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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO”

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Londra: giù i tassi di ¼ di punto, Bce ferma. Trichet, «rischio prezzi». Euro record a 1,5913 $. a cura di Piero Fornara (Il Sole 24 Ore 10-4-2008)

La Banca d'Inghilterra taglia il costo del denaro dal 5,25% al 5%, per l'Eurozona si conferma il 4 per cento: «Forte impegno a mantenere la stabilità dei prezzi»


Nuova riduzione del costo del danaro per la Gran Bretagna. La Banca d'Inghilterra ha deciso oggi, giovedì 10 aprile, di tagliare di altri 25 punti base i tassi di interesse, portandoli dal 5,25% al 5% in risposta ai crescenti rischi di rallentamento che gravano sulla crescita economica. «Il deterioramento dei mercati finanziari - si legge su una nota della Bank of England - potrebbe portare a un rallentamento dell'economia di portata tale da far calare l'inflazione al di sotto del livello-obiettivo».

Invece il Consiglio direttivo della Bce ha confermato al 4% il tasso di riferimento dell'Eurozona. Restano pertanto invariati anche il tasso marginale sulle operazioni di rifinanziamento e quello sui depositi presso l'Istituto, rispettivamente al 5% e al 3 per cento. Mentre negli Usa, dall'inizio della crisi innescata dai mutui subprime, la Fed ha già ridotto di ben tre punti percentuali i tassi di interesse, finora la Bce si è limitata a mantenerli invariati, concentrandosi sui rischi inflazionistici. Prioritario è «mantenere la stabilità dei prezzi» ha detto il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, al termine della riunione del Consiglio direttivo. I fondamentali economici dell'Eurozona sono «solidi», ha detto, e i dati in arrivo confermano che la crescita, anche se più moderata, «è continuata nel primo trimestre». Ma sono confermate le «forti pressioni sui prezzi» in atto al momento e il prevalere di rischi per la stabilità dei prezzi nel medio-lungo termine.

Le turbolenze dei mercati
Sullo sfondo delle turbolenze sui mercati finanziari, hacontinuato Trichet, il Consiglio direttivo della Bce sottolinea che «stabilizzare le attese di inflazione nel medio e lungo periodo è la priorità più importante per noi». La decisione di mantenere i tassi d'interesse invariati al 4%, ha spiegato ancora Trichet, «è stata presa all'unanimità». Il Consiglio direttivo «conferma il suo forte impegno a evitare effetti secondari e rischi per la stabilità dei prezzi nel medio termine».

«Non commento - ha aggiunto - l'andamento di mercato, meno che mai in momenti come questi, ma posso dire che le convinzioni e le valutazioni del Consiglio direttivo sono le stesse rispetto all'ultima volta che ci siamo visti». E a proseguito: «Se l'interpretazione delle nostre parole, rispetto a marzo, va in un'altra direzione sarebbe sbagliata». Tuttavia fra gli analisti si continua a scommettere su una riduzione dei tassi nella seconda metà dell'anno, quando saranno ormai giunte indicazioni concrete di un rallentamento della crescita del Pil, mentre il carovita potrebbe iniziare ad allentare la sua morsa.

Sempre nella mattinata di giovedì 10 aprile, in attesa delle decisioni di politica monetaria da parte della Bce, c'è stato il nuovo primato storico dell'euro sul dollaro, che ha registrato un picco a 1,5913 dollari.