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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO” |
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Articoli
Euro-Dollaro (2)
È presto per dire rialzo
( da "Milano
Finanza" del 19-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: opportunamente accompagnato da un immediato ripiegamento del cambio euro/dollaro e soprattutto dalle vendite di titoli di stato a breve scadenza. La verifica sui mercati. Dopo settimane di apprensione, lo sfogo emotivo che ha dominato la seduta conclusiva dell'ottava appare del tutto normale, alimentato dalle dichiarazioni del giorno precedente da parte della Bundesbank che avanzavano l'
Future
sull'euro/dollaro a un passo da quota 1,60
( da "Milano
Finanza" del 19-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Abstract: euro/dollaro a un passo da quota 1,60 Le ultime due settimane di contrattazioni hanno registrato l'ulteriore rafforzamento del future sul cambio euro/dollaro, con il derivato che ha forzato anche la resistenza statica in area 1,58-1,585 arrivando a un passo dalla soglia psicologica a quota 1,60: dopo una breve fase di consolidamento è quindi lecito attendersi un test di quest'
( da "Milano Finanza" del 19-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Milano Finanza è
presto per dire rialzo Citigroup cancella la settimana in chiaro scuro delle
trimestrali Usa, creando un'ondata emotiva di acquisti. I listini tornano sui
massimi del mese, mentre Wall Street affronta il primo vero test Fino a giovedì
17 la settimana appena conclusa appariva come un'ottava incolore, dominata dal
comparto petrolifero in mezzo agli alti e bassi del mercato indotti dalla
diffusione delle risultanze del primo trimestre delle società Usa e delle big
europee. Venerdì è arrivata invece la svolta: nonostante la perdita leggermente
superiore alle aspettative mostrata da Citigroup, il mercato azionario ha
potuto tirare un sospiro di sollievo nell'apprendere contestualmente che il
colosso bancario statunitense ha contenuto le nuove svalutazioni a sei miliardi
di dollari, contro le voci che stimavano fino a 20 miliardi i danni aggiuntivi
che sarebbero nuovamente emersi dalla crisi dei mutui subprime. Questa boccata
di ossigeno si è subito tramutata in un flusso di acquisti, che ha consentito
ai principali indici europei di riportarsi a contatto con il picco raggiunto il
7 aprile sul quale è culminata la reazione partita dopo i minimi di metà marzo;
a piazza Affari questa soglia, che costituisce la prima resistenza di breve
termine, è stata perfino superata di misura grazie al sensibile peso sugli
indici rivestito dal comparto bancario, che naturalmente ha calamitato il nuovo
flusso di domanda. All'apertura di venerdì 18 anche Wall Street ha seguito la
stessa strada, che ha portato l'S&P500 e il Dow Jones al test con le ben
note resistenze rispettivamente a 1.400 e a 12.800 punti, rialzo opportunamente accompagnato da un immediato ripiegamento del cambio euro/dollaro e soprattutto dalle vendite di titoli di stato a breve
scadenza. La verifica sui mercati. Dopo settimane di apprensione, lo sfogo
emotivo che ha dominato la seduta conclusiva dell'ottava appare del tutto
normale, alimentato dalle dichiarazioni del giorno precedente da parte della
Bundesbank che avanzavano l'ipotesi di aver lasciato alle spalle il
periodo peggiore e più insidioso della crisi del credito. Emotività a parte, va
sempre tenuto presente che tecnicamente non è prudente assumere nuove posizioni
rialziste sui mercati azionari, soprattutto in un'ottica di più ampio respiro,
almeno fino a quando: 1) l'S&P500 di Wall Street non si dimostrerà capace
di varcare stabilmente l'importante ostacolo individuato da tempo a quota
1.400, mai più superato dopo lo scivolone di metà gennaio, riuscendo a
infrangere la successiva e più debole resistenza presente a 1.430 punti per
presentarsi al successivo importante test a 1.460 punti. 2) I principali indici
europei non si dimostreranno capaci di spingersi più in alto rispetto alla mera
chiusura del gap ribassista lasciato aperto in concomitanza del capitombolo
dello scorso 21 gennaio, un livello che passa a 5.100 punti per il Cac di
Parigi, a 35.705 punti per l'S&P/Mib e tra 7.200 e 7.300 punti per il Dax
di Francoforte; fino a questi livelli, che coincidono con quota 1.460
dell'S&P500 americano, la reazione mantiene una valenza di breve respiro.
3) I due indici settoriali europei riferiti alle banche, ovvero il Dj Stoxx e
il Dj EuroStoxx, non si dimostreranno capaci di
varcare stabilmente l'importante ostacolo presente per entrambi a quota 380
punti (il primo ha chiuso la settimana attorno a 370 punti). Solo al seguito di
questa condizione minima di forza, ovvero dopo che gli acquirenti avranno
conseguito una prima vittoria degna di nota sui venditori che si trovano
inevitabilmente appostati sui livelli indicati, si potrà tecnicamente porre la
domanda se sia verosimile considerare alle spalle i minimi raggiunti a metà
marzo, dato che solo in questo caso esisterebbe una simile possibilità. Non si
può infatti dimenticare che il dollaro fino a giovedì sera premeva sulla soglia
psicologica di 1,60 euro, la cui rottura implicherebbe un target compreso tra
1,64 e 1,67 foriero di nuovi ribassi in borsa, mentre il tasso Euribor a tre
mesi, termometro delle tensioni che persistono sul mercato interbancario,
viaggia sui livelli massimi attorno al 4,8%. Più direttamente connesso al
mercato azionario, le 95 società dell'S&P500 che finora hanno diffuso i
risultati del primo trimestre conducono a un calo medio degli utili nell'ordine
del 12,5% rispetto allo stesso trimestre del 2007, che si confronta con un
deprezzamento annuo dell'indice delle 500 blue chip americane limitato al 5,6%.
(riproduzione riservata) Milano Finanza - I
Vostri Soldi Il Trader Analisi Tecnica Numero 079, pag. 45 del 19/4/2008
Autore: Massimo Brambilla.
( da "Milano Finanza" del 19-04-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro
Milano Finanza
Future sull'euro/dollaro a un passo da quota 1,60 Le ultime
due settimane di contrattazioni hanno registrato l'ulteriore rafforzamento del
future sul cambio
euro/dollaro, con il derivato che ha forzato
anche la resistenza statica in area 1,58-1,585 arrivando a un passo dalla
soglia psicologica a quota 1,60: dopo una breve fase di consolidamento è quindi
lecito attendersi un test di quest'ultimo livello, superato il quale si
potrà poi pronosticare una rapida accelerazione verso la fascia compresa tra
1,64 e 1,65. Al ribasso, il primo supporto di un certo rilievo può essere
rintracciato a quota 1,56 anche se la vera base d'appoggio dell'attuale fase
rialzista si colloca in corrispondenza della soglia psicologica a 1,50. In questo
senso, la veloce correzione operata dal derivato nell'ultima seduta settimanale
non ha minimamente intaccato il quadro tecnico di breve, né tanto meno
l'impostazione positiva di fondo. L'analisi quantitativa fornisce indicazioni
contrastanti, con gli oscillatori di momentum che stazionano a ridosso delle
rispettive soglie d'ipercomprato, a conferma di una forza relativa decisamente
sostenuta, mentre l'Macd si è da poco girato in territorio negativo, segnalando
un rallentamento della spinta rialzista. Per la prossima settimana è lecito
attendersi una pausa di consolidamento sopra 1,56: almeno nell'immediato appare
infatti difficile che il future trovi lo spazio per attaccare quota 1,60.
Proprio la tenuta di 1,56 potrebbe quindi offrire l'opportunità di un ingresso
long, in previsione di un successivo ritorno verso i massimi storici.
(riproduzione riservata) Milano Finanza - I
VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi Numero 079, pag. 55 del 19/4/2008
Autore: Alberto Micheli.