HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

Torna all’indice mensile 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 9-5-2008       #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (29)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Consulta, bocciato il gettone ( da "Alto Adige" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di elargire ai membri dell'organismo consultivo, un gettone di presenza di cento euro lordo a seduta è stata respinta a larga maggioranza con soli sei voti a favore, quindici astensioni e undici voti contrari. "Abbiamo la fortuna di avere molti organismi consultivi - ha spiegato l'assessore al sociale Alois Gurschler - che lavorano con competenza e persone che si impegnano nei vari

Tutti contro Prade per l'addio alla Belluno-Ponte ( da "Corriere delle Alpi" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non ci sto a passare per vicepresidente di un ente inutile solo perchè Prade parla di semplificazione e costi della politica", afferma l'autonomista Giovanni Fontana. "La Cm sta portando avanti importanti progetti di recupero dall'Ardo al Nevegal per milioni di euro. Mi chiedo chi si potrà accollare le spese". Oltre al lato politico-istituzionale, c'è infatti quello economico.

Dai consiglieri l'indirizzo ( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incumulabilità tra indennità e gettone di presenza non operava invece, per l'espressa deroga prevista al comma 6 dell'articolo 82, qualora l'indennità di funzione e i gettoni di presenza fossero dovuti per mandati elettivi presso enti diversi. Tale citata disposizione derogatoria è stata, com'è noto, abrogata dall'articolo 2, comma 25,

La Regione taglia le comunità montane ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: applicati alla Liguria avrebbero lasciato pochi comuni alle comunità montane" spiega l'assessore alle politiche agricole Giancarlo Cassini che insieme al vice presidente Massimiliano Costa e all'assessore G.B. Pittaluga ha preparato la bozza. "La legge ci ha imposto la riduzione delle comunità montane, una riduzione dei suoi amministratori e un risparmio sugli emolumenti che ricevono.

Stipendi, piccola sforbiciata ai compensi nelle partecipate ( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Complessivamente anche il gettone di presenza deiconsiglieri è in linea con quello 2007, con un aumento di 24 centesimi. Restano inalterati, invece, i compensi per gli amministratori dell'Afc Srl, la società che gestisce le farmacie (2400 € il compenso di Giamila Carli), 1200 quello del consigliere delegato Tenerini e del segretario Ceccarelli.

Martedì consiglio comunale sulle tasse ( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: approvazione del programma di incarichi di studio, ricerca e consulenza per il 2008, l'approvazione del regolamento per la programmazione comunale degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, la rideterminazione dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali e la presa d'atto di alcune modifiche allo statuto della Seit,

MASSA LA GIUNTA di Pucci <è un carrozzone costoso e in ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica ma la giunta appena varata va in direzione diametralmente opposta. Nei posti-chiave figurano politici ultranavigati, alcuni dei quali sono in politica dal 1975, anno in cui erano in carica, per intenderci, Jimmy Carter e Leonid Breznev e pure l'inserimento di figure indubbiamente spendibili come Gabriella Gabrielli e Lina Coppa appare come la classica foglia

<I politici non 'vivono' con noi i problemi di questa città> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I politici non 'vivono' con noi i problemi di questa città" LA VOCE DELLA GENTE "SI DEVONO VERGOGNARE. Questi politici, che hanno già tanti benefit, inviti, omaggi di ogni genere, e anche sostanziosi gettoni di presenza alle riunioni, non hanno nemmeno il pudore di mettere i soldi nel parcometro come facciamo tutti noi.

IL PROGRAMMA del Maggio Fioranese prevedeva domenica 11 l'incontro con Marcello V ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il comitato organizzatore ha parato il colpo ed è riuscito ad assicurarsi la coppia di autori Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che saranno a Fiorano venerdì 16 maggio per presentare 'La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio'. Prima, alle 20.30, al Teatro Astoria, sarà presentato il libro "Rimandiamo il giudizio universale" di Carlo Cottica.

"visioni", teatro di ricerca sulla nuova drammaturgia - giulio baffi ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: animatori di Talk-shows "pronti a dibattere su qualsiasi tema, solo per fare audience per accaparrarsi un cospicuo gettone di presenza lasciando, il più delle volte, l'ascoltatore più confuso di prima". Inizio spettacoli alle 20.30. Abbonamento intero 25 euro; biglietto 10 euro. Info 081 8234 046; infodonchisciottedeifolli.191.it.

Di SETTIMO BAISI BUSANA "BASTA, è ora di finirla ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vorrei ricordare agli amici dell'Udc di Villa e a Liana Barbati dell'IdV che l'unica legge volta a contenere i costi della politica e al riordino delle comunità montane è stata emanata dal Governo di centro sinistra nel 2007. Tutt'altro che inutile l'Unione dei Comuni o "parcheggio di sottobosco montano" come dice la Barbati.

DOVREBBE essere molto convincente Maurizio Verona per salvare la Co ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: fatto scoppiare da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nell'ormai celebre volume "La Casta", ha messo alla gogna praticamente tutte le comunità montane. E Prodi, messo alle strette dalla crescente indignazione per quegli enti che di montano non avevano nemmeno i quadri alle pareti, inserì il capitolo in Finanziaria buttando nel tritatutto dei tagli anche gli enti che funzionano.

Nessuna gioia al domicilio di Cosmi ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 17 Nessuna gioia al domicilio di Cosmi CIFRE, INCROCI E CURIOSITA' A CASA COSMI, mai vittoriosi l'Ascoli e Iaconi. E stavolta, ospitando l'Ascoli, l'appena cinquantenne (lo è divenuto lunedì scorso) Serse Cosmi tocca in B la 99ª presenza. Le pregresse 98 sono state scandite da 51 vittorie, 30 pareggi e 17 sconfitte.

La deriva dell'italia prigioniera della casta ( da "Centro, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dedicato a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere della "Casta", arriva in libreria e mostra come l'Italia sia rimasta bloccata e, negli ultimi 15 anni, sia diventata per questo il fanalino di coda dell'Unione europea.

Pochi tre giorni per vedere le carte ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non avremmo avuto diritto al gettone di presenza". Così Ezio Rossit, consigliere d'opposizione di "Vivere meglio", torna sulla non partecipazione sua e dei suoi colleghi all'ultima seduta del consiglio comunale per protesta nei confronti della maggioranza, accusata di mettere a disposizione delle minoranze troppo poco tempo per la lettura dei documenti.

Orari dei negozi, la legge va modificata ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per le altre solo dei gettoni di presenza e dei rimborsi spese. UDINE Sono 20 mila le firme raccolte in Friuli Venezia Giulia a favore della petizione nazionale "Un fisco a misura di famiglia". Lo rende noto, con soddisfazione, il Movimento cristiano lavoratori della provincia di Udine, ricordando che il Forum delle associazioni familiari presenterà al Presidente della Repubblica,

Libri ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Corriere della Sera' Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo analizzano i guai a cascata che l'inadeguatezza della classe politica ha provocato al Paese. Un declino cominciato appena dopo il famoso boom, alla fine degli anni Sessanta, e che penosamente si trascina. L'incapacità di decidere, il desiderio elettorale di accontentare tutti hanno,

ORVIETO - Fuori dalle partecipate e l'operazione di dimagrimento dell'interesse del comune v ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Con la prossima chiusura di Rpo, si chiude anche una vicenda lungamente polemica, partita con i gettoni di presenza che i consiglieri si attribuirono, proseguita con l'ingente deficit lasciato ( oltre 800mila euro), accesasi con la nomina a presidente di Stanislao Fella, rimasta viva per l'ipotesi di riutilizzo della ex caserma,

Burlando taglia l'addizionale Ire ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ulteriormente ridotta l'aliquota dell'addizionale Ire a 142mila contribuenti, dopo che in dicembre lo sconto ne aveva già raggiunti 288mila (a fine mandato l'addizionale riguarderà solo il 15% dei contribuenti): "In questo modo – calcola l'assessore ligure alle Finanze, Giovanni Battista Pittaluga –

Risuona l'Inno alla gioia come colonna sonora per la festa dell'Europa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Alcuni di questi dati sono stati ripresi e commentati da Sergio Romano in un istruttivo editoriale del Corriere della Sera di domenica scorsa, che si conclude con un auspicio che ogni italiano di buona volontà non può che condividere: "Non è vero che la situazione sia senza scampo.

Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto ( da "Opinione, L'" del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il nuovo libro della premiata coppia Stella e Rizzo, è un'impietosa denuncia sulla decadenza della potenza marittima italiana. La grandezza del passato fa scintille quando stride con la decadenza del presente. Rannicchiati a contemplare gli anni ruggenti della nautica, della logistica e della portualità italiana, i nostri scali galleggiano alla deriva.

Lo shopping serale grande assente a Como ( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Andrea Bambace Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali ( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non ho ancora i conteggi esatti - dice il numero uno dell'assemblea di Villa Saporiti - ma credo che almeno la metà dei consiglieri provinciali non abbia nemmeno adesso diritto a percepire il gettone di presenza. Tutti i sindaci e gli assessori di paesi del territorio eletti in Provincia non percepiscono infatti il rimborso.

<Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno> ( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Andrea Bambace Home Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Tarchini: <L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva> ( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perché il vestito di moda piace, ma mai come risparmiare. Andrea Bambace Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Gaddi: <Gli esercenti devono cambiare mentalità> ( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anna Campaniello Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Bruseghin e Baldato i veterani. Rebellin a caccia di una tappa. Lorenzetto ruota veloce ( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quindi cercherò di crescere nella prima settimana per farmi trovare pronto alla crono di Urbino e per le ultime dieci tappe. La cronoscalata di Plan de Corones? Come lo Zoncolan lo scorso anno: non farà grandi distacchi".A 34 anni e al decimo gettone rosa della carriera, il vittoriese Marzio Bruseghin è l'uomo per la classifica della Lampre che schiera pure Fabio Baldato,

Comune di Castrovillari: martedì Consiglio ( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sulle Commissioni consiliari per non avere problemi di mancanza del numero legale, di alcuni ordine del giorno di sostegno economico relativo al Progetto SCEC, uno sul Progetto Ortofrutta al chilometro zero, la discussione sull'assetto urbanistico della città, un'altra sull'indennità e gettoni di presenza agli amministratori, l'approvazione del Regolamento di Protezione Civile e l'

Comunità montane Tutti i costi prima dell'accorpamento ( da "Stampa, La" del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come unione di Comuni, Pianfei e Beinette (quest'ultimo sarà escluso dal riordino, perché privo di caratteristiche montane). Dieci i consiglieri, 4 gli assessori. Il gettone di presenza per seduta è in entrambe le sedi di 19,99 euro lordi. Nell'ente Bisalta un assessore ha rinunciato all'indennità, mentre tre percepiscono 697 euro mensili lordi.


Articoli

Consulta, bocciato il gettone (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'organismo degli stranieri aiutato con rimborsi spese I Verdi ritirano la mozione su pari opportunità e minoranza nei cda MERANO. I membri della consulta dei cittadini extracomunitari non riceveranno un trattamento economico parificato a quello dei consiglieri comunali. Ieri sera la mozione presentata dai Verdi in aula, con la quale si chiedeva di elargire ai membri dell'organismo consultivo, un gettone di presenza di cento euro lordo a seduta è stata respinta a larga maggioranza con soli sei voti a favore, quindici astensioni e undici voti contrari. "Abbiamo la fortuna di avere molti organismi consultivi - ha spiegato l'assessore al sociale Alois Gurschler - che lavorano con competenza e persone che si impegnano nei vari settori per aiutare l'amministrazione comunale. Ma nessuna di queste persone viene pagata. Possiamo andare incontro ai membri della consulta e alla presidente con rei rimborsi spese o con dei finanziamenti ad hoc di piccoli progetti che ci verranno presentati". "Non esistono gli strumenti giuridici - ha aggiunto la collega Vanda Carbone - per pagare un gettone così come accade ai consiglieri. Le consulte sono organismi non paragonabili alle commissioni consiliari". Più volte i rappresentanti della maggioranza hanno invitato i Verdi a ritirare la mozione, anche perchè il 19 maggio l'argomento consulta e revisione dello statuto che la regola saranno al centro di una serata della commissione consiliare competente aperta ai capigruppo. "In quella sede potranno essere chiariti tutti i dubbi - è stato detto - e trovata una soluzione anche al problema economico". I Verdi, con Christine Tonsern a sostenere in prima linea la mozione, hanno ribadito la necessità di riconoscere il grande lavoro di sensibilizzazione delle problematiche dell'integrazione anche dal punto di vista economico, ma in aula sono stati lasciati soli anche dagli altri membri della minoranza. "Ci sono altre categorie che avrebbero diritto a questo riconoscimento - ha detto Carmelo Genovese - prima di tutto i membri dei comitati di quartiere". I Verdi hanno quindi presentato e poi ritirato una mozione che chiedeva di inserire in enti e società partecipate dal Comune la quota del 30% di rappresentanza per ogni sesso e il diritto dell'opposizione a essere presente nei cda delle società partecipate dal Comune. Dopo due interruzioni, la mozione è stata ritirata e la discussione rinviata alla commissione.

Torna all'inizio


Tutti contro Prade per l'addio alla Belluno-Ponte (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pioggia di critiche dopo l'incontro tra il sindaco e l'assessore Silvestrin a Venezia Giovanni Fontana è arrabbiato: "I costi della politica sono altri Io come vicepresidente prendo seimila euro annui di rimborsi L'addetto stampa del sindaco ne guadagna ventinovemila" CRISTIAN ARBOIT BELLUNO. Prade ne ha decretato la morte, peccato che in pochi siano d'accordo a staccare la spina. La Cm Belluno-Ponte vacilla pericolosamente. Da qui la nuova polemica che investe il primo cittadino e il suo "decisionismo". Nel mirino l'incontro che Prade ha avuto mercoledì pomeriggio con l'assessore regionale Silvestrin. A isolare il sindaco gli stessi consiglieri di maggioranza. C'è chi usa l'ironia - è il caso del sindaco pontalpino Fulvio De Pasqual -, c'è chi estrae l'accetta (Giovanni Fontana, vicepresidente della Comunità montana in questione), chi ancora si soprende come Gianni D'Incà, il presidente dell'ente secondario che Prade ha deciso di ammazzare. Senza chiedergli - a quanto pare - il permesso. A fare sintesi Mattia Losego, consigliere comunitario bellunese An: "Non si può che rimanere sbalorditi per la forma e per la sostanza". D'Incà spera ancora. "Mi sembra strano saperlo dalla stampa e sinceramente non capisco Prade a che titolo parli", afferma D'Incà. Lo stupore dell'amministratore nasce dal fatto che in Regione non c'è ancora alcun atto ufficiale di riordino in materia di comunità montane, operazione imposta dalla finanziaria 2008 e da adottare entro il 30 giugno di quest'anno. "Anzi, l'Uncem deve trovarsi la prossima settimana a San Nazario in Valsugana per decidere la strategia da adottare da qui ai prossimi mesi". Strano quindi - la sintesi - che Prade e Silvestrin abbiano già decretato l'uscita del comune di Belluno dall'ente sovracomunale. "Per questo penso ci siano ancora dei margini di recupero". Tra gli stati d'animo di D'Incà ci sono la perplessità e l'imbarazzo per una "fuga in avanti" frettolosa, "forse prematura". "Belluno e Ponte nelle Alpi si erano messi d'accordo per un consiglio comunale congiunto". Fontana spara a zero. "Non ci sto a passare per vicepresidente di un ente inutile solo perchè Prade parla di semplificazione e costi della politica", afferma l'autonomista Giovanni Fontana. "La Cm sta portando avanti importanti progetti di recupero dall'Ardo al Nevegal per milioni di euro. Mi chiedo chi si potrà accollare le spese". Oltre al lato politico-istituzionale, c'è infatti quello economico. "Prade sostiene che Silvestrin ha assicurato che pur uscendo dalla Cm il comune di Belluno non avrà perdite. E' una posizione davvero curiosa. Sia la normativa comunitaria che regionale favorisce nell'erogazione di finanziamenti e contributi le unioni di comuni". Fontana parla poi di un patto fra gentiluomini: "Belluno e Ponte si erano presi l'impegno politico e morale di incontrarsi. Prade ha commesso una scorrettezza". Il vicepresidente è incontenibile: "Prade vuole uscire dalla Cm per i costi della politica. Vorrei ricordargli che mentre io prendo per il mio incarico seimila euro all'anno, il suo ufficio stampa arriva a ventinovemila", la stoccata di Fontana. Sulla falsariga Losego: "Nessuno tra i consiglieri comunali di Belluno e comunitari sapeva nulla. C'è poi da dire che il documento di Silvestrin è solo una bozza. Nel dare la notizia dell'uscita ci sono stati superficialità e pressappochismo". Ponte guarda altrove. Usa una metafora il sindaco di Ponte Fulvio De Pasqual: "Come ogni coppia che si lascia sarabbe preferibile una separazione consensuale. Peccato perchè eravamo in attesa di un incontro congiunto". De Pasqual sottolinea però di non voler entrare in polemica: "Capisco Prade. E' da anni che Belluno non investe sulla Cm, certo è sempre mancato un approfondimento su tematiche cruciali come i rifiuti e la gestione del territorio". Non per questo per il sindaco pontalpino l'ente è un contenitore vuoto. Anzi. "Ponte ha bisogno del supporto di una Comunità montana". Longaronese o Alpago poco importa. "Intanto attendiamo", dice.

Torna all'inizio


Dai consiglieri l'indirizzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi (Enti Locali)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Osservatorio Viminale Numero 110, pag. 34 del 9/5/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       La verifica delle procedure e determinazioni ai sensi del Testo unico Dai consiglieri l'indirizzo Il sindacato ispettivo è attività della giunta I consiglieri di minoranza possono chiedere l'iscrizione all'ordine del giorno di verificare alcune procedure e determinazioni? L'articolo 42 del dlgs n. 267/2000, stabilendo che il consiglio è l'organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, ne ha altresì specificato le competenze individuandole in una serie di atti fondamentali. Il successivo articolo 43 attribuisce ai consiglieri il diritto di chiedere la convocazione del consiglio secondo le modalità dettate dall'articolo 39, comma 2, e di presentare interrogazioni e mozioni. Quest'ultima norma obbliga il presidente del consiglio comunale a convocare il consiglio allorché sia richiesto da un quinto dei componenti, con inserimento nell'ordine del giorno delle questioni richieste; occorre osservare, comunque, che possono essere inserite nell'ordine del giorno le sole iniziative di effettiva competenza del consiglio stesso. Premesso tale quadro normativo, si osserva, così come sottolineato anche dalla giurisprudenza (v. Consiglio di stato, sezione V, 31/1/2007, n. 383), che "la competenza attribuita ai consigli comunali (dlgs n. 267/2000, articolo 42) è circoscritta agli atti fondamentali di natura programmatoria o aventi un elevato contenuto di indirizzo politico, mentre spettano alle giunte comunali tutti gli atti rientranti nelle funzioni degli organi di governo". In conclusione, la richiesta dei consiglieri di minoranza, nei termini in cui è formulata nel quesito in questione, non pare rientrare tra le materie elencate dal succitato articolo 42 del dlgs n. 267/2000 ma assume, invece, le caratteristiche di sindacato ispettivo dell'attività della giunta municipale, connessa, dunque, ai compiti del comune. DISCIPLINA DEI PERMESSI La disciplina dei permessi contenuta nell'articolo 79 sull'ordinamento degli enti locali è applicabile al presidente del consiglio della comunità montana? L'articolo 79 del Testo unico sull'ordinamento degli enti locali definisce puntualmente i permessi di cui ciascun amministratore può usufruire, graduandoli secondo la tipologia della carica rivestita presso l'ente, stabilendo che i lavoratori dipendenti hanno diritto di assentarsi dal servizio per partecipare alle riunioni degli organi di cui fanno parte e che tale diritto comprende il tempo necessario per raggiungere il luogo della riunione e rientrare al posto di lavoro. Relativamente al presidente del consiglio della comunità montana, si richiamano le disposizioni dell'articolo 79, comma 1, del suddetto T.u. che prevedono, per i componenti dei consigli delle comunità montane, il diritto di assentarsi dal servizio per l'intera giornata in cui sono convocati i rispettivi consigli. In aggiunta alle predette assenze, il comma 5 del medesimo articolo 79 consente ai lavoratori dipendenti il diritto di usufruire di ulteriori permessi non retribuiti, sino a un massimo di 24 ore lavorative mensili, qualora risultino necessari per l'espletamento del mandato, da utilizzare, quindi, anche per lo studio preliminare e la trattazione degli argomenti inseriti nell'ordine del giorno della riunione. Al presidente del consiglio della comunità montana, pertanto, non può riconoscersi il beneficio dei permessi previsti dal comma 4 dell'articolo 79, tenuto conto che l'elencazione degli amministratori in esso recata ha infatti carattere tassativo e non consente l'estensione in via analogica a figure non espressamente indicate dalla norma. INDENNITà DI FUNZIONE L'articolo 2, comma 25, della legge n. 244 del 24/12/2007 (legge finanziaria 2008), che introduce sostanziali innovazioni all'articolo 82 del decreto legislativo n. 267/2000 in materia di status degli amministratori degli enti locali, come deve essere interpretato? In ordine agli effetti dell'abrogazione del comma 6 dell'articolo 82 del Tuoel, a opera del comma 25 dell'articolo 2 della Finanziaria 2008, occorre considerare che il Tuoel, già prima delle suddette novelle, accoglieva il principio dell'omnicomprensività dell'indennità di funzione stabilendo in via generale, all'articolo 82, comma 5, che "le indennità di funzione previste dal presente capo non sono tra loro cumulabili". Tale principio generale, dettato per le indennità di funzione, si estende fino a comprendere l'incumulabilità anche con i gettoni di presenza, con riferimento a quelli dovuti per la partecipazione a sedute degli organi collegiali del medesimo ente dai quali gli amministratori percepiscono l'indennità di funzione (cfr. articolo 82, comma 7). L'incumulabilità tra indennità e gettone di presenza non operava invece, per l'espressa deroga prevista al comma 6 dell'articolo 82, qualora l'indennità di funzione e i gettoni di presenza fossero dovuti per mandati elettivi presso enti diversi. Tale citata disposizione derogatoria è stata, com'è noto, abrogata dall'articolo 2, comma 25, lettera b), della Finanziaria 2008, che, insieme ad altre norme contenute nella stessa legge, è finalizzata al contenimento dei cosiddetti "costi della politica". La ratio legis che ha ispirato l'intervento del legislatore sulla parte del Tuoel dedicata allo status degli amministratori non sembra poter far propendere, quindi, per un'interpretazione che, partendo dall'abrogazione espressa della possibilità di cumulo de qua, giunga ad ammetterla in via indiretta sulla base di una diversa lettura del combinato disposto degli articoli 82 e 83, che per effetto del recente intervento normativo sicuramente appare meno armonico sul versante testuale. Pertanto, dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria 2008 non è più cumulabile l'indennità di funzione con i gettoni di presenza anche per mandati elettivi svolti presso enti diversi, potendo, viceversa, l'interessato optare per uno dei due emolumenti.

Torna all'inizio


La Regione taglia le comunità montane (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Costi della politica Passeranno da 19 a 12 e il loro consiglio sarà composto solo da sindaci. In arrivo aiuto per i 180 piccoli comuni liguri 09/05/2008 Genova. Passano da 19 a 12 le comunità montane liguri; ingloberanno 165 comuni, mentre resteranno fuori i 70 costieri. Negli ambiti territoriali delle comunità montane rientrerà il 74% del territorio e il 16,1% della popolazione. Dovranno "consorziare" almeno una decina di servizi comuni e a rappresentare i Comuni in comunità sarà solo ed esclusivamente il sindaco. A grandi linee è la bozza di legge per il riordino delle comunità montante e per la valorizzazione dei piccoli comuni (sono 180 sotto i 1000 abitanti) che sarà presentata nei prossimi giorni in giunta. Un brogliaccio o poco più che, però, ha già innescato rivendicazioni formali e sostanziali. "Hanno tracciato le linee come se fossimo nel deserto - attacca Matteo Marcenaro dei Moderati per il Pdl - un esempio per tutti è la piana di Albenga: Cisano sul Neva invece di dialogare la con la vicina Villanova sarà nello stesso ambito di Quilliano". L'antefatto del riordino delle comunità montane è la legge Finanziaria del 2007 che ha tagliato del 30% (per la Liguria il 50%) il fondo sulla montagna per il 2008 ed ha stabilito la riduzione di un terzo delle comunità montane esistenti. Per le Regioni, che impugnano le cesoie, il termine è il 30 giugno: a quella data in mancanza di una legge entreranno in vigore i parametri nazionali, che vietano l'appartenenza alle comunità montane ai comuni con più di 20 mila abitanti e situati al di sotto di una certa quota altimetrica. "Questi parametri applicati alla Liguria avrebbero lasciato pochi comuni alle comunità montane" spiega l'assessore alle politiche agricole Giancarlo Cassini che insieme al vice presidente Massimiliano Costa e all'assessore G.B. Pittaluga ha preparato la bozza. "La legge ci ha imposto la riduzione delle comunità montane, una riduzione dei suoi amministratori e un risparmio sugli emolumenti che ricevono. O lo facevamo noi o lo avrebbe fatto in modo drastico il Governo". Così se da una parte lo stipendio del presidente e gli assessori delle comunità montane sarà rispettivamente di 1500 e 500 euro al mese, dall'altra gli enti che riusciranno a mettere insieme più servizi (in media una decina di funzioni comunali indicati in un elenco di 25 voci che vanno dai concorsi, al personale, strade, servizi educativi e sociosanitari) saranno premiati dai finanziamenti. "L'obiettivo del provvedimento - ha sottolineato Costa -è valorizzare in modo organico i tanti piccoli comuni che, in Liguria, sono 230 e di organizzare un sistema- regione che può stare in piedi solo se si tengono insieme il territorio costiero e l'entroterra". Le obiezioni sono bipartisan. Franco Bonello del Forum delle Sinistre: "Ci siamo presi l'impegno di votare la legge entro giugno, ma noi consiglieri non la conosciamo ancora mentre sul territorio è già stata sviscerata". E Gabriele Saldo del Pdl: "A questo punto avrebbe dovuto mettere mano anche ai consorzi di comuni, invece fanno di tutta l'erba un fascio". Al. Cost. 09/05/2008.

Torna all'inizio


Stipendi, piccola sforbiciata ai compensi nelle partecipate (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cecina Stipendi, piccola sforbiciata ai compensi nelle partecipate CECINA. L'avevano chiesto i consiglieri comunali di Cecina: ridurre i compensi nelle partecipate. E a giudicare dai dati 2008 una prima sforbiciata c'è stata. Per la verità si tratta di una sforbiciatina. Nella maggior parte dei casi, più che i compensi di presidenti e amministratori delegati, si è pensato a sfoltire i cda aziendali riducendo il numero di consiglieri. Accade così che l'indennità di Anna Maria Biricotti, presdente di Casalp (l'ente delle case popolari) passa da 58mila a 48mila l'anno e si riduce (di 2mila) anche il compenso del vice presidente Marco Macchioni (18mila €). Riassetto anche nell'azienda dei trasporti livornese. Il presidente Alfredo Fontana percepisce un'indennità di 60.108 € (la cifra del 2007 è relativa ad un periodo di presidenza, perché per un altro periodo è stato presidente Luciano Giorgerini). Proprio Giorgerini, oggi vice presidente, prende 20.664 €, mentre l'ad Massimiliano Palloni 40.071 €. E' diminuito da 5 a 4 il numero dei consiglieri. Un segnale importante anche dall'Aato 5 di cui è presidente il sindaco di Cecina Paolo Pacini. Questi, fino al 2007, prendeva un gettone di 1.458 €. Dal 2008 non ce l'ha più. Cambia l'indennità del presidente e del vice presidente del Polo Tecnologico Magona ma perché anche qui c'è stato, nel 2007, un avvicendamento. Complessivamente anche il gettone di presenza deiconsiglieri è in linea con quello 2007, con un aumento di 24 centesimi. Restano inalterati, invece, i compensi per gli amministratori dell'Afc Srl, la società che gestisce le farmacie (2400 € il compenso di Giamila Carli), 1200 quello del consigliere delegato Tenerini e del segretario Ceccarelli. Quanto a Rea, l'azienda che gestisce il trattamento dei rifiuti, i nuovi compensi saranno decisi nell'assemblea di giugno. Il presidente Fabio Ghelardini nel 2007 prendeva un'indennità di 33mila euro e un'indennità di risultato di 20mila.

Torna all'inizio


Martedì consiglio comunale sulle tasse (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Lucca Martedì consiglio comunale sulle tasse Verranno stabilite Ici e Irpef, e si parlerà dei lavori pubblici CASTELNUOVO. La nuova Ici e Irpef del comune di Castelnuovo saranno stabilite nel prossimo consiglio comunale in programma martedì alle 18. All'ordine del giorno, oltre alla discussione sull'imposta comunale sugli immobili e sull'addizionale comunale all'Irpef, ci saranno anche le modifiche al regolamento per l'applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati. La seduta sarà importante anche perché sarà approvato il programma triennale dei lavori pubblici 2008-2010 e stilato l'elenco annuale di quelli di questo anno. Contestualmente sarà approvato il bilancio di previsione per il 2008 e quello pluriennale e la relazione revisionale e programmatica per il triennio da qui al 2010. L'ordine del giorno prosegue con l'approvazione del programma di incarichi di studio, ricerca e consulenza per il 2008, l'approvazione del regolamento per la programmazione comunale degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, la rideterminazione dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali e la presa d'atto di alcune modifiche allo statuto della Seit, società elettrica Idroturrite. L.D.

Torna all'inizio


MASSA LA GIUNTA di Pucci <è un carrozzone costoso e in (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA MASSA pag. 4 ? MASSA ? LA GIUNTA di Pucci "è un carrozzone costoso e in... ? MASSA ? LA GIUNTA di Pucci "è un carrozzone costoso e ingovernabile": è quanto sostiene Liviana Vannini dell'associazione "La Nuova Frontiera", secondo la quale "il sindaco è in balia della coalizione eterogena che lo ha eletto, costretto a concedere tutto a tutti. Il neosindaco aveva promesso, in caso di vittoria, rinnovamento e contenimento dei costi della politica ma la giunta appena varata va in direzione diametralmente opposta. Nei posti-chiave figurano politici ultranavigati, alcuni dei quali sono in politica dal 1975, anno in cui erano in carica, per intenderci, Jimmy Carter e Leonid Breznev e pure l'inserimento di figure indubbiamente spendibili come Gabriella Gabrielli e Lina Coppa appare come la classica foglia di fico". E sul contenimento dei costi della politica, "si passa a dieci assessori e quattro delegati, buttando fumo negli occhi con i due delegati 'a titolo gratuito': sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i 'moralizzatori' che fino a qualche giorno fa tuonavano contro gli sprechi ed i privilegi della casta". "Troppi dieci assessori" Sulla nuova amministrazione comunale interviene anche Armando Della Pina, secondo il quale "se si voleva dare un segnale di novità e di credibilità nel perseguire gli obiettivi di risparmio sui costi della politica così efficacemente propagandati in campagna elettorale, si doveva confermare il numero di otto assessori della giunta precedente, delegando ad uno di essi i problemi specifici di Marina, ad un altro quelli della montagna. E vanno valorizzate e meglio utilizzate le risorse interne dell'amministrazione comunale, qualche volta umiliate da 'esperti' esterni non sempre tali". "Lì nessuno è del Pd" Interviene anche Ernesto Manfredi del circolo di Turano-Stradone del Pd. Parlando della nuova giunta, Manfredi afferma che "i nomi individuati sono i soliti noti, tranne alcune figure effettivamente nuove. Ci colpiscono, in particolare, come rinnovatori potenziali, alcuni assessori che dichiarano di appartenere al Partito Democratico, sorvolando il fatto politico molto grave di avere appoggiato in campagna elettorale un candidato a sindaco alternativo a quello indicato dalla direzione comunale del loro stesso ipotetico partito di appartenenza. Riteniamo a tale riguardo che gli organi dirigenti del nostro partito debbano fare chiarezza su questa situazione che continua a creare sconcerto tra gli iscritti e tra chi si è impegnato personalmente in campagna elettorale a favore del Partito Democratico e del suo ufficiale candidato a sindaco. Essi non appartengono più al Pd perché se così fosse e se il sindaco Pucci appartenesse veramente al nostro partito avrebbe dovuto, secondo logica politica consolidata, consultarsi con gli organi del suo partito per un confronto reale sulla situazione politica e sugli organismi comunali da nominare. Cosa che non è stata fatta, confermando, se ce ne fosse stato bisogno, di essere non un sindaco appartenente al Pd ed alla sua cultura ma, al contrario, di tutte quelle forze politiche e civiche che hanno sempre avversato il partito stesso".

Torna all'inizio


<I politici non 'vivono' con noi i problemi di questa città> (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

MODENA pag. 7 "I politici non 'vivono' con noi i problemi di questa città" LA VOCE DELLA GENTE "SI DEVONO VERGOGNARE. Questi politici, che hanno già tanti benefit, inviti, omaggi di ogni genere, e anche sostanziosi gettoni di presenza alle riunioni, non hanno nemmeno il pudore di mettere i soldi nel parcometro come facciamo tutti noi...". Continuano a giungere numerosi sul nostro sito web i commenti relativi alla deroga concessa a consiglieri e assessori per parcheggiare gratis sulle strisce blu. Un'altra cittadina rivendica la parità dei diritti: "Quanti lavoratori sono nella stessa situazione dei 'nostri' consiglieri, ma devono fare chilometri intorno al centro per cercare un parcheggio che non sia a pagamento (con 1000 euro al mese non posso permettermi di pagarne 10 al giorno). Dicono che lavorano per noi...E noi non lavoriamo per la collettività?". E ancora: "Se il politico non vive le stesse esperienze del comune cittadino, non può capire le esigenze del singolo elettore. Se dovesse pagare la sosta, se non usasse il permesso per entrare in centro o l'auto blu capirebbe le difficoltà del cittadino e proverebbe a migliorarne la qualità di vita". E c'è anche chi dispensa consigli: "Che vadano in bici in centro come faccio io tutti i santissimi giorni per andare a lavorare!". Insomma il 'privilegio' concesso ai politici, e sul quale il Pd ha già fatto retromarcia, non ha lasciato indifferenti i cittadini. Continuate a inviare le vostre considerazioni sul sito www.ilrestodelcarlino.it/modena.

Torna all'inizio


IL PROGRAMMA del Maggio Fioranese prevedeva domenica 11 l'incontro con Marcello V (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

BREVI DALLA PROVINCIA pag. 26 IL PROGRAMMA del Maggio Fioranese prevedeva domenica 11 l'incontro con Marcello V... IL PROGRAMMA del Maggio Fioranese prevedeva domenica 11 l'incontro con Marcello Veneziani, che però è impossibilitato a partecipare. Il comitato organizzatore ha parato il colpo ed è riuscito ad assicurarsi la coppia di autori Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, che saranno a Fiorano venerdì 16 maggio per presentare 'La deriva. Perché l'Italia rischia il naufragio'. Prima, alle 20.30, al Teatro Astoria, sarà presentato il libro "Rimandiamo il giudizio universale" di Carlo Cottica.

Torna all'inizio


"visioni", teatro di ricerca sulla nuova drammaturgia - giulio baffi (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina XX - Napoli La prima Da domani quattro spettacoli in rassegna "Visioni", teatro di ricerca sulla nuova drammaturgia Le prospettive e i diversi aspetti della nostra contemporaneità GIULIO BAFFI "Visioni" a Nola da domani a martedì 27 maggio; al via la settima rassegna dedicata al teatro di ricerca e contemporaneo, sguardo "aperto a ciò che di nuovo avviene fra le arti e nella società, con un occhio particolarmente attento alla nuova drammaturgia" organizzata dall'associazione "La festa dei folli" in programma nella sua sede di via Principe di Napoli 89 a Nola. Quattro gli appuntamenti, per quattro spettacoli scelti come altrettanti differenti punti di vista, "prospettive e orizzonti di senso per restituire, in modo frammentario e composito, i diversi aspetti della nostra contemporaneità"; inizio con "Il non fare" di e con Francesca Proia, "che declina in una personalissima articolazione del gesto danzato, sintetizza la millenaria tradizione dello Yoga con quella, anch'essa orientale, della danza Butoh...". Sabato 17 maggio la Compagnia di Ilaria Drago presenta il monologo "Mariacane - vietato ai minori di 14 anni" di e con Ilaria Drago, uno spettacolo ispirato a fatti di cronaca violenta "che non vuole essere la semplice accusa di un gesto terribile che può colpire ogni donna, ma è un grido potentissimo di una ragazza che riesce ad ascoltare la vita e a sentirla, nonostante tutto, meravigliosa". Sabato 24 sarà la volta di "Essere e non essere - ovvero Se questo non è amore!", racconto di un profondo disagio di e con Antonio Lanera. Ultimo spettacolo in programma, martedì 27 maggio, con Thétre de poche che presenta "Performance", di e con Sergio Di Paola, per dar vita ad un clown "tuttologo", Mr. Alone, con le sue conferenze su vari argomenti di attualità, ironico ritratto di conferenzieri, esperti, animatori di Talk-shows "pronti a dibattere su qualsiasi tema, solo per fare audience per accaparrarsi un cospicuo gettone di presenza lasciando, il più delle volte, l'ascoltatore più confuso di prima". Inizio spettacoli alle 20.30. Abbonamento intero 25 euro; biglietto 10 euro. Info 081 8234 046; infodonchisciottedeifolli.191.it.

Torna all'inizio


Di SETTIMO BAISI BUSANA "BASTA, è ora di finirla (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

MONTAGNA pag. 25 di SETTIMO BAISI ? BUSANA ? "BASTA, è ora di finirla ... di SETTIMO BAISI ? BUSANA ? "BASTA, è ora di finirla con la storia dei doppi e tripli incarichi e relativi gettoni di presenza e indennità". E' lo sfogo del presidente dell'Unione dei Comuni Alto Appennino Alessandro Govi che, indignato, replica a chi continua a parlare di "doppi incarichi e doppi stipendi" ignorando la legge. La stessa frase, interpretata in senso opposto, potrebbe valere anche per la segretaria provinciale dell'Italia dei Valori Liana Barbati la quale, riferendosi ai Comuni, Unione dei Comuni, Comunità montana e Gal Frignano Appennino, critica decisamente l'accentramento di cariche sui "soliti noti". "Come emerito rappresentante della casta ? prosegue con ironia Govi ? l'unica busta paga che percepisco dallo Stato è quella da sindaco di euro 1.002,13 al mese per 12 mesi più euro 3.500,00 all'anno per rimborso chilometri con la mia auto (E/0,28375 al chilometro). Per legge come sindaco presiedo l'Unione gratis. Le indennità, come per la Comunità montana, non sono accumulabili. Vorrei ricordare agli amici dell'Udc di Villa e a Liana Barbati dell'IdV che l'unica legge volta a contenere i costi della politica e al riordino delle comunità montane è stata emanata dal Governo di centro sinistra nel 2007. Tutt'altro che inutile l'Unione dei Comuni o "parcheggio di sottobosco montano" come dice la Barbati. L'ente ha un bilancio di 4milioni di euro, svolge gestioni associate per conto dei Comuni". La segretaria dell'IdV parte da alcune considerazioni espresse dalla presidente della Comunità montana Nilde Montemerli in relazione al ripensamento, innovazione del ruolo dell'ente comunitario. "Finalmente si comincia a prendere atto che la Comunità montana è inutile ? afferma la Barbati - come lo sono l'Unione dei Comuni e il Gal, poco conosciuto che distribuisce finanziamenti con un gioco di equilibrismi tra finanziato e finanziatore che in altri tempi avrebbe fatto accapponare la pelle. Per contenere la spesa pubblica è necessario ridurre il numero degli assessori e dei consiglieri dell'ente comunitario rivedendo la posizione anche degli altri enti. E' opportuno fare chiarezza sui compiti effettivi e le aree di competenza in cui si muove ogni singolo ente le cui cariche, tra sindaci, presidenti, assessori e consiglieri, s'intrecciano fra le stesse persone con evidenti sovrapposizioni". Il presidente Govi non ci sta e difende l'Unione dei Comuni in quanto, "grazie all'efficienza conseguita e ai contributi della Regione, i comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto sono tra i pochi della provincia di Reggio che non applicano l'addizionale Irpef".

Torna all'inizio


DOVREBBE essere molto convincente Maurizio Verona per salvare la Co (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 13 DOVREBBE essere molto convincente Maurizio Verona per salvare la Co... DOVREBBE essere molto convincente Maurizio Verona per salvare la Comunità montana. Ma è facile che già con l'incontro di oggi con l'assessore regionale alle Riforme Agostino Fragai, lo scioglimento dell'ente inizierà il suo iter. A meno che i sindaci non riescano a convincere la Regione a mantenere l'ente. E' previsto, entro la fine di giugno, lo scioglimento di 7 enti, ma con un risparmio di 3milio e mezzo di euro contro i 2 e mezzo richiesti dalla Finanziaria e pertanto una chance c'è ancora per l'Alta Versilia. E' il contenuto degli allegati che Verona è riuscito a ottenere. La Regione sarebbe tuttavia riuscita a ammorbidire il taglio degli enti. Infatti al posto delle Comunità montane potranno crearsi le Unioni dei comuni speciali. Un problema che esce dalla porta per rientrare poi dalla finestra. Infatti la differenza sostanziale sta nel fatto che gli enti montani dovranno corrispondere esattamente ai distretti sanitari. pertanto, ricorda Verona, anche nella migliore delle ipotesi si andrà a perdere Montignoso. "E comunque si tratta di stabilire se i comuni ? sottolinea Verona ?, a quel punto Seravezza, Stazzema e Camaiore, vorranto far parte dell'Uninione oppure se preferiranno rientrare sotto la Provincia". Tutto questo ammesso che la legge regionale vada in porto, e che dunque si possano formare le Unioni dei comuni speciali e cioè montani, e cioè mantenendo le stesse funzioni associate (agricoltura, forestazione, sicurezza ambientale, riduzioni e agevolazioni per i comuni montani). Verona da luglio dunque sarà commissario per individuare se i comuni interessati vogliano far parte dell'unione oppure no. Avrà tempo fino alla fine di ottobre. Il bubbone degli enti cosidetti inutili, fatto scoppiare da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo nell'ormai celebre volume "La Casta", ha messo alla gogna praticamente tutte le comunità montane. E Prodi, messo alle strette dalla crescente indignazione per quegli enti che di montano non avevano nemmeno i quadri alle pareti, inserì il capitolo in Finanziaria buttando nel tritatutto dei tagli anche gli enti che funzionano. Per assurdo andando a ingrossare le Province destinate anch'esse a un ridimensionamento. E per assurdo, con lo scioglimento dell'ente versiliese si avrà una provincia un po' zoppa, tutta proiettata sul versante lucchese. r.batt.

Torna all'inizio


Nessuna gioia al domicilio di Cosmi (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SPORT pag. 17 Nessuna gioia al domicilio di Cosmi CIFRE, INCROCI E CURIOSITA' A CASA COSMI, mai vittoriosi l'Ascoli e Iaconi. E stavolta, ospitando l'Ascoli, l'appena cinquantenne (lo è divenuto lunedì scorso) Serse Cosmi tocca in B la 99ª presenza. Le pregresse 98 sono state scandite da 51 vittorie, 30 pareggi e 17 sconfitte. Cosmi guida per la seconda stagione consecutiva in cadetteria il Brescia in cui durante lo scorso campionato ha sostituito dal 28 febbraio Mario Somma. Cosmi-Ascoli. Due le partite che sarebbero potute essere 3 se Cosmi nel 2005-06 in A con l'Udinese (all'andata 1-1 il 26 ottobre sul neutro di Ancona) non avesse dovuto lasciare dopo 24 giornate a Dominissini. In B, il 21 novembre '04, Genoa-Ascoli 3-0. E in C1-b, il 23 dicembre '99, Arezzo-Ascoli 1-1. Cosmi-Iaconi. Una sola sfida personale nel torneo disputato da mister Ivo pilotando il Frosinone: in B, il 28 aprile '07, Brescia-Frosinone 1-0. Brescia-Iaconi. Nella progressione dei risultati, manca il successo a Iaconi, che sul campo della città "Leonessa d'Italia" collezionerà in cadetteria il 156° gettone. Sempre in B, il 27 febbraio '90, Brescia-Fermana 0-0; il 28 aprile '07, Brescia-Frosinone 1-0. Gianfilippo Centanni.

Torna all'inizio


La deriva dell'italia prigioniera della casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cultura e Spettacoli La deriva dell'Italia prigioniera della Casta I personaggi abitano uno spazio di confine della narrazione E' dedicato a tutti quelli che in questo paese vogliono credere ancora la nuova inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo che, dopo aver denunciato privilegi, arroganza e potere della "Casta", arriva in libreria e mostra come l'Italia sia rimasta bloccata e, negli ultimi 15 anni, sia diventata per questo il fanalino di coda dell'Unione europea. A dimostrare come poco o nulla si muova anche quando il rumore e l'attenzione tanta, gli autori nelle prime pagine tornano anche su una delle denunce che avevano fatto più rumore dopo l'uscita del libro precedente, i costi del Quirinale: "Dopo essersi lagnato dei paragoni con Buckingham Palace, che costa un quarto, non ha aperto che una fessura nella segreta dei propri conti. La Regina Elisabetta ha preso così sul serio l'impegno di tagliare che, dopo aver ridotto del 61% in 15 anni le sue spese in termini reali, tiene a stecchetto i dipendenti pagando perfino Sir Alan Reid, custode del Tesoro, 225.000 euro e cioè meno di quanto prende uno stenografo del nostro Senato. Forse il Colle, chiamato a dare il buon esempio a tutti, poteva tagliare un po' più del 3 per mille". E gli esempi sulla Casta sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - "si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto "milleproroghe" del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente". Ma il tema del nuovo libro, intitolato "La deriva", sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che fanno arrancare l'Italia, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania, quanto agli sportelli elettronici che consentono un collegamento reale diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, siamo penultimi: dietro di noi c'è solo la Grecia. Persino per quel che riguarda il flusso turistico, il Paese con più ricchezze artistiche del mondo, che nel 1970 era in testa a tutte le classifiche per visitatori, nel 2004 a forza di rapinare gli stranieri sparando conti astronomici nei ristoranti e di devastare limoneti e aranceti per tirar su quelle mostruose palazzine abusive che infestano le nostre coste meridionali, eravamo scivolati al quinto posto. Prima di noi ora ci sono nell'ordine la Francia, poi la Spagna, quindi gli Usa e infine la Cina. La deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo Rizzoli, 19,50 euro.

Torna all'inizio


Pochi tre giorni per vedere le carte (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone "Pochi tre giorni per vedere le carte" Roveredo, protesta della minoranza ROVEREDO. "Se il sindaco mi avesse lasciato leggere il nostro comunicato prima dell'inizio dei lavori, non avremmo avuto diritto al gettone di presenza". Così Ezio Rossit, consigliere d'opposizione di "Vivere meglio", torna sulla non partecipazione sua e dei suoi colleghi all'ultima seduta del consiglio comunale per protesta nei confronti della maggioranza, accusata di mettere a disposizione delle minoranze troppo poco tempo per la lettura dei documenti. "In ogni caso - prosegue Rossit - non è che il gettone ci farà diventare ricchi. Per quanto concerne invece le ragioni che ci hanno portato ad assumere questo atteggiamento, come sembrano al sindaco tre giorni per visionare gli incartamenti? A noi paiono un po' pochi". L'esponente d'opposizione parla poi della campagna elettorale. "Non era nostra intenzione farla partire - commenta -, ma, visto che il sindaco ci tiene tanto, sarà così. Relativamente alla nostra presunta inoperosità negli ultimi quattro anni, invece, dico al primo cittadino di andare a vedere quello che abbiamo fatto nelle varie commissioni consiliari, alle quali abbiamo sempre partecipato con grande costanza e dedizione". (m.p.).

Torna all'inizio


Orari dei negozi, la legge va modificata (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PETIZIONE DIVIETO DI CUMULO CONFCOMMERCIO EUROPATAG 2008 "Orari dei negozi, la legge va modificata" Costi della politica, i "tagli" dei Pensionati Soccorso senza confini alla presenza di Barroso Famiglia, 20mila firme per un fisco più equo IN BREVE TRIESTE Si chiama "Europatag 2008". È la giornata europea del soccorso e si tiene, domani nella cittadina austriaca di Arnoldstein, alla presenza del presidente Ue José Manuel Barroso. Punta a rafforzare i rapporti tra Austria, Italia e Slovenia e, in particolare, a sviluppare l'interscambio tra forze dell'ordine, servizi sanitari, vigili del fuoco dei tre paesi confinanti. Il Friuli Venezia Giulia vi partecipa con una delegazione dei vigili del fuoco guidata dal direttore regionale Amedeo Monaco. TRIESTE Un solo stipendio per chi ricopre più incarichi. Luigi Ferone torna alla carica e deposita la proposta di legge già presentata nella passata legislatura nel primo giorno utile. Il testo prevede il divieto di accumulare le indennità di carica degli amministratori pubblici: sindaci, presidenti di Provincia e consiglieri, per Ferone, possono ricoprire altre cariche in società ed enti ma devono percepire un solo stipendio fisso, quello più vantaggioso economicamente, godendo per le altre solo dei gettoni di presenza e dei rimborsi spese. UDINE Sono 20 mila le firme raccolte in Friuli Venezia Giulia a favore della petizione nazionale "Un fisco a misura di famiglia". Lo rende noto, con soddisfazione, il Movimento cristiano lavoratori della provincia di Udine, ricordando che il Forum delle associazioni familiari presenterà al Presidente della Repubblica, il 15 maggio, le firme raccolte. "Con tale petizione - ricorda il Movimento cristiano lavoratori - si chiede per le famiglie un fisco giusto, che riconosca l'effettivo costo di mantenimento dei figli e delle persone a carico". Lo stesso Movimento, infine, auspica "una rinnovata sensibilità a favore della famiglia anche a livello regionale", con l'avvio di effettive misure di sostegno come, ad esempio, la Carta Famiglia. TRIESTE "La legge sulle aperture festive e domenicali nel settore del commercio va rivista perché è evidente lo squilibrio che si è venuto a creare tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia". Confcommercio torna all'attacco in materia di orari dei negozi. Lo fa con Cristiano Perosa, vicepresidente provinciale di Udine, che lamenta come "questa situazione costringe i sindaci, nei comuni dove esiste una grande distribuzione organizzata, a ricorrere a vere e proprie "invenzioni" per poter dare possibilità di apertura ai centri commerciali". Confcommercio aggiunge che le aperture domenicali e festive "non hanno creato più consumi e più posti di lavoro, al massimo spostamenti di dipendenti e consumatori".

Torna all'inizio


Libri (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CULTURA IL ROMANZO Il pittore e la principessa di Chiara Valentini 'Una parentesi luminosa' di Marella Caracciolo Chia (Adelphi, pp. 177, e 18) è un libro un po' speciale, né biografia né romanzo né pura e semplice ricostruzione storica, anche se c'è qualcosa di tutti e tre i generi nel racconto dell'amore finora sconosciuto fra l'inquieto pittore futurista Umberto Boccioni e la principessa Vittoria Colonna, discendente e omonima della poetessa che aveva ispirato Michelangelo. Da tempo sulle tracce del carteggio fra Vittoria Colonna e il marito Leone Caetani, quando finalmente due anni fa Marella Caracciolo era riuscita a mettere le mani sui documenti, aveva avuto la sorpresa di trovare fra migliaia di fogli un pacchetto più piccolo chiuso accuratamente con uno spago, 21 lettere e qualche foto sbiadita. Attorno a quelle lettere fra il pittore e la principessa, scritte tutte fra il luglio e l'agosto del 1916, si sviluppa il racconto di un amore che nasce nell'atmosfera idilliaca di una piccola isola sul lago Maggiore, l'Isolino, e si chiude in modo inaspettato e drammatico, con la morte improvvisa del pittore a soli 33 anni (lei ne ha due di più) per una caduta da cavallo. Rende affascinante la lettura di questo libro insolito la ricostruzione attenta ai piccoli dettagli delle vite di due protagonisti che più diversi non potrebbero essere. In quel primo '900 proiettato sulla modernità che si rispecchia nella pittura di Boccioni e ancora attardato nelle suggestioni della Belle Epoque in cui invece si muove la principessa Colonna, il punto d'incontro è appunto l'incanto dell'Isolino, dove i rumori della guerra sembrano anche troppo lontani. Ma la realtà torna presto a farsi sentire, con quella caduta da cavallo che si rivelerà meno accidentale di quel che raccontavano le biografie di Boccioni. CULTURA C'è un libro per te A sentir pronunciare il suo nome si potrebbe pensare a un sito che tratta di mitologia egizia: invece, aNobii.com, nato nel 2005, è un club per bibliofili, la prima biblioteca virtuale che mette in contatto gli utenti in base alle passioni letterarie. Il nome deriva dall'Anobium Punctatum, l'insetto meglio conosciuto come 'bookworm' (il verme dei libri) termine che nei paesi anglosassoni indica il 'topo di biblioteca'. E l'effetto di aNobii.com, a sentire gli iscritti, è identico. Il primo passo per entrare in questo mondo è registrarsi gratuitamente al sito e creare una libreria; a questo punto basterà inserire il codice Isbn dei propri libri (che si trova sopra il codice a barre) e il sistema caricherà in automatico titolo, autore e copertina. Ma lo spirito del sito è anche un altro: oltre a permettere acquisti, scambi, vendite o recensioni, aNobii confronta i libri di tutti gli iscritti e, trovate delle affinità, li mette in contatto per possibili incontri. Questa volta non esclusivamente letterari. F. M. R. CULTURA IL SAGGIO Naufragio politico di Gigi Riva La casta ha pensato a sé, ai propri privilegi e al proprio portafogli, come da fortunatissimo libro precedente, ma il male non si è fermato lì. Ne 'La deriva, perché l'Italia rischia il naufragio' (Rizzoli, pp. 306, e 19,50) i giornalisti del 'Corriere della Sera' Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo analizzano i guai a cascata che l'inadeguatezza della classe politica ha provocato al Paese. Un declino cominciato appena dopo il famoso boom, alla fine degli anni Sessanta, e che penosamente si trascina. L'incapacità di decidere, il desiderio elettorale di accontentare tutti hanno, nei fatti, privato la politica di quel primato e di quel prestigio che le servirebbe per guidare la cosa pubblica. La scuola è il settore più preoccupante: sta allo sfascio. E la scuola significa il futuro. Le opere pubbliche arrancano e per costruire un ponte di 81 metri impieghiamo 12 anni, il triplo del tempo necessario ai cinesi per fare quello di Shanghai lungo 36 chilometri. Alcune imprese hanno fino a 233 scadenze fiscali l'anno. E consumiamo tanta energia quanta Austria, Turchia, Polonia e Romania messe insieme, producendo solo il 12 per cento del fabbisogno, ma bocciamo nucleare, eolico, inceneritori. Non sempre andò così. Se adesso affondano di legislatura in legislatura tre Bicamerali, la Costituzione fu varata in 270 giorni e ci vollero otto anni per costruire l'Autosole. Proprio nel 1964 con la fine dell'Autostrada cominciò un altro andazzo. Ricorda l'ingegner Fedele Cova, il padre di quell'opera: "Prima mi avevano lasciato tranquillo, ma con la fine dell'Autosole cominciarono gli appetiti, le interferenze. Pretendevano questo e quello ed era difficile vivere. Fino al '70 per me è stata una difesa continua, strenua, da un interminabile assedio". Se l'Italia, da sottotitolo, solo 'rischia' il naufragio è perché Stella e Rizzo concedono ancora una chance alla possibilità di cambiare rotta. Ma presto, e bene. Una tale svolta non sembra all'orizzonte. CULTURA IL LIBRO Amore fragile di Mario Fortunato Di AndreÏ Makine, scrittore russo naturalizzato francese, ho grandemente apprezzato i suoi romanzi precedenti, 'La musica di una vita' e poi 'La donna che aspettava', entrambi pubblicati da Einaudi. Questo suo nuovo 'L'amore umano' (traduzione di Yasmina Melaouah, Einaudi, pp. 204, e 17) mi ha invece lasciato un po' a bocca asciutta. Caratteristica dei libri di Makine è una scrittura sospesa e esatta, poetica senza mai scadere nella stucchevolezza. I suoi racconti si reggono su questo stile la cui voce si riconosce immediatamente, già dalle prime righe. Il rischio è quello di una certa aria rarefatta, di un procedere per scarti, magari a scapito della narrazione. Tuttavia, mentre in passato mi è parso che tale rischio rimanesse sotto il controllo impassibile dello scrittore, qui qualcosa non torna. La vicenda comincia in Angola per svilupparsi fra Cuba, Mosca e un villaggio siberiano. Il protagonista, Elias Almeida, passa attraverso tutti i gradi della disillusione politica, come inseguito dalla Storia, o meglio, da quella storia di uomini e donne che hanno creduto, anche a costo della propria vita, nella lotta di emancipazione dei più poveri. Fra quelle macerie (è un tema caro a Makine), l'unica cosa vera che resta è l'amore fragile, nudo, non di rado crudele, per una donna. Ho però l'impressione che lo scrittore abbia tentato un passo più lungo della propria gamba. L'ampio fondale storico, che sottende alla vicenda, a tratti schiaccia e rende confusi i personaggi. Lo stile si fa incerto, si avvita. E capita al lettore di dover tornare indietro, per riacchiappare il filo del racconto. L'impressione finale è quella di uno splendido compositore di musica da camera, che si sia per una volta cimentato con un'opera per orchestra, con tanti, troppi strumenti. CULTURA Kermesse De André Tra teatri e librerie, tre occasioni per ripensare l'opera di Fabrizio De André. Il cofanetto di Bruno Bigoni e Romano Giuffrida, 'Come una specie di sorriso. Vita, battaglie e canzoni di Fabrizio De André' (Rizzoli) riunisce un documentario, 'Faber', e il libro 'Accordi eretici': una raccolta di testimonianze di amici che raccontano la vita i luoghi e le fonti di ispirazione del cantante. Dopo una presentazione all'Ambra Jovinelli di Roma andrà in tournée lo spettacolo 'A forza di essere vento' di Gloria Clemente: una rilettura integrale dell'opera del cantautore genovese che spazia dal gospel ai ritmi del samba nell'interpretazione di Pietro Sinigaglia con il Four Steps Choir e l'Ensemble Franziska. Il saggio di Ettore Cannas 'La dimensione religiosa nelle canzoni di Fabrizio De André' (Edizioni Segno) cerca nelle canzoni tracce del suo Dio degli atei: un "Dio di misericordia", che, come cantava nella 'Preghiera in gennaio' dedicata a Luigi Tenco, ha fatto il Paradiso "per chi non ha sorriso, per quelli che han vissuto con la coscienza pura: l'inferno esiste solo per chi ne ha paura". V. R. CULTURA LA LETTURA Viaggio intorno al '68 di Carla Benedetti Nel mare magnum dei discorsi sul '68, il saggio di Anna Bravo 'A colpi di cuore. Storie del Sessantotto' (Laterza, pp. 322, E 15) si fa notare per l'approccio ampio e trasversale, felice proprio in quanto sghembo. Invece di tracciare una storia dei movimenti, o accumulare dati e riflessioni in vista di una tesi interpretativa generale (ne circolano tante in questo anniversario: Zizek vede nella liberazione sessuale di quegli anni i germi dell'odierno edonismo e, richiamando Lacan invece di Pasolini, si chiede se tutto quell'entusiasmo per la libertà non sia stato in realtà solo un mezzo per sostituire una forma di dominio con un'altra; Scalfari vi vede una "resa al presente" e al "qui e ora"; altri, richiamando Badiou, parlano di fine dell'epoca delle rivoluzioni), la Bravo mette fuoco alcuni temi cruciali, lasciando che i materiali e le riflessioni si orientino attorno a essi come a dei magneti. Il primo, a cui sono dedicati due capitoli, è 'Radici'. Seguono 'Amore', 'Dolore', 'Violenza'. Si tratta di questioni particolarmente 'calde' e, nel caso del dolore, quasi di un tabù. Per i movimenti di quegli anni esso restò infatti 'un corpo estraneo' - per esempio, in tutta la battaglia per l'aborto nessuno parlò mai del 'dolore del feto' - ma la stessa cosa vale per i loro interpreti odierni. Gli anni '60 e i primi '70 sono ricordati oggi soprattutto per le trasformazioni culturali e di mentalità che hanno innescato. La Bravo invece, che è storica dei movimenti delle donne, del genocidio e della deportazione, si rifiuta di considerarli nella ristretta prospettiva culturalista e porta dentro al suo discorso ciò che gli altri di solito lasciano fuori. Così, in questa 'cognizione del dolore' (è l'autrice a usare l'espressione) la prospettiva si allarga fino a prendere dentro i corpi, "la materia vivente', i "limiti della condizione umana" e tante domande che di solito non vengono, né allora né oggi, considerate 'politiche'. E se c'è un limite in questo libro ricco e vivace, esso sta solo nel non aver imboccato questa via ancor più radicalmente.

Torna all'inizio


ORVIETO - Fuori dalle partecipate e l'operazione di dimagrimento dell'interesse del comune v (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di GIULIO LADI ORVIETO - Fuori dalle partecipate e l'operazione di dimagrimento dell'interesse del comune verso le società in cui possiede partecipazioni potrebbe iniziare proprio da Risorse per Orvieto, la società cui erano stati affidati compiti nell'ambito della riqualificazione della ex caserma Piave. "Rpo - dice il sindaco, Stefano Mocio - ha completato il lavoro che gli era stato affidato, quello cioè di seguire il marketing con incarico di procedere alla riconversione della Piave, nonché altri servigi svolti come quello riferito all'attuazione della quarta fase della Mobilità Alternativa. Ora si dovrà valutare se la società avrà nuovi incarichi oppure no. Se non li avrà si procederà alla chiusura". Entro maggio la decisione, ma nell'illustrazione delle prossime tappe verso l'assegnazione della riconversione della ex caserma il ruolo di Rpo non è stato mai citato, ne si può intravedere quale potrebbe essere. D'ora in poi, ogni decisione spetterà al consiglio comunale e la necessità di uno strumento operativo sembra essersi evaporata. D'altra parte Mocio ha anche messo in discussione il ruolo del comune nelle altre partecipate. "Tenendo conto anche che la Finanziaria 2008 - dice ancora Mocio - tende a ridurre le partecipazioni del soggetto pubblico in società, consorzi, ecc., a mio avviso l'amministrazione comunale, laddove non c'è un ruolo di programmazione ma di gestione, dovrebbe uscirne per favorire lo sviluppo di imprenditorialità". D'altra parte Mocio aveva già provveduto a dimagrire le partecipate, riducendo da cinque a tre i consigli di amministrazione e riducendo anche i compensi in gettoni di presenza. Rpo, dopo la trasformazione da società per azioni in società a responsabilità limitata, era stata gestita da un consiglio di amministrazione di tre soli elementi, senza compenso. Il ragionamento del sindaco porta a prevedere che ben presto si possa passare a un esame di tutte le partecipazioni, almeno di quelle in cui il comune ha un ruolo predominante. Associazione Te.Ma., con la gestione del teatro Mancinelli, farmacia comunale, centro studi, saranno tutte sotto esame al fine di decidere quali mantenere e quali dismettere. Con la prossima chiusura di Rpo, si chiude anche una vicenda lungamente polemica, partita con i gettoni di presenza che i consiglieri si attribuirono, proseguita con l'ingente deficit lasciato ( oltre 800mila euro), accesasi con la nomina a presidente di Stanislao Fella, rimasta viva per l'ipotesi di riutilizzo della ex caserma, approvata dal consiglio comunale, poi abbandonata.

Torna all'inizio


Burlando taglia l'addizionale Ire (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI (con Cantiere e B data: 2008-05-07 - pag: 15 autore: Politiche regionali. Varata la manovra finanziaria per il 2008: aliquota ridotta per 142mila contribuenti Burlando taglia l'addizionale Ire L'Irap viene rivista al rialzo per le imprese delle tlc e dell'energia Jada C. Ferrero GENOVA Un bilancio di inversione, dopo le curve accidentate del percorso di risanamento dei conti della Sanità, ora in equilibrio. Al giro di boa di metà mandato, l'amministrazione regionale vara una manovra per il 2008 all'insegna di un minore ca-rico fiscale, per stimolare il potere d'acquisto delle famiglie. Viene, infatti, ulteriormente ridotta l'aliquota dell'addizionale Ire a 142mila contribuenti, dopo che in dicembre lo sconto ne aveva già raggiunti 288mila (a fine mandato l'addizionale riguarderà solo il 15% dei contribuenti): "In questo modo – calcola l'assessore ligure alle Finanze, Giovanni Battista Pittaluga – restituiremo al sistema un potere d'acquisto che vale 32 milioni. Una svolta, rispetto ai precedenti sacrifici: inevitabili. In caso di inazione, sarebbero state inasprite al massimo le aliquote Ire e Irap e ciò sarebbe costato ai liguri un aggravio di 440 milioni". Più ricca anche in virtù delle plusvalenze maturate con la pingue cartolarizzazione (203 milioni) della vendita in blocco di quasi 400 immobili ex sanitari, la Regione ha pianificato massicci investimenti. Il pacchetto di misure licenziato nei giorni scorsi dall'Aula (bilancio di previsione, Finanziaria e collegato) appoggia, infatti, sulla linfa fresca del primo impiego dei fondi Ue della tornata 2007- 2013, che, anche calcolando la programmazione negoziata, in questo 2008 "cuberanno" per oltre 1,35 miliardi. Vista la moltitudine di strumenti, sparisce così di scena il Fir, il fondo rotativo che negli ultimi anni la Regione si è giocato come un asso sul tavolo degli investimenti. In termini di risorse, nel 2008 la Regione potrà contare su circa 5,7 miliardi (meno di 5,2 nel 2007). Quasi 3,5 miliardi sono rappresentati da entrate tributarie (per l'85% destinate a finanziare la spesa sanitaria), in molta parte frutto di compartecipazione a tributi erariali ( si veda tabella). La fonte in assoluto più consistente è la quota sull'Iva (innescata dal Dlgs 56/2000 in materia di federalismo fiscale), che sfiora 1,626 miliardi. Segue a ruota la (famigerata) Irap, rivista al rialzo per alcune tipologie d'imprese (energia, tlc): le aziende quest'anno pagheranno, infatti, circa 32,5 milioni più del 2007 (da 914mila a 946mila euro). La Liguria, secondo il suo governatore Claudio Burlando, a pieno titolo "coprotagonista del triangolo finanziario, industriale e logistico del Nord-Ovest", stava vivendo "un processo di consolidamento della sua economia che, come nel resto del Paese, rischia ora di essere frustrata dal difficile contesto internazionale". Due le strade obbligate, dunque, secondo Burlando: "La promozione di un sviluppo economico forte ed equilibrato, incentivato dal nuovo ciclo di fondi Ue e nazionali, e l'incremento delle politiche di protezione sociale diffusa, di inclusione e sostegno agli strati più esposti alla crisi". Ecco quindi le varie misure per la casa, gli anziani (i non autosufficienti, soprattutto), gli studenti. All'orizzonte, la costruzione di 5 grandi ospedali, con la (faticosissima) revisione dell'assetto sanitario attuale, e poi progetti infrastrutturali, investimenti per la ricerca e la valorizzazione dei beni culturali. Alla voce tagli: nessuna addizionale Ire per chi ha più di 4 figli, vengono esentati dal bollo i veicoli a basso impatto ambientale, sospesa la tassa di concessione delle farmacie, pressoché azzerate le consulenze, e ridotte di un terzo le spese di rappresentanza (valgono circa 3 milioni i risparmi sui costi della politica). Tutta propaganda, secondo l'opposizione consiliare di centro- destra che in Aula ha messo in luce l'altra faccia della luna, per ognuno dei provvedimenti. Dibattito acceso, fra l'altro, su un inedito meccanismo, passato tramite emendamenti, in base a cui la Regione funge in sostanza da banca: è autorizzata a concedere un finanziamento di 75 milioni (a un tasso dello 0,50%) rimborsabile in 15 anni all'Università,già certa di analogo importo in arrivo con medesima tempistica dallo Stato, per trasferire la facoltà di Ingegneria nel futuro villaggio tecnologico degli Erzelli. In analogo modo anticiperà 97 milioni per opere pubbliche del Comune di Genova, a sua volta in attesa di vecchi fondi delle Colombiane, in cinque tranches. "La Regione non può permetterselo – ha rimarcato Nicola Abbundo (Pdl) –e poi presta soldi a tasso inferiore del mercato ".Ma secondo l'assessorePittaluga "è questo il senso della sussidiarietà; oltretutto, per noi quei fondi sarebbero infruttiferi. Così entrambi gli interventi saranno agevolati; il Comune di Genova non dovrà aspettare la terza rata per indire le gare". IL BILANCIO L'85% delle entrate verrà destinato alla sanità Incidono positivamente le plusvalenze di 203 milioni dovute alle cartolarizzazioni IL DIBATTITO Opposizione perplessa sui finanziamenti concessi all'Università (75 milioni) e al Comune di Genova (ben 97 per opere pubbliche).

Torna all'inizio


Risuona l'Inno alla gioia come colonna sonora per la festa dell'Europa (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Commenti Pagina 315 Risuona l'Inno alla gioia come colonna sonora per la festa dell'Europa --> Con i tempi di crisi globale che corrono, i riferimenti storici, in particolare quelli suffragati da successo, aiutano a combattere le paure per meglio superarle con rinnovata speranza. Il riferimento storico è quello relativo alla "Dichiarazione di Robert Schuman del 9 maggio 1950", fatta 58 anni fa. Ne diamo alcuni stralci: "La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. La Francia, facendosi da oltre vent'anni antesignana di una Europa unita, ha sempre avuto per obiettivo essenziale di servire la pace. L'Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra... L'unione delle nazioni esige l'eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania... Il governo francese propone di mettere l'insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un'organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei... Questa proposta, mettendo in comune le produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità, le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i Paesi che vi aderiranno, costituirà il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace...". Con questa dichiarazione, iniziavano i negoziati che si conclusero con la ratifica del Trattato che istituiva, nel 1954, l'Alta Autorità della Comunità europea del carbone dell'acciaio (CECA), formata da Francia, Germania, Italia, Belgio, Olanda e Lussemburgo. Il cammino della costruzione europea allora intrapreso fu irto di ostacoli che furono superati, prima, grazie alla volontà politica dei padri fondatori, Adenauer, De Gasperi, Monnet, Spaak e, poi, dagli altri capi di Stato e di governo a loro succeduti, De Gaulle, Kohl, Mitterrand, da pensatori come Altiero Spinelli e artefici come Jacques Delors. Al trattato CECA si aggiunsero nel '57 i trattati relativi al Mercato comune e all'Euratom. Da sei Paesi fondatori si è passati progressivamente a dodici nel 1985, a quindici nel '95 e a ventisette dell'Unione europea (Ue) di oggi. Grazie al piano decennale detto "Strategia di Lisbona" lanciato nel 2000, oggi l'Ue è una comunità democratica, sociale, economica e monetaria di 500 milioni di cittadini, rispettata nel mondo. Da allora sono stati raggiunti importanti traguardi, tra cui: 17 milioni di nuovi posti di lavoro (6 milioni negli ultimi due anni); l'Ue supera oggi gli Usa in crescita economica e nella produttività per unità di prodotto; l'Ue sarà allo scadere del decennio "l'economia più competitiva e più dinamica mai conosciuta al mondo"; essa è "un attore indispensabile che svolge un ruolo di prim'ordine in difesa dell'ambiente e nella lotta al global warming ". Oltre agli obiettivi economici e sociali raggiunti, l'Ue è decisa a sviluppare una dimensione esterna da aggiungersi a quella interna perseguita finora, includendo la politica estera nella Strategia di Lisbona per meglio svolgere il ruolo di soggetto politico che le compete. In sintesi, contrariamente a molte voci disfattiste e ciniche, la Strategia di Lisbona sta lavorando bene e sarà perseguita (vedi European Rank and Jobs Monitor 2008: the Lisbon Council). Per ciò che riguarda l'Italia, che non ha saputo sfruttare appieno la Strategia di Lisbona, va da sé che è chiamata a fornire uno sforzo maggiore per ricuperare le posizioni perdute in seno all'Ue e al G7. I dati di questo declassamento sono stati opportunamente elencati nell'ultimo libro ( La deriva ) di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Alcuni di questi dati sono stati ripresi e commentati da Sergio Romano in un istruttivo editoriale del Corriere della Sera di domenica scorsa, che si conclude con un auspicio che ogni italiano di buona volontà non può che condividere: "Non è vero che la situazione sia senza scampo. È ancora possibile rompere questo circolo vizioso e liberare la democrazia ricattata dalle corporazioni. Ma è necessario uno sforzo nazionale, vale a dire molto più di una semplice maggioranza di governo. E occorre un governo che dimostri di averlo capito sin dal primo giorno del suo lavoro". Onorare il "9 maggio giorno dell'Europa" intonando l'Inno alla gioia di Beethoven è segno di rinnovata speranza. ANTONIO MARONGIU.

Torna all'inizio


Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Ven, 09 Mag 2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Intervista a Stefano Gianazzi / Genova alla deriva: affossati tutti i disegni strategici sul porto di Gabriele Cazzulini "La deriva", il nuovo libro della premiata coppia Stella e Rizzo, è un'impietosa denuncia sulla decadenza della potenza marittima italiana. La grandezza del passato fa scintille quando stride con la decadenza del presente. Rannicchiati a contemplare gli anni ruggenti della nautica, della logistica e della portualità italiana, i nostri scali galleggiano alla deriva. Un lungo passato all'insegna del predominio marittimo. Poi la fulminante crisi con la morsa della competizione globale. Infine oggi: l'emarginazione di fronte all'Asia coi suoi nuovi signori dei mari. Questa realtà incrostata dalla salsedine del fallimento ha molti padri, ma il risultato è unico: container in passaggio su altre banchine, navi che solcano altre rotte, cantieri navali che ormai non varano più regine del mare. Ecco la diagnosi di un esperto del settore, Stefano Gianazzi, consulente indipendente in porti, trasporti e territorio. Come si può riassumere la posizione della classe politica italiana degli ultimi vent'anni nei riguardi della portualità di Genova? C'è stato un affossamento sistematico di ogni grande o piccolo disegno strategico di sviluppo, prestigio e autonomia del Porto. Allo stesso tempo il porto è stato regionalizzato meglio di un grande porto internazionale in grado di confrontarsi su un piano di pari dignità, anche se con ruoli diversi, con le istituzioni. Quali sono i costi più salati per l'Italia alla deriva? (competitività, ricchezza, innovazione, prestigio?) Chi rimane indietro è perduto. Gli altri deviano i fiumi per ampliare i porti e noi affoghiamo nella burocrazia. Ci si è gongolati troppo nell'idea di Genova primo porto del Mediterraneo. Ma il vero problema sono i tempi che occorrono nel reagire alla globalizzazione. Si parla troppo e si fa poco, troppo poco e spesso male. Qual è oggi la formula per governare un sistema complesso come un porto? Occorre equilibrare fattori ambientali, politici, culturali, economici, che variano non solo da stato a stato, ma, come nel caso della Liguria, addirittura da città a città. E da persona a persona. I porti oggi sono entità fortemente result-oriented. E per ottenere questi risultati serve un'attenta governance delle attività che fanno funzionare il porto stesso, di quelle che si insediano nei pressi dei porti per minimizzare i costi di trasporto (industrie soprattutto), e delle attività direzionali (brokers, agenzie marittime, spedizionieri, etc.). Un mix di cervelli e muscoli. Qual è il modello virtuoso di sviluppo per far uscire il porto di Genova dalla sua deriva? A mio avviso serve un protocollo condiviso da tutti gli attori (istituzioni, operatori, stakeholders e cittadini). Non si attraggono le nuove leve dirigenziali, come quelle cinesi, organizzando viaggi in Cina per promuovere il pesto, ma, ad esempio, organizzando un sistema di istruzione adeguato per i figli dei dirigenti delle compagnie. Per evitare situazioni come il licenziamento di 300 dipendenti a Genova da parte di Maersk o la smobilitazione del terminal di Cagliari in seguito alla variazione nei servizi della stessa compagnia, serve una vera concorrenza globale.

Torna all'inizio


Lo shopping serale grande assente a Como (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente di Confcommercio, Giansilvio Primavesi si difende: "Le vetrine illuminate? Solo se il Comune fa lo sconto sulla luce" A Cantù i negozi saranno aperti ogni venerdì sera di giugno e luglio. A Erba, un'iniziativa simile si chiama "Mercoledì sotto le stelle". E a Como? Nulla, almeno per ora. "Non possiamo obbligare i negozianti ad aprire", dice il presidente della Confcommercio di Como. Negozianti che, sempre secondo Giansilvio Primavesi, non aprono perché "il gioco non vale la candela". I costi superano i benefici. Poi, una provocazione: "Uno sconto sull'energia elettrica per vedere le nostre vetrine accese tutta la notte". La querelle nasce da un'uscita in cui il sindaco di Como, Stefano Bruni, aveva accusato la Confcommercio di mostrare solo "disinteresse" e avanzare "pretese" sulla città turistica, ma di non sforzarsi nemmeno ad aprire di domenica o nelle sere estive. "I commercianti hanno già provato a farlo ribatte Primavesi molti, però, dopo questi esperimenti hanno visto che non ci sono le condizioni necessarie per giustificare un'apertura domenicale o serale. Questo lo può sapere solo un negoziante, Bruni non può pretendere di sapere come si conduce un negozio. Se la realtà è questa, la Confcommercio non può obbligare i commercianti, né prendersi la colpa per i negozi chiusi di sera". Vero, ma un'associazione di categoria ha comunque un potere d'influenza nei confronti dei propri associati. "Il commerciante apre solo se vuole - ribatte il presidente di Confcommercio - Abbiamo provato a farlo, ma se queste iniziative si sono rivelate dei fallimenti non abbiamo il diritto di dire ai commercianti quel che devono fare". Una delle condizioni per attirare la gente, però, sarebbe proprio iniziare ad aprire con regolarità di sera o di domenica, per attirare i clienti anche fuori dagli orari convenzionali. "Alla gente di sera e di domenica non interessa nulla dei negozi - dice Primavesi - non viene a Como per fare acquisti. Il comasco compra durante la settimana, i turisti invece alimentano solo bar, gelaterie e ristoranti. Chi arriva dalla provincia con il motorino lo dico senza disprezzo fa quantità, ma non qualità. Abbiamo invece bisogno del turista stanziale, che viene a Como disposto a fare shopping: perciò crediamo nel progetto del centro commerciale a cielo aperto che stiamo portando avanti con Camera di commercio, Comune, Provincia e Regione". Di fatto, però, al momento non sono in programma iniziative particolari per lo shopping serale d'estate. "Può darsi che domani sera tutti i negozi aprano, oppure no - afferma Primavesi - non servono permessi o autorizzazioni. Mi fa piacere che il sindaco ogni tanto si ricordi di noi, ma non può incatenarci e costringerci a fare le "belle statuine" di sera. Oppure, si promuova uno sconto sull'energia elettrica per vedere le vetrine accese tutta la notte". CANTU' ED ERBA Mentre a Como, per ora, si prospetta un'estate di serrande abbassate e vetrine buie, a Cantù il Comune e i commercianti hanno già stabilito le aperture dei negozi. "Si parte il primo venerdì di giugno e si continua, ogni venerdì, fino a luglio spiega Massimo Cappelletti, vicesindaco e assessore al Commercio capisco le difficoltà dei miei colleghi a Como, anch'io le ho incontrate. Il commerciante non può pretendere di aprire e incassare subito la prima sera: magari una famiglia vede un prodotto, e la mamma torna a comprarlo in settimana. Noi apriamo i negozi nelle sere d'estate ormai da cinque anni, e a seconda del periodo aderiscono dai 20 ai 50 esercizi. L'obiettivo è far uscire di casa i canturini, e l'amministrazione affianca a questa iniziativa una serie di manifestazioni. Quest'anno, ad esempio, il 13 giugno eleggeremo in piazza Garibaldi "Miss e Mister Commercio"". In via di definizione è invece il programma del "mercoledì sotto le stelle" di Erba (11 giugno-30 luglio), manifestazione estiva che ruota anche attorno all'apertura serale dei negozi. Andrea Bambace Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Torna all'inizio


Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mazara: "Discussione il prossimo 19 maggio" Anche in questo caso l'arrotondamento sarebbe del +10% Ancora non si è placata la bufera per l'aumento del 10% dei compensi per la giunta, che a Villa Saporiti si preannuncia un nuovo appuntamento caldo sullo stesso tema. Quasi certamente, infatti, il prossimo 19 maggio si svolgerà una conferenza dei capigruppo provinciali per discutere l'identico provvedimento. Ma questa volta i possibili beneficiari dell'arrotondamento potrebbero essere i consiglieri di Villa Saporiti. Nessuna genesi misteriosa sull'iniziativa, poiché è lo stesso presidente del consiglio provinciale, Ferdinando Mazara, ad annunciare l'intenzione di discutere l'argomento. "Visto che il tema è molto di attualità - dice con un pizzico di ironia Mazara - mi sembra giusto affrontarlo in tutte le sedi istituzionali interessate. Acquisita la scelta della giunta, ora sentiremo anche le opinioni dei consiglieri". Un passaggio logico, se vogliamo, anche se, alla luce delle polemiche sollevate dalla decisione dell'esecutivo di Villa Saporiti, non si poteva ritenere scontato. Almeno per una questione di opportunità e quieto vivere. "Può darsi - dice il presidente dell'assemblea di Villa Saporiti - ma è altrettanto vero che nel momento in cui un provvedimento di quella natura viene assunto dall'esecutivo ma potrebbe riguardare anche il consiglio mi sembra giusto affrontarlo". E così accadrà, tra l'altro nel volgere di pochi giorni. "Compatibilmente con il calendario istituzionale - dice Mazara - dovremmo affrontare la questione nella conferenza dei capigruppo del prossimo 19 maggio. La porterò io stesso in discussione e sentirò cosa ne pensano gli altri partiti". In realtà, l'aria che tira è già intuibile. "Personalmente, ma ribadisco che è una mia sensazione - sottolinea il presidente del consiglio provinciale - reputo molto difficile che i capigruppo approvino un eventuale aumento dei gettoni di presenza in consiglio e nelle diverse commissioni consiliari. Anche perché non va dimenticato che le cifre, rispetto a quelle della giunta, sono ben differenti". Difficile dare torto a Mazara, conti alla mano. A oggi, infatti, il rimborso che spetta ai consiglieri provinciali per la presenza a ogni seduta dell'assemblea è pari a 90 euro lordi. Per le commissioni, invece si scende a quota 70. Cifre del tutto differenti, ovviamente, dai 5.466 euro lordi del presidente provinciale (che ora sono aumentati a 6.073) o dai 3.553 degli assessori (ora portati a 3.947, sempre lordi). Ma c'è un ulteriore elemento sottolineato da Mazara. "Non ho ancora i conteggi esatti - dice il numero uno dell'assemblea di Villa Saporiti - ma credo che almeno la metà dei consiglieri provinciali non abbia nemmeno adesso diritto a percepire il gettone di presenza. Tutti i sindaci e gli assessori di paesi del territorio eletti in Provincia non percepiscono infatti il rimborso. E lo stesso discorso, ovviamente, vale per i due neoparlamentari Armando Valli e Chiara Braga". Insomma, pare ben difficile che i restanti consiglieri vogliano sfidare la scarsa popolarità degli arrotondamenti di indennità a fronte dei pochi euro in questione e della ridotta quantità di persone che ne potrebbero poi effettivamente godere". La decisione ufficiale sarà presa nella riunione dei capigruppo della settimana ventura. Particolare, infine, la posizione dello stesso Mazara. Il quale ha diritto alla stessa indennità del vicepresidente della Provincia, Francesco Cattaneo, pari (post-adeguamento del 10%) a 4.555 euro lordi mensili. Essendo a tutti gli effetti un esponente del consiglio di Villa Saporiti e non della giunta, per lui non è scattato alcun arrotondamento. Emanuele Caso Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Lo shopping serale grande assente a Como.

Torna all'inizio


<Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" In viaggio tra le vetrine Ecco l'identikit stilato da responsabili e addetti dei negozi" Spende mediamente tra i 200 e i 300 franchi, è un pochino più taccagno dello straniero ed è attirato dalla firma, dalla griffe. Responsabili e addetti dei negozi del Fox Town di Mendrisio tracciano l'identikit del tipico cliente italiano e, quindi, anche comasco. "Cerca un abbigliamento da usare tutti i giorni - spiega Rossella Lecci, responsabile del negozio Calvin Klein - sente un po' la crisi economica, quindi si orienta verso acquisti mirati: jeans e magliette, magari con un occhio ai colori di tendenza. Circa 8 clienti su 10 sono italiani, e si capisce dal fatto che nelle feste italiane il negozio si riempie. Spesa media? 300 franchi. Il cambio favorevole ha aiutato". Molti italiani anche tra le vetrine di Gucci. Lo store manager, Piercarlo Radice, conferma che "almeno il 60% dei clienti è italiano. Allettato dall'affare, l'italiano cerca un prodotto firmato, con un marchio riconoscibile e distintivo". Avere Gucci al proprio interno è un vantaggio, per un centro commerciale, anche perché Radice spiega che "esistono solo tre outlet Gucci in Europa: in Toscana, vicino a Biella e a Mendrisio. Fox Town ha la particolarità di avere un ampio panorama di firme di lusso". "Comaschi e milanesi sono attirati soprattutto dalla firma e, in seconda battuta, dalla convenienza - aggiunge Marco Ruscio, dello store Dolce&Gabbana - lo scontrino medio è tra i 200 e i 220 franchi, mentre i clienti sono un po' di tutte le età". Al negozio Missoni, altra grande firma italiana dell'abbigliamento, troviamo Adriana Iaconis, che conferma come "lo sconto" sia tra i principali motivi che attraggono i clienti al Fox Town. "Mentre con lo straniero si realizzano ottime vendite, il comasco è più attento al prezzo - continua la responsabile - Il turista in vacanza è forse più portato a comprare". Anche allo shop Missoni la spesa media è tra i 200 e i 300 franchi, ma le vendite cambiano a seconda dei giorni. "In settimana lo scontrino medio è più elevato - spiegano - durante le feste, invece, si vendono più articoli ma la spesa pro capite è più bassa". È chiaro come il mix tra prezzo basso e grande firma sia la formula vincente dell'outlet di Mendrisio. Ma l'attenzione dei clienti va alla marca, prima che allo sconto. "Sicuro - conferma Ivan Ferrario, dallo store di Guess - prima si cerca la griffe, poi si guarda l'affare. Noi vendiamo molti accessori, borse, cinture e orologi. Ma l'italiano spende di meno. In settimana si vedono molte famiglie, nel weekend coppie di giovani. Gli stranieri invece sono un po' di tutte le nazionalità, qualcuno addirittura dalla Grecia". Andrea Bambace Home Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Torna all'inizio


Tarchini: <L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Il fondatore del Fox Town "Noi facciamo chiudere solo gli incapaci" "L'outlet uccide il negoziante incapace. Ma il professionista non ha nulla da temere". Mister Fox Town, all'anagrafe Silvio Tarchini, può ben immaginare come l'outlet di Mendrisio sia guardato con timore dai commercianti comaschi. "C'è una grande discussione in atto sulla concorrenza tra grande e piccola distribuzione", dice. E visto che l'umorismo non gli fa difetto, aggiunge che "l'outlet fa chiudere chi non è capace di fare il commerciante, chi ha aperto il negozio da regalare all'amante. Ma se un dettagliante è un serio professionista non ha nulla da temere, anche perché siamo complementari alla piccola distribuzione. Da noi il cliente arriva 4 o 5 volte all'anno. Per il resto, si rivolge al negozio". Quando 13 anni fa Tarchini decise di aprire un outlet di grandi firme, gli equilibri tra Italia e Svizzera erano ben diversi. La lira si svalutava, e per i ticinesi comprare in Italia era una manna. Poi è arrivato l'euro. E la bilancia, lentamente, ha iniziato a inclinarsi. Quando l'euro è diventato "supereuro", il flusso di convenienza ha cambiato direzione: oggi allo svizzero conviene rimanere in Ticino, e al comasco pure. Ma non è solo questione di cambio. Cosa cercano gli italiani e i comaschi tra le corsie del Fox Town? "Sono attirati da una vasta scelta, dai negozi gestiti con il concetto di spaccio aziendale che permette un risparmio dal 30 al 70%. Si vendono prodotti di marca, della stagione precedente, a prezzo ridotto. La convenienza è data anche dall'Iva, che in Italia è al 20% e da noi al 7,6%. La gente, quindi, ha la garanzia del marchio e in alcuni casi anche del lusso, perché il nostro cliente è di livello medio-alto e cerca un prodotto di lusso". Se, all'inizio, l'obiettivo di Tarchini era frenare l'esodo di ticinesi che compravano in Italia, il risultato è che oggi il Fox Town attira anche migliaia di comaschi. "Entrano circa 2,5 milioni di persone l'anno. Il 65% della clientela è italiano, il 24% ticinese e il resto di altre origini. L'euro forte ci ha aiutato, ma conta parecchio anche l'apertura domenicale. Nell'outlet si può entrare anche senza sapere esattamente quel che si vuole. Poi, girando, magari si trova un prodotto che interessa". La nuovo ala che aprirà presto cosa conterrà? "Altri 30 negozi, per 6.000 metri quadrati di superficie netta di vendita. Sarà sviluppato a livelli per ogni genere di prodotto, dal casual sportivo ai marchi di lusso. Abbiamo anche previsto 230 posti auto in più per far fronte all'aumento di automobili". Il "fenomeno" Fox Town ha in qualche modo popolarizzato le grandi firme? "Diciamo che le ha rese più "user friendly". Per entrare in un prestigioso negozio in via Montenapoleone magari un cliente senza giacca e cravatta si sente fuori posto. E per i grandi marchi, l'outlet non è solo un modo per vendere eccedenze o stock di stagioni precedenti, ma anche un veicolo per far apprezzare i propri prodotti a nuovi clienti. Cambia anche il rapporto con l'outlet: una volta, le persone quasi si vergognavano a dire di aver preso un capo firmato in offerta. Oggi invece ne vanno fiere. E più sono ricche, più se ne vantano. Avrebbero anche la possibilità di comprare in via Montenapoleone, ma vengono da noi". I tempi cambiano. Anche se chi può spendere cerca l'occasione su un vestito da 5.000 euro anziché su una camicia da 50. Perché il vestito di moda piace, ma mai come risparmiare. Andrea Bambace Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Torna all'inizio


Gaddi: <Gli esercenti devono cambiare mentalità> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gaddi: "Gli esercenti devono cambiare mentalità" Arte e turismo L'assessore alla Cultura: "Basta vedere i turisti come un fastidio" "Creare una mentalità aperta, accogliente e cordiale è oggi una delle emergenze cittadine. Ormai comunque la direzione è tracciata e credo che a prescindere da qualsiasi resistenza Como saprà cambiare per rispondere a queste esigenze di visitatori e turisti". Sergio Gaddi, assessore alla Cultura di Palazzo Cernezzi, torna a chiedere la collaborazione dei commercianti ma anche dei singoli cittadini per rendere il capoluogo sempre più a misura di turista. Nelle ultime ore, l'annuncio dell'ulteriore ampliamento del Fox Town, l'outlet a due passi dal confine, diventato ormai da tempo un punto di riferimento per lo shopping per il bacino di Como e non solo, ha riportato sotto i riflettori anche l'annosa polemica sulla ritrosia degli esercenti del capoluogo lariano a rinnovarsi e ampliare la propria offerta di servizi. "La questione si trascina da anni - osserva Gaddi - ma l'amministrazione comunale e i commercianti continuano a viaggiare su binari paralleli. Da un lato Palazzo Cernezzi, che continua a spingere in particolare per le aperture serali e domenicali dei negozi. Dall'altro gli esercenti, che ripetono che, per loro, "il gioco non vale la candela"". L'ultima tappa della querelle è proprio delle ultime ore, con un duro intervento del sindaco, Stefano Bruni, che ha accusato senza mezzi termini la Confcommercio. "Dagli esercenti ha attaccato il primo cittadino riceviamo soltanto pretese e disinteresse a fronte dell'impegno del Comune". Accuse rilanciate dall'assessore alla Cultura Sergio Gaddi. "Quello che ci serve è una mentalità aperta, accogliente e cordiale dice Gaddi - A voler ben guardare, proprio la cordialità è il minimo comune denominatore di tutte le iniziative che abbiamo fatto negli ultimi anni per cercare di dare una marcia in più alla città attraverso gli eventi culturali e ludici". "Grazie alla cultura e agli eventi continua l'assessore Como ha una fisionomia diversa e rinnovata, più gradevole e attraente. A questo punto però è indispensabile che tutti diano il loro contributo in termini di aumento del tasso di cordialità. Il visitatore o il turista che arriva in città deve essere accolto come una risorsa e non come se si trattasse di un fastidio. Fortunatamente questo è l'atteggiamento che i giovani vogliono e credo che il futuro dunque vada in questa direzione". Serve però una maggiore collaborazione da parte di commercianti e operatori turistici. "Le aperture dei negozi nei giorni festivi o la sera devono essere viste come un'opportunità sottolinea Sergio Gaddi Credo che alla fine la forza della domanda di visitatori e turisti sarà più forte dei singoli comportamenti che osteggiano questo cambiamento. Più porteremo le persone in città con eventi internazionali e di alta qualità, più saranno gli stessi visitatori ad obbligare in qualche modo gli operatori a offrire quello che i clienti chiedono". "Negli ultimi anni grazie alla cultura il nome di Como ha avuto una decisa accelerazione sul piano nazionale e non solo conclude Sergio Gaddi - La direzione ormai è chiaramente segnata a prescindere di qualsiasi resistenza che adesso spero comunque possa finalmente cadere". Anna Campaniello Home "Il comasco? Cerca la firma ma è taccagno" Tarchini: "L'euro forte ci ha aiutato ma conta molto l'apertura festiva" Lo shopping serale grande assente a Como Gettoni di presenza L'adeguamento tenta i consiglieri provinciali.

Torna all'inizio


Bruseghin e Baldato i veterani. Rebellin a caccia di una tappa. Lorenzetto ruota veloce (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Alla faccia della scaramanzia la truppa triveneta al 91. Giro d'Italia che scatta sabato con la cronosquadre di Palermo, sarà composta da 17 elementi. Sono 14 i veneti, due i trentini (Gibì Simoni e Alessandro Bertolini), mentre il Friuli sarà rappresentato dal solo Enrico Gasparotto, l'ex tricolore nativo di Casarsa della Delizia (Pn) nel frattempo trasferitosi a Carnago, in provincia si Varese.Nel folto lotto troviamo capitani, outsider, cacciatori di tappa, gregari, debuttanti e chi punta dritto al podio come il veneziano Franco Pellizotti ed il trevigiano Marzio Bruseghin, Simoni permettendo. Per il Delfino di Bibione che vive nella Marca a S.Lucia di Piave sarà il Giro della verità. Il sacrificio dell'anno passato a favore di Danilo Di Luca gli è valso i gradi di capitano alla Liquigas, il team milanese con quartier generale a San Donà (Ve) e staff tutto veneto che in subordine il siciliano Nibali. Nonostante il prolungamento appena firmato per altre due stagioni, l'arrivo di Ivan Basso è destinato a mutare equilibri e prospettive per Pellizotti che a 30 anni affronta il sesto Giro della carriera: è stato 9. lo scorso anno e due volte ottavo (2006 con il successo a Peschici e 2003). "Prima del Giro ho corso meno rispetto al passato - dice concentrato Franco - quindi cercherò di crescere nella prima settimana per farmi trovare pronto alla crono di Urbino e per le ultime dieci tappe. La cronoscalata di Plan de Corones? Come lo Zoncolan lo scorso anno: non farà grandi distacchi".A 34 anni e al decimo gettone rosa della carriera, il vittoriese Marzio Bruseghin è l'uomo per la classifica della Lampre che schiera pure Fabio Baldato, il 39enne di Brendola (Vi) all'ultimo Giro della carriera ed il trevigiano di Vazzola Mirco Lorenzetto, prima ruota veloce del team di Beppe Saronni. "Ho in testa il tappone dolomitico del Fedaia - ammette -. Certo, posso arrivare lassù sul podio, ma dipende tutto dalla fortuna. L'ultima crono di Milano? Perché no". Il "Bruss" il personaggio dei 22 asini allevati in Piadera è stato 8. lo scorso anno e 9. nel 2005 da gregario.Uno dei favoriti è Gibì Simoni: sette podi nelle ultime nove edizioni (lo scorso anno 4. e nel 2002 lo stop per le caramelle della nonna). E' arrivato alla Diquigiovanni-Androni per regalare al patron vicentino di Castelgomberto Lino Diquigiovanni il personale tris dopo i trionfi del 2001 e 2003: "Mi spiace ma stavolta non faccio programmi - dice lo scalatore trentino di Palù di Giovo che ad agosto compirà 37 anni-. Già alla cronosquadre di Palermo dovremo badare a limitare i danni per non inseguire già dalla prima settimana. Il mio Giro lo costruirò giorno dopo giorno".Tra gli outsider c'è il vicentino Emanuele Sella, 27 anni, alla quinta partecipazione in 5 stagioni da prof. Nel 2004 al debutto stupì tutti vincendo a Cesena. Assieme al lucano Pozzovivo è la punta della Csf-Navigare, team che regala l'emozione della "prima" volta rosa ai trevigiani Tiziano Dall'Antonia e Matteo Priamo. Il vicentino Mauro Facci (Quick Step) correrà d'appoggio allo spagnolo Garate per la classifica ed all'iridato Bettini per i colpi di giornata.Chi non ha velleità di classifica è Davide Rebellin, vicentino coetaneo di Simoni, già 6 giorni in rosa nel '96. Dopo le piazze d'onore alla Doyenne e Francoforte, il 3. alla Freccia Vallone e il doppio 4. ad Amstel e Sanremo, Davide punta ad almeno una tappa e lasciare il segno nella prima parte. Con lui alla Gerolsteiner anche il trevigiano Oscar Gatto, ultima maglia nera, alla seconda partecipazione in due anni da prof ed il padovano di Cittadella Andrea Moletta. Per quest'ultimo la data di venerdì 23 maggio ha un significato particolare: per la prima volta il Giro si fermerà a Cittadella. Nella città murata un pensierino al colpaccio ci può anche stare, velocisti permettendo. Sulle strade di casa arriva in maglia Milram anche Rodolfo Ongarato, vagone del "treno" di Zabel negli sprint.Chiude il lotto veneto, dove i trevigiani la fanno da padrone con 5 presenze, una coppia veronese. Senza Cunego che ha optato per il Tour e Caucchioli (la Credit Agricole non è stata invitata dalla Rcs) a tenere alto il vessillo scaligero saranno Daniele Pietropolli a sostegno dei capitani Savoldelli e Di Luca nella Lpr-Ballan e Francesco Bellotti, in maglia Barloworld come Gasparotto.Ai 17 alfieri del Nordest si aggiungono il brasiliano Luciano Pagliarini (Saunier Duval) stabilitosi a Treviso e l'argentino Max Richeze (Csf) che vive a Rosà (Vi) con gli altri tre fratelli ciclisti.Da Verona partirà la 14. tappa che terminerà all'Alpe di Pampeago. Mentre il giorno successivo sarà grande spettacolo nel tappone dolomitico Arabba-Passo Fedaia/Marmolada.Massimo Bolognini.

Torna all'inizio


Comune di Castrovillari: martedì Consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CASTROVILLARI. Il presidente facente funzioni del Consiglio comunale di Castrovillari, Marisa Urso, ha convocato una riunione per martedì 13 maggio in prima, alle ore 9, e mercoledì 14, in seconda, alla stessa ora. L'assise non ha indicato il nuovo presidente, dopo le dimissioni di Tommaso De Capua. Nove i punti all'ordine del giorno decisi nella Conferenza dei capigruppo consiliari. Oltre le interpellanze e le interrogazioni il Consiglio dovrà occuparsi del Piano Strutturale Associato, della modifica del comma sei dell'articolo sei del Regolamento sulle Commissioni consiliari per non avere problemi di mancanza del numero legale, di alcuni ordine del giorno di sostegno economico relativo al Progetto SCEC, uno sul Progetto Ortofrutta al chilometro zero, la discussione sull'assetto urbanistico della città, un'altra sull'indennità e gettoni di presenza agli amministratori, l'approvazione del Regolamento di Protezione Civile e l'integrazione del regolamento comunale sull'ordinamento degli uffici e dei servizi in materia di mobilità volontaria e affidamento di incarichi esterni. I punti saranno introdotti dall'assessore Pierangelo De Padova, dal vice presidente del consiglio, Marisa Urso, dai capigruppo Tommaso De Capua, Donatella Laudadio e Leo Battaglia, dal sindaco, Franco Blaiotta, e dall'assessore al Personale, Giuseppe Abbenante.

Torna all'inizio


Comunità montane Tutti i costi prima dell'accorpamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Costi della politica

LEGGE REGIONALE. VALLI GESSO-VERMENAGNA E BISALTA Comunità montane Tutti i costi prima dell'accorpamento [FIRMA]BARBARA BARALE PEVERAGNO Iniziano i conti su quanto si risparmierà riducendo il numero delle Comunità montane della Granda. Il disegno di legge sulla montagna proposto dalla Regione in modifica al Testo unico del '99 comporterà - se approvato dal Consiglio regionale - la riduzione degli enti piemontesi da 48 a 31; nel Cuneese si passerà da 12 presidenti di Comunità montana a 9, con accorpamenti e unioni. Secondo il provvedimento, infatti, i Comuni delle Valli Gesso, Vermenagna, Pesio e della Bisalta rientrano in un'unica zona omogenea: avranno un solo Consiglio di Comunità e presidente. Stesso destino avranno i Comuni dell'Alta Val Tanaro e delle Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana. Saranno accorpate le Comunità dell'Alta Langa e della Langa, Valli Belbo, Bormida e Uzzone. La proposta regionale razionalizza l'organizzazione degli enti, come chiedeva l'ex ministro Lanzillotta "per contenere le spese". Evita, però, tagli al personale che, con gli accorpamenti, sarà mantenuto. Le Comunità Bisalta e delle Valli Gesso-Vermenagna hanno reso note le spese d'amministrazione. La Gesso-Vermenagna, più estesa e in quota, comprende 7 Comuni: Entracque, Limone, Roaschia, Robilante, Roccavione, Valdieri e Vernante. E' rappresentata da 16 Consiglieri e 4 assessori. Il presidente Ugo Boccacci percepisce 1.549 euro mensili lordi, mentre il presidente della Comunità Bisalta Stefano Dho, vicesindaco di Peveragno, dove rinuncia al contributo, riceve un'indennità ridotta per il reddito da lavoratore dipendente: 774 euro lordi. Della Comunità Bisalta fanno parte 5 Comuni - tre di montagna (Peveragno, Chiusa Pesio, Boves) cui si aggiungono, come unione di Comuni, Pianfei e Beinette (quest'ultimo sarà escluso dal riordino, perché privo di caratteristiche montane). Dieci i consiglieri, 4 gli assessori. Il gettone di presenza per seduta è in entrambe le sedi di 19,99 euro lordi. Nell'ente Bisalta un assessore ha rinunciato all'indennità, mentre tre percepiscono 697 euro mensili lordi. Nella Comunità Gesso-Vermenagna 697 euro vanno a un solo assessore; gli altri hanno indennità ridotta (348 euro) per lavoro dipendente. Per il personale a tempo indeterminato la Comunità Bisalta spende 134 mila euro lordi l'anno, cui si aggiungono 45 mila euro in contributi e tassa Irap. La Gesso-Vermenagna, che gestisce anche i Servizi sociali a scavalco tra i due territori, spende 600 mila euro lordi, più 210 mila in oneri. Il segretario è già lo stesso per i due enti, che hanno anche parte del personale in convenzione.

Torna all'inizio