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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.” |
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tARTICOLI DEL 7-4-2008 #TOP
IN EVIDENZA
Il sindacato torna sull'azienda trasporti: «Con
parte dei soldi spesi per consulenze si sarebbero potuti pagare stipendi e
acquistare copertoni per far circolare gli autobus»
«Sinatra dica chiaro e tondo cosa vuole
finalmente fare per l'Atm e la città». L'appello che oggi la Cgil fa al
commissario del Comune di Messina è quasi disperato, sintomo di una situazione
che ha ormai oltrepassato ogni soglia di sopportazione. Dell'Atm e dei suoi
guai si parla ormai da mesi, ma nessuna luce si scorge in fondo al tunnel,
nonostante il moderato ottimismo che sembrava essersi diffuso con
l'insediamento della commissione speciale composta da Grasso, Calabrò
e Chiofalo. Ma la vicende delle "ricche" consulenze legali da
50mila euro affidate proprio da Calabrò e Chiofalo all'insaputa di Grasso ha
riportato il fuoco delle polemiche dentro gli uffici di via La Farina.
«Con solo una parte dei soldi spesi per consulenze - denuncia la Cgil - si
sarebbero potuti acquistare copertoni per far circolare gli autobus e pagare
stipendi. I commissari ne traggano le conseguenze e Sinatra dica chiaro e tondo
lo stato dei conti e cosa vuole fare adesso. E’ puramente scandaloso che mentre
con una mano si tagliava il bilancio dell’Atm e si lasciavano i cittadini senza
autobus ed i lavoratori senza stipendio, con l’altra si procedeva a stipulare
nuove consulenze, per una durata superiore allo stesso commissariamento, in
barba al tanto decantato e necessario taglio dei costi».
«Dopo circa due mesi dalla nomina di Grasso, Calabrò e Chiofalo - prosegue la
nota della Cgil - siamo invece costretti a constatare che l’Atm è nello stesso
stato in cui l’ha lasciata Providenti, con un bilancio decurtato, con un
parco mezzi sempre più ridotto, e con un aperto scontro tra i vertici che nulla
ha purtroppo a che spartire con le sorti dell’azienda, e dunque con il mandato
per il quale sono stati nominati. Quanto accaduto al di là delle eventuali
responsabilità, getta purtroppo più di un ombra sull’assolvimento dello
specifico e delicatissimo compito a cui gli stessi sono stati chiamati, e fa si
che ogni loro atto si presti ormai ad inopportune ed interminabili
strumentalizzazioni».
Dunque l'appello a Sinatra: «Il Commissario Straordinario, che non può
continuare a far finta che la cosa non lo riguardi la smetta con i silenzi ed,
anziché perdere tempo in inconcludenti confronti, dica chiaro e tondo lo stato
dei conti dell’ATM, quali atti sono stati esitati dal momento del suo
insediamento, quale è l’ammontare totale delle consulenze e delle altre spese,
perché si ostina a non trasferire all’azienda le nuove attività, che fine hanno
fatto i 16 milioni di euro che l’Atm avanza dal Comune di Messina per gli anni
precedenti, quale accordi e soprattutto a quali condizioni sono stati siglati
con gli istituti bancari per la copertura dei debiti contratti dall’azienda, e
non ultimo cosa vuole finalmente fare per l’Atm e per la città».
Antonaz:
la scuola va regionalizzata burocrazia, ridurre i costi del 20 %
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Altri impegni che secondo lei dovete prendervi con gli elettori? Ridurre ancor di più i costi della politica. In questi anni sono state tagliate le direzioni, molto è stato fatto ma si può lavorare ancora: tagliare del 20 per cento almeno i costi della macchina amministrativa. Martina Milia.
Gironcoli:
sui costi della politica bene il pd
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: quella che incide realmente sulle tasche dei contribuenti, cioè la riduzione dei costi e dei posti della politica. In piena campagna elettorale fa un po' sorridere parlare di risparmio quando si spendono tranquillamente migliaia di euro per riempire le cassette postali di dépliant che saranno immediatamente cestinati.
Le
moto in centro, una <festa> assurda S crivo per esprimere la mia forte
perplessità sulla manifestazione della benedizione delle moto che ieri si è
ripetuta nel centro di Trento ( da "Adige, L'"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Con la presente mi permetto quindi di proporne l'abolizione. Ne guadagneranno il soldo pubblico, per via dei gettoni di presenza così risparmiati, e anche la dignità personale dei commissari, non più esposti a imbarazzanti ribaltamenti. Le domande di autorizzazione paesaggistica dovrebbero invece essere rivolte, magari sotto forma di supplica,
L'Agno-Chiampo
spera di schivare i tagli di bilancio
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La Casta" di Stella e Rizzo, ma finisce per coinvolgere anche quelle che comprendono vasti territori montani. La "Agno-Chiampo", spiega Dalla Costa, secondo i nuovi parametri della Finanziaria dovrebbe sopravvivere, perdendo però Valdagno che conta più di 20 mila abitanti, limite ultimo per essere ammessi con le nuove regole,
Politici
& galantuomini ( da "Nuova Ferrara, La"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: firmò un ordine del giorno per una riduzione dei costi della politica e per il recupero di rigore nella pratica della politica. Il documento fu presentato in un Consiglio Nazionale dei DS, nel luglio 2005. Non comprendo allora come il segretario del PD argentano, possa mostrare sorpresa e perfino irritazione se affermo che c'è anche chi fa politica per lo stipendio.
<Risorse
per la sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti>
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La sicurezza è uno dei nostri cavalli di battaglia. Proponiamo un aumento del 30% delle risorse finanziarie a favore delle forze dell'ordine reperendo i fondi dal finanziamento ai partiti e ai giornali di partito; occorre aumentare del 30% il personale degli uffici giudiziari utilizzando il personale degli enti inutili.
Costi
della politica: Libè replica alla Motta
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: onorevole Motta abbia così a cuore la riduzione dei costi della politica e dello stipendio dei parlamentari. Questo è un problema che dobbiamo tenere in considerazione e sul quale dobbiamo lavorare seriamente ". "Dovrebbe però chiedere - continua l'esponente del partito che candida Pier Ferdinando Casini a Presidente del Consiglio - ai suoi colleghi senatori come mai,
Province,
un ente da sopprimere ( da "Centro, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il punto è che le province sono un formidabile serbatoio di poltrone: 104 presidenti più 104 vicepresidenti più 894 assessori più 104 presidenti delle assemblee consiliari più 3000 consiglieri per un totale di 4206 persone". Guadagnano dai 36 euro a gettone di presenza per i consiglieri delle province più piccole alle 4.
Pensiamoci
( da "Manifesto,
Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: si tratti di abbassare i costi delle Camere e dei ministeri. Si tratta di andare verso una repubblica presidenziale. Ci sono riforme e riforme: quando si sente la parola, bisogna chiedere: Scusi, precisiamo? 7 e finale. Ecco dunque altri sei punti, oltre quelli trattati finora dal povero gatto del lunedì - su cui ci sono state più oscurità che chiarezze nella campagna elettorale.
ANCORA
bufera sugli incarichi del Comune. E' di nuovo il leader
( da "Nazione,
La (Prato)" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sarebbero anche una dozzina di incarichi assegnati a membri esterni dei consigli di quartiere, persone quindi non elette, ma chiamate a partecipare alle riunioni in qualità di esperti e quindi pagate dal Comune anche con il gettone di presenza (45 euro a seduta). Negli ultimi nove anni queste consulenze "anomale" avrebbero comportato una spesa compresa fra i 150 e i 200mila euro.
Mi
gioco tutto in 4 regioni ( da "Panorama"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Noi abbiamo spiegato come finanzieremo i nostri provvedimenti e una tabella del Sole 24 Ore ha dimostrato che si può fare. Con una riduzione della spesa pubblica di un punto l'anno le risorse ci sono. Cosa taglierete? Penso ai costi della politica, alla spesa burocratica, all'abolizione delle province nelle aree metropolitane e degli enti inutili.
Pecoraro,
dalle figurine ai veleni della Casta
( da "Corriere
Adriatico" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Rizzo e Stella e indagato per corruzione Pecoraro, dalle figurine ai veleni della Casta ANCONA - La parabola di Marco Pecoraro Scanio è tutta colorata di verde, dall'erba dei campi di calcio alla "v" maiuscola del partito ambientalista. In posizione centrale e cruciale su entrambi i terreni, su tutte e due i fronti a ricucire con il fiato da centrocampista di quantità e con l'
Salerno:
In Consiglio comunale si parla anche della localizzazione del
termovalorizzatore ( da "Salerno notizie"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per favorire la massima partecipazione politica saranno composte da 23 membri, ma resta inalterato l'ammontare del gettone di presenza. Infine, da sottolineare la modifica all'art. 69 dello Statuto, che riguarda le Circoscrizioni: i parlamentini di quartiere diventano facoltativi. Per un eventuale rinnovo, bisognerà pronunciarsi 180 giorni prima della scadenza elettorale.
"Casta
stampata" con due direttori che hanno fatto tanto per Libertà ANNA PRATI
ZANI ( da "Libertà"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sotto una buona stella, perché una volta chiarite le situazioni societarie il giornale riprese una vita di normale quotidianità come dal 1883, anno della sua fondazione. Era l'anno 2000, quando arrivò come direttore un siciliano doc, Gaetano Rizzuto, con larga esperienza giornalistica e direzionale alle spalle e con propensione congenita e culturale a sentirsi cittadino del mondo.
Una
scelta per dire no al riarmo e alla guerra
( da "Redattore
sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I costi della politica, in questo periodo, sono passati al setaccio, ma non si capisce perché su questi si faccia lo stesso". La Campagna è attualmente promossa da Padre Alex Zanotelli, dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, dal MIR Vicenza, dalla rete di Lilliput Vicenza e dal Comitato Pace Disarmo Napoli.
Sanità
in Abruzzo a rischio commissariamento? Per Paolo Tancredi la soluzione c'è:
spendere meglio ( da "Quotidiano.it, Il"
del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: preparato dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica, con le prime indicazioni per spendere meglio, soprattutto in vista dei lavori per la Finanziaria 2008, la parola d'ordine è: spendere meglio, eliminando gli sprechi: ridurre i costi della politica, riorganizzazione gli uffici, adeguare le strutture ai nuovi bisogni e dare un taglio netto a tutto ciò che è superfluo.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
L'assessore alla
Cultura si ricandida. "Vorrei tornare in giunta e completare la legge
sull'istruzione" Antonaz: la scuola va regionalizzata Burocrazia, ridurre
i costi del 20 % TRIESTE Si candida per la Regione - contrariamente al 2003 - e
punta al bis per completare l'attività dei primi cinque anni. Roberto Antonaz,
assessore all'istruzione, cultura, sport e pace non teme le distanze tra
sinistra Arcobaleno e presidente Illy, apre al presidente sulla
regionalizzazione della scuola, non rinnega la legge sul friulano - semmai
"è Tondo che si vergogna di essere friulano" - e per il prossimo
quinquennio prende un impegno: "Dobbiamo ridurre ancor di più i costi
della politica, tagliare del 20 per cento la spesa
della macchina amministrativa". Assessore, come mai ha scelto di
ricandidarsi? Tutte le persone che hanno una certa visibilità all'interno del
centrosinistra avrebbero dovuto candidarsi per consentire a Intesa democratica
di vincere. Ho scelto di correre per le regionali a Gorizia per favorire la
vittoria del centro sinistra. Di cosa è più orgoglioso in questi cinque anni da
assessore all'Istruzione, Cultura, sport e pace? Il mio è un assessorato
complesso per cui le cose sono tante. Si va dalla ristrutturazione degli
impianti sportivi - circa 70 milioni investiti -, al comodato d'uso gratuito
per i libri di testo, alla legge sull'alfabetizzazione informatica, alla legge
sui giovani. Per quel che riguarda l'istruzione i nostri ragazzi, secondo
l'indagine Ocse Pisa sono primi in Italia nelle conoscenza delle materie
scientifiche e letterarie. Non è merito della Regione ma sicuramente la Regione
ha il merito di aver creato un rapporto sempre più stretto con la scuola, oltre
che di finanziare tanti provvedimenti importanti. Scuola che il presidente Illy
vorrebbe rendere regionale, cosa ne pensa? Condivido il percorso tracciato da
Illy e già avviato in questo mandato: ordinamento statale e gestione regionale
perché conosciamo il territorio meglio di Roma sappiamo dove aprire o chiudere
una scuola, quale formazione aggiuntiva possa servire agli insegnanti. Tutto
questo già lo stiamo facendo. Tra i provvedimenti che ha portato avanti alcuni
sono stati duramente attaccati dal centro destra: la legge sul friulano e
quella sull'immigrazione. Tondo sembra intenzionato a cambiarli. La legge
sull'immigrazione è avanzata tanto che regioni come il Veneto e la Lombardia,
non certo di centrosinistra, la stanno studiando. Molto poi è stato fatto - parliamo
di cento progetti l'anno - in campo di cooperazione e sviluppo. Nella nostra
regione pur essendoci un alto tasso di stranieri il livello di integrazione è
buono e in parte credo anche grazie alla norma regionale. Il centro destra è
solito far leva sulla paura dello straniero per prendere voti. Lo mostra l'idea
del censimento, che è uno spot elettorale. E sul friulano? Una legge che è
stata strumentalizzata in molte parti. Rientra nel pacchetto di leggi per
favorire il plurilinguismo, come la legge sullo sloveno e quella sul tedesco
che faremo nel prossimo mandato. Non è vero che spendiamo maggiori risorse - il
friulano a scuola si insegna dal 2001 - né che imponiamo la lingua a chi
risiede fuori dall'area friulanofona. E' singolare questo attacco di Tondo,
evidentemente si vergogna di parlare friulano visto che dice che la marilenghe
andrebbe parlata solo a casa. Spera di tornare in giunta? Se sì con le stesse
deleghe? Non mi dispiacerebbe, vorrei completare alcune leggi che non siamo
riusciti ad approvare, come la legge su istruzione e formazione. Non teme le
divisioni rispetto a Illy specie in tema di infrastrutture e sanità? Le
differenze ci sono sempre state eppure abbiamo governato. Non ho difficoltà a
dire che il 90 per cento dei provvedimenti che abbiamo approvato in questi anni
sono stati da me pienamente condivisi. Alcuni li ho subiti in altri casi ho
votato contro, come altri assessori. Questa autonomia rimarrà e credo valga per
tutti i partiti. Altri impegni che
secondo lei dovete prendervi con gli elettori? Ridurre ancor di più i costi
della politica. In questi anni sono state tagliate le direzioni, molto è stato
fatto ma si può lavorare ancora: tagliare del 20 per cento almeno i costi della
macchina amministrativa. Martina Milia.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Gorizia Gironcoli:
sui costi della politica bene il Pd CITTADINI
Donatella Gironcoli (Cittadini per il presidente) afferma di "aver letto
con piacere" che anche altri candidati si sono impegnati in caso di
elezione a rinunciare al 50% della indennità di consigliere, per devolverla a
iniziative sociali e assistenziali. "È stato - rimarca - il fulcro della
mia campagna elettorale come candidata sindaco alle comunali del 2007: impegno
che ho poi mantenuto destinando tale somma al Comune in favore delle famiglie
con minori in condizioni disagiate. Ma la battaglia vera è, non
dimentichiamolo, quella che incide realmente sulle tasche
dei contribuenti, cioè la riduzione dei costi e dei posti della politica. In piena campagna elettorale fa un po' sorridere parlare di
risparmio quando si spendono tranquillamente migliaia di euro per riempire le
cassette postali di dépliant che saranno immediatamente cestinati. E su
questo tutti noi candidati dobbiamo recitare un "mea culpa"".
"D'altronde - prosegue la Gironcoli - è la legge del mercato che impone
l'autopromozione anche se a colpire più che la quantità dei messaggi sono, io
credo, le idee e la qualità delle persone. Quindi tanto apprezzamento per
questa promessa del Pd goriziano (tutto?), sperando di trovarli al nostro
fianco, compatti, quando realizzeremo le iniziative di sostanziale riforma e
contenimento dei costi della politica regionale. Ci
auguriamo che allora la professoressa Bratina non sarà da sola a combattere per
la riduzione dei consiglieri regionali da
( da "Adige, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Le moto in centro,
una "festa" assurda S crivo per esprimere la mia forte perplessità
sulla manifestazione della benedizione delle moto che ieri si è ripetuta nel
centro di Trento Le moto in centro, una "festa" assurda S crivo per
esprimere la mia forte perplessità sulla manifestazione della benedizione delle
moto che ieri si è ripetuta nel centro di Trento. Capisco l'iniziativa. Capisco
il desiderio di partecipazione di tutti i motociclisti, ma, che necessità c'è
di ospitarla nel centro della città? Chi non è passato per le vie del centro
durante la precedente edizione non può rendersi conto del rumore, dello smog,
del fastidio che centinaia di moto presenti nelle strade strette del centro
provocano. Tutta la mattina fermi, ammassati, con le moto accese, con continue
"sgasate" e accelerate "per farsi sentire". Mi chiedo:
quante "Domeniche senz'auto" e giornate di "targhe alterne"
si vanificano e si "recuperano" (in negativo) in una sola mattina? Di
sicuro in questo modo non si fa amare né il mezzo né i piloti. Nella foto che
allego, scattata l'anno scorso, penso sia eloquente la nuvola bianca che si
vede contro le case (e la foto non rende bene quello che c'era, ci sono stati
momenti ancora peggiori): non è nebbia, e neppure l'incenso della benedizione.
Perché non svolgere queste "feste" all'interporto? O in altre sedi
fuori dalla città? Raffaella Lunelli Mori, il volontariato alla casa di riposo
I n risposta all'articolo de signor Gianni Pizzini, Presidente della Casa di
Soggiorno Cesare Benedetti di Mori, dove si parlava del volontariato che
frequenta la casa, intendo doverose alcune precisazioni. In qualità di
volontaria e in particolare come presidente dell'Associazione Avulss
(Associazione Volontariato Unità Locali Socio Sanitarie) della zona di
Mori-Brentonico tengo a ricordare qualche dato: Oltre ai numerosi gruppi,
associazioni e cori che si trovano ad allietare le ore dei nostri anziani
ospiti, un'importante presenza è rappresentata dai
volontari appartenenti alla nostra associazione. Importante perché è
innanzitutto una presenza continua e quotidiana (ogni
giorno della settimana è assicurato l'intervento di uno o due volontari) e
inoltre, a differenza di quanto affermato dal signor Pizzini non si tratta di
un volontario "Sporadico e spontaneo" (anch'esso prezioso) bensì
strutturato, sia perché appartenente ad un'associazione con una storia e
organizzazione consolidata e diffusa su tutto il territorio nazionale, sia
perché costantemente collegata all'organizzazione del Soggiorno. A differenza
delle presenze sporadiche di gruppi, cori e altre associazioni certamente
portatrici di vivacità e freschezza e creatori di "eventi" nello
scorrere delle mattine, la peculiarità del volontario Avulss è la costanza, la
vicinanza e l'ascolto dell'ospite nella sua quotidianità che si traduce poi
anche in alcune attività specifiche presso la Rsa di Mori, quali
l'accompagnamento continuo a visite mediche, gite e uscite varie, l'animazione
religiosa 2-3 volte la settimana, il "tutoraggio dei singoli ospiti".
Ritengo infine interessante un'ultima precisazione: non solo la casa è
frequentata quotidianamente da volontari (a differenza dell'isolamento della
stessa di cui parlava il signor Pizzini), ma addirittura l'Avulss di Mori ha
proprio avuto le sue origini esattamente 20 anni fa presso lo stesso soggiorno,
proprio per venire incontro alle esigenze degli ospiti. Da allora la nostra presenza è stata costante negli anni ma ciò nonostante
auspichiamo sempre che altre persone si avvicinino all'associazione o a qualche
altra forma di volontariato. Argia Girardelli Juno insegna a non abortire E '
uscito anche nelle sale italiane il film Juno, la storia di una ragazza di 16
anni che vorrebbe abortire ma poi, dopo aver capito che il suo bambino è già
perfettamente formato, che ha occhi, unghie, mani, esattamente come lei, decide
di partorirlo e di darlo in adozione. Il film è una commedia, divertente ma
anche pensierosa, profonda, che aprirà gli occhi a tante persone sulla realtà
del concepito, di quello che in troppi continuano a definire un "grumo di
cellule". Giampiero Mughini, su Libero del 4 aprile, ha raccontato di aver
visto il film, ma di non essere riuscito a guardare la scena in cui viene
mostrata l'ecografia e il feto si rivela per quello che è, "ossia una
creatura piena". "Ho abbassato gli occhi - ha proseguito Mughini -
perchè non reggevo quell'immagine, e nel frattempo la memoria mi correva a quel
giorno in cui accompagnai la mia fiamma bionda da una mammana. Un ricordo devastante
che non mi risparmia, a quasi quarant'anni di distanza". A Juno è andata
meglio: vedere la realtà, incontrare attivisti del mondo pro life, le ha
permesso di ripensare alla sua scelta, e di trasformarla in un atto d'amore.
Non dovrà dire, come fece Emma Bonino ricordando il suo aborto, di aver provato
"solitudine, umiliazione, rabbia e un gran bisogno che tutto finisse
subito?". Andrea Tomasi - Trento Ma i violenti sono solo i leghisti? E
gregio direttore, premetto che non ho mai votato Lega in vita mia anche se devo
essere sincero la tentazione di farlo è fortissima visto che non se ne può piu
di questa gentaglia che viene in Italia per delinquere, che si è impossesata
dei parchi pubblici, che ha precedenza in tutte le graduatorie e che sempre piu
spesso è implicata in fatti di cronaca nera. Ma il motivo per cui le scrivo è
questo. Tempo fa ha pubblicato una lettera di un signore che dichiara che
l'aggressione subita dai militanti leghisti alla panetteria è il frutto di una
campagna violenta che la Lega attua. Ora ne avremmo anche le scatole piene di
questi sinistroidi buonisti che accusano gli altri di essere violenti e poi
guardando i fatti di cronaca si scopre che loro non sono certo delle educande.
Chi è che occupa l'ex dogana? Chi è l'eroico spegnitore di sigari in faccia
alla gente? Chi è che impedisce agli altri di parlare ai comizi? Chi si
presenta in consiglio a Mattarello e impedisce lo svolgimento di una regolare
aseemblea? Chi si può permettere di assaltare una caserma della polizia e essere
impunito? Stiamo attenti perché uno Stato che non riesce a far rispettare le
proprie forze dell'ordine che sono il suo simbolo è uno Stato da operetta. Uno
Stato che non punisce severamente chi manca di rispetto in maniera violenta ai
suoi rappresentati è uno Stato a rischio di golpe. Perché da sempre sono
iniziati così. Con l'occupazione delle caserme. In qualsiasi altro posto del
mondo se qualcuno si fosse permesso di fare una cosa simile sarebbe stato preso
e buttato in cella. Solo da noi sono dei poverini che bisogna capire perché
così esprimono il loro disagio. Povera italia. Mirco Nucida La collina
devastata per volere politico U n brutto pesce di aprile mi arriva dai giornali
i martedì 1° aprile, con la notizia dell'autorizzazione data "in deroga"
dalla giunta provinciale alla ristrutturazione, cioè alla cancellazione, di uno
degli ultimi bei complessi rurali rimasti in quel di Villazzano sulla collina
di Trento. Due particolari saltano all'occhio in questa vicenda. In primo
luogo, la licenza viene data contro il parere di ben due commissioni
provinciali competenti in materia di paesaggio. In secondo luogo, beneficiario
del provvedimento è il senatore Ivo Tarolli, esponente politico e quindi
collega di Lorenzo Dellai e dei suoi compagni di giunta. Nella distruzione del
paesaggio trentino, constatabile ictu oculi a Trento come in tutti gli altri
centri della provincia, un ruolo importante spetta ai permessi sistematicamente
rilasciati dalle varie giunte provinciali su ricorsi contro i dinieghi delle commissioni
preposte alla tutela paessagistica. Si tratta di una prassi assolutamente
normale, che si affianca alle deroghe e alle varianti in materia urbanistica.
In questo modo tutti i paesi e le città del Trentino, dal primo all'ultimo,
hanno completamente perso forma e misura. A questo punto la presenza
e l'opera delle commissioni per il paesaggio risulta con ogni evidenza inutile
e fastidiosa, o forse gradita solo ai preposti politici al fine di acquisire
riconoscenza presso i ricorrenti di volta in volta beneficiati. Con la presente mi permetto quindi di proporne l'abolizione. Ne
guadagneranno il soldo pubblico, per via dei gettoni di presenza così risparmiati, e anche la dignità personale dei commissari,
non più esposti a imbarazzanti ribaltamenti. Le domande di autorizzazione
paesaggistica dovrebbero invece essere rivolte, magari sotto forma di supplica,
al presidente della giunta provinciale. Utile sarebbe forse accludere una
tessera, un certificato di parentela o una raccomandazione. Certamente l'attuale
tutela del paesaggio trentino non avrebbe a soffrire di questa riforma.
Francesco Borzaga - Trento I pitbull cattivi? Colpa dei padroni L eggendo
l'articolo sul vostro giornale di mercoledì 2 aprile nello spazio della
cronaca, mi è caduto l'occhio sulla foto di un bellissimo pitbull, pertanto mi
sono trovata a leggerne il contenuto. Stupita ancora una volta della
superficialità con la quale la gente si propone davanti a tale razza, volevo
solo portare all'attenzione di tutti il fatto che non è necessario abbinare una
foto di un cane di questa razza a un articolo relativo a una denuncia verso un
cane segugio. Credo che la nomea del pitbull sia già stata abbastanza rovinata
grazie alle persone che ne sono in possesso, probabilmente nemmeno in grado di
gestire se stesse. Perciò chiedo gentilmente di non alimentare certe leggende
causando solo un aumento della diffidenza verso questi poveri cani che tendo a
sottolineare, cani sì di indole più aggressiva, ma se, come ogni cane, educati
in situazioni idonee, mostrano tutt'altro che cattiveria e ingestibilità.
Approfitto anche per chiedere, a chiunque conoscesse il cane della foto
utilizzata, informazioni per poter contattare il padrone di quel fantastico
esemplare, in quanto anch'io in possesso di una splendida e buonissima cagnetta
di questa razza così denigrata, ripeto, per colpa dei padroni. Contattatemi
tramite questo quotidiano... ringrazio per l'attenzione. Martina e Selly
Raccolta di fondi, grazie ai pinetani I n occasione di una raccolta fondi (per
www.lamentorumeno.org) che ho fatto sabato 5 aprile a Baselga di Pinè,
ringrazio quanti hanno dimostrato generosità contribuendo personalmente e in
particolar modo il mio grazie più sentito va alle signore Giovanna Avi, Rita
Boneccher, Albina Colombini, Rosanna Moser e al signor Marco Ioriatti (quando
si dice beato tra le donne!). Roberta Papa 07/04/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
ARZIGNANO. Comunità
montana L'Agno-Chiampo spera di schivare i tagli di bilancio di Nicola Rezzara
"Le Comunità montane servono, la nostra è l'unico collante fra le vallate
del Chiampo e dell'Agno per sviluppare progetti comuni. Nella Finanziaria siamo
diventati il capro espiatorio d'Italia per i tagli alle spese". Giampietro
Dalla Costa, presidente della "Agno-Chiampo", è scettico sui tagli
della manovra finanziaria per il 2008, elaborata dall'ormai ex-governo Prodi,
imposti alle Regioni per le Comunità montane. Entro giugno la Regione Veneto
dovrebbe riordinare le Comunità montane per ridurne il numero e, per quelle
rimaste, decurtarne le spese almeno di un terzo. La Finanziaria intende colpire
in particolare le Comunità montane sul livello del mare e quelle sprecone
descritte da "La Casta" di Stella e Rizzo, ma finisce per coinvolgere anche quelle che comprendono vasti
territori montani. La "Agno-Chiampo", spiega Dalla Costa, secondo i
nuovi parametri della Finanziaria dovrebbe sopravvivere, perdendo però Valdagno
che conta più di 20 mila abitanti, limite ultimo per essere ammessi con le
nuove regole, e forse incorporando altri territori o Comuni limitrofi.
"Aspettiamo la legge della Regione, ma credo che la nostra Comunità
montana rimarrà" spiega Dalla Costa, che nelle varie versioni della
Finanziaria elaborate prima del voto finale, più volte si era trovato ad un
passo dalla chiusura. Il presidente dubita che la Regione riescarà a rispettare
la scadenza: "Sei mesi passano in fretta e la discussione sulla legge di
riordino non è ancora iniziata; la Regione avrà un bel da fare" ed auspica
differenti criteri per le scelte: "Sarebbe meglio guardare alle zone
prettamente montane e non ai confini comunali. Magari comprendendo solo alcune
porzioni del territorio comunale ed escludendo quelle pianeggianti". Altro
scoglio è la riduzione di oltre un terzo delle spese correnti, considerando che
il bilancio della Comunità montana si aggira intorno al milione di euro, di cui
il 70 per cento se ne va in stipendi. "I tagli ci metterebbero in grossa
difficoltà, vedremo come fare" commenta Dalla Costa, che forse sarà
costretto a rinunciare a parte degli otto impiegati. Proprio ora che dalla Regione
dovrebbero arrivare 700 mila euro di finanziamenti in più per il 2008, grazie
al trasferimento del tre per cento delle tariffe per l'acqua alle Comunità
montane.
( da "Nuova Ferrara, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
I COSTI DELLA CASTA
Politici & galantuomini Esiste un intero filone letterario che ha fatto la
fortuna di diversi editori e che è diventato estremamente popolare nel
criticare gli eccessivi costi della politica.
Archiviate sommariamente sotto la voce antipolitica,
possiamo trovare pubblicazioni che vanno dal semplice sberleffo satirico al più
serio giornalismo di denuncia. E anche nel perimetro della politica
ufficiale vi è da tempo la consapevolezza della attualità e gravità del
problema. Il sen. Cesare Salvi ha scritto nel 2005 un libro che ha addirittura
anticipato il successo di clamorosi best-sellers antipolitici. E ancora lui,
con Mussi e Napolitano, firmò un ordine del giorno per una
riduzione dei costi della politica e per il recupero di rigore
nella pratica della politica. Il documento fu presentato in un Consiglio Nazionale dei DS,
nel luglio 2005. Non comprendo allora come il segretario del PD argentano,
possa mostrare sorpresa e perfino irritazione se affermo che c'è anche chi fa politica per lo stipendio. Non si tratta di facile qualunquismo,
né significa avere in spregio chi percepisce denaro dalla politica,
ma di una fotografia di quella realtà che i commentatori più responsabili si
preoccupano di denunciare senza pregiudizi. Perché un altro aspetto della
questione, non meno grave, è che nessun schieramento è oggi completamente
immune da questo fenomeno. La mia personale opinione è che un costo della
democrazia sia inevitabile, se non altro per impedire che possano fare politica solo i ricchi, ma che occorra distinguere fra
situazioni che sono molto diverse fra loro. E' certo, ad esempio, che i nostri
parlamentari nazionali ed europei ed i nostri consiglieri regionali, sono i più
costosi e numerosi d'Europa e non sono proprio i più efficienti. Così come è
certo che tante indennità di nomina politica, in enti
o aziende pubbliche, sono scandalosamente alte e non giustificate dai
risultati. Al contrario, l'indennità riconosciuta ad un Sindaco (un Sindaco che
lavori, beninteso) non è certo esagerata e i veri sprechi, in un Comune, si
possono semmai nascondere in altri ambiti meno visibili (incarichi, assunzioni
e così via). Sono in molti ad osservare che i partiti,
costretti da Tangentopoli in poi a rigorose cure dimagranti, hanno
progressivamente trasferito all'esterno il peso (e i costi) dei loro apparati.
Destinazione più frequente di questa nuova figura di funzionario: il parastato,
gli enti locali, le aziende, il sistema produttivo di riferimento. E proprio
qui sta il punto: così come non si può dire che tutti coloro che percepiscono
denaro dalla politica la fanno per interesse, neppure
si può dire che tutti coloro che invece denaro non ne percepiscono, fanno politica per gli ideali. Perché si può vivere di politica restando galantuomini, ma può accadere che si
faccia volontariato politico in cambio di una occupazione per sé o per altri.
Può essere la moglie o il figlio, il compagno o l'amica (o anche tutti questi
insieme). Ma di certo è difficile, in questi casi, invocare la passione politica per un malcostume che rischia di inquinare
definitivamente il libero gioco democratico e di praticare una selezione del
personale politico fondata più sull'obbedienza che sulle capacità. Credo che su
questo pericolo varrebbe la pena di confrontarsi seriamente, senza alzare
barricate, nell'interesse di tutti. Gabriella Azzalli Capogruppo di Argenta
Rinnovamento.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Risorse per la
sicurezza? Tagliamo i fondi ai partiti" Di
Pietro: sarà uno dei cavalli di battaglia dell'Italia dei valori Molti
bergamaschi per la Camera: serve un legame col territorio Ridurre gli sprechi,
snellire la burocrazia, garantire sicurezza ai cittadini e certezza dei tempi
per la realizzazione delle opere, prestare attenzione al territorio: Antonio di
Pietro, ministro delle Infrastrutture ha colto l'occasione della visita di ieri
all'Edil 2008, alla Fiera di Bergamo, per indicare le priorità dell'Italia dei
valori. In mattinata, a margine di un incontro a Calolziocorte con gli
amministratori locali, in merito al problema della scheda elettorale, ha
rimarcato che questa così "come proposta quest'anno non dà ragione
dell'esistenza di due coalizioni nette e chiare. In questa scheda elettorale
non c'è corretta informazione". "Se è possibile ristampare le schede
per garantire il diritto costituzionale di un cittadino ? ha rimarcato Di
Pietro riferendosi alla riammissione della Dc di Pizza ? possibile che non lo
sia per garantire i diritti costituzionali di tutti gli elettori?".
Ministro, perché l'Italia dei valori, alleata con il Pd, ha preferito
presentarsi con simbolo e liste proprie? "Pur riconoscendoci in modo leale
e corretto nel candidato premier Veltroni, abbiamo specificità programmatiche.
Crediamo di poter dare un contributo autonomo e importante in materia di
sicurezza, legalità, funzionamento delle istituzioni, snellimento della
burocrazia, lotta alla casta e riduzione degli sprechi. Abbiamo sottoscritto un
programma che rispetteremo, ma all'interno del quale vogliamo dare priorità
alle nostre proposte. Dopo le elezioni faremo un gruppo unico con il Pd secondo
le forme che individueremo". Nei primi posti alla Camera presentate
numerosi candidati bergamaschi. "Riteniamo necessario che nelle istituzioni
ci siano rappresentanti che conoscono il territorio. Nei primi posti in lista
ci sono molti bergamaschi: io come capolista, Silvana Mura, Sergio Piffari e
Gabriele Cimadoro. Mi sembra un'attenzione forte al territorio per un partito
che alla Camera eleggerà 15-18 parlamentari". Da più parti le viene
riconosciuta la capacità di aver dialogato con le istituzioni locali. Criterio
valido per il futuro? "I parlamentari dell'Italia dei valori dialogheranno
con senso di responsabilità con tutti gli altri parlamentari bergamaschi per
quella politica del fare che ho applicato in questi
anni dialogando con gli amministratori locali a prescindere dal colore di
appartenenza. L'interesse del territorio si tutelerà meglio se si farà fronte
comune". Anche perché il tema delle infrastrutture rimane centrale per il
Nord. "Siamo riusciti a ottenere risultati per l'alta velocità, la
Brebemi, la Pedemontana: le infrastrutture sono un anello centrale per lo
sviluppo; serviranno da contorno anche per l'Expo di Milano e per quella data
saranno pronte importanti infrastrutture che collegheranno Bergamo con il
capoluogo regionale. In Lombardia abbiamo sperimentato per la prima volta un
modello di federalismo delle responsabilità: abbiamo sperimentato
l'assegnazione a una società di scopo regionale della proprietà e del ruolo di
concedente delle aree infrastrutturali a pedaggio. Questo permetterà di
mantenere un flusso costante d'introiti che saranno utilizzati esclusivamente
nella regione per ulteriori lavori infrastrutturali e per la tutela dell'ambiente".
Le altre priorità? "Superare il dualismo tra impresa e lavoratori. Siamo a
favore della riduzione delle aliquote fiscale e del costo del lavoro per le
aziende. Occorre sostenere la piccola e media impresa. Abolire gli abusi del precariato,
pur ritenendo necessaria una forma di flessibilità dinamica. La sicurezza è uno dei nostri cavalli di battaglia. Proponiamo un
aumento del 30% delle risorse finanziarie a favore delle forze dell'ordine
reperendo i fondi dal finanziamento ai partiti e ai giornali
di partito; occorre aumentare del 30% il personale degli uffici giudiziari
utilizzando il personale degli enti inutili. Proponiamo di ridurre da
tre a due i gradi di giudizio". E il problema dell'informazione?
"Deve essere riformulato e garantito il diritto dell'informazione con la
legge sulle telecomunicazioni che l'Europa ha riconosciuto non più sufficiente
e che proponiamo di risolvere. Il problema del conflitto d'interessi che
riguarda Berlusconi è nell'attività istituzionale del nostro partito sin dal
primo giorno. Ma sarebbe riduttivo parlarne pensando a una sola persona: è il
sistema Italia che ha bisogno di una liberalizzazione maggiore. Il conflitto
d'interessi deve essere risolto ai vari livelli a partire da quello che esiste
tra sistema bancario e imprenditoriale sino a quello che riguarda la nomina dei
controllori da parte dei controllati". Quale il senso della sua visita
all'Edil 2008? "Rendere onore a una categoria che è uno dei volani
principali dello sviluppo del Paese. L'impresa italiana è caratterizzata da
grande professionalità nel progettare, realizzare, innovare. Soffre per regole
farraginose e per i tempi lunghi. Abbiamo iniziato a introdurre modifiche per
la certezza dei progetti, dei finanziamenti, del rispetto del cronoprogramma.
Occorre intervenire anche per snellire il sistema burocratico e tempistica,
evitare gli sprechi". Gianluigi Ravasio.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA 07-04-2008
POLEMICA Costi della politica: Libè replica alla Motta
II Il senatore Mauro Libè, candidato alla Camera dei Deputati per l'Unione di
Centro, risponde all'intervento dell'onorevole Carmen Motta del Pd. "Sono
davvero felice - dice Libè - che l'onorevole Motta abbia
così a cuore la riduzione dei costi della politica e dello
stipendio dei parlamentari. Questo è un problema che dobbiamo tenere in considerazione
e sul quale dobbiamo lavorare seriamente ". "Dovrebbe però chiedere -
continua l'esponente del partito che candida Pier Ferdinando Casini a
Presidente del Consiglio - ai suoi colleghi senatori come mai, quando è
stato proposto il blocco dell'aumento automatico degli stipendi dei
parlamentari, solo in 40 (tra cui il sottoscritto) hanno votato a favore mentre
loro si sono opposti". "I cittadini non si fanno prendere in giro: è
tutto scritto, registrato e consultabile sul sito del Senato. E' troppo facile
- conclude Libè - parlare bene e poi votare tutto il contrario in aula ".
( da "Centro, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Ezio Pelino
Province, un ente da sopprimere L'articolo di Fabio Melilli su Il Centro del 4
aprile, dal titolo "Province, l'utilità di un ente intermedio",
riapre una questione sfiorata appena dalla campagna elettorale. L'autore,
presidente dell'Unione Province Italiane, intervenendo per una difesa non
petita delle province, dimostra di temere che qualche forza politica possa
minacciarne la sopravvivenza. Lo vorremmo tranquillizzare. Ci risulta che solo
Berlusconi ha parlato di soppressione, ma il suo è sembrato solo un passaggio
del discorso teso ad accattivarsi quella parte dell'opinione pubblica ormai
insofferente di costi, sprechi e privilegi della politica e della pubblica
amministrazione. Tutti o quasi tutti i politici sono consapevoli della
inutilità delle province. Le competenze di questo ente territoriale potrebbero
essere affidate ai Comuni e alle Regioni. Sono, infatti, sostanzialmente
limitate all'edilizia scolastica di alcuni istituti superiori e a quella viabilità
che l'Anas reputa meno importante. I migliori politici ne vorrebbero la
soppressione, ma solo in interiore homine. Nessuno ama suicidarsi sfidando
l'insurrezione delle città capoluogo. Per la generalità dei politici le
province sono più che utili, sono indispensabili: assicurano reddito e carriera
a migliaia di loro nonchè a una schiera di portaborse, consulenti, assistenti e
occupazione a circa 60.000 burocrati. La questione province è antica, comincia
con l'unità d'Italia. Minghetti prefigurava uno Stato senza province,
articolato per autonomie regionali. Ma, per timore che il potere rischiasse di
tornare alle reazionarie classi dirigenti locali preunitarie, si preferì
governare dal centro tramite i prefetti. De Gasperi, nel primo discorso alla
Camera del giugno 1921, criticò, scandalizzato, la moltiplicazioni degli
impiegati e la lievitazione delle spese nella sua provincia di Trento italiana
rispetto alla Trento austriaca. Nel secondo dopoguerra, la soppressione fu
decisa dalla Commissione dei 75, ma respinta dall'Assemblea Costituente. Nel
'70, con l'istituzione dell'ordinamento regionale, un grande politico di un
piccolo partito, Ugo La Malfa, si battè per l'abolizione delle province per
ridurre le spese e non creare superfetazioni burocratiche. Con lui Enrico
Berlinguer. Anche nella Bicamerale diretta da D'Alema si discusse seriamente
dell'abolizione. Recentemente, Gianfranco Fini ha sostenuto che le province
"servono solo al ceto politico, dovrebbero essere abolite". L'elenco
di coloro che hanno avuto il coraggio di dichiararlo apertis verbis comprende
il presidente del Friuli Riccardo Illy, il demoproletario Franco Russo, i
diessini Augusto Barbera, Cesare Salvi, Massimo Villone, il presidente di Roma
Metropolitane, Chicco Testa, i giornalisti Sergio Rizzo,
Mario Cervi, Nicola Porro, Gian Antonio Stella.
Quest'ultimo scrive, ironicamente:" Guai a dire che sono superflue,
saltano su tutte le furie come le beate vergini a difesa dell'onore."
Nessuno dei Paesi simili al nostro è articolato per province. In Francia, i
Dipartimenti hanno una dimensione analoga alle province ma si collocano fra i
Comuni e lo Stato. In Germania, le uniche realtà sotto lo Stato federale sono i
Lander e i Comuni. In Gran Bretagna, le Contee hanno carattere
tecnico-amministrativo e non politico. Analogamente negli Usa, dove le stesse
hanno competenze giudiziarie o di polizia. In Italia, le province, invece di
abolirle, si aumentano. E' tutta una corsa alla provincia: non c'è cittadina
che non abbia il suo comitato di lotta e il suo parlamentare di riferimento.
Erano 92 nel 1960, sono passate a 110 del 2005. Solo durante l'ultima
legislatura le proposte presentate sono state 40 e, forse, solo la brevità
della stessa ne ha impedito il varo di nuove. Nel
( da "Manifesto, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Rossana Rossanda A
una settimana dal voto, tutto è stato detto dai leader. Dai microfoni su piazza
e in tv. Tutto di basso profilo, qualche bugia, qualche furberia ma il quadro è
chiaro. È il momento di pensare da soli, elettori maschi e femmine e giovani
che avranno la scheda per la prima volta. Non affidiamoci agli umori, quelli
che piacciono ai sondaggi. Come è successo al tempo del "Silvio facci
sognare", lo slogan più scemo del secolo. Siamo alfabetizzati, abbiamo non
solo speranze e delusioni ma comprendonio e memoria. Gli elementi per valutare
a chi dare il voto ci sono tutti, nel presente e nel passato prossimo. Facciamo
parlare i dati di fatto.
( da "Nazione, La (Prato)" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRATO pag. 23 ANCORA
bufera sugli incarichi del Comune. E' di nuovo il leader ANCORA bufera sugli
incarichi del Comune. E' di nuovo il leader provinciale di An Maurizio Bettazzi
a sferrare il suo attacco alla giunta e in particolare all'assessore al
personale Andrea Breschi. "E' passato più di un mese e mezzo - ha detto -
da quando con una domanda di attualità ho chiesto la lista delle eventuali consulenze
assegnate a eletti nei consigli di quartiere, quindi in modo illegittimo.
Nessuno mi ha ancora risposto, nonostante il fatto che il consiglio comunale si
sia riunito nel frattempo quasi ogni settimana. Il mio sospetto che ci sia
qualcosa da nascondere è intanto diventato quasi una certezza". LE DOMANDE
di attualità in genere vengono infatti iscritte all'ordine del giorno del
consiglio comunale immediatamente successivo alla loro presentazione, invece
nel caso di Bettazzi il question time è stato di fatto congelato, con ogni
probabilità - a questo punto è lecito supporre - con l'intenzione di rinviarlo
a dopo il voto. "L'assessore competente che mi dovrebbe rispondere -
aggiunge Bettazzi - è il responsabile del personale Andrea Breschi: quando presentai
la mia domanda di attualità si trovava in Libano, per una fondamentale missione
di cooperazione internazionale... Da tempo è però tornato nella nostra Prato,
quindi mi chiedo cosa stia aspettando a dare le risposte che mi deve. Io credo
le elezioni, perché, anche senza risposte ufficiali, la verità in Comune
circola ormai da tempo". SECONDO le indiscrezioni, infatti, ad almeno un
paio di eletti nei quartieri sarebbero stati assegnati incarichi che non
dovevano essere affidati, oltre al caso già emerso di un ex consigliere del
quartiere Sud che, prima di dimettersi perché nel frattempo assunto proprio in
Comune, aveva ricevuto una consulenza nell'ambito degli studi sul prg. Ma ci sarebbero anche una dozzina di incarichi assegnati a membri
esterni dei consigli di quartiere, persone quindi non elette, ma chiamate a
partecipare alle riunioni in qualità di esperti e quindi pagate dal Comune
anche con il gettone di presenza (45 euro a seduta). Negli ultimi nove anni queste consulenze
"anomale" avrebbero comportato una spesa compresa fra i 150 e i
200mila euro. SULL'UNICO caso di incompatibilità già ufficiale Bettazzi
nelle scorse settimane ha già comunque presentato un esposto alla corte dei
conti. "Fra consulenze e concorsi - aggiunge - in Comune stanno emergendo
episodi gravi di mancanza di trasparenza e irregolarità, basti pensare
all'aspirante funzionario amministrativo a cui è stato permesso di usare
l'i-pod durante un esame scritto o alla gara per ingegneri con le domande
preparate quasi su misura, episodi su cui non a caso la procura ha aperto
un'inchiesta. A me pare una situazione indecente e per la seconda volta invito
il sindaco non solo fare chiarezza, ma finalmente anche pretendere dai suoi
uffici e dai suoi dirigenti comportamenti più rispettosi delle leggi e delle
regole della buona amministrazione".
( da "Panorama" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
WALTER VELTRONI Mi
gioco tutto in 4 regioni MAURIZIO BELPIETRO intervista Combattere l'inflazione,
gli sprechi della politica, la mafia, le inefficienze
della giustizia: un libro dei sogni che Walter Veltroni ha fatto diventare
programma elettorale. Con una convinzione: il Pd può vincere. Sempre che in
Lazio, Sardegna... Walter Veltroni non ama gli strappi. Quelli che ha dovuto
consumare in campagna elettorale con Rifondazione e con i socialisti gli
bastano e avanzano per i prossimi anni. Ora ha bisogno del consenso di tutti.
Dunque misura le parole, lima gli spigoli e a ogni domanda si fa rotondo e
liscio, attento a non urtare la suscettibilità di nessuno degli alleati. A metà
intervista gli scappa una frase sul Mose, la barriera che dovrebbe fermare
l'acqua alta a Venezia. "Si deve fare" dice senza esitazioni. Ma poi,
temendo di dispiacere a Massimo Cacciari, il sindaco lagunare esponente di
spicco del Partito democratico, si corregge: "Si deve fare, ma cercando
l'accordo con le comunità locali e sostenendo le altre misure per la
salvaguardia di Venezia", che è un po' come volere la botte piena e la
moglie ubriaca. Il candidato premier del Pd sa che corre su un campo minato,
dove in qualche caso gli ordigni li hanno occultati proprio gli amici. Pierluigi
Bersani dice che serve uno scatto di reni. Quando lo farà? No, Bersani non ha
detto così, quella è una forzatura dei giornali. Lo scatto di reni è già in
corso, lo stiamo facendo da settimane e i risultati si vedono. Quando abbiamo
iniziato stavamo 22 punti sotto la destra, ora manca poco. Massimo D'Alema dice
che lo slogan "Si può fare" è moscio. Che risponde? Sugli slogan
ognuno ha la propria opinione: l'importante è il risultato. D'Alema e Bersani
con quelle frasi si preparano al dopo voto. Lei rischia la testa se il Pd non
tocca il 35 per cento? Guardi, la leadership non è in discussione. Non ne parla
nessuno. Ma i giornali sì. Ecco, appunto: solo i giornali. Ho fatto anch'io
questo mestiere. Sento aria di correnti. Non nel Pd. Certo, si discute, come in
ogni partito democratico, ma è un partito unico, senza divisioni. Nelle piazze
in cui vado c'è una bandiera, non due o tre come nelle manifestazioni del
Popolo della libertà. Il Pdl non è un partito, ma un'alleanza elettorale. La
miglior difesa è l'attacco. No, io non faccio campagna elettorale come Silvio
Berlusconi. Ho ricevuto caterve di insulti, ma non rispondo. Mi limito a
osservare che sembra di essere nel '94. Parla di stalinismo, brogli e dimentica
di dire che ha governato per sei anni. Noi guardiamo al futuro. Abbiamo chiuso
con la sinistra radicale dando un forte segnale di discontinuità. A proposito
di discontinuità, avete dato un taglio anche a Romano Prodi. Prodi ha fatto
molto. Ha trovato un paese con un debito e un deficit in crescita e una spesa pubblica
aumentata di due punti e mezzo e ha fatto un'opera di risanamento finanziario.
Ma la maggioranza che lo sorreggeva era eterogenea e confusa, non poteva essere
la maggioranza per fare le riforme. Oggi ce n'è una nuova: è chiaro che c'è un
forte elemento di discontinuità. Ma molti ministri del governo Prodi sono
candidati col Pd. Sì, ma non ci sono quelli che andavano in piazza contro il
governo. Non c'è più quella sinistra che affiggeva manifesti in cui si
prometteva che anche i ricchi avrebbero pianto. Che cosa c'è nel Pd ora? C'è
una forza democratica europea che ha come stella polare la crescita del Paese,
che è contro la povertà, non contro la ricchezza. Una forza di centrosinistra
che si ispira ai democratici americani, da Roosevelt a Clinton. Lei evoca gli
Stati Uniti, intanto l'Italia fa i conti con un'inflazione mai così alta negli
ultimi 12 anni. La crescita dipende da fattori internazionali: se sale il
prezzo del grano e del petrolio, non si può dar la colpa a Prodi, come fa
l'opposizione. Semmai Berlusconi si dovrebbe preoccupare di ciò che non fece
per i prezzi quando era in carica e fu introdotto l'euro. Lei ha promesso di
aumentare salari e pensioni a chi guadagna meno di 25 mila euro l'anno. Un
vostro ex alleato, il socialista Enrico Boselli, vi chiede: chi paga? Noi abbiamo spiegato come finanzieremo i nostri provvedimenti e
una tabella del Sole 24 Ore ha dimostrato che si può fare. Con una riduzione
della spesa pubblica di un punto l'anno le risorse ci sono. Cosa taglierete?
Penso ai costi della politica, alla spesa burocratica, all'abolizione delle province nelle
aree metropolitane e degli enti inutili. Ridurre i costi della politica è molto popolare, ma poco produttivo: si recuperano
alcuni milioni di euro, non i miliardi che servono per aumentare pensioni e
salari. Sì, ma si può cominciare. Se si inizia a ridurre da
( da "Corriere Adriatico" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
La parabola dell'ex
assessore, citato sul pamphlet di Rizzo e Stella e indagato per corruzione Pecoraro, dalle figurine ai veleni
della Casta ANCONA - La parabola di Marco Pecoraro Scanio è tutta colorata di
verde, dall'erba dei campi di calcio alla "v" maiuscola del partito
ambientalista. In posizione centrale e cruciale su entrambi i terreni, su tutte
e due i fronti a ricucire con il fiato da centrocampista di quantità e con l'arte
di mediatore che l'ha accompagnato fino a Palazzo Madama. Nei primi anni '90
prende per mano l'Ancona Calcio del patron Pieroni e la trascina nella scalata
al Paradiso della serie A. Nel '97, appese le scarpette al chiodo e svestita la
casacca biancorossa, indossa l'abito elegante per candidarsi alle amministrative.
Subito un successo, subito assessore allo sport e al turismo, che con lui
diventano un'accoppiata vincente sul palco degli eventi organizzati in città.
Il sindaco Sturani emula il suo precedessore Galeazzi e lo conferma in giunta.
Nel 2004 il salto, prima in consiglio provinciale fino al 2007, poi al Senato.
Il mediano con i polmoni d'acciaio e le battaglie ecologiste al liceo nei primi
passi del curriculum dà un'accelerata alla carriera con uno scatto micidiale.
Ottimo profeta in patria a Salerno, arriva un'altra "v", quella di
veleni. Viene citato da Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella nel best seller La Casta, che tratteggia il volto
antipatico e impopolare della politica italiana. I picconatori infieriscono
anche sui fratelli Pecoraro, in parlamento nel 2006 "tra tanti figli e
cugini e nipoti". E rammentano la ribellione del "big" Alfonso,
ricordando "come Marco, che faceva il calciatore e arrivò a giocare anche
in serie A, fosse un tempo molto più famoso: Lui era sulle figurine Panini
quando io non ero neppure consigliere regionale in Campania". "A
candidare il fratello (stoppato allora da Ciriaco De Mita: Se lo facevamo noi
succedeva un putiferio) - ci aveva già provato alle elezioni del 2001 -
continuano gli autori del Pamphlet -. Fallito il primo blitz, gli riuscì il
secondo nel 2006, blindando il caro congiunto in due circoscrizioni durissime
per il Senato". Una vergogna, per la fazione dei Verdi dissidenti,
addirittura schifati. "Il leader non fece una piega". E Marco?
Nemmeno lui si scompose: "Sono contento di avere un fratello che sa farsi
rispettare. Non vedo dov'è lo scandalo. Io nasco calciatore, da qualche anno
c'è un leader del centrosinistra che mi stima e mi vuole candidare". Di
più. Marco guardava il rapporto con il parente Vip rovesciando la prospettiva.
"Alfonso riceve il sostegno di una persona che in fondo ha lasciato
qualcosa, nello sport e nelle città in cui ha giocato. Sono io che lo sostengo
nelle battaglie, non lui che appoggia me". Erano solo schizzi di fango,
che sarebbe arrivato a manciate. Onori e oneri del legame di sangue con un
ministro. A Marco tocca condividere con Alfonso il destino di indagato, e
l'accusa di far parte di un comitato d'affari dove si distribuivano appalti a
imprenditori che cercavano guadagni facili nel terreno inquinato dei rifiuti in
cambio di viaggi di lusso, telefonini, e via ricevendo favori. Solo sospetti
ancora tutti da dimostrare. Per Marco un'entrata a pié pari. EMANUELE COPPARI,.
( da "Salerno notizie" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Spicca un nutrito
pacchetto di punti urbanistici nel consiglio comunale tenutosi in mattinata a
Palazzo di Città. Fondamentale il passaggio in assise relativo alla
localizzazione a Cupa Siglia del termovalorizzatore. La votazione è stata
preceduta da un dibattito che ha confermato gli assetti politici in seno al
consiglio, con la maggioranza schierata a favore con la sola eccezione di
Andria, che ha scelto l'astensione al pari di Celano di An. Favorevoli, invece,
i consiglieri di Forza Italia. Novità anche sul fronte dell'edilizia economica
e popolare: qui il consiglio ha votato la cessione delle aree con diritto di
proprietà per i Piani Peep: si tratta di zone residuali nei quartieri Italia ed
Europa dove sarà possibile costruire in futuro nuovi alloggi. Tra i
provvedimenti di natura economica c'è la conferma del passaggio del servizio di
riscossione dei tributi da Etr-Equitalia a Salerno Energia, per la quale
l'assise ha dato il via libera anche per la ricapitalizzazione, mentre cambia
la composizione delle commissioni consiliari: per favorire
la massima partecipazione politica saranno composte da 23 membri, ma resta
inalterato l'ammontare del gettone di presenza. Infine,
da sottolineare la modifica all'art. 69 dello Statuto, che riguarda le
Circoscrizioni: i parlamentini di quartiere diventano facoltativi. Per un
eventuale rinnovo, bisognerà pronunciarsi 180 giorni prima della scadenza
elettorale. 07/04/2008.
( da "Libertà" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
39 IL GIORNALE DELLE
OPINIONI lunedì 7 aprile 2008 Un bell'incontro e un libro "Casta
stampata" con due direttori che hanno fatto tanto per Libertà ANNA PRATI
ZANI Letta la notizia dell'incontro che sarebbe avvenuto alla libreria Ipercoop
per la presentazione del libro "Casta Stampata" di Luigi Bacialli,
con la partecipazione attiva del direttore di Libertà Gaetano Rizzuto e del
capocronista Giorgio Lambri come moderatore e "punzecchiatore,"
subito mi è venuto di dire... questo non me lo posso proprio perdere? e così ho
fatto, nonostante la distanza. Parlandone poi con amici ne è uscito un giudizio
spontaneo? è un incontro storico e qui ne devo spiegare la ragione: quando
Luigi Bacialli arrivò a "Libertà", primo direttore esterno dopo più
di un secolo di gloriosa storia della famiglia Prati, si accorse che occorreva,
per forza di cose, qualche aggiornamento, senza però sradicare, ma innestando
sul prestigioso passato nuovi virgulti, come ci insegna madre natura, per avere
frutti migliori. La sua capacità giornalistica ebbe subito grande successo
(forse neppure sperato). Il nuovo impulso dato alla pagina delle lettere fu
cosa molto gradita dai lettori, perché allargava la possibilità, anche ai
semplici cittadini, di rivolgersi al direttore come punto di riferimento di
sicuro ascolto, capace di dare voce ai loro bisogni, a volte anche gravi e
quasi sempre inascoltati da chi di dovere. Purtroppo sappiamo chi sono questi
?chi di dovere? Le innovazioni si stavano allargando un po' a tutto l'impianto
del giornale quando arrivò la notizia che per ragioni di cambi di proprietà il
direttore Bacialli era stato sollevato dal suo incarico. Questo creò un po' di
sconcerto in non pochi lettori. Negli ultimi anni si sentì parlare di lui, come
direttore di giornali in altre città, ecco perché leggendo dell'incontro
diversi pensarono , con vivo piacere ? ad un incontro storico.
"Libertà" è sicuramente nata sotto una buona
stella, perché una volta chiarite le situazioni societarie il giornale riprese
una vita di normale quotidianità come dal 1883, anno della sua fondazione. Era
l'anno 2000, quando arrivò come direttore un siciliano doc, Gaetano Rizzuto,
con larga esperienza giornalistica e direzionale alle spalle e con propensione
congenita e culturale a sentirsi cittadino del mondo. Conservo il primo
splendido editoriale del tre settembre 2000, un programma dettagliato di come
intendeva mettere "Libertà" al servizio di tutta la comunità
piacentina. Programma non solo largamente realizzato, ma allargato con tante
altre importanti iniziative (in continuo divenire) che hanno portato
"Libertà", quindi Piacenza, ad essere conosciute oltre i confini
provinciali, italiani e anche europei. Certo è che se i politici di turno si
leggessero attentamente tutti gli editoriali che l'attuale direttore ha scritto
lungo questi otto anni un po' più di sale in zucca c'entrerebbe, mi si passi la
frase molto scolastica. Da siciliano doc (le proprie radici non si dimenticano
mai) è diventato anche piacentino doc, dimostrando con tutta
"Libertà" di amare il territorio piacentino, montagna compresa, più
lui dei piacentini e dei politici in particolare. Tornando alla bella serata
devo dire che il folto pubblico in sala stava a dimostrare che l'idea era
piaciuta a molti. Non voglio e non posso dilungarmi troppo, perché la cronaca
della serata è stata scritta con molta chiarezza dal bravo giornalista e
scrittore Mauro Molinaroli su "Libertà" del 21 marzo. E' vero, ha
fatto un certo effetto vedere seduti uno accanto all'altro Gigi Bacialli, il
direttore della svolta del 1997 e Gaetano Rizzuto, il direttore della
continuità, non certo statica, cosa resa possibile, detto da entrambi, grazie
alla sensibilità e all'attenzione dell'editore puro: Donatella Ronconi. La
presentazione del bel libro, in una amichevole complicità fra due direttori e
un capocronista, è stata una felice occasione per fugare ogni piccolo dubbio di
contrapposizioni fra il passato e il presente di una antica testata che non per
niente continua a chiamarsi "Libertà", che significa libera da ogni
condizionamento politico e tanto meno partitico. Questo succede quando gli
editori si dedicano solo alla carta stampata e non a chissà quante altre
attività. Gli elogi non sono mancati per la signora Donatella Ronconi.
"Casta Stampata-Vizi, virtù e privilegi dei giornalisti", è un libro
che mancava e che si legge con piacere, perché è scorrevole, con un linguaggio
chiaro istruisce informando. E' un libro che andrebbe letto non solo da chi
vuole avviarsi al giornalismo, professione molto importante non solo dal punto
di vista divulgativo ma soprattutto educativo, perché a seconda di come viene
esercitata può fare tanto bene, e altrettanto male, ma anche nelle scuole.
Grazie, ai tre protagonisti Luigi Bacialli, Gaetano Rizzuto e Giorgio Lambri
che, all'insegna di una cultura poco nota a parecchi di noi semplici cittadini,
ci hanno regalato una bella serata, serena, rilassante e gioiosa. Grazie anche
agli organizzatori. © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti
sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.
( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
5 PER MILLE
16.0607/04/2008 Una scelta per dire no al riarmo e alla guerra Finanziare la pace
nel mondo e opporsi alle spese militari devolvendo il 5 per mille alle
associazioni che promuovono la nonviolenza ROMA - 1.200 miliardi di dollari
spesi solo nel
( da "Quotidiano.it, Il" del 07-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Teramo | La ricetta
del Popolo della Libertà per risanare gli ospedali pubblici teramani: più
ricerca, investimenti e cervelli. Intervista al Consigliere Regionale Paolo
Tancredi: "Ecco, vi presento i conti della sanità abruzzese governata dal
centrosinistra". di Nicola Facciolini Paolo Tancredi La sanità pubblica in
Abruzzo è a rischio commissariamento? Il presupposto di certi partiti politici è quello di presentare la situazione
disastrata della sanità abruzzese da un punto di vista finanziario, addossando
tutte le colpe sull'altra parte, dichiarandosi poi di essere i soli capaci di
tamponare questa enorme falla creata, ovviamente, dal precedente governo
regionale. Nel Libro verde sulla spesa pubblica", preparato
dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica, con le prime indicazioni per
spendere meglio, soprattutto in vista dei lavori per la Finanziaria 2008, la
parola d'ordine è: spendere meglio, eliminando gli sprechi: ridurre i costi
della politica, riorganizzazione gli uffici, adeguare le strutture ai nuovi
bisogni e dare un taglio netto a tutto ciò che è superfluo. Il
"Libro Verde" si focalizza su alcuni fattori della spesa pubblica:
giustizia, sanità, università e pubblico impiego, per offrire al Governo le
indicazioni su come agire in vista della Finanziaria. Secondo il centrosinistra
sembra resistere bene la sanità pubblica italiana che resta in linea con gli
altri paesi europei: anche se pare essere buono il rapporto spesa pubblica e
salute, potrebbe essere possibile ridurre gli sprechi, aumentando la
prevenzione e riducendo i tempi di ricovero. Per capirne di più abbiamo
intervistato il Consigliere Regionale Paolo Tancredi, candidato in Abruzzo al
Senato della Repubblica per il Popolo della Libertà, alle elezioni politiche
del 13-14 aprile 2008. Consigliere Paolo Tancredi, come usciamo dall'abisso del
debito per la spesa sanitaria abruzzese? "Quello che è prioritario,
secondo tutti noi del Popolo della Libertà, è la riduzione del debito pubblico
che va ridotto sotto il 100%, come chiede la Ue, ma per farlo è necessario orientare
l'azione di bilancio alla crescita e all'equità sociale. Spendere meglio è
possibile e vi è ampio spazio per riuscirci. Si tratta di eliminare gli sprechi
ma anche di ridurre i costi della politica, incidere
sull'organizzazione degli uffici, ripensare programmi obsoleti. Un'operazione a
cui devono partecipare tutti i livelli dell'amministrazione dello Stato,
attraverso un'azione congiunta di passione politica e
di passione amministrativa. Solo attraverso una forte riqualificazione nell'uso
delle risorse che i contribuenti conferiscono alla collettività, governi e
amministrazioni possono sospingere la crescita, elevare il benessere,
rinsaldare il loro rapporto di fiducia con la società, offrire una prospettiva
ai giovani. La soluzione c'è: spendere meglio e tagliare gli sprechi, come
annunciato dal ministro Padoa Schioppa nel suo Libro verde sulla spesa pubblica
che, però, pare bocciare pesantemente la nostra Regione Abruzzo a rischio
commissariamento". Può essere risolto il problema della spesa sanitaria
abruzzese? "Il problema della spesa sanitaria può essere risolto, occorre
la buona volontà e la capacità di farlo, con il contributo di tutti, a
salvaguardia della sanità pubblica abruzzese. Bisogna reintrodurre nella
sanità, come in tutta la Pubblica Amministrazione italiana, i concetti di
risparmio, efficienza, merito, e investimenti in ricerca, formazione e sviluppo
delle tecnologie al servizio della salute pubblica. Non è possibile che chi
lavora di più e meglio, sia considerato come di lavora di meno o peggio.
Bisogna premiare chi lavora di più e meglio. La meritocrazia all'interno della
macchina pubblica italiana, è la sola in grado di farci risorgere. E non è più
solo un problema di sanità, in quanto investe tutta la Pubblica
Amministrazione; è un problema di approccio moderno, europeo, anche al mondo
della produzione e del lavoro. Chi lavora di più, deve pagare meno tasse: è un
concetto giusto. E' nel nostro programma liberale del Popolo della Libertà per
gli Italiani: la detassazione sugli straordinari. Perché non possiamo essere
per la crescita che finanzia il lavoro; è il contrario. La sinistra dice:
dobbiamo ricominciare a crescere e poi creiamo posti di lavoro. Non è
così". Come realizzare la crescita economica in Abruzzo? "E' il
maggior lavoro in quantità e qualità che ci permette di avere una crescita e di
avere maggiore ricchezza per pagare le tasse allo Stato per avere servizi
pubblici efficienti. Noi, però, dobbiamo difendere le nostre strutture
ospedaliere in provincia di Teramo, perché in questa Regione noi teramani siamo
i più penalizzati in assoluto. Anche sulle strutture ricettive alberghiere e
sul nostro grado di ospitalità. Dobbiamo indirizzare i prossimi investimenti
sui cervelli, sulle nuove tecnologie, perché oggi chi qualifica la sanità
pubblica teramana sono i buoni infermieri, i buoni medici, i buoni primari.
Vogliamo la "Pet" che ci hanno tolto, all'ospedale di Teramo. Il
nostro messaggio fortissimo lo rivolgiamo a chi oggi, speriamo ancora per poco,
ci governa e che martedì 8 aprile 2008 è a Teramo e Giulianova, per celebrare i
"successi" del centrosinistra in fatto di sanità pubblica! Non ci
faremo prendere più in giro! I nostri ospedali non si toccano! Non crediamo
alle "riverniciate" del centrosinistra alle sale operatorie degli
ospedali di Giulianova e Teramo, senza aver dato alcun tipo di prospettiva, di
sviluppo e di percorso a un settore così importante per la sanità abruzzese e
teramana. Per questo chiedo il voto degli Eelettori, il 13-14 aprile 2008, non
per lasciare l'Abruzzo ma per rappresentarlo degnamente al Senato della
repubblica, in difesa della nostra sanità". Come Popolo della Libertà,
vinte le elezioni politiche, cosa intendete fare? "Credo sia nostro
obbligo dire cose serie ai cittadini: anche noi del centrodestra abbiamo fatto
la nostra parte per cercare di mettere a posto i conti della sanità, perché lo
dice il programma che presentiamo in queste elezioni politiche del 13-14 aprile
2008. Ma non possiamo più alimentare e sopportare l'irresponsabilità delle sinistre
sulla cosa pubblica in generale, perché anche per la sanità occorre abbandonare
la logica di "pantalone" che paga tutto, che costa al nostro Paese il
triste primato del terzo posto nel mondo per debito pubblico, con 35 miliardi
di euro di soli interessi sul debito pubblico. Dobbiamo introdurre meccanismi
di efficienza anche nella sanità abruzzese che sul bilancio regionale incide in
maniera preponderante". I dati del Ministero del Tesoro sono chiari: in
Abruzzo si rischia il commissariamento? "Questi dati vengono presentati in
tempi non sospetti anche in funzione del ruolo che spero con l'aiuto degli
Elettori di andare a rivestire in Senato dopo il 15 aprile 2008, nella
maggioranza di centrodestra che governerà il Paese. Dati che la dicono lunga sulle
gravi condizioni in cui versa la sanità abruzzese governata dalle sinistre. Qui
è mancata una gestione del rapporto tra Regione e Governo centrale. Questi
numeri sono fondamentali perché il presupposto della politica
fin qui seguita da Del Turco-Mazzocca è il problema del debito lasciato dal
centrodestra abruzzese tra il 2000 e il 2005. Io sostengo che il debito che
avevamo accumulato fino al 2005 era grande e preoccupante ma perfettamente in
linea con i numeri della Regione Abruzzo, con la media nazionale, con il nostro
Prodotto interno lordo (Pil). Un debito da poter affrontare con misure
abbastanza semplici che la Regione poteva tranquillamente adottare. La fonte
dei dati (qui riportati in euro, ma nel 1995 erano in lire) è il Ministero del
Tesoro (Padoa Schioppa, Libro verde sulla spesa pubblica, pp. 140, febbraio
2007). Nel 1995 la spesa sanitaria abruzzese era di 775 euro ad abitante, la
media italiana era di 842 euro ad abitante: c'erano regioni, soprattutto quelle
da sempre amministrate dal centrosinistra (Toscana, Emilia Romagna, Lazio) con
una spesa sanitaria di 200-250 euro superiori pro capite rispetto all'Abruzzo.
La spesa sanitaria della Toscana era di 900 euro, quella del Lazio di 941 euro,
nel 1995". E' d'accordo con Padoa Schioppa, secondo il quale il problema
della sanità in Italia con la gestione regionale, è il mancato controllo sulle
commissioni della spesa pubblica? "Certamente, è la verità. Si tratta di
un vero cancro, un'autentica carie alimentata nelle nostre Regioni dalla gestione
del potere da parte del centrosinistra. Non è il debito il problema principale
della sanità, in effetti il debito è perfettamente affrontabile e risolvibile
con politiche di gestione del gettito a lungo termine; ma il vero problema
principale è il controllo e il contenimento della spesa sanitaria. Nel 1995 la
nostra sanità teramana era considerata nel centro-sud all'avanguardia in
Italia, una delle migliori nella nazione, nonostante scontavamo questa
differenza di finanziamenti da parte del Governo centrale, ossia la spesa era
molto inferiore a quella di molte regioni del centro e nord Italia. Allora,
quella classe dirigente non era poi così male, e cose eccellenti venivano
fuori. Dopodichè assistiamo all'evoluzione incontrollabile della spesa: in
Italia la spesa sanitaria dal 1995 al 2004 è cresciuta dell'83 per cento! In
questa situazione l'Abruzzo ha rappresentato la Regione in cui la spesa
sanitaria è cresciuta di più. Fino al 2004 perché poi nella primavera 2005 va a
casa il governo Pace". La Regione Abruzzo, a fronte di un tale aumento di
spesa, cosa ha fatto? "Quando parliamo di politica
sanitaria abruzzese, non possiamo fare come le sinistre che dicono che il
problema sono i soldi e poi sbagliano tutto il resto, ossia la parte finanziaria
del problema. Occorre spiegarlo bene ai cittadini. Nel 2005 assistiamo a
un'evoluzione enorme della spesa: arriviamo a un aumento complessivo dell' 85%
della spesa rispetto ai dieci anni precedenti. L'Abruzzo è la prima Regione in
Italia per aumento di spesa sanitaria, dopo le Province autonome di Trento e
Bolzano. In Abruzzo la spesa sanitaria aumenta del 101%. Nonostante tutto,
ancora nel