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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL 12-16 dicembre 2008#TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (25)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Il Comune finanzi il Consorzio Fidi ( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: loro attività grazie ai Consorzi Fidi possono ottenere prestiti ad un tasso di interesse agevolato che oggi si aggira mediamente sul 4,3% (Unifidi) quando quello bancario a conto corrente si attesta sull'8,20% (dentro il fido). L'immissione di un finanziamento dei Comuni alle casse dei consorzi porterebbe ad un ulteriore abbattimento del tasso d'interesse in una ragione variabile (

CONTRO LA CRISI RITORNI L'L'ETICA ( da "Corriere del Veneto" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Ma è stato qualche cosa di più se è vero che alla fine è venuta l'indicazione anche per la realizzazione di una «Mutua Fide Bank», una specie di banca locale a servizio dello sviluppo del territorio, una nuova forma mutualistica, etica, proprio nel momento in cui la degenerazione del sistema finanziario viene considerata una delle maggiori cause dell'attuale crisi.

Fidi bloccati Le imprese in difficoltà ( da "Tempo, Il" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: stampa Ance Fidi bloccati Le imprese in difficoltà Gli enti non pagano, per gli obblighi imposti dal patto di stabilità, e le banche bloccano i fidi. è la situazione nella quale versano centinaia di aziende del settore edile che operano nel campo degli appalti pubblici, che hanno anticipato il denaro occorrente alle spese e ora rischiano il fallimento.

Consorzio fidi per l'Industria Pordenone sceglie il Veneto ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Consorzio di garanzia fidi delle Unioni industriali di Pordenone e Treviso ha infatti approvato il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia fidi già operativa nelle province di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. Ad aggregazione avvenuta, il nuovo soggetto potrà contare su circa 5mila aziende socie,

TOSCANA: ACCORDO REGIONE-BANCHE, FONDO 48 MLN PER SOSTEGNO PMI. ( da "Asca" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Accordo firmato tra Regione Toscana e istituti bancari per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,

Fusione tra Neafidi e UnionConfidi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche,

fusione tra neafidi e unionconfidi ( da "Nuova Venezia, La" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche,

Mercati, i Btp tengono ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non fidandosi più evidentemente di conti correnti o depositi bancari. I BoT italiani, come i BTp, continuano invece a offrire rendimenti che per gli investitori istituzionali e non restano appetibili rispetto all'affidabilità del Paese. Così il Tesoro ha preferito raccogliere ieri 3,84 miliardi, anche se costretto a pagare un premio a rischio impensabile solo 18 mesi fa,

Neafidi insieme a Unionconfidi in un solo confidi ( da "Arena.it, L'" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il consorzio fidi promosso dalle Associazioni Industriali di Verona, Vicenza, Belluno, Rovigo e Venezia, presieduto da Antonio Favrin, presidente anche di Confindustria Venezia, e Unionconfidi il confidi facente capo a Unindustria Treviso e Confindustria Pordenone sono ora diventate un'unica realtà.

Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane ( da "Denaro, Il" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Salerno credito Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane L 'Istituto di Garanzia Collettiva Fidi "Confcredito" è una realtà anche a Salerno. Il primo settembre scorso, infatti, in partnership con Linkage Consulting, è stata aperta la sede operativa al centro della città, in via Torretta, 4.

Venezia Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... ( da "Gazzettino, Il" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Venezia Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... VeneziaConsorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in Neafidi, il consorzio fidi costituito dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, presieduto da Antonio Favrin.Con l'adesione di UnionConfidi, Neafidi conta ora su circa 5.

Scoperto fantasma , guai veri ( da "Giornale di Brescia" del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Mi hanno detto che il fido era in scadenza, che avrei dovuto saldare. Ma io quel fido non l'avevo mai richiesto». Purtroppo però «il mio nome viene segnalato e per l'azienda di cui sono amministratore, e che ha bilancio solido, diventa difficile ottenere credito. Tanto che non siamo riusciti a comprare due autocarri, ma li abbiamo dovuti noleggiare»

Un milione per garantire il credito ( da "Corriere Adriatico" del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: si rivolga ai Consorzi Fidi, un buon passepartout, che porterà sul tavolo dei direttori bancari le garanzie necessarie per l'accesso al credito. E ancora. La Regione con un fondo di 5 milioni di euro si farà garante del consolidamento dei debiti, cioè trasformerà l'indebitamento immediato delle aziende in debito a medio termine,

CNA, Confesercenti e Lapam sui bilanci 2009 dei Comuni delle "Terre d'Argine." ( da "Sestopotere.com" del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: operatività dei Consorzi Fidi, strutture in grado di aiutare concretamente le aziende a recuperare liquidità, a tassi contenuti, in una fase in cui l?accesso al credito bancario è alquanto difficile per gli effetti della crisi finanziaria. A tale proposito, le stesse associazioni prendono atto con soddisfazione, dopo le sollecitazioni e le pressioni fatte nei giorni scorsi,

Regioni, paracadute alle imprese ( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidi regionali e integrazione dei fondi di garanzia. A breve sarà emanato un apposito bando con una dotazione di 5 milioni di euro. Con lo stesso scopo è prevista la sottoscrizione di un Patto per il credito e lo sviluppo con le rappresentanze delle organizzazioni imprenditoriali regionali, l'Abi per migliorare le condizioni di accesso al credito per le imprese regionali in termini

Pmi, aiuti a 360 ( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015.

Mutui, la Toscana dice sì alla sospensione delle rate ( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015.

di MATTEO ZANICHELLI <IN UN CERTO SENSO ... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Coi soldi dei consorzi-fidi, potremmo intervenire solo su meno del 10% delle imprese del territorio. Serve un aiuto da parte dello Stato, per lenire la sofferenze di persone che non arrivano in fondo al mese». «Si pagano ? spiega l?avvocato Grasselli, tornando al nodo bancario ?

IMPRESE, PRESTITI CON SPREAD DA 0,80 PER CENTO LA REGIONE TOSCANA, TRAMITE FIDI, GARANTIRÀ FINANZIAMENTI PER ALMENO 480 MILIONI DUE MISURE: LIQUIDITÀ PER CONSOLIDARE I DEBITI E SOS ( da "marketpress.info" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: è stata la firma con gli istituti bancari, per mettere nero su bianco gli accordi che riguardano le imprese: la Regione ci mette 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,

MONZA E BRIANZA - CONTRIBUTI PER PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI ( da "marketpress.info" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all´iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . <<BACK

I tassi scendono, i mutui ancora no ( da "Metronews" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: In sostanza “una banca riceve denaro dalla Bce al 2,5% e lo gira alla clientela al 3,5%-3,6%, più un?ulteriore percentuale - lo spread - più le commissioni di massimo scoperto applicate ai fidi alle aziende. Triplo profitto”. (C.F.)

Toscana: da banche e Regione finanziamenti per le imprese ( da "01net" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Dicembre 2008 Regione Toscana e istituti bancari hanno firmato un accordo per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,

Crisi, più garanzie sul credito: nasce il colosso Unifidi ( da "RomagnaOggi.it" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Si tratta di un Consorzio fidi che nasce dalla fusione di 15 consorzi della regione e che puo' contare, ad oggi, su quasi 100mila soci, 845mln di euro per 13.548 operazioni annue garantite, oltre 70mln di euro di patrimonio e un capitale sociale di 30mln di euro. Un colosso della garanzia sul credito che si colloca al primo posto in Italia ed è presieduto da Sergio Capatti.

Crisi, gli artigiani creano maxi-consorzio fidi ( da "Dire" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Crisi, gli artigiani creano maxi-consorzio fidi BOLOGNA - Per le imprese artigiane dell'Emilia-Romagna, alle prese con la crisi economica, la mancanza di liquidità e la stretta creditizia, arriva una boccata d'ossigeno grazie ad un nuovo strumento: il più grande Consorzio fidi d'Italia.

Futuro incertoper l'Opera Pia ( da "Sicilia, La" del 16-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: delle nuove forme di agevolazione a cominciare da un contributo una tantum rivolto a tutti consorzi fidi proporzionate alle garanzie che ciascuno rilascia. Un secondo intervento riprende il percorso che era stato avviato con la legge 11 (interrotta nel 2006) che riguardava l'aggregazione dei consorzi fidi».


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Il Comune finanzi il Consorzio Fidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

di Carlo Gregori «Il Comune finanzi il Consorzio Fidi» Appello di Cna e Lapam per poter godere di prestiti più competitivi Miletti e Borsari direttori delle due associazioni chiedono l'erogazione di nuovi contributi I Consorzi Fidi hanno bisogno di un sostegno anche dai Comuni delle Terre d'Argine in questo periodo di forte crisi. Nei bilanci dei Comuni dovrebbero essere stanziati finanziamenti mirati ad abbassare il tasso d'interesse per i prestiti alle piccole imprese. Lo chiedono Cna e Lapam preoccupate per l'andamento della economica che sta mettendo in crisi numerose aziende, in particolare il tessuto delle picole e medie, che da sempre rappresentano il cuore del sistema industriale modenese. Le piccole aziende di Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano vivono un momento drammatico, spiegano Cna e Lapam di Carpi: «Ora sono in grosse difficoltà economiche e fortemente penalizzate dalla stretta creditizia conseguente alla crisi finanziaria». Per questo sono più esposte e penalizzate nel rapporto con le banche. Si parla di aziende artigianali o di piccola industria ma numerose: Cna ne conta 1400, Lapam 1300 solo nel territorio comunale carpigiano. Per loro esistono i Consorzi Fidi, «anche se non tutte lo sanno o lo utilizzano», ammette Stefano Miletti, direttore di Lapam Carpi. I Consorzi Fidi sono solidi e ora ai locali si è aggiunto quello regionale appena formato, Unifidi, il più grande d'Italia. Ma non basta. Siccome servono a dare l'accesso al credito, secondo Cna e Lapam è indispensabile in tempo di crisi create una rete che arrivi anche a livello locale, ai Comuni appunto. Gli associati a Cna e Lapam che oggi chiedono un prestito per la loro attività grazie ai Consorzi Fidi possono ottenere prestiti ad un tasso di interesse agevolato che oggi si aggira mediamente sul 4,3% (Unifidi) quando quello bancario a conto corrente si attesta sull'8,20% (dentro il fido). L'immissione di un finanziamento dei Comuni alle casse dei consorzi porterebbe ad un ulteriore abbattimento del tasso d'interesse in una ragione variabile (a seconda della massa di denaro immessa) fino ad arrivare ad un tasso del 2%. Oppure addirittura all'1% come oggi avviene col fondo rotativo della Provincia dedicato agli investimenti innovativi delle medie imprese. Per questo Cna e Lapam si rivolgono ora ai Comuni che stanno redigendo i bilanci 2009. Il momento è difficile: «Ci rendiamo perfettamente conto - affermano Wolmer Borsari, direttore di Cna Carpi e Stefano Miletti di Lapam - delle difficoltà dei Comuni nel far quadrare i prossimi bilanci a causa delle minori entrate e di una maggiore spesa dovuta all'aumento della domanda sociale». Si aggiungono i minori trasferimenti dallo Stato e il mancato introito dell'Ici. Eppure ci deve essere un modo per venire incontro alle piccole imprese, che sono ancora il tessuto vivo delle Terre d'Argine. «Anche i Comuni, nel limite del possibile - dicono i due dirigenti di categoria - devono fare la loro parte per aiutare il sistema produttivo locale». «L'eccezionalità della crisi - aggiungono Borsari e Miletti - sta colpendo duramente la nostra economia mettendo in discussione i livelli occupazionali e i redditi delle famiglie. Richiede interventi di carattere straordinario da tutti i livelli istituzionali». Serve «un importante e concreto segnale di attenzione per i piccoli imprenditori prevedendo nei bilanci 2009 stanziamenti di fondi da destinare al potenziamento dell'operatività dei Consorzi Fidi». L'appello è urgente e si rivolge a Comuni che negli ultimi anni sono stati sordi a queste richieste. Carpi, ad esempio, nel 2007 non ha stanziato nulla per artigiani e piccole industrie, mentre ha creato un fondo per il commercio. Anni fa, i finanziamenti per i Consorzi Fidi venivano fatti fino a qualche anno fa ma sono calati. «Speriamo che questa volta i fondi vengano reperiti nelle pieghe di bilancio - conclude speranzoso il direttore Wolmer Borsari di Cna - c'è ancora la possibilità di un margine di manovra».

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CONTRO LA CRISI RITORNI L'L'ETICA (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere del Veneto" del 12-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-12-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'INIZIATIVA DI BASSANO CONTRO LA CRISI RITORNI L'L'ETICA di GIANDOMENICO CORTESE D i fronte alla crisi, una «giornata dell'ascolto ». L'hanno organizzata a Bassano. Tanto per rimboccarsi le maniche e lasciare la parola alla società civile, casalinghe e impiegate, bancari e professori, operai, preti e studenti. Il tutto è stato affidato alla fine a sociologi, economisti e storici, con l'inusuale compito di riassumere loro la lezione raccolta e proporre, una volta tanto, una iniezione di fiducia, dopo le espressioni dal basso che hanno rilanciato l'invito alla responsabilità. Il rischio di aggrapparsi ai massimi sistemi per spiegare le difficoltà del districarsi nella terza-quarta settimana è stato solo evocato. La realtà del confronto è parso un buon saggio di intelligenza e volontà. Concretezza docet. In giro si è pure udito l'apprezzamento per la scelta (purtroppo rara) di qualche imprenditore che ha avuto il coraggio di rifiutare, nonostante i successi aziendali, una laurea honoris causa, promessagli da prestigiosi atenei, con la secca risposta che per attivare l'economia non occorre certo un dottorato, magari «serve di più il buonsenso». A suscitare l'appuntamento ed animare il confronto è stata una sintesi di esperienze della Fondazione bassanese «Etica ed economia» e l'entusiasmo delle socie del-l'' Ande, l'associazione delle donne elettrici, convinte che per dare una scossa al sistema «ci vuole altro». Il tutto con l'obiettivo prioritario di costruire uno «spirito di comunità». Come dire che il Veneto, e le realtà locali, se recuperano la memoria, riscattano l'intelligenza e confermano la volontà di non stare a guardare. Lo sosteneva perfino Nicolò Tommaseo: «La dimenticanza perde i popoli e le nazioni». Non sarà facile, ma se le imprese, meglio gli imprenditori di questo nostro Nord Est, si rendono conto che il capitale che più vale nelle loro aziende è il capitale umano, uno sbocco alla crisi, con ritrovata fiducia, lo si può prevedere e costruire. Un forum di idee e proposte, così è stato definito, a ragione, l'incontro. Ma è stato qualche cosa di più se è vero che alla fine è venuta l'indicazione anche per la realizzazione di una «Mutua Fide Bank», una specie di banca locale a servizio dello sviluppo del territorio, una nuova forma mutualistica, etica, proprio nel momento in cui la degenerazione del sistema finanziario viene considerata una delle maggiori cause dell'attuale crisi. Il progetto etico- culturale, ed anche economico, ha sorpreso positivamente in primo luogo i giovani. Il Movimento mondiale delle Scuole di Etica ed economia ha già deciso di farlo proprio. Da queste parti credono nei sogni, soprattutto alle idee coraggiose e giovani, che sanno mettersi in rete. Qualcuno, nel dibattito, ha voluto ricordare che l'economia del dono, tipica delle tradizioni sia pure oggi in subbuglio di questa regione, è venuta prima, e non è stata smentita, dall'economia di mercato. La partita, in effetti, si gioca soprattutto sul recupero del senso di responsabilità. Il tessuto economico del «cuore » del Nord Est può rappresentare una vera e propria bottega di sperimentazione. Le moltissime imprese familiari che qui fanno testo, che per molto tempo sono state indicate a modello di sviluppo, capace di caratterizzare positivamente passaggi epocali nello sviluppo non solo sociale, appaiono disposte, e lo hanno confermato nella loro maggior parte, a rimettersi in gioco.

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Fidi bloccati Le imprese in difficoltà (sezione: Revoca fidi)

( da "Tempo, Il" del 12-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

stampa Ance Fidi bloccati Le imprese in difficoltà Gli enti non pagano, per gli obblighi imposti dal patto di stabilità, e le banche bloccano i fidi. è la situazione nella quale versano centinaia di aziende del settore edile che operano nel campo degli appalti pubblici, che hanno anticipato il denaro occorrente alle spese e ora rischiano il fallimento. A rilanciare l'allarme è il presidente provinciale dell'Ance, Filiberto Cicchetti. In questo senso Cicchetti ha prospettato ai direttori degli istituti di credito uno spunto di riflessione sull'opportunità di assicurare continuità alle operazioni di finanziamento in corso. «Inutile nascondere - afferma Cicchetti - che il pressante invito al rientro dalle esposizioni bancarie rischia di soffocare le piccole e medie imprese. Praticamente l'edilizia non riuscirebbe più ad esercitare il ruolo di volano dell'economia provinciale. così facendo, oltre a penalizzare ingiustamente centinaia di aziende sane, si annullerebbero le opportunità sulle quali si basa il rilancio dello sviluppo locale».

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Consorzio fidi per l'Industria Pordenone sceglie il Veneto (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Consorzio fidi per l'Industria Pordenone sceglie il Veneto Unionconfidi (nata dalla fusione con Treviso) approda in Neafidi PordenoneNemmeno venti giorni fa la fusione tra i Confidi del settore commercio e industria della provincia di Udine, che ha dato origine a Confidi Friuli, che sarà operativo dal 1. gennaio prossimo, sembrava aprire - nel medio periodo - la possibilità di ulteriori aggregazioni a livello regionale. Certo - avevano riconosciuto i presidenti dei due consorzi di garanzia, Giovanni Da Pozzo e Michele Bortolussi - le difficoltà ci sono: il Confidi industria di Pordenone che aveva già "sposato" Treviso, dando vita a Unionconfidi; gli artigiani che puntano ad aggregazioni di settore; Gorizia che ha già scelto una strada su base provinciale ed altrettanto si appresterebbe a fare Trieste.Da ieri è certo che un'aggregazione che coinvolga in qualche modo anche Unionconfidi è ormai definitivamente tramontata. Unionconfidi, Consorzio di garanzia fidi delle Unioni industriali di Pordenone e Treviso ha infatti approvato il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia fidi già operativa nelle province di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. Ad aggregazione avvenuta, il nuovo soggetto potrà contare su circa 5mila aziende socie, su un volume di garanzie in essere di oltre 370 milioni; avrà i requisiti previsti dall'art. 107 del Testo unico bancario e godere così, tra l'altro, delle garanzie dello Stato, che gli permetteranno di facilitare l'accesso al sistema creditizio e finanziario ai propri associati.Il nuovo soggetto assumerà la denominazione di "Neafidi - società cooperativa di garanzia collettiva fidi"L'intesa prevede il mantenimento delle sedi operative del Confidi così come esistono attualmente (Pordenone e Treviso) "con organici adeguati"; la presenza di un responsabile di area "che presiederà al funzionamento operativo del Settore credito e del settore commerciale"; un comitato consultivo di Area, nominato dal Consiglio di amministrazione tra persone appartenenti all'area di competenza. In rappresentanza del territorio di Pordenone, l'assemblea del Confidi ha nominato nel nuovo Cda il presidente di Unindustria Pordenone, Maurizio Cini e del vice presidente, Mauro Manassero (già presente nel consiglio direttivo di Unionfidi Pn-Tv) oltre a Dario Zaghis e Angelo Piccinin (anch'essi già presenti nel Direttivo di Unionconfidi Pn-Tv) per la provincia di Treviso.In una nota viene sottolineato come "particolare attenzione" sia "stata posta in relazione alla necessità ed alle peculiarità delle imprese pordenonesi e trevigiane: è stato previsto infatti che la nuova realtà aggregata possa continuare a contare su una sede ed un'organizzazione operativa in loco, alla quale sarà garantita ampia autonomia per il rilascio delle garanzie collettive alle imprese, previa istruzione delle pratiche di fido da parte delle stesse sedi operative, attraverso un opportuno sistema di deroghe".Da ricordare che invece il Confidi Friuli voluto dai Consorzi dei commercianti e dell'industria della provincia di Udine potrà contare su circa 5mila associati, quasi 87 milioni garanzie in essere, circa 190 milioni di affidamenti e un patrimonio che sfiora i 31 milioni.

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TOSCANA: ACCORDO REGIONE-BANCHE, FONDO 48 MLN PER SOSTEGNO PMI. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 12-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

TOSCANA: ACCORDO REGIONE-BANCHE, FONDO 48 MLN PER SOSTEGNO PMI (ASCA) - Firenze, 12 dic - Accordo firmato tra Regione Toscana e istituti bancari per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti, per garantire liquidita' alle imprese che hanno acceso prestiti a breve, da consolidare su un termine piu' lungo, e alle imprese che vogliono investire. Il primo fondo di 15 milioni servira' a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Il secondo fondo da 33 milioni sara' utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all'80% del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve, lo spread massimo oscillera' tra lo 0,90 e l'1,85%. Per chi deve investire la forbice e' tra lo 0,80 e l'1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all'1%. Con un tasso Euribor che si muove oggi attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi applicabili oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento. ''All'inizio del nuovo anno - annunciano il presidente della Toscana Claudio Martini e l'assessore al bilancio e alle finanze Giuseppe Bertolucci - sara' poi la volta delle famiglie in difficolta' perche' uno dei componenti ha perso il posto di lavoro. Ci sederemo di nuovo attorno ad un tavolo e firmeremo un ulteriore accordo con il sistema bancario''. Le misure, ancora allo studio, riguarderanno i lavoratori che hanno acceso un mutuo per la prima casa e ora sono in difficolta'. afe/mcc/ss (Asca)

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Fusione tra Neafidi e UnionConfidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Fusione tra Neafidi e UnionConfidi Il consorzio si estende a Treviso e Pordenone: garantiti finanziamenti per 600 milioni VENEZIA. Neafidi continua a crescere e anche UnionConfidi entrerà nel progetto di un Confidi regionale. Le assemblee di Neafidi e UnionConfidi hanno deliberato il nulla osta al progetto di fusione nel corso dell'assemblea straordinaria. Così Neafidi, il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche, sia in termini di costo che di impieghi. La potenza di fuoco del costituendo soggetto si esprime in 5.000 aziende socie, 7 sedi operative provinciali, un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per oltre 600 milioni di euro. Cifre che ne fanno una realtà di primaria grandezza a livello nazionale. A ciò si aggiunge il fatto che Neafidi presenterà nei prossimi mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle bancarie. «Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato il presidente Favrin - che rappresenta un passo avanti nella concreta realizzazione del piano di finanziamento e sostegno alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la sensibilità del presidente Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire da questa situazione di grande difficoltà». «E' un'iniziativa che assume un particolare rilievo, in considerazione del momento di rallentamento economico» ha aggiunto Alessandro Vardanega di Unindustria Treviso. L'operazione di «accorpamento» dei Confidi, infatti, consente una sufficiente forza patrimoniale per fare la differenza nel momento in cui si elargiscono le garanzie a sostegno dei finanziamenti alle imprese. «Per rendere più efficace questo ruolo di intermediario tra aziende e sistema bancario - conferma Vardanega - è necessario che i Consorzi dispongano di una dimensione e di una patrimonializzazione adeguata». «In un periodo di difficoltà economica, accrescere la massa critica associativa diventa un impegno prioritario per offrire alle aziende la possibilità di un più facile e conveniente accesso al credito» è stato il commento di Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza. Mentre per il leader degli industriali bellunesi Valentino Vascellari «Questo è un ulteriore esempio di come la sinergia tra associazioni e Confindustria possono garantire servizi migliori». (Roberta Paolini)

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fusione tra neafidi e unionconfidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 16 - Economia Fusione tra Neafidi e UnionConfidi Il consorzio si estende a Treviso e Pordenone: garantiti finanziamenti per 600 milioni VENEZIA. Neafidi continua a crescere e anche UnionConfidi entrerà nel progetto di un Confidi regionale. Le assemblee di Neafidi e UnionConfidi hanno deliberato il nulla osta al progetto di fusione nel corso dell'assemblea straordinaria. Così Neafidi, il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche, sia in termini di costo che di impieghi. La potenza di fuoco del costituendo soggetto si esprime in 5.000 aziende socie, 7 sedi operative provinciali, un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per oltre 600 milioni di euro. Cifre che ne fanno una realtà di primaria grandezza a livello nazionale. A ciò si aggiunge il fatto che Neafidi presenterà nei prossimi mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle bancarie. «Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato il presidente Favrin - che rappresenta un passo avanti nella concreta realizzazione del piano di finanziamento e sostegno alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la sensibilità del presidente Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire da questa situazione di grande difficoltà». «E' un'iniziativa che assume un particolare rilievo, in considerazione del momento di rallentamento economico» ha aggiunto Alessandro Vardanega di Unindustria Treviso. L'operazione di «accorpamento» dei Confidi, infatti, consente una sufficiente forza patrimoniale per fare la differenza nel momento in cui si elargiscono le garanzie a sostegno dei finanziamenti alle imprese. «Per rendere più efficace questo ruolo di intermediario tra aziende e sistema bancario - conferma Vardanega - è necessario che i Consorzi dispongano di una dimensione e di una patrimonializzazione adeguata». «In un periodo di difficoltà economica, accrescere la massa critica associativa diventa un impegno prioritario per offrire alle aziende la possibilità di un più facile e conveniente accesso al credito» è stato il commento di Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza. Mentre per il leader degli industriali bellunesi Valentino Vascellari «Questo è un ulteriore esempio di come la sinergia tra associazioni e Confindustria possono garantire servizi migliori». (Roberta Paolini)

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Mercati, i Btp tengono (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-12-13 - pag: 8 autore: Mercati, i Btp «tengono» Bene l'asta di ieri anche se con rendimenti cresciuti fino al 5,02% Isabella Bufacchi ROMA Il Tesoro ha chiuso il 2008 mettendo in cascina 3,84 miliardi per l'anno prossimo e giocando d'anticipo in previsione del sovraffollamento che dominerà il mercato dei titoli di Stato in Eurolandia l'anno prossimo. Nell'asta di metà mese che si è tenuta ieri, evento raro dopo sei anni di cancellazioni, il Mef ha messo in offerta tre BTp con durate medio-lunghe (da quattro anni di vita residua a quindici) per un importo massimo complessivo di 6,5 miliardi. La domanda è stata «buona» per gli addetti ai lavori, con un rapporto tra importi assegnati e richiesti di tutto rispetto e via XX Settembre ha potuto vendere i Buoni a un livello adeguato rispetto al secondario: i rendimenti hanno però dovuto riflettere l'elevato spread, il premioa rischio che gli investitori pretendono di questi tempi per qualsiasi titolo di debito governativo in euro che non sia tedesco. Il tempismo dell'asta, tra l'altro, non è stato fortunato perchè ieri le condizioni di mercato erano pessime: oltre alla carenza di liquidità tipica di fine anno e in aggiunta alla già dilagante avversione al rischio degli investitori, l'aggravante delle incertezze sul futuro del settore auto americano - dopo il voto negativo del Senato Usa al piano di salvataggio - hanno fatto crollare le Borse proprio in concomitanza delle aste. E quando i mercati azionari calano, automaticamente gli acquisti si riversano sui titoli di Stato: i prezzi dei bond governativi salgono, i rendimenti scendono ma la "fuga verso la qualità" predilige tra tutti i titoli tedeschi e il differenziale tra Germania e gli altri Stati nella zona dell'euro si allarga.Ieri mattina il gap tra BTp e Bund decennali era tornato a salire, fino a tornare a quota 135 centesimi di punto percentuale: in serata, dopo che le Borse europee avevano contenuto le perdite (da -5% a -2,5%) e in seguito alle rassicurazioni del Governo Usa pronto a evitare il collasso dell'industria automobilistica, il differenziale tra titoli italianie tedeschi si è stretto a 130 centesimi. «I BTp hanno ceduto terreno prima d'entrare in asta e si sono deprezzati, poi in fase di collocamento la domanda c'è stata: dopo l'asta i prezzi hanno recuperato leggermente», ha commentato David Keeble, strategist di Caylon, secondo il qualea complicare l'asta, oltre alla bocciatura del Senato Usa sul piano auto, c'è stato anche il perdurare della crisi in Grecia. La lettura dei fondamentali è però fuorimoda in questo momento sui mercati, dove acquisti e vendite continuano a essere trainati dall'emotività e da un'irrazionale avversione al rischio. Un indicatore per tutti: i BoT Usa hanno registrato rendimenti negativi e questo significa che vi sono investitori disposti a pagare per parcheggiare la propria liquidità nelle casse dello Stato, non fidandosi più evidentemente di conti correnti o depositi bancari. I BoT italiani, come i BTp, continuano invece a offrire rendimenti che per gli investitori istituzionali e non restano appetibili rispetto all'affidabilità del Paese. Così il Tesoro ha preferito raccogliere ieri 3,84 miliardi, anche se costretto a pagare un premio a rischio impensabile solo 18 mesi fa, pur di anticipare gli impegni del 2009 che saranno pesanti: 490 miliardi di emissioni lorde, prevede Banca Intesa, di cui 309 BoT, 34 CTz, 6 CcT (in forte calo rispetto al 2007/8), 142 BTp. L'anno prossimo le emissioni lorde e nette di titoli di Stato in Eurolandia saranno massicce ovunque: colpa della recessione, delle entrate tributarie in flessione, dei deficit e fabbisogni pubblici in aumento a sostegno dell'economia e dei sistemi bancari. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com

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Neafidi insieme a Unionconfidi in un solo confidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Arena.it, L'" del 13-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Neafidi insieme a Unionconfidi in un solo confidi CONFINDUSTRIA. Antonio Favrin presidente In sei province venete e una friulana 5.000 imprese socie 13/12/2008 rss e-mail print Antonio Favrin, leader di Neafidi Le assemblee di Neafidi e UnionConfidi hanno deliberato il progetto di fusione. Neafidi, il consorzio fidi promosso dalle Associazioni Industriali di Verona, Vicenza, Belluno, Rovigo e Venezia, presieduto da Antonio Favrin, presidente anche di Confindustria Venezia, e Unionconfidi il confidi facente capo a Unindustria Treviso e Confindustria Pordenone sono ora diventate un'unica realtà. La nuova realtà, speiga una nota congiunta diffusa in serata, conta su 5.000 aziende socie, 7 sedi operative provinciali, un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per oltre 600 milioni di euro, ne fanno uno dei maggiori Confidi a livello nazionale. Inoltre, Neafidi presenterà nei prossimi mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle bancarie. «È un'iniziativa che assume un particolare rilievo anche in considerazione del momento di rallentamento economico e dell'esigenza primaria di sostenere le piccole imprese», dice nella nota il vicepresidente ai rapporti economici di Confindustria Verona, Andrea Bolla. «La nostra associazione ha avviato da tempo una significativa azione di supporto finanziario alle imprese, valorizzando in particolare il ruolo dei Confidi, che sono espressione delle Associazioni e pertanto vicini alla cultura e alle esigenze delle aziende. Per rendere più efficace questo ruolo di intermediario tra imprese e sistema bancario è necessario che i Confidi dispongano di una dimensione e di una patrimonializzazione adeguata, tanto più in questa fase di forte turbolenza in ambito finanziario». Nell'ambito del progetto di adesione a Neafidi, prosegue la nota di Neafidi, «particolare attenzione è stata posta alle specificità delle imprese del territorio: la presenza sul territorio, tramite sette sedi, e il forte legame creato negli anni con le aziende sono il grande valore di Neafidi». Neafidi deve il suo sviluppo e la sua dimensione regionale al «forte gioco di squadra del mondo associativo», conclude la nota, «e al prezioso sostegno degli enti pubblici - Regione e Camere di Commercio - alle quali si è proposto come strumento di "politica industriale del territorio", tramite l'attivazione di criteri premianti e selettivi nell'impiego delle risorse pubbliche».

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Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane (sezione: Revoca fidi)

( da "Denaro, Il" del 13-12-2008)

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Salerno credito Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane L 'Istituto di Garanzia Collettiva Fidi "Confcredito" è una realtà anche a Salerno. Il primo settembre scorso, infatti, in partnership con Linkage Consulting, è stata aperta la sede operativa al centro della città, in via Torretta, 4. La nuova sfida rientra nella strategia decisa dal management di Confcredito di radicamento territoriale attraverso la presenza di proprie sedi dirette nei cinque capoluoghi di provincia. Salerno, ovviamente, rappresenta una provincia di grande interesse per uno dei leader del settore maggiormente impegnato nell'affiancamento alle imprese che, in questo delicato momento storico, hanno enormi difficoltà a reperire risorse finanziarie. Carmine Petolicchio, responsabile della filiale di Salerno, professionista del settore dal 1994, prima come promotore, poi come consulente finanziario conferma che il 2008 può essere inserito tra i peggiori degli ultimi quindici anni: "Purtroppo, le avvisaglie negative del primo semestre 2008 sono state aggravate dalla crisi finanziaria mondiale, deflagrata in America per poi coinvolgere l'intero globo. Le banche, già alle prese con le recenti fusioni, che da un lato hanno prodotto gruppi bancari di caratura europea, dall'altro hanno fortemente ridotto la concorrenza già esigua in Italia, hanno ulteriormente alzato le barriere di selezione per la concessione del credito. Lo hanno fatto nei confronti delle famiglie e delle imprese". Quali soluzioni propone Confcredito? "Noi proporremo un grande patto tra il nostro Istituto di Garanzia, le banche del territorio, in particolare le Banche Popolari e le Banche di Credito Cooperativo, e le aziende salernitane. In questo obiettivo saremo affiancati dalla Regione Campania che ha approvato un'importante legge sui Confidi, grazie alla quale ci saranno nuove disponibilità finanziarie utili a garantire la concessione di finanziamenti alle imprese campane. A questo si aggiunge il contributo, in conto interessi, della Camera di Commercio di Salerno, alle aziende che hanno realizzato nuovi investimenti finanziati con la garanzia dei Confidi. Solo con un grande accordo tra gli attori in campo potremo difenderci dalla lunga onda della recessione mondiale". Quali strumenti utilizzerete? "Ce ne sono molti, alcuni anche innovativi come i tranched cover, tra i pochi in grado di ridurre l'accantonamento di capitale delle banche previsto da Basilea2. In ogni caso, cercheremo di liberare, il più possibile, le aziende dall'incubo delle due parole più utilizzate dal sistema bancario per giustificare il diniego di una richiesta di finanziamento: rating e scoring. Bisogna ritornare a far credito alle aziende sane che hanno dimostrato negli anni serietà e competenze". del 13-12-2008 num.

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Venezia Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il" del 13-12-2008)

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Venezia Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... VeneziaConsorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in Neafidi, il consorzio fidi costituito dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, presieduto da Antonio Favrin.Con l'adesione di UnionConfidi, Neafidi conta ora su circa 5.000 aziende socie, un patrimonio di 65 milioni e un volume di garanzie in essere di oltre 370 milioni, che ne fanno uno dei maggiori confidi a livello nazionale, 7 sedi e operatività interregionale, 600 milioni di finanziamenti garantiti.Neafidi diventerà entro il prossimo marzo 2009 un intermediario finanziario vigilato dalla Banca d'Italia e potrà ricevere, tra l'altro, le garanzie dello Stato. «E' un'iniziativa che assume un particolare rilievo anche in considerazione del momento di rallentamento economico dichiara il presidente di Unindustria Treviso Alessandro Vardanega -. Per rendere più efficace questo ruolo di intermediario tra aziende e sistema bancario è necessario che i Consorzi dispongano di dimensione e patrimonializzazione adeguata».«Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato Antonio Favrin, presidente di Neafidi e di Confindustria Venezia - che rappresenta anche un passo avanti nella concreta realizzazione del piano di finanziamento e sostegno alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la sensibilità del presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire da questa situazione di grande difficoltà».Nel nuovo cda di Neafidi, inoltre, in rappresentanza della provincia di Treviso, l'assemblea ha nominato Dario Zaghis ed Angelo Piccinin, rispettivamente vicepresidente e consigliere di UnionConfidi.

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Scoperto fantasma , guai veri (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale di Brescia" del 14-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Edizione: 14/12/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scoperto «fantasma», guai veri Un imprenditore si ritrova con un ammanco di 40mila euro su un conto corrente La banca sollecita, poi glissa alle richieste. Esposto in Procura, numerosi i casi analoghi L'imprenditore, di spalle, con l'avv. Giambattista Scalvi Una raccomandata. La punta dell'iceberg di una vicenda che coinvolge un istituto di credito, alcuni dei suoi correntisti e un gruppo di ignari cittadini. Una storia che si sviluppa attorno a conti correnti pesantemente in rosso. Ad operazioni effettuate all'insaputa di chi invece avrebbe dovuto richiederle. Prelievi mai richiesti, assegni mai staccati. Conti bancari che colano a picco in qualche mese con un'esposizione ingente, senza che gli intestatari ricevano alcuna comunicazione. Quell'amara sorpresa Tra le persone coinvolte c'è un imprenditore 35enne, amministratore di una cooperativa dell'entroterra gardesano che conta oltre 120 soci, con un giro d'affari che nel 2008 sfiorerà i 4 milioni di euro. Nei mesi scorsi ha deciso di adire le vie legali. Tutta la vicenda parte da una raccomandata arrivata a casa. E settimana dopo settimana si arricchisce di episodi e protagonisti, delineando un quadro molto più ampio di quanto non si potesse ipotizzare all'inizio. «Nel dicembre del 2006 - afferma - ho aperto un conto corrente personale in una filiale cittadina di un gruppo bancario cooperativo. Ho movimentato io le prime cifre. Poi il conto è rimasto fermo, ci ho lasciato solo il denaro necessario per non andare in rosso». Scoperto (inatteso) di 40mila euro Per tutta la prima metà del 2007 l'imprenditore non riceve comunicazione alcuna. Ma verso la fine dell'estate gli arriva una raccomandata: «La banca mi chiede con urgenza di rientrare dallo scoperto di 40mila euro. È impossibile, voglio vederci chiaro». Inizia una serie di telefonate alla filiale dove è stato aperto il conto. Colloqui telefonici con il direttore che rassicura l'imprenditore: «Diceva che erano stati errori di trascrizione, ma le lettere continuavano ad arrivare. Così ci sono andato di persona. Una volta il terminale era spento, l'altra il direttore era impegnato. Solo quando ho minacciato di presentarmi con l'avvocato uno dei funzionari mi ha ricevuto e ho scoperto che dal mio conto risultava un prelievo allo sportello di 11mila euro e due diversi assegni circolari, uno da 14mila e l'altro da poco meno di 5mila euro. Operazioni che io non ho mai ordinato. Per quante richieste io abbia fatto non mi hanno ancora fatto vedere i moduli firmati, non mi hanno detto chi ha prelevato al mio posto». La mossa successiva però l'ha fatta la banca «convocandomi nell'ufficio del capoarea. Mi hanno detto che il fido era in scadenza, che avrei dovuto saldare. Ma io quel fido non l'avevo mai richiesto». Purtroppo però «il mio nome viene segnalato e per l'azienda di cui sono amministratore, e che ha bilancio solido, diventa difficile ottenere credito. Tanto che non siamo riusciti a comprare due autocarri, ma li abbiamo dovuti noleggiare». Esposto in Procura A quel punto si rivolge all'avv. Giambattista Scalvi che presenta un esposto alla Procura in cui chiede conto al direttore della filiale dei prelievi mai autorizzati e alla banca della «reticenza nel mostrare le carte». La Procura ha delegato le attività d'indagine alla Guardia di Finanza, che ha avviato gli accertamenti mettendo a verbale le dichiarazioni del denunciante. Sembra tuttavia che l'imprenditore non sia l'unico che ha visto andare «in rosso» il conto senza averci messo mano. Numerosi altri correntisti si sarebbero trovati in frangenti identici. Tra loro, cinque giocatori di pallavolo di una squadra dell'hinterland. Neppure sapevano di avere aperto un conto in quella banca. Si sono visti recapitare richieste di rientro dai fidi per importi che variano dai 30 ai 50mila euro. Paolo Bertoli

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Un milione per garantire il credito (sezione: Revoca fidi)

( da "Corriere Adriatico" del 14-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

L'impegno ribadito durante il convegno organizzato da Provincia e Camera di commercio Un milione per garantire il credito CIVITANOVA - Chi vuole investire, investa. Chi non può farlo perchè a secco di garanzia, si rivolga ai Consorzi Fidi, un buon passepartout, che porterà sul tavolo dei direttori bancari le garanzie necessarie per l'accesso al credito. E ancora. La Regione con un fondo di 5 milioni di euro si farà garante del consolidamento dei debiti, cioè trasformerà l'indebitamento immediato delle aziende in debito a medio termine, la Provincia darà fiducia a chi vuole investire. Già pronto, in tal senso, un fondo da un milione di euro, firmato Provincia e Camera di Commercio, 500 mila euro ciascuno. Questi soldi vanno utilizzati subito per rendere utile l'iniziativa - ha detto Giulio Silenzi, Presidente della Provincia di Macerata durante il confronto pubblico di venerdì sera promosso insieme alla Camera di Commercio per discutere sulle modalità di come imprenditori e artigiani del territorio possono accedere al credito -. E' indispensabile mantenere lo stesso livello di credito garantito negli anni, altrimenti le Pmi rischiano il collasso". Presenti oltre 250 persone, tra imprenditori, artigiani, direttori di banche, rappresentanti delle associazioni produttive e dei relativi Consorzi Fidi, organizzazioni sindacali. Una sinergia esemplare, quasi unica. In questo momento di difficoltà - hanno detto - bisogna stare uniti. Nessuno può dire se il peggio è passato o se ancora deve arrivare. Ma una cosa è certa. La crisi è reale - ha spiegato Mario Volpini, vice presidente della Camera di Commercio - ma il fattore psicologico sta facendo la sua parte. Le risorse sono sempre le stesse, i prezzi stanno calando ma i consumi si riducono: è un vortice che ci affonda. Cerchiamo di mantenere lo stesso regime di consumo. Tra gli assenti la Regione Marche (era prevista la presenza di Fabrizio Costa, dirigente del servizio Artigianato). Presente, invece, Franco Gazzani, presidente della Fondazione Carima che ha garantito il suo impegno attraverso il tavolo di concertazione. L'impegno, dunque, arriva da tutte le parti. Del resto un'amministrazione deve fare questo - ha continuato Silenzi -, deve aiutare e sostenere cercando di uscire dalle difficoltà in modo positivo". Non è mancata la voce del sistema bancario. Sono intervenuti il direttore generale delle Banca Popolare di Ancona, Luciano Goffi; il dirigente della direzione generale imprese di Banca Marche, Agostino Sebastiani e il presidente della Carifano, Mario Pesaresi. Da parte loro è stato espresso l'auspicio che la crisi in atto venga colta come "occasione per cambiare". Le piccole aziende è stato detto debbono lavorare guardando non solo all'oggi, ma soprattutto al domani: quindi operare con strategie di sviluppo, affidandosi a professionisti e ponendosi nel rapporto con le banche in un'ottica di massima trasparenza. Se gli istituti di credito riescono "a leggere" la volontà di reale sviluppo dell'impresa allora il credito non sarà negato. A chiudere l'incontro, l'assessore provinciale alle Attività produttive e al lavoro, Daniele Salvi. "La crisi in atto - ha detto ha sottolineato la necessità di politiche territoriali di welfare che puntino su una ridistribuzione delle ricchezze, ad un rilancio dei consumi e ad investimenti essenziali a partire da quelli minimi". PAOLA VEROLINI,

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CNA, Confesercenti e Lapam sui bilanci 2009 dei Comuni delle "Terre d'Argine." (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 14-12-2008)

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CNA, Confesercenti e Lapam sui bilanci 2009 dei Comuni delle "Terre d'Argine." (14/12/2008 19:23) | (Sesto Potere) - Carpi - 14 dicembre 2008 - “La crisi economica sta colpendo pesantemente la realtà locale delle piccole imprese. E? oggi necessaria la massima attenzione per le conseguenze sociali che si possono determinare. Le scelte dei Comuni nella predisposizione dei bilanci 2009 non possono non tener conto dell?eccezionalità di questa situazione. Diventa quindi importante che anche gli enti locali dell?Unione Terre D?Argine mettano in campo ogni sforzo possibile a sostegno di imprese e famiglie per affrontare questa fase decisamente critica, contrassegnata da un notevole calo dei consumi, da una forte contrazione degli ordini nei settori produttivi”. E? questa la richiesta che arriva da CNA, Confesercenti e Lapam in merito alle politiche di bilancio in discussione proprio in questi giorni, che aggiungono: “Tale necessità va a sommarsi alle richieste che a livello nazionale sono state avanzate dalle associazioni di categoria affinché vengano destinate significative ed adeguate risorse al rilancio degli investimenti e al sostegno delle famiglie. Anche a livello locale si chiede dunque che siano poste in essere tutte quelle azioni che possano contribuire a fronteggiare l?attuale situazione di emergenza”. “Proprio in un?ottica di sostegno ai comparti produttivi, dei servizi e del commercio è oggi prioritario- dicono Lapam, Confesercenti e CNA, prevedere nei bilanci 2009 lo stanziamento di appositi fondi che consentano di ampliare l?operatività dei Consorzi Fidi, strutture in grado di aiutare concretamente le aziende a recuperare liquidità, a tassi contenuti, in una fase in cui l?accesso al credito bancario è alquanto difficile per gli effetti della crisi finanziaria. A tale proposito, le stesse associazioni prendono atto con soddisfazione, dopo le sollecitazioni e le pressioni fatte nei giorni scorsi, dell?impegno assunto stamane dal Sindaco di Carpi, nell?ambito di un incontro con le rappresentanze economiche sulle linee del bilancio, di operare affinché siano dirottate risorse su questo obiettivo: lo stesso Sindaco ha auspicato nel contempo che altri soggetti istituzionali si adoperino in tal senso.” “In considerazione del fatto che gli investimenti pubblici nelle infrastrutture rappresentano un importante volano per l?economia ed il lavoro, le associazioni chiedono poi agli enti locali, ma anche a tutti gli altri livelli istituzionali, di sbloccare tutte le risorse disponibili per realizzare quanto programmato. Poiché il “patto di stabilità” rappresenta però per molti Comuni un ostacolo enorme alla realizzazione delle opere pubbliche, anche CNA, Lapam e Confesercenti si adopereranno affinché gli investimenti pubblici degli enti locali vengano esclusi dal “patto”, consentendo così alle Amministrazioni di procedere con gli interventi previsti”. “Per la massimizzazione dell?efficienza delle macchine comunali – sostengono infine le associazioni- oltre ai tagli della spesa corrente, appare poi venuto il momento di indirizzarsi anche sulla leva della sussidiarietà, limitando per quanto possibile l? attività dei comuni al governo dei servizi, più che alla loro diretta gestione. Mai come in questo momento, infatti, è necessario razionalizzare i processi amministrativi degli enti locali con l?adozione di forme gestionali più efficaci, anche ricorrendo al mercato. Sperimentare nuove forme di gestione di alcuni servizi che coinvolgano il privato potrebbe oltretutto anche rappresentare una opportunità per favorire la creazione di nuova imprenditorialità”

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Regioni, paracadute alle imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)

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ItaliaOggi Sette Numero 297  pag. 14 del 15/12/2008 | Indietro Regioni, paracadute alle imprese Incentivi anti-crisi Di Pagina a cura di Roberto Lenzi I governi territoriali propongono la propria ricetta per sostenere produttività e occupazione Ok a investimenti e garanzie contro le turbolenze finanziarie Consolidamento delle passività a breve, sostegno degli investimenti e fondi di garanzie, sono queste le strategie anti-crisi messe proposte dalle regioni. Il documento predisposto dalla Conferenza straordinarie delle regioni e delle province autonome dello scorso 20 novembre riassume gli interventi che le regioni hanno messo in campo per rispondere alle turbolenze finanziarie di questi ultimi mesi. Molte le regioni che puntano a strumenti per agevolare il consolidamento delle passività a breve. Si moltiplicano inoltre i fondi di rotazione per concedere finanziamenti agevolati, tra cui spiccano Calabria e Campania con 100 milioni di euro ciascuna. Calabria: fondo di rotazione da 100 milioni di euro. Sul fronte dell'accesso al credito, la regione ha proposto due interventi principali. Il primo obiettivo è attivare i processi di aggregazione del sistema dei consorzi fidi regionali e integrazione dei fondi di garanzia. A breve sarà emanato un apposito bando con una dotazione di 5 milioni di euro. Con lo stesso scopo è prevista la sottoscrizione di un Patto per il credito e lo sviluppo con le rappresentanze delle organizzazioni imprenditoriali regionali, l'Abi per migliorare le condizioni di accesso al credito per le imprese regionali in termini di contenimento del costo del danaro. Sarà inoltre costituito un Fondo di rotazione per il miglioramento dell'accesso al credito rivolto alle pmi commerciali, industriali, di servizio e artigianali. Il fondo dovrà sostenere l'avvio di nuovi investimenti, o l'ammodernamento e sviluppo delle strutture aziendali. Il fondo sarà alimentato dalle somme assicurate dalla Banca europea degli investimenti (Bei) per 50 milioni di euro, cui la regione Calabria aggiungerà ulteriori 50 milioni di euro derivanti dalle risorse previste dalla programmazione comunitaria 2007-2013 nonché da eventuali somme liberate dal Por 2000-2006. Campania: nasce Confidi Campania. La principale misura in risposta alla crisi è l'istituzione del Confidi Campania per la garanzia di II livello, come previsto dalla legge regionale 10/2008. Inoltre, l'iniziativa Jeremie prevede strumenti finanziari, tradizionali e innovativi studiati per il supporto al sistema produttivo, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, alle imprese innovative e al comparto dell'impresa sociale, grazie a una dotazione complessiva di 100 milioni di euro. Sono poi allo studio interventi di promozione di forme di finanza innovativa, quali investimenti nel capitale di rischio delle imprese. Emilia Romagna: finanziamenti ad artigiani e industria. Nel 2008 sono già stati emanati una serie di bandi per le imprese. Oltre a questi, sono in corso di emanazione misure per gli ulteriori 50 milioni di euro volte al sostegno degli investimenti delle imprese, di cui 25 milioni di euro per il comparto artigiano e 25 milioni di euro per il settore industriale. I fondi permetteranno di intervenire con agevolazioni in abbattimento tassi, assistiti da garanzia, secondo condizioni dei tassi di interesse fissate da convenzioni fra banche e regione. è inoltre di recente attivazione un tavolo regionale con Abi, Consorzi fidi e associazioni imprenditoriali per seguire l'evoluzione della situazione del credito, ricercando le soluzioni più utili per il credito al sistema produttivo regionale. Veneto: garanzie agli artigiani fino al 70%. La giunta regionale ha da poco deliberato uno stanziamento di 4,9 milioni di euro per potenziare i fondi rischi regionali esistenti. è stato inoltre deciso di aumentare la garanzie a favore delle imprese artigiane, portandole dal normale 50% fino al 70%, finalizzate al sostegno della gestione corrente, per la ristrutturazione della posizione debitoria, per il consolidamento delle passività bancarie a breve, per il riequilibrio finanziario. Basilicata: bando sul modello «Sabatini». La regione risponde alla crisi grazie a modifiche sostanziali per un proprio Fondo di garanzia per le imprese. Le modifiche permetteranno di garantire in forma diretta il circolante, in regime «de minimis». Altra importante novità è l'apertura del fondo anche alle imprese che non hanno un bilancio in utile al fine di consentire la ristrutturazione del debito, oggi particolarmente sbilanciato verso il breve termine. Sempre sul fronte finanziario, la regione ha progettato un nuovo fondo che sarà dato in gestione a una società «in house», che sarà probabilmente la regionale di Sviluppo Italia, se ne sarà perfezionata a breve la cessione. Saranno presto ufficializzati i risultati del bando che distribuirà 2 milioni di euro a favore dei confidi regionali. Sul fronte dei bandi per le imprese è di prossima uscita un bando in favore delle micro e piccole imprese che andrà a sostenere gli interventi generalisti, sul modello della «Sabatini» che finanziava l'acquisto di macchinari e attrezzature; il bando è attualmente fermo in attesa dell'individuazione del soggetto gestore. Inoltre, sono stati già lanciati tre bandi per contratti di programma regionali che riguarda investimenti dai 5 ai 40 milioni in cui compartecipano Fesr e Fse finalizzati sia alla reindustrializzazione di siti dismessi e per il consolidamento rivolto a settori regionalmente strategici che per restare sul mercato presentano un urgente fabbisogno di investimenti. Friuli: cogaranzia e capitalizzazione. è affidata a due fondi regionali la risposta alla crisi finanziaria. Il primo è il Fondo di cogaranzia, a disposizione delle pmi di tutti i settori, cui la regione intende garantire una dotazione iniziale di 10 milioni di euro. La cogaranzia andrà a sommarsi alle garanzie che già vengono attivate, normalmente nel limite del 50%, dai Confidi della regione. Per l'operatività si è in attesa dell'emanazione del regolamento. Il secondo è il Fondo per la capitalizzazione delle pmi, gestito dalla finanziaria e holding regionale Friulia spa, la cui dotazione iniziale è pari a 15 milioni di euro. Tale fondo è già stato approvato dal comitato di gestione di Friulia spa. Sardegna: agevolazioni Irap. La regione punta sul sostegno alla liquidità per le imprese. In quest'ottica sarà operato il raddoppio delle risorse relative ai fondi di rischi dei consorzi fidi nei vari settori e predisposto l'abbattimento di un punto percentuale dell'Irap per le imprese che mantengono o incrementano il numero di occupati. Umbria: garanzie per consolidare le passività a breve. La regione ha costituito un fondo di garanzia per il consolidamento delle passività a breve delle pmi. Il fondo, gestito dalla finanziaria regionale Gepafin spa, opererà attraverso la concessione di garanzie che potranno consentire l'attivazione di un plafond di intervento da parte del sistema bancario stimato tra i 100 e i 150 milioni di euro. Il limite massimo di garanzia per ciascuna impresa non potrà superare i 500 mila euro.

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Pmi, aiuti a 360 (sezione: Revoca fidi)

( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)

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ItaliaOggi Sette Numero 297  pag. 15 del 15/12/2008 | Indietro Pmi, aiuti a 360° Incentivi anti-crisi Di Pagina a cura di Roberto Lenzi Soluzioni differenziate per le aziende del Nord e del Sud Dai Confidi ai fondi Ue: più risorse Seicento milioni di euro alla Sicilia per il credito imposta, incentivi alle microimprese e attivazione urgente dei bandi comunitari in Puglia con utilizzo di 255 milioni di euro, Fondo di solidarietà per lavoratori e per pmi nelle Marche. Mentre al sud si privilegia l'accelerazione dei bandi relativi ai fondi comunitari, al Centronord si punta sul potenziamento del sistema dei confidi. Lazio: 30 milioni di euro per i Confidi. Un programma straordinario a sostegno della patrimonializzazione dei Confidi metterà a disposizione 30 milioni di euro per il triennio 2009/2011 sotto forma di contributo ai fondi rischi. La Regione sta inoltre predisponendo un intervento volto a consentire la conversione della situazione debitoria a breve termine in debito consolidato a medio termine in favore delle imprese. A valere sul Fondo rotativo pmi, si sta definendo un intervento volto a favorire la concessione di finanziamenti bancari agevolati riguardanti progetti di investimento coordinati con le iniziative del Por 2007/2013. Infine un'apposita misura favorirà la capitalizzazione delle imprese attraverso la concessione di un co-investimento nel capitale di rischio finalizzato al rafforzamento patrimoniale. Liguria: l'obiettivo è potenziare i confidi. La Regione ha previsto uno stanziamento di 2 milioni di euro per il potenziamento del sistema regionale dei Confidi, al fine di aumentare le garanzie concedibili a fronte di finanziamenti di liquidità delle pmi. Marche: un fondo di solidarietà per lavoratori e pmi. è stato istituito un fondo di solidarietà per sostenere l'occupazione, il lavoro e le pmi coinvolte nelle crisi di filiera e di territorio. Lo strumento è la concessione di garanzie mediante costituzione di un apposito fondo dedicato su un plafond di intervento da parte del sistema bancario di 200 milioni di euro. La garanzia di I grado coprirà il 60% del finanziamento relativo riducendo il rischio del sistema bancario rispetto alla usuale garanzia; la garanzia di II grado coprirà invece il 70% della garanzia di I grado rilasciata dal Confidi. Il Fondo opererà fino al 31/12/2010. Il limite massimo di finanziamento per ogni azienda garantita è fissato a un milione di euro. Molise: fondo di garanzia per 20 milioni di euro. Sono tre le iniziative che la Regione intraprenderà per rispondere alla crisi. è prevista l'attivazione immediata di un fondo di garanzia con la finalità di agevolare l'accesso al credito da parte delle pmi. Le relative risorse ammontano a 20 milioni di euro. Sono in corso di definizione le modalità di gestione delle stesse. Sul fronte del consolidamento dei debiti, è in corso di valutazione una procedura utile a creare forme di liquidità immediata, anche attraverso l'intervento della Finanziaria regionale. Infine, la Regione lavorerà su semplificazione e snellimento in favore delle aziende per le procedure riguardanti i rapporti con la Regione e agli appalti pubblici, nonché per migliorare le procedure autorizzative. Piemonte: un Comitato di indirizzo. Si è insediato il 5 novembre il Comitato di indirizzo per la definizione delle linee strategiche e delle priorità di intervento delle misure anticrisi. Il primo obiettivo è potenziare il sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015. Puglia: bandi per 255 milioni di euro. La Regione si è concentrata sull'accelerazione dei bandi relativi ai fondi comunitari. è stato varato un nuovo regolamento per il sostengo alla costituzione di microimprese da parte di soggetti svantaggiati. Si tratta un «prestito d'onore» che consente di incentivare giovani, lavoratori precari, donne, soggetti provenienti da percorsi di formazione pubblica, disoccupati di lunga durata, persone che hanno perso il posto di lavoro o sono in procinto di perderlo, in iniziative di auto imprenditorialità. L'intervento consente l'incentivazione in conto impianti e in conto esercizio per cinque anni. Sono stati varati altri sette bandi per contratti di programma, programmi integrati di agevolazione, aiuti alla ricerca, internazionalizzazione e contrasto all'usura, per un iniezione di fondi complessiva di oltre 255 milioni di euro. Sicilia: credito d'imposta da 600 milioni di euro. Ammonta a circa 600 milioni di euro lo stanziamento complessivo che la Regione destinerà all'attuazione del credito d'imposta regionale per gli investimenti. Si tratta di uno strumento nuovo, attualmente al vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, finalizzato al sostegno agli insediamenti di nuove strutture produttive nel territorio della Regione siciliana, nonché allo sviluppo delle realtà produttive già esistenti. L'agevolazione opererà fino al 2013. Inoltre, la Regione promuoverà un'iniziativa finalizzata alla realizzazione di operazioni di microcredito fino a 15 mila euro destinata ai microimprenditori. I contenuti generali del protocollo di intesa con banche e confidi sono già stati concordati. Valle d'Aosta: pronti 3 milioni. La Regione ha stanziato un fondo specifico, ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di misure per contrastare la crisi economico-finanziaria. Le misure sono ancora in fase di studio. Provincia autonoma di Trento. Sono previsti finanziamenti straordinari agli enti di garanzia per la costituzione presso ciascun Confidi di un fondo speciale per il riassetto finanziario delle imprese. L'assegnazione è disposta nei seguenti importi: euro 5.000.000 a Cooperativa artigiana di garanzia, euro 5.000.000 a Confidimpresa, euro 2.500.000 a Cooperfidi. La Provincia intende inoltre attivare Cassa del Trentino per sopperire nel breve periodo alle esigenze di liquidità di Mediocredito Trentino-Alto Adige; questa operazione assicurerà iniezioni di liquidità a tassi vantaggiosi per un volume di risorse nell'ordine di 50 milioni di euro.

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Mutui, la Toscana dice sì alla sospensione delle rate (sezione: Revoca fidi)

( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

ItaliaOggi Sette Numero 297  pag. 15 del 15/12/2008 | Indietro Mutui, la Toscana dice sì alla sospensione delle rate Incentivi anti-crisi Attrarre nuovi investimenti, accelerare la disponibilità dei finanziamenti e degli incentivi e garantire a famiglie e imprese l'accesso al credito in modo da ridurre gli impatti negativi della crisi e sostenerne lo sviluppo. Questi sono gli obiettivi della Regione per combattere la crisi finanziaria. Un cardine della politica anticrisi, a giudizio della Regione, è l'accelerazione del provvedimento e dell'attuazione del federalismo fiscale come mezzo per decidere incentivi fiscali in favore delle imprese. Fondi comunitari, al via entro il 2008 Il tentativo è quello di dare il via a tutti i bandi della programmazione comunitaria entro la fine del 2008. I finanziamenti che non verranno utilizzati nel giro di un anno saranno recuperati e destinati ad interventi che creino sviluppo celermente. Si parla di 3.389 milioni di risorse che attiveranno oltre 4 miliardi di investimenti. Tasse bloccate nel 2009 La Regione ha confermato, nel bilancio del 2009, il blocco delle tasse, gli sgravi sul bollo auto e l'avvio del progetto di assistenza per gli anziani non autosufficienti con un bonus di 400 euro per contribuire al pagamento dei «badanti». Sono inoltre iniziati gli incontri con fondazioni bancarie, istituti finanziari, mondo delle imprese ed Università per favorire l'accesso al credito delle imprese. 48 milioni di euro per le garanzie è in cantiere la costituzione di nuovi fondi di garanzia per consentire alle imprese di accedere a prestiti a tassi più favorevoli, con uno stanziamento di 48 milioni di euro. Un nuovo fondo di 33 milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all'80% del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). Il costo del denaro per le piccole e medie imprese toscane è in linea, sostiene una nota della Regione, con quello stabilito dal protocollo di intesa Regione/Banche, ovvero tra lo 0,80 e l'1,55%. Altre serviranno a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Sospensione delle rate del mutuo La Regione ha deciso di mettere in piedi uno strumento che permetta a un'impresa che ha un mutuo di otto anni e ha bisogno di un po' di respiro nel pagare le rate di allungare la sua durata di un anno. Nell'anno di sospensione l'impresa pagherà alle banche solo la quota interessi. e che la Regione intraprenderà per rispondere alla crisi. è prevista l'attivazione immediata di un fondo di garanzia con la finalità di agevolare l'accesso al credito da parte delle pmi. Le relative risorse ammontano a 20 milioni di euro. Sono in corso di definizione le modalità di gestione delle stesse. Sul fronte del consolidamento dei debiti, è in corso di valutazione una procedura utile a creare forme di liquidità immediata, anche attraverso l'intervento della Finanziaria regionale. Infine, la Regione lavorerà su semplificazione e snellimento in favore delle aziende per le procedure riguardanti i rapporti con la Regione e agli appalti pubblici, nonché per migliorare le procedure autorizzative. Piemonte: un Comitato di indirizzo. Si è insediato il 5 novembre il Comitato di indirizzo per la definizione delle linee strategiche e delle priorità di intervento delle misure anticrisi. Il primo obiettivo è potenziare il sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015. Puglia: bandi per 255 milioni di euro. La Regione si è concentrata sull'accelerazione dei bandi relativi ai fondi comunitari. è stato varato un nuovo regolamento per il sostengo alla costituzione di microimprese da parte di soggetti svantaggiati. Si tratta un «prestito d'onore» che consente di incentivare giovani, lavoratori precari, donne, soggetti provenienti da percorsi di formazione pubblica, disoccupati di lunga durata, persone che hanno perso il posto di lavoro o sono in procinto di perderlo, in iniziative di auto imprenditorialità. L'intervento consente l'incentivazione in conto impianti e in conto esercizio per cinque anni. Sono stati varati altri sette bandi per contratti di programma, programmi integrati di agevolazione, aiuti alla ricerca, internazionalizzazione e contrasto all'usura, per un iniezione di fondi complessiva di oltre 255 milioni di euro. Sicilia: credito d'imposta da 600 milioni di euro. Ammonta a circa 600 milioni di euro lo stanziamento complessivo che la Regione destinerà all'attuazione del credito d'imposta regionale per gli investimenti. Si tratta di uno strumento nuovo, attualmente al vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, finalizzato al sostegno agli insediamenti di nuove strutture produttive nel territorio della Regione siciliana, nonché allo sviluppo delle realtà produttive già esistenti. L'agevolazione opererà fino al 2013. Inoltre, la Regione promuoverà un'iniziativa finalizzata alla realizzazione di operazioni di microcredito fino a 15 mila euro destinata ai microimprenditori. I contenuti generali del protocollo di intesa con banche e confidi sono già stati concordati. Valle d'Aosta: pronti 3 milioni. La Regione ha stanziato un fondo specifico, ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di misure per contrastare la crisi economico-finanziaria. Le misure sono ancora in fase di studio. Provincia autonoma di Trento. Sono previsti finanziamenti straordinari agli enti di garanzia per la costituzione presso ciascun Confidi di un fondo speciale per il riassetto finanziario delle imprese. L'assegnazione è disposta nei seguenti importi: euro 5.000.000 a Cooperativa artigiana di garanzia, euro 5.000.000 a Confidimpresa, euro 2.500.000 a Cooperfidi. La Provincia intende inoltre attivare Cassa del Trentino per sopperire nel breve periodo alle esigenze di liquidità di Mediocredito Trentino-Alto Adige; questa operazione assicurerà iniezioni di liquidità a tassi vantaggiosi per un volume di risorse nell'ordine di 50 milioni di euro.

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di MATTEO ZANICHELLI <IN UN CERTO SENSO ... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 15-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

REGGIO pag. 25 di MATTEO ZANICHELLI «IN UN CERTO SENSO ... di MATTEO ZANICHELLI «IN UN CERTO SENSO le banche si sono comportate da ladri autorizzati». Così, don Gianni Bedogni è intervenuto al Forum di Santa Lucia, svoltosi l?altro ieri al centro Giovanni XXIII. Il responsabile della pastorale sociale della diocesi ha ripreso l?ammonimento del vescovo, monsignor Adriano Caprioli, che, durante l?omelia di San Prospero, aveva attaccato i maxi-colossi bancari. Il Forum, in continuità col sermone fatto nel giorno del santo patrono cittadino, trattava il tema ?Crisi finanziaria, libero mercato ed etica?. I relatori, oltre a don Bedogni erano l?avvocato Franco Maria Grasselli, esperto di diritto bancario, Riccardo Ferretti, professore di Economia degli intermediari finanziari alla Facoltà di Scienze della comunicazione di Reggio e don Matteo Mioni, docente di Sacra Scrittura in Seminario. Tra le autorità presenti, anche il vescovo Caprioli, il sindaco Graziano Delrio e il vicepresidente della Provincia Pierluigi Saccardi. «SONO stati commessi errori ? prosegue don Bedogni ? soprattutto per ciò che riguarda la gestione del personale. Ha prevalso la logica dello ?schiaccia gli altri finché vuoi?. Se il direttore di banca non raggiungeva un determinato budget, veniva ripreso severamente dai suoi capi. Per fare carriera, così, sono state ?bruciate? generazioni di bravi dirigenti. In un certo senso gli istituti di credito si sono comportati da ladri autorizzati e hanno cercato di ottenere sempre più speculazione e profitto. Sembra che abbiano come stipulato un patto fra loro: ?Ci mettiamo d?accordo per fregare tutti?. Per questo, poi, la gente ha perso la fiducia. Io, prima di entrare in banca, mi guardo intorno con sospetto, e mica per paura di una rapina...». DON BEDOGNI è pessimista per il futuro. «L?incertezza può innescare una spirale deflattiva che genera disoccupazione, rischiando di provocare una guerra tra poveri. Anche una famiglia normale rischia di collassare. Nel reggiano ci sono esempi di operai che hanno domandato ai datori di lavoro, di lasciare a casa gli immigrati, per preservare il loro posto». «Alla fine ? conclude don Bedogni ? quello che prevale sempre è l?avidità dell?uomo. Pensate che una volta terminato questo burrascoso periodo, tutto cambierà in meglio? Non sperateci, è già pronta una nuova bolla speculativa. Sono scettico sul fatto che si possa imparare qualcosa da questa crisi: una volta presa una sberla, si aspetta che il male passi, poi si ricomincia». CRISI, questa, che, ascoltando le parole del vicepresidente Saccardi, ha lasciato forti strascichi anche nella nostra città. «Venti miliardi di euro sono stati lasciati sul campo a Reggio. Purtroppo gli amministratori locali non possono fare nulla. Coi soldi dei consorzi-fidi, potremmo intervenire solo su meno del 10% delle imprese del territorio. Serve un aiuto da parte dello Stato, per lenire la sofferenze di persone che non arrivano in fondo al mese». «Si pagano ? spiega l?avvocato Grasselli, tornando al nodo bancario ? assetti organizzativi non adeguati: dipendenti che non avevano informazioni sufficienti per essere di aiuto ai clienti. E il controllo interno non è riuscito. A causa del taglio dei costi, è stato tagliato personale qualificato. Inoltre c?è un anello mancante: quello delle denunce partite da dentro. I dipendenti hanno paura di segnalare situazioni poco chiare che avvengono attorno a loro, perché rischiano ritorsioni. C?è ostracismo per chi controlla l?operato degli amministratori delegati, che detengono una posizione di strapotere ed è assente pure una sanzione».

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IMPRESE, PRESTITI CON SPREAD DA 0,80 PER CENTO LA REGIONE TOSCANA, TRAMITE FIDI, GARANTIRÀ FINANZIAMENTI PER ALMENO 480 MILIONI DUE MISURE: LIQUIDITÀ PER CONSOLIDARE I DEBITI E SOS (sezione: Revoca fidi)

( da "marketpress.info" del 15-12-2008)

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Lunedì 15 Dicembre 2008 IMPRESE, PRESTITI CON SPREAD DA 0,80 PER CENTO LA REGIONE TOSCANA, TRAMITE FIDI, GARANTIRÀ FINANZIAMENTI PER ALMENO 480 MILIONI DUE MISURE: LIQUIDITÀ PER CONSOLIDARE I DEBITI E SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI Firenze, 15 dicembre 2008 - I provvedimenti per arginare la crisi economica e finanziaria erano stati annunciati dal presidente Martini a novembre, frutto di un approfondito confronto con categorie economiche, sociali, banche, fondazioni, università, camere di commercio, enti locali e Regione. Oggi c´è stata la firma con gli istituti bancari, per mettere nero su bianco gli accordi che riguardano le imprese: la Regione ci mette 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti, per garantire liquidità alle imprese che hanno acceso prestiti a breve, da consolidare su un termine più lungo, e alle imprese che vogliono investire. «All´inizio del nuovo anno ? annunciano il presidente della Toscana Claudio Martini e l´assessore al bilancio e alle finanze Giuseppe Bertolucci ? sarà poi la volta delle famiglie in difficoltà perché uno dei componenti ha perso il posto di lavoro. Ci sederemo di nuovo attorno ad un tavolo e firmeremo un ulteriore accordo con il sistema bancario». Le misure, ancora allo studio, riguarderanno i lavoratori che hanno acceso un mutuo per la prima casa e ora sono in difficoltà, applicabili anche a chi ha scelto un mutuo a tasso fisso (e non solo variabile). Ossigeno per Imprese con debiti, aiuti per chi vuole investire - Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e medie imprese che complessivamente attiveranno finanziamenti per almeno 480 milioni. I fondi saranno gestiti da Fidi Toscana, la finanziaria della Regione. Il primo fondo di 15 milioni servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Ciò significa dare ossigeno ad aziende troppo esposte e consentire loro di passare a debiti a medio lungo termine. Il secondo fondo da 33 milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all?80 per cento del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). La concessione del finanziamento sarà decisa dalla banca, previa insindacabile e autonoma valutazione del merito creditizio. I finanziamenti potranno essere richiesti da imprese di qualsiasi settore, compresa l´agricoltura. Spread dallo 0,80 all´1,95 per cento - Pur in una situazione in cui i costi di provvista tendono ad aumentare, le banche si sono impegnate a non alzare i tassi. Il tasso applicato è la somma dello spread, deciso dai singoli istituti e in questo caso concordato nella sua misura massima con il protocollo firmato oggi, e l´indice Euribor (per le operazioni a tasso variabile) o l?indice Irs (per le operazioni a tasso fisso), che invece variano nel tempo. Le banche si sono impegnate a mantenere per lo più gli stessi spread decisi con il protocollo firmato due anni fa. Tutto dipende però dal merito creditizio. Imprese ´più sane´ o ´promettenti´ avranno tassi naturalmente più favorevoli. Più breve sarà il prestito e più basso sarà il tasso. Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve, lo spread massimo oscillerà tra lo 0,90 e l´1,85 per cento. Per chi deve investire la forbice è tra lo 0,80 e l´1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all´1 per cento. Con un tasso Euribor che si muove oggi attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi applicabili oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento. Misura liquidità - Spread massimi di tasso - Classi di merito Prestiti fino a 5 anni Prestiti da 5 a 7 anni Prestiti da 7 a 10 anni Ottimo 0,9 0,9 0,9 Buono 1,00 1,00 1,10 Discreto 1,20 1,3 1,4 Sufficiente 1,4 1,55 1,7 Mediocre 1,55 1,7 1,85 Misura Investimenti ? Spread massimi di tasso Classi di merito Fino a 5 anni Da 5 a 7 anni Da 7 a 10 anni Oltre 10 anni Ottimo 0,8 0,8 0,8 0,8 Buono 0,9 0,9 1,00 1,10 Discreto 1,10 1,20 1,30 1,4 Sufficiente 1,3 1,45 1,6 1,75 Mediocre 1,50 1,65 1,80 1,95 Microcredito 1,55 - - - Leasing e smobilizzo di crediti verso pubbliche amministrazioni. Anche per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese verso le pubbliche amministrazioni, i tassi e le condizioni rimarranno pressoché inalterati rispetto all´accordo del 2006. Potranno essere smobilizzati crediti di imposta, contributi, agevolazioni e altri benefici economici. I due fondi di garanzia attivati dalla Regione Toscana potranno intervenire anche a sostegno di investimenti realizzati con il ricorso al leasing. Smobilizzo crediti verso P. A. - Spread massimi di tasso Classi di merito Con accettazione della cessione del credito Senza accettazione della cessione del credito Ottimo 0,4 0,6 Buono 0,5 0,7 Discreto 0,6 0,8 Sufficiente 0,7 0,9 Mediocre 0,8 1,00 Operazioni di leasing, spread massimi di tasso Classi di merito Fino a 5 anni Da 5 a 8 anni Oltre 8 anni Ottimo 1,4 1,6 1,8 Buono 1,5 1,7 1,9 Discreto 1,7 1,8 2,0 Sufficiente 1,8 1,9 2,1 Mediocre 1,9 2,0 2,1 A chi rivolgersi - Sono ventitre gli istituti bancari toscani (o con sportelli in Toscana) che hanno firmato l´accordo di oggi, che non sostituisce ma si affianca al protocollo firmato con con gli istituti bancari il 14 aprile 2006 (e valido fino al 2010) e quello del 14 dicembre dell´anno scorso. Ventitre istituti che, per la presenza della Federazione dei Crediti cooperativi che comprende oltre quaranta banche, diventano alla fine più di sessanta. A questi istituti le imprese in cerca di finanziamenti dovranno rivolgersi per poter godere delle garanzie e dei tassi favorevoli previsti dal protocollo. Hanno firmato stamani il gruppo Monte dei Paschi di Siena, la Banca Cr di Firenze, la Cassa di risparmio di La Spezia, la Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, Intesa San Paolo, la Banca Nazionale del Lavoro, la banca dell´Etruria e del Lazio, la Federazione Toscana Banche di Credito cooperativo, la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, la Cassa di risparmio di Prato, la Cassa di risparmio di San Miniato, la Banca Carige, la Banca di Credito cooperativo di Cambiano, la Cassa di risparmio di Volterra, la Banca popolare dell´Emilia Romagna, la Banca popolare di Cortona, la Cassa di risparmio di Carrara, la Banca popolare di Lajatico, il Centro Leasing Banca, la Banca del Monte di Lucca, la banca Popolare Etica, la Banca di Credito Cooperativo di Fornacette e la Unipol Banca. Il protocollo rimane naturalmente aperto all´adesione di altre banche. . <<BACK

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MONZA E BRIANZA - CONTRIBUTI PER PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI (sezione: Revoca fidi)

( da "marketpress.info" del 15-12-2008)

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Lunedì 15 Dicembre 2008 MONZA E BRIANZA - CONTRIBUTI PER PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI Monza, 15 dicembre 2008 La Camera di commercio di Monza e Brianza indice un bando di contributi del valore di ? 175. 000,00 finalizzato a promuovere agevolazioni dell´accesso al credito per la realizzazione di programmi di patrimonializzazione aziendale. L?iniziativa è rivolta a micro, piccole e medie imprese di tutti i settori con sede legale nella provincia di Monza e Brianza che realizzino operazioni di patrimonializzazione aziendale. Gli investimenti ammissibili sono: Aumento di capitale sociale che deve essere deliberato e sottoscritto per intero e versato per almeno il 25% alla data di presentazione della domanda, il restante 75% dovrà essere versato entro e non oltre 12 mesi dalla data di presentazione della domanda. Il capitale sociale risultante dall´operazione dovrà esser mantenuto per l´intero periodo di rimborso del finanziamento, pena la revoca del contributo. Non sono agevolabili fondi immessi in azienda per ricostituire il capitale sociale per perdite d´esercizio. Emissione di prestito obbligazionario convertibile. Versamento dei soci in conto capitale. Tale versamento deve essere effettuato prima della richiesta di finanziamento all´Istituto di Credito. I fondi così vincolati non potranno essere utilizzati per tutta la durata del finanziamento parallelo concesso salvo incorporazione nel capitale sociale o esplicita autorizzazione di Banca, Cooperativa garante e Camera di Commercio pena revoca del contributo. Le suddette operazioni devono essere a titolo oneroso, ovvero comportare l´apporto da parte dei soci di denaro contante; inoltre tali operazioni che consentono di aderire alla presente iniziativa non possono beneficiare di ulteriori agevolazioni concesse da parte di altri Enti pubblici. Per gli aumenti di capitale sociale il contributo è pari all´abbattimento di 2,25 punti del costo del finanziamento. Per le altre operazioni il contributo è pari all´abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento. Il contributo verrà assegnato seguendo l´ordine di protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi ed erogato dopo 12 mesi dalla data di ricezione della domanda in un´unica rata attualizzata. La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all´iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . <<BACK

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I tassi scendono, i mutui ancora no (sezione: Revoca fidi)

( da "Metronews" del 15-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

I tassi scendono, i mutui ancora no uscito su Metro il 15/12/2008 Lascia il tuo commento! La questione dei tassi d'interesse ha molte analogie con il prezzo del petrolio. Entrambi sono in discesa alla fonte, ma entrambi poi si scaricano sul cittadino senza adeguarsi alla variazione dei prezzi. Una situazione piu' volte denunciata dalle associazioni dei consumatori e che ora trova ancora piu' forza in un contesto economico segnato da una forte recessione. Adusbef (l'associazione degli utenti bancari e finanziari) e Federconsumatori parlano di “sporche manovre” ai danni di mutuatari e imprese. La Banca centrale europea - spiegano le associazioni dei consumatori - negli ultimi mesi ha più volte tagliato i tassi di interesse, portando quello di riferimento al 2,5%. Ma le banche, invece, non stanno adeguando i tassi applicati alla clientela a quelli dell?istituto di Francoforte. Tanto che il tasso Euribor resta più alto di circa un punto rispetto al tasso della Bce dopo che la scorsa settimana l?Eurotower ha tagliato il costo del denaro. I numeri più che le parole. I tassi Euribor registrano una continua discesa, con il tasso interbancario a tre mesi, punto di riferimento per buona parte dei mutui variabili, sceso al 3,428% cioè ai minimi dal 2 ottobre 2006. L?Euribor è 6 mesi è invece passato al 3,51%. Meccanismi complicati quelli di adeguamento del tasso Bce e dell?Euribor che hanno come conseguenza immediata per i consumatori la disparità nel calcolano gli interessi da applicare ai mutui. Il tasso deciso da Francoforte è infatti l?interesse al quale la Bce concede prestiti agli istituti di credito. L?Euribor, invece, lo decidono i colossi bancari: è l?indice in base al quale si prestano soldi tra loro. In tempi normali l?uno rincorre l?altro e tra i due la differenza è ridotta: 0,2%, massimo 0,3%. Adesso, invece, la sproporzione è marcata, spiegano Elio Lannutti dell?Adusbef e Rosario Trefiletti di Federconsumatori. In sostanza “una banca riceve denaro dalla Bce al 2,5% e lo gira alla clientela al 3,5%-3,6%, più un?ulteriore percentuale - lo spread - più le commissioni di massimo scoperto applicate ai fidi alle aziende. Triplo profitto”. (C.F.)

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Toscana: da banche e Regione finanziamenti per le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "01net" del 15-12-2008)

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Toscana: da banche e Regione finanziamenti per le imprese Gli istituti di credito si sono impegnati a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di euro 15 Dicembre 2008 Regione Toscana e istituti bancari hanno firmato un accordo per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti, per garantire liquidità alle imprese che hanno acceso prestiti a breve, da consolidare su un termine più lungo, e alle imprese che vogliono investire. Il primo fondo di 15 milioni servirà a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Il secondo fondo da 33 milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all'80% del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve, lo spread massimo oscillerà tra lo 0,90 e l'1,85%. Per chi deve investire la forbice e' tra lo 0,80 e l'1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all'1%. Con un tasso Euribor che si muove oggi attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi applicabili oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento.

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Crisi, più garanzie sul credito: nasce il colosso Unifidi (sezione: Revoca fidi)

( da "RomagnaOggi.it" del 15-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

15 dicembre 2008 - 15.31 (Ultima Modifica: 15 dicembre 2008) Assicurare alle piccole e medie imprese l'accesso al credito alle migliori condizioni di mercato. Questo l'obiettivo di Unifidi Emilia Romagna, costituito lo scorso ottobre e presentato ufficialmente a Bologna. Si tratta di un Consorzio fidi che nasce dalla fusione di 15 consorzi della regione e che puo' contare, ad oggi, su quasi 100mila soci, 845mln di euro per 13.548 operazioni annue garantite, oltre 70mln di euro di patrimonio e un capitale sociale di 30mln di euro. Un colosso della garanzia sul credito che si colloca al primo posto in Italia ed è presieduto da Sergio Capatti. Una nuova realtà nata soprattutto per volontà di Cna e Confartigianato regionali. Secondo il segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini, in questa situazione di crisi "bisogna agire rapidamente. I nostri indicatori ci dicono che da fine settembre ad oggi da 30% imprenditori insoddisfatti del rapporto con la banca siamo passati al 50%. Bisogna dirlo con onesta'". "C'e' ansia e sfiducia, dunque una scarsa propensione all'investimento. Le nostre imprese percio' aspettano. Noi abbiamo cercato di risolvere un problema: dare liquidita' al sistema. La mia impressione - ha sottolineato - e' che davvero da questa crisi usciremo diversi, non solo per la cultura della finanza. Se l'unico parametro e' stato fino ad ora il guadagno giornaliero, non potra' piu' essere cosi' in futuro. Bisogna tornare all'economia reale. Lo dicemmo quando ancora la crisi non era scoppiata e gia' allora chiedemmo un nuovo rapporto alle banche". "Anche con il sistema bancario dobbiamo rinnovare la sfida positiva. Noi stiamo evolvendo e anche il sistema bancario deve evolvere convergentemente" ha concluso Silvestrini, lanciando anche una raccomandazione legata a Unifdi: "questi strumenti hanno straordinaria capacita' a condizione che ci qualifichiamo, diventiamo piu' professionali ma soprattutto che manteniamo legame con territorio. Guai a una logica che privilegia separatezza o potenziale separatezza. Il mio e' un 'caveat': so che e' uno dei rischi che possiamo correre. Sono certo che il gruppo dirigente che ha saputo costruire il pirmo gruppo italiano sapra' mantenere questa matrice". "Dobbiamo ridare fiducia alle imprese. Allora, negli scenari futuri, che pure hanno tanti meno davanti, dobbiamo dare risposte univoche, mettendo a punto gia' oggi le risposte" ha osservato Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia Romagna, rilevando che esse devono certamente venire a livello territoriale, ma anche, contemporaneamente, a livello internazionale". Di patrimonializzazione, professionalita', capacita' di valutare il portafoglio e di valutare la banca con la quale si collabora ha parlato Domenico Santececca, direttore centrale responsabile 'Area Servizi' di mercato Abi. "Il mondo dei Confidi - ha detto - ha ben interpretato cosa significa essere una istituzione di garanzia. Il paese E lungo e stretto e quel che succede al nord non succede al centro e al sud. Un mondo variegato, insomma, dove pero' e' indispensabile che Confidi abbia una 'bussola'. Innanzitutto grazie al rafforzamento patrimoniale. Ruolo dei Confidi non e' solo determinare la leva finanziaria per i proprio consorziati, ma offrire anche e soprattutto una garanzia. Ecco perchE' sono importanti una struttura patrimoniale e una crescita organizzativa adeguate''.

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Crisi, gli artigiani creano maxi-consorzio fidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Dire" del 15-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

Crisi, gli artigiani creano maxi-consorzio fidi BOLOGNA - Per le imprese artigiane dell'Emilia-Romagna, alle prese con la crisi economica, la mancanza di liquidità e la stretta creditizia, arriva una boccata d'ossigeno grazie ad un nuovo strumento: il più grande Consorzio fidi d'Italia. Si chiama Unifidi Emilia-Romagna ed è nato dalla fusione di 15 consorzi della regione: un'operazione promossa da Cna e Confartigianato regionali con il sostegno dell'assessorato alle Attività produttive della Regione. Il battesimo ufficiale è stato celebrato oggi con un convegno a Bologna, al Royal Hotel Carlton, intitolato "Artigianato e piccole imprese di fronte alla crisi". Il nuovo mega-consorzio, operativo dall'1 ottobre, può contare su quasi 100 mila soci, 845 milioni di euro per 13.500 operazioni garantite annue, oltre 70 milioni di euro di patrimonio e un capitale sociale di 30 milioni di euro: cifre che lo rendono il primo consorzio di garanzia a livello nazionale. Un'operazione "lungimirante", come l'ha definita l'assessore regionale Duccio Campagnoli, intervenuto al convegno. Infatti, l'iter per la sua costituzione è stato avviato "quando nessuno di noi aveva previsto una tale crisi finanziaria ed economica", ha sottolineato il presidente di Unifidi, Sergio Capatti. Ora il nuovo maxi-Confidi "è la risposta giusta e necessaria alla stretta del credito: vigilato dalla Banca d'Italia, darà garanzie alle banche- ha aggiunto Capatti- e offrirà alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese dell'Emilia-Romagna opportunità di credito garantito collettivamente, con i tassi migliori sul mercato". "Per fortuna l'abbiamo fatto...", ha commentato, a margine del convegno, Gabriele Morelli, segretario di Cna Emilia-Romagna. Unifidi offre infatti "una risposta immediata alle esigenze di credito a breve delle nostre piccole e medie imprese". Ed è "una struttura- ha continuato- espressione dell'economia reale, perché dentro ci sono delle imprese 'vere' che chiedono capitale" per reagire alla contingenza economica e finanziaria. E' inoltre "un passo importante nella storia dei Confidi, che hanno permesso di tenere basso il costo del denaro e di limitare effetti, come l'usura, grazie ad una rete capillare che ha dato una risposta a piccolissime imprese", le più "deboli" nei confronti del sistema bancario. Oltretutto "Cna e Confartigianato hanno l'orgoglio di avercela fatta, mettendo da parte le rivalità di bottega e pensando alle necessità delle loro associate", ha concluso Morelli. I numeri di Unifidi Emilia-Romagna, illustrati al convegno dal direttore Domenico Menozzi, rappresentano inoltre una base di partenza: l'obiettivo del Consorzio, per fronteggiare la sempre crescente richiesta di garanzie, è infatti di raddoppiare i volumi di operatività in tre anni, arrivando a un miliardo e mezzo di finanziamenti garantiti. Il modello organizzativo, basato su filiali in tutte le province e rapporti con le associazioni di Cna e Confartigianato sull'intero territorio regionale, garantisce inoltre alle imprese "un'assistenza a tutti gli effetti, per individuare la migliore soluzione finanziaria rispetto alle esigenze del momento". Unifidi rappresenta quindi "un esempio da seguire anche per le altre categorie, come l'industria e il mondo cooperativo", ha detto l'assessore Campagnoli, con l'auspicio che "l'Emilia-Romagna faccia un salto ancor più forte, per potersi dotare di uno strumento integrato che possa operare in tutti i settori". Non a caso proprio pochi giorni fa la Regione ha annunciato un intervento anti-crisi, basato su un plafond di un miliardo di euro a tasso di interesse agevolato per il credito alle piccole e medie imprese dell'Emilia-Romagna, grazie ad un accordo sottoscritto proprio assieme ai consorzi fidi regionali, oltre alle associazioni imprenditoriali, l'Unioncamere e gli istituti di credito. E' un modo per "dare carburante per lo sviluppo delle imprese e anche per le famiglie", come ha voluto sottolineare Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: perciò serve "uno sforzo di tutti per contrastare gli effetti negativi della crisi finanziaria, che sta colpendo con grande rapidità le pmi e le imprese artigiane". E "i Confidi sono un elemento decisivo in una realtà come l'Emilia-Romagna", tanto che "il 30% dei bilanci promozionali delle Camere di commercio quest'anno sono riservati ai Confidi". Al convegno di Bologna è intervenuto anche Domenico Santececca, direttore centrale area servizi di mercato dell'Abi, che ha voluto regalare alla platea una nota di "ottimismo, perché negli ultimi dieci anni le crisi sono state più frequenti e più profonde, ma anche molto più rapide: e anche da questa- ha detto- usciremo a testa alta, se ci impegneremo tutti assieme a smuovere risorse più con fatti e meno con annunci". Infine, oltre ad un corale plauso alla nascita di Unifidi Emilia-Romagna, i vertici nazionali delle due associazioni dell'artigianato non hanno lesinato critiche agli interventi anti-crisi del Governo. "E' necessario rispondere con urgenza alla richiesta di 'Sos' lanciata dal Paese", ha detto Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, aggiungendo che "bisogna pressare Governo e Parlamento perché i tempi di risposta alla crisi siano più rapidi: se a chiedere aiuto fosse stato un malato grave, sarebbe già morto". Poiché questa "è la crisi più seria da 80 anni da questa parte, dobbiamo essere tutti all'altezza di questa sfida- è l'esortazione arrivata da Sergio Silvestrini, segretario generale Cna- e l'Emilia-Romagna lo è". Ma "i tempi di risposta del Governo sono troppo lunghi e, di fronte alla crisi della domanda, con alta propensione al risparmio e non all'investimento, le imprese si 'arroccano'" e "si rischia il corto circuito". Una condizione per uscire da questa situazione, ha concluso Silvestrini, è che "ci qualifichiamo, diventiamo più professionali e manteniamo il legame con il territorio, le imprese e le confederazioni". Unifidi docet. 15 dicembre 2008

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Futuro incertoper l'Opera Pia (sezione: Revoca fidi)

( da "Sicilia, La" del 16-12-2008)

Argomenti: Revoca fidi

I dipendenti non sono più disposti ad attendere Futuro incerto per l'Opera Pia L'obiettivo è di rifinanziare i confidi con validi strumenti in considerazione della grave crisi finanziaria. Esitata favorevolmente dall'Assemblea regionale siciliana un' apposita legge sui Confidi, attraverso la quale viene dato maggiore vigore al lavoro ed al ruolo di collante, di questi organismi, tra banche ed imprese. In questo modo la Sicilia potrà godere a pieno, finalmente, della legge in aiuto ai Confidi e, quindi alle imprese. "Una legge - osserva il presidente della Confeserfidi, Bartolo Mililli - che renderà più solido il rapporto tra imprese ed il sistema bancario in termini di finanziamenti. Lo scopo e' stato di rifinanziare i Confidi con validi strumenti a seguito della grave crisi internazionale, partendo dal presupposto che essi rappresentano strumenti di politica economica a sostegno delle micro, piccole e medie imprese. Un provvedimento atteso dal mondo bancario ed imprenditoriale e che mette in circolo risorse per alcune decine di milioni di euro. La funzione primaria dei Confidi viene in questo modo ulteriormente elevata". Roberto Rizzo, dirigente responsabile del Settore Confidi della Regione Sicilia, ha rilasciato per Confeserfidi.tv una lunga intervista in cui spiega i benefici della legge per i confidi siciliani. «La legge ? ha detto tra l'altro ?porta sostanziali novità per i confidi siciliani. Innanzitutto crea dei nuovi meccanismi, delle nuove forme di agevolazione a cominciare da un contributo una tantum rivolto a tutti consorzi fidi proporzionate alle garanzie che ciascuno rilascia. Un secondo intervento riprende il percorso che era stato avviato con la legge 11 (interrotta nel 2006) che riguardava l'aggregazione dei consorzi fidi».

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