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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL  12-17 febbraio 2009#TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (30)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

I valori sociali e culturali della provincia italiana e la percezione delle banche locali ( da "AreaPress" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: degli intervistati si fida realmente delle banche), è la banca locale a dare maggiore fiducia al cliente, che la sente più vicina a se stesso e ai propri valori, legati alla tradizione e al territorio. Dalla ricerca emerge così che le banche locali hanno una maggior capacità di fidelizzazione dei propri clienti rispetto a quelle nazionali (73%

Furto telematico, dopo il danno la beffa ( da "Trentino" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: «Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Così deve aver pensato un uomo delle Giudicarie esteriori che si è visto sottrarre indebitamente, dal conto corrente, la significativa somma di 5.600 euro. La più che spiacevole sottrazione del denaro è avvenuta per via telematica, attraverso tre operazioni distinte,

CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della Cass... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: oltre dieci anni ha lavorato presso la filiale di Bondeno occupandosi del settore affidamenti e successivamente è stato a capo della dipendenza di Mirabello. Di prestigio anche il curriculum di Luca Roncarati che ha lavorato in diverse unità produttive sempre della Cassa di Risparmio di Ferrara fra le quali Portomaggiore, Padova, Forlì e poi presso l'ufficio estero e l'ufficio fidi.

BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola.... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: dai Consorzi fidi dell'industria, dell'artigianato e della cooperazione e dai principali gruppi bancari operanti sul territorio non sembra in grado di garantire le piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Gli artigiani puntano il dito contro le banche che, dicono, non rispettano gli accordi e «scaricano tutti i rischi sui Confidi»

di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: A dicembre i Consorzi fidi dell'artigianato, dell'industria e della cooperazione hanno firmato un protocollo d'intesa che impegna i principali gruppi bancari a non aumentare i tassi d'interesse. E sempre a dicembre la Cna ha creato, assieme a Confartigianato, il più grande Consorzio fidi del paese: Unifidi.

IL Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: i Consorzi fidi, Unioncamere dell'Emilia - Romagna, con il fine di favorire e garantire la possibilità di accesso, da parte delle piccole e medie imprese, al credito bancario a breve e medio termine. L'accordo, che avrà durata fino al 31.12.2009, prevede che il sistema bancario metta a disposizione un plafond complessivo di un miliardo di Euro,

Aziende messe in ginocchio dalle banche ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: bancario». Quali sono i riflessi in Polesine? «Con la scusa di verificare il rischio di esposizione dell'impresa e di valutarne il rating come prevede "Basilea 2", oppure al momento del rinnovo del fido annuale, a Rovigo - risponde Crivellari - abbiamo contato 20 casi di imprenditori, artigiani e commercianti che si sono rivolti al Codacons per segnalare di essere stati chiamati

Nel rapporto tra banche e imprese le piccole sono penalizzate ( da "Gazzetta di Reggio" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: desiderio evidentemente non soddisfatto dal sistema bancario, passando dal 16% di ottobre al 31% ora rilevato. Il 91% delle aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese è stato chiesto il rientro dei fidi?». Erano il 98% lo scorso ottobre. Conseguentemente cresce al 9% la percentuale di aziende che hanno subito una richiesta di rientro dei fidi in tempi piuttosto brevi (

finiti i soldi per anticipare la "cassa" ( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Appare quindi indispensabile, in questa fase, avviare colloqui con il sistema bancario e con i Consorzi Fidi per cercare di trovare soluzioni urgenti a questo problema per evitare che i lavoratori interessati ricevano un salario già ridotto per la cassa integrazione in ritardo di mesi, a causa dei tempi procedurali dell'Inps.

lettera Caro direttore, "strozzati dalle banche" ( da "Riformista, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Io da imprenditrice non posso far altro che dare la mia testimonianza su quanto sto subendo dal sistema bancario. Tassi da usura e ricatti. Mi sono sentita dire da certi direttori "sa, signora, se chiediamo di abbassare i tassi può succedere che la direzione non rinnovi i fidi". Ma gli aiuti che, a suo tempo, il Governo ha detto alle banche di concedere, dove sono?

garanzie industriali soddisfatti ( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: In particolare l'Unione industriale Pratese ha organizzato per martedì 3 marzo alle ore 15 un seminario per illustrare le potenzialità dei fondi aperto alle aziende socie. Al seminario interverrà il dottor Pietro Bracci, responsabile dell'Area Garanzie di Fidi Toscana.

<Credito, i fondi regionali una risposta per le aziende> ( da "Nazione, La (Prato)" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Toscana che ha recentemente sottoscritto col sistema bancario toscano uno specifico protocollo di intesa "anti-crisi" che rende operative due nuove misure di garanzia presso Fidi Toscana. In sostanza vengono accesi, per un ammontare complessivo di 48 milioni di euro, specifici fondi di garanzia a copertura dei finanziamenti che le imprese toscane chiederanno per nuovi investimenti (

SE L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ri... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: milioni di euro per offrire garanzie alle aziende rispetto al ricorso al credito bancario. Dice Badiali: «Le banche vogliono garanzie maggiori dalle aziende, che hanno invece bisogno di soldi per mandare avanti la produzione. Ebbene noi offriamo la seconda garanzia con questi fondi, attraverso le varie Co-fidi, e, con il Mediocredito centrale anche un terzo livello di garanzie».

Pmi, un aiuto per superare la crisi ( da "Denaro, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Donadio Impresa Confidi Aniello Reccia Cidec Modestino Giovagnoni Artigiancredito Giuseppe Tulino Agriconfidi Aldo Gagliardo Consorzio Api Campania Fidi Bruno Turrà Ascom Fidi Caserta Antonio Cuccaro Campania Credito Giovanni Peltrini Cooperfidi Valerio Scarpati I?numeri Numero di soci oltre 11mila Patrimonio netto 20 mln circa Garanzie rilasciate 130 mln circa del 13-02-2009 num.

I messaggi di Hermes e la spocchia dei quantitativi pag.2 ( da "Trend-online" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidarvi? dell?Analisi Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché, della stessa, possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che fidarsi, nel caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente rilevanti nel settore degli investimenti, ma anche in quello che s?

Confeserfidi, dopo il bilancio parte la corsa verso il 107 ( da "MF Sicilia" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 107 del testo unico bancario. Prima però Confeserfidi, il consorzio di garanzia fidi del Ragusano, dovrà approvare il bilancio 2008 con tanto di utili in positivo per presentare la domanda a Palazzo Koch. Dopodiché all'ufficio servizi relazioni esterne di Bankitalia serviranno 4 mesi per analizzare l'istruttoria.

Le banche non abbassano i tassi reali e la crisi colpirà due volte le imprese ( da "Riformista, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sono nate con pochissimo capitale proprio e dipendenti dal credito bancario fin dalla nascita», spiega la Longo. La stretta creditizia si compone di più elementi. Quella sui fidi, che si nota nei costi dei prestiti: l'Euribor (tasso dei prestiti interbancari usato come parametro di riferimento) sta scendendo grazie anche ai tagli al costo del denaro della Banca centrale europea,

d'alfonso ora adotta la strategia del silenzio ( da "Centro, Il" del 15-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: risponde al telefono agli amici fidati, rimandando ogni commento al suo legale, che parla ancora meno. E' invece per la difesa l'ora di dare spazio a cifre e documenti per certificare conti, che non tornano per la procura e che invece per il sindaco di Pescara autosospesosi per motivi di salute hanno una spiegazione.

Donne, quanta fatica con le banche ( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: anche solo per richiedere un aumento di fido, di sicuro sarebbero sorti una moltitudine di problemi». Donne penalizzate dunque e non poco. «Ad essere sincera non ne so il motivo - prosegue Botti - ad ogni modo gli istituti cui ho avanzato la richiesta, in cambio pretendevano garanzie sempre più pesanti.

piccole e medie imprese all'angolo ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: bancario torni a concentrarsi su imprese e prodotti.», sottolinea ancora il presidente provinciale dell'Api-Sarda, «Va in questo senso la recentissima firma dell'accordo, il primo in Sardegna, tra Sardafidi, Consorzio fidi dell'Api Sarda, e Unicredit Banca di Roma, in attuazione del progetto "Impresa Italia" che mette a disposizione delle imprese sarde associate venti milioni di

Arrestata banda di truffatori. La loro base? Un pub ( da "Affari Italiani (Online)" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: chiamate in gergo "cugini", ed accedeva cosi' a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata.

Lombardia/ Milano, documenti falsi per truffe a banche 10 ( da "Virgilio Notizie" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori riuscivano a risalire - aggiunge il comunicato - all'acquisto fraudolento di un noto locale notturno milanese, di numerosi beni acquistati illecitamente, tra cui una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata che una volta acquistati venivano rivenduti,

Fidi, è guerra sulle revoche ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Revoca non sempre legittima Non sempre il comportamento della banca può essere considerato legittimo. «Le linee di credito concesse da un istituto possono essere revocate solo quando il cliente è diventato un debitore non affidabile, perché ha ricevuto la notifica di decreti ingiuntivi, ha subito protesti,

Truffe a banche, 10 arresti ( da "Corriere.it" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: chiamate in gergo «cugini», ed accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata.

Mantova, credito alle imprese: intervento della CdC ( da "Sestopotere.com" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: consorzi fidi mantovani hanno già dato la loro disponibilità a supportare con le loro garanzia i prestiti delle aziende. Ora però manca un interlocutore fondamentale e insostituibile: il sistema bancario. Per questa ragione in questo incontro sono stati convocati tutti gli istituti di credito per conoscere la loro disponibilità a partecipare a questo strumento di sostegno finanziario.

Piazza Affari: andamento della seduta ( da "Miaeconomia" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione assegni e iscrizione CaiObblighi dei cointestatari del c/cC/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Curatore per immobile intestato a minoreSurroga mutuo cointestatoMutuo per protestatoRitiro garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?

Montanari incontra le banche: sostenete le imprese, serve liquidità ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: I consorzi fidi hanno già dato la loro disponibilità a supportare, con le loro garanzie, i prestiti delle aziende. All'incontro Montanari ha avanzato la sua proposta per coinvolgere il mondo del credito, l'anello mancante per far funzionare la catena degli aiuti: «Chiediamo alle banche di pensare ad una convenzione,

Tutte le modifiche alla commissione di m ( da "superEva notizie" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido.

Mutui a dipendenti fantasma, genovese arrestato a Milano ( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: chiave di volta per ottenere fidi bancari. Il secondo passo era l'acquisto di auto di grossa cilindrata, ma anche case e immobili di pregio, tra i quali una villa del valore di 300 mila euro in provincia di Cremona. Il terzo passo era la vendita di questi beni a ignari compratori: la truffa veniva così conclusa con l'incasso di denaro contante.

Artigiani, contro la crisi le risorse regionali ( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: si sollecita all'associazione il suo ruolo di interfaccia con il mondo creditizio e bancario: «Il problema vero - come ha sottolineato Antonella Bardoni, direttore del Consorzio Fidi Confiab di Bergamo - consiste nella diversa metodologia di analisi da parte delle banche, che assegnano alle aziende una classe di rischio maggiore».


Articoli

I valori sociali e culturali della provincia italiana e la percezione delle banche locali (sezione: Revoca fidi)

( da "AreaPress" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

pubblicato il 12/02/2009 - Lingua: ITALIANO A cura di: Cedacri - Tratto da: Pleon Italy I valori sociali e culturali della provincia italiana e la percezione delle banche locali In un quadro di generale incertezza, uno studio promosso da Cedacri evidenzia che sono le istituzioni e i valori legati al territorio e alla tradizione ad avere la fiducia degli Italiani a inizio 2009. Cedacri, da oltre trent?anni il più importante polo italiano di servizi informatici per il settore bancario e le istituzioni finanziarie, ha realizzato, in collaborazione con l? ISPO - l?Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione ? uno studio intitolato ?I valori sociali e culturali della provincia italiana e la percezione delle banche locali tra gli Italiani?. Lo studio si basa su dati raccolti con un sondaggio a livello nazionale in cui un campione della popolazione è stato chiamato a rispondere in merito ai propri valori e priorità sociali (ad esempio dando un ordine di importanza a elementi come la famiglia, la salute, il denaro, la cultura, il potere, la politica) e alla percezione nei confronti delle banche (piccole banche locali vs grandi gruppi nazionali) in termini di fiducia, convenienza, capacità di fidelizzazione, attrattività e solidità. Dai risultati è emerso che le priorità sociali e culturali, sia per chi vive in piccoli centri sia per chi risiede in grandi nuclei abitati, riguardano la sfera dei valori più tradizionali e più direttamente connessi alla sfera personale dell?individuo - sottolineando quindi il ruolo centrale della famiglia e della salute fisica, a discapito dell'interesse per la politica o il potere. Una tendenza, questa, che trova conferma anche quando il piano di indagine si sposta sulla percezione delle banche. In questo settore il dato evidenziato è che, sebbene la fiducia nelle istituzioni finanziarie continui ad essere piuttosto bassa (non più del 18% degli intervistati si fida realmente delle banche), è la banca locale a dare maggiore fiducia al cliente, che la sente più vicina a se stesso e ai propri valori, legati alla tradizione e al territorio. Dalla ricerca emerge così che le banche locali hanno una maggior capacità di fidelizzazione dei propri clienti rispetto a quelle nazionali (73% contro 60%), nonché una maggiore capacità di attrarre clienti di altre banche (il 38% degli intervistati ha risposto che, se dovesse interrompere i rapporti con la propria banca, si rivolgerebbe a una banca locale, contro il 27% che ha invece indicato una banca nazionale). Inoltre lo studio evidenzia come i clienti delle banche locali diano una migliore valutazione della propria banca in termini di convenienza di quanto facciano i clienti delle banche nazionali (6,8 contro 6,1, in una scala da 1 a 10). E? solo sul piano della solidità che la percezione degli Italiani premia le banche nazionali: dalla ricerca risulta che le banche locali sono percepite come meno solide e al sicuro da pericoli (con una differenza, rispetto a quelle nazionali, di oltre 10 punti percentuali). Questa ricerca rientra in un quadro più ampio di attività che Cedacri promuove per aggiornare costantemente la propria conoscenza del mondo bancario, anche mediante analisi effettuate da punti di osservazione esterni al settore, nonché per sviluppare basi di discussione sempre nuove con gli istituti di credito per i quali progetta ed eroga i propri servizi di outsourcing informatico e consulenza organizzativa di alto profilo. I risultati della ricerca contribuiscono altresì a una riflessione generale del settore alla luce dell?incertezza e della discontinuità che caratterizzano oggi il mercato e che hanno un impatto significativo anche sulle banche territoriali, ben rappresentate dai 70 istituti clienti di Cedacri. Cedacri S.p.A. è da oltre trent?anni il più importante polo italiano di servizi informatici per il settore bancario, e le istituzioni finanziarie. Con un organico di oltre 600 dipendenti, l?azienda ha una duplice missione: la realizzazione, manutenzione e gestione di un sistema multibanca; l?erogazione di servizi, sia in termini di full service che di service verticali. All?interno del proprio portafoglio, Cedacri annovera oltre 100 clienti, dei quali 70 istituti bancari italiani in full outsourcing, per un totale di oltre 2700 punti vendita e oltre 31,5 milioni di transazioni gestite giornalmente. Con un centro di calcolo che si colloca ai primi posti tra i centri italiani, Cedacri è leader nel mercato dell?outsourcing bancario sia in termini di fatturato - 165 mln di euro nel 2007 - sia in termini di clientela servita. L?azienda, certificata ISO 9001: 2.000 e ISO/IEC 27001: 2005 è inoltre riconosciuta per la capacità di anticipare i bisogni del mercato, grazie agli investimenti continuativi per l?evoluzione del sistema informativo. Cedacri S.p.A. è a capo di un Gruppo di società che presidiano completamente le molteplici attività correlate ai servizi di outsourcing, per completare l?offerta della Capogruppo e soddisfare esigenze specifiche in particolare in ambito Business Process Outsourcing, trattamento delle informazioni e gestione stampe. Il fatturato consolidato 2007 ammonta a oltre 203 mln di Euro. Per ulteriori informazioni: Cedacri Rita Zelaschi tel. + 39.0521.807.090 e-mail: relazioni.esterne@cedacri.it www.cedacri.it Pleon Michela Mantegazza tel. + 39.06.30260341 e-mail: michela.mantegazza@pleon.com www.pleon.com Rachida Azdod Tel: +39-02-006629-517 Fax: +39-02-20562-222 E-Mail: Rachida.Azdod@pleon.com Pleon Italy Via Lorenzini 4 20139 Milan Italy Tel: +39 02 0066290 Fax: +39 02 0066290 Web: http://www.pleon.com

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Furto telematico, dopo il danno la beffa (sezione: Revoca fidi)

( da "Trentino" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Furto telematico, dopo il danno la beffa Il derubato non riesce a farsi risarcire dalla Rurale Giudicarie Dopo la sua denuncia la vicenda si trascina dal 2006: password e codici segreti per l'accesso InBank non erano stati smarriti FABIO SIMONI GIUDICARIE ESTERIORI. «Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Così deve aver pensato un uomo delle Giudicarie esteriori che si è visto sottrarre indebitamente, dal conto corrente, la significativa somma di 5.600 euro. La più che spiacevole sottrazione del denaro è avvenuta per via telematica, attraverso tre operazioni distinte, da parte di ignoti non ancora identificati. Il signore in questione, titolare di una stazione "InBank Base" rilasciata dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella, si serviva della postazione informatica, attraverso il computer di casa, per il controllo periodico del proprio conto corrente e per le usuali operazioni a distanza. Ed è stato durante uno dei controlli periodici effettuati verso la fine del 2006 che ha potuto verificare, con sorpresa e stupore, i ripetuti ammanchi. Scoperto l'accaduto, il titolare della postazione "InBank", si recava alla filiale di Ponte Arche per segnalare la sottrazione del denaro. Nell'occasione, un operatore della banca riusciva all'ultimo momento a bloccare una successiva operazione di frode in atto. In seguito la direzione della banca effettuava le verifiche interne e presso i fornitori del servizio informatico, senza per altro riuscire ad individuare il truffatore anonimo. Dall'estratto conto del mese di novembre del 2006, compariva invece il nome del beneficiario di due bonifici di quasi 3.000 euro, e di una terza operazione di giro contro di 1.000 euro. I bonifici risultano a favore di un cliente della filiale di Formigine della Banca Popolare di Verona e Novara. Il giroconto invece sul conto corrente del signore delle Giudicarie esteriori. Da notare, che il tutto è avvenuto senza che il titolare del servizio bancario funzionante da casa attraverso Internet, avesse smarrito, segnalato ad estranei o fosse stato derubato dei codici segreti (indirizzo e password) necessari per accedere alla stazione "InBank". In un primo momento sembrava che la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella potesse rifondere il maltolto attraverso una propria assicurazione di protezione dei clienti. Poi questo non è avvenuto, poiché è risultato non essere previsto un risarcimento in caso di frode informatica come quella che stiamo descrivendo. Il titolare del conto corrente, nel frattempo, ha pensato di rivolgersi anche alle forze dell'ordine per sporgere denuncia. La denuncia, mediante la quale lo "sfortunato" cliente si è riservato di costituirsi parte civile, è stata stesa presso al stazione dei Carabinieri di Ponte Arche, e inviata come da procedura alla Procura della Repubblica di Trento, all'attenzione del pubblico ministero incaricato di aprire un fascicolo e seguire la vicenda. Da allora sono passati più di due anni ma non è successo nulla, se non l'aumento della rabbia.

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CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della Cass... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

BONDENO E ALTO FERRARESE pag. 18 CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della Cass... CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della Cassa di Risparmio di Ferrara: Vittorio Zucchi è stato nomiato nuovo direttore al posto di Luca Roncarati trasferito all'Agenzia 16 di Ferrara. Vittorio Zucchi come si legge in una nota stampa vanta una pluriennale esperienza bancaria alle spalle. Infatti per oltre dieci anni ha lavorato presso la filiale di Bondeno occupandosi del settore affidamenti e successivamente è stato a capo della dipendenza di Mirabello. Di prestigio anche il curriculum di Luca Roncarati che ha lavorato in diverse unità produttive sempre della Cassa di Risparmio di Ferrara fra le quali Portomaggiore, Padova, Forlì e poi presso l'ufficio estero e l'ufficio fidi.

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BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola.... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIA E FINANZA pag. 27 BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola.... BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola. Il patto anti-crisi sottoscritto a dicembre dalla Regione, dai Consorzi fidi dell'industria, dell'artigianato e della cooperazione e dai principali gruppi bancari operanti sul territorio non sembra in grado di garantire le piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Gli artigiani puntano il dito contro le banche che, dicono, non rispettano gli accordi e «scaricano tutti i rischi sui Confidi». Pensare che il sistema bancario che aderisce all'intesa dovrebbe mettere a disposizione delle imprese un miliardo di euro. Fondi da destinare a quei finanziamenti a breve e medio termine che sono necessari a soddisfare le esigenze di liquidità straordinaria, favorire lo smobilizzo dei capitali e anticipare il pagamento della cassa integrazione. I mutui, precisa l'accordo, devono essere erogati con un tasso non superiore all'Euribor, maggiorato di uno spread' massimo di 1,5 punti. Ma proprio il basso tasso d'interesse previsto dal patto sembra essere uno dei problemi. «Per molte banche non è conveniente erogare credito a queste condizioni», osserva Daniela Magni, responsabile Confidi della Cna. n. c.

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di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

ECONOMIA E FINANZA pag. 27 di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio... di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio ai suoi associati e la Confartigianato prepara un dossier. A distanza di quattro mesi dalla tempesta finanziaria che ha messo in crisi il sistema bancario, le associazioni degli artigiani rilanciano l'allarme sulla stretta del credito. Preoccupa il futuro delle 340mila piccole e medie imprese emiliano-romagnole e dei loro dipendenti (circa un milione), ma preoccupa ancor di più il loro silenzio'. «Basta con le denunce generiche. Chi si trova in difficoltà per colpa delle banche tuona il segretario regionale della Cna, Gabriele Morelli deve fare nome e cognome. Le aziende devono segnalarci gli istituti di credito che non rispettano gli impegni sottoscritti». L'appello suona un po' come una sveglia' agli associati. Le segnalazioni non mancano, ma «i nomi osserva Morelli non saltano fuori. Le banche hanno molti argomenti a loro favore» e le imprese temono ritorsioni. Nel frattempo, però, la situazione non sta affatto migliorando. «Le notizie che arrivano dalle nostre sedi provinciali spiega il segretario non sono buone. Ci dicono che la stretta diventa ogni giorno più forte». Sul banco degli imputati soprattutto i grandi gruppi bancari. «Anche se precisa Morelli non tutti si comportano allo stesso modo. Alcuni istituti che fanno più credito di altri». CERTO è che la mancanza di liquidità sta diventando un problema serio, specie per le imprese edili, meccaniche e dei trasporti. «Il loro andamento congiunturale osserva Morelli non è buono e le banche vedono questi comparti con grandissima diffidenza». Più il rating dell'azienda è basso e più il costo del denaro sale. Le associazioni di categoria hanno cercato di metterci una pezza. A dicembre i Consorzi fidi dell'artigianato, dell'industria e della cooperazione hanno firmato un protocollo d'intesa che impegna i principali gruppi bancari a non aumentare i tassi d'interesse. E sempre a dicembre la Cna ha creato, assieme a Confartigianato, il più grande Consorzio fidi del paese: Unifidi. «Ma il problema resta», osserva Morelli. E il rischio che le aziende chiudano aumenta. «Per evitare che accada, occorre che tutti collaborino». Serve quella cabina di regia' promessa dalla Regione per monitorare il problema e costringere le banche «a rispettare gli accordi». L'ANALISI è condivisa anche dal presidente di Confartigianato Emilia-Romagna, Giampaolo Palazzi. La sua associazione ha avviato a livello provinciale una vera e propria indagine sul tema. «Stiamo intervistando i nostri associati e raccogliendo informazioni. Vogliamo sapere da loro spiega quanto hanno chiesto alle banche e quanto hanno ottenuto». L'obiettivo è smascherare gli istituti di credito che «negano la stretta, ma poi non finanziano le imprese o le finanziano poco». Ma Palazzi torna anche a chiedere lo slittamento delle rate dei mutui accesi dalle aziende per gli investimenti. Altrimenti, spiega, si rischia che «in poco tempo le banche diventino proprietarie dei nostri capannoni e macchinari».

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IL Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

FAENZA pag. 13 IL Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti... IL Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti finanziari per sostenere i diversi soggetti interessati dalla crisi economica. L'istituto di credito ha aderito alla convenzione stipulata dalla Federazione BCC dell'Emilia Romagna con le organizzazioni sindacali, al fine di offrire ai lavoratori di imprese in crisi, l'opportunità di poter disporre con rapidità, a titolo di anticipo, di una quota di ciò che riceveranno dall'Inps una volta definita la pratica di Cassa Integrazione. La BCC ravennate e imolese concederà finanziamenti individuali fino ad un importo massimo di circa 9mila euro, con durata massima di 9 mesi, in rate mensili. Gli importi individuali saranno concessi a tasso zero. L'iniziativa si affianca a quanto la BCC ravennate e imolese aveva già attuato nel mese di dicembre scorso, a sostegno delle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui casa. Sono previste due possibilità: 1) Pagamento, per un massimo di 12 mesi, della sola quota interessi con slittamento in avanti dell'ammortamento del mutuo. 2) Sospensione, per un massimo di 12 mesi, delle rate, con slittamento in avanti dell'ammortamento del mutuo. Qualora il mutuatario richieda l'intervento per problemi occupazionali accertati, la nuova facilitazione accordata sarà a tasso zero. In un contesto di grande preoccupazione per gli effetti che la crisi finanziaria potrà determinare sull'economia reale in generale, nonché sul sistema produttivo regionale, il Credito Cooperativo ravennate e imolese ha sottoscritto l'accordo con la Regione Emilia-Romagna, i Consorzi fidi, Unioncamere dell'Emilia - Romagna, con il fine di favorire e garantire la possibilità di accesso, da parte delle piccole e medie imprese, al credito bancario a breve e medio termine. L'accordo, che avrà durata fino al 31.12.2009, prevede che il sistema bancario metta a disposizione un plafond complessivo di un miliardo di Euro, a tassi di interesse di particolare favore, collegati all'Euribor. Potranno accedere ai finanziamenti in oggetto le piccole medie imprese, per l'erogazione di finanziamenti a breve/medio termine necessari a soddisfare i fabbisogni legati al consolidamento delle passività a breve e alla gestione del capitale circolante. Già nel mese scorso la BCC era intervenuta per fornire liquidità alle imprese in occasione degli impegni in scadenza nel breve periodo, fino all'importo massimo di 250mila euro per impresa.

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Aziende messe in ginocchio dalle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Aziende messe in ginocchio dalle banche La denuncia del Codacons: «Si trovano improvvisamente senza copertura». Pronti all'esposto in Procura Giovedì 12 Febbraio 2009, Il Codacons sta vagliando l'ipotesi di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Rovigo perché si accerti se esistano profili penalmente rilevanti riguardo alle segnalazioni «giunte da numerosi imprenditori polesani, i quali - spiega la presidente del Codacons di Rovigo Chiara Crivellari - si ritrovano da un giorno all'altro senza copertura bancaria, e addirittura in sofferenza ed iscritti nelle "centrali rischi", la Sic, meglio conosciuto come la lista nera dei cattivi pagatori». Perché? Secondo l'associazione a difesa dei consumatori, «tutto è nato dalla bufera economica che ha avuto, nell'occhio del ciclone, i mutui americani ed il fallimento della banca Lehman Brothers: fatti tali da mettere in crisi la liquidità del sistema bancario». Quali sono i riflessi in Polesine? «Con la scusa di verificare il rischio di esposizione dell'impresa e di valutarne il rating come prevede "Basilea 2", oppure al momento del rinnovo del fido annuale, a Rovigo - risponde Crivellari - abbiamo contato 20 casi di imprenditori, artigiani e commercianti che si sono rivolti al Codacons per segnalare di essere stati chiamati dal rispettivo istituto di credito, per ricevere la comunicazione che gli sarebbe stato applicato un rialzo dei tassi in passivo». «Tutto ciò - spiega la presidente del Codacons di Rovigo - in violazione dei tassi concordati nel contratto». «Un'altra tecnica - continua - è la chiusura del prestito con la richiesta del rientro immediato». «A volte, davanti a tale richiesta, l'imprenditore non dispone sempre di liquidità immediata per pagare»: con quali conseguenze? «La mancata immediata accettazione di tale proposta - spiega Crivellari - provoca la chiusura del conto ed il rientro immediato del fido. Non solo: se il malcapitato non riesce a ritirare tutti gli assegni, nel frattempo staccati, entro il termine prestabilito della banca, viene perseguito anche per emissione di assegni a vuoto, anche se la comunicazione dalla banca giunge tramite raccomandata solitamente in data postuma alla chiusura del fido». «Inutile spiegare - continua la referente locale del Codacons - che l'iscrizione alla lista dei cosiddetti "cattivi pagatori", cioè di coloro che hanno un mutuo o un fido in sofferenza, determina l'ostracismo da parte di tutti gli istituti bancari e dei fornitori, che così pretendono i pagamenti in contanti». In queste condizioni, secondo le segnalazioni ricevute dal Codacons, l'imprenditore cerca di "rientrare" in tutti i modi: magari vendendo immobili di proprietà, oppure chiedendo un piano di rientro rateale alla banca, «la quale, se accetta la proposta, applica tassi non proprio agevolati», puntualizza il Codacons. «Attenzione però - avverte l'associazione a difesa dei cponsumatori -, perché il piano di rientro non è immediato e l'imprenditore rimane nella lista nera, per almeno un anno dopo aver estinto il debito». Perché questa situazione, anche in Polesine? «Evidentemente le banche, in crisi di liquidità, hanno deciso di stringere i cordoni creditizi e di non concedere più prestiti alle imprese, se non a caro prezzo», secondo il Codacons, che non si ferma qui nell'analisi. «La cosa, come spiegato, sarebbe già "inopportuna" visti gli effetti di aggravamento della recessione economica in atto, oltre ad essere "ingiustificata" in considerazione di tutti i provvedimenti presi con Ecofin e con il Governo italiano in favore delle banche. Ma può diventare illegale se fatta con la procedura prima descritta, che potrebbe essere connotata come equivalente ad un vero e proprio "ricatto": nel senso che "O paghi il rialzo dei tassi, oppure ti chiudo il fido e mi ridai i soldi subito». «Si potrebbero anche ipotizzare i reati di estorsione e minaccia», secondo il Codacons. Oltre all'esposto in Procura, il Codacons di Rovigo si prepara anche a «inoltrare la segnalazione al Governo e al Governatore della Banca d'Italia». Nicola Astolfi

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Nel rapporto tra banche e imprese le piccole sono penalizzate (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Reggio" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nel rapporto tra banche e imprese le «piccole» sono penalizzate REGGIO. Gli Industriali di Reggio hanno realizzato, nel mese di gennaio 2009, una indagine per monitorare le condizioni applicate dagli istituti di credito alle aziende associate. Le indicazioni tendenziali rilevate riguardano tanto le variazioni intervenute nelle condizioni praticate sulle principali operazioni finanziarie a breve e a medio-lungo termine quanto le difficoltà riscontrate nell'accesso al credito da parte delle imprese. Per quanto riguarda i tassi a breve termine, dopo che la prima indagine ad ottobre 2008 aveva rilevato forti aumenti dovuti sia all'andamento crescente dei tassi di mercato interbancari sia all'incremento degli spread applicati su di essi (incremento medio rilevato degli spread pari a 1,25%), nella seconda indagine i tassi a breve restano prevalentemente stabili rispetto ai valori precedentemente raggiunti, ma con ulteriori ritocchi verso l'alto. In particolare, è stato rilevato un tasso medio del 7,4% - con un aumento nel 21% dei casi - per lo scoperto di conto corrente che pare sicuramente elevato, considerato nel periodo l'andamento nettamente decrescente dell'euribor, cioè del tasso di riferimento interbancario di mercato. Oscillano tra valori del 4,7% (anticipo fatture e finanziamento liquidità) e il 4,9% (anticipi import), gli altri tassi medi, con il punto più basso 4,3% nel caso degli anticipi export, peraltro anch'esso in aumento presso il 37% delle imprese. Il valore del tasso medio è influenzato dalla presenza di alcune aziende medio-grandi con tassi contenuti, che abbassano la media. Le piccole imprese risultano quindi maggiormente penalizzate. Per quanto riguarda i tassi a medio termine sono stati rilevati valori medi del 5,5% per finanziamenti chirografari e del 5,6% per il leasing strumentale con uno spread medio dell'1,2% e dell'1,3%. Sul valore del tasso medio valgono le considerazioni precedenti. Lo spread è riferito al tasso di riferimento variabile (nessuna azienda ha segnalato tassi fissi). Si evidenzia che, nel periodo di riferimento della rilevazione una percentuale molto elevata del campione segnala di non avere fatto ricorso alle operazioni a medio-lungo termine indicate. In merito alle difficoltà riscontrate nell'accesso al credito da parte delle imprese, rispetto alla precedente indagine riferita ad ottobre, si rileva un aumento delle imprese che dichiarano una situazione di razionamento del credito. In dettaglio: il 69% delle aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese l'azienda avrebbe desiderato maggior credito, ai tassi di mercato, rispetto a quanto ottenuto?», mentre in precedenza era l'84%. Parallelamente quasi raddoppiano le aziende che confermano il desiderio di maggior credito, desiderio evidentemente non soddisfatto dal sistema bancario, passando dal 16% di ottobre al 31% ora rilevato. Il 91% delle aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese è stato chiesto il rientro dei fidi?». Erano il 98% lo scorso ottobre. Conseguentemente cresce al 9% la percentuale di aziende che hanno subito una richiesta di rientro dei fidi in tempi piuttosto brevi (da un minimo di 1 mese ad un massimo di 6 mesi). Si evidenzia il fatto che nel giro di un paio di mesi i rientri dei fidi sono aumentati e le aziende coinvolte sono passate da un 2% ad un 9% con un incremento impressionante anche se, fortunatamente, ancora in un ambito ampiamente minoritario rispetto alla totalità del campione. Per quanto riguarda la variazione dei fidi accordati, la maggioranza delle imprese segnalano di non avere avuto variazioni: il 72% per i fidi a breve termine ed il 69% per i fidi a medio termine. Anche qui si nota comunque un aumento, rispetto alla rilevazione di ottobre, delle segnalazioni di diminuzione dei fidi: esattamente il 9% segnala diminuzioni dei fidi a breve ed il 13% la diminuzione dei fidi a medio-lungo. Entrambe le tipologie di fidi in ottobre 2008 ci erano stati segnalati in calo solo dal 4% delle imprese rispondenti. Da rimarcare la riduzione degli affidamenti a medio-lungo termine, spiegabili in parte dalla flessione degli investimenti aziendali ed in parte maggiore, se si abbina la risposta con quella sul desiderio di ricevere maggior credito, dalla mancanza di liquidità nelle banche da dedicare ad impegni pluriennali. Infine, in merito alla conoscenza da parte delle imprese del rating attribuito loro dalle banche, il 62% dichiara di conoscerlo. Si segnala, tuttavia, che ben il 38% dichiara invece di non conoscere il proprio rating (o giudizio).

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finiti i soldi per anticipare la "cassa" (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 9 - Empoli Finiti i soldi per anticipare la "cassa" Grido di dolore degli imprenditori al tavolo anti-crisi del distretto Chiesti aiuti per alleviare i costi fissi della depurazione SANTA CROCE. «Favorire la ripresa dei consumi, attenuare gli elementi di criticità interni, come i costi di depurazione, sostenere le aziende in difficoltà, utilizzare al massimo gli strumenti di protezione sociale e fronteggiare le situazioni di disagio socio-economico». Questi i punti salienti del documento redatto ieri al termine dell'incontro nella sala consiliare del Comune di Santa Croce sull'Arno, che aveva come unico punto all'ordine del giorno l'analisi della crisi che sta attraversando l'economia del Comprensorio del cuoio toscano. Una riunione importante a cui hanno preso parte le istituzioni (i Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e la Provincia di Pisa), i sindacati (Filcem e Filtea della Cgil e i responsabili della stessa sigla per il Valdarno inferiore) e i rappresentanti degli imprenditori locali (Associazione Conciatori di Santa Croce sull'Arno, Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Assa, Cna, Confartigianato, Api Pisa, Consorzio Calzaturieri). Un notevole schieramento di forze per chiedere a Regione e Governo una particolare attenzione verso le concerie, i calzaturifici e le tante lavorazioni per conto terzi che agiscono in questa zona. A Roma e Firenze, Santa Croce chiede di aumentare le risorse a disposizione delle famiglie, diminuendo la pressione fiscale e ampliando gli ammortizzatori sociali. Il documento riguarda anche la pressione fiscale e si riferisce a una revisione degli studi di settore, ma anche alla rivalutazione di una proposta di concordato fiscale di distretto. Uno dei temi centrali è quello dei costi di depurazione. «La proposta che avanziamo - si legge nel documento - è quella di anticipare parte degli stanziamenti pubblici previsti per i futuri investimenti del Tubone destinandoli agli ammortamenti residui sui vecchi impianti. Si tratterebbe solo di una anticipazione finanziaria di stanziamenti già deliberati, che rientrerebbe successivamente, aumentando la quota d'investimento della parte imprenditoriale. Di fatto l'investimento per l'accordo di programma salirebbe a 114 milioni di euro e la quota della parte imprenditoriale sarebbe di 44 milioni di euro, anziché gli attuali 14 milioni». Altra priorità, il rapporto con il mondo del credito: «Segnaliamo - continua la nota - che sta aumentando il numero delle aziende non più in grado di garantire l'anticipazione della cassa integrazione ai propri dipendenti. Appare quindi indispensabile, in questa fase, avviare colloqui con il sistema bancario e con i Consorzi Fidi per cercare di trovare soluzioni urgenti a questo problema per evitare che i lavoratori interessati ricevano un salario già ridotto per la cassa integrazione in ritardo di mesi, a causa dei tempi procedurali dell'Inps. Si tratta di un problema che rischia di avere conseguenza drammatiche per centinaia e centinaia di famiglie della nostra zona che può essere risolto con un accordo complessivo che veda coinvolti tutti i soggetti interessati». Un accento anche per le politiche del lavoro e i disagi sociali, entrambe da affrontare utilizzando al massimo gli ammortizzatori sociali, estendendoli anche alle categorie che, al momento, non ne hanno diritto, in modo da non disperdere le professionalità maturate in questo territorio. Andreas Quirici

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lettera Caro direttore, "strozzati dalle banche" (sezione: Revoca fidi)

( da "Riformista, Il" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

lettera Caro direttore, "strozzati dalle banche" lettera Caro direttore, "strozzati dalle banche". Titolo più che mai azzeccato ma soprattutto veritiero. Io da imprenditrice non posso far altro che dare la mia testimonianza su quanto sto subendo dal sistema bancario. Tassi da usura e ricatti. Mi sono sentita dire da certi direttori "sa, signora, se chiediamo di abbassare i tassi può succedere che la direzione non rinnovi i fidi". Ma gli aiuti che, a suo tempo, il Governo ha detto alle banche di concedere, dove sono? Ora non se ne parla più, solo di Eluana si parla, pace all'anima sua. Ma intanto tanti piccoli imprenditori piangono al capezzale delle loro aziende. Bianca Fascioli 13/02/2009

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garanzie industriali soddisfatti (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 3 - Prato Garanzie Industriali soddisfatti PRATO. Soddisfazione degli industriali sui nuovi contributi a garanzia del credito della Regione Toscana. «Si tratta di garanzie, gratuite per le aziende, che possono coprire fino all' 80% dell'importo finanziato dagli istituti di credito per gli investimenti e fino al 60% per il reintegro della liquidità», spiega la vicepresidente dell'Unione industriale pratese Raffaella Pinori. «Ai finanziamenti erogati viene applicato uno spread bancario previsto dal protocollo. Le condizioni di accesso prevedono la rispondenza a parametri riscontrabili non in tutte le aziende ma comunque alla portata di buona parte di esse. Riteniamo che le banche abbiano ogni interesse a sollecitare ai propri clienti il ricorso a queste misure di garanzia: indipendentemente da tassi e costi, oggi i timori degli istituti di credito sono legati proprio all'affidabilità dei clienti. Vigileremo con attenzione sull'effettivo impegno del sistema del credito ad utilizzare in maniera estesa ed appropriata questi strumenti. Ma è fondamentale che siano anche le imprese stesse a proporre alle banche, quando ve ne siano le condizioni, il ricorso a questi strumenti. Peraltro come Prato abbiamo chiesto, in conseguenza delle specificità dei problemi che investono il distretto, una riserva ad hoc per le nostre imprese». L'Unione sta facendo opera di informazione e di sensibilizzazione delle imprese associate sia attraverso il proprio Sportello credito sia con iniziative specifiche. In particolare l'Unione industriale Pratese ha organizzato per martedì 3 marzo alle ore 15 un seminario per illustrare le potenzialità dei fondi aperto alle aziende socie. Al seminario interverrà il dottor Pietro Bracci, responsabile dell'Area Garanzie di Fidi Toscana.

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<Credito, i fondi regionali una risposta per le aziende> (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (Prato)" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

24 ORE PRATO pag. 10 «Credito, i fondi regionali una risposta per le aziende» UNIONE INDUSTRIALE TEMA MOLTO «caldo», quello del credito per le piccole e medie imprese in difficoltà di fronte alla crisi. Un fronte sul quale arriva qualche buona notizia con la Regione Toscana che ha recentemente sottoscritto col sistema bancario toscano uno specifico protocollo di intesa "anti-crisi" che rende operative due nuove misure di garanzia presso Fidi Toscana. In sostanza vengono accesi, per un ammontare complessivo di 48 milioni di euro, specifici fondi di garanzia a copertura dei finanziamenti che le imprese toscane chiederanno per nuovi investimenti (anche nella forma del leasing) oppure per il reintegro della liquidità. «Si tratta di garanzie, gratuite per le aziende, che possono coprire fino all' 80% dell'importo finanziato dagli istituti di credito per gli investimenti e fino al 60% per il reintegro della liquidità», spiega la vicepresidente dell'Unione Industriale Pratese Raffaella Pinori «Ai finanziamenti erogati aggiunge Pinori viene applicato uno spread bancario previsto dal protocollo. Riteniamo che le banche abbiano ogni interesse a sollecitare ai propri clienti il ricorso a queste misure di garanzia: indipendentemente da tassi e costi, oggi i timori degli istituti di credito sono legati proprio all'affidabilità dei clienti. Vigileremo con attenzione sull'effettivo impegno del sistema del credito ad utilizzare in maniera estesa ed appropriata questi strumenti».

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SE L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ri... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PESARO pag. 4 SE L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ri... SE L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ricci, era quella di far sapere ciò che la Regione (insieme a Provincia e Camera di Commercio) sta facendo per affrontare la crisi economica, la massa di cifre offerta dal neo assessore al Lavoro Fausto Badiali ha chiarito poco le idee e prodotto il solito topolino uscito dalla montagna. A conti fatti la Regione (coinvolgendo Province ed enti camerali) punta ad investire 21,8 milioni di euro. Di questi 1,8 milioni erano destinati alle aree già in crisi dal 2008 (Piceno e Fabrianese), ma, in realtà, di soldi utili alla bisogna, in tempi stretti, ci sono un pugno di milioni di euro per offrire garanzie alle aziende rispetto al ricorso al credito bancario. Dice Badiali: «Le banche vogliono garanzie maggiori dalle aziende, che hanno invece bisogno di soldi per mandare avanti la produzione. Ebbene noi offriamo la seconda garanzia con questi fondi, attraverso le varie Co-fidi, e, con il Mediocredito centrale anche un terzo livello di garanzie». In ballo ci sono 10 milioni di euro, ma per la provincia di Pesaro ne arriveranno meno di 2 milioni, compresi i fondi già stanziati da Provincia e Camera di Commercio, presenti alla conferenza stampa del gruppo regionale Pd ai massimi livelli (Palmiro Ucchielli e Alberto Drudi). «Questo stanziamento farà da volano a 40 milioni di euro di finanziamenti bancari», assicura l'assessore Badiali. IN REALTA' siamo ancora agli annunci, visto che la procedura comporterà almeno 2 mesi prima di essere a posto a livello burocratico, con tanto di azienda di credito vincitrice di una gara. «Una parte dei nostri fondi è già stata messa a disposizione delle co-fidi», sottolinea Drudi. Mentre Palmiro Ucchielli risponde indirettamente a Cna e Confindustria. «Noi abbiamo investito oltre 50 milioni di euro, le manutenzioni vanno tutte alle aziende locali. In realtà dovrebbero rivolgersi al governo, affinché sblocchi il patto di stabilità per gli investimenti. Noi raccoglieremo le firme».

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Pmi, un aiuto per superare la crisi (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 13-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Campania credito Pmi, un aiuto per superare la crisi Dodici Confidi uniscono le forze per dare vita al superconsorzio regionale Dodici Confidi campani uniscono le forze. Dànno vita a un raggruppamento temporaneo di imprese finalizzato alla costituzione del Confidi Campania, il superconfidi regionale di secondo grado previsto dalla legge regionale 40/2008. L'obiettivo è quello di favorire lo sviluppo delle Pmi in un'epoca di crisi attraverso un più agevole accesso al credito, cosa possibile attraverso un irrobustimento del frammentato sistema dei consorzi fidi locali. Il nuovo organismo vanta oltre 11mila soci, un patrimonio netto di circa 20 milioni e garanzie rilasciate per circa 130 milioni. Con questi numeri il raggruppamento può ambire a diventare un intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia. Il Confidi Pmi Campania, presieduto da Lucio Donadio, è il capofila dell'operazione. Sergio Governale Nasce il primo superconfidi regionale, composto da dodici consorzi locali, per "porre in essere, unitariamente, tutte quelle attività funzionali alla costituzione del Confidi Campania", consorzio di secondo grado previsto dalla legge regionale 40/2008. Lo si legge nell'atto di costituzione del raggruppamento temporaneo di imprese firmato a Napoli lo scorso 19 gennaio davanti al notaio Luigi Di Persia. L'obiettivo è quello di favorire lo sviluppo delle Pmi in un'epoca di crisi attraverso un più agevole accesso al credito, cosa possibile attraverso un irrobustimento del frammentato sistema dei consorzi fidi locali. I dodici soggetti sono espressione di oltre 11mila soci e insieme detengono un patrimonio netto di circa 20 milioni di euro e garanzie rilasciate per 130 milioni. Con questi numeri il superconfidi regionale può diventare intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo unico bancario. qualifica particolarmente utile ai fini di Basilea 2. L'organismo, per il quale il Confidi Pmi Campania presieduto da Lucio Donadio ha il ruolo di capofila, intende promuovere la crescita ampliando la compagine sociale del superconfidi, sviluppando attività di controgaranzia ai soci e attività diretta in cogaranzia e svolgendo eventualmente un'attività diretta. "Quando ognuno fa la propria parte, le cose si muovono e il territorio può beneficiarne. La Regione Campania ha messo sul piatto 5 milioni di euro e noi ci siamo mossi. Auspichiamo pertanto un sostegno corale, non solo con le parole, da parte di tutti per aiutare il territorio a crescere. Il nostro organismo è aperto. Chiunque può entrarvi: banche o altri Confidi", afferma Donadio. Gli aderenti Confidi presidente Creditart Giuseppe Cerella Confcredito Salvatore De Raffaele Confidi Salerno Marcello Fasano Confidi Pmi Campania Lucio Donadio Impresa Confidi Aniello Reccia Cidec Modestino Giovagnoni Artigiancredito Giuseppe Tulino Agriconfidi Aldo Gagliardo Consorzio Api Campania Fidi Bruno Turrà Ascom Fidi Caserta Antonio Cuccaro Campania Credito Giovanni Peltrini Cooperfidi Valerio Scarpati I?numeri Numero di soci oltre 11mila Patrimonio netto 20 mln circa Garanzie rilasciate 130 mln circa del 13-02-2009 num.

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I messaggi di Hermes e la spocchia dei quantitativi pag.2 (sezione: Revoca fidi)

( da "Trend-online" del 13-02-2009)

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I messaggi di Hermes e la spocchia dei quantitativi PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Edoardo Macallè , 13.02.2009 20:33 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! tutto soggettive?, ma soprattutto che ?nessuno studio è mai riuscito finora a quantificarle matematicamente?. Tale critica era contenuta in un libro scritto a tre mani (quelle di R.J. Teweles, Ch. V. Harlow, H.L. Stone) ed aveva spinto Murphy ad una replica che, a mio parere, rappresentava quanto di peggio si sarebbe potuto scrivere per tutelare l?Analisi Tecnica da critiche ulteriori (e da qui, pertanto, la necessità del mio ?parricidio?): ?La verità è che l?interpretazione è soggettiva [queste ?ultime tre? sono le uniche parole in grassetto dell?intero suo libro!] e leggere un grafico è un?arte, anche se sarebbe più corretto parlar di ?abilità?. Le configurazioni tecniche sono raramente lampanti, cosicché neanche gli analisti esperti si trovano sempre d?accordo nelle loro interpretazioni. Esiste sempre un elemento di dubbio e di disaccordo proprio perché esistono differenti approcci all?analisi tecnica, che spesso sono discordanti fra loro.? Giusto queste ultime parole avevano finito per motivare tutto il mio risentimento: ?Neanche un analista quantitativo sarebbe riuscito a trovar parole migliori per denigrare l?Analisi Tecnica e, nello stesso tempo, perorar la propria causa di fronte agli occhi di un investitore istituzionale! E così, anziché fondar filosoficamente l?Analisi Tecnica, com?era nelle sue intenzioni, Murphy è riuscito nell?involontario compito d?affondarla quasi del tutto. E, comunque, non solo filosoficamente: trovate, infatti, nelle sue parole, un buon motivo per cui possiate ?fidarvi? dell?Analisi Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché, della stessa, possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che fidarsi, nel caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente rilevanti nel settore degli investimenti, ma anche in quello che s?è soliti definire ?ricerca e sviluppo?. segue pagina >>

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Confeserfidi, dopo il bilancio parte la corsa verso il 107 (sezione: Revoca fidi)

( da "MF Sicilia" del 14-02-2009)

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MIFI Sicilia Numero 032  pag. 3 del 14/2/2009 | Indietro Confeserfidi, dopo il bilancio parte la corsa verso il «107» SICILIA TERRITORIO & IMPRESE Di Emanuela Rotondo Da quasi un anno lavorano per diventare una vera e propria “banca di garanzia”. Il sogno potrebbe diventare realtà dopo l'estate quando, se tutto dovesse andare per il verso giusto, Bankitalia rilascerà il via libera per l'iscrizione all'albo degli intermediari finanziari, così come previsto dall'art.107 del testo unico bancario. Prima però Confeserfidi, il consorzio di garanzia fidi del Ragusano, dovrà approvare il bilancio 2008 con tanto di utili in positivo per presentare la domanda a Palazzo Koch. Dopodiché all'ufficio servizi relazioni esterne di Bankitalia serviranno 4 mesi per analizzare l'istruttoria. Gli incontri romani sono già iniziati. Nel corso della settimana appena trascorsa Bartolo Mililli e Roberto Giannone, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Confeserfidi, hanno tenuto un'audizione per illustrare l'attività che il consorzio ha svolto nel corso degli anni. Numeri alla mano, i finanziamenti erogati nel corso del 2008 da Confeserfidi sono stati complessivamente 430 milioni di euro, così suddivisi: il 45% in prestiti fiduciari, il 35% in mutui ipotecari e il 20% finanziamenti a breve termine. Il numero dei soci è arrivato a circa settemila, di cui 900 sono i nuovi entrati dell'anno scorso (agricoltura 1%, artigianato 24,2%, commercio 63,3%, industria 3,3%, servizi 7,8% turismo 0,4%). Il capitale sociale ammonta a poco più di tre milioni di euro e la consistenza dei fondi rischi è pari a 13,16 milioni. «Avremmo potuto presentare la domanda già lo scorso anno», dice Mililli a Milano Finanza Sicilia. «Ma abbiamo voluto aspettare per bussare a Palazzo Koch con un biglietto da visita migliore». E così dovrebbe essere quando l'assemblea approverà il bilancio 2008. La scelta di Confeserfidi, così come quella di altri consorzi fidi che hanno imboccato la strada del 107, si inserisce nel contesto della nuova disciplina prevista da Basilea 2. L'entrata in vigore dell'accordo bancario, che prevede criteri più severi nella valutazione del merito creditizio delle aziende, ha costituito una sorta di spauracchio per le pmi. Ecco perché la soluzione è quella di avere dei garanti. Al momento nessun confidi siciliano ha ottenuto il via libera da Bankitalia. In corsa come intermediari, però, ci sono anche Fideo, Unifidi, Commeserfidi e Credimpresa. A livello nazionale sono stati iscritti a questo speciale albo soltanto Finsardegna e Artigiancredito Toscano. (riproduzione riservata) Artigiancredito Toscano  Bankitalia  Palazzo Koch  Confeserfidi  corsa  bilancio  

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Le banche non abbassano i tassi reali e la crisi colpirà due volte le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Riformista, Il" del 14-02-2009)

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credit crunch/1 Dopo la lettera di Fiorenza Mursia, al Riformista sono arrivate segnalazioni di altri imprenditori. La posizione delle pmi di viale Astronomia Le banche non abbassano i tassi reali e la crisi colpirà due volte le imprese LUISA LONGO. «Vi spiego come mai noi piccoli imprenditori abbiamo poco potere contrattuale verso gli istituti di credito, cambiare è praticamente impossibile anche perché nella stessa zona ci sono pochissime differenze di prezzo e di condizioni. Non è un cartello, ma quasi». di Stefano Feltri Non è solo una questione di costi: nella crisi le banche hanno adottato un metodo di lavoro diverso. «Ieri mattina sono andata in banca perché un mio importante cliente non mi aveva pagato - succede sempre più spesso - le ricevute bancarie e io ho dovuto emetterle di nuovo, cioè prolungargli il credito. La banca mi ha risposto che non potevo farlo e che quel credito andava considerato come inesigibile. Ho obiettato che presso quella banca c'erano tutte le mie garanzie, personali e non, e che era la prima volta che riscontravo quel genere di reazione. Hanno replicato che stanno educando le aziende a essere più disciplinate. Non mi era mai capitata una simile argomentazione», questo racconta un'imprenditrice del nord est italiano, epicentro del dinamismo imprenditoriale italiano e ora a rischio di soffocamento per mancanza di credito. Si chiama Luisa Longo, insieme al fratello Renzo è titolare e amministratrice di un'azienda dove lavorano oltre 50 persone, la Longo Srl. A Quarto d'Altino, non lontano da Venezia, dove è stato inaugurato («finalmente») il passante di Mestre, produce mobili in stile Ikea, come si deve dire oggi visto che la vecchia espressione «in kit» non la usa più nessuno: arredamento in scatola con le istruzioni per montarselo da soli. Sono prodotti di qualità ma a prezzi contenuti (si risparmia molto sulla manodopera saltando l'assemblaggio) che quindi reggono bene anche in tempo di crisi. I clienti sono soprattutto grandi distributori, più che i consumatori finali, quindi un po' meno sensibili alla congiuntura. Il problema sono le banche: «più che una stretta, si osserva un tentativo di ridurre in tutti i modi il rischio, anche quello minimo». Perché gli istituti di credito si fidano sempre meno di imprese che si trovano esposte alla nuova Grande depressione e anche quelle di più solida tradizione vengono considerate in pericolo. Anche la Longo? «Io mi sento più a rischio di prima, perché un'attività deve poter crescere per rimanere sul mercato. E il 2008 è stato un anno difficile per tutti, in cui pochissimi sono riusciti a espandersi». La Longo ha anche lanciato nel suo sito www.longo.it una parte dedicata alle vendite online, segnale di vitalità che non basta a convincere le banche. La Longo si appoggia a vari istituti, quelli più grandi e nazionali hanno pratiche più standardizzate, non hanno cambiato molto il proprio comportamento (tranne una che ha revocato un fido), mentre una media banca locale ha cominciato a stringere i rubinetti del credito fin quasi al soffocamento. «Noi piccoli imprenditori abbiamo poco potere contrattuale verso le banche, cambiare istituto è quasi impossibile anche perché nella stessa zona ci sono pochissime differenze di prezzo e di condizioni, non è un cartello ma quasi. E questo è un problema per imprese come quelle del nordest che sono nate con pochissimo capitale proprio e dipendenti dal credito bancario fin dalla nascita», spiega la Longo. La stretta creditizia si compone di più elementi. Quella sui fidi, che si nota nei costi dei prestiti: l'Euribor (tasso dei prestiti interbancari usato come parametro di riferimento) sta scendendo grazie anche ai tagli al costo del denaro della Banca centrale europea, ma i tassi chiesti alle imprese non si adeguano alla stessa velocità. Anzi: se l'Euribor scende - denuncia Luisa Longo - le banche aumentano lo spread (cioè il proprio margine di guadagno) così che l'impresa paga sempre gli stessi costi ma la banca aumenta i propri ricavi. Poi c'è l'anticipo fatture: «Ha sempre avuto un costo maggiore dei fidi, perché la banca guadagna solo dallo spread e non dai "giorni banca", perché quando il cliente paga la fattura con il bonifico la banca deve accreditarlo subito senza trattenerlo per qualche giorno così da lucrare sugli interessi», spiega la Longo, e adesso gli istituti sono sempre più restii ad accordarlo, perché temono che i clienti di cui anticipano le fatture poi non saldino. Quindi l'operazione diventa più costosa e il tasso richiesto sale. Il vero salasso è però quello della commissione di massimo scoperto: un tasso punitivo da pagare quando si supera, anche per poche ore, il tetto di finanziamento concesso dalla banca sul conto corrente. Basta anche un solo giorno in rosso e la penale viene calcolata tra lo 0,5 e l'1,5 per cento dell'intero importo concesso nel trimestre. E in tempi difficili per le banche, la sanzione scatta subito, in automatico, senza margini di tolleranza. 14/02/2009

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d'alfonso ora adotta la strategia del silenzio (sezione: Revoca fidi)

( da "Centro, Il" del 15-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

di Gian Paolo Coppola D'Alfonso ora adotta la strategia del silenzio Numeri e carte, così il sindaco si prepara a giustificare acquisti per 200mila euro «Leggo, studio e prego», l'unico commento dell'ex leader del Pd dopo il faccia a faccia con il pm PESCARA. Abituato com'è a calamitare chi lo ascolta con la forza della parola, restare in silenzio deve avere fatto effetto anche a lui. Ma l'uomo dalla «difesa appassionata e dettagliata», come la definì il gip due mesi fa dopo il primo interrogatorio a 72 ore dagli arresti domiciliari, stavolta ha scelto di non rispondere al pm perché ha ritenuto che restare zitto fosse l'unica strada da imboccare. Perché stavolta le armi di Luciano D'Alfonso dovranno passare solo attraverso i numeri. Tutt'altra roba rispetto al fiume di parole con cui due mesi fa per 8 ore - divise in due tranche - ha cercato di abbattere l'impianto accusatorio convincendo anche il gip, seppur solo in un primo momento, a ritenere ridimensionata la portata dei reati contestati. NIENTE COMMENTI. D'Alfonso accantona i discorsi anche 24 ore dopo il confronto con il pm: «Leggo, studio e prego», risponde al telefono agli amici fidati, rimandando ogni commento al suo legale, che parla ancora meno. E' invece per la difesa l'ora di dare spazio a cifre e documenti per certificare conti, che non tornano per la procura e che invece per il sindaco di Pescara autosospesosi per motivi di salute hanno una spiegazione. Il sostituto procuratore Gennaro Varone, nel far ripetere l'accertamento bancario e patrimoniale che la polizia aveva già effettuato per conto del pool di magistrati che indaga sul fronte urbanistica, ha puntato l'attenzione su alcuni spostamenti di denaro ritenuti improvvisi e non giustificabili, se non con pagamenti in nero che la procura legge come possibili tangenti. NUOVA ACCUSA. Una manciata di operazioni in tutto. Varone ha setacciato i conti anche dei congiunti più stretti di D'Alfonso, focalizzando l'attenzione su versamenti e uscite di denaro dai conti correnti. Il totale fa quasi 200mila euro, spalmato tra il 2003 e la fine del 2006, sul quale la procura chiede chiarimenti prima di formalizzare, attraverso un capo d'imputazione, una nuova accusa di corruzione. IL ROGITO PER LA CASA. Si tratta di denaro in gran parte speso per l'acquisto della casa, nell'aprile del 2003, quando però D'Alfonso era un semplice consigliere regionale del Partito popolare e si apprestava a lanciarsi in una campagna elettorale a tamburo battente che due mesi dopo - attraverso una rapida rimonta dei consensi - lo avrebbe portato a diventare sindaco di Pescara per la prima volta. Ma se la cifra indicata sul rogito è più bassa di quella effettivamente versata da D'Alfonso e se la tesi della procura è che il sindaco non potesse permettersi una spesa così ingente, resta da capire chi e perché avrebbe dovuto coltivare l'interesse di pagare tangenti a un semplice candidato sindaco che peraltro partiva sfavorito in una città che arrivava già da due consiliature del centrodestra, quelle di Carlo Pace. L'ELENCO DEL PM. Tolta la casa, per il resto, si tratta di versamenti e acquisti modesti, riconducibili soprattutto a congiunti del sindaco, ma che hanno comunque acceso l'interesse della procura, se è vero che il magistrato, al termine del breve faccia a faccia di venerdì mattina con l'ex leader del Pd nel suo ufficio al terzo piano del palazzo di giustizia, ha consegnato nelle mani del sindaco un appunto con l'indicazione degli accertamenti patrimoniali su cui fare luce. IL SILENZIO. Ecco dunque spiegato il silenzio del sindaco, che - partendo da quei tracciati bancari e patrimoniali, compresi quelli dei suoi parenti più stretti - è chiamato ora a spiegare in che modo - lui e i suoi congiunti - siano arrivati in possesso di quelle somme. Questo spiega anche la scelta di optare per una memoria difensiva, che diventerà entro qualche settimana una nota dettagliata dove D'Alfonso ricostruirà tutti i movimenti nel tentativo di picconare l'accusa di corruzione, sostenuta finora dai presunti favori (lavori nelle sue case; viaggi, cene e autista-factotum) ricevuti da imprenditori in cambio di corsie agevolate nella gestione dei cimiteri cittadini (project financing da 18 milioni di euro) e dell'area di risulta (53 milioni). Sebbene lo scarto tra dare e avere resti sempre abissale.

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Donne, quanta fatica con le banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Donne, quanta fatica con le banche Le imprese femminili denunciano episodi di discriminazione FILIPPO PEDERZINI «Per ottenere un finanziamento la banca voleva la firma di un uomo...». «Sul prestito che avevamo richiesto per la nostra attività pretendevano 3000 euro di assicurazione». «Un credito? Solo nella banca dove la mia famiglia è correntista da anni». Sono le difficoltà cui solo l'imprenditoria femminile deve far fronte. Nonostante non si perda occasione per sbandierare la cosiddetta "parificazione tra uomo e donna", nemmeno Modena pare essere esente da una sorta di discriminazione. Parità di diritti tra uomo e donna: se ne fa un gran parlare, ma per molti aspetti continua a rimanere in alto mare. Uno di questi tabù nei confronti del gentil sesso, si registra attraverso il cosidetto "accesso al credito per fare impresa". Il sistema bancario italiano, penalizza le attività imprenditoriali femminili? Secondo un gruppo di senatori e senatrici del Pd - tra i quali il modenese Giuliano Barbolini - prendendo a campione quanto sostenuto da una ricerca realizzata in Italia, "Do women pay more for credit? Evidence from Italy" (Le donne pagano di più per il credito? I risultati dall'Italia), evidentemente la risposta è sì. Al punto che lo scorso mese è stata presentata un'interrogazione urgente al ministro dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. «E' opportuno - scrive Barbolini - sia ripristinata al più presto l'effettiva parità di trattamento tra imprese maschili e femminili in relazione al sistema di credito. La promozione dell'imprenditorialità femminile è una delle azioni perseguite dai governi. Tuttavia persiste una forma occulta di discriminazione attuata dal sistema bancario nei confronti delle imprese guidate da donne, che si traduce a volte nella difficoltà di ottenere prestiti ed altre forme di credito per aprire o sostenere un'attività economica». Un fenomeno abbastanza diffuso che non lascia immune nemmeno il nostro territorio. A confermarlo l'esperienza di alcune impreditrici che al momento di ottenere il credito hanno trovato non poche difficoltà. Come è accaduto a Dania Botti, tra i soci fondatori di un ristorante cittadino. «Alla fine ci sono riuscita perchè ho deciso, dopo vario peregrinare, di perseguire l'unica via rimastami, rivolgendomi cioè alla banca in cui la mia famiglia è correntitsta da decenni. Ma se avessi dovuto ricominciare completamente da zero o magari andarci oggi, anche solo per richiedere un aumento di fido, di sicuro sarebbero sorti una moltitudine di problemi». Donne penalizzate dunque e non poco. «Ad essere sincera non ne so il motivo - prosegue Botti - ad ogni modo gli istituti cui ho avanzato la richiesta, in cambio pretendevano garanzie sempre più pesanti. Probabilmente, in quanto donne, tendono a considerare un rischio maggiore rispetto ad imprenditori uomini. Un tipo di valutazione che ritengo molto superficiale; dovrebbero essere considerate le capacita d'impresa a livello territoriale, prima di tutto». La signora Botti evidenzia infine «l'indispensabilità della parificazione, passaggio obbligato e prioritario». E non è da meno neppure l'esperienza di un'altra imprenditrice, sempre modenese: Monica Rasuk, alla quale la banca cui si era rivolta, voleva imporre sulla cifra richiesta un'assicurazione di 3mila euro. «Volevamo approfittare della buona opportunità concessaci da Promo per la nostra attività - racconta - e al momento della domanda la prima cosa che ha avanzato la banca è stata la richiesta della firma di un famigliare: preferibilmente uomo. Ovviamente abbiamo rifiutato - continua - e di conseguenza è comparsa l'obbligatorietà di questa assicurazione sul finanziamento. Altra cosa che abbiamo aprioristicamente rigettato, rivolgendoci nuovamente a Promo - che ringrazia per l'appoggio - Solo dopo le minacce di cambiare istituto, la faccenda dell'assicurazione è decaduta. Perchè - chiede allora - nel 2009 ci deve essere ancora questo genere di disparità per le banche? Perchè deve sussistere questa discriminazione?» Forse sono le medesime domande che si pongono tante imprenditrici o donne che vorrebbero iniziare una nuova attività commerciale o industriale. E magari anche quelle che sono state poste a Tremonti. «Ma che per ora - afferma il senatore Barbolini - non hanno ancora trovato risposta. Forse abbiamo colto nel segno? Certo è che differenziazioni di questo tipo, allontanano il nostro paese dall'Europa».

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piccole e medie imprese all'angolo (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 19 - Cronaca Piccole e medie imprese all'angolo Cesello Putzu, presidente provinciale dell'Api-sarda: «Commesse e ordinativi al rallenty, fatturati in calo e tagli». Il problema credito ORISTANO. «L'attuale e grave crisi economica sta mettendo in difficoltà le piccole e medie imprese del nostro territorio»: parole del presidente dell'Api-Sarda provinciale, Cesello Putzu, che nella sua disamina non è certo ottimista. «Il 2009 è iniziato così come è finito nel 2008, con un evidente rallentamento nelle commesse e ordinativi e di conseguenza una diminuzione dei fatturati, un maggiore ricorso al sistema degli ammortizzatori sociali, perché diverse aziende hanno dovuto già ricorrere a riduzioni di personale». Ma non è tutto. «A queste problematiche - sostiene ancora Cesello Putzu -, purtroppo in Sardegna già note ancor prima della crisi mondiale, se ne è aggiunta un'altra figlia invece di quest'ultima crisi: la restrizione e la maggiore selettività del credito operato dal sistema bancario nei confronti delle imprese». E ancora: «Esiste un problema di liquidità delle aziende, la diminuzione dei fatturati comporta un rallentamento del cash-flow, registriamo inoltre ritardi di pagamento tra impresa e pubblica amministrazione, ma anche tra imprese. Per questo - prosegue il presidente provinciale di Api-Sarda - sarebbe auspicabile che le banche si prendessero il compito di garantire continuità al credito e agli investimenti per rispondere alla crisi e far ripartire tutto, sostenendo soprattutto le piccole e medie imprese motore dell'economia reale». Già, le banche: «In passato hanno erogato credito con troppa facilità e poca selezione e hanno ecceduto nella così detta "finanza creativa", oggi ci aspettiamo che il sistema bancario torni a concentrarsi su imprese e prodotti.», sottolinea ancora il presidente provinciale dell'Api-Sarda, «Va in questo senso la recentissima firma dell'accordo, il primo in Sardegna, tra Sardafidi, Consorzio fidi dell'Api Sarda, e Unicredit Banca di Roma, in attuazione del progetto "Impresa Italia" che mette a disposizione delle imprese sarde associate venti milioni di euro. In questa difficile situazione di carenza di liquidità, il ricorso al credito sarà fondamentale per mantenere in vita tante attività produttive». Nel dettaglio, sono circa una decina le aziende che hanno segnalato il problema all'Api: «A qualcuna di queste le banche hanno chiesto di rientrare in tempi rapidi dal fido concesso.», conclude Cesello Putzu, «Altri casi invece parlano di una lentezza esasperante prima che le banche diano il via libera al finanziamento».

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Arrestata banda di truffatori. La loro base? Un pub (sezione: Revoca fidi)

( da "Affari Italiani (Online)" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

MilanoItalia Milano/ Sgominata banda di truffatori: aveva anche acquistato un locale notturno Lunedí 16.02.2009 08:45 Un'associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai danni di alcuni istituti di credito e societa' finanziarie e' stata scoperta dalla Polizia Stradale di Milano. Dieci le persone arrestate. La banda, dopo aver acquisito sotto falso nome una societa' di servizi, dava vita a falsi dipendenti grazie all'utilizzo di carte di identita' contraffatte, chiamate in gergo "cugini", ed accedeva cosi' a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata. Tutti beni che poi venivano rivenduti. Alle indagini hanno preso parte 30 equipaggi della Polizia Stradale con l'ausilio di personale della Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale di Milano, dispiegati nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova e Roma. Sequestrati autoveicoli, motoveicoli, conti correnti bancari e contanti.

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Lombardia/ Milano, documenti falsi per truffe a banche 10 (sezione: Revoca fidi)

( da "Virgilio Notizie" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Roma, 16 feb. (Apcom) - La Polizia Stradale del Compartimento di Milano ha arrestato 10 persone responsabili di associazione a delinquere dedita alla contraffazione di documenti d'identità e fiscali, utilizzati per la perpetrazione di truffe ai danni di Istituti di credito e società Finanziarie. Ne dà notizia un comunicato della Polizia di Stato. L'operazione giunta a conclusione di complesse indagini - riferisce il comunicato - ha scoperto il sodalizio criminale che, dopo aver acquisito sotto falso nome una società di servizi, dava vita a falsi dipendenti grazie all'utilizzo di carte di identità contraffatte, chiamate in gergo "cugini", ed accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori riuscivano a risalire - aggiunge il comunicato - all'acquisto fraudolento di un noto locale notturno milanese, di numerosi beni acquistati illecitamente, tra cui una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata che una volta acquistati venivano rivenduti, realizzando così denaro contante. Non mancavano inoltre episodi di ricettazione di autovetture di lusso (Porsche ed Audi) e la cattura di un latitante. All'attività operativa - continua il comunicato - hanno preso parte 30 equipaggi della Polizia Stradale con l'ausilio di personale della Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale di Milano, dispiegati nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova e Roma. Durante le numerose perquisizioni, sono stati sequestrati - precisa il comunicato - autoveicoli, motoveicoli, conti correnti bancari e contanti, mentre sono al vaglio dell'Autorità Giudiziaria l'adozione di misure patrimoniali volte al sequestro preventivo per una successiva confisca, di due società commerciali, una villa, un noto locale notturno milanese, tutti quanti beni provento dell'attività delittuosa dell'organizzazione per un valore superiore al milione di Euro.

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Fidi, è guerra sulle revoche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Fidi, è guerra sulle revoche Patrizia Ginepri Il vento della crisi soffia sul credito. E le aziende temono la stretta sui finanziamenti. Ecco perchè, nel contesto attuale, si amplifica l'interesse su alcune tematiche nevralgiche per il sistema produttivo. E si accende il dibattito tra i tribunali e tra gli studiosi del diritto. Un esempio è la revoca degli affidamenti alle imprese. L'apertura di credito, comunemente chiamata fido, è un contratto con il quale la banca tiene a disposizione del cliente una determinata somma di denaro, che l'accreditato può utilizzare in più volte e ripristinare attraverso successivi prelievi e versamenti. Se il contratto ha un termine, la banca non può recedere prima della scadenza se non per giusta causa e non senza aver concesso un termine di almeno 15 giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi interessi (art.1845 Codice civile). Se, come comunemente accade, il contratto è a tempo indeterminato, la banca può decidere di recedere in qualsiasi momento, applicando il preavviso stabilito dal contratto (art. 1845 Codice civile, ultimo comma), che è quasi sempre di un solo giorno. Revoca non sempre legittima Non sempre il comportamento della banca può essere considerato legittimo. «Le linee di credito concesse da un istituto possono essere revocate solo quando il cliente è diventato un debitore non affidabile, perché ha ricevuto la notifica di decreti ingiuntivi, ha subito protesti, pignoramenti, l?iscrizione di ipoteche - spiega l'avvocato Paolo Righini, esperto in diritto finanziario -. Se invece opera normalmente, magari sforando un po? dalle linee di fido, non è lecito revocarle». Cosa succede se la banca procede comunque? «Dovrà risarcire i danni provocati, magari dal fallimento che ne è seguito - risponde l'avvocato Righini -. Lo ha stabilito di recente la Corte di Cassazione, sostenendo che la revoca degli affidamenti immotivata rappresenta un?ipotesi di violazione dell'obbligo di buona fede negoziale». Recita così l'articolo 1375 del Codice civile. Il precedente di Catania A questo punto si apre la vera disputa. E? possibile obbligare la banca a continuare a fare credito, chiedendo al giudice di ordinarglielo? «Su questo punto, l'unica decisione che si registra, è quella del tribunale di Catania - precisa l'esperto - che nel 2004 nella causa tra Società Latte Sole (controllata Parmalat) e Banca Antonveneta , rispose negativamente». Un parere che l'avvocato Righini non condivide. «Sono convinto che questo tabù stia per cadere. Ci sono moltissime altre sentenze, ad esempio nel caso in cui viene ordinato alle banche il ritiro della segnalazione alla centrale rischi di un cliente quando appare ingiustificata, che impongono agli istituti di credito un “facere infungibile”, cioè tenere una condotta rispettosa del principio di questo diritto, anche se di difficile esecuzione in forma coattiva, cioè tramite ufficiale giudiziario». E allora? «Bisogna provare a fare la causa per evitare che il danno si formi, poi si vedrà. Infatti dipende dal singolo tribunale. E aggiunge per chi non lo sapesse: «La richiesta di rientrare dai fidi comunicata via telefono non è valida: i contratti bancari, e quindi anche l'apertura di credito, devono essere nero su bianco (tribunale Torino, 13 gennaio 2003). Fino a quando non arriva una lettera, è come se niente fosse avvenuto». Se il fido è per la casa Non ci sono, invece, buone notizie, nel caso venga revocato un fido acceso per l'acquisto della casa. «Mi hanno contattato diverse persone che hanno un mutuo da pagare e non riescono più, magari anche solo temporaneamente a far fronte alle rate - spiega l'avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori -. In Italia ci sono regole ferree al momento della concessione del fido e altrettanto avviene in caso di mancato pagamento. Dal punto di vista giuridico, infatti, basta essere inadempienti, anche per una sola rata, per far scattare la revoca. Se le regole vengono applicate alla lettera la causa è praticamente insostenibile: solo il legislatore può intervenire in aiuto di questi cittadini in difficoltà, consentendo una sospensione temporanea dei pagamenti o il passaggio a tassi più agevolati».

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Truffe a banche, 10 arresti (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere.it" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Tra i beni acquistati anche un noto locale notturno, una villa, auto e motocicli Truffe a banche e finanziarie, 10 arresti Con documenti falsi accedevano a fidi, mutui e finanziamenti per immobili e beni che poi rivendevano MILANO - Un'associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai danni di alcuni istituti di credito e società finanziarie è stata scoperta dalla Polizia Stradale di Milano. Dieci le persone arrestate (quattro in carcere e sei ai domiciliari), al termine di indagini condotte fra Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova, Napoli e Roma. La banda, dopo aver acquisito sotto falso nome una società di servizi, dava vita a falsi dipendenti grazie all'utilizzo di carte di identità contraffatte, chiamate in gergo «cugini», ed accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata. Tutti beni che poi venivano rivenduti, realizzando così denaro contante. Non sono inoltre mancati episodi di ricettazione di autovetture di lusso (Porsche ed Audi) e la cattura di un latitante. Varie anche le truffe organizzate dalla banda, dal tentativo di vendere un intero palazzo disabitato del valore di 8 milioni di euro, dopo esserci entrati cambiando le serrature, a un'imbarcazione di lusso messa in vendita per 10 milioni, la metà del suo prezzo. Durante le numerose perquisizioni, sono state sequestrate auto, moto, conti correnti bancari e contanti, mentre è al vaglio dell'Autorità Giudiziaria l'adozione di misure patrimoniali volte al sequestro preventivo per una successiva confisca, di due società commerciali, di una villa, del locale notturno, per un valore superiore al milione di euro. stampa |

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Mantova, credito alle imprese: intervento della CdC (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Mantova, credito alle imprese: intervento della CdC (16/2/2009 17:39) | (Sesto Potere) - Mantova - 16 febbraio 2009 - La Camera di Commercio di Mantova ha indetto un incontro per annunciare l?attivazione di una forma concreta di sostegno alle imprese in questo momento di crisi economica. Finora è già stata effettuata una serie di interventi straordinari tra cui l?adesione al fondo regionale Confiducia con lo stanziamento di € 1.000.000 di euro, la distribuzione di € 320.000 tra i confidi provinciali per il rafforzamento dei fondi rischi oltre allo stanziamento di € 600.000,00 per il 2009 per l?abbattimento dei tassi di interesse. In sinergia con l?amministrazione provinciale la Camera ha poi attivato una serie di confronti con le parti economiche e istituzionali circa l?attivazione di un fondo straordinario anticrisi. “Contiamo sul fatto che il fondo possa ulteriormente aumentare grazie ai contributi che qualsiasi istituzione può apportare – ha detto il presidente della Camera di Commercio di Mantova Ercole Montanari - . Con questo fondo vorremmo dare un aiuto concreto alle imprese offrendo un?opportunità semplice ed economica per affrontare i problemi connessi alla crisi che, in più ambiti, ha colpito le nostre aziende”. I consorzi fidi mantovani hanno già dato la loro disponibilità a supportare con le loro garanzia i prestiti delle aziende. Ora però manca un interlocutore fondamentale e insostituibile: il sistema bancario. Per questa ragione in questo incontro sono stati convocati tutti gli istituti di credito per conoscere la loro disponibilità a partecipare a questo strumento di sostegno finanziario. “La forma tecnica di realizzazione potrebbe essere una convenzione relativa a finanziamenti agevolati predisposta appunto “su misura” per questo momento di crisi. Sarebbe ideale un?unica convenzione per tutti i settori, ma è noto che i comparti non hanno caratteristiche omogenee e questo si riflette sulle forme di finanziamento applicate – ha aggiunto Montanari -. Chiediamo quindi agli istituti di credito di pensare alla possibilità di giungere ad una convenzione, magari differenziata per comparti economici, che applichi condizioni migliorative rispetto alle convenzioni già esistenti con i consorzi fidi. In linea di massima, le operazioni per le quali c?è bisogno di sostegno finanziario possono essere sintetizzate in liquidità per tutti i settori, ma soprattutto per le piccole medie imprese commerciali e artigiane maggiormente esposte a questo tipo di esigenza, infine, investimenti per premiare le aziende che affrontano la scelta di sviluppo produttivo”. E? stato infine rivolto un invito ai consorzi fidi a pensare, per questo particolare periodo di crisi, ad una loro azione promozionale rivolta al contenimento dei costi per l?accesso alla garanzia in modo che si possa dire alle imprese in difficoltà che è possibile l?accesso ad un credito agevolato sotto tutti i punti di vista.

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Piazza Affari: andamento della seduta (sezione: Revoca fidi)

( da "Miaeconomia" del 16-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

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Montanari incontra le banche: sostenete le imprese, serve liquidità (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Montanari incontra le banche: sostenete le imprese, serve liquidità IL VERTICE Anche la Provincia con via Calvi La Camera di Commercio di Mantova ha chiamato a raccolta tutte le banche per assicurare denaro liquido alle imprese in questo difficile momento di crisi economica. E così, ieri, attorno ad un tavolo con il presidente della Camera di Commercio Ercole Montanari si sono riuniti i rappresentanti degli istituti di credito che operano sulla piazza di Mantova e il presidente della Provincia Maurizio Fontanili con l'assessore alle attività produttive Ezio Zani. «Il sistema bancario - ha osservato Montanari - è un interlocutore fondamentale per dare ossigeno alle aziende. L'incontro ha avuto lo scopo di conoscere la disponibilità delle banche a partecipare a questo importante strumento di sostegno finanziario come è il fondo anticrisi che abbiamo messo in piedi con le istituzioni e le associazioni di categoria». Montanari ha ricordato la serie di interventi straordinari già attivati, tra cui l'adesione al fondo regionale Confiducia con lo stanziamento di un milione di euro, la distribuzione di 320 mila euro tra i confidi provinciali per il rafforzamento dei fondi rischi, oltre allo stanziamento di 600 mila euro per quest'anno finalizzati all'abbattimento dei tassi di interesse. In sinergia con la Provincia e le parti economiche la Camera di Commercio ha costituito un fondo straordinario anti crisi: «Contiamo sul fatto che il fondo possa ulteriormente aumentare grazie ai contributi che qualsiasi istituzione può apportare - ha detto Montanari -. Con questo fondo vorremmo dare un aiuto concreto alle nostre imprese offrendo un'opportunità semplice ed economica per affrontare i problemi connessi alla crisi che, in più ambiti, ha colpito le nostre aziende». I consorzi fidi hanno già dato la loro disponibilità a supportare, con le loro garanzie, i prestiti delle aziende. All'incontro Montanari ha avanzato la sua proposta per coinvolgere il mondo del credito, l'anello mancante per far funzionare la catena degli aiuti: «Chiediamo alle banche di pensare ad una convenzione, magari differenziata per comparti economici, che applichi condizioni migliorative rispetto alle convenzioni già esistenti con i consorzi fidi. In linea di massima, maggiore liquidità serve a tutti i settori, ma soprattutto alle piccole e medie imprese commerciali e artigiane maggiormente esposte a questo tipo di esigenza; e servono anche investimenti per premiare le aziende che affrontano la scelta di sviluppo produttivo».

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Tutte le modifiche alla commissione di m (sezione: Revoca fidi)

( da "superEva notizie" del 17-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Tutte le modifiche alla commissione di massimo scoperto Niente più c.m.s. se il saldo risulta a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni o a fronte di utilizzi in assenza di fido. Le novità della legge 28 gennaio 2009, n. 2 - Art. 2-bis. Legge 28 gennaio 2009, n. 2 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - Supplemento Ordinario n. 14 [.] Art. 2-bis. Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di fondi a favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente dall'effettivo prelevamento della somma, ovvero che prevedono una remunerazione accordata alla banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, salvo che il corrispettivo per il servizio di messa a disposizione delle somme sia predeterminato, unitamente al tasso debitore per le somme effettivamente utilizzate, con patto scritto non rinnovabile tacitamente, in misura onnicomprensiva e proporzionale all'importo e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente e sia specificatamente evidenziato e rendicontato al cliente con cadenza massima annuale con l'indicazione dell'effettivo utilizzo avvenuto nello stesso periodo, fatta salva comunque la facolta' di recesso del cliente in ogni momento. 2. Gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comunque rilevanti ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 del codice civile, dell'articolo 644 del codice penale e degli articoli 2 e 3 della legge 7 marzo 1996, n. 108. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia, emana disposizioni transitorie in relazione all'applicazione dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, per stabilire che il limite previsto dal terzo comma dell'articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono usurari, resta regolato dalla disciplina vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto fino a che la rilevazione del tasso effettivo globale medio non verra' effettuata tenendo conto delle nuove disposizioni. 3. I contratti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto sono adeguati alle disposizioni del presente articolo entro centocinquanta giorni dalla medesima data. Tale obbligo di adeguamento costituisce giustificato motivo agli effetti dell'articolo 118, comma 1, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 16 febbraio 2009 in: Risorse » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Mutui a dipendenti fantasma, genovese arrestato a Milano (sezione: Revoca fidi)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Mutui a dipendenti fantasma, genovese arrestato a Milano l'inchiesta Inchiesta della Stradale: Marco Favorido, 44 anni, è finito nei guai assieme ad altre nove persone per un raggiro milionario 17/02/2009 IL PUNTO di partenza della truffa erano i documenti falsi: carte d'identità che appartenevano a dipendenti fantasma di una ditta tuttofare, riprodotte a regola d'arte, chiave di volta per ottenere fidi bancari. Il secondo passo era l'acquisto di auto di grossa cilindrata, ma anche case e immobili di pregio, tra i quali una villa del valore di 300 mila euro in provincia di Cremona. Il terzo passo era la vendita di questi beni a ignari compratori: la truffa veniva così conclusa con l'incasso di denaro contante. Otto mesi sono stati necessari alla polizia stradale di Milano per sgominare un'associazione a delinquere formata da 11 persone. Marco Favorido, 44 anni, nato a Monza ma residente a Genova è stato arrestato dagli uomini della Polizia stradale assieme ad altre nove persone (unarisulta irreperibile). Secondo gli inquirenti, Favorido sarebbe stato uno dei due fondatori della società tuttofare, alla quale appartenevano i dipendenti "fantasma" che acquistavano poi auto e appartamento. E proprio dalla compravendita di automobili è partita l'indagine della Stradale che si è conclusa in tempo per evitare due nuove truffe: la vendita di una barca di lusso, con il solito sistema della sostituzione di persona, e di un immobile di prestigio nel cuore di Milano. L'indagine, svolta attraverso pedinamenti, intercettazioni e appostamenti a Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova e Roma, ha consentito di sequestrare automobili, moto e conti correnti bancari. Al vaglio degli inquirenti la possibilità di mettere i sigilli anche a un noto locale milanese, assieme a due società commerciali e una villa. Oltre agli arrestati, altre undici persone sono state denunciate a piede libero.E l'inchiesta della Stradale continua. ELENA NIEDDU nieddu@ilsecoloxix.it 17/02/2009

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Artigiani, contro la crisi le risorse regionali (sezione: Revoca fidi)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Artigiani, contro la crisi le risorse regionali --> Martedì 17 Febbraio 2009 ECONOMIA, pagina 35 e-mail print Da sinistra, Bardoni, Carrara e Raimondi foto Yuri Colleoni È in arrivo un pacchetto di novità proveniente da una serie di bandi della Regione Lombardia, che si stanno attivando e che saranno dettagliatamente illustrati nel convegno «I finanziamenti regionali anti-crisi per gli artigiani», organizzato dall'Associazione artigiani di Bergamo (Aab) per giovedì, alle 20.30, alla sede cittadina di via Torretta 12. «Questo è un momento difficile - ha detto Angelo Carrara, presidente dell'Associazione artigiani di Bergamo - che, a differenza di altre volte, sta toccando tutti i settori delle aziende di subfornitura, per la mancanza di liquidità e per la contrazione generale degli ordinativi». In particolare, si sollecita all'associazione il suo ruolo di interfaccia con il mondo creditizio e bancario: «Il problema vero - come ha sottolineato Antonella Bardoni, direttore del Consorzio Fidi Confiab di Bergamo - consiste nella diversa metodologia di analisi da parte delle banche, che assegnano alle aziende una classe di rischio maggiore». E, in provincia, ci si rivolge spesso troppo tardi all'associazione, per una sottostima della situazione o per pudore. Ma nell'ultimo anno «l'operatività del nostro consorzio è aumentata del 100% - ha ribadito Bardoni - con un numero di domande che è passato da 47 dei primi quindici giorni di febbraio 2008, con importi pari a 4,9 milioni di euro, alle 92 dello stesso periodo 2009, con importi di 9 milioni di euro». Confiab ha inoltre deliberato 12.214.000 euro per 107 finanziamenti a gennaio 2009, di cui la parte maggiore è così suddivisa: 22 all'edilizia (2.159.000 euro, pari al 17,68%), 13 all'impiantistica (1.690.000 euro, 13,48%), 11 per il legno e derivati e arredamento (1.268.000 euro, 10,38%), 11 al settore ferro e leghe (1.071.000 euro, 8,77%). In base alla destinazione, 3.150.000 euro sono andati agli investimenti, 80 mila euro alle scorte, 2.806.000 euro alla liquidità, 465 mila euro ai prestiti anti-usura, 173 mila euro per le nuove imprese (erano 537.500 euro nel gennaio 2008), 4.760.000 euro per lo smobilizzo dei crediti commerciali e 780 mila per i fidi a revoca. Nonostante i dati, il presidente Carrara ha sottolineato il suo ottimismo precisando che, per il prossimo futuro, l'aggregazione sarà «una delle opzioni per andare a scorgere opportunità che non ci sono mai state» e l'innovazione sarà una «opportunità trasversale da codificare». «I finanziamenti che verranno illustrati nel convegno - ha affermato Marcello Raimondi, sottosegretario alla presidenza della Regione Lombardia - riguardano il fondo artigiani di Finlombarda, rifinanziato per 48 milioni di euro, il voucher per le missioni all'estero e i finanziamenti per nuovi macchinari a basso impatto ambientale». Più due finanziamenti di derivazione europea, quali «il Fondo di rotazione per l'imprenditorialità (Frim) per aiutare la competitività delle imprese lombarde - ha concluso Raimondi -, e il Programma Driade (Distretti regionali per l'innovazione, l'attrattività e il dinamismo dell'economia locale)». Infine, l'iniziativa Confiducia, che stanzia risorse a garanzia dei finanziamenti richiesti dalle piccole e medie imprese. Alessandra Bevilacqua 17/02/2009 nascosto-->

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