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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL 9-7-2008       #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (19)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Ma i nostri bilanci sono ok ( da "Gazzetta di Reggio" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: vista l'enorme mole dei dati e la disomogeneità e incompletezza delle anagrafiche comunicate dalle amministrazioni, gli elenchi saranno pubblicati a seguito di un ulteriore controllo manuale dei dati. Successivamente saranno pubblicati anche gli elenchi delle amministrazioni che non hanno effettuato, entro il 30 giugno 2008,

Marras tenga più di conto le minoranze ( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Marras tenga più di conto le minoranze" ROCCASTRADA. "Al sindaco Leonardo Marras, che propone di devolvere il gettone di presenza della seduta servita per inaugurare la sala consiliare, rispondo che il gettone può devolverlo lui, dal momento che An è stata volontariamente assente ad una riunione-farsa, buona soltanto a far fare passerella al sindaco e ai suoi amici politici.

Mannaia sugli stipendi dei manager ( da "Milano Finanza (MF)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A partire dall'anno prossimo, infatti, tutte le indennità di funzione e i gettoni di presenza, previsti dal Testo unico delle leggi sugli enti locali, "sono rideterminati con una riduzione del 20% rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008", si legge nel testo dell'articolo 60-bis preparato dall'esecutivo.

Domani nardelli sulle terre di confine, venerdì giulietto chiesa, bebo storti e gian antonio stella ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attesa per gli incontri di venerdì con Giulietto Chiesa prima e con Gian Antonio Stella e Bebo Storti poi, quest'ultimo prolusivo alla prima assoluta dello spettacolo "Un paese di gente per bene", liberamente ispirato dall'ultimo libro di Stella e Rizzo, "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio", con gli stessi Stella e Storti.

Le bugie dell'amadio su piazza magenta ( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: consigliera comunale che prende un gettone di presenza in Consiglio e in commissione, e un Consigliere regionale che percepisce una indennità, ha il dovere morale di studiare, approfondire, conoscere le questioni e non dichiarare falsità, altrimenti è solo un costo per la collettività e io ritengo che in questo caso la Consigliera Amadio non abbia svolto il ruolo istituzionale che ricopre.

Riforma delle Circoscrizioni Spunta l'asse Pd-centrodestra ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stiamo parlando del futuro delle circoscrizioni: oggi sono sette ma la Finanziaria in vena di sforbiciate ai costi della politica già nel 2007 aveva deciso che al massimo, per una realtà con numero di abitanti come Bergamo, a sopravvivere con lo statuto attuale possano essere al massimo tre.

DOPO alcuni giorni di silenzio il segretario generale della Fondazione Cassa di R ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: amministrazione e ai componenti il collegio dei revisori gettoni di presenza stabiliti nel 2000 in 103 e sono passati ora a 118; mentre ai consiglieri generali spettano soltanto gettoni di presenza stabiliti che passano dai 206 del 2000 ai 237 attuali. A fronte di questi compensi (lordi) il sgretario generale commenta: "Gli incarichi ricoperti presuppongono costanti,

Consulenze, 10 milioni di euro in 2 anni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: si abbasserà il numero delle consulenze per effetto delle nuove norme nell'ultima Finanziaria: "I parametri saranno ristretti, potremo rivolgerci a professionisti che effettivamente non troviamo nella nostra amministrazione e solo in determinati casi". Sugli incarichi d'oro, Dadea non commenta: "Non entro nelle singole voci,

D IETRO L'ANGOLO il rischio-ribaltone. Le dimissioni d ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non potrà che avere conseguenze anche nei riguardi dello stesso segretario comunale che, nonostante la nostra richiesta di annullamento della seduta, ha consentito con il suo parere la prosecuzione del consiglio comunale". Ed è intenzionato a chiedere il danno erariale per i gettoni presenza ed altre spese sostenute nella seduta contestata. N.B.

Comuni in rosso, stretta record ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della "premialità " nella finanza pubblica locale, e dividono la lavagna di Comuni e Province nelle colonne dei buoni e dei cattivi. I primi, che hanno chiuso il 2007 in positivo, escono dai meccanismi restrittivi del Patto: a loro non viene chiesto alcun miglioramento, e anzi chi ha centrato gli obiettivi fissati dalla Finanziaria per il 2007 potrà addirittura aumentare la spesa.

Prc, lotta senza quartiere. E anche An polemizza ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lamentandosi di non aver ancora ricevuto l'elenco dei costi delle consulenze avviate dall'ente, chiede di vederci chiaro su "pesanti denunce di esponenti di Rifondazione sull'utilizzo di alcune di esse in occasione del congresso". Tali esponenti "additerebbero in particolare l'assessorato all'Ambiente ", retto da Michele Losappio, esponente del Prc.

La legge taglia compensi dei consiglieri comunali nei comuni al di sotto dei 200 mila abitanti si &# ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le chiamano le presenze lampo, buone soltanto per prendere il gettone, un po' meno per rappresentare quelle centinaia di cittadini che hanno scritto il suo nome sulla scheda elettorale. Le presenze lampo sono da tempo al centro delle attenzioni del decano del consiglio comunale: Paolo Orsini Federici quasi 15 anni in consiglio comunale.

La giustizia si faccia sentire ( da "Opinione, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dal Quirinale a componenti della stessa maggioranza, dalla stampa della grande finanza ai partiti di una sinistra che, dichiaratamente o meno, ha finito col considerare il giustizialismo come l'ultima sua spiaggia. Oggi, dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni, netta e chiara, senza l'equivoco della quinta colonna dell'insulsaggine Casiniana e dopo che l'

Diminuiscono le comunità montane lombarde ( da "Opinione, L'" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), e tagliato di almeno il 70% il gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Vengono inoltre costituite delle commissioni provinciali, composte dai presidenti delle comunità montane, dai presidenti delle province e dai sindaci dei comuni interessati che,

Fondazione Carifano Ecco le nuove indennità ( da "Corriere Adriatico" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e ai componenti il Collegio dei Revisori gettoni di presenza stabiliti in 118 euro, rispetto ai 103 che percepivano dall'anno 2000; mentre i consiglieri generali percepiranno soltanto gettoni di presenza stabiliti di euro 237, rispetto ai precedenti di euro 206. "A fronte di questi compensi lordi conclude Severini - gli incarichi ricoperti dai consiglieri presuppongono costanti,

È SCONTRO SULLE INDENNITà DEI CONSIGLIERI ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza" in indennità di carica (nell'ultima Finanziaria c'è stato poi un ritorno al gettone). "All'epoca trovammo un muro proprio nell'allora presidente del consiglio Motta. Cercherei le somme necessarie più nel potenziamento dell'Ufficio Tributi e in una più attenta verifica e analisi dei residui attivi e passivi -

Pediatria "scoperta" di notte ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: cadorina per bambini si trova e che potrebbe precipitare nel prossimo mese di ottobre. Attualmente sono sei i posti letto disponibili per i piccoli pazienti seguiti da due medici in pianta stabile, il dottor Rebeschini e la dottoressa Mongillo oltre ad uno a gettone. Quest'ultima è in dolce attesa per cui fino ad ottobre, mese in cui andrà in congedo temporaneo per il lieto evento,

Dichiarazioni patrimoniali degli amministratori fino al 7 agosto sono esposte in Provincia di Modena ( da "Sestopotere.com" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per il loro incarico politico i consiglieri ricevono un gettone di presenza di 95,17 euro lordi (sedute di Consiglio e commissioni), mentre assessori e presidente del Consiglio hanno un'indennità mensile (lorda, per 12 mensilità) di 3.553 euro; al presidente della Provincia spetta un'indennità mensile di 5.

Costi della politica: Feraudo soddisfatto per la riduzione ( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-07-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. "La riduzione dei costi della politica - dice - viene così concretamente percepita dai calabresi. Non erano state né esigenze di Bilancio né motivazioni velleitarie che ci avevano spinto a ridimensionare in maniera consistente i costi delle strutture di supporto ma semplicemente la volontà di creare opportunità


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Ma i nostri bilanci sono ok (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Ma i nostri bilanci sono ok" I sindaci: conti già vistati da revisori e giudici contabili REGGIO. "In questa sezione sono riportati gli elenchi delle amministrazioni che per il 2006 non hanno comunicato all'Anagrafe delle Prestazioni gli incarichi di consulenza e di collaborazioni esterne, non ottemperando all'adempimento previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001". E' quanto si legge sul sito del ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione. Un testo lapidario che prosegue così: "La mancata comunicazione può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione, ad omessa dichiarazione o alla trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare numero 198 del 31 maggio 2001. La circolare prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati". Ma a seguire si legge ancora: "In ogni caso, il comma 15 dell'articolo 53 del decreto legislativo 165 del 2001 prevede che le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi 11 e 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. Per quanto riguarda gli altri comparti (in particolare scuola e sanità), vista l'enorme mole dei dati e la disomogeneità e incompletezza delle anagrafiche comunicate dalle amministrazioni, gli elenchi saranno pubblicati a seguito di un ulteriore controllo manuale dei dati. Successivamente saranno pubblicati anche gli elenchi delle amministrazioni che non hanno effettuato, entro il 30 giugno 2008, la comunicazione per l'anno 2007". Ieri, però, dinanzi a tali comunicazioni, hanno reagito con sorpresa i sindaci di alcuni Comuni reggiani finiti nel mirino di Brunetta, tra cui quello di Casalgrande, Andrea Rossi. Il primo cittadino di Guastalla, Mario Dallasta, ad esempio, ha detto di non saperne nulla: "Una cosa è certa - ha poi proseguito l'amministratore targato Pd -, di incarichi inutili o fittizi noi non ne abbiamo dati. Brunetta? Che vada a cercare incarichi inutili da qualche altra parte". Stupito anche il sindaco di Castellarano, Alberto Caprari, che ha spiegato: "Le nostre consulenze esterne sono state sicuramente vistate e approvate dal collegio dei revisori dei conti del Comune di Castellarano. Tali dati, poi, sono stati inviati alla Corte dei Conti, e di questo ne sono certo. La trasparenza, dunque, non manca affatto. Ma per quel che riguarda la trasmissione delle informazioni all'Anagrafe delle Prestazioni, Caprari promette: "Nei prossimi giorni verificheremo l'accaduto". Quanto alle previsioni economiche, sempre sul sito del ministero si legge: "Si può quindi stimare che esistano circa 500mila incarichi per una spesa totale di oltre 2,5 milioni di euro". Il numero delle consulenze e degli importi, insomma, risulterebbe raddoppiato rispetto a quanto dichiarato.

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Marras tenga più di conto le minoranze (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Grosseto "Marras tenga più di conto le minoranze" ROCCASTRADA. "Al sindaco Leonardo Marras, che propone di devolvere il gettone di presenza della seduta servita per inaugurare la sala consiliare, rispondo che il gettone può devolverlo lui, dal momento che An è stata volontariamente assente ad una riunione-farsa, buona soltanto a far fare passerella al sindaco e ai suoi amici politici. Semmai suggerisco al sindaco di tenere in maggiore considerazione il ruolo e le prerogative del consiglio comunale e di metterlo nelle condizioni di lavorare meglio". Lo dichiara la capogruppo di An per il Pdl, Simonetta Baccetti, riferendosi al taglio del nastro della nuova sala del Consiglio di Roccastrada e all'ultima seduta dello stesso. "Anche in questa circostanza - dichiara la Baccetti - è accaduto che i consiglieri sono stati chiamati a votare una delibera i cui atti non ci sono stati recapitati. Considero pertanto una vittoria politica l'aver indotto la maggioranza a ritirare il punto all'odg riguardante l'approvazione della convenzione tra la Comunità Montana Colline Metallifere e il Comune di Roccastrada per la ricognizione e classificazione della viabilità extraurbana di pubblico interesse. Purtroppo - sottolinea - la stessa trascuratezza riguarda anche i verbali delle sedute precedenti, di cui non è possibile discutere perché vengono sempre consegnati in ritardo". La capogruppo di An per il Pdl riscontra in questo modo di gestire il Comune ed i suoi organi l'ulteriore riprova della difficoltà in cui si trova il sindaco. "Tante promesse e pochi fatti: potrebbe essere lo slogan per la prossima campagna elettorale, - dice - visti i disastri che Marras lascerà al suo successore. Dal sociale, settore dove - tranne il nuovo asilo (gli investimenti sono sempre scarsi e orientati sui soliti progetti) ai lavori pubblici, basati sugli annunci piuttosto che sulle realizzazioni concrete. Con questa 'bella' eredità, Marras si appresta a fare la sua corsa per cercare di guadagnarsi la candidatura alla presidenza della Provincia".

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Mannaia sugli stipendi dei manager (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

MF Numero 135  pag. 3 del 9/7/2008 | Indietro Mannaia sugli stipendi dei manager Primo Piano Di Michele Arnese e Andrea Bassi riduzione del 30% ai compensi a vertici e alti dirigenti della macchina pubblica Nella tagliola finiscono pure i compensi di giudici costituzionali, authority, Istat e Anas. Stretta su consulenze e pubblicità Da un giorno (il 31 dicembre di quest'anno) all'altro (il 1° gennaio del 2009) si vedranno tagliata la loro busta paga di un terzo. Per finanziare l'eliminazione del ticket sanitario, Giulio Tremonti ha tirato fuori la mannaia e ha colpito duro, centrando in pratica le retribuzioni dei vertici di tutta la macchina statale. Chi è a capo di ministeri, presidenza del consiglio, Anas, Enac, Ice, authority indipendenti, persino degli organi di rilevanza costituzionale (quindi anche i giudici costituzionali), dovrà rinunciare al 30% di "indennità, gettoni, retribuzioni o altre utilità comunque denominate". Non solo. Quelle stesse amministrazioni (l'elenco è lunghissimo, in pratica non esclude nessuno) dovranno ridurre, sempre di un terzo, le spese sostenute per gli organi collegiali e altri organismi, anche monocratici. Resta da capire se nella dizione della norma presentata dal governo rientrino anche gli stipendi dei ministri e dei sottosegretari. Ma per comprenderlo bisognerà attendere la relazione tecnica, visto che il dettato della norma su questo punto non è di facile lettura. Chi invece, di certo, dovrà stringere la cinghia saranno i super-ispettori del Secit (tra l'altro soppresso da un altro articolo della manovra). Anche per loro scatterà la tagliola del 30% sui compensi. Ma la stretta di Tremonti non colpirà soltanto gli stipendi dei vertici della pubblica amministrazione. Si abbatterà anche su un'altra voce di quegli stessi enti: le relazioni pubbliche e la pubblicità. Le spese per "relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza", spiega il nuovo testo del governo, dovranno essere ridotte del 50% rispetto a quelle sostenute nel 2007 (e non nel 2008) per le stesse finalità. Il punto è che questa norma dovranno rispettarla anche le società partecipate al 100% dallo stato o comunque controllate (le quotate sono escluse) dai comuni o dalle regioni. Dunque anche spa come Poste, Ferrovie dello stato o Rai dovranno ridurre queste voci del 50%. Già, ma come faranno a trasferire allo stato questi risparmi? Semplice: aumentando in maniera corrispondente i dividendi da distribuire. La stretta tremontiana riguarda anche la partecipazione degli statali ai collegi arbitrali. Ecco il testo dell'emendamento in questione: "Il 50% del compenso spettante al dipendente pubblico per l'attività di componente o di segretario del collegio arbitrale è versato direttamente ad apposito capitolo del bilancio dello stato". La mannaia del Tesoro non risparmia neppure sugli amministratori di comuni e province. Sono le indennità, in particolare, nel mirino del governo. A partire dall'anno prossimo, infatti, tutte le indennità di funzione e i gettoni di presenza, previsti dal Testo unico delle leggi sugli enti locali, "sono rideterminati con una riduzione del 20% rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008", si legge nel testo dell'articolo 60-bis preparato dall'esecutivo. Non solo: "Sino al 2011 è sospesa la possibilità di incremento prevista". Ma per comuni e province non è finita: "I trasferimenti erariali a favore degli enti locali sono ridotti in maniera lineare in misura pari alle economie complessivamente previste in conseguenza dell'applicazione del presente comma, nonché di un importo pari a 40 milioni di euro annui per i comuni e a 10 milioni di euro annui per le province". E si annuncia anche una stretta anche sui distacchi sindacali: "Razionalizzazione e progressiva riduzione" dei distacchi, delle aspettative e dei permessi sindacali. A prevederlo è un articolo aggiuntivo presentato dal governo al decreto legge che compone la manovra triennale. Nel mirino, infine, anche direttori dei lavori e collaudatori: il massimo del 2% che spetta loro dell'importo di un'opera o di un lavoro è ridotto allo 0,5%. L'1,5% sarà incassato dallo stato. (riproduzione riservata)  .

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Domani nardelli sulle terre di confine, venerdì giulietto chiesa, bebo storti e gian antonio stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

FESTIVAL. LETTERE MEDITERRANEE ALTRI INCONTRI Domani Nardelli sulle terre di confine, venerdì Giulietto Chiesa, Bebo Storti e Gian Antonio Stella Latouche oggi a Monfalcone parlerà di economia virtuosa MONFALCONE Dopo la bella accoglienza riservata allo scrittore Massimo Carlotto, che ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Monfalcone per l'impegno dedicato alla causa delle malattie e delle morti per l'amianto e che ha trovato un pubblico calorosissimo tanto all'incontro con Neri Pollastri quanto allo spettacolo tratto dal suo ultimo libro "I Cristiani di Allah", proseguono gli appuntamenti di "Lettere Mediterranee". Oggi, alle ore 21, in Piazza Falcone e Borsellino (al Comunale in caso di maltempo) sarà protagonista una personalità di primissimo piano della cultura europea: Serge Latouche, professore emerito di Scienze economiche all'Università di Paris-Sud, autore di libri di grande successo tra cui i recenti "La scommessa della decrescita" e "Breve trattato sulla decrescita serena". Con Latouche si parlerà di come sia possibile "fondere" in modo virtuoso le modalità di vita dell'Europa economicamente avanzata, attraversata però da una crisi di cui non si vede sbocco, e quelle dei paesi africani, che di quella stessa crisi vivono drammaticamente gli esiti più pesanti. La decrescita, nuovo "stile di vita", che Latouche ha contribuito ad elaborare e rendere noto, sarà al centro della conversazione. Domani, sempre alle 21, Michele Nardelli affronterà un argomento centrale per una "terra di confine": il rapporto con i Balcani. Nardelli è infatti uno dei fondatori e dei principali animatori dell'Osservatorio sui Balcani, e da oltre dieci anni opera in Bosnia per contribuire alla faticosa e drammatica ricostruzione del tessuto sociale in quelle terre dilaniate dai conflitti. Condividere la sua esperienza diretta e le numerose riflessioni che ha potuto svolgere in questi anni ci aiuterà a comprendere meglio quale futuro potremo avere nei rapporti con popoli e culture che si affacciano con sempre più frequenza nella nostra vita quotidiana. Esprime intanto molta soddisfazione per lo spirito e l'accoglienza agli incontri il curatore della rassegna, il filosofo fiorentino Neri Pollastri, che ha portato per il secondo anno a Monfalcone molti nomi della cultura, del giornalismo, della società civile per una rassegna di approfondimento dal carattere poliedrico e di grande apertura culturale. Cresce infine l'attesa per gli incontri di venerdì con Giulietto Chiesa prima e con Gian Antonio Stella e Bebo Storti poi, quest'ultimo prolusivo alla prima assoluta dello spettacolo "Un paese di gente per bene", liberamente ispirato dall'ultimo libro di Stella e Rizzo, "La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio", con gli stessi Stella e Storti.

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Le bugie dell'amadio su piazza magenta (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Livorno "Le bugie dell'Amadio su piazza Magenta" A seguito delle dichiarazioni (che io definisco false) della consigliera Marcella Amadio sul parcheggio di Piazza Magenta, ritengo opportuno informare i cittadini sull'operato del consiglio della Circoscrizione 2. La Consigliera Amadio auspica una maggiore partecipazione, ed infatti il Sindaco Cosimi nel 2004, appena insediato, inviò alla Circoscrizione tutta la documentazione inerente il parcheggio invitandomi ad organizzare un Consiglio a cui parteciparono i progettisti, i cittadini, compresi molti tra i firmatari della petizione. Preciso che dal 1999 al 2004 la Circoscrizione 2 non aveva avuto nessuna informazione in merito, né richiesta di pareri. Nel consiglio del 25 ottobre 2004 ci fu un bel dibattito con diversi interventi e fu preso atto della petizione in modo che potesse essere discussa anche in Consiglio Comunale e la maggioranza del Consiglio di Circoscrizione votò un documento dove si chiedeva un percorso partecipativo e una attenzione a tutte le problematiche connesse ai lavori del parcheggio, vista l'esperienza di Piazza Guerrazzi a cura di privati. è falso ciò che dice Amadio quando mi accusa di aver minacciato i proponenti della petizione di bloccare le loro richieste di posti auto in quanto: 1º la petizione non fa richiesta di posti auto; 2º i residenti hanno già i posti auto loro destinati (zsc "M") e quindi non devono fare nessuna richiesta al Comune. Inoltre il sottoscritto è stato "l'inventore" dei posti auto promiscui a favore dei residenti i quali possono parcheggiare nei parcheggi Atl senza pagare. La Consigliera Amadio dovrebbe conoscere i ruoli istituzionali, quali competenze hanno le circoscrizioni, ma dalle sue dichiarazioni si denota una impreparazione su questi argomenti. Una consigliera comunale che prende un gettone di presenza in Consiglio e in commissione, e un Consigliere regionale che percepisce una indennità, ha il dovere morale di studiare, approfondire, conoscere le questioni e non dichiarare falsità, altrimenti è solo un costo per la collettività e io ritengo che in questo caso la Consigliera Amadio non abbia svolto il ruolo istituzionale che ricopre. Il mio obiettivo da sempre è quello di riqualificare piazza Magenta per renderla più confortevole, più curata e sicura, ma per far ciò ci vogliono le risorse. Il parcheggio sotterraneo poteva essere una occasione in quanto la legge Tognoli degli anni'90 (n. 122 del 24-3-89) prevede che i privati che realizzano i parcheggi versino ai comuni la somma necessaria per riqualificare le aree sovrastanti. Non sono un amante dei parcheggi, non condivido questo modello di sviluppo basato su questo tipo di trasporto, ma dobbiamo trovare risorse per non gravare sui cittadini. Invito la Consigliera Amadio ad aiutare Livorno trovando le risorse necessarie per sistemare la piazza Magenta, sia in Regione che al Governo nazionale. Il gruppo del PD della Circoscrizione 2 cui appartengo, insieme ai circoli territoriali si sono domandati se dopo 18 anni dal piano dei parcheggi interrati non sia opportuna una riflessione per capire se è giusto mantenere o modificare questo piano, ed ha aperto una fase di ascolto con residenti e cittadini per conoscere le loro opinioni. Un metodo democratico di partecipazione di grande forza per un partito che governa questa città. Maurizio Paolini Presidente Circoscrizione 2.

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Riforma delle Circoscrizioni Spunta l'asse Pd-centrodestra (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sintonia sulla necessità che i Consigli siano eletti. La Lega: discutiamone An: "Bilancio partecipato? Anacronistico". E Forza Italia ha un suo piano Il tempo stringe, l'argomento rappresenta e rappresenterà uno dei piatti forti del dibattito politico interno alla maggioranza consiliare, fra la maggioranza e l'opposizione, fra la maggioranza, l'opposizione e la città. Ed è un dato di fatto che, ora, fra il centrodestra e una parte del centrosinistra (leggasi Pd) è emersa sulla questione una sintonia di idee piuttosto spiccata. Stiamo parlando del futuro delle circoscrizioni: oggi sono sette ma la Finanziaria in vena di sforbiciate ai costi della politica già nel 2007 aveva deciso che al massimo, per una realtà con numero di abitanti come Bergamo, a sopravvivere con lo statuto attuale possano essere al massimo tre. Il tempo stringe perché, non dovesse esserci un progetto definito, con le amministrative i parlamentini scomparirebbero (Vicenza insegna) senza colpo ferire. I due progetti del centrosinistra A Palazzo Frizzoni ferve quindi il dibattito e c'è chi preme perché le prime decisioni in merito vengano assunte entro fine luglio. Difficile dire se l'obiettivo sarà centrato, perché prima che i vacanzieri si diano alla macchia sono disponibili due sole sedute consiliari (14 e 17 luglio), e comunque tempi risultano risicati anche per verifiche interne agli schieramenti. Salvare le circoscrizioni sì o no? Se sì, con che conformazione? L'idea di tre grandi parlamentini non suscita grandi entusiasmi: sarebbero troppo ampi per garantire l'interlocuzione concreta. La via prescelta sarebbe quindi quella dell'ingegno, con il varo di una nuova formula. Ricordando che non si tocca il decentramento (gli uffici anagrafici, i servizi nei quartieri, che anzi potrebbero essere ampliati nel numero), è sul punto della partecipazione oggi incarnata dai sette Consigli che nella stessa maggioranza le idee sono divergenti. Rifondazione, facendo cosa pare non sgradita alla Lista Bruni, chiede che la prassi del bilancio partecipativo entri nello statuto e ? per urbanistica, elementi di bilancio e opere pubbliche ? affianchi Giunta, Consiglio e Commissioni. "I parlamentini possono essere superati in questo modo", aveva affermato Maurizio Morgano, referente per l'Ufficio partecipazione che all'attivo ha le sperimentazioni su via Quarenghi, Colognola e San Tomaso. Per poi annunciare che sull'applicazione tecnica delle nuove competenze è al lavoro un team del Politecnico di Milano e che i risultati arriveranno a breve in Giunta. Ma il Pd la pensa diversamente: "Il bilancio partecipato è un buono strumento, ma non può certo sostituire organismi eletti", è stata la chiosa dei vertici cittadini. Che poi alcuni giorni fa hanno sfornato una proposta alternativa: quattro Consigli formati tramite consultazione ("Non è giusto che decida soltanto chi c'è alle riunioni, e con il bilancio partecipato il rischio è questo") a lista unica, con parità di componenti maschili e femminili, un ruolo consultivo e la possibilità di inoltrare proposte da finanziare a bilancio. "Chiediamo che ci si possa confrontare. Ricordando che alla rappresentanza elettiva teniamo parecchio", aveva affermato la capogruppo Fiorenza Varinelli. Il centrodestra fa quadrato Due posizioni contrapposte, va da sé che il confronto sia di quelli tosti. E se da più parti si è detto che la decisione "andrà presa dopo il dibattito con le opposizioni", ecco arrivare dal centrodestra una levata di scudi che, pur con qualche distinguo, è un assist al Pd. Non che sia una novità la bocciatura del bilancio partecipativo da parte delle minoranze, ma viste le posizioni differenti nel centrosinistra è bene sapere come si profila il panorama in generale. Del resto il voto in Consiglio si fa anche di numeri. "L'Udc stessa, già tempo fa, aveva sostenuto la necessità di mantenere tre Consigli più quello di Città Alta. Quindi il Pd non ha inventato niente, noi l'avevamo anticipato", dice Domenico Cappuccio. Anche Giuseppe Anghileri e Mario Girola del Gruppo misto hanno inoltrato una proposta, discussa in 6ª circoscrizione, per mantenere quattro o comunque tre parlamentini. E Andrea Veneziani (Lista Veneziani) chiosa: "Premesso che non sono d'accordo con la riduzione imposta per legge, dico che il fatto di avere organismi eletti è imprescindibile. Quindi, se nella maggioranza le idee sono le due trapelate nei giorni scorsi, è da quella del Pd che si deve partire". Stessa musica dalla Lega: "Sulla proposta del Pd si discute, sull'altra non penso proprio", taglia corto Daniele Belotti. E la capogruppo Luciana Frosio Roncalli: "Questa maggioranza non sa dove andare a parare e il rischio è che le circoscrizioni spariscano. Pensiamo che vadano riformate ma crediamo nella loro utilità. Il bilancio partecipato, invece, è stato utilizzato solo per progetti piccoli e comunque non è vera democrazia, perché chi non può andare alle riunioni è tagliato fuori. Quindi non male l'idea del Pd, parliamone. Personalmente apprezzo lo spunto della parità uomo-donna". "Bisogna muoversi. Come partito abbiamo fissato una riunione interna per fare il punto, servono proposte ? dice Franco Tentorio (An) ?. Il bilancio partecipativo non ci piace, la rappresentanza assembleare è fallita nel '68 e pare anacronistico rilanciarla adesso: è una rappresentanza molto relativa, per non parlare dei costi. Ma è evidente che Bruni deve dare il contentino a Rifondazione, che così sta buona sull'urbanistica". Quindi c'è affinità col Pd? "Se ne può parlare, il ruolo solo consultivo dei nuovi organismi è una limitazione ma è comunque qualcosa. Sull'idea della lista unica però, personalmente, credo serva una riflessione. E sarebbe ancora meglio se i Consigli fossero sette anziché quattro". Nello stesso Pd, ufficiosamente, pare che una corrente veda di buon occhio questa idea. Forza Italia cala l'asso Poi c'è Forza Italia, che preme sull'acceleratore, e con il capogruppo Gianfranco Ceci fa sapere: "Nel Consiglio del 17 luglio presenteremo un documento in cui si delineano le linee guida di questa svolta. Chiederemo che sia votato". Quattro i punti fermi: "Mantenere le sette sedi e utilizzarle per potenziare i servizi decentrati; i servizi di base come le palestre siano ancora gestiti dai Consigli, che saranno quattro; mantenere le circoscrizioni con le funzioni attuali". Per questo punto Ceci ha un asso nella manica: "La Finanziaria parla di una circoscrizione ogni 30 mila abitanti, non di residenti. E gli abitanti di Bergamo sono più dei residenti. Quindi le circoscrizioni legittimate sarebbero quattro". Un cavillo da avvocato? "Direi un'interpretazione su cui chiederemo conferma, come gruppo consiliare o come Consiglio, al ministero e alla prefettura". Così si eviterebbe la lista unica ("Ci sembra un po' una cosa bulgara") e si manterrebbero i meccanismi elettorali con liste e partiti. Sulla suddivisione delle aree, una nuova convergenza: "Sì, è abbastanza simile a quella ipotizzata dal Pd e dell'assessorato al Decentramento di Ebe Sorti Ravasio". Anna Gandolfi.

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DOPO alcuni giorni di silenzio il segretario generale della Fondazione Cassa di R (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

FANO pag. 10 DOPO alcuni giorni di silenzio il segretario generale della Fondazione Cassa di R... DOPO alcuni giorni di silenzio il segretario generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano ha ieri diffuso i nuovi compensi che saranno percepiti dai vari componenti i vertici della Fondazione. Il ritocco è stato stabilito, sulla base dei dati dell'inflazione stabiliti dall'Istat, e vanno a coprire un arco temperale di sette anni. Si legge nella nota ufficiale: "In qualità di sgretario.... nella seduta del 30 giugno il consiglio generale ha approvato a larga maggioranza l'adeguamento Istat per il periodo 2001-2008 delle indennità spettanti agli organi della Fondazione, senza effetti retroattivi. La tabella che segue evidenzia le indennità percepite prima e dopo detto adeguamento: carica indennità annue lorde dal 2000 al 30/06/2008 indennità annue lorde dal 1° luglio 2008. Il presidente passa da 39.250 a 45.138 euro; il vice presidente da 19.625 a 22.569 euro; i componenti del consiglio d'amministrazione da 9.812 a 11.284 euro: il presidente del collegio dei revisori da 12.911 a 14.848 euro; il sindaco revisore da 9.812 a 11.284. Inoltre spettano ai consiglieri d'amministrazione e ai componenti il collegio dei revisori gettoni di presenza stabiliti nel 2000 in 103 e sono passati ora a 118; mentre ai consiglieri generali spettano soltanto gettoni di presenza stabiliti che passano dai 206 del 2000 ai 237 attuali. A fronte di questi compensi (lordi) il sgretario generale commenta: "Gli incarichi ricoperti presuppongono costanti, notevoli impegni correlati a progetti di grande spessore che la Fondazione ha avviato e portato avanti dal 2005". da aggiungere a questo punto anche che i compensi della Fondazione di Fano sono in larga misura superiori a quella di Pesaro che ha una patrimonializzazione molto maggiore.

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Consulenze, 10 milioni di euro in 2 anni (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca Regionale Pagina 105 Consulenze, 10 milioni di euro in 2 anni Il richiamo del Governo: era obbligatorio fornire cifre e nomi --> Il richiamo del Governo: era obbligatorio fornire cifre e nomi Oltre dieci milioni di euro in due anni. La Regione ha speso poco più di venti miliardi di (vecchie) lire per le consulenze tecniche esterne richieste dalla presidenza e dai vari assessorati. Fra le pieghe degli incarichi, alcune cifre decisamente importanti, se rapportate alla durata della consulenza, e due assessorati, Programmazione e Urbanistica, che svettano nella speciale classifica della spesa. La pubblicazione nel sito della Regione dell'elenco completo degli incarichi esterni degli ultimi due anni è stata preceduta dalle polemiche per la "segnalazione" del Governo contro l'amministrazione regionale, che non avrebbe rispettato una legge sulla trasparenza negli atti pubblici. L'INFRAZIONE L'assessore alle Riforme Massimo Dadea sostiene che "la Regione ha competenza primaria in materia di personale, in base allo statuto speciale, per cui non abbiamo il dovere di comunicare niente a nessuno". Ma il decreto legge 165 del 2001 - che l'assessore ritiene non applicabile alla Regione Sardegna, il cui statuto speciale prevede in materia di ordinamento degli uffici, la competenza legislativa primaria della Regione - contiene una norma (l'articolo 1), dove è stabilito che per le Regioni a statuto speciale, e quindi anche per la Sardegna, costituiscono "norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica" i principi contenuti in una legge del 1991, "madre" del decreto 165. E quei princìpi sono tutti "diretti al contenimento, alla razionalizzazione e al controllo della spesa per il settore del pubblico impiego". Anche per la Regione, quindi, ci sarebbe l'obbligo di comunicare le consulenze, un dovere finalizzato, appunto, al controllo della spesa pubblica. Ecco perché il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha bacchettato la nostra amministrazione regionale. LE CIFRE Nel 2006 la spesa è stata di oltre 6 milioni e mezzo di euro, nel corso del 2007 il ricorso a professionisti esterni all'amministrazione è passato a 3 milioni 685 mila euro. Queste cifre non comprendono il capitolo legato ai contratti di lavoro atipico, per i quali la spesa è decisamente più bassa ma che nascondono, secondo le obiezioni mosse da alcuni consiglieri regionali, un massiccio ricorso al precariato, a causa del prolungamento eccessivo e continuato di alcuni rapporti di collaborazione. Leggendo la montagna di numeri forniti da viale Trento, si scoprono incarichi decisamente leggeri (i 210 euro al professore Gianmario Demuro per un seminario sulla Statutaria) o pesantissimi, come le consulenze affidate dall'assessorato ai Trasporti al Cirem, centro interuniversitario di ricerche economiche, diretto dal professore Italo Meloni, per un progetto legato alla metropolitana di Cagliari. L'assessorato che ha speso di più nel periodo in esame - 2 milioni 480 mila euro - è quello della Programmazione. Fra il 2006 e il 2007, le uscite per le consulenze sono diminuite del 43 %, ma l'anno scorso, con la Finanziaria approvata a primavera inoltrata, gli assessorati hanno potuto spendere solo da giugno in poi. Fra i beneficiari di incarichi da record, c'è anche l'esperto in trasporti pubblici e mobilità Claudio Claroni, bolognese, con 162 mila euro per 7 mesi (2006) e 225.600 euro per 12 mesi (2007), rapporto avviato con l'assessorato ai Trasporti. L'ASSESSORE "Stiamo elaborando i dati, presto daremo chiarimenti", dice Dadea, che aggiunge: "nel 2008 la spesa per le consulenze si ridurrà". Secondo l'assessore, si abbasserà il numero delle consulenze per effetto delle nuove norme nell'ultima Finanziaria: "I parametri saranno ristretti, potremo rivolgerci a professionisti che effettivamente non troviamo nella nostra amministrazione e solo in determinati casi". Sugli incarichi d'oro, Dadea non commenta: "Non entro nelle singole voci, ripeto che i dati sono in fase di elaborazione e molto presto ne daremo conto". CIFRE MISTERIOSE A proposito di incarichi regionali a professionisti esterni, resta il mistero su quanto abbiano percepito il professore Paolo Urbani e gli avvocati Paolo Carrozza e Vincenzo Cerulli Irelli, per lavorare sul Piano paesaggistico. Alla richiesta di accesso agli atti del consigliere sardista Giuseppe Atzeri, arrivata alla Regione il 20 maggio scorso, la direzione generale della Presidenza ha risposto due giorni fa che "si provvederà al più presto a fornire la documentazione richiesta". Due mesi dopo. ENRICO PILIA.

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D IETRO L'ANGOLO il rischio-ribaltone. Le dimissioni d (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

LUNIGIANA pag. 12 D IETRO L'ANGOLO il rischio-ribaltone. Le dimissioni d... D IETRO L'ANGOLO il rischio-ribaltone. Le dimissioni di due assessori e la rinuncia alle deleghe di altri tre consiglieri fanno vacillare la maggioranza. La crisi è aperta, ma il sindaco Franco Gussoni sdrammatizza. L'attività amministrativa per il momento prosegue senza intoppi, i numeri in giunta ci sono e le deleghe dei dimissionari Michele Liuzzi, assessore esterno all'urbanistica, e Matteo Biondi, assessore ai lavori pubblici, oltre a quelle dei consiglieri ribelli, rimangono strette nelle mani del primo cittadino. Buttare acqua sul fuoco è la parola d'ordine della maggioranza del Pd, riunita l'altra sera per esaminare la situazione. Mancavano i rappresentanti della minoranza legata ai dissidenti. "Un errore non riconoscere la sede del direttivo, quale luogo di confronto dove risolvere i problemi", osserva il segretario Stefano Lorenzelli, anche assessore alla attività produttive. Ma dopo il dibattito è stata ribadita la fiducia del partito alla giunta. "Sottolineando il disappunto ? prosegue Lorenzelli ? per il comportamento di consiglieri comunali e componenti di giunta esecutiva, che hanno messo in difficoltà l'amministrazione. Il Pd comunque è disponibile a risolvere le divergenze". Ora in agenda la convocazione del gruppo consiliare dove Gussoni cercherà di spianare la strada alla ricomposizione, poi un'assemblea degli iscritti Pd. MA LA "TELENOVELA" dell'amministrazione comunale di Pontremoli si arricchisce di nuovi capitoli. All'orizzonte rispunta ancora l'azione giudiziaria per annullare le elezioni comunali. Contro il verdetto del Tar toscano che aveva giudicato "inammissibile" il ricorso, è stato depositato nei giorni scorsi appello al Consiglio di Stato. Intanto il coordinamento pontremolese del Pdl chiede le dimissioni del sindaco Gussoni e lancia accuse alla maggioranza sull'ultima seduta consiliare. "Non era legittima la convocazione ? scrive il Pdl ? perché non sono stati rispettati i termini ordinari previsti (5 giorni) nello Statuto comunale". Il Pdl contesta anche l'assunzione della presidenza del consiglio comunale da parte del consigliere anziano, in assenza di presidente e vice (rispettivamente Bertocchi e Mazzoni). "Una palese violazione delle regole tanto che l'esercizio abusivo che ne è seguito ? prosegue il documento del Pdl ? non potrà che avere conseguenze anche nei riguardi dello stesso segretario comunale che, nonostante la nostra richiesta di annullamento della seduta, ha consentito con il suo parere la prosecuzione del consiglio comunale". Ed è intenzionato a chiedere il danno erariale per i gettoni presenza ed altre spese sostenute nella seduta contestata. N.B.

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Comuni in rosso, stretta record (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-07-09 - pag: 6 autore: Comuni in rosso, stretta record Cambia il Patto di stabilità: chi ha i bilanci in positivo può aumentare la spesa Gianni Trovati MILANO Pioggia di sconti per gli enti locali virtuosi, e sforzo raddoppiato per quelli fuori linea. Le correzioni governative in corso di formalizzazione traducono in numeri il principio della "premialità " nella finanza pubblica locale, e dividono la lavagna di Comuni e Province nelle colonne dei buoni e dei cattivi. I primi, che hanno chiuso il 2007 in positivo, escono dai meccanismi restrittivi del Patto: a loro non viene chiesto alcun miglioramento, e anzi chi ha centrato gli obiettivi fissati dalla Finanziaria per il 2007 potrà addirittura aumentare la spesa. L'impegno per ristrutturare i conti pubblici, di conseguenza, si concentra su sindaci e presidenti con i bilanci in rosso: l'anno prossimo dovranno alzare il proprio saldo del 54%, e del 60% se non hanno rispettato il Patto 2007. Alla fine del triennio 2009/2011, nei Comuni in deficit che non hanno centrato gli obiettivi dell'anno scorso il miglioramento dei conti dovrà toccare la cifra record del 180%. Chi oggi ha un deficit di un milione, in pratica, dovrà chiudere in nero per 800mila euro. Non solo: se gli enti locali nel loro complesso centreranno gli obiettivi di comparto (1.650 milioni nel 2009), un altro sconto ad hoc, sotto forma di somme ulteriori che escono dai calcoli del Patto di stabilità, sarà destinato agli enti "virtuosi", individuati sulla base dell'autonomia finanziaria e della rigidità strutturale del bilancio. Sarà il ministero dell'Economia a fissare con decreto gli indicatori, modulandoli a seconda delle aree geografiche e della dimensione degli enti. Anche la disciplina dell'indebitamento locale taglia in due le amministrazioni locali (si veda Il Sole-24 Ore di ieri). La pagella si baserà sul rapporto fra stock del debito ed entrate correnti (esclusi i trasferimenti). L'Economia fisserà l'asticella, e chi avrà un debito inferiore potrà aumentarlo di un punto in più rispetto agli altri. Il tema del debito torna anche fra le sanzioni per chi sforerà il Patto: oltre al divieto di reclutare nuovo personale, già introdotto dalla prima versione del Dl 112, gli enti che dal prossimo anno non centrano gli obiettivi non potranno ricorrere all'indebitamento per finanziare gli investimenti. Il via libera a mutui e obbligazioni scatterà solo per chi potrà mostrare all'istituto di credito un certificato che attesta il rispetto del Patto. Il Governo torna anche sull'articolo 62 del Dl (lo stop di un anno agli strumenti derivati), precisando anche il divieto di emissione di obbligazioni bullet (con rimborso di tutto il capitale in unica soluzione alla scadenza). Buoni e cattivi tornano a unirsi nella nuova sforbiciata ai costi della politica locale. Dal 1Ú gennaio indennità e gettoni di sindaci e consiglieri andranno tagliati del 20%, e viene sospesa ogni possibilità di aumento. I compensi degli amministratori locali trascinano in basso anche quelli per i cda delle società interamente partecipate: non solo perché le loro buste paga sono collegate a quella di chi guida l'ente, ma anche perché cambiano i parametri: al presidente spetta il 70% (e non più l'80%) dell'indennità del sindaco o del presidente di Provincia, e ai consiglieri il 60% (invece del 70%). La norma si estende anche alle partecipazioni indirette. Una porzione di sacrifici colpisce le consulenze dei dipendenti pubblici: il 10% del compenso sarà trattenuto dall'ente che conferisce l'incarico, e versato al bilancio dello Stato. La Funzione pubblica, inoltre, invierà alla Corte dei conti la lista nera degli enti che non comunicano le consulenze. Intanto ieri vertice al ministero dell'Interno tra il ministro Maroni e i sindaci delle città metropolitane. Al termine il primo cittadino di Milano Letizia Moratti anticipa l'ipotesi di una legge delega per superare l'istituzione della provincia dove esiste una metropoli. gianni.trovati@ilsole24ore.com COSTI DELLA POLITICA Dal 1Úgennaio indennità e gettoni di sindaci e consiglieri saranno ridotti del 20%, tagli anche sui cda delle società partecipate IMAGOECONOMICA Le richieste agli enti in deficit.

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Prc, lotta senza quartiere. E anche An polemizza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-07-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Rifondazione Ruocco: "Utilizzo di consulenze in occasione del congresso". Losappio: "Replicherà l'assessore alla Trasparenza" Prc, lotta senza quartiere. E anche An polemizza BARI - E' ancora lotta all'ultimo voto per Rifondazione. I congressi di sezione si avviano alla conclusione anche in Puglia, in vista dell'appuntamento finale a Chianciano fissato dal 24 al 27 prossimi. Nessun colpo viene risparmiato, nessuna accusa taciuta. Persino l'opposizione ci mette lo zampino. Ieri, in una nota, il capogruppo di An alla Regione, Roberto Ruocco, lamentandosi di non aver ancora ricevuto l'elenco dei costi delle consulenze avviate dall'ente, chiede di vederci chiaro su "pesanti denunce di esponenti di Rifondazione sull'utilizzo di alcune di esse in occasione del congresso". Tali esponenti "additerebbero in particolare l'assessorato all'Ambiente ", retto da Michele Losappio, esponente del Prc. Secondo fonti Prc, continua Ruocco, "il potere regionale avrebbe contribuito ad un anomalo rigonfiamento a fini congressuali del tesseramento del partito, alterandone i risultati in favore della mozione del presidente". Tali "pesanti denunce di ordine etico-politico stanno danneggiando l'immagine della Regione ". Secca la replica di Losappio: "Mi chiedo se Ruocco è lo stesso esponente di An che ha acquistato pagine di quotidiani per denunciare al suo presidente Fini presunti brogli e rigonfiamenti di tessere durante i congressi di An. Se è lui, credo che sia l'ultimo ad avere diritto a esprimere un giudizio in vicende così lontane dalla sua cultura politica". Nel merito, poi, continua, "Ruocco troverà puntuale risposta da parte dell'assessore alla Trasparenza. Mentre sorvolo sul pedigree politico di ex direttori di Asl che prima di essere sottoposti a processo e condanna, ostentavano sulla loro scrivania la fotografia di Giuseppe Tatarella". Al di là, comunque, del botta e risposta fra fronti opposti, la situazione congressuale di Rifondazione in regione potrebbe concludersi con una Puglia spaccata a metà (tre province a testa) fra l'ex ministro Paolo Ferrero e il governatore Nichi Vendola. Anche se poi il risultato finale si attesterà intorno al 70% per il presidente della Regione. Ad oggi sono solo due le province dove i congressi si sono conclusi: Bat e Taranto. Nella Bat ha vinto Ferrero col 52% contro il 48%. Così come a Taranto, Ferrero la spunta su Vendola per 53% a 45% . A Brindisi, invece, l'ultimo circolo - quello di Francavilla che conta un centinaio di iscritti - si esprimerà a fine settimana. Al momento, la percentuale in quella provincia è 55 a 43 per Vendola, ma lo scarto è di 100 voti, tanti quanti sono gli iscritti della sezione di Francavilla che potrebbero fare la differenza. Nelle altre province, invece, si viaggia su percentuali bulgare per Vendola: quasi l'88% a Lecce, l'80% a Bari e altrettanto a Foggia dove il grosso dei congressi - una ventina - si terranno fra sabato e domenica prossimi. Altri 12 circoli si esprimeranno nel Salento e 3 a Bari. Ma la vittoria schiacciante sembrerebbe assicurata per il governatore della Puglia perchè i circoli più numerosi sono dalla sua. Da questo, si comprende il significato della guerra di tessere. Comunque vada, tuttavia, ricomporre la spaccatura non sarà facile. Tanto che lo spettro-scissione viene agitato addirittura prima della conclusione del congresso da alcuni osservatori. Con una guerra all'ultimo sangue sull'uso del simbolo e la cassa del partito. Visto che nessuna delle due mozioni supererebbe il 50% sul territorio nazionale (quella di Vendola sarebbe ferma al 48%) come invece richiede al vincitore il regolamento del congresso. Inevitabile allora una lunga teoria di contestazioni, fino al ricorso agli uffici giudiziari. A meno di un accordo fra Ferrero e Vendola. Ma con quale linea? Fino ad oggi le due opzioni sono state diametralmente opposte. Lorena Saracino.

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La legge taglia compensi dei consiglieri comunali nei comuni al di sotto dei 200 mila abitanti si &# (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

09 Luglio 2008 Chiudi La legge taglia compensi dei consiglieri comunali nei comuni al di sotto dei 200 mila abitanti si è sciolta come neve al sole con il Governo Prodi. Chi si immaginava il ritorno alla politica amatoriale con rimborsi da dilettanti e non da semi-professionisti dovrà ricredersi. Nella determinazione dirigenziale del giugno scorso la macchina comunale ha preso un impegno di pagamento di 61mila euro lordi da destinare ai 38 consiglieri a Palazzo dei Priori (il consigliere Sauro Cristofani e il presidente del consiglio Roberto Ciccone non sono conteggiati ricoprendo incarichi diversi). Qualche migliaio in meno in rispetto agli anni passati dove i capigruppo sfioravano i 2000 euro come i consiglieri che avevano optato per il gettone che scattava in base alle presenze. Tutto sommato , dopo le polemiche sui costi della politica, fare il consigliere comunale non è una rimessa: tutt'altro. Per calcolare l'indennizzo ai politici è stato realizzato un sistema bloccato ma basato sulle presenze. Basta raggiungere le 12 presenze per ottenere la cifra massima: ovvero 1.518 euro netti. Sotto questa soglia in teoria gli eletti non dovrebbero andare. Già in passato il Comune, per via del regolamento un po' macchinoso, era stato obbligato a richiedere i denari dati in eccesso ma che erano stati elergati per un anno con grande leggerezza. Accadrà un caso simile anche stavolta? Difficile dopo le passate polemiche. Comunque sono soltanto sei i consiglieri che nel maggio scorso non hanno superato lo sbarramento (Santucci, Bottoni, Serlupini, Cristofani, Perari e Rosi). Per loro la "paghetta" da politico si è attestata intorno ai mille euro netti. Un'altra pattuglia di 14 hanno raggiunto la soglia delle dodici presenze con fatica. Non mancanogli stakanovisti di commissioni e consigli comunali. In cima la lista c'è il super-cattolico Vincenzo Carloni(gruppo misto) che, dopo il no al Pd, può partecipare a tutti i consessi amministrativi. Per lui 27 presenze. Al secondo posto un altro capogruppo: ovvero Carmine Camicia della Democrazia Cristiana per le autonomie che ha totalizzato 26 presenze. Chiude il podio un esponente della maggioranza: il capogruppo del Pdci Fabio Faina. La lista dei meno presenti ha nomi nobili della politica perugina: l'assessore provinciale Sauro Cristofani paga dazio per via della sua volontà di restare consigliere comunale pur essendo assessore alla provincia. Gli impegni istituzionali impediscono all'esponente del Pd di essere sufficientemente presente sui scranni di Palazzo dei Priori. Per Cristofani soltanto 7 sette presenze nel mese di maggio. Soltanto otto presenze per il presidente della commissione bilancio Enzo Santucci. Chiude il podio all'incontrario l'ex candidato a sindaco della Casa della Libertà: Gianluigi Rosi. Per l'esponente azzurro piccoli passi in avanti. Di solito era lui la maglia nera degli ultimi anni. Ma sulle presenze non mancano le polemiche. Per essere considerati attivi basta entrare pochi minuti, farsi iscrivere nel registro e poi si può anche ripartire. I consiglieri "perbenisti" le chiamano le presenze lampo, buone soltanto per prendere il gettone, un po' meno per rappresentare quelle centinaia di cittadini che hanno scritto il suo nome sulla scheda elettorale. Le presenze lampo sono da tempo al centro delle attenzioni del decano del consiglio comunale: Paolo Orsini Federici quasi 15 anni in consiglio comunale. Tempo indietro aveva chiesto di cronometrare il tempo effettivo di consiglieri, soprattutto in commissione. C.Bia.

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La giustizia si faccia sentire (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mer, 09 Lug 2008 Edizione 141 del 09-07-2008 Basta eversione Uno scontro ineluttabile che si ripropone Bene il Governo, opposizione in crisi Serve una magistratura moderata La giustizia si faccia sentire di Mauro Mellini Siamo arrivati al punto che lo scontro è inevitabile. Lo scontro tra chi, avendo ricevuto dal popolo un inequivoco e legittimo mandato, intende governare il Paese e chi ritiene di essere investito del diritto, anzi, del sacro dovere, di stabilire chi ha il diritto di essere investito del mandato popolare e di mantenerlo, il che, in parole povere significa il potere di sostituirsi al mandato popolare e di stabilire quale sia il voto (buono e) valido e quello (cattivo e) annullabile. E' uno scontro, quello di oggi, che si verifica a distanza di anni da quando i censori del voto popolare, nel 1994, decisero che la vittoria di Berlusconi, appena sceso in campo, "non valeva" e, quasi senza colpo ferire lo "sostituirono", grazie anche alla fattiva compiacenza di "uno di loro", del Presidente Scalfaro. Da allora è passata parecchia acqua sotto i ponti. Quella pretesa di supersovranità non è stata mai dismessa. Anzi è stata esercitata, seppure in modo intermittente e frammentario, con utilizzazione di "spalle" diverse, dal Quirinale a componenti della stessa maggioranza, dalla stampa della grande finanza ai partiti di una sinistra che, dichiaratamente o meno, ha finito col considerare il giustizialismo come l'ultima sua spiaggia. Oggi, dopo la vittoria di Berlusconi alle elezioni, netta e chiara, senza l'equivoco della quinta colonna dell'insulsaggine Casiniana e dopo che l'altrimenti puerile e grottesca ripresa degli attacchi a base di vecchie scorie di inchieste degli anni ruggenti dell'antiberlusconismo giudiziario e di vergognose intercettazioni perpetrate nell'ambito di inchieste "esplorative" è riuscita a mettere in crisi non il governo, ma la linea e la leadership dell'opposizione, costringendo Veltroni, o fornendo a lui il necessario alibi (che nel marasma della sinistra è più o meno lo stesso) ad abbandonare il "dialogo" e la presa di distanza dalla Sinistra Arcobaleno, che aveva contraddistinto, non senza equivoci, (tra cui l'ipotetica dipietrista) la campagna elettorale, e a tornare a teorizzare lo scontro con la maggioranza e col governo di Berlusconi e a sostenere le pretese pangiurisdizionaliste e di interventismo politico della magistratura che è di nuovo pieno e manifesto. E, soprattutto, sembra proprio, malgrado qualche tentennamento e qualche piccola retromarcia più o meno televisiva, e malgrado le solite voci di auspicati compromessi, dati per intervenuti, che governo e maggioranza sulla giustizia, cioè nello scontro, appunto con questa fazione eversiva velleitariamente egemonica e supersovrana, non intendono, come certo non debbono, per il rispetto verso se stessi e verso il popolo, assolutamente mollare e retrocedere. Quali che siano le apparenze, l'esito dello scontro non dipenderà dalla forza e dalla determinazione dei magistrati oltranzisti. I quali, senza la stolta solidarietà dei loro colleghi che ne respingono, magari, stravaganze ed eccessi di manifesta faziosità, ma non negano loro solidarietà in nome di una mal concepita indipendenza e di una sostanziale irresponsabilità, oltre che di interessi corporativi nulla potrebbero e presto (e male, per loro) sarebbero emarginati. E nulla potrebbero senza "spalle" non tanto nel populismo giustizialista becero e cafone di Di Pietro a quello altrettanto becero dell'abatino Travaglio, ma piuttosto quelle del moderatismo di chi invoca "compostezza e buone maniere" nello scontro con autentici terroristi della toga ed anzi auspica che lo scontro stesso sia evitato. Ma è altro che qui ed ora vogliamo e dobbiamo affermare, considerando proprio le responsabilità che derivano dalla presa d'atto di questa ineluttabilità dello scontro. Responsabilità anche nostre, che non ne abbiamo, e pochissime ne abbiamo avute in passato, di istituzionali. Responsabilità d'ordine intellettuale e morale, quali quelle che ha ogni cittadino che intende rappresentare e caldeggiare presso altri, poco importa se molti o pochi, scelte rilevanti per la cosa pubblica. E noi la scelta dello scontro l'abbiamo da anni rappresentata come necessaria ed eneludibile, anche quando nessuno pareva volesse darci ragione. Quel che credo occorra in questo momento ribadire con forza e fermezza è l'appello a quei magistrati che sono degni di tale funzione e dei suoi alti compiti, che non sono affetti da protagonismo esiziale, da pretese di dover esercitare una missione nei confronti del Popolo per salvarlo dalle sue stesse scelte ritenute malefiche etc. etc. e che non sono neppure somari e fannulloni in cerca di coperture e di assicurazioni contro le contestazioni di queste loro tristi qualità, di compiere un gesto di dissociazione, una scelta di una via diversa da quella imboccata da tanti loro Colleghi che per anni sono riusciti ad egemonizzare la categoria e che sembra non si rendano conto che oramai l'epoca in cui per i magistrati spararle sempre più grosse in senso giustizialista e sinistrorso era il modo migliore per assicurarsi successo o, almeno, impunità e vita tranquilla. Ciò che si deve chiedere a questi magistrati degni di rispetto e di considerazione non è, però un mero gesto formale. Né solo di astenersi personalmente da certi comportamenti oggettivamente (ma, per taluni, non solo oggettivamente) eversivi.No, questo non basta più. Occorre spezzare una mal concepita solidarietà. Occorre smetterla di invocare l'indipendenza, l'incensurabilità dell'esercizio delle funzioni a tutela di queste manifestazioni anche altrui di faziosità o, magari, di asinità. Occorre, anche nell'esercizio delle funzioni giudiziarie vere e proprie, metter da parte quel colpevole atteggiamento per il quale le più grosse corbellerie del "Collega" sono quelle che vanno meno evidenziate, a costo di confermarle e di condividerne le responsabilità. Quanto vi chiediamo signori magistrati per bene, amici (ci sia consentito) magistrati per bene, é certamente nell'interesse di tutti i cittadini. E' certamente nell'interesse della Comunità. Ma è nell'interesse della stessa magistratura che rischia di essere travolta nel suo complesso, anche con i suoi uomini migliori e con i valori più significativi della sua funzione, da scelte che le hanno dato una effimera gloria, un potere spropositato, ma l'hanno anche immiserita e screditata, ponendola in una situazione che non potrà essere tollerata troppo a lungo dal Paese, quali che debbano essere le sue sorti politiche. Se c'è una magistratura moderata, tale non solo nelle parole e nelle etichette, è ora che si manifesti per tale. Prima che sia troppo tardi. Senza gli scrupoli di una solidarietà di casta che diventa, sempre più manifestamente, colpevole e deleteria. Sarà il miglior servizio che degnissime persone possano fare al Paese.

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Diminuiscono le comunità montane lombarde (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mer, 09 Lug 2008 Edizione 141 del 09-07-2008 LA REGIONE HA APPROVATO IL RIORDINO: LA PROVINCIA DI VARESE SUBISCE I TAGLI MAGGIORI Diminuiscono le comunità montane lombarde di Roberto Sonzogni Il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge di riordino delle Comunità montane. In Lombardia si passerà dalle attuali 30 a 23, riduzione che nella maggior parte dei casi è frutto di un accorpamento tra enti già esistenti, vengono comunque esclusi dalle comunità montane i capoluoghi di provincia e i comuni con popolazione superiore ai 30 mila abitanti. E' prevista anche la riduzione dei componenti degli organi istituzionali, assemblea e giunta esecutiva, viene valorizza la figura dei sindaci (componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della giunta), e tagliato di almeno il 70% il gettone di presenza per il presidente e i membri dell'esecutivo. Vengono inoltre costituite delle commissioni provinciali, composte dai presidenti delle comunità montane, dai presidenti delle province e dai sindaci dei comuni interessati che, entro la fine di agosto, potranno esprimere pareri riguardo alle nuove zone omogenee da portare all'attenzione della Giunta Regionale che li sottoporrà all'esame del Consiglio regionale per la proposta definitiva della loro delimitazione. In particolare con l'approvazione della Legge regionale 97, il nord della provincia di Varese cambia il suo aspetto istituzionale e politico. A tutt'oggi diviso in quattro comunità montane, Valcuvia, Valli del Luinese, Valceresio e Valganna-Valmarchirolo, a partire dalle prossime elezioni amministrative del 2009 i quattro enti si fonderanno dando vita a due nuove comunità montane basate su delle diverse zone omogenee individuate dalla regione; la zona omogenea numero 22, frutto dell'accorpamento tra le Comunità Montane della Valceresio e Valganna-Valmarchirolo e la zona omogenea numero 23 che nascerà dall'unione della Comunità Montana della Valcuvia con quella Delle Valli Luinesi dando vita al quarto ente montano della Lombardia per numero di comuni (33). La legge regionale 97 però non è stata accolta con favore da molti amministratori locali, specialmente dai Sindaci e dall'attuale Presidente della Comunità Montana delle Valli Luinesi Ido Locatelli, i quali vedendosi accorpare alla Valcuvia hanno visto tradite molte promesse fatte da importanti esponenti regionali che, durante la campagna elettorale appena passata, avevano rilasciato dichiarazioni molto esplicite in favore del mantenimento degli attuali confini dell'ente montano luinese. Molto positivo invece il commento di Marco Magrini, presidente della Comunità Montana della Valcuvia e membro del direttivo regionale dell'Unione delle Comunità Montane, a cui fanno eco i due colleghi provinciali: "La legge è rispettosa sia della montagna che del rigore economico imposto. Inoltre Regione Lombardia ha lasciato tre mesi di tempo per discutere in ambito provinciale i dettagli sull'applicazione delle norme. A tale proposito - ha sottolineato Magrini - vorrei rilanciare il ruolo fondamentale delle Commissioni come momento di lavoro e di confronto".

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Fondazione Carifano Ecco le nuove indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

Proteste inutili, via libera all'adeguamento Istat Fondazione Carifano Ecco le nuove indennità fano - La Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, dopo le prese di posizione espresse dai consiglieri dissenzienti e le polemiche che sono seguite sulla stampa, ha reso noto gli importi delle indennità percepite dagli amministratori e dagli altri organi istituzionali, dopo gli adeguamenti Istat. A farlo è stato il segretario generale Mario Luigi Severini, che ha rivelato quanto deliberato dal Consiglio Generale della Fondazione, nella seduta del 30 giugno scorso, quando è stato approvato a larga maggioranza (solo due sono stati i voti contrari, quelli di Nello Maiorano e quello di Gabriele Volpini) l'adeguamento Istat per il periodo 2001 2008, senza effetti retroattivi. Gli importi che seguono si intendono annuali e lordi, cioè comprensivi degli oneri imposti dalla legge. L'indennità del presidente della Fondazione, che è allo stesso tempo presidente del Consiglio di Amministrazione e del Consiglio Generale, passa da 39.250 euro (somma percepita annualmente dal 2000 al 30 giugno scorso) a 45.138 euro; il vice presidente, da 19.625 a 22.569; ogni singolo componente del Consiglio di Amministrazione da 9.812 a 11.284. Per effetto della stessa delibera assunta dal Consiglio Generale, il presidente del Collegio dei Sindaci Revisori ha visto aumentata la sua indennità, sempre a decorrere dal 1 luglio di quest'anno, da 12.911 euro a 14.848, mentre ogni singolo sindaco appartenente allo stesso Collegio percepirà 11.284 euro rispetto al vecchio importo di 9.812 euro. Inoltre spettano ai consiglieri d'Amministrazione e ai componenti il Collegio dei Revisori gettoni di presenza stabiliti in 118 euro, rispetto ai 103 che percepivano dall'anno 2000; mentre i consiglieri generali percepiranno soltanto gettoni di presenza stabiliti di euro 237, rispetto ai precedenti di euro 206. "A fronte di questi compensi lordi conclude Severini - gli incarichi ricoperti dai consiglieri presuppongono costanti, notevoli impegni correlati a progetti di grande spessore che la Fondazione ha avviato e portato avanti dal 2005". Ricordiamo che i componenti del Consiglio di Amministrazione, incluso il presidente sono 5, e che nella sua prima seduta, ancora da convocarsi, quest'ultimo dovrà eleggere il nuovo vice presidente.

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È SCONTRO SULLE INDENNITà DEI CONSIGLIERI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA POLITICA È scontro sulle indennità dei consiglieri RITA TRAPANESE Battipaglia. "Per evitare l'aumento dell'addizionale Irpef, propongo che consiglieri comunali, assessori e sindaco rinuncino alle indennità per un anno. A bilancio sono previsti circa 600mila euro per questo capitolo, una somma molto vicina a quella che dobbiamo trovare per non inasprire la pressione fiscale". È il capogruppo di An, Gerardo Motta, che lancia nel dibattito sul bilancio la proposta choc: anzichè aumentare l'addizionale Irpef rinunciamo all'indennità. Lo rimbecca il capogruppo del Pd, Salvatore Anzalone: "È una proposta populista". Lo stesso consigliere ricorda il dibattito consiliare del 2005 sulla trasformazione del "gettone di presenza" in indennità di carica (nell'ultima Finanziaria c'è stato poi un ritorno al gettone). "All'epoca trovammo un muro proprio nell'allora presidente del consiglio Motta. Cercherei le somme necessarie più nel potenziamento dell'Ufficio Tributi e in una più attenta verifica e analisi dei residui attivi e passivi - spiega Anzalone - Entrando nel merito della proposta, non la condivido perché il gettone è stato consentito proprio per poter mettere tutti in condizione di occuparsi di politica". E pronta arriva la replica dell'attuale membro di minoranza. "Nessun populismo. Solo una possibilità di risparmiare per il comune, un sistema per non pesare sulle casse dell'ente - spiega Gerardo Motta - La forma ed il sistema lo studieremo dopo". Dal suo canto, anche l'ex sindaco Fernando Zara, attuale componente del Pdl, si dice sfavorevole all'ipotesi ventilata da Motta e rilancia pure sulla vicenda delle indennità di carica riscosse negli anni passati dai consiglieri, parte delle quali sarebbero ora da restituire. "In linea generale sono contrario perché ritengo giusto che vengano riconosciuti a chi svolge il proprio compito di rappresentante del popolo i circa 37 euro lordi a seduta. Se però la volontà dell'assemblea sarà quella, propongo che sia una commissione formata da consiglieri comunali a stabilire l'utilizzo di questi fondi - dichiara il componente della minoranza - Quanto alle indennità del passato ho già trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica perché venga chiarita la vicenda. Ho chiesto già in precedenza, senza ottenere risposte, perché mai nessun dirigente avesse fatto un controllo o un conguaglio. Fino a quando non avrò risposte, non restituirò un bel niente. Si faccia chiarezza una volta per tutte".

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Pediatria "scoperta" di notte (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

PIEVE Ad ottobre una dottoressa andrà in temporaneo congedo per maternità e non c'è chi la possa sostituire Pediatria "scoperta" di notte Il sindaco Ciotti allerta il direttore generale dell'Ulss 1: "Ho ottenuto delle garanzie" PieveÈ un grido d'allarme quello lanciato ieri dal sindaco di Pieve, Antonia Ciotti, che assieme al primario del reparto di pediatria dell'Ospedale del Cadore, Guido Rebeschini, ha illustrato la delicata situazione in cui la divisione cadorina per bambini si trova e che potrebbe precipitare nel prossimo mese di ottobre. Attualmente sono sei i posti letto disponibili per i piccoli pazienti seguiti da due medici in pianta stabile, il dottor Rebeschini e la dottoressa Mongillo oltre ad uno a gettone. Quest'ultima è in dolce attesa per cui fino ad ottobre, mese in cui andrà in congedo temporaneo per il lieto evento, sarà presente solamente durante il giorno. Sorge allora il problema della presenza notturna, dalle 20 di sera alle 8 di mattina, nel reparto di un sanitario specialista nei 4 giorni che non siano di fine settimana. Perché da venerdì a domenica la copertura è totale di 24 ore su 24. Durante il periodo "scoperto" non verranno effettuati ricoveri notturni o di pazienti esterni che saranno dirottati al pronto soccorso di pediatria del San Martino di Belluno accompagnati da personale infermieristico pediatrico. Buone notizie per quante sono in attesa del bebè: "La sala parto - ha confermato Rebeschini - sarà perfettamente funzionante con la presenza del medico di turno di anestesia e rianimazione oltre alla presenza di un infermiere". Al nosocomio cadorino dunque si sta cercando in tutti i modi di garantire la normalità o quantomeno di limitare al massimo eventuali disagi. "Certo - ha rimarcato Rebeschini - la situazione è gravissima perché investe non solo un servizio, ma un intero reparto. Né Belluno ci può dare una mano perché anche là si è in ristrettezza di personale". Insomma non mancherebbero, a suo dire, gravi ripercussioni anche su altre divisioni presenti nell'ospedale di Pieve quali l'ostetricia-ginecologia.Il sindaco di Pieve, chiedendo la possibilità di avere in ottobre un medico proveniente dalle università vicine o comunque un qualsiasi specialista, ha subito allertato il direttore generale dell'Ulss 1 di Belluno, dottor Angonese, che ha offerto la massima disponibilità per risolvere il problema.Intanto Antonia Ciotti per affrontare temporaneamente quello dell'assistenza medica specialistica notturna pensa di contattare nei prossimi giorni i due medici pediatri di base presenti nel distretto sanitario Cadore-Ampezzano con la proposta di affidare temporaneamente a loro la copertura notturna a turno dei 4 giorni: "Potrebbe rappresentare un'ottima opportunità di arricchimento professionale". La preoccupazione nel capoluogo è palpabile. E circolano dichiarazioni già sentite: "Dobbiamo essere continuamente in trincea non tanto per vedere la nostra sanità potenziata e alla pari con altri centri della pianura, quanto per difendere l'esistente. Il Cadore ha già dato con la chiusura dell'ospedale di Auronzo".Gianfranco Giuseppini.

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Dichiarazioni patrimoniali degli amministratori fino al 7 agosto sono esposte in Provincia di Modena (sezione: Costi dei politici)

( da "Sestopotere.com" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

(9/7/2008 17:57) | (Sesto Potere) - Modena - 9 luglio 2008 - Le dichiarazioni sui redditi e sulla situazione patrimoniale, relative al 2006, dei consiglieri provinciali, degli assessori e degli altri soggetti obbligati saranno esposte fino a giovedì 7 agosto all'albo pretorio della Provincia di Modena (viale Martiri della Libertà, 34). Le dichiarazioni riguardano i redditi percepiti, i beni immobili, le auto e gli eventuali altri veicoli posseduti, le partecipazioni e gli incarichi in società. La pubblicità della situazione patrimoniale è prevista dalla legge 441 del 1982 e definita dall'articolo 10 del regolamento provinciale. Le dichiarazioni rimangono esposte all'albo pretorio per 30 giorni, ma potranno essere consultate anche in seguito da tutti i cittadini della provincia e da coloro che ne hanno interesse. Nella tabella sono riassunti i dati riferiti al reddito complessivo e all'imposta netta che risultano dalle dichiarazioni presentate dal presidente Emilio Sabattini e dagli assessori. Nell'altra tabella sono raccolti i dati delle dichiarazioni dei consiglieri. Per il loro incarico politico i consiglieri ricevono un gettone di presenza di 95,17 euro lordi (sedute di Consiglio e commissioni), mentre assessori e presidente del Consiglio hanno un'indennità mensile (lorda, per 12 mensilità) di 3.553 euro; al presidente della Provincia spetta un'indennità mensile di 5.466 euro, al vice di 4.099 euro.

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Costi della politica: Feraudo soddisfatto per la riduzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-07-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO CALABRIA. "L'ufficializzazione delle graduatorie degli stage nelle pubbliche amministrazioni a favore dei giovani calabresi meritevoli è motivo di apprezzamento e soddisfazione per l'intero Consiglio regionale". È quanto afferma il capogruppo di IdV, Maurizio Feraudo a margine della conferenza stampa del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. "La riduzione dei costi della politica - dice - viene così concretamente percepita dai calabresi. Non erano state né esigenze di Bilancio né motivazioni velleitarie che ci avevano spinto a ridimensionare in maniera consistente i costi delle strutture di supporto ma semplicemente la volontà di creare opportunità per i giovani "cervelli" calabresi. Un atto di responsabilità della politica e dell'Istituzione Consiglio verso i giovani laureati per impedire quella fuga dei cervelli che tanto ha impoverito e che continua ad impoverire la Calabria". "Una reale inversione di tendenza - sostiene il presidente del gruppo di IdV -. Viene quindi smentito oggi un giudizio o meglio un pregiudizio sull'operato del Consiglio regionale. Merito soprattutto del presidente del Consiglio che ha fortemente voluto il taglio delle spese di funzionamento del Consiglio i cui proventi andranno a beneficio dei giovani calabresi laureati a pieni voti. Un altro aspetto, anche questo, degno di rilievo - aggiunge - è la trasparenza che ha governato la selezione operata, appunto, sulla base di stringenti criteri a salvaguardia del merito. In particolare, la clausola che ha escluso dalla partecipazione agli stage, i parenti fino al 3°dei consiglieri regionali, è il segno concreto di un nuovo modo di operare. Un modo veramente rivoluzionario - conclude Feraudo - rispetto ad una mentalità che in passato ha caratterizzato ogni opportunità di approccio al mondo lavorativo".

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