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DOSSIER “GUERRA EURO/DOLLARO”

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Clima, Bush: "Ruolo costruttivo" LA VIGILIA DEL SUMMIT DEL G8. In primo piano nucleare, ambiente e dollaro (La Stampa 6-7-08). 1

Ecco il piano europeo di Tremonti per combattere la speculazione di MASSIMO GIANNINI (La Repubblica 4-7-2008). 1

Crisi mutui, l'Ecofin richiama banche e finanziarie Ue: chiarezza sui conti. di Antonio Polio Salimbeni. (Il Sole 24 Ore 4-7-2008. 1

 


Clima, Bush: "Ruolo costruttivo" LA VIGILIA DEL SUMMIT DEL G8. In primo piano nucleare, ambiente e dollaro (La Stampa 6-7-08)

TOKYO
Il presidente americano George W. Bush è giunto in Giappone per partecipare al summit del G8. Il colloquio con il premier giapponese è stato incentrato sul dossier del nucleare nordcoreano. Dopo la consegna da parte di Pyongyang della dichiarazione sulle sue attività nucleari, Bush spera di risolvere presto la questione dei giapponesi rapiti anni fa da agenti del regime nordcoreano, prima di togliere il Paese asiatico dalla lista di Stati sponsor del terrorismo. Gli Stati Uniti - ha assicurato a Fukuda - «non lasceranno cadere» la questione.

Sul tavolo del G8 anche il probelma dei cambiamenti climatici. Il presidente Usa promette un «ruolo costruttivo» nella lotta alle emissioni di gas serra, ma sottolinea che qualsiasi sforzo risulterà vano, se non affiancato da un concreto impegno di Cina e India contro il surriscaldamento.

«Il mio sarà un approccio costruttivo - ha detto il presidente statunitense - ma non risolveremo i problemi» se i due giganti asiatici non si impegneranno per fare la loro parte nella riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente.

Bush ha detto che continua a credere «in una politica del dollaro forte». L’inquilino della Casa Bianca ha aggiunto che «per quanto riguarda il dollaro, gli Stati Uniti credono in una politica di dollaro forte e riteniamo che la forza della nostra economia sarà riflessa nel dollaro».

 


 

Ecco il piano europeo di Tremonti per combattere la speculazione di MASSIMO GIANNINI (La Repubblica 4-7-2008)


ROMA - Robin Hood "chiama" l'Europa. Dopo aver costruito a Roma una manovra fondata sulla tassa contro petrolieri e banchieri, ora Giulio Tremonti ha un obiettivo più ambizioso: portare a Bruxelles una proposta per introdurre una "stangata europea contro gli speculatori".
Dal petrolio alle borse, dai beni alimentari alle commodities, la speculazione globale sta minando gli equilibri dell'economia globale. Secondo l'ideologo del nuovo centrodestra, è ora di colpire al cuore "la peste del ventunesimo secolo". Il dossier del ministro dell'Economia è quasi pronto. Ci sta lavorando in queste ore, più occupato nella stesura del piano che preoccupato dell'aumento del costo del denaro deciso dalla Banca centrale europea. Finché lo spread tra il Btp italiano e il Bund tedesco resta intorno ai 67 basis point, come gli segnala il computer nel suo ufficio di Via XX Settembre, Tremonti non si allarma. E continua a perfezionare il suo dossier. Lo completerà nel weekend. E lunedì prossimo, all'Ecofin nella capitale belga, lo sottoporrà ai suoi colleghi europei.
L'analisi di Tremonti, che aveva accennato al suo progetto l'altro ieri alla Camera, ruota intorno a una certezza: "Oggi viviamo la crisi più grave del dopoguerra, con effetti estesi all'economia reale". Il Big Crash non è solo un "turbamento finanziario", come avevano immaginato i banchieri centrali ad agosto 2007, quando deflagrava la bolla dei mutui subprime. Sarà una tormenta passeggera, prevedevano i tecnocrati. È l'inizio della "tempesta perfetta", denunciava Tremonti. Adesso che i fatti gli danno ragione (e persino il presidente della Bce pronuncia la "parola maledetta", parlando di "speculazione" sul greggio) lui vuole andare fino in fondo. "Chiederemo l'applicazione dell'articolo 81 del Trattato di Roma, che riguarda la manipolazione del mercato e che secondo noi si deve cominciare ad applicare anche ad operatori che sono fuori dal perimetro europeo", aveva promesso giovedì scorso a Montecitorio.
Sembrava una delle rituali sparate da Transatlantico, tipiche soprattutto di certa nostra politica estera, sempre sospesa tra provincialismo e velleitarismo. Oggi si scopre che, dietro al fumo, potrebbe esserci anche l'arrosto. E si scopre soprattutto che l'idea tremontiana, prima ancora di essere formalizzata all'Ecofin, trova già una sponda a palazzo Justus Lipsius. L'utilizzo dell'articolo 81 del Trattato contro la speculazione mondiale "è plausibile" e "può essere utilizzato se ci sono prove di collusione tra gli operatori", ha osservato Jonathan Todd, portavoce del commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes. Questa apertura preventiva di Bruxelles, a Via XX Settembre, viene salutata come una "svolta rivoluzionaria". Al di là dei facili trionfalismi, Tremonti sembra avere filo da tessere.

La sua strategia è ispirata a una convinzione, teorica ed empirica. L'Europa ha molti mali: crescita in costante flessione, inflazione in rapida ascesa, reddito delle famiglie in paurosa erosione. Ma il male più grave, che genera o amplifica i precedenti, è l'ondata speculativa che travolge nazioni e mercati. Un sintomo tipico dell'epidemia in corso è quello raccontato da lui stesso alla Camera: "Se una banca d'affari dice che il petrolio va a 200 dollari, c'è il rischio che a quel livello poi si arrivi davvero, magari proprio perché quella stessa banca ha acquistato future a quel prezzo". Per questo, secondo la lettura del ministro dell'Economia, l'Europa ha soprattutto un "nemico esterno": sceicchi, fondi sovrani, speculatori d'oltreoceano. Per questo, oggi, l'Europa deve difendersi. Più che da se stessa, dalle "minacce mercatiste" che scardinano i suoi deboli confini.

La richiesta alla Ue di attivare l'articolo 81 del Trattato del '56 nasce da qui. La norma definisce "incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune". Finora ha funzionato solo in Europa. La proposta che il ministro italiano formulerà lunedì prossimo a Bruxelles prevede che si applichi anche agli operatori extra-europei. Il piano non è privo di qualche fascino. È coerente con la Weltanschaung apertamente dirigista e tendenzialmente protezionista del "nuovo Tremonti", ormai più colbertiano dello stesso Controleur Générale di Luigi XIV, cui pure si devono massime proto-friedmaniane come "la libertà è l'anima dei commerci", e "tutto ciò che restringe questa libertà non può valere niente".

Tremonti, un tempo studioso modernizzatore che esaltava "la forza alata delle valute", è stato a sua volta costretto a cambiare opinione. Oggi è fermamente persuaso che la speculazione finanziaria senza limiti e confini non sia la soluzione, ma il problema. Per questo, affidandosi alla visione non molto dissimile di un colbertista più radicale di lui (Sarkozy) conta sul turno di presidenza francese della Ue per far camminare la sua proposta. "Domare la peste". Cercare di imbrigliare i grandi speculatori internazionali, seminando sul loro cammino, con lo strumento del Trattato, nuovi paletti e nuovi divieti. Può sembrare la pia illusione di chi prova a svuotare il mare col secchiello. Ma gli spiragli aperti dal portavoce della Kroes alimentano le speranze del Tesoro. Suffragate anche da una consapevolezza: la Commissione Ue, nel momento di massima fragilità strutturale della costruzione europea appena picconata dal referendum irlandese, sta cercando appigli per una rilegittimazione politica di fronte a popoli sempre meno convinti che l'Unione sia la loro salvezza, piuttosto che la loro maledizione.

Ma è un fatto che l'apertura di credito c'è. E magari stavolta può portare a qualche risultato pratico, al contrario dell'altra proposta che lo stesso ministro dell'Economia aveva lanciato all'ultimo G8: aumentare i margini versati alle casse di compensazione e garanzia delle Borse dei future da parte di chi non partecipa direttamente all'acquisto o alla vendita effettiva dei titoli. Una Robin Hood Tax sugli speculatori, insomma, che per ora il G8 ha esaminato ma non adottato. La procedura di attivazione dell'articolo 81, negli obiettivi del Tesoro, dovrebbe avere la stessa "filosofia": colpire gli speculatori globali. Ma c'è un limite, oggettivo, che condizionerà il dibattito dell'Ecofin: posto che sia accertata la "collusione", come dice il portavoce del commissario alla concorrenza, chi decide come intervenire? E quali strumenti sanzionatori si possono immaginare?
La tela tremontiana, ancorché raffinata, sarà di difficile tessitura. Ma lui non ha dubbi: il tentativo va fatto. Sembra agito da un dogma: contro il carovita puoi anche fare tutti gli scioperi che vuoi, ma non sono i governi che ammazzano i popoli, è la "nuova peste". E allora niente serve, se non si debella questa. Lo stesso dibattito sull'aumento dei tassi deciso dalla Bce, nella chiave ermeneutica che impera a via XX Settembre, non ha molto senso: a regole date, Trichet agisce sulla base di un adempimento meccanico. Criticare Francoforte è una risposta polemica, mentre il ministro italiano punta a una risposta politica. La sua aspirazione è un'altra: cambiare le regole in Europa. "Vaste programme". Un tempo lo diceva De Gaulle, oggi lo ripeterebbe anche Colbert.
(4 luglio 2008)


 

Crisi mutui, l'Ecofin richiama banche e finanziarie Ue: chiarezza sui conti. di Antonio Polio Salimbeni. (Il Sole 24 Ore 4-7-2008

 

 

 

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Sembra incredibile ma dopo undici mesi dallo scoppio della crisi subprime i ministri finanziari non sanno ancora qual è la situazione esatta in cui versano le banche europee. Va inteso così il nuovo appello che l'Ecofin lancerà martedì prossimo. In un documento, i cui contenuti Il Sole 24 Ore Radiocor è in grado di anticipare, si chiede che banche e società finanziarie "divulghino rapidamente e integralmente svalutazioni e perdite subite".

L'Ecofin chiede chiaramente a banche e società finanziarie che i prossimi risultati semestrali "devono essere il più possibile completi, chiari e comparabili". L'obiettivo dei ministri dell'economia è "restaurare le fiducia nei mercati". Nel documento preparato dagli sherpa non ci sono né quantificazioni sulle perdite note finora in Europa né riferimenti a paesi o a gruppi finanziari in particolare.
Per quanto riguarda la supervisione finanziaria, l'Ecofin indica che "è necessario migliorare la coerenza delle pratiche bancarie in materia di informazione, di valutazione e di contabilizzazione" e invita le banche a rispettare gli orientamenti del comitato europeo dei controllori bancari sulla trasparenza sulle attivita' e sui prodotti toccati dalla turbolenza subprime e sulla valutazione degli strumenti finanziari complessi e non liquidi.
Sui risultati semestrali sara' necessaria una analisi specifica delle autorità di sorveglianza che poi dovranno esprimere la loro valutazione ai comitati Ecofin in novembre.
Per quanto riguarda le agenzie di rating e' confermato che i ministri ritengono l'autoriforma "non risponde pienamente alle sfide che si presenta per cui si rendono necessarie delle misure complementari" e delle modifiche regolamentari.
Via libera, dunque, alla Commissione che entro autunno presentera' delle proposte sulla governance interna, sulla supervisione esterna e sulla registrazione delle agenzie di rating.



Report "Euro-Dollaro"

Euro prosegue flessione, yen in rialzo ( da "Bluinvest.com" del 04-07-2008)
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Abstract: 39 Euro prosegue flessione, yen in rialzo L'euro prosegue la sua flessione nei confronti delle principali valute La moneta unica continua a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, il cambio euro/dollaro scende a 1,5690, ma e' comunque in linea con i valori di meta' mattinata.

Dollaro in recupero ( da "Milano Finanza" del 05-07-2008)
Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Abstract: Indietro Dollaro in recupero I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi Di Alberto Micheli La decisione della Bce, già scontata dal mercato, ha frenato l'euro. Occhio alla tenuta di quota 1,56 Sul fronte del cambio euro/dollaro, l'ultima settimana di contrattazioni è stata prevedibilmente condizionata dall'appuntamento di giovedì con l'


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Euro prosegue flessione, yen in rialzo (sezione: Euro-Dollaro)

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16.39 Euro prosegue flessione, yen in rialzo L'euro prosegue la sua flessione nei confronti delle principali valute La moneta unica continua a perdere terreno nei confronti del biglietto verde, il cambio euro/dollaro scende a 1,5690, ma e' comunque in linea con i valori di meta' mattinata. La valuta europea si indebolisce anche nei confronti di quella nipponica, il cambio euro/yen scivola a 167,300, in calo rispetto ai valori di stamani (167,55). La divisa giapponese si apprezza nei confronti di quella statunitense, il cambio dollaro/yen scende a 106,65, in leggera flessione rispetto ai valori rilevati intorno alle 11 (106,75). Orfani degli operatori statunitensi, che oggi festeggiano il giorno dell'Indipendenza, i mercati valutari vedono l'euro ancora in calo sulla scia delle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet che hanno allontanato di fatto nuovi rialzi del costo del denaro, almeno nel breve. A pesare sulla moneta unica sono stati anche i dati diffusi in mattinata che hanno evidenziato un' inattesa flessione degli ordinativi all'industria manifatturiera nel mese di maggio.

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Dollaro in recupero (sezione: Euro-Dollaro)

( da "Milano Finanza" del 05-07-2008)

Argomenti: Guerra Euro Dollaro

Milano Finanza Numero 133  pag. 62 del 5/7/2008 | Indietro Dollaro in recupero I VOstri Soldi Il Trader Commenti & Analisi Di Alberto Micheli La decisione della Bce, già scontata dal mercato, ha frenato l'euro. Occhio alla tenuta di quota 1,56 Sul fronte del cambio euro/dollaro, l'ultima settimana di contrattazioni è stata prevedibilmente condizionata dall'appuntamento di giovedì con l'attesa decisione sui tassi da parte della Banca Centrale europea. Proprio perché tanto atteso, il rialzo finale di 25 punti base ha però indebolito la moneta unica, che già scontava un'operazione ampiamente annunciata e che forse incorporava anche il rischio di un intervento più severo. Le stesse parole di Trichet, dichiaratosi neutrale sulla possibilità di un ulteriore rialzo, hanno smorzato alcune speculazioni della vigilia, regalando al biglietto verde una giornata di piena rivalsa. Graficamente, il future sull'euro/dollaro ha frenato la sua corsa proprio sulla resistenza chiave a 1,585 scivolando rapidamente fino a quota 1,56 e prospettando un ulteriore pull-back verso il bordo inferiore dell'ampio trading in vigore da oltre due mesi e posto a quota 1,525. Nel complesso, il quadro tecnico del cross non ha subito sostanziali modifiche, anche se l'ennesimo fallimento del test a 1,585 sembra allontanare l'ipotesi di un imminente ritorno verso i massimi storici a 1,60. L'analisi quantitativa ha puntualmente registrato la brusca correzione del cambio, anche se gli indicatori di tendenza si sono confermati in posizione long, così come gli oscillatori di momentum non hanno ceduto le rispettive soglie di equilibrio. Per la prossima settimana, la partita decisiva potrebbe giocarsi attorno a quota 1,56. La tenuta di questo livello intermedio potrebbe infatti creare le condizioni per la costruzione di una solida base accumulativa, favorendo un nuovo test di 1,585. Al contrario, il rapido cedimento del precedente sostegno convaliderebbe la recente inversione, spingendo il future verso i minimi degli ultimi mesi. Rimane invece saldamente positivo il quadro tecnico dell'euro nei confronti dello yen: anche in questo caso la decisione della Bce ha determinato un'improvvisa correzione del derivato, ma non ha compromesso la solida trendline rialzista in vigore da metà marzo. Il future ha comunque fallito il primo attacco a quota 168, rinviando così l'appuntamento con i nuovi massimi. Per le prossime sedute si può mettere in preventivo una breve pausa di assestamento, che difficilmente chiamerà però in causa il supporto chiave a 164: solo il cedimento di questo livello fornirà un primo segnale di debolezza, favorendo un'accelerazione della valuta giapponese fino a quota 161. (riproduzione riservata)  .

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