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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL   3-17 settembre 2008       #TOP



Report "Euro-Dollaro"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Euro-Dollaro (14)


Indice degli articoli

Sezione principale: Euro-Dollaro

Il dollaro rialza la testa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: andamento al rialzo della moneta americana spinge alcuni osservatori a parlaredell'iniziodi un nuovo ciclo nelle periodiche oscillazioni del biglietto verde. Il cambio con l'euro ha visto il dollaro salire ieri ai massimi dall'inizio di febbraio. In serata a New York oscillava intorno a quota 1,45 (dopo aver toccato un massimo a 1,

Valute: il dollaro continua a rafforzarsi nei confronti dell'euro ( da "Finanza.com" del 03-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: com) - Il dollaro continua anche oggi la sua rimonta nei confronti dell'euro. Questa mattina il cambio euro/dollaro è sceso a quota 1,44. In questo momento la moneta unica viene scambiata con la valuta americana a 1,4417. Il biglietto verde beneficia del calo dei prezzi del greggio.

PETROLIO, IL GOVERNO LITIGA SUL CARO-BENZINA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 04-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: ha segnato dunque un rincaro di +4,3%. A fronte di questi dati, relativi al prezzo del petrolio e del cambio euro-dollaro, i prezzi attuali di benzina e gasolio appaiono sostanzialmente allineati a quelli di aprile-maggio". Ma i consumatori restano sul piede di guerra: se Adusbef e Federconsumatori parlano di "vergognosa speculazione" e di "un sovrapprezzo di 7-

Parecchi mercati al bivio: l'autunno sarà interessante pag.4 ( da "Trend-online" del 04-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il superamento di tale livello decreterebbe la ripresa del movimento rialzista dominante ed un ritorno verso i massimi. DOLLARO Non avevo fatto previsioni sul dollaro prima delle vacanze. La forza della moneta USA ha seguito un andamento speculare rispetto al barile.

È tempo di rimbalzo per euro-dollaro ( da "Borsa e Finanza" del 06-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: ANALISI TECNICA È tempo di rimbalzo per euro-dollaro Le aspettative sui tassi provocano un pesante sell-off sulla moneta unica Ma a breve è possibile prospettare un recupero verso area 1,47-1,48 di Redazione - 06-09-2008 Dopo una settimana di passione il cross tra euro e dollaro ha toccato i supporti di medio termine a 1,4384,

Cross sotto 1,42 ( da "Milano Finanza" del 06-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Analisi Di Pagina a cura di Alberto Micheli La valuta Usa ha beneficiato dei dati negativi sull'Europa. Difficile un'inversione a breve Dopo la fase di consolidamento disegnata nella seconda metà di agosto, il future sul cambio euro/dollaro ha ripreso la precedente fase correttiva, con il derivato che nelle ultime sedute ha ceduto il supporto a 1,

Ricette per l'autunno ( da "Milano Finanza" del 06-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: a fronte di un'evidente dinamica rialzista del petrolio e delle materie prime in genere, di un cambio euro-dollaro in prossimità dei massimi storici a favore dell'euro e di tassi di interesse a medio-lunga scadenza in crescita, con il Bund in area 110-111 punti, vicino ai minimi degli ultimi cinque anni.

Cambio eur/usd ( da "Trend-online" del 08-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Luca Foglia , 08.09.2008 14:43 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! L'Euro Dollaro nel mese di Luglio ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 1,6038, cui è seguito il consueto storno (come nei mesi di Marzo ed Aprile).

Nuovi minimi per euro dollaro che raggiunge nuovo target ( da "Trend-online" del 11-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: scoviamo un importante ritracciamento di Fibonacci a 1,3850. Resta il fatto che è assolutamente necessario attendere un segnale concreto di forza,prima di avventurarsi in acquisti di moneta unica. Gli altri cambi contro dollaro si comportano in modo simile con maggiore o minore forza relativa a seconda delle peculiarità delle valute considerate.

Euro a nuovi minimi su dollaro, yen in rialzo ( da "Bluinvest.com" del 11-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: 23 Euro a nuovi minimi su dollaro, yen in rialzo L'euro perde terreno nei confronti delle principali valute La moneta unica continua a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, il cambio euro/dollaro scende a 1,3915, in linea con i valori di meta' mattinata.

Euro recupera terreno, dollaro debole ( da "Bluinvest.com" del 12-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: 42 Euro recupera terreno, dollaro debole L'euro recupera terreno nei confronti delle principali valute La moneta unica si apprezza nei confronti dl biglietto verde, il cambio euro/dollaro sale a 1,4145, in leggero rialzo rispetto ai valori di meta' mattinata (1,4095).

Cambi: euro ancora in discesa ( da "KataWebFinanza" del 16-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: (Teleborsa) - Roma, 16 set - Continua la discesa della moneta unica nei confronti del dollaro. Il cambio euro dollaro si attesta ora a 1,4194. 16/09/2008 - 15:58.

Euro dollaro volatile; AIG, UBS le prossime vittime? ( da "Trend-online" del 16-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Il crollo dei livelli di euro dollaro è così spiegato: serviva maggior spazio di manovra per eventuali fughe dalla moneta americana. In piena svendita di dollaro,eventi come quelli sopra citati avrebbero creato il caos e portato il cambio che sostanzialmente regola gli cambi commerciali del mondo a livelli poco sostenibili.

Cambio euro/dollaro a 1,4210. FED interviene in aiuto di AIG ( da "Trend-online" del 17-09-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 105,65 da 106 dell'ultima chiusura di Wall Street. L'apprezzamento dell'euro contro il dollaro evidenziato in mattinata e' legato al maxi prestito (85 miliardi di dollari) che la Federal Reserve ha deciso di assegnare alla compagnia assicurativa AIG (American International Group)


Articoli

Il dollaro rialza la testa (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-09-03 - pag: 2 autore: Il dollaro rialza la testa Il rally continua e alimenta previsioni sull'inizio di un nuovo ciclo Beda Romano FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente Il dollaro si sta nettamente rafforzando sui mercati valutari, trainato da una congiuntura oltre-Atlantico migliore del previsto e da un forte ribasso del prezzo del petrolio.L'andamento al rialzo della moneta americana spinge alcuni osservatori a parlaredell'iniziodi un nuovo ciclo nelle periodiche oscillazioni del biglietto verde. Il cambio con l'euro ha visto il dollaro salire ieri ai massimi dall'inizio di febbraio. In serata a New York oscillava intorno a quota 1,45 (dopo aver toccato un massimo a 1,4467), rispetto a 1,4606 lunedì sera. La moneta americana ha continuato a rafforzarsi anche nei confronti di altre valute, tra le quali lo yen giapponese e la sterlina inglese (che ieri ha toccato un nuovo minimo a 81,64 pence per un euro). Secondo i dati della Bank of New York Mellon, gli acquisti di dollari in agosto sono stati quattro volte superiori rispetto alla media degli ultimi dodici mesi. E molti economisti stanno rivedendo le loro previsioni: per esempio Bnp Paribas, la banca francese, punta su un cambio euro-dollaro a 1,42 entro fine anno. La previsione precedente era di 1,45. Sembrano curiosamente lontani i tempi in cui la moneta americana toccava 1,60, ai minimi storici contro la valuta unica europea. A giocare sono numerosi fattori: prima di tutto l'andamento del prezzo del petrolio, che ieri ai minimi degli ultimi cinque mesi oscillava intorno ai 105 dollari, in calo di circa il 10% rispetto alla fine della settimana scorsa. Negli ultimi tempi è emerso evidente un legame tra l'andamento del prezzo del petrolio e l'evoluzione del dollaro: l'indebolimento della valuta ha comportato un progressivo rialzo del costo del greggio, pagato in moneta americana. Oggi il fenomeno opposto sta avendo l'effetto contrario: il calo del prezzo del petrolio, complice il rallentamento mondiale, sta rafforzando il dollaro. Dietro al rialzo della valuta americana si nasconde anche una congiuntura migliore del previsto. I dati sulla crescita hanno mostrato un aumento del prodotto interno lordo negli Stati Uniti del 3,3% annualizzato nel secondo trimestre. Poco importa se il dato è in parte drogato da aiuti pubblici: per ora le statistiche hanno messo in ombra crisi immobiliare e terremoto finanziario. "Certo è ancora presto per affermare che il dollaro è entrato in una nuova fase di rafforzamento ciclico - spiega Antoine Brunet, economistaconsulente di Lazard a Parigi ma la tendenza va seguita da vicino". Negli ultimi 40 anni, la moneta americana è stata protagonista di periodiche oscillazioni fatte di lunghi periodi di forza e altrettanto lunghi periodi di debolezza. La situazione americana non è brillante, ma in questo momento appare migliore di quella europea. L'Europa è in stagnazione, colpita dalla crisi finanziaria, il rialzo dell'inflazione, il rallentamento inglese. La Gran Bretagna - che subisce "la peggiore crisi " economica da 60 anni secondo il suo ministro delle Finanze Alistair Darling - è il primo partner della zona euro. Ormai, a torto o a ragione, molti investitori scommettono su politiche monetarie divergenti sui due lati dell'Atlantico: nella zona euro il tasso di riferimento (al 4,25%) è previsto in calo, complice la debolezza economica, e ciò dovrebbe favorire gli Stati Uniti nel differenziale tra i tassi d'interesse (in America il costo del denaro, oggi al 2%, difficilmente scenderà ulteriormente). A proposito della congiuntura, la Banca centrale europea dovrebbe pubblicare domani nuove proiezioni. Julian Callow e Nick Matthews, economisti di Barclays Capital, prevedono un ribasso della stima di crescita dall'1,8 all'1,4% per quest'anno e dall'1,5 all'1% per l'anno prossimo. La previsione di inflazione è destinata a salire al 3,6% nel 2008 e al 2,5% nel 2009. In questo contesto, la Bce non mostra per ora alcuna intenzione di allentare il credito nella zona euro. La riunione di domani del consiglio direttivo non porterà a cambiamenti significativi sul fronte di politica monetaria. Ma i mercati guardano lontano, e in questo momento le attese per un allentamento del credito nella zona euro l'anno prossimo contribuiscono al rialzo del dollaro. beda.romano@ilsole24ore.com DOMANI LA BCE Gli investitori scommettono su una riduzione del costo del denaro in Europa, anche se la svolta non è certo imminente.

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Valute: il dollaro continua a rafforzarsi nei confronti dell'euro (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Finanza.com" del 03-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(3 Settembre 2008 - 09:44) MILANO (Finanza.com) - Il dollaro continua anche oggi la sua rimonta nei confronti dell'euro. Questa mattina il cambio euro/dollaro è sceso a quota 1,44. In questo momento la moneta unica viene scambiata con la valuta americana a 1,4417. Il biglietto verde beneficia del calo dei prezzi del greggio. (Riproduzione riservata).

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PETROLIO, IL GOVERNO LITIGA SUL CARO-BENZINA (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 04-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Petrolio, il governo litiga sul caro-benzina ALESSANDRA CHELLO E la benzina diventa il pomo della discordia in casa del governo. Protagonisti, due ministri dai pareri stridenti. La prima bordata la lancia Renato Brunetta, alla guida della Pubblica amministrazione: "Non ci può essere asimmetria temporale tra aumenti e riduzioni della materia prima e del prezzo finale: qualsiasi giustificazione è un imbroglio". Taglia corto commentando l'andamento tra costo del petrolio e prezzo del carburante. Ma per Claudio Scajola, timoniere del dicastero dello Sviluppo economico, i numeri danno ragione ai petrolieri: i prezzi attuali di benzina e gasolio sono sostanzialmente allineati a quelli di aprile-maggio. E dal primo di luglio la benzina ha subito un calo di prezzo del 4,7% e il gasolio del 6,9%. Anche se non bisogna comunque abbassare la guardia perchè esiste ancora un differenziale tra i prezzi medi italiani e i prezzi medi europei". "Le quotazioni internazionali del petrolio Brent degli ultimi giorni - spiega poi la nota del dicastero - sono di circa 107 dollari al barile, con tendenza al ribasso. Il primo settembre scorso il prezzo della benzina era 1,454 euro al litro e quello del gasolio di 1,416. Il cambio euro-dollaro del 2 settembre è stato di 1,4516. Quindi un barile di petrolio costa oggi 73,7 euro. Un prezzo del Brent analogo a quello attuale è stato registrato nel periodo 15 aprile-2 maggio, in cui la quotazione media del barile è stata di 109 dollari. All'epoca il prezzo Italia della benzina era in media di 1,400 euro al litro e quello del gasolio era in media di 1,377. Il tasso medio di cambio euro-dollaro era di 1,573. Il prezzo medio del barile risultava quindi di 69,4 euro". Nei due periodi considerati, la variazione del prezzo del Brent espresso in euro - spiega il ministero - ha segnato dunque un rincaro di +4,3%. A fronte di questi dati, relativi al prezzo del petrolio e del cambio euro-dollaro, i prezzi attuali di benzina e gasolio appaiono sostanzialmente allineati a quelli di aprile-maggio". Ma i consumatori restano sul piede di guerra: se Adusbef e Federconsumatori parlano di "vergognosa speculazione" e di "un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro", il Codacons chiede l'intervento della Guardia di Finanza per controlli a tappeto nei distributori. Protestano anche le organizzazioni dell'autotrasporto e la Cna-Fita che fa notare l'assenza nella vicenda di Mister Prezzi, Antonio Lirosi, che ieri però è intervenuto sul rischio inflazione: "Resta un'emergenza - ha detto - e settembre potrebbe rivelarsi un mese critico". Infine le note di petrolieri e benzinai. "Dai picchi di metà luglio ad oggi - riferisce l'Unione petrolifera - il prezzo alla pompa dei carburanti è sceso di 10-12 centesimi al litro". Per i benzinai scende in campo la Figisc Confcommercio facendo presente che il prezzo del petrolio è sceso in dollari al barile ma "è rimasto pressoché stabile in euro-barile" e sottolineando che "paventare doppie velocità e asimmetrie sui prezzi dei carburanti produce disinformazione fuorviante". Luca Squeri, presidente nazionale di Figisc spiega: "Non sono certo i benzinai - precisa - a fare il prezzo dei carburanti, anzi essi lo subiscono e più alto è il prezzo, maggiore è l'impegno di capitale e di oneri finanziari a loro carico senza che il loro margine lordo fisso aumenti di un millesimo. Confrontandoci ogni giorno con gli automobilisti non possiamo rimanere in silenzio di fronte al diffondersi di luoghi comuni".

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Parecchi mercati al bivio: l'autunno sarà interessante pag.4 (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Trend-online" del 04-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Parecchi mercati al bivio: l'autunno sarà interessante PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Borsaprof , 04.09.2008 15:02 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! da 6 anni, non può essere motivato solo da speculazione. La speculazione cavalca i trend, e pertanto li esalta e li amplifica. Ma non li crea e soprattutto non li spinge per anni." Il forte calo delle ultime settimane ne è la prova. La speculazione così come entra, esce. E quando esce vende a mercato, infischiandosene dei prezzi. 3) "Appare abbastanza evidente che se le prospettive di crescita mondiale non sono più così rosee, ed anche nei paesi di nuova industrializzazione si potranno avere rallentamenti marcati, anche la domanda potrebbe rallentare, ed allora continuare a sostenere che il petrolio deve andare rapidamente a 200 dollari potrebbe far sorridere, mentre oggi fa preoccupare". E' proprio quel che è successo. Ora però non dobbiamo illuderci che, come dice qualcuno, il petrolio non smetterà più di scendere. Le motivazioni strutturali permangono. E' soltanto scesa di botto la pressione speculativa. Può anche darsi che il movimento ribassista di breve termine si estenda oltre i 100 dollari. Lo ritengo poco probabile, ma non impossibile. In tal caso si potrebbe arrivare in area 85. Se venisse superata al ribasso area 85 significherebbe che la recessione mondiale è diventata devastante. Non so se augurarlo. Credo invece che i tempi siano maturi per un rimbalzo fino verso 122. Il superamento di tale livello decreterebbe la ripresa del movimento rialzista dominante ed un ritorno verso i massimi. DOLLARO Non avevo fatto previsioni sul dollaro prima delle vacanze. La forza della moneta USA ha seguito un andamento speculare rispetto al barile. Così come il barile è crollato, la stessa cosa ha fatto il cambio euro-dollaro. Il dollaro si è rivalutato anche su tutte le altre monete. In questi giorni il cambio euro-dollaro è sceso in area 1,44, appoggiandosi così alla perfezione sulla segue pagina >>.

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È tempo di rimbalzo per euro-dollaro (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Borsa e Finanza" del 06-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

ANALISI TECNICA È tempo di rimbalzo per euro-dollaro Le aspettative sui tassi provocano un pesante sell-off sulla moneta unica Ma a breve è possibile prospettare un recupero verso area 1,47-1,48 di Redazione - 06-09-2008 Dopo una settimana di passione il cross tra euro e dollaro ha toccato i supporti di medio termine a 1,4384, livello richiamato come area di supporto cruciale insieme a quota 1,445, altrettanto importante. Si pensava, a dire la verità, che l'euro/dollaro potesse correggere già da 1,4650 verso 1,4900. Ma la violazione di 1,4650 ha provocato un sell off generalizzato, generato anche dal sentiment del mercato verso le aspettative sui tassi. Le stime degli analisti e investitori infatti sembrano cambiate, con prospettive di miglioramento evidente nella congiuntura Usa e peggioramento altrettanto evidente di quella europea. Gli ultimi dati nel Vecchio Continente hanno mostrato un Pil del secondo trimestre già negativo (-0,2%) e in prospettiva un ulteriore rallentamento. Mentre le condizioni del mercato immobiliare Usa, gli ordinativi all'industria e la fiducia dei consumatori, sono decisamente migliorati. Ma la vera ragione della caduta dell'euro nei confronti del dollaro va ricondotta alla drammatica caduta della sterlina, sempre nei confronti del biglietto verde, dopo le dichiarazioni del Cancelliere dello Scacchiere Darling nonché Ministro delle Finanze Inglese, che ha dichiarato che la congiuntura britannica è la peggiore degli ultimi 60 anni. Per converso, i dati inglesi sebbene negativi sono apparsi superiori alle attese, con il Pmi dei servizi a 49,2 rispetto al consensus di 47, migliore rispetto anche allo stesso dato europeo, risultato a quota 48,5. Ma la sterlina è crollata, trascinando con se anche l'euro. Che però dai minimi di 1,4370 contro dollaro ha successivamente recuperato qualcosa. Il quadro tecnico dovrebbe consentire ora alla moneta unica un recupero, seppure parziale, verso 1,4750/1,4800, anche se nel medio termine, come abbiamo più volte scritto su queste pagine, lo scenario sembra cambiato e con esso anche il trend. Ora si cercheranno livelli da qui ai prossimi mesi, e comunque solo alla fine di questa necessaria fase correttiva, per comprare dollari. Perché nel medio e lungo termine gli obiettivi sono cambiati e dovranno essere posti e considerati in area 1,2500/1,3000. Ci teniamo però a ricordare che molte analisi, anche di illustri analisti e autorevoli esperti, sottolineano come, dopo questa correzione, il dollaro sia ancora destinato a indebolirsi strutturalmente, evidenziando la necessità per l'economia a stelle e strisce di mantenere un dollaro debole per far quadrare i conti e sistemare i famosi deficit gemelli. Ebbene, siamo dell'idea che il dollaro dovrà ancora scendere e perdere valore, ma solo nei confronti delle valute asiatiche, che rappresentano il vero nodo della questione valutaria globale. Tutta la tensione, infatti, continua a scaricarsi sulle valute flessibili, con oscillazioni che hanno raggiunto una intensità finora sconosciuta dalla nascita della moneta unica. Mentre le valute asiatiche rimangono ampiamente sottovalutate e manipolate dalle Banche centrali dei Paesi in esame.

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Cross sotto 1,42 (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Milano Finanza" del 06-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Milano Finanza Numero 178  pag. 50 del 6/9/2008 | Indietro Cross sotto 1,42 I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi Di Pagina a cura di Alberto Micheli La valuta Usa ha beneficiato dei dati negativi sull'Europa. Difficile un'inversione a breve Dopo la fase di consolidamento disegnata nella seconda metà di agosto, il future sul cambio euro/dollaro ha ripreso la precedente fase correttiva, con il derivato che nelle ultime sedute ha ceduto il supporto a 1,46 trovando un immediato spazio di caduta verso quota 1,42. La nuova debolezza della moneta unica nei confronti del biglietto verde nasce soprattutto da alcuni dati macro, che hanno rivelato un ulteriore rallentamento dell'economia del Vecchio continente. Le previsioni trimestrali di crescita della Bce (le cosiddette "staff projections") sono state infatti riviste al ribasso per l'anno in corso (tra l'1,1 e l'1,7% contro una precedente stima tra l'1,5 e il 2,1%), a fronte di una stima sull'inflazione che è stata invece rivista al rialzo sia per il 2008 (3,5% contro 3,4%) sia per il 2009 (2,6% contro 2,4%). Nella riunione di giovedì, Jean-Claude Trichet ha inoltre confermato come il principale intento della Banca centrale europea rimanga proprio quello della stabilità dei prezzi, con un obiettivo d'inflazione al 2% che dovrebbe essere raggiunto nel 2010. Sempre nell'ultima settimana, piuttosto emblematico è stato il responso sugli ordini all'industria, con un dato ampiamente superiore alle attese negli Stati Uniti (+1,3% contro +0,7%), mentre in Germania si è registrato un calo dell'1,7% a fronte di un aumento previsto dello 0,2%. In questo contesto, il dollaro ha trovato nuovi spazi di apprezzamento, spingendo l'euro sui nuovi minimi dell'anno: il cedimento del supporto a 1,435-1,432 ha infatti spinto il cross sotto 1,42, prospettando un ulteriore accelerazione verso 1,405-1,400. Anche l'analisi quantitativa conferma in pieno le difficoltà della moneta unica, con gli indicatori di tendenza che stazionano in posizione short, mentre gli oscillatori di momentum hanno ormai raggiunto le rispettive soglie d'ipervenduto. Proprio quest'ultimo aspetto potrebbe anticipare un tentativo di rimbalzo, ma difficilmente si potrà assistere a un'immediata inversione positiva del trend. La debolezza dell'euro emerge in modo piuttosto evidente anche nel rapporto con lo yen: nelle ultime sedute il future sul cambio con la valuta giapponese ha infatti ceduto il supporto chiave a 158,50, trovando un immediato spazio di caduta fino a quota 153 e tornando così alla portata dei minimi dell'anno posti a ridosso di 150,50. In poche sedute il derivato ha compromesso quasi cinque mesi di rialzo, tornando sui livelli di metà marzo. Anche in questo caso diventa difficile pensare che il cross possa trovare un immediato punto d'arresto. (riproduzione riservata)  .

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Ricette per l'autunno (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Milano Finanza" del 06-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Milano Finanza Numero 178  pag. 35 del 6/9/2008 | Indietro Ricette per l'autunno I VOstri Soldi Il Trader Di Fausto Tenini Analisi tecnica Wall Street meglio impostata dell'Europa Le banche sono ancora deboli. Cautela sui listini emergenti Prima delle vacanze estive ci eravamo lasciati alle spalle un mercato azionario in panne, dove il trend ribassista era alimentato in primis dal comparto finanziario, a fronte di un'evidente dinamica rialzista del petrolio e delle materie prime in genere, di un cambio euro-dollaro in prossimità dei massimi storici a favore dell'euro e di tassi di interesse a medio-lunga scadenza in crescita, con il Bund in area 110-111 punti, vicino ai minimi degli ultimi cinque anni. Nei mesi di luglio e agosto qualcosa però è cambiato in termini di dinamica delle principali asset class, in modo non marginale e un po' inaspettato. Senza dubbio non ci si attendeva uno storno del 25% del prezzo del Brent in soli due mesi, confermato da un contestuale tracollo di materie prime e metalli preziosi e industriali, che hanno condotto il Crb a lasciare sul terreno da inizio luglio il 20%. Un movimento così consistente non si addice a semplici prese di profitto per le precedenti posizioni rialziste costruite da investitori istituzionali, ma molto probabilmente racchiude in sé la possibilità che il trend rialzista degli ultimi anni per tale asset class sia in via di esaurimento. La decorrelazione rispetto all'azionario rimane valida: questa caratteristica fa sì che una quota non eccessiva di materie prime possa ancora essere presente nei portafogli, al fine di ridurne la rischiosità globale. In termini di strategie di trading è invece bene fare attenzione a puntare nuovamente sul loro rialzo, sia a livello specifico sia di indice di settore. Occhio al doppio minimo di fine 2007 Passando a un'altra asset class, le valute, si è potuto osservare una svolta netta da parte del dollaro in senso positivo, sia contro l'euro sia rispetto alle altre principali divise di riferimento. Tecnicamente il supporto 1,53 dollari era particolarmente evidente sotto il profilo grafico, poiché il cambio euro-dollaro oscillava da mesi su questa soglia. Nel momento in cui è stato ceduto, ha innescato forti acquisti a favore della divisa statunitense, portando il cambio dapprima su 1,50 e successivamente in area 1,43 dollari, dove attualmente consolida. L'entità della dinamica è stata inaspettata, poiché da una variabile che storicamente presenta una volatilità annua prossima al 7-8% su base annua difficilmente ci si poteva aspettare un rafforzamento del 7% in un solo mese. E tale azione non ha interessato solo il cambio euro-dollaro, ma anche le restanti valute, come ben evidenziato dal Dollar Index (+8% in cinque settimane). Per quanto riguarda il rapporto con l'euro, il successivo livello che potrebbe innescare nuovi acquisti a favore del dollaro si colloca sul doppio minimo di fine 2007, a ridosso di 1,43 dollari, che in queste sedute viene testato con insistenza: livello sotto cui la valuta Usa potrebbe puntare direttamente verso 1,38 dollari. Tassi di interesse fermi anche a lunga scadenza Un'altra asset class che tocca le tasche sia degli investitori sia di chi ha acceso prestiti è rappresentata dai tassi di interesse. Anche in questo caso qualcosa in senso positivo si sta osservando. Per quanto riguarda i tassi a breve europei, determinati dalla politica monetaria della Banca centrale europea, ma ultimamente influenzati in modo evidente anche dalle tensioni nel comparto finanziario, sono mesi che l'Euribor ha cessato la sua risalita. Anche in concomitanza del rialzo dei tassi ufficiali attuato dalla Banca centrale a inizio luglio non si è fortunatamente osservato alcun incremento nei tassi di mercato, che già incorporavano (come oggi) le tensioni legate all'esplosione delle criticità subprime. Su questo fronte le aspettative sono per un nulla di fatto sino a fine anno da parte di Jean-Claude Trichet, considerando che fattori negativi sul fronte prezzi, come la bolla delle materie prime, stanno venendo meno. La lateralità dell'Euribor degli ultimi mesi suggerisce quindi che il mercato potrebbe aver già scontato tutto quanto di negativo potrebbe ulteriormente minare la fiducia tra gli istituti bancari. In merito invece ai tassi a medio-lunga scadenza (legati alle aspettative di inflazione di più ampio respiro), sintetizzati dalla dinamica del Bund, si sottolinea la rilevanza del doppio minimo creato a ridosso di quota 110 negli ultimi mesi. è quindi molto difficile che i tassi possano riprendere la strada della risalita anche sulle scadenze più lunghe: ogni occasione di storno dei prezzi verso 111-112 punti potrebbe già rappresentare una nuova occasione di acquisto. Mercati azionari a rischio di nuovi ribassi L'asset class a cui gli investitori e i piccoli risparmiatori guardano con maggior attenzione è come sempre il mercato azionario. Su questo fronte non si hanno purtroppo chiari segnali che il peggio sia alle spalle, anche se quantomeno gli indici di mercato hanno smesso di scendere e la volatilità sta lentamente rientrando. La criticità maggiore risiede sempre nella dinamica dei titoli finanziari e delle banche in particolare, dopo la serie di fallimenti e salvataggi dell'ultimo minuto che continuano a interessare il settore, sia in Europa sia negli Stati Uniti (Fannie Mae, Freddie Mac e Lehman sono le questioni più scottanti emerse negli ultimi mesi). Il grafico pubblicato in questa pagina è indicativo della débcle del settore, con l'indice S&P Banks che ha lasciato sul terreno circa il 70% in poco più di un anno rispetto al minimo di luglio 2008, tornando sui livelli del lontano 1993. Si tratta quindi di un vero e proprio break strutturale in termini di dinamica di settore, ma gli attuali livelli possono nascondere opportunità molto interessanti per chi ha la possibilità di lasciar maturare il capitale nel tempo e sopportare contestualmente nuove turbolenze sui mercati, possibili per via di un'economia che fatica a ripartire. L'S&P500 più forte dell'Eurostoxx50 Lo stock-picking sui singoli titoli è in questo caso molto rischioso: meglio in tal senso diversificare i rischi tramite prodotti che permettono di puntare sull'intero settore, come i fondi settoriali e gli Etf. La potenzialità ribassista dovrebbe comunque essersi quasi del tutto esaurita anche su questo comparto, poiché i principali titoli a grande capitalizzazione, sia in Europa sia negli Stati Uniti, si sono già riportati sui minimi degli ultimi dieci anni, caricando di fatto una molla non indifferente in termini di potenzialità di ritorno, che verrà rilasciata non appena le delicate condizioni di mercato e la crisi di liquidità tenderanno a rasserenarsi. Tornando ai benchmark più diversificati l'S&P500 evidenzia tuttora una maggiore forza rispetto all'Eurostoxx50, dove quest'ultimo ha già ritracciato del 50% rispetto al movimento rialzista 2003-2007. Anche per quanto riguarda i mercati emergenti si nota ancora una fase di stallo per la maggior parte dei benchmark, mentre altri listini evidenziano l'esplosione della precedente bolla rialzista, in primis la Cina (Shanghai Official B a -65% da inizio anno). Tra i mercati più penalizzati anche Mosca e Hong Kong, ma anche indici in precedenza forti come quello brasiliano non riescono ad arrestare la debolezza degli ultimi mesi, generando un segnale di cautela. La sensazione è quindi quella di una fase di mercato in via di stabilizzazione, ma che necessita ancora di tempo per gettarsi alle spalle l'eccezionale negatività originata nell'estate del 2007. (riproduzione riservata)  .

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Cambio eur/usd (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Trend-online" del 08-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Luca Foglia , 08.09.2008 14:43 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! L'Euro Dollaro nel mese di Luglio ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 1,6038, cui è seguito il consueto storno (come nei mesi di Marzo ed Aprile). Così iniziavo il commento di fine Luglio; da allora lo storno è proseguito indebolendo progressivamente la Moneta Unica. Cosa è cambiato questa volta? Le banche centrali del Vecchio Continente si sono finalmente "accorte" che così non si poteva andare avanti e hanno dato il via alle vendite -sia sulle valute europee che sulle materie prime-, seguite da alcuni grandi fondi di investimento. Come l'anno scorso (yen su, mercati giù), anche nel 2008 si è scelto il mese di Agosto per dare una svolta ai mercati, meno si è sul mercato, più facile è muoverlo? Questa settimana è iniziata alla grande grazie all'intervento del governo Usa, attenzione alla volatilità e ai dati che saranno diffusi nei prossimi giorni! I consueti livelli da tenere d'occhio. Al rialzo 1,4430 e poi l'area 1,4530---1,4570. Al ribasso 1,4165 e quindi la zona 1,4040---1,4015.

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Nuovi minimi per euro dollaro che raggiunge nuovo target (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Trend-online" del 11-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Euroforex www.euroforex.com, 11.09.2008 15:58 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Rimane area 1,3680 come baluardo di supporto per il cambio euro dollaro che macina quotidianamente nuovi minimi. Sul fronte grafico siamo nei pressi di una trend line rialzista che parte addirittura dai minimi assoluti in area 0,90. Il movimento ribassista è impetuoso e,probabilmente,il fatto che pochi grossi investitori lo stiamo cavalcando facilita la foratura di stop loss di lungo termine accelerando il trend stesso. Ancora sul fronte tecnico grafico,scoviamo un importante ritracciamento di Fibonacci a 1,3850. Resta il fatto che è assolutamente necessario attendere un segnale concreto di forza,prima di avventurarsi in acquisti di moneta unica. Gli altri cambi contro dollaro si comportano in modo simile con maggiore o minore forza relativa a seconda delle peculiarità delle valute considerate. Molto interessante il pull back grafico effettuato dal cambio dollaro franco svizzero: 1,12-1,14 era stato un doppio minimo pluriennale sfondato al ribasso nei mesi di svendita del biglietto verde. Più laterale ,invece,il cross dollaro yen vista la parziale correlazione che caratterizza le due divise. Il cambio euro yen,finalmente,rompe al ribasso la forte area di supporto collocata in area 150-154 e sembra diretto a 141. Ancora,l'euro contro franco svizzero con una volatilità inferiore si porta su un livello estremamente sensibile,ovvero 1,5850. Non diamo indicazioni operative perché,brutalmente,siamo di fronte a inversioni di trend di lungo termine con una volatilità spesso altissima e dannosa per gli investimenti poco prudenti. Probabilmente,entrare a favore di trend dopo un corposo ritracciamento,con opportuni stop loss,sarà l'operatività di medio termine migliore. Fabio Caldato Euroforex,Milano.

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Euro a nuovi minimi su dollaro, yen in rialzo (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Bluinvest.com" del 11-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

16.23 Euro a nuovi minimi su dollaro, yen in rialzo L'euro perde terreno nei confronti delle principali valute La moneta unica continua a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, il cambio euro/dollaro scende a 1,3915, in linea con i valori di meta' mattinata. La valuta europea si indebolisce anche nei confronti di quella nipponica, il cambio euro/yen scivola a 147,95, in discesa rispetto ai valori di stamani (148,75). La divisa giapponese si apprezza nei confronti di quella statunitense, il cambio dollaro/yen scende a 106,30, in flessione rispetto ai valori rilevati intorno alle 11 (106,90). A pesare sull'euro sono state le indicazioni giunte dalla Bce che evidenziano prospettive poco incoraggianti per la crescita economica del Vecchio continente. Nel suo consueto bollettino mensile, l'istituto di Francoforte ha rivisto al ribasso le stime di crescita sia per il 2008 (tra l'1,1% e l'1,7% a fronte dell'1,5%-2,1% precedentemente stimato) sia per il 2009 (tra lo 0,6% e l'1,9% rispetto all'1%-2% delle ultime previsioni). Premiato dagli acquisti rifugio invece lo yen, sulla scia della debolezza evidenziata dai principali indici azionari, penalizzati dalle deludenti performance dei titoli finanziari.

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Euro recupera terreno, dollaro debole (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Bluinvest.com" del 12-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

16.42 Euro recupera terreno, dollaro debole L'euro recupera terreno nei confronti delle principali valute La moneta unica si apprezza nei confronti dl biglietto verde, il cambio euro/dollaro sale a 1,4145, in leggero rialzo rispetto ai valori di meta' mattinata (1,4095). La valuta europea si rafforza anche nei confronti di quella nipponica, il cambio euro/yen sale a 151,60, ma e' comunque sotto i valori di stamani (151,40). La divisa statunitense si indebolisce nei confronti di quella giapponese, il cambio dollaro/yen si attesta a 107,20, in discesa rispetto ai valori rilevati intorno alle 11 (107,45). In chiaroscuro i dati diffusi nel pomeriggio negli Stati Uniti che hanno in parte pesato sul biglietto verde. Le vendite al dettaglio nel mese di agosto (-0,3%) si sono rivelate peggiori delle previsioni (esclusa la componente auto il calo e' stato dello 0,7%). Ha tuttavia sorpreso positivamente l'indice di fiducia dei consumatori elaborato dall'Universita' del Michigan, salito inaspettatamente a 73,1 punti a settembre, cioe' ben oltre i 64 punti previsti dagli analisti. I prezzi alla produzione hanno evidenziato invece un calo (-0,9%) superiore alle attese (in linea invece in dato 'core') mentre superiori alle previsioni si sono rivelate le scorte di magazzino nel mese di luglio. A penalizzare il dollaro e' anche l'incertezza che regna sulla questione Lehman Brother, che sembra destinata a un possibile piano di salvataggio da parte del Governo statunitense oppure ad una vendita (tra i possibili acquirenti figurerebbero Bank of America e Barclays).

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Cambi: euro ancora in discesa (sezione: Euro-Dollaro)

( da "KataWebFinanza" del 16-09-2008)
Pubblicato anche in: (Borsa(La Repubblica.it))

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

(Teleborsa) - Roma, 16 set - Continua la discesa della moneta unica nei confronti del dollaro. Il cambio euro dollaro si attesta ora a 1,4194. 16/09/2008 - 15:58.

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Euro dollaro volatile; AIG, UBS le prossime vittime? (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Trend-online" del 16-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Euroforex www.euroforex.com, 16.09.2008 16:40 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Rimane difficile analizzare i cross valutari senza osservare ciò che accade nel panorama finanziario delle banche e istituzioni finanziarie americane. Lunedì scorso ci siamo svegliati con la conferma che l'accoppiata Fannie e Freddie sarebbe stata salvata per evitare un collasso del sistema del credito;ieri,invece,le news hanno riguardato il fallimento di Lehman e l'acquisto di Merrill da parte di Bank of America. In sostanza,la FED e il Tesoro americano stanno concludendo gli affari di domenica per evitare un vero "Black Monday" in stile '87. Oggi AIG e UBS perdono rispettivamente il 50% e 20% e sono le candidate (più la prima) migliori per entrar nell'occhio del ciclone. Come anticipato ieri,il lavoro delle autorità USA consiste nell'evitare l'effetto domino:sacrificare ciò che è sacrificabile,mantenendo però in piedi il mercato finanziario. Il crollo dei livelli di euro dollaro è così spiegato: serviva maggior spazio di manovra per eventuali fughe dalla moneta americana. In piena svendita di dollaro,eventi come quelli sopra citati avrebbero creato il caos e portato il cambio che sostanzialmente regola gli cambi commerciali del mondo a livelli poco sostenibili. La candela giornaliera del grafico del'euro dollaro rende difficile una valutazione tecnica del rimbalzo,perciò impostiamo un'operatività assai prudente e valutiamo il range 1,40-1,44 come poco indicativo. Chiusure sotto quota 1,40 farebbero pensare a nuovi minimi che individuiamo in 1,3680-1,37,mentre break rialzisti con close day sopra 1,44 avrebbero target in area 1,47. Interessante invece il cambio euro yen che conferma la debolezza e la violazione ribassista di area 148-150. Il target intermedio sembra esser 143,70 e quello finale in area 141. La volatilità dei cambi contro yen è molto alta e rende pericolosa l'operatività,perciò consigliamo segue pagina >>.

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Cambio euro/dollaro a 1,4210. FED interviene in aiuto di AIG (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Trend-online" del 17-09-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Fta , 17.09.2008 12:47 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! Dopo qualche ora dall'apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie del Vecchio Continente la moneta unica viene scambiata a 1,4210 rispetto al biglietto verde, in calo rispetto alle ultime rilevazioni della Banca Centrale Europea (1,4265) ma in forte rialzo rispetto ai valori registrati in tarda serata di ieri a New York (1,4130). Sale molto la divisa europea rispetto alla moneta giapponese, l'euro vale 150,15 yen dai 148,10 yen delle indicative della BCE della giornata scorsa. Il biglietto verde perde terreno rispetto alla valuta nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 105,65 da 106 dell'ultima chiusura di Wall Street. L'apprezzamento dell'euro contro il dollaro evidenziato in mattinata e' legato al maxi prestito (85 miliardi di dollari) che la Federal Reserve ha deciso di assegnare alla compagnia assicurativa AIG (American International Group) per salvarla dal fallimento. Rimangono cosi' molto alti i timori degli investitori sulla crisi del settore finanziario statunitense. Ieri la stessa banca centrale aveva deciso di lasciare invariati i tassi d'interesse al 2%, deludendo cosi' le aspettative di alcuni investitori che si aspettavano un taglio di 25 punti base del costo del denaro. I membri del Board hanno scelto la via dei finanziamenti mirati per alleviare le tensioni sui mercati finanziari. Ad aiutare le quotazioni della moneta unica sono arrivate anche le parole del presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Junker, secondo il quale, nonostante quello che sta accadendo l'Europa subira' solo effetti indiretti e la crisi statunitense difficilmente condurra' il Vecchio continente verso la recessione. La giornata odierna si presenta abbastanza ricca di altri appuntamenti macroeconomici di particolare rilevanza. Gli addetti ai lavori attendono dagli Stati Uniti alle 14,30 segue pagina >>.

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