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Fondo
anticrack, nessun risarcimento dalle polizze
( da "Sole
24 Ore, Il (Plus)" del
05-04-2008)
Argomenti: Fondi dormienti
Abstract: dormienti. Cammino in salita per
definire la dote destinata a truffati e precari Fondo
anticrack, nessun risarcimento dalle polizze Ancora da risolvere anche il
giallo dei buoni fruttiferi postali P olizze
dormienti? Non ne esistono. Come anticipato ampiamente in più puntate da
"Plus24", nessun contratto assicurativo dimenticato entrerà nel
famigerato fondo per le vittime dei crack.
( da "Sole 24 Ore, Il (Plus)" del
05-04-2008)
Argomenti: Fondi dormienti
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ATTUALITA data: 2008-04-05 - pag: 11 autore: Conti dormienti. Cammino in salita per definire la dote destinata a truffati e precari Fondo anticrack, nessun risarcimento
dalle polizze Ancora da risolvere anche il giallo dei buoni fruttiferi postali
P olizze dormienti? Non ne
esistono. Come anticipato ampiamente in più puntate da "Plus24",
nessun contratto assicurativo dimenticato entrerà nel famigerato fondo per le
vittime dei crack. Da una prima ricognizione delle risposte che le
compagnie hanno dato all'Isvap, relativamente al questionario che l'Authority
ha inviato alle compagnie per capire l'ammontare dei
contratti fantasma, è emerso che i gruppi assicurativi hanno indicato la
cifra zero. E in effetti come già sottolineato in
"Polizze Chiare" è difficile che le prestazioni di un contratto
assicurativo possano diventare dormienti, stando in
letargo per dieci anni, visto che dopo un anno si prescrivono, secondo quanto
previsto dal Codice Civile. Ma quello delle polizze non è l'unico rompicapo per
il Tesoro, organo competente a sbrogliare la matassa dei depositi dormienti. Come già anticipato nel numero di
"Plus24" dello scorso 1° marzo, un ulteriore punto da chiarire è il
destino dei buoni fruttiferi postali che, stando al bilancio di Poste del 2006,
ammontavano a 176,162 miliardi di euro, questo ovviamente è il totale che
comprende sia i cartacei che i dematerializzati.
Capire quali di essi possano essere definiti dormienti
è arduo. In teoria visto che i buoni fruttiferi hanno in alcuni casi durate
ultra ventennali, la non movimentazione non necessariamente significa di per sè dormienza. Tra l'altro molte emissioni degli anni
'80-'90 retrocedono ancora tassi d'interesse vicini alle due cifre. Perchè mai un possessore dovrebbe movimentarli? Tra l'altro
proprio questi titoli sono "immovimentabili
" visto che di solito si tengono in custodia fino al ritiro del
controvalore maturato. Giuseppe Vito Forese, il
direttore dell'Ufficio I della direzione Sistema bancario e finanziario del
dipartimento del Tesoro ha commentato a inizio marzo che "non si vuole
scippare niente a nessuno e che le regole della dormienza non cambiano i tempi
ma solo la destinazione delle somme non movimentate: finanzieranno gli
indennizzi ai risparmiatori anziché tornare allo Stato". Non essendoci
ancora il regolamento definitivo che dovrà normare il
funzionamento del fondo vittime dei crack, visto che la prima bozza del
documento è stata bocciata nei giorni scorsi dal Consiglio Stato, e in attesa
della prossima riunione del 17 aprile del comitato di gestione del fondo,
alcuni membri dello stesso, interpellati da "Plus24", non si
sbilanciano e riferiscono che nell'ultimo incontro se ne è parlato, e che a
rigor di logica dovrebbero rientrare nel provvedimento dei dormienti
solo i buoni fruttiferi già scaduti e non reclamati entro dieci anni
successivi. Nel frattempo Poste Italiane ha confermato di avere in circolazione
circa 841 mila libretti dormienti, soprattutto
concentrati in Campania (172.127) Sicilia (106.658), regioni dove il risparmio
postale è una delle forme più utilizzate di gestione dei patrimoni, ma anche in
Lazio, con 111.501 libretti dormienti. Le Poste
Italiane hanno stilato l'elenco completo dei libretti postali dormienti che è consultabile negli uffici postali, oppure
rivolgendosi al numero verde 800.00.33.22 o, ancora, consultando il sito
internet delle stesse poste tramite il sito www.poste.it/bancopos
ta/dormienti/libretti_dormienti.shtml. Come già ricordato nell'articolo del primo
marzo, le Poste - a differenza delle banche – non hanno l'obbligo di inviare
una raccomandata al proprio cliente con l'invito a farsi vivo. E se entro il 26
agosto, ossia dopo sei mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
dell'avviso non ci sarà nessun riscontro, i libretti dormienti
diventeranno inesigibili e confluiranno nel fondo destinato ai risparmiatori
danneggiati dai crack finanziari (80%) e alla regolarizzazione dei precari
(20%). La diatriba sui buoni fruttiferi tra l'altro riguarda direttamente anche
il Mef visto che con la trasformazione in Spa di
Cassa Depositi e Prestiti, i buoni a termine e i cartacei (che sono gli unici
interessati al provvedimento) sono diventati del Ministero del Tesoro.
Contattate da "Plus24" Poste Italiane fanno sapere che stanno aspettando
che Cassa Depositi e Prestiti dia una risposta al delicato questito.
Aggiungono a Poste che la stessa Cdp, controllata al
100% dal Tesoro, ha interpellato ufficialmente le altre autorità interessate
senza aver ottenuto ancora una risposta. In tema di prescrizione va precisato
che questa avviene solo per i titoli cartacei, visto che i buoni dematerializzati vengono alla scadenza accreditati in
automatico su un conto o sul libretto postale. E la telenovela, in attesa di
chiarimenti, continua.