|
PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
|
||||||
|
|
DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
|
|
||||
|
|
ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
||||||
Fidi
agli artigiani per 1,5 miliardi ( da "Arena, L'"
del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Il Consorzio
fidi degli artigiani del Veneto offre un nuovo livello di garanzia, più
liquidità con meno costi alle imprese e minor rischi per le banche. «È il primo
consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia», spiega Mario Borin, ad di
Sviluppo artigiano «ad avere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca
d'Italia,
Cassa
in deroga, arrivano i soldi Nel 2009 già aiutate 565 imprese
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
apertura di
nuove linee bancarie ad hoc. «Esistono a riguardo - spiega Agnelli - buone
prassi in Bergamasca come la sospensione delle rate del mutuo casa per i
lavoratori in cassa, la concessione alle imprese di un fido esclusivamente
dedicato agli insoluti. Esempi di iniziative adottate da una Bcc locale, che
devono essere diffusi a tutto il sistema bancario.
confagricoltura:
troppa burocrazia e banche lontane dalle aziende
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
rifiutare i
nuovi affidamenti e addirittura revocare dei fidi concessi anche se in
precedenza non utilizzati. Le obbligazioni delle banche offrono ai grandi
investitori un Euribor +1 punto di spread; i mutui fissi a 15 anni agli stessi
sono negoziati al 5%. Cosa capita alle nostre imprese? La Bce abbassa il Tasso
ufficiale di sconto e gli istituti bancari portano "l'utilizzo in
dare"
Prestiti
sempre più difficili ( da "Nuova Ferrara, La"
del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
risorse con
regole meno rigide Le capacità di alcuni consorzi fidi si stanno esaurendo
sulla spinta della crisi e della difficoltà con la quale gli istituti bancari
stanno concedendo i prestiti. «Stiamo ricevendo segnali di questo genere sia
dai consorzi dei commercianti che da quelli delle cooperative» sottolinea il
presidente della Camera di commercio, Carlo Alberto Roncarati.
È
aumentato il credito verso le imprese
( da "Sicilia,
La" del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
dove solo e
tramite alcuni Consorzi Fidi, il Banco di Sicilia si è impegnato a facilitare
l'accesso al credito delle imprese con la creazione di prodotti specifici
dedicati alle esigenze di ciascuna impresa. E' stata siglata anche la convenzione
con Artigiancassa Bnl Gruppo Paribas da parte del presidente del Comitato
tecnico d'area per la provincia,
Agevolazione
sui crediti per le imprese ( da "Tempo, Il"
del 19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
stampa Camera
di Commercio Agevolazione sui crediti per le imprese Più forza ai Consorzi Fidi
e alle Cooperative artigiane di garanzia che operano nel Reatino per agevolare
l'accesso al credito delle imprese locali. È quanto deliberato dal Consiglio
della Camera di Commercio di Rieti come misura anti-crisi a sostegno del mondo
imprenditoriale.
il
credito cooperativo valdinievole aiuta chi finisce in cassa integrazione
( da "Tirreno,
Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
volta cioè a
erogare credito anche nei momenti in cui questo viene ridotto da parte del
sistema bancario. Il Credito Cooperativo Valdinievole è pertanto pronto a
recepire la convenzione stipulata tra Fidi Toscana e Federazione Toscana Bcc per
i lavoratori dipendenti di aziende in cassa integrazione guadagni (Cig) o
straordinaria (Cigs).
Indici
su resistenze importanti da violare: possibile una svolta del mercato
( da "Trend-online"
del 20-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ultimo mese e
non si fidano a comprare su questi prezzi. Venendo agli indici principali il
Dax si trova a ridosso della parte alta del canale ribassista sulla resistenza
a 4680/4700 mentre fattori di negatività si avrebbero sotto la quota
psicologica di 4000. Discorso simile per il Dow Jones che si confronta con l?
marcon
è ricca? la crisi c'è per tutti ( da "Nuova Venezia, La"
del 21-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
più di un
figlio non ci si può permettere (tolto il fido bancario e l'affitto) e forse è
anche troppo». Non solo: «Marcon ha una economia fragile, fatta di piccole e
medie imprese che devono accedere al credito. Quelli da verificare, sono i
redditi del prossimo anno, Marcon è colpita dalla crisi come gli altri e anche
di più.
Nei
Confidi sale il rischio insolvenze
( da "Sole
24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
In regione
esistono otto Confidi di primo grado, operanti in logica settoriale, e uno di
secondo grado, Rete Fidi Liguria, varato in partnership nel 2006 per attivare
servizi comuni, traghettando l'insieme verso l'unità. Soltanto Fidimpresa ha i
parametri per tentare il salto, mentre Mediocom, appena sotto soglia, ci
lavora. J.C.F.
Calo
vendite per 70% negozi, e "continuerà così"
( da "Dire"
del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
temi caldi le
difficoltà di accesso al credito e il ruolo dei Consorzi fidi, la politiche
qualitative della rete distributiva e la valorizzazione del commercio
indipendente, la questione degli affitti commerciali, la lotta all'abusivismo,
e gli studi di settore. "Il commercio terrà, è un settore abituato a convivere
con situazioni difficili, oggi c'è un atteggiamento di prudenza,
Morgan
Stanley non deprime le Borse ( da "Affari Italiani (Online)"
del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
ma il mercato
non potrà fare altro che fidarsi" Chiusura positiva a Piazza Affari, al
termine di una giornata altalenante, con il Mibtel che guadagna a fine seduta
il 2,31% a 14.369 punti; in rialzo anche l'S&P/Mib, +2,25% a 18.086, e
l'Allstars, +1,59% a 8.961 punti. Milano e' stata la piazza migliore d'Europa,
trainata sul finale dal recupero di Wall Street dopo un'
I
biglietti per l'Arena? Alla cornetteria by Roberta
( da "Corriere
del Veneto" del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Se non si
vuole passare dal call center o non ci si fida di acquistare on line, non ci
resta che l'acquisto del ticket in un punto vendita autorizzato. L'elenco lo si
trova direttamente sul sito. E qui qualche sorpresa salta fuori, perché se
dall'Abruzzo si volesse andare a vedere Aida piuttosto che Carmen, l'unica
possibilità, se si esclude il circuito Unicredit,
CdC
Livorno, credito alle imprese: priorità assoluta per il territorio
( da "Sestopotere.com"
del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
accesso al
credito bancario, ed a tale titolo sono già state stanziate risorse per
concedere contributi a fondo perduto alle imprese che ottengono il credito
attraverso l?intervento dei consorzi di garanzia fidi operanti nella nostra
provincia. Per ottenere il contributo da parte della Camera di commercio,
secondo quanto previsto dall?
Microfinanziamenti,
boom di richieste ( da "Nazione, La (Lucca)"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fidi Toscana
e dai Consorzi Fidi e che, quindi, amplia il ventaglio di opportunità in
materia di finanziamenti. SEMPRE per rafforzare il sistema economico e
produttivo locale e, quindi, per aiutare le imprese a superare al meglio la
crisi, Associazione Industriali di Lucca e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e
Livorno hanno deciso di rinnovare il plafond di 30 milioni di euro già
Un
fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni
( da "Sole
24 Ore, Il" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Un pool di
banche erogherà il prestito Un fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni MILANO
Ieri a mezzogiorno, nella sede romana di Banca Marche, è stato firmato
l'accordo per il prestito da 30 milioni di euro alla Antonio Merloni. Questa
operazione finanziaria, che vede appunto come capofila del pool questo istituto
di credito, è essenziale per il futuro dell'impresa marchigiana,
La
crisi morde e le piccole imprese guardano alla Borsa
( da "Nazione,
La (Prato)" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
direttore
dell'Unione commercianti) così come occorre spingere il mondo bancario per
superare questo impasse verso le esigenze del mondo prduttivo. Tra gli
strumenti presentati segnalo il nostro Centro Fidi Terziario che è il primo in
Italia a sostenere gli investimenti con garanzie a prima richiesta ». Image:
20090424/foto/6683.jpg
Confidi
Napoli: 4 mila associati ( da "Denaro, Il"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
plaude al
lavoro del consorzio fidi, ma critica il sistema campano, troppo frammentato.
"I Confidi devono aggregarsi - spiega - affinché le Pmi possano avere un
concreto supporto nell'accesso al credito bancario". daniela russ Bilancio
2008 positivo per il Confidi Napoli. Cresce il numero delle aziende iscritte e,
grazie agli accordi sottoscritti con il Cis di Nola,
Confcoop
Trentino: firmata convenzione anticrisi
( da "Sestopotere.com"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
movimenterà
circa 40 milioni di euro di finanziamento provinciale per far fronte a 400
milioni di fidi erogati alle imprese trentine. Per la precisione sono circa
2.850 aziende che hanno fatto domanda, ottenendo circa l?80% dei finanziamenti
complessivamente richiesti. Quest?operazione consentirà alle imprese di
abbattere gli interessi passivi di circa 2,5 punti percentuali fino al 2010.
Accesso
al credito nei momenti di crisi ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Gianni
Ferrari che ha evidenziato che i consorzi Fidi sono l'arma più efficace contro
la crisi economica che ha prevalentemente riflessi in termini di restrizione
del credito bancario per le Pmi, come identificare le migliori forme di
finanziamento per l'impresa attraverso una attenta analisi della gestione
amministrativa e finanziaria dell'azienda,
A
loro i soldi, a voi la stretta ( da "Borsa e Finanza"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
pena la
revoca (senza condizioni) dei fidi. È una spada di Damocle comunque insidiosa.
Un rischio mortale dopo la «gelata» dell'economia, che ha praticamente
sconvolto i parametri di riferimento anche delle aziende più sane mentre ha
aumentato a dismisura il potere discrezionale dei «professori» bancari.
L'Inps
ritarda? C'è l'anticipo della Carisbo
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
lavoratori in
cassa integrazione straordinaria un fido bancario del valore di 6.500 euro,
disponibile in 24 ore e senza interessi anche per chi lavora in aziende con
meno di 15 dipendenti (ammortizzatori in deroga) e non è già cliente
dell'istituto di via Farini. Un modo rapido ed efficace per annullare i
consueti ritardi coi quali l'Inps versa il trattamento di integrazione
salariale.
Ricomporre
la frattura tra front e back-office
( da "Sole
24 Ore, Il (Plus)" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Nella
disgregazione del ceto professionale bancario - osserva - è emersa la
parcellizzazione tra figure commercia-li, amministrative e specialiste. E tra
queste ultime gli addetti ai fidi hanno ceduto la storica preminenza agli
specialisti di finanza. Mentre la sofferenza degli amministrativi, compressi
dalle esternalizzazioni e "riciclati" dai back-office verso ruoli
commerciali,
Fondo
rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi
( da "Stampa,
La" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
DALLA REGIONE
Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi La
Regione ha approvato la costituzione di un fondo rischi di sei milioni di euro
destinato ad aumentare le garanzie offerte dai consorzi di garanzia fidi. Il
provvedimento attua una parte della legge «anti crisi» approvata all'inizio
dell'anno.
corre
l'impresario di gianni ( da "Tirreno, Il"
del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
come quelli
di consigliere della Fidi Toscana e membro del cda di due prestigiosi istituti
bancari della provincia di Pisa. In ambito politico, dal 1990 al 1998, è stato
consigliere comunale della Dc nonché segretario provinciale del Ccd e membro
della direzione regionale e nazionale del partito contribuendo nel 1994 alla
costituzione del Polo della Libertà.
L'UDC
a San Miniato corre da sola e mette in campo Michele Di Gianni (
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Geometra e
imprenditore edile, ha già alle spalle oltre 25 anni di attività. Ha ricoperto
ruoli importanti nell'ambito finanziario come consigliere di Fidi Toscana e
membro del Cda di due prestigiosi istituti bancari della Provincia di Pisa.
Fallimenti
al nodo revoca ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 27-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
altra ipotesi
riguarda il riferimento o meno al fido. Ricordiamo come la costruzione della
revocatoria ante riforma fosse basata sul conto scoperto, e quindi sull'extra
fido.Potrebbe essere inteso che il riferimento al fido possa valere per uno
solo dei due articoli. Nell'articolo 67 si parla di «esposizione debitoria» e
di «pagamento di debiti liquidi ed esigibili »;
Le
opportunità del credito: un convegno di Apindustria
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Ci piacerebbe
cogliere le opportunità offerte dal Consorzio Fidi Api e capire quale sia
l'approccio più efficace nei confronti degli istituti bancari». I relatori:
Vittorio Bertasi, presidente Confapi Lombarda Fidi Mantova, Andrea Baraldini,
imprenditore del comitato tecnico Confidi e Alessandra Tassini, funzionaria
responsabile dell'ufficio economico di Apindustria.
MASSIMO
Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dal...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
mentre per il
sistema bancario sono risuonate parole di dura critica per la pressante
richiesta di garanzie pretese dalle aziende che chiedono crediti, la domanda di
garanzie aggiuntive per il rinnovo dei mutui in scadenza, e il rientro dei fidi
accordati. Critiche anche alla Regione per la disparità di trattamento nella
distribuzione di contributi tra Confidi Confesercenti,
Chiesta
l'amministrazione controllata per la Popolare di Garanzia
( da "Gazzettino,
Il" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
in
cooperativa bancaria, di Interconfidi Nordest, il consorzio fidi della
Confindustria padovana. Se Bankitalia accetterà la soluzione proposta dal
presidente Rosario Bonavoglia, subentrato dopo la rimozione del direttore
generale Giampaolo Molon, ci sarà ancora un anno per trattare con i soci e con
le banche esposte.
SOLIDARIETA'.
Sisma in Abruzzo, le attività del CSVnet
( da "HelpConsumatori"
del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
attivazione
di fidi. Il costante dialogo e intesa con la Protezione Civile e le
Organizzazioni di Volontariato presenti dal primo giorno sul territorio
garantisce a tutto il sistema di CSVnet di lavorare e pianificare il proprio
intervento in linea con gli altri attori dell'emergenza e quanto il Governo e
le Istituzioni locali stanno già attuando.
I
mercati scommettono sulla ripresa economica. Quanto c'è da fidarsi? pag.1
( da "Trend-online"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
è da fidarsi?
PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna Di Alberto Susic , 28.04.2009
22:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! tempo
perché ciò trovi conferma nell?economia reale. Qualora venisse confermato uno
scenario di questo tipo, allora gli analisti di Banca Akros si attendono una
continua rotazione settoriale nelle settimane a venire.
Stretta
del credito, i prefetti al lavoro
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
le richiesta
di rientro immediato dei fidi bancari, il ruolo ancora troppo marginale del
sistema Confidi e una sempre più evidente spersonalizzazione' del rapporto
banca-cliente. A queste segnalazioni si sono aggiunte, poi, le lamentele di
associazioni economiche e sindacati. Il dito è puntato contro la scarsa
trasparenza delle banche (Confindustria),
Rinnovata
la fiducia ad All.Gar ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
iscrizione al
107 del Testo unico bancario, come intermediari finanziari vigilati) e Fidi
Toscana (già 107): a inizio aprile All.Gar ha ricevuto il via libera per
l'operatività fino al 2011. Un risultato importante per Unionfidi, sulla scia
di un rapporto iniziato nel 1999, e tanto più nella complessa fase attuale:
grazie al sistema di controgaranzie,
Oltre
gli sportelli. Ma sai chi ti presta i soldi?
( da "Panorama.it"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
articolo 107
del Testo unico bancario, Tub): offrono leasing, factoring, credito al consumo.
Sono società anche importanti, come le finanziarie legate alle aziende
produttrici di automobili. E in questo gruppo stanno per essere compresi i
cosiddetti consorzi fidi. Anche se l'attività è la stessa, molto più lasco è il
regime al quale devono sottostare tutti gli altri operatori,
Politici
e imprenditori: un regalo al territorio
( da "Corriere
delle Alpi" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Soci e
clienti saranno quelle persone che cercano una banca di cui fidarsi a occhi
chiusi. E chi di meglio, se non un istituto composto da bellunesi?». Le banche
in provincia. L'analisi presentata dai componenti del comitato promotore, che
ha avuto il via libera dalla Consob il 15 aprile, presenta un'ampia analisi del
sistema bancario in provincia.
Condannato
il contabile Robin Hood ( da "Stampa, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La sua
preoccupazione era riuscire a dare un fido a tutti quelli che gli sembravano
averne diritto, al punto di sostituirsi alla sua stessa banca se l'erogazione
non veniva concessa. Lo ha fatto per la prima volta nel
crisi:
artigiani contro le banche, export a picco
( da "Repubblica,
La" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Assistiamo a
revoche degli affidamenti accompagnate dalla proposta di accedere ad un
prestito a breve e con tasso oneroso che ovviamente non garantisce
all´imprenditore la stessa flessibilità». Intanto il periodico rapporto
dell´Irpet segnala che l´export toscano è in caduta libera: calo del 4,9% in
termini di valore nel 2008 e -10% atteso per il
CHIUDONO
negozi, aprono banche. A Follonica <spuntano&...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La presenza
di tanti sportelli bancari, però, non assicura automaticamente maggiori
possibilità di finanziamento agli imprenditori locali. «Quando si tratta di
concedere un fido, le banche più piccole si rivelano le migliori dice
Massimiliano Mei, presidente della Confesercenti follonichese perché sono più
radicate nel territorio e hanno maggiore autonomia,
Banca-cliente,
rapporto in crisi Il bancario ne paga le conseguenze
( da "Libertà"
del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
del quale si
fida e al quale affida i suoi risparmi. Quello stesso impiegato che ieri ha
venduto titoli classificati dai guru della finanza mondiale come tripla A (il
meglio del rating) al suo migliore amico nella massima tranquillità e
trasparenza e oggi scopre di aver "rifilato" inconsapevolmente un
prodotto buono solo per il Monopoli.
Torna
a crescere la fiducia di imprese e consumatori
( da "Denaro,
Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Fondi di
Garanzia Fidi Statali e Regionali a favore delle piccole e medie imprese sono
una necessità prioritaria per l'intero paese, ma soprattutto al Sud, per
rilanciare la produzione e ridurre il tasso di disoccupazione. del 30-04-2009
num.
( da "Arena, L'" del
17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Venerdì 17 Aprile
2009 ECONOMIA Pagina 37 CONGIUNTURA. Garanzie dal Confidi della Cna. Critiche
al governo Fidi agli artigiani per 1,5 miliardi Guerra: «Servono interventi per
tutto il sistema Paese» «Non dobbiamo sopravvalutare la crisi, ma cercare di uscirne
con il minor danno». Questo l'invito agli artigiani riuniti in Cna Verona,
espresso dal suo presidente Vandino Guerra, durante l'incontro di mercoledì
sera dal titolo «Affrontarela crisi, superare la crisi» al quale hanno
partecipato anche Alessandro Bianchi , presidente della Camera di Commercio di
Verona Gianfranco Castellani, segretario di Cna Verona e Valerio Avesani,
sindaco di San Martino Buon Albergo. E per arginare i danni arriva credito alle
imprese venete. Come spiegano i vertici di Cna, da aprile infatti, Sviluppo
Artigiano opera come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia. Il Consorzio fidi degli artigiani del Veneto offre un nuovo
livello di garanzia, più liquidità con meno costi alle imprese e minor rischi
per le banche. «È il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia»,
spiega Mario Borin, ad di Sviluppo artigiano «ad avere l'iscrizione all'elenco
speciale della Banca d'Italia, grazie a un patrimonio di garanzia di 30
milioni di euro potranno essere erogati alle imprese fino a 1,5 miliardi». Come
si apprende dall'ad, chi vuole usufruire di un fido banca deve sottopporre a
Sviluppo artigiano un proprio progetto aziendale, e il consorzio valutato il
grado di affidabilità, anche alla luce delle disposizioni di Basilea 2. Si
impegnerà con le banche a negoziare le condizioni dell'affidamento bancario, assumendosi il 50% del rischio . E in caso di
insolvenza? «In questo caso», afferma Borin, «dopo aver avviato le procedure di
recupero sarà sempre il consorzio a risarcire la metà della somma alla banca.
Dobbiamo aver fiducia però, questo serve a dare una boccata di ossigeno alle
aziende, in questo momento nel quale stanno toccando il fondo della crisi, 1,5
miliardi di finanziamento saranno provvidenziali». Gli artigiani veronesi, con
le loro imprese e le loro famiglie stanno reagendo alla crisi economica, che
secondo l'associazione si attenuerà fortemente dopo l'estate. Ma la buona
volontà non basta e sono necessarier misure più incisive, in grado di
rilanciare i consumi e innalzare il livello dei servizi, ponendo al centro la
piccola e media impresa diffusa sul territorio. Interi settori anche nel
Veronese, oltre a mobile, tessile e calzaturiero, sono interessati da profonda
crisi. Edilizia, trasporti, marmo, grafica e anche il metalmeccanico segnano
cali di ordini dal 40 all'80%. Come affermano i dirigenti nazionali di Cna, dal
governo si avanza una manovra di contrasto alla crisi, incompleta con poche e
inadeguate risorse economiche per favorire l'offerta e stimolare la domanda
privata e pubblica, e una frammentazione degli interventi senza che si possa
intravedere un disegno organico. «Siamo alla politica utile ai soliti big e con
l'artigianato lasciato a bocca asciutta. E parliamo di oltre 3 milioni di
piccole e piccolissime imprese, il 97% dall'intero sistema industriale
italiano. Per tutte queste Pmi non c'è mai niente, tranne incensarle dicendo
che sono la spina dorsale del Paese. Il governo deve prendere atto che serve un
intervento vero per tutto il sistema Paese.Non bastano interventi spot come la
rottamazione e, soprattutto, si deve fare in fretta».E.CO.
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Cassa in deroga,
arrivano i soldi Nel 2009 già aiutate 565 imprese --> Sbloccati i fondi
statali: primi 50 milioni per la Lombardia. Capetti: appena in tempo Il Tavolo
del Patto per Bergamo: «Continua a peggiorare il rapporto banche-imprese»
Venerdì 17 Aprile 2009 ECONOMIA, pagina 41 e-mail print Continua in maniera
costante l'afflusso di domande per ottenere la cassa integrazione in deroga da
parte delle aziende fino a 15 dipendenti in Bergamasca. Anche ieri,
l'Osservatorio provinciale sugli ammortizzatori sociali ha esaminato e poi
approvato 104 posizioni (con 549 lavoratori interessati), che aggiungendosi
alle precedenti, diventano 565 aziende assistite dall'inizio dell'anno, con
3.088 lavoratori coinvolti e 7,3 milioni di euro impegnati. Questo è stato uno
dei temi affrontati ieri durante il Tavolo di concertazione del Patto per
Bergamo dall'assessore provinciale al Lavoro Giuliano Capetti, che ha
annunciato come il governo, attraverso il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi
stia finalmente sbloccando i fondi promessi da inizio 2009 (826 milioni per
tutta Italia): «L'assessore regionale Gianni Rossoni ha firmato a Roma
l'accordo attuativo che sblocca i fondi: per la Lombardia è quindi in arrivo
già nei prossimi giorni un sostanzioso anticipo di 50 milioni di euro per gli
ammortizzatori in deroga: appena in tempo, visto che avevamo esaurito quelli
regionali, 30 milioni stornati dal fondo Malpensa. Con questi nuovi fondi
possiamo guardare con fiducia al futuro, almeno per tutto il 2009». Da Roma
Sacconi ha anche confermato l'allungamento della cassa ordinaria, così come
sollecitato dalla Cgil che auspicava un raddoppio delle attuali 52 settimane.
Ma al tavolo provinciale si è anche parlato della perdurante situazione critica
nel rapporto credito-impresa. «Dai nostri rilevamenti - spiega il presidente di
Apindustria Paolo Agnelli - questo rapporto anziché migliorare, mostra segni di
un peggioramento diffuso. Al punto che il 70% delle Pmi da noi intervistate
lamenta un aggravamento del proprio rapporto con le banche». Le motivazioni
sono varie: «Il 40% denuncia una restrizione del credito con richiesta di
rientro degli affidamenti, il 35% delle imprese segnala il cospicuo aumento dei
tassi di interesse sul denaro prestato, mentre per il restante 25% degli
intervistati il peggioramento è dovuto per lo più all'indisponibilità del
sistema bancario in molteplici casi nell'assecondare e
finanziare i progetti delle aziende». Così il gruppo di lavoro del Tavolo
provinciale ha proposto alcune linee d'azione come l'adozione di un
monotoraggio unico sui dati della crisi («oggi vi sono troppe rilevazioni»); la
ripresa e l'attuazione del patto per la casa, appoggiato tra l'altro dal
segretario generale della Cisl Ferdinando Piccinini («uno strumento utile
soprattutto se legato alla sospensione dei mutui per i lavoratori in
difficoltà»), l'allargamento dell'anticipo da parte delle banche anche per i
lavoratori in cassa ordinaria e l'apertura di nuove linee
bancarie ad hoc. «Esistono a riguardo - spiega Agnelli - buone prassi in
Bergamasca come la sospensione delle rate del mutuo casa per i lavoratori in
cassa, la concessione alle imprese di un fido esclusivamente dedicato agli
insoluti. Esempi di iniziative adottate da una Bcc locale, che devono essere
diffusi a tutto il sistema bancario. Infine la sinergia con la prefettura di Bergamo,
individuata dal Ministero quale soggetto deputato a monitorare l'atteggiamento
che le banche sottoscrittrici dei "Tremonti bond" adotteranno verso
le imprese clienti della nostra provincia». Tornando alle politiche anticrisi
suggerite da Capetti, l'assessore provinciale ha ricordato come «quasi 4
milioni di euro di fondi regionali siano destinati a Bergamo per le
doti-lavoro, con 3.000 euro spendibili per ogni lavoratore che voglia seguire
corsi di formazione e riqualificarsi. A questi si aggiungono altri fondi
provinciali che hanno già portato ad esempi concreti di riconversione: basti
pensare alla sessantina di lavoratori della Cartiera Pigna che dopo alcuni
corsi ad hoc potranno essere reimpiegati nella stessa azienda ma con mansioni
diverse». Il tavolo ha anche toccato un altro «nervo scoperto», il rapporto
spesso conflittuale della Bergamasca con il turismo con una considerazione
finale di Capetti che vuole evitare il catastrofismo: «La crisi c'è e si sente,
ma ci sono settori in Bergamasca che nonostante tutto restano in crescita, come
il settore bar-alberghi, i servizi alla persona e quelli sanitari». Maurizio
Ferrari 17/04/2009 nascosto-->
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Assemblea
provinciale ieri ad Aquileia. Pasti: il mondo agricolo merita maggiore
centralità come attività economica «Anche il G8 deve riaffermare il nostro
ruolo» Confagricoltura: troppa burocrazia e banche lontane dalle aziende
VECCHIONI di RENATO D'ARGENIO AQUILEIA. Meno burocrazia, più attenzione dalle
banche e dalla politica. Confagricol-tura chiede maggiore centralità «come
attività economica e non come socio-assistenziale». E' stato questo il tema
conduttore dell'assemblea dell'associazione friulana, presieduta da Giorgio
Pasti. «Confagricoltura Udine non si schiera contro o a favore di un assessore
o di un presidente né tantomeno contro il sistema bancario,
ma si schiera assolutamente a favore delle ragioni economiche dell'impresa
agricola - ha detto Pasti -, riponendo fiducia nella Buona politica». Ma
nonostante la premessa, Pasti punta il dito su alcune criticità. «Servono
subito le graduatorie del Psr; progetti prontamente cantierabili così come
vanno attivati tutti i canali per accendere mutui da parte della Regione e
finanziare subito l'acconto sui lavori». E ancora: «Nel fondo di rotazione va
immesso nuovo capitale perché diventi volano di sviluppo. Vi sia anche un
tavolo tra mondo dell'impresa e aziende di credito - ha continuato il
presidente -. Le imprese abbisognano di capitale, ma si vedono rifiutare i nuovi affidamenti e addirittura revocare dei fidi
concessi anche se in precedenza non utilizzati. Le obbligazioni delle banche
offrono ai grandi investitori un Euribor +1 punto di spread; i mutui fissi a 15
anni agli stessi sono negoziati al 5%. Cosa capita alle nostre imprese? La Bce
abbassa il Tasso ufficiale di sconto e gli istituti bancari portano
"l'utilizzo in dare" del conto corrente ad uno spread euribor
+9. Ma crediamo veramente che in un mondo in recessione sia questo
l'atteggiamento giusto da parte degli istituti di credito?». Pasti, tra le
altre cose, ha infine posto l'accento sui «pagamenti delle domande uniche: ce
ne sono ferme da 3 anni». E sul problema sicurezza: «Occorrono fondi da
investire in strutture; occorre una nuova cintura di idrovore per garantire
sicurezza idraulica agli abitati agli insediamenti produttive nonché ovviamente
alle nostre campagne. Bastano 80 milioni per metterci in sicurezza per i
prossimi 30'anni». All'assemblea, oltre al presidente della Provincia Pietro
Fontanini e l'assessore Daniele Macorig, è intervenuto il presidente nazionale
Confagricoltura Federico Vecchioni: «Il G8 Agricoltura dovrà riaffermare il
ruolo centrale del settore nella lotta alla crisi economica. Se ci sarà la
presa di coscienza sul ruolo dell'agricoltura, anche il G8 finanziario - ha
precisato - potrà dare maggiori opportunità al settore secondario». Nel suo
intervento, il presidente di Confagricoltura ha, poi, ricordato che «grazie
alla crisi i numeri dell'agroalimentare italiano, che rappresenta il 15% del
Pil italiano, sono quelli che stanno tenendo. Le aziende agricole sono pronte a
investire e possono mettere in campo risorse importanti a medio-breve termine».
Il presidente Fvg, Giorgio Colutta è, invece, tornato sul positivo accordo fra
il mondo agricolo e politico che porterà a breve all'esproprio dei terreni per
la terza corsia della A4. (ha collaborato Elisa Michelut)
( da "Nuova Ferrara, La"
del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Prestiti sempre più
difficili I Cofidi si stanno esaurendo, banche abbottonate Ma sarà necessario
redistribuire le risorse con regole meno rigide Le capacità
di alcuni consorzi fidi si stanno esaurendo sulla spinta della crisi e della
difficoltà con la quale gli istituti bancari stanno concedendo i prestiti.
«Stiamo ricevendo segnali di questo genere sia dai consorzi dei commercianti
che da quelli delle cooperative» sottolinea il presidente della Camera di
commercio, Carlo Alberto Roncarati. Questa situazione aumenta il rischio
che un numero crescente di aziende non ottenga la liquidità necessaria per
sopravvivere, e carica maggiori responsabilità sul Fondo di garanzia costituito
all'inizio dell'anno su iniziativa di Largo Castello, proprio per sostenere
l'azione degli otto consorzi fidi di categoria. Le risorse di questo fondo, 1,3
milioni di euro complessivi dei quali 800mila messi a disposizione da Provincia
e Camera di commercio, erano state in un primo tempo ripartite sui singoli
consorzi in base alla loro operatività precedente, ma sta facendosi strada
l'ipotesi di redistribuire il plafond sulla base delle esigenze concrete. Serve
una modifica del regolamento del fondo, da far approvare a Camera di commercio
e Provincia, per rimuovere un vincolo che si è rivelato un problema serio di
operatività: il divieto d'intervenire su linee di credito già aperte. Si è
visto in questi mesi che aprire nuove posizioni ad hoc per ottenere le garanzie
del Fondo è un costo inutile e un appesantimento burocratico, per cui la
decisione di aprire alle vecchie posizioni è ormai presa. L'avvio del Fondo di
garanzia, in realtà, è stato faticoso. Al momento risultano una quarantina le
imprese che hanno già ottenuto la disponibilità della "rete"
aggiuntiva locale, «ci risultano rallentamenti dei tempi delle pratiche, tra
gli artigiani ad esempio - sottolinea sempre Roncarati - Le banche sono molto
prudenti in questa fase, controllano tutto con grande scrupolo, ma stiamo
cercando di accelerare». Il meccanismo attivato dal fondo è del resto piuttosto
complicato: in genere i Confidi garantiscono in prima battuta dal 30 al 50% del
prestito erogato alle aziende, il fondo interviene in seconda battuta per
coprire a sua volta le metà della quota dei consorzi, mentre i Comuni stendono
una terza rete di sicurezza. L'idea era di rassicurare le banche sul buon fine
del prestito, in maniera tale da aprire più facilmente i forzieri. (s.c.)
( da "Sicilia, La"
del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Bilancio positivo
per l'attività di Unifidi legata alla Cna che ha deliberato affidamenti per 300
milioni di euro in Sicilia È aumentato il credito verso le imprese Risultati
positivi quelli raggiunti da Unifidi Imprese Sicilia, legata alla Cna, nel primo
trimestre 2009. Infatti oltre all'aumento considerevole del numero delle
imprese associate, ha già deliberato garanzie per affidamenti per un totale di
300 milioni di euro in tutta la Regione Sicilia. Anche i risultati raggiunti
dalla filiale di Enna che, al 31 dicembre scorso aveva garantito affidamenti
per oltre 5 milioni di euro; nel primo trimestre 2009, rispetto lo stesso
periodo dell'anno precedente, ha fatto registrare un aumento del 25% di volume
di deliberazioni. La forza del Consorzio sta nella capillare presenza sul
territorio siciliano con le nove filiali provinciali ed i punti credito
presenti all'interno delle sedi Cna territoriali. Tra gli obiettivi da
raggiungere quest'anno vi sono il rinnovo di tutte le convenzioni con gli
istituti di credito e già sono attive le convenzioni con il Gruppo Unicredit in
cui rientra il Banco di Sicilia, aderendo al Progetto Impresa Italia, dove solo e tramite alcuni Consorzi Fidi, il Banco di Sicilia si
è impegnato a facilitare l'accesso al credito delle imprese con la creazione di
prodotti specifici dedicati alle esigenze di ciascuna impresa. E' stata siglata
anche la convenzione con Artigiancassa Bnl Gruppo Paribas da parte del
presidente del Comitato tecnico d'area per la provincia, Vincenzo Di
Cataldo. Soddisfazione per il nuovo accordo raggiunto e per i vantaggi, per le
nuove condizioni che per i servizi messi a disposizione dall'Istituto stesso
mediante i cosiddetti Artigiancassa Point istituiti presso le nove filiali
provinciali di Unifidi imprese Sicilia. Attive le convenzioni con gli altri
Istituti di credito come Banca Nuova, Credito Siciliano, Banca agricola
popolare di Ragusa, Banca di credito cooperativo «La Riscossa» di Regalbuto,
Monte dei Paschi di Siena, Credem, Unipol Banca e a breve, è in via di definizione,
la Convenzione con Banca intesa «San Paolo». Esistono, quindi, nuove
opportunità per tutte le imprese soprattutto in un momento di grandi difficoltà
per l'accesso al credito delle piccole attività artigianali e non. Il rischio
di restrizione del credito va superato mettendo nelle condizioni il sistema bancario di ridurre i loro rischi con un sistema di garanzia
pubblico - privata rafforzata e integrata, e Unifidi Sicilia si candida ad
accompagnare le imprese in questo momento di grandi difficoltà. A tal fine un
incontro con la 3^ Commissione della Provincia regionale, ha consentito di
chiedere linee guida al fine di facilitare l'accesso al credito delle imprese
della provincia. Flavio Guzzone
( da "Tempo, Il" del
19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
stampa
Camera di Commercio Agevolazione sui crediti per le imprese Più forza ai
Consorzi Fidi e alle Cooperative artigiane di garanzia che operano nel Reatino
per agevolare l'accesso al credito delle imprese locali. È quanto deliberato
dal Consiglio della Camera di Commercio di Rieti come misura anti-crisi a
sostegno del mondo imprenditoriale. «La Camera di Commercio di Rieti ha raddoppiato il
proprio stanziamento a favore dei Consorzi Fidi e delle Cooperative artigiane
di garanzia reatine che è passato da 100mila euro annui a 200mila euro - ha
dichiarato il presidente della Vincenzo Regnini - perché riteniamo che essi
rappresentino gli interlocutori privilegiati per il mondo bancario
e quello delle imprese».
( da "Tirreno, Il"
del 19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 2 -
Montecatini Il Credito cooperativo Valdinievole aiuta chi finisce in cassa
integrazione MONTECATINI. L'attuale contesto di crisi finanziaria sta
producendo effetti preoccupanti sull'economia locale, con ripercussioni sia sul
tessuto produttivo che sulle famiglie. Per questo le banche di credito
cooperativo scendono in campo per sostenere privati e imprese svolgendo
un'azione anticiclica, volta cioè a erogare credito anche nei
momenti in cui questo viene ridotto da parte del sistema bancario. Il Credito Cooperativo
Valdinievole è pertanto pronto a recepire la convenzione stipulata tra Fidi
Toscana e Federazione Toscana Bcc per i lavoratori dipendenti di aziende in
cassa integrazione guadagni (Cig) o straordinaria (Cigs). Tale
strumento, grazie all'utilizzo di uno specifico fondo costituito dalla Regione,
permetterà l'anticipazione ai lavoratori del trattamento Cig o Cigs in attesa
dell'effettiva liquidazione da parte dell'Inps. Ai lavoratori che verranno a
trovarsi in cassa integrazione, il Credito Valdinievole metterà a disposizione
sul conto corrente individuale le somme corrispondenti all'anticipo dei futuri
accrediti dell'Inps. Per l'intera durata dell'anticipazione, a carico del
lavoratore non saranno previsti né interessi, né altre spese (neppure quelle di
bollo). In particolare, la banca delibererà la concessione, nella forma di
anticipazione su conto intestato al lavoratore, di un finanziamento massimo di
700 euro al mese per la durata massima di 8 mesi, per un importo complessivo
non superiore a 5.600 euro, richiedendo il rilascio del certificato di garanzia
a Fidi Toscana. Inoltre, in caso di ritardo nel completamento della procedura
di Cigs, potrà essere riconosciuta l'anticipazione di ulteriori 4 mensilità per
una durata complessiva che salirà a 12 mesi e un importo totale di 8.400 euro.
Qualora alla scadenza dell'ottavo mese (dodicesimo in caso di proroga) l'Inps
non abbia ancora effettuato il pagamento, la banca potrà posticipare o
rinnovare l'affidamento dietro esplicita richiesta e proroga della garanzia da
parte di Fidi Toscana. La restituzione di quanto utilizzato dal lavoratore
avverrà automaticamente al momento del pagamento degli arretrati da parte
dell'Inps. La linea di credito scadrà nel momento in cui l'Inps verserà le somme
dovute al lavoratore. In questa situazione di crisi, l'iniziativa del Credito
Valdinievole rappresenta un concreto aiuto sia per le piccole e medie imprese
sia per i lavoratori. Per quest'ultimi e le loro famiglie perché li aiuta a
superare un particolare momento di tensione finanziaria; per le imprese, perché
le aiuta a ridurre il rischio di dispersione di quel capitale umano che è
rappresentato dalle professionalità dei lavoratori. Alla presentazione di
questo strumento erano presenti Patrizia Pellegatti della Cisl e Carlo Menci
della Uil, che hanno accolto con entusiasmo l'iniziativa ricordando che nei
primi mesi del 2009 la cassa integrazione è salita del 248% a livello
provinciale. «E' quello che abbiamo sempre chiesto - hanno detto i sindacalisti
- e per questo abbiamo costituito anche un'unità di crisi con cui approfondire
le tematiche in materia di credito».
( da "Trend-online"
del 20-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Indici su resistenze
importanti da violare: possibile una svolta del mercato PRIMO PIANO, clicca qui
per leggere la rassegna di Filippo Ramigni , 20.04.2009 11:10 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! ANALISI MERCATI AZIONARI
Nonostante le prospettive future delleconomia restino
incerte i mercati azionari proseguono nel loro recupero che li sta portando a
ritornare sui livelli di inizio anno. Mercati che mostrano una notevole e per certi versi
sorprendente tenuta riuscendo ad evitare anche le prese di profitto che
generalmente caratterizzano le ripresa dai minimi. Segno se vogliamo di un
cambiamento totale della situazione che vedeva poco più di un mese fa tutto il
settore bancario sullorlo del
fallimento, e con esso tutti gli altri settori industriali, e ora si rivela
invece una nuova macchina da utili. Trucchi contabili a parte i titoli bancari
hanno tirato tutto il mercato portando gli indici su dei livelli di resistenza che
potrebbe rappresentare un momento di svolta del mercato. Una loro violazione
permetterà infatti linizio di una nuova gamba rialzista capace
di spingersi fino ai massimi visti ad inizio gennaio mentre una tenuta potrebbe
risultare
particolarmente pericolosa che con lapprossimarsi del mese
di maggio, da sempre poco positivo per le borse, aprirebbe la possibilità di
una correzione anche severa del movimento di salita dellultimo mese e
mezzo. Sembra invece da escludere la possibilità di vedere un qualche storno di modesta entità che
risulta troppo prevedibile in quanto atteso con grande trepidazione da tutti
quanti non sono stati capace di cavalcare il rally dellultimo
mese e non si fidano a comprare su questi prezzi. Venendo agli indici principali il Dax si
trova a ridosso della parte alta del canale ribassista sulla resistenza a
4680/4700 mentre fattori di negatività si avrebbero sotto la quota psicologica
di 4000. Discorso simile per il Dow Jones che si confronta con limportante resistenza rappresentata da
8300/15 mentre eventuali correzioni capaci di mantenersi al di sopra segue
pagina >>
( da "Nuova Venezia, La"
del 21-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Fa discutere la
classifica dei redditi: nel 2006 la media familiare più alta. Zilio: «La
situazione non è rosea» «Marcon è ricca? La crisi c'è per tutti» Chinellato
(Cgil): «Tante coppie giovani, 2 mila euro al mese non sono tanti» IL CASO Le
opposizioni contro il sindaco MARCON. A Marcon tutti ricchi e benestanti? «Sono
molto preoccupato e lo ribadisco - commenta il responsabile della Camera del
lavoro di Marcon Moreno Chinellato - anzitutto perché il riferimento reddituale
è vecchio e ante-crisi, dal momento che il dato è relativo alla dichiarazioni
presentate nel
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-04-22 - pag: 17 autore: Verso
l'unificazione Nei Confidi sale il rischio insolvenze GENOVA Annata di
prudenza, il 2008, con difficoltà di finanziamento per le imprese: lo si legge
anche nelle cifre dei Confidi liguri, i cui Cda stanno approvando i bilanci. I
due maggiori, Fidimpresa e Mediocom, rispettivamente organismo dell'industria e
unico unitario fra i quattro del commercio, chiudono in pareggio dopo ampi
accantonamenti straordinari a fronte dei maggiori rischi di future insolvenze.
Il volume delle garanzie erogate risulta in calo, con prevalenza del credito
d'esercizio. Attività in ripresa, con aumento di domande di garanzia, sul fine
d'anno e nei primi mesi del 2009, segnatamente per fabbisogni di liquidità. La
Liguria marcia da tempo sul progetto «Superconfidi », un percorso di
unificazione fra i vari consorzi di garanzia collettiva. In vista c'è anche un
cambio di pelle: l'obiettivo è il salto di qualità verso lo status di
intermediario finanziario vigilato, un profilo inedito che prevede per questi
enti la condivisione sistematica dei rischi con il sistema bancario,
nelle vesti di «alleviatori di rischio», con l'effetto che sarà possibile
sostituire il rating del Confidi a quello meno favorevole dell'impresa
garantita. La scadenza per la metamorfosi, da poco prorogata, è ora il fine
anno. In regione esistono otto Confidi di primo grado,
operanti in logica settoriale, e uno di secondo grado, Rete Fidi Liguria,
varato in partnership nel 2006 per attivare servizi comuni, traghettando
l'insieme verso l'unità. Soltanto Fidimpresa ha i parametri per tentare il
salto, mentre Mediocom, appena sotto soglia, ci lavora. J.C.F.
( da "Dire" del
22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Calo vendite per 70%
negozi, e "continuerà così" BOLOGNA - La crisi economica si fa
sentire anche nel comparto commerciale. Gli operatori emiliano-romagnoli del
settore esprimono forti preoccupazioni per le prospettive delle vendite per il
2009. Secondo un'indagine di Confesercenti Emilia-Romagna su un campione di 350
aziende, presentata oggi a Bologna, quasi il 70% degli imprenditori nel primo
trimestre del
( da "Affari Italiani (Online)"
del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Crisi/ Mercati Ue in
rialzo Mercoledí 22.04.2009 14:10 L'AREA MERCATI Crisi/ Suicida il direttore
finanziario di Freddie Mac Affaritaliani.it per la borsa e per il mercato. Da
oggi il listino (e i grafici) minuto per minuto ... di Angelo Maria Perrino Germania/
Il piano della Merkel per battere la crisi inizia a dare i primi frutti, risale
la fiducia Crisi/ Fmi peggiora le stime: costerà 4mila miliardi Banche Usa/
L'economista Onado (Bocconi) ad Affari: "Gli stress test? Contraddittori, ma il mercato non potrà fare altro che fidarsi" Chiusura
positiva a Piazza Affari, al termine di una giornata altalenante, con il Mibtel
che guadagna a fine seduta il 2,31% a 14.369 punti; in rialzo anche
l'S&P/Mib, +2,25% a 18.086, e l'Allstars, +1,59% a 8.961 punti. Milano e'
stata la piazza migliore d'Europa, trainata sul finale dal recupero di Wall
Street dopo un'apertura di segno negativo. In negativo erano passati
anche gli indici di Milano poco dopo meta' seduta, condizionati dal ribasso dei
bancari dopo la diffusione dei conti di Morgan Stanley, che ha chiuso in rosso
il primo trimestre del nuovo anno; poi la ripresa di Wall Street ha trainato
anche le borse europee, tutte positive in chiusura. Londra gudagna l'1,08% a
4.030,66 punti. Il Cac 40 di Parigi avanza dell'1,72% a 3.025,24 e il Dax di
Francoforte segna un +2,06% a 4594,42 punti. A Milano in evidenza Pirelli, al
secondo rialzo consecutivo all'indomani dell'assemblea degli azionisti;
positiva anche Fiat, dopo una seduta all'insegna dell'incertezza. Chiudono in rialzo
i bancari e gli energetici; in netto rialzo Geox e Autogrill, che ieri hanno
riunito le assemblee. Bene anche gli editoriali, Atlantia e i titoli del
cemento. Pirelli, protagonista della seduta, archivia un rialzo a due cifre
(+10,96%) dopo essere stata sospesa al rialzo, con scambi pari a poco meno del
2,5% del capitale; chiude in positivo anche Fiat (+2,68% a 7,47 euro) dopo aver
toccato in mattinata un ribasso di oltre 3 punti percentuali, in attesa del cda
di giovedi'. Dopo un passaggio in negativo, chiudono in recupero anche i
bancari, guidati da Mediobanca a +4,18% e Bmps a +4,27%, con Intesa Sanpaolo
+2,47%, Banco popolare +2,95%, Unicredit +2,82%; piu' prudente Bpm, +0,37% in
attesa dell'assemblea di sabato. pagina successiva >>
( da "Corriere del Veneto"
del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere del Veneto
sezione: CRONACAVERONA data: 23/04/2009 - pag: 4 Lirica e turismo E il
consigliere di amministrazione Benati si domanda: «Serate della Carmen già
scontate. Chissà le altre...» I biglietti per l'Arena? Alla cornetteria by
Roberta Punti vendita, pochi in Italia. Nessuno in Francia e Spagna. «Molti
acquistano dal sito» VERONA Dove è possibile acquistare i biglietti per vedere
un'opera in Arena? Se non si vuole passare dal call center
o non ci si fida di acquistare on line, non ci resta che l'acquisto del ticket
in un punto vendita autorizzato. L'elenco lo si trova direttamente sul sito. E
qui qualche sorpresa salta fuori, perché se dall'Abruzzo si volesse andare a
vedere Aida piuttosto che Carmen, l'unica possibilità, se si esclude il
circuito Unicredit, è quella di andare a Lanciano, nella «Cornetteria by
Roberta», e lì acquistare il proprio biglietto. Un punto vendita sicuramente
inedito per un teatro importante come l'Arena anche se Corrado Ferraro,
direttore Marketing della Fondazione, spiega le ragioni di una simile scelta:
«I punti vendita vengono definiti anche in base al flusso di transazioni
bancarie che effettuano. Probabilmente quella cornetteria è uno dei maggiori
correntisti della filiale Unicredit locale e per questo si è scelto di vendere
lì i biglietti per quell'area». Meno chiaro, invece, potrebbe essere il perché
in Germania, Paese notamente legato a Verona per presenza turistiche, i punti
vendita autorizzati siano solo quattro e, di questi, solo uno abbia sede in una
grande città come Monaco. Gli altri si trovano a Costanza e Kempten, cittadine
del sud della Germania o a Ober-Ramstadt sede, però, di un importante tour
operator convenzionato con l'Arena. Stesso discorso per l'Austria, altro nostro
importante bacino turistico, in cui i punti vendita autorizzati sono solo due,
a Salisburgo e a Vienna. Per quanto riguarda l'Europa, poi, si possono
acquistare i biglietti a Londra, ma non ad esempio in Francia, in Spagna o nei
Paesi dell'est come la Russia i cui turisti cominciano ad affacciarsi sempre
più numerosi dalle nostre parti. «In questo caso - spiega Ferraro - si tratta
di trovare partner affidabili che garantiscano sicurezza sia ai clienti che
alla Fondazione: non è una cosa così scontata». C'è poi da dire che, secondo
quello che emerge da uno studio sul pubblico dell'Arena, circa il 20% degli
spettatori acquista direttamente dal sito, «per questo - precisa Ferraro -
abbiamo deciso di potenziarlo e oggi è assolutamente sicuro», e di aumentare le
possibilità di acquisto stringendo una collaborazione sia con alcune compagnie
aeree che collegano Verona con l'Europa che con istituti bancari. Mosse che
dovrebbero portare i propri frutti anche se Giorgio Benati, consigliere nel Cda
della Fondazione in rappresentanza della Provincia, sottolinea: «Vedo, dal sito
dell'Arena, che si sono creati dei pacchetti con il 20 per cento di sconto
includendo in essi anche alcune recita che sulla carta dovevano essere di
grande vendibilità, come le Carmen del 2 e 9 luglio che vedono la presenza di
Placido Domingo. Mi chiedo come saranno le altre se anche queste soffrono». I
tempi per correre ai ripari in vista del festival estivo sono stretti: «Non ho
ancora dati ufficiali - precisa - in quanto non ho partecipato a nessun cda.
L'ultimo si è tenuto il 26 febbraio scorso e data la situazione mi auguro che a
breve ce ne sia la convocazione. Qui non centra niente la crisi internazionale
perché dai dati in mio possesso gli altri festival stranieri tirano bene».
Samuele Nottegar In cda Giorgio Benati Carmen Secondo Benati già le prime
recite di Carmen scontate del 20 per cento
( da "Sestopotere.com"
del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CdC Livorno, credito
alle imprese: priorità assoluta per il territorio (23/4/2009 17:00) | (Sesto
Potere) - Livorno - 23 aprile 2009 - La Giunta della Camera di commercio è
tornata a discutere la situazione del credito alle imprese, che in questo primo
quadrimestre 2009 stanno vivendo una fase difficile, aggravata anche dalla
generale mancanza di liquidità. La Giunta, nellintento di
facilitare la ripresa delle PMI, ha dato impulso ad alcune iniziative per
favorire concretamente laccesso al credito bancario, ed a tale titolo
sono già state stanziate risorse per concedere contributi a fondo perduto alle
imprese che ottengono il credito attraverso lintervento dei
consorzi di garanzia fidi operanti nella nostra provincia. Per ottenere il
contributo da parte della
Camera di commercio, secondo quanto previsto dallapposito bando,
il prestito deve essere utilizzato per spese di investimento o per acquisto di
scorte, ed a tale scopo la Camera ha previsto una copertura di spesa di 900.000
euro. Questa misura però è
risultata sino ad oggi poco utilizzata, perché evidentemente la diffusa crisi
economica scoraggia gli investimenti e induce le imprese a rivolgersi al
credito soprattutto per acquisire adeguati livelli di liquidità. Per questo
motivo la Giunta ha valutato nuovi e diversi interventi per consentire alle
aziende di ottenere risorse finanziarie attraverso il sistema bancario. Lefficacia di ulteriori interventi a
favore del credito è legata però alla disponibilità del sistema bancario locale
a voler mettere a punto, insieme alla Camera di Commercio, un pacchetto di
interventi che consenta alle imprese - attraverso procedure rapide e
semplificate - di accedere a forme di finanziamento per le quali non è
necessario attivare meccanismi di garanzia complessi ed onerosi. Da parte sua
la Camera andrebbe ad accollarsi una significativa parte dei costi per gli
interessi passivi. E unipotesi che già circola nel
sistema camerale toscano, anche se la formula deve necessariamente calarsi
nella specificità di ciascun territorio. La Camera, anche nellottica di
contribuire a dare impulso al funzionamento dellOsservatorio istituito
presso la Prefettura, intende quindi ricercare la collaborazione delle Banche
ed anche quella delle Associazioni di categoria, per definire in tempi brevi un pacchetto di
interventi che possa ridare ossigeno soprattutto alle piccole e medie imprese,
che rappresentano una larga e significativa parte del tessuto economico
livornese.
( da "Nazione, La (Lucca)"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMO PIANO pag. 3
Microfinanziamenti, boom di richieste ECONOMIA UN EVIDENTE INDICATORE DELLA
SITUAZIONE ATTUALE QUANTO sia difficile la situazione economica lo dimostra la
crisi di liquidità in cui si trovano soprattutto le piccole e piccolissime
imprese. Crisi che trova riscontro nel clamoroso, immediato «successo» dei
micro-finanziamenti che la Camera di Commercio di Lucca ha promosso d'intesa
con le associazioni di categoria e in convenzione con un pool di banche locali.
Sono infatti alcune centinaia le richieste di prestito fino a un massimo di
20mila euro presentate nelle prime tre settimane trascorse dal lancio dell'iniziativa.
Una vera e propria boccata d'ossigeno per centinaia di piccole imprese
lucchesi. A fronte di un'immediata liquidità, le aziende hanno un anno di tempo
per cominciare a restituire il prestito. I micro-finanziamenti sono rivolti a
sostenere il mantenimento dei livelli occupazionali, ad agevolare l'accesso al
credito bancario delle imprese, a supportare i
processi di innovazione, il miglioramento della qualità e della sostenibilità
ambientale, la sicurezza nei luoghi di lavoro, il supporto alle politiche
commerciali. Uno strumento che integra quelli messi a punto dalla Regione, da Fidi Toscana e dai Consorzi Fidi e che, quindi, amplia il
ventaglio di opportunità in materia di finanziamenti. SEMPRE per rafforzare il
sistema economico e produttivo locale e, quindi, per aiutare le imprese a
superare al meglio la crisi, Associazione Industriali di Lucca e Cassa di
Risparmio di Lucca Pisa e Livorno hanno deciso di rinnovare il plafond di 30
milioni di euro già messo a disposizione, con importanti risultati, nell'ultimo
trimestre 2008 delle aziende associate ad Assindustria Lucca. Le imprese
potranno continuare a beneficiare di finanziamenti fino a 1 milione di euro, a
condizioni vantaggiose, per il sostegno ai piani di investimento e interventi
di patrimonializzazione. E questo come osservato nei giorni scorsi il
presidente degli industriali Andrea Guidi è un segnale di fiducia verso
l'imprenditoria lucchese, in un momento delicato dell'economia.
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-04-24 - pag: 23 autore: Un pool di banche erogherà il prestito Un fido da 30 milioni per
l'Antonio Merloni MILANO Ieri a mezzogiorno, nella sede romana di Banca Marche,
è stato firmato l'accordo per il prestito da 30 milioni di euro alla Antonio
Merloni. Questa operazione finanziaria, che vede appunto come capofila del pool
questo istituto di credito, è essenziale per il futuro dell'impresa
marchigiana, marchio storico degli elettrodomestici e della
componentistica del nostro Paese. In realtà, a fornire la maggior parte dei
soldi saranno Monte Paschi e UniCredit, che garantiranno un terzo della
provvista finanziaria. Con loro, ci saranno anche la Popolare Ancona e Intesa
Sanpaolo. In questo caso, il sistema bancario ha
compiuto una scelta in linea con il passato prossimo: ciascun istituto, in
termini di esborso finale, partecipa in maniera direttamente proporzionale alle
perdite subite con la vecchia gestione della Antonio Merloni. Adesso, il
prossimo passo è quello del passaggio formale al ministero dell'Economia. La
garanzia di Stato è sicura. Bruxelles ha dato il suo ok. Ma, in Via XX
Settembre, per apporre la garanzia pubblica debbono ancora essere espletate
alcune pratiche. Per la nuova Antonio Merloni, in attesa che al di là delle
intenzioni formalizzi una offerta per parte dell'azienda o per il business
nella sua interezza, questi soldi sono fondamentali. Anche perché consentiranno
di affrontare una quotidianità particolarmente complessa. I primi tre mesi sono
stati molto duri. Fra gennaio e marzo, nel settore degli elettrodomestici, la
fabbrica ha funzionato soltanto per una settimana. Meglio le cucine e,
soprattutto, il segmento delle bombole e dei serbatoi. Entro un paio di
settimane, i soldi finiranno materialmente nelle casse della Antonio Merloni.
P. Br. © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Nazione, La (Prato)"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMO PIANO pag. 2
La crisi morde e le piccole imprese guardano alla Borsa LA BUONA notizia è che
il mercato borsistico si apre sempre più alle piccole e medie imprese e il
convegno di ieri (nella foto) su «Gli strumenti finanziari per affrontare la
crisi e per sostenere la crescita delle Piccole e medie imprese» (organizzato
da Bgs & Partners, Camera di Commercio e Unione commercianti) è stata
un'occasione per conoscere una serie di nuovi strumenti come, per esempio, la
possibilità di quotarsi con "Aim Italia" o con "Mac"
(Mercato alternativo dei capitali). Il punto, però, è che quelle che per il
mercato azionario sono piccole e medie imprese per Prato sono medio-grandi.
«Diciamo che per le nostre realtà l'asticella è un po' troppo alta, ma
iniziative come queste sono importanti perché dobbiamo cominciare a ragionare
in termini di aziende più strutturate», spiega Carlo Longo, presidente
dellaCamera di commercio. Per Riccardo Marini, presidente dell'Unione
industriale «le nostre aziende sottocapitalizzate hanno bisogno della finanza,
ma certo serve la finanza "buona" non quella "cattiva" che
ha già fatto troppi danni». Marini sottolinea la necessità di favorire
l'accesso al credito delle realtà piccole e medie. «In un momento in cui c'è
difficoltà nel mercato bancario, valutare fonti diverse
e innovative di finanziamento è importante osserva Riccardo Diddi, (direttore dell'Unione commercianti) così come occorre spingere il
mondo bancario per superare
questo impasse verso le esigenze del mondo prduttivo. Tra gli strumenti
presentati segnalo il nostro Centro Fidi Terziario che è il primo in Italia a
sostenere gli investimenti con garanzie a prima richiesta ». Image:
20090424/foto/6683.jpg
( da "Denaro, Il" del
24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Campania credito
Confidi Napoli: 4 mila associati Accordi con Confagricoltura, Cis di Nola e Cia
interprovinciale Novecentocinque aziende iscritte e quattromila associati: sono
i numeri del Confidi Napoli, un consorzio di garanzia in costante crescita dal 2006.
Gli accordi sottoscritti con la Confagricoltura della Campania, il Cis di Nola
e la Cia interprovinciale di Napoli e Caserta, infatti, consentono al gruppo
presieduto da Giuseppe Calcagni di rappresentare una fetta importante della
realtà produttiva campana. Prevista la trasformazione in intermediario
finanziario. L'assemblea approva il bilancio 2008 e nomina il nuovo consiglio
direttivo, che conferma Calcagni alla presidenza. Il direttore generale del
Banco di Napoli, Antonio Nucci, plaude al lavoro del
consorzio fidi, ma critica il sistema campano, troppo frammentato. "I
Confidi devono aggregarsi - spiega - affinché le Pmi possano avere un concreto
supporto nell'accesso al credito bancario". daniela russ Bilancio 2008 positivo per il Confidi
Napoli. Cresce il numero delle aziende iscritte e, grazie agli accordi
sottoscritti con il Cis di Nola, la Confagricoltura della Regione
Campania e la Cia interprovinciale di Napoli e Caserta, gli associati toccano
quota 4 mila. Il
( da "Sestopotere.com"
del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Confcoop Trentino:
firmata convenzione anticrisi (24/4/2009 14:28) | (Sesto Potere) - Trento - 24
aprile 2009 - Dal primo maggio le imprese trentine di maggiori dimensioni
potranno godere di ulteriori aiuti per far fronte alle conseguenze della crisi
finanziaria. Si tratta della seconda tranche che si aggiunge e completa il
precedente accordo. La prima convenzione dellottobre scorso,
infatti, movimenterà circa 40 milioni di euro di finanziamento provinciale per
far fronte a 400 milioni di fidi erogati alle imprese trentine. Per la precisione sono circa
2.850 aziende che hanno fatto domanda, ottenendo circa l80%
dei finanziamenti complessivamente richiesti. Questoperazione consentirà
alle imprese di abbattere gli interessi passivi di circa 2,5 punti percentuali fino al 2010. Una vera e
propria boccata di ossigeno per realtà imprenditoriali sostanzialmente sane, ma
che soffrono per i propri impegni sbilanciati sul breve termine o hanno
difficoltà o subiscono ritardi nellincasso dei propri
crediti. Laccordo
di oggi mette a disposizione altri 300 milioni circa per le imprese trentine
con un fatturato superiore ai 3 milioni di euro. In particolare, a quelle con
giro daffari tra i 3 e i 10 milioni saranno concessi mutui fino a 500
mila euro. Se limpresa ha un fatturato superiore ai 10 milioni o più di 50 dipendenti,
il finanziamento potrà arrivare fino a 1 milione di euro. Sono previste
condizioni particolari per le aziende che operano nei trasporti (finanziamento
massimo di 2 milioni) e negli alberghi (1,5 milioni), i settori che soffrono
maggiormente della crisi anche in Trentino. I Confidi presteranno garanzia con
il proprio patrimonio a favore dei loro soci nonché gestiranno il contributo in
conto interessi. I fondi necessari per queste attività saranno messi a
disposizione dalla Provincia. I mutui saranno di norma destinati alla
ristrutturazione dellindebitamento a breve termine. Tuttavia la
banca potrà concedere una quota del prestito destinata a nuovi investimenti.
Attenzione alla crisi, dunque, ma anche sguardo al futuro e al sostegno dellinnovazione.
«Oggi che il Sole 24 Ore titola Allarme stretta per il credito – ha
detto Franco Senesi, presidente di Cassa Centrale Banca e di Mediocredito
Trentino Alto Adige – il Trentino segna una controtendenza. Provincia, banche e confidi si sono
attivate in modo concordato e armonioso per far fronte alla crisi e dare uniniezione
di fiducia al sistema imprenditoriale». «Ci sono segnali di ottimismo – ha
aggiunto il responsabile della regione commerciale Triveneto occidentale di Unicredit Corporate
Banking Bruno Rossi – ma è meglio restare cauti e accompagnare le nostre
imprese, dare loro serenità garantendo attenzione alla gestione della
situazione passata e sostegno per il futuro». Il direttore generale di Banca di
Trento e Bolzano Claudio Puerari ha sottolineato poi la grande lungimiranza
politica della Provincia, che ha agito concretamente e rapidamente per aiutare
le imprese a scacciare la crisi, anche attraverso il sostegno agli
investimenti. I presidenti dei tre Confidi della Provincia (Giorgio Rigotti, di
Confidimpresa, Giuseppe Bertolini, della Cooperativa artigiana di Garanzia per
lartigianato e Fausto Masè, di Cooperfidi) hanno evidenziato
allunisono come questa convenzione dia risposta a quella che è la maggiore emergenza per le imprese,
cioè laccesso al credito, ancor prima che il costo del credito stesso.
«Questo intervento – ha aggiunto il direttore di Mediocredito del Trentino Alto
Adige Leopoldo Scarpa – dà una risposta efficace per gestire lemergenza. Per il futuro servono
strumenti per favorire le esportazioni e per aiutare le imprese trentine a
capitalizzarsi e ad investire in ricerca e sviluppo”. Il prestito durerà fino a
7 anni, con rate trimestrali paramentrate sullEuribor con uno
spread definito
secondo la classe di rischio dellimpresa (basso, medio,
alto). “Il tasso messo a disposizione per le imprese in difficoltà – ha
sintetizzato Giorgio Bagozzi, vicedirettore di Cassa Centrale Banca – è
paragonabile al solo spread che pagherebbero le imprese più virtuose sul mercato». La convenzione è
stata firmata dai vertici dei tre consorzi fidi della provincia di Trento,
Giorgio Rigotti, presidente di Confidimpresa per lindustria
e il terziario, Giuseppe Bertolini, presidente della Cooperativa artigiana di Garanzia per lartigianato
e Fausto Masè, presidente di Cooperfidi per cooperazione ed agricoltura e, sul
versante bancario, le Casse Rurali Trentine con il presidente di
Cassa Centrale Banca Franco Senesi, il condirettore commerciale Triveneto Ovest
di Unicredit Banca Marco Perotti, il responsabile della regione commerciale
Triveneto occidentale di Unicredit Corporate Banking Bruno Rossi e il direttore
generale di Banca di Trento e Bolzano Claudio Puerari.
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Accesso al credito
nei momenti di crisi Porto Mantovano, convegno organizzato da Uncom e Comune
PORTO. Sui temi della stretta creditizia e dell'esigenza di liquidità delle
imprese, se n'è parlato durante un convegno organizzato da Uncom e Comune dal
tema: «L'accesso al credito momenti di crisi». I lavori del summit sono stati
aperti dai saluti dell'assessore alla pubblica istruzione Bruna Dal Bosco con
l'assessore allo sviluppo economico Gilberto Viola, dalla presidente della
sezione comunale locale dell'Uncom, Dolores Baldin e dal presidente dell'Upa
Enzo Zanca e poi sono intervenuti il consulente finanziario dell'Uncom, Gianni Ferrari che ha evidenziato che i consorzi Fidi sono l'arma
più efficace contro la crisi economica che ha prevalentemente riflessi in
termini di restrizione del credito bancario per le Pmi, come identificare le migliori forme di finanziamento
per l'impresa attraverso una attenta analisi della gestione amministrativa e
finanziaria dell'azienda, della riorganizzazione del credito e delle
implicazioni di "Basilea2", il direttore dell'Uncom Nicola Dal Dosso
che ha illustrato il servizio dell'associazione sulla finanza agevolata con un
occhio di attenzione sui nuovi bandi deliberati della Camera di Commercio a
fondo perduto per le imprese del terziario e le iniziative della Regione nel campo
dell'innovazione e dei distretti del commercio. Il segretario della Cooperativa
di Garanzia "Fiditer", Giuliano Manfredotti ha tracciato le strategie
dell'organismo a sostegno delle imprese, che si traducono nell'erogare
finanziamenti contro garantiti alle imprese, considerando che in 19 anni di
attività ha erogato ben 86 milioni di euro al comparto, e Davide Rebuzzi ha
trattato il tema del recupero credito.
( da "Borsa e Finanza"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
SETTIMANA IN NUMERI
A loro i soldi, a voi la «stretta» di Redazione - 25-04-2009 Gli ultimi dati
rilasciati in settimana dall'Abi, l'associazione bancaria italiana, non
lasciano dubbi: nel corso del mese di marzo, il «funding» degli istituti (cioè
depositi ma anche obbligazioni bancarie) è cresciuto dell'11,3%. I bond emessi
dagli istituti di credito, addirittura, segnano +203% rispetto all'anno prima.
Ovvero, approfittando della voglia di sicurezza delle famiglie e del basso
rendimento dei Bot, le banche hanno fatto il pieno. Ma questi soldi sono finiti
a sistemare i «guasti» del sistema, non a finanziare l'economia. La conferma
arriva dal dato relativo agli impieghi: solo +2,8% (+3,5% a febbraio) rispetto
a un anno fa. Questo dato tiene conto però dei grandi clienti, delle imprese a
partecipazione statale, dei gruppi che vanno comunque finanziati, pena il
fallimento. Il risultato? Per le Pmi una frenata tra il 5% e il 10% rispetto a
un anno fa. Con la prospettiva di un nuovo peggioramento. Insomma, se si
volevano far scorrere i soldi dallo Stato e dalle famiglie verso le imprese, il
risultato è un flop. Negli Usa la manovra, grazie ai Tarp e ai Talf, è parzialmente
riuscita. Da noi, sistema bancocentrico per eccellenza, il banchiere continua a
farla da padrone. È un tema che va tenuto ben a mente, nella primavera degli
esami. Già, con la bella stagione arriva la revisione dei requisiti degli
affidamenti a opera delle banche. Le banche, forti delle regole di Basilea 2,
possono chiedere la verifica in corso d'opera delle condizioni dell'azione, pena la revoca (senza condizioni) dei fidi. È una spada di
Damocle comunque insidiosa. Un rischio mortale dopo la «gelata» dell'economia,
che ha praticamente sconvolto i parametri di riferimento anche delle aziende
più sane mentre ha aumentato a dismisura il potere discrezionale dei
«professori» bancari. Un consiglio: diffidate dei professori di manica
larga. Quelli che, magari, vi suggeriscono un bel make up al magazzino o delle
rivalutazioni. All'apparenza stanno dalla parte vostra. Ma se le cose andassero
male, vi lasceranno soli, con i vostri rischi, spesso anche di natura «penale».
Molto meglio trattare allora a viso aperto, senza scorciatoie, una moratoria
sui debiti passati a condizione di non compromettere l'attività dell'azienda.
Basilea 2 o meno, mai accettare i consigli dei finti amici. Cari banchieri,
fate il vostro mestiere: i soldi in cassa li avete. www.pompeolocatelli.it
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
BOLOGNA CRONACA pag.
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Plus sezione:
ATTUALITA data: 2009-04-25 - pag: 8 autore: Modelli. L'enfasi sul risultato può
danneggiare il cliente «Ricomporre la frattura tra front e back-office» «I
direttori d'ufficio -per Mattei Gentilidevono tornare banchieri locali» L'
agenda del dopo-crisi, in banca, non può non includere il ripensamento della
«rottura dell'unità della famiglia dei bancari, tradizionalmente caratterizzata
da elevata compattezza nei valori e nei comportanti ». Lo dice Matteo Mattei
Gentili, ordinario di economia degli intermediari finanziari all'Università di
Pavia, un lungo background di consulente e formatore di alta direzione, oggi
presidente di Banca Euromobiliare (Credem). «Nella
disgregazione del ceto professionale bancario - osserva - è emersa la parcellizzazione tra figure
commercia-li, amministrative e specialiste. E tra queste ultime gli addetti ai
fidi hanno ceduto la storica preminenza agli specialisti di finanza. Mentre la
sofferenza degli amministrativi, compressi dalle esternalizzazioni e
"riciclati" dai back-office verso ruoli commerciali, ha
riversato un disagio crescente anche sui clienti». Può sembrare un'analisi
retrospettiva di un parto lungo, obbligato anhe senon indolore: quello della
banca-impresa, attraverso privatizzazioni, fusioni, acquisizioni,
ristrutturazioni accelerate per creare competitività e recuperare efficienza.
Ma Mattei Gentili avverte che in gioco c'è l presente e il futuro dello
sviluppo organizzativo delle banche italiane. Bene in linea di pricnpio il
management by objective, bene i budget di vendita e di redditività, bene la
segmentazione della catena del valore secondo i modelli anglosassoni e la
massimizzazione dei risultati della singola business unit. Ma si è già vista
anche «l'altra faccia della medaglia: crescita di conflitti interni, perdita di
visione d'insieme, squilibri complessivi nella valutazione dei rischi propri e
della clientela, dalla liquidità alla reputazione, alla legittimità». La
conseguenza dell'enfasi sul risultato parcellizzato di breve periodo, secondo
lo studioso, è stata spesso «il deterioramento degli asset più preziosi di
un'azienda bancaria: la reputazione, il personale, le relazioni con la
clientela». «I dipendenti, non meno dei clienti, volevano avere a che fare con
una banca-impresa e invece si sono ritrovati con una banca-piazzista»
sintetizza Mattei Gentili. Che accende un riflettore operativo sulla «filiale»
trasformata con troppa leggerazza in «punto di vendita». In Italia le banche
sono e restano fondamentali «fornitrici di sicurezza » al sistema-paese, con
una peculiare stabilità di relazioni con un'imprenditoria largamente diffusa. E
il ruolo del direttore di filiale, che nella tradizione del commercial banking
italiano fungeva da «banchiere locale» a presidio di un territorio torna
centrale: attento ai volumi e ai risultati economici, ma anche al capitale
umano e alle relazioni. Questa funzione "generalista" - perduta con
l'affermazione del modello " originate to distribute" - non solo
contribuiva alla competitivo di un istituto sul territorio ma rappresentava
anche un'esperienza formativa interna per far salire figure con solide
competenze lungo la linea aziendale» Antonio Quaglio © RIPRODUZIONE RISERVATA
( da "Stampa, La" del
25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
AIUTI. DALLA REGIONE Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più
forza ai consorzi fidi La Regione ha approvato la costituzione di un fondo
rischi di sei milioni di euro destinato ad aumentare le garanzie offerte dai
consorzi di garanzia fidi. Il provvedimento attua una parte della legge «anti
crisi» approvata all'inizio dell'anno. «L'obiettivo è favorire l'accesso
al credito per le medie e piccole imprese» dice l'assessore alle Finanze
Claudio Lavoyer. Il fondo rischi dedicato aumenterà le garanzie sulle
fideiussioni bancarie collegate ai finanziamenti già attivati. In questo modo,
in accordo con gli istituti bancari convenzionati, sarà possibile sospendere
due rate semestrali dei mutui. Le garanzie aggiuntive assicurate dal fondo
rischi, che si aggiungono a quelle già previste dai Confidi, permetteranno alle
imprese di contrarre nuovi mutui a condizioni migliori rispetto a quelli
previsti finora. L'intervento della Regione a supporto dei Consorzi di garanzia
fidi «si aggiunge - dice ancora Lavoyer - all'aumento del contributo in conto
interessi dal 50 al 75 per cento, già previsto dalla legge regionale anti crisi
approvata all'inizio dell'anno». Nel provvedimento regionale varato qualche
mese fa quando era scoppiata la crisi economica, era prevista la possibilità
per le aziende di chiedere la sospensione per un anno delle rate Finaosta
collegate a leggi regionali di settore. Un'opportunità che è stata raccolta da
molte aziende. Fino al 15 aprile, a presentare richiesta alla finanziaria
regionale erano state 246 imprese, che avevano chiesto la sospensione del
pagamento delle rate di 574 mutui: 193 nel settore alberghiero, 45 nel
commercio, 73 nell'industria e nell'artigianato, 2 nel settore termale, 226
delle società degli impianti a fune, 7 nell'agricoltura e uno nel turismo
equestre. \
( da "Tirreno, Il"
del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
IN LIZZA L'UDC Corre
l'impresario Di Gianni SAN MINIATO. Il cavalier Michele Di Gianni risponde
all'appello dell'Udc e scende in pista come candidato-sindaco a San Miniato. A
seguito del pressante invito da parte dei vertici regionali e provinciali del
partito di Pier Ferdinando Casini, l'Udc locale ha subito convocato una
riunione a cui hanno partecipato il designato candidato a sindaco Michele Di
Gianni e molti rappresentanti locali del partito, quali Leonella Carpita,
Franco Galasso, Giuseppe Malvezzi, Mario Mori, Pasquale Romano e tanti altri
simpatizzanti che hanno già dato l'adesione di candidatura nella lista Udc.
Dalla riunione è emerso un forte sostegno alla candidatura del costruttore Michele
Di Gianni, il quale si è reso disponibile per questa competizione elettorale.
«Il candidato a sindaco, nel ringraziare il partito tutto, ha voluto
sottolineare - si legge in un comunicato dell'Udc - che l'accettazione
scaturisce anche dalla necessità di rimuovere un sistema politico che anche nel
comune di San Miniato è di fatto cristallizzato; fino al punto che non vi è più
nemmeno il gusto della competizione elettorale, in quanto per mancanza di
valide alternative il risultato appare scontato già prima del responso
elettorale e non giova certamente al sistema democratico e nella difesa dei
tanti diritti lesi dei cittadini. Queste sono alcune delle ragioni che hanno
contribuito a sciogliere la riserva al candidato sindaco Michele Di Gianni e
correre con l'Udc, un partito che con coerenza sta conducendo a tutti i livelli
una non facile attività politica, fuori dall'omologazione e a difesa dei valori
e regole fondamentali di qualsiasi comunità democratica». Il candidato a
sindaco, con l'intero comitato elettorale, nei prossimi giorni illustreranno le
linee guida del programma e la lista dei candidati. Michele Di Gianni, classe
1961, residente a Montopoli Valdarno e fino a pochi anni fa nel comune di San
Miniato dove a tutt'oggi risiedono i genitori e con gli uffici aziendali a
Ponte a Egola, è coniugato con due figli. Geometra, di professione imprenditore
edile, ha già alle spalle oltre 25 anni di attività caratterizzata soprattutto
nel recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio, storico e architettonico
e nel settore turistico. Ha ricoperto ruoli importanti nell'ambito finanziario,
come quelli di consigliere della Fidi Toscana e membro del
cda di due prestigiosi istituti bancari della provincia di Pisa. In ambito
politico, dal 1990 al 1998, è stato consigliere comunale della Dc nonché
segretario provinciale del Ccd e membro della direzione regionale e nazionale
del partito contribuendo nel 1994 alla costituzione del Polo della Libertà.
Nel mondo associativo ha ricoperto in passato il ruolo di vicepresidente del
collegio edile regionale toscano e quello di membro del consiglio del consorzio
di bonifica.
( da "Nazione, La (Pisa)"
del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
SANTA CROCE / SAN
MINIATO pag.
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 27-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: DIRITTO DELLECONOMIA data: 2009-04-27 - pag: 41 autore:
Procedure concorsuali. La miniriforma non risolve il contrasto dei limiti
temporali tra due norme Fallimenti al nodo revoca Restano i dubbi sulla
disciplina applicabile alle rimesse bancarie PAGINA A CURA DI Giuseppe Rebecca
Giuseppe Sperotti La revocatoria nei confronti delle banche è cambiata con la
riforma fallimentare, ma i problemi restano. L'argomento è stato oggetto di
innumerevoli analisi poi è calato l'interesse, anche per colpa dei curatori fallimentari
che, secondo Assonime, intraprendono poche azioni. La sentenza del Tribunale di
Milano del 27 marzo
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Le opportunità del
credito: un convegno di Apindustria Capire il mondo del credito, conoscere le
opportunità offerte da Confapi Lombarda Fidi, riuscire ad avere gli strumenti
per dialogare in modo efficace con gli istituti di credito: sono alcuni degli obiettivi
dell'incontro che si terrà domani nella sede di Apindustria Mantova.
L'iniziativa, organizzata dal gruppo giovani di Apindustria e dal Confapi
Lombarda Fidi, è diretta ai giovani imprenditori per approfondire le tematiche
relative al credito. «é un incontro che prosegue la serie di iniziative volte
ad analizzare i settori più rilevanti per le attività d'impresa - spiega Erica
Gazzurelli, presidente del gruppo giovani - dopo l'energia ora veniamo al
credito. Ci piacerebbe cogliere le opportunità offerte dal
Consorzio Fidi Api e capire quale sia l'approccio più efficace nei confronti
degli istituti bancari». I relatori: Vittorio Bertasi, presidente Confapi
Lombarda Fidi Mantova, Andrea Baraldini, imprenditore del comitato tecnico
Confidi e Alessandra Tassini, funzionaria responsabile dell'ufficio economico
di Apindustria.
( da "Nazione, La (Viareggio)"
del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMA pag. 1 MASSIMO
Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dal... MASSIMO
Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dall'assemblea
dell'associazione dei commercianti tenutasi a Firenze. Confermata anche la
direzione di Massimo Biagioni. La presidenza regionale è composta da 61
operatori del commercio, del turismo e dei servizi in rappresentanza delle
varie strutture provinciali e delle categorie. Nel corso della mattinata oltre
alla relazione di Vivoli sono intervenuti il sindaco di Firenze Leonardo
Domenici, il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, il
governatore regionale Claudio Martini, e l'assessore al commercio e al turismo
Paolo Cocchi. Sono intervenuti anche Pierfrancesco Pacini, presidente
Unioncamere, Franco Scortecci, presidente della Confcommercio a nome del
cartello delle associazioni della piccola e media impresa, e il presidente
nazionale di Confesercenti Marco Venturi. NELLA sua relazione Vivoli ha chiesto
alla Regione maggiori impegni per lo sviluppo e la crescita economica, mentre per il sistema bancario sono risuonate parole di dura critica per la pressante richiesta
di garanzie pretese dalle aziende che chiedono crediti, la domanda di garanzie
aggiuntive per il rinnovo dei mutui in scadenza, e il rientro dei fidi
accordati. Critiche anche alla Regione per la disparità di trattamento nella
distribuzione di contributi tra Confidi Confesercenti, che moltiplica 44
volte i crediti garantiti e distribuiti alle aziende, e Fidi Toscana che
ottiene 48 milioni di 54 stanziati dalla Regione, ma secondo l'Irpet copre solo
il 20% del credito garantito alle imprese.
( da "Gazzettino, Il"
del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Chiesta
l'amministrazione controllata per la Popolare di Garanzia Martedì 28 Aprile
2009, Padova Il consiglio di amministrazione della Popolare di Garanzia ha
chiesto alla Banca d'Italia l'apertura della procedura di amministrazione
straordinaria. Sarebbe questa l'ultima chance per salvare il salvabile.
L'alternativa infatti è la messa in liquidazione dell'istituto, nato dalla
trasformazione, in cooperativa bancaria, di Interconfidi
Nordest, il consorzio fidi della Confindustria padovana. Se Bankitalia accetterà
la soluzione proposta dal presidente Rosario Bonavoglia, subentrato dopo la
rimozione del direttore generale Giampaolo Molon, ci sarà ancora un anno per
trattare con i soci e con le banche esposte. Il via libera di Bankitalia
all'amministrazione controllata è atteso per i prossimi giorni. Avrà l'effetto
di annullare l'assemblea convocata il 30 aprile in prima e che si sarebbe
dovuta tenere martedì 5 maggio in seconda. Ieri sera il futuro di Pop. Garanzia
è stato uno dei punti all'ordine del giorno nella riunione di giunta di
Confindustria Padova indetta per affidare a Stefano Pozzo il timone
dell'associazione. Confindustria marca le distanze dalla Popolare. «Come ente
giuridico non c'entriamo nulla, non abbiamo neppure una quota. La separazione
risale al 2004, quando si sancì il passaggio in società cooperativa». Ma in cda
della banca figurano esponenti di spicco dell'associazione come il presidente
Francesco Peghin, l'ex presidente Luca Bonaiti e l'attuale direttore Vincenzo
Cojazzi. C'è poi l'aspetto pratico: alcune delle imprese che si sono servite
delle garanzie della Popolare, sono associate e, in una fase di stretta come
l'attuale, il rischio di perdere uno strumento che fornisce credito alle
aziende, preoccupa i vertici di Confindustria Padova. Da qui il pressing,
«sempre a livello personale» - si insiste nell'organizzazione - per il
salvataggio. La strada indicata da Bonavoglia prevedeva tre passaggi: un
aumento di capitale o nuove sottoscrizioni di titoli in modo da far affluire
nelle casse della banca denaro fresco per almeno 10 milioni di euro e coprire
così le perdite; la trasformazione in società per azione; la conversione degli
incagli, da parte degli istituti bancari che hanno affidato prestiti sulla base
delle garanzie della Popolare, in quote dell'istituto, una volta diventato Spa.
Procedura che richiede tempi più lunghi di quelli che ha a disposizione
Bonavoglia. Anche perché l'idea di mettere mano al portafoglio non è stata
accolta con entusiasmo dai 3.036 soci della banca padovana e neppure il
pressing sulle banche coinvolte nel dissesto ha finora prodotto risultati.
G.C.P.
( da "HelpConsumatori"
del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
News SOLIDARIETA'.
Sisma in Abruzzo, le attività del CSVnet 28/04/2009 - 16:57 Tutta la rete di
CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato,
continua ad essere al fianco della popolazione, delle associazioni locali e di
tutto il Volontariato impegnato nei soccorsi nel territorio abruzzese colpito
dal sisma del 6 aprile scorso, mettendo a disposizione il suo apparato di
risorse umane ed economiche per contribuire alla ricostruzione sociale del
territorio abruzzese. Dal 9 aprile CSVnet e il Coordinamento dei Centri di
Servizio abruzzesi sostengono l'impegno del Centro di Servizio per il
Volontariato de L'Aquila con la realizzazione, grazie al contributo di tutta la
rete dei Centri, di una sede provvisoria del CSV aquilano nel campo di
Acquasanta, composta da un camper attrezzato con due postazioni internet e due
tende predisposte rispettivamente ad uso ufficio e sala riunioni, messe a
disposizione per tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio
abruzzese. La collaborazione attiva fra il Volontariato locale e i CSV
abruzzesi si sta articolando non solo sul piano organizzativo, attraverso
un'azione strategia e progettuale che coinvolge anche tutti gli attori
economici del territorio per il rilancio della città, ma anche sul piano della
raccolta fondi, tramite l'attivazione del conto corrente bancario
IT 27 N 05018 12100, promosso dalle Organizzazioni di Volontariato de L'Aquila
e dal CSV de L'Aquila, intestato a Banca Popolare Etica, volto a raccogliere
risorse economiche a favore di interventi a sostegno del rilancio della
comunità aquilana. La rete dei Centri di Servizio sta cercando di individuare,
in linea con la propria mission, altre forma di sostegno solidale alle
popolazioni e i Centri di Servizio abruzzesi. L'ipotesi è quella di
pianificare, grazie ad un accordo con i Comitati di Gestione regionali, le
Fondazioni bancarie, e il Volontariato, un intervento straordinario di
progettazione sociale per l'Abruzzo, che utilizzi 2 milioni di euro già
disponibili per la progettazione sociale del meridione per sostenere
economicamente i progetti delle associazioni abruzzesi, anche attraverso forme
innovative di contributo a fondo perduto e forme di garanzia per l'attivazione di fidi. Il costante dialogo e intesa con la
Protezione Civile e le Organizzazioni di Volontariato presenti dal primo giorno
sul territorio garantisce a tutto il sistema di CSVnet di lavorare e
pianificare il proprio intervento in linea con gli altri attori dell'emergenza
e quanto il Governo e le Istituzioni locali stanno già attuando. 2009 -
redattore: VC
( da "Trend-online"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
I mercati
scommettono sulla ripresa economica. Quanto cè da fidarsi?
PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna Di Alberto Susic , 28.04.2009
22:22 Scopri le
migliori azioni per fare trading questa settimana!! tempo perché ciò trovi
conferma nelleconomia reale. Qualora venisse confermato
uno scenario di questo tipo, allora gli analisti di Banca Akros si attendono
una continua rotazione settoriale nelle settimane a venire. Sono molto probabili prese di
profitto sui ciclici che tuttavia dovrebbero vivere ancora una fase allinsegna
del recupero almeno fino allestate. E guardando ai settori su cui
puntare, ai bancari sono da preferire gli assicurativi che pur avendo messo a segno un
significativo recupero da marzo, presentano ancora un bilancio negativo da
inizio anno. Banca Akros suggerisce inoltre di guardare a quei titoli come
Lottomatica ed Enel che hanno fatto registrare le peggiori performance in
questa fase di rimbalzo, essendo stati tra i titoli scesi meno in precedenza.
In questa categoria rientrano anche altre due blue chips come Mondadori e
Bulgari, segnalando che queste due società hanno risentito e non poco della
recessione, come dimostrato anche dai risultati negativi relativi a questa
prima parte dellanno. I due gruppi però vantano una buona
solidità finanziaria e gestiscono un business che difficilmente li porterà a
distruggere cassa, un motivo in più per scommettere su questi due titoli in
questa fase di mercato.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIA E FINANZA
pag. 27 Stretta del credito, i prefetti al lavoro Debutta l'Osservatorio
regionale INCONTRO A BOLOGNA SUMMIT L'incontro dei prefetti emiliano-romagnoli
ieri a Bologna di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA L'EROGAZIONE del credito da parte
delle banche che operano in Emilia Romagna sta attraversando una fase di
progressivo rallentamento. A dicembre dello scorso anno il tasso di crescita
dei prestiti (comunque positivo) è sceso al 6,3%, contro il 10,8 di marzo.
Mentre nei primi mesi del
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2009-04-29 - pag: 8 autore: Dal Fondo europeo
Rinnovata la fiducia ad All.Gar TORINO Un "imprimatur" europeo che
rafforza il ruolo a fianco delle imprese nei rapporti con il sistema del
credito: il Fei (Fondo europeo investimenti) e la Commissione europea hanno
rinnovato la fiducia ad All.Gar "Alleanza di garanzia",
raggruppamento temporaneo d'imprese costituito per accrescere il livello di
controgaranzie di cui le Pmi possono beneficiare. Dell'organismo è capofila
Unionfidi e ne fanno parte Confidi Province Lombarde, Fidindustria
Emilia-Romagna, Neafidi (tutti con requisiti per l'iscrizione
al 107 del Testo unico bancario, come intermediari finanziari vigilati) e Fidi Toscana (già
107): a inizio aprile All.Gar ha ricevuto il via libera per l'operatività fino
al 2011. Un risultato importante per Unionfidi, sulla scia di un rapporto
iniziato nel 1999, e tanto più nella complessa fase attuale: grazie al sistema
di controgaranzie, le imprese assistite possono contare su migliori
condizioni di accesso al credito, con una percentuale di controgaranzia su
singola operazione pari al 50 per cento. Fa.Br.
( da "Panorama.it"
del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
- Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Oltre gli sportelli. Ma sai chi ti presta i
soldi? Posted By roberto.seghetti On 28/4/2009 @ 12:11 In Headlines | No
Comments L'appuntamento è per il 31 maggio. Entro quella data, per la prima
volta nella loro storia, le società che non sono una banca ma offrono credito
al consumo, prestiti personali, dilazioni di pagamento, fideiussioni, cambi,
money transfer e mille altri servizi per l'uso del denaro dovranno fornire alla
[1] Banca d'Italia parecchie informazioni: statistiche su ciò che fanno, conto
economico, conto patrimoniale, e pure le attività che non figurano nel
bilancio. È una rivoluzione per quelli che i tecnici chiamano in modo
burocratico "intermediari finanziari non bancari identificati
nell'articolo 106 del testo unico bancario". E
non solo per loro. L'accensione dei riflettori riguarda tutto il vasto esercito
di persone e società, oltre 170 mila operatori, che a vario titolo hanno
lavorato fino a oggi con il denaro degli italiani per larga parte fuori dalle
luci della ribalta. Il cambiamento è cominciato nel 2008, quando tutto questo
mondo è passato sotto la [2] vigilanza della Banca d'Italia. Negli uffici di
via Nazionale, a Roma, è apparsa subito chiara la diversità fra i controlli
previsti sull'attività delle banche e quelli, assai meno stringenti, che la
legge imponeva su questo altro tipo di intermediari del denaro, fino ad allora
seguiti dall'Uic, Ufficio italiano cambi. Così, in attesa di norme più
adeguate, proposte e già in discussione in Parlamento, è stato avviato un
lavoro di verifica sul campo. In pochi mesi sono state spedite migliaia di
raccomandate. Sono state intensificate le verifiche nei casellari giudiziari
sull'onorabilità delle persone. Sono partite le prime ispezioni. Si è
intensificata la collaborazione con la Guardia di finanza. E sono scattate anche
operazioni di pulizia, come la cancellazione di oltre 10 mila "agenti in
attività finanziaria". I risultati consentono oggi di andare alla scoperta
di questo mondo poco conosciuto ma così importante nella gestione dei nostri
soldi. La punta ben visibile è composta da pochi intermediari non bancari di
grandi dimensioni, sottoposti a una vigilanza simile a quella delle aziende di
credito e con obblighi patrimoniali e di informazione molto rigorosi. Sono
appena 180 imprese (i tecnici vi si riferiscono citando[3] l'articolo 107 del Testo unico bancario, Tub): offrono leasing, factoring, credito al consumo. Sono
società anche importanti, come le finanziarie legate alle aziende produttrici
di automobili. E in questo gruppo stanno per essere compresi i cosiddetti
consorzi fidi. Anche se l'attività è la stessa, molto più lasco è il regime al
quale devono sottostare tutti gli altri operatori, che sono davvero
numerosi. Alla fine del 2008, per esempio, erano 1.189 le aziende che,
inquadrate nell'articolo 106 del Tub, offrivano leasing, factoring, credito al
consumo, prestiti, money transfer e servizi di pagamento. Nei primi mesi del
2009 già sono arrivate domande per farne nascere altre 170. Eppure, nessuna di
queste ha l'obbligo di avere un patrimonio adeguato al giro di affari. Basta
avere un capitale minimo (600 mila euro). Pure i poteri della Banca d'Italia
sono limitati. Da qui, la decisione di avviare quantomeno una verifica. Il 5
gennaio la banca centrale ha disposto l'obbligo di inviare informazioni
statistiche ogni semestre. Una per una queste imprese sono state interpellate
per raccomandata. Le risposte dovranno arrivare entro il 31 maggio. La Banca
d'Italia le userà per creare un database che consenta di comprendere meglio che
cosa fanno queste imprese, e come lo fanno. Ancora più deciso è stato
l'intervento su una quarantina di aziende che, nell'ambito di questo stesso
gruppo, offrono garanzie su prestiti e fideiussioni per partecipare a gare e
appalti. La crisi incombe, alcune di queste imprese potrebbero essere chiamate
a onorare gli impegni. Così è stato previsto che la natura di un'attività del
genere comporti l'obbligo di avere un capitale più robusto e quantomeno
un'adeguata disponibilità di liquidi sempre pronti. È stato anche avviato un
monitoraggio specifico. Tra i diversi intermediari di denaro i due gruppi più
numerosi riguardano tuttavia gli "agenti in attività finanziaria" e i
mediatori creditizi. L'elenco degli agenti comprende 49.366 persone fisiche e
4.284 società. Che cosa fanno? Per metà sono sub money transfer, cioè
raccolgono il denaro degli immigrati per conto di un'azienda più grande e lo
trasferiscono all'estero, per esempio con la piattaforma [4] Western Union.
L'altra metà degli agenti, grazie alla delega ottenuta da un'impresa del settore,
commercializza prodotti bancari: mutui, credito al consumo, prestiti e altro.
Nel 2008 la Banca d'Italia ha inviato a questi soggetti circa 60 mila lettere
per chiedere l'esistenza dei requisiti di iscrizione. In base alla legge, per
essere agenti e maneggiare il denaro dei clienti basta una fotocopia
certificata del diploma di scuola media superiore; una fotocopia della carta di
identità; l'autocertificazione sui requisiti di onorabilità. E il mandato della
società per la quale lavorano. A settembre, accertato a più riprese che molte
risposte non erano arrivate, e condotte molte verifiche presso i casellari
giudiziari, la Banca d'Italia ha promosso la cancellazione di oltre 10 mila
agenti (una piccola parte ha poi fatto domanda di reiscrizione). Ma ci vorrà
poco a recuperare. Ogni anno, tra mediatori e agenti, fanno domanda 30 mila
nuovi addetti. Ancora più numerosi sono i "mediatori creditizi":
98.614 persone fisiche e 9.029 società. La differenza rispetto agli agenti è
semplice: fanno lo stesso lavoro però sono liberi professionisti. Offrono ai
propri clienti i prodotti bancari delle finanziarie e delle banche. Hanno
obblighi di trasparenza e di segnalazione ai fini delle norme contro il
riciclaggio del denaro sporco. La [5] Guardia di finanza svolge molte
verifiche, ma i mediatori sono così numerosi che è difficile condurre un esame
di massa. Su segnalazione della Gdf, dal 2008 ne è stato cancellato qualche
centinaio. Basta riflettere sul numero di questi intermediari (da non
confondere con i promotori finanziari sottoposti al controllo della Consob) per
capire il motivo che ha spinto Banca d'Italia e ministero dell'Economia a
ipotizzare un irrobustimento delle norme di iscrizione, di vigilanza, di
prudenza. Le novità sono state inserite in un disegno di legge che recepisce
alcune direttive europee. Su diversi temi è stato registrato un consenso
unanime, per esempio sull'irrobustimento dei criteri di iscrizione o
sull'istituzione di un organismo di categoria. Su altri due punti c'è invece
una forte resistenza delle categorie interessate. Il primo riguarda la
previsione di rendere incompatibili l'attività di agente e quella di mediatore.
Sostiene Maurizio Del Vecchio, presidente della [6] Fimec, una delle
associazioni del settore: "Se vuoi trattare diversi prodotti, devi
ricoprire tutti e due i ruoli, perché le grandi imprese di credito al consumo
vogliono agire solo tramite agenti, mentre se vuoi vendere mutui o altre
attività puoi farlo solo se sei mediatore. E allora: o non si prevede
l'incompatibilità o si permette che le due figure facciano tutto". Il
secondo punto di scontro riguarda l'obbligo di costituirsi in società per i
mediatori. Dice ancora Del Vecchio: "Va bene solo se ci permettono di fare
una semplice snc, che costa poco". Che cosa accadrà? Intanto i riflettori
sono stati accesi. Il resto dipende dall'iter della legge con le nuove regole.
[7] La mappa degli intermediari non bancari aggiornata al 31 dicembre 2008. La
maggioranza è costituita dai mediatori creditizi, quasi 100 mila, seguiti da agenti.
( da "Corriere delle Alpi"
del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
di Francesco Saltini
«Politici e imprenditori: un regalo al territorio» Via alla sottoscrizione per
la Banca di Credito Cooperativo di Belluno e Feltre «Un istituto di piccole
dimensioni concentrato sul mercato locale: vogliamo aiutare i bellunesi» BELLUNO.
«Parlamentari, candidati alla Provincia, imprenditori: è il momento di fare
qualcosa di concreto per i bellunesi. Mettetevi una mano sulla coscienza
(meglio sarebbe dire in tasca ndr) e aiutateci. Noi abbiamo compiuto il primo
passo, ora ci serve l'aiuto di tutti. Fate questo regalo al territorio. Aderite
alla sottoscrizione per la nascita della Banca di Credito Cooperativo di
Belluno e Feltre». Anche i sindaci sono chiamati in causa, anche se non
economicamente: «Promuovete incontri sul territorio: vogliamo spiegare alla
popolazione la nostra iniziativa». E' l'appello lanciato da Giorgio Azzalini,
presidente del comitato promotore per la costuzione della Bcc di Belluno e
Feltre, per la quale lunedì è iniziata la raccolta del capitale sociale. «E' il
momento di lasciare da parte i discorsi da politici e agire, perché ci sono
bellunesi che possono fare qualcosa di materiale per il territorio. La nostra
vuole essere un banca del territorio, composta da soci che conoscono le
peculiarità e i problemi del Bellunese. Una banca di piccole dimensioni a
servizio di un mercato locale, che si concentra su di esso, dando vita a
prodotti che siano compatibili con il territorio. E' chiaro che chi vuol
guadagnare deve rivolgersi ad altri istituti, perché noi non offriremo titoli
bizzarri. Soci e clienti saranno quelle persone che cercano
una banca di cui fidarsi a occhi chiusi. E chi di meglio, se non un istituto
composto da bellunesi?». Le banche in provincia. L'analisi presentata dai
componenti del comitato promotore, che ha avuto il via libera dalla Consob il
15 aprile, presenta un'ampia analisi del sistema bancario in provincia. Nei diciotto comuni di competenza della Bcc
di Belluno e Feltre (oltre a Belluno e Feltre, ci sono Pedavena, Ponte,
Fonzaso, Limana, Sedico, Quero, Lentiai, Farra d'Alpago, Cesiomaggiore, Vas,
Sospirolo, Seren, Longarone, Sovramonte, Vittorio Veneto e Mezzano) a fine 2007
erano attivi 113 sportelli per 143.434 abitanti (0,79 ogni mille persone) e
62.560 famiglie (1,81 ogni 1.000 nuclei). In rapporto alla popolazione il
maggior numero di sportelli si trova a Longarone (6 - 1,48 ogni mille
abitanti), davanti a Sovramonte e Fonzaso. A Belluno sono 33 gli sportelli
(0,91 ogni mille abitanti), a Feltre 18 (0,88). In provincia, invece, gli
sportelli sono 197 per una popolazione di 213.612 unità (0,92), mentre le medie
regionali e nazionali ogni mille abitanti è rispettivamente di 0,73 e 0,56.
Tipi di banche nel territorio. 197 gli sportelli in provincia, la maggior parte
dei quali con sede esterna. Una sola banca è bellunese al 100%, il Credito
cooperativo di Cortina, che vanta 22 agenzie in provincia. Confrontando i
numeri bellunesi con quelli del Triveneto, si nota che esistono 58 istituti di
credito veneti (41 le Bcc), mentre in Trentino Alto Adige le cooperative
bancarie spopolano: su un totale di 110 banche locali, ben 99 appartengono al
circuito Bcc. «Trento e Bolzano hanno trovato la forza interna al territorio»,
sottolinea Azzalini, «perché non dovremmo esserne capaci anche noi? Il comitato
promotore si è tirato sù le maniche, ma per far cambiare marcia alla provincia
c'è bisogno dell'aiuto di tutti». L'analisi del reddito. «Belluno è una
provincia ricca», sottolinea Alessandro Bampo. «E' vero che siamo un po' più
poveri delle provincie a noi vicine, ma in totale non possiamo certo
lamentarci. Nel 2007, infatti, il Pil pro capite era di 29.961 euro, inferiore
alla media veneta (30.622), ma ben al di sopra della media nazionale (25.862).
Ma c'è di più, dal 2005 al 2007 la variazione del valore aggiunto provinciale è
aumentato del 6,5%, superiore alla media nazionale (3,4%), anche se ancora
inferiore rispetto al florido Veneto (10%). Noi ci crediamo. «Questi sono i
dati che ci hanno fatto capire che c'è spazio per noi», commentano il
presidente Azzalini e i soci Bampo e Merlin. «Perché rivolgersi ad altri,
perché dare le nostre ricchezze a chi viene da fuori provincia? Siamo stati
bravi con gli occhiali, siamo lavoratori apprezzati ovunque, perché non
dovremmo essere capaci nel mondo della finanza? E' vero, ci sono tanti
detrattori, ma noi ci crediamo, perché una banca bellunese sarebbe sicuramente
più snella riseptto ad altri istituti, favorendo l'accesso al credito a chi
ocpera sul territorio. Perché andare a chiedere in giro per l'Italia prestiti e
mutui, facendo emigrare fuori provincia una buona parte del nostro capitale?
Con la Bcc i clienti potranno parlare direttamente con i responsabili, persone
che conoscono i problemi della provincia. Vogliamo lavorare per sviluppare
qualcosa di importante, un istituto che sia sempre presente al fianco dei
clienti e delle imprese».
( da "Stampa, La" del
30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Personaggio Il bancario che rubava per i poveri Condannato il contabile
Robin Hood Prestiti milionari presi dai conti dei ricchi MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Scremava i conti correnti con metodo, toglieva ai
ricchi per dare ai poveri, prendeva i soldi dai più grassi depositi della banca
che dirigeva a Bruges e li usava per concedere prestiti a chi non li avrebbe
mai ottenuti altrimenti. In sei anni ha affidato ai suoi clienti fiamminghi un
milione di euro, ma alla fine lo hanno beccato, questo novello Robin Hood in grisaglia.
E' caduto in un banale controllo finanziario, tutta colpa del numero crescente
di debitori che non lo rimborsavano. Il giudice gli ha dato tre anni di galera
- sospesi perchè in fondo non ci ha guadagnato nulla -, più una multa da 250
mila euro che ha pagato vendendo casa e auto. Ora non ha più un cent, vive con
l'assegno sociale, e ammette: «In effetti sono stato un po' naif». A
sessantadue anni, per Johan Verhaeghe la carriera sul pianeta credito è
chiaramente finita. A parte la fedina penale indelebilmente macchiata, si
ritrova un'interdizione a svolgere qualunque attività nel settore bancario per i prossimi dieci anni. Difficile che qualcuno
gli dia un lavoro che lo porti a maneggiare denaro, eppure ammette che «la
sentenza è giusta» con un tono che sembra preso direttamente da un romanzo alla
Dickens, quello dell'uomo che ha dato in beneficenza la borsa colma d'oro non
sua e deve pagarne il fio. «Mi spiace - giura -. Mi sento beffato, una vittime
come le altre, intrappolato dalle promesse non mantenute». Per i frequentatori
della sede Centea al numero 107 della Maalse Steenweg di Sint-Kruis, alla
periferia di Bruges, Verhaeghe era un tipo che meritava considerazione, stimato
e apprezzato. Un dirigente di cinquant'anni, all'epoca dei fatti, che tutti
giudicavano garbato e disponibile. Sin troppo, s'è scoperto. La sua preoccupazione era riuscire a dare un fido a tutti quelli
che gli sembravano averne diritto, al punto di sostituirsi alla sua stessa
banca se l'erogazione non veniva concessa. Lo ha fatto per la prima volta nel
( da "Repubblica, La"
del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina XI - Firenze
Crisi: artigiani contro le banche, export a picco Certi balzelli bancari sugli
imprenditori, cacciati dalla porta con il decreto anticrisi di novembre,
rientrano mascherati dalla finestra. La denuncia è della Cna fiorentina. «Il
decreto - lamenta Luciana Marchiani, responsabile tributario di Cna Firenze -
ha vietato alle banche di riscuotere commissioni su affidamenti bancari
concordati ma non utilizzati dal cliente per più di trenta giorni, ma le banche
hanno subito organizzato contromosse. Alcune continuano a pretendere le
commissioni interpretando in modo arbitrario il semestre transitorio che il
decreto aveva concesso alle banche per adeguare i contratti. Altre hanno
inviato una lettera con la quale comunicano che la commissione sarà sostituita
da una spesa amministrativa per la gestione del fido». Denuncia inoltre Cna: «Assistiamo a revoche degli affidamenti accompagnate dalla
proposta di accedere ad un prestito a breve e con tasso oneroso che ovviamente
non garantisce all´imprenditore la stessa flessibilità». Intanto il periodico
rapporto dell´Irpet segnala che l´export toscano è in caduta libera: calo del
4,9% in termini di valore nel 2008 e -10% atteso per il
( da "Nazione, La (Grosseto)"
del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
FOLLONICA pag. 9
CHIUDONO negozi, aprono banche. A Follonica «spuntano&... CHIUDONO negozi,
aprono banche. A Follonica «spuntano» sportelli bancari in ogni angolo della
città: una ricerca sulle «Pagine Gialle» dà come risultato ben 28 filiali,
soprattutto nella zona centrale. In proporzione, molte di più rispetto alle 79
del capoluogo Grosseto che ha oltre il triplo di residenti e un tessuto urbano
assai più esteso. Basta guardarsi intorno. Chi si trova a passeggiare dalle
parti del monumento di piazza Vittorio Veneto, è «circondato» da banche: alle
spalle il Monte dei Paschi, di fronte la Cassa di risparmio di Volterra, a lato
Cariprato, a pochi passi le filiali Intesa e Mediolanum e altre due sedi del
Montepaschi. Non è finita: tra via Amorotti e via Bicocchi ha appena calato la
serranda uno storico negozio follonichese, «Capolupi Sport», e al suo posto
aprirà (manco a dirlo) un'altra banca, il Credito cooperativo di Sovicille. La presenza di tanti sportelli bancari, però, non assicura
automaticamente maggiori possibilità di finanziamento agli imprenditori locali.
«Quando si tratta di concedere un fido, le banche più piccole si rivelano le
migliori dice Massimiliano Mei, presidente della Confesercenti follonichese
perché sono più radicate nel territorio e hanno maggiore autonomia,
mentre i grandi istituti bancari sono vittime della crisi e bloccate dalle
fusioni. E così le realtà minori trovano spazi per inserirsi e acquisire
clientela. Perché tante banche a Follonica? E' una città che attrae, per il
turismo e il commercio. Ma è anche una questione di presenza: aprire uno sportello
è una vetrina, indipendentemente dal profitto di quella filiale. Resta il
paradosso della stretta del credito: per avere un finanziamento servono
garanzie sempre più solide». A DETTA dell'Ascom-Confcommercio, Follonica resta
comunque «appetibile, perché è una città in sviluppo dice il referente locale
Agostino Ottaviani e può vantare un discreto volume di depositi, grazie a tante
formichine': risparmiatori, pensionati. E poi, aprire uno sportello è sempre
fonte di guadagno per una banca. In più, nella nostra città la richiesta di
credito è forte. A questo proposito, però, le banche dovrebbero avere più
fiducia: serve una boccata d'ossigeno in un periodo di crisi. I presupposti ci
sarebbero: gli aiuti del Governo funzionano, il costo del denaro è ai minimi.
Invece i tempi di ogni operazione sono sempre troppo lunghi. Ci vorrebbe un
aiuto anche per il commercio: ne beneficerebbero tutti». Gianluca Domenichelli
( da "Libertà" del
30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Banca-cliente,
rapporto in crisi Il bancario ne paga le conseguenze
Le banche sono state demonizzate come mostri, capitanate da biechi ed
insensibili personaggi, tante certamente colpevoli di aver cavalcato l'onda di
grandi e pericolose speculazioni, con facili e lauti guadagni, il cui rischio
ricadeva quasi interamente sul piccolo e inconsapevole risparmiatore, suo
malgrado coinvolto in operazioni di contorta finanza. Tuttavia altre banche
hanno saputo mantenere la rotta e hanno continuato a rispettare il territorio,
coltivando il prezioso orticello nel quale operano, salvaguardando i clienti e
dimostrando alle grandi teorie economiche degli anni novanta (quelle che
sollecitavano le mega fusioni bancarie come unica ricetta per il futuro degli
istituti di credito) che bastava proseguire nel solco della tradizione,
accontentandosi di prosperare serenamente. E' comunque indubbio che la fiducia
del cliente verso la banca si è profondamente incrinata fino a diventare totale
diffidenza, ed è risaputo che senza fiducia un rapporto (sia esso di amicizia,
d'amore o d'affari) va inevitabilmente in crisi. In mezzo a questa coppia che
scoppia a fare da cuscinetto si è ritrovato il bancario
del duemila: quello che una volta era un'impiegato invidiato da tanti è
divenuto un venditore in prima linea di prodotti finanziari, salvo poi scoprire
in buona fede di averne una conoscenza superficiale e di parte (quella
fornitagli dall'azienda). Quotidianamente asfissiato da pressioni commerciali
da parte di manager senza scrupoli, capaci solo di chiedere risultati a breve
termine e a qualunque costo, minacciato di continue ritorsioni, il bancario moderno si è scoperto in crisi di fiducia verso il
proprio datore di lavoro, esattamente come il cliente con il quale parla tutti
i giorni. Perché alla fine per il povero pensionato in cerca di un consiglio
finanziario la Banca (quella con la b maiuscola di una volta) coincide con la
faccia di quell'impiegato dietro il bancone, del quale si
fida e al quale affida i suoi risparmi. Quello stesso impiegato che ieri ha
venduto titoli classificati dai guru della finanza mondiale come tripla A (il
meglio del rating) al suo migliore amico nella massima tranquillità e
trasparenza e oggi scopre di aver "rifilato" inconsapevolmente un
prodotto buono solo per il Monopoli. Poi diventa facile capire come le
responsabilità stanno ben più in alto di quel bancario
di provincia, ma la faccia spesa verso la clientela rimane la sua. Questi
dipendenti della banche di oggi, vessati dall'interno, guardati con sospetto
dall'esterno, sono i nostri vicini di casa, i genitori dei figli con cui vanno
a scuola i nostri bambini, sono quelli che incontriamo allo stadio o in centro
a fare una vasca. Non sono loro i mostri che hanno prosciugato i nostri
risparmi arricchendosi. I bancari di oggi non hanno più le leggendarie 15
mensilità, sono dipendenti come tanti altri, nei confronti dei quali non
vantano più privilegi economici o professionali, costretti a fare i conti per
arrivare a fine mese né più né meno di altri lavoratori in difficoltà, fra
crisi nervose ed attacchi di panico. Anni fa si entrava in banca come in
chiesa: con il cappello in mano, in silenzio. La banca era un luogo sacro, al
quale ci si accostava con rispetto, il bancario era
ammirato, ossequiato e invidiato. Anche troppo. Oggi, al contrario, le banche
hanno la reputazione di associazioni a delinquere, ma i dipendenti non possono
essere considerati i loro "bravi" manzoniani. Un detto popolare dice
che talvolta a star nel mezzo non si sbaglia, ma mai come in questo caso, fra
banca e cliente, coppia in crisi, il ruolo più scomodo può diventare proprio
quello di chi si trova schiacciato fra i due litiganti. Fiba Cisl Piacenza
30/04/2009
( da "Denaro, Il" del
30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Commenti la crisi
economica Torna a crescere la fiducia di imprese e consumatori Carlo Zappatori
Dopo la continua discesa, dal maggio 2008, la fiducia di imprese e consumatori
europei torna a salire. Il dato emerge dagli indicatori elaborati dalla Commissione
europea , anche se si registra ancora un livello ''molto basso'', anche in
seguito al vero e proprio crollo di questi indici, registrato nel mese di
febbraio. Gli Stati membri che guidano il rimbalzo sono l'Italia con Regno
Unito, Olanda e Spagna, mentre un aumento della fiducia più moderato si
registra in Francia e Germania. Cominciano, dunque, ad avvertirsi i forti
stimoli espansivi adottati dai Governi Nazionali, abbinati alle altre decisioni
di politica economica decise dal G20, con un costo del denaro quasi nullo,
associato ad un'inflazione ai minimi storici, che lasciano intravedere alle
imprese ed alle famiglie una possibile ripresa più vicina nel tempo. Restano,
tuttavia, importanti nodi da sciogliere, per la ripresa, primo fra tutti,
garantire un adeguato flusso di credito, alla piccola e media impresa, che, nel
nostro Paese rappresenta la struttura portante dell'intera economia. Il sistema
bancario e finanziario nazionale ha, rispetto agli
altri Paesi europei, retto meglio alla crisi del settore, ma è stato
determinante l'azione del Governo Berlusconi nel rassicurare i risparmiatori,
con una forte garanzia statale sui depositi bancari personali. Con la geniale
invenzione del nostro ministro dell'Economia dei "Tremonti Bond" lo
Stato è intervenuto, in alcune importanti Banche del Paese, per assicurare un
grado sufficiente di capitalizzazione, indispensabile per una corretta
erogazione del credito alle imprese ed alle famiglie. In altri Paesi Europei è
stato, invece, necessario l'intervento diretto nel capitale delle Banche dello
Stato, e, quindi, con processi di pratica nazionalizzazione. Rimane, però,
aperta la difficoltà per le imprese di collocare "Corporate Bond",
per la crisi della stragrande maggioranza delle Banche di Affari, e sono, in
pratica ferme tutte le operazioni di riassetti societari, mentre in Borsa le
quotazioni seguitano ad essere depresse, anche se si avvertono timidi segnali
di inversione. L'enorme massa dei titoli tossici in circolazione, costituisce
ancora una "mina vagante" nell'economia internazionale. Alcuni
economisti statunitensi propongono la creazione di apposite "Bad
Bank" di cui dovrebbero farsi carico gli Stati Nazionali. Non mi sembra,
però, una buona soluzione per il nostro Paese, che deve concentrare le risorse
finanziarie statali, per assicurare un adeguato flusso di finanziamento tra
Banche ed Imprese. Fondi di Garanzia Fidi Statali e
Regionali a favore delle piccole e medie imprese sono una necessità prioritaria
per l'intero paese, ma soprattutto al Sud, per rilanciare la produzione e
ridurre il tasso di disoccupazione. del 30-04-2009 num.