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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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Report "Revoca fidi"  17-20 febbraio 2009

Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Casse Rurali: Garantiamo la liquidità ( da "Trentino" del 18-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Lo dicono i Consorzi fidi attraverso cui passano le domande di finanziamento delle aziende. La situazione non è drammatica in Trentino, ma s'avvertono segnali di stretta. «La liquidità è una merce preziosa, va gestita con attenzione» segnala Enrico Salvetta, vice direttore generale di Cassa Centrale Banca «Ma il sistema delle banche cooperative è ben presente sul mercato.

Aiuto! Mi hanno ristretto il credito ( da "Giornale di Brescia" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: invitano anche a ricorrere alle garanzie fidi e con il fido vanno a coprire lo scoperto. Così non si può andare avanti, come non si può accettare che con centomila euro salvo buon fine il castelletto sia sceso a ottantamila. E i vintmela che manca, nom a troai endoe? E se non basta dico che con i tassi non ci siamo e dico anche che il costo dei servizi bancari è troppo alto.

banche a confronto con gli imprenditori - pietro zannoni ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: si discute il rinnovo dei fidi in scadenza PIETRO ZANNONI CALANGIANUS. Sarà un carnevale ricco di preoccupazioni, e quindi poco spensierato, per gli imprenditori del settore del sughero e per i tantissimi lavoratori delle varie aziende in difficoltà. E' in agenda, per venerdì alle 18 nel salone del consiglio comunale, una importante riunione sul credito promosso dall'

Imperia: successo per l'incontro con l'assessore Guccinelli ( da "Sanremo news" del 19-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ha concluso - è costituito dai Consorzi Fidi artigiani, organismi mutualistici che offrono il 50% delle garanzie alle banche per i prestiti contratti dagli imprenditori: una risorsa a disposizione di tutti gli artigiani per rendere più agevole l?accesso al credito?. Potete trovare ">QUI.

il teorema del cavaliere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) è iniziata con le banche che non si fidavano più le une delle altre e che quindi non si prestavano più soldi e si è estesa all´economia reale, ai posti di lavoro, con le imprese che rinviano investimenti e le famiglie che posticipano piani d´acquisto in attesa di capire di più su ciò che sta accadendo.

In aumento i Confidi vigilati ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: amministratore delegato Centro fidi terziario – ci aiutano oggi a comprendere meglio l'importanza del primato nazionale di Centro fidi terziario, Artigiancredito e Fidi Toscana in termini di affidabilità, solidità ed efficienza del proprio operato». «Una garanzia fornita da un consorzio ex articolo 107 - commenta Francesco Pela,

La banca ci sburocratizza ( da "Miaeconomia" del 20-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione assegni e iscrizione CaiObblighi dei cointestatari del c/cC/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Curatore per immobile intestato a minoreSurroga mutuo cointestatoMutuo per protestatoRitiro garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?


Articoli

Casse Rurali: Garantiamo la liquidità (sezione: Revoca fidi)

( da "Trentino" del 18-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il credito. Le banche cooperative attenuano in Trentino il rischio di credit crunch. Una presenza «etica» Casse Rurali: «Garantiamo la liquidità» Crescono gli impieghi verso imprese e famiglie. «Non voltiamo le spalle ai clienti» TRENTO. Robusto sforzo delle Casse Rurali a sostegno del credito alle imprese. Lo dicono i Consorzi fidi attraverso cui passano le domande di finanziamento delle aziende. La situazione non è drammatica in Trentino, ma s'avvertono segnali di stretta. «La liquidità è una merce preziosa, va gestita con attenzione» segnala Enrico Salvetta, vice direttore generale di Cassa Centrale Banca «Ma il sistema delle banche cooperative è ben presente sul mercato. Non voltiamo le spalle ai nostri clienti». L'argomento è delicato. Non sempre è possibile tracciare una linea netta tra la valutazione del rischio, doverosa per la banca, e la volontà di non sostenere più un cliente per ragioni da ricercare più negli squilibri interni del sistema bancario che non nei rischi esterni. Ma è proprio ciò che sta accadendo in questi mesi e che ha fatto dire ai Confidi che saranno le imminenti erogazioni dei mutui convenzionati per il consolidamento del debito, la "prova del nove" dei comportamenti bancari. Molto più significativi dei road show e degli annunci di plafond per le Pmi. Una volta erogati quei 400 milioni di euro richiesti dalle imprese e garantiti dal Confidi si vedrà chi sostiene l'economia. «Le Casse Rurali stanno facendo la loro parte» dice Salvetta, responsabile dell'area Finanza «l'economia soffre e noi svolgiamo il ruolo di banche del territorio e di banche etiche. Lo dico senza enfasi, ma stavolta il radicamento ed i valori sono spinte reali dei nostri comportamenti». Le cifre lo confermano. A settembre gli impieghi, rispetto allo stesso mese del 2007, registravano un incremento del 10,6% raggiungendo quota 10,6 milioni di euro. «Il picco di crisi si è registrato nell'ultimo trimestre» avverte Ruggero Carli, responsabile per il credito della Federazione «ma nonostante il rallentamento, a dicembre la tendenza è confermata». Così come, pur con incremento sull'anno scorso, le sofferenze restano sotto l' 1,5%. «Il credit crunch non è figlio delle Rurali. Noi continuiamo ad alimentare le imprese. E gli imprenditori che non trovano risposta in altre banche si rivolgono al nostro sistema. Il che ci pone il problema della qualificazione del credito. Sono necessarie prudenza ed attenzione» rileva Carli «perché sono i risparmi di soci e clienti che impieghiamo, non siamo indebitati con altre banche. Il nostro rapporto tra impieghi e depositi è del 90%». «E' vero, c'è uno spostamento dei rischi verso le Casse Rurali che va valutato. La provvista, nonostante il tasso Bce e l'euribor ai minimi storici, è costosa» conferma Salvetta «una tendenza che avevamo segnalato nel meeting di Berlino, nel 2007, il che ci ha indotto a rafforzare in tempo utile la liquidità. Una prudenza che ha premiato e che oggi ci consente, come si diceva, di non voltare le spalle alle imprese ed alle famiglie. Detto questo il denaro oggi è merce preziosa e va gestito con cura. Si sta formando una "trappola della liquidità" come nel Giappone degli anni Ottanta: calano i consumi, la produzione, i prezzi e il denaro non circola. Le Casse Rurali aiutano l'economia a resistere ed a reagire. Questo è etico». r.c.c.

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Aiuto! Mi hanno ristretto il credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale di Brescia" del 19-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Edizione: 19/02/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:PRONTO GDB TOUR Aiuto! Mi hanno ristretto il credito LUOGO D'INCONTRO Terra di gente forte, straordinaria nel fare impresa. Gente forte seduta su una sedia solida. Per adesso. Per adesso perché chi ha causato il disordine finanziario internazionale che è sotto gli occhi di tutti, a quella sedia piano piano sta cercando di segare le gambe. In modo figurato, ovviamente, ma la sostanza non cambia e l'indicatore è il bar dei camionisti di Sarezzo dove, dicono, «questa mattina ne sono passati due» come dire che o c'è chi non sta lavorando, oppure chi lavora poco. Perché a Lumezzane sta accadendo quel che accade dappertutto: il credito si è ristretto, effetto di quella sfiducia che le banche hanno delle altre banche e che ricade sui clienti. Francesco Bugatti produce stampi, ha cinque operai, rappresenta gli artigiani di Confartigianato e descrive la situazione dicendo «le banche hanno chiuso l'ombrello quando ha iniziato a piovere» aggiungendo «e, come se non bastasse, invitano anche a ricorrere alle garanzie fidi e con il fido vanno a coprire lo scoperto. Così non si può andare avanti, come non si può accettare che con centomila euro salvo buon fine il castelletto sia sceso a ottantamila. E i vintmela che manca, nom a troai endoe? E se non basta dico che con i tassi non ci siamo e dico anche che il costo dei servizi bancari è troppo alto. Alla fine del mese sono troppi gli euri sull'estratto conto che pesano sul saldo finale. Ovviamente a nostro debito». La stessa domanda se la pongono altri mille artigiani del paese, tutti con tre-cinque collaboratori, tutti con l'orgoglio di resistere a chiedere una cassa integrazione che per i piccoli è difficile e tutti con l'orgoglio di resistere a non lasciare a casa nessuno «perché - spiega ancora Francesco Bugatti - le aziende sono degli imprenditori, ma sono un poco anche dei loro collaboratori e questo noi lo sappiamo benissimo. Fin quando sarà possibile resistere però non lo sappiamo». Che farete? «Non siamo quelli che bloccano le strade perché abbiamo rispetto del lavoro degli altri - conclude il delegato di Confartigianato - ma qualcosa dovremo fare per farci sentire. Così non si può andare avanti: sappiate che ci sono artigiani che vorrebbero chiudere ma non lo fanno perché hanno utilizzato gli accantonamenti per le liquidazioni dei collaboratori come strumento di liquidità provvisoria. Non ho altro da aggiungere per descrivere gli effetti di questa crisi». Cicerone avrebbe detto «quo usque tandem abutere patientia nostra», ovvero fino a quando si abuserà della pazienza degli artigiani e di chi lavora? Andrea Berna, delegato di Aib per la zona di Lumezzane, rafforza l'esigenza che la finanza debba meglio accompagnare le imprese soprattutto in questo momento «anche perché non è pensabile che aziende con un fatturato in calo del 30-50% possano andare avanti per molto tempo. Mi chiedo quante ce la faranno da sole, quante avranno questa forza». E aggiunge «fino a ottobre i livelli dei fatturati erano di tenuta poi la curva ha iniziato a invertire la rotta e la caduta, iniziata tra novembre e dicembre, si è accentuata in gennaio e in febbraio e in primavera potrebbe andare peggio, molto peggio». Scusi Berna, ma chi sta lavorando cosa fa? «Lavora chi realizza produzioni di nicchia o macchinari complessi con commesse portate a casa mesi fa. Spero non scontino la crisi più avanti». E se le aziende fanno fatica, fa fatica anche il commercio. Al mercato del mercoledì, a Pieve, la gente è poca «anche se - spiega Eros Candito, il presidente degli ambulanti dell'Anva - è proprio nei momenti di crisi che aumenta il valore dei mercati, dove prezzo e qualità si incontrano. Noi facciamo la nostra parte tenendo bloccato il prezzo dei beni primari». Fa un freddo cane a Lumezzane. I bambini nella piscina comunale stanno al caldo. Tutti gli altri rischiano di star freschi. Speriamo per poco. Camillo Facchini c.facchini@giornaledibrescia.it Alcuni momenti di «Pronto GdB in tour» ieri mattina a Lumezzane. Nella foto centrale in alto l'imprenditore artigiano Francesco Bugatti; qui a fianco i ragazzi della IIIC della scuola media «Alighieri» che sono venuti a trovarci. Sotto, una nostra lettrice partecipa al concorso indetto in contemporanea con «Pronto GdB in tour» (fotoservizio Lucini)

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banche a confronto con gli imprenditori - pietro zannoni (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 14 - Gallura Banche a confronto con gli imprenditori Crisi nel settore del sughero, si discute il rinnovo dei fidi in scadenza PIETRO ZANNONI CALANGIANUS. Sarà un carnevale ricco di preoccupazioni, e quindi poco spensierato, per gli imprenditori del settore del sughero e per i tantissimi lavoratori delle varie aziende in difficoltà. E' in agenda, per venerdì alle 18 nel salone del consiglio comunale, una importante riunione sul credito promosso dall' amministrazione comunale e dal comitato per la crisi del sughero. Un incontro da cui si attendono varie risposte chiarificatrici per sapere quali spazi hanno, gli imprenditori e gli artigiani locali, per poter contare sui crediti erogati o concessi dai diversi istituti bancari interessati. Il sindaco Antonio Scano ha invitato, con una lettera personale inviata a tutti gli imprenditori, a presenziare all'incontro in cui saranno presenti anche il funzionario Paolo Russu, dirigente territoriale per il Nord Sardegna di Unicredit- Banco di Roma e il dottor Marcello Tiddia, della Sarda Fidi Sardegna. Il momento economico, comè ormai stato ampiamente constatato dalla commissione anticrisi, non è dei migliori. Buona parte del prodotto finito resta invenduto nei magazzini, e diversi opifici hanno sospeso la loro attività (e non si sa per quanto tempo) e gli operai e le famiglie vivono un autentico dramma. I sindacati del settore stanno cercando di coinvolgere le forze politiche perchè, a seconda dei casi, si possa far ricorso agli ammortizzatori sociali, ma anche questo sbocco è di difficile attuazione. Resta intatto il problema dei fidi concessi dalle dalle banche alle diverse aziende che, in questa fase di recessione, non possono certo rientrare onorando i loro impegni. Le vendite di prodotto sono bloccate da mesi e quindi ci si chiede come affrontare (e se è il caso di affrontare), la ormai imminente stagione di raccolta della materia prima, con tutti i debiti che gli operatori hanno sul groppone. Sono quaste soltanto alcune delle tante domande che i vari imprenditori rivolgeranno ai due funzionari e di certo dietro ogni quesito posto c'è una storia di sacrifici, di anni di lavoro, di competenze che rischiano di essere vanificati negli ingranaggi di una crisi sempre più nera.

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Imperia: successo per l'incontro con l'assessore Guccinelli (sezione: Revoca fidi)

( da "Sanremo news" del 19-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Imperia: successo per l'incontro con l'assessore Guccinelli Era gremita ieri sera la Sala Conferenze della sede di Sanremo di Confartigianato in occasione dell?incontro di approfondimento in materia di credito organizzato dalla Regione Liguria. Ad illustrare ai numerosissimi imprenditori presenti tutti i bandi aperti dalla Regione in materia di credito è stato l?assessore regionale alle attività produttive Renzo Guccinelli coadiuvato dallo staff tecnico. Si tratta di iniziative ed agevolazioni alle imprese artigiane che investono in programmi di produzione di energia da fonti rinnovabili ed efficienza energetica (POR Bando Asse 2) e per quelle che investono in innovazione (Asse 1 ?Innovazione e competitività? del POR FESR 2007-2013). C?è stato spazio anche per le domande rivolte dagli artigiani, particolarmente interessati in questo delicato momento economico alle iniziative in materia di credito. Era presente anche il Presidente di Confartigianato Imperia, Antonio Sindoni, il quale ha sottolineato come anche le imprese artigiane della provincia risentano della crisi che ha generato la diminuzione delle commesse, la conseguente crisi di liquidità e l?esigenza di ricorrere al credito bancario. ?E? importante ? ha aggiunto ? che gli imprenditori conoscano a fondo quali siano le risorse messe a disposizione per poterne usufruire. Per questo, come partner delle imprese, abbiamo voluto questo incontro in collaborazione con la Regione Liguria?. ?Un altro considerevole aiuto agli artigiani in materia di credito ? ha concluso - è costituito dai Consorzi Fidi artigiani, organismi mutualistici che offrono il 50% delle garanzie alle banche per i prestiti contratti dagli imprenditori: una risorsa a disposizione di tutti gli artigiani per rendere più agevole l?accesso al credito?. Potete trovare ">QUI. i bandi presentati ieri

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il teorema del cavaliere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 20-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 39 - Commenti IL TEOREMA DEL CAVALIERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) è iniziata con le banche che non si fidavano più le une delle altre e che quindi non si prestavano più soldi e si è estesa all´economia reale, ai posti di lavoro, con le imprese che rinviano investimenti e le famiglie che posticipano piani d´acquisto in attesa di capire di più su ciò che sta accadendo. Null´altro può spiegare l´incredibile accelerazione della crisi negli ultimi tre mesi. è un comportamento perfettamente comprensibile da parte di ciascuno di noi. Viene addirittura consigliato nelle business schools: bene rinviare tutte le scelte che si possono posticipare in questi casi, in attesa di acquisire nuove informazioni. Ma generalizzato a milioni, meglio miliardi, di individui genera una Grande Depressione, una situazione in cui «non conosci nessuno che non abbia paura del futuro». Ma di chi è la colpa di questa paura? E di che tipo di paura dobbiamo avere paura? Il nostro primo ministro non ha dubbi a riguardo: la colpa è dei media, che sbattono le brutte notizie in prima pagina o nei titoli di testa dei telegiornali (comprese le reti Mediaset?). Il giorno prima il ministro dello Sviluppo economico aveva dato del corvo alla presidente degli industriali, rea di avere citato le previsioni del suo ufficio studi, aggiornate sulla base degli ultimi dati forniti dall´Istat sull´andamento della nostra economia. Ecco, dunque il teorema. Il concorso di colpe parte dall´ufficio di statistica, reo di diramare dati così brutti, per arrivare ai centri studi che usano questi dati per fare previsioni e si chiude coi giornali che riportano queste previsioni. Mentre naturalmente il governo fa di tutto per instillare fiducia tra i cittadini. Anche ieri Berlusconi ha, in effetti, ribadito che «la risposta migliore per uscire dalla crisi è la fiducia e l´ottimismo» e ha invitato tutti a fare acquisti, anche quelli cui aveva chiesto di comprare titoli Enel ed Eni quando valevano dal 10 al 15 per cento in più delle quotazioni attuali. Salvo poi aggiungere, poco dopo, che non si escludono nazionalizzazioni delle nostre banche, cosa che ha fatto nuovamente precipitare i titoli dei nostri istituti di credito (Unicredit è sceso sotto la soglia di un euro). Meglio allora partire dal secondo quesito e poi da lì risalire alle responsabilità. La paura di cui dobbiamo avere paura è quella che fa conoscere ai mercati finanziari fluttuazioni mai viste, tra il +10 e il -10 per cento, nella stessa seduta. è un segno del fatto che si prendono in considerazione gli scenari più estremi, sia in positivo che in negativo, quelli che in tempi normali verrebbero scartati a priori. In queste condizioni ogni informazione, anche negativa, ma che riduce l´incertezza sul futuro, serve a ridurre la paura da cui scaturiscono il crollo degli investimenti e dei consumi. Sapere oggi che il prodotto interno lordo nel 2009 calerà del 2,5 per cento significa anche escludere ipotesi ben peggiori. Ci saranno, a quel punto, degli investitori che, avendo orizzonti lunghi, saranno disposti ora, subito, ad investire. Il peggiore nemico degli investimenti non è il rischio, inevitabile quando si investe, ma l´incertezza, le condizioni in cui non ci si fida più di alcuna previsione e non si riesce a porre un limite al peggio. Se questo è il tipo di paura di cui dobbiamo avere paura, ne consegue che sono i governi a esserne i primi responsabili. Se vogliono ridurla, devono attivare subito misure forti, in grado di convincere molti, se non tutti, che gli scenari peggiori hanno una probabilità molto bassa di realizzarsi. Devono agire prima ancora di parlare perché le parole in questi frangenti finiscono solo per disorientare, si prestano a mille interpretazioni diverse, soprattutto quando sono fumose (come certi discorsi sull´etica del capitalismo). è purtroppo esattamente l´opposto di quanto il nostro governo ha fatto sin qui. Ha continuato a dichiarare che le nostre banche erano fuori dalla crisi, cosa cui nessuno ha creduto tant´è che i nostri titoli bancari sono arrivati a perdere di più di quelli delle banche all´epicentro della crisi. Mentre a tutt´oggi, sei mesi dopo il crack Lehman Brothers, non sono state ancora attivate le misure che servirebbero a scongiurare una crisi di una nostra banca. Ci ha abituato ad annunci di ingenti pacchetti fiscali (112 miliardi, poi scesi a 80, a 40 e infine ad 8) poi sistematicamente disattesi, dato che l´entità della manovra di bilancio pluriennale annunciata in primavera non è cambiata, il che significa che non si sono messe nuove risorse nell´economia per compensare il calo dei consumi. Tutto questo non avrà magari ridotto la popolarità del nostro governo, ma ne ha sicuramente minato la credibilità presso gli investitori. Nei prossimi due mesi le banche italiane renderanno pubblici i loro bilanci. Avremo, a quel punto, una misura del grado di esposizione ai titoli tossici dei nostri istituti di credito (lo vedremo, ad esempio, dal modo in cui riclassificheranno i titoli in portafoglio) e dell´entità delle perdite che hanno subito nel 2008. Bene che il governo, sfruttando il vantaggio informativo di cui potrebbe disporre se smettesse di fare la guerra a Banca d´Italia, trovi fin d´ora le contromisure ad ogni cattiva notizia che potrà arrivare su questo fronte, essendo pronto a intervenire ancora prima che la notizia sia pubblica. La fiducia degli italiani si gioca sul poter contare su di un governo che ha gli strumenti in mano per intervenire col tempismo richiesto in queste circostanze. Anche i media potranno offrire il loro contributo, magari dando il giusto risalto alle poche notizie buone che arrivano. Ci piacerebbe, ad esempio, che nei titoli di testa non ci fossero solo i miliardi virtualmente bruciati quando la borsa crolla, ma anche quelli (sempre virtualmente) creati quando la borsa sale. Ma guai se si pensasse che si stanno tenendo nascoste delle notizie per evitare il panico. Non è certo oscurando le brutte notizie che si vince la paura. Bisogna dimostrarsi capaci di reagire a queste notizie, scongiurando il degenerare della crisi.

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In aumento i Confidi vigilati (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: ECO-IMP Toscana data: 2009-02-18 - pag: 5 autore: Credito. Sono diventati tre gli enti controllati direttamente dalla Banca d'Italia In aumento i Confidi vigilati Andrea Gennai FIRENZE Si allunga l'elenco in Toscana degli intermediari finanziari che operano sotto la vigilanza di Bankitalia, i cosidetti organismi ex articolo 107 del Testo unico bancario. Si tratta di una procedura che porta maggiore trasparenza per il mondo bancario e per gli stessi utenti del servizio, visto che gli enti in questione devono rispondere ai controlli di Via Nazionale. Dal 13 gennaio scorso Bankitalia ha riconosciuto ad Artigiancredito toscano l'iscrizione nell'elenco speciale (ex art. 107 del Testo unico) come confidi in senso stretto. Artigiancredito, sottolinea lo stesso direttore Ferruccio Vannucci, «è stato il primo confidi in Italia ad ottenere questo riconoscimento, che porterà sicuri vantaggi per tutti i nostri soci». In Toscana operano già altri due enti riconosciuti come intermediari ex articolo 107 che hanno diversa natura giuridica. Si tratta di Centro fidi terziario (Confcommercio), aggregazione di 14 confidi provinciali e 9 banche, e Fidi Toscana; quest'ultima è l'agenzia regionale che tra le varie attività ha anche quella di prestare le garanzie al sistema produttivo. «La stretta creditizia delle banche in questo periodo ed una maggiore consapevolezza delle istituzioni in questo senso – spiega Franco Marinoni, amministratore delegato Centro fidi terziario – ci aiutano oggi a comprendere meglio l'importanza del primato nazionale di Centro fidi terziario, Artigiancredito e Fidi Toscana in termini di affidabilità, solidità ed efficienza del proprio operato». «Una garanzia fornita da un consorzio ex articolo 107 - commenta Francesco Pela, direttore Centro fidi terziario- permette alle imprese di avere maggiori vantaggi rispetto a garanzie fornite da altri soggetti». Tornando ad Artigiancredito, per le garanzie del sistema delle piccole imprese da alcune settimane è quindi cambiato il modo di approcciarsi al sistema, peraltro in una fase di mercato non particolarmente brillante. Per Marco Baldi (Cna Toscana) «l'obiettivo è assicurare alle piccole e medie imprese toscane un livello di servizi più vasto e, in particolare, accesso al credito a condizioni favorevoli ». Fabio Banti, presidente di Confartigianato Toscana, rileva che «creare un unico consorzio regionale è stata un'azione decisiva per affrontare la crisi altrimenti difficilmente arginabile da piccole strutture di livello locale». IL TRAGUARDO Per Artigiancredito si tratta del primo riconoscimento in Italia nella categoria degli organismi di garanzia identificabili come «puri»

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La banca ci sburocratizza (sezione: Revoca fidi)

( da "Miaeconomia" del 20-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Gli ultimi articoli da: Esperto conti correnti Liquidare importo c/c del de cuiusProtesto delegato in bancaGaranzia pubblica sui depositi di c/cEstratto conto onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione assegni e iscrizione CaiObblighi dei cointestatari del c/cC/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Curatore per immobile intestato a minoreSurroga mutuo cointestatoMutuo per protestatoRitiro garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?Immobile e mutuo intestato a minoreMutuo per chi è protestatoMutuo immobile intestato a minoreRecesso fedeiussioneRitiro fideiussione BANCA E MUTUI » News La banca ci sburocratizza (20/02/2009) File, lunghissime file in cui districarsi tra richieste da compilare, incomprensioni e le lancette dell?orologio che inesorabilmente scorrono. Chi non si e? mai ritrovato in questa situazione paradossale per richiedere semplicemente un certificato? A quanto pare la sindrome fantozziana accomuna molti italiani che da oggi, comunque, per accedere ai servizi pubblici - riducendo i tempi di attesa e le procedure burocratiche - avranno una nuova strada da seguire e che porta dritti in banca. Dopo le Poste, i tabaccai e i notai, anche le banche entrano infatti nel circuito ?Reti amiche?, come previsto dall?intesa in merito firmata dal ministro della Pubblica Amministrazione e dell?Innovazione, Renato Brunetta, e dal presidente dell?Associazione bancaria italiana, Corrado Faissola. Grazie all?ingresso delle banche nel progetto promosso dal governo nell?ambito del piano e-government 2012, il rinnovo del passaporto si potra? fare direttamente rivolgendosi a uno degli oltre 32mila sportelli bancari sparsi in tutta Italia, il ritiro dei certificati anagrafici presso i 42mila Atm e il pagamento dei contributi Inps o del ticket sanitario tramite il conto corrente online, un servizio gia? utilizzato da 12,2 milioni di correntisti. Ora per realizzare il piano, gli esperti del settore bancario e del ministro per la Pubblica Amministrazione daranno vita a un Comitato di Coordinamento, mentre per l?attuazione degli accordi operativi sara? istituito un Comitato Operativo composto da due rappresentanti designati dal Cnipa (Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione) e da due rappresentanti designati dall?Abi. Inoltre, come stabilito dal Protocollo d?Intesa, Abi e ministero definiranno specifici accordi operativi che esamineranno, con la collaborazione di amministrazioni, banche e istituzioni competenti, gli aspetti tecnici, organizzativi e giuridici connessi all?erogazione attraverso i canali bancari di servizi pubblici per imprese e cittadini e all?utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici per effettuare pagamenti da e verso la Pubblica Amministrazione. Negli accordi saranno inoltre definiti gli standard e le infrastrutture tecnologiche per l?interconnessione tra il Sistema Pubblico di Connettivita? (Spc), i circuiti bancari e la Rete Nazionale Interbancaria (Rni). Alle iniziative identificate dagli accordi operativi sara? poi data attuazione mediante l?adozione di apposite convenzioni tra Pa e singole banche interessate che potranno scegliere in piena autonomia quali servizi erogare e attraverso quale canale. ?Le banche italiane - ha detto Faissola - sono da sempre impegnate sul fronte dell?innovazione, che rappresenta un elemento costitutivo del loro patrimonio genetico. Offrire a famiglie e imprese strumenti, soluzioni, canali di accesso ai servizi sempre piu? evoluti, comodi, sicuri ed efficaci, infatti, e? la sfida che le nostre banche accettano quotidianamente e, sempre di piu?, anche il terreno sul quale si fanno concorrenza a colpi di investimenti e tecnologia?. ?Ci stiamo avviando verso il completamento del sistema Reti amiche, ha dichiarato il ministro Brunetta. Entro due anni doteremo imprese e cittadini oltre 100mila sportelli amici?. 9 voti - » Vota questa notizia »

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