HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  17-21 gennaio 2009#TOP


IN EVIDENZA

Basilea, giù la maschera Di Francesco Ninfole Milano Finanza Numero 012  pag. 21 del 17/1/2009

 

Credit crunch Aumentano le imprese, soprattutto pmi, che subiscono una contrazione dei finanziamenti da parte delle banche. I direttori di filiale la giustificano con i regolamenti internazionali. Ma i motivi sono altri Fabio Capitani è un imprenditore come tanti altri in Italia. E con lo stesso problema: l'accesso al credito. «La banca mi concede affidamenti fino a 450 mila euro. La mia azienda Im-El, che si occupa di impiantistica, lavora su commessa con pagamenti a 90, 120 e anche 150 giorni. Questo vuol dire per alcuni periodi la liquidità è prosciugata». Im-El ha 15 dipendenti, un fatturato che sfiora il milione e mezzo di euro e utili in crescita da anni. Capitani ha acquistato un immobile in leasing che non contribuisce al merito creditizio. «Vorrei investire su un nuovo edificio. Potrei ampliare l'attività e assumere un paio di dipendenti. Ma il progetto è in cantiere, perché la banca non mi concede prestiti aggiuntivi. Anzi, mi dicono che sono costretti a ridurre gli importi a causa degli accordi di Basilea». L'esperienza di Fabio Capitani è solo un caso isolato? E soprattutto, è davvero Basilea2 la causa di tutti i guai? Quanto alla prima domanda, sono sempre più le aziende che lamentano un crollo dei finanziamenti. La percezione diverge però dai dati ufficiali, per i quali i prestiti continuano ad aumentare, seppure a un tasso di crescita inferiore (vedere tabella in pagina). Secondo Gianfranco Torriero, responsabile del centro studi dell'Abi, «la frenata del credito si collega alle difficoltà prospettiche macroeconomiche che rendono più prudente la domanda di finanziamenti da parte delle imprese. La riduzione degli investimenti è in atto dall'inizio del 2008, mentre ancora a ottobre gli impieghi crescevano del 10%. Oggi la richiesta di prestiti deriva principalmente da esigenze di ristrutturazione del debito e di finanziamento dell'attivo circolante». Confindustria ha però segnalato che «il rallentamento si è accentuato negli ultimi due mesi del 2008. è elevato il rischio che prosegua nel 2009». L'Isae ha aggiunto che si è realizzato «un forte aumento della quota di imprese che non hanno ottenuto il finanziamento richiesto (14,4% a novembre, contro il 6,9% di giugno) e di imprese con peggiorate condizioni di accesso al credito (43,5% a novembre, contro il 23,4% di giugno). A soffrire di più sono le medie imprese (53,9%)». Per l'associazione degli imprenditori, «le banche alzano gli spread, allungano i tempi, impongono oneri addizionali e riducono l'ammontare concesso. Tutte le imprese sono penalizzate sui costi; molte, considerate più rischiose anche per il settore in cui operano, sugli stock concessi. Resta così insoddisfatta una quota della domanda di credito delle aziende. Domanda che rimane in crescita». Come spiegare la diversità delle opinioni? Le cifre complessive sono influenzate dai valori delle aziende più grandi: potrebbe nascondersi un effetto Zaleski, tanto denaro a pochi, e poco a molti. «Il rallentamento del credito è più intenso nei confronti delle piccole imprese», conferma l'ultimo Bollettino di Banca d'Italia. Né tutti gli istituti si stanno comportando nella stessa maniera: come ha sottolineato l'8 gennaio il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, «le banche cooperative proseguono i loro affidamenti alle imprese mentre altre li hanno ridotti». Da qui una diversa percezione del credit crunch. Ma su un punto nessuno discute: la situazione si è aggravata dopo il default di Lehman Brothers ed è tuttora in peggioramento. Sulle cause della frenata, Tremonti è stato chiaro: «Non è dovuta alla situazione dei conti delle imprese ma alla struttura di bilancio delle banche». Ed eccoci allora a Basilea. Sono davvero i regolamenti internazionali a penalizzare le imprese? Basilea produce un effetto prociclico perché i requisiti patrimoniali delle banche diventano più stringenti quando i rating delle aziende peggiorano. In tempi di recessione, cioè proprio quando le imprese hanno bisogno di maggiori prestiti, le banche devono tirare la cinghia dei finanziamenti. Andrea Sironi, professore ordinario di economia degli intermediari finanziari alla Bocconi, osserva però che «qualunque tipo di regolamentazione patrimoniale avrebbe un effetto prociclico. Basilea lo accentua in parte perché è legata al sistema dei rating». Ogni downgrade comporta una maggiore quota di capitale che la banca deve conservare per coprire il rischio di default dell'impresa. Il docente fa notare che l'ultima versione dell'accordo prevede l'adeguamento dei coefficienti di correlazione del rischio per le piccole imprese, che sono dunque avvantaggiate. Se le imprese soffrono il credit crunch, il motivo è un altro: «La richiesta di solidità delle banche arriva dal mercato più ancora che da Basilea. Il mercato non si fida delle banche». E richiede perciò ratio ben più elevati di quelli previsti dai regolatori. Nonostante l'impatto sul livello dei prestiti non sia rilevante, Basilea diventa però il motivo attraverso cui le agenzie respingono le richieste degli imprenditori, come nel caso di Capitani. «Sia chiaro: se i prestiti diminuiscono è colpa della flessione economica e dei problemi di liquidità delle banche. Basilea serve più che altro ai direttori di filiale per motivare le restrizioni», spiega Massimo Perini, presidente di Confidi Province Lombarde e imprenditore nel ramo arredamento, che aggiunge: «Inutile nascondere che finora molte imprese abbiano compilato i bilanci per il fisco, non per la finanza. L'obiettivo era mostrare pochi utili e pagare poche tasse, ma così si è perso merito creditizio». Inoltre molte aziende, soprattutto piccole, non hanno neppure un rating, quindi per Basilea sono catalogate come rischiose: anche quelle in realtà efficienti. Insomma, cambiare Basilea non servirà a risolvere il problema del credit crunch, ma per ridurre alcuni effetti negativi è possibile pensare a modifiche: «Ad esempio occorre che i prestiti a imprese con alle spalle fondi di garanzia abbiano un assorbimento di capitale bancario pari a zero. Mi sembra che questa istanza sia in fase di recepimento da parte del legislatore», rileva Torriero. A livello più generale, secondo Sironi, «occorre smorzare l'effetto prociclico di Basilea attraverso maggiori accontanamenti da parte delle banche quando l'economia va bene». E se va male, alle imprese non resta che sperare nei mercati e nelle politiche di sostegno statale: «L'allentamento delle tensioni finanziarie e il rafforzamento patrimoniale degli intermediari, facilitati dalle misure prese dal governo e dalla Banca d'Italia, potranno contribuire a distendere le condizioni di offerta di credito», è l'analisi di Via Nazionale. Ma per osservarne gli effetti concreti, le imprese dovranno attendere.



Report "Revoca fidi"

·                            Indice delle sezioni

·                            Indice degli articoli

·                            Articoli

Indice delle sezioni

Revoca fidi (16)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

I giovani investono, ma le banche non danno fiducia ( da "Giornale di Brescia" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: almeno come fidi di cassa per aumentare la liquidità. Attualmente il 45,% dei giovani alla guida delle piccole imprese ha linee di credito attive, che nel 35% dei casi consistono in mutui. I timori per la crisi e le restrizioni sul fronte creditizio non scoraggiano però i giovani delle piccole imprese italiane.

<Per uscire dalla crisi, azione comune del territorio> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: garanzia fidi dell'Associazione artigiani, dopo aver affermato la necessità di riscoprire l'aspetto etico anche in campo finanziario, ha informato sul supporto di garanzia , che può raggiungere il 70%, offerto alle imprese nel rapporto con le banche ed ha ricordato che oltre agli aiuti economici agli imprenditori servono consigli di esperti che li indirizzino su come impostare l'

SOLO sei mesi fa il glorioso San Carlo di Napoli, il più antico teatro operante in Europa, ... ( da "Messaggero, Il" del 18-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: I fidi bancari (altri 10 milioni di euro circa) risultano pareggiati. Il bilancio 2008 è in pareggio e lo è anche quello di previsione per il 2009. Infine, la stagione. Al San Carlo, oltre a Jeffrey Tate, direttore musicale del Teatro, dirigeranno maestri come Riccardo Muti, napoletano di nascita, Claudio Abbado,

Crisi del credito, i riflessi a Imperia ( da "Stampa, La" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: messo a disposizione di Retefidi per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, con l'obbiettivo di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». All'incontro di oggi, a conferma dell'importanza dell'argomento interverrannoi Enrico Revello, segretario generale della Cgil di Imperia;

Perché gli indiani comprano da noi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Maqbool Fida Husain, lo racconterà a Bologna, venerdì 23 gennaio nello spazio Art Talks (ammezzato) dalle ore 11.30 alle 13.30, in occasione della tavola rotonda Wunderkammer per due sul collezionismo privato di coppia.Rajiv Chaudhri vi parteciperà con l'affascinante Payal Goel, sposata pochi anni fa e portata in un trionfale viaggio di nozze indiano fin sulle sponde del Lago di Garda,

09:43 CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (2) ( da "Agi" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: garanzie pubbliche gestite da Fidi Toscana. Inoltre, per soddisfare la domanda di quelle imprese che non dovessero accedere agli aiuti previsti dai provvedimenti regionali, Act mettera' a loro disposizione un plafond di dieci milioni di euro per l'accesso a prodotti gia' sperimentati con successo, proposti a tassi molto accattivanti,

09:42 CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE ( da "Agi" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzio fidi delle pmi, nell'elenco speciale degli intermediari finanziari. Sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto confidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato, e' il primo consorzio fidi in Italia a ricevere l'autorizzazione ad operare sotto la vigilanza della Banca d'Italia nel mercato regolato del credito,

Crisi, gli interventi possibili in ambito locale ( da "RomagnaOggi.it" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sarà gestito assieme ai consorzi fidi attraverso convenzioni con le banche, al fine di assicurare comportamenti virtuosi verso le imprese. E' importante, perciò, un intervento diretto della Provincia e della CCIAA nei confronti degli istituti di credito per concordare "regole certe" in ambito territoriale che favoriscano l'accesso al credito,

BANCHE: MAGGIORANZA IMMIGRATI LA SCEGLIE CON PASSAPAROLA ( da "Wall Street Italia" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Sono infatti 6 su 10 quelli che si fidano del consiglio di un conoscente. Emerge dalla ricerca Abi-Cespi dedicata a 'Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati'. Per quanto riguarda i motivi della scelta, al primo posto vi e' la vicinanza a casa (80%), seguono alla pari (70%) l'accoglienza e le condizioni bancarie.

Credito: Act primo cofidi Italia autorizzato da Bankitalia ( da "Trend-online" del 19-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Artigiancredito toscano e' il primo consorzio fidi a essere iscritto da Banca d'Italia nell'elenco degli intermediari finanziari. Ha ricevuto inoltre l'autorizzazione ad operare nel mercato regolato del credito. Act e' sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto cofidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato.

Costo del denaro e fidi settore edilizio in crisi ( da "Stampa, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ALLARME IERI MATTINA AL CONVEGNO DI CGIL E FISAC Costo del denaro e fidi settore edilizio in crisi La Confindustria: "Timori per 4 aziende su cinque" [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA In provincia di Imperia, il 29 per cento delle aziende associate all'Unione industriali denuncia una contrazione degli affidamenti, una percentuale che sale all'87% nel settore dell'edilizia,

PROFESSIONE MEDIATORE CREDITIZIO: DISCIPLINA E OPERATIVITÀ ( da "marketpress.info" del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ha collaborato con gruppi bancari e finanziari quali Fida Sim, gruppo Cassa di Risparmio di Torino e Unicredit Sim, attualmente è vice delegato Campania Int Istituto Nazionale Tributaristi, responsabile delegazione Avellino del Collegio dei Periti Italiani, vice presidente Nova Universitas Solofrae Onlus, delegato provinciale Avellino Assoconsulenza,

Commissione Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche / 1 ( da "Blogosfere" del 20-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fido concesso, comprensivo degli interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato dall'applicazione di eventuali commissioni alternative. Gli impegni offerti dalle istituti bancari dovrebbero, secondo quanto ritenuto dall'Autorita', fornire ora una documentazione informativa e contrattuale migliorata nella prospettazione delle condizioni di applicazione della commissione

OSIMO Un anno fa gli imprenditori avrebbero cercato di indovinare quale mercato aggredire per svilu... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: le somme risparmiate potrebbero essere investite per aiutare i Consorzi Fidi e di conseguenza per un 60-70% quelle aziende in difficoltà che non ce la fanno a garantire in proprio». La ferita aperta resta poi quella delle banche «che continuano a non aiutare gli imprenditori e a non svolgere la loro funzione sociale.

Logica di filiera per il credito ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: più alle imprese nel raffrontarsi con il mondo bancario. Sarebbe interessante verificare se ci siano le condizioni per ragionare a questo livello con gli istituti di credito». Passi avanti sono stati fatti, invece, nell'ambito dei consorzi di garanzia Fidi. Neafidi (il confidi promosso dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza) e Unionconfidi (

Colpo di spugna al massimo scoperto ( da "Miaeconomia" del 21-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: oppure se il rosso sul conto corrente avvenga in assenza di fido. In questi due casi, le banche potranno applicare solo gli interessi. Per capire meglio la novità va detto che il massimo scoperto è un clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche fido o affidamento), in base alla quale ai normali interessi va aggiunta un?


Articoli

I giovani investono, ma le banche non danno fiducia (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale di Brescia" del 18-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Edizione: 18/01/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia «I giovani investono, ma le banche non danno fiducia» Secondo l'indagine condotta da Confartigianato Brescia su un campione di artigiani «sono aumentate le difficoltà di ottenere credito» Gli artigiani incontrano maggiori difficoltà con le banche BRESCIA La crisi fa sentire i suoi effetti sulle piccole imprese con un peggioramento, negli ultimi tre mesi, delle condizioni di accesso al credito. Lo rileva l'Osservatorio sull'Imprenditoria Giovanile di Confartigianato Imprese Unione di Brescia sulla base dei risultati di un sondaggio condotto a dicembre su un campione di giovani artigiani e titolari di piccole imprese. Dall'indagine emerge che, nell'ultimo trimestre del 2008, il 27,8% dei giovani imprenditori ha riscontrato maggiori difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito, contro un 26,2% a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda lo spread ed i costi bancari troppo elevati, l'incremento delle garanzie, le richieste di rientro del credito, i tempi lunghi delle procedure. L'Osservatorio di Confartigianato mette in evidenza che il 69% degli imprenditori teme ripercussioni della crisi sulla propria attività economica. A livello nazionale la percentuale sale 72,1%. La situazione della liquidità aziendale viene definita dal 51,2% (53,4% su scala italiana) dei giovani «peggiorata» rispetto ai primi sei mesi del 2008. Scende al 23,9% (24,6%) la percentuale di giovani che indica peggiorato l'indebitamento dell'impresa rispetto al primo semestre 2008. L'atteggiamento nei confronti delle banche è molto cauto, ma non quanto a livello nazionale: nell'ultimo anno il 19,7%, contro il 14,9%, degli imprenditori ha aumentato la richiesta di prestiti o finanziamenti alle banche e, per i prossimi sei mesi, l'11% contro il 5,6% degli intervistati pensa di chiedere nuovi finanziamenti agli istituti di credito, almeno come fidi di cassa per aumentare la liquidità. Attualmente il 45,% dei giovani alla guida delle piccole imprese ha linee di credito attive, che nel 35% dei casi consistono in mutui. I timori per la crisi e le restrizioni sul fronte creditizio non scoraggiano però i giovani delle piccole imprese italiane. Infatti, nel corso dell'ultimo anno, il 32,8% (29,7% su scala italiana) ha effettuato investimenti nella propria azienda, ma il 21,7% (12,4%) degli intervistati prevede nei prossimi mesi di ridurre gli investimenti nello sviluppo dell'impresa. La determinazione delle nuove leve della piccola imprenditoria è testimoniata dal fatto che il 60% circa degli imprenditori ha utilizzato risorse proprie per avviare l'attività. Soltanto il 3,8% contro il 6% ha usufruito di finanziamenti pubblici. «Dalle risposte al sondaggio - commenta GiovanMaria Rizzi, Presidente di Confartigianato - emerge che le imprese gestite da giovani, avvertono meno una reale recessione e mostrano un atteggiamento di attesa di segnali positivi che restituiscano fiducia. Alcuni dati sugli atteggiamenti nei confronti del sistema bancario sono meno rassicuranti che a livello nazionale. È necessario sostenere gli imprenditori con misure che favoriscano l'accesso al credito».

Torna all'inizio


<Per uscire dalla crisi, azione comune del territorio> (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

«Per uscire dalla crisi, azione comune del territorio» Sistema bancario, organizzazioni di categoria, Camera di Commercio e imprenditori devono collaborare per affrontare una crisi che ha pesantemente investito anche la Bergamasca. Dare un'iniezione di fiducia agli imprenditori (e alle famiglie), anche con supporti economici, vuol dire creare quelle condizioni per cui, grazie soprattutto alle piccole e medie imprese, si possa superare la crisi che sta investendo tutti i settori lavorativi. Questo, in estrema sintesi, quanto emerso dal convegno «Banche locali e crisi in atto: interventi e soluzioni», coordinato da Paolo Franco, che ha avuto luogo venerdì sera, al cineteatro Forzenigo di Villa d'Ogna, su iniziativa della Bcc Valle Seriana. Come riconosciuto da tutti i relatori, un valido supporto al superamento della crisi può sicuramente venire dalla banche locali, come le banche di credito cooperativo, radicate sul territorio, che conoscono a fondo famiglie e imprenditori e sono in grado di indirizzare gli interventi di sostegno in modo estremamente oculato. Concetti ricordati in apertura di riunione da Domenico Calzaferri e Massimilano Bolis, rispettivamente presidente e direttore generale della Bcc. «La nostra banca - hanno ricordato - ad esempio, come sostegno alle persone in cassa integrazione straordinaria anticipa per nove mesi, a chi lo richiede, un importo di 700 euro mensili, somma che sarà poi restituita senza interessi non appena l'Inps eroghererà il trattamento». L'anticipo della Cig straordinaria, come si ricorderà, è stato oggetto di un accordo prima di Natale alla Camera di Commercio tra i sindacati e i principali istituti presenti in provincia, tra i quali appunto tutte le Bcc. « Cerchiamo - ha aggiunto Bolis - anche di intervenire sui mutui in modo che, soci e non, paghino interessi giusti e calibrati alle loro reali possibilità». Antonella Bardoni, direttore generale Confiab, consorzio di garanzia fidi dell'Associazione artigiani, dopo aver affermato la necessità di riscoprire l'aspetto etico anche in campo finanziario, ha informato sul supporto di garanzia , che può raggiungere il 70%, offerto alle imprese nel rapporto con le banche ed ha ricordato che oltre agli aiuti economici agli imprenditori servono consigli di esperti che li indirizzino su come impostare l'attività in modo corretto. Riccardo Martinelli, vicepresidente Ascom ha quindi affermato: «La crisi c'è, la riduzione dei consumi anche ma con il supporto di istituti di credito vicini al territorio potremo, seppur con difficoltà, superare l'ostacolo». Mentre Antonio Arrigoni, segretario Fogalco (consorzio di garanzia dell'Ascom) ha sottolineato il ruolo strategico dei consorzi fidi per supportare le imprese e farle crescere, Angelo Carrara, presidente dell'Associazione artigiani ha sottolineato: «Questa crisi dovrebbe ricordarci come l'ancora di salvezza ancora una volta sono le piccole imprese che a livello nazionale sono il 98% delle imprese, investono ogni anno 1,8 miliardi in innovazione e contribuiscono per il 78% all'occupazione». Infine Giovanni Grazioli di Confindustria Bergamo, ha ricordato la necessità che gli imprenditori possano essere supportati da esperti del settore, ha ricordato le agevolazioni Confidi che garantiscono tassi agevolati e ribadito la necessità della collaborazione tra imprese, associazioni, banche locali e Confidi. Enzo Valenti

Torna all'inizio


SOLO sei mesi fa il glorioso San Carlo di Napoli, il più antico teatro operante in Europa, ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero, Il" del 18-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Domenica 18 Gennaio 2009 Chiudi di RITA SALA SOLO sei mesi fa il glorioso San Carlo di Napoli, il più antico teatro operante in Europa, veniva commissariato d'urgenza. Pur presentando il bilancio preventivo 2007 in pareggio, la Fondazione Lirica partenopea accusava il peso di una situazione debitoria pregressa davvero impressionante. Salvo Nastasi, capo di Gabinetto dell'attuale ministro dei Beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, e direttore generale dello Spettacolo dal vivo, fu nominato Commissario straordinario dall'allora ministro Francesco Rutelli. Si trovò di fronte a un deficit di 4/5 milioni di euro l'anno per gli ultimi quattro-cinque anni, in totale una ventina di milioni; a circa 20 milioni di debito con l'Erario e con l'Enpals; al quasi azzeramento, nel conto economico, del valore immobiliare del San Carlo in quanto edificio, a suo tempo fissato dal Tribunale in 46 milioni di euro (la stima forfettaria fu fatta, come per le sedi degli altri enti lirici italiani, al momento dell'obbligatoria trasformazione in Fondazioni). Domenica prossima, 25 gennaio, il San Carlo apre la nuova stagione in condizioni totalmente diverse. Il titolo inaugurale, Peter Grimes di Benjamin Britten, direttore Jeffrey Tate, regista Paul Curran, orchestra e coro della Fondazione, troverà la sala rossa e d'oro, cuore dell'edificio costruito nel 1737 per volontà di Carlo di Borbone, del tutto rinnovata. Non solo. Rinasce il teatro nel suo enorme complesso, in tutti i reparti. «Il San Carlo esibirà una ristrutturazione completa dice Nastasi . L'ho predisposta grazie ai 65 milioni di euro (50 stanziati dalla Regione Campania) necessari a portare a termine, in tre anni, un restauro così complesso. Negli ultimi cinque mesi, dal 12 agosto 2008 a gennaio di quest'anno, i primi trenta milioni sono stati impegnati per ristrutturare la sala, il nuovo Ridotto, l'impianto generale di condizionamento, il Foyer, le uscite e i locali di permanenza e servizio riservati al pubblico. In più, sotto i cortili di Palazzo Reale, esiste ora una sala prove di 2500 metri quadrati». Ciò che lascia davvero ammirati è la relazione di come e quanto abbiano lavorato i 300 operai reclutati per l'occasione: «Tutta manodopera locale continua il Commissario , napoletana e campana. Tre turni al giorno senza soluzione di continuità, incluse feste "intoccabili" come Natale e Capodanno. Ma il risultato valeva davvero la pena: ora il San Carlo, restituito alla sua bellezza e reso efficiente, è una delle sale teatrali più moderne d'Europa, non inferiore alla Scala di Milano». Il mandato del giovane Commissario, che ha solo 35 anni, è scaduto il 31 dicembre scorso. E l'interessato ha già scritto in questo senso agli enti territoriali. Ma in ambiente napoletano si sussurra che potrebbe essere rinnovato. Del resto, oltre al restauro massicciamente avviato, Nastasi ha azzerato il debito della Fondazione Lirica con l'Enpals: i 12 milioni di euro circa sono stati rateizzati in cinque anni e senza interessi. I fidi bancari (altri 10 milioni di euro circa) risultano pareggiati. Il bilancio 2008 è in pareggio e lo è anche quello di previsione per il 2009. Infine, la stagione. Al San Carlo, oltre a Jeffrey Tate, direttore musicale del Teatro, dirigeranno maestri come Riccardo Muti, napoletano di nascita, Claudio Abbado, Daniel Harding. Il 7 febbraio, proprio Muti salirà sul podio per Mozart (Sinfonia n. 41 Jupiter) e Verdi (Stabat Mater e Te Deum), alla presenza del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e di tutti i napoletani affezionati alla musica, al palcoscenico e alla storia della città. L'evento speciale, con repliche il 7 e l'8, sancirà solennemente il nuovo splendore del Massimo partenopeo. Del resto, non merita di meno il luogo che ha ospitato, fra le tante, la "prima" assoluta di opere come Elisabetta, regina d'Inghilterra, Armida, Mosè in Egitto, La donna del lago e Maometto II di Gioachino Rossini; Lucia di Lammermoor, Roberto Devereux e Poliuto di Gaetano Donizetti; La Vestale e Medea di Saverio Mercadante. Nonché alcuni celebri debutti di prosa e di cinema, dalla Napoli milionaria di Eduardo De Filippo, nel 1945, alla Bibbia di John Huston, nel 1966. Eterna soddisfazione di Stendhal. Che il 12 gennaio 1817, incantato da ciò che l'architetto militare Carasale, con i denari dei Borboni e per il loro diletto, aveva saputo edificare, volle scrivere: ... Non c'è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi ne restano abbagliati, l'anima rapita...

Torna all'inizio


Crisi del credito, i riflessi a Imperia (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIAALLA SALA VARALDO OGGI ALLE 10 CONVEGNO DELLA CGIL Crisi del credito, i riflessi a Imperia IMPERIA «Crisi del credito e ricadute sull'economia reale»: è il tema del convegno, organizzato dalla Cgil e dalla Fisac Cgil di Imperia, che si terrà questa mattina alle 10 alla «Sala Varaldo» della Camera di Commercio. Il tema è quanto mai attuale: alcuni giorni fa, lo aveva affrontato anche la Conferenza Permanente della Prefettura, allo scopo di valutare «la situazione di difficoltà di accesso al credito bancario e le ipotesi di rientri immediati dagli affidamenti da parte delle imprese». In quella occasione, una prima, incoraggiante risposta era stata data da Sergio Gaggero, segretario regionale dell'Aassociazione Bancaria Italiana (Abi): «La Regione e le Camere di Commercio delle quattro province liguri hanno deliberato la creazione di un Fondo di 3 milioni di euro, messo a disposizione di Retefidi per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, con l'obbiettivo di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». All'incontro di oggi, a conferma dell'importanza dell'argomento interverrannoi Enrico Revello, segretario generale della Cgil di Imperia; Ottavio Biccheri, segretario generale della Fisac-Cgil; Giuseppe Argirò, direttore generale di Confindustria Imperia; Daniela Delfino, capo area Imperia-Savona della Banca Carige; l'ex ministro Nerio Nesi, presidente della Fondazione «Riccardo Lombardi»; e Nicola Maiolino, della Segreteria Nazionale della Fisac Cgil. Dichiara Piero Re, segretario provinciale della Fisac Cgil: «La crisi a livello mondiale avrà delle ripercussioni anche sulla provincia di Imperia. Con questo convegno, cercheremo di capire quali potranno essere le conseguenze, sapendo che la nostra economia, basata su turismo e floricoltura, sarà fra le più colpite. Abbiamo quindi invitato alcune persone esperte al fine di cercare di trovare eventuali strategie per arginare i riflessi negativi».\

Torna all'inizio


Perché gli indiani comprano da noi (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: ARTEFIERA data: 2009-01-18 - pag: 33 autore: Convegni sul collezionismo Perché gli indiani comprano da noi di Marina Mojana è stato tra i primi a spingere al rialzo la pittura indiana, che nel giro di tre anni ha visto lievitare le quotazioni fino a 12 volte tanto. Era il 21 settembre del 2005 e questo brillante uomo d'affari di New Delhi si aggiudicò da Christie's New York,per la sensazionale cifra di 1.584.000 $, un acrilico su tela raffigurante Mahisasura (1996) dell'ottantenne Tybe Mehta, un'opera stimata meno della metà e ispirata a un episodio del "Markandaya Prana", celebre poema epico indiano del V secolo. Rajiv Chaudhri oggi ha 45 anni e, nel suo ufficio in Madison Avenue a New York (dove ha fondato e guida la Digital Century Capital, un hedge found sull'high tek), ha portato oltre 300 opere della sua collezione privata. Come l'ha iniziata,15 anni fa,partendo dalla statuaria classica indiana in pietra arenaria e finendo con i contemporanei Francis Newton Souza e Maqbool Fida Husain, lo racconterà a Bologna, venerdì 23 gennaio nello spazio Art Talks (ammezzato) dalle ore 11.30 alle 13.30, in occasione della tavola rotonda Wunderkammer per due sul collezionismo privato di coppia.Rajiv Chaudhri vi parteciperà con l'affascinante Payal Goel, sposata pochi anni fa e portata in un trionfale viaggio di nozze indiano fin sulle sponde del Lago di Garda, al Grand Hotel Villa Feltrinelli. La coppia non si sottrae alle luci della ribalta quando bisogna promuovere l'arte e la cultura come nel 2007, quando imprestò alcune opere della collezione alla grande mostra sull'arte asiatica allestita alla Tate Modern di Londra. Ora tocca a Bologna e c'è molta attesa per il loro arrivo, soprattutto perché è la loro prima volta ad Arte Fiera. Appassionati di Michelangelo, Tiziano, Leonardo Da Vinci fino a Morandi e Fontana, quale arte cercheranno? Hanno già fissato un budget di spesa? «Siamo molto incuriositi dall'arte italiana contemporanea – risponde Payal a «Il Sole 24 Ore» – ma non fissiamo mai un budget e siamo aperti a ogni genere di espressione, fotografia, pittura e scultura, anche se abbiamo un debole per queste ultime». Per Rajiv e Payal acquistare opere d'arte è soltanto un piacere, ma per i coniugi belgi Lut e Marc Embo,due indomiti ottantenni che da 14 anni non perdono un'edizione della fiera bolognese, circondarsi di opere d'arte è stato negli anni anche un modo di mettere al sicuro i propri risparmi. La loro collezione è ancora inedita in Italia, ma si sa che seguono il lavoro di Lucy Orta, la giovane inglese artista del riciclo, che la scorsa primavera espose all'Hangar Bicocca il progetto "Antarctica", con lavori site specific dedicati alla strategia della sopravvivenza al Polo Sud.All'incontro, moderato dal direttore del MAMbo Gianfranco Maraniello, il parterre è davvero internazionale e di primordine. Tra le coppie celebri ci saranno gli statunitensi Heather e Tony Podesta, molto legati all'Italia e a Venezia, dove trascorrono parecchie settimane all'anno attratti dalla giovane arteitaliana. La loro fama è grande perché quest'estate hanno donato al National Museum of Women in the Arts di Washington, con una cerimonia pubblica, 50 esemplari della loro collezione, costituita da fotografie, sculture, video e dipinti di vari autori tra cui Cathy de Monchaux, Candida Hofer, Elizabeth Turk, Jane e Louise Wilson. E tra i collezionisti italiani chi ci sarà? A Bologna interverranno Giovanni e Rosa Cotroneo, la cui collezione di fotografia contemporanea ha viaggiato per mezza Europa da Parigi al Castello di Rivoli, al Mart di Rovereto, dove tra il 2004 e il 2005 vennero esposte quasi 200 immagini di Mimmo Jodice. «Noi collezionisti abbiamo una fondamentale funzione – ama ripetere il costruttore Cotroneo – quella di promuovere l'arte contemporanea e così nel mio ufficio ho messo tante opere. Gli imprenditori le vedono, domandano, conoscono.E facciamo proseliti».Parleranno nella stessa mattinata anche Lorenza e Marco Pallanti, che dal 2000 portano avanti il progetto "Castello di Ama per l'arte contemporanea" nato per arricchire il borgo senese con opere realizzate ogni anno "in loco" da importanti artisti italiani e stranieri. Da Anish Kappor a Cristi-na Iglesias, autrice di "Towards de Ground", una vasca scultura da poco installata nel parco. Se i privati non stanno solo a guardare, quale ruolo gioca la committenza pubblica nell'arte contemporanea? Risponderanno nel pomeriggio del 23 gennaio, dalle 15 alle 17, i direttori di Mart, MAMbo, MAXXI e Tate Modern, mentre sabato 24, dalle 11.30 alle 15.30, sarà la volta delle fondazioni bancarie, invitate a confrontarsi sul tema del collezionismo. Il convegno, moderato da Salvatore Carrubba, è organizzato da «Il Sole 24 Ore» in occasione dei 25 anni del Domenicale e vede al tavolo Angela Vettese, Walter Guadagnini, Fabio Roversi-Monaco e Werner Peyer. Infine domenica 25l'ultimo convegno in programma sul ruolo delle fondazioni d'arte private sarà ospitato al MAMbo, dalle 11.30 alle 13.30 e moderato da Achille Bonito Oliva. C

Torna all'inizio


09:43 CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (2) (sezione: Revoca fidi)

( da "Agi" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (2) (AGI) - Firenze, 19 gen. - Act continuera' comunque a sostenere le imprese che, nonostante la crisi, porteranno avanti nuovi progetti, nella consapevolezza che il rilancio degli investimenti materiali e immateriali permettera' un piu' veloce superamento del ciclo negativo. Nel 2008 quasi il 41% delle garanzie rilasciate da Actsono state finalizzate a finanziamenti richiesti per la realizzazione di investimenti aziendali. Per conseguire questo obiettivo Act affianchera' la Regione Toscana, di cui costituisce strumento funzionale per le politiche in favore dell'artigianato, contribuendo al successo degli interventi decisi dalla Giunta Regionale nella seduta dello scorso 15 dicembre per sostenere le imprese toscane, con particolare riferimento alle contro-garanzie pubbliche gestite da Fidi Toscana. Inoltre, per soddisfare la domanda di quelle imprese che non dovessero accedere agli aiuti previsti dai provvedimenti regionali, Act mettera' a loro disposizione un plafond di dieci milioni di euro per l'accesso a prodotti gia' sperimentati con successo, proposti a tassi molto accattivanti, utilizzando le convenzioni in essere con il sistema bancario regionale. Tali prodotti, immediatamente disponibili e promossi anche dal sistema associativo, permetteranno di contrastare le tensioni che sempre piu' spesso si ravvisano nel rapporto banca/impresa. Ci auguriamo che, nel condurre nella nuova dimensione di intermediario vigilato questa attivita' di sostegno delle imprese a fronte di una crisi che le potrebbe decimare, Act possa ricevere contributi dalle Camere di Commercio, dai Comuni e dalle Province.

Torna all'inizio


09:42 CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (sezione: Revoca fidi)

( da "Agi" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CRISI: ARTIGIANCREDITO TOSCANO, PIU' AIUTI ALLE IMPRESE (AGI) - Firenze, 19 gen. - Banca d'Italia ha iscritto Artigiancredito Toscano, consorzio fidi delle pmi, nell'elenco speciale degli intermediari finanziari. Sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto confidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato, e' il primo consorzio fidi in Italia a ricevere l'autorizzazione ad operare sotto la vigilanza della Banca d'Italia nel mercato regolato del credito, un riconoscimento prestigioso che consentira' alla societa' di rilasciare garanzie alle imprese associate equivalenti a quelle bancarie. Cio' si tradurra' per le imprese in migliori opportunita' di accesso al credito, in termini sia di finanziabilita' delle operazioni sia di livello dei tassi, sensibilmente piu' vantaggiosi di quelli ordinari. Act potra' inoltre operare anche in favore di altri soggetti, come ad esempio i dipendenti delle stesse imprese. La decisione di Banca d'Italia e' giunta dopo una minuziosa istruttoria che ha verificato la sussistenza dei requisiti patrimoniali di Act rispetto alle garanzie rilasciate e all'operativita' programmata nel prossimo triennio e l'adeguatezza dell'organizzazione aziendale con particolare riferimento al sistema dei controlli interni. Il 2009 sara' un anno difficile per le imprese e Act, in virtu' dell'accresciuto valore delle garanzie, destinate a essere decisive per ottenere interventi di ristrutturazione finanziaria - cosi' preziosi in tempi di recessione per contenere gli oneri finanziari - e affidamenti a breve necessari per sopperire alle esigenze del ciclo produttivo, potra' rappresentare un sostegno ancora piu' efficace che in passato. Questi interventi sono gia' stati sperimentati con successo nell'ultimo trimestre dell'anno, quando nel pieno della crisi che ha sconvolto i mercati finanziari il consiglio di amministrazione di Act, in piena sintonia con le istanze del sistema imprenditoriale rappresentate da Cna e Confartigianato, lancio' una campagna per sostenere le imprese che ha condotto a risultati molto positivi: tra ottobre e dicembre sono state infatti garantite operazioni per circa 200 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2007.

Torna all'inizio


Crisi, gli interventi possibili in ambito locale (sezione: Revoca fidi)

( da "RomagnaOggi.it" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

19 gennaio 2009 - 11.07 (Ultima Modifica: 19 gennaio 2009) In questa fase di incertezza è necessario porre al primo posto nelle priorità di intervento i temi dello sviluppo, che devono costituire una chiara scelta di politica economica. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Provincia, in sintonia con quanto stabilito nel Patto per lo Sviluppo, di assumere l'incarico di istituire e gestire una task force di coordinamento e presidio della situazione di crisi che sta attraversando il nostro sistema imprenditoriale proponendo sei possibili aree di intervento di seguito evidenziate. Infatti, la crisi attuale impone un ripensamento sulle proposte strategiche di lunga gittata e, anche se le nostre imprese sono ancora sottocapitalizzate, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che, almeno nell'immediato, occorre concentrare le risorse pubbliche sul sostegno ai Consorzi di Garanzia che rimangono, ora, forse l'unico strumento tangibile in grado di favorire la concessione del credito. Il sistema bancario, nonostante gli interventi dei governi, non è ancora stabile e vi è ancora il rischio che le piccole imprese vengano chiamate a rientri sui finanziamenti ottenuti. In questa logica occorre seguire la strada già aperta dalla Camera di Commercio, per ampliare il Fondo straordinario per i rischi aggiuntivi che le Cooperative di Garanzia assumono nel favorire la concessione del credito alle imprese. La Provincia e la CCIAA potrebbero, inoltre, divenire promotrici di una proposta, nei confronti delle Amministrazioni Comunali, per far si che le stesse contribuiscano con risorse proprie alla costituzione e/o all'incremento di fondi di garanzia esistenti o da costituire. La Regione Emilia Romagna ha già recentemente stanziato 50 milioni di euro a sostegno del credito delle piccole imprese ed attiverà una linea di credito agevolato che potrà dimezzare i tassi di interesse; sarà gestito assieme ai consorzi fidi attraverso convenzioni con le banche, al fine di assicurare comportamenti virtuosi verso le imprese. E' importante, perciò, un intervento diretto della Provincia e della CCIAA nei confronti degli istituti di credito per concordare "regole certe" in ambito territoriale che favoriscano l'accesso al credito, contenendone al contempo i costi. Occorrono anche meccanismi di salvaguardia per le imprese che operano soprattutto nei confronti dei soggetti pubblici, prevedendo di accorciare i tempi di pagamento delle prestazioni fornite. Crediamo opportuna anche una riflessione tra tutte le parti sociali, per avere una lettura puntuale della crisi, che dia la possibilità di valutare per i diversi settori se si tratta di una crisi strutturale o congiunturale, mettendo a punto interventi diversi. Proprio in presenza di una fase particolarmente difficile, a nostro parere non vanno abbandonati gli interventi che possono comunque rappresentare uno stimolo per l'economia locale. Ci riferiamo in particolare a due filoni che necessitano un'attenzione particolare e reciproca da parte dell'Amministrazione Provinciale e della CCIAA: il sostegno all'innovazione, alla ricerca ed ai processi di internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo. Crediamo sia essenziale, nei prossimi mesi, mettere a punto un piano di investimenti in infrastrutture privilegiando i progetti di piccole dimensioni, che garantiscono un?immediata cantierabilità ed un coinvolgimento diretto delle piccole imprese, così come risulta particolarmente importante accelerare i processi di miglioramento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico esistente, a partire dagli edifici scolastici. Crediamo, inoltre, che tutte le Amministrazioni, a partire da quella Provinciale, si debbano adoperare affinchè per l'anno 2009 non venga applicato alcun aumento tariffario. Naturalmente sono necessari anche interventi rivolti alle famiglie, per sostenere i redditi soprattutto nei casi di crisi aziendali, in questo senso auspichiamo che gli interventi in questa direzione che sono in fase di predisposizione, con il coinvolgimento anche dei comuni, del sistema bancario e delle fondazioni, divengano attuativi al più presto. Franco Napolitano Responsabile Area economico-sindacale Cna Forlì-Cesena

Torna all'inizio


BANCHE: MAGGIORANZA IMMIGRATI LA SCEGLIE CON PASSAPAROLA (sezione: Revoca fidi)

( da "Wall Street Italia" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Banche: maggioranza immigrati la sceglie con passaparola di ANSA Ricerca Abi-Cespi, tra motivi scelta in testa vicinanza a casa -->(ANSA)- ROMA, 19 GEN - Sono il passaparola e il consiglio delle associazioni che indirizzano maggiormente la scelta della banca per gli immigrati. Sono infatti 6 su 10 quelli che si fidano del consiglio di un conoscente. Emerge dalla ricerca Abi-Cespi dedicata a 'Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati'. Per quanto riguarda i motivi della scelta, al primo posto vi e' la vicinanza a casa (80%), seguono alla pari (70%) l'accoglienza e le condizioni bancarie.

Torna all'inizio


Credito: Act primo cofidi Italia autorizzato da Bankitalia (sezione: Revoca fidi)

( da "Trend-online" del 19-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Credito: Act primo cofidi Italia autorizzato da Bankitalia ANSA NEWS, clicca qui per leggere la rassegna di Ansa , 19.01.2009 16:30 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! (ANSA) - FIRENZE, 19 GEN - Artigiancredito toscano e' il primo consorzio fidi a essere iscritto da Banca d'Italia nell'elenco degli intermediari finanziari. Ha ricevuto inoltre l'autorizzazione ad operare nel mercato regolato del credito. Act e' sorto nel 2006 dalla fusione dei diciotto cofidi provinciali promossi dalle associazioni Cna e Confartigianato. Il riconoscimento consentira' al cofidi di rilasciare garanzie alle imprese associate equivalenti a quelle bancarie.

Torna all'inizio


Costo del denaro e fidi settore edilizio in crisi (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

IMPERIAL'ALLARME IERI MATTINA AL CONVEGNO DI CGIL E FISAC Costo del denaro e fidi settore edilizio in crisi La Confindustria: "Timori per 4 aziende su cinque" [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA In provincia di Imperia, il 29 per cento delle aziende associate all'Unione industriali denuncia una contrazione degli affidamenti, una percentuale che sale all'87% nel settore dell'edilizia, mentre quattro imprese su cinque segnalano un aumento, lieve o più consistente, del costo del denaro, «nonostante la diminuzione dei tassi». È quanto risulta da una ricerca interna, fatta a campione sugli iscritti a Confindustria, che verrà presentata oggi all'Associazione Bancaria Italiana (Abi) regionale. Gli allarmanti dati sono stati anticipati ieri mattina al convegno sul tema «Crisi del credito e ricadute sull'economia reale», che la Cgil e la Fisac-Cgil di Imperia hanno organizzato alla Sala Varaldo della Camera di Commercio. Un incontro affollato, anche per l'estrema attualità dell'argomento, come conferma Enrico Revello, segretario provinciale della Cgil: «Siamo rimasti molto soddisfatti per la folta e interessata partecipazione». Tra i relatori, Ottavio Biccheri, segretario generale della Fisac-Cgil Liguria, Daniela Delfino, capo area Imperia-Savona di Banca Carige, Nicola Maiolino della segreteria nazionale della Fisac-Cgil e Nerio Nesi, presidente della Fondazione Riccardo Lombardi. Con loro, anche Giuseppe Argirò, direttore generale di Confindustria Imperia, che esprime i timori della categoria imprenditoriale: «Siamo preoccupati soprattutto per il settore dell'edilizia, che sembra il più colpito dal razionamento del credito». Significativa, inoltre, la presenza tra il pubblico di Donato Di Ponziano, presidente del Casino di Sanremo. Conferma Piero Re, segretario provinciale della Fisac-Cgil: «La crisi a livello mondiale avrà delle ripercussioni anche sulla provincia di Imperia e abbiamo promosso il convegno anche per capire quali potranno essere le conseguenze sul territorio, sapendo che la nostra economia, basata su turismo e floricoltura, sarà fra le più colpite. Per questo, abbiamo invitato alcuni esperti allo scopo di cercare di trovare eventuali strategie per arginare i riflessi negativi». E intanto, la Camera di commercio, in collaborazione con il Comitato per la Promozione dell'Imprenditorialità Femminile, promuove il bando per l'assegnazione di contributi a favore di piccole e medie imprese femminili che hanno sede in provincia di Imperia e che realizzino programmi di investimento relativi alla promozione dell'azienda sul web. Domattina alle 12 la presentazione del progetto.

Torna all'inizio


PROFESSIONE MEDIATORE CREDITIZIO: DISCIPLINA E OPERATIVITÀ (sezione: Revoca fidi)

( da "marketpress.info" del 20-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Martedì 20 Gennaio 2009 PROFESSIONE MEDIATORE CREDITIZIO: DISCIPLINA E OPERATIVITÀ Milano, 20 gennaio 2009 - In un mercato finanziario sempre più complesso, dove è difficile orientarsi, diventa fondamentale sia per l?investitore che per l?impresa, nonché per i gruppi bancari e assicurativi, essere assistiti da un professionista altamente preparato e qualificato che sappia individuare razionalmente e analiticamente la migliore soluzione possibile sia sul fronte dell?erogazione che su quello degli impieghi. Il Consulente di Credito Bancario e Finanziario professionista, naturale evoluzione dell?obsoleta figura del mediatore creditizio e dell?agente in attività finanziarie, dovrà essere in grado di comprendere e analizzare i molteplici bisogni del cliente;l?obiettivo sarà la realizzazione di soluzioni personalizzate, che portino all?instaurarsi di un rapporto duraturo basato sulla fiducia. Il volume realizzato da due importanti e noti operatori del settore Stefano M. Masullo e Mattia Lettieri descrive gli aspetti operativi per l?esercizio dell?attività, definisce gli elementi tecnici, contrattuali, economici e legali, descrivendo metodi e strumenti per la creazione e il consolidamento del vantaggio competitivo di di questa nuova ed emergente figura professionale. Profili degli autori Stefano M. Masullo Stefano M. Masullo, classe 1964, laurea in economia e master in comunicazione e finanza, in passato procuratore alla Borsa di Milano presso gli Agenti di Cambio Leonzio ? Combi e broker registrato al Nasd a New York per le Borse statunitensi, fondatore e presidente Opus Consulting Spa, amministratore delegato Euro Sopa Holding Spa, consulente e consigliere di gruppi bancari, assicurativi, finanziari, industriali, è specializzato in consulenza e gestione di patrimoni mobiliari ed immobiliari, finanza di impresa, pianificazione fiscale, comunicazione finanziaria e formazione. Attualmente direttore marketing e comunicazione Sintesi Spa, Sib ? Sintesi Investment Broker Spa, Sintesi Financial Network srl; direttore relazioni esterne De Vittori of Switzerland Sa gruppo con sede a Lugano e presente direttamente in 12 piazze finanziarie internazionali. Socio fondatore e segretario generale di Assoconsulenza e di Assocredito, rettore Università Isfoa di Lugano, autore di oltre 300 pubblicazioni e di 20 best sellers aziendali, di cui uno adottato dall?Università Bocconi di Milano, è opinionista presso le più importanti testate giornalistiche e televisive specializzate di settore. Autore nell?ottobre del 2001 di un libro dedicato alla finanza islamica di cui è reputato uno dei maggiori esperti italiani, è direttore editoriale di Shirkah prima rivista svizzera dedicata all?Islamic banking. Mattia Lettieri, classe 1968, laurea in economia e commercio e master Assoconsulenza per Consulenti di Investimento ed in pianificazione societaria e fiscale Università Isfoa. Tributarista e revisore contabile, attivo dal 1994 nel settore della consulenza fiscale, aziendale e finanziaria; ha collaborato con gruppi bancari e finanziari quali Fida Sim, gruppo Cassa di Risparmio di Torino e Unicredit Sim, attualmente è vice delegato Campania Int Istituto Nazionale Tributaristi, responsabile delegazione Avellino del Collegio dei Periti Italiani, vice presidente Nova Universitas Solofrae Onlus, delegato provinciale Avellino Assoconsulenza, presidente collegio dei revisori comune di Solofra assistente di Economia e Gestione delle Imprese Commerciali e di Strategie dei Finanziamenti alle Aziende Pubbliche all?Università degli Studi di Salerno, docente di Analisi Finanziaria e Finanza di Impresa alla Università Isfoa di Lugano. Valter Casini Editore Roma euro 18 . <<BACK

Torna all'inizio


Commissione Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche / 1 (sezione: Revoca fidi)

( da "Blogosfere" del 20-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Gen 0920 Commissione Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche / 1 Pubblicato da Laura Simionato alle 13:40 in Banche L'Antitrust ha deciso di accettare, rendendoli vincolanti, gli impegni presentati da Banca Monte dei Paschi di Siena, UniCredit Banca di Roma, Banca Nazionale del Lavoro ed Intesa Sanpaolo, nell'ambito dei distinti procedimenti avviati il 4 luglio scorso per possibili pratiche commerciali scorrette relative alle modalità di applicazione della Commissione di Massimo Scoperto. Alle famiglie dovrà essere data un'informazione dettagliata e trasparente, con l'indicazione periodica del costo sostenuto per il fido concesso, comprensivo degli interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato dall'applicazione di eventuali commissioni alternative. Gli impegni offerti dalle istituti bancari dovrebbero, secondo quanto ritenuto dall'Autorita', fornire ora una documentazione informativa e contrattuale migliorata nella prospettazione delle condizioni di applicazione della commissione e integrata da esempi numerici sufficientemente chiari. Tutte le Banche hanno anche offerto l'applicazione di commissioni alternative a quella di Massimo Scoperto in modo da consentire al consumatore di scegliere consapevolmente tra le varie opzioni quella ritenuta più conveniente, in base alle proprie esigenze di credito e al relativo utilizzo. Le Banche ora dovranno indicare alla clientela, periodicamente, il costo totale sostenuto per il fido concesso, derivante dall'applicazione delle condizioni economiche prescelte. Tale costo dovrà essere comprensivo degli interessi debitori e di ogni altra spesa applicata. Nella stessa comunicazione le Banche dovranno anche quantificare il costo che la clientela avrebbe dovuto affrontare scegliendo condizioni alternative. Rimaniamo in attesa di sapere cosa decidera' ora il Parlamento, dove e' in discussione una serie di proposte comunque complementari agli impegni resi vincolanti dall'Antitrust. Continua a leggere: Commissione Massimo Scoperto: Antitrust accetta gli impegni delle banche /2

Torna all'inizio


OSIMO Un anno fa gli imprenditori avrebbero cercato di indovinare quale mercato aggredire per svilu... (sezione: Revoca fidi)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 21-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Mercoledì 21 Gennaio 2009 Chiudi OSIMO Un anno fa gli imprenditori avrebbero cercato di indovinare quale mercato aggredire per sviluppare il fatturato nel processo di internazionalizzazione. Oggi l'interrogativo è fermo su come attrezzarsi per superare la crisi economica che pesa nella zona a sud di Ancona come nel resto del mondo. I 2200 cassintegrati contati dalla Cgil negli 8 Comuni dell'hinterland anconetano sono il campanello d'allarme di una evoluzione dei mercati gloabli che non si è ancora conclusa. Andrea Pesaresi, presidente di Apindustria Ancona-Macerata, è convinto che «la crisi economica sia un problema tangibile non solo per le aziende dell'Anconetano. Ma il bicchiere va visto mezzo pieno. La crisi va combattuta, non subita, e la si può superare con la collaborazione di tutti, banche comprese». Fare sistema diventa perciò un imperativo categorico. «Intanto il metodo più semplice per reagire e ripartire è quello di puntare sulla qualità dei prodotti - spiega - I nostri imprenditori devono cominciare davvero a lavorare sul Made in Italy, sulla qualità che dà valore aggiunto. Non possiamo andare a competere con i mercati cinesi, nè correre dietro al prezzo. Il tessuto delle nostre piccole imprese deve e può puntare sul brand. Chi l'ha fatto veramente in passato ora sta superando la crisi più o meno brillantemente. Chi ha lavorato solo sulla legge dei grandi numeri adesso si trova in grave difficoltà». Una regola che vale per tutti i settori, anche per la meccanica che tenta di sopravvivere. Sodalizi, dialogo e collaborazione fanno il resto. «Fare sistema è indispensabile, a tutti i livelli - aggiunge Pesaresi - Noi ci confrontiamo costantemente con i nostri iscritti e li facciamo incontrare con altri imprenditori dello stesso settore se c'è interesse ad esportare all'estero le produzioni. Fare sistema significa ad esempio far partecipare insieme alle fiere internazionali aziende dello stesso ramo attraverso l'aiuto delle associazioni di categoria per dimezzare i costi. Non è pensabile che una piccola azienda si internazionalizzi e rischi da sola. Non tutte le associazioni di categoria lo hanno ancora capito, tendono piuttosto a fare lobby in proprio a garanzia degli associati. Se venissero organizzati viaggi all'estero, per tutti e non in ordine sparso, magari sotto la promozione unitaria di Ancona Promuove, le somme risparmiate potrebbero essere investite per aiutare i Consorzi Fidi e di conseguenza per un 60-70% quelle aziende in difficoltà che non ce la fanno a garantire in proprio». La ferita aperta resta poi quella delle banche «che continuano a non aiutare gli imprenditori e a non svolgere la loro funzione sociale. Anche il governo ha messo in atto aiuti al sistema bancario per immettere liquidità sul mercato ma abbiamo la sensazione che gli istituti di credito stiano utilizzando quel denaro per rafforzare i propri bilanci». M.P.C.

Torna all'inizio


Logica di filiera per il credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 21-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2009-01-21 - pag: 7 autore: L'Asdi punta su una revisione del sistema di garanzie Logica di filiera per il credito PORDENONE Strutturare la filiera significa anche fornirle spalle forti sotto il profilo del patrimonio e della liquidità destinata agli investimenti. Il distretto, pur essendo un sistema di aziende in rete, da questo punto di vista non dispone comunque vie preferenziali nell'accesso al credito. «Si tratta di un elemento prioritatio che va affrontato – afferma Alessandro Zanetti, vicepresidente della Asdi del mobile e consigliere di amministrazione del Consorzio – perché il problema dell'accesso al credito è reale soprattutto ora che le banche fanno capo a pochi gruppi e che il sistema delle garanzie chieste all'azienda va oltre la serietà del singolo imprenditore. Appartenere a un sistema, come il distretto, non offre una credenziale in più alle imprese nel raffrontarsi con il mondo bancario. Sarebbe interessante verificare se ci siano le condizioni per ragionare a questo livello con gli istituti di credito». Passi avanti sono stati fatti, invece, nell'ambito dei consorzi di garanzia Fidi. Neafidi (il confidi promosso dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza) e Unionconfidi (espressione di Unindustria Treviso e Unindustria Pordenone) si sono fusi creando una struttura con un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per oltre 600. «Si tratta di un passaggio importantissimo per le nostre aziende», evidenzia Zanetti. Altra partita da giocare riguarda la relazione con il mondo assicurativo. Oggi che le aziende del mobile sono più che mai vocate all'export e hanno la necessità di arrivare in mercati promettenti, ma spesso instabili, il mezzo tradizionale delle assicurazioni sul credito non basta più. Laddove le compagnie di assicurazione non arrivano le aziende hanno la necessità di altri strumenti finanziari, strumenti che oggi non ci sono. Ma. Mi. NODO ASSICURATIVO Per le aziende di settore che operano su mercati promettenti ma instabili è sentita la necessità di nuovi strumenti di copertura

Torna all'inizio


Colpo di spugna al massimo scoperto (sezione: Revoca fidi)

( da "Miaeconomia" del 21-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Gli ultimi articoli da: Esperto conti correnti C/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su c/c firma disgiuntaAssegno protestato pagato dopo 12 mesiApertura conto per protestatoApertura c/c per protestatoC/c con quote differentiErrore protestoCancellazione protestoConoscenza protesto Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Obblighi del garanteImmobile a minorenne e affittoSeparazione e mutuo cointestatoRinegoziazione durata mutuoRichiesta prestito per futuri garantiMutuo per fideiussoreDetrazione mutuoRitiro garanzia mutuoImmobile a minore e esenzione Ici e IrpefIscrizione e consolidamento dell?ipoteca BANCA E MUTUI » Conti correnti Colpo di spugna al massimo scoperto (21/01/2009) Entro la fine del mese le nuove regole sulle commissioni di massimo scoperto saranno legge. Inserite nel pacchetto anti-crisi, sono state infatti approvate dalla Camera e entro la prossima settimana otterranno il via libera anche dal Senato. Un passaggio importante che cambierà in positivo le sorti bancarie di migliaia di clienti italiani: la più grande novità della normativa prevede, infatti, che non venga applicata alcuna commissione se il cliente vada a debito in maniera continuativa per meno di 30 giorni, oppure se il rosso sul conto corrente avvenga in assenza di fido. In questi due casi, le banche potranno applicare solo gli interessi. Per capire meglio la novità va detto che il massimo scoperto è un clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche fido o affidamento), in base alla quale ai normali interessi va aggiunta un?ulteriore percentuale calcolata sulla massima esposizione avuta sul proprio conto corrente nel trimestre di riferimento. È il caso, più semplicemente, in cui una famiglia o un?impresa vanno in rosso sul conto corrente perché hanno utilizzato tutta la cifra dello scoperto, concordata con la banca, facendo quindi scattare gli interessi a debito, parecchio salati. Ma le notizie positive non finiscono qui. Le regole prevedono anche un ampio capitolo dedicato alla trasparenza. Va, infatti, detto che fino ad oggi, i contratti che i clienti hanno sottoscritto riportavano il tasso applicato, ma quasi mai le indicazioni di calcolo per sapere esattamente a quanto ammontano le commissioni. Un cavillo che non è passato inosservato. Tanto che a luglio, l?Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva avviato un?istruttoria proprio sulle pratiche commerciali scorrette nell?applicare le commissioni di massimo scoperto da parte delle banche. Un faro del garante accesso su quattro istituti: Unicredit, Banca Nazionale del Lavoro, Intesa Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Da allora, le banche si sono messe al lavoro presentando degli impegni concreti all?Antitrust che, li ha accettati negli scorsi giorni, rendendoli vincolanti. Misure che - si legge in un comunicato dell?Authority- introducono ?rilevanti miglioramenti informativi e sostanziali nell?applicazione della commissione?. In altre parole, ora le banche dovranno prospettare meglio le condizioni applicate alle famiglie, proponendo loro un?informazione dettagliata e trasparente, in cui vengano proposti anche esempi numerici sufficientemente chiari. Inoltre, tutti gli istituti hanno anche offerto l?applicazione di commissioni alternative a quella di massimo scoperto ?in modo da consentire al consumatore di scegliere consapevolmente, grazie alla trasparenza delle informazioni, tra le varie opzioni, quella ritenuta più conveniente, in base alle proprie esigenze di credito ed al relativo utilizzo?. I clienti potranno così avere nero su bianco l?indicazione periodica del costo sostenuto per il fido concesso, comprensivo degli interessi debitori, raffrontata con il costo che sarebbe derivato dall?applicazione di eventuali commissioni alternative. L?Antitrust ha anche ricordato che ?gli impegni sono complementari alle modifiche normative in discussione in Parlamento, in una comune ottica di tutela dei consumatori?. 3 voti - » Vota questa notizia »

Torna all'inizio