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tARTICOLI DEL 12-17 febbraio 2009#TOP
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Articoli
Revoca fidi (30)
I valori sociali e culturali della provincia italiana
e la percezione delle banche locali
( da "AreaPress"
del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: degli intervistati si fida realmente delle banche), è la banca locale a dare maggiore fiducia al cliente, che la sente più vicina a se stesso e ai propri valori, legati alla tradizione e al territorio. Dalla ricerca emerge così che le banche locali hanno una maggior capacità di fidelizzazione dei propri clienti rispetto a quelle nazionali (73%
Furto
telematico, dopo il danno la beffa
( da "Trentino"
del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: «Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio». Così deve aver pensato un uomo delle Giudicarie esteriori che si è visto sottrarre indebitamente, dal conto corrente, la significativa somma di 5.600 euro. La più che spiacevole sottrazione del denaro è avvenuta per via telematica, attraverso tre operazioni distinte,
CAMBIO
DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della Cass...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: oltre dieci anni ha lavorato presso la filiale di Bondeno occupandosi del settore affidamenti e successivamente è stato a capo della dipendenza di Mirabello. Di prestigio anche il curriculum di Luca Roncarati che ha lavorato in diverse unità produttive sempre della Cassa di Risparmio di Ferrara fra le quali Portomaggiore, Padova, Forlì e poi presso l'ufficio estero e l'ufficio fidi.
BOLOGNA
E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola....
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: dai Consorzi fidi dell'industria, dell'artigianato e della cooperazione e dai principali gruppi bancari operanti sul territorio non sembra in grado di garantire le piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Gli artigiani puntano il dito contro le banche che, dicono, non rispettano gli accordi e «scaricano tutti i rischi sui Confidi»
di
NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: A dicembre i Consorzi fidi dell'artigianato, dell'industria e della cooperazione hanno firmato un protocollo d'intesa che impegna i principali gruppi bancari a non aumentare i tassi d'interesse. E sempre a dicembre la Cna ha creato, assieme a Confartigianato, il più grande Consorzio fidi del paese: Unifidi.
IL
Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: i Consorzi fidi, Unioncamere dell'Emilia - Romagna, con il fine di favorire e garantire la possibilità di accesso, da parte delle piccole e medie imprese, al credito bancario a breve e medio termine. L'accordo, che avrà durata fino al 31.12.2009, prevede che il sistema bancario metta a disposizione un plafond complessivo di un miliardo di Euro,
Aziende
messe in ginocchio dalle banche ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: bancario». Quali sono i riflessi in Polesine? «Con la scusa di verificare il rischio di esposizione dell'impresa e di valutarne il rating come prevede "Basilea 2", oppure al momento del rinnovo del fido annuale, a Rovigo - risponde Crivellari - abbiamo contato 20 casi di imprenditori, artigiani e commercianti che si sono rivolti al Codacons per segnalare di essere stati chiamati
Nel
rapporto tra banche e imprese le piccole sono penalizzate
( da "Gazzetta
di Reggio" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: desiderio evidentemente non soddisfatto dal sistema bancario, passando dal 16% di ottobre al 31% ora rilevato. Il 91% delle aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese è stato chiesto il rientro dei fidi?». Erano il 98% lo scorso ottobre. Conseguentemente cresce al 9% la percentuale di aziende che hanno subito una richiesta di rientro dei fidi in tempi piuttosto brevi (
finiti
i soldi per anticipare la "cassa"
( da "Tirreno,
Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Appare quindi indispensabile, in questa fase, avviare colloqui con il sistema bancario e con i Consorzi Fidi per cercare di trovare soluzioni urgenti a questo problema per evitare che i lavoratori interessati ricevano un salario già ridotto per la cassa integrazione in ritardo di mesi, a causa dei tempi procedurali dell'Inps.
lettera
Caro direttore, "strozzati dalle banche"
( da "Riformista,
Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Io da imprenditrice non posso far altro che dare la mia testimonianza su quanto sto subendo dal sistema bancario. Tassi da usura e ricatti. Mi sono sentita dire da certi direttori "sa, signora, se chiediamo di abbassare i tassi può succedere che la direzione non rinnovi i fidi". Ma gli aiuti che, a suo tempo, il Governo ha detto alle banche di concedere, dove sono?
garanzie
industriali soddisfatti ( da "Tirreno, Il"
del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: In particolare l'Unione industriale Pratese ha organizzato per martedì 3 marzo alle ore 15 un seminario per illustrare le potenzialità dei fondi aperto alle aziende socie. Al seminario interverrà il dottor Pietro Bracci, responsabile dell'Area Garanzie di Fidi Toscana.
<Credito,
i fondi regionali una risposta per le aziende>
( da "Nazione,
La (Prato)" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Toscana che ha recentemente sottoscritto col sistema bancario toscano uno specifico protocollo di intesa "anti-crisi" che rende operative due nuove misure di garanzia presso Fidi Toscana. In sostanza vengono accesi, per un ammontare complessivo di 48 milioni di euro, specifici fondi di garanzia a copertura dei finanziamenti che le imprese toscane chiederanno per nuovi investimenti (
SE
L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ri...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: milioni di euro per offrire garanzie alle aziende rispetto al ricorso al credito bancario. Dice Badiali: «Le banche vogliono garanzie maggiori dalle aziende, che hanno invece bisogno di soldi per mandare avanti la produzione. Ebbene noi offriamo la seconda garanzia con questi fondi, attraverso le varie Co-fidi, e, con il Mediocredito centrale anche un terzo livello di garanzie».
Pmi,
un aiuto per superare la crisi ( da "Denaro, Il"
del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Donadio Impresa Confidi Aniello Reccia Cidec Modestino Giovagnoni Artigiancredito Giuseppe Tulino Agriconfidi Aldo Gagliardo Consorzio Api Campania Fidi Bruno Turrà Ascom Fidi Caserta Antonio Cuccaro Campania Credito Giovanni Peltrini Cooperfidi Valerio Scarpati I?numeri Numero di soci oltre 11mila Patrimonio netto 20 mln circa Garanzie rilasciate 130 mln circa del 13-02-2009 num.
I
messaggi di Hermes e la spocchia dei quantitativi pag.2
( da "Trend-online"
del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidarvi? dell?Analisi Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché, della stessa, possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che fidarsi, nel caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente rilevanti nel settore degli investimenti, ma anche in quello che s?
Confeserfidi,
dopo il bilancio parte la corsa verso il 107
( da "MF
Sicilia" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: 107 del testo unico bancario. Prima però Confeserfidi, il consorzio di garanzia fidi del Ragusano, dovrà approvare il bilancio 2008 con tanto di utili in positivo per presentare la domanda a Palazzo Koch. Dopodiché all'ufficio servizi relazioni esterne di Bankitalia serviranno 4 mesi per analizzare l'istruttoria.
Le
banche non abbassano i tassi reali e la crisi colpirà due volte le imprese
( da "Riformista,
Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: sono nate con pochissimo capitale proprio e dipendenti dal credito bancario fin dalla nascita», spiega la Longo. La stretta creditizia si compone di più elementi. Quella sui fidi, che si nota nei costi dei prestiti: l'Euribor (tasso dei prestiti interbancari usato come parametro di riferimento) sta scendendo grazie anche ai tagli al costo del denaro della Banca centrale europea,
d'alfonso
ora adotta la strategia del silenzio
( da "Centro,
Il" del 15-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: risponde al telefono agli amici fidati, rimandando ogni commento al suo legale, che parla ancora meno. E' invece per la difesa l'ora di dare spazio a cifre e documenti per certificare conti, che non tornano per la procura e che invece per il sindaco di Pescara autosospesosi per motivi di salute hanno una spiegazione.
Donne,
quanta fatica con le banche ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: anche solo per richiedere un aumento di fido, di sicuro sarebbero sorti una moltitudine di problemi». Donne penalizzate dunque e non poco. «Ad essere sincera non ne so il motivo - prosegue Botti - ad ogni modo gli istituti cui ho avanzato la richiesta, in cambio pretendevano garanzie sempre più pesanti.
piccole
e medie imprese all'angolo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: bancario torni a concentrarsi su imprese e prodotti.», sottolinea ancora il presidente provinciale dell'Api-Sarda, «Va in questo senso la recentissima firma dell'accordo, il primo in Sardegna, tra Sardafidi, Consorzio fidi dell'Api Sarda, e Unicredit Banca di Roma, in attuazione del progetto "Impresa Italia" che mette a disposizione delle imprese sarde associate venti milioni di
Arrestata
banda di truffatori. La loro base? Un pub
( da "Affari
Italiani (Online)" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: chiamate in gergo "cugini", ed accedeva cosi' a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata.
Lombardia/
Milano, documenti falsi per truffe a banche 10
( da "Virgilio
Notizie" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori riuscivano a risalire - aggiunge il comunicato - all'acquisto fraudolento di un noto locale notturno milanese, di numerosi beni acquistati illecitamente, tra cui una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata che una volta acquistati venivano rivenduti,
Fidi,
è guerra sulle revoche ( da "Gazzetta di Parma Online, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Revoca non sempre legittima Non sempre il comportamento della banca può essere considerato legittimo. «Le linee di credito concesse da un istituto possono essere revocate solo quando il cliente è diventato un debitore non affidabile, perché ha ricevuto la notifica di decreti ingiuntivi, ha subito protesti,
Truffe
a banche, 10 arresti ( da "Corriere.it"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: chiamate in gergo «cugini», ed accedeva così a fidi bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata.
Mantova,
credito alle imprese: intervento della CdC
( da "Sestopotere.com"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: consorzi fidi mantovani hanno già dato la loro disponibilità a supportare con le loro garanzia i prestiti delle aziende. Ora però manca un interlocutore fondamentale e insostituibile: il sistema bancario. Per questa ragione in questo incontro sono stati convocati tutti gli istituti di credito per conoscere la loro disponibilità a partecipare a questo strumento di sostegno finanziario.
Piazza
Affari: andamento della seduta ( da "Miaeconomia"
del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: onlineIscrizione Sic per fido c/cEmissione assegni e iscrizione CaiObblighi dei cointestatari del c/cC/c per deposito assegniFattura con pagamento di rimessa direttaAssegno protestato su c/c firma disgiunta Gli ultimi articoli da: Esperto mutui casa Curatore per immobile intestato a minoreSurroga mutuo cointestatoMutuo per protestatoRitiro garanzia affittoMutuo e certificato di abitabilita?
Montanari
incontra le banche: sostenete le imprese, serve liquidità
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: I consorzi fidi hanno già dato la loro disponibilità a supportare, con le loro garanzie, i prestiti delle aziende. All'incontro Montanari ha avanzato la sua proposta per coinvolgere il mondo del credito, l'anello mancante per far funzionare la catena degli aiuti: «Chiediamo alle banche di pensare ad una convenzione,
Tutte
le modifiche alla commissione di m
( da "superEva
notizie" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari 1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza di fido.
Mutui
a dipendenti fantasma, genovese arrestato a Milano
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: chiave di volta per ottenere fidi bancari. Il secondo passo era l'acquisto di auto di grossa cilindrata, ma anche case e immobili di pregio, tra i quali una villa del valore di 300 mila euro in provincia di Cremona. Il terzo passo era la vendita di questi beni a ignari compratori: la truffa veniva così conclusa con l'incasso di denaro contante.
Artigiani,
contro la crisi le risorse regionali
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: si sollecita all'associazione il suo ruolo di interfaccia con il mondo creditizio e bancario: «Il problema vero - come ha sottolineato Antonella Bardoni, direttore del Consorzio Fidi Confiab di Bergamo - consiste nella diversa metodologia di analisi da parte delle banche, che assegnano alle aziende una classe di rischio maggiore».
( da "AreaPress" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
pubblicato il
12/02/2009 - Lingua: ITALIANO A cura di: Cedacri - Tratto da: Pleon Italy I
valori sociali e culturali della provincia italiana e la percezione delle
banche locali In un quadro di generale incertezza, uno studio promosso da
Cedacri evidenzia che sono le istituzioni e i valori legati al territorio e
alla tradizione ad avere la fiducia degli Italiani a inizio 2009. Cedacri, da
oltre trent?anni il più importante polo italiano di servizi informatici per il
settore bancario e le istituzioni finanziarie, ha
realizzato, in collaborazione con l? ISPO - l?Istituto per gli Studi sulla
Pubblica Opinione ? uno studio intitolato ?I valori sociali e culturali della
provincia italiana e la percezione delle banche locali tra gli Italiani?. Lo
studio si basa su dati raccolti con un sondaggio a livello nazionale in cui un
campione della popolazione è stato chiamato a rispondere in merito ai propri
valori e priorità sociali (ad esempio dando un ordine di importanza a elementi
come la famiglia, la salute, il denaro, la cultura, il potere, la politica) e
alla percezione nei confronti delle banche (piccole banche locali vs grandi
gruppi nazionali) in termini di fiducia, convenienza, capacità di
fidelizzazione, attrattività e solidità. Dai risultati è emerso che le priorità
sociali e culturali, sia per chi vive in piccoli centri sia per chi risiede in
grandi nuclei abitati, riguardano la sfera dei valori più tradizionali e più
direttamente connessi alla sfera personale dell?individuo - sottolineando
quindi il ruolo centrale della famiglia e della salute fisica, a discapito
dell'interesse per la politica o il potere. Una tendenza, questa, che trova
conferma anche quando il piano di indagine si sposta sulla percezione delle
banche. In questo settore il dato evidenziato è che, sebbene la fiducia nelle
istituzioni finanziarie continui ad essere piuttosto bassa (non più del 18% degli intervistati si fida realmente delle banche), è la banca
locale a dare maggiore fiducia al cliente, che la sente più vicina a se stesso
e ai propri valori, legati alla tradizione e al territorio. Dalla ricerca
emerge così che le banche locali hanno una maggior capacità di fidelizzazione
dei propri clienti rispetto a quelle nazionali (73% contro 60%), nonché
una maggiore capacità di attrarre clienti di altre banche (il 38% degli
intervistati ha risposto che, se dovesse interrompere i rapporti con la propria
banca, si rivolgerebbe a una banca locale, contro il 27% che ha invece indicato
una banca nazionale). Inoltre lo studio evidenzia come i clienti delle banche
locali diano una migliore valutazione della propria banca in termini di convenienza
di quanto facciano i clienti delle banche nazionali (6,8 contro 6,1, in una
scala da
( da "Trentino" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Furto telematico,
dopo il danno la beffa Il derubato non riesce a farsi risarcire dalla Rurale
Giudicarie Dopo la sua denuncia la vicenda si trascina dal 2006: password e
codici segreti per l'accesso InBank non erano stati smarriti FABIO SIMONI
GIUDICARIE ESTERIORI. «Fidarsi è bene, non fidarsi è
meglio». Così deve aver pensato un uomo delle Giudicarie esteriori che si è
visto sottrarre indebitamente, dal conto corrente, la significativa somma di
5.600 euro. La più che spiacevole sottrazione del denaro è avvenuta per via
telematica, attraverso tre operazioni distinte, da parte di ignoti non
ancora identificati. Il signore in questione, titolare di una stazione
"InBank Base" rilasciata dalla Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia
Paganella, si serviva della postazione informatica, attraverso il computer di
casa, per il controllo periodico del proprio conto corrente e per le usuali
operazioni a distanza. Ed è stato durante uno dei controlli periodici
effettuati verso la fine del 2006 che ha potuto verificare, con sorpresa e
stupore, i ripetuti ammanchi. Scoperto l'accaduto, il titolare della postazione
"InBank", si recava alla filiale di Ponte Arche per segnalare la
sottrazione del denaro. Nell'occasione, un operatore della banca riusciva
all'ultimo momento a bloccare una successiva operazione di frode in atto. In
seguito la direzione della banca effettuava le verifiche interne e presso i
fornitori del servizio informatico, senza per altro riuscire ad individuare il
truffatore anonimo. Dall'estratto conto del mese di novembre del 2006,
compariva invece il nome del beneficiario di due bonifici di quasi 3.000 euro,
e di una terza operazione di giro contro di 1.000 euro. I bonifici risultano a
favore di un cliente della filiale di Formigine della Banca Popolare di Verona
e Novara. Il giroconto invece sul conto corrente del signore delle Giudicarie
esteriori. Da notare, che il tutto è avvenuto senza che il titolare del
servizio bancario funzionante da casa attraverso
Internet, avesse smarrito, segnalato ad estranei o fosse stato derubato dei
codici segreti (indirizzo e password) necessari per accedere alla stazione
"InBank". In un primo momento sembrava che la Cassa Rurale Giudicarie
Valsabbia Paganella potesse rifondere il maltolto attraverso una propria
assicurazione di protezione dei clienti. Poi questo non è avvenuto, poiché è
risultato non essere previsto un risarcimento in caso di frode informatica come
quella che stiamo descrivendo. Il titolare del conto corrente, nel frattempo,
ha pensato di rivolgersi anche alle forze dell'ordine per sporgere denuncia. La
denuncia, mediante la quale lo "sfortunato" cliente si è riservato di
costituirsi parte civile, è stata stesa presso al stazione dei Carabinieri di
Ponte Arche, e inviata come da procedura alla Procura della Repubblica di
Trento, all'attenzione del pubblico ministero incaricato di aprire un fascicolo
e seguire la vicenda. Da allora sono passati più di due anni ma non è successo
nulla, se non l'aumento della rabbia.
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
BONDENO E ALTO
FERRARESE pag. 18 CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri
della Cass... CAMBIO DELLA GUARDIA al timone della filiale di Pilastri della
Cassa di Risparmio di Ferrara: Vittorio Zucchi è stato nomiato nuovo direttore
al posto di Luca Roncarati trasferito all'Agenzia 16 di Ferrara. Vittorio
Zucchi come si legge in una nota stampa vanta una pluriennale esperienza
bancaria alle spalle. Infatti per oltre dieci anni ha
lavorato presso la filiale di Bondeno occupandosi del settore affidamenti e
successivamente è stato a capo della dipendenza di Mirabello. Di prestigio
anche il curriculum di Luca Roncarati che ha lavorato in diverse unità
produttive sempre della Cassa di Risparmio di Ferrara fra le quali Portomaggiore,
Padova, Forlì e poi presso l'ufficio estero e l'ufficio fidi.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIA E FINANZA
pag. 27 BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola....
BOLOGNA E' STATO siglato poco più di due mesi fa e già scricchiola. Il patto
anti-crisi sottoscritto a dicembre dalla Regione, dai
Consorzi fidi dell'industria, dell'artigianato e della cooperazione e dai
principali gruppi bancari operanti sul territorio non sembra in grado di
garantire le piccole e medie imprese emiliano-romagnole. Gli artigiani puntano il
dito contro le banche che, dicono, non rispettano gli accordi e «scaricano
tutti i rischi sui Confidi». Pensare che il sistema bancario
che aderisce all'intesa dovrebbe mettere a disposizione delle imprese un
miliardo di euro. Fondi da destinare a quei finanziamenti a breve e medio
termine che sono necessari a soddisfare le esigenze di liquidità straordinaria,
favorire lo smobilizzo dei capitali e anticipare il pagamento della cassa
integrazione. I mutui, precisa l'accordo, devono essere erogati con un tasso
non superiore all'Euribor, maggiorato di uno spread' massimo di 1,5 punti. Ma
proprio il basso tasso d'interesse previsto dal patto sembra essere uno dei
problemi. «Per molte banche non è conveniente erogare credito a queste
condizioni», osserva Daniela Magni, responsabile Confidi della Cna. n. c.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
ECONOMIA E FINANZA
pag. 27 di NICOLA CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio... di NICOLA
CAPPELLINI BOLOGNA LA CNA chiede più coraggio ai suoi associati e la
Confartigianato prepara un dossier. A distanza di quattro mesi dalla tempesta
finanziaria che ha messo in crisi il sistema bancario,
le associazioni degli artigiani rilanciano l'allarme sulla stretta del credito.
Preoccupa il futuro delle 340mila piccole e medie imprese emiliano-romagnole e
dei loro dipendenti (circa un milione), ma preoccupa ancor di più il loro
silenzio'. «Basta con le denunce generiche. Chi si trova in difficoltà per
colpa delle banche tuona il segretario regionale della Cna, Gabriele Morelli
deve fare nome e cognome. Le aziende devono segnalarci gli istituti di credito
che non rispettano gli impegni sottoscritti». L'appello suona un po' come una
sveglia' agli associati. Le segnalazioni non mancano, ma «i nomi osserva
Morelli non saltano fuori. Le banche hanno molti argomenti a loro favore» e le
imprese temono ritorsioni. Nel frattempo, però, la situazione non sta affatto
migliorando. «Le notizie che arrivano dalle nostre sedi provinciali spiega il
segretario non sono buone. Ci dicono che la stretta diventa ogni giorno più
forte». Sul banco degli imputati soprattutto i grandi gruppi bancari. «Anche se
precisa Morelli non tutti si comportano allo stesso modo. Alcuni istituti che
fanno più credito di altri». CERTO è che la mancanza di liquidità sta
diventando un problema serio, specie per le imprese edili, meccaniche e dei
trasporti. «Il loro andamento congiunturale osserva Morelli non è buono e le
banche vedono questi comparti con grandissima diffidenza». Più il rating
dell'azienda è basso e più il costo del denaro sale. Le associazioni di
categoria hanno cercato di metterci una pezza. A dicembre i
Consorzi fidi dell'artigianato, dell'industria e della cooperazione hanno
firmato un protocollo d'intesa che impegna i principali gruppi bancari a non
aumentare i tassi d'interesse. E sempre a dicembre la Cna ha creato, assieme a
Confartigianato, il più grande Consorzio fidi del paese: Unifidi. «Ma il
problema resta», osserva Morelli. E il rischio che le aziende chiudano aumenta.
«Per evitare che accada, occorre che tutti collaborino». Serve quella cabina di
regia' promessa dalla Regione per monitorare il problema e costringere le
banche «a rispettare gli accordi». L'ANALISI è condivisa anche dal presidente
di Confartigianato Emilia-Romagna, Giampaolo Palazzi. La sua associazione ha
avviato a livello provinciale una vera e propria indagine sul tema. «Stiamo
intervistando i nostri associati e raccogliendo informazioni. Vogliamo sapere
da loro spiega quanto hanno chiesto alle banche e quanto hanno ottenuto».
L'obiettivo è smascherare gli istituti di credito che «negano la stretta, ma
poi non finanziano le imprese o le finanziano poco». Ma Palazzi torna anche a
chiedere lo slittamento delle rate dei mutui accesi dalle aziende per gli
investimenti. Altrimenti, spiega, si rischia che «in poco tempo le banche
diventino proprietarie dei nostri capannoni e macchinari».
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
FAENZA pag. 13 IL
Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti... IL
Credito Cooperativo ravennate e imolese ha predisposto diversi strumenti
finanziari per sostenere i diversi soggetti interessati dalla crisi economica.
L'istituto di credito ha aderito alla convenzione stipulata dalla Federazione
BCC dell'Emilia Romagna con le organizzazioni sindacali, al fine di offrire ai
lavoratori di imprese in crisi, l'opportunità di poter disporre con rapidità, a
titolo di anticipo, di una quota di ciò che riceveranno dall'Inps una volta
definita la pratica di Cassa Integrazione. La BCC ravennate e imolese concederà
finanziamenti individuali fino ad un importo massimo di circa 9mila euro, con
durata massima di 9 mesi, in rate mensili. Gli importi individuali saranno
concessi a tasso zero. L'iniziativa si affianca a quanto la BCC ravennate e
imolese aveva già attuato nel mese di dicembre scorso, a sostegno delle
famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui casa. Sono previste
due possibilità: 1) Pagamento, per un massimo di 12 mesi, della sola quota
interessi con slittamento in avanti dell'ammortamento del mutuo. 2)
Sospensione, per un massimo di 12 mesi, delle rate, con slittamento in avanti
dell'ammortamento del mutuo. Qualora il mutuatario richieda l'intervento per
problemi occupazionali accertati, la nuova facilitazione accordata sarà a tasso
zero. In un contesto di grande preoccupazione per gli effetti che la crisi
finanziaria potrà determinare sull'economia reale in generale, nonché sul
sistema produttivo regionale, il Credito Cooperativo ravennate e imolese ha
sottoscritto l'accordo con la Regione Emilia-Romagna, i
Consorzi fidi, Unioncamere dell'Emilia - Romagna, con il fine di favorire e
garantire la possibilità di accesso, da parte delle piccole e medie imprese, al
credito bancario a breve e medio termine. L'accordo, che avrà durata fino al
31.12.2009, prevede che il sistema bancario metta a
disposizione un plafond complessivo di un miliardo di Euro, a tassi di
interesse di particolare favore, collegati all'Euribor. Potranno accedere ai
finanziamenti in oggetto le piccole medie imprese, per l'erogazione di
finanziamenti a breve/medio termine necessari a soddisfare i fabbisogni legati
al consolidamento delle passività a breve e alla gestione del capitale
circolante. Già nel mese scorso la BCC era intervenuta per fornire liquidità
alle imprese in occasione degli impegni in scadenza nel breve periodo, fino
all'importo massimo di 250mila euro per impresa.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Aziende messe in
ginocchio dalle banche La denuncia del Codacons: «Si trovano improvvisamente
senza copertura». Pronti all'esposto in Procura Giovedì 12 Febbraio 2009, Il
Codacons sta vagliando l'ipotesi di presentare un esposto alla Procura della
Repubblica di Rovigo perché si accerti se esistano profili penalmente rilevanti
riguardo alle segnalazioni «giunte da numerosi imprenditori polesani, i quali -
spiega la presidente del Codacons di Rovigo Chiara Crivellari - si ritrovano da
un giorno all'altro senza copertura bancaria, e addirittura in sofferenza ed
iscritti nelle "centrali rischi", la Sic, meglio conosciuto come la
lista nera dei cattivi pagatori». Perché? Secondo l'associazione a difesa dei
consumatori, «tutto è nato dalla bufera economica che ha avuto, nell'occhio del
ciclone, i mutui americani ed il fallimento della banca Lehman Brothers: fatti
tali da mettere in crisi la liquidità del sistema bancario». Quali
sono i riflessi in Polesine? «Con la scusa di verificare il rischio di
esposizione dell'impresa e di valutarne il rating come prevede "Basilea
2", oppure al momento del rinnovo del fido annuale, a Rovigo - risponde
Crivellari - abbiamo contato 20 casi di imprenditori, artigiani e commercianti
che si sono rivolti al Codacons per segnalare di essere stati chiamati
dal rispettivo istituto di credito, per ricevere la comunicazione che gli
sarebbe stato applicato un rialzo dei tassi in passivo». «Tutto ciò - spiega la
presidente del Codacons di Rovigo - in violazione dei tassi concordati nel
contratto». «Un'altra tecnica - continua - è la chiusura del prestito con la
richiesta del rientro immediato». «A volte, davanti a tale richiesta,
l'imprenditore non dispone sempre di liquidità immediata per pagare»: con quali
conseguenze? «La mancata immediata accettazione di tale proposta - spiega
Crivellari - provoca la chiusura del conto ed il rientro immediato del fido.
Non solo: se il malcapitato non riesce a ritirare tutti gli assegni, nel
frattempo staccati, entro il termine prestabilito della banca, viene perseguito
anche per emissione di assegni a vuoto, anche se la comunicazione dalla banca
giunge tramite raccomandata solitamente in data postuma alla chiusura del
fido». «Inutile spiegare - continua la referente locale del Codacons - che
l'iscrizione alla lista dei cosiddetti "cattivi pagatori", cioè di
coloro che hanno un mutuo o un fido in sofferenza, determina l'ostracismo da
parte di tutti gli istituti bancari e dei fornitori, che così pretendono i
pagamenti in contanti». In queste condizioni, secondo le segnalazioni ricevute
dal Codacons, l'imprenditore cerca di "rientrare" in tutti i modi:
magari vendendo immobili di proprietà, oppure chiedendo un piano di rientro
rateale alla banca, «la quale, se accetta la proposta, applica tassi non
proprio agevolati», puntualizza il Codacons. «Attenzione però - avverte
l'associazione a difesa dei cponsumatori -, perché il piano di rientro non è
immediato e l'imprenditore rimane nella lista nera, per almeno un anno dopo
aver estinto il debito». Perché questa situazione, anche in Polesine? «Evidentemente
le banche, in crisi di liquidità, hanno deciso di stringere i cordoni creditizi
e di non concedere più prestiti alle imprese, se non a caro prezzo», secondo il
Codacons, che non si ferma qui nell'analisi. «La cosa, come spiegato, sarebbe
già "inopportuna" visti gli effetti di aggravamento della recessione
economica in atto, oltre ad essere "ingiustificata" in considerazione
di tutti i provvedimenti presi con Ecofin e con il Governo italiano in favore
delle banche. Ma può diventare illegale se fatta con la procedura prima
descritta, che potrebbe essere connotata come equivalente ad un vero e proprio
"ricatto": nel senso che "O paghi il rialzo dei tassi, oppure ti
chiudo il fido e mi ridai i soldi subito». «Si potrebbero anche ipotizzare i
reati di estorsione e minaccia», secondo il Codacons. Oltre all'esposto in
Procura, il Codacons di Rovigo si prepara anche a «inoltrare la segnalazione al
Governo e al Governatore della Banca d'Italia». Nicola Astolfi
( da "Gazzetta di Reggio" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Nel rapporto tra
banche e imprese le «piccole» sono penalizzate REGGIO. Gli Industriali di
Reggio hanno realizzato, nel mese di gennaio 2009, una indagine per monitorare
le condizioni applicate dagli istituti di credito alle aziende associate. Le
indicazioni tendenziali rilevate riguardano tanto le variazioni intervenute
nelle condizioni praticate sulle principali operazioni finanziarie a breve e a
medio-lungo termine quanto le difficoltà riscontrate nell'accesso al credito da
parte delle imprese. Per quanto riguarda i tassi a breve termine, dopo che la
prima indagine ad ottobre 2008 aveva rilevato forti aumenti dovuti sia
all'andamento crescente dei tassi di mercato interbancari sia all'incremento
degli spread applicati su di essi (incremento medio rilevato degli spread pari
a 1,25%), nella seconda indagine i tassi a breve restano prevalentemente
stabili rispetto ai valori precedentemente raggiunti, ma con ulteriori ritocchi
verso l'alto. In particolare, è stato rilevato un tasso medio del 7,4% - con un
aumento nel 21% dei casi - per lo scoperto di conto corrente che pare
sicuramente elevato, considerato nel periodo l'andamento nettamente decrescente
dell'euribor, cioè del tasso di riferimento interbancario
di mercato. Oscillano tra valori del 4,7% (anticipo fatture e finanziamento liquidità)
e il 4,9% (anticipi import), gli altri tassi medi, con il punto più basso 4,3%
nel caso degli anticipi export, peraltro anch'esso in aumento presso il 37%
delle imprese. Il valore del tasso medio è influenzato dalla presenza di alcune
aziende medio-grandi con tassi contenuti, che abbassano la media. Le piccole
imprese risultano quindi maggiormente penalizzate. Per quanto riguarda i tassi
a medio termine sono stati rilevati valori medi del 5,5% per finanziamenti
chirografari e del 5,6% per il leasing strumentale con uno spread medio
dell'1,2% e dell'1,3%. Sul valore del tasso medio valgono le considerazioni
precedenti. Lo spread è riferito al tasso di riferimento variabile (nessuna
azienda ha segnalato tassi fissi). Si evidenzia che, nel periodo di riferimento
della rilevazione una percentuale molto elevata del campione segnala di non
avere fatto ricorso alle operazioni a medio-lungo termine indicate. In merito
alle difficoltà riscontrate nell'accesso al credito da parte delle imprese,
rispetto alla precedente indagine riferita ad ottobre, si rileva un aumento
delle imprese che dichiarano una situazione di razionamento del credito. In
dettaglio: il 69% delle aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese
l'azienda avrebbe desiderato maggior credito, ai tassi di mercato, rispetto a
quanto ottenuto?», mentre in precedenza era l'84%. Parallelamente quasi
raddoppiano le aziende che confermano il desiderio di maggior credito, desiderio evidentemente non soddisfatto dal sistema bancario, passando dal 16% di ottobre al 31% ora rilevato. Il 91% delle
aziende risponde «no» alla domanda: «Nell'ultimo mese è stato chiesto il
rientro dei fidi?». Erano il 98% lo scorso ottobre. Conseguentemente cresce al
9% la percentuale di aziende che hanno subito una richiesta di rientro dei fidi
in tempi piuttosto brevi (da un minimo di 1 mese ad un massimo di 6
mesi). Si evidenzia il fatto che nel giro di un paio di mesi i rientri dei fidi
sono aumentati e le aziende coinvolte sono passate da un 2% ad un 9% con un
incremento impressionante anche se, fortunatamente, ancora in un ambito
ampiamente minoritario rispetto alla totalità del campione. Per quanto riguarda
la variazione dei fidi accordati, la maggioranza delle imprese segnalano di non
avere avuto variazioni: il 72% per i fidi a breve termine ed il 69% per i fidi
a medio termine. Anche qui si nota comunque un aumento, rispetto alla
rilevazione di ottobre, delle segnalazioni di diminuzione dei fidi: esattamente
il 9% segnala diminuzioni dei fidi a breve ed il 13% la diminuzione dei fidi a
medio-lungo. Entrambe le tipologie di fidi in ottobre 2008 ci erano stati
segnalati in calo solo dal 4% delle imprese rispondenti. Da rimarcare la
riduzione degli affidamenti a medio-lungo termine, spiegabili in parte dalla
flessione degli investimenti aziendali ed in parte maggiore, se si abbina la
risposta con quella sul desiderio di ricevere maggior credito, dalla mancanza
di liquidità nelle banche da dedicare ad impegni pluriennali. Infine, in merito
alla conoscenza da parte delle imprese del rating attribuito loro dalle banche,
il 62% dichiara di conoscerlo. Si segnala, tuttavia, che ben il 38% dichiara
invece di non conoscere il proprio rating (o giudizio).
( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 9 - Empoli
Finiti i soldi per anticipare la "cassa" Grido di dolore degli
imprenditori al tavolo anti-crisi del distretto Chiesti aiuti per alleviare i
costi fissi della depurazione SANTA CROCE. «Favorire la ripresa dei consumi,
attenuare gli elementi di criticità interni, come i costi di depurazione,
sostenere le aziende in difficoltà, utilizzare al massimo gli strumenti di protezione
sociale e fronteggiare le situazioni di disagio socio-economico». Questi i
punti salienti del documento redatto ieri al termine dell'incontro nella sala
consiliare del Comune di Santa Croce sull'Arno, che aveva come unico punto
all'ordine del giorno l'analisi della crisi che sta attraversando l'economia
del Comprensorio del cuoio toscano. Una riunione importante a cui hanno preso
parte le istituzioni (i Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno,
San Miniato, Santa Croce sull'Arno e la Provincia di Pisa), i sindacati (Filcem
e Filtea della Cgil e i responsabili della stessa sigla per il Valdarno
inferiore) e i rappresentanti degli imprenditori locali (Associazione
Conciatori di Santa Croce sull'Arno, Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, Assa,
Cna, Confartigianato, Api Pisa, Consorzio Calzaturieri). Un notevole
schieramento di forze per chiedere a Regione e Governo una particolare
attenzione verso le concerie, i calzaturifici e le tante lavorazioni per conto
terzi che agiscono in questa zona. A Roma e Firenze, Santa Croce chiede di
aumentare le risorse a disposizione delle famiglie, diminuendo la pressione
fiscale e ampliando gli ammortizzatori sociali. Il documento riguarda anche la
pressione fiscale e si riferisce a una revisione degli studi di settore, ma
anche alla rivalutazione di una proposta di concordato fiscale di distretto.
Uno dei temi centrali è quello dei costi di depurazione. «La proposta che
avanziamo - si legge nel documento - è quella di anticipare parte degli
stanziamenti pubblici previsti per i futuri investimenti del Tubone
destinandoli agli ammortamenti residui sui vecchi impianti. Si tratterebbe solo
di una anticipazione finanziaria di stanziamenti già deliberati, che
rientrerebbe successivamente, aumentando la quota d'investimento della parte
imprenditoriale. Di fatto l'investimento per l'accordo di programma salirebbe a
114 milioni di euro e la quota della parte imprenditoriale sarebbe di 44
milioni di euro, anziché gli attuali 14 milioni». Altra priorità, il rapporto
con il mondo del credito: «Segnaliamo - continua la nota - che sta aumentando
il numero delle aziende non più in grado di garantire l'anticipazione della
cassa integrazione ai propri dipendenti. Appare quindi
indispensabile, in questa fase, avviare colloqui con il sistema bancario e con i Consorzi Fidi per cercare di trovare soluzioni urgenti a
questo problema per evitare che i lavoratori interessati ricevano un salario
già ridotto per la cassa integrazione in ritardo di mesi, a causa dei tempi
procedurali dell'Inps. Si tratta di un problema che rischia di avere
conseguenza drammatiche per centinaia e centinaia di famiglie della nostra zona
che può essere risolto con un accordo complessivo che veda coinvolti tutti i
soggetti interessati». Un accento anche per le politiche del lavoro e i disagi
sociali, entrambe da affrontare utilizzando al massimo gli ammortizzatori
sociali, estendendoli anche alle categorie che, al momento, non ne hanno
diritto, in modo da non disperdere le professionalità maturate in questo territorio.
Andreas Quirici
( da "Riformista, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
lettera Caro
direttore, "strozzati dalle banche" lettera Caro direttore,
"strozzati dalle banche". Titolo più che mai azzeccato ma soprattutto
veritiero. Io da imprenditrice non posso far altro che dare
la mia testimonianza su quanto sto subendo dal sistema bancario. Tassi da usura e ricatti. Mi sono sentita dire da certi
direttori "sa, signora, se chiediamo di abbassare i tassi può succedere
che la direzione non rinnovi i fidi". Ma gli aiuti che, a suo tempo, il
Governo ha detto alle banche di concedere, dove sono? Ora non se ne parla
più, solo di Eluana si parla, pace all'anima sua. Ma intanto tanti piccoli
imprenditori piangono al capezzale delle loro aziende. Bianca Fascioli
13/02/2009
( da "Tirreno, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 3 - Prato
Garanzie Industriali soddisfatti PRATO. Soddisfazione degli industriali sui
nuovi contributi a garanzia del credito della Regione Toscana. «Si tratta di
garanzie, gratuite per le aziende, che possono coprire fino all' 80%
dell'importo finanziato dagli istituti di credito per gli investimenti e fino
al 60% per il reintegro della liquidità», spiega la vicepresidente dell'Unione
industriale pratese Raffaella Pinori. «Ai finanziamenti erogati viene applicato
uno spread bancario previsto dal protocollo. Le
condizioni di accesso prevedono la rispondenza a parametri riscontrabili non in
tutte le aziende ma comunque alla portata di buona parte di esse. Riteniamo che
le banche abbiano ogni interesse a sollecitare ai propri clienti il ricorso a
queste misure di garanzia: indipendentemente da tassi e costi, oggi i timori
degli istituti di credito sono legati proprio all'affidabilità dei clienti.
Vigileremo con attenzione sull'effettivo impegno del sistema del credito ad
utilizzare in maniera estesa ed appropriata questi strumenti. Ma è fondamentale
che siano anche le imprese stesse a proporre alle banche, quando ve ne siano le
condizioni, il ricorso a questi strumenti. Peraltro come Prato abbiamo chiesto,
in conseguenza delle specificità dei problemi che investono il distretto, una
riserva ad hoc per le nostre imprese». L'Unione sta facendo opera di
informazione e di sensibilizzazione delle imprese associate sia attraverso il
proprio Sportello credito sia con iniziative specifiche. In
particolare l'Unione industriale Pratese ha organizzato per martedì 3 marzo
alle ore 15 un seminario per illustrare le potenzialità dei fondi aperto alle
aziende socie. Al seminario interverrà il dottor Pietro Bracci, responsabile
dell'Area Garanzie di Fidi Toscana.
( da "Nazione, La (Prato)" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
24 ORE PRATO pag. 10
«Credito, i fondi regionali una risposta per le aziende» UNIONE INDUSTRIALE
TEMA MOLTO «caldo», quello del credito per le piccole e medie imprese in
difficoltà di fronte alla crisi. Un fronte sul quale arriva qualche buona
notizia con la Regione Toscana che ha recentemente
sottoscritto col sistema bancario toscano uno specifico protocollo di intesa
"anti-crisi" che rende operative due nuove misure di garanzia presso
Fidi Toscana. In sostanza vengono accesi, per un ammontare complessivo di 48
milioni di euro, specifici fondi di garanzia a copertura dei finanziamenti che
le imprese toscane chiederanno per nuovi investimenti (anche nella forma
del leasing) oppure per il reintegro della liquidità. «Si tratta di garanzie,
gratuite per le aziende, che possono coprire fino all' 80% dell'importo
finanziato dagli istituti di credito per gli investimenti e fino al 60% per il
reintegro della liquidità», spiega la vicepresidente dell'Unione Industriale
Pratese Raffaella Pinori «Ai finanziamenti erogati aggiunge Pinori viene
applicato uno spread bancario previsto dal protocollo.
Riteniamo che le banche abbiano ogni interesse a sollecitare ai propri clienti
il ricorso a queste misure di garanzia: indipendentemente da tassi e costi,
oggi i timori degli istituti di credito sono legati proprio all'affidabilità
dei clienti. Vigileremo con attenzione sull'effettivo impegno del sistema del
credito ad utilizzare in maniera estesa ed appropriata questi strumenti».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PESARO pag. 4 SE
L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ri... SE
L'INTENZIONE del gruppo consigliare regionale del Pd, guidato da Mirco Ricci,
era quella di far sapere ciò che la Regione (insieme a Provincia e Camera di
Commercio) sta facendo per affrontare la crisi economica, la massa di cifre
offerta dal neo assessore al Lavoro Fausto Badiali ha chiarito poco le idee e
prodotto il solito topolino uscito dalla montagna. A conti fatti la Regione
(coinvolgendo Province ed enti camerali) punta ad investire 21,8 milioni di
euro. Di questi 1,8 milioni erano destinati alle aree già in crisi dal 2008
(Piceno e Fabrianese), ma, in realtà, di soldi utili alla bisogna, in tempi
stretti, ci sono un pugno di milioni di euro per offrire
garanzie alle aziende rispetto al ricorso al credito bancario. Dice
Badiali: «Le banche vogliono garanzie maggiori dalle aziende, che hanno invece
bisogno di soldi per mandare avanti la produzione. Ebbene noi offriamo la seconda
garanzia con questi fondi, attraverso le varie Co-fidi, e, con il Mediocredito
centrale anche un terzo livello di garanzie». In ballo ci sono 10
milioni di euro, ma per la provincia di Pesaro ne arriveranno meno di 2
milioni, compresi i fondi già stanziati da Provincia e Camera di Commercio,
presenti alla conferenza stampa del gruppo regionale Pd ai massimi livelli
(Palmiro Ucchielli e Alberto Drudi). «Questo stanziamento farà da volano a 40
milioni di euro di finanziamenti bancari», assicura l'assessore Badiali. IN
REALTA' siamo ancora agli annunci, visto che la procedura comporterà almeno 2
mesi prima di essere a posto a livello burocratico, con tanto di azienda di
credito vincitrice di una gara. «Una parte dei nostri fondi è già stata messa a
disposizione delle co-fidi», sottolinea Drudi. Mentre Palmiro Ucchielli
risponde indirettamente a Cna e Confindustria. «Noi abbiamo investito oltre 50
milioni di euro, le manutenzioni vanno tutte alle aziende locali. In realtà
dovrebbero rivolgersi al governo, affinché sblocchi il patto di stabilità per
gli investimenti. Noi raccoglieremo le firme».
( da "Denaro, Il" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Campania credito
Pmi, un aiuto per superare la crisi Dodici Confidi uniscono le forze per dare
vita al superconsorzio regionale Dodici Confidi campani uniscono le forze.
Dànno vita a un raggruppamento temporaneo di imprese finalizzato alla
costituzione del Confidi Campania, il superconfidi regionale di secondo grado
previsto dalla legge regionale 40/2008. L'obiettivo è quello di favorire lo
sviluppo delle Pmi in un'epoca di crisi attraverso un più agevole accesso al
credito, cosa possibile attraverso un irrobustimento del frammentato sistema
dei consorzi fidi locali. Il nuovo organismo vanta oltre 11mila soci, un
patrimonio netto di circa 20 milioni e garanzie rilasciate per circa 130
milioni. Con questi numeri il raggruppamento può ambire a diventare un
intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia. Il Confidi Pmi
Campania, presieduto da Lucio Donadio, è il capofila dell'operazione. Sergio
Governale Nasce il primo superconfidi regionale, composto da dodici consorzi
locali, per "porre in essere, unitariamente, tutte quelle attività
funzionali alla costituzione del Confidi Campania", consorzio di secondo
grado previsto dalla legge regionale 40/2008. Lo si legge nell'atto di
costituzione del raggruppamento temporaneo di imprese firmato a Napoli lo
scorso 19 gennaio davanti al notaio Luigi Di Persia. L'obiettivo è quello di
favorire lo sviluppo delle Pmi in un'epoca di crisi attraverso un più agevole
accesso al credito, cosa possibile attraverso un irrobustimento del frammentato
sistema dei consorzi fidi locali. I dodici soggetti sono espressione di oltre
11mila soci e insieme detengono un patrimonio netto di circa 20 milioni di euro
e garanzie rilasciate per 130 milioni. Con questi numeri il superconfidi
regionale può diventare intermediario finanziario vigilato dalla Banca
d'Italia, ai sensi dell'articolo 107 del Testo unico bancario.
qualifica particolarmente utile ai fini di Basilea
( da "Trend-online" del 13-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
I messaggi di Hermes
e la spocchia dei quantitativi PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna
di Edoardo Macallè , 13.02.2009 20:33 Scopri le migliori azioni per fare trading
questa settimana!! tutto soggettive?, ma soprattutto che ?nessuno studio è mai
riuscito finora a quantificarle matematicamente?. Tale critica era contenuta in
un libro scritto a tre mani (quelle di R.J. Teweles, Ch. V. Harlow, H.L. Stone)
ed aveva spinto Murphy ad una replica che, a mio parere, rappresentava quanto
di peggio si sarebbe potuto scrivere per tutelare l?Analisi Tecnica da critiche
ulteriori (e da qui, pertanto, la necessità del mio ?parricidio?): ?La verità è
che l?interpretazione è soggettiva [queste ?ultime tre? sono le uniche parole
in grassetto dell?intero suo libro!] e leggere un grafico è un?arte, anche se
sarebbe più corretto parlar di ?abilità?. Le configurazioni tecniche sono
raramente lampanti, cosicché neanche gli analisti esperti si trovano sempre
d?accordo nelle loro interpretazioni. Esiste sempre un elemento di dubbio e di
disaccordo proprio perché esistono differenti approcci all?analisi tecnica, che
spesso sono discordanti fra loro.? Giusto queste ultime parole avevano finito
per motivare tutto il mio risentimento: ?Neanche un analista quantitativo
sarebbe riuscito a trovar parole migliori per denigrare l?Analisi Tecnica e,
nello stesso tempo, perorar la propria causa di fronte agli occhi di un
investitore istituzionale! E così, anziché fondar filosoficamente l?Analisi
Tecnica, com?era nelle sue intenzioni, Murphy è riuscito nell?involontario
compito d?affondarla quasi del tutto. E, comunque, non solo filosoficamente:
trovate, infatti, nelle sue parole, un buon motivo per cui possiate ?fidarvi?
dell?Analisi Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché, della stessa,
possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che fidarsi, nel
caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente rilevanti nel
settore degli investimenti, ma anche in quello che s?è soliti definire ?ricerca
e sviluppo?. segue pagina >>
( da "MF Sicilia" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
MIFI Sicilia Numero
032 pag. 3 del 14/2/2009 | Indietro Confeserfidi, dopo il
bilancio parte la corsa verso il «107» SICILIA TERRITORIO & IMPRESE Di
Emanuela Rotondo Da quasi un anno lavorano per diventare una vera e propria
“banca di garanzia”. Il sogno potrebbe diventare realtà dopo l'estate quando,
se tutto dovesse andare per il verso giusto, Bankitalia rilascerà il via libera
per l'iscrizione all'albo degli intermediari finanziari, così come previsto
dall'art.107 del testo unico bancario. Prima
però Confeserfidi, il consorzio di garanzia fidi del Ragusano, dovrà approvare
il bilancio 2008 con tanto di utili in positivo per presentare la domanda a
Palazzo Koch. Dopodiché all'ufficio servizi relazioni esterne di Bankitalia
serviranno 4 mesi per analizzare l'istruttoria. Gli incontri romani sono
già iniziati. Nel corso della settimana appena trascorsa Bartolo Mililli e
Roberto Giannone, rispettivamente amministratore delegato e presidente di
Confeserfidi, hanno tenuto un'audizione per illustrare l'attività che il
consorzio ha svolto nel corso degli anni. Numeri alla mano, i finanziamenti
erogati nel corso del 2008 da Confeserfidi sono stati complessivamente 430
milioni di euro, così suddivisi: il 45% in prestiti fiduciari, il 35% in mutui
ipotecari e il 20% finanziamenti a breve termine. Il numero dei soci è arrivato
a circa settemila, di cui 900 sono i nuovi entrati dell'anno scorso
(agricoltura 1%, artigianato 24,2%, commercio 63,3%, industria 3,3%, servizi
7,8% turismo 0,4%). Il capitale sociale ammonta a poco più di tre milioni di
euro e la consistenza dei fondi rischi è pari a 13,16 milioni. «Avremmo potuto
presentare la domanda già lo scorso anno», dice Mililli a Milano Finanza
Sicilia. «Ma abbiamo voluto aspettare per bussare a Palazzo Koch con un
biglietto da visita migliore». E così dovrebbe essere quando l'assemblea
approverà il bilancio 2008. La scelta di Confeserfidi, così come quella di
altri consorzi fidi che hanno imboccato la strada del 107, si inserisce nel
contesto della nuova disciplina prevista da Basilea
( da "Riformista, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
credit crunch/1 Dopo
la lettera di Fiorenza Mursia, al Riformista sono arrivate segnalazioni di
altri imprenditori. La posizione delle pmi di viale Astronomia Le banche non
abbassano i tassi reali e la crisi colpirà due volte le imprese LUISA LONGO.
«Vi spiego come mai noi piccoli imprenditori abbiamo poco potere contrattuale
verso gli istituti di credito, cambiare è praticamente impossibile anche perché
nella stessa zona ci sono pochissime differenze di prezzo e di condizioni. Non
è un cartello, ma quasi». di Stefano Feltri Non è solo una questione di costi:
nella crisi le banche hanno adottato un metodo di lavoro diverso. «Ieri mattina
sono andata in banca perché un mio importante cliente non mi aveva pagato -
succede sempre più spesso - le ricevute bancarie e io ho dovuto emetterle di
nuovo, cioè prolungargli il credito. La banca mi ha risposto che non potevo
farlo e che quel credito andava considerato come inesigibile. Ho obiettato che
presso quella banca c'erano tutte le mie garanzie, personali e non, e che era
la prima volta che riscontravo quel genere di reazione. Hanno replicato che
stanno educando le aziende a essere più disciplinate. Non mi era mai capitata
una simile argomentazione», questo racconta un'imprenditrice del nord est
italiano, epicentro del dinamismo imprenditoriale italiano e ora a rischio di
soffocamento per mancanza di credito. Si chiama Luisa Longo, insieme al
fratello Renzo è titolare e amministratrice di un'azienda dove lavorano oltre
50 persone, la Longo Srl. A Quarto d'Altino, non lontano da Venezia, dove è
stato inaugurato («finalmente») il passante di Mestre, produce mobili in stile
Ikea, come si deve dire oggi visto che la vecchia espressione «in kit» non la
usa più nessuno: arredamento in scatola con le istruzioni per montarselo da
soli. Sono prodotti di qualità ma a prezzi contenuti (si risparmia molto sulla
manodopera saltando l'assemblaggio) che quindi reggono bene anche in tempo di
crisi. I clienti sono soprattutto grandi distributori, più che i consumatori
finali, quindi un po' meno sensibili alla congiuntura. Il problema sono le
banche: «più che una stretta, si osserva un tentativo di ridurre in tutti i
modi il rischio, anche quello minimo». Perché gli istituti di credito si fidano
sempre meno di imprese che si trovano esposte alla nuova Grande depressione e
anche quelle di più solida tradizione vengono considerate in pericolo. Anche la
Longo? «Io mi sento più a rischio di prima, perché un'attività deve poter
crescere per rimanere sul mercato. E il 2008 è stato un anno difficile per
tutti, in cui pochissimi sono riusciti a espandersi». La Longo ha anche
lanciato nel suo sito www.longo.it una parte dedicata alle vendite online,
segnale di vitalità che non basta a convincere le banche. La Longo si appoggia
a vari istituti, quelli più grandi e nazionali hanno pratiche più
standardizzate, non hanno cambiato molto il proprio comportamento (tranne una
che ha revocato un fido), mentre una media banca locale ha cominciato a
stringere i rubinetti del credito fin quasi al soffocamento. «Noi piccoli
imprenditori abbiamo poco potere contrattuale verso le banche, cambiare
istituto è quasi impossibile anche perché nella stessa zona ci sono pochissime
differenze di prezzo e di condizioni, non è un cartello ma quasi. E questo è un
problema per imprese come quelle del nordest che sono nate
con pochissimo capitale proprio e dipendenti dal credito bancario fin dalla nascita», spiega la Longo. La stretta creditizia si
compone di più elementi. Quella sui fidi, che si nota nei costi dei prestiti:
l'Euribor (tasso dei prestiti interbancari usato come parametro di riferimento)
sta scendendo grazie anche ai tagli al costo del denaro della Banca centrale
europea, ma i tassi chiesti alle imprese non si adeguano alla stessa
velocità. Anzi: se l'Euribor scende - denuncia Luisa Longo - le banche
aumentano lo spread (cioè il proprio margine di guadagno) così che l'impresa
paga sempre gli stessi costi ma la banca aumenta i propri ricavi. Poi c'è
l'anticipo fatture: «Ha sempre avuto un costo maggiore dei fidi, perché la
banca guadagna solo dallo spread e non dai "giorni banca", perché
quando il cliente paga la fattura con il bonifico la banca deve accreditarlo
subito senza trattenerlo per qualche giorno così da lucrare sugli interessi»,
spiega la Longo, e adesso gli istituti sono sempre più restii ad accordarlo,
perché temono che i clienti di cui anticipano le fatture poi non saldino.
Quindi l'operazione diventa più costosa e il tasso richiesto sale. Il vero
salasso è però quello della commissione di massimo scoperto: un tasso punitivo
da pagare quando si supera, anche per poche ore, il tetto di finanziamento
concesso dalla banca sul conto corrente. Basta anche un solo giorno in rosso e
la penale viene calcolata tra lo 0,5 e l'1,5 per cento dell'intero importo
concesso nel trimestre. E in tempi difficili per le banche, la sanzione scatta
subito, in automatico, senza margini di tolleranza. 14/02/2009
( da "Centro, Il" del 15-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
di Gian Paolo
Coppola D'Alfonso ora adotta la strategia del silenzio Numeri e carte, così il
sindaco si prepara a giustificare acquisti per 200mila euro «Leggo, studio e
prego», l'unico commento dell'ex leader del Pd dopo il faccia a faccia con il
pm PESCARA. Abituato com'è a calamitare chi lo ascolta con la forza della
parola, restare in silenzio deve avere fatto effetto anche a lui. Ma l'uomo
dalla «difesa appassionata e dettagliata», come la definì il gip due mesi fa
dopo il primo interrogatorio a 72 ore dagli arresti domiciliari, stavolta ha
scelto di non rispondere al pm perché ha ritenuto che restare zitto fosse
l'unica strada da imboccare. Perché stavolta le armi di Luciano D'Alfonso
dovranno passare solo attraverso i numeri. Tutt'altra roba rispetto al fiume di
parole con cui due mesi fa per 8 ore - divise in due tranche - ha cercato di
abbattere l'impianto accusatorio convincendo anche il gip, seppur solo in un
primo momento, a ritenere ridimensionata la portata dei reati contestati.
NIENTE COMMENTI. D'Alfonso accantona i discorsi anche 24 ore dopo il confronto
con il pm: «Leggo, studio e prego», risponde al telefono
agli amici fidati, rimandando ogni commento al suo legale, che parla ancora meno.
E' invece per la difesa l'ora di dare spazio a cifre e documenti per
certificare conti, che non tornano per la procura e che invece per il sindaco
di Pescara autosospesosi per motivi di salute hanno una spiegazione. Il
sostituto procuratore Gennaro Varone, nel far ripetere l'accertamento bancario e patrimoniale che la polizia aveva già effettuato
per conto del pool di magistrati che indaga sul fronte urbanistica, ha puntato
l'attenzione su alcuni spostamenti di denaro ritenuti improvvisi e non giustificabili,
se non con pagamenti in nero che la procura legge come possibili tangenti.
NUOVA ACCUSA. Una manciata di operazioni in tutto. Varone ha setacciato i conti
anche dei congiunti più stretti di D'Alfonso, focalizzando l'attenzione su
versamenti e uscite di denaro dai conti correnti. Il totale fa quasi 200mila
euro, spalmato tra il 2003 e la fine del 2006, sul quale la procura chiede
chiarimenti prima di formalizzare, attraverso un capo d'imputazione, una nuova
accusa di corruzione. IL ROGITO PER LA CASA. Si tratta di denaro in gran parte
speso per l'acquisto della casa, nell'aprile del 2003, quando però D'Alfonso
era un semplice consigliere regionale del Partito popolare e si apprestava a
lanciarsi in una campagna elettorale a tamburo battente che due mesi dopo -
attraverso una rapida rimonta dei consensi - lo avrebbe portato a diventare
sindaco di Pescara per la prima volta. Ma se la cifra indicata sul rogito è più
bassa di quella effettivamente versata da D'Alfonso e se la tesi della procura
è che il sindaco non potesse permettersi una spesa così ingente, resta da
capire chi e perché avrebbe dovuto coltivare l'interesse di pagare tangenti a
un semplice candidato sindaco che peraltro partiva sfavorito in una città che
arrivava già da due consiliature del centrodestra, quelle di Carlo Pace.
L'ELENCO DEL PM. Tolta la casa, per il resto, si tratta di versamenti e
acquisti modesti, riconducibili soprattutto a congiunti del sindaco, ma che
hanno comunque acceso l'interesse della procura, se è vero che il magistrato,
al termine del breve faccia a faccia di venerdì mattina con l'ex leader del Pd
nel suo ufficio al terzo piano del palazzo di giustizia, ha consegnato nelle
mani del sindaco un appunto con l'indicazione degli accertamenti patrimoniali
su cui fare luce. IL SILENZIO. Ecco dunque spiegato il silenzio del sindaco,
che - partendo da quei tracciati bancari e patrimoniali, compresi quelli dei
suoi parenti più stretti - è chiamato ora a spiegare in che modo - lui e i suoi
congiunti - siano arrivati in possesso di quelle somme. Questo spiega anche la
scelta di optare per una memoria difensiva, che diventerà entro qualche
settimana una nota dettagliata dove D'Alfonso ricostruirà tutti i movimenti nel
tentativo di picconare l'accusa di corruzione, sostenuta finora dai presunti
favori (lavori nelle sue case; viaggi, cene e autista-factotum) ricevuti da
imprenditori in cambio di corsie agevolate nella gestione dei cimiteri
cittadini (project financing da 18 milioni di euro) e dell'area di risulta (53
milioni). Sebbene lo scarto tra dare e avere resti sempre abissale.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Donne, quanta fatica
con le banche Le imprese femminili denunciano episodi di discriminazione
FILIPPO PEDERZINI «Per ottenere un finanziamento la banca voleva la firma di un
uomo...». «Sul prestito che avevamo richiesto per la nostra attività
pretendevano 3000 euro di assicurazione». «Un credito? Solo nella banca dove la
mia famiglia è correntista da anni». Sono le difficoltà cui solo
l'imprenditoria femminile deve far fronte. Nonostante non si perda occasione
per sbandierare la cosiddetta "parificazione tra uomo e donna",
nemmeno Modena pare essere esente da una sorta di discriminazione. Parità di
diritti tra uomo e donna: se ne fa un gran parlare, ma per molti aspetti
continua a rimanere in alto mare. Uno di questi tabù nei confronti del gentil
sesso, si registra attraverso il cosidetto "accesso al credito per fare
impresa". Il sistema bancario italiano, penalizza
le attività imprenditoriali femminili? Secondo un gruppo di senatori e
senatrici del Pd - tra i quali il modenese Giuliano Barbolini - prendendo a
campione quanto sostenuto da una ricerca realizzata in Italia, "Do women
pay more for credit? Evidence from Italy" (Le donne pagano di più per il
credito? I risultati dall'Italia), evidentemente la risposta è sì. Al punto che
lo scorso mese è stata presentata un'interrogazione urgente al ministro
dell'Economia e delle Finanze Giulio Tremonti. «E' opportuno - scrive Barbolini
- sia ripristinata al più presto l'effettiva parità di trattamento tra imprese
maschili e femminili in relazione al sistema di credito. La promozione
dell'imprenditorialità femminile è una delle azioni perseguite dai governi.
Tuttavia persiste una forma occulta di discriminazione attuata dal sistema bancario nei confronti delle imprese guidate da donne, che
si traduce a volte nella difficoltà di ottenere prestiti ed altre forme di
credito per aprire o sostenere un'attività economica». Un fenomeno abbastanza
diffuso che non lascia immune nemmeno il nostro territorio. A confermarlo
l'esperienza di alcune impreditrici che al momento di ottenere il credito hanno
trovato non poche difficoltà. Come è accaduto a Dania Botti, tra i soci
fondatori di un ristorante cittadino. «Alla fine ci sono riuscita perchè ho
deciso, dopo vario peregrinare, di perseguire l'unica via rimastami,
rivolgendomi cioè alla banca in cui la mia famiglia è correntitsta da decenni.
Ma se avessi dovuto ricominciare completamente da zero o magari andarci oggi, anche solo per richiedere un aumento di fido, di sicuro sarebbero
sorti una moltitudine di problemi». Donne penalizzate dunque e non poco. «Ad
essere sincera non ne so il motivo - prosegue Botti - ad ogni modo gli istituti
cui ho avanzato la richiesta, in cambio pretendevano garanzie sempre più
pesanti. Probabilmente, in quanto donne, tendono a considerare un
rischio maggiore rispetto ad imprenditori uomini. Un tipo di valutazione che
ritengo molto superficiale; dovrebbero essere considerate le capacita d'impresa
a livello territoriale, prima di tutto». La signora Botti evidenzia infine
«l'indispensabilità della parificazione, passaggio obbligato e prioritario». E
non è da meno neppure l'esperienza di un'altra imprenditrice, sempre modenese:
Monica Rasuk, alla quale la banca cui si era rivolta, voleva imporre sulla
cifra richiesta un'assicurazione di 3mila euro. «Volevamo approfittare della
buona opportunità concessaci da Promo per la nostra attività - racconta - e al
momento della domanda la prima cosa che ha avanzato la banca è stata la
richiesta della firma di un famigliare: preferibilmente uomo. Ovviamente
abbiamo rifiutato - continua - e di conseguenza è comparsa l'obbligatorietà di
questa assicurazione sul finanziamento. Altra cosa che abbiamo
aprioristicamente rigettato, rivolgendoci nuovamente a Promo - che ringrazia
per l'appoggio - Solo dopo le minacce di cambiare istituto, la faccenda
dell'assicurazione è decaduta. Perchè - chiede allora - nel 2009 ci deve essere
ancora questo genere di disparità per le banche? Perchè deve sussistere questa
discriminazione?» Forse sono le medesime domande che si pongono tante imprenditrici
o donne che vorrebbero iniziare una nuova attività commerciale o industriale. E
magari anche quelle che sono state poste a Tremonti. «Ma che per ora - afferma
il senatore Barbolini - non hanno ancora trovato risposta. Forse abbiamo colto
nel segno? Certo è che differenziazioni di questo tipo, allontanano il nostro
paese dall'Europa».
( da "Nuova Sardegna, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 19 - Cronaca
Piccole e medie imprese all'angolo Cesello Putzu, presidente provinciale
dell'Api-sarda: «Commesse e ordinativi al rallenty, fatturati in calo e tagli».
Il problema credito ORISTANO. «L'attuale e grave crisi economica sta mettendo
in difficoltà le piccole e medie imprese del nostro territorio»: parole del
presidente dell'Api-Sarda provinciale, Cesello Putzu, che nella sua disamina
non è certo ottimista. «Il 2009 è iniziato così come è finito nel 2008, con un
evidente rallentamento nelle commesse e ordinativi e di conseguenza una
diminuzione dei fatturati, un maggiore ricorso al sistema degli ammortizzatori
sociali, perché diverse aziende hanno dovuto già ricorrere a riduzioni di
personale». Ma non è tutto. «A queste problematiche - sostiene ancora Cesello
Putzu -, purtroppo in Sardegna già note ancor prima della crisi mondiale, se ne
è aggiunta un'altra figlia invece di quest'ultima crisi: la restrizione e la
maggiore selettività del credito operato dal sistema bancario
nei confronti delle imprese». E ancora: «Esiste un problema di liquidità delle
aziende, la diminuzione dei fatturati comporta un rallentamento del cash-flow,
registriamo inoltre ritardi di pagamento tra impresa e pubblica
amministrazione, ma anche tra imprese. Per questo - prosegue il presidente
provinciale di Api-Sarda - sarebbe auspicabile che le banche si prendessero il
compito di garantire continuità al credito e agli investimenti per rispondere
alla crisi e far ripartire tutto, sostenendo soprattutto le piccole e medie
imprese motore dell'economia reale». Già, le banche: «In passato hanno erogato
credito con troppa facilità e poca selezione e hanno ecceduto nella così detta
"finanza creativa", oggi ci aspettiamo che il sistema bancario torni a concentrarsi su imprese e prodotti.», sottolinea ancora
il presidente provinciale dell'Api-Sarda, «Va in questo senso la recentissima
firma dell'accordo, il primo in Sardegna, tra Sardafidi, Consorzio fidi
dell'Api Sarda, e Unicredit Banca di Roma, in attuazione del progetto
"Impresa Italia" che mette a disposizione delle imprese sarde
associate venti milioni di euro. In questa difficile situazione di
carenza di liquidità, il ricorso al credito sarà fondamentale per mantenere in
vita tante attività produttive». Nel dettaglio, sono circa una decina le
aziende che hanno segnalato il problema all'Api: «A qualcuna di queste le
banche hanno chiesto di rientrare in tempi rapidi dal fido concesso.», conclude
Cesello Putzu, «Altri casi invece parlano di una lentezza esasperante prima che
le banche diano il via libera al finanziamento».
( da "Affari Italiani (Online)" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
MilanoItalia Milano/
Sgominata banda di truffatori: aveva anche acquistato un locale notturno Lunedí
16.02.2009 08:45 Un'associazione per delinquere finalizzata alle truffe ai
danni di alcuni istituti di credito e societa' finanziarie e' stata scoperta
dalla Polizia Stradale di Milano. Dieci le persone arrestate. La banda, dopo
aver acquisito sotto falso nome una societa' di servizi, dava vita a falsi
dipendenti grazie all'utilizzo di carte di identita' contraffatte, chiamate in gergo "cugini", ed accedeva cosi' a fidi
bancari, mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli
investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un
noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di
media cilindrata. Tutti beni che poi venivano rivenduti. Alle indagini
hanno preso parte 30 equipaggi della Polizia Stradale con l'ausilio di
personale della Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale di Milano,
dispiegati nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova e Roma.
Sequestrati autoveicoli, motoveicoli, conti correnti bancari e contanti.
( da "Virgilio Notizie" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Roma, 16 feb.
(Apcom) - La Polizia Stradale del Compartimento di Milano ha arrestato 10
persone responsabili di associazione a delinquere dedita alla contraffazione di
documenti d'identità e fiscali, utilizzati per la perpetrazione di truffe ai
danni di Istituti di credito e società Finanziarie. Ne dà notizia un comunicato
della Polizia di Stato. L'operazione giunta a conclusione di complesse indagini
- riferisce il comunicato - ha scoperto il sodalizio criminale che, dopo aver
acquisito sotto falso nome una società di servizi, dava vita a falsi dipendenti
grazie all'utilizzo di carte di identità contraffatte, chiamate in gergo
"cugini", ed accedeva così a fidi bancari, mutui
per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli investigatori
riuscivano a risalire - aggiunge il comunicato - all'acquisto fraudolento di un
noto locale notturno milanese, di numerosi beni acquistati illecitamente, tra
cui una villa, numerose autovetture e motoveicoli di media cilindrata che una
volta acquistati venivano rivenduti, realizzando così denaro contante.
Non mancavano inoltre episodi di ricettazione di autovetture di lusso (Porsche
ed Audi) e la cattura di un latitante. All'attività operativa - continua il
comunicato - hanno preso parte 30 equipaggi della Polizia Stradale con
l'ausilio di personale della Sezione di Polizia Giudiziaria presso il Tribunale
di Milano, dispiegati nelle province di Milano, Brescia, Cremona, Torino,
Genova e Roma. Durante le numerose perquisizioni, sono stati sequestrati -
precisa il comunicato - autoveicoli, motoveicoli, conti correnti bancari e
contanti, mentre sono al vaglio dell'Autorità Giudiziaria l'adozione di misure
patrimoniali volte al sequestro preventivo per una successiva confisca, di due
società commerciali, una villa, un noto locale notturno milanese, tutti quanti
beni provento dell'attività delittuosa dell'organizzazione per un valore
superiore al milione di Euro.
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Fidi, è guerra sulle
revoche Patrizia Ginepri Il vento della crisi soffia sul credito. E le aziende
temono la stretta sui finanziamenti. Ecco perchè, nel contesto attuale, si
amplifica l'interesse su alcune tematiche nevralgiche per il sistema
produttivo. E si accende il dibattito tra i tribunali e tra gli studiosi del
diritto. Un esempio è la revoca degli affidamenti alle
imprese. L'apertura di credito, comunemente chiamata fido, è un contratto con
il quale la banca tiene a disposizione del cliente una determinata somma di denaro,
che l'accreditato può utilizzare in più volte e ripristinare attraverso
successivi prelievi e versamenti. Se il contratto ha un termine, la banca non
può recedere prima della scadenza se non per giusta causa e non senza aver
concesso un termine di almeno 15 giorni per la restituzione delle somme
utilizzate e dei relativi interessi (art.1845 Codice civile). Se, come
comunemente accade, il contratto è a tempo indeterminato, la banca può decidere
di recedere in qualsiasi momento, applicando il preavviso stabilito dal
contratto (art. 1845 Codice civile, ultimo comma), che è quasi sempre di un
solo giorno. Revoca non sempre legittima Non sempre il
comportamento della banca può essere considerato legittimo. «Le linee di
credito concesse da un istituto possono essere revocate solo
quando il cliente è diventato un debitore non affidabile, perché ha ricevuto la
notifica di decreti ingiuntivi, ha subito protesti, pignoramenti,
l?iscrizione di ipoteche - spiega l'avvocato Paolo Righini, esperto in diritto
finanziario -. Se invece opera normalmente, magari sforando un po? dalle linee
di fido, non è lecito revocarle». Cosa succede se la
banca procede comunque? «Dovrà risarcire i danni provocati, magari dal
fallimento che ne è seguito - risponde l'avvocato Righini -. Lo ha stabilito di
recente la Corte di Cassazione, sostenendo che la revoca
degli affidamenti immotivata rappresenta un?ipotesi di violazione dell'obbligo
di buona fede negoziale». Recita così l'articolo 1375 del Codice civile. Il
precedente di Catania A questo punto si apre la vera disputa. E? possibile
obbligare la banca a continuare a fare credito, chiedendo al giudice di
ordinarglielo? «Su questo punto, l'unica decisione che si registra, è quella
del tribunale di Catania - precisa l'esperto - che nel 2004 nella causa tra
Società Latte Sole (controllata Parmalat) e Banca Antonveneta , rispose
negativamente». Un parere che l'avvocato Righini non condivide. «Sono convinto
che questo tabù stia per cadere. Ci sono moltissime altre sentenze, ad esempio
nel caso in cui viene ordinato alle banche il ritiro della segnalazione alla
centrale rischi di un cliente quando appare ingiustificata, che impongono agli
istituti di credito un “facere infungibile”, cioè tenere una condotta
rispettosa del principio di questo diritto, anche se di difficile esecuzione in
forma coattiva, cioè tramite ufficiale giudiziario». E allora? «Bisogna provare
a fare la causa per evitare che il danno si formi, poi si vedrà. Infatti
dipende dal singolo tribunale. E aggiunge per chi non lo sapesse: «La richiesta
di rientrare dai fidi comunicata via telefono non è valida: i contratti
bancari, e quindi anche l'apertura di credito, devono essere nero su bianco
(tribunale Torino, 13 gennaio 2003). Fino a quando non arriva una lettera, è
come se niente fosse avvenuto». Se il fido è per la casa Non ci sono, invece,
buone notizie, nel caso venga revocato un fido acceso
per l'acquisto della casa. «Mi hanno contattato diverse persone che hanno un
mutuo da pagare e non riescono più, magari anche solo temporaneamente a far
fronte alle rate - spiega l'avvocato Giovanni Franchi, legale di
Confconsumatori -. In Italia ci sono regole ferree al momento della concessione
del fido e altrettanto avviene in caso di mancato pagamento. Dal punto di vista
giuridico, infatti, basta essere inadempienti, anche per una sola rata, per far
scattare la revoca. Se le regole vengono applicate
alla lettera la causa è praticamente insostenibile: solo il legislatore può
intervenire in aiuto di questi cittadini in difficoltà, consentendo una
sospensione temporanea dei pagamenti o il passaggio a tassi più agevolati».
( da "Corriere.it" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Tra i beni
acquistati anche un noto locale notturno, una villa, auto e motocicli Truffe a
banche e finanziarie, 10 arresti Con documenti falsi accedevano a fidi, mutui e
finanziamenti per immobili e beni che poi rivendevano MILANO - Un'associazione
per delinquere finalizzata alle truffe ai danni di alcuni istituti di credito e
società finanziarie è stata scoperta dalla Polizia Stradale di Milano. Dieci le
persone arrestate (quattro in carcere e sei ai domiciliari), al termine di
indagini condotte fra Milano, Brescia, Cremona, Torino, Genova, Napoli e Roma.
La banda, dopo aver acquisito sotto falso nome una società di servizi, dava
vita a falsi dipendenti grazie all'utilizzo di carte di identità contraffatte, chiamate in gergo «cugini», ed accedeva così a fidi bancari,
mutui per l'acquisto di immobili ed ogni tipo di finanziamento. Gli
investigatori hanno accertato che il sodalizio ha acquistato illegalmente un
noto locale notturno milanese, una villa, numerose autovetture e motoveicoli di
media cilindrata. Tutti beni che poi venivano rivenduti, realizzando
così denaro contante. Non sono inoltre mancati episodi di ricettazione di
autovetture di lusso (Porsche ed Audi) e la cattura di un latitante. Varie
anche le truffe organizzate dalla banda, dal tentativo di vendere un intero
palazzo disabitato del valore di 8 milioni di euro, dopo esserci entrati
cambiando le serrature, a un'imbarcazione di lusso messa in vendita per 10
milioni, la metà del suo prezzo. Durante le numerose perquisizioni, sono state
sequestrate auto, moto, conti correnti bancari e contanti, mentre è al vaglio
dell'Autorità Giudiziaria l'adozione di misure patrimoniali volte al sequestro
preventivo per una successiva confisca, di due società commerciali, di una
villa, del locale notturno, per un valore superiore al milione di euro. stampa
|
( da "Sestopotere.com" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Mantova, credito
alle imprese: intervento della CdC (16/2/2009 17:39) | (Sesto Potere) - Mantova
- 16 febbraio 2009 - La Camera di Commercio di Mantova ha indetto un incontro
per annunciare l?attivazione di una forma concreta di sostegno alle imprese in
questo momento di crisi economica. Finora è già stata effettuata una serie di
interventi straordinari tra cui l?adesione al fondo regionale Confiducia con lo
stanziamento di € 1.000.000 di euro, la distribuzione di € 320.000 tra i
confidi provinciali per il rafforzamento dei fondi rischi oltre allo
stanziamento di € 600.000,00 per il 2009 per l?abbattimento dei tassi di
interesse. In sinergia con l?amministrazione provinciale la Camera ha poi
attivato una serie di confronti con le parti economiche e istituzionali circa
l?attivazione di un fondo straordinario anticrisi. “Contiamo sul fatto che il
fondo possa ulteriormente aumentare grazie ai contributi che qualsiasi
istituzione può apportare – ha detto il presidente della Camera di Commercio di
Mantova Ercole Montanari - . Con questo fondo vorremmo dare un aiuto concreto
alle imprese offrendo un?opportunità semplice ed economica per affrontare i
problemi connessi alla crisi che, in più ambiti, ha colpito le nostre aziende”.
I consorzi fidi mantovani hanno già dato la loro
disponibilità a supportare con le loro garanzia i prestiti delle aziende. Ora
però manca un interlocutore fondamentale e insostituibile: il sistema bancario. Per questa ragione in questo incontro sono stati convocati
tutti gli istituti di credito per conoscere la loro disponibilità a partecipare
a questo strumento di sostegno finanziario. “La forma tecnica di
realizzazione potrebbe essere una convenzione relativa a finanziamenti
agevolati predisposta appunto “su misura” per questo momento di crisi. Sarebbe
ideale un?unica convenzione per tutti i settori, ma è noto che i comparti non
hanno caratteristiche omogenee e questo si riflette sulle forme di
finanziamento applicate – ha aggiunto Montanari -. Chiediamo quindi agli
istituti di credito di pensare alla possibilità di giungere ad una convenzione,
magari differenziata per comparti economici, che applichi condizioni
migliorative rispetto alle convenzioni già esistenti con i consorzi fidi. In
linea di massima, le operazioni per le quali c?è bisogno di sostegno
finanziario possono essere sintetizzate in liquidità per tutti i settori, ma
soprattutto per le piccole medie imprese commerciali e artigiane maggiormente
esposte a questo tipo di esigenza, infine, investimenti per premiare le aziende
che affrontano la scelta di sviluppo produttivo”. E? stato infine rivolto un
invito ai consorzi fidi a pensare, per questo particolare periodo di crisi, ad
una loro azione promozionale rivolta al contenimento dei costi per l?accesso
alla garanzia in modo che si possa dire alle imprese in difficoltà che è
possibile l?accesso ad un credito agevolato sotto tutti i punti di vista.
( da "Miaeconomia" del 16-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
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minoreRecesso fedeiussioneRitiro fideiussione BORSA E MERCATI » Il fatto del
giorno Piazza Affari: andamento della seduta (16/02/2009) La prima seduta della
settimana in Piazza Affari ha risentito della assenza degli operatori
americani, assenti per una festività? americana che ha tenuto chiusa Wall
Street. Cosi? il listino milanese, orfano degli indici Usa, debole per tutta la
seduta, ha navigato a vista, con scambi ridotti. Solo nella seconda meta? del
pomeriggio le notizie negative sulla banca inglese Lloyds hanno influenzato
negativamente l?intero comparto bancario che ha
trascinato a sua volta al ribasso gli indici italiani, che fino ad allora si
erano mossi appena sotto la parità?. Alla chiusura l?S&P/Mib ha perduto
l?1,8% a 7.410 punti mentre per il Mibtel il calo e? stato dell?1% a 14.086
punti. Per il Midex il ribasso e? stato dell?1,1% a 16.796 punti mentre per
l?All Stars le perdite sono state dello 0,5% a 8.392 punti. Tra in titoli a
maggiore capitalizzazione spicca il rialzo di Seat Pg che rimbalza di quasi il
7% dopo le perdite accumulate le scorsa settimana. Sale del 2% anche Snam RG e
dell?1,8% Lottomatica che ha firmato un accordo con Dogan Sirketler Grubu
Holding per costituire una joint venture per partecipare alla gara per la
gestione delle lotterie in Turchia. Geox, in salita da oltre 10 sedute con una
performance complessiva del 15%, replica anche oggi e guadagna l?1,6% mentre
per Alleanza il rialzo è dell?1,7%. L?S&P/Mib è stato zavorrato nel finale
dal settore bancario, penalizzato dal downgrade di
Moody's che ha rivisto al ribasso il suo giudizio sul credito del Gruppo bancario Lloyds e delle sue controllate. Unicredit ha ceduto
oltre l?8%, peggior titolo dell?S&P/Mib, Ubi Banca ha perduto il 5,8%,
Intesa il 3,4% e Banco Popolare il 2,6%. Male anche Bulgari in calo del 3,6% e
il settore assicurativo con Generali in discesa del 3,4% e Fondiaria del 3,1%
Sul resto del listino Buongiorno sale dell?8% grazie ai preliminari
dell?esercizio 2008, chiuso con ricavi pari a 315 milioni di euro, in forte
crescita rispetto ai 175 milioni del 2007. Maire Tecnimont ha fatto leggermente
peggio salendo del 7% mentre per Ism il guadagno è stato del 6,6%. 4 voti - »
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( da "Gazzetta di Mantova, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Montanari incontra
le banche: sostenete le imprese, serve liquidità IL VERTICE Anche la Provincia
con via Calvi La Camera di Commercio di Mantova ha chiamato a raccolta tutte le
banche per assicurare denaro liquido alle imprese in questo difficile momento
di crisi economica. E così, ieri, attorno ad un tavolo con il presidente della
Camera di Commercio Ercole Montanari si sono riuniti i rappresentanti degli
istituti di credito che operano sulla piazza di Mantova e il presidente della
Provincia Maurizio Fontanili con l'assessore alle attività produttive Ezio
Zani. «Il sistema bancario - ha osservato Montanari -
è un interlocutore fondamentale per dare ossigeno alle aziende. L'incontro ha
avuto lo scopo di conoscere la disponibilità delle banche a partecipare a
questo importante strumento di sostegno finanziario come è il fondo anticrisi
che abbiamo messo in piedi con le istituzioni e le associazioni di categoria».
Montanari ha ricordato la serie di interventi straordinari già attivati, tra
cui l'adesione al fondo regionale Confiducia con lo stanziamento di un milione
di euro, la distribuzione di 320 mila euro tra i confidi provinciali per il
rafforzamento dei fondi rischi, oltre allo stanziamento di 600 mila euro per
quest'anno finalizzati all'abbattimento dei tassi di interesse. In sinergia con
la Provincia e le parti economiche la Camera di Commercio ha costituito un
fondo straordinario anti crisi: «Contiamo sul fatto che il fondo possa
ulteriormente aumentare grazie ai contributi che qualsiasi istituzione può
apportare - ha detto Montanari -. Con questo fondo vorremmo dare un aiuto
concreto alle nostre imprese offrendo un'opportunità semplice ed economica per affrontare
i problemi connessi alla crisi che, in più ambiti, ha colpito le nostre
aziende». I consorzi fidi hanno già dato la loro
disponibilità a supportare, con le loro garanzie, i prestiti delle aziende.
All'incontro Montanari ha avanzato la sua proposta per coinvolgere il mondo del
credito, l'anello mancante per far funzionare la catena degli aiuti: «Chiediamo
alle banche di pensare ad una convenzione, magari differenziata per
comparti economici, che applichi condizioni migliorative rispetto alle convenzioni
già esistenti con i consorzi fidi. In linea di massima, maggiore liquidità
serve a tutti i settori, ma soprattutto alle piccole e medie imprese
commerciali e artigiane maggiormente esposte a questo tipo di esigenza; e
servono anche investimenti per premiare le aziende che affrontano la scelta di
sviluppo produttivo».
( da "superEva notizie" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Tutte le modifiche
alla commissione di massimo scoperto Niente più c.m.s. se il saldo risulta a
debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni o a fronte di utilizzi
in assenza di fido. Le novità della legge 28 gennaio 2009, n. 2 - Art. 2-bis.
Legge 28 gennaio 2009, n. 2 "Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno
a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione
anti-crisi il quadro strategico nazionale" pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2009 - Supplemento Ordinario n. 14 [.] Art.
2-bis. Ulteriori disposizioni concernenti contratti bancari
1. Sono nulle le clausole contrattuali aventi ad oggetto la commissione di
massimo scoperto se il saldo del cliente risulti a debito per un periodo
continuativo inferiore a trenta giorni ovvero a fronte di utilizzi in assenza
di fido. Sono altresì nulle le clausole, comunque denominate, che
prevedono una remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione di
fondi a favore del cliente titolare di conto corrente indipendentemente
dall'effettivo prelevamento della somma, ovvero che prevedono una remunerazione
accordata alla banca indipendentemente dall'effettiva durata dell'utilizzazione
dei fondi da parte del cliente, salvo che il corrispettivo per il servizio di
messa a disposizione delle somme sia predeterminato, unitamente al tasso
debitore per le somme effettivamente utilizzate, con patto scritto non
rinnovabile tacitamente, in misura onnicomprensiva e proporzionale all'importo
e alla durata dell'affidamento richiesto dal cliente e sia specificatamente
evidenziato e rendicontato al cliente con cadenza massima annuale con
l'indicazione dell'effettivo utilizzo avvenuto nello stesso periodo, fatta
salva comunque la facolta' di recesso del cliente in ogni momento. 2. Gli
interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque
denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente
dall'effettiva durata dell'utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono
comunque rilevanti ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 del codice
civile, dell'articolo 644 del codice penale e degli articoli 2 e 3 della legge
7 marzo 1996, n. 108. Il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la
Banca d'Italia, emana disposizioni transitorie in relazione all'applicazione
dell'articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, per stabilire che il limite
previsto dal terzo comma dell'articolo 644 del codice penale, oltre il quale
gli interessi sono usurari, resta regolato dalla disciplina vigente alla data
di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto fino a che
la rilevazione del tasso effettivo globale medio non verra' effettuata tenendo
conto delle nuove disposizioni. 3. I contratti in corso alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto sono adeguati alle
disposizioni del presente articolo entro centocinquanta giorni dalla medesima
data. Tale obbligo di adeguamento costituisce giustificato motivo agli effetti
dell'articolo 118, comma 1, del testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e
successive modificazioni. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione
per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato
ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 16
febbraio 2009 in: Risorse » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA-->
» Le vostre opinioni
( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Mutui a dipendenti
fantasma, genovese arrestato a Milano l'inchiesta Inchiesta della Stradale:
Marco Favorido, 44 anni, è finito nei guai assieme ad altre nove persone per un
raggiro milionario 17/02/2009 IL PUNTO di partenza della truffa erano i
documenti falsi: carte d'identità che appartenevano a dipendenti fantasma di
una ditta tuttofare, riprodotte a regola d'arte, chiave di
volta per ottenere fidi bancari. Il secondo passo era l'acquisto di auto di
grossa cilindrata, ma anche case e immobili di pregio, tra i quali una villa
del valore di 300 mila euro in provincia di Cremona. Il terzo passo era la
vendita di questi beni a ignari compratori: la truffa veniva così conclusa con
l'incasso di denaro contante. Otto mesi sono stati necessari alla
polizia stradale di Milano per sgominare un'associazione a delinquere formata
da 11 persone. Marco Favorido, 44 anni, nato a Monza ma residente a Genova è
stato arrestato dagli uomini della Polizia stradale assieme ad altre nove
persone (unarisulta irreperibile). Secondo gli inquirenti, Favorido sarebbe
stato uno dei due fondatori della società tuttofare, alla quale appartenevano i
dipendenti "fantasma" che acquistavano poi auto e appartamento. E
proprio dalla compravendita di automobili è partita l'indagine della Stradale
che si è conclusa in tempo per evitare due nuove truffe: la vendita di una
barca di lusso, con il solito sistema della sostituzione di persona, e di un
immobile di prestigio nel cuore di Milano. L'indagine, svolta attraverso
pedinamenti, intercettazioni e appostamenti a Milano, Brescia, Cremona, Torino,
Genova e Roma, ha consentito di sequestrare automobili, moto e conti correnti
bancari. Al vaglio degli inquirenti la possibilità di mettere i sigilli anche a
un noto locale milanese, assieme a due società commerciali e una villa. Oltre
agli arrestati, altre undici persone sono state denunciate a piede libero.E l'inchiesta
della Stradale continua. ELENA NIEDDU nieddu@ilsecoloxix.it 17/02/2009
( da "Eco di Bergamo, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Artigiani, contro la
crisi le risorse regionali --> Martedì 17 Febbraio 2009 ECONOMIA, pagina 35
e-mail print Da sinistra, Bardoni, Carrara e Raimondi foto Yuri Colleoni È in
arrivo un pacchetto di novità proveniente da una serie di bandi della Regione
Lombardia, che si stanno attivando e che saranno dettagliatamente illustrati
nel convegno «I finanziamenti regionali anti-crisi per gli artigiani»,
organizzato dall'Associazione artigiani di Bergamo (Aab) per giovedì, alle 20.30,
alla sede cittadina di via Torretta 12. «Questo è un momento difficile - ha
detto Angelo Carrara, presidente dell'Associazione artigiani di Bergamo - che,
a differenza di altre volte, sta toccando tutti i settori delle aziende di
subfornitura, per la mancanza di liquidità e per la contrazione generale degli
ordinativi». In particolare, si sollecita all'associazione
il suo ruolo di interfaccia con il mondo creditizio e bancario: «Il problema
vero - come ha sottolineato Antonella Bardoni, direttore del Consorzio Fidi
Confiab di Bergamo - consiste nella diversa metodologia di analisi da parte
delle banche, che assegnano alle aziende una classe di rischio maggiore».
E, in provincia, ci si rivolge spesso troppo tardi all'associazione, per una
sottostima della situazione o per pudore. Ma nell'ultimo anno «l'operatività
del nostro consorzio è aumentata del 100% - ha ribadito Bardoni - con un numero
di domande che è passato da 47 dei primi quindici giorni di febbraio 2008, con
importi pari a 4,9 milioni di euro, alle 92 dello stesso periodo 2009, con
importi di 9 milioni di euro». Confiab ha inoltre deliberato 12.214.000 euro
per 107 finanziamenti a gennaio 2009, di cui la parte maggiore è così
suddivisa: 22 all'edilizia (2.159.000 euro, pari al 17,68%), 13
all'impiantistica (1.690.000 euro, 13,48%), 11 per il legno e derivati e
arredamento (1.268.000 euro, 10,38%), 11 al settore ferro e leghe (1.071.000
euro, 8,77%). In base alla destinazione, 3.150.000 euro sono andati agli
investimenti, 80 mila euro alle scorte, 2.806.000 euro alla liquidità, 465 mila
euro ai prestiti anti-usura, 173 mila euro per le nuove imprese (erano 537.500
euro nel gennaio 2008), 4.760.000 euro per lo smobilizzo dei crediti
commerciali e 780 mila per i fidi a revoca. Nonostante i dati, il presidente
Carrara ha sottolineato il suo ottimismo precisando che, per il prossimo
futuro, l'aggregazione sarà «una delle opzioni per andare a scorgere
opportunità che non ci sono mai state» e l'innovazione sarà una «opportunità
trasversale da codificare». «I finanziamenti che verranno illustrati nel
convegno - ha affermato Marcello Raimondi, sottosegretario alla presidenza
della Regione Lombardia - riguardano il fondo artigiani di Finlombarda,
rifinanziato per 48 milioni di euro, il voucher per le missioni all'estero e i
finanziamenti per nuovi macchinari a basso impatto ambientale». Più due
finanziamenti di derivazione europea, quali «il Fondo di rotazione per
l'imprenditorialità (Frim) per aiutare la competitività delle imprese lombarde
- ha concluso Raimondi -, e il Programma Driade (Distretti regionali per
l'innovazione, l'attrattività e il dinamismo dell'economia locale)». Infine,
l'iniziativa Confiducia, che stanzia risorse a garanzia dei finanziamenti
richiesti dalle piccole e medie imprese. Alessandra Bevilacqua 17/02/2009
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