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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DELl’8-5-2008        #TOP



Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (32)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

DANIELE BATTISTEL d ( da "Adige, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ai consiglieri comunali, invece, va un gettone di 100 euro per ogni presenza alle sedute d'aula e di commissione. Nell'elenco compaio anche i presidenti e i consiglieri circoscrizionali. Il più ben pagato è stato Maurizio Migliarini, "capo-rione" a Lizzana, con 12.785. Gli altri presidenti si sono attestati sugli 11.

VIZI E VIRTÙ \nTRA I PRIVILEGI ( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: AUTONOMIA di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA Guai a toccargli l'autonomia, agli autonomisti. Lo confermava Luis Durnwalder, il presidente provinciale sudtirolese, sbertucciato dai giornali e dal governatore veneto Giancarlo Galan ("con quei soldi potrebbe finanziare iniziative dei ladini") per la scoperta che coi suoi 25.

Deriva ( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sergio Rizzo Gian Antonio Stella Una regione allo specchio Gian Antonio Stella è con Sergio Rizzo l'autore del libro "La deriva". Anche il Trentino Alto Adige compare tra le indagini dei due giornalisti del Corriere della Sera. A sinistra una manifestazione contro i privilegi della politica.

Insisto, la Na-Ba non è uno spreco ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un'ultima considerazione: Rizzo e Stella scommettono che la linea non si farà mai, anche per gli alti costi previsti. Mi permetto di essere un po' più ottimista, anche perché penso che un buon amministratore debba investire lavoro e risorse in iniziative in cui crede e che ha valutato con attenzione.

Gettoni d'oro, rinviati a giudizio 50 ex consiglieri ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assunzione in aziende e società a vario titolo, con stipendi da oltre 5000 euro, di consiglieri municipali neoeletti, che fino a prima dell'elezione risultavano disoccupati. In tal modo, i consiglieri incassavano lo stipendio versato dall'azienda, e il gettone di presenza corrispostogli in occasione delle riunioni dei parlamentini.

UN PROGETTO SENZA SPRECHI \ndi ENNIO CASCETTA * \nC aro ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Premetto di essere un lettore attento delle inchieste dei due giornalisti, che hanno il merito di sottolineare e svelare al grande pubblico i mali del nostro Paese, in particolare quelli della gestione del potere politico, e ne sostengo gli obiettivi.

Fed: remunerare le riserve bancarie ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altra parte del tunnel della crisi dei mutui. Tutto nasce dall'obbligo per le banche (in America e in tutto il mondo) di depositare alcuni fondi presso la banca centrale. Molto spesso, però, gli istituti di credito depositano non solo la cosiddetta riserva obbligatoria (cioè il minimo previsto), ma anche qualcosa in più.

Vince il partito di Moro, l'università cambia nome ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quando durante la riunione del 2 aprile disse di "essere contrario alla personalizzazione dell'ateneo e non contro Moro". Un concetto rimarcato con l'offerta del proprio gettone di presenza all'associazione delle vittime del terrorismo. Da oggi, quindi, è tutto pronto perchè l'ateneo si chiami Università degli studi Aldo Moro.

Commissioni invalidità, si cambia ( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 8698 casi con un costo complessivo di 369 mila 462 euro, contrariamente al 2005 quando per 8325 pratiche erano stati spesi 541mila 887 euro. Dalle commissioni sono stati eliminati i consulenti esterni, che venivano remunerati con un gettone di presenza. L'esame delle pratiche è invece ora affidato ai medici del Servizio di Medicina Legale,

Gli "imperdibili"? ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi, uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della memoria e dell'umano.

Il sogno per un Paese da corsa ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: suonata a molti come il prologo di una discesa in politica. In realtà si è rivelata essere molto di più: un'idea di Paese al di là delle parti. Basta rileggere i temi sui quali Montezemolo, da allora, si è concentrato: crescita, innovazione, costi della politica da abbattere, bisogno di sicurezza, meritocrazia e riforme per un Paese da corsa.

MASSA Z ERO in pagella alla nuova giunta g ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il Pd presenterà una mozione sui costi della politica, perché "due assessori in più vuol dire 400mila euro in più spesi in 5 anni. Poi bisognerà vedere quanto costeranno le deleghe: per legge non esistono più, possono essere solo incarichi professionali". Trasparenza: "E' l'elemento più grave e grottesco ?

La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Napoli Le circoscrizioni La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio CINQUANTA persone sono state rinviate ieri a giudizio per truffa. Si tratta di nomi legati alle circoscrizioni e al consiglio comunale di Napoli. L'inchiesta è quella sui cosiddetti "gettoni d'oro", ossia sui compensi - in circostanze diverse - ricevuti indebitamente dai cinquanta indagati.

Di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nel Verona (nessun gettone di presenza). La prima parte della carriera passa tra Sassuolo (C2), Sorrento (tre anni, C2 e Interregionale), Barletta (B), Tempio (C2), Taranto (B) e Pontedera (due anni in C2). Poi, inizia (1994) la lunga trafila empolese. Nella società toscana milita per sei stagioni e il 31 agosto 1997, a 29 anni,

<Sosta gratuita, noi del Pd ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori?

Di BARBARA MANICARDI <VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito de ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori?

Franco Della Barca all'attacco del primo cittadino ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: altro perché tenuta in concomitanza con la tradizionale festa del 1° maggio della Società Operaia. Non avrebbe speso meglio quei soldi per qualche buona iniziativa? Perché non finanzia la ristrutturazione del gonfalone dell'associazioni dei marinai? E' una cosa che sto sollecitando da tempo, ma senza risultati. Lo faccia, oppure avvierò una colletta".

La giunta ha fallito alt ai centri di potere ( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tra le priorità, la difesa del territorio, la soppressione dei costi della politica, la difesa dei ceti deboli. Walter Veltri consigliere comunale Cantiere per Pavia Stradella, i mozziconi e i quesiti di matematica Scriviamo in merito all'articolo pubblicato il 25 aprile dal titolo "Il problema dei mozziconi.

L'università nel nome di moro - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Laraspata ha dichiarato che devolverà simbolicamente il suo gettone di presenza di 150 euro alle associazione dei parenti delle vittime del terrorismo. Contro la sua decisione si sono scagliati gli altri studenti rappresentanti in Senato accademico. Fabio Sirsi e Claudio Massafra hanno definito la sua "una scelta ideologica che va contro gli interessi dell'Università".

Fiera del libro, passione civile oltre le polemiche ( da "Giornale di Brescia" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e Rizzo, gli autori de "La Casta", e Eugenio Scalfari, verranno a presentare il loro nuovo libro. E poi momenti di teatro e di musica, tra cui un concerto dell'Orchestra di Nazareth, in cui suonano insieme musicisti cattolici, ebrei e musulmani.

Cacciatori: basta sprechi riduciamo le atc ( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della intera Regione Toscana. Come Federcaccia sosteniamo che 4 Atc per l'intera regione potrebbero essere più che sufficienti. Tale numero determinerebbe non solo una drastica riduzione dei costi ma favorirebbe la dispersione di cacciatori sul territorio con minore pressione venatoria specifica e dall'altro lato riequilibrerebbe le situazioni di pari opportunità di cui spesso si

I costi della politica ( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Attualità I COSTI DELLA POLITICA VIAGGIO NEGLI ENTI TAGLIATI Soppressa perché su quattro Comuni, i due più grossi (il capoluogo e Capannori) non hanno nessuno dei requisiti richiesti.

Sedici comuni in rete grazie ad un protocollo ( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2 euro. Inoltre, presenteremo il concorso di cortometraggi che si terrá a giugno, con il corto vincitore che sará proiettato anche all'interno della prossima edizione della Borsa Verde". Marco Rizzo.

Becci precisa i compensi da presidente del consiglio ( da "Corriere Adriatico" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in particolare dopo le modifiche apportate dai nuovi parametri di calcolo conseguenti lo "sforamento" del tetto dei diecimila abitanti. In accordo a tali nuovi parametri, è stata determinata la nuova indennità del sindaco e a partire da questa, le indennità degli assessori e il gettone di presenza dei consiglieri comunali.

Concordia, primo consiglio contestati i troppi assessori ( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ottica di accaparrarsi maggiori finanziamenti europei. Un altro tema importante toccato è stato quello della salute della "macchina amministrativa", ovvero del clima che si respira fra i dipendenti comunali, che sembra non sia dei migliori. "C'è bisogno di una revisione - ha detto Geromin - ci vorrà del tempo, ma la faremo".

Rinvio a giudizio deciso per metà degli indagati prima udienza l'8 luglio ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gli inquirenti credono di aver svelato un metodo per incassare il rimborsi per gettoni di presenza in occasione di sedute di pochi minuti. Parte lesa, il Comune di Napoli e anche alcune ditte private. Truffa, peculato e falso, le accuse per le quali il gipo Silvana Gentile ha disposto il rinvio a giudizio di una trentina di consiglieri.

LA PROPOSTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sì secondo la tesi sostenuta da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro nuovo libro "La Deriva". I due giornalisti addebitano la colpa a una classe dirigente che, pur consapevole che oltre il 90% del commercio passa per i porti, si è da sempre riempita la bocca di "Italia capitale logistica europea" ma poi, a fatti, non ha mai operato di conseguenza.

Lega, se quattro vi sembran pochi ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: azzeccato termine del duo Stella-Rizzo la stessa Lega coi suoi rilevanti privilegi&fringe benefits, analoghi a quelli dei partitocrati di Roma Ladrona, ha finito per premiare Bossi. Si capisce dunque meglio il perché del quarto ministero alla Lega più una vice ministro (si dice) alle Infrastrutture, insieme a quelli dati per scontati a Bossi,

Il Venezia fa piazza pulita, rimangono in pochi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di presenze con 31 gettoni che aggiungendo la Coppa Italia diventano 35, vale a dire tanti quanti i calciatori che oggi rientrano nell'orbita-Venezia.CHI RESTA Il primo baluardo in vista del prossimo anno sarà il portiere Aprea una volta recuperato dall'infortunio al ginocchio che lo ha tolto di mezzo a dicembre: per il tecnico Michele Serena si tratterà comunque di una bella sicurezza.

Imprese, lista della spesa alla politica ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica. Il secondo è che a fare sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi.

È di Ferone la prima proposta di legge ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: esponente del Partito Pensionati, Luigi Ferone, è il consigliere regionale a presentare la prima proposta di legge della nuova assemblea.L'iniziativa, come ha spiegato ieri mattina a Trieste, è volta a ridurre e contenere i costi della politica, ponendo un divieto sul cumulo delle indennità di carica per gli amministratori pubblici.

Più di tre mesi per fare il nuovo governo: non è poco ( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per le nefandezze riportate, rispetto al primo libro "La casta" di Rizzo e Stella. Io non sapevo che, per esempio, quando i sindacati organizzarono nel 2002 uno sciopero contro il governo Berlusconi, portarono in piazza due milioni di persone ma sborsando cento miliardi delle vecchie lire per finanziare i paertecipanti.


Articoli

DANIELE BATTISTEL d (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

DANIELE BATTISTEL d.battistel@ladige.it Dal sindaco Guglielmo Valduga all'ultimo dei consiglieri circoscrizionali, ognuno degli amministratori di questa città - in quanto eletto - ha una fetta, più o meno grande, di responsabilità nei confronti della collettività. Giusto, quindi, che l'impegno per il bene comune gli venga riconosciuto. E questo "riconoscimento", nel 2007, possiamo quantificarlo in 820.494 euro. Nel senso che - tra giunta, consiglio comunale, commissioni, consigli circoscrizionali - l'amministrazione politica di questa città ci è costata oltre un miliardo e 600 mila delle vecchie lirette. A raccontarcelo una stampata di 4 pagine fatta dal cervellone elettronico del Comune che ha estrapolato tutti i compensi pagati l'anno scorso alle cariche elettive cittadine. Tanto? Poco? Il giusto risponderebbe Adelino Amistadi, l'autore della legge regionale del 2005 che rivedeva i compensi per gli amministratori locali. Prevedeva, per esempio, che al sindaco di un comune come Rovereto vada un'indennità lorda di 7.890 euro al mese e che al suo vice ne spetti una da 3.945 euro. Esattamente la metà. Ecco da dove risultano i 94.680 euro lordi che Palazzo Podestà gira a Guglielmo Valduga e i 47.340 che vanno a Cristian Sala. Allo stesso modo è determinato il compenso spettante agli assessori, pari al 40 per cento di quanto percepisce il sindaco, cioè 37.872 euro. E questa somma nel 2007 è andata a Renzo Azzolini, Paolo Farinati, Giovanni Spagnolli, Gianpaolo Stiz, Maurizio Tomazzoni e Giuliano Vaccari. Renato Manzana, che si è dimesso da assessore all'istruzione il 3 settembre, ha percepito per il suo incarico 25.458 euro mentre alla sua successora, Mirella Stofella, che fino a fine settembre era consigliere comunale, ne sono andati 15.295. Il presidente del Consiglio Fabrizio Rasera per guidare l'aula ha percepito 24.238 euro. Ai consiglieri comunali, invece, va un gettone di 100 euro per ogni presenza alle sedute d'aula e di commissione. Nell'elenco compaio anche i presidenti e i consiglieri circoscrizionali. Il più ben pagato è stato Maurizio Migliarini, "capo-rione" a Lizzana, con 12.785. Gli altri presidenti si sono attestati sugli 11.800 euro. Ai consiglieri invece 50 euro a seduta. 08/05/2008.

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VIZI E VIRTÙ \nTRA I PRIVILEGI (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-05-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE LA DERIVA Sudtirolo allo specchio VIZI E VIRTù TRA I PRIVILEGI DELL'AUTONOMIA di SERGIO RIZZO e GIAN ANTONIO STELLA Guai a toccargli l'autonomia, agli autonomisti. Lo confermava Luis Durnwalder, il presidente provinciale sudtirolese, sbertucciato dai giornali e dal governatore veneto Giancarlo Galan ("con quei soldi potrebbe finanziare iniziative dei ladini") per la scoperta che coi suoi 25.600 euro lordi al mese guadagna più non solo della maggior parte dei presidenti regionali italiani ma del cancelliere tedesco Angela Merkel (21.262 euro) o dell'allora premier Romano Prodi (18.878 euro). "Me li merito tutti. Tutti. Assolutamente", tuonò ridendo davanti alle obiezioni: "Prendo molto meno di tanti dirigenti di aziende che hanno la metà delle mie responsabilità". CONTINUA A PAGINA 13 Documentato Sergio Rizzo.

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Deriva (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: CULTURAETEMPO - data: 2008-05-08 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Non solo deriva Vizi e qualche virtù in terra di autonomia SEGUE DALLA PRIMA E tanto si sentiva in pace con se stesso che, mentre montavano le polemiche su tutti gli stipendi degli amministratori locali altoatesini, che guadagnano il doppio dei pari grado trentini, ha proposto addirittura di dare un vitalizio non solo ai consiglieri provinciali, che già prendono oltre 5000 euro a testa al mese, ma anche ai sindaci. Stoppato dai colleghi di Trento, ha abbozzato: "Ho soltanto sondato il terreno". E la cosa è rimasta in sospeso. Taglia taglia, tagliano i tagli "Scusi, lei che mnestiere fa?". "Il capogruppo di me stesso". E dove i monogruppi non sono consentiti, come alla Regione Trentino-Alto Adige, sopravvissuta come un guscio vuoto per motivi solo burocratici alle due Province autonome? Niente paura: basta avere il pelo sullo stomaco. Avete presente il dibattito degli ultimi anni, compresa purtroppo, almeno in parte, anche l'ultima campagna elettorale? "Siete peggio di Goebbels!". "Siete peggio di Stalin! ". "Fascisti!". "Comunisti!". "Mafiosi!". "Forcaioli!". Bene, lassù tra i monti, i bellicosissimi anticomunisti e i ferocissimi comunisti, per rosicchiare una manciata di migliaia di euro in più si sono messi insieme. Costituendo il gruppo consiliare Rifondazione/Trentino autonomista. Del quale fanno parte, udite udite, il comunista Agostino Catalano e l'autonomista Carlo Andreotti, l'uomo che le destre (neofascisti compresi) avevano candidato alla presidenza della Provincia. Ingordi d'energia Nino Andreatta non solo avvertì che la scelta a favore dei combustibili fossili sarebbe stata "più pericolosa per le conseguenze sull'ambiente" ma, convinto che fosse "necessario coprire con il nucleare almeno il 30% del fabbisogno italiano", avanzò una proposta di buon senso, anticipando di molti anni quanto sarebbe poi successo: "Occorrerebbe stipulare delle joint venture fra l'Enel e l'Ente elettrico francese per costruire in Francia tre o quattro nuove centrali e importarne l'energia prodotta. Poi, quando anche in Italia si saranno calmate le acque e tutto sarà più pacifico sotto ogni profilo, compresa la sicurezza, si potrebbe raddoppiare Montalto". Furono un plebiscito, i tre referendum che con ipocrisia burocratica non chiedevano esplicitamente la rinuncia al nucleare ma tre cose di sbieco (come il divieto all'Enel di assumere partecipazioni all'estero con interessi nel nucleare) sulle quali la Dc si barcamenò invitando a dire due sì e un no. E la vittoria schiacciante dei "no nuclear" fu letta, anche se i quesiti avrebbero teoricamente lasciate aperte le centrali atomiche, come un mandato ineludibile a mettere i lucchetti a tutto". Qui ci vuole un commissario Si sa, un commissariato è come l'ultima sigaretta: non si rifiuta a nessuno. Tanto più se serve a sistemare chi è rimasto trombato alle elezioni. Prendete Giovanni Kessler. è un giudice, ha lavorato all'antimafia di Caltanissetta, è stato parlamentare diessino: la competenza per fare l'alto commissario per la lotta alla contraffazione non si discute. Ma è impossibile non collegare la nomina, decisa dal governo Prodi nel settembre 2006, al fatto che pochi mesi prima il prescelto, figlio dell'ex deputato dicì Bruno Kessler, era stato bocciato alle Politiche. Così come, a maggioranza parlamentare rovesciata, la stessa struttura era stata pretesa dalla Lega per il "suo" Roberto Cota. Cosa sia questo Alto Commissariato lo lasciamo dire allo stesso Kessler che così lo definì nella sua relazione al Parlamento della primavera 2007: "Un vertice ipertrofico e una struttura inesistente ". "Cioè?", gli chiese il Corriere. Al che rivelò di aver trovato 2 vicecommissari, 3 segretarie, un ragioniere, 19 finanzieri (fra i quali un generale) e la bellezza di 7 autisti. "Da quando sono qui sono riuscito solo ad assumere quattro persone con contratto di co.co.pro.". Prova provata che ai governi di destra prima e di sinistra poi, di far la guerra vera ai marchi falsi non interessava un fico secco. Di che si lamentavano, prima Cota e poi Kessler? Avevano una poltrona, una segreteria, l'auto blu... Il processo? Ripassi nel 2020 Certo, non ci sono solo ombre, nella giustizia italiana. Di più: se ogni giorno si compie il miracolo di tanti processi che arrivano in porto, tante udienze che vengono aperte, tanti coltanti colpevoli che finiscono in galera e tanti innocenti che ottengono l'assoluzione, è merito di migliaia di persone perbene, giudici, cancellieri, impiegati, fattorini, che si dannano l'anima in condizioni difficilissime. Se non proprio disperate. Proprio quelle luci, però, mostrano quanto sia buio il contesto. Prendete Bolzano: ha un buco negli organici del 45%, ogni invocazione a Roma è inascoltata; eppure è riuscita a ridurre l'arretrato, abbattere i tempi di attesa, dimezzare le spese con un taglio addirittura del 60% sui costi delle intercettazioni facendo apparire ancora più scandalosi i contratti stipulati separatamente dai diversi tribunali per l'affitto delle costose apparecchiature necessarie al "Grande Orecchio". Affitto che qui costava una cifra e lì poteva costare 18 volte di più. Non basta: da qualche anno il procuratore Cuno Tarfusser pubblica un bilancio degli uffici: costi, ricavi. Massimi investimenti sull'informatica, massimi risparmi sugli orpelli. "Come se fosse un'azienda". Fino a ottenere un premio inimmaginabile: la certificazione europea del "Servizio Qualità". Un'esperienza che ha convinto il magistrato di una cosa: che se la giustizia funziona malissimo è perché, in nome dell'autonomia, sacrosanta ma stravolta, "nessuno risponde di niente". Tanto meno certi suoi colleghi che mandano avanti gli uffici come fossero ancora nell'Ottocento, con pennino e calamaio e totale indifferenza per il resto del mondo. Cristoforo Colombo in secca Sindaci, presidenti di Provincia, governatori regionali e potenti satrapi locali sono disposti a fare carte false, per avere un "proprio " aeroporto. Lo dimostra la battaglia condotta qualche anno fa da Trento per avere un "suo" scalo (avevano programmato già espropri di terreni, deviazioni di rogge, lavori di sbancamento...) nonostante fosse a mezz'ora di macchina da quello di Bolzano e da quello di Verona. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella Una regione allo specchio Gian Antonio Stella è con Sergio Rizzo l'autore del libro "La deriva". Anche il Trentino Alto Adige compare tra le indagini dei due giornalisti del Corriere della Sera. A sinistra una manifestazione contro i privilegi della politica.

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Insisto, la Na-Ba non è uno spreco (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2008-05-08 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE IL PROGETTO Insisto, la Na-Ba non è uno spreco di ENNIO CASCETTA SEGUE DALLA PRIMA Per chi come me è entrato nel mondo della politica per mettere a disposizione le proprie competenze, combattere la cattiva amministrazione, il clientelismo e gli sprechi è una priorità imprescindibile. è con stupore, dunque, che ho letto l'articolo sull'alta velocità ferroviaria, nel quale si indica il progetto per la velocizzazione della Napoli- Bari come un esempio negativo di infrastruttura per lo sviluppo del Mezzogiorno. Mi si concederà di fare qualche riflessione su un'opera pubblica considerata strategica per tutto il Sud, e non soltanto da me, ma da due Regioni, Campania e Puglia, da due ministri, Bianchi e Di Pietro, dall'ingegner Moretti delle Ferrovie dello Stato, e - soprattutto, e senza alcuna distinzione - dalle intere comunità campane e pugliesi che saranno attraversate dalla nuova linea. Innanzitutto, come ho già avuto modo di ribadire, la Napoli-Bari non sarà una linea ad alta velocità, come si dice nell'articolo, bensì una ferrovia ad "alta capacità". Non è un dettaglio da poco. Mentre infatti la prima è una linea con poche fermate intermedie, che può raggiungere i 300 km orari e si affianca a una linea storica, in cui prevale la rapidità del collegamento tra i centri principali, la seconda è una velocizzazione di una linea esistente, con una velocità massima più bassa e viene utilizzata non soltanto per i collegamenti nazionali, ma anche e soprattutto per migliorare i collegamenti regionali e interregionali. Su questa nuova linea, dunque, passeranno sia i grandi treni superveloci, che consentiranno di ridurre i collegamenti tra Napoli e Bari da 3 ore e 50 minuti a circa due ore, con un risparmio di ben un'ora e 50 minuti (e ovviamente senza fermarsi in tutte e 15 le stazioni della tratta), sia i treni della metropolitana regionale della Campania, che utilizzeranno invece proprio quelle 15 stazioni per fornire un servizio metropolitano degno di questo nome sia all'area metropolitana tra Napoli, i Comuni a nord del capoluogo e il Casertano, sia alle cosiddette "aree interne" della nostra regione (il Sannio e l'Irpinia), che ancora oggi soffrono un isolamento ormai non più sostenibile. Non si tratta, dunque, di un'alta velocità con 15 stazioni per appena 146 km (sarebbe assurdo per chiunque solo pensarlo), ma di una nuova linea moderna ed efficiente (come non c'è mai stata tra le due principali città del Mezzogiorno), "capace" di far passare sia i treni superveloci diretti, che quelli più lenti ma con funzioni di indispensabile servizio locale. Discorso analogo si può fare per il versante pugliese della tratta. Del resto, l'analisi costi-benefici che abbiamo effettuato insieme alle Ferrovie dello Stato dimostra non solo tutta l'utilità (e la fattibilità) di quest'opera, ma anche che l'alternativa di una linea di alta velocità pura, senza stazioni intermedie, avrebbe costi equivalenti ma darebbe minori vantaggi. E dunque, secondo l'analisi, il potenziamento della linea consentirà di aumentare i servizi di trasporto ferroviario, sia nazionale che regionale: si prevedono 54 treni al giorno (44 in più di oggi) sulle lunghe percorrenze (ossia sui collegamenti Torino/Milano-Roma-Napoli-Bari), e 144 treni al giorno (118 in più di oggi) sui collegamenti tra Napoli, Benevento, Caserta, Capua e Foggia: altro che stazioni inutili realizzate solo per accontentare qualche politico locale! Anche per le merci verranno notevolmente incrementati i servizi: sulla Napoli/Bari/Bologna, si passerà, ad esempio, dagli attuali 8 a 20 treni al giorno. Complessivamente, si prevede un aumento di 15 mila passeggeri (per un totale di 20 mila) e di 6 mila tonnellate di merce trasportati al giorno. Un'ultima considerazione: Rizzo e Stella scommettono che la linea non si farà mai, anche per gli alti costi previsti. Mi permetto di essere un po' più ottimista, anche perché penso che un buon amministratore debba investire lavoro e risorse in iniziative in cui crede e che ha valutato con attenzione. Del resto, se non avessimo fatto così, in questi anni non avremmo realizzato infrastrutture per 6 miliardi di euro e una metropolitana regionale che dal 2000 a oggi ha visto l'apertura al pubblico di 40 km di binari e 32 stazioni. Fuorviante è paragonare il costo chilometrico della Napoli-Bari con quello di altre ferrovie ad alta velocità realizzate in Francia e Spagna, in contesti del tutto diversi. Le Ferrovie dello Stato, che hanno curato il progetto, assicurano che il costo di questa linea che attraversa l'Appennino in zone molto difficili dal punto di vista geomorfologico, è in linea con quello di infrastrutture di analoga complessità. Infine, non bisogna dimenticare che fino a oggi - e questo secondo me è il vero scandalo - si è ritenuto "normale" che le due più grandi città del Sud fossero collegate da una linea ferroviaria vecchia di 115 anni. In tempi in cui qualche futuro ministro leghista minaccia di fare opere solo al Nord, rischiando così di aggravare ulteriormente il gap del Centro-Sud, non mi sembra poco far partire questa nuova infrastruttura.

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Gettoni d'oro, rinviati a giudizio 50 ex consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: NAPOLI - data: 2008-05-08 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Circoscrizioni, prosciolti Monaco e Culiers Gettoni d'oro, rinviati a giudizio 50 ex consiglieri NAPOLI - L'udienza preliminare per i cinquantanove indagati dell'inchiesta "Gettonopoli" si è conclusa, ieri, con una decina di proscioglimenti e una cinquantina di rinvii a giudizio. Il gup Silvana Gentile ha disposto l'assoluzione dalle accuse di truffa, falso e peculato, il consigliere comunale Ciro Monaco, i consiglieri della municipalità Vomero- Arenella Antonio Culiers e Pietro Cipollaro, il consigliere della municipalità Stella-San Carlo all'Arena Fulvio Frezza, il consigliere della municipalità Secondigliano- Miano-S. Pietro a Patierno Salvatore Gatta, l'ex presidente della municipalità Soccavo-Pianura Natalino Zarra, Antonio Scalesse, Giovanni Ippolito e Giuseppe Martiello. Per i rinviati a giudizio, la prima udienza si terrà l'8 luglio. L'inchiesta avviata dalla pm Maria Antonietta Troncone - ora in carica alla Dda e sostituita ieri da un pm ordinario - riguarda l'assunzione in aziende e società a vario titolo, con stipendi da oltre 5000 euro, di consiglieri municipali neoeletti, che fino a prima dell'elezione risultavano disoccupati. In tal modo, i consiglieri incassavano lo stipendio versato dall'azienda, e il gettone di presenza corrispostogli in occasione delle riunioni dei parlamentini. Ovviamente, a molti degli incontri in municipalità i consiglieri non hanno mai partecipato. In un caso in particolare, un consigliere è risultato presente in due commissioni distinte che si riunivano nello stesso orario, riscuotendo gettoni di presenza per entrambe le sedute. Le persone coinvolte nell'inchiesta sono in forze presso la stragrande maggioranza delle municipalità napoletane, e appartengono a vari schieramenti politici. Un grosso capitolo di "Gettonopoli" riguarda poi alcune liste politiche finite nel mirino della procura, come "Lista donne", "Lega Sud Vesuvio ", "Partito popolare europeo" e "Libertas sport", all'interno delle quali i consiglieri si sarebbero fatti eleggere con l'unico scopo di incassare il compenso comunale. Tra i prosciolti, come già detto, anche Giuseppe Martiello, titolare di una ditta informatica che ha assunto il consigliere Culiers subito dopo la sua elezione, retribuendolo con 4.500 euro al mese. "Ero certo della mia innocenza - dice al telefono il consigliere Culiers - ma è stato anche giusto che la magistratura abbia voluto vederci chiaro. La giustizia ha fatto il suo corso nella massima trasparenza ". E l'azienda informatica che non l'avrebbe mai vista a lavoro? "Col proscioglimento si è dimostrato che la cosa non era veritiera, tant'è vero che io con l'azienda non solo ho lavorato, ma ho avuto anche una vertenza di lavoro. Giustamente il pm ha voluto analizzare attentamente la questione, ed io sono sempre stato certo della conclusione positiva delle indagini". E ora? "Ora continuo a fare il consigliere come ho fatto fino a oggi: la gente dopotutto si è fidata di me, e mi ha rivotato nonostante le indagini in corso". Ste. Pie. Antonio Culiers.

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UN PROGETTO SENZA SPRECHI \ndi ENNIO CASCETTA * \nC aro (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-05-08 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La Napoli-Bari UN PROGETTO SENZA SPRECHI di ENNIO CASCETTA * C aro direttore, ho letto con interesse il focus sul "Paese degli sprechi", pubblicato qualche giorno fa sul Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Premetto di essere un lettore attento delle inchieste dei due giornalisti, che hanno il merito di sottolineare e svelare al grande pubblico i mali del nostro Paese, in particolare quelli della gestione del potere politico, e ne sostengo gli obiettivi. * Assessore ai Trasporti Regione Campania CONTINUA A PAGINA 17.

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Fed: remunerare le riserve bancarie (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-08 - pag: 39 autore: Bernanke chiede l'ok del Congresso Usa Fed: remunerare le riserve bancarie La Federal Reserve gioca una nuova carta per stabilizzare i tassi interbancari. La banca centrale Usa ha chiesto al Congresso l'autorizzazione di pagare un tasso d'interesse sulle riserve delle banche. La novità, secondo gli auspici del presidente Ben Bernanke, permetterebbe di ottenere diversi benefici: stabilizzare i tassi interbancari, travasare nuove risorse alle banche, mantenere presso la Fed le riserve in eccesso. Tre obiettivi tecnici. Che, nelle speranze di Bernanke, avrebbero però un effetto concreto: passare definitivamente dall'altra parte del tunnel della crisi dei mutui. Tutto nasce dall'obbligo per le banche (in America e in tutto il mondo) di depositare alcuni fondi presso la banca centrale. Molto spesso, però, gli istituti di credito depositano non solo la cosiddetta riserva obbligatoria (cioè il minimo previsto), ma anche qualcosa in più. Ebbene: attualmente in America questi depositi delle banche non hanno alcuna remunerazione. Ed è proprio questo che la Fed vorrebbe cambiare: nel 2006 il Congresso ha già dato il via libera alla remunerazione di queste riserve, ma a partire dal 2011. La richiesta, ora, è invece di partire da subito con questa rivoluzione. Perché? I motivi sono tanti. Il primo è di stabilizzare i tassi interbancari, cioè i tassid'interesse che le banche applicano quando si prestano soldi l'una con l'altra. Nelle ultime settimane hanno infatti registrato oscillazioni da montagne russe, andando anche sotto il 2% dei tassi ufficiali. Il motivo è che sul mercato – dopo le iniezioni di liquidità da parte della Fed – alcune banche hanno fondi in eccesso e li prestano alle altre banche anche a tassi bassissimi, mentre altre hanno bisogno di fondi e arrivano a pagare tassi elevati. Questo fa impazzire letteralmente il mercato. Ebbene: secondo la Fed se le banche avessero una remunerazione dai fondi depositati presso la banca centrale, non andrebbero a prestarli a tassi d'interesse inferiori al 2 per cento. Ed è per questo che ieri sera anche la Sec ha annunciato che vuole vederci chiaro sul livello di capitale ma anche sulla liquidità delle banche: queste dovranno comunicare i dati al mercato. Ma la richiesta della Fed al Congresso ha anche un altro obiettivo: mantenere presso i suoi conti le riserve in eccesso delle banche. Se non sono remunerate, infatti, le banche possono decidere di portarle altrove. La richiesta della Fed deve essere ancora approvata. E la decisione non è facile: il costo politico non sarebbe irrilevante. Se remunerasse le riserve delle banche, infatti, ridurrebbe gli incassi del Tesoro: secondo il Wall Street Journal, questa rivoluzione costerebbe alle casse dello Stato americano 1,4 miliardi in cinque anni. My.L. L'OBIETTIVO L'operazione dovrebbe dare maggiore stabilità ai tassi interbancari e più risorse agli istituti: il Tesoro perderà 1,4 miliardi in 5 anni.

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Vince il partito di Moro, l'università cambia nome (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-05-08 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Vince il partito di Moro, l'università cambia nome Petrocelli: "E' il frutto di un dibattito appassionato" Decisione del Senato accademico, contrario solo il voto di Azione universitaria. Bocciata la dicitura "Del Levante" BARI - Alla fine è passata l'intitolazione a Moro, senza la dicitura Del Levante. L'ateneo barese si chiamerà d'ora in poi Università degli studi di Bari Aldo Moro. Lo ha deciso ieri ai voti il Senato accademico, con una larghissima maggioranza alla fine di una riunione cominciata nel primo pomeriggio. L'unico voto contrario è stato quello di Giancarlo Laraspata, rappresentante degli studenti nell'assemblea per la lista di Azione Universitaria. "Sono soddisfatto", ha dichiarato il rettore Corrado Petrocelli al termine della riunione. "Questa decisione è il risultato di un dibattito lunghissimo e appassionato. E' lo specchio - ha aggiunto il rettore - della più ampia discussione, che ha coinvolto tutto l'ateneo". Nella seduta del Senato accademico di ieri sono intervenuti i presidi delle quindici facoltà dell'Università (12 di Bari e 3 della sede di Taranto), che hanno esposto al rettore le ragioni delle singole votazioni. L'iter per il cambio di denominazione, infatti, era partito durante la riunione dello stesso Senato accademico del 2 aprile, quando Petrocelli aveva ufficializzato la proposta. Poi la parola era passata agli organi rappresentativi della comunità accademica, prima al consiglio di amministrazione (che approvò in toto) e poi alle singole facoltà. E' stato proprio a Giurisprudenza, la facoltà in cui Moro insegnò come docente, che la proposta aveva trovato la prima opposizione, smentita poi dal voto favorevole all'unanimità della seconda facoltà di Legge (con sede a Taranto). Dopo la polemica sul "no" di Giurisprudenza, che ha coinvolto l'Università e il mondo politico, gli altri "no" erano arrivati da Agraria e Medicina. Altre facoltà, come Scienze e la seconda facoltà di Economia (di Taranto), avevano votato disgiuntamente per l'intitolazione a Moro e per la dicitura Del Levante. Alla fine è stata proprio questa ad essere sacrificata ieri, ma il risultato non ha spento l'entusiasmo del rettore Petrocelli, che ha fortemente voluto questa intitolazione: "Certo mi dispiace che non siamo arrivati alla ridenominazione per intero e mi dispiace pure che sia stata approvata a maggioranza, piuttosto che all'unanimità. Ma è comunque il risultato di un dibattito sereno - ha spiegato Petrocelli - e ho pieno rispetto per le ragioni espresse, anche dal rappresentante degli studenti". Dal canto suo, il senatore accademico di Azione Universitaria, Giancarlo Laraspata, ha dichiarato di "aver votato coerentemente con la posizione espressa fin dall'inizio sulla nuova denominazione", quando durante la riunione del 2 aprile disse di "essere contrario alla personalizzazione dell'ateneo e non contro Moro". Un concetto rimarcato con l'offerta del proprio gettone di presenza all'associazione delle vittime del terrorismo. Da oggi, quindi, è tutto pronto perchè l'ateneo si chiami Università degli studi Aldo Moro. L'ultimo passaggio burocratico sarà la comunicazione della decisione al ministero per l'Università. Poi la nuova dicitura sarà apposta ufficialmente in tutte le sedi accademiche e sui documenti, compatibilmente con i tempi tecnici che l'operazione richiede. Luca Barile Nell'Ateneo E' in corso in questi giorni la mostra-trittico dedicata ad Aldo Moro.

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Commissioni invalidità, si cambia (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stampa Asl Raggiunti importanti obiettivi: in primis riduzione dei costi e più efficienza Commissioni invalidità, si cambia LANCIANO Aumento dell'efficienza e riduzione sia dei costi di gestione che dei tempi d'attesa. Questi gli intendimenti della direzione della Azienda sanitaria che ora, senza nascondere una certa soddisfazione, rivendica la bontà dell'operazione posta in essere a proposito della commissioni di invalidità. E' stato infatti raggiunto un triplice risultato con la riorganizzazione delle stesse commissioni, avviata lo scorso anno dal Servizio di Medicina Legale e delle Assicurazioni diretto da Pietro Falco. Sono state soppresse 6 commissioni per l'accertamento dell'invalidità civile, handicap e disabilità e quelle rimanenti hanno visto modificata la propria composizione, con ottimi risultati: sono stati definiti, infatti, 8698 casi con un costo complessivo di 369 mila 462 euro, contrariamente al 2005 quando per 8325 pratiche erano stati spesi 541mila 887 euro. Dalle commissioni sono stati eliminati i consulenti esterni, che venivano remunerati con un gettone di presenza. L'esame delle pratiche è invece ora affidato ai medici del Servizio di Medicina Legale, che in caso di necessità vengono affiancati da specialisti. Attualmente le domande vengono esaminate entro 40-50 giorni dal ricevimento, un tempo al di sotto dei 3 mesi stabiliti per legge. F.F.

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Gli "imperdibili"? (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Una caccia personale Centinaia di incontri, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli. Milleseicento autori e relatori. Il programma della Fiera è una caccia al tesoro in cui ognuno potrà trovare la sua pepita. Da non mancare le conversazioni sul motivo conduttore dell'edizione 2008, la Bellezza. Qui il parterre annovera star della filosofia come Remo Bodei, Sergio Givone, Giovanni Reale, antichisti come Luciano Canfora e Paul Zanker, scrittori come Raffaele La Capria, Valerio M. Manfredi, Domenico Starnone, Alberto Manguel, etologi come Danilo Mainardi. Tra gli ospiti stranieri, l'americano Gore Vidal, lo spagnolo Javier Marías, il finlandese Paasilinna, il francese Forest, due bestselleristi come l'americano Clive Cussler e il barcellonese Ildefonso Falcones, l'australiana d'America Geraldine Brooks. Su tutti il grande vecchio Boris Pahor, sloveno di Trieste: dopo quarant'anni il suo "Necropoli" è finalmente riconosciuto come un capolavoro. Da ascoltare in blocco i venti scrittori d'Israele, guidati dal decano Aharon Appelfeld, Abraham Yehoshua e Meir Shalev. Il grande registra francese Claude Lanzmann porterà l'edizione dvd del suo colossale docu-film sulla Shoah. Da non perdere Dario Fo impegnato sull'ambiente, o star del giornalismo come Eugenio Scalfari, Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi, uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della memoria e dell'umano. Prevedibilmente affollati i dibattiti sui grandi temi della società civile: Giustizia, Casta, Mafia, terrorismo, il caso Moro, i fantasmi del Sessantotto. Senza dimenticare i centenari: Pavese, Vittorini, Guareschi. Spettacolo e musica. Gli attori dell'Ambra Jovinelli di Roma leggeranno l'emozionante reportage di Ezio Mauro sulla tragedia della ThyssenKrupp. Massimiliano Finazzer Flory dedica un collage teatral-musicale a Borges, Michele di Mauro porta un reading-spettacolo sullo "scandalo della Bellezza", Ascanio Celestini il suo "Parole sante". Il pianista Giovanni Allevi, Elisa e Max Pezzali arrivano al Lingotto come autori di libri, anche. Giovedì 8 si apre con l'orchestra di Nazareth e RadioDer-wish. Sabato concerto della cantautrice israeliana Nurit Hirsh, domenica il complesso kletzmer Trio Jerusalem. Lunedì in chiusura una serata dedicata al poeta cileno César Vallejo, con la voce calda e potente della peruviana Tania Libertad, icona della musica latino-americana.

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Il sogno per un Paese da corsa (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ECONOMIA & FINANZA pag. 27 Il sogno per un Paese da corsa LUCA DI MONTEZEMOLO lascia a Emma Marcegaglia una Confindustria unita e pensa al futuro: suo e del Paese. Dice, citando Albert Einstein: "Sei giovane se i sogni prevalgono sui rimpianti...e io ho ancora sogni". Chiude l'anno da presidente inaugurato dalla sua relazione all'assemblea di Confindustria, l'ultima, suonata a molti come il prologo di una discesa in politica. In realtà si è rivelata essere molto di più: un'idea di Paese al di là delle parti. Basta rileggere i temi sui quali Montezemolo, da allora, si è concentrato: crescita, innovazione, costi della politica da abbattere, bisogno di sicurezza, meritocrazia e riforme per un Paese da corsa. Ingredienti di un sogno da realizzare.

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MASSA Z ERO in pagella alla nuova giunta g (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA MASSA pag. 2 ? MASSA ? Z ERO in pagella alla nuova giunta g... ? MASSA ? Z ERO in pagella alla nuova giunta già al... primo giorno di scuola. La valutazione è di Gian Luca Brizzi, segretario comunale Pd, che l'ha argomentata ieri nella conferenza stampa tenuta in via Dante con i consiglieri Uilian Berti e Giovanni Ricci alla presenza, tra altri, dell'ex sindaco Fabrizio Neri. Le materie di valutazione sono rinnovamento, trasparenza e costi della politica. "La squadra ? sostiene Brizzi ?, tolti due nomi, è la riproposizione di giunte del passato recente o remoto". Ma 6 su 10 non hanno mai fatto gli assessori... "Quando si parla di rinnovamento ? replica Brizzi ? non si guarda solo se uno ha fatto l'assessore. In squadra ci sono ex assessori, segretari di partito da una vita, un'ex onorevole...". Aggiunge Berti: "Non si è neanche perseguito il criterio delle competenze rispetto alle deleghe attribute. C'è stato solo equilibrismo politico. Un equilibrio che sembra già scricchiolare: Verdi e Prc sono sul piede di guerra". Non è positivo che ci siano 5 donne in giunta? "Non stiamo governando noi ? sorride Brizzi ? non possiamo dire cosa avremmo fatto. Ma nel Pd la parità di genere è centrale". Se avesse vinto Neri... "Se i cittadini avessero premiato la giunta uscente ? ribatte Brizzi ? è evidente che ci si aspetta che si riparta da quella. Ma una coalizione nuova che rimette al governo ex assessori e pretende di farlo passare per rinnovamento...". COSTI della politica: "La giunta Pucci ? prosegue Brizzi ? ha 10 assessori e 4 delegati: due assessori e 4 delegati in più di Neri. C'è contraddizione con gli impegni elettorali e con l'emendamento proposto da Sd allo Statuto per fissare a 6 il massimo di assessori. C'è stato un repentino cambio d'opinione. In una coalizione così eterogenea c'era la necessità di accontentare tutti, dall'Udc al Prc". Ma anche la giunta Neri, fino al luglio 2007, aveva 10 assessori e dei delegati... Gli assessori, è la risposta, erano calati a 8 e "di delegati c'era solo il verde Terzoni, le altre figure erano incarichi professionali. E Neri in incarichi ha speso meno delle giunte precedenti e meno della giunta provinciale". Il Pd presenterà una mozione sui costi della politica, perché "due assessori in più vuol dire 400mila euro in più spesi in 5 anni. Poi bisognerà vedere quanto costeranno le deleghe: per legge non esistono più, possono essere solo incarichi professionali". Trasparenza: "E' l'elemento più grave e grottesco ? dice Brizzi ?. L'assegnazione degli incarichi nelle municipalizzate va fatta con bando pubblico, come si può verificare sul web del Comune. Invece qui si annuncia il futuro vincitore". Il riferimento è a Carlo Paolini, designato alla presidenza Asmiu: "O si intende venire meno al bando o si annuncia in anticipo il vincitore". Brizzi chiude sul Bilancio: "Hanno detto che non è pronto invece è depositato dal 23 gennaio e Pucci ha invitato i consiglieri a prenderne visione". Allora perché non è stato approvato dalla amministrazione Neri? "L'election day ha anticipato le scadenze ? spiegano Brizzi e Berti ? e come amministrazione uscente non ci siamo sentiti di ipotecare le scelte per quella futura. Abbiamo lasciato alla nuova maggioranza la possibilità di modificarlo, hanno 20 giorni". Ricci aggiunge: "Pottare gli atti in consiglio spetta al presidente. Questa domanda andrebbe fatta a Andrea Ofretti". Anna Pucci.

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La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina VII - Napoli Le circoscrizioni La truffa dei gettoni d'oro 50 persone rinviate a giudizio CINQUANTA persone sono state rinviate ieri a giudizio per truffa. Si tratta di nomi legati alle circoscrizioni e al consiglio comunale di Napoli. L'inchiesta è quella sui cosiddetti "gettoni d'oro", ossia sui compensi - in circostanze diverse - ricevuti indebitamente dai cinquanta indagati. Ieri il gup Silvana Gentile ha firmato i rinvii a giudizio chiesti dal pm Maria Antonietta Troncone. Sono invece stati prosciolti il consigliere comunale Salvatore Culiers; l'ex presidente della circoscrizione Pianura Natalino Zarra; il consigliere comunale Ciro Monaco; Salvatore Gatta e Giovanni Ippolito, consiglieri circoscrizionali a Miano difesi dall'avvocato Riccardo Polidoro. Prosciolto anche il consigliere circoscrizionale Fulvio Frezza, difeso dall'avvocato Antonio Verde. Prima udienza fissata all'8 luglio.

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Di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SPORT pag. 20 di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo... VINCENTI Alessandro Pane nel flash del trionfo di Castelnuovo Garfagnana; qui sopra Marcello Montanari, che resta il suo vice di MATTEO ZANICHELLI ECCO CHI È Alessandro Pane, il mister che dopo Carlo Ancelotti (e dodici lunghi anni), ha regalato una grande gioia promozione al popolo granata. Pane nasce a Tripoli il 20 novembre del 1967 e compare nel calcio professionistico, come giocatore, nel 1985, in A, nel Verona (nessun gettone di presenza). La prima parte della carriera passa tra Sassuolo (C2), Sorrento (tre anni, C2 e Interregionale), Barletta (B), Tempio (C2), Taranto (B) e Pontedera (due anni in C2). Poi, inizia (1994) la lunga trafila empolese. Nella società toscana milita per sei stagioni e il 31 agosto 1997, a 29 anni, debutta in A, alla prima di campionato, in un Roma-Empoli 3-1. Nella massima serie disputa 63 gare, segnando 3 gol. Chiude la carriera a 34 anni, a Catania, con la promozione dalla serie C1 alla B, nel 2001-2002. Comincia la carriera da allenatore, prima nelle giovanili dell'Empoli e successivamente in quarta serie nel Cuoiocappiano (due anni). Nel 2006 approda al timone della Reggiana in C2, quando sostituisce Luciano Foschi, silurato dalla società, dopo sole quattro giornate di campionato. Esordisce sulla panchina granata il 1° ottobre, a Bellaria, in Bellaria-Reggiana 2-3. Nel 2006-2007 agguanta i play off all'ultima giornata e raggiunge la finale. La C1 rimane, però, strozzata in gola a 1' e 20" dalla fine di Paganese-Reggiana. La promozione arriverà un anno più tardi, con una giornata di anticipo, in Garfagnana, grazie alla magnifica cavalcata appena conclusa, che frutta 70 punti. In due stagioni a Reggio, 62 gare e 117 punti, così suddivisi: 30 vittorie, 27 pareggi e 5 sconfitte. Inoltre 3 vittorie e una sconfitta nei play off. In totale 66 gare, con 33 successi, 27 pareggi e 6 ko. Image: 20080508/foto/8187.jpg.

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<Sosta gratuita, noi del Pd (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

MODENA PRIMO PIANO pag. 2 "Sosta gratuita, noi del Pd Andreana, capogruppo del 'partitone' in Comune, dopo di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito democratico siamo disponibili a rinunciare a quello che viene considerato un privilegio: la sosta gratuita. Ma non chiamateci casta". Il capogruppo del Pd in Comune Michele Andreana, dopo la campagna del Carlino, è disposto ad ammettere che, "anche se si tratta di una piccola cosa", la possibilità di parcheggiare senza sborsare un solo euro in tutti i posteggi della città "può risultare particolarmente odiosa". Ma appena si pronuncia la parola 'casta', Andreana si infiamma: "Eh no, casta proprio no", tuona. Lui si infuria, ma anche i modenesi si sono infuriati ? e lo sono ancora ? quando hanno scoperto che i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali, oltre ai presidenti di circoscrizione, possono ignorare bellamente i parcometri che invece svuotano le tasche ? e fanno saltare i nervi ? a chi non "espleta attività relative al proprio mandato". Vale a dire ai comuni mortali. Che però in centro e zone limitrofe comunque lavorano e vivono. o semplicemente fanno shopping. Il messaggio è arrivato forte e chiaro in via Divisione Acqui e i vertici del 'partitone' non hanno esitato un attimo. Detto, fatto: "Rinunciamo". Ma c'è di più. Nel caso in cui gli altri 'schieramenti' non siano d'accordo, "noi del Pd rinunceremo alla deroga ugualmente, e lo faremo a livello personale". Allora Andreana, di 'casta' non vuole sentire parlare. Ma certamente la sosta gratis in una città che ha enormi problemi di parcheggio un privilegio lo è. E' d'accordo? "Infatti noi siamo disponibili a fare un passo indietro. Nessuna difficoltà. Non dobbiamo alimentare l'idea sbagliata di una casta che non esiste". L'iter quale sarà? "Noi del Pd proporremo di cancellare la deroga durante la prossima conferenza dei capigruppo. Poi si dovrà passare alla modifica della delibera". Nel caso non ci fosse unanimità? "Rinunceremo al privilegio personalmente". Quindi avete percepito anche voi il fatto che questa situazione ha creato in città molta rabbia? "Certo". Perché, secondo lei? "Perché chi lavora e vive in centro deve fare i conti, tutti i giorni, con il problema dei parcheggi". Quindi il problema c'è? "Beh, la situazione così com'è non va bene, questo è sicuro. Infatti questa legislatura ha varato un piano sosta che prevede anche la riorganizzazione della mobilità pubblica. Al Novi Sad, per esempio, stanno cominciando i lavori". Li potenziamo o no questi parcheggi? "Sì. Da parte nostra non c'è nessuna sottovalutazione del problema". Andreana, bisogna lavorare anche sul servizio pubblico: se funzionasse come dovrebbe, probabilmente anche sul fronte posti auto le cose andrebbero meglio. "Gli autobus vanno ulteriormente potenziati. Però, attenzione. Le navette che partono ogni dieci minuti dai due parcheggi scambiatori del parco Ferrari e di via Campi, partono regolamente vuote. Tutti vogliono mettere l'auto vicino al centro. Ed evidentemente ci riescono". Pagando. E pure tanto. "Adesso pagheremo anche noi. Qualche anno fa, durante la giunta Barbolini, avevamo rinunciato all'accesso alla ztl e ora rinunciamo alla deroga al parcometro. Anche se, a onor del vero, già una parte di consiglieri va in centro a piedi o in bici". Non significa nulla: è il principio. "Se è il principio allora precisiamo anche che un consigliere comunale eletto dai cittadini lavora per la comunità oltre il suo normale lavoro. Spesso, in consiglio comunale o in commissione siamo impegnati anche dieci ore al giorno. Non è poco. Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori? "Sui 2mila euro al mese. Netti". "E adesso ? dice Andreana con tono di sfida ? voglio fare io una domanda: con queste cifre, si può parlare di casta?". Ai modenesi la risposta.

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Di BARBARA MANICARDI <VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito de (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

MODENA PRIMO PIANO pag. 3 di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito de... di BARBARA MANICARDI "VA BENE. Noi consiglieri e assessori del Partito democratico siamo disponibili a rinunciare a quello che viene considerato un privilegio: la sosta gratuita. Ma non chiamateci casta". Il capogruppo del Pd in Comune Michele Andreana, dopo la campagna del Carlino, è disposto ad ammettere che, "anche se si tratta di una piccola cosa", la possibilità di parcheggiare senza sborsare un solo euro in tutti i posteggi della città "può risultare particolarmente odiosa". Ma appena si pronuncia la parola 'casta', Andreana si infiamma: "Eh no, casta proprio no", tuona. Lui si infuria, ma anche i modenesi si sono infuriati ? e lo sono ancora ? quando hanno scoperto che i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali, oltre ai presidenti di circoscrizione, possono ignorare bellamente i parcometri che invece svuotano le tasche ? e fanno saltare i nervi ? a chi non "espleta attività relative al proprio mandato". Vale a dire ai comuni mortali. Che però in centro e zone limitrofe comunque lavorano e vivono. o semplicemente fanno shopping. Il messaggio è arrivato forte e chiaro in via Divisione Acqui e i vertici del 'partitone' non hanno esitato un attimo. Detto, fatto: "Rinunciamo". Ma c'è di più. Nel caso in cui gli altri 'schieramenti' non siano d'accordo, "noi del Pd rinunceremo alla deroga ugualmente, e lo faremo a livello personale". Allora Andreana, di 'casta' non vuole sentire parlare. Ma certamente la sosta gratis in una città che ha enormi problemi di parcheggio un privilegio lo è. E' d'accordo? "Infatti noi siamo disponibili a fare un passo indietro. Nessuna difficoltà. Non dobbiamo alimentare l'idea sbagliata di una casta che non esiste". L'iter quale sarà? "Noi del Pd proporremo di cancellare la deroga durante la prossima conferenza dei capigruppo. Poi si dovrà passare alla modifica della delibera". Nel caso non ci fosse unanimità? "Rinunceremo al privilegio personalmente". Quindi avete percepito anche voi il fatto che questa situazione ha creato in città molta rabbia? "Certo". Perché, secondo lei? "Perché chi lavora e vive in centro deve fare i conti, tutti i giorni, con il problema dei parcheggi". Quindi il problema c'è? "Beh, la situazione così com'è non va bene, questo è sicuro. Infatti questa legislatura ha varato un piano sosta che prevede anche la riorganizzazione della mobilità pubblica. Al Novi Sad, per esempio, stanno cominciando i lavori". Li potenziamo o no questi parcheggi? "Sì. Da parte nostra non c'è nessuna sottovalutazione del problema". Andreana, bisogna lavorare anche sul servizio pubblico: se funzionasse come dovrebbe, probabilmente anche sul fronte posti auto le cose andrebbero meglio. "Gli autobus vanno ulteriormente potenziati. Però, attenzione. Le navette che partono ogni dieci minuti dai due parcheggi scambiatori del parco Ferrari e di via Campi, partono regolamente vuote. Tutti vogliono mettere l'auto vicino al centro. Ed evidentemente ci riescono". Pagando. E pure tanto. "Adesso pagheremo anche noi. Qualche anno fa, durante la giunta Barbolini, avevamo rinunciato all'accesso alla ztl e ora rinunciamo alla deroga al parcometro. Anche se, a onor del vero, già una parte di consiglieri va in centro a piedi o in bici". Non significa nulla: è il principio. "Se è il principio allora precisiamo anche che un consigliere comunale eletto dai cittadini lavora per la comunità oltre il suo normale lavoro. Spesso, in consiglio comunale o in commissione siamo impegnati anche dieci ore al giorno. Non è poco. Per tutto questo percepiamo un gettone di presenza che copre a malapena le spese: 90 euro lordi ogni seduta di consiglio (quattro al mese) e 72 euro lordi ogni commissione". Totale mensile? "Circa 680 euro lorde di media. Poi dipende dal numero delle commissioni". E gli assessori? "Sui 2mila euro al mese. Netti". "E adesso ? dice Andreana con tono di sfida ? voglio fare io una domanda: con queste cifre, si può parlare di casta?". Ai modenesi la risposta.

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Franco Della Barca all'attacco del primo cittadino (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

P.S. GIORGIO pag. 17 Franco Della Barca all'attacco del primo cittadino L'INTERVENTO IL COORDINATORE della lista civica 'Rinascita Italiana per P.S.Giorgio', Franco Della Barca, scatenato contro il nuovo sindaco. Non gli perdona di aver agganciato l'Udc, mandandogli a monte l'accordo con tale partito, per cui ha rinunciato a partecipare alle comunali, e di non aver accolto durante la campagna elettorale il suo invito ad un pubblico dibattito: "Quella festa organizzata da Agostini il 1° maggio, con distribuzione di porchetta e banda ? ironizza ? è stata una smargiassata. Inopportuna tra l'altro perché tenuta in concomitanza con la tradizionale festa del 1° maggio della Società Operaia. Non avrebbe speso meglio quei soldi per qualche buona iniziativa? Perché non finanzia la ristrutturazione del gonfalone dell'associazioni dei marinai? E' una cosa che sto sollecitando da tempo, ma senza risultati. Lo faccia, oppure avvierò una colletta". Della Barca è anche critico perché, a suo parere, il nuovo primo cittadino nei manifesti di ringraziamento e nelle sue feste si rivolgerebbe solo ai suoi elettori: "Invece ? afferma ? dovrebbe tener conto anche del 49% dei sangiorgesi che non lo hanno votato". Poi con riferimento alla nomina della giunta aggiunge: "Da quando il numero degli assessori è stato aumentato di due unità, mai nessuno e neppure i nuovi amministratori si è posto il problema di ridimensionarlo per contenere i costi della politica. E visto che gli assessori prendono lo stipendio dovrebbero sentirsi in dovere di mettersi a tempo pieno a disposizione dei cittadini". Infine, ripropone al neo sindaco una domanda alla quale non gli ha risposto in campagna elettorale: "E' oppure no d'accordo sulla proposta del sindaco di Fermo di costruire una nuova stazione ferroviaria tra P.S.Elpidio e P.S.Giorgio, declassando quella sangiorgese?".

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La giunta ha fallito alt ai centri di potere (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PAVIA, IL MEZZABARBA La giunta ha fallito Alt ai centri di potere Con la sconfitta del centrosinistra alle recenti elezioni politiche e alle amministrative a Roma, è arrivato l'avviso di sfratto anche per l'attuale maggioranza al Mezzabarba. Il centrodestra ha ottenuto a Pavia complessivamente oltre il 50% dei voti. Anche la giunta ha la consapevolezza della prossima sconfitta e anziché rivedere il proprio comportamento e le scelte politiche, per cercare di salvare il salvabile, va avanti imperterrita come se nulla fosse successo. Anzi, al grido di muoia Sansone con tutti i filistei, sta facendo terra bruciata. Chi amministrerà Pavia dopo le elezioni del 2010 troverà soltanto macerie. Per questa giunta la legalità è un optional. Il caso del comandante dei vigili urbani, Gianluca Giurato, è emblematico. E' stato sospeso dal servizio per presunte irregolarità. La Magistratura ha deciso il reintegro ma il sindaco, ignorando la decisione del giudice, si allontana da Pavia, in un momento molto delicato, per dieci giorni. Quanto sta avvenendo è molto grave sia perché gli amministratori devono essere i primi a rispettare la legge, altrimenti come si può pretendere che la osservino gli altri, ma soprattutto perché si sta aprendo un pericoloso conflitto tra istituzioni. Si continua a cementificare la città. Da quando c'è questa giunta sono stati edificati oltre 3000 nuovi appartamenti nonostante i residenti siano diminuiti. Di questi circa 2000 oggi sono ancora sfitti. Non si costruiscono case popolari per consentire un alloggio alle oltre mille famiglie in attesa di una casa e che non hanno i soldi per comprarsela a prezzo di mercato. Gli affitti delle case popolari sono diventati esorbitanti e gli affittuari non riescono neanche ad avere chiarezza sulle spese condominiali. I Quartieri continuano ad essere privi di servizi nonostante le ricorrenti proteste dei cittadini. E' stata autorizzata la costruzione di 80 box sotto la chiesa romanica di San Primo. Pavia adesso potrà dire addio al riconoscimento delle chiese romaniche da parte dell'Unesco come patrimonio dell'Umanità, con ricadute negative sul turismo. I monumenti sono in uno stato di abbandono totale. In compenso vengono date le autorizzazioni per la costruzione di supermercati. Sono state consentite le costruzioni perfino nel parco della Vernavola mentre il parco Visconteo è ormai irrimediabilmente compromesso per la presenza del supermercato Carrefour. E'prevista in piazzale S. Giuseppe una rotonda che sconvolgerà l'attuale assetto di questa parte di città. Saranno cancellate delle vie e ne verranno create di nuove. Verrà anche spostato il ponte sul Naviglio. Ciò sta avvenendo nel silenzio assoluto del Comitato di Quartiere e senza la partecipazione dei cittadini. Al Quartiere era stato dato il nome di Città Giardino per sottolineare la presenza del verde. Ora è sempre più cemento e sempre meno giardino. L'Asm è ormai al collasso con 58 milioni di euro di debiti e con un deficit di 4,5 milioni di euro. Sono a rischio i servizi elementari per i cittadini anche se le tariffe sono le più alte della Regione lombardia e tra le più alte d'Italia. Nonostante ciò, la città è sempre più sporca. Se come previsto il centrodestra vincerà le prossime elezioni amministrative, di fatto cambierà poco perché ad un centro di potere se ne sostituirà un altro. In questi tre anni con diversi consiglieri comunali di centrodestra c'è stata condivisione, su alcuni temi. Domani, però, gli interessi dei partiti prevarranno sui buoni propositi dei singoli. Ecco perchè, alle prossime elezioni amministrative, è necessaria la presenza di una lista civica trasversale che rompa questi centri di potere e che abbia, tra le priorità, la difesa del territorio, la soppressione dei costi della politica, la difesa dei ceti deboli. Walter Veltri consigliere comunale Cantiere per Pavia Stradella, i mozziconi e i quesiti di matematica Scriviamo in merito all'articolo pubblicato il 25 aprile dal titolo "Il problema dei mozziconi. Alcuni genitori perplessi". Complimenti al genitore anonimo che ha risposto esattamente all'ultimo quesito delle "Matompiadi", consolidata gara di matematica organizzata nella scuola media di Stradella-Broni. Se con la sua protesta il genitore voleva soltanto evidenziare la brillante intuizione logica, la commissione di docenti responsabile del progetto non ha nessuna remora a congratularsi con lui, ma rifiuta categoricamente l'attribuzione di messaggi negativi ad un semplice quesito logico-matematico. Il quiz incriminato, scelto tra le varie proposte elaborate da docenti qualificati ed adeguate a studenti della scuola media (a disposizione di chi fosse interessato), è solo strumentale al raggiungimento dell'obiettivo programmato che consiste nel sollecitare le sane capacità logico intuitive e creative dei ragazzi, nel rispetto di un regolamento comune. I docenti conoscono i propri alunni e sanno che sono preparati a distinguere un contesto astratto da uno realistico. Per chi volesse cimentarsi, ecco il testo somministrato: "Un barbone raccoglie mozziconi di sigaretta e mettendone quattro si costruisce una sigaretta (quasi) nuova. Se riesce a fumare sette sigarette (quasi) nuove, qual è il numero minimo di mozziconi che deve aver trovato e quanti gliene rimangono alla fine?". Commissione Matompiadi scuola media Stradella-Broni Grazie al prof. Benazzo e all'équipe del S. Matteo Il 23 aprile sono stata operata, al San Matteo di Pavia, dal professor Francesco Benazzo per una protesi all'anca. L'operazione è riuscita benissimo ed ora, tornata a casa, ho riflettuto molto sulla mia esperienza. Ho pensato così di scrivere due righe per dire che in questa Italia così disastrata e piena di guai, c'è a Pavia un gioiello di clinica come l'ortopedia che funziona perfettamente e dunque merita un ringraziamento. A chi la dirige come il professor Benazzo, e a chi con lui lavora ogni giorno. Credo che tutti noi cittadini dobbiamo essere fieri di questa sanità: per questo dico grazie al professor Benazzo ed al suo staff che dà al paziente tranquillità. Grazie anche ai medici e al personale che in questi giorni mi ha curata magnificamente, alla caposala signora Toninelli che con fermezza e bravura dirige il reparto. Grazie di cuore a tutti per la gentilezza verso gli ammalati. Giuseppina Bardoni Voghera I redditi resi pubblici? E' soltanto trasparenza Parliamo della vicenda dei redditi degli italiani disponibili on line. Il Garante della Privacy interviene per arginare la diffusione dei dati. La procura di Roma ha aperto un'inchiesta, per il momento contro ignoti, sulla pubblicazione dei 740 e 730 sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Viene ipotizzata la violazione dell'Art. 167 della legge sulla privacy che punisce il trattamento illecito dei dati personali. Su questa importante questione, lo scrivente si sente di fare alcune modeste considerazioni e domande. Primo. Dopo la denuncia dei redditi, i dati sono ancora privati o sono pubblici? Secondo. Non è una novità la pubblicazione dell'elenco dei contribuenti con i redditi denunciati. A memoria, ricorda che il Ministero delle Finanze inviava ai Comuni un libro voluminoso contenente l'elenco dei contribuenti con i redditi denunciati. Con certezza, lo scrivente, quando era in servizio, se ne servì per individuare i contribuenti che avevano un reddito ai quali poteva essere proposta l'assicurazione sulla vita per previdenza o per interesse fiscale. Cosa c'era di illecito? C'è chi ha parlato di pericolo per i sequestri di persona. Però non si è mai sentito parlare di sequestri di persona sulla base della denuncia dei redditi. Ma oltre a quanto sopra esposto, non c'è anche da rispettare la trasparenza? Può la privacy annullare la trasparenza? La trasparenza è una colonna della democrazia. Vogliamo demolirla? Ugo Barbero San Genesio.

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L'università nel nome di moro - paolo russo (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Bari L'università nel nome di Moro Voto a larga maggioranza, ma dal titolo sparisce "del Levante" PAOLO RUSSO "Università degli studi di Bari Aldo Moro". Da ieri l'Ateneo ha un nuovo nome. Pochi minuti prima delle 21 un applauso scrosciante ha salutato l'esito della votazione del Senato accademico, che a stragrande maggioranza si è espresso a favore dello statista democristiano e contro l'intestazione "del Levante". Dopo un mese di dibattito interno alle facoltà, l'unanimità è mancata per un solo voto: quello del rappresentante degli studenti di Azione universitaria, che già lo scorso 20 marzo fu l'unico a non votare la proposta indicata da Corrado Petrocelli. Il rettore dell'Università di Bari, al termine di un Senato accademico fiume, ha scelto di non portare in votazione la sua proposta originaria, che oltre al nome di Moro includeva l'intestazione del Levante. "Non chiamatela una vittoria dimezzata - ha esordito il rettore - Anche se al termine del dibattito abbiamo scelto di riconfermare l'intestazione della città, i motivi che ci spinsero verso il Levante non sono venuti meno. Al contrario, per alcuni questa dicitura, che tiene conto dell'allargamento dei confini del nostro Ateneo, è risultata essere perfino troppo restrittiva". Pur senza Levante, 81 uno dopo la fondazione l'Ateneo di Bari ieri ha cambiato nome. A votare a favore di Aldo Moro sono stati anche i presidi di Agraria e di Giurisprudenza. Proprio il voto contrario del consiglio della facoltà di Legge, presieduto da Mario Garofalo, fece scalpore nelle scorse settimane: proprio a Giurisprudenza Aldo Moro fu prima studente e poi docente. "La nostra pregiudiziale era contro la personificazione dell'ateneo - ha spiegato ieri il preside Garofalo - ma è stata superata nel corso di un dibattito in cui tutta la nostra Università si è espressa sulla figura di Aldo Moro". Pur soddisfatto del risultato ottenuto dopo un dibattito "libero, appassionato e profondo", al rettore Corrado Petrocelli resta il rammarico per non aver potuto approvare questa delibera all'unanimità. Alla fine Giancarlo Laraspata, rappresentante degli studenti di destra, ha confermato la propria contrarietà al provvedimento: "Intitolare l'Ateneo a un uomo politico - ha detto - connota eccessivamente la nostra Università e non ci permette di riconoscerci in essa". Laraspata ha dichiarato che devolverà simbolicamente il suo gettone di presenza di 150 euro alle associazione dei parenti delle vittime del terrorismo. Contro la sua decisione si sono scagliati gli altri studenti rappresentanti in Senato accademico. Fabio Sirsi e Claudio Massafra hanno definito la sua "una scelta ideologica che va contro gli interessi dell'Università". Nicolas Caputo e Emanuele Mari hanno invece esaltato la scelta di intitolare l'università a Moro, esprimendo rammarico per la mancata introduzione dell'intestazione "del Levante". Il lungo iter per cambiare il nome all'Università di Bari si è concluso ieri. Formalmente l'Ateneo dovrà solo comunicare la propria decisione al nuovo ministro dell'Università. "Ma non trattandosi di un cambio di statuto - ha spiegato il rettore - quella approvata ieri è una delibera che l'università ha votato in piena autonomia e i cui effetti saranno presto visibili a tutti". In breve tempo alle targhe e ai certificati di laurea sarà aggiunto il nome di Aldo Moro. Che prenderà ufficialmente il posto di Benito Mussolini. L'intestazione del duce, caduta in disuso dopo la liberazione d'Italia e bandita dalla legge, non è mai stata abrogata con un atto ufficiale dall'Ateneo. "Con questa passaggio fondamentale per la sua storia, la nostra Università può voltare pagina: il rilancio dell'Ateneo passa anche da qui", ha concluso Petrocelli. E ieri sera, al termine del Senato accademico, in piazza Umberto, sulla facciata monumentale di palazzo Ateneo, campeggiava già il nome di Aldo Moro. Scritto sul cartellone della manifestazione che l'Università Aldo Moro dedicherà domani allo statista nel trentesimo anniversario dell'assassinio.

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Fiera del libro, passione civile oltre le polemiche (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 08/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:CULTURA Apre oggi la kermesse libraria di Torino: 1.400 gli espositori nell'anno dedicato agli autori israeliani Fiera del libro, passione civile oltre le polemiche L'iracheno Sami Michael, Yehoshua e la lettura della Cortellesi sui morti alla ThyssenKrupp Andrea Grillini Più che le polemiche, che in questi giorni non sono mancate, contano i numeri. Oggi Torino inaugura la XXI Fiera del libro, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a cui ieri si è aggiunta quella del ministro uscente per le Politiche giovanili Giovanna Melandri, che, "per dire no ai boicottaggi", "come ultimo e simbolico atto da ministro", ha deciso di accompagnare al Lingotto i ragazzi della Consulta giovanile per il pluralismo culturale e religioso. Ernesto Ferrero, il direttore della Fiera, intanto insiste sui numeri: "Possiamo già annunciare numeri da record, che fanno di Torino la fiera europea più frequentata: 1.400 espositori, di cui 75 new entries, e un "Incubatore" per gli editori neonati; un intero padiglione dedicato ai bambini e ai ragazzi, curato da Eros Miari e Giuseppe Culicchia, e ben 24 sale e spazi incontri per un ospitare più di 800 eventi. C'è la sezione dei librai antiquari e l'angolo dei Comics, tanti ospiti illustri, da Gore Vidal al pianista Giovanni Allevi, da Dario Fo a Javier Marias, che riceverà il Premio Alassio Internazionale". Insomma, boicottaggio o no, da oggi, giovedì 8, a lunedì 12 maggio la Fiera del libro aprirà i battenti ignorando i contrasti e puntando ai primati che ormai ne fanno una delle più importanti realtà del mondo editoriale italiano. - Quali sono le novità nella Fiera? "Decine di dibattiti sui temi caldi della società civile, la Giustizia, "mani sporche" e malaffare, il terrorismo, il caso Moro, il sindacato. Stella e Rizzo, gli autori de "La Casta", e Eugenio Scalfari, verranno a presentare il loro nuovo libro. E poi momenti di teatro e di musica, tra cui un concerto dell'Orchestra di Nazareth, in cui suonano insieme musicisti cattolici, ebrei e musulmani. Ma l'evento più coinvolgente sarà di sicuro la lettura che Paola Cortellesi farà del reportage di Ezio Mauro sulla tragedia della ThyssenKrupp". - Da chi è partita la prima bordata per il boicottaggio? "La scintilla è partita da gruppetti torinesi della sinistra estrema, autonomi e centri sociali, che si sono detti indignati per un invito che suonava come celebrazione dello Stato d'Israele, e hanno addirittura parlato di "occupazione militare" della Fiera, cosa francamente ridicola. Invano abbiamo spiegato di aver invitato una ventina di scrittori e poeti che, vedi caso, sono tra i più attivi sostenitori del dialogo, i più attenti alle ragioni dei palestinesi e i più critici verso il loro governo. Li abbiamo scelti liberamente con gli editori, non ci ha condizionato nessuno. Sulla vivacità e qualità di una libera cultura democratica (l'unica del Medio Oriente, tra l'altro) credo che nessuno possa obiettare. A chi sarebbe servita la loro assenza? E perché i palestinesi non hanno voluto approfittare di una grande vetrina come quella del Lingotto per far conoscere le loro ragioni? Credo sia un errore politico e mediatico. La vecchia politica del muro contro muro, del tanto peggio tanto meglio, non serve a nessuno, tranne a chi vuole che le cose restino così. La tragedia del conflitto israelo-palestinese dura da sessant'anni. Gridare slogan e imbrattare muri non serve. La Fiera altro non può fare che mettere a disposizione spazi di informazione, di incontro e di dialogo". - Ha forse pesato il fatto che questo invito sia caduto nel 60° della fondazione dello Stato di Israele? "L'esistenza dello Stato di Israele è un dato di fatto che spero nessuno voglia mettere in discussione. Israele non è un monolite, ma una realtà complessa e sfaccettata che conosciamo poco. Quanto alle ricorrenze, tutto dipende dallo spirito con cui le si affronta. È perfino umiliante dover ricordare che non intendiamo festeggiare o celebrare niente, e quello che faremo è discutere criticamente. Purtroppo la disinformazione, la rozzezza di semplificazioni manichee e ideologismi decrepiti appartengono a una sparuta minoranza, sconfessata dagli stessi fogli della sinistra. Boicottare una manifestazione culturale, in cui tra l'altro gli scrittori israeliani rappresentano non più del 5% del programma, è un'aberrazione. La vera cultura è di tutti". - In cosa differenzia la mentalità araba da quella occidentale? "Ho l'impressione - risponde Ferrero - che nel mondo arabo la collettività prevalga nettamente sulle ragioni individuali, specie nelle situazioni di scontro, in cui ogni tentativo di distinguere può venir interpretato come cedimento al Nemico, o addirittura collaborazionismo. In questo la differenza con le società occidentali, in cui è consentita una grande varietà di opinioni, è enorme, e rappresenta un ostacolo che non facilita un dialogo che pure è indispensabile". - Chi ci sarà degli scrittori arabi? Fra quelli invitati, chi mancherà? "Dal mondo arabo arriveranno scrittori algerini, tunisini e libici. Gli altri, anche se contrari al boicottaggio, hanno preferito rinunciare. Posso anche capirli. Vivono situazioni molto difficili, che noi, nei nostri tranquilli ripari, facciamo fatica a immaginare. Ma verranno l'anno prossimo, e troveranno anche colleghi israeliani che stimano, come Grossman e Amos Oz". - Chi ci sarà degli scrittori israeliani? "Il loro decano, Aharon Appelfeld, nato nel 1932 in Ucraina, terrà la prolusione inaugurale. L'ho letta, è bellissima, commovente. Altri grandi vecchi sono l'iracheno Sami Michael e l'italo-ungherese Zvi Yanai, che hanno dovuto costruire faticosamente la loro identità ebraica imparando una lingua che non conoscevano. Domani, giovedì, ci sarà Abraham Yehoshua. Ma sarà l'occasione per scoprire un panorama non conosciuto come merita. Per esempio Meir Shalev, che Erri De Luca (traduttore della Bibbia) considera il più bravo di tutti. E i più giovani, lo sferzante Etgar Keret, Ron Leshem. E molte bravissime scrittrici, tutte da scoprire. E un poeta coinvolgente come Ronny Someck. Con loro anche archeologi, architetti, musicisti kletzmer". - Nella sezione "Lingua Madre" quali scrittori saranno presenti? ""Lingua Madre" è uno dei format preferiti dai visitatori. Ospita scrittori provenienti dal continente indiano, dall'Africa, dall'America Latina, che lavorano sulle loro radici ma spesso le trasportano in lingue come inglese o francese, e anche italiano, provocando cortocircuiti e ibridazioni fruttuose. Quest'anno ci apriamo all'Est europeo con scrittori bulgari, serbi e georgiani. Gli incontri si alternano a momenti musicali animati da gruppi di tutto il mondo, dalla Mongolia alla Somalia, dall'Iran all'Argentina, che mescolano generi ed esperienze".

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Cacciatori: basta sprechi riduciamo le atc (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Per Federcaccia si possono abbattere le spese del 70% Cacciatori: basta sprechi "Riduciamo le Atc" LIVORNO. "è l'ora di ridurre i costi della politica anche nel settore della caccia riducendo i centri di spesa in Toscana anziché 19 Atc ne bastano 4". Federcaccia di Livorno entra a piedi uniti nella vessata quaestio della Casta - intesa come costi della politica - e ovviamente lo fa dal suo punto di vista. "La riduzione del numero di Atc da 19 a 4 per la Toscana - sostiene Federcaccia - determinerebbe un abbattimento della spesa di circa il 70% liberando risorse per la gestione, eliminerebbe alcune difficoltà gestionali per alcune Atc e riequilibrerebbe la distribuzione sul territorio dei cacciatori" spiega l'associazione venatoria. Federcaccia Livorno vuol mettere alla prova i partiti e gli amministratori della cosa pubblica: "Oramai tutti sostengono la necessità di ridurre i costi della politica ed anche nell'ultima campagna elettorale i due grandi schieramenti si sono misurati su questo tema facendo a gara su chi sarebbe stato più incisivo". Federcaccia ritiene che "molte siano state affermazioni di circostanza forzate dal momento elettorale. Vi sono competenze che attualmente vengono ricoperte dalle Province anche come enti intermedi di programmazione fra Regioni e Comuni che difficilmente sono riconducibili alle Regioni oppure ai Comuni già largamente oberati di lavoro. Occorrerebbe, qualora si procedesse ad una loro eliminazione, creare comparti sub regionali, di analoga ampiezza e apparati tecnici di direzione, in grado di svolgere le stesse funzioni, che però sfuggirebbero alla logica di una gestione democratica del territorio". Per i cacciatori livornesi "occorre valutare bene invece che in molti casi si è assistito alla proliferare dei centri di spesa determinando sprechi enormi. Uno di questi casi riguarda la Toscana nel settore della caccia con la nascita, nel 1994 delle Atc (Ambiti Territoriali di Caccia), che nella nostra regione sono diventati 19". "Come Federcaccia, riteniamo che la presenza di un così alto numero di Atc nella nostra regione sia sbagliato sostanzialmente per due ragioni: la prima riguarda un così grande spreco di risorse e la seconda la creazione di grandi disparità fra aree contigue diversamente popolate". "L'area livornese, ad esempio, - si spiega - grazie ad un alto livello di antropizzazione viene ad essere la più penalizzata della intera Regione Toscana. Come Federcaccia sosteniamo che 4 Atc per l'intera regione potrebbero essere più che sufficienti. Tale numero determinerebbe non solo una drastica riduzione dei costi ma favorirebbe la dispersione di cacciatori sul territorio con minore pressione venatoria specifica e dall'altro lato riequilibrerebbe le situazioni di pari opportunità di cui spesso si è denunciato la mancanza. Assistiamo a situazioni in cui alcune Atc hanno grandi disponibilità economiche per avere molti iscritti ed offrono bassa disponibilità di selvaggina mentre per altre Atc succede esattamente il contrario con il rischio di indebitamento". La sezione provinciale di Livorno della Federcaccia scriverà a tutti gli organismi e farà pressioni perché anche la propria Federazione regionale si adoperi nei confronti della Regione Toscana per un intervento normativo urgente che vada in questa direzione.

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I costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Attualità I COSTI DELLA POLITICA VIAGGIO NEGLI ENTI TAGLIATI Soppressa perché su quattro Comuni, i due più grossi (il capoluogo e Capannori) non hanno nessuno dei requisiti richiesti.

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Sedici comuni in rete grazie ad un protocollo (sezione: Costi dei politici)

( da "Citta' di Salerno, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

GIOVANI E LAVORO Sedici comuni in rete grazie ad un protocollo " La necessitá di orientare i giovani del territorio, in una fase difficile come quella che si attraversa dal punto di vista occupazionale, viene rilanciata anche nel Cilento. Individuare azioni integrate per far circolare in ambito locale tutte le informazioni inerenti l'occupazione. Agevolare i giovani, orientarli con servizi informativi specialistici, guidarli verso la scelta professionale adeguata. Sono questi gli obiettivi del protocollo d'intesa che sará sottoscritto il prossimo 20 maggio, a Vallo della Lucania, all'interno dell'aula consiliare, nell'ex convento dei domenicani. Sono sedici i comuni che rientrano nella rete informagiovani: Ascea, Casal Velino, Cannalonga, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Gioi Cilento, Moio della Civitella, Orria, Perito, Pisciotta, Salento, San Mauro La Bruca, Sessa Cilento, Stella Cilento e Stio Cilento, che fanno parte del distretto scolastico 60, con Vallo della Lucania come centro capofila. Questi comuni stipuleranno l'intesa con il Centro per l'Impiego di Vallo della Lucania, diretto da Enrico Bellelli, e con l'assessorato al Lavoro della Provincia di Salerno, Massimo Cariello. Ad illustrare il protocollo l'assessore alle politiche giovanili del comune di Vallo della Lucania, Carmine Elia: "Il protocollo - spiega Elia - prevede anche la diffusione del circuito Young Card, la speciale carta offerta ai giovani che offrirá agevolazioni negli esercizi commerciali convenzionati. Al cinema, per esempio, si otterrá uno sconto del biglietto di 2 euro. Inoltre, presenteremo il concorso di cortometraggi che si terrá a giugno, con il corto vincitore che sará proiettato anche all'interno della prossima edizione della Borsa Verde". Marco Rizzo.

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Becci precisa i compensi da presidente del consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Veleni a Montemarciano Becci precisa i compensi da presidente del consiglio MONTEMARCIANO Una ulteriore, doverosa precisazione sui compensi degli amministratori locali. Questa volta la parola spetta al presidente del consiglio comunale Bernardo Becci, per chiarire una volta per tutte ciò che concerne la propria indennità, in particolare dopo le modifiche apportate dai nuovi parametri di calcolo conseguenti lo "sforamento" del tetto dei diecimila abitanti. In accordo a tali nuovi parametri, è stata determinata la nuova indennità del sindaco e a partire da questa, le indennità degli assessori e il gettone di presenza dei consiglieri comunali. Oltre che l'indennità del presidente del consiglio comunale. Tale indennità è mensile non si calcola perciò a seduta ed ammonta a 298,41 euro lordi, vale a dire poco meno di 230 euro netti. L'aumento pertanto è stato di 34 euro lordi (e quindi 28 euro netti) al mese rispetto a quanto percepito prima delle nuove parametrazioni. "Non voglio fare polemica con nessuno", commenta Becci, "ognuno ha le sue opinioni sulle indennità degli amministratori e tutto fa parte del dibattito politico. Non mi interessano le provocazioni o gli attacchi". Questa precisazione è dettata dalla sola "volontà di chiarire e correggere i dati riportati". Va comunque detto, aggiunge ancora il presidente del consiglio comunale montemarcianese, "che si tratta di polemiche strumentali. Bisogna guardare non ai costi, ma agli sprechi della politica, che vanno cercati sicuramente altrove". Sarebbe necessaria, quindi, "maggiore correttezza da parte di tutti, anziché sollevare polveroni. La mia è una precisazione per replicare ad inesattezze". R. F.,.

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Concordia, primo consiglio contestati i troppi assessori (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Federico Guerrini Concordia, primo Consiglio contestati i troppi assessori CONCORDIA. Sarà stata la curiosità di vedere all'opera la nuova giunta composta anche da lacune facce già note a livello politico, sarà stata la lunga astinenza dalla politica locale dopo un anno di commissariamento, fatto sta che non si era mai visto un pubblico così numeroso assistere al consiglio comunale, come martedì sera in municipio a Concordia. Una circostanza fatta rilevare anche dal neo sindaco, Marco Geromin, che ha promesso di cercare di mantenere questo livello di l'attenzione, pubblicizzando maggiormente le sedute del consiglio. Lodevole intenzione, su cui ha concordato l'opposizione, che peraltro, dopo la lettura delle linee guida della nuova legislatura fatta dal primo cittadino, ha concordato quasi su tutto (astenendosi poi al momento della dichiarazione di voto), in un'atmosfera da "volemose bene" che non si vedeva da tempo. Ci ha pensato comunque la capogruppo di minoranza della lista "Cittadini per Concordia", Enrica Pontello, a fare qualche distinguo: "Il sindaco ha più volte accennato l'intenzione della sua giunta di ridurre i costi della politica locale, ma non ci sembra che l'aumento del numero degli assessori vada in questa direzione, inoltre temiamo che aver frammentato un referato importante come le politiche sociali possa impedire una visione unitaria della realtà". Sul tema degli assessori, le ha risposto il capogruppo dei Democratici per Concordia, Giuseppe Bozza: "Dobbiamo ancora fare i calcoli precisi, ma ci sembra che già con l'attuale composizione della giunta e del consiglio ci possa essere un risparmio rispetto al passato" - ha puntualizzato Bozza. Tutti hanno poi concordato sul fatto che Concordia deve cercare di interagire maggiormente con altri livelli istituzionali e coi Comuni limitrofi, in primo luogo Portogruaro, anche nell'ottica di accaparrarsi maggiori finanziamenti europei. Un altro tema importante toccato è stato quello della salute della "macchina amministrativa", ovvero del clima che si respira fra i dipendenti comunali, che sembra non sia dei migliori. "C'è bisogno di una revisione - ha detto Geromin - ci vorrà del tempo, ma la faremo". Sarà trattata invece nei futuri consigli, la modifica dello Statuto che consentirà di istituire la figura del presidente del consiglio comunale. Due le possibili candidature: oltre a Margherita Cusin, proposta dalla maggioranza, è spuntata ieri quella di Leonardo Bergamo, il più votato alle amministrative, caldeggiata dalla minoranza.

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Rinvio a giudizio deciso per metà degli indagati prima udienza l'8 luglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Rinvio a giudizio deciso per metà degli indagati Prima udienza l'8 luglio Sono trenta gli imputati rinviati a giudizio al termine dell'inchiesta sui cosiddetti gettoni d'oro nei parlamentini di quartiere. La prima udienza è fissata l'otto luglio e sono molti i nomi dei consiglieri prosciolti. La vicenda riguarda un'inchiesta della guardia di finanza, coordinata dal pm Maria Antonietta Troncone, che punta ad accertare la creazione di società fittizie, che servivano solo ad inquadrare formalmente i consiglieri che risultavano neoassunti, e che potevano ottenere rimborsi in occasione delle sedute consiliari. Da disoccupati prima delle consultazioni elettorali per il rinnovo dei parlamenti, a neoassunti con stipendi da oltre 5mila euro, grazie ad un presunto schema truffaldino. Gli inquirenti credono di aver svelato un metodo per incassare il rimborsi per gettoni di presenza in occasione di sedute di pochi minuti. Parte lesa, il Comune di Napoli e anche alcune ditte private. Truffa, peculato e falso, le accuse per le quali il gipo Silvana Gentile ha disposto il rinvio a giudizio di una trentina di consiglieri. Escono dalle indagini alcuni esponenti politici come Ciro Monaco, Natalino Zarra, Salvatore Gatta, Antonio Culiers, Fulvio Frezza, difesi tra gli altri dai penalisti Riccardo Polidoro, Giovanni Geremicca, Antonio Verde, Antimo Giaccio, Vittorio Lemmo e Carmine Capasso. L'inchiesta ha preso di mira le elezioni del 2001 e ha riguardato un po' tutte le assise di quartiere della città. La Procura aveva chiesto il giudizio per 59 imputati, ma il gip ha archiviato la posizione di una metà degli imputati. Sotto il cono d'ombra della Procura alcune liste civiche come "Lista donne", "Lega Sud Vesuvio", "Partito Popolare Europeo" e "Libertas Sport". S'indaga anche su due società private impegnato nel campo informatico e della progettualità.

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LA PROPOSTA (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

BIANCA D'ANTONIO Porti italiani alla deriva? Incapaci di ricevere le grosse navi portacontainers da oltre 10mila teus (l'unità di misura dei container)? Colpa dei ritardi nella infrastrutturazione, della mancanza di fondali adeguati bloccati da anni di una politica ambientale di troppi no? Sì secondo la tesi sostenuta da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel loro nuovo libro "La Deriva". I due giornalisti addebitano la colpa a una classe dirigente che, pur consapevole che oltre il 90% del commercio passa per i porti, si è da sempre riempita la bocca di "Italia capitale logistica europea" ma poi, a fatti, non ha mai operato di conseguenza. Francesco Nerli non è per nulla d'accordo e lancia la proposta degli stati generali delle autorità portuali a Napoli, invoca un accordo quadro con il governo e autonomia finanziaria che renda operative ed efficaci le gestioni. Nerli ha il polso della situazione perché parla nella duplice veste di presidente dell'autorità portuale di napoli e di presidente di Assoporti (l'Associazione che raggruppa le 24 Autorità portuali italiane e oltre 30 porti commerciali). "Attenzione - avverte Nerli - non si può valutare la portata economica di uno scalo marittimo limitandola al solo traffico containers. Non esistono solo i containers e, anche se è vero che la Spagna ha raggiunto eccezionali performances negli ultimi quattro anni con una crescita a due cifre, è pur vero che Gioia Tauro, rispetto ai porti spagnoli ha riconquistato nel 2007 la sua leadership nel Mediterraneo. Così come è vero che nel Mezzogiorno, Napoli con i suoi 13mila addetti compreso l'indotto, e Gioia Tauro rappresentano le principali aziende produttive". Il porto di Napoli - secondo le statistiche più recenti - è un'azienda sana, una delle eccellenze dell'economia campana, in costante crescita sia sotto il profilo dell'occupazione (più 2,1% nel 2006) che del fatturato. E rappresenta certamente una marcia in più il fatto che il 55% degli occupati sia sotto i 40 anni. "Nei nostri porti - ribadisce Nerli - viene movimentata più merce dai traghetti, dalle navi impiegate sulle autostrade del mare e sui collegamenti cabotieri che non dalle navi containers. C'è poi il traffico crocieristico, un fenomeno che ha registrato in Italia un boom e che a Napoli nel 2007 ha toccato un milione e 250mila croceristi e per il 2008 ne prevede un milione e 400mila, unico settore in controtendenza rispetto alla crisi del turismo. Con questo - continua Nerli - non voglio dire che tutto vada bene. I ritardi nella infrastrutturazione dei porti ci sono, gli ambientalisti hanno bloccato per anni l'escavo dei fondali, la crescita e le trasformazioni dell'economia mondiale viaggiano a ritmi vertiginosi, ma dobbiamo smetterla di pensare che non si sia fatto nulla. Abbiamo delle grandi opportunità e possiamo farcela". In che modo? "Io ne vedo uno solo - risponde Nerli - dare alle Autorità portuali quell'autonomia finanziaria di cui già dispongono tutti i grandi porti europei, mettendole così nelle condizioni di poter accelerare la realizzazione delle infrastrutture e i raccordi con la rete trasportistica. E poi investire su porti e logistica, e rendere competitivo il sistema dei terminal nazionali. Ma per raggiungere questi obiettivi è necessario, come vado ripetendo da tempo, un intervento deciso da parte del nuovo governo con la immediata convocazione degli stati generali della portualità puntando, nel contempo, alla realizzazione di un accordo-quadro tra Stato, regioni ed Autorità portuali".

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Lega, se quattro vi sembran pochi (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 I ministri del nuovo governo Lega, se quattro vi sembran pochi di Paolo Pillitteri La quarta delega attribuita a Calderoli non è un pourboire, un contentino, un petit cadeau per l'inventore del "Porcellum". No, è un ministero bell'e buono. Che conta o meglio, che conterà se Calderoli ci saprà fare. E l'uomo ha già dato l'idea di non essere un mediocre, semmai un irruento e qua e là sommario, ma efficiente, anche come conoscitore dei meccaismi parlamentari, dopo la sua non disattenta vicepresidenza del Senato. Gli servirà, il know how accumulato per diradare, disboscare, semplificare dunque, delegiferare che altro non sigifica se non rendere meno vessatorio e iperburocratico il sistema, soprattutto al Nord, deluso dalla "politica". L'Italia è un paese fondato sull'eccesso di leggi, temperato dalla loro inosservanza... Questa delusione che il grillismio e il dipietrismo agitavano sotto specie di antipolitica aggressiva e insultante, con forti venature populiste, si è raggrumata e condensata intorno al simbolo della Lega, con una valanga di voti che ha incoronato bensì il Re e donno di Arcore, ma sottraendo alla "sua" F.I. (secondo l'indagine Tecnè) oltre 260 mila voti e altri 176 mila ad An. Mentre al Pd i voti catturati da Bossi sono 24 mila e ben 70 mila a Rifondazione. A prima vista, si capisce che la campagna anticasta, comprendente nell'azzeccato termine del duo Stella-Rizzo la stessa Lega coi suoi rilevanti privilegi&fringe benefits, analoghi a quelli dei partitocrati di Roma Ladrona, ha finito per premiare Bossi. Si capisce dunque meglio il perché del quarto ministero alla Lega più una vice ministro (si dice) alle Infrastrutture, insieme a quelli dati per scontati a Bossi, Maroni e Zaia: perché ha ottenuto tanti voti delusi di Fi e An i quali sperano così di fare pressione sul Cavaliere perché non si faccia cogliere dagli ozi romani. Ma la scelta delle deleghe leghiste e, si spera, il loro buon utilizzo, dovrebbe premiare il partito che più degli altri ha saputo interpretare ciò che viene fatto passare come tema dell'insicurezza, anche da una sinistra all'angolo, spocchiosa ed eternamente sconfitta (l'abbiamo capito anche a Ballarò, sentendo l'esangue e riformatore mancato Bersani incalzato da un efficace Sacconi). In realtà, quella dell'insicurezza è una delle componenti di una tematica assai più vasta e che riguarda soprattutto l'identità, la civiltà. E non si tratta di scontri razziali ma di prese d'atto di cui la sinistra ha tardato troppo ad accorgersi col suo buonismo superficiale e, spesso, dannoso. Non è che la Lega, sic et simplicter, possa frenare e imbrigliare il vento che percorre tutta l'Europa, col suo malcontento, le lotte per i benefici del welfare, i diritti per i locali e gli extracomunitari, ecc. Sta di fatto, però, che avere insistito e poi ottenuto anche l'ultima delega, indica un altro supertema del Nord, da troppi sottovalutato e che, in larga misura, riguarda il Sud. Si chiama voglia di governo, di essere governati, di decidere, e, dunque, di deregulation, di sfoltimento di lacci e lacciuoli che bloccano, sfiancano e umiliano il lavoro esattamente come le grandi opere non avviate impediscono il decollo generale dell'economia. Questo ed altro ancora sta a caratterizzare la Lega e il suo "fardello", come un elemento chiave del governo Berlusconi. Dovrà, tra l'altro, dimostrare che non è più il problema o l'indicatore del problema e del disagio, ma la loro soluzione. Un compito da fare tremare i polsi. Soprattutto del Cavaliere.

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Il Venezia fa piazza pulita, rimangono in pochi (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO C1 La società arancioneroverde sta già gettando le basi per la prossima stagione: solo 5 o 6 elementi resteranno in laguna Il Venezia fa piazza pulita, rimangono in pochi Via Alfonso, i fratelli Brevi, Pradolin, Pederzoli e probabilmente anche Veronese, Pepe e Pedrelli. Tanti altri in bilico Quali le basi di partenza del Venezia che nel 2008/09 dovrà vendicare il magro 12. posto di quest'anno? Stando a quanto la dirigenza va affermando da settimane quel che è certo, per prima cosa, è che i superstiti si conteranno sulle dita di una mano o poco più. Una scelta inevitabile dato il crollo verticale del team lagunare, e senza la minima inversione di tendenza, nella seconda parte della stagione. Innanzitutto alcuni dati: nella stagione 2007/08 32 giocatori hanno indossato la maglia arancioneroverde in una gara ufficiale compresi gli ex, sia Moro (passato al Messina dopo la prima gara di campionato, quando si congedò segnando alla Cremonese) sia Pederzoli (ceduto al Crotone dopo un'unica apparizione in Coppa Italia, segnando su rigore al PortoSummaga), ed esclusi il terzo portiere Striatto e il difensore della Berretti Modolo, entrambi legati alla prima squadra ma senza aver avuto la soddisfazione del debutto da professionisti. Paolo Poggi, invece, ha collezionato il maggior numero di presenze con 31 gettoni che aggiungendo la Coppa Italia diventano 35, vale a dire tanti quanti i calciatori che oggi rientrano nell'orbita-Venezia.CHI RESTA Il primo baluardo in vista del prossimo anno sarà il portiere Aprea una volta recuperato dall'infortunio al ginocchio che lo ha tolto di mezzo a dicembre: per il tecnico Michele Serena si tratterà comunque di una bella sicurezza. Oltre ad Aprea l'altro caposaldo della retroguardia sarebbe Pesoli, ma qui il condizionale è d'obbligo in quanto lo stesso diretto interessato ha ammesso che le possibilità che rimanga in laguna sono pari al 50\%. Molto dipenderà dalle eventuali offerte (che già ci sarebbero) provenienti dalla serie B, innanzi alle quali il Venezia faticherà un bel po' per fargli prolungare il contratto (comunque fino al 2009). I terzini titolari potrebbero essere Grighini a destra e Scantamburlo a sinistra mentre in mediana non si rinuncerà ai muscoli di Mattielig. Per il resto a garantire esperienza ed equilibrio nello spogliatoi rimarranno Poggi, Collauto e presumibilmente anche il vice-Aprea Massimo Lotti.CHI VA Da Alfonso (che tornerà all'Inter) ai fratelli Brevi sui quali è improbabile che la società punti ancora. Anche su Veronese, nonostante i suoi 10 gol e un contratto fino al 2009, la dirigenza ha varie riserve. Pradolin andrà al Messina, Pepe tornerà alla Cremonese che potrebbe riscattarlo dal Pescara e lasciarlo in laguna, dove però finora il giovane napoletano ha fatto vedere poco avuto nello spazio limitato trascorso in campo. Pederzoli sta per disputare i playoff di C1 con il Crotone e, dopo una stagione di alto livello, ci si stupirebbe se i calabresi non lo riscattassero: il Venezia sta a guardare. Volendo puntare su Grighini non ci sarebbe più posto per Pedrelli, le cui condizioni fisiche dopo tanti sfortunati acciacchi sono tutte da decifrare.IN BILICO Oltre a Pesoli anche Antenucci: se il Catania retrocedesse dalla A alla B le speranze di farne la prima punta titolare si ridurrebbero al lumicino. A proposito di attaccanti Manolo Gennari è in scadenza ma potrebbe rinnovare per un anno, al contrario pur con un contratto prolungato di recente non è sicura la permanenza di Mei. Tanti i punti di domanda per i difensori Teoldi e Teso nonché per il regista Drascek.CHI TORNA In primis Zerbini e Romondini, con quest'ultima sacrificato a gennaio per i problemi con mister D'Adderio. Momentè da Teramo potrebbe restare, lo stesso dicasi per Rebecca mentre di Corradi bisognerà valutare le condizioni. Il ventenne Cacurio ha conquistato la C2 con la Giacomense, Mandorlini invece è retrocesso col Manfredonia nel quale ha giocato anche la mezzapunta Filippini, ma con lui il Venezia non ha più legami.LA RIPRESA Dopo tre giorni di riposo il Venezia reduce dall'1-3 di Legnano si ritroverà questo pomeriggio al Taliercio agli ordini di Michele Serena per un ultimo periodo di allenamenti.Marco De Lazzari.

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Imprese, lista della spesa alla politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

All'incontro con i "regionali" le categorie chiedono crediti agevolati, strade e meno burocrazia La "lista della spesa" è sempre la stessa. I problemi fondamentali che i rappresentanti delle categorie economiche della provincia hanno sollevato ieri con i consiglieri regionali appena eletti, infatti, sono uguali a quelli di cinque anni fa: diminuire la pressione fiscale a imprese e famiglie, ridurre la spesa pubblica ed i costi della politica, liberare le imprese dai costi della burocrazia, eliminare i monopoli e i mercati protetti, ridurre i costi dell'energia per le imprese (e le famiglie?), superare le contrapposizioni tra lavoro dipendente e lavoro indipendente, favorire concretamente la libera iniziativa imprenditoriale e superare l'abitudine culturale al posto di lavoro pubblico garantito a vita, diminuire il costo del lavoro, affrontare con rigore il problema della sicurezza dei cittadini e delle imprese a fronte di un preoccupante aumento della criminalità. Questo in generale. Nello specifico, problemi che possono essere gestiti dalla Regione, al primo posto tra le richieste le infrastrutture (completamento dell'A28, della Cimpello - Gemona e delle strade provinciali), la necessità, sollevata da tutti i rappresentanti delle categorie, di poter accedere a crediti il piùpossibile agevolati, soprattutto per le imprese più piccole, la sburocratizzazione di tutte le pratiche, la rimodulazione dell'Irap in modo da garantire vantaggi alle imprese piccole del tessuto locale e la riduzione dei costi fissi aziendali. Nulla di nuovo sotto il sole, tanto che quando il neo consigliere Franco Dal Mas è uscito (in anticipo) dall'incontro è apparso sconsolato. "Sono stato fuori dalla Regione per cinque anni - ha spiegato - e oggi ho sentito ripetere le stesse cose che sentivo allora. I problemi sono sempre quelli, segno che non solo la politica ha la necessità di rinnovarsi, ma forse devono fare la stessa cosa anche le categorie". Dal Mas si è spinto oltre. "In questo incontro è stato coniato un nuovoslogan: sforzo di sistema. Concordo con questa necessità, ma non si possono dimenticare due aspetti fondamentali: la Regione non ha più soldi, non ci sono risorse da elargire e non è solo colpa dei costi della politica. Il secondo è che a fare sistema non deve essere solo la classe politica, ma anche quella imprenditoriale ed economica che a volte non è in sintonia da provincia a provincia". Un esempio? "Se la Cimpello - Gemona non è terminata forse è il caso di chiedere anche se le categorie economiche udinesi la vogliono con la stessa intensità di quelle pordenonesi. Mi pare che la risposta sia nei fatti". Più conciliante Edouard Ballaman, forse anche per il nuovo ruolo di presidente del consiglio. "Abbiamo ascoltato con interesse quanto chiesto e su alcune cose, penso ad una rimodulazione dell'Irap a un passaggio forte sulla sburocratizzazione e soprattutto una sensibile riduzione dei costi della politica, siamo in piena sintonia. Le categorie, in particolare chi rappresenta l'agricoltura, ci ha segnalato grossi problemi su alcuni fronti come quello dell'allevamento dei conigli. In questo caso se si tratta di fare interventi temporanei per affrontare la contingenza vale la pena di tentare, ma se la crisi è strutturale meglio puntare a diversificare la produzione". È stato Ballaman a proporre incontri cadenzati tra politica, economia, categorie, Provincia e parlamentari, per fare il punto costante della situazione. "Dobbiamo fare squadra - ha concluso - ma non contro le altre province, ma per far stare meglio la nostra che ha esigenze e problemi diversi rispetto al resto della regione". La proposta di Ballaman è stata accolta anche se non è stato stilato calendario di incontri. Molto attesi gli interventi dei due neo assessori, Luca Ciriani, vicepresidente ed Elio De Anna. Il primo è stato molto istituzionale, ha preso nota delle richieste, ha ribadito gli impegni presi in campagna elettorale e ha concordato sulla necessità di nuove riunioni per fare il punto. Piùaggressivo il secondo che ha spostato il discorso sui costi della politica, causa di una grossa fetta dellosfacelo. Non in piena sintonia su questo tema sia Franco Dal Mas che Maurizio Salvador, più propensi a ritenere che i costi vanno sicuramente ridotti, ma che non sono l'unico problema soprattutto se chi è stato eletto poi fa gli interessi della gente. Soddisfatti i rappresentanti delle categorie (Unindustria, Artigiani, Confcommercio, Confcoperative e Coldiretti), anche se ora attendono i fatti concerti. Ultimo dato: all'incontro mancavano tre consiglieri regionali, tutti giustificati: Antonio Pedicini, Gianfranco Moretton e Daniele Gerolin.Loris Del Frate.

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È di Ferone la prima proposta di legge (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO REGIONALE È di Ferone la prima proposta di legge TriesteL'esponente del Partito Pensionati, Luigi Ferone, è il consigliere regionale a presentare la prima proposta di legge della nuova assemblea.L'iniziativa, come ha spiegato ieri mattina a Trieste, è volta a ridurre e contenere i costi della politica, ponendo un divieto sul cumulo delle indennità di carica per gli amministratori pubblici.Ricordando che la proposta era stata depositata anche nella precedente legislatura, ma mai discussa, Ferone ha sottolineato come "da più parti si sente parlare di costi della politica, argomento sempre più attuale e diffuso, che divide quotidianamente l'opinione pubblica e che rende difficile, e a volte poco credibile, l'attività degli organi legislativi ed esecutivi.La mia proposta di legge - ha spiegato - nasce con il fine di snellire i costi della politica, andando a riorganizzare il sistema delle indennità di carica"."Parlare di indennità e proporre divieti di cumulo - ha proseguito Ferone - non è fare demagogia, ma dare quelle risposte che i cittadini si attendono, che vanno innanzitutto nel senso del buon esempio".

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Più di tre mesi per fare il nuovo governo: non è poco (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cara Provincia, in questi giorni la politica italiana è fatta soprattutto di chiacchiere e chiacchiere. Il governo di Prodi è stato sfiduciato lo scorso 24 gennaio, le elezioni si sono tenute il 13/14 aprile ma la prima seduta del Parlamento è avvenuta dopo 15 giorni, il 29 aprile; tutto quell'intervallo probabilmente è servito a predisporre tutte le tessere sconto, compresa quella per il maestro di tennis, delle quali usufruiscono i parlamentari. Il nuovo governo è previsto operativo a metà maggio. Tre mesi e mezzo per fare un nuovo governo! Si lavorerà due mesi e mezzo poi, in agosto, tutti in ferie. In Inghilterra, nel 2005, il Parlamento fu sciolto l'11 aprile, le elezioni si tennero il 5 maggio; il giorno dopo Tony Blair presentava il suo nuovo governo. In neanche un mese. Avessimo noi almeno una piccola parte del pragmatismo anglosassone. La domenica sera poi io faccio il masochista; pur sapendo che la cosa mi farà arrabbiare, guardo "Report" su Rai/3; l'ultima puntata riguardava la situazione dei nostri aeroporti con annessa comparazione con quelli spagnoli; naturalmente è emersa , ancora una volta , la superiorità della Spagna anche in questo campo. E' stato intervistato il nostro ministro dei trasporti Bianchi; ha fatto una figura pietosa. Continuo col mio masochismo; ho appena letto: "L'altra casta - inchiesta sul sindacato" ; mi ha fatto più schifo questo, per le nefandezze riportate, rispetto al primo libro "La casta" di Rizzo e Stella. Io non sapevo che, per esempio, quando i sindacati organizzarono nel 2002 uno sciopero contro il governo Berlusconi, portarono in piazza due milioni di persone ma sborsando cento miliardi delle vecchie lire per finanziare i paertecipanti. I sindacati non hanno il dovere di presentare bilanci pur essendo l'ottava industria nazionale visto il numero dei loro dipendenti. "Non fare l'onda" si usa scherzosamente dire quando la "roba" è lì appena sotto le narici; questa è la nostra situazione; gli italiani hanno votato in maggioranza Berlusconi pensando che potrà risolvere i tanti problemi; questo mi ricorda l'Argentina del 1973; il Paese stava andando malissimo e gli argentini richiamarono dall'esilio in Spagna il loro ex-presidente Juan Peron; tutti gli osservatori internazionali trovarono sbagliata questa scelta in quanto Peron, quando era al potere negli anni cinquanta, non fu un buon presidente; infatti tutto andò come previsto: male. Berlusconi è già stato due volte al governo combinando tanto per lui ma poco per noi; come facciamo a dire che questa volta andrà meglio? Virgilio Testoni (p.m.) Caro Testoni, se questa volta andrà meglio nessuno può dirlo con certezza, ma tutti se lo augurano. Purtroppo possiamo soltanto sperarlo: e, come diceva Spinoza, non c'è speranza senza paura, né paura senza speranza. 08/05/2008.

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