HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
|
tARTICOLI DELl’8-5-2008 #TOP
·
Articoli
Costi dei politici (32)
DANIELE BATTISTEL d
( da "Adige,
L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Ai consiglieri comunali, invece, va un gettone di 100 euro per ogni presenza alle sedute d'aula e di commissione. Nell'elenco compaio anche i presidenti e i consiglieri circoscrizionali. Il più ben pagato è stato Maurizio Migliarini, "capo-rione" a Lizzana, con 12.785. Gli altri presidenti si sono attestati sugli 11.
VIZI
E VIRTÙ \nTRA I PRIVILEGI ( da "Corriere Alto Adige"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: AUTONOMIA di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA Guai a toccargli l'autonomia, agli autonomisti. Lo confermava Luis Durnwalder, il presidente provinciale sudtirolese, sbertucciato dai giornali e dal governatore veneto Giancarlo Galan ("con quei soldi potrebbe finanziare iniziative dei ladini") per la scoperta che coi suoi 25.
Deriva
( da "Corriere
Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sergio Rizzo Gian Antonio Stella Una regione allo specchio Gian Antonio Stella è con Sergio Rizzo l'autore del libro "La deriva". Anche il Trentino Alto Adige compare tra le indagini dei due giornalisti del Corriere della Sera. A sinistra una manifestazione contro i privilegi della politica.
Insisto,
la Na-Ba non è uno spreco ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Un'ultima considerazione: Rizzo e Stella scommettono che la linea non si farà mai, anche per gli alti costi previsti. Mi permetto di essere un po' più ottimista, anche perché penso che un buon amministratore debba investire lavoro e risorse in iniziative in cui crede e che ha valutato con attenzione.
Gettoni
d'oro, rinviati a giudizio 50 ex consiglieri
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: assunzione in aziende e società a vario titolo, con stipendi da oltre 5000 euro, di consiglieri municipali neoeletti, che fino a prima dell'elezione risultavano disoccupati. In tal modo, i consiglieri incassavano lo stipendio versato dall'azienda, e il gettone di presenza corrispostogli in occasione delle riunioni dei parlamentini.
UN
PROGETTO SENZA SPRECHI \ndi ENNIO CASCETTA * \nC aro
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Premetto di essere un lettore attento delle inchieste dei due giornalisti, che hanno il merito di sottolineare e svelare al grande pubblico i mali del nostro Paese, in particolare quelli della gestione del potere politico, e ne sostengo gli obiettivi.
Fed:
remunerare le riserve bancarie ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: altra parte del tunnel della crisi dei mutui. Tutto nasce dall'obbligo per le banche (in America e in tutto il mondo) di depositare alcuni fondi presso la banca centrale. Molto spesso, però, gli istituti di credito depositano non solo la cosiddetta riserva obbligatoria (cioè il minimo previsto), ma anche qualcosa in più.
Vince
il partito di Moro, l'università cambia nome
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quando durante la riunione del 2 aprile disse di "essere contrario alla personalizzazione dell'ateneo e non contro Moro". Un concetto rimarcato con l'offerta del proprio gettone di presenza all'associazione delle vittime del terrorismo. Da oggi, quindi, è tutto pronto perchè l'ateneo si chiami Università degli studi Aldo Moro.
Commissioni
invalidità, si cambia ( da "Tempo, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 8698 casi con un costo complessivo di 369 mila 462 euro, contrariamente al 2005 quando per 8325 pratiche erano stati spesi 541mila 887 euro. Dalle commissioni sono stati eliminati i consulenti esterni, che venivano remunerati con un gettone di presenza. L'esame delle pratiche è invece ora affidato ai medici del Servizio di Medicina Legale,
Gli
"imperdibili"? ( da "Stampa, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi, uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della memoria e dell'umano.
Il
sogno per un Paese da corsa ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: suonata a molti come il prologo di una discesa in politica. In realtà si è rivelata essere molto di più: un'idea di Paese al di là delle parti. Basta rileggere i temi sui quali Montezemolo, da allora, si è concentrato: crescita, innovazione, costi della politica da abbattere, bisogno di sicurezza, meritocrazia e riforme per un Paese da corsa.
MASSA
Z ERO in pagella alla nuova giunta g
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il Pd presenterà una mozione sui costi della politica, perché "due assessori in più vuol dire 400mila euro in più spesi in 5 anni. Poi bisognerà vedere quanto costeranno le deleghe: per legge non esistono più, possono essere solo incarichi professionali". Trasparenza: "E' l'elemento più grave e grottesco ?
La
truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio
( da "Repubblica,
La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Napoli Le circoscrizioni La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio CINQUANTA persone sono state rinviate ieri a giudizio per truffa. Si tratta di nomi legati alle circoscrizioni e al consiglio comunale di Napoli. L'inchiesta è quella sui cosiddetti "gettoni d'oro", ossia sui compensi - in circostanze diverse - ricevuti indebitamente dai cinquanta indagati.
Di
MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
nel Verona
(nessun gettone di presenza). La prima parte della carriera passa tra Sassuolo
(C2), Sorrento (tre anni, C2 e Interregionale), Barletta (B), Tempio (C2),
Taranto (B) e Pontedera (due anni in C2). Poi, inizia (1994) la lunga trafila
empolese. Nella società toscana milita per sei stagioni e il 31 agosto
<Sosta
gratuita, noi del Pd ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori?
Di
BARBARA MANICARDI <VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito de
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori?
Franco
Della Barca all'attacco del primo cittadino
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: altro perché tenuta in concomitanza con la tradizionale festa del 1° maggio della Società Operaia. Non avrebbe speso meglio quei soldi per qualche buona iniziativa? Perché non finanzia la ristrutturazione del gonfalone dell'associazioni dei marinai? E' una cosa che sto sollecitando da tempo, ma senza risultati. Lo faccia, oppure avvierò una colletta".
La
giunta ha fallito alt ai centri di potere
( da "Provincia
Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tra le priorità, la difesa del territorio, la soppressione dei costi della politica, la difesa dei ceti deboli. Walter Veltri consigliere comunale Cantiere per Pavia Stradella, i mozziconi e i quesiti di matematica Scriviamo in merito all'articolo pubblicato il 25 aprile dal titolo "Il problema dei mozziconi.
L'università
nel nome di moro - paolo russo ( da "Repubblica, La"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Laraspata ha dichiarato che devolverà simbolicamente il suo gettone di presenza di 150 euro alle associazione dei parenti delle vittime del terrorismo. Contro la sua decisione si sono scagliati gli altri studenti rappresentanti in Senato accademico. Fabio Sirsi e Claudio Massafra hanno definito la sua "una scelta ideologica che va contro gli interessi dell'Università".
Fiera
del libro, passione civile oltre le polemiche
( da "Giornale
di Brescia" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella e Rizzo, gli autori de "La Casta", e Eugenio Scalfari, verranno a presentare il loro nuovo libro. E poi momenti di teatro e di musica, tra cui un concerto dell'Orchestra di Nazareth, in cui suonano insieme musicisti cattolici, ebrei e musulmani.
Cacciatori:
basta sprechi riduciamo le atc ( da "Tirreno, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della intera Regione Toscana. Come Federcaccia sosteniamo che 4 Atc per l'intera regione potrebbero essere più che sufficienti. Tale numero determinerebbe non solo una drastica riduzione dei costi ma favorirebbe la dispersione di cacciatori sul territorio con minore pressione venatoria specifica e dall'altro lato riequilibrerebbe le situazioni di pari opportunità di cui spesso si
I
costi della politica ( da "Tirreno, Il"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Attualità I COSTI DELLA POLITICA VIAGGIO NEGLI ENTI TAGLIATI Soppressa perché su quattro Comuni, i due più grossi (il capoluogo e Capannori) non hanno nessuno dei requisiti richiesti.
Sedici
comuni in rete grazie ad un protocollo
( da "Citta'
di Salerno, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2 euro. Inoltre, presenteremo il concorso di cortometraggi che si terrá a giugno, con il corto vincitore che sará proiettato anche all'interno della prossima edizione della Borsa Verde". Marco Rizzo.
Becci
precisa i compensi da presidente del consiglio
( da "Corriere
Adriatico" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in particolare dopo le modifiche apportate dai nuovi parametri di calcolo conseguenti lo "sforamento" del tetto dei diecimila abitanti. In accordo a tali nuovi parametri, è stata determinata la nuova indennità del sindaco e a partire da questa, le indennità degli assessori e il gettone di presenza dei consiglieri comunali.
Concordia,
primo consiglio contestati i troppi assessori
( da "Nuova
Venezia, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ottica di accaparrarsi maggiori finanziamenti europei. Un altro tema importante toccato è stato quello della salute della "macchina amministrativa", ovvero del clima che si respira fra i dipendenti comunali, che sembra non sia dei migliori. "C'è bisogno di una revisione - ha detto Geromin - ci vorrà del tempo, ma la faremo".
Rinvio
a giudizio deciso per metà degli indagati prima udienza l'8 luglio
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gli inquirenti credono di aver svelato un metodo per incassare il rimborsi per gettoni di presenza in occasione di sedute di pochi minuti. Parte lesa, il Comune di Napoli e anche alcune ditte private. Truffa, peculato e falso, le accuse per le quali il gipo Silvana Gentile ha disposto il rinvio a giudizio di una trentina di consiglieri.
LA
PROPOSTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sì secondo la tesi sostenuta da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro nuovo libro "La Deriva". I due giornalisti addebitano la colpa a una classe dirigente che, pur consapevole che oltre il 90% del commercio passa per i porti, si è da sempre riempita la bocca di "Italia capitale logistica europea" ma poi, a fatti, non ha mai operato di conseguenza.
Lega,
se quattro vi sembran pochi ( da "Opinione, L'"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: azzeccato termine del duo Stella-Rizzo la stessa Lega coi suoi rilevanti privilegi&fringe benefits, analoghi a quelli dei partitocrati di Roma Ladrona, ha finito per premiare Bossi. Si capisce dunque meglio il perché del quarto ministero alla Lega più una vice ministro (si dice) alle Infrastrutture, insieme a quelli dati per scontati a Bossi,
Il
Venezia fa piazza pulita, rimangono in pochi
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di presenze con 31 gettoni che aggiungendo la Coppa Italia diventano 35, vale a dire tanti quanti i calciatori che oggi rientrano nell'orbita-Venezia.CHI RESTA Il primo baluardo in vista del prossimo anno sarà il portiere Aprea una volta recuperato dall'infortunio al ginocchio che lo ha tolto di mezzo a dicembre: per il tecnico Michele Serena si tratterà comunque di una bella sicurezza.
Imprese,
lista della spesa alla politica ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica. Il secondo è che a fare sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi.
È
di Ferone la prima proposta di legge
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: esponente del Partito Pensionati, Luigi Ferone, è il consigliere regionale a presentare la prima proposta di legge della nuova assemblea.L'iniziativa, come ha spiegato ieri mattina a Trieste, è volta a ridurre e contenere i costi della politica, ponendo un divieto sul cumulo delle indennità di carica per gli amministratori pubblici.
Più
di tre mesi per fare il nuovo governo: non è poco
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per le nefandezze riportate, rispetto al primo libro "La casta" di Rizzo e Stella. Io non sapevo che, per esempio, quando i sindacati organizzarono nel 2002 uno sciopero contro il governo Berlusconi, portarono in piazza due milioni di persone ma sborsando cento miliardi delle vecchie lire per finanziare i paertecipanti.
( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
DANIELE BATTISTEL
d.battistel@ladige.it Dal sindaco Guglielmo Valduga all'ultimo dei consiglieri
circoscrizionali, ognuno degli amministratori di questa città - in quanto
eletto - ha una fetta, più o meno grande, di responsabilità nei confronti della
collettività. Giusto, quindi, che l'impegno per il bene comune gli venga
riconosciuto. E questo "riconoscimento", nel 2007, possiamo
quantificarlo in 820.494 euro. Nel senso che - tra giunta, consiglio comunale,
commissioni, consigli circoscrizionali - l'amministrazione politica di questa
città ci è costata oltre un miliardo e 600 mila delle vecchie lirette. A
raccontarcelo una stampata di 4 pagine fatta dal cervellone elettronico del
Comune che ha estrapolato tutti i compensi pagati l'anno scorso alle cariche
elettive cittadine. Tanto? Poco? Il giusto risponderebbe Adelino Amistadi,
l'autore della legge regionale del 2005 che rivedeva i compensi per gli
amministratori locali. Prevedeva, per esempio, che al sindaco di un comune come
Rovereto vada un'indennità lorda di 7.890 euro al mese e che al suo vice ne
spetti una da 3.945 euro. Esattamente la metà. Ecco da dove risultano i 94.680
euro lordi che Palazzo Podestà gira a Guglielmo Valduga e i 47.340 che vanno a
Cristian Sala. Allo stesso modo è determinato il compenso spettante agli
assessori, pari al 40 per cento di quanto percepisce il sindaco, cioè 37.872
euro. E questa somma nel 2007 è andata a Renzo Azzolini, Paolo Farinati,
Giovanni Spagnolli, Gianpaolo Stiz, Maurizio Tomazzoni e Giuliano Vaccari.
Renato Manzana, che si è dimesso da assessore all'istruzione il 3 settembre, ha
percepito per il suo incarico 25.458 euro mentre alla sua successora, Mirella
Stofella, che fino a fine settembre era consigliere comunale, ne sono andati
15.295. Il presidente del Consiglio Fabrizio Rasera per guidare l'aula ha
percepito 24.238 euro. Ai consiglieri comunali, invece, va
un gettone di 100 euro per ogni presenza alle sedute d'aula e di commissione. Nell'elenco compaio anche i
presidenti e i consiglieri circoscrizionali. Il più ben pagato è stato Maurizio
Migliarini, "capo-rione" a Lizzana, con 12.785. Gli altri presidenti
si sono attestati sugli 11.800 euro. Ai consiglieri invece 50 euro a
seduta. 08/05/2008.
( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-05-08 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE LA DERIVA Sudtirolo allo specchio VIZI E VIRTù TRA I PRIVILEGI
DELL'AUTONOMIA di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA Guai a
toccargli l'autonomia, agli autonomisti. Lo confermava Luis Durnwalder, il
presidente provinciale sudtirolese, sbertucciato dai giornali e dal governatore
veneto Giancarlo Galan ("con quei soldi potrebbe finanziare iniziative dei
ladini") per la scoperta che coi suoi 25.600 euro lordi al mese
guadagna più non solo della maggior parte dei presidenti regionali italiani ma
del cancelliere tedesco Angela Merkel (21.262 euro) o dell'allora premier
Romano Prodi (18.878 euro). "Me li merito tutti. Tutti.
Assolutamente", tuonò ridendo davanti alle obiezioni: "Prendo molto
meno di tanti dirigenti di aziende che hanno la metà delle mie
responsabilità". CONTINUA A PAGINA 13 Documentato Sergio Rizzo.
( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: CULTURAETEMPO - data: 2008-05-08 num: - pag: 13
categoria: REDAZIONALE Non solo deriva Vizi e qualche virtù in terra di
autonomia SEGUE DALLA PRIMA E tanto si sentiva in pace con se stesso che,
mentre montavano le polemiche su tutti gli stipendi degli amministratori locali
altoatesini, che guadagnano il doppio dei pari grado trentini, ha proposto
addirittura di dare un vitalizio non solo ai consiglieri provinciali, che già
prendono oltre 5000 euro a testa al mese, ma anche ai sindaci. Stoppato dai
colleghi di Trento, ha abbozzato: "Ho soltanto sondato il terreno". E
la cosa è rimasta in sospeso. Taglia taglia, tagliano i tagli "Scusi, lei
che mnestiere fa?". "Il capogruppo di me stesso". E dove i
monogruppi non sono consentiti, come alla Regione Trentino-Alto Adige,
sopravvissuta come un guscio vuoto per motivi solo burocratici alle due
Province autonome? Niente paura: basta avere il pelo sullo stomaco. Avete
presente il dibattito degli ultimi anni, compresa purtroppo, almeno in parte,
anche l'ultima campagna elettorale? "Siete peggio di Goebbels!".
"Siete peggio di Stalin! ". "Fascisti!".
"Comunisti!". "Mafiosi!". "Forcaioli!". Bene,
lassù tra i monti, i bellicosissimi anticomunisti e i ferocissimi comunisti,
per rosicchiare una manciata di migliaia di euro in più si sono messi insieme.
Costituendo il gruppo consiliare Rifondazione/Trentino autonomista. Del quale
fanno parte, udite udite, il comunista Agostino Catalano e l'autonomista Carlo
Andreotti, l'uomo che le destre (neofascisti compresi) avevano candidato alla
presidenza della Provincia. Ingordi d'energia Nino Andreatta non solo avvertì
che la scelta a favore dei combustibili fossili sarebbe stata "più
pericolosa per le conseguenze sull'ambiente" ma, convinto che fosse
"necessario coprire con il nucleare almeno il 30% del fabbisogno
italiano", avanzò una proposta di buon senso, anticipando di molti anni
quanto sarebbe poi successo: "Occorrerebbe stipulare delle joint venture
fra l'Enel e l'Ente elettrico francese per costruire in Francia tre o quattro
nuove centrali e importarne l'energia prodotta. Poi, quando anche in Italia si
saranno calmate le acque e tutto sarà più pacifico sotto ogni profilo, compresa
la sicurezza, si potrebbe raddoppiare Montalto". Furono un plebiscito, i
tre referendum che con ipocrisia burocratica non chiedevano esplicitamente la
rinuncia al nucleare ma tre cose di sbieco (come il divieto all'Enel di
assumere partecipazioni all'estero con interessi nel nucleare) sulle quali la
Dc si barcamenò invitando a dire due sì e un no. E la vittoria schiacciante dei
"no nuclear" fu letta, anche se i quesiti avrebbero teoricamente
lasciate aperte le centrali atomiche, come un mandato ineludibile a mettere i
lucchetti a tutto". Qui ci vuole un commissario Si sa, un commissariato è
come l'ultima sigaretta: non si rifiuta a nessuno. Tanto più se serve a
sistemare chi è rimasto trombato alle elezioni. Prendete Giovanni Kessler. è un
giudice, ha lavorato all'antimafia di Caltanissetta, è stato parlamentare
diessino: la competenza per fare l'alto commissario per la lotta alla
contraffazione non si discute. Ma è impossibile non collegare la nomina, decisa
dal governo Prodi nel settembre 2006, al fatto che pochi mesi prima il
prescelto, figlio dell'ex deputato dicì Bruno Kessler, era stato bocciato alle
Politiche. Così come, a maggioranza parlamentare rovesciata, la stessa
struttura era stata pretesa dalla Lega per il "suo" Roberto Cota.
Cosa sia questo Alto Commissariato lo lasciamo dire allo stesso Kessler che
così lo definì nella sua relazione al Parlamento della primavera 2007: "Un
vertice ipertrofico e una struttura inesistente ". "Cioè?", gli
chiese il Corriere. Al che rivelò di aver trovato 2 vicecommissari, 3
segretarie, un ragioniere, 19 finanzieri (fra i quali un generale) e la
bellezza di 7 autisti. "Da quando sono qui sono riuscito solo ad assumere
quattro persone con contratto di co.co.pro.". Prova provata che ai governi
di destra prima e di sinistra poi, di far la guerra vera ai marchi falsi non interessava
un fico secco. Di che si lamentavano, prima Cota e poi Kessler? Avevano una
poltrona, una segreteria, l'auto blu... Il processo? Ripassi nel 2020 Certo,
non ci sono solo ombre, nella giustizia italiana. Di più: se ogni giorno si
compie il miracolo di tanti processi che arrivano in porto, tante udienze che
vengono aperte, tanti coltanti colpevoli che finiscono in galera e tanti
innocenti che ottengono l'assoluzione, è merito di migliaia di persone perbene,
giudici, cancellieri, impiegati, fattorini, che si dannano l'anima in
condizioni difficilissime. Se non proprio disperate. Proprio quelle luci, però,
mostrano quanto sia buio il contesto. Prendete Bolzano: ha un buco negli
organici del 45%, ogni invocazione a Roma è inascoltata; eppure è riuscita a
ridurre l'arretrato, abbattere i tempi di attesa, dimezzare le spese con un
taglio addirittura del 60% sui costi delle intercettazioni facendo apparire
ancora più scandalosi i contratti stipulati separatamente dai diversi tribunali
per l'affitto delle costose apparecchiature necessarie al "Grande
Orecchio". Affitto che qui costava una cifra e lì poteva costare 18 volte
di più. Non basta: da qualche anno il procuratore Cuno Tarfusser pubblica un
bilancio degli uffici: costi, ricavi. Massimi investimenti sull'informatica,
massimi risparmi sugli orpelli. "Come se fosse un'azienda". Fino a
ottenere un premio inimmaginabile: la certificazione europea del "Servizio
Qualità". Un'esperienza che ha convinto il magistrato di una cosa: che se
la giustizia funziona malissimo è perché, in nome dell'autonomia, sacrosanta ma
stravolta, "nessuno risponde di niente". Tanto meno certi suoi
colleghi che mandano avanti gli uffici come fossero ancora nell'Ottocento, con
pennino e calamaio e totale indifferenza per il resto del mondo. Cristoforo
Colombo in secca Sindaci, presidenti di Provincia, governatori regionali e
potenti satrapi locali sono disposti a fare carte false, per avere un
"proprio " aeroporto. Lo dimostra la battaglia condotta qualche anno
fa da Trento per avere un "suo" scalo (avevano programmato già
espropri di terreni, deviazioni di rogge, lavori di sbancamento...) nonostante
fosse a mezz'ora di macchina da quello di Bolzano e da quello di Verona. Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella Una
regione allo specchio Gian Antonio Stella è con Sergio Rizzo l'autore del libro "La deriva". Anche il Trentino Alto
Adige compare tra le indagini dei due giornalisti del Corriere della Sera. A
sinistra una manifestazione contro i privilegi della politica.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-08 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE IL PROGETTO Insisto, la Na-Ba non è uno spreco di ENNIO
CASCETTA SEGUE DALLA PRIMA Per chi come me è entrato nel mondo della politica
per mettere a disposizione le proprie competenze, combattere la cattiva amministrazione,
il clientelismo e gli sprechi è una priorità imprescindibile. è con stupore,
dunque, che ho letto l'articolo sull'alta velocità ferroviaria, nel quale si
indica il progetto per la velocizzazione della Napoli- Bari come un esempio
negativo di infrastruttura per lo sviluppo del Mezzogiorno. Mi si concederà di
fare qualche riflessione su un'opera pubblica considerata strategica per tutto
il Sud, e non soltanto da me, ma da due Regioni, Campania e Puglia, da due
ministri, Bianchi e Di Pietro, dall'ingegner Moretti delle Ferrovie dello
Stato, e - soprattutto, e senza alcuna distinzione - dalle intere comunità
campane e pugliesi che saranno attraversate dalla nuova linea. Innanzitutto,
come ho già avuto modo di ribadire, la Napoli-Bari non sarà una linea ad alta
velocità, come si dice nell'articolo, bensì una ferrovia ad "alta
capacità". Non è un dettaglio da poco. Mentre infatti la prima è una linea
con poche fermate intermedie, che può raggiungere i
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2008-05-08 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Circoscrizioni, prosciolti Monaco e Culiers Gettoni
d'oro, rinviati a giudizio 50 ex consiglieri NAPOLI - L'udienza preliminare per
i cinquantanove indagati dell'inchiesta "Gettonopoli" si è conclusa,
ieri, con una decina di proscioglimenti e una cinquantina di rinvii a giudizio.
Il gup Silvana Gentile ha disposto l'assoluzione dalle accuse di truffa, falso
e peculato, il consigliere comunale Ciro Monaco, i consiglieri della
municipalità Vomero- Arenella Antonio Culiers e Pietro Cipollaro, il
consigliere della municipalità Stella-San Carlo all'Arena Fulvio Frezza, il
consigliere della municipalità Secondigliano- Miano-S. Pietro a Patierno
Salvatore Gatta, l'ex presidente della municipalità Soccavo-Pianura Natalino
Zarra, Antonio Scalesse, Giovanni Ippolito e Giuseppe Martiello. Per i rinviati
a giudizio, la prima udienza si terrà l'8 luglio. L'inchiesta avviata dalla pm
Maria Antonietta Troncone - ora in carica alla Dda e sostituita ieri da un pm
ordinario - riguarda l'assunzione in aziende e società a
vario titolo, con stipendi da oltre 5000 euro, di consiglieri municipali
neoeletti, che fino a prima dell'elezione risultavano disoccupati. In tal modo,
i consiglieri incassavano lo stipendio versato dall'azienda, e il gettone di presenza corrispostogli in occasione
delle riunioni dei parlamentini. Ovviamente, a molti degli incontri in
municipalità i consiglieri non hanno mai partecipato. In un caso in
particolare, un consigliere è risultato presente in due commissioni distinte
che si riunivano nello stesso orario, riscuotendo gettoni di
presenza per entrambe le sedute. Le persone coinvolte nell'inchiesta
sono in forze presso la stragrande maggioranza delle municipalità napoletane, e
appartengono a vari schieramenti politici. Un grosso capitolo di
"Gettonopoli" riguarda poi alcune liste politiche finite nel mirino
della procura, come "Lista donne", "Lega Sud Vesuvio ",
"Partito popolare europeo" e "Libertas sport", all'interno
delle quali i consiglieri si sarebbero fatti eleggere con l'unico scopo di
incassare il compenso comunale. Tra i prosciolti, come già detto, anche
Giuseppe Martiello, titolare di una ditta informatica che ha assunto il
consigliere Culiers subito dopo la sua elezione, retribuendolo con 4.500 euro
al mese. "Ero certo della mia innocenza - dice al telefono il consigliere
Culiers - ma è stato anche giusto che la magistratura abbia voluto vederci
chiaro. La giustizia ha fatto il suo corso nella massima trasparenza ". E
l'azienda informatica che non l'avrebbe mai vista a lavoro? "Col
proscioglimento si è dimostrato che la cosa non era veritiera, tant'è vero che
io con l'azienda non solo ho lavorato, ma ho avuto anche una vertenza di
lavoro. Giustamente il pm ha voluto analizzare attentamente la questione, ed io
sono sempre stato certo della conclusione positiva delle indagini". E ora?
"Ora continuo a fare il consigliere come ho fatto fino a oggi: la gente
dopotutto si è fidata di me, e mi ha rivotato nonostante le indagini in
corso". Ste. Pie. Antonio Culiers.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-05-08 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE La Napoli-Bari UN PROGETTO SENZA SPRECHI di ENNIO
CASCETTA * C aro direttore, ho letto con interesse il focus sul "Paese
degli sprechi", pubblicato qualche giorno fa sul
Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Premetto di essere un lettore attento delle inchieste dei due
giornalisti, che hanno il merito di sottolineare e svelare al grande pubblico i
mali del nostro Paese, in particolare quelli della gestione del potere
politico, e ne sostengo gli obiettivi. * Assessore ai Trasporti Regione
Campania CONTINUA A PAGINA 17.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore sezione:
FINANZA E MERCATI data: 2008-05-08 - pag: 39 autore: Bernanke chiede l'ok del
Congresso Usa Fed: remunerare le riserve bancarie La Federal Reserve gioca una
nuova carta per stabilizzare i tassi interbancari. La banca centrale Usa ha
chiesto al Congresso l'autorizzazione di pagare un tasso d'interesse sulle
riserve delle banche. La novità, secondo gli auspici del presidente Ben
Bernanke, permetterebbe di ottenere diversi benefici: stabilizzare i tassi
interbancari, travasare nuove risorse alle banche, mantenere presso la Fed le
riserve in eccesso. Tre obiettivi tecnici. Che, nelle speranze di Bernanke,
avrebbero però un effetto concreto: passare definitivamente dall'altra parte del tunnel della crisi dei mutui. Tutto nasce
dall'obbligo per le banche (in America e in tutto il mondo) di depositare
alcuni fondi presso la banca centrale. Molto spesso, però, gli istituti di
credito depositano non solo la cosiddetta riserva obbligatoria (cioè il minimo
previsto), ma anche qualcosa in più. Ebbene: attualmente in America
questi depositi delle banche non hanno alcuna remunerazione. Ed è proprio
questo che la Fed vorrebbe cambiare: nel 2006 il Congresso ha già dato il via
libera alla remunerazione di queste riserve, ma a partire dal 2011. La
richiesta, ora, è invece di partire da subito con questa rivoluzione. Perché? I
motivi sono tanti. Il primo è di stabilizzare i tassi interbancari, cioè i
tassid'interesse che le banche applicano quando si prestano soldi l'una con
l'altra. Nelle ultime settimane hanno infatti registrato oscillazioni da
montagne russe, andando anche sotto il 2% dei tassi ufficiali. Il motivo è che
sul mercato – dopo le iniezioni di liquidità da parte della Fed – alcune banche
hanno fondi in eccesso e li prestano alle altre banche anche a tassi bassissimi,
mentre altre hanno bisogno di fondi e arrivano a pagare tassi elevati. Questo
fa impazzire letteralmente il mercato. Ebbene: secondo la Fed se le banche
avessero una remunerazione dai fondi depositati presso la banca centrale, non
andrebbero a prestarli a tassi d'interesse inferiori al 2 per cento. Ed è per
questo che ieri sera anche la Sec ha annunciato che vuole vederci chiaro sul
livello di capitale ma anche sulla liquidità delle banche: queste dovranno
comunicare i dati al mercato. Ma la richiesta della Fed al Congresso ha anche
un altro obiettivo: mantenere presso i suoi conti le riserve in eccesso delle
banche. Se non sono remunerate, infatti, le banche possono decidere di portarle
altrove. La richiesta della Fed deve essere ancora approvata. E la decisione
non è facile: il costo politico non sarebbe irrilevante. Se remunerasse le
riserve delle banche, infatti, ridurrebbe gli incassi del Tesoro: secondo il
Wall Street Journal, questa rivoluzione costerebbe alle casse dello Stato
americano 1,4 miliardi in cinque anni. My.L. L'OBIETTIVO L'operazione dovrebbe
dare maggiore stabilità ai tassi interbancari e più risorse agli istituti: il
Tesoro perderà 1,4 miliardi in 5 anni.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-08 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Vince il partito di Moro, l'università cambia nome
Petrocelli: "E' il frutto di un dibattito appassionato" Decisione del
Senato accademico, contrario solo il voto di Azione universitaria. Bocciata la
dicitura "Del Levante" BARI - Alla fine è passata l'intitolazione a
Moro, senza la dicitura Del Levante. L'ateneo barese si chiamerà d'ora in poi
Università degli studi di Bari Aldo Moro. Lo ha deciso ieri ai voti il Senato
accademico, con una larghissima maggioranza alla fine di una riunione cominciata
nel primo pomeriggio. L'unico voto contrario è stato quello di Giancarlo
Laraspata, rappresentante degli studenti nell'assemblea per la lista di Azione
Universitaria. "Sono soddisfatto", ha dichiarato il rettore Corrado
Petrocelli al termine della riunione. "Questa decisione è il risultato di
un dibattito lunghissimo e appassionato. E' lo specchio - ha aggiunto il
rettore - della più ampia discussione, che ha coinvolto tutto l'ateneo".
Nella seduta del Senato accademico di ieri sono intervenuti i presidi delle
quindici facoltà dell'Università (12 di Bari e 3 della sede di Taranto), che
hanno esposto al rettore le ragioni delle singole votazioni. L'iter per il
cambio di denominazione, infatti, era partito durante la riunione dello stesso
Senato accademico del 2 aprile, quando Petrocelli aveva ufficializzato la
proposta. Poi la parola era passata agli organi rappresentativi della comunità
accademica, prima al consiglio di amministrazione (che approvò in toto) e poi
alle singole facoltà. E' stato proprio a Giurisprudenza, la facoltà in cui Moro
insegnò come docente, che la proposta aveva trovato la prima opposizione,
smentita poi dal voto favorevole all'unanimità della seconda facoltà di Legge
(con sede a Taranto). Dopo la polemica sul "no" di Giurisprudenza,
che ha coinvolto l'Università e il mondo politico, gli altri "no"
erano arrivati da Agraria e Medicina. Altre facoltà, come Scienze e la seconda
facoltà di Economia (di Taranto), avevano votato disgiuntamente per
l'intitolazione a Moro e per la dicitura Del Levante. Alla fine è stata proprio
questa ad essere sacrificata ieri, ma il risultato non ha spento l'entusiasmo
del rettore Petrocelli, che ha fortemente voluto questa intitolazione:
"Certo mi dispiace che non siamo arrivati alla ridenominazione per intero
e mi dispiace pure che sia stata approvata a maggioranza, piuttosto che
all'unanimità. Ma è comunque il risultato di un dibattito sereno - ha spiegato
Petrocelli - e ho pieno rispetto per le ragioni espresse, anche dal
rappresentante degli studenti". Dal canto suo, il senatore accademico di
Azione Universitaria, Giancarlo Laraspata, ha dichiarato di "aver votato
coerentemente con la posizione espressa fin dall'inizio sulla nuova
denominazione", quando durante la riunione del 2
aprile disse di "essere contrario alla personalizzazione dell'ateneo e non
contro Moro". Un concetto rimarcato con l'offerta del proprio gettone di presenza all'associazione delle vittime
del terrorismo. Da oggi, quindi, è tutto pronto perchè l'ateneo si chiami
Università degli studi Aldo Moro. L'ultimo passaggio burocratico sarà la
comunicazione della decisione al ministero per l'Università. Poi la nuova
dicitura sarà apposta ufficialmente in tutte le sedi accademiche e sui
documenti, compatibilmente con i tempi tecnici che l'operazione richiede. Luca
Barile Nell'Ateneo E' in corso in questi giorni la mostra-trittico dedicata ad
Aldo Moro.
( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stampa Asl Raggiunti
importanti obiettivi: in primis riduzione dei costi e più efficienza
Commissioni invalidità, si cambia LANCIANO Aumento dell'efficienza e riduzione
sia dei costi di gestione che dei tempi d'attesa. Questi gli intendimenti della
direzione della Azienda sanitaria che ora, senza nascondere una certa
soddisfazione, rivendica la bontà dell'operazione posta in essere a proposito
della commissioni di invalidità. E' stato infatti raggiunto un triplice
risultato con la riorganizzazione delle stesse commissioni, avviata lo scorso
anno dal Servizio di Medicina Legale e delle Assicurazioni diretto da Pietro
Falco. Sono state soppresse 6 commissioni per l'accertamento dell'invalidità civile,
handicap e disabilità e quelle rimanenti hanno visto modificata la propria
composizione, con ottimi risultati: sono stati definiti, infatti, 8698 casi con un costo complessivo di 369 mila 462 euro,
contrariamente al 2005 quando per 8325 pratiche erano stati spesi 541mila 887
euro. Dalle commissioni sono stati eliminati i consulenti esterni, che venivano
remunerati con un gettone di presenza. L'esame delle pratiche è invece ora affidato ai medici del
Servizio di Medicina Legale, che in caso di necessità vengono affiancati
da specialisti. Attualmente le domande vengono esaminate entro 40-50 giorni dal
ricevimento, un tempo al di sotto dei 3 mesi stabiliti per legge. F.F.
( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Una caccia personale
Centinaia di incontri, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli. Milleseicento autori
e relatori. Il programma della Fiera è una caccia al tesoro in cui ognuno potrà
trovare la sua pepita. Da non mancare le conversazioni sul motivo conduttore
dell'edizione 2008, la Bellezza. Qui il parterre annovera star della filosofia
come Remo Bodei, Sergio Givone, Giovanni Reale, antichisti come Luciano Canfora
e Paul Zanker, scrittori come Raffaele La Capria, Valerio M. Manfredi, Domenico
Starnone, Alberto Manguel, etologi come Danilo Mainardi. Tra gli ospiti
stranieri, l'americano Gore Vidal, lo spagnolo Javier Marías, il finlandese
Paasilinna, il francese Forest, due bestselleristi come l'americano Clive
Cussler e il barcellonese Ildefonso Falcones, l'australiana d'America Geraldine
Brooks. Su tutti il grande vecchio Boris Pahor, sloveno di Trieste: dopo
quarant'anni il suo "Necropoli" è finalmente riconosciuto come un
capolavoro. Da ascoltare in blocco i venti scrittori d'Israele, guidati dal
decano Aharon Appelfeld, Abraham Yehoshua e Meir Shalev. Il grande registra
francese Claude Lanzmann porterà l'edizione dvd del suo colossale docu-film
sulla Shoah. Da non perdere Dario Fo impegnato sull'ambiente, o star del
giornalismo come Eugenio Scalfari, Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi,
uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare
anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze
femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della
memoria e dell'umano. Prevedibilmente affollati i dibattiti sui grandi
temi della società civile: Giustizia, Casta, Mafia, terrorismo, il caso Moro, i
fantasmi del Sessantotto. Senza dimenticare i centenari: Pavese, Vittorini,
Guareschi. Spettacolo e musica. Gli attori dell'Ambra Jovinelli di Roma
leggeranno l'emozionante reportage di Ezio Mauro sulla tragedia della
ThyssenKrupp. Massimiliano Finazzer Flory dedica un collage teatral-musicale a
Borges, Michele di Mauro porta un reading-spettacolo sullo "scandalo della
Bellezza", Ascanio Celestini il suo "Parole sante". Il pianista
Giovanni Allevi, Elisa e Max Pezzali arrivano al Lingotto come autori di libri,
anche. Giovedì 8 si apre con l'orchestra di Nazareth e RadioDer-wish. Sabato
concerto della cantautrice israeliana Nurit Hirsh, domenica il complesso kletzmer
Trio Jerusalem. Lunedì in chiusura una serata dedicata al poeta cileno César
Vallejo, con la voce calda e potente della peruviana Tania Libertad, icona
della musica latino-americana.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
ECONOMIA &
FINANZA pag. 27 Il sogno per un Paese da corsa LUCA DI MONTEZEMOLO lascia a Emma
Marcegaglia una Confindustria unita e pensa al futuro: suo e del Paese. Dice,
citando Albert Einstein: "Sei giovane se i sogni prevalgono sui
rimpianti...e io ho ancora sogni". Chiude l'anno da presidente inaugurato
dalla sua relazione all'assemblea di Confindustria, l'ultima, suonata a molti come il prologo di una discesa in politica. In realtà si è rivelata essere
molto di più: un'idea di Paese al di là delle parti. Basta rileggere i temi sui
quali Montezemolo, da allora, si è concentrato: crescita, innovazione, costi
della politica da
abbattere, bisogno di sicurezza, meritocrazia e riforme per un Paese da corsa.
Ingredienti di un sogno da realizzare.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA MASSA pag. 2
? MASSA ? Z ERO in pagella alla nuova giunta g... ? MASSA ? Z ERO in pagella
alla nuova giunta già al... primo giorno di scuola. La valutazione è di Gian
Luca Brizzi, segretario comunale Pd, che l'ha argomentata ieri nella conferenza
stampa tenuta in via Dante con i consiglieri Uilian Berti e Giovanni Ricci alla
presenza, tra altri, dell'ex sindaco Fabrizio Neri. Le materie di valutazione
sono rinnovamento, trasparenza e costi della politica.
"La squadra ? sostiene Brizzi ?, tolti due nomi, è la riproposizione di
giunte del passato recente o remoto". Ma 6 su 10 non hanno mai fatto gli
assessori... "Quando si parla di rinnovamento ? replica Brizzi ? non si
guarda solo se uno ha fatto l'assessore. In squadra ci sono ex assessori,
segretari di partito da una vita, un'ex onorevole...". Aggiunge Berti:
"Non si è neanche perseguito il criterio delle competenze rispetto alle
deleghe attribute. C'è stato solo equilibrismo politico. Un equilibrio che
sembra già scricchiolare: Verdi e Prc sono sul piede di guerra". Non è
positivo che ci siano 5 donne in giunta? "Non stiamo governando noi ?
sorride Brizzi ? non possiamo dire cosa avremmo fatto. Ma nel Pd la parità di
genere è centrale". Se avesse vinto Neri... "Se i cittadini avessero
premiato la giunta uscente ? ribatte Brizzi ? è evidente che ci si aspetta che
si riparta da quella. Ma una coalizione nuova che rimette al governo ex
assessori e pretende di farlo passare per rinnovamento...". COSTI della politica: "La giunta Pucci ? prosegue Brizzi ? ha 10
assessori e 4 delegati: due assessori e 4 delegati in più di Neri. C'è
contraddizione con gli impegni elettorali e con l'emendamento proposto da Sd
allo Statuto per fissare a 6 il massimo di assessori. C'è stato un repentino
cambio d'opinione. In una coalizione così eterogenea c'era la necessità di
accontentare tutti, dall'Udc al Prc". Ma anche la giunta Neri, fino al
luglio 2007, aveva 10 assessori e dei delegati... Gli assessori, è la risposta,
erano calati a 8 e "di delegati c'era solo il verde Terzoni, le altre
figure erano incarichi professionali. E Neri in incarichi ha speso meno delle
giunte precedenti e meno della giunta provinciale". Il
Pd presenterà una mozione sui costi della politica, perché "due assessori in più vuol dire 400mila euro in più
spesi in 5 anni. Poi bisognerà vedere quanto costeranno le deleghe: per legge
non esistono più, possono essere solo incarichi professionali".
Trasparenza: "E' l'elemento più grave e grottesco ? dice Brizzi ?.
L'assegnazione degli incarichi nelle municipalizzate va fatta con bando
pubblico, come si può verificare sul web del Comune. Invece qui si annuncia il
futuro vincitore". Il riferimento è a Carlo Paolini, designato alla
presidenza Asmiu: "O si intende venire meno al bando o si annuncia in
anticipo il vincitore". Brizzi chiude sul Bilancio: "Hanno detto che
non è pronto invece è depositato dal 23 gennaio e Pucci ha invitato i
consiglieri a prenderne visione". Allora perché non è stato approvato
dalla amministrazione Neri? "L'election day ha anticipato le scadenze ?
spiegano Brizzi e Berti ? e come amministrazione uscente non ci siamo sentiti
di ipotecare le scelte per quella futura. Abbiamo lasciato alla nuova
maggioranza la possibilità di modificarlo, hanno 20 giorni". Ricci
aggiunge: "Pottare gli atti in consiglio spetta al presidente. Questa
domanda andrebbe fatta a Andrea Ofretti". Anna Pucci.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina VII - Napoli Le circoscrizioni La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio CINQUANTA persone sono
state rinviate ieri a giudizio per truffa. Si tratta di nomi legati alle
circoscrizioni e al consiglio comunale di Napoli. L'inchiesta è quella sui
cosiddetti "gettoni
d'oro", ossia sui compensi - in circostanze diverse - ricevuti
indebitamente dai cinquanta indagati. Ieri il gup Silvana Gentile ha
firmato i rinvii a giudizio chiesti dal pm Maria Antonietta Troncone. Sono
invece stati prosciolti il consigliere comunale Salvatore Culiers; l'ex
presidente della circoscrizione Pianura Natalino Zarra; il consigliere comunale
Ciro Monaco; Salvatore Gatta e Giovanni Ippolito, consiglieri circoscrizionali
a Miano difesi dall'avvocato Riccardo Polidoro. Prosciolto anche il consigliere
circoscrizionale Fulvio Frezza, difeso dall'avvocato Antonio Verde. Prima
udienza fissata all'8 luglio.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA SPORT pag.
20 di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo...
VINCENTI Alessandro Pane nel flash del trionfo di Castelnuovo Garfagnana; qui
sopra Marcello Montanari, che resta il suo vice di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È
Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo Ancelotti (e dodici lunghi anni), ha
regalato una grande gioia promozione al popolo granata. Pane nasce a Tripoli il
20 novembre del 1967 e compare nel calcio professionistico, come giocatore, nel
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
MODENA PRIMO PIANO
pag. 2 "Sosta gratuita, noi del Pd Andreana, capogruppo del 'partitone' in
Comune, dopo di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori
del Partito democratico siamo disponibili a rinunciare a quello che viene
considerato un privilegio: la sosta gratuita. Ma non chiamateci casta". Il
capogruppo del Pd in Comune Michele Andreana, dopo la campagna del Carlino, è
disposto ad ammettere che, "anche se si tratta di una piccola cosa",
la possibilità di parcheggiare senza sborsare un solo euro in tutti i posteggi
della città "può risultare particolarmente odiosa". Ma appena si
pronuncia la parola 'casta', Andreana si infiamma: "Eh no, casta proprio
no", tuona. Lui si infuria, ma anche i modenesi si sono infuriati ? e lo
sono ancora ? quando hanno scoperto che i consiglieri e gli assessori comunali
e provinciali, oltre ai presidenti di circoscrizione, possono ignorare
bellamente i parcometri che invece svuotano le tasche ? e fanno saltare i nervi
? a chi non "espleta attività relative al proprio mandato". Vale a
dire ai comuni mortali. Che però in centro e zone limitrofe comunque lavorano e
vivono. o semplicemente fanno shopping. Il messaggio è arrivato forte e chiaro
in via Divisione Acqui e i vertici del 'partitone' non hanno esitato un attimo.
Detto, fatto: "Rinunciamo". Ma c'è di più. Nel caso in cui gli altri
'schieramenti' non siano d'accordo, "noi del Pd rinunceremo alla deroga
ugualmente, e lo faremo a livello personale". Allora Andreana, di 'casta'
non vuole sentire parlare. Ma certamente la sosta gratis in una città che ha
enormi problemi di parcheggio un privilegio lo è. E' d'accordo? "Infatti
noi siamo disponibili a fare un passo indietro. Nessuna difficoltà. Non
dobbiamo alimentare l'idea sbagliata di una casta che non esiste". L'iter
quale sarà? "Noi del Pd proporremo di cancellare la deroga durante la
prossima conferenza dei capigruppo. Poi si dovrà passare alla modifica della
delibera". Nel caso non ci fosse unanimità? "Rinunceremo al
privilegio personalmente". Quindi avete percepito anche voi il fatto che
questa situazione ha creato in città molta rabbia? "Certo". Perché,
secondo lei? "Perché chi lavora e vive in centro deve fare i conti, tutti
i giorni, con il problema dei parcheggi". Quindi il problema c'è?
"Beh, la situazione così com'è non va bene, questo è sicuro. Infatti
questa legislatura ha varato un piano sosta che prevede anche la
riorganizzazione della mobilità pubblica. Al Novi Sad, per esempio, stanno
cominciando i lavori". Li potenziamo o no questi parcheggi? "Sì. Da
parte nostra non c'è nessuna sottovalutazione del problema". Andreana,
bisogna lavorare anche sul servizio pubblico: se funzionasse come dovrebbe,
probabilmente anche sul fronte posti auto le cose andrebbero meglio. "Gli
autobus vanno ulteriormente potenziati. Però, attenzione. Le navette che
partono ogni dieci minuti dai due parcheggi scambiatori del parco Ferrari e di
via Campi, partono regolamente vuote. Tutti vogliono mettere l'auto vicino al
centro. Ed evidentemente ci riescono". Pagando. E pure tanto. "Adesso
pagheremo anche noi. Qualche anno fa, durante la giunta Barbolini, avevamo
rinunciato all'accesso alla ztl e ora rinunciamo alla deroga al parcometro.
Anche se, a onor del vero, già una parte di consiglieri va in centro a piedi o
in bici". Non significa nulla: è il principio. "Se è il principio
allora precisiamo anche che un consigliere comunale eletto dai cittadini lavora
per la comunità oltre il suo normale lavoro. Spesso, in consiglio comunale o in
commissione siamo impegnati anche dieci ore al giorno. Non è poco. Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese:
90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni
commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi
dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori? "Sui
2mila euro al mese. Netti". "E adesso ? dice Andreana con tono di
sfida ? voglio fare io una domanda: con queste cifre, si può parlare di
casta?". Ai modenesi la risposta.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
MODENA PRIMO PIANO
pag. 3 di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori del
Partito de... di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori
del Partito democratico siamo disponibili a rinunciare a quello che viene
considerato un privilegio: la sosta gratuita. Ma non chiamateci casta". Il
capogruppo del Pd in Comune Michele Andreana, dopo la campagna del Carlino, è
disposto ad ammettere che, "anche se si tratta di una piccola cosa",
la possibilità di parcheggiare senza sborsare un solo euro in tutti i posteggi
della città "può risultare particolarmente odiosa". Ma appena si
pronuncia la parola 'casta', Andreana si infiamma: "Eh no, casta proprio
no", tuona. Lui si infuria, ma anche i modenesi si sono infuriati ? e lo
sono ancora ? quando hanno scoperto che i consiglieri e gli assessori comunali
e provinciali, oltre ai presidenti di circoscrizione, possono ignorare
bellamente i parcometri che invece svuotano le tasche ? e fanno saltare i nervi
? a chi non "espleta attività relative al proprio mandato". Vale a
dire ai comuni mortali. Che però in centro e zone limitrofe comunque lavorano e
vivono. o semplicemente fanno shopping. Il messaggio è arrivato forte e chiaro
in via Divisione Acqui e i vertici del 'partitone' non hanno esitato un attimo.
Detto, fatto: "Rinunciamo". Ma c'è di più. Nel caso in cui gli altri
'schieramenti' non siano d'accordo, "noi del Pd rinunceremo alla deroga
ugualmente, e lo faremo a livello personale". Allora Andreana, di 'casta'
non vuole sentire parlare. Ma certamente la sosta gratis in una città che ha
enormi problemi di parcheggio un privilegio lo è. E' d'accordo? "Infatti
noi siamo disponibili a fare un passo indietro. Nessuna difficoltà. Non
dobbiamo alimentare l'idea sbagliata di una casta che non esiste". L'iter
quale sarà? "Noi del Pd proporremo di cancellare la deroga durante la
prossima conferenza dei capigruppo. Poi si dovrà passare alla modifica della
delibera". Nel caso non ci fosse unanimità? "Rinunceremo al privilegio
personalmente". Quindi avete percepito anche voi il fatto che questa
situazione ha creato in città molta rabbia? "Certo". Perché, secondo
lei? "Perché chi lavora e vive in centro deve fare i conti, tutti i
giorni, con il problema dei parcheggi". Quindi il problema c'è? "Beh,
la situazione così com'è non va bene, questo è sicuro. Infatti questa
legislatura ha varato un piano sosta che prevede anche la riorganizzazione
della mobilità pubblica. Al Novi Sad, per esempio, stanno cominciando i
lavori". Li potenziamo o no questi parcheggi? "Sì. Da parte nostra
non c'è nessuna sottovalutazione del problema". Andreana, bisogna lavorare
anche sul servizio pubblico: se funzionasse come dovrebbe, probabilmente anche
sul fronte posti auto le cose andrebbero meglio. "Gli autobus vanno
ulteriormente potenziati. Però, attenzione. Le navette che partono ogni dieci
minuti dai due parcheggi scambiatori del parco Ferrari e di via Campi, partono
regolamente vuote. Tutti vogliono mettere l'auto vicino al centro. Ed
evidentemente ci riescono". Pagando. E pure tanto. "Adesso pagheremo
anche noi. Qualche anno fa, durante la giunta Barbolini, avevamo rinunciato
all'accesso alla ztl e ora rinunciamo alla deroga al parcometro. Anche se, a
onor del vero, già una parte di consiglieri va in centro a piedi o in
bici". Non significa nulla: è il principio. "Se è il principio allora
precisiamo anche che un consigliere comunale eletto dai cittadini lavora per la
comunità oltre il suo normale lavoro. Spesso, in consiglio comunale o in
commissione siamo impegnati anche dieci ore al giorno. Non è poco. Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese:
90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni
commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi
dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori? "Sui
2mila euro al mese. Netti". "E adesso ? dice Andreana con tono di
sfida ? voglio fare io una domanda: con queste cifre, si può parlare di
casta?". Ai modenesi la risposta.
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
P.S. GIORGIO pag. 17
Franco Della Barca all'attacco del primo cittadino L'INTERVENTO IL COORDINATORE
della lista civica 'Rinascita Italiana per P.S.Giorgio', Franco Della Barca,
scatenato contro il nuovo sindaco. Non gli perdona di aver agganciato l'Udc,
mandandogli a monte l'accordo con tale partito, per cui ha rinunciato a
partecipare alle comunali, e di non aver accolto durante la campagna elettorale
il suo invito ad un pubblico dibattito: "Quella festa organizzata da
Agostini il 1° maggio, con distribuzione di porchetta e banda ? ironizza ? è
stata una smargiassata. Inopportuna tra l'altro perché
tenuta in concomitanza con la tradizionale festa del 1° maggio della Società
Operaia. Non avrebbe speso meglio quei soldi per qualche buona iniziativa?
Perché non finanzia la ristrutturazione del gonfalone dell'associazioni dei
marinai? E' una cosa che sto sollecitando da tempo, ma senza risultati. Lo
faccia, oppure avvierò una colletta". Della Barca è anche critico
perché, a suo parere, il nuovo primo cittadino nei manifesti di ringraziamento
e nelle sue feste si rivolgerebbe solo ai suoi elettori: "Invece ? afferma
? dovrebbe tener conto anche del 49% dei sangiorgesi che non lo hanno
votato". Poi con riferimento alla nomina della giunta aggiunge: "Da
quando il numero degli assessori è stato aumentato di due unità, mai nessuno e
neppure i nuovi amministratori si è posto il problema di ridimensionarlo per
contenere i costi della politica. E visto che gli
assessori prendono lo stipendio dovrebbero sentirsi in dovere di mettersi a
tempo pieno a disposizione dei cittadini". Infine, ripropone al neo
sindaco una domanda alla quale non gli ha risposto in campagna elettorale:
"E' oppure no d'accordo sulla proposta del sindaco di Fermo di costruire
una nuova stazione ferroviaria tra P.S.Elpidio e P.S.Giorgio, declassando
quella sangiorgese?".
( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
PAVIA, IL MEZZABARBA
La giunta ha fallito Alt ai centri di potere Con la sconfitta del
centrosinistra alle recenti elezioni politiche e alle amministrative a Roma, è
arrivato l'avviso di sfratto anche per l'attuale maggioranza al Mezzabarba. Il
centrodestra ha ottenuto a Pavia complessivamente oltre il 50% dei voti. Anche
la giunta ha la consapevolezza della prossima sconfitta e anziché rivedere il
proprio comportamento e le scelte politiche, per cercare di salvare il
salvabile, va avanti imperterrita come se nulla fosse successo. Anzi, al grido
di muoia Sansone con tutti i filistei, sta facendo terra bruciata. Chi
amministrerà Pavia dopo le elezioni del 2010 troverà soltanto macerie. Per
questa giunta la legalità è un optional. Il caso del comandante dei vigili
urbani, Gianluca Giurato, è emblematico. E' stato sospeso dal servizio per
presunte irregolarità. La Magistratura ha deciso il reintegro ma il sindaco,
ignorando la decisione del giudice, si allontana da Pavia, in un momento molto delicato,
per dieci giorni. Quanto sta avvenendo è molto grave sia perché gli
amministratori devono essere i primi a rispettare la legge, altrimenti come si
può pretendere che la osservino gli altri, ma soprattutto perché si sta aprendo
un pericoloso conflitto tra istituzioni. Si continua a cementificare la città.
Da quando c'è questa giunta sono stati edificati oltre 3000 nuovi appartamenti
nonostante i residenti siano diminuiti. Di questi circa 2000 oggi sono ancora
sfitti. Non si costruiscono case popolari per consentire un alloggio alle oltre
mille famiglie in attesa di una casa e che non hanno i soldi per comprarsela a
prezzo di mercato. Gli affitti delle case popolari sono diventati esorbitanti e
gli affittuari non riescono neanche ad avere chiarezza sulle spese
condominiali. I Quartieri continuano ad essere privi di servizi nonostante le
ricorrenti proteste dei cittadini. E' stata autorizzata la costruzione di 80
box sotto la chiesa romanica di San Primo. Pavia adesso potrà dire addio al
riconoscimento delle chiese romaniche da parte dell'Unesco come patrimonio
dell'Umanità, con ricadute negative sul turismo. I monumenti sono in uno stato
di abbandono totale. In compenso vengono date le autorizzazioni per la
costruzione di supermercati. Sono state consentite le costruzioni perfino nel
parco della Vernavola mentre il parco Visconteo è ormai irrimediabilmente
compromesso per la presenza del supermercato Carrefour. E'prevista in piazzale
S. Giuseppe una rotonda che sconvolgerà l'attuale assetto di questa parte di
città. Saranno cancellate delle vie e ne verranno create di nuove. Verrà anche
spostato il ponte sul Naviglio. Ciò sta avvenendo nel silenzio assoluto del
Comitato di Quartiere e senza la partecipazione dei cittadini. Al Quartiere era
stato dato il nome di Città Giardino per sottolineare la presenza del verde.
Ora è sempre più cemento e sempre meno giardino. L'Asm è ormai al collasso con
58 milioni di euro di debiti e con un deficit di 4,5 milioni di euro. Sono a
rischio i servizi elementari per i cittadini anche se le tariffe sono le più
alte della Regione lombardia e tra le più alte d'Italia. Nonostante ciò, la
città è sempre più sporca. Se come previsto il centrodestra vincerà le prossime
elezioni amministrative, di fatto cambierà poco perché ad un centro di potere
se ne sostituirà un altro. In questi tre anni con diversi consiglieri comunali
di centrodestra c'è stata condivisione, su alcuni temi. Domani, però, gli
interessi dei partiti prevarranno sui buoni propositi
dei singoli. Ecco perchè, alle prossime elezioni amministrative, è necessaria
la presenza di una lista civica trasversale che rompa questi centri di potere e
che abbia, tra le priorità, la difesa del territorio, la
soppressione dei costi della politica, la difesa dei ceti deboli. Walter Veltri consigliere comunale
Cantiere per Pavia Stradella, i mozziconi e i quesiti di matematica Scriviamo
in merito all'articolo pubblicato il 25 aprile dal titolo "Il problema dei
mozziconi. Alcuni genitori perplessi". Complimenti al genitore
anonimo che ha risposto esattamente all'ultimo quesito delle
"Matompiadi", consolidata gara di matematica organizzata nella scuola
media di Stradella-Broni. Se con la sua protesta il genitore voleva soltanto
evidenziare la brillante intuizione logica, la commissione di docenti
responsabile del progetto non ha nessuna remora a congratularsi con lui, ma
rifiuta categoricamente l'attribuzione di messaggi negativi ad un semplice
quesito logico-matematico. Il quiz incriminato, scelto tra le varie proposte
elaborate da docenti qualificati ed adeguate a studenti della scuola media (a
disposizione di chi fosse interessato), è solo strumentale al raggiungimento
dell'obiettivo programmato che consiste nel sollecitare le sane capacità logico
intuitive e creative dei ragazzi, nel rispetto di un regolamento comune. I
docenti conoscono i propri alunni e sanno che sono preparati a distinguere un
contesto astratto da uno realistico. Per chi volesse cimentarsi, ecco il testo
somministrato: "Un barbone raccoglie mozziconi di sigaretta e mettendone
quattro si costruisce una sigaretta (quasi) nuova. Se riesce a fumare sette
sigarette (quasi) nuove, qual è il numero minimo di mozziconi che deve aver
trovato e quanti gliene rimangono alla fine?". Commissione Matompiadi
scuola media Stradella-Broni Grazie al prof. Benazzo e all'équipe del S. Matteo
Il 23 aprile sono stata operata, al San Matteo di Pavia, dal professor
Francesco Benazzo per una protesi all'anca. L'operazione è riuscita benissimo
ed ora, tornata a casa, ho riflettuto molto sulla mia esperienza. Ho pensato
così di scrivere due righe per dire che in questa Italia così disastrata e
piena di guai, c'è a Pavia un gioiello di clinica come l'ortopedia che funziona
perfettamente e dunque merita un ringraziamento. A chi la dirige come il professor
Benazzo, e a chi con lui lavora ogni giorno. Credo che tutti noi cittadini
dobbiamo essere fieri di questa sanità: per questo dico grazie al professor
Benazzo ed al suo staff che dà al paziente tranquillità. Grazie anche ai medici
e al personale che in questi giorni mi ha curata magnificamente, alla caposala
signora Toninelli che con fermezza e bravura dirige il reparto. Grazie di cuore
a tutti per la gentilezza verso gli ammalati. Giuseppina Bardoni Voghera I
redditi resi pubblici? E' soltanto trasparenza Parliamo della vicenda dei
redditi degli italiani disponibili on line. Il Garante della Privacy interviene
per arginare la diffusione dei dati. La procura di Roma ha aperto un'inchiesta,
per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione dei 740 e 730 sul sito
dell'Agenzia delle Entrate. Viene ipotizzata la violazione dell'Art. 167 della
legge sulla privacy che punisce il trattamento illecito dei dati personali. Su
questa importante questione, lo scrivente si sente di fare alcune modeste
considerazioni e domande. Primo. Dopo la denuncia dei redditi, i dati sono
ancora privati o sono pubblici? Secondo. Non è una novità la pubblicazione
dell'elenco dei contribuenti con i redditi denunciati. A memoria, ricorda che
il Ministero delle Finanze inviava ai Comuni un libro voluminoso contenente
l'elenco dei contribuenti con i redditi denunciati. Con certezza, lo scrivente,
quando era in servizio, se ne servì per individuare i contribuenti che avevano
un reddito ai quali poteva essere proposta l'assicurazione sulla vita per
previdenza o per interesse fiscale. Cosa c'era di illecito? C'è chi ha parlato
di pericolo per i sequestri di persona. Però non si è mai sentito parlare di
sequestri di persona sulla base della denuncia dei redditi. Ma oltre a quanto
sopra esposto, non c'è anche da rispettare la trasparenza? Può la privacy
annullare la trasparenza? La trasparenza è una colonna della democrazia.
Vogliamo demolirla? Ugo Barbero San Genesio.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pagina IV - Bari L'università
nel nome di Moro Voto a larga maggioranza, ma dal titolo sparisce "del
Levante" PAOLO RUSSO "Università degli studi di Bari Aldo Moro".
Da ieri l'Ateneo ha un nuovo nome. Pochi minuti prima delle 21 un applauso
scrosciante ha salutato l'esito della votazione del Senato accademico, che a
stragrande maggioranza si è espresso a favore dello statista democristiano e
contro l'intestazione "del Levante". Dopo un mese di dibattito
interno alle facoltà, l'unanimità è mancata per un solo voto: quello del
rappresentante degli studenti di Azione universitaria, che già lo scorso 20
marzo fu l'unico a non votare la proposta indicata da Corrado Petrocelli. Il
rettore dell'Università di Bari, al termine di un Senato accademico fiume, ha
scelto di non portare in votazione la sua proposta originaria, che oltre al
nome di Moro includeva l'intestazione del Levante. "Non chiamatela una
vittoria dimezzata - ha esordito il rettore - Anche se al termine del dibattito
abbiamo scelto di riconfermare l'intestazione della città, i motivi che ci
spinsero verso il Levante non sono venuti meno. Al contrario, per alcuni questa
dicitura, che tiene conto dell'allargamento dei confini del nostro Ateneo, è
risultata essere perfino troppo restrittiva". Pur senza Levante, 81 uno
dopo la fondazione l'Ateneo di Bari ieri ha cambiato nome. A votare a favore di
Aldo Moro sono stati anche i presidi di Agraria e di Giurisprudenza. Proprio il
voto contrario del consiglio della facoltà di Legge, presieduto da Mario
Garofalo, fece scalpore nelle scorse settimane: proprio a Giurisprudenza Aldo
Moro fu prima studente e poi docente. "La nostra pregiudiziale era contro
la personificazione dell'ateneo - ha spiegato ieri il preside Garofalo - ma è
stata superata nel corso di un dibattito in cui tutta la nostra Università si è
espressa sulla figura di Aldo Moro". Pur soddisfatto del risultato
ottenuto dopo un dibattito "libero, appassionato e profondo", al
rettore Corrado Petrocelli resta il rammarico per non aver potuto approvare
questa delibera all'unanimità. Alla fine Giancarlo Laraspata, rappresentante
degli studenti di destra, ha confermato la propria contrarietà al
provvedimento: "Intitolare l'Ateneo a un uomo politico - ha detto -
connota eccessivamente la nostra Università e non ci permette di riconoscerci
in essa". Laraspata ha dichiarato che devolverà
simbolicamente il suo gettone di presenza di 150 euro alle associazione dei parenti delle vittime del
terrorismo. Contro la sua decisione si sono scagliati gli altri studenti
rappresentanti in Senato accademico. Fabio Sirsi e Claudio Massafra hanno
definito la sua "una scelta ideologica che va contro gli interessi
dell'Università". Nicolas Caputo e Emanuele Mari hanno invece
esaltato la scelta di intitolare l'università a Moro, esprimendo rammarico per
la mancata introduzione dell'intestazione "del Levante". Il lungo
iter per cambiare il nome all'Università di Bari si è concluso ieri.
Formalmente l'Ateneo dovrà solo comunicare la propria decisione al nuovo
ministro dell'Università. "Ma non trattandosi di un cambio di statuto - ha
spiegato il rettore - quella approvata ieri è una delibera che l'università ha
votato in piena autonomia e i cui effetti saranno presto visibili a
tutti". In breve tempo alle targhe e ai certificati di laurea sarà aggiunto
il nome di Aldo Moro. Che prenderà ufficialmente il posto di Benito Mussolini.
L'intestazione del duce, caduta in disuso dopo la liberazione d'Italia e
bandita dalla legge, non è mai stata abrogata con un atto ufficiale
dall'Ateneo. "Con questa passaggio fondamentale per la sua storia, la
nostra Università può voltare pagina: il rilancio dell'Ateneo passa anche da
qui", ha concluso Petrocelli. E ieri sera, al termine del Senato
accademico, in piazza Umberto, sulla facciata monumentale di palazzo Ateneo,
campeggiava già il nome di Aldo Moro. Scritto sul cartellone della
manifestazione che l'Università Aldo Moro dedicherà domani allo statista nel
trentesimo anniversario dell'assassinio.
( da "Giornale di Brescia" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 08/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:CULTURA Apre oggi la kermesse libraria di
Torino: 1.400 gli espositori nell'anno dedicato agli autori israeliani Fiera
del libro, passione civile oltre le polemiche L'iracheno Sami Michael, Yehoshua
e la lettura della Cortellesi sui morti alla ThyssenKrupp Andrea Grillini Più
che le polemiche, che in questi giorni non sono mancate, contano i numeri. Oggi
Torino inaugura la XXI Fiera del libro, alla presenza del Presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, a cui ieri si è aggiunta quella del ministro
uscente per le Politiche giovanili Giovanna Melandri, che, "per dire no ai
boicottaggi", "come ultimo e simbolico atto da ministro", ha
deciso di accompagnare al Lingotto i ragazzi della Consulta giovanile per il
pluralismo culturale e religioso. Ernesto Ferrero, il direttore della Fiera,
intanto insiste sui numeri: "Possiamo già annunciare numeri da record, che
fanno di Torino la fiera europea più frequentata: 1.400 espositori, di cui 75
new entries, e un "Incubatore" per gli editori neonati; un intero
padiglione dedicato ai bambini e ai ragazzi, curato da Eros Miari e Giuseppe
Culicchia, e ben 24 sale e spazi incontri per un ospitare più di 800 eventi.
C'è la sezione dei librai antiquari e l'angolo dei Comics, tanti ospiti
illustri, da Gore Vidal al pianista Giovanni Allevi, da Dario Fo a Javier Marias,
che riceverà il Premio Alassio Internazionale". Insomma, boicottaggio o
no, da oggi, giovedì
( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Per Federcaccia si
possono abbattere le spese del 70% Cacciatori: basta sprechi
"Riduciamo le Atc" LIVORNO. "è l'ora di ridurre i costi della politica anche nel settore della caccia riducendo i centri
di spesa in Toscana anziché 19 Atc ne bastano 4". Federcaccia di Livorno
entra a piedi uniti nella vessata quaestio della Casta - intesa come costi
della politica - e ovviamente lo fa dal suo punto di
vista. "La riduzione del numero di Atc da
( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Attualità
I COSTI DELLA POLITICA VIAGGIO NEGLI ENTI TAGLIATI Soppressa perché su quattro
Comuni, i due più grossi (il capoluogo e Capannori) non hanno nessuno dei
requisiti richiesti.
( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
GIOVANI E LAVORO
Sedici comuni in rete grazie ad un protocollo " La necessitá di orientare
i giovani del territorio, in una fase difficile come quella che si attraversa
dal punto di vista occupazionale, viene rilanciata anche nel Cilento.
Individuare azioni integrate per far circolare in ambito locale tutte le
informazioni inerenti l'occupazione. Agevolare i giovani, orientarli con servizi
informativi specialistici, guidarli verso la scelta professionale adeguata.
Sono questi gli obiettivi del protocollo d'intesa che sará sottoscritto il
prossimo 20 maggio, a Vallo della Lucania, all'interno dell'aula consiliare,
nell'ex convento dei domenicani. Sono sedici i comuni che rientrano nella rete
informagiovani: Ascea, Casal Velino, Cannalonga, Castelnuovo Cilento, Ceraso,
Gioi Cilento, Moio della Civitella, Orria, Perito, Pisciotta, Salento, San
Mauro La Bruca, Sessa Cilento, Stella Cilento e Stio
Cilento, che fanno parte del distretto scolastico 60, con Vallo della Lucania
come centro capofila. Questi comuni stipuleranno l'intesa con il Centro per
l'Impiego di Vallo della Lucania, diretto da Enrico Bellelli, e con
l'assessorato al Lavoro della Provincia di Salerno, Massimo Cariello. Ad
illustrare il protocollo l'assessore alle politiche giovanili del comune di
Vallo della Lucania, Carmine Elia: "Il protocollo - spiega Elia - prevede
anche la diffusione del circuito Young Card, la speciale carta offerta ai
giovani che offrirá agevolazioni negli esercizi commerciali convenzionati. Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2
euro. Inoltre, presenteremo il concorso di cortometraggi che si terrá a giugno,
con il corto vincitore che sará proiettato anche all'interno della prossima
edizione della Borsa Verde". Marco Rizzo.
( da "Corriere Adriatico" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Veleni a
Montemarciano Becci precisa i compensi da presidente del consiglio
MONTEMARCIANO Una ulteriore, doverosa precisazione sui compensi degli
amministratori locali. Questa volta la parola spetta al presidente del
consiglio comunale Bernardo Becci, per chiarire una volta per tutte ciò che
concerne la propria indennità, in particolare dopo le
modifiche apportate dai nuovi parametri di calcolo conseguenti lo
"sforamento" del tetto dei diecimila abitanti. In accordo a tali
nuovi parametri, è stata determinata la nuova indennità del sindaco e a partire
da questa, le indennità degli assessori e il gettone di presenza dei consiglieri comunali.
Oltre che l'indennità del presidente del consiglio comunale. Tale indennità è
mensile non si calcola perciò a seduta ed ammonta a 298,41 euro lordi, vale a
dire poco meno di 230 euro netti. L'aumento pertanto è stato di 34 euro lordi
(e quindi 28 euro netti) al mese rispetto a quanto percepito prima delle nuove
parametrazioni. "Non voglio fare polemica con nessuno", commenta
Becci, "ognuno ha le sue opinioni sulle indennità degli amministratori e
tutto fa parte del dibattito politico. Non mi interessano le provocazioni o gli
attacchi". Questa precisazione è dettata dalla sola "volontà di
chiarire e correggere i dati riportati". Va comunque detto, aggiunge
ancora il presidente del consiglio comunale montemarcianese, "che si
tratta di polemiche strumentali. Bisogna guardare non ai costi, ma agli sprechi
della politica, che vanno cercati sicuramente altrove". Sarebbe
necessaria, quindi, "maggiore correttezza da parte di tutti, anziché
sollevare polveroni. La mia è una precisazione per replicare ad
inesattezze". R. F.,.
( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Federico Guerrini
Concordia, primo Consiglio contestati i troppi assessori CONCORDIA. Sarà stata
la curiosità di vedere all'opera la nuova giunta composta anche da lacune facce
già note a livello politico, sarà stata la lunga astinenza dalla politica locale dopo un anno di commissariamento, fatto sta che
non si era mai visto un pubblico così numeroso assistere al consiglio comunale,
come martedì sera in municipio a Concordia. Una circostanza fatta rilevare
anche dal neo sindaco, Marco Geromin, che ha promesso di cercare di mantenere
questo livello di l'attenzione, pubblicizzando maggiormente le sedute del
consiglio. Lodevole intenzione, su cui ha concordato l'opposizione, che
peraltro, dopo la lettura delle linee guida della nuova legislatura fatta dal
primo cittadino, ha concordato quasi su tutto (astenendosi poi al momento della
dichiarazione di voto), in un'atmosfera da "volemose bene" che non si
vedeva da tempo. Ci ha pensato comunque la capogruppo di minoranza della lista
"Cittadini per Concordia", Enrica Pontello, a fare qualche distinguo:
"Il sindaco ha più volte accennato l'intenzione della sua giunta di
ridurre i costi della politica locale, ma non ci
sembra che l'aumento del numero degli assessori vada in questa direzione,
inoltre temiamo che aver frammentato un referato importante come le politiche
sociali possa impedire una visione unitaria della realtà". Sul tema degli
assessori, le ha risposto il capogruppo dei Democratici per Concordia, Giuseppe
Bozza: "Dobbiamo ancora fare i calcoli precisi, ma ci sembra che già con
l'attuale composizione della giunta e del consiglio ci possa essere un
risparmio rispetto al passato" - ha puntualizzato Bozza. Tutti hanno poi
concordato sul fatto che Concordia deve cercare di interagire maggiormente con
altri livelli istituzionali e coi Comuni limitrofi, in primo luogo Portogruaro,
anche nell'ottica di accaparrarsi maggiori finanziamenti
europei. Un altro tema importante toccato è stato quello della salute della
"macchina amministrativa", ovvero del clima che si respira fra i
dipendenti comunali, che sembra non sia dei migliori. "C'è bisogno di una
revisione - ha detto Geromin - ci vorrà del tempo, ma la faremo".
Sarà trattata invece nei futuri consigli, la modifica dello Statuto che
consentirà di istituire la figura del presidente del consiglio comunale. Due le
possibili candidature: oltre a Margherita Cusin, proposta dalla maggioranza, è
spuntata ieri quella di Leonardo Bergamo, il più votato alle amministrative,
caldeggiata dalla minoranza.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Rinvio a giudizio
deciso per metà degli indagati Prima udienza l'8 luglio Sono trenta gli
imputati rinviati a giudizio al termine dell'inchiesta sui cosiddetti gettoni d'oro nei parlamentini di quartiere. La prima
udienza è fissata l'otto luglio e sono molti i nomi dei consiglieri prosciolti.
La vicenda riguarda un'inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal pm
Maria Antonietta Troncone, che punta ad accertare la creazione di società
fittizie, che servivano solo ad inquadrare formalmente i consiglieri che
risultavano neoassunti, e che potevano ottenere rimborsi in occasione delle
sedute consiliari. Da disoccupati prima delle consultazioni elettorali per il
rinnovo dei parlamenti, a neoassunti con stipendi da oltre 5mila euro, grazie
ad un presunto schema truffaldino. Gli inquirenti credono
di aver svelato un metodo per incassare il rimborsi per gettoni di presenza in occasione di
sedute di pochi minuti. Parte lesa, il Comune di Napoli e anche alcune ditte
private. Truffa, peculato e falso, le accuse per le quali il gipo Silvana
Gentile ha disposto il rinvio a giudizio di una trentina di consiglieri.
Escono dalle indagini alcuni esponenti politici come Ciro Monaco, Natalino
Zarra, Salvatore Gatta, Antonio Culiers, Fulvio Frezza, difesi tra gli altri
dai penalisti Riccardo Polidoro, Giovanni Geremicca, Antonio Verde, Antimo
Giaccio, Vittorio Lemmo e Carmine Capasso. L'inchiesta ha preso di mira le
elezioni del 2001 e ha riguardato un po' tutte le assise di quartiere della
città. La Procura aveva chiesto il giudizio per 59 imputati, ma il gip ha
archiviato la posizione di una metà degli imputati. Sotto il cono d'ombra della
Procura alcune liste civiche come "Lista donne", "Lega Sud
Vesuvio", "Partito Popolare Europeo" e "Libertas
Sport". S'indaga anche su due società private impegnato nel campo
informatico e della progettualità.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
BIANCA D'ANTONIO Porti
italiani alla deriva? Incapaci di ricevere le grosse navi portacontainers da
oltre 10mila teus (l'unità di misura dei container)? Colpa dei ritardi nella
infrastrutturazione, della mancanza di fondali adeguati bloccati da anni di una
politica ambientale di troppi no? Sì secondo la tesi
sostenuta da Sergio Rizzo e
Gian Antonio Stella nel
loro nuovo libro "La Deriva". I due giornalisti addebitano la colpa a
una classe dirigente che, pur consapevole che oltre il 90% del commercio passa
per i porti, si è da sempre riempita la bocca di "Italia capitale
logistica europea" ma poi, a fatti, non ha mai operato di conseguenza.
Francesco Nerli non è per nulla d'accordo e lancia la proposta degli stati
generali delle autorità portuali a Napoli, invoca un accordo quadro con il
governo e autonomia finanziaria che renda operative ed efficaci le gestioni.
Nerli ha il polso della situazione perché parla nella duplice veste di
presidente dell'autorità portuale di napoli e di presidente di Assoporti
(l'Associazione che raggruppa le 24 Autorità portuali italiane e oltre 30 porti
commerciali). "Attenzione - avverte Nerli - non si può valutare la portata
economica di uno scalo marittimo limitandola al solo traffico containers. Non
esistono solo i containers e, anche se è vero che la Spagna ha raggiunto
eccezionali performances negli ultimi quattro anni con una crescita a due
cifre, è pur vero che Gioia Tauro, rispetto ai porti spagnoli ha riconquistato
nel 2007 la sua leadership nel Mediterraneo. Così come è vero che nel Mezzogiorno,
Napoli con i suoi 13mila addetti compreso l'indotto, e Gioia Tauro
rappresentano le principali aziende produttive". Il porto di Napoli -
secondo le statistiche più recenti - è un'azienda sana, una delle eccellenze
dell'economia campana, in costante crescita sia sotto il profilo
dell'occupazione (più 2,1% nel 2006) che del fatturato. E rappresenta
certamente una marcia in più il fatto che il 55% degli occupati sia sotto i 40
anni. "Nei nostri porti - ribadisce Nerli - viene movimentata più merce
dai traghetti, dalle navi impiegate sulle autostrade del mare e sui
collegamenti cabotieri che non dalle navi containers. C'è poi il traffico
crocieristico, un fenomeno che ha registrato in Italia un boom e che a Napoli
nel
( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Oggi è Gio, 08 Mag
2008 Edizione 89 del 08-05-2008 I ministri del nuovo governo Lega, se quattro
vi sembran pochi di Paolo Pillitteri La quarta delega attribuita a Calderoli
non è un pourboire, un contentino, un petit cadeau per l'inventore del
"Porcellum". No, è un ministero bell'e buono. Che conta o meglio, che
conterà se Calderoli ci saprà fare. E l'uomo ha già dato l'idea di non essere
un mediocre, semmai un irruento e qua e là sommario, ma efficiente, anche come
conoscitore dei meccaismi parlamentari, dopo la sua non disattenta
vicepresidenza del Senato. Gli servirà, il know how accumulato per diradare,
disboscare, semplificare dunque, delegiferare che altro non sigifica se non
rendere meno vessatorio e iperburocratico il sistema, soprattutto al Nord,
deluso dalla "politica". L'Italia è un paese fondato sull'eccesso di
leggi, temperato dalla loro inosservanza... Questa delusione che il grillismio
e il dipietrismo agitavano sotto specie di antipolitica aggressiva e
insultante, con forti venature populiste, si è raggrumata e condensata intorno
al simbolo della Lega, con una valanga di voti che ha incoronato bensì il Re e
donno di Arcore, ma sottraendo alla "sua" F.I. (secondo l'indagine
Tecnè) oltre 260 mila voti e altri 176 mila ad An. Mentre al Pd i voti
catturati da Bossi sono 24 mila e ben 70 mila a Rifondazione. A prima vista, si
capisce che la campagna anticasta, comprendente nell'azzeccato
termine del duo Stella-Rizzo la stessa Lega coi suoi rilevanti
privilegi&fringe benefits, analoghi a quelli dei partitocrati di Roma
Ladrona, ha finito per premiare Bossi. Si capisce dunque meglio il perché del
quarto ministero alla Lega più una vice ministro (si dice) alle Infrastrutture,
insieme a quelli dati per scontati a Bossi, Maroni e Zaia: perché ha
ottenuto tanti voti delusi di Fi e An i quali sperano così di fare pressione sul
Cavaliere perché non si faccia cogliere dagli ozi romani. Ma la scelta delle
deleghe leghiste e, si spera, il loro buon utilizzo, dovrebbe premiare il
partito che più degli altri ha saputo interpretare ciò che viene fatto passare
come tema dell'insicurezza, anche da una sinistra all'angolo, spocchiosa ed
eternamente sconfitta (l'abbiamo capito anche a Ballarò, sentendo l'esangue e
riformatore mancato Bersani incalzato da un efficace Sacconi). In realtà,
quella dell'insicurezza è una delle componenti di una tematica assai più vasta
e che riguarda soprattutto l'identità, la civiltà. E non si tratta di scontri
razziali ma di prese d'atto di cui la sinistra ha tardato troppo ad accorgersi
col suo buonismo superficiale e, spesso, dannoso. Non è che la Lega, sic et
simplicter, possa frenare e imbrigliare il vento che percorre tutta l'Europa,
col suo malcontento, le lotte per i benefici del welfare, i diritti per i
locali e gli extracomunitari, ecc. Sta di fatto, però, che avere insistito e
poi ottenuto anche l'ultima delega, indica un altro supertema del Nord, da
troppi sottovalutato e che, in larga misura, riguarda il Sud. Si chiama voglia
di governo, di essere governati, di decidere, e, dunque, di deregulation, di
sfoltimento di lacci e lacciuoli che bloccano, sfiancano e umiliano il lavoro
esattamente come le grandi opere non avviate impediscono il decollo generale
dell'economia. Questo ed altro ancora sta a caratterizzare la Lega e il suo
"fardello", come un elemento chiave del governo Berlusconi. Dovrà,
tra l'altro, dimostrare che non è più il problema o l'indicatore del problema e
del disagio, ma la loro soluzione. Un compito da fare tremare i polsi.
Soprattutto del Cavaliere.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO C1 La società
arancioneroverde sta già gettando le basi per la prossima stagione: solo 5 o 6
elementi resteranno in laguna Il Venezia fa piazza pulita, rimangono in pochi
Via Alfonso, i fratelli Brevi, Pradolin, Pederzoli e probabilmente anche
Veronese, Pepe e Pedrelli. Tanti altri in bilico Quali le basi di partenza del
Venezia che nel 2008/09 dovrà vendicare il magro 12. posto di quest'anno?
Stando a quanto la dirigenza va affermando da settimane quel che è certo, per
prima cosa, è che i superstiti si conteranno sulle dita di una mano o poco più.
Una scelta inevitabile dato il crollo verticale del team lagunare, e senza la
minima inversione di tendenza, nella seconda parte della stagione. Innanzitutto
alcuni dati: nella stagione 2007/08 32 giocatori hanno indossato la maglia
arancioneroverde in una gara ufficiale compresi gli ex, sia Moro (passato al Messina
dopo la prima gara di campionato, quando si congedò segnando alla Cremonese)
sia Pederzoli (ceduto al Crotone dopo un'unica apparizione in Coppa Italia,
segnando su rigore al PortoSummaga), ed esclusi il terzo portiere Striatto e il
difensore della Berretti Modolo, entrambi legati alla prima squadra ma senza
aver avuto la soddisfazione del debutto da professionisti. Paolo Poggi, invece,
ha collezionato il maggior numero di presenze con 31 gettoni che aggiungendo la Coppa Italia
diventano 35, vale a dire tanti quanti i calciatori che oggi rientrano
nell'orbita-Venezia.CHI RESTA Il primo baluardo in vista del prossimo anno sarà
il portiere Aprea una volta recuperato dall'infortunio al ginocchio che lo ha
tolto di mezzo a dicembre: per il tecnico Michele Serena si tratterà comunque
di una bella sicurezza. Oltre ad Aprea l'altro caposaldo della
retroguardia sarebbe Pesoli, ma qui il condizionale è d'obbligo in quanto lo
stesso diretto interessato ha ammesso che le possibilità che rimanga in laguna
sono pari al 50\%. Molto dipenderà dalle eventuali offerte (che già ci
sarebbero) provenienti dalla serie B, innanzi alle quali il Venezia faticherà
un bel po' per fargli prolungare il contratto (comunque fino al 2009). I
terzini titolari potrebbero essere Grighini a destra e Scantamburlo a sinistra
mentre in mediana non si rinuncerà ai muscoli di Mattielig. Per il resto a
garantire esperienza ed equilibrio nello spogliatoi rimarranno Poggi, Collauto
e presumibilmente anche il vice-Aprea Massimo Lotti.CHI VA Da Alfonso (che
tornerà all'Inter) ai fratelli Brevi sui quali è improbabile che la società
punti ancora. Anche su Veronese, nonostante i suoi 10 gol e un contratto fino
al 2009, la dirigenza ha varie riserve. Pradolin andrà al Messina, Pepe tornerà
alla Cremonese che potrebbe riscattarlo dal Pescara e lasciarlo in laguna, dove
però finora il giovane napoletano ha fatto vedere poco avuto nello spazio
limitato trascorso in campo. Pederzoli sta per disputare i playoff di C1 con il
Crotone e, dopo una stagione di alto livello, ci si stupirebbe se i calabresi
non lo riscattassero: il Venezia sta a guardare. Volendo puntare su Grighini
non ci sarebbe più posto per Pedrelli, le cui condizioni fisiche dopo tanti
sfortunati acciacchi sono tutte da decifrare.IN BILICO Oltre a Pesoli anche
Antenucci: se il Catania retrocedesse dalla A alla B le speranze di farne la
prima punta titolare si ridurrebbero al lumicino. A proposito di attaccanti
Manolo Gennari è in scadenza ma potrebbe rinnovare per un anno, al contrario
pur con un contratto prolungato di recente non è sicura la permanenza di Mei.
Tanti i punti di domanda per i difensori Teoldi e Teso nonché per il regista
Drascek.CHI TORNA In primis Zerbini e Romondini, con quest'ultima sacrificato a
gennaio per i problemi con mister D'Adderio. Momentè da Teramo potrebbe
restare, lo stesso dicasi per Rebecca mentre di Corradi bisognerà valutare le
condizioni. Il ventenne Cacurio ha conquistato la C2 con la Giacomense,
Mandorlini invece è retrocesso col Manfredonia nel quale ha giocato anche la
mezzapunta Filippini, ma con lui il Venezia non ha più legami.LA RIPRESA Dopo
tre giorni di riposo il Venezia reduce dall'1-3 di Legnano si ritroverà questo
pomeriggio al Taliercio agli ordini di Michele Serena per un ultimo periodo di
allenamenti.Marco De Lazzari.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
All'incontro con i
"regionali" le categorie chiedono crediti agevolati, strade e meno
burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi
fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia
hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono
uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e
famiglie, ridurre la spesa pubblica ed i costi della politica,
liberare le imprese dai costi della burocrazia, eliminare i monopoli e i mercati
protetti, ridurre i costi dell'energia per le imprese (e le famiglie?),
superare le contrapposizioni tra lavoro dipendente e lavoro indipendente,
favorire concretamente la libera iniziativa imprenditoriale e superare
l'abitudine culturale al posto di lavoro pubblico garantito a vita, diminuire
il costo del lavoro, affrontare con rigore il problema della sicurezza dei
cittadini e delle imprese a fronte di un preoccupante aumento della
criminalità. Questo in generale. Nello specifico, problemi che possono essere
gestiti dalla Regione, al primo posto tra le richieste le infrastrutture
(completamento dell'A28, della Cimpello - Gemona e delle strade provinciali),
la necessità, sollevata da tutti i rappresentanti delle categorie, di poter
accedere a crediti il piùpossibile agevolati, soprattutto per le imprese più
piccole, la sburocratizzazione di tutte le pratiche, la rimodulazione dell'Irap
in modo da garantire vantaggi alle imprese piccole del tessuto locale e la
riduzione dei costi fissi aziendali. Nulla di nuovo sotto il sole, tanto che
quando il neo consigliere Franco Dal Mas è uscito (in anticipo) dall'incontro è
apparso sconsolato. "Sono stato fuori dalla Regione per cinque anni - ha
spiegato - e oggi ho sentito ripetere le stesse cose che sentivo allora. I
problemi sono sempre quelli, segno che non solo la politica
ha la necessità di rinnovarsi, ma forse devono fare la stessa cosa anche le
categorie". Dal Mas si è spinto oltre. "In questo incontro è stato
coniato un nuovoslogan: sforzo di sistema. Concordo con questa necessità, ma
non si possono dimenticare due aspetti fondamentali: la Regione non ha più
soldi, non ci sono risorse da elargire e non è solo colpa dei
costi della politica. Il
secondo è che a fare sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella
imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a
provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata
forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la
vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi. Mi pare che la
risposta sia nei fatti". Più conciliante Edouard Ballaman, forse anche per
il nuovo ruolo di presidente del consiglio. "Abbiamo ascoltato con
interesse quanto chiesto e su alcune cose, penso ad una rimodulazione dell'Irap
a un passaggio forte sulla sburocratizzazione e soprattutto una sensibile
riduzione dei costi della politica, siamo in piena
sintonia. Le categorie, in particolare chi rappresenta l'agricoltura, ci ha
segnalato grossi problemi su alcuni fronti come quello dell'allevamento dei
conigli. In questo caso se si tratta di fare interventi temporanei per
affrontare la contingenza vale la pena di tentare, ma se la crisi è strutturale
meglio puntare a diversificare la produzione". È stato Ballaman a proporre
incontri cadenzati tra politica, economia, categorie,
Provincia e parlamentari, per fare il punto costante della situazione.
"Dobbiamo fare squadra - ha concluso - ma non contro le altre province, ma
per far stare meglio la nostra che ha esigenze e problemi diversi rispetto al
resto della regione". La proposta di Ballaman è stata accolta anche se non
è stato stilato calendario di incontri. Molto attesi gli interventi dei due neo
assessori, Luca Ciriani, vicepresidente ed Elio De Anna. Il primo è stato molto
istituzionale, ha preso nota delle richieste, ha ribadito gli impegni presi in
campagna elettorale e ha concordato sulla necessità di nuove riunioni per fare
il punto. Piùaggressivo il secondo che ha spostato il discorso sui costi della politica, causa di una grossa fetta dellosfacelo. Non in
piena sintonia su questo tema sia Franco Dal Mas che Maurizio Salvador, più
propensi a ritenere che i costi vanno sicuramente ridotti, ma che non sono
l'unico problema soprattutto se chi è stato eletto poi fa gli interessi della
gente. Soddisfatti i rappresentanti delle categorie (Unindustria, Artigiani,
Confcommercio, Confcoperative e Coldiretti), anche se ora attendono i fatti
concerti. Ultimo dato: all'incontro mancavano tre consiglieri regionali, tutti
giustificati: Antonio Pedicini, Gianfranco Moretton e Daniele Gerolin.Loris Del
Frate.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO REGIONALE
È di Ferone la prima proposta di legge TriesteL'esponente
del Partito Pensionati, Luigi Ferone, è il consigliere regionale a presentare
la prima proposta di legge della nuova assemblea.L'iniziativa, come ha spiegato
ieri mattina a Trieste, è volta a ridurre e contenere i costi della politica, ponendo un divieto sul cumulo
delle indennità di carica per gli amministratori pubblici.Ricordando che
la proposta era stata depositata anche nella precedente legislatura, ma mai
discussa, Ferone ha sottolineato come "da più parti si sente parlare di
costi della politica, argomento sempre più attuale e
diffuso, che divide quotidianamente l'opinione pubblica e che rende difficile,
e a volte poco credibile, l'attività degli organi legislativi ed esecutivi.La
mia proposta di legge - ha spiegato - nasce con il fine di snellire i costi
della politica, andando a riorganizzare il sistema
delle indennità di carica"."Parlare di indennità e proporre divieti
di cumulo - ha proseguito Ferone - non è fare demagogia, ma dare quelle
risposte che i cittadini si attendono, che vanno innanzitutto nel senso del
buon esempio".
( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica
Cara Provincia, in questi
giorni la politica italiana è fatta soprattutto di chiacchiere e chiacchiere.
Il governo di Prodi è stato sfiduciato lo scorso 24 gennaio, le elezioni si
sono tenute il 13/14 aprile ma la prima seduta del Parlamento è avvenuta dopo
15 giorni, il 29 aprile; tutto quell'intervallo probabilmente è servito a
predisporre tutte le tessere sconto, compresa quella per il maestro di tennis,
delle quali usufruiscono i parlamentari. Il nuovo governo è previsto operativo
a metà maggio. Tre mesi e mezzo per fare un nuovo governo! Si lavorerà due mesi
e mezzo poi, in agosto, tutti in ferie. In Inghilterra, nel 2005, il Parlamento
fu sciolto l'11 aprile, le elezioni si tennero il 5 maggio; il giorno dopo Tony
Blair presentava il suo nuovo governo. In neanche un mese. Avessimo noi almeno
una piccola parte del pragmatismo anglosassone. La domenica sera poi io faccio
il masochista; pur sapendo che la cosa mi farà arrabbiare, guardo
"Report" su Rai/3; l'ultima puntata riguardava la situazione dei
nostri aeroporti con annessa comparazione con quelli spagnoli; naturalmente è
emersa , ancora una volta , la superiorità della Spagna anche in questo campo.
E' stato intervistato il nostro ministro dei trasporti Bianchi; ha fatto una
figura pietosa. Continuo col mio masochismo; ho appena letto: "L'altra
casta - inchiesta sul sindacato" ; mi ha fatto più schifo questo, per le nefandezze riportate, rispetto al primo libro "La
casta" di Rizzo e Stella. Io non sapevo che, per esempio,
quando i sindacati organizzarono nel 2002 uno sciopero contro il governo
Berlusconi, portarono in piazza due milioni di persone ma sborsando cento
miliardi delle vecchie lire per finanziare i paertecipanti. I sindacati
non hanno il dovere di presentare bilanci pur essendo l'ottava industria
nazionale visto il numero dei loro dipendenti. "Non fare l'onda" si
usa scherzosamente dire quando la "roba" è lì appena sotto le narici;
questa è la nostra situazione; gli italiani hanno votato in maggioranza
Berlusconi pensando che potrà risolvere i tanti problemi; questo mi ricorda
l'Argentina del 1973; il Paese stava andando malissimo e gli argentini
richiamarono dall'esilio in Spagna il loro ex-presidente Juan Peron; tutti gli
osservatori internazionali trovarono sbagliata questa scelta in quanto Peron,
quando era al potere negli anni cinquanta, non fu un buon presidente; infatti
tutto andò come previsto: male. Berlusconi è già stato due volte al governo
combinando tanto per lui ma poco per noi; come facciamo a dire che questa volta
andrà meglio? Virgilio Testoni (p.m.) Caro Testoni, se questa volta andrà
meglio nessuno può dirlo con certezza, ma tutti se lo augurano. Purtroppo
possiamo soltanto sperarlo: e, come diceva Spinoza, non c'è speranza senza
paura, né paura senza speranza. 08/05/2008.