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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE”

 

 

 

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Report "Revoca fidi"  2-4 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

bugli mette le banche sotto accusa ( da "Tirreno, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi toscana e altre Fidi. Soddisfazione hanno manifestato tutte le aziende che hanno partecipato al primo appuntamento la scorsa settimana. Da loro, la richiesta che questo tipo di informazioni vengano rese disponibili anche in futuro. In particolare è risultato utilissimo poter affrontare le loro problematiche faccia a faccia con i funzionari dei vari settori.

Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld ( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Rapporto Fedart Fidi: cresce l'attività in Italia. Finanziati oltre 735 mila artigiani e pmi Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld Silvestrini (Cna): ora sono essenziali le aggregazioni I consorzi fidi sono un'arma efficace contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono già molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario.

Centrale rischi a rischio privacy ( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: nel gergo bancario per «sofferenza» si intende per esempio lo stato della società cui sono stati revocati i fidi, o il titolare del conto che ha subito un protesto, e così via. Si tratta in sostanza di una notizia estremamente negativa che compromette la possibilità non solo di avere linee di credito, ma anche molto spesso di poter ottenere l'

SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare l'... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Artigiancassa offre alle imprese con la garanzia dei confidi associati a Fedart-fidi finanziamenti per: investimenti in laboratori, impianti e attrezzature per favorire l'acquisizione, il rinnovo e il miglioramento; contratti di subfornitura, anticipando all'impresa i crediti che derivano da ordini e da contratti di subfornitura;

CONFIDI: NEL 2008 EROGATI 6,3 MILIARDI A PICCOLE IMPRESE E ARTIGIANI. ( da "Asca" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: indagine annuale di Fedart Fidi sui Confidi artigiani In crescita l'attivita' dei Consorzi fidi: 6,3 miliardi i finanziamenti garantiti erogati nel 2008 I Consorzi Fidi sono l'arma piu' efficace contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono gia' molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario Nel 2008 hanno erogato 6.

Imprese: Confidi, in 2008 erogati 6,3 miliardi finanziamenti garantiti ( da "01net" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Nel 2008 i Consorzi Fidi hanno erogato 6.312,8 milioni di finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088,0 milioni. I dati sono contenuti nella dodicesima edizione dell'indagine sul sistema dei 192 Confidi artigiani,

BORSE SU (MIBTEL +2.08%) CON FIAT (+5.37%) E BANCARI MarPionne: no a bancarotta Chrysler TELECINCO HA VOGLIA DI PARTNER SEQUESTRATA VILLA MADOFF A PALM BEACH LUFTHANSA: IN ( da "Dagospia.com" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: quadro della nostra Federazione delle Bcc con Regione e Fidi toscana, che noi abbiamo subito applicato per aiutare i lavoratori in difficoltà». Sarà un caso, ma nei bilanci della Bcf non ci sono titoli tossici. (C. Per.) 6 - Intrecci nei chip fra Taiwan e Tokyo... Da "Il Sole 24 Ore" - Il crescente ruolo dello stato nell'economia trova una ulteriore conferma nell'asse tecnologico-

Fare acquisti su Internet senza rischi ( da "Stampaweb, La" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: è meglio non fidarsi 7. Essere sicuri di aver istallato un software per la sicurezza aggiornato e che lo scanner http sia sempre attivo. 8. Per i netbook e i Pc privi di un lettore Dvd/Cd è possibile utilizzare penne Usb con il software antivirus, come quella di G Data caricata con Notebook Security.

ECONOMIA: LUCI E OMBRE ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il progetto che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla Camera di commercio negli ultimi mesi.

IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. ... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il progetto che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla Camera di commercio negli ultimi mesi.

Corsa agli aiuti per la liquidità ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: banche alla finanziaria regionale Fidi Toscana, che gestisce il fondo, sono state 680 (le istruttorie sono in corso, le prime domande sono già state accolte), per un totale di finanziamenti pari a 219,2 milioni. Gran parte di queste richieste ( addirittura il 76%) riguarda la misura per reintegrare la liquidità delle aziende, che ha la dotazione minore: 15 milioni sui 48 complessivi.

Dalla Cdc sostegni per 5 milioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: e il Consorzio di garanzia dei fidi bancari sta lavorando bene nei confronti dell'intero sistema bancario territoriale. Il margine di manovra per uscire da questa situazione di difficoltà c'è, anche se, inevitabilmente, una parte di queste realtà in forte difficoltà è destinata a sparire.

rivalutati gli "asset tossici" colpo di coda di wall street - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: parte dei risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari. All´origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime, quei titoli avevano l´etichetta della "tripla A" generosamente rilasciata dalle agenzie di rating.

Wall Street "rivaluta" i titoli tossici ( da "KataWeb News" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: parte dei risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari. All'origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime, quei titoli avevano l'etichetta della "tripla A" generosamente rilasciata dalle agenzie di rating.

Oltre 67mila euro per abbassare i tassi di interesse ( da "Gazzetta di Reggio" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 270 euro che vengono erogati ai consorzi fidi per abbattere i tassi su prestiti con un importo massimo di 300.000 euro e per una durata di 60 mesi. Gli investimenti ammessi riguardano tutte le tipologie attinenti alla attività della azienda e necessari per aumentarne la competitività.

Crisi economica, banche e prefetti. ( da "Giornale di Calabria, Il" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Non è possibile che la banca possa prescindere dai predetti fondamentali criteri di gestione nella concessione del fido ai richiedenti e nella conseguente sua utilizzazione. Operare con criteri diversi significa, per la banca, compromettere la sua redditività e, soprattutto, mettere in grave rischio i risparmi dei depositanti, cioè le sue naturali fonti di finanziamento.

Serve l'intesa con le banche ( da "Corriere delle Alpi" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: finanziamento con 500 milioni ai consorzi per i fidi, autorizzare le banche all'erogazione dei contributi già certificati. Ma per farlo occorre che il governo si decida a sottoscrivere un accordo col sistema bancario. Un complesso di manovre del costo stimato di 4 miliardi di euro. Pari all'operazione Alitalia!

La trappola dei tassi ( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Se non si va in banca, ma ci si rivolge a una finanziaria il conto sale. Prestiti online (vedere tabella) ha selezionato per Milano Finanza le migliori offerte del suo sito e in questo caso non si va sotto il 10% con una punta massima del 13,24% di Fidiamo di Fiditalia.

Bip pronta al via ( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La Bip sta già impostando convenzioni con i principali consorzi fidi della regione Emilia Romagna, per sostenere le piccole e medie imprese in questo difficile momento congiunturale. «Grazie al capitale di cui dispone», spiega Bonfatti, «la nuova banca è già in grado di dare un significativo sostegno alle aziende del territorio emiliano».

LA SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario vigilato dalla B... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: articolo 107 del Testo Unico Bancario. Il consorzio fidi di Cna Veneto grazie a questo riposizionamento offre oggi un nuovo livello di garanzia. Più liquidità con meno costi alle imprese, e minor rischio per le banche. In una fase di estrema difficoltà di accesso al credito, Sviluppo Artigiano è il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia ad ottenere l'

CNA e CO.FIDI Puglia a sostegno delle imprese ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: FIDI Puglia a sostegno delle imprese Il mondo della piccola impresa e dell'artigianato è certamente fra i principali fruitori del credito bancario, in questi anni abbiamo visto le imprese attraversare diversi momenti di difficoltà, come ben sappiamo le crisi sono cicliche basti pensare a quando avevamo tassi di interessi che arrivavano al 20%


Articoli

bugli mette le banche sotto accusa (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 1 - Empoli Bugli mette le banche sotto accusa «Non informano le aziende sugli strumenti a disposizione e sono ancora troppe le difficoltà di accesso al credito» EMPOLI. Sono già cento le imprese che hanno partecipato all'iniziativa "Insieme contro la crisi", la due giorni informativa promossa a Empoli dalla Regione Toscana con l'Agenzia per lo Sviluppo Empolese-Valdelsa: una iniziativa che intende aiutare le imprese della zona ad accedere alle migliaia di euro di contributi e alle altre agevolazioni che la Toscana mette in campo per le imprese che intendono investire e mantenere vivo il tessuto economico del territorio. Soddisfazione viene espressa dal consigliere regionale Vittorio Bugli che però non manca di sottolineare un aspetto della vicenda che ancora non va. «L'iniziativa ha funzionato - dice Bugli - l'informazione è stata data. Una volta conclusa anche la seconda giornata, tireremo le somme, tutti insieme, chi ha pensato l'iniziativa e chi l'ha organizzata, cercando di avere anche un feedback dalle imprese che hanno partecipato. Quello che senz'altro si può dire già adesso è che emerge un atteggiamento delle banche, ovviamente non tutte, che deve cambiare. Le aziende non vengono informate circa gli strumenti che hanno a disposizione, non vorrei fosse anche perché l'accordo che è stato sottoscritto tra istituti bancari e Regione Toscana prevede tassi buoni. Permane una difficoltà di accesso al credito da parte delle aziende: in un periodo di crisi, questo rischia di fermare anche aziende sane che hanno ordinativi pronti. Se vogliamo uscire da questa crisi, ognuno deve fare la propria parte e nessuno può tirarsi indietro». Tutti gli sportelli aperti dalla Regione, come detto, hanno registrato il pieno. Il secondo appuntamento è in programma domani, seconda giornata informativa, per i settori commercio e turismo, fonti di energia alternativa, aiuti agli investimenti delle imprese, Fidi toscana e altre Fidi. Soddisfazione hanno manifestato tutte le aziende che hanno partecipato al primo appuntamento la scorsa settimana. Da loro, la richiesta che questo tipo di informazioni vengano rese disponibili anche in futuro. In particolare è risultato utilissimo poter affrontare le loro problematiche faccia a faccia con i funzionari dei vari settori. Anche per i funzionari regionali è stata una esperienza positiva, perché ha permesso di stare a contatto con le esigenze delle imprese e calarsi nella realtà del territorio. I colloqui hanno consentito di orientare le imprese ad altri tipi di finanziamenti che non avevano in un primo momento considerato. Piena soddisfazione anche da parte dei sindaci del circondario e dalle associazioni di categoria. Numerose anche le richieste di approfondimento per la presentazione di progetti sui vari bandi alla quale l'agenzia è stata chiamata a dare risposte.

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Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld (sezione: Revoca fidi)

( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi sezione: Economia e Politica data: 02/04/2009 - pag: 8 autore: Rapporto Fedart Fidi: cresce l'attività in Italia. Finanziati oltre 735 mila artigiani e pmi Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld Silvestrini (Cna): ora sono essenziali le aggregazioni I consorzi fidi sono un'arma efficace contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono già molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario. Lo dimostra il fatto che in Italia cresce l'attività dei confidi, che nel 2008 hanno erogato oltre 6,3 miliardi di euro di finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007, quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a poco più di 6 miliardi, erogati a 715 mila imprese.Questi i dati dell'indagine annuale di Fedart Fidi, presentata ieri a Roma.Secondo il rapporto, si mantiene elevato anche il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma del fatto che quasi un imprenditore su due si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.La classifica delle regioni più attive vede in testa il Veneto con 1.127 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la Toscana con 987 milioni, al terzo posto la Lombardia con 814 milioni.I confidi, ha sottolineato il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini, intervenuto alla presentazione del rapporto, «consentono all'impresa artigiana, in una fase particolarmente difficile, come quella attuale, di affrontare con maggiore fiducia le sfide della competizione» e soprattutto «stanno dando prova di tenuta, ma occorre coordinare e concertare l'attività del governo e delle regioni per valorizzare queste strutture», ha precisato Silvestrini, ricordando che a tutt'oggi gli imprenditori associati al sistema sono oltre 730 mila, quasi una azienda su due, e che nelle regioni dove il sistema è maggiormente radicato la quota dei crediti all'artigianato assistita dalla garanzia dei Confidi supera il 40%. Per il segretario generale della Cna sono essenziali anche le aggregazioni. «Sono mutati i bisogni delle imprese così come le esigenze del sistema creditizio e per rispondere con maggior efficacia occorre dimensionare anche i Confidi, adeguando la patrimonializzazione ai nuovi parametri». Ricordando poi i recenti accordi che la Confederazione ha sottoscritto con Unicredit e Federcasse, Silvestrini ha sollecitato una riflessione sulle prospettive del dopo-crisi: «Sopravvivrà chi sarà in grado di percorrere la via dell'innovazione e l'impulso dei Confidi è determinante al fine di generare una nuova qualità della domanda anche sul versante del credito».

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Centrale rischi a rischio privacy (sezione: Revoca fidi)

( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi sezione: Diritto e Fisco data: 02/04/2009 - pag: 25 autore: di Antonio Ciccia e Cristina Bartelli Per la Cassazione non basta un ritardo nel pagamento per il passaggio in sofferenza del debito Centrale rischi a rischio privacy La banca paga i danni in caso di segnalazione ingiustificata Stop ad automatiche segnalazioni alla Centrale rischi della Banca d'Italia relative a clienti insolventi. Non basta un mero ritardo nell'adempimento a giustificare la segnalazione negativa. Gli enti creditizi devono, quindi, valutare bene al posizione del cliente prima di deliberare il cosiddetto «passaggio a sofferenze»: nel gergo bancario per «sofferenza» si intende per esempio lo stato della società cui sono stati revocati i fidi, o il titolare del conto che ha subito un protesto, e così via. Si tratta in sostanza di una notizia estremamente negativa che compromette la possibilità non solo di avere linee di credito, ma anche molto spesso di poter ottenere l'apertura di un conto corrente. La prescrizione, che impedisce comportamenti non sufficientemente ponderati (l'attuale situazione di crisi rischia di favorire comunicazioni frettolose alla centrale rischi) arriva dalla Corte di cassazione, che con la sentenza della prima sezione, n. 7958 del 5 marzo-1° aprile 2009, ha accolto il ricorso con cui un cliente lamentava che la banca non avesse preso in considerazione il fatto che la situazione debitoria a suo carico derivava da malversazioni commesse dalla moglie e quindi a lui non imputabili.In primo grado l'interessato ha visto respinte le sue domande, ma ora può sperare in un rivalutazione ad opera del giudice del rinvio dopo la cassazione.È pur vero che le banche sono obbligate alla segnalazione attraverso il «servizio per la centralizzazione dei rischi bancari» (cosiddetta centrale dei rischi); tuttavia la segnalazione a «sofferenza» da parte della banca segnalante deve essere preceduta da una valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente e non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest'ultimo nel pagamento del debito. Tra l'altro la sentenza della Cassazione enuncia un altro principio: la Banca d'Italia è responsabile della gestione del «servizio per la centralizzazione dei rischi bancari», è soggetta al codice della privacy.L'assoggettamento al codice della privacy ha una conseguenza decisiva rispetto alla responsabilità civile: implica che l'attività della segnalazione costituisce attività pericolosa ai sensi dell'articolo 2050 del codice civile: per l'articolo 15 del codice della privacy (dlgs 196/2003), il trattamento dei dati costituisce attività pericolosa.La qualificazione della attività di trattamento dei dati relativi alla segnalazione nella centrale rischi come attività pericolosa implica una facilitazione processuale al danneggiato: dovrà limitarsi a provare il danno subito, mentre è a carico del danneggiante provare di non avere potuto impedire il fatto.La conseguenza è che una errata segnalazione alla centrale rischi espone alla condanna per risarcimento dei danni la banca segnalante e alla condanna della Banca d'Italia alla cancellazione dall'archivio.Quanto alla Banca d'Italia, nel caso specifico l'interessato aveva agito invocando a suo favore il codice della privacy, ma via Nazionale aveva opposto un suo esonero dall'ambito di applicazione del codice della privacy. Banca d'Italia si è difesa sostenendo l'applicazione dell'articolo 8, comma 2, lettera d) del codice della privacy, che blocca il diritto di ottenere la cancellazione con riferimento a trattamenti da parte di soggetti pubblici per finalità inerenti al mercato creditizio e al controllo degli intermediari. La cassazione non segue questa impostazione e arriva a un risultato diametralmente opposto. Con la conseguente apertura alla applicazione del regime risarcitorio previsto per le attività pericolose.Quanto al merito della segnalazione a sofferenza, la cassazione compie una analisi delle deliberazioni del Cicr e dalle istruzioni della Banca d'Italia. Queste disposizioni limitano la segnalazione a centrale rischi alle ipotesi di insolvenza, anche se non accertate giudizialmente, purché desumibili dal complesso della situazione finanziaria dell'interessato e non derivante da un mero ritardo. Non bastano per il passaggio a sofferenza la constatazione dell'entità del credito o il tempo trascorso in situazione di inadempienza. Non basta neppure la manifestata volontà di non adempiere, se giustificata e se non si inserisce in un quadro complessivamente deficitario. Non bisogna certo aspettare che il cliente fallisca, ma non si può non tenere conto delle ragioni che stanno alla base dell'inadempimento.La causa è stata rinviata al giudice di merito per una rivalutazione del caso alla luce dei principi enunciati.

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SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare l'... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CRONACA PISA pag. 7 SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare l'... SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare l'accesso al credito. Ecco lo scopo della prima convenzione in Toscana siglata tra Artigiancassa spa e Cna Pisa. La firma è stata fatta ieri nella sede della Cna provinciale alla Fontina. A presentare l'importante iniziativa soprattutto in questo momento di crisi , c'erano il presidente di Cna di Pisa Valter Tamburrini, il presidente di Artigiancassa Lino Pompili, il responsabile area manager centro Italia Roberto Barbi, il direttore della sede regionale della Toscana Andrea Taschini, il responsabile area sviluppo economico Cna Toscana Roberto Castellucci, il direttore Cna Pisa Rolando Pampaloni e la responsabile area sviluppo economico Cna Chiara Di Sacco. Un nuovo modello di banca: semplice, facilmente accesibile e più vicina alle esigenze degli artigiani e delle Pmi attraverso gli «Arigiancassa point», sportelli operativi dislocati nelle sedi delle associazioni e dei Consorzi Confidi di categoria su tutto il territorio nazionale. Artigiancassa offre alle imprese con la garanzia dei confidi associati a Fedart-fidi finanziamenti per: investimenti in laboratori, impianti e attrezzature per favorire l'acquisizione, il rinnovo e il miglioramento; contratti di subfornitura, anticipando all'impresa i crediti che derivano da ordini e da contratti di subfornitura; acquisizione di scorte utili al ciclo produttivo dell'impresa; esigenze di gestione per affrontare con tranquillità temporanee carenze di liquidità dell'impresa o per ricostruire il capitale circolante; esigenze di ristrutturazione delle passività aziendali per ricostruire il mix finanziario e affrontare una situazione debitoria pregressa; sostegno ad aspiranti imprenditori, per favorire la nascita di nuove imprese artigiane. La convenzione tra Artigiancassa spa e Cna associazione provinciale di Pisa-Csa (centro servizi dell'artigianato società consortile per azioni di Pisa) è insieme a quella firmata in questi giorni a Firenze, la prima operativa. «Questo nuovo meccanismo spiega Pompili è fondato sulla possibilità di valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e un progetto operativo che si fonda sulle nuove tecnologie». c.d.o.

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CONFIDI: NEL 2008 EROGATI 6,3 MILIARDI A PICCOLE IMPRESE E ARTIGIANI. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CONFIDI: NEL 2008 EROGATI 6,3 MILIARDI A PICCOLE IMPRESE E ARTIGIANI (ASCA) - Roma, 1 apr - Presentata l'indagine annuale di Fedart Fidi sui Confidi artigiani In crescita l'attivita' dei Consorzi fidi: 6,3 miliardi i finanziamenti garantiti erogati nel 2008 I Consorzi Fidi sono l'arma piu' efficace contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono gia' molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario Nel 2008 hanno erogato 6.312,8 milioni di finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088,0 milioni a 715.000 imprese. Si mantiene elevato anche il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma del fatto che quasi 1 imprenditore su 2 si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario. La classifica delle regioni piu' attive vede in testa il Veneto con 1.127 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la Toscana con 987 milioni, al terzo posto la Lombardia con 814 milioni. com-men/mcc/bra

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Imprese: Confidi, in 2008 erogati 6,3 miliardi finanziamenti garantiti (sezione: Revoca fidi)

( da "01net" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Imprese: Confidi, in 2008 erogati 6,3 miliardi finanziamenti garantiti Presentata l'indagine sul sistema dei 192 Confidi artigiani (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 apr - Nel 2008 i Consorzi Fidi hanno erogato 6.312,8 milioni di finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088,0 milioni. I dati sono contenuti nella dodicesima edizione dell'indagine sul sistema dei 192 Confidi artigiani, presentata oggi a Roma da Fedart Fidi, la Federazione nazionale unitaria dei consorzi e cooperative artigiane di garanzia promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani. Si mantiene elevato anche il grado di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma del fatto che quasi un imprenditore su due si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario. A livello regionale in testa si piazza il Veneto con 1.127 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al secondo posto c'è la Toscana con 987 milioni, seguita dalla Lombardia con 814 milioni. I Confidi, sottolinea la nota, svolgono una funzione fondamentale anche nella prevenzione del fenomeno dell'usura: i due terzi dei Confidi (65,9%) gestiscono infatti i fondi speciali antiusura consentendo il rientro nei circuiti legali di finanziamento a migliaia di piccole imprese. Nel 2007 hanno effettuato oltre 1.900 operazioni, per un importo complessivo di finanziamenti concessi pari a 60 milioni di euro. La regione che ha realizzato il maggior numero di questa tipologia di operazioni (oltre 300) è stata l'Emilia Romagna.

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BORSE SU (MIBTEL +2.08%) CON FIAT (+5.37%) E BANCARI MarPionne: no a bancarotta Chrysler TELECINCO HA VOGLIA DI PARTNER SEQUESTRATA VILLA MADOFF A PALM BEACH LUFTHANSA: IN (sezione: Revoca fidi)

( da "Dagospia.com" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

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Dopo le recenti svalutazioni, secondo il numero uno, la banca «ha un portafoglio crediti bianco come la neve». Bene anche UniCredit (+5,45%) e Intesa Sanpaolo (+3,29%). In spolvero Fiat. Il titolo in avvio guadagna il 5,37% in scia alla ripresa delle immatricolazioni auto legata agli incentivi varati dal Governo. Tra le azioni delle società a capitalizzazione minore, dopo la corsa delle ultime tre sedute, si stanno sgonfiando le Seat (-17%). In rialzo del 9% le Socotherm. Gli investitori attendono le notizie che usciranno dal G20 di Londra, soprattutto in tema di misure economiche che verranno prese dai paesi per combattere la crisi ormai di portata mondiale. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, insieme al cancelliere tedesco, Angela Merkel, ieri sera ha dichiarato necessaria l'adozione immediata da parte del G20 di una nuova regolamentazione più severa del sistema finanziario. A metà giornata, inoltre, si riunirà il consiglio direttivo della Bce, per decidere la politica monetaria. 2 - Asia ok con auto, Tokyo +4, 4%... (ANSA) - Chiusura in forte rialzo (Tokio +4,4%) per le principali borse Asia e Pacifico che hanno salutato i dati di vendite auto a marzo in Usa ed Ue.Gli acquisti hanno interessato anche il comparto bancario, dopo i segnali di ripresa dell'economia indicati dal segretario al tesoro Usa Timothy Geithner al G20 di Londra. Tokyo ha chiuso con un rialzo del 4,4%, Seul del 3,54% e Sidney del 2,81%, mentre Hong Kong guadagna il 5,3%. Bernard Madoff 3 - Istat: Nel 2008 deficit-Pil sale al 2,7%... (Apcom) - Deficit pubblico in crescita nel 2008. L'anno scorso, afferma l'Istat, l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al Pil è stato pari al 2,7%, contro l'1,5% del 2007. Nel quarto trimestre 2008 l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al 2,7%, contro il 2,4% registrato nel corrispondente trimestre del 2007. 4 - Marchionne, no a bancarotta Chrysler... (ANSA) - L'ad di Fiat, Sergio Marchionne, non vuole la bancarotta 'pilotata' di Chrysler e lo ha detto al Tesoro Usa e al collega Robert Nardelli.I negoziati del Lingotto hanno cosi' rischiato per un po' di incagliarsi ma alla fine dovrebbe spuntarla, anche se occorrera' attendere il ritorno del presidente Usa Barack Obama che l'aveva ipotizzata come via d'uscita. 'Chrysler non dovrebbe far ricorso alla bancarotta', ha detto Marchionne nei colloqui temendo riassetti societari diversi dalle intese. 5 - Il pronto soccorso di Banca del Chianti... Da "Il Sole 24 Ore" - La Banca del Chianti fiorentino (Bcf) ha deciso di anticipare fino a 700 euro mensili ai lavoratori in cassa integrazione (ordinaria e straordinaria) che aspettano la formalizzazione della procedura da parte dell'Inps. L'impegno, senza alcun costo per il cassintegrato, avrà una durata massima di otto mesi, prorogabile per altri quattro. Bcf, basata a San Casciano Val di Pesa, in provincia di Firenze, è una banca di credito cooperativo con 14 sportelli. Nel 2008 ha registrato quasi 600 milioni di raccolta (+15%), 540 d'impieghi (+20%), 7,5 di utile netto (+9%) e un Core Tier1all'11,50%. TELECINCO «Nei primi tre mesi del 2009 abbiamo continuato a crescere a due cifre anno su anno, sia nella raccolta che negli impieghi - dice il direttore generale Andrea Bianchi - . L'impegno per i cassintegrati rientra in un accordo quadro della nostra Federazione delle Bcc con Regione e Fidi toscana, che noi abbiamo subito applicato per aiutare i lavoratori in difficoltà». Sarà un caso, ma nei bilanci della Bcf non ci sono titoli tossici. (C. Per.) 6 - Intrecci nei chip fra Taiwan e Tokyo... Da "Il Sole 24 Ore" - Il crescente ruolo dello stato nell'economia trova una ulteriore conferma nell'asse tecnologico-industriale che si profila tra Taiwan e il Giappone nel pericolante settore dei chip di memoria. Taiwan Memory - il nuovo gruppo promosso dalle autorità di Taipei per raggruppare e salvare un settore che considera strategico - ha annunciato ieri di aver scelto la giapponese Elpida Memory come partner, in modo da aver accesso a tecnologie-chiave per rilanciare la competitività di un'industria nazionale in profondo rosso che conta per circa un quarto della produzione mondiale di memorie Dram. Anche se continuano comunque le trattative con l'americana Micron, ieri il titolo di Elpida Memory ha registrato una impennata in Borsa: la società, del resto, è appena riuscita a varare un collocamento privato. E soprattutto può contare anch'essa sul governo: sta infatti considerando di chiedere fondi pubblici nel quadro del programma di assistenza alle imprese deciso da Tokyo. (S.Car.) 7 - Scene di matrimonio in onda su Telecinco... Da "Il Sole 24 Ore" - Telecinco, la Tv spagnola controllata dal Gruppo Berlusconi sta studiando una fusione con un altro operatore. Lo ha riferito ieri, nel corso dell'assemblea dei soci, il suo presidente Alejandro Echevarria, rispondendo a una domanda di un azionista. L'annuncio non deve sorprendere, dato che il Governo spagnolo ha varato nelle scorse settimane un decreto legge che permette alle aziende Tv di assumere partecipazioni in altre emittenti, purche' non si superi il 27% del mercato. Logico quindi che Telecinco stia studiando la situazione. Del resto il settore televisivo commerciale spagnolo, scosso dalla crisi economica, dalla concorrenza sleale della Tv pubblica, e dal sensibile calo della pubblicità, ha bisogno di una ristrutturazione. In questo senso si parla di possibili operazioni per Tv quali Cuatro, La Sexta e Antena 3. Anche se la situazione è ovviamente fluida, ancora nella fase di studio. Tant'è vero che Telecinco non avrebbe al momento avviato alcuna negoziazione concreta con altre emittenti (Mi.C.) Putin 8 - L'odore di guadagni del ciclo dei rifiuti... Da "Il Sole 24 Ore" - Recessione, crisi dei consumi e deflazione. Mentre l'economia globale arranca (e le stime per l'Italia vedono un Pilin caduta dal 3 al 4% per quest'anno) presentare un piano industriale che prevede una crescita dei ricavi del 14% all'anno da qui al 2011 (a 140 milioni) e una redditività che corre del 18% (a 18,6 milioni tra due anni) può sembrare "marziano". Ma la forza di Biancamano, matricola di servizi ambientali (raccolta e smaltimento rifiuti) che ha debuttato due anni fa in Borsa, è che la nettezza urbana è un settore anticiclico e forte di contratti pluriennali (perché si basa su appalti della pubblica amministrazione, tra i migliori creditori sul mercato). L'azienda, il più grande operatore in Italia, è ancora piccola rispetto agli altri Paesi europei e c'è dunque spazio per crescere sul mercato. L'anticiclicità non ha però evitato il crollo di Borsa: il titolo oggi vale circa la metà dal collocamento e tratta 5,4 volte il Mol 2009. (S.Fi.) 9 - Madoff/ Sequestrata la sua casa di Palm Beach... (Ap) - Le autorità federali hanno proceduto al sequestro della casa di Palm Beach, in Florida, di proprietà del finanziere Bernard Madoff. Il portavoce degli U.S. Marshals, Barry Golden, ha detto che gli agenti sono entrati nella proprietà, hanno cambiato le serrature e ora stanno procedendo a fare l'inventario dei beni. Sempre ieri, le autorità hanno sequestrato uno yacht e una barca più piccola in due porti della Florida, come parte di un intervento teso a recuperare beni per restituire il danaro che Madoff ha truffato. Madoff è in carcere in attesa della sentenza dopo essersi dichiarato colpevole della più grossa truffa nella storia di Wall Street. 10 - L´EXPORT FRENA E LE IMPRESE RUSSE PREPARANO I TAGLI... Leonardo Coen per "la Repubblica" - Il 35% degli imprenditori russi è ormai pronto a ridurre il numero dei dipendenti: è la desolante constatazione di un sondaggio dell´Istituto dell´economia in periodo di transizione (IET). A febbraio lo era il 29%. Quali i settori più vulnerabili? Il 50% delle imprese metallurgiche è pronta a licenziare per compensare il brusco calo della domanda (contro il 19 a febbraio), così come lo è il 41 delle società automobilistiche (32% un mese fa). E questo, nonostante le robuste iniezioni del governo. Proprio lunedì il premier Putin si è recato a Togliattigrad, cuore della crisi dell´auto e ha annunciato un finanziamento straordinario di 25 miliardi di rubli per aiutare l´Avtovaz che produce Lada, Niva, Samara ma non riesce a venderle. Inoltre il ministro Viktor Khristenko prevede un calo disastroso delle vendite di auto nel 2009: dal 40 al 60% in meno. 11 - LUFTHANSA: "PUNTIAMO ANCHE SU LINATE MA IN ITALIA CONCORRENZA NON LIBERA"... Da "la Repubblica" - «Puntiamo sull´aeroporto di Linate, anche se la concorrenza in Italia non è del tutto libera». Nel giorno in cui presenta il nuovo collegamento tra Roma Fiumicino-Milano Malpensa, Karl Ulrich Garnadt, vicepresidente dei servizi e risorse umane di Lufthansa, non perde occasione per polemizzare con le autorità italiane per gli aiuti alla nuova Alitalia. «Lufthansa Italia - ha spiegato - centra la sua attenzione sulla clientela business e sappiamo bene che gli uomini d´affari preferiscono Linate. Purtroppo non è facile avere successo in Italia, soprattutto per le difficoltà di avere permessi e accesso agli slot». I voli da ieri operativi sulla nuova tratta Roma-Milano sono 4 e coprono per Roma la fascia oraria dalle 10.50 alle 22.30, per Milano dalle 8.30 alle 20.30. 12 - IL G20 SEGRETO DEI BANCHIERI... Andrea Greco per "la Repubblica" - È un po´ come quando, nella Milano anni ´70 assediata, nessun manifestante finiva mai davanti a Mediobanca. Nella Londra in ansia per le proteste al G20, ieri ben 800 operatori si sono trovati in un hotel del West End. Lì Morgan Stanley ospitava l´annuale banking conference, con 60 tra i primi banchieri europei. A scortarli, all´ingresso, un solo poliziotto. Ed è bastato, perché i black block non erano invitati. Nell´atmosfera vagamente surreale, s´è parlato di megatrend con toni meno cupi: l´economia mondiale che collassa ma i segni di conforto negli Usa, i dolori degli esportatori come Giappone e Germania, la fiducia (speranza?) nelle azioni dei governi, il focus dei banchieri sui tagli di costi e bancari. C´erano anche top manager di Intesa, Unicredit, Mps, Banco, Carige. Ben accolti, perché da fuori le banche italiane sembrano ancora meno peggio. [02-04-2009]

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Fare acquisti su Internet senza rischi (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampaweb, La" del 02-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

BOCHUM Lo shopping online sta aumentando ormai in maniera esponenziale come evidenziato dalle ultime ricerche condotte dall’agenzia olandese Locatus. La notizia non sorprende più di tanto se pensiamo a quanto gli acquisti online siano più convenienti. Facendo una media potremmo osservare come i prezzi dei prodotti acquistabili online, spedizione compresa, siano normalmente più convenienti del 15% rispetto a quelli degli stessi prodotti acquistati nelle normali catene di negozi. Senza dimenticare poi anche la possibilità di risparmiare sulle spese di automobile e parcheggio stando comodamente seduti di fronte al nostro Pc. Sfortunatamente anche questa modalità di fare shopping ha i suoi pericoli. I cyber criminali sono soliti distribuire software maligni e virus in grado di intercettare dati sensibili come pagamenti e dati delle carte di credito. Per questo motivo è opportuno adottare qualche semplice ed utile accorgimento: 1. Acquistare solo su negozi online che godono di buona/ottima reputazione. Se è la prima volta che si utilizza uno shop online bisogna prima accertarsi che lo shop sia affidabile. Internet in questo caso aiuta molto: basta fare una semplice ricerca e vedere se online sono disponibile delle recensioni o dei giudizi da parte di altri utenti. 2. Se ci viene richiesto di inserire i propri dati personali (come ad esempio i nostri dati bancari) bisogna sempre controllare che nella barra indirizzi del nostro browser l’Url inizi sempre con https:// 3. Trasferire denaro su account bancari stranieri solo ed esclusivamente solo se si conosce personalmente il destinatario. 4. Utilizzare sistemi di pagamento con possibilità di annullare la transazione. Se si paga con carta di credito è possibile chiedere alla compagni di riferimento di bloccare il pagamento a determinati destinatari. Di solito è possibile riavere indietro sul proprio conto corrente i soldi accreditati in circa 30 giorni. 5. Controllare il proprio estratto conto con regolarità. 6. Utilizzare il buon senso: se ci viene offerta una nuova versione del prodotto che non è ancora disponibile, o se certi prodotti sono troppo convenienti o disponibili troppo velocemente, è meglio non fidarsi 7. Essere sicuri di aver istallato un software per la sicurezza aggiornato e che lo scanner http sia sempre attivo. 8. Per i netbook e i Pc privi di un lettore Dvd/Cd è possibile utilizzare penne Usb con il software antivirus, come quella di G Data caricata con Notebook Security. Danni più comuni I cyber criminali possono intercettare i nostri dati personali istallando nei nostri pc degli spyware, come pure dei keylogger per registrare e trasmettere quanto noi digitiamo sulla tastiera. Sistemi di pagamento molto conosciuti come PayPal o siti di aste come eBay sono un obbiettivo sensibile per i cyber criminali. Essi cercano anche di riciclare denaro attraverso Internet, per esempio comprando prodotti con carte di credito di cui hanno rubato i dati personali al proprietario. Il denaro viene spesso riciclato attraverso eBay rivendendo poi qui gli oggetti precedentemente acquistati.

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ECONOMIA: LUCI E OMBRE (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMO PIANO pag. 2 ECONOMIA: LUCI E OMBRE IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. Il consiglio della Camera di commercio di Pistoia ha approvato un nuovo progetto per favorire il ricorso a prestiti di modesta entità da parte delle piccole aziende, messo a punto insieme alle associazioni di categoria ed in alleanza con le banche del territorio. In pratica, l'iniziativa prevede la possibilità di accedere ad un prestito massimo di 20 mila euro a 36 mesi con la facoltà di non dover rimborsare rate per gli interessi fino a tutto il primo anno. In caso di necessità sarà infatti la stessa Camera di commercio, che nell'operazione investirà 300 mila euro, a sostenere gli interessi dei primi 12 mesi. L'idea prende spunto da una simile esperienza elaborata a Lucca con un plafond di 35 milioni di euro ed è stata illustrata ieri durante la seduta aperta del Consiglio camerale tenutosi al convento di San Domenico, cui hanno partecipato anche esponenti del mondo bancario (ViBanca, Credito Cooperativo Valdinievole, Banca del Monte di Lucca, Unicredit, Caripit, Bcc di Pescia, Banca di Pistoia, Bcc di Masiano, Bcc di Vignole, Bcc di Montagna Pistoiese, Unicredito Banca di Roma, Cassa di Risparmio di Orvieto) e delle istituzioni locali. «IL PROGETTO hanno spiegato la nuova segretaria della Cciaa, Cristina Martelli e il presidente, Rinaldo Incerpi si rivolge a tutte le imprese con meno di dieci dipendenti che rappresentano il 96% delle imprese presenti nel nostro territorio, e che nonostante la crisi abbiano in programma di effettuare spese e piccoli investimenti. I soldi presi in prestito potranno essere utili per necessità di qualsiasi tipo, dalla ristrutturazione dei locali, all'ammodernamento delle attrezzature, all'acquisto di materiali. Il beneficio consisterà nel ricevere liquidità a medio termine senza alcun esborso per tutto il primo anno del finanziamento. Le associazioni categoria avranno un ruolo informativo e di assistenza alle imprese». La proposta è stata approvata con la sola astensione di Valter Bartolini (Cgil) e Andrea Gualtierotti (Ance). Alcune osservazioni sono state avanzate anche da altri membri del Consiglio camerale in particolare sulla soglia massima stabilita per i prestiti. Prima di divenire operativo, il progetto che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla Camera di commercio negli ultimi mesi. Oltre alla tre-giorni espositiva «Immagine Italia&Co«. a Fortezza Da Basso di Firenze, il piano per l'internazionalizzazione realizzato con la partecipata Pistoia Promuove, ed un progetto da 400 mila euro in via di definizione per la promozione del territorio con particolare riferimento al turismo termale. s.t. Image: 20090403/foto/4556.jpg

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IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMO PIANO pag. 3 IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. ... IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. Il consiglio della Camera di commercio di Pistoia ha approvato un nuovo progetto per favorire il ricorso a prestiti di modesta entità da parte delle piccole aziende, messo a punto insieme alle associazioni di categoria ed in alleanza con le banche del territorio. In pratica, l'iniziativa prevede la possibilità di accedere ad un prestito massimo di 20 mila euro a 36 mesi con la facoltà di non dover rimborsare rate per gli interessi fino a tutto il primo anno. In caso di necessità sarà infatti la stessa Camera di commercio, che nell'operazione investirà 300 mila euro, a sostenere gli interessi dei primi 12 mesi. L'idea prende spunto da una simile esperienza elaborata a Lucca con un plafond di 35 milioni di euro ed è stata illustrata ieri durante la seduta aperta del Consiglio camerale tenutosi al convento di San Domenico, cui hanno partecipato anche esponenti del mondo bancario (ViBanca, Credito Cooperativo Valdinievole, Banca del Monte di Lucca, Unicredit, Caripit, Bcc di Pescia, Banca di Pistoia, Bcc di Masiano, Bcc di Vignole, Bcc di Montagna Pistoiese, Unicredito Banca di Roma, Cassa di Risparmio di Orvieto) e delle istituzioni locali. «IL PROGETTO hanno spiegato la nuova segretaria della Cciaa, Cristina Martelli e il presidente, Rinaldo Incerpi si rivolge a tutte le imprese con meno di dieci dipendenti che rappresentano il 96% delle imprese presenti nel nostro territorio, e che nonostante la crisi abbiano in programma di effettuare spese e piccoli investimenti. I soldi presi in prestito potranno essere utili per necessità di qualsiasi tipo, dalla ristrutturazione dei locali, all'ammodernamento delle attrezzature, all'acquisto di materiali. Il beneficio consisterà nel ricevere liquidità a medio termine senza alcun esborso per tutto il primo anno del finanziamento. Le associazioni categoria avranno un ruolo informativo e di assistenza alle imprese». La proposta è stata approvata con la sola astensione di Valter Bartolini (Cgil) e Andrea Gualtierotti (Ance). Alcune osservazioni sono state avanzate anche da altri membri del Consiglio camerale in particolare sulla soglia massima stabilita per i prestiti. Prima di divenire operativo, il progetto che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla Camera di commercio negli ultimi mesi. Oltre alla tre-giorni espositiva «Immagine Italia&Co«. a Fortezza Da Basso di Firenze, il piano per l'internazionalizzazione realizzato con la partecipata Pistoia Promuove, ed un progetto da 400 mila euro in via di definizione per la promozione del territorio con particolare riferimento al turismo termale. s.t. Image: 20090403/foto/4574.jpg

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Corsa agli aiuti per la liquidità (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-04-01 - pag: 10 autore: Incentivi. Preferita l'opzione del piano regionale rivolta a soluzioni immediate Corsa agli aiuti per la liquidità Poco richieste dalle Pmi le misure per favorire gli immobilizzi FIRENZE Silvia Pieraccini è corsa al fondo di garanzia da 48 milioni istituito due mesi fa dalla Regione Toscana per agevolare l'accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie aziende, anche se dal mondo imprenditoriale si moltiplicano le critiche ai requisiti previsti per ottenere le garanzie pubbliche (rating B secondo i parametri di Basilea 2, incidenza degli oneri finanziari non superiore al 5% del fatturato; per chi deve consolidare il debito a breve termine, obbligo di trovare una banca diversa da quella che ha concesso il primo prestito), considerati troppo rigidi. Si lamentano gli artigiani, guidati da Confartigianato Prato: «Gli interventi tanto sbandierati risultano di fatto inapplicabili alla stragrande maggioranza delle imprese artigiane ». Si lamentano gli industriali, in testa Confindustria Grosseto: «I requisiti per l'accesso penalizzano proprio chi è in difficoltà, e paradossalmente rischiano di rafforzare le aziende forti e di rendere sempre meno competitive quelle che avrebbero bisogno di aiuto». Ribatte il presidente toscano Claudio Martini: «I paletti sono quelli posti dall'Unione europea, ma in fondo sono sufficientemente larghi. I nostri fondi sono destinati a chi è a corto di liquidità, e non a chi era in difficoltà prima del 2008. Non vogliamo aiutare aziende senza futuro, ma costruire un sistema economico che sappia stare in piedi con le proprie gambe». Secondo Martini, i dati dimostrano che lo strumento messo in pista dalla Regione sta funzionando. Nel primo mese di operatività (dal 13 febbraio al 19 marzo), le richieste di garanzie pubbliche (che sono erogate gratuitamente, sostituiscono le garanzie reali solitamente richieste dagli istituti di credito e coprono fino all'80% del finanziamento per gli investimenti e fino al 60% per la liquidità) arrivate attraverso le banche alla finanziaria regionale Fidi Toscana, che gestisce il fondo, sono state 680 (le istruttorie sono in corso, le prime domande sono già state accolte), per un totale di finanziamenti pari a 219,2 milioni. Gran parte di queste richieste ( addirittura il 76%) riguarda la misura per reintegrare la liquidità delle aziende, che ha la dotazione minore: 15 milioni sui 48 complessivi. I restanti 33 milioni del fondo regionale sono infatti destinati a garantire gli investimenti, ma finora solo 158 aziende toscane (23% delle domande) li hanno richiesti (per un totale di 38,8 milioni da investire, dunque con una media di 245mila euro per azienda), a conferma della grande "emergenza liquidità" che affligge le Pmi toscane, e delle crescenti difficoltà a sostenere investimenti in questa fase di crisi. Le difficoltà di accedere ai fondi regionali, peraltro, sembrano colpire in modo più pesante le aziende di Prato, Grosseto, Siena e Livorno, agli ultimi posti nella graduatoria regionale delle richieste presentate sia sulla misura di liquidità che su quella degli investimenti. In testa, per numero totale di domande presentate, c'è invece Firenze,seguita da Lucca e Massa-Carrara. Riguardo ai settori la parte del leone, nelle richieste di garanzie, la fanno le aziende ma-nifatturiere: i dati forniti dalla Regione svelano che più del 50% delle domande (346 su 680) arriva dall'industria, che dunque appare come il settore più in affanno e bisognoso di aiuto. Segue- in linea con la struttura economica regionale - il commercio/turismo (quasi il 30% delle domande), mentre appare assolutamente fermo il comparto dell'agricoltura pesca (appena otto domande presentate). Il forte sbilanciamento delle richieste sulle misure per il reintegro della liquidità ha già portato la Regione a valutare la possibilità di aumentare la dotazione finanziaria. Ma dal mondo delle imprese arriva anche una richiesta ulteriore. «La Regione rifletta sugli effetti dei paletti per accedere ai fondi - sostiene Confindustria Grosseto - che vanno a sostenere i concorrenti di chi subisce gli effetti della crisi». Aggiunge Confartigianato Prato: «Se i parametri di Basilea 2 non possono essere rivisti, si pensi a interventi aggiuntivi rispetto a questi, in modo che anche le piccole imprese possano accedervi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dalla Cdc sostegni per 5 milioni (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Est sezione: EST data: 2009-04-01 - pag: 14 autore: Le risorse Dalla Cdc sostegni per 5 milioni Secondo Confartigianato, il 10% delle 1.500 imprese iscritte all'associazione di categoria isontina (capaci di garantire complessivamente 6.500 posti di lavoro) rischia la chiusura di qui a due mesi. La fiducia, tuttavia, resta. La Camera di commercio in questo inizio d'anno ha messo a disposizione 5 milioni di euro – fanno sapere vertici dell'associazione di categoria – e il Consorzio di garanzia dei fidi bancari sta lavorando bene nei confronti dell'intero sistema bancario territoriale. Il margine di manovra per uscire da questa situazione di difficoltà c'è, anche se, inevitabilmente, una parte di queste realtà in forte difficoltà è destinata a sparire. Il problema principale che accusano le piccole e medie imprese di settore resta quello della sottocapitalizzazione, peggiorata da bilanci ancora troppo poco solidi. «Abbiamo bisogno di un'iniezione di managerialità – si sottolinea a Confartigianato –. Se fino a qualche anno fa bastava solo sapere fare bene il proprio lavoro oggi occorre anche avere la capacità di gestire il business e di innescare processi autentici di innovazione». Alcune aziende si sono già mosse in questa direzione, riuscendo nei primi due mesi dell'anno a contenere la fisiologica contrazione delle commesse nell'ordine del 20%, a fronte di una più generalizzata diminuzione dell'output compresa fra il 40 e il 60 per cento. è il caso, ad esempio, della meccanica di precisione. Edilizia a parte, il settore più in difficoltà resta l'autotrasporto, dove i posti di lavoro a rischio sono circa 300. Ni. Co. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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rivalutati gli "asset tossici" colpo di coda di wall street - federico rampini (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 9 - Economia Rivalutati gli "asset tossici" colpo di coda di Wall Street Banche Usa, a sorpresa torna la deregulation Di fatto sospesa la norma del "mark to market", allentate le regole della contabilità I mercati hanno festeggiato, ma c´è il rischio che monti la sfiducia nel sistema finanziario FEDERICO RAMPINI Non è stato il G20 ieri la vera causa scatenante del rialzo di Wall Street, bensì un regalo normativo ai banchieri. Mentre a Londra i leader di Stato assumevano l´impegno a varare regole più severe sui mercati finanziari, l´America ha fatto un passo indietro riscoprendo la deregulation a favore della "finanza creativa". L´Authority che fissa le norme sulla contabilità ha deciso di allentare i criteri di valutazione dei titoli tossici. Finora valeva la norma del "mark-to-market": le banche erano tenute ad assegnare ai titoli che possiedono un valore calcolato in tempo reale in base alla loro quotazione di mercato. E´ così che i maggiori istituti di credito del mondo sono stati costretti a rivelare delle voragini nei loro bilanci. Montagne di titoli-spazzatura, infatti, non trovano acquirenti sul mercato se non a prezzi che sono una minuscola frazione del loro valore teorico (quello nominale o di emissione). Di fronte a questa diffidenza dei mercati e alla latitanza di acquirenti, i banchieri erano obbligati a svalutare i loro portafogli-titoli, con una spirale di perdite. E´ quella regola contabile che ha precipitato i fallimenti bancari (come Lehman), le nazionalizzazioni ufficiali o di fatto (da Aig a Royal Bank of Scotland). Ieri è scattato il contrordine. Il Financial Accounting Standards Board (Fasb), Authority che determina i requisiti della contabilità societaria, ha varato una sorta di indulgenza plenaria. Il "mark-to-market" è di fatto sospeso. Le banche possono usare un criterio molto più flessibile. Sono autorizzate ad attribuire ai loro titoli un "fair value", un valore equo che possono determinare a loro giudizio. Di colpo i titoli tossici possono essere rivalutati d´incanto, se solo le banche che li detengono decidono che il loro valore reale è superiore a quello di mercato. Pazienza se non ci sono acquirenti a cui venderli; quei titoli spazzatura possono diventare ben più pregiati se questa è l´opinione di chi redige i bilanci. Di conseguenza si allenta sulle aziende di credito la pressione per rivelare le perdite legate al deprezzamento di quei titoli. Non stupisce l´euforia di Wall Street, dove i titoli delle banche hanno trascinato il listino al rialzo. L´indice Dow Jones ha ormai recuperato oltre il 20% rispetto ai minimi di marzo. Perfino il dato sui senza lavoro (in aumento a 669.000 i disoccupati mensili) è stato ignorato dai mercati di fronte al cambio di regole per la contabilità bancaria. La svolta annunciata ieri dal Fasb non era inattesa. Da mesi i banchieri si battono per ottenere questa deregulation contabile. Suscitando ulteriore indignazione tra i contribuenti americani, si è scoperto che le stesse banche semi-nazionalizzate, dopo aver ricevuto centinaia di miliardi di aiuti hanno aumentato le loro spese di lobbying per far pressione sul Congresso e sull´Amministrazione Obama. I banchieri spiegano così la loro richiesta: nella crisi attuale alcuni mercati di fatto hanno smesso di funzionare; l´assenza di fiducia ha fatto scomparire gli investitori per certi prodotti finanziari; in questo caso le quotazioni di mercato non hanno più senso e doverle usare è una penalizzazione assurda. Le perdite di bilancio, secondo questa tesi, sono temporanee perché in futuro gli stessi titoli tossici potranno ritrovare acquirenti a valori più ragionevoli. Oppure le banche potranno tenersi i titoli fino alla scadenza, e non sempre i debitori che sono all´origine di quei titoli si riveleranno insolventi. Costringere le banche a deprezzare pesantemente quei titoli non fa che alimentare la spirale della sfiducia. Questi argomenti hanno fatto breccia nelle autorità e i banchieri l´hanno spuntata. Ma adesso il rischio si sposta nuovamente altrove: dalla parte dei risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari. All´origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime, quei titoli avevano l´etichetta della "tripla A" generosamente rilasciata dalle agenzie di rating. Tutte in conflitto d´interessi, perché pagate dagli emittenti dei titoli. La decisione del Fasb rischia di riprodurre gli stessi problemi: mancanza di trasparenza, e conflitto d´interessi visto che saranno gli stessi banchieri ad attribuire un prezzo ai titoli che hanno in casa.

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Wall Street "rivaluta" i titoli tossici (sezione: Revoca fidi)

( da "KataWeb News" del 03-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Wall Street "rivaluta" i titoli tossici 3 aprile 2009 alle 08:49 — Fonte: rampini.blogautore.repubblica.it — 0 commenti Non è stato il G-20 ieri la vera causa scatenante del rialzo di Wall Street, bensì un regalo normativo ai banchieri. Mentre a Londra i leader di Stato assumevano l'impegno a varare regole più severe sui mercati finanziari, l'America ha fatto un passo indietro riscoprendo la deregulation a favore della "finanza creativa". L'authority che fissa le norme sulla contabilità ha deciso di allentare i criteri di valutazione dei titoli tossici. Finora valeva la norma del "mark-to-market": le banche erano tenute ad assegnare ai titoli che possiedono un valore calcolato in tempo reale in base alla loro quotazione di mercato. E' così che i maggiori istituti di credito del mondo sono stati costretti a rivelare delle voragini nei loro bilanci. Montagne di titoli-spazzatura, infatti, non trovano acquirenti sul mercato se non a prezzi che sono una minuscola frazione del loro valore teorico (quello nominale o di emissione). Di fronte a questa diffidenza dei mercati e alla latitanza di acquirenti, i banchieri erano obbligati a svalutare i loro portafogli-titoli, con una spirale di perdite. E' quella regola contabile che ha precipitato i fallimenti bancari (come Lehman), le nazionalizzazioni ufficiali o di fatto (da Aig a Royal Bank of Scotland). Ieri è scattato il contrordine. Il Financial Accounting Standards Board (Fasb), authority che determina i requisiti della contabilità societaria, ha varato una sorta di indulgenza pleniaria. Il "mark-to-market" è di fatto sospeso. Le banche possono usare un criterio molto più flessibile. Sono autorizzate ad attribuire ai loro titoli un "fair value", un valore equo che possono determinare a loro giudizio. Di colpo i titoli tossici possono essere rivalutati d'incanto, se solo le banche che li detengono decidono che il loro valore reale è superiore a quello di mercato. Pazienza se non ci sono acquirenti a cui venderli; quei titoli spazzatura possono diventare ben più pregiati se questa è l'opinione di chi redige i bilanci. Di conseguenza si allenta sulle aziende di credito la pressione per rivelare le perdite legate al deprezzamento di quei titoli. Non stupisce l'euforìa di Wall Street, dove i titoli delle banche hanno trascinato il listino al rialzo. L'indice Dow Jones ha ormai recuperato oltre il 20% rispetto ai minimi di marzo. Perfino il dato sui senza lavoro (in aumento a 669.000 i disoccupati mensili) è stato ignorato dai mercati di fronte al cambio di regole per la contabilità bancaria. La svolta annunciata ieri dal Fasb non era inattesa. Da mesi i banchieri si battono per ottenere questa deregulation contabile. Suscitando ulteriore indignazione tra i contribuenti americani, si è scoperto che le stesse banche semi-nazionalizzate, dopo aver ricevuto centinaia di miliardi di aiuti hanno aumentato le loro spese di lobbying per far pressione sul Congresso e sull'Amministrazione Obama. I banchieri spiegano così la loro richiesta: nella crisi attuale alcuni mercati di fatto hanno smesso di funzionare; l'assenza di fiducia ha fatto scomparire gli investitori per certi prodotti finanziari; in questo caso le quotazioni di mercato non hanno più senso e doverle usare è una penalizzazione assurda. Le perdite di bilancio, secondo questa tesi, sono temporanee perché in futuro gli stessi titoli tossici potranno ritrovare acquirenti a valori più ragionevoli. Oppure le banche potranno tenersi i titoli fino alla scadenza, e non sempre i debitori che sono all'origine di quei titoli si riveleranno insolventi. Costringere le banche a deprezzare pesantemente quei titoli non fa che alimentare la spirale della fiducia. Questi argomenti hanno fatto breccia nelle autorità e i banchieri l'hanno spuntata. Ma adesso il rischio si sposta nuovamente altrove: dalla parte dei risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari. All'origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime, quei titoli avevano l'etichetta della "tripla A" generosamente rilasciata dalle agenzie di rating. Tutte in conflitto d'interessi, perché pagate dagli emittenti dei titoli. La decisione del Fasb rischia di riprodurre gli stessi problemi: mancanza di trasparenza, e conflitto d'interessi visto che saranno gli stessi banchieri ad attribuire un prezzo ai titoli che hanno in casa. rampini

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Oltre 67mila euro per abbassare i tassi di interesse (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Reggio" del 04-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Oltre 67mila euro per abbassare i tassi di interesse Stanziati dalla Comunità Montana a favore delle giovani imprese e delle famiglie CASTELNOVO MONTI. In un periodo di gravi difficoltà ad accedere al credito bancario sia per le famiglie che per le imprese, anche la Comunità Montana ha deciso di intervenire mettendo a disposizione risorse per l'abbattimento dei tassi di interesse a favore delle imprese del territorio. Si tratta di 67.270 euro che vengono erogati ai consorzi fidi per abbattere i tassi su prestiti con un importo massimo di 300.000 euro e per una durata di 60 mesi. Gli investimenti ammessi riguardano tutte le tipologie attinenti alla attività della azienda e necessari per aumentarne la competitività. I tassi saranno abbattuti di norma dello 0,75%, ma in caso di imprese giovanili, di imprese nei comuni del Crinale più Vetto (esclusa l'area di San Bartolomeo in comune di Villa), di imprese femminili o di imprese costituite nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda di finanziamento, l'abbattimento del tasso è del 1,25%. Le domande di finanziamento vanno presentate ai consorzi di garanzia che sono responsabili in toto dei procedimenti di assegnazione e dovranno poi rendicontare alla Comunità montana sull'utilizzo. Il tutto è ovviamente rivolto alle imprese ubicate nei tredici comuni del territorio montano. Per informazioni ci si può rivolgere alle associazioni di imprese o direttamente ai consorzi fidi. (l.t.)

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Crisi economica, banche e prefetti. (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 04-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Crisi economica, banche e prefetti. L’opinione di Carlo Rippa La crisi che infuria sull'economia mondiale, in Italia è agevolmente contrastabile, perchè il governo in carica, dominato da Berlusconi e da Tremonti che è il suo profeta, è l'unico in grado di assumere provvedimenti saggi, efficaci, prudenti, coraggiosi e lungimiranti. E' questa la fantastica idea rilanciata quotidianamente dai mezzi di informazione di bandiera. Non fosse per una stampa allarmista, per l'opposizione che riesce solo a blaterare, per quel sindacato comunista sempre più ribelle, per quella parte della tivù pubblica che critica costantemente il governo, l'Italia potrebbe dormire sonni tranquilli e ambire ad una leadership almeno europea. Personalmente, sulla recessione economica italiana sono un tantino meno ottimista, forse perchè mi riesce più facile interpetrare il linguaggio delle cifre, le quali dicono che le entrate correnti sono in notevole calo, l'avanzo primario al netto degli interessi sul debito si è dimezzato, il pil del 2008 è diminuito dell'1 per cento rispetto all'anno precedente e l'Ufficio studi di Confindustria prevede una riduzione del 3,5 per cento per l'anno in corso, il debito pubblico è al 110 per cento sul pil, la pressione fiscale ha superato il tetto del 43,5 e tende a salire, la Cassa integrazione é aumentata del 550 per cento rispetto all'anno precedente, mentre la disoccupazione cresce quotidianamente e nessuno è in grado di dire se e quando la preoccupante onda di crescita si fermerà. Ecco perchè non riesco a condividere l'ottimismo del duo Berlusconi-Tremonti, anzi mi convinco sempre di più che quasi tutti i provvedimenti finora adottati dal governo in carica siano stati tardivi, insufficienti, a volte anche errati e, soprattutto, contraddittori. Prendiamo ad esempio, la brillante "trovata" di affidare alle prefetture la vigilanza sull'esercizio del credito a favore delle imprese minori. Mentre negli altri Paesi si discute approfonditamente sull'opportunità di nazionalizzare le banche in difficoltà, in Italia, padroneggiata da Berlusconi che ama definirsi "uomo del fare", si è subito trovata la soluzione del problema: lo Stato non diventerà azionista, ma sorveglierà l'attività delle banche attraverso i prefetti. Mi soffermo, sia pure brevemente, su quest'ultimo emblematico provvedimento, per dimostrarne la sostanziale inutilità e incoerenza. E' necessario tuttavia premettere alcuni fondamentali concetti sulla gestione dell'azienda bancaria, con particolare riferimento alla banca di credito ordinario, così denominata perchè riceve credito e concede credito; in altre parole raccoglie risparmio monetario da chi ne abbia disponibile per prestarlo a chi ne abbia bisogno. Le sue operazioni fondamentali sono quindi basate sul "credito", ovvero sullo scambio di una prestazione e controprestazione che avvengono in tempi diversi; elemento inseparabile da ogni operazione di credito è la "fiducia" che una parte ripone nell'altra circa l'esatto adempimento di una prestazione convenuta per un tempo futuro. Ogni operazione di credito implica inevitabilmente l'assunzione del "rischio" di perdere, in tutto o parzialmente, il controvalore di una prestazione già fatta. Detta "fiducia" - e con essa la valutazione del "rischio"- deriva dalla considerazione di elementi di ordine personale e di elementi di ordine reale. Diversi sono i motivi che concorrono a determinare una priorità dell'elemento personale sull'elemento reale e mi occorrerebbe molto spazio per sviluppare in modo esaustivo l'argomento. Non di meno ritengo indispensabile chiarire e specificare che gli elementi di ordine personale da valutare ai fini della concessione di un credito concernono, da un lato, le doti morali delle persone responsabili dell'adempimento delle obbligazioni, dall'altro lato, l'impiego che dette persone saranno capaci di dare e vorranno dare ai mezzi monetari messi a loro disposizione. Questo secondo ordine di considerazioni porta a valutare l' "efficienza" con la quale vengono svolte le attività che la banca si accinge a finanziare. Non è possibile che la banca possa prescindere dai predetti fondamentali criteri di gestione nella concessione del fido ai richiedenti e nella conseguente sua utilizzazione. Operare con criteri diversi significa, per la banca, compromettere la sua redditività e, soprattutto, mettere in grave rischio i risparmi dei depositanti, cioè le sue naturali fonti di finanziamento. Non è quindi difficile capire perchè le banche, nella grave fase di depressione in cui versa il nostro Paese, sono diventate più rigorose nella valutazione delle attività che dovrebbero essere finanziate, riducendo conseguentemente i fidi concessi e limitando la concessione di nuovi affidamenti. Non è un problema di liquidità quello che impedisce alle banche di rispondere positivamente ad ogni richiesta di nuovi o ulteriori finanziamenti, anche perchè i mezzi monetari di cui le banche già dispongono sono certamente ragguardevoli. Continuo a non capire a che cosa servano i Tremonti-bond: dodici miliardi a disposizione del sistema bancario, con l'obbligo di erogare crediti alle piccole e medie imprese. Costo per le banche tra l'8 e il 9 per cento. Le banche emettono, il Tesoro acquista e ne ricava il 4 per cento di utile. Intanto alcune imprese assicurative e bancarie hanno emesso obbligazioni al 4 e mezzo per cento che sono andate a ruba. Il Governo crede veramente di avere risolto il fabbisogno di credito delle piccole e medie imprese e degli artigiani? Ma non sarebbe stato più semplice ed efficace accelerare il pagamento dei debiti, pari a 2,5 punti percentuali di Pil, che lo Stato ha maturato nei confronti delle imprese? Cosa potranno e sapranno fare le prefetture, cui è stata affidata la vigilanza sull'esercizio del credito alle imprese minori? Provo ad immaginare cosa potrebbe accadere se un piccolo imprenditore, venuto a conoscenza che la banca ha respinto una richiesta di credito per la propria azienda, producesse un regolare esposto alla prefettura di competenza. Le cose andrebbero pressappoco così. La prefettura adita convoca il direttore della filiale incriminata per conoscere i motivi del diniego. Quasi certamente il funzionario interpellato sosterrà che il finanziamento non è stato accordato per mancanza o grave insufficienza dei requisiti di ordine personale e reale del richiedente. A questo punto il prefetto segnalerà il caso al ministro Maroni, il quale, per competenza, interesserà della questione il ministro Tremonti. Infine, il fascicolo sarà integralmente trsmesso alla competente sede della Banca d'Italia, con richiesta di istruzione della pratica e conseguente assunzione dei correlativi provvedimenti. Ora, per pura ipotesi di lavoro, si supponga che il finanziamento richiesto venga finalmente concesso. Sarà considerato dal piccolo imprenditore ancora utile, ai fini della realizzazione dell'investimento progettato, tenuto conto del notevole arco di tempo trascorso dal giorno della richiesta? E se il debitore non sarà in grado di restituire la somma ricevuta, chi risarcirà la banca: il prefetto? Il ministero degli Interni? Il ministero dell'Economia? Qualcuno mi ricorderà che il Governo ha previsto un apposito fondo per garantire i prestiti concessi dalle banche alle piccole e medie imprese, utilizzando parte dei 13 miliardi della Cassa Depositi e prestiti. E' vero. Ma allorquando detto fondo, divenuto operante si esaurirà, a sopportarne le conseguenze saranno, come sempre, i poveri contribuenti, fra i quali dovranno essere compresi necessariamente anche i titolari dei depositi bancari. Per concludere, sono del parere che il capo del Governo e il suo Ministro dell'Economia continuino a sottovalutare la gravissima crisi economica e finanziaria che sta soffocando il nostro Paese. Per questa ragione rifiutano qualunque proposta dell'opposizione, anche la più ovvia e sensata, privilegiando la sterile politica degli annunci, delle promesse e delle garanzie, in attesa che la drammatica situazione economica evolva con il passare del tempo, oppure e peggio, chiedendo agli italiani, con incredibile sfrontatezza, di modificare i loro abituali comportamenti. Si spiegano così le ripetute sollecitazioni alle famiglie di aumentare, malgrado i loro insufficienti redditi, la quantità dei consumi; a chi ha perduto il posto di lavoro di lavorare di più; ai proprietari di case di ampliarne le superfici, senza difficoltà burocratiche, per rivitalizzare il settore edilizio, investendo possibilmente i loro residui risparmi o ricorrendo all'indebitamento; alle banche di assecondare qualunque richiesta di mezzi monetari per incrementare la liquidità del mercato e, di conseguenza, l'attività di produzione delle imprese. Che Dio ce la mandi buona! (03-04-09)

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Serve l'intesa con le banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere delle Alpi" del 04-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

IL PD ATTACCA IL GOVERNO «Serve l'intesa con le banche» «Un soldo buttato è tolto alle tasche degli italiani» BELLUNO. La crisi economica vista dal Pd. Giovedì sera ne hanno parlato al Centro diocesano la senatrice Franca Donaggio già sottosegretario alla Solidarietà sociale del II governo Prodi, il senatore Maurizio Fistarol e il consigliere regionale Guido Trento, con moderatore Valerio Tabacchi coordinatore provinciale del Pd. «Quello della crisi economica - ha detto Fistarol - sarà certamente il tema principale della campagna elettorale. Che il premier Berlusconi cercherà di eludere. E pur non condividendo le analisi catastrofiste, va detto che la crisi è drammatica, anche nella nostra provincia. Con il suo 40% di manifatturiero ad alta vocazione all'export, e dunque più sensibile ai venti della recessione». Fistarol ha sottolineato il ritardo di 9 mesi del governo di Berlusconi nell'affrontare il problema. Ed ha illustrato gli interventi urgenti. In primo luogo l'assegno di disoccupazione pari al 60% della retribuzione per sostenere i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Sostegno anche ai precari, interinali, contratti di collaborazione, in modo particolare all'artigianato e al commercio. E ancora, aumento delle detrazioni sui redditi bassi, finanziamento con 500 milioni ai consorzi per i fidi, autorizzare le banche all'erogazione dei contributi già certificati. Ma per farlo occorre che il governo si decida a sottoscrivere un accordo col sistema bancario. Un complesso di manovre del costo stimato di 4 miliardi di euro. Pari all'operazione Alitalia! Oltre ai 140 milioni regalati al Comune di Catania, i 500 milioni al Comune di Roma, gli 80 milioni alla municipalizzata di Palermo per salvarla dal fallimento, i 55 milioni al Comune di Palermo per lavori socialmente utili e i 400 milioni in più di spese elettorali per non voler accorpare i referendum alle votazioni. «Mai come oggi - ha concluso Fistarol - un soldo buttato via è un soldo tolto alle tasche di chi ne ha bisogno». Franca Donaggio, senatrice del Pd, ha ripercorso le tappe di questa crisi «che non ci è piovuta addosso all'improvviso - ha detto - ma di cui se ne potevano cogliere le avvisaglie già durante il governo Berlusconi 2001-2006 quando l'Italia non cresceva ed accumulava ritardi rispetto agli altri stati europei». Poi nel biennio seguente del governo Prodi si iniziò un processo di risanamento, crescita e redistribuzione del reddito, con lotta all'evasione. Venne proposto un piano straordinario per gli asili nido, il testo unico sulla sicurezza e la stabilizzazione dei lavori precari. «Sul sociale - ha detto la senatrice - ricordo che in Italia vi sono 87 anziani su 100 affidati a badanti, mentre in Svezia solo 2 su 100, il resto è coperto dal servizio pubblico». L'affondo finale è sulla scuola: «La Legge Gelmini ha tagliato 8 miliardi! Mentre scuola e ricerca avevano bisogno di maggiori investimenti se vogliamo guardare all'Europa. Il messaggio di questo governo è "arrangiarsi"! Volete sapere cosa dicono le due ultime circolari diramate dal ministero del Lavoro e delle Finanze? Non mandate in giro gli ispettori a fare tanti controlli». Ha concluso gli interventi Guido Trento. Che ha manifestato la sua preoccupazione per l'esposizione del sistema bancario, auspicando che si ritorni all'economia reale. Ha sottolineato il problema dell'evasione fiscale, della lentezza burocratica e della inadeguatezza dei controlli: «Come è possibile che alla Asl di Treviso una impiegata sottragga 16 milioni di euro in tre anni e nessuno se ne accorga?» Ha parlato anche di ridurre il costo della politica «un consigliere regionale percepisce 9000 euro al mese e fa fatica a capire i problemi di chi ne guadagna 1000-1300. Ora servono 14 miliardi per garantire un minimo vitale a chi ha perso il posto di lavoro. Io avrei fatto come la Danimarca, che prima di dare i soldi alle banche li ha dati ai lavoratori! La provincia di Trento ha già stanziato 800 milioni per fronteggiare la crisi. Perché lo Stato italiano non fa come la Germania che favorisce le energie rinnovabili, finanziando l'installazione del solare e geotermico nelle abitazioni?».

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La trappola dei tassi (sezione: Revoca fidi)

( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)

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Milano Finanza sezione: INCHIESTA data: 04/04/2009 - pag: 10 autore: di Roberta Castellarin, Francesco Ninfole e Paola Valentini Credito/1 La trappola dei tassi La Bce ha tagliato il costo del denaro all'1,25% contro il 4,25% di ottobre. Ma comprare una macchina a rate oggi costa più di sei mesi fa. E nei nuovi mutui gli spread sono raddoppiati. Per non parlare di prestiti e cessione del quinto dove si sfiora il 20% Poche illusioni per chi chiederà un prestito o un mutuo nei prossimi mesi. Nonostante i tagli dei tassi da parte della Bce, il costo del credito rimarrà su livelli elevati. Alla radice del problema c'è la profonda trasformazione del settore bancario. Gli istituti oggi gestiscono la liquidità con attenzione, sono sensibili al rischio e prestano denaro con margini più alti. Una buona notizia per i bilanci bancari colpiti dalla crisi, ma pessima per coloro che sperano in costi finali più bassi. I segnali del fenomeno sono evidenti. Negli ultimi sei mesi i tassi Bce sono scesi dal 4,25% all'1,25%, eppure comprare una macchina a rate o indebitarsi per ristrutturare casa costa di più. Per quanto riguarda l'acquisto di auto nuova, il Taeg (ovvero il saggio annuo che comprende anche gli oneri fissi per l'erogazione del prestito) è oggi al 6,79 dal 6,27% dell'ottobre 2008. Credito più caro. La stessa tendenza riguarda i mutui. Oggi le banche applicano sul variabile un ricarico sul tasso d'interesse più che doppio rispetto all'autunno scorso, assorbendo quindi buona parte del beneficio che deriva dai ribassi dei tassi Bce. A fronte di una riduzione dell'Euribor a tre mesi da oltre il 5% di ottobre all'1,5%, si è registrato un aumento degli spread nei nuovi mutui a tasso variabile dallo 0,8-0,9% medio al 2% circa. Senza contare che i nuovi mutui agganciati al tasso Bce costano di più con margini che arrivano al 2,6%. Con l'Euribor a tre mesi all'1,5% questa differenza tra gli spread può passare inosservata, ma bisogna considerare che l'ottica è almeno di dieci anni e i tassi non resteranno così bassi, mentre lo spread resta fisso per tutta la durata del mutuo. Se l'Euribor dovesse tornare al 4-5%, la rata con spread a questi livelli diventerebbe davvero elevata. Se, poi, si vuole approfittare dei tassi ai minimi per strappare un mutuo a saggio fisso a buon mercato non bisogna illudersi.La situazione registrata nel comparto mutui è amplificata laddove non c'è la garanzia del bene acquistato. Nei prestiti personali, infatti, i tassi medi sono circa sette volte più alti rispetto al saggio di sconto: secondo le ultime rilevazioni di Banca d'Italia il denaro, quando viene erogato, costa più del 9%. Andare in rosso sul conto corrente fino a 5 mila euro costa quasi il 12%, quando i tassi attivi sui depositi sono sotto l'1%. E per quanto riguarda le imprese, un'azienda con alto rating non paga poco meno del 5,5%, mentre una in difficoltà finanziaria difficilmente ottiene un tasso inferiore all'11%. Ma come si spiega un divario così ampio fra i tassi ufficiali e quelli pagati dagli utenti? «Il mercato vive una fase di rischio sistemico, ben lontana dalla normalità», ha spiegato Giovanni Bussu, capo della divisione restructuring di Unicredit, al «Banking Day» organizzato da Milano Finanza e Boston Consulting Group. «Il riprezzamento del rischio è generale e non riguarda solo le banche: si pensi all'esplosione degli spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi oppure alla crescita del costo del credito per le società investment grade». Insomma, l'euforia della bolla del credito è finita: il rischio si paga, eccome. Soprattutto in questa fase economica: le sofferenze sui prestiti aumenteranno ancora nel 2009. Inevitabile che gli istituti facciano pagare un prezzo più alto ai clienti. Negli ultimi mesi inoltre la crisi ha messo gli utili bancari sotto una forte pressione, che può essere in parte compensata da margini più favorevoli. Ma sarebbe un errore considerare temporaneo l'aumento del costo del denaro. All'origine del fenomeno c'è un cambiamento strutturale di prospettiva: «Prima della crisi le banche consideravano liquidità e capitale come risorse infinite», ha fatto presente Giuseppe Castagna, capo del corporate banking & international network di Intesa Sanpaolo. Oggi lo scenario si è ribaltato e quell'illusione è svanita. Il costo del rischio è in crescita per tutti gli operatori e non è destinato a scendere sui livelli ante-crisi. Qualunque cosa decida di fare la Bce. Occhio al tasso d'usura. Fino al 2008 il settore del credito al consumo ha tenuto nonostante la crisi e i tassi più elevati della zona euro. A parlare sono i dati. Se in Francia nel 2008 si applicavano tassi al 7,1%, in Italia si arrivava già all'8% medio. Ciò nonostante nel 2008 in Italia sono stati erogati prestiti per 60,7 miliardi di euro, corrispondenti a oltre 98,9 milioni di operazioni. Con una crescita dell'1,4% rispetto al 2007. Ma dall'inizio dell'anno il settore ha registrato una contrazione a causa della recessione che spinge le famiglie a ridurre i consumi. In netta controtendenza la cessione del quinto che, invece, ha registrato un incremento del 39% nel 2008 e nei primi due mesi di quest'anno un altro +45% rispetto allo stesso periodo 2008. Eppure proprio la cessione del quinto è la forma di prestito dove il denaro costa più caro. Qui, in base ai dati rilevati da Banca d'Italia, in media il costo è del 12,97% per importi fino a 5 mila euro. Ma se si guardano le condizioni applicate da banche e finanziarie si trovano casi che sfiorano la soglia di usura rilevata da via Nazionale e che oggi si attesta al 19,45%, sempre per prestiti fino a 5 mila euro. Quindi con tassi all'1,25% si può arrivare a pagare anche il 18% senza entrare nell'illegalità dell'usura. Stipendi in garanzia. Per esempio, nel caso della Bpm l'ultimo foglio informativo disponibile nel sito della banca, valido per il periodo dal 16 al 31 marzo, riporta per il finanziamento in questione un Taeg minimo del 14,01% e uno massimo del 24,99% (fino a 5 mila euro). Ma allora quali le ragioni del boom? Spiega l'Assofin, associazione italiana del credito al consumo e immobiliare: «Ci sono diverse motivazioni. La prima e principale è che recenti novità legislative hanno modificato la normativa specifica, che risale al 1950, correggendone alcune distorsioni, eliminando alcuni anacronismi ed estendendola prima ai dipendenti di aziende private e poi ai pensionati e ai lavoratori con contratti a tempo determinato. Ciò ha comportato un crescente interesse degli operatori specializzati nell'erogazione di credito al consumo nei confronti di questa forma tecnica, fino a qualche anno fa un po' negletta: appena sei anni fa solo un operatore tra i primi dieci del ranking di Assofin operava nel segmento specifico, oggi sono 10 su 10». Aggiungono dall'associazione: «A favorire lo sviluppo recente della cessione del quinto contribuisce poi certamente la circostanza che, nel panorama dei prodotti di credito al consumo, è l'unica forma tecnica che può considerarsi davvero garantita». Shopping a debito. Nei prestiti non finalizzati a un acquisto specifico i tassi si attestano attorno al 9-10% con Taeg (ossia il Tasso effettivo globale massimo che rappresenta il costo totale del credito a carico del consumatore) che arriva al 12%. Per esempio per un prestito di 20 mila euro a tre anni richiesto da un 35enne con lavoro dipendente le condizioni più economiche sono quelle offerte da prestito convenzionato di Bpm che ha un Taeg del 6,85%. Mentre il più caro è quello Credit Express di Unicredit Banca con un Taeg del 12,06%. Se non si va in banca, ma ci si rivolge a una finanziaria il conto sale. Prestiti online (vedere tabella) ha selezionato per Milano Finanza le migliori offerte del suo sito e in questo caso non si va sotto il 10% con una punta massima del 13,24% di Fidiamo di Fiditalia.

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Bip pronta al via (sezione: Revoca fidi)

( da "Milano Finanza" del 04-04-2009)

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Milano Finanza sezione: Emilia Finanza data: 04/04/2009 - pag: 58 autore: di Stefano Catellani istituti di credito Bip pronta al via Entro l'estate sarà operativa la Banca Interprovinciale. Vuole entrare con nuovi servizi per i clienti in un'area che sconfina in Veneto e Lombardia Quartier generale a Modena, filiali a Modena e Bologna, partner industriale a Rimini. Ma è solo l'inizio. La linea di sviluppo della neonata Banca Interprovinciale (Bip) porta verso un'area vasta, che sconfina verso Veneto e Lombardia. Nasce con queste premesse e con la prima assemblea degli azionisti la nuova Bip. Sarà attiva entro l'estate con tre filiali (due nella provincia di Modena e una a Bologna). Le aperture sono previste a luglio, ma prima ci sarà il taglio del nastro della direzione generale a Modena, in via Malmusi. La nuova banca, partita con l'assemblea costituente nel marzo del 2008, ha già ricevuto «in tempi record», commenta con orgoglio il presidente Sido Bonfatti, l'autorizzazione della Banca d'Italia. È una società per azioni con 58 soci, fra i quali spicca la partecipazione (come socio di minoranza ma con una quota rilevante) della Banca Carim, (la Cassa di Risparmio di Rimini). La Bip parte con un capitale sociale «piuttosto consistente, per essere immediatamente operativa» aggiunge Bonfatti. È di 40 milioni, interamente versato. Le filiali già autorizzate e in fase di allestimento (compreso il reclutamento del personale) sono quelle di Modena Centro, Formigine (Modena) e Casalecchio di Reno (Bologna). Il presidente sarà Sido Bonfatti, docente universitario di Diritto Bancario, mentre i vicepresidenti saranno Giuliano Ioni, che è il presidente di Banca Carim e Umberto Palmieri del gruppo Scoa, un grande studio professionale di consulenza che ha sede a in Casalecchio di Reno. Renato Busti sarà nominato amministratore delegato. La Bip sta già impostando convenzioni con i principali consorzi fidi della regione Emilia Romagna, per sostenere le piccole e medie imprese in questo difficile momento congiunturale. «Grazie al capitale di cui dispone», spiega Bonfatti, «la nuova banca è già in grado di dare un significativo sostegno alle aziende del territorio emiliano». Nel cda siedono diversi imprenditori e professionisti, da Alberto Lotti, professore universitario e avvocato, ad Alberto Martini, direttore generale di Banca Carim, a Stefano Pivetti, dottore commercialista, a Gianluca Raguzzoni, già amministratore di importanti società a livello nazionale e internazionale (ha creato la Motovario di Modena poi ceduta al fondo BS private Equity) e Fausto Tarozzi, fondatore e guida di note aziende, come la Siti B&T group (impiantistica per l'industria ceramica). Del collegio sindacale fanno parte Pier Paolo Maria Paganini, dottore commercialista di Rimini (presidente del collegio sindacale di Banca Carim), che è il presidente e due sindaci effettivi: Giorgio Antonioni, dottore commercialista, socio dello studio Abaco di Modena, e Claudio Gandolfo, dottore commercialista, socio dello studio Consulta di Modena. Banca Carim oltre alla quota in Banca Interprovinciale ha il 60% di Corit riscossioni locali e il 100% del Credito industriale sammarinese. Nel 2008 Banca Carim e altre banche hanno acquisito la maggioranza assoluta di Eurovita assicurazioni.

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LA SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario vigilato dalla B... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 04-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ROVIGO pag. 9 LA SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario vigilato dalla B... LA SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia secondo il regime definito all'articolo 107 del Testo Unico Bancario. Il consorzio fidi di Cna Veneto grazie a questo riposizionamento offre oggi un nuovo livello di garanzia. Più liquidità con meno costi alle imprese, e minor rischio per le banche. In una fase di estrema difficoltà di accesso al credito, Sviluppo Artigiano è il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia ad ottenere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca d'Italia. Grazie ad un patrimonio di garanzia che ammonta a 30 milioni di euro potranno essere erogati alle imprese fino a 1,5 miliardi di euro. «Dopo un lavoro durato cinque anni abbiamo ottenuto l'iscrizione all'elenco speciale spiega il direttore della Cna rodigina Alessandro Monini . A livello nazionale ci hanno preceduto di poche settimane Finsardegna e Artigiancredito Toscano, ma siamo comunque orgogliosi di essere i primi in Veneto. I passaggi per arrivare a questo traguardo sono stati molti, l'ultima tappa in ordine di tempo è stata a novembre 2008 la fusione dei confidi Cna di Rovigo, Venezia, Padova, Verona e Belluno che ci ha portato a raggiungere quasi i 19mila associati. Ma quello che più conta è che Sviluppo Artigiano si mette ora a disposizione di tutte le imprese del Veneto offrendosi come garante per il 50% del prestito. Questa è la vera novità: gli istituti bancari, a tali condizioni, rischieranno di meno e potranno accantonare una percentuale per il fido molto più bassa di prima.». «La prospettiva di ottenere più accessibilità al credito delle banche, a condizioni migliori, rappresenta una svolta importante in questa difficile congiuntura economica sottolinea il vicepresidente Giovanni Prearo . Anche nella Provincia di Rovigo i segnali della crisi sono evidenti in tutti i settori tranne che in quello alimentare, il riposizionamento del consorzio fidi oggi rappresenta un segnale di fiducia ai nostri associati e alle imprese venete».

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CNA e CO.FIDI Puglia a sostegno delle imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere del Mezzogiorno sezione: XPUBBLICITA data: 04/04/2009 - pag: 8 CNA e CO.FIDI Puglia a sostegno delle imprese Il mondo della piccola impresa e dell'artigianato è certamente fra i principali fruitori del credito bancario, in questi anni abbiamo visto le imprese attraversare diversi momenti di difficoltà, come ben sappiamo le crisi sono cicliche basti pensare a quando avevamo tassi di interessi che arrivavano al 20% ma mai abbiamo assistito ad un rapporto banca/impresa così logorato. La liquidità delle imprese è a rischio, per effetto del peggioramento delle condizioni in essere con le banche: rientri forzati, revoche, ritardi e incagli nell'erogazione di finanziamenti, sofferenze ed escussioni delle garanzie. La crisi finanziaria si è abbattuta su una situazione già di sofferenza, creando tra gli imprenditori forti apprensioni per la tenuta del sistema produttivo, dato che sono proprio le micro e piccole imprese ad essere più esposte e vulnerabili nel rapporto con il mercato creditizio. Per cui in questo momento è fondamentale concentrarsi prima di tutto sull'individuazione dei principali fattori di cambiamento che agiscono sul mondo della finanza, sui nuovi bisogni delle imprese nell'ambito della gestione finanziaria e sui nuovi orientamenti delle politiche di sviluppo regionale. Per affrontare queste sfide, le imprese necessitano di un polmone finanziario sicuro ed affidabile a medio lungo termine, questa stabilità è fondamentale per ridurre i rischi connessi a tutte le attività imprenditoriali ed a maggior ragione vale per gli investimenti innovativi che hanno un rischio più elevato. La solidità finanziaria, diviene quindi elemento decisivo per dare nuovo vigore e rendere più dinamico il nostro sistema produttivo, consente nuovi investimenti e attiva alleanze fra imprese finalizzate alla ricerca, all'innovazione organizzativa, gestionale e tecnologica di processo e di prodotto ed alla penetrazione e al consolidamento sui mercati globali. Necessitano garanzie, prestiti partecipativi, acquisizione a scadenza di quote di minoranza e di intervento di riequilibrio della struttura finanziaria dell'impresa. Senza una finanza orientata allo sviluppo dei territori, pronta a sostenere l'impegno, la creatività, la dedizione e le capacità dei nostri imprenditori, vecchi e nuovi, non andremo molto lontano. Grande importanza assumerà in futuro il ruolo delle garanzie dei Confidi, ma da solo non basta all'attività delle garanzie bisognerà affiancare quella di tutor, realizzando così una funzione di accompagnamento e di assistenza associate, in materia di finanza d'impresa. In questa ottica, alcuni piccoli passi in avanti sono già stati fatti, la CNA Provinciale di Bari sta istituendo uno staff che sia in grado di assistere l'impresa nell'elaborazione dei progetti da presentare alla Regione per i bandi in uscita. Pensiamo ai bandi per le imprese svantaggiate o a quelli per le micro imprese, ai PIA ecc. La CO.FIDI PUGLIA ha firmato una convenzione con Unicredit Banca di Roma relativa al progetto Impresa Italia, che da la possibilità alle imprese di accedere a mutui chirografari e ipotecari senza limiti di importi, elemento principale della convenzione è che sono comprese le ristrutturazioni finanziarie. Dobbiamo quindi fare presto e soprattutto non possiamo che puntare sull'esperienza e la professionalità delle strutture esistenti: non possiamo sperimentare o inventare nulla! D'altro canto gli interventi nazionali non interessano, se non del tutto in via marginale, la realtà pugliese, in quanto gli interventi di controgaranzia sono stati assicurati dalla Regione; i fondi antiusura sono spariti per magia. Per cui non ci resta che puntare sulla Regione Puglia che tanto sta facendo in questi giorni per i confidi e per le imprese nei termini di interventi diretti ma anche e soprattutto adottando un approccio che contemporaneamente punta ad accrescere capacità e competenza delle strutture indicando la via delle fusioni fra più strutture esistenti come per il percorso necessario e fondamentale per fornire alle imprese un servizio all'altezza delle sfide attuali. Quindi, tocca a noi svolgere una funzione di assistenza, informazione e formazione, che, insieme alla capacità di intermediazione creditizia e finanziaria è sempre più il vero valore aggiunto dell'associazione. Con questo spirito stiamo affrontando il futuro del sistema del credito della CNA, consapevoli che se sosteniamo le imprese sosteniamo anche il sistema territoriale nel suo complesso. Teresa Pellegrino Direttrice COFIDI Puglia

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