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febbraio 2008 #TOP
IN EVIDENZA
Bernanke (Fed): «Continua la
crisi immobiliare», ma per Bush «non è ancora recessione».
Supereuro al nuovo record di 1,52 dollari (Il Sole 24 Ore 28 febbraio 2008)
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Bernanke
(Fed): «Pronti ad agire sui tassi, ma ripresa a fine 2008»
Nel
2008 Pil a due cifre e inflazione ai massimi decennali
Economia
Usa, le ombre sulla ripresa mondiale
Il
Congresso Usa avverte, rischio recessione «elevato». Subprime congelati per 5
anni
Borse,
settimana ad alta tensioneWall Street vuole taglio tassi
Nuovo massimo per l'oro a 970 dollari l'oncia. Pil
Usa sotto le attese: +0,6% nel quarto trimestre 2007. Brutte notizie anche
dall'inflazione, schizzata al 4,1% per i beni di uso personale. Il presidente
della Federal Reserve: «Pronti ad agire sui tassi»
«Non c'è dubbio che l'economia statunitense abbia rallentato, ma non siamo in
un periodo di recessione»: lo ha sottolineato, giovedì 28 febbraio, il
presidente degli Stati Uniti George W. Bush durante la conferenza stampa alla
Casa Bianca, indetta per fare il punto sulla guerra in Iraq e sullo stato di
salute dell'economia . Rispondendo alla domanda di chi gli chiedeva se la crisi
che la nazione sta attraversando potrebbe finire per danneggiare il senatore
dell'Arizona John McCain, a un passo dalla nomination repubblicana per la Casa
Bianca, Bush ha dichiarato che «si sta facendo tutto il possibile e che il
piano di incentivi si rivelerà uno strumento efficace».
Nel giorno in cui l'euro ha toccato un nuovo massimo storico contro la valuta
statunitense, arrivando a sfondare quota 1,52 dollari, il presidente degli
Stati Uniti ha ribadito la necessità che il biglietto verde torni a essere
forte. «Credo che la nostra economia abbia buoni fondamentali per crescere e
continuare a crescere in futuro, in modo più robusto di quanto stia facendo
ora. Per questo siamo a favore di un dollaro forte» ha detto Bush. Il capo
della Casa Bianca ha inoltre sottolineato che «il valore del dollaro rifletterà
i fondamentali dell'economia nel lungo periodo». Sempre oggi, giovedì 28
febbraio, l'oro ha segnato un nuovo record al Comex di New York. Il contratto
con consegna ad aprile è salito al massimo storico di 970 dollari all'oncia.
Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è cresciuto dello 0,6% nel quarto
trimestre del 2007, dato invariato rispetto alla prima lettura comunicata un
mese fa dal dipartimento del Commercio. Gli analisti si aspettavano un
revisione al rialzo allo 0,8%. Il dato conferma dunque l'avvenuto rallentamento
dell'economia nel quarto trimestre rispetto al +4,8% messo a segno nei tre mesi
precedenti. Su base annua, il Pil è cresciuto del 2,2%, anche in questo caso
dato invariato rispetto a un mese fa. Scendendo nei dettagli, le spese per i
consumi - il vero motore dell'economia Usa - sono aumentate nel trimestre
dell'1,9%, meno del 2% riportato in precedenza e del 2,8% dei tre mesi
precedenti. Gli investimenti residenziali sono invece crollati del 25,2%, dato
rivisto dal precedente -23,9%. Si tratta della maggior flessione per il comparto
del mattone in ben 26 anni. Sono aumentati inoltre meno delle stime iniziali
gli investimenti aziendali (6,9% anzichè 7,5%) mentre il Governo federale ha
contenuto l'aumento delle spese allo 0,9%. In netto ribasso inoltre le scorte
aziendali, calate per l'equivalente di 10,1 miliardi di dollari anzichè di 3,4
miliardi come annunciato trenta giorni fa.
Ma la notizia peggiore contenuta nel rapporto del dipartimento del Commercio è
forse quella che riguarda l'inflazione. Nel quarto trimestre, l'indice che misura
i prezzi dei prodotti di uso personale è aumentato del 4,1% (anzichè del 3,9%)
mentre la componente core è rimasta invariata al 2,7%, ben oltre comunque la
soglia massima del 2% indicata come ideale dalla Fed. Le richieste settimanali
di sussidi di disoccupazione al 23 febbraio sono inanto aumentate di 19 mila
unità a 373 mila, contro un consenso a 350 mila. Lo ha reso noto ildipartimento
del Lavoro, specificando che il dato della settimana precedente è stato rivisto
al rialzo a 354 mila.
Doppia audizione di Bernanke (Fed)
L'economia statunitense sulla base dei dati macro che sono affluiti
da gennaio scorso, attraversa una fase di rallentamento: lo ha dichiarato il
presidente della Fed Ben Bernanke, mercoledì 27 febbraio, davanti alla
commissione servizi finanziari della Camera, aggiungendo che. per quanto
riguarda invece l'inflazione sul breve periodo, le aspettative hanno registrato
un certo rialzo. La Federal Reserve è pronta ad agire con tempismo sui tassi se
necessario per sostenere l' economia, ha aggiunto Bernanke: la prossima
riunione del Fomc, il braccio esecutivo della Fed è prevista per il 18 marzo e
dal 30 gennaio i Fed Funds sono al 3 per cento, con il tasso di sconto al 3,50
per cento.
Anche oggi, giovedì 28 febbraio, parlando alla Commissione bancaria del Senato
Usa, Bernanke ha detto che la crisi immobiliare in corso negli Stati Uniti è
per noi un «problema continuo».
Negli Stati Uniti è «probabile» il fallimento di alcune banche, anche se ciò
non dovrebbe toccare
gli istituti maggiori. Per gli Stati Uniti, «l'inflazione è un problema
maggiore rispetto al 2001» ha detto il presidente della Federal Reserve.
Bernanke si aspetta che l'inflazione torni sotto controllo, e in ogni caso non
si aspetta per gli Stati Uniti un mix di stagnazione e inflazione.
Cambio
euro/dollaro in rialzo dopo pubblicazione indice PMI
( da "Trend-online"
del 22-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Scende la divisa europea rispetto alla moneta giapponese, l'euro vale 158,75 yen dai 159,25 yen delle indicative della BCE della giornata scorsa. Il biglietto verde perde terreno rispetto alla valuta nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 107 da 107,40 dell'ultima chiusura di Wall Street.
Cambio
Eur/Usd ( da "Trend-online"
del 25-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: clicca qui per leggere la rassegna di Luca Foglia , 25.02.2008 14:20 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! L'Euro Dollaro prosegue nel suo movimento laterale al di sotto dei massimi storici che, per il momento, paiono contenere le spinte rialziste. Ribadisco di non stupirsi se più di una settimana non scende nonostante ci si trovi su valori elevati;
Il
cambio choc ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 28-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: Era scritto nella nascita dell'euro che soppiantasse il dollaro quale moneta di riserva. Insomma, l'euro che supera il valore di un dollaro e mezzo è la conferma di quella rivoluzione strisciante che sta rimescolando le carte dell'intera economia mondiale ponendo paesi, imprese e intere popolazioni di fronte a uno scenario diverso,
( da "Trend-online" del 22-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FOREX, clicca qui
per leggere la rassegna di Fta , 22.02.2008 12:02 Scopri le migliori azioni per
fare trading questa settimana!! L'euro ben al di sopra di 1,48 contro dollaro.
Dopo qualche ora dall'apertura delle contrattazioni nelle piazze finanziarie
del Vecchio Continente la moneta unica viene scambiata a 1,4835 rispetto al
biglietto verde, in rialzo sia rispetto alle ultime rilevazioni della Banca
Centrale Europea (1,4735) sia rispetto ai valori
registrati in tarda serata a New York (1,4805). Scende la
divisa europea rispetto alla moneta giapponese, l'euro vale 158,75 yen dai
159,25 yen delle indicative della BCE della giornata scorsa. Il biglietto verde
perde terreno rispetto alla valuta nipponica, il rapporto di cambio tra dollaro/yen quota, infatti, in area 107 da 107,40
dell'ultima chiusura di Wall Street. Sale la moneta unica contro il
biglietto verde dopo la pubblicazione del brillante dato sull'indice PMI dei
servizi che è salito, nel mese di febbraio, da
( da "Trend-online" del 25-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
FOREX, clicca qui per leggere la rassegna di Luca Foglia , 25.02.2008
14:20 Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana!! L'Euro Dollaro prosegue nel suo movimento laterale al di sotto dei massimi
storici che, per il momento, paiono contenere le spinte rialziste. Ribadisco di
non stupirsi se più di una settimana non scende nonostante ci si trovi su
valori elevati; se non interviene la BCE non vi sono motivi perché l'Euro perda la sua forza. Mercoledì e giovedì attenzione ai
molteplici interventi dei governatori e dei membri delle Banche Centrali Europea, Statunitense e Giapponese; per il resto sarà
importante capire se l'inflazione Usa rimarrà sotto controllo (2 rilevazioni
una martedì e l'altra venerdì). Aspettiamoci quindi una settimana volatile. Ora
i consueti livelli su cui intervenire. Il grosso ostacolo per il proseguimento
del movimento rialzista della Moneta Unica è
rappresentato dalla solita area 1.4930---1.4970; prima troviamo la zona
1.4850---1.4865. Al ribasso i primi supporti li troviamo a 1.4780---1.4750 e
quindi a 1.4640---1.4615 Dott Luca Foglia.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 28-02-2008)
Argomenti: Guerra Euro
Dollaro
EURO-DOLLARO IL
CAMBIO CHOC di ALFREDO RECANATESI Che l'euro superasse il livello di un dollaro
e mezzo era nelle cose; era solo questione di tempo. Era scritto nella realtà
dell'economia americana, da anni connotata da un consumo di risorse all'interno
di molto superiore a quelle prodotte, con un disavanzo commerciale finanziato
da investimenti dall'estero, ossia da vendite di immobili e partecipazioni
azionarie al resto del mondo. Era scritto nella realtà dell'economia del resto
del mondo (Europa, Giappone e da ultimo Cina) che, al
contrario, vivendo al disotto delle proprie possibilità, andava accumulando e
continua ad accumulare proprietà e crediti nei confronti degli Stati Uniti. Era scritto nella nascita dell'euro che soppiantasse il dollaro
quale moneta di riserva. Insomma, l'euro che supera il valore di un dollaro e mezzo è la
conferma di quella rivoluzione strisciante che sta rimescolando le carte
dell'intera economia mondiale ponendo paesi, imprese e intere popolazioni di
fronte a uno scenario diverso, per molti aspetti opposto, a quello nel
quale hanno trascorso gli ultimi cinquant'anni. Per l'Italia, e un po' anche
per la Francia, il superamento della simbolica soglia di 1,50 può costituire un
fattore di accentuazione della crisi di competitività, oppure un salutare choc.