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DOSSIER “Credito Fidi Aziende ”

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Report "Revoca fidi"

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Indice delle sezioni

Revoca fidi (4)


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Sezione principale: Revoca fidi

Massimo scoperto, chiesto il rimborso alle banche isolane ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: La commissione per il massimo scoperto altro non è che la clausola del contratto bancario di apertura di credito (ovvero di fido bancario) che prevede una commissione, appunto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento. Percentuale che si aggiunge ai normali interessi dovuti dal correntista.

le imprese: difficile avere credito ma le banche dicono il contrario ( da "Tirreno, Il" del 02-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: più capillare conoscenza del sistema dei Consorzi Fidi; creare una banca dati comune dell'andamento del credito; fornire alle banche elementi aggiornati di conoscenza dei settori e delle attività. Il sistema bancario, che ha partecipato numeroso e ai massimi livelli all'incontro, ha dichiarato che, nonostante la crisi, non esiste alcun input alla restrizione del credito e che l'

Brown chiede nuove istituzioni per il mondo ( da "Metronews" del 02-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: fidarsi”, e questa è una crisi di fiducia nel sistema bancario. Dobbiamo ricostruire intorno a comuni principi che ogni persona responsabile può sostenere». Il sistema bancario britannico è stato tra i più colpiti dalla crisi con il governo intervenuto per salvare dal collasso molte delle principali banche.

Inchiesta/ Il torbido mondo degli affitti">I precari non hanno diritto a una casa Inchiesta/ Il torbido mondo degli affitti pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2009)
Argomenti: Revoca fidi

Abstract: un precario li trova con il lanternino i proprietari che si fidano di lui. Quindi puoi propinargli qualunque cosa. "No, qualunque baracca interviene Stefania l'anno scorso ho visto un appartamento in zona Sempione, casa d'epoca, in cui era appena morto un povero vecchio. C'erano ancora i suoi ultimi vestiti sparsi sul letto sfatto.


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Massimo scoperto, chiesto il rimborso alle banche isolane (sezione: Revoca fidi)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 01-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Economia Pagina 213 credito Iniziativa del Codacons Massimo scoperto, chiesto il rimborso alle banche isolane Credito. Iniziativa del Codacons --> Nuova iniziativa legale contro le banche. Il Codacons e il Coordinamento micro-piccole-medie imprese per la tutela e l'assistenza in Sardegna (Comitas) hanno infatti iniziato a presentare le prime 50 richieste di rimborso nei confronti di istituti di credito sardi che avrebbero addebitato in modo illegittimo la commissione di massimo scoperto sui fidi concessi. LA CONTESTAZIONE Secondo l'associazione, che tutela le piccole aziende nei confronti di banche, enti pubblici e grandi gruppi imprenditoriali, l'addebito sarebbe avvenuto in aggravio agli interessi sulle somme utilizzate, invece che sulle somme non utilizzate, incassando a danno dei correntisti introiti ingiusti pari mediamente a 4 o 5 punti percentuali all'anno sui fidi concessi. Così facendo gli istituti di credito, secondo Codacons, hanno incassato ogni anno una cifra che si aggira attorno ai 39,7 miliardi di euro. Soldi che adesso 50 piccole e medie aziende della Sardegna che hanno aderito all'azione di Codacons e Comitas possono recuperare. POLEMICHE Si tratta della prima causa proposta nell'isola, mentre a livello nazionale la questione aveva già sollevato numerose polemiche. La commissione per il massimo scoperto altro non è che la clausola del contratto bancario di apertura di credito (ovvero di fido bancario) che prevede una commissione, appunto, sulla massima esposizione avuta sul conto corrente durante il trimestre di riferimento. Percentuale che si aggiunge ai normali interessi dovuti dal correntista. LA CAUSA Il Comitato, che offre consulenza gratuita agli iscritti, spiega come l'azione possa essere presentata da ogni azienda italiana titolare di una o più linee di fido o anticipo fatture, anche nel caso in cui il rapporto bancario di riferimento sia già estinto, purché non siano trascorsi dieci anni dalla estinzione. Indispensabile per chi vuole recuperare le commissioni di massimo scoperto ritenute illegittime è avere una copia dell'estratto del conto corrente e una copia del contratto del conto corrente affidato.

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le imprese: difficile avere credito ma le banche dicono il contrario (sezione: Revoca fidi)

( da "Tirreno, Il" del 02-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Pagina 1 - Pisa Le imprese: difficile avere credito Ma le banche dicono il contrario PISA. Strette tra crisi economica e difficoltà d'accesso al credito: ecco come appaiono le imprese della provincia di Pisa, almeno a sentire le organizzazioni di categoria che nei giorni scorsi, con banche e istituzioni, hanno preso parte al Tavolo sui problemi del credito promosso dalla Camera di commercio. L'iniziativa, promossa dal presidente Pierfrancesco Pacini, fa seguito ad un primo incontro del novembre 2008, in cui la Camera di commercio si propose quale interlocutore privilegiato tra il mondo imprenditoriale e gli istituti di credito. «Le cause della sofferenza creditizia - ha sottolineato il presidente Pacini durante il summit - sono sostanzialmente due. La prima è la riduzione dei volumi, e quindi del fatturato. La seconda è la carenza di liquidità, aggravata da una contrazione dei margini per una politica di prezzi più contenuti». Da qui nasce l'importanza sempre maggiore del ricorso al credito da parte delle imprese, soprattutto di piccole e piccolissime dimensioni, in difficoltà sia nel caso di una prima richiesta, sia rispetto ai fidi già concessi, per i quali viene riscontrata una eccessiva rigidità gestionale. «Anche medie imprese molto solide - aggiunge Pacini - segnalano gravi difficoltà per richieste di fidi importanti, in relazione ai grandi investimenti». Nel corso dell'incontro, alle banche sono state fatte richieste precise: autonomia decisionale delle sedi locali degli istituti nazionali, ovviamente nell'ambito di norme definite, così come avveniva ed avviene per le banche locali; trasparenza nel costo dei servizi e possibilità del cliente di selezionare tra i servizi addebitati (per scelta o per frequenza temporale). E ancora: consentire un approccio al rientro del credito privilegiando modalità di consolidamento e rischedulazione del debito; adattare velocemente tassi attivi e passivi praticati all'andamento dei tassi di riferimento; adottare una politica di factoring più realisticamente riferita al rischio effettivo in modo da far utilizzare in modo più ampio lo strumento. Intanto le associazioni di categoria si propongono una serie di obiettivi: promuovere tra le imprese una più capillare conoscenza del sistema dei Consorzi Fidi; creare una banca dati comune dell'andamento del credito; fornire alle banche elementi aggiornati di conoscenza dei settori e delle attività. Il sistema bancario, che ha partecipato numeroso e ai massimi livelli all'incontro, ha dichiarato che, nonostante la crisi, non esiste alcun input alla restrizione del credito e che l'aumentato costo dei servizi fa parte di un rimodellamento fisiologico dopo l'andamento degli ultimi anni. Certamente non si è negata una maggiore prudenza, «ma - hanno ricordato gli istituti di credito - è fondamentale non tenere in vita imprese "decotte" per tutelare i progetti più seri e meritevoli». Per rispondere ai tempi eccessivamente dilatati delle pratiche alcuni istituti intendono accorciare, già nei prossimi giorni, la filiera decisionale tra agenzia locale e direzione. Secondo altri, invece, la soluzione sta nelle nuove autonomie concesse dalla direzione generale alla rete delle filiali. L'iniziativa della Camera di commercio ha riscosso apprezzamenti da parte delle istituzioni. «Le tante partite in corso sul nostro territorio in termini di investimenti infrastrutturali - ha detto il sindaco Marco Filippeschi - devono essere supportate dalle istituzioni con un procedimento autorizzativo più snello». L'assessore provinciale alle attività produttive, Graziano Turini, ha messo sul piatto la disponibilità della Provincia a collaborare, mentre il prefetto Benedetto Basile ha rinnovato la disponibilità nell'interfaccia con il governo centrale e ha assicurato la necessaria attenzione nei confronti di fenomeni criminali - come l'usura - purtroppo ricorrenti durante periodi di crisi.

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Brown chiede nuove istituzioni per il mondo (sezione: Revoca fidi)

( da "Metronews" del 02-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

Brown chiede nuove istituzioni per il mondo uscito su Metro il 02/02/2009 Lascia il tuo commento! Il primo ministro britannico Gordon Brown ha invitato i leader mondiali a riformare le istituzioni finanziarie internazionali per prevenire una ripetizione delle circostanze che hanno portato alla crisi in corso. Parlando alla Cnn in occasione del World Economic Forum di Davos, Brown ha detto che i leader fallirebbero se non usassero la crisi per costruire un?economia «più verde, più digitale, più competente ». Ha detto ai delegati che il mondo ha bisogno di una nuova Bretton Woods, riferendosi alla conferenza del 1944 che ha portato alla fondazione dell?ordine economico dopo la seconda guerra mondiale con la creazione della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. «Dobbiamo essere molto più audaci e creativi», ha detto Brown. «Vogliamo creare una società globale. Ma abbiamo bisogno di istituzioni globali che funzionino e il problema è che le istituzioni create 60 anni fa sono superate». Brown ha detto che i governanti si stanno confrontando con la «prima crisi finanziaria dell?epoca globale». «Non c?è un percorso chiaro dalle esperienze passate su come dobbiamo affrontarla. Stiamo imparando sui nuovi problemi per i quali non abbiamo analogie storiche da confrontare». Brown ha anche menzionato il fatto che sia essenziale restaurare fiducia e credibilità nel sistema finanziario e ha ripreso l?appello della cancelliera tedesca Angela Merkel per la creazione di un sistema regolatore internazionale che possa dominare «i rischi irresponsabili e gli eccessi». «La parola latina per credito è la stessa che per “credere”, “fidarsi”, e questa è una crisi di fiducia nel sistema bancario. Dobbiamo ricostruire intorno a comuni principi che ogni persona responsabile può sostenere». Il sistema bancario britannico è stato tra i più colpiti dalla crisi con il governo intervenuto per salvare dal collasso molte delle principali banche. Ma Brown ha detto che è essenziale coordinare gli sforzi internazionali per permettere alle banche di erogare di nuovo prestiti e ha avvisato che i Paesi in via di sviluppo sarebbero danneggiati dal ritiro di crediti e investimenti.(Christiane Amanpour CNN International, foto Ap)

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Inchiesta/ Il torbido mondo degli affitti">I precari non hanno diritto a una casa Inchiesta/ Il torbido mondo degli affitti pag.1 (sezione: Revoca fidi)

( da "Affari Italiani (Online)" del 02-02-2009)

Argomenti: Revoca fidi

I non ancora/ L'odissea degli affitti per chi è precario. L'inchiesta di Affari Lunedí 02.02.2009 12:29 Marco, giovane avvocato di origini siciliane, ci dice sconsolato: " I proprietari a Milano non hanno nessun interesse a tenere in condizioni decenti i propri immobili: possono guadagnarci il massimo, affittando topaie. La verità è una sola: devi poterti permettere di comprarla, una casa, per abitare in un appartamento civile. Ma se inanelli contratti a termine in serie, è un po' difficile mettere in banca 50mila euro. Conosco avvocati che vivono in 4 in un appartamento per mettere insieme 1000 euro al mese. Se non hai un grosso studio alle spalle, dopo l'esame di stato e un master di specializzazione, ad esempio in diritto assicurativo, guadagni una miseria per anni. Io pago 640 euro al mese per un monolocale che non ha neppure l'abitalità. Andarmene? Difficilissimo. Entri in un posto a 700 e quando decidi di cercare qualcosa di meglio i prezzi sono lievitati e trovi a 800. Per non parlare della cauzione. Quella non la vedi più". Gli fa eco un agguerrito dipendente del Sunia, con un commento che da solo basta a dare la misura dell'emergenza abitativa di Milano: "Il diritto alla casa dipende dalla disponibilità di denaro. Anzi, mi correggo: la parola diritto è ormai soggetta ad interpretazione". Margherita, 40 anni, due figli ( uno di sei e uno di quattro), separata, contratto a progetto nella moda, racconta : "Quando mi sono presentata al padrone di casa per affittare due stanze con angolo cottura e bagno, ho dovuto chiedere a mio zio di accompagnarmi. Doveva firmare anche lui, per certificare che in caso di mia inadempienza avrebbe provveduto al posto mio. Non bastava. Mi è stato imposto di chiedere al direttore della mia banca un documento firmato, in cui mettere nero su bianco una specie di dichiarazione di buona condotta, da parte mia, nella gestione del conto corrente. Non ho avuto altra scelta, ma si è stata una vera e propria invasione, anzi, quasi una umiliazione". Ma nessuna garanzia scritta è abbastanza per le agenzie e i proprietari. Ecco allora che per i precari entra in scena la fideiussione bancaria, una estensione ad libitum del deposito cauzionale. Anna, giornalista, tace il nome - prestigioso dell'intermediatore con cui ha vissuto la sua avventura: "Trovo un appartamento bello, appena ristrutturato, dalle parti di viale Abruzzi. Canone accettabile. Mi propongono una fideiussione bancaria di 10mila euro. Era tutto il mio conto corrente, ma accetto. L'agenzia mi sembra seria, affidabile. Firmo il contratto e dopo un paio di settimane mi telefonano: ci hanno ripensato, sono un tempo determinato, offro poche garanzie. Adesso chiedono 20mila euro di fideiussione. Rispondo che se avessi sull'unghia tutti quei soldi farei un mutuo. Ma la morale non cambia: ci vuole ricchezza pregressa anche per affittare una casa. E' assurdo: devi essere abbastanza ricco da offrire abbastanza garanzie. La beffa delle beffe". Non tutti, però, ostentano la fideiussione come mezzo di selezione degli inquilini. Se un assunto regolare può concedersi il lusso della scelta, un precario li trova con il lanternino i proprietari che si fidano di lui. Quindi puoi propinargli qualunque cosa. "No, qualunque baracca interviene Stefania l'anno scorso ho visto un appartamento in zona Sempione, casa d'epoca, in cui era appena morto un povero vecchio. C'erano ancora i suoi ultimi vestiti sparsi sul letto sfatto. Una branda. Fornelli incrostati di pastasciutta. E un buco del diametro di venti centimetri in soggiorno, da cui vedevo la strada. L'agente immobiliare, tronfio, m'ha detto: vede, signorina, ha anche il termo autonomo. Gli ho fatto notare esterrefatta che con quella voragine nel muro nemmeno un forno avrebbe scaldato. La risposta è stata sprezzante: ha ragione, qui ci devo mettere un disperato o cinque marocchini, loro sì che non dicono niente". < < pagina precedente pagina successiva >>

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