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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
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Banche
troppo prudenti e le piccole imprese soffrono ( da "Giornale di Brescia"
del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
alle prese
con il calo del fatturato e degli ordinativi, tendono a chiedere meno fidi. È
la fotografia scattata in un'inchiesta del Sole 24 ore.
Guardando ai dati della Banca d'Italia sulla crescita del credito bancario, sui
12 mesi si nota che a settembre era ancora del 12%, a ottobre è scesa al 10%
per attestarsi a gennaio all'8%.
"Un
anno di aiuti non basta" ( da "Stampa, La"
del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
presidente
del Consorzio di garanzia fidi che fa capo agli albergatori. L'aumento deciso
dalla Regione (con un investimento di un milione di euro) è una delle misure
anti crisi decise per far fronte alle difficoltà di liquidità delle aziende. «Una scelta importante, che dimostra l'interesse da parte
della Regione - dice ancora Calgaro -.
LA
CRISI economica e la congiuntura negativa rischian...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
La
Confartigianato ricorda che ci si puo' rivolgere alla Cooperativa di Garanzia
Rabini che ha a disposizione anche un apposito fondo
antiusura. Intanto prosegue il proprio concreto impegno per permettere
agli artigiani di ottenere prestiti bancari grazie alla garanzia del consorzio
fidi.
<I
giovani inseguono sempre il mito del lavoro per la vita>
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
solo che non
si fidano a spendere e li mettono — letteralmente — sotto il materasso. Abbiamo
calcolato che la carta moneta "nascosta" in casa arrivi a trentamila
miliardi di yen (250 miliardi di euro). Anche i conti bancari sono zeppi di
risparmi: 120 mila miliardi di yen (poco meno di mille miliardi di euro).
Engineering:
nuovi accordi con Consum.it ( da "Trend-online"
del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fidato
rapporto di partnership. Il valore dell?operazione è strategico, in quanto mira
a rafforzare la capacità produttiva di Consum.it al fine di accrescere la sua
quota di mercato nel credito al consumo. Questa collaborazione ha già
consentito la definizione di un sistema avanzato di interfacce e front end nel
mondo della consulenza per il credito alle famiglie e mira a realizzare
Confesercenti
Milano: ulteriore drammatica stretta creditizia per le PMI
( da "Sestopotere.com"
del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: riferimento per cercare di sbloccare alcune rigidità ed a
tal fine ha attivato un maggiore coordinamento tra banche ed il consorzio fidi
di Confesercenti: Euroconfidi Impresa. Confesercenti Milano ha inoltre richiesto alla
Prefettura di Milano l?immediata attivazione dell?Osservatorio Prefettizio per
il monitoraggio dell?andamento del credito ed inoltre alla Camera di Commercio
l?
Socialismo
bancario ( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
e non anche i
numeri relativi ai fidi erogati dai singoli istituti. Ovvio, in un paese che ha
a cuore il buon funzionamento del capitalismo liberale. Scandaloso, nell'unico
paese in cui una destra pretende di governare con le regole del socialismo
reale. Infatti Tremonti, ancora una volta, non ha
gradito le puntualizzazioni di Draghi.
appello
alle banche: aiutate le imprese ( da "Tirreno, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Giovanni
Ricciardi, che ha partecipato all'incontro, ha illustrato la convenzione che
Fidi Toscana ha firmato con alcune banche, attraverso la quale sono stati
attivati due fondi di garanzia per assicurare alle aziende sostegno sugli
investimenti e liquidità.
sostegno
a chi acquista una casa - francesco albonetti
( da "Tirreno,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
aggiuntiva
fornita da Centro Fidi Terziario. Non ci sarà plafond né un limite, visto che
il Centro Fidi, iscritto all'elenco speciale ex articolo 107 del testo unico
bancario, ha convenzioni con tutte le banche locali». Il Centro Fidi Terziario
si è impegnato a partire dal mese di aprile a fornire una garanzia del 30%
sulle operazioni di mutui ipotecari rilasciati dalle banche ai privati,
QUALI
misure per combattere la crisi economica a livello locale? Dopo il documento...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fronteggiare
le esigenze delle imprese la Regione ha attivato due nuove misure di garanzia
presso Fidi Toscana per 48 milioni, gratuite per l'impresa, che coprono fino
all'80% dei finanziamenti che le aziende chiederanno per nuovi investimenti
(anche con il leasing) o per consolidare posizioni di debito a breve, reintegro
liquidità per investimenti già effettuati, acquisto di scorte».
NON
SOLO LE IMPRESE ma adesso anche le persone fisiche potranno vantar...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
garanzia
aggiuntiva fornita da Centro fidi terziario, l'organismo creditizio del sistema
Confcommercio, iscritto all'elenco speciale ex articolo 107 del testo unico
bancario. Il Centro fidi terziario si è impegnato a partire da aprile a fornire
una garanzia del 30% sulle operazioni di mutui ipotecari rilasciati dalle
banche ai privati sia per l'acquisto di immobili ad uso residenziale (
<A
FRONTE di 52mila euro di fido concesso, ha firmato fideiussioni per 600mi...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
A FRONTE di
52mila euro di fido concesso, ha firmato fideiussioni per 600mi... «A FRONTE di
52mila euro di fido concesso, ha firmato fideiussioni per 600mila euro». Un
caso nazionale rimbalzato in tutta Italia quello di Alberto Masciarelli, della
società Blu 3 Grandi Cucine, che giovedì dalle pagine de «Il sole 24 ore» ha
portato ad esempio le vicissitudini'
Emma
sposa la linea di Tremonti <Banche, ben vengano i prefetti>
( da "Corriere
del Veneto" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
che le
statistiche riferiscono di un aumento degli impieghi bancari, ma noi
registriamo sul campo una riduzione del credito alle piccole e medie imprese
molto chiara e molto pesante». Quindi: «Si rifinanzi
il fondo di garanzia statale a cui attingono i consorzi fidi sul territorio. Nell'ultimo provvedimento anticrisi erano stati annunciati
dal governo stanziamenti per 450 milioni.
Scontro
Tremonti-Draghi Il ministro: "Alla Bce la vigilanza sulle banche"
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
gli
imprenditori si fidano di più delle loro associazioni. Bene i controlli in
prefettura, ma non del prefetto». Apocalittico,
invece, il segretario del Pd Dario Franceschini, che lancia l?allarme sull?indipendenza
della Banca d?Italia. Dipietrista la Cgil che dice, in sostanza: che ci
azzeccano i prefetti?
Bankitalia
vuole MutuiChiari ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
utilizzo dei
fidi. In generale via Nazionale aumenterà il grado di dettaglio delle regole
per i servizi alla clientela retail e snellirà invece gli adempimenti per le
informazioni reperibili da altre fonti. L'informativa, che le banche oggi
possono predisporre con uno schema libero, verrà standardizzata e resa così
confrontabile.
Banche,
Passera: sui prefetti decisione in nessun modo saggia. D'Alema: meglio i
consorzi fidi ( da "Adnkronos"
del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
meglio i
consorzi fidi L'amministratore delegato di Intesa SanPaolo:
''Il credito è già un settore molto vigilato: oltre alla Banca d'Italia
ci sono Consob, Isvap, Covip e Antitrust''. L'ex vicepremier: "Quello del
governo mi pare più una manifestazione della pressione politica del governo sul
sistema bancario, più per ragioni di propaganda,
Tremonti
attacca Draghi <Sia la Bce a vigilare>
( da "Arena.it,
L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
Il quadro dei
fidi erogati da ogni singola banca resta una prerogativa della Banca d'Italia.
Il governatore Draghj ha annunciato che forse già la prossima settimana ci sarà
una nuova riunione con Confindustria, Abi e sindacati per fare il punto della
situazione.
Passera:
<Prefetti? Scelta non saggia> Ma Di Pietro: <Io sto con Tremonti>
( da "Corriere.it"
del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract:
fido più dei
prefetti che della Banca D'Italia». D'ALEMA - Anche
Massimo D'Alema interviene nella polemica: «Non credo
che i prefetti abbiano gli strumenti tecnici per effettuare la sorveglianza sul
credito. Mi pare più un gesto politico - spiega l'esponente del Pd, anche lui
presente al forum di Cernobbio - una manifestazione della pressione politica
del governo sul sistema bancario
( da "Giornale di Brescia" del
13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 13/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano
Banche troppo prudenti e le piccole imprese soffrono Un'indagine del Sole 24
Ore e di Bankitalia sostiene che il trattamento degli istituti bancari
favorisce le grandi industrie Allarme sul rallentamento del credito bancario ROMALe banche italiane sono molto prudenti verso le
imprese che chiedono prestiti, soprattutto verso le piccole. E le aziende, alle prese con il calo del fatturato e degli ordinativi, tendono
a chiedere meno fidi. È la fotografia scattata in un'inchiesta del Sole 24 ore. Guardando ai dati della Banca d'Italia
sulla crescita del credito bancario, sui 12 mesi si nota che a
settembre era ancora del 12%, a ottobre è scesa al 10% per attestarsi a gennaio
all'8%. Tuttavia si nota una differenza di trattamento tra le piccole
imprese e le altre: a gennaio il tasso di crescita per le grandi imprese era
intorno al 7%, per le piccole intorno all'1%. Sempre secondo Banca d'Italia, la
grande crisi sta producendo alcuni segnali di vero disagio nelle imprese: gli
incagli della totalità delle imprese, che valevano l'1,4% dei prestiti, sono
saliti sopra il 2%. Anche in questo caso a soffrire di più sono state le
piccole imprese: il 3% ha difficoltà a restituire il prestito. Un caso siciliano
«Il primo problema è costituito dal costo del denaro
che, rispetto alla fine del 2008, è di almeno un punto in più. Ma non è
soltanto un fatto di prezzo. Il problema vero è la disponibilità, a livello di
quantità di credito effettivamente assegnato, a sostenerti nel giorno per
giorno»: è il grido d'allarme lanciato
dall'imprenditore Franco Ingrande che, con la Friomed e la Normanna Pesca, è
uno degli imprenditori specializzati nella trasformazione industriale del pesce
a Mazara del Vallo. «Io non credo che se le banche siciliane fossero rimaste
autonome da quelle del Nord, adesso sarebbe più facile avere denaro in
prestito». Due casi lombardi «Abbiamo sempre pagato tutte le rate dei mutui
concessi, per due delle tre società in questione non abbiamo più alcun debito
nei confronti dell'istituto bancario né affidamenti in
corso», ma, nonostante questo, le banche non ci hanno aiutato nella
ricapitalizzazione, denuncia Paolo Valle, milanese di 46 anni che, assieme a un
altro socio è titolare dell'Edmea, società con una decina di dipendenti che
vende copertine per libri. «Anche 50mila euro diventano un problema». Il
secondo caso lombardo è contenuto in una lettera al Sole 24ore di Giacomo Leva
amministratore unico della Arti grafiche Leva spa,
azienda di Sesto San Giovanni con 50 dipendenti con un giro d'affari intorno a
7 milioni. «Le banche ci hanno sempre dato piena
fiducia. E noi l'abbiamo ricambiata nel modo migliore. Mai nessun problema, mai
nessuno sconfinamento dal credito ottenuto né ritardi. Poi i problemi sono
arrivati. Un istituto bancario di botto, nel gennaio
( da "Stampa, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
FINANZE. CONFIDI
ALLA REGIONE: ABBATTERE GLI INTERESSI PER ALTRI 3 ANNI "Un anno di aiuti
non basta" «Abbiamo chiesto con una lettera inviata all'assessore delle
Finanze di prorogare per almeno un triennio la decisione con la quale la
Regione ha aumentato per il 2009 il contributo in conto interessi dal 50 al 75
per cento». A dirlo è Pericle Calgaro, presidente del
Consorzio di garanzia fidi che fa capo agli albergatori. L'aumento deciso dalla
Regione (con un investimento di un milione di euro) è una delle misure anti
crisi decise per far fronte alle difficoltà di liquidità delle aziende. «Una scelta importante, che dimostra l'interesse da parte
della Regione - dice ancora Calgaro -. Ma in un anno i problemi non si
risolveranno. Usciremo dalla situazione critica solo agendo tutti
insieme». In questi giorni l'attenzione sulla
stato di difficoltà si sta concentrando anche sul problema del credito. Il
governo Berlusconi ha previsto che i prefetti dovranno monitorare questo
aspetto a livello locale. In Valle d'Aosta, le funzioni prefettizie fanno capo
al presidente della Regione. «Per il momento non ci sono contenuti precisi - dice
Rollandin -, aspettiamo che arrivino le indicazioni su questo argomento».
Aggiunge Martino Cossard, presidente regionale dell'Abi, l'associazione
bancaria italiana: «In Valle il sistema bancario sta facendo la sua parte. Quello che talvolta è
difficile far capire è che bisogna valutare i criteri di erogazione dei
finanziamenti anche per tutelare i risparmiatori. Le banche non sono soggetti
mutualistici di beneficenza». La crisi ha fatto cambiare il vento rispetto a
qualche tempo fa, quando i crediti venivano concessi con più facilità? «Forse un po' si - dice Cossard -. C'era molta concorrenza,
con tendenza a fare numeri». Sul monitoraggio dei prefetti, Cossard dice: «E'
possibile comprendere il lato sociale della questione, ma esiste già il
controllo della Banca d'Italia». Secondo Calgaro, le pratiche di finanziamento
vengono ora valutate con molta più attenzione. «Le
banche tengono conto di parametri rigidi, con calcoli che non valutano però il
lavoro fatto, la serietà, la professionalità. Tra l'altro, il ruolo dei Confidi
è molto importante perché i Consorzi di garanzia conoscono il territorio e gli
iscritti, sono in grado di valutare i progetti». E conclude: «In
questo momento quello che pesa è lo stato di incertezza. Ormai si naviga a
vista in tutti i settori, senza avere una prospettiva a lunga scadenza».
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ANCONA AGENDA pag. 8
LA CRISI economica e la congiuntura negativa rischian... LA CRISI economica e
la congiuntura negativa rischiano di favorire la crescita dell'usura. Si tratta
di un grave reato che potrebbe colpire le imprese e le famiglie che non
riescono ad arrivare a fine mese. Tra le altre cose
per gli artigiani e i piccoli imprenditori potrebbero essere le scadenze
fiscali a spingere gli operatori nella morsa degli usurai. E' l'allarme
lanciato da Claudio Re (nella foto direttore Area credito di Confartigianato,
che denuncia come la stretta del credito stia mettendo gli imprenditori in
crisi: riduzione degli affidamenti, aumento dei tempi di istruttoria,
appesantimento dei tassi e delle condizioni accessorie, nonché un aumento della
richiesta di rientro dagli affidamenti. Di qui un appello alle banche perché
non facciano mancare il sostegno al mondo produttivo. CONFARTIGIANATO spiega
che in questo periodo molte imprese stanno avendo problemi di liquidità e che
chi si trova in questa situazione spesso non riesce a trovare il bandolo della
matassa. Un rischio gravissimo per le nostre imprese, solo che in certi
momenti, pur di non perdere la propria azienda o la propria attività, si è
disposti a tutto. La Confartigianato ha svolto e ha in programma una serie di
incontri con i maggiori Istituti di credito del territorio. Quello che
l'imprenditore chiede alle banche è di continuare a sostenere le aziende
soprattutto in una fase tanto delicata in cui la mancanza di appoggio del mondo
bancario sarebbe disastrosa. La
Confartigianato ricorda che ci si puo' rivolgere alla Cooperativa di Garanzia
Rabini che ha a disposizione anche un apposito fondo
antiusura. Intanto prosegue il proprio concreto impegno per permettere
agli artigiani di ottenere prestiti bancari grazie alla garanzia del consorzio
fidi.
( da "Corriere della Sera" del
13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2009-03-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il sociologo Junji Tsuchiya «I giovani inseguono
sempre il mito del lavoro per la vita» In Giappone hanno importato una nuova
parola dal-l'Italia: purekariaato, una sintesi di precario e proletariato. Serve, questo termine, a descrivere una novità sociale nel Paese
che un tempo vantava la piena occupazione come una vocazione naturale: sono
sempre di più giovani e meno giovani con contratti a termine (spesso non
rinnovati) e, soprattutto, i disoccupati (appunto: ex precari). La
percentuale dei senza lavoro tocca il 4,1%, con
previsioni in aumento e 160 mila posti bruciati entro il 31 marzo: «Un disastro
per noi», dice al Corriere Junji Tsuchiya, direttore del dipartimento di
Sociologia dell'Università Waseda di Tokyo. «C'è una
profonda crisi di fiducia nel governo. Abbiamo copiato da voi i contratti a
tempo determinato per favorire l'occupazione, una novità che avrebbe dovuto
sostituire il "sistema Toyota", cioè l'assunzione per la vita. Ma ora
i giovani vogliono tornare al sistema che li garantiva fino alla pensione». Il
Giappone, però, sembra immobile: non va avanti né indietro. «Stiamo
scontando vecchi errori. In passato Koizumi ha promosso la riforma del sistema
sociale in un Paese che sembrava non aver scelta a causa dell'invecchiamento
della popolazione. Pensioni, assistenza medica, assunzione a vita: il governo
in prospettiva non potrà più permettersi di curare i suoi cittadini dalla
nascita alla tomba. Ma i cambiamenti di Koizumi non hanno portato beneficio:
sono stati parziali, subito rigettati. E la crisi finanziaria mondiale ha dato
il colpo di grazia». Il motore è in panne: le esportazioni sono crollate... «Sì. Il governo vorrebbe pareggiare i conti stimolando il
mercato interno, invogliare la gente ad acquistare beni e servizi. Invano: il
paradosso della nostra situazione è che i giapponesi sono pieni di soldi, solo
che non si fidano a spendere e li mettono — letteralmente — sotto il materasso.
Abbiamo calcolato che la carta moneta "nascosta" in casa arrivi a
trentamila miliardi di yen (250 miliardi di euro). Anche i conti bancari sono
zeppi di risparmi: 120 mila miliardi di yen (poco meno di mille miliardi di
euro). Niente. Non si muove una foglia». «Il punto è psicologico, direi. I giapponesi non si fidano
più di chi li guida. Pessimismo e ansia per il futuro spingono la gente a
difendere quello che ha, a non fare passi di cui potrebbe presto pentirsi». Il
gradimento dell'attuale premier, Taro Aso, è ai minimi storici. Il Partito
liberaldemocratico, al potere dal 1955 senza soluzione di continuità (a parte
una parentesi di pochi mesi), è destinato a perdere la maggioranza? «Le elezioni dovrebbero cadere il prossimo settembre. Ma è
quasi certo che saranno anticipate a maggio-giugno, se non prima. Penso che il
Partito democratico di Ichiro Ozawa, ora all'opposizione, non avrà difficoltà a
conquistare il potere». C'è una novità: il Partito comunista giapponese per la
prima volta sta guadagnando consensi... «è l'effetto
dell'insicurezza e dell'aumento del numero dei disoccupati. Ma i comunisti
possono erodere consensi solo a sinistra, cioè al Partito democratico.
Difficile pensare a una coalizione, tanto meno a una fusione tra i due partiti.
Non escludo sorprese». La piena occupazione ormai non
esiste più, i giovani hanno difficoltà a trovare un lavoro: come sta cambiando
la mentalità dei giapponesi? «Il nostro miracolo
economico è stato nel segno di un'economia di tipo "socialista", più
socialista di quella cinese. è un fatto: un lavoratore
entrava in azienda ancor prima di finire l'università e ne usciva in tempo per
la pensione. Negli anni Ottanta e Novanta abbiamo provato ad avvicinarci al
sistema globale, liberalizzando in parte il mercato del lavoro. è stato un fallimento: ora l'unico cambiamento che vogliono
i giovani è tornare al sistema sicuro che c'era prima. Ma la crisi non lo
consente. I licenziamenti aumenteranno ». Eppure, nonostante la gravità della situazione, non si vedono segni
di contestazione, cortei di protesta: le piazze sono tranquille... «Il Giappone
non era così: nell'Ottocento le rivolte erano all'ordine del giorno. è il nostro sistema così peculiare, costruito nel
Dopoguerra, che ha favorito la calma sociale. Da una parte, i cittadini si
attendono che sia il governo a decidere per loro. Dall'altra c'è un sistema
egualitario — lo stipendio di un dirigente non si discosta molto da quello di
un operaio — che è però sempre meno efficiente. Ora le disparità sono molte:
pochi ricchi, molti poveri. Ma la gente non si ribella: è nel nostro Dna,
forse». Che cosa intende? «è lo spirito dello Shinto,
il fondamento della nostra cultura, non solo religiosa. Viviamo in simbiosi con
la natura e 8 milioni di kami, divinità, che sono ovunque: nei boschi, in
cielo, nel mare. Questo numero enorme di spiriti ci invoglia alla
collaborazione: il sistema "Toyota", in fin dei conti, viene da qui,
per questo non piace che sia abolito». Passata la crisi, quale sarà il nuovo
posto del Giappone in Asia, nel mondo? «Il nostro
futuro è nell'ecologia, meglio: nella tecnologia ecologica. Per esempio, la
predisposizione dei giapponesi a vivere in armonia con la natura sta favorendo
la ricerca di motori a bassa emissione di inquinanti. Dobbiamo condividere
questa vocazione con i nostri vicini: il nostro destino è nella convivenza». \\
Al voto Le prossime elezioni? Il premier Taro Aso sarà
punito P. Sa.
( da "Trend-online" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Engineering: nuovi
accordi con Consum.it NOTIZIE, clicca qui per leggere la rassegna di Pierpaolo
Molinengo , 13.03.2009 10:43 Scopri le migliori azioni
per fare trading questa settimana!! Consum.it, società di credito al consumo e
monetica del Gruppo Montepaschi, e Gruppo Engineering, primo operatore italiano
nell?ingegneria del software e dei servizi, scelgono di rafforzare la loro
proficua collaborazione e gettano le basi per un fidato rapporto di
partnership. Il valore dell?operazione è strategico, in quanto mira a
rafforzare la capacità produttiva di Consum.it al fine di accrescere la sua
quota di mercato nel credito al consumo. Questa collaborazione ha già
consentito la definizione di un sistema avanzato di interfacce e front end nel
mondo della consulenza per il credito alle famiglie e mira a realizzare
preziose sinergie operative che consentano, grazie alla leva delle nuove
tecnologie di comunicazione, di supportare la clientela e consolidare le
relazioni commerciali. ?Gli obiettivi del Piano Industriale del Gruppo
Montepaschi - afferma Alessandro Brunetti, direttore operativo di Consum.it -
richiedono una partnership tecnologica che assicuri rispetto dei tempi e
procedure stringenti, la conoscenza del modello di business e del contesto
evolutivo del credito al consumo; Engineering, grazie anche al suo pluriennale
impegno nei confronti dell?intero Gruppo, ha dimostrato di possedere queste
caratteristiche?. Francesco Punturiero, responsabile
del Servizio Organizzazione e Tecnologie di Consum.it, sottolinea che
l?elemento chiave per la realizzazione di questo progetto è risultato essere la
proficua collaborazione fra i due teams di lavoro. ?Il successo di questa
partnership con Consum.it, - aggiunge Giuseppina Volpi, direttore commerciale
Grandi Gruppi Bancari, Divisione Finanza di Engineering - che costituisce per
Engineering una importante sfida, si fonda sulla
conoscenza degli obiettivi di business societari e degli strumenti informatici
che nel medio periodo devono accompagnare l?innovazione segue pagina >>
( da "Sestopotere.com" del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Confesercenti
Milano: ulteriore drammatica stretta creditizia per le PMI (13/3/2009 16:03) |
(Sesto Potere) - Milano - 13 marzo 2009 - In piena crisi finanziaria e malgrado i proclami, gli istituti di credito non allentano
la stretta creditizia verso le PMI. L?Ufficio Studi di Confesercenti Milano ha
analizzato un campione di 100 imprese che da ottobre 2008 hanno provato ad
accedere al credito bancario. Secondo i dati dal
campione è emerso che: il 21% delle imprese esprime un rating molto positivo;il 38% delle imprese esprime rischio medio basso;il 41%
delle imprese esprime rischio medio alto. A consuntivo è emerso che il totale
delle imprese a rischio medio alto si è vista negare l?accesso al credito,
anche se in alcuni casi garantito da confidi. Il 38%
delle imprese a rischio medio basso ha potuto accedere al credito solo per una
percentuale del 18% (7 imprese su 38), con intervento delle garanzie confidi e
con garanzie personali dell?imprenditore. Il 21% delle imprese a rischio zero
ha potuto accedere al credito solo nella percentuale del 32% (7 imprese su 21)
con intervento in garanzia dei confidi. “Servono misure straordinarie subito”. – ha dichiarato il Vice
Presidente di Confesercenti Milano, Walter Radice. “A Milano
assistiamo a continue cessazioni d?attività, anche in comparti sulla cui
solidità tutti avremmo scommesso. Inoltre assistiamo al blocco totale
delle assunzioni, anche in aziende sane che in questo momento non affrontano il
turnover fisiologico. Esiste certamente una crisi di fiducia,
ma in questo il sistema bancario getta benzina sul
fuoco, attivando rigidità inspiegabili”. Confesercenti Nazionale ha
chiesto con urgenza un tavolo con ABI per affrontare il problema. Confesercenti
Milano ha attivato incontri operativi con gli istituti di credito di
riferimento per cercare di sbloccare alcune rigidità ed a tal fine ha attivato
un maggiore coordinamento tra banche ed il consorzio fidi di Confesercenti:
Euroconfidi Impresa. Confesercenti Milano ha inoltre richiesto alla Prefettura
di Milano l?immediata attivazione dell?Osservatorio Prefettizio per il
monitoraggio dell?andamento del credito ed inoltre alla Camera di Commercio
l?immediata istituzione di un tavolo di confronto a cui partecipano le parti
datoriali ed i rappresentanti delle banche. Fonte: Confesercenti.it
( da "Borsa(La Repubblica.it)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Socialismo bancario Di fronte alle tante "zombie banks" che
si aggirano sinistre per il mondo, sarebbe sbagliata una difesa d'uffico del
sistema creditizio. E in tempi di drammatico "credit crunch", resta
drammaticamente vera la profezia di Mark Twain: un banchiere è un tizio che ti
presta l'ombrello quando c'è il sole, e lo rivuole appena comincia a piovere.
Ma l'operazione "prefetto di ferro" orchestrata dal ministro Tremonti
per vigilare sui flussi di erogazione del credito da parte delle banche è una
misura di stampo sovietico. Ricorda la Gosbank degli Anni '20, che controllava
per conto del Pcus il finanziamento del Piano quinquennale. Nel consueto,
assordante silenzio dei liberali alle vongole di casa nostra, fa dunque un
fragoroso rumore la circolare del governatore Draghi, che avverte i nuovi "custodi"
del Gosplan acquartierati a Via XX Settembre: la Banca d'Italia è disponibile a
collaborare con i prefetti, ma secondo le leggi vigenti potrà fornire ai
medesimi solo le informazioni territoriali e i dati aggregati sul credito, e non anche i numeri relativi ai fidi erogati dai singoli
istituti. Ovvio, in un paese che ha a cuore il buon funzionamento del
capitalismo liberale. Scandaloso, nell'unico paese in cui una destra pretende
di governare con le regole del socialismo reale. Infatti
Tremonti, ancora una volta, non ha gradito le puntualizzazioni di Draghi.
"Ci sarà un grande impegno dei prefetti" nel controllo sulle banche,
ha rilanciato. "Io darei tutta la vigilanza sul credito alla Bce", ha
aggiunto. Il superministro, con tutta evidenza, vede due sbocchi possibili per
la Banca d'Italia: o si rassegna a prendere ordini dal potere politico secondo
il modello della Gosbank sovietica, appunto, o si accontenta di rimanere in
vita come innocuo centro di studi economici. In questo buio Medio Evo dei
mercati globali molti banchieri hanno fatto danni giganteschi. Ma molti
politici rischiano di combinarne di peggiori. 13/03/2009 - 19:15
( da "Tirreno, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 4 - Lucca
Appello alle banche: «Aiutate le imprese» Un appello alle banche per dare
ossigeno alle famiglie e alle imprese, sostenendo redditi e investimenti. A
rivolgerlo è la Provincia dopo l'incontro del Tavolo
anti-crisi sulla questione del credito, un argomento sollecitato nei
giorni scorsi dalla stessa Assoindustriali. Oltre al presidente della
Provincia, Stefano Baccelli e gli assessori provinciali
Francesco Bambini, Gabriella Pedreschi e Mario Regoli, hanno preso parte
all'incontro - destinato al confronto con il mondo bancario
-, il direttore di FidiToscana, Giovanni Ricciardi, il capo di gabinetto della
prefettura Antonio Lucio Garufi e i rappresentanti della prefettura di Lucca,
Confcommercio, Confesercenti, Cna, Ugl, Cgil, Confartigianato, Banca di Credito
cooperativo di Pescia, Cassa di Risparmio di San Miniato, Banca Etruria e Banca
popolare dell'Emilia Romagna. «è necessario allargare le maglie del credito -
afferma Baccelli - per non far deprimere ulteriormente i consumi e per venire
incontro alle aziende, le cui sofferenze si ripercuotono anche sull' occupazione». Giovanni Ricciardi,
che ha partecipato all'incontro, ha illustrato la convenzione che Fidi Toscana
ha firmato con alcune banche, attraverso la quale sono stati attivati due fondi
di garanzia per assicurare alle aziende sostegno sugli investimenti e
liquidità.
( da "Tirreno, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 3 - Pistoia
Sostegno a chi acquista una casa Il Centro Fidi Terziario per la prima volta in
aiuto anche dei privati FRANCESCO ALBONETTI PISTOIA.
Sostegno ai cittadini e non solo alle imprese. E' un'iniziativa inedita, quella
del Centro Fidi Terziario, il consorzio fidi regionale legato
a Confcommercio, che per la prima volta non garantisce solo le imprese
associate, ma anche i privati. Il settore è quello dell'acquisto della casa,
reso ancor più difficile rispetto agli anni passati dalla stretta credditizia
delle banche. L'iniziativa mira però anche al rilancio del Mercato immobiliare
locale, oggi al palo, e dell'economia locale con una serie di effetti benefici
a catena. «Il Centro Fidi fornirà ai cittadini una
copertura di garanzia del 30% del valore dell'immobile e vale per i primi dieci
anni dell'operazione - dice Stefano Morandi, presidente di Confcommercio e del
Centro Fidi Terziario - Questa percentuale dovrebbe consentire a chi vuole
acquistare o ristruttutare una casa, di superare l'impasse della stretta
creditizia, visto che le banche oggi non coprono più del 60-70% del valore. Non
solo le imprese, dunque, adesso anche le persone fisiche potranno vantare nei
confronti degli istituti di credito la garanzia aggiuntiva
fornita da Centro Fidi Terziario. Non ci sarà plafond né un limite, visto che
il Centro Fidi, iscritto all'elenco speciale ex articolo 107 del testo unico bancario, ha convenzioni con tutte le banche locali». Il Centro Fidi
Terziario si è impegnato a partire dal mese di aprile a fornire una garanzia
del 30% sulle operazioni di mutui ipotecari rilasciati dalle banche ai privati,
sia per l'acquisto di immobili ad uso residenziale (prima, seconda, terza casa,
eccetera), sia per l'acquisizione di edifici ad uso ufficio, ristrutturazioni
ed altre finalità. La garanzia di Cft sarà valida per i primi dieci anni di
ammortamento dell'operazione di mutuo, a decorrere dall'erogazione dello
stesso, senza riferimento alla sua durata o al tasso di interesse fissati dalla
Banca. «E' un grande stimolo per il rilancio dell'economia e gli investimenti -
dice Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio - Facilitare l'erogazione
di mutui serve infatti a restituire nuovo impulso al
mercato immobiliare, spingendo in alto i consumi che vi sono legati. Centro
Fidi Terziario fornisce un primo assist alle agenzie immobiliari e alle imprese
edilizie di costruzione e ristrutturazione. Senza dimenticare la miriade di
altre imprese che traggono beneficio dalla ripresa del comparto, dai
rivenditori di prodotti per l'edilizia, mobili e arredamento e gli
elettrodomestici». Nel 2008 (vedi articolo a fianco) il mercato immobiliare si
è fermato un po' ovunque e anche Pistoia non ha fatto differenza. «La novità consiste proprio nella difficoltà dei compratori
di avere i finanziamenti - dice Adriano Benedettini della Fima, sindacato
Confcommercio degli immobiliaristi - Se anche si arriva a un accordo, al momento
dell'istruttoria in banca ci sono resistenze. Peraltro ora i prezzi delle case
sono calati, rispetto a quelli gonfiati di uno o due anni fa. Prezzi migliori e
c'è anche un intevitabile aumento della richiesta delle locazioni, stimabile in
un 10% in più. La gente si informa e cerca di più, ma resta il problema della
stretta sui mutui».
(
da
"Nazione, La (Lucca)" del 14-03-2009)
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CRONACA LUCCA pag.
13 QUALI misure per combattere la crisi economica a livello locale? Dopo il
documento... QUALI misure per combattere la crisi economica a livello locale? Dopo
il documento reso noto dall'Associazione degli Industriali di Lucca, Giuseppe
Bertolucci, assessore regionale a bilancio, finanze e credito, interviene sul
delicato tema. «Assindustria afferma si rivolge a
banche, enti locali e Regione con un appello accorato. La prima questione è
quella del credito, già posta da Confesercenti, Confcommercio, Cna,
Confartigianato. Le imprese si lamentano della stretta creditizia, degli spread
in aumento che vanno a sommarsi ai tassi di interesse fortunatamente in discesa,
dei tempi di istruttoria più lunghi e di rating attribuiti dalle banche, a loro
giudizio, opachi nelle motivazioni. Per fronteggiare le
esigenze delle imprese la Regione ha attivato due nuove misure di garanzia
presso Fidi Toscana per 48 milioni, gratuite per l'impresa, che coprono fino
all'80% dei finanziamenti che le aziende chiederanno per nuovi investimenti
(anche con il leasing) o per consolidare posizioni di debito a breve, reintegro
liquidità per investimenti già effettuati, acquisto di scorte». «Questi due fondi possono garantire prestiti alle imprese da
parte delle banche per almeno 480 milioni. Con gli istituti bancari, una
sessantina tra le banche più presenti in Toscana, è stato sottoscritto a
dicembre un protocollo d'intesa in cui le stesse si impegnano a concedere
finanziamenti applicando più vantaggiosi spread massimi di tasso e a non
chiedere alcuna altra garanzia. Oltre a questo, come giunta regionale,
vigileremo attraverso l'Osservatorio Regionale sul Credito, a cui abbiamo
deciso di affiancare un tavolo di confronto tra domanda e offerta in Toscana».
( da "Nazione, La (Grosseto)" del
14-03-2009)
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CRONACA GROSSETO
pag. 7 NON SOLO LE IMPRESE ma adesso anche le persone fisiche potranno
vantar... NON SOLO LE IMPRESE ma adesso anche le persone fisiche potranno
vantare nei confronti degli istituti di credito la garanzia
aggiuntiva fornita da Centro fidi terziario, l'organismo creditizio del sistema
Confcommercio, iscritto all'elenco speciale ex articolo 107 del testo unico bancario. Il Centro fidi terziario si è impegnato a partire da aprile a
fornire una garanzia del 30% sulle operazioni di mutui ipotecari rilasciati
dalle banche ai privati sia per l'acquisto di immobili ad uso residenziale (prima,
seconda, terza casa, eccetera) sia per l'acquisizione di edifici ad uso
ufficio, ristrutturazioni ed altre finalità. Di fatto, dal momento che
attualmente le banche forniscono al massimo mutui al 60-70% del valore
dell'immobile, la garanzia aggiuntiva del Centro Fidi aiuterà i singoli ad
aumentare la propria forza contrattuale nell'accesso al credito, avvicinando il
miraggio di un prestito/mutuo garantito al 100%. La garanzia di Cft sarà valida
per i primi dieci anni di ammortamento dell'operazione di mutuo, a decorrere
dall'erogazione dello stesso, qualche che siano la sua durata o il tasso di interesse
fissati dalla Banca. Con questa novità, il Centro fidi scopre dunque un nuovo
ruolo sociale a sostegno diretto delle famiglie e, indirettamente, delle
imprese e del mercato. «IN UN MOMENTO in cui la
stretta creditizia delle banche mette a dura prova sia le imprese che le
famiglie spiega Claudio Chiti di Centro fidi terziario ci è sembrato giusto
inaugurare una nuova linea d'azione per offrire anche ai privati le medesime
opportunità e agevolazioni che offriamo alle imprese. Questa iniziativa ci permette
di intervenire per rimettere in moto l'economia. Facilitare l'erogazione di
mutui serve infatti a restituire nuovo impulso al
mercato immobiliare, spingendo in alto i consumi che vi sono legati».
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 14-03-2009)
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FALCONARA pag. 9 «A FRONTE di 52mila euro di fido concesso, ha firmato fideiussioni
per 600mi... «A FRONTE di 52mila euro di fido concesso, ha firmato fideiussioni
per 600mila euro». Un caso nazionale rimbalzato in tutta Italia quello di
Alberto Masciarelli, della società Blu 3 Grandi Cucine, che giovedì dalle pagine
de «Il sole 24 ore» ha portato ad esempio le
vicissitudini' bancarie che la sua impresa ha vissuto negli ultimi mesi
per illustrare un malessere diffuso, comune alle aziende di piccole o medie
dimensioni. Una denuncia ripresa poi dal Tg5 e approdata anche sulle radio
nazionali, con un botta e risposta tra Masciarelli e il direttore generale
dell'Abi Giuseppe Zadra. «Una piccola azienda, pur se
in condizioni economiche sane ribadisce il noto imprenditore falconarese non ha
più accesso al credito. Alcune banche stanno cambiando le regole del gioco
mentre la partita è in corso e la stretta sui criteri di valutazione, esaminati
sotto il profilo puramente matematico, senza tener conto di storia e dinamicità
dell'impresa, non fa certo bene all'economia. Oggi le imprese vengono valutate
esclusivamente sulla base dei criteri di Basilea 2 e viene a mancare il
rapporto di fiducia tra banche e imprenditori. Ho trovato disponibilità solo
dalla Bcc di Falconara e di Corinaldo, istituti più vicini alle realtà locali».
( da "Corriere del Veneto" del
14-03-2009)
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Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-14 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Emma sposa la linea di Tremonti
«Banche, ben vengano i prefetti» La Marcegaglia agli industriali di Rovigo:
«Imprese del Nord a rischio» E Tomat apre alle ronde del credito:
«Unificheranno le forze in campo» ROVIGO - Fare presto, fare subito. Perchè se
non si agisce velocemente, «le imprese del Nord saranno costrette a chiudere
entro pochi mesi». Per impedire una catastrofe del genere, Emma Marcegaglia,
ospite in videoconferenza all'assemblea degli industriali di Rovigo, chiede
«poche cose e molto chiare». Credito e ammortizzatori sociali sono le due
emergenze da affrontare: nel primo caso «Confindustria
vede con favore la costituzione dei comitati presso le prefetture » per il
monitoraggio delle attività bancarie, «purché le nostre associazioni abbiano un
ruolo attivo nell'iniziativa». E pazienza se non piacciono al governatore
Draghi. «Non mi schiero a favore dell'uno o dell'altro - commenta il presidente
regionale Andrea Tomat - perché abbiamo bisogno in questo momento di competenze
tecniche come di responsabilità di tipo istituzionale». Della Banca d'Italia
come dei prefetti. Sì, comunque, alle «ronde del credito » perché in questo
momento «non possiamo permetterci di disperdere
nemmeno una goccia delle risorse disponibili, e se i comitati nelle prefetture
servono a raccogliere dati oggettivi per dialogare meglio con le banche, allora
ben vengano i tavoli. Anzi, possono essere elementi fondamentali di unificazione
tra le forze in campo». Marcegaglia parla da Palermo (era ospite attesa a
Rovigo dal presidente Fabrizio Rossi, ha dovuto rinunciare per la coincidenza
con il convegno nazionale della Piccola impresa di Confindustria) ma usa toni
molto adatti a queste latitudini: «Questa è una crisi
del Nord, delle imprese che producono e che combattono sui mercati. Ma c'è
un'altra parte di Paese che vive di spesa improduttiva, genera extracosti a
carico di tutti, non sente per questo la crisi. Una cosa del genere non è mai
tollerabile, ma in un momento come questo è assolutamente insopportabile: il
governo tagli in quella direzione, tolga di mezzo enti e costi inutili.
Parleremo con voce chiara e forte, e so che su questo avremo nel Veneto uno dei
migliori alleati». Ma la serata polesana serve alla leader di viale
dell'Astronomia per metter a punto le richieste più immediate alla politica e
alle banche. Primo: «Sarà pure vero che le statistiche
riferiscono di un aumento degli impieghi bancari, ma noi registriamo sul campo
una riduzione del credito alle piccole e medie imprese molto chiara e molto
pesante». Quindi: «Si rifinanzi il fondo di garanzia
statale a cui attingono i consorzi fidi sul territorio. Nell'ultimo
provvedimento anticrisi erano stati annunciati dal governo stanziamenti
per 450 milioni. Ce ne sono in realtà 50 al momento, e comunque anche la
cifra promessa sarebbe insufficiente ». Sulla stretta del credito si chiama
fuori il direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, Samuele Sorato: «Stiamo facendo il nostro dovere. Quest'anno gli impieghi
alle famiglie e alle imprese cresceranno in modo significativo, abbiamo
previsto il 13% in più, ma nel primo bimestre dell'anno siamo anche sopra il
budget, 350 milioni di credito erogato aggiuntivo. Questo perché ce lo consente
la situazione patrimoniale: i nostri coefficienti sono abbondantemente sopra la
media». Marcegaglia ha altri messaggi da lanciare alla po-litica: «Intervenga
la Cassa depositi e prestiti, che ha 100 miliardi in cassa, per anticipare alle
imprese gli enormi crediti che vantano verso la pubblica amministrazione ».
Ancora: «Si allunghino i periodi di cassa integrazione ordinaria e
straordinaria e si mettano davvero a disposizione delle Regioni le risorse per
8 miliardi promesse». Infine: «Si conceda una deroga al Patto di stabilità per
consentire ai Comuni virtuosi del Nord di spendere i soldi che hanno già
disponibili per infrastrutture». Già, le infrastrutture: «La delibera del Cipe
è un passo avanti, anche se si finanziano cose che non ci piacciono, come lo
Stretto di Messina». Parla da Palermo, ma è una Marcegaglia più nordista che
mai. Claudio Trabona Confindustria Il presidente veneto Andrea Tomat
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
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n. 63 del 2009-03-14 pagina 22
Scontro Tremonti-Draghi Il ministro: "Alla Bce la vigilanza sulle
banche" di Gian Battista Bozzo "Se i controllati hanno la Ferrari, i
controllori non possono andare in bicicletta; importante il ruolo dei
prefetti". Bankitalia stempera: pronti a fornire i dati aggregati.
Passera: "Picconata a via Nazionale" Lo scenario è quello di Mayfair,
il quartiere chic di Londra dove si trova la nostra ambasciata. Ma la polemica
è tutta italiana. L?ipotesi di una Banca d?Italia restìa a fornire
comunicazioni minuziose sull?andamento del credito ai prefetti, secondo le
indicazioni del governo, induce Giulio Tremonti - in Inghilterra per la
riunione dei ministri finanziari del G20 - a parlare con i giornalisti. «Molto
presto faremo gli osservatori su banche e imprese, e ci sarà un grandissimo
impegno dei prefetti», spiega. Quindi spara una bordata sulla vigilanza
bancaria: «Se i controllati hanno la Ferrari, i
controllori non possono avere la bicicletta; se gli operatori sono sistemici,
siano essi banche o finanziarie, anche la vigilanza deve essere sistemica. Io -
dice il ministro dell?Economia - la darei tutta alla Banca centrale europea».
Togliendola, evidentemente, a palazzo Koch. Dopo mesi di frizioni, più o meno
sottotraccia, fra ministro e governatore, le divergenze sembrano sul punto di
esplodere. Le micce accese sono più d?una: le analisi profondamente diverse sui
nuovi schemi regolatori bancari e finanziari, il fastidio per alcuni interventi
pubblici dei vertici Bankitalia sugli effetti della crisi, lo stesso ruolo di
Mario Draghi come presidente del Financial Stability Forum, l?organismo
internazionale incaricato dal G7 di assemblare le nuove regole bancarie e
finanziarie internazionali. Un ruolo che spinge il Financial Times a inserire
il governatore nella lista dei 50 uomini che possono tirare fuori il mondo
dalla crisi. Più d?una volta le scintille si sono avvicinate al livello di
guardia. Stavolta le sirene d?allarme sembrano pronte. Ma a tardo pomeriggio
giunge da via Nazionale una nota di precisazione che sembra confezionata
proprio per stemperare le asperità. Bankitalia si dice pronta a prestare la
«massima disponibilità alle esigenze informative delle Prefetture, fornendo
dati aggregati e analisi sull?andamento del credito a livello locale». La nota
interna di cui hanno parlato i giornali, spiega ancora Bankitalia, ha lo scopo
di fornire alle filiali locali dell?istituto
«chiarimenti e indicazioni operative in merito alle numerose richieste di dati
e informazioni concernenti il credito bancario inviate
dalle Prefetture». Richieste che talvolta sono state indirizzate alle filiali
di Bankitalia, altre volte alle singole banche. Ma la stessa precisazione
rimarca un punto essenziale: i dati forniti alle Prefetture saranno
«aggregati», dunque non banca per banca. Gli istituti di credito già forniscono
le cifre a Bankitalia, che evidentemente non ha alcuna intenzione di vedersi
affiancata da altre autorità di supervisione e vigilanza. Le stesse banche, del
resto, hanno sempre contestato l?iniziativa del Tesoro sulle commissioni
prefettizie. «Mi sembra una picconata alla Banca
d?Italia un po? eccessiva - commenta difatti
l?amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera -; la proposta ha
bisogno di un ulteriore approfondimento, noi siamo un po? preoccupati,
ma anche pronti - aggiunge - a dare la massima collaborazione a chi verrà incaricato
da governo e Parlamento di svolgere questo ruolo». Mentre sul ricorso ai
T-bond, Passera ha detto che Intesa ne parlerà «al consiglio del 20». Ed Emma
Marcegaglia chiede che sul credito vanga data la parola anche agli
imprenditori: «Il ruolo dei prefetti è importante -
osserva - ma altrettanto importante che ci sia anche un ruolo attivo del
sistema imprenditoriale. Siamo sempre stati a favore dei T-bond e ora bisogna
che le banche accettino di emetterli». La controversia Tremonti-Draghi non resta
confinata nel mondo dell?economia e della finanza, ma si allarga alla politica.
Umberto Bossi precisa: fra i due serve un accordo. è giusto attivare i controlli sul credito «ma non con i
prefetti: non tutti i prefetti capiscono di economia - dice il leader della
Lega Nord - , gli imprenditori si fidano di più delle loro associazioni. Bene i
controlli in prefettura, ma non del prefetto».
Apocalittico, invece, il segretario del Pd Dario Franceschini, che lancia
l?allarme sull?indipendenza della Banca d?Italia. Dipietrista la Cgil che dice,
in sostanza: che ci azzeccano i prefetti? «Noi siamo pronti a svolgere al
meglio e con responsabilità i compiti che il governo ci affiderà», replica il sindacato funzionari prefettizi Sinpref. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del
14-03-2009)
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Plus sezione:
ATTUALITA data: 2009-03-14 - pag: 11 autore:
Trasparenza. In consultazione le nuove normative di Via Nazionale Bankitalia
vuole «MutuiChiari» Prestiti per la casa e c/c confrontabili I siti delle
banche dovranno favorire scelte consapevoli C liccare su internet un motore di
ricerca ed evidenziare le offerte migliori per un mutuo decennale confrontando
i fogli informativi di più banche. Oggi una cosa di fatto impossibile, se si
esclude il ricorso ad alcuni siti specializzati, domani una pratica diffusa. è solo un esempio della rivoluzione in arrivo a favore della
clientela bancaria, grazie alla nuova normativa sulla trasparenza che la Banca
d'Italia, dopo un lavoro di alcuni mesi, ha messo a punto e sta per sottoporre
alla consultazione del mercato. «Mutui e conti correnti più chiari» è il
leit-motiv della riforma, secondo quanto affermato dal Governatore Mario Draghi
poche settimane fa davanti al congresso degli operatori finanziari. Via
Nazionale si avvia a rinnovare una serie di regole che risalivano al 2003 e che
erano ormai diventate obsolete per effetto delle leggi varate negli ultimi anni
tra cui le leggi Bersani sulla portabilità dei conti e la surroga dei mutui.
Per mettere a punto le nuove norme la Banca d'Italia, per la prima volta, ha fatto
ricorso a esperti di comunicazione per la scrittura delle norme e chiederà alle
banche di utilizzare lo stesso stile di linguaggio nella documentazione che
andrà ai clienti retail: semplice, chiaro, con frasi brevi e senza tecnicismi e
con informazioni puntuali e ovviamente corrette. Altra novità riguarda la
maggiore informativa sui costi: si richiederà di presentare un indice sintetico
di costo non solo per i mutui ma anche per i conti correnti e per l'utilizzo dei fidi. In generale via Nazionale aumenterà il grado
di dettaglio delle regole per i servizi alla clientela retail e snellirà invece
gli adempimenti per le informazioni reperibili da altre fonti. L'informativa,
che le banche oggi possono predisporre con uno schema libero, verrà
standardizzata e resa così confrontabile. Ci sarà, ad esempio, un ordine
cronologico e logico imposto nella stesura dei documenti. Cambia
anche l'informativa periodica: più snella e più leggibile ma anche con un
elemento in più: il cliente avrà un riepilogo delle spese sostenute nel corso
dell'anno con il vantaggio che avrà la possibilità di rendersi conto se il
conto corrente scelto è effettivamente adeguata alle sue caratteristiche.
Altre garanzie per i clienti verranno dagli obblighi organizzativi, oggi
assenti, che Banca d'Italia imporrà alle banche. Sono regole che tengono conto
di alcuni problemi insorti nella stagione degli scandali finanziari domestici.
Ecco quindi che la banca dovrà valutare la comprensibilità dei prodotti,
formare la rete di vendita e assicurarsi che utilizzi effettivamente
l'informativa preparata per i clienti. Inoltre le banche che dichiareranno
un'autoregolamentazione dovranno dimostrare che effettivamente la mettono in
pratica. La rivoluzione in arrivo per le norme di trasparenza dei prodotti
bancari testimonia l'attenzione crescente di via Nazionale al tema dei rapporti
tra banche e clienti. La riorganizzazione della Vigilanza sotto la guida di
Anna Maria Tarantola (oggi promossa nel Direttorio) ha portato alla creazione
di una divisione ad hoc sui rapporti tra intermediari e banche. La stabilità
delle banche rappresentata dalla sana e prudente gestione, ha più volte
osservato il Governatore, poggia anche sulla fiducia della clientela e il
rischio reputazionale è considerato dall'Autorità di Vigilanza sullo stesso
livello degli altri rischi tipici dell'attività bancaria. Gerardo Graziola
Stefano Mieli è il nuovo responsabile della Vigilanza di Bankitalia IMAGOECONOMICA
( da "Adnkronos" del 14-03-2009)
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Banche, Passera: sui
prefetti decisione in nessun modo saggia. D'Alema: meglio i
consorzi fidi L'amministratore delegato di Intesa SanPaolo:
''Il credito è già un settore molto vigilato: oltre alla Banca d'Italia
ci sono Consob, Isvap, Covip e Antitrust''. L'ex vicepremier: "Quello del
governo mi pare più una manifestazione della pressione politica del governo sul
sistema bancario, più per ragioni di propaganda, che non una misura con una efficacia effettiva'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie
di ECONOMIA ultimo aggiornamento: 14 marzo, ore 11:21
( da "Arena.it, L'" del 14-03-2009)
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Tremonti attacca
Draghi «Sia la Bce a vigilare» SISTEMA BANCARIO. La reazione di Franceschini (Pd):
«Lasciamo Palazzo Koch fuori dalle polemiche politiche» Nuovo affondo del
ministro contro Bankitalia: il Tesoro vuole affidare ai prefetti il controllo
sul credito 14/03/2009 rss e-mail print Il ministro Tremonti, a sinistra, e il
governatore di Bankitalia, Draghi ROMA «Darei tutta la vigilanza sulle banche
alla Bce, altrimenti è come se il controllato andasse in Ferrari e il
controllore in bicicletta». Giulio Tremonti da Londra ha lanciato la sua idea
che di fatto rappresenta una nuova offensiva contro
Mario Draghi. Perché la sua ipotesi toglierebbe a Palazzo Koch, sede della
Banca d'Italia, la sua funzione cruciale di vigilanza sul sistema bancario. Al ministro dell'Economia non sono piaciuti quei
«paletti» ai prefetti «indiscreti» messi due giorni fa dal governatore della
Banca d'Italia, in difesa delle prerogative dell'istituto. E, alla vigilia
della riunione dei ministri delle Finanze del G20, ha osservato che se ci sono
operatori europei ci vuole una verifica europea. «Fosse per me», è stato il suo
ragionamento - darei tutto alla Banca centrale europea, «ma non so se questo
implica una revisione del Trattato». Poi ha insistito sull'idea di affidare ai
prefetti (e quindi al governo) il controllo sul credito. Assicurando che «ci
sarà un grande impegno» dei prefetti negli osservatori sulla stretta al credito
delle famiglie e delle imprese da parte delle banche. Poi ieri Bankitalia ha
corretto il tiro. Con una nota l'istituto ha assicurato: «Siamo pronti a
collaborare, ma le banche non possono fornire i dati sulle aziende». Sui
prefetti-controllori il leader della Lega, Umberto Bossi, ha frenato. «Serve un
accordo», ha osservato il senatur. « La vigilanza deve
avvenire in prefettura ma non con i prefetti. Meglio che ci siano anche le
associazioni imprenditoriali perché non tutti i prefetti capiscono di
economia». Entusiasta invece Roberto Calderoli per il quale «finalmente avremo
i prefetti in funzione federalista e al servizio del territorio». L'idea di
Tremonti e Maroni ha aperto una nuova polemica con l'opposizione. Un monito al
titolare dell'Economia è arrivato dal leader del Pd. «Litighiamo pure tra
maggioranza e opposizione», ha detto Dario Franceschini, «ma lasciamo fuori
Bankitalia». La scelta del governo è stata bocciata anche dal leader dell'Udc,
Pierferdinando Casini, che l'ha definita «una cosa folle». Dietro l'operazione
«Prefetti di ferro» sul credito, annunciata dai ministri Tremonti e Maroni,
Draghi ha visto il rischio di un ritorno al controllo amministrativo del
credito. Allora ha mandato una circolare ai direttori delle filiali provinciali
di Bankitalia per fissare alcuni paletti. E cioè che i prefetti non possono
chiedere agli istituti di credito qualunque informazione, dettagliata o
confidenziale sui clienti e anche «sul volume dei prestiti erogati». Il quadro dei fidi erogati da ogni singola banca resta una
prerogativa della Banca d'Italia. Il governatore Draghj ha annunciato che forse
già la prossima settimana ci sarà una nuova riunione con Confindustria, Abi e
sindacati per fare il punto della situazione.
( da "Corriere.it" del 14-03-2009)
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L'amministratore
delegato di INTESA SANPAOLO al forum di Cernobbio Passera: sì ai Tremonti bond «Prefetti? Scelta non saggia» Per
D'Alema una pressione della politica sul mondo bancario.
Di Pietro invece sta con Tremonti Corrado Passera (Imagoeconomica) CERNOBBIO
(COMO) - Al prossimo consiglio di gestione del 20 marzo Intesa Sanpaolo darà il
via libera ai Tremonti bond. Lo ha confermato l'amministratore delegato del
gruppo, Corrado Passera, a margine del forum di Confcommercio, in corso a
Cernobbio. «Credo di sì, anche se continuano a presentarli come una specie di
punizione» ha detto Passera, rispondendo ad una specifica domanda. Così dopo il
Banco Popolare di Milano che ha presentato istanza ufficiale per 1,45 miliardi,
anche Intesa Sanpaolo sembra accogliere la proposta del governo. CONTROLLO DEL
CREDITO AI PREFETTI - Affidare ai prefetti il controllo sull'erogazione del
credito «non mi sembra una decisione in nessun modo saggia». Lo ha detto a
margine del Forum di Cernobbio, l'ad di Intesa
Sanpaolo, Corrado Passera, sottolineando però che se il governo andrà avanti su
questa strada le banche assicureranno comunque «la massima collaborazione». Se
la decisione del Governo sarà di affidare il controllo sul credito ai prefetti,
spiega Passera, «tutte le banche responsabilmente daranno il massimo della
collaborazione, ma, mi lasci dire - aggiunge - cosa c'entrano i prefetti?».
Secondo l'ad di Intesa Sanpaolo, la crisi fortissima
che il Paese sta attraversando «non si affronta con decisioni demagogiche». Il
coinvolgimento dei prefetti, «creerà disagio agli
stessi prefetti e alle eventuali aziende reclamanti. Inoltre, quello che dico -
aggiunge - e credo di interpretare anche la sensazione delle imprese è che
l'idea che l'amministrazione e attraverso questa la politica entri nella
tematica dell'erogazione del credito non è una cosa di cui si sente il bisogno.
A me non pare una buona idea». Tanto più che, conclude
Passera, «di controllo e di vigilanza ce ne è
sicuramente molta. È importante non voler tutti fare tutto».
DI PIETRO, STO CON TREMONTI - Ma anche il mondo politico si divide sulla
vigilanza per il sistema bancario e il leader
dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro concorda con il ministro
dell'Economia. Il ragionamento di Di Pietro parte dal fatto che la Banca
D'Italia è controllata dalle stesse banche sulle quali è chiamata a vigilare.
«Questa operazione non si può lasciare alla Banca D'Italia - sottolinea il
presidente dell'Idv - perché non si è mai visto che un controllato nomini il
controllore e che, in queste condizioni, il controllore possa fare fino in
fondo il proprio lavoro». Di Pietro è anche più esplicito: «Mi fido più dei prefetti che della Banca D'Italia». D'ALEMA - Anche
Massimo D'Alema interviene nella polemica: «Non credo
che i prefetti abbiano gli strumenti tecnici per effettuare la sorveglianza sul
credito. Mi pare più un gesto politico - spiega l'esponente del Pd, anche lui
presente al forum di Cernobbio - una manifestazione della pressione politica
del governo sul sistema bancario
per ragioni di propaganda piuttosto che una misura che abbia un'efficacia
effettiva». Più in generale, aggiunge D'Alema, «il governo di fronte a questa
crisi ha preso molte iniziative propagandistiche e quasi nessuna misura
concreta». stampa |