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Conti
dormienti, grana Buoni postali
( da "Milano
Finanza (MF)" del 04-03-2008)
Argomenti: Fondi dormienti
Abstract: secondo il regolamento attuativo
del provvedimento sui conti dormienti, le banche e gli altri intermediari
dovranno versare le risorse di quei conti dichiarati appunto dormienti per
dieci anni alla data del 17 agosto scorso, e non risvegliati dai titolari entro
il prossimo 17 agosto. (riproduzione riservata) MF -
Denaro & Politica Numero 045, pag.
( da "Milano Finanza (MF)" del
04-03-2008)
Argomenti: Fondi dormienti
MF Conti dormienti, grana Buoni postali LA SOCIETà
GUIDATA DA SARMI CHIEDE DI ESCLUDERLI DALLA NORMA, MA
IL TESORO RISPONDE NO. Il gruppo potrebbe inviare al ministero dell'Economia un
quesito comportamentale. Intanto la somma dei depositi in sonno raggiunge il
milione. Quelli di Poste valgono 1 mld Il Tesoro si è
espresso, informalmente: anche i Buoni postali fruttiferi rientrano tra i conti
dormienti se non sono movimentati da oltre dieci anni.
Secondo le indiscrezioni raccolte da MF/Milano Finanza da fonti del ministero dell'Economia
retto da Tommaso Padoa-Schioppa, i tecnici che al
dicastero di via XX Settembre seguono la questione, sollecitati da Poste
italiane, hanno infatti rimarcato che anche i buoni
postali fruttiferi rientrano nel decreto del giugno 2007 che regola il
passaggio degli importi in sonno nelle banche e in altri intermediari al fondo
anticrack. La risposta di ieri del Tesoro, però, non ha convinto il gruppo
guidato dall'amministratore delegato, Massimo Sarmi,
che era convinto delle proprie tesi: non possono
essere equiparati i Buoni postali fruttiferi ai conti correnti. Tanto che Poste
italiane fanno rientrare i buoni fruttiferi postali, che sono emessi dalla
Cassa depositi e prestiti, tra i prodotti di risparmio e di investimento. Così,
ora, al Tesoro si attendono che dalla capogruppo presieduta da Vittorio Mincato giunga un vero e proprio quesito tecnico scritto
per sciogliere il nodo che contrappone ministero e società statale. Una strada
procedurale che, tra l'altro, sarebbe stata seguita anche per dipanare una
querelle simile sui libretti di risparmio. Poste li considerava esclusi dalla
norma dei conti dormienti, invece il ministero
dell'Economia era di parere opposto. Ovviamente è prevalsa la tesi del Tesoro,
che ha obbligato la società posseduta al 100% dal ministero ora retto da Padoa-Schioppa a informare il pubblico dei libretti di
risparmio in sonno al portatore con l'affissione dell'elenco completo in tutti
i 14 mila uffici postali. Mentre per i libretti nominativi è previsto l'invio
di una comunicazione a casa dell'intestatario. Le stime più recenti indicano in
circa 800 mila i libretti postali non movimentati da oltre dieci anni per un
valore che sarebbe di poco superiore al miliardo di euro. Ma l'esito della
diatriba che contrappone Tesoro e Poste, questa volta, potrebbe seguire una
conclusione diversa, almeno formalmente. A dire la parola definitiva potrebbe
non essere lo stesso ministero dell'Economia, ma la commissione per la gestione
del fondo anticrack presieduta da Gaetano Trotta, presidente di sezione del
Consiglio di Stato, della quale fa parte anche un rappresentante del
dipartimento del Tesoro.Il
fondo anticrack, destinato a indennizzare i risparmiatori vittime dei casi di
risparmio tradito, sarà operativo all'inizio del prossimo anno. A dicembre,
infatti, secondo il regolamento attuativo del provvedimento sui conti dormienti, le banche e gli altri intermediari dovranno
versare le risorse di quei conti dichiarati appunto dormienti
per dieci anni alla data del 17 agosto scorso, e non risvegliati dai titolari
entro il prossimo 17 agosto. (riproduzione riservata)
MF - Denaro & Politica Numero 045, pag. 5 del 4/3/2008 Autore:
Michele Arnese.