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tARTICOLI DEL 14-16 gennaio 2009 #TOP
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Articoli
Revoca fidi (12)
quindici milioni per i commercianti - francesco
albonetti ( da "Tirreno, Il"
del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Credo nella sinergia tra banche associazioni di categoria e consorzi fidi» FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA. Il nuovo direttore della Caripit Luca Severini si presenta subito con un colpo grosso. E' l'accordo stipulato col Centro Fidi, il consorzio Fidi di Confcommercio, che mette a disposizione ben 15 milioni di euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese.
"Siamo
pieni di lavoro ma le banche ci stritolano"
( da "Stampa,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Le banche per concedere fidi vogliono di più, molto di più. E allora un imprenditore virtuoso come Maurizio Frari, al timone della Fmt group, vero gioiello tecnologico, s'infuria: «Ci impediscono di crescere, ci bloccano, ci tarpano le ali. Sto rallentando l'accettazione di ordini per 3-4 milioni».
Credito,
arriva il Fondo per aiutare le aziende
( da "Stampa,
La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: per prestare controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, al fine di rendere più facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al sistema bancario». La riunione, presieduta dal prefetto Maurizio Maccari, ha anticipato alcuni dei temi che saranno discussi sabato mattina nell'aula magna del Polo Universitario, in occasione di «Governincontra»,
Il
massimo scoperto disinnescato per 30 giorni
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: vale a dire la clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche affidamento o fido bancario) in base alla quale agli interessi convenzionali va aggiunta una percentuale, calcolata al tasso convenuto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento.
Lo
scoglio dei fidi per le piccole aziende
( da "Sole
24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: 2009-01-14 - pag: 17 autore: Rapporti ancora tesi con il sistema bancario per gli imprenditori del Nord-Est Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende VENEZIA Un debito d'ossigeno pesante, che ha molte cause, difficili da controllare nel loro insieme. Ma, soprattutto, un'incertezza che crea più danni della crisi stessa.
Un
anno da record per le Bcc ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)"
del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: ci conoscono e sanno che possono fidarsi, perché non puntiamo su effimere strategie finanziarie. Oggi raccogliamo ottimi risultati, che ci obbligano comunque a essere sempre vicini alle imprese, di cui conosciamo titolari e dipendenti, prodotti e determinazione». «Le scelte di fondo che abbiamo compiuto dovrebbero tenerci lontani da rischi particolari &
Energia,
Tabarelli: La domanda continuerà a crescere
( da "Velino.it,
Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
non si fidano
fra di loro nel scambiarsi credito, figuriamoci poi se si possono fidare nel
concedere prestiti alle imprese o alle famiglie che, a loro volta, hanno
ridotto drasticamente le loro spese determinando una caduta della domanda. Il
tutto è stato innescato dalla bolla immobiliare, quando, a partire dal
Truffe
agli anziani In un anno 224 casi ( da "City"
del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: non fidarsi...La polizia rilancia comunque i consigli utili per prevenire le truffe, rivolgendosi anche ai familiari delle persone anziane. In particolare - spiega il sito web della questura - si chiede a parenti e vicini di casa delle persone anziane di dedicare loro attenzione, accertandosi della loro condizione.
Il
massimo scoperto? Sotto il faro della Vigilanza
( da "Milano
Finanza (MF)" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: utilizzo di fondi in assenza di fido così come quelle percepite per somme messe a disposizione del titolare di un conto corrente, indipendentemente dal loro effettivo prelevamento o dalla durata dell'utilizzo. E' invece consentito, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, un corrispettivo predeterminato a favore della banca, unitamente al tasso debitore,
Accesso
al credito Gli artigiani chiedono un <tavolo politico>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: aperto con le banche Avviato con il Confiab lo studio di procedure comuni per i fidi Richieste di finanziamento in forte crescita nell'anno che si è appena concluso. Lo attestano i dati al 30 novembre scorso: Confiab, il consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha deliberato finanziamenti per 126.404.454 euro (sui circa 131 milioni di euro richiesti), rispetto agli 84.
Attenuato
il massimo scoperto ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi a oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi
DL
ANTICRISI: IRES, IRAP, BOND BANCARI, IVA DI CASSA, TARIFFE.LE NOVITA'.
( da "Asca"
del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: oppure a fronte di un utilizzo in assenza di fido. TARIFFE AUTOSTRADALI: sono bloccate fino al 30 aprile 2009, poi potranno aumentare ma solo per la parte relativa agli investimenti effettuati. TARIFFE ENERGIA: lo stop agli adeguamenti automatici delle tariffe pubbliche non si applicano ai settori dell'energia e del gas.
( da "Tirreno, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 8 -
Montecatini Quindici milioni per i commercianti Il neo direttore della Caripit
presenta un pacchetto di aiuti alle imprese Severini: «Credo
nella sinergia tra banche associazioni di categoria e consorzi fidi» FRANCESCO
ALBONETTI PISTOIA. Il nuovo direttore della Caripit Luca Severini si presenta
subito con un colpo grosso. E' l'accordo stipulato col Centro Fidi, il
consorzio Fidi di Confcommercio, che mette a disposizione ben 15 milioni di
euro di finanziamenti destinati alle piccole e medie imprese. Una
risposta alla crisi economica che attanaglia la provincia, ma anche una precisa
linea imposta dalla nuova direzione. «Credo molto nella sinergia fra banche,
associazioni di categoria e consorzi fidi - ha detto Severini - Ed una delle
quattro linee guida del Piano commerciale 2009, sarà proprio il rafforzamento
di questo rapporto. Questo per tre motivi: i consorzi fidi determinano
un'attenuazione del nostro rischio di credito; i consorzi sono partner
privilegiati del sistema bancario, perché ci
forniscono informazioni il più aggiornate possibili sui consorziati; terzo
motivo, è un bacino importante per acquisire nuova clientela». L'accordo. Il
finanziamento si rivolge a due categoria di intervento: sostegno al ciclo
produttivo, quindi alle aziende già sul territorio, per fare nuovi
investimenti; sostegno alle aziende di nuova costruzione (start-up, in gergo).
Il primo filone prevede una durata minima di 18 mesi e massima di 84, tasso sia
fisso che variabile e garanzia del 50%. Per le aziende di nuova costruzione, la
durata del finanziamento va dai 18 ai 64 mesi, ma con un importo massimo di 50
milioni di euro. Tempi di risposta. Come hanno sottolineato anche i
rappresentanti del Centro Fidi - dal presidente del Centro Fidi Stefano Morandi
al direttore Francesco Pera - una delle novità più importanti è quella dei
tempi di risposta rapidissimi alle imprese che chiedono il finanziamento: tre
giorni da quando la pratica arriva in Cassa di risparmio. «L'efficacia del
prodotto sta anche della rapidità di negoziazione del credito - ha detto
Morandi - Questo accordo non nasce a caso, ma deriva dal fatto che il Centro
Fidi fornisce una garanzia importante, libera capitale di rischio, essendosi
adeguato con largo anticipo alle normative e ai vincoli di Basilea II». «Esiste
un'economia sana che continua a investire e a ricercare nuovi mercati
nell'ottica di superare la crisi - ha commentato Tiziano Tempestini, direttore
di Confcommercio - Con questa iniziativa si sostiene il rilancio dell'economia
locale». «Vogliamo focalizzare l'attenzione sul medio termine - ha detto
Pierluigi Zollo, presidente di Caripit - sostenendo l'investimento e
l'innovazione, con particolare attenzione alle nuove imprese e a quelle
femminili». Presto toccherà agli artigiani. Quella del commercio è stata una
scelta casuale? Non del tutto, in quanto Caripit è socia nel cda del Centro
Fidi, ma Zollo e Severini hanno annunciato che è già pronto un accordo simile a
questo anche per l'artigianato.
( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
La storia Un gioiello
tecnologico del Torinese "Siamo pieni di lavoro ma le banche ci
stritolano" MARINA CASSI Non basta essere bravi, una mosca bianca in un
disastrato panorama industriale metalmeccanico. Le banche
per concedere fidi vogliono di più, molto di più. E allora un imprenditore
virtuoso come Maurizio Frari, al timone della Fmt group, vero gioiello
tecnologico, s'infuria: «Ci impediscono di crescere, ci bloccano, ci tarpano le
ali. Sto rallentando l'accettazione di ordini per 3-4 milioni». La sua
azienda è più che sana: due stabilimenti a Bosconero e Riva di Chieri, 200
addetti specializzati, fatturato passato dai 26 milioni del 2006 ai 43 del 2008
con 50 milioni di ordini. Prospettive produttive fino alla primavera del 2010 e
export in aumento pari ormai all'80 per cento del fatturato: metà in Europa,
metà in Cina, India. Produce grandi macchinari utensili che servono a
rettificare particolari di macchine eoliche. Il settore non è inchiodato, anzi.
Ma la riottosità del sistema bancario rischia di
frenare questa crescita impetuosa malgrado la crisi generale. E paradossalmente
è proprio la crescita a creare problemi a Frari: «Produciamo su ordini e per
realizzare la macchina ci impieghiamo dodici, anche diciotto mesi. Durante
tutto quel tempo siamo noi che dobbiamo finanziare la produzione perché il
cliente generalmente paga al ritiro del macchinario». E, quindi, più ordini ci
sono più denaro serve per andare avanti e crescere ancora. Ma da settembre «le
banche non ci hanno dato neanche un euro». E non solo. Frari racconta con
esasperazione che «quando i clienti ci pagano un anticipo che può oscillare tra
il 10 e il 30 per cento del costo del macchinario chiedono una fidejussione
bancaria garantisca loro di riavere i soldi nel caso non riusciamo a fare la
macchina». Adesso sono saltate anche le fidejussioni. «E' incredibile perché in
40 anni, e dico quaranta, non è mai accaduto che non abbiamo consegnato un
prodotto. Le banche si informino». Il risultato? Senza la certezza delle
fidejussioni Frari rallenta nel prendere ordini. Da settembre il credito è
bloccato «perché le banche non sanno valutare, e mi fa ridere quando dicono che
i prestiti li danno solo alle aziende sane». Spiega: «La realtà è che guardano
dati vecchi. Guardano il bilancio del 2007 e il consuntivo del 2008 senza
rendersi conto che dall'autunno è tutto cambiato. Noi siamo andati così così
nel 2007 perché eravamo una start- up nata nel 2006 da una fusione tra due
società, siamo andati bene nel 2008, ma la cosa fondamentale è che abbiamo
ordini per 18 mesi». Non risparmia nessuno: «Le piccole banche del territorio
sono un po' più flessibili, ma le grandi sono rigidissime, in particolare
quella che era torinese. Capisco, sono in un mare di guai, ma non possono
rifarsi su di noi perché così si ferma la crescita non solo nostra, ma
dell'intero sistema locale».
( da "Stampa, La" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
IMPERIA IN
PREFETTURA VERTICE SULLE CON GLI ISTITUTI BANCARI Credito, arriva il Fondo per
aiutare le aziende [FIRMA]STEFANO DELFINO IMPERIA La difficoltà di accesso al
credito bancario e le paventate ipotesi di rientri
immediati dagli affidamenti da parte delle imprese sono stati i due argomenti,
di grande attualità, affrontati in ampio e articolato dibattito durante la
Conferenza Permanente, che si è tenuta in Prefettura. E una prima risposta
giunge da Sergio Gaggero, segretario regionale dell'Associazione Bancaria
Italiana: «La Regione e le Camere di Commercio delle quattro province liguri
hanno deliberato la creazione di un Fondo di 3 miliardi di euro, messo a
disposizione di "Retefidi" per prestare
controgaranzia al 60 per cento ai singoli consorzi fidi, al fine di rendere più
facile l'accesso al credito, assicurando una prospettiva di minor rischio al
sistema bancario». La riunione, presieduta dal prefetto Maurizio Maccari, ha
anticipato alcuni dei temi che saranno discussi sabato mattina nell'aula magna
del Polo Universitario, in occasione di «Governincontra», quando
Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma, e Claudio Scajola,
ministro dello Sviluppo economico, si confronteranno con sindaci e
amministratori della Provincia e le categorie imprenditoriali e commerciali.
Spiega il dottor Maccari: «In linea con quanto stipulato da appositi accordi
siglati in Prefettura, come il Protocollo di intesa per l'accesso al credito bancario e il successivo accordo-quadro per la prevenzione
dell'usura, sono state affrontate le maggiori esigenze, manifestate dal
comparto economico e, in particolare, alcune difficoltà, segnalate soprattutto
delle piccole imprese, a poter usufruire di un più facile accesso al credito bancario, a sostegno delle attività aziendali e a garanzia
dello sviluppo dell'economia del territorio provinciale». Durante l'incontro,
gli intervenuti (e tra questi c'erano i rappresentanti di Camera di commercio,
Confindustria Imperia, Abi, Banca d'Italia, Associazioni di categoria, Confidi,
istituti bancari, forze dell'ordine e Associazione provinciale antiusura e
antiracket) hanno evidenziato quali sono le maggiori criticità, con particolare
riferimento a due ordini di problemi: la contrazione degli affidamenti
creditizi alle imprese da parte del sistema bancario e
l'incremento del costo del denaro. Precisa Paolo Pippione, direttore della
Banca Carige di Imperia: «Lo stato di crisi non ha determinato l'attuazione di
particolari politiche restrittive nei confronti delle imprese, né quantomeno
richieste non motivate di rientro immediato dagli affidamenti. L'esigenza delle
banche di richiedere garanzie personali a fronte delle istanze di finanziamento
da parte delle singole imprese, è determinata spesso dalla
sottocapitalizzazione delle imprese oppure dalla necessità di ridurre i margini
di rischio relativi a operazioni per le quali se ne chiede una condivisione con
il soggetto attuatore». Gaggero, che rappresenta l'Abi, pone in evidenza alcuni
elementi di criticità, «soprattutto i ritardi nei pagamenti degli stati di
avanzamento relativi agli appalti da parte della pubblica amministrazione», e
segnala «l'esigenza di aumentare il rapporto di fiducia fra le banche e il
comparto imprenditoriale, realizzando una migliore conoscenza dei diversi interventi
a supporto del credito e delle necessità operative e procedurali del sistema bancario». Conclude Giorgio Marziano, segretario della
Camera di commercio: «Tutti hanno unanimemente condiviso l'esigenza di un
ulteriore rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra le Istituzioni, il
comparto economico e il sistema bancario. In che modo?
Mediante la programmazione di periodici incontri, da parte dell'apposito
Osservatorio che opera nell'ambito della Conferenza Permanente, e indirizzati
sia ad analizzare le problematiche di maggiore rilievo, sia a individuare le
possibili soluzioni».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-01-14 - pag: 4 autore: Clausola nulla per un
«rosso» inferiore a un mese Il «massimo scoperto» disinnescato per 30 giorni
Angelo Busani Tra le misure di inizio 2009 occupa un posto di assoluto rilievo
la messa in fuori gioco della cosiddetta «commissione di massimo scoperto »
(Cms), vale a dire la clausola del contratto bancario di apertura di credito (detto anche affidamento o fido bancario) in base alla quale agli interessi convenzionali va aggiunta una
percentuale, calcolata al tasso convenuto, sulla massima esposizione avuta sul
conto corrente durante il trimestre di riferimento. Secondo la nuova
norma, inserita nel Dl 185/08, le Cms sono nulle «se il saldo del cliente
risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni» ovvero
se esse siano percepite «a fronte di utilizzi in assenza di fido». Sono nulle
anche le cosiddette «provvigioni di conto», clausole che prevedono «una
remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a
favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente dall'effettivo
prelevamento della somma», o che prevedono «una remunerazione accordata alla
banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da
parte del cliente». è fatta salva, però, la possibilità di pattuire (con
clausola non rinnovabile tacitamente), per il servizio di messa a disposizione
delle somme, un corrispettivo predeterminato, unitamente al tasso debitore per
le somme effettivamente utilizzate, in misura omnicomprensiva e proporzionale
all'importo e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente. è fatta salva
anche la facoltà di recesso del cliente in ogni momento. Le clausole che
prevedono una remunerazione, a favore della banca,dipendente dall'effettiva
durata dell'uso dei fondi da parte del cliente, rilevano poi al fine della
determinazione dell'Isc ( o Taeg) e quindi anche del tasso di usura. I
contratti di affidamento già in corso e che prevedono pattuizioni difformi
dalle nuove norme, devono essere adeguati entro 150 giorni dall'entrata in
vigore della legge di conversione del Dl 185/08. Novità anche sul fronte della
riscossione dei crediti vantati verso la pubblica amministrazione. Da un lato,
è disposto che con decreto del ministro dell'Economia siano stabilite le
modalità per favorire il rilascio di garanzie assicurative finalizzate ad
agevolare la riscossione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi
nei confronti della Pa, privilegiando le ipotesi in cui sia offerta dal
creditore una riduzione dell'ammontare del credito originario. D'altro lato, è
previsto che, per il 2009, su istanza del creditore di somme dovute per
sommini-strazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali, possano
certificare, entro venti giorni dalla di ricezione dell'istanza, se il relativo
credito sia certo, liquido ed esigibile, per consentire al creditore la
cessione del credito stesso a banche o altre istituzioni finanziarie. Anche per
l'attuazione di questa norma serve un decreto del ministro dell'Economia. Passi
avanti, infine, nel settore della modernizzazione e delle semplificazioni: i
professionisti iscritti in albi ed elenchi devono comunicare ai rispettivi
Ordini o Collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata o
analogo indirizzo di posta elettronica entro un anno dalla data di entrata in
vigore del decreto legge in conversione. A loro volta, gli Ordini ei Collegi
pubblicheranno in un elenco riservato, consultabile in via telematica
esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli
iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata. Va in
direzione di una semplificazione degli adempimenti anche la tenuta in forma
digitale del libro giornale e del libro inventari nonché di tutti i libri delle
società (libro soci, libro verbali assemblee e consiglio di amministrazione,
eccetera), prevista da un altro emendamento al Dl anti-crisi. La novità
dovrebbe riguardare tutti «i libri, i repertori, le scritturee la
documentazione di cui è obbligatoria la tenuta per disposizione di legge o di
regolamento o richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell'impresa».
SEMPLIFICAZIONE Formato digitale per i libri societari La comunicazione gioca
la carta del canale online
( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-01-14 - pag: 17
autore: Rapporti ancora tesi con il sistema bancario per gli
imprenditori del Nord-Est Lo scoglio dei fidi per le piccole aziende VENEZIA Un
debito d'ossigeno pesante, che ha molte cause, difficili da controllare nel
loro insieme. Ma, soprattutto, un'incertezza che crea più danni della crisi
stessa. Le imprese del Nord-Est continuano a mostrare più fiducia nel
futuro del resto d'Italia, ma non nascondono la preoccupazione per una carenza
di liquidità che rischia di minare anche le strutture più sane (si veda a
questo proposito Il Sole 24 Ore del 7 gennaio). E non sempre la responsabilitàè
delle banche e di una certa rigidità generale del mondo del credito. Giorgio
Berto, titolare della padovana Berto's, un centinaio di dipendenti, 19,2
milioni di fatturato 2008, leader nella produzione di sistemi professionali di
cottura, tira in ballo anche le assicurazioni. «Noi realizziamo l'80%del nostro
fatturato all'estero e lavoriamo con 70 diversi Paesi – spiega –.è scontato che
dobbiamo proteggerci sui crediti commerciali e ci siamo affidati ad un big del
settore, la Euler Hermes Siac del gruppo Allianz. Da quanto è scoppiata la
crisi, però, Siac ha ridotto il fido al 20% dei nostri clienti e lo ha azzerato
nel 5% dei casi». «é un problema molto grave– aggiunge- perchè non possiamo
certo assumerci il rischio di consegnare prodotti ad aziende non coperte
dall'assicurazione e così in un colpo solo abbiamo perso un quarto dei clienti.
Non solo, la Siac ha anche raddoppiato i massimali. Per noi significa un
esborso supplementare di 100mila euro l'anno». Berto non si è comunque perso
d'animo ed ha puntato al rilancio andando ad assumere nuovi commerciali e per
quest'anno conferma una crescita di oltre il5 per cento. Poco lontano, in
provincia di Venezia, Mario Roson, presidente di Sae group, 130 dipendenti, 15
milioni di fatturato ed un'attività di nicchia nell'impiantistica di alto
livello, accusa esplicitamente chi sulla crisici marcia.«C'è chiafferma -
approfitta della situazione di difficoltà per allungare senza alcuna ragione i
tempi di pagamento. Sono soprattutto i grandi che non si fanno scrupolo di
mettere in difficoltà i loro piccoli fornitori. Aggiungere 60 giorni a un
pagamento già a 120 giorni significa soffocare una piccola impresa ». Poi, ci
sono le banche. Quelle locali, più vicine al territorio, fanno la loro parte ma
i grandi istituti, a giudizio del presidente di Sae,sono rigidi all'eccesso.
«Servirebbe una struttura mista che si faccia garante delle Pmi in queste
vicende del credito – aggiunge –come azienda abbiamo tagliato del 50% i fidi
con due banche ma siamo ben capitalizzati ed abbiamo già in portafoglio ordini
per l'80% del budget 2009. Andiamo avanti, quindi, come da programma, anche se
ci dobbiamo forzatamente concentrare sul prodotto, riducendo investimenti
importanti come quelli che abbiamo in corso sullo sviluppo di fuel cell per
l'idrogeno e sul motore planare a rotore aperto per l'automazione con piccoli
componenti». Conferma l'ipotesi che qualcuno approfitti della crisi anche
Antonio Vedovotto, contitolare della Metallurgica del Grappa, 25 dipendenti,
che opera nel settore della termomeccanica. «Ci sono allungamenti
ingiustificati dei tempi di pagamento – racconta – bisogna muoversi con molta
attenzione sul mercato, ma in fondo sono ottimista perchè con un po' di
flessibilità e di attenzione si può continuare a crescere». «Un cauto ottimismo
– spiega Giovanni Costa, ordinario di organizzazione aziendale all'Università
di Padova – è giustificato dal fatto che l'imprenditore del Nordest si è sempre
mosso con prudenza. é certo però che, nella consapevolezza della storica
sottocapitalizzazione delle aziende di quest'area, tutti ormai sono convinti,
banche come aziende, che d'ora in avanti si può procedere solo all'insegna del
rigore». «L'incertezza - aggiunge Costa genera una sorta di effetto ombra che
disorienta ». E proprio l'incertezza in questo momento, a giudizio di Luca
Cielo, presidente della piccola impresa di Confindustria Veneto, è quella che
causa più danni. «Nessuno ormai mette in dubbio il fatto che sia in atto una
stretta del credito –ricorda –ma,nel conto, va messo anche un costo del denaro
che è rapidamente salito ma non altrettanto rapidamente disceso con
l'Euribor.Come sistema delle piccole imprese del Veneto stiamo monitorando la
situazione, ed abbiamo cominciato con la provincia di Venezia, per avere ogni
utile indicazione». «Non si può comunque generalizzare la crisi – aggiunge
Cielo -se l'automotive oggi soffre particolarmente il mio settore,
l'alimentare, non ha avuto alcun contraccolpo. Basterebbero forse solo poche
misure rassicuranti e lo Stato potrebbe dare il buon esempio obbligando la
pubblica amministrazione a pagamenti in tempi ragionevoli e certi». «Ma quello
che serve veramente – conclude Luca Cielo-è evitare ogni polemica e lavorare
tutti assieme, banche, aziende, Stato per uscire senza drammi da una crisi che
non appartiene al nostro che era e resta un sistema solido ». C.Pas. GLI
EFFETTI Osserva Luca Cielo (piccola impresa Confindustria Veneto): «Il costo
del denaro purtroppo non è sceso rapidamente come l'Euribor»
( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del
14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nord-Ovest sezione:
ECONOMIA e IMPRESE Piemonte data: 2009-01-14 - pag: 5 autore: Credito. Gli
istituti registrano una forte crescita per raccolta (+10,2%) e impieghi
(+14,4%) da gennaio a settembre Un anno da record per le Bcc Previsto un
ulteriore consolidamento nel 2009 nonostante la congiuntura Fabrizio Brignone
CUNEO Crisi e credit crunch non passano per le banche di credito cooperativo
del Piemonte. Almeno non è accaduto nei primi nove mesi del 2008, chiusi con
cifre record: le nove Bcc piemontesi – di cui 8 con sedenel Cuneese –hanno
raccolto quasi 5,8 miliardi (+10,2% rispetto al 31 dicembre 2007, nei dati
gestionali), mentre gli impieghi sono saliti da
( da "Velino.it, Il" del 14-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB -
Energia, Tabarelli: La domanda continuerà a crescere Roma, 14 gen (Velino) -
“Dopo cinque anni di crescita superiore al 4 per cento, l?economia globale nel
2009 si avvia verso un pesante rallentamento, ma sarà ben lontana dalla
crescita negativa, ovvero dalla recessione e ciò vorrà dire che la domanda di
energia continuerà a salire, seppur a ritmi più lenti”. è quanto afferma Davide
Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, in un?intervista realizzata per
l?ultimo numero della newsletter del Gestore del mercato elettrico (Gme).
“Nell?industria energetica la costante espansione della domanda di petrolio
degli Usa e della Cina – aggiunge Tabarelli - era squilibrato e infatti
giustificava, seppur in parte, prezzi del petrolio in costante crescita oltre
la fatidica soglia dei 100 dollari. Il rallentamento dell?economia è sotto
questo profilo salutare, in quanto consentirà alla domanda di energia di
aspettare che l?offerta cresca in maniera adeguata, sempre che i produttori di
petrolio, gas e carbone, continuino nei loro programmi di investimento.
L?aspetto più negativo della crisi globale, non è tanto nell?intensità della
frenata, che per alcuni paesi potrebbe si essere molto intensa, ma per le
condizioni del tutto nuove introdotte dall?instabilità successiva al periodo di
forti oscillazioni. Di nuovo il caso dell?industria energetica è emblematico,
con prezzi del petrolio che sono passati da 80 dollari per barile a fine
( da "City" del 15-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Truffe agli anziani
In un anno 224 casi La polizia scientifica di Firenze ha elaborato l'identikit
di tre presunti truffatori - due uomini e una donna - specializzati nel raggiro
delle persone anziane in città. Lo annuncia la questura spiegando che gli identikit
sono stati elaborati sulla base dei dati raccolti da uno speciale gruppo
investigativo. Quella delle truffe agli anziani da parte di falsi funzionari
che bussano alla porta di casa o abbordano per strada le loro vittime è una
vera e propria piaga a Firenze, come dimostrano i dati: nel corso del 2008 sono
stati 224 i casi di anziani raggirati.Proprio negli ultimi giorni si sono
verificati altri due casi di truffa: vittime una 90enne e una 76enne, raggirate
da finte dipendenti del Comune. Le modalità con cui i truffatori agiscono si
ripetono, come dimostrato dai dati raccolti dal pool che lavora sul fenomeno.
Si presentano come dipendenti di enti pubblici - tra cui prevalentemente Comune
e Inps - e di istituti bancari o come amici di parenti della vittima prescelta,
riferendo di dover ricevere dei soldi per debiti contratti dal parente. Si
presentano alla porta con modi gentili, così da attirare la fiducia
dell'anziano che, in buona fede, apre le porte di casa al
malintenzionato.Primo, non fidarsi...La polizia rilancia
comunque i consigli utili per prevenire le truffe, rivolgendosi anche ai
familiari delle persone anziane. In particolare - spiega il sito web della
questura - si chiede a parenti e vicini di casa delle persone anziane di
dedicare loro attenzione, accertandosi della loro condizione. Agli
anziani viene raccomandato di non fidarsi di sconosciuti che si presentino alla
porta come dipendenti di Enti pubblici o privati. In particolare si raccomanda
di chiamare subito il 113 o il 112, anche quando alla porta bussano persone in
divisa. In questi casi - spiega la polizia -, è sempre utile chiedere
l'esibizione del tesserino di riconoscimento e, comunque, chiedere conferma
alle sale operative di questura e carabinieri. City 15 gennaio 2009
( da "Milano Finanza (MF)" del 15-01-2009)
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MF Numero 010
pag. 6 del 15/1/2009 | Indietro Il massimo scoperto? Sotto
il faro della Vigilanza COMMENTI & ANALISI Di Angelo De Mattia Sta per
finire la lunga vita della commissione di massimo scoperto? O è destinata a
risorgere come la fenice dalle ceneri della sua abrogazione introdotta con un
emendamento al decreto anticrisi n.185 sulla cui conversione il governo ha
posto la fiducia? Insomma, è destinata a riproporsi sotto mentite spoglie
disvelando la fragilità della norma adottata oppure è davvero prossima a una
definitiva dipartita? Da un po' di tempo si erano ripetute le sollecitazioni
del governatore della Banca d'Italia al sistema bancario
perché rivedesse radicalmente questa componente di costo, legando il
corrispettivo percepito dalle banche alle somme effettivamente erogate e
rendendo così – si potrebbe aggiungere – evidente il sinallagma tra prestazioni
e controprestazioni. Mario Draghi aveva anche espressamente ricordato che
un'efficace revisione della commissione, che tenesse conto delle esigenze di
trasparenza e delle ragioni valide dell'utenza, autonomamente promossa dagli
istituti di credito, avrebbe reso superfluo il ricorso all'imperatività di una
scelta eteronoma effettuata con la cogenza di una norma di legge che invece,
nel caso di una sostanziale inerzia delle banche, sarebbe diventata assolutamente
inevitabile. Alcuni istituti, per la verità, hanno opportunamente cercato di
dare seguito ai reiterati moniti, riconducibili al complesso delle iniziative
della Vigilanza promosse nel quadro di una particolare attenzione all'utenza
bancaria. Ma l'adesione non è risultata ampia. Anzi, in qualche caso si è
rivelata furbesca. Di qui la presentazione dell'emendamento – all'interno della
maggioranza – che sancisce la nullità della commissione di massimo scoperto
qualora il saldo risulti a debito del cliente per un periodo continuativo
inferiore a 30 giorni; del pari, sono nulle le clausole della specie previste
per l'utilizzo di fondi in assenza di fido così come quelle
percepite per somme messe a disposizione del titolare di un conto corrente,
indipendentemente dal loro effettivo prelevamento o dalla durata dell'utilizzo.
E' invece consentito, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, un
corrispettivo predeterminato a favore della banca, unitamente al tasso
debitore, per le somme effettivamente utilizzate: un corrispettivo che
sia però proporzionato all'importo e alla durata dell'affidamento. Per i
contratti bancari in corso è prescritto l'adeguamento alla nuova disciplina
entro 150 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione del decreto
185. Certamente il superamento della commissione di massimo scoperto, che aveva
già impegnato anche il precedente governo e le associazioni degli utenti,
costituisce una decisione importante lungo la strada – sulla quale bisognerà
camminare ancora per molto – del riequilibrio dei rapporti negoziali tra
intermediari bancari e risparmiatori–prenditori di credito-utenti, non di rado
configurabili come contraenti-deboli. Si è tuttavia preferita la via
legislativa integrale rispetto all'alternativa, pure possibile, della
fissazione per legge dei punti cardine con il rinvio alla fonte subordinata –
le autorità monetarie – per l'articolazione della normativa. Quest'ultima
scelta avrebbe consentito di tenere meglio conto dell'evoluzione della materia
e delle non semplici tecnicalità, impiegabili anche con intenti elusivi. Il
testo dell'emendamento – che comprende anche connesse disposizioni antiusura -
non è uno specchio di chiarezza e di perfezione tecnico-giuridica. Proprio per
questo, molto del successo di questa innovazione si giocherà in sede
applicativa, con particolare riferimento al corrispettivo che, come accennato,
sarà legittimo chiedere e che dovrà essere onnicomprensivo, proporzionato alla
durata della messa a disposizione delle somme e comunicato al cliente con
particolari modalità. Tutto sommato, a ben vedere, ciò di cui si può essere
sicuri è che si tratta di un passo avanti in materia di potenziale trasparenza.
Per il resto, molto è rimesso, anche per la niente affatto robusta struttura
della norma, alle contrattazioni che si svolgeranno tra banca e cliente. La
messa a disposizione di fondi, inizialmente non prevista, comporta, in un
rapporto di affidamento, un onere aggiuntivo per la banca, ma non certo nelle
misure tante volte segnalate in occasione delle numerose critiche rivolte alla
commissione in questione. Quanto ai vantaggi per la clientela, si può ritenere
che, sancita con l'anzidetto emendamento la nullità di pratiche integranti un
ricorso alla commissione diffusamente criticato, il previsto corrispettivo
onnicomprensivo e proporzionato potrà riflettere una linea di moderazione;
addirittura, a seconda dell'interpretazione che si riuscirà a dare, potrebbe
penalizzare qualche banca. Ma potrebbe anche – come la barba del diavolo che,
rasa in una guancia, risorge nell'altra – risolversi nella traduzione della
soppressa commissione in nuove modalità tecniche di riscossione (sperando che,
addirittura, visto come a volte si finisce con il muoversi in questo campo, il
nuovo sistema non comporti in qualche caso – paradosso del paradosso – un
aggravio di oneri per il cliente). Pur essendovi il rischio di sconfinare nel
merito di specifici rapporti negoziali, sarebbe tuttavia opportuno, anche per
prevenire effetti distorsivi, che i generali profili applicativi fossero fatti
rientrare nel campo di intervento e di controllo, in base ai principi che
regolano il settore, dell'organo di vigilanza. E ciò in attesa di rielaborare
l'intera materia della trasparenza dei contratti bancari. (riproduzione
riservata) ndash Banca Vigilanza scoperto massimo
commissione
( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-01-2009)
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Accesso al credito
Gli artigiani chiedono un «tavolo politico» Il presidente dell'Associazione:
dialogo aperto con le banche Avviato con il Confiab lo
studio di procedure comuni per i fidi Richieste di finanziamento in forte crescita
nell'anno che si è appena concluso. Lo attestano i dati al 30 novembre scorso:
Confiab, il consorzio fidi dell'Associazione artigiani di Bergamo, ha
deliberato finanziamenti per 126.404.454 euro (sui circa 131 milioni di euro
richiesti), rispetto agli 84.588.273 dell'anno precedente. Sul
territorio si segnalano però difficoltà tra sportelli territoriali e sedi
centrali bancarie che, a volte, interrompono richieste, secondo il Confiab,
adeguatamente supportate. «Il rapporto tra Associazione artigiani e banche è
ottimo - dice il presidente dell'Associazione, Angelo Carrara - tuttavia in
questa fase è necessario ancora di più, secondo noi, il dirsi francamente cosa
va e cosa non va. L'obiettivo comune è il bene e lo sviluppo del territorio.
Per questo abbiamo chiesto un "tavolo politico" che affianchi quello
tecnico già istituito e che ha trovato il consenso unanime. Ora si tratta di
passare ai fatti». Dai dati Confiab emerge che nel 2002 gli importi erogati
erano poco più di 22 milioni di euro: in sostanza, negli ultimi sette anni i
finanziamenti sono cresciuti di oltre il 467%. Analizzando poi nel dettaglio le
cifre riferite all'ultimo anno si nota che gli importi deliberati sono stati
destinati sì a coprire carenza di liquidità per quasi 47 milioni di euro (con
un aumento del 52,47% rispetto al 2007) ma ben oltre 36 milioni di euro (con un
rilevante +76% rispetto al 2007) sono stati erogati per gli investimenti. «In
un periodo di crisi - sottolinea Enrico Zucchi, direttore dell'Associazione
artigiani - è significativo vedere documentato così chiaramente il bisogno di
credito da parte delle piccole e medie imprese. E pure il sostegno a noi
offerto dal mondo creditizio. Ma il contenuto ancora più rilevante è che buona
parte di questi finanziamenti sono indirizzati a sviluppare l'attività, con
investimenti per immobili e macchinari». Negli ultimi quattro mesi del 2008,
dunque in piena crisi, oltre all'impresa di Algua, di cui si parla a parte,
sono cinque le aziende (a Vilminore di Scalve, Palazzago, Zogno, Lallio e
Calusco) che hanno richiesto al Confiab finanziamenti per investimenti
produttivi, per complessivi 5 milioni di euro circa (4.983.000). «Un dinamismo
- sottolinea Carrara - al quale vogliamo continuare a prestare il massimo
dell'attenzione e del sostegno, consapevoli di come il confine tra impresa e
famiglia sia sottilissimo». «Guardo con molta soddisfazione al dialogo che si è
aperto tra la nostra Associazione e il mondo bancario bergamasco
- aggiunge Angelo Ondei, presidente del Confiab -, nel corso del quale si è
deciso di intraprendere un cammino comune, sedersi cioè attorno allo stesso
tavolo senza pregiudizi per adottare metodologie di azione comuni. E proprio
perché siamo consapevoli che non ci può essere crescita senza serietà da parte
di tutti, stiamo operando per formare gli imprenditori artigiani anche sotto il
profilo finanziario, con corsi sul territorio, e in questa direzione gli
istituti di credito hanno già manifestato la loro disponibilità a partecipare a
questa nostra attività». Su proposta del Confiab, inoltre, si è insediato un
tavolo tecnico che ha l'obiettivo di individuare procedure comuni per
l'erogazione dei prestiti e dei finanziamenti. In quella sede si è deciso di
operare una sorta di «scambio di professionalità» e di partecipazione al fine
di abbreviare le fasi di istruttoria ed esaminare in minor tempo le pratiche.
Da parte degli istituti è pervenuto l'invito agli operatori Confiab per
prendere visione del modo di operare dei loro uffici centrali di credito per
capire effettivamente quali garanzie ritengano importanti per l'erogazione dei
prestiti. «Da parte nostra - aggiunge Ondei - abbiamo proposto che un
rappresentante di ciascuna delle banche interessate sieda nel nostro consiglio,
come già accade per il Credito Bergamasco». È dei giorni scorsi l'adesione
anche della Banca Popolare di Bergamo. Il ruolo dei rappresentanti del credito
nel consiglio del consorzio è consultivo, con potere decisionale rispetto alla
banca. «Chi vive il territorio - commenta Zucchi - conosce le imprese e sa come
lavorano, come si stanno muovendo. Talvolta quindi i numeri di un bilancio non
sono sufficienti a spiegarne l'affidabilità e le potenzialità». «Le bocciature
non sono elevate - conclude Antonella Bardoni, direttore Confiab - ma c'è anche
da dire che le nostre garanzie, che solitamente sono al 50%, le abbiamo spesso
dovute elevare fino all'80-90%. Ci sono imprese che vengono da noi a fronte di
una crisi molto marcata, che inizia da lontano, non legata all'attuale
congiuntura. In ogni occasione tentiamo di aiutare gli imprenditori a trovare
la soluzione più adeguata che va dal ripensamento dell'assetto aziendale fino
all'eventuale malaugurata uscita dal mercato. Per questo è necessario che mondo
bancario e imprese maturino fiducia reciproca».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-01-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-01-15 - pag: 34 autore: Attenuato il
massimo scoperto u Continua da pagina 33 1-bis. Anche al fine di escludere a
carico del mutuatario qualunque costo relativo alla surrogazione, gli atti di
consenso alla surrogazione, ai sensi dell'articolo 1202 del Codice civile,
relativi a mutui accesi per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione
dell'abitazione principale, contratti entro la data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto da soggetti in favore dei quali è
prevista la rinegoziazione obbligatoria, sono autenticati dal notaio senza
applicazione di alcun onorario e con il solo rimborso delle spese. A tal fine,
la quietanza rilasciata dalla prima banca e il contratto di mutuo stipulato
dalla seconda banca devono essere forniti al notaio per essere prodotti
unitamente all'atto di surrogazione. Per eventuali attività aggiuntive non
necessarie all'operazione, espressamente richieste dalle parti, gli onorari di
legge restano a carico della parte richiedente. In ogni caso, le banche e gli
intermediari finanziari, per l'esecuzione delle formalità connesse alle
operazioni di cui all'articolo 8 del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, e successive
modificazioni, non applicano costi di alcun genere, anche in forma indiretta,
nei riguardi dei clienti. 2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai mutui
garantiti da ipoteca per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione
dell'abitazione principale, a eccezione di quelle di categoria A1, A8 e A9,
sottoscritti o accollati anche a seguito di frazionamento da persone fisiche
fino al 31 ottobre 2008. Il comma 1 si applica anche ai mutui rinegoziati in
applicazione dell'articolo 3 del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, con effetto
sul conto di finanziamento accessorio, ovvero, a partire dal momento in cui il
conto di finanziamento accessorio ha un saldo pari a zero, sulle rate da
corrispondere nel corso del 2009. 3. La differenza tra gli importi, a carico
del mutuatario, delle rate determinati secondo il comma 1 e quelli derivanti
dall'applicazione delle condizioni contrattuali dei mutui è assunta a carico
dello Stato. Con provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate sono
stabilite le modalità per la comunicazione alle banche e agli intermediari
finanziari dei contribuenti per i quali, sulla base delle informazioni
disponibili presso l'Anagrafe tributaria, possono ricorrere le condizioni per
l'applicabilità delle disposizioni di cui al presente comma e le modalità
tecniche per garantire ai medesimi operatori l'attribuzione di un credito
d'imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni,
pari alla parte di rata a carico dello Stato ai sensi del comma 2 e per il
monitoraggio dei relativi flussi finanziari, anche ai fini dell'eventuale
adozione dei provvedimenti di cui all'articolo 12, comma 9, del presente
decreto. 4. Gli oneri derivanti dal comma 3, pari a 350 milioni di euro per
l'anno 2009, sono coperti con le maggiori entrate derivanti dal presente
decreto.
( da "Asca" del 15-01-2009)
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DL ANTICRISI: IRES,
IRAP, BOND BANCARI, IVA DI CASSA, TARIFFE.LE NOVITA' (ASCA) - Roma, 15 gen -
Deducibilita' dell'irap, iva di cassa strutturale, sottoscrizione di bond
bancari per evitare strozzature del credito alle imprese, blocco delle tariffe
autostradali fino al 30 aprile 2009. Queste le novita' che riguardano il
settore delle imprese contenute nel decreto anticrisi, licenziato dalla Camera.
IRES-IRAP: per entrambe le imposte e' stato previsto in taglio di tre punto
dell'acconto (gia' goduto con la scadenza di novembre). A decorrere dall'anno
di imposta 2008, inoltre, viene introdotta una deduzione del 10% dell'irap
dall'ires e dall'iref. BANCHE-IMPRESE: per evitare strozzature del credito alle
imprese, il ministero dell'economia e' autorizzato a sottoscrivere, su
richiesta delle banche, strumenti finanziari privi di diritto di voto, per
migliorare gli indici di patrimonializzazione. Le obbligazioni possono essere
convertibili in azioni su richiesta dell'emittente. MASSIMO SCOPERTO: sono
nulle le clausole contrattuali sul massimo scoperto se il saldo del cliente
risulti in rosso per meso di trenta giorni, oppure a fronte
di un utilizzo in assenza di fido. TARIFFE AUTOSTRADALI: sono bloccate fino al
30 aprile 2009, poi potranno aumentare ma solo per la parte relativa agli
investimenti effettuati. TARIFFE ENERGIA: lo stop agli adeguamenti automatici
delle tariffe pubbliche non si applicano ai settori dell'energia e del gas.
Tariffe elettriche agevolate si applicano anche alle famiglie con al loro
interno componenti malati che richiedono l'utilizzo di apparecchiature
energivore. Tariffe agevolate per l'energia e il gas pure ai nuclei con almeno
quattro figli e con un reddito Isee non superiore a 20.000 euro. Nel pacchetto
anche modifiche al mercato elettrico. Per la formazione dei prezzi il
meccanismo del 'prezzo dichiarato' (pay as bid) si applichera' solo al termine
di un processo che prevede l'istituzione del mercato infragiornaliero
dell'energia e la riforma del mercato del dispacciamento. Possibile la
suddivisione del Paese in tre macro-zone. SALVA-MALPENSA: fortemente voluta
dalla Lega, la norma introduce una sorta di liberalizzazione degli slot
attraverso la definizione di nuovi accordi bilaterali o della modifica di
quelli vigenti. Verra' data priorita' ai vettori che si impegnano a mantenre i
livelli ocupazionali. In attesa del perfezionamento degli accordi si rilasciano
autorizzazioni temporanee ai vettori che ne fanno rischiesta di validita' non
inferiore a tre stagioni Iata. INFRASTRUTTURE: pieni poteri alla conferenza dei
servizi anche per la realizzazione delle grandi opere come il ponte sullo
Stretto di Messina o la variante di valico. L'ok della conferenza dei servizi
sostotuisce tutte le autorizzazioni, comprese quelle edilizie, e all'interno
della conferenza si risolvono anche gli eventuali veti. Previste collaborazioni
tra ministero delle infrastrutture e Bei per il finanziamento delle opere. STUDI
DI SETTORE: il decreto contiene una norma generale che prevede la possibilita'
di una revisione congiunturale speciale, in considerazione della crisi ''con
particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali''. Non sono
passate altre disposizioni piu' specifiche, come quella sull'inversione
dell'onere della prova. CONFIDI: per aiutare le pmi il fondo di garanzia viene
rifinanziato di 450 milioni. FAS: per il fondo aree sottoutilizzate e' prevista
la riprogrammazione delle risorse disponibili destinandole all' occupazione (in
particolare agli ammortizzaotori sociali) e alle infrastrutture. RECUPERO AIUTI
DI STATO: viene reso piu' efficiente il recupero degli aiuti di Stato
indebitamente percepiti attribuendo maggiori poteri all'Agenzia delle Entrate.
AGENTI RISCOSSIONE: l'aggio passa dal 10% al 9% delle somme iscritte a ruolo.
INDENNIZZI COMMERCIO: questo strumento viene ripristinato per le aziende del
settore in crisi. Si tratta di una forma di sostegno al reddit, pari alla
pensione minima, a favore degli operatori che cessano l'attivita'
l'anticipatamente prima di aver maturato i requisiti per la pensione.
L'indennizzo viene erogato quando mancano tre anni per la pensione. IVA DI
CASSA: diventa strutturale e non piu' sperimentale. IMPRENDITORIA GIOVANILE:
viene innalzato a 35 anni il limite di eta' per accedere ai finanziamenti
dell'apposito fondo. SKY: confermato l'aumento dell'iva dal 10% al 20% per
uniformare il trattamento con gli altri canali a pagamento, secondo quanto
prevede la sentenza europea. EDITORIA: 10 milioni all'Inpgi per il
prepensionamento dei giornalisti nel 2009 (esclusi i periodici). SLOT MACHINE:
piu' sale la raccolta, piu' cala l'aliquota fiscale. L'aliquota base e' del
12,6% (inferiore all'aliquota unica del 13,4 prevista oggi) e si applica sulla
raccolta pari a quella del 2009. Si passa poi all'11,6% sugli incrementi pari
al 15% rispetto alla raccolta del 2008, per arrivare all'8% sugli incrementi
superiori al 65%. FIERE BARI VERONA FOGGIA E PADOVA: assegnati 5 milioni l'anno
per il triennio 2009-2011. PORNOTAX: la tassa (addizionale del 25% sull'imposta
sui redditi) viene estesa ai programmi tv di contenuto pornografico e ai
servizi telefoni a pagamento di maghi, cartomanti. lsa/cam/alf