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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
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Sbagliare
non era obbligatorio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidare,
ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera.
Per il solito o sono matti o sono imbroglioni ». Ma, come capita sempre ai
grilli parlanti, non furono ascoltati. è più eccitante ascoltare e seguire il
gatto e la volpe, cioè i banchieri d'affari, che promettono raccolti mirabolanti
nel Campo dei miracoli ben concimato dai funamboli alla Greenspan.
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha parlato di fidi revocati e finanziamenti
negati. La gravità della crisi può giustificare un tale comportamento? «È fuor
di dubbio che le banche abbiano inasprito le condizioni per concedere credito.
È un atteggiamento giustificato? Difficile dirlo in modo netto.
'Addio
alla banca, non ci fidiamo più Uniamo le forze e compriamo la terra'
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
di Gabriele
De Stefani 'Addio alla banca, non ci fidiamo più Uniamo le forze e compriamo la
terra' Cara banca, ti sistemo io. Parte dal cuore di Mantova - dallo studio
legale Montecchi di via Corridoni - la sfida agli istituti di credito lanciata
con la costituzione del primo gruppo di acquisto terreni (Gat).
Imprese,
sempre difficili i rapporti con le banche
( da "Provincia
Pavese, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Confartigianato
Lomellina): «Stanno diminuendo i fidi alle imprese del 70 per cento» Maccarini
(Industriali): «La contrazione del credito pesa sul 90% delle aziende della
provincia» PAVIA. Davanti alle misure anticrisi promosse da Regione e
Provincia, industriali e artigiani denunciano che, senza un vero accesso al
credito, non se ne esce.
Conto
scoperto. E costoso ( da "Italia Oggi"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
inferiore a
trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido». Ai sensi della
nuova disciplina, quindi, la commissione di massimo scoperto potrà applicarsi
soltanto laddove il saldo negativo del conto perduri per più di 30 giorni. E se
la novità è operativa fin dall'origine per i conti correnti aperti
successivamente all'entrata in vigore della legge (29 gennaio 2009),
il
risiko finanziario punta i riflettori su torino e trieste
( da "Repubblica,
La" del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Si teme che
le banche abbiano aperto troppo i rubinetti, concedendo prestiti per
investimenti speculativi diretti alla Borsa e al mercato immobiliare. La
Commissione di vigilanza sulle banche ha segnalato alcuni fidi bancari
"dirottati" verso progetti ben diversi da quelli indicati nel piano
di rilancio economico del governo. Federico Rampini
Marcegaglia
in pressing: più credito alle imprese
( da "Brescia
Oggi" del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
noi abbiamo
troppi casi di aziende che si vedono ritirare i fidi, che non riescono a
scontare le fatture, che hanno tassi troppo alti». Secondo Marcegaglia del
resto il paradosso di questa situazione è che sono le imprese virtuose ad
essere colpite: «perchè i migliori sono coloro che hanno investito, spesso
puntando sull'estero, elaborando piani di medio periodo,
BORSE
GIù (MiBTEL -0.58%) Guttenberg: OPEL, nessuna bocciatura GABETTI: NON SCONTATA
DILUIZIONE EXOR IN NUOVA SOCIETà AUTO Facebook: spunta investitore russo VW
TRATTA AUTO ( da "Dagospia.com"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La
Commissione di vigilanza sulle banche ha segnalato alcuni fidi bancari
"dirottati" verso progetti ben diversi da quelli indicati nel piano
di rilancio economico del governo. 18 - Antitrust multa Telecom e Vodafone... (
CRISI:
TASSI BASSI IN ITALIA? TREMONTI, NON MI FIDO STATISTICHE BANCHE.
( da "Asca"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
TREMONTI, NON
MI FIDO STATISTICHE BANCHE (ASCA) - Roma, 26 mag - Le statistiche dell'Abi
dicono che i tassi di interesse praticati dalle banche italiane sono piu' bassi
della media europea? ''Dipende da come fai le statistiche. Io ritengo piu'
attendibili le statistiche degli Artigiani di Mestre''.
(AGR)
AGRICOLTURA, FONDO DI GARANZIA E FONDI RISCHI - 2
( da "Basilicanet.it"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
adozione di
un bando per la presentazione delle domande di contributo ai Fondi rischi delle
Cooperative e dei Consorzi FIDI nel settore agricolo ai sensi della cogente
normativa nazionale e comunitaria, intende perseguire il fine generale di
concedere contributi ai fondi rischi delle Cooperative e dei Consorzi Fidi
operanti con imprese del settore agricolo nella Regione Basilicata.
Reggio,
è ancora forte crisi per imprese e lavoratori
( da "Sestopotere.com"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
dai Consorzi
fidi, soprattutto in alcune attività particolarmente innovative nel settore del
risparmio energetico (fotovoltaico) o nelle produzioni agricole ecocompatibili
e a basso impatto energetico. Le altre banche presenti, Banca Popolare di
Verona-Sgsp, Cariparma e Unicredit hanno segnalato l'impegno ormai a regime in
materia di anticipazione sociale della Cassa integrazione,
CRISI/
TREMONTI: NON CREDO A STATISTICHE ABI,MI FIDO DI DATI CGIA
( da "Wall
Street Italia" del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
mi fido di
dati Cgia di Apcom Nei giorni scorsi querelle con banche su livello tassi
interesse -->Roma, 26 mag. (Apcom) - Nuova frecciata al sistema bancario da
parte del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che questa volta ha messo in
dubbio l'attendibilità delle statistiche dell'Abi sui mercati creditizi.
CdC
Monza e Brianza, contributi PMI: programmi di crescita aziendali
( da "Sestopotere.com"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ordine di
protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 6 mesi
dalla data di ricezione della domanda in un'unica rata attualizzata. La domanda
va presentata tramite Consorzi/Cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti
all'iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L'elenco dei
Consorzi/Cooperative è pubblicato nel regolamento.
Artigiani,
è rivolta contro la banche ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Gli
imprenditori lamentano tempi lunghi nella concessione dei fidi 24 aziende
avvicinate dagli usurai Gli imprenditori fanno sistema contro le banche.
Artigiani, industriali, commercianti e agricoltori fondano il Club del Credito.
Da un sondaggio Confartigianato, emerge una situazione drammatica: su 300
artigiani il 71% lamenta un aumento dei tassi.
tremonti:
le pensioni vanno bene così ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Credo che nel
sistema bancario ci sia molto da fare», affinchè aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei,
Tremonti,
banche ancora troppo care Per il titolare dell'Economia il credito alle imprese
è il più salato d'Europa. E denuncia: i banchieri sono tornati a fare finanza
piuttosto ch ( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
per
denunciare la cancellazione di un fido, l'eliminazione di una linea di credito,
il rischio chiusura di uno stabilimento. Questa situazione di disagio
crescente, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, ha già spinto
l'esecutivo a varare la tanto criticata norma sui prefetti-controllori dei
flussi di credito delle banche alle aziende.
Caro
Tremonti, anche l'autonomia delle banche è un bene prezioso
( da "Milano
Finanza (MF)" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
per la parte
che riguarda i tassi bancari, la primazia su quelle dell'Abi. Il ministro ha
detto che si fida delle medie calcolate dai primi piuttosto che di quelle
prodotte dai banchieri. È tornato, così, nel dibattito politico-economico, il
tema del credito alle imprese e dei relativi oneri, a proposito dei quali
Giulio Tremonti, nei giorni scorsi,
Draghi
striglia le banche sull'usura ( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
attività
istruttoria delle pratiche di fido, la circostanza che il richiedente abbia
subito atti estorsivi o di usura non può costituire un elemento ostativo alla
concessione del finanziamento». E, in aggiunta, qualora nell'applicazione degli
standard di valutazione del merito di credito si decida di «non accettare una
richiesta di finanziamento»,
massimo
scoperto addio ma le banche lo reinventano - barbara ardu
( da "Repubblica,
La" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
che ha
cambiato gli "usi" bancari. E che parla chiaro: la commissione può
essere applicata solo se il cliente supera l´importo del fido concesso per più
di trenta giorni. E non può essere applicata se non c´è fido. Regole che le
banche hanno inserito nei nuovi contratti, mentre hanno atteso giugno per
adeguare i vecchi.
Credito,
gli interventi del prefetto ( da "Provincia Pavese, La"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il 15% nella
richiesta di rientro e riduzione dei fidi concessi». «Dove ci sono situazioni
che meritano particolare attenzione cerchiamo di organizzare un tavolo di
mediazione - spiega il prefetto -. In questa circostanza l'Osservatorio si
propone di approfondire le situazioni che ci vengono sottoposte.
Dal
Confiab interesse per l'aggregazione
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
responsabilità
limitata di garanzia collettiva dei fidi, è uno degli obiettivi di Confiab, il
consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo. In attesa di capire se
la crisi si avvia a finire o meno, «è fondamentale ribadire che la priorità e
il dovere del consorzio sono quelli di salvaguardare il criterio della
mutualità senza scaricare costi aggiuntivi sui nostri associati»
Sfida
Tremonti:
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Credo che nel
sistema bancario ci sia molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei,
MONZA
E BRIANZA - CONTRIBUTI PMI: PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI
( da "marketpress.info"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ordine di
protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 6 mesi
dalla data di ricezione della domanda in un´unica rata attualizzata. La domanda
va presentata tramite Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti
all´iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei
Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . . . <<BACK
La
recessione pesa sulle banche ( da "Adige, L'"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La
contrazione della liquidità nel sistema bancario produce inevitabilmente una
riduzione delle attività creditizie e una dilatazione dei tempi di concessione
dei mutui. Per questo, bene ha fatto la Provincia a sostenere i consorzi fidi a
garanzia della solvibilità delle aziende». Lo hanno detto Graziella Rogolino,
della segreteria nazionale della Fisac Cgil,
AGRICOLTURA,
GIUNTA BASILICATA APPROVA BANDI FESR 2007/2013
( da "marketpress.info"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
adozione di
un bando per la presentazione delle domande di contributo ai Fondi rischi delle
Cooperative e dei Consorzi Fidi nel settore agricolo ai sensi della cogente
normativa nazionale e comunitaria, intende perseguire il fine generale di
concedere contributi ai fondi rischi delle Cooperative e dei Consorzi Fidi
operanti con imprese del settore agricolo nella Regione Basilicata.
Tremonti
non tocca le pensioni: sistema ottimo
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Credo che nel
sistema bancario ci sia molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei,
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ha detto di
fidarsi di più «degli Artigiani di Mestre che dell'Associazione Bancaria ». Che
replica, sottolineando come siano «i dati della Banca Centrale Europea e della
Banca d'Italia ad indicare un tasso medio in Italia, sui prestiti fino a un
milione di euro, del 3,94%, inferiore a quello medio europeo, che sta al 4,
Un
anno e mezzo per i 300mila euro giocati al Lotto
( da "Corriere
del Veneto" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
stando alle
indagini della Procura, Valle aveva creato 17 fascicoli bancari intestati ad
altrettanti clienti fittizi. Libretti, fidi, assegni: sembra non sia stata
lasciata intentata alcuna strada per ricavare indebitamente soldi. I conteggi
della procura parlano di 339mila euro movimentati da assegni, il resto da fidi
e prestiti.
Pmi,
crollati gli investimenti ( da "Corriere del Veneto"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
attenta
analisi dei dati di Bankitalia si vede un crollo nell'impiego di fidi bancari
nel quarto trimestre
La
stampa del 27 maggio ( da "Soldionline"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
senza avere
un fido bancario. La denuncia è arrivata anche da alcune associazioni dei
consumatori, in particolare dall?Aduc, secondo cui il nome sarebbe diverso ma
la sostanza non cambierebbe. "GM al capolinea. Il 70% a Obama. Sindacati
nel board" (Corriere della Sera) Il Corriere della Sera ha riportato le
ultime indicazioni relative ai futuri assetti societari di General Motors,
"Massimo
scoperto addio ma le banche lo reinventano" (La Repubblica)
( da "Soldionline"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
starebbe
tornato sotto mentite spoglie andando a colpire colore che vanno in rosso senza
avere un fido bancario. La denuncia è arrivata anche da alcune associazioni dei
consumatori, in particolare dall?Aduc, secondo cui il nome sarebbe diverso ma
la sostanza non cambierebbe. -->
PROMOSSO.
A PIENI VOTI. PER IL MINISTRO DELL'ECONOMIA, GIULIO TREMONTI IL SISTEMA
PENSIONISTICO... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Credo che nel
sistema bancario ci sia molto da fare», affinchè aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei,
Tremonti:
il sistema pensionistico è ottimo
( da "Gazzettino,
Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Credo che nel
sistema bancario ci sia molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei,
Protocollo
d'intesa con Federfidi Lombarda per favorire l'accesso al credito delle piccole
e medie imprese ( da "Sestopotere.com"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
azione dei
Consorzi Fidi che si occupano di concedere apposite garanzie per facilitare
l?accesso al credito nel sistema bancario, permetterà di incrementare il volume
dei finanziamenti concessi dal sistema bancario alle pmi. Si prevede di
facilitare finanziamenti pari a 22 milioni di euro, che andranno a sostenere
almeno 560 imprese.
Pmi,
storia della ritirata del credito
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
«Fino a
pagare il 9,75% di interessi sul fido di conto corrente, quasi da usura,
nonostante abbia 250mila euro di titoli a garanzia ». Inoltre, «avevo chiesto
un'estensione sul fido per 60mila euro per penetrare il mercato cinese dopo i
contatti stretti al Salone del mobile, ma niente, anche qui.
Cna,
confronto con i candidati ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidi che
affiancano le imprese nel rapporto con il sistema bancario. «Altro aspetto
importante - evidenzia Dalla Villa - riguarda la necessità di colmare la
distanza che oggi divide il sapere dal sapere fare, la conoscenza teorica dalle
competenze tecniche e pratiche, per questo riteniamo necessario implementare e
dare continuità alle azioni con il mondo della scuola prevedendo efficaci
Sparita
dai contratti stipulati dalla fine di gennaio 2009, mentre per quelli in essere
le banche ha... ( da "Gazzettino, Il"
del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
una delle più
odiate da chi utilizza i fidi bancari. Un balzello pagato ogni volta che il
fido concesso sul conto veniva intaccato. Odiata perché applicata sulla punta
massima trimestrale dello scoperto di conto, anche se si realizza per sole 24
ore e anche se il debito è contenuto nel limite del fido.
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Quindicimila imprese chiuse nel 2008 perché sovraind...
( da "Stampa,
La" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
e delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» alle vittime
degli strozzini, «sta invece nel sostegno ai consorzi fidi con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese».
15mila
chiusure: i commercianti vittime dell'usura
( da "Cittadino,
Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese».
usura,
15 mila aziende strozzate ( da "Centro, Il"
del 29-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi, con
adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si
potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti». Non solo: le piccole e
medie imprese «devono essere liberate anche da quell'economia sommersa,
favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad
alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose
usura,
15 mila aziende strozzate ( da "Tirreno, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi, con
adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si
potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti». Non solo: le piccole e
medie imprese «devono essere liberate anche da quell'economia sommersa,
favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad
alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose
Abstract: che si impegnarono a porre massima attenzione nella valutazione dei fidi a soggetti vittime di usura e massima rapidità nelle decisioni sulle proposte di affidamento. «Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo - si legge nella comunicazione di vigilanza della Banca d'Italia - sono stati segnalati casi nei quali le banche aderenti non avrebbero rispettato gli impegni assunti».
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: accensione di fidi bancari o prestiti personali con aggravio enorme di costi". Secondo la Cisl la situazione è diventata insostenibile e rischia di mettere per strada centinaia di famiglie a livello regionale. "La rivendicazione che il nostro sindacato appoggia con le federazioni dei lavoratori autonomi ed atipici del commercio e dei servizi "
Abstract: porre massima attenzione nella valutazione dei fidi a soggetti vittime di usura, e massima rapidità nelle decisioni sulle proposte di affidamento. «Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo - si legge nella comunicazione di Bankitalia - sono segnalati casi nei quali le banche aderenti non avrebbero rispettato gli impegni assunti», comportamento «che avrebbe in parte vanificato l'
Abstract:
fidi, con
adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si
potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti». Non solo: le piccole e
medie imprese «devono essere liberate anche da quell'economia sommersa,
favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad
alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose
L'allarme
di Confesercenti: per l'usura chiuse 15 mila Pmi
( da "Corriere
della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il fatto che
il richiedente di un fido abbia subito atti estorsivi o di usura non può
costituire un elemento ostativo alla concessione del finanziamento». La Banca
d'Italia inoltre chiede agli istituti di credito un ruolo proattivo nel
segnalare ai soggetti deboli la possibilità di ricorrere alle associazioni
impegnate nella prevenzione all'usura.
Addio
al massimo scoperto Ma il rosso costa fino a 100 euro
( da "Corriere
della Sera" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il tasso
effettivo annuo, che prima non doveva comprendere la commissione di massimo
scoperto (in pratica non concorreva allo sforamento della soglia di usura).
Almeno questo, ora, non sarà più possibile. Fido bancario Dal 28 giugno
cambiano le regole sulle commissioni di scoperto Massimo Sideri
msideri@corriere.it
Uno
sportello per aiutare le piccole e medie imprese di Pomezia ad accedere a
finanziamenti bancari.... ( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 29-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Pomezia ad
accedere a finanziamenti bancari. Lo prevede l'accordo di garanzia e cogaranzia
firmato dal Comune e dalla Union Fidi e fortemente voluto dall'assessore alle
Finanze, David Tintinago. In un momento di crisi in cui le piccole e medie
imprese non riescono ad ottenere pesatiti dagli istituti di credito, l'ente di
piazza Indipendenza ha deciso di intervenire e fare da garante.
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi, con
adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si
potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti». Non solo: le piccole e
medie imprese «devono essere liberate anche da quell'economia sommersa, favorita
da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad alimentare
la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose
Usura,
15 mila aziende strozzate ( da "Provincia Pavese, La"
del 29-05-2009) + 6 altre fonti
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidi, con
adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si
potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti». Non solo: le piccole e
medie imprese «devono essere liberate anche da quell'economia sommersa,
favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad
alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose
Allarme
usura: 15.000 le imprese strangolate
( da "Arena,
L'" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese.
Allarme
usura: 15.000 le imprese strangolate
( da "Brescia
Oggi" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese.
Allarme
usura: 15.000 le imprese strangolate
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese.
ALESSANDRA
CHELLO PICCOLE. FRAGILI. VULNERABILI. HANNO L'ACQUA ALLA GOLA PER LA DERIVA
DELLA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese.
Chioggia
Comune di Chioggia ed associazione "Le tegnue di Chioggia", una onlus
che, al... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Contando
sulla convenzione aveva chiesto e ottenuto un fido bancario per sostenere la
propria attività scientifica e di ricerca, che finora ha comportato una spesa
di circa 60 mila euro. «Noi - precisa Mescalchin - abbiamo prestato la nostra
attività e competenza in modo assolutamente gratuito. Risulta ora che la
partita è stata affidata a un consulente, che ritengo verrà pagato.
Allarme
usura: 15.000 le imprese strangolate
( da "Arena.it,
L'" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle
difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica
chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere
prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» come accade
alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai consorzi fidi, con adeguati
finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese.
S.Marino,
centrosinistra all'attacco di Mularoni-Gatti
( da "Dire"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Economia
italiano Tremonti del senatore sponda Pd Walter Vitali, Delta ha già perso 300
milioni di euro per revoche di fidi e depositi. Insomma il tempo stringe e se
"il governo non si muove e non ha ribattuto con forza alle accuse di
riciclaggio mosse alla Cassa di Risparmio", l'opposizione non intende più
stare con le mani in mano. 29 maggio 2009
-
leonardo coen ( da "Repubblica, La"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Dmitri Peskov
che del premier Putin è non solo il fidato portavoce ma anche uno dei più
ascoltati consiglieri. Ufficialmente, il governo russo non ha mai interferito
nella vicenda Opel. Però, la lobby russa non è stata a guardare. Komsomolska
Pravda, il quotidiano russo più letto, si vanta di avere lanciato l´idea di
acquistare l´Opel e di avere così influenzato l´opinione pubblica.
Confcooperative,
dialogo con le banche ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
attraverso la
cooperativa di garanzia fidi regionale Confcooperfidi regionale, punta a una
fusione fra tutti i Confcooperfidi regionali per costituirne uno a livello
nazionale. «Con l'obiettivo di migliorare i requisiti di garanzia per dare alle
cooperative degli strumenti efficaci per ottenere credito», ha spiegato il
segretario generale di Confcooperative orobica Giuseppe Guerini.
Mattioli,
Cuccia e quell'Italia del boom ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
analisi dei
fidi basato su una profonda conoscenza dei settori che, utilizzato dalla
sezione credito industriale, si rivelò particolarmente utile nei rapporti con
le piccole e medie imprese. Anche il Credito italiano di Giovanni Stringher,
l'altra ex banca universale tradizionalmente legata alla grande impresa,
elaborò un proprio metodo di analisi settoriale e aziendale che la rese co-
Le
banche:
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
occupazione e
interessi troppo alti sui fidi. Molta la carne al fuoco ieri mattina sul tavolo
della prefettura, dove enti pubblici, banche, sindacati, associazioni di
categoria e di consumatori si sono confrontati. «Le banche italiane hanno
stretto i cordoni della borsa - afferma il presidente degli industriali
trevigiani Alessandro Vardanega - ,
Firma
falsa, ora indaga l'Antimafia ( da "Provincia Pavese, La"
del 31-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
O forse ciò
che importava a chi ha messo la firma falsa era solo accelerare i tempi per
ottenere un fido bancario e avviare le pratiche burocratiche? «Spero si faccia
presto chiarezza» commenta Giancarlo Mazza che insieme agli altri sarà sentito
come testimone.
DPOSSIEDO
una Carta Aura da diversi anni. Attualmente pago un interesse mensil...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
31-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
In questo
caso sarebbe preferibile ricorrere ad altre forme di prestiti (fido bancario,
prestito personale) che hanno costi in alcuni casi anche inferiori della metà.
Ma sul mercato esistono anche carte revolving con tassi meno onerosi di quelli
di Carta Aura (può informarsi sul sito di Altroconsumo, www.altroconsumo.
Da
Draghi a Tremonti la lunga catena di allarmi inascoltati
( da "Giornale.it,
Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Secondo
l'analisi, le aggregazioni bancarie hanno portato il numero di istituti per
affidato da una media di
edicolanti
in assemblea e sul piede di guerra
( da "Nuova
Sardegna, La" del 01-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Personalmente
anticipo oltre quarantamila euro ai distributori e poi sono costretto a
utilizzare i fidi bancari. Quando ci sono da pagare le tasse i problemi
aumentano. Spesso i distributori non ci consegnano i giornali quando non
riusciamo a pagare per tempo. Lavoriamo 15 ore al giorno, senza ferie e senza
riposi, e quanto guadagniamo non è proporzionato all'impegno quotidiano».
La
stretta al credito Altre due testimonianze (
da "Giornale
di Brescia" del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidejussione
bancaria di questi tempi equivalga all'utilizzo di fido di cassa per lo stesso
importo». Il vecchio «trucco» dello spread E adesso veniamo alle due storie
delle banche. Entrambe hanno a che fare con lo spread, ovvero la percentuale di
aumento che le banche applicano al mutuo rispetto al costo del denaro e che
rappresenta per loro il cosiddetto margine di intermediazione (
l'idea?
un centro convegni ( da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Consorzio
Fidi, istituti bancari e categorie economiche, in modo da sostenere con forme
di contributi in conto interessi o fondi perduti le piccole e medie imprese, le
famiglie in difficoltà e i giovani che intendono avviare una propria attività.
2. Il servizio gestito da Acque Spa, dove in passato i Comuni hanno scaricato i
loro debiti,
curiosavano
tra i conti correnti vip ( da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fonti interne
agli istituti bancari spiegano «qualsiasi sportellista di quella banca in
qualsiasi agenzia può verificare quali e quanti conti correnti possieda un
cliente», conoscendone il saldo e l'eventuale concessione di fidi. E per ogni
conto corrente in molti hanno accesso ai dati completi: tutti i dipendenti
dell'agenzia presso la quale è stato aperto,
spiavano
i conti bancari dei dirigenti ( da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fonti interne
agli istituti bancari spiegano «qualsiasi sportellista di quella banca in
qualsiasi agenzia può verificare quali e quanti conti correnti possieda un
cliente», conoscendone il saldo e l'eventuale concessione di fidi. E per ogni
conto corrente in molti hanno accesso ai dati completi: tutti i dipendenti
dell'agenzia presso la quale è stato aperto,
Rubò
23 milioni ai clienti arrestati cinque complici
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
indagine
contro un bancario infedele MILANO IL REGISTA del megafurto di 23 milioni di
euro era già finito in galera, con due suoi fidati scudieri; adesso è arrivato
il turno di altri complici. Su disposizione del Gip Caterina Interlandi, i
finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito cinque ordinanze di
custodia cautelare,
BancoPosta
Click e l'addebito del bonifico ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 02-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidandomi di
quanto letto e da quanto asserito dalla funzionaria di Citibank (tutto gratis)
e non potendo consultare al momento il sito della banca (l'Outlet è in aperta
campagna) abbiamo firmato il contratto e dopo il primo acquisto ci è arrivato
il voucher per il biglietto aereo: bene, tutto gratuito escluse: e tasse
aeroportuali;
Paypal
raggiunge 3 milioni di conti in Italia
( da "Data
Manager" del 03-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
più della
metà degli utenti internet intervistati, il 52%, ha indicato di non fidarsi a
trasmettere via internet i numeri della propria carta di credito. Il conto
PayPal permette agli utenti di effettuare acquisti online in assoluta fiducia,
con pochi clic e senza digitare i dati della propria carta di credito o
prepagata.
Il
credito locale c'è ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
delle aziende
non ha subito riduzioni dei propri fidi bancari nell'ultimo trimestre e solo il
40% ha chiesto un ampliamento degli stessi, ottenuto con pieno successo in più
della metà dei casi. Riguardo il calo del costo del denaro, il 60% delle
imprese lo ha percepito, ma circa il 40% ha registrato un aumento di spread e
spese.
Futuro
nero per l'economia Senigalliese. La crisi economica che ha colpito anche il
sistema ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 03-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
termini di
interessi bancari che sono costrette a pagare per far fronte ai ritardi di
pagamento da parte delle grandi aziende committenti. «È quindi ancora più
urgente - conclude Bazzucchi - potenziare il ruolo dei Consorzi Fidi,
valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie
per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari»
PERUGIA-
Le banche non potevano più soddisfare le richieste economiche, così un
artigiano ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Come non
fidarsi di uno che ti porta 1.500 euro in contanti il giorno dopo? Certo, la
cosa dovrebbe "puzzare" quando ti chiedono un assegno da 2.300 euro,
come garanzia. Bisognerebbe poi diffidare quando la seconda metà della somma te
la porta l'amico, in compagnia di due amici napoletani.
c'è
chi non si fida dell'esito dei controlli e cerca di uscire con la slot in
braccio ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
è chi non si
fida dell'esito dei controlli e cerca di uscire con la slot in braccio Il
precedente C'è chi gioca molto, a volte troppo, e di fronte alla mancata
vincita della cifra da sogno sperata si lascia andare a gesti inconsulti o di
disperazione. In pochissime occasioni, come dimostrato dall'indagine della
guardia di finanza di Pordenone,
NCA,
UN TAVOLO TECNICO PER AFFRONTARE I PROBLEMI FINANZIARI L'HA PROPOSTO STAMANI LA
REGIONE, CHE SARÀ RAPPRESENTATA DA FIDI TOSCANA DUECENTO ADDETTI, MILLE CON
L'INDOTTO, E LAVORO ( da "marketpress.info"
del 03-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
CHE SARÀ
RAPPRESENTATA DA FIDI TOSCANA DUECENTO ADDETTI, MILLE CON L´INDOTTO, E LAVORO
FINO ALLA PROSSIMA PRIMAVERA Firenze, 3 giugno 2009 - Per i Nuovi Cantieri
Apuania di Marina di Carrara si aprirà a livello regionale un tavolo tecnico,
per affrontare le questioni finanziarie relative anche ai problemi di liquidità
che potrebbero verificarsi di qui a primavera,
L'esperto
Paolo Rabitti l'aveva già detto al Corriere del Mezzogiorno:
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Il
governatore dirà di non aver letto il contratto e di essersi fidato dei
tecnici. «Quel documento non ha la firma dei dirigenti che lo propongono, solo
di Bassolino. Il quale, peraltro, fruiva della consulenza di un noto
professionista, per 400.000 euro». Altro capitolo spinoso: i collaudi degli
impianti di Cdr.
37
milioni di euro per le piccole e medie imprese della Liguria
( da "Stampa,
La" del 04-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
utilizzo del
fido, ripristinando la disponibilità per eventuali ulteriori fabbisogni. Alla
fine dei tre mesi, gli importi dei crediti non saldati verranno trasferiti sul
conto ordinario, mantenendo il fido. I nuovi finanziamenti, che verranno
erogati con un iter accelerato al massimo, possono arrivare a un massimo di 250
mila euro per ogni azienda e saranno garantiti al 50%
L'AQUILA
- Le imprese con le casse a secco: chi aveva mercato all'Aquila non lo ha...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 04-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ristrutturazione
del sistema dei consorzi fidi, certificazione dei crediti delle pubbliche
amministrazioni, ruolo della regione nel finanziamento delle imprese, rigidità
del sistema di garanzie. Sono molti e complessi i meccanismi da tarare prima
dell'avvio della ricostruzione. Nei prossimi mesi sul capoluogo abruzzese si
concentrerà una domanda di credito di proporzioni enormi,
LATTE:
CIA, SUBITO INTERVENTI URGENTI A SOSTEGNO DEGLI ALLEVATORI.
( da "Asca"
del 04-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Consorzi Fidi
e Ismea) e di credito agevolato che permettano agli operatori di contrattare la
ristrutturazione del credito e ulteriori agevolazioni creditizie con gli
istituti bancari. Secondo la Cia, vanno anche previsti interventi straordinari
per la riduzione dei costi di produzione delle aziende zootecniche da latte.
Reggio
Calabria, la Confcommercio: "Troppi vincoli tra banche e imprese"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
improvvisi
solleciti al rientro nei fidi, anche quando gli stessi non hanno sforato il
tetto massimo concesso, spesso giustificati con analisi ragionieristiche
sull?andamento del conto negli ultimi mesi, senza tenere conto non solo delle
scadenze fiscali, quanto di un mercato delle vendite che, specie nei settori
tradizionali, è ancora oggi stagnante e non vede spiragli di ripresa&
17:11
LATTE: CIA, SUBITO INTERVENTI URGENTI A SOSTEGNO ALLEVATORI (2)
( da "Agi"
del 05-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Consorzi Fidi
e Ismea) e di credito agevolato che permettano agli operatori di contrattare la
ristrutturazione del credito e ulteriori agevolazioni creditizie con gli
istituti bancari. Secondo la Cia, vanno anche previsti interventi straordinari
per la riduzione dei costi di produzione delle aziende zootecniche da latte.
BANCHE.
Abi, 10 mln di euro da Fondir nel 2009 per formazione dei dirigenti del credito
( da "HelpConsumatori"
del 05-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
700 dirigenti
bancari costituito da Confcommercio, Abi, Ania, Confetra, Manageritalia,
Federdirigenti, Sinfub, Fidia. "Fondir" fornisce alle imprese
creditizie i finanziamenti per i piani formativi e per tutto il mese di giugno
si svolgeranno 4 seminari, coordinati dall'Abi, per scoprire come accedere e
gestire efficacemente le risorse del Fondo.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-24 - pag: 2 autore: Sbagliare non era
obbligatorio Molti avevano intuito la crisi - Ora le banche tornino a fare le
banche di Marco Vitale «A bbiamo evitato un grande blow up e ora ci troviamo
nel mezzo di un grande tentativo di cover up ». Così riassume l'attuale momento
un lucido finanziere svizzero con il quale concordo. Abbiamo evitato una grossa
esplosione e questa è un'ottima notizia. Ma non l'abbiamo evitata come qualche
anima bella del partito dei talebani del mercato si ostina pateticamente e,
contro ogni evidenza, a ripetere, grazie alla capacità di autoregolamentazione
dei mercati. L'abbiamo evitata perché i governi hanno buttato nel fuoco
trilioni di dollari, a debito dei contribuenti presenti e futuri (per molti
anni), scardinando gli equilibri di finanza pubblica di tutti i principali
paesi, sacrificando qualunque logica di mercato e di giustizia all'esigenza del
"too big to fail", nazionalizzando di fatto gran parte del sistema bancario, sacrificando gli investimenti di cui il mondo ha
bisogno, ponendo, quasi sicuramente, le premesse per una prossima severa
inflazione. Penso che i governi abbiano fatto bene a fare ciò, ma che dobbiamo
essere consapevoli di quanto è realmente successo e incominciare a porci delle
domande sulle conseguenze (tipo: resterà la politica fuori dalla gestione delle
banche dopo averci messo tanto capitale?) anziché continuare a raccontare
fiabe. Oggi è partita a livello internazionale una grande azione di cover up,
per evitare sia una corretta resa di conti dei responsabili, sia una seria
correzione del sistema. Ho sempre considerato come uno dei sintomi più
inequivocabili dell'estrema gravità della crisi il fatto che, questa volta,
l'America non abbia, per ora, attaccato i responsabili. L'America,in materia
finanziaria,è sempre stata disinvolta e tollerante, salvo poi, in caso di
sviluppi infausti, chiamare i responsabili a una dura resa di conto. L'ultima
volta è stata con gli scandali societari dal 2001-2003,per i quali l'America
usò,nei confronti dei responsabili, il pugno di ferro. In questa crisi, invece,
che è tante cose ma nella quale c'è anche certamente il più colossale schema
Ponzi di tutti i tempi, di fronte al quale il povero Madoff appare
un'educanda,non vi è per ora nessuna seria chiamata al tavolo delle
responsabilità. Non esiste segnale più evidente della grande paura che ha
attanagliato l'America ufficiale di questa non consueta inerzia. Sarà
necessario aspettare le liti furibonde che si scateneranno tra banche, assicurazioni,
hedge fund, fondi pensione, gestori di patrimoni, portatori di obbligazioni
bidone (tipo Rembs, Residential mortgage backed securities), famiglie
mutuatarie che rientrano nei criteri dell'Helping families save their homes act
( circa 4 milioni di famiglie), per sentire parlare seriamente di
responsabilità. Ma vi è un altro cover up, più grave e insidioso, che interessa
non solo l'America ma tutti noi e che attiene alla natura stessa della crisi. è
il cover up intellettuale che tende a descrivere la crisi come un imprevedibile
incidente tecnico di percorso. Questa lettura serve per poi poter concludere: e
quindi non vi è nulla da fare e nulla da cambiare, ma solo aspettare che la
congiuntura passi per riprendere tutto come prima. Su questa linea si pone uno
dei maggiori responsabili, l'ex governatore della Fed Alan Greenspan: «Ma
prevedere l'insorgere di una crisi è qualcosa che appare al di là delle nostre
capacità di previsione». Sulla stessa linea il premio Nobel Vernon L. Smith in
una delle più futili, superficiali ancorché, come si dice, eleganti, letture
della crisi che mi è capitato di ascoltare in una conferenza a Milano presso
l'istituto Bruno Leoni: «I fenomeni di cui stiamo indagando sono
intrinsecamente imprevedibili». Su una linea analoga si pone il professor Guido
Tabellini: «In molti si aspettavano che la bolla immobiliare americana prima o
poi sarebbe scoppiata. Ma ben pochi immaginavano che ciò avrebbe travolto i
mercati finanziari di tutto il mondo». E invece la crisi era prevedibile ed è
stata prevista dai soliti grilli parlanti che hanno detto, più o meno, quello
che il grillo parlante disse a Pinocchio: «Non ti fidare,
ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera.
Per il solito o sono matti o sono imbroglioni ». Ma, come capita sempre ai
grilli parlanti, non furono ascoltati. è più eccitante ascoltare e seguire il
gatto e la volpe, cioè i banchieri d'affari, che promettono raccolti
mirabolanti nel Campo dei miracoli ben concimato dai funamboli alla Greenspan.
Fu prevista, solo per fare qualche veloce esempio, da Claude Bébéar (
Uccideranno il capitalismo, 2003); da John R. Talbott ( The coming crash in the
Housing Market, 2003; e Sell Now! The End of the Housing
Bubble, 2006); Jean Peyrelevade ( Capitalismo totale, 2005); Robert J. Shiller
( Irrational Exuberance, 2000); Marco Vitale (
( da "Corriere Economia"
del 25-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere Economia
sezione: Economia data: 25/05/2009 - pag:
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
di
Gabriele De Stefani 'Addio alla banca, non ci fidiamo più Uniamo le forze e
compriamo la terra' Cara banca, ti sistemo io. Parte dal cuore di Mantova -
dallo studio legale Montecchi di via Corridoni - la sfida agli istituti di
credito lanciata con la costituzione del primo gruppo di acquisto terreni
(Gat). Paura di
vedere altri risparmi volatilizzarsi, dopo il crollo dell'ottobre scorso e
quelli tutti italiani sotto i loghi Parmalat e Cirio? Sì, il motivo principale
è questo. E la risposta al problema è nuova, creativa: unire 50 medi
risparmiatori, chiedendo loro di investire 20mila euro ciascuno e comprare un
terreno agricolo. Per poi gestirlo insieme e farne una sede di produzione
biologica. L'obiettivo diventa duplice: garantire il mantenimento del proprio
capitale poggiando sul bene rifugio per eccellenza (la terra) e darsi ad
un'attività economica pulita sul piano ecologico ed etico. La madre del
progetto è Rosanna Montecchi. Avvocato di città, dopo una carriera come legale
delle banche ha deciso di saltare dall'altra parte della barricata. Prima nella
sua attività professionale, assistendo i consumatori in causa contro gli
istituti di credito. E poi con l'idea di fondare un gruppo di acquisto di
terreni. L'ispirazione arriva dai gruppi di acquisto solidale (i Gas), reti di
acquirenti che si uniscono per evitare i canali tradizionali del commercio,
aggirando la grande distribuzione organizzata. Qui invece chi decide di aderire
deve unire i propri risparmi con quelli degli altri associati. La quota richiesta
è di 20mila euro. L'obiettivo, per partire con il primo esperimento, è
raggiungere 50 adesioni. Già individuato il terreno adatto: si punta
all'acquisto di una cascina ad Ospitaletto. Il tutto costituendo una società a
responsabilità limitata che affiderebbe ad un contadino la gestione del terreno
ma manterrebbe il potere di decidere lungo quali direttrici far muovere la
produzione. Una sorta di cooperativa in cui tutti i soci siano allo stesso
livello e siano coinvolti nella gestione aziendale. é quella che Serge
Latouche, teorico della decrescita, chiama la rilocalizzazione della
produzione: a due passi da casa e con la partecipazione diretta di chi, magari
residente in zona, ci mette il capitale. Un sano ritorno al passato, nelle
intenzioni dei promotori, caratterizzato da una bella dose di trasparenza nella
gestione del denaro investito. Ben altra cosa rispetto ai criptici fondi comuni
di investimento, dove il controllo finisce fatalmente per disperdersi. Per
diffidenza, se non per paura, con il gruppo di acquisto di terreni si offre
un'alternativa al deposito bancario. «Ma non vogliamo
fare concorrenza agli istituti di credito - chiarisce Montecchi - Il nostro
obiettivo è solo dare ai piccoli risparmiatori una chance di acquistare un bene
reale senza indebitarsi e potendolo gestire di persona». E allora, se non è
fuga dalla banca, è anche qualcosa di più, perché è corsa al bene rifugio, alla
riserva di valore per eccellenza. Per intenderci: se si vuole rischiare meno,
si può passare solo al deposito sotto al cuscino. E per questo agli investitori
è richiesto un impegno di medio-lungo periodo: siccome l'obiettivo è tutelare
il valore dei risparmi, non c'è spazio per manovre speculative. E nel Gat si
deve rimanere per almeno 15 anni, salvo casi eccezionali. Quel che è certo è
che nei progetti di Rosanna Montecchi, affiancata dal commercialista Gianluca
Marocci, c'è anche un'idea ben precisa su come condurre l'azienda agricola che
nascerà. La parola d'ordine è una sola: biologico. Niente organismi geneticamente
modificati, niente legami con la grande distribuzione. I canali di vendita
diventano due: le cinquanta famiglie azioniste e, soprattutto, la crescente
rete dei gruppi di acquisto solidale. E proprio da chi frequenta questi gruppi
- una vera e propria nicchia ideologica ed economica - stanno arrivando le
adesioni per il primo Gat: sul tavolo ci sono già un centinaio di potenziali
investitori (solo in parte mantovani: arrivano e-mail da tutto il nord Italia).
Tant'è che la mente inizia subito a correre a possibili sviluppi futuri: «Il
sogno è costruire una rete di Gat - conclude Montecchi - con
un'associazione-satellite attorno alla quale farli ruotare. Ma per questo ci
sarà tempo».
( da "Provincia Pavese, La"
del 26-05-2009)
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Imprese, sempre
difficili i rapporti con le banche Ornati (Confartigianato
Lomellina): «Stanno diminuendo i fidi alle imprese del 70 per cento» Maccarini
(Industriali): «La contrazione del credito pesa sul 90% delle aziende della
provincia» PAVIA. Davanti alle misure anticrisi promosse da Regione e
Provincia, industriali e artigiani denunciano che, senza un vero accesso al
credito, non se ne esce. E i sindacati confederali lamentano che senza
l'accordo con le banche per gli anticipi sugli importi della cassa integrazione
in deroga, troppi lavoratori restano senza stipendio. Gli argomenti del tavolo
sulle linee di impegno del sistema socio economico pavese di fronte alla crisi
tenuto ieri sono gli stessi del primo tavolo provinciale. Problemi di credito e
ritardi - fisiologici - dell'Inps nell'erogare i contributi di cassa
integrazione tengono in scacco imprese e lavoratori. Dopo la relazione
dell'assessore regionale Domenico Zambetti sui 357 milioni di euro e le 13
misure anticrisi della Regione, il segretario generale Confartigianato
Lomellina Carlo Ornati ha preso la parola sulle banche: «Il rapporto con le
banche peggiora sempre più: ora ci hanno chiesto i bilanci delle aziende,
peggiori rispetto al 2007 e stanno diminuendo i fidi del 70%. Le strutture
associative danno credito e garanzie fino a dove possono arrivare, ma a giugno
non avremo più garanzie per nessuno». Ornati ha proseguito sul tema dei
pagamenti, facendo un appello alla regione perché recepisca la direttiva
europea sulla possibilità di pagamento a 30 giorni. Piero Maccarini, direttore
Unione Industriali, conferma: «La contrazione del credito tocca la piccola-media
impresa, che coincide con il 90% dei nostri associati, mentre le aziende più
grandi hanno un rapporto più scorrevole con il credito». Sulla cassa
integrazione ha spiegato come «situazioni delicate di bilancio e contrazione
dei consumi mettono in difficoltà anche le aziende che avrebbero margini di
espansione». Il presidente della provincia Vittorio Poma ha snocciolato i dati
occupazionali del primo trimestre 2009: il saldo tra contratti cessati e nuovi,
è tornato positivo ma «il numero di ore di cassa integrazione nei primi tre
mesi del
( da "Italia Oggi"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi sezione:
Giustizia e Società data: 26/05/2009 - pag: 26 autore: di Valerio Stroppa
BANCHE/ Allarme dell'Aduc: neutralizzati gli effetti della legge n. 2/2009
Conto scoperto. E costoso La commissione ritorna (sotto mentite spoglie)
Nonostante la stretta sulla commissione di massimo scoperto disposta dalla
legge di conversione del decreto anticrisi, i correntisti bancari si ritrovano
a dover sopportare altri costi che annullano i benefici della modifica
normativa. La sostanza, quindi, prevale sulla forma e il risparmio auspicato
dal legislatore non troverebbe applicazione concreta. È quanto afferma
l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc), che in un
comunicato lancia l'allarme su come in alcuni casi le limitazioni che la legge prevede
sulla commissione di massimo scoperto non hanno alcun effetto.La norma. L'art.
2-bis della legge n. 2/2009, introdotto in sede di conversione del dl n.
185/2008, in tema di contratti bancari prevede la nullità delle «clausole
contrattuali aventi a oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo
del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore
a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido». Ai sensi della
nuova disciplina, quindi, la commissione di massimo scoperto potrà applicarsi
soltanto laddove il saldo negativo del conto perduri per più di 30 giorni. E se
la novità è operativa fin dall'origine per i conti correnti aperti
successivamente all'entrata in vigore della legge (29 gennaio 2009), per
la modifica di quelli già esistenti a tale data è stato fissato un termine di
150 giorni. Entro fine giugno, quindi, gli istituti di credito dovranno
perfezionare gli adeguamenti dei contratti in essere.Il caso. In questi giorni,
segnala l'Aduc, molti correntisti stanno ricevendo le lettere con le quali le
rispettive banche avvisano la clientela della modifica di alcune condizioni
contrattuali nella gestione e nella tenuta del conto corrente, in ottemperanza
alle disposizioni della legge n. 2/2009. Ma in alcuni casi, si legge nella nota
Aduc, «per non applicare la legge e continuare a fare ciò che vogliono, hanno
solo cambiato nome: da commissione di massimo scoperto (cms) a commissione di
scoperto di conto (csc). Per cui le limitazioni che la legge prevede per il cms
non hanno effetto». Nel comunicato viene riportato il caso di un istituto di
credito che, oltre alla disapplicazione della commissione di massimo scoperto
trimestrale, introduce a decorrere dal terzo trimestre una commissione di
scoperto di conto da calcolare moltiplicando un importo fisso per ogni giorno
di «rosso» sul conto corrente e per ogni mille euro (o frazione) di saldo
debitore, fino a un massimo prestabilito. L'Aduc conclude sollecitando un
pronto intervento da parte del ministero dell'economia.
( da "Repubblica, La"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 25 - Economia
Il risiko finanziario punta i riflettori su Torino e Trieste MILANO - Saranno
dieci mesi caldi quelli che si prospettano per i grandi giochi della finanza
italiana. Tra il rinnovo del patto di sindacato Mediobanca, entro fine anno, e
quelli dei consigli di amministrazione di Generali e Intesa Sanpaolo, previsti
per l´aprile 2010, la carne al fuoco è parecchia. Qualcuno giura che tra dieci
mesi il sistema di potere sarà completamente diverso dall´attuale. Per il
momento, i punti fermi sono pochi. C´è sicuramente una volontà della Compagnia
San Paolo, attraverso la nuova guida forte di Angelo Benessia, per tornare a
essere protagonista nelle banche, in primis Intesa. E poi c´è il nodo Generali,
un crocevia dove le diversità di vedute stanno già venendo alla luce complice
il contorto patto con l´Agricole sul capitale Intesa. E proprio le mosse su
Trieste e sul suo management potrebbero dare il via ai fuochi d´artificio.
Giovanni Pons [rischio cinese] PECHINO - Si moltiplicano le preoccupazioni
sullo stato di salute del settore creditizio cinese. L´agenzia Fitch avverte
che le banche della Repubblica Popolare, finanziati i progetti di investimento
voluti dal governo, hanno visto aumentare la rischiosità dei propri
portafogli-fidi. Da gennaio ad aprile le banche hanno erogato nuovi finanziamenti
per 757 miliardi di dollari, superando il volume dello stesso periodo del 2008.
Le autorità cinesi hanno qualche timore sulla "qualità" di questo
boom del credito. Si teme che le banche abbiano aperto
troppo i rubinetti, concedendo prestiti per investimenti speculativi diretti
alla Borsa e al mercato immobiliare. La Commissione di vigilanza sulle banche
ha segnalato alcuni fidi bancari "dirottati" verso progetti ben
diversi da quelli indicati nel piano di rilancio economico del governo. Federico
Rampini
( da "Brescia Oggi"
del 26-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Marcegaglia in
pressing: più credito alle imprese LA PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA. Dalla Camera
di commercio di Brescia, intervenendo all'assemblea Aib, rilanciate le priorità
anticrisi a partire dalla liquidità La richiesta al presidente dei banchieri Faissola:
«Non lasciateci da soli» La replica: stiamo facendo il possibile per sostenere
chi ha progetti e investe 26/05/2009 rss e-mail print Emma Marcegaglia è
intervenuta per il secondo anno da presidente nazionale all'assemblea Aib
FOTOLIVE Liquidità, credito e rapporti banca impresa ad un nodo cruciale. La
crisi è iniziata nel mondo bancario internazionale, ha
investito l'economia reale, ma ha toccato soprattutto un nodo scoperto che lega
i due mondi: la liquidità, che una volta venuta meno sul mercato interbancario è stata «tagliata» anche alle aziende che
necessitavano di finanziamenti per lo sviluppo. Per questo la presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia, intervenendo ieri all'assemblea annuale Aib, è
andata alle radici della crisi per alzare un appello forte al mondo bancario, approfittando della presenza in platea del
presidente Abi Corrado Faissola. «CORRADO - ha detto Marcegaglia rivolgendosi
al numero uno dell'Associazione bancaria - ti chiedo di fare tutto il possibile
per fare in modo che le aziende che hanno difficoltà momentanee ma che sono
sane e hanno capacità di fare impresa non siano lasciate sole». La replica, a
margine dell'assemblea, è stata di ampia disponibilità: «Io - ha detto Faissola
- non conosco la situazione dei casi di ogni singola banca, ma garantisco che
nell'insieme il sistema bancario sta reagendo in modo
molto positivo alla crisi e mi auguro che nei prossimi mesi possa farlo in
misura ancora più accentuata e migliore». LA PRESIDENTE di Confindustria ha
ammesso che i dati aggregati forniti dall'Abi dicono che «complessivamente i
crediti alle imprese crescono» e tuttavia, ha aggiunto, «noi
abbiamo troppi casi di aziende che si vedono ritirare i fidi, che non riescono
a scontare le fatture, che hanno tassi troppo alti». Secondo Marcegaglia del
resto il paradosso di questa situazione è che sono le imprese virtuose ad
essere colpite: «perchè i migliori sono coloro che hanno investito, spesso
puntando sull'estero, elaborando piani di medio periodo, che ora si
trovano in mezzo al guado». Nella fase attuale di emergenza, ha spiegato la
Marcegaglia «la prima cosa essenziale, che è tuttora la nostra preoccupazione
maggiore, è il tema della liquidità e del credito. In un momento in cui le
aziende vivono contemporaneamente -30, -40, -50% di ordini e di fatturato e
dall'altra parte si trovano in una grande difficoltà nell'incassare i propri
pagamenti, - ha proseguito - noi dobbiamo fare in modo che l'ossigeno del
credito ci sia, perchè se manca quello noi soffochiamo e non riusciamo ad arrivare
all'appuntamento con la ripresa». Una emergenza che tocca anche lo scottante
tema delle regole: «Dobbiamo aprire un dibattito sulla finanza: bisognerà
rivedere le regole per evitare ulteriori disastri, ma non con trattati
prociclici come è successo per Basilea2 che ha creato soltanto problemi». FRA
LE PRIORITÀ di Emma Marcegaglia ci sono anche le questioni legate ai crediti
nei confronti della Pubblica amministrazione: un doppio affondo fra critica e
autocritica. Da una parte la presidente considera «inaccettabile la situazione
che si è venuta a creare, con uno Stato che non paga i propri debiti nei
confronti delle aziende. Possiamo accettare - continua precisando il tema - il
problema del debito pubblico ma soltanto se vediamo che dall'altra parte ci siano
risposte concrete». Dall'altra arriva l'ammonimento per le grandi aziende. «Le
considero al pari della pubblica amministrazione quando dilatano eccessivamente
i tempi dei pagamenti» attacca la presidente. «Ci deve essere una nuova etica
alla base dei rapporti di tutti» sottolinea in conclusione la presidente,
riprendendo e riconoscendo così la bontà dei temi che il nuovo presidente Aib
Giancarlo Dallera ha detto di voler mettere al centro del suo programma.
Giovanni Armanini Giovanni Armanini
( da "Dagospia.com"
del 26-05-2009)
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articolo --> BORSE GIù (MiBTEL -0.58%) Guttenberg: OPEL,
nessuna bocciatura GABETTI: NON SCONTATA DILUIZIONE EXOR IN NUOVA
SOCIETà AUTO Facebook: spunta investitore russo VW TRATTA AUTO
IBRIDA CON I CINESI DI BYD - Tatò milionario (IPI) - rischio cinese
1 -
Borsa, piazze europee in calo. Milano debole con i bancari... Da
"ilsole24ore.com" - Apertura in calo per le Borse europee sulla scia
di Tokyo, all'indomani di una giornata senza spunti a causa della chiusura di Londra e Wall
Street. Gli indici aspettano una direzione dall'apertura dei listini Usa e
dalla pubblicazione di alcuni dati macro. Parigi cede lo 0,81%, Francoforte lo
0,95% e Londra lo 0,27 per cento. A Milano il Mibtel arretra dello 0,58% e l'S&P/Mib
dello 0,79 per cento. KARL-THEODOR ZU GUTTENBERG (MIN. ECONOMIA TEDESCO) Gli
indici sono indeboliti soprattutto dal settore bancario
e assicurativo: Monte dei Paschi cede l'1,55%, Unicredit l'1,31%, Generali l'1,25%,
Alleanza l'1,06 per cento. In negativo anche Mediobanca e Intesa SanPaolo, che
perdono rispettivamente lo 0,88% e lo 0,77 per cento. In controtendenza in
avvio la sola Banca popolare di Milano (+0,16%), molto pesante nella seduta di
ieri. Nelle ore che appaiono decisive per la soluzione dell'affare Opel, Fiat è
partita attorno alla parità, per poi cedere qualcosa e quindi recuperare lo
0,45% a 7,77 euro. Debole Mediaset: in partenza della Borsa di Milano il titolo
della società televisiva cede l'1,91% a un prezzo di 4,11 euro. A Londra sono
deboli i finanziari con Prudential (-1,8%), Rbs (-1,3%) e Lloyds Banking
(-1,1%), mentre sono in controtendenza le materie prime con Xstrata (+4%) ed
Eurasian (+3,4%). A Francoforte soffrono i tecnologici con Infineon (-2%), le
auto con Volkswagen (-1,6%) e Daimler (-1,2%) e i finanziari con Allianz
(-1,4%). A Parigi crolla Danone (-6,4%) dopo l'annuncio dell'aumento di
capitale da tre miliardi di euro, in controtendenza Michelin (+3%). 2 - Opel:
Guttenberg, nessuna bocciatura... (
( da "Asca" del
26-05-2009)
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CRISI: TASSI BASSI
IN ITALIA? TREMONTI, NON MI FIDO STATISTICHE BANCHE (ASCA)
- Roma, 26 mag - Le statistiche dell'Abi dicono che i tassi di interesse
praticati dalle banche italiane sono piu' bassi della media europea? ''Dipende
da come fai le statistiche. Io ritengo piu' attendibili le statistiche degli
Artigiani di Mestre''. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, nel suo intervento all'assemblea delle Confcooperative. Secondo la
tabella diffusa dall'Associazione bancaria in occasione dell'ultimo Liquidity
Day, i tassi delle banche italiane sui prestiti alle imprese risultavano
inferiori di 20 punti base a quelli della media dell'area euro, mentre i
prestiti alle famiglie risultavano piu' bassi del 2%. E ancora riferendosi alle
banche: ''Ci dicono che il cavallo non beve - ha aggiunto Tremonti - puo'
essere, ma forse qualcuno ha chiuso il rubinetto''. Da qui l'ennesima
sollecitazione al sistema bancario a richiedere i bond
per non far mancare il credito all'economia reale. ''Forse - ha concluso il
ministro - non c'e' sufficiente considerazione da parte del sistema finanziario
per questi strumenti''. lsa/cam/bra
( da "Basilicanet.it"
del 26-05-2009)
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AGRICOLTURA, FONDO
DI GARANZIA E FONDI RISCHI - 2 26/05/2009 15.59.43 [Basilicata] (AGR) - LâAmministrazione
regionale intende sottoscrivere con Ismea una convenzione per utilizzare il Fondo di Garanzia
previsto nel PSR e per regolarne il funzionamento. Detto Fondo di Garanzia
affiancherà le operazioni di investimento ammissibili al PSR ed
avrà come ultimo fine la facilitazione dellâaccesso
al credito da parte delle aziende
agricole. Le misure del presente PSR che potranno erogare aiuti anche sotto
forma di garanzia sono: -Misura 112 âInsediamento di
giovani agricoltoriâ -Misura 121 âAmmodernamento delle
aziende agricoleâ -Misura 123 âAccrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e
forestaliâ -Misura 311 âDiversificazione in attività
non agricoleâ. Il finanziamento bancario per la realizzazione di
investimenti cofinanziati nellâambito del PSR conformemente
a quanto previsto nelle schede di misura del PSR, può² fruire della garanzia concessa da un
fondo di garanzia che operi in conformità agli articoli 50, 51 e 52 del
regolamento (CE) n. 1974/2006. Le risorse finanziarie individuate nellâambito
delle misure del PSR necessarie per la concessione delle garanzie, saranno utilizzate, nellâambito
di un Accordo di programma che consente, dâintesa con il Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, lâavvalimento
dello specifico Fondo rientrante nelle attribuzioni istituzionali di ISMEA, Organismo pubblico
individuato nel rispetto delle disposizioni comunitarie. Ciò², allo scopo di
costituire un capitale dedicato al rilascio di garanzie a fronte di operazioni
bancarie finalizzate ad interventi sul territorio regionale per operazioni
cofinanziate nellâambito del PSR, tale da consentire
una mitigazione del rischio ed un aumento dellâefficacia dello
strumento finanziario. Il Fondo può² rilasciare garanzie alle imprese agricole
singole e/o associate e alle imprese di trasformazione di prodotti agricoli, al momento
della loro fondazione, durante le prime fasi della loro attività o in
caso di espansione e soltanto in attività che gli amministratori del
fondo valutino redditizie, entro il limite massimo del 70% dellâimporto
dei finanziamenti
bancari erogati alle imprese beneficiarie - elevato allâ80%
per i giovani agricoltori come definiti dal regolamento (CE) n. 1698/2005.
Fondi Rischi. LâAmministrazione regionale, attraverso
lâadozione di un bando per la presentazione delle domande di
contributo ai Fondi rischi delle Cooperative e dei Consorzi FIDI nel settore
agricolo ai sensi della cogente normativa nazionale e comunitaria, intende
perseguire il fine generale di concedere contributi ai fondi rischi delle
Cooperative e dei Consorzi Fidi operanti con imprese del settore agricolo nella
Regione Basilicata.
Le risorse a tal fine dedicate ammontano a circa un milione di euro a valere su
fondi regionali. Lâamministrazione regionale contribuisce allâintegrazione
dei fondi di garanzia o dei fondi rischi dei Cofidi nella misura massima del
triplo delle risorse proprie apportate dai soci. Tali contributi , nonché© gli
eventuali profitti realizzati su tali risorse, devono essere utilizzati esclusivamente per la
fornitura di garanzie a favore delle PMI agricole attive in Basilicata socie
dei Cofidi. Le tipologie di intervento sono relative al consolidamento delle
passività di imprese agricole ed imprese di trasformazione e
commercializzazione di prodotti agricoli che presentano unâaccentuata
esposizione debitoria ma che non siano in difficoltà secondo la
definizione comunitaria. Sono ammissibili a garanzia i mutui bancari di durata
non inferiore a 18 mesi e non superiore a 15 anni. (continua) (bas - 04)
( da "Sestopotere.com"
del 26-05-2009)
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Reggio, è ancora
forte crisi per imprese e lavoratori (26/5/2009 16:42) | (Sesto Potere) -
Reggio Emilia - 26 maggio 2009 - Dall'ultimo incontro dell'Osservatorio
Anteverto del distretto di Reggio Emilia, è emerso chiaramente come, nonostante
alcuni contesti dimostrino di aver risentito meno della crisi, la situazione
sul versante occupazionale continui comunque a peggiorare. Sabrina Bondavalli,
responsabile del Centro per l'impiego di via Premuda, ha evidenziato come il
dato sugli iscritti alle liste di disoccupazione, pur aumentando del 41 per
cento nel 2009 rispetto all'anno precedente, ha avuto un rallentamento nel mese
di aprile. Gli avviamenti al lavoro continuano però a calare, attestandosi a
meno 29 per cento nel primo quadrimestre del 2009, rispetto al medesimo periodo
del 2008. I comparti che soffrono maggiormente risultano essere quello
metalmeccanico - dato peraltro comune a livello provinciale -, quello del
facchinaggio e della logistica, i servizi per le famiglie quindi colf e
badanti. Le tipologie contrattuali crollate vertiginosamente sono in
particolare le missioni di lavoro somministrato, i cosiddetti interinali,
seguite dai contratti a tempo indeterminato, mentre al contrario aumentano i
contratti precari. Alcuni settori produttivi sembrano invece risentire meno
della crisi, come quello agroalimentare, il tessile, soprattutto trainato da
alcune produzioni di qualità che si sono consolidate nel comparto, e alcune
produzioni particolarmente innovative. Le imprese dopo il trauma iniziale stanno
ora cercando di riorganizzarsi. Le associazioni imprenditoriali presenti (Api,
Assindustria e Cna) hanno ribadito la crescita costante, anche se leggermente
rallentata nell'ultimo mese, come segnala in particolare Mirco Pisi della Cna,
delle aziende con lavoratori in cassa integrazione o in sospensione lavorativa
e la necessità di riceracre nuovi mercati: Africa e Emirati Arabi, per i quali
è fondamentale il ruolo di supporto delle associazioni. Riccardo Bedeschi della
Cgil ha sottolineato invece la preoccupazione, oltre che per i lavoratori
maggiormente precari e privi di qualsiasi ammortizzatore sociale, per coloro
che a breve potrebbero esaurire ogni forma di sostegno al reddito di fronte ad
una situazione che non dà segni di ripresa. Pertanto, dopo la pausa estiva, a
settembre potrebbero presentarsi situazioni di forte tensione sociale.
All'incontro erano presenti anche diversi istituti di credito che hanno
sottoscritto il Protocollo per l'anticipazione sociale della Cassa integrazione
straordinaria. In particolare Marco Bonezzi della Banca Popolare
dell'Emilia-Romagna, ha segnalato una certa ripresa di accesso al credito da
parte delle imprese, sostenuta anche dai Consorzi fidi,
soprattutto in alcune attività particolarmente innovative nel settore del risparmio
energetico (fotovoltaico) o nelle produzioni agricole ecocompatibili e a basso
impatto energetico. Le altre banche presenti, Banca Popolare di Verona-Sgsp,
Cariparma e Unicredit hanno segnalato l'impegno ormai a regime in materia di
anticipazione sociale della Cassa integrazione, mentre sul versante
degli aiuti alle imprese segnalano i diversi accordi sottoscritti con le
associazioni d'impresa e quindi la volontà del sistema bancario
di favorire l'accesso al credito, soprattutto per investimenti innovativi, ma
anche per permettere una maggiore liquidità immediata. L'assessore al Lavoro
della Provincia Gianluca Ferrari ha sottolineato positivamente queste ultime
informazioni provenienti dal mondo bancario e delle
imprese: "Si tratta di risultati concreti dell'Unità provinciale
anticrisi, voluta da da Palazzo Allende per far fronte alla situazione che,
come previsto, purtroppo si sta manifestando per intensità e durata più lunga e
pesante di altre. Per questo la Provincia, attraverso anche i tavoli distrettuali
Anteverto, tiene costantemente monitorata la situazione, favorendo la soluzione
dei principali problemi che si manifestano a livello anche locale, attraverso
l'impegno e il dialogo dei diversi attori che agiscono sui vari territori
provinciali. Al contempo la Provincia continua ad investire risorse soprattutto
per politiche attive, come la formazione professionale e l'aiuto alla creazione
di nuove imprese, in particolare nei settori più avanzati che servano anche da
punto di riferimento e di traino per la futura ripresa economica dell'intero
territorio provinciale". Al termine dei lavori si è deciso di convocare
tutti gli istituti di credito che hanno sottoscritto il Protocollo per
l'anticipazione della Cigs nella giornata di giovedì 28 maggio, per fare il
punto e predisporsi alla seconda parte dell'anno.
( da "Wall Street Italia"
del 26-05-2009)
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Crisi/ Tremonti: Non
credo a statistiche Abi,mi fido di dati Cgia di Apcom Nei giorni scorsi
querelle con banche su livello tassi interesse -->Roma, 26 mag. (Apcom) -
Nuova frecciata al sistema bancario da parte del
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che questa volta ha messo in dubbio
l'attendibilità delle statistiche dell'Abi sui mercati creditizi. "Non
credo alle statistiche fatte dall'Abi - ha detto Tremonti nel corso della
trasmissione 'Porta a porta' - e credo di più a quelle degli artigiani di
Mestre" (la Cgia, ndr). "L'economia - ha aggiunto il ministro rivolto
agli istituti di credito - si ferma se non c'è liquidità: il governo ha fatto
la sua parte, mettendo decine e decine di miliardi, e adesso anche le signore
banche devono fare il loro mestiere". Nei giorni scorsi Tremonti ha
accusato le banche italiane di applicare tassi d'interesse più alti rispetto ai
livelli europei; in risposta, l'Abi ha diffuso dei dati con cui dimostrava che
i tassi italiani sono inferiori rispetto alla media europea.
( da "Sestopotere.com"
del 26-05-2009)
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CdC Monza e Brianza,
contributi PMI: programmi di crescita aziendali (26/5/2009 17:23) | (Sesto
Potere) - Monza e Brianza - 26 maggio 2009 - La Camera di commercio di Monza e
Brianza elargisce contributi a sostegno delle PMI della Brianza per programmi
di crescita aziendali. Linizativa è rivolta alle micro, piccole e
medie imprese di tutti i settori con sede legale e/o operativa nella provincia
di Monza e Brianza che realizzano operazioni di investimento nell'ambito del
medesimo territorio provinciale.
Lo stanziamento è pari a 450.000,00 euro. Gli investimenti ammissibili sono: 1.
acquisto, ristrutturazione di immobili e/o fabbricati se strumentali
all'attività; 2. acquisto, rinnovo, adeguamento di impianti, macchinari,
attrezzature industriali e commerciali; 3. acquisto di sistemi informatici di
gestione (hardware e software), e per le applicazioni internet; 4. spese per la
realizzazione di siti e sistemi web propri dell'azienda, all'erogazione di
propri servizi web su Internet, all'attivazione di procedure di commercio
elettronico; 5. acquisizione di marchi e brevetti; 6. acquisizioni di aziende o
di rami d'azienda documentate da contratti di cessione, acquisizione di almeno
il 70% di partecipazioni in aziende con attività connessa a quella dell'acquirente,
avviamento se acquisito a titolo oneroso; 7. acquisti di automezzi per un
importo pari al costo deducibile ai fini della determinazione del reddito
d'impresa; 8. acquisto di scorte entro il limite massimo del 40% dell'ammontare
complessivo dell'investimento agevolato; 9. spese per consulenze specialistiche
riferiti ai programmi di investimenti oggetto dell'agevolazione nel limite del
30% dei costi dei servizi stessi. Caratteristiche del contributo Il contributo
è pari all'abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento o del leasing
stipulato al fine di realizzare gli investimenti. Per le imprese iscritte al
Registro delle Impreseentro 12 mesi dalla richiesta, per le imprese a
prevalente partecipazione femminile e/o giovanile l'abbattimento è di 2 punti.
Il contributo verrà assegnato seguendo l'ordine di
protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 6 mesi
dalla data di ricezione della domanda in un'unica rata attualizzata. La domanda
va presentata tramite Consorzi/Cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti
all'iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L'elenco
dei Consorzi/Cooperative è pubblicato nel regolamento.
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 27-05-2009)
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Sondaggio della
Confartigianato fra 300 aziende: il 71% denuncia un aumento dei tassi, il 48%
una stretta nei finanziamenti. Nasce il Club del Credito Artigiani, è rivolta
contro la banche La minaccia di Pozza: «Abbandoneremo gli istituti più rigidi
con le Pmi» Gli imprenditori lamentano tempi lunghi nella
concessione dei fidi 24 aziende avvicinate dagli usurai Gli imprenditori fanno
sistema contro le banche. Artigiani, industriali, commercianti e agricoltori
fondano il Club del Credito. Da un sondaggio Confartigianato, emerge una
situazione drammatica: su 300 artigiani il 71% lamenta un aumento dei tassi.
Mario Pozza: «I nostri associati diminuiranno subito del 30% le operazioni
nelle banche più sorde alle nostre richieste. Dopo tre mesi, se le cose non
cambieranno, le abbandoneremo». Nonostante i continui richiami ai problemi del
credito, le banche continuano a fare orecchie da mercante. Lo denuncia una
ricerca di Confartigianato della Marca su un campione di 300 imprese nel corso
degli ultimi tre mesi. Le carenze dei sistema bancario
sono riprodotte nelle risposte delle aziende: oltre la metà accusa difficoltà
di incasso ed è proprio l'appoggio da parte delle banche che manca per il 56%
degli intervistati. Il 48% ha rilevato una stretta nella concessione dei
finanziamenti con tassi rialzati per il 71% e 24 imprese dichiarano di essere
state contattatte da moderni «cravattari». «Gli artigiani ci hanno addirittura
chiesto di creare corsi di formazione in materia di relazioni con le banche -
ha dichiarato il presidente di Confartigianato Mario Pozza - segno delle
difficoltà ormai all'ordine del giorno. I nostri consorzi fidi deliberano i prestiti
in pochi giorni ma la strozzatura è a valle. Nonostante la nostra garanzia e le
sofferenze 2008 ferme allo 0,8%, le banche ci mettono da
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 27-05-2009)
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Pagina 2 - Attualità
Tremonti: «Le pensioni vanno bene così» «Riforma solo perché la vita si
allunga, non per fare soldi». Poi bacchetta le banche ROMA. Il sistema
pensionistico italiano è «ottimo» e se deve essere migliorato è solo in
un'ottica generazionale «non per fare soldi». E se dunque verrà valutata la
necessità di un «aggiornamento» sull'età pensionabile lo si farà «con calma e
con il sindacato». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sgombra il campo
da equivoci: se mai si dovesse mettere mano a una riforma delle pensioni sarà
solo per «adeguarla ai tempi che cambiano e alla vita media che sale». E sui
conti pubblici assicura: l'Italia è l'unico Paese con un deficit, corretto per
il ciclo economico, sotto il 3%. Il problema, semmai, «è che altri ci stanno
raggiungendo sul debito e ci faranno concorrenza nell'emissione di titoli». Poi
torna a criticare le banche: «Sui tassi mi fido di più delle statistiche degli
artigiani di Mestre». Dall'assemblea di Confcooperative a "Porta a
Porta", il ministro affronta tutti i principali questioni d'attualità.
Faro innanzitutto sulle pensioni: «Gli italiani possono stare sicuri, il
sistema non è a rischio, sta in piedi. In Europa le pensioni italiane sono
considerate nella media forti e stabili. Se vogliamo renderle ancora più
sostenibili e ancora più adatte ai tempi che cambiano occorre con calma e con i
sindacati ragionare sui grandi numeri dell'invecchiamento della popolazione».
In ogni caso nessuna riforma verrà fatta con la Finanziaria perchè «non la puoi
fare sulla pelle della gente» e «le pensioni non sono neanche come l'Rc Auto
che te la cambi se cambi l'automobile». Le parole di Tremonti trovano d'accordo
anche il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani. «Tremonti ha ragione a dire
che il sistema è in equilibrio», ha detto il sindacalista. Ma oltre alla
questione pensioni, ieri il ministro è tornato a invitare «le signore banche a
fare il loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia molto da fare», affinchè aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia». Ma Tremonti
parla anche di riforme istituzionali: se la soppressione delle Province sembra
un argomento che non lo appassiona particolarmente («a conti fatti il risparmio
è di 200-300 milioni di euro»), sul Parlamento fa presente non solo che è utile
la riduzione del numero dei parlamentari, ma il cambio di funzione delle due
Camere perchè il bicameralismo perfetto «non esiste in nessun Paese europeo e
non ha più ragion d'essere neanche in Italia». E se ci saranno «umani
ostacoli», ovvero resistenze dei parlamentari al cambiamento, perchè «i capponi
non votano per l'anticipo del Natale, una spinta può arrivare da una legge di
iniziativa popolare». Infine sulla crisi: «È giusta la preoccupazione del
cardinal Bagnasco - ha detto commentando l'appello della Cei a salvaguardare
l'occupazione - ma finora il sistema Italia ha tenuto» e anzi «ci sono segnali
di rallentamento nelle richieste di prenotazione per la cassa integrazione».
( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-05-2009)
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MF sezione: Denaro
& Politica data: 27/05/2009 - pag: 4 autore: di Roberto Sommella il
ministro accusa gli istituti di non avere capito la lezione della crisi
d'ottobre Tremonti, banche ancora troppo care Per il titolare dell'Economia il
credito alle imprese è il più salato d'Europa. E denuncia: i banchieri sono
tornati a fare finanza piuttosto che fornire i finanziamenti alle industrie in
difficoltà Il grido d'allarme è giunto da un bel po' e la stessa casella di
posta elettronica personale del ministro pare sia da tempo intasata di missive
di imprenditori alla canna del gas. Gli scrivono da tutt'Italia, piccoli e medi
industriali, per denunciare la cancellazione di un fido,
l'eliminazione di una linea di credito, il rischio chiusura di uno
stabilimento. Questa situazione di disagio crescente, secondo quanto risulta a
MF-Milano Finanza, ha già spinto l'esecutivo a varare la tanto criticata norma
sui prefetti-controllori dei flussi di credito delle banche alle aziende.
Ma il dato cresce con la recessione e preoccupa sempre più. Così, viste le
premesse, non stupisce che Giulio Tremonti sia tornato a battere, con
decisione, su questo tasto. Con un'aggiunta, spiattellata ieri davanti alla
platea della Confcooperative: i tassi praticati dagli istituti di credito sono
i più alti d'Europa. Nonostante il costo del denaro sia sceso a livelli
infinitesimali e il governo abbia varato i Tremonti-bond, strumento che i banchieri
adottano con evidente riluttanza. Dopo la reprimenda del presidente del
consiglio nel giorno dell'assemblea annuale di Confidustria, il titolare del
ministero dell'Economia è andato giù dritto. «Sul settore bancario
c'è ancora molto da fare», ha detto. «Molti dati indicano che gli istituti
fanno finanza fine a se stessa. Aumenta la raccolta ma non aumentano gli
impieghi verso le imprese, aumentano gli impieghi finanziari. E questo deve
essere fatto oggetto di ulteriore considerazione e attenzione da parte di tutti
noi». Insomma quanto va dicendo il mondo bancario, che
il credito è ripreso, non risulterebbe affatto negli austeri palazzi di Via XX
Settembre. Anzi. Secondo Tremonti, i dati sui finanziamenti forniti dalla Cgia
di Mestre (organizzazione che rilevare la tassazione su migliaia di pmi, ndr)
sarebbero addirittura più veritieri di quelli ufficiali. «Ti dicono che il
cavallo non beve ma forse qualcuno ha chiuso i rubinetti al cavallo. Ti dicono
che i nostri tassi sono i più bassi della media europea ma dipende da come fai
la media. Io mi fido di più degli artigiani di Mestre», ha sottolineato il
ministro. E forse qualcosa deve essere già arrivato sulla scrivania di
Tremonti, se è vero che da qualche giorno circolano alcune analisi che
dimostrano come a fronte di una riduzione dei tassi d'interesse Bce il costo
del denaro alle imprese sia ancora intorno all'8,5%, lo stesso livello di fine
2008. Ma che cosa hanno rilevato gli artigiani di Mestre? Come riportano le due
tabelle in pagina, secondo la Cgia, i tassi di interesse a breve termine
applicati alle aziende sono i più alti d'Europa: da agosto del
( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
MF sezione: Commenti
& Analisi data: 27/05/2009 - pag: 7 autore: di Angelo de Mattia Caro
Tremonti, anche l'autonomia delle banche è un bene prezioso Le già famose
elaborazioni degli artigiani di Mestre hanno ottenuto, ieri, dal ministro
dell'Economia, per la parte che riguarda i tassi bancari,
la primazia su quelle dell'Abi. Il ministro ha detto che si fida delle medie
calcolate dai primi piuttosto che di quelle prodotte dai banchieri. È tornato,
così, nel dibattito politico-economico, il tema del credito alle imprese e dei
relativi oneri, a proposito dei quali Giulio Tremonti, nei giorni scorsi,
aveva invitato le banche a uniformarsi alla media europea, dopo l'abbassamento
dei tassi ufficiali da parte della Bce e l'ammissione degli istituti di credito
ai bond che portano, nella vulgata corrente, il suo nome. Anche perché
l'argomento ha un forte richiamo elettoralistico, sarebbe ragionevole chiudere
la discussione su questo tema, affermando che sarebbe più conveniente fidarsi,
prima di tutto, delle elaborazioni della Banca d'Italia, rinviando ai dati che
potrebbero essere forniti anche dalla sua Relazione e dalle Considerazioni
finali del governatore, venerdì prossimo. Sarebbe il modo più corretto per
sottrarre alle tentazioni elettorali e del consenso, soprattutto in determinate
aree del corpo degli elettori, una materia che dovrebbe essere affrontata
innanzitutto in maniera serena ed oggettiva.Intanto, ci sarebbe da chiedersi
per quale ragione aumenterebbe la raccolta bancaria
come si segnala ma non anche gli impieghi alle imprese industriali (in precedenza, ci
si era concentrati solo sulle imprese minori). In sostanza, non appare così
scontato che ciò accada perché si intenda, da parte dei banchieri, dare impulso
come si dice solo agli impieghi finanziari, con un ritorno di fiamma per
la finanziarizzazione. Se, infatti, si considera, da ultimo, ciò che dice
Prometeia, che segnala un forte aumento delle sofferenze - le quali
crescerebbero del 20%in due anni, con una forte contrazione degli utili
ci si deve domandare
se il problema stia solo dal lato dell'offerta o se non stia anche da quello
della domanda. Prima di Prometeia, il Bollettino economico della Banca d'Italia
aveva segnalato il significativo deterioramento in atto della qualità del
credito. Si è detto e ripetuto che la crisi finanziaria è sfociata nel contagio
dell'economia reale, la quale ora, pure essa, è in crisi, a prescindere dal
sostegno o no del sistema bancario. O, meglio, vi è
una fascia di iniziative imprenditoriali in difficoltà, per le quali anche un
intervento bancario in perdita, alle più favorevoli
condizioni, non farebbe altro che ritardare il momento dell'espulsione dal
mercato. Altre iniziative, invece, sono recuperabili con un apporto bancario meno cauto, meno legato alla panoplia delle
garanzie, in specie reali, e più concentrato su validità e prospettive del
progetto, che sappia puntare su politiche dei tassi e condizioni di veduta
lunga. Poi, naturalmente, vi sono tutte le altre iniziative che godono
pienamente del merito di credito. C'è un problema, dunque, di quantità e di
trattamenti complessivi, dunque di tassi, ma non uguale per tutti. Il prius è
chiarire se anche iniziative fatalmente destinate all'insuccesso debbano
ugualmente essere sostenute dalle banche e conseguentemente spiegare come, nel
caso di risposta positiva, trovino applicazione i principi della sana e
prudente gestione e della tutela del risparmio, null'altro essendo il denaro
dato in prestito che i fondi depositati dalla clientela. Qual è il limite dell'intervento
delle banche? Qual è il discrimine tra dirigismo e autonomia del banchiere?
Dicono qualcosa i rischi, per gli istituti di credito, di essere coinvolti in
vicende fallimentari quando vengono erogati finanziamenti in particolari
circostanze? E che fare se è la domanda di credito a contrarsi? Costringere con
la forza il cavallo a bere?Sulla base di queste premesse, è comunque necessaria
un'analisi differenziale che tenga anche conto dell'apporto dei Tremonti bond,
l'ammissione ai quali se non è richiesta da diverse banche, evidentemente è
valutata non conveniente o non necessaria. Non si può insistere molto su una
visione della banca/passa-finanziamenti, come se essa rappresentasse il mero
transito dai Tremonti bond alle imprese (allora, sarebbe stato preferibile
ricorrere a qualche altro sistema per far affluire i fondi alle aziende, al
limite resuscitando i meccanismi di un tempo del Mediocredito Centrale). Ma,
poi, occorre anche mettersi d'accordo sull'elaborazione dei dati: non può
esserci una continua querelle sulla loro affidabilità a seconda di chi li
produce. La via maestra è quella di fare riferimento ad un'autorità super
partes, la Banca d'Italia. In ogni caso, l'Abi potrebbe rendere noti criteri e
metodi dei suoi calcoli e delle fonti alle quali fa riferimento. Così, almeno,
verrebbe meno il motivo del contendere sui profili tecnici.Ciò non significa -
tutt'altro - che non vi sia la necessità di progressi nell'operare degli
istituti di credito, sui piani del sostegno alle imprese e alle famiglie e
della tutela del risparmio. Le norme secondarie, l'opera e gli impulsi della
Vigilanza, gli stimoli concorrenziali muovono nel senso di far progredire
trasparenza, competitività, condizioni contrattuali e tassi. Occorre, dunque,
proseguire nella linea della moral suasion, elevando anche il livello degli
interventi. Dopo la lezione della crisi, le banche devono dimostrarsi più
compenetrate negli interessi generali, con una migliore visione di sistema, più
capace di selezionare l'effettivo merito di credito, di innovare e di sostenere
l'impresa, non solo con i tradizionali finanziamenti. È una linea sostenuta
dalle Autorità monetarie. Ma sarebbe singolare trascurare i problemi propri
dell'economia reale e lasciare intendere che con un credito più lasco si
possono superare quelle difficoltà delle imprese, che, invece, esigono
interventi di politica economica e di politica fiscale. Le banche diverrebbero,
così, un comodo alibi. È illusorio ritenere che, per contrastare la crisi e
promuovere il rilancio, esse possano surrogare altre leve che devono funzionare
e dar conto del proprio operato. I banchieri tornino a fare i banchieri: ben
detto. Ma fondamento dell'arte del banchiere è la selezione. C'è un'enorme
distanza tra il dovere di fare di più, che oggi gli incombe, e la pretesa di
considerarlo parte di un sistema nelle sembianze di Atlante che regge il mondo
dell'economia. Servirebbe solo, quest'ultima rappresentazione, a épater les
bourgeois.
( da "Milano Finanza (MF)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
MF sezione: Mercati
Globali data: 27/05/2009 - pag: 8 autore: LA BANCA CENTRALE PIZZICA ALCUNI
ISTITUTI CHE NEGANO CREDITO ALLE VITTIME DEL RACKET Draghi striglia le banche
sull'usura Per Palazzo Koch, a un anno dalla stipula dell'Accordo sul sostegno
alle Pmi in difficoltà, ci sono ancora sportelli bancari che negano
finanziamenti a chi è finito in mano agli strozzini di Roberto Sommella Per una
volta Giulio Tremonti e Mario Draghi marciano uniti contro le banche. Sarà un
caso ma, nello stesso giorno in cui il ministro dell'Economia (vedi altro
articolo a pagina 4) ha nuovamente attaccato i banchieri che lesinano i
finanziamenti alle imprese in difficoltà, praticando tassi troppo alti, è
giunta una comunicazione della Banca d'Italia che farà discutere. Tema: l'usura
e le metodologie messe in campo dal mondo del credito per combatterla. Il nodo
è semplice. Secondo un accordo-quadro del 2007, gli istituti di credito
avrebbero dovuto rendere «più proficuo il rapporto di collaborazione tra le
istituzioni e i soggetti impegnati nella prevenzione dell'usura e del racket»,
utilizzando, si legge nella comunicazione di due pagine di Palazzo Koch,
rilanciata da alcune agenzie, «il Fondo di prevenzione». L'accordo mira a
promuovere iniziative volte a incrementare gli strumenti di sostegno delle
piccole e medie imprese e dei soggetti «in momentanea difficoltà attraverso il
contributo del sistema bancario, dei Confidi e delle
Fondazioni e associazioni antiracket e usura». Insomma, un po' di sollievo ai
tanti imprenditori che, rimasti a secco, sono finiti nelle mani di mafia e
malavita organizzata. Che cosa è successo? Lo spiega la stessa Via Nazionale.
«Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo», denuncia la Banca d'Italia,
«sono stati segnalati casi nei quali le banche aderenti non avrebbero
rispettato gli impegni assunti». E ciò avrebbe «in parte vanificato l'efficacia
dell'azione di prevenzione dei ripetuti fenomeni criminali incentrata proprio
sul meccanismo del Fondo». La paura è che, oltre ai noti problemi di sostegno
alle imprese, si accavalli anche un eccesso di zelo da parte delle banche
nell'aiutare chi è messo peggio: le vittime dell'usura. E infatti, Palazzo Koch
nota che, «ferma restando la necessità di preservare criteri di sana e prudente
gestione nell'erogazione dei prestiti nell'ambito dell'attività
istruttoria delle pratiche di fido, la circostanza che il richiedente abbia
subito atti estorsivi o di usura non può costituire un elemento ostativo alla
concessione del finanziamento». E, in aggiunta, qualora nell'applicazione degli
standard di valutazione del merito di credito si decida di «non accettare una
richiesta di finanziamento», la banca centrale ritiene che sia
necessario «fornire un sollecito riscontro al cliente», spiegando per filo e
per segno i motivi che hanno indotto la banca a non accogliere la richiesta di
credito. «Grazie alla concessione di piccoli prestiti e al finanziamento di
microattività produttive si fornisce un contributo di assoluto rilievo alla
riduzione di richieste di prestiti illegali», chiosa la comunicazione.
( da "Repubblica, La"
del 27-05-2009)
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Pagina 27 - Economia
Euribor in rialzo Massimo scoperto addio ma le banche lo reinventano E il
Tesoro le incalza. Passera: ci impegniamo L´Abi al ministro: i nostri dati sono
quelli della Bce e della Banca d´Italia BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Torna sotto
mentite spoglie la commissione di massimo scoperto. Un meccanismo che per anni
ha garantito alle banche incassi miliardari. Un balzello pagato ogni volta che
il fido concesso sul conto veniva intaccato (anche solo per 24 ore) e calcolata
sul debito massimo raggiunto nel trimestre. Consumatori, Antitrust e lo stesso
governatore della Banca d´Italia, Mario Draghi, sono riusciti a ridimensionare
una clausola che spesso sconfinava in tassi d´usura. Poi il Parlamento ha fatto
il suo (legge n.2 del 28.1. 2009), che ha cambiato gli
"usi" bancari. E che parla chiaro: la commissione può essere
applicata solo se il cliente supera l´importo del fido concesso per più di
trenta giorni. E non può essere applicata se non c´è fido. Regole che le banche
hanno inserito nei nuovi contratti, mentre hanno atteso giugno per adeguare i
vecchi. E ora le prime lettere stanno arrivando e recitano tutte più o
meno allo stesso modo: sul massimo scoperto vanno bene le nuove regole, ma
attenzione a chi va in rosso senza avere un fido. La banca è lì che è pronta a
colpire. Il Credito bergamasco introduce l´indennità per lo sconfinamento, la
Cassa di risparmio di Firenze lo scoperto di conto, Intesa SanPaolo, una
commissione per scoperto. E così via. «Tutti si stanno adeguando - denuncia
l´Aduc, associazione di consumatori cui si stanno rivolgendo alcuni clienti -
certo il nome è diverso, ma la sostanza non cambia. Così le limitazioni
previste dalla legge non contano più, perché non si parla di massimo scoperto,
ma di altre voci. Non solo, si tratta di cifre che a conti fatti in alcuni casi
superano quelli della commissione di massimo scoperto». Ma quanto può costare
andare in rosso? Ecco alcuni esempi: dai 5 euro ai 9 euro, fino a un massimo di
40 ogni tre mesi. O ancora: 2 euro al dì per un massimo di 100 euro a
trimestre. Che fare? «Un bancario consiglia di farsi
aprire un fido se si va sempre in rosso. Così concepito - aggiunge - il
meccanismo è più trasparente: era l´obiettivo della legge». Vincenzo Donvito,
presidente dell´Aduc, vuole invece spingere per un´interrogazione parlamentare
e spera in un intervento di Tremonti. Che delle banche e dell´Abi in
particolare, si fida ben poco. «Ti dicono che il cavallo non beve - ha
dichiarato ieri - ma forse qualcuno ha chiuso i rubinetti. Ti dicono - ha
aggiunto - che i nostri tassi sono più bassi della media europea, ma dipende da
come fai le medie. Io mi fido di più di come le fanno gli artigiani di Mestre»,
che non all´Abi. Inflessibile la risposta dei banchieri. «Noi non elaboriamo
nessun dato, come invece fanno altri. Prendiamo le informazioni dalla Banca
d´Italia e il dato medio Bce dell´area euro. Poi li mettiamo insieme. Lo fanno
Isae, Prometea, Eurostat». Sarà, ma Tremonti è scettico e alle «signore
banche», così le definisce, suggerisce «di fare il loro mestiere», concedere
credito. «Nessuna polemica con il ministro - ha replicato Corrado Passera,
amministratore delegato di Intesa Sanpaolo - noi ci impegniamo al massimo».
( da "Provincia Pavese, La"
del 27-05-2009)
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Credito, gli
interventi del prefetto Le banche chiedono più garanzie e concedono di meno
DONATELLA ZORZETTO PAVIA. Commesse che calano a vista d'occhio e crisi di
rapporti con le banche. Su questo filone, per sanare un'economia provinciale
che boccheggia, si muoverà la prefettura insieme ad altri partner attraverso
l'Osservatorio sul credito, che ieri si è riunito per la prima volta. Le
aziende in conflitto con le banche sono il 30% di quelle operanti
complessivamente in provincia di Pavia. «Gli obiettivi che impegnano
l'Osservatorio sono tre - spiega il prefetto Ferdinando Buffoni -. Si tratta di
avviare un monitoraggio sul territorio; creare una mappa delle iniziative da
mettere in atto per aiutare imprenditori e famiglie che accusano i colpi della
crisi; mediare con le banche per garantire l'accesso al credito». L'iniziativa
di aiuto è partita da una decina di giorni, ma ancora in pochi si sono rivolti
alla prefettura per ottenere il credito che, presentandosi da soli alle banche,
si erano visti negare. L'Osservatorio è formato, oltre che dai rappresentanti
del sistema bancario pavese, da sindacati,
associazioni di categoria e dei consumatori, istituzioni, e da tre professori
dell'Università esperti in materia. Compito loro sarà quello di esaminare le
richieste di credito che saranno presentate dalle aziende e dai privati.
L'Osservatorio ha già avviato una prima indagine sulla situazione locale. Da
quanto è risultato il rapporto tra il sistema bancario
e quello industriale ha registrato nell'ultimo trimestre un peggioramento
rispetto al 2008. Il 30% delle aziende soffre rapporti di criticità di diversa
natura: il 25% lamenta scarsa disponibilità nella concessione degli affidamenti
a breve termine; il 20% nei finanziamenti a medio-lungo termine; il 20% nella richiesta
di maggiori garanzie reali e personali; il 20% nei tempi di istruttoria più
lunghi; il 15% nella richiesta di rientro e riduzione dei
fidi concessi». «Dove ci sono situazioni che meritano particolare attenzione
cerchiamo di organizzare un tavolo di mediazione - spiega il prefetto -. In
questa circostanza l'Osservatorio si propone di approfondire le situazioni che
ci vengono sottoposte. Nel contempo ci proponiamo di offrire un servizio
alla banca affiancando un tutor all'azienda. A istituzioni, banche e Università
ho chiesto di mettere in comune le energie per fare di più». Il prossimo
appuntamento dell'Osservatorio è per il 5 giugno: l'incontro con le
associazioni dei consumatori per l'analisi del credito alle famiglie. Intanto
chi vuole inoltrare istanze e reclami alla prefettura può farlo utilizzando il
sito on-line.
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 27-05-2009)
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Dal Confiab
interesse per l'aggregazione --> Mercoledì 27 Maggio 2009 ECONOMIA, pagina
38 e-mail print Un maggiore coinvolgimento nell'aggregazione in atto da parte
di Federfidi Lombarda, la società consortile a responsabilità
limitata di garanzia collettiva dei fidi, è uno degli obiettivi di Confiab, il
consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo. In attesa di capire se
la crisi si avvia a finire o meno, «è fondamentale ribadire che la priorità e
il dovere del consorzio sono quelli di salvaguardare il criterio della
mutualità senza scaricare costi aggiuntivi sui nostri associati». Lo ha
detto il presidente del Confiab, Angelo Ondei, durante l'assemblea annuale
svoltasi ieri alla sede dell'Associazione artigiani di via Torretta in città.
Ondei ha richiamato in primo piano il ruolo delle banche, che insieme ai
Confidi «devono perseguire l'obiettivo di rapporti di partnership veri,
trasparenti, leali, forti, come quelli che riscontriamo nel nostro comune
operare», mettendo da parte «l'obsoleta definizione dei Confidi come stampella
delle banche». Guardando indietro, invece, la gestione 2008 di Confiab presenta
un avanzo di gestione di oltre 43 mila euro (precisamente 43.302): le
insolvenze, pari a 238.804 euro, sono state coperte grazie ad un accantonamento
di 240 mila euro al fondo rischi indisponibili già dotato di circa 2,5 milioni.
Andando a guardare, poi, gli importi richiesti, si nota che se nel 2007
ammontavano a circa 87 milioni (87.164.173 per l'esattezza), nel 2008 hanno toccato
quota 146.801.304, segnando un incremento del 68,38%. Lo stesso vale per gli
importi deliberati, che da 84 milioni sono passati a 141.801.304, con una
crescita del 67,64%. «L'operatività è sensibilmente aumentata - ha sottolineato
Ondei - infatti nei primi sei mesi del 2008 la situazione era simile a quella
degli anni precedenti, mentre nella seconda metà dell'anno scorso abbiamo
cominciato a percepire la mancanza di liquidità delle aziende». E i motivi,
secondo Ondei, sono un mix fra la mancanza di lavoro, i ritardi nei pagamenti e
le insolvenze sui crediti esigibili che «hanno portato a richiedere sempre più
la nostra garanzia». Passando alle domande esaminate dal Confiab, nel 2008 sono
state 1.230 contro le 1.070 dell'anno precedente. Di queste 28, contro le 15
del 2007, sono state respinte dal Confiab, 60 dalle banche (47 nel 2007), con
13 rinunce da parte delle imprese stesse, contro le 24 del 2007. I
finanziamenti deliberati sono stati 1.202 contro i 1.055 del 2007, e
complessivamente alle varie categorie sono stati erogati 141.801.304 euro,
appunto, destinati per più del 12% al settore dei servizi, per quasi l'11% alla
meccanica e per il 9,70% all'impiantistica. Prova che «i Confidi sono uno
strumento molto importante per le imprese, soprattutto in un periodo di crisi
economica», ha affermato il vicepresidente di Confiab Italo Calegari. Per il
presidente dell'Associazione artigiani Angelo Carrara «bisogna chiedere al
sistema bancario lo stesso impegno che stanno mettendo
le nostre imprese per superare questa difficile fase economica». Francesca
Belotti 27/05/2009 nascosto-->
( da "Cittadino, Il"
del 27-05-2009)
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Sfida Tremonti: «Il
sistema delle pensioni funziona bene» ROMA Il sistema pensionistico italiano è
«ottimo» e se deve essere migliorato è solo in un'ottica generazionale «non per
fare soldi». E se dunque verrà valutata la necessità di un «aggiornamento» sull'età
pensionabile lo si farà «con calma e con il sindacato». Il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti sgombra il campo da equivoci: se mai si dovesse
mettere mano a una riforma delle pensioni sarà solo per «adeguarla ai tempi che
cambiano e alla vita media che sale». E sui conti pubblici assicura: l'Italia è
l'unico Paese con un deficit, corretto per il ciclo economico, sotto il 3%. Il
problema, semmai, «è che altri ci stanno raggiungendo sul debito e ci faranno
concorrenza nell'emissione di titoli». Poi torna a criticare le banche: «Sui
tassi mi fido di più delle statistiche degli artigiani di
Mestre».Dall'assemblea di Confcooperative a "Porta a Porta", il
ministro affronta tutti i principali questioni d'attualità. Faro innanzitutto
sulle pensioni: «Gli italiani possono stare sicuri, il sistema non è a rischio,
sta in piedi. In Europa le pensioni italiane sono considerate nella media forti
e stabili. Se vogliamo renderle ancora più sostenibili e ancora più adatte ai
tempi che cambiano occorre con calma e con i sindacati ragionare sui grandi
numeri dell'invecchiamento della popolazione». In ogni caso nessuna riforma
verrà fatta con la Finanziaria perché «non la puoi fare sulla pelle della
gente» e «le pensioni non sono neanche come l'Rc Auto che te la cambi se cambi
l'automobile». Le parole di Tremonti trovano d'accordo anche il numero uno
della Cgil, Guglielmo Epifani. «Tremonti ha ragione a dire che il sistema è in
equilibrio», ha detto il sindacalista.Ma oltre alla questione pensioni, il
ministro è tornato ad invitare «le signore banche a fare il loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia
molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle imprese. Sui tassi
d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa, Tremonti critica:
«Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre». E l'Abi replica:
«I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di quelli medi
europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia». Ma Tremonti parla anche di
riforme istituzionali: se la soppressione delle province sembra un argomento
che non lo appassiona particolarmente («a conti fatti il risparmio è di 200-300
milioni di euro»), sul Parlamento fa presente non solo che è utile la riduzione
del numero dei parlamentari ma il cambio di funzione delle due Camere perché il
bicameralismo perfetto «non esiste in nessun Paese europeo e non ha più ragion
d'essere neanche in Italia».manuela.tulli@ansa.it
( da "marketpress.info"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Mercoledì 27 Maggio
2009 MONZA E BRIANZA - CONTRIBUTI PMI: PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI Monza,
27 maggio 2009 - La Camera di commercio di Monza e Brianza elargisce contributi
a sostegno delle Pmi della Brianza per programmi di crescita aziendali. Linizativa è rivolta alle micro, piccole
e medie imprese di tutti i settori con sede legale e/o operativa nella
provincia di Monza e Brianza che realizzano operazioni di investimento
nell´ambito del medesimo territorio provinciale. Lo stanziamento è pari a 450.
000,00 euro. Gli investimenti ammissibili sono: 1. Acquisto, ristrutturazione
di immobili e/o fabbricati se strumentali all´attività; 2. Acquisto, rinnovo,
adeguamento di impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali; 3.
Acquisto di sistemi informatici di gestione (hardware e software), e per le
applicazioni internet; 4. Spese per la realizzazione di siti e sistemi web
propri dell´azienda, all´erogazione di propri servizi web su Internet,
all´attivazione di procedure di commercio elettronico; 5. Acquisizione di
marchi e brevetti; 6. Acquisizioni di aziende o di rami d´azienda documentate
da contratti di cessione, acquisizione di almeno il 70% di partecipazioni in
aziende con attività connessa a quella dell´acquirente, avviamento se acquisito
a titolo oneroso; 7. Acquisti di automezzi per un importo pari al costo
deducibile ai fini della determinazione del reddito d´impresa; 8. Acquisto di
scorte entro il limite massimo del 40% dell´ammontare complessivo
dell´investimento agevolato; 9. Spese per consulenze specialistiche riferiti ai
programmi di investimenti oggetto dell´agevolazione nel limite del 30% dei
costi dei servizi stessi. Caratteristiche del contributo Il contributo è pari
all´abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento o del leasing
stipulato al fine di realizzare gli investimenti. Per le imprese iscritte al
Registro delle Impreseentro 12 mesi dalla richiesta, per le imprese a
prevalente partecipazione femminile e/o giovanile l´abbattimento è di 2 punti.
Il contributo verrà assegnato seguendo l´ordine di protocollo delle istanze e
fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 6 mesi dalla data di ricezione della
domanda in un´unica rata attualizzata. La domanda va presentata tramite
Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all´iniziativa che
garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei
Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . . . <<BACK
( da "Adige, L'" del
27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Credito La
recessione pesa sulle banche TRENTO - «La contrazione della
liquidità nel sistema bancario produce inevitabilmente una riduzione delle attività creditizie
e una dilatazione dei tempi di concessione dei mutui. Per questo, bene ha fatto
la Provincia a sostenere i consorzi fidi a garanzia della solvibilità delle
aziende». Lo hanno detto Graziella Rogolino, della segreteria nazionale della
Fisac Cgil, e il segretario trentino Romano Vicentini, al direttivo
provinciale della categoria. «Il problema più grave sta diventando però un
altro. La recessione comincia a far sentire i propri effetti anche sul sistema bancario, aumentando i problemi di liquidità del mercato
creditizio». 27/05/2009
( da "marketpress.info"
del 27-05-2009)
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Mercoledì 27 Maggio
2009 AGRICOLTURA, GIUNTA BASILICATA APPROVA BANDI FESR 2007/2013 La Giunta
regionale ha approvato il 26 maggio quattro bandi, il fondo di garanzia e i
Fondi rischi nellambito del programma di sviluppo rurale per
il periodo 2007 2013. I provvedimenti sono stati illustrati oggi, dal presidente della
Regione, Vito De Filippo, e dallassessore regionale
allAgricoltura, Vincenzo Viti, nel corso di una conferenza stampa alla
quale ha preso parte tutta la Giunta regionale. Con questi provvedimenti
ha detto il presidente De Filippo la Regione Basilicata avvia in modo
massiccio il piano di sviluppo rurale rivolto a rafforzare ulteriormente il
settore agricolo. In particolare, con queste misure mettiamo a disposizione
delle imprese del comparto
primario una sorta di cassetta degli attrezzi da cui poter scegliere le
risposte più adeguate ai bisogni sempre più complessi dellagricoltura
e alle sfide del mercato globale. De Filippo ha sottolineato, inoltre,
che i provvedimenti si muovono nella direzione di favorire un ricambio generazionale in
questo comparto produttivo ed a sostenere investimenti attraverso finanziamenti
diretti e indiretti come, ad esempio, la convenzione con lIsmea
per la gestione del fondo di garanzia. Un fondo che affiancherà le operazioni di investimento
ammissibili e che faciliterà laccesso al credito. Insomma
ha concluso De Filippo si tratta di una grande opportunità per lo
sviluppo del comparto agricolo e delleconomia regionale.
Lassessore regionale allAgricoltura, Vincenzo Viti, ha spiegato che questi
provvedimenti sono integrati in modo coerente al disegno di legge approvato nei
giorni scorsi dalla Giunta regionale in materia di Razionalizzazione
delle strutture amministrative regionali a servizio dello sviluppo agricolo e rurale lucano.
Diversi ha aggiunto Viti i punti di forza di questi provvedimenti
che passano dallindispensabile ricambio generazionale ai sostegni agli
investimenti per migliorare la qualità delle produzioni. Inoltre, abbiamo inteso privilegiare le filiere
produttive che rappresentano una straordinaria opportunità per i territori.
Altrettanto importante il bando riguardante la incentivazione degli
investimenti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia da fonti
rinnovabili che consentirà alle imprese agricole di abbattere la bolletta
energetica. Linvestimento per tutti i bandi è di circa
40 milioni di euro. Viti, infine, si è soffermato sullArbea:
Stiamo monitorando i pagamenti settore per settore. E se non assolverà appieno il suo compito la Giunta
regionale adotterà le misure più opportune.
Lamministrazione regionale intende sottoscrivere con Ismea una
convenzione per utilizzare il Fondo di Garanzia previsto nel Psr e per
regolarne il funzionamento. Detto Fondo di Garanzia affiancherà le operazioni di investimento
ammissibili al Psr ed avrà come ultimo fine la facilitazione dellaccesso
al credito da parte delle aziende agricole. Le misure del presente Psr che
potranno erogare aiuti anche sotto forma di garanzia sono: Misura 112 Insediamento
di giovani agricoltori -Misura 121 Ammodernamento delle aziende
agricole -Misura 123 Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti
agricoli e forestali -Misura 311 Diversificazione in attività non agricole.
Il finanziamento bancario per la realizzazione di investimenti cofinanziati
nellambito del Psr conformemente a quanto previsto nelle schede di
misura del Psr, può fruire della garanzia concessa da un fondo di garanzia che
operi in conformità agli articoli 50, 51 e 52 del regolamento (Ce) n. 1974/2006. Le risorse
finanziarie individuate nellambito delle misure del Psr
necessarie per la concessione delle garanzie, saranno utilizzate,
nellambito di un Accordo di programma che consente, dintesa con il
Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali, lavvalimento dello
specifico Fondo rientrante nelle attribuzioni istituzionali di Ismea, Organismo
pubblico individuato nel rispetto delle disposizioni comunitarie. Ciò, allo
scopo di costituire un capitale dedicato al rilascio di garanzie a fronte di operazioni bancarie
finalizzate ad interventi sul territorio regionale per operazioni cofinanziate
nellambito del Psr, tale da consentire una mitigazione del rischio
ed un aumento dellefficacia dello strumento finanziario. Il Fondo può rilasciare
garanzie alle imprese agricole singole e/o associate e alle imprese di
trasformazione di prodotti agricoli, al momento della loro fondazione, durante
le prime fasi della loro attività o in caso di espansione e soltanto in attività
che gli amministratori del fondo valutino redditizie, entro il limite massimo
del 70% dellimporto dei finanziamenti bancari erogati alle imprese
beneficiarie - elevato all80% per i giovani agricoltori come definiti dal
regolamento (Ce) n. 1698/2005. Fondi Rischi. Lamministrazione regionale, attraverso
ladozione di un bando per la presentazione delle domande di contributo
ai Fondi rischi delle Cooperative e dei Consorzi Fidi nel settore agricolo ai
sensi della cogente normativa nazionale e comunitaria, intende perseguire il
fine generale di concedere contributi ai fondi rischi delle Cooperative e dei
Consorzi Fidi operanti con imprese del settore agricolo nella Regione
Basilicata. Le
risorse a tal fine dedicate ammontano a circa un milione di euro a valere su
fondi regionali. Lamministrazione regionale contribuisce
allintegrazione dei fondi di garanzia o dei fondi rischi dei Cofidi nella
misura massima del triplo delle risorse proprie apportate dai soci. Tali
contributi , nonché gli eventuali profitti realizzati su tali risorse, devono essere utilizzati
esclusivamente per la fornitura di garanzie a favore delle Pmi agricole attive
in Basilicata socie dei Cofidi. Le tipologie di intervento sono relative al
consolidamento delle passività di imprese agricole ed imprese di trasformazione
e commercializzazione di prodotti agricoli che presentano unaccentuata
esposizione debitoria ma che non siano in difficoltà secondo la definizione
comunitaria. Sono ammissibili a garanzia i mutui bancari di durata non inferiore a 18 mesi e non superiore a
15 anni. Tale bando prevede erogazione di un premio per il primo insediamento a
giovani agricoltori , maggiorenni con età inferiore ai 40 anni al momento della
domanda che, si insediano in una azienda agricola come titolare di essa e che
risultano in possesso dei requisiti di ammissibilità previsti dal Psr. Il
premio ammonta ad un massimo di 55000 euro con una componente sino a 40. 000
euro per incentivare il giovane agricoltore ad insediarsi in azienda, ed una
ulteriore componente per abbuono di interessi sino ad un massimo di 15. 000
euro in relazione allesigenza di realizzazione degli
investimenti previsti nel Piano di Sviluppo aziendale. Bando misura 121. Il
bando in questione prevede erogazione di contributi per il miglioramento della competitività
delle aziende agricole regionali attraverso la riduzione dei costi di
produzione mediante lintroduzione di processo e di prodotto;
migliorare la qualità dei prodotti agricoli; diversificare le attività agricole
verso il no food
e le biomasse agroforestali; promuovere il risparmio energetico e
lautoproduzione di energia per i fabbisogni aziendali; promuovere
luso sostenibile delle risorse naturali (risparmio idrico e mantenimento
della fertilità del suolo); favorire ladattamento strutturale delle aziende per la
partecipazione a sistemi di qualità. Linvestimento proposto,
per cui sarà concesso un contributo pari al 50% mentre per i giovani al primo
insediamento potrà raggiungere il 60%, avrà un importo minimo di spesa ammissibile pari a 180. 000 euro ed
un importo massimo pari a 900. 000 e dovrà essere realizzato entro 30 mesi dal
provvedimento di concessione. Attraverso lemanazione di questo
bando, viene incentivata la partecipazione degli agricoltori a sistemi di qualità per favorire la differenziazione
e la qualificazione delle produzioni. Laiuto concesso, per un
importo annuale massimo di 3. 000 euro, sarà erogato sottoforma di contributo
in conto capitale nella misura del 70% delle spese ammissibili ed è concesso solo nel caso in cui la
partecipazione ai sistemi di qualità sia assicurata per almeno tre anni
consecutivi. La spesa ammissibile equivale allimporto dei costi
di certificazione sostenuti dallimpresa agricola, nei confronti delle
strutture di controllo, per
laccesso e la partecipazione al sistema di qualità individuato.
Bando misura 311 azione c. Il bando mira allincentivazione di
investimenti per la produzione, utilizzazione e vendita di energia da fonti
rinnovabili da parte di imprenditori agricoli e/o membri della famigli agricola. Laiuto
consiste in un contributo in conto capitale fino ad un massimo del 50% della
spesa massima ammissibile, nellambito degli aiuti de minimis.
Linvestimento dovrà essere realizzato, a seconda della sua tipologia
entro 24 o 30 mesi dal
provvedimento di concessione. . <<BACK
( da "Secolo XIX, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Tremonti non tocca
le pensioni: sistema ottimo «un aggiornamento? con calma...» Il ministro
dell'Economia promuove l'attuale regime: «Bene così. E se dovessimo migliorarlo
non sarà certo per fare soldi» 27/05/2009 ROMA. Il sistema pensionistico
italiano è«ottimo» e se deve essere migliorato è solo in un'ottica
generazionale «non per fare soldi». E se dunque verrà valutata la necessità di
un «aggiornamento» sull'età pensionabile lo si farà«con calma e con il
sindacato». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sgombra il campo da
equivoci: se mai si dovesse mettere mano ad una riforma delle pensioni sarà
solo per «adeguarla ai tempi che cambiano e alla vita media che sale». E sui
conti pubblici assicura: l'Italia è l'unico Paese con un deficit, corretto per il
ciclo economico, sotto il 3%. Il problema, semmai, «è che altri ci stanno
raggiungendo sul debito e ci faranno concorrenza nell'emissione di titoli». Poi
torna a criticare le banche: «Sui tassi mi fido di più delle statistiche degli
artigiani di Mestre». Dall'assemblea di Confcooperative a "Porta a
Porta", il ministro affronta tutti i principali questioni d'attualità.
Faro innanzitutto sulle pensioni: «Gli italiani possono stare sicuri, il
sistema non è a rischio, sta in piedi. In Europa le pensioni italiane sono
considerate nella media forti e stabili. Se vogliamo renderle ancora più
sostenibili e ancora più adatte ai tempi che cambiano occorre con calma e con i
sindacati ragionare sui grandi numeri dell'invecchiamento della popolazione».
In ogni caso nessuna riforma verrà fatta con la Finanziaria perché«non la puoi
fare sulla pelle della gente» e «le pensioni non sono neanche come l'Rc Auto
che te la cambi se cambi l'automobile». Le parole di Tremonti trovano d'accordo
anche il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani. «Tremonti ha ragione a dire
che il sistema è in equilibrio», ha detto il sindacalista. Ma oltre alla
questione pensioni, ieri il ministro è tornato ad invitare «le signore banche a
fare il loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia». Ma Tremonti
parla anche di riforme istituzionali: se la soppressione delle province sembra
un argomento che non lo appassiona particolarmente («a conti fatti il risparmio
è di 200-300 milioni di euro»), sul Parlamento fa presente non solo che è utile
la riduzione del numero dei parlamentari ma il cambio di funzione delle due
Camere perché il bicameralismo perfetto «non esiste in nessun Paese europeo e
non ha più ragion d'essere neanche in Italia». E se ci saranno «umani
ostacoli», ovvero resistenze dei parlamentari al cambiamento, perché«i capponi
non votano per l'anticipo del Natale, una spinta può arrivare da una legge di
iniziativa popolare». Infine sulla crisi: «È giusta la preoccupazione del
cardinal Bagnasco - ha detto commentando l'appello della Cei a salvaguardare
l'occupazione - ma finora il sistema Italia ha tenuto«e anzi «ci sono segnali
di rallentamento nelle richieste di prenotazione per la cassa integrazione».
manuela tulli (Ansa) 27/05/2009
( da "Corriere della Sera"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere della Sera
sezione: Economia data: 27/05/2009 - pag: 26 Crisi e credito Il ministro: non
toccheremo le pensioni per fare cassa. Addio alla Finanziaria, arriva la legge
di stabilità «Le banche? Sono tornate alla finanza» Tremonti: non mi fido dei
loro dati sui tassi. La replica: le fonti sono Bce e Bankitalia ROMA
«L'economia si ferma se non c'è liquidità. Il Governo ha fatto la sua parte,
ora le signore banche devono fare il loro mestiere». Il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, torna a sollecitare le banche perché «garantiscano il credito
all'economia». Intervenuto all'assemblea della Confcooperative, poi a «Porta a
porta», su RaiUno, il ministro ha criticato il ritorno alla finanza e i pochi
sforzi per la riduzione dei tassi sui prestiti. Poi ha tranquillizzato i
sindacati sulla riforma del sistema previdenziale, e sottolineato le condizioni
relativamente buone della finanza pubblica. «Depurato dall'effetto della
congiuntura il nostro deficit è l'unico nella zona euro sotto il 3%» ha detto
il ministro, proprio nel giorno in cui al Senato la riforma della Finanziaria,
che potrebbe chiamarsi «Legge di Stabilità», accelera verso il voto dell'Aula
con un sostegno bipartisan. «Il dovere maggiore delle banche, come diceva
Einaudi, è quello di pagare gli stipendi agli impiegati, di fare utili, ma
anche e soprattutto di garantire il credito all'economia» ha detto Tremonti,
mentre Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, chiede che «le banche
forniscano ossigeno» ed il presidente della Confcooperative, Luigi Marino,
sottolinea come un associato su tre lamenti un aumento dei tassi. «In alcuni
casi non ci sono i presupposti per l'erogazione del credito, ma in molti altri
le banche non fanno più le banche, ma stanno tornando a fare investimenti
finanziari», ha detto Tremonti. Che, sul livello dei tassi, ha detto di fidarsi di più «degli Artigiani di Mestre che
dell'Associazione Bancaria ». Che replica, sottolineando come siano «i dati
della Banca Centrale Europea e della Banca d'Italia ad indicare un tasso medio
in Italia, sui prestiti fino a un milione di euro, del 3,94%, inferiore a
quello medio europeo, che sta al 4,15%». E ricorda come le attività
finanziarie rappresentassero per le banche italiane il 18%, a fine 2008, contro
il 22% di giugno 2007, ed un livello medio della Ue di ben il 47%». «Non per polemizzare
con Tremonti, ma noi facciamo il massimo» ha aggiunto l'amministratore delegato
di Intesa SanPaolo, Corrado Passera. Quanto alle pensioni, Tremonti ha
ricordato che il sistema italiano «è stabile, ma si può migliorare, parlando
con il sindacato, non per fare cassa, ma in funzione dell'allungamento dell'età
media di vita». Soddisfatto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: «Conferma
quello che noi abbiamo sempre detto e che tanti Soloni negano ». Mario Sensini
( da "Corriere del Veneto"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere del Veneto
sezione: ROVIGO data: 27/05/2009 - pag: 10 Truffa alla banca Un anno e mezzo
per i 300mila euro giocati al Lotto ROVIGO Ieri ha patteggiato 18 mesi
Alessandro Valle, ex direttore della filiale di Badia Polesine della Banca di
credito cooperativo del Basso Veronese. Le accuse sono truffa, falso e
violazione delle leggi bancarie. Valle aveva guidato la filiale dal
( da "Corriere del Veneto"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere del Veneto
sezione: VICENZA data: 27/05/2009 - pag: 9 Pmi, crollati gli investimenti
Indagine congiunturale Api nera. «Ma si fa di tutto per non licenziare» VICENZA
Investimenti del tutto assenti e ricorso al credito dalle banche stazionario o,
per un'azienda su tre, in diminuzione. E' in estrema sintesi la situazione che
vivono in questi mesi le piccole imprese vicentine, quelle fra i 10 e i 50
dipendenti, secondo il presidente di Apindustria Vicenza Filippo De Marchi, che
ieri ha presentato l'indagine congiunturale del primo trimestre dell'anno,
desunto da un'inchiesta fra 250 aziende, di tutti i comparti produttivi.
«L'unica nota positiva del quadro è l'occupazione commenta De Marchi - le
imprese stanno facendo tutto quel che possono per non licenziare». Per il 51%
degli intervistati i livelli occupazionali sono stabili, nel 29% dei casi c'è
stata contrazione e nel 2% un aumento. «Tuttavia queste sono misure tampone,
che non possono reggere e anzi sono già in esaurimento continua il presidente
di categoria se la ripresa giungerà a inizio 2010, come sembra, non si potrà
continuare in queste condizioni. Si rischiano gravi ripercussioni, anche
sociali ». Sul fronte degli ordinativi il 66 per cento degli intervistati
segnala una contrazione, stazionario il 18 per cento e in aumento il 7 per
cento. Simili i numeri del fatturato: il 56 per cento lamenta riduzione, il 31
per cento una situazione stabile e solo il 5 per cento un aumento. «Più di
tutto avverte De Marchi - la crisi si vede dagli investimenti». Nessuno
infatti, fra i 250 intervistati, afferma di essere intenzionato ad effettuare
un investimento nel futuro prossimo. Il 92 per cento risponde con un secco
«no», l'8 per cento con un «non so». Se la propensione ad investire è pari allo
zero per cento, non molto meglio va per il credito: nessuna delle aziende
dichiara di aver incrementato il ricorso alle banche, nonostante la crisi, per
il 31 per cento il ricorso agli istituti di credito è diminuito, per il 61 per
cento la situazione è stabile. «C'è una fortissima difficoltà nell'accesso al
credito commenta il presidente Api da un'attenta analisi
dei dati di Bankitalia si vede un crollo nell'impiego di fidi bancari nel
quarto trimestre
( da "Soldionline"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
La stampa del 27
maggio Le tags: rassegna stampa Commenta l'articolo Edoardo Fagnani mercoledì,
27 maggio 2009 - 09:36 "Tremonti: in banca torna la raccolta ma non gli
impieghi" (Il Sole 24 Ore) Il Sole 24 Ore riporta alcune dichiarazioni del
Ministro dellEconomia e delle Finanze, Giulio Tremonti.
Il numero uno del Tesoro ha spronato le banche a tornare a fare il loro
mestiere, evidenziando che gli istituti hanno aumento la raccolta ma non hanno
fatto altrettanto con gli impieghi alle imprese. Secondo Tremonti cè
il rischio di un ritorno della finanza fine a se stessa. Infine, il ministro ha
precisato che non è in agenda la riforma del sistema pensionistico italiano,
che resta solido. "Lotteria rionale Opel & Affini" (MF) MF dedica ampio spazio alla
vicenda Fiat-Opel. Il quotidiano finanziario ricorda che in giornata è attesa
la decisione non vincolante del governo tedesco sul futuro di Opel. Secondo il
numero uno di Fiat, Sergio Marchionne, tutte le soluzioni sono possibili e
paragona la gara per rilevare il controllo dellazienda tedesca a
una lotteria. Intanto, il governo tedesco ha dichiarato che lofferta
dellazienda italiana è buona ma è anche migliorabile e ha rivelato
lesistenza di una quarta offerta proveniente dalla Cina. "Massimo
scoperto addio ma le
banche lo reinventano" (La Repubblica) La Repubblica riporta uninchiesta
sulla commissione di massimo scoperto adottata fino ad alcuni mesi fa dagli
istituti di credito. Secondo il quotidiano questo “balzello” starebbe tornato
sotto mentite spoglie andando
a colpire colore che vanno in rosso senza avere un fido bancario.
La denuncia è arrivata anche da alcune associazioni dei consumatori, in
particolare dallAduc, secondo cui il nome sarebbe diverso
ma la sostanza non cambierebbe. "GM al capolinea. Il 70% a Obama. Sindacati nel
board" (Corriere della Sera) Il Corriere della Sera ha riportato le ultime
indicazioni relative ai futuri assetti societari di General Motors, nel caso in
cui il gruppo automobilistico dovesse ricorrere allamministrazione
controllata. Nelleventualità
del Chapter11 il Tesoro degli Stati Uniti potrebbe sborsare altri 50 miliardi
di dollari per il rilancio dellazienda, ottenendo il 70% del capitale
della nuova General Motors. A sua volta lUAW, il sindacato dei
lavoratori, otterrà il
17,5% del capitale dellazienda ristrutturata e potrà esprimere un
proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione. -->
( da "Soldionline"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
"Massimo
scoperto addio ma le banche lo reinventano" (La Repubblica) Le tags:
risparmio tradito Commenta l'articolo Edoardo Fagnani mercoledì, 27 maggio 2009
- 08:47 La Repubblica riporta uninchiesta sulla commissione di
massimo scoperto adottata fino ad alcuni mesi fa dagli istituti di credito.
Secondo il quotidiano questo “balzello” starebbe tornato sotto mentite spoglie
andando a colpire colore che vanno in rosso senza avere un fido bancario.
La denuncia è arrivata anche da alcune associazioni dei consumatori, in
particolare dallAduc, secondo cui il nome sarebbe diverso
ma la sostanza non cambierebbe. -->
( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Promosso. A pieni
voti. Per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti il sistema pensionistico
italiano è «ottimo». E se deve essere migliorato è solo in un'ottica
generazionale «non per fare soldi». Così, se dunque sarà valutata la necessità
di un «aggiornamento» sull'età pensionabile lo si farà «con calma e con il
sindacato». Il numero uno del Tesoro sgombra il campo da equivoci: se mai si
dovesse mettere mano ad una riforma previdenziale sarà solo per «adeguarla ai
tempi che cambiano e alla vita media che sale». E sui conti pubblici assicura:
l'Italia è l'unico Paese con un deficit, corretto per il ciclo economico, sotto
il 3%. Il problema, semmai, «è che altri ci stanno raggiungendo sul debito e ci
faranno concorrenza nell'emissione di titoli». Poi torna a criticare le banche:
«Sui tassi mi fido di più delle statistiche degli artigiani di Mestre» ma la
replica dell'Abi non si fa attendere, a riprova che sul tema lo scontro è
pressoché inevitabile. Dall'assemblea di Confcooperative a «Porta a Porta», il
ministro affronta tutti i principali questioni d'attualità. Faro innanzitutto
sulle pensioni: «Gli italiani possono stare sicuri, il sistema non è a rischio,
sta in piedi. In Europa le pensioni italiane sono considerate nella media forti
e stabili. Se vogliamo renderle ancora più sostenibili e ancora più adatte ai
tempi che cambiano occorre con calma e con i sindacati ragionare sui grandi
numeri dell'invecchiamento della popolazione». In ogni caso nessuna riforma
verrà fatta con la Finanziaria perchè «non la puoi fare sulla pelle della gente»
e «le pensioni non sono neanche come il settore dell'rc auto che te la cambi se
cambi l'automobile». Le parole di Giulio Tremonti trovano d'accordo anche il
numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani. «Tremonti ha ragione a dire che il
sistema è in equilibrio», ha detto il sindacalista. Ma oltre alla questione
pensioni, ieri il ministro è tornato ad invitare «le signore banche a fare il
loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia molto da fare», affinchè aumentino il sostegno alle
imprese. Sui tassi d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa,
Tremonti critica: «Mi fido di più delle statistiche degli artigiani di Mestre».
E l'Abi replica: «I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di
quelli medi europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia». Ma Tremonti
parla anche di riforme istituzionali: se la soppressione delle province sembra
un argomento che non lo appassiona particolarmente («a conti fatti il risparmio
è di 200-300 milioni di euro»), sul Parlamento fa presente non solo che è utile
la riduzione del numero dei parlamentari ma il cambio di funzione delle due
Camere perchè il bicameralismo perfetto «non esiste in nessun Paese europeo e
non ha più ragion d'essere neanche in Italia». E se ci saranno «umani
ostacoli», ovvero resistenze dei parlamentari al cambiamento, perchè «i capponi
non votano per l'anticipo del Natale, una spinta può arrivare da una legge di
iniziativa popolare». Infine sulla crisi: «È giusta la preoccupazione del
cardinal Bagnasco - ha detto commentando l'appello della Cei a salvaguardare
l'occupazione - ma finora il sistema Italia ha tenuto» e anzi «ci sono segnali
di rallentamento nelle richieste di prenotazione per la cassa integrazione».
al.ch.
( da "Gazzettino, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Tremonti: il sistema
pensionistico è ottimo «Gli italiani stiano tranquilli, nessuna riforma per
fare soldi. In futuro possibili aggiornamenti dell'età» Mercoledì 27 Maggio
2009, Roma Il sistema pensionistico italiano è «ottimo» e se deve essere
migliorato è solo in un'ottica generazionale «non per fare soldi». E se dunque
verrà valutata la necessità di un «aggiornamento» sull'età pensionabile lo si
farà «con calma e con il sindacato». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
sgombra il campo da equivoci: se mai si dovesse mettere mano ad una riforma
delle pensioni sarà solo per «adeguarla ai tempi che cambiano e alla vita media
che sale». E sui conti pubblici assicura: l'Italia è l'unico Paese con un
deficit, corretto per il ciclo economico, sotto il 3%. Il problema, semmai, «è
che altri ci stanno raggiungendo sul debito e ci faranno concorrenza
nell'emissione di titoli». Poi torna a criticare le banche: «Sui tassi mi fido
di più delle statistiche degli artigiani di Mestre». Dall'assemblea di
Confcooperative a "Porta a Porta", il ministro affronta tutti i
principali questioni d'attualità. Attensione innanzitutto alle pensioni: «Gli
italiani possono stare sicuri, il sistema non è a rischio, sta in piedi. In
Europa le pensioni italiane sono considerate nella media forti e stabili. Se
vogliamo renderle ancora più sostenibili e ancora più adatte ai tempi che
cambiano occorre con calma e con i sindacati ragionare sui grandi numeri
dell'invecchiamento della popolazione». In ogni caso nessuna riforma verrà
fatta con la Finanziaria perché «non la puoi fare sulla pelle della gente» e
«le pensioni non sono neanche come l'Rc Auto che te la cambi se cambi
l'automobile». Le parole di Tremonti trovano d'accordo anche il numero uno
della Cgil, Guglielmo Epifani. «Tremonti ha ragione a dire che il sistema è in
equilibrio», ha detto il sindacalista. Ma oltre alla questione pensioni, ieri
il ministro è tornato ad invitare «le signore banche a fare il loro dovere. Credo che nel sistema bancario ci sia
molto da fare», affinché aumentino il sostegno alle imprese. Sui tassi
d'interesse che secondo l'Abi sono tra i più bassi d'Europa, Tremonti critica:
«Mi fido di più delle statistiche degli Artigiani di Mestre». E l'Abi replica:
«I dati sul livello dei tassi attivi in Italia, più bassi di quelli medi
europei, sono di fonte Bce e Banca d'Italia». Ma Tremonti parla anche di
riforme istituzionali: se la soppressione delle province sembra un argomento
che non lo appassiona particolarmente («a conti fatti il risparmio è di 200-300
milioni di euro»), sul Parlamento fa presente non solo che è utile la riduzione
del numero dei parlamentari ma il cambio di funzione delle due Camere perché il
bicameralismo perfetto «non esiste in nessun Paese europeo e non ha più ragion
d'essere neanche in Italia». E se ci saranno «umani ostacoli», ovvero
resistenze dei parlamentari al cambiamento, perché «i capponi non votano per
l'anticipo del Natale, una spinta può arrivare da una legge di iniziativa
popolare». Infine sulla crisi: «È giusta la preoccupazione del cardinal
Bagnasco - ha detto commentando l'appello della Cei a salvaguardare
l'occupazione - ma finora il sistema Italia ha tenuto» e anzi «ci sono segnali
di rallentamento nelle richieste di prenotazione per la cassa integrazione».
( da "Sestopotere.com"
del 27-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Protocollo dintesa
con Federfidi Lombarda per favorire laccesso al credito delle piccole e
medie imprese (27/5/2009 19:10) | (Sesto Potere) - Milano - 27 maggio 2009
-Sostenere il tessuto economico locale per permettere alle piccole e medie
imprese di reagire,
facendo fronte ad una crisi che rischia oggi di travolgerle. Questo limpegno
della Provincia di Milano che sigla oggi un protocollo dintesa con
Federfidi Lombarda per favorire laccesso al credito delle piccole e medie
imprese. Dopo aver approvato nei mesi scorsi aiuti concreti alle famiglie e alle aziende con il
piano “Alziamo la testa” (19 milioni di euro alle famiglie, 1 milione alle
associazioni del volontariato e 5 milioni di euro alle imprese per la
stabilizzazione dei lavoratori precari e per favorire nuova occupazione), si
pensa oggi a facilitare le concessioni di credito. “Grazie a questo accordo la
Provincia di Milano – dichiara Filippo Penati, Presidente della Provincia di
Milano - investe 1 milione di euro per creare un “Fondo di Garanzia” destinato
al rilascio di controgaranzie per il riequilibrio finanziario delle
microimprese che hanno sede legale ed operativa nellarea
metropolitana milanese”. Lintesa firmata con Federfidi Lombarda, oltre ad
incentivare lazione dei Consorzi Fidi che si occupano di concedere apposite garanzie per
facilitare laccesso al credito nel sistema bancario, permetterà di
incrementare il volume dei finanziamenti concessi dal sistema bancario alle pmi. Si prevede di facilitare finanziamenti
pari a 22 milioni di euro, che andranno a sostenere almeno 560 imprese. “La
Provincia è lunica istituzione che sta affrontando la
crisi con proposte concrete – continua Penati – sostenendo le imprese in
difficoltà. Compito delle istituzioni è mettere in campo una politica di interventi che sia in grado di
invertire questo circolo vizioso che si è venuto a creare, ridando ossigeno al
mondo del lavoro, rilanciando leconomia del nostro territorio,
favorendo non solo il sostegno alle aziende in difficoltà ma anche la creazione
di nuove imprese che
puntino allinnovazione”. “In questo contesto di crisi finanziaria ed
economica - spiega Ezio Casati, Assessore alle Attività economiche della
Provincia di Milano - sono proprio le piccole e piccolissime imprese a subire
il colpo più duro, in
preda a difficoltà crescenti che si ripercuotono sullintero
tessuto sociale ed economico, vanno agevolate nella concessione del credito. Il
protocollo dIntesa, siglato dalla Provincia e da Federfidi, parte da un
dato di fatto: oggi è sempre più difficile per le pmi ottenere crediti dalle banche, con
conseguente incapacità di investire. Sempre più aziende rischiano di uscire dal
mercato, con gravi ripercussioni a livello occupazionale, licenziamenti e corse
agli ammortizzatori sociali”.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-28 - pag: 15 autore: Pmi, storia
della ritirata del credito Dall'aprile del 2006 si apre la forbice negli
affidamenti fra grandi e piccoli imprenditori di Marco Alfieri e Paolo Bricco A
te, sì. A te, no. Non ci sono soltanto le parole pronunciate martedì dal ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti: «Molti dati indicano nelle banche un ritorno
alla finanza fine a se stessa: cresce la raccolta, ma non aumentano gli
impieghi per le imprese ». Da un grafico della Banca d'Italia spunta infatti la
pistola fumante che dimostra il diverso flusso di denaro dalle banche alle
aziende, a seconda della dimensione. Un fenomeno che, nelle sue cause più
profonde, risalirebbe al Big Bang delle aggregazioni fra colossi, nel biennio
2006-2007. Anche se, oggi, il magmatico mondo dei piccoli è arrivato alla prova
della restrizione del credito più robusto e solido finanziariamente di quanto
non ci si aspettasse. Depositata la polvere sulle macerie del credito
internazionale, il complicato rapporto fra banca e impresa produce anche in
Italia una contrapposizione fra i grandi e i piccoli.Un antagonismo spesso
silenzioso, ogni tanto esplicito, qualche volta espresso in modi vivaci, se non
bruschi. Da una analisi di Via Nazionale su questo tema, così scabroso per il
mondo della rappresentanza e della politica, emerge finalmente una certezza. In
un contesto generale di notevole liquidità, dall'aprile del 2006i destini di
quelli che si recano allo sportello divergono, a seconda della dimensione della
loro azienda: smette di crescere la disponibilità a sostenere l'attività di chi
ha meno di 20 dipendenti, mentre viene finanziata a piene mani quella delle
aziende più strutturate. Il grafico è abbastanza impressionante: dal gennaio
2004 all'aprile 2006, tutto si svolge normalmente, senza una grande differenza
fra piccoli e grandi. Perfino nell'estate del 2005,quella dell'assalto al cielo
delle cooperative, degli immobiliaristi e dei new comers in-teressati a Bnl, ad
Antonveneta e a Rcs, il sismografo di Via Nazionale non rileva alcuna
divaricazione nel credito bancario concesso agli uni e
agli altri: il tasso di crescita sui 12 mesi procede senza scossoni variando
fra il 5 e l'8 per cento. Ancora nell'aprile di tre anni fa,il valore per tutte
le aziende si attesta intorno al 7 per cento. Il tasso di crescita per i
piccoli resta costante iniziando poi, alla fine del 2007, una lenta discesa
che, a gennaio di quest'anno, in piena crisi finanziaria internazionale, si
sarebbe trasformata in un vera e propria restrizione del credito: un +1%
nominale che l'inflazione reale si mangia senza troppi problemi, ponendo le
basi per un vero credit crunch. «Tuttavia puntualizza Pietro Modiano, ex
direttore generale della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo- fra 2006 e
2008 nessuno ha mai negato i fidi ai piccoli. Piuttosto, molti di loro si sono
autofinanziati. Non dimentichiamoci che quella è stata la stagione in cui le
aziende hanno raccolto i frutti della ristrutturazione post-euro: nei casi
migliori, hanno potuto anche evitare di venire in banca ». Nel grafico della Banca
d'Italia, emerge plasticamente nella curva superiore la bolla composta
dall'immobiliare,dal private equity e dalle operazioni a debito dei grandi
gruppi: «Nella linea inferiore, quasi piatta, c'è invece la persistenza della
virtù italiana dei piccoli », chiosa Modiano. Secondo una elaborazione della
Banca d'Italia sui dati della Centrale dei bilanci, per quanto limitata al
manifatturiero, fra 1999 e 2006 il leverage è non a caso calato per le aziende
a bassa intensità tecnologica dal 56,5 al 51,6%, in quelle a medio- bassa dal
52,2 al 49,5%, in quelle a medioalta dal 51,8 al 44,7%, in quelle ad alta
intensità tecnologica da 49,6 al 43,2 per cento. Il debito così si è ridotto.
Proprio mentre di denaro, nelle banche, ce n'era molto. «Dunque - ragiona il banchiere,
oggi alla guida della Carlo Tassara- le imprese piccole sono arrivate al 2006
con una fisiologia finanziaria sana e migliorata rispetto agli anni prima. Non
tutte, ma molte hanno guadagnato bene: per questo non hanno avuto bisogno di
chiedere più soldi in una stagione in cui l'offerta di credito è stata
abbondante e a spread molto bassi. Cosa diversa è quello che succederà adesso,
con la crisi economica che congela gli affari. Difficile prevedere quanto
capiterà nei prossimi 12- 24 mesi». Qualunque sia la spiegazione per le piccole
aziende, per quelle medio-grandi, invece, è stata indubbiamente tutta un'altra
cosa.Da un tasso di crescita del 7% registrato nell'aprile 2006 si sale
rapidamente fino al picco, toccato nel novembre del 2007, del 15 per cento. Da
quel momento,inizia una graduale diminuzione della velocità della crescita che,
comunque, per tutti i mesi successivi resta abbondantemente al di sopra del 10
per cento. Per poi tramutarsi in una sorta di atterraggio morbido: a gennaio di
quest'anno, mentre le imprese con meno di 20 dipendenti sperimentano una vera e
propria restrizione del credito, le altre possono comunque disporre di un tasso
di crescita del 7 per cento. Niente male. Nei tre anni che hanno radicalmente
cambiato gli equilibri nel rapporto fra banca e impresa, è la stessa industria
del credito che ha sperimentato una profonda metamorfosi, atto conclusivo di
una modernizzazione iniziata con la riforma della "foresta
pietrificata" congegnata da Giuliano Amato nel 1992 e attuata da Antonio
Fazio. Dopo l'uscita di scena di quest'ultimo e l'insediamento a Palazzo Koch
di Mario Draghi, la moral suasion del nuovo governatore si è indirizzata
soprattutto verso le aggregazioni. Il primo invito - «le banche devono
concentrarsi» - è formulato da Draghi il 23 febbraio del 2006. è l'inizio: a
maggio, salta la fusione Intesa-Capitalia; il 26 agosto è annunciata quella fra
Sanpaolo e Intesa e, fra novembre e dicembre, si registra l'aggregazione fra la
Banca Lombarda e la Bpu che porta a Ubi. è la stagione del mercato in
movimento, che avrà il suo apice nella fusione fra Unicredit e Capitalia, il 17
maggio del 2007, concludendosi l'1 luglio di quell'anno con le nozze fra il
Banco Popolare di Verona e Novara e la Banca Popolare Italiana. «Alla fine, la
diminuzione della concorrenza - dice l'economista Giovanni Ferri, ex Banca
Mondiale ed ex Banca d'Italia - ha comportato una riduzione del potere
negoziale delle piccole imprese. Chi prima poteva rivolgersi a due banche,
all'improvviso si è ritrovato un solo interlocutore ». Tutto questo lo si
capisce analizzando i bollettini statistici della Banca d'Italia, dove si
scopre che, dal 2001 al
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Cna, confronto con i
candidati Giovedì 28 Maggio 2009, I giovani imprenditori di Cna Rovigo si
confronteranno domani alle ore 20 al locale Tempi Moderni, in viale Porta Po 94
(Area Tosi) a Rovigo, con i candidati alla presidenza della Provincia nel corso
dell'iniziativa "Giovani imprese al voto". Lo afferma il neo
Presidente dei Giovani Imprenditori Cna Filippo Dalla Villa il quale sottolinea
il fatto che «le nostre imprese devono diventare laboratori di produzione di
know-how, centri dove l'output principale dei processi produttivi sia la
conoscenza, il sapere professionale e tecnologico, in un ambiente in cui le
Istituzioni, il sistema bancario, quello scolastico si
integrino con il sistema delle imprese per far fare al nostro territorio un
salto di qualità, in cui accanto alle vocazioni produttive storiche si allarghi
il raggio d'azione e ci mettiamo alla prova in settori innovativi, anche per
offrire opportunità a quei giovani che oggi sono costretti ad emigrare per
poter dare continuità ai loro percorsi professionali». I giovani imprenditori
di Cna ritengono che tra le priorità della Provincia vi debba essere
un'infrastruttura territoriale adeguata, che non è solamente quella viaria. I
cittadini, le imprese polesane registrano un gap enorme nella competizione fra
territori, commenta Dalla Villa, ed è la mancanza in molte parti del territorio
dell'infrastruttura della banda larga, strumento necessario per promuovere la
società dell'informazione e della conoscenza, elemento fondamentale per
l'introduzione d'innovazione a livello di sistema al fine di incrementare non
solo la competitività delle nostre aziende ma il modo di essere dei cittadini
nella società del terzo millennio. I giovani imprenditori di Cna evidenziano
che il rapporto con il mondo del credito rappresenta un'ulteriore difficoltà
soprattutto per quanto riguarda lo spread, i costi bancari troppo elevati,
l'incremento delle garanzie, la richiesta di rientro del credito, i tempi
lunghi nelle procedure; ai Candidati alla Presidenza della Provincia propongono
di intervenire attraverso la dotazione di risorse ai fondi rischi del Consorzi
di Garanzia Fidi che affiancano le imprese nel rapporto con
il sistema bancario. «Altro aspetto importante - evidenzia Dalla Villa - riguarda la
necessità di colmare la distanza che oggi divide il sapere dal sapere fare, la
conoscenza teorica dalle competenze tecniche e pratiche, per questo riteniamo
necessario implementare e dare continuità alle azioni con il mondo della scuola
prevedendo efficaci forme di alternanza scuola-lavoro».
( da "Gazzettino, Il"
del 28-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Giovedì 28 Maggio
2009, Sparita dai contratti stipulati dalla fine di gennaio 2009, mentre per
quelli in essere le banche hanno tempo fino al 28 giugno per provvedere
all'adeguamento delle commissioni. Parliamo della commissione di massimo
scoperto, una delle più odiate da chi utilizza i fidi
bancari. Un balzello pagato ogni volta che il fido concesso sul conto veniva
intaccato. Odiata perché applicata sulla punta massima trimestrale dello
scoperto di conto, anche se si realizza per sole 24 ore e anche se il debito è
contenuto nel limite del fido. Proprio invocando una maggior
trasparenza, consumatori, Antitrust e la stessa Bankitalia, ne avevano chiesto
da tempo l'abolizione. Ora la legge 2 del 28.1.2009 stabilisce la nullità delle
Cms se il saldo del conto corrente resta a debito per un periodo inferiore a 30
giorni consecutivi, o se il cliente non ha un'apertura di credito, e in genere
vieta tutte le clausole che prevedono una remunerazione per la messa a
disposizione da parte della banca di una linea di credito indipendentemente dal
suo utilizzo. Detto ancora più semplicemente: la commissione può essere
applicata solo se il cliente supera l'importo del fido concesso per più di 30
giorni. E non può essere applicata se non c'è fido. A meno che . simili
clausole non siano fissate per iscritto e prevedano un tasso debitore per le
somme effettivamente utilizzate in misura onnicomprensiva proporzionale
all'importo e alla durata dell'affidamento. Come si intuisce, quest'ultima
indicazione permette un certo margine di manovra. In genere, una clausola
scritta prevede, da parte di chi chiede una linea di credito, il versamento di
un corrispettivo in percentuale sulle somme effettivamente utilizzate del fido,
oppure si agisce sul tasso extrafido; mentre ai clienti privati (che non hanno
richiesto l'attivazione di una apertura di credito) viene di solito addebitata
una generica commissione "per scoperto di conto" (o
un'"indennità per lo sconfinamento", o voci simili) commisurata al
saldo debitore, senza però chiamare in causa (formalmente) la vecchia voce
"commissione di massimo scoperto" appena abolita. Si tratta per lo
più di pochi euro che però, sommati ogni trimestre, possono rappresentare una
cifra importante. In pratica una azienda ha un fido di 100 mila euro, per cui
pagherà una commissione pari ad una certa percentuale. Se, tuttavia, utilizzerà
10 mila euro in più, pagherà una ulteriore commissione detta di "utilizzo
oltre la disponibilità" pari a 2 euro per ogni 1000 euro, al giorno,
sull'eccedenza del fido. Quindi 20 euro di commissione in più per ciascun
giorno di utilizzo. D.L.M.
( da "Stampa, La" del
29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Quindicimila imprese chiuse nel 2008 «perché sovraindebitate o
strozzate», tremila in più dell'anno precedente. Almeno 350mila rapporti
finanziari con tassi a due cifre, quattro chiamate al giorno al numero di «sos
impresa». La crisi alimenta il fenomeno «ed espone le piccole aziende». I primi
dati del 2009 «confermano la tendenza negativa, anzi, la mannaia dell'usura
sembra allargarsi alle aziende di media dimensione». Dal palco dell'assemblea
annuale di Confesercenti il presidente Marco Venturi lancia l'allarme: la crisi
di liquidità «espone commercianti e imprenditori alla morsa della criminalità
comune e di quella organizzata». Ad ascoltarlo nella prima fila della platea
c'è un pezzo di governo: Gianni Letta, i ministri Maurizio Sacconi, Renato
Brunetta, Vittoria Brambilla e Silvio Berlusconi, che annuisce e lo invita
«dopo le europee» a discutere del problema a Palazzo Chigi. L'obiettivo di Venturi
sono però soprattutto le banche, a suo dire colpevoli di aver stretto troppo le
maglie del credito: «Gli istituti devono svolgere un ruolo diverso, più
funzionale alle strategie di sviluppo del Paese. Fallimenti e protesti
segnalano l'urgenza di contrastare la fragilità delle imprese più piccole.
Dobbiamo evitare di rispondere alle loro difficoltà dandogli l'ombrello quando
splende il sole e togliendoglielo quando comincia a piovere». Anche la Banca
d'Italia, in una comunicazione di vigilanza resa pubblica ieri, denuncia lo
scarso impegno delle banche contro l'usura: «Hanno assicurato di assumere le
decisioni sulle proposte di affidamento con rapidità, erogando con
sollecitudine le somme relative». E «si sono impegnate, in occasione della
valutazione dei fidi esistenti o di eventuali nuove richieste di fido, a porre
la massima attenzione alle vittime che abbiano denunciato fatti estorsivi o di
usura». Il governatore Mario Draghi ricorda l'accordo quadro firmato due anni
fa dall'Abi con lui e l'allora ministro degli Interni Giuliano Amato: «L'usura
rientra nel novero dei reati presupposto del delitto di riciclaggio», e di
conseguenza «gli intermediari devono segnalare all'unità di informazione
finanziaria come sospette le operazioni che presentino un fumus di usura». «La
criminalità organizzata - spiega Venturi - gestisce un volume di affari di
oltre 130 miliardi di euro. E buona parte di questi arrivano dal
taglieggiamento imposto alle imprese, che cresce in modo esponenziale a causa
della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori
ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l'unica chance che ci rimane è quella
del ricorso all'usuraio, allora è meglio chiudere prima». La soluzione per
evitare «sofferenze, minacce e ricatti» alle vittime degli strozzini, «sta
invece nel sostegno ai consorzi fidi con adeguati finanziamenti finalizzati ad
aiutare le piccole e medie imprese». Il mondo dei piccoli commercianti
si sente assediato. Da un lato la crisi, che taglia i fatturati e raziona il
credito, dall'altra l'avanzare inesorabile della grande distribuzione. Secondo
Confesercenti almeno 53.000 imprese avrebbero già abbassato le saracinesche per
sempre. Oltre al sostegno per avere di più dalle banche, Venturi chiede «un
piano straordinario da due miliardi in tre anni per il sostegno dei negozi di
vicinato, per le piccole e medie imprese del turismo e dei servizi».
( da "Cittadino, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
15mila chiusure: i
commercianti vittime dell'usura n La crisi e la stretta del credito colpiscono
duro le imprese, soprattutto quelle più piccole, e «le rendono più esposte
all'azione predatoria degli usurai. Nel 2008 - è la denuncia di Marco Venturi,
presidente della Confesercenti - sono state ben 15mila quelle che hanno chiuso
i battenti perché sovraindebitate e spesso strozzate». E il 2009 sarà peggio:
«I primi dati dell'anno in corso confermano questa tendenza negativa, anzi la
mannaia dell'usura sembra allargarsi anche alle imprese di media dimensione» è
l'allarme lanciato da Venturi nel suo intervento all'Assemblea. Stretti tra la
morsa della criminalità comune e di quella organizzata dunque «i piccoli
imprenditori hanno paura. Fallimenti e protesti segnalano l'urgenza di
contrastare la fragilità finanziaria delle Pmi. Dobbiamo evitare - dice Venturi
- di rispondere alle loro difficoltà dandogli l'ombrello quando splende il sole
e togliendoglielo quando comincia a piovere». E a proposito della stretta dei
cordoni bancari alle imprese in tempo di crisi sollecita «un diverso ruolo
delle banche, più funzionale alle strategie di sviluppo del paese». Tutto
questo mentre volano i profitti della criminalità organizzata che «gestisce un
volume di affari di oltre 130 miliardi di euro. E buona parte di questi -
indica Venturi - arrivano dal taglieggiamento imposto alle imprese e dall'usura
che cresce in modo esponenziale a causa della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti
bancari. Se l'unica chance che ci rimane è quella del ricorso all'usuraio
allora è meglio chiudere prima». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce
e ricatti» come accade alle vittime degli strozzini, sta nel sostegno ai
consorzi fidi, con adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e
medie imprese». Ma il presidente dei commercianti ha in serbo anche
un'altra proposta e a premier e governo chiede di sostenere un piano straordinario
da due miliardi in tre anni per il sostegno dei negozi di vicinato e per le
piccole e medie imprese del turismo e dei servizi. (paola.barbetti@ansa.it)
( da "Centro, Il" del
29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino
di Padova, Il)
Argomenti: Revoca fidi
di Monica Viviani
Usura, 15 mila aziende strozzate La Confesercenti denuncia l'aumento
esponenziale delle vittime Bankitalia ricorda agli istituti gli impegni firmati
e disattesi Il ministro Scajola: «Le banche tornino al loro mestiere, eroghino
denaro a interessi europei» ROMA. L'usura «cresce in modo esponenziale a causa
della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori di accedere al
credito». Così nel 2008 «ben 15 mila imprese hanno chiuso i battenti perchè
sovraindebitate e spesso strozzate». L'allarme-denuncia arriva dal presidente
di Confesercenti, Marco Venturi, nel suo intervento all'assemblea della
Confederazione. «I primi dati del 2009 confermano questa tendenza negativa.
Anzi - avverte Venturi - la mannaia dell'usura sembra allargarsi alle imprese
di media dimensione». Insomma «la crisi rende le piccole imprese più esposte
all'azione predatoria degli usurai» e se «fallimenti e protesti segnalano
l'urgenza di contrastare la fragilità finanziaria delle Pmi». «Dobbiamo però
evitare di rispondere alle loro difficoltà dandogli l'ombrello quando splende
il sole e togliendoglielo quando comincia a piovere». Per questo Venturi
auspica «un diverso ruolo delle banche, più funzionale alle strategie di
svilupo del Paese». I piccoli imprenditori «hanno paura», stretti nella morsa
della criminalità organizzata che gestisce un volume di affari di 130 miliardi
di euro. «E buona parte di questi - spiega Venturi - arrivano proprio dal
taglieggiamento e dall'usura che cresce in modo esponenziale a causa della
crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori di accedere al credito.
Se l'unica chanche che ci rimane è quella del ricorso all'usura allora è meglio
chiudere prima». La richiesta è chiara: «Solo sostenendo i consorzi fidi, con adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le
piccole e medie imprese, si potranno evitare inutili sofferenze, minacce e
ricatti». Non solo: le piccole e medie imprese «devono essere liberate anche da
quell'economia sommersa, favorita da migliaia di immigrati clandestini e di
furboni nostrani pronti ad alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta
regole costose e spesso incomprensibili. E' ora di dire basta a ogni
illegalità e a ogni spreco del denaro pubblico versato dai cittadini e dalle
imprese». Sulla stessa linea l'intervento del ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola: «E' giunto il momento che anche le banche facciano la propria
parte - sottolinea - devono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione
e tornare ad erogare il credito alle imprese in misura adeguata, a tassi
sostenibili, allineati a quelli del resto d'Europa». Intanto proprio ieri è
arrivato un forte richiamo della Banca d'Italia al sistema bancario
sul contrasto all'usura. L'istituto guidato da Mario Draghi, in una
comunicazione di vigilanza, rileva il mancato rispetto di un accordo quadro
siglato nell'estate di due anni fa al Viminale dall'allora ministro
dell'Interno Giuliano Amato, dal Governatore Draghi, dai rappresentanti
dell'Abi e di tutti i soggetti impegnati nella prevenzione. Le banche si
impegnarono a porre massima attenzione nella valutazione dei fidi a soggetti
vittime di usura e massima rapidità nelle decisioni sulle proposte di
affidamento. «Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo - si legge nella
comunicazione di vigilanza - sono stati segnalati casi nei quali le banche
aderenti non avrebbero rispettato gli impegni assunti». E oggi nelle
«Considerazioni finali» che pronuncerà in occasione dell'assemblea annuale
dell'istituto centrale, Draghi chiederà agli istituti di credito di continuare
a sostenere le imprese.
( da "Tirreno, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
di Monica Viviani
Usura, 15 mila aziende strozzate La Confesercenti denuncia l'aumento
esponenziale delle vittime Bankitalia ricorda alle banche gli impegni firmati e
disattesi Il ministro Scajola: «Le banche tornino al loro mestiere, eroghino
denaro a interessi europei» ROMA. L'usura «cresce in modo esponenziale a causa
della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori di accedere al
credito». Così nel 2008 «ben 15 mila imprese hanno chiuso i battenti perchè
sovraindebitate e spesso strozzate». L'allarme-denuncia arriva dal presidente
di Confesercenti, Marco Venturi, nel suo intervento all'assemblea della
Confederazione. «I primi dati del 2009 confermano questa tendenza negativa.
Anzi - avverte Venturi - la mannaia dell'usura sembra allargarsi alle imprese
di media dimensione». Insomma «la crisi rende le piccole imprese più esposte
all'azione predatoria degli usurai» e se «fallimenti e protesti segnalano
l'urgenza di contrastare la fragilità finanziaria delle Pmi». «Dobbiamo però
evitare di rispondere alle loro difficoltà dandogli l'ombrello quando splende
il sole e togliendoglielo quando comincia a piovere». Per questo Venturi
auspica «un diverso ruolo delle banche, più funzionale alle strategie di
svilupo del Paese». I piccoli imprenditori «hanno paura», stretti nella morsa
della criminalità organizzata che gestisce un volume di affari di 130 miliardi
di euro. «E buona parte di questi - spiega Venturi - arrivano proprio dal
taglieggiamento e dall'usura che cresce in modo esponenziale a causa della crisi
economica e delle difficoltà degli imprenditori di accedere al credito. Se
l'unica chanche che ci rimane è quella del ricorso all'usura allora è meglio
chiudere prima». La richiesta è chiara: «Solo sostenendo i consorzi fidi, con adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le
piccole e medie imprese, si potranno evitare inutili sofferenze, minacce e
ricatti». Non solo: le piccole e medie imprese «devono essere liberate anche da
quell'economia sommersa, favorita da migliaia di immigrati clandestini e di
furboni nostrani pronti ad alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta
regole costose e spesso incomprensibili. E' ora di dire basta a ogni
illegalità e a ogni spreco del denaro pubblico versato dai cittadini e dalle
imprese». Sulla stessa linea l'intervento del ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola: «E' giunto il momento che anche le banche facciano la propria
parte - sottolinea - devono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione
e tornare ad erogare il credito alle imprese in misura adeguata, a tassi
sostenibili, allineati a quelli del resto d'Europa». Intanto proprio ieri è
arrivato un forte richiamo della Banca d'Italia al sistema bancario
sul contrasto all'usura. L'istituto guidato da Mario Draghi, in una
comunicazione di vigilanza, rileva il mancato rispetto di un accordo quadro
siglato nell'estate di due anni fa al Viminale dall'allora ministro
dell'Interno Giuliano Amato, dal Governatore Draghi, dai rappresentanti
dell'Abi e di tutti i soggetti impegnati nella prevenzione. Le banche si
impegnarono a porre massima attenzione nella valutazione dei fidi a soggetti
vittime di usura e massima rapidità nelle decisioni sulle proposte di
affidamento. «Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo - si legge nella
comunicazione di vigilanza - sono stati segnalati casi nei quali le banche
aderenti non avrebbero rispettato gli impegni assunti». E oggi nelle
«Considerazioni finali» che pronuncerà in occasione dell'assemblea annuale
dell'istituto centrale, Draghi chiederà agli istituti di credito di continuare
a sostenere le imprese.
(
da "Giornale.it, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
n. 129 del 2009-05-29 pagina 26 «Troppe aziende strozzate dall'usura Colpa di banche che negano credito» di Laura Verlicchi L'allarme del presidente Venturi: « Nel 2009 sarà anche peggio, occorre un piano del governo a favore di negozi e piccole imprese» La stretta creditizia fa delle piccole imprese la preda degli usurai. «Nel 2008 - denuncia Marco Venturi, presidente della Confesercenti - sono state ben 15mila quelle che hanno chiuso i battenti perchè sovraindebitate e spesso strozzate». E il 2009 sarà peggio: «I primi dati dell'anno in corso confermano questa tendenza negativa, anzi la mannaia dell'usura sembra allargarsi anche alle imprese di media dimensione» ha detto Venturi all'assemblea confederale, davanti a una fetta importante del governo, dal premier Silvio Berlusconi, a Gianni Letta, ai ministri Maurizio Sacconi, Renato Brunetta e Vittoria Brambilla. Stretti tra la morsa della criminalità comune e di quella organizzata, dunque, «i piccoli imprenditori hanno paura. Fallimenti e protesti segnalano l'urgenza di contrastare la fragilità finanziaria delle Pmi. Dobbiamo evitare - dice Venturi - di rispondere alle loro difficoltà dandogli l'ombrello quando splende il sole e togliendoglielo quando comincia a piovere». E a proposito della stretta creditizia alle imprese in tempo di crisi sollecita «un diverso ruolo delle banche, più funzionale alle strategie di sviluppo del Paese». Un allarme che trova eco in Bankitalia. L'istituto guidato da Mario Draghi rileva infatti il mancato rispetto di un accordo quadro siglato nell'estate di due anni fa al Viminale dallo stesso governatore con l'allora ministro dell'Interno Giuliano Amato e i rappresentanti dell'Abi, che si impegnarono a porre massima attenzione nella valutazione dei fidi a soggetti vittime di usura e massima rapidità nelle decisioni sulle proposte di affidamento. «Dopo oltre un anno dalla stipula dell'accordo - si legge nella comunicazione di vigilanza della Banca d'Italia - sono stati segnalati casi nei quali le banche aderenti non avrebbero rispettato gli impegni assunti». Un comportamento «che avrebbe in parte vanificato l'efficacia dell'azione di prevenzione dei ripetuti fenomeni criminali». In ogni caso al cliente cui venga rifiutato il finanziamento «deve essere fornito un sollecito riscontro» e andrà verificata la possibilità di «fornire indicazioni sui motivi del rifiuto», conclude la comunicazione. E proprio un grafico della Banca d'Italia, pubblicato dal Sole 24Ore, mostra la «forbice» del credito fra grandi e piccole imprese, soprattutto a partire dall'aprile del 2006, quando è iniziata la stagione delle aggregazioni bancarie, che ha avuto come conseguenza la riduzione della concorrenza e un inevitabile calo del potere negoziale delle aziende. Così, mentre tre anni fa il tasso di crescita del credito bancario si attestava intorno al 7% per tutte le imprese, dalla fine del 2007 è iniziata invece la lenta ma inesorabile discesa per le Pmi che, a gennaio di quest'anno, nel pieno della crisi, si trasforma in una vera e propria restrizione del credito (+1%, praticamente annullato dall'inflazione reale), in contrasto con l'ampiezza dei finanziamenti concessi alle aziende più strutturate. Ecco perchè il presidente dei commercianti chiede a premier e governo di sostenere un piano straordinario da due miliardi in tre anni per il sostegno dei negozi di vicinato e per le piccole e medie imprese del turismo e dei servizi. Venturi, confermato ieri per il quarto mandato alla guida della Confesercenti, sottolinea «il valore aggiunto» che piccoli negozi e attività dei servizi forniscono alle nostre città, dai centri storici alle zone di periferia. Eppure, la loro sparizione è inarrestabile: 53mila hanno già chiuso i battenti, mentre volano i profitti della criminalità organizzata che «gestisce un volume di "affari" di oltre 130 miliardi di euro. E buona parte di questi - indica Venturi - arrivano dal taglieggiamento imposto alle imprese e dall'usura». La soluzione per evitare «sofferenze, minacce e ricatti» sta nel sostegno ai consorzi fidi, «con adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le Pmi», conclude Venturi. E proprio ieri il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, e l'ad di Cdp Massimo Varazzani, hanno firmato la convenzione che consentirà di attivare fino a 8 miliardi di fondi della cassa spa per finanziamenti alle Pmi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Messaggero, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Corriere della Sera"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Corriere della Sera"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Messaggero, Il
(Ostia)" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero,
Il (Civitavecchia))
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Libertà"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Provincia Pavese,
La" del 29-05-2009)
Pubblicato anche in: (Trentino)
(Tribuna di Treviso, La) (Gazzetta di Modena,La) (Gazzetta di Mantova, La)
(Corriere delle Alpi) (Gazzetta di Reggio)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Arena, L'"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Brescia Oggi"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Arena.it, L'"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Dire"
del 29-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Repubblica, La"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Corriere del Veneto"
del 30-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Provincia Pavese,
La" del 31-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 31-05-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno,
Il (Milano))
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Giornale.it, Il"
del 31-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 01-06-2009)
Argomenti: Revoca fidi
(
da "Giornale di Brescia"
del 02-06-2009)
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da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
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(
da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
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(
da "Tirreno, Il"
del 02-06-2009)
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da "Giorno, Il (Milano)"
del 02-06-2009)
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(
da "Sole 24 Ore, Il
(Plus)" del 02-06-2009)
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da "Data Manager"
del 03-06-2009)
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da "Giorno, Il
(Sondrio)" del 03-06-2009)
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da "Messaggero, Il
(Pesaro)" del 03-06-2009)
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Il (Ancona))
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da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 03-06-2009)
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da "Messaggero Veneto,
Il" del 03-06-2009)
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da "marketpress.info"
del 03-06-2009)
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da "Campaniapress"
del 03-06-2009)
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da "Stampa, La"
del 04-06-2009)
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da "Messaggero, Il
(Abruzzo)" del 04-06-2009)
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da "Asca"
del 04-06-2009)
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da "Giornale di
Calabria, Il" del 04-06-2009)
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da "Agi"
del 05-06-2009)
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da "HelpConsumatori"
del 05-06-2009)
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