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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
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bugli
mette le banche sotto accusa ( da "Tirreno, Il"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidi toscana
e altre Fidi. Soddisfazione hanno manifestato tutte le aziende che hanno
partecipato al primo appuntamento la scorsa settimana. Da loro, la richiesta
che questo tipo di informazioni vengano rese disponibili anche in futuro. In
particolare è risultato utilissimo poter affrontare le loro problematiche
faccia a faccia con i funzionari dei vari settori.
Confidi,
nel 2008 erogati 6,3 mld ( da "Italia Oggi"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Rapporto Fedart Fidi: cresce l'attività in Italia. Finanziati oltre 735 mila
artigiani e pmi Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld Silvestrini (Cna): ora sono
essenziali le aggregazioni I consorzi fidi sono un'arma efficace contro la
crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono già molto
pesanti in termini di restrizione del credito bancario.
Centrale rischi
a rischio privacy ( da "Italia Oggi"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
nel gergo
bancario per «sofferenza» si intende per esempio lo stato della società cui
sono stati revocati i fidi, o il titolare del conto che ha subito un protesto,
e così via. Si tratta in sostanza di una notizia estremamente negativa che
compromette la possibilità non solo di avere linee di credito, ma anche molto
spesso di poter ottenere l'
SEMPRE
migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare l'...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del
02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Artigiancassa
offre alle imprese con la garanzia dei confidi
associati a Fedart-fidi finanziamenti per: investimenti in laboratori, impianti
e attrezzature per favorire l'acquisizione, il rinnovo e il miglioramento;
contratti di subfornitura, anticipando all'impresa i crediti che derivano da
ordini e da contratti di subfornitura;
CONFIDI:
NEL 2008 EROGATI 6,3 MILIARDI A PICCOLE IMPRESE E ARTIGIANI.
( da "Asca"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: indagine annuale di Fedart Fidi sui Confidi artigiani In
crescita l'attivita' dei Consorzi fidi: 6,3 miliardi i finanziamenti garantiti
erogati nel 2008 I Consorzi Fidi sono l'arma piu' efficace contro la crisi
finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono gia' molto
pesanti in termini di restrizione del credito bancario Nel 2008 hanno erogato
6.
Imprese:
Confidi, in 2008 erogati 6,3 miliardi finanziamenti garantiti
( da "01net"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Nel 2008 i
Consorzi Fidi hanno erogato 6.312,8 milioni di finanziamenti garantiti a
735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al 2007
quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088,0 milioni.
I dati sono contenuti nella dodicesima edizione dell'indagine sul sistema dei
192 Confidi artigiani,
BORSE
SU (MIBTEL +2.08%) CON FIAT (+5.37%) E BANCARI MarPionne: no a bancarotta
Chrysler TELECINCO HA VOGLIA DI PARTNER SEQUESTRATA VILLA MADOFF A PALM BEACH
LUFTHANSA: IN ( da "Dagospia.com"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
quadro della
nostra Federazione delle Bcc con Regione e Fidi toscana, che noi abbiamo subito
applicato per aiutare i lavoratori in difficoltà». Sarà un caso, ma nei bilanci
della Bcf non ci sono titoli tossici. (C. Per.) 6 -
Intrecci nei chip fra Taiwan e Tokyo... Da "Il Sole 24 Ore" - Il
crescente ruolo dello stato nell'economia trova una ulteriore conferma
nell'asse tecnologico-
Fare
acquisti su Internet senza rischi
( da "Stampaweb,
La" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
è meglio non
fidarsi 7. Essere sicuri di aver istallato un software
per la sicurezza aggiornato e che lo scanner http sia sempre attivo. 8. Per i
netbook e i Pc privi di un lettore Dvd/Cd è possibile utilizzare penne Usb con
il software antivirus, come quella di G Data caricata con Notebook Security.
ECONOMIA:
LUCI E OMBRE ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il progetto
che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da
Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente
sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi
ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla
Camera di commercio negli ultimi mesi.
IN
ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le microimprese. ...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del
03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
il progetto
che va ad aggiungersi ai tanti che in questi mesi sono stati messi a punto da
Consorzi Fidi e associazioni di categoria, dovrà essere formalmente
sottoscritto dalle banche del territorio. AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi
ha anche illustrato le principali iniziative promozionali portate avanti dalla
Camera di commercio negli ultimi mesi.
Corsa
agli aiuti per la liquidità ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
banche alla
finanziaria regionale Fidi Toscana, che gestisce il fondo, sono state 680 (le
istruttorie sono in corso, le prime domande sono già state accolte), per un
totale di finanziamenti pari a 219,2 milioni. Gran parte di queste richieste (
addirittura il 76%) riguarda la misura per reintegrare la liquidità delle
aziende, che ha la dotazione minore: 15 milioni sui 48 complessivi.
Dalla
Cdc sostegni per 5 milioni ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
e il
Consorzio di garanzia dei fidi bancari sta lavorando bene nei confronti
dell'intero sistema bancario territoriale. Il margine di manovra per uscire da
questa situazione di difficoltà c'è, anche se, inevitabilmente, una parte di
queste realtà in forte difficoltà è destinata a sparire.
rivalutati
gli "asset tossici" colpo di coda di wall street - federico rampini
( da "Repubblica,
La" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
parte dei
risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari.
All´origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il
Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di
tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime,
quei titoli avevano l´etichetta della "tripla A" generosamente
rilasciata dalle agenzie di rating.
Wall
Street "rivaluta" i titoli tossici
( da "KataWeb
News" del
03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
parte dei
risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari.
All'origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il
Fasb ora legittima nuovamente. Quando le banche di
tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati ai mutui subprime,
quei titoli avevano l'etichetta della "tripla A" generosamente
rilasciata dalle agenzie di rating.
Oltre
67mila euro per abbassare i tassi di interesse
( da "Gazzetta
di Reggio" del
04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
270 euro che
vengono erogati ai consorzi fidi per abbattere i tassi su prestiti con un
importo massimo di 300.000 euro e per una durata di 60 mesi. Gli investimenti
ammessi riguardano tutte le tipologie attinenti alla attività
della azienda e necessari per aumentarne la competitività.
Crisi
economica, banche e prefetti. ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Non è
possibile che la banca possa prescindere dai predetti fondamentali criteri di
gestione nella concessione del fido ai richiedenti e nella conseguente
sua utilizzazione. Operare con criteri diversi significa, per la banca,
compromettere la sua redditività e, soprattutto, mettere in grave rischio i
risparmi dei depositanti, cioè le sue naturali fonti di finanziamento.
Serve
l'intesa con le banche ( da "Corriere delle Alpi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
finanziamento
con 500 milioni ai consorzi per i fidi, autorizzare le banche all'erogazione
dei contributi già certificati. Ma per farlo occorre che il governo si decida a
sottoscrivere un accordo col sistema bancario. Un complesso di manovre del
costo stimato di 4 miliardi di euro. Pari all'operazione Alitalia!
La
trappola dei tassi ( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Se non si va
in banca, ma ci si rivolge a una finanziaria il conto sale. Prestiti
online (vedere tabella) ha selezionato per Milano Finanza le migliori
offerte del suo sito e in questo caso non si va sotto il 10% con una punta
massima del 13,24% di Fidiamo di Fiditalia.
Bip
pronta al via ( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La Bip sta
già impostando convenzioni con i principali consorzi fidi della regione Emilia
Romagna, per sostenere le piccole e medie imprese in questo difficile momento
congiunturale. «Grazie al capitale di cui dispone», spiega Bonfatti, «la nuova
banca è già in grado di dare un significativo sostegno alle aziende del
territorio emiliano».
LA
SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario
vigilato dalla B... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
articolo 107
del Testo Unico Bancario. Il consorzio fidi di Cna Veneto grazie a questo
riposizionamento offre oggi un nuovo livello di garanzia. Più liquidità con
meno costi alle imprese, e minor rischio per le banche. In una fase di estrema
difficoltà di accesso al credito, Sviluppo Artigiano è il primo consorzio fidi
del Veneto e il terzo in Italia ad ottenere l'
CNA
e CO.FIDI Puglia a sostegno delle imprese
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del
04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
FIDI Puglia a
sostegno delle imprese Il mondo della piccola impresa e dell'artigianato è
certamente fra i principali fruitori del credito bancario, in questi anni
abbiamo visto le imprese attraversare diversi momenti di difficoltà, come ben
sappiamo le crisi sono cicliche basti pensare a quando avevamo tassi di
interessi che arrivavano al 20%
( da "Tirreno, Il" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 1 - Empoli
Bugli mette le banche sotto accusa «Non informano le aziende sugli strumenti a
disposizione e sono ancora troppe le difficoltà di accesso al credito» EMPOLI.
Sono già cento le imprese che hanno partecipato all'iniziativa "Insieme contro
la crisi", la due giorni informativa promossa a
Empoli dalla Regione Toscana con l'Agenzia per lo Sviluppo Empolese-Valdelsa:
una iniziativa che intende aiutare le imprese della zona ad accedere alle
migliaia di euro di contributi e alle altre agevolazioni che la Toscana mette
in campo per le imprese che intendono investire e mantenere vivo il tessuto
economico del territorio. Soddisfazione viene espressa dal consigliere
regionale Vittorio Bugli che però non manca di sottolineare un aspetto della
vicenda che ancora non va. «L'iniziativa ha funzionato
- dice Bugli - l'informazione è stata data. Una volta conclusa anche la seconda
giornata, tireremo le somme, tutti insieme, chi ha
pensato l'iniziativa e chi l'ha organizzata, cercando di avere anche un
feedback dalle imprese che hanno partecipato. Quello che senz'altro si può dire
già adesso è che emerge un atteggiamento delle banche, ovviamente non tutte,
che deve cambiare. Le aziende non vengono informate circa gli strumenti che
hanno a disposizione, non vorrei fosse anche perché l'accordo che è stato
sottoscritto tra istituti bancari e Regione Toscana prevede tassi buoni.
Permane una difficoltà di accesso al credito da parte delle aziende: in un
periodo di crisi, questo rischia di fermare anche aziende sane che hanno
ordinativi pronti. Se vogliamo uscire da questa crisi, ognuno deve fare la
propria parte e nessuno può tirarsi indietro». Tutti gli sportelli aperti dalla
Regione, come detto, hanno registrato il pieno. Il secondo appuntamento è in
programma domani, seconda giornata informativa, per i settori commercio e
turismo, fonti di energia alternativa, aiuti agli investimenti delle imprese, Fidi toscana e altre Fidi. Soddisfazione hanno manifestato tutte
le aziende che hanno partecipato al primo appuntamento la scorsa settimana. Da
loro, la richiesta che questo tipo di informazioni vengano rese disponibili
anche in futuro. In particolare è risultato utilissimo poter affrontare le loro
problematiche faccia a faccia con i funzionari dei vari settori. Anche
per i funzionari regionali è stata una esperienza
positiva, perché ha permesso di stare a contatto con le esigenze delle imprese
e calarsi nella realtà del territorio. I colloqui hanno consentito di orientare
le imprese ad altri tipi di finanziamenti che non avevano in un primo momento
considerato. Piena soddisfazione anche da parte dei sindaci del circondario e
dalle associazioni di categoria. Numerose anche le richieste di approfondimento
per la presentazione di progetti sui vari bandi alla quale l'agenzia è stata
chiamata a dare risposte.
( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi sezione:
Economia e Politica data: 02/04/2009 - pag: 8 autore: Rapporto Fedart Fidi: cresce l'attività in Italia. Finanziati
oltre 735 mila artigiani e pmi Confidi, nel 2008 erogati 6,3 mld Silvestrini
(Cna): ora sono essenziali le aggregazioni I consorzi fidi sono un'arma
efficace contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole
imprese sono già molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario. Lo dimostra il fatto che in Italia cresce l'attività dei
confidi, che nel 2008 hanno erogato oltre 6,3 miliardi
di euro di finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un
trend in crescita rispetto al 2007, quando i finanziamenti concessi dai Confidi
sono stati pari a poco più di 6 miliardi, erogati a 715 mila imprese.Questi i dati dell'indagine annuale di Fedart Fidi,
presentata ieri a Roma.Secondo il rapporto, si mantiene elevato anche il grado
di penetrazione del sistema Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma
del fatto che quasi un imprenditore su due si rivolge ai Confidi per dare
soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.La classifica delle
regioni più attive vede in testa il Veneto con 1.127 milioni di euro di
finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al secondo posto la
Toscana con 987 milioni, al terzo posto la Lombardia con 814 milioni.I confidi, ha sottolineato il segretario generale della Cna,
Sergio Silvestrini, intervenuto alla presentazione del rapporto, «consentono
all'impresa artigiana, in una fase particolarmente difficile, come quella
attuale, di affrontare con maggiore fiducia le sfide della competizione» e
soprattutto «stanno dando prova di tenuta, ma occorre coordinare e concertare
l'attività del governo e delle regioni per valorizzare queste strutture», ha
precisato Silvestrini, ricordando che a tutt'oggi gli imprenditori associati al
sistema sono oltre 730 mila, quasi una azienda su due, e che nelle regioni dove
il sistema è maggiormente radicato la quota dei crediti all'artigianato
assistita dalla garanzia dei Confidi supera il 40%. Per il segretario generale
della Cna sono essenziali anche le aggregazioni. «Sono mutati i bisogni delle
imprese così come le esigenze del sistema creditizio e per rispondere con
maggior efficacia occorre dimensionare anche i Confidi, adeguando la
patrimonializzazione ai nuovi parametri». Ricordando poi i recenti accordi che
la Confederazione ha sottoscritto con Unicredit e Federcasse, Silvestrini ha
sollecitato una riflessione sulle prospettive del dopo-crisi: «Sopravvivrà chi
sarà in grado di percorrere la via dell'innovazione e l'impulso dei Confidi è
determinante al fine di generare una nuova qualità della domanda anche sul
versante del credito».
( da "Italia Oggi" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi sezione:
Diritto e Fisco data: 02/04/2009 - pag: 25 autore: di
Antonio Ciccia e Cristina Bartelli Per la Cassazione non basta un ritardo nel
pagamento per il passaggio in sofferenza del debito Centrale rischi a rischio
privacy La banca paga i danni in caso di segnalazione ingiustificata Stop ad
automatiche segnalazioni alla Centrale rischi della Banca d'Italia relative a
clienti insolventi. Non basta un mero ritardo nell'adempimento a giustificare
la segnalazione negativa. Gli enti creditizi devono, quindi, valutare bene al posizione del cliente prima di deliberare il cosiddetto
«passaggio a sofferenze»: nel gergo bancario per «sofferenza» si intende per esempio lo stato della società
cui sono stati revocati i fidi, o il titolare del conto che ha subito un
protesto, e così via. Si tratta in sostanza di una notizia estremamente
negativa che compromette la possibilità non solo di avere linee di credito, ma
anche molto spesso di poter ottenere l'apertura di un conto corrente. La
prescrizione, che impedisce comportamenti non sufficientemente ponderati
(l'attuale situazione di crisi rischia di favorire comunicazioni frettolose alla centrale rischi) arriva dalla Corte di cassazione, che
con la sentenza della prima sezione, n. 7958 del 5 marzo-1° aprile
( da "Nazione, La (Pisa)"
del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CRONACA PISA pag. 7
SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E facilitare
l'... SEMPRE migliori servizi bancari alle piccole e medie imprese. E
facilitare l'accesso al credito. Ecco lo scopo della prima convenzione in
Toscana siglata tra Artigiancassa spa e Cna Pisa. La firma è stata fatta ieri
nella sede della Cna provinciale alla Fontina. A presentare l'importante
iniziativa soprattutto in questo momento di crisi ,
c'erano il presidente di Cna di Pisa Valter Tamburrini, il presidente di
Artigiancassa Lino Pompili, il responsabile area manager centro Italia Roberto
Barbi, il direttore della sede regionale della Toscana Andrea Taschini, il
responsabile area sviluppo economico Cna Toscana Roberto Castellucci, il
direttore Cna Pisa Rolando Pampaloni e la responsabile area sviluppo economico
Cna Chiara Di Sacco. Un nuovo modello di banca: semplice, facilmente accesibile
e più vicina alle esigenze degli artigiani e delle Pmi attraverso gli
«Arigiancassa point», sportelli operativi dislocati nelle sedi delle
associazioni e dei Consorzi Confidi di categoria su tutto il territorio
nazionale. Artigiancassa offre alle imprese con la garanzia
dei confidi associati a Fedart-fidi finanziamenti per:
investimenti in laboratori, impianti e attrezzature per favorire
l'acquisizione, il rinnovo e il miglioramento; contratti di subfornitura,
anticipando all'impresa i crediti che derivano da ordini e da contratti di
subfornitura; acquisizione di scorte utili al ciclo produttivo
dell'impresa; esigenze di gestione per affrontare con tranquillità temporanee
carenze di liquidità dell'impresa o per ricostruire il capitale circolante;
esigenze di ristrutturazione delle passività aziendali per ricostruire il mix
finanziario e affrontare una situazione debitoria pregressa; sostegno ad
aspiranti imprenditori, per favorire la nascita di nuove imprese artigiane. La
convenzione tra Artigiancassa spa e Cna associazione provinciale di Pisa-Csa
(centro servizi dell'artigianato società consortile per azioni di Pisa) è
insieme a quella firmata in questi giorni a Firenze, la prima operativa.
«Questo nuovo meccanismo spiega Pompili è fondato sulla possibilità di
valorizzare il ruolo delle associazioni di categoria e un progetto operativo
che si fonda sulle nuove tecnologie». c.d.o.
( da "Asca" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CONFIDI:
NEL 2008 EROGATI 6,3 MILIARDI A PICCOLE IMPRESE E ARTIGIANI (ASCA) - Roma, 1
apr - Presentata l'indagine annuale di Fedart Fidi sui
Confidi artigiani In crescita l'attivita' dei Consorzi fidi: 6,3 miliardi i
finanziamenti garantiti erogati nel 2008 I Consorzi Fidi sono l'arma piu' efficace
contro la crisi finanziaria i cui effetti su artigiani e piccole imprese sono
gia' molto pesanti in termini di restrizione del credito bancario Nel 2008 hanno erogato 6.312,8 milioni di finanziamenti
garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in crescita rispetto al
2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono stati pari a 6.088,0
milioni a 715.000 imprese. Si mantiene elevato anche il grado di penetrazione
del sistema Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma del fatto che
quasi 1 imprenditore su 2 si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie
esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.
La classifica delle regioni piu' attive vede in testa il Veneto con 1.127
milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al
secondo posto la Toscana con 987 milioni, al terzo posto la Lombardia con 814
milioni. com-men/
( da "01net" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Imprese: Confidi, in
2008 erogati 6,3 miliardi finanziamenti garantiti Presentata l'indagine sul
sistema dei 192 Confidi artigiani (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 01 apr - Nel 2008 i Consorzi Fidi hanno erogato 6.312,8 milioni di
finanziamenti garantiti a 735.619 artigiani e piccole imprese. Un trend in
crescita rispetto al 2007 quando i finanziamenti concessi dai Confidi sono
stati pari a 6.088,0 milioni. I dati sono contenuti nella dodicesima edizione
dell'indagine sul sistema dei 192 Confidi artigiani, presentata oggi a
Roma da Fedart Fidi, la Federazione nazionale unitaria dei consorzi e
cooperative artigiane di garanzia promossa da Confartigianato, Cna e
Casartigiani. Si mantiene elevato anche il grado di penetrazione del sistema
Confidi nel comparto artigiano (42%), a conferma del fatto che quasi un
imprenditore su due si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie
esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.
A livello regionale in testa si piazza il Veneto con 1.127 milioni di euro di
finanziamenti garantiti nel 2007 dai Confidi artigiani. Al secondo posto c'è la
Toscana con 987 milioni, seguita dalla Lombardia con 814 milioni. I Confidi,
sottolinea la nota, svolgono una funzione fondamentale anche nella prevenzione
del fenomeno dell'usura: i due terzi dei Confidi (65,9%) gestiscono infatti i fondi speciali antiusura consentendo il rientro
nei circuiti legali di finanziamento a migliaia di piccole imprese. Nel 2007
hanno effettuato oltre 1.900 operazioni, per un importo complessivo di
finanziamenti concessi pari a 60 milioni di euro. La regione che ha realizzato
il maggior numero di questa tipologia di operazioni (oltre 300) è stata
l'Emilia Romagna.
( da "Dagospia.com" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
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MarPionne: no a bancarotta Chrysler TELECINCO HA VOGLIA DI PARTNER
SEQUESTRATA VILLA MADOFF A PALM BEACH LUFTHANSA: IN ITALIA
CONCORRENZA NON è LIBERA - IL G20 SEGRETO DEI BANCHIERI
1 - Borsa, Europa in
netto rialzo. A Milano bene Fiat e bancari... Da
"ilsole24ore.com" - Apertura in netto rialzo per le borse europee
sulla scia della buona performance messa a segno da Tokyo. In avvio di seduta
Parigi guadagna il 2,18%,
Francoforte l'1,1%, Londra il 2,5%. A Milano il Mibtel segna un rialzo del
2,08%, mentre l'S&PMib guadagna il 2,66%. Marchionne Guidano il listino
principale i titoli degli istituti di credito. Il Banco Popolare è il primo dei
titoli delle società a maggiore capitalizzazione (+7,27%), dopo la volata della
vigilia provocata dalle parole positive PierFrancesco
Saviotti, che ha espresso la possibilità che sia distribuita una cedola.
Dopo le recenti svalutazioni, secondo il numero uno, la
banca «ha un portafoglio crediti bianco come la neve». Bene anche UniCredit
(+5,45%) e Intesa Sanpaolo (+3,29%). In spolvero Fiat. Il titolo in avvio
guadagna il 5,37% in scia alla ripresa delle immatricolazioni auto legata agli
incentivi varati dal Governo. Tra le azioni delle società a capitalizzazione
minore, dopo la corsa delle ultime tre sedute, si stanno sgonfiando le Seat
(-17%). In rialzo del 9% le Socotherm. Gli investitori attendono le notizie che
usciranno dal G20 di Londra, soprattutto in tema di misure economiche che
verranno prese dai paesi per combattere la crisi ormai di portata mondiale. Il
presidente francese, Nicolas Sarkozy, insieme al cancelliere tedesco, Angela
Merkel, ieri sera ha dichiarato necessaria l'adozione immediata da parte del
G20 di una nuova regolamentazione più severa del sistema finanziario. A metà
giornata, inoltre, si riunirà il consiglio direttivo della Bce, per decidere la
politica monetaria. 2 - Asia ok con auto, Tokyo +4, 4%... (ANSA) - Chiusura in
forte rialzo (Tokio +4,4%) per le principali borse Asia e Pacifico che hanno
salutato i dati di vendite auto a marzo in Usa ed Ue.Gli
acquisti hanno interessato anche il comparto bancario,
dopo i segnali di ripresa dell'economia indicati dal segretario al tesoro Usa
Timothy Geithner al G20 di Londra. Tokyo ha chiuso con un rialzo del 4,4%, Seul
del 3,54% e Sidney del 2,81%, mentre Hong Kong guadagna il 5,3%. Bernard Madoff 3 - Istat: Nel 2008 deficit-Pil sale al
2,7%... (Apcom) - Deficit pubblico in crescita nel
( da "Stampaweb, La" del 02-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
BOCHUM Lo shopping
online sta aumentando ormai in maniera esponenziale come evidenziato dalle
ultime ricerche condotte dallagenzia olandese Locatus. La
notizia non sorprende più di tanto se pensiamo a quanto gli
acquisti online siano più convenienti. Facendo una media potremmo
osservare come i prezzi dei prodotti acquistabili online,
spedizione compresa, siano normalmente più convenienti del 15% rispetto a quelli degli stessi
prodotti acquistati nelle normali catene di negozi. Senza dimenticare poi anche
la possibilità di risparmiare sulle spese di automobile e parcheggio stando
comodamente seduti di fronte al nostro Pc. Sfortunatamente anche questa
modalità di fare shopping ha i suoi pericoli. I cyber criminali sono soliti
distribuire software maligni e virus in grado di intercettare dati sensibili
come pagamenti e dati delle carte di credito. Per questo motivo è opportuno adottare
qualche semplice ed utile accorgimento: 1. Acquistare solo su negozi online che godono di buona/ottima reputazione. Se è
la prima volta che si utilizza uno shop online bisogna prima accertarsi che lo
shop sia affidabile. Internet in questo caso aiuta molto: basta fare una
semplice ricerca e vedere se online sono disponibile delle recensioni o dei
giudizi da parte di altri utenti. 2. Se ci viene richiesto di inserire i propri
dati personali (come ad esempio i nostri dati bancari) bisogna sempre controllare
che nella barra indirizzi del nostro browser lUrl inizi sempre
con https:// 3. Trasferire denaro su account bancari stranieri solo ed
esclusivamente solo se si conosce personalmente il destinatario. 4. Utilizzare
sistemi di pagamento con possibilità di annullare la transazione. Se si paga con carta di
credito è possibile chiedere alla compagni di
riferimento di bloccare il pagamento a determinati destinatari. Di solito è
possibile riavere indietro sul proprio conto corrente i soldi accreditati in circa
30 giorni. 5. Controllare il proprio estratto conto con regolarità. 6.
Utilizzare il buon senso: se ci viene offerta una nuova versione del prodotto
che non è ancora disponibile, o se certi prodotti sono troppo convenienti o
disponibili troppo velocemente, è meglio non fidarsi 7. Essere sicuri di aver istallato un software per la sicurezza
aggiornato e che lo scanner http sia sempre attivo. 8. Per i netbook e i Pc
privi di un lettore Dvd/Cd è possibile utilizzare penne Usb con il software
antivirus, come quella di G Data caricata con Notebook Security. Danni
più comuni I cyber criminali possono intercettare i nostri dati personali
istallando nei nostri pc degli spyware, come pure dei keylogger per registrare
e trasmettere quanto noi digitiamo sulla tastiera. Sistemi di pagamento molto
conosciuti come PayPal o siti di aste come eBay sono
un obbiettivo sensibile per i cyber criminali. Essi cercano anche di riciclare
denaro attraverso Internet, per esempio comprando prodotti con carte di credito
di cui hanno rubato i dati personali al proprietario. Il denaro viene spesso
riciclato attraverso eBay rivendendo poi qui gli
oggetti precedentemente acquistati.
( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMO PIANO pag. 2
ECONOMIA: LUCI E OMBRE IN ARRIVO nuovi piccoli finanziamenti per le
microimprese. Il consiglio della Camera di commercio di Pistoia ha approvato un
nuovo progetto per favorire il ricorso a prestiti di modesta entità da parte
delle piccole aziende, messo a punto insieme alle associazioni di categoria ed
in alleanza con le banche del territorio. In pratica, l'iniziativa prevede la
possibilità di accedere ad un prestito massimo di 20 mila euro a 36 mesi con la
facoltà di non dover rimborsare rate per gli interessi fino a tutto il primo
anno. In caso di necessità sarà infatti la stessa
Camera di commercio, che nell'operazione investirà 300 mila euro, a sostenere
gli interessi dei primi 12 mesi. L'idea prende spunto da una simile esperienza
elaborata a Lucca con un plafond di 35 milioni di euro ed è stata illustrata
ieri durante la seduta aperta del Consiglio camerale tenutosi al convento di
San Domenico, cui hanno partecipato anche esponenti del mondo bancario (ViBanca, Credito Cooperativo Valdinievole, Banca
del Monte di Lucca, Unicredit, Caripit, Bcc di Pescia, Banca di Pistoia, Bcc di
Masiano, Bcc di Vignole, Bcc di Montagna Pistoiese, Unicredito Banca di Roma,
Cassa di Risparmio di Orvieto) e delle istituzioni locali. «IL
PROGETTO hanno spiegato la nuova segretaria della Cciaa, Cristina Martelli e il
presidente, Rinaldo Incerpi si rivolge a tutte le imprese con meno di dieci
dipendenti che rappresentano il 96% delle imprese presenti nel nostro
territorio, e che nonostante la crisi abbiano in programma di effettuare spese
e piccoli investimenti. I soldi presi in prestito potranno essere utili per
necessità di qualsiasi tipo, dalla ristrutturazione dei locali,
all'ammodernamento delle attrezzature, all'acquisto di materiali. Il beneficio
consisterà nel ricevere liquidità a medio termine senza alcun esborso per tutto
il primo anno del finanziamento. Le associazioni categoria avranno un ruolo
informativo e di assistenza alle imprese». La proposta è stata approvata con la
sola astensione di Valter Bartolini (Cgil) e Andrea Gualtierotti (Ance). Alcune
osservazioni sono state avanzate anche da altri membri del Consiglio camerale
in particolare sulla soglia massima stabilita per i prestiti. Prima di divenire
operativo, il progetto che va ad aggiungersi ai tanti che
in questi mesi sono stati messi a punto da Consorzi Fidi e associazioni di
categoria, dovrà essere formalmente sottoscritto dalle banche del territorio.
AL CONSIGLIO di ieri mattina Incerpi ha anche illustrato le principali
iniziative promozionali portate avanti dalla Camera di commercio negli ultimi
mesi. Oltre alla tre-giorni espositiva «Immagine Italia&Co«. a Fortezza Da Basso di Firenze,
il piano per l'internazionalizzazione realizzato con la partecipata Pistoia
Promuove, ed un progetto da 400 mila euro in via di definizione per la
promozione del territorio con particolare riferimento al turismo termale. s.t. Image: 20090403/foto/4556.jpg
( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMO PIANO pag.
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Centro-Nord sezione:
CENTRO NORD data: 2009-04-01 - pag: 10 autore:
Incentivi. Preferita l'opzione del piano regionale rivolta a soluzioni
immediate Corsa agli aiuti per la liquidità Poco richieste dalle Pmi le misure
per favorire gli immobilizzi FIRENZE Silvia Pieraccini è corsa al fondo di
garanzia da 48 milioni istituito due mesi fa dalla Regione Toscana per
agevolare l'accesso al credito bancario da parte delle
piccole e medie aziende, anche se dal mondo imprenditoriale si moltiplicano le
critiche ai requisiti previsti per ottenere le garanzie pubbliche (rating B
secondo i parametri di Basilea 2, incidenza degli oneri finanziari non
superiore al 5% del fatturato; per chi deve consolidare il debito a breve
termine, obbligo di trovare una banca diversa da quella che ha concesso il
primo prestito), considerati troppo rigidi. Si lamentano gli artigiani, guidati
da Confartigianato Prato: «Gli interventi tanto sbandierati risultano di fatto
inapplicabili alla stragrande maggioranza delle imprese artigiane ». Si
lamentano gli industriali, in testa Confindustria Grosseto: «I requisiti per
l'accesso penalizzano proprio chi è in difficoltà, e paradossalmente rischiano
di rafforzare le aziende forti e di rendere sempre meno competitive quelle che
avrebbero bisogno di aiuto». Ribatte il presidente toscano Claudio Martini: «I paletti sono quelli posti dall'Unione europea, ma in
fondo sono sufficientemente larghi. I nostri fondi sono destinati a chi è a
corto di liquidità, e non a chi era in difficoltà prima del 2008. Non vogliamo
aiutare aziende senza futuro, ma costruire un sistema economico che sappia
stare in piedi con le proprie gambe». Secondo Martini, i dati dimostrano che lo
strumento messo in pista dalla Regione sta funzionando. Nel primo mese di
operatività (dal 13 febbraio al 19 marzo), le richieste di garanzie pubbliche
(che sono erogate gratuitamente, sostituiscono le garanzie reali solitamente
richieste dagli istituti di credito e coprono fino all'80% del finanziamento
per gli investimenti e fino al 60% per la liquidità) arrivate attraverso le banche alla finanziaria regionale Fidi Toscana, che gestisce il
fondo, sono state 680 (le istruttorie sono in corso, le prime domande sono già
state accolte), per un totale di finanziamenti pari a 219,2 milioni. Gran parte
di queste richieste ( addirittura il 76%) riguarda la misura per reintegrare la
liquidità delle aziende, che ha la dotazione minore: 15 milioni sui 48
complessivi. I restanti 33 milioni del fondo regionale sono infatti destinati a garantire gli investimenti, ma finora
solo 158 aziende toscane (23% delle domande) li hanno richiesti (per un totale
di 38,8 milioni da investire, dunque con una media di 245mila euro per
azienda), a conferma della grande "emergenza liquidità" che affligge
le Pmi toscane, e delle crescenti difficoltà a sostenere investimenti in questa
fase di crisi. Le difficoltà di accedere ai fondi regionali, peraltro, sembrano
colpire in modo più pesante le aziende di Prato, Grosseto, Siena e Livorno,
agli ultimi posti nella graduatoria regionale delle richieste presentate sia
sulla misura di liquidità che su quella degli investimenti. In testa, per
numero totale di domande presentate, c'è invece Firenze,seguita
da Lucca e Massa-Carrara. Riguardo ai settori la parte del leone, nelle
richieste di garanzie, la fanno le aziende ma-nifatturiere: i dati forniti
dalla Regione svelano che più del 50% delle domande (346 su 680) arriva
dall'industria, che dunque appare come il settore più in affanno e bisognoso di
aiuto. Segue- in linea con la struttura economica regionale - il
commercio/turismo (quasi il 30% delle domande), mentre appare assolutamente
fermo il comparto dell'agricoltura pesca (appena otto domande presentate). Il
forte sbilanciamento delle richieste sulle misure per il reintegro della
liquidità ha già portato la Regione a valutare la possibilità di aumentare la
dotazione finanziaria. Ma dal mondo delle imprese arriva anche una richiesta
ulteriore. «La Regione rifletta sugli effetti dei paletti per accedere ai fondi
- sostiene Confindustria Grosseto - che vanno a sostenere i concorrenti di chi
subisce gli effetti della crisi». Aggiunge Confartigianato Prato: «Se i
parametri di Basilea 2 non possono essere rivisti, si pensi a interventi
aggiuntivi rispetto a questi, in modo che anche le piccole imprese possano
accedervi». © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nord-Est sezione:
EST data: 2009-04-01 - pag: 14 autore: Le risorse
Dalla Cdc sostegni per 5 milioni Secondo Confartigianato, il 10% delle 1.500
imprese iscritte all'associazione di categoria isontina (capaci di garantire
complessivamente 6.500 posti di lavoro) rischia la chiusura di qui a due mesi.
La fiducia, tuttavia, resta. La Camera di commercio in questo inizio d'anno ha
messo a disposizione 5 milioni di euro – fanno sapere vertici dell'associazione
di categoria – e il Consorzio di garanzia dei fidi bancari
sta lavorando bene nei confronti dell'intero sistema bancario territoriale.
Il margine di manovra per uscire da questa situazione di difficoltà c'è, anche
se, inevitabilmente, una parte di queste realtà in forte difficoltà è destinata
a sparire. Il problema principale che accusano le piccole e medie
imprese di settore resta quello della sottocapitalizzazione, peggiorata da
bilanci ancora troppo poco solidi. «Abbiamo bisogno di
un'iniezione di managerialità – si sottolinea a Confartigianato –. Se fino a
qualche anno fa bastava solo sapere fare bene il proprio lavoro oggi occorre
anche avere la capacità di gestire il business e di innescare processi
autentici di innovazione». Alcune aziende si sono già mosse in questa
direzione, riuscendo nei primi due mesi dell'anno a contenere la fisiologica
contrazione delle commesse nell'ordine del 20%, a fronte di una più
generalizzata diminuzione dell'output compresa fra il 40 e il 60 per cento. è il caso, ad esempio, della meccanica di precisione.
Edilizia a parte, il settore più in difficoltà resta l'autotrasporto, dove i
posti di lavoro a rischio sono circa 300. Ni. Co. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Repubblica, La"
del 03-04-2009)
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Pagina 9 - Economia
Rivalutati gli "asset tossici" colpo di coda di Wall Street Banche
Usa, a sorpresa torna la deregulation Di fatto sospesa
la norma del "mark to market", allentate le regole della contabilità
I mercati hanno festeggiato, ma c´è il rischio che monti la sfiducia nel
sistema finanziario FEDERICO RAMPINI Non è stato il G20 ieri la vera causa
scatenante del rialzo di Wall Street, bensì un regalo normativo ai banchieri.
Mentre a Londra i leader di Stato assumevano l´impegno a varare regole più
severe sui mercati finanziari, l´America ha fatto un passo indietro riscoprendo
la deregulation a favore della "finanza creativa". L´Authority che
fissa le norme sulla contabilità ha deciso di allentare i criteri di
valutazione dei titoli tossici. Finora valeva la norma del "mark-to-market": le banche erano tenute ad assegnare ai
titoli che possiedono un valore calcolato in tempo reale in base alla loro
quotazione di mercato. E´ così che i maggiori istituti di credito del mondo
sono stati costretti a rivelare delle voragini nei loro bilanci. Montagne di
titoli-spazzatura, infatti, non trovano acquirenti sul mercato se non a prezzi
che sono una minuscola frazione del loro valore teorico (quello nominale o di emissione).
Di fronte a questa diffidenza dei mercati e alla latitanza di acquirenti, i
banchieri erano obbligati a svalutare i loro portafogli-titoli, con una spirale
di perdite. E´ quella regola contabile che ha precipitato i fallimenti bancari
(come Lehman), le nazionalizzazioni ufficiali o di fatto
(da Aig a Royal Bank of Scotland). Ieri è scattato il contrordine. Il Financial
Accounting Standards Board (Fasb), Authority che determina i requisiti della
contabilità societaria, ha varato una sorta di indulgenza plenaria. Il "mark-to-market" è di fatto sospeso. Le banche possono
usare un criterio molto più flessibile. Sono autorizzate ad attribuire ai loro
titoli un "fair value", un valore equo che possono determinare a loro
giudizio. Di colpo i titoli tossici possono essere rivalutati d´incanto, se
solo le banche che li detengono decidono che il loro valore reale è superiore a
quello di mercato. Pazienza se non ci sono acquirenti a cui venderli; quei
titoli spazzatura possono diventare ben più pregiati se questa è l´opinione di
chi redige i bilanci. Di conseguenza si allenta sulle aziende di credito la
pressione per rivelare le perdite legate al deprezzamento di quei titoli. Non
stupisce l´euforia di Wall Street, dove i titoli delle banche hanno trascinato
il listino al rialzo. L´indice Dow Jones ha ormai recuperato oltre il 20%
rispetto ai minimi di marzo. Perfino il dato sui senza lavoro
(in aumento a 669.000 i disoccupati mensili) è stato ignorato dai mercati di
fronte al cambio di regole per la contabilità bancaria. La svolta annunciata
ieri dal Fasb non era inattesa. Da mesi i banchieri si battono per ottenere
questa deregulation contabile. Suscitando ulteriore indignazione tra i
contribuenti americani, si è scoperto che le stesse banche semi-nazionalizzate,
dopo aver ricevuto centinaia di miliardi di aiuti hanno aumentato le loro spese
di lobbying per far pressione sul Congresso e sull´Amministrazione Obama. I
banchieri spiegano così la loro richiesta: nella crisi attuale alcuni mercati
di fatto hanno smesso di funzionare; l´assenza di fiducia ha fatto scomparire
gli investitori per certi prodotti finanziari; in questo caso le quotazioni di
mercato non hanno più senso e doverle usare è una penalizzazione assurda. Le
perdite di bilancio, secondo questa tesi, sono temporanee perché in futuro gli
stessi titoli tossici potranno ritrovare acquirenti a valori più ragionevoli.
Oppure le banche potranno tenersi i titoli fino alla scadenza, e non sempre i
debitori che sono all´origine di quei titoli si riveleranno insolventi.
Costringere le banche a deprezzare pesantemente quei titoli non fa che
alimentare la spirale della sfiducia. Questi argomenti hanno fatto breccia
nelle autorità e i banchieri l´hanno spuntata. Ma adesso il rischio si sposta
nuovamente altrove: dalla parte dei risparmiatori che non
sanno più se possono fidarsi dei bilanci bancari. All´origine di questa crisi
ci fu proprio la mancanza di trasparenza, che il Fasb ora legittima
nuovamente. Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino
legati ai mutui subprime, quei titoli avevano l´etichetta della "tripla
A" generosamente rilasciata dalle agenzie di rating. Tutte in
conflitto d´interessi, perché pagate dagli emittenti dei titoli. La decisione
del Fasb rischia di riprodurre gli stessi problemi: mancanza di trasparenza, e
conflitto d´interessi visto che saranno gli stessi banchieri ad attribuire un
prezzo ai titoli che hanno in casa.
( da "KataWeb News" del 03-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Wall Street
"rivaluta" i titoli tossici 3 aprile 2009 alle 08:49 — Fonte:
rampini.blogautore.repubblica.it — 0 commenti Non è
stato il G-20 ieri la vera causa scatenante del rialzo di Wall Street, bensì un
regalo normativo ai banchieri. Mentre a Londra i leader di Stato assumevano
l'impegno a varare regole più severe sui mercati finanziari, l'America ha fatto
un passo indietro riscoprendo la deregulation a favore della "finanza
creativa". L'authority che fissa le norme sulla contabilità ha deciso di
allentare i criteri di valutazione dei titoli tossici. Finora valeva la norma
del "mark-to-market": le banche erano tenute
ad assegnare ai titoli che possiedono un valore calcolato in tempo reale in
base alla loro quotazione di mercato. E' così che i maggiori istituti di
credito del mondo sono stati costretti a rivelare delle voragini nei loro
bilanci. Montagne di titoli-spazzatura, infatti, non trovano acquirenti sul
mercato se non a prezzi che sono una minuscola frazione del loro valore teorico
(quello nominale o di emissione). Di fronte a questa diffidenza dei mercati e
alla latitanza di acquirenti, i banchieri erano obbligati a svalutare i loro
portafogli-titoli, con una spirale di perdite. E' quella regola contabile che
ha precipitato i fallimenti bancari (come Lehman), le nazionalizzazioni
ufficiali o di fatto (da Aig a Royal Bank of
Scotland). Ieri è scattato il contrordine. Il Financial Accounting Standards
Board (Fasb), authority che determina i requisiti della contabilità societaria,
ha varato una sorta di indulgenza pleniaria. Il "mark-to-market"
è di fatto sospeso. Le banche possono usare un criterio molto più flessibile.
Sono autorizzate ad attribuire ai loro titoli un "fair value", un
valore equo che possono determinare a loro giudizio. Di colpo i titoli tossici
possono essere rivalutati d'incanto, se solo le banche che li detengono
decidono che il loro valore reale è superiore a quello di mercato. Pazienza se
non ci sono acquirenti a cui venderli; quei titoli spazzatura possono diventare
ben più pregiati se questa è l'opinione di chi redige i bilanci. Di conseguenza
si allenta sulle aziende di credito la pressione per rivelare le perdite legate
al deprezzamento di quei titoli. Non stupisce l'euforìa di Wall Street, dove i
titoli delle banche hanno trascinato il listino al rialzo. L'indice Dow Jones
ha ormai recuperato oltre il 20% rispetto ai minimi di marzo. Perfino il dato sui senza lavoro (in aumento a 669.000 i disoccupati
mensili) è stato ignorato dai mercati di fronte al cambio di regole per la contabilità
bancaria. La svolta annunciata ieri dal Fasb non era inattesa. Da mesi i
banchieri si battono per ottenere questa deregulation contabile. Suscitando
ulteriore indignazione tra i contribuenti americani, si è scoperto che le
stesse banche semi-nazionalizzate, dopo aver ricevuto centinaia di miliardi di
aiuti hanno aumentato le loro spese di lobbying per far pressione sul Congresso
e sull'Amministrazione Obama. I banchieri spiegano così la loro richiesta:
nella crisi attuale alcuni mercati di fatto hanno smesso di funzionare;
l'assenza di fiducia ha fatto scomparire gli investitori per certi prodotti
finanziari; in questo caso le quotazioni di mercato non hanno più senso e
doverle usare è una penalizzazione assurda. Le perdite di bilancio, secondo questa
tesi, sono temporanee perché in futuro gli stessi titoli tossici potranno
ritrovare acquirenti a valori più ragionevoli. Oppure le banche potranno
tenersi i titoli fino alla scadenza, e non sempre i debitori che sono
all'origine di quei titoli si riveleranno insolventi. Costringere le banche a
deprezzare pesantemente quei titoli non fa che alimentare la spirale della
fiducia. Questi argomenti hanno fatto breccia nelle autorità e i banchieri
l'hanno spuntata. Ma adesso il rischio si sposta nuovamente altrove: dalla parte dei risparmiatori che non sanno più se possono fidarsi dei
bilanci bancari. All'origine di questa crisi ci fu proprio la mancanza di
trasparenza, che il Fasb ora legittima nuovamente.
Quando le banche di tutto il mondo fecero incetta di titoli-spezzatino legati
ai mutui subprime, quei titoli avevano l'etichetta della "tripla A"
generosamente rilasciata dalle agenzie di rating. Tutte in conflitto
d'interessi, perché pagate dagli emittenti dei titoli. La decisione del Fasb
rischia di riprodurre gli stessi problemi: mancanza di trasparenza, e conflitto
d'interessi visto che saranno gli stessi banchieri ad attribuire un prezzo ai
titoli che hanno in casa. rampini
( da "Gazzetta di Reggio"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Oltre 67mila euro
per abbassare i tassi di interesse Stanziati dalla Comunità Montana a favore
delle giovani imprese e delle famiglie CASTELNOVO MONTI. In un periodo di gravi
difficoltà ad accedere al credito bancario sia per le
famiglie che per le imprese, anche la Comunità Montana ha deciso di intervenire
mettendo a disposizione risorse per l'abbattimento dei tassi di interesse a
favore delle imprese del territorio. Si tratta di 67.270
euro che vengono erogati ai consorzi fidi per abbattere i tassi su prestiti con
un importo massimo di 300.000 euro e per una durata di 60 mesi. Gli investimenti
ammessi riguardano tutte le tipologie attinenti alla attività
della azienda e necessari per aumentarne la competitività. I tassi
saranno abbattuti di norma dello 0,75%, ma in caso di imprese giovanili, di
imprese nei comuni del Crinale più Vetto (esclusa
l'area di San Bartolomeo in comune di Villa), di imprese femminili o di imprese
costituite nei dodici mesi precedenti la data di presentazione della domanda di
finanziamento, l'abbattimento del tasso è del 1,25%. Le domande di
finanziamento vanno presentate ai consorzi di garanzia che sono responsabili in
toto dei procedimenti di assegnazione e dovranno poi rendicontare alla Comunità
montana sull'utilizzo. Il tutto è ovviamente rivolto alle imprese ubicate nei
tredici comuni del territorio montano. Per informazioni ci si può rivolgere
alle associazioni di imprese o direttamente ai consorzi fidi. (l.t.)
( da "Giornale di Calabria, Il"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Crisi economica,
banche e prefetti. Lopinione di Carlo Rippa La crisi che
infuria sull'economia mondiale, in Italia è agevolmente contrastabile, perchè
il governo in carica, dominato da Berlusconi e da Tremonti che è il suo profeta, è l'unico in
grado di assumere provvedimenti saggi, efficaci, prudenti, coraggiosi e
lungimiranti. E' questa la fantastica idea rilanciata quotidianamente dai mezzi
di informazione di bandiera. Non fosse per una stampa allarmista, per
l'opposizione che riesce solo a blaterare, per quel sindacato comunista sempre
più ribelle, per quella parte della tivù pubblica che critica costantemente il
governo, l'Italia potrebbe dormire sonni tranquilli e ambire ad una leadership
almeno europea. Personalmente, sulla recessione economica italiana sono un
tantino meno ottimista, forse perchè mi riesce più facile interpetrare il
linguaggio delle cifre, le quali dicono che le entrate correnti sono in
notevole calo, l'avanzo primario al netto degli interessi sul debito si è
dimezzato, il pil del 2008 è diminuito dell'1 per cento rispetto all'anno
precedente e l'Ufficio studi di Confindustria prevede una riduzione del 3,5 per
cento per l'anno in corso, il debito pubblico è al 110 per cento sul pil, la
pressione fiscale ha superato il tetto del 43,5 e tende a salire, la Cassa
integrazione é aumentata del 550 per cento rispetto all'anno precedente, mentre
la disoccupazione cresce quotidianamente e nessuno è in grado di dire se e
quando la preoccupante onda di crescita si fermerà. Ecco perchè non riesco a
condividere l'ottimismo del duo Berlusconi-Tremonti, anzi mi convinco sempre di
più che quasi tutti i provvedimenti finora adottati dal governo in carica siano
stati tardivi, insufficienti, a volte anche errati e, soprattutto,
contraddittori. Prendiamo ad esempio, la brillante
"trovata" di affidare alle prefetture la vigilanza sull'esercizio del
credito a favore delle imprese minori. Mentre negli altri Paesi si discute
approfonditamente sull'opportunità di nazionalizzare le banche in difficoltà,
in Italia, padroneggiata da Berlusconi che ama definirsi "uomo del
fare", si è subito trovata la soluzione del problema: lo Stato non
diventerà azionista, ma sorveglierà l'attività delle banche attraverso i
prefetti. Mi soffermo, sia pure brevemente, su quest'ultimo emblematico
provvedimento, per dimostrarne la sostanziale inutilità e incoerenza. E'
necessario tuttavia premettere alcuni fondamentali concetti sulla gestione
dell'azienda bancaria, con particolare riferimento alla banca di credito
ordinario, così denominata perchè riceve credito e concede credito; in altre
parole raccoglie risparmio monetario da chi ne abbia disponibile per prestarlo
a chi ne abbia bisogno. Le sue operazioni fondamentali sono quindi basate sul
"credito", ovvero sullo scambio di una prestazione e
controprestazione che avvengono in tempi diversi; elemento inseparabile da ogni
operazione di credito è la "fiducia" che una parte ripone nell'altra
circa l'esatto adempimento di una prestazione convenuta per un tempo futuro.
Ogni operazione di credito implica inevitabilmente l'assunzione del
"rischio" di perdere, in tutto o parzialmente, il controvalore di una
prestazione già fatta. Detta "fiducia" - e con essa la valutazione
del "rischio"- deriva dalla considerazione di elementi di ordine
personale e di elementi di ordine reale. Diversi sono i motivi che concorrono a
determinare una priorità dell'elemento personale sull'elemento reale e mi
occorrerebbe molto spazio per sviluppare in modo esaustivo l'argomento. Non di
meno ritengo indispensabile chiarire e specificare che gli elementi di ordine
personale da valutare ai fini della concessione di un credito concernono, da un
lato, le doti morali delle persone responsabili dell'adempimento delle
obbligazioni, dall'altro lato, l'impiego che dette persone saranno capaci di
dare e vorranno dare ai mezzi monetari messi a loro disposizione. Questo
secondo ordine di considerazioni porta a valutare l' "efficienza"
con la quale vengono svolte le attività che la banca si accinge a finanziare. Non è possibile che la banca possa prescindere dai predetti
fondamentali criteri di gestione nella concessione del fido ai richiedenti e
nella conseguente sua utilizzazione. Operare con
criteri diversi significa, per la banca, compromettere la sua redditività e,
soprattutto, mettere in grave rischio i risparmi dei depositanti, cioè le sue
naturali fonti di finanziamento. Non è quindi difficile capire perchè le
banche, nella grave fase di depressione in cui versa il nostro Paese, sono
diventate più rigorose nella valutazione delle attività che dovrebbero essere
finanziate, riducendo conseguentemente i fidi concessi e limitando la
concessione di nuovi affidamenti. Non è un problema di liquidità quello che impedisce
alle banche di rispondere positivamente ad ogni richiesta di nuovi o ulteriori
finanziamenti, anche perchè i mezzi monetari di cui le banche già dispongono
sono certamente ragguardevoli. Continuo a non capire a che cosa servano i
Tremonti-bond: dodici miliardi a disposizione del sistema bancario,
con l'obbligo di erogare crediti alle piccole e medie imprese. Costo per le
banche tra l'8 e il 9 per cento. Le banche emettono, il Tesoro acquista e ne
ricava il 4 per cento di utile. Intanto alcune imprese assicurative e bancarie
hanno emesso obbligazioni al 4 e mezzo per cento che sono andate a ruba. Il
Governo crede veramente di avere risolto il fabbisogno di credito delle piccole
e medie imprese e degli artigiani? Ma non sarebbe stato più semplice ed efficace
accelerare il pagamento dei debiti, pari a 2,5 punti percentuali di Pil, che lo
Stato ha maturato nei confronti delle imprese? Cosa potranno e sapranno fare le
prefetture, cui è stata affidata la vigilanza sull'esercizio del credito alle
imprese minori? Provo ad immaginare cosa potrebbe accadere se un piccolo
imprenditore, venuto a conoscenza che la banca ha respinto una richiesta di
credito per la propria azienda, producesse un regolare esposto alla prefettura
di competenza. Le cose andrebbero pressappoco così. La prefettura adita convoca
il direttore della filiale incriminata per conoscere i motivi del diniego.
Quasi certamente il funzionario interpellato sosterrà che il finanziamento non
è stato accordato per mancanza o grave insufficienza dei requisiti di ordine
personale e reale del richiedente. A questo punto il prefetto segnalerà il caso
al ministro Maroni, il quale, per competenza, interesserà della questione il
ministro Tremonti. Infine, il fascicolo sarà integralmente trsmesso alla
competente sede della Banca d'Italia, con richiesta di istruzione della pratica
e conseguente assunzione dei correlativi provvedimenti. Ora, per pura ipotesi
di lavoro, si supponga che il finanziamento richiesto venga finalmente
concesso. Sarà considerato dal piccolo imprenditore ancora utile, ai fini della
realizzazione dell'investimento progettato, tenuto conto del notevole arco di
tempo trascorso dal giorno della richiesta? E se il debitore non sarà in grado
di restituire la somma ricevuta, chi risarcirà la banca: il prefetto? Il
ministero degli Interni? Il ministero dell'Economia? Qualcuno mi ricorderà che
il Governo ha previsto un apposito fondo per garantire i prestiti concessi
dalle banche alle piccole e medie imprese, utilizzando parte dei 13 miliardi
della Cassa Depositi e prestiti. E' vero. Ma allorquando detto fondo, divenuto
operante si esaurirà, a sopportarne le conseguenze saranno, come sempre, i
poveri contribuenti, fra i quali dovranno essere compresi necessariamente anche
i titolari dei depositi bancari. Per concludere, sono del parere che il capo
del Governo e il suo Ministro dell'Economia continuino a sottovalutare la
gravissima crisi economica e finanziaria che sta soffocando il nostro Paese.
Per questa ragione rifiutano qualunque proposta dell'opposizione, anche la più
ovvia e sensata, privilegiando la sterile politica degli annunci, delle
promesse e delle garanzie, in attesa che la drammatica situazione economica
evolva con il passare del tempo, oppure e peggio, chiedendo agli italiani, con
incredibile sfrontatezza, di modificare i loro abituali comportamenti. Si
spiegano così le ripetute sollecitazioni alle famiglie di aumentare, malgrado i loro insufficienti redditi, la quantità dei
consumi; a chi ha perduto il posto di lavoro di lavorare di più; ai proprietari
di case di ampliarne le superfici, senza difficoltà burocratiche, per
rivitalizzare il settore edilizio, investendo possibilmente i loro residui
risparmi o ricorrendo all'indebitamento; alle banche di assecondare qualunque
richiesta di mezzi monetari per incrementare la liquidità del mercato e, di
conseguenza, l'attività di produzione delle imprese. Che Dio ce la mandi buona!
(03-04-09)
( da "Corriere delle Alpi"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
IL PD ATTACCA IL
GOVERNO «Serve l'intesa con le banche» «Un soldo buttato è tolto alle tasche
degli italiani» BELLUNO. La crisi economica vista dal Pd. Giovedì sera ne hanno
parlato al Centro diocesano la senatrice Franca Donaggio già sottosegretario
alla Solidarietà sociale del II governo Prodi, il senatore Maurizio Fistarol e
il consigliere regionale Guido Trento, con moderatore Valerio Tabacchi
coordinatore provinciale del Pd. «Quello della crisi
economica - ha detto Fistarol - sarà certamente il tema principale della
campagna elettorale. Che il premier Berlusconi cercherà di eludere. E pur non
condividendo le analisi catastrofiste, va detto che la crisi è drammatica,
anche nella nostra provincia. Con il suo 40% di manifatturiero ad alta
vocazione all'export, e dunque più sensibile ai venti della recessione». Fistarol ha sottolineato il ritardo di 9 mesi del governo
di Berlusconi nell'affrontare il problema. Ed ha illustrato gli interventi
urgenti. In primo luogo l'assegno di disoccupazione pari al 60% della
retribuzione per sostenere i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro.
Sostegno anche ai precari, interinali, contratti di collaborazione, in modo
particolare all'artigianato e al commercio. E ancora, aumento delle detrazioni
sui redditi bassi, finanziamento con 500 milioni ai
consorzi per i fidi, autorizzare le banche all'erogazione dei contributi già
certificati. Ma per farlo occorre che il governo si decida a sottoscrivere un
accordo col sistema bancario. Un complesso di manovre del costo stimato di 4 miliardi di
euro. Pari all'operazione Alitalia! Oltre ai 140 milioni regalati al
Comune di Catania, i 500 milioni al Comune di Roma, gli 80 milioni alla
municipalizzata di Palermo per salvarla dal fallimento, i 55 milioni al Comune
di Palermo per lavori socialmente utili e i 400 milioni in più di spese elettorali
per non voler accorpare i referendum alle votazioni. «Mai come oggi - ha
concluso Fistarol - un soldo buttato via è un soldo tolto alle tasche di chi ne
ha bisogno». Franca Donaggio, senatrice del Pd, ha ripercorso le tappe di
questa crisi «che non ci è piovuta addosso all'improvviso - ha detto - ma di
cui se ne potevano cogliere le avvisaglie già durante il governo Berlusconi
2001-2006 quando l'Italia non cresceva ed accumulava ritardi rispetto agli
altri stati europei». Poi nel biennio seguente del governo Prodi si iniziò un
processo di risanamento, crescita e redistribuzione del reddito, con lotta
all'evasione. Venne proposto un piano straordinario per gli asili nido, il
testo unico sulla sicurezza e la stabilizzazione dei lavori precari. «Sul sociale
- ha detto la senatrice - ricordo che in Italia vi sono 87 anziani su 100
affidati a badanti, mentre in Svezia solo 2 su 100, il resto è coperto dal
servizio pubblico». L'affondo finale è sulla scuola: «La
Legge Gelmini ha tagliato 8 miliardi! Mentre scuola e ricerca avevano bisogno
di maggiori investimenti se vogliamo guardare all'Europa. Il messaggio di
questo governo è "arrangiarsi"! Volete sapere cosa dicono le due
ultime circolari diramate dal ministero del Lavoro e delle Finanze? Non mandate
in giro gli ispettori a fare tanti controlli». Ha concluso gli interventi Guido
Trento. Che ha manifestato la sua preoccupazione per l'esposizione del sistema bancario, auspicando che si ritorni all'economia reale. Ha
sottolineato il problema dell'evasione fiscale, della lentezza burocratica e della inadeguatezza dei controlli: «Come è possibile che
alla Asl di Treviso una impiegata sottragga 16 milioni di euro in tre anni e
nessuno se ne accorga?» Ha parlato anche di ridurre il costo della politica «un
consigliere regionale percepisce 9000 euro al mese e fa fatica a capire i
problemi di chi ne guadagna 1000-1300. Ora servono 14 miliardi per garantire un
minimo vitale a chi ha perso il posto di lavoro. Io avrei fatto come la
Danimarca, che prima di dare i soldi alle banche li ha dati ai lavoratori! La
provincia di Trento ha già stanziato 800 milioni per fronteggiare la crisi.
Perché lo Stato italiano non fa come la Germania che favorisce le energie
rinnovabili, finanziando l'installazione del solare e geotermico nelle
abitazioni?».
( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Milano Finanza
sezione: INCHIESTA data: 04/04/2009 - pag: 10 autore:
di Roberta Castellarin, Francesco Ninfole e Paola Valentini Credito/1 La
trappola dei tassi La Bce ha tagliato il costo del denaro all'1,25% contro il
4,25% di ottobre. Ma comprare una macchina a rate oggi costa più di sei mesi
fa. E nei nuovi mutui gli spread sono raddoppiati. Per non parlare di prestiti
e cessione del quinto dove si sfiora il 20% Poche illusioni per chi chiederà un
prestito o un mutuo nei prossimi mesi. Nonostante i tagli dei tassi da parte
della Bce, il costo del credito rimarrà su livelli elevati. Alla radice del
problema c'è la profonda trasformazione del settore bancario.
Gli istituti oggi gestiscono la liquidità con attenzione, sono sensibili al
rischio e prestano denaro con margini più alti. Una buona notizia per i bilanci
bancari colpiti dalla crisi, ma pessima per coloro che
sperano in costi finali più bassi. I segnali del fenomeno sono evidenti. Negli
ultimi sei mesi i tassi Bce sono scesi dal 4,25% all'1,25%, eppure comprare una
macchina a rate o indebitarsi per ristrutturare casa costa di più. Per quanto
riguarda l'acquisto di auto nuova, il Taeg (ovvero il saggio annuo che
comprende anche gli oneri fissi per l'erogazione del prestito) è oggi al 6,79
dal 6,27% dell'ottobre 2008. Credito più caro. La stessa tendenza riguarda i
mutui. Oggi le banche applicano sul variabile un ricarico sul tasso d'interesse
più che doppio rispetto all'autunno scorso, assorbendo quindi buona parte del
beneficio che deriva dai ribassi dei tassi Bce. A fronte di una riduzione
dell'Euribor a tre mesi da oltre il 5% di ottobre all'1,5%, si è registrato un
aumento degli spread nei nuovi mutui a tasso variabile dallo 0,8-0,9% medio al
2% circa. Senza contare che i nuovi mutui agganciati al tasso Bce costano di
più con margini che arrivano al 2,6%. Con l'Euribor a tre mesi all'1,5% questa
differenza tra gli spread può passare inosservata, ma bisogna considerare che
l'ottica è almeno di dieci anni e i tassi non
resteranno così bassi, mentre lo spread resta fisso per tutta la durata del
mutuo. Se l'Euribor dovesse tornare al 4-5%, la rata con spread a questi
livelli diventerebbe davvero elevata. Se, poi, si vuole approfittare dei tassi
ai minimi per strappare un mutuo a saggio fisso a buon mercato non bisogna
illudersi.La situazione registrata nel comparto mutui
è amplificata laddove non c'è la garanzia del bene acquistato. Nei prestiti
personali, infatti, i tassi medi sono circa sette volte più
alti rispetto al saggio di sconto: secondo le ultime rilevazioni di
Banca d'Italia il denaro, quando viene erogato, costa più del 9%. Andare in
rosso sul conto corrente fino a 5 mila euro costa quasi il 12%, quando i tassi
attivi sui depositi sono sotto l'1%. E per quanto riguarda le imprese,
un'azienda con alto rating non paga poco meno del 5,5%, mentre una in
difficoltà finanziaria difficilmente ottiene un tasso inferiore all'11%. Ma
come si spiega un divario così ampio fra i tassi ufficiali e quelli pagati
dagli utenti? «Il mercato vive una fase di rischio sistemico, ben lontana dalla
normalità», ha spiegato Giovanni Bussu, capo della divisione restructuring di
Unicredit, al «Banking Day» organizzato da Milano Finanza e Boston Consulting
Group. «Il riprezzamento del rischio è generale e non riguarda solo le banche:
si pensi all'esplosione degli spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi
oppure alla crescita del costo del credito per le società investment grade».
Insomma, l'euforia della bolla del credito è finita: il rischio si paga,
eccome. Soprattutto in questa fase economica: le sofferenze sui prestiti
aumenteranno ancora nel 2009. Inevitabile che gli istituti facciano pagare un
prezzo più alto ai clienti. Negli ultimi mesi inoltre la crisi ha messo gli
utili bancari sotto una forte pressione, che può essere in parte compensata da
margini più favorevoli. Ma sarebbe un errore considerare temporaneo l'aumento
del costo del denaro. All'origine del fenomeno c'è un cambiamento strutturale
di prospettiva: «Prima della crisi le banche consideravano liquidità e capitale
come risorse infinite», ha fatto presente Giuseppe Castagna, capo del corporate
banking & international network di Intesa Sanpaolo. Oggi lo scenario si è
ribaltato e quell'illusione è svanita. Il costo del rischio è in crescita per
tutti gli operatori e non è destinato a scendere sui livelli ante-crisi.
Qualunque cosa decida di fare la Bce. Occhio al tasso d'usura. Fino al 2008 il
settore del credito al consumo ha tenuto nonostante la crisi e i tassi più
elevati della zona euro. A parlare sono i dati. Se in Francia nel 2008 si
applicavano tassi al 7,1%, in Italia si arrivava già all'8% medio. Ciò
nonostante nel
( da "Milano Finanza"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Milano Finanza
sezione: Emilia Finanza data: 04/04/2009 - pag: 58 autore:
di Stefano Catellani istituti di credito Bip pronta al via Entro l'estate sarà
operativa la Banca Interprovinciale. Vuole entrare con nuovi servizi per i
clienti in un'area che sconfina in Veneto e Lombardia Quartier generale a
Modena, filiali a Modena e Bologna, partner industriale a Rimini. Ma è solo
l'inizio. La linea di sviluppo della neonata Banca Interprovinciale (Bip) porta
verso un'area vasta, che sconfina verso Veneto e Lombardia. Nasce con queste
premesse e con la prima assemblea degli azionisti la nuova Bip. Sarà attiva
entro l'estate con tre filiali (due nella provincia di Modena e una a Bologna).
Le aperture sono previste a luglio, ma prima ci sarà il taglio del nastro della
direzione generale a Modena, in via Malmusi. La nuova banca, partita con
l'assemblea costituente nel marzo del
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ROVIGO pag. 9 LA
SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come intermediario finanziario
vigilato dalla B... LA SOCIETÀ SVILUPPO ARTIGIANO dal 5 marzo opera come
intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia secondo il regime
definito all'articolo 107 del Testo Unico Bancario. Il
consorzio fidi di Cna Veneto grazie a questo riposizionamento offre oggi un
nuovo livello di garanzia. Più liquidità con meno costi alle imprese, e minor
rischio per le banche. In una fase di estrema difficoltà di accesso al credito,
Sviluppo Artigiano è il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia ad
ottenere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca d'Italia. Grazie
ad un patrimonio di garanzia che ammonta a 30 milioni di euro potranno essere
erogati alle imprese fino a 1,5 miliardi di euro. «Dopo un lavoro durato cinque
anni abbiamo ottenuto l'iscrizione all'elenco speciale spiega il direttore
della Cna rodigina Alessandro Monini . A livello
nazionale ci hanno preceduto di poche settimane Finsardegna e Artigiancredito
Toscano, ma siamo comunque orgogliosi di essere i primi in Veneto. I passaggi
per arrivare a questo traguardo sono stati molti, l'ultima tappa in ordine di
tempo è stata a novembre 2008 la fusione dei confidi
Cna di Rovigo, Venezia, Padova, Verona e Belluno che ci ha portato a
raggiungere quasi i 19mila associati. Ma quello che più conta è che Sviluppo
Artigiano si mette ora a disposizione di tutte le imprese del Veneto offrendosi
come garante per il 50% del prestito. Questa è la vera novità: gli istituti
bancari, a tali condizioni, rischieranno di meno e potranno accantonare una
percentuale per il fido molto più bassa di prima.». «La prospettiva di ottenere
più accessibilità al credito delle banche, a condizioni migliori, rappresenta
una svolta importante in questa difficile congiuntura economica sottolinea il
vicepresidente Giovanni Prearo . Anche nella Provincia
di Rovigo i segnali della crisi sono evidenti in tutti i settori tranne che in
quello alimentare, il riposizionamento del consorzio fidi oggi rappresenta un
segnale di fiducia ai nostri associati e alle imprese venete».
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 04-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere
del Mezzogiorno sezione: XPUBBLICITA data: 04/04/2009 - pag: 8 CNA e CO.FIDI Puglia a sostegno delle imprese Il mondo della piccola
impresa e dell'artigianato è certamente fra i principali fruitori del credito bancario, in questi anni abbiamo visto le imprese attraversare diversi
momenti di difficoltà, come ben sappiamo le crisi sono cicliche basti pensare a
quando avevamo tassi di interessi che arrivavano al 20% ma mai abbiamo assistito
ad un rapporto banca/impresa così logorato. La liquidità delle imprese è a
rischio, per effetto del peggioramento delle condizioni in essere con le
banche: rientri forzati, revoche, ritardi e incagli nell'erogazione di
finanziamenti, sofferenze ed escussioni delle garanzie. La crisi finanziaria si
è abbattuta su una situazione già di sofferenza, creando tra gli imprenditori
forti apprensioni per la tenuta del sistema produttivo, dato che sono proprio
le micro e piccole imprese ad essere più esposte e vulnerabili nel rapporto con
il mercato creditizio. Per cui in questo momento è fondamentale concentrarsi
prima di tutto sull'individuazione dei principali fattori di cambiamento che
agiscono sul mondo della finanza, sui nuovi bisogni delle imprese nell'ambito
della gestione finanziaria e sui nuovi orientamenti delle politiche di sviluppo
regionale. Per affrontare queste sfide, le imprese necessitano di un polmone
finanziario sicuro ed affidabile a medio lungo termine, questa stabilità è
fondamentale per ridurre i rischi connessi a tutte le attività imprenditoriali
ed a maggior ragione vale per gli investimenti innovativi che hanno un rischio
più elevato. La solidità finanziaria, diviene quindi elemento decisivo per dare
nuovo vigore e rendere più dinamico il nostro sistema produttivo, consente
nuovi investimenti e attiva alleanze fra imprese finalizzate alla ricerca,
all'innovazione organizzativa, gestionale e tecnologica di processo e di
prodotto ed alla penetrazione e al consolidamento sui mercati globali.
Necessitano garanzie, prestiti partecipativi, acquisizione a scadenza di quote
di minoranza e di intervento di riequilibrio della struttura finanziaria
dell'impresa. Senza una finanza orientata allo sviluppo dei territori, pronta a
sostenere l'impegno, la creatività, la dedizione e le capacità dei nostri
imprenditori, vecchi e nuovi, non andremo molto lontano. Grande importanza
assumerà in futuro il ruolo delle garanzie dei Confidi, ma da solo non basta
all'attività delle garanzie bisognerà affiancare quella di tutor, realizzando
così una funzione di accompagnamento e di assistenza
associate, in materia di finanza d'impresa. In questa ottica, alcuni
piccoli passi in avanti sono già stati fatti, la CNA Provinciale di Bari sta
istituendo uno staff che sia in grado di assistere l'impresa nell'elaborazione
dei progetti da presentare alla Regione per i bandi in uscita. Pensiamo ai
bandi per le imprese svantaggiate o a quelli per le micro imprese, ai PIA ecc.
La CO.FIDI PUGLIA ha firmato una convenzione con Unicredit Banca di Roma
relativa al progetto Impresa Italia, che da la
possibilità alle imprese di accedere a mutui chirografari e ipotecari senza
limiti di importi, elemento principale della convenzione è che sono comprese le
ristrutturazioni finanziarie. Dobbiamo quindi fare presto e soprattutto non
possiamo che puntare sull'esperienza e la professionalità delle strutture
esistenti: non possiamo sperimentare o inventare nulla! D'altro canto gli
interventi nazionali non interessano, se non del tutto in via marginale, la
realtà pugliese, in quanto gli interventi di controgaranzia sono stati
assicurati dalla Regione; i fondi antiusura sono spariti per magia. Per cui non
ci resta che puntare sulla Regione Puglia che tanto sta facendo in questi
giorni per i confidi e per le imprese nei termini di
interventi diretti ma anche e soprattutto adottando un approccio che
contemporaneamente punta ad accrescere capacità e competenza delle strutture
indicando la via delle fusioni fra più strutture esistenti come per il percorso
necessario e fondamentale per fornire alle imprese un servizio all'altezza
delle sfide attuali. Quindi, tocca a noi svolgere una funzione di assistenza,
informazione e formazione, che, insieme alla capacità di intermediazione
creditizia e finanziaria è sempre più il vero valore aggiunto
dell'associazione. Con questo spirito stiamo affrontando il futuro del sistema
del credito della CNA, consapevoli che se sosteniamo le imprese sosteniamo
anche il sistema territoriale nel suo complesso. Teresa Pellegrino Direttrice
COFIDI Puglia