cogaranzia) o garantiva il consorzio che a sua volta garantiva l?impresa (controgaranzia). «Il piano in via di approvazione ? spiega Pucci ? sembra invece accreditare per Fidi Toscana una funzione di garanzia diretta, in concorrenza con i consorzi delle associazioni di categoria. L?organismo pubblico però riceverà i fondi pur non disponendo di sedi distaccate e non essendo in grado di raggiungere tutte le imprese e tutti i settori». Una situazione, secondo Confcommercio, resa paradossale dal fatto che, finora, la Regione ha stimolato i consorzi ad ampliarsi. Il Centro Fidi Terziario di Confcommercio Toscana è stato il primo in Italia ad ottenere l?iscrizione nelle liste istituite dall?articolo 107 del testo unico bancario. Si tratta quindi di un intermediario finanziario che potrebbe svolgere molte delle funzioni che sono di Fidi Toscana. «Chiediamo alla Regione ? conclude Pucci ? di essere coerente e dire chiaramente quale strada intende seguire per il supporto al credito». Nicola Di Renzone

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Stretta al credito? Ma i fidi ripartono (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere della Sera" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-11-28 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Bankitalia In ottobre prestiti +11% Stretta al credito? Ma i fidi ripartono ROMA - Gli impieghi bancari crescono, nonostante la crisi. Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia in ottobre, rispetto a settembre sono aumentati addirittura dell'11,1% contro il 9,9% di settembre. Su base annua, cioè in rapporto ad ottobre dello scorso anno, c'è invece un rallentamento nella crescita che comunque resta al 6,9% rispetto al 7,9% registrato in settembre. Insomma i dati dell'Istituto di via Nazionale confermano ciò che vanno dicendo da tempo i banchieri. E cioè che i prestiti all'economia, ed in particolare alle imprese, non si sono troppo compressi. Non ci sarebbe in pratica, come rileva l'Abi, un credit crunch, soprattutto in rapporto a quel che succede nel resto d'Europa. Se rallentamento c'è stato, dicono, si tratta degli effetti della crisi e riguarda soprattutto le famiglie. Il rischio, rileva ancora l'associazione bancaria che a riguardo ha fornito a Confindustria e governo, cifre e proiezioni è semmai un rallentamento della domanda causata dalla caduta della produzione industriale e non dell'offerta di credito da parte del sistema bancario. «Da settembre 2007 a settembre 2008 i crediti rivolti alle piccole e medie imprese sono cresciuti da 30,5 miliardi a 35 miliardi, cioè 4 miliardi e mezzo in un anno, pari al 13%», ha detto ieri l'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo aggiungendo che «purtroppo la materia su cui lavoriamo, cioè i soldi, costa di più e quindi dobbiamo porre maggiore attenzione ed essere più selettivi ». Il presidente di Intesa Sanpaolo, Enrico Salza, ha a sua volta ribadito che «gran parte delle banche nel corso del 2008 non ha diminuito il credito alle imprese ». Tornando ai dati della Banca d'Italia spicca l'incremento degli impieghi a più breve durata: quelli fino a un anno sono aumentati del 30,9% mensile e del 9% annuo. Sul lato della raccolta, complessivamente in rallentamento, sono volati i depositi in conto corrente saliti del 23,5% rispetto al mese precedente e del 6,1% su base annua. S.Ta.

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Credito e garanzie: 10 milioni dalla Cdc (sezione: Revoca fidi)

( da "Brescia Oggi" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Venerdì 28 Novembre 2008 IL PIANO. Presentati gli interventi d?urgenza, Bettoni: risposte certe Credito e garanzie: 10 milioni dalla Cdc Intervento in due fasi: subito 2,8 mln per liquidità Altri 6,4 mln ai Confidi per il Fondo «tutele»   Un doppio impegno, da 10 milioni di euro totali, per garantire subito liquidità alle aziende, rafforzando, in un secondo momento, le garanzie su fidi e prestiti bancari coinvolgendo i Confidi. Un piano d?intervento di ampio raggio, che sarà a regime con i primi mesi del 2009, delineato dalla Camera di commercio di Brescia negli ultimi giorni e presentato ieri mattina nella sede di via Einaudi: presenti il presidente Francesco Bettoni, il segretario Massimo Ziletti, Renato Montalbetti, responsabile dell'unità di coordinamento imprese di Unioncamere, Giovanni Provezza e Vittorio Bozza, rispettivamente presidente e vicepresidente di Ascomfidi. Questi i dettagli dell?intervento: la prima parte vedrà l'assegnazione di 2 milioni e 800 mila euro entro marzo a circa 500 aziende della provincia attive nei settori del commercio, del turismo e dei servizi. Saranno così ripartiti: 800 mila euro tra facilitazioni per l'accesso al credito e sostegni diretti contro la carenza di liquidità, 1 milione, sempre per carenza di liquidità e facilitazioni creditizie, destinato unicamente all'artigianato locale, 1 milione per la patrimonializzazione dei Consorzi Fidi. L?operatività di questo «primo step» sarà approvata definitivamente nel corso della seduta del prossimo Consiglio camerale, che si terrà il 2 dicembre, per essere messo a bilancio entro fine anno. La seconda fase prenderà il via dal 16 dicembre e consisterà nell'erogazione di 6 milioni e 400 mila euro: un fondo di garanzia per l'accesso al credito messo a disposizione dei Confidi, che daranno garanzie fino al 70% sull'apertura di credito in conto corrente fino a 60 mesi di durata (con rimborsi trimestrali), oltre ad assistere le imprese nell'anticipo di contratti, fatture ed export fino a 24 mesi. L'operazione interesserà 3 tipi di imprese: le startup che abbiano iniziato l'attività entro 12 mesi, quelle in contabilità semplificata e quelle in contabilità ordinaria. Per le prime, le misure andranno da 30 a 50 mila euro, per le seconde da 75 a 150 mila e da 300 e 500 mila per le terze. «Un piano dettagliato, mirato a dare risposte certe alle imprese - ha commentato il leader Cdc, Francesco Bettoni - con una linea da seguire da subito: trasformare il debito a breve delle imprese in un debito a medio-lungo periodo, sia con l'assegnazione di risorse liquide già messe a bilancio per il 2008, sia con le garanzie ai Confidi previste per l?anno prossimo. L'impegno messo in campo con il nuovo piano di tutele per i Confidi, dal titolo "Confiducia"- ha aggiunto Bettoni - non è rivolto solo all'abbattimento del costo del denaro, consentendo prestiti agevolati alle imprese, ma punta anche a dotare le aziende di quelle risorse utili a rilanciare gli investimenti sull'innovazione e sull?internazionalizzazione: uniche chiavi - ha concluso - con le quali si potrà uscire dalla crisi».A.PO.

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La crisi si batte con l'aiuto di tutti (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 28-11-2008)

Argomenti: Revoca fidi

La crisi si batte con l'aiuto di tutti di Andrea Trombin Mai come in questo momento serve una politica complessiva per il consolidamento e lo sviluppo del sistema locale. In questi giorni si concentra la attenzione sugli effetti reali, previsti o soltanto temuti, della crisi finanziaria che ha investito l'economia mondiale e si cerca di individuare gli strumenti più idonei a rafforzare il sistema bancario e consentire di mantenere il più possibile inalterata una politica creditizia adeguata ai fabbisogni di imprese e famiglie senza chiudere i rubinetti della liquidità indispensabile al funzionamento del sistema.Di fronte però ad una crisi straordinaria che penalizza ulteriormente il già debole sistema economico nazionale non è sufficiente limitarsi ai, sia pur prioritari, interventi in materia creditizia. Gli incontri promossi sia dalla Camera di Commercio che dalla Provincia hanno offerto lo spunto per ampliare il ragionamento su cosa fare in ambito locale, aggiungendo al tema degli interventi diretti sul credito anche quelli legati all'occupazione, alla coesione sociale ed agli effetti della crisi sul modello di sviluppo che in questi anni ha contraddistinto il no­stro territorio.La valorizzazione dello strumento dei Consorzi di garanzia fidi, attraverso il potenziamento dei fondi rischi ed all'abbattimento del costo delle operazioni, è la strada maestra da seguire. Condividiamo l'esigenza di aumentare le dotazioni ordinarie previste per i confidi attraverso risorse per il fondo rischi ma occorre fare anche uno sforzo straordinario per irrobustire la dotazione degli strumenti finanziari presenti sul territorio.In quest'ottica Confartigianato Imprese propone la creazione di un apposito fondo straordinario a supporto dei rischi assunti dai consorzi di garanzia fidi che raggiunga il triplice obiettivo di dare maggiore liquidità alle pmi in un quadro di ragionevoli garanzie per il sistema bancario e con un costo per gli enti locali contenuto dato il rischio d'insolvenza medio delle operazioni finanziate.Oggi già diversi enti, a partire dalla Camera di Commercio, stanno mettendo risorse in misura più rilevante rispetto al passato a favore di Confidi. Anche i Comuni nei loro bilanci possono prevedere interventi straordinari a supporto delle imprese locali attraverso appositi capitoli di spesa con risorse adeguate. Dal canto suo la Provincia può farsi carico di coordinare la partecipazione degli enti locali a un fondo unico provinciale.Con il mondo bancario vanno trovate risorse e modalità straordinarie per sostenere le imprese. Un altro aspetto riguarda le politiche tariffarie e quelle che attengono alla gestione dei servizi pubblici o a prevalente capitale pubblico, locali. Chiediamo pertanto di congelare nel 2009 ogni ipotesi di innalzamento della pressione a carico delle imprese.*Vice SegretarioConfartigianato Imprese

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