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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE”

 

 

 

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Report "Revoca fidi"  1-4 maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Revoca fidi

Artfidi Lombardia, i finanziamenti salgono a 85 milioni ( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il consorzio fidi dell'Associazione Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli, in un periodo di crisi e di restrizione del credito alle imprese, ha garantito finanziamenti per 84 milioni e 907mila euro, di cui 38, 3 milioni finalizzati ad investimenti, 32 per liquidità, 13 per riequilibrio finanziario e 1,

Apiveneto Fidi, più 20% gli affidamenti 2009 ( da "Arena, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: assemblea dei soci approva il bilancio e cresce anche nel primo trimestre Apiveneto Fidi, più 20% gli affidamenti 2009 Incorpora Nordest Finanza e chiede l'iscrizione all'elenco degli intermediari Tommasi: più vicini alle pmi Più affidamenti a favore delle piccole e medie imprese del Veneto nel 2009 per Apiveneto Fidi, il consorzio di garanzia fidi di Apindustria regionale.

Segue DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà costretto a selezionare il credit... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: sufficienti alcuni provvedimenti di rafforzamento dei consorzi fidi o di alcuni aiuti, peraltro auspicabili, alle famiglie. La crisi si supera prima di tutto aiutando le imprese, che rappresentano il volano dell'economia, consci che ci sarà purtroppo una selezione: quelle marginali saranno costrette a chiudere i battenti o ricercare accordi di aggregazione con altre per resistere.

Artfidi, un anno di corsa Il 2009 subito in crescita ( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: 2008 positivo per la cooperativa fidi dell'Associazione Artigiani L'anno scorso garantite operazioni per quasi 85 mln Nel periodo gennaio-marzo già oltre i 50 milioni di euro 01/05/2009 rss e-mail print Il direttore Francesco Gabrielli Un 2008 di corsa per Artfidi Lombardia, il confidi dell'Associazione Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli -

Anticipo fatture: accordo con le banche, tasso scontato ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: Si tratta di aiuti alle aziende ad avere fidi più elevati (ad esempio dal 50 all'80 per cento). Grazie a due fondi di controgaranzia, rispettivamente di 450mila euro e 250mila, finanziati da Camera di commercio, la Provincia e il Comune. I COMUNI del Golfo hanno presentato in Regione il Piano di sviluppo locale integrato.

la libreria-fenomeno in rete - adina agugiaro ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non abbiamo problemi di liquidità e non ci serviamo dei fidi bancari. Non sentiamo la crisi perché i nostri sono lettori forti, che non rinunciano ad acquistare ed abbiamo molte risorse da investire». Esiste un Luca Ometto fuori da Webster? «Non equivochiamo: non sono uno stakanovista del lavoro, qui persone capaci si occupano della parte operativa.

una guida per lo shopping su internet ( da "Centro, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non si fida e ben il 42% non osa fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non ritiene internet sicuro per le transazioni e la diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online.

Vademecum per acquisti su Internet ( da "Libertà" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: non si fida e ben il 42% non osa fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non ritiene internet sicuro per le transazioni e la diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online.

Artigiani, appello alle banche ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: il consorzio di garanzia fidi per l'artigianato pordenonese, affinchè si riduca sensibilmente la percentuale di aziende che, rivolgendosi al mondo bancario, ottenga un diniego». L'appello «è soprattutto rivolto alle banche e al Governo. Alle banche affinchè responsabilmente si intervenga sul costo del credito ripristinando condizioni di mercato accettabili.

EUROFIDI: PEZZETTO CONFERMATO PRESIDENTE. ( da "Asca" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: stato confermato per il prossimo triennio presidente di Eurofidi il piu' importante consorzio di garanzia fidi italiano, controllato da Finpiemonte, finanziaria della regione Piemonte. Nel primo quadrimestre di quest'anno Eurofidi ha erogato garanzie per 379 milioni di euro a fronte di erogazioni di finanziamenti da parte del sistema bancario per 656 milioni di euro.


Articoli

Artfidi Lombardia, i finanziamenti salgono a 85 milioni (sezione: Revoca fidi)

( da "Giornale di Brescia" del 01-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Edizione: 01/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Artfidi Lombardia, i finanziamenti salgono a 85 milioni E le insolvenze restano decisamente basse. Sono lo 0,6% dell'erogato. Il consorzio guidato da Battista Mostarda e Francesco Gabrielli ha oltre 15mila soci BRESCIACon 15.247 soci (l'incremento del 2008 è stato di 897 unità), Artfidi Lombardia, il consorzio fidi dell'Associazione Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli, in un periodo di crisi e di restrizione del credito alle imprese, ha garantito finanziamenti per 84 milioni e 907mila euro, di cui 38, 3 milioni finalizzati ad investimenti, 32 per liquidità, 13 per riequilibrio finanziario e 1,3 per antiusura ai sensi della Legge 108/96. Bassissime le insolvenze. Un dato questo che, assommato a quello degli anni precedenti, vede la percentuale media delle insolvenze nel periodo 1998-2008 pari allo 0,60% al netto dei recuperi effettuati, a dimostrazione evidente della solidità e della serietà delle imprese bresciane. I dati di sintesi dell'attività di Artfidi Lombardia sono stati forniti ieri, durante l'assemblea generale dei soci, dal presidente Battista Mostarda, in una relazione che segna la chiusura del secondo anno di attività di un consorzio che, lo ricordiamo, è nato nel 2007 e che ha approvato il bilancio 2008 che presenta un utile di esercizio di 187.989 euro. «Con il 2008 - ha infatti detto Mostarda nella sua relazione - si è concluso il primo esercizio gestito interamente da Artfidi Lombardia, dopo la fusione per incorporazione del Confialo di Lodi, della Cooperativa Artigiana di Crema e di Crema Fidi in Artfidi Brixia, che ha modificato la denominazione in Artfidi Lombardia». «I risultati ottenuti nel 2008 - ha aggiunto Mostarda - sono stati molto positivi e, dopo l'anno della transizione, l'incremento delle approvazioni di operazioni di garanzia è stato del 47,73%. L'obiettivo principalmente perseguito con la fusione è stato senza dubbio il rafforzamento della struttura patrimoniale, che ha consentito una maggiore disponibilità di erogazione ai soci. I risultati raggiunti, superiori alle previsioni e alle aspettative, testimoniano la bontà delle scelte compiute». La ripartizione dei soci dà l'esatta situazione territoriale del consorzio: i bresciani sono 12.727, quelli dell'unità locale di Crema 1.642, quelli di Lodi 878. Artfidi Lombardia, se si guardano i dati aggregati anche degli anni precedenti, ha costantemente incrementato la sua operatività e dai dati emerge la fotografia delle richieste delle aziende che vedono quelle per liquidità passare dal 48,62% del 2007 al 53,50% del 2008, con un'evidente connessione con la mancanza di liquidità generale di cui soffrono le aziende in conseguenza della crisi. Si è invece invertito il continuo aumento delle richieste provenienti da aziende di servizio, a scapito delle aziende di produzione. Nel 2008 si è passati infatti dal 79,4% al 78,6%. Interessante anche la ripartizione dell'operatività per gruppo bancario, che vede il gruppo Ubi Banca rappresentare il 38,21%, seguito dalle Banche di credito cooperativo con il 19,10%, dal gruppo Banco Popolare, che detiene complessivamente il 10,10% e dal gruppo Unicredit Banca, con il 7,54%. Significativi, infine, i dati del primo trimestre del 2009 che Battista Mostarda ha anticipato. «Nel primo trimestre di quest'anno - ha detto il presidente di Artfidi Lombardia - abbiamo istruito 846 pratiche per 51, 8 milioni di euro, contro il primo trimestre del 2008, con 510 pratiche per 28 milioni di euro». Dati importanti, che testimoniano di come il sistema confidi stia funzionando per garantire alle imprese l'ossigeno finanziario necessario a superare la crisi. Silvano Danesi

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Apiveneto Fidi, più 20% gli affidamenti 2009 (sezione: Revoca fidi)

( da "Arena, L'" del 01-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Venerdì 01 Maggio 2009 ECONOMIA Pagina 39 CREDITO. L'assemblea dei soci approva il bilancio e cresce anche nel primo trimestre Apiveneto Fidi, più 20% gli affidamenti 2009 Incorpora Nordest Finanza e chiede l'iscrizione all'elenco degli intermediari Tommasi: più vicini alle pmi Più affidamenti a favore delle piccole e medie imprese del Veneto nel 2009 per Apiveneto Fidi, il consorzio di garanzia fidi di Apindustria regionale. Ieri l'assemblea dei soci ha approvato il conti dell'esercizio chiuso al 31 dicembre, che mostra una crescita del 20% dell'attività nel primo trimestre 2009, e ha approvato l'incorporazione della società Nord Est Finanza che, come spiega una nota, offrirà «alle pmi venete una consulenza finanziaria sempre più qualificata e completa». Nel 2008, si legge nella nota, si registra un consolidamento dei volumi: il patrimonio netto risulta pari a 12 milioni di euro (+5%), mentre gli affidamenti garantiti hanno raggiunto i 160 milioni di euro con quasi 1.400 imprese venete beneficiarie; sono 21 le convenzioni attivate con altrettanti istituti di credito presenti nel territorio regionale. A questo consolidamento finanziario è corrisposta una crescita del numero dei soci, passati dai 1.244 di fine 2007 ai 1.363 del 31 decembre scorso, con un incremento del 9,5%; inoltre si è registrato il rafforzamento sul territorio, con incrementi dell'attività nelle province di Verona, Vicenza e Padova, l'apertura di uno sportello a Bassano del Grappa e il proseguo del piano di sviluppo nella provincia di Treviso. Il bilancio 2008 si è chiuso con un utile "simbolico" di circa 20 mila euro, ma con «robusti accantonamenti straordinari» destinati ad aumentare i fondi di garanzia in questo difficile periodo economico e consentire così al maggior numero possibile di piccole e medie imprese di accedere al credito. «Questo è un modo concreto», commenta il presidente Gianni Tommasi, «per essere al fianco delle pmi in un momento di forte criticità per la finanza d'impresa» che è «il filo conduttore di tutta la nostra attività, come dimostrano anche i dati relativi all'attività del primo trimestre di quest'anno». Nei primi tre mesi del 2009, infatti, proprio mentre si sono moltiplicati i segnali di difficoltà nei rapporti tra le imprese e molti istituti di credito, gli affidamenti garantiti da Apiveneto Fidi sono aumentati del 20% rispetto allo stesso periodo del 2008, raggiungendo i 35 milioni e sono stati accolti 50 nuovi soci da tutto il territorio regionale. L'assemblea dei soci, sempre ieri, ha anche dato il via libera all'incorporazione della società Nord Est Finanza, già controllata al 100% da Apiveneto Fidi, che costituirà a tutti gli effetti la Divisione finanza del Confidi regionale, pur continuando ad operare con il proprio marchio. «Seguiamo costantemente l'evoluzione della situazione», ha detto Tommasi riferendosi alla concessione di credito, «con un monitoraggio continuo dello stato finanziario delle imprese venete, e stiamo mettendo in campo tutte le risorse professionali ed economiche disponibili per sostenere le pmi: i numeri dei primi tre mesi dell'anno, per quanto straordinari, sono solo la conseguenza di questa strategia». Rientra in questa prospettiva anche la disponibilità a nuove alleanze strategiche «con Istituti di Credito, altri Confidi e partner istituzionali che condividano le nostre strategie ed il nostro approccio alle imprese, a partire dalla Regione Veneto, con la quale abbiamo recentemente realizzato il progetto pmi, assieme alle banche di credito cooperativo del Veneto». «Ci stiamo preparando all'iscrizione nell'elenco degli Intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia», ha detto Tommasi, «e contiamo di raggiungere questo traguardo entro la fine di quest'anno. Questo ci consentirà di concedere garanzie assimilate a quelle bancarie, divenendo pertanto ancora più incisivi nella nostra attività di tutela ed affiancamento delle pmi socie».  

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Segue DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà costretto a selezionare il credit... (sezione: Revoca fidi)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

REGGIO pag. 11 Segue DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà costretto a selezionare il credit... Segue DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà costretto a selezionare il credito. Mentre i bilanci 2008 risentono in misura minima della crisi improvvisa che ha colpito il mercato, il fenomeno si accentuerà in quelli del 2009, con conseguente tensione del sistema finanziario. I parametri infatti da rispettare metteranno in difficoltà perciò diverse imprese piccole e grandi. Mi aspetto perciò che la vera crisi comincerà nel secondo semestre del corrente anno e nel 2010. Si tratta perciò di sollecitare le imprese perché si organizzino, predisponendo piani industriali almeno a tre anni per verificare i punti critici della loro situazione e correre ai ripari per tempo incontrandosi anche in via anticipata col sistema bancario. Dall'altro si rende necessario organizzare a livello pubblico-privato un fondo specifico, analizzare le singole posizioni e, se del caso, intervenire con nuove risorse. Tale istituzione può avere anche il carattere provinciale e deve consistere in risorse significative. Escludo che possano essere sufficienti alcuni provvedimenti di rafforzamento dei consorzi fidi o di alcuni aiuti, peraltro auspicabili, alle famiglie. La crisi si supera prima di tutto aiutando le imprese, che rappresentano il volano dell'economia, consci che ci sarà purtroppo una selezione: quelle marginali saranno costrette a chiudere i battenti o ricercare accordi di aggregazione con altre per resistere. Il sacrificio grande sarà comunque per i lavoratori per i quali l'occupazione viene ridotta. Avremo purtroppo qualche anno difficile e le imprese dovranno stare all'erta. Carlo Baldi

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Artfidi, un anno di corsa Il 2009 subito in crescita (sezione: Revoca fidi)

( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Artfidi, un anno di corsa Il 2009 subito in crescita RISORSE E IMPRESE. Un 2008 positivo per la cooperativa fidi dell'Associazione Artigiani L'anno scorso garantite operazioni per quasi 85 mln Nel periodo gennaio-marzo già oltre i 50 milioni di euro 01/05/2009 rss e-mail print Il direttore Francesco Gabrielli Un 2008 di corsa per Artfidi Lombardia, il confidi dell'Associazione Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli -: emerge dai dati approvati ieri dall'assemblea, che riassumono l'esercizio 2008: il bilancio, tra l'altro, evidenzia un utile di 187.989 euro. CON 15.247 SOCI (897 in più l'anno scorso; i bresciani in totale sono 12.727, quelli di Crema 1.642, quelli di Lodi 878), nonostante il periodo di crisi e di restrizione del credito, la cooperativa ha garantito alle imprese finanziamenti per 84,907 mln di euro: 38, 3 milioni finalizzati a investimenti, 32 per liquidità, 13 per riequilibrio finanziario e 1,3 per antiusura ai sensi della legge. Bassissime - è stato sottolineato - le insolvenze: il dato medio nel periodo 1998-2008 è pari allo 0,60% al netto dei recuperi effettuati. «Con il 2008 - ha detto il presidente - si è concluso il primo esercizio di Artfidi Lombardia dopo la fusione per incorporazione del Confialo di Lodi, della Cooperativa Artigiana di Crema e di Crema Fidi in Artfidi Brixia», con conseguente modifica della denominazione. «I risultati ottenuti - ha aggiunto Mostarda - sono stati molto positivi: l'incremento delle operazioni approvate è stato del 47,73%. Le richieste delle aziende per liquidità passare sono passate dal 48,62% del totale nel 2007 al 53,50% dell'anno scorso, con un'evidente connessione con le difficoltà determinate dalla crisi generale. Inversione di tendenza, invece, riguardo le richieste presentate da aziende di servizio a scapito di quelle produttive: l'anno scorso si è passati dal 79,4% al 78,6%. Considerata l'operatività per gruppo bancario - è stato sottolineato - Ubi Banca ha rappresentato il 38,21%, seguito dalle Bcc con il 19,10%, dal Banco Popolare (10,10%) e da Unicredit Banca con il 7,54%. SIGNIFICATIVI i dati del primo trimestre del 2009, anticipati dal presidente in assemblea. «Abbiamo istruito 846 pratiche per 51,8 milioni di euro», ha detto Mostarda, mentre nello stesso periodo dell'anno scorso erano state 510 pratiche per 28 milioni di euro in valore. Numeri - è stato evidenziato - che ribadiscono come il sistema confidi stia funzionando per garantire alle imprese l'ossigeno finanziario necessario a superare la crisi. «La nostra cooperativa - ha concluso Mostarda -, da sempre, rappresenta una delle principali risposte alla situazione di strutturale debolezza delle piccole imprese. Siamo riusciti a fare questo mettendo a punto sistemi di valutazione che, senza rinunciare a completezza di informazioni e robustezza metodologica, esaltano il contributo valutativo degli analisti, frutto della loro esperienza e della conoscenza del tessuto imprenditoriale».R.E.

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Anticipo fatture: accordo con le banche, tasso scontato (sezione: Revoca fidi)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 03-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

PRIMO PIANO pag. 2 Anticipo fatture: accordo con le banche, tasso scontato AZIENDE SOSTEGNO DA 5 A 15 MILA EURO ALLE NUOVE IMPRESE. IL COMUNE PAGHERA' LE COOPERATIVE ENTRO 60 GIORNI ANCHE per le imprese, l'agenda anticrisi prevede una serie di aiuti. Si parte dal microcredito studiato per favorire l'avvio dalla seconda metà dell'anno di piccole attività imprenditoriali, nonché i piccoli ampliamenti di produzione necessari allo sviluppo di attività da poco iniziate. Il finanziamento varia da un minimo di 5mila euro ad un massimo di 15mila. PER SOSTENERE le imprese locali, l'accordo ha fatto suo la semplificazione delle procedure di appalto per opere pubbliche con importi da 100mila euro a 500mila con invito rivolto ad almeno cinque aziende. La valutazione, attraverso il tavolo di lavoro operativo, potrebbe prendere in esame le proposte avanzate dalle associazioni di categoria e dalle organizzazioni sindacali, mirate alla salvaguardia dei livelli produttivi ed occupazionali delle imprese locali. PREVISTA la possibilità che la Regione e gli Enti locali certifichino, ai creditori che ne facciano istanza, il relativo credito. Obiettivo: consentire alle imprese la cessione del credito a favore di banche o intermediari finanziari. Si sta chiudendo anche l'importante partita sullo sconto inerente l'anticipo fatture. Il Comune, la Camera di commercio, alla Provincia e altre amministrazioni stanno sottoscrivendo un accordo con alcuni istituti bancari del territorio (aperto ad altri istituti bancari che volessero intervenire in una fase successiva). Prevede una sostanziale riduzione del tasso (in media oggi al 9 per cento) al livello di circa 2,5 per cento. Sempre il Comune si impegna, per l'anno 2009, compatibilmente con i vincoli, a ridurre i tempi di liquidazione delle fatture alle cooperative sociali in un termine di sessanta giorni. Aiuti anche per facilitare le rateizzazioni dei tributi. SONO promossi due progetti a sostegno di nuove iniziative economiche e delle imprese commerciali. Si tratta di aiuti alle aziende ad avere fidi più elevati (ad esempio dal 50 all'80 per cento). Grazie a due fondi di controgaranzia, rispettivamente di 450mila euro e 250mila, finanziati da Camera di commercio, la Provincia e il Comune. I COMUNI del Golfo hanno presentato in Regione il Piano di sviluppo locale integrato. Potrebbe portare risorse per 2,5 milioni. Risorse che andranno a supporto degli investimenti di aziende nell'ambito della filiera dello sviluppo ecosostenibile (bioedilizia, energie rinnovabili, Distretto delle tecnologie) e a finanziare corsi a supporto della riconversione ed aggiornamento di lavoratori, inclusi i cassintegrati ed alla formazione di disoccupati da inserire nel mondo del lavoro. LA PROVINCIA stanzia 1,2milioni per il finanziamento del progetto Pisco, finalizzato a sostenere le imprese del settore nautico e l'innovazione d'impresa. Riguarda contributi a fondo perduto per l'assunzione di personale qualificato, a tempo indeterminato, oltre al sostegno delle iniziative assunte dalle imprese per l'internazionalizzazione. La Provincia e la Camera di commercio, mediante il progetto Starter, accompagneranno i nuovi imprenditori a costruire la propria impresa anche con contributi a fondo perduto. La Provincia mette a diposizione del sistema delle imprese le risorse del Fondo Sociale Europeo per favorire l'avvio al lavoro dei giovani, per azioni di autoplacement, per l'adattabilità dei lavoratori. Complessivamente le risorse a disposizione del sistema del mercato del lavoro ammontano ad oltre 7,5 milioni di euro.

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la libreria-fenomeno in rete - adina agugiaro (sezione: Revoca fidi)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Luca Ometto, 33 anni, fondatore di Webster: vendite su Internet, 4 milioni di titoli, 14 di fatturato La libreria-fenomeno in rete «Mi ha mosso la passione per il lavoro, non i soldi» ADINA AGUGIARO PADOVA. E lui, Luca Ometto, che l'ha fondata, il «Jeff Bezos nostrano» per analogìa col fondatore della più grande libreria online al mondo. Perché lui, Luca, è storia a sé. Non un case history, troppo tecnico. Piuttosto la prova tangibile che nella vita l'idea meravigliosa non basta, se non è accompagnata da empatia totale col proprio progetto, tenuta fisica e psichica, ottimismo galattico. A prima vista, mentre avanza nell'open space dell'ingresso aziendale, di fronte al Cinecity di Limena, il giovane uomo di 33 anni con maglione nero, occhi febbrili («è che stanotte sono andato a letto tardissimo»), capello sotto le orecchie, baffi e una barba che gli orla il mento, pare un maudit alla Baudelaire, altro che fighetto seriale del Nord-Est col soldo fresco. Stando all'oggi, un Chris Martin dei Coldplay. Lo conferma la seconda impressione mentre, seduto al tavolo della sala riunioni, parla con cautela, spiega senza vantarsi e tende a sminuire il successo raggiunto. Anomalo, personalissimo Luca. Luca Ometto è stato un bravo studente? «Al Fermi mi hanno bocciato due volte: ma ero andato a scuola un anno prima ed al Linguistico alla Dante ho poi recuperato il secondo. E' che detestavo sottostare alle regole. Università? Un pensierino ad architettura, la professione di mio padre; poi la decisione di iscrivermi ad Economia Aziendale a Parma, dove mi sono laureato a 23 anni». Dopodichè... «Un po' di pratica da un commercialista, sicuro che non mi sarei dedicato alla professione. Amavo i libri e l'informatica e m'è balenata l'idea di una libreria su Internet». Tutto da solo? «Con 5 amici nella stanza della segretaria di mio padre e un capitale minimo. L'idea iniziale era di vendere libri in ambito accademico - professionale tramite il sito libreriauniversitaria.it: raccoglievamo gli ordini, uno di noi faceva il giro dei distributori e spedivamo i testi. Ho lavorato per 4 anni senza vedere un soldo. Partiti nel'99 con due lire e l'idea di farci finanziare in modo serio quando fossimo divenuti affidabili, nel 2001, con lo sboom di Internet e dell'economia digitale, tutti ci guardavano come degli appestati: i fornitori non ci davano credito e la stampa massacrava l'online. La società perdeva e, pur di tirarsi fuori, i soci mi hanno ceduto gratuitamente le loro quote; tranne uno, che oggi è come se avesse vinto alla lotteria. In questa situazione, l'unica che mi ha aiutato è stata la mia fidanzata, che è venuta a lavorare con me gratis». Da dove è iniziata la risalita? «E' stata lunga e faticosa. Il software a buon mercato, acquistato all'inizio della nostra avventura, non era sufficiente; la nostra tecnologìa, non era all'altezza delle prestazioni ottimali che mi ero prefisso. Rimasto solo, ho contattato un bravo programmatore perché sviluppasse un software adeguato in cambio di quote della società. Un anno ci siamo andati dietro, tra illusioni e delusioni; era un programma sofisticato ed alla fine ci siamo arresi: non funzionava. E' stato durissimo. Fortuna ha voluto che incontrassi un secondo programmatore, che si è rimesso al lavoro con l'impegno che l'avrei pagato con i primi guadagni: accordo pienamente rispettato. Come me, anche lui credeva al progetto, ci si è buttato a corpo morto e dopo sei mesi, era il 2004, siamo andati online col sito progettato. Per 36 ore, lui ed io, siamo rimasti svegli ad installarlo; con la pistola alle tempie delle banche, che ci avevano dato 3 mesi per rientrare del capitale esposto. La nostra bravura è stata quella di aver capito in anticipo come ottimizzare il sito, affinchè i motori di Google indicizzassero tutti i nostri prodotti (libri, poi anche Dvd e videogiochi)». Da lì? «La strada si è fatta in discesa e quando abbiamo cominciato a crescere in modo esponenziale, abbiamo aperto webster.it, che vende ogni tipo di libro in circolazione. Nel 2005 ci siamo trasferiti qui, perché nel capannone accanto ci sono i magazzini di distribuzione per tutte le librerie del Triveneto e questo ci semplifica il lavoro. Siamo tra i più grossi importatori di testi americani in Italia: gli Usa ci spediscono un titolo entro 5 giorni ed entro il sesto il cliente lo riceve a casa». Com'è che le librerie sono in crisi e voi no? «Lo sono parzialmente: il loro è un settore stabile, mentre si sta verificando uno spostamento di acquisti dalle librerie tradizionali a quelle online. Noi trattiamo 4 milioni di titoli, contro i 30-40.000 d'un buon negozio di libri. Andiamo bene perché vendiamo i libri divulgativi col 30% di sconto, che recuperiamo sul volume delle vendite; mentre il nostro core business rimangono i testi «difficili», ossia di catalogo, faticosi da recuperare altrove e che vendiamo a prezzo pieno. Ci sono altre librerie online in Italia, oltre la Webster? «Ogni grande gruppo editoriale ha la sua, ma noi siamo indipendenti; credo che la nostra crescita dipenda dalla qualità dei servizi offerti, legata alla bontà del software sviluppato, che è funzionale alla complessa gestione dei flussi logistici, ossia alla gran quantità di libri ricevuti e spediti in un giorno». In pratica come funziona? «Il nostro sistema informatico prende gli ordini, li divide in libri presenti e quelli da ordinare ai magazzini, i cui stock vengono da noi aggiornati più volte al giorno. Poi il sistema invia gli ordini ai fornitori e quando i testi arrivano, un codice a barre ci permette di riconoscere immediatamente il cliente. A questo punto non rimane che stampare il documento di spedizione ed impacchettare il libro». Quanta gente lavora qua dentro? «35 ragazzi dell'età media di trent'anni: motivati ed a loro agio perché abbiamo creato un buon ambiente, dunque non c'è turn over. Anzi, il problema è trovare altre persone: ora cerco bravi programmatori, ma non è facile». Le dimensioni dell'azienda? «Siamo i più grandi in Italia nel comparto accademico-professionale e nella saggistica, i secondi nella narrativa, dove siamo arrivati dopo». Siete considerati un caso editoriale. «Forse perchè rivaleggiamo su Internet con gruppi dotati di mezzi enormi, di enormi contatti con le altre aziende, gli editori». La vostra strategìa? «Condizioni di pagamento, sconti, servizi, che grazie al costante impegno ci hanno dato credibilità. Nel nostro settore, siamo in Italia la realtà che cresce di più». Qualche cifra? «Dai 250.000 euro fatturati nel 2004, siamo passati ai 14 milioni di quest'anno. Nei primi anni siamo cresciuti in maniera sbalorditiva, ma anche oggi non scendiamo al di sotto del 50% annuo. Abbiamo acquisito 600.000 clienti fissi, tra enti pubblici, grandi aziende, università, ma soprattutto privati». Ce la farete a mantenere nel tempo questi margini di sviluppo? «Negli Usa e nei paesi europei più sviluppati, la vendita online dei libri rappresenta il 15% sul totale delle vendite. Poiché in Italia siamo al 3%, i margini di crescita sono ancora elevati». Aspira ai 7 miliardi di dollari di Amazon? «Amazon è il modello di riferimento per chiunque faccia commercio elettronico. Ma noi andiamo avanti per la nostra strada: da poco siamo divenuti casa editrice universitaria e facciamo stampare in Inghilterra i nostri testi; come libreriauniversitaria.it vendiamo i nostri libri online e nelle librerie». Perché questa scelta? «libreriauniversitaria.it è percepita in modo molto istituzionale ed a noi interessa penetrare a fondo nelle università. E poi, oggi non va di moda il «brand»? Altri progetti nell'immediato futuro? «Aprire una catena di librerie universitarie in tutt'Italia, con un nuovo modello integrato tra online ed offline, che dà l'opportunità al cliente di ordinare i testi in libreria e riceverli a casa. Credo nei libri di ricerca reperiti e recapitati in tempi brevi. Tutto si gioca sui tempi nel nostro lavoro, spediamo nel pomeriggio libri ordinati la mattina. Sono trascorsi 9 anni dalla creazione della sua azienda.... «E' stata maledettamente dura. Ce l'ho fatta perchè mi ha mosso la passione per il mio lavoro e non i soldi; la determinazione nel raggiungere gli obiettivi. Il progetto avrebbe richiesto all'inizio risorse economiche più elevate; non disponendone, abbiamo dovuto supplire con una ferrea determinazione». Il futuro a medio-lungo termine? «Sono tranquillo, il business è solido perché diviso tra tanti clienti; finanziariamente siamo sani, non abbiamo problemi di liquidità e non ci serviamo dei fidi bancari. Non sentiamo la crisi perché i nostri sono lettori forti, che non rinunciano ad acquistare ed abbiamo molte risorse da investire». Esiste un Luca Ometto fuori da Webster? «Non equivochiamo: non sono uno stakanovista del lavoro, qui persone capaci si occupano della parte operativa. Io mi sono ritagliato il settore strategico della crescita. Cerco di delegare agli altri, di affidare loro precise responsabilità, non credo d'essere il migliore a fare tutto». Ma fuori di qui avrà degli hobby, magari lo sport... «Sport poco, anche se mi riprometto sempre di farne di più. Leggo molto, specie narrativa, e conduco la vita dei giovani della mia età: qualche volta la moto, qualche viaggio, gli amici di sempre. Io sono un asociale, cioè... ecco, non mi piace il gran chiaccherare della città. Ho messo su una piccola-media impresa, sì, ma cos'ho fatto di tanto speciale? Mi sembra vi siano altri, tanti altri, che realizzano cose ben più importanti, specie per il prossimo».

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una guida per lo shopping su internet (sezione: Revoca fidi)

( da "Centro, Il" del 04-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

INIZIATIVA DELLA UE Una guida per lo shopping su internet BRUXELLES. Comprare un libro su internet, pagare la bolletta con i servizi bancari online o scaricare un film, sapendo come difendere i propri diritti e quali sono le limitazioni legali. E' questo l'obiettivo della guida per i consumatori messa a punto della Commissione Ue su sollecitazione dell'Europarlamento, per cercare di superare la diffidenza degli europei verso le operazioni online e dare impulso ad un settore che segna 106 miliardi di euro di entrate. Ben il 65% degli internauti Ue non conosce i propri diritti in rete e fra i più diffidenti ad usare Internet per operazioni bancarie o acquisti ci sono gli italiani, che hanno anche una delle più basse diffusioni di banda larga sul loro territorio rispetto al resto d'Europa: il 30,79% rispetto al 48,56% dei Ventisette. Il vademecum per i consumatori online europei, che sarà presentato il 5 maggio, si applicherà a tutti i siti eu e sottolinea che, in base alla attuale normativa Ue, ci devono essere informazioni chiare sui prezzi, sulle condizioni di acquisto e sul trattamento dei dati personali, 30 giorni per il tempo di consegna, almeno una settimana per potere ripensare l'acquisto fatto online, due anni di garanzia e protezione contro i venditori truffatori. Anche se quasi la metà della famiglie europee ha un collegamento con Internet, un recente sondaggio dell'Eurobarometro indica che solo il 12% dei cittadini Ue si sente sicuro quando effettua transazioni sulla rete, il 39% non si fida e ben il 42% non osa fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non ritiene internet sicuro per le transazioni e la diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online. Più della metà degli italiani, il 55%, dice di non utilizzare la rete per questo tipo di operazioni, contro una media europea del 42%. Gli italiani, poi, si collocano al terzultimo posto nella classifica degli acquisti online.

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Vademecum per acquisti su Internet (sezione: Revoca fidi)

( da "Libertà" del 04-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Vademecum per acquisti su Internet BRUXELLES - Comprare un libro su Internet, pagare la bolletta con i servizi bancari online o scaricare un film, sapendo come difendere i propri diritti e quali sono le limitazioni legali. È questo l'obiettivo della guida per i consumatori messa a punto della Commissione Ue su sollecitazione dell'Europarlamento, per cercare di superare la diffidenza degli europei verso le operazioni online e dare impulso ad un settore che segna 106 miliardi di euro di entrate. Ben il 65% degli internauti Ue non conosce i propri diritti in rete e fra i più diffidenti ad usare Internet per operazioni bancarie o acquisti ci sono gli italiani, che hanno anche una delle più basse diffusioni di banda larga sul loro territorio rispetto al resto d'Europa: il 30,79% rispetto al 48,56% dei Ventisette. Il vademecum per i consumatori online europei, che sarà presentato il 5 maggio dalla Commissione Ue, si applicherà a tutti i siti "eu" e sottolinea che, in base alla attuale normativa Ue, ci devono essere informazioni chiare sui prezzi, sulle condizioni di acquisto e sul trattamento dei dati personali, 30 giorni per il tempo di consegna, almeno una settimana per potere ripensare l'acquisto fatto online, due anni di garanzia e protezione contro i venditori truffatori. Anche se quasi la metà della famiglie europee ha un collegamento con Internet, un recente sondaggio dell'Eurobarometro indica che solo il 12% dei cittadini Ue si sente sicuro quando effettua transazioni sulla rete, il 39% non si fida e ben il 42% non osa fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non ritiene internet sicuro per le transazioni e la diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online. Più della metà degli italiani, il 55%, dice di non utilizzare la rete per questo tipo di operazioni, contro una media europea del 42%. Gli italiani, poi, si collocano al terzultimo posto nella classifica degli acquisti online. 04/05/2009

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Artigiani, appello alle banche (sezione: Revoca fidi)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 04-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Artigiani, appello alle banche Pascolo: «Ottenere il credito é sempre difficile. Il costo del denaro non si abbassa» Lunedì 4 Maggio 2009, Soffocati dalla stretta del credito. Le piccole e medie imprese della provincia guardano con una certa prudenza i dati che vorrebbero una crisi in risalita. I dati sugli ordini e quelli sugli insoluti dicono tutt'altro. E la preoccupazione per le prossime settimane sale. «Le nostre imprese stanno pagando un prezzo sempre più alto per la crisi del credito. Se, secondo un rapporto dell'Ufficio studi della Confartigianato, è di 13,8 miliardi l'anno l'onere finanziario per le aziende derivante dal mancato adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle banche a quelli di riferimento Bce, a questa rilevante cifra contribuiscono anche le imprese pordenonesi, con un costo complessivo di 62,2 milioni e una media di 1.986 euro per impresa». A presentare i conti della crisi finanziaria è Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato che ricorda come «a luglio 2007, prima dell'inizio della crisi dei mutui subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al 5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva porta il tasso di riferimento Bce al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%. Praticamente, a una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di riferimento Bce determina un forte esborso alle nostre imprese per maggiori oneri finanziari». Il fenomeno del mancato ribasso si è accentuato negli ultimi mesi: i maggiori costi a febbraio 2009 sono sensibilmente superiori a quelli del dicembre 2008. Il risultato è un costo medio per impresa italiana di 2.267 euro «rispetto al quale il Friuli Venezia Giulia si pone leggermente al di sotto, con 1.986 euro, che rappresentano comunque un pesante onere per le micro e piccole imprese», considera Pascolo. Oltre al mancato aggancio del ribasso del tassi Bce, i tassi pagati dalle imprese non hanno assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario: tra ottobre 2008 e febbraio 2009 lo spreed più che raddoppia, passando da 1,33 punti a 2,89 punti. «Per contro - prosegue Pascolo - mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto conto del calo dei tassi della Banca centrale europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un significativo ribasso: in tre settori su 13 del comparto manifatturiero, i prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell'inflazione, e in 8 settori siamo addirittura in presenza di segnali deflazionistici con prezzi più bassi di un anno fa». Diventa più difficile, inoltre, l'accesso al credito. «Diverse imprese segnalano di aver chiesto ma non ottenuto, negli ultimi mesi un finanziamento e peggiorano le condizioni di accesso al credito bancario, soprattutto per i produttori di beni intermedi e per gli esportatori. Su questo - rimarca il presidente di Confartigianato Pordenone - ci siamo mossi per definire accordi con gli istituti di credito locali e Confidimprese Fvg, il consorzio di garanzia fidi per l'artigianato pordenonese, affinchè si riduca sensibilmente la percentuale di aziende che, rivolgendosi al mondo bancario, ottenga un diniego». L'appello «è soprattutto rivolto alle banche e al Governo. Alle banche affinchè responsabilmente si intervenga sul costo del credito ripristinando condizioni di mercato accettabili. Paradossalmente proprio nel nostro Paese si diventa vittime della scarsa concorrenza, visto che i tassi sui prestiti pagati alle imprese italiane sono più alti rispetto a quelli pagati nei principali Paesi europei».

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EUROFIDI: PEZZETTO CONFERMATO PRESIDENTE. (sezione: Revoca fidi)

( da "Asca" del 04-05-2009)

Argomenti: Revoca fidi

EUROFIDI: PEZZETTO CONFERMATO PRESIDENTE (ASCA) - Torino, 4 mag - Giseppe Pezzetto e' stato confermato per il prossimo triennio presidente di Eurofidi il piu' importante consorzio di garanzia fidi italiano, controllato da Finpiemonte, finanziaria della regione Piemonte. Nel primo quadrimestre di quest'anno Eurofidi ha erogato garanzie per 379 milioni di euro a fronte di erogazioni di finanziamenti da parte del sistema bancario per 656 milioni di euro. I soci al 30 aprile di quest'anno hanno raggiunto la quota di 36.657. eg/mcc/rob

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