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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL 14-16 gennaio 2009 #TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Revoca fidi (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

quindici milioni per i commercianti - francesco albonetti ( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Credo nella sinergia tra banche associazioni di categoria e consorzi fidi» FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Il nuovo direttore della Caripit Luca Severini si presenta subito con un colpo grosso. E' l'accordo stipulato col Centro Fidi, il consorzio Fidi di Confcommercio, che mette a disposizione ben 15 milioni di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese.

"Siamo pieni di lavoro ma le banche ci stritolano" ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Le banche per concedere fidi vogliono di più, molto di più. E allora un imprenditore virtuoso come Maurizio Frari, al timone della Fmt group, vero gioiello tecnologico, s'infuria: «Ci impediscono di crescere, ci bloccano, ci tarpano le ali. Sto rallentando l'accettazione di ordini per 3-4 milioni».

Credito, arriva il Fondo per aiutare le aziende ( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, al fine di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». La riunione, presieduta dal prefetto Maurizio Maccari, ha anticipato alcuni dei temi che saranno discussi sabato mattina nell'aula magna del Polo Universitario, in occasione di «Governincontra»,

Il massimo scoperto disinnescato per 30 giorni ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: vale a dire la clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche affidamento o fido bancario) in base alla quale agli interessi convenzionali va aggiunta una percentuale, calcolata al tasso convenuto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento.

Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 2009-01-14 - pag: 17 autore: Rapporti ancora tesi con il sistema bancario per gli imprenditori del Nord-Est Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende VENEZIA Un debito d'ossigeno pesante, che ha molte cause, difficili da controllare nel loro insieme. Ma, soprattutto, un'incertezza che crea più danni della crisi stessa.

Un anno da record per le Bcc ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ci conoscono e sanno che possono fidarsi, perché non puntiamo su effimere strategie finanziarie. Oggi raccogliamo ottimi risultati, che ci obbligano comunque a essere sempre vicini alle imprese, di cui conosciamo titolari e dipendenti, prodotti e determinazione». «Le scelte di fondo che abbiamo compiuto dovrebbero tenerci lontani da rischi particolari &

Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere ( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non si fidano fra di loro nel scambiarsi credito, figuriamoci poi se si possono fidare nel concedere prestiti alle imprese o alle famiglie che, a loro volta, hanno ridotto drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il tutto è stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal 2002 a chiunque veniva concesso un mutuo,

Truffe agli anziani In un anno 224 casi ( da "City" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non fidarsi...La polizia rilancia comunque i consigli utili per prevenire le truffe, rivolgendosi anche ai familiari delle persone anziane. In particolare - spiega il sito web della questura - si chiede a parenti e vicini di casa delle persone anziane di dedicare loro attenzione, accertandosi della loro condizione.

Il massimo scoperto? Sotto il faro della Vigilanza ( da "Milano Finanza (MF)" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: utilizzo di fondi in assenza di fido così come quelle percepite per somme messe a disposizione del titolare di un conto corrente, indipendentemente dal loro effettivo prelevamento o dalla durata dell'utilizzo. E' invece consentito, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, un corrispettivo predeterminato a favore della banca, unitamente al tasso debitore,

Accesso al credito Gli artigiani chiedono un <tavolo politico> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: aperto con le banche Avviato con il Confiab lo studio di procedure comuni per i fidi Richieste di finanziamento in forte crescita nell'anno che si è appena concluso. Lo attestano i dati al 30 novembre scorso: Confiab, il consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha deliberato finanziamenti per 126.404.454 euro (sui circa 131 milioni di euro richiesti), rispetto agli 84.

Attenuato il massimo scoperto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi a oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi

DL ANTICRISI: IRES, IRAP, BOND BANCARI, IVA DI CASSA, TARIFFE.LE NOVITA'. ( da "Asca" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: oppure a fronte di un utilizzo in assenza di fido. TARIFFE AUTOSTRADALI: sono bloccate fino al 30 aprile 2009, poi potranno aumentare ma solo per la parte relativa agli investimenti effettuati. TARIFFE ENERGIA: lo stop agli adeguamenti automatici delle tariffe pubbliche non si applicano ai settori dell'energia e del gas.


Articoli

quindici milioni per i commercianti - francesco albonetti (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 8 - Montecatini Quindici milioni per i commercianti Il neo direttore della Caripit presenta un pacchetto di aiuti alle imprese Severini: «Credo nella sinergia tra banche associazioni di categoria e consorzi fidi» FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Il nuovo direttore della Caripit Luca Severini si presenta subito con un colpo grosso. E' l'accordo stipulato col Centro Fidi, il consorzio Fidi di Confcommercio, che mette a disposizione ben 15 milioni di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Una risposta alla crisi economica che attanaglia la provincia, ma anche una precisa linea imposta dalla nuova direzione. «Credo molto nella sinergia fra banche, associazioni di categoria e consorzi fidi - ha detto Severini - Ed una delle quattro linee guida del Piano commerciale 2009, sarà proprio il rafforzamento di questo rapporto. Questo per tre motivi: i consorzi fidi determinano un'attenuazione del nostro rischio di credito; i consorzi sono partner privilegiati del sistema bancario, perché ci forniscono informazioni il più aggiornate possibili sui consorziati; terzo motivo, è un bacino importante per acquisire nuova clientela». L'accordo. Il finanziamento si rivolge a due categoria di intervento: sostegno al ciclo produttivo, quindi alle aziende già sul territorio, per fare nuovi investimenti; sostegno alle aziende di nuova costruzione (start-up, in gergo). Il primo filone prevede una durata minima di 18 mesi e massima di 84, tasso sia fisso che variabile e garanzia del 50%. Per le aziende di nuova costruzione, la durata del finanziamento va dai 18 ai 64 mesi, ma con un importo massimo di 50 milioni di euro. Tempi di risposta. Come hanno sottolineato anche i rappresentanti del Centro Fidi - dal presidente del Centro Fidi Stefano Morandi al direttore Francesco Pera - una delle novità più importanti è quella dei tempi di risposta rapidissimi alle imprese che chiedono il finanziamento: tre giorni da quando la pratica arriva in Cassa di risparmio. «L'efficacia del prodotto sta anche della rapidità di negoziazione del credito - ha detto Morandi - Questo accordo non nasce a caso, ma deriva dal fatto che il Centro Fidi fornisce una garanzia importante, libera capitale di rischio, essendosi adeguato con largo anticipo alle normative e ai vincoli di Basilea II». «Esiste un'economia sana che continua a investire e a ricercare nuovi mercati nell'ottica di superare la crisi - ha commentato Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio - Con questa iniziativa si sostiene il rilancio dell'economia locale». «Vogliamo focalizzare l'attenzione sul medio termine - ha detto Pierluigi Zollo, presidente di Caripit - sostenendo l'investimento e l'innovazione, con particolare attenzione alle nuove imprese e a quelle femminili». Presto toccherà agli artigiani. Quella del commercio è stata una scelta casuale? Non del tutto, in quanto Caripit è socia nel cda del Centro Fidi, ma Zollo e Severini hanno annunciato che è già pronto un accordo simile a questo anche per l'artigianato.

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"Siamo pieni di lavoro ma le banche ci stritolano" (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

La storia Un gioiello tecnologico del Torinese "Siamo pieni di lavoro ma le banche ci stritolano" MARINA CASSI Non basta essere bravi, una mosca bianca in un disastrato panorama industriale metalmeccanico. Le banche per concedere fidi vogliono di più, molto di più. E allora un imprenditore virtuoso come Maurizio Frari, al timone della Fmt group, vero gioiello tecnologico, s'infuria: «Ci impediscono di crescere, ci bloccano, ci tarpano le ali. Sto rallentando l'accettazione di ordini per 3-4 milioni». La sua azienda è più che sana: due stabilimenti a Bosconero e Riva di Chieri, 200 addetti specializzati, fatturato passato dai 26 milioni del 2006 ai 43 del 2008 con 50 milioni di ordini. Prospettive produttive fino alla primavera del 2010 e export in aumento pari ormai all'80 per cento del fatturato: metà in Europa, metà in Cina, India. Produce grandi macchinari utensili che servono a rettificare particolari di macchine eoliche. Il settore non è inchiodato, anzi. Ma la riottosità del sistema bancario rischia di frenare questa crescita impetuosa malgrado la crisi generale. E paradossalmente è proprio la crescita a creare problemi a Frari: «Produciamo su ordini e per realizzare la macchina ci impieghiamo dodici, anche diciotto mesi. Durante tutto quel tempo siamo noi che dobbiamo finanziare la produzione perché il cliente generalmente paga al ritiro del macchinario». E, quindi, più ordini ci sono più denaro serve per andare avanti e crescere ancora. Ma da settembre «le banche non ci hanno dato neanche un euro». E non solo. Frari racconta con esasperazione che «quando i clienti ci pagano un anticipo che può oscillare tra il 10 e il 30 per cento del costo del macchinario chiedono una fidejussione bancaria garantisca loro di riavere i soldi nel caso non riusciamo a fare la macchina». Adesso sono saltate anche le fidejussioni. «E' incredibile perché in 40 anni, e dico quaranta, non è mai accaduto che non abbiamo consegnato un prodotto. Le banche si informino». Il risultato? Senza la certezza delle fidejussioni Frari rallenta nel prendere ordini. Da settembre il credito è bloccato «perché le banche non sanno valutare, e mi fa ridere quando dicono che i prestiti li danno solo alle aziende sane». Spiega: «La realtà è che guardano dati vecchi. Guardano il bilancio del 2007 e il consuntivo del 2008 senza rendersi conto che dall'autunno è tutto cambiato. Noi siamo andati così così nel 2007 perché eravamo una start- up nata nel 2006 da una fusione tra due società, siamo andati bene nel 2008, ma la cosa fondamentale è che abbiamo ordini per 18 mesi». Non risparmia nessuno: «Le piccole banche del territorio sono un po' più flessibili, ma le grandi sono rigidissime, in particolare quella che era torinese. Capisco, sono in un mare di guai, ma non possono rifarsi su di noi perché così si ferma la crescita non solo nostra, ma dell'intero sistema locale».

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Credito, arriva il Fondo per aiutare le aziende (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

IMPERIA IN PREFETTURA VERTICE SULLE CON GLI ISTITUTI BANCARI Credito, arriva il Fondo per aiutare le aziende [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA La difficoltà di accesso al credito bancario e le paventate ipotesi di rientri immediati dagli affidamenti da parte delle imprese sono stati i due argomenti, di grande attualità, affrontati in ampio e articolato dibattito durante la Conferenza Permanente, che si è tenuta in Prefettura. E una prima risposta giunge da Sergio Gaggero, segretario regionale dell'Associazione Bancaria Italiana: «La Regione e le Camere di Commercio delle quattro province liguri hanno deliberato la creazione di un Fondo di 3 miliardi di euro, messo a disposizione di "Retefidi" per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, al fine di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». La riunione, presieduta dal prefetto Maurizio Maccari, ha anticipato alcuni dei temi che saranno discussi sabato mattina nell'aula magna del Polo Universitario, in occasione di «Governincontra», quando Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma, e Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, si confronteranno con sindaci e amministratori della Provincia e le categorie imprenditoriali e commerciali. Spiega il dottor Maccari: «In linea con quanto stipulato da appositi accordi siglati in Prefettura, come il Protocollo di intesa per l'accesso al credito bancario e il successivo accordo-quadro per la prevenzione dell'usura, sono state affrontate le maggiori esigenze, manifestate dal comparto economico e, in particolare, alcune difficoltà, segnalate soprattutto delle piccole imprese, a poter usufruire di un più facile accesso al credito bancario, a sostegno delle attività aziendali e a garanzia dello sviluppo dell'economia del territorio provinciale». Durante l'incontro, gli intervenuti (e tra questi c'erano i rappresentanti di Camera di commercio, Confindustria Imperia, Abi, Banca d'Italia, Associazioni di categoria, Confidi, istituti bancari, forze dell'ordine e Associazione provinciale antiusura e antiracket) hanno evidenziato quali sono le maggiori criticità, con particolare riferimento a due ordini di problemi: la contrazione degli affidamenti creditizi alle imprese da parte del sistema bancario e l'incremento del costo del denaro. Precisa Paolo Pippione, direttore della Banca Carige di Imperia: «Lo stato di crisi non ha determinato l'attuazione di particolari politiche restrittive nei confronti delle imprese, né quantomeno richieste non motivate di rientro immediato dagli affidamenti. L'esigenza delle banche di richiedere garanzie personali a fronte delle istanze di finanziamento da parte delle singole imprese, è determinata spesso dalla sottocapitalizzazione delle imprese oppure dalla necessità di ridurre i margini di rischio relativi a operazioni per le quali se ne chiede una condivisione con il soggetto attuatore». Gaggero, che rappresenta l'Abi, pone in evidenza alcuni elementi di criticità, «soprattutto i ritardi nei pagamenti degli stati di avanzamento relativi agli appalti da parte della pubblica amministrazione», e segnala «l'esigenza di aumentare il rapporto di fiducia fra le banche e il comparto imprenditoriale, realizzando una migliore conoscenza dei diversi interventi a supporto del credito e delle necessità operative e procedurali del sistema bancario». Conclude Giorgio Marziano, segretario della Camera di commercio: «Tutti hanno unanimemente condiviso l'esigenza di un ulteriore rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra le Istituzioni, il comparto economico e il sistema bancario. In che modo? Mediante la programmazione di periodici incontri, da parte dell'apposito Osservatorio che opera nell'ambito della Conferenza Permanente, e indirizzati sia ad analizzare le problematiche di maggiore rilievo, sia a individuare le possibili soluzioni».

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Il massimo scoperto disinnescato per 30 giorni (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-01-14 - pag: 4 autore: Clausola nulla per un «rosso» inferiore a un mese Il «massimo scoperto» disinnescato per 30 giorni Angelo Busani Tra le misure di inizio 2009 occupa un posto di assoluto rilievo la messa in fuori gioco della cosiddetta «commissione di massimo scoperto » (Cms), vale a dire la clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche affidamento o fido bancario) in base alla quale agli interessi convenzionali va aggiunta una percentuale, calcolata al tasso convenuto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento. Secondo la nuova norma, inserita nel Dl 185/08, le Cms sono nulle «se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni» ovvero se esse siano percepite «a fronte di utilizzi in assenza di fido». Sono nulle anche le cosiddette «provvigioni di conto», clausole che prevedono «una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente dall'effettivo prelevamento della somma», o che prevedono «una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente». è fatta salva, però, la possibilità di pattuire (con clausola non rinnovabile tacitamente), per il servizio di messa a disposizione delle somme, un corrispettivo predeterminato, unitamente al tasso debitore per le somme effettivamente utilizzate, in misura omnicomprensiva e proporzionale all'importo e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente. è fatta salva anche la facoltà di recesso del cliente in ogni momento. Le clausole che prevedono una remunerazione, a favore della banca,dipendente dall'effettiva durata dell'uso dei fondi da parte del cliente, rilevano poi al fine della determinazione dell'Isc ( o Taeg) e quindi anche del tasso di usura. I contratti di affidamento già in corso e che prevedono pattuizioni difformi dalle nuove norme, devono essere adeguati entro 150 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del Dl 185/08. Novità anche sul fronte della riscossione dei crediti vantati verso la pubblica amministrazione. Da un lato, è disposto che con decreto del ministro dell'Economia siano stabilite le modalità per favorire il rilascio di garanzie assicurative finalizzate ad agevolare la riscossione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti della Pa, privilegiando le ipotesi in cui sia offerta dal creditore una riduzione dell'ammontare del credito originario. D'altro lato, è previsto che, per il 2009, su istanza del creditore di somme dovute per sommini-strazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali, possano certificare, entro venti giorni dalla di ricezione dell'istanza, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile, per consentire al creditore la cessione del credito stesso a banche o altre istituzioni finanziarie. Anche per l'attuazione di questa norma serve un decreto del ministro dell'Economia. Passi avanti, infine, nel settore della modernizzazione e delle semplificazioni: i professionisti iscritti in albi ed elenchi devono comunicare ai rispettivi Ordini o Collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o analogo indirizzo di posta elettronica entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legge in conversione. A loro volta, gli Ordini ei Collegi pubblicheranno in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata. Va in direzione di una semplificazione degli adempimenti anche la tenuta in forma digitale del libro giornale e del libro inventari nonché di tutti i libri delle società (libro soci, libro verbali assemblee e consiglio di amministrazione, eccetera), prevista da un altro emendamento al Dl anti-crisi. La novità dovrebbe riguardare tutti «i libri, i repertori, le scritturee la documentazione di cui è obbligatoria la tenuta per disposizione di legge o di regolamento o richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell'impresa». SEMPLIFICAZIONE Formato digitale per i libri societari La comunicazione gioca la carta del canale online

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Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-14 - pag: 17 autore: Rapporti ancora tesi con il sistema bancario per gli imprenditori del Nord-Est Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende VENEZIA Un debito d'ossigeno pesante, che ha molte cause, difficili da controllare nel loro insieme. Ma, soprattutto, un'incertezza che crea più danni della crisi stessa. Le imprese del Nord-Est continuano a mostrare più fiducia nel futuro del resto d'Italia, ma non nascondono la preoccupazione per una carenza di liquidità che rischia di minare anche le strutture più sane (si veda a questo proposito Il Sole 24 Ore del 7 gennaio). E non sempre la responsabilitàè delle banche e di una certa rigidità generale del mondo del credito. Giorgio Berto, titolare della padovana Berto's, un centinaio di dipendenti, 19,2 milioni di fatturato 2008, leader nella produzione di sistemi professionali di cottura, tira in ballo anche le assicurazioni. «Noi realizziamo l'80%del nostro fatturato all'estero e lavoriamo con 70 diversi Paesi – spiega –.è scontato che dobbiamo proteggerci sui crediti commerciali e ci siamo affidati ad un big del settore, la Euler Hermes Siac del gruppo Allianz. Da quanto è scoppiata la crisi, però, Siac ha ridotto il fido al 20% dei nostri clienti e lo ha azzerato nel 5% dei casi». «é un problema molto grave– aggiunge- perchè non possiamo certo assumerci il rischio di consegnare prodotti ad aziende non coperte dall'assicurazione e così in un colpo solo abbiamo perso un quarto dei clienti. Non solo, la Siac ha anche raddoppiato i massimali. Per noi significa un esborso supplementare di 100mila euro l'anno». Berto non si è comunque perso d'animo ed ha puntato al rilancio andando ad assumere nuovi commerciali e per quest'anno conferma una crescita di oltre il5 per cento. Poco lontano, in provincia di Venezia, Mario Roson, presidente di Sae group, 130 dipendenti, 15 milioni di fatturato ed un'attività di nicchia nell'impiantistica di alto livello, accusa esplicitamente chi sulla crisici marcia.«C'è chiafferma - approfitta della situazione di difficoltà per allungare senza alcuna ragione i tempi di pagamento. Sono soprattutto i grandi che non si fanno scrupolo di mettere in difficoltà i loro piccoli fornitori. Aggiungere 60 giorni a un pagamento già a 120 giorni significa soffocare una piccola impresa ». Poi, ci sono le banche. Quelle locali, più vicine al territorio, fanno la loro parte ma i grandi istituti, a giudizio del presidente di Sae,sono rigidi all'eccesso. «Servirebbe una struttura mista che si faccia garante delle Pmi in queste vicende del credito – aggiunge –come azienda abbiamo tagliato del 50% i fidi con due banche ma siamo ben capitalizzati ed abbiamo già in portafoglio ordini per l'80% del budget 2009. Andiamo avanti, quindi, come da programma, anche se ci dobbiamo forzatamente concentrare sul prodotto, riducendo investimenti importanti come quelli che abbiamo in corso sullo sviluppo di fuel cell per l'idrogeno e sul motore planare a rotore aperto per l'automazione con piccoli componenti». Conferma l'ipotesi che qualcuno approfitti della crisi anche Antonio Vedovotto, contitolare della Metallurgica del Grappa, 25 dipendenti, che opera nel settore della termomeccanica. «Ci sono allungamenti ingiustificati dei tempi di pagamento – racconta – bisogna muoversi con molta attenzione sul mercato, ma in fondo sono ottimista perchè con un po' di flessibilità e di attenzione si può continuare a crescere». «Un cauto ottimismo – spiega Giovanni Costa, ordinario di organizzazione aziendale all'Università di Padova – è giustificato dal fatto che l'imprenditore del Nordest si è sempre mosso con prudenza. é certo però che, nella consapevolezza della storica sottocapitalizzazione delle aziende di quest'area, tutti ormai sono convinti, banche come aziende, che d'ora in avanti si può procedere solo all'insegna del rigore». «L'incertezza - aggiunge Costa genera una sorta di effetto ombra che disorienta ». E proprio l'incertezza in questo momento, a giudizio di Luca Cielo, presidente della piccola impresa di Confindustria Veneto, è quella che causa più danni. «Nessuno ormai mette in dubbio il fatto che sia in atto una stretta del credito –ricorda –ma,nel conto, va messo anche un costo del denaro che è rapidamente salito ma non altrettanto rapidamente disceso con l'Euribor.Come sistema delle piccole imprese del Veneto stiamo monitorando la situazione, ed abbiamo cominciato con la provincia di Venezia, per avere ogni utile indicazione». «Non si può comunque generalizzare la crisi – aggiunge Cielo -se l'automotive oggi soffre particolarmente il mio settore, l'alimentare, non ha avuto alcun contraccolpo. Basterebbero forse solo poche misure rassicuranti e lo Stato potrebbe dare il buon esempio obbligando la pubblica amministrazione a pagamenti in tempi ragionevoli e certi». «Ma quello che serve veramente – conclude Luca Cielo-è evitare ogni polemica e lavorare tutti assieme, banche, aziende, Stato per uscire senza drammi da una crisi che non appartiene al nostro che era e resta un sistema solido ». C.Pas. GLI EFFETTI Osserva Luca Cielo (piccola impresa Confindustria Veneto): «Il costo del denaro purtroppo non è sceso rapidamente come l'Euribor»

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Un anno da record per le Bcc (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Ovest sezione: ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2009-01-14 - pag: 5 autore: Credito. Gli istituti registrano una forte crescita per raccolta (+10,2%) e impieghi (+14,4%) da gennaio a settembre Un anno da record per le Bcc Previsto un ulteriore consolidamento nel 2009 nonostante la congiuntura Fabrizio Brignone CUNEO Crisi e credit crunch non passano per le banche di credito cooperativo del Piemonte. Almeno non è accaduto nei primi nove mesi del 2008, chiusi con cifre record: le nove Bcc piemontesi – di cui 8 con sedenel Cuneese –hanno raccolto quasi 5,8 miliardi (+10,2% rispetto al 31 dicembre 2007, nei dati gestionali), mentre gli impieghi sono saliti da 4,1 a 4,7 miliardi, +14,4 per cento. Tra le performance più dinamiche, +23,19% per Cherasco, +13,97% per Carrù e +13,2% per Caraglio nella raccolta, mentre negli impieghi Alba segna + 19,06%, Carrù +15,2% e Cherasco +15,29 per cento. I soci hanno raggiunto quota 60.374, i dipendenti sono 1.261. «La crescita è straordinaria se si considera la crisi che sta attraversando il mondo finanziario – osserva Giovanni Bottero, direttore generale di Bcc Cherasco – e le difficoltà palesate dai grossi gruppi bancari. Da parte nostra, abbiamo deciso di reagire alla crisi continuando a operare localmente, ma abbiamo anche lanciato messaggi di solidità importanti come l'apertura dellasede torinese o l'incorporazione della Bcc Genovese. Per aiutare il mercato locale, abbiamo cercato di analizzare le necessità delle imprese, aumentando gli impieghi sia per numero di clienti sia per importo». Niente stretta creditizia quindi. Anzi, le "piccole" sembrano in grado di dare più ossigeno alle imprese: «Siamo molto vicini all'economia reale – assicura Felice Cerruti, presidente della Banca di Alba, Bra, Langhe e Roero (40% degli oltre 60.000 soci complessivi in Piemonte) e della federazione delle Bcc del Nord-Ovest –. In questi ultimi mesi abbiamo avuto molte più richieste di impieghi, ma al tempo stesso abbiamo ricevuto più liquidità dai risparmiatori. L'identità di banca locale premia sia noi sia i nostri clienti, perché non abbiamo realizzato alcuna stretta creditizia: prestiamo attenzione alle aziende e alla loro stabilità, anche in prospettiva, soprattutto a quelle meno strutturate ». «I nostri clienti – prosegue Cerruti – ci conoscono e sanno che possono fidarsi, perché non puntiamo su effimere strategie finanziarie. Oggi raccogliamo ottimi risultati, che ci obbligano comunque a essere sempre vicini alle imprese, di cui conosciamo titolari e dipendenti, prodotti e determinazione». «Le scelte di fondo che abbiamo compiuto dovrebbero tenerci lontani da rischi particolari – conferma Fulvio Bernabino, direttore della Federazione Bcc Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta –:facciamo finanza per finanziare i nostri territori, da sempre, e in modo sempre molto frazionato, nel pieno rispetto delle regole e di Basilea 2, con la corretta valutazione dei rischi per la gestione creditizia. Siamo banche di prossimità, lavoriamo in modo etico per sostenere lo sviluppo del territorio. Non ci sono sintomi di restrizione del credito né di calo della liquidità». Un legame territoriale che ha radici lontane, come nel caso della Cassa rurale e artigiana di Boves, storica tra le Bcc con i suoi 120 anni festeggiati a ottobre: «Siamo da sempre banca del territorio, nei tempi positivi come in quelli di difficoltà – garantisce il presidente, Sergio Marro –. Certo, la nostra economia locale è meno toccata dalla globalizzazione, il tessuto è sano e con diversi settori trainanti. I nostri clienti sanno di poter contare su quella che è la loro banca, che garantisce innovazione e servizi (dal 2001 siamo aperti il sabato mattina in sede, ad esempio) e che non si tira indietro di fronte alle esigenze di chi lavora». «Come Bcc la nostra clientela tradizionale è di piccole e medie dimensioni, con segmentazione elevata», riferisce Giovanni Cappa, presidente Banca Alpi Marittime Cc Carrù. Dal fronte delle associazioni di categoria si temono inasprimenti e chiusure negli impieghi? «Nel 2008 li abbiamo incrementati parecchio, e avremmo avuto anche richieste ulteriori: forse le Bcc non riusciranno a sopperire alle necessità di impieghi della clientela di una grande banca, potremo comunque rispondere anche con una collaborazione sempre più intensa tra banche del territorio. Questo non significa rinunciare alla prudenza e nemmeno muoversi verso fusioni, ma proseguire in ottica cooperativistica, puntando sul sostegno alle imprese anche nella loro capitalizzazione, in collaborazione con i consorzi fidi piemontesi». «Non ci nascondiamo le difficoltà – aggiungono dalla Banca di Caraglio –, la crisi c'è e ci aspettiamo un primo semestre 2009 non semplice, ma siamo ottimisti. Come sistema delle Bcc ci proponiamo nella linea di sempre nei confronti delle Pmi, tanto più in un contesto complesso come quello attuale: sicuramente ci sono selezione e attenzione, anche noi crediamo che in questi momenti più che mai gli imprenditori devono dimostrare di essere i primi a credere nelle proprie aziende, ma le imprese meritevoli saranno sicuramente supportate». LE CIFRE Alla fine del terzo trimestre i depositi avevano raggiunto la quota di 5,8 miliardi Oltre 60mila i soci, i dipendenti sono 1.261

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Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere (sezione: Revoca fidi)

( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere Roma, 14 gen (Velino) - “Dopo cinque anni di crescita superiore al 4 per cento, l?economia globale nel 2009 si avvia verso un pesante rallentamento, ma sarà ben lontana dalla crescita negativa, ovvero dalla recessione e ciò vorrà dire che la domanda di energia continuerà a salire, seppur a ritmi più lenti”. è quanto afferma Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un?intervista realizzata per l?ultimo numero della newsletter del Gestore del mercato elettrico (Gme). “Nell?industria energetica la costante espansione della domanda di petrolio degli Usa e della Cina – aggiunge Tabarelli - era squilibrato e infatti giustificava, seppur in parte, prezzi del petrolio in costante crescita oltre la fatidica soglia dei 100 dollari. Il rallentamento dell?economia è sotto questo profilo salutare, in quanto consentirà alla domanda di energia di aspettare che l?offerta cresca in maniera adeguata, sempre che i produttori di petrolio, gas e carbone, continuino nei loro programmi di investimento. L?aspetto più negativo della crisi globale, non è tanto nell?intensità della frenata, che per alcuni paesi potrebbe si essere molto intensa, ma per le condizioni del tutto nuove introdotte dall?instabilità successiva al periodo di forti oscillazioni. Di nuovo il caso dell?industria energetica è emblematico, con prezzi del petrolio che sono passati da 80 dollari per barile a fine 2007 a 147 nel luglio 2008, per poi crollare di nuovo sotto i 40 dopo poche settimane. Nel carbone le dinamiche dei prezzi sono state simili, con prezzi che hanno toccato in estate valori superiori a 200 dollari per tonnellata, per poi crollare a 80 dollari a fine anno”. “Una delle poche certezze dell?economia reale – osserva ancora Tabarelli - è che la domanda di energia continuerà a crescere nei prossimi anni e che per coprirla occorreranno ingenti investimenti che non possono essere decisi in condizioni di instabilità finanziaria simili a quelle conosciute nel 2008. Per altro vale sempre ricordare che l?energia, fattore produttivo essenziale di tutte le economie mondiali, per essere prodotta necessita di grandi impianti quasi sempre molto complessi e difficili da gestire che, proprio per questo, sono molto costosi, ad alta intensità di capitale, e hanno durata lunga, fino ad oltre 50 anni. Fare investimenti di questo tipo con oscillazioni dei prezzi dell?ordine del 100 per cento, è sostanzialmente impossibile ed è di questo aspetto che occorre più essere preoccupati per il 2009. Sempre nell?energia è interessante constatare che la crisi finanziaria causa crisi politiche mai verificatesi in passato” e cioè quella tutt?ora in corso tra Russia e Ucraina. “Il rallentamento dell?economia globale – sottolinea comunque Tabarelli - sarà tutto sommato contenuto e il Pil mondiale continuerà a salire a ritmi intorno al 2,5-3 per cento”. “Tuttavia, nell?ultima crisi vi sono degli elementi completamente nuovi che la rendono unica nella lunga storia dei crolli finanziari americani. Si tratta in particolare della difficoltà delle banche nel concedere credito, che, vale ricordare, è la loro attività tipica e che costituisce un motore essenziale dell?economia reale. In sostanza, non si fidano fra di loro nel scambiarsi credito, figuriamoci poi se si possono fidare nel concedere prestiti alle imprese o alle famiglie che, a loro volta, hanno ridotto drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il tutto è stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal 2002 a chiunque veniva concesso un mutuo, indipendentemente dalla sua capacità. Ciò vale in particolare per l?anello più debole dell?economia europea, ovvero l?Italia, che, grazie ad un sistema bancario che fino a qualche mese fa veniva definito arretrato, è rimasta un po? più al riparo dalla tempesta. Tuttavia, le note positive finiscono qui e si allontanano definitivamente le speranze di portare la crescita del nostro Pil verso quel 2 per cento che è condizione indispensabile per cercare di sanare i nostri problemi strutturali: l?enorme debito statale e il ritardo dell?economia meridionale”. (red/asp) 14 gen 2009 12:07

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Truffe agli anziani In un anno 224 casi (sezione: Revoca fidi)

( da "City" del 15-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Truffe agli anziani In un anno 224 casi La polizia scientifica di Firenze ha elaborato l'identikit di tre presunti truffatori - due uomini e una donna - specializzati nel raggiro delle persone anziane in città. Lo annuncia la questura spiegando che gli identikit sono stati elaborati sulla base dei dati raccolti da uno speciale gruppo investigativo. Quella delle truffe agli anziani da parte di falsi funzionari che bussano alla porta di casa o abbordano per strada le loro vittime è una vera e propria piaga a Firenze, come dimostrano i dati: nel corso del 2008 sono stati 224 i casi di anziani raggirati.Proprio negli ultimi giorni si sono verificati altri due casi di truffa: vittime una 90enne e una 76enne, raggirate da finte dipendenti del Comune. Le modalità con cui i truffatori agiscono si ripetono, come dimostrato dai dati raccolti dal pool che lavora sul fenomeno. Si presentano come dipendenti di enti pubblici - tra cui prevalentemente Comune e Inps - e di istituti bancari o come amici di parenti della vittima prescelta, riferendo di dover ricevere dei soldi per debiti contratti dal parente. Si presentano alla porta con modi gentili, così da attirare la fiducia dell'anziano che, in buona fede, apre le porte di casa al malintenzionato.Primo, non fidarsi...La polizia rilancia comunque i consigli utili per prevenire le truffe, rivolgendosi anche ai familiari delle persone anziane. In particolare - spiega il sito web della questura - si chiede a parenti e vicini di casa delle persone anziane di dedicare loro attenzione, accertandosi della loro condizione. Agli anziani viene raccomandato di non fidarsi di sconosciuti che si presentino alla porta come dipendenti di Enti pubblici o privati. In particolare si raccomanda di chiamare subito il 113 o il 112, anche quando alla porta bussano persone in divisa. In questi casi - spiega la polizia -, è sempre utile chiedere l'esibizione del tesserino di riconoscimento e, comunque, chiedere conferma alle sale operative di questura e carabinieri. City 15 gennaio 2009

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Il massimo scoperto? Sotto il faro della Vigilanza (sezione: Revoca fidi)

( da "Milano Finanza (MF)" del 15-01-2009)

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MF Numero 010  pag. 6 del 15/1/2009 | Indietro Il massimo scoperto? Sotto il faro della Vigilanza COMMENTI & ANALISI Di Angelo De Mattia Sta per finire la lunga vita della commissione di massimo scoperto? O è destinata a risorgere come la fenice dalle ceneri della sua abrogazione introdotta con un emendamento al decreto anticrisi n.185 sulla cui conversione il governo ha posto la fiducia? Insomma, è destinata a riproporsi sotto mentite spoglie disvelando la fragilità della norma adottata oppure è davvero prossima a una definitiva dipartita? Da un po' di tempo si erano ripetute le sollecitazioni del governatore della Banca d'Italia al sistema bancario perché rivedesse radicalmente questa componente di costo, legando il corrispettivo percepito dalle banche alle somme effettivamente erogate e rendendo così – si potrebbe aggiungere – evidente il sinallagma tra prestazioni e controprestazioni. Mario Draghi aveva anche espressamente ricordato che un'efficace revisione della commissione, che tenesse conto delle esigenze di trasparenza e delle ragioni valide dell'utenza, autonomamente promossa dagli istituti di credito, avrebbe reso superfluo il ricorso all'imperatività di una scelta eteronoma effettuata con la cogenza di una norma di legge che invece, nel caso di una sostanziale inerzia delle banche, sarebbe diventata assolutamente inevitabile. Alcuni istituti, per la verità, hanno opportunamente cercato di dare seguito ai reiterati moniti, riconducibili al complesso delle iniziative della Vigilanza promosse nel quadro di una particolare attenzione all'utenza bancaria. Ma l'adesione non è risultata ampia. Anzi, in qualche caso si è rivelata furbesca. Di qui la presentazione dell'emendamento – all'interno della maggioranza – che sancisce la nullità della commissione di massimo scoperto qualora il saldo risulti a debito del cliente per un periodo continuativo inferiore a 30 giorni; del pari, sono nulle le clausole della specie previste per l'utilizzo di fondi in assenza di fido così come quelle percepite per somme messe a disposizione del titolare di un conto corrente, indipendentemente dal loro effettivo prelevamento o dalla durata dell'utilizzo. E' invece consentito, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, un corrispettivo predeterminato a favore della banca, unitamente al tasso debitore, per le somme effettivamente utilizzate: un corrispettivo che sia però proporzionato all'importo e alla durata dell'affidamento. Per i contratti bancari in corso è prescritto l'adeguamento alla nuova disciplina entro 150 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto 185. Certamente il superamento della commissione di massimo scoperto, che aveva già impegnato anche il precedente governo e le associazioni degli utenti, costituisce una decisione importante lungo la strada – sulla quale bisognerà camminare ancora per molto – del riequilibrio dei rapporti negoziali tra intermediari bancari e risparmiatori–prenditori di credito-utenti, non di rado configurabili come contraenti-deboli. Si è tuttavia preferita la via legislativa integrale rispetto all'alternativa, pure possibile, della fissazione per legge dei punti cardine con il rinvio alla fonte subordinata – le autorità monetarie – per l'articolazione della normativa. Quest'ultima scelta avrebbe consentito di tenere meglio conto dell'evoluzione della materia e delle non semplici tecnicalità, impiegabili anche con intenti elusivi. Il testo dell'emendamento – che comprende anche connesse disposizioni antiusura - non è uno specchio di chiarezza e di perfezione tecnico-giuridica. Proprio per questo, molto del successo di questa innovazione si giocherà in sede applicativa, con particolare riferimento al corrispettivo che, come accennato, sarà legittimo chiedere e che dovrà essere onnicomprensivo, proporzionato alla durata della messa a disposizione delle somme e comunicato al cliente con particolari modalità. Tutto sommato, a ben vedere, ciò di cui si può essere sicuri è che si tratta di un passo avanti in materia di potenziale trasparenza. Per il resto, molto è rimesso, anche per la niente affatto robusta struttura della norma, alle contrattazioni che si svolgeranno tra banca e cliente. La messa a disposizione di fondi, inizialmente non prevista, comporta, in un rapporto di affidamento, un onere aggiuntivo per la banca, ma non certo nelle misure tante volte segnalate in occasione delle numerose critiche rivolte alla commissione in questione. Quanto ai vantaggi per la clientela, si può ritenere che, sancita con l'anzidetto emendamento la nullità di pratiche integranti un ricorso alla commissione diffusamente criticato, il previsto corrispettivo onnicomprensivo e proporzionato potrà riflettere una linea di moderazione; addirittura, a seconda dell'interpretazione che si riuscirà a dare, potrebbe penalizzare qualche banca. Ma potrebbe anche – come la barba del diavolo che, rasa in una guancia, risorge nell'altra – risolversi nella traduzione della soppressa commissione in nuove modalità tecniche di riscossione (sperando che, addirittura, visto come a volte si finisce con il muoversi in questo campo, il nuovo sistema non comporti in qualche caso – paradosso del paradosso – un aggravio di oneri per il cliente). Pur essendovi il rischio di sconfinare nel merito di specifici rapporti negoziali, sarebbe tuttavia opportuno, anche per prevenire effetti distorsivi, che i generali profili applicativi fossero fatti rientrare nel campo di intervento e di controllo, in base ai principi che regolano il settore, dell'organo di vigilanza. E ciò in attesa di rielaborare l'intera materia della trasparenza dei contratti bancari. (riproduzione riservata) ndash  Banca  Vigilanza  scoperto  massimo  commissione  

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Accesso al credito Gli artigiani chiedono un <tavolo politico> (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-01-2009)

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Accesso al credito Gli artigiani chiedono un «tavolo politico» Il presidente dell'Associazione: dialogo aperto con le banche Avviato con il Confiab lo studio di procedure comuni per i fidi Richieste di finanziamento in forte crescita nell'anno che si è appena concluso. Lo attestano i dati al 30 novembre scorso: Confiab, il consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha deliberato finanziamenti per 126.404.454 euro (sui circa 131 milioni di euro richiesti), rispetto agli 84.588.273 dell'anno precedente. Sul territorio si segnalano però difficoltà tra sportelli territoriali e sedi centrali bancarie che, a volte, interrompono richieste, secondo il Confiab, adeguatamente supportate. «Il rapporto tra Associazione artigiani e banche è ottimo - dice il presidente dell'Associazione, Angelo Carrara - tuttavia in questa fase è necessario ancora di più, secondo noi, il dirsi francamente cosa va e cosa non va. L'obiettivo comune è il bene e lo sviluppo del territorio. Per questo abbiamo chiesto un "tavolo politico" che affianchi quello tecnico già istituito e che ha trovato il consenso unanime. Ora si tratta di passare ai fatti». Dai dati Confiab emerge che nel 2002 gli importi erogati erano poco più di 22 milioni di euro: in sostanza, negli ultimi sette anni i finanziamenti sono cresciuti di oltre il 467%. Analizzando poi nel dettaglio le cifre riferite all'ultimo anno si nota che gli importi deliberati sono stati destinati sì a coprire carenza di liquidità per quasi 47 milioni di euro (con un aumento del 52,47% rispetto al 2007) ma ben oltre 36 milioni di euro (con un rilevante +76% rispetto al 2007) sono stati erogati per gli investimenti. «In un periodo di crisi - sottolinea Enrico Zucchi, direttore dell'Associazione artigiani - è significativo vedere documentato così chiaramente il bisogno di credito da parte delle piccole e medie imprese. E pure il sostegno a noi offerto dal mondo creditizio. Ma il contenuto ancora più rilevante è che buona parte di questi finanziamenti sono indirizzati a sviluppare l'attività, con investimenti per immobili e macchinari». Negli ultimi quattro mesi del 2008, dunque in piena crisi, oltre all'impresa di Algua, di cui si parla a parte, sono cinque le aziende (a Vilminore di Scalve, Palazzago, Zogno, Lallio e Calusco) che hanno richiesto al Confiab finanziamenti per investimenti produttivi, per complessivi 5 milioni di euro circa (4.983.000). «Un dinamismo - sottolinea Carrara - al quale vogliamo continuare a prestare il massimo dell'attenzione e del sostegno, consapevoli di come il confine tra impresa e famiglia sia sottilissimo». «Guardo con molta soddisfazione al dialogo che si è aperto tra la nostra Associazione e il mondo bancario bergamasco - aggiunge Angelo Ondei, presidente del Confiab -, nel corso del quale si è deciso di intraprendere un cammino comune, sedersi cioè attorno allo stesso tavolo senza pregiudizi per adottare metodologie di azione comuni. E proprio perché siamo consapevoli che non ci può essere crescita senza serietà da parte di tutti, stiamo operando per formare gli imprenditori artigiani anche sotto il profilo finanziario, con corsi sul territorio, e in questa direzione gli istituti di credito hanno già manifestato la loro disponibilità a partecipare a questa nostra attività». Su proposta del Confiab, inoltre, si è insediato un tavolo tecnico che ha l'obiettivo di individuare procedure comuni per l'erogazione dei prestiti e dei finanziamenti. In quella sede si è deciso di operare una sorta di «scambio di professionalità» e di partecipazione al fine di abbreviare le fasi di istruttoria ed esaminare in minor tempo le pratiche. Da parte degli istituti è pervenuto l'invito agli operatori Confiab per prendere visione del modo di operare dei loro uffici centrali di credito per capire effettivamente quali garanzie ritengano importanti per l'erogazione dei prestiti. «Da parte nostra - aggiunge Ondei - abbiamo proposto che un rappresentante di ciascuna delle banche interessate sieda nel nostro consiglio, come già accade per il Credito Bergamasco». È dei giorni scorsi l'adesione anche della Banca Popolare di Bergamo. Il ruolo dei rappresentanti del credito nel consiglio del consorzio è consultivo, con potere decisionale rispetto alla banca. «Chi vive il territorio - commenta Zucchi - conosce le imprese e sa come lavorano, come si stanno muovendo. Talvolta quindi i numeri di un bilancio non sono sufficienti a spiegarne l'affidabilità e le potenzialità». «Le bocciature non sono elevate - conclude Antonella Bardoni, direttore Confiab - ma c'è anche da dire che le nostre garanzie, che solitamente sono al 50%, le abbiamo spesso dovute elevare fino all'80-90%. Ci sono imprese che vengono da noi a fronte di una crisi molto marcata, che inizia da lontano, non legata all'attuale congiuntura. In ogni occasione tentiamo di aiutare gli imprenditori a trovare la soluzione più adeguata che va dal ripensamento dell'assetto aziendale fino all'eventuale malaugurata uscita dal mercato. Per questo è necessario che mondo bancario e imprese maturino fiducia reciproca».

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Attenuato il massimo scoperto (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 34 autore: Attenuato il massimo scoperto u Continua da pagina 33 1-bis. Anche al fine di escludere a carico del mutuatario qualunque costo relativo alla surrogazione, gli atti di consenso alla surrogazione, ai sensi dell'articolo 1202 del Codice civile, relativi a mutui accesi per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione dell'abitazione principale, contratti entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto da soggetti in favore dei quali è prevista la rinegoziazione obbligatoria, sono autenticati dal notaio senza applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese. A tal fine, la quietanza rilasciata dalla prima banca e il contratto di mutuo stipulato dalla seconda banca devono essere forniti al notaio per essere prodotti unitamente all'atto di surrogazione. Per eventuali attività aggiuntive non necessarie all'operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di legge restano a carico della parte richiedente. In ogni caso, le banche e gli intermediari finanziari, per l'esecuzione delle formalità connesse alle operazioni di cui all'articolo 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive modificazioni, non applicano costi di alcun genere, anche in forma indiretta, nei riguardi dei clienti. 2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale, a eccezione di quelle di categoria A1, A8 e A9, sottoscritti o accollati anche a seguito di frazionamento da persone fisiche fino al 31 ottobre 2008. Il comma 1 si applica anche ai mutui rinegoziati in applicazione dell'articolo 3 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, con effetto sul conto di finanziamento accessorio, ovvero, a partire dal momento in cui il conto di finanziamento accessorio ha un saldo pari a zero, sulle rate da corrispondere nel corso del 2009. 3. La differenza tra gli importi, a carico del mutuatario, delle rate determinati secondo il comma 1 e quelli derivanti dall'applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui è assunta a carico dello Stato. Con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate sono stabilite le modalità per la comunicazione alle banche e agli intermediari finanziari dei contribuenti per i quali, sulla base delle informazioni disponibili presso l'Anagrafe tributaria, possono ricorrere le condizioni per l'applicabilità delle disposizioni di cui al presente comma e le modalità tecniche per garantire ai medesimi operatori l'attribuzione di un credito d'imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, pari alla parte di rata a carico dello Stato ai sensi del comma 2 e per il monitoraggio dei relativi flussi finanziari, anche ai fini dell'eventuale adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 12, comma 9, del presente decreto. 4. Gli oneri derivanti dal comma 3, pari a 350 milioni di euro per l'anno 2009, sono coperti con le maggiori entrate derivanti dal presente decreto. 5. A partire dal 1Úgennaio 2009, le banche e gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui agli articoli 106 e 107 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1Ú settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, che offrono alla clientela mutui garantiti da ipoteca per l'acquisto dell'abitazione principale devono assicurare ai medesimi clienti la possibilità di stipulare tali contratti a tasso variabile indicizzato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principale della Banca centrale europea. Il tasso complessivo applicato in tali contratti è in linea con quello praticato per le altre forme di indicizzazione offerte. Le banche e gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui ai citati articoli 106 e 107 del Testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, sono tenuti a osservare le disposizioni emanate dalla Banca d'Italia per assicurare adeguata pubblicità e trasparenza all'offerta di tali contratti e alle relative condizioni. Le banche e gli intermediari finanziari iscritti negli elenchi di cui ai citati articoli 106 e 107 del Testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, e successive modificazioni, trasmettono alla Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da questa indicate, segnalazioni statistiche periodiche sulle condizioni offerte e su numero e ammontare dei mutui stipulati. Per l'inosservanza delle disposizioni di cui al presente comma e delle relative istruzioni applicative emanate dalla Banca d'Italia, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria prevista all'articolo 144, comma 3, del citato Testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993. Si applicano altresì le disposizioni di cui all'articolo 145 del citato Testo unico di cui al decreto legislativo n.385 del 1993. 5-bis. Le eventuali minori spese a carico dello Stato per l'anno 2009, rispetto all'importo di 350 milioni di euro di cui al comma 4, registrate all'esito del monitoraggio di cui al comma 3, sono destinate, con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze, di concerto con il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, all'ulteriore finanziamento degli assegni familiari. Con lo stesso decreto sono ridefiniti i livelli di reddito e gli importi degli assegni per i nuclei familiari in maniera da valorizzare le esigenze delle famiglie più numerose o con componenti portatori di handicap, nonché al fine di una tendenziale assimilazione tra le posizioni dei titolari di reddito di lavoro dipendente o assimilati e i titolari di reddito di lavoro autonomo che si siano adeguati agli studi di settore. 5-ter. Al fine di incrementare la dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, di cui all'articolo 11, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, è autorizzata per l'anno 2009 la spesa di 20 milioni di euro. 5-quater. Adecorreredal 1Úgennaio 2009, per l'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, come modificato dal comma 450 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si applicano le sanzioni pecuniarie di cui all'articolo 144, comma 4, del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui aldecretolegislativo1Úsettembre 1993, n. 385. 5-quinquies. Le sanzioni irrogate ai sensi del comma 5-quater sono destinate a incrementare il Fondo disolidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, di cui all'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 5-sexies. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il ministro dell'Economia e delle finanze, con proprio decreto, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, emana il regolamento attuativo del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, di cui all'articolo 2, comma 475, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. ARTICOLO 2-bis Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi a oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente dall'effettivo prelevamento della somma, ovvero che prevedono una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, salvo che il corrispettivo per il servizio di messa a disposizione delle somme sia predeterminato, unitamente al tasso debitore per le somme effettivamente utilizzate, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, in misura onnicomprensiva e proporzionale all'importo e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente e sia specificatamente evidenziato e rendicontato al cliente con cadenza massima annuale con l'indicazione dell'effettivo utilizzo avvenuto nello stesso periodo, fatta salva comunque la facoltà di recesso del cliente in ogni momento. 2. Gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comunque rilevanti ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 del Codice civile, dell'articolo 644 del Codice penale e degli articoli 2 e 3 della legge 7 marzo 1996, n. 108. Il ministro dell'Economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, emana disposizioni transitorie in relazione all'applicazione dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, per stabilire che il limite previsto dal terzo comma dell'articolo 644 del Codice penale, oltre il quale gli interessi sono usurari, resta regolato dalla disciplina vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto fino a che la rilevazione del tasso effettivo globale medio non verràeffettuata tenendo conto delle nuove disposizioni. 3. I contratti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono adeguati alle disposizioni del presente articolo entro centocinquanta giorni dalla medesima data. Tale obbligo di adeguamento costituisce giustificato motivo agli effetti dell'articolo 118, comma 1, del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui aldecretolegislativo 1Úsettembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. ARTICOLO 2-ter Utilizzo del risparmio degli enti locali 1. I comuni che hanno rispettato il patto di stabilità interno degli enti locali nel triennio precedente possono non conteggiare nei saldi utili ai fini del medesimo patto di stabilità interno per il 2009 le somme destinate a investimenti infrastrutturali o al pagamento di spese in conto capitale per impegni già assunti, se finanziate da risparmi derivanti: a) dal minore onere per interessi conseguente alla riduzione dei tassi di interesse sui mutui o alla rinegoziazione dei mutui stessi, se non già conteggiato nei bilanci di previsione; b) dal minore onere per interessi registrato a seguito dell'utilizzo dell'avanzo di amministrazione disponibile per la rinegoziazione di mutui e prestiti. 2. All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si provvede con decreto del ministro dell'Economia e delle finanze da adottare, di concerto con il ministro dell'Interno, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, in modo da garantire che gli effetti sui saldi dell'indebitamento netto e del fabbisogno non eccedano l'importo di cinque milioni di euro per l'anno 2009. ARTICOLO3 Blocco e riduzione delle tariffe 1. Al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dei cittadini e delle imprese, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto sino al 31 dicembre 2009, è sospesa l'efficacia delle norme statali che, obbligano o autorizzano organi dello Stato a emanare atti aventi a oggetto l'adeguamento di diritti, contributi o tariffe a carico di persone fisiche o persone giuridiche in relazione al tasso di inflazione ovvero ad altri meccanismi automatici, fatta eccezione per i provvedimenti volti al recupero dei soli maggiori oneri effettivamente sostenuti e per le tariffe relative al servizio idrico e ai settori dell'energia elettrica e del gas, e fatti salvi eventuali adeguamenti in diminuzione. Per il settore autostradale e per i settori dell'energia elettrica e del gas si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e seguenti. Per quanto riguarda i diritti, i contributi e le tariffe di pertinenza degli enti territoriali l'applicazione della disposizione di cui al presente comma è rimessa all'autonoma decisione dei competenti organi di governo. 2. Ferma restando la piena efficacia e validità delle previsioni tariffarie contenute negli atti convenzionali vigenti, limitatamente all'anno 2009 gli incrementi tariffari autostradali sono sospesi fino al 30 aprile 2009 e sono applicati a decorrere dal 1Úmaggio 2009. 3. Entro il 30 aprile 2009, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, da formularsi entro il 28 febbraio 2009, sentite le Commissioni parlamentari competenti, sono approvate misure finalizzate a creare le condizioni per accelerare la realizzazione dei piani di investimento, fermo restando quanto stabilito dalle vigenti convenzioni autostradali. 4. Fino alla data del 30 aprile 2009 è altresì sospesa la riscossione dell'incremento del sovrapprezzo sulle tariffe di pedaggioautostradali decorrentedal 1Ú gennaio 2009, così come stabilito dall'articolo 1, comma 1021, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. 5. All'articolo 8-duodecies, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2008, n. 101, dopo le parole «alla data di entrata in vigore del presente decreto» è aggiunto il seguente periodo: «Le società concessionarie, ove ne facciano richiesta, possono concordare con il concedente una formula semplificata del sistema di adeguamento annuale delle tariffe di pedaggio basata su di una percentuale fissa, per l'intera durata della convenzione, dell'inflazione reale, anche tenendo conto degli investimenti effettuati, oltre che sulle componenti per la specifica copertura degli investimenti di cui all'articolo 21, del decreto legge 24 dicembre 2003, n. 355, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 47, nonché dei nuovi investimenti come individuati dalla direttiva approvata con deliberazione Cipe 15 giugno 2007, n. 39, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 197 del 25 agosto 2007, ovvero di quelli eventualmente compensati attraverso il parametro X della direttiva medesima.».

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DL ANTICRISI: IRES, IRAP, BOND BANCARI, IVA DI CASSA, TARIFFE.LE NOVITA'. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 15-01-2009)

Argomenti: Revoca fidi

DL ANTICRISI: IRES, IRAP, BOND BANCARI, IVA DI CASSA, TARIFFE.LE NOVITA' (ASCA) - Roma, 15 gen - Deducibilita' dell'irap, iva di cassa strutturale, sottoscrizione di bond bancari per evitare strozzature del credito alle imprese, blocco delle tariffe autostradali fino al 30 aprile 2009. Queste le novita' che riguardano il settore delle imprese contenute nel decreto anticrisi, licenziato dalla Camera. IRES-IRAP: per entrambe le imposte e' stato previsto in taglio di tre punto dell'acconto (gia' goduto con la scadenza di novembre). A decorrere dall'anno di imposta 2008, inoltre, viene introdotta una deduzione del 10% dell'irap dall'ires e dall'iref. BANCHE-IMPRESE: per evitare strozzature del credito alle imprese, il ministero dell'economia e' autorizzato a sottoscrivere, su richiesta delle banche, strumenti finanziari privi di diritto di voto, per migliorare gli indici di patrimonializzazione. Le obbligazioni possono essere convertibili in azioni su richiesta dell'emittente. MASSIMO SCOPERTO: sono nulle le clausole contrattuali sul massimo scoperto se il saldo del cliente risulti in rosso per meso di trenta giorni, oppure a fronte di un utilizzo in assenza di fido. TARIFFE AUTOSTRADALI: sono bloccate fino al 30 aprile 2009, poi potranno aumentare ma solo per la parte relativa agli investimenti effettuati. TARIFFE ENERGIA: lo stop agli adeguamenti automatici delle tariffe pubbliche non si applicano ai settori dell'energia e del gas. Tariffe elettriche agevolate si applicano anche alle famiglie con al loro interno componenti malati che richiedono l'utilizzo di apparecchiature energivore. Tariffe agevolate per l'energia e il gas pure ai nuclei con almeno quattro figli e con un reddito Isee non superiore a 20.000 euro. Nel pacchetto anche modifiche al mercato elettrico. Per la formazione dei prezzi il meccanismo del 'prezzo dichiarato' (pay as bid) si applichera' solo al termine di un processo che prevede l'istituzione del mercato infragiornaliero dell'energia e la riforma del mercato del dispacciamento. Possibile la suddivisione del Paese in tre macro-zone. SALVA-MALPENSA: fortemente voluta dalla Lega, la norma introduce una sorta di liberalizzazione degli slot attraverso la definizione di nuovi accordi bilaterali o della modifica di quelli vigenti. Verra' data priorita' ai vettori che si impegnano a mantenre i livelli ocupazionali. In attesa del perfezionamento degli accordi si rilasciano autorizzazioni temporanee ai vettori che ne fanno rischiesta di validita' non inferiore a tre stagioni Iata. INFRASTRUTTURE: pieni poteri alla conferenza dei servizi anche per la realizzazione delle grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina o la variante di valico. L'ok della conferenza dei servizi sostotuisce tutte le autorizzazioni, comprese quelle edilizie, e all'interno della conferenza si risolvono anche gli eventuali veti. Previste collaborazioni tra ministero delle infrastrutture e Bei per il finanziamento delle opere. STUDI DI SETTORE: il decreto contiene una norma generale che prevede la possibilita' di una revisione congiunturale speciale, in considerazione della crisi ''con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali''. Non sono passate altre disposizioni piu' specifiche, come quella sull'inversione dell'onere della prova. CONFIDI: per aiutare le pmi il fondo di garanzia viene rifinanziato di 450 milioni. FAS: per il fondo aree sottoutilizzate e' prevista la riprogrammazione delle risorse disponibili destinandole all' occupazione (in particolare agli ammortizzaotori sociali) e alle infrastrutture. RECUPERO AIUTI DI STATO: viene reso piu' efficiente il recupero degli aiuti di Stato indebitamente percepiti attribuendo maggiori poteri all'Agenzia delle Entrate. AGENTI RISCOSSIONE: l'aggio passa dal 10% al 9% delle somme iscritte a ruolo. INDENNIZZI COMMERCIO: questo strumento viene ripristinato per le aziende del settore in crisi. Si tratta di una forma di sostegno al reddit, pari alla pensione minima, a favore degli operatori che cessano l'attivita' l'anticipatamente prima di aver maturato i requisiti per la pensione. L'indennizzo viene erogato quando mancano tre anni per la pensione. IVA DI CASSA: diventa strutturale e non piu' sperimentale. IMPRENDITORIA GIOVANILE: viene innalzato a 35 anni il limite di eta' per accedere ai finanziamenti dell'apposito fondo. SKY: confermato l'aumento dell'iva dal 10% al 20% per uniformare il trattamento con gli altri canali a pagamento, secondo quanto prevede la sentenza europea. EDITORIA: 10 milioni all'Inpgi per il prepensionamento dei giornalisti nel 2009 (esclusi i periodici). SLOT MACHINE: piu' sale la raccolta, piu' cala l'aliquota fiscale. L'aliquota base e' del 12,6% (inferiore all'aliquota unica del 13,4 prevista oggi) e si applica sulla raccolta pari a quella del 2009. Si passa poi all'11,6% sugli incrementi pari al 15% rispetto alla raccolta del 2008, per arrivare all'8% sugli incrementi superiori al 65%. FIERE BARI VERONA FOGGIA E PADOVA: assegnati 5 milioni l'anno per il triennio 2009-2011. PORNOTAX: la tassa (addizionale del 25% sull'imposta sui redditi) viene estesa ai programmi tv di contenuto pornografico e ai servizi telefoni a pagamento di maghi, cartomanti. lsa/cam/alf

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