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IN EVIDENZA
Basilea, giù la maschera Di Francesco Ninfole Milano
Finanza Numero 012 pag. 21 del 17/1/2009
Credit crunch
Aumentano le imprese, soprattutto pmi, che subiscono una contrazione dei
finanziamenti da parte delle banche. I direttori di filiale la giustificano con
i regolamenti internazionali. Ma i motivi sono altri Fabio Capitani è un
imprenditore come tanti altri in Italia. E con lo stesso problema: l'accesso al
credito. «La banca mi concede affidamenti fino a 450 mila euro. La mia azienda
Im-El, che si occupa di impiantistica, lavora su commessa con pagamenti a 90,
120 e anche 150 giorni. Questo vuol dire per alcuni periodi la liquidità è
prosciugata». Im-El ha 15 dipendenti, un fatturato che sfiora il milione e
mezzo di euro e utili in crescita da anni. Capitani ha acquistato un immobile
in leasing che non contribuisce al merito creditizio. «Vorrei investire su un
nuovo edificio. Potrei ampliare l'attività e assumere un paio di dipendenti. Ma
il progetto è in cantiere, perché la banca non mi concede prestiti aggiuntivi.
Anzi, mi dicono che sono costretti a ridurre gli importi a causa degli accordi
di Basilea». L'esperienza di Fabio Capitani è solo un caso isolato? E
soprattutto, è davvero Basilea2 la causa di tutti i guai? Quanto alla prima
domanda, sono sempre più le aziende che lamentano un crollo dei finanziamenti.
La percezione diverge però dai dati ufficiali, per i quali i prestiti
continuano ad aumentare, seppure a un tasso di crescita inferiore (vedere
tabella in pagina). Secondo Gianfranco Torriero, responsabile del centro studi
dell'Abi, «la frenata del credito si collega alle difficoltà prospettiche macroeconomiche
che rendono più prudente la domanda di finanziamenti da parte delle imprese. La
riduzione degli investimenti è in atto dall'inizio del 2008, mentre ancora a
ottobre gli impieghi crescevano del 10%. Oggi la richiesta di prestiti deriva
principalmente da esigenze di ristrutturazione del debito e di finanziamento
dell'attivo circolante». Confindustria ha però segnalato che «il rallentamento
si è accentuato negli ultimi due mesi del 2008. è elevato il rischio che
prosegua nel 2009». L'Isae ha aggiunto che si è realizzato «un forte aumento
della quota di imprese che non hanno ottenuto il finanziamento richiesto (14,4%
a novembre, contro il 6,9% di giugno) e di imprese con peggiorate condizioni di
accesso al credito (43,5% a novembre, contro il 23,4% di giugno). A soffrire di
più sono le medie imprese (53,9%)». Per l'associazione degli imprenditori, «le
banche alzano gli spread, allungano i tempi, impongono oneri addizionali e
riducono l'ammontare concesso. Tutte le imprese sono penalizzate sui costi;
molte, considerate più rischiose anche per il settore in cui operano, sugli
stock concessi. Resta così insoddisfatta una quota della domanda di credito
delle aziende. Domanda che rimane in crescita». Come spiegare la diversità
delle opinioni? Le cifre complessive sono influenzate dai valori delle aziende
più grandi: potrebbe nascondersi un effetto Zaleski, tanto denaro a pochi, e
poco a molti. «Il rallentamento del credito è più intenso nei confronti delle
piccole imprese», conferma l'ultimo Bollettino di Banca d'Italia. Né tutti gli
istituti si stanno comportando nella stessa maniera: come ha sottolineato l'8
gennaio il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, «le banche cooperative
proseguono i loro affidamenti alle imprese mentre altre li hanno ridotti». Da
qui una diversa percezione del credit crunch. Ma su un punto nessuno discute:
la situazione si è aggravata dopo il default di Lehman Brothers ed è tuttora in
peggioramento. Sulle cause della frenata, Tremonti è stato chiaro: «Non è
dovuta alla situazione dei conti delle imprese ma alla struttura di bilancio
delle banche». Ed eccoci allora a Basilea. Sono davvero i regolamenti
internazionali a penalizzare le imprese? Basilea produce un effetto prociclico
perché i requisiti patrimoniali delle banche diventano più stringenti quando i
rating delle aziende peggiorano. In tempi di recessione, cioè proprio quando le
imprese hanno bisogno di maggiori prestiti, le banche devono tirare la cinghia
dei finanziamenti. Andrea Sironi, professore ordinario di economia degli
intermediari finanziari alla Bocconi, osserva però che «qualunque tipo di
regolamentazione patrimoniale avrebbe un effetto prociclico. Basilea lo
accentua in parte perché è legata al sistema dei rating». Ogni downgrade
comporta una maggiore quota di capitale che la banca deve conservare per
coprire il rischio di default dell'impresa. Il docente fa notare che l'ultima
versione dell'accordo prevede l'adeguamento dei coefficienti di correlazione
del rischio per le piccole imprese, che sono dunque avvantaggiate. Se le
imprese soffrono il credit crunch, il motivo è un altro: «La richiesta di
solidità delle banche arriva dal mercato più ancora che da Basilea. Il mercato
non si fida delle banche». E richiede perciò ratio ben più elevati di quelli
previsti dai regolatori. Nonostante l'impatto sul livello dei prestiti non sia
rilevante, Basilea diventa però il motivo attraverso cui le agenzie respingono
le richieste degli imprenditori, come nel caso di Capitani. «Sia chiaro: se i
prestiti diminuiscono è colpa della flessione economica e dei problemi di
liquidità delle banche. Basilea serve più che altro ai direttori di filiale per
motivare le restrizioni», spiega Massimo Perini, presidente di Confidi Province
Lombarde e imprenditore nel ramo arredamento, che aggiunge: «Inutile nascondere
che finora molte imprese abbiano compilato i bilanci per il fisco, non per la
finanza. L'obiettivo era mostrare pochi utili e pagare poche tasse, ma così si
è perso merito creditizio». Inoltre molte aziende, soprattutto piccole, non
hanno neppure un rating, quindi per Basilea sono catalogate come rischiose:
anche quelle in realtà efficienti. Insomma, cambiare Basilea non servirà a
risolvere il problema del credit crunch, ma per ridurre alcuni effetti negativi
è possibile pensare a modifiche: «Ad esempio occorre che i prestiti a imprese
con alle spalle fondi di garanzia abbiano un assorbimento di capitale bancario
pari a zero. Mi sembra che questa istanza sia in fase di recepimento da parte
del legislatore», rileva Torriero. A livello più generale, secondo Sironi,
«occorre smorzare l'effetto prociclico di Basilea attraverso maggiori
accontanamenti da parte delle banche quando l'economia va bene». E se va male,
alle imprese non resta che sperare nei mercati e nelle politiche di sostegno
statale: «L'allentamento delle tensioni finanziarie e il rafforzamento
patrimoniale degli intermediari, facilitati dalle misure prese dal governo e
dalla Banca d'Italia, potranno contribuire a distendere le condizioni di
offerta di credito», è l'analisi di Via Nazionale. Ma per osservarne gli
effetti concreti, le imprese dovranno attendere.
·
Articoli
Revoca fidi (16)
I giovani investono, ma le banche non danno fiducia (
da "Giornale
di Brescia" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: almeno come fidi di cassa per aumentare la liquidità. Attualmente il 45,% dei giovani alla guida delle piccole imprese ha linee di credito attive, che nel 35% dei casi consistono in mutui. I timori per la crisi e le restrizioni sul fronte creditizio non scoraggiano però i giovani delle piccole imprese italiane.
<Per
uscire dalla crisi, azione comune del territorio>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: garanzia fidi dell'Associazione artigiani, dopo aver affermato la necessità di riscoprire l'aspetto etico anche in campo finanziario, ha informato sul supporto di garanzia , che può raggiungere il 70%, offerto alle imprese nel rapporto con le banche ed ha ricordato che oltre agli aiuti economici agli imprenditori servono consigli di esperti che li indirizzino su come impostare l'
SOLO
sei mesi fa il glorioso San Carlo di Napoli, il più antico teatro operante in Europa,
... ( da "Messaggero, Il"
del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: I fidi bancari (altri 10 milioni di euro circa) risultano pareggiati. Il bilancio 2008 è in pareggio e lo è anche quello di previsione per il 2009. Infine, la stagione. Al San Carlo, oltre a Jeffrey Tate, direttore musicale del Teatro, dirigeranno maestri come Riccardo Muti, napoletano di nascita, Claudio Abbado,
Crisi
del credito, i riflessi a Imperia
( da "Stampa,
La" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: messo a disposizione di Retefidi per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, con l'obbiettivo di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». All'incontro di oggi, a conferma dell'importanza dell'argomento interverrannoi Enrico Revello, segretario generale della Cgil di Imperia;
Perché
gli indiani comprano da noi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Maqbool Fida Husain, lo racconterà a Bologna, venerdì 23 gennaio nello spazio Art Talks (ammezzato) dalle ore 11.30 alle 13.30, in occasione della tavola rotonda Wunderkammer per due sul collezionismo privato di coppia.Rajiv Chaudhri vi parteciperà con l'affascinante Payal Goel, sposata pochi anni fa e portata in un trionfale viaggio di nozze indiano fin sulle sponde del Lago di Garda,
09:43
CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (2)
( da "Agi"
del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: garanzie pubbliche gestite da Fidi Toscana. Inoltre, per soddisfare la domanda di quelle imprese che non dovessero accedere agli aiuti previsti dai provvedimenti regionali, Act mettera' a loro disposizione un plafond di dieci milioni di euro per l'accesso a prodotti gia' sperimentati con successo, proposti a tassi molto accattivanti,
09:42
CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE
( da "Agi"
del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: consorzio fidi delle pmi, nell'elenco speciale degli intermediari finanziari. Sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto confidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato, e' il primo consorzio fidi in Italia a ricevere l'autorizzazione ad operare sotto la vigilanza della Banca d'Italia nel mercato regolato del credito,
Crisi,
gli interventi possibili in ambito locale
( da "RomagnaOggi.it"
del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: sarà gestito assieme ai consorzi fidi attraverso convenzioni con le banche, al fine di assicurare comportamenti virtuosi verso le imprese. E' importante, perciò, un intervento diretto della Provincia e della CCIAA nei confronti degli istituti di credito per concordare "regole certe" in ambito territoriale che favoriscano l'accesso al credito,
BANCHE:
MAGGIORANZA IMMIGRATI LA SCEGLIE CON PASSAPAROLA
( da "Wall
Street Italia" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Sono infatti 6 su 10 quelli che si fidano del consiglio di un conoscente. Emerge dalla ricerca Abi-Cespi dedicata a 'Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati'. Per quanto riguarda i motivi della scelta, al primo posto vi e' la vicinanza a casa (80%), seguono alla pari (70%) l'accoglienza e le condizioni bancarie.
Credito:
Act primo cofidi Italia autorizzato da Bankitalia
( da "Trend-online"
del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Artigiancredito toscano e' il primo consorzio fidi a essere iscritto da Banca d'Italia nell'elenco degli intermediari finanziari. Ha ricevuto inoltre l'autorizzazione ad operare nel mercato regolato del credito. Act e' sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto cofidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato.
Costo
del denaro e fidi settore edilizio in crisi
( da "Stampa,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: ALLARME IERI MATTINA AL CONVEGNO DI CGIL E FISAC Costo del denaro e fidi settore edilizio in crisi La Confindustria: "Timori per 4 aziende su cinque" [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA In provincia di Imperia, il 29 per cento delle aziende associate all'Unione industriali denuncia una contrazione degli affidamenti, una percentuale che sale all'87% nel settore dell'edilizia,
PROFESSIONE
MEDIATORE CREDITIZIO: DISCIPLINA E OPERATIVITÀ
( da "marketpress.info"
del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: ha collaborato con gruppi bancari e finanziari quali Fida Sim, gruppo Cassa di Risparmio di Torino e Unicredit Sim, attualmente è vice delegato Campania Int Istituto Nazionale Tributaristi, responsabile delegazione Avellino del Collegio dei Periti Italiani, vice presidente Nova Universitas Solofrae Onlus, delegato provinciale Avellino Assoconsulenza,
Commissione
Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche / 1
( da "Blogosfere"
del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fido concesso, comprensivo degli interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato dall'applicazione di eventuali commissioni alternative. Gli impegni offerti dalle istituti bancari dovrebbero, secondo quanto ritenuto dall'Autorita', fornire ora una documentazione informativa e contrattuale migliorata nella prospettazione delle condizioni di applicazione della commissione
OSIMO
Un anno fa gli imprenditori avrebbero cercato di indovinare quale mercato
aggredire per svilu... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: le somme risparmiate potrebbero essere investite per aiutare i Consorzi Fidi e di conseguenza per un 60-70% quelle aziende in difficoltà che non ce la fanno a garantire in proprio». La ferita aperta resta poi quella delle banche «che continuano a non aiutare gli imprenditori e a non svolgere la loro funzione sociale.
Logica
di filiera per il credito ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)"
del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: più alle imprese nel raffrontarsi con il mondo bancario. Sarebbe interessante verificare se ci siano le condizioni per ragionare a questo livello con gli istituti di credito». Passi avanti sono stati fatti, invece, nell'ambito dei consorzi di garanzia Fidi. Neafidi (il confidi promosso dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza) e Unionconfidi (
Colpo
di spugna al massimo scoperto ( da "Miaeconomia"
del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: oppure se il rosso sul conto corrente avvenga in assenza di fido. In questi due casi, le banche potranno applicare solo gli interessi. Per capire meglio la novità va detto che il massimo scoperto è un clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche fido o affidamento), in base alla quale ai normali interessi va aggiunta un?
( da "Giornale di Brescia" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 18/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia «I giovani investono, ma le
banche non danno fiducia» Secondo l'indagine condotta da Confartigianato Brescia
su un campione di artigiani «sono aumentate le difficoltà di ottenere credito»
Gli artigiani incontrano maggiori difficoltà con le banche BRESCIA La crisi fa
sentire i suoi effetti sulle piccole imprese con un peggioramento, negli ultimi
tre mesi, delle condizioni di accesso al credito. Lo rileva l'Osservatorio
sull'Imprenditoria Giovanile di Confartigianato Imprese Unione di Brescia sulla
base dei risultati di un sondaggio condotto a dicembre su un campione di
giovani artigiani e titolari di piccole imprese. Dall'indagine emerge che,
nell'ultimo trimestre del 2008, il 27,8% dei giovani imprenditori ha
riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito,
contro un 26,2% a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda lo spread
ed i costi bancari troppo elevati, l'incremento delle garanzie, le richieste di
rientro del credito, i tempi lunghi delle procedure. L'Osservatorio di
Confartigianato mette in evidenza che il 69% degli imprenditori teme
ripercussioni della crisi sulla propria attività economica. A livello nazionale
la percentuale sale 72,1%. La situazione della liquidità aziendale viene
definita dal 51,2% (53,4% su scala italiana) dei giovani «peggiorata» rispetto
ai primi sei mesi del 2008. Scende al 23,9% (24,6%) la percentuale di giovani
che indica peggiorato l'indebitamento dell'impresa rispetto al primo semestre
( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
«Per uscire dalla
crisi, azione comune del territorio» Sistema bancario,
organizzazioni di categoria, Camera di Commercio e imprenditori devono
collaborare per affrontare una crisi che ha pesantemente investito anche la
Bergamasca. Dare un'iniezione di fiducia agli imprenditori (e alle famiglie),
anche con supporti economici, vuol dire creare quelle condizioni per cui,
grazie soprattutto alle piccole e medie imprese, si possa superare la crisi che
sta investendo tutti i settori lavorativi. Questo, in estrema sintesi, quanto
emerso dal convegno «Banche locali e crisi in atto: interventi e soluzioni»,
coordinato da Paolo Franco, che ha avuto luogo venerdì sera, al cineteatro
Forzenigo di Villa d'Ogna, su iniziativa della Bcc Valle Seriana. Come
riconosciuto da tutti i relatori, un valido supporto al superamento della crisi
può sicuramente venire dalla banche locali, come le banche di credito
cooperativo, radicate sul territorio, che conoscono a fondo famiglie e
imprenditori e sono in grado di indirizzare gli interventi di sostegno in modo
estremamente oculato. Concetti ricordati in apertura di riunione da Domenico Calzaferri
e Massimilano Bolis, rispettivamente presidente e direttore generale della Bcc.
«La nostra banca - hanno ricordato - ad esempio, come sostegno alle persone in
cassa integrazione straordinaria anticipa per nove mesi, a chi lo richiede, un
importo di 700 euro mensili, somma che sarà poi restituita senza interessi non
appena l'Inps eroghererà il trattamento». L'anticipo della Cig straordinaria,
come si ricorderà, è stato oggetto di un accordo prima di Natale alla Camera di
Commercio tra i sindacati e i principali istituti presenti in provincia, tra i
quali appunto tutte le Bcc. « Cerchiamo - ha aggiunto Bolis - anche di
intervenire sui mutui in modo che, soci e non, paghino interessi giusti e
calibrati alle loro reali possibilità». Antonella Bardoni, direttore generale
Confiab, consorzio di garanzia fidi dell'Associazione
artigiani, dopo aver affermato la necessità di riscoprire l'aspetto etico anche
in campo finanziario, ha informato sul supporto di garanzia , che può
raggiungere il 70%, offerto alle imprese nel rapporto con le banche ed ha
ricordato che oltre agli aiuti economici agli imprenditori servono consigli di
esperti che li indirizzino su come impostare l'attività in modo
corretto. Riccardo Martinelli, vicepresidente Ascom ha quindi affermato: «La
crisi c'è, la riduzione dei consumi anche ma con il supporto di istituti di
credito vicini al territorio potremo, seppur con difficoltà, superare
l'ostacolo». Mentre Antonio Arrigoni, segretario Fogalco (consorzio di garanzia
dell'Ascom) ha sottolineato il ruolo strategico dei consorzi fidi per
supportare le imprese e farle crescere, Angelo Carrara, presidente
dell'Associazione artigiani ha sottolineato: «Questa crisi dovrebbe ricordarci
come l'ancora di salvezza ancora una volta sono le piccole imprese che a
livello nazionale sono il 98% delle imprese, investono ogni anno 1,8 miliardi
in innovazione e contribuiscono per il 78% all'occupazione». Infine Giovanni
Grazioli di Confindustria Bergamo, ha ricordato la necessità che gli
imprenditori possano essere supportati da esperti del settore, ha ricordato le
agevolazioni Confidi che garantiscono tassi agevolati e ribadito la necessità
della collaborazione tra imprese, associazioni, banche locali e Confidi. Enzo
Valenti
( da "Messaggero, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Domenica 18 Gennaio
2009 Chiudi di RITA SALA SOLO sei mesi fa il glorioso San Carlo di Napoli, il
più antico teatro operante in Europa, veniva commissariato d'urgenza. Pur
presentando il bilancio preventivo
( da "Stampa, La" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIAALLA SALA
VARALDO OGGI ALLE 10 CONVEGNO DELLA CGIL Crisi del credito, i riflessi a
Imperia IMPERIA «Crisi del credito e ricadute sull'economia reale»: è il tema
del convegno, organizzato dalla Cgil e dalla Fisac Cgil di Imperia, che si
terrà questa mattina alle 10 alla «Sala Varaldo» della Camera di Commercio. Il
tema è quanto mai attuale: alcuni giorni fa, lo aveva affrontato anche la
Conferenza Permanente della Prefettura, allo scopo di valutare «la situazione
di difficoltà di accesso al credito bancario e le
ipotesi di rientri immediati dagli affidamenti da parte delle imprese». In
quella occasione, una prima, incoraggiante risposta era stata data da Sergio
Gaggero, segretario regionale dell'Aassociazione Bancaria Italiana (Abi): «La
Regione e le Camere di Commercio delle quattro province liguri hanno deliberato
la creazione di un Fondo di 3 milioni di euro, messo a
disposizione di Retefidi per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli
consorzi fidi, con l'obbiettivo di rendere più facile l'accesso al credito,
assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». All'incontro di oggi, a conferma dell'importanza
dell'argomento interverrannoi Enrico Revello, segretario generale della Cgil di
Imperia; Ottavio Biccheri, segretario generale della Fisac-Cgil;
Giuseppe Argirò, direttore generale di Confindustria Imperia; Daniela Delfino,
capo area Imperia-Savona della Banca Carige; l'ex ministro Nerio Nesi,
presidente della Fondazione «Riccardo Lombardi»; e Nicola Maiolino, della
Segreteria Nazionale della Fisac Cgil. Dichiara Piero Re, segretario
provinciale della Fisac Cgil: «La crisi a livello mondiale avrà delle
ripercussioni anche sulla provincia di Imperia. Con questo convegno, cercheremo
di capire quali potranno essere le conseguenze, sapendo che la nostra economia,
basata su turismo e floricoltura, sarà fra le più colpite. Abbiamo quindi
invitato alcune persone esperte al fine di cercare di trovare eventuali
strategie per arginare i riflessi negativi».\
( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: ARTEFIERA data: 2009-01-18 - pag: 33 autore: Convegni sul
collezionismo Perché gli indiani comprano da noi di Marina Mojana è stato tra i
primi a spingere al rialzo la pittura indiana, che nel giro di tre anni ha
visto lievitare le quotazioni fino a 12 volte tanto. Era il 21 settembre del
2005 e questo brillante uomo d'affari di New Delhi si aggiudicò da Christie's
New York,per la sensazionale cifra di 1.584.000 $, un acrilico su tela
raffigurante Mahisasura (1996) dell'ottantenne Tybe Mehta, un'opera stimata
meno della metà e ispirata a un episodio del "Markandaya Prana",
celebre poema epico indiano del V secolo. Rajiv Chaudhri oggi ha 45 anni e, nel
suo ufficio in Madison Avenue a New York (dove ha fondato e guida la Digital
Century Capital, un hedge found sull'high tek), ha portato oltre 300 opere
della sua collezione privata. Come l'ha iniziata,15 anni fa,partendo dalla
statuaria classica indiana in pietra arenaria e finendo con i contemporanei
Francis Newton Souza e Maqbool Fida Husain, lo racconterà a
Bologna, venerdì 23 gennaio nello spazio Art Talks (ammezzato) dalle ore 11.30
alle 13.30, in occasione della tavola rotonda Wunderkammer per due sul
collezionismo privato di coppia.Rajiv Chaudhri vi parteciperà con l'affascinante
Payal Goel, sposata pochi anni fa e portata in un trionfale viaggio di nozze
indiano fin sulle sponde del Lago di Garda, al Grand Hotel Villa
Feltrinelli. La coppia non si sottrae alle luci della ribalta quando bisogna
promuovere l'arte e la cultura come nel 2007, quando imprestò alcune opere
della collezione alla grande mostra sull'arte asiatica allestita alla Tate
Modern di Londra. Ora tocca a Bologna e c'è molta attesa per il loro arrivo,
soprattutto perché è la loro prima volta ad Arte Fiera. Appassionati di
Michelangelo, Tiziano, Leonardo Da Vinci fino a Morandi e Fontana, quale arte
cercheranno? Hanno già fissato un budget di spesa? «Siamo molto incuriositi
dall'arte italiana contemporanea – risponde Payal a «Il Sole 24 Ore» – ma non
fissiamo mai un budget e siamo aperti a ogni genere di espressione, fotografia,
pittura e scultura, anche se abbiamo un debole per queste ultime». Per Rajiv e
Payal acquistare opere d'arte è soltanto un piacere, ma per i coniugi belgi Lut
e Marc Embo,due indomiti ottantenni che da 14 anni non perdono un'edizione
della fiera bolognese, circondarsi di opere d'arte è stato negli anni anche un
modo di mettere al sicuro i propri risparmi. La loro collezione è ancora
inedita in Italia, ma si sa che seguono il lavoro di Lucy Orta, la giovane
inglese artista del riciclo, che la scorsa primavera espose all'Hangar Bicocca
il progetto "Antarctica", con lavori site specific dedicati alla
strategia della sopravvivenza al Polo Sud.All'incontro, moderato dal direttore del
MAMbo Gianfranco Maraniello, il parterre è davvero internazionale e di
primordine. Tra le coppie celebri ci saranno gli statunitensi Heather e Tony
Podesta, molto legati all'Italia e a Venezia, dove trascorrono parecchie
settimane all'anno attratti dalla giovane arteitaliana. La loro fama è grande
perché quest'estate hanno donato al National Museum of Women in the Arts di
Washington, con una cerimonia pubblica, 50 esemplari della loro collezione,
costituita da fotografie, sculture, video e dipinti di vari autori tra cui
Cathy de Monchaux, Candida Hofer, Elizabeth Turk, Jane e Louise Wilson. E tra i
collezionisti italiani chi ci sarà? A Bologna interverranno Giovanni e Rosa
Cotroneo, la cui collezione di fotografia contemporanea ha viaggiato per mezza
Europa da Parigi al Castello di Rivoli, al Mart di Rovereto, dove tra il 2004 e
il 2005 vennero esposte quasi 200 immagini di Mimmo Jodice. «Noi collezionisti
abbiamo una fondamentale funzione – ama ripetere il costruttore Cotroneo –
quella di promuovere l'arte contemporanea e così nel mio ufficio ho messo tante
opere. Gli imprenditori le vedono, domandano, conoscono.E facciamo
proseliti».Parleranno nella stessa mattinata anche Lorenza e Marco Pallanti,
che dal 2000 portano avanti il progetto "Castello di Ama per l'arte contemporanea"
nato per arricchire il borgo senese con opere realizzate ogni anno "in
loco" da importanti artisti italiani e stranieri. Da Anish Kappor a
Cristi-na Iglesias, autrice di "Towards de Ground", una vasca
scultura da poco installata nel parco. Se i privati non stanno solo a guardare,
quale ruolo gioca la committenza pubblica nell'arte contemporanea?
Risponderanno nel pomeriggio del 23 gennaio, dalle 15 alle 17, i direttori di
Mart, MAMbo, MAXXI e Tate Modern, mentre sabato 24, dalle 11.30 alle 15.30,
sarà la volta delle fondazioni bancarie, invitate a confrontarsi sul tema del
collezionismo. Il convegno, moderato da Salvatore Carrubba, è organizzato da
«Il Sole 24 Ore» in occasione dei 25 anni del Domenicale e vede al tavolo
Angela Vettese, Walter Guadagnini, Fabio Roversi-Monaco e Werner Peyer. Infine
domenica 25l'ultimo convegno in programma sul ruolo delle fondazioni d'arte
private sarà ospitato al MAMbo, dalle 11.30 alle 13.30 e moderato da Achille
Bonito Oliva. C
( da "Agi" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI:
ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (2) (AGI) - Firenze, 19 gen. -
Act continuera' comunque a sostenere le imprese che, nonostante la crisi,
porteranno avanti nuovi progetti, nella consapevolezza che il rilancio degli
investimenti materiali e immateriali permettera' un piu' veloce superamento del
ciclo negativo. Nel 2008 quasi il 41% delle garanzie rilasciate da Actsono
state finalizzate a finanziamenti richiesti per la realizzazione di
investimenti aziendali. Per conseguire questo obiettivo Act affianchera' la
Regione Toscana, di cui costituisce strumento funzionale per le politiche in
favore dell'artigianato, contribuendo al successo degli interventi decisi dalla
Giunta Regionale nella seduta dello scorso 15 dicembre per sostenere le imprese
toscane, con particolare riferimento alle contro-garanzie
pubbliche gestite da Fidi Toscana. Inoltre, per soddisfare la domanda di quelle
imprese che non dovessero accedere agli aiuti previsti dai provvedimenti
regionali, Act mettera' a loro disposizione un plafond di dieci milioni di euro
per l'accesso a prodotti gia' sperimentati con successo, proposti a tassi molto
accattivanti, utilizzando le convenzioni in essere con il sistema bancario regionale. Tali prodotti, immediatamente
disponibili e promossi anche dal sistema associativo, permetteranno di
contrastare le tensioni che sempre piu' spesso si ravvisano nel rapporto
banca/impresa. Ci auguriamo che, nel condurre nella nuova dimensione di
intermediario vigilato questa attivita' di sostegno delle imprese a fronte di
una crisi che le potrebbe decimare, Act possa ricevere contributi dalle Camere
di Commercio, dai Comuni e dalle Province.
( da "Agi" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CRISI:
ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (AGI) - Firenze, 19 gen. -
Banca d'Italia ha iscritto Artigiancredito Toscano, consorzio
fidi delle pmi, nell'elenco speciale degli intermediari finanziari. Sorto nel 2006
dalla fusione dei diciotto confidi provinciali promossi dalle associazioni Cna
e Confartigianato, e' il primo consorzio fidi in Italia a ricevere
l'autorizzazione ad operare sotto la vigilanza della Banca d'Italia nel mercato
regolato del credito, un riconoscimento prestigioso che consentira' alla
societa' di rilasciare garanzie alle imprese associate equivalenti a quelle
bancarie. Cio' si tradurra' per le imprese in migliori opportunita' di accesso
al credito, in termini sia di finanziabilita' delle operazioni sia di livello
dei tassi, sensibilmente piu' vantaggiosi di quelli ordinari. Act potra'
inoltre operare anche in favore di altri soggetti, come ad esempio i dipendenti
delle stesse imprese. La decisione di Banca d'Italia e' giunta dopo una minuziosa
istruttoria che ha verificato la sussistenza dei requisiti patrimoniali di Act
rispetto alle garanzie rilasciate e all'operativita' programmata nel prossimo
triennio e l'adeguatezza dell'organizzazione aziendale con particolare
riferimento al sistema dei controlli interni. Il 2009 sara' un anno difficile
per le imprese e Act, in virtu' dell'accresciuto valore delle garanzie,
destinate a essere decisive per ottenere interventi di ristrutturazione
finanziaria - cosi' preziosi in tempi di recessione per contenere gli oneri
finanziari - e affidamenti a breve necessari per sopperire alle esigenze del
ciclo produttivo, potra' rappresentare un sostegno ancora piu' efficace che in
passato. Questi interventi sono gia' stati sperimentati con successo
nell'ultimo trimestre dell'anno, quando nel pieno della crisi che ha sconvolto
i mercati finanziari il consiglio di amministrazione di Act, in piena sintonia
con le istanze del sistema imprenditoriale rappresentate da Cna e
Confartigianato, lancio' una campagna per sostenere le imprese che ha condotto
a risultati molto positivi: tra ottobre e dicembre sono state infatti garantite
operazioni per circa 200 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto
allo stesso periodo del 2007.
( da "RomagnaOggi.it" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
19 gennaio 2009 -
11.07 (Ultima Modifica: 19 gennaio 2009) In questa fase di incertezza è
necessario porre al primo posto nelle priorità di intervento i temi dello
sviluppo, che devono costituire una chiara scelta di politica economica. Per
questo motivo abbiamo chiesto alla Provincia, in sintonia con quanto stabilito
nel Patto per lo Sviluppo, di assumere l'incarico di istituire e gestire una
task force di coordinamento e presidio della situazione di crisi che sta
attraversando il nostro sistema imprenditoriale proponendo sei possibili aree
di intervento di seguito evidenziate. Infatti, la crisi attuale impone un
ripensamento sulle proposte strategiche di lunga gittata e, anche se le nostre
imprese sono ancora sottocapitalizzate, dobbiamo avere il coraggio di ammettere
che, almeno nell'immediato, occorre concentrare le risorse pubbliche sul
sostegno ai Consorzi di Garanzia che rimangono, ora, forse l'unico strumento
tangibile in grado di favorire la concessione del credito. Il sistema bancario, nonostante gli interventi dei governi, non è
ancora stabile e vi è ancora il rischio che le piccole imprese vengano chiamate
a rientri sui finanziamenti ottenuti. In questa logica occorre seguire la
strada già aperta dalla Camera di Commercio, per ampliare il Fondo
straordinario per i rischi aggiuntivi che le Cooperative di Garanzia assumono
nel favorire la concessione del credito alle imprese. La Provincia e la CCIAA
potrebbero, inoltre, divenire promotrici di una proposta, nei confronti delle
Amministrazioni Comunali, per far si che le stesse contribuiscano con risorse
proprie alla costituzione e/o all'incremento di fondi di garanzia esistenti o
da costituire. La Regione Emilia Romagna ha già recentemente stanziato 50
milioni di euro a sostegno del credito delle piccole imprese ed attiverà una
linea di credito agevolato che potrà dimezzare i tassi di interesse; sarà gestito assieme ai consorzi fidi attraverso convenzioni con
le banche, al fine di assicurare comportamenti virtuosi verso le imprese. E'
importante, perciò, un intervento diretto della Provincia e della CCIAA nei
confronti degli istituti di credito per concordare "regole certe" in
ambito territoriale che favoriscano l'accesso al credito, contenendone
al contempo i costi. Occorrono anche meccanismi di salvaguardia per le imprese
che operano soprattutto nei confronti dei soggetti pubblici, prevedendo di
accorciare i tempi di pagamento delle prestazioni fornite. Crediamo opportuna
anche una riflessione tra tutte le parti sociali, per avere una lettura
puntuale della crisi, che dia la possibilità di valutare per i diversi settori
se si tratta di una crisi strutturale o congiunturale, mettendo a punto
interventi diversi. Proprio in presenza di una fase particolarmente difficile,
a nostro parere non vanno abbandonati gli interventi che possono comunque
rappresentare uno stimolo per l'economia locale. Ci riferiamo in particolare a
due filoni che necessitano un'attenzione particolare e reciproca da parte
dell'Amministrazione Provinciale e della CCIAA: il sostegno all'innovazione,
alla ricerca ed ai processi di internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo.
Crediamo sia essenziale, nei prossimi mesi, mettere a punto un piano di
investimenti in infrastrutture privilegiando i progetti di piccole dimensioni,
che garantiscono un?immediata cantierabilità ed un coinvolgimento diretto delle
piccole imprese, così come risulta particolarmente importante accelerare i
processi di miglioramento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio
pubblico esistente, a partire dagli edifici scolastici. Crediamo, inoltre, che
tutte le Amministrazioni, a partire da quella Provinciale, si debbano adoperare
affinchè per l'anno 2009 non venga applicato alcun aumento tariffario.
Naturalmente sono necessari anche interventi rivolti alle famiglie, per
sostenere i redditi soprattutto nei casi di crisi aziendali, in questo senso
auspichiamo che gli interventi in questa direzione che sono in fase di
predisposizione, con il coinvolgimento anche dei comuni, del sistema bancario e delle fondazioni, divengano attuativi al più
presto. Franco Napolitano Responsabile Area economico-sindacale Cna
Forlì-Cesena
( da "Wall Street Italia" del 19-01-2009)
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Banche: maggioranza
immigrati la sceglie con passaparola di ANSA Ricerca Abi-Cespi, tra motivi
scelta in testa vicinanza a casa -->(ANSA)- ROMA, 19 GEN - Sono il
passaparola e il consiglio delle associazioni che indirizzano maggiormente la
scelta della banca per gli immigrati. Sono infatti 6 su 10
quelli che si fidano del consiglio di un conoscente. Emerge dalla ricerca
Abi-Cespi dedicata a 'Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli
immigrati'. Per quanto riguarda i motivi della scelta, al primo posto vi e' la
vicinanza a casa (80%), seguono alla pari (70%) l'accoglienza e le condizioni
bancarie.
( da "Trend-online" del 19-01-2009)
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Credito: Act primo
cofidi Italia autorizzato da Bankitalia ANSA NEWS, clicca qui per leggere la
rassegna di Ansa , 19.01.2009 16:30 Scopri le migliori azioni per fare trading
questa settimana!! (ANSA) - FIRENZE, 19 GEN - Artigiancredito
toscano e' il primo consorzio fidi a essere iscritto da Banca d'Italia
nell'elenco degli intermediari finanziari. Ha ricevuto inoltre l'autorizzazione
ad operare nel mercato regolato del credito. Act e' sorto nel 2006 dalla
fusione dei diciotto cofidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e
Confartigianato. Il riconoscimento consentira' al cofidi di rilasciare
garanzie alle imprese associate equivalenti a quelle bancarie.
( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
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IMPERIAL'ALLARME IERI MATTINA AL CONVEGNO DI CGIL E FISAC Costo del denaro
e fidi settore edilizio in crisi La Confindustria: "Timori per 4 aziende
su cinque" [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA In provincia di Imperia, il 29
per cento delle aziende associate all'Unione industriali denuncia una
contrazione degli affidamenti, una percentuale che sale all'87% nel settore
dell'edilizia, mentre quattro imprese su cinque segnalano un aumento,
lieve o più consistente, del costo del denaro, «nonostante la diminuzione dei
tassi». È quanto risulta da una ricerca interna, fatta a campione sugli
iscritti a Confindustria, che verrà presentata oggi all'Associazione Bancaria
Italiana (Abi) regionale. Gli allarmanti dati sono stati anticipati ieri
mattina al convegno sul tema «Crisi del credito e ricadute sull'economia
reale», che la Cgil e la Fisac-Cgil di Imperia hanno organizzato alla Sala
Varaldo della Camera di Commercio. Un incontro affollato, anche per l'estrema
attualità dell'argomento, come conferma Enrico Revello, segretario provinciale
della Cgil: «Siamo rimasti molto soddisfatti per la folta e interessata
partecipazione». Tra i relatori, Ottavio Biccheri, segretario generale della
Fisac-Cgil Liguria, Daniela Delfino, capo area Imperia-Savona di Banca Carige,
Nicola Maiolino della segreteria nazionale della Fisac-Cgil e Nerio Nesi,
presidente della Fondazione Riccardo Lombardi. Con loro, anche Giuseppe Argirò,
direttore generale di Confindustria Imperia, che esprime i timori della
categoria imprenditoriale: «Siamo preoccupati soprattutto per il settore
dell'edilizia, che sembra il più colpito dal razionamento del credito».
Significativa, inoltre, la presenza tra il pubblico di Donato Di Ponziano,
presidente del Casino di Sanremo. Conferma Piero Re, segretario provinciale
della Fisac-Cgil: «La crisi a livello mondiale avrà delle ripercussioni anche
sulla provincia di Imperia e abbiamo promosso il convegno anche per capire
quali potranno essere le conseguenze sul territorio, sapendo che la nostra
economia, basata su turismo e floricoltura, sarà fra le più colpite. Per
questo, abbiamo invitato alcuni esperti allo scopo di cercare di trovare
eventuali strategie per arginare i riflessi negativi». E intanto, la Camera di
commercio, in collaborazione con il Comitato per la Promozione
dell'Imprenditorialità Femminile, promuove il bando per l'assegnazione di contributi
a favore di piccole e medie imprese femminili che hanno sede in provincia di
Imperia e che realizzino programmi di investimento relativi alla promozione
dell'azienda sul web. Domattina alle 12 la presentazione del progetto.
( da "marketpress.info" del 20-01-2009)
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Martedì 20 Gennaio 2009
PROFESSIONE MEDIATORE CREDITIZIO: DISCIPLINA E OPERATIVITÀ Milano, 20 gennaio
2009 - In un mercato finanziario sempre più complesso, dove è difficile
orientarsi, diventa fondamentale sia per l?investitore che per l?impresa,
nonché per i gruppi bancari e assicurativi, essere assistiti da un
professionista altamente preparato e qualificato che sappia individuare
razionalmente e analiticamente la migliore soluzione possibile sia sul fronte
dell?erogazione che su quello degli impieghi. Il Consulente di Credito Bancario
e Finanziario professionista, naturale evoluzione dell?obsoleta figura del
mediatore creditizio e dell?agente in attività finanziarie, dovrà essere in
grado di comprendere e analizzare i molteplici bisogni del cliente;l?obiettivo
sarà la realizzazione di soluzioni personalizzate, che portino all?instaurarsi
di un rapporto duraturo basato sulla fiducia. Il volume realizzato da due
importanti e noti operatori del settore Stefano M. Masullo e Mattia Lettieri
descrive gli aspetti operativi per l?esercizio dell?attività, definisce gli
elementi tecnici, contrattuali, economici e legali, descrivendo metodi e
strumenti per la creazione e il consolidamento del vantaggio competitivo di di
questa nuova ed emergente figura professionale. Profili degli autori Stefano M.
Masullo Stefano M. Masullo, classe 1964, laurea in economia e master in
comunicazione e finanza, in passato procuratore alla Borsa di Milano presso gli
Agenti di Cambio Leonzio ? Combi e broker registrato al Nasd a New York per le
Borse statunitensi, fondatore e presidente Opus Consulting Spa, amministratore
delegato Euro Sopa Holding Spa, consulente e consigliere di gruppi bancari,
assicurativi, finanziari, industriali, è specializzato in consulenza e gestione
di patrimoni mobiliari ed immobiliari, finanza di impresa, pianificazione
fiscale, comunicazione finanziaria e formazione. Attualmente direttore
marketing e comunicazione Sintesi Spa, Sib ? Sintesi Investment Broker Spa,
Sintesi Financial Network srl; direttore relazioni esterne De Vittori of
Switzerland Sa gruppo con sede a Lugano e presente direttamente in 12 piazze
finanziarie internazionali. Socio fondatore e segretario generale di
Assoconsulenza e di Assocredito, rettore Università Isfoa di Lugano, autore di
oltre 300 pubblicazioni e di 20 best sellers aziendali, di cui uno adottato
dall?Università Bocconi di Milano, è opinionista presso le più importanti
testate giornalistiche e televisive specializzate di settore. Autore
nell?ottobre del 2001 di un libro dedicato alla finanza islamica di cui è
reputato uno dei maggiori esperti italiani, è direttore editoriale di Shirkah
prima rivista svizzera dedicata all?Islamic banking. Mattia Lettieri, classe
1968, laurea in economia e commercio e master Assoconsulenza per Consulenti di
Investimento ed in pianificazione societaria e fiscale Università Isfoa.
Tributarista e revisore contabile, attivo dal 1994 nel settore della consulenza
fiscale, aziendale e finanziaria; ha collaborato con gruppi
bancari e finanziari quali Fida Sim, gruppo Cassa di Risparmio di Torino e
Unicredit Sim, attualmente è vice delegato Campania Int Istituto Nazionale
Tributaristi, responsabile delegazione Avellino del Collegio dei Periti
Italiani, vice presidente Nova Universitas Solofrae Onlus, delegato provinciale
Avellino Assoconsulenza, presidente collegio dei revisori comune di
Solofra assistente di Economia e Gestione delle Imprese Commerciali e di
Strategie dei Finanziamenti alle Aziende Pubbliche all?Università degli Studi
di Salerno, docente di Analisi Finanziaria e Finanza di Impresa alla Università
Isfoa di Lugano. Valter Casini Editore Roma euro 18 . <<BACK
( da "Blogosfere" del 20-01-2009)
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Gen 0920 Commissione
Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche / 1 Pubblicato da
Laura Simionato alle 13:40 in Banche L'Antitrust ha deciso di accettare, rendendoli
vincolanti, gli impegni presentati da Banca Monte dei Paschi di Siena,
UniCredit Banca di Roma, Banca Nazionale del Lavoro ed Intesa Sanpaolo,
nell'ambito dei distinti procedimenti avviati il 4 luglio scorso per possibili
pratiche commerciali scorrette relative alle modalità di applicazione della
Commissione di Massimo Scoperto. Alle famiglie dovrà essere data
un'informazione dettagliata e trasparente, con l'indicazione periodica del
costo sostenuto per il fido concesso, comprensivo degli
interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato
dall'applicazione di eventuali commissioni alternative. Gli impegni offerti
dalle istituti bancari dovrebbero, secondo quanto ritenuto dall'Autorita',
fornire ora una documentazione informativa e contrattuale migliorata nella
prospettazione delle condizioni di applicazione della commissione e
integrata da esempi numerici sufficientemente chiari. Tutte le Banche hanno
anche offerto l'applicazione di commissioni alternative a quella di Massimo
Scoperto in modo da consentire al consumatore di scegliere consapevolmente tra
le varie opzioni quella ritenuta più conveniente, in base alle proprie esigenze
di credito e al relativo utilizzo. Le Banche ora dovranno indicare alla
clientela, periodicamente, il costo totale sostenuto per il fido concesso,
derivante dall'applicazione delle condizioni economiche prescelte. Tale costo
dovrà essere comprensivo degli interessi debitori e di ogni altra spesa
applicata. Nella stessa comunicazione le Banche dovranno anche quantificare il
costo che la clientela avrebbe dovuto affrontare scegliendo condizioni
alternative. Rimaniamo in attesa di sapere cosa decidera' ora il Parlamento,
dove e' in discussione una serie di proposte comunque complementari agli
impegni resi vincolanti dall'Antitrust. Continua a leggere: Commissione Massimo
Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche /2
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-01-2009)
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Mercoledì 21 Gennaio
2009 Chiudi OSIMO Un anno fa gli imprenditori avrebbero cercato di indovinare
quale mercato aggredire per sviluppare il fatturato nel processo di
internazionalizzazione. Oggi l'interrogativo è fermo su come attrezzarsi per
superare la crisi economica che pesa nella zona a sud di Ancona come nel resto
del mondo. I 2200 cassintegrati contati dalla Cgil negli 8 Comuni
dell'hinterland anconetano sono il campanello d'allarme di una evoluzione dei
mercati gloabli che non si è ancora conclusa. Andrea Pesaresi, presidente di
Apindustria Ancona-Macerata, è convinto che «la crisi economica sia un problema
tangibile non solo per le aziende dell'Anconetano. Ma il bicchiere va visto
mezzo pieno. La crisi va combattuta, non subita, e la si può superare con la
collaborazione di tutti, banche comprese». Fare sistema diventa perciò un
imperativo categorico. «Intanto il metodo più semplice per reagire e ripartire
è quello di puntare sulla qualità dei prodotti - spiega - I nostri imprenditori
devono cominciare davvero a lavorare sul Made in Italy, sulla qualità che dà
valore aggiunto. Non possiamo andare a competere con i mercati cinesi, nè
correre dietro al prezzo. Il tessuto delle nostre piccole imprese deve e può
puntare sul brand. Chi l'ha fatto veramente in passato ora sta superando la
crisi più o meno brillantemente. Chi ha lavorato solo sulla legge dei grandi
numeri adesso si trova in grave difficoltà». Una regola che vale per tutti i
settori, anche per la meccanica che tenta di sopravvivere. Sodalizi, dialogo e
collaborazione fanno il resto. «Fare sistema è indispensabile, a tutti i
livelli - aggiunge Pesaresi - Noi ci confrontiamo costantemente con i nostri
iscritti e li facciamo incontrare con altri imprenditori dello stesso settore
se c'è interesse ad esportare all'estero le produzioni. Fare sistema significa
ad esempio far partecipare insieme alle fiere internazionali aziende dello
stesso ramo attraverso l'aiuto delle associazioni di categoria per dimezzare i
costi. Non è pensabile che una piccola azienda si internazionalizzi e rischi da
sola. Non tutte le associazioni di categoria lo hanno ancora capito, tendono
piuttosto a fare lobby in proprio a garanzia degli associati. Se venissero
organizzati viaggi all'estero, per tutti e non in ordine sparso, magari sotto
la promozione unitaria di Ancona Promuove, le somme
risparmiate potrebbero essere investite per aiutare i Consorzi Fidi e di
conseguenza per un 60-70% quelle aziende in difficoltà che non ce la fanno a
garantire in proprio». La ferita aperta resta poi quella delle banche «che
continuano a non aiutare gli imprenditori e a non svolgere la loro funzione
sociale. Anche il governo ha messo in atto aiuti al sistema bancario per immettere liquidità sul mercato ma abbiamo la
sensazione che gli istituti di credito stiano utilizzando quel denaro per
rafforzare i propri bilanci». M.P.C.
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del
21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nord-Est sezione:
NORD EST data: 2009-01-21 - pag: 7 autore: L'Asdi punta su una revisione del
sistema di garanzie Logica di filiera per il credito PORDENONE Strutturare la
filiera significa anche fornirle spalle forti sotto il profilo del patrimonio e
della liquidità destinata agli investimenti. Il distretto, pur essendo un
sistema di aziende in rete, da questo punto di vista non dispone comunque vie
preferenziali nell'accesso al credito. «Si tratta di un elemento prioritatio
che va affrontato – afferma Alessandro Zanetti, vicepresidente della Asdi del
mobile e consigliere di amministrazione del Consorzio – perché il problema
dell'accesso al credito è reale soprattutto ora che le banche fanno capo a
pochi gruppi e che il sistema delle garanzie chieste all'azienda va oltre la
serietà del singolo imprenditore. Appartenere a un sistema, come il distretto,
non offre una credenziale in più alle imprese nel
raffrontarsi con il mondo bancario. Sarebbe interessante
verificare se ci siano le condizioni per ragionare a questo livello con gli
istituti di credito». Passi avanti sono stati fatti, invece, nell'ambito dei
consorzi di garanzia Fidi. Neafidi (il confidi promosso dalle Associazioni
Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza) e Unionconfidi (espressione
di Unindustria Treviso e Unindustria Pordenone) si sono fusi creando una
struttura con un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per
oltre 600. «Si tratta di un passaggio importantissimo per le nostre aziende»,
evidenzia Zanetti. Altra partita da giocare riguarda la relazione con il mondo
assicurativo. Oggi che le aziende del mobile sono più che mai vocate all'export
e hanno la necessità di arrivare in mercati promettenti, ma spesso instabili,
il mezzo tradizionale delle assicurazioni sul credito non basta più. Laddove le
compagnie di assicurazione non arrivano le aziende hanno la necessità di altri
strumenti finanziari, strumenti che oggi non ci sono. Ma. Mi. NODO ASSICURATIVO
Per le aziende di settore che operano su mercati promettenti ma instabili è
sentita la necessità di nuovi strumenti di copertura
( da "Miaeconomia" del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
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dell?ipoteca BANCA E MUTUI » Conti correnti Colpo di spugna al massimo scoperto
(21/01/2009) Entro la fine del mese le nuove regole sulle commissioni di
massimo scoperto saranno legge. Inserite nel pacchetto anti-crisi, sono state
infatti approvate dalla Camera e entro la prossima settimana otterranno il via
libera anche dal Senato. Un passaggio importante che cambierà in positivo le
sorti bancarie di migliaia di clienti italiani: la più grande novità della
normativa prevede, infatti, che non venga applicata alcuna commissione se il
cliente vada a debito in maniera continuativa per meno di 30 giorni, oppure se
il rosso sul conto corrente avvenga in assenza di fido. In questi due casi, le
banche potranno applicare solo gli interessi. Per capire meglio la novità va
detto che il massimo scoperto è un clausola del contratto bancario
di apertura di credito (detto anche fido o affidamento), in base alla quale ai
normali interessi va aggiunta un?ulteriore percentuale calcolata sulla massima
esposizione avuta sul proprio conto corrente nel trimestre di riferimento. È il
caso, più semplicemente, in cui una famiglia o un?impresa vanno in rosso sul
conto corrente perché hanno utilizzato tutta la cifra dello scoperto,
concordata con la banca, facendo quindi scattare gli interessi a debito,
parecchio salati. Ma le notizie positive non finiscono qui. Le regole prevedono
anche un ampio capitolo dedicato alla trasparenza. Va, infatti, detto che fino
ad oggi, i contratti che i clienti hanno sottoscritto riportavano il tasso
applicato, ma quasi mai le indicazioni di calcolo per sapere esattamente a
quanto ammontano le commissioni. Un cavillo che non è passato inosservato.
Tanto che a luglio, l?Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva
avviato un?istruttoria proprio sulle pratiche commerciali scorrette
nell?applicare le commissioni di massimo scoperto da parte delle banche. Un
faro del garante accesso su quattro istituti: Unicredit, Banca Nazionale del
Lavoro, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Da allora, le banche si
sono messe al lavoro presentando degli impegni concreti all?Antitrust che, li
ha accettati negli scorsi giorni, rendendoli vincolanti. Misure che - si legge
in un comunicato dell?Authority- introducono ?rilevanti miglioramenti
informativi e sostanziali nell?applicazione della commissione?. In altre
parole, ora le banche dovranno prospettare meglio le condizioni applicate alle
famiglie, proponendo loro un?informazione dettagliata e trasparente, in cui
vengano proposti anche esempi numerici sufficientemente chiari. Inoltre, tutti
gli istituti hanno anche offerto l?applicazione di commissioni alternative a
quella di massimo scoperto ?in modo da consentire al consumatore di scegliere
consapevolmente, grazie alla trasparenza delle informazioni, tra le varie
opzioni, quella ritenuta più conveniente, in base alle proprie esigenze di
credito ed al relativo utilizzo?. I clienti potranno così avere nero su bianco
l?indicazione periodica del costo sostenuto per il fido concesso, comprensivo
degli interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato
dall?applicazione di eventuali commissioni alternative. L?Antitrust ha anche
ricordato che ?gli impegni sono complementari alle modifiche normative in
discussione in Parlamento, in una comune ottica di tutela dei consumatori?. 3
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