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DOSSIER “CREDIEURONORD”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


ARTICOLI DAL 1 settembre AL  27 dicembre 2008        #TOP


Report "Credieuronord"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Credieuronord (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Credieuronord

Il Comune ha finito i soldi? Per Save ha perso 6,5 milioni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: il curriculum della Lega è costellato di Credieuronord, e quindi dovevamo capire dove saremmo finiti. Però è giusto che rendiate conto alla città di queste perdite economiche, causate da scelte fatte da voi. La città sappia che se non ci sono nuove opere è colpa vostra e della vostra strategia politica".

fazio e i furbetti del quartierino un sistema bancario va alla sbarra - alessandra carini ( da "Nuova Venezia, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: proprio Fiorani corse a salvare Credieuronord, la banca in fallimento che doveva raccogliere i risparmi della Padania. Miglio determinante. C'è da chiedersi oggi, che cosa sarebbe successo se il signor Giuseppe Miglio, funzionario della Lodi, che aveva visto tutti quei movimenti e che li aveva denunciati prima alla Banca d'Italia, poi ad un suo amico che lavorava alla Rotschild,

Il salvataggio di Zaleski lo speculatore dell'establishment ( da "Unita, L'" del 23-11-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: che di fallimenti bancari ha esperienza (vedi il crac Credieuronord), è insorta: «Ci stupisce - ha proclamato il vicepresidente dei deputati del Carroccio - che le principali banche italiane stiano firmando la ristrutturazione del debito del finanziere polacco Zaleski. Non accetteremo mai che i soldi del Nord vadano a finanziare queste operazioni.

FURBETTI ITALICI - Alberto Brambilla è il presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale FINANZIATO DA BANCHE E ASSICURAZIONI (CHE COSì SI ACCREDITANO PRESSO LA C ( da "Dagospia.com" del 28-11-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: la breve e sfortunata esperienza come amministratore della Credieuronord, la piccola banca sponsorizzata dallo stato maggiore leghista che ha chiuso i battenti nel 2005 travolta dalle perdite. Adesso che è tornato alla casella di partenza, Brambilla si tiene stretto l'incarico di responsabile del Nucleo, a cui affianca una fiorente attività di pubblicista, studioso e consulente.

Verso la fine dell'incubo ( da "Affari Italiani (Online)" del 18-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Credieuronord Giovedí 18.12.2008 17:25 "Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento". Ad annunciarlo è Bruno Caparini, Presidente del Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione

CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac ( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: 069 soci CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac TREVISO. Un primo risarcimento delle perdite finanziarie legate ad investimenti azionari arriverà entro Natale a circa due terzi dei soci CrediEuronord (nella foto un manifesto della banca con Umberto Bossi) che ne hanno fatto richiesta.

Credieuronord: partono i rimborsi ( da "Giornale di Brescia" del 19-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Credieuronord: partono i rimborsi VARESE «Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento». Ad annunciarlo è Bruno Caparini, presidente del Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione

CONFOMMERCIO: BRAVA LA REVELLO A DETASSARE ( da "Arena, L'" del 19-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: BANCHE CRAC CREDIEURONORD, ENTRO NATALE I PRIMI RIMBORSI Entro Natale i primi rimborsi per il crac Credieuronord, banca della Lega. Su 1.800 richiedenti, 1.069 avranno il primo risarcimento: totale per 237 che avevano fino a 49 quote. Altri 832 che ne avevano fra 50 e 100 recupereranno oltre metà investimento.

Credieuronord, a breve i primi rimborsi ai soci ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: 069 azionisti Credieuronord, a breve i primi rimborsi ai soci Arriveranno entro Natale i primi risarcimenti a 1.069 soci, su 1.800 che ne hanno fatto richiesta, della Credieuronord, la banca popolare un tempo nell'orbita della Lega Nord e poi finita alla Bpi dopo guai giudiziari e finanziari.

credieuronord: rimborsi per le vittime del crac ( da "Nuova Venezia, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: 069 soci CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac TREVISO. Un primo risarcimento delle perdite finanziarie legate ad investimenti azionari arriverà entro Natale a circa due terzi dei soci CrediEuronord (nella foto un manifesto della banca con Umberto Bossi) che ne hanno fatto richiesta.

Crac Parmalat Addio speranze ( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: sul fronte di Credieuronord, la «Banca della Lega» fallita. «Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento»: ad annunciarlo è stato Bruno Caparini, presidente del «Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa» nato nel 2006.

la banca leghista bruciò subito il capitale di 17 miliardi di lire e venne "salvata" dall'intervento della Bipielle di Fiorani ( da "Cittadino, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Credieuronord

Abstract: Credieuronord, regalo di Natale ai soci truffati Arrivano i primi rimborsi che andranno anche ai trenta azionisti lodigiani n Sarà un Natale dolce per la maggior parte dei clienti di Credieuronord, la banca della Lega, nata nel 2000 e in predicato fra 2004 e 2005 di passare tra i "possedimenti" della Banca Popolare di Lodi.


Articoli

Il Comune ha finito i soldi? Per Save ha perso 6,5 milioni (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Credieuronord

L'ACCUSA DI ROSI "Il Comune ha finito i soldi? Per Save ha perso 6,5 milioni" Azioni Save, durissimo atto d'accusa ieri in consiglio comunale di Franco Rosi di Città Mia contro la "casta padana": "Il Comune di Treviso - ha detto Rosi - continua a dire che non ha più soldi per realizzare nuove opere pubbliche, che deve tagliare i programmi dei lavori pubblici per colpa di Prodi e altre chiacchiere simili. La città deve invece sapere che il Comune li avrebbe potuti avere, i soldi per le opere pubbliche, se avesse venduto per tempo le azioni di Save in suo possesso. Azioni - incalza Rosi - che dal settembre del 2007, calando in un anno del 45% circa, ad oggi ci hanno fatto perdere la bellezza di 6 milioni e mezzo di euro. Potevamo però vendere per tempo e aver i soldi oggi persi: evidentemente, però, ha avuto più peso restare nel consiglio di amminstrazione di Save, avere degli scranni politici piuttosto che liberarsi delle azioni per avere risorse per la città". Un Rosi scatenato, che ieri è tornato alla carica dell'operazione-Canova, ossia dello scambio di azioni AerTre-Save che ha consegnato l'aeroporto di Treviso nelle mani dei veneziani di Save con relativo scambio di azioni-zavorra. "Gentilini piange il morto in merito alle opere pubbliche, dice che deve tagliare - insiste Rosi - Gli americani avranno i Lehman Brothers e i Blues Brothers, noi però abbiamo i Lega Brothers, i Green Brothers: grazie a loro, abbiamo sottoscritto un patto con la veneziana Save per cui ci ritroviamo un milione e 157 mila azioni Save che, per scelta della Lega, ci hanno appunto consentito, in un anno, di ottenere una perdita di 6, 5 milioni di euro. E mi limito a settembre scorso: se volessimo andare ancora un po' più indietro, la differenza ammonterebbe in tutto a più di 10 milioni di euro. Per carità, il curriculum della Lega è costellato di Credieuronord, e quindi dovevamo capire dove saremmo finiti. Però è giusto che rendiate conto alla città di queste perdite economiche, causate da scelte fatte da voi. La città sappia che se non ci sono nuove opere è colpa vostra e della vostra strategia politica". (a.z.).

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fazio e i furbetti del quartierino un sistema bancario va alla sbarra - alessandra carini (sezione: Credieuronord)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Credieuronord

Pagina 11 - Economia Fazio e i «furbetti» del quartierino Un sistema bancario va alla sbarra I tre anni che sconvolsero il sistema bancario il sogno autarchico dell'ex governatore Fazio il delirio di potere e la caduta di Fiorani ALESSANDRA CARINI PADOVA. A vederla oggi, dall'alto delle ceneri di uno dei peggiori disastri finanziari che la storia economica ricordi, la loro «banda» somiglia più a quella dei Soliti Ignoti, di monicelliana memoria, con Totò e Capannelle che sfondano i muri a sassate, che a un gruppo organizzato di malfattori finanziari di alto rango. Gianpiero Fiorani con i suoi trucchi e le sue «stangate» nei depositi della Popolare di Lodi; Stefano Ricucci con i suoi «furbetti del quartierino»; Emilio Gnutti, Giovanni Consorte, Danilo Coppola e altri immobiliaristi all'assalto del sistema finanziario italiano e, infine, il governatore Antonio Fazio con la sua visione del sistema bancario italiano, che oscilla tra convinzioni datate e baci in fronte, omaggi di caciotte e posti di lavoro da Fiorani: tutti assomigliano ad una strampalata congrega di improvvisati apprendisti stregoni della finanza, travolti dal gioco troppo grande che avevano messo in piedi. Caso esemplare. Eppure il processo che comincia oggi nelle aule del Tribunale di Milano per la scalata Antonveneta è uno dei più esemplari e allo stesso tempo intriganti che la finanza italiana ricordi. Non solo per il suo svolgimento, che è la storia di come in tre anni, con una magistratura discreta ma agguerrita, si riesca a imbastire un giudizio che ha coinvolto il gotha della finanza italiana e ne ha scardinato a fondo gli equilibri. Ma anche per il momento in cui si colloca la conclusione che è poi quello del mondo e dell'Italia del dopo crack finanziario. Il malloppo. Molti di quei protagonisti sono usciti dal processo con patteggiamenti e restituzione del malloppo (è stato così per Gnutti, Ricucci, Coppola e altri, come lo stesso Fiorani, che hanno patteggiato in maniera parziale i reati che gli sono stati imputati) che hanno fatto recuperare quasi 350 milioni di euro alle casse dell'erario. Quasi tutti sono anche scomparsi dalla scena finanziaria a cominciare da Ricucci e Coppola, finiti in galera e falliti. Ma il processo che comincia oggi si colloca in un giro curioso della storia finanziaria italiana. Tutto un mondo che sembrava uscire vittorioso dalle vicende dei «furbetti» è stato travolto. Abn Ambro, che aveva salvato Antonveneta dalle grinfie degli speculatori, con una battaglia epocale condotta tra Tribunali e istituzioni, non esiste praticamente più. E'stata divorata e smembrata da un consorzio di banche, che, a loro volta, sono state travolte dalla crisi finanziaria di oggi e sono finite nelle braccia di qualche Stato: Royal Bank of Scotland nelle mani di quello inglese, Fortis di quello olandese. L'unico sopravvissuto, lo spagnolo Santander, è stato tempestivo nel vendere al Montepaschi il suo «bottino», Antonveneta, ad un prezzo tale, nove milioni di euro, che oggi pone non pochi problemi di recupero alla banca senese e mette il Santander in pericoloso movimento di conquista sulla scena italiana e non solo. Il successo di Geronzi. C'è un altro «vincitore» di questa battaglia epocale: il grande accusatore di Fiorani e Fazio, Cesare Geronzi. Oggi, dal suo scranno di presidente di Mediobanca, domina la scena finanziaria italiana, sconvolta dal crack che ha visto mettere in ginocchio perfino Unicredit, la banca che aveva divorato la "sua" Capitalia. Oggi Geronzi si può permettere di correre in aiuto del suo nemico d'un tempo, Alessandro Profumo, contribuendo, con l'ingresso dei suoi amici libici nel capitale di Unicredit, alla risistemazione della banca. Le visioni di Fazio. Ma da questo cumulo di macerie emerge anche un improvviso giro della storia che, pur non cancellando i reati e le malefatte compiute da Fazio, recupera alcune sue visioni. Di fronte allo sfascio e ai metodi adottati dalla finanza globale e alla «tosatura» dei portafogli dei risparmiatori che si è vista in questi mesi «a cura» di banche globali oggi salvate, i metodi «arretrati» dell'ex governatore, la sua visione un po' chiusa e manipolatoria del sistema bancario, appaiono allo stesso tempo un porto dove le banche italiane hanno trovato in parte riparo, e un peccato veniale a confronto all'intervento massiccio che si prospetta oggi da parte del governo e il ritorno ad una gestione di potere nel credito. C'è già chi, come alcuni esponenti del Pd, ha cominciato un recupero della sua figura, «in fondo aveva ragione lui» dicono. Ma chi guardi oggi le vicende di quel processo non può assolvere alcuno dei suoi protagonisti: perché una cosa sono le visioni della storia e della politica del credito, altra cosa sono i reati e la violazione delle regole che, grazie a dio, in questo c'erano e sono state fatte rispettare in ultima istanza dai magistrati e da alcune istituzioni, come la Consob, che grazie a loro hanno tirato fuori le unghie. La scommessa fallita. Del resto la storia Antonveneta nasce con una banca frutto dell'aggregazione progressiva di istituti (la Cattolica Padovana, l'Antoniana e la Popolare Veneta) fortemente radicati sul territorio e finiti per confluire nell'entità Antoveneta. Nel suo azionariato convivono l'imprenditoria veneta (Amenduni, Boscolo, Canella, Chiarotto, Doris, Folco, Stefanel, Tabacchi, Pagnan, Sinigaglia) insieme agli olandesi dell'Abn, in un insieme tenuto dall'abilità di Silvano Pontello che aveva l'ambizione di farne una protagonista non solo del territorio ma anche della finanza. Scomparso lui, nel marzo del 2002, che era riuscito a legare i rissosi azionisti veneti (che del resto non avevano disdegnato di approfittare per aver credito del loro ruolo di azionisti) e gli olandesi si apre una contesa sull'eredità. Il ruolo di Gnutti. Il patto che legava Abn, Deltaerre, Edizione Holding si sgretola al primo giro di boa, che è la designazione del presidente in sostituzione di Antonio Ceola. Il resto lo fanno le mire di Gnutti che analogamente agli azionisti veneti aveva usato la banca per ottenere crediti senza dover presentare troppe scartoffie, le mire di Capitalia, allora guidata da Geronzi, che aveva come azionista importante Abn stessa, e che non avrebbe disdegnato la fusione con Antonveneta. Insomma lo sgretolamento del patto, l'assenza di una guida, magari veneta, alla crescita della banca, le mire di Abn e Capitalia fanno dell'allora sesto gruppo creditizio italiano una preda appetitosa. E sentendo odore di preda Fiorani, sostenuto da Fazio, e con il contributo di Gnutti cominciò una scalata mettendo insieme, con l'assenso della Banca d'Italia, che del resto bloccò la salita degli olandesi, consistenti pacchetti di azioni. Intreccio politico. La storia di quella scalata è stata ormai svelata e raccontata dalle intercettazioni e dagli atti della magistratura. E' una scalata nell'ombra, dove la Popolare di Lodi, che la conduceva, andava alla conquista rischiosa di una banca che era tre volte più grande di lei. Dove Gnutti e i suoi amici immobiliaristi giocano una parte attiva, mentre un ruolo passivo lo hanno tutti i vecchi azionisti che pezzo a pezzo, in parte «convinti» dalla Banca d'Italia, come pare avvenne per i Benetton, in parte per guadagno, cedono le loro azioni ai «conquistatori». E' una vicenda che si intreccia con la politica in molti punti: non ultimo quell'appoggio dato a Fazio dalla Lega, che era stata tra le acerrime nemiche del Governatore, e che invece cambiò rotta quando proprio Fiorani corse a salvare Credieuronord, la banca in fallimento che doveva raccogliere i risparmi della Padania. Miglio determinante. C'è da chiedersi oggi, che cosa sarebbe successo se il signor Giuseppe Miglio, funzionario della Lodi, che aveva visto tutti quei movimenti e che li aveva denunciati prima alla Banca d'Italia, poi ad un suo amico che lavorava alla Rotschild, non avesse dato il via, con i suoi sospetti, alla vicenda giudiziaria aperta da Abn e che spinse i magistrati sulle tracce di Fiorani. C'è da chiedersi che cosa sarebbe successo se quegli arroganti scalatori, Gnutti, Ricucci, Consorte in testa, troppo sicuri di essere protetti dall'establishment, avessero dato retta alla saggezza popolare espressa da Ricucci che, con quella sua frase, «che stamo a fa'... i furbetti der quartierino», propose di ammettere la scalata alla Consob, invece di continuare a negare al mondo le loro gesta. Probabilmente se la sarebbero cavata con un'Opa e si sarebbero salvati... chissà. Certo è che oggi non avremmo potuto assistere al film, raccontato dalle indagini della magistratura e dalle intercettazioni telefoniche, di uno degli scandali più crudi della storia delle finanza proprio perché ha messo a nudo intrecci di potere e cordate finanziario-politiche. In molti casi la realtà rivelata dalle intercettazioni è stata ben superiore alla fantasia. I retroscena. Oggi il grande imputato alla sbarra resta l'ex governatore Antonio Fazio che ha promesso di difendersi dalle accuse che hanno toccato lui e infangato un'istituzione come la Banca d'Italia. Ed è qui uno dei punti più importanti del processo, perché promette di svelare quel che ancora non sappiamo di tutto quell'intrigo. Per il resto la storia di Antonveneta è tornata ad essere quella di una banca qualsiasi o meglio di una rete di sportelli retail nelle mani del Montepaschi che deve fare i salti mortali, con questi mercati per tentare di recuperare il prezzo pagato per averla.

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Il salvataggio di Zaleski lo speculatore dell'establishment (sezione: Credieuronord)

( da "Unita, L'" del 23-11-2008)

Argomenti: Credieuronord

Il salvataggio di Zaleski lo speculatore dell'establishment Ci si è messa di mezzo anche la Lega nella storia di Romain Zaleski, il finanziere franco polacco misterioso ai più negli anni del successo, misterioso ancora ma almeno citatissimo nei giorni della caduta. Esempio sommo di come si fanno i soldi senza averne, soldi che si possono perdere, senza ovviamente restare al verde. Romain Zaleski non è più giovane, ha superato i 75 anni, un sorriso vagamente sindoniano. Avrebbe una bella vita da raccontare se ne avesse voglia, carica di avventure e di segreti, non solo bancari, carica pure di tragedie perchè il giovane Romain ebbe modo di conoscere la persecuzione nazista, figlio di una famiglia polacca vicina alla Resistenza, poi immigrata a Parigi, il padre Zygmunt professore alla Sorbona. La Lega, che di fallimenti bancari ha esperienza (vedi il crac Credieuronord), è insorta: «Ci stupisce - ha proclamato il vicepresidente dei deputati del Carroccio - che le principali banche italiane stiano firmando la ristrutturazione del debito del finanziere polacco Zaleski. Non accetteremo mai che i soldi del Nord vadano a finanziare queste operazioni...». No, niente soldi a Zaleski. Ma è troppo tardi, perchè alla fine i soldi di Zaleski sono i soldi delle banche e se va male a lui va male anche alle banche. Romain Zaleski, ingegnere ( laureato a Parigi nel 1958 nella Ècole nationale supérieure des mines, fu collaboratore di Chirac), è riuscito tra la fine degli anni settanta e oggi in una straordinaria ingegneria, mettere assieme azioni per sei sette miliardi di euro grazie ai finanzimenti di banche di cui si faceva, con i loro prestiti, pure azionista. Un miracolo, che non riuscirebbe a nessun padre di famiglia alle prese con la richiesta di un mutuo decente. Zaleski, sobrio signore che vive in una villetta alle porte di Milano, unica concessione il bridge di cui pare sia tenacissimo giocatore insieme con la moglie Helene de Pritwitz (amante del bel canto e che si è concessa per questo il lusso mondano di una vicepresidenza alla Fondazione Milano per la Scala), aveva cominciato la sua lunga carriera in Francia nell'amministrazione nelle miniere pubbliche francesi, passando poi al gruppo Revillon, che trattava di tessuti e articoli di lusso. In Italia si presentò all'inizio degli anni ottanta consulente della Comilog, azienda mineraria francese, per riscuotere crediti da parte di un'azienda siderurgica in difficoltà, la Carlo Tassara di Breno, Valcamonica, azienda siderurgica d'antichissima storia, di cui Zaleski acquistò quote, per divertarne direttore generale e trasformarla in una holding specializzata nel settore dell'esplorazione e della trasformazione dei metalli. Da lì, da Breno, Romain Zaleski spiccò il suo volo. Cominciò ad investire nel settore energetico e la teoria degli acquisti, delle vendite, dei riacquisti diventò interminabile e in questo andirivieni di azioni si incontreranno i nomi di Falck, Montedison, Electricitè de France, Fiat, Sondel, Edison, Arcelor, Mittal. Zaleski ha avuto sempre bisogno delle banche e ha sempre trovato il loro aiuto, in particolare di Banca Intesa, guidata dal bresciano Giovanni Bazoli, presidente pure della finanziaria Mittel, di cui Zaleski è ancora vicepresidente e principale azionista. Zaleski è diventato così, di banca in banca, uno degli uomini più ricchi al mondo: nel 2007 Forbes lo collocò verso il cinquecentesimo posto, con in tasca due miliardi di dollari. Il 2007 sembra però lontanissimo: siamo allo tsunami del mercato azionario, con la conseguenza che il finanziere si ritrova caricato di debiti (5 miliardi e mezzo) e di un sacco di azioni che nei momenti d'oro valevano tra i sei e i sette miliardi e ora contano la metà. Ora le stesse banche che hanno creato Zaleski stanno lavorando al salvataggio di Zaleski, un piano morbido che dovrebbe prevedere l'uscita dei creditori esteri (Royal Bank of Scotland e BnpParibas), con relativo onere da parte delle banche italiane (Unicredit, Intesa, Mps, Ubi e Bpm) degli 1,3 miliardi di debiti che Zaleski ha nei loro confronti e la liquidazione del portafoglio della Tassara affidata al banchiere Pier Francesco Saviotti. L'impero somma tra l'altro il 5% di Intesa-Sanpaolo, un 2% delle Generali, un altro 2% di Mediobanca, una bella concentrazione di interessi bresciani con il 2% di Ubi banca e il 19% di Mittel, una tranche energetica che comprende il 10% di Edison e il 2,5% di A2A. Zaleski ha ancora qualche carta: non tanto la banca polacca della figlia, Alior Bank, quanto il formidabile intreccio tra i suoi debiti, le sue azioni, le "sue" banche. Secondo il Sole 24 Ore, il credito concesso a Zaleski rappresenta circa lo 0,7% dei finanziamenti concessi dal sistema bancario a tutte le imprese italiane.

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FURBETTI ITALICI - Alberto Brambilla è il presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale FINANZIATO DA BANCHE E ASSICURAZIONI (CHE COSì SI ACCREDITANO PRESSO LA C (sezione: Credieuronord)

( da "Dagospia.com" del 28-11-2008)

Argomenti: Credieuronord

--> FURBETTI ITALICI - Alberto Brambilla è il presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale ? FINANZIATO DA BANCHE E ASSICURAZIONI (CHE COSì SI ACCREDITANO PRESSO LA CLIENTELA), SI TRASFORMA IN TOUR OPERATOR: LA GITA IN GIORDANIA? Alberto Brambilla Vittorio Malagutti per "L'espresso" L'ultima settimana di settembre, mentre l'uragano Lehman Brothers spazzava le Borse mondiali, un'allegra brigata di finanzieri italiani si dava al turismo in Giordania. Mica gente qualunque. C'erano banchieri, money manager, gestori delle maggiori casse previdenziali e anche consulenti d'alto bordo. Per otto giorni la folta comitiva, alcune decine di persone, non si è fatta mancare niente: escursioni mozzafiato (le rovine dell'antica città di Petra, il mar Morto), cene di gala, alberghi eleganti. In coda al programma tre mezze giornate di convegno su previdenza e affini. La vacanza, sotto forma di viaggio studio (titolo: 'Luci e ombre d'Oriente'), è stata promossa e organizzata da Alberto Brambilla. Il quale di mestiere non fa il tour operator, ma siede sulla poltrona di presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, un organismo che fa capo al ministero del Welfare guidato da Maurizio Sacconi. Chi ha pagato il conto? Brambilla no di certo. Hanno pensato a tutto gli sponsor di Iniziative previdenziali, il centro studi fondato dallo stesso Brambilla. In cima alla lista dei finanziatori troviamo la grande banca francese Société Générale. Poi, tra gli altri, il gruppo Generali, la Cattolica di assicurazione, la società di gestione Perennius, che fa capo al presidente dell'Eni Roberto Poli. Alberto Brambilla Nella lista degli invitati in Giordania figurano invece i gestori di alcune importanti casse previdenziali private: l'Enpam (medici) presieduta da Eolo Parodi, l'Enasarco (agenti di commercio), l'Inarcassa per ingegneri e architetti, solo per citare le più ricche. Al viaggio 'Luci e ombre d'Oriente' hanno infine partecipato anche i rappresentanti di società di consulenza come Prometeia advisor, Mangusta risk, Candian e associati, la Consulenza Istituzionale di Daniele Pace. In parole povere, tra un'escursione nel deserto e una visita culturale, banchieri e consulenti hanno potuto accreditarsi e accreditare i loro prodotti presso la clientela, cioè i manager che concretamente decidono dove e come investire i patrimoni miliardari delle casse pensionistiche. A organizzare l'evento, con il contributo finanziario degli istituti di credito, è stato il massimo esponente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, un organismo governativo che ha tra i suoi compiti anche quello di sorvegliare la gestione degli enti previdenziali. Conflitto d'interessi? "Nessun conflitto", taglia corto Brambilla: "Il Nucleo che presiedo non si occupa di vigilanza sulle casse pensioni professionali, anche perché, a differenza di quanto succede per altre categorie di fondi, manca una norma precisa che fissi modalità e limiti di investimento per questi enti". Maurizio Sacconi Eppure la legge pensionistica del 1995, la cosiddetta riforma Dini, delimita con precisione le attività del Nucleo di valutazione. Quest'ultimo, recita testualmente la norma, "provvede ad informare il ministro del Lavoro sulle vicende gestionali che possono interessare l'esercizio di poteri di intervento e vigilanza". La stessa commissione, composta attualmente da 12 membri, è chiamata anche a "riferire periodicamente al ministro sugli andamenti gestionali, formulando, se del caso, anche proposte di modificazioni normative". Sono compiti delicati. E infatti la legge, in parte rivista con un decreto ministeriale del 2007, ha stabilito alcuni criteri per evitare conflitti d'interesse. L'incarico di componente del Nucleo è quindi "incompatibile con ogni funzione e compito che attenga all'attività di controllo, indirizzo, vigilanza, gestione e consulenza con gli enti di previdenza obbligatoria". Brambilla però tira diritto: "Tutto regolare", sostiene. Il professionista brianzolo, leghista della prima ora, è approdato alla presidenza del Nucleo di valutazione nell'estate del 2005 per nomina dell'allora ministro del Welfare Roberto Maroni, di cui era stato sottosegretario fino a pochi giorni prima. L'anno dopo cambia il governo, arriva il centrosinistra e Cesare Damiano, successore di Maroni, toglie la poltrona a Brambilla, che aveva già trovato il modo di andare allo scontro con il nuovo ministro. Materia del contendere erano i nuovi coefficienti per il calcolo delle pensioni, elaborati dalla commissione guidata dall'esponente leghista. "In futuro meno soldi per tutti", questo il succo del lavoro presentato dal Nucleo. Roberto Maroni Un messaggio rispedito al mittente da governo e sindacati. Da qui lo scontro con Damiano. Poco male, perché Sacconi, proprio poche settimane fa, ha rimesso in sella l'esperto di previdenza targato Lega Nord. Nel frattempo l'ex sottosegretario è riuscito a lasciarsi alle spalle senza danni la breve e sfortunata esperienza come amministratore della Credieuronord, la piccola banca sponsorizzata dallo stato maggiore leghista che ha chiuso i battenti nel 2005 travolta dalle perdite. Adesso che è tornato alla casella di partenza, Brambilla si tiene stretto l'incarico di responsabile del Nucleo, a cui affianca una fiorente attività di pubblicista, studioso e consulente. Itinerari previdenziali, la sua creatura più recente, sembra quasi un'impresa di famiglia. Le pubbliche relazioni sono affidate a sua figlia, la ventitreenne Flavia. Nel comitato tecnico scientifico troviamo invece alcuni consulenti che hanno rapporti d'affari con le casse previdenziali: Maurizio Dallocchio, Daniele Pace, Davide Squarzoni, Aurelio Donato Candian. Di questo gruppo di esperti fa parte anche Maurizio De Tilla, ex numero uno della Cassa Forense e attuale presidente dell'Adepp, l'associazione di categoria degli enti previdenziali dei professionisti. Maurizio Dallocchio Brambilla però sostiene che l'attività del centro studi, finanziato da banche e assicurazioni, "non interferisce in nessun modo" con il suo ruolo al ministero. Neppure quando gli vengono affidate missioni delicate, come è successo poche settimane fa. A fine settembre, infatti, nel bel mezzo della tempesta finanziaria, il ministro Sacconi chiese al presidente del Nucleo di verificare l'esposizione della casse professionali al fallimento Lehman. "Rischi limitati", sintetizzò Brambilla lo scorso 10 ottobre in una dichiarazione al 'Sole 24Ore', precisando che le casse previdenziali avevano investito in titoli emessi dalla banca americana solo allo 0,45 per cento del loro patrimonio complessivo. Il presidente del Nucleo aveva notizie di prima mano. I gestori degli enti previdenziali, compresi quelli che hanno puntato su Lehman, due settimane prima erano in gita con lui sulle rive del mar Morto. [28-11-2008]

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Verso la fine dell'incubo (sezione: Credieuronord)

( da "Affari Italiani (Online)" del 18-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Politica Lega/ Al via i rimborsi per gli azionisti Credieuronord Giovedí 18.12.2008 17:25 "Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento". Ad annunciarlo è Bruno Caparini, Presidente del Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione alla Credieuronord Spa (la banca voluta dalla Lega e poi fallita). "Entro Natale rimborseremo i 237 soci che possiedono da 1 a 49 azioni, il 13% del totale dei richiedenti che potendo sperare di recuperare la parte restante dalla cessione della Credieuronord potranno ritenersi completamente risarciti. Gli altri 832 soci, il 45% del totale di quanti possiedono da 50 a 100 quote, in questa prima fase potranno contare di recuperare oltre la metà del loro investimento". La logica seguita nella distribuzione dei fondi vuole tutelare gli azionisti più deboli: "Dalla documentazione allegata alle richieste pervenuteci - spiega il Presidente Caparini - abbiamo verificato che la stragrande maggioranza di chi possiede meno di 100 quote è formata da pensionati, impiegati, operai e studenti; abbiamo deciso di iniziare da loro, dai piccoli e piccolissimi risparmiatori che, con la crisi finanziaria mondiale in atto, potrebbero ora trovarsi in maggiori difficoltà". La partenza è promettente e fa ben sperare per la buona riuscita dell'intera iniziativa che nelle intenzioni ambisce al risarcimento integrale dei soci: "Il Comitato che ho l'onore di presiedere - afferma Caparini - è il frutto di un spontaneo atto di liberalità e solidarietà nei confronti di coloro che hanno creduto in un progetto che non è andato come si sperava. E' doveroso ringraziare il fondamentale apporto degli avvocati Andrea Mascetti e Ugo Palaoro che altruisticamente si sono fatti carico della maggior parte degli oneri organizzativi e gestionali del Comitato. Invito chiunque abbia bisogno di chiarimenti e informazioni - conclude - a scriverci a info.comitatodisoccorso@yahoo.it e a contattarci in orario d'ufficio al numero di telefono 347.4765457 da poco attivato".

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CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 19-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Entro Natale saranno risarciti 1.069 soci CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac TREVISO. Un primo risarcimento delle perdite finanziarie legate ad investimenti azionari arriverà entro Natale a circa due terzi dei soci CrediEuronord (nella foto un manifesto della banca con Umberto Bossi) che ne hanno fatto richiesta. Lo dice una nota dell'istituto di credito voluto dalla Lega Nord e in seguito rilevato dall'allora Banca Popolare italiana di Gianpiero Fiorani oggi Banco Popolare. «Entro Natale 1.069 soci della CrediEuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento» dice nel comunicato della banca Bruno Caparini, presidente del comitato di soccorso ai soci Euronord Holding, nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione al capitale CrediEuronord. «Entro Natale rimborseremo i 237 soci che possiedono da 1 a 49 azioni, il 13% del totale dei richiedenti che potendo sperare di recuperare la parte restante dalla cessione della Credieuronord potranno ritenersi completamente risarciti. Gli altri 832 soci, il 45% del totale di quanti possiedono da 50 a 100 quote, in questa prima fase potranno contare di recuperare oltre la metà del loro investimento» si aggiunge. In Veneto, la banca aprì uno sportello a Treviso. Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca coinvolti nel crac della Banca Padana. L'istituto di credito era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni del Carroccio per trovare soci sottoscrittori. Le azioni costavano 50 mila lire e molti militanti leghisti decisero di impegnare i propri risparmi, anche per sostenere il progetto che l'istituto di credito portava avanti. Poco dopo arrivarono i bilanci in rosso, fino al salvataggio operato da Gianpiero Fiorani, allora guida della Bpi. Poi, nel 2005, il fallimento con perdite rilevanti per gli investitori.

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Credieuronord: partono i rimborsi (sezione: Credieuronord)

( da "Giornale di Brescia" del 19-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Edizione: 19/12/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:economia Credieuronord: partono i rimborsi VARESE «Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento». Ad annunciarlo è Bruno Caparini, presidente del Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione alla Credieuronord Spa, la banca vicina alla Lega Nord salvata dal dissesto dall'allora Popolare di Lodi. I problemi emersi in Credieuronord determinarono, però, la perdita del capitale. Da qui l'avvio del recupero di risorse per rimborsare gli azionisti. «Entro Natale - dice Caparini - rimborseremo i 237 soci che possiedono da 1 a 49 azioni, il 13% del totale dei richiedenti che potendo sperare di recuperare la parte restante dalla cessione della Credieuronord potranno ritenersi completamente risarciti. Gli altri 832 soci, il 45% del totale di quanti possiedono da 50 a 100 quote, in questa prima fase potranno contare di recuperare oltre la metà del loro investimento». «La logica seguita nella distribuzione dei fondi vuole tutelare gli azionisti più deboli: dalla documentazione allegata alle richieste pervenuteci - spiega Caparini - abbiamo verificato che la stragrande maggioranza di chi possiede meno di 100 quote è formata da pensionati, impiegati, operai e studenti; abbiamo deciso di iniziare da loro, dai piccoli e piccolissimi risparmiatori che, con la crisi finanziaria mondiale in atto, potrebbero ora trovarsi in maggiori difficoltà». «La partenza - dice sempre Caparini - è promettente e fa ben sperare per la buona riuscita dell'intera iniziativa che nelle intenzioni ambisce al risarcimento integrale dei soci». «Il Comitato che ho l'onore di presiedere - afferma Bruno Caparini - è il frutto di un spontaneo atto di liberalità e solidarietà nei confronti di coloro che hanno creduto in un progetto che non è andato come si sperava. Invito chiunque abbia bisogno di chiarimenti a scrivere a info.comitatodisoccorso@yahoo.it o a contattarci al 347.4765457.

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CONFOMMERCIO: BRAVA LA REVELLO A DETASSARE (sezione: Credieuronord)

( da "Arena, L'" del 19-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Venerdì 19 Dicembre 2008 ECONOMIA Pagina 45 Brevi TREDICESIME CONFOMMERCIO: «BRAVA LA REVELLO A DETASSARE» Fernando Morando, presidente di Confcommercio Verona si congratula con la Revello per aver pagato la tredicesima ai dipendenti come fosse detassata: «La nostra associata, ha compiuto un gesto intelligente che il governo non ha voluto o saputo concretare, nonostante le nostre richieste». AZIENDE E FINANZA L'ASSEMBLEA DI GEOX DECIDE IL VIA LIBERA A UN BUY BACK DEL 10% Gli azionisti di Geox hanno deliberato l'acquisto di azioni proprie, massimo 25 milioni di pezzi, pari al 10% del capitale; un aumento di capitale da 1,2 milioni di euro a servizio delle stock option e nominato Francesca Meneghel sindaco, dopo le dimissioni di Achille Frattini. DOMANI A VILLAFRANCA COME DIFENDERSI DALLA CRISI ECONOMICA E FINANZIARIA Il Movimento territoriale veronese organizza domani alle 10 all'Auditorium di Villafranca (piazza Convento dei Frati) un incontro su «Crisi economico-finanziaria: evoluzione, difese, soluzioni». Relatore è Daniele Del Maestro, analista finanziario indipendente. BANCHE CRAC CREDIEURONORD, ENTRO NATALE I PRIMI RIMBORSI Entro Natale i primi rimborsi per il crac Credieuronord, banca della Lega. Su 1.800 richiedenti, 1.069 avranno il primo risarcimento: totale per 237 che avevano fino a 49 quote. Altri 832 che ne avevano fra 50 e 100 recupereranno oltre metà investimento. L'obiettivo è il risarcimento integrale.  

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Credieuronord, a breve i primi rimborsi ai soci (sezione: Credieuronord)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-12-19 - pag: 43 autore: Crack. Entro Natale risarciti 1.069 azionisti Credieuronord, a breve i primi rimborsi ai soci Arriveranno entro Natale i primi risarcimenti a 1.069 soci, su 1.800 che ne hanno fatto richiesta, della Credieuronord, la banca popolare un tempo nell'orbita della Lega Nord e poi finita alla Bpi dopo guai giudiziari e finanziari. è quanto ha annunciato ieri il presidente del comitato di soccorso ai soci Euronord Holding, Bruno Caparini. «Entro Natale – ha spiegato – rimborseremo i 237 soci che possiedono da 1 a 49 azioni (dal valore unitario di 25,82 euro, ndr) i quali potendo sperare di recuperare la parte restante della cessione della Credieuronord potranno ritenersi completamente risarciti. Gli altri 832 soci, il 45% del totale di quanti possiedono da 50 a 100 quote, in questa prima fase potranno contare di recuperare oltre la metà del loro investimento». In questo modo, ha spiegato Caparini, sono stati tutelati gli azionisti più deboli poichè la stragrande maggioranza di chi possiede meno di 100 quote è formata da pensionati, impiegati, operai e studenti. R. Fi.

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credieuronord: rimborsi per le vittime del crac (sezione: Credieuronord)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Entro Natale saranno risarciti 1.069 soci CrediEuronord: rimborsi per le vittime del crac TREVISO. Un primo risarcimento delle perdite finanziarie legate ad investimenti azionari arriverà entro Natale a circa due terzi dei soci CrediEuronord (nella foto un manifesto della banca con Umberto Bossi) che ne hanno fatto richiesta. Lo dice una nota dell'istituto di credito voluto dalla Lega Nord e in seguito rilevato dall'allora Banca Popolare italiana di Gianpiero Fiorani oggi Banco Popolare. «Entro Natale 1.069 soci della CrediEuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento» dice nel comunicato della banca Bruno Caparini, presidente del comitato di soccorso ai soci Euronord Holding, nato nel 2006 per sostenere finanziariamente gli azionisti che hanno subito perdite a causa della partecipazione al capitale CrediEuronord. «Entro Natale rimborseremo i 237 soci che possiedono da 1 a 49 azioni, il 13% del totale dei richiedenti che potendo sperare di recuperare la parte restante dalla cessione della Credieuronord potranno ritenersi completamente risarciti. Gli altri 832 soci, il 45% del totale di quanti possiedono da 50 a 100 quote, in questa prima fase potranno contare di recuperare oltre la metà del loro investimento» si aggiunge. In Veneto, la banca aprì uno sportello a Treviso. Almeno un centinaio i risparmiatori nella Marca coinvolti nel crac della Banca Padana. L'istituto di credito era nato nel 2000 con una campagna a tappeto in tutte le sezioni del Carroccio per trovare soci sottoscrittori. Le azioni costavano 50 mila lire e molti militanti leghisti decisero di impegnare i propri risparmi, anche per sostenere il progetto che l'istituto di credito portava avanti. Poco dopo arrivarono i bilanci in rosso, fino al salvataggio operato da Gianpiero Fiorani, allora guida della Bpi. Poi, nel 2005, il fallimento con perdite rilevanti per gli investitori.

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Crac Parmalat Addio speranze (sezione: Credieuronord)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Rimborsi invece per Credieuronord Crac Parmalat Addio speranze «L'ultima speranza per gli investitori Parmalat di rivedere i propri soldi è che il filone parmense dell'inchiesta condanni anche le banche, oltre a Calisto Tanzi». Paolo Polato, avvocato dell'Adusbef, non è però così ottimista: la sentenza del tribunale di Milano - dieci anni, in primo grado, all'ex presidente dell'azienda di Collecchio travolta nel 2003 da un crac finanziario da 14 miliardi di euro, assoluzione per le banche - ha gelato le speranze di rivedere indietro qualche soldo. L'impressione, insomma, è che quello che si poteva ottenere sia già arrivato tramite le conciliazioni con diversi istituti di credito nei mesi scorsi. Difficile ipotizzare una nuova "ondata" di soldi che possa uscire dalle sentenze dei tribunali. «Se Bank of America fosse stata condannata - dice Polato - allora le cose potevano cambiare. Ora è difficile che arrivino nuovi rimborsi». Qualcosa si muove, invece, sul fronte di Credieuronord, la «Banca della Lega» fallita. «Entro Natale 1.069 soci della Credieuronord sui 1.800 che ne hanno fatto richiesta riceveranno un primo risarcimento del loro investimento»: ad annunciarlo è stato Bruno Caparini, presidente del «Comitato di soccorso ai soci Euronord Holding Spa» nato nel 2006. Il comitato è ha disposizione di chi ha bisogno di chiarimenti: mail info.comitatodisoccorso@yahoo.it, numero di telefono 347.4765457. (f.p.)

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la banca leghista bruciò subito il capitale di 17 miliardi di lire e venne "salvata" dall'intervento della Bipielle di Fiorani (sezione: Credieuronord)

( da "Cittadino, Il" del 23-12-2008)

Argomenti: Credieuronord

Credieuronord, regalo di Natale ai soci truffati Arrivano i primi rimborsi che andranno anche ai trenta azionisti lodigiani n Sarà un Natale dolce per la maggior parte dei clienti di Credieuronord, la banca della Lega, nata nel 2000 e in predicato fra 2004 e 2005 di passare tra i "possedimenti" della Banca Popolare di Lodi. Entro Natale i soci della banca di Bossi riceveranno un primo risarcimento. Lo ha annunciato Bruno Caparini, presidente del Comitato di soccorso dei soci Euronord Holding nato nel 2006 per far valere le ragioni di chi aveva creduto nel progetto finanziario leghista e si era poi trovato con azioni simili a carta straccia. Tra i circa 3000 soci della banca di "ispirazione padana" figuravano anche una trentina di lodigiani, almeno secondo le prima stime. Ora anche loro possono sperare nel risarcimento, almeno parziale. Ma chi pagherà? «I soldi sono stati recuperati tramite donazioni di esponenti del mondo leghista - spiega Fabrizio Fenoglio, uno degli esponenti degli Amici di Credieuronord - siamo soddisfatti perché finalmente con i primi rimborsi siamo arrivati a un risultato concreto. Siamo riusciti a farci dare i soldi da un partito e, se permette, questa è una notizia storica». A essere inizialmente rimborsati saranno 1069 soci sui circa 1800 che ancora detengono azioni della banca del nord.I primi passi per creare un istituto di credito padano erano stati compiuti alla fine degli anni Novanta, quando la Lega era ormai una realtà affermata. La banca non doveva essere un'articolazione del partito, ma di fatto lo era diventata, sia per la propaganda fatta dai vertici dei lumbard, sia perché i dirigenti di Credieuronord arrivavano direttamente dalla formazione di Bossi. Il 28 ottobre 1998 a Samarate, in provincia di Varese, nasceva il comitato promotore per la sottoscrizione dei futuri soci della banca. Il 21 febbraio 2000, con atto notarile, Credieuronord era stata costituita: i soci iniziali erano circa 3000, il capitale sfiorava i 17 miliardi delle vecchie lire. La banca però non decolla, e l'ispezione della Banca d'Italia del marzo-maggio 2003 lo attesta. I segnali di difficoltà si susseguono e così, per tentare di salvare l'istituto, si profila l'accordo con la Banca Popolare di Lodi di Gianpiero Fiorani. L'operazione si sarebbe dovuta concretizzare in due fasi. La prima, nel 2004, prevedeva la cessione del ramo d'azienda bancaria attraverso la trasformazione di Credieuronord in holding. La seconda fase dell'operazione prevedeva la fusione della holding in Bpl. Fondamentale era però una clausola: l'operazione sarebbe andata in porto se la "banca padana" non fosse incappata in problemi giudiziari. E proprio questo particolare ha fatto naufragare l'acquisizione da parte della Bpl. Siamo nel giugno 2006, quando la banca si è già trasformata in Popolare Italiana ed a guidarla c'è Divo Gronchi: il cda dell'istituto vota contro il progetto di acquisizione della holding Credieuronord.Lorenzo Rinaldi

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