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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  7-5-2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (31)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Pd: Immigrati, sì al voto alle comunali ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Così di consulte non ne avremo più bisogno". Poi una precisazione sui costi: "70 mila euro è la spesa complessiva delle elezioni, che avvengono però ogni 5 anni. Va aggiunto il gettone per la presenza in consiglio comunale che ammonta a 8mila euro annui, oltre ai 12mila di contributo comunale per le iniziative sempre suddivisi in 5 anni"

Risicoltori, appello alla Regione "Non perdiamo i fondi della Ue" ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ue chiede ai piani rurali di rispettare i parametri delle criticità settoriali e dei ritardi di competitività dei settori. Su questo si fonda la politica di finanziamento. L'incontro a Castello di Quinto potrebbe davvero essere utile per capire tempi e modi,e per misurare il tempo che separa i produttori di casa dal terremoto riso che fa tremare i mercati mondiali.

L'ambulanza dell'Usl in giro senza medici ( da "Corriere delle Alpi" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Due medici con il primario durante il giorno e un solo medico di notte non possono sdoppiarsi per garantire contestualmente la presenza in servizio e per saltare a bordo dell'ambulanza quando ci sono emergenze fuori delle mura ospedaliere. E' un fatto: l'ambulanza, a Feltre, viaggia quasi sempre senza medici.

Trento Fiere punta su mercatini e turismo ( da "Trentino" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e la partecipazione gratuita degli amministratori (niente gettoni di presenza). Se lo stile francescano ha dato buoni risultati in Trento Fiere, insomma, potrebbe ottenerli anche in quest'occasione: prima di distribuire quattrini - è la logica - meglio verificare se il progetto decolla, per presentare note spese c'è sempre tempo.

Questa sera in aula il piano di attuazione per via Alpini ( da "Alto Adige" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che chiede di concedere ai membri della Consulta degli stranieri il gettone di presenza per ciascuna seduta, parificandoli così dal punto di vista remunerativo a quelli dei consiglieri comunali. Altro tema sollevato dai Verdi sarà quello della rappresentanza nelle società a partecipazione comunale: sarà proposto che in ciascun cda siano presenti rappresentanti dell'

Una poltrona per mille ore ( da "Giornale di Brescia" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche un gettone di presenza, che da anni è fissato in 92 euro - lordi - per ogni seduta, tanto nel caso del Consiglio comunale quanto per i lavori delle commissioni. Per quanto riguarda le assemblee consiliari, il regolamento prevede che il gettone raddoppi nel caso in cui i lavori portino a "doppiare" la boa della mezzanotte.

Rifiuti, la commissione speciale "toglie" l'Ato alla Regione ( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: emerge la proposta di devolvere in beneficenza il contestato gettone di presenza per questa commissione che a molti è sembrata un doppione. Comunque. I presenti erano diciotto consiglieri, appartenenti a tutti i gruppi politici: tutti gli "aventi diritto" a parte Renata Oliveri, assente perché contraria al gettone di presenza ("Diserterò sempre i lavori"

Torino, il Salone si affida alla bellezza ( da "Provincia di Cremona, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella, Marco Rizzo e Dario Fo. In duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi ed Elisa. lDALLA GIUSTIZIA ALLA THYSSENKRUPP. Tra i grandi temi ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. In particolare, la tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'

Solo rimborsi agli amministratori ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e i gettoni di presenza rappresentano una somma irrisoria del bilancio globale". Le aree di intervento, ultima arrivata quella relativa ai progetti comunitari, composta da un gruppo di persone interne, con consulenti esterni in possesso del necessario know how,per gestire l'evolversi delle norme europee in materia,

"la deriva" di stella parla dei bidelli pordenonesi dal caso scodellamento al boicottaggio del libro ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Stella parla dei bidelli pordenonesi Dal caso scodellamento al boicottaggio del libro "Boicottiamo il libro "La deriva" di Stella e Rizzo: ci mette alla gogna pubblica, raccontando frottole sui bidelli". E ancora: "Apriamo una petizione". E' la rabbia del comparto ausiliari che esplode nelle assemblee territoriali: 800 bidelli delle scuole Pordenonesi non ci stanno,

Nomine, il pd concentra potere ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "Tutto questo - commenta - considerando la carica allo Zipr una sistemazione tra i partiti, una spartizione di poltrone appunto". Zanette lancia, infine, una proposta: "Azzeriamo il compenso al presidente e riduciamo le spese per i gettoni di presenza ai consiglieri. La corsa a questo posto forse sarà meno tormentata".

Troppi caffè durante il consiglio ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che comunque frutterà a ciascuno di loro il gettone di presenza di 111 euro, è stata sospesa. Da parte dell'opposizione l'abbandono dei lavori è stato una scelta politica. "È la maggioranza ad avere l'obbligo di garantire il numero legale per la prosecuzione dei lavori - osserva Marco Rota, consigliere del Pd, uno di coloro che non hanno risposto all'appello -

Consiglieri comunali di Perugia insistono. Vorrebbero aumentare il numero di componenti delle commis ( da "Nazione, La (Umbria)" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E nel frattempo smaniano per far partecipare alle sedute un politico in più, senza diritto di voto ma con l'altro sacrosanto diritto di riscuotere comunque il gettone di presenza. I capigruppo, infatti, hanno facoltà di partecipare a sedute in commissioni di cui non sono membri (per questo non hanno diritto di voto). Ora vorrebbero delegare pure un loro consigliere.

Un ristorante a gettoni. Per una cena fuori orario o uno spuntino improvvisato. Da oggi in poi a Bol ( da "Leggo" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in una macchinetta a gettoni si potranno acquistare no panini o lattine ma tortellini caldi. L'impianto verrà installato in via Massarenti, poi, l'intenzione degli ideatori del servizio, è quella di estenderlo in altre vie della città. "jack & Fox", questo il nome del negozio sarà "aperto" dalle 7 alle 22.

Un ciclone sta per abbattersi sulle società partecipate, alcune delle quali saranno sop ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sparirà la figura del vicepresidente e saranno eliminati i gettoni di presenza per i membri dei Cda. Nel caso una partecipata abbia funzioni coincidenti con quelle svolte dagli uffici comunali, il Consiglio provvederà alla cessazione o alienazione. Entro settembre il Comune sceglierà tra Cup e Vivaldi.

Burlando taglia l'addizionale Ire ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ulteriormente ridotta l'aliquota dell'addizionale Ire a 142mila contribuenti, dopo che in dicembre lo sconto ne aveva già raggiunti 288mila (a fine mandato l'addizionale riguarderà solo il 15% dei contribuenti): "In questo modo – calcola l'assessore ligure alle Finanze, Giovanni Battista Pittaluga –

I costi della politica ( da "Tirreno, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Toscana I COSTI DELLA POLITICA PRIMI FATTI DOPO IL LUNGO DIBATTITO Lunedì in Giunta il piano dell'assessore Fragai, che arriva per primo al traguardo con le forbici. Proteste (per ora) contenute.

Risparmio di 3 milioni e mezzo quasi tutto da politici e bollette ( da "Tirreno, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assessori a non più di 3 per ogni Comunità (oggi variano da 4 ad 8, indennità mensile di 700 euro). Circa 16mila euro sono il risparmio sui gettoni di presenza: i consiglieri delle assemblee in futuro non saranno più di due per Comune; trentamila euro sulle indennità che spettano ad assessori e presidente: la proposta di legge della giunta prevede infatti un taglio sulle indennità del 5%

L'ITALIA ( da "Arena, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I GIORNALISTI GIANANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO, DOPO IL SUCCESSO STREPITOSO DELL'INCHIESTA SULLA "CASTA", HANNO FIRMATO UN ALTRO CAPITOLO L'ITALIA VA ALLA L'Italia de "La casta" va alla deriva, nonostante il successo strepitoso dell'inchiesta di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo abbia messo in moto un movimento e costretto la politica ad affrontare il tema dei propri privilegi.

L'ex stazione ferroviaria all'asta per 650 mila euro ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Fondi che di volta in volta andranno a finanziare opere per "la carica dei 3 mila"; in altre parole gli edifici scolastici della città che ospitano 3 mila bambini e ragazzi, la "carica" appunto, come l'aveva definita l'allora candidato sindaco Stefano Fracasso nel corso della campagna elettorale del 2004.

Provincia, un'altra tassa "E' ora di abolire l'ente" ( da "Corriere Adriatico" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Ipt che serve a finanziare soltanto una formalità burocratica. La battaglia per l'abolizione delle Province continua e visto, il trasversale consenso che questa richiesta fatta dai cittadini ha avuto da parte delle forze politiche nazionali, sarà sicuramente una delle prime riforme approvate dal nuovo Parlamento per ridurre i costi della politica"

Breganze d'argento, ma è una beffa ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Buoite Stella Alex, Cogo Alice, Dal Gazzo Chiara, Farronato Anna, Corner Nicole, Giunta Carlotta, Giunta Francesca, Leicic Arianna, Livore Irene, Mabilia Chiara, Menara Michela, Perfetto Elisa, Peron Paola, Riccobon Veronica, Rizzato Anna, Stefani Roberta, Tecchio Vania, Toschi Giulia, Vignale Giulia, Vignale Linda,

Sempre più ''sommersa'' in Piemonte ( da "Redattore sociale" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sia che la prostituzione venga svolta all'interno o fuori dal locale - in tal caso il cliente lascia un "gettone" al proprietario del locale per compensare le ore di assenza dal lavoro della ragazza - è comunque difficile capire quale sia il livello di sfruttamento cui la donna è sottoposta". (Vedi lanci successivi) (Rosa Ferrato).

Intervista a Luca Barbareschi / "E' mia l'idea della nuova Festa del cinema di Roma" ( da "Opinione, L'" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non mi risulta però che chi vada agli Oscar riceva gettoni di presenza. Il rilancio del cinema italiano passa anche da eventi come quello che avete in mente per Roma? Il rilancio del cinema italiano passa da leggi adeguate e dall'industria, passa dal distretto degli audiovisivi che decollerà una volta per tutte a Roma - dove gravitano più di 400mila persone tra artisti,

Boraso: <Adesso Brentan si dimetta> E i casellanti scioperano ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il consigliere comunale di Forza Italia riferisce di essere stato "sommerso di telefonate": "Decine e decine di normali cittadini mi hanno chiesto se l'aumento dei pedaggi in autostrada servirà per pagare i gettoni di presenza e i premi di produzione agli amministratori della Venezia-Padova.

Il presidente dell'Aci, azzerato dal Tar: <Siamo vittime anche noi> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Aci e che sia stata "ricompensata" con incarichi di prestigio all'interno dell'ente. "No guardi, io ricevo 2mila euro l'anno di gettone di presenza e per fortuna vivo di altro. È vero che abbiamo influito sulla scelta del presidente nazionale ma lo abbiamo fatto perché era nel solco del rinnovamento che vogliamo anche noi.

TELECOM: BUORA; INDIFFERENTE A CRITICHE, SONO IN PENSIONE ( da "Wall Street Italia" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di 20 mila euro annui, più un gettone di presenza di mille euro per ogni partecipazione alle riunioni del consiglio (dimezzato a 500 euro in caso di videoconferenza). Il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, ha salutato l'ingresso di Buora con "un caldo benvenuto" sottolineando come la sua "esperienza" sarà "importante per il clima necessario nel consiglio di amministrazione"

Enti montani ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di raccolta rifiuti, attività socioassistenziali, si risparmierebbero tanti consigli di amministrazione, indennità di carica, gettoni di presenza e sedi". In Piemonte il numero di Comunità montane scenderà da 48 a 31, nella Granda da 12 a 9 (sparisce la Bisalta e saranno accorpate quelle dell'Alta Langa e del Cebano).

Gli "imperdibili"? ( da "Stampa, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi, uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della memoria e dell'umano.

La cultura ebraica <ostaggio> degli scontri politici ( da "Provincia di Como, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. In duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. Tra i grandi temi ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri,

La giunta di Villa Saporiti si aumenta lo stipendio ( da "Provincia di Como, La" del 07-05-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di carica), invece, si erano ridotti il gettone di presenza del 10%, passato da 105 a 90 euro e al momento non c'è nessuna istanza di tornare al passato azzerando il taglio. A meno di novità nei prossimi consigli, dove comunque è già chiara la posizione della minoranza, resteranno solo loro con lo stipendio basso.


Articoli

Pd: Immigrati, sì al voto alle comunali (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Consulte stranieri, le elezioni costano 70mila euro. Il Pdl vuole abolirle in quanto inutili, fioccano le repliche Pd: "Immigrati, sì al voto alle comunali" In Regione progetto di legge. Leoni: "Delirio istituzionale di sinistra" Consulte stranieri atto secondo. Andrea Leoni, consigliere comunale e regionale del Pdl, si è detto favorevole alla loro chiusura per la loro inutilità, ha dichiarato, e per i costi che pesano sui Comuni. Oggi torna a replicare l'assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti che già si era pronunciata a favore delle Consulte con toni più che positivi. Con lei, anche il consigliere Cigni (Pd) che si dice favorevole al voto amministrativo per gli immigrati. "E' il lavoro svolto fino ad ora dalla consulta per stranieri di Modena, a dar ragione alla positività della sua creazione - ha precisato la Maletti - solo nel corso dell'ultimo anno sono state parecchie le iniziative culturali e di coesione sociale. In particolare, a pesare in suo favore ci sono tutti gli incontri che i membri della consulta sono stati in grado organizzare per favorire l'integrazione e per superare gli ostacoli burocratici inerenti ai permessi di soggiorno e alla residenza. Mi riferisco in special modo a quelli tra stranieri, con la cittadinanza e con la questura". "Nonostante comunque la bassa partecipazione alle elezioni della consulta, quest'ultima rimane per ora l'unico strumento per farli prendere parte alla vita politica cittadina", spiega la Maletti. E poi la proposta "forte": "Come ho detto altre volte, allarghiamo il voto amministrativo ai cittadini stranieri: a chi è già residente e paga le tasse. Così di consulte non ne avremo più bisogno". Poi una precisazione sui costi: "70 mila euro è la spesa complessiva delle elezioni, che avvengono però ogni 5 anni. Va aggiunto il gettone per la presenza in consiglio comunale che ammonta a 8mila euro annui, oltre ai 12mila di contributo comunale per le iniziative sempre suddivisi in 5 anni". Anche Maurizio Guaitoli, Assessore provinciale alle Politiche Sociali ribadisce l'importanza delle Consulte, per approfondire il dialogo tra amministrazioni e rappresentanza degli stranieri: "Leoni - aggiunge Guaitoli - chiarisca se vuole interrompere questo dialogo o quali modalità vuole proporre al suo posto". Torna sulla necessità del voto amministrativo agli immigrati il consigliere comunale Fausto Cigni del Pd che replica a Leoni: "E' necessario un salto di qualità negli strumenti di rappresentanza e di partecipazione. Questo può avvenire solo riconoscendo il voto amministrativo anche agli stranieri residenti da almeno 5 anni nel nostro Comune, come detto a suo tempo da Gianfranco Fini. Proposta civilissima, visto che abbiamo bisogno di manodopera e agli stranieri onesti che contribuiscono alla ricchezza, non solo materiale, del Paese va riconosciuto il diritto-dovere di partecipare attivamente alla vita politica e amministrativa della città. Su questo sono disposto a firmare subito un ordine del giorno assieme a Leoni e a chiunque condivida la proposta, per chiedere al governo il voto amministrativo per gli immigrati". E sul voto agli immigrati ieri la Commissione Statuto della Regione ha approvato un progetto di legge regionale in materia di iniziativa popolare e sui referendum regionali. Immediata la reazione del consigliere regionale Andrea Leoni: "In Emilia Romagna regalano il voto agli extracomunitari! Ancora una scelta ideologica e assurda - commenta l'esponente del Pdl - la Regione vuole far votare gli extracomunitari. Continua così il delirio istituzionale di una sinistra allo sbando ormai schiava solo della propria ideologia. Sono fermamente contrario ad un progetto che vuole far votare anche chi è privo della cittadinanza italiana. Con questo progetto di legge per uno straniero basterà essere presente da appena due anni sul territorio regionale per poter votare". E chiude promettendo una forte opposizione. (f.p.).

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Risicoltori, appello alla Regione "Non perdiamo i fondi della Ue" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONFAGRICOLTURA.LE RICHIESTE DI BARONE Risicoltori, appello alla Regione "Non perdiamo i fondi della Ue" Venerdì l'assemblea dell'associazione al castello di Quinto [FIRMA]GIORGIO LEVI VERCELLI Quando il treno dei finanziamenti Ue passerà dalla Stazione Piemonte, gli agricoltori vercellesi non vorrebbero perderlo subito. La salute della risicoltura è buona, il mercato favorevole, i prezzi adeguati. C'è però qualche nube all'orizzonte che va osservata meglio, per coprirsi bene, prima di ritrovarsi bagnati. Questo, e molto altro, diranno venerdì, riuniti a Castello di Quinto, nell'assemblea annuale (presieduta da Quirino Barone), i risicoltori di Confagricoltura ai nuovi deputati eletti nella provincia e all'assessore regionale Mino Taricco. Questione delicata questa del Pac (politica agricola comunitaria) e dei finanziamenti Ue. Il mercato, come detto, fila liscio, la produzione risicola è in salute, la posizione di maggiori produttori europei è sempre solida. Qualcosa all'orizzonte però rende l'aria inquieta. Basta osservare la crisi della produzione mondiale del riso che ha fatto lievitare i costi del cereale. Il non sapere quali decisioni prenderà l'Ue. Quali riflessi questi avranno sul mercato. Per ora non è chiaro come si muoverà l'Europa, quello che è certo è che il Vercellese non vuole farsi cogliere impreparato. A Taricco i produttori chiederanno la maggiore incisività possibile nell'ottenere i finanziamenti dell'Unione destinati all'agricoltura. Il rapporto con i mercati globali può sfuggire alle logiche locali, troppo modesta la fetta Vercellese a fronte dei grandi paesi produttori, i finanziamenti rappresentano però un'opportunità irrinunciabile. Comunque vada il mercato i risicoltori non perderanno posizioni (o troveranno difese adeguate) se gli investimenti avranno rafforzato le barriere. Di recente Taricco, sulla questione del Piano di sviluppo Rurale, ha ricordato che il Piemonte non ha avuto ritardi e che l'Ue chiede ai piani rurali di rispettare i parametri delle criticità settoriali e dei ritardi di competitività dei settori. Su questo si fonda la politica di finanziamento. L'incontro a Castello di Quinto potrebbe davvero essere utile per capire tempi e modi,e per misurare il tempo che separa i produttori di casa dal terremoto riso che fa tremare i mercati mondiali.

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L'ambulanza dell'Usl in giro senza medici (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Laura Milano L'ambulanza dell'Usl in giro senza medici A bordo solo infermieri con il defibrillatore All'azienda servirebbero almeno tre rinforzi Il direttore ammette "Riusciamo a coprire soltanto alcune ore" FELTRE. Due medici con il primario durante il giorno e un solo medico di notte non possono sdoppiarsi per garantire contestualmente la presenza in servizio e per saltare a bordo dell'ambulanza quando ci sono emergenze fuori delle mura ospedaliere. E' un fatto: l'ambulanza, a Feltre, viaggia quasi sempre senza medici. A bordo ci sono gli infermieri, il defibrillatore e quello che serve per la pronta emergenza. Ma il medico no. E' uno dei tanti effetti di organici che restano sottodimensionati per cause diverse: vincoli nelle assunzioni e crisi di certe "vocazioni" professionali. Per fare la copertura ventiquattro ore su ventiquattro, compresa la medicalizzazione sull'ambulanza, i medici che ci sono non bastano. "Alcune ore del giorno sono coperte", ammette il direttore generale Bortolo Simoni, "ma non sempre abbiamo la possibilità di mandare il medico sull'ambulanza". L'organico necessario sarebbe di nove medici più il primario. E questi sono numeri che si allontanano dalla situazione attuale di Feltre. A Montebelluna, ad esempio, che è un ospedale più piccolo, ci sono due medici anche di notte. Del resto, nel corso di questi ultimi mesi i concorsi banditi dall'Usl di Feltre sono stati due ed entrambi sono andati deserti. Così la convenzione con la Imet Onlus di Crespano che doveva andare ad esaurimento, è stata rinnovata per tutto il resto dell'anno. Vista poi la scarsa dedizione alla specialità in medicina d'urgenza, l'azienda Usl è forzatamente orientata al reclutamento di chirurghi liberi sul mercato da impiegare in funzione di sostegno ai colleghi feltrini. Quella del pronto soccorso non è l'unica situazione in cui il piatto piange come risorse umane. In anatomia patologica, ad esempio, i medici sono due contro i cinque di Bassano del Grappa, ospedale equivalente a Feltre come numero di prestazioni. Gli esami istologici sono di media 11 mila a Feltre che ha 5 tecnici di istologia di cui 4 a part time e sono 12 mila a Bassano che gode di 5 tecnici di istologia a tempo pieno. Gli esami citologici sono 5800 annui a Feltre gestiti da soli due tecnici di citologia contro i 5 mila di Bassano dove i tecnici sono il doppio. In carenza di organico, i pap test "letti" in anatomia a Feltre sono 11.800 contro i 12 mila di Bassano. La proposta non può che essere quella di parificare l'organico. Il ricorso ai gettoni è sempre d'attualità in anestesia e rianimazione che ha sedici medici oltre al primario. Da gennaio ad aprile le ore pagate a gettone sono state 996. In ballo ci sarebbero i fondi della legge regionale sulla partoanalgesia, se Feltre saprà giocarsi bene in Regione come polo di riferimento provinciale per l'ostetricia: un'opportunità da cogliere per poter stabilizzare i professionisti e creare un team vincente con l'assunzione di ostetriche in più. "Il mio è un ruolo tecnico, in Usl lavoriamo tutti tanto con le risorse che ci vengono assegnate e con i vincoli posti", spiega il dg Simoni, "Ma ogni proposta che viene dalla parte politica è bene accetta, sono sempre disponibile ai ragionamenti per migliorare le cose e attendo il confronto in Regione".

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Trento Fiere punta su mercatini e turismo (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Collaborazione con il Comune per rilanciare il commercio in centro storico. Il risultati di una gestione "francescana" Trento Fiere punta su mercatini e turismo Chiuso il primo bilancio in attivo. Il progetto "la città del Natale" TRENTO. "Gli immobili non sono gravati da ipoteche, non abbiamo debiti con le banche e, per ogni necessità, disponiamo di una discreta liquidità. Insomma, la società è sana ed i soci possono stare sereni". Così ieri Claudio Facchinelli, presidente di Trento Fiere, concludeva la relazione al bilancio 2007 che, approvato all'unanimità, ha chiuso l'esercizio con un utile di 111 mila euro. Dopo aver raccolto nel 2004 la fallimentare esperienza del Cte, la nuova Trento Fiere oggi chiude il bilancio per la prima volta in attivo e con un paio di importanti progetti da realizzare. Investimenti mirati alla riqualificazione della struttura espositiva di via Briamasco, controllo rigoroso dei costi ed un'attività fieristica che ha saputo conciliare le esigenze della partecipazione imprenditoriale e della promozione della città, con il rispetto dei conti. E' l'impostazione che ha salvato dalla palude dei debiti il vecchio progetto fieristico, reinventando un ruolo adatto alla struttura espositiva di Via Briamasco. I CONTI. La gestione 2007 si è conclusa con un utile di 111.760 euro, interamente destinato a ripianare parzialmente i vecchi debiti consolidati. Il valore della produzione si è attestato a 1,13 milioni con costi di 1,06 milioni derivanti dall'organizzazione di 9 manifestazioni realizzate sui due piani espositivi (il terzo piano dell'immobile è affittato alla Scuola universitaria per infermieri) cui si aggiungono le due manifestazioni esterne in Piazza Fiera: la Casolara e, sopratutto, i Mercatini di Natale. Un'iniziativa, quest'ultima, che considerato il successo delle edizioni precedenti, quest'anno assumerà la veste del progetto "Trento città del Natale", con nuove proposte collaterali concordate anzitutto con il Comune, ieri presente con l'assessore Andrea Robol. "Abbiamo commissionato una ricerca per verificare la conoscenza dei nostri Mercatini. I risultati sono stati molto incoraggianti" ha annunciato Facchinelli all'assemblea "La manifestazione di Trento sul territorio nazionale, per esempio, è più nota di quella concorrente di Bolzano: il 49,7% degli intervistati ha dichiarato di conoscere i Mercatini di Trento contro il 25% che ricordava quelli di Bolzano. Una conoscenza ancor più netta nel Nord Italia (69,7 contro 35,6) e nel Centro Italia (46,6 contro 27,1) che ci incoraggiano a puntare in modo ancor più convinto sul progetto. Il quale, lo rammento, si autofinanzia e non costa nulla ai bilanci pubblici. Anzi no, mi correggo: ci è concesso gratuitamente l'utilizzo di piazza Fiera." E' questo lo stile un po' francescano della gestione Facchinelli che, risanata la struttura, ora si propone per progetti più ambiziosi. Tra questi la partecipazione nell'Apt Trento e Monte Bondone - realizzatasi nei mesi scorsi con 60 mila euro, il che fa di Trento Fiere il socio di riferimento - benedetta dall'amministrazione comunale che, anche con l'aiuto di Trento Fiere, si prefigge "di esplorare" parole dell'assessore Robol "le potenzialità turistiche ancora inespresse della città". Senza dimenticare naturalmente il già avviato progetto Mercatini di Natale. Sempre l'assessore caldeggia inoltre la partecipazione di Trento Fiere al costituendo "soggetto gestore" - probabilmente un consorzio aperto ad operatori ed istituzioni - per rilanciare le attività commerciali del centro storico. IL BRINDISI. Facchinelli, assieme al cda, ha già manifestato la disponibilità, suggerendo tuttavia che il "soggetto" sia affidato alla direzione politica dell'amministrazione (l'assessore presumibilmente), abbia una struttura leggera (nessun dipendente) e la partecipazione gratuita degli amministratori (niente gettoni di presenza). Se lo stile francescano ha dato buoni risultati in Trento Fiere, insomma, potrebbe ottenerli anche in quest'occasione: prima di distribuire quattrini - è la logica - meglio verificare se il progetto decolla, per presentare note spese c'è sempre tempo. Si vedrà se il suggerimento sarà apprezzato. Dopo che anche Adriano Dalpez, presidente della Camera di commercio, ha espresso apprezzamento per la gestione, l'assemblea ha rinnovato il collegio sindacale. Sono stati eletti Mariarosa Fait (presidente), Gianfranco Flessati e confermata Wilma Sassudelli, non senza un ringraziamento per gli uscenti Renato Dalpalù ed Emanuele Bonafini. A conclusione un veloce aperitivo al bar senza tartine, né buffet. Brindisi francescano. Ma i conti tornano. (r.c.c.).

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Questa sera in aula il piano di attuazione per via Alpini (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO COMUNALE Questa sera in aula il piano di attuazione per via Alpini MERANO. Torna a riunirsi questa sera il consiglio comunale, ma all'ordine del giorno non ci saranno due dei temi che nelle scorse settimane avevano suscitato interesse o ritiri con code polemiche. Ritorna nel cassetto del sindaco la delibera che prevedeva la stipula di una permuta di aree a Sinigo, a fianco dell'ex Dopolavoro, per reperire il terreno necessario alla costruzione della nuova caserma dei vigili del fuoco della frazione. La delibera, clamorosamente bocciata in commissione affari istituzionali con 5 astensioni dei consiglieri di maggioranza e due voti contrari dell'opposizione, nel corso dell'ultima seduta era stata frettolosamente ritirata dal sindaco Januth. Al centro della discussione una notevole differenza di prezzo (18 contro 236 euro al metro quadrato) tra i due terreni da scambiare con un privato. Nell'ordine del giorno da discutere questa sera non ci sarà neppure il progetto di coordinamento delle attività giovanili, che prevede l'assunzione di un moderatore. "Vogliamo che a presentare il progetto - spiega l'assessore Alois Gurschler (nella foto) - sia direttamente la funzionaria provinciale esperta che ha contribuito direttamente alla stesura del progetto". Questa sera a tenere banco in aula sarà invece ancora l'urbanistica. L'argomento principale previsto per l'inizio della serata, ovvero la relazione annuale del difensore civico sull'attività svolta nel corso dello scorso anno, slitta infatti alla seduta del 22 maggio per sopravvenuti impegni della relatrice. Questa sera si parlerà invece del piano di attuazione di via Alpini, l'intervento urbanistico che consentirà la costruzione di 35 mila metri di nuova cubatura tra l'ex hotel Baviera e l'area occupata dallo spedizioniere Hartmann. Poi ci sarà spazio per le mozioni dell'opposizione, a partire dal quella dei Verdi, che chiede di concedere ai membri della Consulta degli stranieri il gettone di presenza per ciascuna seduta, parificandoli così dal punto di vista remunerativo a quelli dei consiglieri comunali. Altro tema sollevato dai Verdi sarà quello della rappresentanza nelle società a partecipazione comunale: sarà proposto che in ciascun cda siano presenti rappresentanti dell'opposizione e che entrambi i sessi siano presenti con almeno il 30% dei membri. A seguire un altro tema molto sentito in città, la carenza di spazi per creare nuove aule nelle scuole dell'obbligo, tema sollevato dal consigliere azzurro Carmelo Genovese.

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Una poltrona per mille ore (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 07/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:BRESCIA E PROVINCIA Fra il 2003 e il 2008 ben 109 sedute consiliari Una poltrona per mille ore Mille ore su quella sedia. Per i quaranta consiglieri comunali che ieri si sono insediati nell'aula delle assemblee a Palazzo Loggia si apre ora una stagione quinquennale che li porterà a ritrovarsi spesso sotto le volte dello storico palazzo comunale. Basta guardare all'esperienza dei colleghi che li hanno preceduti nella passata tornata amministrativa, che nell'arco del quinquennio di carica si sono incontrati per ben 109 sedute (per ognuna delle quali è ragionevole calcolare una durata media di dieci ore). In particolare, le sedute del 2003 erano state dodici (la prima per l'insediamento era stata celebrata il 30 giugno, l'ultima il 23 dicembre). E poi ventiquattro le convocazioni nel 2004 (dal 19 gennaio al 21 dicembre), diciannove nel 2005 (dal 14 gennaio al 21 dicembre), ventuno nel 2006 (dal 10 gennaio al 20 dicembre). Un'impennata degli impegni si era registrata nel 2007 (ben ventisette le sedute tra il 26 gennaio al 20 di dicembre) mentre l'anno in corso ne aveva fino a ieri celebrati solo sei (dal 25 gennaio al 17 marzo). Ieri la settima seduta del 2008, da ascrivere però al nuovo Consiglio. Alle oltre cento sedute consiliari del quinquennio vanno poi aggiunti i lavori per le commissioni consiliari. All'impegno in Loggia si accompagna - per i consiglieri - anche un gettone di presenza, che da anni è fissato in 92 euro - lordi - per ogni seduta, tanto nel caso del Consiglio comunale quanto per i lavori delle commissioni. Per quanto riguarda le assemblee consiliari, il regolamento prevede che il gettone raddoppi nel caso in cui i lavori portino a "doppiare" la boa della mezzanotte. Cosa tutt'altro che infrequente. m. l.

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Rifiuti, la commissione speciale "toglie" l'Ato alla Regione (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

La polemica Prima riunione del discusso gruppo di lavoro varato dal consiglio provinciale. Subito la proposta: "Dare il gettone in beneficienza" 07/05/2008 SI Èâ??RIUNITA. L'ormai famosa commissione speciale sul ciclo dei rifiuti in consiglio provinciale è nata ieri con una riunione di quasi un'ora e con l'elezione di presidente e vicepresidente. E due aspetti inattesi: primo, esistono già alcune linee guida, tra l'altro di duro confronto con la Regione per la futura gestione dell'Ato (ambito territoriale operativo, sempre sul ciclo dei rifiuti); secondo, emerge la proposta di devolvere in beneficenza il contestato gettone di presenza per questa commissione che a molti è sembrata un doppione. Comunque. I presenti erano diciotto consiglieri, appartenenti a tutti i gruppi politici: tutti gli "aventi diritto" a parte Renata Oliveri, assente perché contraria al gettone di presenza ("Diserterò sempre i lavori", aveva detto). Alberto Corradi, del Pdci, è stato eletto presidente, Maria Teresa Poggi, del Pd, è la vice. Il capogruppo di Rifondazione, Alessandro Benzi, senza che nessuno dei presenti avesse avanzato la questione (a parte il centrodestra, che ha ammesso le sue divisioni interne sul tema), ha lanciato la proposta di devolvere il gettone al Fondo di solidarietà della Provincia; un piccolo patrimonio che serve ad aiutare famiglie in difficoltà. La cosa non è stata formalmente scritta all'ordine del giorno, ma sarà riproposta in una delle prossime riunioni. Il tempo per riflettere. Dal canto suo, Corradi ha precisato: "Se dovessi accorgermi che questa commissione non funziona, sarei il primo a dimettermi". In verità, Corradi spera nel contrario e per questo ha già illustrato i criteri di lavoro per questo anno di commissione: si comincia, appunto, dal rivendicare la competenza della Provincia sull'Ato (e non alla Regione), anche per evitare il proliferare dei consorzi tra Comuni. Quindi: battaglia per la riduzione degli imballaggi alla fonte e opera per aumentare le capacità di riciclo; piano industriale per diffondere la differenziata; proposta di programma Comune per Comune per rafforzare il servizio, anche recependo le novità genovesi, ciclo di lezioni di educazione ambientale nelle scuole e sul territorio. Gio. m. 07/05/2008.

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Torino, il Salone si affida alla bellezza (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Mercoledì 7 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Fiera del Libro/1. Si apre domani. Tra i più attesi Yehousha, Pahor, Fo, Vidal. Sarà ricordata la tragedia della Thyssen Torino, il Salone si affida alla bellezza Vigilia tesa, ma anche numeri record Presenti 1.800 relatori per 850 incontri TORINO ? Si inaugurerà domani, presente il Presidente Giorgio Napolitano, la Fiera di Torino con il tema forse più soave e leggiadro che la storia della manifestazione ricordi, la bellezza, ma anche la fiera preceduta dal clima più teso e difficile che si potesse immaginare. Una Fiera che ospita Israele nel suo 60° anniversario, preceduta, lunedì e ieri all'Università, da un convegno organizzato dall'Associazione Free Palestina molto duro nei confronti della rassegna e teso a sostenere la causa della Palestina. Una Fiera considerata blindata da alcuni e meno da altri, ma anche una manifestazione con numeri da record, 1.800 relatori, 850 incontri, 75 nuovi editori, alberghi pieni in città, prenotazioni di studenti e scolaresche intere vicine all'over booking, copertura mediatica sorprendente. Una Fiera forse mai così ricca di iniziative, di incontri e di novità. E, che, in pillole, si può raccontare così: lLA PRESENZA DI ISRAELE. Il primo grande autore sarà il decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione oggi alla Reggia di Venaria, seguito domani da Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro Fuoco Amico. Presenti tra gli altri l'iracheno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro Il ragazzo e la colomba (Frassinelli), Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione del Talmud, Shlomo Venezia, un superstite dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi era resistito al gas e che a loro volta venivano eliminati. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai. lI GRANDI NOMI. Sono attesi tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti, i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e André Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella, Marco Rizzo e Dario Fo. In duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi ed Elisa. lDALLA GIUSTIZIA ALLA THYSSENKRUPP. Tra i grandi temi ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. In particolare, la tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi. lBOOKSTOCK VILLAGE. Torna, maggiorata, l'area dedicata ai giovani con al centro un'arena da 250 posti. lLA COSTITUZIONE. Ci saranno due cicli di incontri per i 60 anni della Carta Costituzionale. lINTERNATIONAL BOOK FORUM (IBF). Torna l'area business per lo scambio dei diritti con editori, produttivi televisivi e cinematografici, agenti di tutto il mondo. lAltri servizi a pagina 6.

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Solo rimborsi agli amministratori (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Udine Solo rimborsi agli amministratori TOLMEZZO. La comunità montana della Carnia che comprende 28 Comuni, praticamente tutti quelli del territorio carnico, è stata istituita con legge regionale 33 dalla giunta Tondo. A dirigere l'ente, il cui consiglio di amministrazione è composto dai 28 primi cittadini dei paesi carnici, Lino Not, sindaco di Ovaro (nella foto), coadiuvato dal collega di Treppo Carnico Luigi Cortolezzis, vicepresidente, mentre in giunta siedono Marino Corti , Ermes De Crignis, sindaco di Ravascletto, Marino Pavoni, Luciano Mazzolini, sindaco di Socchieve, Andrea Plazzotta, Alessandro Plozner e Silvano Tomaciello primo amministratore di Amaro. Ad operare all'interno della struttura una quarantina di dipendenti, precari compresi, che mediamente gestiscono un bilancio di 30 milioni di euro. Il governatore Renzo Tondo, che ha manifestato l'intenzione a chiudere questi enti intermedi, "superati dagli eventi nella considerazione delle persone", secondo Lino Not, non potrà vantare tagli di bilancio sulle spese per l'amministrazione della Comunità montana della Carnia, "in quanto gli amministratori che sono anche primi cittadini, godono solamente del rimborso spese, e i gettoni di presenza rappresentano una somma irrisoria del bilancio globale". Le aree di intervento, ultima arrivata quella relativa ai progetti comunitari, composta da un gruppo di persone interne, con consulenti esterni in possesso del necessario know how,per gestire l'evolversi delle norme europee in materia, "per essere pronti, come lo siamo- spiega il presidente Not- ad intervenire per primi su progetti Interreg e comunitari in genere, sono: progetti di sostegno e sviluppo del territorio, energia, legata in particolare alle centraline idroelettriche e di biomassa di proprietà, che garantiscono all'ente, unico fra i vari simili in Regione, una certa autonomia finanziaria e progettuale, ricerca e sviluppo, attività produttive, comunicazione, immagine e cultura".

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"la deriva" di stella parla dei bidelli pordenonesi dal caso scodellamento al boicottaggio del libro (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone "La deriva" di Stella parla dei bidelli pordenonesi Dal caso scodellamento al boicottaggio del libro "Boicottiamo il libro "La deriva" di Stella e Rizzo: ci mette alla gogna pubblica, raccontando frottole sui bidelli". E ancora: "Apriamo una petizione". E' la rabbia del comparto ausiliari che esplode nelle assemblee territoriali: 800 bidelli delle scuole Pordenonesi non ci stanno, al tiro al piccione contro la categoria. Il libro-inchiesta promette l'ennesimo successo editoriale, tra una montagna di polemiche a scuola. "L'accusa del libro, che disonora la nostra professionalità - insistono i bidelli di Pordenone - è di essere una "casta" di privilegiati: come gli onorevoli del Parlamento. Gli onorevoli incassano 30 mila euro mensili e benefit fino all'ultimo respiro, noi 850 euro e siamo al 40 per cento precari. Nel nostro mansionario di lavoro non è previsto lo scodellare in mensa e altre funzioni miste (accoglienza alunni pre e post-lezione, distribuzione merendine)". Chi le fa - queste contestate funzioni miste - è una minoranza, nelle scuole provinciali, retribuita extra con 2 euro al giorno, dal 2000. Mille 850 euro lordi l'anno, nelle convenzioni triangolari scuola-Comuni-bidelli, dopo il passaggio di 280 ausiliari dagli enti locali alle scuole di Stato, otto anni fa. "Fannulloni proprio per nulla - hanno detto i sindacalisti Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese -. Chi sputa la sentenza, avesse fatto il bidello a scuola da precario! Magari, con l'esperienza di essere assunto dai Centri per l'impiego e, poi, bocciato nelle prove di selezione". Non c'è soltanto la pulizia aule, nel profilo professionale degli ausiliari: accoglienza alunni, vigilanza, assistenza ai disabili e, a conti fatti, costano meno delle cooperative esterne. "Il libro contiene pesanti imprecisioni: leggetelo con gli occhi bene aperti - hanno puntualizzato i sindacalisti cigiellini -. La convenzione siglata nel 2000 tra ministero e Anci (associazione Comuni) prevede che trasporti e funzioni miste della scuola siano a carico degli enti locali. I bidelli, non c'entrano". Chiara Benotti.

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Nomine, il pd concentra potere (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

San Vito al Tagliamento. Si accende il confronto politico sui nuovi vertici per il Ponte Rosso: "Una spartizione di poltrone" "Nomine, il Pd concentra potere" Affondo di Zanette al centro-sinistra. Nel mirino Gerolin e l'organigramma di Zipr e As SAN VITO. Un attacco frontale senza mezzi termini: "Attualmente il posto di massimo dirigente della zona industriale del Ponte Rosso è occupato da un consigliere regionale del Partito democratico". Giovanni Zanette, consigliere comunale di Nuova San Vito, non lo dice, ma nel mirino c'è il consigliere, appena rieletto, Daniele Gerolin che, almeno nella scorsa legislatura, aveva continuato nella sua attività di direttore del consorzio, senza chiedere l'aspettativa. "Com'è possibile?" si chiede Zanette, il quale osserva: "Lo Zipr, come ente, fa anche riferimento alla Regione, dal quale percepisce contributi: quindi il consorzio dipende dalla Regione, ma allo stesso tempo ha legami con quest'ultima". Il consigliere comunale sottolinea che per legge forse non c'è incompatibilità, ma sottolinea che c'è "una concentrazione di potere". Per Zanette l'interesse alla massima carica dello Zipr è legato al fatto che, insieme al Comune, il consorzio industriale rappresenta il maggior azionista di Ambiente Servizi, la società pubblica di raccolta e smaltimento dei rifiuti, "importante per il mandamento sanvitese e non solo, collettore di voti e di rafforzamento di poteri del mondo politico". Una società la cui gestione è affidata al centro-sinistra. "Ecco perché - spiega - anche lo Zipr deve rimanere nell'area di riferimento e controllo del Pd". Se non ce ne fosse abbastanza, il consigliere di Nuova San Vito denuncia il fatto che "a scavare nell'organigramma dello Zipr e di As le sorprese non mancano, come la classe politica sia in grado di fornire posti di lavoro a persone non solo della stessa area, ma anche della stessa famiglia, quasi a voler ripercorrere un modello o un costume che ben interpreta il modello della casta". Per quel che riguarda il dibattito sulla presidenza dello Zipr non c'è "nulla di nuovo, tutto come prima" (l'argomento sarà discusso nel prossimo consiglio comunale - così come richiesto dalle opposizioni - convocato per lunedì prossimo). "Ciò che è apparso in questi giorni sulla stampa - rileva Zanette - è la riproposizione di un modello di nomina basato su equilibri politici e alleanze trasversali, piuttosto che fondato su un sereno confronto tra tutte le forze in campo". E aggiunge che tra tutte le cose dette non si è fatto riferimento "agli obiettivi che dovrà perseguire la futura presidenza: invece il dibattito si è fin qui dilungato sul toto nomine". Prima un esponente dei "Cittadini", quindi Giorgio Romano che lascerebbe la carica di vicesindaco a Antonio Di Bisceglie. "Tutto questo - commenta - considerando la carica allo Zipr una sistemazione tra i partiti, una spartizione di poltrone appunto". Zanette lancia, infine, una proposta: "Azzeriamo il compenso al presidente e riduciamo le spese per i gettoni di presenza ai consiglieri. La corsa a questo posto forse sarà meno tormentata".

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Troppi caffè durante il consiglio (sezione: Costi dei politici)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

BELLAVITE "Troppi caffè durante il Consiglio" Polemiche dopo la sospensione della seduta dell'altra sera "Maggioranza poco seria" Chi era a mangiare un panino (l'assessore Del Sordi, a quanto pare), chi "aveva fatto brevemente ritorno a casa per prendere le pillole per la pressione arteriosa" (l'assessore Cosma), chi "è stufo di salvare sempre la maggioranza sul numero legale, quando non se lo merita" (Bianchini e Gualdi), chi da tempo aveva avvertito che non ci sarebbe stato (Comolli). I motivi sono i più disparati ma resta il fatto che lunedì, alle 21.10, ben 21 dei 40 consiglieri comunali, in aula, non c'erano. E la seduta, che comunque frutterà a ciascuno di loro il gettone di presenza di 111 euro, è stata sospesa. Da parte dell'opposizione l'abbandono dei lavori è stato una scelta politica. "È la maggioranza ad avere l'obbligo di garantire il numero legale per la prosecuzione dei lavori - osserva Marco Rota, consigliere del Pd, uno di coloro che non hanno risposto all'appello -. Alla minoranza spetta una funzione di controllo. Il vero problema è un altro, ovvero capire se questa giunta crede nel ruolo del Consiglio oppure no". Gli unici tre dell'opposizione ad essere rimasti dietro i loro seggi sono stati Federico Portelli, del Pd, Andrea Bellavite, del Forum, e Bernardo De Santis, di Progetto Gorizia. Sull'altro fronte le assenze sono state fatte registrare, come anticipato, oltre che da Comolli, dal sindaco Romoli, dagli assessori Del Sordi e Cosma, per ragioni "tecnico-logistiche", dal vicensindaco Gentile, da Marina Francesca Colombo e dall'intero gruppo consigliare dell'Udc, composto da Leonardo Zappalà e da Marino Zanetti. "Preferisco non dire nulla in merito alla mia non presenza l'altra sera - afferma quest'ultimo -. Faccio solo notare che sono uno dei più presenti". Il sindaco smorza le polemiche. "Si è trattato di un piccolo incidente di percorso. Effettivamente, durante l'illustrazione delle delibere che la maggioranza consoce già bene, c'è la tendenza ad andare a bere un caffè - ammette Romoli -. Per evitare spese ulteriori alla collettività, accorperemo i punti all'ordine del giorno che non siamo risuciti a sviscerare ieri nella prossima seduta, evitando di farne una in più". Di parere opposto Andrea Bellavite. "È stata una giornata nera per la democrazia. Stavamo affrontando una discussione sul futuro dell'aeroporto di Gorizia, una delle infrastrutture più importanti della città. E in aula, oltre a quasi tutta l'opposizione, c'erano non più di cinque o sei componenti della maggioranza. Per questo ho voluto il conteggio. Soltanto 16 consiglieri del centrodestra sono riusciti a rientrare in tempo, molti di loro con il fiatone. Da parte nostra, invece, l'abbandono è servito per sottolineare questo disinteresse generale". Ma ci sono delle altre assenze che vanno fatte notare. Quelle che si registrano regolarmente nelle diverse commissioni. "Invito tutti i colleghi ad essere più presenti a questi lavori - ricordava Gualdi, della lista Per Gorizia, in apertura della seduta di lunedì, neanche fosse un presagio -. Perché troppo spesso manca il numero legale". (n.c.).

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Consiglieri comunali di Perugia insistono. Vorrebbero aumentare il numero di componenti delle commis (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

UMBRIA pag. 1 consiglieri comunali di Perugia insistono. Vorrebbero aumentare il numero di componenti delle commis... consiglieri comunali di Perugia insistono. Vorrebbero aumentare il numero di componenti delle commissioni. E nel frattempo smaniano per far partecipare alle sedute un politico in più, senza diritto di voto ma con l'altro sacrosanto diritto di riscuotere comunque il gettone di presenza. I capigruppo, infatti, hanno facoltà di partecipare a sedute in commissioni di cui non sono membri (per questo non hanno diritto di voto). Ora vorrebbero delegare pure un loro consigliere. Ne hanno riparlato anche ieri. Un "giochino" per consentire di far avere il gettone (129,11 euro lordi) a chi alla fine del mese ne porta a casa pochi. Senza scordare che lunedì non si è votato sul T-red perché in aula erano rimasti un pugno di consiglieri. Gli altri avevano firmato e se ne erano andati da un pezzo.

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Un ristorante a gettoni. Per una cena fuori orario o uno spuntino improvvisato. Da oggi in poi a Bol (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ogna, in una macchinetta a gettoni si potranno acquistare no panini o lattine ma tortellini caldi. L'impianto verrà installato in via Massarenti, poi, l'intenzione degli ideatori del servizio, è quella di estenderlo in altre vie della città. "jack & Fox", questo il nome del negozio sarà "aperto" dalle 7 alle 22. L'idea di aprire il singolare ristorante è di due bolognesi, Giacomo Barbieri e Marco Franchini, che taglieranno il nastro del nuovo locale fra dieci giorni.

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Un ciclone sta per abbattersi sulle società partecipate, alcune delle quali saranno sop (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di FRANCO CAMELI Un ciclone sta per abbattersi sulle società partecipate, alcune delle quali saranno soppresse. Lo prevede la Legge Finanziaria 2008, che si prefigge l'intento di ridurre i costi della politica. Entro il 30 settembre l'Ente dovrà stabilire se mantenere le quote azionarie del Cup o dell'Istituto Vivaldi. E l'Amministrazione sembra intenzionata ad uscire dal Vivaldi. Per quanto riguarda il destino delle altre partecipate c'è tempo fino al 30 giugno 2009, poiché si dovrà chiarire quali sono quelle con finalità istituzionali, che saranno mantenute, e quali quelle prive di interesse istituzionale, che verranno alienate. E' invece stata programmata entro il 2009 la vendita del 50% delle quote del Centro Agroalimentare. L'Ente detiene il 43,18% di azioni, che attualmente corrispondono a più di 4 milioni di euro. Dismettendo nel 2009 il 22% di quote, dovrebbe incassare 2 milioni e 100 mila. Il ricavo coprirà parzialmente la spesa per realizzare il nuovo plesso della scuola media Curzi. Il futuro delle aziende partecipate è stato all'ordine del giorno nella Commissione Bilancio, riunita lunedì sera, su convocazione del presidente Pino Nico. Vi hanno preso parte l'assessore ai Servizi Finanziari Antimo Di Francesco, il dirigente Antonio Rosati e i consiglieri comunali. L'Ente possiede il 14,24% di azioni del Ciip Spa, il 19,36% della Picenambiente Spa, il 7,36% della Start Spa, il 3,11% dell'Asteria Srl (società collegate); il 15% del Cup, il 50% del Vivaldi, il 9,81% dell'Ato 5, l'11,23% del Piceno Consind (consorzi); il 99,46% dell'Azienda Multiservizi Spa (società controllata). Sotto la voce altre partecipazioni sono iscritti il Caap, 43,18%, il Consorzio Turistico Riviera delle Palme, 41,67%, il Consorzio Navale Marchigiano, 1,51%, Piceno Sviluppo, 0,39%, Cerf Pesca, 55,55%. La Finanziaria 2008 fissa il numero dei componenti dei Cda da tre a cinque, a seconda se hanno capitale sociale inferiore o superiore a 2 milioni. Stabilisce che non possono essere eletti amministratori che abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi. Inoltre, sparirà la figura del vicepresidente e saranno eliminati i gettoni di presenza per i membri dei Cda. Nel caso una partecipata abbia funzioni coincidenti con quelle svolte dagli uffici comunali, il Consiglio provvederà alla cessazione o alienazione. Entro settembre il Comune sceglierà tra Cup e Vivaldi. Questo è un punto certo, perché le due società sono al 100% a carico delle istituzioni. E la Finanziaria dà la possibilità di mantenere una sola partecipata a capitale interamente pubblico. In merito alle altre, la politica dovrà approfondire per capire quali dismettere.

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Burlando taglia l'addizionale Ire (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nord-Ovest sezione: ISTITUZIONI (con Cantiere e B data: 2008-05-07 - pag: 15 autore: Politiche regionali. Varata la manovra finanziaria per il 2008: aliquota ridotta per 142mila contribuenti Burlando taglia l'addizionale Ire L'Irap viene rivista al rialzo per le imprese delle tlc e dell'energia Jada C. Ferrero GENOVA Un bilancio di inversione, dopo le curve accidentate del percorso di risanamento dei conti della Sanità, ora in equilibrio. Al giro di boa di metà mandato, l'amministrazione regionale vara una manovra per il 2008 all'insegna di un minore ca-rico fiscale, per stimolare il potere d'acquisto delle famiglie. Viene, infatti, ulteriormente ridotta l'aliquota dell'addizionale Ire a 142mila contribuenti, dopo che in dicembre lo sconto ne aveva già raggiunti 288mila (a fine mandato l'addizionale riguarderà solo il 15% dei contribuenti): "In questo modo – calcola l'assessore ligure alle Finanze, Giovanni Battista Pittaluga – restituiremo al sistema un potere d'acquisto che vale 32 milioni. Una svolta, rispetto ai precedenti sacrifici: inevitabili. In caso di inazione, sarebbero state inasprite al massimo le aliquote Ire e Irap e ciò sarebbe costato ai liguri un aggravio di 440 milioni". Più ricca anche in virtù delle plusvalenze maturate con la pingue cartolarizzazione (203 milioni) della vendita in blocco di quasi 400 immobili ex sanitari, la Regione ha pianificato massicci investimenti. Il pacchetto di misure licenziato nei giorni scorsi dall'Aula (bilancio di previsione, Finanziaria e collegato) appoggia, infatti, sulla linfa fresca del primo impiego dei fondi Ue della tornata 2007- 2013, che, anche calcolando la programmazione negoziata, in questo 2008 "cuberanno" per oltre 1,35 miliardi. Vista la moltitudine di strumenti, sparisce così di scena il Fir, il fondo rotativo che negli ultimi anni la Regione si è giocato come un asso sul tavolo degli investimenti. In termini di risorse, nel 2008 la Regione potrà contare su circa 5,7 miliardi (meno di 5,2 nel 2007). Quasi 3,5 miliardi sono rappresentati da entrate tributarie (per l'85% destinate a finanziare la spesa sanitaria), in molta parte frutto di compartecipazione a tributi erariali ( si veda tabella). La fonte in assoluto più consistente è la quota sull'Iva (innescata dal Dlgs 56/2000 in materia di federalismo fiscale), che sfiora 1,626 miliardi. Segue a ruota la (famigerata) Irap, rivista al rialzo per alcune tipologie d'imprese (energia, tlc): le aziende quest'anno pagheranno, infatti, circa 32,5 milioni più del 2007 (da 914mila a 946mila euro). La Liguria, secondo il suo governatore Claudio Burlando, a pieno titolo "coprotagonista del triangolo finanziario, industriale e logistico del Nord-Ovest", stava vivendo "un processo di consolidamento della sua economia che, come nel resto del Paese, rischia ora di essere frustrata dal difficile contesto internazionale". Due le strade obbligate, dunque, secondo Burlando: "La promozione di un sviluppo economico forte ed equilibrato, incentivato dal nuovo ciclo di fondi Ue e nazionali, e l'incremento delle politiche di protezione sociale diffusa, di inclusione e sostegno agli strati più esposti alla crisi". Ecco quindi le varie misure per la casa, gli anziani (i non autosufficienti, soprattutto), gli studenti. All'orizzonte, la costruzione di 5 grandi ospedali, con la (faticosissima) revisione dell'assetto sanitario attuale, e poi progetti infrastrutturali, investimenti per la ricerca e la valorizzazione dei beni culturali. Alla voce tagli: nessuna addizionale Ire per chi ha più di 4 figli, vengono esentati dal bollo i veicoli a basso impatto ambientale, sospesa la tassa di concessione delle farmacie, pressoché azzerate le consulenze, e ridotte di un terzo le spese di rappresentanza (valgono circa 3 milioni i risparmi sui costi della politica). Tutta propaganda, secondo l'opposizione consiliare di centro- destra che in Aula ha messo in luce l'altra faccia della luna, per ognuno dei provvedimenti. Dibattito acceso, fra l'altro, su un inedito meccanismo, passato tramite emendamenti, in base a cui la Regione funge in sostanza da banca: è autorizzata a concedere un finanziamento di 75 milioni (a un tasso dello 0,50%) rimborsabile in 15 anni all'Università,già certa di analogo importo in arrivo con medesima tempistica dallo Stato, per trasferire la facoltà di Ingegneria nel futuro villaggio tecnologico degli Erzelli. In analogo modo anticiperà 97 milioni per opere pubbliche del Comune di Genova, a sua volta in attesa di vecchi fondi delle Colombiane, in cinque tranches. "La Regione non può permetterselo – ha rimarcato Nicola Abbundo (Pdl) –e poi presta soldi a tasso inferiore del mercato ".Ma secondo l'assessorePittaluga "è questo il senso della sussidiarietà; oltretutto, per noi quei fondi sarebbero infruttiferi. Così entrambi gli interventi saranno agevolati; il Comune di Genova non dovrà aspettare la terza rata per indire le gare". IL BILANCIO L'85% delle entrate verrà destinato alla sanità Incidono positivamente le plusvalenze di 203 milioni dovute alle cartolarizzazioni IL DIBATTITO Opposizione perplessa sui finanziamenti concessi all'Università (75 milioni) e al Comune di Genova (ben 97 per opere pubbliche).

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I costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Toscana I COSTI DELLA POLITICA PRIMI FATTI DOPO IL LUNGO DIBATTITO Lunedì in Giunta il piano dell'assessore Fragai, che arriva per primo al traguardo con le forbici. Proteste (per ora) contenute.

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Risparmio di 3 milioni e mezzo quasi tutto da politici e bollette (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL PERSONALE VA IN ALTRI ENTI Risparmio di 3 milioni e mezzo quasi tutto da politici e bollette FIRENZE. La soppressione delle sette Comunità montane frutterà al bilancio regionale un risparmio di quasi 3 milioni e mezzo. Per l'esattezza: 3 milioni e 336mila euro mentre il taglio minimo imposto dallo Stato è di 2 milioni e 364mila euro. In pratica le forbici di Fragai sono state più taglienti di quanto previsto dalla Finanziaria, anche se può darsi che alla fine possano essere riammesse una o due Comunità. Il grosso del risparmio (2.919.575 euro) verrà dalla soppressione delle sette Comunità, ad eccezione del personale, che verrà riassorbito da altri enti. In pratica il risparmio viene dall'abolizione dei costi dei rappresentanti politici e delle spese generali (sedi, bollette ecc.) Altri 368mila euro circa saranno risparmiati riducendo gli assessori a non più di 3 per ogni Comunità (oggi variano da 4 ad 8, indennità mensile di 700 euro). Circa 16mila euro sono il risparmio sui gettoni di presenza: i consiglieri delle assemblee in futuro non saranno più di due per Comune; trentamila euro sulle indennità che spettano ad assessori e presidente: la proposta di legge della giunta prevede infatti un taglio sulle indennità del 5%. Tradotto vuol dire complessivamente 18.706 euro di minore spesa per gli assessori e 13.030,21 euro per i presidenti delle tredici comunità che rimarranno. Ma ecco in dettaglio quanto si risparmierà dal taglio delle 7 Comunità montane. Alta Versilia: 281.924,65 euro. Area lucchese: 192.092,75. Comunità montana del Cetona: 581.325,69. Comunità mont. dell'Arcipelago toscano: 636.649,89. Pratomagno: 363.259,30. Val di Bisenzio: 262.346,21. Val di Merse: 601.976,97.

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L'ITALIA (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

IL SAGGIO. I GIORNALISTI GIANANTONIO STELLA E SERGIO RIZZO, DOPO IL SUCCESSO STREPITOSO DELL'INCHIESTA SULLA "CASTA", HANNO FIRMATO UN ALTRO CAPITOLO L'ITALIA VA ALLA L'Italia de "La casta" va alla deriva, nonostante il successo strepitoso dell'inchiesta di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo abbia messo in moto un movimento e costretto la politica ad affrontare il tema dei propri privilegi. E "La deriva" si intitola quello che per tanti versi si può considerare un altro capitolo e una sorta di approfondimento, che è in libreria sempre edito da Rizzoli (pp. 310, euro 19,50) e firmato dai due giornalisti del Corriere della sera. "Dopo aver fatto i conti con l'inefficienza, l'ingordigia della politica e la sua incapacità di dare risposte alla gente, abbiamo voluto comporre un quadro di quali conseguenze comporti tutto questo, stendere uno stato del presente", spiega Rizzo, aggiungendo con evidente passione: "Ci teniamo si capisca che, come "La casta" non era un libro contro la politica, questo non è un libro contro l'Italia, ma anzi un atto d'amore nei confronti di questo nostro paese che ha dimostrato di essere capace di cose eccezionali, come la ricostruzione nel dopoguerra, e che oggi è mortificato, alla deriva". Insomma, i due autori, che ci mostrano un quadro disastroso che va dalla scuola alle ferrovie, si dichiarano assolutamente non pessimisti: "bisogna solo reagire, bisogna che la politica riprenda in mano il timone. Se abbiamo saputo fare l'Autostrada del Sole in otto anni, perchè oggi solo per rimodernare un'unica galleria ci sono voluti 10 anni?". Insomma, "siamo un paese che ha dimostrato sempre di essere pieno di risorse e non deve dimenticarselo e non fare come ha fatto sin'ora la casta, che dopo il libro non ha reagito, non ha fatto nulla di veramente concreto, non ha avuto l'orgoglio di quel colpo di reni che era necessario". L'Italia è ferma da 15 anni, come dimostrano tutti i dati dei parametri economici e sociali internazionali. Nel '93 dopo Mani pulite si è persa un'occasione storica per ricominciare da capo e da allora, spiegano Stella e Rizzo, il reddito pro capite della Spagna, che era di oltre un terzo inferiore al nostro, ci ha più o meno raggiunto e quello dell'Irlanda, che ci era alla pari, oggi è un bel pezzo, una bella cifra più avanti. E gli esempi sulla Casta sono ancora tanti, dagli stipendi dei manager che - dicono Stella e Rizzo - si impennano in un paese che affonda, all'emendamento del decreto "milleproroghe" del febbraio 2006, che prevede si effettuino i versamenti del finanziamento pubblico ai partiti per tutta la legislatura anche se questa finisce anticipatamente. Ma il tema del nuovo libro sono soprattutto i lacci e lacciuoli, i procedimenti farraginosi e gli interessi, che ci fanno arrancare, come i ritardi nell'informatica. Nel 2004 eravamo alla pari con l'Irlanda per numero di computer usati in famiglia, nel 2007 siamo dietro tutti, comprese Estonia, Slovacchia, Lettonia e Lituania, "quanto agli sportelli elettronici che consentono un collegamento reale diretto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, siamo penultimi: dietro di noi c'è solo la Grecia". "Eravamo un popolo di navigatori? Torniamo ad esserlo! Tutti i porti italiani assieme hanno un traffico eguale a solo quello di Rotterdam, e un terzo di quello di Shangai. Stiamo rischiando di essere tagliati completamente fuori da qualsiasi processo europeo o mondiale di sviluppo - conclude Rizzo -. Per risolvere una controversia contrattuale un nostro processo dura in media 1210 giorni, contro i 300/500 degli altri paesi dell'Ue. La situazione insomma è brutta, ma si può agire. Noi, per esempio, ci siamo dati da fare e siamo riusciti a realizzare quel che ci eravamo prefissi". Ora, ancora una volta, la palla passa di mano: speriamo non la si lasci cadere per terra: per cominciare "sarebbe tutto più facile se il mondo della politica, quella più nobile, riguadagnasse la fiducia dei cittadini facendo dei Palazzi una casa di vetro".

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L'ex stazione ferroviaria all'asta per 650 mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PROGETTI. Stasera il maxi piano di alienazioni approderà in discussione in Consiglio Comunale L'ex stazione ferroviaria all'asta per 650 mila euro di Elisa Morici Tremila metri quadri di terreno fabbricabile a S. Zeno. È il pezzo più pregiato del programma 2008 delle alienazioni di beni comunali, con base d'asta di 920 mila euro, ma nella lista d'immobili di cui l'amministrazione è in procinto di disfarsi c'è pure un pezzo di storia di Arzignano: l'ex stazione ferroviaria e delle tramvie vicentine, in Largo de Gasperi, dismessa oramai da 15 anni e che sarà battuta all'asta per 650 mila euro, mantenendo l'attuale destinazione d'uso commerciale e direzionale. Un piano di alienazioni, quello che stasera sarà sottoposto all'approvazione del consiglio comunale, del valore complessivo di quasi un milione e 700 mila euro e che comprende anche un secondo terreno a Restena e un alloggio a Tezze. Fondi che di volta in volta andranno a finanziare opere per "la carica dei 3 mila"; in altre parole gli edifici scolastici della città che ospitano 3 mila bambini e ragazzi, la "carica" appunto, come l'aveva definita l'allora candidato sindaco Stefano Fracasso nel corso della campagna elettorale del 2004. "In alcuni istituti siamo già intervenuti di recente - ricorda il sindaco -, ma alla chiusura dell'anno scolastico prenderanno il via anche i lavori di sistemazione delle scuole elementari di S. Bortolo e di Tezze, della "Fogazzaro", dove saranno rifatti i bagni, e della media "Zanella". in tempo per garantire la regolare ripresa delle lezioni a settembre. "Da tempo ad Arzignano non si metteva a punto un programma alienazioni di questa portata - continua Fracasso -, ma abbiamo valutato attentamente quali immobili mettere all'asta, ritenendo che fosse inutile trattenere quel che da tempo non ha più alcun margine di utilizzo pubblico". Sempre in ambito scolastico, gli introiti delle alienazioni copriranno anche i costi di realizzazione della pista ciclo-pedonale a ridosso della nuova scuola materna di Costo, oltre a finanziare parte degli interventi di asfaltatura previsti dal Piano delle opere.

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Provincia, un'altra tassa "E' ora di abolire l'ente" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Neumann (Fi) contro il balzello sulle auto Provincia, un'altra tassa "E' ora di abolire l'ente" FANO - Il vicepresidente del Consiglio comunale Fabrizio Neumann di Forza Italia, attacca l'Amministrazione provinciale in merito alle ultime decisioni di politica fiscale. "La Provincia di Pesaro-Urbino egli nota - applica una tassa aggiuntiva ai fanesi. Si tratta dell'imposta provinciale di trascrizione (Ipt) che si paga quando si acquista una automobile per iscriverla al Pubblico registro automobilistico (Pra). La Finanziaria 2007, un altro regalo di Prodi, ha dato la possibilità alle Province, che già possono aumentare la tassa del 20%, di aumentarla ulteriormente fino al 30% e la Provincia di Pesaro è uno degli enti che ha aumentato la tariffa base del 30%, come si può vedere nel sito dell'Aci. Oltre a essere incomprensibile dover pagare una tassa per iscrivere un'automobile a un registro è questa una motivazione in più per abolire le Province e tutte le tasse che fanno pagare ai cittadini, tasse inutili come l'Ipt che serve a finanziare soltanto una formalità burocratica. La battaglia per l'abolizione delle Province continua e visto, il trasversale consenso che questa richiesta fatta dai cittadini ha avuto da parte delle forze politiche nazionali, sarà sicuramente una delle prime riforme approvate dal nuovo Parlamento per ridurre i costi della politica". Già Fabrizio Neumann si era impegnato in una raccolta di firme per chiedere l'abolizione delle Province, che in Italia impiegano 62.000 dipendenti, gestiscano 17 miliardi di spesa, 2 dei quali per retribuzioni.

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Breganze d'argento, ma è una beffa (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PATTINAGGIO. AI CAMPIONATI EUROPEI DI HANAU LE VICENTINE VENGONO SCIPPATE DEL TITOLO DALLE SPAGNOLE Breganze d'argento, ma è una beffa   Secondo posto, dopo la Spagna, per le atlete del pattinaggio Breganze ai campionati Europei svoltisi ad Hanau, in Germania. Partite cariche e determinate a vincere anche il titolo europeo, forti del titolo italiano appena centrato a Montecatini Terme le vicentine hanno ottenuto l'argento. Le 25 atlete allenate da Katia Sessegolo con il supporto di Camilla Corrà e del preparatore atletico Guido Battistin, hanno portato in gara il programma "Jokers" con la coreografia del pluricampione triestino Sandro Guerra. Ivano Fagotto consigliere regionale della F.I.H.P., spiega: "Da qualche anno non si vedeva tanta gente ai campionati Europei: 100 gruppi, oltre mille atleti, sono davvero numeri importanti. La gara più attesa era sicuramente quella dei grandi gruppi e l'esito finale lascia l'amaro in bocca. A giudizio di molti la vittoria doveva andare al nostro gruppo Revival, ed anche io la penso così, ma la mancanza di uniformità nell'operato dei giudici ha inciso fortemente nell'esito della gara, si sono visti casi clamorosi di partigianeria... . Qui ad Hanau hanno diviso la tribuna in base alla nazionalità e il fatto di essere vicini ha cementato ancora di più lo spirito di solidarietà tra i gruppi italiani". Un pizzico di delusione per le atlete e la loro tifoseria convinte di possedere i numeri per la medaglia d'oro che moralmente si sentono... scippata. Per lo stesso motivo non hanno potuto accedere al podio il Crystal Skating Team di Fara - Sarcedo arrivato solo quarto dopo un'altra squadra spagnola; sesto posto per i Roller Circus di Silea. Grande accoglienza al rientro del gruppo a Breganze dove il presidente Lucio Stefani con gli sponsor Sirmec di Carlo Vignale Carlo e Color Service di Fabrizio Toschi hanno avuto per loro parole di elogio e consegnato un omaggio floreale in segno di ringraziamento. Queste le 25 protagoniste: Bernardi Elena, Bianco Giulia, Bozzetto Paola, Buoite Stella Alex, Cogo Alice, Dal Gazzo Chiara, Farronato Anna, Corner Nicole, Giunta Carlotta, Giunta Francesca, Leicic Arianna, Livore Irene, Mabilia Chiara, Menara Michela, Perfetto Elisa, Peron Paola, Riccobon Veronica, Rizzato Anna, Stefani Roberta, Tecchio Vania, Toschi Giulia, Vignale Giulia, Vignale Linda, Voinich Sara, Zuccato Elisa.  .

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Sempre più ''sommersa'' in Piemonte (sezione: Costi dei politici)

( da "Redattore sociale" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

PROSTITUZIONE 11.4407/05/2008 Sempre più ''sommersa'' in Piemonte Più coinvolte le donne dell'Est Europa e Sud America, ma crescono le orientali e le italiane, anche giovanissime. Ad Asti una tre giorni di eventi contro la tratta TORINO - Sommersa significa "al chiuso": è una nuova forma di prostituzione che in Piemonte è sempre più presente, con numeri quasi maggiori rispetto alla tipologia di strada. Le nazionalità coinvolte: Est Europa (Romania, Moldova, Ucraina e Russia) e Sud America (Brasile e Colombia). Crescente la presenza di donne orientali: cinesi, tailandesi, giapponesi, e un numero significativo di donne italiane, anche giovanissime. Questo e altri temi verranno affrontati ad Asti durante "Fuori dal giro", la tre giorni di Eventi contro la Tratta di Esseri Umani (il 16-17 e 18 maggio), organizzata dall"associazione Piam. I dati raccolti evidenziano che la prostituzione al chiuso è molto spesso nascosta dietro ad attività socialmente accettabili: accompagnatrici, ballerine e massaggiatrici; sembra essere più accettata anche dai cittadini, gli stessi che spesso mostrano forte intolleranza verso la prostituzione di strada. Essere invisibili non significa essere esenti da violazioni e forme di sfruttamento: essere al chiuso può essere una condizione particolarmente segregante e maggiormente caratterizzata da abusi fisici o psicologici, le ragazze vivono in condizioni di semi schiavitù. L'invisibilità rende impossibile avere accesso a forme di counselling sanitario, sociale, legale, e dunque di affrancamento o inclusione sociale. La figura del cliente, che nella prostituzione di strada può costituire per la ragazza una risorsa, sia come fonte di informazioni che come "aggancio" per uscire dal giro, perde qui di rilevanza poiché la donna e il cliente sono molto controllati. La rete di sfruttamento è capillare, locale ed extra locale. Spostando le persone immesse nel circuito della prostituzione si limitano le possibilità di socializzazione, garantendo, per rispondere alle esigenze di novità del mercato, un ricambio più frequente. Anche se il fulcro delle attività resta il Piemonte, le donne sono smistate sul territorio di diverse regioni italiane. In questo quadro, gli italiani svolgono ruoli di primo e secondo piano nella gestione dei traffici: possono essere intermediari con ruoli di appoggio o copertura, oppure interamente compartecipi dell'attività di sfruttamento. Le donne che esercitano la prostituzione di strada sono prevalentemente di nazionalità africana (nigeriane in particolare) ed est europea (Romania, Moldova, Bulgaria, Russia); mentre le donne africane esercitano solo in strada, le donne dell'Est sono smistate tra strada, appartamento e locali. Meno consistente sul territorio piemontese la presenza delle sud americane, che si prostituiscono per lo più in appartamento. L'esercizio al chiuso include sempre più spesso donne orientali, che invece quasi non esercitano in strada. "A livello regionale, sottolineano all'associazione Piam, non si hanno dati certi riguardo al fenomeno dello sfruttamento nei locali: night club, bar, saune, hotel, centri benessere. Le donne vivono in condizione di regolarità sul territorio, in possesso di un regolare visto per turismo o per spettacolo. Questi documenti permettono alle ragazze di esercitare la professione senza il rischio di essere espulse. Lo sfruttamento della prostituzione, in questi casi, gode della complicità dei gestori dei locali, in gran parte italiani. Sia che la prostituzione venga svolta all'interno o fuori dal locale - in tal caso il cliente lascia un "gettone" al proprietario del locale per compensare le ore di assenza dal lavoro della ragazza - è comunque difficile capire quale sia il livello di sfruttamento cui la donna è sottoposta". (Vedi lanci successivi) (Rosa Ferrato).

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Intervista a Luca Barbareschi / "E' mia l'idea della nuova Festa del cinema di Roma" (sezione: Costi dei politici)

( da "Opinione, L'" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Oggi è Mer, 07 Mag 2008 Edizione 88 del 07-05-2008 Intervista a Luca Barbareschi / "E' mia l'idea della nuova Festa del cinema di Roma" di Elisa Borghi Il regista occulto della nuova Festa del cinema di Roma, quella con più Italia e meno Hollywood per intenderci, è lui: Luca Barbareschi. E non poteva essere altrimenti visto che il neo deputato del Popolo della Libertà al cinema ha dedicato una vita intera, come attore e - appunto - come "director". Ma, celluloide a parte, Barbareschi ha posizioni personali e piuttosto nette anche su altri eventi, non solo culturali. Dalla Fiera del Libro di Torino, alle polemiche esplose dentro al Pdl in seguito alle sue stesse dichiarazioni sulla possibilità ("sono a favore") di dare figli in adozione anche alle coppie omosessuali, ecco come la pensa il parlamentare. Barbareschi, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ieri ha sentito il bisogno di scrivere una lettera al Corriere della Sera per chiarire la propria posizione sulla Festa del cinema di Roma, smentendo la presunta esclusione delle star di Hollywood da questo evento. Condivide la nuova impostazione "Italiacentrica" che si vuole dare al Festival? Su questa vicenda si è fatto tanto, troppo rumore per nulla. Nessuno vuole cancellare, nessuno vuole distruggere il Festival. Noi oggi stiamo costruendo la squadra di governo e la squadra del comune. Compiuta questa fase il sindaco farà quei progetti che ogni primo cittadino ha il diritto e il dovere di portare avanti. L'unica cosa certa ed auspicata - da me come da molti colleghi - è che gli americani non vengano più strapagati per presenziare alla Festa di Roma. Per il resto, i festival del cinema sono tutti ben accetti, dobbiamo solo smetterla di finanziare gli Stati Uniti altrimenti diventiamo come Superciuk, il personaggio comico di Alan Ford che rubava ai poveri per donare ai ricchi. E questo è talmente ovvio che chiunque cerchi di darne una lettura diversa strumentalizza i fatti, come quei giornalisti che hanno scritto cose che Gianni Alemanno non ha mai nemmeno detto. E che sicuramente sono mossi da qualcuno altro. Bene ma del progetto di ristrutturazione della Festa di Roma che cosa pensa? Sono stato io quello che ha tirato fuori l'idea della Festa, l'idea di fare a Roma un unico festival che comprenda anche il David di Donatello. Questa proposta è stata ben accolta, Alemanno la porta avanti e anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la apprezza. Ci stiamo muovendo per realizzare dei progetti ben fatti e intelligenti. E seguendo le priorità annunciate in campagna elettorale, che non sono certo il fare delle feste ma piuttosto risanare Roma, che ha sette bilioni di Euro di deficit. Vogliamo fare cose serie e senza tante chiacchiere. Non pensa che dovrebbe essere il botteghino, e non la politica, a scegliere quali film, italiani o stranieri, debbano essere presentati ai Festival? I festival, quando sono competitivi, scelgono il cinema competitivo, come succede per gli Academy Awards in America, che sono fatti proprio per incentivare il botteghino ma con grande qualità. Non mi risulta però che chi vada agli Oscar riceva gettoni di presenza. Il rilancio del cinema italiano passa anche da eventi come quello che avete in mente per Roma? Il rilancio del cinema italiano passa da leggi adeguate e dall'industria, passa dal distretto degli audiovisivi che decollerà una volta per tutte a Roma - dove gravitano più di 400mila persone tra artisti, tecnici e altri - passa da un meccanismo di distribuzione intelligente e da un coordinamento fra i ministeri delle Attività produttive, dei Beni culturali, degli Esteri e la Confindustria, per far sì che il settore sia virtuoso e sinergico con le altre attività italiane. Per restare in tema di eventi, domani alla presenza del Capo dello Stato se ne apre uno molto contestato: la Fiera del Libro di Torino. Trovo veramente vergognoso quello che è successo a Torino per cui sarò lì a testimoniare la mia solidarietà agli israeliani. È davvero esecrabile strumentalizzare contro Israele la Fiera del Libro. Forse chi ha bruciato le bandiere di Israele e degli Stati Uniti in piazza non sa nemmeno di che cosa parla, neanche conosce la storia dello stato di Israele, i suoi scrittori, o quanto esso sia stato fondamentale per il processo di pace in Medio Oriente. Finiamo su un'altra polemica, che questa volta però ha lei come protagonista. A Rai3 sere fa ha dichiarato di essere favorevole all'adozione dei figli anche da parte delle coppie omosessuali. Ieri un senatore del suo partito ha avuto da ridire, e le ha consigliato di andarsi a rileggere il programma del Pdl. Non voglio entrare nel merito della polemica ma solo dire al signor Santini - omen nomen - che trovo scorretto usare personaggi molto noti come me per ottenere visibilità.

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Boraso: <Adesso Brentan si dimetta> E i casellanti scioperano (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

VENEZIA-PADOVA Boraso: "Adesso Brentan si dimetta" E i casellanti scioperano Venezia"E adesso Lino Brentan si dimetta". È quanto chiede Renato Boraso, esponente di Forza Italia e presidente del consiglio comunale di Venezia, all'indomani dell'assemblea dei soci della società autostradale Venezia-Padova che ha approvato, a maggioranza, i compensi - 450mila euro in tutto - agli amministratori della spa. "Il fatto che il Comune di Venezia abbia votato contro, che la Provincia che ha designato Brentan nel Cda si sia astenuta e che Autovie, che è il socio di maggioranza, abbia addirittura abbandonato l'assemblea, è un chiaro atto di sfiducia nei confronti dell'amministratore delegato. Brentan - dice Boraso - a questo punto deve dimettersi". Il consigliere comunale di Forza Italia riferisce di essere stato "sommerso di telefonate": "Decine e decine di normali cittadini mi hanno chiesto se l'aumento dei pedaggi in autostrada servirà per pagare i gettoni di presenza e i premi di produzione agli amministratori della Venezia-Padova. So benissimo che il rincaro dei pedaggi è legato al Passante di Mestre, ma la gente non può più sopportare questi "bonus" a favore di chi sta in consiglio di amministrazione". Tra Boraso e Brentan c'erano state "scintille" già lo scorso dicembre, quando il consigliere comunale si presentò nel piazzale della società a Villabona a distribuire volantini contro il bonus di 260mila euro al Cda deciso pochi giorni prima dagli azionisti. Scoppiò una lite e quando Boraso venne a sapere che Brentan aveva denunciato l'accaduto ai carabinieri, annunciò carte bollate. Promessa mantenuta: pochi giorni fa Boraso, assistito dall'avvocato Fabio Niero, ha presentato alla Procura una querela per ingiurie e minacce, riportando nell'atto le frasi che Brentan gli avrebbe rivolto nel piazzale Brenta: "Il paron so mi... Tu non sei nessuno... Se non la smetti di rompere i c. ti faccio spaccare le gambe perché io sono di Campolongo e tu sai bene chi altro è da Campolongo".Ma ad agitare le acque alla Venezia-Padova sono anche i sindacati: le segreterie nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl hanno chiesto un incontro al presidente di Anas Pietro Ciucci in merito alla società mista Cav e al futuro del personale. E il segretario veneto della Uil Trasporti, Daniele Zennaro, in risposta al presidente della Venezia-Padova Vittorio Casarin, ribadisce che "il destino dei 240 dipendenti va a braccetto con la concessione autostradale, il che significa che dovranno necessariamente passare alle dipendenze della nuova società mista e non altro".Sul piede di guerra sono i casellanti: Cisl, Cisal e Ugl hanno proclamato una tornata di scioperi autogestiti a singhiozzo contro l'organigramma dello scorso 28 aprile: "Di fronte all'autoritarismo e all'arroganza - recita un volantino - non ci rimane che esprimere tutta la nostra indignazione con lo sciopero".Al.Va.

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Il presidente dell'Aci, azzerato dal Tar: <Siamo vittime anche noi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

LUIGINO BALDAN AMMETTE CHE IL REGOLAMENTO VA CAMBIATO MA DIFENDE IL CONSIGLIO DIRETTIVO, ESPRESSIONE DI SOCI CHE VOGLIONO ARIA NUOVA Il presidente dell'Aci, azzerato dal Tar: "Siamo vittime anche noi" "Cosa vuole che le dica, probabilmente stiamo pagando il fatto di aver smosso un po' le acque stagnanti dell'Aci di Padova. Ma guardi, sono contento che ci sia stata questa sentenza del Tar. Anche il nuovo consiglio direttivo, ed io come presidente, siamo vittime di un regolamento che giudico non democratico, al punto che abbiamo indetto una riunione per cambiarlo. Per quanto riguarda la sentenza sono contento che ci sia stata, così almeno ci sarà un confronto fra tutti i soci. Io non ho ancora ricevuto alcuna comunicazione dell'esito dei ricorsi ma senza dubbio quando lo avrò mi consulterò con i nostri legali e se ci sono spazi per la difesa faremo ricorso".Così ieri Luigino Baldan, 54 anni, di professione decoratore di plastiche e gomma, e presidente dell'Aci in carica, ha commentato la clamorosa sentenza del Tar veneto che ha annullato le elezioni del 2006 e azzerato tutte le cariche, dopo aver accolto un ricorso di alcuni soci e di candidati all'unica lista presentata, che si erano visti "sostituiti" dal voto espresso nelle schede, con altri nomi, scritti di pugno dagli elettori. E tutti i 141 elettori lo avevano fatto, votando 8 nomi diversi sui 9 indicati nella lista. Il Tar ha sentenziato in prima istanza che il regolamento che consente la "sostituzione" dei candidati in lista è illegittimo perché in pratica rende inutile la formazione proprio di una lista.Così i candidati in lista, che poi erano gli uscenti del vecchio direttivo, hanno sentito aria di golpe e hanno fatto ricorso, mentre un altro lo hanno fatto altri soci che si sono sentiti presi per il naso dall'iniziativa."Personalmente sono orgoglioso di aver rotto un equilibrio che durava da decenni ma che vedeva sempre le stesse persone al comando. Rabbrividisco quando mi dicevano, anche presidenti di altri Club, che erano al timone dell'Aci da 35 anni... Io credo che sia ora di un vento nuovo, l'Aci deve cambiare pelle". L'ente, che ha una storia centenaria, ha 9mila soci e tecnicamente somiglia all'Inps, nel senso che è un ente pubblico economico. Tiene il Pra per conto dello stato e in pratica certifica la certezza della proprietà del mezzo. Infatti ogni volta che si cambia l'auto, si pagano circa 23 euro all'Aci."Ma il Pubblico registro automobilistico è soltanto una delle funzioni dell'Aci - continua Baldan - poi c'è anche il soccorso stradale o l'assistenza medica o ancora le iniziative per coloro che posseggono auto storiche. In ogni caso, tornando alla vicenda, attualmente per il rinnovo delle elezioni funziona così: il consiglio direttivo in carica può presentare una propria lista indicativa che non ha bisogno di sottoscrizioni, mentre invece quella eventuale di altri soci deve raccogliere le firme di almeno il tre per cento degli iscritti. Dal momento che il regolamento prevede che si possa votare "in sostituzione" ovvero mettendo altri nomi sulla scheda, senza specificare il tetto, gli elettori hanno fatto questo. Mi rendo conto che non è un articolo democratico ma siamo anche noi vittime di quell'articolo proprio per il fatto che i precedenti membri dei consigli direttivi non lo hanno modificato. Insomma siamo stati discriminati anche noi. Ma finora ha fatto comodo, poi quando qualcuno si è accorto che gli si era rotto il giocattolo allora ha gridato allo scandalo".Si dice però che Padova sia stata determinante per la scelta del presidente nazionale dell'Aci e che sia stata "ricompensata" con incarichi di prestigio all'interno dell'ente. "No guardi, io ricevo 2mila euro l'anno di gettone di presenza e per fortuna vivo di altro. È vero che abbiamo influito sulla scelta del presidente nazionale ma lo abbiamo fatto perché era nel solco del rinnovamento che vogliamo anche noi. Per il resto non abbiamo avuto nessun incarico e anzi stiamo facendo fatica a far quadrare i conti dell'ente". Sarà, ma intanto il vicepresidente Nicola Borotto è anche amministratore delegato della società controllata AciPark dalla quale percepisce circa 60mila euro l'anno.M.G.

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TELECOM: BUORA; INDIFFERENTE A CRITICHE, SONO IN PENSIONE (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di ANSA - -->(ANSA) - MILANO, 7 MAG - Carlo Buora, ex vicepresidente esecutivo di Telecom, non bada alle critiche nei confronti della vecchia gestione di Telecom e delle retribuzioni e buonuscite pagate al vertice. "Assolutamente no, non mi interessa" ha risposto a chi gli chiedeva se fosse rimasto infastidito dalle contestazioni fatte nella scorsa assemblea Telecom, in particolare da quella espressa dal consigliere indipendente Luigi Zingales che aveva definito "scandalose" le buonuscite pagate dalla società telefonica a Buora e all'ex ad, Riccardo Ruggiero. Buora ha parlato a margine dell'assemblea di Impregilo che l'ha nominato nel consiglio di amministrazione del general contractor all'interno della lista presentata dall'azionista di maggioranza Igli (Benetton, Gavio e Ligresti). Buora esclude la possibilità di deleghe o incarichi operativi: "ho 62 anni, ho già dato. Orami sono in pensione" ha detto. Come membro del cda Impregilo Buora percepirà un compenso di 20 mila euro annui, più un gettone di presenza di mille euro per ogni partecipazione alle riunioni del consiglio (dimezzato a 500 euro in caso di videoconferenza). Il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, ha salutato l'ingresso di Buora con "un caldo benvenuto" sottolineando come la sua "esperienza" sarà "importante per il clima necessario nel consiglio di amministrazione". Per gli 11 mesi al servizio di Telecom nel 2007, Buora aveva percepito 8,4 milioni di euro, metà dei quali a titolo di patto di non concorrenza. Nei sette anni di gestione Pirelli, secondo quanto riportato sulla stampa, tra stipendi e buonuscite Buora aveva percepito 32,5 milioni di euro. (ANSA).

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Enti montani (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

ACCORPAMENTI Enti montani RIORDINO E TAGLI Riduzioni. Secondo il disegno di legge approvato dalla Regione si passa dalle attuali dodici a nove "Bisalta e Gesso, economie diverse Difendiamo agricoltura e turismo" Meno politici e più lavoro Previsti risparmi per sedi e indennità Deleghe anche su energia e artigianato [FIRMA]CARLO GIORDANO CUNEO Lo scorso ottobre, in trecento, erano scesi a Roma per chiedere al Governo Prodi di non sacrificare le Comunità montane sull'altare degli sprechi della politica. Ora, analizzando il testo della legge sulla montagna, approvato lunedì sera dalla Regione, c'è chi sostiene, come l'assessore provinciale Silvano Dovetta, che quella manifestazione è servita. "Qualche competenza in più alle Comunità montane è stata concessa, come le funzioni su turismo, energia, patrimonio forestale, artigianato - dice Dovetta, che è anche presidente della Valle Varaita -. Con la riduzione del numero di Consigli diamo un segnale di taglio delle spese, anche se resto dell'idea che non sono le Comunità montane a far lievitare i costi della politica. Solo dando più competenze agli enti montani si riducono le spese. Ad esempio se le Comunità montane potessero occuparsi, come già facevano un tempo, di raccolta rifiuti, attività socioassistenziali, si risparmierebbero tanti consigli di amministrazione, indennità di carica, gettoni di presenza e sedi". In Piemonte il numero di Comunità montane scenderà da 48 a 31, nella Granda da 12 a 9 (sparisce la Bisalta e saranno accorpate quelle dell'Alta Langa e del Cebano). Lido Riba, presidente regionale Unione comuni montani, più che di tagli preferisce parlare di riorganizzazione: "Non so quante altre Regioni avranno il coraggio di ridurre il numero di Comunità montane come sta facendo il Piemonte. Non è uno strappo, ma un ulteriore evoluzione del sistema di governare il territorio, sulla linea già indicata nel '99 dalla legge 16, dell'allora assessore regionale alla Montagna Vaglio. Tra le novità anche il sistema d'elezione: assemblee e Giunte saranno nominati dai consiglieri di tutti i comuni dell'area riuniti in seduta plenaria; un modo per garantire stabilità istituzionale". Sostenitore degli accorpamenti Livio Quaranta, presidente della Valle Stura: "Due anni fa, in tempi non sospetti, avevo proposto l'unione con la Comunità montana Gesso-Vermenagna. Va bene l'aumento delle competenze bisogna, però, avere anche un territorio adeguato per concretizzare questo ruolo. La prima stesura della legge era più audace in questa direzione, purtroppo c'è stata l'opposizione di Province e Anci". [FIRMA]BARBARA BARALE PEVERAGNO "Difendiamo le nostre specificità. Perché accorparci se territori ed economie sono diversi? La Comunità Bisalta è agricola e artigiana; la Gesso-Vermenagna turistica e industriale. Nel 2004 ci separammo per questo". Così, nelle sedi degli enti, a Peveragno e Robilante, si è commentato il disegno di legge regionale per la modifica del Testo unico sulla montagna, che prevede l'accorpamento delle due realtà. Gianfranco Mauro, vicepresidente della Comunità montana Bisalta, di cui è presidente Stefano Dho: "Convocheremo i sindaci di Boves, Peveragno, Chiusa Pesio, Beinette e Pianfei - per individuare come difenderci da un'operazione che non tiene conto delle differenze e del lavoro fatto in cinque anni per il territorio: dalla valorizzazione dei prodotti agricoli, come la fragola della Bisalta, all'Università della terza età che conta più di 200 iscritti". Dello stesso parere Ugo Boccacci, presidente della Comunità montana Gesso e Vermenagna: "Non abbiamo interesse a riunirci; se si dovrà, lo faremo soltanto per solidarietà verso la Comunità Bisalta che rischierebbe di scomparire". Dal nuovo ente sarà escluso Beinette, perché non ha caratteristiche montane, mentre sarà ricompresso Pianfei, che prima rientrava con Beinette nell'Unione di Comuni accorpati alla "Bisalta". "La separazione aveva un senso - dice Boccacci -: dava beneficio a due territori distinti. Se il motivo della legge è il risparmio, dico che i tagli ci sono già stati. Con la Finanziaria, da gennaio gli amministratori ricevono la metà degli emolumenti previsti. Un riconoscimento per l'attività svolta, niente di più. Mi chiedo perché, allora, si debbano colpire amministrazioni che funzionano bene". Anche l'Unione dei Comuni ed enti montani s'interroga. Stamane a Torino, nel centro congressi della Regione, incontro con i presidenti nazionale Enrico Borghi, regionale Lido Riba, e l'assessore regionale alla Montagna Bruna Sibille.

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Gli "imperdibili"? (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Una caccia personale Centinaia di incontri, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli. Milleseicento autori e relatori. Il programma della Fiera è una caccia al tesoro in cui ognuno potrà trovare la sua pepita. Da non mancare le conversazioni sul motivo conduttore dell'edizione 2008, la Bellezza. Qui il parterre annovera star della filosofia come Remo Bodei, Sergio Givone, Giovanni Reale, antichisti come Luciano Canfora e Paul Zanker, scrittori come Raffaele La Capria, Valerio M. Manfredi, Domenico Starnone, Alberto Manguel, etologi come Danilo Mainardi. Tra gli ospiti stranieri, l'americano Gore Vidal, lo spagnolo Javier Marías, il finlandese Paasilinna, il francese Forest, due bestselleristi come l'americano Clive Cussler e il barcellonese Ildefonso Falcones, l'australiana d'America Geraldine Brooks. Su tutti il grande vecchio Boris Pahor, sloveno di Trieste: dopo quarant'anni il suo "Necropoli" è finalmente riconosciuto come un capolavoro. Da ascoltare in blocco i venti scrittori d'Israele, guidati dal decano Aharon Appelfeld, Abraham Yehoshua e Meir Shalev. Il grande registra francese Claude Lanzmann porterà l'edizione dvd del suo colossale docu-film sulla Shoah. Da non perdere Dario Fo impegnato sull'ambiente, o star del giornalismo come Eugenio Scalfari, Gian Antonio Stella & Marco Rizzo, Giovanni Floris, Mario Calabresi, uno degli autori più prenotati dalle scuole. Nell'Arena Piemonte da non mancare anche i sorprendenti autori (e i musicisti) di Lingua Madre. Molte presenze femminili, dal continente indiano alla Turchia e all'Africa, custodi della memoria e dell'umano. Prevedibilmente affollati i dibattiti sui grandi temi della società civile: Giustizia, Casta, Mafia, terrorismo, il caso Moro, i fantasmi del Sessantotto. Senza dimenticare i centenari: Pavese, Vittorini, Guareschi. Spettacolo e musica. Gli attori dell'Ambra Jovinelli di Roma leggeranno l'emozionante reportage di Ezio Mauro sulla tragedia della ThyssenKrupp. Massimiliano Finazzer Flory dedica un collage teatral-musicale a Borges, Michele di Mauro porta un reading-spettacolo sullo "scandalo della Bellezza", Ascanio Celestini il suo "Parole sante". Il pianista Giovanni Allevi, Elisa e Max Pezzali arrivano al Lingotto come autori di libri, anche. Giovedì 8 si apre con l'orchestra di Nazareth e RadioDer-wish. Sabato concerto della cantautrice israeliana Nurit Hirsh, domenica il complesso kletzmer Trio Jerusalem. Lunedì in chiusura una serata dedicata al poeta cileno César Vallejo, con la voce calda e potente della peruviana Tania Libertad, icona della musica latino-americana.

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La cultura ebraica <ostaggio> degli scontri politici (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il salone La cultura ebraica "ostaggio" degli scontri politici TORINO Si inaugurerà domani, presente il presidente Giorgio Napolitano, la Fiera di Torino con il tema forse più soave e leggiadro che la storia della manifestazione ricordi, la bellezza, ma anche la fiera preceduta dal clima più teso e difficile che si potesse immaginare. Una Fiera che ospita Israele nel suo 60/o anniversario, preceduta, l'altro giorno e ieri all'Università, da un convegno organizzato dall'Associazione Free Palestina molto duro nei confronti della rassegna e teso a commemorare la Nabka palestinese e la causa della Palestina. Una Fiera che ha visto anche un feroce contraddittorio tra il Presidente della Repubblica Napolitano, che già mesi fa si spese a favore della decisione dei vertici di invitare e omaggiare Israele (il prossimo anno ci sarà l'Egitto e farà la parte del leone la cultura araba) e i contestatori, primo dei quali lo scrittore egiziano Tariq Ramadan (che ha detto che il capo dello Stato sbaglia ad eguagliare antisionismo con antiebraismo e a venire, istituzionalmente alla Fiera) ma anche docenti e intellettuali italiani come Gianni Vattimo e Angelo D'Orsi. Una Fiera alla quale ha deciso di non partecipare Beppe Grillo, invitato a non tenere comizi politici ma a parlare di libri e di lettura. Una Fiera forse mai così ricca di iniziative, di incontri e di novità, anche se ha dovuto fare a meno, per via dei costi, dell'Oval che avrebbe aumentato gli spazi. Il primo grande autore sarà il decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione oggi alla Reggia di Venaria, seguito, l'8 da Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro Fuoco Amico e che riceverà il premio del festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri l'irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba", Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione del Talmud, Shlomo Venezia, un superstite dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi era resistito al gas e che a loro volta venivano eliminati. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna di cinema israeliano realizzata con il Museo del Cinema. Sono attesi tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stata tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. In duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. Tra i grandi temi ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di Mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi. 07/05/2008.

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La giunta di Villa Saporiti si aumenta lo stipendio (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Como, La" del 07-05-2008)

Argomenti: Costi della politica

Si torna ai compensi pre-tagli: 6mila euro al presidente, 4mila agli assessori Insorge la minoranza: "Così applicano le promesse di riduzione dei costi" Dai 400 euro degli assessori ai 600 del presidente. È questa l'entità lorda dell'aumento degli stipendi della giunta provinciale stabilita nella seduta del 23 aprile (tutti presenti tranne il forzista Stefano Valli e il leghista Dario Bianchi). In pratica il 10%, che significa l'azzeramento del taglio imposto dalla Finanziaria del 2006. Nelle premesse alla delibera di giunta si precisa infatti che quelle disposizioni "devono ritenersi implicitamente abrogate trattandosi di riduzione dell'indennità di funzione di natura transitoria" e che, pertanto, in modo retroattivo, "di dover procedere di conseguenza, con decorrenza 1.1.2008, data di entrata in vigore della Finanziaria, alla rideterminazione dell'indennità di funzione nell'ammontare risultante al 30.9. 2005". Va detto che le cifre sono le stesse del 2002, visto che al primo insediamento, Carioni decise di mantenere invariati gli stipendi. In pratica il presidente Leonardo Carioni passa da 5.466, 18 euro a 6.073, 53 euro lordi al mese; il vice presidente Francesco Cattaneo da 4.099, 63 a 4.555, 15 euro lordi al mese. Gli altri nove assessori (Edgardo Arosio, Dario Bianchi, Pietro Cinquesanti, Alessandro Fermi, Achille Mojoli, Ivano Polledrotti, Simona Saladini, Patrizio Tambini e Stefano Valli) vedranno ritoccato lo stipendio che passerà da 3.553, 02 a 3.947, 80 euro lordi mensili. Cifre e decisione di cancellare il taglio che stanno mandando su tutte le furie l'opposizione. "Questo è il primo provvedimento che prendono ancora prima che si insedi il nuovo governo - tuona Chiara Braga, vice capogruppo del Pd e neodeputata - È in contraddizione con quanto avevano detto in campagna elettorale, cioè che avrebbero cercato di ridurre i costi della politica. Anziché risparmiare si sono alzati del 10% la già alta indennità. Così non fanno altro che confermare le convinzioni di quanti vanno invocando l'abolizione delle province". Stessa lunghezza d'onda per il capogruppo di Rifondazione Renato Tettamanti: "Dopo aver aumentato le addizionali ridotto gli investimenti e avere detto prima del voto che non avrebbero aumentato le tassi la maggioranza passa alla cassa È vergognoso". Impossibile, ieri, avere commenti in merito da parte del presidente della Provincia, il leghista Leonardo Carioni e dell'assessore al Bilancio, il forzista Patrizio Tambini. Entrambi sono infatti risultati irrintracciabili per l'intero pomeriggio. I consiglieri (con l'eccezione del presidente del consiglio che percepisce un'indennità di carica), invece, si erano ridotti il gettone di presenza del 10%, passato da 105 a 90 euro e al momento non c'è nessuna istanza di tornare al passato azzerando il taglio. A meno di novità nei prossimi consigli, dove comunque è già chiara la posizione della minoranza, resteranno solo loro con lo stipendio basso. 07/05/2008.

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