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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “CREDITO FIDI AZIENDE” |
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ARCHIVIO GEN. DEL DOSSIER |
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Artfidi
Lombardia, i finanziamenti salgono a 85 milioni ( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il consorzio fidi dell'Associazione
Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli, in un periodo di crisi e di restrizione del
credito alle imprese, ha garantito finanziamenti per 84 milioni e 907mila euro,
di cui 38, 3 milioni finalizzati ad investimenti, 32 per liquidità, 13 per
riequilibrio finanziario e 1,
Apiveneto
Fidi, più 20% gli affidamenti 2009
( da "Arena,
L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: assemblea dei soci approva il
bilancio e cresce anche nel primo trimestre Apiveneto
Fidi, più 20% gli affidamenti 2009 Incorpora Nordest Finanza e chiede
l'iscrizione all'elenco degli intermediari Tommasi:
più vicini alle pmi Più affidamenti a favore delle
piccole e medie imprese del Veneto nel 2009 per Apiveneto
Fidi, il consorzio di garanzia fidi di Apindustria
regionale.
Segue
DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà costretto a selezionare il
credit...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: sufficienti alcuni provvedimenti di
rafforzamento dei consorzi fidi o di alcuni aiuti, peraltro auspicabili, alle
famiglie. La crisi si supera prima di tutto aiutando le imprese, che
rappresentano il volano dell'economia, consci che ci sarà purtroppo una selezione:
quelle marginali saranno costrette a chiudere i battenti o ricercare accordi di
aggregazione con altre per resistere.
Artfidi,
un anno di corsa Il 2009 subito in crescita
( da "Brescia
Oggi" del
01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: 2008 positivo per la cooperativa fidi
dell'Associazione Artigiani L'anno scorso garantite operazioni per quasi 85 mln Nel periodo gennaio-marzo già oltre i 50 milioni di
euro 01/05/2009 rss e-mail print
Il direttore Francesco Gabrielli Un 2008 di corsa per
Artfidi Lombardia, il confidi dell'Associazione
Artigiani, presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli -
Anticipo
fatture: accordo con le banche, tasso scontato
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del
03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: Si tratta di aiuti alle aziende ad
avere fidi più elevati (ad esempio dal 50 all'80 per cento). Grazie a due fondi
di controgaranzia, rispettivamente di 450mila euro e 250mila, finanziati da
Camera di commercio, la Provincia e il Comune. I COMUNI del Golfo hanno
presentato in Regione il Piano di sviluppo locale integrato.
la
libreria-fenomeno in rete - adina agugiaro
( da "Mattino
di Padova, Il" del
03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: non abbiamo problemi di liquidità e
non ci serviamo dei fidi bancari. Non sentiamo la crisi perché i nostri sono
lettori forti, che non rinunciano ad acquistare ed abbiamo molte risorse da
investire». Esiste un Luca Ometto fuori da Webster? «Non equivochiamo: non sono uno stakanovista del lavoro, qui
persone capaci si occupano della parte operativa.
una
guida per lo shopping su internet
( da "Centro,
Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: non si fida e ben il 42% non osa
fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più
sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al
sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non
ritiene internet sicuro per le transazioni e la
diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online.
Vademecum
per acquisti su Internet ( da "Libertà"
del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: non si fida e ben il 42% non osa
fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più
sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al
sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non
ritiene internet sicuro per le transazioni e la
diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online.
Artigiani,
appello alle banche ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: il consorzio di garanzia fidi per
l'artigianato pordenonese, affinchè si riduca
sensibilmente la percentuale di aziende che, rivolgendosi al mondo bancario,
ottenga un diniego». L'appello «è soprattutto rivolto
alle banche e al Governo. Alle banche affinchè
responsabilmente si intervenga sul costo del credito ripristinando condizioni
di mercato accettabili.
EUROFIDI:
PEZZETTO CONFERMATO PRESIDENTE. ( da "Asca"
del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Abstract: stato confermato per il prossimo
triennio presidente di Eurofidi il piu' importante consorzio di garanzia fidi italiano,
controllato da Finpiemonte, finanziaria della regione
Piemonte. Nel primo quadrimestre di quest'anno Eurofidi
ha erogato garanzie per 379 milioni di euro a fronte di erogazioni di
finanziamenti da parte del sistema bancario per 656 milioni di euro.
( da "Giornale di Brescia"
del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Edizione: 01/05/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:economia Artfidi Lombardia, i finanziamenti salgono a 85 milioni E
le insolvenze restano decisamente basse. Sono lo 0,6% dell'erogato. Il
consorzio guidato da Battista Mostarda e Francesco Gabrielli
ha oltre 15mila soci BRESCIACon 15.247 soci
(l'incremento del 2008 è stato di 897 unità), Artfidi
Lombardia, il consorzio fidi dell'Associazione Artigiani,
presieduto da Battista Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli,
in un periodo di crisi e di restrizione del credito alle imprese, ha garantito
finanziamenti per 84 milioni e 907mila euro, di cui 38, 3 milioni finalizzati
ad investimenti, 32 per liquidità, 13 per riequilibrio
finanziario e 1,3 per antiusura ai sensi della Legge 108/96. Bassissime
le insolvenze. Un dato questo che, assommato a quello degli anni precedenti,
vede la percentuale media delle insolvenze nel periodo
1998-2008 pari allo 0,60% al netto dei recuperi effettuati, a
dimostrazione evidente della solidità e della serietà delle imprese bresciane.
I dati di sintesi dell'attività di Artfidi Lombardia
sono stati forniti ieri, durante l'assemblea generale dei soci, dal presidente
Battista Mostarda, in una relazione che segna la chiusura del secondo anno di
attività di un consorzio che, lo ricordiamo, è nato nel 2007 e che ha approvato
il bilancio 2008 che presenta un utile di esercizio di 187.989 euro. «Con il
2008 - ha infatti detto Mostarda nella sua relazione -
si è concluso il primo esercizio gestito interamente da Artfidi
Lombardia, dopo la fusione per incorporazione del Confialo
di Lodi, della Cooperativa Artigiana di Crema e di Crema Fidi in Artfidi Brixia, che ha modificato
la denominazione in Artfidi Lombardia». «I risultati ottenuti nel 2008 - ha aggiunto Mostarda - sono
stati molto positivi e, dopo l'anno della transizione, l'incremento delle
approvazioni di operazioni di garanzia è stato del 47,73%. L'obiettivo
principalmente perseguito con la fusione è stato senza dubbio il rafforzamento della
struttura patrimoniale, che ha consentito una maggiore disponibilità di
erogazione ai soci. I risultati raggiunti, superiori alle previsioni e alle
aspettative, testimoniano la bontà delle scelte compiute». La ripartizione dei
soci dà l'esatta situazione territoriale del consorzio: i bresciani sono
12.727, quelli dell'unità locale di Crema 1.642, quelli di Lodi 878. Artfidi Lombardia, se si guardano i dati aggregati anche
degli anni precedenti, ha costantemente incrementato la sua operatività e dai
dati emerge la fotografia delle richieste delle aziende che vedono quelle per
liquidità passare dal 48,62% del 2007 al 53,50% del 2008, con un'evidente
connessione con la mancanza di liquidità generale di cui soffrono le aziende in
conseguenza della crisi. Si è invece invertito il continuo aumento delle
richieste provenienti da aziende di servizio, a scapito delle aziende di
produzione. Nel 2008 si è passati infatti dal 79,4% al
78,6%. Interessante anche la ripartizione dell'operatività per gruppo bancario, che vede il gruppo Ubi
Banca rappresentare il 38,21%, seguito dalle Banche di credito cooperativo con
il 19,10%, dal gruppo Banco Popolare, che detiene complessivamente il 10,10% e
dal gruppo Unicredit Banca, con il 7,54%. Significativi, infine, i dati del primo
trimestre del 2009 che Battista Mostarda ha anticipato. «Nel primo trimestre di
quest'anno - ha detto il presidente di Artfidi
Lombardia - abbiamo istruito 846 pratiche per 51, 8 milioni di euro, contro il
primo trimestre del 2008, con 510 pratiche per 28 milioni di euro». Dati
importanti, che testimoniano di come il sistema confidi stia funzionando per
garantire alle imprese l'ossigeno finanziario necessario a superare la crisi.
Silvano Danesi
( da "Arena, L'" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Venerdì 01 Maggio 2009 ECONOMIA Pagina 39 CREDITO. L'assemblea dei soci approva il bilancio e cresce anche nel primo
trimestre Apiveneto Fidi, più 20% gli affidamenti
2009 Incorpora Nordest Finanza e chiede l'iscrizione all'elenco degli
intermediari Tommasi: più vicini alle pmi Più affidamenti a favore delle piccole e medie imprese
del Veneto nel 2009 per Apiveneto Fidi, il consorzio
di garanzia fidi di Apindustria regionale.
Ieri l'assemblea dei soci ha approvato il conti
dell'esercizio chiuso al 31 dicembre, che mostra una crescita del 20%
dell'attività nel primo trimestre 2009, e ha approvato l'incorporazione della
società Nord Est Finanza che, come spiega una nota, offrirà «alle pmi venete una consulenza finanziaria sempre più
qualificata e completa». Nel 2008, si legge nella nota, si registra un
consolidamento dei volumi: il patrimonio netto risulta pari a 12 milioni di
euro (+5%), mentre gli affidamenti garantiti hanno raggiunto i 160 milioni di
euro con quasi 1.400 imprese venete beneficiarie; sono 21 le convenzioni
attivate con altrettanti istituti di credito presenti nel territorio regionale.
A questo consolidamento finanziario è corrisposta una crescita del numero dei
soci, passati dai 1.244 di fine 2007 ai 1.363 del 31 decembre scorso, con un incremento del 9,5%; inoltre si è
registrato il rafforzamento sul territorio, con incrementi dell'attività nelle
province di Verona, Vicenza e Padova, l'apertura di uno sportello a Bassano del
Grappa e il proseguo del piano di sviluppo nella provincia di Treviso. Il
bilancio 2008 si è chiuso con un utile "simbolico" di circa 20 mila
euro, ma con «robusti accantonamenti straordinari» destinati ad aumentare i
fondi di garanzia in questo difficile periodo economico e consentire così al
maggior numero possibile di piccole e medie imprese di accedere al credito.
«Questo è un modo concreto», commenta il presidente Gianni Tommasi,
«per essere al fianco delle pmi in un momento di
forte criticità per la finanza d'impresa» che è «il filo conduttore di tutta la
nostra attività, come dimostrano anche i dati relativi all'attività del primo
trimestre di quest'anno». Nei primi tre mesi del 2009, infatti, proprio mentre
si sono moltiplicati i segnali di difficoltà nei rapporti tra le imprese e
molti istituti di credito, gli affidamenti garantiti da Apiveneto
Fidi sono aumentati del 20% rispetto allo stesso periodo del 2008, raggiungendo
i 35 milioni e sono stati accolti 50 nuovi soci da tutto il territorio
regionale. L'assemblea dei soci, sempre ieri, ha anche dato il via libera
all'incorporazione della società Nord Est Finanza, già controllata al 100% da Apiveneto Fidi, che costituirà a tutti gli effetti la
Divisione finanza del Confidi regionale, pur continuando ad operare con il
proprio marchio. «Seguiamo costantemente l'evoluzione della situazione», ha
detto Tommasi riferendosi alla concessione di
credito, «con un monitoraggio continuo dello stato finanziario delle imprese
venete, e stiamo mettendo in campo tutte le risorse professionali ed economiche
disponibili per sostenere le pmi: i numeri dei primi
tre mesi dell'anno, per quanto straordinari, sono solo la conseguenza di questa
strategia». Rientra in questa prospettiva anche la disponibilità a nuove
alleanze strategiche «con Istituti di Credito, altri Confidi e partner
istituzionali che condividano le nostre strategie ed il nostro approccio alle
imprese, a partire dalla Regione Veneto, con la quale abbiamo recentemente
realizzato il progetto pmi, assieme alle banche di
credito cooperativo del Veneto». «Ci stiamo preparando all'iscrizione
nell'elenco degli Intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia», ha
detto Tommasi, «e contiamo
di raggiungere questo traguardo entro la fine di quest'anno. Questo ci
consentirà di concedere garanzie assimilate a quelle bancarie, divenendo
pertanto ancora più incisivi nella nostra attività di tutela ed affiancamento
delle pmi socie».
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
REGGIO pag. 11 Segue
DALLA PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà
costretto a selezionare il credit... Segue DALLA
PRIMA (...) Anche il sistema bancario si vedrà
costretto a selezionare il credito. Mentre i bilanci 2008 risentono in misura
minima della crisi improvvisa che ha colpito il mercato, il fenomeno si
accentuerà in quelli del 2009, con conseguente tensione del sistema
finanziario. I parametri infatti da rispettare
metteranno in difficoltà perciò diverse imprese piccole e grandi. Mi aspetto
perciò che la vera crisi comincerà nel secondo semestre del corrente anno e nel
2010. Si tratta perciò di sollecitare le imprese perché si organizzino,
predisponendo piani industriali almeno a tre anni per verificare i punti critici
della loro situazione e correre ai ripari per tempo incontrandosi anche in via
anticipata col sistema bancario. Dall'altro si rende
necessario organizzare a livello pubblico-privato un fondo specifico,
analizzare le singole posizioni e, se del caso, intervenire con nuove risorse.
Tale istituzione può avere anche il carattere provinciale e deve consistere in
risorse significative. Escludo che possano essere sufficienti
alcuni provvedimenti di rafforzamento dei consorzi fidi o di alcuni aiuti,
peraltro auspicabili, alle famiglie. La crisi si supera prima di tutto aiutando
le imprese, che rappresentano il volano dell'economia, consci che ci sarà
purtroppo una selezione: quelle marginali saranno costrette a chiudere i
battenti o ricercare accordi di aggregazione con altre per resistere. Il
sacrificio grande sarà comunque per i lavoratori per i quali l'occupazione
viene ridotta. Avremo purtroppo qualche anno difficile e le imprese dovranno
stare all'erta. Carlo Baldi
( da "Brescia Oggi" del 01-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Artfidi, un anno di corsa Il 2009 subito
in crescita RISORSE E IMPRESE. Un 2008 positivo per la
cooperativa fidi dell'Associazione Artigiani L'anno scorso garantite operazioni
per quasi 85 mln Nel periodo gennaio-marzo già oltre
i 50 milioni di euro 01/05/2009 rss e-mail print Il direttore Francesco Gabrielli
Un 2008 di corsa per Artfidi Lombardia, il confidi dell'Associazione Artigiani, presieduto da Battista
Mostarda e guidato da Francesco Gabrielli -:
emerge dai dati approvati ieri dall'assemblea, che riassumono l'esercizio 2008:
il bilancio, tra l'altro, evidenzia un utile di 187.989 euro. CON 15.247 SOCI (
( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
PRIMO PIANO pag. 2
Anticipo fatture: accordo con le banche, tasso scontato AZIENDE SOSTEGNO DA
( da "Mattino di Padova, Il"
del 03-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Luca Ometto, 33
anni, fondatore di Webster: vendite su Internet, 4
milioni di titoli, 14 di fatturato La libreria-fenomeno in rete «Mi ha mosso la
passione per il lavoro, non i soldi» ADINA AGUGIARO PADOVA. E lui, Luca Ometto,
che l'ha fondata, il «Jeff Bezos
nostrano» per analogìa col fondatore della più grande
libreria online al mondo. Perché lui, Luca, è storia a sé. Non un case history, troppo tecnico.
Piuttosto la prova tangibile che nella vita l'idea meravigliosa non basta, se
non è accompagnata da empatia totale col proprio progetto, tenuta fisica e
psichica, ottimismo galattico. A prima vista, mentre avanza nell'open space dell'ingresso aziendale, di fronte al Cinecity di Limena, il giovane
uomo di 33 anni con maglione nero, occhi febbrili («è che stanotte sono andato
a letto tardissimo»), capello sotto le orecchie, baffi e una barba che gli orla
il mento, pare un maudit alla Baudelaire, altro che
fighetto seriale del Nord-Est col soldo fresco. Stando all'oggi, un Chris Martin
dei Coldplay. Lo conferma la seconda impressione
mentre, seduto al tavolo della sala riunioni, parla con cautela, spiega senza
vantarsi e tende a sminuire il successo raggiunto. Anomalo, personalissimo
Luca. Luca Ometto è stato un bravo studente? «Al Fermi mi hanno bocciato due
volte: ma ero andato a scuola un anno prima ed al Linguistico alla Dante ho poi recuperato il secondo. E' che detestavo
sottostare alle regole. Università? Un pensierino ad architettura, la
professione di mio padre; poi la decisione di iscrivermi ad Economia Aziendale
a Parma, dove mi sono laureato a 23 anni». Dopodichè...
«Un po' di pratica da un commercialista, sicuro che
non mi sarei dedicato alla professione. Amavo i libri e l'informatica e m'è
balenata l'idea di una libreria su Internet». Tutto da solo? «Con
5 amici nella stanza della segretaria di mio padre e un capitale minimo. L'idea
iniziale era di vendere libri in ambito accademico - professionale tramite il
sito libreriauniversitaria.it: raccoglievamo gli
ordini, uno di noi faceva il giro dei distributori e spedivamo i testi. Ho
lavorato per 4 anni senza vedere un soldo. Partiti nel'99 con due lire e l'idea
di farci finanziare in modo serio quando fossimo divenuti affidabili, nel 2001,
con lo sboom di Internet e dell'economia digitale, tutti ci guardavano come
degli appestati: i fornitori non ci davano credito e la stampa massacrava
l'online. La società perdeva e, pur di tirarsi fuori, i soci mi hanno ceduto
gratuitamente le loro quote; tranne uno, che oggi è come se avesse vinto alla
lotteria. In questa situazione, l'unica che mi ha aiutato è stata la mia
fidanzata, che è venuta a lavorare con me gratis». Da dove è iniziata la
risalita? «E' stata lunga e faticosa. Il software a
buon mercato, acquistato all'inizio della nostra avventura, non era
sufficiente; la nostra tecnologìa, non era
all'altezza delle prestazioni ottimali che mi ero prefisso. Rimasto solo, ho
contattato un bravo programmatore perché sviluppasse un software adeguato in
cambio di quote della società. Un anno ci siamo andati dietro, tra illusioni e
delusioni; era un programma sofisticato ed alla fine ci siamo arresi: non
funzionava. E' stato durissimo. Fortuna ha voluto che incontrassi un secondo
programmatore, che si è rimesso al lavoro con l'impegno che l'avrei pagato con
i primi guadagni: accordo pienamente rispettato. Come me, anche lui credeva al
progetto, ci si è buttato a corpo morto e dopo sei mesi, era il 2004, siamo
andati online col sito progettato. Per 36 ore, lui ed io, siamo rimasti svegli
ad installarlo; con la pistola alle tempie delle banche, che ci avevano dato 3
mesi per rientrare del capitale esposto. La nostra bravura è stata quella di
aver capito in anticipo come ottimizzare il sito, affinchè
i motori di Google indicizzassero tutti i nostri prodotti (libri, poi anche Dvd
e videogiochi)». Da lì? «La strada si è fatta in
discesa e quando abbiamo cominciato a crescere in modo esponenziale, abbiamo
aperto webster.it, che vende ogni tipo di libro in
circolazione. Nel 2005 ci siamo trasferiti qui, perché nel capannone accanto ci
sono i magazzini di distribuzione per tutte le librerie del Triveneto e questo
ci semplifica il lavoro. Siamo tra i più grossi importatori di testi americani
in Italia: gli Usa ci spediscono un titolo entro 5 giorni ed entro il sesto il
cliente lo riceve a casa». Com'è che le librerie sono in crisi e voi no? «Lo sono parzialmente: il loro è un settore stabile, mentre
si sta verificando uno spostamento di acquisti dalle librerie tradizionali a
quelle online. Noi trattiamo 4 milioni di titoli, contro i 30-40.000 d'un buon
negozio di libri. Andiamo bene perché vendiamo i libri divulgativi col 30% di
sconto, che recuperiamo sul volume delle vendite; mentre il nostro core business rimangono i testi «difficili», ossia di
catalogo, faticosi da recuperare altrove e che vendiamo a prezzo pieno. Ci sono
altre librerie online in Italia, oltre la Webster? «Ogni grande gruppo editoriale ha la sua, ma noi
siamo indipendenti; credo che la nostra crescita dipenda dalla qualità dei
servizi offerti, legata alla bontà del software sviluppato, che è funzionale
alla complessa gestione dei flussi logistici, ossia alla gran quantità di libri
ricevuti e spediti in un giorno». In pratica come funziona? «Il
nostro sistema informatico prende gli ordini, li divide in libri presenti e
quelli da ordinare ai magazzini, i cui stock vengono da noi aggiornati più
volte al giorno. Poi il sistema invia gli ordini ai fornitori e quando i testi
arrivano, un codice a barre ci permette di riconoscere immediatamente il
cliente. A questo punto non rimane che stampare il documento di spedizione ed
impacchettare il libro». Quanta gente lavora qua dentro? «35
ragazzi dell'età media di trent'anni: motivati ed a loro agio perché abbiamo
creato un buon ambiente, dunque non c'è turn over.
Anzi, il problema è trovare altre persone: ora cerco bravi programmatori, ma
non è facile». Le dimensioni dell'azienda? «Siamo i più grandi in Italia nel
comparto accademico-professionale e nella saggistica, i secondi nella
narrativa, dove siamo arrivati dopo». Siete considerati un caso editoriale.
«Forse perchè rivaleggiamo su Internet con gruppi
dotati di mezzi enormi, di enormi contatti con le altre aziende, gli editori».
La vostra strategìa? «Condizioni
di pagamento, sconti, servizi, che grazie al costante impegno ci hanno dato
credibilità. Nel nostro settore, siamo in Italia la realtà che cresce di più».
Qualche cifra? «Dai 250.000 euro fatturati nel 2004,
siamo passati ai 14 milioni di quest'anno. Nei primi anni siamo cresciuti in
maniera sbalorditiva, ma anche oggi non scendiamo al di sotto del 50% annuo.
Abbiamo acquisito 600.000 clienti fissi, tra enti pubblici, grandi aziende,
università, ma soprattutto privati». Ce la farete a mantenere nel tempo questi
margini di sviluppo? «Negli Usa e nei paesi europei
più sviluppati, la vendita online dei libri rappresenta il 15% sul totale delle
vendite. Poiché in Italia siamo al 3%, i margini di crescita sono ancora
elevati». Aspira ai 7 miliardi di dollari di Amazon? «Amazon
è il modello di riferimento per chiunque faccia commercio elettronico. Ma noi
andiamo avanti per la nostra strada: da poco siamo divenuti casa editrice
universitaria e facciamo stampare in Inghilterra i nostri testi; come libreriauniversitaria.it vendiamo i
nostri libri online e nelle librerie». Perché questa scelta? «libreriauniversitaria.it è
percepita in modo molto istituzionale ed a noi interessa penetrare a fondo
nelle università. E poi, oggi non va di moda il «brand»?
Altri progetti nell'immediato futuro? «Aprire una
catena di librerie universitarie in tutt'Italia, con un nuovo modello integrato
tra online ed offline, che dà l'opportunità al cliente di ordinare i testi in
libreria e riceverli a casa. Credo nei libri di ricerca reperiti e recapitati
in tempi brevi. Tutto si gioca sui tempi nel nostro lavoro, spediamo nel
pomeriggio libri ordinati la mattina. Sono trascorsi 9 anni dalla creazione
della sua azienda.... «E' stata maledettamente dura.
Ce l'ho fatta perchè mi ha mosso la passione per il
mio lavoro e non i soldi; la determinazione nel raggiungere gli obiettivi. Il
progetto avrebbe richiesto all'inizio risorse economiche più elevate; non
disponendone, abbiamo dovuto supplire con una ferrea determinazione». Il futuro
a medio-lungo termine? «Sono
tranquillo, il business è solido perché diviso tra tanti clienti;
finanziariamente siamo sani, non abbiamo problemi di
liquidità e non ci serviamo dei fidi bancari. Non sentiamo la crisi perché i
nostri sono lettori forti, che non rinunciano ad acquistare ed abbiamo molte
risorse da investire». Esiste un Luca Ometto fuori da Webster?
«Non equivochiamo: non sono uno stakanovista del
lavoro, qui persone capaci si occupano della parte operativa. Io mi sono
ritagliato il settore strategico della crescita. Cerco di delegare agli altri,
di affidare loro precise responsabilità, non credo d'essere il migliore a fare
tutto». Ma fuori di qui avrà degli hobby, magari lo sport... «Sport
poco, anche se mi riprometto sempre di farne di più. Leggo molto,
specie narrativa, e conduco la vita dei giovani della mia età: qualche volta la
moto, qualche viaggio, gli amici di sempre. Io sono un asociale, cioè... ecco,
non mi piace il gran chiaccherare della città. Ho
messo su una piccola-media impresa, sì, ma cos'ho fatto di tanto speciale? Mi
sembra vi siano altri, tanti altri, che realizzano cose ben più importanti,
specie per il prossimo».
( da "Centro, Il" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
INIZIATIVA DELLA UE
Una guida per lo shopping su internet BRUXELLES. Comprare un libro su internet,
pagare la bolletta con i servizi bancari online o scaricare un film, sapendo
come difendere i propri diritti e quali sono le limitazioni legali. E' questo
l'obiettivo della guida per i consumatori messa a punto
della Commissione Ue su sollecitazione dell'Europarlamento, per cercare di
superare la diffidenza degli europei verso le operazioni online e dare impulso
ad un settore che segna 106 miliardi di euro di entrate. Ben il 65% degli
internauti Ue non conosce i propri diritti in rete e fra i più diffidenti ad
usare Internet per operazioni bancarie o acquisti ci sono gli italiani, che
hanno anche una delle più basse diffusioni di banda larga sul loro territorio
rispetto al resto d'Europa: il 30,79% rispetto al 48,56% dei Ventisette. Il
vademecum per i consumatori online europei, che sarà
presentato il 5 maggio, si applicherà a tutti i siti eu
e sottolinea che, in base alla attuale normativa Ue, ci devono essere
informazioni chiare sui prezzi, sulle condizioni di acquisto e sul trattamento
dei dati personali, 30 giorni per il tempo di consegna, almeno una settimana
per potere ripensare l'acquisto fatto online, due anni di garanzia e protezione
contro i venditori truffatori. Anche se quasi la metà della
famiglie europee ha un collegamento con Internet, un recente sondaggio dell'Eurobarometro indica che solo il 12% dei cittadini Ue si
sente sicuro quando effettua transazioni sulla rete, il 39% non si fida e ben il 42% non osa fare operazioni bancarie o
finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più sospettosi, in compagnia di
greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al sondaggio, il 18% degli
italiani, rispetto all'11% della media europea, non ritiene internet
sicuro per le transazioni e la diffidenza cresce quando di tratta di
operazioni finanziarie online. Più della metà degli italiani, il 55%,
dice di non utilizzare la rete per questo tipo di operazioni, contro una media
europea del 42%. Gli italiani, poi, si collocano al terzultimo posto nella
classifica degli acquisti online.
( da "Libertà" del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Vademecum per
acquisti su Internet BRUXELLES - Comprare un libro su Internet, pagare la
bolletta con i servizi bancari online o scaricare un film, sapendo come
difendere i propri diritti e quali sono le limitazioni legali. È questo
l'obiettivo della guida per i consumatori messa a punto
della Commissione Ue su sollecitazione dell'Europarlamento, per cercare di
superare la diffidenza degli europei verso le operazioni online e dare impulso
ad un settore che segna 106 miliardi di euro di entrate. Ben il 65% degli
internauti Ue non conosce i propri diritti in rete e fra i più diffidenti ad
usare Internet per operazioni bancarie o acquisti ci sono gli italiani, che
hanno anche una delle più basse diffusioni di banda larga sul loro territorio
rispetto al resto d'Europa: il 30,79% rispetto al 48,56% dei Ventisette. Il
vademecum per i consumatori online europei, che sarà
presentato il 5 maggio dalla Commissione Ue, si applicherà a tutti i siti
"eu" e sottolinea che, in base alla attuale
normativa Ue, ci devono essere informazioni chiare sui prezzi, sulle condizioni
di acquisto e sul trattamento dei dati personali, 30 giorni per il tempo di
consegna, almeno una settimana per potere ripensare l'acquisto fatto online,
due anni di garanzia e protezione contro i venditori truffatori. Anche se quasi
la metà della famiglie europee ha un collegamento con
Internet, un recente sondaggio dell'Eurobarometro
indica che solo il 12% dei cittadini Ue si sente sicuro quando effettua
transazioni sulla rete, il 39% non si fida e ben il 42% non
osa fare operazioni bancarie o finanziarie sul web. Gli italiani sono fra i più
sospettosi, in compagnia di greci, spagnoli, ciprioti e bulgari. In base al
sondaggio, il 18% degli italiani, rispetto all'11% della media europea, non
ritiene internet sicuro per le transazioni e la
diffidenza cresce quando di tratta di operazioni finanziarie online. Più
della metà degli italiani, il 55%, dice di non utilizzare la rete per questo
tipo di operazioni, contro una media europea del 42%. Gli italiani, poi, si
collocano al terzultimo posto nella classifica degli acquisti online.
04/05/2009
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
Artigiani, appello
alle banche Pascolo: «Ottenere il credito é sempre
difficile. Il costo del denaro non si abbassa» Lunedì 4 Maggio
2009, Soffocati dalla stretta del credito. Le piccole e medie imprese della
provincia guardano con una certa prudenza i dati che vorrebbero una crisi in
risalita. I dati sugli ordini e quelli sugli insoluti dicono tutt'altro. E la
preoccupazione per le prossime settimane sale. «Le
nostre imprese stanno pagando un prezzo sempre più alto per la crisi del
credito. Se, secondo un rapporto dell'Ufficio studi della Confartigianato, è di
13,8 miliardi l'anno l'onere finanziario per le aziende
derivante dal mancato adeguamento dei tassi di mercato applicati dalle
banche a quelli di riferimento Bce, a questa rilevante cifra contribuiscono
anche le imprese pordenonesi, con un costo complessivo di 62,2 milioni e una
media di 1.986 euro per impresa». A presentare i conti della crisi finanziaria
è Silvano Pascolo, presidente di Confartigianato che ricorda come «a luglio 2007, prima dell'inizio della crisi dei mutui
subprime, il tasso di riferimento fissato dalla Banca Centrale Europea era pari
al 4,0% e nel contempo i tassi sui prestiti alle imprese si attestavano al
5,60%. In piena crisi, a febbraio 2009, una decisa politica monetaria espansiva
porta il tasso di riferimento Bce al 2,0%. Ma i tassi sui prestiti alle imprese
applicati dalle banche non si allineano al ribasso, mantenendosi al 4,83%.
Praticamente, a una riduzione del 2,25% dei tassi Bce corrisponde una diminuzione
dello 0,77% del tassi pagati dalle imprese alle
banche. Risultato: il mancato adeguamento dei tassi di mercato a quelli di
riferimento Bce determina un forte esborso alle nostre imprese per maggiori
oneri finanziari». Il fenomeno del mancato ribasso si è accentuato negli ultimi
mesi: i maggiori costi a febbraio 2009 sono sensibilmente superiori a quelli
del dicembre 2008. Il risultato è un costo medio per impresa italiana di 2.267
euro «rispetto al quale il Friuli Venezia Giulia si pone leggermente al di
sotto, con 1.986 euro, che rappresentano comunque un pesante onere per le micro
e piccole imprese», considera Pascolo. Oltre al mancato aggancio del ribasso del tassi Bce, i tassi pagati dalle imprese non hanno
assecondato nemmeno il raffreddamento del mercato interbancario:
tra ottobre 2008 e febbraio 2009 lo spreed più che
raddoppia, passando da 1,33 punti a 2,89 punti. «Per contro - prosegue Pascolo
- mentre i tassi di interesse nominali non hanno tenuto conto del calo dei
tassi della Banca centrale europea, i listini prezzi delle imprese mostrano un
significativo ribasso: in tre settori su 13 del comparto manifatturiero, i
prezzi alla produzione sono cresciuti meno dell'inflazione, e in 8 settori
siamo addirittura in presenza di segnali deflazionistici con prezzi più bassi
di un anno fa». Diventa più difficile, inoltre, l'accesso al credito. «Diverse imprese segnalano di aver chiesto ma non ottenuto,
negli ultimi mesi un finanziamento e peggiorano le condizioni di accesso al
credito bancario, soprattutto per i produttori di beni
intermedi e per gli esportatori. Su questo - rimarca il presidente di
Confartigianato Pordenone - ci siamo mossi per definire accordi con gli
istituti di credito locali e Confidimprese Fvg, il consorzio di garanzia fidi per
l'artigianato pordenonese, affinchè si riduca
sensibilmente la percentuale di aziende che, rivolgendosi al mondo bancario, ottenga un diniego». L'appello «è
soprattutto rivolto alle banche e al Governo. Alle banche affinchè
responsabilmente si intervenga sul costo del credito ripristinando condizioni
di mercato accettabili. Paradossalmente proprio nel nostro Paese si
diventa vittime della scarsa concorrenza, visto che i tassi sui prestiti pagati
alle imprese italiane sono più alti rispetto a quelli pagati nei principali
Paesi europei».
( da "Asca"
del 04-05-2009)
Argomenti: Revoca fidi
EUROFIDI: PEZZETTO
CONFERMATO PRESIDENTE (ASCA) - Torino, 4 mag - Giseppe Pezzetto e' stato confermato
per il prossimo triennio presidente di Eurofidi il piu' importante consorzio di garanzia fidi
italiano, controllato da Finpiemonte,
finanziaria della regione Piemonte. Nel primo quadrimestre di quest'anno Eurofidi ha erogato garanzie per 379 milioni di euro a
fronte di erogazioni di finanziamenti da parte del sistema bancario per 656 milioni di euro. I soci al 30 aprile di
quest'anno hanno raggiunto la quota di 36.657. eg/