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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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tARTICOLI DEL  10-11 febbraio 2009 #TOP



Report "Revoca fidi"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (8)


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

tremila bonus da 1.650 euro per disoccupati e precari - simona poli ( da "Repubblica, La" del 10-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 5 di Fidi) serviranno per le aziende in cerca di un finanziamento perché a corto di liquidità mentre 33 milioni, che arrivano da Bruxelles, sono destinati a coprire i nuovi investimenti. Complessivamente con 48 milioni potranno essere garantiti almeno 480 milioni di euro di finanziamenti erogati dalle banche.

la cciaa aiuta le imprese ( da "Tirreno, Il" del 10-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Sarà firmata oggi la convenzione tra i Consorzi fidi provinciali e la Camera di commercio, che definisce l'impegno dei Consorzi ad assistere le imprese nelle operazioni di accesso al credito bancario, su cui la Cciaa concede contributi in conto abbattimento interessi. La Camera di commercio ha disposto per il 2009 uno stanziamento straordinario di 900.

Wall Street non si fida, attende i dettagli dei nuovi aiuti alle banche ( da "BlueTG online" del 10-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Wall Street non si fida, attende i dettagli dei nuovi aiuti alle banche 10-02-2009 15:38 - Non basta il via libera del Senato al piano Obama, che torna alla Camera per il raccordo dei due differenti testi approvati finora; il mercato vuole infatti conoscere i dettagli del piano di salvataggio del sistema bancario per cui prevale la cautela in avvio di seduta a New York.

CdC Livorno, firmata la convenzione tra Camera e Consorzi Fidi ( da "Sestopotere.com" del 10-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: firmata la convenzione tra Camera e Consorzi Fidi (10/2/2009 17:56) | (Sesto Potere) - Livorno - 10 febbraio 2009 - Martedì 10 febbraio 2009 presso la Camera di Commercio è stata firmata la convenzione tra i Consorzi fidi provinciali e la Camera di commercio, che definisce l?impegno dei Consorzi stessi ad assistere le imprese nelle operazioni di accesso al credito bancario,

di CRISTIANO BENDIN UN PATTO contro la crisi, finalizzato a garantire la conti... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: è stato siglato ieri mattina tra Confartigianato Fidi e i principali istituti di credito della provincia: Carife, caricento, Banca Centro Emilia e Bcc Padana Orientale San Marco'. Un accordo per certi versi storico, che mette insieme le forze più vive del territorio, per superare uno degli effetti più pericolosi della crisi: la stretta creditizia nei confronti delle imprese,

Confidi unico per tre categorie ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: intesa per la costituzione di un maxiconsorzio di garanzia fidi in Valle d'Aosta entro fine anno. I presidenti dei Confidi Commercio turismo e servizi (Cts), Albergatori e Agricoltori hanno infatti ufficializzato la loro intenzione di avviare un cammino comune che dovrebbe portare alla costituzione di un soggetto finanziario con 2.

La neutralita' spagnola -1940- e' costata a Churchill milioni di dollari ( da "Voce d'Italia, La" del 11-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Il dittatore iberico non si fidava di Adolf Hitler, anzi temeva di essere sequestrato per ordine del Fuhrer. E? uno dei sorprendenti ricordi consegnati dalla figlia del Caudillo, Carmen Franco, 82 anni, agli storici Jesus Palacios e Stanley G. Payne che li hanno riportati nel loro libro dal titolo “

Jesolo Albergatori all'attacco delle banche. Parte da Jesolo, dall'associazione alberg... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: nel 25 una riduzione dei fidi ordinari mentre il 16 per cento lamentano il rifiuto di accesso ad un nuovo credito. Questo, in estrema sintesi, è quello che viene percepito in loco e di questo mi chiedono conto i soci che quotidianamente incontro». Da qui la richiesta di un intervento deciso di Federalberghi.


Articoli

tremila bonus da 1.650 euro per disoccupati e precari - simona poli (sezione: Revoca fidi)

( da "Repubblica, La" del 10-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina IV - Firenze Tremila bonus da 1.650 euro per disoccupati e precari Dalla Regione un aiuto per il mutuo prima casa E per le imprese 48 milioni per garantire i prestiti e incentivi per chi assume SIMONA POLI DISOCCUPATI, cassintegrati, precari. E´ pensando a loro che la giunta regionale ha raggranellato nel bilancio di quest´anno 5 milioni di risorse da destinare a un prestito che non prevede restituzione: 1.650 euro per far fronte al pagamento del mutuo per la prima casa a cui si aggiungono - ma solo per chi ha perso il posto di lavoro in un´azienda che non usufruisce di ammortizzatori sociali - altri 1.650 per sostenere le spese quotidiane. Il 2 marzo, quando definirà la variazione di bilancio, la giunta stabilirà anche i parametri di reddito necessari per poter accedere al prestito a fondo perduto. Pochi mezzi, una goccia nel mare per chi non sa come tirare avanti ma almeno la Regione ci prova a fare «qualcosa di sinistra» o, più semplicemente, qualcosa di veramente concreto, sulla linea già imboccata da tanti sindaci, da quello di Livorno che ha stanziato 1 e 650 mila euro, ad Empoli, Calenzano, i comuni di Versilia, lucchesia e pistoiese e fino a Scandicci dove Simone Gheri abbassa la tassa sui rifiuti e permette di rateizzare il pagamento dell´asilo nido. «Calcoliamo che durante il 2009 in Toscana dovrebbero esserci dalle due alle tremila persone prive di lavoro e senza cassa integrazione», dice il presidente della Regione Claudio Martini. «Naturalmente il nostro provvedimento è di carattere straordinario, lo consideriamo una misura di aiuto sociale dettata dall´emergenza del momento», avverte. «Ma confidiamo che al nostro piccolo contributo se ne affianchi uno molto più corposo del governo, perché una flotta di pescherecci non può fare gran che se in mare non scende la corazzata. Se è vero, come insiste a dire Berlusconi, che per combattere la crisi ci saranno 4 miliardi nel 2009 e altrettanti il prossimo anno, significa che la Toscana riceverà subito 300 milioni, cioè quattro volte quanto Regione ed enti locali da soli riescono a mettere insieme sì e no 100 milioni». In attesa di capire quali saranno le soglie di reddito per ottenere l´una tantum di 1.650 euro, è già sicuro che il requisito fondamentale è quello di essere lavoratori, licenziati o rimasti senza impiego, di aziende in crisi, che hanno chiuso o che hanno ridotto il personale, compresi precari e collaboratori a progetto. Tutti dovranno essere iscritti per almeno tre mesi nelle liste di disoccupazione. Per ottenere l´altro prestito a fondo perduto di 1.650 euro per pagare il mutuo per la prima casa bisogna essere lavoratori rimasti senza impiego e privi di ammortizzatori sociali oppure cassintegrati. I due prestiti sono cumulabili, per chi è nella sfortunata situazione di aver bisogno di entrambi. La prima ipotesi, sfumata, da cui partiva Martini era di chiedere alle banche di congelare le rate del mutuo, senza accumulare interessi, per un periodo di 6-12 mesi. «Ne abbiamo discusso con gli istituti bancari ma un accordo in tal senso è risultato complicato, anche dal punto di vista tecnico», spiega Martini che a dicembre aveva annunciato l´intesa per fatta. La giunta ha deciso un pacchetto di misure anche a sostegno delle imprese, mettendo in campo oltre 48 milioni: 15,5 (di cui 1,5 di Fidi) serviranno per le aziende in cerca di un finanziamento perché a corto di liquidità mentre 33 milioni, che arrivano da Bruxelles, sono destinati a coprire i nuovi investimenti. Complessivamente con 48 milioni potranno essere garantiti almeno 480 milioni di euro di finanziamenti erogati dalle banche. Per averli gli imprenditori potranno rivolgersi direttamente alla loro banca dal 12 febbraio. Sono previsti incentivi per le aziende che assumeranno i loro precari nel 2009, in piena controtendenza rispetto a chi taglia gli organici.

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la cciaa aiuta le imprese (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 10-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CREDITO La Cciaa aiuta le imprese LIVORNO. Sarà firmata oggi la convenzione tra i Consorzi fidi provinciali e la Camera di commercio, che definisce l'impegno dei Consorzi ad assistere le imprese nelle operazioni di accesso al credito bancario, su cui la Cciaa concede contributi in conto abbattimento interessi. La Camera di commercio ha disposto per il 2009 uno stanziamento straordinario di 900.000 euro diretto ad aiutare le imprese che fanno ricorso al finanziamento bancario per operazioni come l'acquisto di azienda, di attrezzature, la ristrutturazione di locali, la messa a norma di impianti. Il bando prevede che le imprese livornesi possano beneficiare di un contributo pari alla riduzione del 2% del tasso di interesse praticato dagli istituti di credito; riduzione che sale al 3% se l'impresa è da giovani o donne. Le operazioni ammesse sono quelle la cui istruttoria è curata dai Consorzi di garanzia fidi operanti nella provincia di Livorno, che si sono impegnati con la Camera di commercio nel raccogliere la documentazione attestante la corrispondenza tra il bando e la pratica di affidamento.

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Wall Street non si fida, attende i dettagli dei nuovi aiuti alle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "BlueTG online" del 10-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Wall Street non si fida, attende i dettagli dei nuovi aiuti alle banche 10-02-2009 15:38 - Non basta il via libera del Senato al piano Obama, che torna alla Camera per il raccordo dei due differenti testi approvati finora; il mercato vuole infatti conoscere i dettagli del piano di salvataggio del sistema bancario per cui prevale la cautela in avvio di seduta a New York. Il Dow Jones scivola infatti in rosso dello 0,77%, l'S&P500 cede lo 0,78%, il Nasdaq è a -0,52% (semiconduttori: -0,82%) e le small cap del Russell 2.000 arretrano dello 0,31%. Tirano il fiato i T-bond, col decennale che vede il rendimento calare al 2,90% (dal 3,03% di ieri) e il trentennale al 3,56% (dal 3,71%). Rimbalza l'oro, a 912,90 dollari l'oncia (20,10 dollari più della vigilia), mentre l'argento scivola a 13,16 dollari l'oncia (33 centesimi di perdita) e il petrolio prova a ripartire sostenuto da rumor di possibili nuovi tagli dell'Opec, portandosi a 41,55 dollari al barile (2 dollari più di ieri sera). (l.s.)

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CdC Livorno, firmata la convenzione tra Camera e Consorzi Fidi (sezione: Revoca fidi)

( da "Sestopotere.com" del 10-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

CdC Livorno, firmata la convenzione tra Camera e Consorzi Fidi (10/2/2009 17:56) | (Sesto Potere) - Livorno - 10 febbraio 2009 - Martedì 10 febbraio 2009 presso la Camera di Commercio è stata firmata la convenzione tra i Consorzi fidi provinciali e la Camera di commercio, che definisce l?impegno dei Consorzi stessi ad assistere le imprese nelle operazioni di accesso al credito bancario, su cui la Camera concede contributi in conto abbattimento interessi. La Camera di Commercio ha infatti disposto per il 2009 uno stanziamento straordinario di 900.000 euro diretto ad alleviare le imprese che fanno ricorso al finanziamento bancario per operazioni quali l?acquisto di azienda, di attrezzature, la ristrutturazione di locali, la messa a norma degli impianti elettrici, idraulici ed antinquinamento. Il bando emanato dalla Camera prevede che le imprese livornesi iscritte nel Registro e in regola col pagamento del diritto annuale possano beneficiare di un contributo pari alla riduzione del 2% del tasso di interesse praticato dagli istituti di credito; riduzione che sale al 3% nel caso che l?impresa sia guidata da giovani oppure che sia un?impresa “rosa”. Le operazioni ammesse sono quelle la cui istruttoria è curata dai Consorzi di garanzia fidi operanti nella provincia di Livorno, i quali si sono convenzionalmente impegnati con la Camera di Commercio nel raccogliere la documentazione attestante l?effettiva corrispondenza tra il bando emanato dalla Camera di commercio e la pratica di affidamento. Ulteriori informazioni si trovano sul bando per l?accesso al credito bancario, visibile sul sito camerale www.li.camcom.it

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di CRISTIANO BENDIN UN PATTO contro la crisi, finalizzato a garantire la conti... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PERSONE E FATTI pag. 11 di CRISTIANO BENDIN UN PATTO contro la crisi, finalizzato a garantire la conti... di CRISTIANO BENDIN UN PATTO contro la crisi, finalizzato a garantire la continuità dell'erogazione del credito alle imprese ferraresi, è stato siglato ieri mattina tra Confartigianato Fidi e i principali istituti di credito della provincia: Carife, caricento, Banca Centro Emilia e Bcc Padana Orientale San Marco'. Un accordo per certi versi storico, che mette insieme le forze più vive del territorio, per superare uno degli effetti più pericolosi della crisi: la stretta creditizia nei confronti delle imprese, specie piccole, «con effetti negativi è stato sottolineato non solo sulla crescita e sugli investimenti ma anche sulla gestione finanziaria di breve periodo». COME? Mettendo a disposizione delle aziende un plafond di 12,5milioni di euro per l'erogazione di finanziamenti a breve-medio termine a condizioni agevolate (vedi box). «Difficile prevedere la durata di questa congiuntura ha esordito il segretario di Confartigianato Giuseppe Vancini ma nella nostra Provincia abbiamo la fortuna di avere banche radicate sul territorio, con le quali è possibile confrontarsi e collaborare per superare l'attuale momento assicurando alle imprese locali le migliori condizioni di accesso al credito e la liquidità necessaria per continuare ad investire». Il ruolo delle banche locali è stato sottolineato da Giorgio Tomasi, vicedirettore generale di Carife: «Il 65% delle nostre attività è rivolto a questa provincia ha spiegato dove riversiamo un miliardo e 700milioni di impieghi: questo nostro radicamento ci consentirà di accompagnare le aziende in questa fase e di superare i rigidi parametri normativi». DURO ma concreto l'intervento di Ivan Damiano, direttore generale di Caricento: «Come banca del territorio ha affermato rivolto a Confartigianato mi aspetto da voi massima responsabilità e collaborazione, non assistenzialismo: le risorse non sono infinite e non potremo aiutare tutti. Ecco perchè serviranno scelte coraggiose e trasparenti». Damiano si è appellato alle imprese, affinchè «riversino risorse nel circuito locale» eha ammonito: «Aiuteremo il sistema produttivo con condzioni estremamente appetibili, ai limiti della sopravvivenza delle banche, ma siamo anche un'azienda che deve rimanere sul mercato». Ragionamenti ripresi anche da Romano Gilli, consigliere d'amministrazione di Banca Centro Emilia che ha chiesto «attendibilità» alle informazioni che la cooperativa di garanzia di Confartigianato fornirà alle banche e da Flavio Bonfante della Bcc Padana Orientale San Marco', che ha ricordato l'impegno dell'istituto rodigino nella zona di Portomaggiore e aree limitrofe. VANCINI ha ricordato ai partner bancari che la cooperativa «opera già una selezione a monte» e che il capitale è composto per la maggior parte da contributi dei soci: «Questo ha detto ci responsabilizza ulteriormente e comunque è chiaro che non potremo garantire il credito a tutte le imprese». ha preso la parole infine Alessandro capotti, presidente dell'associazione, intervenuto assieme al vicedirettore Paolo Cirelli, al presidente della cooperativa di garanzia Guido Montanari e alla referente per il credito Donatella Zuffoli: «Il nostro sistema, con quattro bache locali ha osservato - è una mosca bianca: per questo ringrazio il sistema del credito locale per la fiducia dimostrata verso le nostre imprese».

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Confidi unico per tre categorie (sezione: Revoca fidi)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 11-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Nord-Ovest sezione: SYSTEM data: 2009-02-11 - pag: 8 autore: Credito. I consorzi di commercianti, albergatori e agricoltori completeranno la fusione entro l'anno Confidi unico per tre categorie Valfidi aumenta il capitale e si candida a intermediario vigilato Fabrizio Favre AOSTA Cresce il peso dei confidi regionali nell'economia valdostana. Complice la crisi economica, sono ormai 6.309 le aziende affidate a uno dei cinque consorzi attualmente operativi sul territorio della piccola regione autonoma ( 5.471 nel 2004), mentre ammonta a 358,2 milioni l'importo globale degli affidamenti; solo nel 2008 l'erogato garantito ha toccato quota 104,1, pari al 12,7% in più rispetto a un anno fa; il risultato in massima parte è dovuto alle buone performance dei consorzi Valfidi (dai 48,4 del 2007 a 55,8 milioni di quest'anno) e degli albergatori da 3 a 7. Ad animare uno scenario, incalzato dalla definitiva applicazione delle regole di Basilea 2, la firma ormai imminente del un protocollo d'intesa per la costituzione di un maxiconsorzio di garanzia fidi in Valle d'Aosta entro fine anno. I presidenti dei Confidi Commercio turismo e servizi (Cts), Albergatori e Agricoltori hanno infatti ufficializzato la loro intenzione di avviare un cammino comune che dovrebbe portare alla costituzione di un soggetto finanziario con 2.492 soci, un patrimonio di 16,5 milioni, un fondo rischi di 12 e uno stock affidamenti di 115,2 milioni. «Potremo così – spiegano Pierluigi Genta (Turismo, servizi e commercio), Pericle Calgaro (Albergatori) e Angelo Laniece (Agricoltori) – relazionarci con le banche con un voce sola, avendo un maggiore pesoe sperando di ottenere, tra l'altro, tassi e condizioni bancarie più vantaggiosi». Genta è convinto di poter operare a favore delle imprese anche rimanendo all'interno dell'articolo 106 del Testo unico bancario. «Noi ci crediamo in questa operazione – osserva il Presidente – perché ci permette di aumentare il patrimonio, di essere più vicini alle microimprese che caratterizzano fortemente il territorio valdostano inoltre non crediamo che i confidi uniti siano in grado di sostenere gli impegni di un 107, sottoposti ai continui controlli della Banca d'Italia». Un'opinione condivisa anche dagli altri partner: «Attualmente –aggiunge Calgaro – stiamo portando avanti una serie di incontri settimanali in modo da pianificare con attenzione la creazione del polo. In questa logica è stato dato mandato al commercialista Andrea Bo di Aosta di studiare l'accorpamento sia sul fronte tecnico che su quello burocratico». Le scelte di Valfidi Prosegue invece in solitaria la strada verso il 107 di Valfidi. «A breve – spiega il presidente, Andrea Leonardi – dovremo dare il via a un aumento di capitale. Stiamo infatti studiando quale sia il modo più graduale per arrivarci: di sicuro nel corso del 2009 comunque raggiungeremo l'obiettivo. Fino ad ora la scadenza era fissata nel 30 agosto, noi però confidiamo in una proroga fino alla fine dell'anno». Lo staff di Valfidi, guidato dal direttore Roberto Ploner, sta analizzando gli aspetti organizzativi e la sostenibilità economica ditutta l'operazione. «Inizialmente – sottolinea Leonardi- molte attività saranno in outsourcing, ma nel medio periodo invece tutti i servizi saranno riassorbiti dalla struttura. Questo però significa da sette a otto persone in più rispetto alle attuali». Davanti alla crisi Sempre da vertici Valfidi, arriva intanto un giudizio positivo sulle misure anti- crisi, messe in campo dalla Giunta regionale, anche perché «confidiamo – precisa Leonardi – che queste misure ci permettano in futuro di poterci anche dotare di risorse utili per costituire nuovo patrimonio di vigilanza ». Per Leonardi, ad esempio, nel 2009 si dovrà cercare di agevolare le richieste di finanziamento a medio e lungo termine, che sarà sempre più difficile vedersi concesse dagli istituti creditizi se non con opportune garanzie. Apprezzamenti sull'azione dell'Amministrazione regionale anche da parte di Federico Jacquin, presidente del Confidi industriali.«Sono tuttavia preoccupato – commenta – dal fatto che si possa pensare che una volta approvate le misure tutto sia risolto. Nel corso del 2009 l'attenzione della politica in realtà non dovrà mai venire meno». «Inoltre – aggiunge – va chiarito che non possiamo più affrontare le situazioni rifacendoci ai parametri di un anno fa. Si tratta di una chiave interpretativa superata». IL QUADRO Nel dicembre scorso l'erogato garantito è salito a 104,1 milioni, il 12,7% in più rispetto alla fine del 2007 LA CONGIUNTURA Giudizio positivo sulle misure anti-crisi adottate dalla Regione In aumento la domanda di linee a medio termine

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La neutralita' spagnola -1940- e' costata a Churchill milioni di dollari (sezione: Revoca fidi)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Focus La neutralita' spagnola (1940) e' costata a Churchill milioni di dollari I retroscena dell'accordo segreto tra Franco e il premier inglese --> A convincere il generalissimo Francisco Franco affinché non si alleasse con i nazisti non è stata di certo la sua personale antipatia per Adolf Hitler. Un misterioso conto in banca, aperto con l?autorizzazione di Winston Churchill, ha convinto il Caudillo a dichiararsi non belligerante. Lo afferma senza mezzi termini lo storico Pere Ferrer nel suo ultimo libro intitolato: “Juan March: el hombre mas misterioso del mundo” (Tapa dura, Barcellona, 2008). Le conclusioni dell?autore, che ha setacciato gli archivi di guerra americani e britannici, sono esplosive: il premier inglese ha comprato la neutralità iberica per impedire che i generali di Franco si alleassero con i tedeschi. Per raggiungere i suoi obiettivi Winnie ha reclutato un banchiere spagnolo, Juan March, il protagonista del libro, che si è trasformato temporaneamente in agente segreto ed ha elargito milioni di dollari ai franchisti. Forse è anche per questo che uno storico americano ha messo Churchill nella lista dei cattivi (V. Sabadin, Uno storico Usa mette Churchill nella lista dei cattivi, La Stampa, 2 giugno 2008). Nel 1940 Churchill ha la netta sensazione che la Spagna sarebbe entrata in guerra a fianco della Germania per attaccare Gibilterra. Hitler, volendo assolutamente togliere l?isola-roccaforte agli inglesi per controllare il Mediterraneo occidentale, era disposto a trattare con Franco. Purtroppo per lui Mussolini ha voluto attaccare la Grecia, provocando così la decisione inglese di scatenare un?offensiva vittoriosa in Libia. Il fatto ha preoccupato moltissimo Franco che da allora, sino alla fine della guerra, ha tergiversato sul proposito di invadere la britannica Gibilterra. L?idea spregiudicata di comprare i vertici militari spagnoli per impedire che una tale evenienza si verificasse è stata partorita dalla fervida mente di un ufficiale inglese di stanza nella penisola ispanica, Alan Hillgarth. Essendo malpagati i generali di Franco potevano essere facilmente corrotti. Sono stati avvicinati da un intermediario insospettabile e ben inserito nel mondo militare per i suoi addentellati con l?alta finanza. Costui è l?uomo d?affari spagnolo Juan March ed a svelarne l?identità è stato un agente americano in servizio in Portogallo, il tenente colonnello Robert Solborg. Arricchitosi con il contrabbando di tabacco durante la prima guerra mondiale, Juan March è un accanito sostenitore del regime franchista. Probabilmente la sua smania di denaro lo induce a giocare su due tavoli: rimanere sul libro paga dei tedeschi e nel contempo favorire la manovra pacifista degli inglesi. Dopo essere stato avvicinato dagli uomini di Churchill, il March si mette in moto e contatta trenta generali che avevano in precedenza combattuto nella guerra civile spagnola. Pur simpatizzando per i nazisti, la prospettiva di una lauta ricompensa è per loro troppo attraente. Saltano con un balzo il fosso e contemporaneamente 10 milioni di dollari vengono depositati su di un conto segreto aperto presso una banca di New York. L?anno successivo il piano rischia il fallimento: il Tesoro americano, ritenendo che il March utilizzi quel denaro per favorire le imprese belliche di Hitler, congela il conto aperto da poco negli Usa. Solo l?autorevolezza e la forza di persuasione dell?ambasciatore inglese a Washington convincono F. Delano Roosevelt, il presidente americano, che il destino e gli interessi militari degli inglesi sono strettamente condizionati da quell?apertura di credito bancaria. Sbloccata la vertenza, nel 1942 i generali franchisti ricevono chi 2 chi 5 milioni di dollari. Molti di loro non sono stati allettati solo dai soldi. I più disprezzavano Franco e ciò lo si evince se si legge quello che ci sta scritto nel diario di un suo generale, un tale Alfredo Kindelan: “Puoi avvertire un senso di vertigine in lui, scrive infatti costui nelle sue memorie, perché come gli alpinisti che si sono spinti più in alto di quanto erano capaci, anch?egli si sente girar la testa ad aver raggiunto simili vette di potere con capacità così limitate”. Per quel che concerne il signor March si sa che dopo la guerra è tornato a dedicarsi all?alta finanza. E? morto nel 1962, dopo una lunga vita, alla veneranda età di 82 anni. L?Italia di Mussolini e la Germania di Hitler hanno sostenuto l?ascesa golpista del Caudillo. Il tiranno nazista, tuttavia, non nutriva per Franco un?eccessiva stima. L?ho ha incontrato una sola volta nell?ottobre del 1940. In tale occasione il Fuhrer si è rifiutato di offrire al generalissimo i possessi coloniali francesi in cambio dell?appoggio militare franchista. Franco, da par suo, ha posto condizioni proibitive per un attacco a Gibilterra. Nel 1940 le truppe del generalissimo hanno occupato la zona internazionale di Tangeri, completando il controllo del versante africano dello stretto di Gibilterra. Ma per permettere ai tedeschi di sferrare l?attacco finale Franco pretendeva condizioni insostenibili: ingenti quantità di viveri, di combustibile, di armamenti e di equipaggiamenti militari, tutto il Marocco, la Mauritania e la regione algerina di Orano (homolaiucus.com). Dopo il colloquio tra i due una frase di Hitler è diventata storica: avrebbe preferito farsi cavare di colpo “tre o quattro denti” piuttosto di dover scendere nuovamente a patti con il leader spagnolo. Il dittatore iberico non si fidava di Adolf Hitler, anzi temeva di essere sequestrato per ordine del Fuhrer. E? uno dei sorprendenti ricordi consegnati dalla figlia del Caudillo, Carmen Franco, 82 anni, agli storici Jesus Palacios e Stanley G. Payne che li hanno riportati nel loro libro dal titolo “Franco, mi padre” (La Esfera de Los Libros, 2008). Il rapporto che Franco aveva con Hitler era ambiguo: non capiva come potesse parlargli in privato da uomo di Stato per poi uscire in strada ed agitarsi come un pazzo davanti ai microfoni (M. Vasquez Montalban, Io Franco, Sperling & Kupfer, 2004). Il generalissimo era, infatti, un uomo taciturno, chiuso, il contrario di un demagogo, l?antitesi di Mussolini. A parte i sentimenti accattivanti dimostrati verso la famiglia, verso qualche vecchio amico e verso alcuni colleghi dell?Accademia militare, dava una sensazione di grande freddezza. Gli vanno riconosciuti abilità politica, mirata soprattutto alla sopravvivenza, astuzia, senso del dovere, sangue freddo ed anche un notevole coraggio fisico come ha dimostrato sui campi di battaglia nordafricani. Franco aveva una mentalità prosaica che era legata a un nazionalismo fortemente conservatore. Anche il suo cattolicesimo era profondo, ma semplice. Attorno al suo letto si affollavano le reliquie dei Santi come se fosse un sovrano del Medioevo. Del militare accorto non possedeva le grandi visioni strategiche. Aveva, però, ottime capacità organizzative ed una rete di fidati collaboratori (M. Vignolo, Franco, il mediocre che piegò la Spagna, Corriere della Sera, 14 novembre 2000). Jesus Palacios (La Espana totalitaria, Planeta, 1999) ci aveva già svelato quali erano l?intenzioni di Franco nei confronti di Hitler: si è sempre creduto che il dittatore spagnolo avesse giocato con il Fuhrer come fa il gatto con il topo, facendogli credere di volere entrare in guerra al fianco dell?Asse quando, invece, era ben intenzionato a restarsene fuori. Lo storico Palacios ha, invece, “svecchiato” questo concetto, pubblicando otto lettere che Hitler e Franco si erano scambiate nei sei mesi in cui la Germania sembrava essere vicina alla vittoria finale. Il Caudillo aveva cercato di saltare sul carro del vincitore, ma ad Hitler una Spagna provata dalla guerra civile non serviva affatto. Oggi Pere Ferrer propone altre e più intriganti spiegazioni sul reale motivo per cui la Spagna è rimasta neutrale durante la seconda guerra mondiale scatenata dal tiranno nazista sulle cui spalle pesano 35 milioni di morti, molti di più dei 10 milioni di dollari spesi dall?albionico Winston Churchill per comprare i generali franchisti. Non fidandosi di Franco, alla fine del 1940 Hitler decideva di occupare Gibilterra. Ma nello stesso giorno in cui ha emanato l?ordine di preparare l?attacco nel Mediterraneo è giunto a Berlino il Ministro degli Esteri sovietico, V. Michajlovich Molotov. Per far sì che l?Urss collaborasse col nuovo ordine europeo che s?andava delineando, Molotov ha posto a Hitler alcune richieste irrinunciabili: libertà d?azione per concludere un patto di mutua assistenza con la Bulgaria, riconoscimento che la Finlandia apparteneva alla sfera d?interesse esclusivo dell?Unione Sovietica, l?apertura alla flotta russa dello stretto dei Dardanelli e del Bosforo ed il controllo russo sull?ingresso navale nel mar Baltico. Vedendo minacciati non solo il minerale di ferro svedese e il petrolio rumeno, ma bensì l?intera costruzione dei suoi progetti di espansione, Hitler ha pensato bene di accantonare la conquista di Gibilterra e di anticipare l?attacco all?Urss. L?esercito sovietico era ritenuto dallo Stato Maggiore tedesco molto più debole di quello inglese. E finché i nazisti hanno avuto la meglio sono sempre stati aiutati dai franchisti. Per di più fino a quando le truppe del Reich non fossero entrate in Spagna e non avessero occupato Gibilterra, nessun Paese alleato avrebbe mai minacciato l?indipendenza spagnola, né interferito con le continue fucilazioni dei repubblicani ad opera dei falangisti. Franco si meravigliava che gli inglesi non cercassero una pace di compromesso contro il nemico comune, il bolscevismo, non riuscendo a capire che gli antagonismi irriducibili non erano solo tra capitalismo e comunismo, ma anche all?interno stesso del primo. Ad un certo punto il generalissimo ha ritirato gli ultimi 18.000 franchisti che combattevano sul fronte russo. Con la sconfitta della Germania, la Spagna, agli occhi del Regno Unito e degli Stati Uniti, è venuta così a rivestire il ruolo di bastione invalicabile dell?anticomunismo europeo. Dopo la seconda guerra mondiale gli intellettuali fascisti hanno contato sempre di meno. Mentre hanno pesato sempre di più le forze cattoliche, prima l?Azione Cattolica e poi l?Opus Dei. Nel 1957 proprio l?Opus Dei, con il piano di stabilizzazione e con quello dello sviluppo economico, incomincia a riformare il regime franchista e ad indirizzarlo verso il capitalismo, cioè verso una qualche forma di modernità. Ma Franco ha ben compreso che la logica della modernizzazione avrebbe, prima o poi, portato all?indebolimento del regime, all?omologazione della società spagnola con la quella europea e alla nascita o alla rinascita di un?avanguardia critica, nemica del franchismo (M. Vasquez Montalban. op. cit.). Il Re, Juan Carlos, è stato designato da Franco a succedergli nel 1969 ed ha riacquistato le sue prerogative monarchiche due giorni dopo il decesso del generalissimo che è avvenuto il 20 novembre del 1975. Quando a Juan Carlos è stato chiesto che cosa avesse imparato da Franco, il Sovrano ha risposto: “A guardare, ad ascoltare e a tacere” (M. Vignolo. op. cit.). Il resto è Storia recente e non c?è bisogno di raccontarla perché tutti la sanno, più o meno, come la so io. Alberto Bertotto

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Jesolo Albergatori all'attacco delle banche. Parte da Jesolo, dall'associazione alberg... (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 11-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Mercoledì 11 Febbraio 2009, Jesolo Albergatori all'attacco delle banche. Parte da Jesolo, dall'associazione albergatori, la spinta ai vertici della categoria per un'azione nei confronti del sistema bancario. Il presidente dell'Aja Massimiliano Schiavon si è rivolto ai presidente regionale e nazionale di Federalberghi, Marco Michielli e Bernabò Bocca, per denunciare la situazione. «Ci si aspettava una più facile accessibilità al credito e invece si registra, da parte delle banche, un progressivo irrigidimento e un continuo aumento degli "spread", con il risultato che ottenere finanziamenti è sempre più difficile e più oneroso e ciò rischia di affossare il nostro sistema turistico che, nonostante tutte le difficoltà, continua a fornire confortanti aspettative di crescita, diversamente da quanto invece si prospetta per altri settori economici. E mentre gli altri settori, specie l'industria, stanno svolgendo a livello nazionale un'azione martellante per ottenere misure di sostegno e le hanno già ottenute a livello regionale, non altrettanta determinazione (o perlomeno visibilità delle iniziative intraprese) cogliamo dal nostro comparto. Con il risultato che questa "inerzia" rende ancora più difficile il rapporto tra le imprese ed un sistema bancario che, a dispetto delle dichiarazioni di intenti che quasi quotidianamente leggiamo, non sembra concretamente orientato a sostenerle. Imprese che, secondo una recente indagine svolta a livello regionale, nel 53 per cento registrano un aumento delle condizioni praticate, nel 25 una riduzione dei fidi ordinari mentre il 16 per cento lamentano il rifiuto di accesso ad un nuovo credito. Questo, in estrema sintesi, è quello che viene percepito in loco e di questo mi chiedono conto i soci che quotidianamente incontro». Da qui la richiesta di un intervento deciso di Federalberghi. «Chiedo un forte intervento presso la Regione e le autorità di Governo affinché venga rappresentata l'urgenza di un'azione nei confronti del sistema bancario, perché nei fatti non faccia mancare il credito a condizioni accessibili al turismo e perché la stessa Regione, così come recentemente ha fatto per l'industria, l'artigianato ed il commercio, stanzi a favore del settore risorse che consentano, tramite il sistema delle garanzie collettive, di non ridurre o di non interrompere del tutto quel flusso di investimenti indispensabile per il mantenimento della competitività dell'offerta turistica del Veneto». F.Cib.

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