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tARTICOLI DEL 1-4 gennaio 2009#TOP
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Articoli
Revoca fidi (13)
RAFFORZIAMO I CONSORZI FIDI
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: L'INTERVENTO RAFFORZIAMO I CONSORZI FIDI PIERLUIGI ZAMBON * Un provvedimento a favore dei consorzi fidi del credito artigiano per dare ossigeno alle Pmi e garantire loro i finanziamenti per continuare a lavorare e produrre, causa le difficoltà delle banche ad aprire, in questa fase, i cordoni della borsa.
Ecco
la storia (in anteprima) del 2009
( da "Corriere.it"
del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: E noi che ci eravamo fidati di Keynes e Friedman!». LA BOLLA IMMOBILIARE - Alla radice del problema restava la bolla immobiliare americana, che ha continuato a sgonfiarsi nel corso dell'anno. Molti avevano immaginato che entro la fine del 2008 il peggio sarebbe passato.
Il
'29 a Brescia: dallo sviluppo elettrizzante al crollo dei consumi (
da "Giornale
di Brescia" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: della Banca Popolare di Desenzano per ragioni di natura economica ma pure politica, unitamente all'immobilizzo di 100 milioni di lire dei fidi e 250 milioni di depositi della fallita Ubn, porteranno al termine della crisi alla razionalizzazione del tessuto creditizio bresciano, operazione condotta - su incarico governativo - dal Credito Agrario Bresciano e dalla Banca San Paolo.
Consumi:
Confcommercio, a Natale nessun crollo, ma la domanda resta debole (2)
( da "KataWebFinanza"
del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: it | Agi | Teleborsa | Kataweb | Altre testate Consumi: Confcommercio, a Natale nessun crollo, ma la domanda resta debole (2) (Teleborsa) - Roma, 2 gen - La FIDA Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione ha rilevato che nel settore alimentare: " positivi e al di
Purtroppo,
non ci resta che uccidere "Babbo Murphy" pag.6
( da "Trend-online"
del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: fidarvi? dell?Analista Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché, della stessa, possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che fidarsi, nel caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente rilevanti nel settore degli investimenti, ma anche in quello che s?
Quanta
cipria su quei conti ( da "Milano Finanza"
del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Né ci si potrà fidare degli indici di solidità, calcolati secondo criteri mutevoli: si pensi solo che l'introduzione di Basilea 2 consentirà alle banche italiane un guadagno gratuito (stimato) di mezzo punto percentuale a livello di Core Tier 1. Un'informazione incompleta colpirà innanzitutto gli investitori meno accorti,
Ridurre
burocrazia e tempi di spesa ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: costo delle operazioni bancarie e il rientro sul fido di conto corrente utilizzato. Sulle nuove linee di credito dell?ultimo trimestre il 22% ha rilevato un aumento dei costi. Non siamo ancora di fonte a una stretta creditizia vera e propria, ma vari segnali vanno purtroppo in questa direzione, pertanto chiediamo alle banche uno sforzo eccezionale per alleviare le azioni restrittive.
OTTAVIO
Righini, il ravennate presidente del Consorzio fidi...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il ravennate presidente del Consorzio fidi... OTTAVIO Righini, il ravennate presidente del Consorzio fidi terziario dell?Emilia Romagna, rilancia la proposta di attivare un sistema con cui favorire il ricorso al credito da parte di singoli, famiglie e piccolissime imprese che si trovino in particolari situazioni di difficoltà, determinata principalmente dall?
COSENZA:
BANCA GARANZIA, CHIAPPETTA (IDV) SCRIVE A PRESIDENTE PROVINCIA.
( da "Asca"
del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: vero che i fondi dedicati si esauriscono subito: stiamo parlando dei Consorzi Fidi di primo e di secondo grado. Il loro funzionamento e' regolato dagli articoli 106 e 107 del Testo Unico Bancario l.385/93, nonche' dalla legge n. 326 del 2003, conosciuta anche come legge-quadro sui confidi, oltre che dalla legge n. 296/06 (Finanziaria 2007), art.
Dalle
Bcc un impegno nel sociale da sei milioni e mezzo
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: recenti iniziative concertate con le associazioni di categoria e i Consorzi Fidi per supportare la gestione ordinaria e lo sviluppo aziendale. Tornando al bilancio sociale, sono state sostenute iniziative di 400 istituzioni locali e protezione civile (550 mila euro), 445 di sanità e assistenza (549 mila euro), 346 nel campo della scuola, dell'istruzione e del lavoro (555 mila euro),
Un
uomo chiamato truffa Charles Ponzi
( da "Riformista,
Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: E nessuno si fida. Qualche piccola truffa però Ponzi riesce ancora a imbastirla e, per liberarsene, il regime gli trova un posto alla sede di Rio de Janeiro della Lati, Linee aeree transcontinentali italiane. Pochi mesi e Ponzi scopre che un lavoro in aeroporto è perfetto per inserirsi nel contrabbando internazionale,
L'IDEA
lanciata da Ottavio Righini, presidente del Consorzio fidi terziario regionale,
di costi... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: presidente del Consorzio fidi terziario regionale, di costi... L?IDEA lanciata da Ottavio Righini, presidente del Consorzio fidi terziario regionale, di costituire un fondo di garanzia anche per singoli, famiglie e micro imprese, registra l?immediato consenso di Gianfranco Spadoni, consigliere comunale della lista civica.
di
GIANCARLO PEDINOTTI* LA CRISI economica è reale e non il pensiero di c...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Comuni dei fondi per aumentare le disponibilità delle Cooperative di Garanzia Fidi per favorire l?accesso al credito da parte dei commercianti. Il ruolo della Camera di Commercio e delle associazioni imprenditoriali è essenziale per la promozione turistica,delle risorse enogastronomiche,per le politiche di internazionalizzazione e per un maggiore uso delle opportunità offerte dall?
( da "Tribuna di Treviso, La" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
L'INTERVENTO
RAFFORZIAMO I CONSORZI FIDI PIERLUIGI ZAMBON * Un provvedimento a favore dei
consorzi fidi del credito artigiano per dare ossigeno alle Pmi e garantire loro
i finanziamenti per continuare a lavorare e produrre, causa le difficoltà delle
banche ad aprire, in questa fase, i cordoni della borsa. Infatti ciò che sta accadendo sui
mercati finanziari di tutto il mondo non può non preoccupare gli operatori
economici locali, anche le piccole imprese che operano nel nostro territorio.
Purtroppo i rischi di un ulteriore allargamento della crisi del credito e le
possibili conseguenze sulle economie nazionali pone ogni imprenditore di fronte
a problematiche completamente nuove per la loro dimensione e per la loro
complessità. Ciò che si manifesta davanti ai nostri occhi è soprattutto il
fallimento di un sistema spesso basato sulla cosiddetta economia di «carta»,
effimera quanto opaca, sulle «alchimie» finanziarie, sulle speculazioni: un
sistema sempre più lontano dall'economia concreta e reale, quella che
realizzano ogni giorno i nostri imprenditori. La gravità e la dimensione della
crisi mette in evidenza, ancora una volta, la necessità di un profondo
ripensamento delle regole, dei controlli e della trasparenza dei mercati. Già
registriamo segnali preoccupanti di restringimento del credito per investimenti
e liquidità e la tendenza degli istituti bancari a contenere gli affidamenti.
Però, ribadiamo, la contrazione del credito non è dovuta alle difficoltà dalle
imprese ma all'eccessivo sbilanciamento degli impieghi delle banche. Le piccole
imprese, tranne rarissimi casi, non sono in sofferenza, sono purtroppo gli
istituti erogatori a corto di liquidità. Già altre associazioni hanno espresso
in questi giorni il fatto che non deve assolutamente essere'chiusò il rubinetto
dei finanziamenti alle Pmi che continuano a produrre e lavorare. Per questo ci
sentiamo di formulare proposte precise al governo ed al Parlamento che stanno
assumendo provvedimenti contro la crisi: vale a dire il varo urgente di un
fondo pubblico che controgarantisca le operazioni dei consorzi fidi del credito
artigiano e che goda della garanzia dello Stato: questo in modo da consentire
alle banche di ridurre il capitale di vigilanza accantonato a fronte del
credito erogato alle piccole e medie imprese e di migliorare il rapporto tra
impieghi e capitalizzazione senza penalizzare le Pmi. Ciò che va impedito è che
le banche - per salvare la propria liquidità - riducano i prestiti o alzino
troppo i tassi d'interesse. I Consorzi fidi, come è noto, sono strumenti di garanzia
per le imprese artigiane che si rivolgono alle banche, soggetti al controllo
della Banca d'Italia, che svolgono un lavoro quotidiano e meritorio al fianco
delle Pmi, garantendone i finanziamenti necessari (a tassi competitivi) per
sviluppare la loro presenza economica sul territorio. (* Presidente Cna
Oderzo-Motta)
( da "Corriere.it" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
retrospettiva
immaginaria del 2009 Il nuovo mondo al tempo della crisi Cade Ahmadinejad, Al
Qaeda cerca di uccidere Obama mentre in Cina... E' stato l'anno in cui si è
smesso finalmente di far previsioni per l'anno a venire. È stato l'anno in cui
si è dovuto rivedere ogni pronostico per lo più verso il basso come minimo tre
volte. È stato l'anno in cui solo chi teneva gli occhi ben chiusi ha potuto
ignorare il paradosso della globalizzazione. Da un lato, la crescente
integrazione dei mercati delle materie prime, dell'industria, della manodopera
e del capitale ha prodotto notevoli profitti. Come Adam Smith aveva previsto ne
«La ricchezza delle nazioni», la liberalizzazione economica ha consentito di
impostare a livello globale economie di scala e divisione del lavoro. Dagli
anni 1980 fino al
( da "Giornale di Brescia" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 02/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia Il '
( da "KataWebFinanza" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
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[16.53.44] 02/01/2009 ore 16.53 PUBBLICITA' Cerca NOVITà: Le quotazioni del
petrolio ai mercati NYMEX e IPE Borsa Italiana Borse Estere News Fondi
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crollo, ma la domanda resta debole (2) (Teleborsa) - Roma, 2 gen - La FIDA
Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione ha rilevato che nel
settore alimentare: " positivi e al di l
( da "Trend-online" del 02-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Purtroppo, non ci
resta che uccidere ?Babbo Murphy?? PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna
di Edoardo Macallè , 02.01.2009 19:57 Scopri le migliori azioni per fare
trading questa settimana!! si trovano sempre d?accordo nelle loro
interpretazioni. Esiste sempre un elemento di dubbio e di disaccordo proprio
perché esistono differenti approcci all?analisi tecnica, che spesso sono
discordanti fra loro.? Neanche un analista quantitativo sarebbe riuscito a
trovar parole migliori per denigrare l?Analisi Tecnica e, nello stesso tempo,
perorar la propria causa di fronte agli occhi di un investitore istituzionale!
E così, anziché fondar filosoficamente l?Analisi Tecnica, Murphy è riuscito
nell?involontario compito d?affondarla quasi del tutto. E, comunque, non solo
filosoficamente: trovate, infatti, nelle sue parole, un buon motivo per cui
possiate ?fidarvi? dell?Analista Tecnica?? E ne trovate forse qualcuno perché,
della stessa, possano fidarsi le grandi istituzioni bancarie?? E guardate che
fidarsi, nel caso, non significherebbe solo assumer decisioni economicamente
rilevanti nel settore degli investimenti, ma anche in quello che s?è soliti
definire ?ricerca e sviluppo?. Vien quasi da pensare che, se negli ultimi
vent?anni l?analisi quantitativa s?è affermata ai danni dell?analisi tecnica,
la colpa sia soprattutto di quest?ultima e della sua infelice idea di darsi
fondamenta su un terreno, quello logico-sistemico, che non solo non le
appartiene, ma sul quale il suo avversario più prossimo avrebbe avuto la
meglio. Perché è inutile nasconderselo: focalizzando la propria attenzione
sulla ?soggettività? delle possibili interpretazioni di mercato, Murphy ha
finito per ?sorvolare? sulla vera obiezione di fondo, mossa dall?analisi
quantitativa a lui e a tutti coloro che utilizzano l?Analisi Tecnica nello
studio dei diversi mercati: l?impossibilità di quantificarne ?matematicamente?
gli strumenti usati (figure, indicatori, ecc.) e, soprattutto, il loro
successo. Matematicamente, infatti, l?Analisi Tecnica non è segue pagina
>>
( da "Milano Finanza" del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Milano Finanza
Numero 002 pag. 17 del 3/1/2009 | Indietro Quanta cipria
su quei conti Di Francesco Ninfole bilanci bancari Nel terzo trimestre 2008 gli
istituti hanno beneficiato delle deroghe ai principi Ias. E quest'anno, c'è da
scommetterci, il maquillage ai risultati sarà più marcato. Complice la crisi. E
in barba alla trasparenza Enrico Cuccia, per quasi 50 anni patron di
Mediobanca, non ha mai nascosto che, aldilà del rispetto della legge, molti
bilanci siano falsi. E mai come ora questo giudizio è vero, soprattutto per i
bilanci bancari, colpiti dalla peggiore crisi finanziaria del Dopoguerra.
Naturalmente il riferimento non è al «falso in bilancio» o ad altre manovre
contro le normative. Tutto il contrario: ci si riferisce a quelle mosse in
bilancio che permettono, proprio grazie alle leggi vigenti, di mascherare
perdite o minusvalenze. Il caso più significativo è quello delle deroghe ai
principi contabili Ias, varate prima dal regolatore internazionale Iasb e poi
approvate dalla Commissione europea lo scorso 15 ottobre. Le modifiche hanno
permesso agli istituti di non contabilizzare la perdita di valore degli asset
(soprattutto quelli illiquidi, che in molti casi non hanno un prezzo di
mercato) a partire dal primo luglio. Un titolo è sceso nel frattempo del 30%?
Non importa, in bilancio resterà il valore di fine giugno. La mossa dei
regolatori non è un semplice regalo alle banche: tiene conto delle attuali
eccezionali condizioni del mercato, che avrebbero potuto punire in misura
eccessiva gli istituti e, in via indiretta, tutto il sistema finanziario.
Nonostante le buone intenzioni, non si può negare l'impatto decisivo su quella
che è la principale fonte di informazioni per gli investitori: il bilancio. Le
note societarie si sono allontonate dalla realtà presente. E proprio qui sta
l'attualità delle osservazioni di Cuccia. Il 2008 si è chiuso e i report
annuali sono in via di compilazione. Ma è ancora possibile credere ai bilanci?
Il preludio di quanto avverrà nei prossimi mesi sono state le ultime
trimestrali, le prime a includere le nuove regole contabili. La principale
novità riguarda il portafoglio titoli, riclassificati dal comparto di trading e
attività «disponibili per la vendita» a quello dei crediti, con il conseguente
cambiamento del criterio di valutazione dal fair value al costo ammortizzato.
Come si può osservare dalla tabella, l'influenza degli Ias è stata
determinante. Non si tratta di cifre da poco.Unicredit ha approfittato più di
tutti delle riclassifiche, che sono state apportate a prodotti strutturati di
credito per 11,9 miliardi, più 7,5 miliardi di altri titoli di debito.
L'impatto positivo sull'utile ante imposte del gruppo è stato pari a 856
milioni.Intesa Sanpaolo ha riclassificato titoli di debito per 9,5 miliardi e
crediti per 1,16 miliardi: l'impatto positivo è stato di 141 milioni sul conto
economico e 212 milioni nel patrimonio netto (al lordo delle imposte). Agli
impatti sul conto economico occorre aggiungere l'effetto del calcolo del costo
ammortizzato, che ha comportato 9 milioni di maggiori interessi attivi. Grazie
agli Ias, Mps ha riclassificato titoli di debito per 769 milioni (con 43
milioni di minori minusvalenze a conto economico), titoli di capitale per 455
milioni (la minusvalenza di 15 milioni sarebbe stata registrata a conto
economico, invece che a patrimonio netto) e altri titoli di debito «disponibili
per la vendita» per 2,17 miliardi (con effetti per 108 milioni, che sarebbero
stati imputati a patrimonio). Il Banco Popolare ha trasferito un portafoglio di
titoli di debito di emittenti corporate (in prevalenza di banche e di
istituzioni finanziarie) per 400,2 milioni e asset backed securities (abs) per
165 milioni, con minusvalenze non contabilizzate per 46,5 milioni. Mediobanca
ha trasferito obbligazioni in carico a 542,5 milioni, principalmente di abs o
di obbligazioni sottoscritte attraverso private placement. La valorizzazione ai
prezzi di mercato avrebbe comportato svalutazioni per 23,8 milioni, di cui 7
milioni da imputare a conto economico. In questo scenario fanno eccezione Bpm e
Ubi Banca, che non hanno apportato alcuna riclassifica al portafoglio trading.
Gli effetti delle modifiche agli Ias si sentiranno in tutte le notifiche
contabili dei prossimi mesi (a cominciare dai bilanci annuali 2008). Nessuno sa
però quanto durerà la sospensione dei principi (legata alle «rare circostanze»
dei mercati, come precisato dallo Iasb), né quali saranno le regole alla fine
della crisi. Ma le incertezze attorno al fair value degli strumenti finanziari
non sono le uniche. Un tema che è destinato a esplodere nel 2009 è quello
dell'avviamento. Le banche italiane vengono da una stagione di fusioni e
acquisizioni, che ha fatto esplodere il peso della voce nell'attivo. Questo è
accaduto soprattutto dopo l'introduzione nel 2005 degli Ias, che prevedono il
goodwill a valore di mercato: ma i prezzi di acquisto allora erano calcolati su
multipli decisamente più alti. E così oggi le banche hanno nell'attivo di
bilancio un avviamento non in linea con lo scenario attuale. La procedura di
revisione del goodwill è quella dell'«impairment test»: gli amministratori cioè
effettuano la svalutazione sulla base di un'aspettativa di duratura perdita di
valore. Ma i manager vorranno svalutare, con la crisi finanziaria che continua
a erodere gli utili? Nella compilazione dei bilanci il peso delle valutazioni
del management è alto e non è detto che l'interesse della società coincida
sempre con la necessità di informazioni al mercato. C'è da credere che dietro
il crollo dei titoli bancari ci sia anche il timore da parte degli investitori
che non sia stata fatta pulizia nei documenti societari. «La responsabilità
delle valutazioni di bilancio è del management», chiarisce Roberto Spiller,
partner della società di revisione Kpmg. «I revisori offrono un giudizio
professionale a posteriori. Gli amministratori arrivano a conclusioni non
arbitrarie, supportate da analisi il più possibile oggettive». Spiller osserva
che gli elementi critici dei bilanci possano essere «le valutazioni su
avviamento, fair value per gli strumenti finanziari e qualità del credito».
Già, perché il problema riguarda tutte le principali classi dell'attivo. Lo si
è visto con le perdite legate al fallimento di Lehman Brothers (ogni società si
è regolata in modo diverso), oppure con il trattamento delle partecipazioni
(non di trading): l'esempio è quello degli azionisti di Telco, che non hanno
svalutato la partecipazione nonostante la caduta della quotazione di Telecom. E
le normative dovranno prima o poi trattare con maggiore chiarezza l'argomento
di tutti quegli asset che in bilancio non hanno neppure uno spazio (i
cosiddetti veicoli fuoribilancio: conduit, siv, spe). La crisi, insomma, ha accentuato
la componente di discrezionalità dei manager. è lecito pensare che l'obiettivo
nel 2009 sarà sfoggiare utili in conto economico (per esempio riducendo gli
accantonamenti, spiegano fonti di mercato) e stare alla larga da svalutazioni
nello stato patrimoniale. Né ci si potrà fidare degli
indici di solidità, calcolati secondo criteri mutevoli: si pensi solo che
l'introduzione di Basilea 2 consentirà alle banche italiane un guadagno
gratuito (stimato) di mezzo punto percentuale a livello di Core Tier 1.
Un'informazione incompleta colpirà innanzitutto gli investitori meno accorti,
che già devono destreggiarsi tra operazioni straordinarie, variazioni di
perimetro e utili adjusted. «In questa fase le banche sono sotto osservazione
da parte delle autorità di vigilanza», spiega Vincenzo Capizzi, docente di
economia degli intermediari finanziari allo Sda Bocconi. «Ma qualcosa in più va
certamente fatto sul lato della trasparenza. Per esempio, occorre un maggior
dettaglio dei risultati per area e tipologia di prodotti finanziari, per
evitare di nascondere cattive performance nelle voci aggregate di bilancio». In
mancanza di una normativa univoca, gli istituti più trasparenti rischiano di
essere penalizzati. Perlomeno nel breve periodo. (riproduzione riservata) bilanci
Mediobanca Ias Iasb crisi istituti Alias
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( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
CESENA AGENDA pag.
11 Ridurre burocrazia e tempi di spesa SPORTELLO CONFARTIGIANATO CONOSCERE per
capire e per poi agire: questo il senso dell?indagine condotta da
Confartigianato sul rapporto tra imprese e istituti bancari nell?ultimo
trimestre del 2008 (intervistate 205 aziende) dalla quale emergono dati
interessanti per poter intervenire cercando di migliorare i rapporti tra banche
e imprese. Le principali azioni restrittive sono l?aumento dello spread quello
del costo delle operazioni bancarie e il rientro sul fido di conto corrente
utilizzato. Sulle nuove linee di credito dell?ultimo trimestre il 22% ha
rilevato un aumento dei costi. Non siamo ancora di fonte a una stretta
creditizia vera e propria, ma vari segnali vanno purtroppo in questa direzione,
pertanto chiediamo alle banche uno sforzo eccezionale per alleviare le azioni
restrittive. IN QUESTI tre mesi le azioni congiunte di Provincia, Camera di
commercio, Comuni e banche con i plafond a favore del credito agevolato alle
imprese sono state positive. Quanto agli istituti di credito, ciò che conta è
che non si configurino come operazioni di marketing, ma si traducano in risorse
aggiuntive e straordinarie rispetto a quelle ordinarie. D?altro canto banche e
imprese sono legate a un filo comune: se va in difficoltà il tessuto produttivo
anche gli istituti di credito ne risentono. In questo senso l?appesantimento di
costi e l?eccessiva rigidità nell?erogazione del credito rischiano di bloccare
lo sviluppo economico. Banche locali e nazionali sono entrambe partner
fondamentali per le imprese ma è evidente che dagli istituti di credito espressione
del territorio, proprio per il radicamento e la mission che rivestono, ci
aspettiamo risposte coerenti nel sostegno alle imprese. FONDAMENTALE è la
creazione di rapporti trasparenti. La stragrande maggioranza delle aziende
intervistate dice ad esempio di non essere stata informata dalla propria banca
circa la classe di merito a cui appartengono. Tutte le imprese hanno inoltre
risposto di conoscere le condizioni loro applicate dalle banche, ma il 22% si è
detto interessato al servizio Confartigianato di affiancamento per la lettura
dell?estratto conto. Una su cinque circa delle imprese chiede anche la
collaborazione di Confartigianato per interloquire più proficuamente con il
mondo delle banche e trattare le condizioni migliori. Oltreché dagli istituti di
credito, le imprese si aspettano segnali dai partner pubblici e istituzionali.
Serve sgravare la burocrazia e ridurre i tempi di pagamento: anche nel nostro
territorio si rileva infatti un aumento dei tempi da parte di Comuni e Ausl.
Stefano Ruffilli e Stefano Bernacci presidente e segretario Confartigianato
ForlìCesena
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
RAVENNA pag. 9
OTTAVIO Righini, il ravennate presidente del Consorzio fidi... OTTAVIO Righini,
il ravennate presidente del Consorzio fidi terziario dell?Emilia Romagna,
rilancia la proposta di attivare un sistema con cui favorire il ricorso al
credito da parte di singoli, famiglie e piccolissime imprese che si trovino in
particolari situazioni di difficoltà, determinata principalmente dall?attuale
situazione di crisi. «L?idea non è nuova. L?ho elaborata ? spiega Righini ?
esattamente dieci anni fa, grazie all?esperienza fatta nel sistema dei
Confidi». Quella proposta, caduta allora nel vuoto, viene oggi attuata dal
Comune di Milano. «Riprendo l?idea ? afferma il presidente di Cofiter ? e mi
rivolgo a chi dovrebbe esservi interessato, soprattutto coi tempi che corrono e
le difficoltà di molti. I destinatari della mia proposta? La Provincia, i
Comuni, la Camera di commercio, i sindacati dei lavoratori dipendenti, le
associazioni delle categorie imprenditoriali, la cooperazioni, le Fondazioni
bancarie, le stesse banche». In che modo dovrebbero operare? Mettendo a
disposizione somme per costituire un fondo di garanzia, atto a prestare
fideiussione al sistema bancario per l?accesso al
credito delle fasce più deboli oggi in momentanea difficoltà, ma capaci di
riprendersi al ritorno, è sperabile, della normalità economica. «Oggi è più
importante la garanzia per l?accesso al credito ? rileva Righini ? piuttosto
che la ricerca di un buon prezzo del denaro, che già da sé è abbastanza
contenuto, e potrebbe diventarlo ulteriormente. Come esempio si pensi che con 1
milione di euro si potrebbero garantire fino a 20 milioni di mutui garantiti al
50%, come a dire 4000 mutui da 5 mila euro l?uno, e non statici ma rinnovabili
man mano che avvengono i pagamenti delle rate». «LANCIO ancora l?idea ? insiste
Righini ? e mi auguro possa essere presa in considerazione. I tempi non sono
facili, ed i prossimi mesi potrebbero essere peggiori, ma si arriverà ad una ripresa.
Se il fondo sarà gestito con attenzione, molta parte dei soldi messi in gioco
ritornerebbero a chi li ha messi a disposizione».
( da "Asca" del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
COSENZA: BANCA
GARANZIA, CHIAPPETTA (IDV) SCRIVE A PRESIDENTE PROVINCIA (ASCA) - Cosenza, 3
gen - ''Apprendiamo dalla stampa che la Camera di Commercio e la Provincia di
Cosenza stanno dandosi un gran daffare per costituire una ''Banca di
garanzia'', che dovrebbe favorire l'accesso al credito per le imprese della
nostra Provincia. E' noto, infatti, che il credito - essenziale motore dello
sviluppo - nel Mezzogiorno latita. Nella nostra Provincia, poi, e' realmente
merce preziosa. E non solo per i tassi di interesse, in genere piu' alti di due
o tre punti (che sono un'enormita') rispetto alla media del Paese, ma proprio
perche' e' difficile avere soldi in prestito dalle banche, con qualche luminosa
eccezione, si capisce. Le ragioni ufficiali sono sempre le solite: il
territorio e' difficile, la rischiosita' e' maggiore, qui la gente paga meno
che in altre parti d'Italia, eccetera. Questo non e' meno vero che altrove, e
viene abbondantemente scontato dai tassi di interesse molto piu' elevati''. Lo
scrive Antonio Chiappetta, responsabile provinciale politico di Idv, al
Presidente della Provincia di Cosenza. ''Il problema e' la mancanza di fiducia
degli sportelli bancari nei confronto dei nostri operatori e delle nostre
imprese; sul credito al consumo, quello concesso alle famiglie a reddito fisso,
non c'e' mai stata una vera e propria stretta, anzi. Di qui l'idea di favorire
- attraverso una istituzione apposita - la fiducia delle banche verso le
aziende locali: la Banca di garanzia che interviene appunto a garantire il
credito, con proprie fidejussioni o altri strumenti pensati ad hoc. Sembra
geniale. Peccato, pero' - scriv Chiappetta -che sul territorio qualcosa del genere
ci sia gia' e funzioni benissimo, tanto e' vero che i fondi
dedicati si esauriscono subito: stiamo parlando dei Consorzi Fidi di primo e di
secondo grado. Il loro funzionamento e' regolato dagli articoli 106 e 107 del
Testo Unico Bancario l.385/93, nonche' dalla legge n. 326 del 2003, conosciuta
anche come legge-quadro sui confidi, oltre che dalla legge n. 296/06
(Finanziaria 2007), art. 1, commi 881 e 882''. red/uda/ss (segue) (Asca)
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Dalle Bcc un impegno
nel sociale da sei milioni e mezzo Sabato 3 Gennaio 2009, Udine Supporto a solidarietà
e assistenza, ma anche a cultura, arte, scuola, lavoro e ambiente: il Bilancio
sociale delle Banche di Credito Cooperativo del Fvg annovera il sostegno a
3.845 iniziative della comunità regionale, per un importo complessivo che ha
superato i 4,7 milioni di euro. Se a questa cifra si aggiunge quella delle
sponsorizzazioni, si arriva a 6 milioni 506 mila euro: in pratica, osserva il
direttore della federazione Gilberto Noacco, 17 mila 800 euro erogati, in
media, ogni giorno dell'anno, per sostenere la preziosa attività delle tante
realtà che operano nel sociale in Friuli. Tutti dati che confermano la naturale
attenzione delle Bcc verso l'economia reale espressione del territorio,
attenzione che, tanto più nella difficile congiuntura attuale, si è concretizzata
negli ultimi mesi in iniziative specifiche nel credito alle famiglie, verso cui
le Bcc hanno una quota di mercato che supera il 21%, e delle pmi, settore in
cui l'incidenza delle Bcc raggiunge il 24% del mercato. Verso queste ultime, si
evidenziano le recenti iniziative concertate con le
associazioni di categoria e i Consorzi Fidi per supportare la gestione
ordinaria e lo sviluppo aziendale. Tornando al bilancio sociale, sono state
sostenute iniziative di 400 istituzioni locali e protezione civile (550 mila
euro), 445 di sanità e assistenza (549 mila euro), 346 nel campo della scuola,
dell'istruzione e del lavoro (555 mila euro), 1.433 di sport e attività
ricreative (1 milione 772 mila euro),
( da "Riformista, Il" del 04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Un uomo chiamato
truffa Charles Ponzi antesignano. Quando si è autodenunciato alla Sec Bernie
Madoff ha detto:«Il mio è uno schema Ponzi». La storia di mister 50 per cento,
il figlio di un postino di Parma che all'inizio del Novecento si fece dare
soldi da mezza America. di Stefano Feltri Il 10 agosto 1920 al Kiwanis Club c'è
tutta la Boston che conta. Finita la cena, mentre comincia a circolare il
whisky, sale sul palco l'ospite invitato dal club, l'uomo di cui tutta la città
parla da un anno. Charles Ponzi, il mago del 50 per cento, come lo chiama la
stampa. Al momento dell'invito da parte del Kiwanis non c'era ancora
l'inchiesta della Commissione nazionale bancaria, il Boston Post non aveva
ancora iniziato la sua campagna e Ponzi era soltanto l'uomo capace di creare
denaro dal nulla, di rendere tutti più ricchi con una velocità che nessun
altro, neppure Wall Street, che iniziava a riprendersi dopo il grande panico
del 1907, era in grado di offrire. E anche il 10 agosto, nonostante tutto, dopo
il discorso c'è la fila di membri del club che vogliono consegnare a Ponzi il
proprio denaro. Perché Charles Ponzi, fin da quando si chiamava Carlo e viveva
a Parma, è uno che sa parlare: «Un giorno ho scoperto che i buoni di risposta
internazionali venivano venduti all'estero per l'equivalente di 6 centesimi e
si potevano convertire poi in francobolli americani di valore superiore. Quindi
ho solo dovuto iniziare a contare quanti nichelini ci volevano per fare un
milione». I buoni di risposta erano un'innovazione recente, del 1906, che in un
mondo di grandi migrazioni (soprattutto verso gli Stati Uniti) aveva goduto di
un successo immediato: chi scriveva ai parenti lontani, o le aziende che
contattavano fornitori e clienti all'estero, allegava alla lettera il pagamento
per la risposta. Ma non potendo comprare i francobolli stampati da un altro
stato doveva ricorrere a questi buoni (che esistono tuttora, il modello attuale
è il Beijing modèle n° 2) che poi venivano cambiati con francobolli locali. Il
pubblico del Kiwanis Club ascolta, ma anche quelli che hanno già beneficiato
del perfetto schema di Ponzi stentano a seguire il ragionamento, finché il
finanziere non fa un esempio con i numeri: «Prendo un dollaro, con il cambio di
oggi ottengo 18 lire italiane che mi bastano per comprare in Italia 60 buoni di
risposta internazionali che poi converto negli Stati Uniti per 3 dollari». Un
rendimento del 200 per cento. Non c'è nulla di illegale, «al massimo poco
etico» ammetterà lo stesso Ponzi in un'altra occasione. Sfrutta le rigidità del
sistema postale, quelle che gli economisti chiamano possibilità di arbitraggio,
e produce denaro con beneficio di tutti. Due giorni dopo, il 12 agosto, Charles
Ponzi viene arrestato. Tutti sospettavano che il meccanismo di Ponzi fosse un
po' troppo perfetto per essere onesto, ma il primo a intuire dove stava il
trucco è Clarence Barron, il caporedattore della finanza del Boston Post, uno
dei giornalisti economici più famosi di quegli anni. Bastano pochi conti,
scrive in prima pagina l'11 agosto, per capire che l'intera offerta mondiale di
buoni di risposta internazionali è inferiore a quello che servirebbe a Ponzi
(almeno 200mila dollari di coupon) per ottenere i profitti che promette. Il
giorno dopo l'ispettore della Commissione bancaria nazionale che indaga su
Ponzi, Edwin Ride, conferma che il mago venuto da Parma ha comprato in tutta la
sua carriera solo 30 dollari di coupon. Il resto è una piramide di carta. Ponzi
ha fondato la sua società nel 1919, si chiama Securities exchange company, la
sigla Sec è la stessa che identificherà poi la Commissione di vigilanza sulla
Borsa, per investire in coupon postali. Nel caos monetario di quegli anni, con
la Federal reserve che esiste da un lustro e ancora non ha il monopolio sulla
valuta, Ponzi si mette a stampare moneta, le Investors notes, o Iou. Chi
consegna a Ponzi meno di 100 dollari riceve una Iou verde, arancione chi
investe tra 100 e 1.000 dollari, blu per somme superiori. La Securities
promette, dopo 90 giorni, 1,50 dollari per ogni dollaro investito. Molti sono
scettici, e Ponzi rilancia: stesso rendimento, il 50 per cento, dopo soli 45
giorni. In tre mesi raccoglie 30mila dollari, il successo è tale che può
permettersi di assumere agenti che incassano una commissione per ogni Iou che
riescono a vendere. Una decisione che è anche una necessità: perché solo
continuando a raccogliere investimenti Ponzi può pagare i rendimenti promessi
ai primi clienti. Ma il trucco decisivo è un altro: i soldi vengono pagati solo
a chi vuole uscire dal gioco, gli altri possono lasciarli nelle mani di Ponzi e
vederli crescere del 50 per cento ogni tre mesi. Pochissimi si accontentano,
quasi tutti preferiscono confermare l'investimento. Risultato: quando Ponzi
finisce in carcere ha 2 milioni di attività e 7 di debiti, per l'epoca una
cifra enorme. La storia dei buoni postali era solo un'esca, il vero business
erano i debiti. La Commissione bancaria del Massachussets blocca le attività
della Securities subito dopo l'arresto di Ponzi e gli investitori perdono
tutto. Anche la banca che gestiva la parte tecnica delle operazioni, la Hanover
Trust viene chiusa: «Non sapevamo nulla», giurano i vertici. Anche loro si
erano lasciati convincere dalle chiacchiere di Ponzi. E dalle commissioni che
guadagnavano da ogni transazione. In questo Ponzi è sempre stato bravo:
ispirare fiducia, sedurre, rassicurare nei modi e nell'aspetto, con un vestito
e un cappello sempre un po' troppo costosi. Anche gli abiti erano per Ponzi un
investimento ad alto rendimento. Fin da quando va a studiare giurisprudenza a
Roma, lasciando la famiglia a Parma: gioca, scommette, frequenta la meglio
borghesia lui che, figlio di un postino, non ne avrebbe le risorse. Un giorno
racconta agli amici che è pronto a cercare ricchezza oltreoceano. In realtà i
genitori gli hanno detto che da loro avrebbe ottenuto ancora soltanto un
biglietto per la traversata dell'Atlantico. Sola andata. L'inizio è pessimo:
comincia a lavorare per uno zio d'America che, nel suo caso, è soltanto un
commerciante di frutta e verdura. L'attività fallisce in pochi mesi. Forse in
Canada andrà meglio. Carlo Ponzi, nel frattempo diventato Charles, arriva a
Montreal nel 1907, mentre a Wall Street JP Morgan sta cercando da solo di
riportare la calma in un'economia terrorizzata dal ripetersi del grande panico
che nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
RAVENNA CRONACA pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
04-01-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PESARO pag. 4 di
GIANCARLO PEDINOTTI* LA CRISI economica è reale e non il pensiero di c... di
GIANCARLO PEDINOTTI* LA CRISI economica è reale e non il pensiero di
catastrofisti di professione. La crisi occupazionale, l?aumento della cassa
integrazione, il calo generalizzato dei consumi sono solo alcuni degli aspetti
negativi che coinvolgono le imprese, soprattutto quelle piccole e del terziario
in particolare che non hanno ammortizzatori sociali e non beneficiano dei tanto
decantati interventi pubblici. Ma pur in questo contesto sconfortante abbiamo
il dovere di reagire,di ricreare un clima generalizzato di fiducia e guardare
oltre la crisi. Intanto è necessario che il sistema bancario
aiuti e stia al fianco delle imprese : per sostenere i programmi di
investimento ma anche per la necessaria liquidità aziendale. IN MODO
particolare le piccole imprese che hanno sempre pagato il denaro più caro, che
hanno avuto sempre maggiore difficoltà di accesso al credito ma che , alla
fine, hanno sempre onorato i propri impegni non lasciando alle banche
?voragini? di insolvenze. Queste imprese non possono essere abbandonate a se
stesse con la scusa dei ?rating? o di ?Basilea?. Vanno aiutate a reggere l?onda
d?urto di questa crisi per essere pronte a svolgere la propria missione al termine
prossimo della congiuntura negativa. E? poi necessario rivalutare il ruolo del
turismo e del commercio se vogliamo che l?attuale crisi, con il solo e ripetuto
sostegno alle imprese che ciclicamente sono in difficoltà e stanno in piedi
solo grazie agli interventi pubblici ed agli ammortizzatori sociali, ci insegni
a valorizzare al meglio le nostre vere risorse ed opportunità economiche. Il
TURISMO, con i benefici diretti ed indiretti a tutto il sistema
imprenditoriale, è l?attività da sostenere. Ma è necessaria una cabina di regia
unica a livello regionale e provinciale per realizzare una efficace e
produttiva attività promozionale in grado di far uscire la nostra regione
dall?anonimato. La promozione turistica deve essere programmata e gestita
dall?Assessorato regionale al Turismo e non dal settore Internazionalizzazione
o dalla Svim. A livello provinciale con la recente firma del protocollo
d?intesa tra Camera di Commercio e Provincia è stato fatto un passo in avanti
sulla semplificazione e unitarietà del sistema turistico. Lo riteniamo un primo
passo per una vera governance unitaria del settore al quale non è possibile
ridurre le risorse nei bilanci di Provincia e Comuni. Così come è necessaria
una completa riorganizzazione dell?assessorato regionale. PER IL COMMERCIO
ribadiamo soddisfazione per la decisione dell?assessore regionale Vittoriano
Solazzi di bloccare per un anno la grande distribuzione : vanno tutelate le
piccole imprese, i centri storici e le zone a maggiore vocazione commerciale.
Ma andranno anche riviste le politiche comunali dei parcheggi che oggi, quasi
tutti a pagamento, rappresentano un disincentivo per una rivitalizzazione delle
nostre città. Andranno poi previsti nei bilanci di Provincia e Comuni dei fondi
per aumentare le disponibilità delle Cooperative di Garanzia Fidi per favorire
l?accesso al credito da parte dei commercianti. Il ruolo della Camera di
Commercio e delle associazioni imprenditoriali è essenziale per la promozione
turistica,delle risorse enogastronomiche,per le politiche di
internazionalizzazione e per un maggiore uso delle opportunità offerte
dall?Unione Europea. Infine la Confcommercio è impegnata per una rapida e
profonda revisione degli studi do settore : le imprese non possono essere
costrette a pagare le tasse per ricavi che non hanno realizzato a causa di
questa pesante crisi. ????? *Presidente Confcommercio di Pesaro e Urbino Image:
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