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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  8-4-2008       #TOP


Report "Costi dei politici"

Per l'esponente dell'Italia dei Valori si deve recuperare l'interesse verso i cittadini e lottare per il territorio ( da "Cittadino, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Dell'interesse nei confronti dei cittadini come prima cosa, della necessità di diminuire i costi della politica e dell'affermazione dei principi di legalità. La questione dei condannati in Parlamento è solo un aspetto minimo che abbiamo cercato di far passare ben otto anni fa!".Quali sono le vostre proposte?

Più gettoni per le commissioni De Luca: è aiuto a chi non lavora ( da "Citta' di Salerno, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che per i consiglieri comunali ha abolito l'indennitá mensile sostituendola con il gettone di presenza, vincolando così la retribuzione alla partecipazione alle sedute. Per avere un'idea della spesa basta calcolare che il gettone è di 86 euro lordi, e che ognuna delle nove commissioni si riunisce almeno una volta a settimana.

Giustizia e sicurezza battaglie da affrontare - paoletta farina ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Nonostante si stia sempre più formando la consapevolezza della necessità di non escludere le donne dall'amministrazione dello Stato. Purtroppo gli uomini continuano a fare i sultani: ci vorrebbero in casa, a loro disposizione". - Altre priorità da affrontare? "I costi della politica. Bisogna riequilibrarli.

Illegali quegli stipendi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sarebbero in contrasto con lo statuto regionale che originariamente prevedeva soltanto un gettone di presenza. Un contrasto tale - sempre a giudizio della Bratina - da generare addirittura, come detto, una situazione d'illegalità. Tale "scoperta", con relativa documentazione, sarà illustrata appunto nella conferenza stampa di stamane.

Bratina: indennità dei consiglieri fuori luogo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: incarico da 31 mila euro a un editore del centrodestra vicino alla giunta Romoli" Bratina: "Indennità dei consiglieri fuori luogo" La candidata del Pd: "Previsti solo gettoni di presenza e invece ricevono uno stipendio" Di costi della politica e del bilancio comunale si occupano le candidate al Consiglio regionale Majda Bratina (Pd) e Donatella Gironcoli (Cittadini per il Presidente).

Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili che ci costa quasi due miliardi di euro ( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è quello della formazione. Ogni anno, l'Europa manda in Italia 1 miliardo e mezzo di euro, per la formazione professionale. E 10 dei 14 enti, che annualmente si spartiscono metà dei finanziamenti nazionali, sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil. Ma la vera forza dell'altra casta viene dai beni immobili, patrimonio sterminato,

<Finanziamenti da sfruttare> ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della politica, pontificando sul fatto che la sua indennità non può essere tagliata, mentre il suo candidato premier Veltroni vorrebbe imprimere una cura dimagrante a tutto e a tutti, il caos nelle politiche sul personale, che è costato al sindaco uno scontro inaspettato con Cgil, Cisl e Uil e addirittura una condanna del giudice del lavoro e la nomina di un commissario ad acta per

Di PINO MIGLINO FIRENZE SÌ, TAGLIARE i costi della polit ( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: TAGLIARE i costi della polit... di PINO MIGLINO ? FIRENZE ? SÌ, TAGLIARE i costi della politica negli enti locali. Ma è tale il caos generato da un federalismo rimasto a metà del guado che non si possono lasciare le forbici solo in mano alle Regioni. Occorre una legge quadro nazionale, un quadro chiaro e rigoroso in cui poi le amministrazioni in periferia decideranno come sfoltire.

"Tagliare i costi della politica" ( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: taglieremo drasticamente i costi della politica". Marco Gladi, candidato per Forza Nuova, parte dalla spesa per sindaco e assessori e affronta la questione dello squilibrio strutturale di 5 milioni "che ci è stato lasciato per incapacità o malafede. Se si fosse trattato di un'azienda privata, i titolari starebbero in galera e gli operai senza lavoro.

Pagati per rappresentare il Comune solo 19 su 230 fanno la relazione annuale ( da "Stampa, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Comune solo 19 su 230 fanno la relazione annuale BEPPE MINELLO Su nomina di Palazzo Civico occupano, malcontate, 230 poltrone in 129 enti pubblici. Sono incarichi pagati profumatamente solo in pochi casi, per tutti gli altri piovono gettoni di presenza oppure un po' di prestigio e a volte nemmeno quello. In ogni caso il Comune per compensarli sborsa quasi 3 milioni di euro all'anno.

Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili costa quasi 2 miliardi di euro ( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è quello della formazione. Ogni anno, l'Europa manda in Italia 1 miliardo e mezzo di euro, per la formazione professionale. E 10 dei 14 enti, che annualmente si spartiscono metà dei finanziamenti nazionali, sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil. Ma la vera forza dell'altra casta viene dai beni immobili, patrimonio sterminato,

Altri otto asili in tutta la provincia ( da "Stampa, La" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costo 400 mila euro, con 260 mila di finanziamento da parte della Regione). A Comignago verrà ristrutturato ed ampliato un immobile per creare un asilo nido comunale da 30 posti (costo 360 mila euro, 234 mila il finanziamento). Un nuovo asilo comunale da 45 posti sarà costruito anche a Castelletto: la Regione Piemonte contribuirà con 520 mila euro su un costo complessivo di 900 mila.

Aumentano i componenti delle commissioni consiliari ( da "Denaro, Il" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: eccessivo appesantimento finanziario è stato chiesto di convocare le riunioni delle commissioni dopo le ore 17 per evitare il pagamento del gettone di presenza ma la mozione per il momento è rimasta tale e non ha ricevuto alcun accoglimento. Se ne riparlerà in futuro. Approvato, nel corso del consiglio comunale, anche il progetto di un parco residenziale nella zona di via Fangariello.

Accordo sulla discarica, la gestiranno i Comuni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: È già stato deciso che la gestione sarà a costo zero: niente indennità di carica né gettoni di presenza. Uniche retribuzioni quelle dei tecnici. Per suggellare il tutto giovedì è prevista l'assunzione formale degli impianti da parte del Comune di Carbonia. SANDRO MANTEGA.

Calderoli: e i deputati timbreranno il cartellino ( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alberto Bobbio POLITICA - OPINIONI A CONFRONTO STEFANO CECCANTI - PARTITO DEMOCRATICO RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA? SI FA COSÌ Il tema è strategico in tempi di antipolitica. E il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista all'Università di Roma "La Sapienza", consigliere istituzionale ascoltatissimo da Walter Veltroni e candidato al Senato in Piemonte nel Partito democratico,

Ceccanti: ridurre i costi della politica? Si fa così ( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Alberto Bobbio POLITICA - OPINIONI A CONFRONTO STEFANO CECCANTI - PARTITO DEMOCRATICO RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA? SI FA COSÌ Il tema è strategico in tempi di antipolitica. E il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista all'Università di Roma "La Sapienza", consigliere istituzionale ascoltatissimo da Walter Veltroni e candidato al Senato in Piemonte nel Partito democratico,

Voto, Veltroni a stampa: 1 mld l'anno da taglio costi politica ( da "Websim" del 08-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 1 mld l'anno da taglio costi politica ROMA, 8 aprile (Reuters) - In caso di vittoria alle elezioni, il Partito democratico punta a un miliardo di euro all'anno di risparmi ottenuti grazie ai tagli dei costi della politica. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni a L'espresso, in un articolo anticipato oggi alle agenzie.


Articoli

Per l'esponente dell'Italia dei Valori si deve recuperare l'interesse verso i cittadini e lottare per il territorio (sezione: Costi dei politici)

( da "Cittadino, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Idv: "Stop ai conflitti d'interesse" Il segretario Pera parla di costi della politica e di legalità n La politica certo è importante. Poi ci sono l'amore per il padre ormai scomparso, la passione per pesci e acquari, l'interessamento verso ciò che succede nel Lodigiano. Giambattista Pera è il segretario provinciale dell'Italia dei Valori, il partito fondato da Antonio Di Pietro. È stato uno dei primi politici lodigiani a farsi conoscere sul web, grazie al sito www.giannipera.it: nato a Brindisi nel 1960 oggi vive con la sua compagna e ha una figlia. Lavora presso l'Agenzia delle entrate e si impegna a tenere unite le fila dell'Idv sul territorio. Si trova al quinto posto per la corsa alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 3 e, come si sa, affiancherà insieme a tutti gli altri della sua squadra il Partito democratico.Partiamo proprio dall' "apparentamento" con il Pd, che cosa ne pensa? Preferiva una scelta diversa da parte del suo partito?"Mi ritrovo perfettamente in questa scelta e se devo essere onesto me l'aspettavo. Walter Veltroni, a livello nazionale, è riuscito a muoversi con un buon piglio e a impostare un discorso che il Partito democratico all'inizio non era riuscito a fare. Le istanze di rinnovamento che avevamo chiesto nella prima fase erano state disattese e successivamente accolte".Di quali istanze parla?"Dell'interesse nei confronti dei cittadini come prima cosa, della necessità di diminuire i costi della politica e dell'affermazione dei principi di legalità. La questione dei condannati in Parlamento è solo un aspetto minimo che abbiamo cercato di far passare ben otto anni fa!".Quali sono le vostre proposte?"Da tempo abbiamo chiesto a gran voce e per iscritto due piccole ma grandi cose, anche a livello provinciale. La prima riguarda l'eliminazione del conflitto di interessi fra assessori, esiste incompatibilità fra la carica di assessore e quella di componente di un consiglio di amministrazione. Un esempio è il vicepresidente della provincia, Fabrizio Santantonio, che fa anche parte di un Cda. Abbiamo voluto far passare anche in periferia questo messaggio che non è certo di poca importanza".E il secondo aspetto qual è?"La maggiore trasparenza nell'assunzione del personale nelle società di proprietà pubblica, finanziate da soldi pubblici. Quando si parla di società totalmente pubbliche sarebbe opportuno che lo statuto specificasse che l'assunzione di personale deve avvenire con concorsi o acquisizioni, attraverso liste territoriali".Cosa è rimasto dopo lo scandalo della Popolare?"Dopo Fiorani sembra che ci sia stato solo un piccolo "scombussolamento" e niente più. Ci sono persone che nonostante quello che hanno fatto sono state successivamente premiate con altri incarichi di prestigio. A livello di consiglio di amministrazione, i nomi mi piacevano, però alla fine Castellotti è stato multato per le decisioni prese all'epoca di Fiorani e poi è stato nominato a capo della Fondazione del Banco, l'unico "contentino" dato alla città".L'Italia dei Valori sul territorio Lodigiano ha portato avanti la battaglia per il ponte di Bertonico. Ce la faremo a vederlo ultimato?"La battaglia per il ponte di Bertonico è stata in fondo una battaglia contro le bugie. Abbiamo ritenuto di avere gli strumenti per mettere all'attenzione del ministero quest'opera. L'azienda che si sta occupando in questo momento dei lavori è un'azienda seria, dovrebbe farcela, e poi c'è il nostro Giulio Lacrima (candidato al Senato, ndr) che ogni settimana fa la sua perlustrazione in zona per verificare se tutto è a posto. Quello che dico sempre è che a Bertonico c'è bisogno di un ponte in più e di una centrale in meno".Crede ancora che la centrale non arriverà?"Ci credo ancora, è dura, ma ci credo ancora e so che il territorio combatterà".Greta Boni.

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Più gettoni per le commissioni De Luca: è aiuto a chi non lavora (sezione: Costi dei politici)

( da "Citta' di Salerno, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA E COSTI Più gettoni per le commissioni De Luca: è aiuto a chi non lavora " Via libera in consiglio all'aumento da 19 a 23 dei membri delle commissioni consiliari. Una decisione assunta per riparare alla Finanziaria, che per i consiglieri comunali ha abolito l'indennitá mensile sostituendola con il gettone di presenza, vincolando così la retribuzione alla partecipazione alle sedute. Per avere un'idea della spesa basta calcolare che il gettone è di 86 euro lordi, e che ognuna delle nove commissioni si riunisce almeno una volta a settimana. Fermo restando che la retribuzione non può superare il 25% di quella del sindaco. Contro la delibera votano solo Dario Barbirotti (Progressisti) e Giuseppe Zitarosa (ForzaItalia), che anzi chiede di diminuire i componenti a quindici e di riunire gli organi solo di pomeriggio "per non dover rimborsare anche i datori di lavoro". De Luca abbozza: "Ridurre i numeri sarebbe giusto, ma pensiamo anche ai consiglieri che non hanno altre fonti di sostentamento".

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Giustizia e sicurezza battaglie da affrontare - paoletta farina (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

MADDALENA CALIA (PDL) "Giustizia e sicurezza battaglie da affrontare" "Troppi delitti irrisolti Servono canali più celeri, sennò si incancreniscono i problemi che pesano sulle zone interne" PAOLETTA FARINA - Una donna ex sindaco di Lula, un paese cosiddetto del malessere, ha una marcia in più nella corsa al Parlamento? "L'esperienza fatta mi ha insegnato ad avere molta pazienza e ad accettare il confronto e il dialogo. E del resto ritengo che cominciare il proprio percorso politico negli enti locali sia indispensabile. E' nei Comuni che impari ad avere contatto con la gente. Se no si vive in maniera astratta il proprio impegno e non si comprende la vita quotidiana e i bisogni reali". - E Lula è una piazza impegnativa? "Non sono d'accordo che Lula sia un paese del malessere. Piuttosto è un paese difficile, sicuramente molto politicizzato. Difficile non perché risenta di problemi economici quanto piuttosto perché vive conflitti che derivano dalla sua storia". - Quale? "Quella in cui si scontravano da una parte la cultura e le lotte operaie dei primi del Novecento e dall'altra la cultura agropastorale. Da una parte, quindi, i più garantiti per salario e diritti, dall'altra coloro che affrontavano il duro lavoro nelle campagne". - La lentezza della giustizia, e lei che è avvocato avrà un idea in merito, ha riflessi su queste situazioni conflittuali? "La giustizia deve trovare canali più celeri per dare risposte ai cittadini. Perché sta incancrenendo i problemi di sicurezza delle zone interne. Sono troppi i delitti irrisolti. Un macigno che rende prigioniera di fantasmi la popolazione. E la gente di questi fantasmi chiede di liberarsi. Si parla tanto di omertà. Ma l'omertà è dettata dalla paura che lo Stato non sappia difendere i suoi cittadini. Se non spezzeremo questa catena avremo fallito". - La sicurezza è uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Pdl. "E' un'emergenza nazionale. Ma sicurezza non significa militarizzazione del territorio. Significa garanzia dei propri diritti, tranquillità. La gente protesta e giustamente. Perchè gli autori dei reati non devono essere più garantiti di chi vive onestamente". - Dopo la sicurezza quali sono le altre richieste che provengono dall'elettorato? "Il lavoro. Ed è una richiesta pressante. I giovani hanno grosse difficoltà a sperare nel futuro. E non possiamo privare le nuove generazioni della possibilità di avere speranze. Abbiamo strumenti legislativi che devono essere sfruttai. Penso alle legge regionale 37 sulle piccole imprese che ha dato ottimi risultati e che andrebbe finanziata con maggiori risorse. E poi la legge 215 sull'imprenditoria femminile che è di fondamentale importanza per dare spazio e indipendenza economica alle donne". - Il lavoro se non si trova in casa si cerca altrove. Le zone interne si stanno spopolando. "Eppure lo spopolamento si combatte anche con un'attenzione diversa verso la viabilità, troppo arretrata in Sardegna. La mobilità su strade moderne è fondamentale. Lo vedo nel mio piccolo. La costruzione della strada a scorrimento veloce Bitti-Sologo ha tolto dall'isolamento Bitti, Onanì, Lula e Osidda". - Per che cosa si batterà poi se arriverà a Roma? "Per la famiglia: deve essere aiutata con agevolazioni fiscali e piani per l'edilizia, servizi sociali, sostegni per l'acquisto di libri scolastici oltre la scuola elementare. Penso ad accrescere il numero degli asili nido, a creare strutture diurne per l'assistenza agli anziani per alleviare le famiglie impegnate nei lavori di cura". - Lavori di cura di cui si fanno carico soprattutto le donne. "Certo, e che verrebbero liberate acquisendo spazi in altri settori". - Compreso quello della politica, che vede le donne ancora minoritarie. Come nelle liste del Pdl. Lei è soltanto quattordicesima. "Si è sprecata un'opportunità che questa legge elettorale offriva. Bastava piazzare candidate ai primi posti e la rappresentanza femminile in Parlamento avrebbe potuto essere allargata realmente. Un gap che pesa. Spero che Berlusconi possa accorciare questo divario recuperando le donne in qualche incarico governativo". - Il maschilismo è duro a morire... "Nonostante si stia sempre più formando la consapevolezza della necessità di non escludere le donne dall'amministrazione dello Stato. Purtroppo gli uomini continuano a fare i sultani: ci vorrebbero in casa, a loro disposizione". - Altre priorità da affrontare? "I costi della politica. Bisogna riequilibrarli. C'è una sperequazione tra le indennità riservate ai parlamentari e quelle dei sindaci. Questi ultimi sono poco gratificati rispetto all'impegno e anche ai rischi che affrontano per la loro sicurezza personale, in molti piccoli centri e in molte realtà del Paese minacciata". - Un giudizio sui programmi del Partito Democratico? "Sono fumosi, non riescono ad essere concreti". - E quelli del Popolo delle Libertà? "Sicuramente più pragmatici e più vicini alle esigenze della gente". - Un giudizio anche sulla giunta regionale? "Nonostante siamo su versanti opposti della politica, avevo pensato che Soru potesse portare quella concretezza di cui l'isola ha estrema necessità. E invece è stato un fallimento. Ha bloccato l'edilizia, su ambiente e turismo è stato capace solo di chiusure. Sulla sanità, poi non si contano i tagli. Penso alle guardie mediche che devono subire un drastico ridimensionamento. Per il Nuorese sarà un dramma. Ai piccoli centri mancherà un servizio indispensabile.

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Illegali quegli stipendi (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Gorizia "Illegali quegli stipendi" La Bratina si scaglia contro le prebende dei consiglieri regionali "Costi della politica e illegalità". È questo il tema di una conferenza stampa che oggi, alle 11, la candidata goriziana del Partito democratico Majda Bratina terrà nel bar Torino di corso Italia. In una nota di presentazione dell'iniziativa, la Bratina afferma di "essersi imbattuta, portando avanti attraverso uno studio attento la "battaglia" contro i privilegi di casta dei consiglieri regionali, nelle prove di una situazione d'irregolarità giuridica che perdura - senza nessuna segnalazione in merito - da anni". Secondo la candidata del Pd, le leggi che hanno via via, negli anni, fissato l'attuale "stipendio" dei consiglieri regionali, incrementato da rimborsi spese e via dicendo, sarebbero in contrasto con lo statuto regionale che originariamente prevedeva soltanto un gettone di presenza. Un contrasto tale - sempre a giudizio della Bratina - da generare addirittura, come detto, una situazione d'illegalità. Tale "scoperta", con relativa documentazione, sarà illustrata appunto nella conferenza stampa di stamane. "Tra le infrastrutture da valorizzare, all'interno di un progetto complessivo di rilancio di Gorizia, c'è sicuramente - ha sostenuto intanto l'esponente del Pd -. L'aeroporto Duca d'Aosta, un'area con potenzialità ottime e invidiabili sia per la posizione sia per la conformazione del terreno". Secondo la candidata goriziana, "la lunga inerzia politica e l'assenza istituzionale, che hanno portato l'aeroporto a un progressivo degrado nonostante l'impegno encomiabile dell'Aeroclub, sono il sintomo di un atteggiamento della politica nei confronti di Gorizia che dobbiamo immediatamente modificare. Bisogna rifiutare ogni sottrazione di spazi all'aeroporto, ogni riduttiva destinazione logistica, che stravolgerebbe la struttura e a cui è invece più adeguata l'area della zona industriale". "Urgenti sono - ha proseguito - la rivalutazione e il recupero delle strutture edilizie, la messa a punto del verde e delle recinzioni, così da creare le condizioni ottimali per gli usi turistici, commerciali, ricreativi (traffico aereo leggero, campionati di volo a vela, di aeromodellismo eccetera) e di ricerca". Majda Bratina è intenzionata a sostenere la proposta di un museo regionale del volo. "Andrebbe creata - osserva - un'esposizione permanente (oggi negli hangar dell'aeroporto di Campoformido), con la raccolta fotografica e la documentazione delle attività dell'aviazione a Gorizia, dalla nascita per opera dei fratelli Rusjan (1886-1911) all'attività di Amedeo di Savoia Duca d'Aosta come comandante dell'aeroporto e del IV stormo, fino alle appassionate attività aviatorie degli isontini". L'aeroporto, dunque, va inserito in un piano complessivo che preveda l'interazione con diverse strutture transfrontaliere (l'autoporto, l'ospedale, l'università, servizi di collegamento turistico, telematico eccetera). Tutto ciò "va fatto in coordinamento con il porto di Monfalcone e nell'integrazione con gli aeroporti di Ronchi, Aidussina e Lubiana".

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Bratina: indennità dei consiglieri fuori luogo (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

COSTI DELLA POLITICA Oggi terrà un incontro pubblico allo scopo di portare alla luce quella che lei considera "un'incongruenza" Gironcoli attacca il bilancio del Comune: "Per la mostra in Castello affidato incarico da 31 mila euro a un editore del centrodestra vicino alla giunta Romoli" Bratina: "Indennità dei consiglieri fuori luogo" La candidata del Pd: "Previsti solo gettoni di presenza e invece ricevono uno stipendio" Di costi della politica e del bilancio comunale si occupano le candidate al Consiglio regionale Majda Bratina (Pd) e Donatella Gironcoli (Cittadini per il Presidente). BRATINA. "Lo statuto della Regione prevede per i consiglieri dei semplici gettoni di presenza. Come mai, invece, questi signori, attraverso un'apposita legge, hanno voluto attribuirsi un'indennità mensile, peraltro molto sostanziosa?". Ruoterà attorno a questa domanda l'incontro che Majda Bratina terrà oggi, alle 11, al bar Torino di corso Italia. "Si tratta di un'incongruenza che non può passare inosservata - osserva Bratina - anche perché lo statuto rappresenta una fonte giuridica di grado superiore a quello della legge regionale. Si potrebbe dire che lo statuto è l'equivalente, su scala nazionale, della Costituzione, ovvero della legge delle leggi. Mi chiedo, dunque, come mai non venga rispettato il punto relativo ai gettoni di presenza. Qualcuno dovrà pur spiegare ai cittadini perché i consiglieri regionali ricevono un vero e proprio stipendio quando, invece, dovrebbero ricevere un semplice rimborso spese parametrato su ogni singola loro presenza in aula". GIRONCOLI. Nel mirino della Gironcoli la mostra allestita in Castello "Gorizia e il Friuli tra Venezia e Vienna". "Il progetto - ricorda Gironcoli - è stato presentato il 17 marzo, tra il 18 e il 19 abbiamo approvato il bilancio e già il 21 marzo è stata licenziata la delibera di giunta per realizzarla. Il 22 marzo la mostra è stata inaugurata. È stato richiesto un solo preventivo, senza previa pubblicazione del bando. Procedura peraltro corretta perché prevista dall'art.6 del Regolamento per l'acquisizione di beni e servizi in economia. A quale ditta è stato assegnato l'incarico? Alle Edizioni della Laguna srl per il corrispettivo complessivo di 31.440,00 euro (Iva compresa). Insomma in una settimana è stata ideata, presentata, realizzata e finanziata tale iniziativa, che curiosamente, era già stata pubblicizzata prima dell'approvazione. Comunque, ben venga tanta solerzia anche se mi lascia perplessa la decisione di affidare un incarico così ben remunerato in piena campagna elettorale ad un candidato del Pdl, l'avvocato De Grassi, cui fanno risaputamente riferimento le Edizioni della Laguna. Forse si poteva aspettare qualche settimana. E mi preme capire se era proprio necessario impiegare questi 50.000 euro, di cui 18.000 concessi dal Comune e 30.000 coperti da un contributo regionale, per l'esposizione di opere delle Edizioni della Laguna. Nei 31.000 euro corrisposti rientra "un agile, ma completo catalogo di 160 pagine. Di questo catalogo 500 copie verranno messe a disposizione del Comune per i propri usi culturali e di rappresentanza", ma è interessante notare che "altre copie saranno prodotte dall'editore per la vendita al pubblico". Insomma 31.000 euro alle Edl per l'esposizione di opere di sua proprietà e per la realizzazione di un catalogo che in parte rimarrà al comune ma in parte verrà commercializzato. Mi chiedo se i 30.000 euro stanziati dalla Regione non potevano essere impiegati in altro modo, ad esempio evitando l'accorpamento delle cucine per le mense scolastiche? Credo che la risposta venga da sola".

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Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili che ci costa quasi due miliardi di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 84 del 2008-04-08 pagina 2 Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili che ci costa quasi due miliardi di euro di Cinzia Romani Un libro denuncia: hanno più di 700mila delegati, sei volte tanto i carabinieri. Tremila sedi per la sola organizzazione di Epifani da Roma Una casta all'ombra dei suoi consolidati privilegi s'aggira per l'Italia, aprendo e chiudendo trattative sulla pelle ormai lisa dei lavoratori, oltre che dei contribuenti. E nel paese bollito in sacche di spreco, gonfie di fatturati miliardari e bilanci segreti, mentre lo Stato paga i settecentomila delegati (sei volte di più dei Carabinieri), che a noi costano 1 miliardo e 845mila euro l'anno, esce un libro, ustionante come acido muriatico negli occhi della Triplice. S'intitola "L'altra casta. Privilegi. Carriere. Stipendi. Fatturati da Multinazionale. L'inchiesta sul sindacato" (da domani in libreria, con lancio da strenna natalizia) il documentato volume Bompiani di Stefano Livadiotti, firma del settimanale "L'Espresso", che in 236 pagine (prezzo 15 euro) mette il dito su una piaga purulenta quanto quella dei partiti. Contrordine, compagni, dopo che Diliberto ha ceduto il proprio posto in lista a un operaio della Thyssen, intanto che il suo vecchio sodale Cossutta lo accusa di "plebeismo demagogico"? Ma sì, è ora, è ora: potere a chi lavora. Sul serio, però, non come i membri dell'altra casta, quella sindacale, i cui permessi equivalgono a un milione di giorni lavorativi al mese, costando al nostro sistema 1 miliardo e 854 milioni di euro l'anno. E c'è da giurarci che il trio di sigle si arrabbierà parecchio leggendo l'impressionante dossier, proprio mentre cerca di sopravvivere a se stesso, magari sulle carcasse di Alitalia. Lo strapotere delle tre grandi centrali confederali, Cgil, Cisl e Uil, è nell'occhio del ciclone da un ventennio, tanto che, in base ai sondaggi, un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. Difficile affidarsi ai sindacati, che promettono bilanci consolidati, salvo poi evitare di trasferirli nero su bianco. Ma in che modo l'altra casta è diventata intoccabile, quando anche i sassi sanno che se c'è un problema di costi della politica, esso riguarda pure il sindacato, teso a intimidire la collettività con la propria capacità di mobilitazione? "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3.500 miliardi di vecchie lire e il nostro è un calcolo al ribasso", avvertiva nel 2002 il radicale Capezzone. Se del Quirinale si sa che spende il quadruplo di Buckingham Palace, fare i conti in tasca all'altra casta, lardellata di un organico di 20mila dipendenti, è questione controversa, tanto diversificate risultano le sue fonti di guadagno. La slot machine più veloce coincide con le quote versate dagli iscritti: l'1 per cento della paga-base. E i pensionati? Fruttano circa 40 euro l'anno, che però fanno brodo, nel sostituto d'incasso complessivo: 1 miliardo l'anno. All'erogazione di liquidità, poi, pensano le aziende, con le trattenute in busta paga ed ecco bypassato il costo dell'esazione. E i soliti pensionati, visto che anche la miseria è un'eredità? Provvedono gli enti di previdenza: nel 2006 l'Inps ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Eppure, nel 1995 Marco Pannella promosse un referendum per abolire l'automatismo della trattenuta in busta paga, regalino vintage (del 1970) dello Statuto dei lavoratori. Nonostante gli italiani abbiano votato a favore, il meccanismo fu salvato comunque dai contratti collettivi. Quanto al rinnovo periodico della delega, per il cui tramite il pensionato autorizza l'ente previdenziale a trattenersi una quota sulla sua pensione, si è fatto in modo d'insabbiare l'emendamento al decreto Bersani (presentato da Fi), che rompeva le uova nel paniere sindacale. E siccome i pensionati sono poveri, ma tanti, è nei loro gruzzoli che si ficcano i Caf, quei centri di assistenza fiscale, trasformati in business per il sindacato. Gli enti previdenziali, infatti, pagano per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati: nel 2006 l'Inps ha travasato ai 74 Caf convenzionati 120 milioni. Così Cgil, Cisl e Uil, unite, hanno incassato 90 milioni circa. Invano la Corte di giustizia europea, persuasa che il monopolio dei Caf violasse i trattati comunitari, tre anni fa mise in mora l'Italia, con qualche lettera di richiamo. Ma se i bramini dei Caf vanno sotto schiaffo, quelli dei patronati, le strutture d'assistenza ai cittadini per le pratiche previdenziali, la cassa-integrazione e i sussidi di disoccupazione, non si toccano. E si estendono dall'Africa al Nordamerica, per tacere dell'Australia, con conseguente sospetto che svolgano un ruolo attivo nel pilotare il voto degli italiani all'estero. Nel 2006, l'Inps ha speso 248 milioni, 914mila e 211 euro tra Inca-Cgil, Inas-Cisl e Ital-Uil. Altro business in cui affondare le mani, è quello della formazione. Ogni anno, l'Europa manda in Italia 1 miliardo e mezzo di euro, per la formazione professionale. E 10 dei 14 enti, che annualmente si spartiscono metà dei finanziamenti nazionali, sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil. Ma la vera forza dell'altra casta viene dai beni immobili, patrimonio sterminato, tutto da dissotterrare, mentre la Cgil conta 3mila sedi in Italia, di proprietà delle strutture territoriali; la Cisl, 5mila e la Uil concentra gli investimenti sul mattone in una società per azioni, controllata al cento per cento dalla Labour Uil, con 35 milioni e 25mila euro di immobili in bilancio. Va da sé che gli inquilini Vip di tanto bendiddio abitativo sono loro, i vecchi mandarini con un piede nella jacuzzi ai Parioli a un altro sulla pista di Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Finanziamenti da sfruttare> (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA GROSSETO pag. 5 "Finanziamenti da sfruttare" SANI SULLA SANITÀ "EMILIO BONIFAZI è per il centrosinistra grossetano, quello che Romano Prodi rappresenta per il centrosinistra nazionale, ecco perché il voto del 13-14 aprile sarà un giudizio anche per lui e sarà la prova di quanto l'attuale sindaco sia capace di fare da traino al Pd. Per lui vale quanto andiamo ripetendo ovunque per il Governo Prodi. I grossetani devono fare una semplice valutazione: a Grosseto si vive meglio oggi, oppure negli anni di amministrazione del centrodestra?" La risposta alla domanda che si pone, Luca Agresti, presidente provinciale di An, la dà con facilità: "E' sotto gli occhi di tutti ? dice ? che in due anni nulla è accaduto di nuovo, se non la (vecchia) abitudine della sinistra di rinnegare il passato provando a cancellarlo con un colpo di spugna, e di occupare quote di potere. Ma per i grossetani che cosa ha portato di nuovo questa Amministrazione? Sicuramente più tasse. A dirlo non sono io, ma lo studio pubblicato di recente dal Sole 24 Ore: dal 2005 a oggi la pressione tributaria è aumentata del 9%. L'addizionale Irpef è schizzata d'un colpoo dallo 0.2 allo 0.3; perfino l'Ici, su cui la Giunta ha impostato una campagna mediatica annunciando una stagione di equità, risulta complessivamente aumentata dell' 1% in relazione al gettito assicurato al Comune". Un quadro impietoso che per l'esponente del Pdl non aiuterà certo alla elezioni che pur essendo nazionali non potranno far dimentire quello che è accaduto localmente. Un accenno particolare di Agresti va ai "cosiddetti servizi a compartecipazione", cioè alla retta della casa di riposo (+30,4%) agli scuolabus (quasi raddoppiato) alla mensa scolastica (+30%, salvo poi tentare passi indietro e soluzioni riparatorie a fine 2007). "L'ELENCO delle cose che non vanno ? insiste Agresti ? può proseguire coi lavori pubblici: hanno annunciato opere per 40 milioni, ma intanto nelle frazioni protestano, in città non si vede un cantiere aperto e sui rondò realizzati grazie ai progetti già fatti dal centrodestra, c'è erba talmente alta che sarebbe ideale per portarci le pecore al pascolo! Fermo anche il Piano strutturale, fermo il tanto strombazzato rilancio delle circoscrizioni e del decentramento". Il presidente di An ricorda poi "I libri della biblioteca Chelliana gettati in un cassonetto e recuperati grazie al senso civico di due studentesse, la brutta figura fatta dal sindaco in tema di costi della politica, pontificando sul fatto che la sua indennità non può essere tagliata, mentre il suo candidato premier Veltroni vorrebbe imprimere una cura dimagrante a tutto e a tutti, il caos nelle politiche sul personale, che è costato al sindaco uno scontro inaspettato con Cgil, Cisl e Uil e addirittura una condanna del giudice del lavoro e la nomina di un commissario ad acta per rifare la selezione sulla direzione della Casa di riposo. E infine il dato politico: sono mesi ? conclude Agresti ? che il centrosinistra non è in grado di assicurare fino in fondo la maggioranza in consiglio comunale. L'ultimo scivolone è avvenuto solo pochi giorni fa nella seduta dedicata al bilancio. Anche in quel caso, nella maggioranza si sono contate assenze più o meno strategiche, col sindaco costretto ad attaccarsi al telefono per rintracciare vanamente gli assenti".

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Di PINO MIGLINO FIRENZE SÌ, TAGLIARE i costi della polit (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 18 di PINO MIGLINO ? FIRENZE ? SÌ, TAGLIARE i costi della polit... di PINO MIGLINO ? FIRENZE ? SÌ, TAGLIARE i costi della politica negli enti locali. Ma è tale il caos generato da un federalismo rimasto a metà del guado che non si possono lasciare le forbici solo in mano alle Regioni. Occorre una legge quadro nazionale, un quadro chiaro e rigoroso in cui poi le amministrazioni in periferia decideranno come sfoltire. Una legge che Denis Verdini, leader azzurro in Toscana del Pdl, vorrebbe firmare a Montecitorio dove è in corsa. Un caos: chi l'ha provocato? "Partiamo dal titolo quinto della Costituzione che è stato modificato nel 2001 e che ha portato a una confusione tra le competenze dello Stato e quelle delle Regioni. Ora non si capisce più chi deve decidere. La prova sono le centinaia di ricorsi alle Corte costituzionale. E con il federalismo le Regioni si sono fatte la legge elettorale regionale, hanno stabilito il numero di consiglieri, quanto pagarli. Di qui sperequazioni sconcertanti". Ad esempio? "La Valle d'Aosta ha un consigliere ogni 3.500 abitanti, la Sardegna ogni 20mila, la Lombardia ogni 120mila, l'Emilia ogni 61mila, la Toscana ogni 53mila...". Dunque occorre un parametro legato alla popolazione. "Non solo, magari anche uno sull'ampiezza del territorio e sul numero di Province". In Toscana c'è l'impegno a riportare i consiglieri da 65 a 50. "Io ho proposto di dimezzarli a 33. E' stata presa come una provocazione. Volevo solo dire che i numeri non contano, contano le funzioni. I consiglieri sono cresciuti per dare rappresentanza nelle Province anche all'opposizione. Se le Province fossero abolite i consiglieri potrebbero appunto essere dimezzati". Orecchie da mercanti anche a ridurre le Comunità montane. "Torniano al quadro generale. Il problema va visto in rapporto alle Province che ora tutti vogliono abolire. E' chiaro che nel Pistoiese le Comunità sono indispensabili, non quelle a livello del mare. Intanto si potrebbero cancellare i consorzi di bonifica". Vi opponete con l'Arcobaleno a unificare le aziende dell'acqua in Toscana. Eppure si potrebbe risparmiare. "L'Arcobaleno lo fa per motivi ideologici, noi per non fare aumentare le tariffe. Le aziende dell'acqua sono spa che operano in monopolio: se sono in deficit, aumentano le bollette". Il Pd farà votare in Toscana al Senato l'Arcobaleno per togliervi seggi? "Della sinistra bisogna diffidare. Siamo rimasti scottati dalla legge elettorale regionale che prevedeva un premio di maggioranza e una quota di opposizione. Così Rifondazione venne a occupare cinque seggi dell'opposizione salvo poi entrare in maggioranza con l'Ulivo" Ma la "desistenza"... "Difficile, Pd e Arcobaleno hanno i loro simboli in scheda. Se ci saranno scambi di favori saranno numeri ristretti". La scheda elettorale va cambiata? Vanno rinviate le elezioni? "Rinviare le elezioni no, ma le schede si potrebbero rifare: il tempo c'è. E' vero che la scheda fu decisa da Berlusconi ma era frutto di un'altro momento politico, con coalizioni di liste folte. Ora si trovano mescolate coalizioni e liste uniche: questo genera confusione". Per il "Newsweek" l'Italia si salva solo con un governo tra Pd e Pdl. "Governare impone pragmatismo, tradizione del centrodestra. Non può che farci piacere che il Pd abbia abbandonato atteggiamenti ideologici, che si sia separato da quella sinistra radicale. che si barrica con veti pregiudiziali contro infrastrutture indispensabili nei trasporti...". Il governissimo? "E' un bene per il Paese se il Pd si avvicina alla modernità su temi come la sicurezza, la guerra alla microcriminalità, e ai clandestini che la alimentano, per cui noi spesso siamo stati accusati di razzismo, Ed è chiaro che le riforme istituzionali vanno fatte con l'opposizione per evitare che ogni volta che cambia maggioranza, si cambino le regole. Stessa convergenza è opportuna nella politica estera. Ma governare insieme no: noi vinceremo e vinceremo bene". Con Berlusconi cosa cambierebbe per la tramvia a Firenze? "La tramvia ha provocato una discussione in città come non si vedeva da decenni. Il sindaco sembra tenerne poco conto. Eppure si tratta solo di modifiche nei percorsi. I finanziamenti verranno dal governo. E il governo vorrà dire la sua". Una legge speciale per Firenze? "Certo, una legge per accelerare procedure e fondi. Una legge per una città simbolo ma fragile, come già per Venezia e Roma". Verdini ministro? "Bah.." Non è il suo sogno nel cassetto? "Ne ho tanti. Preferisco diventare presidente della Fiorentina".

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"Tagliare i costi della politica" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Gli amministratori devono dare l'esempio, taglieremo drasticamente i costi della politica". Marco Gladi, candidato per Forza Nuova, parte dalla spesa per sindaco e assessori e affronta la questione dello squilibrio strutturale di 5 milioni "che ci è stato lasciato per incapacità o malafede. Se si fosse trattato di un'azienda privata, i titolari starebbero in galera e gli operai senza lavoro. Individueremo le responsabilità di tutti coloro che hanno gestito la cosa pubblica e chiederemo i danni". "Tutte le consulenze esterne - osserva Gladi - dovranno essere indirizzate a una nuova classe dirigente, quella dei neolaureati, abbassando drasticamente la spesa pubblica e dando la possibilità ai giovani di emergere e dimostrare il loro valore".

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Pagati per rappresentare il Comune solo 19 su 230 fanno la relazione annuale (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Retroscena Il sottogoverno degli enti locali torinesi Pagati per rappresentare il Comune solo 19 su 230 fanno la relazione annuale BEPPE MINELLO Su nomina di Palazzo Civico occupano, malcontate, 230 poltrone in 129 enti pubblici. Sono incarichi pagati profumatamente solo in pochi casi, per tutti gli altri piovono gettoni di presenza oppure un po' di prestigio e a volte nemmeno quello. In ogni caso il Comune per compensarli sborsa quasi 3 milioni di euro all'anno. Rappresentano, a torto o a ragione, l'emblema dell'occupazione dei partiti della cosa pubblica, il simbolo del riciclaggio del politico trombato, del favore all'amico quando non all'amica. Demagogia? Eccome. Certo però, che i 230 fanno anche poco per smentire la cattiva fama che li circonda. Sentite questa: per Statuto tutti i nominati devono, annualmente, fare una relazione della loro attività a chi li ha nominati, vale a dire al Comune di Torino. Una cosa ovvia: ti ho messo lì a svolgere un incarico, dimmi un po' come l'hai svolto. Il curioso consigliere di An Roberto Ravello ha chiesto, com'è suo diritto, copia di queste relazioni. Pensate forse che la sede di Alleanza nazionale sia stata travolta da una montagna di carta? Neanche per sogno. Appena 19 nominati (sui famosi 230) hanno fatto il loro dovere. Tutti gli altri niente. Semplici ritardi? Forse, ma l'efficiente macchina comunale, nella risposta a Ravello, ha allegato un prospetto che risale al 1997 e dal quale si evince che l'anno più prolifico è stato il 1999 con appena 65 relazioni, mentre l'anno prima furono ancora meno: trenta. E la media è di poco superiore anche negli altri anni per un totale di 454 relazioni in un decennio. Tom Dealessandri, vicesindaco con competenza sulle partecipate, prova a smorzare la polemica: "La relazione annuale è una formalità e quando vogliamo sapere cosa fanno o notizie sull'ente nel quale rappresentano il Comune li facciamo venire a Palazzo Civico. Dove sta il problema?". "Se c'è una norma - replica Ravello - la si deve rispettare. Non serve? E' inutile? Allora la si abroghi o la si cambi. In realtà, emerge chiaramente l'assenza di un reale collegamento tra il lavoro svolto dai rappresentanti della Città e l'Amministrazione". Non che Palazzo Civico sia insensibile al problema. Giusto ieri, in Sala Rossa è approdata la delibera con la quale si dimezzano i rappresentanti del Comune, da sei a 3, in seno alla Fondazione Torino Musei. "Ora anche gli altri enti pubblici dovranno ridurre i loro rappresentanti - commenta il capogruppo Pd Andrea Giorgis - è una goccia nel mare, mi rendo conto, ma da qualche parte bisogna pur cominciare". Anche perché, spigolando fra le 19 relazioni, ci si imbatte in primi della classe come l'avvocato Maria Grazia Pellerino che descrive in 13 puntuali facciate l'attività del Consorzio Pra Catinat, ma anche chi la tira via e allega - Cristina Cerchio Marchiaro del Collegio universitario "Einaudi" - i verbali di tutte le riunioni, una cinquantina di pagine per chi ha voglia di leggerle. Altri, novelli tenenti Drogo, te li immagini lontani, prigionieri della loro personale fortezza Bastiani, approfittare di quell'evento annuale per scusarsi con il lontano generale Chiamparino di essere spariti un paio di mesi "causa intervento chirurgico" oppure per lamentare "la cronica carenza di fondi". Per tacere di chi "conferma "in toto" la relazione dell'anno prima" oppure allega fogli chiaramente fotocopiati da chissà dove. In una relazione - ma magari ci sbagliamo - la data di partenza e il protocollo d'arrivo dicono che siamo nel 2007 ma nel testo, invece che del 2006 come sarebbe logico, si parla dell'attività svolta nel 2005: fotocopia anche questa di un'antica relazione?.

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Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili costa quasi 2 miliardi di euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

N. 84 del 2008-04-08 pagina 0 Cgil, Cisl e Uil: l'esercito di intoccabili costa quasi 2 miliardi di euro di Cinzia Romani Un libro denuncia: hanno più di 700mila delegati, sei volte tanto i carabinieri. Tremila sedi per la sola organizzazione di Epifani. In Italia il record europeo: 5 scioperi al giorno Roma - Una casta all'ombra dei suoi consolidati privilegi s'aggira per l'Italia, aprendo e chiudendo trattative sulla pelle ormai lisa dei lavoratori, oltre che dei contribuenti. E nel paese bollito in sacche di spreco, gonfie di fatturati miliardari e bilanci segreti, mentre lo Stato paga i settecentomila delegati (sei volte di più dei Carabinieri), che a noi costano 1 miliardo e 845mila euro l'anno, esce un libro, ustionante come acido muriatico negli occhi della Triplice. S'intitola "L'altra casta. Privilegi. Carriere. Stipendi. Fatturati da Multinazionale. L'inchiesta sul sindacato" (da domani in libreria, con lancio da strenna natalizia) il documentato volume Bompiani di Stefano Livadiotti, firma del settimanale "L'Espresso", che in 236 pagine (prezzo 15 euro) mette il dito su una piaga purulenta quanto quella dei partiti. Contrordine, compagni, dopo che Diliberto ha ceduto il proprio posto in lista a un operaio della Thyssen, intanto che il suo vecchio sodale Cossutta lo accusa di "plebeismo demagogico"? Ma sì, è ora, è ora: potere a chi lavora. Sul serio, però, non come i membri dell'altra casta, quella sindacale, i cui permessi equivalgono a un milione di giorni lavorativi al mese, costando al nostro sistema 1 miliardo e 854 milioni di euro l'anno. E c'è da giurarci che il trio di sigle si arrabbierà parecchio leggendo l'impressionante dossier, proprio mentre cerca di sopravvivere a se stesso, magari sulle carcasse di Alitalia. Lo strapotere delle tre grandi centrali confederali, Cgil, Cisl e Uil, è nell'occhio del ciclone da un ventennio, tanto che, in base ai sondaggi, un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. Difficile affidarsi ai sindacati, che promettono bilanci consolidati, salvo poi evitare di trasferirli nero su bianco. Ma in che modo l'altra casta è diventata intoccabile, quando anche i sassi sanno che se c'è un problema di costi della politica, esso riguarda pure il sindacato, teso a intimidire la collettività con la propria capacità di mobilitazione? "Il giro d'affari di Cgil, Cisl e Uil ammonta a 3.500 miliardi di vecchie lire e il nostro è un calcolo al ribasso", avvertiva nel 2002 il radicale Capezzone. Se del Quirinale si sa che spende il quadruplo di Buckingham Palace, fare i conti in tasca all'altra casta, lardellata di un organico di 20mila dipendenti, è questione controversa, tanto diversificate risultano le sue fonti di guadagno. La slot machine più veloce coincide con le quote versate dagli iscritti: l'1 per cento della paga-base. E i pensionati? Fruttano circa 40 euro l'anno, che però fanno brodo, nel sostituto d'incasso complessivo: 1 miliardo l'anno. All'erogazione di liquidità, poi, pensano le aziende, con le trattenute in busta paga ed ecco bypassato il costo dell'esazione. E i soliti pensionati, visto che anche la miseria è un'eredità? Provvedono gli enti di previdenza: nel 2006 l'Inps ha girato 110 milioni alla Cgil, 70 alla Cisl e 18 alla Uil. Eppure, nel 1995 Marco Pannella promosse un referendum per abolire l'automatismo della trattenuta in busta paga, regalino vintage (del 1970) dello Statuto dei lavoratori. Nonostante gli italiani abbiano votato a favore, il meccanismo fu salvato comunque dai contratti collettivi. Quanto al rinnovo periodico della delega, per il cui tramite il pensionato autorizza l'ente previdenziale a trattenersi una quota sulla sua pensione, si è fatto in modo d'insabbiare l'emendamento al decreto Bersani (presentato da Fi), che rompeva le uova nel paniere sindacale. E siccome i pensionati sono poveri, ma tanti, è nei loro gruzzoli che si ficcano i Caf, quei centri di assistenza fiscale, trasformati in business per il sindacato. Gli enti previdenziali, infatti, pagano per le dichiarazioni dei redditi dei pensionati: nel 2006 l'Inps ha travasato ai 74 Caf convenzionati 120 milioni. Così Cgil, Cisl e Uil, unite, hanno incassato 90 milioni circa. Invano la Corte di giustizia europea, persuasa che il monopolio dei Caf violasse i trattati comunitari, tre anni fa mise in mora l'Italia, con qualche lettera di richiamo. Ma se i bramini dei Caf vanno sotto schiaffo, quelli dei patronati, le strutture d'assistenza ai cittadini per le pratiche previdenziali, la cassa-integrazione e i sussidi di disoccupazione, non si toccano. E si estendono dall'Africa al Nordamerica, per tacere dell'Australia, con conseguente sospetto che svolgano un ruolo attivo nel pilotare il voto degli italiani all'estero. Nel 2006, l'Inps ha speso 248 milioni, 914mila e 211 euro tra Inca-Cgil, Inas-Cisl e Ital-Uil. Altro business in cui affondare le mani, è quello della formazione. Ogni anno, l'Europa manda in Italia 1 miliardo e mezzo di euro, per la formazione professionale. E 10 dei 14 enti, che annualmente si spartiscono metà dei finanziamenti nazionali, sono partecipati da Cgil, Cisl e Uil. Ma la vera forza dell'altra casta viene dai beni immobili, patrimonio sterminato, tutto da dissotterrare, mentre la Cgil conta 3mila sedi in Italia, di proprietà delle strutture territoriali; la Cisl, 5mila e la Uil concentra gli investimenti sul mattone in una società per azioni, controllata al cento per cento dalla Labour Uil, con 35 milioni e 25mila euro di immobili in bilancio. Va da sé che gli inquilini Vip di tanto bendiddio abitativo sono loro, i vecchi mandarini con un piede nella jacuzzi ai Parioli a un altro sulla pista di Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Altri otto asili in tutta la provincia (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

SERVIZI.CON I FONDI DELLA REGIONE PIEMONTE Altri otto asili in tutta la provincia [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Otto nuovi asili nido in provincia grazie ai contributi della Regione. L'assessorato regionale al Welfare ha terminato la fase della valutazione delle domande di contributo per la rete di servizi per la prima infanzia (asili nido e micro-nidi). La Regione ha accettato 76 progetti per il finanziamento e ha deliberato lo stanziamento complessivo di otto milioni di euro. Nel Novarese sono otto le strutture che verranno realizzate o ampliate con un contributo di quasi due milioni e mezzo di euro. A Bogogno verrà costruito un nuovo micro-nido integrato per quindici posti: la struttura costerà 300 mila euro, con 195 mila di contributo regionale. A Granozzo con Monticello sarà realizzato un asilo nido comunale per 25 bambini (costo 400 mila euro, con 260 mila di finanziamento da parte della Regione). A Comignago verrà ristrutturato ed ampliato un immobile per creare un asilo nido comunale da 30 posti (costo 360 mila euro, 234 mila il finanziamento). Un nuovo asilo comunale da 45 posti sarà costruito anche a Castelletto: la Regione Piemonte contribuirà con 520 mila euro su un costo complessivo di 900 mila. Anche a Biandrate un immobile esistente sarà ristrutturato per ricavarne un asilo nido con trenta posti di capienza: dei 282 mila euro di costo, la Regione contribuisce con 183.300 euro. A Novara, alla parrocchia di San Giuseppe, un immobile verrà utilizzato per un micro nido da 24 posti: 202 mila euro il contributo regionale su una spesa di 312 mila. Anche a Casalvolone un edificio diventerà un micronido: ospiterà venti bambini e costerà 510 mila euro, con 331.500 euro di contributo. Infine ad Arona sarà costruito un nuovo asilo comunale: costerà 811.100 euro, e la Regione contribuirà con 520 mila euro. Complessivamente, in provincia, vi saranno a disposizione 189 posti in più.

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Aumentano i componenti delle commissioni consiliari (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Salerno enti locali Aumentano i componenti delle commissioni consiliari Aumenta il numero di componenti le commissioni consiliari. Lo ha deciso, nella seduta di ieri, il consiglio comunale di Salerno. L'assise cittadina ha stabilito che ognuna delle mini assemblee passerà da 19 a 23 componenti. L'operazione comporterà un aggravio consistente delle spese ma è stata giustificata con l'esigenza di garantire a tutte le forze politiche adeguata rappresentanza in questi organismi di base del sistema amministrativo locale. Per evitare un eccessivo appesantimento finanziario è stato chiesto di convocare le riunioni delle commissioni dopo le ore 17 per evitare il pagamento del gettone di presenza ma la mozione per il momento è rimasta tale e non ha ricevuto alcun accoglimento. Se ne riparlerà in futuro. Approvato, nel corso del consiglio comunale, anche il progetto di un parco residenziale nella zona di via Fangariello. Altro tema scottante quello relativo alle circoscrizioni, che secondo quanto deciso ieri continueranno ad operare fino alla scandenza della consiliatura. Sei mesi prima di tale scandenza si deciderà se eliminarle, seguendo le indicazioni della recente legge Finanziaria, o lasciarle in vita. L'operazione è stata ratificata mediante la modifica dell'articolo 69 dello statuto di Palazzo di Città. Il consiglio comunale ha dato il via libera al passaggio del servizio di riscossione dei tributi dalla società Etr-Equitalia a Salerno Energia. La SpA di proprietà del Comune riceverà nuova linfa anche dalla ricapitalizzazione deliberata sempre nel corso dell'assise di ieri. Non è mancata anche qualche circostanza curiosa poichè il consiglio comunale ha deciso che l'aeroporto di Pontecagnano dovrà assumere la denominazione "Salerno-Costa d'Amalfi". Nessuna indiscrezione, invece, sulla data di inizio dei voli di linea da e per Salerno. Definito pure il nuovo regolame nto per l'alienazione di beni che rientrano nel patrimonio immobiliare comunale. Modificato, infine, il regolamento generale delle entrate. del 08-04-2008 num.

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Accordo sulla discarica, la gestiranno i Comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Sulcis Pagina 2021 Carbonia Riunione di sindaci nella Torre Accordo sulla discarica, la gestiranno i Comuni Carbonia. Riunione di sindaci nella Torre --> Il summit dei sindaci ha decretato la tregua nella guerra della discarica. La polemica per la gestione dell'impianto di smaltimento dei rifiuti tra il commissario della Comunità montana di Iglesias (nonché sindaco di Buggerru) Silvano Farris e il sindaco di Carbonia Tore Cherchi è rientrata ieri mattina a Carbonia. Dopo qualche polemica iniziale, infatti, diciannove primi cittadini della provincia riuniti in una sala della Torre Civica, hanno deciso di assecondare l'iniziativa di Cherchi di trasferire al Comune di Carbonia la gestione provvisoria dell'impianto di Sa Terredda. Gestione solo temporanea, per inciso. A far marciare la discarica e gli impianti annessi "a regime" sarà, infatti, un'associazione nella quale entreranno tutti i 23 Comuni del territorio. La nascita e la costituzione dell'associazione sarà regolata da uno statuto al quale lavorerà un comitato composto dal sindaco di Carbonia e dai presidenti delle tre Unioni dei Comuni costituite (o in fase di costituzione) nel territorio della provincia di Carbonia-Iglesias. L'intesa mette tutti d'accordo e smorza le polemiche. Prevede che a rilevare la gestione dell'impianto nel quale vengono smaltite 65 mila tonnellate di rifiuti all'anno sia il Comune di Carbonia subentrando alla disciolta Comunità montana di Iglesias. Soluzione provvisoria e contabilità separata e improntata alla massima trasparenza con l'obiettivo, lo ha ribadito Tore Cherchi "di minimizzare i costi di gestione ottimizzando il funzionamento dell'impianto". Il che significa meno spese e bollette più leggere. Il Comune si occuperà anche di rivedere il contratti per la gestione della centrale a biogas con un nuovo bando di evidenza pubblica che riveda le percentuali di incasso oltre che di seguire i lavori dell'impianto di trattamento dell'umido per la produzione di compost. Nel frattempo lo stesso sindaco di Carbonia e i presidenti delle tre Unioni dei Comuni lavoreranno alla nascita dell'associazione che dovrà gestire gli impianti "a regime". Non sarà un nuovo carrozzone. È già stato deciso che la gestione sarà a costo zero: niente indennità di carica né gettoni di presenza. Uniche retribuzioni quelle dei tecnici. Per suggellare il tutto giovedì è prevista l'assunzione formale degli impianti da parte del Comune di Carbonia. SANDRO MANTEGA.

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Calderoli: e i deputati timbreranno il cartellino (sezione: Costi dei politici)

( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Alberto Bobbio POLITICA - OPINIONI A CONFRONTO STEFANO CECCANTI - PARTITO DEMOCRATICO RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA? SI FA COSÌ Il tema è strategico in tempi di antipolitica. E il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista all'Università di Roma "La Sapienza", consigliere istituzionale ascoltatissimo da Walter Veltroni e candidato al Senato in Piemonte nel Partito democratico, lo conosce bene. Professore, si possono ridurre i costi della politica attraverso le riforme istituzionali? "Sì, purché non ci si ispiri a una logica antiparlamentare, demagogica o populista. Le istituzioni servono, ma vanno rese più efficienti e meno costose. Noi in programma abbiamo risparmi per un miliardo di euro l'anno". Il Pd cosa propone? "La riduzione del numero dei parlamentari: 470 deputati e 100 senatori. Al Senato saranno rappresentate le autonomie. Una sola Camera decreta la fiducia al Governo. Si riducono i poteri di veto e le leggi verranno approvate più velocemente. Ma poi anche le Regioni dovranno ridurre il numero di consiglieri e assessori. Smettiamola con questa idea buffa che solo Roma è "ladrona", che la politica costa solo nella capitale". Volete abolire anche le Province? "Se vengono costituite le Città Metropolitane, le Province non servono più. Sparirebbero quelle di Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia. Ci sarebbero 185 assessori e 369 consiglieri provinciali in meno con un risparmio annuo di almeno 15 milioni di euro. Se riducessimo del 20 per cento il numero globale dei consiglieri comunali e provinciali il risparmio sarebbe di altri 200 milioni". Riducendo i parlamentari e con il nuovo Senato cosa si risparmia? "Circa 200 milioni di euro. E se il Senato è legato al sistema delle autonomie non c'è bisogno di uno stipendio per i senatori, ma soltanto di rimborsi per le spese e di indennità di missione". Devono essere ridotti anche i gruppi parlamentari? "Noi prevediamo limiti tassativi. I gruppi dovranno corrispondere a liste presenti alle elezioni con il medesimo simbolo e nome con almeno il 5 per cento di parlamentari. Tutti gli altri finiscono nel Gruppo misto". Toccherete anche il sistema del finanziamento pubblico dei partiti? "Vogliamo ridurlo del 30 per cento con un risparmio di 60 milioni di euro. Oggi si danno soldi a chiunque raccolga l'1 per cento dei voti. Invece, bisogna prevedere una quota in proporzione ai seggi ottenuti. Inoltre, intendiamo dare i contributi solo per gli anni di durata effettiva della legislazione. Oggi il sistema prevede che i partiti continuino a percepire quote di rimborso fino al 2011, anche se non si presentano alle elezioni. È il caso dell'Udeur di Mastella. Se ci fosse stata questa norma avremmo risparmiato 300 milioni di euro". E i privilegi ai parlamentari? "Le pensioni dei politici vanno uniformate a quelle di tutti i cittadini. Legando in modo più stretto l'assegno vitalizio ai contributi versati, si risparmiano 100 milioni di euro l'anno. Inoltre, bisogna abbattere i costi di Camera e Senato. Se facciamo un solo servizio di bilancio, un solo servizio di documentazione internazionale, un solo servizio studi, una sola biblioteca, possiamo risparmiare quasi 400 milioni". Anche i soldi ai giornali di partito verrebbero tagliati? "Sì: denaro solo a chi ha un gruppo parlamentare ordinario. Il risparmio è di 30 milioni di euro". E come fanno i cittadini a vedere i risparmi? "Pubblicheremo tutto su un sito Internet: costi delle istituzioni, nomi dei dipendenti, collaboratori e consulenti con la funzione svolta, la durata del contratto e il compenso".

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Ceccanti: ridurre i costi della politica? Si fa così (sezione: Costi dei politici)

( da "Famiglia Cristiana" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Alberto Bobbio POLITICA - OPINIONI A CONFRONTO STEFANO CECCANTI - PARTITO DEMOCRATICO RIDURRE I COSTI DELLA POLITICA? SI FA COSÌ Il tema è strategico in tempi di antipolitica. E il professor Stefano Ceccanti, costituzionalista all'Università di Roma "La Sapienza", consigliere istituzionale ascoltatissimo da Walter Veltroni e candidato al Senato in Piemonte nel Partito democratico, lo conosce bene. Professore, si possono ridurre i costi della politica attraverso le riforme istituzionali? "Sì, purché non ci si ispiri a una logica antiparlamentare, demagogica o populista. Le istituzioni servono, ma vanno rese più efficienti e meno costose. Noi in programma abbiamo risparmi per un miliardo di euro l'anno". Il Pd cosa propone? "La riduzione del numero dei parlamentari: 470 deputati e 100 senatori. Al Senato saranno rappresentate le autonomie. Una sola Camera decreta la fiducia al Governo. Si riducono i poteri di veto e le leggi verranno approvate più velocemente. Ma poi anche le Regioni dovranno ridurre il numero di consiglieri e assessori. Smettiamola con questa idea buffa che solo Roma è "ladrona", che la politica costa solo nella capitale". Volete abolire anche le Province? "Se vengono costituite le Città Metropolitane, le Province non servono più. Sparirebbero quelle di Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia. Ci sarebbero 185 assessori e 369 consiglieri provinciali in meno con un risparmio annuo di almeno 15 milioni di euro. Se riducessimo del 20 per cento il numero globale dei consiglieri comunali e provinciali il risparmio sarebbe di altri 200 milioni". Riducendo i parlamentari e con il nuovo Senato cosa si risparmia? "Circa 200 milioni di euro. E se il Senato è legato al sistema delle autonomie non c'è bisogno di uno stipendio per i senatori, ma soltanto di rimborsi per le spese e di indennità di missione". Devono essere ridotti anche i gruppi parlamentari? "Noi prevediamo limiti tassativi. I gruppi dovranno corrispondere a liste presenti alle elezioni con il medesimo simbolo e nome con almeno il 5 per cento di parlamentari. Tutti gli altri finiscono nel Gruppo misto". Toccherete anche il sistema del finanziamento pubblico dei partiti? "Vogliamo ridurlo del 30 per cento con un risparmio di 60 milioni di euro. Oggi si danno soldi a chiunque raccolga l'1 per cento dei voti. Invece, bisogna prevedere una quota in proporzione ai seggi ottenuti. Inoltre, intendiamo dare i contributi solo per gli anni di durata effettiva della legislazione. Oggi il sistema prevede che i partiti continuino a percepire quote di rimborso fino al 2011, anche se non si presentano alle elezioni. È il caso dell'Udeur di Mastella. Se ci fosse stata questa norma avremmo risparmiato 300 milioni di euro". E i privilegi ai parlamentari? "Le pensioni dei politici vanno uniformate a quelle di tutti i cittadini. Legando in modo più stretto l'assegno vitalizio ai contributi versati, si risparmiano 100 milioni di euro l'anno. Inoltre, bisogna abbattere i costi di Camera e Senato. Se facciamo un solo servizio di bilancio, un solo servizio di documentazione internazionale, un solo servizio studi, una sola biblioteca, possiamo risparmiare quasi 400 milioni". Anche i soldi ai giornali di partito verrebbero tagliati? "Sì: denaro solo a chi ha un gruppo parlamentare ordinario. Il risparmio è di 30 milioni di euro". E come fanno i cittadini a vedere i risparmi? "Pubblicheremo tutto su un sito Internet: costi delle istituzioni, nomi dei dipendenti, collaboratori e consulenti con la funzione svolta, la durata del contratto e il compenso".

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Voto, Veltroni a stampa: 1 mld l'anno da taglio costi politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Websim" del 08-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

NOTIZIE FLASH 08 Aprile 08 ora 17:24 Voto, Veltroni a stampa: 1 mld l'anno da taglio costi politica ROMA, 8 aprile (Reuters) - In caso di vittoria alle elezioni, il Partito democratico punta a un miliardo di euro all'anno di risparmi ottenuti grazie ai tagli dei costi della politica. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni a L'espresso, in un articolo anticipato oggi alle agenzie. "Sì, possiamo farcela", dice Veltroni al settimanale che chiede se il progetto sia realizzabile. Per realizzare i tagli Veltroni rilancia molte delle misure inserite nel programma elettorale del Pd: riduzione del numero dei parlamentari a 470 deputati e 100 senatori; limiti alla formazione dei gruppi parlamentari in base a requisiti quantitativi (almeno il 5% della Camera o del Senato) e politici (dovranno corrispondere a liste presenti alle elezioni col medesimo nome e simbolo). Ma anche riforma del finanziamento ai partiti con un taglio di almeno il 30% rispetto all'attuale; revisione del sistema pensionistico privilegiato dei parlamentari uniformandolo a quello degli altri cittadini; finanziamenti solo alla stampa veramente di partito, cioè solo quella che corrisponde a un gruppo parlamentare; abolizione delle province laddove vengano costituite le città metropolitane, si legge nell'articolo. ((Redazione Roma, RM: giuseppe.fonte.reuters.com@reuters.net - +390685224393 - rome.newsroom@reuters.com)).

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