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Revoca fidi (3)
Confidi unico, pronto lo statuto
( da "Denaro,
Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: almeno nove dei quindici consorzi fidi che hanno fatto domanda per ripartirsi i 5 milioni di euro stanziati dalla legge regionale. L'assessore alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, ha convocato venerdì scorso i rappresentanti dei maggiori Confidi che operano sul territorio per illustrare lo statuto e il disciplinare in attuazione del regolamento che sarà varato venerdì prossimo.
Castelfranco
Non si vende in via Canaletto, debiti per ...
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 25-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: si passerà da un fido bancario a breve termine, che secondo i piani dei vertici dell'azienda doveva essere estinto in pochissimo tempo con la vendita degli appartamenti intascando una grossa liquidità, ad un mutuo decennale, in attesa di tempi migliori.Il piano verrà presentato giovedì in consiglio comunale, in occasione della discussione sul bilancio dell'
Stop
studi settore ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: che provveda a detassare gli utili reinvestiti; che reintroduca le disposizioni sugli ammortamenti anticipati; che attivi la garanzia sovrana dello Stato per i prestiti garantiti dai Consorzi Fidi per rafforzare il loro importante ruolo di sostegno delle PMI.
( da "Denaro, Il" del 25-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Campania credito
Confidi unico, pronto lo statuto Cozzolino vuole l'aggregazione dei 15 consorzi
in gara per i 5 mln regionali Confidi unico: Regione Campania in campo per far
aggregare almeno nove dei quindici consorzi fidi che hanno
fatto domanda per ripartirsi i 5 milioni di euro stanziati dalla legge
regionale. L'assessore alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, ha convocato
venerdì scorso i rappresentanti dei maggiori Confidi che operano sul territorio
per illustrare lo statuto e il disciplinare in attuazione del regolamento che
sarà varato venerdì prossimo. Entro giovedì 27 gli operatori potranno
inviare le proprie osservazioni. L'obiettivo è quello di facilitare l'accesso
al credito delle piccole e medie imprese campane e a diminuirne il costo di
finanziamento presso il sistema bancario. sergio
governale I Confidi campani sono invitati dalla Regione a presentare delle
manifestazioni d'interesse in forma di raggruppamento per dare vita al Confidi
Campania, un consorzio di garanzia di secondo livello che la Giunta vuole
creare con almeno nove soci per facilitare l'accesso al credito delle Pmi
locali e diminuirne i costi di finanziamento presso il sistema bancario. Lo prevede il disciplinare messo a punto dai
tecnici dell'assessorato alle Attività produttive guidato da Andrea Cozzolino,
che ha chiamato a raccolta venerdì scorso quindici Confidi (quelli che hanno
fatto domanda per aggiudicarsi i 5 milioni di euro regionali) per illustrare
loro lo statuto della società. Il Confidi Campania, si legge nel documento,
"sarà costituito dal raggruppamento di consorzi e società di garanzia
collettiva dei fidi che comprende il maggior valore di garanzie in
essere". A tale raggruppamento, si legge ancora, "potranno anche
partecipare consorzi operativi ma aventi sede legale non in Campania".
Questo perché l'obiettivo finale è quello di dare vita a un soggetto forte, un
intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo
107 del Testo unico bancario, "uno strumento a
difesa del tessuto produttivo regionale, in grado di assorbire eventuali
tensioni del sistema finanziario mediante la facilitazione delle condizioni di
accesso al credito, la salvaguardia della continuità operativa delle imprese
economicamente sane e in difficoltà sul piano finanziario", è scritto
nello statuto (vedere sotto). Gli enti sostenitori potranno essere pubblici e
privati, le grande imprese, le banche e le società finanziarie. Il Confidi
Campania, che potrà gestire incentivi sotto forma di prestazione di garanzie
alle micro, piccole e medie imprese incluse quelle artigiane, erogherà
"garanzie, co-garanzie e controgaranzie mediante l'utilizzo dei fondi
alimentati dai contributi dei soci, dagli avanzi di gestione della società
stessa e dai contributi, comunque non finalizzati a copertura di singole
operazioni, degli enti sostenitori", spiega lo statuto. La Regione
sosterrà lo strumento attraverso fondi di garanzia attivati con risorse del
Paser e programmi di intervento nel rispetto del regolamento relativo
all'applicazione del regime de minimis. E' infine particolare la governance
societaria individuata per il Confidi Campania. Sarà infatti ispirata al
sistema dualistico, che prevede tra gli organi due consigli: uno di
sorveglianza e uno di gestione. Il testo dell'assessorato alle Attività
produttive Missione La gestione di fondi rischi destinati a facilitare
l'accesso al credito delle Pmi campane e a diminuirne i costi di finanziamento
presso il sistema bancario. Le attività di erogazione
di garanzie dirette, co-garanzie e controgaranzie sono realizzati mediante
l'utilizzo dei fondi alimentati dai contributi dei soci, dagli avanzi di
gestione della società stessa e dai contributi, comunque non finalizzati a
copertura di singole operazioni, degli enti sostenitori. La gestione dei fondi
costituiti sulla base dei contributi degli enti sostenitori sarà effettuata in
modo trasparente, con sistemi di rendicontazione separati e sulla base di
regolamenti sottoscritti con gli enti stessi. Obiettivi di medio-lungo periodo
Creazione di un "solido" sistema di garanzie a copertura dei
finanziamenti erogati a favore delle Pmi campane. Il "Confidi
Campania" si configura come strumento a difesa del tessuto produttivo
regionale, in grado di assorbire eventuali "tensioni" del sistema
finanziario mediante la facilitazione delle condizioni di accesso al credito,
la salvaguardia della continuità operativa delle imprese economicamente sane e
in difficoltà sul piano finanziario. Prodotti 1. garanzie dirette alle Pmi
aderenti ai Confidi soci e che abbiano sede legale nella Regione Campania. Tale
attività si pone esclusivamente come complementare rispetto a quella svolta dai
Confidi soci a favore dei propri associati (ad esempio, nel caso in cui il
plafond disponibile dei Confidi soci a favore delle imprese sia insufficiente a
coprire i loro fabbisogno finanziari). I Confidi soci rimangono in ogni caso
gli unici soggetti abilitati ad attivare le garanzie dirette del Confidi
Campania; 2. interventi in co-garanzia con i Confidi soci a favore delle Pmi
aderenti ai Confidi soci e che abbiano sede legale in regione. Tali interventi
sono attivati nel caso in cui i prestiti garantiti dai Confidi soci eccedano,
per importo o per durata, i limiti della singola autonomia operativa dei
Confidi soci; 3. interventi in contro-garanzia a favore dei Confidi soci a
valere su garanzie da questi erogate a favore di imprese aderenti e aventi sede
legale nella Regione Campania. Criteri di ammissibilità dei prestiti I criteri
di ammissibilità dei finanziamenti da garantire e le modalità tecniche di
finanziamento garantiti (mutui, medio-lungo termine, circolante, sconti su
fatture, etc.) saranno definiti dagli organi amministrativi nell'ambito di una
strategia del credito "regionale" comunque fondata su quanto previsto
da: lo statuto della società (omissis); il regolamento organizzativo (omissis);
il regolamento creditizio (omissis). Forma giuridica La società adotterà la
forma giuridica di società cooperativa per azioni e rispetterà i criteri della
"mutualità prevalente" Numero dei soci Il numero minimo è fissato in
9 (nove) Evoluzione Potrà chiedere l'iscrizione nell'elenco speciale degli
intermediari finanziari (previsto dall'art. 107 d.lgs n. 385/1993). In tal caso
il Confidi Campania potrà svolgere, prevalentemente nei confronti dei Confidi
soci, nonché delle imprese aderenti a questi ultimi, le seguenti attività: a)
prestazione di garanzie a favore dell'amministrazione finanziaria dello Stato,
al fine dell'esecuzione dei rimborsi di imposte ai Confidi soci e alle imprese
consorziate o soci di questi ultimi; b) gestione, ai sensi dell'articolo 47,
comma 2 del Testo unico bancario, di fondi pubblici di
agevolazione; c) stipula, ai sensi dell'articolo 47, comma 3, del Testo unico bancario di contratti con le banche assegnatarie di fondi
pubblici di garanzia per disciplinare i rapporti con i Confidi soci e con le
imprese consorziate o soci di questi ultimi, al fine di facilitarne la
fruizione. Il Confidi Campania, nel caso di iscrizione nel suddetto elenco
speciale, potrà inoltre svolgere in via residuale le attività riservate agli
intermediari finanziari iscritti nel medesimo elenco. Governance della società
Il sistema di governance societaria del Confidi Campania è fissato dalle norme
statutarie dai relativi regolamenti applicati. Esso sarà comunque ispirato al
cosiddetto "sistema dualistico", secondo le disposizioni del Codice
civile (omissis). del 25-11-2008 num.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Castelfranco Non si vende
in via Canaletto, debiti per ... CastelfrancoNon si vende in via Canaletto,
debiti per altri dieci anni. Dei tredici appartamenti che l'Aeep, l'ente che
gestisce le case popolari di Castelfranco, aveva immesso nel mercato, solo uno
è andato venduto. Gli altri sono rimasti tutti in carico all'ente e le
prospettive sono di aspettare che la crisi che ha travolto il mercato
immobiliare passi. Anche per quanto riguarda i negozi e gli uffici la
situazione non è delle migliori, tutti e quattro gli uffici sono rimasti
invenduti, mentre si è riusciti a vendere la metà dei negozi, quattro su otto.
Ecco che, quindi, aspettando che la situazione si sblocchi, si passerà da un fido bancario a breve
termine, che secondo i piani dei vertici dell'azienda doveva essere estinto in
pochissimo tempo con la vendita degli appartamenti intascando una grossa
liquidità, ad un mutuo decennale, in attesa di tempi migliori.Il piano verrà
presentato giovedì in consiglio comunale, in occasione della discussione sul
bilancio dell'Aeep, cui è dedicato un punto all'ordine del giorno.
L'esposizione con le banche doveva essere un qualcosa di temporaneo, ma chissà
per quanto si continuerà ad avere debiti legati all'intervento. La prospettiva
è appunto di dieci anni, anche se non è da escludere che possa esserci una
svolta in poco tempo. Ma il condizionale, ovviamente, è d'obbligo. Il dato di
fatto è che, come sottolineato in più occasioni anche dai detrattori
dell'iniziativa, si è vincolato un patrimonio pubblico al libero mercato.
L'operazione doveva servire per far cassa e quindi costruire case popolari
altrove, ma non è stato possibile. Poco appetibile secondo i più l'acquisto.In
particolare per il fatto che il potenziale acquirente si troverebbe a sborsare
denaro sonante per comprare un appartamento con a fianco altri appartamenti
dati in affitto a canone agevolato come case popolari. Infatti, com'è noto lo
stabile comprende anche 34 alloggi che l'ente darà in affitto, per i quali si è
chiuso il bando a fine settembre. Si sono presentati in 123, ora si stanno
stilando le graduatorie. «Il mercato immobiliare vive un momento estrema
difficoltà afferma Giuliano Giacomazzi, presidente dell'Aeep -, e noi non
abbiamo intenzione di vendere abbassando i prezzi degli appartamenti e dei
negozi. Quindi giovedì in consiglio comunale presenteremo una proposta di
natura finanziaria, in modo da procrastinare la vendita degli immobili in un
momento che si presume sarà migliore. Probabilmente il mercato si riprenderà
nel 2010». «Attualmente abbiamo un'esposizione bancaria a breve termine spiega
-. L'intento è di consolidare il debito con un mutuo decennale. Siamo
ovviamente consapevoli che la soluzione del problema non è il mutuo, ma la
vendita, solo che forzare la vendita vorrebbe dire una perdita in termini
economici».Matteo Ceron
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-11-2008)
Argomenti: Revoca fidi
La richiesta di
Ascom Confcommercio Stop studi settore Ascom Confcommercio promuove una
campagna di raccolta firme per sospendere l'applicazione degli studi di
settore. Le firme vengono raccolte presso tutte le sedi Ascom Confcommercio Fam
della provincia di Modena. La decisione di avviare la raccolta firme, deriva
dal disagio, denunciato dalle imprese, conseguente alle difficoltà economiche e
finanziarie e dall'inadeguatezza dei parametri degli Studi di settore, nati in
momenti di normale andamento economico e ora del tutto estranei alla realtà
delle imprese. Sostenere le Piccole e Medie Imprese, si dichiara in Ascom
Confcommercio Fam, significa sostenere il Paese e in questo momento di crisi
dei consumi, della finanza, e dell'economia reale, lo strumento degli studi di
settore è lontano dalla realtà delle imprese e dei consumi. L'iniziativa della
raccolta firme è dunque destinata a chiedere che l'applicazione degli studi di
settore sia sospesa per la durata dell'impatto della crisi sui consumi e sui
ricavi delle aziende. Occorre, si argomenta ancora in Ascom e Fam, ridare
fiducia alla spina dorsale della nostra economia, rappresentata dall'ossatura
duttile e caparbia della piccole e medie imprese. Ma per farlo è necessario,
oltre a sospendere l'applicazione degli studi di settore, richiamare ai propri
ruoli di sostenitori e garanti del buon funzionamento del sistema delle
imprese, il Governo, gli Amministratori locali e il Sistema Bancario, chiedendo
interventi straordinari per mantenere il flusso del credito, ridurre la
tassazione e bloccare le tariffe dei servizi pubblici. In particolare, gli Enti
Locali (Comuni, Province, Regione) mantengano invariate le aliquote
dell'Addizionale IRPEF per il 2009. I Comuni blocchino ogni aumento delle
tariffe connesse ai servizi dell'impresa. Quanto al sistema Bancario,
riconoscendo che ha sino ad ora sostenuto con convinzione le PMI, in questa non
facile congiuntura, s'invitano le banche a contenere il costo del credito e a
mantenere il giusto flusso finanziario verso il sistema economico. Al Governo
va richiesto che rafforzi le misure di detassazione di straordinari, premi e
accordi di produttività; che provveda a detassare le tredicesime e a ridurre
l'imposizione per il lavoro dipendente; che introduca la deducibilità per
l'acquisto di talune tipologie di beni durevoli; che
provveda a detassare gli utili reinvestiti; che reintroduca le disposizioni
sugli ammortamenti anticipati; che attivi la garanzia sovrana dello Stato per i
prestiti garantiti dai Consorzi Fidi per rafforzare il loro importante ruolo di
sostegno delle PMI.