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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GENERALE DEL DOSSIER |
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Casse
Rurali: Garantiamo la liquidità ( da "Trentino"
del 18-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Lo dicono i Consorzi fidi
attraverso cui passano le domande di finanziamento delle aziende. La situazione
non è drammatica in Trentino, ma s'avvertono segnali di stretta. «La liquidità
è una merce preziosa, va gestita con attenzione» segnala Enrico Salvetta, vice direttore generale di Cassa Centrale Banca «Ma il sistema delle banche cooperative è ben presente sul
mercato.
Aiuto!
Mi hanno ristretto il credito ( da "Giornale di Brescia"
del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: invitano anche a ricorrere alle
garanzie fidi e con il fido vanno a coprire lo scoperto. Così non si può andare
avanti, come non si può accettare che con centomila euro salvo buon fine il
castelletto sia sceso a ottantamila. E i vintmela che
manca, nom a troai endoe? E se non basta dico che con i tassi non ci siamo e
dico anche che il costo dei servizi bancari è troppo alto.
banche
a confronto con gli imprenditori - pietro zannoni ( da "Nuova Sardegna, La"
del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: si discute il rinnovo dei fidi in
scadenza PIETRO ZANNONI CALANGIANUS. Sarà un carnevale ricco di preoccupazioni,
e quindi poco spensierato, per gli imprenditori del settore del sughero e per i
tantissimi lavoratori delle varie aziende in difficoltà. E' in agenda, per
venerdì alle 18 nel salone del consiglio comunale, una importante
riunione sul credito promosso dall'
Imperia:
successo per l'incontro con l'assessore Guccinelli
( da "Sanremo
news" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: ha concluso - è costituito dai
Consorzi Fidi artigiani, organismi mutualistici che offrono il 50% delle
garanzie alle banche per i prestiti contratti dagli imprenditori: una risorsa a
disposizione di tutti gli artigiani per rendere più agevole l?accesso al
credito?. Potete trovare
">QUI.
il
teorema del cavaliere - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) è
iniziata con le banche che non si fidavano più le une delle altre e che quindi
non si prestavano più soldi e si è estesa all´economia reale, ai posti di
lavoro, con le imprese che rinviano investimenti e le famiglie che posticipano
piani d´acquisto in attesa di capire di più su ciò che sta accadendo.
In
aumento i Confidi vigilati ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)"
del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: amministratore delegato Centro fidi
terziario – ci aiutano oggi a comprendere meglio l'importanza del primato
nazionale di Centro fidi terziario, Artigiancredito e
Fidi Toscana in termini di affidabilità, solidità ed efficienza del proprio
operato». «Una garanzia fornita da un consorzio ex articolo 107 - commenta
Francesco Pela,
La
banca ci sburocratizza ( da "Miaeconomia"
del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione assegni e iscrizione CaiObblighi
dei cointestatari del c/cC/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno
protestato su c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa
Curatore per immobile intestato a minoreSurroga mutuo
cointestatoMutuo per protestatoRitiro
garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?
( da "Trentino" del 18-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il credito. Le
banche cooperative attenuano in Trentino il rischio di credit
crunch. Una presenza «etica» Casse Rurali:
«Garantiamo la liquidità» Crescono gli impieghi verso imprese e famiglie. «Non
voltiamo le spalle ai clienti» TRENTO. Robusto sforzo delle Casse Rurali a
sostegno del credito alle imprese. Lo dicono i Consorzi
fidi attraverso cui passano le domande di finanziamento delle aziende. La
situazione non è drammatica in Trentino, ma s'avvertono segnali di stretta. «La
liquidità è una merce preziosa, va gestita con attenzione» segnala Enrico Salvetta, vice direttore generale di Cassa Centrale Banca «Ma il sistema delle banche cooperative è ben presente sul
mercato. Non voltiamo le spalle ai nostri clienti».
L'argomento è delicato. Non sempre è possibile tracciare una linea netta tra la
valutazione del rischio, doverosa per la banca, e la volontà di non sostenere
più un cliente per ragioni da ricercare più negli squilibri interni del sistema
bancario che non nei rischi esterni. Ma è proprio ciò
che sta accadendo in questi mesi e che ha fatto dire ai Confidi che saranno le
imminenti erogazioni dei mutui convenzionati per il consolidamento del debito,
la "prova del nove" dei comportamenti bancari. Molto
più significativi dei road show e degli annunci di plafond per le Pmi. Una volta erogati quei 400
milioni di euro richiesti dalle imprese e garantiti dal Confidi si vedrà chi
sostiene l'economia. «Le Casse Rurali stanno facendo la loro parte» dice Salvetta, responsabile dell'area Finanza «l'economia
soffre e noi svolgiamo il ruolo di banche del territorio e di banche etiche. Lo
dico senza enfasi, ma stavolta il radicamento ed i valori sono spinte reali dei
nostri comportamenti». Le cifre lo confermano. A settembre gli impieghi,
rispetto allo stesso mese del 2007, registravano un incremento del 10,6%
raggiungendo quota 10,6 milioni di euro. «Il picco di crisi si è registrato
nell'ultimo trimestre» avverte Ruggero Carli, responsabile per il credito della
Federazione «ma nonostante il rallentamento, a dicembre la tendenza è
confermata». Così come, pur con incremento sull'anno scorso, le sofferenze
restano sotto l' 1,5%. «Il credit
crunch non è figlio delle Rurali. Noi continuiamo ad
alimentare le imprese. E gli imprenditori che non trovano risposta in altre banche
si rivolgono al nostro sistema. Il che ci pone il problema della qualificazione
del credito. Sono necessarie prudenza ed attenzione»
rileva Carli «perché sono i risparmi di soci e clienti che impieghiamo, non
siamo indebitati con altre banche. Il nostro rapporto tra impieghi e depositi è
del 90%». «E' vero, c'è uno spostamento dei rischi
verso le Casse Rurali che va valutato. La provvista, nonostante il tasso Bce e
l'euribor ai minimi storici, è costosa» conferma Salvetta «una tendenza che avevamo segnalato nel meeting di
Berlino, nel 2007, il che ci ha indotto a rafforzare in tempo utile la
liquidità. Una prudenza che ha premiato e che oggi ci consente, come si diceva,
di non voltare le spalle alle imprese ed alle famiglie. Detto questo il denaro
oggi è merce preziosa e va gestito con cura. Si sta formando una "trappola
della liquidità" come nel Giappone degli anni Ottanta: calano i consumi,
la produzione, i prezzi e il denaro non circola. Le Casse Rurali aiutano
l'economia a resistere ed a reagire. Questo è etico». r.c.c.
( da "Giornale di Brescia" del
19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 19/02/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GDB TOUR
Aiuto! Mi hanno ristretto il credito LUOGO D'INCONTRO Terra di gente forte,
straordinaria nel fare impresa. Gente forte seduta su una sedia solida. Per
adesso. Per adesso perché chi ha causato il disordine finanziario
internazionale che è sotto gli occhi di tutti, a quella sedia piano piano sta cercando di segare le gambe. In modo figurato,
ovviamente, ma la sostanza non cambia e l'indicatore è il bar dei camionisti di
Sarezzo dove, dicono, «questa mattina ne sono passati
due» come dire che o c'è chi non sta lavorando, oppure chi lavora poco. Perché
a Lumezzane sta accadendo quel che accade dappertutto: il credito si è
ristretto, effetto di quella sfiducia che le banche hanno delle altre banche e
che ricade sui clienti. Francesco Bugatti produce stampi, ha cinque operai,
rappresenta gli artigiani di Confartigianato e descrive la situazione dicendo
«le banche hanno chiuso l'ombrello quando ha iniziato a piovere» aggiungendo «e, come se non bastasse, invitano anche
a ricorrere alle garanzie fidi e con il fido vanno a coprire lo scoperto. Così
non si può andare avanti, come non si può accettare che con centomila euro
salvo buon fine il castelletto sia sceso a ottantamila. E i vintmela
che manca, nom a troai endoe? E se non basta dico che con i tassi non ci siamo e
dico anche che il costo dei servizi bancari è troppo alto. Alla fine del
mese sono troppi gli euri sull'estratto conto che
pesano sul saldo finale. Ovviamente a nostro debito».
La stessa domanda se la pongono altri mille artigiani del paese, tutti con tre-cinque collaboratori, tutti con l'orgoglio di resistere
a chiedere una cassa integrazione che per i piccoli è difficile e tutti con
l'orgoglio di resistere a non lasciare a casa nessuno «perché
- spiega ancora Francesco Bugatti - le aziende sono degli imprenditori, ma sono
un poco anche dei loro collaboratori e questo noi lo sappiamo benissimo. Fin
quando sarà possibile resistere però non lo sappiamo». Che farete? «Non siamo quelli che bloccano le strade perché abbiamo
rispetto del lavoro degli altri - conclude il delegato di Confartigianato - ma
qualcosa dovremo fare per farci sentire. Così non si può andare avanti:
sappiate che ci sono artigiani che vorrebbero chiudere ma non lo fanno perché
hanno utilizzato gli accantonamenti per le liquidazioni dei collaboratori come
strumento di liquidità provvisoria. Non ho altro da aggiungere per descrivere
gli effetti di questa crisi». Cicerone avrebbe detto «quo usque
tandem abutere patientia
nostra», ovvero fino a quando si abuserà della pazienza degli artigiani e di
chi lavora? Andrea Berna, delegato di Aib per la zona
di Lumezzane, rafforza l'esigenza che la finanza debba meglio accompagnare le
imprese soprattutto in questo momento «anche perché
non è pensabile che aziende con un fatturato in calo del 30-50% possano andare
avanti per molto tempo. Mi chiedo quante ce la faranno da sole, quante avranno
questa forza». E aggiunge «fino a ottobre i livelli dei fatturati erano di
tenuta poi la curva ha iniziato a invertire la rotta e la caduta, iniziata tra
novembre e dicembre, si è accentuata in gennaio e in febbraio e in primavera
potrebbe andare peggio, molto peggio». Scusi Berna, ma chi sta lavorando cosa
fa? «Lavora chi realizza produzioni di nicchia o
macchinari complessi con commesse portate a casa mesi fa. Spero non scontino la
crisi più avanti». E se le aziende fanno fatica, fa
fatica anche il commercio. Al mercato del mercoledì, a Pieve, la gente è poca «anche se - spiega Eros Candito, il presidente degli
ambulanti dell'Anva - è proprio nei momenti di crisi
che aumenta il valore dei mercati, dove prezzo e qualità si incontrano. Noi
facciamo la nostra parte tenendo bloccato il prezzo dei beni primari». Fa un
freddo cane a Lumezzane. I bambini nella piscina comunale stanno al caldo.
Tutti gli altri rischiano di star freschi. Speriamo per poco.
Camillo Facchini c.facchini@giornaledibrescia.it Alcuni momenti di «Pronto GdB in tour» ieri mattina a Lumezzane. Nella foto centrale
in alto l'imprenditore artigiano Francesco Bugatti; qui a fianco i ragazzi
della IIIC della scuola media «Alighieri» che sono venuti a trovarci. Sotto,
una nostra lettrice partecipa al concorso indetto in contemporanea con «Pronto GdB in tour» (fotoservizio Lucini)
( da "Nuova Sardegna, La" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 14 - Gallura
Banche a confronto con gli imprenditori Crisi nel settore del sughero, si discute il rinnovo dei fidi in scadenza PIETRO ZANNONI
CALANGIANUS. Sarà un carnevale ricco di preoccupazioni, e quindi poco
spensierato, per gli imprenditori del settore del sughero e per i tantissimi
lavoratori delle varie aziende in difficoltà. E' in agenda, per venerdì alle 18
nel salone del consiglio comunale, una importante
riunione sul credito promosso dall' amministrazione comunale e dal
comitato per la crisi del sughero. Un incontro da cui si attendono varie
risposte chiarificatrici per sapere quali spazi hanno, gli imprenditori e gli
artigiani locali, per poter contare sui crediti erogati o concessi dai diversi
istituti bancari interessati. Il sindaco Antonio Scano
ha invitato, con una lettera personale inviata a tutti gli imprenditori, a
presenziare all'incontro in cui saranno presenti anche il funzionario Paolo Russu, dirigente territoriale per il Nord Sardegna di Unicredit- Banco di Roma e il dottor Marcello Tiddia,
della Sarda Fidi Sardegna. Il momento economico, comè
ormai stato ampiamente constatato dalla commissione anticrisi,
non è dei migliori. Buona parte del prodotto finito resta
invenduto nei magazzini, e diversi opifici hanno sospeso la loro
attività (e non si sa per quanto tempo) e gli operai e le famiglie vivono un
autentico dramma. I sindacati del settore stanno cercando di coinvolgere le
forze politiche perchè, a seconda dei casi, si possa
far ricorso agli ammortizzatori sociali, ma anche questo sbocco è di difficile
attuazione. Resta intatto il problema dei fidi concessi dalle
dalle banche alle diverse aziende che, in
questa fase di recessione, non possono certo rientrare onorando i loro impegni.
Le vendite di prodotto sono bloccate da mesi e quindi ci si chiede come
affrontare (e se è il caso di affrontare), la ormai imminente stagione di
raccolta della materia prima, con tutti i debiti che gli operatori hanno sul
groppone. Sono quaste soltanto alcune delle tante
domande che i vari imprenditori rivolgeranno ai due funzionari e di certo dietro
ogni quesito posto c'è una storia di sacrifici, di anni di lavoro, di
competenze che rischiano di essere vanificati negli ingranaggi di una crisi
sempre più nera.
( da "Sanremo news" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Imperia: successo
per l'incontro con l'assessore Guccinelli Era gremita
ieri sera la Sala Conferenze della sede di Sanremo di Confartigianato in
occasione dell?incontro di
approfondimento in materia di credito organizzato dalla Regione Liguria. Ad
illustrare ai numerosissimi imprenditori presenti tutti i bandi aperti dalla
Regione in materia di credito è stato l?assessore regionale alle attività
produttive Renzo Guccinelli coadiuvato dallo staff
tecnico. Si tratta di iniziative ed agevolazioni alle imprese artigiane che
investono in programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili ed
efficienza energetica (POR Bando Asse 2) e per quelle che investono in
innovazione (Asse 1 ?Innovazione e competitività? del
POR FESR 2007-2013). C?è stato spazio anche per le domande rivolte dagli
artigiani, particolarmente interessati in questo delicato momento economico
alle iniziative in materia di credito. Era presente anche il Presidente di
Confartigianato Imperia, Antonio Sindoni, il quale ha sottolineato come anche
le imprese artigiane della provincia risentano della crisi che ha generato la
diminuzione delle commesse, la conseguente crisi di liquidità e l?esigenza di
ricorrere al credito bancario. ?E? importante
? ha aggiunto ? che gli imprenditori conoscano a fondo quali siano le risorse
messe a disposizione per poterne usufruire. Per questo, come partner delle
imprese, abbiamo voluto questo incontro in collaborazione con la Regione
Liguria?. ?Un altro considerevole aiuto agli artigiani
in materia di credito ? ha concluso - è costituito dai Consorzi Fidi artigiani,
organismi mutualistici che offrono il 50% delle garanzie alle banche per i
prestiti contratti dagli imprenditori: una risorsa a disposizione di tutti gli
artigiani per rendere più agevole l?accesso al credito?.
Potete trovare ">QUI. i
bandi presentati ieri
( da "Repubblica, La"
del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 39 - Commenti
IL TEOREMA DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) è
iniziata con le banche che non si fidavano più le une delle altre e che quindi
non si prestavano più soldi e si è estesa all´economia reale, ai posti di
lavoro, con le imprese che rinviano investimenti e le famiglie che posticipano
piani d´acquisto in attesa di capire di più su ciò che sta accadendo.
Null´altro può spiegare l´incredibile accelerazione della crisi negli ultimi
tre mesi. è un comportamento perfettamente
comprensibile da parte di ciascuno di noi. Viene addirittura consigliato nelle business schools: bene
rinviare tutte le scelte che si possono posticipare in questi casi, in attesa
di acquisire nuove informazioni. Ma generalizzato a milioni, meglio miliardi,
di individui genera una Grande Depressione, una situazione in cui «non conosci
nessuno che non abbia paura del futuro». Ma di chi è la colpa di questa paura?
E di che tipo di paura dobbiamo avere paura? Il nostro primo ministro non ha
dubbi a riguardo: la colpa è dei media, che sbattono le brutte notizie in prima
pagina o nei titoli di testa dei telegiornali (comprese le reti Mediaset?). Il
giorno prima il ministro dello Sviluppo economico aveva dato del corvo alla
presidente degli industriali, rea di avere citato le previsioni del suo ufficio
studi, aggiornate sulla base degli ultimi dati forniti dall´Istat
sull´andamento della nostra economia. Ecco, dunque il teorema. Il concorso di
colpe parte dall´ufficio di statistica, reo di diramare dati così brutti, per
arrivare ai centri studi che usano questi dati per fare previsioni e si chiude
coi giornali che riportano queste previsioni. Mentre naturalmente il governo fa
di tutto per instillare fiducia tra i cittadini. Anche ieri Berlusconi ha, in
effetti, ribadito che «la risposta migliore per uscire dalla crisi è la fiducia
e l´ottimismo» e ha invitato tutti a fare acquisti, anche quelli cui aveva
chiesto di comprare titoli Enel ed Eni quando valevano dal 10 al 15 per cento
in più delle quotazioni attuali. Salvo poi aggiungere, poco dopo, che non si
escludono nazionalizzazioni delle nostre banche, cosa che ha fatto nuovamente
precipitare i titoli dei nostri istituti di credito (Unicredit è sceso sotto la
soglia di un euro). Meglio allora partire dal secondo quesito e poi da lì
risalire alle responsabilità. La paura di cui dobbiamo avere paura è quella che
fa conoscere ai mercati finanziari fluttuazioni mai viste, tra il +10 e il -10
per cento, nella stessa seduta. è un segno del fatto
che si prendono in considerazione gli scenari più estremi, sia in positivo che
in negativo, quelli che in tempi normali verrebbero scartati a priori. In
queste condizioni ogni informazione, anche negativa, ma che riduce l´incertezza
sul futuro, serve a ridurre la paura da cui scaturiscono il crollo degli
investimenti e dei consumi. Sapere oggi che il prodotto interno lordo nel 2009
calerà del 2,5 per cento significa anche escludere ipotesi ben peggiori. Ci
saranno, a quel punto, degli investitori che, avendo orizzonti lunghi, saranno
disposti ora, subito, ad investire. Il peggiore nemico degli investimenti non è
il rischio, inevitabile quando si investe, ma l´incertezza, le condizioni in
cui non ci si fida più di alcuna previsione e non si riesce a porre un limite
al peggio. Se questo è il tipo di paura di cui dobbiamo avere paura, ne
consegue che sono i governi a esserne i primi responsabili. Se vogliono
ridurla, devono attivare subito misure forti, in grado di convincere molti, se
non tutti, che gli scenari peggiori hanno una probabilità molto bassa di
realizzarsi. Devono agire prima ancora di parlare perché le parole in questi
frangenti finiscono solo per disorientare, si prestano a mille interpretazioni
diverse, soprattutto quando sono fumose (come certi discorsi sull´etica del
capitalismo). è purtroppo esattamente l´opposto di
quanto il nostro governo ha fatto sin qui. Ha continuato a dichiarare che le
nostre banche erano fuori dalla crisi, cosa cui nessuno ha creduto tant´è che i
nostri titoli bancari sono arrivati a perdere di più di quelli delle banche
all´epicentro della crisi. Mentre a tutt´oggi, sei mesi dopo il crack Lehman Brothers, non sono state
ancora attivate le misure che servirebbero a scongiurare una crisi di una
nostra banca. Ci ha abituato ad annunci di ingenti pacchetti fiscali (112
miliardi, poi scesi a
( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del
20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Centro-Nord sezione:
ECO-IMP Toscana data: 2009-02-18 - pag: 5 autore:
Credito. Sono diventati tre gli enti controllati direttamente dalla Banca
d'Italia In aumento i Confidi vigilati Andrea Gennai FIRENZE Si allunga
l'elenco in Toscana degli intermediari finanziari che operano sotto la
vigilanza di Bankitalia, i cosidetti organismi ex
articolo 107 del Testo unico bancario. Si tratta di
una procedura che porta maggiore trasparenza per il mondo bancario
e per gli stessi utenti del servizio, visto che gli enti in questione devono
rispondere ai controlli di Via Nazionale. Dal 13 gennaio scorso Bankitalia ha
riconosciuto ad Artigiancredito toscano l'iscrizione
nell'elenco speciale (ex art. 107 del Testo unico) come confidi in senso
stretto. Artigiancredito, sottolinea lo stesso
direttore Ferruccio Vannucci, «è stato il primo
confidi in Italia ad ottenere questo riconoscimento, che porterà sicuri
vantaggi per tutti i nostri soci». In Toscana operano già altri due enti
riconosciuti come intermediari ex articolo 107 che hanno diversa natura
giuridica. Si tratta di Centro fidi terziario (Confcommercio), aggregazione di
14 confidi provinciali e 9 banche, e Fidi Toscana; quest'ultima è l'agenzia
regionale che tra le varie attività ha anche quella di prestare le garanzie al
sistema produttivo. «La stretta creditizia delle banche in questo periodo ed
una maggiore consapevolezza delle istituzioni in questo senso – spiega Franco Marinoni, amministratore delegato Centro fidi terziario –
ci aiutano oggi a comprendere meglio l'importanza del primato nazionale di
Centro fidi terziario, Artigiancredito e Fidi Toscana
in termini di affidabilità, solidità ed efficienza del proprio operato». «Una
garanzia fornita da un consorzio ex articolo 107 - commenta Francesco Pela,
direttore Centro fidi terziario- permette alle imprese di avere maggiori
vantaggi rispetto a garanzie fornite da altri soggetti». Tornando ad Artigiancredito, per le garanzie del sistema delle piccole
imprese da alcune settimane è quindi cambiato il modo di approcciarsi al
sistema, peraltro in una fase di mercato non particolarmente brillante. Per
Marco Baldi (Cna Toscana) «l'obiettivo è assicurare
alle piccole e medie imprese toscane un livello di servizi più vasto e, in
particolare, accesso al credito a condizioni favorevoli ». Fabio Banti, presidente di Confartigianato Toscana, rileva che
«creare un unico consorzio regionale è stata un'azione decisiva per affrontare
la crisi altrimenti difficilmente arginabile da piccole strutture di livello
locale». IL TRAGUARDO Per Artigiancredito si tratta
del primo riconoscimento in Italia nella categoria degli organismi di garanzia
identificabili come «puri»
( da "Miaeconomia"
del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Gli ultimi articoli
da: Esperto conti correnti Liquidare importo c/c del de cuiusProtesto delegato in bancaGaranzia
pubblica sui depositi di c/cEstratto conto onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione
assegni e iscrizione CaiObblighi dei cointestatari
del c/cC/c per deposito assegniFattura
con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su
c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Curatore per
immobile intestato a minoreSurroga mutuo cointestatoMutuo per protestatoRitiro
garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?Immobile e mutuo intestato a minoreMutuo per chi è protestatoMutuo
immobile intestato a minoreRecesso fedeiussioneRitiro fideiussione BANCA E MUTUI » News La banca
ci sburocratizza (20/02/2009) File, lunghissime file in cui districarsi tra
richieste da compilare, incomprensioni e le lancette dell?orologio
che inesorabilmente scorrono. Chi non si e? mai ritrovato in questa situazione paradossale per
richiedere semplicemente un certificato? A quanto pare la sindrome fantozziana
accomuna molti italiani che da oggi, comunque, per accedere ai servizi pubblici
- riducendo i tempi di attesa e le procedure burocratiche - avranno una nuova
strada da seguire e che porta dritti in banca. Dopo le Poste, i tabaccai e i
notai, anche le banche entrano infatti nel circuito
?Reti amiche?, come previsto dall?intesa in merito
firmata dal ministro della Pubblica Amministrazione e dell?Innovazione,
Renato Brunetta, e dal presidente dell?Associazione
bancaria italiana, Corrado Faissola. Grazie all?ingresso
delle banche nel progetto promosso dal governo nell?ambito
del piano e-government 2012, il rinnovo del
passaporto si potra? fare
direttamente rivolgendosi a uno degli oltre 32mila sportelli bancari sparsi in
tutta Italia, il ritiro dei certificati anagrafici presso i 42mila Atm e il
pagamento dei contributi Inps o del ticket sanitario tramite il conto corrente
online, un servizio gia? utilizzato
da 12,2 milioni di correntisti. Ora per realizzare il piano, gli esperti del
settore bancario e del ministro per la Pubblica
Amministrazione daranno vita a un Comitato di Coordinamento, mentre per
l?attuazione degli accordi operativi sara? istituito un Comitato Operativo composto da due rappresentanti
designati dal Cnipa (Centro Nazionale per Informatica
nella Pubblica Amministrazione) e da due rappresentanti designati dall?Abi. Inoltre, come stabilito dal Protocollo d?Intesa,
Abi e ministero definiranno specifici accordi operativi che esamineranno, con
la collaborazione di amministrazioni, banche e istituzioni competenti, gli
aspetti tecnici, organizzativi e giuridici connessi all?erogazione
attraverso i canali bancari di servizi pubblici per imprese e cittadini e all?utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici per
effettuare pagamenti da e verso la Pubblica Amministrazione. Negli accordi
saranno inoltre definiti gli standard e le infrastrutture tecnologiche per
l?interconnessione tra il Sistema Pubblico di Connettivita?
(Spc), i circuiti bancari e
la Rete Nazionale Interbancaria (Rni). Alle
iniziative identificate dagli accordi operativi sara?
poi data attuazione mediante l?adozione di apposite
convenzioni tra Pa e singole banche interessate che potranno scegliere in piena
autonomia quali servizi erogare e attraverso quale canale. ?Le banche italiane
- ha detto Faissola - sono da sempre impegnate sul fronte dell?innovazione,
che rappresenta un elemento costitutivo del loro patrimonio genetico. Offrire a
famiglie e imprese strumenti, soluzioni, canali di accesso ai servizi sempre piu? evoluti, comodi, sicuri ed
efficaci, infatti, e? la sfida che le nostre banche
accettano quotidianamente e, sempre di piu?, anche il
terreno sul quale si fanno concorrenza a colpi di investimenti e tecnologia?. ?Ci
stiamo avviando verso il completamento del sistema Reti amiche, ha dichiarato
il ministro Brunetta. Entro due anni doteremo imprese e cittadini oltre 100mila
sportelli amici?. 9 voti - » Vota questa notizia »