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tARTICOLI DEL 12-16 dicembre 2008#TOP
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Articoli
Revoca fidi (25)
Il Comune finanzi il Consorzio Fidi
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: loro attività grazie ai Consorzi Fidi possono ottenere prestiti ad un tasso di interesse agevolato che oggi si aggira mediamente sul 4,3% (Unifidi) quando quello bancario a conto corrente si attesta sull'8,20% (dentro il fido). L'immissione di un finanziamento dei Comuni alle casse dei consorzi porterebbe ad un ulteriore abbattimento del tasso d'interesse in una ragione variabile (
CONTRO
LA CRISI RITORNI L'L'ETICA ( da "Corriere del Veneto"
del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Ma è stato qualche cosa di più se è vero che alla fine è venuta l'indicazione anche per la realizzazione di una «Mutua Fide Bank», una specie di banca locale a servizio dello sviluppo del territorio, una nuova forma mutualistica, etica, proprio nel momento in cui la degenerazione del sistema finanziario viene considerata una delle maggiori cause dell'attuale crisi.
Fidi
bloccati Le imprese in difficoltà
( da "Tempo,
Il" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: stampa Ance Fidi bloccati Le imprese in difficoltà Gli enti non pagano, per gli obblighi imposti dal patto di stabilità, e le banche bloccano i fidi. è la situazione nella quale versano centinaia di aziende del settore edile che operano nel campo degli appalti pubblici, che hanno anticipato il denaro occorrente alle spese e ora rischiano il fallimento.
Consorzio
fidi per l'Industria Pordenone sceglie il Veneto
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Consorzio di garanzia fidi delle Unioni industriali di Pordenone e Treviso ha infatti approvato il progetto di adesione a Neafidi, società cooperativa di garanzia fidi già operativa nelle province di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. Ad aggregazione avvenuta, il nuovo soggetto potrà contare su circa 5mila aziende socie,
TOSCANA:
ACCORDO REGIONE-BANCHE, FONDO 48 MLN PER SOSTEGNO PMI.
( da "Asca"
del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Accordo firmato tra Regione Toscana e istituti bancari per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,
Fusione
tra Neafidi e UnionConfidi ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche,
fusione
tra neafidi e unionconfidi ( da "Nuova Venezia, La"
del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle banche,
Mercati,
i Btp tengono ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: non fidandosi più evidentemente di conti correnti o depositi bancari. I BoT italiani, come i BTp, continuano invece a offrire rendimenti che per gli investitori istituzionali e non restano appetibili rispetto all'affidabilità del Paese. Così il Tesoro ha preferito raccogliere ieri 3,84 miliardi, anche se costretto a pagare un premio a rischio impensabile solo 18 mesi fa,
Neafidi
insieme a Unionconfidi in un solo confidi
( da "Arena.it,
L'" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il consorzio fidi promosso dalle Associazioni Industriali di Verona, Vicenza, Belluno, Rovigo e Venezia, presieduto da Antonio Favrin, presidente anche di Confindustria Venezia, e Unionconfidi il confidi facente capo a Unindustria Treviso e Confindustria Pordenone sono ora diventate un'unica realtà.
Un
istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane
( da "Denaro,
Il" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Salerno credito Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane L 'Istituto di Garanzia Collettiva Fidi "Confcredito" è una realtà anche a Salerno. Il primo settembre scorso, infatti, in partnership con Linkage Consulting, è stata aperta la sede operativa al centro della città, in via Torretta, 4.
Venezia
Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ...
( da "Gazzettino,
Il" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Venezia Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... VeneziaConsorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in Neafidi, il consorzio fidi costituito dalle Associazioni Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, presieduto da Antonio Favrin.Con l'adesione di UnionConfidi, Neafidi conta ora su circa 5.
Scoperto
fantasma , guai veri ( da "Giornale di Brescia"
del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Mi hanno detto che il fido era in scadenza, che avrei dovuto saldare. Ma io quel fido non l'avevo mai richiesto». Purtroppo però «il mio nome viene segnalato e per l'azienda di cui sono amministratore, e che ha bilancio solido, diventa difficile ottenere credito. Tanto che non siamo riusciti a comprare due autocarri, ma li abbiamo dovuti noleggiare»
Un
milione per garantire il credito ( da "Corriere Adriatico"
del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: si rivolga ai Consorzi Fidi, un buon passepartout, che porterà sul tavolo dei direttori bancari le garanzie necessarie per l'accesso al credito. E ancora. La Regione con un fondo di 5 milioni di euro si farà garante del consolidamento dei debiti, cioè trasformerà l'indebitamento immediato delle aziende in debito a medio termine,
CNA,
Confesercenti e Lapam sui bilanci 2009 dei Comuni delle "Terre
d'Argine." ( da "Sestopotere.com"
del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: operatività dei Consorzi Fidi, strutture in grado di aiutare concretamente le aziende a recuperare liquidità, a tassi contenuti, in una fase in cui l?accesso al credito bancario è alquanto difficile per gli effetti della crisi finanziaria. A tale proposito, le stesse associazioni prendono atto con soddisfazione, dopo le sollecitazioni e le pressioni fatte nei giorni scorsi,
Regioni,
paracadute alle imprese ( da "ItaliaOggi Sette"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidi regionali e integrazione dei fondi di garanzia. A breve sarà emanato un apposito bando con una dotazione di 5 milioni di euro. Con lo stesso scopo è prevista la sottoscrizione di un Patto per il credito e lo sviluppo con le rappresentanze delle organizzazioni imprenditoriali regionali, l'Abi per migliorare le condizioni di accesso al credito per le imprese regionali in termini
Pmi,
aiuti a 360 ( da "ItaliaOggi Sette"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015.
Mutui,
la Toscana dice sì alla sospensione delle rate
( da "ItaliaOggi
Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: sistema dei fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015.
di
MATTEO ZANICHELLI <IN UN CERTO SENSO ...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Coi soldi dei consorzi-fidi, potremmo intervenire solo su meno del 10% delle imprese del territorio. Serve un aiuto da parte dello Stato, per lenire la sofferenze di persone che non arrivano in fondo al mese». «Si pagano ? spiega l?avvocato Grasselli, tornando al nodo bancario ?
IMPRESE,
PRESTITI CON SPREAD DA 0,80 PER CENTO LA REGIONE TOSCANA, TRAMITE FIDI,
GARANTIRÀ FINANZIAMENTI PER ALMENO 480 MILIONI DUE MISURE: LIQUIDITÀ PER
CONSOLIDARE I DEBITI E SOS ( da "marketpress.info"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: è stata la firma con gli istituti bancari, per mettere nero su bianco gli accordi che riguardano le imprese: la Regione ci mette 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,
MONZA
E BRIANZA - CONTRIBUTI PER PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI
( da "marketpress.info"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all´iniziativa che garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . <<BACK
I
tassi scendono, i mutui ancora no
( da "Metronews"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: In sostanza “una banca riceve denaro dalla Bce al 2,5% e lo gira alla clientela al 3,5%-3,6%, più un?ulteriore percentuale - lo spread - più le commissioni di massimo scoperto applicate ai fidi alle aziende. Triplo profitto”. (C.F.)
Toscana:
da banche e Regione finanziamenti per le imprese
( da "01net"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Dicembre 2008 Regione Toscana e istituti bancari hanno firmato un accordo per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,
Crisi,
più garanzie sul credito: nasce il colosso Unifidi
( da "RomagnaOggi.it"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Si tratta di un Consorzio fidi che nasce dalla fusione di 15 consorzi della regione e che puo' contare, ad oggi, su quasi 100mila soci, 845mln di euro per 13.548 operazioni annue garantite, oltre 70mln di euro di patrimonio e un capitale sociale di 30mln di euro. Un colosso della garanzia sul credito che si colloca al primo posto in Italia ed è presieduto da Sergio Capatti.
Crisi,
gli artigiani creano maxi-consorzio fidi
( da "Dire"
del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Crisi, gli artigiani creano maxi-consorzio fidi BOLOGNA - Per le imprese artigiane dell'Emilia-Romagna, alle prese con la crisi economica, la mancanza di liquidità e la stretta creditizia, arriva una boccata d'ossigeno grazie ad un nuovo strumento: il più grande Consorzio fidi d'Italia.
Futuro
incertoper l'Opera Pia ( da "Sicilia, La"
del 16-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: delle nuove forme di agevolazione a cominciare da un contributo una tantum rivolto a tutti consorzi fidi proporzionate alle garanzie che ciascuno rilascia. Un secondo intervento riprende il percorso che era stato avviato con la legge 11 (interrotta nel 2006) che riguardava l'aggregazione dei consorzi fidi».
( da "Gazzetta di Modena,La" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
di Carlo Gregori «Il
Comune finanzi il Consorzio Fidi» Appello di Cna e Lapam per poter godere di
prestiti più competitivi Miletti e Borsari direttori delle due associazioni
chiedono l'erogazione di nuovi contributi I Consorzi Fidi hanno bisogno di un
sostegno anche dai Comuni delle Terre d'Argine in questo periodo di forte
crisi. Nei bilanci dei Comuni dovrebbero essere stanziati finanziamenti mirati
ad abbassare il tasso d'interesse per i prestiti alle piccole imprese. Lo
chiedono Cna e Lapam preoccupate per l'andamento della economica che sta
mettendo in crisi numerose aziende, in particolare il tessuto delle picole e
medie, che da sempre rappresentano il cuore del sistema industriale modenese.
Le piccole aziende di Carpi, Soliera, Novi e Campogalliano vivono un momento
drammatico, spiegano Cna e Lapam di Carpi: «Ora sono in grosse difficoltà
economiche e fortemente penalizzate dalla stretta creditizia conseguente alla
crisi finanziaria». Per questo sono più esposte e penalizzate nel rapporto con
le banche. Si parla di aziende artigianali o di piccola industria ma numerose:
Cna ne conta 1400, Lapam 1300 solo nel territorio comunale carpigiano. Per loro
esistono i Consorzi Fidi, «anche se non tutte lo sanno o lo utilizzano»,
ammette Stefano Miletti, direttore di Lapam Carpi. I Consorzi Fidi sono solidi
e ora ai locali si è aggiunto quello regionale appena formato, Unifidi, il più
grande d'Italia. Ma non basta. Siccome servono a dare l'accesso al credito,
secondo Cna e Lapam è indispensabile in tempo di crisi create una rete che arrivi
anche a livello locale, ai Comuni appunto. Gli associati a Cna e Lapam che oggi
chiedono un prestito per la loro attività grazie ai
Consorzi Fidi possono ottenere prestiti ad un tasso di interesse agevolato che
oggi si aggira mediamente sul 4,3% (Unifidi) quando quello bancario a conto corrente si attesta sull'8,20% (dentro il fido).
L'immissione di un finanziamento dei Comuni alle casse dei consorzi porterebbe
ad un ulteriore abbattimento del tasso d'interesse in una ragione variabile (a
seconda della massa di denaro immessa) fino ad arrivare ad un tasso del 2%.
Oppure addirittura all'1% come oggi avviene col fondo rotativo della Provincia
dedicato agli investimenti innovativi delle medie imprese. Per questo Cna e
Lapam si rivolgono ora ai Comuni che stanno redigendo i bilanci 2009. Il
momento è difficile: «Ci rendiamo perfettamente conto - affermano Wolmer
Borsari, direttore di Cna Carpi e Stefano Miletti di Lapam - delle difficoltà
dei Comuni nel far quadrare i prossimi bilanci a causa delle minori entrate e
di una maggiore spesa dovuta all'aumento della domanda sociale». Si aggiungono
i minori trasferimenti dallo Stato e il mancato introito dell'Ici. Eppure ci
deve essere un modo per venire incontro alle piccole imprese, che sono ancora
il tessuto vivo delle Terre d'Argine. «Anche i Comuni, nel limite del possibile
- dicono i due dirigenti di categoria - devono fare la loro parte per aiutare
il sistema produttivo locale». «L'eccezionalità della crisi - aggiungono
Borsari e Miletti - sta colpendo duramente la nostra economia mettendo in
discussione i livelli occupazionali e i redditi delle famiglie. Richiede
interventi di carattere straordinario da tutti i livelli istituzionali». Serve
«un importante e concreto segnale di attenzione per i piccoli imprenditori
prevedendo nei bilanci 2009 stanziamenti di fondi da destinare al potenziamento
dell'operatività dei Consorzi Fidi». L'appello è urgente e si rivolge a Comuni
che negli ultimi anni sono stati sordi a queste richieste. Carpi, ad esempio,
nel 2007 non ha stanziato nulla per artigiani e piccole industrie, mentre ha
creato un fondo per il commercio. Anni fa, i finanziamenti per i Consorzi Fidi
venivano fatti fino a qualche anno fa ma sono calati. «Speriamo che questa
volta i fondi vengano reperiti nelle pieghe di bilancio - conclude speranzoso
il direttore Wolmer Borsari di Cna - c'è ancora la possibilità di un margine di
manovra».
( da "Corriere del Veneto" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-12-12 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE L'INIZIATIVA DI BASSANO CONTRO LA CRISI RITORNI L'L'ETICA di
GIANDOMENICO CORTESE D i fronte alla crisi, una «giornata dell'ascolto ».
L'hanno organizzata a Bassano. Tanto per rimboccarsi le maniche e lasciare la
parola alla società civile, casalinghe e impiegate, bancari e professori,
operai, preti e studenti. Il tutto è stato affidato alla fine a sociologi,
economisti e storici, con l'inusuale compito di riassumere loro la lezione
raccolta e proporre, una volta tanto, una iniezione di fiducia, dopo le
espressioni dal basso che hanno rilanciato l'invito alla responsabilità. Il rischio
di aggrapparsi ai massimi sistemi per spiegare le difficoltà del districarsi
nella terza-quarta settimana è stato solo evocato. La realtà del confronto è
parso un buon saggio di intelligenza e volontà. Concretezza docet. In giro si è
pure udito l'apprezzamento per la scelta (purtroppo rara) di qualche
imprenditore che ha avuto il coraggio di rifiutare, nonostante i successi
aziendali, una laurea honoris causa, promessagli da prestigiosi atenei, con la
secca risposta che per attivare l'economia non occorre certo un dottorato,
magari «serve di più il buonsenso». A suscitare l'appuntamento ed animare il
confronto è stata una sintesi di esperienze della Fondazione bassanese «Etica
ed economia» e l'entusiasmo delle socie del-l'' Ande, l'associazione delle donne
elettrici, convinte che per dare una scossa al sistema «ci vuole altro». Il
tutto con l'obiettivo prioritario di costruire uno «spirito di comunità». Come
dire che il Veneto, e le realtà locali, se recuperano la memoria, riscattano
l'intelligenza e confermano la volontà di non stare a guardare. Lo sosteneva
perfino Nicolò Tommaseo: «La dimenticanza perde i popoli e le nazioni». Non
sarà facile, ma se le imprese, meglio gli imprenditori di questo nostro Nord
Est, si rendono conto che il capitale che più vale nelle loro aziende è il
capitale umano, uno sbocco alla crisi, con ritrovata fiducia, lo si può
prevedere e costruire. Un forum di idee e proposte, così è stato definito, a
ragione, l'incontro. Ma è stato qualche cosa di più se è
vero che alla fine è venuta l'indicazione anche per la realizzazione di una
«Mutua Fide Bank», una specie di banca locale a servizio dello sviluppo del
territorio, una nuova forma mutualistica, etica, proprio nel momento in cui la
degenerazione del sistema finanziario viene considerata una delle maggiori
cause dell'attuale crisi. Il progetto etico- culturale, ed anche
economico, ha sorpreso positivamente in primo luogo i giovani. Il Movimento
mondiale delle Scuole di Etica ed economia ha già deciso di farlo proprio. Da
queste parti credono nei sogni, soprattutto alle idee coraggiose e giovani, che
sanno mettersi in rete. Qualcuno, nel dibattito, ha voluto ricordare che
l'economia del dono, tipica delle tradizioni sia pure oggi in subbuglio di
questa regione, è venuta prima, e non è stata smentita, dall'economia di
mercato. La partita, in effetti, si gioca soprattutto sul recupero del senso di
responsabilità. Il tessuto economico del «cuore » del Nord Est può
rappresentare una vera e propria bottega di sperimentazione. Le moltissime
imprese familiari che qui fanno testo, che per molto tempo sono state indicate
a modello di sviluppo, capace di caratterizzare positivamente passaggi epocali
nello sviluppo non solo sociale, appaiono disposte, e lo hanno confermato nella
loro maggior parte, a rimettersi in gioco.
( da "Tempo, Il" del 12-12-2008)
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stampa
Ance Fidi bloccati Le imprese in difficoltà Gli enti non pagano, per gli
obblighi imposti dal patto di stabilità, e le banche bloccano i fidi. è la
situazione nella quale versano centinaia di aziende del settore edile che
operano nel campo degli appalti pubblici, che hanno anticipato il denaro
occorrente alle spese e ora rischiano il fallimento. A rilanciare l'allarme è il
presidente provinciale dell'Ance, Filiberto Cicchetti. In questo senso
Cicchetti ha prospettato ai direttori degli istituti di credito uno spunto di
riflessione sull'opportunità di assicurare continuità alle operazioni di
finanziamento in corso. «Inutile nascondere - afferma Cicchetti - che il
pressante invito al rientro dalle esposizioni bancarie rischia di soffocare le
piccole e medie imprese. Praticamente l'edilizia non riuscirebbe più ad
esercitare il ruolo di volano dell'economia provinciale. così facendo, oltre a
penalizzare ingiustamente centinaia di aziende sane, si annullerebbero le
opportunità sulle quali si basa il rilancio dello sviluppo locale».
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 12-12-2008)
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Consorzio fidi per
l'Industria Pordenone sceglie il Veneto Unionconfidi (nata dalla fusione con
Treviso) approda in Neafidi PordenoneNemmeno venti giorni fa la fusione tra i
Confidi del settore commercio e industria della provincia di Udine, che ha dato
origine a Confidi Friuli, che sarà operativo dal 1. gennaio prossimo, sembrava
aprire - nel medio periodo - la possibilità di ulteriori aggregazioni a livello
regionale. Certo - avevano riconosciuto i presidenti dei due consorzi di
garanzia, Giovanni Da Pozzo e Michele Bortolussi - le difficoltà ci sono: il
Confidi industria di Pordenone che aveva già "sposato" Treviso, dando
vita a Unionconfidi; gli artigiani che puntano ad aggregazioni di settore;
Gorizia che ha già scelto una strada su base provinciale ed altrettanto si
appresterebbe a fare Trieste.Da ieri è certo che un'aggregazione che coinvolga
in qualche modo anche Unionconfidi è ormai definitivamente tramontata.
Unionconfidi, Consorzio di garanzia fidi delle Unioni
industriali di Pordenone e Treviso ha infatti approvato il progetto di adesione
a Neafidi, società cooperativa di garanzia fidi già operativa nelle province di
Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza. Ad aggregazione avvenuta, il nuovo
soggetto potrà contare su circa 5mila aziende socie, su un volume di
garanzie in essere di oltre 370 milioni; avrà i requisiti previsti dall'art.
107 del Testo unico bancario e godere così, tra
l'altro, delle garanzie dello Stato, che gli permetteranno di facilitare
l'accesso al sistema creditizio e finanziario ai propri associati.Il nuovo
soggetto assumerà la denominazione di "Neafidi - società cooperativa di
garanzia collettiva fidi"L'intesa prevede il mantenimento delle sedi
operative del Confidi così come esistono attualmente (Pordenone e Treviso)
"con organici adeguati"; la presenza di un responsabile di area
"che presiederà al funzionamento operativo del Settore credito e del
settore commerciale"; un comitato consultivo di Area, nominato dal
Consiglio di amministrazione tra persone appartenenti all'area di competenza.
In rappresentanza del territorio di Pordenone, l'assemblea del Confidi ha
nominato nel nuovo Cda il presidente di Unindustria Pordenone, Maurizio Cini e
del vice presidente, Mauro Manassero (già presente nel consiglio direttivo di
Unionfidi Pn-Tv) oltre a Dario Zaghis e Angelo Piccinin (anch'essi già presenti
nel Direttivo di Unionconfidi Pn-Tv) per la provincia di Treviso.In una nota
viene sottolineato come "particolare attenzione" sia "stata
posta in relazione alla necessità ed alle peculiarità delle imprese pordenonesi
e trevigiane: è stato previsto infatti che la nuova realtà aggregata possa
continuare a contare su una sede ed un'organizzazione operativa in loco, alla
quale sarà garantita ampia autonomia per il rilascio delle garanzie collettive
alle imprese, previa istruzione delle pratiche di fido da parte delle stesse
sedi operative, attraverso un opportuno sistema di deroghe".Da ricordare
che invece il Confidi Friuli voluto dai Consorzi dei commercianti e
dell'industria della provincia di Udine potrà contare su circa 5mila associati,
quasi 87 milioni garanzie in essere, circa 190 milioni di affidamenti e un
patrimonio che sfiora i 31 milioni.
( da "Asca" del 12-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
TOSCANA: ACCORDO
REGIONE-BANCHE, FONDO 48 MLN PER SOSTEGNO PMI (ASCA) - Firenze, 12 dic - Accordo firmato tra Regione Toscana e istituti bancari per attuare
il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle imprese. La Regione
stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente Fidi Toscana) per
erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le banche si impegnano a
mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di finanziamenti,
per garantire liquidita' alle imprese che hanno acceso prestiti a breve, da
consolidare su un termine piu' lungo, e alle imprese che vogliono investire. Il
primo fondo di 15 milioni servira' a rifinanziare il debito a medio termine
delle imprese. Il secondo fondo da 33 milioni sara' utilizzato per finanziare
nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all'80% del finanziamento bancario (il massimo consentito dalla legge). Per le imprese
che devono consolidare il proprio debito a breve, lo spread massimo oscillera'
tra lo 0,90 e l'1,85%. Per chi deve investire la forbice e' tra lo 0,80 e
l'1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti vantati verso le pubbliche
amministrazioni si va dallo 0,4 all'1%. Con un tasso Euribor che si muove oggi
attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi applicabili oscilleranno
complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento. ''All'inizio del nuovo anno -
annunciano il presidente della Toscana Claudio Martini e l'assessore al
bilancio e alle finanze Giuseppe Bertolucci - sara' poi la volta delle famiglie
in difficolta' perche' uno dei componenti ha perso il posto di lavoro. Ci
sederemo di nuovo attorno ad un tavolo e firmeremo un ulteriore accordo con il
sistema bancario''. Le misure, ancora allo studio,
riguarderanno i lavoratori che hanno acceso un mutuo per la prima casa e ora
sono in difficolta'. afe/
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Fusione tra Neafidi
e UnionConfidi Il consorzio si estende a Treviso e Pordenone: garantiti
finanziamenti per 600 milioni VENEZIA. Neafidi continua a crescere e anche UnionConfidi
entrerà nel progetto di un Confidi regionale. Le assemblee di Neafidi e
UnionConfidi hanno deliberato il nulla osta al progetto di fusione nel corso
dell'assemblea straordinaria. Così Neafidi, il consorzio
fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, si
allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona
notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono
contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle
banche, sia in termini di costo che di impieghi. La potenza di fuoco del
costituendo soggetto si esprime in 5.000 aziende socie, 7 sedi operative
provinciali, un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per
oltre 600 milioni di euro. Cifre che ne fanno una realtà di primaria grandezza
a livello nazionale. A ciò si aggiunge il fatto che Neafidi presenterà nei
prossimi mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari
vigilati dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle
bancarie. «Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato il presidente
Favrin - che rappresenta un passo avanti nella concreta realizzazione del piano
di finanziamento e sostegno alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la
sensibilità del presidente Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza
del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di
Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire
da questa situazione di grande difficoltà». «E' un'iniziativa che assume un
particolare rilievo, in considerazione del momento di rallentamento economico»
ha aggiunto Alessandro Vardanega di Unindustria Treviso. L'operazione di
«accorpamento» dei Confidi, infatti, consente una sufficiente forza
patrimoniale per fare la differenza nel momento in cui si elargiscono le
garanzie a sostegno dei finanziamenti alle imprese. «Per rendere più efficace
questo ruolo di intermediario tra aziende e sistema bancario
- conferma Vardanega - è necessario che i Consorzi dispongano di una dimensione
e di una patrimonializzazione adeguata». «In un periodo di difficoltà
economica, accrescere la massa critica associativa diventa un impegno
prioritario per offrire alle aziende la possibilità di un più facile e
conveniente accesso al credito» è stato il commento di Roberto Zuccato,
presidente di Confindustria Vicenza. Mentre per il leader degli industriali
bellunesi Valentino Vascellari «Questo è un ulteriore esempio di come la
sinergia tra associazioni e Confindustria possono garantire servizi migliori».
(Roberta Paolini)
( da "Nuova Venezia, La" del 13-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Pagina 16 - Economia
Fusione tra Neafidi e UnionConfidi Il consorzio si estende a Treviso e
Pordenone: garantiti finanziamenti per 600 milioni VENEZIA. Neafidi continua a crescere
e anche UnionConfidi entrerà nel progetto di un Confidi regionale. Le assemblee
di Neafidi e UnionConfidi hanno deliberato il nulla osta al progetto di fusione
nel corso dell'assemblea straordinaria. Così Neafidi, il
consorzio fidi degli industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza,
si allargherà anche a Treviso e Confindustria Pordenone. L'accordo è una buona
notizia per le imprese, che con l'ulteriore ingrandimento di Neafidi, possono
contare su un partner capace di ammorbidire le aspre condizioni imposte dalle
banche, sia in termini di costo che di impieghi. La potenza di fuoco del
costituendo soggetto si esprime in 5.000 aziende socie, 7 sedi operative
provinciali, un patrimonio di 65 milioni di euro e finanziamenti garantiti per
oltre 600 milioni di euro. Cifre che ne fanno una realtà di primaria grandezza
a livello nazionale. A ciò si aggiunge il fatto che Neafidi presenterà nei
prossimi mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari
vigilati dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle
bancarie. «Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato il presidente
Favrin - che rappresenta un passo avanti nella concreta realizzazione del piano
di finanziamento e sostegno alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la
sensibilità del presidente Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza
del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di
Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire
da questa situazione di grande difficoltà». «E' un'iniziativa che assume un
particolare rilievo, in considerazione del momento di rallentamento economico»
ha aggiunto Alessandro Vardanega di Unindustria Treviso. L'operazione di
«accorpamento» dei Confidi, infatti, consente una sufficiente forza
patrimoniale per fare la differenza nel momento in cui si elargiscono le
garanzie a sostegno dei finanziamenti alle imprese. «Per rendere più efficace
questo ruolo di intermediario tra aziende e sistema bancario
- conferma Vardanega - è necessario che i Consorzi dispongano di una dimensione
e di una patrimonializzazione adeguata». «In un periodo di difficoltà
economica, accrescere la massa critica associativa diventa un impegno
prioritario per offrire alle aziende la possibilità di un più facile e
conveniente accesso al credito» è stato il commento di Roberto Zuccato,
presidente di Confindustria Vicenza. Mentre per il leader degli industriali
bellunesi Valentino Vascellari «Questo è un ulteriore esempio di come la sinergia
tra associazioni e Confindustria possono garantire servizi migliori». (Roberta
Paolini)
( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-12-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-12-13 - pag: 8 autore: Mercati, i Btp
«tengono» Bene l'asta di ieri anche se con rendimenti cresciuti fino al 5,02%
Isabella Bufacchi ROMA Il Tesoro ha chiuso il 2008 mettendo in cascina 3,84
miliardi per l'anno prossimo e giocando d'anticipo in previsione del
sovraffollamento che dominerà il mercato dei titoli di Stato in Eurolandia
l'anno prossimo. Nell'asta di metà mese che si è tenuta ieri, evento raro dopo
sei anni di cancellazioni, il Mef ha messo in offerta tre BTp con durate
medio-lunghe (da quattro anni di vita residua a quindici) per un importo
massimo complessivo di 6,5 miliardi. La domanda è stata «buona» per gli addetti
ai lavori, con un rapporto tra importi assegnati e richiesti di tutto rispetto
e via XX Settembre ha potuto vendere i Buoni a un livello adeguato rispetto al
secondario: i rendimenti hanno però dovuto riflettere l'elevato spread, il
premioa rischio che gli investitori pretendono di questi tempi per qualsiasi titolo
di debito governativo in euro che non sia tedesco. Il tempismo dell'asta, tra
l'altro, non è stato fortunato perchè ieri le condizioni di mercato erano
pessime: oltre alla carenza di liquidità tipica di fine anno e in aggiunta alla
già dilagante avversione al rischio degli investitori, l'aggravante delle
incertezze sul futuro del settore auto americano - dopo il voto negativo del
Senato Usa al piano di salvataggio - hanno fatto crollare le Borse proprio in
concomitanza delle aste. E quando i mercati azionari calano, automaticamente
gli acquisti si riversano sui titoli di Stato: i prezzi dei bond governativi
salgono, i rendimenti scendono ma la "fuga verso la qualità"
predilige tra tutti i titoli tedeschi e il differenziale tra Germania e gli
altri Stati nella zona dell'euro si allarga.Ieri mattina il gap tra BTp e Bund
decennali era tornato a salire, fino a tornare a quota 135 centesimi di punto
percentuale: in serata, dopo che le Borse europee avevano contenuto le perdite
(da -5% a -2,5%) e in seguito alle rassicurazioni del Governo Usa pronto a
evitare il collasso dell'industria automobilistica, il differenziale tra titoli
italianie tedeschi si è stretto a 130 centesimi. «I BTp hanno ceduto terreno
prima d'entrare in asta e si sono deprezzati, poi in fase di collocamento la
domanda c'è stata: dopo l'asta i prezzi hanno recuperato leggermente», ha
commentato David Keeble, strategist di Caylon, secondo il qualea complicare
l'asta, oltre alla bocciatura del Senato Usa sul piano auto, c'è stato anche il
perdurare della crisi in Grecia. La lettura dei fondamentali è però fuorimoda
in questo momento sui mercati, dove acquisti e vendite continuano a essere
trainati dall'emotività e da un'irrazionale avversione al rischio. Un
indicatore per tutti: i BoT Usa hanno registrato rendimenti negativi e questo
significa che vi sono investitori disposti a pagare per parcheggiare la propria
liquidità nelle casse dello Stato, non fidandosi più
evidentemente di conti correnti o depositi bancari. I BoT italiani, come i BTp,
continuano invece a offrire rendimenti che per gli investitori istituzionali e
non restano appetibili rispetto all'affidabilità del Paese. Così il Tesoro ha
preferito raccogliere ieri 3,84 miliardi, anche se costretto a pagare un premio
a rischio impensabile solo 18 mesi fa, pur di anticipare gli impegni del
2009 che saranno pesanti: 490 miliardi di emissioni lorde, prevede Banca
Intesa, di cui 309 BoT, 34 CTz, 6 CcT (in forte calo rispetto al 2007/8), 142
BTp. L'anno prossimo le emissioni lorde e nette di titoli di Stato in
Eurolandia saranno massicce ovunque: colpa della recessione, delle entrate
tributarie in flessione, dei deficit e fabbisogni pubblici in aumento a
sostegno dell'economia e dei sistemi bancari. isabella.bufacchi@ilsole24ore.com
( da "Arena.it, L'" del 13-12-2008)
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Neafidi insieme a Unionconfidi
in un solo confidi CONFINDUSTRIA. Antonio Favrin presidente In sei province
venete e una friulana 5.000 imprese socie 13/12/2008 rss e-mail print Antonio
Favrin, leader di Neafidi Le assemblee di Neafidi e UnionConfidi hanno
deliberato il progetto di fusione. Neafidi, il consorzio
fidi promosso dalle Associazioni Industriali di Verona, Vicenza, Belluno,
Rovigo e Venezia, presieduto da Antonio Favrin, presidente anche di
Confindustria Venezia, e Unionconfidi il confidi facente capo a Unindustria
Treviso e Confindustria Pordenone sono ora diventate un'unica realtà. La
nuova realtà, speiga una nota congiunta diffusa in serata, conta su 5.000
aziende socie, 7 sedi operative provinciali, un patrimonio di 65 milioni di
euro e finanziamenti garantiti per oltre 600 milioni di euro, ne fanno uno dei
maggiori Confidi a livello nazionale. Inoltre, Neafidi presenterà nei prossimi
mesi la richiesta di iscrizione all'albo degli intermediari finanziari vigilati
dalla Banca d'Italia e potrà concedere garanzie assimilabili a quelle bancarie.
«È un'iniziativa che assume un particolare rilievo anche in considerazione del
momento di rallentamento economico e dell'esigenza primaria di sostenere le
piccole imprese», dice nella nota il vicepresidente ai rapporti economici di
Confindustria Verona, Andrea Bolla. «La nostra associazione ha avviato da tempo
una significativa azione di supporto finanziario alle imprese, valorizzando in
particolare il ruolo dei Confidi, che sono espressione delle Associazioni e
pertanto vicini alla cultura e alle esigenze delle aziende. Per rendere più
efficace questo ruolo di intermediario tra imprese e sistema bancario
è necessario che i Confidi dispongano di una dimensione e di una patrimonializzazione
adeguata, tanto più in questa fase di forte turbolenza in ambito finanziario».
Nell'ambito del progetto di adesione a Neafidi, prosegue la nota di Neafidi,
«particolare attenzione è stata posta alle specificità delle imprese del territorio:
la presenza sul territorio, tramite sette sedi, e il forte legame creato negli
anni con le aziende sono il grande valore di Neafidi». Neafidi deve il suo
sviluppo e la sua dimensione regionale al «forte gioco di squadra del mondo
associativo», conclude la nota, «e al prezioso sostegno degli enti pubblici -
Regione e Camere di Commercio - alle quali si è proposto come strumento di
"politica industriale del territorio", tramite l'attivazione di
criteri premianti e selettivi nell'impiego delle risorse pubbliche».
( da "Denaro, Il" del 13-12-2008)
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Salerno
credito Un istituto di garanzia fidi al servizio delle imprese campane L
'Istituto di Garanzia Collettiva Fidi "Confcredito" è una realtà
anche a Salerno. Il primo settembre scorso, infatti, in partnership con Linkage
Consulting, è stata aperta la sede operativa al centro della città, in via
Torretta, 4. La
nuova sfida rientra nella strategia decisa dal management di Confcredito di
radicamento territoriale attraverso la presenza di proprie sedi dirette nei
cinque capoluoghi di provincia. Salerno, ovviamente, rappresenta una provincia
di grande interesse per uno dei leader del settore maggiormente impegnato
nell'affiancamento alle imprese che, in questo delicato momento storico, hanno
enormi difficoltà a reperire risorse finanziarie. Carmine Petolicchio,
responsabile della filiale di Salerno, professionista del settore dal 1994,
prima come promotore, poi come consulente finanziario conferma che il 2008 può
essere inserito tra i peggiori degli ultimi quindici anni: "Purtroppo, le
avvisaglie negative del primo semestre 2008 sono state aggravate dalla crisi
finanziaria mondiale, deflagrata in America per poi coinvolgere l'intero globo.
Le banche, già alle prese con le recenti fusioni, che da un lato hanno prodotto
gruppi bancari di caratura europea, dall'altro hanno fortemente ridotto la
concorrenza già esigua in Italia, hanno ulteriormente alzato le barriere di
selezione per la concessione del credito. Lo hanno fatto nei confronti delle
famiglie e delle imprese". Quali soluzioni propone Confcredito? "Noi
proporremo un grande patto tra il nostro Istituto di Garanzia, le banche del
territorio, in particolare le Banche Popolari e le Banche di Credito
Cooperativo, e le aziende salernitane. In questo obiettivo saremo affiancati
dalla Regione Campania che ha approvato un'importante legge sui Confidi, grazie
alla quale ci saranno nuove disponibilità finanziarie utili a garantire la
concessione di finanziamenti alle imprese campane. A questo si aggiunge il
contributo, in conto interessi, della Camera di Commercio di Salerno, alle
aziende che hanno realizzato nuovi investimenti finanziati con la garanzia dei
Confidi. Solo con un grande accordo tra gli attori in campo potremo difenderci
dalla lunga onda della recessione mondiale". Quali strumenti utilizzerete?
"Ce ne sono molti, alcuni anche innovativi come i tranched cover, tra i
pochi in grado di ridurre l'accantonamento di capitale delle banche previsto da
Basilea2. In ogni caso, cercheremo di liberare, il più possibile, le aziende
dall'incubo delle due parole più utilizzate dal sistema bancario
per giustificare il diniego di una richiesta di finanziamento: rating e
scoring. Bisogna ritornare a far credito alle aziende sane che hanno dimostrato
negli anni serietà e competenze". del 13-12-2008 num.
( da "Gazzettino, Il" del 13-12-2008)
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Venezia
Consorzi fidi, Treviso e Pordenone entrano in ... VeneziaConsorzi fidi, Treviso
e Pordenone entrano in Neafidi, il consorzio fidi costituito dalle Associazioni
Industriali di Belluno, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza, presieduto da
Antonio Favrin.Con l'adesione di UnionConfidi, Neafidi conta ora su circa 5.000 aziende socie, un patrimonio di
65 milioni e un volume di garanzie in essere di oltre 370 milioni, che ne fanno
uno dei maggiori confidi a livello nazionale, 7 sedi e operatività
interregionale, 600 milioni di finanziamenti garantiti.Neafidi diventerà entro
il prossimo marzo 2009 un intermediario finanziario vigilato dalla Banca
d'Italia e potrà ricevere, tra l'altro, le garanzie dello Stato. «E'
un'iniziativa che assume un particolare rilievo anche in considerazione del
momento di rallentamento economico dichiara il presidente di Unindustria
Treviso Alessandro Vardanega -. Per rendere più efficace questo ruolo di
intermediario tra aziende e sistema bancario è
necessario che i Consorzi dispongano di dimensione e patrimonializzazione
adeguata».«Si tratta di un risultato importante - ha dichiarato Antonio Favrin,
presidente di Neafidi e di Confindustria Venezia - che rappresenta anche un
passo avanti nella concreta realizzazione del piano di finanziamento e sostegno
alle nostre aziende. Ho molto apprezzato la sensibilità del presidente della
Regione Veneto Giancarlo Galan, che ha riconosciuto concretamente la valenza
del nostro progetto di finanziamento alle imprese, così come le Camere di
Commercio, sul cui apporto contiamo per alimentare il nostro plafond e uscire
da questa situazione di grande difficoltà».Nel nuovo cda di Neafidi, inoltre,
in rappresentanza della provincia di Treviso, l'assemblea ha nominato Dario
Zaghis ed Angelo Piccinin, rispettivamente vicepresidente e consigliere di
UnionConfidi.
( da "Giornale di Brescia" del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 14/12/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scoperto «fantasma», guai veri Un
imprenditore si ritrova con un ammanco di 40mila euro su un conto corrente La
banca sollecita, poi glissa alle richieste. Esposto in Procura, numerosi i casi
analoghi L'imprenditore, di spalle, con l'avv. Giambattista Scalvi Una
raccomandata. La punta dell'iceberg di una vicenda che coinvolge un istituto di
credito, alcuni dei suoi correntisti e un gruppo di ignari cittadini. Una
storia che si sviluppa attorno a conti correnti pesantemente in rosso. Ad
operazioni effettuate all'insaputa di chi invece avrebbe dovuto richiederle.
Prelievi mai richiesti, assegni mai staccati. Conti bancari che colano a picco
in qualche mese con un'esposizione ingente, senza che gli intestatari ricevano
alcuna comunicazione. Quell'amara sorpresa Tra le persone coinvolte c'è un
imprenditore 35enne, amministratore di una cooperativa dell'entroterra
gardesano che conta oltre 120 soci, con un giro d'affari che nel 2008 sfiorerà
i 4 milioni di euro. Nei mesi scorsi ha deciso di adire le vie legali. Tutta la
vicenda parte da una raccomandata arrivata a casa. E settimana dopo settimana
si arricchisce di episodi e protagonisti, delineando un quadro molto più ampio
di quanto non si potesse ipotizzare all'inizio. «Nel dicembre del 2006 -
afferma - ho aperto un conto corrente personale in una filiale cittadina di un
gruppo bancario cooperativo. Ho movimentato io le
prime cifre. Poi il conto è rimasto fermo, ci ho lasciato solo il denaro
necessario per non andare in rosso». Scoperto (inatteso) di 40mila euro Per
tutta la prima metà del
( da "Corriere Adriatico" del 14-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
L'impegno ribadito
durante il convegno organizzato da Provincia e Camera di commercio Un milione per
garantire il credito CIVITANOVA - Chi vuole investire, investa. Chi non può
farlo perchè a secco di garanzia, si rivolga ai Consorzi
Fidi, un buon passepartout, che porterà sul tavolo dei direttori bancari le
garanzie necessarie per l'accesso al credito. E ancora. La Regione con un fondo
di 5 milioni di euro si farà garante del consolidamento dei debiti, cioè
trasformerà l'indebitamento immediato delle aziende in debito a medio termine,
la Provincia darà fiducia a chi vuole investire. Già pronto, in tal senso, un
fondo da un milione di euro, firmato Provincia e Camera di Commercio, 500 mila
euro ciascuno. Questi soldi vanno utilizzati subito per rendere utile
l'iniziativa - ha detto Giulio Silenzi, Presidente della Provincia di Macerata
durante il confronto pubblico di venerdì sera promosso insieme alla Camera di
Commercio per discutere sulle modalità di come imprenditori e artigiani del
territorio possono accedere al credito -. E' indispensabile mantenere lo stesso
livello di credito garantito negli anni, altrimenti le Pmi rischiano il
collasso". Presenti oltre 250 persone, tra imprenditori, artigiani,
direttori di banche, rappresentanti delle associazioni produttive e dei
relativi Consorzi Fidi, organizzazioni sindacali. Una sinergia esemplare, quasi
unica. In questo momento di difficoltà - hanno detto - bisogna stare uniti.
Nessuno può dire se il peggio è passato o se ancora deve arrivare. Ma una cosa
è certa. La crisi è reale - ha spiegato Mario Volpini, vice presidente della
Camera di Commercio - ma il fattore psicologico sta facendo la sua parte. Le
risorse sono sempre le stesse, i prezzi stanno calando ma i consumi si
riducono: è un vortice che ci affonda. Cerchiamo di mantenere lo stesso regime
di consumo. Tra gli assenti la Regione Marche (era prevista la presenza di
Fabrizio Costa, dirigente del servizio Artigianato). Presente, invece, Franco
Gazzani, presidente della Fondazione Carima che ha garantito il suo impegno
attraverso il tavolo di concertazione. L'impegno, dunque, arriva da tutte le
parti. Del resto un'amministrazione deve fare questo - ha continuato Silenzi -,
deve aiutare e sostenere cercando di uscire dalle difficoltà in modo
positivo". Non è mancata la voce del sistema bancario.
Sono intervenuti il direttore generale delle Banca Popolare di Ancona, Luciano
Goffi; il dirigente della direzione generale imprese di Banca Marche, Agostino
Sebastiani e il presidente della Carifano, Mario Pesaresi. Da parte loro è
stato espresso l'auspicio che la crisi in atto venga colta come "occasione
per cambiare". Le piccole aziende è stato detto debbono lavorare guardando
non solo all'oggi, ma soprattutto al domani: quindi operare con strategie di
sviluppo, affidandosi a professionisti e ponendosi nel rapporto con le banche
in un'ottica di massima trasparenza. Se gli istituti di credito riescono
"a leggere" la volontà di reale sviluppo dell'impresa allora il
credito non sarà negato. A chiudere l'incontro, l'assessore provinciale alle
Attività produttive e al lavoro, Daniele Salvi. "La crisi in atto - ha detto
ha sottolineato la necessità di politiche territoriali di welfare che puntino
su una ridistribuzione delle ricchezze, ad un rilancio dei consumi e ad
investimenti essenziali a partire da quelli minimi". PAOLA VEROLINI,
( da "Sestopotere.com" del 14-12-2008)
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CNA, Confesercenti e
Lapam sui bilanci 2009 dei Comuni delle "Terre d'Argine." (14/12/2008
19:23) | (Sesto Potere) - Carpi - 14 dicembre 2008 - “La crisi economica sta
colpendo pesantemente la realtà locale delle piccole imprese. E? oggi
necessaria la massima attenzione per le conseguenze sociali che si possono
determinare. Le scelte dei Comuni nella predisposizione dei bilanci 2009 non
possono non tener conto dell?eccezionalità di questa situazione. Diventa quindi
importante che anche gli enti locali dell?Unione Terre D?Argine mettano in
campo ogni sforzo possibile a sostegno di imprese e famiglie per affrontare
questa fase decisamente critica, contrassegnata da un notevole calo dei
consumi, da una forte contrazione degli ordini nei settori produttivi”. E?
questa la richiesta che arriva da CNA, Confesercenti e Lapam in merito alle
politiche di bilancio in discussione proprio in questi giorni, che aggiungono:
“Tale necessità va a sommarsi alle richieste che a livello nazionale sono state
avanzate dalle associazioni di categoria affinché vengano destinate
significative ed adeguate risorse al rilancio degli investimenti e al sostegno
delle famiglie. Anche a livello locale si chiede dunque che siano poste in
essere tutte quelle azioni che possano contribuire a fronteggiare l?attuale situazione
di emergenza”. “Proprio in un?ottica di sostegno ai comparti produttivi, dei
servizi e del commercio è oggi prioritario- dicono Lapam, Confesercenti e CNA,
prevedere nei bilanci 2009 lo stanziamento di appositi fondi che consentano di
ampliare l?operatività dei Consorzi Fidi, strutture in grado di aiutare
concretamente le aziende a recuperare liquidità, a tassi contenuti, in una fase
in cui l?accesso al credito bancario è alquanto
difficile per gli effetti della crisi finanziaria. A tale proposito, le stesse
associazioni prendono atto con soddisfazione, dopo le sollecitazioni e le
pressioni fatte nei giorni scorsi, dell?impegno assunto stamane dal Sindaco di
Carpi, nell?ambito di un incontro con le rappresentanze economiche sulle linee
del bilancio, di operare affinché siano dirottate risorse su questo obiettivo:
lo stesso Sindaco ha auspicato nel contempo che altri soggetti istituzionali si
adoperino in tal senso.” “In considerazione del fatto che gli investimenti
pubblici nelle infrastrutture rappresentano un importante volano per l?economia
ed il lavoro, le associazioni chiedono poi agli enti locali, ma anche a tutti
gli altri livelli istituzionali, di sbloccare tutte le risorse disponibili per
realizzare quanto programmato. Poiché il “patto di stabilità” rappresenta però
per molti Comuni un ostacolo enorme alla realizzazione delle opere pubbliche,
anche CNA, Lapam e Confesercenti si adopereranno affinché gli investimenti
pubblici degli enti locali vengano esclusi dal “patto”, consentendo così alle
Amministrazioni di procedere con gli interventi previsti”. “Per la
massimizzazione dell?efficienza delle macchine comunali – sostengono infine le
associazioni- oltre ai tagli della spesa corrente, appare poi venuto il momento
di indirizzarsi anche sulla leva della sussidiarietà, limitando per quanto
possibile l? attività dei comuni al governo dei servizi, più che alla loro
diretta gestione. Mai come in questo momento, infatti, è necessario
razionalizzare i processi amministrativi degli enti locali con l?adozione di
forme gestionali più efficaci, anche ricorrendo al mercato. Sperimentare nuove
forme di gestione di alcuni servizi che coinvolgano il privato potrebbe
oltretutto anche rappresentare una opportunità per favorire la creazione di
nuova imprenditorialità”
( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Sette
Numero 297 pag. 14 del 15/12/2008 | Indietro Regioni,
paracadute alle imprese Incentivi anti-crisi Di Pagina a cura di Roberto Lenzi
I governi territoriali propongono la propria ricetta per sostenere produttività
e occupazione Ok a investimenti e garanzie contro le turbolenze finanziarie
Consolidamento delle passività a breve, sostegno degli investimenti e fondi di
garanzie, sono queste le strategie anti-crisi messe proposte dalle regioni. Il
documento predisposto dalla Conferenza straordinarie delle regioni e delle
province autonome dello scorso 20 novembre riassume gli interventi che le
regioni hanno messo in campo per rispondere alle turbolenze finanziarie di
questi ultimi mesi. Molte le regioni che puntano a strumenti per agevolare il
consolidamento delle passività a breve. Si moltiplicano inoltre i fondi di
rotazione per concedere finanziamenti agevolati, tra cui spiccano Calabria e
Campania con 100 milioni di euro ciascuna. Calabria: fondo di rotazione da 100
milioni di euro. Sul fronte dell'accesso al credito, la regione ha proposto due
interventi principali. Il primo obiettivo è attivare i processi di aggregazione
del sistema dei consorzi fidi regionali e integrazione dei
fondi di garanzia. A breve sarà emanato un apposito bando con una dotazione di
5 milioni di euro. Con lo stesso scopo è prevista la sottoscrizione di un Patto
per il credito e lo sviluppo con le rappresentanze delle organizzazioni
imprenditoriali regionali, l'Abi per migliorare le condizioni di accesso al
credito per le imprese regionali in termini di contenimento del costo
del danaro. Sarà inoltre costituito un Fondo di rotazione per il miglioramento
dell'accesso al credito rivolto alle pmi commerciali, industriali, di servizio
e artigianali. Il fondo dovrà sostenere l'avvio di nuovi investimenti, o
l'ammodernamento e sviluppo delle strutture aziendali. Il fondo sarà alimentato
dalle somme assicurate dalla Banca europea degli investimenti (Bei) per 50
milioni di euro, cui la regione Calabria aggiungerà ulteriori 50 milioni di
euro derivanti dalle risorse previste dalla programmazione comunitaria
2007-2013 nonché da eventuali somme liberate dal Por 2000-2006. Campania: nasce
Confidi Campania. La principale misura in risposta alla crisi è l'istituzione
del Confidi Campania per la garanzia di II livello, come previsto dalla legge
regionale 10/2008. Inoltre, l'iniziativa Jeremie prevede strumenti finanziari,
tradizionali e innovativi studiati per il supporto al sistema produttivo, con
particolare riferimento alle piccole e medie imprese, alle imprese innovative e
al comparto dell'impresa sociale, grazie a una dotazione complessiva di 100
milioni di euro. Sono poi allo studio interventi di promozione di forme di
finanza innovativa, quali investimenti nel capitale di rischio delle imprese.
Emilia Romagna: finanziamenti ad artigiani e industria. Nel 2008 sono già stati
emanati una serie di bandi per le imprese. Oltre a questi, sono in corso di
emanazione misure per gli ulteriori 50 milioni di euro volte al sostegno degli
investimenti delle imprese, di cui 25 milioni di euro per il comparto artigiano
e 25 milioni di euro per il settore industriale. I fondi permetteranno di
intervenire con agevolazioni in abbattimento tassi, assistiti da garanzia,
secondo condizioni dei tassi di interesse fissate da convenzioni fra banche e
regione. è inoltre di recente attivazione un tavolo regionale con Abi, Consorzi
fidi e associazioni imprenditoriali per seguire l'evoluzione della situazione
del credito, ricercando le soluzioni più utili per il credito al sistema
produttivo regionale. Veneto: garanzie agli artigiani fino al 70%. La giunta
regionale ha da poco deliberato uno stanziamento di 4,9 milioni di euro per
potenziare i fondi rischi regionali esistenti. è stato inoltre deciso di
aumentare la garanzie a favore delle imprese artigiane, portandole dal normale
50% fino al 70%, finalizzate al sostegno della gestione corrente, per la
ristrutturazione della posizione debitoria, per il consolidamento delle
passività bancarie a breve, per il riequilibrio finanziario. Basilicata: bando
sul modello «Sabatini». La regione risponde alla crisi grazie a modifiche
sostanziali per un proprio Fondo di garanzia per le imprese. Le modifiche
permetteranno di garantire in forma diretta il circolante, in regime «de
minimis». Altra importante novità è l'apertura del fondo anche alle imprese che
non hanno un bilancio in utile al fine di consentire la ristrutturazione del
debito, oggi particolarmente sbilanciato verso il breve termine. Sempre sul
fronte finanziario, la regione ha progettato un nuovo fondo che sarà dato in gestione
a una società «in house», che sarà probabilmente la regionale di Sviluppo
Italia, se ne sarà perfezionata a breve la cessione. Saranno presto
ufficializzati i risultati del bando che distribuirà 2 milioni di euro a favore
dei confidi regionali. Sul fronte dei bandi per le imprese è di prossima uscita
un bando in favore delle micro e piccole imprese che andrà a sostenere gli
interventi generalisti, sul modello della «Sabatini» che finanziava l'acquisto
di macchinari e attrezzature; il bando è attualmente fermo in attesa
dell'individuazione del soggetto gestore. Inoltre, sono stati già lanciati tre
bandi per contratti di programma regionali che riguarda investimenti dai 5 ai
40 milioni in cui compartecipano Fesr e Fse finalizzati sia alla reindustrializzazione
di siti dismessi e per il consolidamento rivolto a settori regionalmente
strategici che per restare sul mercato presentano un urgente fabbisogno di
investimenti. Friuli: cogaranzia e capitalizzazione. è affidata a due fondi
regionali la risposta alla crisi finanziaria. Il primo è il Fondo di
cogaranzia, a disposizione delle pmi di tutti i settori, cui la regione intende
garantire una dotazione iniziale di 10 milioni di euro. La cogaranzia andrà a
sommarsi alle garanzie che già vengono attivate, normalmente nel limite del
50%, dai Confidi della regione. Per l'operatività si è in attesa
dell'emanazione del regolamento. Il secondo è il Fondo per la capitalizzazione
delle pmi, gestito dalla finanziaria e holding regionale Friulia spa, la cui
dotazione iniziale è pari a 15 milioni di euro. Tale fondo è già stato
approvato dal comitato di gestione di Friulia spa. Sardegna: agevolazioni Irap.
La regione punta sul sostegno alla liquidità per le imprese. In quest'ottica
sarà operato il raddoppio delle risorse relative ai fondi di rischi dei
consorzi fidi nei vari settori e predisposto l'abbattimento di un punto
percentuale dell'Irap per le imprese che mantengono o incrementano il numero di
occupati. Umbria: garanzie per consolidare le passività a breve. La regione ha
costituito un fondo di garanzia per il consolidamento delle passività a breve
delle pmi. Il fondo, gestito dalla finanziaria regionale Gepafin spa, opererà
attraverso la concessione di garanzie che potranno consentire l'attivazione di
un plafond di intervento da parte del sistema bancario
stimato tra i 100 e i 150 milioni di euro. Il limite massimo di garanzia per
ciascuna impresa non potrà superare i 500 mila euro.
( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Sette
Numero 297 pag. 15 del 15/12/2008 | Indietro Pmi, aiuti a
360° Incentivi anti-crisi Di Pagina a cura di Roberto Lenzi Soluzioni differenziate
per le aziende del Nord e del Sud Dai Confidi ai fondi Ue: più risorse Seicento
milioni di euro alla Sicilia per il credito imposta, incentivi alle
microimprese e attivazione urgente dei bandi comunitari in Puglia con utilizzo
di 255 milioni di euro, Fondo di solidarietà per lavoratori e per pmi nelle
Marche. Mentre al sud si privilegia l'accelerazione dei bandi relativi ai fondi
comunitari, al Centronord si punta sul potenziamento del sistema dei confidi.
Lazio: 30 milioni di euro per i Confidi. Un programma straordinario a sostegno
della patrimonializzazione dei Confidi metterà a disposizione 30 milioni di
euro per il triennio 2009/2011 sotto forma di contributo ai fondi rischi. La
Regione sta inoltre predisponendo un intervento volto a consentire la
conversione della situazione debitoria a breve termine in debito consolidato a
medio termine in favore delle imprese. A valere sul Fondo rotativo pmi, si sta
definendo un intervento volto a favorire la concessione di finanziamenti
bancari agevolati riguardanti progetti di investimento coordinati con le
iniziative del Por 2007/2013. Infine un'apposita misura favorirà la
capitalizzazione delle imprese attraverso la concessione di un co-investimento
nel capitale di rischio finalizzato al rafforzamento patrimoniale. Liguria:
l'obiettivo è potenziare i confidi. La Regione ha previsto uno stanziamento di
2 milioni di euro per il potenziamento del sistema regionale dei Confidi, al
fine di aumentare le garanzie concedibili a fronte di finanziamenti di liquidità
delle pmi. Marche: un fondo di solidarietà per lavoratori e pmi. è stato
istituito un fondo di solidarietà per sostenere l'occupazione, il lavoro e le
pmi coinvolte nelle crisi di filiera e di territorio. Lo strumento è la
concessione di garanzie mediante costituzione di un apposito fondo dedicato su
un plafond di intervento da parte del sistema bancario
di 200 milioni di euro. La garanzia di I grado coprirà il 60% del finanziamento
relativo riducendo il rischio del sistema bancario
rispetto alla usuale garanzia; la garanzia di II grado coprirà invece il 70%
della garanzia di I grado rilasciata dal Confidi. Il Fondo opererà fino al
31/12/2010. Il limite massimo di finanziamento per ogni azienda garantita è
fissato a un milione di euro. Molise: fondo di garanzia per 20 milioni di euro.
Sono tre le iniziative che la Regione intraprenderà per rispondere alla crisi.
è prevista l'attivazione immediata di un fondo di garanzia con la finalità di
agevolare l'accesso al credito da parte delle pmi. Le relative risorse
ammontano a 20 milioni di euro. Sono in corso di definizione le modalità di
gestione delle stesse. Sul fronte del consolidamento dei debiti, è in corso di
valutazione una procedura utile a creare forme di liquidità immediata, anche
attraverso l'intervento della Finanziaria regionale. Infine, la Regione
lavorerà su semplificazione e snellimento in favore delle aziende per le
procedure riguardanti i rapporti con la Regione e agli appalti pubblici, nonché
per migliorare le procedure autorizzative. Piemonte: un Comitato di indirizzo.
Si è insediato il 5 novembre il Comitato di indirizzo per la definizione delle
linee strategiche e delle priorità di intervento delle misure anticrisi. Il
primo obiettivo è potenziare il sistema dei fidi bancari
attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di garanzia
regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno varati
provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50 milioni
di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250 dipendenti
con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015. Puglia: bandi
per 255 milioni di euro. La Regione si è concentrata sull'accelerazione dei
bandi relativi ai fondi comunitari. è stato varato un nuovo regolamento per il sostengo
alla costituzione di microimprese da parte di soggetti svantaggiati. Si tratta
un «prestito d'onore» che consente di incentivare giovani, lavoratori precari,
donne, soggetti provenienti da percorsi di formazione pubblica, disoccupati di
lunga durata, persone che hanno perso il posto di lavoro o sono in procinto di
perderlo, in iniziative di auto imprenditorialità. L'intervento consente
l'incentivazione in conto impianti e in conto esercizio per cinque anni. Sono
stati varati altri sette bandi per contratti di programma, programmi integrati
di agevolazione, aiuti alla ricerca, internazionalizzazione e contrasto
all'usura, per un iniezione di fondi complessiva di oltre 255 milioni di euro.
Sicilia: credito d'imposta da 600 milioni di euro. Ammonta a circa 600 milioni
di euro lo stanziamento complessivo che la Regione destinerà all'attuazione del
credito d'imposta regionale per gli investimenti. Si tratta di uno strumento
nuovo, attualmente al vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, finalizzato al
sostegno agli insediamenti di nuove strutture produttive nel territorio della
Regione siciliana, nonché allo sviluppo delle realtà produttive già esistenti.
L'agevolazione opererà fino al 2013. Inoltre, la Regione promuoverà
un'iniziativa finalizzata alla realizzazione di operazioni di microcredito fino
a 15 mila euro destinata ai microimprenditori. I contenuti generali del
protocollo di intesa con banche e confidi sono già stati concordati. Valle
d'Aosta: pronti 3 milioni. La Regione ha stanziato un fondo specifico,
ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di misure per
contrastare la crisi economico-finanziaria. Le misure sono ancora in fase di
studio. Provincia autonoma di Trento. Sono previsti finanziamenti straordinari
agli enti di garanzia per la costituzione presso ciascun Confidi di un fondo
speciale per il riassetto finanziario delle imprese. L'assegnazione è disposta
nei seguenti importi: euro
( da "ItaliaOggi Sette" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
ItaliaOggi Sette
Numero 297 pag. 15 del 15/12/2008 | Indietro Mutui, la
Toscana dice sì alla sospensione delle rate Incentivi anti-crisi Attrarre nuovi
investimenti, accelerare la disponibilità dei finanziamenti e degli incentivi e
garantire a famiglie e imprese l'accesso al credito in modo da ridurre gli
impatti negativi della crisi e sostenerne lo sviluppo. Questi sono gli
obiettivi della Regione per combattere la crisi finanziaria. Un cardine della
politica anticrisi, a giudizio della Regione, è l'accelerazione del
provvedimento e dell'attuazione del federalismo fiscale come mezzo per decidere
incentivi fiscali in favore delle imprese. Fondi comunitari, al via entro il
2008 Il tentativo è quello di dare il via a tutti i bandi della programmazione
comunitaria entro la fine del 2008. I finanziamenti che non verranno utilizzati
nel giro di un anno saranno recuperati e destinati ad interventi che creino
sviluppo celermente. Si parla di 3.389 milioni di risorse che attiveranno oltre
4 miliardi di investimenti. Tasse bloccate nel 2009 La Regione ha confermato,
nel bilancio del 2009, il blocco delle tasse, gli sgravi sul bollo auto e
l'avvio del progetto di assistenza per gli anziani non autosufficienti con un
bonus di 400 euro per contribuire al pagamento dei «badanti». Sono inoltre
iniziati gli incontri con fondazioni bancarie, istituti finanziari, mondo delle
imprese ed Università per favorire l'accesso al credito delle imprese. 48
milioni di euro per le garanzie è in cantiere la costituzione di nuovi fondi di
garanzia per consentire alle imprese di accedere a prestiti a tassi più
favorevoli, con uno stanziamento di 48 milioni di euro. Un nuovo fondo di 33
milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno
fino all'80% del finanziamento bancario (il massimo
consentito dalla legge). Il costo del denaro per le piccole e medie imprese
toscane è in linea, sostiene una nota della Regione, con quello stabilito dal
protocollo di intesa Regione/Banche, ovvero tra lo 0,80 e l'1,55%. Altre serviranno
a rifinanziare il debito a medio termine delle imprese. Sospensione delle rate
del mutuo La Regione ha deciso di mettere in piedi uno strumento che permetta a
un'impresa che ha un mutuo di otto anni e ha bisogno di un po' di respiro nel
pagare le rate di allungare la sua durata di un anno. Nell'anno di sospensione
l'impresa pagherà alle banche solo la quota interessi. e che la Regione
intraprenderà per rispondere alla crisi. è prevista l'attivazione immediata di
un fondo di garanzia con la finalità di agevolare l'accesso al credito da parte
delle pmi. Le relative risorse ammontano a 20 milioni di euro. Sono in corso di
definizione le modalità di gestione delle stesse. Sul fronte del consolidamento
dei debiti, è in corso di valutazione una procedura utile a creare forme di
liquidità immediata, anche attraverso l'intervento della Finanziaria regionale.
Infine, la Regione lavorerà su semplificazione e snellimento in favore delle
aziende per le procedure riguardanti i rapporti con la Regione e agli appalti pubblici,
nonché per migliorare le procedure autorizzative. Piemonte: un Comitato di
indirizzo. Si è insediato il 5 novembre il Comitato di indirizzo per la
definizione delle linee strategiche e delle priorità di intervento delle misure
anticrisi. Il primo obiettivo è potenziare il sistema dei
fidi bancari attraverso il rafforzamento del patrimonio dei 21 consorzi di
garanzia regionali, grazie a uno stanziamento di 20 milioni di euro. Saranno
varati provvedimenti per l'utilizzo di risorse europee, pari al momento a 50
milioni di euro, per entrare nel capitale delle pmi che contano fino a 250
dipendenti con una partecipazione temporanea con scadenza al 2015.
Puglia: bandi per 255 milioni di euro. La Regione si è concentrata
sull'accelerazione dei bandi relativi ai fondi comunitari. è stato varato un
nuovo regolamento per il sostengo alla costituzione di microimprese da parte di
soggetti svantaggiati. Si tratta un «prestito d'onore» che consente di
incentivare giovani, lavoratori precari, donne, soggetti provenienti da
percorsi di formazione pubblica, disoccupati di lunga durata, persone che hanno
perso il posto di lavoro o sono in procinto di perderlo, in iniziative di auto
imprenditorialità. L'intervento consente l'incentivazione in conto impianti e
in conto esercizio per cinque anni. Sono stati varati altri sette bandi per
contratti di programma, programmi integrati di agevolazione, aiuti alla
ricerca, internazionalizzazione e contrasto all'usura, per un iniezione di
fondi complessiva di oltre 255 milioni di euro. Sicilia: credito d'imposta da
600 milioni di euro. Ammonta a circa 600 milioni di euro lo stanziamento
complessivo che la Regione destinerà all'attuazione del credito d'imposta
regionale per gli investimenti. Si tratta di uno strumento nuovo, attualmente
al vaglio dell'Assemblea regionale siciliana, finalizzato al sostegno agli
insediamenti di nuove strutture produttive nel territorio della Regione
siciliana, nonché allo sviluppo delle realtà produttive già esistenti.
L'agevolazione opererà fino al 2013. Inoltre, la Regione promuoverà
un'iniziativa finalizzata alla realizzazione di operazioni di microcredito fino
a 15 mila euro destinata ai microimprenditori. I contenuti generali del
protocollo di intesa con banche e confidi sono già stati concordati. Valle
d'Aosta: pronti 3 milioni. La Regione ha stanziato un fondo specifico,
ammontante a 3 milioni di euro, destinato all'adozione di misure per
contrastare la crisi economico-finanziaria. Le misure sono ancora in fase di
studio. Provincia autonoma di Trento. Sono previsti finanziamenti straordinari
agli enti di garanzia per la costituzione presso ciascun Confidi di un fondo
speciale per il riassetto finanziario delle imprese. L'assegnazione è disposta
nei seguenti importi: euro
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
REGGIO pag. 25 di
MATTEO ZANICHELLI «IN UN CERTO SENSO ... di MATTEO ZANICHELLI «IN UN CERTO
SENSO le banche si sono comportate da ladri autorizzati». Così, don Gianni
Bedogni è intervenuto al Forum di Santa Lucia, svoltosi l?altro ieri al centro
Giovanni XXIII. Il responsabile della pastorale sociale della diocesi ha
ripreso l?ammonimento del vescovo, monsignor Adriano Caprioli, che, durante
l?omelia di San Prospero, aveva attaccato i maxi-colossi bancari. Il Forum, in
continuità col sermone fatto nel giorno del santo patrono cittadino, trattava
il tema ?Crisi finanziaria, libero mercato ed etica?. I relatori, oltre a don
Bedogni erano l?avvocato Franco Maria Grasselli, esperto di diritto bancario, Riccardo Ferretti, professore di Economia degli
intermediari finanziari alla Facoltà di Scienze della comunicazione di Reggio e
don Matteo Mioni, docente di Sacra Scrittura in Seminario. Tra le autorità
presenti, anche il vescovo Caprioli, il sindaco Graziano Delrio e il
vicepresidente della Provincia Pierluigi Saccardi. «SONO stati commessi errori
? prosegue don Bedogni ? soprattutto per ciò che riguarda la gestione del
personale. Ha prevalso la logica dello ?schiaccia gli altri finché vuoi?. Se il
direttore di banca non raggiungeva un determinato budget, veniva ripreso
severamente dai suoi capi. Per fare carriera, così, sono state ?bruciate?
generazioni di bravi dirigenti. In un certo senso gli istituti di credito si
sono comportati da ladri autorizzati e hanno cercato di ottenere sempre più
speculazione e profitto. Sembra che abbiano come stipulato un patto fra loro:
?Ci mettiamo d?accordo per fregare tutti?. Per questo, poi, la gente ha perso
la fiducia. Io, prima di entrare in banca, mi guardo intorno con sospetto, e
mica per paura di una rapina...». DON BEDOGNI è pessimista per il futuro.
«L?incertezza può innescare una spirale deflattiva che genera disoccupazione,
rischiando di provocare una guerra tra poveri. Anche una famiglia normale rischia
di collassare. Nel reggiano ci sono esempi di operai che hanno domandato ai
datori di lavoro, di lasciare a casa gli immigrati, per preservare il loro
posto». «Alla fine ? conclude don Bedogni ? quello che prevale sempre è
l?avidità dell?uomo. Pensate che una volta terminato questo burrascoso periodo,
tutto cambierà in meglio? Non sperateci, è già pronta una nuova bolla
speculativa. Sono scettico sul fatto che si possa imparare qualcosa da questa
crisi: una volta presa una sberla, si aspetta che il male passi, poi si
ricomincia». CRISI, questa, che, ascoltando le parole del vicepresidente
Saccardi, ha lasciato forti strascichi anche nella nostra città. «Venti
miliardi di euro sono stati lasciati sul campo a Reggio. Purtroppo gli
amministratori locali non possono fare nulla. Coi soldi dei consorzi-fidi,
potremmo intervenire solo su meno del 10% delle imprese del territorio. Serve
un aiuto da parte dello Stato, per lenire la sofferenze di persone che non
arrivano in fondo al mese». «Si pagano ? spiega l?avvocato Grasselli, tornando
al nodo bancario ? assetti organizzativi non adeguati:
dipendenti che non avevano informazioni sufficienti per essere di aiuto ai
clienti. E il controllo interno non è riuscito. A causa del taglio dei costi, è
stato tagliato personale qualificato. Inoltre c?è un anello mancante: quello
delle denunce partite da dentro. I dipendenti hanno paura di segnalare
situazioni poco chiare che avvengono attorno a loro, perché rischiano
ritorsioni. C?è ostracismo per chi controlla l?operato degli amministratori
delegati, che detengono una posizione di strapotere ed è assente pure una
sanzione».
( da "marketpress.info" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Lunedì 15 Dicembre
2008 IMPRESE, PRESTITI CON SPREAD DA 0,80 PER CENTO LA REGIONE TOSCANA, TRAMITE
FIDI, GARANTIRÀ FINANZIAMENTI PER ALMENO 480 MILIONI DUE MISURE: LIQUIDITÀ PER
CONSOLIDARE I DEBITI E SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI Firenze, 15 dicembre 2008 - I
provvedimenti per arginare la crisi economica e finanziaria erano stati
annunciati dal presidente Martini a novembre, frutto di un approfondito
confronto con categorie economiche, sociali, banche, fondazioni, università,
camere di commercio, enti locali e Regione. Oggi c´è stata
la firma con gli istituti bancari, per mettere nero su bianco gli accordi che
riguardano le imprese: la Regione ci mette 48 milioni di euro (1 milione e
mezzo direttamente Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e
cogaranzie, mentre le banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond
di almeno 480 milioni di finanziamenti, per garantire liquidità alle
imprese che hanno acceso prestiti a breve, da consolidare su un termine più
lungo, e alle imprese che vogliono investire. «All´inizio del nuovo anno ?
annunciano il presidente della Toscana Claudio Martini e l´assessore al
bilancio e alle finanze Giuseppe Bertolucci ? sarà poi la volta delle famiglie
in difficoltà perché uno dei componenti ha perso il posto di lavoro. Ci
sederemo di nuovo attorno ad un tavolo e firmeremo un ulteriore accordo con il
sistema bancario». Le misure, ancora allo studio,
riguarderanno i lavoratori che hanno acceso un mutuo per la prima casa e ora
sono in difficoltà, applicabili anche a chi ha scelto un mutuo a tasso fisso (e
non solo variabile). Ossigeno per Imprese con debiti, aiuti per chi vuole
investire - Sono stati costituiti due nuovi fondi di garanzia per le piccole e
medie imprese che complessivamente attiveranno finanziamenti per almeno 480
milioni. I fondi saranno gestiti da Fidi Toscana, la finanziaria della Regione.
Il primo fondo di 15 milioni servirà a rifinanziare il debito a medio termine
delle imprese. Ciò significa dare ossigeno ad aziende troppo esposte e
consentire loro di passare a debiti a medio lungo termine. Il secondo fondo da
33 milioni sarà utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi
copriranno fino all?80 per cento del finanziamento bancario
(il massimo consentito dalla legge). La concessione del finanziamento sarà
decisa dalla banca, previa insindacabile e autonoma valutazione del merito
creditizio. I finanziamenti potranno essere richiesti da imprese di qualsiasi
settore, compresa l´agricoltura. Spread dallo 0,80 all´1,95 per cento - Pur in
una situazione in cui i costi di provvista tendono ad aumentare, le banche si sono
impegnate a non alzare i tassi. Il tasso applicato è la somma dello spread,
deciso dai singoli istituti e in questo caso concordato nella sua misura
massima con il protocollo firmato oggi, e l´indice Euribor (per le operazioni a
tasso variabile) o l?indice Irs (per le operazioni a tasso fisso), che invece
variano nel tempo. Le banche si sono impegnate a mantenere per lo più gli
stessi spread decisi con il protocollo firmato due anni fa. Tutto dipende però
dal merito creditizio. Imprese ´più sane´ o ´promettenti´ avranno tassi
naturalmente più favorevoli. Più breve sarà il prestito e più basso sarà il
tasso. Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve, lo
spread massimo oscillerà tra lo 0,90 e l´1,85 per cento. Per chi deve investire
la forbice è tra lo 0,80 e l´1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti
vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all´1 per cento. Con
un tasso Euribor che si muove oggi attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi
applicabili oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento.
Misura liquidità - Spread massimi di tasso - Classi di merito Prestiti fino a 5
anni Prestiti da
( da "marketpress.info" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Lunedì 15 Dicembre
2008 MONZA E BRIANZA - CONTRIBUTI PER PROGRAMMI DI CRESCITA AZIENDALI Monza, 15
dicembre 2008 La Camera di commercio di Monza e Brianza indice un bando di
contributi del valore di ? 175. 000,00 finalizzato a promuovere agevolazioni
dell´accesso al credito per la realizzazione di programmi di
patrimonializzazione aziendale. L?iniziativa è rivolta a micro, piccole e medie
imprese di tutti i settori con sede legale nella provincia di Monza e Brianza
che realizzino operazioni di patrimonializzazione aziendale. Gli investimenti
ammissibili sono: Aumento di capitale sociale che deve essere deliberato e
sottoscritto per intero e versato per almeno il 25% alla data di presentazione
della domanda, il restante 75% dovrà essere versato entro e non oltre 12 mesi
dalla data di presentazione della domanda. Il capitale sociale risultante
dall´operazione dovrà esser mantenuto per l´intero periodo di rimborso del
finanziamento, pena la revoca del contributo. Non sono agevolabili fondi
immessi in azienda per ricostituire il capitale sociale per perdite
d´esercizio. Emissione di prestito obbligazionario convertibile. Versamento dei
soci in conto capitale. Tale versamento deve essere effettuato prima della
richiesta di finanziamento all´Istituto di Credito. I fondi così vincolati non
potranno essere utilizzati per tutta la durata del finanziamento parallelo concesso
salvo incorporazione nel capitale sociale o esplicita autorizzazione di Banca,
Cooperativa garante e Camera di Commercio pena revoca del contributo. Le
suddette operazioni devono essere a titolo oneroso, ovvero comportare l´apporto
da parte dei soci di denaro contante; inoltre tali operazioni che consentono di
aderire alla presente iniziativa non possono beneficiare di ulteriori
agevolazioni concesse da parte di altri Enti pubblici. Per gli aumenti di
capitale sociale il contributo è pari all´abbattimento di 2,25 punti del costo
del finanziamento. Per le altre operazioni il contributo è pari
all´abbattimento di 1,5 punti del costo del finanziamento. Il contributo verrà
assegnato seguendo l´ordine di protocollo delle istanze e fino ad esaurimento fondi
ed erogato dopo 12 mesi dalla data di ricezione della domanda in un´unica rata
attualizzata. La domanda va presentata, a partire dal 1 aprile 2008, tramite
Consorzi/cooperative di Garanzia Collettiva Fidi aderenti all´iniziativa che
garantiscono il finanziamento bancario. L´elenco dei
Consorzi/cooperative è pubblicato nel regolamento. . <<BACK
( da "Metronews" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
I tassi scendono, i
mutui ancora no uscito su Metro il 15/12/2008 Lascia il tuo commento! La
questione dei tassi d'interesse ha molte analogie con il prezzo del petrolio. Entrambi
sono in discesa alla fonte, ma entrambi poi si scaricano sul cittadino senza
adeguarsi alla variazione dei prezzi. Una situazione piu' volte denunciata
dalle associazioni dei consumatori e che ora trova ancora piu' forza in un
contesto economico segnato da una forte recessione. Adusbef (l'associazione
degli utenti bancari e finanziari) e Federconsumatori parlano di “sporche
manovre” ai danni di mutuatari e imprese. La Banca centrale europea - spiegano
le associazioni dei consumatori - negli ultimi mesi ha più volte tagliato i
tassi di interesse, portando quello di riferimento al 2,5%. Ma le banche,
invece, non stanno adeguando i tassi applicati alla clientela a quelli
dell?istituto di Francoforte. Tanto che il tasso Euribor resta più alto di
circa un punto rispetto al tasso della Bce dopo che la scorsa settimana
l?Eurotower ha tagliato il costo del denaro. I numeri più che le parole. I
tassi Euribor registrano una continua discesa, con il tasso interbancario a tre mesi, punto di riferimento per buona parte
dei mutui variabili, sceso al 3,428% cioè ai minimi dal 2 ottobre
( da "01net" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Toscana: da banche e
Regione finanziamenti per le imprese Gli istituti di credito si sono impegnati
a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni di euro 15 Dicembre 2008 Regione Toscana e istituti bancari hanno firmato un
accordo per attuare il pacchetto regionale di interventi a sostegno delle
imprese. La Regione stanzia 48 milioni di euro (1 milione e mezzo direttamente
Fidi Toscana) per erogare garanzie, controgaranzie e cogaranzie, mentre le
banche si impegnano a mettere a disposizione un plafond di almeno 480 milioni
di finanziamenti, per garantire liquidità alle imprese che hanno acceso
prestiti a breve, da consolidare su un termine più lungo, e alle imprese che
vogliono investire. Il primo fondo di 15 milioni servirà a rifinanziare il
debito a medio termine delle imprese. Il secondo fondo da 33 milioni sarà
utilizzato per finanziare nuovi investimenti. I fondi copriranno fino all'80%
del finanziamento bancario (il massimo consentito
dalla legge). Per le imprese che devono consolidare il proprio debito a breve,
lo spread massimo oscillerà tra lo 0,90 e l'1,85%. Per chi deve investire la
forbice e' tra lo 0,80 e l'1,95. Per le operazioni di smobilizzo di crediti
vantati verso le pubbliche amministrazioni si va dallo 0,4 all'1%. Con un tasso
Euribor che si muove oggi attorno al 3,5 per cento, i tassi massimi applicabili
oscilleranno complessivamente tra il 4,3 e il 5,45 per cento.
( da "RomagnaOggi.it" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
15 dicembre 2008 -
15.31 (Ultima Modifica: 15 dicembre 2008) Assicurare alle piccole e medie
imprese l'accesso al credito alle migliori condizioni di mercato. Questo
l'obiettivo di Unifidi Emilia Romagna, costituito lo scorso ottobre e
presentato ufficialmente a Bologna. Si tratta di un
Consorzio fidi che nasce dalla fusione di 15 consorzi della regione e che puo'
contare, ad oggi, su quasi 100mila soci, 845mln di euro per 13.548 operazioni
annue garantite, oltre 70mln di euro di patrimonio e un capitale sociale di
30mln di euro. Un colosso della garanzia sul credito che si colloca al primo
posto in Italia ed è presieduto da Sergio Capatti. Una nuova realtà nata
soprattutto per volontà di Cna e Confartigianato regionali. Secondo il
segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini, in questa situazione di crisi
"bisogna agire rapidamente. I nostri indicatori ci dicono che da fine
settembre ad oggi da 30% imprenditori insoddisfatti del rapporto con la banca
siamo passati al 50%. Bisogna dirlo con onesta'". "C'e' ansia e
sfiducia, dunque una scarsa propensione all'investimento. Le nostre imprese
percio' aspettano. Noi abbiamo cercato di risolvere un problema: dare
liquidita' al sistema. La mia impressione - ha sottolineato - e' che davvero da
questa crisi usciremo diversi, non solo per la cultura della finanza. Se
l'unico parametro e' stato fino ad ora il guadagno giornaliero, non potra' piu'
essere cosi' in futuro. Bisogna tornare all'economia reale. Lo dicemmo quando
ancora la crisi non era scoppiata e gia' allora chiedemmo un nuovo rapporto
alle banche". "Anche con il sistema bancario
dobbiamo rinnovare la sfida positiva. Noi stiamo evolvendo e anche il sistema bancario deve evolvere convergentemente" ha concluso
Silvestrini, lanciando anche una raccomandazione legata a Unifdi: "questi
strumenti hanno straordinaria capacita' a condizione che ci qualifichiamo,
diventiamo piu' professionali ma soprattutto che manteniamo legame con
territorio. Guai a una logica che privilegia separatezza o potenziale
separatezza. Il mio e' un 'caveat': so che e' uno dei rischi che possiamo
correre. Sono certo che il gruppo dirigente che ha saputo costruire il pirmo
gruppo italiano sapra' mantenere questa matrice". "Dobbiamo ridare fiducia
alle imprese. Allora, negli scenari futuri, che pure hanno tanti meno davanti,
dobbiamo dare risposte univoche, mettendo a punto gia' oggi le risposte"
ha osservato Ugo Girardi, segretario generale Unioncamere Emilia Romagna,
rilevando che esse devono certamente venire a livello territoriale, ma anche,
contemporaneamente, a livello internazionale". Di patrimonializzazione,
professionalita', capacita' di valutare il portafoglio e di valutare la banca
con la quale si collabora ha parlato Domenico Santececca, direttore centrale
responsabile 'Area Servizi' di mercato Abi. "Il mondo dei Confidi - ha
detto - ha ben interpretato cosa significa essere una istituzione di garanzia.
Il paese E lungo e stretto e quel che succede al nord non succede al centro e
al sud. Un mondo variegato, insomma, dove pero' e' indispensabile che Confidi
abbia una 'bussola'. Innanzitutto grazie al rafforzamento patrimoniale. Ruolo
dei Confidi non e' solo determinare la leva finanziaria per i proprio
consorziati, ma offrire anche e soprattutto una garanzia. Ecco perchE' sono
importanti una struttura patrimoniale e una crescita organizzativa adeguate''.
( da "Dire" del 15-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
Crisi,
gli artigiani creano maxi-consorzio fidi BOLOGNA - Per le imprese artigiane
dell'Emilia-Romagna, alle prese con la crisi economica, la mancanza di
liquidità e la stretta creditizia, arriva una boccata d'ossigeno grazie ad un
nuovo strumento: il più grande Consorzio fidi d'Italia. Si chiama Unifidi Emilia-Romagna
ed è nato dalla fusione di 15 consorzi della regione: un'operazione promossa da
Cna e Confartigianato regionali con il sostegno dell'assessorato alle Attività
produttive della Regione. Il battesimo ufficiale è stato celebrato oggi con un
convegno a Bologna, al Royal Hotel Carlton, intitolato "Artigianato e
piccole imprese di fronte alla crisi". Il nuovo mega-consorzio, operativo
dall'1 ottobre, può contare su quasi 100 mila soci, 845 milioni di euro per
13.500 operazioni garantite annue, oltre 70 milioni di euro di patrimonio e un
capitale sociale di 30 milioni di euro: cifre che lo rendono il primo consorzio
di garanzia a livello nazionale. Un'operazione "lungimirante", come
l'ha definita l'assessore regionale Duccio Campagnoli, intervenuto al convegno.
Infatti, l'iter per la sua costituzione è stato avviato "quando nessuno di
noi aveva previsto una tale crisi finanziaria ed economica", ha
sottolineato il presidente di Unifidi, Sergio Capatti. Ora il nuovo
maxi-Confidi "è la risposta giusta e necessaria alla stretta del credito:
vigilato dalla Banca d'Italia, darà garanzie alle banche- ha aggiunto Capatti-
e offrirà alle imprese artigiane e alle piccole e medie imprese
dell'Emilia-Romagna opportunità di credito garantito collettivamente, con i
tassi migliori sul mercato". "Per fortuna l'abbiamo fatto...",
ha commentato, a margine del convegno, Gabriele Morelli, segretario di Cna
Emilia-Romagna. Unifidi offre infatti "una risposta immediata alle
esigenze di credito a breve delle nostre piccole e medie imprese". Ed è
"una struttura- ha continuato- espressione dell'economia reale, perché
dentro ci sono delle imprese 'vere' che chiedono capitale" per reagire
alla contingenza economica e finanziaria. E' inoltre "un passo importante
nella storia dei Confidi, che hanno permesso di tenere basso il costo del
denaro e di limitare effetti, come l'usura, grazie ad una rete capillare che ha
dato una risposta a piccolissime imprese", le più "deboli" nei
confronti del sistema bancario. Oltretutto "Cna e
Confartigianato hanno l'orgoglio di avercela fatta, mettendo da parte le
rivalità di bottega e pensando alle necessità delle loro associate", ha concluso
Morelli. I numeri di Unifidi Emilia-Romagna, illustrati al convegno dal
direttore Domenico Menozzi, rappresentano inoltre una base di partenza:
l'obiettivo del Consorzio, per fronteggiare la sempre crescente richiesta di
garanzie, è infatti di raddoppiare i volumi di operatività in tre anni,
arrivando a un miliardo e mezzo di finanziamenti garantiti. Il modello
organizzativo, basato su filiali in tutte le province e rapporti con le
associazioni di Cna e Confartigianato sull'intero territorio regionale,
garantisce inoltre alle imprese "un'assistenza a tutti gli effetti, per
individuare la migliore soluzione finanziaria rispetto alle esigenze del
momento". Unifidi rappresenta quindi "un esempio da seguire anche per
le altre categorie, come l'industria e il mondo cooperativo", ha detto
l'assessore Campagnoli, con l'auspicio che "l'Emilia-Romagna faccia un
salto ancor più forte, per potersi dotare di uno strumento integrato che possa
operare in tutti i settori". Non a caso proprio pochi giorni fa la Regione
ha annunciato un intervento anti-crisi, basato su un plafond di un miliardo di
euro a tasso di interesse agevolato per il credito alle piccole e medie imprese
dell'Emilia-Romagna, grazie ad un accordo sottoscritto proprio assieme ai
consorzi fidi regionali, oltre alle associazioni imprenditoriali, l'Unioncamere
e gli istituti di credito. E' un modo per "dare carburante per lo sviluppo
delle imprese e anche per le famiglie", come ha voluto sottolineare Ugo
Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna: perciò serve
"uno sforzo di tutti per contrastare gli effetti negativi della crisi
finanziaria, che sta colpendo con grande rapidità le pmi e le imprese
artigiane". E "i Confidi sono un elemento decisivo in una realtà come
l'Emilia-Romagna", tanto che "il 30% dei bilanci promozionali delle
Camere di commercio quest'anno sono riservati ai Confidi". Al convegno di
Bologna è intervenuto anche Domenico Santececca, direttore centrale area
servizi di mercato dell'Abi, che ha voluto regalare alla platea una nota di
"ottimismo, perché negli ultimi dieci anni le crisi sono state più
frequenti e più profonde, ma anche molto più rapide: e anche da questa- ha
detto- usciremo a testa alta, se ci impegneremo tutti assieme a smuovere
risorse più con fatti e meno con annunci". Infine, oltre ad un corale
plauso alla nascita di Unifidi Emilia-Romagna, i vertici nazionali delle due
associazioni dell'artigianato non hanno lesinato critiche agli interventi
anti-crisi del Governo. "E' necessario rispondere con urgenza alla
richiesta di 'Sos' lanciata dal Paese", ha detto Cesare Fumagalli,
segretario generale di Confartigianato, aggiungendo che "bisogna pressare
Governo e Parlamento perché i tempi di risposta alla crisi siano più rapidi: se
a chiedere aiuto fosse stato un malato grave, sarebbe già morto". Poiché
questa "è la crisi più seria da 80 anni da questa parte, dobbiamo essere
tutti all'altezza di questa sfida- è l'esortazione arrivata da Sergio
Silvestrini, segretario generale Cna- e l'Emilia-Romagna lo è". Ma "i
tempi di risposta del Governo sono troppo lunghi e, di fronte alla crisi della
domanda, con alta propensione al risparmio e non all'investimento, le imprese
si 'arroccano'" e "si rischia il corto circuito". Una condizione
per uscire da questa situazione, ha concluso Silvestrini, è che "ci
qualifichiamo, diventiamo più professionali e manteniamo il legame con il
territorio, le imprese e le confederazioni". Unifidi docet. 15 dicembre
2008
( da "Sicilia, La" del 16-12-2008)
Argomenti: Revoca fidi
I dipendenti non
sono più disposti ad attendere Futuro incerto per l'Opera Pia L'obiettivo è di
rifinanziare i confidi con validi strumenti in considerazione della grave crisi
finanziaria. Esitata favorevolmente dall'Assemblea regionale siciliana un'
apposita legge sui Confidi, attraverso la quale viene dato maggiore vigore al
lavoro ed al ruolo di collante, di questi organismi, tra banche ed imprese. In
questo modo la Sicilia potrà godere a pieno, finalmente, della legge in aiuto
ai Confidi e, quindi alle imprese. "Una legge - osserva il presidente
della Confeserfidi, Bartolo Mililli - che renderà più solido il rapporto tra
imprese ed il sistema bancario in termini di
finanziamenti. Lo scopo e' stato di rifinanziare i Confidi con validi strumenti
a seguito della grave crisi internazionale, partendo dal presupposto che essi
rappresentano strumenti di politica economica a sostegno delle micro, piccole e
medie imprese. Un provvedimento atteso dal mondo bancario
ed imprenditoriale e che mette in circolo risorse per alcune decine di milioni
di euro. La funzione primaria dei Confidi viene in questo modo ulteriormente
elevata". Roberto Rizzo, dirigente responsabile del Settore Confidi della
Regione Sicilia, ha rilasciato per Confeserfidi.tv una lunga intervista in cui
spiega i benefici della legge per i confidi siciliani. «La legge ? ha detto tra
l'altro ?porta sostanziali novità per i confidi siciliani. Innanzitutto crea
dei nuovi meccanismi, delle nuove forme di agevolazione a
cominciare da un contributo una tantum rivolto a tutti consorzi fidi
proporzionate alle garanzie che ciascuno rilascia. Un secondo intervento
riprende il percorso che era stato avviato con la legge 11 (interrotta nel
2006) che riguardava l'aggregazione dei consorzi fidi».