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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

La porcilaia verrà abbattuta nell'estate 2009 ( da "Gazzetta di Reggio" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il più importante e costoso è la demolizione della maxi porcilaia ai piedi del castello di Canossa e la risistemazione dell'area. Il piano di riqualificazione naturale e ambientale, dal costo complessivo di un milione 490mila euro, di cui 745mila finanziati dalla Regione, non potrà però scattare prima della primavera del 2009.

GLI ALTRI Benincasa e il voto utile per la città ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: INVECE Jacopo Bonuccelli propone la politica del taglio dei costi della politica che gravano sulle finanze comunali come le consulenze e "gli stipendi troppo onerosi dei dirigenti comunali e delle municipalizzati. I super stipendi pagati ai dirigenti sono uno scandalo sotto gli occhi di tuti e ne consegue la mancanza di finanziamenti per i servizi indispensabili alla collettività,

Paritarie, convenzione tra i Comuni lombardi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sostenere una scuola paritaria già aperta, inoltre, costa molto meno che aprire una nuova scuola. D'altra parte, a livello strettamente giuridico, dalla Costituzione non sembra discendere un "obbligo" di finanziamento da parte dello Stato, è necessario perciò agire in un'ottica di dialogo per costruire una "scuola di territorio".

Le quote rosa? Sono inevitabili ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non abbiamo nemmeno un gettone di presenza minimo. Ho sentito questi anni come una sorta di volontariato. Mi chiedo se una commissione composta da tutti uomini l'avrebbe accettato. Penso che la prossima Amministrazione dovrà rivedere sia il ruolo di questo organismo, sia la sua connessione con l'assessorato alle Pari Opportunità".

La Regione pubblica i compensi dei manager ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gianello e Antonio Passuello devono accontentarsi dei gettoni di presenza (69,72 euro a seduta). Antonio Franzina, come componente del cda del comitato regionale per le comunicazioni, incassa 22 mila 822 euro lordi all'anno. Nadia Qualarsa, come presidente dell'Istituto regionale ville venete incassa 12 mila e 350 euro di indennità di carica e 15 mila e 612 euro di indennità di diaria.

ALL'AUDITORIUM VA IN SCENA UN MUSICAL BIBLICO ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In aula sarà illustrata anche la nuova manovra tariffaria e saranno determinati i gettoni di presenza dei consiglieri. In Consiglio comunale si parlerà anche di urbanistica e aree edificabili. In chiusura sarà approvato il programma triennale di incarichi e consulenze, il bilancio di previsione e il piano triennale delle opere pubbliche.

Ater, inevase 94 domande su 100 ( da "Corriere del Veneto" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rivolgersi alle fondazioni bancarie presenti nel territorio ed utilizzare, con l'accordo dei Comuni, aree demaniali in disuso per costruire nuove abitazioni. "Nel primo caso spiega il presidente - a fronte dei finanziamenti da parte delle fondazioni, Ater metterebbe a disposizione i propri uomini e le proprie competenze tecniche in materia.

Via Padova, l'invasione delle slot machines Gli abitanti: pochi controlli sulla regolarità ( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mister X ha aperto una dépendance del divertimento a gettone venti metri più in là, cinquanta centesimi a partita, un immigrato nordafricano che cambia le banconote in monete, venti persone (alle 23 dell'altra sera) che buttano lo stipendio nei rulli delle scommesse elettroniche. La sala di via Adriano 6, appena si entra da piazza Costantino, ha l'insegna capovolta.

Il Porto Viro in trasferta contro il Gazzera va a caccia di un rilancio ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tenuto in debito conto che, solo Di Girolamo junior e Doria possono vantare qualche gettone di presenza con la prima squadra. Ci si consola, almeno, con il rientro di Baldon dalla squalifica e soprattutto con un Tosetti che ha ricevuto le adeguate rassicurazioni, tanto che scenderà in campo senza nessuna protezione al naso.

Caso Abu Omar: il processo si deve fare. In 300 firmano l'appello lanciato da Claudio Fava e Vito Monetti ( da "AprileOnline.info" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Walter Rizzo, Carla Ronga, Giorgio Ruggieri, Sandro Ruotolo, Giovanni Russo Spena, Guido Sacconi, Mario Sanna, Piero Sansonetti, Gianpaolo Silvestri, Maurizio Torrealta, Luana Zanella, Iacopo Venier, Circolo Sinistra Democratica di Piana dei Colli, Circolo PRC/SE "Enrico Berlinguer" Bruxelles, Lorenzo Frigerio (Libera Lombardia)

Derby in Eccellenza: il Somma a Vigasio ( da "Arena.it, L'" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Scaligera 2003-Isola Rizza, Zanella; Bonferraro-Nuova Cometa, Crimi; Alpo Adige-Real San Massimo 2000, Falavigna e Amatori Nogara-Sanguinetto, Ferrari. GIRONE C: Provese-Albaronco, Milani di Verona; Real Monteforte-Grezzana, Zeviani di Legnago; Borgo San Pancrazio-Napoleonica, Manara di Verona;

Il programma della Sinistra Arcobaleno: lavoro in testa e donne come negli anni Settanta ( da "Blogosfere" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: difendere la democrazia La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l'Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali.

La Regione pubblica i compensi dei manager ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gianello e Antonio Passuello devono accontentarsi dei gettoni di presenza (69,72 euro a seduta). Antonio Franzina, come componente del cda del comitato regionale per le comunicazioni, incassa 22 mila 822 euro lordi all'anno. Nadia Qualarsa, come presidente dell'Istituto regionale ville venete incassa 12 mila e 350 euro di indennità di carica e 15 mila e 612 euro di indennità di diaria.

<Le quote rosa? Sono inevitabili> ( da "Brescia Oggi" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non abbiamo nemmeno un gettone di presenza minimo. Ho sentito questi anni come una sorta di volontariato. Mi chiedo se una commissione composta da tutti uomini l'avrebbe accettato. Penso che la prossima Amministrazione dovrà rivedere sia il ruolo di questo organismo, sia la sua connessione con l'assessorato alle Pari Opportunità".

< Come a Madrid!> ( da "Tuttosport" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Tra 388 gettoni in campionato, 42 in coppa Italia, 66 nelle coppe internazionali e 3 in Supercoppa nazionale, il capitano è arrivato a quota 499 (con 202 reti). Basterà attendere le ore 15 di oggi perché Totti raggiunga cifra tonda. DUBBI DI FORMAZIONE Mexes è diffidato (e nel prossimo turno c'è il Milan, anche se subito dopo si gioca il derby)

Venerdì sera la bozza di previsione è stata illustrata come di consueto in una assemblea pubblica, ma dalla partecipazione scarsa Verceia stringe la cinghia e l'Ici è salva La giun ( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è stata la decisione degli amministratori di rivedere il proprio compenso: il sindaco Dante Pedroncelli ha ridotto di un terzo le sue spettanze, gli assessori si sono auto tagliati il loro del 10% e i consiglieri hanno tutti rinunciato al gettone di presenza. Uno sforzo lodevole, che ha permesso di racimolare 5.


Articoli

La porcilaia verrà abbattuta nell'estate 2009 (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Reggio" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Canossa: il progetto di riqualificazione costerà un milione e mezzo di euro CANOSSA. Poco più di due milioni di euro, per i borghi appenninici, l'abbattimento di opere "incongrue", la riqualificazione dei centri storici e il recupero degli edifici di valore storico. Li ha stanziati la Regione Emilia Romagna per finanziare parte (circa il 40 per cento) di dieci progetti previsti, o in parte già realizzati, in provincia di Reggio. Il più importante e costoso è la demolizione della maxi porcilaia ai piedi del castello di Canossa e la risistemazione dell'area. Il piano di riqualificazione naturale e ambientale, dal costo complessivo di un milione 490mila euro, di cui 745mila finanziati dalla Regione, non potrà però scattare prima della primavera del 2009. I proprietari della porcilaia, dove ci sono ancora gli animali, hanno infatti definito la vendita dell'edificio a cinque piani alla società "Matilde di Canossa spa", che ha acquistato lo stabile per 500mila euro ma che ne entrerà in possesso dal 31 marzo 2009. La demolizione della maxi porcilaia che "sfregia" il panorama della zona matildica e dei resti del castello di Canossa, seguita da un piano di riqualificazione dell'area, avverrà probabilmente l'estate successiva e - compreso lo smaltimento dei detriti e la prima sistemazione - costerà circa 300mila euro. Un tempo non breve, ma necessario per perfezionare gli accordi di programma e le delibere di affidamento dei lavori di demolizione e ricostruzione. E' comunque già iniziato lo studio delle ipotesi di riprogettazione e destinazione funzionale che saranno definite attraverso accordi di programma con il Comune di Canossa, la Provincia, la Regione e la Soprintendenza, nel quadro delle politiche di riqualificazione del paesaggio. Tra gli altri interventi finanziati dalla Regione in provincia di Reggio, vanno segnalati la riqualificazione funzionale e ambientale della piazza centrale di Brescello, due distinti interventi a Villa Minozzo di ristrutturazione dell'ex cinema e di sistemazione di spazi del centro storico, ad Albinea il restauro di Villa Tarabini, a Quattro Castella l'intervento sul Castello di Bianello e sul complesso delle quattro Castella. L'assessore regionale alla Programmazione territoriale, Luigi Gilli, ha inoltrato il provvedimento alla Commissione territorio dell'assemblea legislativa, avviando l'iter per l'approvazione dei finnziamenti (10 milioni per tutto il territorio regionale).

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GLI ALTRI Benincasa e il voto utile per la città (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

"A ROMA vota chi ti pare ma a Viareggio non ti sbagliare.". Con questo slogan Vivere Viareggio e Per Torre del Lago, che sostengono Alberto Benincasa come candidato sindaco, invitano i viareggini a riflettere sul "voto utile" ma che sia contro gli inciuci. "La sinistra di Marcucci, Manfredi, Verdi, Comunisti italiani e per 5 anni di Rifondazione, ha disastrato la nostra Viareggio ? scrive Benincasa ? Forza Italia e soci hanno fatto un'opposizione evanescente e molte volte hanno coperto e aiutato il governo di Marcucci. Addirittura si legge, sulla stampa e sui blog, di un aiuto a Manfredi alle primarie del Pd, aiuto mai smentito che sa di inciucio. E' opportuno e giusto che gli elettori sappiano ciò che è successo e diano l'unico voto utile a chi ama Viareggio e per questo non è mai sceso a compromessi". Cioè il voto utile, a Benincasa. INVECE Jacopo Bonuccelli propone la politica del taglio dei costi della politica che gravano sulle finanze comunali come le consulenze e "gli stipendi troppo onerosi dei dirigenti comunali e delle municipalizzati. I super stipendi pagati ai dirigenti sono uno scandalo sotto gli occhi di tuti e ne consegue la mancanza di finanziamenti per i servizi indispensabili alla collettività, come gli asili nido e i fondi per famiglie a basso reddito, aziani e disabili. Noi proponiamo di eliminare le consulenze sostituendole con borse di studio con cui tutti i cittadini possano partecipare direttamente allo sviluppo della propria città". - -->.

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Paritarie, convenzione tra i Comuni lombardi (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

La proposta dell'Anci: si va dai 2.500 euro di Brescia ai 390 di Milano, bisogna stabilire degli standard Corna (Adasm): con il nostro lavoro lo Stato risparmia, eppure incontriamo ancora incomprensione L'associazione dei Comuni lombarda (Anci Lombardia) promuoverà la realizzazione di una convenzione per i comuni lombardi ? e in particolare per quelli della provincia di Bergamo ? che stabilisca standard minimi di contribuzione alle scuole d'infanzia paritarie non-profit. L'impegno è stato preso da Gian Piera Vismara, coordinatrice del Dipartimento Istruzione di Anci Lombardia, a conclusione del convegno su "Scuole d'infanzia paritarie e enti locali" promosso dall'Adasm-Fism in collaborazione con l'Università di Bergamo e tenuto ieri alla Casa del Giovane. Una revisione dei contributi si impone perché la situazione è molto frastagliata. Il Comune di Brescia dà alle sue scuole d'infanzia quanto dà alle scuole comunali e il contributo arriva a 2.500 euro l'anno per bambino. Lecco dà 777 euro, Bergamo 520 euro (con la nuova convenzione si dovrebbe arrivare a 640), Como 481 e Milano 390. finanziare le paritarie Perché finanziare le scuole d'infanzia paritarie? Per motivi ideali e per motivi pratici. La Costituzione riconosce pari dignità giuridica alla scuola statale e a quella privata e la legislazione più recente sulla scuola apre all'integrazione di pubblico e privato senza fini di lucro in un unico sistema di istruzione per il Paese. Sostenere una scuola paritaria già aperta, inoltre, costa molto meno che aprire una nuova scuola. D'altra parte, a livello strettamente giuridico, dalla Costituzione non sembra discendere un "obbligo" di finanziamento da parte dello Stato, è necessario perciò agire in un'ottica di dialogo per costruire una "scuola di territorio". Gli strumenti sono le convenzioni con l'ente locale e i nuovi Ambiti per l'istruzione che ricalcano in Lombardia gli ambiti delineati dalle province per la legge 283. la storia La scuola paritaria, e soprattutto il segmento della scuola d'infanzia in Lombardia e particolarmente nella nostra provincia ha una storia lunghissima e generosa. "Abbiamo bisogno del contributo economico e morale dei Comuni per continuare a vivere ? ha esordito Casimiro Corna, presidente Adasm Fism di Bergamo presentando al convegno la situazione provinciale ? ma vogliamo anche salvaguardare la nostra autonomia, valore che ci ha permesso di attraversare anche momenti molto duri della storia". i numeri L'Adasm, associazione delle scuole d'infanzia di ispirazione cristiana, raccoglie 243 scuole sul territorio provinciale, che ospitano 22.899 bambini, dei quali 211 disabili. I bambini stranieri, in gran parte musulmani, sono 1.699. Nelle scuole d'infanzia paritarie c'è il 70% della popolazione dai 3 ai 5 anni della provincia. In più, ci sono 42 nidi integrati per 950 bambini e 28 sezioni primavera per 420 bambini fra i 24 e i 36 mesi. "Il personale docente è di 1.400 unità più il personale di servizio e un migliaio di volontari reali" ha tenuto a chiarire Corna "persone che dedicano tempo e lavoro gratuito perché gli asili possano funzionare". le rette Le rette sono intorno ai 1.350 euro l'anno per bambino, i contributi comunali vanno in media dai 300 ai 700 euro, ma il grafico provinciale mostra un andamento a guglia, con pochissimi comuni che investono molto. E ci sono anche 8 comuni che danno solo 50 euro a bambino, 4 comuni 100, 5 comuni 150 e 6 comuni 200. Le fasce di contribuzione da 250 a 400 euro hanno ciascuna una dozzina di comuni; 38 sono sui 450 euro, 20 salgono a 500 euro per bambino all'anno; solo 16 comuni arrivano oltre i 750 euro e fino a 2.050, in pratica ciascuno un caso a sé. Un posto-scuola costa allo Stato 6.000 euro l'anno a bambino. "Se lo Stato dovesse aprire scuole d'infanzia sue al posto delle paritarie in Bergamasca ? ha rincarato Corna ? spenderebbe 138 milioni di euro l'anno, oggi i contributi statali alle nostre paritarie assommano a 10 milioni e 800 mila euro". Il presidente dell'Adasm ha dedicato una riflessione particolare all'handicap: il contributo statale, che era arrivato a 1.800 euro è ripiombato a 938, la Regione Lombardia ha escluso la scuola d'infanzia dal contributo handicap, non tutti i comuni coprono interamente l'assistente educatore: "Accoglieremo lo stesso questi bambini ? ha concluso Corna ? ma forse meno rondò nei paesi e più aiuti per i loro figli sarebbe una scelta amministrativa condivisa dai cittadini. E perché il costo dell'insegnante di sostegno alla scuola statale è a carico della nazione e alla paritaria della comunità locale?". Il costo di un bambino alla scuola d'infanzia paritaria è almeno di 2.600 euro, tra rette e contributi resta un passivo di almeno 240 euro a bambino. In più, i contributi arrivano sempre tardi (quest'anno non è ancora arrivato un centesimo per pagare gli stipendi). Illogica è anche l'inclusione delle scuole d'infanzia paritarie senza fini di lucro tra gli enti che devono pagare l'Irap (Imposta regionale sulle attività produttive). le esclusioni Ma non è solo il portafogli a essere vuoto, a volte anche il cuore: "Incontriamo ancora incomprensioni e indifferenza e sentiamo di non essere ancora accettati come parte del sistema pubblico quando vediamo aprirsi nuove sezioni statali là dove c'è già una paritaria in grado di accogliere bambini. Come a Bergamo al Villaggio degli Sposi, a Gazzaniga, a Cologno al Serio". Al convegno hanno portato il loro contributo tecnico anche Luigi Morgano, presidente nazionale Fism (la federazione delle scuole d'infanzia), Remo Morzenti Pellegrini dell'Università di Bergamo e Enrico Minnei dell'Università di Padova. Sono intervenuti anche il consigliere regionale Marcello Raimondi, l'assessore all'Istruzione del Comune di Bergamo Silvana Nespoli e il delegato vescovile per la scuola monsignor Vittorio Bonati. Susanna Pesenti.

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Le quote rosa? Sono inevitabili (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PIERA MACULOTTI "Le quote rosa? Sono inevitabili" Le quote rosa? Sarebbe bello non averne bisogno, ma in tempi come questi servono vincoli e indicazioni precise, se si vuole che le donne facciano strada in politica. La pensa così la presidente uscente della Commissione pari opportunità in Loggia Piera Maculotti, che dice la sua in vista delle prossime elezioni politiche e amministrative. Due donne, Laura Castelletti e Donatella Albini, si sono candidate a guidare la Loggia...Qualcosa si muove? "Da un lato la loro presenza è un segno sicuramente incoraggiante. Tanto più che Laura Castelletti ha dimostrato di essere una donna davvero protagonista, una donna che si è proposta. Ma per il resto non mi pare ci sia una grande volontà di aprire alla partecipazione femminile, nella migliore tradizione italiana e bresciana. Si dà il segnale, si mettono nomi in lista, ma mai nei posti di rilievo". La sua collega in Broletto, Marida Benedetti, si è detta contraria alle quote rosa. Lei cosa ne pensa? "Sarebbe molto bello potersi dichiarare contro le quote rosa, anche io la pensavo così fino a qualche anno fa. Personalmente, credo sia un lusso che oggi non ci possiamo permettere. La verità è che oggi se non ci sono vincoli e indicazioni precise la democrazia partecipata non avanza. E dal momento che l'Italia è arretrata da questo punto di vista, dobbiamo mettere i piedi per terra". Le quote rosa potrebbero aprire dunque la strada alle donne, anche in posizioni importanti? "Intanto, sarebbe un bel passo avanti. Una volta che le donne avranno trovato spazio, potranno avere la grinta per muoversi con ancora più forza. In molti altri campi le donne hanno finora dimostrato di essere responsabili, intelligenti, attive: ora devono avere la possibilità di farlo anche in politica. Tra l'altro se un partito dovesse obbligatoriamente reperire un certo numero di nomi femminili da inserire in lista, sicuramente sarebbe costretto anche a rivolgersi alle più giovani". A proposito di giovani donne da tempo ormai, a Brescia in particolare, si nota la loro assenza quasi totale dalla scena politica... "Il fatto è che tra i ragazzi si fa avanti con sempre più forza l'antipolitica. È normale, quando si guarda qualcosa dal di fuori si tende a schematizzare inserendo tutto quanto in un'unica categoria. Credo che se nella politica italiana ci fossero modelli forti di donne, anche le giovani sarebbero invogliate". A proposito di politica e amministrazione "in rosa", lei sta chiudendo la sua esperienza alla guida della Commissione pari opportunità della Loggia...Bilanci? "Mah, all'interno dell'Amministrazione non c'è una grande considerazione della commissione. Diversamente da quanto accade in Provincia o in Regione, non abbiamo nemmeno un gettone di presenza minimo. Ho sentito questi anni come una sorta di volontariato. Mi chiedo se una commissione composta da tutti uomini l'avrebbe accettato. Penso che la prossima Amministrazione dovrà rivedere sia il ruolo di questo organismo, sia la sua connessione con l'assessorato alle Pari Opportunità".

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La Regione pubblica i compensi dei manager (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

DATI AGGIORNATI. Sul Bollettino veneto gli stipendi degli amministratori di enti e società La Regione pubblica i compensi dei manager di Federico Ballardin Anche la Regione si adegua alla Finanziaria e con la pubblicazione del Bur-bollettino regionale ha reso ancora noti i compensi degli amministratori che gestiscono gli enti e le società partecipate. La norma obbliga a pubblicare i dati anche nei siti internet istituzionali, nel caso della Regione i dati si possono recuperare via web alla pagina http://www.regione.veneto.it/organizzazione+ regionale/entisocietaorgani/enti. Qui si possono trovare due link che danno accesso rispettivamente all'elenco degli enti e relativi compensi e a quello delle società partecipate dalla Regione. Ovviamente nell'elenco ci sono anche numerosi amministratori vicentini. Cominciamo con i direttori generali delle Ulss in ordine di numero. Alla 3 di Bassano troviamo Valerio Fabio Alberti, alla 4 Alto Vicentino c'è Domenico Mantoan, alla 5 Ovest Vicentino guida Renzo Alessi mentre alla 6 di Vicenza in sella c'è sempre Antonio Alessandri. Per tutti loro l'indennità lorda annua è di 154 mila e 510 euro più un'integrazione fino al 20% sulla valutazione dei risultati. Da citare anche il vicentino Sandro Caffi, che guida l'Ulss di Verona e Daniela Carraro, alla guida dell'azienda di Arzignano per 5 anni e ora finita a Legnago. Per lo scledense Marco Tolettini, presidente dell'Ater berica, l'indennità lorda annua arriva a 42 mila e 167 euro, il vice Valentino Scomazzon incassa la metà (21.083) mentre i consiglieri Ornella Dal Lago, Silvano Gianello e Antonio Passuello devono accontentarsi dei gettoni di presenza (69,72 euro a seduta). Antonio Franzina, come componente del cda del comitato regionale per le comunicazioni, incassa 22 mila 822 euro lordi all'anno. Nadia Qualarsa, come presidente dell'Istituto regionale ville venete incassa 12 mila e 350 euro di indennità di carica e 15 mila e 612 euro di indennità di diaria. Per quanto riguarda le società partecipate in elenco troviamo Francesco Casa come presidente delle Terme di Recoaro (15.493 + 7mila) il vice Giancarlo Lora (5.164 + 7mila) e i consiglieri Luciano Todaro, Massimo Piccoli ed Enzo Targhetta (5.164). Irene Gemmo, presidente di Veneto Sviluppo incassa 30.212 euro più 3.222 più un gettone a seduta di 227 euro.

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ALL'AUDITORIUM VA IN SCENA UN MUSICAL BIBLICO (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Provincia pag. 21 ALL'AUDITORIUM VA IN SCENA UN MUSICAL BIBLICO All'auditorium dell'istituto Mazzolari di Verolanuova va in scena stasera "Mosè", musical in due atti realizzati dai giovani di Villa Carcina. L'ingresso è gratuito. Lo spettacolo inizia alle 21. AZZANO LA SQUADRA DI VOLLEY A CACCIA DEI CAMPIONI DEL FUTURO Prosegue la campagna promossa dal volley Azzano per avvicinare i giovani al gioco della pallavolo. I ragazzi interessati a partecipare agli allenamenti possono telefonare al numero 338-9205634. MONTICHIARI FILOSOFIA E SPORT VANNO A BRACCETTO AL "DON MILANI" "Socrate e le palestre come luogo filosofico" è il titolo del progetto didattico che si apre martedì al liceo sportivo "Don Milani" di Montichiari. Roberta Ragni condurrà gli studenti alla scoperta del rapporto tra sport e filosofia. Sarà invece il critico cinematografico Massimo Morelli a condurre il laboratorio di lettura filmica destinato, a partire da mercoledì alle classi del biennio. RUDIANO APPRODA IN AULA LA NUOVA SCALA DI ALIQUOTE IRPEF E ICI Dopo la rovente seduta sul piano finanziario del nuovo polo scolastico, domani sera torna a riunirsi il Consiglio comunale. All'ordine del giorno figurano la rimodulazione delle aliquote di applicazione dell'Ici, la modifica del regolamento per l'addizionale Irpef. In aula sarà illustrata anche la nuova manovra tariffaria e saranno determinati i gettoni di presenza dei consiglieri. In Consiglio comunale si parlerà anche di urbanistica e aree edificabili. In chiusura sarà approvato il programma triennale di incarichi e consulenze, il bilancio di previsione e il piano triennale delle opere pubbliche. VEROLANUOVA ALL'AUDITORIUM VA IN SCENA UN MUSICAL BIBLICO.

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Ater, inevase 94 domande su 100 (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-03-09 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Edilizia popolare Inaugurati ieri 19 appartamenti a Villafranca. Cordioli: ma resta l'emergenza Ater, inevase 94 domande su 100 "Mancano soldi. Cerchiamo l'aiuto delle fondazioni bancarie" "Cerchiamo anche aree demaniali dismesse. Il Comune di Verona e quello di Peschiera si sono già detti interessati" VERONA - Tre appartamenti nuovi, altri sedici restaurati. Si combatte anche così la lotta all'emergenza abitativa, grazie ai 19 appartamenti che l'Ater ha messo a disposizione, ieri, del Comune di Villafranca. Una goccia nel mare se si guarda, nell'insieme, alla richiesta di case di edilizia popolare a Verona. Un utile passo in avanti, però, per il grande comune della provincia che attendeva da qualche tempo la sistemazione del complesso di via Sommacampagna. "Siamo soddisfatti del lavoro svolto - commenta il presidente dell'Ater Niko Cordioli - reso possibile grazie al sostegno della Regione che ha finanziato l'intervento per un importo di quasi 680 mila euro. Abbiamo messo a disposizione di questa comunità un buon numero di appartamenti che, se non servono a superare tutti i problemi, danno almeno una risposta alle necessità più impellenti". I dati tuttavia parlano di un problema casa che in tutto il Veneto rimane drammatico. Secondo i dati dell'Osservatorio regionale sulla casa il 94 per cento delle domande di edilizia popolare rimane inevasa. E le performance della provincia non si discostano molto da quelle del resto del Veneto. "Significa - commenta Cordioli - che c'è un elevato fabbisogno abitativo a cui è difficile dare una risposta per una semplice ragione: per costruire servono i soldi, ma reperire i finanziamenti, visto il taglio dei fondi ministeriali, è sempre più complesso". Un problema noto: alla Regione sono state attribuite le competenze in materia di edilizia popolare, "ma non le adeguate disponibilità finanziarie " e, senza trasferimenti congrui, non è possibile realizzare quegli investimenti regolari che sarebbero in grado di risolvere il problema. Secondo i dati, infatti, a Verona ogni anno vengono inoltrate circa 600 domande per alloggi popolari. Nei Comuni della provincia più del doppio, tanto che, complessivamente, nel territorio veronese si contano circa duemila domande all'anno di case di edilizia popolare, in cui gli anziani e gli adulti soli con minore a carico, appaiono in questo momento le categorie che hanno maggiori difficoltà ad affrontare l'aumento del costo della vita. "Per il 2008 però - sottolinea ancora Cordioli - sono stati assegnati a Verona 6 milioni di euro per realizzare nuove case, il che inevitabilmente ci spinge a cercare fondi e disponibilità economiche in altri modi". Due, in particolare, sono i progetti a cui Ater sta pensando: rivolgersi alle fondazioni bancarie presenti nel territorio ed utilizzare, con l'accordo dei Comuni, aree demaniali in disuso per costruire nuove abitazioni. "Nel primo caso spiega il presidente - a fronte dei finanziamenti da parte delle fondazioni, Ater metterebbe a disposizione i propri uomini e le proprie competenze tecniche in materia. Per quanto riguarda, invece, l'utilizzo di aree demaniali dismesse, sia civili che militari, il Comune di Verona e quello di Peschiera si sono già detti interessati alla proposta dato che questi sistemi di collaborazione permetterebbero indubbiamente di abbattere almeno i costi di costruzione". Sam.Not. Cerimonia L'inaugurazione delle case a Villafranca (Sartori/Fotoland).

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Via Padova, l'invasione delle slot machines Gli abitanti: pochi controlli sulla regolarità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-09 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso della settimana Via Padova, l'invasione delle slot machines Gli abitanti: pochi controlli sulla regolarità Numero 68, perdite di denaro. Ma anche imprese arrischiate. In mancanza dell'insegna ci si affida alla "Smorfia" napoletana, alla faccia del palo che fa la guardia alla sala, il cellulare all'orecchio, solo sguardi in tralice. E ai due cartelli incollati al vetro: Slot machines, non serve altro. Al numero 68 di via Padova è arrivato il gioco d'azzardo. L'ultimo rischio di una strada sconfitta, degli alloggi intasati di clandestini, dei muri scrostati, dei cantieri malmessi e dell'insicurezza diffusa. Il Consiglio di zona 2 aveva anche provato a opporsi, "parere negativo alle sale giochi". Non è servito. Non sarà Las Vegas solo perché qui Milano è buia, nera, sporca. Ma la cittadella del poker elettronico e dei tris di ciliege e campanelle è nata e si va espandendo. Slot machines in via Padova e adesso pure in via Adriano. Palazzo Marino ha dato il via libera, i residenti sono preoccupati, s'infilano nei portoni a occhi bassi: "Ci mancava solo questo". Bische legalizzate. Pesanti passaggi di denaro. C'erano le prostitute, gli spacciatori. Ora sono arrivati i croupier dell'Estremo Oriente e del Nord Africa. Via Padova ha fatto bingo. Due vetrine su strada, altrettante sale ricavate nel palazzo, trenta macchinette mangiasoldi, una cassa al banco che non rilascia scontrini, un bagno con water, ciò che resta d'un box doccia, un cestello di ferro a terra. Il business di via Padova 68 è senza insegna né ragione sociale, non risulta agli albi (chissà perché?) ma ha i timbri esposti del Comune (apertura fino all'una di notte) e una società di riferimento registrata alla Camera di Commercio, la Mandarino srl. Il proprietario, Y. X., 34 anni, gestisce la caffetteria "Il Mago del gelato" al numero 64 della via, già "Frutti di bosco" fino al 2003, ultima presenza italiana nel bar d'angolo. Ora: mister X ha aperto una dépendance del divertimento a gettone venti metri più in là, cinquanta centesimi a partita, un immigrato nordafricano che cambia le banconote in monete, venti persone (alle 23 dell'altra sera) che buttano lo stipendio nei rulli delle scommesse elettroniche. La sala di via Adriano 6, appena si entra da piazza Costantino, ha l'insegna capovolta. Bisogna entrare per intendere il gioco. Ecco i casinò di periferia. Di un quartiere, via Padova e traverse, che "non ha bisogno di altra brutta gente", per dirla con gli abitanti. Il sospetto viene più facile di una scala a poker: "Questi posti attirano delinquenti, persone poco pulite". è lo stesso motivo per cui il Consiglio di zona 2 aveva deciso la linea dura, niente sale giochi, almeno quelle. Ad ogni richiesta, una bocciatura. Obiettivo: "Evitare altri problemi al quartiere", nella sintesi del capogruppo del Pd nel parlamentino locale, Mario Villa. E ogni volta, contrordine dal Comune. La sala giochi apre. Anche questa è liberalizzazione del commercio. Pochi vincoli, molti dubbi. Bettole trasformate in piccoli casinò. Raffazzonati, precari. Ma pieni. "Il problema sono i controlli, che non li fa nessuno", dice Giorgio Montingelli, delegato al territorio dell'Unione del Commercio. Le procedure di assegnazione di licenze per sale giochi incrociano spazi, macchinette elettroniche "normali" e quelle d'azzardo (comma 6 e 7, in gergo tecnico). In via Padova 68 di normale non c'è nemmeno l'insegna. Lo dicono le segnalazioni dei cittadini al parlamentino locale, gli sguardi torvi all'ingresso del negozio, la diffidenza dei gestori al banco. Fate il vostro gioco. Numero 68, altra smorfia, situazione critica. Armando Stella.

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Il Porto Viro in trasferta contro il Gazzera va a caccia di un rilancio (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

ASSODATO CHE il Sottomarina Lido è indigesto ai rossoverdi (sconfitti in casa dai lagunari anche lo scorso anno per 1-0, firmato .Daniele Vianello), si tratta adesso di buttarsi alle spalle il momentaccio. Mai, in questa stagione, Pino Augusti aveva dovuto fare i conti con una doppia battuta d'arresto ed è chiaro che, con il campionato che si appresta ad assumere una fisionomia più definita, meno passi falsi si commettono e meglio è. Che poi, contro i lagunari di Stefano Santi, la sconfitta sia figlia dei problemi di vista degli assistenti di Cernigliaro non sposta di molto l'essenza delle cose. Che avrebbero potuto anche prendere una piega peggiore, se il Massanzago fosse riuscito ad approfittare maggiormente del nuovo stop dei rossoverdi; invece, il 2-2 nel derby con il BassanelloGuizza ha permesso ai patavini "solo" l'aggancio, introducendo così un nuovo duello nella fiera dei play-off. Claudio Ranieri, dopo la sconfitta con la scintillante Fiorentina, si è detto curioso di vedere quale sarà la reazione dei suoi; crediamo che sia la stessa curiosità che nutre Augusti, visto che proprio il solco che si è formato con il quarto posto (occupato guarda caso dal Sottomarina Lido) impone di caricare a testa bassa, senza guardare in faccia a nessuno. Insomma, che oggi si vada a far visita al Gazzera Chirignago (che potrebbe ancora rientrare in gioco) e domenica prossima alla capolista, deve interessare fino ad un certo punto. Del resto, c'è già un infermeria più piena di quella di E.R. ad occupare i pensieri dello staff tecnico rossoverde. Accanto ai lungo degenti Codignola, Zitta e Biasin, infatti, le porte del pronto soccorso rossoverde si sono aperte per Paralovo, colpito duro domenica scorsa; il referto parla di frattura scomposta della settima costola che ne blocca, ovviamente, l'utilizzo. Ragione per cui, all'atto di scegliere l'altro giovane da affiancare a Biondi, Augusti sarà costretto a cercare larghe intese nella juniores di Daniele Sarto: tenuto in debito conto che, solo Di Girolamo junior e Doria possono vantare qualche gettone di presenza con la prima squadra. Ci si consola, almeno, con il rientro di Baldon dalla squalifica e soprattutto con un Tosetti che ha ricevuto le adeguate rassicurazioni, tanto che scenderà in campo senza nessuna protezione al naso. Rossi squalificato è invece una delle mazzate dell'infuocato finale di domenica; visto che la giustizia sportiva è arrivata alle conclusioni che, anche Augusti e l'accompagnatore ufficiale Veronese, dovranno accomodarsi in tribuna per due turni. In panchina Pasquale Di Girolamo; esordio-bis, dopo lo 0-0 di Scardovari. Fausto Gnan - -->.

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Caso Abu Omar: il processo si deve fare. In 300 firmano l'appello lanciato da Claudio Fava e Vito Monetti (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'iniziativa Trecento firme. Appartengono a rappresentanti delle istituzioni e della politica, come Fausto Bertinotti, Fabio Mussi, Nichi Vendola Giovanni Berlinguer, giornalisti e personalità della società civile (tra gli altri: Tana De Zulueta, Moni Ovadia, Marco Travaglio, Luciana Castellina, Ascanio Celestini, Paul Ginsborg, Giuseppe Giulietti, Nicola Tranfaglia, Gianni Barbacetto, Paolo Biondani, Roberto Morrione, Piero Sansonetti e Maurizio Torrealta), ma soprattutto appartengono a tanti cittadini comuni che hanno risposto all'appello lanciato da Claudio Fava, parlamentare europeo e relatore della Commissione d'inchiesta sulla Cia, affinchè si celebri, senza ulteriori rinvii, il processo per il sequestro di Abu Omar, che vede imputati ventisei agenti statunitensi della CIA e sette funzionari italiani del SISMI, la cui riapertura è in calendario per il 12 marzo prossimo I firmatari del documento scritto dall'eurodeputato insieme a Vito Monetti, presidente di Medel (Magistrats européens pour la démocratie et les libertés) e rilanciato, tra gli altri, da Articolo21 e da Aprileonline, chiedono che venga risolto il conflitto di poteri solllevato dal governo Prodi e che ha de facto paralizzato il processo e che si riaffermi il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. "Invitiamo la società civile a non distogliere lo sguardo da quel che accade a Milano - dichiara Claudio Fava - da quel processo che troppi poteri forti vorrebbero non venisse mai celebrato. Chiediamo a questo paese di ritrovare lo stesso spirito civile che seppe dimostrare in occasione del primo maxiprocesso contro la mafia". Il testo dell'appello: "Il 12 marzo si riaprirà a Milano il processo per il sequestro di Abu Omar che vede imputati ventisei agenti statunitensi della CIA e sette funzionari italiani del SISMI. Senza voler anticipare le decisioni che assumerà il Tribunale e senza entrare nel merito della vicenda processuale, i firmatari di questo documento chiedono che questo processo si celebri, che venga risolto il conflitto di poteri che lo ha de facto paralizzato, che si riaffermi il principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La gravità dei fatti oggetto delle imputazioni è tale da rendere necessaria una risposta rapida e la più seria valutazione da parte dell'autorità giudiziaria, alla quale spetta e deve spettare - in uno Stato di diritto - il compito di fare chiarezza sulle violazioni della legalità e di fondamentali diritti dell'uomo. In questo spirito chiediamo a tutti i cittadini e alle loro rappresentanze civili di non distogliere lo sguardo da ciò che accadrà a Milano, esercitando la stessa funzione di presidio democratico che questo paese seppe affermare in occasione del primo maxiprocesso contro la mafia nel febbraio 1986. Crediamo che ricostruire la verità processuale sulla extraordinary rendition di Abu Omar contribuirà a fissare un principio insopprimibile stabilendo - ove ve ne fosse ancora bisogno - che la sfida alle organizzazione terroristiche si vince anche attraverso la convinta e rigorosa tutela dei diritti fondamentali di ogni individuo, senza eccezione alcuna. Con questo spirito vi invitiamo ad essere presenti il 12 marzo nell'aula del Tribunale di Milano per testimoniare il diritto alla verità e il dovere alla giustizia al quale questo paese non intende rinunziare. Claudio Fava, Vito Monetti, Tana De Zulueta, Moni Ovadia, Marco Travaglio, Giovanni Berlinguer, Luciana Castellina, Fausto Bertinotti, Nicki Vendola, Ascanio Celestini, Giulietto Chiesa, Paul Ginsborg, Giuseppe Giulietti, Nicola Tranfaglia, Vittorio Agnoletto,Vincenzo Aita, Andrea Alessandri, Gianni Barbacetto, Paolo Biondani, Laura Caselli, Arnold Cassola, Giusto Catania, Maria Cuffaro, Norma Ferrara, Tommaso Fulfaro, Monica Frassoni, Umberto Guidoni, Marc Innaro, Sepp Kusstatscher, Flaviano Masella, Luisa Morgantini, Roberto Morrione, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Gilberto Pagani, Natale Ripamonti, Walter Rizzo, Carla Ronga, Giorgio Ruggieri, Sandro Ruotolo, Giovanni Russo Spena, Guido Sacconi, Mario Sanna, Piero Sansonetti, Gianpaolo Silvestri, Maurizio Torrealta, Luana Zanella, Iacopo Venier, Circolo Sinistra Democratica di Piana dei Colli, Circolo PRC/SE "Enrico Berlinguer" Bruxelles, Lorenzo Frigerio (Libera Lombardia), Rita Guma (Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus), Flavio Lotti (Coordinatore nazionale della Tavola della pace), Jole Garuti (Associazione Saveria Antiochia Omicron), Daniela Gaudenzi (democrazialegalità.it), Maurizio Gressi (Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani), Davide Mattiello (Acmos e Libera Piemonte). Paola Altrui, Annamaria Amenduni, Enzo Apicella, Antonella Arena, Silvano Armandi, Nika Arvanitaki, Anna Baldi, Alessandro Balducci,Sabrina Banchi, Chiara Bandinelli, Simone Barchiesi, Matteo Bega, Giacomo Bellucci, Patrizia Bellucci Marzio Bergonzini, Domenico Bevacqua, Alessio Bin, Massimo Blandini, Maria Luisa Boldrighini, Franco Borghi,Fabio Bovi, Mattia Braghin, Carla Brini, Paolo Brugnara, Ugo Burranca, Andrea Campus, Paolo Capitanio, Lucia Carbone, Mario Carboni, Luciano Carini, Michele Cascioli, Paolo Castorina, Alberto Cattani, Antonio Celesia,Francesca Cialdini, Isabella Croci, Matteo Cucè, Tullio Cipriano, Lisa Clark, Sara M. Coccolini, Maurice A. Cohen, Selenia Conigliaro, Antonella Dal Grande, Elena Del Ministro, Piersabatino Deola, Valentina Di Simone, Vladimiro Fabris, Giorgio Fabrizi, Giuseppe Faggin, Fabio Falchi, Nicolò Falchi, Vittorio Fanchiotti, Raffaello Ferone, Daniele Ferrari, Christian Ferretti Castellani, Waldemaro Flick, Fabio Forcelli, Simonetta Francia, Domenico Gallo, Alessandra Galvano, Giacomo Galvano, Emilio Gatti, Beniamino Ginatempo, Carla Giovanardi, Salvatore Grimaldi, Giuseppe Grimaldi, Nicolò Gueci, Davide Guercio, Gregorio Guzzetta, Iulia Iemma, Lia Iovenitti, Gianluca Iozzi, Serena Lai, Cristian Lambiase, Massimo Latelli, Giulia Loffredi,Vanna Lora, Alessandro Lucherini, Francesca Luciani, Luciano Luciani, Mara Luciani, Piero Macaluso, Lucia Maccaferri, Silvio Maddalena, Marco Maffeis, Bruna Magnani,Toni Mancini, Paola Mangiarotti, Claudio Marchina, Carlo Marilli, Roberta Marilli, Ettore Masina, Marilena Massano, Denis Massaro, Ivan Meis, Sandra Meis, Concetta Menna, Barbara Mensi, Gian Giacomo Migone, Marco Mina, Marta Mingolla, Silvana Motta, Enrica Noseda, Battistina Occhioni, Ignazio Juan Patrone, Susanna Pedone, Francesco Pedreschi, Ciro Persiano, Sandro Petrongolo, Elio Pianezzola, Marina Piccinelli, Ilaria Pintus, Pasquale Profiti, Enrico Racca, Giulio Raffi, Rosanna Ragazzi, Mario Raiola, Claudio Ridi, Maria Roggeri, Elena Rosselli,Carla Rostagno, Claudia Rotta, Antonio Ruggieri, Ciro Sabatino, Giuseppe Salmé, Stefano Salmi, Pierpaolo Salvador, Valentina Salvato, Maura Santoro, Marco Scalella, Cristiana Scandolara, Paolo Schipani, Alessandro Scibona, Fernando Scipioni, Ivo Serentha, Guido Settingiano, Alberto Sipione, Pierangelo Spadaro, Uwe Staffler, Concetta Stella, Ignazio Stracquadanio, Allegra Stracuzzi, Mauro Taormina, Carlo Tavano, Francesco Tanini, Teatro Zeta, Roberto Terragni, Michelangelo Todaro, Luca Tombolesi, Matteo Tondini, Massimiliano Trenta, Filippo Maria Trentalance, Sebastiano Tringali, Luciana Trombadore, Salvatore Trovato, Michelangelo Tumini, Anna Vaian, Valerio Valentini, Giusi Viglianisi, Marino Vigliotta, Gioli Vindigni, Andrea Vitale, Sergio Volpi, Francesco Volturo, Stefano Zanin, Silverio Zanobetti, Riccardo Zava.

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Derby in Eccellenza: il Somma a Vigasio (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena.it, L'" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

  ECCELLENZA Vigasio-Somma, Ravanello di Castelfranco; Cavazzale-Lugagnano, Pasquale di San Donà; Legnago Salus-Marano, Sartori di Padova; Cerea-Pharma Bag San Paolo, Sattin di Rovigo; Vigontina-Castelnuovosandrà, Marcolin di Schio; Gan Thiene Villaverla-Adriese, Michele Tommasoni di Verona; Albignasego-Piovese, Piccoli di Vicenza e Casalserugo-Noventa Pd, Nube di Mestre. PROMOZIONE Villafranca-Bevilacqua, Pozzobon di Treviso; Belfiorese-Team Santa Lucia Golosine, Dall'Anese di Conegliano; Sona M.Mazza-Lonigo, Alfarè di Mestre; Minerbe-Alba Borgo Roma, Pizzol di San Donà; Audace Sme-Prix Le Torri, Basato di Mestre; Calcio Tezze-Soave, Volpato di Castelfranco; San Martino B.A.-Trissino, Rossi di Rovigo e Sovizzo-Casaleone, Zorzetto di San Donà. PRIMA CATEGORIA GIRONE A: Ambrosiana-Cadidavid, Ceccato di Bassano; Gabetti Valeggio-Rivoli, Saccone di Vicenza; Pescantina San Lorenzo-Benaco, Amabile di Vicenza; Carianese-Sant'Anna Alfaedo, Murelli di Verona; Fumanese-Arbizzano, Gioppo di Vicenza; Concordia Vr-San Zeno Vr, Vignaga di Vicenza; Raldon-Casteldazzano, Curella di Verona e San Giovanni Lupatoto-Povegliano, Maraschin di Schio GIRONE B: Caldiero-Sarego, Giacometti di Padova; Ajace-Spe, Vaia di Bassano; Zevio-Union A.C., Gosetto di Schio; Oppeano-Tregnago, Vallani di Lugagnano; Illasi-Valdalpone, Bragantini di Verona; Gazzolo-Nova Gens, Dolzan di Castelfranco; Grancona-Porto Legnago, Schiappa di Treviso e Sossano-Colognola, Boscolo di Chioggia. SECONDA CATEGORIA Gli arbitri dei gironi A e B sono della sezione di Verona. GIRONE A: Montebaldinaconsolini-Olimpia Lazise, Giambenini; Caselle-Gargagnago, Andrea Regagliolo; Albarè-Malcesine, Turri; Alfa Dolcè-Mozzecane, Marchesini; Salionze-Palazzolo, Hubner; Garda-Pedemonte, Marconcini; Bussolengo-San Zeno M, Tiso e Quaderni-Valeggio 2002, Perina. GIRONE B: Bovolone-Alpo Club 98, Fiacco; Golosine-Concamarise, Nicola Santi; Aurora Marchesino-Crazy Colombo, Proietti; Quinzano-Hellas Vr 1903, Barbuscio; Scaligera 2003-Isola Rizza, Zanella; Bonferraro-Nuova Cometa, Crimi; Alpo Adige-Real San Massimo 2000, Falavigna e Amatori Nogara-Sanguinetto, Ferrari. GIRONE C: Provese-Albaronco, Milani di Verona; Real Monteforte-Grezzana, Zeviani di Legnago; Borgo San Pancrazio-Napoleonica, Manara di Verona; Locara-Nuova Mezzane, Manuel Malaffo di Verona; Ares Juve Poiano-Nuovo San Martino Buon Albergo, Corrado Dalla Pellegrina di Legnago; Corbiolo-Santa Lucia Lobia, Priscilla Facchin di Legnago; Cologna Veneta-Roncà, Avsharov di Verona e Pol. Virtus Borgo Venezia-San Giovanni Ilarione, Andrea Armigliato di Legnago. GIRONE G: Merlara-Atletico San Vito, Barreca di Padova; Lendinarese-Vigo, Rigato di Conselve; Montagnana-Asparetto Cerea, Campaci di Conselve; Quadrifoglio 2005-Frassinelle, Peron di Padova; Canaro-La Gazzella, Ferracin di Conselve; San Marco Arquà Polesine-Stientese, Toninello di Conselve; Altopolesine-Castelbaldo Masi, Vegro di Rovigo e Costa-Villanovese, Meneghini di Rovigo. TERZA CATEGORIA Gli arbitri dei gironi A, B e C sono della sezione di Verona; quelli del D di Legnago. GIRONE A: Fane-Negrar (giocata ieri); Cavaion-Parona, Veronesi; Pastrengo 2006-Rosegaferro, Menini; Real Lugagnano-Settimo, Treccani; Peschiera-Team San Lorenzo Pescantina, Baroni; Colà Villa Cedri-Valdadige, Bertani; Calmasino 2003-Valgatara, Malagò e Corrubbio 1967-Virtus Bussolengo, Betterle. GIRONE B: Olimpica Dossobuono-Croz Zai, Bonizzato; Cadore-Intrepida, Bruno; BNC Noi-Jovanese, La Duca; Avesa-Olimpia Stadio, Sabrina De Chirico; La Rizza Deportivo-Real Vigasio, Urso; Pizzoletta-San Marco Borgo Milano, Susca; Gav Vr San Michele-San Giorgio Villafranca, Lopedota e Primavera 99-Seregno Borgo Trento, Roberto Zandonà. GIRONE C: Angiari-Boys Gazzo, Moreschi; Albaredocoriano-Castagnaro, Tregnaghi; Concordia Villa-Coriano, Zinerco; Bonarubiana-N.U. Trevenzuolo, Cesario; Aries Castagnaro Menà-S.Stefano Zimella, Zamperini; Pozzo-Spimbecco, Giuseppe Garonzi; Bonavigo-Sustinenza, Licciardi e Gips Salizzole-Vallese Calcio, Fiorini. GIRONE D: Edera Veronetta-Juventina, Buzzacchi; Borgo 1° Maggio-Lugo, Tollini; Vestenanova-Primomaggio, Stella; Valpantena Real Fortitudo Vr, Dal Bosco; Montorio-Sporting Badia Calavena, Frigo; New Ares 04-Valtramigna, Cipolla; Deportivo-Virtus Service, Ferraccioli e Atlas Vr 83-2V Villanova e Villabella, Zucchelli. GIRONE A VICENZA: tutti gli arbitri sono della sezione di Bassano): Borgo Scaligero Soave-Monteviale, Andolfatto; Pilastro Orgiano-Hellas Monteforte, Baggio; San Vitale-Bellaguardia, Chemin; Asigliano-Coelsanus, D'Amico; Grifoni-Rivereel, Rasia; Altair-Unionaltavillatavernelle, Peruzzo e Brendola-Union Prix, Zampese; riposa Brogliano. COPPA ITALIA DILETTANTI. Mercoledì prossimo è in programma la gara d'andata degli ottavi di finale: alle 15.00 il Legnago Salus affronterà in trasferta il Sevegliano (Ud).   Lorenzo Quaini Ventitreesima giornata e 720 minuti al termine della stagione regolare nei campionati dei dilettanti. In Eccellenza spicca il derby di Vigasio, dov'è di scena il Somma, mentre il Lugagnano è atteso dal Cavazzale; il Castelnuovosandrà punta ad un ennesimo risultato positivo a Busa di Vigonza. Appuntamenti da play out a Cerea, Minerbe, San Pietro Incariano, Salionze. Tornano a dirigere in Eccellenza, Tommasoni a Thiene e Marastoni a Motta di Livenza. Fra le giovani promesse di serie D, dirigono Alessio Bertasi a Centobuchi (Ap), Alessandro Caso ad Ostia (Rm) e Leonardo Bellotti a Monterotondo (Rm). Fischio d'inizio alle 15.00.

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Il programma della Sinistra Arcobaleno: lavoro in testa e donne come negli anni Settanta (sezione: Costi dei politici)

( da "Blogosfere" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Mar 08 9 Il programma della Sinistra Arcobaleno: lavoro in testa e donne come negli anni Settanta Pubblicato da Eleonora, Blogosfere Staff alle 12:42 in Programmi elettorali Dopo 12 i punti del programma del PD e le 12 pagine del programma del PDL, la Sinistra Arcobaleno pubblica ufficialmente sul suo sito i 14 punti del programma. Sicurezza sul lavoro, lotta alla precarietà e redistribuzione dei redditi sono le priorità, seguite da laicità, autodeterminazione femminile e tutela dell'ambiente. In coda troviamo le riduzioni degli sprechi della Casta e un'informazione democratica. A conti fatti, ci aspettavamo una scaletta diversa: l'ambiente, ad esempio, come priorità subito dopo la tutela del lavoro e la redistribuzione dei redditi. E per le donne, continuare a parlare di autodeterminazione femminile significa ritornare nelle parole enei modi alla lotta di emancipazione degli anni '70, quando sarebbe ora di fare passi più audaci, senza rimanere arroccati ai vessilli femministi. Ecco il programma della Sinistra Arcobaleno: 1. Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza Ogni giorno in Italia muoiono in media 4 persone mentre lavorano. Grazie a una legge voluta dal Governo Berlusconi si può lavorare anche 13 o 14 ore al giorno e spesso per lavorare occorre rinunciare ai propri diritti. Siamo arrivati al paradosso che il lavoro è pagato a prezzi orientali e le merci così prodotte vengono vendute a prezzi occidentali. La Sinistra l'Arcobaleno propone: una legge che fissi la durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in 2 ore la durata massima degli straordinari; l'immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro e quindi più controlli e più certezza e severità delle pene per le imprese che trasgrediscono le norme. 2. Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà I lavoratori e le lavoratrici precarie nel nostro Paese sono oltre 4 milioni. è precarietà di vita, non solo di lavoro. La Sinistra l'Arcobaleno propone di superare la legge 30 e di affermare il contratto a tempo pieno e indeterminato come forma ordinaria del rapporto di lavoro; di rafforzare la tutela dell'articolo 18 contro i licenziamenti ingiustificati; di cancellare dall'ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite IVA. 3. Dignità e diritti nel lavoro: salari, fisco e redistribuzione del reddito Nel 2003 ai lavoratori toccava il 48,9% del reddito prodotto nel Paese, nel 1972 era il 59,2%. Oggi la quota dei redditi da lavoro dipendente è ulteriormente diminuita. Secondo i dati della Banca d'Italia, dal 2000 al 2006 prezzi e tariffe sono notevolmente aumentati e i salari sono rimasti invariati. La Sinistra l'Arcobaleno vuole fissare per legge il salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; propone un meccanismo di recupero automatico annuale dell'inflazione reale; propone di elevare le detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti. La Sinistra l'Arcobaleno vuole introdurre, come avviene in tutta Europa, un reddito sociale per i giovani in cerca di occupazione e per i disoccupati di lungo periodo, costituito da erogazioni monetarie e da un pacchetto di beni e servizi. La Sinistra l'Arcobaleno propone di diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi portandoli dal 23 al 20%, contemporaneamente di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%, di redistribuire il reddito ai lavoratori e alle lavoratrici attuando immediatamente quanto previsto dalla Finanziaria di quest'anno, che destina loro tutto l'extragettito maturato. 4. Laicità: lo spazio di libertà per tutti Nei Paesi europei più avanzati, e non solo in Europa, i fondamentali diritti della persona sono tutelati e garantiti da una legislazione che ne salvaguarda la sfera personale, nel rispetto della libertà di scelta di ciascuna e di ciascuno. Da noi non è così. La Sinistra l'Arcobaleno afferma l'uguaglianza sostanziale dei diritti delle persone omosessuali e propone il riconoscimento pubblico delle unioni civili. La Sinistra l'Arcobaleno ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita e propone una legge sul testamento biologico. 5. Libertà e autodeterminazione femminile Nemmeno negli anni '70 l'attacco alla libertà delle donne è stato tanto feroce; addirittura c'è chi propone una moratoria contro l'aborto chiamando “assassine” le donne. La Sinistra l'Arcobaleno propone interventi affinché la legge 194 sia applicata estendendo in tutto il Paese la rete dei consultori e introducendo in via definitiva la pillola RU 486 come tecnica non chirurgica di intervento che può essere scelta dalle donne; una nuova legge sulla fecondazione assistita per eliminare gli ingiusti divieti della legge 40, lesivi della libertà di scelta delle donne e del diritto costituzionale alla tutela della salute; una norma che persegua tutte le forme di discriminazione basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. 6. La pace, il disarmo L'Italia è al 32° posto per la ricerca scientifica e al 7° posto nella classifica mondiale delle spese in armamenti. Con i soldi spesi per comprare un solo caccia Euro Fighter si potrebbero costruire 100 asili. La Sinistra l'Arcobaleno ritiene che vada pienamente attuato l'art. 11 della Costituzione. L'Italia non deve più partecipare a missioni al di fuori del comando politico e militare delle Nazioni Unite. Vanno tagliate le spese per gli armamenti ed avviata la riconversione dell'industria bellica applicando la legge 185. Vogliamo una legge per la messa al bando delle armi nucleari dal nostro Paese. Siamo contrari alla costruzione della nuova base militare a Vicenza ed è necessaria una Conferenza nazionale sulle servitù militari per rimettere in discussione tutte le basi della guerra preventiva presenti sul nostro territorio. Serve una nuova legge sulla cooperazione allo sviluppo. 7. Proteggere il pianeta: un Patto per il clima Contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici è fondamentale per garantire una speranza di futuro all'umanità: senza adeguate misure ci saranno rischi certi per la salute e l'ambiente. La Sinistra l'Arcobaleno rifiuta il nucleare e propone che entro il 2020 si superi il 20% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; un grande investimento pubblico in pannelli solari su tutti i tetti delle case e degli edifici pubblici. L'acqua è un bene comune e come tale deve essere pubblico. La Sinistra l'Arcobaleno propone la ripubblicizzazione dei servizi idrici, una legge quadro sul governo del suolo e l'inasprimento delle pene contro i reati ambientali e le ecomafie. 8. Le “Grandi Opere” di cui il Paese ha bisogno Sono necessari grandi investimenti per una diversa qualità dello sviluppo e una buona occupazione. Queste sono le nostre “Grandi Opere”: messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e da quello idrogeologico; investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città con nuove metropolitane, linee tramviarie e mezzi a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari. Vanno abbandonati progetti inutili e dannosi come il Ponte sullo Stretto, il Mose a Venezia, la TAV in Val di Susa, a favore di interventi su nodi ferroviari urbani, infrastrutture ferroviarie nel Mezzogiorno e potenziamento dei valichi alpini. Investimenti sul trasporto merci su rotaia e sulle autostrade del mare. Riduzione della produzione dei rifiuti, forti investimenti nella raccolta differenziata, misure concrete per il riciclaggio, impiego delle tecnologie più moderne ed avanzate. 9. Il diritto alla salute e le politiche sociali, indice di civiltà L'Italia destina alla spesa sociale solo il 2,7% del PIL. In Germania, ad esempio, alla spesa sociale viene destinato l'8,3%. Il fallimento e la crisi dei sistemi che hanno introdotto il mercato nella sanità sono la dimostrazione ulteriore che solo il sistema sanitario pubblico e universalistico può dare risposte al bisogno di salute. La Sinistra l'Arcobaleno propone di adeguare il fondo sanitario nazionale al livello europeo, superare definitivamente i Ticket e le liste di attesa, inserire le cure odontoiatriche nei livelli essenziali del sistema sanitario. La Sinistra l'Arcobaleno propone una legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro, l'aumento del fondo nazionale per le politiche sociali e l'indicazione di livelli essenziali delle prestazioni per eliminare la divaricazione fra regioni ricche e povere. La Sinistra l'Arcobaleno lancia un piano di asili come cardine della rete dei servizi per le bambine e i bambini. 10. La casa è un diritto, non una merce Dopo un ventennio di politiche di privatizzazione e deregolamentazione del mercato delle locazioni, il costo degli affitti raggiunge oggi il 50% del reddito e anche più e gli sfratti di chi non ce la fa a pagare i canoni sono diventati il 70% del totale. L'Italia spende per la politica sociale della casa un decimo dell'Europa. La Sinistra l'Arcobaleno afferma che non ci possano essere sfratti se non da casa a casa, propone un piano nazionale per l'edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro, che porti l'Italia al livello europeo, modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero. Vogliamo costituire un fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui di chi ha acquistato la prima casa e rischia di perdere l'alloggio ed eliminare l'ICI sulla prima casa non di lusso per i redditi medio-bassi. 11. Convivenza, inclusione, cittadinanza Gli immigrati in Italia sono quasi 4 milioni, incidono per il 6,1% sul PIL, pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse. Sono lavoratrici e lavoratori indispensabili per la nostra società, ma sono esclusi dall'accesso a molti diritti. La normativa attuale impedisce l'ingresso legale nel nostro Paese, creando clandestinità e sottoponendo donne e uomini migranti ad una condizione di sfruttamento e precarietà estrema. La Sinistra l'Arcobaleno ritiene indispensabile l'abolizione della legge Bossi-Fini, e l'approvazione di una nuova normativa che introduca l'ingresso per ricerca di lavoro, meccanismi di regolarizzazione permanente, il diritto di voto alle elezioni amministrative, la chiusura dei CPT, una legge sulla cittadinanza sulla base del principio dello jus soli. 12. Istruzione, formazione, università e ricerca: le vere risorse per il futuro Gli iscritti e le iscritte alla scuola italiana di ogni ordine e grado sono 7.742.294, le risorse destinate all'istruzione e la formazione sono pari al 3,5% del PIL e non aumentano da molti anni. Nel nostro Paese gli investimenti in università e ricerca rappresentano l'1,1% del PIL contro l'1,87% dell'Europa a 25, il 2,7% degli USA, il 3,15% del Giappone. La Sinistra l'Arcobaleno ritiene la laicità della scuola pubblica fondamentale a partire dal rispetto rigoroso del principio che le scuole private sono libere, ma senza oneri a carico dello Stato. La Sinistra l'Arcobaleno propone la generalizzazione della scuola dell'infanzia, l'estensione del tempo pieno e prolungato, l'innalzamento dell'obbligo scolastico da fare nella scuola e da portare progressivamente a 18 anni; la valorizzazione del ruolo dell'insegnante come intellettuale educatore. La Sinistra l'Arcobaleno propone di aumentare l'investimento pubblico in alta formazione e ricerca, nel corso della prossima legislatura, per raggiungere la media dei paesi OCSE; di rinnovare il sistema università e ricerca, anche con il reclutamento di 3000 giovani ricercatori l'anno per i prossimi 5 anni; di estendere il diritto allo studio elevando a 20.000 euro il limite di reddito per aver diritto alla borsa di studio. 13. Tagliare i privilegi, difendere la democrazia La questione dei costi della politica non può essere separata dalla condizione generale del Paese: crescono le diseguaglianze e crescono i privilegi. E crescono anche gli intrecci tra affari e politica a partire dalle regioni meridionali ma non solo. La Sinistra l'Arcobaleno propone la riduzione del numero di parlamentari e di consiglieri regionali. La retribuzione dei parlamentari italiani non deve essere superiore alla retribuzione media dei parlamentari degli altri Paesi europei. è necessaria una legge che sottragga ai partiti le nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici, che stabilisca criteri che le Amministrazioni devono rispettare per garantire l'interesse pubblico e i principi del merito. 14. Una informazione libera, pluralista, democratica L'Italia in questi anni è stata messa più volte sotto accusa dall'Unione Europea per carenza di pluralismo nell'informazione. Secondo l'ultimo rapporto USA sulla libertà di stampa, il nostro Paese occupa il 61° posto. La Sinistra l'Arcobaleno propone l'abrogazione della “Legge Gasparri” e l'approvazione di una vera legge di sistema che imponga tetti antitrust e impedisca posizioni dominanti nelle comunicazioni e nell'industria culturale. è assolutamente indispensabile approvare una vera legge sul conflitto di interessi.

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La Regione pubblica i compensi dei manager (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

DATI AGGIORNATI. Sul Bollettino veneto gli stipendi degli amministratori di enti e società La Regione pubblica i compensi dei manager I dg delle Ulss incassano 154 mila euro lordi all'anno     Federico Ballardin Anche la Regione si adegua alla Finanziaria e con la pubblicazione del Bur-bollettino regionale ha reso ancora noti i compensi degli amministratori che gestiscono gli enti e le società partecipate. La norma obbliga a pubblicare i dati anche nei siti internet istituzionali, nel caso della Regione i dati si possono recuperare via web alla pagina http://www.regione.veneto.it/organizzazione+ regionale/entisocietaorgani/enti. Qui si possono trovare due link che danno accesso rispettivamente all'elenco degli enti e relativi compensi e a quello delle società partecipate dalla Regione. Ovviamente nell'elenco ci sono anche numerosi amministratori vicentini. Cominciamo con i direttori generali delle Ulss in ordine di numero. Alla 3 di Bassano troviamo Valerio Fabio Alberti, alla 4 Alto Vicentino c'è Domenico Mantoan, alla 5 Ovest Vicentino guida Renzo Alessi mentre alla 6 di Vicenza in sella c'è sempre Antonio Alessandri. Per tutti loro l'indennità lorda annua è di 154 mila e 510 euro più un'integrazione fino al 20% sulla valutazione dei risultati. Da citare anche il vicentino Sandro Caffi, che guida l'Ulss di Verona e Daniela Carraro, alla guida dell'azienda di Arzignano per 5 anni e ora finita a Legnago. Per lo scledense Marco Tolettini, presidente dell'Ater berica, l'indennità lorda annua arriva a 42 mila e 167 euro, il vice Valentino Scomazzon incassa la metà (21.083) mentre i consiglieri Ornella Dal Lago, Silvano Gianello e Antonio Passuello devono accontentarsi dei gettoni di presenza (69,72 euro a seduta). Antonio Franzina, come componente del cda del comitato regionale per le comunicazioni, incassa 22 mila 822 euro lordi all'anno. Nadia Qualarsa, come presidente dell'Istituto regionale ville venete incassa 12 mila e 350 euro di indennità di carica e 15 mila e 612 euro di indennità di diaria. Per quanto riguarda le società partecipate in elenco troviamo Francesco Casa come presidente delle Terme di Recoaro (15.493 + 7mila) il vice Giancarlo Lora (5.164 + 7mila) e i consiglieri Luciano Todaro, Massimo Piccoli ed Enzo Targhetta (5.164). Irene Gemmo, presidente di Veneto Sviluppo incassa 30.212 euro più 3.222 più un gettone a seduta di 227 euro.

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<Le quote rosa? Sono inevitabili> (sezione: Costi dei politici)

( da "Brescia Oggi" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

PIERA MACULOTTI "Le quote rosa? Sono inevitabili"   Le quote rosa? Sarebbe bello non averne bisogno, ma in tempi come questi servono vincoli e indicazioni precise, se si vuole che le donne facciano strada in politica. La pensa così la presidente uscente della Commissione pari opportunità in Loggia Piera Maculotti, che dice la sua in vista delle prossime elezioni politiche e amministrative. Due donne, Laura Castelletti e Donatella Albini, si sono candidate a guidare la Loggia...Qualcosa si muove? "Da un lato la loro presenza è un segno sicuramente incoraggiante. Tanto più che Laura Castelletti ha dimostrato di essere una donna davvero protagonista, una donna che si è proposta. Ma per il resto non mi pare ci sia una grande volontà di aprire alla partecipazione femminile, nella migliore tradizione italiana e bresciana. Si dà il segnale, si mettono nomi in lista, ma mai nei posti di rilievo". La sua collega in Broletto, Marida Benedetti, si è detta contraria alle quote rosa. Lei cosa ne pensa? "Sarebbe molto bello potersi dichiarare contro le quote rosa, anche io la pensavo così fino a qualche anno fa. Personalmente, credo sia un lusso che oggi non ci possiamo permettere. La verità è che oggi se non ci sono vincoli e indicazioni precise la democrazia partecipata non avanza. E dal momento che l'Italia è arretrata da questo punto di vista, dobbiamo mettere i piedi per terra". Le quote rosa potrebbero aprire dunque la strada alle donne, anche in posizioni importanti? "Intanto, sarebbe un bel passo avanti. Una volta che le donne avranno trovato spazio, potranno avere la grinta per muoversi con ancora più forza. In molti altri campi le donne hanno finora dimostrato di essere responsabili, intelligenti, attive: ora devono avere la possibilità di farlo anche in politica. Tra l'altro se un partito dovesse obbligatoriamente reperire un certo numero di nomi femminili da inserire in lista, sicuramente sarebbe costretto anche a rivolgersi alle più giovani". A proposito di giovani donne da tempo ormai, a Brescia in particolare, si nota la loro assenza quasi totale dalla scena politica... "Il fatto è che tra i ragazzi si fa avanti con sempre più forza l'antipolitica. È normale, quando si guarda qualcosa dal di fuori si tende a schematizzare inserendo tutto quanto in un'unica categoria. Credo che se nella politica italiana ci fossero modelli forti di donne, anche le giovani sarebbero invogliate". A proposito di politica e amministrazione "in rosa", lei sta chiudendo la sua esperienza alla guida della Commissione pari opportunità della Loggia...Bilanci? "Mah, all'interno dell'Amministrazione non c'è una grande considerazione della commissione. Diversamente da quanto accade in Provincia o in Regione, non abbiamo nemmeno un gettone di presenza minimo. Ho sentito questi anni come una sorta di volontariato. Mi chiedo se una commissione composta da tutti uomini l'avrebbe accettato. Penso che la prossima Amministrazione dovrà rivedere sia il ruolo di questo organismo, sia la sua connessione con l'assessorato alle Pari Opportunità".

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< Come a Madrid!> (sezione: Costi dei politici)

( da "Tuttosport" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Serie A 09-03-2008 "Come a Madrid!" Spalletti: "Con quello spirito, tutto è possibile. Io voglio restare" STEFANO CARINA ROMA. L'impresa di Madrid, ancora negli occhi dei tifosi della Roma, è già lontana nella mente di Luciano Spalletti. Le feste, sia per il passaggio ai quarti di finale di Champions che per il suo compleanno, sono già finite. È tempo di ricominciare a fare sul serio anche perché il campionato, nonostante il successo dell'Inter di ieri pomeriggio contro la Reggina, "non è finito". Per tenere il passo dei nerazzurri, quindi, a Napoli serve vincere: "Noi vogliamo cogliere la minima occasione che ci sarà messa a disposizione, anche se non vedo l'Inter così in crisi da essere certo che avremo da loro altri vantaggi. Alla fine hanno perso solo una partita. Vediamo comunque cosa succede e cerchiamo di essere pronti". OSTACOLO AZZURRO Non sarà facile recuperare lo svantaggio in classifica, anche perché oggi di fronte ci sarà proprio la squadra che una settimana fa, sconfiggendo l'undici di Mancini, ha riaperto il campionato. Ora, per non far torto a nessuno, Lavezzi e soci vorrebbero immediatamente richiuderlo. Spalletti ne è cosciente e per questo mette in guardia i suoi: "Noi lo sapevamo anche dopo la partita contro la Juventus che il campionato non era finito e abbiamo risposto sul campo ai dubbi di qualcuno. Adesso, però, c'è da dare continuità a certi risultati e non è facile. È un torneo compresso e con tante partite da affrontare al massimo della condizione, un massacro. E c'è da tenere in considerazione che ogni tanto si può rendere di meno". Il timore di pagare lo sforzo fisico e emotivo della gara con il Real è dietro l'angolo, soprattutto se si affronta una squadra che ha avuto una settimana per preparare la partita: "I rischi maggiori sono nello stato di forma del Napoli - spiega il tecnico - In questo senso la loro vittoria con l'Inter ci ha mandato un bel messaggio. Poi c'è il clima che il San Paolo può creare, un ambiente avvolgente che sa trasmettere entusiasmo. In una partita dove loro stanno bene e avranno il sostegno del loro pubblico, cosa che noi non avremo, sarà ancora più difficile. Ci arriviamo, però, con le carte in regola e io sono fiducioso". Servirebbe la Roma di Madrid: "Quella è la Roma che tutti si auspicano. Quella che può ambire a traguardi davvero importanti con il suo collettivo. Io sono sicuro che qualsiasi squadra avessi messo in campo contro il Real avrebbe fatto bene. La maturità di questa squadra sta proprio nel non dipendere da nessuno". GIURA FEDELTÀ Forse l'unico insostituibile alla fine è proprio lui. In molti si stanno accorgendo che l'orologio giallorosso è merito soprattutto di Mastro Spalletti. Nelle ultime ore i complimenti non sono mancati: "Mi hanno fatto piacere, in particolare sono contento che la Roma sia stata dipinta all'estero come una squadra che gioca, non con l'idea all'antica che spesso hanno fuori dall'Italia delle nostre formazioni". E non è quindi un caso che qualcuno, soprattutto dalla Spagna (Barcellona), stia cominciando ad informarsi sul suo conto. Lui fa finta di nulla, ha un accordo con la Roma sino al 2011 che intende rispettare: "Sono orgoglioso del mio contratto. La mia volontà è quella di rimanere qui". 500 DI TOTTI Intanto oggi Spalletti taglierà il nastro delle 300 panchine in serie A. Un bel traguardo che passa leggermente in secondo piano se rapportato a quello di un suo calciatore: "Per quanto mi riguarda, le mie sono tantissime. Certo, quelle di Francesco mi fanno paura". Il Francesco in questione è quel numero dieci, che di cognome fa Totti, che invece toccherà quota 500 presenze in gare ufficiali con la maglia della Roma. Tra 388 gettoni in campionato, 42 in coppa Italia, 66 nelle coppe internazionali e 3 in Supercoppa nazionale, il capitano è arrivato a quota 499 (con 202 reti). Basterà attendere le ore 15 di oggi perché Totti raggiunga cifra tonda. DUBBI DI FORMAZIONE Mexes è diffidato (e nel prossimo turno c'è il Milan, anche se subito dopo si gioca il derby), Ferrari è out e Juan non è al massimo. Panucci dovrebbe giocare a destra, ma non è nemmeno escluso che possa giocare al centro (lasciando spazio sulla fascia a Cicinho) al posto di uno dei due centrali. Giuly, che doveva far rifiatare Perrotta, è rimasto a casa per una caviglia gonfia. In mezzo, Aquilani è in vantaggio su Pizarro mentre in avanti Vucinic potrebbe esser preferito a Mancini. "Sono orgoglioso per come la mia squadra ora è vista all'estero". L'allenatore festeggia le 300 panchine in serie A Luciano Spalletti, 49 anni, è sulla panchina della Roma dal 2005 (Reuters).

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Venerdì sera la bozza di previsione è stata illustrata come di consueto in una assemblea pubblica, ma dalla partecipazione scarsa Verceia stringe la cinghia e l'Ici è salva La giun (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sera la bozza di previsione è stata illustrata come di consueto in una assemblea pubblica, ma dalla partecipazione scarsa Verceia stringe la cinghia e l'Ici è salva La giunta Pedroncelli ha ridotto le spese e decurtato i gettoni degli amministratori per non variare le tasse VerceiaPer far quadrare il bilancio, sindaco, assessori e consiglieri comunali di Verceia si sono ridotti tutti i compensi già risicati. È servita un'operazione certosina fatta di continue limature e aggiustamenti, ma alla fine l'amministrazione è riuscita a chiudere il documento finanziario senza dover ricorrere ad aumenti dell'Ici - fermo al 4 per mille -, né introdurre l'addizionale Irpef. Provvidenziale per arrivare a un aggiustamento, è stata la decisione degli amministratori di rivedere il proprio compenso: il sindaco Dante Pedroncelli ha ridotto di un terzo le sue spettanze, gli assessori si sono auto tagliati il loro del 10% e i consiglieri hanno tutti rinunciato al gettone di presenza. Uno sforzo lodevole, che ha permesso di racimolare 5.700 euro i quali - uniti ai tagli sparsi un po' qua e un po' là - hanno consentito di chiudere l'esercizio a 798 mila euro. La presentazione di questo imponente lavoro è stata illustrata venerdì nel corso dell'assemblea pubblica che ogni anno - come prevede lo statuto - impegna il governo del paese a incontrare la collettività per raccoglierne anche le esigenze e i suggerimenti della gente. "L'autoriduzione dei compensi degli amministratori è stata approvata per necessità, ma anche come forma di protesta - ha commentato il sindaco Dante Pedroncelli -. Protesta nei confronti di una situazione di difficoltà divenuta ormai generalizzata che vede penalizzate le amministrazioni municipali, costrette a far quadrare i conti con grandi sforzi pur di riuscire a non ritoccare le aliquote a carico dei cittadini". Pedroncelli si è detto rammaricato dal fatto che venerdì a Verceia durante l'assemblea ci fossero poche persone. "L'appuntamento pubblico promosso per il bilancio rappresenta un'occasione di confronto molto importante", ha spiegato. La bozza di bilancio presentata alla comunità non è che l'ultima di una serie di rivisitazioni che Pedroncelli ha concordato con l'opposizione. "Alla fine abbiamo dovuto esaminare con molta attenzione ogni voce agendo con precisione sulle entrate e riducendo, dove era possibile, le uscite. Sarebbe stato forse più semplice intervenire ritoccando l'aliquota Ici, anche semplicemente riportandola al 5 per mille di qualche anno fa, ma abbiamo preferito fare uno sforzo e cercare di non gravare ulteriormente sulle tasche dei nostri cittadini" ha aggiunto Pedroncelli. Gian Luca Papa.

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