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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO” |
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tARTICOLI DEL 10-4-2008
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La Banca d'Inghilterra
taglia il costo del denaro dal 5,25% al 5%, per l'Eurozona si conferma il 4 per
cento: «Forte impegno a mantenere la stabilità dei prezzi»
Nuova riduzione del costo del danaro per la Gran Bretagna. La Banca
d'Inghilterra ha deciso oggi, giovedì 10 aprile, di tagliare di altri 25 punti
base i tassi di interesse, portandoli dal 5,25% al 5% in risposta ai crescenti
rischi di rallentamento che gravano sulla crescita economica. «Il
deterioramento dei mercati finanziari - si legge su una nota della Bank of England - potrebbe
portare a un rallentamento dell'economia di portata tale da far calare
l'inflazione al di sotto del livello-obiettivo».
Invece il Consiglio direttivo della Bce ha confermato al 4% il tasso di
riferimento dell'Eurozona. Restano pertanto invariati anche il tasso marginale
sulle operazioni di rifinanziamento e quello sui depositi presso l'Istituto,
rispettivamente al 5% e al 3 per cento. Mentre negli Usa, dall'inizio della
crisi innescata dai mutui subprime, la Fed ha già ridotto di ben tre punti
percentuali i tassi di interesse, finora la Bce si è limitata a mantenerli
invariati, concentrandosi sui rischi inflazionistici. Prioritario è «mantenere
la stabilità dei prezzi» ha detto il presidente della Bce Jean-Claude
Trichet, al termine della riunione del Consiglio
direttivo. I fondamentali economici dell'Eurozona sono «solidi», ha detto, e i
dati in arrivo confermano che la crescita, anche se più moderata, «è continuata
nel primo trimestre». Ma sono confermate le «forti pressioni sui prezzi» in
atto al momento e il prevalere di rischi per la stabilità dei prezzi nel medio-lungo termine.
Le turbolenze dei mercati
Sullo sfondo delle turbolenze sui mercati finanziari, hacontinuato
Trichet, il Consiglio direttivo della Bce sottolinea
che «stabilizzare le attese di inflazione nel medio e lungo periodo è la
priorità più importante per noi». La decisione di mantenere i tassi d'interesse
invariati al 4%, ha spiegato ancora Trichet, «è stata
presa all'unanimità». Il Consiglio direttivo «conferma il suo forte impegno a
evitare effetti secondari e rischi per la stabilità dei prezzi nel medio
termine».
«Non commento - ha aggiunto - l'andamento di mercato, meno che mai in momenti
come questi, ma posso dire che le convinzioni e le valutazioni del Consiglio
direttivo sono le stesse rispetto all'ultima volta che ci siamo visti». E a proseguito: «Se l'interpretazione delle nostre parole,
rispetto a marzo, va in un'altra direzione sarebbe sbagliata». Tuttavia fra gli
analisti si continua a scommettere su una riduzione dei tassi nella seconda
metà dell'anno, quando saranno ormai giunte indicazioni concrete di un
rallentamento della crescita del Pil, mentre il carovita potrebbe iniziare ad
allentare la sua morsa.
Sempre nella mattinata di giovedì 10 aprile, in attesa delle decisioni di
politica monetaria da parte della Bce, c'è stato il nuovo primato storico
dell'euro sul dollaro, che ha registrato un picco a 1,5913 dollari.