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DOSSIER “FONDI DORMIENTI”

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Report "Fondi dormienti"

"Siamo il paese dei conti dormienti? Non sono nostri" ( da "Stampa, La" del 06-03-2008)
Argomenti: Fondi dormienti

Abstract: Il caso Un libretto abbandonato ogni 3 abitanti "Siamo il paese dei conti dormienti? Non sono nostri" LORENZO BORATTO FRASSINO Da oltre 10 anni - in alcuni casi dal Dopoguerra - 81 libretti nominali "dormienti" giacciono dimenticati nel piccolo ufficio postale di Frassino. Ma i residenti (sono 283) giurano che non sono soldi loro, di familiari: "Nessun dubbio".


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"Siamo il paese dei conti dormienti? Non sono nostri" (sezione: Fondi dormienti)

( da "Stampa, La" del 06-03-2008)

Argomenti: Fondi dormienti

Il caso Un libretto abbandonato ogni 3 abitanti "Siamo il paese dei conti dormienti? Non sono nostri" LORENZO BORATTO FRASSINO Da oltre 10 anni - in alcuni casi dal Dopoguerra - 81 libretti nominali "dormienti" giacciono dimenticati nel piccolo ufficio postale di Frassino. Ma i residenti (sono 283) giurano che non sono soldi loro, di familiari: "Nessun dubbio". Eppure a qualcuno deve appartenere questo gruzzolo: in media un libretto "dormiente" ogni 3 abitanti e mezzo. Ada Ruà, 65 anni, pensionata: "Mia suocera aveva buoni intestati ai figli: se ne sono ricordati quando hanno comprato casa o l'auto. Tanti conti abbandonati? Possono essere di qualche anziano ormai morto, o emigrato a Parigi, Nizza, Marsiglia". Un'anziana: "Un tempo mettevo metà della pensione in Posta, adesso la ritiro tutta. Ma in 10 anni i buoni postali sono triplicati. Mi sono fatta costruire la tomba con quello che avevo messo da parte". Il paese è tra gli ultimi centri della Granda per ricchezza: 14.414 euro di imponibile Irpef, mentre in pianura e nelle città si superano 20-30 mila euro. Alessandro Annunziata, 24 anni, si sta trasferendo a Frassino con la fidanzata Elisabeth, francese: "Tutti sono attenti a dove tengono i risparmi. Una certezza: non sono titolare di un dormiente". Al bar tutti giurano di non aver dimenticato i propri soldi. Qualcuno dice di averne parlato in famiglia, ma per curiosità: "L'ho letto sul giornale, ma tanto miei non sono". Anna Fina, 88 anni: "Ormai sono persi: difficile che si trovi in un cassetto un vecchio libretto". Maria Ellena, pensionata: "Strano che siano dimenticati. Quando scadono, le Poste ti informano. Fate bene a parlarne". Poi entra nell'ufficio Pt e controlla sull'elenco (i numeri dei conti da 920 a 2511) borbottando: "Se non mettono i nomi...". Il piccolo ufficio è accanto al municipio: vende anche, come ovunque in Italia, cd, dvd, coperte, libri scontati del 15%. Se in montagna da anni si susseguono chiusure o riduzione d'organico e orari, a Frassino è aperto dal lunedì al venerdì, 8,30-14, al sabato chiude alle 13. Dietro lo sportello Maria Vittoria Vada: "C'è un bel rapporto con la gente. ''Risvegliare'' i libretti? Ha telefonato una sola persona". Gerardo Botta vive a Metz, in Francia: "Sono qui per un libretto di mia mamma, che vive qui. Conti dormienti? Nessuno della mia famiglia". Francesca Taricco, dipendente del Comune: "La gente sta attenta ai propri soldi. Magari sono di qualcuno che è morto anni fa. Non saranno recuperati". Marilena Panero è stata per 24 anni all'ufficio Pt del paese, da 12 mesi dirige le poste a Piasco: "Sono solo 81: le sembrano tanti? A me no. Ne sono stati aperti migliaia dal Dopoguerra, Frassino ha decine di borgate, un tempo erano tutte popolate; ora sono seconde case dove la gente mantiene un libretto in Posta perché è comodo. I risvegli? A Piasco abbiamo iniziato a riattivare i primi in questi giorni".

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