HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN.  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 

Report "Revoca fidi"   17-30 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Fidi agli artigiani per 1,5 miliardi ( da "Arena, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Il Consorzio fidi degli artigiani del Veneto offre un nuovo livello di garanzia, più liquidità con meno costi alle imprese e minor rischi per le banche. «È il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia», spiega Mario Borin, ad di Sviluppo artigiano «ad avere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca d'Italia,

Cassa in deroga, arrivano i soldi Nel 2009 già aiutate 565 imprese ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: apertura di nuove linee bancarie ad hoc. «Esistono a riguardo - spiega Agnelli - buone prassi in Bergamasca come la sospensione delle rate del mutuo casa per i lavoratori in cassa, la concessione alle imprese di un fido esclusivamente dedicato agli insoluti. Esempi di iniziative adottate da una Bcc locale, che devono essere diffusi a tutto il sistema bancario.

confagricoltura: troppa burocrazia e banche lontane dalle aziende ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: rifiutare i nuovi affidamenti e addirittura revocare dei fidi concessi anche se in precedenza non utilizzati. Le obbligazioni delle banche offrono ai grandi investitori un Euribor +1 punto di spread; i mutui fissi a 15 anni agli stessi sono negoziati al 5%. Cosa capita alle nostre imprese? La Bce abbassa il Tasso ufficiale di sconto e gli istituti bancari portano "l'utilizzo in dare"

Prestiti sempre più difficili ( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: risorse con regole meno rigide Le capacità di alcuni consorzi fidi si stanno esaurendo sulla spinta della crisi e della difficoltà con la quale gli istituti bancari stanno concedendo i prestiti. «Stiamo ricevendo segnali di questo genere sia dai consorzi dei commercianti che da quelli delle cooperative» sottolinea il presidente della Camera di commercio, Carlo Alberto Roncarati.

È aumentato il credito verso le imprese ( da "Sicilia, La" del 18-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: dove solo e tramite alcuni Consorzi Fidi, il Banco di Sicilia si è impegnato a facilitare l'accesso al credito delle imprese con la creazione di prodotti specifici dedicati alle esigenze di ciascuna impresa. E' stata siglata anche la convenzione con Artigiancassa Bnl Gruppo Paribas da parte del presidente del Comitato tecnico d'area per la provincia,

Agevolazione sui crediti per le imprese ( da "Tempo, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: stampa Camera di Commercio Agevolazione sui crediti per le imprese Più forza ai Consorzi Fidi e alle Cooperative artigiane di garanzia che operano nel Reatino per agevolare l'accesso al credito delle imprese locali. È quanto deliberato dal Consiglio della Camera di Commercio di Rieti come misura anti-crisi a sostegno del mondo imprenditoriale.

il credito cooperativo valdinievole aiuta chi finisce in cassa integrazione ( da "Tirreno, Il" del 19-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: volta cioè a erogare credito anche nei momenti in cui questo viene ridotto da parte del sistema bancario. Il Credito Cooperativo Valdinievole è pertanto pronto a recepire la convenzione stipulata tra Fidi Toscana e Federazione Toscana Bcc per i lavoratori dipendenti di aziende in cassa integrazione guadagni (Cig) o straordinaria (Cigs).

Indici su resistenze importanti da violare: possibile una svolta del mercato ( da "Trend-online" del 20-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ultimo mese e non si fidano a comprare su questi prezzi. Venendo agli indici principali il Dax si trova a ridosso della parte alta del canale ribassista sulla resistenza a 4680/4700 mentre fattori di negatività si avrebbero sotto la quota psicologica di 4000. Discorso simile per il Dow Jones che si confronta con l?

marcon è ricca? la crisi c'è per tutti ( da "Nuova Venezia, La" del 21-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: più di un figlio non ci si può permettere (tolto il fido bancario e l'affitto) e forse è anche troppo». Non solo: «Marcon ha una economia fragile, fatta di piccole e medie imprese che devono accedere al credito. Quelli da verificare, sono i redditi del prossimo anno, Marcon è colpita dalla crisi come gli altri e anche di più.

Nei Confidi sale il rischio insolvenze ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: In regione esistono otto Confidi di primo grado, operanti in logica settoriale, e uno di secondo grado, Rete Fidi Liguria, varato in partnership nel 2006 per attivare servizi comuni, traghettando l'insieme verso l'unità. Soltanto Fidimpresa ha i parametri per tentare il salto, mentre Mediocom, appena sotto soglia, ci lavora. J.C.F.

Calo vendite per 70% negozi, e "continuerà così" ( da "Dire" del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: temi caldi le difficoltà di accesso al credito e il ruolo dei Consorzi fidi, la politiche qualitative della rete distributiva e la valorizzazione del commercio indipendente, la questione degli affitti commerciali, la lotta all'abusivismo, e gli studi di settore. "Il commercio terrà, è un settore abituato a convivere con situazioni difficili, oggi c'è un atteggiamento di prudenza,

Morgan Stanley non deprime le Borse ( da "Affari Italiani (Online)" del 22-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ma il mercato non potrà fare altro che fidarsi" Chiusura positiva a Piazza Affari, al termine di una giornata altalenante, con il Mibtel che guadagna a fine seduta il 2,31% a 14.369 punti; in rialzo anche l'S&P/Mib, +2,25% a 18.086, e l'Allstars, +1,59% a 8.961 punti. Milano e' stata la piazza migliore d'Europa, trainata sul finale dal recupero di Wall Street dopo un'

I biglietti per l'Arena? Alla cornetteria by Roberta ( da "Corriere del Veneto" del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Se non si vuole passare dal call center o non ci si fida di acquistare on line, non ci resta che l'acquisto del ticket in un punto vendita autorizzato. L'elenco lo si trova direttamente sul sito. E qui qualche sorpresa salta fuori, perché se dall'Abruzzo si volesse andare a vedere Aida piuttosto che Carmen, l'unica possibilità, se si esclude il circuito Unicredit,

CdC Livorno, credito alle imprese: priorità assoluta per il territorio ( da "Sestopotere.com" del 23-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: accesso al credito bancario, ed a tale titolo sono già state stanziate risorse per concedere contributi a fondo perduto alle imprese che ottengono il credito attraverso l?intervento dei consorzi di garanzia fidi operanti nella nostra provincia. Per ottenere il contributo da parte della Camera di commercio, secondo quanto previsto dall?

Microfinanziamenti, boom di richieste ( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fidi Toscana e dai Consorzi Fidi e che, quindi, amplia il ventaglio di opportunità in materia di finanziamenti. SEMPRE per rafforzare il sistema economico e produttivo locale e, quindi, per aiutare le imprese a superare al meglio la crisi, Associazione Industriali di Lucca e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno hanno deciso di rinnovare il plafond di 30 milioni di euro già

Un fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Un pool di banche erogherà il prestito Un fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni MILANO Ieri a mezzogiorno, nella sede romana di Banca Marche, è stato firmato l'accordo per il prestito da 30 milioni di euro alla Antonio Merloni. Questa operazione finanziaria, che vede appunto come capofila del pool questo istituto di credito, è essenziale per il futuro dell'impresa marchigiana,

La crisi morde e le piccole imprese guardano alla Borsa ( da "Nazione, La (Prato)" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: direttore dell'Unione commercianti) così come occorre spingere il mondo bancario per superare questo impasse verso le esigenze del mondo prduttivo. Tra gli strumenti presentati segnalo il nostro Centro Fidi Terziario che è il primo in Italia a sostenere gli investimenti con garanzie a prima richiesta ». Image: 20090424/foto/6683.jpg

Confidi Napoli: 4 mila associati ( da "Denaro, Il" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: plaude al lavoro del consorzio fidi, ma critica il sistema campano, troppo frammentato. "I Confidi devono aggregarsi - spiega - affinché le Pmi possano avere un concreto supporto nell'accesso al credito bancario". daniela russ Bilancio 2008 positivo per il Confidi Napoli. Cresce il numero delle aziende iscritte e, grazie agli accordi sottoscritti con il Cis di Nola,

Confcoop Trentino: firmata convenzione anticrisi ( da "Sestopotere.com" del 24-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: movimenterà circa 40 milioni di euro di finanziamento provinciale per far fronte a 400 milioni di fidi erogati alle imprese trentine. Per la precisione sono circa 2.850 aziende che hanno fatto domanda, ottenendo circa l?80% dei finanziamenti complessivamente richiesti. Quest?operazione consentirà alle imprese di abbattere gli interessi passivi di circa 2,5 punti percentuali fino al 2010.

Accesso al credito nei momenti di crisi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Gianni Ferrari che ha evidenziato che i consorzi Fidi sono l'arma più efficace contro la crisi economica che ha prevalentemente riflessi in termini di restrizione del credito bancario per le Pmi, come identificare le migliori forme di finanziamento per l'impresa attraverso una attenta analisi della gestione amministrativa e finanziaria dell'azienda,

A loro i soldi, a voi la stretta ( da "Borsa e Finanza" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: pena la revoca (senza condizioni) dei fidi. È una spada di Damocle comunque insidiosa. Un rischio mortale dopo la «gelata» dell'economia, che ha praticamente sconvolto i parametri di riferimento anche delle aziende più sane mentre ha aumentato a dismisura il potere discrezionale dei «professori» bancari.

L'Inps ritarda? C'è l'anticipo della Carisbo ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: lavoratori in cassa integrazione straordinaria un fido bancario del valore di 6.500 euro, disponibile in 24 ore e senza interessi anche per chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti (ammortizzatori in deroga) e non è già cliente dell'istituto di via Farini. Un modo rapido ed efficace per annullare i consueti ritardi coi quali l'Inps versa il trattamento di integrazione salariale.

Ricomporre la frattura tra front e back-office ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Nella disgregazione del ceto professionale bancario - osserva - è emersa la parcellizzazione tra figure commercia-li, amministrative e specialiste. E tra queste ultime gli addetti ai fidi hanno ceduto la storica preminenza agli specialisti di finanza. Mentre la sofferenza degli amministrativi, compressi dalle esternalizzazioni e "riciclati" dai back-office verso ruoli commerciali,

Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi ( da "Stampa, La" del 25-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: DALLA REGIONE Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi La Regione ha approvato la costituzione di un fondo rischi di sei milioni di euro destinato ad aumentare le garanzie offerte dai consorzi di garanzia fidi. Il provvedimento attua una parte della legge «anti crisi» approvata all'inizio dell'anno.

corre l'impresario di gianni ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: come quelli di consigliere della Fidi Toscana e membro del cda di due prestigiosi istituti bancari della provincia di Pisa. In ambito politico, dal 1990 al 1998, è stato consigliere comunale della Dc nonché segretario provinciale del Ccd e membro della direzione regionale e nazionale del partito contribuendo nel 1994 alla costituzione del Polo della Libertà.

L'UDC a San Miniato corre da sola e mette in campo Michele Di Gianni ( ( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Geometra e imprenditore edile, ha già alle spalle oltre 25 anni di attività. Ha ricoperto ruoli importanti nell'ambito finanziario come consigliere di Fidi Toscana e membro del Cda di due prestigiosi istituti bancari della Provincia di Pisa.

Fallimenti al nodo revoca ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 27-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: altra ipotesi riguarda il riferimento o meno al fido. Ricordiamo come la costruzione della revocatoria ante riforma fosse basata sul conto scoperto, e quindi sull'extra fido.Potrebbe essere inteso che il riferimento al fido possa valere per uno solo dei due articoli. Nell'articolo 67 si parla di «esposizione debitoria» e di «pagamento di debiti liquidi ed esigibili »;

Le opportunità del credito: un convegno di Apindustria ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ci piacerebbe cogliere le opportunità offerte dal Consorzio Fidi Api e capire quale sia l'approccio più efficace nei confronti degli istituti bancari». I relatori: Vittorio Bertasi, presidente Confapi Lombarda Fidi Mantova, Andrea Baraldini, imprenditore del comitato tecnico Confidi e Alessandra Tassini, funzionaria responsabile dell'ufficio economico di Apindustria.

MASSIMO Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dal... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: mentre per il sistema bancario sono risuonate parole di dura critica per la pressante richiesta di garanzie pretese dalle aziende che chiedono crediti, la domanda di garanzie aggiuntive per il rinnovo dei mutui in scadenza, e il rientro dei fidi accordati. Critiche anche alla Regione per la disparità di trattamento nella distribuzione di contributi tra Confidi Confesercenti,

Chiesta l'amministrazione controllata per la Popolare di Garanzia ( da "Gazzettino, Il" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: in cooperativa bancaria, di Interconfidi Nordest, il consorzio fidi della Confindustria padovana. Se Bankitalia accetterà la soluzione proposta dal presidente Rosario Bonavoglia, subentrato dopo la rimozione del direttore generale Giampaolo Molon, ci sarà ancora un anno per trattare con i soci e con le banche esposte.

SOLIDARIETA'. Sisma in Abruzzo, le attività del CSVnet ( da "HelpConsumatori" del 28-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: attivazione di fidi. Il costante dialogo e intesa con la Protezione Civile e le Organizzazioni di Volontariato presenti dal primo giorno sul territorio garantisce a tutto il sistema di CSVnet di lavorare e pianificare il proprio intervento in linea con gli altri attori dell'emergenza e quanto il Governo e le Istituzioni locali stanno già attuando.

I mercati scommettono sulla ripresa economica. Quanto c'è da fidarsi? pag.1 ( da "Trend-online" del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: è da fidarsi? PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna Di Alberto Susic , 28.04.2009 22:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! tempo perché ciò trovi conferma nell?economia reale. Qualora venisse confermato uno scenario di questo tipo, allora gli analisti di Banca Akros si attendono una continua rotazione settoriale nelle settimane a venire.

Stretta del credito, i prefetti al lavoro ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: le richiesta di rientro immediato dei fidi bancari, il ruolo ancora troppo marginale del sistema Confidi e una sempre più evidente spersonalizzazione' del rapporto banca-cliente. A queste segnalazioni si sono aggiunte, poi, le lamentele di associazioni economiche e sindacati. Il dito è puntato contro la scarsa trasparenza delle banche (Confindustria),

Rinnovata la fiducia ad All.Gar ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: iscrizione al 107 del Testo unico bancario, come intermediari finanziari vigilati) e Fidi Toscana (già 107): a inizio aprile All.Gar ha ricevuto il via libera per l'operatività fino al 2011. Un risultato importante per Unionfidi, sulla scia di un rapporto iniziato nel 1999, e tanto più nella complessa fase attuale: grazie al sistema di controgaranzie,

Oltre gli sportelli. Ma sai chi ti presta i soldi? ( da "Panorama.it" del 29-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: articolo 107 del Testo unico bancario, Tub): offrono leasing, factoring, credito al consumo. Sono società anche importanti, come le finanziarie legate alle aziende produttrici di automobili. E in questo gruppo stanno per essere compresi i cosiddetti consorzi fidi. Anche se l'attività è la stessa, molto più lasco è il regime al quale devono sottostare tutti gli altri operatori,

Politici e imprenditori: un regalo al territorio ( da "Corriere delle Alpi" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Soci e clienti saranno quelle persone che cercano una banca di cui fidarsi a occhi chiusi. E chi di meglio, se non un istituto composto da bellunesi?». Le banche in provincia. L'analisi presentata dai componenti del comitato promotore, che ha avuto il via libera dalla Consob il 15 aprile, presenta un'ampia analisi del sistema bancario in provincia.

Condannato il contabile Robin Hood ( da "Stampa, La" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La sua preoccupazione era riuscire a dare un fido a tutti quelli che gli sembravano averne diritto, al punto di sostituirsi alla sua stessa banca se l'erogazione non veniva concessa. Lo ha fatto per la prima volta nel 1995. Ha prestato soldi senza autorizzazione. Poi s'è lasciato prendere dalla foga.

crisi: artigiani contro le banche, export a picco ( da "Repubblica, La" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Assistiamo a revoche degli affidamenti accompagnate dalla proposta di accedere ad un prestito a breve e con tasso oneroso che ovviamente non garantisce all´imprenditore la stessa flessibilità». Intanto il periodico rapporto dell´Irpet segnala che l´export toscano è in caduta libera: calo del 4,9% in termini di valore nel 2008 e -10% atteso per il 2009 a livello quantitativo.

CHIUDONO negozi, aprono banche. A Follonica <spuntano&... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La presenza di tanti sportelli bancari, però, non assicura automaticamente maggiori possibilità di finanziamento agli imprenditori locali. «Quando si tratta di concedere un fido, le banche più piccole si rivelano le migliori dice Massimiliano Mei, presidente della Confesercenti follonichese perché sono più radicate nel territorio e hanno maggiore autonomia,

Banca-cliente, rapporto in crisi Il bancario ne paga le conseguenze ( da "Libertà" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: del quale si fida e al quale affida i suoi risparmi. Quello stesso impiegato che ieri ha venduto titoli classificati dai guru della finanza mondiale come tripla A (il meglio del rating) al suo migliore amico nella massima tranquillità e trasparenza e oggi scopre di aver "rifilato" inconsapevolmente un prodotto buono solo per il Monopoli.

Torna a crescere la fiducia di imprese e consumatori ( da "Denaro, Il" del 30-04-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fondi di Garanzia Fidi Statali e Regionali a favore delle piccole e medie imprese sono una necessità prioritaria per l'intero paese, ma soprattutto al Sud, per rilanciare la produzione e ridurre il tasso di disoccupazione. del 30-04-2009 num.


Articoli

Fidi agli artigiani per 1,5 miliardi (sezione: Revoca fidi)

( da "Arena, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Venerdì 17 Aprile 2009 ECONOMIA Pagina 37 CONGIUNTURA. Garanzie dal Confidi della Cna. Critiche al governo Fidi agli artigiani per 1,5 miliardi Guerra: «Servono interventi per tutto il sistema Paese» «Non dobbiamo sopravvalutare la crisi, ma cercare di uscirne con il minor danno». Questo l'invito agli artigiani riuniti in Cna Verona, espresso dal suo presidente Vandino Guerra, durante l'incontro di mercoledì sera dal titolo «Affrontarela crisi, superare la crisi» al quale hanno partecipato anche Alessandro Bianchi , presidente della Camera di Commercio di Verona Gianfranco Castellani, segretario di Cna Verona e Valerio Avesani, sindaco di San Martino Buon Albergo. E per arginare i danni arriva credito alle imprese venete. Come spiegano i vertici di Cna, da aprile infatti, Sviluppo Artigiano opera come intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia. Il Consorzio fidi degli artigiani del Veneto offre un nuovo livello di garanzia, più liquidità con meno costi alle imprese e minor rischi per le banche. «È il primo consorzio fidi del Veneto e il terzo in Italia», spiega Mario Borin, ad di Sviluppo artigiano «ad avere l'iscrizione all'elenco speciale della Banca d'Italia, grazie a un patrimonio di garanzia di 30 milioni di euro potranno essere erogati alle imprese fino a 1,5 miliardi». Come si apprende dall'ad, chi vuole usufruire di un fido banca deve sottopporre a Sviluppo artigiano un proprio progetto aziendale, e il consorzio valutato il grado di affidabilità, anche alla luce delle disposizioni di Basilea 2. Si impegnerà con le banche a negoziare le condizioni dell'affidamento bancario, assumendosi il 50% del rischio . E in caso di insolvenza? «In questo caso», afferma Borin, «dopo aver avviato le procedure di recupero sarà sempre il consorzio a risarcire la metà della somma alla banca. Dobbiamo aver fiducia però, questo serve a dare una boccata di ossigeno alle aziende, in questo momento nel quale stanno toccando il fondo della crisi, 1,5 miliardi di finanziamento saranno provvidenziali». Gli artigiani veronesi, con le loro imprese e le loro famiglie stanno reagendo alla crisi economica, che secondo l'associazione si attenuerà fortemente dopo l'estate. Ma la buona volontà non basta e sono necessarier misure più incisive, in grado di rilanciare i consumi e innalzare il livello dei servizi, ponendo al centro la piccola e media impresa diffusa sul territorio. Interi settori anche nel Veronese, oltre a mobile, tessile e calzaturiero, sono interessati da profonda crisi. Edilizia, trasporti, marmo, grafica e anche il metalmeccanico segnano cali di ordini dal 40 all'80%. Come affermano i dirigenti nazionali di Cna, dal governo si avanza una manovra di contrasto alla crisi, incompleta con poche e inadeguate risorse economiche per favorire l'offerta e stimolare la domanda privata e pubblica, e una frammentazione degli interventi senza che si possa intravedere un disegno organico. «Siamo alla politica utile ai soliti big e con l'artigianato lasciato a bocca asciutta. E parliamo di oltre 3 milioni di piccole e piccolissime imprese, il 97% dall'intero sistema industriale italiano. Per tutte queste Pmi non c'è mai niente, tranne incensarle dicendo che sono la spina dorsale del Paese. Il governo deve prendere atto che serve un intervento vero per tutto il sistema Paese.Non bastano interventi spot come la rottamazione e, soprattutto, si deve fare in fretta».E.CO.  

Torna all'inizio


Cassa in deroga, arrivano i soldi Nel 2009 già aiutate 565 imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Cassa in deroga, arrivano i soldi Nel 2009 già aiutate 565 imprese --> Sbloccati i fondi statali: primi 50 milioni per la Lombardia. Capetti: appena in tempo Il Tavolo del Patto per Bergamo: «Continua a peggiorare il rapporto banche-imprese» Venerdì 17 Aprile 2009 ECONOMIA, pagina 41 e-mail print Continua in maniera costante l'afflusso di domande per ottenere la cassa integrazione in deroga da parte delle aziende fino a 15 dipendenti in Bergamasca. Anche ieri, l'Osservatorio provinciale sugli ammortizzatori sociali ha esaminato e poi approvato 104 posizioni (con 549 lavoratori interessati), che aggiungendosi alle precedenti, diventano 565 aziende assistite dall'inizio dell'anno, con 3.088 lavoratori coinvolti e 7,3 milioni di euro impegnati. Questo è stato uno dei temi affrontati ieri durante il Tavolo di concertazione del Patto per Bergamo dall'assessore provinciale al Lavoro Giuliano Capetti, che ha annunciato come il governo, attraverso il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi stia finalmente sbloccando i fondi promessi da inizio 2009 (826 milioni per tutta Italia): «L'assessore regionale Gianni Rossoni ha firmato a Roma l'accordo attuativo che sblocca i fondi: per la Lombardia è quindi in arrivo già nei prossimi giorni un sostanzioso anticipo di 50 milioni di euro per gli ammortizzatori in deroga: appena in tempo, visto che avevamo esaurito quelli regionali, 30 milioni stornati dal fondo Malpensa. Con questi nuovi fondi possiamo guardare con fiducia al futuro, almeno per tutto il 2009». Da Roma Sacconi ha anche confermato l'allungamento della cassa ordinaria, così come sollecitato dalla Cgil che auspicava un raddoppio delle attuali 52 settimane. Ma al tavolo provinciale si è anche parlato della perdurante situazione critica nel rapporto credito-impresa. «Dai nostri rilevamenti - spiega il presidente di Apindustria Paolo Agnelli - questo rapporto anziché migliorare, mostra segni di un peggioramento diffuso. Al punto che il 70% delle Pmi da noi intervistate lamenta un aggravamento del proprio rapporto con le banche». Le motivazioni sono varie: «Il 40% denuncia una restrizione del credito con richiesta di rientro degli affidamenti, il 35% delle imprese segnala il cospicuo aumento dei tassi di interesse sul denaro prestato, mentre per il restante 25% degli intervistati il peggioramento è dovuto per lo più all'indisponibilità del sistema bancario in molteplici casi nell'assecondare e finanziare i progetti delle aziende». Così il gruppo di lavoro del Tavolo provinciale ha proposto alcune linee d'azione come l'adozione di un monotoraggio unico sui dati della crisi («oggi vi sono troppe rilevazioni»); la ripresa e l'attuazione del patto per la casa, appoggiato tra l'altro dal segretario generale della Cisl Ferdinando Piccinini («uno strumento utile soprattutto se legato alla sospensione dei mutui per i lavoratori in difficoltà»), l'allargamento dell'anticipo da parte delle banche anche per i lavoratori in cassa ordinaria e l'apertura di nuove linee bancarie ad hoc. «Esistono a riguardo - spiega Agnelli - buone prassi in Bergamasca come la sospensione delle rate del mutuo casa per i lavoratori in cassa, la concessione alle imprese di un fido esclusivamente dedicato agli insoluti. Esempi di iniziative adottate da una Bcc locale, che devono essere diffusi a tutto il sistema bancario. Infine la sinergia con la prefettura di Bergamo, individuata dal Ministero quale soggetto deputato a monitorare l'atteggiamento che le banche sottoscrittrici dei "Tremonti bond" adotteranno verso le imprese clienti della nostra provincia». Tornando alle politiche anticrisi suggerite da Capetti, l'assessore provinciale ha ricordato come «quasi 4 milioni di euro di fondi regionali siano destinati a Bergamo per le doti-lavoro, con 3.000 euro spendibili per ogni lavoratore che voglia seguire corsi di formazione e riqualificarsi. A questi si aggiungono altri fondi provinciali che hanno già portato ad esempi concreti di riconversione: basti pensare alla sessantina di lavoratori della Cartiera Pigna che dopo alcuni corsi ad hoc potranno essere reimpiegati nella stessa azienda ma con mansioni diverse». Il tavolo ha anche toccato un altro «nervo scoperto», il rapporto spesso conflittuale della Bergamasca con il turismo con una considerazione finale di Capetti che vuole evitare il catastrofismo: «La crisi c'è e si sente, ma ci sono settori in Bergamasca che nonostante tutto restano in crescita, come il settore bar-alberghi, i servizi alla persona e quelli sanitari». Maurizio Ferrari 17/04/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


confagricoltura: troppa burocrazia e banche lontane dalle aziende (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Assemblea provinciale ieri ad Aquileia. Pasti: il mondo agricolo merita maggiore centralità come attività economica «Anche il G8 deve riaffermare il nostro ruolo» Confagricoltura: troppa burocrazia e banche lontane dalle aziende VECCHIONI di RENATO D'ARGENIO AQUILEIA. Meno burocrazia, più attenzione dalle banche e dalla politica. Confagricol-tura chiede maggiore centralità «come attività economica e non come socio-assistenziale». E' stato questo il tema conduttore dell'assemblea dell'associazione friulana, presieduta da Giorgio Pasti. «Confagricoltura Udine non si schiera contro o a favore di un assessore o di un presidente né tantomeno contro il sistema bancario, ma si schiera assolutamente a favore delle ragioni economiche dell'impresa agricola - ha detto Pasti -, riponendo fiducia nella Buona politica». Ma nonostante la premessa, Pasti punta il dito su alcune criticità. «Servono subito le graduatorie del Psr; progetti prontamente cantierabili così come vanno attivati tutti i canali per accendere mutui da parte della Regione e finanziare subito l'acconto sui lavori». E ancora: «Nel fondo di rotazione va immesso nuovo capitale perché diventi volano di sviluppo. Vi sia anche un tavolo tra mondo dell'impresa e aziende di credito - ha continuato il presidente -. Le imprese abbisognano di capitale, ma si vedono rifiutare i nuovi affidamenti e addirittura revocare dei fidi concessi anche se in precedenza non utilizzati. Le obbligazioni delle banche offrono ai grandi investitori un Euribor +1 punto di spread; i mutui fissi a 15 anni agli stessi sono negoziati al 5%. Cosa capita alle nostre imprese? La Bce abbassa il Tasso ufficiale di sconto e gli istituti bancari portano "l'utilizzo in dare" del conto corrente ad uno spread euribor +9. Ma crediamo veramente che in un mondo in recessione sia questo l'atteggiamento giusto da parte degli istituti di credito?». Pasti, tra le altre cose, ha infine posto l'accento sui «pagamenti delle domande uniche: ce ne sono ferme da 3 anni». E sul problema sicurezza: «Occorrono fondi da investire in strutture; occorre una nuova cintura di idrovore per garantire sicurezza idraulica agli abitati agli insediamenti produttive nonché ovviamente alle nostre campagne. Bastano 80 milioni per metterci in sicurezza per i prossimi 30'anni». All'assemblea, oltre al presidente della Provincia Pietro Fontanini e l'assessore Daniele Macorig, è intervenuto il presidente nazionale Confagricoltura Federico Vecchioni: «Il G8 Agricoltura dovrà riaffermare il ruolo centrale del settore nella lotta alla crisi economica. Se ci sarà la presa di coscienza sul ruolo dell'agricoltura, anche il G8 finanziario - ha precisato - potrà dare maggiori opportunità al settore secondario». Nel suo intervento, il presidente di Confagricoltura ha, poi, ricordato che «grazie alla crisi i numeri dell'agroalimentare italiano, che rappresenta il 15% del Pil italiano, sono quelli che stanno tenendo. Le aziende agricole sono pronte a investire e possono mettere in campo risorse importanti a medio-breve termine». Il presidente Fvg, Giorgio Colutta è, invece, tornato sul positivo accordo fra il mondo agricolo e politico che porterà a breve all'esproprio dei terreni per la terza corsia della A4. (ha collaborato Elisa Michelut)

Torna all'inizio


Prestiti sempre più difficili (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Ferrara, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Prestiti sempre più difficili I Cofidi si stanno esaurendo, banche abbottonate Ma sarà necessario redistribuire le risorse con regole meno rigide Le capacità di alcuni consorzi fidi si stanno esaurendo sulla spinta della crisi e della difficoltà con la quale gli istituti bancari stanno concedendo i prestiti. «Stiamo ricevendo segnali di questo genere sia dai consorzi dei commercianti che da quelli delle cooperative» sottolinea il presidente della Camera di commercio, Carlo Alberto Roncarati. Questa situazione aumenta il rischio che un numero crescente di aziende non ottenga la liquidità necessaria per sopravvivere, e carica maggiori responsabilità sul Fondo di garanzia costituito all'inizio dell'anno su iniziativa di Largo Castello, proprio per sostenere l'azione degli otto consorzi fidi di categoria. Le risorse di questo fondo, 1,3 milioni di euro complessivi dei quali 800mila messi a disposizione da Provincia e Camera di commercio, erano state in un primo tempo ripartite sui singoli consorzi in base alla loro operatività precedente, ma sta facendosi strada l'ipotesi di redistribuire il plafond sulla base delle esigenze concrete. Serve una modifica del regolamento del fondo, da far approvare a Camera di commercio e Provincia, per rimuovere un vincolo che si è rivelato un problema serio di operatività: il divieto d'intervenire su linee di credito già aperte. Si è visto in questi mesi che aprire nuove posizioni ad hoc per ottenere le garanzie del Fondo è un costo inutile e un appesantimento burocratico, per cui la decisione di aprire alle vecchie posizioni è ormai presa. L'avvio del Fondo di garanzia, in realtà, è stato faticoso. Al momento risultano una quarantina le imprese che hanno già ottenuto la disponibilità della "rete" aggiuntiva locale, «ci risultano rallentamenti dei tempi delle pratiche, tra gli artigiani ad esempio - sottolinea sempre Roncarati - Le banche sono molto prudenti in questa fase, controllano tutto con grande scrupolo, ma stiamo cercando di accelerare». Il meccanismo attivato dal fondo è del resto piuttosto complicato: in genere i Confidi garantiscono in prima battuta dal 30 al 50% del prestito erogato alle aziende, il fondo interviene in seconda battuta per coprire a sua volta le metà della quota dei consorzi, mentre i Comuni stendono una terza rete di sicurezza. L'idea era di rassicurare le banche sul buon fine del prestito, in maniera tale da aprire più facilmente i forzieri. (s.c.)

Torna all'inizio


È aumentato il credito verso le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Sicilia, La" del 18-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Bilancio positivo per l'attività di Unifidi legata alla Cna che ha deliberato affidamenti per 300 milioni di euro in Sicilia È aumentato il credito verso le imprese Risultati positivi quelli raggiunti da Unifidi Imprese Sicilia, legata alla Cna, nel primo trimestre 2009. Infatti oltre all'aumento considerevole del numero delle imprese associate, ha già deliberato garanzie per affidamenti per un totale di 300 milioni di euro in tutta la Regione Sicilia. Anche i risultati raggiunti dalla filiale di Enna che, al 31 dicembre scorso aveva garantito affidamenti per oltre 5 milioni di euro; nel primo trimestre 2009, rispetto lo stesso periodo dell'anno precedente, ha fatto registrare un aumento del 25% di volume di deliberazioni. La forza del Consorzio sta nella capillare presenza sul territorio siciliano con le nove filiali provinciali ed i punti credito presenti all'interno delle sedi Cna territoriali. Tra gli obiettivi da raggiungere quest'anno vi sono il rinnovo di tutte le convenzioni con gli istituti di credito e già sono attive le convenzioni con il Gruppo Unicredit in cui rientra il Banco di Sicilia, aderendo al Progetto Impresa Italia, dove solo e tramite alcuni Consorzi Fidi, il Banco di Sicilia si è impegnato a facilitare l'accesso al credito delle imprese con la creazione di prodotti specifici dedicati alle esigenze di ciascuna impresa. E' stata siglata anche la convenzione con Artigiancassa Bnl Gruppo Paribas da parte del presidente del Comitato tecnico d'area per la provincia, Vincenzo Di Cataldo. Soddisfazione per il nuovo accordo raggiunto e per i vantaggi, per le nuove condizioni che per i servizi messi a disposizione dall'Istituto stesso mediante i cosiddetti Artigiancassa Point istituiti presso le nove filiali provinciali di Unifidi imprese Sicilia. Attive le convenzioni con gli altri Istituti di credito come Banca Nuova, Credito Siciliano, Banca agricola popolare di Ragusa, Banca di credito cooperativo «La Riscossa» di Regalbuto, Monte dei Paschi di Siena, Credem, Unipol Banca e a breve, è in via di definizione, la Convenzione con Banca intesa «San Paolo». Esistono, quindi, nuove opportunità per tutte le imprese soprattutto in un momento di grandi difficoltà per l'accesso al credito delle piccole attività artigianali e non. Il rischio di restrizione del credito va superato mettendo nelle condizioni il sistema bancario di ridurre i loro rischi con un sistema di garanzia pubblico - privata rafforzata e integrata, e Unifidi Sicilia si candida ad accompagnare le imprese in questo momento di grandi difficoltà. A tal fine un incontro con la 3^ Commissione della Provincia regionale, ha consentito di chiedere linee guida al fine di facilitare l'accesso al credito delle imprese della provincia. Flavio Guzzone

Torna all'inizio


Agevolazione sui crediti per le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Tempo, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

stampa Camera di Commercio Agevolazione sui crediti per le imprese Più forza ai Consorzi Fidi e alle Cooperative artigiane di garanzia che operano nel Reatino per agevolare l'accesso al credito delle imprese locali. È quanto deliberato dal Consiglio della Camera di Commercio di Rieti come misura anti-crisi a sostegno del mondo imprenditoriale. «La Camera di Commercio di Rieti ha raddoppiato il proprio stanziamento a favore dei Consorzi Fidi e delle Cooperative artigiane di garanzia reatine che è passato da 100mila euro annui a 200mila euro - ha dichiarato il presidente della Vincenzo Regnini - perché riteniamo che essi rappresentino gli interlocutori privilegiati per il mondo bancario e quello delle imprese».

Torna all'inizio


il credito cooperativo valdinievole aiuta chi finisce in cassa integrazione (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 19-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 2 - Montecatini Il Credito cooperativo Valdinievole aiuta chi finisce in cassa integrazione MONTECATINI. L'attuale contesto di crisi finanziaria sta producendo effetti preoccupanti sull'economia locale, con ripercussioni sia sul tessuto produttivo che sulle famiglie. Per questo le banche di credito cooperativo scendono in campo per sostenere privati e imprese svolgendo un'azione anticiclica, volta cioè a erogare credito anche nei momenti in cui questo viene ridotto da parte del sistema bancario. Il Credito Cooperativo Valdinievole è pertanto pronto a recepire la convenzione stipulata tra Fidi Toscana e Federazione Toscana Bcc per i lavoratori dipendenti di aziende in cassa integrazione guadagni (Cig) o straordinaria (Cigs). Tale strumento, grazie all'utilizzo di uno specifico fondo costituito dalla Regione, permetterà l'anticipazione ai lavoratori del trattamento Cig o Cigs in attesa dell'effettiva liquidazione da parte dell'Inps. Ai lavoratori che verranno a trovarsi in cassa integrazione, il Credito Valdinievole metterà a disposizione sul conto corrente individuale le somme corrispondenti all'anticipo dei futuri accrediti dell'Inps. Per l'intera durata dell'anticipazione, a carico del lavoratore non saranno previsti né interessi, né altre spese (neppure quelle di bollo). In particolare, la banca delibererà la concessione, nella forma di anticipazione su conto intestato al lavoratore, di un finanziamento massimo di 700 euro al mese per la durata massima di 8 mesi, per un importo complessivo non superiore a 5.600 euro, richiedendo il rilascio del certificato di garanzia a Fidi Toscana. Inoltre, in caso di ritardo nel completamento della procedura di Cigs, potrà essere riconosciuta l'anticipazione di ulteriori 4 mensilità per una durata complessiva che salirà a 12 mesi e un importo totale di 8.400 euro. Qualora alla scadenza dell'ottavo mese (dodicesimo in caso di proroga) l'Inps non abbia ancora effettuato il pagamento, la banca potrà posticipare o rinnovare l'affidamento dietro esplicita richiesta e proroga della garanzia da parte di Fidi Toscana. La restituzione di quanto utilizzato dal lavoratore avverrà automaticamente al momento del pagamento degli arretrati da parte dell'Inps. La linea di credito scadrà nel momento in cui l'Inps verserà le somme dovute al lavoratore. In questa situazione di crisi, l'iniziativa del Credito Valdinievole rappresenta un concreto aiuto sia per le piccole e medie imprese sia per i lavoratori. Per quest'ultimi e le loro famiglie perché li aiuta a superare un particolare momento di tensione finanziaria; per le imprese, perché le aiuta a ridurre il rischio di dispersione di quel capitale umano che è rappresentato dalle professionalità dei lavoratori. Alla presentazione di questo strumento erano presenti Patrizia Pellegatti della Cisl e Carlo Menci della Uil, che hanno accolto con entusiasmo l'iniziativa ricordando che nei primi mesi del 2009 la cassa integrazione è salita del 248% a livello provinciale. «E' quello che abbiamo sempre chiesto - hanno detto i sindacalisti - e per questo abbiamo costituito anche un'unità di crisi con cui approfondire le tematiche in materia di credito».

Torna all'inizio


Indici su resistenze importanti da violare: possibile una svolta del mercato (sezione: Revoca fidi)

( da "Trend-online" del 20-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Indici su resistenze importanti da violare: possibile una svolta del mercato PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Filippo Ramigni , 20.04.2009 11:10 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! ANALISI MERCATI AZIONARI Nonostante le prospettive future dell’economia restino incerte i mercati azionari proseguono nel loro recupero che li sta portando a ritornare sui livelli di inizio anno. Mercati che mostrano una notevole e per certi versi sorprendente tenuta riuscendo ad evitare anche le prese di profitto che generalmente caratterizzano le ripresa dai minimi. Segno se vogliamo di un cambiamento totale della situazione che vedeva poco più di un mese fa tutto il settore bancario sull’orlo del fallimento, e con esso tutti gli altri settori industriali, e ora si rivela invece una nuova macchina da utili. Trucchi contabili a parte i titoli bancari hanno tirato tutto il mercato portando gli indici su dei livelli di resistenza che potrebbe rappresentare un momento di svolta del mercato. Una loro violazione permetterà infatti l’inizio di una nuova gamba rialzista capace di spingersi fino ai massimi visti ad inizio gennaio mentre una tenuta potrebbe risultare particolarmente pericolosa che con l’approssimarsi del mese di maggio, da sempre poco positivo per le borse, aprirebbe la possibilità di una correzione anche severa del movimento di salita dell’ultimo mese e mezzo. Sembra invece da escludere la possibilità di vedere un qualche storno di modesta entità che risulta troppo prevedibile in quanto atteso con grande trepidazione da tutti quanti non sono stati capace di cavalcare il rally dell’ultimo mese e non si fidano a comprare su questi prezzi. Venendo agli indici principali il Dax si trova a ridosso della parte alta del canale ribassista sulla resistenza a 4680/4700 mentre fattori di negatività si avrebbero sotto la quota psicologica di 4000. Discorso simile per il Dow Jones che si confronta con l’importante resistenza rappresentata da 8300/15 mentre eventuali correzioni capaci di mantenersi al di sopra segue pagina >>

Torna all'inizio


marcon è ricca? la crisi c'è per tutti (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Venezia, La" del 21-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Fa discutere la classifica dei redditi: nel 2006 la media familiare più alta. Zilio: «La situazione non è rosea» «Marcon è ricca? La crisi c'è per tutti» Chinellato (Cgil): «Tante coppie giovani, 2 mila euro al mese non sono tanti» IL CASO Le opposizioni contro il sindaco MARCON. A Marcon tutti ricchi e benestanti? «Sono molto preoccupato e lo ribadisco - commenta il responsabile della Camera del lavoro di Marcon Moreno Chinellato - anzitutto perché il riferimento reddituale è vecchio e ante-crisi, dal momento che il dato è relativo alla dichiarazioni presentate nel 2007, in secondo luogo perché va scomposto». Il segretario della Cgil ritorna sui dati elaborati dal Centro Studi Sintesi di Mestre, che in sostanza assegna a Marcon la maglia rosa della provincia, vale a dire il Comune dove i cittadini stanno meglio, con una media di 34 mila euro per famiglia. «Un conto sono 20 mila, una cosa 40 mila, la differenza è notevole. Ma se ci si attiene ai 30 mila euro, il conto è presto fatto. Di imponibile, sono 2 mila euro al mese, sapendo che nei 2 mila netti ci sono marito e moglie, con due entrate: i soldi non sono per nulla molti». Tutt'altro. Aggiunge: «Ed ecco svelato che si tratta di coppie giovani, questo è vero, venute a Marcon perché magari non potevano permettersi un mutuo a Mestre, con un solo figlio, perché in quei 2 mila euro in due, più di un figlio non ci si può permettere (tolto il fido bancario e l'affitto) e forse è anche troppo». Non solo: «Marcon ha una economia fragile, fatta di piccole e medie imprese che devono accedere al credito. Quelli da verificare, sono i redditi del prossimo anno, Marcon è colpita dalla crisi come gli altri e anche di più. Basta pensare che a Mogliano e Casale sul Sile chiudono aziende, ma molti lavoratori che abitano a Marcon, lavorano in provincia di Treviso e questo non è un dato da sottovalutare. La situazione è drammatica - conclude - ci dev'essere la consapevolezza della crisi, non si può far finta di nulla». «Non mi sembra proprio che la situazione sia così rosea - spiega la responsabile dello sportello della Federconsumatori Marta Zilio - senza contare che la maggior parte delle famiglie ha mutuo e figli a carico e riesce a fatica, lavorando in due, a raggiungere i 27, 28mila euro». A polemizzare con il primo cittadino Pier Antonio Tomasi, che ha elogiato la politica della residenza, la posizione strategica del Comune e i servizi di avanguardia, è anche il gruppo consigliare di Opposizione del Pdl. «Una cosa il sindaco l'ha centrata - ribatte Celestina Bonzuan - la popolazione è giovane e che ci siano bambini è pure vero. Difatti mancano le scuole materne e questo sta a dimostrare che i servizi, lungi dall'essere di eccellenza, sono inadeguati. Marcon è tutto fuorché un'oasi di pace e bellezza naturale. Ci sono centinaia di appartamenti vuoti, lottizzazioni alla rinfusa, la gente fa fatica a sbarcare il lunario e questo è dimostrato dal maggior afflusso e richiesta di contributi straordinari. Per non parlare dei trasporti: non si riesce nemmeno ad arrivare all'ospedale di Mestre». Aggiunge: «Se fosse vero che le famiglie sono tutte così ricche, allora non servirebbe chiedere il 20 per cento Irpef, basterebbe ottenere il 10». (Marta Artico) Drammatica la scena che si è presentata dinnanzi ai primi soccorritori arrivati alle 17.40 in via Zermanesa, a poche centinaia di metri dall'hotel Villa Braida. Lo scooter di Petrella si trovava sul fondo del fossato lungo la carreggiata che da Casale porta a Mogliano. Di fianco al motorino, il corpo dell'uomo. Uno dei guanti in «pile» che lo scooterista indossava al momento dello schianto è finito a decine di metri di distanza. Dalla parte opposta della strada, nel fossato lungo la carreggiata che dal centro di Mogliano conduce all'autostrada, giaceva appoggiata sul lato del guidatore la Ford Fiesta blu. Al volante dell'utilitaria, una 34enne italiana, G.A. le sue iniziali. La dinamica dello schianto è al vaglio della polizia locale di Mogliano, intervenuta sul posto per i rilievi di legge. Secondo una prima ricostruzione, pare che lo scooter di Petrella viaggiasse da Casale in direzione di Mogliano, mentre l'auto nella direzione opposta. Sembra che in un tratto rettilineo l'auto abbia sbandato a sinistra, andando ad urtare lo scooter. Nel volo il motorino si è ridotto ad un ammasso di lamiere, con la parte anteriore totalmente distrutta. La Ford Fiesta, invece, prima di finire nel fossato, ha compiuto un testacoda. I soccorsi sono stati allertati dagli automobilisti in transito lungo la Zermanesa. Sul posto sono arrivate due ambulanze del Suem di Treviso. Petrella è stato recuperato dal fossato e i medici hanno disperatamente tentato di rianimarlo sull'asfalto. Ma il suo cuore ha smesso di battere. Il corpo del 37enne è stato coperto con un lenzuolo in attesa del carro funebre. La donna alla guida della Fiesta, trasportata all'ospedale Ca' Foncello, ha riportato solo ferite lievi. Solo in serata la notizia del decesso di Claudio Petrella è arrivata a Terrassa Padovana, dove l'uomo viveva in via Mameli 30 con la moglie che aveva sposato solo un anno fa. Petrella, che avrebbe compiuto 38 anni a giugno, lavorava in un'azienda che ha sede nella zona industriale a Mogliano. Ieri sera aveva appena timbrato il cartellino e stava tornando verso casa. A pochi chilometri dal luogo di lavoro, la tragedia. Per consentire il recupero del corpo ed i rilievi da parte dei vigili, la provinciale Zermanesa è stata chiusa al traffico verso Mogliano per quasi tre ore.

Torna all'inizio


Nei Confidi sale il rischio insolvenze (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 22-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Liguria data: 2009-04-22 - pag: 17 autore: Verso l'unificazione Nei Confidi sale il rischio insolvenze GENOVA Annata di prudenza, il 2008, con difficoltà di finanziamento per le imprese: lo si legge anche nelle cifre dei Confidi liguri, i cui Cda stanno approvando i bilanci. I due maggiori, Fidimpresa e Mediocom, rispettivamente organismo dell'industria e unico unitario fra i quattro del commercio, chiudono in pareggio dopo ampi accantonamenti straordinari a fronte dei maggiori rischi di future insolvenze. Il volume delle garanzie erogate risulta in calo, con prevalenza del credito d'esercizio. Attività in ripresa, con aumento di domande di garanzia, sul fine d'anno e nei primi mesi del 2009, segnatamente per fabbisogni di liquidità. La Liguria marcia da tempo sul progetto «Superconfidi », un percorso di unificazione fra i vari consorzi di garanzia collettiva. In vista c'è anche un cambio di pelle: l'obiettivo è il salto di qualità verso lo status di intermediario finanziario vigilato, un profilo inedito che prevede per questi enti la condivisione sistematica dei rischi con il sistema bancario, nelle vesti di «alleviatori di rischio», con l'effetto che sarà possibile sostituire il rating del Confidi a quello meno favorevole dell'impresa garantita. La scadenza per la metamorfosi, da poco prorogata, è ora il fine anno. In regione esistono otto Confidi di primo grado, operanti in logica settoriale, e uno di secondo grado, Rete Fidi Liguria, varato in partnership nel 2006 per attivare servizi comuni, traghettando l'insieme verso l'unità. Soltanto Fidimpresa ha i parametri per tentare il salto, mentre Mediocom, appena sotto soglia, ci lavora. J.C.F.

Torna all'inizio


Calo vendite per 70% negozi, e "continuerà così" (sezione: Revoca fidi)

( da "Dire" del 22-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Calo vendite per 70% negozi, e "continuerà così" BOLOGNA - La crisi economica si fa sentire anche nel comparto commerciale. Gli operatori emiliano-romagnoli del settore esprimono forti preoccupazioni per le prospettive delle vendite per il 2009. Secondo un'indagine di Confesercenti Emilia-Romagna su un campione di 350 aziende, presentata oggi a Bologna, quasi il 70% degli imprenditori nel primo trimestre del 2009 ha visto calare vendite e redditività rispetto allo stesso periodo 2008, ed un'analoga percentuale ritiene che le cose non subiranno sostanziali variazioni nei mesi a venire. Circa la metà delle imprese giudica negativo l'andamento della propria attività nel 2009, mentre per l'altra metà è stabile. Solo un 3% indica un incremento delle vendite e il 4% giudica positivo l'andamento della propria attività. In questa situazione di incertezza l'80% delle imprese rimane in attesa dell'evoluzione del mercato, mentre un 12% ha ridotti i propri investimenti e solo l'8% li ha incrementati. Il disagio è rilevato anche dai dati sulla consistenza del settore, che dopo un incremento costante dal 2004 al 2007, ha visto un'inversione di tendenza nel 2008, registrando la chiusura di 263 esercizi. Si è dunque passati da 49.573 imprese a 49.310, e il trend sembra proseguire anche per il 2009. Confesercenti presenterà proposte ed indicazioni per aiutare il sistema economico regionale ad uscire dalla crisi domani a Bologna, in occasione dell'assemblea elettiva regionale, quando si rinnoveranno anche i vertici dell'Associazione. Tra i temi caldi le difficoltà di accesso al credito e il ruolo dei Consorzi fidi, la politiche qualitative della rete distributiva e la valorizzazione del commercio indipendente, la questione degli affitti commerciali, la lotta all'abusivismo, e gli studi di settore. "Il commercio terrà, è un settore abituato a convivere con situazioni difficili, oggi c'è un atteggiamento di prudenza, ma bisogna aiutare il settore a superare il momento di crisi", spiega Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti Emilia-Romagna. Per fare ciò Ferrari auspica un "cambiamento culturale nelle pubbliche amministrazioni rispetto al tema della grande distribuzione: la regione è ai primi posti per superficie di vendita in rapporto ai residenti". Occorre dunque salvaguardare le piccole e medie imprese commerciali "sia nei centri urbani che sul territorio, per la loro funzione sociale di servizio diffuso al consumatore, il contributo alla qualità della vita, sicurezza, vitalità degli spazi urbani e relazioni sociali", spiega Stefano Bollettinari, direttore regionale Confesercenti. Negli ultimi 10 anni la superficie di vendita dei centri commerciali è aumentata "dal 30% al 45%", si rende dunque "necessario investire per una migliore accessibilità delle città, contrastare il caro affitti e sostenere lo sviluppo di un nuovo modello di centri commerciali naturali per rendere più attrattivo il commercio urbano", aggiunge Bollettinari. Per fare questo però "non possiamo aspettare tre o quattro anni, le prospettive potrebbero essere peggiori", aggiunge Ferrari. Per contro, dall'indagine emerge come gli esercizi con meno di tre dipendenti, e situati nei centri storici, risentano meno della crisi. Il calo delle vendite colpisce infatti il 64% delle piccole imprese e il 65% di quelle in centro storico, contro il 71% delle imprese con più di tre dipendenti e il 68% di quelle in periferia. Stesso discorso per la redditività: il calo colpisce il 66% delle piccole imprese e di quelle in centro, contro il 71% di quelle con più di tre dipendenti e il 70% di quelle in periferia. Le piccole imprese e quelle site in centro storico accusano dunque in generale meno instabilità. La percezione di stabilità nei primi tre mesi del 2009 è registrata infatti dal 49% delle piccole imprese, contro il 44% di quelle con più di tre dipendenti, e dal 54% degli esercizi siti in centro storico rispetto al 43% di quelli in periferia. La situazione di attesa, a giudizio degli imprenditori, durerà per tutto il 2009. Il 91% degli intervistati non effettuerà investimenti, mentre solo il 9% li prevede, in particolare per strategie di marketing, sostituzione e rinnovo delle attrezzature, ammodernamento e ristrutturazione dei locali e qualificazione del personale. Imprenditori sfiduciati anche rispetto al futuro: per il 69% di loro la performance del prossimo anno sarò identica a quella di quest'anno, per un 13% le cose peggioreranno, mentre per un 19% vi sarà invece un miglioramento. CONFESERCENTI: NIENTE CREDITO A 25% IMPRESE COMMERCIO "Il 25% delle imprese commerciali che chiedono credito alle banche non lo ottengono, c'è troppa prudenza da parte del mondo bancario e le garanzie non bastano mai". Così, Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti Emilia-Romagna, presentando l'assemblea elettiva regionale dell'associazione che si tiene domani a Bologna, descrive la situazione dell'accesso al credito per gli operatori commerciali della regione. "Il problema delle garanzie è rilevantissimo, oggi il 50% del credito è concesso attraverso il sistema dei Consorzi fidi, un sistema che bisogna continuare a rafforzare per migliorare l'accesso al credito per le imprese", aggiunge Ferrari. Il presidente considera "importante la volontà delle banche di intervenire per arginare gli effetti della crisi". Per contro giudica gli interventi degli istituti di credito ancora troppo timidi, anche considerando il momento economico-finanziario attuale, "con un costo del denaro basso come mai prima d'ora". CONFESERCENTI: INCERTEZZA PER LA STAGIONE TURISTICA Bollettinari segr. Confesercenti E-R Gli effetti della crisi economica si fanno sentire anche nel settore turistico emiliano-romagnolo dove, dopo una Pasqua con qualche segnale positivo, tra gli operatori del settore c'è comunque un clima di incertezza che rende difficile fare previsioni sull'andamento complessivo della stagione estiva alle porte. Le prime sensazioni dal mondo del turismo arrivano attraverso gli operatori economici aderenti alla Confesercenti Emilia-romagna. "La Pasqua in riviera è andata abbastanza bene, ma c'è incertezza per come andrà la stagione turistica", spiega Stefano Bollettinari, direttore regionale Confesercenti, presentando l'assemblea elettiva dell'associazione che si tiene domani a Bologna. Il sistema turistico e gli imprenditori si stanno preparando al meglio per affrontare la stagione, ma Confesercenti crede che non debba essere abbassata la guardia sul fronte del supporto alle imprese, sia per quanto riguarda il sostegno alla riqualificazione delle strutture ricettive, sia per l'accesso al credito. Si dovrebbe inoltre "risolvere in maniera definitiva il problema dei canoni demaniali senza aumenti eccessivi a carico dei gestori", aggiunge Bollettinari. Altro fronte di battaglia, quello delle infrastrutture. Confesercenti auspica infatti che si trovi a breve una soluzione al problema dell'accessibilità e raggiungibilità delle destinazioni turistiche attraverso infrastrutture adeguate. Si parla cioè della costruzione del "passante Nord di Bologna, del completamento della E 55 Ravenna-Venezia, del potenziamento del sistema ferroviario e dei collegamenti con gli aeroporti", spiega ancora il direttore. Confesercenti invoca infine una strategia nazionale coordinata per la promozione all'estero dell'Italia con investimenti più elevati e adeguati a quelli dei competitor europei. 22 aprile 2009

Torna all'inizio


Morgan Stanley non deprime le Borse (sezione: Revoca fidi)

( da "Affari Italiani (Online)" del 22-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Crisi/ Mercati Ue in rialzo Mercoledí 22.04.2009 14:10 L'AREA MERCATI Crisi/ Suicida il direttore finanziario di Freddie Mac Affaritaliani.it per la borsa e per il mercato. Da oggi il listino (e i grafici) minuto per minuto ... di Angelo Maria Perrino Germania/ Il piano della Merkel per battere la crisi inizia a dare i primi frutti, risale la fiducia Crisi/ Fmi peggiora le stime: costerà 4mila miliardi Banche Usa/ L'economista Onado (Bocconi) ad Affari: "Gli stress test? Contraddittori, ma il mercato non potrà fare altro che fidarsi" Chiusura positiva a Piazza Affari, al termine di una giornata altalenante, con il Mibtel che guadagna a fine seduta il 2,31% a 14.369 punti; in rialzo anche l'S&P/Mib, +2,25% a 18.086, e l'Allstars, +1,59% a 8.961 punti. Milano e' stata la piazza migliore d'Europa, trainata sul finale dal recupero di Wall Street dopo un'apertura di segno negativo. In negativo erano passati anche gli indici di Milano poco dopo meta' seduta, condizionati dal ribasso dei bancari dopo la diffusione dei conti di Morgan Stanley, che ha chiuso in rosso il primo trimestre del nuovo anno; poi la ripresa di Wall Street ha trainato anche le borse europee, tutte positive in chiusura. Londra gudagna l'1,08% a 4.030,66 punti. Il Cac 40 di Parigi avanza dell'1,72% a 3.025,24 e il Dax di Francoforte segna un +2,06% a 4594,42 punti. A Milano in evidenza Pirelli, al secondo rialzo consecutivo all'indomani dell'assemblea degli azionisti; positiva anche Fiat, dopo una seduta all'insegna dell'incertezza. Chiudono in rialzo i bancari e gli energetici; in netto rialzo Geox e Autogrill, che ieri hanno riunito le assemblee. Bene anche gli editoriali, Atlantia e i titoli del cemento. Pirelli, protagonista della seduta, archivia un rialzo a due cifre (+10,96%) dopo essere stata sospesa al rialzo, con scambi pari a poco meno del 2,5% del capitale; chiude in positivo anche Fiat (+2,68% a 7,47 euro) dopo aver toccato in mattinata un ribasso di oltre 3 punti percentuali, in attesa del cda di giovedi'. Dopo un passaggio in negativo, chiudono in recupero anche i bancari, guidati da Mediobanca a +4,18% e Bmps a +4,27%, con Intesa Sanpaolo +2,47%, Banco popolare +2,95%, Unicredit +2,82%; piu' prudente Bpm, +0,37% in attesa dell'assemblea di sabato. pagina successiva >>

Torna all'inizio


I biglietti per l'Arena? Alla cornetteria by Roberta (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere del Veneto" del 23-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 23/04/2009 - pag: 4 Lirica e turismo E il consigliere di amministrazione Benati si domanda: «Serate della Carmen già scontate. Chissà le altre...» I biglietti per l'Arena? Alla cornetteria by Roberta Punti vendita, pochi in Italia. Nessuno in Francia e Spagna. «Molti acquistano dal sito» VERONA Dove è possibile acquistare i biglietti per vedere un'opera in Arena? Se non si vuole passare dal call center o non ci si fida di acquistare on line, non ci resta che l'acquisto del ticket in un punto vendita autorizzato. L'elenco lo si trova direttamente sul sito. E qui qualche sorpresa salta fuori, perché se dall'Abruzzo si volesse andare a vedere Aida piuttosto che Carmen, l'unica possibilità, se si esclude il circuito Unicredit, è quella di andare a Lanciano, nella «Cornetteria by Roberta», e lì acquistare il proprio biglietto. Un punto vendita sicuramente inedito per un teatro importante come l'Arena anche se Corrado Ferraro, direttore Marketing della Fondazione, spiega le ragioni di una simile scelta: «I punti vendita vengono definiti anche in base al flusso di transazioni bancarie che effettuano. Probabilmente quella cornetteria è uno dei maggiori correntisti della filiale Unicredit locale e per questo si è scelto di vendere lì i biglietti per quell'area». Meno chiaro, invece, potrebbe essere il perché in Germania, Paese notamente legato a Verona per presenza turistiche, i punti vendita autorizzati siano solo quattro e, di questi, solo uno abbia sede in una grande città come Monaco. Gli altri si trovano a Costanza e Kempten, cittadine del sud della Germania o a Ober-Ramstadt sede, però, di un importante tour operator convenzionato con l'Arena. Stesso discorso per l'Austria, altro nostro importante bacino turistico, in cui i punti vendita autorizzati sono solo due, a Salisburgo e a Vienna. Per quanto riguarda l'Europa, poi, si possono acquistare i biglietti a Londra, ma non ad esempio in Francia, in Spagna o nei Paesi dell'est come la Russia i cui turisti cominciano ad affacciarsi sempre più numerosi dalle nostre parti. «In questo caso - spiega Ferraro - si tratta di trovare partner affidabili che garantiscano sicurezza sia ai clienti che alla Fondazione: non è una cosa così scontata». C'è poi da dire che, secondo quello che emerge da uno studio sul pubblico dell'Arena, circa il 20% degli spettatori acquista direttamente dal sito, «per questo - precisa Ferraro - abbiamo deciso di potenziarlo e oggi è assolutamente sicuro», e di aumentare le possibilità di acquisto stringendo una collaborazione sia con alcune compagnie aeree che collegano Verona con l'Europa che con istituti bancari. Mosse che dovrebbero portare i propri frutti anche se Giorgio Benati, consigliere nel Cda della Fondazione in rappresentanza della Provincia, sottolinea: «Vedo, dal sito dell'Arena, che si sono creati dei pacchetti con il 20 per cento di sconto includendo in essi anche alcune recita che sulla carta dovevano essere di grande vendibilità, come le Carmen del 2 e 9 luglio che vedono la presenza di Placido Domingo. Mi chiedo come saranno le altre se anche queste soffrono». I tempi per correre ai ripari in vista del festival estivo sono stretti: «Non ho ancora dati ufficiali - precisa - in quanto non ho partecipato a nessun cda. L'ultimo si è tenuto il 26 febbraio scorso e data la situazione mi auguro che a breve ce ne sia la convocazione. Qui non centra niente la crisi internazionale perché dai dati in mio possesso gli altri festival stranieri tirano bene». Samuele Nottegar In cda Giorgio Benati Carmen Secondo Benati già le prime recite di Carmen scontate del 20 per cento

Torna all'inizio


CdC Livorno, credito alle imprese: priorità assoluta per il territorio (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 23-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CdC Livorno, credito alle imprese: priorità assoluta per il territorio (23/4/2009 17:00) | (Sesto Potere) - Livorno - 23 aprile 2009 - La Giunta della Camera di commercio è tornata a discutere la situazione del credito alle imprese, che in questo primo quadrimestre 2009 stanno vivendo una fase difficile, aggravata anche dalla generale mancanza di liquidità. La Giunta, nell’intento di facilitare la ripresa delle PMI, ha dato impulso ad alcune iniziative per favorire concretamente l’accesso al credito bancario, ed a tale titolo sono già state stanziate risorse per concedere contributi a fondo perduto alle imprese che ottengono il credito attraverso l’intervento dei consorzi di garanzia fidi operanti nella nostra provincia. Per ottenere il contributo da parte della Camera di commercio, secondo quanto previsto dall’apposito bando, il prestito deve essere utilizzato per spese di investimento o per acquisto di scorte, ed a tale scopo la Camera ha previsto una copertura di spesa di 900.000 euro. Questa misura però è risultata sino ad oggi poco utilizzata, perché evidentemente la diffusa crisi economica scoraggia gli investimenti e induce le imprese a rivolgersi al credito soprattutto per acquisire adeguati livelli di liquidità. Per questo motivo la Giunta ha valutato nuovi e diversi interventi per consentire alle aziende di ottenere risorse finanziarie attraverso il sistema bancario. L’efficacia di ulteriori interventi a favore del credito è legata però alla disponibilità del sistema bancario locale a voler mettere a punto, insieme alla Camera di Commercio, un pacchetto di interventi che consenta alle imprese - attraverso procedure rapide e semplificate - di accedere a forme di finanziamento per le quali non è necessario attivare meccanismi di garanzia complessi ed onerosi. Da parte sua la Camera andrebbe ad accollarsi una significativa parte dei costi per gli interessi passivi. E’ un’ipotesi che già circola nel sistema camerale toscano, anche se la formula deve necessariamente calarsi nella specificità di ciascun territorio. La Camera, anche nell’ottica di contribuire a dare impulso al funzionamento dell’Osservatorio istituito presso la Prefettura, intende quindi ricercare la collaborazione delle Banche ed anche quella delle Associazioni di categoria, per definire in tempi brevi un pacchetto di interventi che possa ridare ossigeno soprattutto alle piccole e medie imprese, che rappresentano una larga e significativa parte del tessuto economico livornese.

Torna all'inizio


Microfinanziamenti, boom di richieste (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 24-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMO PIANO pag. 3 Microfinanziamenti, boom di richieste ECONOMIA UN EVIDENTE INDICATORE DELLA SITUAZIONE ATTUALE QUANTO sia difficile la situazione economica lo dimostra la crisi di liquidità in cui si trovano soprattutto le piccole e piccolissime imprese. Crisi che trova riscontro nel clamoroso, immediato «successo» dei micro-finanziamenti che la Camera di Commercio di Lucca ha promosso d'intesa con le associazioni di categoria e in convenzione con un pool di banche locali. Sono infatti alcune centinaia le richieste di prestito fino a un massimo di 20mila euro presentate nelle prime tre settimane trascorse dal lancio dell'iniziativa. Una vera e propria boccata d'ossigeno per centinaia di piccole imprese lucchesi. A fronte di un'immediata liquidità, le aziende hanno un anno di tempo per cominciare a restituire il prestito. I micro-finanziamenti sono rivolti a sostenere il mantenimento dei livelli occupazionali, ad agevolare l'accesso al credito bancario delle imprese, a supportare i processi di innovazione, il miglioramento della qualità e della sostenibilità ambientale, la sicurezza nei luoghi di lavoro, il supporto alle politiche commerciali. Uno strumento che integra quelli messi a punto dalla Regione, da Fidi Toscana e dai Consorzi Fidi e che, quindi, amplia il ventaglio di opportunità in materia di finanziamenti. SEMPRE per rafforzare il sistema economico e produttivo locale e, quindi, per aiutare le imprese a superare al meglio la crisi, Associazione Industriali di Lucca e Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno hanno deciso di rinnovare il plafond di 30 milioni di euro già messo a disposizione, con importanti risultati, nell'ultimo trimestre 2008 delle aziende associate ad Assindustria Lucca. Le imprese potranno continuare a beneficiare di finanziamenti fino a 1 milione di euro, a condizioni vantaggiose, per il sostegno ai piani di investimento e interventi di patrimonializzazione. E questo come osservato nei giorni scorsi il presidente degli industriali Andrea Guidi è un segnale di fiducia verso l'imprenditoria lucchese, in un momento delicato dell'economia.

Torna all'inizio


Un fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 24-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-04-24 - pag: 23 autore: Un pool di banche erogherà il prestito Un fido da 30 milioni per l'Antonio Merloni MILANO Ieri a mezzogiorno, nella sede romana di Banca Marche, è stato firmato l'accordo per il prestito da 30 milioni di euro alla Antonio Merloni. Questa operazione finanziaria, che vede appunto come capofila del pool questo istituto di credito, è essenziale per il futuro dell'impresa marchigiana, marchio storico degli elettrodomestici e della componentistica del nostro Paese. In realtà, a fornire la maggior parte dei soldi saranno Monte Paschi e UniCredit, che garantiranno un terzo della provvista finanziaria. Con loro, ci saranno anche la Popolare Ancona e Intesa Sanpaolo. In questo caso, il sistema bancario ha compiuto una scelta in linea con il passato prossimo: ciascun istituto, in termini di esborso finale, partecipa in maniera direttamente proporzionale alle perdite subite con la vecchia gestione della Antonio Merloni. Adesso, il prossimo passo è quello del passaggio formale al ministero dell'Economia. La garanzia di Stato è sicura. Bruxelles ha dato il suo ok. Ma, in Via XX Settembre, per apporre la garanzia pubblica debbono ancora essere espletate alcune pratiche. Per la nuova Antonio Merloni, in attesa che al di là delle intenzioni formalizzi una offerta per parte dell'azienda o per il business nella sua interezza, questi soldi sono fondamentali. Anche perché consentiranno di affrontare una quotidianità particolarmente complessa. I primi tre mesi sono stati molto duri. Fra gennaio e marzo, nel settore degli elettrodomestici, la fabbrica ha funzionato soltanto per una settimana. Meglio le cucine e, soprattutto, il segmento delle bombole e dei serbatoi. Entro un paio di settimane, i soldi finiranno materialmente nelle casse della Antonio Merloni. P. Br. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


La crisi morde e le piccole imprese guardano alla Borsa (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Prato)" del 24-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMO PIANO pag. 2 La crisi morde e le piccole imprese guardano alla Borsa LA BUONA notizia è che il mercato borsistico si apre sempre più alle piccole e medie imprese e il convegno di ieri (nella foto) su «Gli strumenti finanziari per affrontare la crisi e per sostenere la crescita delle Piccole e medie imprese» (organizzato da Bgs & Partners, Camera di Commercio e Unione commercianti) è stata un'occasione per conoscere una serie di nuovi strumenti come, per esempio, la possibilità di quotarsi con "Aim Italia" o con "Mac" (Mercato alternativo dei capitali). Il punto, però, è che quelle che per il mercato azionario sono piccole e medie imprese per Prato sono medio-grandi. «Diciamo che per le nostre realtà l'asticella è un po' troppo alta, ma iniziative come queste sono importanti perché dobbiamo cominciare a ragionare in termini di aziende più strutturate», spiega Carlo Longo, presidente dellaCamera di commercio. Per Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale «le nostre aziende sottocapitalizzate hanno bisogno della finanza, ma certo serve la finanza "buona" non quella "cattiva" che ha già fatto troppi danni». Marini sottolinea la necessità di favorire l'accesso al credito delle realtà piccole e medie. «In un momento in cui c'è difficoltà nel mercato bancario, valutare fonti diverse e innovative di finanziamento è importante osserva Riccardo Diddi, (direttore dell'Unione commercianti) così come occorre spingere il mondo bancario per superare questo impasse verso le esigenze del mondo prduttivo. Tra gli strumenti presentati segnalo il nostro Centro Fidi Terziario che è il primo in Italia a sostenere gli investimenti con garanzie a prima richiesta ». Image: 20090424/foto/6683.jpg

Torna all'inizio


Confidi Napoli: 4 mila associati (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 24-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Campania credito Confidi Napoli: 4 mila associati Accordi con Confagricoltura, Cis di Nola e Cia interprovinciale Novecentocinque aziende iscritte e quattromila associati: sono i numeri del Confidi Napoli, un consorzio di garanzia in costante crescita dal 2006. Gli accordi sottoscritti con la Confagricoltura della Campania, il Cis di Nola e la Cia interprovinciale di Napoli e Caserta, infatti, consentono al gruppo presieduto da Giuseppe Calcagni di rappresentare una fetta importante della realtà produttiva campana. Prevista la trasformazione in intermediario finanziario. L'assemblea approva il bilancio 2008 e nomina il nuovo consiglio direttivo, che conferma Calcagni alla presidenza. Il direttore generale del Banco di Napoli, Antonio Nucci, plaude al lavoro del consorzio fidi, ma critica il sistema campano, troppo frammentato. "I Confidi devono aggregarsi - spiega - affinché le Pmi possano avere un concreto supporto nell'accesso al credito bancario". daniela russ Bilancio 2008 positivo per il Confidi Napoli. Cresce il numero delle aziende iscritte e, grazie agli accordi sottoscritti con il Cis di Nola, la Confagricoltura della Regione Campania e la Cia interprovinciale di Napoli e Caserta, gli associati toccano quota 4 mila. Il 2008 ha visto le aziende consorziate passare da 867 a 895 (oggi sono 905), il patrimonio netto raggiungere i 13,2 milioni di euro e le garanzie rilasciate arrivare a 33.624.556 euro. "Il Confidi è in costante crescita, spiega Giuseppe Calcagni, presidente del consorzio fidi tra il 2006 e il 2008 abbiamo sottoscritto accordi importanti e aumentato i limiti di affidabilità concedibili alle imprese consorziate". Prosegue, inoltre, la riflessione avviata circa un anno fa, sulla possibilità di trasformare il Confidi Napoli in un intermediario finanziario non bancario, ai sensi dell'articolo 107 del Tub (Testo unico bancario). Un salto di qualità che consentirebbe al Confidi di erogare alle imprese le garanzie richieste da Basilea 2 per accedere al credito in modo più agevole e veloce. I rappresentanti del sistema bancario hanno apprezzato i risultati di bilancio raggiunti dal consorzio fidi partenopeo, ma hanno anche sottolineato la necessità di andare oltre i numeri per trasformarsi in un valido mediatore e interlocutore tra istituti di credito e imprese. "Le banche dice Francesco Fanti, rappresentante territoriale del Monte Paschi di Siena puntano molto sui Confidi, ma è importante che si capisca la differenza tra avere come interlocutore un semplice consorzio di garanzia e il rapportarsi a un intermediario creditizio o a una vera e propria banca di garanzia". Il rappresentante del gruppo Mps, inoltre, ha ricordato che i Confidi possono accedere a finanziamenti pubblici, come quelli regionali e quelli europei, in particolare il fondo Jeremie, finanziato dal Fesr, "uno strumento ancora inattivo - sottolinea Fanti ma molto utile, perché non si può pensare di sostenere un investimento con capitale di debito". Polemico nei confronti dei pesanti ritardi registrati dal processo di aggregazione dei Confidi, il direttore del Banco di Napoli, Antonio Nucci. "Sessantadue Confidi rappresentano solo se stessi - tuona Nucci , non sono di nessun aiuto per lo sviluppo del territorio. Abbiamo l'obbligo di fare in modo che i fondi regionali non si disperdano, ma finanzino solo due o tre grandi Confidi capaci di rappresentare le realtà locali". "Il presidente dell'Unione degli Industriali di Napoli aggiunge Nucci deve assumersi la responsabilità di promuovere la nascita di un consorzio costituito dall'aggregazione dei Confidi provinciali". Proprio Giovanni Lettieri, leader degli imprenditori napoletani, evidenzia la difficoltà di favorire un processo di convergenza tra i Confidi campani. "Abbiamo un buon potenziale di crescita spiega ma operiamo in un territorio dove ognuno tende a pensare per sé. La nostra associazione - aggiunge - sta lavorando per la realizzazione di prestiti partecipativi e vorremmo che la Regione istituisse un fondo di garanzia rotativo per i crediti che le aziende vantano nei confronti della Pubblica amministrazione, si pensi ad esempio al settore della sanità. Speriamo di siglare a breve conclude il numero uno di Palazzo Partanna un accordo con la Banca di Roma finalizzato a sostenere le imprese in questo momento difficile". A sostegno della crescita dei Confidi si schiera anche Sergio Maione, vicepresidente dell'Unione degli Industriali di Napoli e responsabile della sezione Credito e Finanza innovativa. "Stiamo lavorando per siglare un accordo con l'Abi dice Maione finalizzato alla sospensione delle rate dei mutui per il 2009-2010. Una dilazione che per le piccole imprese rappresenta, nell'attuale contesto economico, un notevole sollievo". I nuovi organi sociali Il consiglio direttivo Presidente: Giuseppe Calcagni Vice presidente: Aldo Supino Consiglieri: Carlo Boffa Carmela Lamberti Andrea Langella Sergio Maione Maurizio Ramirez Davide Sala Bruno Scuotto I revisori dei conti Membri effettivi: Decio Nocerino Ottavio Nocerino Maurizio Salvatori Supplenti: Antonio Cianniello Paolo Salvatori del 24-04-2009 num.

Torna all'inizio


Confcoop Trentino: firmata convenzione anticrisi (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 24-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Confcoop Trentino: firmata convenzione anticrisi (24/4/2009 14:28) | (Sesto Potere) - Trento - 24 aprile 2009 - Dal primo maggio le imprese trentine di maggiori dimensioni potranno godere di ulteriori aiuti per far fronte alle conseguenze della crisi finanziaria. Si tratta della seconda tranche che si aggiunge e completa il precedente accordo. La prima convenzione dell’ottobre scorso, infatti, movimenterà circa 40 milioni di euro di finanziamento provinciale per far fronte a 400 milioni di fidi erogati alle imprese trentine. Per la precisione sono circa 2.850 aziende che hanno fatto domanda, ottenendo circa l’80% dei finanziamenti complessivamente richiesti. Quest’operazione consentirà alle imprese di abbattere gli interessi passivi di circa 2,5 punti percentuali fino al 2010. Una vera e propria boccata di ossigeno per realtà imprenditoriali sostanzialmente sane, ma che soffrono per i propri impegni sbilanciati sul breve termine o hanno difficoltà o subiscono ritardi nell’incasso dei propri crediti. L’accordo di oggi mette a disposizione altri 300 milioni circa per le imprese trentine con un fatturato superiore ai 3 milioni di euro. In particolare, a quelle con giro d’affari tra i 3 e i 10 milioni saranno concessi mutui fino a 500 mila euro. Se l’impresa ha un fatturato superiore ai 10 milioni o più di 50 dipendenti, il finanziamento potrà arrivare fino a 1 milione di euro. Sono previste condizioni particolari per le aziende che operano nei trasporti (finanziamento massimo di 2 milioni) e negli alberghi (1,5 milioni), i settori che soffrono maggiormente della crisi anche in Trentino. I Confidi presteranno garanzia con il proprio patrimonio a favore dei loro soci nonché gestiranno il contributo in conto interessi. I fondi necessari per queste attività saranno messi a disposizione dalla Provincia. I mutui saranno di norma destinati alla ristrutturazione dell’indebitamento a breve termine. Tuttavia la banca potrà concedere una quota del prestito destinata a nuovi investimenti. Attenzione alla crisi, dunque, ma anche sguardo al futuro e al sostegno dell’innovazione. «Oggi che il Sole 24 Ore titola ‘Allarme stretta per il credito’ – ha detto Franco Senesi, presidente di Cassa Centrale Banca e di Mediocredito Trentino Alto Adige – il Trentino segna una controtendenza. Provincia, banche e confidi si sono attivate in modo concordato e armonioso per far fronte alla crisi e dare un’iniezione di fiducia al sistema imprenditoriale». «Ci sono segnali di ottimismo – ha aggiunto il responsabile della regione commerciale Triveneto occidentale di Unicredit Corporate Banking Bruno Rossi – ma è meglio restare cauti e accompagnare le nostre imprese, dare loro serenità garantendo attenzione alla gestione della situazione passata e sostegno per il futuro». Il direttore generale di Banca di Trento e Bolzano Claudio Puerari ha sottolineato poi la grande lungimiranza politica della Provincia, che ha agito concretamente e rapidamente per aiutare le imprese a scacciare la crisi, anche attraverso il sostegno agli investimenti. I presidenti dei tre Confidi della Provincia (Giorgio Rigotti, di Confidimpresa, Giuseppe Bertolini, della Cooperativa artigiana di Garanzia per l’artigianato e Fausto Masè, di Cooperfidi) hanno evidenziato all’unisono come questa convenzione dia risposta a quella che è la maggiore emergenza per le imprese, cioè l’accesso al credito, ancor prima che il costo del credito stesso. «Questo intervento – ha aggiunto il direttore di Mediocredito del Trentino Alto Adige Leopoldo Scarpa – dà una risposta efficace per gestire l’emergenza. Per il futuro servono strumenti per favorire le esportazioni e per aiutare le imprese trentine a capitalizzarsi e ad investire in ricerca e sviluppo”. Il prestito durerà fino a 7 anni, con rate trimestrali paramentrate sull’Euribor con uno spread definito secondo la classe di rischio dell’impresa (basso, medio, alto). “Il tasso messo a disposizione per le imprese in difficoltà – ha sintetizzato Giorgio Bagozzi, vicedirettore di Cassa Centrale Banca – è paragonabile al solo spread che pagherebbero le imprese più virtuose sul mercato». La convenzione è stata firmata dai vertici dei tre consorzi fidi della provincia di Trento, Giorgio Rigotti, presidente di Confidimpresa per l’industria e il terziario, Giuseppe Bertolini, presidente della Cooperativa artigiana di Garanzia per l’artigianato e Fausto Masè, presidente di Cooperfidi per cooperazione ed agricoltura e, sul versante bancario, le Casse Rurali Trentine con il presidente di Cassa Centrale Banca Franco Senesi, il condirettore commerciale Triveneto Ovest di Unicredit Banca Marco Perotti, il responsabile della regione commerciale Triveneto occidentale di Unicredit Corporate Banking Bruno Rossi e il direttore generale di Banca di Trento e Bolzano Claudio Puerari.

Torna all'inizio


Accesso al credito nei momenti di crisi (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 25-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Accesso al credito nei momenti di crisi Porto Mantovano, convegno organizzato da Uncom e Comune PORTO. Sui temi della stretta creditizia e dell'esigenza di liquidità delle imprese, se n'è parlato durante un convegno organizzato da Uncom e Comune dal tema: «L'accesso al credito momenti di crisi». I lavori del summit sono stati aperti dai saluti dell'assessore alla pubblica istruzione Bruna Dal Bosco con l'assessore allo sviluppo economico Gilberto Viola, dalla presidente della sezione comunale locale dell'Uncom, Dolores Baldin e dal presidente dell'Upa Enzo Zanca e poi sono intervenuti il consulente finanziario dell'Uncom, Gianni Ferrari che ha evidenziato che i consorzi Fidi sono l'arma più efficace contro la crisi economica che ha prevalentemente riflessi in termini di restrizione del credito bancario per le Pmi, come identificare le migliori forme di finanziamento per l'impresa attraverso una attenta analisi della gestione amministrativa e finanziaria dell'azienda, della riorganizzazione del credito e delle implicazioni di "Basilea2", il direttore dell'Uncom Nicola Dal Dosso che ha illustrato il servizio dell'associazione sulla finanza agevolata con un occhio di attenzione sui nuovi bandi deliberati della Camera di Commercio a fondo perduto per le imprese del terziario e le iniziative della Regione nel campo dell'innovazione e dei distretti del commercio. Il segretario della Cooperativa di Garanzia "Fiditer", Giuliano Manfredotti ha tracciato le strategie dell'organismo a sostegno delle imprese, che si traducono nell'erogare finanziamenti contro garantiti alle imprese, considerando che in 19 anni di attività ha erogato ben 86 milioni di euro al comparto, e Davide Rebuzzi ha trattato il tema del recupero credito.

Torna all'inizio


A loro i soldi, a voi la stretta (sezione: Revoca fidi)

( da "Borsa e Finanza" del 25-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

SETTIMANA IN NUMERI A loro i soldi, a voi la «stretta» di Redazione - 25-04-2009 Gli ultimi dati rilasciati in settimana dall'Abi, l'associazione bancaria italiana, non lasciano dubbi: nel corso del mese di marzo, il «funding» degli istituti (cioè depositi ma anche obbligazioni bancarie) è cresciuto dell'11,3%. I bond emessi dagli istituti di credito, addirittura, segnano +203% rispetto all'anno prima. Ovvero, approfittando della voglia di sicurezza delle famiglie e del basso rendimento dei Bot, le banche hanno fatto il pieno. Ma questi soldi sono finiti a sistemare i «guasti» del sistema, non a finanziare l'economia. La conferma arriva dal dato relativo agli impieghi: solo +2,8% (+3,5% a febbraio) rispetto a un anno fa. Questo dato tiene conto però dei grandi clienti, delle imprese a partecipazione statale, dei gruppi che vanno comunque finanziati, pena il fallimento. Il risultato? Per le Pmi una frenata tra il 5% e il 10% rispetto a un anno fa. Con la prospettiva di un nuovo peggioramento. Insomma, se si volevano far scorrere i soldi dallo Stato e dalle famiglie verso le imprese, il risultato è un flop. Negli Usa la manovra, grazie ai Tarp e ai Talf, è parzialmente riuscita. Da noi, sistema bancocentrico per eccellenza, il banchiere continua a farla da padrone. È un tema che va tenuto ben a mente, nella primavera degli esami. Già, con la bella stagione arriva la revisione dei requisiti degli affidamenti a opera delle banche. Le banche, forti delle regole di Basilea 2, possono chiedere la verifica in corso d'opera delle condizioni dell'azione, pena la revoca (senza condizioni) dei fidi. È una spada di Damocle comunque insidiosa. Un rischio mortale dopo la «gelata» dell'economia, che ha praticamente sconvolto i parametri di riferimento anche delle aziende più sane mentre ha aumentato a dismisura il potere discrezionale dei «professori» bancari. Un consiglio: diffidate dei professori di manica larga. Quelli che, magari, vi suggeriscono un bel make up al magazzino o delle rivalutazioni. All'apparenza stanno dalla parte vostra. Ma se le cose andassero male, vi lasceranno soli, con i vostri rischi, spesso anche di natura «penale». Molto meglio trattare allora a viso aperto, senza scorciatoie, una moratoria sui debiti passati a condizione di non compromettere l'attività dell'azienda. Basilea 2 o meno, mai accettare i consigli dei finti amici. Cari banchieri, fate il vostro mestiere: i soldi in cassa li avete. www.pompeolocatelli.it

Torna all'inizio


L'Inps ritarda? C'è l'anticipo della Carisbo (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 25-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

BOLOGNA CRONACA pag. 10 L'Inps ritarda? C'è l'anticipo della Carisbo di NICOLA CAPPELLINI SI CHIAMA Anticipazione sociale'. Si traduce in una risposta concreta alle difficoltà finanziarie che attanagliano le famiglie bolognesi coinvolte da una crisi aziendale. Le due Carisbo banca e Fondazione si alleano tra loro per offrire ad oltre 3.300 lavoratori in cassa integrazione straordinaria un fido bancario del valore di 6.500 euro, disponibile in 24 ore e senza interessi anche per chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti (ammortizzatori in deroga) e non è già cliente dell'istituto di via Farini. Un modo rapido ed efficace per annullare i consueti ritardi coi quali l'Inps versa il trattamento di integrazione salariale. Lo strumento che rischia di rendere obsoleto l'accordo salva-salari' promosso nei giorni scorsi dalla Provincia (buono per un migliaio di persone massimo) è stato illustrato, ieri, dai due artefici' dell'iniziativa: il direttore generale della Carisbo, Giuseppe Feliziani, e il presidente della Fondazione, Fabio Roversi Monaco, alla presenza del numero uno della banca, Filippo Cavazzuti. Si tratta di un servizio sperimentato dal gruppo Intesa San Paolo già da tempo e che ora viene rilanciato sul territorio bolognese grazie «ad una decisione racconta Feliziani presa in un lampo», dopo un incontro per strada con lo stesso Roversi Monaco e uno scambio di battute sulla necessità di fare qualcosa di concreto per le famiglie in difficoltà a causa della crisi economica. «Negli ultimi sei mesi ricorda il direttore il numero dei lavoratori bolognesi collocati in cassa integrazione straordinaria ha raggiunto le 14.000 unità». E, poiché i ritardi coi quali è erogata la relativa indennità si scaricano, secondo le statistiche, sul 20-30% di chi si trova in Cigs, andare incontro alle esigenze di più di 3.300 persone significa accontentare l'intera platea degli aventi diritto. QUANTO al meccanismo studiato è semplice: il lavoratore che decide di ricorrere all'anticipazione sociale non deve far altro che presentarsi in via Farini con la lettera dell'azienda e la documentazione Inps. La banca metterà a sua disposizione, fin dal giorno successivo e per la durata di 7 mesi, un conto corrente con un importo massimo di 6.500 euro. Il tutto senza spese: gli interessi del 4% sono a carico della Fondazione, che interviene con un plafond di 300 mila euro e non esclude ulteriori impegni futuri, mentre il debito finale verrà saldato dall'Inps stessa. «Il lavoratore aggiunge Feliziani avrà diritto ad assegni e carte di credito, come un qualsiasi cliente. E una volta trascorsi i sette mesi potrà decidere se chiudere il conto, non pagando niente, o mantenerlo». Visibilmente soddisfatto il presidente Roversi Monaco, che pone l'accento sul «carattere di tempestività dell'iniziativa», resa possibile dal fatto che tra gli obiettivi statutari della Fondazione «c'è anche lo sviluppo economico e sociale del territorio». Ma Roversi sottolinea anche la novità della collaborazione tra banca e Fondazione. «Un terreno ancora inesplorato spiega che questa iniziativa caratterizza in modo incisivo». Mentre per Cavazzuti è «interessante notare come anche due istituzioni di diritto privato possano lavorare insieme per il bene collettivo, senza aiuto da parte degli enti pubblici e senza esserci obbligate».

Torna all'inizio


Ricomporre la frattura tra front e back-office (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 25-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-04-25 - pag: 8 autore: Modelli. L'enfasi sul risultato può danneggiare il cliente «Ricomporre la frattura tra front e back-office» «I direttori d'ufficio -per Mattei Gentilidevono tornare banchieri locali» L' agenda del dopo-crisi, in banca, non può non includere il ripensamento della «rottura dell'unità della famiglia dei bancari, tradizionalmente caratterizzata da elevata compattezza nei valori e nei comportanti ». Lo dice Matteo Mattei Gentili, ordinario di economia degli intermediari finanziari all'Università di Pavia, un lungo background di consulente e formatore di alta direzione, oggi presidente di Banca Euromobiliare (Credem). «Nella disgregazione del ceto professionale bancario - osserva - è emersa la parcellizzazione tra figure commercia-li, amministrative e specialiste. E tra queste ultime gli addetti ai fidi hanno ceduto la storica preminenza agli specialisti di finanza. Mentre la sofferenza degli amministrativi, compressi dalle esternalizzazioni e "riciclati" dai back-office verso ruoli commerciali, ha riversato un disagio crescente anche sui clienti». Può sembrare un'analisi retrospettiva di un parto lungo, obbligato anhe senon indolore: quello della banca-impresa, attraverso privatizzazioni, fusioni, acquisizioni, ristrutturazioni accelerate per creare competitività e recuperare efficienza. Ma Mattei Gentili avverte che in gioco c'è l presente e il futuro dello sviluppo organizzativo delle banche italiane. Bene in linea di pricnpio il management by objective, bene i budget di vendita e di redditività, bene la segmentazione della catena del valore secondo i modelli anglosassoni e la massimizzazione dei risultati della singola business unit. Ma si è già vista anche «l'altra faccia della medaglia: crescita di conflitti interni, perdita di visione d'insieme, squilibri complessivi nella valutazione dei rischi propri e della clientela, dalla liquidità alla reputazione, alla legittimità». La conseguenza dell'enfasi sul risultato parcellizzato di breve periodo, secondo lo studioso, è stata spesso «il deterioramento degli asset più preziosi di un'azienda bancaria: la reputazione, il personale, le relazioni con la clientela». «I dipendenti, non meno dei clienti, volevano avere a che fare con una banca-impresa e invece si sono ritrovati con una banca-piazzista» sintetizza Mattei Gentili. Che accende un riflettore operativo sulla «filiale» trasformata con troppa leggerazza in «punto di vendita». In Italia le banche sono e restano fondamentali «fornitrici di sicurezza » al sistema-paese, con una peculiare stabilità di relazioni con un'imprenditoria largamente diffusa. E il ruolo del direttore di filiale, che nella tradizione del commercial banking italiano fungeva da «banchiere locale» a presidio di un territorio torna centrale: attento ai volumi e ai risultati economici, ma anche al capitale umano e alle relazioni. Questa funzione "generalista" - perduta con l'affermazione del modello " originate to distribute" - non solo contribuiva alla competitivo di un istituto sul territorio ma rappresentava anche un'esperienza formativa interna per far salire figure con solide competenze lungo la linea aziendale» Antonio Quaglio © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 25-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

AIUTI. DALLA REGIONE Fondo rischi da 6 milioni di euro per dare più forza ai consorzi fidi La Regione ha approvato la costituzione di un fondo rischi di sei milioni di euro destinato ad aumentare le garanzie offerte dai consorzi di garanzia fidi. Il provvedimento attua una parte della legge «anti crisi» approvata all'inizio dell'anno. «L'obiettivo è favorire l'accesso al credito per le medie e piccole imprese» dice l'assessore alle Finanze Claudio Lavoyer. Il fondo rischi dedicato aumenterà le garanzie sulle fideiussioni bancarie collegate ai finanziamenti già attivati. In questo modo, in accordo con gli istituti bancari convenzionati, sarà possibile sospendere due rate semestrali dei mutui. Le garanzie aggiuntive assicurate dal fondo rischi, che si aggiungono a quelle già previste dai Confidi, permetteranno alle imprese di contrarre nuovi mutui a condizioni migliori rispetto a quelli previsti finora. L'intervento della Regione a supporto dei Consorzi di garanzia fidi «si aggiunge - dice ancora Lavoyer - all'aumento del contributo in conto interessi dal 50 al 75 per cento, già previsto dalla legge regionale anti crisi approvata all'inizio dell'anno». Nel provvedimento regionale varato qualche mese fa quando era scoppiata la crisi economica, era prevista la possibilità per le aziende di chiedere la sospensione per un anno delle rate Finaosta collegate a leggi regionali di settore. Un'opportunità che è stata raccolta da molte aziende. Fino al 15 aprile, a presentare richiesta alla finanziaria regionale erano state 246 imprese, che avevano chiesto la sospensione del pagamento delle rate di 574 mutui: 193 nel settore alberghiero, 45 nel commercio, 73 nell'industria e nell'artigianato, 2 nel settore termale, 226 delle società degli impianti a fune, 7 nell'agricoltura e uno nel turismo equestre. \

Torna all'inizio


corre l'impresario di gianni (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

IN LIZZA L'UDC Corre l'impresario Di Gianni SAN MINIATO. Il cavalier Michele Di Gianni risponde all'appello dell'Udc e scende in pista come candidato-sindaco a San Miniato. A seguito del pressante invito da parte dei vertici regionali e provinciali del partito di Pier Ferdinando Casini, l'Udc locale ha subito convocato una riunione a cui hanno partecipato il designato candidato a sindaco Michele Di Gianni e molti rappresentanti locali del partito, quali Leonella Carpita, Franco Galasso, Giuseppe Malvezzi, Mario Mori, Pasquale Romano e tanti altri simpatizzanti che hanno già dato l'adesione di candidatura nella lista Udc. Dalla riunione è emerso un forte sostegno alla candidatura del costruttore Michele Di Gianni, il quale si è reso disponibile per questa competizione elettorale. «Il candidato a sindaco, nel ringraziare il partito tutto, ha voluto sottolineare - si legge in un comunicato dell'Udc - che l'accettazione scaturisce anche dalla necessità di rimuovere un sistema politico che anche nel comune di San Miniato è di fatto cristallizzato; fino al punto che non vi è più nemmeno il gusto della competizione elettorale, in quanto per mancanza di valide alternative il risultato appare scontato già prima del responso elettorale e non giova certamente al sistema democratico e nella difesa dei tanti diritti lesi dei cittadini. Queste sono alcune delle ragioni che hanno contribuito a sciogliere la riserva al candidato sindaco Michele Di Gianni e correre con l'Udc, un partito che con coerenza sta conducendo a tutti i livelli una non facile attività politica, fuori dall'omologazione e a difesa dei valori e regole fondamentali di qualsiasi comunità democratica». Il candidato a sindaco, con l'intero comitato elettorale, nei prossimi giorni illustreranno le linee guida del programma e la lista dei candidati. Michele Di Gianni, classe 1961, residente a Montopoli Valdarno e fino a pochi anni fa nel comune di San Miniato dove a tutt'oggi risiedono i genitori e con gli uffici aziendali a Ponte a Egola, è coniugato con due figli. Geometra, di professione imprenditore edile, ha già alle spalle oltre 25 anni di attività caratterizzata soprattutto nel recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio, storico e architettonico e nel settore turistico. Ha ricoperto ruoli importanti nell'ambito finanziario, come quelli di consigliere della Fidi Toscana e membro del cda di due prestigiosi istituti bancari della provincia di Pisa. In ambito politico, dal 1990 al 1998, è stato consigliere comunale della Dc nonché segretario provinciale del Ccd e membro della direzione regionale e nazionale del partito contribuendo nel 1994 alla costituzione del Polo della Libertà. Nel mondo associativo ha ricoperto in passato il ruolo di vicepresidente del collegio edile regionale toscano e quello di membro del consiglio del consorzio di bonifica.

Torna all'inizio


L'UDC a San Miniato corre da sola e mette in campo Michele Di Gianni ( (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 26-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

SANTA CROCE / SAN MINIATO pag. 16 L'UDC a San Miniato corre da sola e mette in campo Michele Di Gianni ( nella foto), che nella tarda serata di venerdì ha sciolto la riserva durante una riunione a cui hanno partecipato molti rappresentanti locali del partito quali Leonella Carpita, Franco Galasso, Giuseppe Malvezzi, Mario Mori, Pasquale Romano e altri simpatizzanti che hanno già dato l'adesione di candidatura nella lista. Di Gianni ha voluto sottolineare che «l'accettazione scaturisce anche dalla necessità di rimuovere un sistema politico che è di fatto cristallizzato. Fino al punto ha detto che non vi è più nemmeno il gusto della competizione elettorale, in quanto per mancanza di valide alternative il risultato appare scontato già prima del responso. Fatto questo che non giova al sistema democratico e alla difesa dei tanti diritti lesi dei cittadini. Queste sono alcune delle ragioni che hanno contribuito a farmi sciogliere la riserva ed a correre per un partito che con coerenza sta conducendo a tutti i livelli una non facile attività politica, fuori dall'omologazione generale». Il candidato a sindaco con il comitato elettorale, nei prossimi giorni, illustrerà le linee del programma e la lista dei candidati. Michele Di Gianni, classe 1961, è un professionista molto conosciuto nel Comprensorio. Geometra e imprenditore edile, ha già alle spalle oltre 25 anni di attività. Ha ricoperto ruoli importanti nell'ambito finanziario come consigliere di Fidi Toscana e membro del Cda di due prestigiosi istituti bancari della Provincia di Pisa.

Torna all'inizio


Fallimenti al nodo revoca (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 27-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: DIRITTO DELLECONOMIA data: 2009-04-27 - pag: 41 autore: Procedure concorsuali. La miniriforma non risolve il contrasto dei limiti temporali tra due norme Fallimenti al nodo revoca Restano i dubbi sulla disciplina applicabile alle rimesse bancarie PAGINA A CURA DI Giuseppe Rebecca Giuseppe Sperotti La revocatoria nei confronti delle banche è cambiata con la riforma fallimentare, ma i problemi restano. L'argomento è stato oggetto di innumerevoli analisi poi è calato l'interesse, anche per colpa dei curatori fallimentari che, secondo Assonime, intraprendono poche azioni. La sentenza del Tribunale di Milano del 27 marzo 2008 ha ravvivato l'interesse, ma è stata solo una fiammata. Vediamo come è cambiata la materia. è revocabile il "rientro" (articolo 70, comma 3, della Legge fallimentare), inteso come differenza tra ammontare massimo delle pretese della banca nel periodo in cui è provata la conoscenza dello stato di insolvenza e il saldo finale. L'articolo 67 (comma 3), esentando le rimesse, ne prevede la revocabilità qualora, nel termine di sei mesi, le stesse abbiano ridotto l'esposizione debitoria dell'impresa poi fallita. Concentriamoci sui due articoli, probabilmente inconciliabili. Se si revoca il "rientro", è logico che lo stesso sarà stato determinato da una serie di rimesse che hanno ridotto l'esposizione in modo consistente e durevole. Se invece si revocano le rimesse, è pacifico che le stesse sono ricomprese nel rientro. Si è a lungo discusso su quale dei due articoli prevalga. Uno dei due è di troppo,e alcuni pensano sial'articolo 67. Inutile fare tanti conteggi, tante distinzioni, se poi si revoca il solo "rientro", molto più facilmente quantificabile e identificabile. Da un punto di vista numerico, poi, il rientro non sarà mai superiore alle rimesse. Tenuto conto di ciò, se l'articolo 70 limita gli importi revocabili, parrebbe inutile quantificare le singole rimesse. Tanto varrebbe fare solo il conteggio del rientro. Individuiamo due possibili soluzioni, per giustificare la presunta antinomia dei due articoli: uno è il diverso riferimento temporale, l'altro è il riferimento al fido (da tenerne conto per un articolo e non per l'altro). Quanto al termine, l'articolo 70 non ne indica, contro i 6 mesi dall'articolo 67. E allora ecco una delle soluzioni: si individua l'importo massimo revocabile nel "rientro", determinato dall'articolo 70, verificatosi nel periodo in cui si prova la conoscenza dello stato di insolvenza senza limiti temporali. Si potranno poi revocare rimesse, nel periodo di 6 mesi, che portino al massimo a quanto calcolato ex articolo 70. L'altra ipotesi riguarda il riferimento o meno al fido. Ricordiamo come la costruzione della revocatoria ante riforma fosse basata sul conto scoperto, e quindi sull'extra fido.Potrebbe essere inteso che il riferimento al fido possa valere per uno solo dei due articoli. Nell'articolo 67 si parla di «esposizione debitoria» e di «pagamento di debiti liquidi ed esigibili »;nell'articolo 70 si parla invece di «pretese». Si potrebbe sostenere che il riferimento al fido sia pertinente all'articolo 67 e non al 70. Ne deriverebbe un motivo in più di convivenza dei due articoli e una differente giustificazione degli importi revocabili.Un'interpretazione che non è ancora stata oggetto di esame, ma è evidente che, trovandoci nel campo delle antinomie contigue, si debba preferire la tesi che salva l'applicabilità delle norme. Allora le due soluzioni potrebbero soccorrere singolarmente o assieme: un diverso riferimento temporale (6 mesi o senza termini) e/o riferimento o meno al fido. L'articolo 70,applicabile ai fallimenti dichiarati dal 17 marzo 2005, è stato modificato dal Dlgs 169/07, con effetto 1Ú gennaio 2008. Da allora la norma si applica anche ad «atti estintivi di posizioni passive derivanti dal rapporto di conto corrente bancario». La decorrenza non avrebbe signi-ficato, salvo escluderne l'applicabilità a procedure dichiarate dal 17 marzo 2005 al 31 dicembre 2007. Tornando all'impostazione della nuova legge, si può essere certi su quali saranno i prossimi motivi di scontro giurisprudenziale: la qualifica di «consistente e durevole»; la rilevanza o meno del fido; il collegamento tra gli articoli; l'interpretazione dell'articolo 70 e l'impatto della modifica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Le opportunità del credito: un convegno di Apindustria (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 28-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Le opportunità del credito: un convegno di Apindustria Capire il mondo del credito, conoscere le opportunità offerte da Confapi Lombarda Fidi, riuscire ad avere gli strumenti per dialogare in modo efficace con gli istituti di credito: sono alcuni degli obiettivi dell'incontro che si terrà domani nella sede di Apindustria Mantova. L'iniziativa, organizzata dal gruppo giovani di Apindustria e dal Confapi Lombarda Fidi, è diretta ai giovani imprenditori per approfondire le tematiche relative al credito. «é un incontro che prosegue la serie di iniziative volte ad analizzare i settori più rilevanti per le attività d'impresa - spiega Erica Gazzurelli, presidente del gruppo giovani - dopo l'energia ora veniamo al credito. Ci piacerebbe cogliere le opportunità offerte dal Consorzio Fidi Api e capire quale sia l'approccio più efficace nei confronti degli istituti bancari». I relatori: Vittorio Bertasi, presidente Confapi Lombarda Fidi Mantova, Andrea Baraldini, imprenditore del comitato tecnico Confidi e Alessandra Tassini, funzionaria responsabile dell'ufficio economico di Apindustria.

Torna all'inizio


MASSIMO Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dal... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 28-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMA pag. 1 MASSIMO Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dal... MASSIMO Vivoli è stato confermato presidente della Confesercenti Toscana dall'assemblea dell'associazione dei commercianti tenutasi a Firenze. Confermata anche la direzione di Massimo Biagioni. La presidenza regionale è composta da 61 operatori del commercio, del turismo e dei servizi in rappresentanza delle varie strutture provinciali e delle categorie. Nel corso della mattinata oltre alla relazione di Vivoli sono intervenuti il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, il governatore regionale Claudio Martini, e l'assessore al commercio e al turismo Paolo Cocchi. Sono intervenuti anche Pierfrancesco Pacini, presidente Unioncamere, Franco Scortecci, presidente della Confcommercio a nome del cartello delle associazioni della piccola e media impresa, e il presidente nazionale di Confesercenti Marco Venturi. NELLA sua relazione Vivoli ha chiesto alla Regione maggiori impegni per lo sviluppo e la crescita economica, mentre per il sistema bancario sono risuonate parole di dura critica per la pressante richiesta di garanzie pretese dalle aziende che chiedono crediti, la domanda di garanzie aggiuntive per il rinnovo dei mutui in scadenza, e il rientro dei fidi accordati. Critiche anche alla Regione per la disparità di trattamento nella distribuzione di contributi tra Confidi Confesercenti, che moltiplica 44 volte i crediti garantiti e distribuiti alle aziende, e Fidi Toscana che ottiene 48 milioni di 54 stanziati dalla Regione, ma secondo l'Irpet copre solo il 20% del credito garantito alle imprese.

Torna all'inizio


Chiesta l'amministrazione controllata per la Popolare di Garanzia (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il" del 28-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Chiesta l'amministrazione controllata per la Popolare di Garanzia Martedì 28 Aprile 2009, Padova Il consiglio di amministrazione della Popolare di Garanzia ha chiesto alla Banca d'Italia l'apertura della procedura di amministrazione straordinaria. Sarebbe questa l'ultima chance per salvare il salvabile. L'alternativa infatti è la messa in liquidazione dell'istituto, nato dalla trasformazione, in cooperativa bancaria, di Interconfidi Nordest, il consorzio fidi della Confindustria padovana. Se Bankitalia accetterà la soluzione proposta dal presidente Rosario Bonavoglia, subentrato dopo la rimozione del direttore generale Giampaolo Molon, ci sarà ancora un anno per trattare con i soci e con le banche esposte. Il via libera di Bankitalia all'amministrazione controllata è atteso per i prossimi giorni. Avrà l'effetto di annullare l'assemblea convocata il 30 aprile in prima e che si sarebbe dovuta tenere martedì 5 maggio in seconda. Ieri sera il futuro di Pop. Garanzia è stato uno dei punti all'ordine del giorno nella riunione di giunta di Confindustria Padova indetta per affidare a Stefano Pozzo il timone dell'associazione. Confindustria marca le distanze dalla Popolare. «Come ente giuridico non c'entriamo nulla, non abbiamo neppure una quota. La separazione risale al 2004, quando si sancì il passaggio in società cooperativa». Ma in cda della banca figurano esponenti di spicco dell'associazione come il presidente Francesco Peghin, l'ex presidente Luca Bonaiti e l'attuale direttore Vincenzo Cojazzi. C'è poi l'aspetto pratico: alcune delle imprese che si sono servite delle garanzie della Popolare, sono associate e, in una fase di stretta come l'attuale, il rischio di perdere uno strumento che fornisce credito alle aziende, preoccupa i vertici di Confindustria Padova. Da qui il pressing, «sempre a livello personale» - si insiste nell'organizzazione - per il salvataggio. La strada indicata da Bonavoglia prevedeva tre passaggi: un aumento di capitale o nuove sottoscrizioni di titoli in modo da far affluire nelle casse della banca denaro fresco per almeno 10 milioni di euro e coprire così le perdite; la trasformazione in società per azione; la conversione degli incagli, da parte degli istituti bancari che hanno affidato prestiti sulla base delle garanzie della Popolare, in quote dell'istituto, una volta diventato Spa. Procedura che richiede tempi più lunghi di quelli che ha a disposizione Bonavoglia. Anche perché l'idea di mettere mano al portafoglio non è stata accolta con entusiasmo dai 3.036 soci della banca padovana e neppure il pressing sulle banche coinvolte nel dissesto ha finora prodotto risultati. G.C.P.

Torna all'inizio


SOLIDARIETA'. Sisma in Abruzzo, le attività del CSVnet (sezione: Revoca fidi)

( da "HelpConsumatori" del 28-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

News SOLIDARIETA'. Sisma in Abruzzo, le attività del CSVnet 28/04/2009 - 16:57 Tutta la rete di CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, continua ad essere al fianco della popolazione, delle associazioni locali e di tutto il Volontariato impegnato nei soccorsi nel territorio abruzzese colpito dal sisma del 6 aprile scorso, mettendo a disposizione il suo apparato di risorse umane ed economiche per contribuire alla ricostruzione sociale del territorio abruzzese. Dal 9 aprile CSVnet e il Coordinamento dei Centri di Servizio abruzzesi sostengono l'impegno del Centro di Servizio per il Volontariato de L'Aquila con la realizzazione, grazie al contributo di tutta la rete dei Centri, di una sede provvisoria del CSV aquilano nel campo di Acquasanta, composta da un camper attrezzato con due postazioni internet e due tende predisposte rispettivamente ad uso ufficio e sala riunioni, messe a disposizione per tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio abruzzese. La collaborazione attiva fra il Volontariato locale e i CSV abruzzesi si sta articolando non solo sul piano organizzativo, attraverso un'azione strategia e progettuale che coinvolge anche tutti gli attori economici del territorio per il rilancio della città, ma anche sul piano della raccolta fondi, tramite l'attivazione del conto corrente bancario IT 27 N 05018 12100, promosso dalle Organizzazioni di Volontariato de L'Aquila e dal CSV de L'Aquila, intestato a Banca Popolare Etica, volto a raccogliere risorse economiche a favore di interventi a sostegno del rilancio della comunità aquilana. La rete dei Centri di Servizio sta cercando di individuare, in linea con la propria mission, altre forma di sostegno solidale alle popolazioni e i Centri di Servizio abruzzesi. L'ipotesi è quella di pianificare, grazie ad un accordo con i Comitati di Gestione regionali, le Fondazioni bancarie, e il Volontariato, un intervento straordinario di progettazione sociale per l'Abruzzo, che utilizzi 2 milioni di euro già disponibili per la progettazione sociale del meridione per sostenere economicamente i progetti delle associazioni abruzzesi, anche attraverso forme innovative di contributo a fondo perduto e forme di garanzia per l'attivazione di fidi. Il costante dialogo e intesa con la Protezione Civile e le Organizzazioni di Volontariato presenti dal primo giorno sul territorio garantisce a tutto il sistema di CSVnet di lavorare e pianificare il proprio intervento in linea con gli altri attori dell'emergenza e quanto il Governo e le Istituzioni locali stanno già attuando. 2009 - redattore: VC

Torna all'inizio


I mercati scommettono sulla ripresa economica. Quanto c'è da fidarsi? pag.1 (sezione: Revoca fidi)

( da "Trend-online" del 29-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

I mercati scommettono sulla ripresa economica. Quanto c’è da fidarsi? PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna Di Alberto Susic , 28.04.2009 22:22 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! tempo perché ciò trovi conferma nell’economia reale. Qualora venisse confermato uno scenario di questo tipo, allora gli analisti di Banca Akros si attendono una continua rotazione settoriale nelle settimane a venire. Sono molto probabili prese di profitto sui ciclici che tuttavia dovrebbero vivere ancora una fase all’insegna del recupero almeno fino all’estate. E guardando ai settori su cui puntare, ai bancari sono da preferire gli assicurativi che pur avendo messo a segno un significativo recupero da marzo, presentano ancora un bilancio negativo da inizio anno. Banca Akros suggerisce inoltre di guardare a quei titoli come Lottomatica ed Enel che hanno fatto registrare le peggiori performance in questa fase di rimbalzo, essendo stati tra i titoli scesi meno in precedenza. In questa categoria rientrano anche altre due blue chips come Mondadori e Bulgari, segnalando che queste due società hanno risentito e non poco della recessione, come dimostrato anche dai risultati negativi relativi a questa prima parte dell’anno. I due gruppi però vantano una buona solidità finanziaria e gestiscono un business che difficilmente li porterà a distruggere cassa, un motivo in più per scommettere su questi due titoli in questa fase di mercato.

Torna all'inizio


Stretta del credito, i prefetti al lavoro (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 29-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIA E FINANZA pag. 27 Stretta del credito, i prefetti al lavoro Debutta l'Osservatorio regionale INCONTRO A BOLOGNA SUMMIT L'incontro dei prefetti emiliano-romagnoli ieri a Bologna di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA L'EROGAZIONE del credito da parte delle banche che operano in Emilia Romagna sta attraversando una fase di progressivo rallentamento. A dicembre dello scorso anno il tasso di crescita dei prestiti (comunque positivo) è sceso al 6,3%, contro il 10,8 di marzo. Mentre nei primi mesi del 2009, in coincidenza con l'aggravarsi del quadro congiunturale, è precipitato attorno al 4%. Un calo evidente, anche se analogo a quello che si è verificato a livello nazionale, e di cui hanno risentito non solo le famiglie ma anche le imprese di grandi dimensioni, specie del settore manifatturiero. I dati fonte Banca d'Italia sono la prima vera fotografia dell'andamento del credito in Emilia-Romagna dall'inizio della crisi economica e rappresentano una succosa anticipazione dell'analisi più approfondita che la sede bolognese di palazzo Koch ha promesso di presentare a giugno. A renderli noti è stato, ieri, il prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, che ha presieduto la prima riunione dell'Osservatorio regionale sul credito: l'organismo voluto dal Governo per far emergere «rallentamenti, strozzature e criticità» che si manifestano nel settore bancario e proporre eventuali soluzioni. La seduta è durata oltre tre ore ed è stata aperta dai nove prefetti delle province emiliano-romagnole. Il quadro appare simile da un capo all'altro della regione, con qualche schiarita nei territori di Forlì, Rimini e Ravenna. Le denunce riguardano l'inasprimento delle garanzie pretese dagli istituti di credito per erogare i prestiti, le richiesta di rientro immediato dei fidi bancari, il ruolo ancora troppo marginale del sistema Confidi e una sempre più evidente spersonalizzazione' del rapporto banca-cliente. A queste segnalazioni si sono aggiunte, poi, le lamentele di associazioni economiche e sindacati. Il dito è puntato contro la scarsa trasparenza delle banche (Confindustria), la dilatazione dei tempi di erogazione del credito (Camera di commercio di Bologna), la necessità del rifinanziamento pubblico dei Consorzi fidi (Confartigianato), le crescenti difficoltà che incontrano le piccole imprese nell'ottenere la ristrutturazione del prestito e l'aumento degli spread' bancari che annulla il calo dei tassi di interesse (Confcommercio). In conclusione, secondo Tranfaglia, a livello regionale è emersa una situazione che richiede attenzione a diverse tematiche, ma che «sicuramente non è drammatica». Il prefetto di Bologna ha infatti sottolineato i tanti interventi varati a livello provinciale per venire incontro alle difficoltà di famiglie e imprese, ripromettendosi di svolgere un'opera di raccordo finalizzata a evitare «la dispersione delle risorse». Un elogio particolare è andato all'iniziativa promossa nei giorni scorsi da banca e Fondazione Carisbo per l'anticipazione del salario ai lavoratori in cassa integrazione. Image: 20090429/foto/6734.jpg

Torna all'inizio


Rinnovata la fiducia ad All.Gar (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 29-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2009-04-29 - pag: 8 autore: Dal Fondo europeo Rinnovata la fiducia ad All.Gar TORINO Un "imprimatur" europeo che rafforza il ruolo a fianco delle imprese nei rapporti con il sistema del credito: il Fei (Fondo europeo investimenti) e la Commissione europea hanno rinnovato la fiducia ad All.Gar "Alleanza di garanzia", raggruppamento temporaneo d'imprese costituito per accrescere il livello di controgaranzie di cui le Pmi possono beneficiare. Dell'organismo è capofila Unionfidi e ne fanno parte Confidi Province Lombarde, Fidindustria Emilia-Romagna, Neafidi (tutti con requisiti per l'iscrizione al 107 del Testo unico bancario, come intermediari finanziari vigilati) e Fidi Toscana (già 107): a inizio aprile All.Gar ha ricevuto il via libera per l'operatività fino al 2011. Un risultato importante per Unionfidi, sulla scia di un rapporto iniziato nel 1999, e tanto più nella complessa fase attuale: grazie al sistema di controgaranzie, le imprese assistite possono contare su migliori condizioni di accesso al credito, con una percentuale di controgaranzia su singola operazione pari al 50 per cento. Fa.Br.

Torna all'inizio


Oltre gli sportelli. Ma sai chi ti presta i soldi? (sezione: Revoca fidi)

( da "Panorama.it" del 29-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

- Economia - http://blog.panorama.it/economia - Oltre gli sportelli. Ma sai chi ti presta i soldi? Posted By roberto.seghetti On 28/4/2009 @ 12:11 In Headlines | No Comments L'appuntamento è per il 31 maggio. Entro quella data, per la prima volta nella loro storia, le società che non sono una banca ma offrono credito al consumo, prestiti personali, dilazioni di pagamento, fideiussioni, cambi, money transfer e mille altri servizi per l'uso del denaro dovranno fornire alla [1] Banca d'Italia parecchie informazioni: statistiche su ciò che fanno, conto economico, conto patrimoniale, e pure le attività che non figurano nel bilancio. È una rivoluzione per quelli che i tecnici chiamano in modo burocratico "intermediari finanziari non bancari identificati nell'articolo 106 del testo unico bancario". E non solo per loro. L'accensione dei riflettori riguarda tutto il vasto esercito di persone e società, oltre 170 mila operatori, che a vario titolo hanno lavorato fino a oggi con il denaro degli italiani per larga parte fuori dalle luci della ribalta. Il cambiamento è cominciato nel 2008, quando tutto questo mondo è passato sotto la [2] vigilanza della Banca d'Italia. Negli uffici di via Nazionale, a Roma, è apparsa subito chiara la diversità fra i controlli previsti sull'attività delle banche e quelli, assai meno stringenti, che la legge imponeva su questo altro tipo di intermediari del denaro, fino ad allora seguiti dall'Uic, Ufficio italiano cambi. Così, in attesa di norme più adeguate, proposte e già in discussione in Parlamento, è stato avviato un lavoro di verifica sul campo. In pochi mesi sono state spedite migliaia di raccomandate. Sono state intensificate le verifiche nei casellari giudiziari sull'onorabilità delle persone. Sono partite le prime ispezioni. Si è intensificata la collaborazione con la Guardia di finanza. E sono scattate anche operazioni di pulizia, come la cancellazione di oltre 10 mila "agenti in attività finanziaria". I risultati consentono oggi di andare alla scoperta di questo mondo poco conosciuto ma così importante nella gestione dei nostri soldi. La punta ben visibile è composta da pochi intermediari non bancari di grandi dimensioni, sottoposti a una vigilanza simile a quella delle aziende di credito e con obblighi patrimoniali e di informazione molto rigorosi. Sono appena 180 imprese (i tecnici vi si riferiscono citando[3] l'articolo 107 del Testo unico bancario, Tub): offrono leasing, factoring, credito al consumo. Sono società anche importanti, come le finanziarie legate alle aziende produttrici di automobili. E in questo gruppo stanno per essere compresi i cosiddetti consorzi fidi. Anche se l'attività è la stessa, molto più lasco è il regime al quale devono sottostare tutti gli altri operatori, che sono davvero numerosi. Alla fine del 2008, per esempio, erano 1.189 le aziende che, inquadrate nell'articolo 106 del Tub, offrivano leasing, factoring, credito al consumo, prestiti, money transfer e servizi di pagamento. Nei primi mesi del 2009 già sono arrivate domande per farne nascere altre 170. Eppure, nessuna di queste ha l'obbligo di avere un patrimonio adeguato al giro di affari. Basta avere un capitale minimo (600 mila euro). Pure i poteri della Banca d'Italia sono limitati. Da qui, la decisione di avviare quantomeno una verifica. Il 5 gennaio la banca centrale ha disposto l'obbligo di inviare informazioni statistiche ogni semestre. Una per una queste imprese sono state interpellate per raccomandata. Le risposte dovranno arrivare entro il 31 maggio. La Banca d'Italia le userà per creare un database che consenta di comprendere meglio che cosa fanno queste imprese, e come lo fanno. Ancora più deciso è stato l'intervento su una quarantina di aziende che, nell'ambito di questo stesso gruppo, offrono garanzie su prestiti e fideiussioni per partecipare a gare e appalti. La crisi incombe, alcune di queste imprese potrebbero essere chiamate a onorare gli impegni. Così è stato previsto che la natura di un'attività del genere comporti l'obbligo di avere un capitale più robusto e quantomeno un'adeguata disponibilità di liquidi sempre pronti. È stato anche avviato un monitoraggio specifico. Tra i diversi intermediari di denaro i due gruppi più numerosi riguardano tuttavia gli "agenti in attività finanziaria" e i mediatori creditizi. L'elenco degli agenti comprende 49.366 persone fisiche e 4.284 società. Che cosa fanno? Per metà sono sub money transfer, cioè raccolgono il denaro degli immigrati per conto di un'azienda più grande e lo trasferiscono all'estero, per esempio con la piattaforma [4] Western Union. L'altra metà degli agenti, grazie alla delega ottenuta da un'impresa del settore, commercializza prodotti bancari: mutui, credito al consumo, prestiti e altro. Nel 2008 la Banca d'Italia ha inviato a questi soggetti circa 60 mila lettere per chiedere l'esistenza dei requisiti di iscrizione. In base alla legge, per essere agenti e maneggiare il denaro dei clienti basta una fotocopia certificata del diploma di scuola media superiore; una fotocopia della carta di identità; l'autocertificazione sui requisiti di onorabilità. E il mandato della società per la quale lavorano. A settembre, accertato a più riprese che molte risposte non erano arrivate, e condotte molte verifiche presso i casellari giudiziari, la Banca d'Italia ha promosso la cancellazione di oltre 10 mila agenti (una piccola parte ha poi fatto domanda di reiscrizione). Ma ci vorrà poco a recuperare. Ogni anno, tra mediatori e agenti, fanno domanda 30 mila nuovi addetti. Ancora più numerosi sono i "mediatori creditizi": 98.614 persone fisiche e 9.029 società. La differenza rispetto agli agenti è semplice: fanno lo stesso lavoro però sono liberi professionisti. Offrono ai propri clienti i prodotti bancari delle finanziarie e delle banche. Hanno obblighi di trasparenza e di segnalazione ai fini delle norme contro il riciclaggio del denaro sporco. La [5] Guardia di finanza svolge molte verifiche, ma i mediatori sono così numerosi che è difficile condurre un esame di massa. Su segnalazione della Gdf, dal 2008 ne è stato cancellato qualche centinaio. Basta riflettere sul numero di questi intermediari (da non confondere con i promotori finanziari sottoposti al controllo della Consob) per capire il motivo che ha spinto Banca d'Italia e ministero dell'Economia a ipotizzare un irrobustimento delle norme di iscrizione, di vigilanza, di prudenza. Le novità sono state inserite in un disegno di legge che recepisce alcune direttive europee. Su diversi temi è stato registrato un consenso unanime, per esempio sull'irrobustimento dei criteri di iscrizione o sull'istituzione di un organismo di categoria. Su altri due punti c'è invece una forte resistenza delle categorie interessate. Il primo riguarda la previsione di rendere incompatibili l'attività di agente e quella di mediatore. Sostiene Maurizio Del Vecchio, presidente della [6] Fimec, una delle associazioni del settore: "Se vuoi trattare diversi prodotti, devi ricoprire tutti e due i ruoli, perché le grandi imprese di credito al consumo vogliono agire solo tramite agenti, mentre se vuoi vendere mutui o altre attività puoi farlo solo se sei mediatore. E allora: o non si prevede l'incompatibilità o si permette che le due figure facciano tutto". Il secondo punto di scontro riguarda l'obbligo di costituirsi in società per i mediatori. Dice ancora Del Vecchio: "Va bene solo se ci permettono di fare una semplice snc, che costa poco". Che cosa accadrà? Intanto i riflettori sono stati accesi. Il resto dipende dall'iter della legge con le nuove regole. [7] La mappa degli intermediari non bancari aggiornata al 31 dicembre 2008. La maggioranza è costituita dai mediatori creditizi, quasi 100 mila, seguiti da agenti.

Torna all'inizio


Politici e imprenditori: un regalo al territorio (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere delle Alpi" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

di Francesco Saltini «Politici e imprenditori: un regalo al territorio» Via alla sottoscrizione per la Banca di Credito Cooperativo di Belluno e Feltre «Un istituto di piccole dimensioni concentrato sul mercato locale: vogliamo aiutare i bellunesi» BELLUNO. «Parlamentari, candidati alla Provincia, imprenditori: è il momento di fare qualcosa di concreto per i bellunesi. Mettetevi una mano sulla coscienza (meglio sarebbe dire in tasca ndr) e aiutateci. Noi abbiamo compiuto il primo passo, ora ci serve l'aiuto di tutti. Fate questo regalo al territorio. Aderite alla sottoscrizione per la nascita della Banca di Credito Cooperativo di Belluno e Feltre». Anche i sindaci sono chiamati in causa, anche se non economicamente: «Promuovete incontri sul territorio: vogliamo spiegare alla popolazione la nostra iniziativa». E' l'appello lanciato da Giorgio Azzalini, presidente del comitato promotore per la costuzione della Bcc di Belluno e Feltre, per la quale lunedì è iniziata la raccolta del capitale sociale. «E' il momento di lasciare da parte i discorsi da politici e agire, perché ci sono bellunesi che possono fare qualcosa di materiale per il territorio. La nostra vuole essere un banca del territorio, composta da soci che conoscono le peculiarità e i problemi del Bellunese. Una banca di piccole dimensioni a servizio di un mercato locale, che si concentra su di esso, dando vita a prodotti che siano compatibili con il territorio. E' chiaro che chi vuol guadagnare deve rivolgersi ad altri istituti, perché noi non offriremo titoli bizzarri. Soci e clienti saranno quelle persone che cercano una banca di cui fidarsi a occhi chiusi. E chi di meglio, se non un istituto composto da bellunesi?». Le banche in provincia. L'analisi presentata dai componenti del comitato promotore, che ha avuto il via libera dalla Consob il 15 aprile, presenta un'ampia analisi del sistema bancario in provincia. Nei diciotto comuni di competenza della Bcc di Belluno e Feltre (oltre a Belluno e Feltre, ci sono Pedavena, Ponte, Fonzaso, Limana, Sedico, Quero, Lentiai, Farra d'Alpago, Cesiomaggiore, Vas, Sospirolo, Seren, Longarone, Sovramonte, Vittorio Veneto e Mezzano) a fine 2007 erano attivi 113 sportelli per 143.434 abitanti (0,79 ogni mille persone) e 62.560 famiglie (1,81 ogni 1.000 nuclei). In rapporto alla popolazione il maggior numero di sportelli si trova a Longarone (6 - 1,48 ogni mille abitanti), davanti a Sovramonte e Fonzaso. A Belluno sono 33 gli sportelli (0,91 ogni mille abitanti), a Feltre 18 (0,88). In provincia, invece, gli sportelli sono 197 per una popolazione di 213.612 unità (0,92), mentre le medie regionali e nazionali ogni mille abitanti è rispettivamente di 0,73 e 0,56. Tipi di banche nel territorio. 197 gli sportelli in provincia, la maggior parte dei quali con sede esterna. Una sola banca è bellunese al 100%, il Credito cooperativo di Cortina, che vanta 22 agenzie in provincia. Confrontando i numeri bellunesi con quelli del Triveneto, si nota che esistono 58 istituti di credito veneti (41 le Bcc), mentre in Trentino Alto Adige le cooperative bancarie spopolano: su un totale di 110 banche locali, ben 99 appartengono al circuito Bcc. «Trento e Bolzano hanno trovato la forza interna al territorio», sottolinea Azzalini, «perché non dovremmo esserne capaci anche noi? Il comitato promotore si è tirato sù le maniche, ma per far cambiare marcia alla provincia c'è bisogno dell'aiuto di tutti». L'analisi del reddito. «Belluno è una provincia ricca», sottolinea Alessandro Bampo. «E' vero che siamo un po' più poveri delle provincie a noi vicine, ma in totale non possiamo certo lamentarci. Nel 2007, infatti, il Pil pro capite era di 29.961 euro, inferiore alla media veneta (30.622), ma ben al di sopra della media nazionale (25.862). Ma c'è di più, dal 2005 al 2007 la variazione del valore aggiunto provinciale è aumentato del 6,5%, superiore alla media nazionale (3,4%), anche se ancora inferiore rispetto al florido Veneto (10%). Noi ci crediamo. «Questi sono i dati che ci hanno fatto capire che c'è spazio per noi», commentano il presidente Azzalini e i soci Bampo e Merlin. «Perché rivolgersi ad altri, perché dare le nostre ricchezze a chi viene da fuori provincia? Siamo stati bravi con gli occhiali, siamo lavoratori apprezzati ovunque, perché non dovremmo essere capaci nel mondo della finanza? E' vero, ci sono tanti detrattori, ma noi ci crediamo, perché una banca bellunese sarebbe sicuramente più snella riseptto ad altri istituti, favorendo l'accesso al credito a chi ocpera sul territorio. Perché andare a chiedere in giro per l'Italia prestiti e mutui, facendo emigrare fuori provincia una buona parte del nostro capitale? Con la Bcc i clienti potranno parlare direttamente con i responsabili, persone che conoscono i problemi della provincia. Vogliamo lavorare per sviluppare qualcosa di importante, un istituto che sia sempre presente al fianco dei clienti e delle imprese».

Torna all'inizio


Condannato il contabile Robin Hood (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Personaggio Il bancario che rubava per i poveri Condannato il contabile Robin Hood Prestiti milionari presi dai conti dei ricchi MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES Scremava i conti correnti con metodo, toglieva ai ricchi per dare ai poveri, prendeva i soldi dai più grassi depositi della banca che dirigeva a Bruges e li usava per concedere prestiti a chi non li avrebbe mai ottenuti altrimenti. In sei anni ha affidato ai suoi clienti fiamminghi un milione di euro, ma alla fine lo hanno beccato, questo novello Robin Hood in grisaglia. E' caduto in un banale controllo finanziario, tutta colpa del numero crescente di debitori che non lo rimborsavano. Il giudice gli ha dato tre anni di galera - sospesi perchè in fondo non ci ha guadagnato nulla -, più una multa da 250 mila euro che ha pagato vendendo casa e auto. Ora non ha più un cent, vive con l'assegno sociale, e ammette: «In effetti sono stato un po' naif». A sessantadue anni, per Johan Verhaeghe la carriera sul pianeta credito è chiaramente finita. A parte la fedina penale indelebilmente macchiata, si ritrova un'interdizione a svolgere qualunque attività nel settore bancario per i prossimi dieci anni. Difficile che qualcuno gli dia un lavoro che lo porti a maneggiare denaro, eppure ammette che «la sentenza è giusta» con un tono che sembra preso direttamente da un romanzo alla Dickens, quello dell'uomo che ha dato in beneficenza la borsa colma d'oro non sua e deve pagarne il fio. «Mi spiace - giura -. Mi sento beffato, una vittime come le altre, intrappolato dalle promesse non mantenute». Per i frequentatori della sede Centea al numero 107 della Maalse Steenweg di Sint-Kruis, alla periferia di Bruges, Verhaeghe era un tipo che meritava considerazione, stimato e apprezzato. Un dirigente di cinquant'anni, all'epoca dei fatti, che tutti giudicavano garbato e disponibile. Sin troppo, s'è scoperto. La sua preoccupazione era riuscire a dare un fido a tutti quelli che gli sembravano averne diritto, al punto di sostituirsi alla sua stessa banca se l'erogazione non veniva concessa. Lo ha fatto per la prima volta nel 1995. Ha prestato soldi senza autorizzazione. Poi s'è lasciato prendere dalla foga. Ha falsificato documenti e saccheggiato i conti che gli apparivano più gonfi di euro. Nel corso del processo s'è giustificato dicendo di aver sempre aiutato chi riteneva avesse un concreto piano da realizzare. Voleva aiutare la gente a realizzare i propri sogni, a lanciare un'impresa, ad aprire un negozio. Era colpito dall'ingiustizia di un sistema che promette e non mantiene, che dà credito solo a chi credito ne ha già. Sentiva di dover correggere un'anomalia che distrugge le speranze di successo. Certo sapeva di violare la legge, ma sperava che i soldi sarebbero ritornati, così avrebbe potuto rimetterli a posto senza che nessuno se ne accorgesse. I prestiti, però, glieli hanno rimborsati in pochi. Quando gli ispettori hanno finito i loro conti hanno rivelato un ammanco da un milione di euro. «Non ho mai dato nulla al primo arrivato - ha assicurato Verhaeghe -. C'era un rapporto di fiducia, c'erano dei progetti. Tutti dicevano che mi avrebbero ripagato. Erano persone rispettabili, mi sono fidato. E loro continuavano a venire, a chiedere sempre di più». Come le anime cattive degli abissi di Dickens, sempre loro. Ignare, ma sino a quel punto? «Se non avevo le disponibilità di cassa, cercavo altri metodi» ha confessato Verhaeghe. Un po' qui e un po' là faceva la cresta puntiglioso: «Ho usato prima i miei risparmi e poi quelli dei clienti». Finché non ha capito che il gioco stava diventando veramente pericoloso. «Un giorno è morta una donna, una a cui avevo prestato dei soldi, un sacco di soldi. Sono andato a chiederli ai parenti e loro niente, nonostante le promesse che lei aveva fatto sul letto di morte. Non ho visto più nulla. E' lì che mi sono cominciato a preoccupare». La paura è diventata un incubo quando un'ispezione ha cominciato ad avere la percezione dei conti che non tornassero. Qualche cliente aveva protestato. Arrivare a Verhaeghe non è stato difficile, dietro di lui c'era una scia di documenti taroccati e pagamenti irregolari. Lui non ha battuto ciglio. «Hanno tutti abusato della mia fiducia», ha spiegato.

Torna all'inizio


crisi: artigiani contro le banche, export a picco (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina XI - Firenze Crisi: artigiani contro le banche, export a picco Certi balzelli bancari sugli imprenditori, cacciati dalla porta con il decreto anticrisi di novembre, rientrano mascherati dalla finestra. La denuncia è della Cna fiorentina. «Il decreto - lamenta Luciana Marchiani, responsabile tributario di Cna Firenze - ha vietato alle banche di riscuotere commissioni su affidamenti bancari concordati ma non utilizzati dal cliente per più di trenta giorni, ma le banche hanno subito organizzato contromosse. Alcune continuano a pretendere le commissioni interpretando in modo arbitrario il semestre transitorio che il decreto aveva concesso alle banche per adeguare i contratti. Altre hanno inviato una lettera con la quale comunicano che la commissione sarà sostituita da una spesa amministrativa per la gestione del fido». Denuncia inoltre Cna: «Assistiamo a revoche degli affidamenti accompagnate dalla proposta di accedere ad un prestito a breve e con tasso oneroso che ovviamente non garantisce all´imprenditore la stessa flessibilità». Intanto il periodico rapporto dell´Irpet segnala che l´export toscano è in caduta libera: calo del 4,9% in termini di valore nel 2008 e -10% atteso per il 2009 a livello quantitativo. In flessione tutti i principali settori ad esclusione del settore alimentare e affini (+2,7%). Nella provincia di Firenze le vendite all´estero hanno subito una flessione più contenuta (-1,9%) grazie alla sostanziale tenuta dell´export di macchine e apparecchi meccanici che rappresenta circa un quarto delle esportazioni fiorentine. (ma.bo.)

Torna all'inizio


CHIUDONO negozi, aprono banche. A Follonica <spuntano&... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

FOLLONICA pag. 9 CHIUDONO negozi, aprono banche. A Follonica «spuntano&... CHIUDONO negozi, aprono banche. A Follonica «spuntano» sportelli bancari in ogni angolo della città: una ricerca sulle «Pagine Gialle» dà come risultato ben 28 filiali, soprattutto nella zona centrale. In proporzione, molte di più rispetto alle 79 del capoluogo Grosseto che ha oltre il triplo di residenti e un tessuto urbano assai più esteso. Basta guardarsi intorno. Chi si trova a passeggiare dalle parti del monumento di piazza Vittorio Veneto, è «circondato» da banche: alle spalle il Monte dei Paschi, di fronte la Cassa di risparmio di Volterra, a lato Cariprato, a pochi passi le filiali Intesa e Mediolanum e altre due sedi del Montepaschi. Non è finita: tra via Amorotti e via Bicocchi ha appena calato la serranda uno storico negozio follonichese, «Capolupi Sport», e al suo posto aprirà (manco a dirlo) un'altra banca, il Credito cooperativo di Sovicille. La presenza di tanti sportelli bancari, però, non assicura automaticamente maggiori possibilità di finanziamento agli imprenditori locali. «Quando si tratta di concedere un fido, le banche più piccole si rivelano le migliori dice Massimiliano Mei, presidente della Confesercenti follonichese perché sono più radicate nel territorio e hanno maggiore autonomia, mentre i grandi istituti bancari sono vittime della crisi e bloccate dalle fusioni. E così le realtà minori trovano spazi per inserirsi e acquisire clientela. Perché tante banche a Follonica? E' una città che attrae, per il turismo e il commercio. Ma è anche una questione di presenza: aprire uno sportello è una vetrina, indipendentemente dal profitto di quella filiale. Resta il paradosso della stretta del credito: per avere un finanziamento servono garanzie sempre più solide». A DETTA dell'Ascom-Confcommercio, Follonica resta comunque «appetibile, perché è una città in sviluppo dice il referente locale Agostino Ottaviani e può vantare un discreto volume di depositi, grazie a tante formichine': risparmiatori, pensionati. E poi, aprire uno sportello è sempre fonte di guadagno per una banca. In più, nella nostra città la richiesta di credito è forte. A questo proposito, però, le banche dovrebbero avere più fiducia: serve una boccata d'ossigeno in un periodo di crisi. I presupposti ci sarebbero: gli aiuti del Governo funzionano, il costo del denaro è ai minimi. Invece i tempi di ogni operazione sono sempre troppo lunghi. Ci vorrebbe un aiuto anche per il commercio: ne beneficerebbero tutti». Gianluca Domenichelli

Torna all'inizio


Banca-cliente, rapporto in crisi Il bancario ne paga le conseguenze (sezione: Revoca fidi)

( da "Libertà" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Banca-cliente, rapporto in crisi Il bancario ne paga le conseguenze Le banche sono state demonizzate come mostri, capitanate da biechi ed insensibili personaggi, tante certamente colpevoli di aver cavalcato l'onda di grandi e pericolose speculazioni, con facili e lauti guadagni, il cui rischio ricadeva quasi interamente sul piccolo e inconsapevole risparmiatore, suo malgrado coinvolto in operazioni di contorta finanza. Tuttavia altre banche hanno saputo mantenere la rotta e hanno continuato a rispettare il territorio, coltivando il prezioso orticello nel quale operano, salvaguardando i clienti e dimostrando alle grandi teorie economiche degli anni novanta (quelle che sollecitavano le mega fusioni bancarie come unica ricetta per il futuro degli istituti di credito) che bastava proseguire nel solco della tradizione, accontentandosi di prosperare serenamente. E' comunque indubbio che la fiducia del cliente verso la banca si è profondamente incrinata fino a diventare totale diffidenza, ed è risaputo che senza fiducia un rapporto (sia esso di amicizia, d'amore o d'affari) va inevitabilmente in crisi. In mezzo a questa coppia che scoppia a fare da cuscinetto si è ritrovato il bancario del duemila: quello che una volta era un'impiegato invidiato da tanti è divenuto un venditore in prima linea di prodotti finanziari, salvo poi scoprire in buona fede di averne una conoscenza superficiale e di parte (quella fornitagli dall'azienda). Quotidianamente asfissiato da pressioni commerciali da parte di manager senza scrupoli, capaci solo di chiedere risultati a breve termine e a qualunque costo, minacciato di continue ritorsioni, il bancario moderno si è scoperto in crisi di fiducia verso il proprio datore di lavoro, esattamente come il cliente con il quale parla tutti i giorni. Perché alla fine per il povero pensionato in cerca di un consiglio finanziario la Banca (quella con la b maiuscola di una volta) coincide con la faccia di quell'impiegato dietro il bancone, del quale si fida e al quale affida i suoi risparmi. Quello stesso impiegato che ieri ha venduto titoli classificati dai guru della finanza mondiale come tripla A (il meglio del rating) al suo migliore amico nella massima tranquillità e trasparenza e oggi scopre di aver "rifilato" inconsapevolmente un prodotto buono solo per il Monopoli. Poi diventa facile capire come le responsabilità stanno ben più in alto di quel bancario di provincia, ma la faccia spesa verso la clientela rimane la sua. Questi dipendenti della banche di oggi, vessati dall'interno, guardati con sospetto dall'esterno, sono i nostri vicini di casa, i genitori dei figli con cui vanno a scuola i nostri bambini, sono quelli che incontriamo allo stadio o in centro a fare una vasca. Non sono loro i mostri che hanno prosciugato i nostri risparmi arricchendosi. I bancari di oggi non hanno più le leggendarie 15 mensilità, sono dipendenti come tanti altri, nei confronti dei quali non vantano più privilegi economici o professionali, costretti a fare i conti per arrivare a fine mese né più né meno di altri lavoratori in difficoltà, fra crisi nervose ed attacchi di panico. Anni fa si entrava in banca come in chiesa: con il cappello in mano, in silenzio. La banca era un luogo sacro, al quale ci si accostava con rispetto, il bancario era ammirato, ossequiato e invidiato. Anche troppo. Oggi, al contrario, le banche hanno la reputazione di associazioni a delinquere, ma i dipendenti non possono essere considerati i loro "bravi" manzoniani. Un detto popolare dice che talvolta a star nel mezzo non si sbaglia, ma mai come in questo caso, fra banca e cliente, coppia in crisi, il ruolo più scomodo può diventare proprio quello di chi si trova schiacciato fra i due litiganti. Fiba Cisl Piacenza 30/04/2009

Torna all'inizio


Torna a crescere la fiducia di imprese e consumatori (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 30-04-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Commenti la crisi economica Torna a crescere la fiducia di imprese e consumatori Carlo Zappatori Dopo la continua discesa, dal maggio 2008, la fiducia di imprese e consumatori europei torna a salire. Il dato emerge dagli indicatori elaborati dalla Commissione europea , anche se si registra ancora un livello ''molto basso'', anche in seguito al vero e proprio crollo di questi indici, registrato nel mese di febbraio. Gli Stati membri che guidano il rimbalzo sono l'Italia con Regno Unito, Olanda e Spagna, mentre un aumento della fiducia più moderato si registra in Francia e Germania. Cominciano, dunque, ad avvertirsi i forti stimoli espansivi adottati dai Governi Nazionali, abbinati alle altre decisioni di politica economica decise dal G20, con un costo del denaro quasi nullo, associato ad un'inflazione ai minimi storici, che lasciano intravedere alle imprese ed alle famiglie una possibile ripresa più vicina nel tempo. Restano, tuttavia, importanti nodi da sciogliere, per la ripresa, primo fra tutti, garantire un adeguato flusso di credito, alla piccola e media impresa, che, nel nostro Paese rappresenta la struttura portante dell'intera economia. Il sistema bancario e finanziario nazionale ha, rispetto agli altri Paesi europei, retto meglio alla crisi del settore, ma è stato determinante l'azione del Governo Berlusconi nel rassicurare i risparmiatori, con una forte garanzia statale sui depositi bancari personali. Con la geniale invenzione del nostro ministro dell'Economia dei "Tremonti Bond" lo Stato è intervenuto, in alcune importanti Banche del Paese, per assicurare un grado sufficiente di capitalizzazione, indispensabile per una corretta erogazione del credito alle imprese ed alle famiglie. In altri Paesi Europei è stato, invece, necessario l'intervento diretto nel capitale delle Banche dello Stato, e, quindi, con processi di pratica nazionalizzazione. Rimane, però, aperta la difficoltà per le imprese di collocare "Corporate Bond", per la crisi della stragrande maggioranza delle Banche di Affari, e sono, in pratica ferme tutte le operazioni di riassetti societari, mentre in Borsa le quotazioni seguitano ad essere depresse, anche se si avvertono timidi segnali di inversione. L'enorme massa dei titoli tossici in circolazione, costituisce ancora una "mina vagante" nell'economia internazionale. Alcuni economisti statunitensi propongono la creazione di apposite "Bad Bank" di cui dovrebbero farsi carico gli Stati Nazionali. Non mi sembra, però, una buona soluzione per il nostro Paese, che deve concentrare le risorse finanziarie statali, per assicurare un adeguato flusso di finanziamento tra Banche ed Imprese. Fondi di Garanzia Fidi Statali e Regionali a favore delle piccole e medie imprese sono una necessità prioritaria per l'intero paese, ma soprattutto al Sud, per rilanciare la produzione e ridurre il tasso di disoccupazione. del 30-04-2009 num.

Torna all'inizio