HOME

PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

www.mauronovelli.it

[Vai al sito del CENACOLO DEI COGITANTI]

 

 

DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE”

 

 

 

TORNA ALL’INDICE MENSILE DEL DOSSIER    

ARCHIVIO GEN.  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


 

Report "Revoca fidi"   12-24 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

L'Iran apre a Obama (anche per timore dei talebani). ( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Obama fa bene a fidarsi degli iraniani? E che cosa farà Israele? Rispetterà la volontà della Casa Bianca o seguirà i propri istinti bombardando i siti nucleari anche a costo di rovinare i rapporti con Washington? Scritto in iran, scenari, geostrategia, sicurezza, era obama, medio oriente, israele, gli usa e il mondo 1 Commento » (Nessun voto)

Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova ( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Obama fa bene a fidarsi degli iraniani? E che cosa farà Israele? Rispetterà la volontà della Casa Bianca o seguirà i propri istinti bombardando i siti nucleari anche a costo di rovinare i rapporti con Washington? Scritto in iran, scenari, geostrategia, sicurezza, era obama, medio oriente, israele, gli usa e il mondo Commenti ( 5 ) » (1 voti,

Pochi nell'elenco speciale ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: I vantaggi sia per le imprese che per gli istituti bancari – sottolinea Francesco Pela, direttore generale di Centro fidi terziario – sono evidenti. Le aziende hanno benefici sia in termini qualitativi (un miglior prezzo), sia quantitativi ( più credito). E questo deriva dal risparmio in termini di patrimonio di vigilanza, bene sempre più prezioso,

Lettieri: Fonti rinnovabili ancora snobbate dagli istituti di credito ( da "Denaro, Il" del 13-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: importanza del ruolo svolto dalle banche e sulla necessità di instaurare un clima di fiducia tra istituti di credito e imprese attraverso progetti validi e consulenze altamente professionali si sono soffermati: il responsabile Project Finance, Lorenzo Fidato, e il consigliere di Centrobanca, Andrea Pisani Massamormile. del 13-05-2009 num.

Tassi, gli artigiani contro le banche ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Fid.I. Polesine, organismo di garanzia promossa dalla Confartigianato Imprese Rovigo sul rapporto con gli istituti di credito nel trimestre gennaio-marzo. Si tratta del secondo monitoraggio, dopo il primo relativo ai mesi da ottobre a dicembre.

Maxi buco, il Covar batte cassa ( da "Stampa, La" del 14-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: O si chiedono i prestiti o si sfora utilizzando il fido bancario che abbiamo acceso», spiega Di Crescenzo. Gli interessi cosiddetti passivi si aggirano attorno al 3,5% che su 22 milioni di euro fa la modica - si far per dire - cifra di 787 mila euro in più che gravano sulle tariffe dei virtuosi e sui bilanci in generale.

OSSERVATORIO SUL CREDITO 1 TRIMESTRE 2009: MENO S ( da "WindPress.it" del 14-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fido o di rinegoziare un fido esistente. Tale percentuale di imprese era pari al 35,9% nel quarto trimestre 2008 ed 'e risultata pari al 27,7% nel primo trimestre 2009. Tra le imprese che hanno fatto domanda di un fido (o domanda di rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009: il 58,4% ha visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello

Osservatorio sul credito 1 trimestre 2009: meno soldi alle imprese che chiedono un prestito ( da "Sestopotere.com" del 14-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fido o di rinegoziare un fido esistente. Tale percentuale di imprese era pari al 35,9% nel quarto trimestre 2008 ed è risultata pari al 27,7% nel primo trimestre 2009. Tra le imprese che hanno fatto domanda di un fido (o domanda di rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009: il 58,4% ha visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello

Un sostegno alle imprese ( da "Nuova Ferrara, La" del 15-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Provincia e 4 consorzi fidi «Un sostegno alle imprese» Due milioni di euro per favorire credito e investimenti Il bando è pronto già dalla prossima settimana Due milioni di euro alle piccole e medie imprese ferraresi, una boccata d'ossigeno che favorirà credito e investimenti per una quota almeno cinque volte superiore.

Serve un osservatorio per controllare le banche ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Confindustria Venezia un mese fa ha raggiunto un accordo con un istituto di "factoring". L'istituto si accolla il credito e la garanzia sulla solvibilità del cliente. Si tratta di una risposta valida per la gestione aziendale con l'accordo in essere che lascia intatti i fidi bancari esistenti. Davide De Bortoli

Il credito all'edilizia non si ferma ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Dall'inizio dell'anno i fidi concessi all'intero settore delle costruzioni sono aumentati di un miliardo di euro Il credito all'edilizia non si ferma Bene anche agricoltura e meccanica mentre cala lo stock per energia e commercio Emanuele Scarci Credito bancario indietro tutta e nuove sofferenze in crescita.

La Cassa rurale di Treviglio si prepara per il ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: mantenendo una politica di diversificazione del fido che si esprime anche con il rinnovo da parte dall'assemblea del limite dei 4 milioni come fido per singolo cliente. C'è stato però l'anno scorso, in particolare negli ultimi mesi, anche un aumento dei prestiti «deteriorati», saliti del 24,4% a 54,2 milioni: tra queste le sofferenze sono cresciute del 47,

Mansi: Apriamo subito i cantieri già finanziati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: che è esaurito e di fatto blocca l'attività dei consorzi fidi. Speriamo possa avvenire in tempi brevi e auspichiamo anche un'armonizzazione dell'intero sistema di garanzia, che metta in sinergia la finanziaria regionale Fidi Toscana e i consorzi fidi delle categorie che, nel caso degli industriali, sono stati unificati in un unico soggetto.

Fogalco, in vista l'aggregazione a livello regionale ( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidi del sistema Confcommercio. «Il processo di aggregazione porterà alla costituzione, entro quest'anno, di un nuovo "intermediario finanziario 107" (dal numero dell'articolo del testo unico bancario, ndr) - ha detto ancora Martinelli - sarà un organismo fidi di secondo grado in regola con i parametri previsti dalla normativa di settore e che eserciterà attività di garanzia collettiva

VITE DA BANCHIERI DI IERI E DI OGGI ( da "Lavoce.info" del 19-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: completo di ampie possibilità di scoperto su fido. Ed Edoardo faceva largo ricorso al fido, con scoperti in genere tra le 10mila e le 20mila sterline. IL SISTEMA RICCIARDI Il rapporto d'affari era vantaggioso per entrambe le parti. Il re otteneva anticipi sulle entrate reali e poteva così far fronte alle fluttuazioni stagionali del suo reddito.

TOSCANA/ FONDO REGIONALE INNOVAZIONE, QUATTRO NUOVI INVESTIMENTI ( da "Wall Street Italia" del 19-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: e sottoscritto da Regione Toscana, da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal Sistema Camerale. Sono stati esaminati circa 60 progetti proposti da imprese innovative toscane appartenenti ai seguenti settori: Energie Rinnovabili (5 progetti), Meccanica (6), Life Sciences (20), Ict (16).

La crisi tra facile pessimismo e infondato ottimismo pag.3 ( da "Trend-online" del 19-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: oltre a non fidarsi dei propri clienti, non si fidano una dell?altra. Il che sarebbe normale in una banda di disonesti, ma non lo è tra gente perbene tra cui prevale la fiducia, non si teme di essere ingannati. Dato il ruolo nevralgico delle banche, la trasparenza del sistema bancario è fondamentale e su questo i governi farebbero bene a intervenire decisamente,

ecco "capitale circolante" un aiuto per le pmi in crisi ( da "Repubblica, La" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ripristinando la disponibilità del fido. L´iniziativa è rivolta alle circa 2 mila aziende piemontesi clienti di Intesa Sanpaolo, ma la presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, si augura che «altri istituti bancari la copino, perché si tratta di un´idea che forse non è risolutiva ma è di certo uno strumento importante».

E' TOCCATO alle banche del territorio rispondere alle preoccupazioni delle a... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Perché si fa scarso uso dei consorzi fidi? Queste le domande rivolte ai dirigenti bancari da Sergio Bova, presidente regionale umbro della Confartigianato. I rappresentanti delle banche spengono l'allarmismo. La Banca di Perugia: «Aumenteremo i fidi per il credito cooperativo». la Bps: «La nostra banca sta erogando credito e incrementando gli impieghi».

Soldi dai Fidi Ma poi le banche chiedono il rientro dei vecchi scoperti ( da "Nazione, La (Firenze)" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 23 Soldi dai Fidi Ma poi le banche chiedono il rientro dei vecchi scoperti PICCOLE IMPRESE FIRENZE L'ALLARME arriva da alcuni piccoli imprenditori: hanno ottenuto finanziamenti attraverso le garanzie di Fidi Toscana varate col contributo e le garanzie della Regione, ma si sono sentiti chiedere dalle banche il rientro delle cifre erogate a titolo diretto.

In aumento il ricorso a linee di credito ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: rappresentato dal rinnovo dei fidi in presenza dei bilanci 2008, «dai quali cominceranno a emergere le conseguenze delle difficoltà produttive dell'ultimo semestre ». Negli ultimi mesi, continua il confindustriale, «registriamo un notevole aumento di ricorso delle aziende alle linee di credito per il sostegno della liquidità garantite dal consorzio di garanzia Neafidi.

Nuova Sace, decreto al via con debiti Pa e incentivi auto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: quelle che hanno già un fido con le banche (e utilizzano la linea messa a disposizione dalla Cdp) e quelle che non lo hanno: sarà valutata l'affidabilità creditizia dell'impresa che richiede la garanzia Sace, se è meritevole del credito e a quali condizioni. Sarà tracciata una linea di distinzione tra crediti pro soluto e pro solvendo,

Le banche sostengono la liquidità ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: dei fidi attivati, acquisto dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Sono diversi gli strumenti messi in campo dal sistema bancario per sostenere le aziende a fronte della crisi di liquidità. Il gruppo Monte dei Paschi di Siena sta negoziando con la Regione Toscana l'applicazione del "

L'alta sartoria riporta gli utili ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: ha svolto anche il sistema bancario – sottolinea Invitti – in particolare voglio citare Fidi Toscana, la finanziaria regionale che ha dato la propria disponibilità a entrare nell'azionariato di Movies, con una quota di minoranza». L'operazione si realizzerà attraverso un aumento di capitale della società che fa capo alla famiglia Di Pietrantonio.

Tremonti avverte le banche: ora giù i tassi ( da "Corriere della Sera" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Passando alle famiglie i tassi applicati sugli scoperti e fidi di conto corrente sono stati pari al 7,69% contro il 9,93% della media di Eurolandia. In aprile c'è stata, dice l'Abi, un'ulteriore discesa. In particolare, il tasso sulla media dei mutui fissi e variabili, è sceso al 4,07% contro il 4,28% di marzo e il 5,95% di febbraio.

( da "EUROPA ON-LINE" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: GLI ISTITUTI NON CONCEDONO FIDI ALLE PMI» «Tremonti dice due bugie, le banche invece mezza verità». Così, in maniera tranchant, il parlamentare del Pd, Francesco Boccia, commenta l'ennesimo botta e risposta fra il mondo bancario e il ministro dell'economia. Durante il terzo Credit and liquidity day a via Venti settembre, il titolare dell'economia non ha perso l'

TREMONTI SARà TREMENDINO MA è L'UNICO CHE BASTONA I FURBETTI DELLe banche - "allineare i tassi italiani con quelli europei" - "troppo timidi e "distaccati, in posizione di "relax" ( da "Dagospia.com" del 20-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Passando alle famiglie i tassi applicati sugli scoperti e fidi di conto corrente sono stati pari al 7,69% contro il 9,93% della media di Eurolandia. In aprile c'è stata, dice l'Abi, un'ulteriore discesa. In particolare, il tasso sulla media dei mutui fissi e variabili, è sceso al 4,07% contro il 4,28% di marzo e il 5,95% di febbraio.

La stangata sui tassi: aumento di 200 milioni ( da "Adige, L'" del 21-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: cioè i fidi in conto corrente, e quelli autoliquidanti, cioè lo sconto sul portafoglio e altre forme di anticipo, sono poco significativi per le famiglie, molto di più per le imprese. Le aziende trentine hanno pagato in un trimestre 26,5 milioni di interessi sui fidi, ad un tasso medio del 7,12%, e 16,3 milioni di interessi sugli anticipi,

Da Cariparma sostegno alle Pmi ( da "Denaro, Il" del 21-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzio di garanzia fidi presieduto da Luigi Savarese, un accordo che prevede lo stanzionamento di 7,5 milioni di euro. I finanziamenti inseriti nell'intesa hanno una durata fino a 180 mesi e un importo massimo di 400 mila euro. In particolare, il plafond mette a disposizione delle aziende la liquidità necessaria per sostenere investimenti generici a uso aziendale,

UniCredit Banca a Modena inaugurata la nuova Agenzia tu ( da "Sestopotere.com" del 21-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Inoltre è prevista la possibilità di finanziare anche le piccole attività imprenditoriali con un finanziamento, Fido tu, fino a 30mila euro rimborsabile da 12 a 36 mesi. Per i clienti di nazionalità romena infine è anche prevista la possibilità di aprire presso UniCredit Tiriac Bank un conto corrente “a specchio”, il “Familia ta”

Da Kaspersky una guida gratuita per fermare il cybercrime ( da "Data Manager" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidato, ad esempio, piuttosto che su un link presente in un?email casuale di spam. Kaspersky Lab ha recentemente registrato un massiccio aumento degli attacchi di phishing sulla pagina di login di Facebook. I cybercriminali stanno usando sistemi di messaggeria interna ai siti per inviare brevi messaggi direttamente ai visitatori di un sito web appositamente progettato per clonare

Va bene dare ossigeno al credito. Ma si faccia attenzione anche ai fidi pericolosi ( da "Milano Finanza (MF)" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ma si faccia attenzione anche ai fidi pericolosi Una relazione di consolidamento quella della presidente Marcegaglia dopo il primo anno di attività. Nel valutarla, si potrebbe adottare il metro della maggiore o minore vicinanza alle posizioni del governo e delle diverse forze politiche.

Impegno dei banchieri: garantire il credito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Faissola non entra nel dettaglio dei numeri: «Il presidente dell'Abi conosce l'intero sistema bancario italiano, non conosce le pochissime situazioni (di mancanza di fido, ndr) che possono esserci. Noi dobbiamo impegnarci nell'interesse delle banche, delle imprese e del Paese a dare credito a chi lo merita». «In futuro – aggiunge –

il robot entra in casa ( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: e da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal sistema Camerale, con una dotazione di oltre 44 milioni di euro. «La nostra azienda avrà modo di crescere ulteriormente e confrontarsi con realtà di mercato più ampie e diversificate» afferma Nicola Tinucci, amministratore delegato di Digitart Spa.

CRISI/ CONFCOMMERCIO, DIMINUISCE DOMANDA CREDITO PMI NEL I TRIM. ( da "Wall Street Italia" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: con esiti diversi, al sistema bancario per una richiesta di fido (per un nuovo fido o per rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009. Il 58,4% delle imprese che hanno fatto richiesta di credito hanno visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello desiderato.

Crisi, alto il numero di imprese in difficoltà finanziarie ( da "KataWebFinanza" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: bancari, il 22,9% ricorre ad "altri canali" di finanziamento. Relativamente all'andamento dle credito nel primo trimestre, diminuiscono sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo far nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido;

draghi dichiara guerra aLLA 'LAVATRICE' DI SAN MARINO - ALLA BUONORA BANKITALIA SCOPRE IL PARADISO FISCALE DE NOANTRI - i soldi SPORCHI affluivano e da qui rimbalzavano su conti ba ( da "Dagospia.com" del 22-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: i soldi SPORCHI affluivano e da qui rimbalzavano su conti bancari italiani per tornare a San Marino ripuliti e pronti per essere incassati... Vittorio Malagutti per "L'espresso" San Marino Dopo tre mesi di verifiche tra libri contabili e pratiche di fido, gli uomini della Banca d'Italia se ne sono andati a metà marzo elargendo un consiglio che suonava come un ordine.

Imprese, 3 su 4 sono contente per l'accesso al credito bancario ( da "Corriere delle Alpi" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

imprese, 3 su 4 contente delle banche ( da "Nuova Sardegna, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

imprese, 3 su 4 contente delle banche ( da "Centro, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

CARRARA SONO UNA CARTINA tornasole della s... ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Norberto Ricci stiamo predisponendo dei consorzi-fidi, per garantire i prestiti alle imprese fino all'80%. La banca, dunque, avrebbe un rischio ridotto al 20%. Speriamo basti». IN QUESTA situazione critica, soprattutto per le imprese, c'è però un punto a favore della provincia, relativo alla cosiddetta «qualità del credito».

imprese, 3 su 4 contente delle banche ( da "Nuova Venezia, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

imprese, 3 su 4 contente delle banche ( da "Mattino di Padova, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

Toscana Innovaz. comincia a investire ( da "Borsa e Finanza" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal Sistema camerale. Con una dotazione di oltre 44 milioni di euro, il fondo è stato creato per investire in Pmi innovative ancora in fase di ideazione o in imprese ad alta tecnologia già esistenti. Toscana Innovazione ha terminato la raccolta.

Piccole aziende a corto di credito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non chiedo fidi, perché intanto non me li concedono». Secondo questo monitoraggio, il 73,7% delle aziende avverte un peggioramento della situazione economica del Paese nel primo trimestre del 2009, rispetto al trimestre precedente, mentre il 30,9% ritiene che questa situazione si aggraverà ulteriormente nel secondo trimestre dell'anno.

BoT avari, alternative cercansi ( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: «Chi si rivolge al tradizionale sportello bancario e si fida dei suoi consigli – aggiunge Brozzi – verrà con tutta probabilità dirottato verso pronti contro termine, certificati di deposito o obbligazioni "della casa" e difficilmente finirà per acquistare strumenti più innovativi quali Etf e certificate ».

Imprese, 3 su 4 contente delle banche ( da "Nuova Ferrara, La" del 23-05-2009) + 4 altre fonti
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,

( da "Brescia Oggi" del 23-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Confiducia» - protagonisti consorzi fidi -, ma a distanza di sette mesi, «con 2 miliardi di euro per le aziende - ha detto il leader Cdc di Brescia, Francesco Bettoni - lo strumento non è decollato». La causa principale è che «il sistema bancario non ci crede, non vuole affrontare la collaborazione con i consorzi fidi».

pratosardo, prove tecniche di dialogo ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: INCONTRO SUL CREDITO BANCARIO Pratosardo, prove tecniche di dialogo NUORO. All'incontro per discutere sul tema del credito tra i funzionari del Banco di Sardegna, della Sardaleasing, l'Ascom Fidi di Nuoro e gli operatori dell'area industriale di Pratosardo è venuto fuori che c'è una certa incomprensione tra le parti.

crisi del sughero: scendiamo in piazza - pietro zannoni ( da "Nuova Sardegna, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: aumento dei fidi bancari». In Gallura invece «succede l'esatto opposto: il rientro in tempi impossibili dei fidi, chiusura ermetica al credito, tassi vicino all'usura contornati da operazioni più esose». Ai consiglieri regionali galluresi Biancareddu e Sanna il compito di districare la voluminosa matassa di problemi del nostro territorio.


Articoli

L'Iran apre a Obama (anche per timore dei talebani). (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

In questo articolo analizzo la notizia della liberazione della giornalista iraniano-americana, Roxana Saberi, condannata qualche settimana fa per spionaggio. La mia tesi è che Teheran abbia usato questa vicenda per mettere alla prova Obama, che, come noto, vuole la pace ad ogni costo e ha teso la mano all'Iran, rinunciando persino a pretendere la sospensione del programma nucleare in coincidenza con l'avvio di un negoziato. Ma per cento giorni Ahmadinejahd ha risposto con apparente disprezzo. Ed è in questo ambito che ha deciso di strumentalizzare il caso della Saberi. Condannare per spionaggio una cittadina americana significa provocare una crisi diplomatica; eppure Washington tiene il tono della polemica basso. Non solo. Quando gli israeliani fanno filtrare indiscrezioni su un possibile raid contro le installazioni nucleari, Washington risponde pubblicamente e a voce alta. Con un altolà. Il messaggio è chiaro: noi vogliamo la pace al punto da tenere a freno Gerusalemme, voi iraniani cosa intendete fare? La risposta è giunta ieri, con la liberazione della giornalista, e rappresenta un primo segnale di disponibilità da parte di Teheran, con un retroscena legato alla situazione in Pakistan. Gli iraniani sono fondamentalisti sciiti, i talebani fondamentalisti sunniti. E si odiano tra loro. L'avanzata verso Islamabad rende plausibile uno scenario inverosimile fino a poco tempo fa: quello dell'espansionismo talebano nella regione; che spaventa l'Iran. Improvvisamente l'America appare un po' meno satanica agli ayatollah, anche perché in gioco c'è anche il controllo dell'arsenale nucleare pakistano. Che cosa accadrebbe se cadesse in mano ai talebani? E in presenza di un nemico comune è più facile scordare le inimicizie del passato. Da qui alcune domande: Obama fa bene a fidarsi degli iraniani? E che cosa farà Israele? Rispetterà la volontà della Casa Bianca o seguirà i propri istinti bombardando i siti nucleari anche a costo di rovinare i rapporti con Washington? Scritto in iran, scenari, geostrategia, sicurezza, era obama, medio oriente, israele, gli usa e il mondo 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 09 Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova Il Wall Street Journal in questo articolo conferma l'inattendibilità dello stress-test. I parametri adottati da Fed e Tesoro erano molto accomodanti appure hanno prodotto inizialmente risultati sconfortanti. Ad esempio Citigroup avrebbe dovuto ricapitalizzare per 35 miliardi, non per 5,5; Bank ofAmerica per 50 non per 33,9, e così via. Non appena conosciuti i risultati, le banche hanno esercitato pressioni furiose su Geithner (il loro uomo) e il capo della Fed Bernanke e miracolosamente sono riusciti a convincerli ad ammorbidire il rapporto. Tutto questo mentre gli spin doctor preparavano sapientemente i media e ovviamente la Borsa, passando dritte rassicuranti. Tra l'altro: il Financial Times ha scoperto una clausola, ovviamente segreta, secondo cui se fra tre mesi i mercati saranno migliorati, le banche saranno esonerate dall'obbligo di aumentare il capitale. Dunque saranno libere di speculare di nuovo senza coperture adeguate. Una manipolazione e un inganno: sì, c'è proprio da festeggiare. Scritto in crisi, capitalismo, comunicazione, borsa, casta, banchieri, banche, spin, economia, democrazia, società, era obama, manipolazione, notizie nascoste Commenti ( 20 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07May 09 E la sinistra continua a non capire. Sono in Turchia per un viaggio di studio organizzato dalla delegazione ad Ankara della Commissione europea e riservato a un ristretto pool di giornalisti europei. Uno dei ricercatori incontrati oggi, Can Paker, ha fornito una spiegazione originale del successo del partito islamico moderato Akp. A suo giudizio il premier Erdogan vince perchè è l'unico a rappresentare gli interessi della nascente classe media, che si sviluppa grazie alle riforme e al libero mercato. L'Islam, secondo Paker, sarebbe un elemento secondario. Il Partito kemalista di opposizione continua a declinare, non perchè la società rifiuta il secolarismo, ma perchè quel partito rappresenta la vecchia classe media, basata sull'establishmenti burocratico-militare, che tende a ridursi. Secondo me il quadro è più complesso, ma il metodo di analisi di Paker è comunque interessante e in sintesi può essere riassunto così: i partiti si affermano non tanto per la loro ideologia, quanto per la loro capacità di rispecchiare le convinzioni e le aspirazioni di una classe sociale. Applicando questo metodo all'Italia si capiscono le ragioni del successo e del fallimento di molti partiti. Vediamo: - Il Pdl e Berlusconi sono sempre più popolari perchè rappresentano la piccola e la media borghesia, sia dei grandi sia nei piccoli centri, che oggi è maggioritaria nel Paese. E non basta il clamore per il divorzio da Veronica per cambiare il giudizio sul leader, perchè nelle società moderne - dopo la vicenda Clinton - la valutazione della moralità privata è sempre meno importante politicamente. - La Lega Nord riflette la paura, il disagio, l'attaccamento identitario di ampie zone del nord, soprattutto in Provincia. E' vista come il baluardo contro l'immigrazione clandestina e la vicenda della nave respinta farà salire i consensi. - L'Udc interpreta un certo mondo cattolico, comunque borghese, che, come accadeva ai tempi della Dc, è molto sensibile al messaggio della Chiesa e predilige una certa sobrietà; dunque non si riconosce in Berlusconi. I problemi sorgono a sinistra. Perchè il Pd non sfonda? Perchè rappresenta gran parte del mondo della scuola, una parte dei funzionari pubblici, il mondo intellettuale e perchè anzichè una a due identità: quella post comunista e quella cristianosociale. Troppo poco per vincere. E la mia impressione è che l'ultimo governo Prodi abbia contribuito a recidere il legame con la piccola e media borghesia produttiva, che non si fida più della sinistra. E non basta cambiare leader : finchè le facce continuano a essere quelle note (Veltroni, Franceschini.), gli elettori volteranno le spalle al Pd. o meglio: il partito è destintato a galleggiare attorno al 20%. E oltre il Pd? La galassia comunista ha perso il contatto sia con la base operaia che con i residenti delle periferie delle città, dove almeno il 50% degli elettori vota Lega. I Verdi vengono associati a personaggi come Pecoraro Scanio e dunque non hanno chance. I progressisti sono così rigidi da non capire che le battaglie in difesa degli immigrati clandestini e dei rom (vedi polemiche sul pacchetto sicurezza e sui barconi rispediti a Tripoli) non fanno altro che rendere ancora più profonda la diffidenza della piccola e della media borghesia nei loro confronti. Insomma, fanno il gioco del centrodestra. O no? Scritto in pdl, crisi, politica, lega, criminalità, clandestini, partito democratico, progressisti, Italia, immigrazione, democrazia, sindacati, sicurezza, società, turchia Commenti ( 59 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05May 09 Una crisi a "L" con la gobba? Continuo a credere che il recente rialzo di Borsa non sia l'inizio di una fase di crescita; bensì la conseguenza delle manovre messe in atto lo scorso mese (vedi il post del 14 aprile). Tuttavia non posso non chiedermi - come, immagino, molti di voi - se non sia io a sbagliarmi; ma più leggo articoli e più non riesco a capire le ragioni dell'ottimismo, che a tratti sfocia nell'euforia. Su dieci notizie otto sono pesantemente negative. Ci dicono che il sistema bancario è sulla via del risanamento, ma si dimentica di dire che l'evaporazione (apparente) dei debiti è dovuta solo alle nuove, truffaldine regole contabili, che permettono alle banche di valutare a proprio piacimento - anzichè a valori di mercato - gli asset tossici. I numeri indicano una realtà diversa: i debiti tossici ammonterebbero a oltre 4mila miliardi di dollari, di cui circa duemila solo negli Stati Uniti, dove sono già fallite 32 banche di piccole e medie dimensioni. E lo stress test, i cui risultati sono attesi a ore, dovrebbe indicare, nonostante sia scarsamente attendibile perchè falsato all'origine, che almeno dieci banche vanno ricapitalizzate. La situazione reale pertanto è molto peggiore. Ogni settimana la Federal Reserve annuncia l'acquisto di Buoni del Tesoro per centinaia di miliardi di dollari, segno che la domanda è insufficiente a coprire l'offerta, e ciò conferma che i cinesi stanno riducendo i propri investimenti in valuta Usa. E con quali soldi li paga la Fed? Con i propri ovvero stampando moneta: ma la storia insegna che un'economia in queste condizioni è tutt'altro che sana e prima o poi il conto va pagato. Inoltre: le previsioni per il 2009 indicano un crollo del Pil (in Europa di circa il 4%, molto peggio del previsto) e per il 2010 una crescita del 0,10% (molto inferiore rispetto a quella preventivata); e cifre analoghe sono annunciate per gli Stati Uniti. Sono pronto a ricredermi e chiedo ai lettori di questo blog: c'è qualcuno che sa dirmi dove sono i segnali di ripresa di cui tutti parlano? Analizzando i dati ho l'impressione che lo scenario più probabile sia quello di una L con la gobba ovvero caduta verticale, economia piatta con un breve periodo di crescita azionaria provocato non da uno sviluppo reale (e sano), dati reali ma da aspettative irrealistiche (alimentate ad arte), che si esaurirà riportando il barometro della crescita attorno allo zero. Sbaglio? Ditemi di sì, vi prego.. Scritto in capitalismo, crisi, comunicazione, borsa, banche, spin, cina, economia, era obama, manipolazione, gli usa e il mondo Commenti ( 93 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 09 Le creme anticellulite? Inutili (ma nessuno lo dice) Questo è un tipico esempio di notizia nascosa. L'Aduc ovvero l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori ha diffuso un comunicato stampa, in cui riprende i risultati di un'indagine dalla fondazione tedesca Warentest, su un tema in apparenza frivolo: quello delle creme, degli oli e dei vibratori anticellulite. Ebbene, gli esperti tedeschi hanno testato otto prodotti cosmetici e due apparecchi. Risultato? "Hanno ottenuto tutti un voto "insufficiente". Dopo quattro settimane di prova fra 300 donne, nessuno di questi ha potuto dimostrare un miglioramento visibile, ne' le creme ne' i vibratori. Promesse non rispettate, insomma". La Warentest è la maggiore associazione di consumatori tedesca e si suoi studi vengono ripresi soventi dai media tedeschi, anche dalle tv. In Italia, invece, nessuno ha ripreso la nota dell'Aduc, benchè tv e settimanali femminili dedichino molto spazio al benessere e all'estetica personale. Ma una notizia del genere è troppo controcorrente, smentisce tutto quel che gli espert ripetono da anni e potrebbe irritare alcuni inserzionisti pubblicitari. E allora meglio sorvolare, tacendo un'altra notizia importante. L'Aduc tra l'altro scrive: "Recentemente e' stata lanciato un nuovo metodo contro la cellulite: la crioelettroforesi, con principi medicamentosi (limogene e caffeina, associate a furosemide) che verrebbero fatti passare al di la' dell'epidermide attraverso il freddo. I costi? 150 euro a seduta, per un ciclo di 3-8 sedute. La furosemide e' un farmaco contro l'edema e puo' avere controindicazioni quali l'ipersensibilita' al prodotto, l'anuria (soppressione della secrezione renale) iposodiemia e/o ipopotassiemia. Sarebbe interessante sapere se queste controindicazioni sono valide per la crioelettroforesi. E' una domanda che rivolgiamo al ministero della Salute". Una domanda doverosa, come doverosa dovrebbe essere un'informazione autenticamente al servizio del cittadino, anche su argomenti come questi. In Germania i giornalisti riescono, almeno in parte, a sottrarsi ai condizionamenti dell'industria della cosmetica. In Italia i giornalisti dovrebbero trovare un coraggio analogo, sempre che il pubblico lo richieda e li sostenga. Temo infatti che la sensibilità dei consumatori italiani sia diversa, più frivola. E che, in fondo, alla verità preferiscano l'illusione in nome del look, dell'apparire . Sbaglio? Scritto in crisi, blog, comunicazione, salute, spin, manipolazione, Italia, notizie nascoste, società, giornalismo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 09 Stipendi record, la casta dei banchieri Usa vince ancora Il mondo continua a lottare contro la recessione, il Pil americano sprofonda a -6%, ma c'è qualcuno che ha già vinto. I soliti noti, sì, proprio loro, la casta dei banchieri Usa che, come spiego in questo articolo nel 2009 si appresta ad incassare stipendi e bonus strepitosi, quasi allo stesso livello del fantastico (per loro) 2007: nei primi tre mesi dell'anno le sei principali banche americane hanno accantonato la bellezza di 36 miliardi di dollari per il prorio management. Chi lavora nel dipartimento trading e investimenti bancari di JPMorgan Chase, ad esempio, assapora già, per l'anno in corso, un reddito medio pro capite di 509mila dollari, mentre nell'ultima annata senza eccessi, il 2006, era stato di 345mila dollari. Intanto, però, le banche continuano a licenziare e a delocalizzare gli impieghi più modesti in India e nelle Filippine. E' il loro modo di ringraziare il contribuente americano. Intanto, grazie al New York Times, sappiamo con certezza che l'uomo scelto da Obama per risanare l'economia statunitense, il ministro del Tesoro Timothy Geithner quando era alla guida della Federal Reserve aveva rapporti scandalosamente stretti con i banchieri (per i dettagli leggere qui). Insomma, era e resta il loro uomo. Intanto i banchieri festeggiano anche in Gran Bretagna (bonus per 7 miliardi) , mentre il numero uno di Societé Générale Daniel Bouton dopo aver fatto disastri se ne va con una pensione da 730 mila euro. E tutto torna come prima: la casta dei banchieri continua a comandare. Scritto in giustizia, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, notizie nascoste, globalizzazione, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 53 ) » (10 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 09 Influenza suina. Panico nel mondo per 7 morti Non mi piace scrivere più post sullo stesso argomento a distanza di poche ore. Ma non posso esimermi dal farlo. L'Oms ha dichiarato oggi che i morti provocati dall'influenza suina sono sette. Tutti gli altri sono solo sospetti. Ciò nonostante la California proclama lo stato d'emergenza, Obama chiede fondi straordinari per 1,5 miliardi di dollari e, come previsto, spuntano casi inquietanti in tutta Europa. Un panico mondiale per 7 morti, mentre la Novartis ci fa sapere che entro due mesi sarà pronto il vaccino e gli infettologi raccomandano "farmaci specifici per il trattamento-prevenzione dell'influenza umana da virus suino come l'Oseltamivir (ovvero l'immancabile Tamiflu della Roche, già prescritto contro l'aviaria) e lo Zanimivir" (fonte: dieci domane e risposte pubblicate oggi dal Giornale a firma di Manila Alfano e Matthias Pfaender). Se non è spin questo. AGGIORNAMENTO: In questo articolo spiego come si costruisce ad arte il panico globale e paragono l'aviaria alla suina. Inoltre: la conferenza stampa di ieri di Obama rafforza i miei sospetti. Barack l'ha aperta parlando dell'influenza suina e la prima domanda è stata su questo tema. Ieri è stato annunciato il crollo del 6% del Pil americano e tra 4 giorni verranno resi noti i risultati dello stress-test sulle banche, eppure su 13 domande neanche una era riferita alla crisi finanziaria, che così viene dimenticata da tutti e Wall Street può salire del 2%. Complimenti agli spin doctor di Mr. President: l'influenza suina era un'occasione strepitosa e loro non se la sono lasciata scappare. Scritto in crisi, comunicazione, influenza suina, psicosi, spin, manipolazione, notizie nascoste, globalizzazione, società, era obama, gli usa e il mondo Commenti ( 80 ) » (10 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Apr 09 E la Cina diventa sempre più influente nel mondo Il mondo è angosciato dalla crisi economica, ma c'è chi approfitta di questa situazione - e del declino degli Stati Uniti - per ampliare le propria influenza nel mondo. Chi? La Cina, ovviamente, che stringe accordi commerciali e finanziari in Asia, in Africa e persino nell'America Latina. Concede prestiti non più solo in dollari, ma anche in yuan e propone un modello di sviluppo alternativo a quello anglosassone, come spiego in questo articolo . Il tutto con discrezione ed efficacia, mentre l'America si dimostra incapace di reagire. Pechino potrebbe diventare una superpotenza molto prima del previsto, secondo l'economista Nouriel Roubini addirittura entro dieci anni. Scritto in capitalismo, crisi, era obama, globalizzazione, cina, notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 09 Influenza suina, una psicosi molto sospetta. Nelle ultime 24 ore è scattato l'allarme in Messico per l'influenza suina e i media di tutto il mondo hanno ripreso la notizia con toni drammatici evocando il rischio di un contagio planetario. Sarà, ma gli studi sullo spin mi hanno insegnato a diffidare degli allarmi su improvvise epidemie provocate da malattie misteriose. Ricordate la Mucca pazza? E quelle immagini angoscianti dei bovini tremanti? All'epoca ci dissero che l'encefalopatia spongiforme bovina, variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, avrebbe provocato la morte di migliaia di persone, nonostante l'abbattimento di decine di migliaia di capi. Ma a oggi sono stati registrati 183 casi in tutto il mondo. Le autorità fecero bene a mettere al bando le farine di origine animale, che costringevano degli erbivori a trasformarsi in carnivori; ma l'allarme fu eccessivo. E la Sars? Vi ricordate le immagini dei condimini sigillati, con i medici che vi entravano indossando degli scafandri simili a quelli degli astronauti? Furono pochissime le vittime, ma ci fu panico in tutto il mondo. Oggi il virus pare sia scomparso. Ancora: l'influenza aviaria, Esiste dal 1878 e i casi di trasmissione all'uomo sono rarissimi. Eppure il mondo nel 2005 non parlava d'altro; i governi decisero di rendere obbligatorie stock di riserva del Tamiflu, un farmaco in realtà poco efficiente contro la malattia; per la gioia della Roche ( su quella vicenda segnalo la splendida inchiesta di Sabrina Giannini, trasmessa nel 2006 da report) Ora improvvisamente tutto il mondo parla dell'influenza suina e da Città del Messico arrivano, come da copione, notizie molto allarmanti. Gli Usa sostengono che sia troppo tardi per arignare il virus, l'Europa è in allarme. Si stanno creando tutte le premesse per diffondere una piscosi mondiale. Sarà ingiustificata come le altre? Io dico di sì, con una conseguenza facilmente prevedibile: per un po' ci si scorderà della crisi economica. Scritto in crisi, comunicazione, influenza suina, psicosi, spin, manipolazione, globalizzazione, economia, società, notizie nascoste Commenti ( 102 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 09 La Casa Bianca e la Fed truccano i conti? Navigando su Internet ho trovato alcune notizie assai interessanti. Il suicidio del top manager Kellermann ha fatto emergere un retroscena sconcertante sul modo in cui l'Amministrazione Obama gestisce gli interventi di risanamento. Il mese scorso ha tentato ripetutamente (ed energicamente) di convincere il management di Freddie Mac di nascondere il costo reale del programma varato per arginare la confisca degli immobili dei mutuatari insolventi. E che costo: 30 miliardi di dollari a carico della società. Il management (Kellermann incluso) si è opposto strenuamente e i rappresentanti del Tesoro hanno dovuto rinunciare. Alla fine la cifra è uscita, ma è stata subito relativizzata dalle rassicurazioni del presidente Barack Obama e del ministro del Tesoro Timothy Geithner. Ieri sera il numero uno di Bank of America, Kennet Lewis, ha rivelato che lo scorso settembre il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e l'allora ministro del Tesoro Paulson fecero forti pressioni affinchè lo stesso Lewis non rivelasse le gravi difficoltà finanziarie di Merril Lynch, scoperte nell'ambito delle trattative per la fusione tra i due istituti. E se si considera che il governo ha autorizzato le banche a cambiare le regole contabili - e dunque ad annacquare le perdite sui debiti tossici - il quadro non è affatto rassicurante. Nessuno parla più del debito complessivo americano (pari al 35o% del Pil); pochi rilevano che la Cina da tre mesi sta riducendo l'acquisto di Buoni del tesoro americani o che il gettito fiscale sarà inferiore alle attese con inevitabili ripercussioni sul defiti pubblico. L'impressione è che le autorità Usa stiano tentando di mascherare i problemi o addirittura di indurre l'opinione pubblica a ignorarli. Ma basta truccare le carte per spingere il mondo fuori dalla crisi? Io dico di no: l'ipnosi aiuta ma non risolve. AGGIORNAMENTO: Una società di consulenza privata, la PNC Financial Services Group Inc, ha pubblicato ieri le stime sui debiti tossici delle banche americane. I risultati sono disastrosi: gli asset che non danno interessi sono aumentati del 169% nel primo trimestre 2009 in tredici dei più grandi istituti. Ma le Borse continuano a salire; già, il peggio è proprio passato. Scritto in banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, cina, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 66 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (16) banchieri (1) blog (3) borsa (2) capitalismo (18) casta (1) cina (22) clandestini (1) comunicazione (10) criminalità (1) crisi (28) democrazia (66) economia (39) era obama (26) europa (15) francia (26) geostrategia (1) germania (6) giornalismo (56) giustizia (3) gli usa e il mondo (74) globalizzazione (53) immigrazione (42) influenza suina (2) iran (1) islam (20) israele (3) Italia (159) lega (2) manipolazione (15) medio oriente (14) notizie nascoste (55) partito democratico (6) pdl (5) politica (5) presidenziali usa (23) progressisti (4) psicosi (2) referendum (1) russia (14) salute (1) scenari (1) sicurezza (3) sindacati (2) società (36) spin (14) svizzera (5) turchia (13) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria... - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails Caso Eluana, un giudizio controcorrente che fa riflettere - 3 Emails Influenza suina, una psicosi molto sospetta... - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Ultime discussioni Alberto: ultimo tentativo, da un diverso pc: Il mio timore e'anche fondato sul fatto che mi aspetto a breve (... Alberto: Scusate dei pasticci, sto non sto usando il mio pc: Il mio timore e'anche fondato sul fatto che mi... Alberto: ( Alberto: Davide, la sua analisi mi sembra azzeccata (non sono esperto di indici etc); mi permetto solo di dissentire... Guido Gavelli: Tutto dipende da cosa faranno Iran e Siria nei confronti di Israele: includo ovviamente Hamas e gli... Ultime news Onu all'Italia: "Riammettere i respinti" Berlusconi: "Maroni esegue gli accordi"Ferrari contro Mosley: "No al Mondiale 2010 se non cambia regole"Il petrolio adesso vola: superati i 60 dollari Pieno da 7 euro in piùFmi: "Grave recessione in Europa fino al 2010" Bot: rendite sotto l'1%Bari, presi leader di al Qaeda: Parigi nel mirinoEstradato il boia nazista: Demjanjuk a processoNello Swat 1,3 milioni di rifugiatiLecce, arrestati 16 poliziotti L'accusa: soldi da aziendeMoratti: "Il mercato? Ibra resta così non cercheremo molto..."Il Giro fa finta di andare anche in montagna Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2009 M T W T F S S « Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2009 (5) April 2009 (15) March 2009 (15) February 2009 (11) January 2009 (14) December 2008 (11) November 2008 (10) October 2008 (13) September 2008 (13) August 2008 (9) July 2008 (6) June 2008 (11) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Trackback recenti Scoop del Time: il candidato ideale alla guida del PD: Orientalia4All Dall'America una cura forte per l'editoria: Orientalia4All Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati Ancora su Vasco Rossi e la droga - 54 Votes Una vita meritocratica... - 34 Votes I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 20 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts L'Iran apre a Obama (anche per timore dei talebani) Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova E la sinistra continua a non capire. Una crisi a "L" con la gobba? Le creme anticellulite? Inutili (ma nessuno lo dice) Stipendi record, la casta dei banchieri Usa vince ancora Influenza suina. Panico nel mondo per 7 morti E la Cina diventa sempre più influente nel mondo Influenza suina, una psicosi molto sospetta. La Casa Bianca e la Fed truccano i conti? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale.it, Il" del 12-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

In questo articolo analizzo la notizia della liberazione della giornalista iraniano-americana, Roxana Saberi, condannata qualche settimana fa per spionaggio. La mia tesi è che Teheran abbia usato questa vicenda per mettere alla prova Obama, che, come noto, vuole la pace ad ogni costo e ha teso la mano all'Iran, rinunciando persino a pretendere la sospensione del programma nucleare in coincidenza con l'avvio di un negoziato. Ma per cento giorni Ahmadinejahd ha risposto con apparente disprezzo. Ed è in questo ambito che ha deciso di strumentalizzare il caso della Saberi. Condannare per spionaggio una cittadina americana significa provocare una crisi diplomatica; eppure Washington tiene il tono della polemica basso. Non solo. Quando gli israeliani fanno filtrare indiscrezioni su un possibile raid contro le installazioni nucleari, Washington risponde pubblicamente e a voce alta. Con un altolà. Il messaggio è chiaro: noi vogliamo la pace al punto da tenere a freno Gerusalemme, voi iraniani cosa intendete fare? La risposta è giunta ieri, con la liberazione della giornalista, e rappresenta un primo segnale di disponibilità da parte di Teheran, con un retroscena legato alla situazione in Pakistan. Gli iraniani sono fondamentalisti sciiti, i talebani fondamentalisti sunniti. E si odiano tra loro. L'avanzata verso Islamabad rende plausibile uno scenario inverosimile fino a poco tempo fa: quello dell'espansionismo talebano nella regione; che spaventa l'Iran. Improvvisamente l'America appare un po' meno satanica agli ayatollah, anche perché in gioco c'è anche il controllo dell'arsenale nucleare pakistano. Che cosa accadrebbe se cadesse in mano ai talebani? E in presenza di un nemico comune è più facile scordare le inimicizie del passato. Da qui alcune domande: Obama fa bene a fidarsi degli iraniani? E che cosa farà Israele? Rispetterà la volontà della Casa Bianca o seguirà i propri istinti bombardando i siti nucleari anche a costo di rovinare i rapporti con Washington? Scritto in iran, scenari, geostrategia, sicurezza, era obama, medio oriente, israele, gli usa e il mondo Commenti ( 5 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10May 09 Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova Il Wall Street Journal in questo articolo conferma l'inattendibilità dello stress-test. I parametri adottati da Fed e Tesoro erano molto accomodanti appure hanno prodotto inizialmente risultati sconfortanti. Ad esempio Citigroup avrebbe dovuto ricapitalizzare per 35 miliardi, non per 5,5; Bank ofAmerica per 50 non per 33,9, e così via. Non appena conosciuti i risultati, le banche hanno esercitato pressioni furiose su Geithner (il loro uomo) e il capo della Fed Bernanke e miracolosamente sono riusciti a convincerli ad ammorbidire il rapporto. Tutto questo mentre gli spin doctor preparavano sapientemente i media e ovviamente la Borsa, passando dritte rassicuranti. Tra l'altro: il Financial Times ha scoperto una clausola, ovviamente segreta, secondo cui se fra tre mesi i mercati saranno migliorati, le banche saranno esonerate dall'obbligo di aumentare il capitale. Dunque saranno libere di speculare di nuovo senza coperture adeguate. Una manipolazione e un inganno: sì, c'è proprio da festeggiare. Scritto in crisi, capitalismo, comunicazione, borsa, casta, banchieri, banche, spin, economia, democrazia, società, era obama, manipolazione, notizie nascoste Commenti ( 24 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07May 09 E la sinistra continua a non capire. Sono in Turchia per un viaggio di studio organizzato dalla delegazione ad Ankara della Commissione europea e riservato a un ristretto pool di giornalisti europei. Uno dei ricercatori incontrati oggi, Can Paker, ha fornito una spiegazione originale del successo del partito islamico moderato Akp. A suo giudizio il premier Erdogan vince perchè è l'unico a rappresentare gli interessi della nascente classe media, che si sviluppa grazie alle riforme e al libero mercato. L'Islam, secondo Paker, sarebbe un elemento secondario. Il Partito kemalista di opposizione continua a declinare, non perchè la società rifiuta il secolarismo, ma perchè quel partito rappresenta la vecchia classe media, basata sull'establishmenti burocratico-militare, che tende a ridursi. Secondo me il quadro è più complesso, ma il metodo di analisi di Paker è comunque interessante e in sintesi può essere riassunto così: i partiti si affermano non tanto per la loro ideologia, quanto per la loro capacità di rispecchiare le convinzioni e le aspirazioni di una classe sociale. Applicando questo metodo all'Italia si capiscono le ragioni del successo e del fallimento di molti partiti. Vediamo: - Il Pdl e Berlusconi sono sempre più popolari perchè rappresentano la piccola e la media borghesia, sia dei grandi sia nei piccoli centri, che oggi è maggioritaria nel Paese. E non basta il clamore per il divorzio da Veronica per cambiare il giudizio sul leader, perchè nelle società moderne - dopo la vicenda Clinton - la valutazione della moralità privata è sempre meno importante politicamente. - La Lega Nord riflette la paura, il disagio, l'attaccamento identitario di ampie zone del nord, soprattutto in Provincia. E' vista come il baluardo contro l'immigrazione clandestina e la vicenda della nave respinta farà salire i consensi. - L'Udc interpreta un certo mondo cattolico, comunque borghese, che, come accadeva ai tempi della Dc, è molto sensibile al messaggio della Chiesa e predilige una certa sobrietà; dunque non si riconosce in Berlusconi. I problemi sorgono a sinistra. Perchè il Pd non sfonda? Perchè rappresenta gran parte del mondo della scuola, una parte dei funzionari pubblici, il mondo intellettuale e perchè anzichè una a due identità: quella post comunista e quella cristianosociale. Troppo poco per vincere. E la mia impressione è che l'ultimo governo Prodi abbia contribuito a recidere il legame con la piccola e media borghesia produttiva, che non si fida più della sinistra. E non basta cambiare leader : finchè le facce continuano a essere quelle note (Veltroni, Franceschini.), gli elettori volteranno le spalle al Pd. o meglio: il partito è destintato a galleggiare attorno al 20%. E oltre il Pd? La galassia comunista ha perso il contatto sia con la base operaia che con i residenti delle periferie delle città, dove almeno il 50% degli elettori vota Lega. I Verdi vengono associati a personaggi come Pecoraro Scanio e dunque non hanno chance. I progressisti sono così rigidi da non capire che le battaglie in difesa degli immigrati clandestini e dei rom (vedi polemiche sul pacchetto sicurezza e sui barconi rispediti a Tripoli) non fanno altro che rendere ancora più profonda la diffidenza della piccola e della media borghesia nei loro confronti. Insomma, fanno il gioco del centrodestra. O no? Scritto in pdl, crisi, politica, lega, criminalità, clandestini, partito democratico, progressisti, Italia, immigrazione, democrazia, sindacati, sicurezza, società, turchia Commenti ( 59 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05May 09 Una crisi a "L" con la gobba? Continuo a credere che il recente rialzo di Borsa non sia l'inizio di una fase di crescita; bensì la conseguenza delle manovre messe in atto lo scorso mese (vedi il post del 14 aprile). Tuttavia non posso non chiedermi - come, immagino, molti di voi - se non sia io a sbagliarmi; ma più leggo articoli e più non riesco a capire le ragioni dell'ottimismo, che a tratti sfocia nell'euforia. Su dieci notizie otto sono pesantemente negative. Ci dicono che il sistema bancario è sulla via del risanamento, ma si dimentica di dire che l'evaporazione (apparente) dei debiti è dovuta solo alle nuove, truffaldine regole contabili, che permettono alle banche di valutare a proprio piacimento - anzichè a valori di mercato - gli asset tossici. I numeri indicano una realtà diversa: i debiti tossici ammonterebbero a oltre 4mila miliardi di dollari, di cui circa duemila solo negli Stati Uniti, dove sono già fallite 32 banche di piccole e medie dimensioni. E lo stress test, i cui risultati sono attesi a ore, dovrebbe indicare, nonostante sia scarsamente attendibile perchè falsato all'origine, che almeno dieci banche vanno ricapitalizzate. La situazione reale pertanto è molto peggiore. Ogni settimana la Federal Reserve annuncia l'acquisto di Buoni del Tesoro per centinaia di miliardi di dollari, segno che la domanda è insufficiente a coprire l'offerta, e ciò conferma che i cinesi stanno riducendo i propri investimenti in valuta Usa. E con quali soldi li paga la Fed? Con i propri ovvero stampando moneta: ma la storia insegna che un'economia in queste condizioni è tutt'altro che sana e prima o poi il conto va pagato. Inoltre: le previsioni per il 2009 indicano un crollo del Pil (in Europa di circa il 4%, molto peggio del previsto) e per il 2010 una crescita del 0,10% (molto inferiore rispetto a quella preventivata); e cifre analoghe sono annunciate per gli Stati Uniti. Sono pronto a ricredermi e chiedo ai lettori di questo blog: c'è qualcuno che sa dirmi dove sono i segnali di ripresa di cui tutti parlano? Analizzando i dati ho l'impressione che lo scenario più probabile sia quello di una L con la gobba ovvero caduta verticale, economia piatta con un breve periodo di crescita azionaria provocato non da uno sviluppo reale (e sano), dati reali ma da aspettative irrealistiche (alimentate ad arte), che si esaurirà riportando il barometro della crescita attorno allo zero. Sbaglio? Ditemi di sì, vi prego.. Scritto in capitalismo, crisi, comunicazione, borsa, banche, spin, cina, economia, era obama, manipolazione, gli usa e il mondo Commenti ( 93 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 09 Le creme anticellulite? Inutili (ma nessuno lo dice) Questo è un tipico esempio di notizia nascosa. L'Aduc ovvero l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori ha diffuso un comunicato stampa, in cui riprende i risultati di un'indagine dalla fondazione tedesca Warentest, su un tema in apparenza frivolo: quello delle creme, degli oli e dei vibratori anticellulite. Ebbene, gli esperti tedeschi hanno testato otto prodotti cosmetici e due apparecchi. Risultato? "Hanno ottenuto tutti un voto "insufficiente". Dopo quattro settimane di prova fra 300 donne, nessuno di questi ha potuto dimostrare un miglioramento visibile, ne' le creme ne' i vibratori. Promesse non rispettate, insomma". La Warentest è la maggiore associazione di consumatori tedesca e si suoi studi vengono ripresi soventi dai media tedeschi, anche dalle tv. In Italia, invece, nessuno ha ripreso la nota dell'Aduc, benchè tv e settimanali femminili dedichino molto spazio al benessere e all'estetica personale. Ma una notizia del genere è troppo controcorrente, smentisce tutto quel che gli espert ripetono da anni e potrebbe irritare alcuni inserzionisti pubblicitari. E allora meglio sorvolare, tacendo un'altra notizia importante. L'Aduc tra l'altro scrive: "Recentemente e' stata lanciato un nuovo metodo contro la cellulite: la crioelettroforesi, con principi medicamentosi (limogene e caffeina, associate a furosemide) che verrebbero fatti passare al di la' dell'epidermide attraverso il freddo. I costi? 150 euro a seduta, per un ciclo di 3-8 sedute. La furosemide e' un farmaco contro l'edema e puo' avere controindicazioni quali l'ipersensibilita' al prodotto, l'anuria (soppressione della secrezione renale) iposodiemia e/o ipopotassiemia. Sarebbe interessante sapere se queste controindicazioni sono valide per la crioelettroforesi. E' una domanda che rivolgiamo al ministero della Salute". Una domanda doverosa, come doverosa dovrebbe essere un'informazione autenticamente al servizio del cittadino, anche su argomenti come questi. In Germania i giornalisti riescono, almeno in parte, a sottrarsi ai condizionamenti dell'industria della cosmetica. In Italia i giornalisti dovrebbero trovare un coraggio analogo, sempre che il pubblico lo richieda e li sostenga. Temo infatti che la sensibilità dei consumatori italiani sia diversa, più frivola. E che, in fondo, alla verità preferiscano l'illusione in nome del look, dell'apparire . Sbaglio? Scritto in crisi, blog, comunicazione, salute, spin, manipolazione, Italia, notizie nascoste, società, giornalismo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 09 Stipendi record, la casta dei banchieri Usa vince ancora Il mondo continua a lottare contro la recessione, il Pil americano sprofonda a -6%, ma c'è qualcuno che ha già vinto. I soliti noti, sì, proprio loro, la casta dei banchieri Usa che, come spiego in questo articolo nel 2009 si appresta ad incassare stipendi e bonus strepitosi, quasi allo stesso livello del fantastico (per loro) 2007: nei primi tre mesi dell'anno le sei principali banche americane hanno accantonato la bellezza di 36 miliardi di dollari per il prorio management. Chi lavora nel dipartimento trading e investimenti bancari di JPMorgan Chase, ad esempio, assapora già, per l'anno in corso, un reddito medio pro capite di 509mila dollari, mentre nell'ultima annata senza eccessi, il 2006, era stato di 345mila dollari. Intanto, però, le banche continuano a licenziare e a delocalizzare gli impieghi più modesti in India e nelle Filippine. E' il loro modo di ringraziare il contribuente americano. Intanto, grazie al New York Times, sappiamo con certezza che l'uomo scelto da Obama per risanare l'economia statunitense, il ministro del Tesoro Timothy Geithner quando era alla guida della Federal Reserve aveva rapporti scandalosamente stretti con i banchieri (per i dettagli leggere qui). Insomma, era e resta il loro uomo. Intanto i banchieri festeggiano anche in Gran Bretagna (bonus per 7 miliardi) , mentre il numero uno di Societé Générale Daniel Bouton dopo aver fatto disastri se ne va con una pensione da 730 mila euro. E tutto torna come prima: la casta dei banchieri continua a comandare. Scritto in giustizia, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, notizie nascoste, globalizzazione, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 53 ) » (10 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 09 Influenza suina. Panico nel mondo per 7 morti Non mi piace scrivere più post sullo stesso argomento a distanza di poche ore. Ma non posso esimermi dal farlo. L'Oms ha dichiarato oggi che i morti provocati dall'influenza suina sono sette. Tutti gli altri sono solo sospetti. Ciò nonostante la California proclama lo stato d'emergenza, Obama chiede fondi straordinari per 1,5 miliardi di dollari e, come previsto, spuntano casi inquietanti in tutta Europa. Un panico mondiale per 7 morti, mentre la Novartis ci fa sapere che entro due mesi sarà pronto il vaccino e gli infettologi raccomandano "farmaci specifici per il trattamento-prevenzione dell'influenza umana da virus suino come l'Oseltamivir (ovvero l'immancabile Tamiflu della Roche, già prescritto contro l'aviaria) e lo Zanimivir" (fonte: dieci domane e risposte pubblicate oggi dal Giornale a firma di Manila Alfano e Matthias Pfaender). Se non è spin questo. AGGIORNAMENTO: In questo articolo spiego come si costruisce ad arte il panico globale e paragono l'aviaria alla suina. Inoltre: la conferenza stampa di ieri di Obama rafforza i miei sospetti. Barack l'ha aperta parlando dell'influenza suina e la prima domanda è stata su questo tema. Ieri è stato annunciato il crollo del 6% del Pil americano e tra 4 giorni verranno resi noti i risultati dello stress-test sulle banche, eppure su 13 domande neanche una era riferita alla crisi finanziaria, che così viene dimenticata da tutti e Wall Street può salire del 2%. Complimenti agli spin doctor di Mr. President: l'influenza suina era un'occasione strepitosa e loro non se la sono lasciata scappare. Scritto in crisi, comunicazione, influenza suina, psicosi, spin, manipolazione, notizie nascoste, globalizzazione, società, era obama, gli usa e il mondo Commenti ( 80 ) » (10 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Apr 09 E la Cina diventa sempre più influente nel mondo Il mondo è angosciato dalla crisi economica, ma c'è chi approfitta di questa situazione - e del declino degli Stati Uniti - per ampliare le propria influenza nel mondo. Chi? La Cina, ovviamente, che stringe accordi commerciali e finanziari in Asia, in Africa e persino nell'America Latina. Concede prestiti non più solo in dollari, ma anche in yuan e propone un modello di sviluppo alternativo a quello anglosassone, come spiego in questo articolo . Il tutto con discrezione ed efficacia, mentre l'America si dimostra incapace di reagire. Pechino potrebbe diventare una superpotenza molto prima del previsto, secondo l'economista Nouriel Roubini addirittura entro dieci anni. Scritto in capitalismo, crisi, era obama, globalizzazione, cina, notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 09 Influenza suina, una psicosi molto sospetta. Nelle ultime 24 ore è scattato l'allarme in Messico per l'influenza suina e i media di tutto il mondo hanno ripreso la notizia con toni drammatici evocando il rischio di un contagio planetario. Sarà, ma gli studi sullo spin mi hanno insegnato a diffidare degli allarmi su improvvise epidemie provocate da malattie misteriose. Ricordate la Mucca pazza? E quelle immagini angoscianti dei bovini tremanti? All'epoca ci dissero che l'encefalopatia spongiforme bovina, variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, avrebbe provocato la morte di migliaia di persone, nonostante l'abbattimento di decine di migliaia di capi. Ma a oggi sono stati registrati 183 casi in tutto il mondo. Le autorità fecero bene a mettere al bando le farine di origine animale, che costringevano degli erbivori a trasformarsi in carnivori; ma l'allarme fu eccessivo. E la Sars? Vi ricordate le immagini dei condimini sigillati, con i medici che vi entravano indossando degli scafandri simili a quelli degli astronauti? Furono pochissime le vittime, ma ci fu panico in tutto il mondo. Oggi il virus pare sia scomparso. Ancora: l'influenza aviaria, Esiste dal 1878 e i casi di trasmissione all'uomo sono rarissimi. Eppure il mondo nel 2005 non parlava d'altro; i governi decisero di rendere obbligatorie stock di riserva del Tamiflu, un farmaco in realtà poco efficiente contro la malattia; per la gioia della Roche ( su quella vicenda segnalo la splendida inchiesta di Sabrina Giannini, trasmessa nel 2006 da report) Ora improvvisamente tutto il mondo parla dell'influenza suina e da Città del Messico arrivano, come da copione, notizie molto allarmanti. Gli Usa sostengono che sia troppo tardi per arignare il virus, l'Europa è in allarme. Si stanno creando tutte le premesse per diffondere una piscosi mondiale. Sarà ingiustificata come le altre? Io dico di sì, con una conseguenza facilmente prevedibile: per un po' ci si scorderà della crisi economica. Scritto in crisi, comunicazione, influenza suina, psicosi, spin, manipolazione, globalizzazione, economia, società, notizie nascoste Commenti ( 102 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 09 La Casa Bianca e la Fed truccano i conti? Navigando su Internet ho trovato alcune notizie assai interessanti. Il suicidio del top manager Kellermann ha fatto emergere un retroscena sconcertante sul modo in cui l'Amministrazione Obama gestisce gli interventi di risanamento. Il mese scorso ha tentato ripetutamente (ed energicamente) di convincere il management di Freddie Mac di nascondere il costo reale del programma varato per arginare la confisca degli immobili dei mutuatari insolventi. E che costo: 30 miliardi di dollari a carico della società. Il management (Kellermann incluso) si è opposto strenuamente e i rappresentanti del Tesoro hanno dovuto rinunciare. Alla fine la cifra è uscita, ma è stata subito relativizzata dalle rassicurazioni del presidente Barack Obama e del ministro del Tesoro Timothy Geithner. Ieri sera il numero uno di Bank of America, Kennet Lewis, ha rivelato che lo scorso settembre il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e l'allora ministro del Tesoro Paulson fecero forti pressioni affinchè lo stesso Lewis non rivelasse le gravi difficoltà finanziarie di Merril Lynch, scoperte nell'ambito delle trattative per la fusione tra i due istituti. E se si considera che il governo ha autorizzato le banche a cambiare le regole contabili - e dunque ad annacquare le perdite sui debiti tossici - il quadro non è affatto rassicurante. Nessuno parla più del debito complessivo americano (pari al 35o% del Pil); pochi rilevano che la Cina da tre mesi sta riducendo l'acquisto di Buoni del tesoro americani o che il gettito fiscale sarà inferiore alle attese con inevitabili ripercussioni sul defiti pubblico. L'impressione è che le autorità Usa stiano tentando di mascherare i problemi o addirittura di indurre l'opinione pubblica a ignorarli. Ma basta truccare le carte per spingere il mondo fuori dalla crisi? Io dico di no: l'ipnosi aiuta ma non risolve. AGGIORNAMENTO: Una società di consulenza privata, la PNC Financial Services Group Inc, ha pubblicato ieri le stime sui debiti tossici delle banche americane. I risultati sono disastrosi: gli asset che non danno interessi sono aumentati del 169% nel primo trimestre 2009 in tredici dei più grandi istituti. Ma le Borse continuano a salire; già, il peggio è proprio passato. Scritto in banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, cina, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 66 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (16) banchieri (1) blog (3) borsa (2) capitalismo (18) casta (1) cina (22) clandestini (1) comunicazione (10) criminalità (1) crisi (28) democrazia (66) economia (39) era obama (26) europa (15) francia (26) geostrategia (1) germania (6) giornalismo (56) giustizia (3) gli usa e il mondo (74) globalizzazione (53) immigrazione (42) influenza suina (2) iran (1) islam (20) israele (3) Italia (159) lega (2) manipolazione (15) medio oriente (14) notizie nascoste (55) partito democratico (6) pdl (5) politica (5) presidenziali usa (23) progressisti (4) psicosi (2) referendum (1) russia (14) salute (1) scenari (1) sicurezza (3) sindacati (2) società (36) spin (14) svizzera (5) turchia (13) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria... - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails Caso Eluana, un giudizio controcorrente che fa riflettere - 3 Emails Influenza suina, una psicosi molto sospetta... - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Ultime discussioni DamyEku: Salve tutti! non può essere ke è stato l'occidente ad aprire all'Iran? nel senso ke... Francesco_P: Che l'Iran abbia sfruttato la vicenda della Saberi per giocare con l'amministrazione USA... colzani: Buonasera Se posso permettermi di riformulare la domanda, stimato Foa: faranno bene gli iraniani a fidarsi... Davide K: Ragazzi, è tutto vero, e concordo. Però mi chiedo: come mai, se le nostre economie sono messe... Alberto: Si, lo trovo curioso ma potrei leggere una contrazione futura europea più intensa in ragione del fatto... Ultime news Onu all'Italia: "Riammettere i respinti" Berlusconi: "Maroni esegue gli accordi"Ferrari contro Mosley: "No al Mondiale 2010 se non cambia regole"Il petrolio adesso vola: superati i 60 dollari Pieno da 7 euro in piùDi Luca: "E' per l'Abruzzo" Trionfo alla prima salita Armstrong perde già 15"Bari, presi leader di al Qaeda: Parigi nel mirinoEstradato il boia nazista: Demjanjuk a processoSwat: 1,3 milioni di rifugiatiLecce, arrestati 16 poliziotti L'accusa: soldi da aziendeMoratti: "Il mercato? Ibra resta così non cercheremo molto..."Ryanair, spot-burla Col premier 5 ragazze Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2009 M T W T F S S « Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2009 (5) April 2009 (15) March 2009 (15) February 2009 (11) January 2009 (14) December 2008 (11) November 2008 (10) October 2008 (13) September 2008 (13) August 2008 (9) July 2008 (6) June 2008 (11) May 2008 (8) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Trackback recenti Scoop del Time: il candidato ideale alla guida del PD: Orientalia4All Dall'America una cura forte per l'editoria: Orientalia4All Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati Ancora su Vasco Rossi e la droga - 54 Votes Una vita meritocratica... - 34 Votes I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 20 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts L'Iran apre a Obama (anche per timore dei talebani) Stress-test truccato dalla Fed e da Geithner, ecco la prova E la sinistra continua a non capire. Una crisi a "L" con la gobba? Le creme anticellulite? Inutili (ma nessuno lo dice) Stipendi record, la casta dei banchieri Usa vince ancora Influenza suina. Panico nel mondo per 7 morti E la Cina diventa sempre più influente nel mondo Influenza suina, una psicosi molto sospetta. La Casa Bianca e la Fed truccano i conti? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2009 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti

Torna all'inizio


Pochi nell'elenco speciale (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 13-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Confidi data: 2009-05-13 - pag: 4 autore: Non decolla la trasformazione sotto l'egida di Bankitalia Pochi nell'elenco speciale Spetta alla Toscana il primato della massima concentrazione di consorzi fidi ex articolo 107, cioè quelli che si sono trasformati finendo sotto la lente di Bankitalia. Un'evoluzione dei consorzi che ancora non sembra essere perfettamente valorizzata, come riconosce Lorenzo Gai, professore ordinario a Firenze di Economia degli intermediari finanziari. «Si ravvisa – spiega - una certa schizofrenia legislativa, perché se da un lato si spingonoi confidi verso un processo di consolidamento e un conseguente passaggio tra gli intermediari finanziari vigilati, da un altro lato si registrano ancora disposizioni che non tengono conto a dovere del loro nuovo status. Mi riferisco sia al rinnovato ruolo del Fondo centrale di garanzia che parifica nei confronti della banca controgarantita i diversi soggetti garanti, sia al valore associato alla garanzia Confidi dalle banche che utilizzano i rating interni avanzati». In Toscana accanto a Fidi Toscana, l'agenzia regionale pubblica, lo status di confidi ex articolo 107 va ad Artigiancredito e Centro Fidi Terziario. «Vi renderete conto nei prossimi mesi- conclude Gai - cosa vuol dire aver avuto tempestivamente questo riconoscimento in termini di attenzione dalle banche e di consenso dalle imprese. I consorzi 106 (quelli attuali, ndr) sono destinati a vedere progressivamente marginalizzato il loro ruolo nel mercato delle garanzie». L'iscrizione nell'elenco speciale (ex articolo 107 del Testo unico bancario) ha significato per i confidi un cambio di passo: «Abbiamo sviluppato un'attività di controllo molto più puntale rispetto al passato. Ha prodotto- spiega Ferruccio Vannucci, direttore di Artigiancredito Toscano, consorzio di garanzia che opera sotto la vigilanza di Bankitalia da gennaio una serie di oneri che hanno appesantito il nostro conto economico e che dovranno essere recuperati». I confidi vigilati mettono sul piatto della bilancia costi e benefici dell'iscrizione nell'elenco speciale: «In prima battuta – soppesa Vannucci – i limiti possono superare gli aspetti positivi, ma nel breve medio periodo si recupera il vantaggio. Alla fine l'evoluzione produce benefici anche dal punto di vista commerciale tant'è che contiamo di chiudere il 2009 con un incremento del 10-15% rispetto ai volumi dello scorso anno». Come Artigiancredito Toscano e Fidi Toscana, anche Centro fidi terziario risponde ai controlli di Via Nazionale. La società consortile per azioni, emanazione di Confcommercio, si avvicina al secondo giro di boa, avendo ottenuto l'iscrizione nell'agosto 2007. è tempo di bilanci: «I vantaggi sia per le imprese che per gli istituti bancari – sottolinea Francesco Pela, direttore generale di Centro fidi terziario – sono evidenti. Le aziende hanno benefici sia in termini qualitativi (un miglior prezzo), sia quantitativi ( più credito). E questo deriva dal risparmio in termini di patrimonio di vigilanza, bene sempre più prezioso, che ottengono le banche». Pela porta un esempio: per concedere 100 euro di finanziamento le banche devono avere 8 euro di patrimonio, valore che scende a 4,8 euro se l'operazione avviene attraverso le garanzie di un 107. Gio. M. © RIPRODUZIONE RISERVATA +10% Obiettivi. Per Artigiancredito il 2009 dovrebbe registrare un andamento positivo 2007 Il riconoscimento. Centro Fidi terziario è stato il primo ad avviare le procedure

Torna all'inizio


Lettieri: Fonti rinnovabili ancora snobbate dagli istituti di credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 13-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Napoli energia Lettieri: Fonti rinnovabili ancora snobbate dagli istituti di credito Daniela Russo La finanza di progetto sostiene le energie rinnovabili. Il sistema di incentivi attuato dalle autorità italiane per raggiungere gli obiettivi di Kyoto (elevare al 20 per cento entro il 2020 la quota di energia da fonti rinnovabili) rende il settore attraente per gli istituti bancari. E' quanto emerge dalla ricerca promossa da Centrobanca, Corporate e Investment Bank del Gruppo Ubi, sulle possibilità di realizzare investimenti capaci di garantire ritorni soddisfacenti, realizzata in collaborazione con l'Università Bocconi di Milano e presentata ieri a Palazzo Partanna, presso l'Unione industriali di Napoli. "Quello delle energie rinnovabili dice Giovanni Lettieri, numero uno di Palazzo Partanna è un mercato in crescita, eppure molte banche sono ancora prevenute nei confronti di chi sceglie di investire nel settore". Dalla ricerca, presentata da Alessandro Nova, docente della Bocconi, emerge la necessità da parte delle imprese di selezionare il modello energetico più adeguato alle proprie esigenze produttive per ottimizzare i risultati e, nel comtempo, favorire lo sviluppo di progetti capaci di attrarre nuovi investimenti. "E' necessario fare chiarezza sulla geografia dei corridoi europei dell'energia spiega Nicola Mazzocca, assessore regionale all'Università e alla Ricerca - prima di implementare, migliorare e costruire reti energetiche rinnovabili, al fine di ottimizzare il loro ruolo". Sull'importanza del ruolo svolto dalle banche e sulla necessità di instaurare un clima di fiducia tra istituti di credito e imprese attraverso progetti validi e consulenze altamente professionali si sono soffermati: il responsabile Project Finance, Lorenzo Fidato, e il consigliere di Centrobanca, Andrea Pisani Massamormile. del 13-05-2009 num.

Torna all'inizio


Tassi, gli artigiani contro le banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 13-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Tassi, gli artigiani contro le banche Mercoledì 13 Maggio 2009, Tra imprese artigiane polesane e le ban­che presenti sul territorio affiora qualche segnale positivo, rispetto alla stretta che si paventava e si stava delineando qualche mese fa, ma gli istitu­ti di credito possono e debbono fare molto di più, specie per quel che riguarda l'applicazione di tassi di interesse meno onerosi. È l'opinione generalizzata di 200 imprese polesane moni­torate da un'indagine di Co.Fid.I. Polesine, organismo di garanzia promossa dalla Confartigianato Imprese Rovigo sul rapporto con gli istituti di credito nel trimestre gennaio-marzo. Si tratta del secondo monitoraggio, dopo il primo relativo ai mesi da ottobre a dicembre. «Partiamo dai dati positivi: il 24% delle imprese interpellate - informa il presidente Loretta Zago - lamenta azioni restrittive da parte delle banche con cui operano, ma si tratta di un dato migliorato di 8 punti percentuali rispet­to al precedente monitoraggio. L'74% degli intervistati ha dichiarato di non aver subito chiusure dei canali creditizi». «Ma persistono delle ombre - sottolinea Loretta Zago - per quel che riguarda il ribasso dei tassi di interesse minore rispetto a quello di riferimento della Bce: nella nostra Provincia, a fronte di quasi 3.160 milioni di euro di impieghi, i maggiori costi per le imprese derivati da questo trend ammontano a 46,3 milioni di euro. Inoltre tra ottobre 2008 e febbraio 2009 il divario tra i tassi sui prestiti pagati dalle imprese e l'Euribor a tre mesi è più che raddoppiato. Ecco, in questo senso ci aspettiamo una inversione di tendenza». Preoccupa inoltre il dato emerso sulla classe di merito: nel 65% dei casi le banche non hanno comunicato a quale classe appartengano le aziende e addirittura il 9% del campione ignora cosa questa significhi e quali implicazioni abbia. «La maggior parte degli intervistati - chiude il presidente Zago - è invece consapevole del fatto che esistono delle convenzioni stipulata dalla Cofidi Polesine con il sistema bancario, consapevolezza acquisita nel 82% dei casi direttamente in associazione, mentre il 12% è stato informato dalle banche».

Torna all'inizio


Maxi buco, il Covar batte cassa (sezione: Revoca fidi)

( da "Stampa, La" del 14-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

RACCOLTA RIFIUTI IL CONSORZIO DEL BACINO TORINO SUD PASSA AL CONTRATTACCO E CERCA DI INCASSARE 22 MILIONI La proposta choc di rendere pubblici gli evasori è sostenuta anche dai sindaci Maxi buco, il Covar batte cassa [FIRMA]GIUSEPPE LEGATO MONCALIERI La storia è questa: il Covar 14 (consorzio rifiuti della cintura sud di Torino) ha deciso che è ora di rendere pubblici gli evasori della tariffa rifiuti. Non i privati e le famiglie, ma le aziende - quelle sì - che non pagano le bollette dal 2004. Lo ha fatto dopo aver analizzato i dati sul mancato gettito fiscale degli ultimi cinque anni. Il credito non riscosso - e quindi il totale evaso - ammonta a 22 milioni di euro. Un'enormità per un consorzio senza discariche che quindi deve appoggiarsi a Basse di Stura a prezzi non proprio concorrenziali. Risalta il fatto che oltre il l'80% del capitale non incassato è relativo alle fatture giacenti delle aziende del territorio che sono molto più indisciplinate delle famiglie. Il neo presidente del consorzio Leo Di Crescenzo, cosi, ha cosi deciso: «A breve on-line ci saranno tutti i nomi di chi non paga le utenze non domestiche (le aziende ndr). Siamo stufi di questa situazione». La proposta è stata avanzata dal sindaco di Trofarello Maurizio Tomeo nell'ultima riunione dei sindaci del consorzio: «È giusto che chi evade le tasse venga smascherato - ha detto Tomeo - altrimenti il messaggio che passa - nessun danno di immagine - ci porterà alla rovina». Detto, fatto. Il via libera alle cosiddette liste di proscrizione è stato dato. Adesso ci sono da chiarire i tempi. Per intanto il Covar si è affidato a Equitalia per intascare gli arretrati dopo aver mollato la società di recupero crediti Gec che - a detta del presidente Di Crescenzo - non aveva la possibilità di procedere al recupero coattivo. Equitalia ha già provveduto nei giorni scorsi a recapitare centinaia di fatture nelle case degli evasori che vivono nei comuni del consorzio. Il totale contestato è 2,2 milioni di euro. Ma 22 milioni - il dato complessivo come detto prima - è alto. Troppo alto. Il Covar deve fare ricorso alle banche. Si aprono due strade, entrambe gravate da interessi onerosi: «O si chiedono i prestiti o si sfora utilizzando il fido bancario che abbiamo acceso», spiega Di Crescenzo. Gli interessi cosiddetti passivi si aggirano attorno al 3,5% che su 22 milioni di euro fa la modica - si far per dire - cifra di 787 mila euro in più che gravano sulle tariffe dei virtuosi e sui bilanci in generale. Da qui la scelta del recupero coattivo con ganasce alle auto e interventi diretti sui conti correnti dei cattivi contribuenti. Prima di ciò arriverà la classica bolletta con scadenza breve, poi la cartella esattoriale sarà immessa a ruolo e la pratica trasferita a Equitalia. Con la manovra poi di pubblicazione dei nomi degli evasori il Covar si aspetta di rientrare più velocemente dal credito. Per alleggerire definitivamente un bilancio sempre difficile toccherà poi sistemare le tre discariche in post conduzione (oggi chiuse e inutilizzabili) di Vinovo, Beinasco e La Loggia. La loro manutenzione ordinaria e straordinaria costa ai cittadini 1,5 milioni di euro all'anno: «Ma - dice il sindaco di Nichelino Giuseppe Catizone - dovrebbero essere prese in carico dall'Autorità d'ambito». Proprio ieri Covar ha approvato il bilancio preventivo. Nel 2009 i ribassi della tariffa per i cittadini dovrebbero aggirarsi attorno al 10% che diventa il 14% a Trofarello.

Torna all'inizio


OSSERVATORIO SUL CREDITO 1 TRIMESTRE 2009: MENO S (sezione: Revoca fidi)

( da "WindPress.it" del 14-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

14-05-2009 51/09Roma, 14.05.09 Le maggiori difficolt`a per le microimprese del Mezzogiorno OSSERVATORIO SUL CREDITO I TRIMESTRE 2009:MENO SOLDI ALLE IMPRESE CHE CHIEDONO UN PRESTITO Diminuiscono sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (dal 35,9% dell'ultimo trimestre 2008 al 27,7% del primo trimestre 2009 la percentuale di imprese che hanno chiesto un finanziamento), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido; e sono sempre pi`u numerose le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% al 14,5%) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%); insomma, sembrerebbe esserci un comportamento "selettivo" da parte degli istituti di credito nei confronti delle imprese. Non si registrano, invece, particolari problemi n quanto riguarda la quantit`a e la durata temporale del credito, n i costi di finanziamento e di istruttoria; unica eccezione, un inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Nel primo trimestre 2009 aumenta, comunque, la percentuale di imprese in grado di far fronte al proprio fabbisogno finanziario rispetto al trimestre precedente (dal 9,3% al 21,8%), ed aumenta la percentuale di imprese che prevede un andamento analogo anche nel secondo trimestre 2009. In ogni caso, sia per quanto riguarda la capacit`a di far fronte al proprio fabbisogno finanziario sia per l'accesso al credito e ai finanziamenti, le maggiori difficolt`a sono avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall'Osservatorio sul credito nel primo trimestre 2009, indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato. Fabbisogno finanziario nel primo trimestre 2009 La variazione congiunturale delle imprese del commercio, turismo e dei servizi che hanno dichiarato di essere in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario ha fatto segnare un andamento positivo, passando dal 9,3% del quarto trimestre 2008 al 21,8% del primo trimestre 2009. Nello stesso periodo comunque la variazione tendenziale (primo trimestre 2009 su primo trimestre 2008) delle imprese che riescono a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario continua ad essere meno brillante, essendo pari a 18,4% (era pari al 22,7% nel primo trimestre 2008). Migliora la previsione delle imprese con riferimento al fabbisogno finanziario per il secondo trimestre 2009 (aprile, maggio, giugno) essendo pari a -1,0%, contro la previsione del -8,2% del primo trimestre 2009. In sintesi, nel primo trimestre 2009 `e aumentata la percentuale delle imprese in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario rispetto al trimestre precedente, e si ritiene che tale andamento positivo continuer`a anche nel secondo trimestre 2009. Si tenga presente tuttavia che la percentuale di imprese che riescono a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre 2009 continua ad essere inferiore rispetto alla medesima percentuale del primo trimestre 2008. La situazione finanziaria delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi quindi sta migliorando, ma non pu`o dirsi ancora fuori dalle difficolt`a dell'attuale periodo di crisi. Le imprese che pi`u delle altre manifestano un qualche genere di difficolt`a nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono le microimprese del commercio residenti nelle regioni del Meridione. Domanda di credito nel primo trimestre 2009 Nel primo trimestre 2009, rispetto a quarto trimestre 2008, `e diminuita la domanda di credito da parte delle imprese, ovvero `e diminuita la percentuale delle imprese che, indipendentemente dalle motivazioni e dalla forma tecnica, hanno chiesto (ad una delle banche con le quali intrattengono rapporti) un fido o di rinegoziare un fido esistente. Tale percentuale di imprese era pari al 35,9% nel quarto trimestre 2008 ed `e risultata pari al 27,7% nel primo trimestre 2009. Tra le imprese che hanno fatto domanda di un fido (o domanda di rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009: il 58,4% ha visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello desiderato (era il 62,0% nel corso del quarto trimestre 2008); il 7,0% ha ricevuto una risposta negativa (era il 13,8% nel quarto trimestre 2008); il 14,5% ha ricevuto un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto (era il 9,7% nel quarto trimestre 2008); il 14,2% delle imprese deve ancora ricevere una risposta alla richiesta di credito fatta al sistema bancario (era l'8,6% nel quarto trimestre 2008), ed il 6,0% non ha fatto richiesta di credito ma `e intenzionata a farla nel trimestre successivo (era il 6,0% nel quarto trimestre 2008). In sintesi `e diminuita la percentuale delle imprese che hanno fatto domanda di credito nel primo trimestre del 2009 rispetto al quarto trimestre del 2008. E' diminuita la percentuale delle imprese che hanno visto accogliere la propria domanda di credito; `e aumentata la percentuale delle imprese che hanno visto accogliere la propria domanda di credito con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto. E' aumentata inoltre la percentuale delle imprese in attesa di ricevere una risposta da parte della banca rispetto alla domanda di credito presentata. Le imprese che pi`u delle altre hanno manifestato un qualche genere di criticit`a nell'accesso al credito, essendogli stato negato il finanziamento richiesto, o essendogli stato accordato con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, sono state le microimprese del commercio residenti nelle del Meridione. Costo del credito nel primo trimestre 2009 Quantit`a di credito reso disponibile - L'andamento della quantit`a del credito reso disponibile dalle banche alle imprese pur essendo negativo `e leggermente migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti dal -34,8% del quarto trimestre 2008 a -27,9% del primo trimestre 2009. Durata temporale del credito - L'andamento della durata temporale del credito reso disponibile dalle banche alle imprese pur essendo negativo `e leggermente migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto dal quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -23,3% a -19,8%. Costo del finanziamento - L'andamento del costo dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese `e migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -15,3% (quarto trimestre 2008) a +5,0% (primo trimestre 2009). Costo dell'istruttoria - L'andamento del costo dell'istruttoria dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese pur essendo negativo `e leggermente migliorato nel primo trimestre 2009. La variazione congiunturale passa infatti da -21,9% (quarto trimestre 2008) a -11,9% (primo trimestre 2009). Altre condizioni - L'andamento delle cosiddette "altre condizioni" (valuta, servizi accessori, ecc.) dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese pur essendo negativo `e leggermente migliorato nel primo trimestre 2009. La variazione congiunturale passa infatti da -21,9% (quarto trimestre 2008) a -13,7% (primo trimestre 2009). Garanzie richieste dalle banche - L'andamento delle garanzie dei finanziamenti richieste dalle banche alle imprese del commercio, dei servizi e del turismo `e peggiorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -23,7% (quarto trimestre 2008) a -25,5% (primo trimestre 2009). Nota metodologica - Struttura e caratteristiche del campioneL'Osservatorio `e basato su un'indagine continuativa a cadenza trimestrale effettuata su un campione di oltre 1.000 casi rappresentativo dell'universo delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi stratificato in funzione delle aree geografiche di residenza delle imprese. La rilevazione `e stata effettuata tramite interviste telefoniche con il sistema CATI nel periodo 1-9 aprile 2009.

Torna all'inizio


Osservatorio sul credito 1 trimestre 2009: meno soldi alle imprese che chiedono un prestito (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 14-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Osservatorio sul credito 1° trimestre 2009: meno soldi alle imprese che chiedono un prestito (14/5/2009 15:18) | (Sesto Potere) - Roma - 14 maggio 2009 - Diminuiscono sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (dal 35,9% dell’ultimo trimestre 2008 al 27,7% del primo trimestre 2009 la percentuale di imprese che hanno chiesto un finanziamento), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido; e sono sempre più numerose le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% al 14,5%) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall’8,6% al 14,2%); insomma, sembrerebbe esserci un comportamento “selettivo” da parte degli istituti di credito nei confronti delle imprese. Non si registrano, invece, particolari problemi né per quanto riguarda la quantità e la durata temporale del credito, né per i costi di finanziamento e di istruttoria; unica eccezione, un inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Nel primo trimestre 2009 aumenta, comunque, la percentuale di imprese in grado di far fronte al proprio fabbisogno finanziario rispetto al trimestre precedente (dal 9,3% al 21,8%), ed aumenta la percentuale di imprese che prevede un andamento analogo anche nel secondo trimestre 2009. In ogni caso, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al proprio fabbisogno finanziario sia per l’accesso al credito e ai finanziamenti, le maggiori difficoltà sono avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono dall’Osservatorio sul credito nel primo trimestre 2009, indagine realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato. Fabbisogno finanziario nel primo trimestre 2009 La variazione congiunturale delle imprese del commercio, turismo e dei servizi che hanno dichiarato di essere in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario ha fatto segnare un andamento positivo, passando dal 9,3% del quarto trimestre 2008 al 21,8% del primo trimestre 2009. Nello stesso periodo comunque la variazione tendenziale (primo trimestre 2009 su primo trimestre 2008) delle imprese che riescono a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario continua ad essere meno brillante, essendo pari a 18,4% (era pari al 22,7% nel primo trimestre 2008). Migliora la previsione delle imprese con riferimento al fabbisogno finanziario per il secondo trimestre 2009 (aprile, maggio, giugno) essendo pari a -1,0%, contro la previsione del -8,2% del primo trimestre 2009. In sintesi, nel primo trimestre 2009 è aumentata la percentuale delle imprese in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario rispetto al trimestre precedente, e si ritiene che tale andamento positivo continuerà anche nel secondo trimestre 2009. Si tenga presente tuttavia che la percentuale di imprese che riescono a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre 2009 continua ad essere inferiore rispetto alla medesima percentuale del primo trimestre 2008. La situazione finanziaria delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi quindi sta migliorando, ma non può dirsi ancora fuori dalle difficoltà dell’attuale periodo di crisi. Le imprese che più delle altre manifestano un qualche genere di difficoltà nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono le microimprese del commercio residenti nelle regioni del Meridione. Domanda di credito nel primo trimestre 2009 Nel primo trimestre 2009, rispetto a quarto trimestre 2008, è diminuita la domanda di credito da parte delle imprese, ovvero è diminuita la percentuale delle imprese che, indipendentemente dalle motivazioni e dalla forma tecnica, hanno chiesto (ad una delle banche con le quali intrattengono rapporti) un fido o di rinegoziare un fido esistente. Tale percentuale di imprese era pari al 35,9% nel quarto trimestre 2008 ed è risultata pari al 27,7% nel primo trimestre 2009. Tra le imprese che hanno fatto domanda di un fido (o domanda di rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009: il 58,4% ha visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello desiderato (era il 62,0% nel corso del quarto trimestre 2008); il 7,0% ha ricevuto una risposta negativa (era il 13,8% nel quarto trimestre 2008); il 14,5% ha ricevuto un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto (era il 9,7% nel quarto trimestre 2008); il 14,2% delle imprese deve ancora ricevere una risposta alla richiesta di credito fatta al sistema bancario (era l’8,6% nel quarto trimestre 2008), ed il 6,0% non ha fatto richiesta di credito ma è intenzionata a farla nel trimestre successivo (era il 6,0% nel quarto trimestre 2008). In sintesi è diminuita la percentuale delle imprese che hanno fatto domanda di credito nel primo trimestre del 2009 rispetto al quarto trimestre del 2008. E’ diminuita la percentuale delle imprese che hanno visto accogliere la propria domanda di credito; è aumentata la percentuale delle imprese che hanno visto accogliere la propria domanda di credito con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto. E’ aumentata inoltre la percentuale delle imprese in attesa di ricevere una risposta da parte della banca rispetto alla domanda di credito presentata. Le imprese che più delle altre hanno manifestato un qualche genere di criticità nell’accesso al credito, essendogli stato negato il finanziamento richiesto, o essendogli stato accordato con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, sono state le microimprese del commercio residenti nelle del Meridione. Costo del credito nel primo trimestre 2009 Quantità di credito reso disponibile – L’andamento della quantità del credito reso disponibile dalle banche alle imprese pur essendo negativo è leggermente migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti dal -34,8% del quarto trimestre 2008 a -27,9% del primo trimestre 2009. Durata temporale del credito - L’andamento della durata temporale del credito reso disponibile dalle banche alle imprese pur essendo negativo è leggermente migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto dal quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -23,3% a -19,8%. Costo del finanziamento - L’andamento del costo dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese è migliorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -15,3% (quarto trimestre 2008) a +5,0% (primo trimestre 2009). Costo dell’istruttoria - L’andamento del costo dell’istruttoria dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese pur essendo negativo è leggermente migliorato nel primo trimestre 2009. La variazione congiunturale passa infatti da -21,9% (quarto trimestre 2008) a -11,9% (primo trimestre 2009). Altre condizioni - L’andamento delle cosiddette “altre condizioni” (valuta, servizi accessori, ecc.) dei finanziamenti resi disponibili dalle banche alle imprese pur essendo negativo è leggermente migliorato nel primo trimestre 2009. La variazione congiunturale passa infatti da -21,9% (quarto trimestre 2008) a -13,7% (primo trimestre 2009). Garanzie richieste dalle banche - L’andamento delle garanzie dei finanziamenti richieste dalle banche alle imprese del commercio, dei servizi e del turismo è peggiorato nel primo trimestre 2009 rispetto al quarto trimestre 2008. La variazione congiunturale passa infatti da -23,7% (quarto trimestre 2008) a -25,5% (primo trimestre 2009).

Torna all'inizio


Un sostegno alle imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Ferrara, La" del 15-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il fondo di rotazione presentato dalla Sipro con Carife, Provincia e 4 consorzi fidi «Un sostegno alle imprese» Due milioni di euro per favorire credito e investimenti Il bando è pronto già dalla prossima settimana Due milioni di euro alle piccole e medie imprese ferraresi, una boccata d'ossigeno che favorirà credito e investimenti per una quota almeno cinque volte superiore. E' l'effetto moltiplicatore che ci si attende dal fondo di rotazione a cui da tempo lavorano Sipro, Carife, Provincia e quattro consorzi fidi. Ieri la presentazione di un bando che sarà disponibile entro la fine della prossima settimana. Necessità di denaro fresco, si sa, ce n'è: «L'accesso al credito è essenziale in questa grave fase di crisi economica - spiega Gabriele Ghetti, presidente di Sipro -, dobbiamo evitare il restringimento della base produttiva e occupazionale». Ecco allora l'idea. Sul finire degli anni '90 all'agenzia per lo sviluppo venne affidata la gestione di un fondo di rotazione dedicato ai territori in Obiettivo 2. Funzionò per parecchie imprese e venne ricostituito con i crediti tornati alla base. Oggi viene riattivato, dopo la riformulazione della convenzione con Carife e i consorzi Unifidi Emilia-Romagna, Confartigianato Fidi Ferrara, Confidi Romagna e Ferrara, Cooperfidi. Operazione a cui ha contribuito a anche la Provincia. La somma è sono destinata in parte (1 milione e 200mila euro) all'erogazione di finanziamenti alle imprese a fronte di investimenti in progetti innovativi e per il consolidamento delle passività di conto corrente bancario; i restanti 800mila euro andranno ai Confidi ai fini del rilascio di garanzie sussidiarie a fronte di mutui bancari concessi alle imprese. «La dotazione è molto significativa - commenta l'assessore provinciale alle attività produttive Diego Carrara - e c'è stato l'impegno a creare condizioni di prestito migliori a quelle che si trovano sul mercato». Vediamole. La durata del finanziamento è di massimo 72 mesi con un preammortamento (il periodo in cui il mutuo rimborsa gli interessi bancari e non il capitale) di non oltre 12 mesi a tasso dello 0,50% e pagamento posticipato. Il rimborso è in rate mensili o trimestrali posticipate. Il tasso di ammortamento è agganciato all'Euribor a 3 e 6 mesi, con uno spread massimo di 150 punti base. Le iniziative sono finanziabili all'80% dell'importo ammesso, che varia da 10 a 300mila euro per investimenti materiali e immateriali (retroattività fino ad un anno) e da 10 a 60mila euro per il consolidamento delle passività bancarie a breve. Il fondo sarà ratificato lunedì dal cda di Carife: «Non potevamo rimanere insensibili, vogliamo dare risposte concreti e in tempi brevi alle imprese del territorio», conferma Massimo Vezzalini. Il bando e la modulistica saranno a breve pubblicate sul sito www.siproferrara.com; le domande di agevolazione verranno istruite fino ad esaurimento dei fondi. Soddisfatti i rappresentanti delle associazioni di categoria. «Le piccole imprese sono ferme - dice Giuseppe Vancini (Confartigianato) -, il sistema degli enti bilaterali garantisce solo per pochi mesi. Non bisogna dire che è fisiologico perdere una parte delle aziende». «Lo strumento del fondo di rotazione ci convince - il parere di Giampaolo Lambertini (Cna) -, bene il tema della retroattività degli investimenti». «E' un ulteriore tassello per attenuare le difficoltà - sostiene Roberto Bonora (Unindustria) -, faremo di tutto perché il fondo sia interamente utilizzato». Fabio Terminali

Torna all'inizio


Serve un osservatorio per controllare le banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

«Serve un osservatorio per controllare le banche» Venerdì 15 Maggio 2009, San Donà di Piave «È giusto costituire un osservatorio sul comportamento delle banche». A sostenerlo è "Sos Italia libera" l'associazione nazionale antiracket e antiusura. Si tratta della proposta lanciata dal presidente di Confartigianato Antonio Sartorello nei giorni scorsi al park hotel Continental affrontando il tema delle difficoltà di accesso al credito e le iniziative di sostegno per lo sviluppo delle imprese. L'altra faccia del problema, infatti, sono le aziende che anche per il mancato sostegno di istituti di credito cadono nella rete dell'usura. Il monitoraggio delle banche è un'iniziativa già suggerita dall'associazione antiusura da un anno attiva nel Sandonatese. Nella zona il gruppo ha rilevato dei comportamenti di alcune banche che meritano approfondimenti. Quindici le opposizioni ai decreti ingiuntivi contro istituti di credito depositate nel 2009 dall'avvocato Luca Pavanetto che tutela il gruppo, riguardanti somme che in alcuni casi superano i 100mila euro. «I reati più diffusi - ha spiegato il legale - sono l'anatocismo, ossia la capitalizzazione degli interessi sugli interessi, interessi usurari o la dubbia legittimità della "commissione di massimo scoperto", remunerazione accordata alla banca per aver messo a disposizione i fondi al correntista indipendente dal prelevamento". Sul tema Gianfranco Moro, presidente dell'Ascom di Jesolo è stato il primo a lanciare la proposta di una tavola rotonda, sottolineando la necessità di fare fronte comune in un dialogo aperto a imprese commerciali, artigiane e industriali. «Un circolo vizioso - ha commentato Mirco Viotto di Confindustria - poter contare sulla garanzia delle banche è importantissimo». Confindustria Venezia un mese fa ha raggiunto un accordo con un istituto di "factoring". L'istituto si accolla il credito e la garanzia sulla solvibilità del cliente. Si tratta di una risposta valida per la gestione aziendale con l'accordo in essere che lascia intatti i fidi bancari esistenti. Davide De Bortoli

Torna all'inizio


Il credito all'edilizia non si ferma (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 18-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-18 - pag: 15 autore: Imprese/1. Dall'inizio dell'anno i fidi concessi all'intero settore delle costruzioni sono aumentati di un miliardo di euro Il credito all'edilizia non si ferma Bene anche agricoltura e meccanica mentre cala lo stock per energia e commercio Emanuele Scarci Credito bancario indietro tutta e nuove sofferenze in crescita. Ma il calo dello stock dei prestiti risparmia agricoltura, edilizia e meccanica.L'impennata delle insolvenze, però, non fa distinzione: colpisce tutte le classi dei finanziamenti e per quelli oltre i 500mila euro lascia il segno, anche se dall'inizio dell'anno il trend sembra stabilizzarsi. Nel primo trimestre del 2009 scivolano i prestiti a raffinerie e distributori di energia ma anche ai commercianti, crescono invece i fidi utilizzati dalle aziende agricole (+4 miliardi), dall'edilizia (+1 miliardo) e dalle imprese meccaniche (+800 milioni). Preoccupanti i dati sull'incidenza delle nuove sofferenze sul totale dei finanziamenti, in grande crescita nel quarto trimestre del 2008 da 0,34 a 0,6% degli impieghi. Ma nel primo trimestre del 2009, pur in ulteriore salita, il dato ha perso slancio. Più in dettaglio, secondo Banca d'Italia i finanziamenti erogati a imprese industriali e di servizi sono scesi dai 962 miliardi di gennaio scorso ai 954 di marzo. Da febbraio a marzo i finanziamenti al comparto dell'energia sono calati di 5 miliardi, dopo aver toccato il record a inizio anno di circa 56 miliardi. Anche il commercio ha raggiunto il picco di 140 miliardi a dicembre, ma ha poi perso terreno. «Probabilmente nel caso dell'energia – spiega Fedele De Novellis, economista di Ref – si tratta di minore propensione all'investimento delle imprese. Dopo il crollo del prezzo del petrolio e dell'energia, produttori di elettricità e distributori hanno tagliato almeno parte dei nuovi investimenti in programma. Magari fino a quando i prezzi ripartiranno». Nel primo trimestre il commercio ha perso tre miliardi di fidi e l'alimentare uno. In crescita, di oltre il 10%, l'agricoltura, l'edilizia, nonostante il -19% delle compravendite di immobili, e la meccanica. Molto diversa la mappa delle sofferenze: a marzo quelle complessive ammontavano a 32,3 miliardi (31,5 a dicembre) su 954,7 di prestiti. In tre mesi, l'incidenza delle sofferenze sullo stock nel tessile-abbigliamento-calzature ha guadagnato un punto al livello record dell'8,5%. Nettamente davanti ad agricoltura (i cui finanziamenti sono aumentati di 4 miliardi a 37,3), 5,5%, e commercio, 4,5%. In coda l'energia con un invidiabile 0,1 per cento. Meccanica inceppata «Si soffre di più – aggiunge De Novellis – nelle piccole imprese del manifatturiero o in quelle che operano nell'indotto. Tra i settori soffre moltissimo la meccanica, il più pro-ciclico di tutti ». Anche per Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & credit research di Intesa Sanpaolo il settore più colpito è il manifatturiero: «Il commercio vivacchia perchè tuttosommato i consumi sono calati di poco. L'edilizia invece rappresenta un rischio crescente per le banche: calano costruzioni e prezzi, ma la situazione sembra sotto controllo. Insomma non sembra profilarsi uno scenario spagnolo». L'economia italiana non dà segnali di miglioramento, ma il trend è meno negativo del passato: e questo sembra emergere anche dai dati sulle nuove sofferenze. «Dopo il balzo di dicembre – sottolinea Guelpa –nel primo trimestre di quest'anno le sofferenze sono cresciute ancora ma a un ritmo inferiore al passato». Stando ai dati Bankitalia relativi al quarto trimestre del 2008, le sofferenze sugli impieghi sono quasi raddoppiate da 0,34 a 0,60%. Con una maggiore incidenza (0,61%) per i fidi oltre i 500mila euro; per quelli sotto i 125mila l'incidenza si è fermata a 0,48. «I dati generali del primo trimestre - conclude Guelpa non sono ancora disponibili, ma nelle trimestrali delle grandi banche nazionali si scorgono segnali di stabilizzazione del rischio ». Per esempio dalla trimestrale di Intesa Sanpaolo emerge che le sofferenze sono passate dall'1% di dicembre all'1,1% di marzo mentre per Credem dallo 0,3% del primo trimestre 2008 allo 0,58% del primo trimestre di quest'anno;i crediti problematici netti sono pari a 305,5 milioni, l'1,77% del totale. Le microimprese La recessione è stata spinta dall'atteggiamento più cauto delle banche, ma anche dalla minore propensione all'investimento, comprese le piccole e piccolissime imprese. Secondo l'Osservatorio Crif Decision Solutions-Nomisma sulla finanza per i piccoli operatori economici - cioè le imprese con meno di 10 dipendenti e 2,5 milioni di fatturato - il 2009 si prospetta difficile. «Dall'ultima analisi - osserva Davide Capuzzo, direttore di Crif Decision Solutions - emerge che solo il 27,6% delle microimprese prevede di effettuare investimenti. E sono le microimprese del Nord est a evidenziare il maggior calo degli investimenti programmati: -8%. Un trend che peraltro si è manifestato da un paio di anni». Dietro al Nord est segue il Nord ovest, con-3%. Anche i tassi di rischiosità testimoniano il momento difficile: lieve crescita per il macro settore dell'agricoltura - 2,65% a dicembre 2008 - storicamente il meno elevato e con trend più costante. «La crescita delle sofferenze – conclude Capuzzo – è pressoché generalizzata, ma si distingue l'edilizia che, allo scorso dicembre, si attestava al 6,8%. Il comparto più rischioso però si conferma quello del commercio e della distribuzione, con il 7,4 per cento». emanuele.scarci@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA PRESTITI A marzo le consistenze hanno raggiunto 954 miliardi, quattro in meno rispetto a febbraio SOFFERENZE Dopo l'impennata di dicembre, il dato generale, anche se in crescita, tende a stabilizzarsi

Torna all'inizio


La Cassa rurale di Treviglio si prepara per il (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

La Cassa rurale di Treviglio si prepara per il «dopo crisi» --> Presentato il piano triennale. Attività ancora in crescita a inizio anno Affluenza record all'assemblea: 1.801 soci e tutte le votazioni all'unanimità Lunedì 18 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 22 e-mail print Da destra, Gianfranco Bonacina, il presidente onorario Alfredo Ferri e il direttore generale ... Al presidente della Cassa rurale di Treviglio Gianfranco Bonacina piace attribuire uno slogan al tema dell'assemblea. Quello per il 2009 è il «coraggio della lungimiranza» per riassumere lo sguardo sul lungo periodo tipico delle banche di credito cooperativo dove - è stato ricordato in assemblea - «il vero utile è la crescita del territorio» e lo spirito controcorrente nel lancio del nuovo piano strategico triennale. Gli obiettivi sono ambiziosi, nonostante la crisi. «Parlare di crescita di questi tempi è difficile - ha detto Bonacina -. Mi auguro che presto possiamo lasciare alle spalle la crisi e l'avvio dei cantieri per le infrastrutture sul territorio può dare una mano. Ma intanto dobbiamo comunque guardare avanti». Il piano prevede così nel triennio una crescita della raccolta diretta del 40% a 1,9 miliardi, della raccolta indiretta del 20% a 592 milioni e degli impieghi, ovvero dei prestiti, del 40% a 1,8 miliardi, arrivando a un patrimonio di vigilanza di 205 milioni e a 20 mila soci (dai 16.141, più 17,89% in un anno, di fine 2008). Completato il piano sportelli arrivando alle attuali 40 filiali (con quella di «Dalmine centro» aperta recentemente), l'obiettivo adesso sarebbe di arrivare entro tre anni a quota cinquanta. «Confidiamo che la Banca d'Italia ci dia l'autorizzazione - ha sottolineato Bonacina -. Vogliamo aprire filiali in particolare nelle frazioni e nelle piccole comunità dove non ci sono sportelli bancari, secondo lo spirito del credito cooperativo vicino alle famiglie e ai piccoli operatori economici». Passando ai temi dell'assemblea, l'intero ordine del giorno, incluso quello dell'assemblea straordinaria per l'adeguamento dello statuto alle ultime normative, è stato approvato all'unanimità senza neanche un astenuto, dai 1.801 soci (143 in delega) presenti al Palafacchetti, un record assoluto. La riunione è durata più di quattro ore, con una ventina di interventi per lo più di rappresentanti di cooperative sociali ed esponenti del Terzo settore che hanno ringraziato l'istituto per l'appoggio alla loro attività. Hanno preso la parola anche tre studentesse. Jennifer Bonacina, presidente della cooperativa Itc Oberdan, ospite al tavolo della presidenza, che ha spiegato l'attività svolta con il sostegno della Cassa rurale nella formazione per i bilanci sociali, mentre Jessica e Desirée dell'istituto Butinone (indirizzo turismo) hanno parlato dell'attività svolta come hostess per la banca e del progetto di costituire una cooperativa per lavori futuri: gestiranno inoltre un punto Ryanair alla Casa del socio a seguito di un accordo siglato con la compagnia aerea. Passando ai conti, che sono quelli che poi permettono di svolgere l'attività sul territorio, il 2008 ha visto per l'istituto guidato dal direttore generale Franco Riz, una crescita della raccolta diretta da 1.414,8 rispetto ai precedenti 1.187,2, mentre quella indiretta scesa del 18,3% a 515 milioni. Gli impieghi sono aumentati del 10,57% a 1.303,5 milioni, mantenendo una politica di diversificazione del fido che si esprime anche con il rinnovo da parte dall'assemblea del limite dei 4 milioni come fido per singolo cliente. C'è stato però l'anno scorso, in particolare negli ultimi mesi, anche un aumento dei prestiti «deteriorati», saliti del 24,4% a 54,2 milioni: tra queste le sofferenze sono cresciute del 47,9% a 9,8 milioni, con un'incidenza sul totale dei crediti lordi salito dall'1,47% all'1,51% (dallo 06% allo 0,75% il rapporto a valori netti). L'utile è sceso dell'8,44% a 14,1 milioni e l'assemblea ha approvato la proposta di distribuirlo per 10,32 milioni a riserve indivisibili, per 423 mila euro a fondi mutualistici, per 1,8 milioni a fini di beneficenza (e in particolare un milione per il progetto di housing sociale), per 234,5 milioni a dividendo per i soci, nel rapporto del 3,5% del capitale, per 1,2 milioni a ristorno (erogato per il terzo anno consecutivo con un incremento della quota sociale in funzione dell'attività svolta con la banca) e 125 mila euro a incremento del fondo acquisto azioni proprie. L'inizio dell'anno intanto è stato positivo. A fronte di un obiettivo per il 2009 di una crescita del 12,9% della raccolta diretta e dell'11,1% degli impieghi alla clientela per arrivare a un utile netto di 12 milioni, le proiezioni per fine maggio vedono una crescita della raccolta del 16% e degli impieghi del 12-13%. «Si registranno però anche maggiori difficoltà nei pagamenti e un incremento delle sofferenze - ammette il presidente Gianfranco Bonacina -. Questo richiede un impegno straordinario per cercare di trovare soluzioni». Da segnalare anche l'ingresso di un nuovo consigliere d'amministrazione. Nel Cda confermato a 11 componenti è stato rinnovato il mandato a Luigi Moro, è stato nominato Giovanni Grazioli, industriale di Fara Gera d'Adda che ha preso il posto del dimissionario Andrea Ferri. Cambia anche il presidente del collegio sindacale: non più confermabile Pietro Longaretti, presidente da 15 anni, per raggiungimento del numero massimo di mandati, il suo posto è stato preso da Marco Mauri. Infine è stato comunicata la destinazione ai terremotati dell'Abruzzo di parte dei compensi degli amministratori. Il presidente ha rinunciato a 10 mila euro (su un compenso complessivo di 60 mila euro), i vicepresidenti Gian Pietro Ardenghi e Ezio Maria Reggiani ai loro 5.000 euro e i consiglieri a metà del loro gettone di presenza, confermato anche per quest'anno in 150 euro a riunione. Ridotti anche i compensi del collegio sindacale, mentre la banca si è impegnata a raddoppiare l'ora di lavoro che i dipendenti sono stati invitati a devolvere. L'obiettivo è di arrivare complessivamente alla raccolta di 100 mila euro. Stefano Ravaschio 18/05/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


Mansi: Apriamo subito i cantieri già finanziati (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-19 - pag: 20 autore: TERRITORIO Strategie per la ripresa La Toscana Mansi: «Apriamo subito i cantieri già finanziati» Cesare Peruzzi FIRENZE «Nonostante la crisi, gli imprenditori sono pronti a rimettersi in gioco, a investire nelle aziende. Ma il fattore tempo sarà determinante: in questo momento il sistema industriale è in forte difficoltà, e se la fase negativa si protrarrà troppo rischiamo davvero di perdere pezzi importanti della nostra produzione». Antonella Mansi è preoccupata. La presidente di Confindustria Toscana, 35 anni, imprenditrice del settore chimico (è ai vertici del gruppo Solmar di Scarlino, in provincia di Grosseto), aveva lanciato l'allarme già lo scorso ottobre,quando la tempesta che siera abbattuta sulla finanza internazionale cominciava a minacciare anche l'economia. Ma nessuno ancora poteva immaginarne gli effetti reali. Poi sono arrivati i dati di fine 2008 e le previsioni 2009, che per la Toscana indicano un calo del Pil rispettivamente dell'1,6% e del 3,9%. «E i numeri sulla produzione industriale dei primi tre mesi dell'anno, che stiamo esaminando in questi giorni, sono pesanti », sottolinea. A quanto ammonta la caduta e che idea si è fatta leggendo questi dati? Un numero definitivo ancora non c'è, però stiamo parlando di una contrazione che oscilla tra il 15% e il 20% rispetto allo stesso periodo del 2008. La Toscana è in linea con le altre regioni del Centro-Nord del paese. Ma questo non ci consola. Guardando le statistiche elaborate dal nostro ufficio studi mi sono detta: accidenti, dobbiamo davvero rimboccarci tutti le maniche, smetterla di parlare e passare ai fatti il più rapidamente possibile. Che cosa teme? La Toscana rischia d'imboccare la strada della deindustrializzazione. Non per scelta, ma come conseguenza di una serie di fattori negativi. Perdere pezzi della nostra filiera produttiva, in questa fase congiunturale difficile, significherebbe impoverire l'economia della regione e di conseguenza mettere a repentaglio la tenuta sociale del territorio. è un pericolo che dobbiamo scongiurare a ogni costo. Salvare i posti di lavoro e le imprese in grado di stare sul mercato rappresenta la priorità. Come giudica l'azione del governo regionale? Su molti fronti abbiamo avuto risposte coerenti, dalla semplificazione burocratica ai fondi per garantire il credito. Altre le aspettiamo.Per quanto riguarda il credito, adesso serve il rifinanziamento del fondo di controgaranzia, che è esaurito e di fatto blocca l'attività dei consorzi fidi. Speriamo possa avvenire in tempi brevi e auspichiamo anche un'armonizzazione dell'intero sistema di garanzia, che metta in sinergia la finanziaria regionale Fidi Toscana e i consorzi fidi delle categorie che, nel caso degli industriali, sono stati unificati in un unico soggetto. La chiave del problema però è nel ruolo delle banche. Cosa chiedete al sistema bancario? Che ritrovi quella prossimità con il territorio che sembra avere smarrito.Oggi un po' tutti i gruppi bancari appaiono ingessati rispetto al loro core business tradizionale. Devono tornare a valutare i progetti delle imprese, di tutte, a cominciare dalle Pmi, per il contenuto e le potenzialità, e devono aiutare il territorio a fare quel cambiamento che la crisi rende ineludibile. L'Osservatorio sul credito sta funzionando? è un po' presto per fare delle valutazioni. Però penso che potrà aiutare il dialogo tra banche e imprese. Quali sono le debolezze della Toscana? Al primo posto metto la scarsa attrattività del territorio. Per investire in questa regione bisogna superare vincoli come i tempi di rilascio delle concessioni, la carenza di infrastrutture, costi fissi come energia-acqua- rifiuti,piuttosto che l'incertezza e la lunghezza del diritto. Dobbiamo puntare ad attrarre più capitali e dobbiamo internazionalizzare maggiormente le nostre imprese. Tra le cose da fare, e su cui stiamo lavorando con la Regione, c'è uno strumento automatico d'incentivazione degli investimenti. Compresa la ricapitalizzazione delle aziende da parte degli imprenditori, per favorire il passaggio da una logica di pure rendita alla scelta di mettersi in gioco. Tra le debolezze della Toscana metto anche un mercato dei servizi ancora poco liberalizzato, che invece potrebbe rappresentare un volano di sviluppo. E i punti di forza? L'unico settore in controtendenza è l'agroalimentare. Ma la solidità della nostra economia si basa su un'imprenditorialità diffusa, una marcata diversificazione e un'eccellente qualità delle risorse umane. Per aiutare la ripresa, più che le grandi opere che comunque hanno i loro tempi, servirebbe far partire subito i piccoli cantieri già finanziati. Il resto penso che potrà arrivare dalle cose che ho detto e dalla ripresa internazionale, magari a partire dalla seconda parte dell'anno. I primi segnali di rallentamento della caduta hanno cominciato a manifestarsi in aprile, ma è presto per abbassare la guardia. © RIPRODUZIONE RISERVATA Primo di una serie di cinque articoli «Il sistema produttivo è in forte difficoltà, le banche devono essere vicine alle imprese» Confindustria. Antonella Mansi

Torna all'inizio


Fogalco, in vista l'aggregazione a livello regionale (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 19-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Fogalco, in vista l'aggregazione a livello regionale --> Martedì 19 Maggio 2009 ECONOMIA, pagina 35 e-mail print Il presidente Ascom Paolo Malvestiti (a destra) si congratula con Riccardo Martinelli, ... Una maggior attenzione all'accesso al credito delle piccole e medie imprese del terziario e un percorso aggregativo tra le Ascomfidi regionali del sistema Confcommercio. Sono queste le due priorità per Riccardo Martinelli che ieri è stato eletto nuovo presidente di Fogalco, la cooperativa di garanzia dell'Ascom di Bergamo, subentrando al presidente «storico» Cesare Dolci, che ha lasciato la guida della cooperativa dopo 27 anni. «In questo momento i Confidi stanno giocando un ruolo importantissimo - ha spiegato il neo presidente - basti pensare che nei primi mesi del 2009 Fogalco ha deliberato e garantito poco meno di 13 milioni di euro con un incremento del 135% rispetto allo stesso periodo del 2008». E ha aggiunto: «Proprio per qualificare maggiormente le nostre garanzie fidejussorie secondo i parametri previsti dalla Banca d'Italia stiamo cercando, insieme ai Confidi delle Ascom lombarde, di creare un ente intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia». Con questi obiettivi è stato costituito, nel gennaio 2008, il «Comitato 107» promosso, tra gli altri, dalle Camere di Commercio di Bergamo e Milano e dalla Unione del Commercio di Milano e al quale Fogalco ha aderito unitamente ad alcune cooperative fidi del sistema Confcommercio. «Il processo di aggregazione porterà alla costituzione, entro quest'anno, di un nuovo "intermediario finanziario 107" (dal numero dell'articolo del testo unico bancario, ndr) - ha detto ancora Martinelli - sarà un organismo fidi di secondo grado in regola con i parametri previsti dalla normativa di settore e che eserciterà attività di garanzia collettiva e servizi ad essa connessi o strumentali. Questa aggregazione rafforzerà ulteriormente i confidi presenti sul territorio, che continueranno a svolgere un fondamentale ruolo di presidio e di collegamento con le realtà imprenditoriali esistenti, mantenendo l'indipendenza e l'autonomia operativa nelle funzioni di raccolta documenti e di pre-istruttoria oltre che di valutazione delle posizioni garantite». Ed ecco le conclusioni di Martinelli: «Questa "garanzia 107" permetterà, in base ai disposti di Basilea 2, di ridurre al minimo la percentuale di accantonamenti che le banche devono depositare per ogni operazione di finanziamento; quindi ci sarà una riduzione dei costi di operazione a beneficio dell'associato con un minor tasso di interesse». Nella Fogalco, al nuovo presidente si affianca Paolo Malvestiti, presidente Ascom, che è stato riconfermato vicepresidente della cooperativa. Il cda di Fogalco risulta così composto: Riccardo Martinelli, presidente, Paolo Malvestiti, vicepresidente; consiglieri: Giorgio Beltrami, Roberto Capello, Mauro Dolci, Luciano Patelli e Giovanni Zambonelli. I sindaci del Collegio sindacale sono: Piergiorgio Butti (presidente), Massimiliano Serra e Giorgio Gozzoli (effettivi), Gerardo Ferrari e Piergiuseppe Locatelli (supplenti). Nel 2008 la Fogalco, che conta 5.094 soci effettivi, ha deliberato garanzie a favore di 566 imprese per un totale di 24.809.100 euro. Nei primi tre mesi del 2009 sono stati deliberati e garantiti poco meno di 13 milioni di euro con un incremento del 135% rispetto allo stesso periodo del 2008. 19/05/2009 nascosto-->

Torna all'inizio


VITE DA BANCHIERI DI IERI E DI OGGI (sezione: Revoca fidi)

( da "Lavoce.info" del 19-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

>VITE DA BANCHIERI DI IERI E DI OGGI di Adrian R. Bell , Chris Brooks e Tony Moore 19.05.2009 Correva l'anno 1272 ed Edoardo I d'Inghilterra intratteneva eccellenti rapporti d'affari con alcuni banchieri italiani. In un sistema che potremmo descrivere come una variante antica del modello Northern Rock, i Ricciardi si affidavano ai prestiti interbancari per finanziare il credito concesso al re. Ma a partire dal 1290 si verificò una crisi di liquidità simile a quella innescata negli Stati Uniti dai subprime nel 2007. Con esiti disastrosi. E un monito della storia per i governi di oggi, che iniziano a chiedersi come pagare gli obblighi che continuano ad assumersi.   Fino al 1272 i re inglesi mantenevano solo occasionali relazioni d'affari con le società mercantili italiane, in genere per l'acquisto di beni di lusso per la corte o per trasferimenti di denaro sul continente. È Edoardo I (1272-1307) che stabilisce una stretta relazione finanziaria con una particolare società mercantile, i Ricciardi di Lucca. Già nel 1275, i Ricciardi erano gli esattori dei neonati diritti di dogana sulle esportazioni di lana, pellame e velli, per un valore di circa 10mila sterline l'anno, ma ricavavano denaro anche da altre fonti di entrata reali. In cambio, anticipavano al re significative somme oppure eseguivano pagamenti in suo nome a parti terze, nella misura e nei tempi ordinati da lettere del re. In totale, tra il 1272 e il 1294 i Ricciardi furono coinvolti nella raccolta e nell'esborso di circa 20mila sterline l'anno, equivalenti a più o meno alla metà del normale reddito annuale del re. Potremmo forse paragonare questo sistema a un moderno conto corrente, completo di ampie possibilità di scoperto su fido. Ed Edoardo faceva largo ricorso al fido, con scoperti in genere tra le 10mila e le 20mila sterline. IL SISTEMA RICCIARDI Il rapporto d'affari era vantaggioso per entrambe le parti. Il re otteneva anticipi sulle entrate reali e poteva così far fronte alle fluttuazioni stagionali del suo reddito. Il generoso accesso al credito gli permetteva di affrontare spese impreviste o di intraprendere progetti costosi, senza il peso di detenere sostanziose riserve di cassa. Per parte loro, i Ricciardi ottenevano un ritorno finanziario sull'anticipo di denaro, anche se ciò generalmente non traspare dalle fonti per il divieto di usura imposto dalle autorità religiose. Ma secondo i nostri calcoli, prima del 1294, Edoardo otteneva prestiti a tassi di circa il 15 per cento annuo. Inoltre, i Ricciardi traevano vantaggio dal favore del re anche nella conduzione degli affari che non lo coinvolgevano direttamente. Ma com'è che i Ricciardi e le altre società mercantili erano nella condizione di fare simili prestiti e investimenti? I fondi iniziali provenivano dai soci della società che mettevano in comune i loro capitali e ne ricevevano i profitti secondo le quote di partecipazione. Era un'attività rischiosa perché ogni socio poteva essere ritenuto personalmente responsabile di ogni debito contratto dalla società. Ricevevano anche depositi, in genere da facoltosi cittadini delle città-stato italiane. In più, i mercanti italiani traevano profitto dalla gestione delle imposte papali raccolte in Inghilterra, un'attività che secondo noi ha giocato un ruolo cruciale nella formazione del capitale. Nel 1274, per finanziare una nuova crociata, il papa aveva imposto una tassa sul clero in tutta Europa: nella sola Inghilterra furono raccolte 150mila sterline. I Ricciardi erano una delle tante società mercantili italiane che agivano come banchieri papali e a loro era affidata una parte (circa 10mila sterline) del denaro riscosso in Inghilterra. Somme che potevano coprire i fidi concessi al re. La maggior parte del capitale era sempre impegnata in varie operazioni, compresi prestiti a governi e privati e investimenti in beni commerciabili. Tutto ciò era vantaggioso perché queste attività garantivano guadagni, ma significava anche che i mercanti detenevano soltanto una piccola riserva di capitale liquido. Normalmente non era un problema: le transazioni potevano essere condotte a credito o attraverso compensazioni. E anche quando era necessaria una quantità di denaro liquido che eccedeva le riserve, si poteva fare affidamento su altri mercanti, per prestiti o per la vendita di alcune attività. Per esempio, i Ricciardi agivano spesso da broker, raccogliendo prestiti per il re da un cartello di loro colleghi mercanti. Potremmo descriverlo come una variante antica del modello Northern Rock: i Ricciardi si affidavano ai prestiti interbancari per finanziare le loro aperture di credito al re. LA CRISI (...) A partire dal 1290 ebbe inizio una crisi di liquidità simile a quella innescata negli Stati Uniti dai subprime nel 2007. L'imposta papale fu gradualmente richiamata a Roma, mentre il re di Francia imponeva ai mercanti italiani il pagamento di notevoli somme di denaro, lasciando le società mercantili sotto-capitalizzate. All'inizio, sembrava che i Ricciardi fossero riusciti a evitare la crisi. Edoardo aveva alla fine accettato di condurre la nuova crociata e in cambio aveva ottenuto l'accesso ai proventi della tassazione del clero riscossi in Inghilterra. Alle società mercantili che li avevano in deposito fu dunque ordinato di trasferire una prima rata di 100mila marchi (circa 66.667 sterline) ai Ricciardi, a favore di Edoardo. Tuttavia, è improbabile che ci sia stato un passaggio fisico di denaro: è molto più logico che le società mercantili abbiano trasferito le loro passività dal papa ai Ricciardi. Sulla carta, il denaro sarebbe stato accreditato ai Ricciardi, ma ne derivava un pericolo: quello che Edoardo decidesse di incassare i proventi della tassa con un breve preavviso. Ed è proprio quello che accadde nel 1294, quando scoppiò la guerra tra Inghilterra e Francia. Come in altre occasioni, Edoardo si rivolse ai Ricciardi per il denaro necessario a finanziare un esercito. In teoria, i Ricciardi avrebbero dovuto essere ben capitalizzati, sfortunatamente però sembra che la maggior parte delle loro risorse fosse già impegnata e la diffusa mancanza di liquidità impediva di rivolgersi al mercato interbancario per ottenere il denaro. Le difficoltà erano poi esacerbate dalla guerra anglo-francese, che aveva tagliato le comunicazioni tra Italia e Inghilterra e non permetteva alle società mercantili di aggiornare i libri contabili. Così come di questi tempi fanno le banche, a loro difesa i Ricciardi avrebbero potuto sostenere che le loro difficoltà erano dovute a una crisi di liquidità di breve periodo e che le loro attività pareggiavano le passività. In pratica, però, non erano in grado di dare a Edoardo l'aiuto finanziario di cui aveva disperatamente bisogno. Per questo, il re revocò l'incarico di esattori dei dazi sulla lana e ordinò la confisca di tutte le attività dei Ricciardi e di altre società mercantili. Fu un colpo mortale per le finanze dei Ricciardi e la fine del loro lungo rapporto d'affari con la corona d'Inghilterra. E QUELLO CHE NE SEGUÌ All'inizio, i Ricciardi cercarono di recuperare le loro posizioni attraverso una serie di credit swaps e di compensazioni tra loro creditori e debitori. Questo richiedeva una nuova contabilità con Edoardo, nella convinzione che il suo scoperto, unito ai ricavi dalla lana confiscata e dai debiti, avrebbe compensato una gran parte della enorme tassa papale. L'altro loro creditore principale era il papa e i Ricciardi cercarono di convincerlo ad accollarsi i crediti che i mercanti vantavano in Italia e Francia: il papa si trovava certo in una situazione migliore per esigerne il pagamento. Se vogliamo tracciare un nuovo parallelo con la situazione attuale, è l'intervento statale attraverso l'emissione di bond garantiti dal Tesoro in cambio delle più illiquide attività detenute dalle banche. Sfortunatamente per loro, i Ricciardi non riuscirono a convincere i governi ad aiutarli. Nel breve periodo, con le sue decisioni Edoardo riuscì a recuperare 50mila sterline. Tuttavia, la caduta dei Ricciardi comportò costi significativi nel medio termine. Edoardo aveva ancora bisogno di enormi somme di denaro per pagare i suoi eserciti (...). Fu così costretto a rivolgersi a finanziatori che non disponevano delle risorse dei Ricciardi e pretendevano tassi di interesse ben più alti, fino al 150 per cento annuo. Oggi, azioni punitive nei confronti delle banche avrebbero conseguenze economiche ben più serie, considerato l'attuale ricorso al credito. Lo stesso Edoardo sembra essere arrivato alle stesse conclusioni. Nel 1299 aveva già avviato una nuovo rapporto di affari, destinato a durare a lungo, con i Frescobaldi di Firenze. E quando i Frescobaldi si lamentarono perché la notizia aveva comportato una fuga di altri clienti dalla loro banca, il re d'Inghilterra promise loro una compensazione di 10mila sterline. Il normale reddito annuale della corona inglese era all'epoca di 40mila sterline: l'impregno preso da Edoardo era dunque superiore agli iniziali 50 miliardi di sterline in ricapitalizzazioni bancarie offerte dal governo inglese nel 2008. Privato dell'accesso al credito, Edoardo fu costretto a ricorrere a una pesante tassazione e ai suoi diritti di acquistare merci fissandone il prezzo. Fece anche un uso smodato dei Wardrobe Bills, essenzialmente obblighi di pagamento governativi, per pagare salari e approvvigionamenti. Tutte misure che alla fine portarono alla nascita di una forte opposizione politica e contribuirono alla crisi costituzionale del 1297. Viceversa, il suo rivale, Filippo il Bello, cercò di ottenere denaro abbassando il valore intrinseco della moneta, riducendo di due terzi il contenuto d'argento delle monete. Il diritto di signoraggio (...) gli permise di evitare il ricorso a una tassazione diretta ai livelli di quella imposta da Edoardo o di avere lo stesso livello di debito. È tuttavia possibile che le conseguenze a lungo termine dell'espansione nell'offerta di moneta siano state peggiori per l'economia francese di quanto non sia stato a medio termine il peso di alte tasse e del debito per l'Inghilterra. Siamo convinti che questa storia abbia una notevole eco in questo momento, quando i governi iniziano a cimentarsi con il problema di come pagare gli obblighi che continuano ad assumersi. Foto: da wikipedia * Il testo in lingua originale è pubblicato su Vox. I commenti possono essere inviati in lingua originale al sito da cui l'articolo è tratto

Torna all'inizio


TOSCANA/ FONDO REGIONALE INNOVAZIONE, QUATTRO NUOVI INVESTIMENTI (sezione: Revoca fidi)

( da "Wall Street Italia" del 19-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Toscana/ Fondo regionale Innovazione, quattro nuovi investimenti di Apcom Digitart, Siena Solar Nanotech, Protera, Toscana Biomarkers -->Firenze, 19 mag. (Apcom) - Nuovi investimenti per Toscana Innovazione, il fondo di venture capital con una dotazione di oltre 44 milioni di euro lanciato e gestito da Sici, e sottoscritto da Regione Toscana, da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal Sistema Camerale. Sono stati esaminati circa 60 progetti proposti da imprese innovative toscane appartenenti ai seguenti settori: Energie Rinnovabili (5 progetti), Meccanica (6), Life Sciences (20), Ict (16). Dei 60 progetti proposti, 12 sono stati valutati positivamente dal Comitato Scientifico e 4 sono stati approvati dal Comitato Tecnico e dal Cda; presumibilmente entro la fine di giugno, saranno perfezionati gli investimenti in 4 società presenti in Toscana: Digitart (domotica), Siena Solar Nanotech (energia solare), Protera e Toscana Biomarkers (biotecnologie).

Torna all'inizio


La crisi tra facile pessimismo e infondato ottimismo pag.3 (sezione: Revoca fidi)

( da "Trend-online" del 19-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

La crisi tra facile pessimismo e infondato ottimismo PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di ilsussidiario.net , 19.05.2009 17:49 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! moglie di Cesare. Una componente rilevante di questa crisi è senza dubbio la caduta della fiducia. Il punto è che la fiducia non si instaura nascondendo la realtà, indorando in continuazione pillole il cui gusto amaro riemerge con il rapido sparire della indoratura. Ad esempio, si dice che la crisi di fiducia sia altissima tra le banche stesse che, oltre a non fidarsi dei propri clienti, non si fidano una dell’altra. Il che sarebbe normale in una banda di disonesti, ma non lo è tra gente perbene tra cui prevale la fiducia, non si teme di essere ingannati. Dato il ruolo nevralgico delle banche, la trasparenza del sistema bancario è fondamentale e su questo i governi farebbero bene a intervenire decisamente, prima di investirvi masse enormi di denaro pubblico. Altrimenti rischiano di fornire un concreto argomento a chi accusa la classe politica di connivenza con il mondo bancario e finanziario. Gli intrecci tra questo mondo e la politica non sono certo una novità, né sono un’esclusiva del mondo anglosassone: basta guardare a casa nostra, con Cirio, Parmalat, Unipol e via dicendo. Ma proprio in una crisi della portata di quella attuale la classe politica dovrebbe esibire trasparenza e pretendere trasparenza dagli altri attori. E non ridurre l’analisi della crisi a slogan elettorali, pratica in cui si stanno esercitando sia il capo dell’opposizione che il primo ministro. Visto che la moglie di Cesare non deve più essere al di sopra di ogni sospetto, che lo comincino a diventare i mariti. Per gentile concessione de ilsussidiario.net - ®Tutti i diritti riservati

Torna all'inizio


ecco "capitale circolante" un aiuto per le pmi in crisi (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina V - Torino Patto tra Confindustria e Intesa contro i problemi di liquidità Ecco "Capitale circolante" un aiuto per le Pmi in crisi Per le casse delle imprese piemontesi arriva un´iniezione che potrà arrivare fino a 230 milioni di nuovi finanziamenti da parte di Intesa Sanpaolo. Il colosso bancario ha infatti siglato un accordo con Confindustria Piemonte per dare il via a un´iniziativa chiamata Capitale circolante. Consiste nell´apertura di un conto affidamento temporaneo, della durata di 12 mesi, che servirà alle aziende per tamponare i problemi di liquidità. Gli insoluti del trimestre verranno addebitati su un conto separato e l´azienda avrà tre mesi di tempo per incassare il debito e ridurre l´utilizzo del fido, che arriverà a un massimo di 250 mila euro per azienda e non oltre il 25% del castelletto già attivato. Alla fine dei tre mesi gli importi dei crediti non saldati verranno trasferiti sul conto ordinario, ripristinando la disponibilità del fido. L´iniziativa è rivolta alle circa 2 mila aziende piemontesi clienti di Intesa Sanpaolo, ma la presidente di Confindustria Piemonte, Mariella Enoc, si augura che «altri istituti bancari la copino, perché si tratta di un´idea che forse non è risolutiva ma è di certo uno strumento importante». Spiega la Enoc: «Oggi avere risorse per il circolante non è cosa da poco. E poi quest´iniziativa dimostra come non ci siano contrasti tra imprese e banche». Il direttore regionale della banca, Adriano Maestri, concorda: «Questo aiuto finanziario sarà volano di ripresa e conferma di una parthership fra il nostro istituto e le aziende che non è mai venuta meno». (ste.p.)

Torna all'inizio


E' TOCCATO alle banche del territorio rispondere alle preoccupazioni delle a... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ASSISI / TODI / BASTIA pag. 10 E' TOCCATO alle banche del territorio rispondere alle preoccupazioni delle a... E' TOCCATO alle banche del territorio rispondere alle preoccupazioni delle aziende artigiane che chiedono di avere un futuro dopo la recessione. Promotore dell'iniziativa è stata la Confartigianato Assisi-Bastia che, dopo il successo delle Mani in pasta' proposto ai candidati sindaci, ora ha coinvolto gli istituti di credito. Come superare le restrizioni al credito? Il «Rating» è uno strumento a tutela delle pmi o delle banche? Perché si fa scarso uso dei consorzi fidi? Queste le domande rivolte ai dirigenti bancari da Sergio Bova, presidente regionale umbro della Confartigianato. I rappresentanti delle banche spengono l'allarmismo. La Banca di Perugia: «Aumenteremo i fidi per il credito cooperativo». la Bps: «La nostra banca sta erogando credito e incrementando gli impieghi». Il Monte dei Paschi di Siena: «Del Rating' non si può fare a meno, quale espressione del costo e misura del rischio». Unicredit Banca Roma: «Abbiamo un atteggiamento comprensivo nei confronti delle aziende». Cassa di Risparmio di Fabriano: «Da parte nostra non c'è maggiore rigidità, ma solo più attenzione». La Bcc di Spello e Bettona: «In momenti come questi dobbiamo essere prudenti». E Bova in conclusione: «Le imprese hanno già fatto ricorso allo strumento dell'ipoteca, chiediamo alle banche un ulteriore atto di fede». M.S.

Torna all'inizio


Soldi dai Fidi Ma poi le banche chiedono il rientro dei vecchi scoperti (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIA & FINANZA pag. 23 Soldi dai Fidi Ma poi le banche chiedono il rientro dei vecchi scoperti PICCOLE IMPRESE FIRENZE L'ALLARME arriva da alcuni piccoli imprenditori: hanno ottenuto finanziamenti attraverso le garanzie di Fidi Toscana varate col contributo e le garanzie della Regione, ma si sono sentiti chiedere dalle banche il rientro delle cifre erogate a titolo diretto. Un esempio? Mettiamo che l'imprenditore abbia ottenuto attraverso Fidi Toscana 500mila euro, ma avesse uno scoperto di 300 mila. La banca (si parla di alcune, senza generalizare) ha preteso che una parte della nuova erogazione andasse a coprire la vecchia. Perchè il rischio sul nuovo credito è coperto all'80% dalle garanzie regionali, mentre quello precedente solo da quelle del cliente imprenditore. Ma il comportamento di queste banche (ripetiamo, solo alcune) va fuori dalla convenzione stipulata con la Regione. Ambrogio Brenna, assessore alle attività produttive e protagonista degli accordi anticrisi, ha spiegato: «Nella convenzione è scritto chiaro il divieto, da parte delle banche, di acquisire garanzie, reali, bancarie o assicurative. I finanziamenti già erogati sono oltre 1.600 e non mi risulta che siano molti i casi di questo tipo. Tuttavia, quando è stata chiamata in causa, la Regione è intervenuta per invitare le banche al rispetto degli accordi». Per alcune medie e piccole imprese, il finanziamento regionale attraverso la Fidi è determinante per superare il momento di difficoltà economica e finanziaria. Ma se da una parte si dà e dall'altra si prende il vantaggio svanisce. Sandro Bennucci

Torna all'inizio


In aumento il ricorso a linee di credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Est sezione: EST data: 2009-05-20 - pag: 2 autore: Per mancanza di liquidità - A Vicenza il 69% delle Pmi lamenta incassi procrastinati In aumento il ricorso a linee di credito Nel generale scenario di recessione economica i ritardi dei pagamenti sono un elemento aggravante di notevole peso per il sistema delle imprese. Soprattutto vista la situazione generale di razionamento del credito, che, seppur in miglioramento, permane. Confindustria Vicenza, anticipando i dati della prima nota congiunturale 2009, evidenzia una situazione finanziaria tesa nel 39% delle imprese, con il 69% dei casi che denuncia incassi in ritardo. «Questo fenomeno è abbastanza diffuso – spiega il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato – pur con intensità leggermente differenti, in tutti i settori ». Diverse imprese vicentine confermano che le richieste di aumento nei termini di pagamento sono state decisamente consistenti, per esempio da 90 a 125-150 giorni. «Per finanziare questa riduzione di liquidità – spiega Zuccato – si usa il credito bancario. Fino al mese di febbraio 2009 abbiamo registrato un inasprimento medio degli spread applicati sui finanziamenti a breve termine. Dal mese di marzo, il sistema bancario ha recuperato una situazione di maggior equilibrio e sembra si sia leggermente allentata la pressione delle banche sulle imprese». Ma, avverte Zuccato, a breve ci sarà un «passaggio critico » rappresentato dal rinnovo dei fidi in presenza dei bilanci 2008, «dai quali cominceranno a emergere le conseguenze delle difficoltà produttive dell'ultimo semestre ». Negli ultimi mesi, continua il confindustriale, «registriamo un notevole aumento di ricorso delle aziende alle linee di credito per il sostegno della liquidità garantite dal consorzio di garanzia Neafidi. I costi di questi finanziamenti, durata 24 mesi, si basano sull'euribor maggiorato di uno spread compreso tra 1,20 e 1,70% in base al rating aziendale. A cui si aggiunge naturalmente il costo della garanzia». Stessa musica per il direttore di Cofidi Veneziano, Mauro Vignandel. «Stiamo constatando un aumento di richieste di credito soprattutto per strumenti, come per esempio i castelletti bancari, che servono a finanziare i crediti commerciali. Nell'ultimo periodo è salito del 35% il ricorso a strumenti per finanziare i ritardi dei pagamenti ». Inoltre, riferisce Vignandel, le imprese cominciano a ipotecare i beni immobili per dare maggiori garanzie alle banche «oppure finanziano le scorte a 36 mesi per recuperare liquidità e, ancora, ristrutturano il debito a breve termine con finanziamenti a lungo. Quello che preoccupa è anche il peggioramento dei rating che costringe le aziende a pagare di più il credito». Il fenomeno, spiega Vignandel, avviene perché sul calcolo del rating pesa l'andamentale che è peggiorato a causa di insoluti e ritardi nei pagamenti. Tinte meno fosche secondo Adriano Luci, presidente degli industriali di Udine, «il problema dei ritardi dei pagamenti c'è, ma non è un argomento che va generalizzato. è vero c'è stato un raffreddamento del credito alle imprese, dovuto anche al fatto che gli istituti oggi sono più prudenti. Noi abbiamo richiamato le nostre aziende a cercare di essere puntuali nei pagamenti, rispettando gli impegni presi nei confronti dei fornitori». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


Nuova Sace, decreto al via con debiti Pa e incentivi auto (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-05-20 - pag: 4 autore: Nuova Sace, decreto al via con debiti Pa e incentivi auto Isabella Bufacchi ROMA Per la prima volta nella sua storia la Sace potrà assicurare il credito senza essere vincolata dai criteri dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese: a condizioni di mercato agevolerà la riscossione dei crediti vantati verso la pubblica amministrazione e sosterrà il finanziamento per l'acquisto di auto, moto e veicoli commerciali ecologici. Inoltre garantirà fino al 50% i finanziamenti erogati dalle banche che utilizzeranno gli 8 miliardi di fondi a cinque anni messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti per le Pmi. Questa svolta rivoluzionaria è contenuta nel decreto firmato ieri dal ministero dell'Economia Giulio Tremonti in occasione della giornata del credito. La Sace opererà in questa doppia veste per tutta la durata di questa crisi e fors'anche oltre: la nuova attività tuttavia dovrà rispettare e riaffermare l'esigenza di assicurare il pieno supporto all'esportazione delle imprese italiane. Il plafond messo a disposizione annualmente dalla legge di bilancio, in termini di garanzia di Stato, solo in parte potrà essere utilizzato per agevolare la riscossione dei crediti vantati verso la pa e il finanziamento per mezzi di trasporto ecologici. Il decreto firmato ieri non contiene cifre: corre voce che l'operazione Sace possa valere dai 2 miliardi di euro in sù. La «massima flessibilità» accordata dal decreto all'istituto, nel contesto delle misure di sostegno all'economia varate dal Governo Berlusconi in risposta alla crisi economico finanziaria, è stata valutata positivamente dall'amministratore delegato dell'istituto Alessandro Castellano, secondo il quale l'assetto normativo attuale è «farraginoso». Due le modalità, una diretta e l'altra indiretta, attraverso le quali la Sace interverrà sui crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti delle amministrazioni pubbliche e sui finanziamenti per l'acquisto di autoveicoli, motoveicoli e veicoli commerciali ecologici: assicurare e garantire i rischi connessi a finanziamenti accordati alle banche o riassicurare e co-assicurare le polizze assicurative rilasciate da compagnie di assicurazione. Dopo l'entrata in vigore di questo decreto, che in tre articoli ha fissato le linee generali della nuova attività, la Sace deve ora stabilire le modalità operative. Castellano ha fatto sapere ieri di aver già avviato i primi contatti con il mondo bancario e l'Associazione bancaria italiana. Il nuovo campo di azione, anche collegato alla garanzia accordata sui finanziamenti Cdp alle piccole e medie imprese tramite le banche, si presenta complesso. L'a.d. della Sace ha già messo in chiaro che i crediti vantati verso l'amministrazione centrale risultano tra tutti i più semplici: perché il collegamento tra creditore e pa è diretto e anche le forme di contratto, come il factoring, sono lineari, standardizzate. Il mondo dei crediti vantati dai fornitori e le Pmi verso le amministrazioni locali si presenta invece meno trasparente, anche sotto il profilo della contrattualistica, e conseguentemente il processo di concessione delle garanzie sarà più complicato. In prospettiva, la Sace suddividerà le imprese in due categorie, quelle che hanno già un fido con le banche (e utilizzano la linea messa a disposizione dalla Cdp) e quelle che non lo hanno: sarà valutata l'affidabilità creditizia dell'impresa che richiede la garanzia Sace, se è meritevole del credito e a quali condizioni. Sarà tracciata una linea di distinzione tra crediti pro soluto e pro solvendo, tra crediti vantati presso le amministrazioni centrali e quelle locali. Un altro problema è destinato a sorgere in presenza di "arbitraggi eccessivi", relativamente a crediti con alti costi ingiustificati e prezzi eccessivi di fatturazione. è già pronta la bozza del decreto sulla certificazione dei crediti delle amministrazioni locali: stando a quanto emerso ieri, i crediti verso le Asl dovrebbero rimanere esclusi da questa certificazione. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com SINERGIA CON LA CDP Garantirà fino al 50% anche i finanziamenti erogati dalle banche che utilizzeranno le risorse per le Pmi della Cassa depositi e prestiti RIVOLUZIONE L'ad Castellano: flessibilità positiva, il regime attuale è troppo farraginoso L'operazione dovrebbe valere dai 2 miliardi in su

Torna all'inizio


Le banche sostengono la liquidità (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-05-20 - pag: 2 autore: In Toscana Mps spinge sul factoring - Fondo di garanzia da 5 milioni in Umbria Le banche sostengono la liquidità Rinegoziazione dei mutui, incremento degli affidamenti fino al 25% dei fidi attivati, acquisto dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Sono diversi gli strumenti messi in campo dal sistema bancario per sostenere le aziende a fronte della crisi di liquidità. Il gruppo Monte dei Paschi di Siena sta negoziando con la Regione Toscana l'applicazione del "Revers factoring" –strumento di intervento già sperimentato l'anno scorso con la Regione Lazio per far fronte al debito accumulato dalle Asl (con un volume delle intermediazioni che ha superato 1 miliardo di euro e ha coinvolto oltre 900 imprese) – che prevede l'acquisto del credito accumulato dalle aziende nei confronti della Pa con l'erogazione alle imprese cedenti, alla scadenza delle fatture, del 100% del valore del credito stesso: l'istituto bancario si rivale successivamente sull'ente pubblico entro il periodo stabilito dalla convenzione. «Nonostante molti enti pubblici siano restii ad applicare questostrumento a causa del patto di stabilità – spiega Enzo Nicoli, responsabile area Corporate di Mps –il meccanismo si è rivelato efficace. Per superare i timori degli enti, lo schema proposto prevede una soluzione: una proroga di 365 giorni dei termini di pagamento del debito». In Emilia-Romagna una boccata d'ossigeno arriva dall'iniziativa varata da Carisbo e Cariromagna, in collaborazione con Confindustria, con un plafond di 200 milioni per far fronte alle esigenze di un panel potenziale di 2mila aziende. L'accordo prevede, per un anno, un incremento degli affidamenti fino al 25% dei fidi già attivati e fino a un massimo di 250mila euro per azienda, con l'addebito delle fatture insolute in un conto dedicato: l'azienda ha tre mesi di tempo per incassare il credito e ridurre l'utilizzo del fido. «Non siamo una banca che ha tirato il freno. Oggi – dice il direttore generale di Carisbo Giuseppe Feliziani – siamo in grado di mettere a disposizione il plafond nell'arco di dieci giorni. Tra un anno, in base all'andamento del mercato, verificheremo se ripetere l'operazione». Con un investimento di 1,5 miliardi Banca popolare di Ancona ha invece avviato le procedure di rinegoziazione dei mutui, unitamente al processo di ricapitalizzazione delle imprese attraverso la formula dei prestiti partecipativi e alla trasformazione delle passività dal breve al medio e lungo periodo. «Tutti questi interventi – spiega il direttore generale della Banca popolare di Ancona, Luciano Goffi – vengono realizzati in collaborazione con i Confidi e con le associazioni di categoria. Con queste ultime attiviamo anche check-up per verificare gli eventuali squilibri finanziari delle imprese». Il gruppo Casse del Centro, in Umbria, ha infine sottoscritto un accordo con Gepafin – società a capitale misto cui la Regione ha affidato il compito di costituire un fondo di garanzia da 5 milioni a sostegno delle imprese – che prevede finanziamenti per la concessione di fidi bancari a breve termine e finanziamenti a medio e lungo termine destinati al consolidamento delle passività: le garanzie sul rischio di insolvenza sono pari al 66% del credito. «Abbiamo sottoscritto convenzioni con i Confidi e con società finanziarie regionali – dice l'ad Aldo Dante – che producono significativi volumi di credito garantito alle aziende». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna all'inizio


L'alta sartoria riporta gli utili (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Centro-Nord sezione: CENTRO NORD data: 2009-05-20 - pag: 13 autore: STORIE D'IMPRESA Mabro Rilancio in pochi mesi dopo la cessione L'alta sartoria riporta gli utili GROSSETO di Cesare Peruzzi L o show room di Milano, inaugurato a marzo, è stata la prima apertura diretta. Nel corso dell'anno,poi,toccherà a Roma. Dai bilanci in perdita al rilancio nel giro di pochi mesi: Mabro, azienda storica toscana (ha sede a Grosseto) operativa dal 1957 nel settore dell'abbigliamento sartoriale maschile di fascia alta, dopo quattro anni di crisi e l'ingresso nel gruppo romano Movies (marchio Antichi Telai 1894), ha chiuso l'esercizio breve relativo all'ultimo quadrimestre del 2008 con un margine operativo lordo di oltre 219mila euro e 38mila di risultato netto su 3,4 milioni di ricavi. Il turnaround è iniziato e, nonostante le difficoltà del mercato, promette di andare avanti nel corso del 2009, grazie alla strategia commerciale varata dal nuovo management, alla riqualificazione del personale (già aumentato da 233 a 253 dipendenti) e allo sviluppo internazionale. «Vogliamo crescere in Paesi come Russia, Canada e Stati Uniti, oltre che nel Far East – racconta Filippo Maria Invitti, 40 anni, amministratore delegato della società –. Puntiamo molto sul concetto del made in Tuscany, sinonimo di qualità del prodotto, e siamo fiduciosi che l'abito maschile su misura sia una carta vincente soprattutto in un momento come questo, di scarsa propensione alla spesa». Il gruppo Movies ha realizzato un accordo commerciale con il marchio Sarti d'Italia (di proprietà d'imprenditori romani) che nel corso di quest'anno aprirà dieci negozi in tutto il Paese dove venderà abiti maschili interamente realizzati da Mabro. «A fine 2009 pensiamo di poter confermare il ritmo di crescita registrato nell'ultimo quadrimestre del 2008, attestandoci su un fatturato di 14 milioni – dice Invitti–. Il prossimo anno la società tornerà sui suoi livelli standard di produzione e di ricavi, intorno ai 20 milioni a esercizio, per poi decollare verso quel raddoppio dei volumi e del fatturato, a quota 40 milioni, che è l'obiettivo del piano di rilancio quinquennale». L'investimento complessivo messo in campo sarà di quasi 10 milioni, di cui 4,5 per l'acquisto di Mabro e il resto sul fronte degli impianti, dello sviluppo commerciale e della formazione. «La specializzazione è importante e per questo investiremo molto nella qualificazione del nostro personale, destinato a crescere numericamente insieme allo sviluppo dell'azienda», continua l'amministratore delegato, che vuole dividere il merito del turnaround con la squadra, dal presidente Antonio Di Pietrantonio, al suo vice Domenico Morabito, dal direttore generale Alessandro Giudice ai responsabili commerciali per l'Italia e per l'estero, Mario Barculli e Alessandro Pizzi. «Un ruolo importante l'ha svolto anche il sistema bancario – sottolinea Invitti – in particolare voglio citare Fidi Toscana, la finanziaria regionale che ha dato la propria disponibilità a entrare nell'azionariato di Movies, con una quota di minoranza». L'operazione si realizzerà attraverso un aumento di capitale della società che fa capo alla famiglia Di Pietrantonio. Oltre che con i marchi Mabro, Antichi Telai e Senese 195, l'azienda grossetana produce per alcune delle più importanti maison del lusso internazionale: da Louis Vuitton a Ermenegildo Zegna, e i suoi abiti sono venduti in oltre mille negozi in tutto il mondo. Da quest'anno, poi, con il nuovo corso avviato da Movies, ha imboccato anche la strada della distribuzione diretta. Per Mabro, insomma, gli anni della crisi sembrano ormai alle spalle. © RIPRODUZIONE RISERVATA Al lavoro. Un interno dello stabilimento Mabro a Grosseto

Torna all'inizio


Tremonti avverte le banche: ora giù i tassi (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere della Sera" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 20/05/2009 - pag: 6 Tremonti avverte le banche: ora giù i tassi «Troppo timide sui bond del Tesoro: servono alle imprese». Faissola (Abi): siamo sotto la media Ue ROMA Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, lo definisce un «suggerimento» per «migliorare il gradimento dell'industria bancaria». Il tono però con cui si rivolge al presidente dell'Abi, Corrado Faissola è quasi perentorio. Le banche, dice, «dovrebbero allineare i tassi italiani con quelli europei». Tremonti parla al termine del «Credit e Liquidity day», il terzo incontro con banche e industrie dedicato ad individuare meccanismi e strumenti per facilitare il credito al mondo imprenditoriale. Come quello, l'ultimo in ordine di tempo offerto dall'accordo siglato proprio ieri tra Abi, Confindustria e Bei per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo e quelli per la realizzazione delle grandi opere strategiche. O come il decreto, firmato sempre ieri, sulle garanzie Sace ai prestiti concessi alle aziende creditrici della Pubblica Amministrazione. La risposta di Faissola non si fa comunque attendere: i tassi italiani sono inferiori alla media Ue, dice dati alla mano. E poi, intervenendo a sua volta, non si lascia sfuggire l'occasione di uno scambio di battute col ministro. «Sono soddisfatto delle misure che sono state prese oggi ...» esordisce Faissola subito interrotto da Tremonti. «Non essere troppo soddisfatto, se lo sei mi preoccupo...» interloquisce il ministro. «Ti stai preoccupando per la campagna elettorale... » ribatte il presidente dell'Abi. Quella sui tassi del resto non è stata l'unica frecciata lanciata da Tremonti contro gli istituti di credito, che a suo dire sono anche troppo timidi e «distaccati, quasi in posizione di «relax» sui Tremonti bond. «Serve l'assunzione di maggiore responsabilità perché finora c'è stato un utilizzo piuttosto progressivo: solo ieri è arrivata la richiesta da parte di una grande banca », cioè Unicredit. «Gli strumenti di patrimonializzazione servono per aiutare le imprese e non per migliorare il look dei bilanci delle banche» ha aggiunto il ministro, che ha quindi fatto il bilancio delle richieste di Tremonti Bond. Sono quattro - Banco Popolare, Popolare di Milano, Mps e Unicredit - per un valore complessivo di 6 miliardi di euro. Per fronteggiare la crisi economica, ha proseguito, sono stati finora «movimentati» 27-28 miliardi di euro. In particolare «20 miliardi tra Sace e Cassa depositi e prestiti più circa 8 miliardi di strumenti ibridi» che sono poi Tremonti bond. L'effetto per le imprese, «è tra i 100 e i 200 miliardi di euro» «Le banche italiane stanno facendo quanto di meglio possono per aiutare la ripresa economica », ha insistito Faissola illustrando i dati sul confronto europeo. In particolare, i tassi di interesse bancari sui prestiti fino a un milione di euro destinati soprattutto alle piccole imprese sono calati in marzo al 3,94% a fronte del 4,15% dell'area euro. Per quanto riguarda i prestiti oltre un milione di euro, destinati sempre alle imprese, i tassi sono scesi, sempre in marzo, al 2,68% rispetto al 2,88% dell' area euro. Passando alle famiglie i tassi applicati sugli scoperti e fidi di conto corrente sono stati pari al 7,69% contro il 9,93% della media di Eurolandia. In aprile c'è stata, dice l'Abi, un'ulteriore discesa. In particolare, il tasso sulla media dei mutui fissi e variabili, è sceso al 4,07% contro il 4,28% di marzo e il 5,95% di febbraio. Infine i Tremonti bond. Faissola risponde così alle critiche di Tremonti: tali strumenti «sono finalizzati a mettere il sistema nel suo complesso in situazioni di tranquillità sui ratio patrimoniali. Negli altri Paesi sono stati utilizzati per i salvataggi». Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti Stefania Tamburello

Torna all'inizio


(sezione: Revoca fidi)

( da "EUROPA ON-LINE" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Articolo Sei in Interni 20 maggio 2009 «Ministro bugiardo, banche troppo avare» INTERVISTA   PER IL DEM FRANCESCO BOCCIA «GLI ISTITUTI NON CONCEDONO FIDI ALLE PMI» «Tremonti dice due bugie, le banche invece mezza verità». Così, in maniera tranchant, il parlamentare del Pd, Francesco Boccia, commenta l'ennesimo botta e risposta fra il mondo bancario e il ministro dell'economia. Durante il terzo Credit and liquidity day a via Venti settembre, il titolare dell'economia non ha perso l'occasione per tirare le orecchie alle banche, ree di avere dei tassi d'interesse più alti di quelli europei e soprattutto di concedere poco credito alle imprese, nonostante la possibilità di accedere ai Tremonti bond. Dal canto suo il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, difende l'operato dei suoi associati, sottolineando come i tassi italiani siano sotto la media europea di venti punti base e come gli istituti stiano facendo il possibile per aiutare la ripresa economica. Chi ha ragione fra i due litiganti? Sicuramente non Tremonti, che da giorni va dicendo due menzogne. La prima riguarda l'efficacia dei Tremonti bond, secondo il ministro necessari per immettere più liquidità nell'economia italiana e quindi agevolare il credito alle imprese. Ebbene, non è così. Così come sono strutturati i Tremonti bond non funzionano. Servono solamente al governo per aumentare il proprio potere nei confronti del mondo bancario. In altri termini, chi prende i bond è obbligato a scendere a patti con l'esecutivo, motivo per cui tutti quegli istituti che ce la fanno a resistere preferiscono declinare. Ecco perché l'operazione non è un successo. E la seconda bugia? Il ministro continua a sostenere che la crisi economica è ormai passata. Niente di più falso. Siamo invece nel momento più difficile della recessione: l'estate e l'autunno saranno caldissimi. Col rischio concreto che a ottobre ci possa essere una vera e propria esplosione del conflitto sociale. Noi del Pd abbiamo provato a convincere il governo a riformare gli ammortizzatori sociali, eliminare l'attuale abisso fra lavoratori di serie A ipergarantiti (quelli con contratto a tempo indeterminato e che possono andare in cassa integrazione) e lavoratori di serie B (i precari che non hanno nessuna tutela sindacale). Ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Per quanto riguarda le banche? Hanno anche loro delle responsabilità per l'attuale stretta creditizia? Gli istituti, come ho detto prima, dicono una mezza verità. Nel senso che è vero che stanno mettendo a disposizione prestiti per le imprese ma solo per eventuali investimenti. Invece quello che adesso più serve alle aziende, in particolar modo a quelle più piccole, sono soldi cash per poter pagare gli stipendi, per la gestione ordinaria. Poi, una volta passato il momento più nero della crisi, potranno pensare a fare investimenti. Quindi le banche dovrebbero essere più disponibili a concedere fidi, pena la sopravvivenze delle aziende stesse. Gianni Del Vecchio

Torna all'inizio


TREMONTI SARà TREMENDINO MA è L'UNICO CHE BASTONA I FURBETTI DELLe banche - "allineare i tassi italiani con quelli europei" - "troppo timidi e "distaccati, in posizione di "relax" (sezione: Revoca fidi)

( da "Dagospia.com" del 20-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

HomePage | Segnala articolo --> TREMONTI SARà TREMENDINO MA è L'UNICO CHE BASTONA I FURBETTI DELLe banche - "allineare i tassi italiani con quelli europei" - "troppo timidi e "distaccati, in posizione di "relax" sui Tre-bond (solo ieri è arrivata la richiesta DI Unicredit)"... Stefania Tamburello per il "Corriere della Sera" Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, lo definisce un «suggerimento» per «migliorare il gradimento dell'industria bancaria». Il tono però con cui si rivolge al presidente dell'Abi, Corrado Faissola è quasi perentorio. Le banche, dice, «dovrebbero allineare i tassi italiani con quelli europei». Tremonti parla al termine del «Credit e Liquidity day», il terzo incontro con banche e industrie dedicato ad individuare meccanismi e strumenti per facilitare il credito al mondo imprenditoriale. Giulio Tremonti Come quello, l'ultimo in ordine di tempo offerto dall'accordo siglato proprio ieri tra Abi, Confindustria e Bei per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo e quelli per la realizzazione delle grandi opere strategiche. O come il decreto, firmato sempre ieri, sulle garanzie Sace ai prestiti concessi alle aziende creditrici della Pubblica Amministrazione. La risposta di Faissola non si fa comunque attendere: i tassi italiani sono inferiori alla media Ue, dice dati alla mano. E poi, intervenendo a sua volta, non si lascia sfuggire l'occasione di uno scambio di battute col ministro. «Sono soddisfatto delle misure che sono state prese oggi ...» esordisce Faissola subito interrotto da Tremonti. «Non essere troppo soddisfatto, se lo sei mi preoccupo...» interloquisce il ministro. «Ti stai preoccupando per la campagna elettorale... » ribatte il presidente dell'Abi. Quella sui tassi del resto non è stata l'unica frecciata lanciata da Tremonti contro gli istituti di credito, che a suo dire sono anche troppo timidi e «distaccati, quasi in posizione di «relax» sui Tremonti bond. «Serve l'assunzione di maggiore responsabilità perché finora c'è stato un utilizzo piuttosto progressivo: solo ieri è arrivata la richiesta da parte di una grande banca », cioè Unicredit. Alessandro Profumo «Gli strumenti di patrimonializzazione servono per aiutare le imprese e non per migliorare il look dei bilanci delle banche» ha aggiunto il ministro, che ha quindi fatto il bilancio delle richieste di Tremonti Bond. Sono quattro - Banco Popolare, Popolare di Milano, Mps e Unicredit - per un valore complessivo di 6 miliardi di euro. Per fronteggiare la crisi economica, ha proseguito, sono stati finora «movimentati» 27-28 miliardi di euro. In particolare «20 miliardi tra Sace e Cassa depositi e prestiti più circa 8 miliardi di strumenti ibridi» che sono poi Tremonti bond. L'effetto per le imprese, «è tra i 100 e i 200 miliardi di euro» «Le banche italiane stanno facendo quanto di meglio possono per aiutare la ripresa economica », ha insistito Faissola illustrando i dati sul confronto europeo. Corrado Faissola In particolare, i tassi di interesse bancari sui prestiti fino a un milione di euro destinati soprattutto alle piccole imprese sono calati in marzo al 3,94% a fronte del 4,15% dell'area euro. Per quanto riguarda i prestiti oltre un milione di euro, destinati sempre alle imprese, i tassi sono scesi, sempre in marzo, al 2,68% rispetto al 2,88% dell' area euro. Passando alle famiglie i tassi applicati sugli scoperti e fidi di conto corrente sono stati pari al 7,69% contro il 9,93% della media di Eurolandia. In aprile c'è stata, dice l'Abi, un'ulteriore discesa. In particolare, il tasso sulla media dei mutui fissi e variabili, è sceso al 4,07% contro il 4,28% di marzo e il 5,95% di febbraio. Infine i Tremonti bond. Faissola risponde così alle critiche di Tremonti: tali strumenti «sono finalizzati a mettere il sistema nel suo complesso in situazioni di tranquillità sui ratio patrimoniali. Negli altri Paesi sono stati utilizzati per i salvataggi». [20-05-2009]

Torna all'inizio


La stangata sui tassi: aumento di 200 milioni (sezione: Revoca fidi)

( da "Adige, L'" del 21-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

La stangata sui tassi: aumento di 200 milioni A famiglia 900 euro. Imprese: più 170 milioni Francesco Terreri TRENTO - L'anno scorso le imprese trentine hanno pagato alle banche 449 milioni di euro di interessi sui crediti ottenuti. La cifra è superiore al doppio di quanto era stato versato tre anni fa: nel 2005 gli interessi pagati ammontavano a 210 milioni. Analoga l'impennata per i mutui casa delle famiglie. L'anno scorso la componente interessi delle rate è stata pari a 80 milioni, tre anni prima era a quota 37 milioni. Considerando solo il 2007 e il 2008, da quanto cioè è scoppiata la crisi dei mutui subprime, l'aggravio complessivo ha superato i 200 milioni, di cui 130, i due terzi circa, dovuti all'aumento dei tassi e 70 all'incremento dei volumi. La Banca d'Italia, a cui si devono questi dati, ha pubblicato per la prima volta le cifre dei tassi e degli interessi per provincia. Finora i dati erano regionali e dovevano essere elaborati per distinguere Trento da Bolzano. Nel quarto trimestre 2008, per quanto riguarda i cosiddetti rischi a scadenza, cioè i mutui, le imprese hanno pagato 71,5 milioni, con un tasso medio effettivo del 6%. Le famiglie invece hanno versato 20,1 milioni e il tasso medio si è attestato al 5,80%. A Bolzano i tassi sono leggermente superiori al 6%. A differenza del solito, quando risultano più bassi, la crisi ha portato i tassi trentini ad allinearsi alle medie nazionali. Le altre due categorie di crediti, i rischi a revoca, cioè i fidi in conto corrente, e quelli autoliquidanti, cioè lo sconto sul portafoglio e altre forme di anticipo, sono poco significativi per le famiglie, molto di più per le imprese. Le aziende trentine hanno pagato in un trimestre 26,5 milioni di interessi sui fidi, ad un tasso medio del 7,12%, e 16,3 milioni di interessi sugli anticipi, ad un tasso medio del 5,91%. Anche in questo caso Bolzano risulta di poco più cara. Tra il 2007 e il 2008, gli anni della crisi, le famiglie trentine hanno pagato 30 milioni di interessi in più, corrispondenti a 877 euro a famiglia. Se si calcola la sola componente dovuta all'incremento dell'Euribor e dei tassi bancari, l'aggravio è stato di 20 milioni, quasi 600 euro in più a famiglia. La media, peraltro, sottostima l'aumento perché è calcolata su tutti i mutui in corso, anche quelli a tasso fisso o giunti alle rate finali. Per le imprese, invece, il conto della crisi è stato di 171 milioni di interessi in più, di cui 109 milioni derivanti dal caro tassi e il resto dall'incremento dei crediti, che però è nettamente rallentato nel secondo semestre 2008. Nei primi mesi del 2009 i tassi sono scesi ma, secondo l'Unione commercio, non tanto quanto avrebbero potuto ai nuovi livelli dell'Euribor. Gli interventi della Provincia hanno un po' mitigato il caro interessi. Tuttavia alle imprese non basta, tanto che l'Associazione albergatori ha chiesto l'altro giorno una moratoria sulle rate dei mutui. 21/05/2009

Torna all'inizio


Da Cariparma sostegno alle Pmi (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 21-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Campania credito Da Cariparma sostegno alle Pmi Napoli e Caserta: accordo con Italconfidi, in arrivo 7,5 milioni di euro Da Cariparma sostegno alle piccole e medie imprese che operano nelle province di Napoli e Caserta. L'istituto di credito sigla con Italconfidi, consorzio di garanzia fidi presieduto da Luigi Savarese, un accordo che prevede lo stanzionamento di 7,5 milioni di euro. I finanziamenti inseriti nell'intesa hanno una durata fino a 180 mesi e un importo massimo di 400 mila euro. In particolare, il plafond mette a disposizione delle aziende la liquidità necessaria per sostenere investimenti generici a uso aziendale, accantonamento imposte, acquisto di macchinari e attrezzature. falconio guidoni In un momento di forte tensione dei mercati finanziari, Cariparma decide di intervenire a sostegno delle Pmi associate a Italconfidi con la predisposizione di un plafond creditizio di 7,5 milioni di euro destinato a supportare i fabbisogni finanziari originati dalle dinamiche della gestione corrente e dagli investimenti produttivi a medio-lungo termine. Con questa iniziativa, si legge in una nota, l'istituto di credito intende consolidare e rafforzare il proprio legame con il territorio delle province di Napoli e Caserta, intensificando il dialogo e la collaborazione con consorzi di garanzia fidi, in una logica di vicinanza e prossimità al tessuto economico locale. Il plafond mette a disposizione delle aziende la liquidità necessaria per sostenere investimenti generici a uso aziendale, accantonamento imposte, acquisto di macchinari e attrezzature. I finanziamenti inseriti nell'accordo hanno una durata fino a 180 mesi e un importo massimo di 400 mila euro e condizioni differenziate per classe di rating e durata. "La presenza di Cariparma sul nostro territorio dichiara Luigi Savarese, presidente di Italconfidi ci permette di affrontare le problematiche del credito con un interlocutore affidabile e veramente interessato allo sviluppo del territorio e delle Pmi". "Il ruolo del sistema territoriale fatto da associazioni e Confidi - afferma Massimo Cerbai, responsabile Regione Centro Sud Cariparma - può risultare decisivo per fronteggiare la crisi reale attraverso risposte sistemiche e di lungo periodo. Di fondamentale importanza è la collaborazione della banca con i Confidi, intermediari affidabili nel rapporto con le imprese, attraverso iniziative come questa". Intanto Cariparma, come già anticipato dal Denaro, supera quota un milione di clienti privati, facendo registrare nel 2008 e nei primi mesi del 2009, rispettivamente, 66 mila e oltre 25 mila nuove adesioni. "Si tratta di un dato importante - spiega Nicola Generani, responsabile Servizio Marketing Retail Cariparma - specialmente in un contesto di mercato attraversato da una forte crisi di fiducia della clientela nei confronti degli istituti finanziari. Nel 2008, in particolare, abbiamo registrato oltre 20 mila aperture del conto Cariparma Famiglia, ideale per gestire le necessità quotidiane di un nucleo famigliare a costi contenuti, e oltre 10 mila del conto Vyp, dedicato ai giovani tra i 18 e i 28 anni. Continuare ad accrescere la propria base clienti è il risultato di una continua attenzione della banca alla relazione con i clienti, realizzando prodotti competitivi e sempre in linea con le esigenze della persone che si rivolgono a noi. In quest'ottica la nostra gamma di prodotti si arricchisce ora con un nuovo conto corrente: Senza Spese Più". Il prodotto si rivolge a tutti i clienti privati che desiderano avere un conto pratico, conveniente e ricco di tanti servizi bancari gratuiti, con la possibilità di azzerare il canone se nel trimestre viene mantenuta una giacenza media pari o superiore a tremila euro (viceversa è previsto un canone trimestrale pari a 14,7 euro). Nel dettaglio, conto Senza Spese Più include gratuitamente operazioni illimitate, invio estratto conto, accredito dello stipendio e pensione, domiciliazione utenze, libretti assegni, carta Bancomat e servizi di home banking e banca telefonica. In più, sempre a costo zero, prelievi Bancomat illimitati, tra gli altri, su tutti gli sportelli Cariparma. del 21-05-2009 num.

Torna all'inizio


UniCredit Banca a Modena inaugurata la nuova Agenzia tu (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 21-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

UniCredit Banca a Modena inaugurata la nuova Agenzia tu (21/5/2009 18:10) | (Sesto Potere) - Modena - 21 maggio 2009 - E’ stata inaugurata a Modena, in Via Piave 15, la nuova agenzia, Agenzia tu, la prima banca dedicata esclusivamente ai cittadini stranieri e ai lavoratori ‘atipici’, realtà sempre più presenti nel tessuto economico e sociale italiano, ma che trovano ancora difficoltà a costruire un rapporto duraturo con il mondo bancario, percepito come troppo distante e complicato. E’ questo il mondo a cui si rivolge Agenzia tu, l’iniziativa di UniCredit Banca dedicata ai nuovi protagonisti del mercato economico e del lavoro. A Modena la presenza di cittadini stranieri al 1° gennaio 2008 pesa per oltre l’11%, mentre la media regionale è dell’8,6% e quella provinciale del 9,9%; una realtà che è ormai una risorsa cruciale per la società, sia dal punto di vista demografico che per le occupazioni professionali svolte e per la dinamicità della popolazione. Anche per quanto riguarda il mercato del lavoro gli immigrati rappresentano un importante sostegno al sistema economico regionale. Il numero di occupati nati all’estero, in provincia di Modena, è cresciuto dell’1,75% circa rispetto al 2006, passando da 41.470 a 47.546** unità. All’inaugurazione della nuova filiale hanno preso parte il Presidente di UniCredit Banca, Aristide Canosani; il Vice Amministratore Delegato UniCredit Group, Roberto Nicastro; e il Responsabile Divisione Retail Italia UniCredit Group, Gabriele Piccini. L’Agenzia Tu di Modena è guidata da Roberto Borghi, dal 1988 nel Gruppo UniCredit e direttore di Agenzia dal 2002. Borghi è affiancato da 2 collaboratori: Obeng Sostinus Kwame, 24 anni, ghanese, in Italia dal 1991, studente del 3^ anno di ingegneria ambientale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. E’ stato traduttore ed interprete presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Modena e mediatore culturale presso la cooperativa “Porta aperta” di Modena. Parla il tiwi (ghanese) e l’inglese. E’ in UniCredit Banca dal settembre 2008. Marco Cocca, 31 anni, diploma di ragioneria, dal maggio 2007 è in UCB dove ha maturato esperienza come addetto al servizio clienti. E’ in Agenzia Tu dal gennaio 2008. Parla fluentemente l’inglese. L’inaugurazione di Agenzia tu a Modena, situata nella circoscrizione 1 – zona Tempio, segna una tappa importante dello sviluppo della rete italiana delle Agenzia tu di UniCredit Banca, che ad oggi conta 12 agenzie già aperte e operanti in tutta Italia a Bologna, Milano (3 Agenzie), Torino, Verona, Treviso, Roma, Brescia, Firenze, Genova e Modena. In Agenzia tu lavorano 39 persone, 23 italiani e 16 stranieri di cui 2 marocchini, 2 rumeni, 2 ecuadoriani, 1 pachistano, 1 albanese, 1 algerino, 1 peruviano, 1 siriano, 1 cinese, 2 filippini, 1 cingalese, 1 ghanese, tutti altamente qualificati e multilingue. Vetrine trasparenti che declinano i valori della Banca (accoglienza, semplicità, trasparenza, fiducia) come promessa esplicita che Agenzia tu rivolge ai propri clienti; postazioni Internet all’interno dei locali della filiale dove i clienti possono navigare all’interno del sito e fare operazioni assistiti direttamente dal personale dell’agenzia, materiali di comunicazione nelle principali lingue straniere, orari di apertura pensati per accogliere i clienti in fasce orarie più adatte (10,20–14,20 15,45 -18,15). Sono solo alcuni dei chiari segnali di innovazione e distintività offerti da Agenzia tu. Si è cercato di andare oltre la creazione di semplice materiale pubblicitario. Sono stati, quindi, realizzati un manuale di education, scritto in maniera chiara e semplice, e depliant di prodotto che aiutano concretamente non solo nelle scelte ma anche nella gestione dei prodotti acquistati. Gli operatori di Agenzia tu sono, infatti, dei veri specialisti nell’attività di tutoring dei nuovi clienti, innestandosi in un processo di customer satisfaction che è già uno dei punti forti di UniCredit Banca. La gamma prodotti di Agenzia tu comprende prodotti semplici commercializzati esclusivamente presso la rete di Agenzie tu di UniCredit Banca: - Il conto corrente “Conto tu” che comprende 6 bonifici esteri (rimesse) verso Istituti di Credito convenzionati, una carta prepagata (Easy tu), fino a due carte Bancomat internazionali (Cash tu), una carta di credito revolving (Money tu), e prevede la possibilità di richiedere a pagamento (con quota ridotta del 50%) una carta di credito a saldo (Credit tu). E’ compresa nel canone l’adesione alla Banca Multicanale (via internet e telefono con numero verde) On line tu, nonché altri benefit non bancari. - Il prestito personale ”Prestito tu”, offerto a tasso fisso, è destinato a soddisfare le più svariate necessità personali e familiari senza l’obbligo di presentare documentazione di spesa. L’importo richiedibile va da 2.000 a 15.000 euro ed è rimborsabile in un periodo dai 24 ai 60 mesi. - I ”Mutui tu” che hanno come finalità esclusiva l’acquisto della prima casa e coprono fino all’80% del valore dell’immobile. Uno in particolare è dedicato ai lavoratori con contratto di lavoro “atipico” (Mutuo tu All jobs). Inoltre è prevista la possibilità di finanziare anche le piccole attività imprenditoriali con un finanziamento, Fido tu, fino a 30mila euro rimborsabile da 12 a 36 mesi. Per i clienti di nazionalità romena infine è anche prevista la possibilità di aprire presso UniCredit Tiriac Bank un conto corrente “a specchio”, il “Familia ta”, alimentabile dall’Italia tramite bonifici verso l’estero e utilizzabile da familiari delegati dal titolare.

Torna all'inizio


Da Kaspersky una guida gratuita per fermare il cybercrime (sezione: Revoca fidi)

( da "Data Manager" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il 15 maggio Facebook è stato colpito da un caso di phishing (una tattica dei cybercriminali progettata per appropriarsi dell'identità di una persona, raccogliere dati personali e truffare soldi alla vittima). Un membro del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab, David Emm, spiega: "Dato il fenomenale successo di Facebook, Twitter e altri popolari siti di social networking, non è una sorpresa per nessuno che questi abbiano attirato l'attenzione dei cybercriminali e che le minacce non diano segno a diminuire". Emm aggiunge: "il successo del phishing sta nel tentare le proprie vittime con il pretesto di fare qualcosa che solo apparentemente sembra legittimo. Rimanere vigili e adottare le precauzioni giuste è la chiave per non cadere nella loro trappola". I programmi dannosi trasmessi attraverso i siti di social networking sono 10 volte più efficaci, nel riuscire a infettare e a diffondere il malware via e-mail. Ci sono maggiori possibilità che gli utenti di internet clicchino su un link ricevuto da un amico fidato, ad esempio, piuttosto che su un link presente in un’email casuale di spam. Kaspersky Lab ha recentemente registrato un massiccio aumento degli attacchi di phishing sulla pagina di login di Facebook. I cybercriminali stanno usando sistemi di messaggeria interna ai siti per inviare brevi messaggi direttamente ai visitatori di un sito web appositamente progettato per clonare la pagina login di Facebook. I consigli di Kaspersky Lab per proteggersi dal phishing • Per i siti come Facebook creare un segnalibro per la pagina di login, o digitare l'URL direttamente nella barra degli indirizzi del browser • Non cliccare sui link presenti nelle e-mail • Inserire dati personali solo su un sito sicuro • Controllare il proprio conto bancario regolarmente e riferire qualsiasi sospetto alla propria banca • Cercare nell’email possibili segnali di phishing: - Se non è indirizzata a te personalmente - Se non si è l'unico destinatario - Se ci sono errori di ortografia, di grammatica o di sintassi o altri errori nell’uso del linguaggio • Installare il software di protezione Internet e mantenere l’antivirus aggiornato • Installare le patch dei sistemi di sicurezza • Diffidare di e-mail o chat inaspettate • Fare attenzione ai login con i diritti di Amministratore • Fare copie di back up dei propri dati Emm esprime un ultimo avvertimento: "truffe di alto livello come l'ultimo attentato Facebook aumentano la consapevolezza del rischio del cybercrime, ma è importante chiarire che non si tratta di un episodio a sé ma che vengono individuate oltre 17.000 nuove minacce internet ogni giorno". Una copia gratuita della guida integrabile è scaricabile a questo link " /> --> Da Kaspersky una guida gratuita per fermare il cybercrime A cura di Redazione DMO Pubblicato il 22-05-2009 0:00 . --> Kaspersky Lab ha risposto agli ultimi attacchi di phishing su Facebook fornendo agli utenti di Internet delle indicazioni utili su come proteggersi dalle minacce del cybercrime. L’azienda di sicurezza informatica conferma che i programmi dannosi trasmessi attraverso i siti di social networking sono 10 volte più efficaci nel riuscire a infettare e a diffondere il malware via e-mail. Il 15 maggio Facebook è stato colpito da un caso di phishing (una tattica dei cybercriminali progettata per appropriarsi dell'identità di una persona, raccogliere dati personali e truffare soldi alla vittima). Un membro del Global Research and Analysis Team di Kaspersky Lab, David Emm, spiega: "Dato il fenomenale successo di Facebook, Twitter e altri popolari siti di social networking, non è una sorpresa per nessuno che questi abbiano attirato l'attenzione dei cybercriminali e che le minacce non diano segno a diminuire". Emm aggiunge: "il successo del phishing sta nel tentare le proprie vittime con il pretesto di fare qualcosa che solo apparentemente sembra legittimo. Rimanere vigili e adottare le precauzioni giuste è la chiave per non cadere nella loro trappola". I programmi dannosi trasmessi attraverso i siti di social networking sono 10 volte più efficaci, nel riuscire a infettare e a diffondere il malware via e-mail. Ci sono maggiori possibilità che gli utenti di internet clicchino su un link ricevuto da un amico fidato, ad esempio, piuttosto che su un link presente in un’email casuale di spam. Kaspersky Lab ha recentemente registrato un massiccio aumento degli attacchi di phishing sulla pagina di login di Facebook. I cybercriminali stanno usando sistemi di messaggeria interna ai siti per inviare brevi messaggi direttamente ai visitatori di un sito web appositamente progettato per clonare la pagina login di Facebook. I consigli di Kaspersky Lab per proteggersi dal phishing • Per i siti come Facebook creare un segnalibro per la pagina di login, o digitare l'URL direttamente nella barra degli indirizzi del browser • Non cliccare sui link presenti nelle e-mail • Inserire dati personali solo su un sito sicuro • Controllare il proprio conto bancario regolarmente e riferire qualsiasi sospetto alla propria banca • Cercare nell’email possibili segnali di phishing: - Se non è indirizzata a te personalmente - Se non si è l'unico destinatario - Se ci sono errori di ortografia, di grammatica o di sintassi o altri errori nell’uso del linguaggio • Installare il software di protezione Internet e mantenere l’antivirus aggiornato • Installare le patch dei sistemi di sicurezza • Diffidare di e-mail o chat inaspettate • Fare attenzione ai login con i diritti di Amministratore • Fare copie di back up dei propri dati Emm esprime un ultimo avvertimento: "truffe di alto livello come l'ultimo attentato Facebook aumentano la consapevolezza del rischio del cybercrime, ma è importante chiarire che non si tratta di un episodio a sé ma che vengono individuate oltre 17.000 nuove minacce internet ogni giorno". Una copia gratuita della guida integrabile è scaricabile a questo link

Torna all'inizio


Va bene dare ossigeno al credito. Ma si faccia attenzione anche ai fidi pericolosi (sezione: Revoca fidi)

( da "Milano Finanza (MF)" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

MF sezione: Primo Piano data: 22/05/2009 - pag: 2 autore: Va bene dare ossigeno al credito. Ma si faccia attenzione anche ai fidi pericolosi Una relazione di consolidamento quella della presidente Marcegaglia dopo il primo anno di attività. Nel valutarla, si potrebbe adottare il metro della maggiore o minore vicinanza alle posizioni del governo e delle diverse forze politiche. Potrebbe, tuttavia, risultare un'analisi incompleta, perché la Presidente copre tutte le possibili aree di convergenza e di dissenso, nella politica e fra le forze imprenditoriali, senza tuttavia rinunciare ai punti classici della strategia confindustriale. Non è cerchiobottista. E tuttavia non trae tutti i necessari sequitur da alcune valutazioni fondamentali, come quelle sulle riforme. Non bisogna abbassare la guardia, esordisce. La crisi non è finita. Essa non può costituire un alibi per l'inazione. È già un punto di differenziazione dall'Esecutivo. Svolta nei comportamenti delle banche – priorità assoluta - e urgenza delle riforme di struttura – con un invito al premier perché metta a frutto il consenso conquistato per realizzarle subito, adesso – costituiscono in grado diverso i punti tra i più enfatizzati del rapporto letto ieri. Che i banchieri debbano tornare a fare i banchieri è cosa giustissima. Naturalmente, l'appello-richiamo della presidente della Confindustria vale per quegli esponenti della professione bancaria che sono incorsi nella trahison des clercs: vale a dire, hanno trasferito il rischio, anziché gestirlo, attraverso i «castelli di carta». Le cose, però, sono un po' più complicate, soprattutto se non ci si vuole limitare a una pura rivendicazione tra categorie economico-finanziarie, dimenticando l'apologo di Menenio Agrippa. Le banche non debbono far mancare l'ossigeno alle imprese, strette tra la riduzione degli ordini e le difficoltà di incasso dei pagamenti. L'analisi del merito di credito deve decisamente migliorare. Atteggiamenti di cautelosa restrizione, da parte degli istituti di credito, slegati da una visione di sistema e dalle prospettive di uscita dalla crisi vanno banditi. Emma Marcegaglia sottolinea i casi, numerosi, di ritiro dei fidi ai concessi a imprese, di applicazione di tassi esorbitanti, di rifiuto di anticipazioni su fatture. Il banchiere – occorre convenire - non può essere un occhiuto gestore, che si libera del rischio di impresa e che la crisi ha reso ancora più esigente nella richiesta di garanzie, spesso reali.Ma, detto ciò, bisogna tener presente anche che le banche amministrano il danaro dei depositanti e che ciò esige una sana e prudente gestione. Oggi i problemi stanno, certamente, nel rallentamento del credito e in politiche aziendali dei tassi che devono meglio armonizzarsi con i comportamenti a livello europeo; ma stanno anche nel deterioramento della qualità dei finanziamenti, nell'aumento delle sofferenze. Fin dove è compito del solo banchiere impedire la fuoriuscita di imprese dal mercato? Non bisogna dimenticare la crisi anche dell'economia reale. Si deve distinguere, sia pure con criteri rivisti in seguito alla crisi stessa, tra attività che hanno un futuro e iniziative che purtroppo non possono più averlo se non con provvedimenti dirigistici? Quale concorso deve sussistere tra azione dei poteri pubblici e compiti delle banche? Ciò non toglie che sia sicuramente giusto chiedere, come viene fatto nel rapporto, una revisione di Basilea 2, peraltro già avviata, così come sollecitare un deciso sostegno delle banche alla ripatrimonializzazione delle imprese. Marcegaglia non ha indugiato sulla formula del global legal standard. Si è mossa su di un terreno concreto e ha escluso la futuribile nuova Bretton Woods. Che non basti far leva, comunque, su di un pur necessario miglioramento della selezione del credito è dimostrato da tutta un'altra serie di punti trattati nella relazione che vanno dalla «vergogna» dei ritardi nel rimborso dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione alle liberalizzazioni sparite dall'agenda governativa, alla concorrenza, alla necessità di fare ripartire gli investimenti pubblici, di aprire finalmente i cantieri nonché di procedere allo stanziamento di risorse per rilanciare, in ogni caso, l'economia, agli investimenti nella ricerca e nell'istruzione. Ma se si guarda al modo in cui è stata trattata l'esigenza di procedere alle riforme si osserva che questo tema occupa un ruolo strategico dal quale sarebbero dovute discendere più articolate e nette conseguenze, anche perché questa non è, innanzitutto, la posizione tenuta dal governo. E unendo tale argomento alle prospettive di uscita dalla crisi sarebbe stato necessario chiarire più efficacemente la visione che si ha del sistema industriale, del rapporto tra grande e minore impresa, tra fondi propri e finanziamento esterno. Insomma, bisognava delineare in concreto quali riforme sono necessarie per l'asfittico capitalismo italiano caratterizzato anche da un debole mercato finanziario, e per uscire dalla crisi.

Torna all'inizio


Impegno dei banchieri: garantire il credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-22 - pag: 3 autore: Faissola (Abi): è nostro interesse coprire la domanda che ci viene dalle aziende Impegno dei banchieri: garantire il credito Rossella Bocciarelli ROMA Alle imprese italiane non mancherà l'ossigeno da parte del sistema creditizio. è la risposta di Corrado Faissola, presidente dell'Associazione delle aziende di credito, alle sollecitazioni della presidente di Confindustria (riprese nei loro interventi sia dal ministro dell'Industria, Claudio Scajola, sia dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi). Nel suo discorso, Emma Marcegalia ha chiesto più volte al sistema creditizio italiano che non dimentichi di esercitare un ruolo di sostegno al sistema economico e ha lamentato sprattutto la difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese: «Troppi – ha sottolineato – sono i casi di aziende cui vengono ritirati i fidi, che si vedono rifiutare le anticipazioni sulle fatture emesse e a cui vengono applicati tassi esorbitanti». I dati della Banca d'Italia che hanno fornito la base di discussione negli Osservatori regionali costituiti presso le prefetture, del resto, evidenziano che alla fine dello scorso anno si è verificata, in particolare, una forte contrazione dei prestiti alle imprese con meno di 20 dipendenti. E mostrano che in buona parte delle regioni più produttive (Veneto, Lombardia, Piemonte) questo tasso è sceso sotto il 2 per cento, vale a dire che è stato pari a un terzo della media nazionale dell'incremento dei prestiti a tutte le imprese verificatosi nel mese di dicembre 2008. Faissola non entra nel dettaglio dei numeri: «Il presidente dell'Abi conosce l'intero sistema bancario italiano, non conosce le pochissime situazioni (di mancanza di fido, ndr) che possono esserci. Noi dobbiamo impegnarci nell'interesse delle banche, delle imprese e del Paese a dare credito a chi lo merita». «In futuro – aggiunge – ci sarà spazio per maggiori risorse per finanziare e irrobustire il sistema produttivo ». Poi, il banchiere lascia intendere che in questo momento il problema del rallentamento dei prestiti dipende essenzialmente da una domanda che si è rarefatta per effetto della recessione: «Siamo in attesa che ci arrivi tanta domanda di credito, che potremo soddisfare con i finanziamenti dei fondi della Cassa depositi e prestiti. è forte, ripeto, l'interesse da parte del sistema bancario che ci sia una forte domanda di credito per investimenti innovativi e produttivi». Gli altri banchieri si allineano sulle parole del leader dell'Associazione: «Ha ragione Faissola: mi sembra veramente che le banche stiano facendo la loro parte al meglio» dice Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo. E a chi chiede un commento sui richiami del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, Passera risponde che non c'è «nessuna polemica: oggi la priorità per tutti è rimettere in moto l'economia e questo non si fa con le polemiche». Dal canto suo, l'ad di Unicredit group, Alessandro Profumo, sottolinea che attualmente «di credito ne stiamo erogando tanto »; poi, lasciando l'assemblea annuale della Confindustria, giudica «ottima» la relazione. Chi, infine, dichiara una sintonia completa con la presidente di Confindustria, anche per la sua doppia veste di banchiere e presidente di una delle maggiori imprese italiane, è Massimo Ponzellini, numero uno della Banca Popolare di Milano e di Impregilo. Secondo Ponzellini «la Marcegaglia ha ragione: le banche devono aiutare le imprese». PASSERA (INTESA SANPAOLO) «Nessuna polemica con il Tesoro: oggi l'interesse di tutti è far ripartire l'economia e questo non si fa con le polemiche»

Torna all'inizio


il robot entra in casa (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 8 - Pisa Il robot entra in casa La domotica di Digitart reinventa l'abitare Frigo, porte e luci comandate a distanza le soluzioni di lusso anche per gli yacht CASCINA: A bordo delle grandi imbarcazioni o all'interno delle abitazioni. Sono i confini nel segno del lusso in cui opera Digitart Spa, azienda di Cascina specializzata in domotica. Confini che cominciano ad andare stretti all'azienda che ha un ambizioso programma: lo sviluppo e il brevetto di 4 nuovi prodotti e l'apertura di nuove sedi commerciali in Europa e in altri continenti, oltre alla creazione di nuovi mercati di applicazione per la domotica. A sostenere le ambizioni di Digitart sarà Toscana Innovazione, il nuovo fondo di venture capital lanciato e gestito da Sici e sottoscritto da Regione Toscana, e da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal sistema Camerale, con una dotazione di oltre 44 milioni di euro. «La nostra azienda avrà modo di crescere ulteriormente e confrontarsi con realtà di mercato più ampie e diversificate» afferma Nicola Tinucci, amministratore delegato di Digitart Spa. In prospettiva, il prossimo anno, c'è anche l'addio alla storica sede di Cascina per altri lidi: Pisa o Viareggio sono le possibili mete. L'azienda conferma ma lascia qualche margine di incertezza: «Resteremo nel triangolo tra Cascina, Pisa e Viareggio» Che aggiunge: «La domotica è un nuovo concetto secondo cui tutti gli spazi in cui viviamo, non importa se a bordo di uno yacht o a terra, rispondono naturalmente ai nostri impulsi con un'intelligenza cui la nostra azienda fornisce il cervello o meglio il cuore pulsante, digitale e fatto su misura». Digitart, che conta 23 addetti super specializzati, età media trent'anni, a fronte di un fatturato nell'ordine dei 3 milioni di euro per il 70% da commesse estere, si occupa dello studio, la progettazione e la realizzazione dei sistemi domotici rendendo possibile, per esempio, fare in modo che una freccia "virtuale" sul ponte di uno yacht indichi la direzione della Mecca nell'ora della preghiera. è ciò che ha chiesto il sultano del Bahrain per il suo Jameel, un super panfilo di 48 metri. Oppure, per esigenze meno spirituali, ricevere un sms che ci dica che abbiamo dimenticato di spegnere il gas. Mentre da un touch screen, pc o telefono cellulare si può controllare gli ambienti di casa ovunque ci si trovi. Digitart ha alle spalle circa 25 Super Yachts realizzati negli ultimi quattro anni, tra cui quello dello stilista Cavalli, ma la scommessa per il futuro è nel settore residenziale. Da una sola stanza illuminata ad uno scenario che prevede diverse "atmosfere" date dall'illuminazione in tutta la casa. Dalla gestione della climatizzazione al riscaldamento, dall'irrigazione del giardino alla programmazione degli elettrodomestici, dai sistemi antifurto alle chiusure di porte, finestre e tende. Tutto è possibile e gestibile con un tocco: con tastiere, telecomandi e touch screen. M.M.

Torna all'inizio


CRISI/ CONFCOMMERCIO, DIMINUISCE DOMANDA CREDITO PMI NEL I TRIM. (sezione: Revoca fidi)

( da "Wall Street Italia" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Crisi/ Confcommercio, diminuisce domanda credito pmi nel I trim. di Apcom Risultati indagine presentato al Roadshow milanese -->Milano, 22 mag. (Apcom) - Diminuisce la domanda di credito delle pmi verso le banche italiane nel primo trimestre 2009. E' quanto emerge dal rapporto su credito e Pmi realizzato da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche di Mercato e presentata nelal tappa milanese del Roadshow della confederazioen guidata da Carlo Sangalli. Il 72,3% delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo non ha fatto alcuna richiesta di fido nel primo trimestre 2009, né è intenzionata a fare richieste in tal senso nel trimestre successivo. Diminuisce quindi la percentuale delle imprese che hanno fatto richiesta di finanziamento al sistema bancario, essendo pari la medesima percentuale nel quarto trimestre 2008 al 64,1%. Il 27,7% delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo si è rivolta, con esiti diversi, al sistema bancario per una richiesta di fido (per un nuovo fido o per rinegoziare un fido esistente) nel primo trimestre 2009. Il 58,4% delle imprese che hanno fatto richiesta di credito hanno visto accogliere la propria richiesta con un ammontare pari o superiore a quello desiderato. Erano il 62,0% nel corso del trimestre precedente. Il 21,5% delle imprese che hanno fatto richiesta di credito hanno ricevuto una risposta negativa (7,0%), oppure hanno ricevuto il credito con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto (14,5%). Nel corso del trimestre precedente l'area della "rigidità" era pari al 23,4% con il 13,8% di richieste non accolte e il 9,7% di richieste accolte con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto. Il 14,2% delle imprese deve ancora ricevere una risposta alla richiesta di credito fatta al sistema bancario. Il 6,0% delle imprese non ha fatto richiesta di credito nel primo trimestre 2009, ma è intenzionata a farla nel trimestre successivo. Le imprese che più delle altre hanno manifestato un qualche genere di criticità nell'accesso al credito, essendogli stato negato il finanziamento richiesto, o essendogli stato accordato con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, sono state le imprese del commercio; le microimprese (1-9 addetti); le imprese residenti nel Meridione.

Torna all'inizio


Crisi, alto il numero di imprese in difficoltà finanziarie (sezione: Revoca fidi)

( da "KataWebFinanza" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Crisi, alto il numero di imprese in difficolt finanziarie (Teleborsa) - Roma, 22 mag - Poco meno del 40% delle imprese italiane manifesta un qualche genere di difficolt nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009. Questi i risultati di una ricerca su "Credito e PMI" realizzata dal Centro Studi di Confcommercio, in collaborazione con Format Ricerche di Mercato, e presentata oggi a Milano. Il 6% circa delle imprese non stata in grado di fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009. Le imprese che pi delle altre hanno manifestato un qualche genere di difficolt nel riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario sono state quelle del commercio, le microimprese, residenti nelle regioni del Meridione. L'analisi in previsione del fabbisogno finanziario delle imprese del commercio, dei servizi e del turismo evidenzia un leggero miglioramento della situazione: l'indice del fabbisogno finanziario per il secondo trimestre 2009 pari infatti a -1,0% rispetto al primo trimestre 2009. La previsione rilevata nel corso del quarto trimestre 2008 sul primo trimestre 2009 era pari al -8,2%. Solo il 15% delle imprese prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Le imprese pi pessimiste per il prossimo trimestre sono risultate quelle del commercio e dei servizi, le piccole imprese, medie e grandi imprese, sia delle regioni del Centro Italia sia di quelle del Meridione. Le cause principali delle difficolt legate al fabbisogno finanziario sono costituite dai ricavi insufficienti (48,6% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficolt), dalle entrate irregolari e/o in ritardo (42,1% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficolt) e dalle entrate "sicure" ma in ritardo (24,5% delle imprese che hanno avuto un qualche genere di difficolt). Quanto alle politiche adottate dalle imprese in difficolt, il 48,1% costretta a pagare in ritardo i fornitori, il 29,7% ricorre allo scoperto di conto corrente presso le banche o altri operatori finanziari non-bancari, il 22,9% ricorre ad "altri canali" di finanziamento. Relativamente all'andamento dle credito nel primo trimestre, diminuiscono sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo far nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido; e sono sempre pi numerose le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Non si registrano, invece, particolari problemi n per quanto riguarda la quantit e la durata temporale del credito, n per i costi di finanziamento e di istruttoria; unica eccezione, un inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficolt, sia per quanto riguarda la capacit di far fronte al proprio fabbisogno finanziario sia per l'accesso al credito, sono avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. 22/05/2009 - 11:28

Torna all'inizio


draghi dichiara guerra aLLA 'LAVATRICE' DI SAN MARINO - ALLA BUONORA BANKITALIA SCOPRE IL PARADISO FISCALE DE NOANTRI - i soldi SPORCHI affluivano e da qui rimbalzavano su conti ba (sezione: Revoca fidi)

( da "Dagospia.com" del 22-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

HomePage | Segnala articolo --> draghi dichiara guerra aLLA 'LAVATRICE' DI SAN MARINO - ALLA BUONORA BANKITALIA SCOPRE IL PARADISO FISCALE DE NOANTRI - i soldi SPORCHI affluivano e da qui rimbalzavano su conti bancari italiani per tornare a San Marino ripuliti e pronti per essere incassati... Vittorio Malagutti per "L'espresso" San Marino Dopo tre mesi di verifiche tra libri contabili e pratiche di fido, gli uomini della Banca d'Italia se ne sono andati a metà marzo elargendo un consiglio che suonava come un ordine. "Sarebbe opportuno ridurre l'esposizione verso le banche di San Marino", hanno detto senza mezzi termini gli ispettori della Vigilanza, anticipando in via informale le conclusioni ufficiali della loro relazione. Già, perché mai un piccolo istituto milanese come la Banca MB ospita sui suoi conti decine di milioni di denaro cash provenienti dalla Repubblica del monte Titano? E per quale motivo quei depositi vengono remunerati a tassi che, a prima vista, appaiono meno generosi di quelli correnti sul mercato? Di questi tempi, con le banche sanmarinesi descritte come santuari off shore del riciclaggio, i rilievi degli ispettori di Bankitalia rischiano di alimentare nuove polemiche. san marino Giusto pochi giorni fa un'inchiesta della procura di Forlì ha alzato il velo su un gioco di sponda miliardario gestito, secondo le accuse, dai vertici della Cassa di Risparmio di San Marino. Funzionava così: i soldi di origine sospetta, proventi dell'evasione fiscale o di altri reati, affluivano nella minuscola Repubblica romagnola e da qui rimbalzavano su conti bancari italiani per tornare a San Marino finalmente ripuliti e pronti per essere incassati dai legittimi (si fa per dire) proprietari. La Banca d'Italia, da più parti accusata di scarsa vigilanza su questi movimenti miliardari, ora sembra aver deciso di alzare il tiro. Per il momento non c'è nessuna prova che il denaro proveniente dal monte Titano e approdato alla Banca MB sia il frutto di attività illecite. A scanso di equivoci e sospetti, però, gli ispettori inviati dal governatore Mario Draghi hanno dato indicazioni precise. I depositi targati San Marino vanno ridotti drasticamente. Chiaro? Chiarissimo: i manager dell'istituto milanese guidati dal presidente Mario Aramini non potranno fare altro che seguire alla lettera le disposizioni della Vigilanza. san marino Poco male, se non fosse che questo episodio rappresenta l'ultimo guaio di un percorso piuttosto accidentato. Nata nel novembre 2006 dalla fusione con la finanziaria Novagest, la Banca MB offre crediti e gestioni patrimoniali a una clientela di piccoli e medi imprenditori. Tra i soci, insieme a una cinquantina di professionisti e industriali dell'area lombardo-veneta, spuntano alcuni nomi noti alle cronache. Per esempio il manager di lungo corso (e targato Opus Dei) Giuseppe (Pippo) Garofano, che è anche consigliere d'amministrazione, il gruppo Burani quotato in Borsa, la Fondiaria Sai di Salvatore Ligresti, la svizzera Banca Arner e il Credito Sanmarinese. Già nel 2007, in effetti, Bankitalia aveva bussato alle porte dell'istituto. Una volta conclusa l'ispezione sono fioccate le multe per amministratori e manager. Ma l'allarme rosso, ben più preoccupante, scatta per il bilancio. Sui conti pesano alcune sfortunate speculazioni finanziarie su cui ha indagato la Consob e perfino la magistratura statunitense. Insomma, servono soldi per tappare i buchi del passato e rafforzare il patrimonio. Mario Draghi Aramini, classe 1943, ex direttore centrale di Unicredit, un banchiere navigato con mille contatti soprattutto nel Nord-est, chiama a raccolta i suoi vecchi clienti. Un successone, almeno sulla carta. Il capitale passa da 35 a 105 milioni. Di lì a poco, però, scoppia l'uragano. A settembre 2008 le Borse crollano e Banca MB ci mette del suo. Le gestioni di alcuni clienti di peso vengono affossate con perdite fino al 70-80 per cento del patrimonio nel giro di poche ore. Colpa di speculazioni ad alto rischio a base di derivati. Alla fine, complice l'anno nero dei mercati finanziari, il bilancio del 2008 si chiude con una perdita di 6,5 milioni. È già un passo avanti rispetto al disavanzo del 2007 pari a 12,2 milioni, ma l'appuntamento con il profitto è rimandato a data da destinarsi. Nel frattempo, a dicembre dell'anno scorso, arriva la vigilanza di Banca d'Italia. Viene a galla la questione dei depositi di San Marino, ma i controlli si soffermano anche su altre aree critiche. C'è, per esempio, il problema del cosiddetto 'funding', termine che in gergo tecnico sta ad indicare la provvista di capitali da parte della banca. In pratica, gli ispettori hanno segnalato che i crediti erogati alla clientela non sempre sarebbero stati finanziati in modo adeguato. Di questo passo l'istituto guidato da Aramini corre il rischio di restare a corto di liquidità. Non sembra un caso, quindi, che nelle scorse settimane sia stato avviato il collocamento di un primo bond targato MB per una dozzina di milioni. Forse però non è soltanto una questione di numeri. Con decine di clienti che sono anche soci della banca la gestione dei crediti diventa un terreno scivolosissimo. Su un gran numero di operazioni a favore di azionisti e amministratori incombe il rischio concreto del conflitto d'interessi. E la Banca d'Italia, secondo quanto risulta a 'L'espresso', avrebbe formulato rilievi anche su questa delicata materia. Garofano Dai controlli è infatti emerso che l'anno scorso Banca MB avrebbe indirettamente finanziato alcuni dei propri soci per sottoscrivere l'aumento di capitale dell'istituto. Una partita di giro che, ovviamente, è vietata dalla legge. La questione è controversa. Aramini si è affidato a un parere legale nel tentativo di dimostrare la regolarità di tutti i fidi concessi ai clienti-soci. Intanto però vanno segnalati almeno altri due fatti che appaiono piuttosto insoliti. Nel corso del 2008 Banca MB ha comprato poco meno del 10 per cento del proprio capitale sociale. Inoltre la finanzaria Novapart, controllata dalla banca milanese, possiede warrant MB valutati una quindicina di milioni. Anche questi aspetti non hanno mancato di suscitare la curiosità degli ispettori di Banca d'Italia, che hanno formulato una serie di quesiti sulle numerose compravendite di azioni proprie realizzate nel corso del 2008. Ora si attende il verdetto finale. Intanto però Aramini e l'amministratore delegato Fabrizio Sartirano hanno già ottenuto una gratifica. Il bonus è giustificato, come si legge nei documenti interni dell'istituto, con "il buon andamento del 2009". Ciascuno dei due manager ha ricevuto 150 mila euro. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione. Composto in buona parte da imprenditori. Finanziati dalla banca che dirigono. [22-05-2009]

Torna all'inizio


Imprese, 3 su 4 sono contente per l'accesso al credito bancario (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere delle Alpi" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Imprese, 3 su 4 sono contente per l'accesso al credito bancario MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo.

Torna all'inizio


imprese, 3 su 4 contente delle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 11 - Attualità Imprese, 3 su 4 contente delle banche Sondaggio-sorpresa: il credito non manca, migliorabili i tassi MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo, alla presentazione del rapporto sui bilanci 2008, ricordando come nei primi mesi del 2009 i finanziamenti alle imprese, pur in calo, mostrano sempre una crescita a fronte di una produzione industriale in caduta di oltre il 20%. Secondo l'Abi, peraltro, il dato risente del calo più consistente dei finanziamenti alle famiglie, vista la contrazione delle contrattazioni immobiliari che ha portato a una decelerazione dei mutui. Zadra ha poi ricordato come in Italia «le banche hanno avuto meno effetti dalla crisi perchè il sistema ha fatto quello che devono fare le banche: impiegare la raccolta per finanziare le imprese». Il 63% dell'attività degli istituti bancari italiani infatti nel 2008 è rappresentato da impieghi ai clienti e solo il 18% da attività finanziarie.

Torna all'inizio


imprese, 3 su 4 contente delle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Centro, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 15 - Attualità Imprese, 3 su 4 contente delle banche Sondaggio-sorpresa: il credito non manca, migliorabili i tassi MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo, alla presentazione del rapporto sui bilanci 2008, ricordando come nei primi mesi del 2009 i finanziamenti alle imprese, pur in calo, mostrano sempre una crescita a fronte di una produzione industriale in caduta di oltre il 20%. Secondo l'Abi, peraltro, il dato risente del calo più consistente dei finanziamenti alle famiglie, vista la contrazione delle contrattazioni immobiliari che ha portato a una decelerazione dei mutui. Zadra ha poi ricordato come in Italia «le banche hanno avuto meno effetti dalla crisi perchè il sistema ha fatto quello che devono fare le banche: impiegare la raccolta per finanziare le imprese». Il 63% dell'attività degli istituti bancari italiani infatti nel 2008 è rappresentato da impieghi ai clienti e solo il 18% da attività finanziarie.

Torna all'inizio


CARRARA SONO UNA CARTINA tornasole della s... (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMA CARRARA pag. 7 CARRARA SONO UNA CARTINA tornasole della s... CARRARA SONO UNA CARTINA tornasole della situazione economica: per capire quanto male o quanto bene vadano le cose, basta fare «i conti in tasca» alle banche. Vediamo il rapporto della Camera di Commercio realizzato in collaborazione con l'Istituto di Studi e Ricerche. Primo dato: nel 2008 è rallentata sia la crescita dei depositi (solo +2,2%, mentre nel 2007 era stata del +3,6%) che degli impieghi bancari rispetto all'anno precedente. Ottobre è stato il mese-spartiacque. Mentre da tutto il mondo rimbalza l'eco del collasso finanziario internazionale, ecco, anche nella nostra Provincia, due fenomeni contrapposti ma prevedibili: da un lato, le famiglie smobilizzano i loro investimenti finanziari, mosse dalla paura di perdere i risparmi, facendo così aumentare i depositi, a dicembre 2008, del +5,8%; al contrario, i depositi delle imprese pubbliche e private registrano un clamoroso -14,4%: mai visto! Di pari passo al rallentamento dei depositi la diminuzione degli impieghi bancari (+3,3% nel 2008, media regionale di +3,9%): ovvero, lo scorso anno le banche hanno «investito» meno. Afarne le spese le famiglie che si sono viste rallentare i mutui (0,9% contro il +7,4% del 2007) ma anche le imprese con un incremento che è stato solo del +3,9% su un 2007 al +13,4%. E' stata soprattutto l'ultima parte dell'anno a registrare la decelerazione più marcata, in linea con quanto si è verificato sulla raccolta bancaria. Sono calati (-6,3%, prima volta in negativo nell'ultimo decennio) sia i «finanziamenti per cassa» una delle formule più importanti per un'impresa per fronteggiare le necessità correnti di liquidità sia i finanziamenti per costruire case residenziali (-14,4%) e di fabbricati commerciali (-11%). Hanno retto invece quelli dedicati alla produzione, come l'acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto (+12,1%). «Per far fronte a questa situazione drammatica dice il presidente della Camera di Commercio, Norberto Ricci stiamo predisponendo dei consorzi-fidi, per garantire i prestiti alle imprese fino all'80%. La banca, dunque, avrebbe un rischio ridotto al 20%. Speriamo basti». IN QUESTA situazione critica, soprattutto per le imprese, c'è però un punto a favore della provincia, relativo alla cosiddetta «qualità del credito». Abbiamo in pratica conquistato una buona affidabilità creditizia con un tasso di rischiosità (3,3%) che si sta avvicinando a quello medio toscano (2,7%). Però il tasso d'interesse sui prestiti (7,8%) rimane ancora il secondo più alto in Toscana e tra i più elevati del Centro Nord. Un altro aspetto da sottolineare è poi l'apertura, nel 2008, di altri tre sportelli bancari: ora a Massa Carrara sono 111. «Speriamo dice il direttore dell'«Isr», Alberto Ravecca che la maggiore concorrenza migliori l'offerta creditizia». Agnese Pini

Torna all'inizio


imprese, 3 su 4 contente delle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 5 - Attualità Imprese, 3 su 4 contente delle banche Sondaggio-sorpresa: il credito non manca, migliorabili i tassi MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo, alla presentazione del rapporto sui bilanci 2008, ricordando come nei primi mesi del 2009 i finanziamenti alle imprese, pur in calo, mostrano sempre una crescita a fronte di una produzione industriale in caduta di oltre il 20%. Secondo l'Abi, peraltro, il dato risente del calo più consistente dei finanziamenti alle famiglie, vista la contrazione delle contrattazioni immobiliari che ha portato a una decelerazione dei mutui. Zadra ha poi ricordato come in Italia «le banche hanno avuto meno effetti dalla crisi perchè il sistema ha fatto quello che devono fare le banche: impiegare la raccolta per finanziare le imprese». Il 63% dell'attività degli istituti bancari italiani infatti nel 2008 è rappresentato da impieghi ai clienti e solo il 18% da attività finanziarie.

Torna all'inizio


imprese, 3 su 4 contente delle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Mattino di Padova, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 7 - Attualità Imprese, 3 su 4 contente delle banche Sondaggio-sorpresa: il credito non manca, migliorabili i tassi MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo, alla presentazione del rapporto sui bilanci 2008, ricordando come nei primi mesi del 2009 i finanziamenti alle imprese, pur in calo, mostrano sempre una crescita a fronte di una produzione industriale in caduta di oltre il 20%. Secondo l'Abi, peraltro, il dato risente del calo più consistente dei finanziamenti alle famiglie, vista la contrazione delle contrattazioni immobiliari che ha portato a una decelerazione dei mutui. Zadra ha poi ricordato come in Italia «le banche hanno avuto meno effetti dalla crisi perchè il sistema ha fatto quello che devono fare le banche: impiegare la raccolta per finanziare le imprese». Il 63% dell'attività degli istituti bancari italiani infatti nel 2008 è rappresentato da impieghi ai clienti e solo il 18% da attività finanziarie.

Torna all'inizio


Toscana Innovaz. comincia a investire (sezione: Revoca fidi)

( da "Borsa e Finanza" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ANALISI TECNICA Toscana Innovaz. comincia a investire di Redazione - 23-05-2009 Sono stati presentati i primi investimenti di Toscana Innovazione, nuovo fondo di venture capital lanciato e gestito da Sici-Sviluppo Imprese Centro Italia e sottoscritto da Regione Toscana, da tutte le fondazioni bancarie toscane, da Fidi Toscana e dal Sistema camerale. Con una dotazione di oltre 44 milioni di euro, il fondo è stato creato per investire in Pmi innovative ancora in fase di ideazione o in imprese ad alta tecnologia già esistenti. Toscana Innovazione ha terminato la raccolta. Sono stati esaminati circa 60 progetti proposti da imprese toscane appartenenti ai seguenti settori: energie rinnovabili, meccanica, life sciences e Ict. Presumibilmente entro la fine di giugno saranno perfezionati gli investimenti in quattro società: DigitArt, Siena Solar Nanotech, Protera e Toscana Biomarkers.

Torna all'inizio


Piccole aziende a corto di credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-05-23 - pag: 17 autore: Allarme di Confcommercio: in flessione le richieste per ottenere un prestito Piccole aziende a corto di credito Paolo Bricco MILANO Allarme credito. «Non facciamo giocare le piccole e le medie imprese in panchina. Costituiscono il 95% del sistema produttivo italiano. Rappresentano il 70% dell'occupazione e il 60% del prodotto interno lordo ».è questo l'appello formulato ieri da Carlo Sangalli, presidente della Confcommercio, alla prima settimana europea delle Pmi. Piccole, ma non necessariamente marginali. Anzi: centrali. Ma, oggi, con un problema non da poco: quello che succede allo sportello. Ieri Corrado Faissola, presidente dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana, ha giocato sulla difensiva negando che «le banche diano i soldi solo alle grandi imprese e non alla piccole. Il rapporto tra la capitalizzazione delle piccole imprese e il credito erogato dimostra che non è così. Quanto alle garanzie, è vero che le chiediamo spesso agli imprenditori. Ma questo succede perché spesso le imprese sono deboli patrimonialmente, mentre gli imprenditori sono più forti». Una posizione che ha provocato la reazione di Sangalli che, di fronte a una platea degli aderenti alla Confcommercio percorsa da più di un malumore, è stato ironico: «Oggi il Santo del giorno è Santa Rita da Cascia, la santa delle cose impossibili. Non fate sì che, per avere credito, ci si debba rivolgere a lei. Le banche devono tornare a fare il loro mestiere, il credito è l'ossigeno per sopravvivere ». Secondo una analisi compiuta dall'ufficio studi di Confcommercio, nel primo trimestre il 27,7% delle imprese ha chiesto credito alle banche, contro il 35,9%dell'ultimo trimestre del 2008: nell'interpretazione dell'ufficio studi, la flessione è dovuta al pensiero «non chiedo fidi, perché intanto non me li concedono». Secondo questo monitoraggio, il 73,7% delle aziende avverte un peggioramento della situazione economica del Paese nel primo trimestre del 2009, rispetto al trimestre precedente, mentre il 30,9% ritiene che questa situazione si aggraverà ulteriormente nel secondo trimestre dell'anno. L'andamento economico delle imprese risulta peggiorato, nei primi tre mesi del 2009, nel 53,5% dei casi. Un'analoga previsione, anche per il secondo trimestre dell'anno, riguarda il 23,4% delle Pmi. Ma, al di là della congiuntura difficile, il vero nodo resta il credito. Paolo Galimberti, presidente dei giovani imprenditori di Confcommercio, ha suscitato il plauso degli altri piccoli, quando ha ricordato il diverso trattamento subito allo sportello a seconda della dimensione: per fidi fino a 250mila euro, la quota equivalente chiesta in garanzia ammonterebbe al 90% dell'importo. Sopra i 25 milioni di euro (una cifra vista col binocolo praticamente dal 100% dei piccoli presenti in sala), le banche si accontenterebbero del 20 per cento. paolo.bricco@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA LA MOTIVAZIONE Molti imprenditori rinunciano a presentare alle banche le domande per il fido perché sono sicuri di ricevere una risposta negativa

Torna all'inizio


BoT avari, alternative cercansi (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Plus sezione: ATTUALITA data: 2009-05-23 - pag: 8 autore: Portafogli protetti. Il titolo di Stato a 12 mesi rende ormai soltanto lo 0,69% BoT avari, alternative cercansi Conti deposito, Etf e corporate Ecco i fattori da considerare nella scelta B oT anno zero, inteso come rendimento. Il tasso di interesse del titolo di Stato tradizionalmente più amato dagli italiani si misura ormai con i decimali. Tanto per fare un esempio, il «buono» con scadenza annuale aggiudicato nell'asta di 10 giorni fa offre lo 0,69% al netto di ritenuta fiscale e commissioni di acquisto, un valore che – da qualsiasi parte lo si guardi – difficilmente può risultare allettante perfino per i risparmiatori più affezionati o per chi prima di tutto cerca di mettere al sicuro il denaro. Cosa può fare, dunque, il risparmiatore al quale scadono proprio in questo periodo dei BoT? Le alternative, in fondo, non mancano: si può svariare dai conti deposito ai pronti contro termine, dai BTp ai corporate bond fino agli strumenti più complessi e innovativi come Etf e certificate. Scegliere il prodotto giusto, quello che si adatta alle proprie esigenze, non è tuttavia semplice e per evitare dolorose scottature è bene porsi prima una serie di domande. Il primo elemento da considerare è il motivo per cui parte del «tesoretto» è impiegato in titoli di Stato a breve scadenza. La situazione cambia infatti radicalmente se il risparmiatore ha sempre investito per tradizione su questi strumenti o se invece la sua posizione nasce da una precipitosa ritirata dalle Borse nei turbolenti mesi appena trascorsi. «Il cliente "abitudinario" – spiega infatti Marco Brozzi, consulente indipendente della Brozzi & Partner – difficilmente si allontanerà da strumenti tradizionali e potrà cercare qualche centesimo di rendimento in più fra i buoni postali, i certificati di deposito o i pronti contro termine. Chi invece ha cercato rifugio temporaneo dalla tempesta ed è convinto che il portafoglio deve sempre essere liquido per dare la caccia all'affare della vita si affiderà al deposito su conto corrente in attesa dell'occasione migliore». Quest'ultimo, visto l'allentarsi delle tensioni in queste ultime settimane potrà anche valutare se aumentare di nuovo il profilo di rischio del portafoglio includendovi obbligazioni corporate a breve termine oppure – perché no? – titoli azionari. Nel prendere una decisione simile è però più che mai opportuno capire quale sia la propria propensione al rischio, concetto tanto facile da esprimere in teoria quanto difficile da rilevare nella realtà. Proprio per questo qualche riflessione su come ciascuno di noi vive le oscillazioni dei prezzi degli strumenti che si hanno in portafoglio può essere utile: se il grado d'ansia è particolarmente elevato è forse meglio lasciar perdere la Borsa e accontentarsi di quel poco che offre il mercato, anche dei BoT se serve a dormire meglio la notte. Di pari passo alla propensione al rischio vanno anche le considerazioni sull'orizzonte temporale di investimento: se il denaro da impiegare può servire da un momento all'altro, anche avventurarsi in un titolo di Stato a medio-lungo termine come il BTp può essere pericoloso, perché a venderlo prima della scadenza si può incorrere in pericolose perdite in conto capitale nel caso in cui (come è probabile) i tassi di interesse dovessero risalire dai minimi attuali. L'analisi finale dovrebbe poi essere dedicata al canale che abitualmente si utilizza per effettuare gli acquisti. «Chi si rivolge al tradizionale sportello bancario e si fida dei suoi consigli – aggiunge Brozzi – verrà con tutta probabilità dirottato verso pronti contro termine, certificati di deposito o obbligazioni "della casa" e difficilmente finirà per acquistare strumenti più innovativi quali Etf e certificate ». Ma non si tratta soltanto di una questione di consigli da parte del consulente o dell'impiegato bancario. Strumenti e piattaforme differenti implicano infatti anche diverse strutture commissionali e i conti vanno sempre fatti al netto di costi di transazione e ritenuta fiscale (12,5% per titoli di Stato, Etf, certificati di investimento e pronti contro termine, 27% per conti bancari e certificati di deposito). A maggior ragione quando, come nella gestione della liquidità, i guadagni si giocano sul filo dei centesimi. pagina a cura di Maximilian Cellino m.cellino@ilsole24ore.com

Torna all'inizio


Imprese, 3 su 4 contente delle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Ferrara, La" del 23-05-2009)
Pubblicato anche in: (Tribuna di Treviso, La) (Gazzetta di Modena,La) (Gazzetta di Reggio) (Gazzetta di Mantova, La)

Argomenti: Revoca fidi

Imprese, 3 su 4 contente delle banche Sondaggio-sorpresa: il credito non manca, migliorabili i tassi MILANO. Tre imprese su quattro ritengono «soddisfacenti» i rapporti con le banche, ma «alcune condizioni andrebbero migliorate». Lo sostiene la ricerca Confcommercio-Format, presentata ieri dal presidente Carlo Sangalli. Secondo la ricerca occorre migliorare i tassi, indicazione fornita dal 48,5% delle imprese, i costi (39,3%) e le richieste di garanzie (24,9%). Quasi la metà delle imprese - rispettivamente il 48,5% e il 47,6% del campione esaminato dalla ricerca - ritiene elevato sia il costo del finanziamento sia il livello delle garanzie reali e personali richieste. Poco meno del 40% delle imprese - prosegue la ricerca Confcommercio-Format - ha manifestato difficoltà nel fare fronte al proprio fabbisogno finanziario nel primo trimestre del 2009 e solo il 15% prevede un miglioramento nel secondo trimestre. Quasi la metà (48,6%) delle imprese ha indicato ricavi insufficienti, mentre per il 42% hanno pesato le entrate irregolari o in ritardo. Secondo Confcommercio, poi, sono diminuite sia la domanda di credito in generale da parte delle imprese (il 72,3% non ha richiesto alcun fido nel primo trimestre e non lo farà nemmeno nel secondo), sia la percentuale di imprese che ha visto accogliere la propria richiesta di fido, rimasta invariata al 64,1%, ai livelli del quarto trimestre 2008. Sono sempre più numerose, inoltre, le imprese che hanno ricevuto un ammontare inferiore a quello richiesto (dal 9,7% del quarto trimestre 2008 al 14,5% del primo trimestre 2009) e quelle ancora in attesa di conoscere la risposta della banca riguardo la propria richiesta di finanziamento (dall'8,6% al 14,2%). Quantità e durata del credito non hanno fatto registrare problemi particolari, così come i costi di finanziamento e di istruttoria. L'unica eccezione è stato l'inasprimento delle garanzie richieste dalle banche. Le maggiori difficoltà, sia per quanto riguarda la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario, sia per l'accesso al credito, sono state avvertite, in particolare, dalle microimprese del commercio residenti nel Mezzogiorno. In Italia non c'è una stretta del credito delle banche alle imprese. Lo ha ribadito il direttore generale dell'Abi, Giuseppe Zadra, rispondendo ai richiami di Confindustria e Governo, alla presentazione del rapporto sui bilanci 2008, ricordando come nei primi mesi del 2009 i finanziamenti alle imprese, pur in calo, mostrano sempre una crescita a fronte di una produzione industriale in caduta di oltre il 20%. Secondo l'Abi, peraltro, il dato risente del calo più consistente dei finanziamenti alle famiglie, vista la contrazione delle contrattazioni immobiliari che ha portato a una decelerazione dei mutui. Zadra ha poi ricordato come in Italia «le banche hanno avuto meno effetti dalla crisi perchè il sistema ha fatto quello che devono fare le banche: impiegare la raccolta per finanziare le imprese». Il 63% dell'attività degli istituti bancari italiani infatti nel 2008 è rappresentato da impieghi ai clienti e solo il 18% da attività finanziarie.

Torna all'inizio


(sezione: Revoca fidi)

( da "Brescia Oggi" del 23-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

«Il sistema bancario sostenga le imprese» CONVEGNI/1. In Cdc obiettivo su credito e aziende con un «richiamo» 23/05/2009 rss e-mail print Il tavolo dei relatori al convegno organizzato in Camera di commercio Un traguardo importante, uno sguardo al futuro. L'Associazione dottori commercialisti, presieduta da Luigi Billone, celebra 80 anni di attività e punta su un tema di grande attualità, al centro ieri del convegno «Imprese, banche, finanza, interessi, tutele e opportunità anche alla luce dell'odierna fase recessiva» organizzato nella sala della Cdc. Le aziende hanno bisogno di ordini e credito, ma la teoria non è supportata dalla pratica. Una soluzione potrebbe arrivare da «Confiducia» - protagonisti consorzi fidi -, ma a distanza di sette mesi, «con 2 miliardi di euro per le aziende - ha detto il leader Cdc di Brescia, Francesco Bettoni - lo strumento non è decollato». La causa principale è che «il sistema bancario non ci crede, non vuole affrontare la collaborazione con i consorzi fidi». Da qui il richiamo a un «maggiore senso di responsabilità da parte degli istituti di credito - ha detto il presidente Confidustria Metalli, Giuseppe Pasini, tra i protagonisti ai lavori -. Gli imprenditori devono investire, le banche devono supportare questi sforzi». AL.FA.

Torna all'inizio


pratosardo, prove tecniche di dialogo (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

INCONTRO SUL CREDITO BANCARIO Pratosardo, prove tecniche di dialogo NUORO. All'incontro per discutere sul tema del credito tra i funzionari del Banco di Sardegna, della Sardaleasing, l'Ascom Fidi di Nuoro e gli operatori dell'area industriale di Pratosardo è venuto fuori che c'è una certa incomprensione tra le parti. I funzionari della Banca Martino Mulas e Renato Dimaria per la Sardaleasing, hanno tenuto a chiarire che c'è la disponibilità per andare incontro e soddisfare le varie richieste di "aiuto" della clientela sarda e di quella della provincia di Nuoro in particolare. Si tratta solamente di accedere al credito dopo un chiaro confronto tra le parti, in modo da conoscere con precisione le offerte e i prodotti proposti dai due istituti di credito. «Non abbiamo nessuna restrizione per le linee di credito con le aziende e le famiglie - hanno dichiarato i due funzionari di banca -, anche perché siamo in grado di superare, anche in questo delicato momento, tutte le difficoltà offrendo tutta una serie di proposte, anche perchè rispetto al 2008 sia il Banco di Sardegna che la Sardaleasing sono in netta crescita. Il che dimostra che le imprese stanno lavorando con i tassi attuali, considerato che videntemente si stanno portando avanti programmi sostenibili e non astratti rispetto alle tipologie delle aziende. Nonostante la crisi economica, insomma, esiste il trend del recupero del rilancio. Dunque, non bisogna farsi suggestionare e avere paura». Mulas e Dimaria hanno dimostrato che nell'area del Nuorese si registra una crescita del oltre il 40% rispetto allo scorso anno, per cui l'accesso al finanziamento è sempre aperto. è sufficiente saperselo contrattare. Il consigliere della Camra di commercio e dell'Ascom Giampietro Secchi ha posto la necessità che da parte del Banco di Sardegna acceleri soprattutto l'iter delle pratiche, soprattutto ora che le imprese sono in difficoltà e il tasso è ancora basso. Si tratta, per gli imprenditori, di vincere la paura e di accedere alle varie forme di credito con fiducia, altrimenti non si riuscirà ad uscirne, subendo le varie forme di penalizzazione. Gli operatori di Pratosardo, purtroppo, hanno in gran parte snobbato l'incontro, per cui il dialogo tra le parti è valso solo a pochi. I presenti hanno sollecitato l'Ascom-Confcomercio a promuovere una nuova riunione, giudicando di grande interesse le nuove proposte del Banco di Sardegna e della Sardaleasing. (antonio bassu)

Torna all'inizio


crisi del sughero: scendiamo in piazza - pietro zannoni (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 5 - Gallura «Crisi del sughero: scendiamo in piazza» Calangianus, sinistra democratica accusa la Regione di immobilismo PIETRO ZANNONI CALANGIANUS. Una protesta in piazza col sindaco Antonio Scano e con tutti i galluresi: è la sintesi di un lungo documento sulla crisi del sughero, scritto dal circolo La Sinistra attraverso Masino Molinas e Stefano Cugini. Forte la denuncia sull'immobilismo della Regione: «Le previsioni sul comparto si sono rivelate peggiori del previsto. Si è sulla via del non-ritorno. Il malessere è generale, è noto a tutte le categorie: dalle banche alle istituzioni, operai compresi». Sui recenti incontri recenti con gli assessori La Spisa e Farris, sinistra democratica: "Il promesso rifinanziamento al settore artigianale della piccola e media impresa mai realizzato, magari giace chissà dove. Insomma, le promesse dispensate a Cagliari dalla giunta Cappellacci faranno la fine ingloriosa del summit del G8 alla Maddalena e dei relativi cantieri, della quattro corsie Olbia-Sassari, dell'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia. Sono numerosi - si legge nel documento - i gradini mancanti ai nostri imprenditori per salire in cima alla tranquillità finanziaria». La Sinistra sa bene dei provvedimenti che i governi spagnoli e portoghesi in difesa del loro comparto mentre gli imprenditori galluresi «hanno depositi stracolmi di merce invenduta, scadenze fiscali inderogabili, prossima stagione di acquisti della materia prima a rischio». Si registra «un effetto domino inevitabile, iniziato con la caduta dei primi salariati, i più fortunati con minima retribuzione, altri licenziati a zero ore, altri ancora senza speranza in compagnia della poco invidiabile disperazione». Ma dove sono le erogatrici del credito, le banche? Il Governo si è fatto garante e promotore con i Tremonti Bond a salvaguardare i risparmiatori e le aziende con problemi. «Ma, ahimè, qui a Calangianus è il contrario: il coro generale degli imprenditori è da denuncia». La Sinistra chiede «che agli imprenditori meritevoli pervenga l'erogazione di crediti, la ricapitalizzazione, la posticipazione dei mutui, l'aumento dei fidi bancari». In Gallura invece «succede l'esatto opposto: il rientro in tempi impossibili dei fidi, chiusura ermetica al credito, tassi vicino all'usura contornati da operazioni più esose». Ai consiglieri regionali galluresi Biancareddu e Sanna il compito di districare la voluminosa matassa di problemi del nostro territorio.

Torna all'inizio