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tARTICOLI DEL 7-13 gennaio
2009 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (122)
Giunta rinuncia alle indennità per poter pagare i
dipendenti ( da "Stampa, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei trasferimenti statali non consente di prevedere le necessarie disponibilità per la corresponsione delle indennità di carica e dei gettoni di presenza agli amministratori della Comunità - si legge in una nota del presidente Enzo Cravello -. Si prevede quindi solo il pagamento degli stipendi ai dipendenti per il mantenimento dello stato di funzionalità degli uffici e dei servizi.
Tutto
il Consiglio seduta per seduta ( da "Stampa, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in esame anche il lavoro delle commissioni consiliari che si sono riunite 126 volte e il costo rappresentato dai gettoni di presenza (manca il conteggio del secondo semestre). Spiega il presidente del consiglio Barbero: «I gettoni di presenza dei consiglieri ammontano a 31 mila euro e quelli delle commissioni a 34 mila. Per ogni seduta un consigliere percepisce 32, 54 euro lordi».
bruxelles
presa in ostaggio paga le divisioni interne ma putin ha le armi spuntate -
autore1 ( da "Repubblica, La"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Perfino la sua banca centrale è lambita da pesanti sospetti di corruzione. I remake dei film non sempre hanno il successo dell´originale. La Russia sta esaurendo rapidamente la sua capacità di usare il ricatto energetico per ricostruirsi una sfera d´influenza imperiale. La rendita gas-petrolifera si assottiglia a vista d´occhio.
Soru
ricomincia da duemila ( da "Riformista, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: A cominciare da una legge che tagli i costi della politica e riduca non solamente il numero dei consiglieri regionali, ma anche i loro emolumenti. Nei giorni scorsi, il candidato del Pd ha incassato il giudizio positivo di Rifondazione comunista sui principali temi politici relativi alle elezioni regionali, mentre i socialisti sardi sembrano discutere ancora sull'
Se
non fa <pulizia> la politica muore GIACOMO SANTINI
( da "Adige,
L'" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sono i malinconici boss di reti di persone da quattro soldi per i quali non va nemmeno sprecato l'aggettivo "mafioso" che, nella sua negatività assoluta, ha una pretesa di nobiltà storica, altrove tristemente riconosciuta. L'opportunismo in politica è l'incubatoio naturale della corruzione perché crea l'ambiente favorevole al virus dell'illegalità.
intreccio
cattedre convenzionate-sedi distaccate
( da "Repubblica,
La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Pagina II - Firenze E´ una delle fonti degli squilibri dei bilanci universitari Intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate "Il ricorso ai finanziamenti esterni previene l´esodo dei docenti pensionati" A Medicina sono state istituite 44 delle 63 cattedre attivate nell´intero ateneo grazie alle convenzioni esterne.
maxi
finanziamento alla misericordia ( da "Tirreno, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anno è stata proprio la cerimonia dello scorso settembre con la posa della prima pietra della nuova sede. Tutti noi esprimiamo grande soddisfazione e gratitudine per essere giunti all'ufficialità del finanziamento da parte della Fondazione della Caripit». Il progetto della nuova sede, che sorgerà all'altezza della rotatoria recentemente realizzata presso via Matteotti sulla Sp1,
virtuosi
i sedici consiglieri: 5 assenze su 128 presenze
( da "Tirreno,
Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Il senso del
dovere del nuovo consiglio va a scapito delle casse comunali che spenderanno
2mila euro per pagare i 123 gettoni di presenza ai 16 consiglieri. Cifre
irrisorie e ancora più "mortificate" dalla Finanziaria 2006 che ha
imposto un taglio del 10% alle indennita che passano da
L'AQUILA
- Un anno terribile, il 2008, per le aziende abruzzesi, in una cornice
naziona... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sollecita inoltre la realizzazione di un osservatorio regionale sul credito, un organismo tecnico per valutare la programmazione regionale, il ripristino di fondi distolti dal settore turistico, la riforma dell'Aptr, la riduzione della pressione fiscale, la semplificazione amministrativa, la diminuzione dei costi della politica.
Illuminazione,
in arrivo il led ( da "Denaro, Il"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Obiettivo che, una volta centrato, inserirà la città delle Masserie fra le poche che in provincia di Caserta coniugano risparmio energetico, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Tra le prossime iniziative dell'amministrazione del Comune casertano c'è anche una riduzione dei costi della politica.
Governo/
Di Pietro: Dopo Lodo Alfano pronti a pacchetto
( da "Virgilio
Notizie" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: abolizione dei fondi di finanziamento ai partiti", mentre autorevoli fonti dell'Idv menzionano anche un referendum sulle intercettazioni e un altro, meno certo, sulle politiche del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che si è unito all'Italia dei valori per l'iniziativa del Lodo Alfano,
PASQUALE
IORIO CARBONARA DI NOLA. PIù VIVIBILITà, RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE
DEGRADATE... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: otto comuni del Nolano soppresso dalle recenti disposizioni sul taglio dei costi della politica. Il restyling dello spazio verde di via del Parco costerà 50mila euro. L'intervento, promosso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Iannicelli, partirà con la potatura di diverse piante e la sistemazione di nuovi alberelli, tra i quali pini, tigli, palme, cipressi,
Stella
e la storia di Carmine, che morì beduino
( da "Gazzettino,
Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Stella e la
storia di Carmine, che morì beduino Mercoledì 7 Gennaio
di
Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo mome...
( da "Leggo"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: di Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo momento, Bayern Monaco e Milan? La scelta di svolgere il ritiro invernale negli Emirati Arabi e quella di prendere giocatori a gettone, per un paio di mesi, dai Los Angeles Galaxy. Il bomber statunitense Landon Donovan per i bavaresi, David Beckham per i rossoneri.
Donne
a rischio aborto adottate dal Comune
( da "Arena,
L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: adottate dal Comune Ha fatto discutere il Consiglio comunale di Zevio la proposta di devolvere al «Progetto Gemma» la somma pari a un gettone di presenza di ciascun consigliere, presentata dall'assessore alla vita nascente Maria Luisa Tezza. Il «Progetto Gemma», avviato nel 1994, punta ad adottare a distanza donne a rischio aborto con sostegni economici da versare a un Centro aiuto,
di
Francesco Manassero TORINO - Antibiotico Novellino anche pe...
( da "Leggo"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della stagione non solo per i sette gettoni da titolare (dodici presenze) e tre gol (tutti su rigore) dopo diciassette giornate di campionato. Per tornare il Rosinaldo dei tempi di Zaccheroni, quello che partendo dalla sinistra saltava come birilli gli avversari e arrivava alla conclusione a rete dopo irresistibili progressioni, il fantasista ha bisogno essenzialmente di una cosa:
enti,
presto il cambio di poltrone ( da "Centro, Il"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: lente di ingrandimento perché sono i due settori dove sono più evidenti i costi della politica, con sprechi di gestione, e doppioni di incarichi e servizi. Saranno soggetti allo spoil system Ater (ex istituti case popolari) e consorzi industriali, enti sui quali peraltro si parla da tempo di riforma. Via anche i commissari Destinati a cambiare anche i vertici degli enti strumentali,
La
paga dei consiglieri comunali ( da "Trentino"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nella calza della Befana i consiglieri comunali hanno trovato la liquidazione dei gettoni di presenza alle dieci sedute di consiglio comunale del 2008 e delle due commissioni, urbanistica ed affari sociali, che si sono riunite rispettivamente 13 volte la prima e 3 la seconda. Il gettone, in tutti i casi, è fissato in 75 euro.
la
crisi dell'economia ( da "Tirreno, Il"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: in merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare Alternativa per Larciano sul tema dei costi della politica. «Esprimiamo il nostro pieno appoggio alle proposte di riduzione dei costi della politica - dicono in una nota - Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore della nostra associazione e che abbiamo sostenuto con forza anche al tavolo programmatico provinciale.
Consulenze,
oltre mezzo milione l'anno ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: QUELLO dei Lavori pubblici il settore che registra il maggior numero di consulenze affidate dal Comune a professionisti privati. Nell?arco di due anni e mezzo ? nel periodo compreso tra il gennaio del 2006 e giugno del 2008 (i dati sono quelli forniti dall?
No
al ritocco dei gettoni di presenza. Dopo il naufragio nel Consiglio comunale di
Sezze della delib... ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il sermone arriva da quella parte politica che nella nostra provincia sta facendo man bassa di denaro pubblico. Il più credibile resta Titta Giorgi, dall'alto dei suoi oltre 150mila euro che incassa quale presidente dell'Astral, che "giustamente" riconosce che l'aumento del gettone di presenza non è niente di scandaloso».
Consiglio
comunale, crescono i rimborsi ( da "Corriere Alto Adige"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: nelle giornate di consiglio, gli eletti-lavoratori dipendenti abbiano una giornata di permesso retribuito: e così il Comune, oltre a versare il gettone di presenza, rimborsa i loro datori di lavoro. Oltre alle giornate di consiglio (in genere sei al mese) ci sono poi le sedute nelle commissioni: in questo caso il permesso non riguarda l'
FFano
ANOTEATRO inaugura il 2009 con il primo appuntamento della sezione
"Danza”... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: stella indiscussa della danza, il mitico danzatore e coreografo Vaslav Nijinskij. Le tre coreografie sono firmate da Eugenio Scigliano, Fabrizio Monteverde e Cristina Rizzo. La compagnia costituisce la struttura produttiva di tirocinio professionale della Scuola del Balletto di Toscana e rappresenta una qualificata occasione di debutto sulle scene per un selezionato organico di circa
AMMINISTRAZIONE
\nSENZA \nRESPONSABILITÀ ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo,
Palazzo
d'Accursio stringe la cinghia e taglia i costi di gettoni e indennità
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che se ne vanno in gettoni di presenza e indennità per amministratori e consiglieri comunali e di Quartiere. La cifra è comunque inferiore a quella spesa nel 2008, che stando al bilancio ammonta a 2,8 milioni di euro. Pesa, infatti, il taglio imposto dalla Finanziaria 2008, che ha ridotto a un quarto dell?
sequals-gemona,
troppi veti temo che non sarà realizzata precedenza alla pontebbana
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: presidenza dell'Ater». A proposito di enti e costi della politica: come riformerebbe l'attuale assetto delle Autonomie locali? «Abbiamo già detto che elimineremo le comunità montane e la stessa cosa vale anche per le associazioni tra Comuni (Aster). Ritengo che si debba riprendere il progetto delle comunità di vallata perché non è più possibile tenere in piedi Comuni piccolissimi,
Ma
chi pagherà i debiti di Obama?. ( da "Giornale.it, Il"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.
Piazza
e negozi nell'area dell'ex Sagrini
( da "Corriere
Adriatico" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: In particolare i presidenti dell'Asite Maurizio Laurenzi, della Solgas Filippo Ercoli e della Fermo Gestioni Immobiliari' Armando Altini hanno un appannaggio di 25.000 euro annui, mentre i consiglieri percepiscono un gettone di presenza. L.BO.,
CORTE
CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI
( da "Agi"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: MA COSTI POLITICA ALTI (AGI) - Venezia, 8 gen. - Il referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto da parte della sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti premia la capacita' dell'istituzione regionale di rispettare il patto di stabilita' e di tenere in ordine la propria gestione contabile nel 2007,
CORTE
CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2)
( da "Agi"
del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della Corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007".
AMMINISTRAZIONE
\nSENZA \nRESPONSABILITÀ - 20090108081045
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo,
Ma
chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina.
( da "Giornale.it,
Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.
Neve,
ma Milano non è Marsiglia (per fortuna)
( da "Giornale.it,
Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"
I
COSTI DELLA POLITICA ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak.
Costi
della politica, un ddl per ridurli
( da "Alto
Adige" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Costi della politica, un ddl per ridurli BOLZANO. Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale per tagliare i costi della politica in Alto Adige. Il provvedimento prevede in sostanza, le riunioni ogni sera dalle 18 alle ore 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione.
Liquidati
i gettoni per le due commissioni ( da "Trentino"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Liquidati i gettoni per le due commissioni Nel 2008 tredici riunioni sull'urbanistica, tre sulle politiche sociali RIVA. Con i gettoni di presenza per le riunioni di consiglio i membri delle due commissioni permanenti, urbanistica e politiche sociali, hanno incassato anche le spettanze maturate per la partecipazione ai lavori preparatori in vista delle scelte in aula.
E
la Toscana spende meno ( da "Italia Oggi"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 11 del 9/1/2009 | Indietro E la Toscana spende meno AGRICOLTURA Niente gettoni di presenza e stipendi ma solo rimborsi spese per vicepresidenti, consiglieri e deputati nel Consorzi di bonifica. E un tetto massimo per l'indennità di funzione del presidente, equiparata al massimo a quella del sindaco di un comune fino a 10.
Un
gran daffare per le banche ( da "Milano Finanza (MF)"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: recessione colpirà duro la redditività e la capacità di generare cassa delle imprese, mentre il costo dei finanziamenti continuerà a salire. Secondo gli analisti di S&P's ben il 70% delle aziende da loro monitorate vedrà ridursi il suo free operating cash flow, con l'accesso al credito che rimarrà difficile e caro e quasi impossibile per le aziende con merito di credito speculativo.
se
i partiti facessero un passo indietro - corrado augias
( da "Repubblica,
La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Una diffusione così vasta del partitismo è di per sé veicolo di corruzione. I partiti vogliono essere compensati per i benefici che possono elargire, tendono a trasformare il rapporto di cittadinanza in clientela, i diritti in favori. Niente è più lontano dalla funzione benefica che i partiti politici svolgono quando si limitano ad esercitare correttamente il loro ufficio.
i
costi della politica ( da "Mattino di Padova, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Pagina 9 - Regione I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak.
Processo
Telecom, annunci web ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: associazione per delinquere alla corruzione all?accesso abusivo a sistemi informatici di trentaquattro persone. Tra questi, principale interprete è l?ex resposnabile della sicurezza di Telecom Giuliano Tavaroli, e sotto il profilo della responsabilità penale delle società, legge 231, compaiono Telecom e Pirelli.
In
otto sempre presenti ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: intascandosi così la totalità dei gettoni di presenza fissati a 90 euro lordi per ciascun assise portandosi a casa la cifra di quasi 4 mila euro. IN AULA, insomma, c?è il pienone o quasi, a giudicare dai numeri forniti dagli uffici comunali preposti che riferiscono appunto di ben sette consiglieri (cinque di maggioranza, tra cui il presidente dell?
)LA
CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano NON SONO i...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: NON SONO i soli costi della politica in senso lato, ad aggravare la già pessima situazione della finanza pubblica: basti pensare agli ?eserciti? di alti funzionari e dirigenti nel Parastato, negli Enti locali, nei loro Consorzi, Aziende municipalizzate, Società pubbliche o pubblico-private, nella Sanità, nei Ministeri e,
'Danno
erariale di 310mila euro' Ecco gli importi contestati
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: attraverso la delibera ritenuta illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Ecco gli importi: Fabio Armani 6.240, Giuliano Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto Bozzi 8.304, Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco Capecchi 9.170, Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.
di
GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l'ex consiglio comunale ...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?
Indennità
ai politici: a processo 41 ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?
Minniti:
tagliare le indennità ( da "Corriere Alto Adige"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: «Tagliare i costi della politica partendo dagli stipendi dei consiglieri provinciali. Mauro Minniti, vicepresidente del consiglio torna alla carica rilanciando la proposta presentata alla fine della scorsa legislatura insieme al collega Alberto Sigismondi.
La
politica uccisa in periferia ( da "Corriere della Sera"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei comportamenti individuali (opportuni ma non decisivi, ad esempio, quando gli illeciti non sono finalizzati all'arricchimento personale bensì al finanziamento dell'attività politica propria, della propria corrente o del proprio partito); né tanto meno con l'appello ad una più forte etica pubblica, appello ovviamente giusto ma astratto e moralistico se non legato alle modalità
sanità,
rifiuti, economia ( da "Centro, Il"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sui costi della politica negli ultimi tre anni si è portata avanti una politica di riduzione delle spese attraverso la soppressione di ben 28 organismi regionali, 10 di questi sono stati eliminati proprio grazie al piano regionale dei rifiuti. Infine, per quanto riguarda la crisi economica Chiodi potrà prendere in considerazione atti di programmazione,
Una
riunionesulle indennità ( da "Sicilia, La"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che andranno articolate in rapporto a quella del sindaco e del presidente della provincia, così come il gettone di presenza dei consiglieri comunali, il cui ammontare mensile non potrà superare l'importo pari al 30 % dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente della provincia regionale, ha destato non poco fermento fra i consiglieri comunali.
IL
CARDINALE SEPE DIGA CONTRO LA CAMORRA RENATO CIMINO - NAPOLI UN NOTO RIS...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Anche visto lo spreco che si fa per tener in piedi questo carrozzone (... Alitalia insegna). Per non parlare dell'attaccamento che hanno taluni alla poltrona, vedi le recenti nomine. Commissioni e affini a cosa servono? Gli altri networks hanno questi sprechi?
Costi
della politica, i mini-risparmi della Regione
( da "Gazzettino,
Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Costi della politica, i mini-risparmi della Regione La Corte dei conti: nel 2008 il Veneto doveva fare economie per 52 milioni, è arrivato appena a 880 mila euro Venerdì 9 Gennaio 2009, La Regione Veneto doveva effettuare risparmi sui costi della politica per 52 milioni di euro.
Peem,
guadagni solo per chi l'amministra
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: svolge nel mio studio di commercialista - prosegue Princivalle -, struttura che ospita anche le riunioni del cda. Ci troviamo, in media, quattro volte l'anno. I sette componenti percepiscono un gettone di presenza di 100 euro. Nella seduta dello scorso 19 dicembre s'è deciso di ridurre le indennità del collegio dei revisori dei conti che sono state ridotte da 12 mila euro a 7 mila»
LIGURIA:
GIUNTA STANZIA 30 MLN PER OCCUPAZIONE ED ECONOMIA.
( da "Asca"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, e' finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento e' fare della realta' locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralita' di obiettivi quali l'
PERUGIA:
COZZARI, PROVINCIA VA DIFESA. CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 30.
( da "Asca"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dei costi della politica che sono da altre parti. Lo ha detto il presidente della provincia di Perugia, Giulio Cozzari nella trazionale conferenza stampa di fine anno tenuta stamane nella sede di Piazza Italia. Una panoramica a tutto campo: dall'anno Horribilis del 2008 che ha visto l'inchiesta della procura della repubblica sugli appalti con provvedimenti della magistratura nei
17:49
CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2)
( da "Agi"
del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007".
Mancavano
12mila euro ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: infatti, percepisce un gettone di presenza di 90 euro lordi. Vanno, poi, aggiunte le spese per il personale della vigilanza e di segreteria, oltre a quelle per l'energia elettrica. L'anno scorso in bilancio erano previsti circa 120 mila euro: a causa delle tre sedute in più, si è sforato di 12 mila euro.
Troppi
consigli comunali in città: la presidenza rimane al verde
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tanto da rendere necessario il ricorso al fondo di riserva dell'ente per liquidare i gettoni di presenza e pagare il personale di supporto. E' successo, infatti, che il capitolo del bilancio di previsione 2008 riservato al consiglio comunale fosse stato tarato su 28 sedute, quelle tenutesi nel corso del 2007, già superiore alla media degli anni precedenti che si aggirava sulle 25-
Consiglieri,
da martedì si timbra il cartellino
( da "Trentino"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: martedì prossimo scattano in consiglio comunale le nuove regole sui gettoni di presenza: 60 euro, anziché 120, per chi partecipa a meno della metà della seduta. «I consiglieri dovranno strisciare il loro badge ogni volta che escono dall'aula», anticipa il presidente Alberto Pattini. Che ieri ha presentato la relazione sull'attività 2008 dell'aula: 56 sedute, 135 delibere approvate,
Costi
della politica, Pdl diviso ( da "Alto Adige"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: demagogica di chi non ha dignità Costi della politica, Pdl diviso Vezzali contro il disegno di legge presentato da Minniti BOLZANO. Costi della politica, Pdl in disaccordo. Minniti lancia la sua proposta - ce n'è un'altra dei Freiheitlichen, che metterà in crisi la Svp - di riduzione dei compensi per i consiglieri provinciali, ma viene stroncato dal suo collega di gruppo Maurizio Vezzali,
Parodi
(Seconda): "Circoscrizioni? Ne bastano due ma senza gettone"
( da "Stampa,
La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Niente di più sbagliato. Con il modico gettone annuo noi consiglieri non ci paghiamo neppure un terzo delle telefonate per segnalare inconvenienti, pericoli o situazioni di degrado. Con lo stipendio mensile di un'onorevole ci manteniamo tutte le Circoscrizioni del Nord Italia per un anno.
Sulla
giustizia un compromesso da non sprecare
( da "Arena,
L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare
Sulla
giustizia un compromesso da non sprecare
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare
Trenta
milioniper il rilanciodel territorio
( da "Secolo
XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: del vicepresidente e assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). L'obiettivo è partire dalle realtà locali per produrre occupazione: inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale,
lavorano
di più e guadagnano meno - gianluca della maggiore
( da "Tirreno,
Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Basta osservare il numero di gettoni di presenza erogati nell'anno (3786 contro 4279 del 2007) per dar conto della razionalizzazione. «Come ufficio di presidenza - dicono i consiglieri - abbiamo cercato soprattutto di incontrare molto più spesso i presidenti delle varie commissioni consiliari per semplificare la macchina della sedute,
competenze
delle province, il pdl ha due facce
( da "Tirreno,
Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sui Consorzi di Bonifica nel mese di dicembre del 2008 lasciando immodificate le competenze e i parametri di applicazione del tributo, modificando solamente il compenso degli amministratori: eliminando il gettone di presenza per i consiglieri e lasciando il compenso per i presidenti equiparandolo a quello dei sindaci.
Fogne
vecchie e allacci fatti male: ancora case allagate dai liquami
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: dopo che il consigliere comunale Paolo Cau (Pdl) ha pagato di tasca propria l'intervento di un'autopompa per liberare una casa dai reflui maleodoranti. «L'amministrazione non è intervenuta», scrive Cau in un'interrogazione, «così ho deciso di reinvestire i soldi ricevuti dei gettoni di presenza per chiedere l'intervento di una ditta privata.
acqua,
processo vinto. con salasso - sergio secci
( da "Nuova
Sardegna, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che tutela gli interessi dei cittadini dopo che un comitato di autotutela composto da Mario Chighini, Franco Masala, Angelo Fadda, Vitorio Sella, Vittorio Bruschi e Mario Soro aveva sollevato il caso di una bollettazione che non teneva conto dei consumi reali e della non potabilità dell'acqua immessa in rete.
di
MICHELA BERTI E' COSTATA 211.145euro l'attività del consigli...
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I CONSIGLIERI non si arricchiscono certo con i gettoni di presenza ? commenta Bianchi -. Cinque mila euro all?anno non sono uno stipendio. Il mio compenso, ad esempio, è di 3.279euro lordi al mese, il minimo tabellare, ed i consiglieri comunali non godono dei benefici di altri colleghi che possiedono cellulari e computer pagati dall?
DI
SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più attesa degli
... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: prevede la legge approvata nel 2005 e che ha dimezzato i tempi della prescrizione per la corruzione. Quindi la partita giudiziaria è chiusa. Il sindaco per la legge è innocente. Ora l?ultimo ostacolo che Sturani dovrà superare è tutto politico: gli oppositori nel Pd e quelli del centrodestra si accontenteranno o a loro avviso resterà una macchia indelebile sulla figura politica?
CONTROLLARE
di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 21 CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s... CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con servizi ed uffici pubblici, scorte ai portavalori... Sono solo alcuni dei temi affrontati ieri dal Dipartimento di polizia che ha riunito i tre comandanti delle forze dell?
Francesco
Terreri Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte
( da "Adige,
L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone di presenza per i consiglieri che partecipano a meno della metà di una seduta. Ma la norma ha ancora bisogno di chiarimenti «per evitare contestazioni». Resta aperto il nodo regolamento. «Ogni anno si dice che dobbiamo cambiarlo - ricorda il presidente del Consiglio comunale - Non è accettabile che una minoranza abbia gli stessi effetti della maggioranza sul programma di
Pasti
veloci, ora si mangia a "gettone"
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sabato 10 Gennaio 2009 Chiudi L'esasperazione del mordi e fuggi. In centro sono quaranta i locali in cui si consuma il pranzo in pochi minuti. Poi ci sono i bar coi precotti Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" Distributori automatici non solo per caffè e bibite, ma anche per il ragù e i piselli
<La
Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato>
( da "Corriere
del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Finozzi sui costi della politica «La Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato» VENEZIA — Costi della politica, Marino Finozzi non fa sconti. Non ai «colleghi» della giunta di palazzo Balbi, almeno. «I rilievi della Corte dei Conti sulla gestione amministrativa della Regione?
I
COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle
Li... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 28 I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Li... I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Libertà. «Se l?associazione intercomunale Terre di Pianura ? attaccano gli esponenti del Pdl ?
E
spuntano i prepensionamenti per i commercianti
( da "Corriere
della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Infine viene spostato dal 31 gennaio 2009 al 28 febbraio il termine della domanda per il cosiddetto Bonus Famiglia. Lo prevede un emendamento al decreto anticrisi dei relatori di maggioranza approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Roberto Bagnoli
Immigrazione:
e se iniziassimo a far rispettare le leggi esistenti?.
( da "Giornale.it,
Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.
L'ELEZIONE
DI PIERO CAPPELLO ALLA PRESIDENZA DELL'ASI HA DATO L'OCCASIONE AL SEGRETAR...
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Asi rinuncia a questa sua importante prerogativa di favorire lo sviluppo, allora si riduce ad essere un carrozzone inutile, un centro d'affari che serve solo a distribuire gettoni di presenza». L'ultimo pensiero di Crisci è rivolto alla Regione Campania: «Abbiamo invitato la Regione ad approntare una legge, sul modello di quanto avvenuto in Lombardia,
RAFFAELE
SCHIAVONE IL REGALO TANTO ATTESO, E FORSE IL PIù IMPORTANTE DI UESTO MERCATO DI
RIP... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 26 presenze in serie A (tre delle quali in questa prima parte della stagione con la squadra della sua città), Ciaramitaro vanta una lunga esperienza nella cadetteria (ha giocato anche in C1, undici le presenze) avendo indossato le maglie di Palermo, Livorno, Cesena e Chievo mettendo insieme 140 gettoni e realizzando 15 reti.
I
costi della politica e i rimborsiProvincia.
( da "Sicilia,
La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I costi della politica e i rimborsiProvincia. La commissione Bilancio denuncia la presunta disparità di trattamento coi colleghi della Regione E' durata non più di un minuto l'azione di due rapinatori che ieri pomeriggio hanno svaligiato la filiale di viale Teracati di Banca Nuova.
Ma
chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina
( da "Giornale.it,
Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.
Dieci
maxicomuni per ridurre i costi ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: trasformazione della Provincia in ente di secondo livello, ossia con un consiglio e una giunta non più eletti dal popolo ma formati da membri - tutti pagati solo con gettone di presenza - scelti dai sindaci. E' la ricetta per tagliare i costi della politica di FareVeneto. Una proposta che è un terremoto: azzerare centinaia di poltrone nei consigli comunali e nei municipi per aumentare l'
primarie
pd i punti forti di ciampi ( da "Tirreno, Il"
del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: le tematiche caratterizzanti del mio impegno politico sono l'inclusione sociale per uno stato sociale che sappia rispondere efficacemente alle domande di una società in continuo mutamento, la riduzione dei costi della politica e della macchina amministrativa, il contenimento delle spese, e quindi delle tariffe a carico dei cittadini e lo sviluppo sostenibile,
le
idee nel cassetto ( da "Tirreno, Il"
del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I costi della politica vanno ridotti. Le risorse liberate potranno essere utilizzate per migliorare, ad esempio, i servizi sociali. Verrà ridotto il numero degli assessori e i componenti delle partecipate. Agenzia per lo sviluppo. Carlesi punta a creare un'agenzia per lo sviluppo capace di attrarre a Prato capitali,
<La
Provincia serve Ma basta sprechi>
( da "Giorno,
Il (Lodi)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: per una coraggiosa riforma delle nostre istituzioni che azzeri gli sprechi e abbatta i costi della politica». Angelo Mazzola, già sindaco di Graffignana e parlamentare, tra i sostenitori della nascita della Provincia di Lodi, ha presentato in Consiglio, dove siede tra i banchi dell?opposizione per Forza Italia, una documentata mozione sull?
NUTRITO
il numero delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto: enticin...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Luca Valente (figlio di Roberto che presiede l?Epg), Fabio Pacini, Pietro Pecorini, Piero faraoni, Maurizio Bigazzi e Gaetano Viciconte. Per tutti previsto anche un gettone di presenza di 155 euro. Per gli amministratori residenti fuori Firenze prevista una diaria di 52 euro per ogni adunanza e rimborso spese di viaggio.
di
ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell'opposizione contro la giunta di San Maur...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: enorme del debito comunale avevamo chiesto nei mesi scorsi che tutti i consiglieri comunali, assessori e sindaco in testa, al fine di pagare chi ha lavorato, senza lasciare debiti in sospeso, di non ricevere più gettoni di presenza e compensi di vario genere collegati con l?impegno politico-amministrativo in comune e restituire quanto già percepito nel 2008». «ANCHE NOI ci stiamo.
FOLIGNO
<DAL 2002 AD OGGI l'incremento del costo dell...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: aumento del costo dell?acqua è stato dell?87 per cento. In verità si tratta di una operazione che favorisce le banche e penalizza gli utenti». Rendere bancabile un piano, spiega la leader di Impegno Civile, significa consentirne il finanziamento da parte di istituti di credito, sulla base di un progetto e dei suoi flussi di cassa.
Qui
ci vuole una sterzata ( da "Nuova Ferrara, La"
del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha nulla da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale in merito a: riorganizzazione della macchina comunale, tagli a sprechi, corruzione e clientelismo, ampliamento dell'offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte.
<IL
BALLOTTAGGIO è inevitabile>. Valentino Tavolazzi, candidato a ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: infine da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale sulla riorganizzazione della macchina comunale, i tagli degli sprechi, la corruzione e il clientelismo, ampliamento dell?offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte.
Gerardo
Coraducci, presidente del consiglio comunale, quale bilancio si può ...
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che hanno dovuto dire addio all'indennità per ritornare al gettone di presenza, con riduzioni notevoli sui compensi, oltre il 50%... «E' stata una legge del Governo Prodi che non ho condiviso, l'indennità era più adatta al ruolo del consigliere, che va svolto a 360° e richiede molto tempo». Si parlava anche della riduzione del numero dei consiglieri.
Berlusconi:
"Riforma della giustizia? Spero con il Pd, altrimenti da soli"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non ho mai voluto vietarle per la corruzione". E su Malpensa assicura: "Nessuna preoccupazione seria" Roccaraso (L'Aquila) - "Io non so se queste speranze, che sono scritte sui giornali di oggi, possano trasformarsi in realtà, ma sono sicuro che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile, con la maggioranza,
Impianto
offshore a Butera<Il Comune si pronunci>
( da "Sicilia,
La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ssa Graziella Morreale, ha provveduto ad emettere il provvedimento di liquidazione dei gettoni di presenza a favore dei consiglieri comunali. I gettoni di presenza sono relativi alla loro partecipazione a sedute consiliari e a sedute delle due commissioni consiliari di studio e consultazione per l'intero anno 2008.
Il
metro della ricerca. La ricerca del metro
( da "Bollettino
Università & Ricerca" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: un serio contributo al dibattito in corso e di sensibilizzare il mondo accademico e scientifico sull'importanza sia della valutazione dei progetti e del prodotto scientifico, sia dei ricercatori e delle strutture, con la consapevolezza che le politiche dei finanziamenti devono tener conto dei risultati della ricerca e che un ateneo che accetta la valutazione è un ateneo più forte.
Doccia
fredda sui mega-Comuni ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: costi di FareVeneto, associazione del Pd, non convince. O meglio: tutti sono d'accordo sulla necessità di tagliare i costi della politica, ma seguendo altre strade. E non mancano le stoccate: lo stesso segretario provinciale del Pd Enrico Quarello replica così a FareVeneto, associazione formata da diversi esponenti dell'
Il
Cf Alto Adige brinda pure in Coppa
( da "Alto
Adige" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mumelter (46º Rigatti), Messner (46º Tonelli), Ribeiro Rizzato, Grillo. All. Genta & Ferrari C. VALBRUNA VICENZA: Rizzo, Cedolini, Santuliana, Giansanti, Lobbia, Orso (72º Zordan), Lazzaro, Caneva, Miotto, Gallo, Steccanella. All. Mecenero. RETI: 9' Grillo, 17' Rizzato Ribeiro, 57' Rigatti, 59' Oberlechner.
Sobrietà
in regione ( da "ItaliaOggi Sette"
del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: rari i casi di abbassamento delle aliquote fiscali (salvo riduzioni piuttosto circoscritte in Piemonte, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia); ma nessuno le ha alzate; molte regioni hanno cercato di abbassare la spesa corrente e i costi della politica. Praticamente tutte hanno aumentato le risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli della popolazione e/
pronti
a fare le riforme, con o senza il pd
( da "Centro,
Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: i costi dell'energia da record rispetto ad altri Paesi europei, l'evasione fiscale al 20%, i tempi della giustizia inaccettabili che allontanano le imprese che vogliono investire». I SONDAGGI. «Le azioni per cambiare il Paese», riprende il premier, «sono state percepite così bene che è salito l'apprezzamento degli italiani per il governo.
malattia
di d'alfonso, è rottura tra pd e idv
( da "Centro,
Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: «In più di un'occasione e sempre a seguito di sue estemporanee esternazioni, tutte volte a raccogliere un utile, per lei, consenso elettorale, senza badare troppo alle difficoltà altrui, sono stato assalito dalla voglia di risponderle...» Infine, la firma: «Il consigliere con gettone di presenza non rubato». (a.ben.)
30
MILIONI DI EURO PER PIANI DI SVILUPPO LOCALE INTEGRATI FONDI FSE E FESR INSIEME
PER CREARE OCCUPAZIONE E NUOVE IMPRESE IN LIGURIA
( da "marketpress.info"
del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell´Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento è fare della realtà locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralità di obiettivi quali l´occupazione,
Al
via le indennità leggere per chi ha sforato il Patto
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: assottigliano perciò della stessa misura anche i gettoni di presenza di consiglieri comunali e provinciali. La sezione regionale toscana della Corte dei conti, con la deliberazione 24P/2008, intervenendo sulle modalità operative di tale riduzione, richiede l'adozione di una delibera di Giunta o di consiglio per i rispettivi componenti, che disponga obbligatoriamente la riduzione.
Cialente
non riesce ad abbattere i costi della politica
( da "Tempo,
Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La dura critica riguarda i costi della politica a palazzo Margherita che, dopo una campagna elettorale basata su una loro drastica diminuzione, sembrerebbero rimasti invariati se non aumentati. Una delle promesse più eclatanti non mantenute riguarda la riduzione dei componenti dei Consigli di amministrazione, che da cinque sarebbero dovuti diventare tre,
Berlusconi:
<Riforme con o senza Pd> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: POLITICA 12-01-2009 Politica GOVERNO IL CAVALIERE SULLE INTERCETTAZIONI: «NESSUNA RETROMARCIA. NON HO MAI VOLUTO ESCLUDERE I REATI DI CORRUZIONE» Berlusconi: «Riforme con o senza Pd» Il premier difende Air France. L'affondo di Letizia Moratti: perché i debiti di Alitalia ricadono sui cittadini?
DISAGI
CONTINUI I malvezzi di chi frequenta via Malvezzi nChiediamo ospit...
( da "Giornale
di Brescia" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il fatto è che in Italia, dei costi della politica si parla solo a corrente alternata e solo quando parlarne è strumentale ad altri fini politici e non per affrontare seriamente il problema. Ricordate quando a ridosso della campagna elettorale si parlava di abolizione delle province e delle Comunità montane?
J.P.
Morgan Securities mette un gettone sul settore della difesa aerospaziale
( da "Finanza.com"
del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ultimo mese complici i forti risultati di bilancio e il mantenimento di un solido outlook. Nello specifico gli esperti di JP Morgan hanno arrotondato il target price su Boeing Co portandolo a quota 44 dollari dai precedenti 42 su base valutativa. Il broker resta bullish su questo comparto in generale per le prospettive di lungo termine.
Blocco
sul Palafiere Si rischia di non fare la Mostra di marzo
( da "Stampa,
La" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 17 per ogni gettone di presenza ai consiglieri di maggioranza, 0 assoluto per quelli di minoranza». Ora il problema di Oddone è di «subaffittare un alloggio che non è il mio», cioè il Palafiere. Una riunione tecnica di oggi dovrebbe partorire un documento provvisorio che gli consenta intanto di operare.
Timer
in aula, prime schermaglie ( da "Trentino"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Da oggi scattano
le nuove regole sui gettoni. Pietracci: ridicolo Timer in aula, prime
schermaglie TRENTO. Il conteggio del tempo partirà alle 18, ora di inizio delle
sedute di consiglio, e finirà all'ora di chiusura. Da oggi scattano a palazzo
Thun le nuove regole sul gettone di presenza (ridotto della metà, da
Bastard
Sons of Dioniso, i tre rockettari trentini sfondano a X Factor
( da "Trentino"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Non è stato semplice organizzare una serata in così pochi giorni" dice Cristian Rizzato che assieme alla moglie Sonia Folgheraiter è titolare dell'attività "ma tutti noi avremmo guardato la puntata di X Factor, tanto valeva riunirsi qui." Iniziativa simile alla Talpa di Miola di Pinè, dove i Bastard si sono esibiti spesso, soprattutto agli esordi.
TELEVISIONE
Il concerto di Capodanno a Venezia nSiamo sinceri: non ci sen...
( da "Giornale
di Brescia" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: e neppure quale possa essere il suo cachet in caso accetti l'incarico di presiedere il Museo della Carta. Su quest'ultimo aspetto presumo che non si accontenterà di un semplice gettone di presenza e mi chiedo se sia opportuno che un'Amministrazione che non perde occasione per lamentare l'enorme «buco» lasciato dai precedenti colleghi si imbarchi in ulteriori spese.
investimenti
rischiosi, comuni nei guai ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: regolarità della procedura amministrativa sia se è espressione dei consigli comunale e provinciale, sia se frutto di una consulenza esterna. In quest'ultimo caso il magistrato si sofferma anche sul costo della consulenza senza trascurare il contenuto del contratto, l'andamento contabile dei derivati e la loro contabilizzazione visto che non sempre rientrano tra gli investimenti.
Regioni,
tagli alle spese senza aumentare le tasse
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: riducendo da una parte i costi della politica per far fronte, dall'altra, al carovita che alleggerisce il portafogli dei cittadini. I buoni propositi Quali sono, dunque, i buoni propositi per fronteggiare la crisi economica globale? Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, per esempio, non ci sarà un aumento delle tasse regionali e,
Auguri
a Giolitti per i cento anni del ministro della malavita
( da "Riformista,
Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: epoca di continue convulsioni tra crisi della politica-corruzione-giustizialismo, andrebbe ricordato che giammai Salvemini e i salveminiani avrebbero invocato la discesa in campo della magistratura contro i mali della politica. Quei mali andavano risolti politicamente, con azioni limpide che facessero seguito a un pensiero limpido, aprendo il campo a nuovi esperimenti.
Riceviamo
e pubblichiamo DA PIÙ PARTI ( da "Nazione, La (Pistoia)"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: significa ridurre la quantità esorbitante di viaggi all?estero di alcuni assessori e relative delegazioni. Significa anche impedire la possibilità di riscuotere il gettone di presenza ad una commissione consiliare se la presenza di un consigliere è durata solo pochi minuti. Potrei fare altri esempi, ma quello più rilevante è un dubbio su cui penso sia necessario fare chiarezza:
Ai
cittadini costa otto cent al mese
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: forse, a margine delle recenti e roventi polemiche sui costi della politica, a dire il vero perlopiù innescate a livello nazionale. E così, a scanso di equivoci, abbiamo deciso di pubblicare nell?ultimo numero di ?Altrepagine? - il giornale che edita l?amministrazione comunale - un articolo intitolato ?
Casta
e camomilla ( da "Arena, L'"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: argomento dove si parla di caste, regimi, bavagli, intoccabili, corruttori, tangentopoli, baronie, poteri e poteri arroccati sui loro fortini indistruttibili. I loro autori i vari Stella, Rizzo, Gomez, Travaglio, Lillo, Grillo, identificati dai componenti della casta sia di destra che di sinistra, come scrittoruncoli antipolitici,
di
NICOLA MARCATELLI CESENA DOMANDA: chi è il portiere d...
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sul quale si sarebbero abbattuti anche gli infortuni) perse il posto da titolare a beneficio di Sarti (il primo giocò 21 gare, il secondo 19) e da quei giorni iniziò il crollo verticale coi bianconeri che si salvarono col fiatone. E come non parlare dell?anno scorso, dove tra Artur (18 gettoni), Berti (12), Sarti (11) e Rossini (5) era gara a chi presenziava di più.
<Campania,
leggi troppo costose e spesso senza copertura finanziaria>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: tra l'altro di leggi che non possono essere applicate per mancaza di finanziamenti. Il tutto fa lievitare i costi della politica, che, invece, dovrebbero essere ridotti drasticamente. Più volte lo abbiamo denunciato ma il centrosinistra non se n'è dato mai per inteso. E' la sua maniera di fare politica clientelare.
Aria
tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri
comunali aggiunti. I... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Martedì 13 Gennaio 2009 Chiudi Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. Ieri, in conferenza dei capigruppo, si è scoperto che i conti rischiano di non tornare. Cioè che i soldi spesi per il rimborso spese legato alla partecipazione delle sedute, potrebbero essere stati buttati al vento.
D'Alema,
preavviso di sfratto a Veltroni ( da "Giornale.it, Il"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"
Parcheggi
gratuiti ai consiglieri E' polemica
( da "Corriere
Adriatico" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ma se parliamo dei consiglieri comunali vorrei far notare che un gettone di presenza di 90 euro per una seduta del Consiglio di media 6-8 ore, più il tempo speso per la preparazione, lo studio dei documenti è quasi la metà della paga oraria di un cassintegrato".
Costi
della politica, la Regione dice 'sì' alla riduzione dei consiglieri
( da "RomagnaOggi.it"
del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: della proposta di modificare lo Statuto nella parte che riguarda il numero dei Consiglieri regionali, riducendolo a 50". "Credo che la scelta sia corretta, e si pone in continuità con quel processo di autoriforma del sistema istituzionale che abbiamo avviato e che è propedeutico al rafforzamento delle Istituzioni stesse"
CorrierEconomia,
"alla Calabria il record delle leggi approvate"
( da "Giornale
di Calabria, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: il finanziamento, attraverso un sostanzioso taglio ai costi della politica, di stage biennali retribuiti per 500 laureati particolarmente meritevoli; l?accantonamento delle somme necessarie per l?entrata a regime dei 170 nuovi dipendenti che verranno assunti quest?anno attraverso un concorso super-trasparente?
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
VALLEMOSSO. COMUNITA'
MONTANA SENZA FONDI Giunta rinuncia alle indennità per poter pagare i
dipendenti [FIRMA]MATTEO PRIA VALLEMOSSO I soldi non arrivano alla Comunità
Montana Valle di Mosso e la giunta rinuncia alle indennità di carica per
coprire almeno gli stipendi dei dipendenti. «La drastica riduzione dei trasferimenti statali non consente di prevedere le necessarie
disponibilità per la corresponsione delle indennità di carica e dei gettoni di presenza agli amministratori
della Comunità - si legge in una nota del presidente Enzo Cravello -. Si
prevede quindi solo il pagamento degli stipendi ai dipendenti per il
mantenimento dello stato di funzionalità degli uffici e dei servizi.
All'approvazione di nuova regolamentazione per l'ordinamento generale degli
uffici e dei servizi provvederà il nuovo organismo che verrà costituito a
seguito dell'accorpamento delle comunità montane». Il consigliere di minoranza
Piero Casula aveva già tempo prima annunciato questa situazione. «E' bene
ricordare che Cravello e la sua giunta percepiscono delle misere indennità che
non coprono neanche le spese d'ufficio - spiega il consigliere -. Questa
situazione drammatica è il risultato della scellerata scelta di sprecare i
fondi destinati alla montagna per mantenere in vita carrozzoni pubblici che di
montano hanno ben poco. Per mesi ho denunciato questo pericolo ma non avrei mai
pensato che si raggiungesse un livello cosi basso». Ancora una volta il
consigliere si scaglia contro le scelte politiche dell'accorpamento: «Questo
enorme danno creato nei confronti del nostro territorio è stato provocato anche
per volere di politici e sindaci kamikaze che gestiscono le nostre vallate. Per
mesi infatti abbiamo sentito dire da Ronzani, Biasetti, Regis e company che la
creazione di una nuova grande comunità montana pianeggiante avrebbe portato dei
benefici economici; ebbene questo è il risultato». Casula lancia un appello ai
politici: «Desidero fare un appello pubblico a Ronzani, Regis, Biasetti,
Gibello, Leardi che sono i lungimiranti che avrebbero potuto e soprattutto
dovuto evitare questa situazione: sarebbe opportuno che almeno per dignità
destinaste una parte delle vostre indennità, spropositate per i consiglieri
regionali, per la giunta della nostra comunità montana».
( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
IL PUBBLICO domande a
il caso Indagine del Comune di Pinerolo domande a Ecco i numeri dell'attività
degli amministratori Poca gente in sala se non si discute di rifiuti o
parcheggi Pietro Ras della minoranza Tutto il Consiglio seduta per seduta
ANTONIO GIAIMO «Sono stato sempre presente per controllare la maggioranza»
Paolo Covato sindaco «C'è una diffusa disaffezione dei cittadini alla politica»
PINEROLO Lo scorso anno il consiglio comunale si è riunito 37 volte (140 ore),
99 sono stati gli atti amministrativi, fra questi 68 sono state le delibere
approvate. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dalla «Relazione
sull'attività del consiglio comunale», presentata al sindaco e redatta dal
presidente del consiglio, Alberto Barbero. Quattro pagine per fotografare la
vita dentro al palazzo comunale vista da chi occupa uno scranno in consiglio.
La seduta più breve è durata 2 ore e 49 minuti, la più lunga 6 ore e 20. Il
settore che ha avuto il maggior numero di deliberazioni, venticinque, è stato
quello dell'urbanistica, segue con 23 il patrimonio. Pochissime le delibere
presentate dai consiglieri: 4 (solo due approvate). Inoltre sono state 25 le
mozioni presentate, 12 quelle approvate. Fra queste anche una dei residenti
della zona delle Macine che hanno sollevato il problema dei cattivi odori e
dell'alto numero di camion che passano davanti alle loro case diretti alla
discarica. La relazione analizza poi il numero di presenze e di assenze di
consiglieri e assessori: non sono mai mancati Prola, Tumminello, Ras, Zanello
(subentrato a Pazè) mentre Bianco è stato presente 17 volte. Preso in esame anche il lavoro delle commissioni consiliari che si sono
riunite 126 volte e il costo rappresentato dai gettoni
di presenza (manca il conteggio del secondo
semestre). Spiega il presidente del consiglio Barbero: «I gettoni di presenza dei consiglieri
ammontano a 31 mila euro e quelli delle commissioni a 34 mila. Per ogni seduta
un consigliere percepisce 32, 54 euro lordi». Non percepiscono il
gettone il sindaco, il presidente del consiglio e il consigliere Macrì che
siede in consiglio con una nomina della comunità montana, il loro ruolo è già
coperto da un'altra indennità. Continua Alberto Barbero: «Il consiglio è stato
chiamato a votare per decisioni di tipo urbanistico, amministrativo e per gli
altri settori, esaminati dalla Giunta». Una nota dolente: le decisioni del
Consiglio non sono quasi mai stati seguite dal pubblico, tranne in alcuni casi,
quando si sono affrontati argomenti come la discarica, i parcheggi, il
benessere degli animali.Pietro Ras, consigliere della lista civica «Insieme con
Bolla per Pinerolo», è stato presente a tutte le 37 riunioni. Perché tanta
diligenza nel seguire i lavori dell'Amministrazione? «Sei obbligato ad essere
presente altrimenti la maggioranza approva tutto ciò che vuole. Certo loro
hanno i numeri ma la nostra presenza in aula è una
garanzia per i cittadini che con il loro voto ci hanno dato fiducia». Ma al di
là del consiglio comunale quali altri strumenti avete per far sentire la vostra
voce? «In teoria ci sono le commissioni dove si dovrebbero discutere i temi che
poi andranno in consiglio, ma non è tutto così scontato». Perché? «I tempi
della discussione sono troppo brevi, spesso arriva il sindaco che ci invita a
chiudere la discussione, ci fa accelerare e di conseguenza accade che poi si
allungano i tempi del consiglio, quello che non si è discusso prima lo discuti
dopo». Quale strumenti avete oltre al voto? «Quando non siamo convinti della
correttezza di una delibera abbiamo più volte chiesto che gli atti venissero
mandati alla Procura della Repubblica, richiesta che è caduta nel vuoto».\ 4Il
sindaco di Pinerolo, Paolo Covato, ritiene che il lavoro delle commissioni
comunali sia stato propedeutico alle decisioni del consiglio. L'hanno accusata
di schiacciare il piede sull'acceleratore durante le sedute delle commissioni,
con il risultato che i consigli sono diventati più lunghi. Non sarebbero
serviti altri momenti di dibattito prima del passaggio al voto? «La democrazia
è decidente, quando per un argomento come la variante al piano regolatore si
fanno 17 riunioni di commissioni credo che si siano affrontati tutti gli
argomenti e quindi è giusto che si passi al voto dei consiglieri». Per quale
motivo, benché le sedute consiliari vengano pubblicizzate la tribuna del
pubblico è semideserta? «C'è un generale disinteresse del cittadino verso la
politica». Non sarà perché i consigli sono spesso lunghi e difficili da
seguire? «A volte anche questo può essere il motivo. Sta di fatto che sovente
in aula assistiamo ad un prolungamento delle strategie elettorali». Le delibere
importanti per Pinerolo? «La variante al piano regolatore e quella bipartisan
sull'ampliamento della discarica». \ 4
( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 8 - Economia Bruxelles
presa in ostaggio paga le divisioni interne ma Putin ha le armi spuntate La
rendita gas-petrolifera russa si assottiglia a vista d´occhio, e i prezzi
scenderanno La Ue oggi sconta la mancata costruzione di un mercato unico del
gas AUTORE1 federico rampini La puntualità è sospetta. Un´ondata di gelo polare
attanaglia l´Europa. Subito esplode la lite Mosca-Kiev; la penuria "politica" del gas russo con cui ci riscaldiamo e
produciamo corrente elettrica. La crisi coglie l´Italia sorprendentemente impreparata,
anello debole di una Unione europea anch´essa colpevole di imprevidenza. Ieri i
volumi di fornitura di gas russo al nostro paese sono crollati del 90%
rivelando la nostra fragilità. Siamo uno dei paesi più dipendenti da Gazprom.
Non consola trovarsi in compagnia di ex-satelliti dell´Unione sovietica come la
Slovenia e l´Ungheria. Né rassicurano le parole del ministro Scajola che
annuncia «riserve sufficienti per alcune settimane». L´inverno è ancora lungo,
altri paesi hanno in stoccaggio scorte strategiche valide per mesi. Visto che
questa crisi sembra un remake del braccio di ferro tra Russia e Ucraina nel
gennaio 2006, il Financial Times ricorda la massima di Karl Marx secondo cui
«la storia si ripete prima sotto forma di tragedia poi di farsa». L´umorismo si
addice agli inglesi, che grazie ai giacimenti del Mare del Nord sono
autosufficienti in gas naturale. Per noi continentali è più tragico che
farsesco scoprire che a tre anni di distanza nulla è cambiato nelle nostre
fonti di approvvigionamento. Un quarto di tutto il gas continua a venire dalla
Russia. E l´80% di quella fornitura continua a traversare l´inaffidabile
Ucraina. Il conflitto tra Mosca e Kiev sull´energia ha origini storiche. Il
gasdotto che traversa l´Ucraina fu costruito quando questa faceva ancora parte
dell´Unione sovietica e quindi subiva i diktat del Cremlino. Dopo la fine
dell´Urss gli ucraini hanno conservato un lascito ereditario e una servitù di
passaggio. Il lascito positivo è un prezzo politico del gas, inferiore fino a ieri
alle quotazioni del libero mercato. Il privilegio lo pagano ospitando sul loro
territorio un´imponente autostrada di tubature, il pipeline strategico che
Mosca usa per procurarsi valuta pregiata vendendo il gas all´Europa
occidentale. A intermittenza, di solito dopo abbondanti nevicate e temperature
sottozero, Gazprom si "ricorda" improvvisamente che gli ucraini
pagano il gas troppo poco e gli chiude il rubinetto. I dirigenti di Kiev
reagiscono servendosi da soli, cioè rubando dalle megacondutture il gas
destinato a noi. E l´Unione europea viene presa in ostaggio. Dietro le ragioni
commerciali Mosca ha motivazioni politiche. L´ultimo braccio di ferro sul gas
con gli ucraini, nell´ottobre 2007, fu una plateale interferenza politica. Nostalgici dell´impero sovietico, Putin e Medvedev
hanno tentato di ostacolare la formazione a Kiev di un governo
filo-occidentale. I rubinetti del gas vennero chiusi subito dopo le elezioni
ucraine. L´episodio attuale è probabilmente una vendetta a freddo � è il caso
di dirlo � per far pagare a Kiev il suo appoggio politico alla Georgia
durante il conflitto dell´estate scorsa. Il fatto che al vertice di Gazprom ci
sia un certo Alexsandr Medvedev, fratello del presidente russo, ci ricorda che
a Mosca la differenza fra la politica e gli affari è
trascurabile. Ma se il regime russo è una caricatura grottesca e feroce della
democrazia, l´Ucraina non versa in condizioni molto migliori. Ha un presidente
e un premier impegnati in una lotta fratricida, il Pil in caduta libera (meno 14%),
la bancarotta di Stato rinviata momentaneamente grazie a un prestito d´urgenza
(16,4 miliardi di dollari) del Fondo monetario. Perfino la
sua banca centrale è lambita da pesanti sospetti di corruzione. I remake dei film non sempre hanno il successo dell´originale.
La Russia sta esaurendo rapidamente la sua capacità di usare il ricatto
energetico per ricostruirsi una sfera d´influenza imperiale. La rendita
gas-petrolifera si assottiglia a vista d´occhio. Noi europei stiamo
ancora pagando il gas russo intorno a 500 dollari per mille metri cubi, in
virtù di contratti a lunga scadenza firmati quando i costi energetici erano ai
massimi storici. Ma quei contratti hanno clausole d´indicizzazione che adattano
il prezzo del gas a quello del petrolio, con sei o dodici mesi di ritardo. Le
casse del Tesoro di Mosca, come il rublo, stanno soffrendo. Una nuova
bancarotta di Stato della Russia (o il crac di pezzi portanti della sua
industria di Stato) non è un evento impossibile nel corso del 2009. La
recessione globale rivela gli errori strategici compiuti da Putin-Medvedev e
dai loro oligarchi. Hanno sprecato gli anni delle vacche grasse, trascurando di
investire nella scoperta di nuovi giacimenti e nelle infrastrutture di
trasporto dell´energia. Per non parlare della mediocre situazione
socio-economica della maggioranza dei loro connazionali, appena sfiorati dal
benessere del boom. I russi pagheranno presto una politica
arrogante e di corto respiro per la quale vengono a mancargli le risorse
finanziarie. E´ una magra consolazione per l´Europa occidentale, che ha
dimostrato una pericolosa miopìa. Anzitutto per la viltà da noi praticata
quando l´Orso russo sembrava irresistibile; donde la sostanziale rinuncia a
sostenere la costruzione di una democrazia sana in Ucraina e in altre nazioni
dell´ex impero sovietico. Anche nel settore dell´energia abbiamo colpe serie.
Come il ritardo nel completare il progetto Nabucco, cioè la rete di gasdotti
che attraverso i Balcani e la Turchia devono consentirci un accesso diretto al
gas dell´Asia centrale, riducendo la nostra dipendenza da quello russo. E´
imperdonabile la mancata costruzione di un vero mercato unico europeo del gas,
che doveva fluidificare la circolazione dentro l´Unione e quindi consentire di
ovviare rapidamente ai deficit energetici congiunturali di questo o quel paese.
Su tutto pesa l´ombra di giganteschi e inconfessabili conflitti d´interessi:
negli anni del suo boom Gazprom ha notoriamente "reinvestito" una
parte della rendita per garantirsi i favori di importanti leader politici
europei. Ora l´Unione si ritrova catapultata nell´improbabile ruolo di
mediatore tra Mosca e Kiev, per garantire che il gas torni presto ad affluire
in casa nostra. Come per il Medio Oriente anche questa crisi sembra fatta su
misura per esaltare le nostre divisioni interne. Come al solito c´è un fronte
del sorriso che ama dire sempre di sì a Mosca. E c´è un fronte che vorrebbe
affrontare i russi a muso duro, ma non ne ha i mezzi.
( da "Riformista, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
sardegna al voto
Soru ricomincia da duemila Era pieno il palazzo della Fiera di Cagliari, ieri
sera. Più di duemila persone hanno partecipato alla convention di avvio della
campagna elettorale del presidente della Regione uscente, Renato Soru, che ha
sfidato la sorte (e il suo partito, il Pd) portanto alle estreme conseguenze la
crisi della sua giunta e correndo per le elezioni fissate per il 15 e 16
settembre. Occhi puntati sulla Sardegna, dunque, dove la macchina di Soru è già
in moto: ieri centinaia di simpatizzanti erano accalcati all'esterno della sala
stracolma. In platea, amici e nemici. Sul palco, una sfilata in stile
veltroniano, con studenti, disabili, imprenditrici, allevatori e musicisti a
darsi il cambio nel testimoniare il buon lavoro svolto dall'amministrazione
Soru. E il candidato, che si ripropone come uomo simbolo della rinascita della
Sardegna, ha snocciolato i capisaldi del suo programma, che ricalcano quelli
della passata legislatura: istruzione e conoscenza, lotta agli sprechi e alla povertà, tutela del paesaggio e riforma della
Regione. A cominciare da una legge che tagli i costi della politica e riduca non solamente il
numero dei consiglieri regionali, ma anche i loro emolumenti. Nei giorni
scorsi, il candidato del Pd ha incassato il giudizio positivo di Rifondazione
comunista sui principali temi politici relativi alle elezioni regionali, mentre
i socialisti sardi sembrano discutere ancora sull'opportunità o meno di
seguire il carro di Soru accusato di averli esclusi dal confronto sul
programma, e pare siano orientati a correre da soli, nonostante l'auspicio
ripetuto anche ieri da Soru di un ripensamento. Confermato, invece, l'appoggio
dei Verdi, dell'Italia dei Valori, del coordinamento regionale della Sinistra e
degli eventuali transfughi del Partito sardo d'Azione in rotta con la
maggioranza del partito propensa ad allearsi con il centrodestra. Il vero punto
interrogativo della campagna elettorale, però, resta il Pd. Il partito isolano
è più che spaccato (e la crisi della giunta regionale è stato il logico epilogo
di questa spaccatura che pare difficilmente sanabile), il lavoro di Achille
Passoni, inviato da Walter Veltroni in Sardegna a gestire il commissariamento,
è davvero arduo. Passoni, strozzato tra la richiesta di Soru di non ricandidare
gli uscenti e quella di far valere la regola delle tre legislature, ieri
assicurava di aver trovato un criterio di rinnovamento che non offuschi il
pluralismo. E che non sancisca la vittoria politica
dell'una o dell'altra parte. Dello stesso partito. Sonia Oranges 07/01/2009
( da "Adige, L'" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
La questione morale
Se non fa «pulizia» la politica muore GIACOMO SANTINI
(segue dalla prima pagina) Le recenti vicende di tangenti e corruzioni in
diverse regioni d'Italia (Trentino compreso) ci stanno facendo rivivere i
giorni angosciosi della prima tangentopoli, quella degli anni novanta, quando i
cittadini per bene si sentirono violentati da una classe politica
disonesta e senza scrupoli che aveva pensato non all'interesse comune ma al
personale tornaconto. Questo ritorno dei corrotti è ancora più sconcertante
perché dimostra che la lezione di allora è stata dimenticata e che
l'assuefazione alla disonestà ha reso labili e meno presidiati i confini della
legalità. Il problema è che all'interno di molti partiti, di destra, sinistra e
centro, i disonesti di allora hanno trovato ospitalità e copertura e molti di
loro, senza alcun ritegno, stanno scandendo i tempi ed i modi della nuova
ondata di corruzione. Di più e di peggio, rispetto
alla tangentopoli storica, c'è che queste pratiche fraudolente sono diventate
trasversali: ci si mette d'accordo tra chi amministra e chi controlla, tra
maggioranza ed opposizione, tra amministratori eletti e pubblici funzionari,
tra sistema politico ed organizzazioni esterne. Nessuno ha il diritto di
gioire: né a sinistra, né a destra, né al centro. La sconfitta è di tutti,
anche di chi si impegna a fare politica con
trasparenza, correttezza ed onestà. Il giudizio dell'opinione pubblica, ormai,
non fa più distinzioni perché il dilagare del fenomeno ha assunto le
proporzioni di un sistema dal quale è difficile chiamarsi fuori. Ed anche chi
fa politica in maniera pulita ha l'impegno di
dimostrarlo, più del corrotto, per non essere coinvolto nel giudizio e nella
condanna. Da più parti emerge un richiamo al garantismo. È più che
condivisibile come invito alla verifica severa delle responsabilità e come
presupposto alla trasparenza. Assolutamente non è accettabile se diventa uno
stratagemma per favorire rinvii, temporeggiamenti, coperture utili a ritardare
o contrastare il cammino della verità. C'è un monito per tutti: individui e
Partiti, eletti ed elettori. Le colpe soggettive diventano collettive se gli
anticorpi dell'onestà individuale non hanno il coraggio di aggredire il virus
dell'illegalità fatta sistema, partendo dalla radice, dai portatori
consapevoli, dal loro modo di operare insieme e di mal-gestire la cosa
pubblica. Ma c'è una selezione preliminare da promuovere subito per giungere
all'isolamento dei disonesti. Occorre partire dagli opportunisti, da coloro che
fanno politica per mestiere e confondono l'attività di
partito con quella privata o professionale, spesso inesistente. Sono queste persone,
totalmente dipendenti delle fortune o dai rovesci del loro ruolo politico, che
si rendono permeabili a qualsiasi compromesso pur di rimanere al loro posto. Il
loro comportamento è sempre funzionale a fini lontani da quelli della Politica
con la "P" maiuscola e da un'etica amministrativa davvero
disinteressata. Sono gli attori del teatrino degli appalti truccati, delle
assunzioni facili e garantite ai soliti noti, degli inciuci trans-partitici per
la spartizione di qualche torta, sono i malinconici boss di
reti di persone da quattro soldi per i quali non va nemmeno sprecato
l'aggettivo "mafioso" che, nella sua negatività assoluta, ha una
pretesa di nobiltà storica, altrove tristemente riconosciuta. L'opportunismo in
politica è l'incubatoio
naturale della corruzione
perché crea l'ambiente favorevole al virus dell'illegalità.
L'imprenditore senza scrupoli non riuscirebbe a realizzare i suoi torbidi
disegni se non sapesse di trovare accoglienza nel sistema opportunistico della politica-affari e nei suoi attivisti. Ricordiamocene ora, di
fronte ad una legislatura provinciale appena avviata ed al prossimo impegno di
dover scegliere gli amministratori di alcuni importanti Comuni, a partire da
Trento. Non sono mai stato tifoso del giustizialismo alla Beppe Grillo o alla
Marco Travaglio. Anch'essi, per fini opposti ai loro bersagli, sono sostenuti
da una vena opportunistica di antipolitica militante
che, con il ruolo del controcanto, li rende co-attori della stessa recita.
Anch'essi sfruttano il sistema e ne traggono alimento per il loro interesse
personale. Però da qualche tempo non cambio più canale. Ascolto, setaccio,
valuto, confronto tutto ciò che viene proposto nel tentativo di capire se tra
verità nascoste, verità violate, verità mistificate e addomesticate, possa
emergere qualche valore residuale per ancorarvi un ideale politico per il
futuro. Cercare di capire è pur sempre un modo di reagire. Come prendere le
distanze, in attesa di orizzonti più sereni. Giacomo Santini È senatore del Pdl
07/01/2009
( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
II - Firenze E´ una delle fonti degli squilibri dei bilanci universitari
Intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate "Il ricorso ai
finanziamenti esterni previene l´esodo dei docenti pensionati" A Medicina
sono state istituite 44 delle 63 cattedre attivate nell´intero ateneo grazie
alle convenzioni esterne. Dieci dei posti sono per professori ordinari, 20 per associati, 14
per ricercatori. Parte dei fondi provengono da aziende farmaceutiche e dal
Centro di studi farmaceutici (Csf), parte da aziende ospedaliere come il Meyer,
parte da fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana, dai Comuni dell´Area
vasta fiorentina e dalle azienda sanitarie di Pistoia, Prato, Firenze, Empoli e
Arezzo. In quest´ultimo caso l´attivazione di cattedre convenzionate si intreccia
con il decentramento didattico, altra fonte - secondo molte valutazioni - degli
enormi squilibri dei bilanci universitari. Nel 2003 l´Università di Firenze ha
stipulato accordi con la Regione, i Comuni dell´Area vasta fiorentina e le
cinque Asl di Firenze, Arezzo, Pistoia, Prato ed Empoli per il decentramento
delle lauree triennali delle professioni sanitarie. Grazie ai finanziamenti
regionali (50 mila euro annui per ogni corso attivato e un budget di 75 mila
euro per il finanziamento delle cattedre dei docenti), è stata prevista
l´attivazione di 11 corsi di laurea triennale nelle professioni sanitarie
(infermieri, in primis) a Figline Valdarno, Prato, Pistoia, Empoli. D´accordo
con l´Università di Siena un corso di laurea in infermieristica è stato
decentrato nell´ospedale della Gruccia a San Giovanni Valdarno. Il 9 aprile
2003, illustrando l´iniziativa in senato accademico, il preside di medicina,
professor Gianfranco Gensini, spiegò che il ricorso a finanziamenti esterni
serviva ad anticipare la programmazione didattica in vista del «grande esodo»,
per raggiunti limiti di età, del personale docente. Il rettore Augusto
Marinelli chiarì che fra il 2006 e il 2010 medicina avrebbe perduto per
pensionamenti il 50% dell´organico. Nella seduta del consiglio di
amministrazione del 10 aprile 2006 il professor Gianni Amunni sostenne che i
finanziamenti esterni, prevalentemente pubblici e previsti per sei anni,
avrebbero consentito all´ateneo «di muoversi in situazione di assoluta
tranquillità sia sul piano meramente economico che sul piano della
programmazione didattica», mentre il rettore Marinelli invitò il consiglio «a
tener conto del fatto che il finanziamento da parte delle aziende ospedaliere
finiscono per incrementare la presenza universitaria nell´ambito delle aziende
stesse». I finanziamenti esterni per cattedre convenzionate sono stati nel 2008
pari a 3 milioni e 116 mila euro. L´ateneo non ha speso niente, ma dal prossimo
anno, alla scadenza di alcuni contratti, dovrà cominciare a coprire i costi delle
nuove cattedre per 1 milione e 187 mila euro, che saliranno a 1.680 mila nel
( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Pistoia
Maxi finanziamento alla Misericordia Dalla Fondazione Caripit arrivano 300mila
euro per la nuova sede AGLIANA. E' ufficiale il finanziamento di 300.000 euro
per la costruzione della nuova sede della Misericordia di Agliana da parte
della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, presieduta da
Ivano Paci. L'annuncio è stato diramato dal presidente della confraternita
aglianese, Corrado Artioli, in occasione del riuscito concerto di Natale
organizzato nei giorni scorsi presso la Chiesa di San Piero Agliana, in
collaborazione con il locale gruppo bandistico de "I Tigrotti"
diretto dal maestro Pietro Scuccimarra. «L'evento musicale - ci ha riferito il
coordinatore dei festeggiamenti per il centenario, Giovanni Vono - ha chiuso un
2008 di appuntamenti molto interessanti e partecipati dalla popolazione, legati
alla storia della Misericordia e al volontariato. Uno degli eventi più
significativi dell'anno è stata proprio la cerimonia dello
scorso settembre con la posa della prima pietra della nuova sede. Tutti noi
esprimiamo grande soddisfazione e gratitudine per essere giunti all'ufficialità
del finanziamento da parte della Fondazione della Caripit». Il progetto della
nuova sede, che sorgerà all'altezza della rotatoria recentemente realizzata
presso via Matteotti sulla Sp1, ha un costo totale di 3.350.000 euro più
Iva. I lavori, consegnati ad inizio novembre, sono eseguiti dall'impresa Cmsa
di Montecatini che dovrebbe portare a termine l'opera nella primavera 2010. La
struttura sarà composta da tre piani oltre che da un seminterrato che servirà
come garage per dieci ambulanze. Al piano terra, dove sarà ubicato l'ingresso
principale, troveranno spazio la reception, un bar, uffici operativi, una sala
multifunzionale con circa 100 posti e annessa cucina oltre a tre cappelle del
commiato, con i reparti necessari per lo svolgimento della funzione. Sempre al
piano terra saranno disposte due ambulanze per gli interventi di emergenza. Il
primo piano della nuova struttura ospiterà alcuni uffici amministrativi, una
sala adeguatamente attrezzata per incontri, conferenze e convegni, oltre ad una
biblioteca con attrezzature multimediali. Secondo e ultimo piano dove
troveranno spazio le stanze per i volontari di turno, in particolar modo per le
ore notturne, una decina di ambulatori medici e altri uffici operativi.
«L'intera struttura - ha concluso Giovanni Vono - verrà costruita con criteri
tecnici tali da favorire il risparmio energetico, come per esempio una centrale
con pannelli fotovoltaici e la produzione di acqua calda con pannelli solari
termici». Marco Benesperi
( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE Virtuosi i
sedici consiglieri: 5 assenze su 128 presenze POGGIO A CAIANO. E' un consiglio
comunale virtuoso quello di Poggio. Le assenze fatte dai suoi 16 componenti sono
solo 5 su un totale di 128 presenze ottenute moltiplicando il numero dei
consiglieri con quello delle sedute. A certificarlo è una determina del Comune
di Poggio che liquida i gettoni di partecipazioni per
gli 8 consigli che si sono svolti da aprile a dicembre. Le assemblee sono state
sempre al gran completo, eccezione fatta per tre adunanze in cui però, le
assenze sono state minime. Le 5 assenze sono quattro della maggioranza e una
dell'opposizione. Si tratta di Antonella Del Conte, Laura Goti, Graziano
Lunardi e Danio Scuffi per il centrosinistra e di Cristina Attucci per il
centrodestra. Tutti gli altri hanno partecipato a 8 sedute su 8. Il senso del dovere del nuovo consiglio va a scapito delle casse
comunali che spenderanno 2mila euro per pagare i 123 gettoni
di presenza ai 16 consiglieri. Cifre irrisorie e
ancora più "mortificate" dalla Finanziaria 2006 che ha imposto un
taglio del 10% alle indennita che passano da
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 07 Gennaio
2009 Chiudi di GIANCARLO DE RISIO L'AQUILA - Un anno terribile, il 2008, per le
aziende abruzzesi, in una cornice nazionale e internazionale preoccupante con
la crisi finanziaria, il costo delle materie prime alle stelle, la concorrenza
dei Paesi emergenti, i riflessi negativi sull'economia reale, le imprese in
difficoltà, la cassa integrazione in forte aumento, la crescente incertezza per
l'occupazione specie per i lavoratori precari. Per Calogero Marrollo,
presidente di Confindustria Abruzzo, dodici mesi da dimenticare. «Stiamo
attraversando -dice- una situazione economica senza precedenti e non abbiamo
molte certezze per il futuro». Anche perché i guai dell'Abruzzo non riguardano
soltanto l'anno che se n'è andato. «La nostra è l'unica regione che dal 2001 al
2007 è regredita in termini di ricchezza prodotta, e va sottolineato che senza
l'ingresso nell'Unione europea dei Paesi dell'Est, oggi l'Abruzzo, con i suoi
parametri, sarebbe tornata ad essere un'area depressa». Grande accusata è la politica. Marrollo non ha peli sulla lingua: «Sì, la politica è avvertita come il maggiore ostacolo allo
sviluppo». Chiodi, neo-presidente della Regione, prenda nota, pur se all'atto
del suo insediamento ha mostrato di condividere gran parte delle preoccupazioni
di Marrollo, che punta anche lui il dito sulla sanità. «Il deficit sanitario è
la palla al piede dell'Abruzzo. Un pozzo senza fondo che blocca ogni altro
progetto d'investimento. Un costo che imprese e cittadini stanno già pagando
con l'aumento delle imposte regionali, per cui va scongiurata ogni ulteriore
crescita della pressione fiscale. Conosco Chiodi, è persona di grande
competenza, mi aspetto da lui interventi seri, concreti, diretti ai problemi».
Problemi che sono la mancata semplificazione amministrativa, la mancata riforma
degli enti strumentali, dei consorzi e dei distretti industriali «che vanno
ridefiniti -spiega Marrollo- secondo logiche di settore e fattori competitivi
che facciano riferimento a nuove tecnologie, servivi e competenze». Le
richieste degli imprenditori abruzzesi sono in sostanza quelle già formulate in
campagna elettorale. «Ma vale la pena ripeterle, ora che stiamo per avere un
nuovo governo regionale». E Marrollo le elenca: «Entro i primi cento giorni va
istituita un'unica Agenzia di Sviluppo regionale economica che potrebbe
riassorbire sia la Fira che gli stessi Consorzi industriali. In tal modo la
finanziaria regionale non dovrà più svolgere attività di pura e semplice
valutazione delle pratiche di finanziamento, ma un effettivo ruolo di "venture
capital", affiancandosi nel rischio di nuovi progetti imprenditoriali».
Nei sei mesi successivi, Confindustria Abruzzo chiede l'approvazione di una
legge regionale di settore per l'industria, e la ricognizione delle necessità
infrastrutturali e logistiche per la competitività delle imprese. Sollecita inoltre la realizzazione di un osservatorio regionale
sul credito, un organismo tecnico per valutare la programmazione regionale, il
ripristino di fondi distolti dal settore turistico, la riforma dell'Aptr, la
riduzione della pressione fiscale, la semplificazione amministrativa, la
diminuzione dei costi della politica.
( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Caserta innovazione
Illuminazione, in arrivo il led La nuova tecnologia sarà sperimentata dal
Comune di S. Marco Evangelista L'amministrazione comunale di San Marco
Evangelista mette in cantiere una serie di progetti. Sarà avviato innanzittuo
l'ammodernamento dell'illuminazione pubblica in tutta la città guidata dal
primo cittadino Gabriele Zitiello. San Marco Evangelista potrà fregiarsi di un
sistema a led sperimentale che seguirà i principi stabiliti dalla moderna
illuminotecnica. Obiettivo che, una volta centrato,
inserirà la città delle Masserie fra le poche che in provincia di Caserta
coniugano risparmio energetico, innovazione tecnologica e sostenibilità
ambientale. Tra le prossime iniziative dell'amministrazione del Comune
casertano c'è anche una riduzione dei costi della politica. Alessandro Dorelli San Marco Evangelista come Torraca,
prima 'Led City' al mondo. " questa la strada sulla quale si incamminata
l'amministrazione della città delle Masserie. Scelta già annunciata
abbondantemente durante la campagna elettorale, l'attuale amministrazione è in
carica dallo scorso aprile, a poco meno di un anno da quella vittoria i
proclami diventeranno cosa reale. L'assessorato ai Lavori Pubblici, diretto da
Giuseppe Di Maio, inizierà con lo studiare l'impatto che la nuova illuminazione
avrà su due arterie cittadine, Via Ariosto e Via Metastasio, per poi mettere a
confronto i risultai della sperimentazione con quelle ad illuminazione
tradizionale. In caso i risultati fossero convincenti allora il nuovo metodo di
illuminazione sarà esteso al'intera città. Ipotesi molto più che probabile
visti i risultati miracolosi che la nuova tecnologia a led sta facendo
registrare in ogni angolo del mondo. Il provvedimento rientra in un progetto
più ampio disegnato nella delibera che stanzia circa 250mila di euro,
finanziati con fondi regionale, per l'ammodernamento e la messa in sicurezza di
molte delle dissestate strade cittadine. Ma il governo 'illuminato' del sindaco
Gabriele Zitiello, non si ferma all'investimento in ultimi ritrovati
tecnologici, ma continua nella sua lotta agli sprechi.
Scelta quasi obbligata visto che la fuoriuscita di denaro dalle casse comunali
ha, per la seconda volta consecutiva, provocato lo sforamento del patto di
stabilità fissato dal governo centrale. Riduzione delle spese comunali che sono
passate per il ridimensionamento degli indennizzi agli assessori e degli
amministratori comunali, scesa da 106mila a 77mila euro annui. Risparmio per le
casse comunali al quale dovrà essere aggiunto quanto non speso in seguito
all'abbandono dell'Unione dei Comuni 'Calatia', alla quale il comune aderiva
insieme agli Enti di Maddaloni e San Nicola La Strada. Oltre queste voci vanno
poi prese in considerazione le iniziative che da subito Gabriele Zitiello aveva
messo in atto, quale la quantificazione di budget per ogni settore
dell'amministrazione comunale e la decurtazione dello stipendio del trenta per
cento per il responsabile del settore. Non solo tagli e controllo ferreo dei
flussi, come dimostra l'investimento per l'illuminazione a led, ma anche altri
sono i progetti previsti per rilanciare il benessere in città. Oltre
all'annuncio del nuovo progetto di illuminotecnica, infatti, è previsto lo
stanziamento di circa 36mila euro per incrementare la vigilanza attraverso
sistemi di videosorveglianza, all'interno del perimetro cittadino. Progetto,
quest'ultimo, che per i tre quarti del costo sarà finanziato grazie alle
maggiori entrate (25mila euro) dovute all'incremento del gettito da contrasto
all'evasione fiscale. Sarà, invece, di circa 15mila il programmato risparmio
per le spese telefoniche e gestione degli uffici comunali. "Pur tra mille
difficoltà afferma l'assessore Giovanni Vagliviello - abbiamo potuto rispettare
il patto di stabilità interno per il 2008". "Nel 2009 - conclude -
comporterà che non avremo le restrizioni che abbiamo dovuto subire l'anno
scorso, ma ci saranno, al contrario, riflessi positivi per i contribuenti anche
con una rimodulazione delle tariffe". del 07-01-2009 num.
( da "Virgilio Notizie" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Roma, 7 gen. (Apcom)
- Dopo aver depositato le firme per un referendum sul cosiddetto Lodo Alfano,
oggi in Cassazione, Antonio Di Pietro già pensa ad un "pacchetto" di
referendum con cui fare opposizione al Governo Berlusconi su altri temi, a partire
dal finanziamento pubblico ai partiti. "Pensiamo
che da adesso al 2010 (data prevedibile per la consultazione popolare, ndr)
l'Italia dei valori organizzerà altri referendum per portare un pacchetto di
referendum alla prossima consultazione", ha detto Di Pietro
intrattenendosi con i giornalisti all'esterno del Palazzo di Giustizia. Tra le
iniziative citate da Di Pietro quella per "l'abolizione
dei fondi di finanziamento ai partiti", mentre autorevoli fonti dell'Idv menzionano anche un
referendum sulle intercettazioni e un altro, meno certo, sulle politiche del
ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il segretario di Rifondazione
comunista, Paolo Ferrero, che si è unito all'Italia dei valori per l'iniziativa
del Lodo Alfano, ha tenuto a precisare che, per quanto riguarda altre
possibili raccolte di firme, il suo partito deciderà caso per caso. "Su
ogni questione ci confronteremo da liberi e uguali", ha detto Ferrero,
che, in riferimento al finanziamento pubblico ai partiti,
ha detto: "C'è una cosa peggiore, ossia le tangenti: bisogna fare in modo
che non siano solo i ricchi a poter fare politica".
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
PASQUALE IORIO
Carbonara di Nola. Più vivibilità, riqualificazione delle aree degradate e
tanti nuovi spazi per i bambini: la villa comunale si rifà il look. Semaforo
verde al progetto di recupero finanziato con i fondi residui messi a
disposizione dalla comunità montana «Montedonico-Tribucco», l'ente regionale
che raggruppava otto comuni del Nolano soppresso dalle
recenti disposizioni sul taglio dei costi della politica. Il restyling dello spazio verde di via del Parco costerà 50mila
euro. L'intervento, promosso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco
Antonio Iannicelli, partirà con la potatura di diverse piante e la sistemazione
di nuovi alberelli, tra i quali pini, tigli, palme, cipressi, abeti,
cedri e magnolie. Tutt'intorno, poi, fiori e prati daranno un tocco di colore
alle aiuole del nuovo polmone verde cittadino. Verrà sistemata anche la fontana
ornamentale nel cuore della villa. L'opera, realizzata negli anni '80 grazie
alla donazione del carbonarese Federico Sorrentino, sarà tirata a lucido e
rimessa in funzione dopo anni di abbandono. Ma non è tutto. I lavori, che
partiranno a breve, prevedono anche il potenziamento del sistema di
illuminazione dell'area, la messa in sicurezza del campetto polivalente e il
recupero delle aree di svago con scivoli, giostrine e nuovi giochi per i più
piccoli. Panchine e verde attrezzato faranno poi da cornice all'intervento di
recupero tanto atteso. «È davvero una buona notizia - affermano alcuni
cittadini - i nostri figli, purtroppo, sono costretti a rimanere tutto il
pomeriggio chiusi in casa o incollati alla tv proprio per la mancanza di verde
attrezzato. Con il recupero della villa comunale potranno finalmente distrarsi
e giocare con altri bambini senza aspettare la domenica per uscire e andare in
piazza con i compagni».
( da "Gazzettino, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Stella e la storia di
Carmine, che morì beduino Mercoledì 7 Gennaio
( da "Leggo" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di
Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo momento, Bayern Monaco e
Milan? La scelta di svolgere il ritiro invernale negli Emirati Arabi e quella
di prendere giocatori a gettone, per un paio di mesi, dai Los Angeles Galaxy.
Il bomber statunitense Landon Donovan per i bavaresi, David Beckham per i
rossoneri. Fine
delle analogie, almeno per Uli Hoeness, direttore generale del Bayern, e da
giocatore, campione del Mondo con la Germania Ovest nel
( da "Arena, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 08 Gennaio
2009 PROVINCIA Pagina 29 Donne a rischio aborto adottate
dal Comune Ha fatto discutere il Consiglio comunale di Zevio la proposta di
devolvere al «Progetto Gemma» la somma pari a un gettone di presenza di ciascun consigliere,
presentata dall'assessore alla vita nascente Maria Luisa Tezza. Il «Progetto
Gemma», avviato nel 1994, punta ad adottare a distanza donne a rischio aborto
con sostegni economici da versare a un Centro aiuto, che consentano di portare
a termine con serenità gestazione e primo anno di vita del bambino. La Tezza,
alle ultime consultazioni politiche candidata nelle liste pro moratoria
sull'aborto messe in pista dal direttore de "Il foglio" Giuliano
Ferrara, ha spiegato che le adozioni non hanno effetti legali e che, su scala
planetaria, il fenomeno aborto ha numeri pari alle vittime contate alla fine
della seconda guerra mondiale. L'ex sindaco di Zevio ha poi sottolineato che
solo nel Veneto le interruzioni volontarie di gravidanza nel 2006 sono state
7.090. La Tezza ha concluso invitando i consiglieri a versare il gettone di presenza o un'altra somma al centro aiuto vita di San
Giovanni Lupatoto (Zevio non ha un'analoga associazione). Per ogni seduta i
consiglieri comunali percepiscono 19,90 euro; assessori, sindaco e suo vice non
prendono nulla perché hanno già l'indennità di carica. La tesi della Tezza non
ha convinto Claudio Strambini (Pd), che, senza nulla togliere al «Progetto
Gemma», ha detto che «bisognerebbe considerare panorami più ampi, come le
guerre che uccidono 20 mila bambini l'anno». Replicando, l'ex sindaco ha
invitato Strambini a farsi promotore di altre iniziative benefiche:
«Sicuramente il Consiglio non si sottrarrà». Essendo Zevio apripista in
provincia, la Tezza ha invitato il sindaco Paolo Lorenzoni a inviare quanto
deliberato ai Comuni veronesi, con l'invito a prendere analogo provvedimento.
La mozione è passata con il voto favorevole di 14 dei 16 consiglieri presenti.
Astenuti Strambini ed Emilio Tabacchiera. P.T.
( da "Leggo" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Francesco
Manassero TORINO - Antibiotico Novellino anche per Rosina. Guarito Bianchi dal
mal di gol e di panchina, la prossima mossa del taumaturgo riguarderà il numero
dieci calabrese, in crisi dall'inizio della stagione non
solo per i sette gettoni da
titolare (dodici presenze) e tre gol (tutti su rigore) dopo diciassette
giornate di campionato. Per tornare il Rosinaldo dei tempi di Zaccheroni,
quello che partendo dalla sinistra saltava come birilli gli avversari e
arrivava alla conclusione a rete dopo irresistibili progressioni, il fantasista
ha bisogno essenzialmente di una cosa: la fiducia. A ventiquattro anni,
un'apparizione fugace in Nazionale e poi tanta panchina con il Toro condita dai
capricci della sua fragile muscolatura, il treno della gloria può essere già
lontano: di certo gli sta passando sotto il naso. E se un anno fa si parlava
ancora di astro nascente del calcio nostrano, di Manchester United, oltre che
di Milan e Fiorentina, ora la dimensione di Rosina è il Toro. Solo il club
granata. Altro che Arsenal, notizia lanciata ad arte per far sì che i
riflettori tornassero ad abbronzare il suo cranio rasato. La Mole è il suo
presente e il suo futuro, Novellino il suo santone. Già dopodomani a Marassi,
il tecnico irpino trapiantato a Perugia potrebbe rilanciarlo negli undici di
partenza: un brivido che Rosina con il nuovo allenatore non ha ancora provato.
L'ultima volta, è stato con De Biasi il 30 novembre a Siena, con il Toro
spaesato e battuto dai modesti padroni di casa. Ora Cairo spera di vedere un
nuovo calciatore, trasformato e più sereno: tre anni fa l'ha riscattato, ne ha
fatto la bandiera del Toro, ha investito su di lui denari (e nel 2007 gli ha
prolungato la durata del contratto e aumentato lo stipendio a quasi 900mila
euro) e tanta pazienza. Ma ora vuole i risultati, nessun capitale può essere
"a perdere". Rosina lo sa e proverà a rispondere sul campo. Se non è
un bluff come le tante scommesse perse dall'editore (da Fiore a Recoba) in
quattro anni di calcio, lo si vedrà presto. Il Toro aspetta ancora Rosina, ma
il mercato non aspetta il Toro: il brasiliano Gustavo, inseguito nei giorni
scorsi, volerà in Grecia. Tutta l'attenzione ora si sposta su Dellafiore, che
sarebbe felicissimo di riabbracciare un club che conosce bene. (ass)
( da "Centro, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Chiodi per ora vuole
conoscere nel dettaglio la situazione, poi si deciderà sui nuovi vertici Enti,
presto il cambio di poltrone An preme per lo spoil system, sui nomi però non è
stato deciso nulla L'AQUILA. Se per dirigenti e direttori regionali, come
sottolineato dal neo presidente della Regione, Gianni Chiodi, lo spoil system
non sarà fatto subito, è già conto alla rovescia per il cambio della guardia ai
vertici di numerosi enti strumentali e società regionali. Le ambite poltrone
che, malgrado le molte attese di ridimensionamento, sono rimaste quasi intatte,
sono gestite dalla maggioranza politica vincente che
da il via libera alle nomine di persone vicine alla coalizione. Finora non sono
stati fatti nomi, il toto nomine arriverà dopo la composizione della nuova
giunta. An con Fabrizio Di Stefano, punta ai tempi rapidi e mettere i propri
uomini nelle caselle giuste, con procedure legali adeguate, per evitare ricorsi
contro la Regione. Chiodi nella prima conferenza stampa a Palazzo Centi, ha
manifestato in maniera chiara la volontà di rilanciare società ed enti
regionali con nuove nomine. Posti ambiti Tra questi i consigli di
amministrazione delle tre società di trasporti Arpa, Gtm e Sangritana, anche se
sulle tre c'è il progetto di fusione in un unico soggetto: la prima, la più
grande e l'unica rimasta con un Cda a cinque componenti, è guidata dal
presidente, Nicola Basilavecchia, la seconda da Donato Renzetti, la terza da
Loredana Di Lorenzo, entrambe con un Cda a tre. In questo caso, trattandosi di
Spa, il cambio della guardia dovrà determinarsi attraverso la convocazioni
delle assemblee, nelle quali il socio di maggioranza, la Regione farà le
scelte. Stesso discorso per Fira, la finanziaria regionale guidata da Mario
Santucci, la Saga che gestisce l'aeroporto di Pescara (presidente Vittorio Di
Carlo) e l'ultima nata, Abruzzo Engineering, (60% Regione, 30% Finmeccanica e
10% Provincia dell'Aquila), guidata da Raffaele Marola. Commissariati gli Ato,
la Regione vorrà alle società di gestione dell'acqua, anche queste Spa.
Comunque, Trasporti e Ciclo idrico integrato saranno maggiormente nella lente di ingrandimento perché sono i due settori dove sono più
evidenti i costi della politica, con sprechi
di gestione, e doppioni di incarichi e servizi. Saranno soggetti allo spoil system
Ater (ex istituti case popolari) e consorzi industriali, enti sui quali
peraltro si parla da tempo di riforma. Via anche i commissari Destinati a
cambiare anche i vertici degli enti strumentali, nei quali nella passata
legislatura sono stati cancellati i Cda. Si tratta dell'Aptr, azienda di
Promozione turistica regionale guidata dal commissario straordinario
Piergiorgio Togni, Arta, azienda regionale per la Tutela Ambientale - direttore
Gaetano Basti, Arssa, azienda per lo sviluppo dell'agricoltura - direttore
Domenicantonio De Falciis), Abruzzo Lavoro - direttore Rita Del Campo ed Arit,
azienda regionale per l'informatica e la Telematica direttore Ernesto Esposito.
Queste le società regionali più in vista. Ma saranno centinaia le nomine che la
nuova maggioranza dovrà fare nei prossimi mesi. (b.s.)
( da "Trentino" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
La «paga» dei
consiglieri comunali A Maurizio Detoni il record delle assenze: sei su dieci
sedute RIVA. Nella calza della Befana i consiglieri
comunali hanno trovato la liquidazione dei gettoni di
presenza alle dieci sedute di consiglio comunale del
2008 e delle due commissioni, urbanistica ed affari sociali, che si sono
riunite rispettivamente 13 volte la prima e 3 la seconda. Il gettone, in tutti
i casi, è fissato in 75 euro. Il meno assiduo dei consiglieri è Maurizio
Detoni che ha avuto solo 300 euro. All'estremo opposto Tomaso Benamati, Luigi
Calzà, Alessio Zanoni, Patrick Lorenzi, Mario Calzà, Salvador Valandro, Andrea
Dalponte, Franco Gatti, Giorgio Morandi, Giancarlo Civettini e Carlo Modena non
sono mai mancati, ed hanno incassati 750 euro a testa. Giovanni Santoni, Carlo
Daves, Valeria Grasso, Massimo Accorsi, Emilio Munari e Mirella Serafini hanno
totalizzato nove presenze e 675 euro; Pier Giorgio Zambotti, Maria Flavia
Brunelli, Luca Grazioli, Emanuela Lorenzi ed Ivo Bombardelli hanno fatto due assenze
ed incasswato 600 euro tondi. A quota 525 euro, con tre assenze, Mauro
Pederzolli e Cristian Tricnhieri Benatti. Chiude Rocco Frizzi con una assenza
sola sulle sette sedute prima delle dimissioni: per lui 450 euro. Ernesto
Giovanazzi, che gli è succeduto, non ha presenziato ad alcuna delle tre ultime
sedute. Il totale dei gettoni per il consiglio ammonta
a 18.450 euro.
( da "Tirreno, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 3 -
Montecatini LA CRISI DELL'ECONOMIA BREVI SINISTRA PER LARCIANO «Vanno ridotti i
costi della politica» LARCIANO. Giuseppe Romana, Enrico
Prosperi, Vincenzo Cannici e Sauro Magrini, per il coordinamento
dell'Associazione per la Sinistra di Larciano, intervengono in merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare
Alternativa per Larciano sul tema dei costi della politica. «Esprimiamo il nostro pieno appoggio alle proposte di riduzione
dei costi della politica -
dicono in una nota - Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore della
nostra associazione e che abbiamo sostenuto con forza anche al tavolo
programmatico provinciale. In particolare, apprezziamo la proposta dei
consiglieri di Alternativa di ridurre il numero degli assessori comunali in
quanto a Larciano, in considerazione della presenza di ben quattro dipendenti
con funzioni di responsabilità e dell'esternalizzazione di servizi che prima
venivano gestiti dal Comune come acquedotto, fognatura, rifiuti, cimiteri,
cinque assessori oltre al sindaco appaiono veramente troppi. La proposta ha il
merito in particolare di lanciare un forte messaggio ai cittadini che orami vedono
i politici sempre più come una casta». PER LE DONAZIONI RICEVUTE DURANTE LE
FESTE La Misericordia ringrazia MONSUMMANO. I volontari della Misericordia
ringraziano la cittadinanza per le offerte ricevute nel periodo natalizio e per
l'interesse manifestato da parte delle famiglie, nei confronti del servizio
"Babbo Natale". Tantissimi i volontari vestiti con tuta rossa e barba
bianca, che sono stati impegnati nel consegnare regali a grandi e piccoli nella
notte della vigilia. Volontari attivi anche nel giorno dell'Epifania, con
l'ormai immancabile Befana, che ha portato doni a tanti bambini. Un
ringraziamento particolare da parte del gruppo sportivo, del gruppo femminile e
del gruppo Aido, della Misericordia monsummanese, va a tutti coloro che hanno
partecipato alle tombole natalizie, consentendo all'associazione di raccogliere
fondi da utilizzare per le attività interne e per l'acquisto di materiale
sanitario. BANDO IN COMUNE A PIEVE Impianti sportivi in gestione PIEVE A
NIEVOLE. L'amministrazione comunale di Pieve informa che è stato approvato il
bando relativo alla selezione pubblica per l'affidamento della gestione in
convenzione di alcuni impianti sportivi comunali. L'avviso con i relativi
allegati, è visibile sul sito www.comune.pieve-a-nievole.pt.it, all'ufficio
Relazioni con il pubblico, piazza 20 Settembre 1 o all'ufficio Sport, via
Marconi 271.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CIVITANOVA pag. 10
Consulenze, oltre mezzo milione l?anno L?assessore comunale al bilancio Claudio
Morresi promette sforbiciate ? CIVITANOVA ? E? QUELLO dei Lavori pubblici il
settore che registra il maggior numero di consulenze affidate dal Comune a
professionisti privati. Nell?arco di due anni e mezzo ? nel periodo compreso
tra il gennaio del 2006 e giugno del 2008 (i dati sono quelli forniti
dall?ufficio finanze di palazzo Sforza) ? sono stati affidati incarichi esterni
per 542 milioni di euro, a corredo di opere pubbliche appaltate e realizzate:
in particolare, 313 mila euro nel 2006, 192 mila nel 2007 e 37 mila nel primi
sei mesi dello scorso anno. A seguire, nella classifica figura l?Ubanistica,
che contabilizza 197 mila euro di consulenze assegnate. Al terzo posto gli
incarichi affidati nel settore Ambiente ed energia, con 160 mila euro. E infine
il settore Affari legali, con il Comune che ha pagato parcelle per 116 mila
euro agli avvocati chiamati a difendere l?ente pubblico e a dare pareri. Ci
sono poi altri 259 mila euro che si riferiscono a consulenze assegnate su vari
settori. NEL RAMO dei lavori pubblici il professionista più gettonato è
Ulderico Montevidoni che, a partire dal
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 08 Gennaio
2009 Chiudi No al ritocco dei gettoni di presenza.
Dopo il naufragio nel Consiglio comunale di Sezze della delibera che avrebbe
dovuto raddoppiare il rimborso ai consiglieri, da
( da "Corriere Alto Adige" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-08 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE La curiosità Permessi per i dipendenti, 70mila euro ai
datori di lavoro. Bassani: «Uno scandalo» Consiglio comunale, crescono i
rimborsi BOLZANO — Consiglio comunale, aumenta la spesa per i rimborsi ai
datori di lavoro. La cifra stanziata per il 2008 arriva a 70mila euro, oltre
10mila euro in più rispetto all'anno precedente. Una spesa che fa infuriare il
consigliere della Lega Paolo Bassani, paladino dei liberi professionisti:
«Discriminazione scandalosa, noi ci rimettiamo del nostro per far politica
mentre i dipendenti di fatto vengono pagati due volte». La legge Di recente le
polemiche sui costi della politica hanno guadagnato spazio nelle pagine di
cronaca, anche locale. Ma quasi sempre ci si accapiglia su indennità o gettoni. Non molti sanno, invece, che la spesa a carico
delle casse municipali per i consiglieri comunali non si limita ai compensi per
le sedute. La norma prevede infatti che, nelle giornate di
consiglio, gli eletti-lavoratori dipendenti abbiano una giornata di permesso
retribuito: e così il Comune, oltre a versare il gettone di presenza, rimborsa i loro datori di
lavoro. Oltre alle giornate di consiglio (in genere sei al mese) ci sono poi le
sedute nelle commissioni: in questo caso il permesso non riguarda l'intera
giornata, ma solo le ore della riunione più il tempo necessario a recarsi in
municipio. Il compenso La cifra stanziata per i rimborsi ai datori di lavoro
relativi al 2008 è stata approvata dalla giunta nell'ultima seduta dell'anno.
Si tratta di 70mila euro: un discreto aumento rispetto al 2007, quando la spesa
si era fermata a poco più di 56mila euro. Una voce non indifferente, quella dei
rimborsi: per dare un'idea, nel 2008 quest'ultima ha superato i conti relativi
al servizio di traduzione (60mila euro), assistenza tecnica (25.600 euro) e
stenotipia (30mila euro). La polemica Già lo scorso anno, in una intervista che
fece molto discutere, il consigliere (nel frattempo passato dalla Lista Benussi
alla Lega Nord) Paolo Bassani aveva polemizzato con i colleghi dipendenti sull'argomento.
La notizia dell'aumento lo fa nuovamente scattare. «C'è una scandalosa
discriminazione — tuona il medico — tra noi liberi professionisti e i
consiglieri-dipendenti. Loro vengono pagati due volte, e costano il doppio alla
comunità. Quando io sono in consiglio o nelle commissioni, spesso convocate in
orario infausto, maturo il gettone ma perdo ore di lavoro. Il mio collega
dipendente, invece, prende il gettone e la normale giornata di lavoro. Per
riequilibrare la situazione, bisognerebbe triplicare i nostri gettoni. E rinnovo l'invito agli elettori: votate gli
autonomi». F. Cle. Carroccio Paolo Bassani assieme a Kurt Pancheri
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì 08 Gennaio
2009 Chiudi FFano ANOTEATRO inaugura il 2009 con il primo appuntamento della
sezione "Danza" in programma domani alle ore 21.15 al Teatro della
Fortuna di Fano. La sezione quest'anno segue un percorso costruito su due
tracce parallele: la musica del grande Igor Stravinskij, alle cui note i
migliori coreografi di sempre si ispirano per le loro creazioni, e la
memorabile esperienza dei Ballets Russes di Diaghilev. La Compagnia Junior
Balletto di Toscana propone uno spettacolo costruito su tre coreografie e
intitolato Sulle tracce di Diaghilev. Il russo Sergej Diaghilev fu critico
d'arte, impresario e, soprattutto, il direttore e creatore dei Ballets Russes,
la compagnia che fondò il balletto moderno come lo intendiamo oggi. Egli poté
contare su musicisti quali Stravinskij, De Falla, Debussy, Poulenc, Satie e su
coreografi quali Fokine, Massine, Lifar ma soprattutto su una stella indiscussa della danza, il mitico danzatore e coreografo
Vaslav Nijinskij. Le tre coreografie sono firmate da Eugenio Scigliano,
Fabrizio Monteverde e Cristina Rizzo. La compagnia costituisce la struttura produttiva di tirocinio
professionale della Scuola del Balletto di Toscana e rappresenta una
qualificata occasione di debutto sulle scene per un selezionato organico di
circa 18 elementi, giovani danzatori under 20 di promettente talento. In
scena i danzatori: Lorenzo Andiloro, Dario Bezer, Alessio Burani, Camilla
Colella, Vincenzo Criniti, Davide Di Giovanni, Mirko Fontana, Rosario Guerra,
Mario Martello, Giovanni Napoli, Anna Petrucci, Francesco Panizza, Francesco
Porcelluzzi, Davide Sorbello, Leander Veizi, Serena Vinzio. I costumi sono di
Eugenio Scigliano e Santi Rinciari, le luci di Carlo Cerri e Andrea Narese.
Biglietti da
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-08 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE L'analisi AMMINISTRAZIONE SENZA RESPONSABILITà di
GERARDO RAGONE N ell'ultima graduatoria elaborata dal Sole 24 Ore sulla
vivibilità urbana nel nostro paese, Napoli perde altri undici punti e finisce
quasi al fondo della lista. Naturalmente non è una sorpresa, ma per chi non
l'avesse ancora capito, questo significa che Napoli è oggi una tra le peggiori
città d'Italia in cui si possa vivere. Di chi è la responsabilità? Certo non
degli assessori, della cui capacità e della cui storia personale non poteva non
essere a conoscenza chi li ha chiamati a quel delicato incarico, e cioè il
sindaco. E neppure del consiglio comunale, che nel nuovo ordinamento previsto
dalla legge sull'elezione diretta, di potere ne ha veramente poco. La
responsabilità politica è quindi soltanto del sindaco,
al quale quella legge da un lato conferisce tutti i poteri di nomina e di
revoca, ma dall'altro lo carica anche di ogni responsabilità circa gli esiti
dell'azione amministrativa. Una responsabilità però che il sindaco Iervolino
rinvia a chissà quale mittente, tentando, rimpasto dopo rimpasto, di scaricare
tutto sulla squadra da lei scelta e da lei guidata per otto anni. La nuova
giunta partorita in questi giorni è quindi soltanto un rituale politico per
giustificare una inopportuna permanenza al vertice dell'amministrazione
comunale. Una rituale al quale i cittadini non possono che assistere impotenti,
diretta conseguenza, però, di una legge elettorale che garantisce per cinque
anni la stabilità dei vertici delle amministrazioni locali. Si dirà che però in
altre città italiane, soprattutto quelle del Centro-Nord, la stessa legge ha
spesso favorito l'azione amministrativa, consentendo risultati che sarebbe
stato difficile ottenere con il vecchio sistema dell'elezione indiretta. Il che
è verissimo, ma dimostra anche che quella legge non funziona dovunque. Funziona
dove la politica svolge il ruolo di indirizzo che le è
proprio, lasciando al mercato la produzione della ricchezza, come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra
funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e
mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma,
valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo, ne esalta i
pregi, mentre se è un cattivo governo ne esalta i difetti. Lo aveva già detto
con grande chiarezza Giovanni Sartori qualche tempo fa, quando sul Corriere
della Sera aveva affermato che non è la stabilità a favorire il buon governo ma
che, al contrario, è la presenza del buon governo a dover essere protetta dalla
stabilità. Naturalmente gli effetti perversi causati talvolta dalla legge sulla
elezione diretta non sono una buon motivo per invocarne l'abrogazione. Sono
però un ottimo motivo per convincersi che in questi contesti non ancora evoluti
sia necessaria una particolarissima attenzione nella scelta degli
amministratori pubblici. Dovrebbero sempre rappresentare il meglio che una
collettività possa esprimere e non il meglio rispetto agli interessi di
partiti, di correnti e di coalizioni, come invece è accaduto a Napoli in
passato e come sembra si stia ripetendo col nuovo rimpasto di questi giorni.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
BOLOGNA PRIMO PIANO pag.
9 Palazzo d?Accursio stringe la cinghia e taglia i costi di gettoni
e indennità STANZIATI 2,7 MILIONI PER IL 2009 PALAZZO D?ACCURSIO mette da parte
le risorse per i costi della politica del 2009. Per l?anno appena cominciato,
il settore Personale del Comune prevede di spendere oltre 2,7 milioni di euro,
che se ne vanno in gettoni di presenza e indennità per
amministratori e consiglieri comunali e di Quartiere. La cifra è comunque
inferiore a quella spesa nel 2008, che stando al bilancio ammonta a 2,8 milioni
di euro. Pesa, infatti, il taglio imposto dalla Finanziaria 2008, che ha
ridotto a un quarto dell?indennità massima del sindaco l?ammontare dei gettoni di presenza che un consigliere può intascare in un
mese. Gli amministratori del Comune stringono dunque la cinghia anche se, a ben
guardare, lo fanno già da un paio d?anni: nel 2007, infatti, tra gettoni e indennità Palazzo d?Accursio aveva speso 3,1
milioni di euro. Per il 2009, dunque, la previsione di spesa supera di poco i
2,7 milioni di euro, in calo rispetto al passato. NEL CONTO vengono messi anche
i rimborsi spesa per consiglieri e amministratori che, in ragione del loro
mandato, devono recarsi fuori dall?ambito comunale. Il Comune deve poi
rimborsare i datori di lavoro per i permessi concessi ai dipendenti che
svolgono attività politica e deve versare naturalmente i contributi di chi è in
aspettativa non retribuita per fare l?amministratore. Image:
20090108/foto/801.jpg
( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Pordenone
«Sequals-Gemona, troppi veti Temo che non sarà realizzata Precedenza alla
Pontebbana» Spoil system per i manager sanitari, una riforma delle autonomie
locali che favorisca l'accorpamento dei piccoli comuni e ancora priorità alla
messa in sicurezza della Pontebbana e stop a nuovi centri commerciali. E' un
anno intenso, il 2009, quello prospettato dal vice presidente della Giunta
regionale, Luca Ciriani, per il quale dovranno sciogliersi alcuni nodi, a
partire dall'opportunità o meno di finanziare la Sequals-Gemona. Vice
presidente, la Regione può effettivamente fare qualcosa contro una crisi
economica che "morde" il sistema produttivo, come testimoniano i dati
sull'aumento esponenziale della cassa integrazione? «La Regione non ha la
bacchetta magica, semmai può usare il buon senso, come ha già fatto. Sono stati
incrementati i fondi per gli ammortizzatori sociali e per le classi più deboli,
abbiamo ridotto l'Irap alle piccole e piccolissime imprese e, tagliando le
spese di gestione, abbiamo aumentato del 20 per cento i fondi per gli
investimenti delle imprese». Al pubblico è richiesta, come misura anticiclica,
l'accelerazione nel cantieramento delle opere pubbliche. Come rispondete?
«Strategica è stata la scelta di commissariare l'esecuzione della terza corsia
dell'A4 che avrà una ricaduta, per lotti, di 1,5/2 miliardi di euro». La
provincia di Pordenone reclama il prolungamento della Cimpello-Sequals fino a
Gemona: si sente di considerarlo prioritario? «Non percepisco un grande
entusiasmo sul fronte udinese, anzi mi sembra che tanti, a partire dalla Provincia
di Udine, stiano tentando di sfilarsi. Non vorrei che impegnassimo risorse su
opere destinate a impantanarsi quando invece è necessario cantierarle in tempi
brevi. Per questo sono abbastanza scettico. Se in più aggiungiamo che col
project financing si dovrebbe introdurre il pedaggio, la cosa diventa ancora
più complessa». Ma allora quali sono le priorità infrastrutturali per la Destra
Tagliamento? «L'asse Dignano-Spilimbergo alternativo alla Pontebbana è una di
queste, insieme alla Strada del mobile e alla circonvallazione di San Vito che
però deve sbloccarsi veramente. Al vertice delle priorità, però, c'è la messa
in sicurezza della statale 13 nel tratto Casarsa-Pordenone col nuovo ponte sul
Meduna, fermo restanto che tra quest'anno e il prossimo vedremo finalmente
aperta l'A28 fino a Conegliano». Tra le opere c'è anche il nuovo ospedale,
oggetto di una sospensione nella giunta di fine anno che ha rilanciato le
preoccupazioni. Si rischia anche in questo caso di vedere impantanata l'intera
vicenda? «Esiste un impegno forte da parte del presidente Tondo confermato
attraverso delibere di generalità e accordi col sindaco Bolzonello. La scelta
di localizzarlo in Comina è stata fatta e i soldi si troveranno». Proprio i
finanziamenti sono una nota dolente: perché, invece che affidarvi al project
financing, non avete confermato la scelta del leasing effettuata dalla
precedente giunta? «Dall'analisi finanziaria è emerso che i canoni sarebbero
stati insostenibili, senza dimenticare che avremmo trasferito sulle prossime
amministrazioni costi ingentissimi». Come verrà riorganizzato il sistema
sanitario? «Con la decisione di realizzare un nuovo ospedale in Comina abbiamo
voluto dare un segnale forte: il Santa Maria degli Angeli deve essere il
nosocomio della provincia, non solo della città. Conseguente l'integrazione tra
la rete ospedaliera e il Cro senza per questo chiedere sacrifici particolari e
nell'ambito di una riorganizzazione regionale. Non può essere che le
razionalizzazioni si facciano solo a Pordenone e non nelle altre province». La
moratoria sui centri commerciali non varrà per le autorizzazioni già concesse:
l'eventuale ampliamento del Meduna e la nuova struttura di Villadolt di
Fontanafredda sono esclusi. Secondo lei c'è mercato per altri metri quadri
destinati alla grande distribuzione? «No, il mercato è saturo. Siamo passati da
un sottodimensionamento a valori ben oltre la media nazionale. La grande
distribuzione, dopo aver decimato il piccolo commercio, sta ripensando i propri
progetti di sviluppo. Sarebbe opportuno che, ognuno per la propria parte,
frenasse l'espansione». Altra sua delega è quella del turismo: qual è lo stato
di salute del settore in provincia? «La nostra forza e al tempo stesso la
nostra debolezza è quella di non avere grandi stazioni turistiche. Non abbiamo
una grande vocazione in questo senso, per cui dobbiamo migliorare quello che
abbiamo. A Piancavallo, ritengo, abbiamo fatto un buon lavoro, riaprendo il
palazzetto chiuso, mettendo attorno a un tavolo gli operatori e creando una
buona collaborazione col Comune di Aviano, senza contare gli eventi
programmati. Il risultato è il raddoppio delle presenze rispetto allo scorso
anno, giustificato anche dalle abbondanti nevicate». Nelle settimane scorse lei
ha minacciato tagli ai fondi per gli eventi finanziati dalla direzione del
turismo: conferma? «Il ragionamento è legato alla razionalizzazione. Ho chiesto
a Comuni, Pro loco e associazioni da un lato di non farsi concorrenza tra di
loro e dall'altro di puntare sull'innovazione. Non è facile, perché tendono a
emergere sempre i campanili. In ogni caso saranno riconfermati i finanziamenti
per Pordenonelegge, le sagre più importanti e gli eventi di spessore. Non
vogliamo penalizzare nessuno. Tra le idee c'è anche di valorizzare il turismo
business». In che modo? «La Fiera di Pordenone potrebbe essere il punto di
riferimento, ma il problema della nostra provincia è la carenza di posti letto
e la loro qualità medio-bassa che rendono difficili gli investimenti». A
proposito di Fiera: la Regione entrerà nel capitale sociale e Alvaro Cardin
verrà riconfermato alla presidenza? «L'offerta dei soci della Fiera è arrivata.
La stiamo studiando. Difficile pensare a un aumento di capitale, si potrebbe
piuttosto acquistare quote di chi già c'è, ma non è un passaggio immediato. E'
evidente che, in ogni caso, ci attendiamo che la Regione venga coinvolta nella
scelta del prossimo consiglio». A proposito di nomine, dobbiamo attenderci
cambiamenti nei vertici delle Aziende sanitarie? «Se un manager è bravo, penso
non si debba licenziarlo per forza. Va però sottolineato che in campo sanitario
il metodo adottato in passato è quello dello spoil system che intendiamo
applicare ma non con la logica dei tagliatori di teste». E per le altre
società? «Presidenti e consigli sono nomine politiche, per cui è inevitabile
che cambieremo i rappresentanti, anche in questo caso non escludendo delle
conferme». Mi faccia però il nome di un rappresentante che non sarà confermato?
«Non sarà difficile trovare un valido candidato alternativo a Sergio Peressutti
alla presidenza dell'Ater». A proposito di enti e costi
della politica: come
riformerebbe l'attuale assetto delle Autonomie locali? «Abbiamo già detto che
elimineremo le comunità montane e la stessa cosa vale anche per le associazioni
tra Comuni (Aster). Ritengo che si debba riprendere il progetto delle comunità
di vallata perché non è più possibile tenere in piedi Comuni piccolissimi,
di poche centinaia di abitanti. Le resistenze sono molte, ma bisogna operare
con decisione. A esempio, se si danno contributi per favorire le fusioni tra
municipi, questi devono essere restituiti se il processo non viene portato a
termine». Pdl e Lega, in Provincia, sono destinati a divorziare? «Non ci sono
le ragioni: in giunta i rapporti sono ottimi e marciare divisi al primo turno
potrebbe solo far piacere al centro-sinistra. La Lega è un alleato importante e
la nostra disponibilità al confronto è totale». Ma la Lega vuole la presidenza:
siete disposti a concederla? «Il Pdl non può rinunciare a questa carica».
Venendo ai nomi, non teme che il peggior nemico della candidatura di Alessandro
Ciriani sia lei, suo fratello, ovvero che la sua debolezza sia legata proprio
al ruolo di primo piano che lei ha ottenuto nella giunta Tondo? «Il
ragionamento può essere anche inverso, ma è capitato così, non è stato
programmato. Preferisco astenermi sulle considerazioni personali: quello che
auspico è una valutazione serena e oggettiva, sia con la Lega, sia all'interno
del Pdl». I mal di pancia della destra rispetto alla fusione nel Pdl sono
passati? «Sono passaggi non semplici, ma i dirigenti del Pdl, da Tubaro a
Gottardo, stanno facendo un ottimo lavoro. E' chiaro che per chi proviene da An
il percorso è più complesso, in quanto l'identità è più forte rispetto a Forza Italia.
La strada è segnata, ci sono difficoltà a livello locale, ma col tempo verranno
superate». Lei immagina una lista civica che allarghi i confini del
centro-destra, a partire dalle provinciali? «Perché no, purché non vada a
svantaggio del Pdl». Bolzonello è un interlocutore? «Non credo che abbandoni il
centro-sinistra. Penso piuttosto che in questo momenti faccia il battitore
libero come conseguenza delle difficoltà interne alla sua coalizione.
Null'altro». Il sindaco ha lanciato l'allarme: la provincia non riesce a fare
sistema e rischia di perdere peso. Condivide? «No, è un allarme strumentale per
giustificare, a suo dire, una scarsa attenzione della giunta regionale nei
confronti del capoluogo che non è vera. Non intendiamo penalizzare la città».
Non ritiene che in giunta regionale gli assessori pordenonesi debbano fare
squadra? «Al momento non ne avverto la necessità, Tondo è una persona molto
equilibrata e attenta a un territorio, quello pordenonese, che gli ha dato
molti consensi. Con De Anna il rapporto è ottimo, così come con gran parte dei
consiglieri di mggioranza. Se ne ravvisassimo l'utilità, non mancheremo di
mobilitarci».
( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sui mercati
finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama
faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l'economia
americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il
deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44
Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e bussano alle porte
della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari
crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove troverà i fondi
necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del
Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori
stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è
coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo
0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni economisti rassicurano,
osservando che l'aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel
2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano
ulteriormente a causa della recessione e dunque che l'America debba contare
ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l'appetito per
delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come
il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati
l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare un'assicurazione contro il
fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al
riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald's", come
ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa. Quella di Obama è una
cura provvidenziale o una bomba a tempo? Scritto in economia, globalizzazione,
notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09
"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono
rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato
Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato
l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei
manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che
urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma
cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro
l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è
anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario.
Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano
la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri
grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire
esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia.
Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe
insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente,
immigrazione, islam Commenti ( 121 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà
l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George
Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di
essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia.
L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto
che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla
fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti,
perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire
contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra
Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che
Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti
verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a
Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro
nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale
e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque
della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si
dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia
di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre
vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha
ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio
oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (2 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere
ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di
Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei
subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario.
Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute
nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio,
pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard
e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs,
creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la
cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di
origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica:
l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e
terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno
di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di
ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non
sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto.
Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna
sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto
che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio,
per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di
Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata
alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto
affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita
apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e
men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi
con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina.
Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era
avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di
anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere
(e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche
attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli,
aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il
sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli
come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta
sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio?
Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (5 voti, il
voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec
08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno
in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di
risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su
tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori.
Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce
nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato
dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli
catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella
profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si
illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende
alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società,
economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è:
2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
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( da "Corriere Adriatico" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Società comunali al
microscopio, bilanci e progetti di Gestioni immobiliari e Pharma.com Piazza e
negozi nell'area dell'ex Sagrini FERMO - Dopo le relazioni al Consiglio dei
presidenti delle società partecipate Asite e Solgas di cui abbiamo riferito
lunedì, anche Armando Altini per la Fermo Gestioni Immobiliari e Filippo Ercoli
per la Pharma. com hanno riferito dell'attività delle due società di cui sono
presidenti. La prima, che si occupa della valorizzazione e manutenzione del
patrimonio immobiliare del Comune, nel 2008 si è interessata all'operazione del
recupero edilizio e ambientale dell'area ex Sagrini. Sono stati spesi circa
1.500.000 euro e i lavori dovrebbero essere completati entro il 2010. Il
progetto, che vede la realizzazione di una piazza coperta, oltre a negozi,
magazzini e posti macchina ai piani sottostrada, è stato finanziato oltre che
con l'intervento del Comune con la vendita degli immobili da realizzare.
"Al momento - ha riferito il presidente Altini - dobbiamo ancora alienare
un lotto al piano piazza, un locale commerciale al piano seminterrato e 26
posti auto al 2 piano seminterrato". In cambio del finanziamento di
500.000 euro, il Comune avrà, a lavori finiti, una piazza coperta di circa 1400
mq, una sala multimediale di 200 mq e 47 posti auto da mettere a disposizione
dell'attività commerciale. "La Fermo Gestioni Immobiliari ha detto ancora
il presidente Altini - si propone per il futuro di promozionare alcuni dei più
importanti palazzi e monumenti di proprietà del Comune, tra i quali Palazzo
Monti, Palazzo Trevisani, casa Marinelli e Casina delle Rose.
"L'intendimento ha concluso Altini - è quello di far conoscere i suddetti
immobili sia in ambito nazionale che internazionale, prendendo contatti con
investitori di alto target che portino alla valorizzazione e miglioramento dei
predetti beni monumentali e storici. Tale attività promozionale intende inoltre
portare alla creazione di un polo alberghiero secondo il modello dell'albergo
diffuso in tutto il centro storico, unico nella Regione Marche ed in perfetta
linea con il prodotto turistico fermano". "La Pharma.com srl gestisce
la farmacia comunale di via Murri - ha riferito il presidente Filippo Ercoli e
nel
( da "Agi" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CORTE CONTI: VENETO,
BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (AGI) - Venezia, 8 gen.
- Il referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto da parte della
sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti premia la
capacita' dell'istituzione regionale di rispettare il patto di stabilita' e di
tenere in ordine la propria gestione contabile nel 2007, ma evidenzia
nel contempo risparmi ancora insufficienti nel contenimento dei costi della politica e dell'organizzazione interna. Il 2007, infatti,
doveva essere l'anno del risanamento e della svolta nei bilanci degli enti
pubblici, in particolare Regioni ed enti locali. In Veneto questi risultati
sono stati conseguiti solo in parte, spiega il rapporto dei magistrati
contabili inviato al presidente del Consiglio veneto. A differenza degli altri
anni la Corte dei Conti ha inviato il proprio referto al Presidente
dell'assemblea legislativa, senza presentarlo pubblicamente. Quanto agli
impegni specifici di riduzione dei costi della politica
e di contenimento del costo del personale richiesti della finanziaria
nazionale, la riduzione del 10% della indennita' e degli emolumenti dei
consiglieri, i risparmi determinati dalla soppressione dell'assistenza
sanitaria integrativa e dall'abolizione del contributo spese per i funerali
hanno prodotto un risparmio nel bilancio della Regione quantificabile
nell'ordine di 880 mila euro. Risulta ancora in buona parte da attuare -
sottolineano i giudici contabili - l'obiettivo di snellire i consigli di
amministrazione nelle societa' partecipate: a fine 2008 solo 5 (Alemagna spa,
Veneto Acque, Rovigo Expo, Edilvenezia e Veneto Innovazione) avevano provveduto
alla modifica statutaria e a semplificare i propri vertici. Anche l'obbligo di
ridurre le spese per il personale e per l'organizzazione in Veneto e' stato
parzialmente conseguito: in termini assoluti la spesa per dipendenti e
collaboratori e' scesa del 3% (dai 147,3 milioni del 2006 ai 142,9 del 2007,
con un risparmio di quasi 4 milioni e mezzo al netto degli incrementi
determinati dai rinnovi contrattuali), raggiunto tuttavia grazie alla diminuzione
dei costi del personale a tempo indeterminato (meno 4%) e del personale
impegnato in progetti obiettivo (meno 20%). In crescita invece la spesa per i
co.co.co., per il personale assunto con contratti a tempo determinato e per il
personale delle segreterie politiche. "Il forte aumento della spesa per il
lavoro flessibile - sottolinea la Corte dei Conti - contraddice l'obiettivo di
stabilizzazione del precariato" che la Regione stessa si era data con il
piano assunzioni 2007 e il programma triennale 2007-2009. Quanto alla
valutazione complessiva sui conti 2007, dopo aver "richiamato" la
Regione per il ritardo nell'adozione di finanziaria e bilancio (approvati il 1
febbraio 2007 senza nemmeno dotarsi di un provvedimento di "copertura"
per l'esercizio provvisorio), il rapporto della Corte dei Conti mette in
evidenza la solidita' del bilancio veneto e, in particolare, il ritorno in
attivo dei saldi della gestione di competenze e dei residui, che mettono cosi'
fine alla progressiva erosione dell'avanzo di amministrazione riscontrato negli
ultimi anni.
( da "Agi" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CORTE
CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8
gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di
controllo regionale della Corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27
miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007". Grazie alle maggiori entrate il
disavanzo reale della Regione nel 2007 si quindi notevolmente ridotto passando
dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84 milioni (coperti ricorrendo all'indebitamento),
un deficit che - sottolinea il referto - risulta comunque ampiamente
sostenibile perche' inferiore alla capacita' residua teorica di indebitamento.
L'esercizio finanziario 2007 si e' quindi concluso - agli occhi dei magistrati
contabili - con un fondo cassa giudicato "ampiamento positivo" (1329
milioni di fondo, rispetto ai 632 dell'anno precedente), nel rispetto del patto
di stabilita' interno e degli equilibri di bilancio, grazie anche alla
riduzione degli impegni di spesa (meno 2,3%) che si e' concentrata soprattutto
nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il rimborso dei prestiti,
calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67 milioni del 2007). Il
referto della Corte dei Conti contiene inoltre una verifica sullo stato dei servizi
alla prima infanzia: negli ultimi sette anni in Veneto i posti nei servizi
educativi per i bambini 0-3 anni sono quasi triplicati, passando da 8.813 del
2001 ai 26.299 del 2007, con un grado medio di copertura del fabbisogno che
supera il 19 per cento (con punte del 20,7 per cento a Padova, del 25,7 per
cento a Rovigo e del 22,4 per cento a Verona). L'impegno di spesa per tali
servizi nel triennio 2007-2009 supera i 35 milioni di euro nel 2007, di cui
22,4 di fonte statale e 13 di cofinanziamento regionale. "Apprezzabile e'
l'obiettivo di potenziare l'offerta dei servizi per la prima infanzia dal punto
di vista quantitativo", scrivono i giudici contabili, ma sono soprattutto
l'aspetto qualitativo dell'offerta dei servizi e il grado di integrazione tra i
diversi enti territoriali a ottenere il giudizio positivo della Corte dei
Conti. Infine, come ogni anno, la relazione della Corte presenta una appendice
dedicata all'indagine sulla gestione della sanita' regionale, con
approfondimenti specifici sul sistema dei controlli interni e sul fenomeno
della esternalizzazione dei servizi 318 nel
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Mezzogiorno
- SALERNO - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-08 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'analisi AMMINISTRAZIONE SENZA RESPONSABILITà di GERARDO RAGONE N
ell'ultima graduatoria elaborata dal Sole 24 Ore sulla vivibilità urbana nel
nostro paese, Napoli perde altri undici punti e finisce quasi al fondo della
lista. Naturalmente non è una sorpresa, ma per chi non l'avesse ancora capito,
questo significa che Napoli è oggi una tra le peggiori città d'Italia in cui si
possa vivere. Di chi è la responsabilità? Certo non degli assessori, della cui
capacità e della cui storia personale non poteva non essere a conoscenza chi li
ha chiamati a quel delicato incarico, e cioè il sindaco. E neppure del
consiglio comunale, che nel nuovo ordinamento previsto dalla legge
sull'elezione diretta, di potere ne ha veramente poco. La responsabilità politica è quindi soltanto del sindaco, al quale quella
legge da un lato conferisce tutti i poteri di nomina e di revoca, ma dall'altro
lo carica anche di ogni responsabilità circa gli esiti dell'azione
amministrativa. Una responsabilità però che il sindaco Iervolino rinvia a
chissà quale mittente, tentando, rimpasto dopo rimpasto, di scaricare tutto
sulla squadra da lei scelta e da lei guidata per otto anni. La nuova giunta
partorita in questi giorni è quindi soltanto un rituale politico per
giustificare una inopportuna permanenza al vertice dell'amministrazione
comunale. Una rituale al quale i cittadini non possono che assistere impotenti,
diretta conseguenza, però, di una legge elettorale che garantisce per cinque
anni la stabilità dei vertici delle amministrazioni locali. Si dirà che però in
altre città italiane, soprattutto quelle del Centro-Nord, la stessa legge ha
spesso favorito l'azione amministrativa, consentendo risultati che sarebbe
stato difficile ottenere con il vecchio sistema dell'elezione indiretta. Il che
è verissimo, ma dimostra anche che quella legge non funziona dovunque. Funziona
dove la politica svolge il ruolo di indirizzo che le è
proprio, lasciando al mercato la produzione della ricchezza, come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra
funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e
mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma,
valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo, ne esalta i
pregi, mentre se è un cattivo governo ne esalta i difetti. Lo aveva già detto
con grande chiarezza Giovanni Sartori qualche tempo fa, quando sul Corriere
della Sera aveva affermato che non è la stabilità a favorire il buon governo ma
che, al contrario, è la presenza del buon governo a dover essere protetta dalla
stabilità. Naturalmente gli effetti perversi causati talvolta dalla legge sulla
elezione diretta non sono una buon motivo per invocarne l'abrogazione. Sono
però un ottimo motivo per convincersi che in questi contesti non ancora evoluti
sia necessaria una particolarissima attenzione nella scelta degli amministratori
pubblici. Dovrebbero sempre rappresentare il meglio che una collettività possa
esprimere e non il meglio rispetto agli interessi di partiti, di correnti e di
coalizioni, come invece è accaduto a Napoli in passato e come sembra si stia
ripetendo col nuovo rimpasto di questi giorni.
( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sui mercati
finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama
faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine
l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo
articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010;
mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e
bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui
mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove
troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità
industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40%
da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito
italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno
tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni
economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito
dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni
statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che
l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero
insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in
una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli
sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare
un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una
polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini
McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa.
Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO:
il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina
sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve
nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli
di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un
movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America,
finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione,
notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 7 ) » (2 voti, il voto
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09
"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono
rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato
Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già
stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane
età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni
che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale,
ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro
l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è
anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario.
Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano
la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri
grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire
esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia.
Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe
insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente,
immigrazione, islam Commenti ( 143 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà
l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George
Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di
essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia.
L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto
che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla
fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti,
perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente
tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e
Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato
continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul,
dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran".
Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia
nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto
l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata
in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente
impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della
Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo
di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington
perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo
Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ...
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articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo
scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad
aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla
bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già
cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza.
Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei
miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare
per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente
tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di
permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare
della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta
finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però
contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri
figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento
umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la
gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà
che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare
qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è
capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni
milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio.
Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere
le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo
lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo
avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di
novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la
magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno.
Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà,
veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza
imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra
occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una
valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli
avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè,
fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici.
Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori
o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare
benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di
successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo
accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi -
renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è
davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti (
33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso
qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code
agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la
situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di
gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un
rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era
possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può
permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico
c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano
percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei
media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo
psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per
la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli
ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla
fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) »
(10 voti, il voto medio è: 3.1 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 22Dec
( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
(AGI/AFP) - Marsiglia,
8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud
della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza
elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e
università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
I
COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO
PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia
Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di
caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko
Varicak.
RAPPORTI GIUNTA-CONSIGLIO FINOZZI: «C'E' POCO DIALOGO» «C'è una certa
separatezza e incomunicabilità tra Consiglio e Giunta che dialogano poco
perfino nell'organizzazione logistica al punto che i due palazzi si servono di
gestori telefonici diversi». Così il presidente del Consiglio Finozzi che
critica anche la proliferazione dei gruppi consiliari. LOTTA ALLE DIPENDENZE
258 MILA EURO ALLE USL La Giunta ha deliberato un contributo di 258 mila euro
alle Usl di Belluno, San Donà di Piave e Castelfranco per interventi pilota e
progetti di prevenzione e lotta contro droga, alcol e le dipendenze da sostanze
di abuso.
( da "Alto Adige" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
MINNITI (PDL) Costi della politica, un ddl per ridurli
BOLZANO. Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno di legge in consiglio
provinciale per tagliare i costi della politica in Alto Adige. Il provvedimento prevede in sostanza, le riunioni
ogni sera dalle 18 alle ore 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un
solo gettone di presenza ai
consiglieri partecipanti alla riunione. "Pur essendo la materia
economica di competenza della Regione alla quale è intenzione di rinviarla con
altro disegno di legge - chiarisce Minniti - in questa maniera il consiglio
provinciale di Bolzano potrebbe comunque porre le basi per risparmiare oltre 22
milioni di euro nell'arco di ogni legislatura dei singoli consigli provinciali
di Bolzano e Trento, da reinvestire nella spesa sociale e dare quindi risposte
ancora più concrete a quel disagio che investe ormai una larghissima componente
della popolazione altoatesina, che fa difficoltà anche ad arrivare alla
cosiddetta terza settimana". L'iniziativa di Minniti aveva avuto il
sostegno nel 2008 di oltre 2 mila cittadini: firme raccolte tramite una
petizione popolare.
( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Liquidati
i gettoni per le due commissioni Nel 2008 tredici riunioni
sull'urbanistica, tre sulle politiche sociali RIVA. Con i gettoni di
presenza per le riunioni di consiglio i membri delle due
commissioni permanenti, urbanistica e politiche sociali, hanno incassato anche
le spettanze maturate per la partecipazione ai lavori preparatori in vista
delle scelte in aula. In commissione urbanistica il presidente Patrik Lorenzi è stato
assente una sola volta, come Zambotti, Mauro Pederzolli e Gatti: per loro 900
euro. Invece Munari, Morandi e Benaglio hanno sempre partecipato: il
corrispettivo per 13 sedute è di 975 euro. Mirella Serafini con undici presenze
e due assenze è a 825. Luigi Calzà ha presenziato a 10 riunioni: per lui 750
euro. Il meno assiduo è Ivo Bombardelli, otto presenze e 600 euro. Ci sono
infine i sostituti: Carlo Daves una volta (75 euro) e Rocco Frizzi tre volte
(225). In commissione politiche sociali (3 riunioni) sempre presenti Accorsi,
Zambotti, Serafini, Pederzolli e Benaglio (225 euro), un'assenza Zanoni e
Lorenzi (150); due Benamati e Bombardelli: 75 euro ciascuno come a Morandi che
ha sostituito Lorenzi una volta.
( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi Numero
007 pag. 11 del 9/1/2009 | Indietro E la Toscana spende
meno AGRICOLTURA Niente gettoni di presenza e stipendi
ma solo rimborsi spese per vicepresidenti, consiglieri e deputati nel Consorzi
di bonifica. E un tetto massimo per l'indennità di funzione del presidente,
equiparata al massimo a quella del sindaco di un comune fino a 10.000 abitanti,
a partire dal primo gennaio 2009. E' quanto prevede la nuova legge sui Consorzi
approvata il 30 dicembre scorso, a maggioranza, dal Consiglio regionale della
Toscana, con 34 voti a favore e 13 contrari. Il testo è stato emendato,
abbassando il tetto massimo dell'indennità del presidente con il riferimento ai
comuni di 10.000 abitanti e non di 30.000 com'era nella formulazione
originaria, e specificando che se l'indennità è inferiore a tale limite, non va
modificata. Insieme alla legge, il Consiglio ha approvato sempre a maggioranza
un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a presentare entro 4 mesi
una proposta di modifica organica di tutto il settore, dando attuazione alle
disposizioni nazionali sul numero dei componenti degli organi consortili e
rispettando una serie di criteri. Tra questi, la revisione del numero dei comprensori
e un sistema elettorale che favorisca la partecipazione convocando tutte le
elezioni in un unico giorno, in concomitanza con le tornate elettorali
istituzionali.
( da "Milano Finanza (MF)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
MF Numero 006
pag. 15 del 9/1/2009 | Indietro Un gran daffare per le
banche PRIVATE EQUITY il 2009 vedrà gli istituti di credito molto impegnati
nella ristrutturazione di debiti aziendali I fondi di private equity dovranno
decidere se e quando iniettare nuova finanza nelle partecipate in difficoltà.
Opportunità per gli investitori specializzati di Stefania Peveraro Se il 2008 è
stato l'anno della crisi dei mercati, il 2009 si preannuncia come quello della
crisi delle imprese. Per colpa del combinato disposto della recessione e del
credit crunch. Con la conseguenza che anche molte delle società in portafoglio
ai private equity si troveranno in difficoltà e i fondi dovranno trattare
soluzioni adeguate con le banche finanziatrici. Non solo. I casi ben più
numerosi di aziende in difficoltà non in portafoglio ai fondi potranno
rappresentare interessanti opportunità per investitori specializzati che
andranno a loro volta a trattare il loro ingresso nel capitale o l'acquisizione
di tutto o parte del debito in mano alle banche. Il tutto, mentre il mercato
del credito a supporto delle operazioni di buyout è sostanzialmente bloccato
dallo scorso settembre e con le tranche di debito erogato in occasione delle
grandi operazioni di buyout passate che spesso e volentieri sono rimaste in
capo alle banche arranger, senza che queste siano riuscite nel frattempo a
sindacarli, visti i prezzi svalutati ai quali questi debiti tuttora girano.
Livelli che fino a prima del crack Lehman erano tipici solo del debito
distressed e che invece oggi, appunto, si riferiscono anche a carta buona (si
veda la tabella alla pagina successiva). Così appunto non stupisce che questi
prestiti siano rimasti sui libri degli arranger: Standard&Poor's Leveraged
commentary&data calcola che le banche arranger europee a fine 2007 avessero
50,8 miliardi di euro di finanziamenti da piazzare, ma che alla fine di luglio
2008 ne avessero piazzati soltanto per 21,6 miliardi e che negli ultimi mesi
dell'anno non si siano discostate da quella cifra. Così come non stupisce che
nel frattempo la struttura di capitale delle operazioni di leveraged buyout sia
cambiata in maniera significativa, con una quota ben più preponderante di
equity e di debito mezzanino, con una minore presenza di debito senior, con la
scomparsa del debito high yield e la quasi scomparsa del second lien (si veda
grafico in pagina). Impennata di default in vista. L'agenzia di rating
internazionale Standard&Poor's stima che quest'anno in Europa occidentale
tra le 60 e le 75 aziende con rating speculativo andranno in default, mettendo
a rischio tra i 20 e i 25 miliardi di euro di debito. Con la conseguenza che il
tasso di default per gli emittenti con rating speculativo passerà dal 3% di
fine novembre 2008 e dal 3,2% della media degli ultimi 15 anni all'8,7%-11,1%
quest'anno (si veda il grafico il pagina). E non finisce qui, perchè S&P's
pensa che le cose non si rimetteranno nemmeno l'anno prossimo, con il tasso di
default che resterà in linea con quello del 2009. Già perchè la recessione colpirà duro la redditività e la capacità di generare
cassa delle imprese, mentre il costo dei finanziamenti continuerà a salire.
Secondo gli analisti di S&P's ben il 70% delle aziende da loro monitorate
vedrà ridursi il suo free operating cash flow, con l'accesso al credito che
rimarrà difficile e caro e quasi impossibile per le aziende con merito di
credito speculativo. Ovviamente il rischio di default è più alto tra le
società con rating uguale o inferiore a B-. Al momento in Europa ci sono 18
società in questa situazione, un numero doppio rispetto alle nove difine giugno
2008. Tra queste ci sono l'italiana IT holding e la tedesca Treofan, che però ha
una forte anima italiana, visto che è il risultato della fusione di una serie
di aziende del settore, compresa l'italiana Moplefan spa, ex Montedison passata
poi sotto il controllo di Basell, una joint venture tra Basf e Shell. Tra gli
altri nomi della lista di S&P's, gli emittenti con più debito a rischio
sono le olandesi LyondellBasel e Nxp, l'irlandese Education
media&publishing group e le emissioni della controllata lussemburghese di
Telecom Hellas Occhio alle clausole del mezzanino. Un altro indicatore di
distress in arrivo è invece l'esercizio della clausola prevista in alcuni
contratti di finanziamento mezzanino siglati prima dello scoppio della crisi di
liquidità, che prevede la possibilità di pagare gli interessi sul debito
emettendo altro debito. Si tratta di una clausola che era diventata molto
comune tra il 2005 e il 2007 soprattutto negli Stati Uniti e che si trovava
nelle cosiddette Pik (Payment-in-kind) Toggle notes, appunto obbligazioni che
prevedevano il pagamento delle cedole, in alternativa, in cash, aumentando il
valore nominale del debito o con un mix tra le due soluzioni. Moody's in un suo
recente report ha elencato le 11 società con rating speculativo da lei
monitorate (si veda tabella in pagina) che negli ultimi due trimestri hanno esercitato
l'opzione Pik o annunciato che l'avrebbero esercitata in occasione del
pagamento successivo, sottolineando il fatto che l'esercizio di questa opzione
può essere interpretato come segnale di peggioramento del merito di credito
della società. Non solo. L'agenzia di rating ha anche detto di aspettarsi che
nel 2009 il numero delle società che eserciterà l'opzione Pik aumenterà di pari
passo alla riduzione dei flussi di cassa operativi e ai sempre difficili
mercati del credito, che renderanno arduo il rifinnziamento del debito a lungo
termine. Così non è un caso che sempre Moody's abbia pubblicato di recente una
lista di 63 emittenti che hanno debito in circolazione con opzione PIK Toggle
Le soluzioni alternative per i fondi. Ma che cosa succede quando la società in
portafoglio a un fondo sulla quale grava un debito importante a seguito del
buyout si trova indietro rispetto agli obiettivi del suo business plan?
Ovviamente, la risposta dipende da quanto indietro la società si trova rispetto
agli obiettivi. Fitch in un suo recente report ha analizzato i vari scenari
possibili sulla base dell'osservazione di una serie di recenti casi concreti.
Il primo è quello in cui la società si trova con poco margine di manovra
rispetto ai covenant stabiliti per il suo debito, ma non è ancora in situazione
preoccupante quanto a liquidità e performance operativa. Molti fondi con
società in portafoglio in questa situazione nel 2008 hanno preferito evitare un
futuro sforamento dei covenant facendo buyback del debito. C'è invece lo
scenario di vera e propria rottura dei covenant. In questo caso la società
debitrice propone alle banche di rinegoziare i covenant in cambio della
presentazione di un nuovo piano industriale ed eventualmente di una cosiddetta
«equity cure», cioè di un'iniezione di nuova finanza da parte del fondo sponsor
nella forma di equity o di debito subordinato. Il terzo scenario è quello di
una società che ha subito un importante calo di redditività in termini di
Ebitda, con o senza conseguente rottura dei covenant. Questi casi sono spesso
stati risolti con ricorso a nuovo debito che non è stato però incluso nel
calcolo dei covenant, come operazioni di cartolarizzazione o sale-and-lease
back. L'ultimo scenario è infine quello più drammatico di rottura dei covenant
combinata con una crisi di liquidità. Nei casi in cui è stato giudicato che ci
fosse ancora del valore nel business plan a lungo termine della società è stata
iniettata nuova finanza da parte del fondo di private equity azionista, mentre
nei casi in cui è stato giudicato che non si sarebbe riusciti a estrarre nuovo
valore a seguito dell'iniezione di nuova finanza, si è passati a una
ristrutturazione più profonda con trasformazione del debito in equity. Cosa
fanno gli italiani. «Il 2008 è stato un anno di attesa per le banche italiane,
ma nel 2009 gli istituti di credito dovranno necessariamente prendere delle
decisioni a proposito del debito di aziende in stato di difficoltà che hanno in
portafoglio. Mi aspetto di vedere principalmente rinegoziazioni del debito e
trasformazioni di debito in capitale proprio, mentre assiteremo probabilmente
solo a poche cessioni di posizioni creditorie a sconto». A tracciare questo
scenario per l'anno prossimo è Massimo Acquaviva, fino allo scorso dicembre
director di Credit Suisse responsabile delle attività distressed per l'Italia,
che dal 1° gennaio ha lasciato la banca per intraprendere un'avventura da
investitore insieme a due soci con obiettivo proprio il mondo delle società
italiane in difficoltà. «Stiamo costituendo in questo giorni una holding di
diritto italiano che farà investimenti in turnaround e acquisti di posizioni di
debito distressed e parteciperà a concordati fallimentari. In tal modo potremo
sia intervenire a sostegno di aziende in difficoltà, ma sostanzialmente sane,
aiutare curatori, giudici delegati e creditori a velocizzare le atitvità di
chiusura di società non più operative», spiega Acquaviva a MF Pe, precisando di
aver «raccolto gli impegni per il capitale di partenza tra alcuni investitori
privati, che ci hanno fatto da angel investors, mentre a seguito delle prime
operazioni che speriamo di successo, contiamo poi di fare un ulteriore round di
raccolta». Acquaviva, insomma, è così convinto che il 2009 sarà l'anno delle
grandi opportunità per i fondi specializzati in distressed, da aver fatto il
salto e di scommetterci personalmente. «D'altra parte, se è vero che anche in
Italia ci sono parecchie situazioni di società in portafoglio a fondi di
private equity che si troveranno a dover trattare con le banche per rinegoziare
il debito e chiedere nuova finanza, è anche vero che c'è un numero ben maggiore
di aziende che non sono in portafoglio ai fondi e che si trovano in situazione
di estrema difficoltà. Lì, secondo me, c'è grande spazio perchè degli investitori
terzi, come potremo essere noi, possano intervenire», dice ancora Acquaviva,
che spiega: «Ci sono situazioni in cui il valore dell'equity oggi è addirittura
negativo a causa della compressione dei multipli e della riduzione dei margini
operativi. Società che fino all'anno scorso erano valutate anche 10 volte
l'Ebitda oggi valgono solo 4-5 volte lo stesso Ebitda, che però nel frattempo è
anche sceso, a fronte di un debito che invece resta imponente, tanto appunto da
rendere senza valore l'equity. In questi casi le banche possono accettare di
trasformare il loro debito in equity se però contemporaneamente gli azionisti
ricapitalizzano oppure fanno entrare nuovi investitori disposti a
ricapitalizzare ed eventualmente prendersi in capo parte del debito. Questo
tipo di intervento, così come le altre possibilità volte alla ristrutturazione
aziendale, diventa tanto più interessante, se si pensa che la nuova legge
fallimentare permette agli imprenditori di manifestare la propria situazione di
difficoltà molto prima di quanto fosse possibile con la vecchia legge, che
prevedeva in sostanza soltanto il ricorso allo strumento concordatario. Grazie
alla nuova legge, infatti, l'imprenditore può accedere a strumenti anche
stragiudiziali e ottenere il riscadenziamento del debito in un momento che è
ancora antecedente alla crisi completa dell'azienda, quando cioè in azienda c'è
ancora del valore». Mani libere sul debito con la nuova normativa. Ed è appunto
quella la fase in cui per un investitore si rivela più redditizio entrare.
«Certo, però, è comunque un contesto delicato e quindi esiste un certo rischio
legale che va prezzato», spiega a MF Pe Silvio Tersilia, l'avvocato
responsabile del dipartimento italiano crisi d'impresa e fallimento di Lovells,
che lo scorso dicembre ha anche organizzato nella sua sede di Londra un
seminario proprio su questi temi. Aggiunge Tersilia: «La nuova normativa
fallimentare ha certo mitigato il rischio legale connesso all'investimento in
società in crisi, soprattutto per il fatto di aver previsto l'introduzione dei
cosiddetti piani di risanamento o accordi di ristrutturazione, che permettono
di gestire il credito senza rischio di revocatorie. Con la vecchia legge,
infatti, quando si cercava di salvare un'azienda si cercava di non toccare il debito,
se le cose andavano male, chi aveva erogato nuovo debito si trovava a perdere
le garanzie, che finivano in revocatoria. Oggi, invece, la revocatoria per le
garanzie non è più prevista, se il debito è stato erogato a fronte diun piano
firmato da un professionista». Non solo, continua Tersilia: «Anche il
concordato preventivo oggi è molto più flessibile di una volta. Con la vecchia
legge il concordato doveva essere approvato dall'assemblea dei creditori
chirografari conuna maggioranza del 50% del valore dei crediti e dei due terzi
del numero, mentre oggi la maggioranza che vale è solo quella del 50% del
valore dei crediti chirografari». Quanto all'atteggiamento delle banche,
dipende, dice ancora Tersilia: «Se si tratta di un'azienda con diciamo 5 milioni
di equity e un debito comprso tra i 20 e i 40 milioni, allora è probabile che
la banca creditrice preferisca venirle incontro riscadenziando il debito. Se
invece l'azienda in crisi è di dimensioni più importanti, con diciamo un equity
di 100 milioni e un debito compreso tra i 200 e i 300 milioni, allora è più
probabile che la banca pensi a trasformare il suo debito in capitale. In questo
caso, però, lo swap avverrà con ogni probabilità non con azioni di tipo
tradizionale, ma utilizzando uno dei vari strumenti di capitale ibridi
introdotti dalla nuova normativa». Così ragionano le banche. «I prezzi che
girano oggi sul mercato secondario non sono significativi del merito di credito
dell'azienda, ma riflettono la situazione di panico e di stress di liquidità
generali, per cui appena una società sottoperforma un poco gli obiettivi del
proprio piano industriale, le quotazioni del suo debito vengono penalizzate in
maniera importante. E' ovvio che c'è comunque una differenza tra aziende sane e
aziende effettivamente in difficoltà, con il debito delle seconde che viaggia
molto sotto la pari. Ma comunque non ha lo stesso senso che oggi il debito di
un'azienda sana e che va bene quoti attorno a 90 o anche meno. Perché non
vicino alla parità?», si chiede Daniele Candiani, managing director per
l'Italia di Ikb. Continua Candiani: «In sostanza anche sul mercato del credito
è accaduto quello che è successo sul mercato azionario, dove ormai ci sono dei
prezzi che non corrispondono alla reale situazione delle aziende quotate, con
la differenza però che il mercato borsistico è più efficiente e trasparente.
Per quanto mi riguarda, dunque, in questo momento non ho alcuna intenzione di
vendere in perdita posizioni che ho su aziende buone, che oggi valgono meno
della pari appunto solo perché il mercato reagisce a una situazione di panico
generale. E credo che così la pensino anche le altre banche, a meno che un
istituto debba per forza vendere perchè in ottica di deleveraging per
raggiungere certi obiettivi patrimoniali. Sul secondario, insomma, per me ha
senso vendere solo le posizioni per le quali esistono effettivamente dei
segnali di alto rischio di credito per l'azienda. Certo, però, che se ciò
significa vendere con uno sconto eccessivo, anche a 15-20 su 100 di nominale,
come accade in questo momento, mi sembra più saggio cercare di farsi parti
attiva di una eventuale ristrutturazione». (riproduzione riservata) equity
Acquaviva banche fondi debito credito
( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
C aro Augias, al di là
di qualche protesta da parte degli studenti nei mesi scorsi e di qualche
categoria minacciata nel posto di lavoro, mi pare che nel paese si respiri
un'aria di profonda rassegnazione e impotenza. Spesso mi sono sentita chiedere
(e ho chiesto a me stessa) perché ancora insisto a guardare certi dibattiti
televisivi e programmi sulla realtà socio-politica
italiana, perché vado a firmare per i referendum, perché vado a cercare anche
le notizie non sempre riportate dai giornali... tanto le denunce delle ingiustizie
non hanno mai conseguenze e nulla può davvero cambiare in un paese largamente
fondato sull'illegalità. Sdegnarsi, arrabbiarsi, serve solo a rovinarsi la
vita. Risponda alle mie domande: perché continuare a informarsi? Perché
sdegnarsi di fronte alle ingiustizie? Come si può non passare dallo sdegno e
dall'autocommiserazione ad una reazione che serva a qualche cosa? Davvero non è
pensabile una lotta diversa da quella contro i mulini a vento? Che può fare la
gente comune per cambiare lo stato così insoddisfacente delle cose? Angela Del
Prete delprete.a@gmail.com D omande difficili. A ben guardare però si vede che,
a parte la crisi economica nata negli Stati Uniti, le questioni sono per lo più
riconducibili al fatto che la politica in Italia non
funziona più. La politica è come il colesterolo: c'è
quella che fa bene e quella che fa male. Noi abbiamo troppa politica
che fa male mentre scarseggia la politica buona,
quella che serve a far andare le cose nel modo migliore possibile. Il motivo di
fondo è che i partiti politici, che non dovrebbero avere ruolo istituzionale,
hanno al contrario occupato lo Stato ereditando, a destra e a sinistra,
l'aspetto peggiore che aveva caratterizzato il lungo prevalere della Democrazia
Cristiana. Partiti nelle Asl e nelle università, nella Rai e nella
magistratura, negli istituti locali e negli enti di previdenza, nelle aziende
pubbliche e nelle banche. Enrico Berlinguer lo aveva denunciato già nel 1981,
undici anni prima che scoppiasse Tangentopoli. Una
diffusione così vasta del partitismo è di per sé veicolo di corruzione. I partiti vogliono essere
compensati per i benefici che possono elargire, tendono a trasformare il
rapporto di cittadinanza in clientela, i diritti in favori. Niente è più lontano
dalla funzione benefica che i partiti politici svolgono quando si limitano ad
esercitare correttamente il loro ufficio. In Italia i partiti sono stati
i tendini che hanno contribuito a tenere unito il paese, a formare dirigenti,
ad elevare il tenore culturale delle discussioni. Oggi non è più così. Quale
più quale meno sono tutti in qualche modo responsabili dell'inquinamento ed è
rimasto solo il presidente della Repubblica a ricordarci con leale realismo lo
stato di fatto. Proprio per questo bisogna continuare a sdegnarsi, a reagire, a
firmare per ciò che riteniamo utile al paese, a prendere parte, a ribattere. In
una parola a resistere. Servirà? Non lo so, non bisogna chiederselo, ci sono
cose che vanno fatte e basta.
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
9 - Regione I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA
51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di
Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione
dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di
Velijko Varicak.
RAPPORTI GIUNTA-CONSIGLIO FINOZZI: «C'E' POCO DIALOGO» «C'è una certa
separatezza e incomunicabilità tra Consiglio e Giunta che dialogano poco
perfino nell'organizzazione logistica al punto che i due palazzi si servono di
gestori telefonici diversi». Così il presidente del Consiglio Finozzi che
critica anche la proliferazione dei gruppi consiliari. LOTTA ALLE DIPENDENZE
258 MILA EURO ALLE USL La Giunta ha deliberato un contributo di 258 mila euro
alle Usl di Belluno, San Donà di Piave e Castelfranco per interventi pilota e
progetti di prevenzione e lotta contro droga, alcol e le dipendenze da sostanze
di abuso.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA MILANO pag.
10 Processo Telecom, annunci web Date d?udienza e notifiche ai 5000 spiati.
Risparmiati 200mila euro DOSSIER ILLEGALI VIA GLI UFFICIALI GIUDIZIARI Giuliano
Tavaroli, il principale imputato del processo Telecom di MARINELLA ROSSI ?
MILANO ? PROCESSO all?insegna del risparmio: risparmio di oltre 200 mila euro.
Via le vecchie modalità di notifica, lunghe, dispendiose e anche incerte,
attraverso ufficiale giudiziario, o attraverso l?acquisto di intere pagine di
giornale. La rivoluzione web porta a una comunicazione universale, sul sito del
tribunale, rivolta d?un colpo solo a tutte le oltre 4.500 parti offese, gli
spiati, nel processo per il dossieraggio illegale all?ombra di Telecom, che,
prima di giungere all?udienza davanti al giudice Mariolina Panasiti, deve
affrontare col giudice delle indagini preliminari Giuseppe Gennari la questione
della distruzione dei dossier illegali voluta da una legge firmata da tutte le
forze politiche, sulla quale però lo stesso giudice Gennari ha eccepito un
vizio di costituzionalità destinato all?esame della Consulta (udienza fissata
il 28 gennaio). L?ANNUNCIO della data dell?udienza per pubblici proclami potrà
quindi limitarsi a un breve annuncio su alcuni quotidiani (rispetto
all?acquisto di almeno quattro pagine di giornale), in cui sarà presente un
«rimando» al sito web del palazzo di giustizia milanese per venire a conoscenza
di tutti i dettagli, dalle notifiche all?elenco delle parti offese, gli spiati
appunto dal «servizio segreto» parallelo costituito dal vertice della security
di Telecom. Prima data, il 24 marzo, fissata dal gip Gennari per l?udienza
relativa alla distruzione dei dossier (che dovrà fare propria la decisione
della Corte Costituzionale al riguardo). Altra data,
invece, ancora da fissare (sarà per i primi di aprile), che verrà comunicata
sui quotidiani e sul sito, quella d?avvio dell?udienza preliminare davanti al
gup Panasiti. E? QUESTO il processo vero e proprio, in cui sono imputate per
reati che vanno dall?associazione per delinquere alla corruzione
all?accesso abusivo a sistemi informatici di trentaquattro persone. Tra questi,
principale interprete è l?ex resposnabile della sicurezza di Telecom Giuliano
Tavaroli, e sotto il profilo della responsabilità penale delle società, legge
231, compaiono Telecom e Pirelli. Durante l?udienza preliminare si terrà
l?interrogatorio, fissato con la formula dell??incidente probatorio?, del capo
del ?tiger team?, l?ufficio della sicurezza informatica di Telecom, Fabio
Ghioni, e dei due investigatori privati che hanno ingrossato gli archivi
illegali, Emanuele Cipriani e Marco Bernardini. L?interrogatorio, richiesto
dalla Procura, serve a cristallizzare le dichiarazioni degli imputati così da
poterle utilizzare così come sono in dibattimento. Ma sarà solo l?esito
dell?udienza in Consulta il 28 gennaio a decretare il successivo calendario di
entrambe le udienze presso i giudici preliminari milanesi, o l?eventuale loro
slittamento.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
FABRIANO pag.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
AGENDA LA SPEZIA
pag. 22 )LA CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano ? NON SONO i... )LA
CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano ? NON SONO i soli costi della politica in senso lato, ad aggravare la già pessima
situazione della finanza pubblica: basti pensare agli ?eserciti? di alti
funzionari e dirigenti nel Parastato, negli Enti locali, nei loro Consorzi,
Aziende municipalizzate, Società pubbliche o pubblico-private, nella Sanità,
nei Ministeri e, nelle loro sedi periferiche, ai vari manager nominati ?ad hoc?
per ?risanare? o ?traghettare? enti, gruppi o società, ai troppo numerosi alti
ufficiali che hanno le nostre Forze Armate, alle eccessive ed immotivate
agevolazioni incarnate in queste figure ed alle loro smisurate remunerazioni
durante l?attività lavorativa e dopo, alle liquidazioni e alle pensioni principesche,
a tutti quei Dirigenti pubblici che, anche se non raggiungono gli obiettivi
vengono profumatamente retribuiti o peggio, se non combinano nulla di buono o
causano danni, nessuno fa nulla e loro (i dirigenti) continuano a percepire
puntualmente le loro retribuzioni e le loro liquidazioni milionarie. E? di
questo che ne hanno piene le tasche gli Italiani ! Ed è questo che occorre,
partendo dall?alto, rivedere, modificare e correggere al più presto. Quali
altri sacrifici s?intendono chiedere al disoccupato, al lavoratore precario, al
pensionato sociale o, al ben più ?fortunato? lavoratore, che guadagna 800/1.000
euro al mese con affitto, bollette e quant?altro da pagare ? E? facile notare
che l?attuale società è divisa in questi due grandi raggruppamenti: i datori di
lavoro pubblici e privati più o meno ricchi e potenti, la grande borghesia
costituita anche dai burocrati, dai funzionari, dai dirigenti, dai politici
seppur con qualche timido distinguo, che ne fa prepotentemente schizzare dai
ranghi ben pochi protagonisti e, dall?altra: i disoccupati, i semplici
lavoratori precari, i dimessi lavoratori dipendenti e autonomi e i modesti
pensionati. L?ultima aggregazione sociale, la più numerosa e la più povera, è
quella che non riesce ad arrivare non dico alla ?fine del mese? ma, è già in
crisi a metà e tante volte anche prima. I grassi ed opulenti maggiorenti della
nostra società a detta di molti civile, dovrebbero non dico vergognarsi ma
quanto meno, ambire anche loro stessi ad un?esistenza più equa, solidale e
dignitosa per tutti. E? inscindibile, il concetto secondo il quale, maggior
giustizia sociale implica obbligatoriamente, andare a rivedere favoritismi e
facilitazioni che si riferiscono ad alcuni (e sono molti statene certi) a
discapito degli altri. Le varie riforme da porre in essere, al fine di
correggere le cose, saranno certamente azioni impopolari per tanti ma,
certamente popolari e condivise, dall?ultima aggregazione sociale sopradetta.
Sono convinto che quanto su affermato non debba essere bollato come annuncio
utopico bensì, venga da tutti ritenuto un nuovo, ulteriore e importantissimo
tavolo di discussione politica ad ogni livello, visto
come la recessione italiana ed internazionale, stiano precipitando verso la
depressione. Graziano Conti )SOMMERGIBILE Un?altra occasione persa nonostante
l?impegno MI TROVO d?accordo con quanto vi ha scritto l?avvocato Bruzzi Alieti,
pur con alcune precisazioni e puntualizzazioni che qui sarebbero troppo lunghe
da riportare. Contesto invece quanto ha affermato il sig. C. Minè, il quale
sostiene che la Marina Militare non ha voluto dare alla Città un sommergibile
da adibire a Museo. E? vero il contrario: da anni le Associazioni Amici della
Storia e Marinai d?Italia hanno ottenuto dalla Marina Militare il sommergibile,
ed hanno sottoposto l?idea all?amministrazione comunale, anche con l?aiuto del
senatore Forcieri e giungendo a presentare un progetto tecnico esecutivo con le
modalità di installazione della nave-museo, accessibile al pubblico. Purtroppo
abbiamo ottenuto soltanto dinieghi, e pertanto il sommergibile se ne andrà a
Genova ove, come solito, si trovano orecchie più attente e persone disponibili.
Alla Spezia i soldi si trovano solo per spettacoli di piazza, nonostante che
per essi il tasso di ascolto non vada mai oltre l?uno per cento. Umberto Burla
Associazione Amici della Storia
( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISA pag. 5
?Danno erariale di 310mila euro? Ecco gli importi contestati LE CIFRE LA CORTE
dei Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a carico dei
consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto percepito come
indennità di funzione (attraverso la delibera ritenuta
illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Ecco gli importi: Fabio Armani
6.240, Giuliano Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto
Bozzi 8.304, Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco
Capecchi 9.170, Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.999, Enzo
Cini 8.048, Michele Conti 464, Antonio Dell?Omodarme 9.272, Michele Di Lupo
8.288, Roberta Fantozzi 182, Enrico Fiorini 8.456, Giuseppe Forte 11.124,
Nicola Gagliardi 9.559, Giovanni Garzella 6.528, Antonio Ghionzoli 10.081,
Alessandro Gorreri 12.232, Gino Logli 6.628, Roberta Luperini 11.012,
Pierantonio Macchia 10.339, Paolo Mancini 8.400, Vincenzo Mastantuono 938,
Franca Melfi 4.629, Michele Mezzanotte 10.106, Sandro Modafferi 4.496, Marco
Monaco 9.480, Ernesto Muscatello 9.448, Armando Paolicchi 2.544, Diego Petrucci
9.799, Daniela Pioli 3.108, Paolo Rindi 10.602, Alberto Rossetti 6.999, Maila
Scarpellini 11.318, Silvia Silvestri 8.547, Stefano Teotino 8.769, Mariano
Tramontana 9.736, Ylenia Zambito 9.279, Giuseppe Ventura 1.368. Di questi non
risultano destinatari dell?«avviso» della Corte dei Conti Granchi e Mastantuono
(hanno optato per il gettone), Fantozzi, Bronzini (ha sostituito Daniela
Pioli), Conti, Rossetti (deceduto) e Ventura (ha sostituito Rossetti).
( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISA pag. 5
di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio comunale ... di
GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio comunale pressoché al
completo dovrà comparire in tribunale. La data della prima udienza è già stata
fissata: il 14 gennaio a Firenze davanti alla Corte dei Conti. Nel mirino della
magistratura contabile è finita la delibera n.34 del 2005 con la quale il
consiglio comunale approvò a maggioranza l?incremento dell?indennità dei
consiglieri, portandola da
( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISA pag. 4 Indennità
ai politici: a processo 41 La Corte dei Conti contesta la delibera con la quale
il Comune aumentò il di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio
comunale pressoché al completo dovrà comparire in tribunale. La data della
prima udienza è già stata fissata: il 14 gennaio a Firenze davanti alla Corte
dei Conti. Nel mirino della magistratura contabile è finita la delibera n.34
del 2005 con la quale il consiglio comunale approvò a maggioranza l?incremento
dell?indennità dei consiglieri, portandola da
( da "Corriere Alto Adige" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-09 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Costi della politica Critica
anche la Gnecchi: non sviliamo il consiglio Minniti: tagliare le indennità Il
vicepresidente: basta un gettone. Freddi Verdi e Pd BOLZANO — «Tagliare i costi della politica partendo dagli stipendi dei consiglieri provinciali. Mauro
Minniti, vicepresidente del consiglio torna alla carica rilanciando la proposta
presentata alla fine della scorsa legislatura insieme al collega Alberto
Sigismondi. Il primo no arriva però dai verdi, il cui capogruppo
Riccardo Dello Sbarba secondo cui c'è il rischio di svilire il ruolo del
consiglio provinciale. Il disegno di legge presentato nella mattinata di ieri
dall'esponente del Pdl intende «riformare le convocazioni del Consiglio
provinciale, prevedendo le riunioni ogni sera dalle 18.00 alle 22.00 dei giorni
feriali». Ai consiglieri verrebbe riconosciuto un solo gettone di presenza per ogni partecipazione, stop dunque alle indennità
d'oro. «Anche se la materia è di competenza regionale — spiega Minniti — la
Provincia potrebbe porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro
nell'arco di ogni legislatura da reinvestire nella spesa sociale. Questo
disegno di legge è un atto di coerenza e di lealtà nei confronti di tutti quei
cittadini che in soli due mesi hanno sottoscritto l'iniziativa che, con il
collega Sigismondi, avevamo predisposto per cercare di dare un segnale forte.
In momenti di crisi deve essere la politica a dare
l'esempio». Il parere del consigliere Riccardo Dello Sbarba (Verdi) sul ddl
presentato da Minniti è freddo: «Se si tratta solo di ridurre del 20-30 per cento
le indennità dei consiglieri io sono d'accordo — sottolinea Dello Sbarba —. In
tal senso, proprio la prossima settimana, noi appoggeremo la mozione dei
Freiheitlichen sulla riduzione degli emolumenti dei consiglieri». Il capogruppo
dei verdi però sottolinea che il ddl Minniti rischia di indebolire politica il consiglio a vantaggio della giunta: «Mi sembra
che la proposta di Minniti sia la prova della sua sintonia con il presidente
Durnwalder. Un disegno di legge del genere snaturerebbe le funzioni del
Consiglio — spiega Dello Sbarba —. Fare le leggi è un lavoro complesso che
richiede la disponibilità a tempo pieno dei consiglieri. La proposta di
Minniti, invece, trasformerebbe il Consiglio in un club di discussione serale —
incalza Dello Sbarba —. A quel punto, i membri della giunta sarebbero gli unici
politici di professione e concentrerebbero ancora di più i poteri forti nelle
loro mani. La funzione di controllo che il consiglio esercita sulla giunta
verrebbe indebolita». Anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi è sulla stessa
lunghezza d'onda: «Bisogna pensare alle funzioni del consiglio. Un organo con
potere legislativo ha bisogno di un impegno a tempo pieno altrimenti diventa
una sorte di consiglio comunale. Detto questo — chiarisce — la riduzione dei
costi della politica è stato un punto del programma
del Pd ma ad ogni tipo di assemblea bisogna far corrispondere un ruolo e un
determinato impegno altrimenti si rischia di ridurre il tutto ad una
discussione demagogica». Rocco Leo Risparmi Il vicepresidente Mauro Minniti
( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-01-09 num: - pag: 38 autore: di
LINDA LANZILLOTTA categoria: REDAZIONALE IL PD, IL SUD E L'ARTICOLO DI NICOLA
ROSSI La politica uccisa in periferia C aro Direttore,
il consiglio di Nicola Rossi a dismettere la retorica e ad affrontare
crudamente la realtà del fallimento delle politiche meridionalistiche e del
ruolo svolto dai poteri pubblici nel Sud vale a maggior ragione per la
cosiddetta questione morale. Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune
importanti amministrazioni locali, molte delle quali governate dal
centrosinistra, sollevano infatti problemi che non possono essere risolti né
con il semplice richiamo alla sobrietà dei comportamenti
individuali (opportuni ma non decisivi, ad esempio, quando gli illeciti non
sono finalizzati all'arricchimento personale bensì al finanziamento
dell'attività politica
propria, della propria corrente o del proprio partito); né tanto meno con
l'appello ad una più forte etica pubblica, appello ovviamente giusto ma astratto
e moralistico se non legato alle modalità di gestione del potere e di
selezione della classe dirigente che poi, in concreto, i partiti
praticano ogni giorno. Occorre invece capire le ragioni e i meccanismi
istituzionali che hanno consentito la degenerazione del potere locale ed hanno
fatto sì che alcuni importanti esponenti di quella nuova classe dirigente
locale che nel 1993, all' indomani di Tangentopoli, avevano interpretato la
necessità e la voglia di cambiamento oggi, dopo 15 anni, rappresentano, specie
nel Mezzogiorno, il simbolo della degenerazione della politica
e dell'amministrazione. Il simbolo di quella «casta» il cui potere ha finito
per sopraffare la società e le economie locali arrivando ad intermediare ogni
aspetto della vita individuale, collettiva, imprenditoriale. E' avvenuto che le
innovazioni introdotte nel corso degli anni '90 per modernizzare le
amministrazioni locali, per rafforzare la loro capacità operativa, per ridurre
la spesa pubblica in molte realtà territoriali sono state progressivamente
distorte con il risultato di espandere a dismisura la presenza pubblica in ogni
attività economica e sociale, di esercitare un potere di condizionamento e
talvolta di ricatto sulla dirigenza, di eludere le regole pubblicistiche nelle
assunzioni di personale e negli appalti, di intrecciare la gestione del potere
amministrativo con gli interessi di singole imprese. Tutto ciò ha alimentato la
nascita e l'espansione di potentati locali che, tra le altre cose, sono
riusciti sempre a bloccare le riforme con cui a più riprese il Parlamento ha
tentato di correggere quei processi degenerativi evidenti già da tempo e che
oggi, in assenza di un tempestivo intervento della politica,
sono alla base degli interventi della magistratura. Qui sta la responsabilità
della politica: nella sua incapacità di esercitare in
modo autonomo il proprio ruolo di valutazione, di orientamento, di scelta. Il
fallimento di ogni serio tentativo di riforma (dai servizi pubblici locali,
alla riduzione dei costi della politica, alla
semplificazione e riduzione degli enti e degli organismi locali) ha segnato il
soccombere della politica nazionale di fronte ai
potentati locali. Ciò soprattutto nel Mezzogiorno dove una classe dirigente politica e amministrativa strutturalmente debole è stata
improvvisamente investita di enormi responsabilità legislative, amministrative
e finanziarie: negli anni '90 con il federalismo amministrativo e ancor più a
partire dal 2001 con il nuovo Titolo V della Costituzione
e, infine, coma ricordava Nicola Rossi, con la gestione delle risorse
comunitarie. Ciò che nel Sud sta esplodendo (ma non solo) richiede urgenti e
drastiche risposte politiche: per separare la politica
dalla gestione, per ridare autonomia e dignità alla dirigenza pubblica, per dare
al mercato la gestione di servizi ed attività di interesse collettivo sulla
base di meccanismi di regolazione trasparenti, credibili, misurabili. Tutti
temi che nella scorsa legislatura sono stati al centro dell'agenda politica incontrando però ancora una volta ostacoli,
silenziosi ma insuperabili. Oggi su di essi è inspiegabilmente caduto il
silenzio: dimenticati dal Governo, dalla maggioranza e anche dai media che,
pure, avevano organizzato vigorose campagne di stampa. Ora è il momento di
rilanciarli se sulla questione morale non ci si vuole limitare ad una trita
quanto inutile retorica moralistica. Proposte politiche chiare e coraggiose per
riformare la governance locale, per rilegittimare le migliaia di amministratori
locali intelligenti ed onesti ma anche per porre basi solide su cui fondare il
federalismo fiscale che altrimenti rischierebbe di produrre esiti nefasti.
( da "Centro, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 12 - Pagina
Aperta Sanità, rifiuti, economia Sanità, rifiuti, economia le emergenze
regionali Sanità, rifiuti, costi della politica:
queste sono, per il presidente Gianni Chiodi, le emergenze che il nuovo governo
regionale si troverà ad affrontare. Ma sarebbe ingiusto liquidare con un
giudizio sommario un'esperienza come quella degli ultimi tre anni, che ha
dimostrato risultati più che positivi in molti ambiti. Cominciamo dalla sanità:
il centrosinistra si è trovato di fronte nel
( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
comune Una riunione sulle
indennità La recente legge regionale che ha disposto la riduzione delle
indennità di funzione per le figure istituzionali apicali, quali i presidenti
dei consigli comunali, provinciali, i vice presidenti, gli assessori, che andranno articolate in rapporto a quella del sindaco e del
presidente della provincia, così come il gettone di presenza dei consiglieri comunali, il cui ammontare mensile non potrà
superare l'importo pari al 30 % dell'indennità massima prevista per il
rispettivo sindaco o presidente della provincia regionale, ha destato non poco
fermento fra i consiglieri comunali. Ed é per questo che il presidente
del civico consesso, Giuseppe Agricola, ha convocato, per questa mattina alle
10, i capigruppo, il vice presidente, l'assessore al bilancio, il segretario
generale e il responsabile di segreteria, per mettere a conoscenza tutti della
nuova disposizione. «Non è stata una mia iniziativa- commenta Agricola-, non ho
fatto altro che registrare quanto mi ha comunicato il segretario generale, ho ritenuto
opportuno informare le forze politiche. Mi dispiace che verrà soppressa
l'indennità del vice presidente che ha svolto il suo ruolo con dedizione». G.T.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-01-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))
Argomenti: Costi della politica
Il Cardinale Sepe
«diga» contro la camorra Renato Cimino - NAPOLI Un noto ristorante di Portici
ha affisso un triste cartello: «Chiuso per camorra». A «Prima Pagina» di
RaiTre, il giornalista rispondendo ad un ascoltatore pugliese che gli chiedeva
ragione del degrado del Sud ha dichiarato che la causa di tale degrado è la
camorra. E, ancora, il film «Gomorra» ha ricevuto la nomination per l'Oscar
unitamente ad un successo di pubblico superiore ad ogni previsione proprio
perché è una pellicola «verità» sulla camorra in Campania. In alcuni quartieri di
Napoli e del suo hinterland sono in atto sanguinose lotte fra i vari clan per
il monopolio dei traffici illeciti, specie quello della droga. Ma la mentalità
camorristica è anche diffusa nelle coscienze di molte persone comuni che
l'hanno adottata nel comportamento quotidiano. In questo scenario camorristico,
che ha fatto declassare la vivibilità di Napoli ad uno degli ultimi posti della
classifica elaborata dal «Sole 24 Ore», il nostro coraggioso Cardinale appare
una «diga reale» contro questo dilagante fenomeno: incessante la sua attività
in favore dei poveri, degli emarginati e dell'ecumenismo delle culture. Spot
via dalla Rai come in Francia Candido Munopano - NAPOLI La decisione di
togliere la pubblicità dalle reti pubbliche francesi nella fascia oraria serale
ha dato i suoi frutti, l'audience è salita notevolmente. È probabile che quetsa
tendenza sia una diretta conseguenza della curiosità dei telespettatori che,
finalmente, si sono riversati in massa su quelle reti, stufi di film e
programmi che vengono continuamente interrotti dagli spot. La televisione
pubblica francese ha deciso di tornare ad avere quel ruolo di servizio pubblico
nel quale la scelta dei programmi non è più determinata dall'auditel - una
matematica perversa -, e a tal punto condizionata dagli inserzionisti
pubblicitari da portare le tv ad avere palinsesti fotocopia allineati verso il
basso. Togliere la pubblicità dalle reti pubbliche, non potrebbe mai accadere
in Italia: se Berlusconi prendesse una decisione simile, tutti gli volerebbero
addosso accusandolo di voler avvantaggiare le reti Mediaset di proprietà della
sua famiglia. Il solo adeguamento dell'Iva della pay-tv ai parametri europei ha
già scatenato un putiferio politico: se mai venisse rimossa la pubblicità dalla
Rai per volere di questo governo le opposizioni, comprese quelle appartenenti
alla sinistra radicale estinta, inizierebbero a raccogliere firme per
organizzare un «colpo di Stato». Cartelli stradali una farsa nel Salento Rocco
Boccadamo - LECCE Nel Salento, le strade provinciali - 363, 81 e 83 - detengono
sicuramente il record assoluto in fatto di amenità, stranezze, bizzarrie e
svarioni sulla segnaletica ed i paletti indicatori di distanze. Tanto per
iniziare, su tali percorsi viari, si evidenzia che i chilometri intercorrenti
fra due determinate località, nella circostanza Castro e Maglie, non sono
sempre gli stessi, ma differiscono a seconda del senso di marcia: a conferma di
ciò, al bivio di Castro, esiste da anni un cartello indicatore «Maglie 11»,
mentre, all'uscita da Maglie, campeggia il cartello «Castro 18» (quest'ultima è
la distanza esatta). Proseguendo nella rassegna, ad un certo punto, un cartello
riporta «Castro 18», «Poggiardo 10»; ma dopo circa tre chilometri, si legge
«Castro 19», «Poggiardo 6»; dopo ulteriori quattro chilometri, appare la
scritta «Castro 6», «Poggiardo» (zero). Continuando ancora per tre chilometri,
s'incontra il cartello «Castro 7». Ultima chicca, anzi ciliegiona, venendo da
«Giuggianello» e giungendo al bivio di «Poggiardo», allo stop per imboccare la
ricordata strada provinciale
( da "Gazzettino, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Costi
della politica, i mini-risparmi della Regione La Corte dei conti: nel
2008 il Veneto doveva fare economie per 52 milioni, è arrivato appena a 880 mila
euro Venerdì 9 Gennaio 2009, La Regione Veneto doveva effettuare risparmi sui
costi della politica per 52 milioni di euro. Ha tagliato indennità e fatto
economia, ma alla fine è arrivata a risparmiare meno di un milione, per la
precisione 879.900 euro. Un risultato «ampiamente al di sotto dell'obiettivo
programmatico», dice la Corte dei conti. Ciò nonostante, in Regione si
rallegrano: il patto di stabilità l'anno scorso è stato rispettato, la gestione
contabile è risultata in ordine, pure la spesa per il personale è calata. E se
non è riuscita a risparmiare i 52 milioni come imponevano i parametri dettati
dalla Finanziaria nazionale, può però vantare di aver ridotto altre voci di
spesa per oltre 89 milioni. Mauro Trapani, segretario regionale Bilancio e
Finanza, lo sottolinea: «La Corte dei conti lo scrive chiaramente: "un
miglioramento generale è stato comunque conseguito" ed è un miglioramento
del 117%». Tutto questo si legge nel "Referto sulla gestione finanziaria
della Regione Veneto" che la Corte dei conti ha inviato, come ogni anno,
al presidente del consiglio regionale Marino Finozzi. Solo che negli altri anni
la "relazione" veniva pubblicamente illustrata, a Palazzo Ferro Fini
arrivava il presidente della magistratura contabile Bruno Prota e toccava a
lui, alla presenza del governatore Giancarlo Galan e dei consiglieri, dire
com'era andata la gestione dell'ente. Quest'anno no. Niente discorsi, nessun
dibattito. Dal referto (che ha anche una appendice sulla sanità) emerge prima
di tutto che i risparmi sono ancora insufficienti a contenere i costi della politica. È vero: c'è stata la riduzione del 10 per cento
della indennità e degli emolumenti dei consiglieri, è stata soppressa
l'assistenza sanitaria integrativa, è stato abolito il contributo spese per i
funerali e alla fine il risparmio è stato di 880mila euro. C'era poi la norma
della Finanziaria (peraltro dichiarata illegittima dalla Consulta) che imponeva
di snellire i consigli di amministrazione nelle società partecipate: a fine
2008 solo Alemagna spa, Veneto Acque, Rovigo Expo, Edilvenezia e Veneto
Innovazione avevano ridotto i propri vertici. E anche l'obbligo di ridurre le
spese per il personale è stato parzialmente conseguito: in termini assoluti la
spesa per dipendenti e collaboratori è scesa del 3 per cento (147,3 milioni nel
2006, 142,9 nel 2007, con un risparmio di quasi 4 milioni e mezzo al netto
degli incrementi determinati dai rinnovi contrattuali), raggiunto tuttavia
grazie alla diminuzione dei costi del personale a tempo indeterminato (meno 4
per cento) e del personale impegnato in progetti obiettivo (meno 20 per cento).
In crescita invece la spesa per i co.co.co (contratti di collaborazione
continuata e continuativa), per il personale assunto con contratti a tempo
determinato e per il personale delle segreterie politiche. "Il forte
aumento della spesa per il lavoro flessibile - sottolinea la Corte dei Conti -
contraddice l'obiettivo di stabilizzazione del precariato" che la Regione
stessa si era data. Ma il giudizio finale è positivo. Sì, c'è un
"richiamo" per il ritardo nell'adozione del bilancio (venne approvato
il 1° febbraio 2007 e senza neanche un provvedimento di "copertura"
per l'esercizio provvisorio), ma la Corte dei Conti mette in evidenza la
solidità del bilancio veneto e il ritorno in attivo dei saldi della gestione di
competenze e dei residui, che mettono fine alla progressiva erosione
dell'avanzo di amministrazione riscontrato negli ultimi anni. Con le maggiori
entrate (18,27 miliardi che superano di quasi 100 milioni le spese) il
disavanzo reale si è ridotto passando dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84
milioni (coperti ricorrendo all'indebitamento), un deficit che - sottolinea il
referto - risulta ampiamente sostenibile perché inferiore alla capacità residua
teorica di indebitamento. L'esercizio finanziario 2007 si è quindi concluso con
un fondo cassa giudicato "ampiamente positivo" (1329 milioni di
fondo, rispetto ai 632 dell'anno precedente), nel rispetto del patto di
stabilità interno e degli equilibri di bilancio, grazie anche alla riduzione
degli impegni di spesa (meno 2,3 per cento) che si è concentrata soprattutto
nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il rimborso dei prestiti,
calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67 milioni del 2007). Alda
Vanzan
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Peem, guadagni solo
per chi l'amministra Venerdì 9 Gennaio 2009, Monselice (O.M.) «La Peem, Società
di pianificazione euganea Monselice-Este è stata definita un ente inutile dai
consiglieri di minoranza di Monselice. Invece il consiglio d'amministrazione
che presiedo - ha detto Andrea Princivalle - sta lavorando ad alcuni progetti:
locazione di tutti i locali della sede e progettazione del magazzino comunale
di Este». La società pubblica privata è stata istituita il 15 maggio
( da "Asca" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LIGURIA: GIUNTA
STANZIA 30 MLN PER OCCUPAZIONE ED ECONOMIA (ASCA) - Liguria, 9 gen - Trenta
milioni di euro per finanziare progetti a sostegno dell'occupazione e
dell'economia ligure valorizzando le peculiarita' produttive, culturali e
ambientali locali. Lo stanziamento, deciso dalla giunta regionale su proposta
del Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano
Costa e dell'Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, e' finanziato
in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo
regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento e' fare della realta'
locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralita' di
obiettivi quali l'occupazione, l'inserimento nel mercato del lavoro di
soggetti a rischio di esclusione sociale, la nascita di nuove realta'
imprenditoriali, l'emersione del sommerso, lo sviluppo della coesione e della
cooperazione sociale nel territorio, il consolidamento delle filiere
produttive, garantendo allo stesso tempo, la sostenibilita' ambientale ed il
rispetto delle tradizioni delle diverse comunita' territoriali. ''E' la prima
volta in Liguria e anche in Italia - dichiara il vicepresidente Massimiliano
Costa - che si inseriscono in un unico bando le risorse di due fondi europei
distinti per creare occasioni di sviluppo integrato per il territorio, ovvero
di promozione dell'occupazione e dell'impresa legata alla dimensione locale''.
In particolare con tale bando la Regione intende finanziare, sui due Programmi
Operativi FSE e FESR, progetti integrati per lo sviluppo del territorio
inseriti all'interno di piani di sviluppo locale promossi e realizzati,
attraverso un processo di concertazione con gli attori del territorio, da
Comuni (anche associati tra loro), Comunita' montane ed Enti parco. ''Si tratta
di un provvedimento importante - commenta l'assessore allo Sviluppo economico,
Renzo Guccinelli - sia in termini finanziari, ma anche per l'alto contenuto
strategico per l'economia della nostra regione''. res/mcc/alf (Asca)
( da "Asca" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
PERUGIA: COZZARI,
PROVINCIA VA DIFESA. CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 30 (ASCA) - Perugia, 9 gen - La
provincia, ente cerniera di raccordo sul territorio va difeso; non e' da
abolire; il 30 gennaio terremo un consiglio straordinario per difendere l'ente
come ci invita l'UPI. A titolo personale dico che ora c'e' tanta demagogia, va
molto di moda parlare di abolizione a causa dei costi della
politica che sono da altre
parti. Lo ha detto il presidente della provincia di Perugia, Giulio Cozzari
nella trazionale conferenza stampa di fine anno tenuta stamane nella sede di
Piazza Italia. Una panoramica a tutto campo: dall'anno Horribilis del 2008 che
ha visto l'inchiesta della procura della repubblica sugli appalti con
provvedimenti della magistratura nei confronti di alcuni dirigenti,
all'aumento delle competenze e delle attivita' passate all'ente, il numero dei
dipendenti (sono ad oggi 1098, con una pianta organica - ha spiegato Cozzari -
che dovrebbe essere di 1220 unita', quindi con un deficit di 120 unita' circa)
all'analisi dei 10 anni di attivita' di presidente, in un quadro politico
cambiato piu' di una volta, sino ai dati del bilancio, che vede un avanzo di
amministrazione di 5 milioni e 700 mila euro, ed un volume di investimenti per
27 mnl di euro, con 116 milioni di investimenti in tre anni, fino al 2010. Nel
documento contabile che andra' in discussione il 13 gennaio la Giunta prevede
di incrementare - e' detto in una nota - la quota destinata agli interventi nei
settori della viabilita', edilizia scolastica, ambiente e lago Trasimeno.
''Cio' nonostante i tagli alla finanza pubblica, al cattivo andamento delle
entrate proprie per effetto delle crisi economica e agli oneri derivanti dal
rinnovo del contratto di lavoro per i dipendenti; un mix che portera' una diminuzione
di 9 milioni di euro nelle casse dell'ente''. Formazione lavoro, attenzione a
sicurezza, giovani, donne svantaggiate, viabilita', grandi opere e
potenziamento della manutenzione, impegno per il solare, per l'ambiente,
progetti energia e consumi, la difesa della occupazione (finanziamenti ad
imprese per 68mnl di euro), sostegno attivita' produttive, polizia provinciale,
trasporti (25 milioni di contributi con una azione di razionalizzazione delle
aziende), ed ancora Pace e cooperazione, diritti umani, cultura, mostre
editoria, sono stati gli altri temi trattati nella conferenza di fine anno.
red/mcc/alf (Asca)
( da "Agi" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CORTE
CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8
gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di
controllo regionale della corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27
miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007". Grazie alle maggiori entrate il
disavanzo reale della Regione nel 2007 si quindi notevolmente ridotto passando
dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84 milioni (coperti ricorrendo
all'indebitamento), un deficit che risulta comunque ampiamente sostenibile
perche' inferiore alla capacita' residua teorica di indebitamento. L'esercizio
finanziario 2007 si e' quindi concluso con un fondo cassa giudicato
"ampiamente positivo" (1329 milioni, rispetto ai 632 dell'anno
precedente), nel rispetto del patto di stabilita' interno e degli equilibri di
bilancio, grazie anche alla riduzione degli impegni di spesa (- 2,3%) che si e'
concentrata soprattutto nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il
rimborso dei prestiti, calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67
milioni del 2007). Il referto della corte dei conti contiene inoltre una
verifica sullo stato dei servizi alla prima infanzia: negli ultimi sette anni
in Veneto i posti nei servizi educativi per i bambini 0-3 anni sono quasi
triplicati, passando da 8.813 del 2001 ai 26.299 del 2007, con un grado medio
di copertura del fabbisogno che supera il 19 per cento (con punte del 20,7 per
cento a Padova, del 25,7 per cento a Rovigo e del 22,4 per cento a Verona).
L'impegno di spesa per tali servizi nel triennio 2007-2009 supera i 35 milioni
di euro nel 2007, di cui 22,4 di fonte statale e 13 di cofinanziamento
regionale. "Apprezzabile e' l'obiettivo di potenziare l'offerta dei
servizi per la prima infanzia dal punto di vista quantitativo", scrivono i
giudici contabili, ma sono soprattutto l'aspetto qualitativo dell'offerta dei
servizi e il grado di integrazione tra i diversi enti territoriali a ottenere
il giudizio positivo della corte dei conti. Infine, come ogni anno, la
relazione della corte presenta una appendice dedicata all'indagine sulla
gestione della sanita' regionale, con approfondimenti specifici sul sistema dei
controlli interni e sul fenomeno della esternalizzazione dei servizi 318 nel
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
I CONTI Mancavano
12mila euro Un consiglio comunale a Mantova costa circa 4 mila euro a seduta.
Ognuno dei 40 consiglieri, infatti, percepisce un gettone
di presenza di 90 euro
lordi. Vanno, poi, aggiunte le spese per il personale della vigilanza e di
segreteria, oltre a quelle per l'energia elettrica. L'anno scorso in bilancio
erano previsti circa 120 mila euro: a causa delle tre sedute in più, si è
sforato di 12 mila euro. La prima del nuovo anno dovrebbe tenersi tra il
22 e il 26 gennaio: all'ordine del giorno le due mozioni presentate
dall'opposizione corredate da un minimo di otto firme per ottenere la
discussione in aula entro 20 giorni dalla richiesta inoltrata all'ufficio di
presidenza. Tosti gli argomenti: il piano parcheggi dell'opposizione
alternativo a quello della giunta (parcheggi in struttura in piazza Virgiliana,
piazza Filippini e nell'ex palazzo dell'agricoltura in piazza Martiri) e il
risanamento di petrolchimico e laghi. All'ordine del giorno figurerà anche la
nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti del Comune. «La data - tiene a
precisare Portini - non è ancora stata decisa perchè aspetto di incontrare il
sindaco e i capigruppo». Intanto, il 27 gennaio, al teatro Bibiena si terrà la
seduta congiunta dei consigli provinciale e comunale in occasione della «Giorno
della memoria».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Troppi consigli
comunali in città: la presidenza rimane al verde Per pagare le spese ricorre al
fondo di riserva dell'ente Trentuno sedute del consiglio comunale nel corso del
2008, tre in più rispetto a quelle del 2007. Un segnale di grande impegno e
dedizione da parte dei 40 consiglieri e della giunta, ma anche un aggravio di
costi per le casse comunali, tanto da rendere necessario il
ricorso al fondo di riserva dell'ente per liquidare i gettoni
di presenza e pagare il personale di supporto. E'
successo, infatti, che il capitolo del bilancio di previsione 2008 riservato al
consiglio comunale fosse stato tarato su 28 sedute, quelle tenutesi nel corso
del 2007, già superiore alla media degli anni precedenti che si aggirava sulle
25-26. Le tre in più effettuate quest'anno in dicembre per approvare il
bilancio di previsione 2009 hanno scombussolato piani e conti della presidenza
del consiglio comunale, trovatasi improvvisamente al verde. «Siamo stati
costretti a prelevare 12 mila euro dal fondo di riserva per coprire una spesa
imprevista - afferma il presidente del consiglio comunale Albino Portini -. A
farci andare fuori budget sono state le tre sedute di dicembre occorse per
approvare il bilancio di previsione. Nel 2008 abbiamo voluto accelerare e così
ci siamo trovati a sostenere a dicembre quei costi che solitamente rimandavamo
a febbraio-marzo dell'anno successivo. Mai è accaduto, nel mandato in corso e
forse anche prima, di approvare il bilancio prima di Natale». Ad onor del vero,
già con la giunta Burchiellaro si era verificata la circostanza dell'approvazione
di un bilancio di previsione entro la fine dell'esercizio precedente. Va,
inoltre, osservato che alcune sedute consiliari del 2008 sono state dedicate
esclusivamente alla discussione di mozioni e interrogazioni presentate dalla
minoranza (tante) e dalla maggioranza (poche), senza che all'ordine del giorno
vi fosse alcuna pratica amministrativa. Questa circostanza non ha mancato di
sollevare polemiche tra gli stessi partiti. «E' nell'essenza del consiglio
comunale - replica il presidente -, anche alla luce delle competenze sempre più
ridotte che ha, discutere anche di tematiche non strettamente amministrative».
Una buona notizia, però, Portini la dà: «Se abbiamo sforato il budget per le
sedute del consiglio comunale, abbiamo rispettato quello per le varie
commissioni consiliari». (Sa.Mor.)
( da "Trentino" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Consiglieri, da
martedì si timbra il cartellino Gettoni, via alle nuove regole. Pattini:
«Risultato minimo, legislatura difficile» Presentati i dati sull'attività 2008
Il presidente: «Chi governa deve poterlo fare senza la minaccia costante
dell'ostruzionismo è sempre più urgente un nuovo regolamento dell'aula» CHIARA
BERT TRENTO. Da martedì prossimo scattano in consiglio
comunale le nuove regole sui gettoni di presenza: 60 euro, anziché 120, per chi partecipa a meno della metà della
seduta. «I consiglieri dovranno strisciare il loro badge ogni volta che escono
dall'aula», anticipa il presidente Alberto Pattini. Che ieri ha presentato la
relazione sull'attività 2008 dell'aula: 56 sedute, 135 delibere approvate,
46 mozioni, 206 riunioni di commissione. Ma sui costi della politica Pattini è
severo: «Abbiamo portato a casa un risultato minimale». «Nonostante lo sforzo
fatto, anche da parte mia in prima persona attraverso il tavolo di lavoro
bipartisan - ha sottolineato ieri il presidente del consiglio - l'aula non è
riuscita ad approvare una riforma più compiuta, a partire da quella delle
commissioni». Quando l'accordo sembrava a portata di mano, Forza Italia ha
invece obiettato che l'entrata in vigore della riforma sarebbe dovuta slittare alla
nuova consigliatura. E così è stato. Per questa legislatura il taglio ai costi
della politica si è concretizzato in due provvedimenti che lo stesso presidente
definisce piuttosto miseri: il ticket per il parcheggio (prima gratis) di
assessori e consiglieri e il gettone dimezzato per i consiglieri che
partecipano a meno della metà della durata della seduta (di consiglio,
commissioni e consigli circoscrizionali). La modifica dello statuto è entrata
in vigore il 26 dicembre e la sua prima applicazione avverrà nelle tre sedute
di consiglio convocate da martedì a giovedì prossimo. «Lunedì i capigruppo
dovranno decidere come applicare la norma per evitare contestazioni - ha detto
ieri Pattini - per quanto mi riguarda i consiglieri dovranno strisciare il loro
cartellino di presenza ogni volta che si assentano
dall'aula». Questo permetterà, a fine serata, di conteggiare l'effettivo tempo
trascorso sui banchi. Affiancato dal segretario generale Maurizio Gaio e dalla
capoufficio Paola Calza, Pattini ha presentato a palazzo Thun la sua quarta
relazione da presidente sull'attività del consiglio. «Risultati più che
soddisfacenti», li ha definiti. Il consiglio si è riunito complessivamente 56
volte, una in meno del 2007, approvando 135 delibere (di cui 46 ordini del giorno
presentati dal consiglio), oltre a 13 sedute informative e monotematiche, tra
cui quelle sul caso Auto In, sul piano della mobilità, sul muro Cavit. Tra i
progetti approvati spiccano per importanza il nuovo sistema di raccolta dei
rifiuti porta a porta, il piano energetico, la variante della collina e quella
per opere pubbliche, l'avvio della riqualificazione di Trento Nord, la
trasformazione della Galleria Civica in fondazione, la fusione Trentino
Servizi-Dolomiti Energia. Non sono invece arrivati in porto la nuova società
Trentino Riscossioni, tema su cui le minoranze hanno costretto la giunta a fare
dietrofront. La legislatura è ormai agli sgoccioli: le elezioni si terranno
verosimilmente il 10 o il 17 maggio, ciò significa che il consiglio ha ancora due
mesi e mezzo per lavorare. «Speriamo che la campagna elettorale resti fuori
dall'aula», ha auspicato Pattini, che ha definito la legislatura in corso «la
più difficile degli ultimi 20-30 anni per la conflittualità accesa tra
maggioranza e opposizione». Il presidente ha ribadito l'urgenza di nuove regole
d'aula: «Chi governa deve poter governare, senza la spada di Damocle costante
dell'ostruzionismo. Dal '95 si dice che bisogna cambiare il regolamento, per
esperienza questo tema va affrontato all'inizio della consigliatura o non se ne
fa niente». E la difficoltà di approdare a una decisione appare evidente per
esempio anche nel caso della commissione statuto, che nel corso del 2008 si è
riunita ben 29 volte (seconda solo alla commissione urbanistica) e alla fine ha
sostanzialmente riproposto la riforma delle commissioni elaborata dalla
precedente commissione statuto. Solo tre invece le sedute della commissione
università (per l'audizione del presidente del consiglio degli studenti, del
direttore del Conservatorio e sulla Galleria Civica), numero che impone qualche
riflessione sull'esistenza stessa della commissione.
( da "Alto Adige" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il consigliere
forzista: una proposta unicamente demagogica di chi non ha
dignità Costi della politica, Pdl diviso Vezzali contro il disegno di legge presentato da
Minniti BOLZANO. Costi della politica, Pdl in disaccordo. Minniti lancia la sua proposta - ce n'è
un'altra dei Freiheitlichen, che metterà in crisi la Svp - di riduzione dei
compensi per i consiglieri provinciali, ma viene stroncato dal suo collega di
gruppo Maurizio Vezzali, oltre che da Roberto Fracchetti, dirigente di
An. "La proposta di ridurre le spese della politica,
in sé condivisibile come principio, non può essere invece accettata così come
formulata. Prescindendo dal voler ridurre le riunioni del consiglio alle sole ore
serali, che pare del tutto fuori luogo, non essendo funzionale ai lavori
dell'aula, si tratta di capire se i tagli proposti debbano colpire solo il
consiglio o anche gli esponenti di giunta», sottolinea Maurizio Vezzali (Pdl).
«Sul presupposto che la politica deve essere passione
e non speculazione, che chi si impegna non lo deve fare per rincorrere uno
stipendio diverso da quello che percepisce nella vita "civile",
perchè non riconoscere a chi vuole far politica, ma a
tutti, consiglieri e assessori, lo stesso medesimo stipendio che percepivano
prima di entrare in politica? Certo, diverse
situazioni e diversi impegni vanno diversamente valutati, magari con il
riconoscimento di piccole indennità aggiuntive per partecipazione a
commissioni, o per rivestire la carica di assessore», ancora Vezzali. Per
quest'ultimo «difficilmente però tali iniziative avranno seguito, e anche chi
le propone in questa forma, radicalizzandone i contenuti, ne deve essere
perfettamente a conoscenza. Una proposta quindi unicamente demagogica, che non
lava certamente l'onta della dignità persa». Il riferimento è alla nomina di
Minniti alla vicepresidenza del consiglio. "Il consigliere Mauro Minniti
sia il primo a dare il buon esempio rinunciando alla maggiorazione del suo, già
lauto stipendio, dovuta alla elezione a vicepresidente del consiglio
provinciale", dice Roberto Fracchetti, dirigente provinciale di An.
"Eletto a vicepresidente del consiglio provinciale tra mille polemiche, il
consigliere Minniti dimostri la sua buona fede, e non solo una buona dose di
demagogia, rinunciando alla maggiorazione dovuta all'incarico che adesso
ricopre", conclude Fracchetti.
( da "Stampa, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
QUARTIERICHISCI
(PRIMA): «MASSIMO TRE E CON UN BUDGET VERO» Parodi (Seconda):
"Circoscrizioni? Ne bastano due ma senza gettone" [FIRMA]ENRICO FERRARI
IMPERIA Per le Circoscrizioni imperiesi la sorte è segnata: entro la fine del
mandato della Giunta Sappa 2 andranno in pensione, in base alle disposizioni
della Finanziaria per i Comuni con un basso numero di abitanti (i residenti nel
capoluogo corrispondono a un quartiere di Milano). Ma i rappresentanti non si
rassegnano. Dice Diego Parodi (Pdl-An), vice presidente della Seconda, che
abbraccia il centro storico portorino e che ha incontrato grossi problemi
nell'assicurare il numero legale: «L'interrogativo non dovrebbe essere cosa
faranno ora i presidenti, alcuni dei quali veri e propri professionisti delle
circoscrizioni, con presidenze ultradecennali, ma dovrebbe essere: a chi si
rivolgeranno i cittadini per farsi cambiare la lampadina sotto casa, riparare
un marciapiede rotto, lamentarsi di una viabilità complicata? Chi farà da
cuscinetto fra istituzioni e abitanti? La mia proposta è di mantenere, a costo
zero, cioè senza alcun gettone o rimborso dal Comune, due consulte, una su
Oneglia e una su Porto Maurizio, che farebbero da tramite con i vari
assessorati, per risolvere problemi all'apparenza piccoli, ma fondamentali per
la qualità della vita. Invito sindaco e giunta a valutare questa eventualità».
Aggiunge Vittorio Chisci, consigliere della Prima, dove assicura il suo impegno
da 15 anni: «Si vogliono cancellare le Circoscrizioni perché esose e inutili? Niente di più sbagliato. Con il modico gettone annuo noi
consiglieri non ci paghiamo neppure un terzo delle telefonate per segnalare
inconvenienti, pericoli o situazioni di degrado. Con lo stipendio mensile di
un'onorevole ci manteniamo tutte le Circoscrizioni del Nord Italia per un anno.
In America un numero esiguo di politici gestisce un Paese molto più grande, in
Italia un marasma di partiti e onorevoli trova enormi difficoltà a gestore una
piccola nazione. Se davvero si vuole risparmiare si comincino a ridurre i
privilegi. I parlamentini per Imperia si potrebbero portare a tre (Porto,
Oneglia e frazioni), con un vero budget a disposizione».
( da "Arena, L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato 10 Gennaio
2009 NAZIONALE Pagina 2 Sulla giustizia un compromesso da non sprecare Mancino
è contrario alla separazione delle carriere tra pm e magistrato giudicante. Il
centrodestra potrebbe rinunciarvi per non creare una corporazione dei pubblici
ministeri con esiti imprevedibili. Nel resto del mondo i pm hanno una carriera
separata, ma rispondono al governo. Separati e autonomi, costituirebbero
fatalmente una casta non tranquillizzante. Basterebbe perciò irrigidire ancor
più di oggi la distinzione delle funzioni, magari specializzando i concorsi, ma
mantenendo un solo Csm. Difficile invece che il centrosinistra accetti una
maggiore valorizzazione dell'autonomia della polizia giudiziaria nella ricerca
della notizia di reato, ridimensionando i possibili abusi del pm. Resta il
problema delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una
riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle.
Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in
Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per
autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre
mesi e di cui è vietata la pubblicazione fino al termine dell'indagine
preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Corruzione e concussione
sono previste. Eliminarle, come vuole Berlusconi, sarebbe un errore. Il premier
è un uomo pratico: incassi la riforma e rinunci a un puntiglio che non giova
alla sua immagine.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
nazionale pag. 2
Sulla giustizia un compromesso da non sprecare Mancino è contrario alla
separazione delle carriere tra pm e magistrato giudicante. Il centrodestra
potrebbe rinunciarvi per non creare una corporazione dei pubblici ministeri con
esiti imprevedibili. Nel resto del mondo i pm hanno una carriera separata, ma
rispondono al governo. Separati e autonomi, costituirebbero fatalmente una
casta non tranquillizzante. Basterebbe perciò irrigidire ancor più di oggi la
distinzione delle funzioni, magari specializzando i concorsi, ma mantenendo un
solo Csm. Difficile invece che il centrosinistra accetti una maggiore
valorizzazione dell'autonomia della polizia giudiziaria nella ricerca della
notizia di reato, ridimensionando i possibili abusi del pm. Resta il problema delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma
insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle.
Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in
Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per
autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre
mesi e di cui è vietata la pubblicazione fino al termine dell'indagine
preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Corruzione e concussione
sono previste. Eliminarle, come vuole Berlusconi, sarebbe un errore. Il premier
è un uomo pratico: incassi la riforma e rinunci a un puntiglio che non giova
alla sua immagine.
( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Trenta milioniper il
rilanciodel territorio occupazione GENOVA. Trenta milioni di euro per finanziare
progetti a sostegno dell'occupazione e dell'economia ligure valorizzando le
peculiarità produttive, culturali e ambientali locali.Lo stanziamento, deciso
dalla giunta regionale su proposta del vicepresidente e
assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'assessore allo Sviluppo
economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale
europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). L'obiettivo è
partire dalle realtà locali per produrre occupazione: inserimento nel mercato
del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale, nascita di nuove
realtà imprenditoriali, emersione del sommerso, garantendo allo stesso tempo il
rispetto delle tradizioni delle diverse comunità territoriali. «E' la prima
volta in Liguria e anche in Italia - dice il vicepresidente Massimiliano Costa
- che si inseriscono in un unico bando le risorse di due fondi europei distinti
per creare occasioni di sviluppo legate alla dimensione locale». Il bando
regionale prevede 5 filiere "tematiche" strategiche per l'economia
ligurei: sviluppo sostenibile, occupazione nei settori ad alto contenuto di
ricerca e innovazione come l'hi-tech e le Tecnologie dell'informazione e
comunicazione (TIC), valorizzazione dell'entroterra sia da un punto di vista
turistico culturale che agroalimentare, potenziamento del sistema portuale con
particolare riferimento all'accrescimento delle competenze delle risorse umane.
Possono presentare progetti (con richiesta di finanziamento non inferiore a
750.000 euro e non superiore a 2.500.000 euro) i Comuni, anche in forma
associata, le Comunità montane e gli Enti Parco, dal 23 gennaio a fine marzo.
10/01/2009
( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 4 - Livorno
Lavorano di più e guadagnano meno Calano le spese per i gettoni:
nel 2008 un taglio del 16% sull'anno precedente Fra i sempre presenti anche
Vittori (Sd) e Cantù (Pd). Cannito: «Serve più velocità sugli atti di
iniziativa» GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. Quanto è costato il consiglio
comunale nel 2008? Circa il 16% in meno rispetto all'anno precedente, vale a
dire 211mila euro, contro i 249mila del 2007. Una percentuale di risparmio che
sale ancora di più se raffrontata al 2005 (-21,66%), anno record per la spesa
di gestione del consiglio. Il dato è stato diffuso ieri dal presidente del
consiglio Enrico Bianchi, che insieme ai suoi due vice Maristella Bottino e
Marco Cannito ha voluto fare un bilancio dell'attività di Palazzo Civico
nell'anno appena trascorso. «Nel corso di quest'anno - precisa Bottino -
abbiamo posto una particolare attenzione alla razionalizzazione dei costi». «La
cifra complessiva - prosegue la vicepresidente - può sembrare alta ma se viene
suddivisa per il numero dei consiglieri si nota che ad ogni consigliere
arrivano in tasca circa 5mila euro lordi l'anno. Una cifra con la quale
sicuramente nessuno si arricchisce». Basta osservare il
numero di gettoni di presenza erogati nell'anno (3786 contro 4279 del 2007) per dar conto
della razionalizzazione. «Come ufficio di presidenza - dicono i consiglieri -
abbiamo cercato soprattutto di incontrare molto più spesso i presidenti delle
varie commissioni consiliari per semplificare la macchina della sedute,
sfoltendo là dove era possibile». Il presidente Bianchi precisa che il gettone
di presenza per i consiglieri è il più basso in
Toscana ed è fermo a 55,77 euro dal 2006: «La Finanziaria di allora impose una
diminuzione del 10% rispetto al 2005, noi addirittura abbiamo diminuito
l'impegno con un risparmio del 22%». Ma l'incontro di ieri con i giornalisti è
servito anche per dare conto alla città di un clima tutt'altro che negativo nel
consiglio comunale. Al di là dei problemi legati al confronto politico che
spesso assume toni conflittuali, Bianchi e i suoi due vice hanno confermato che
il 2008 è stato un anno all'insegna di un'attività molto intensa. «In totale -
dice il presidente - abbiamo fatto 54 sedute di consiglio comunale che si
sommano alle 189 delle commissioni consiliari per un totale di 438 ore. Nel
complesso abbiamo trattato 201 argomenti prendendo 75 provvedimenti (atti e
delibere di giunta),
( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
TRA ROMA E LA
REGIONE Competenze delle Province, il Pdl ha due facce Premesso che la Toscana
è una delle poche regioni che non trasferì, nel 1994, le competenze alle
Province, se non ricordo male con l'astensione delle minoranze o con un no
formale delle medesime, la Regione ha modificato/integrato la L.R. n. 34/94, sui Consorzi di Bonifica nel mese di dicembre del 2008 lasciando
immodificate le competenze e i parametri di applicazione del tributo,
modificando solamente il compenso degli amministratori: eliminando il gettone
di presenza per i consiglieri
e lasciando il compenso per i presidenti equiparandolo a quello dei sindaci.
Il PdL ha espresso voto contrario motivandolo con la richiesta del passaggio
delle competenze alle Province. Dunque il PdL a Firenze vorrebbe incrementare
le materie di competenza delle Province, mentre a Roma il PdL nazionale propone
l'eliminazione delle stesse, facendone una bandiera per conseguire il consenso
dell'elettorato sensibile ai costi della politica. Quindi la struttura
regionale non segue la linea tracciata dal movimento a livello nazionale. Il
movimento, a livello locale, è gestito da queste persone che «fanno il bello e
il cattivo tempo», che preferiscono commissariare le strutture locali piuttosto
che affrontare i problemi. Questa è una delle motivazioni, oltre alla mancanza
di democrazia intera ecc. ecc., che da iscritto e militante mi ha portato ai
margini del movimento. Roberto Ruberti
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Provincia di
Cagliari Pagina 1021 sestu Fogne vecchie e allacci fatti male: ancora case
allagate dai liquami Sestu --> Scarichi fognari intasati in vari quartieri:
protestano i residenti soprattutto contro Abbanoa, ma dopo qualche intervento
d'emergenza con gli aspiratori, le fogne continuano ad andare in tilt. Colpa di
allacci malfatti, ma anche di condotte vecchie. Accade in via Carbonia, in via
Togliatti e nella centralissima via Cagliari, dove nei giorni scorsi (come a
Natale) alcune case sono state invase dai liquami. Ieri è arrivata la polemica
politica, dopo che il consigliere comunale Paolo Cau (Pdl)
ha pagato di tasca propria l'intervento di un'autopompa per liberare una casa
dai reflui maleodoranti. «L'amministrazione non è intervenuta», scrive Cau in
un'interrogazione, «così ho deciso di reinvestire i soldi ricevuti dei gettoni di presenza per chiedere
l'intervento di una ditta privata. Perché non è stato fatto nulla per
dare fogne nuove o riparare le vecchie?». Immediata la replica del sindaco.
«Stiamo mettendo riparo ad anni di incuria», assicura Aldo Pili, «con
interventi in vari quartieri: in parte anche sistemando decine di allacci
malfatti o manomessi. Per anni è stato consentito di fare di tutto». (fr. pi.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Siniscola-Torpé. Le
cartelle pazze del Consorzio di bonifica Acqua, processo vinto. Con salasso Il
giudice di pace dà ragione agli utenti ma carica le spese su di loro SERGIO SECCI
SINISCOLA. Cornuti e mazziati gli utenti che negli anni dal
( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA LIVORNO pag.
2 di MICHELA BERTI E? COSTATA 211.145euro l?attività del consigli... di MICHELA
BERTI E? COSTATA 211.145euro l?attività del consiglio comunale di Livorno nel
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ANCONA PRIMO PIANO
pag. 2 DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più
attesa degli ... DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è
la più attesa degli ultimi anni. Avere un sindaco indagato non fa certo piacere
a chi risiede nella città da lui amministrata, a maggior ragione se il reato
ipotizzato è la corruzione, condotta con la quale un
pubblico ufficiale in primis non dovrebbe mai avere a che fare. La
prescrizione, motivo per cui la procura della Repubblica ha chiesto
l?archiviazione del sindaco, nel diritto penale è l?istituto che risponde a un
principio di economia dei sistemi giudiziari in base al quale si rinuncia a
perseguire l?autore di un reato, quando dalla commissione dello stesso è
trascorso un periodo troppo lungo e di solito proporzionale alla gravità dello
stesso. Questo anche per evitare che la macchina giudiziaria continui a
impegnare (o a sprecare) risorse per reati commessi troppo tempo prima. In
sostanza vuole essere anche uno stimolo per un?azione penale più veloce ed
efficace. Nel caso di Sturani sono trascorsi sette anni e mezzo giusti giusti,
così come prevede la legge approvata nel 2005 e che ha dimezzato i tempi della
prescrizione per la corruzione. Quindi la partita
giudiziaria è chiusa. Il sindaco per la legge è innocente. Ora l?ultimo
ostacolo che Sturani dovrà superare è tutto politico: gli oppositori nel Pd e
quelli del centrodestra si accontenteranno o a loro avviso resterà una macchia
indelebile sulla figura politica?
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA SAN MARINO
pag. 21 CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione
con s... CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione
con servizi ed uffici pubblici, scorte ai portavalori... Sono solo alcuni dei
temi affrontati ieri dal Dipartimento di polizia che ha riunito i tre
comandanti delle forze dell?ordine su convocazione di Antonella Mularoni e
Valeria Ciavatta, rispettivamente Segretari di Stato per gli Affari esteri (da
cui dipendono gendarmeria e Guardia di Rocca) e e per gli Affari interni (a cui
fa capo la Polizia civile). La piaga dei furti non poteva non entrare nella
discussione. E non poteva cadere più a fagiolo visto che nella notte altri tre
furti si sono aggiunti alla lunga serie. I ladri prima hanno colpito al Rose?n
Bowl di Serravalle dove hanno asportate due casse dalla zona bar. Sono entrati
all?interno del locale da una porta laterale, hanno poi rovistato in alcune
macchinette cambia-monete e anche tentato di forzare un distributore di
sigarette ma senza riuscirvi. Entrambe le casse, insieme a scontrini e gettoni, sono state poi ritrovate dalla gendarmeria
abbandonate nel vicino Parco Lajala. Il bottino ammonta a circa 1.500 euro. Il
secondo furto è avvenuto a Dogana presso la palestra Dynamic. Qui hanno forzato
l?ingresso e una volta dentro hanno arraffato 90 euro che stavano in una
cassetta di sicurezza. Colpita infine la litografia situata nello stesso
stabile della palestra. Sono spariti due computer, due monitor e due stampanti,
oltre ad una cassaforte d?appoggio con all?interno soprattutto documenti. Un
pub, una palestra e una ditta in una notte. La risposta del Dipartimento di
polizia? Punta su un maggiore coordinamento delle forze dell?ordine. Come? Con
riunioni periodiche, una banca dati comune (che ora manca) l?interconnessione
delle rispettive centrali operative, la radiolocalizzazione delle pattuglie sul
territorio, la formazione comune e specialistica degli appartenenti ai corpi. E
all?Italia si chiederà di collaborare «per prevenire e combattere episodi di
criminalità all?interno dei nostri confini».
( da "Adige, L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Francesco Terreri
Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte Francesco Terreri Nel 2008
il Consiglio comunale si è riunito 56 volte. Le delibere approvate sono state
135, di cui 46 ordini del giorno. Nel 2007, quando si erano svolte 57 sedute,
le deliberazioni approvate erano state 184, di cui 90 mozioni. Il calo dipende
però anche dal rinvio, concordato tra maggioranza e opposizione, degli ordini del
giorno collegati al bilancio, che saranno trattati la prossima settimana. Altri
accordi tra il centrosinistra che governa e le minoranze non sono mancati, ma
questa consiliatura, secondo il presidente del Consiglio Alberto Pattini, è
stata la più conflittuale degli ultimi vent'anni. Anche perché «pochissimi
regolamenti in Italia come il nostro consentono una libertà così ampia di
ricorrere all'ostruzionismo». Le regole, quindi, andrebbero cambiate. Pattini
ha presentato ieri mattina, insieme al segretario comunale Maurizio Gaio e
all'Unità organizzativa autonoma del Consiglio, il bilancio dell'attività
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sabato
10 Gennaio 2009 Chiudi L'esasperazione del mordi e fuggi. In centro sono
quaranta i locali in cui si consuma il pranzo in pochi minuti. Poi ci sono i
bar coi precotti Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" Distributori
automatici non solo per caffè e bibite, ma anche per il ragù e i piselli
( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-10 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Finozzi sui costi della politica «La Corte
dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato» VENEZIA — Costi della politica, Marino Finozzi non fa sconti. Non ai
«colleghi» della giunta di palazzo Balbi, almeno. «I rilievi della Corte dei
Conti sulla gestione amministrativa della Regione? Toccano capitoli di spesa -
partecipazioni e premi ai direttori delle Asl - che cadono in capo alla
giunta», spara su due piedi il presidente del Consiglio Veneto, quasi a mettere
le mani avanti. Il contenimento della spesa pubblica regionale c'è stato, ma
non è in linea con gli obiettivi programmati (879 mila euro a fronte di 52
milioni previsti), dicono i magistrati contabili nell'annuale relazione sullo
stato delle finanze venete, resa nota due giorni fa. E indicano altri punti
dolenti. Non è stata recepita in pieno l'indicazione della Finanziaria 2007 di
un tetto di 5 componenti per i consigli d'amministrazione delle aziende a
partecipazione pubblica (al 23 ottobre 2008 solo 5 partecipate venete
rispettano il criterio)? Si è concesso un premio (13% dello stipendio) ai
direttori dell'Asl pur mancando il pieno conseguimento di tutti gli obiettivi.
Sono stati appaltati a privati 318 servizi connessi al sanitario: troppi,
secondo la Corte. Infine, esiste un problema generale nel bilancio della
Sanità: Asl tutte in passivo (Venezia e Rovigo coi disavanzi più ampi) a parte
Pieve di Soligo e Thiene. «Il Consiglio regionale ha ridotto del 10% gli
stipendi dei consiglieri e ha ridotto molte voci di spesa in capo al Consiglio
stesso», riparte il presidente Finozzi. Un esempio per tutti: «L'assicurazione
dei consiglieri. Fino a 2 anni fa era pagata per l'80% dal Consiglio, il resto
dal beneficiario della polizza. Abbiamo invertito la quota e il consigliere
paga di tasca propria l'80% del costo». E i premi ai direttori sanitari? Da
Marino Finozzi altra, piccola stoccata alla giunta Galan: «Come imprenditore -
risponde sarei portato a premiare chi dà risultati», o addio meritocrazia. Più
sfumata la posizione sui cda delle partecipate: «Abbiamo molte società con
amministratore unico, altre con più componenti che chiedono rappresentanza.
Bisogna procedere caso per caso, ma stiamo meglio della media italiana». La
Corte dei conti ha indicato nell'Asl 12 di Venezia, direttore Antonio Padoan,
tra quelle col maggior problema deficit. Il dg lagunare risponde, punto su
punto. Premi: «Metà dei dirigenti comunali di Venezia ha stipendio più alto di
quello del direttore dell'Asl, eppure non c'è dirigente di struttura pubblica
che abbia più responsabilità». Troppi servizi dati all'esterno? I rilievi dei
contabili soffrono di strabismo: «Non è stata fatta alcuna esternalizzazione
che non sia stata fatta in passato. E' una scelta degli anni '80, sviluppata in
tutta la pubblica amministrazione. La sanità - dice Padoan - è costosissima e
il pubblico, spesso, non ha le prestazioni economiche e di servizio del
privato». Bilancio dell'Asl 12: «Abbiamo un deficit strutturale costante, ma la
proiezione dello stesso è nei limiti indicati dalla regione. Che, d'altra
parte, ci dà obiettivi, strutture e fondi con cui operare, nel contesto di
contratti di lavoro nazionali». Come a dire, lo spazio per manovrare è poco.
Renato Piva
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
BUDRIO pag. 28 I
COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle
Li... I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle
Libertà. «Se l?associazione intercomunale Terre di Pianura ? attaccano gli
esponenti del Pdl ? spende ben 315.274 euro all?anno, quasi esclusivamente per
il proprio mantenimento, la Provincia faccia chiarezza sui bilanci di questi
organismi e su quali risorse vi dedica Palazzo Malvezzi». E? l?interpellanza
presentata dai consiglieri Luca Finotti, Giuseppe Sabbioni, Sergio Guidotti e
Marco Mainardi. Occorre «una riflessione circa i costi di tutti quegli
organismi non necessari. Creati con l?unico scopo di esercitare funzioni che
dovrebbero essere appannaggio della Provincia. Con questi inutili apparati si
moltiplicano solo poltrone e spese». L?esempio, per il Pdl, è l?associazione
Terre di Pianura (che raccoglie i Comuni di Baricella, Budrio, Granarolo,
Malalbergo, Minerbio e Molinella). Pronta la replica del sindaco di Granarolo e
presidente dell?associazione, Loretta Lambertini: «Nessun sindaco percepisce
compensi per la partecipazione a Terre di Pianura. Grazie all?associazione i 6
comuni aderenti hanno ottenuto benefici economici. Svolgendo insieme i servizi
si ottengono notevoli risparmi». Le fa eco il sindaco di Budrio Carlo Castelli:
«Terre di pianura è la conferma che le associazioni funzionano e dovrebbe
crescere fino a diventare vere e proprie unioni. I consiglieri del Popolo delle
libertà dovrebbero informarsi meglio e parlare con cognizione di causa». Matteo
Radogna
( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-10 num: - pag: 32 categoria:
REDAZIONALE Il decreto Assegni familiari estesi agli autonomi. Le indennità per
gli atipici finanziate anche dalle Regioni E spuntano i prepensionamenti per i
commercianti ROMA — Ritornano gli ammortizzatori sociali per i commercianti che
decidono di chiudere tre anni prima della pensione mentre è in arrivo per i precari
una cassa integrazione finanziata in parte con le risorse degli enti locali e
potenzialmente «variabile », fermo restando che l'assegno di base sarà uguale
per tutti. Così come verrà esteso anche ai lavoratori autonomi il beneficio
degli assegni familiari con un finanziamento di 350 milioni di euro. Con questi
tre emendamenti approvati ieri prosegue il cammino del decreto legge
anti-crisi. Entro oggi la commissione voterà il mandato ai relatori mentre il
provvedimento arriverà in aula (Camera) lunedì. Nel caso dei negozi, si tratta
del ripristino di una vecchia legge (la 207 del 1996), conosciuta come
«rottamazione » e che era scaduta dal gennaio del
( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sempre, la solita
Italia: la Lega presenta una proposta che potrebbe essere plausibile (si
possono chiedere 50 euro per il permesso di soggiorno, in altri Paesi europei
per pratiche analoghe chiedono molto di più) e una chiaramente vessatoria (i
10mila euro per la partita Iva). Si scatena, come da copione, l'ennesima,
sterile polemica. Intanto nelle città la situazione non cambia: gli stranieri
continuano ad arrivare, quasi tutti clandestini. Domanda: ma che fine ha fatto
il pacchetto sicurezza che prevedeva misure severe contro l'immigrazione
irregolare ? E' stato approvato, lo sappiamo tutti. Ma qualcuno lo sta
applicando? Quante sono, ad esempio, le case sequestrate a chi le ha affittate
a clandestini? Perchè non vengono fatti semplici controlli nei palazzi abitati
notoriamente da clandestini? Sì, è la solita Italia, retorica e alla fine
inconcludente. Passata l'emergenza, esaurito il clamore dei media generato da
un fatto di cronaca, tutto riprende come prima. Lo Stato torna ad essere
indolente, distratto, fatalista. E il fenomeno dell'immigrazione clandestina,
anziché recedere, aumenta; perché il tam-tam tra gli irregolari è implacabile e
l'Italia è considerata un Paese dove si rischia poco. E allora prima di pensare
a nuove misure, in teoria durissime, iniziamo ad attuare quelle esistenti. Non
dico tutte, ma almeno alcune, avvalendosi di una virtù infallibile: il buon
senso, con un pizzico di poco italica costanza. Scritto in società, Italia,
immigrazione 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Jan
09 Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina Sui mercati
finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama
faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine
l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo
articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010;
mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e
bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui
mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove
troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità
industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40%
da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito
italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno
tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni
economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito
dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni
statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che
l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero
insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in
una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli
sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare
un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una
polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini
McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa.
Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO:
il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina
sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve
nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli
di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un
movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America,
finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione,
notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09
"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono
rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato
Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già
stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane
età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni
che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale,
ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro
l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è
anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario.
Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano
la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri
grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire
esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia.
Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe
insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente,
immigrazione, islam Commenti ( 184 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà
l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George
Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di
essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia.
L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto
che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla
fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti,
perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire
contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra
Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che
Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti
verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a
Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro
nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale
e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque
della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si
dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia
di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre
vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha
ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio
oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere
ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di
Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei
subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario.
Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute
nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio,
pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard
e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs,
creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la
cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di
origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra
semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida
e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno
di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di
ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non
sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto.
Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia
breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in
funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento
migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e,
mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna
sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto
che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio,
per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di
Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata
alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto
affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita
apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e
men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi
con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina.
Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era
avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di
anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere
(e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche
attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli,
aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il
sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli
come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta
sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio?
Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (6 voti, il
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Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in
montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di
risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su
tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori.
Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce
nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto
anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche
tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009,
ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato
dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli
catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella
profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si
illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende
alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società,
economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 39 ) » (11 voti, il voto medio è:
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( da "Mattino, Il (Caserta)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'elezione di Piero
Cappello alla presidenza dell'Asi ha dato l'occasione al segretario provinciale
della Cisl, Carmine Crisci, per indicare le priorità che il consorzio dovrà
affrontare sin da subito: «Innanzitutto - ha spiegato Crisci - faccio i
migliori auguri a Cappello di buon lavoro. Tuttavia, così come avevamo fatto
anche con il suo predecessore, poniamo un interrogativo serio al neo
presidente. La priorità assoluta dell'Asi è il censimento di tutti i terreni
che sono stati affidati alle imprese e che non sono stati utilizzati. Bisogna capire
se l'Asi intende riappropriarsi di tali terreni o se li vuole lasciare nelle
mani degli imprenditori. L'esempio più evidente è l'area Impreco, dove solo il
venti per cento dei terreni è stato utilizzato». Il segretario provinciale
della Cisl, quindi, ha auspicato una forte inversione di tendenza nel ruolo che
l'Asi deve assumere: «L'Asi - ha aggiunto Crisci - può essere molto importante
per lo sviluppo del territorio. In questo periodo potrebbe disegnare un nuovo
piano proprio partendo da questi terreni affidati e non utilizzati, così come
prevede il suo stesso regolamento. Ci sono diverse aziende che vorrebbero
investire nelle nostre zone, ma non trovano la disponibilità dei suoli. Se l'Asi rinuncia a questa sua importante prerogativa di favorire lo
sviluppo, allora si riduce ad essere un carrozzone inutile, un centro d'affari
che serve solo a distribuire gettoni di presenza». L'ultimo pensiero di Crisci è rivolto alla Regione Campania:
«Abbiamo invitato la Regione ad approntare una legge, sul modello di quanto
avvenuto in Lombardia, che le consenta di espropriare i terreni delle
aziende dismesse. Si tratta di una soluzione che senza dubbio potrebbe
consentire di superare molti problemi e di creare vero sviluppo per il nostro
territorio». se.be.
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
RAFFAELE SCHIAVONE
Il regalo tanto atteso, e forse il più importante di uesto mercato di
riparazione, arriva per Bortolo Mutti proprio alla vigilia di quella che lui
stesso ha definito «la prima partita della rinascita», la sfida con il Bari di Antonio
Conte. Il dono glielo consegna a tarda sera Antonio Lombardi, anche se da
Palermo la notizia dell'avvenuta conclusione della trattativa in corso da
tempo, era trapelata già nel primo pomeriggio. Da ieri, Maurizio Ciaramitaro,
centrocampista dai piedi vellutati, è un granata a tutti gli effetti. Alla
fine, Lombardi è riuscito a spuntarla sul suo collega palermitano, Zamparini,
un duro che difficilmente la dà vinta agli altri. Bisogna solo definire un
dettaglio: il Palermo non vuole privarsi definitivamente del giocatore e darlo,
quindi, in prestito; Lombardi, d'accordo con il giocatore, vuole la metà del
cartellino, pronto a sborsare 500mila euro. Ventisette anni da compiere venerdì
prossimo, 26 presenze in serie A (tre delle quali in questa
prima parte della stagione con la squadra della sua città), Ciaramitaro vanta
una lunga esperienza nella cadetteria (ha giocato anche in C1, undici le
presenze) avendo indossato le maglie di Palermo, Livorno, Cesena e Chievo
mettendo insieme 140 gettoni e realizzando 15 reti. «La Salernitana vuole fare grandi
cose in serie B nonostante le difficoltà - ha spiegato Ciaramitaro - ha
insistito tanto e non mi interessa il fatto che abbia pochi punti in
classifica. Magari sarà difficile raggiungere subito la serie A ma è una città
calda come Palermo e l'ambiente mi affascina». Sconfitto l'assalto finale del
Brescia, Lombardi ha impreziosito il centrocampo granata con una «gemma» che
indubbiamente alza di molto il tasso tecnico del reparto centrale della
squadra. Già pronti i prossimi colpi del trio Lombardi-Murolo-Fabiani: i
terzini Del Prete e Fatic e una punta tra Moscardelli e Spinesi (a proposito,
da Cracoia è giunta una richiesta per Fava). In serata, Ambrogioni ha lasciato
il ritiro della squadra: ha rescisso il contratto con la società granata e si
accaserà con l'Arezzo, in C1. LA SFIDA ODIERNA - Oggi, però, c'è da pensare
alla sfida con i pugliesi in programma al San Nicola. Il campionato di serie B
riprende con la Salernitana che dopo il brillante inizio, è gradualmente
scivolata nella parte bassa della classifica. A Bari, Mutti garantisce
l'impiego di due nuovi arrivati, il difensore Cannarsa e il centrocampista
Coppola, mentre Ganci, ex di turno, partirà dalla panchina. L'organico, tra
squalifiche, infortuni e partenze, è a dir poco in emergenza. Ma il tecnico
bergamasco sembra fiducioso. Con ogni probabilità schiererà la squadra con un
modulo difensivista e accorto, un 4-1-4-1 che dovrebbe limitare gli spazi a una
squadra che ha portato di nuovo l'entusiasmo nel capoluogo pugliese. Mutti è
tentato anche dallo schierare una difesa a tre (Cannarsa-Fusco-Cardinale) con i
due esterni di centrocampo (Giampà e Russo o Marchese) pronti al rientro in
fase di non possesso palla. Un modulo di gioco provato negli allenamenti ma che
rappresenterebbe una soluzione inedita in campionato. Farlo a Bari contro una
squadra rafforzatasi ancor di più con l'arrivo di Lanzafame, potrebbe essere un
azzardo. Più sensato, quindi, schierare una difesa con Cannarsa e Russo (o
Marchese) terzini, Luca Fusco e Cardinale centrali. Il neo granata Coppola si
posizionerebbe a ridosso del centrocampo formato da Giampà, Soligo, Pestrin e
Scarpa. Ai due esterni, il compito anche di dare una mano in fase offensiva
all'unica punta, Turienzo. A partita in corso, potrebbe esserci, poi, l'esordio
in granata anche di Ganci.
( da "Sicilia, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
I
costi della politica e i rimborsiProvincia. La
commissione Bilancio denuncia la presunta disparità di trattamento coi colleghi
della Regione E' durata non più di un minuto l'azione di due rapinatori che
ieri pomeriggio hanno svaligiato la filiale di viale Teracati di Banca Nuova. I malviventi sono entrati
nell'istituto di credito spacciandosi per clienti e, una volta superato lo
sbarramento della cabina con il metal detector, hanno estratto il taglierino e
sotto la minaccia dell'arma hanno costretto gli impiegati a consegnare loro il
denaro. Arraffato il bottino, i due sono fuggiti pare a bordo di un'auto
parcheggiata a breve distanza, con un complice a bordo. I rapinatori, che erano
semicamuffati da un berretto con la visiera calata sul viso, sono però stati
ripresi dalle telecamere a circuito chiuso di cui è dotata la banca. Gli
investigatori della squadra mobile, pare già abbiano un'idea di dove cercare i
malviventi che sono stati traditi anche dal forte accento catanese. Oltre alle
riprese video, i poliziotti si possono avvalere anche delle testimonianze e
delle descrizioni dei due banditi, fatte dagli stessi impiegati. A supporto
delle indagini le testimonianze di alcuni passanti la cui attenzione è stata
attirata dalla velocità di uscita dall'istituto di credito dei due sconosciuti.
Da loro sarebbero venute precise indicazioni sul mezzo utilizzato per la fuga.
La rapina ha fruttato 7.000 euro. M. t. g.
( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Sempre, la solita
Italia: la Lega presenta una proposta che potrebbe essere plausibile (si
possono chiedere 50 euro per il permesso di soggiorno, in altri Paesi europei
per pratiche analoghe chiedono molto di più) e una chiaramente vessatoria (i
10mila euro per la partita Iva). Si scatena, come da copione, l'ennesima, sterile
polemica. Intanto nelle città la situazione non cambia: gli stranieri
continuano ad arrivare, quasi tutti clandestini. Domanda: ma che fine ha fatto
il pacchetto sicurezza che prevedeva misure severe contro l'immigrazione
irregolare ? E' stato approvato, lo sappiamo tutti. Ma qualcuno lo sta
applicando? Quante sono, ad esempio, le case sequestrate a chi le ha affittate
a clandestini? Perchè non vengono fatti semplici controlli nei palazzi abitati
notoriamente da clandestini? Sì, è la solita Italia, retorica e alla fine
inconcludente. Passata l'emergenza, esaurito il clamore dei media generato da
un fatto di cronaca, tutto riprende come prima. Lo Stato torna ad essere
indolente, distratto, fatalista. E il fenomeno dell'immigrazione clandestina,
anziché recedere, aumenta; perché il tam-tam tra gli irregolari è implacabile e
l'Italia è considerata un Paese dove si rischia poco. E allora prima di pensare
a nuove misure, in teoria durissime, iniziamo ad attuare quelle esistenti. Non
dico tutte, ma almeno alcune, avvalendosi di una virtù infallibile: il buon
senso, con un pizzico di poco italica costanza. Scritto in società, Italia,
immigrazione Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 08Jan 09 Ma chi pagherà i debiti di Obama? E
ora attenti alla Cina Sui mercati finanziari l'anno è iniziato nella speranza
che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per
rilanciare a breve termine l'economia americana rischia di essere molto alto,
come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e
oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo
del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E
tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità
dell'operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo
in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per
oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il
debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds
danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni.
Alcuni economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il
debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni
statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che
l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero
insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in
una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli
sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare
un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una
polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini
McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa.
Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO:
il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina
sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve
nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli
di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un
movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America,
finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione,
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"Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono
rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato
Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già
stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane
età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni
che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale,
ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro
l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è
anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario.
Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano
la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri
grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria
lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani
sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a
Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano
studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male).
Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo
rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi
sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire
esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia.
Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe
insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente,
immigrazione, islam Commenti ( 184 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un
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l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George
Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di
essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia.
L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto
che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla
fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti,
perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire
contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra
Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che
Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti
verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a
Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro
nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale
e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque
della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si
dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia
di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre
vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha
ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio
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ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di
Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei
subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario.
Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute
nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio,
pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard
e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs,
creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la
cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di
origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra
semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida
e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno
di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di
ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non
sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto.
Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare
esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve
vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia.
Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per
partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non
hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno
imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo
figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo
nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale.
Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle
vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare
vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta,
liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli.
In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver
provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e,
nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista.
Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi
quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare)
famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più
generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere
uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di
eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton
o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa.
Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società,
economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
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piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al
completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg
svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino:
le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la
crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi
dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per
il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il
rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi
effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche
dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un
meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda:
la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere
accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi
come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia
Commenti ( 39 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.27 su un massimo di 5) Loading
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( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'associazione
«FareVeneto» auspica inoltre la trasformazione della Provincia in ente di
secondo livello. Scettico Pavan (Anci): attenti ai campanili «Dieci maxicomuni
per ridurre i costi» Bottacin: «Troppi i 95 di oggi: così si risparmia su
segretari, giunte, consigli» Passare dagli attuali 95 Comuni trevigiani a 10
grandi città di 60 mila abitanti l'una, capoluogo compreso. Riducendo anche i
sindaci, ma soprattutto i consigli comunali, da
( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 5 - Pistoia
Primarie Pd I punti forti di Ciampi AGLIANA. Una cinquantina di persone hanno
partecipato alla cena di finanziamento per la campagna elettorale di Alberto
Ciampi per le primarie del 1 febbraio che definiranno il candidato a sindaco
del centro-sinistra per le elezioni amministrative di Agliana. La serata,
organizzata presso i locali del Packy Bar di Spedalino, è servita al giovane
candidato per evidenziare alcuni punti focali della sua campagna per le
primarie. «La mia - ha evidenziato - è una candidatura vera, cementata dalle
firme di circa metà dell'assemblea comunale del Pd e dal sostegno che
moltissime persone mi esprimono ogni giorno. E' una candidatura nuova, ma che
non nasce dal nulla: nuova perché ho 33 anni, e finora ho portato acqua al
mulino della politica aglianese con ruoli politici
importanti ma non di amministrazione, impegni che si portano avanti solo per
spirito di servizio: la mia candidatura non nasce dal nulla proprio perché è il
coronamento del percorso che ha portato alla creazione del Pd aglianese,
esperienza che ho condiviso e guidato da ultimo segretario Ds e primo
segretario del Partito democratico». «La fase che si apre per le
amministrazioni locali - ha commentato Ciampi - è molto difficile: nel futuro
prossimo da una parte aumenteranno le richieste ed i bisogni per i quali ci si
rivolgerà ai Comuni, dall'altra diminuiranno drasticamente le risorse a
disposizione degli enti locali. In questo contesto, le
tematiche caratterizzanti del mio impegno politico sono l'inclusione sociale
per uno stato sociale che sappia rispondere efficacemente alle domande di una
società in continuo mutamento, la riduzione dei costi della politica e della macchina
amministrativa, il contenimento delle spese, e quindi delle tariffe a carico
dei cittadini e lo sviluppo sostenibile, favorendo gli interventi di ristrutturazione,
incentivando la bioedilizia, il rinnovo delle caldaie, l'isolamento termico,
l'installazione di pannelli solari». Ciampi ha concluso spiegando che «se sarò
eletto sindaco questo impegno avrà la priorità su tutto, gli dedicherò tutto il
tempo necessario, ma non taglierò i ponti con tutto il resto». (m.b.)
( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 2 - Prato LE
IDEE NEL CASSETTO Queste alcune idee elaborate dal comitato che sostiene la
candidatura a sindaco di Massimo Carlesi. Meno assessori. I
costi della politica vanno
ridotti. Le risorse liberate potranno essere utilizzate per migliorare, ad
esempio, i servizi sociali. Verrà ridotto il numero degli assessori e i
componenti delle partecipate. Agenzia per lo sviluppo. Carlesi punta a creare
un'agenzia per lo sviluppo capace di attrarre a Prato capitali, idee e
iniziative imprenditoriali, dovrebbe essere finanziata con capitali pubblici e
privati. Infrastrutture. Occorre completare il sistema principale costituito
dalla Tangenziale e dalla Declassata mediante la realizzazione di tutti i
sottopassi previsti. Dovrà essere realizzata della prima linea tramviaria e
della interconnessione al sistema ferroviario nazionale e regionale, alla rete
bus e al sistema autostradale e della viabilità metropolitana. Piazza
Mercatale. L'idea è quella di tornare al progetto originario col parcheggio
interrato in via Arcivescovo Martini mantenendo l'attuale giardino con gli
alberi.
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
LODI pag. 5 «La
Provincia serve Ma basta sprechi» Angelo Mazzola,
consigliere di Forza Italia di LAURA DE BENEDETTI ? LODI ? L?ENTE PROVINCIA ha
una propria ragione d?esistere, la crisi economica deve essere però occasione «per
una coraggiosa riforma delle nostre istituzioni che azzeri gli sprechi e abbatta i costi della politica».
Angelo Mazzola, già sindaco di Graffignana e parlamentare, tra i sostenitori della
nascita della Provincia di Lodi, ha presentato in Consiglio, dove siede tra i
banchi dell?opposizione per Forza Italia, una documentata mozione
sull?importanza dell?ente territoriale che nasce da un confronto con altre
realtà europee, frutto di uno studio promosso dall?Assemblea generale delle
Province Italiane e presentato a Strasburgo a fine novembre. «ABOLENDO le
province non si ottiene nessun risparmio economico reale ? spiega Mazzola ?: è
la soppressione di una miriade di enti intermedi, non costituzionali e a
elezione o nomina non popolare che produce consistenti economie. Pur nella
profonda diversità degli assetti istituzionali e delle leggi elettorali emerge
infatti con chiarezza che in Europa l?ente intermedio di area vasta,
corrispondente alle nostre province, non solo conserva rilievo e dignità
costituzionale ma gode attualmente di rinnovata vitalità. Le funzioni
esercitate sono simili e attengono principalmente ai settori di welfare,
istruzione, sviluppo economico, ambiente, vaibilità, urbanistica e cultura, con
la sola eccezione della Germania dove tale ente ha competenze anche in tema di
sanità e gestione ospedaliera?. In Francia esistono oggi 22 regioni e 95
dipartimenti (corrispondenti alle nostre province) più 4 d?oltremare. In Spagna
ci sono 19 regioni, con potere legislativo, e 50 province. In Germania 16 stati
federali (le nostre regioni) con potere legislativo e ben 323 distretti
amministrativi (province). In Italia, com?è noto, le regioni sono 20, le
province 109. «Più in generale ? ribadisce l?ex deputato ? risulta che in tutta
l?Europa dei 27 esiste, oltre a quello regionale e comunale, un livello di
governo intermedio di area vasta. La Polonia ha ripristinato le province dopo
averle soppresse». Mantenere in vita le province, dunque, sostiene Mazzola, ma
senza tralasciare riforme coraggiose: «Gli eletti nelle istituzioni nazionali
(Parlamento e Governo), regionali, territoriali e locali secondo lo studio
possono scendere da
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA GROSSETO
pag. 5 NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del Comune di
Grosseto: enticin... NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del
Comune di Grosseto: enticinque, di cui quattro al 100%. Sostanziosi pure i
compensi (annui lordi) di alcuni dei presidenti. Tra le società partecipate al
cento per cento troviamo Il Terzo, presieduto da Massimo Menghetti che
percepisce 1.200 euro, vice Goliardo Orlandini e consigliere Massimo Frescucci che
percepiscono 300 euro di compenso lordo all?anno. Il collegio dei revisori è
composto da Paolo Priscindaro, Luciano Serra e Michele Agostini che vengono
pagati come da tariffario. San lorenzo servizi di cui è presidente Luca Merelli
che percepisce 12.000 euro annui, il vice Riccardo Vannozzi 10.000 e il
consigliere e amministratore delegato Romeo Banci 6.500. Per tutti sono
previsti anche 250 euro come gettone di presenza.
Grosseto parcheggi, al presidente Romano Lombardi vanno 6.000 euro e 3.00
ciascuno al vice Riccardo Vannozzi e al consigliere Giuseppe Paccaroni. E poi
c?è la nuova entrata Investia, presieduta da Giulio Balocchi, che percepisce
23.400 euro e 5.400 ciascuno per i due consiglieri Susanna Cruciani e Rosaria
Leuzzi. Società questa che non ha il direttore generale. Seguorno poi le
società con varie percentuali di compartecipazione al capitale. Seam (23,17%)
presieduta da Renzo Alessandri, suo vice Simone Anichini e consiglieri Giorgio
Cigliata, Mario gennari, Alessandro Matteini, Fabio Meini e Lupo Rattazzi. Per
tutti è previsto il gettone di presenza di 51,64 euro.
Rama (20,62%) con presidente Marco Simiani con un compenso di 26mila euro e
amministratore delegato Mauro Lombardo che percepisce 36.500 euro. 6.200 euro
ciascuno, invece, ai consiglieri Pier Paola Giannella e Paolo Menichetti e
Massimo Monti. Fimar (15,88%) presieduta da Saimo Biliotti che percepisce un
compenso di 3.000 euro, mentre per i conisglieri Mauro Ciani, Mirto Onofri,
Giovanni Casini, Leonardo Marras, Mario Salvestroni e Giulio Ciabatti un
gettone di presenza da 60 euro a partecipazione. Fidi
Toscana (0.006%) 40.000 euro al presidente Paolo Rafanelli, 10.000 al vice
Duilio Mannaioni e
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
VALLE DEL RUBICONE
pag. 14 di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell?opposizione contro la giunta di San
Maur... di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell?opposizione contro la giunta di San
Mauro Pascoli sul rosso di bilancio. Dice Gilberto Montemaggi, capogruppo della
lista di minoranza ?La Rondine?: «Quasi sette milioni di euro di debiti a fine
2008 sono decisamente troppi per un comune con circa 11mila abitanti e dovrà
pagare nel 2009 quasi 900mila euro di interessi e rate mutuo. Così per
pareggiare il conto, ciascun sammaurese dovrebbe pagare al comune circa 700
euro. Poi quella di San Mauro è un?amministrazione comunale che per rispettare
il patto di stabilità non paga i fornitori. E? questo è un fatto gravissimo».
MONTEMAGGI prosegue: «Il comune ha deciso di rimandare al 2009 i pagamenti di
lavori ultimamente per un totale di 150mila euro, assumendosi l?onere degli
interessi di mora. Non è certamente il modo giusto per amministrare. Poi, vista
la situazione di emergenza e l?ammontare enorme del debito comunale avevamo
chiesto nei mesi scorsi che tutti i consiglieri comunali, assessori e sindaco
in testa, al fine di pagare chi ha lavorato, senza lasciare debiti in sospeso,
di non ricevere più gettoni di presenza e compensi di
vario genere collegati con l?impegno politico-amministrativo in comune e
restituire quanto già percepito nel 2008». «ANCHE NOI ci stiamo. Così tutti
potremmo pagare i debiti che il comune ha fatto con le ditte e che non vuole
saldare per non sforare il patto di stabilità. Il prezzo di un malgoverno del
comune lo devono pagare gli amministratori e non i fornitori in un momento di
crisi come questo dove molte attività rischiano di chiudere. Se il sindaco
vuole potrebbe prendere esempio da qaulche comune della Valle del Rubicone con
gli amministratori che hanno dimezzato i debiti inziali senza svendere
immobili, aumentando i servizi e colpendo l?evasione. Quello che noi abbiamo
sempre sostenuto. Ma il sindaco non si degna neppure di risponderci». INFINE
Montemaggi ricorda che nel marzo 2007 lui e gli altri consiglieri di minoranza
avevano chiesto al comune di vendere le azioni Hera, anche se ora sono
svalutate di quasi il 50%, per risanare oltre metà dei vecchi debiti. Poi
destinare eventuali avanzi di amministrazione unicamente alla estinzione dei
mutui già sottoscritti in passato. Conclude il capogruppo di minoranza:
«Sarebbe bastato impiegare meglio in questi quasi cinque anni di malgoverno di
Miro Gori gli introiti derivanti da quasi mille nuovi alloggi costruiti a San
Mauro Pascoli. O almeno investire questi soldi in opere pubbliche come le
scuole che vede San Mauro fra i comuni più carenti di aule nel Rubicone a tutti
i livelli. In primis le scuole elementari dove per mettere i bambini hanno
dovuto eliminare laboratori e aula magna».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
FOLIGNO pag. 13 ?
FOLIGNO ? «DAL 2002 AD OGGI l?incremento del costo dell... ? FOLIGNO ? «DAL
2002 AD OGGI l?incremento del costo dell?acqua è stato dell?87 per cento». La
bordata, in controtendenza con quanto sempre affermato dall?Ato 3, secondo cui
«le nostre tariffe sono le più basse dell?Umbria», arriva da Stefania
Filipponi, che guida la lista civica «Impegno Civile, pronta a correre anche
per le prossime amministrative. «Quello che l?Ato 3 dimentica di dire ai
cittadini ? incalza la Filipponi ? è quali sono i costi che vengono inseriti in
tariffa. Oltretutto è ridicolo fare il paragone con territori che, seppur della
stessa regione, hanno minori risorse idriche e, quindi, costi maggiori. Due
conti: il canone di solidarietà che viene donato ai comuni (e di cui i
cittadini ignorano l?utilizzo) ammonta a circa 600 mila euro l?anno, 300 mila
euro riguardano il pagamento per l?illegittimo prelievo dalla sorgente
dell?Argentina effettuato dal Comune di Spoleto, che però viene spalmato su
tutti gli altri comuni, a 500 mila euro ammonta il canone per il funzionamento
dell?ATO. Già nel 2002 ? prosegue la Filipponi ? il Presidente di Vus aveva
evidenziato che il notevole fardello cui era sottoposta l?Azienda impediva la
possibilità di finanziare gli investimenti. E nel tempo la situazione è
peggiorata. Nei giorni scorsi è stata approvata, dall?assemblea consortile
dell?ATO Umbria 3, la bancabilità del piano d?ambito, che prevede investimenti
per 65 milioni di euro. Ebbene ? sostiene l?avvocato Filipponi ? non è vero
vero che tale decisione comporterà solo ?lievi ritocchi?, perchè nella
bolletta, dal 2002 ad oggi, l?aumento del costo dell?acqua è stato dell?87 per
cento. In verità si tratta di una operazione che favorisce le banche e
penalizza gli utenti». Rendere bancabile un piano, spiega la leader di Impegno
Civile, significa consentirne il finanziamento da parte di istituti di credito,
sulla base di un progetto e dei suoi flussi di cassa. Un piano è bancabile
quando gli introiti da tariffa (al netto di costi, spese e canoni) consentono
il rimborso delle somme che vengono erogate. «Ciò significa ? argomenta la
Filipponi ? che nel piano di ambito deve essere prevista in modo preciso la
tariffa che verrà applicata nell?intero periodo della concessione. E se, in
ipotesi, i consumi di acqua dovessero diminuire, la tariffa dovrà
necessariamente aumentare per far fronte agli impegni contrattualmente assunti
con la banca. Intanto, giusto per gradire, per verificare la finanziabilità del
piano, l?ATO
( da "Nuova Ferrara, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
L'INTERVENTO Qui ci vuole
una sterzata La novità Progetto per Ferrara e la sua partecipazione alle
prossime amministrative, ha riaperto il dibattito in città ed innescato un
processo virtuoso nella politica ferrarese. Certamente
nuova è la presentazione del suo programma, il solo oggi in campo, chiaro nelle
intenzioni e concreto negli obiettivi, in un contesto in cui sembrano prevalere
le tattiche elettorali e la spartizione delle poltrone. PpF concepisce la politica come servizio ai cittadini. Perciò si candida al
governo della città solo dopo aver dichiarato cosa intenda fare per Ferrara e
con quale sindaco. L'opposizione ha dato il via alla campagna pubblicitaria
stile Berlusconi, mentre PD e Tiziano Tagliani tacciono obiettivi, scelte e
soluzioni da dare ai problemi antichi e nuovi. Forse perché non sono in grado
di proporre alcun cambiamento. Vediamo per quali motivi, con alcuni esempi.
Nella gestione dei rifiuti hanno le mani legate. Non possono garantire, come fa
PpF, lo spegnimento dell'inceneritore di Cassana, dopo la completa
riorganizzazione del sistema: raccolta differenziata porta a porta, recupero e
riciclo dei rifiuti, impianti per la produzione di compost di qualità e
smaltimento del residuo secco indifferenziato, dopo trattamento meccanico
biologico. Non possono farlo semplicemente perché Hera non vuole! Ed avendo il
PD e Tagliani, nel 2005, svenduto alla multi utility bolognese, unitamente ad
Agea anche il potere decisionale in materia, solo un sindaco con le mani libere
dai partiti potrà modificare il rapporto con l'azienda, assai penalizzante per
i cittadini. Così in ambito sanitario Tagliani ed il PD chiuderanno il
Sant'Anna. Non sono nemmeno in grado di limitare i danni della scelta
sciagurata di Cona. Aggiungeranno un altro grave errore (la chiusura del Sant'Anna
sacrificato alla speculazione edilizia) al disastro di un cantiere eterno. PpF
vuole garantire ai ferraresi un ospedale in centro storico in grado di dare una
risposta efficace almeno all'emergenza, alla terapia intensiva ed alla
diagnostica. Chiudere il Sant'Anna, senza tali garanzie, sarebbe l'ennesima
ingiustizia regalata dal Palazzo ai cittadini. E ne farebbero le spese
soprattutto gli anziani e le loro famiglie. Il PD, infine, non ha nulla da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper
fare con Sateriale in merito a: riorganizzazione della macchina comunale, tagli
a sprechi, corruzione e clientelismo, ampliamento
dell'offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo
fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte. Per non
parlare del nulla fatto finora per la mobilità urbana, la valorizzazione del
centro storico, economia e lavoro, che sono al collasso! Il ballottaggio è
inevitabile. PpF è impegnato a costruire a Ferrara una alleanza con altre
civiche che condividano il progetto di cambiamento. Per la prima volta ai
cittadini ferraresi viene offerta una vera alternativa di governo. Valentino
Tavolazzi candidato sindaco di Progetto per Ferrara
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
FERRARA ECONOMIA E
POLITICA pag. 10 «IL BALLOTTAGGIO è inevitabile». Valentino Tavolazzi,
candidato a ... «IL BALLOTTAGGIO è inevitabile». Valentino Tavolazzi, candidato
a sindaco della lista civica ?Progetto per Ferrara?, non ha dubbi: «Siamo
impegnati a costruire un?alleanza con altre civiche che condividano il progetto
di cambiamento; per la prima volta ai ferraresi sarà offerta una vera
alternativa di governo». Alternativa anche rispetto a partiti e coalizioni, nei
cui confronti l?ex city manager è tutt?altro che tenero: «L?opposizione ha dato
il via ad una campagna pubblicitaria stile Berlusconi ? il riferimento ai
poster del ?descamisado? Giorgio Dragotto ? mentre il Pd e Tiziano Tagliani
tacciono obiettivi, scelte e soluzioni da dare ai problemi antichi e nuovi.
Forse perchè non sono in grado di proporre alcun cambiamento». Anche Tavolazzi,
come nei giorni scorsi il senatore di An-Pdl Alberto Balboni in un?ampia
intervista al ?Carlino?, calca il tasto della continuità tra Tagliani e
l?attuale amministrazione: «Nella gestione dei rifiuti ha le mani legate. Non
possono garantire, come fa Progetto per Ferrara, lo spegnimento
dell?inceneritore di Cassana, dopo la completa riorganizzazione del sistema:
raccolta differenziata porta a porta, recupero e riciclo rifiuti. Non possono
farlo semplicemente perché Hera non vuole! Avendo il Pd e Tagliani, nel 2005,
svenduto alla multi utility bolognese, unitamente ad Agea, anche il potere
decisionale, solo un sindaco con le mani libere dai partiti potrà modificare il
rapporto con l?azienda, penalizzante per i cittadini. Così in ambito sanitario.
Tagliani e il Pd non sono riusciti a limitare i danni della scelta sciagurata
di Cona, e aggiungeranno il grave errore della chiusura del Sant?Anna,
sacrificato alla speculazione edilizia, al disastro di un cantiere eterno». Per
il civico Tavolazzi «il Pd non ha nulla infine da aggiungere a quanto abbia già
dimostrato di saper fare con Sateriale sulla riorganizzazione della macchina
comunale, i tagli degli sprechi, la corruzione
e il clientelismo, ampliamento dell?offerta nidi, drastica riduzione delle
emissioni Turbogas, sterzata nella politica di
bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei
cittadini alle scelte. Per non parlare del nulla fatto finora per la mobilità
urbana, la valorizzazione del centro storico, l?economia e il lavoro».
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica 11 Gennaio
2009 Chiudi di THOMAS DELBIANCO Gerardo Coraducci, presidente del consiglio
comunale, quale bilancio si può fare dell'attività dell'assise pesarese nel
2008? «E' stato svolto un lavoro importante, con i numeri più alti di tutto il
quinquiennio: 36 sedute, 124 interrogazioni e interpellanze discusse, 43
mozioni e ordini del giorno e 148 atti deliberativi. Anche le commissioni hanno
avuto un'attività proficua con 162 riunioni». In più di un'occasione,
l'opposizione ha protestato perchè si è sentita poco considerata nell'aula
consiliare... «Dopo la vicenda dell'imbavagliamento, che a mio parere è stata
una forzatura, non si può dire che la minoranza non sia stata rispettata. E,
nel rispetto dei ruoli, hanno fatto la loro parte, ma più che altro un lavoro
istituzionale. Poi contano i numeri e la maggioranza deve dare risposte ai
cittadini». C'è chi dice che il consesso civico si sia ridotto ad un luogo
dove, più che altro, vengono ratificate decisioni prese in altri organi
istituzionali, Giunta e maggioranza su tutti... «Quando una delibera arriva in
consiglio, il più delle volte è già stata visionata e valutata, ma i
consiglieri hanno gli strumenti, come emendamenti e altro, per dare il proprio
contributo. E molte volte questo è avvenuto». Il dibattito sui tagli ai costi
della politica si è abbattuto, in particolar modo, sui consiglieri comunali, che hanno dovuto dire addio all'indennità per ritornare al
gettone di presenza, con
riduzioni notevoli sui compensi, oltre il 50%... «E' stata una legge del
Governo Prodi che non ho condiviso, l'indennità era più adatta al ruolo del consigliere,
che va svolto a 360° e richiede molto tempo». Si parlava anche della riduzione
del numero dei consiglieri... «In questo caso era stata avanzata una
proposta di legge che, per Pesaro, avrebbe ridotto il numero dei consiglieri da
( da "Giornale.it, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 10 del 2009-01-11
pagina 0 Berlusconi: "Riforma della giustizia? Spero con il Pd, altrimenti
da soli" di Alberto Taliani Il presidente del Consiglio: "Sono sicuro
che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se
possibile, con la maggioranza, se la sinistra non vorrà partecipare. Il piano
di riforma lo abbiamo chiaro". Sulle intercettazioni dice: "Non ho mai voluto vietarle per la corruzione". E su Malpensa assicura: "Nessuna preoccupazione
seria" Roccaraso (L'Aquila) - "Io non so se queste speranze, che sono
scritte sui giornali di oggi, possano trasformarsi in realtà, ma sono sicuro
che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile,
con la maggioranza, se la sinistra non vorrà partecipare. Il piano di
riforma lo abbiamo chiaro". Il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, torna sul tema della riforma della giustizia, un punto fermo
dell'azione del governo, e lo fa in collegamento telefonico con 'Neveazzurra',
la manifestazione politica d'inverno sulle nevi di
Roccaraso. E non chiude alla sinistra sull'ipotesi di una riforma condivisa. La
rifroma, assicura, si farà, mettendo su questo un punto fermo. Se condivisa
meglio se ci starà: altrimenti si fa avanti. Intercettazioni e corruzione "Vorrei precisare che alcuni giornali come
al solito sono imprecisi e hanno detto che io ho fatto marcia indietro per i
reati di corruzione: no, non ho mai pensato di vietare
questo strumento di indagine per un reato grave come la corruzione.
Io ho detto che non dovevano essere possibili le intercettazioni per tutti i
reati contro la pubblica amministrazione". Parole precise, sul tema delle
intercettazioni, queste del premier, che chiudono la porta a polemiche ed
attacchi strumentali lanciati dalla sinistra che ha cercato di trasformarle in
un cavallo di battaglia. Posizione anche su questo punto chiara come ha anche
ribadito il ministro della Giustizia Alfano in un'intervista a Repubblica: "I
reati contro la Pubblica amministrazione continueranno ad essere tra quelli
intercettabili. Il testo resterà quello uscito dal Consiglio dei
ministri", senza ulteriori interventi e "proprio quel testo include i
reati di corruzione e concussione". Alfano ha
spiegato che i sei punti indicati ieri da Fini nella lettera al Corriere non
sono una posizione "grigia", ma espressione pubblica e chiara
"sul metodo e sul merito della riforma". Nessuna divergenza dunque
tanto che il Guardasigilli precisa che nemmeno per Berlusconi vi sono
"dissonanze", ma "convergenza completa nel metodo e nel
merito". "Malpensa, nessuna preoccupazione Altro tema caldissimo,
quello di Alitalia e del futuro dell'aereoporto lombardo di Malpensa. "Non
c'é nessuna preoccupazione seria per Malpensa", lo scalo varesino
"avrà gli stessi flussi di passeggeri e forse anche di più", spiega
il premier. Messaggio rivolto a rassicurare la Lega e il "partito del
Nord", impegnato a difendere a spada tratta l'hub dal rischio di
declassamento. < Mentre per quel che riguarda il partner internazionale
della nuova Alitalia il premier dice: "Non credo che ci siano più i tempi
per l'inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata".
C'é stata una "profonda disonestà" nelle dichiarazioni "di alcuni
esponenti della sinistra" che ci hanno accusato di aver "addossato i
costi" dell'operazione Alitalia sugli italiani: "Non è assolutamente
vero perché Air France avrebbe acquistato a condizioni più negative per noi
rispetto a quello che è successo con i partner della nuova compagnia di
bandiera". "Air France - ha ricordato il premier - ha approvato un
accordo molto vantaggioso per Alitalia. Mentre Lufthansa non ha mai avanzato
proposte concrete e anche l'ultima lettera inviata a Colaninno parlava di un generico
interesse al mercato italiano, ma non c'era nessuna proposta concreta che
potesse essere messa sul tavolo accanto a quella di Air France". "E
nemmeno - ha aggiunto - una richiesta di termini per presentare una proposta.
La decisione è di nuova Alitalia e il governo non deve intromettersi".
"Crisi, gli italiani hanno capito il mio appello" Poi il presidente
del Consiglio torna sulla crisi economica e sull'appello ad essere ottimisti.
Appello che "é stato capito dagli italiani", tanto che "a Natale
e Capodanno i consumi per gli alimentari non sono stati affatto inferiori, ma
anzi maggiori". "Soltanto con l'ottimismo, con questo approccio
potremmo contenere gli effetti di questa crisi sui mercati", ribadisce.
"L'estensione temporale di questa crisi dipende da noi. Questa crisi
potrebbe anche non esserci. Dobbiamo avere paura solo che la paura si diffonda
troppo. Su stili di vita e abitudini, dobbiamo continuare come prima".
"Il Pdl sia irreprensibile" "Dobbiamo costruire le fondamenta
per questo nuovo soggetto politico per tutti i moderati italiani: stiamo
formando una classe dirigente giovane, preparata e soprattutto moralmente
irreprensibile che è la cosa che sta più a cuore a tutti noi". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Sicilia, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Impianto offshore a Butera
«Il Comune si pronunci» Serradifalco. Il segretario generale del Comune, la
dott.ssa Graziella Morreale, ha provveduto ad emettere il
provvedimento di liquidazione dei gettoni di presenza a favore dei consiglieri comunali. I gettoni
di presenza sono relativi alla loro partecipazione a
sedute consiliari e a sedute delle due commissioni consiliari di studio e
consultazione per l'intero anno
( da "Bollettino Università & Ricerca" del
11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Università "Cà
Foscari" Il metro della ricerca. La ricerca del metro Si terrà mercoledì
14 gennaio presso l'Auditorium S. Margherita ore 9.30, il convegno dal titolo
"Il metro della ricerca. La ricerca del metro", voluto dalla
Presidenza della Facoltà di Scienze, e che coinvolgerà tutte le forze
dell'Ateneo nella discussione sulla valutazione della ricerca. Il tema risulta
di particolare interesse ed attualità vista la recente approvazione della
riforma Gelmini che sottolinea come gli standard di qualità saranno un punto
fondamentale per il finanziamento degli atenei. Ca' Foscari vuole inserirsi nel
dibattito nazionale con una riflessione e un confronto delle forze al suo
interno per ribadire quanto sia urgente e importante arrivare a una seria
valutazione della ricerca che consenta poi una giusta ripartizione delle
risorse da parte dello stato. E' importante l'autovalutazione interna? E'
auspicabile avere un organismo esterno e indipendente che valuti i risultati
della ricerca a livello nazionale? Quali possono essere i parametri e gli
indicatori da utilizzare per valutare un prodotto scientifico, i suoi risultati
e il suo impatto? A queste domande si cercherà di rispondere attraverso gli
interventi dei Presidi delle Facoltà di Scienze (Paolo Cescon), di Economia
(Antonella Basso), di Lettere e Filosofia (Filippo Maria Carinci) e di Lingue e
Letterature Straniere (Alide Cagidemetrio), di Vendemiano Sartor, Assessore
alle politiche dell'Economia, della Ricerca, dello Sviluppo e dell'Innovazione
della Regione Veneto, di esperti della valutazione, del Presedente del Nucelo
di Valutazione dell'Ateneo, Maria Bergamin, del Prorettore alle politiche per
la Ricerca, Antonio Marcomini. Al convegno saranno inoltre presentati dei
modelli di valutazione sia per la ricerca scientifica, che per la ricerca
umanistica. L'Università Ca' Foscari si pone quindi come obiettivo quello di dare
un serio contributo al dibattito in corso e di
sensibilizzare il mondo accademico e scientifico sull'importanza sia della
valutazione dei progetti e del prodotto scientifico, sia dei ricercatori e
delle strutture, con la consapevolezza che le politiche dei finanziamenti
devono tener conto dei risultati della ricerca e che un ateneo che accetta la
valutazione è un ateneo più forte. BUR.IT 12.01.09
( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Doccia fredda sui
mega-Comuni Non piace l'idea di FareVeneto. Quarello: la legge c'è già Accorpare
i 95 Comuni della Marca in 10 aree urbane eliminando così 85 sindaci, giunte e
consigli comunali e trasformando gli attuali 95 municipi in esclusivi poli di
servizio per i cittadini. E far diventare le Province enti di secondo grado,
eliminando le elezioni per affidare ai sindaci la scelta dei componenti di
giunte e consigli provinciali, che riceverebbero solo gettoni
di presenza: la ricetta taglia-costi di FareVeneto,
associazione del Pd, non convince. O meglio: tutti sono d'accordo sulla necessità
di tagliare i costi della politica, ma seguendo altre strade. E non mancano le stoccate: lo stesso
segretario provinciale del Pd Enrico Quarello replica così a FareVeneto,
associazione formata da diversi esponenti dell'ala del Pd
anti-quarelliana: «Sono favorevole alla diminuzione dei Comuni - dice Quarello
- però vorrei ricordare a Diego Bottacin e Franco Zanata (due protagonisti
della proposta ndr) che esiste già una legge regionale, la 25 del 1992, che
permette simili fusioni. Non serve, come dicono loro, alcuna legge nazionale o
referendum. E infatti da quella legge è nato il Comune delle Due Carrare,
fusione di due municipi. Ma poi nessuno ha seguito quell'esempio. E quindi mi
chiedo: perché Zanata e Bottacin, quando era sindaco di Mogliano, non hanno
dato l'esempio fondendo Preganziol e Mogliano? Insomma: meglio puntare ai fatti
che limitarsi ai proclami, altrimenti si rischia il populismo». Molto scettico
Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, che preferisce sentir
parlare di riorganizzazione di certi servizi piuttosto che di fusioni in 10
mega-Comuni con una popolazione media di 60 mila residenti l'uno: «Perché
cancellare campanili, culture, appartenenze? Un abitante di un paese vuole
avere vicino il proprio sindaco, un consiglio comunale cui fare riferimento,
non bastano gli uffici municipali a fare una comunità. Gli sprechi
sono comunque altrove. Ce lo insegna anche un paese moderno come la Francia,
che ha 36 mila Comuni contro gli 8 mila dell'Italia. E poi per realizzare
quanto dice FareVeneto ci vuole una legge nazionale, il cammino è tutto in
salita». Anche qui, scatta l'affondo: «E poi - dice Muraro - mi stupisce che a
fare certe proposte sia gente come Bottacin: quando era sindaco di Mogliano ha
deliberato operazioni a suon di cemento come via Torni o come il Molius, un
disastro. Meglio stia zitto». Maria Gomierato, sindaco di Castelfranco, si
muove diversamente: «E' diventata una moda, quella di proporre le fusioni di
Comuni. Vedi anche Vittorio Veneto e Conegliano. Preferisco però esperienze
come l'intesa programmatica di area della Castellana, sette Comuni che insieme
pianificano le strategie sovracomunali, una operazione a costo zero ma molto
efficace». (a.z.)
( da "Alto Adige" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO DONNE/2 Il Cf
Alto Adige brinda pure in Coppa BOLZANO. Per il CF Alto Adige Vandoies, squadra
campione d'inverno nel campionato di serie B, le cose si mettono bene anche in
Coppa Italia. Nel primo appuntamento della seconda fase le altoatesine, ancora
imbattute in questa stagione, hanno superato con un rotondo
( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi Sette
Numero 009 pag. 1 del 12/1/2009 | Indietro Sobrietà in
regione ECONOMIA E POLITICA Di Marino Longoni Sorpresa: nelle leggi finanziarie
del 2009 non aumentano le tasse, si riduce la spesa pubblica e si destinano
fondi a famiglie e imprese Le imposte regionali non aumentano; ci sono concreti
tentativi di riduzione delle spese dell'apparato burocratico; si stanziano
risorse a favore dei ceti più deboli e delle piccole e medie imprese. Sono le
piccole sorprese delle Finanziarie regionali per il 2009. Se la crisi economica
sta mordendo a livello globale, sta anche facendo emergere il desiderio di
stili di vita più sobri, autentici, solidali. Lo si riscontra nei vari campi.
Anche in quello dei governi regionali. Ognuno a modo suo, ma tutte le leggi
finanziarie per il 2009 approvate dagli enti territoriali vanno nella direzione
di una maggiore moralizzazione della spesa pubblica. Non si tratta certamente
di interventi risolutivi delle difficoltà che famiglie e imprese stanno
affrontando. Le cifre in gioco sono tutto sommato modeste. Tuttavia, i segnali
sono interessanti: rari i casi di abbassamento delle
aliquote fiscali (salvo riduzioni piuttosto circoscritte in Piemonte, Toscana,
Veneto e Friuli Venezia Giulia); ma nessuno le ha alzate; molte regioni hanno
cercato di abbassare la spesa corrente e i costi della politica. Praticamente tutte hanno
aumentato le risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli della
popolazione e/o delle piccole e medie imprese: da un'integrazione al 50%
della social card ai prestiti agevolati alle imprese che assumono, dal fondo di
solidarietà per il pagamento dei mutui al sostegno alle famiglie disagiate,
dalla riduzione dell'Irap alle imprese che non licenziano (!) alla riduzione
del bollo auto per gli Euro 4 ed Euro 5, dal bonus riscaldamento per le
famiglie in difficoltà ai fondi a sostegno della competitività. Insomma, la
crisi economica sembra aver fatto da catalizzatore delle idee e delle energie
migliori. Non mancheranno certamente sprechi e
clientelismi, che emergeranno quando sarà possibile leggere con maggior
attenzione i testi e verificare l'applicazione concreta delle norme. Tuttavia,
non si può negare che un certo impegno per venire incontro alle esigenze del
paese concreto, questa volta, ci sia stato. Indipendentemente dal colore
politico della giunta. è bello anche darne atto.
( da "Centro, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
di Roberto
Raschiatore «Pronti a fare le riforme, con o senza il Pd» Roccaraso, Berlusconi
al telefono da Neveazzurra: con la Lega nessun contrasto «Intercettazioni
indispensabili per le indagini sulla corruzione»
ROCCARASO. Le riforme da fare, con o senza il Pd. Berlusconi si presenta così.
E conclude svelando il sogno di vedere giocare Beckham nel suo Milan impegnato
a Roma. Con una telefonata di 25 minuti che è quasi un monologo, il presidente
del consiglio chiude Neveazzurra, la manifestazione che ha inaugurato l'anno
politico del Partito della libertà. E' un Berlusconi a tutto campo quello che
si rivolge all'affollata platea che in religioso silenzio lo ascolta. Silvio
Berlusconi, che 24 ore prima era in Sardegna per l'apertura della campagna
elettorale del centrodestra, affronta più temi: giustizia, rapporti con la
Lega, Alitalia, crisi economica e calcio. L'arrivo del premier, lasciato in forse
fino all'ultimo, ufficialmente salta perché la nebbia sui monti avrebbe creato
problemi all'elicottero. Una spiegazione fornita dagli organizzatori. Come
l'anno scorso, basta una telefonata. Sul palco di Roccaraso, oltre a Sabatino
Aracu, ideatore di Neveazzurra, gli inviati di Tg1, Tg5 e Sky. Ognuno può
rivolgere un'unica domanda a Berlusconi. Sono le 12,03 quando si apre il
collegamento con Villa Belvedere Visconti di Mondrone, la settecentesca
residenza di Macherio (Milano) che ospita il presidente del consiglio. Nella
sala Spataro del municipio di Roccaraso, dove si sono dati appuntamento molti
rappresentanti del Pdl abruzzese, cala un pannello sul quale viene proiettata
l'immagine del premier. La telefonata comincia, Berlusconi saluta Aracu e snocciola
i problemi ereditati: «il debito pubblico più elevato, il gap sulle opere
pubbliche rispetto a Francia e Germania, i costi
dell'energia da record rispetto ad altri Paesi europei, l'evasione fiscale al
20%, i tempi della giustizia inaccettabili che allontanano le imprese che
vogliono investire». I SONDAGGI. «Le azioni per cambiare il Paese», riprende il
premier, «sono state percepite così bene che è salito l'apprezzamento degli
italiani per il governo. Per me l'apprezzamento è salito al 72,3%. I
cittadini hanno capito che non c'è un'alternativa al nostro governo. Sono
orgoglioso dell'armonia tra le forze politiche che lo compongono. Nella storia
della Repubblica nessuno ha fatto tante cose in così poco tempo». IL CASO-LEGA.
Arriva la domanda sugli alleati della Lega e sugli ultimi attriti nati dalla
bocciatura del governo alla tassa sui permessi di soggiorno proposta dal
Carroccio. «Le discussioni sono sempre esagerate e montate da certa stampa»,
attacca Berlusconi, «tutte le volte che ci troviamo di fronte a un problema
l'unico obiettivo resta il confronto. Il livello di affiatamento è molto
elevato. Le posizioni della Lega spesso sono volte a mantenere il consenso
elettorale in alcune zone del Nord. Ma ogni volta che ci sono decisioni
concrete da prendere emerge il buon senso di Bossi, Calderoli e Maroni. Domani
(oggi per chi legge, ndr) saremo a cena con Bossi per riprendere una
consolidata tradizione». GIUSTIZIA E RIFORMA. Poi è la volta del
tema-giustizia, che il giorno prima, sempre a Roccaraso, era stato al centro
del dibattito fra il ministro Angelino Alfano e l'esponente del centrosinistra
Luciano Violante. «Non so se le speranze espresse da Fini in questi ultimi
giorni possano trasformarsi in realtà», dichiara il presidente del consiglio,
«spero che stavolta faremo le riforme. Con la sinistra se sarà possibile, con
l'ampia maggioranza che abbiamo se la sinistra non vorrà partecipare. Gli
italiani attendono le riforme. Preciso che alcuni giornali, come al solito,
hanno scritto che Berlusconi ha fatto marcia indietro su corruzione
e intercettazioni telefoniche: no, non ho mai pensato di vietare questo
strumento di indagine per un reato grave come la corruzione,
ho detto che non erano possibili le intercettazioni per tutti i reati contro la
pubblica amministrazione». Le affermazioni di Berlusconi scatenano subito
polemiche. Per la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro «è il solito
spettacolo». E aggiunge: «Siamo disposti a un confronto. La sede della
discussione è il Parlamento». Il ministro della Giustizia ombra del Pd,
Lanfranco Tenaglia: «A Berlusconi che continua con diktat e ultimatum diciamo
che non è questo il sistema per arrivare ad un confronto serio e di merito. Il
metodo Fini è la base più utile per arrivare a una riforma davvero condivisa».
IL FUTURO DEL PDL. A Roccaraso si guarda anche agli scenari futuri in casa Pdl.
Per la prima volta Neveazzurra ha messo da parte i simboli Fi. «La nuova
formazione politica sarà composta da moderati e sarà
il pilastro fondamentale della nostra democrazia», afferma Berlusconi, «e
speriamo che questa sinistra possa diventare socialdemocratica, saremmo noi i
più contenti». ALITALIA E MALPENSA. «Non credo ci siano più i tempi per
l'inserimento di Lufthansa in una trattativa in fase molto avanzata tra Alitalia
e Air France», premette Berlusconi, «Air France ha approvato un accordo molto
vantaggioso per Alitalia ed è giusto che il Paese mantenga una propria
compagnia di bandiera. Non ci sono e non ci saranno costi da addossare agli
italiani: anche in questo c'è stata la disonestà di alcuni esponenti della
sinistra. L'aeroporto di Malpensa non verrà abbandonato perché c'è tutto
l'interesse, per la nuova Alitalia, di utilizzarlo per tutti i voli possibili.
Malpensa avrà gli stessi flussi di passeggeri e forse anche di più grazie
all'ampliamento alle altre compagnie straniere». L'INVITO ANTI-CRISI. Durante
il collegamento telefonico il presidente del consiglio torna a parlare anche di
crisi internazionale. Con un invito. «L'ottimismo deve continuare», aggiunge Berlusconi,
«solo con un approccio di questo genere è possibile contenere gli effetti della
crisi, la cui estensione temporale dipende da noi. Occorre continuare a
spendere e a investire, come prima. Una posizione condivisa dagli italiani già
a Natale e a Capodanno. Ho paura solamente che si diffonda troppa paura.
Capisco che si aspetti a cambiare l'auto, ma tutte le altre abitudini devono
continuare». IL SOGNO BECKHAM. La conclusione della telefonata, dopo 25 minuti,
è dedicata al calcio, con un messaggio per l'allenatore Carlo Ancelotti.
«Contro la Roma, in uno stadio come l'Olimpico, farei giocare David Beckham»,
sottolinea il proprietario del Milan, «può debuttare nel secondo tempo.
Manterrò l'interrogativo fino all'ultimo». LA CHIUSURA. I saluti finali di Berlusconi
chiudono la quinta edizione di Neveazzurra. «Permettetemi un augurio: che
ciascuno realizzi quest'anno sogni e desideri, per se, i propri cari e per il
nostro Paese. Nel
( da "Centro, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 11 - Cronaca
Malattia di D'Alfonso, è rottura tra Pd e Idv Del Vecchio replica alle accuse
di Costantini: rispetta la scelta del primo cittadino «Le sue esternazioni
servono a raccogliere consensi elettorali» PESCARA. La rottura tra Pd e Italia
dei valori si fa sempre di più insanabile. L'intervista pubblicata ieri dal
Centro a Carlo Costantini, in cui il deputato del partito di Di Pietro critica
duramente la scelta di D'Alfonso di presentare un certificato medico per
evitare il commissariamento della città, ha aperto un altro fronte di crisi tra
i due schieramenti. Ieri il consigliere, Enzo Del Vecchio, grande amico e
portavoce dell'ex sindaco, ha replicato al parlamentare con una lettera dai
contenuti pesantissimi. L'Italia dei valori sembra aver chiuso definitivamente
i rapporti con il Pd, con cui aveva stretto un'alleanza pochi mesi fa per le
elezioni regionali. Dopo l'uscita degli assessori dalla giunta comunale, Di
Pietro ha dichiarato che anche i suoi consiglieri sono pronti a lasciare la
maggioranza. La lettera di ieri dell'esponente del Pd, Enzo Del Vecchio, sembra
sancire definitivamente il divorzio tra i due alleati. Carlo Costantini ha
criticato non solo D'Alfonso, ma anche quei consiglieri che venerdì sera, in
aula, hanno ratificato l'impedimento permanente dell'ex sindaco con un
certificato medico, rimasto segreto. Ecco alcuni passaggi della lettera.
«Egregio onorevole» comincia «le parole che lei ha usato nei confronti di quei
consiglieri che hanno votato la delibera con la quale si è preso atto
dell'impedimento permanente dell'ex sindaco, sono quanto di più inaccettabile e
offensivo della dignità e dell'integrità morale di una persona che non le può
essere consentito». «La convinzione che ho maturato, prima di assumere quella
decisione» prosegue «risiede tutta nella democratica disposizione dell'articolo
53 del Testo unico degli enti locali che, in assenza di una concreta
delimitazione dei caratteri dell'istituto, si pone nella condizione di
assecondare la volontà del soggetto interessato». «In questa ottica» dice Del
Vecchio «ho espresso il mio legittimo e doveroso diritto di voto e non per
continuare a percepire qualche emolumento, come lei ha sgarbatamente e
sdegnosamente affermato». Il consigliere, poi, parla delle aree di risulta.
«Non puo sfuggirle, se non per un malevolo tornaconto politico» fa notare «che
quella procedura fu interrotta per un'intesa politica che mirava a perseguire
altre strade, anche per la intervenuta disponibilità finanziaria della Regione
circa le opere riguardanti la biblioteca-mediateca». I toni si fanno ancora più
duri: «...il mio comportamento, che credo dovrebbe conoscere bene avendo
condiviso con lei un certo impegno comune politico, è stato sempre di
correttezza e linearità, diversamente da quello suo per quanto riguarda alcune
importanti questioni. Quando si militava insieme nei Democratici, lei aveva una
visione sulle garanzie istituzionali degli individui che ci frapponevano già
allora alla visione giustizialista di Di Pietro, che lei oggi condivide
pienamente». «In più di un'occasione e sempre a seguito di
sue estemporanee esternazioni, tutte volte a raccogliere un utile, per lei,
consenso elettorale, senza badare troppo alle difficoltà altrui, sono stato
assalito dalla voglia di risponderle...» Infine, la firma: «Il consigliere con
gettone di presenza non
rubato». (a.ben.)
( da "marketpress.info" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì 12 Gennaio
2009 30 MILIONI DI EURO PER PIANI DI SVILUPPO LOCALE INTEGRATI FONDI FSE E FESR
INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE E NUOVE IMPRESE IN LIGURIA Genova, 12 Gennaio
2009 - Trenta milioni di euro per finanziare progetti a sostegno
dell´occupazione e dell´economia ligure valorizzando le peculiarità produttive,
culturali e ambientali locali. Lo stanziamento, deciso dalla giunta regionale
su proposta del Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano
Costa e dell´Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato
in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo
regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento è fare della realtà
locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralità di obiettivi
quali l´occupazione, l´inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a
rischio di esclusione sociale, la nascita di nuove realtà imprenditoriali,
l´emersione del sommerso, lo sviluppo della coesione e della cooperazione
sociale nel territorio, il consolidamento delle filiere produttive, garantendo
allo stesso tempo, la sostenibilità ambientale ed il rispetto delle tradizioni
delle diverse comunità territoriali. "E´ la prima volta in Liguria e anche
in Italia - dichiara il vicepresidente Massimiliano Costa - che si inseriscono
in un unico bando le risorse di due fondi europei distinti per creare occasioni
di sviluppo integrato per il territorio, ovvero di promozione dell´occupazione
e dell´impresa legata alla dimensione locale". In particolare con tale
bando la Regione intende finanziare, sui due Programmi Operativi Fse e Fesr,
progetti integrati per lo sviluppo del territorio inseriti all´interno di piani
di sviluppo locale promossi e realizzati, attraverso un processo di
concertazione con gli attori del territorio, da Comuni (anche associati tra
loro), Comunità montane ed Enti parco. "Si tratta di un provvedimento
importante - commenta l´assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli -
sia in termini finanziari, ma anche per l´alto contenuto strategico per
l´economia della nostra regione, caratterizzata come è noto da piccole e medie
imprese fortemente radicate sul territorio ma che molte volte restano isolate.
Con questo intervento puntiamo a far emergere le specificità dell´economia
ligure e a rafforzare il tessuto connettivo delle imprese locali". Il
bando regionale prevede 5 filiere "tematiche" che sono strategiche
per l´economia ligure su cui organizzare i progetti: sviluppo sostenibile,
occupazione nei settori ad alto contenuto di ricerca e innovazione come
l´hi-tech e le Tecnologie dell´informazione e comunicazione (Tic),
valorizzazione dell´entroterra sia da un punto di vista turistico culturale che
agroalimentare, potenziamento del sistema portuale con particolare riferimento
all´accrescimento delle competenze delle risorse umane. L´ultima filiera è
trasversale alle altre e mira a premiare i progetti che prevedono l´occupazione
di categorie svantaggiate e il coinvolgimento dell´impresa sociale e del Terzo
settore. "Con quest´ultima filiera - spiega Costa - vogliamo dare un
segnale importante valorizzando un mondo, come quello del Terzo settore, che
crea davvero un valore aggiunto economico e sociale per la nostra comunità".
Particolare attenzione sarà rivolta a quei progetti che prevedono creazioni di
imprese da spin off accademici o industriali, per quelle imprese promosse da
giovani o con prevalente partecipazione femminile, oltre a quelle con elevato
contenuto tecnologico e basso impatto ambientale. Possono presentare progetti i
Comuni, anche in forma associata, le Comunità montane e gli Enti Parco, in un
periodo di 60 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione di un estratto
dell´avviso sui quotidiani. Si prevede che tale pubblicazione avverrà entro il
prossimo 23 gennaio, per cui la scadenza sarà intorno a fine marzo. Per
l´attuazione del bando è disponibile la cifra complessiva di 15. 000. 000 di
euro a valere sul Fondo sociale europeo e 15. 000. 000 di euro dal Fondo europeo
di sviluppo regionale, ripartite su diversi assi e su diverse linee di
finanziamento. Potranno essere presentati piani con richiesta di finanziamento
non inferiore a 750. 000 euro e non superiore a 2. 500. 000 euro. .
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( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore del lunedì
sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2009-01-12 - pag: 35 autore: In vigore.
Taglio del 30% nella «busta» dei sindaci Al via le indennità leggere per chi ha
sforato il Patto Patrizia Ruffini Il taglio del 30% delle indennità degli
amministratori che non hanno rispettato il Patto di
stabilitàèoperativodal1Úgennaio
( da "Tempo, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa Comune
«Cialente non riesce ad abbattere i costi della politica»
Paola Morelli «Manca la volontà politica di
riorganizzare la macchina comunale». La considerazione arriva da Sergio Iovenitti
che, ripercorrendo i primi due anni della Giunta Cialente, li definisce senza
mezzi termini "persi". La dura critica riguarda i
costi della politica a
palazzo Margherita che, dopo una campagna elettorale basata su una loro
drastica diminuzione, sembrerebbero rimasti invariati se non aumentati. Una
delle promesse più eclatanti non mantenute riguarda la riduzione dei componenti
dei Consigli di amministrazione, che da cinque sarebbero dovuti diventare tre,
e la ristrutturazione delle società partecipate. Iovenitti vorrebbe anche
spiegazioni su un'ispezione ministeriale che avrebbe mosso rilievi sui 700 mila
euro del fondo di produttività dei dirigenti. «Il cambiamento è durato un
attimo, poi la casta ha ripreso il sopravvento», afferma Iovenitti citando il
caso dell'ex vicesindaco Angelo Bonura che, dopo essere stato fatto fuori dalla
Giunta, è stato sistemato nel Cda della Gran Sasso Acqua per 30 mila euro
annui.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
POLITICA
12-01-2009 Politica GOVERNO IL CAVALIERE SULLE INTERCETTAZIONI: «NESSUNA
RETROMARCIA. NON HO MAI VOLUTO ESCLUDERE I REATI DI CORRUZIONE» Berlusconi:
«Riforme con o senza Pd» Il premier difende Air France. L'affondo di Letizia
Moratti: perché i debiti di Alitalia ricadono sui cittadini? ROCCARASO (L'AQUILA) Federico
Garimberti II Con o senza l'opposizione la riforma della giustizia si farà.
Parola di Silvio Berlusconi che non sembra credere molto alla possibilità di
arrivare a un compromesso con il centrosinistra, ma promette che questo non
fermerà la maggioranza che «ha i numeri » per rinnovare un sistema giudiziario
che «allontana le imprese straniere» per le sue «inaccettabili lentezze». In
collegamento telefonico da Milano con «Neveazzurra» la tradizionale
manifestazione di FI-Pdl organizzata dall'azzurro Sabatino Aracu a Roccaraso il
presidente del Consiglio parte con un lungo elenco delle cose fatte dal suo
governo ad oggi. Un'azione, sottolinea, che gli italiani hanno «percepito
bene», come dimostrano i sondaggi sul suo gradimento stabili «intorno al
72,3%». Sul palco, c'è Renato Brunetta. Berlusconi ne elogia l'attivismo, gli
sforzi per ammodernare una Pubblica amministrazione «pletorica e costosa». Ma
il suo plauso va all'intero governo che «sta lavorando seriamente per risolvere
i tanti problemi ereditati dal passato». Fra i mali dell'Italia, il premier
cita il debito pubblico, il gap infrastrutturale, l'elevato costo dell'energia,
l'evasione fiscale e, appunto, «un sistema giudiziario che allontana molte
aziende straniere perchè i tempi della giustizia sono inaccettabili». Ed è proprio
per questo che il governo andrà avanti comunque sulla riforma della giustizia,
anche a colpi di maggioranza. «Non so se queste speranze di cui parlano oggi i
giornali possano trasformarsi in realtà», premette cauto il Cavaliere. Quel che
è certo, aggiunge, «è che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la
sinistra se possibile, con i numeri di cui dispone la maggioranza se la
sinistra non vorrà partecipare». Del resto, prose- gue, «il piano di riforma lo
abbiamo chiaro» in testa ed è «una cosa che tutti gli italiani attendono ».
Nemmeno i distinguo all'interno della maggioranza sembrano impensierirlo. Sulla
riforma delle intercettazioni, ad esempio, nega di aver fatto alcuna
retromarcia, accusando semmai i giornali di disinformazione: «Non ho mai
pensato di vietare questo strumento di indagine per un reato grave come la corruzione». Nessuna frizione nella maggioranza, dunque,
secondo Berlusconi: «Le discussioni sono sempre esagerate sui giornali. Nel
governo c'è un'atmosfera molto, molto amichevole». Ed anche con la Lega,
nonostante le frizioni su Malpensa e sulla tassa per gli immigrati, i rapporti
sono ottimi: «La Lega è sempre molto attenta al consenso elettorale, ma tutte
le volte emerge il grande buonsenso di Umberto Bossi». Forse anche per questo,
Berlusconi ci tiene a precisare che Malpensa non sarà danneggiata dall'accordo
con Air France (visto che per Lufthansa «non credo ci sia più tempo»): lo scalo
varesino, assicura anzi il premier, grazie alla liberalizzazione degli hub avrà
un maggiore flusso passeggeri. Un'indiretta risposta a quanto affermato dal
sindaco di Milano Letizia Moratti che aveva chiesto più tempo per valutare la
proposta di Lufthansa e che aveva detto. «Se si tratta di una compagnia privata
non si capisce perché i debiti sono finiti a carico dei cittadini». C'è tempo
per un accenno alla crisi economica. Il premier sostiene che gli italiani hanno
«capito » i suoi ripetuti appelli all'ottimismo e i dati sulle vendite dei
prodotti alimentari durante le feste stanno lì, spiega, a dimostrarlo. Il
Cavaliere fa anche un accenno al futuro partito unico dei moderati,
sottolineando che con il Popolo della Libertà si sta formando una «classe
dirigente giovane, preparata e soprattutto moralmente irreprensibile». Il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi insiste sulla riforma della
giustizia e mette in guardia il Pd.
( da "Giornale di Brescia" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 12/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE DISAGI CONTINUI I malvezzi di chi
frequenta via Malvezzi nChiediamo ospitalità sul suo giornale per denunciare
una situazione ormai al collasso di una strada del centro della città: via
Malvezzi. Cassonetti sempre debordanti di immondizia, sacchetti abbandonati,
materassi, divani abiti smessi, culle, letti, televisori rotti, computer,
Spesso i cassonetti sono pieni di cartoni da imballo lasciati da qualche
negoziante vicino. Disseminate lungo la strada bottiglie rotte, lattine,
sportine di plastica. I paletti a difesa del pedone divelti e non più
posizionati nonostante le ripetute richieste. I muri sono divenuti orinatoi a
cielo aperto; escrementi di cane abbandonati dai proprietari degli animali.
Auto parcheggiate davanti alle uscite di sicurezza del Pam. Insomma incuria e
sporcizia in ogni dove e per completare questo quadro l'inquinamento acustico e
dell'aria di mezzi pesanti adibiti all'approvvigionamento del Supermercato Pam
che, dalle ore 6, tutti i giorni feriali dell'anno, arrivano e stazionano con
il motore acceso. Per non parlare del rumore assordante dei carrelli in ferro
utilizzato per lo scarico delle merci al Pam, nonché dei liquami maleodoranti e
rimasugli di verdura, carne e pesce caduti durante il trasporto dal camioncino
dello stoccaggio delle stessi e lasciati bellamente sul selciato (si immagini
l'odore in estate!). Questa è dunque la vivibilità di una via del centro
storico a due passi dal salotto buono della città? Questa è qualità della vita?
Forse che gli abitanti di via Malvezzi non sono cittadini che pagano le tasse?
Forse che gli abitanti di via Malvezzi sono cittadini di serie B? Chiediamo a
chi di competenza di intervenire urgentemente per sanare una situazione di
degrado ai limiti della vergogna. Alcuni residenti di via Malvezzi Brescia
DECENTRAMENTO/1 Circoscrizioni inutili a Brescia nHo seguito negli ultimi
giorni il dibattito apertosi sul tema delle Circoscrizioni dopo le dimissioni
di Ennio Garzetti da presidente della Est. L'Associazione Civica Brescia che
propone l'abolizione totale delle Circoscrizioni, il vice sindaco che addossa
la responsabilità alla riforma varata dall'ex assessore Bragaglio il quale, a
sua volta, contrattacca accusando la giunta di centrodestra di non aver messo
mano alla sua attuazione. Personalmente è dalla loro istituzione (anno 1978)
che sostengo l'inutilità delle Circoscrizioni nelle città dalle medie
dimensioni come Brescia. Quindi mi dovrei sentire soddisfatto che questa mia
«storica» convinzione trovi altri seguaci, ma faccio fatica a rallegrarmi
pensando a quanto è costato questo decentramento, soprattutto nell'ultimo
decennio, rapportato agli scarsi risultati positivi ascrivibili direttamente
all'operato delle Circoscrizioni, cioè quelli che senza di esse non avrebbero
trovato attuazione. Questo non vuole essere uno svilimento del grande impegno
che molti presidenti e consiglieri di circoscrizione, che personalmente conosco
e stimo, hanno con grande dedizione profuso. La mia posizione partiva proprio
dai contenuti della legge istitutiva che per le Circoscrizioni prevedeva il
duplice ruolo di decentramento amministrativo e di promozione della partecipazione
dei cittadini. Il decentramento amministrativo con poteri decisionali e di
gestione sono non solo utili, ma necessari a metropoli quali Milano, Roma,
Torino. Nelle piccole e medie città rischia invece di tramutarsi in un
appesantimento burocratico ed in una frammentazione dell'azione amministrativa
assolutamente deleteria. La partecipazione, d'altro canto, non è una cosa
realizzabile da una realtà istituzionale come le Circoscrizioni; al massimo la
possono stimolare e supportare, ma la partecipazione, per essere tale, deve
nascere dal basso, dalle realtà della società civile che liberamente si
rapportano con le istituzioni. Quindi i costi per la struttura, per i compensi
ai presidenti e per i gettoni di presenza ai
consiglieri sono assolutamente ingiustificati rispetto ai ruoli che le
Circoscrizioni possono svolgere in una città come Brescia. Un'altra cosa sono i
servizi decentrati che vanno benissimo e sono apprezzati dai cittadini, ma che
sono totalmente sganciabili dalla Circoscrizione in quanto istituzione. Il
Governo Prodi, se non ricordo male, ha reso tale livello istituzionale
facoltativo al di sotto dei 250mila abitanti avallando in tal modo l'idea della
loro scarsa utilità a quelle dimensioni di città. Devo dire di avere apprezzato
le motivazioni addotte dal sig. Garzetti, a giustificazione delle sue
dimissioni, che riconoscevano l'onerosità economica delle Circoscrizioni a
fronte della loro sostanziale inefficacia. Il fatto è che
in Italia, dei costi della politica si parla solo a corrente alternata e solo quando parlarne è
strumentale ad altri fini politici e non per affrontare seriamente il problema.
Ricordate quando a ridosso della campagna elettorale si parlava di abolizione
delle province e delle Comunità montane? Qualcuno ne parla ancora?
Nessuno! Anzi, si stanno per istituire altre mini Province! Se non si uscirà
dalla logica del mantenimento di questa pletora di livelli istituzionali
funzionali a mantenere alto il numero dei seggi da poter assegnare ad altrettanti
pretendenti dei vari partiti non si riuscirà nemmeno a trasformare il concetto
della politica da quello della pura gestione del
potere a quello del servizio alla cittadinanza per la costruzione del «bene
comune». Spero proprio che il sig. Garzetti rimanga coerente con le proprie
prese di posizione senza piegarsi alle inevitabili logiche accomodatorie del
partito di appartenenza e questo possa servire a sviluppare ulteriormente un
confronto serio che possa portare ad altrettanto serie decisioni. Dante Mantovani
Brescia DECENTRAMENTO/2 Province inutili dovunque nChiedo cortese ospitalità,
per una questione che mi sta particolarmente a cuore, anche perché la ritengo
una riprova per saggiare le reali intenzioni di tutti quei partiti e politici
che durante la campagna elettorale per le Politiche, si erano impegnati per
l'eliminazione delle Province. Partiamo da una certezza: le Province non le ha
ordinate il dottore. Il livello elevatissimo di costo dell'apparato politico
amministrativo che si aggira intorno ai 17/18 miliardi (di cui 2.2 per
retribuire i circa 63mila dipendenti e 116 milioni per gli oltre 4.200
politici) per circa 3 quarti è assorbito dalle spese correnti e solo un quarto
utilizzato per gli investimenti (prendi 1 paghi 4). A riprova dell'inutilità
delle Province così come le conosciamo, cioè quale organo politico ed
amministrativo, posto tra Comuni e Regione, ne va segnalata l'assenza nei
principali Paesi a noi affini. In Francia esiste qualcosa di simile chiamata
Dipartimenti ma essi svolgono il ruolo di cerniera tra Comune e Stato (senza le
Regioni). Mentre lo Stato federale di Germania, prevede sotto i Lander
direttamente i Comuni (senza Province). In Inghilterra invece le Contee
somigliano alle Province ma svolgono funzioni solo amministrative senza rilievo
politico (senza politici). In Italia negli ultimi 15 anni abbiamo assistito al
loro aumento da
( da "Finanza.com" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
J.P. Morgan
Securities mette un gettone sul settore della difesa aerospaziale (12 Gennaio
2009 - 15:56) MILANO (Finanza.com) - Gli analisti della banca americana, J.P.
Morgan Securities, hanno alzato i prezzi obiettivi sulle società della difesa
aerospaziale americane, incluse Boeing e Northrop Grumman, sostenendo che
questo settore ha acquistato peso in Borsa nell'ultimo mese
complici i forti risultati di bilancio e il mantenimento di un solido outlook.
Nello specifico gli esperti di JP Morgan hanno arrotondato il target price su
Boeing Co portandolo a quota 44 dollari dai precedenti 42 su base valutativa.
Il broker resta bullish su questo comparto in generale per le prospettive di
lungo termine. Per quanto riguarda Northrop Grumman il broker è convinto
che l'attuale valutazione non rifletta il potenziale della società. Per questo
motivo gli analisti hanno portato il prezzo obiettivo a 57 dollari dai
precedenti 51. (Micaela Osella - Riproduzione riservata)
( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
TENSIONI. NELLA
MAGGIORANZA Blocco sul Palafiere Si rischia di non fare la Mostra di marzo
[FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO «Se non mi mettono nelle condizioni di
operare potrebbe anche saltare la Expo-Casale-Monferrato (ex S. Giuseppe,
ndr)»: lo dichiara preoccupato Mario Oddone, presidente di Monferrato Eventi,
che finora non ha avuto il via libera dal Comune al Palafiere, («manca l'agibilità
per motivi tecnici e quindi la consegna promessami per il 16 ottobre»). Il
clima, nella maggioranza, non è tra i più sereni, soprattutto tra socialisti e
resto della coalizione. Anche il ricorso, già annunciato, alla collaborazione
con la ditta Manazza, che ha organizzato negli ultimi due anni la ex S.
Giuseppe, ha necessità di fondi e proprio sull'entità delle risorse a
disposizione Oddone tiene a specificare quali siano per la società «in house»
creata dal Comune. «Non è vero, come dicono voci di corridoio, che Monferrato
Eventi abbia avuto 200 mila euro. Il capitale sociale della società era di 10
mila euro, poi 60 mila euro sono stati versati in due tornate per avviare la
società e altri 30 mila, ancora da versare, serviranno a pagare arredi e attrezzature
dall'Ente Manifestazioni. Il mio compenso mensile è di 750 euro; 34,17 per ogni gettone di presenza ai consiglieri di maggioranza, 0 assoluto per quelli di
minoranza». Ora il problema di Oddone è di «subaffittare un alloggio che non è il
mio», cioè il Palafiere. Una riunione tecnica di oggi dovrebbe partorire un
documento provvisorio che gli consenta intanto di operare. La grana si
inserisce in un quadro più ampio di problemi, secondo i socialisti non
sufficientemente trattati dalla maggioranza e che, nella riunione del
centrosinistra tenutasi sabato, sono riemersi. Primo fra tutti l'unificazione
delle società Amc e Cosmo, in un'ottica di razionalizzazione delle spese, che,
contrariamente a quanto affermato dal sindaco Paolo Mascarino in Consiglio,
potrebbe essere oggetto di accordo nella maggioranza e soprattutto
l'affidamento delle aree industriali all'Amc che sottrae al Comune, secondo i
socialisti, una fetta di risorse e possibilità di sviluppo futuro. Affrontato
anche il progetto di iniziative per far fronte alla crisi, da un «fondo di
solidarietà» che vada incontro a una dilazione di pagamenti delle rette per le
famiglie più in difficoltà a possibili accordi con la grande distribuzione o i
coltivatori diretti, per sconti sui prodotti. Coi primi su prezzi calmierati su
prodotti che vadano a breve in scadenza, per i secondi risparmiando sulla
filiera produzione-consumo. «Solo alla fine di questo percorso - dice Calogero
Ingrao, segretario del Pd - si affronterà il problema del candidato sindaco.
Intanto un tavolo permanente tra i partiti di maggioranza verrà istituito per
individuare soluzioni».
( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Da
oggi scattano le nuove regole sui gettoni. Pietracci:
ridicolo Timer in aula, prime schermaglie TRENTO. Il conteggio del tempo
partirà alle 18, ora di inizio delle sedute di consiglio, e finirà all'ora di
chiusura. Da oggi scattano a palazzo Thun le nuove regole sul gettone di presenza (ridotto della
metà, da
( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bastard Sons of
Dioniso, i tre rockettari trentini sfondano a «X Factor» DEBUTTO TRIONFALE IERI
SU RAIDUE KATJA CASAGRANDA TRENTO. E' stata una lotta all'ultimo sms ma il
popolo dei Bastard si è fatto sentire e la band dell'orgoglio trentino ce l'ha
fatta. I nostri tre trentini - ieri sera nell'attesissima prima puntata di X
Factor, in diretta su Raidue - sull'onda del televoto volano diritti alla
puntata di lunedì prossimo; al ballottaggio le Sister of soul, che hanno
lasciato Elisa, Daniele, Noemi, Giacomo e i nostri Bastard per sottoporsi al
giudizio dei giudici Simona Ventura, Morgan e grande Mara Maionchi. "Grande"
perché Mara ormai è la signora più amata dal popolo dei Bastard che ieri allo
Snooky Music Pub di Caldonazzo hanno osannato assieme ai loro beniamini. Grande
festa allo Snooky dove i giovani e meno giovani fans dei Bastard si sono goduti
la puntata di X Factor su maxi schermo. "Non è stato
semplice organizzare una serata in così pochi giorni" dice Cristian
Rizzato che assieme alla moglie Sonia Folgheraiter è titolare dell'attività
"ma tutti noi avremmo guardato la puntata di X Factor, tanto valeva
riunirsi qui." Iniziativa simile alla Talpa di Miola di Pinè, dove i
Bastard si sono esibiti spesso, soprattutto agli esordi. La puntata
inizia subito con qualche polemica: si ricorda che nel 2008 vinsero gli Aram
Quartet, ma campione di incassi e stella nascente poi è risultata Giusy
Ferreri. Poi, silenzio teso di attesa allo Snooky, inizia la gara e fra i primi
sei ci sono loro, quelli per cui la Maionchi ha preso lezioni di inglese per
pronunciare il nome, i The Bastard Sons of Dioniso. Parte il televoto e
Facchinetti presenta i concorrenti Daniele per i giovani, Elisa per gli over 25
e poi i Bastard. E qui si scatena il finimondo, tra applausi,
"Ohhhhhh!!" e qualche risata e commento tipo "i l'ha vestidi da
rusteghi!". Iniziano i primi timidi sms, anche se il popolo dei Bastard è
timido e messaggia con discrezione. Parte la competizione con la voce
particolare di Daniele. Boato di entusiasmo all'entrata in scena degli
emozionatissimi Bastard che si cimentano in un brano, che il popolo dei Bastard
giudica nelle loro corde, "Paint it black" dei Rolling Stones.
Cantano in italiano ed inglese, mentre allo Snooky cala un religioso silenzio,
poi l'applauso con un tifo da stadio e in studio una standing ovation. I
giudici a voto unanime giudicano l'esecuzione eccellente, la scelta giusta.
Insomma l'entusiasmo per questi "valligiani" sta contagiando anche il
mondo di X Factor. Così si scopre che più che la mancanza di casa e delle
ragazze i tre soffrono per la birra e allora Luca, fratello di Michele
Vicentini dei Bastard ricorda che la cassa di birra che si erano portati a
Milano è tornata a casa con il papà che aveva accompagnato Michele. Per fortuna
i tre metri di pane e le 20 lucaniche invece le hanno potute tenere.
( da "Giornale di Brescia" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Edizione: 13/01/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE TELEVISIONE Il concerto di
Capodanno a Venezia nSiamo sinceri: non ci sentiamo forse se non felici molto
contenti quando possiamo parlar male della televisione? Senza entrare in
profondità basta assistere a certi programmi per motivare il nostro malcontento
più che giustificato. Però dal nostro televisore non tutto è da scartare: ci
sono certi documentari che non offrono nulla di negativo. Sono dei veri
gioielli sia dal punto di vista scientifico storico e spettacolare. La loro
visione non solo ci soddisfa ma ci lascia contenti e persino orgogliosi di
quanto ci è stato propinato. Per dimenticare interamente tutte le negatività
della nostra televisione, a me caro direttore, è bastata la trasmissione dal
Teatro La Fenice di Venezia trasmessa a Capodanno. Per la prima volta Venezia
ha retto la sfida con Vienna, come giustamente ha commentato il nostro
Giornale. Ho udito e gustato della musica diretta ed eseguita in modo divino e,
confesso, signor direttore, che vorrei avere adeguata capacità per descrivere
ciò che ho sentito e provato nell'ascolto di quel nutrito repertorio musicale.
Ho sentito fisicamente vibrare corde emotive in un modo così dolce ed intenso
da sentirmi trasportare fuori dal mondo e da me stesso. Vibrazioni non so se di
calore o di gelido sudore che mi svuotavano il corpo da ogni impurità e
volgarità per farmi sentire fuori dal mondo materiale, leggero aereo e quasi di
puro spirito. Anche il cervello lo sentivo vuoto ma piacevolmente, ed
inspiegabilmente vuoto, mi sentivo in estasi. Queste sensazioni così intense e
quasi paranormali, le ho sentite pochissime volte nella mia vita: la prima nel
lontano
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 3 - Udine
Investimenti rischiosi, Comuni nei guai La Corte dei conti indaga in 48
amministrazioni friulane: 440 milioni impiegati in derivati POLITICA E FINANZA
I magistrati contabili stanno ancora lavorando: chiuderanno l'istruttoria entro
maggio Nel mirino i rapporti con le banche: il timore è che vada in fumo denaro
pubblico di GIACOMINA PELLIZZARI La Corte dei conti controlla 56 contratti
derivati stipulati da 48 enti, tra Comuni e Province, della regione per un
valore iniziale pari a 440 milioni 642 mila euro. Udine non è esente anche se
l'unico contratto di derivati finanziari sottoscritto a palazzo D'Aronco per un
valore di 25,8 milioni di euro si è chiuso naturalmente a fine 2006. Palazzo
Belgrado, invece, ne ha tre vigenti per 98,6 milioni di euro. I dati sono
parziali visto che la stessa Corte dei conti non ha ancora completato le
verifiche delle informazioni ricevute dagli enti locali e relative a contratti
vigenti al 31 dicembre 2007 o chiusi dopo il 31 dicembre
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Regioni, tagli alle
spese senza aumentare le tasse La sorpresa nell'inchiesta di Italia Oggi sulle
finanziarie 2009 Aiuti alle famiglie e stop alle auto blu tra le misure
previste È proprio vero che nei momenti di difficoltà si tira fuori il meglio
di sé e si sa che in tempo di crisi le buone notizie aiutano a risollevare il
morale. Soprattutto quando si parla di soldi pubblici e il buon esempio arriva
dall'alto. Proprio una buona notizia è comparsa ieri dalle colonne del quotidiano
economico Italia Oggi, sotto l'emblematico titolo «Sobrietà in Regione», in
prima pagina. Una bella «sorpresa», si legge nell'editoriale, per le tasche dei
contribuenti. Dall'analisi delle finanziarie regionali del 2009 è emerso,
infatti, che le Regioni italiane, spesso nell'occhio del ciclone per i loro
sprechi e disservizi, intendono quest'anno perseguire comportamenti virtuosi, riducendo da una parte i costi della politica per far fronte, dall'altra, al carovita che alleggerisce il
portafogli dei cittadini. I buoni propositi Quali sono, dunque, i buoni
propositi per fronteggiare la crisi economica globale? Dalla Valle d'Aosta alla
Sicilia, per esempio, non ci sarà un aumento delle tasse regionali e,
anzi, in alcuni casi, le aliquote di addizionali Irpef e Irap saranno ridotte;
in aggiunta una bella sforbiciata alla spesa pubblica, con tagli a stipendi di
consulenti e dirigenti e addio a privilegi come le auto blu, e fondi per il
sostegno di famiglie, fasce deboli e imprese. Il lettore è avvisato: non è un
sogno, entro i prossimi dodici mesi tutto questo sarà realtà. Così per una
volta tanto la scure di una manovra finanziaria non si abbatte sui cittadini e,
allo stesso tempo, parole come «fiscalità» e «bilancio» suonano per loro meno
amare. Al centro delle misure anticrisi che il quotidiano economico ha scovato
nelle finanziare regionali approvate il 31 dicembre da tredici Regioni (e in
esercizio provvisorio per le altre Regioni che andranno al voto), ci sono
mutui, lavoro, fisco e investimenti. Il potere sembra davvero mettersi al
fianco dei contribuenti. Vediamo come. Irpef e Irap saranno più leggere per
friulani, liguri, piemontesi, toscani e veneti. Per trovare le risorse
necessarie, senza inasprire le entrate tributarie, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna,
Marche e Molise hanno approvato la stretta su compensi e privilegi (dalle auto
blu ai rimborsi forfettari su biglietti ferroviari e chilometrici) destinati a
funzionari, dirigenti e consulenti delle amministrazioni regionali. Gli aiuti
alle famiglie Diverse le ricette studiate dai governi locali per aiutare le
famiglie ad arrivare alla fine del mese. Il Lazio ha istituito un «Fondo di
solidarietà mutui»; la Basilicata e le Marche hanno stanziato rispettivamente
23 milioni di euro per la riduzione del costo dell'energia e 5 milioni di euro
per affitti, mutui e precariato. Uno sconto del 10% sul bollo auto per il
40-50% degli automobilisti toscani. Tariffe più leggere per rifiuti e trasporti
per i cittadini umbri che si distingueranno nella raccolta differenziata e
nell'uso di mezzi di trasporto sostenibili. Incentivare l'occupazione è pure
nel mirino della giunta laziale, che ha previsto un fondo da 60 milioni di euro
per 3 anni. Sullo stesso tema, l'idea che arriva dalla Campania è, invece, di attribuire
un credito d'imposta ai datori di lavoro che assumono dipendenti con contratti
a tempo indeterminato. Per i lucani che hanno perso il posto d'impiego è stato
costituito, poi, un fondo di sostegno per una dotazione di 8 milioni di euro.
Le misure lombarde E la Lombardia? Tra tutte, secondo l'inchiesta di Italia
Oggi, la nostra è la regione che più si è attivata per il sostegno all'economia
locale. Il Pirellone nella Finanziaria
( da "Riformista, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Auguri a Giolitti
per i cento anni del ministro della malavita MEZZOGIORNO. È passato un secolo
dall'atto di accusa dello storico contro lo statista, al governo per quasi
dieci anni. La denuncia dei «mazzieri» all'opera nel collegio di Gioia del
Colle per impedire il voto. Anticamera del Ventennio? Oggi in Puglia i nuovi
esclusi sono i lavoratori islamici come Ismail, delegato Cgil. di Alessandro
Leogrande Tra poco ricorrerà il centenario del celebre pamphlet Il ministro
della malavita di Gaetano Salvemini. Ristampato da Bollati Boringhieri nel 2000
con un corposo saggio introduttivo di Sergio Bucchi, Il ministro della malavita
è un feroce atto di accusa contro Giovanni Giolitti (ininterrottamente capo del
governo, salvo due brevi intervalli, tra il 1903 e il '13) che ruota intorno
alla ricostruzione dei pesanti brogli elettorali messi in atto, con il concorso
di squadre di mazzieri che avevano creato un clima di terrore, da un
giolittiano di provincia, Vito De Bellis, nel collegio pugliese di Gioia del
Colle alle elezioni del 7 marzo del 1909. Salvemini ravvedeva in quei fatti
incresciosi non un episodio isolato, bensì la trama di una pratica politica più vasta, che aveva nel capo del governo il suo
burattinaio, tanto che di Giolitti arrivò a scrivere: «Nessuno ha fatto un uso
più sistematico e più sfacciato nelle elezioni del Mezzogiorno di ogni sorta di
violenze e di reati». Elaborato a ridosso dei fatti di Gioia del Colle, e
dell'acceso dibattito politico che ne seguì, il libro uscì solo nel febbraio
del 1910, con l'aggiunta di altri scritti e materiali. Più citato che
effettivamente letto negli anni a venire, Il ministro della malavita è
diventato sinonimo di anatema contro lo statista piemontese, ma in realtà è un
testo molto più articolato, che parte da un reportage sul campo, l'esser stato
presente in quei giorni di marzo a Gioia del Colle, l'aver visto con i propri
occhi l'azione dei mazzieri e il terrore dilagante tra le opposizioni, l'aver
incontrato - riportando le loro testimonianze - decine di personaggi reali,
politici, intellettuali, insegnanti, galoppini, avvocaticchi, massari,
contadini, socialisti. Ed è letterariamente notevole l'incontro con lo stesso Vito
De Bellis, l'ex direttore di banca passato alla politica,
nel salotto del suo palazzo al centro del paese. «Il popolo di Gioia mi vuole
deputato perché io sono con il popolo», ripete l'onorevole, «Io faccio quello
che voglio... Io conquisto maggioranza e minoranza». Riletto oggi, più che
l'anatema contro il giolittismo, rimane l'affresco surriscaldato della vita politica in un paese meridionale. Un paese come tanti, in
cui il trasformismo e i cambi di casacca sono la regola, in cui i contrasti
politici, fra conservatori e pseudo-democratici, o tra conservatori e
conservatori, non sono motivati dalle idee, ma dalla contrapposizione di
interessi di bottega. Un paese come tanti (allora come oggi) in cui le carriere
e le occupazioni della piccola borghesia (per Salvemini, degenerata e
para-criminale) sono decise dal potente di turno, dal politico in ascesa
omaggiato e riverito come un piccolo ras. Un paese come tanti, in cui la
democrazia dell'alternanza non può compiersi, perché le incrostazioni del
favoritismo e dei mille familismi sono atavici. E allora viene il dubbio che
parlando di una tornata elettorale sui generis, in un borgo del Sud agli albori
del Novecento, quando il suffragio universale non era ancora stato conquistato,
Salvemini continui a parlare di noi. Del nostro Mezzogiorno e dei suoi mali, e
di una classe politica che oscilla costantemente tra
la gestione di uno status quo malsano (come lasciano intravedere molti casi
odierni) e il caudillismo da operetta (vedi un personaggio come il telepredicatore
Giancarlo Cito, che fu sindaco di Taranto negli anni novanta e che recentemente
è tornato sulla scena, a pochi chilometri da Gioia del Colle). Dov'è la terza
via? De Rita ha intravisto nella polemica di Salvemini contro il giolittismo
l'origine del virus anti-politico, dell'avversione contro la casta, il Palazzo,
i forchettoni democristiani eccetera. Ma ciò non è pienamente vero. Per quanto
il giudizio sull'operato di Giolitti abbia diviso Salvemini da Turati, che
invece riteneva che la sua azione di governo avesse integrato quanto meno gli
operai del Nord nella politica e nell'economia del
paese, la sua critica è argomentata e precisa. Non è generica, fa nomi e
cognomi, e soprattutto è tesa a scorgere i mali del giolittismo di provincia, i
modi cioè in cui in tutta Italia andava dipanandosi un fitto reticolato
impolitico che - alternando violenza e trasformismo - si riconosceva
fluidamente nel comune calderone della maggioranza. Salvemini avrebbe voluto un
Psi moralmente più intransigente e meno accondiscendente, pronto a rompere
quella convergenza di intese ante litteram. Soprattutto vedeva nel lato
peggiore del giolittismo, l'uso appunto, come a Gioia del Colle, di mazzieri e
squadristi da parte dei candidati locali, i prodromi del diluvio, dello
scivolamento della democrazia liberale verso la sua dissoluzione. Non a caso,
quando il suo ex-compagno di partito Mussolini andò al potere, l'ala più
salveminiana tra i collaboratori di Rivoluzione liberale interpretò il fascismo
come prosecuzione del giolittismo con altri mezzi. Aveva ragione, Salvemini? È
un dibattito spinoso per gli storici, e oggi si tende a sottolineare che il suo
giudizio impietoso era troppo eccessivo. Tuttavia, in un'epoca
di continue convulsioni tra crisi della politica-corruzione-giustizialismo,
andrebbe ricordato che giammai Salvemini e i salveminiani avrebbero invocato la
discesa in campo della magistratura contro i mali della politica. Quei mali andavano risolti politicamente, con azioni limpide che
facessero seguito a un pensiero limpido, aprendo il campo a nuovi esperimenti.
Con una strategia compiutamente riformista, pragmatica, non ideologica, non
ingessata in guerre di posizione (che è poi ciò che Salvemini rimproverava alla
dirigenza del Psi), volta soprattutto a integrare gli esclusi, le plebi
meridionali. Non giustizialismo, quindi, non foga forcaiola, ma un nuovo
socialismo. Il suo, avrebbe detto anni dopo Ernesto Rossi, era il socialismo
della povera gente: «Il socialismo dei cafoni, dei pescatori, dei lavoratori
occasionali non organizzati e che mai sarebbero riusciti a organizzarsi per far
valere le loro ragioni. Il socialismo che voleva assicurare a tutti gli uomini,
in quanto uomini, un minimo di vita civile». E Gioia del Colle? Il paese di De
Bellis, per tutto il Novecento, è stato sempre al centro delle vicende del
movimento operaio. E, da ultimo, è il paese in cui, sei anni fa, per la prima
volta nella storia della Puglia, un gruppo di maghrebini sfruttati in un
caseificio della zona (lavoravano, ogni giorno, dalle 10,00 di sera alle 9,00
del mattino dopo, per 400 euro al mese in nero) ha denunciato collettivamente
il proprio datore di lavoro, ottenendo che i loro salari venissero equiparati a
quelli degli italiani. Oggi Ismail A., uno di loro, è diventato delegato
sindacale della Cgil per i lavoratori stranieri (soprattutto arabi) impiegati
nei campi, nelle aziende agricole o in altri caseifici. Se fosse vivo,
Salvemini scriverebbe sicuramente che la loro integrazione socio-politica (più concretamente: in forme sindacali nuove e
aperte) è l'unica strada da percorrere. Non solo getterebbe qua e là scampoli
del miglior socialismo, ma alzerebbe un argine resistente alla reinvenzione
italiana del radicalismo islamico, al fatto cioè che - privi di altre
rappresentanze laiche, come quelle del lavoro - i nuovi musulmani d'Italia si
affidino a «imprenditori dell'odio religioso» reazionari. La domanda è la
medesima di molti anni fa: come si integrano gli esclusi? 13/01/2009
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA PISTOIA pag.
6 Riceviamo e pubblichiamo DA PIÙ PARTI mi viene chiesto di spiegare cosa
voglio dire quando parlo della necessità di un cambiamento non solo
programmatico, ma anche etico. Inizio cercando di dare un senso concreto a
quella frase scritta nel Documento programmatico della nuova alleanza di centro
sinistra che dice «dev?esistere sempre - tanto più in tempi di gravi difficoltà
economiche - un rapporto visibile tra lo stile di vita di chi amministra e
quello di chi è amministrato»: questo, a mio parere, significa ricondurre le
indennità a quanto previsto per le Province non di area metropolitana,
significa ridurre la quantità esorbitante di viaggi all?estero di alcuni
assessori e relative delegazioni. Significa anche impedire la possibilità di
riscuotere il gettone di presenza ad una commissione consiliare
se la presenza di un consigliere è durata solo pochi
minuti. Potrei fare altri esempi, ma quello più rilevante è un dubbio su cui
penso sia necessario fare chiarezza: nei bilanci 2004-2005 della Margherita di
Pistoia, come venne reso pubblico da Giorgio Federighi, tra i contributi
versati da privati risultavano anche quelli di aziende: regolarmente iscritti a
bilancio, dichiarò Caterina Bini e ? sempre Giorgio Federighi ? rispose «non le
pare quantomeno singolare che gli amministratori di due aziende... una bella
mattina si alzino e decidano, bontà loro, di fare due non irrilevanti bonifici
bancari sul c/c della sede provinciale di un partito a diverse centinaia di
chilometri di distanza?«. DURANTE queste feste natalizie, tramite internet, mi
è capitato di leggere (con grande ritardo) un comunicato stampa del consiglio
provinciale(del 15.11.2007) e il verbale del consiglio provinciale svoltosi il
19.11.2007, a seguito di un?interrogazione del consigliere Renzo Bardelli.
Anche queste letture hanno confermato la mia opinione sulla necessità di fare
chiarezza, per aiutare i cittadini(moderati e non) a capire se è necessaria
«una sana continuità» oppure quel cambiamento anche etico che l?Associazione
per La Sinistra chiede e che mi sembra condiviso anche dal Coordinamento
provinciale del Partito democratico. Giuliano Ciampolini
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
VETRINA SAN GIOVANNI
IN PERSICETO pag. 21 Ai cittadini costa otto cent al mese Il sindaco rende
pubblici i suoi compensi di PIER LUIGI TROMBETTA ? PERSICETO ? MENO DI OTTO centesimi
al mese. E? quello che elargisce ciascun persicetano al sindaco Paola Marani.
Primo cittadino che amministra un comune dove risiedono 26.500 persone. «I miei
concittadini ? dice Marani ? si saranno forse chiesti quanto guadagnano gli
amministratori degli enti locali. Questo, forse, a margine delle recenti e
roventi polemiche sui costi della politica, a dire il
vero perlopiù innescate a livello nazionale. E così, a scanso di equivoci,
abbiamo deciso di pubblicare nell?ultimo numero di ?Altrepagine? - il giornale
che edita l?amministrazione comunale - un articolo intitolato ?Buste paga
trasparenti?. Dove indichiamo gli stipendi del 2008 del sindaco, degli
assessori e i compensi dei consiglieri comunali. Per sindaco e giunta i
compensi mensili al netto sono stati corrisposti per dodici mensilità. La
tredicesima nel nostro contratto di lavoro non è prevista». E INFATTI, in un
box in prima pagina, spuntano le voci di spesa per gli stipendi che sono così
suddivisi: sindaco 2.073,78 euro; vicesindaco 592,76; assessore 497,67 (se in
aspettativa 994,38). I compensi al consiglio comunale vengono invece elargiti a
gettone per ogni presenza alle sedute. In sostanza, i
consiglieri ricevono 20,59 euro lordi (il netto può variare a seconda della
situazione fiscale soggettiva), mentre il presidente del consiglio riceve
un?indennità mensile netta uguale a quella di un assessore non in aspettativa.
Secondo il sindaco, le retribuzione dei sindaci e degli assessori dei nostri
Comuni, come si vede da questi dati, non hanno nulla a che a fare con i
megacosti della politica che riguardano alcune
cariche. E RAPPRESENTANO davvero quello spirito di abnegazione che, per
responsabilità, numero di ore di lavoro e rischi personali, fa di questa
professione non un mestiere ma un mero servizio alla propria città. Perciò -
sempre a parere del primo cittadino - quando si discute di costi della politica e si fa di tutta l?erba un fascio, occorre invece
analizzare con attenzione la situazione di tanti amministratori locali. Che
rinunciano agli impegni familiari e alla carriera professionale per dedicarsi
al bene comune. «Inoltre ? conclude Marani ?, occorre ricordare che abbiamo
chiesto, a nostre spese, di stipulare alcune polizze assicurative annue per
tutelarci da eventuali rischi. Questi i premi annui lordi: responsabilità
civile e patrimoniale del sindaco 371 euro; assessori 201,56; consiglieri
107,40. Mentre per la tutela legale: sindaco 77,28; assessori 32,20 e
consiglieri 24,15». Image: 20090113/foto/1075.jpg
( da "Arena, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì 13 Gennaio
2009 Altra Pagina 18 POLITICI Casta e camomilla Anche
al sottoscritto così come scrive il sig. Fausto Mosele nella sua lettera del
03/01/09 capita di leggere raramente sui vari quotidiani resoconti dettagliati
riguardo emolumenti, stipendi, agevolazioni, privilegi, ed altro ancora,
relativi ai nostri parlamentari. Con maggior frequenza, visto il suo ripetersi,
veniamo invece informati (e comunque dovere di cronaca!!!) di ladrocini,
ruberie, nefandezze e porcherie che questa ciurma trasversale riesce a
combinare sulla nostra pelle. Sarei tentato a pensare che i quotidiani con i loro
direttori e giornalisti siano asserviti o venduti al potere al quale, pensiamo
noi lettori, purtroppo appartengono. Con notevole sforzo di buona volontà e per
l'affetto che mi lega al nostro quotidiano voglio comunque scartare questa
ipotesi e considerare una seconda spiegazione forse più semplice ma soprattutto
che permetta al mio fegato di non soffrire ulteriormente. Credo allora che se
un quotidiano ci dovesse ragguagliare con dettagli approfonditi relativamente a
quanto sopra dovrebbe pubblicare ed aggiornare molto frequentemente un inserto
di parecchie pagine per tenerci al corrente sul comportamento di lorsignori,
cosa problematica credo per un editore. Condivido pertanto la lettera del sig.
Fausto e mi associo pienamente al suo malessere e disgusto. Un piccolo
consiglio comunque a questo punto mi permetterei di sugggerire al sig. Fausto.
Lasci perdere i quotidiani, se cerca notizie riguardanti i nostri
amministratori, e se è disposto ad aumentare la sue incavolature entri in una
qualunque libreria dove troverà tutto quello che cerca e con dettagli da far
rabbrividire. Troverà, sullo scaffale dei «best-sellers» titoli che la dicono
lunga sull'argomento dove si parla di caste, regimi,
bavagli, intoccabili, corruttori, tangentopoli, baronie, poteri e poteri
arroccati sui loro fortini indistruttibili. I loro autori i vari Stella, Rizzo, Gomez, Travaglio, Lillo, Grillo, identificati dai componenti della casta sia di destra che di
sinistra, come scrittoruncoli antipolitici, qualunquisti e
pressapochisti, hanno un'unica grande colpa, quella di dire e scrivere la
verità con montagne di cifre, numeri e dati da loro (i politici!!!) certificati
non smentiti perché non smentibili. A noi non resta che assistere al loro
triste e penoso teatrino dove l'unico vero problema non è affrontare i problemi
dei cittadini e del paese ma quello di non scalfire i loro interessi e peggio
ancora proteggerli da chissà quali pericolose nostre giustificate
«incazzature». Assisteremo, finché dura, allo stucchevole spettacolo di chi usa
il Parlamento per gestire in maniera più redditizia le proprie «secondarie»
attività, di leggere il giornale e parlare al telefonino mentre si discute di
problemi importanti e vitali per il paese e ciliegina sulla torta, sbranarsi
sull'abbronzatura del neo-eletto presidente statunitense o di fare cù-cù in
giro per l'Europa ma soprattutto prendere in giro noi. Tornando alle cose
serie, pensando per un momento che quanto sopra sia solo una piccola parte di
«scerzi a parte», vorrei dare un ultimo piccolo consiglio al sig. Fausto «ma
anche» (Veltroni contagia!!!) a coloro che già non lo avessero fatto. Se il
loro bilancio permette l'acquisto di questi miseri libercoli, su risparmino
qualche spicciolo e tornando a casa passino prima di iniziare la lettura presso
qualche erboristeria. Là troveranno, fra le varie tisane adatte per il mal di
pancia, il mal di stomaco o i dolori alla schiena, anche qualche buon infuso
alla camomilla. Lo acquisti perché ne avrà sicuramente bisogno se come il
sottoscritto è abituato a leggerli la sera prima di addormentarsi. Così è anche
se non vi pare... attenti però che la camomilla non perda o riduca il suo
effetto. Carlo Viviani SAN PIETRO INCARIANO
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
ROMAGNA SPORT pag.
16 di NICOLA MARCATELLI ? CESENA ? DOMANDA: chi è il portiere d... di NICOLA
MARCATELLI ? CESENA ? DOMANDA: chi è il portiere del Cesena? Fino a una
settimana la rispostina era di quelle facili facili, ma dopo l?esclusione di
Nicola Ravaglia dall?undici di partenza a Reggio Emilia l?ambiente bianconero
si interroga. E qualcuno trema pure perché quella che Bisoli ha definito una
«scelta tecnica normale, ultimamente non l?avevo visto sereno» negli ultimi
anni in riva al Savio non ha portato mai grandi benefici. Ricordate Gianni
Indiveri ed Emiliano Viviano? Giocarono rispettivamente 32 e 13 match tra coppa
e campionato (stagione 2004-?05): fra gli errori dell?uno e quelli dell?altro
c?era il costante punto interrogativo alla vigilia delle partite su chi avrebbe
occupato i pali il giorno dopo, creando una costante precarietà che non giovò a
nessuno, oltre che nella già problematica classifica del Cesena. Passati due
anni, il rebus portiere tornò a fare capolino a Villa Silvia, quando Turci (sul
quale si sarebbero abbattuti anche gli infortuni) perse il posto da titolare a
beneficio di Sarti (il primo giocò 21 gare, il secondo 19) e da quei giorni
iniziò il crollo verticale coi bianconeri che si salvarono col fiatone. E come
non parlare dell?anno scorso, dove tra Artur (18 gettoni),
Berti (12), Sarti (11) e Rossini (5) era gara a chi presenziava di più. LA
PANCHINA di Ravaglia al ?Giglio? ha acceso dunque una miccia potenzialmente
pericolosa. Ieri, giornata di riposo, il portiere come i compagni non ha
rilasciato dichiarazioni. Parola allora al suo procuratore Alberto Bergossi
spiega: «Non mi sembrava avesse combinato tutti questi disastri per meritarsi
la panchina. Ho parlato con la società, mi hanno detto che è stata una scelta
tecnica. Lui ci è rimasto male, spero rientri presto». IL RISCHIO di un
contraccolpo sul baby portiere potrebbe essere un problema. Ravaglia, sino alla
scorsa settimana ultimo baluardo in un Cesena che doveva puntare sui giovani ma
che domenica dopo domenica li ha spediti tutti o quasi fuori dal campo, sino a
Reggio Emilia aveva disputato 16 gare su 17. Dopo gli attestati di stima
prolungati che durante la sosta natalizia avevano riempito le colonne dei
giornali, la scelta di sostiturlo alla ripresa del campionato ha lasciato di
stucco, anche perché motivata proprio come scelta tecnica (non per problemi
fisici, allora sarebbe stato diverso). A meno che il Cesena (ma è solo
un?ipotesi) abbia già un sostituto pronto da mettere sotto contratto. Al
momento ad ogni modo non si tratterebbe di Alberto Fontana che ieri ha ricordato
di non potersi muovere finché il Palermo non proporrà una soluzione adeguata al
suo contratto: «Il Cesena mi ha proposto un?eventualità che comunque sarebbe da
discutere ? racconta ?, ma in questo momento non c?è nulla in ballo, la mia
situazione contrattuale mi blocca». Dopo Reggio Emilia, dunque, c?è una grana
in più da risolvere nella stanza dei bottoni bianconera. RINVIATO intanto ieri
sera per impraticabilità del campo il posticipo fra il fanalino di coda Lecco e
la capolista Pro Patria.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Mezzogiorno
- CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-13 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Il caso Dopo l'inchiesta di «Mezzogiorno Economia» sulla
«produttività» del Consiglio «Campania, leggi troppo costose e spesso senza
copertura finanziaria» Maggioranza e opposizione d'accordo: ora spese da
ridurre Rivellini (An): «Il bilancio gestionale della Regione lascia liberi 11
miliardi, nove sono assorbiti dalla sanità» NAPOLI — Tutti d'accordo,
maggioranza e opposizione: ogni legge approvata dal Consiglio regionale campano
costa troppo alle tasche dei contribuenti. Da An a Forza Italia, fino a
Rifondazione - che pure è in giunta - ??è il segale di uno squilibrio''. «I
dati ci inchiodano — afferma Vito Nocera di Prc — anche se quello effettuato da
Mezzogiorno Economia è un calcolo economicistico che ci sta tutto, ma al quale
io affiancherei la ricaduta sociale di una legge». Il settimanale del Corriere
del Mezzogiorno ha pubblicato ieri un'inchiesta nella quale evidenzia che ogni
singolo testo normativo approvato nel 2008 è costato 4 milioni 369mila 450
euro. Una sorta di indice di «produttività » del Consiglio regionale ricavato
mettendo in relazione le risorse destinate al «funzionamento del Consiglio» lo
scorso anno, pari a 87 milioni 389mila euro, e le leggi approvate nel medesimo
periodo: 20. Tale indice di produttività è stato confrontato con quello
ricavato da altre regione ( vedi box in pagina), tutte le meridionali e alcune
del Centronord. «Il costo delle normative denuncia un deficit in Campania per il
quale è necessario intervenire. Tuttavia credo che trasformarsi in un legificio
sia inutile se poi la normativa non può essere applicata per mancanza di
copertura. Mentre è utile, controllare le finalità di una legge. Quella sul
reddito di cittadinanza è un intervento che dà aiuto ad 80mila persone circa.
Non credo che nelle altre regioni ci sia nulla di simile». L'opposizione fa il
suo mestiere e per bocca di Franco D'Ercole dice: «E' verissimo. L'assemblea
regionale è all'ultimo posto fra le regioni meridionali in quanto a numeri di
leggi approvate nel 2008. Non potrebbe essere diversamente, ma personalmente
aggiungerei anche che si tratta di norme non particolarmente significative.
«Purtroppo — prosegue — è la conseguenza delle spaccature verticali che insistono
all'interno della coalizione di centrosinistra e trasformandosi in veti
incrociati che volano da una parte all'altra dello schieramento di maggioranza,
finiscono per bloccare il Consiglio». Parla dei beffa che si aggiunge al danno
Enzo Rivellini, capogruppo di An. «Che le leggi approvate dal Consiglio siano
le più costose è già un'evidenza che dà fastidio. Ma io aggiungerei la classica
beffa: quasi tutte le leggi varate l'anno scorso, non solo sono poche rispetto
ad altre realtà ma non possono essere applicate perché non hanno copertura
finanziaria. La cosa scandalosa che si aggiunge all'inchiesta di Mezzogiorno
Economia è questa ». Per paradosso sembrerebbe più utile non legiferare. «Per
paradosso potrebbe essere così. E sa perché? Perché in Bilancio non ci sono
soldi. Il Bilancio gestionale approvato a fine anno lascia liberi circa 11
miliardi di euro. Nove di questi sono assorbiti dalla sanità. Ne restano fuori
circa due e mezzo? Cosa si pensa di poter fare?». Rivellini fa un altro esempio
degli inceppamenti della macchina amministrativa che in molti casi allunga e
appesantisce l'iter approvativo di una legge. «Da oltre un anno — afferma — la
prima commissione Atti istituzionali non può riunirsi poiché il suo presidente
Nicola Ferrara ha il divieto di dimora in Campania. Più volte abbiamo chiesto
di sostituirlo, cosa che non è mai avvenuta». Paolo Romano, capogruppo di Forza
Italia, punta il dito sugli sprechi. «Troppe le consulenze cui la Regione ci ha
abituato e che paga lautamente, a fronte, tra l'altro di
leggi che non possono essere applicate per mancaza di finanziamenti. Il tutto
fa lievitare i costi della politica, che, invece, dovrebbero essere ridotti drasticamente. Più volte
lo abbiamo denunciato ma il centrosinistra non se n'è dato mai per inteso. E'
la sua maniera di fare politica clientelare. Comunque, i dati sono sotto gli occhi di
tutti». Feroce anche il commento di Salvatore Ronghi, capogruppo di Mpa: «Il
costo mi sembra altissimo a fronte di un problema spesso sottaciuto. La maggior
parte delle leggi approvate non ha risorse per poter funzionare e finisce in
??osservazione'' per una carenza di istruttoria. Ecco che allora occorrerebbe
abbassare le spese e innalzare la qualità. E' necessario ridurre le indennità
dei singoli consiglieri ma anche il personale che lavora in Consiglio. Perché
al di là dei dipendenti delle Commissioni e di quelli dedicati ai lavori
d'aula, il resto non dà alcun supporto». Se si invoca l'eccezione che il
Consiglio è costituito dalla maggioranza e dall'opposizione e che magari
quest'ultima ci ha messo del suo fra assenze e ostruzionismo, Ronghi risponde:
«Non credo che si possa accusare il centrodestra di ostruzionismo. Ma se sedute
sono saltate e i lavori si sono allungati è imputabile a una maggioranza che non
trovava accordi, che lasciava vuota l'aula, invalidava le sedute». Patrizio
Mannu Regione L'ingresso degli uffici regionali
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Martedì
13 Gennaio 2009 Chiudi Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di
presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. Ieri, in
conferenza dei capigruppo, si è scoperto che i conti rischiano di non tornare.
Cioè che i soldi spesi per il rimborso spese legato alla partecipazione delle
sedute, potrebbero essere stati buttati al vento. Il motivo? Sarebbe stato approvato
un atto (cioè una delibera di consiglio) che aveva pareri non proprio chiari
sul fronte della spesa. Una vicenda che se, da un punto di visto delle
procedure è quanto mai complesso, dall'altra apre un altro motivi di scontro
tra i maggioranza e opposizione. A porre sul tavolo dei capigruppo consiliari
il caso è stato il nuovo dirigente del consiglio comunale, Luciana Cristallini.
E chi ha letto le carte con i dubbi non ha potuto non dare ragione al lavoro
del nuovo dirigente. Insomma, c'è il concreto rischio che i due consiglieri
stranieri aggiunti non vengano più pagati. E per i soldi presi fino ad oggi?
Ecco uno dei nodi più complessi da sciogliere. E non sarà d'aiuto la delibera
di consiglio comunale del 18 febbraio 2008 che indica un rimborso spese per i
consiglieri aggiunti pari al 95% del gettone di presenza
dei consiglieri comunali, visto che proprio quell'atto (l'opposizione non era
presente) è finito nel mirino.
( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
Tanto tuonò che
Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno:
Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e
quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è
una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per
bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed
ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione
morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio
Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il
partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di
voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per
appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo
macerie.). Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa
politica pesante: "Il Pd non è governato".
"Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il
partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce
"amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea
che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a
proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono
unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di
Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio
riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato
sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna
per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non
capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito
che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi
è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere
cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo
trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto,
non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per
Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E come
riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che
ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma
fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente.
Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio
senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di
Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta
(lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle
"alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori
in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore
della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Scritto in Varie Non
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08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) (AGI/AFP) -
Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città
portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni
sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili
e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai
( da "Corriere Adriatico" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
"Un polverone
inutile" Parcheggi gratuiti ai consiglieri E' polemica FABRIANO - E'
ancora polemica sulle tessere di esenzione per il pagamento dei parcheggi, che
sono state consegnate ai consiglieri comunali e agli amministratori. Dopo una
seduta di palazzo Chiavelli in cui ne era stata bocciata l'eliminazione, il
mondo della politica torna a parlarne. "Per la prima volta mi trovo
d'accordo con il sindaco Sorci sia per la demagogia con cui è stato infarcito
l'argomento, sia per il tempo e denaro perso nella discussione, sia perché
vengono trattati argomenti così stupidi e non si trattano argomenti o problemi
ben più importanti - commenta Domenico Minelli ex segretario fabrianese Udc -.
Penso che i trenta consiglieri e gli assessori siano grandi abbastanza e
vaccinati da utilizzare o no il privilegio e di utilizzare il permesso nel modo
migliore. Se qualcuno non lo vuole ha, in tutta libertà, la possibilità di
restituirlo, ma non può costringere gli altri a farlo. Saranno poi gli elettori
a giudicare il comportamento dei propri eletti". Libero arbitrio prima di
tutto. "Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore dei consiglieri,
assessori ed in genere degli amministratori - prosegue Minelli -. Se parliamo
dei parlamentari, dei consiglieri regionali non ho nulla da dire se non che è
ora di finirla sia nel numero che nelle remunerazioni; ma
se parliamo dei consiglieri comunali vorrei far notare che un gettone di presenza di 90 euro per una seduta del
Consiglio di media 6-8 ore, più il tempo speso per la preparazione, lo studio
dei documenti è quasi la metà della paga oraria di un cassintegrato".
( da "RomagnaOggi.it" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
13 gennaio 2009 -
15.46 (Ultima Modifica: 13 gennaio 2009) Vasco Errani E' visibilmente
soddisfatto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, alla luce
della decisione della Commissione Statuto che ha licenziato il progetto di
legge che prevede di mantenere a 50 il numero di Consiglieri Regionali. Lo
Statuto della Regione prevedeva che, dal 2010, i componenti dell'Assemblea
Regionale diventassero 67. "Una scelta corretta - ha detto Errani - in
continuità con il processo di autoriforma del sistema istituzionale".
"Esprimo soddisfazione - ha proseguito Errani - per l'esito positivo,
maturato in Commissione, della proposta di modificare lo
Statuto nella parte che riguarda il numero dei Consiglieri regionali,
riducendolo a 50". "Credo che la scelta sia corretta, e si pone in
continuità con quel processo di autoriforma del sistema istituzionale che
abbiamo avviato e che è propedeutico al rafforzamento delle Istituzioni
stesse". "Il voto espresso da parte dei gruppi consiliari
presenti in Commissione - ha concluso - è di ottimo auspicio per la definitiva
approvazione del provvedimento, che avverrà in sede di Assemblea
legislativa". Trattandosi di modifica allo Statuto è prevista una doppia
approvazione, con votazioni distanziate nel tempo.
( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica
CorrierEconomia,
?alla Calabria il record delle leggi approvate? REGGIO CALABRIA.
?CorrierEconomia, l?inserto economico del Corriere della Sera, sull?edizione di
questa settimana ha pubblicato una serie di dati riguardanti i consigli
regionali italiani. A sorpresa, non certo per i vertici di palazzo Campanella,
emerge che quella calabrese è una delle assemblee legislative più produttive
d?Italia?. È quanto riferisce una nota dell?Ufficio del portavoce del
presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. ?Per averne riscontro - si
aggiunge - basta scorrere la tabella riferita al lavoro svolto in aula
nell?anno 2008. Il dato più evidente è quello del numero di leggi approvate. In
Calabria ne sono state licenziate 46: si tratta del numero più alto in assoluto
tra quelli pubblicati da ?CorrierEconomia?. Tra le regioni del sud seguono la
Puglia con 45 leggi, la Basilicata con 33, la Sicilia con 26 e la Campania con
20. Secondo il prestigioso inserto economico, la Calabria si posiziona ?ai
livelli delle più efficienti Regioni del nord?. ?Gli altri elementi indicati da
via Solferino - afferma ancora il portavoce - confermano che le ?locomotive
padane? e altre realtà indicate come virtuose hanno fatto meno di noi: 38 leggi
in Lombardia,