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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER 

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tARTICOLI DEL       7-13 gennaio 2009 #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (122)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Giunta rinuncia alle indennità per poter pagare i dipendenti ( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei trasferimenti statali non consente di prevedere le necessarie disponibilità per la corresponsione delle indennità di carica e dei gettoni di presenza agli amministratori della Comunità - si legge in una nota del presidente Enzo Cravello -. Si prevede quindi solo il pagamento degli stipendi ai dipendenti per il mantenimento dello stato di funzionalità degli uffici e dei servizi.

Tutto il Consiglio seduta per seduta ( da "Stampa, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in esame anche il lavoro delle commissioni consiliari che si sono riunite 126 volte e il costo rappresentato dai gettoni di presenza (manca il conteggio del secondo semestre). Spiega il presidente del consiglio Barbero: «I gettoni di presenza dei consiglieri ammontano a 31 mila euro e quelli delle commissioni a 34 mila. Per ogni seduta un consigliere percepisce 32, 54 euro lordi».

bruxelles presa in ostaggio paga le divisioni interne ma putin ha le armi spuntate - autore1 ( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perfino la sua banca centrale è lambita da pesanti sospetti di corruzione. I remake dei film non sempre hanno il successo dell´originale. La Russia sta esaurendo rapidamente la sua capacità di usare il ricatto energetico per ricostruirsi una sfera d´influenza imperiale. La rendita gas-petrolifera si assottiglia a vista d´occhio.

Soru ricomincia da duemila ( da "Riformista, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: A cominciare da una legge che tagli i costi della politica e riduca non solamente il numero dei consiglieri regionali, ma anche i loro emolumenti. Nei giorni scorsi, il candidato del Pd ha incassato il giudizio positivo di Rifondazione comunista sui principali temi politici relativi alle elezioni regionali, mentre i socialisti sardi sembrano discutere ancora sull'

Se non fa <pulizia> la politica muore GIACOMO SANTINI ( da "Adige, L'" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sono i malinconici boss di reti di persone da quattro soldi per i quali non va nemmeno sprecato l'aggettivo "mafioso" che, nella sua negatività assoluta, ha una pretesa di nobiltà storica, altrove tristemente riconosciuta. L'opportunismo in politica è l'incubatoio naturale della corruzione perché crea l'ambiente favorevole al virus dell'illegalità.

intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate ( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina II - Firenze E´ una delle fonti degli squilibri dei bilanci universitari Intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate "Il ricorso ai finanziamenti esterni previene l´esodo dei docenti pensionati" A Medicina sono state istituite 44 delle 63 cattedre attivate nell´intero ateneo grazie alle convenzioni esterne.

maxi finanziamento alla misericordia ( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anno è stata proprio la cerimonia dello scorso settembre con la posa della prima pietra della nuova sede. Tutti noi esprimiamo grande soddisfazione e gratitudine per essere giunti all'ufficialità del finanziamento da parte della Fondazione della Caripit». Il progetto della nuova sede, che sorgerà all'altezza della rotatoria recentemente realizzata presso via Matteotti sulla Sp1,

virtuosi i sedici consiglieri: 5 assenze su 128 presenze ( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il senso del dovere del nuovo consiglio va a scapito delle casse comunali che spenderanno 2mila euro per pagare i 123 gettoni di presenza ai 16 consiglieri. Cifre irrisorie e ancora più "mortificate" dalla Finanziaria 2006 che ha imposto un taglio del 10% alle indennita che passano da 18,08 a 16,27 euro a consigliere. E.B.

L'AQUILA - Un anno terribile, il 2008, per le aziende abruzzesi, in una cornice naziona... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sollecita inoltre la realizzazione di un osservatorio regionale sul credito, un organismo tecnico per valutare la programmazione regionale, il ripristino di fondi distolti dal settore turistico, la riforma dell'Aptr, la riduzione della pressione fiscale, la semplificazione amministrativa, la diminuzione dei costi della politica.

Illuminazione, in arrivo il led ( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Obiettivo che, una volta centrato, inserirà la città delle Masserie fra le poche che in provincia di Caserta coniugano risparmio energetico, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Tra le prossime iniziative dell'amministrazione del Comune casertano c'è anche una riduzione dei costi della politica.

Governo/ Di Pietro: Dopo Lodo Alfano pronti a pacchetto ( da "Virgilio Notizie" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: abolizione dei fondi di finanziamento ai partiti", mentre autorevoli fonti dell'Idv menzionano anche un referendum sulle intercettazioni e un altro, meno certo, sulle politiche del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che si è unito all'Italia dei valori per l'iniziativa del Lodo Alfano,

PASQUALE IORIO CARBONARA DI NOLA. PIù VIVIBILITà, RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE DEGRADATE... ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: otto comuni del Nolano soppresso dalle recenti disposizioni sul taglio dei costi della politica. Il restyling dello spazio verde di via del Parco costerà 50mila euro. L'intervento, promosso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Iannicelli, partirà con la potatura di diverse piante e la sistemazione di nuovi alberelli, tra i quali pini, tigli, palme, cipressi,

Stella e la storia di Carmine, che morì beduino ( da "Gazzettino, Il" del 07-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella e la storia di Carmine, che morì beduino Mercoledì 7 Gennaio 2009, C'è un altro Gian Antonio Stella, accanto al giornalista di denuncia che, assieme a Sergio Rizzo, ha incamerato un milione e 300mila copie vendute con "La casta", uscito nel 2007 ma al sesto posto nella saggistica anche nel 2008,

di Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo mome... ( da "Leggo" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo momento, Bayern Monaco e Milan? La scelta di svolgere il ritiro invernale negli Emirati Arabi e quella di prendere giocatori a gettone, per un paio di mesi, dai Los Angeles Galaxy. Il bomber statunitense Landon Donovan per i bavaresi, David Beckham per i rossoneri.

Donne a rischio aborto adottate dal Comune ( da "Arena, L'" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: adottate dal Comune Ha fatto discutere il Consiglio comunale di Zevio la proposta di devolvere al «Progetto Gemma» la somma pari a un gettone di presenza di ciascun consigliere, presentata dall'assessore alla vita nascente Maria Luisa Tezza. Il «Progetto Gemma», avviato nel 1994, punta ad adottare a distanza donne a rischio aborto con sostegni economici da versare a un Centro aiuto,

di Francesco Manassero TORINO - Antibiotico Novellino anche pe... ( da "Leggo" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della stagione non solo per i sette gettoni da titolare (dodici presenze) e tre gol (tutti su rigore) dopo diciassette giornate di campionato. Per tornare il Rosinaldo dei tempi di Zaccheroni, quello che partendo dalla sinistra saltava come birilli gli avversari e arrivava alla conclusione a rete dopo irresistibili progressioni, il fantasista ha bisogno essenzialmente di una cosa:

enti, presto il cambio di poltrone ( da "Centro, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: lente di ingrandimento perché sono i due settori dove sono più evidenti i costi della politica, con sprechi di gestione, e doppioni di incarichi e servizi. Saranno soggetti allo spoil system Ater (ex istituti case popolari) e consorzi industriali, enti sui quali peraltro si parla da tempo di riforma. Via anche i commissari Destinati a cambiare anche i vertici degli enti strumentali,

La paga dei consiglieri comunali ( da "Trentino" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nella calza della Befana i consiglieri comunali hanno trovato la liquidazione dei gettoni di presenza alle dieci sedute di consiglio comunale del 2008 e delle due commissioni, urbanistica ed affari sociali, che si sono riunite rispettivamente 13 volte la prima e 3 la seconda. Il gettone, in tutti i casi, è fissato in 75 euro.

la crisi dell'economia ( da "Tirreno, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare Alternativa per Larciano sul tema dei costi della politica. «Esprimiamo il nostro pieno appoggio alle proposte di riduzione dei costi della politica - dicono in una nota - Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore della nostra associazione e che abbiamo sostenuto con forza anche al tavolo programmatico provinciale.

Consulenze, oltre mezzo milione l'anno ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: QUELLO dei Lavori pubblici il settore che registra il maggior numero di consulenze affidate dal Comune a professionisti privati. Nell?arco di due anni e mezzo ? nel periodo compreso tra il gennaio del 2006 e giugno del 2008 (i dati sono quelli forniti dall?

No al ritocco dei gettoni di presenza. Dopo il naufragio nel Consiglio comunale di Sezze della delib... ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il sermone arriva da quella parte politica che nella nostra provincia sta facendo man bassa di denaro pubblico. Il più credibile resta Titta Giorgi, dall'alto dei suoi oltre 150mila euro che incassa quale presidente dell'Astral, che "giustamente" riconosce che l'aumento del gettone di presenza non è niente di scandaloso».

Consiglio comunale, crescono i rimborsi ( da "Corriere Alto Adige" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: nelle giornate di consiglio, gli eletti-lavoratori dipendenti abbiano una giornata di permesso retribuito: e così il Comune, oltre a versare il gettone di presenza, rimborsa i loro datori di lavoro. Oltre alle giornate di consiglio (in genere sei al mese) ci sono poi le sedute nelle commissioni: in questo caso il permesso non riguarda l'

FFano ANOTEATRO inaugura il 2009 con il primo appuntamento della sezione "Danza”... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: stella indiscussa della danza, il mitico danzatore e coreografo Vaslav Nijinskij. Le tre coreografie sono firmate da Eugenio Scigliano, Fabrizio Monteverde e Cristina Rizzo. La compagnia costituisce la struttura produttiva di tirocinio professionale della Scuola del Balletto di Toscana e rappresenta una qualificata occasione di debutto sulle scene per un selezionato organico di circa

AMMINISTRAZIONE \nSENZA \nRESPONSABILITÀ ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo,

Palazzo d'Accursio stringe la cinghia e taglia i costi di gettoni e indennità ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che se ne vanno in gettoni di presenza e indennità per amministratori e consiglieri comunali e di Quartiere. La cifra è comunque inferiore a quella spesa nel 2008, che stando al bilancio ammonta a 2,8 milioni di euro. Pesa, infatti, il taglio imposto dalla Finanziaria 2008, che ha ridotto a un quarto dell?

sequals-gemona, troppi veti temo che non sarà realizzata precedenza alla pontebbana ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: presidenza dell'Ater». A proposito di enti e costi della politica: come riformerebbe l'attuale assetto delle Autonomie locali? «Abbiamo già detto che elimineremo le comunità montane e la stessa cosa vale anche per le associazioni tra Comuni (Aster). Ritengo che si debba riprendere il progetto delle comunità di vallata perché non è più possibile tenere in piedi Comuni piccolissimi,

Ma chi pagherà i debiti di Obama?. ( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.

Piazza e negozi nell'area dell'ex Sagrini ( da "Corriere Adriatico" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In particolare i presidenti dell'Asite Maurizio Laurenzi, della Solgas Filippo Ercoli e della Fermo Gestioni Immobiliari' Armando Altini hanno un appannaggio di 25.000 euro annui, mentre i consiglieri percepiscono un gettone di presenza. L.BO.,

CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI ( da "Agi" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: MA COSTI POLITICA ALTI (AGI) - Venezia, 8 gen. - Il referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto da parte della sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti premia la capacita' dell'istituzione regionale di rispettare il patto di stabilita' e di tenere in ordine la propria gestione contabile nel 2007,

CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) ( da "Agi" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della Corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007".

AMMINISTRAZIONE \nSENZA \nRESPONSABILITÀ - 20090108081045 ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo,

Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina. ( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.

Neve, ma Milano non è Marsiglia (per fortuna) ( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"

I COSTI DELLA POLITICA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak.

Costi della politica, un ddl per ridurli ( da "Alto Adige" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica, un ddl per ridurli BOLZANO. Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale per tagliare i costi della politica in Alto Adige. Il provvedimento prevede in sostanza, le riunioni ogni sera dalle 18 alle ore 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione.

Liquidati i gettoni per le due commissioni ( da "Trentino" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Liquidati i gettoni per le due commissioni Nel 2008 tredici riunioni sull'urbanistica, tre sulle politiche sociali RIVA. Con i gettoni di presenza per le riunioni di consiglio i membri delle due commissioni permanenti, urbanistica e politiche sociali, hanno incassato anche le spettanze maturate per la partecipazione ai lavori preparatori in vista delle scelte in aula.

E la Toscana spende meno ( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 11 del 9/1/2009 | Indietro E la Toscana spende meno AGRICOLTURA Niente gettoni di presenza e stipendi ma solo rimborsi spese per vicepresidenti, consiglieri e deputati nel Consorzi di bonifica. E un tetto massimo per l'indennità di funzione del presidente, equiparata al massimo a quella del sindaco di un comune fino a 10.

Un gran daffare per le banche ( da "Milano Finanza (MF)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: recessione colpirà duro la redditività e la capacità di generare cassa delle imprese, mentre il costo dei finanziamenti continuerà a salire. Secondo gli analisti di S&P's ben il 70% delle aziende da loro monitorate vedrà ridursi il suo free operating cash flow, con l'accesso al credito che rimarrà difficile e caro e quasi impossibile per le aziende con merito di credito speculativo.

se i partiti facessero un passo indietro - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Una diffusione così vasta del partitismo è di per sé veicolo di corruzione. I partiti vogliono essere compensati per i benefici che possono elargire, tendono a trasformare il rapporto di cittadinanza in clientela, i diritti in favori. Niente è più lontano dalla funzione benefica che i partiti politici svolgono quando si limitano ad esercitare correttamente il loro ufficio.

i costi della politica ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Pagina 9 - Regione I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak.

Processo Telecom, annunci web ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: associazione per delinquere alla corruzione all?accesso abusivo a sistemi informatici di trentaquattro persone. Tra questi, principale interprete è l?ex resposnabile della sicurezza di Telecom Giuliano Tavaroli, e sotto il profilo della responsabilità penale delle società, legge 231, compaiono Telecom e Pirelli.

In otto sempre presenti ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intascandosi così la totalità dei gettoni di presenza fissati a 90 euro lordi per ciascun assise portandosi a casa la cifra di quasi 4 mila euro. IN AULA, insomma, c?è il pienone o quasi, a giudicare dai numeri forniti dagli uffici comunali preposti che riferiscono appunto di ben sette consiglieri (cinque di maggioranza, tra cui il presidente dell?

)LA CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano NON SONO i... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: NON SONO i soli costi della politica in senso lato, ad aggravare la già pessima situazione della finanza pubblica: basti pensare agli ?eserciti? di alti funzionari e dirigenti nel Parastato, negli Enti locali, nei loro Consorzi, Aziende municipalizzate, Società pubbliche o pubblico-private, nella Sanità, nei Ministeri e,

'Danno erariale di 310mila euro' Ecco gli importi contestati ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: attraverso la delibera ritenuta illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Ecco gli importi: Fabio Armani 6.240, Giuliano Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto Bozzi 8.304, Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco Capecchi 9.170, Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.

di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l'ex consiglio comunale ... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?

Indennità ai politici: a processo 41 ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?

Minniti: tagliare le indennità ( da "Corriere Alto Adige" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «Tagliare i costi della politica partendo dagli stipendi dei consiglieri provinciali. Mauro Minniti, vicepresidente del consiglio torna alla carica rilanciando la proposta presentata alla fine della scorsa legislatura insieme al collega Alberto Sigismondi.

La politica uccisa in periferia ( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei comportamenti individuali (opportuni ma non decisivi, ad esempio, quando gli illeciti non sono finalizzati all'arricchimento personale bensì al finanziamento dell'attività politica propria, della propria corrente o del proprio partito); né tanto meno con l'appello ad una più forte etica pubblica, appello ovviamente giusto ma astratto e moralistico se non legato alle modalità

sanità, rifiuti, economia ( da "Centro, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sui costi della politica negli ultimi tre anni si è portata avanti una politica di riduzione delle spese attraverso la soppressione di ben 28 organismi regionali, 10 di questi sono stati eliminati proprio grazie al piano regionale dei rifiuti. Infine, per quanto riguarda la crisi economica Chiodi potrà prendere in considerazione atti di programmazione,

Una riunionesulle indennità ( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che andranno articolate in rapporto a quella del sindaco e del presidente della provincia, così come il gettone di presenza dei consiglieri comunali, il cui ammontare mensile non potrà superare l'importo pari al 30 % dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente della provincia regionale, ha destato non poco fermento fra i consiglieri comunali.

IL CARDINALE SEPE DIGA CONTRO LA CAMORRA RENATO CIMINO - NAPOLI UN NOTO RIS... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-01-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anche visto lo spreco che si fa per tener in piedi questo carrozzone (... Alitalia insegna). Per non parlare dell'attaccamento che hanno taluni alla poltrona, vedi le recenti nomine. Commissioni e affini a cosa servono? Gli altri networks hanno questi sprechi?

Costi della politica, i mini-risparmi della Regione ( da "Gazzettino, Il" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Costi della politica, i mini-risparmi della Regione La Corte dei conti: nel 2008 il Veneto doveva fare economie per 52 milioni, è arrivato appena a 880 mila euro Venerdì 9 Gennaio 2009, La Regione Veneto doveva effettuare risparmi sui costi della politica per 52 milioni di euro.

Peem, guadagni solo per chi l'amministra ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: svolge nel mio studio di commercialista - prosegue Princivalle -, struttura che ospita anche le riunioni del cda. Ci troviamo, in media, quattro volte l'anno. I sette componenti percepiscono un gettone di presenza di 100 euro. Nella seduta dello scorso 19 dicembre s'è deciso di ridurre le indennità del collegio dei revisori dei conti che sono state ridotte da 12 mila euro a 7 mila»

LIGURIA: GIUNTA STANZIA 30 MLN PER OCCUPAZIONE ED ECONOMIA. ( da "Asca" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, e' finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento e' fare della realta' locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralita' di obiettivi quali l'

PERUGIA: COZZARI, PROVINCIA VA DIFESA. CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 30. ( da "Asca" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dei costi della politica che sono da altre parti. Lo ha detto il presidente della provincia di Perugia, Giulio Cozzari nella trazionale conferenza stampa di fine anno tenuta stamane nella sede di Piazza Italia. Una panoramica a tutto campo: dall'anno Horribilis del 2008 che ha visto l'inchiesta della procura della repubblica sugli appalti con provvedimenti della magistratura nei

17:49 CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) ( da "Agi" del 09-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007".

Mancavano 12mila euro ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: infatti, percepisce un gettone di presenza di 90 euro lordi. Vanno, poi, aggiunte le spese per il personale della vigilanza e di segreteria, oltre a quelle per l'energia elettrica. L'anno scorso in bilancio erano previsti circa 120 mila euro: a causa delle tre sedute in più, si è sforato di 12 mila euro.

Troppi consigli comunali in città: la presidenza rimane al verde ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tanto da rendere necessario il ricorso al fondo di riserva dell'ente per liquidare i gettoni di presenza e pagare il personale di supporto. E' successo, infatti, che il capitolo del bilancio di previsione 2008 riservato al consiglio comunale fosse stato tarato su 28 sedute, quelle tenutesi nel corso del 2007, già superiore alla media degli anni precedenti che si aggirava sulle 25-

Consiglieri, da martedì si timbra il cartellino ( da "Trentino" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: martedì prossimo scattano in consiglio comunale le nuove regole sui gettoni di presenza: 60 euro, anziché 120, per chi partecipa a meno della metà della seduta. «I consiglieri dovranno strisciare il loro badge ogni volta che escono dall'aula», anticipa il presidente Alberto Pattini. Che ieri ha presentato la relazione sull'attività 2008 dell'aula: 56 sedute, 135 delibere approvate,

Costi della politica, Pdl diviso ( da "Alto Adige" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: demagogica di chi non ha dignità Costi della politica, Pdl diviso Vezzali contro il disegno di legge presentato da Minniti BOLZANO. Costi della politica, Pdl in disaccordo. Minniti lancia la sua proposta - ce n'è un'altra dei Freiheitlichen, che metterà in crisi la Svp - di riduzione dei compensi per i consiglieri provinciali, ma viene stroncato dal suo collega di gruppo Maurizio Vezzali,

Parodi (Seconda): "Circoscrizioni? Ne bastano due ma senza gettone" ( da "Stampa, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Niente di più sbagliato. Con il modico gettone annuo noi consiglieri non ci paghiamo neppure un terzo delle telefonate per segnalare inconvenienti, pericoli o situazioni di degrado. Con lo stipendio mensile di un'onorevole ci manteniamo tutte le Circoscrizioni del Nord Italia per un anno.

Sulla giustizia un compromesso da non sprecare ( da "Arena, L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare

Sulla giustizia un compromesso da non sprecare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare

Trenta milioniper il rilanciodel territorio ( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: del vicepresidente e assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). L'obiettivo è partire dalle realtà locali per produrre occupazione: inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale,

lavorano di più e guadagnano meno - gianluca della maggiore ( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Basta osservare il numero di gettoni di presenza erogati nell'anno (3786 contro 4279 del 2007) per dar conto della razionalizzazione. «Come ufficio di presidenza - dicono i consiglieri - abbiamo cercato soprattutto di incontrare molto più spesso i presidenti delle varie commissioni consiliari per semplificare la macchina della sedute,

competenze delle province, il pdl ha due facce ( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sui Consorzi di Bonifica nel mese di dicembre del 2008 lasciando immodificate le competenze e i parametri di applicazione del tributo, modificando solamente il compenso degli amministratori: eliminando il gettone di presenza per i consiglieri e lasciando il compenso per i presidenti equiparandolo a quello dei sindaci.

Fogne vecchie e allacci fatti male: ancora case allagate dai liquami ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: dopo che il consigliere comunale Paolo Cau (Pdl) ha pagato di tasca propria l'intervento di un'autopompa per liberare una casa dai reflui maleodoranti. «L'amministrazione non è intervenuta», scrive Cau in un'interrogazione, «così ho deciso di reinvestire i soldi ricevuti dei gettoni di presenza per chiedere l'intervento di una ditta privata.

acqua, processo vinto. con salasso - sergio secci ( da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che tutela gli interessi dei cittadini dopo che un comitato di autotutela composto da Mario Chighini, Franco Masala, Angelo Fadda, Vitorio Sella, Vittorio Bruschi e Mario Soro aveva sollevato il caso di una bollettazione che non teneva conto dei consumi reali e della non potabilità dell'acqua immessa in rete.

di MICHELA BERTI E' COSTATA 211.145euro l'attività del consigli... ( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I CONSIGLIERI non si arricchiscono certo con i gettoni di presenza ? commenta Bianchi -. Cinque mila euro all?anno non sono uno stipendio. Il mio compenso, ad esempio, è di 3.279euro lordi al mese, il minimo tabellare, ed i consiglieri comunali non godono dei benefici di altri colleghi che possiedono cellulari e computer pagati dall?

DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più attesa degli ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: prevede la legge approvata nel 2005 e che ha dimezzato i tempi della prescrizione per la corruzione. Quindi la partita giudiziaria è chiusa. Il sindaco per la legge è innocente. Ora l?ultimo ostacolo che Sturani dovrà superare è tutto politico: gli oppositori nel Pd e quelli del centrodestra si accontenteranno o a loro avviso resterà una macchia indelebile sulla figura politica?

CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 21 CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s... CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con servizi ed uffici pubblici, scorte ai portavalori... Sono solo alcuni dei temi affrontati ieri dal Dipartimento di polizia che ha riunito i tre comandanti delle forze dell?

Francesco Terreri Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte ( da "Adige, L'" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza per i consiglieri che partecipano a meno della metà di una seduta. Ma la norma ha ancora bisogno di chiarimenti «per evitare contestazioni». Resta aperto il nodo regolamento. «Ogni anno si dice che dobbiamo cambiarlo - ricorda il presidente del Consiglio comunale - Non è accettabile che una minoranza abbia gli stessi effetti della maggioranza sul programma di

Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sabato 10 Gennaio 2009 Chiudi L'esasperazione del mordi e fuggi. In centro sono quaranta i locali in cui si consuma il pranzo in pochi minuti. Poi ci sono i bar coi precotti Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" Distributori automatici non solo per caffè e bibite, ma anche per il ragù e i piselli

<La Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato> ( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 5 categoria: REDAZIONALE Finozzi sui costi della politica «La Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato» VENEZIA — Costi della politica, Marino Finozzi non fa sconti. Non ai «colleghi» della giunta di palazzo Balbi, almeno. «I rilievi della Corte dei Conti sulla gestione amministrativa della Regione?

I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Li... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 28 I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Li... I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Libertà. «Se l?associazione intercomunale Terre di Pianura ? attaccano gli esponenti del Pdl ?

E spuntano i prepensionamenti per i commercianti ( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Infine viene spostato dal 31 gennaio 2009 al 28 febbraio il termine della domanda per il cosiddetto Bonus Famiglia. Lo prevede un emendamento al decreto anticrisi dei relatori di maggioranza approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Roberto Bagnoli

Immigrazione: e se iniziassimo a far rispettare le leggi esistenti?. ( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.

L'ELEZIONE DI PIERO CAPPELLO ALLA PRESIDENZA DELL'ASI HA DATO L'OCCASIONE AL SEGRETAR... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Asi rinuncia a questa sua importante prerogativa di favorire lo sviluppo, allora si riduce ad essere un carrozzone inutile, un centro d'affari che serve solo a distribuire gettoni di presenza». L'ultimo pensiero di Crisci è rivolto alla Regione Campania: «Abbiamo invitato la Regione ad approntare una legge, sul modello di quanto avvenuto in Lombardia,

RAFFAELE SCHIAVONE IL REGALO TANTO ATTESO, E FORSE IL PIù IMPORTANTE DI UESTO MERCATO DI RIP... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 26 presenze in serie A (tre delle quali in questa prima parte della stagione con la squadra della sua città), Ciaramitaro vanta una lunga esperienza nella cadetteria (ha giocato anche in C1, undici le presenze) avendo indossato le maglie di Palermo, Livorno, Cesena e Chievo mettendo insieme 140 gettoni e realizzando 15 reti.

I costi della politica e i rimborsiProvincia. ( da "Sicilia, La" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I costi della politica e i rimborsiProvincia. La commissione Bilancio denuncia la presunta disparità di trattamento coi colleghi della Regione E' durata non più di un minuto l'azione di due rapinatori che ieri pomeriggio hanno svaligiato la filiale di viale Teracati di Banca Nuova.

Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina ( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri.

Dieci maxicomuni per ridurre i costi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: trasformazione della Provincia in ente di secondo livello, ossia con un consiglio e una giunta non più eletti dal popolo ma formati da membri - tutti pagati solo con gettone di presenza - scelti dai sindaci. E' la ricetta per tagliare i costi della politica di FareVeneto. Una proposta che è un terremoto: azzerare centinaia di poltrone nei consigli comunali e nei municipi per aumentare l'

primarie pd i punti forti di ciampi ( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: le tematiche caratterizzanti del mio impegno politico sono l'inclusione sociale per uno stato sociale che sappia rispondere efficacemente alle domande di una società in continuo mutamento, la riduzione dei costi della politica e della macchina amministrativa, il contenimento delle spese, e quindi delle tariffe a carico dei cittadini e lo sviluppo sostenibile,

le idee nel cassetto ( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I costi della politica vanno ridotti. Le risorse liberate potranno essere utilizzate per migliorare, ad esempio, i servizi sociali. Verrà ridotto il numero degli assessori e i componenti delle partecipate. Agenzia per lo sviluppo. Carlesi punta a creare un'agenzia per lo sviluppo capace di attrarre a Prato capitali,

<La Provincia serve Ma basta sprechi> ( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per una coraggiosa riforma delle nostre istituzioni che azzeri gli sprechi e abbatta i costi della politica». Angelo Mazzola, già sindaco di Graffignana e parlamentare, tra i sostenitori della nascita della Provincia di Lodi, ha presentato in Consiglio, dove siede tra i banchi dell?opposizione per Forza Italia, una documentata mozione sull?

NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto: enticin... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Luca Valente (figlio di Roberto che presiede l?Epg), Fabio Pacini, Pietro Pecorini, Piero faraoni, Maurizio Bigazzi e Gaetano Viciconte. Per tutti previsto anche un gettone di presenza di 155 euro. Per gli amministratori residenti fuori Firenze prevista una diaria di 52 euro per ogni adunanza e rimborso spese di viaggio.

di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell'opposizione contro la giunta di San Maur... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: enorme del debito comunale avevamo chiesto nei mesi scorsi che tutti i consiglieri comunali, assessori e sindaco in testa, al fine di pagare chi ha lavorato, senza lasciare debiti in sospeso, di non ricevere più gettoni di presenza e compensi di vario genere collegati con l?impegno politico-amministrativo in comune e restituire quanto già percepito nel 2008». «ANCHE NOI ci stiamo.

FOLIGNO <DAL 2002 AD OGGI l'incremento del costo dell... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aumento del costo dell?acqua è stato dell?87 per cento. In verità si tratta di una operazione che favorisce le banche e penalizza gli utenti». Rendere bancabile un piano, spiega la leader di Impegno Civile, significa consentirne il finanziamento da parte di istituti di credito, sulla base di un progetto e dei suoi flussi di cassa.

Qui ci vuole una sterzata ( da "Nuova Ferrara, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha nulla da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale in merito a: riorganizzazione della macchina comunale, tagli a sprechi, corruzione e clientelismo, ampliamento dell'offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte.

<IL BALLOTTAGGIO è inevitabile>. Valentino Tavolazzi, candidato a ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: infine da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale sulla riorganizzazione della macchina comunale, i tagli degli sprechi, la corruzione e il clientelismo, ampliamento dell?offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte.

Gerardo Coraducci, presidente del consiglio comunale, quale bilancio si può ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che hanno dovuto dire addio all'indennità per ritornare al gettone di presenza, con riduzioni notevoli sui compensi, oltre il 50%... «E' stata una legge del Governo Prodi che non ho condiviso, l'indennità era più adatta al ruolo del consigliere, che va svolto a 360° e richiede molto tempo». Si parlava anche della riduzione del numero dei consiglieri.

Berlusconi: "Riforma della giustizia? Spero con il Pd, altrimenti da soli" ( da "Giornale.it, Il" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non ho mai voluto vietarle per la corruzione". E su Malpensa assicura: "Nessuna preoccupazione seria" Roccaraso (L'Aquila) - "Io non so se queste speranze, che sono scritte sui giornali di oggi, possano trasformarsi in realtà, ma sono sicuro che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile, con la maggioranza,

Impianto offshore a Butera<Il Comune si pronunci> ( da "Sicilia, La" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ssa Graziella Morreale, ha provveduto ad emettere il provvedimento di liquidazione dei gettoni di presenza a favore dei consiglieri comunali. I gettoni di presenza sono relativi alla loro partecipazione a sedute consiliari e a sedute delle due commissioni consiliari di studio e consultazione per l'intero anno 2008.

Il metro della ricerca. La ricerca del metro ( da "Bollettino Università & Ricerca" del 11-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: un serio contributo al dibattito in corso e di sensibilizzare il mondo accademico e scientifico sull'importanza sia della valutazione dei progetti e del prodotto scientifico, sia dei ricercatori e delle strutture, con la consapevolezza che le politiche dei finanziamenti devono tener conto dei risultati della ricerca e che un ateneo che accetta la valutazione è un ateneo più forte.

Doccia fredda sui mega-Comuni ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: costi di FareVeneto, associazione del Pd, non convince. O meglio: tutti sono d'accordo sulla necessità di tagliare i costi della politica, ma seguendo altre strade. E non mancano le stoccate: lo stesso segretario provinciale del Pd Enrico Quarello replica così a FareVeneto, associazione formata da diversi esponenti dell'

Il Cf Alto Adige brinda pure in Coppa ( da "Alto Adige" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mumelter (46º Rigatti), Messner (46º Tonelli), Ribeiro Rizzato, Grillo. All. Genta & Ferrari C. VALBRUNA VICENZA: Rizzo, Cedolini, Santuliana, Giansanti, Lobbia, Orso (72º Zordan), Lazzaro, Caneva, Miotto, Gallo, Steccanella. All. Mecenero. RETI: 9' Grillo, 17' Rizzato Ribeiro, 57' Rigatti, 59' Oberlechner.

Sobrietà in regione ( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rari i casi di abbassamento delle aliquote fiscali (salvo riduzioni piuttosto circoscritte in Piemonte, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia); ma nessuno le ha alzate; molte regioni hanno cercato di abbassare la spesa corrente e i costi della politica. Praticamente tutte hanno aumentato le risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli della popolazione e/

pronti a fare le riforme, con o senza il pd ( da "Centro, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: i costi dell'energia da record rispetto ad altri Paesi europei, l'evasione fiscale al 20%, i tempi della giustizia inaccettabili che allontanano le imprese che vogliono investire». I SONDAGGI. «Le azioni per cambiare il Paese», riprende il premier, «sono state percepite così bene che è salito l'apprezzamento degli italiani per il governo.

malattia di d'alfonso, è rottura tra pd e idv ( da "Centro, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: «In più di un'occasione e sempre a seguito di sue estemporanee esternazioni, tutte volte a raccogliere un utile, per lei, consenso elettorale, senza badare troppo alle difficoltà altrui, sono stato assalito dalla voglia di risponderle...» Infine, la firma: «Il consigliere con gettone di presenza non rubato». (a.ben.)

30 MILIONI DI EURO PER PIANI DI SVILUPPO LOCALE INTEGRATI FONDI FSE E FESR INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE E NUOVE IMPRESE IN LIGURIA ( da "marketpress.info" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell´Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento è fare della realtà locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralità di obiettivi quali l´occupazione,

Al via le indennità leggere per chi ha sforato il Patto ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: assottigliano perciò della stessa misura anche i gettoni di presenza di consiglieri comunali e provinciali. La sezione regionale toscana della Corte dei conti, con la deliberazione 24P/2008, intervenendo sulle modalità operative di tale riduzione, richiede l'adozione di una delibera di Giunta o di consiglio per i rispettivi componenti, che disponga obbligatoriamente la riduzione.

Cialente non riesce ad abbattere i costi della politica ( da "Tempo, Il" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La dura critica riguarda i costi della politica a palazzo Margherita che, dopo una campagna elettorale basata su una loro drastica diminuzione, sembrerebbero rimasti invariati se non aumentati. Una delle promesse più eclatanti non mantenute riguarda la riduzione dei componenti dei Consigli di amministrazione, che da cinque sarebbero dovuti diventare tre,

Berlusconi: <Riforme con o senza Pd> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: POLITICA 12-01-2009 Politica GOVERNO IL CAVALIERE SULLE INTERCETTAZIONI: «NESSUNA RETROMARCIA. NON HO MAI VOLUTO ESCLUDERE I REATI DI CORRUZIONE» Berlusconi: «Riforme con o senza Pd» Il premier difende Air France. L'affondo di Letizia Moratti: perché i debiti di Alitalia ricadono sui cittadini?

DISAGI CONTINUI I malvezzi di chi frequenta via Malvezzi nChiediamo ospit... ( da "Giornale di Brescia" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il fatto è che in Italia, dei costi della politica si parla solo a corrente alternata e solo quando parlarne è strumentale ad altri fini politici e non per affrontare seriamente il problema. Ricordate quando a ridosso della campagna elettorale si parlava di abolizione delle province e delle Comunità montane?

J.P. Morgan Securities mette un gettone sul settore della difesa aerospaziale ( da "Finanza.com" del 12-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ultimo mese complici i forti risultati di bilancio e il mantenimento di un solido outlook. Nello specifico gli esperti di JP Morgan hanno arrotondato il target price su Boeing Co portandolo a quota 44 dollari dai precedenti 42 su base valutativa. Il broker resta bullish su questo comparto in generale per le prospettive di lungo termine.

Blocco sul Palafiere Si rischia di non fare la Mostra di marzo ( da "Stampa, La" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 17 per ogni gettone di presenza ai consiglieri di maggioranza, 0 assoluto per quelli di minoranza». Ora il problema di Oddone è di «subaffittare un alloggio che non è il mio», cioè il Palafiere. Una riunione tecnica di oggi dovrebbe partorire un documento provvisorio che gli consenta intanto di operare.

Timer in aula, prime schermaglie ( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Da oggi scattano le nuove regole sui gettoni. Pietracci: ridicolo Timer in aula, prime schermaglie TRENTO. Il conteggio del tempo partirà alle 18, ora di inizio delle sedute di consiglio, e finirà all'ora di chiusura. Da oggi scattano a palazzo Thun le nuove regole sul gettone di presenza (ridotto della metà, da 120 a 60 euro, per chi partecipa a meno della metà della seduta)

Bastard Sons of Dioniso, i tre rockettari trentini sfondano a X Factor ( da "Trentino" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Non è stato semplice organizzare una serata in così pochi giorni" dice Cristian Rizzato che assieme alla moglie Sonia Folgheraiter è titolare dell'attività "ma tutti noi avremmo guardato la puntata di X Factor, tanto valeva riunirsi qui." Iniziativa simile alla Talpa di Miola di Pinè, dove i Bastard si sono esibiti spesso, soprattutto agli esordi.

TELEVISIONE Il concerto di Capodanno a Venezia nSiamo sinceri: non ci sen... ( da "Giornale di Brescia" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: e neppure quale possa essere il suo cachet in caso accetti l'incarico di presiedere il Museo della Carta. Su quest'ultimo aspetto presumo che non si accontenterà di un semplice gettone di presenza e mi chiedo se sia opportuno che un'Amministrazione che non perde occasione per lamentare l'enorme «buco» lasciato dai precedenti colleghi si imbarchi in ulteriori spese.

investimenti rischiosi, comuni nei guai ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: regolarità della procedura amministrativa sia se è espressione dei consigli comunale e provinciale, sia se frutto di una consulenza esterna. In quest'ultimo caso il magistrato si sofferma anche sul costo della consulenza senza trascurare il contenuto del contratto, l'andamento contabile dei derivati e la loro contabilizzazione visto che non sempre rientrano tra gli investimenti.

Regioni, tagli alle spese senza aumentare le tasse ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: riducendo da una parte i costi della politica per far fronte, dall'altra, al carovita che alleggerisce il portafogli dei cittadini. I buoni propositi Quali sono, dunque, i buoni propositi per fronteggiare la crisi economica globale? Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, per esempio, non ci sarà un aumento delle tasse regionali e,

Auguri a Giolitti per i cento anni del ministro della malavita ( da "Riformista, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: epoca di continue convulsioni tra crisi della politica-corruzione-giustizialismo, andrebbe ricordato che giammai Salvemini e i salveminiani avrebbero invocato la discesa in campo della magistratura contro i mali della politica. Quei mali andavano risolti politicamente, con azioni limpide che facessero seguito a un pensiero limpido, aprendo il campo a nuovi esperimenti.

Riceviamo e pubblichiamo DA PIÙ PARTI ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: significa ridurre la quantità esorbitante di viaggi all?estero di alcuni assessori e relative delegazioni. Significa anche impedire la possibilità di riscuotere il gettone di presenza ad una commissione consiliare se la presenza di un consigliere è durata solo pochi minuti. Potrei fare altri esempi, ma quello più rilevante è un dubbio su cui penso sia necessario fare chiarezza:

Ai cittadini costa otto cent al mese ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: forse, a margine delle recenti e roventi polemiche sui costi della politica, a dire il vero perlopiù innescate a livello nazionale. E così, a scanso di equivoci, abbiamo deciso di pubblicare nell?ultimo numero di ?Altrepagine? - il giornale che edita l?amministrazione comunale - un articolo intitolato ?

Casta e camomilla ( da "Arena, L'" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: argomento dove si parla di caste, regimi, bavagli, intoccabili, corruttori, tangentopoli, baronie, poteri e poteri arroccati sui loro fortini indistruttibili. I loro autori i vari Stella, Rizzo, Gomez, Travaglio, Lillo, Grillo, identificati dai componenti della casta sia di destra che di sinistra, come scrittoruncoli antipolitici,

di NICOLA MARCATELLI CESENA DOMANDA: chi è il portiere d... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sul quale si sarebbero abbattuti anche gli infortuni) perse il posto da titolare a beneficio di Sarti (il primo giocò 21 gare, il secondo 19) e da quei giorni iniziò il crollo verticale coi bianconeri che si salvarono col fiatone. E come non parlare dell?anno scorso, dove tra Artur (18 gettoni), Berti (12), Sarti (11) e Rossini (5) era gara a chi presenziava di più.

<Campania, leggi troppo costose e spesso senza copertura finanziaria> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tra l'altro di leggi che non possono essere applicate per mancaza di finanziamenti. Il tutto fa lievitare i costi della politica, che, invece, dovrebbero essere ridotti drasticamente. Più volte lo abbiamo denunciato ma il centrosinistra non se n'è dato mai per inteso. E' la sua maniera di fare politica clientelare.

Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. I... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Martedì 13 Gennaio 2009 Chiudi Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. Ieri, in conferenza dei capigruppo, si è scoperto che i conti rischiano di non tornare. Cioè che i soldi spesi per il rimborso spese legato alla partecipazione delle sedute, potrebbero essere stati buttati al vento.

D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese"

Parcheggi gratuiti ai consiglieri E' polemica ( da "Corriere Adriatico" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ma se parliamo dei consiglieri comunali vorrei far notare che un gettone di presenza di 90 euro per una seduta del Consiglio di media 6-8 ore, più il tempo speso per la preparazione, lo studio dei documenti è quasi la metà della paga oraria di un cassintegrato".

Costi della politica, la Regione dice 'sì' alla riduzione dei consiglieri ( da "RomagnaOggi.it" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: della proposta di modificare lo Statuto nella parte che riguarda il numero dei Consiglieri regionali, riducendolo a 50". "Credo che la scelta sia corretta, e si pone in continuità con quel processo di autoriforma del sistema istituzionale che abbiamo avviato e che è propedeutico al rafforzamento delle Istituzioni stesse"

CorrierEconomia, "alla Calabria il record delle leggi approvate" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-01-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il finanziamento, attraverso un sostanzioso taglio ai costi della politica, di stage biennali retribuiti per 500 laureati particolarmente meritevoli; l?accantonamento delle somme necessarie per l?entrata a regime dei 170 nuovi dipendenti che verranno assunti quest?anno attraverso un concorso super-trasparente?


Articoli

Giunta rinuncia alle indennità per poter pagare i dipendenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

VALLEMOSSO. COMUNITA' MONTANA SENZA FONDI Giunta rinuncia alle indennità per poter pagare i dipendenti [FIRMA]MATTEO PRIA VALLEMOSSO I soldi non arrivano alla Comunità Montana Valle di Mosso e la giunta rinuncia alle indennità di carica per coprire almeno gli stipendi dei dipendenti. «La drastica riduzione dei trasferimenti statali non consente di prevedere le necessarie disponibilità per la corresponsione delle indennità di carica e dei gettoni di presenza agli amministratori della Comunità - si legge in una nota del presidente Enzo Cravello -. Si prevede quindi solo il pagamento degli stipendi ai dipendenti per il mantenimento dello stato di funzionalità degli uffici e dei servizi. All'approvazione di nuova regolamentazione per l'ordinamento generale degli uffici e dei servizi provvederà il nuovo organismo che verrà costituito a seguito dell'accorpamento delle comunità montane». Il consigliere di minoranza Piero Casula aveva già tempo prima annunciato questa situazione. «E' bene ricordare che Cravello e la sua giunta percepiscono delle misere indennità che non coprono neanche le spese d'ufficio - spiega il consigliere -. Questa situazione drammatica è il risultato della scellerata scelta di sprecare i fondi destinati alla montagna per mantenere in vita carrozzoni pubblici che di montano hanno ben poco. Per mesi ho denunciato questo pericolo ma non avrei mai pensato che si raggiungesse un livello cosi basso». Ancora una volta il consigliere si scaglia contro le scelte politiche dell'accorpamento: «Questo enorme danno creato nei confronti del nostro territorio è stato provocato anche per volere di politici e sindaci kamikaze che gestiscono le nostre vallate. Per mesi infatti abbiamo sentito dire da Ronzani, Biasetti, Regis e company che la creazione di una nuova grande comunità montana pianeggiante avrebbe portato dei benefici economici; ebbene questo è il risultato». Casula lancia un appello ai politici: «Desidero fare un appello pubblico a Ronzani, Regis, Biasetti, Gibello, Leardi che sono i lungimiranti che avrebbero potuto e soprattutto dovuto evitare questa situazione: sarebbe opportuno che almeno per dignità destinaste una parte delle vostre indennità, spropositate per i consiglieri regionali, per la giunta della nostra comunità montana».

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Tutto il Consiglio seduta per seduta (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

IL PUBBLICO domande a il caso Indagine del Comune di Pinerolo domande a Ecco i numeri dell'attività degli amministratori Poca gente in sala se non si discute di rifiuti o parcheggi Pietro Ras della minoranza Tutto il Consiglio seduta per seduta ANTONIO GIAIMO «Sono stato sempre presente per controllare la maggioranza» Paolo Covato sindaco «C'è una diffusa disaffezione dei cittadini alla politica» PINEROLO Lo scorso anno il consiglio comunale si è riunito 37 volte (140 ore), 99 sono stati gli atti amministrativi, fra questi 68 sono state le delibere approvate. Sono questi alcuni degli elementi che emergono dalla «Relazione sull'attività del consiglio comunale», presentata al sindaco e redatta dal presidente del consiglio, Alberto Barbero. Quattro pagine per fotografare la vita dentro al palazzo comunale vista da chi occupa uno scranno in consiglio. La seduta più breve è durata 2 ore e 49 minuti, la più lunga 6 ore e 20. Il settore che ha avuto il maggior numero di deliberazioni, venticinque, è stato quello dell'urbanistica, segue con 23 il patrimonio. Pochissime le delibere presentate dai consiglieri: 4 (solo due approvate). Inoltre sono state 25 le mozioni presentate, 12 quelle approvate. Fra queste anche una dei residenti della zona delle Macine che hanno sollevato il problema dei cattivi odori e dell'alto numero di camion che passano davanti alle loro case diretti alla discarica. La relazione analizza poi il numero di presenze e di assenze di consiglieri e assessori: non sono mai mancati Prola, Tumminello, Ras, Zanello (subentrato a Pazè) mentre Bianco è stato presente 17 volte. Preso in esame anche il lavoro delle commissioni consiliari che si sono riunite 126 volte e il costo rappresentato dai gettoni di presenza (manca il conteggio del secondo semestre). Spiega il presidente del consiglio Barbero: «I gettoni di presenza dei consiglieri ammontano a 31 mila euro e quelli delle commissioni a 34 mila. Per ogni seduta un consigliere percepisce 32, 54 euro lordi». Non percepiscono il gettone il sindaco, il presidente del consiglio e il consigliere Macrì che siede in consiglio con una nomina della comunità montana, il loro ruolo è già coperto da un'altra indennità. Continua Alberto Barbero: «Il consiglio è stato chiamato a votare per decisioni di tipo urbanistico, amministrativo e per gli altri settori, esaminati dalla Giunta». Una nota dolente: le decisioni del Consiglio non sono quasi mai stati seguite dal pubblico, tranne in alcuni casi, quando si sono affrontati argomenti come la discarica, i parcheggi, il benessere degli animali.Pietro Ras, consigliere della lista civica «Insieme con Bolla per Pinerolo», è stato presente a tutte le 37 riunioni. Perché tanta diligenza nel seguire i lavori dell'Amministrazione? «Sei obbligato ad essere presente altrimenti la maggioranza approva tutto ciò che vuole. Certo loro hanno i numeri ma la nostra presenza in aula è una garanzia per i cittadini che con il loro voto ci hanno dato fiducia». Ma al di là del consiglio comunale quali altri strumenti avete per far sentire la vostra voce? «In teoria ci sono le commissioni dove si dovrebbero discutere i temi che poi andranno in consiglio, ma non è tutto così scontato». Perché? «I tempi della discussione sono troppo brevi, spesso arriva il sindaco che ci invita a chiudere la discussione, ci fa accelerare e di conseguenza accade che poi si allungano i tempi del consiglio, quello che non si è discusso prima lo discuti dopo». Quale strumenti avete oltre al voto? «Quando non siamo convinti della correttezza di una delibera abbiamo più volte chiesto che gli atti venissero mandati alla Procura della Repubblica, richiesta che è caduta nel vuoto».\ 4Il sindaco di Pinerolo, Paolo Covato, ritiene che il lavoro delle commissioni comunali sia stato propedeutico alle decisioni del consiglio. L'hanno accusata di schiacciare il piede sull'acceleratore durante le sedute delle commissioni, con il risultato che i consigli sono diventati più lunghi. Non sarebbero serviti altri momenti di dibattito prima del passaggio al voto? «La democrazia è decidente, quando per un argomento come la variante al piano regolatore si fanno 17 riunioni di commissioni credo che si siano affrontati tutti gli argomenti e quindi è giusto che si passi al voto dei consiglieri». Per quale motivo, benché le sedute consiliari vengano pubblicizzate la tribuna del pubblico è semideserta? «C'è un generale disinteresse del cittadino verso la politica». Non sarà perché i consigli sono spesso lunghi e difficili da seguire? «A volte anche questo può essere il motivo. Sta di fatto che sovente in aula assistiamo ad un prolungamento delle strategie elettorali». Le delibere importanti per Pinerolo? «La variante al piano regolatore e quella bipartisan sull'ampliamento della discarica». \ 4

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bruxelles presa in ostaggio paga le divisioni interne ma putin ha le armi spuntate - autore1 (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 8 - Economia Bruxelles presa in ostaggio paga le divisioni interne ma Putin ha le armi spuntate La rendita gas-petrolifera russa si assottiglia a vista d´occhio, e i prezzi scenderanno La Ue oggi sconta la mancata costruzione di un mercato unico del gas AUTORE1 federico rampini La puntualità è sospetta. Un´ondata di gelo polare attanaglia l´Europa. Subito esplode la lite Mosca-Kiev; la penuria "politica" del gas russo con cui ci riscaldiamo e produciamo corrente elettrica. La crisi coglie l´Italia sorprendentemente impreparata, anello debole di una Unione europea anch´essa colpevole di imprevidenza. Ieri i volumi di fornitura di gas russo al nostro paese sono crollati del 90% rivelando la nostra fragilità. Siamo uno dei paesi più dipendenti da Gazprom. Non consola trovarsi in compagnia di ex-satelliti dell´Unione sovietica come la Slovenia e l´Ungheria. Né rassicurano le parole del ministro Scajola che annuncia «riserve sufficienti per alcune settimane». L´inverno è ancora lungo, altri paesi hanno in stoccaggio scorte strategiche valide per mesi. Visto che questa crisi sembra un remake del braccio di ferro tra Russia e Ucraina nel gennaio 2006, il Financial Times ricorda la massima di Karl Marx secondo cui «la storia si ripete prima sotto forma di tragedia poi di farsa». L´umorismo si addice agli inglesi, che grazie ai giacimenti del Mare del Nord sono autosufficienti in gas naturale. Per noi continentali è più tragico che farsesco scoprire che a tre anni di distanza nulla è cambiato nelle nostre fonti di approvvigionamento. Un quarto di tutto il gas continua a venire dalla Russia. E l´80% di quella fornitura continua a traversare l´inaffidabile Ucraina. Il conflitto tra Mosca e Kiev sull´energia ha origini storiche. Il gasdotto che traversa l´Ucraina fu costruito quando questa faceva ancora parte dell´Unione sovietica e quindi subiva i diktat del Cremlino. Dopo la fine dell´Urss gli ucraini hanno conservato un lascito ereditario e una servitù di passaggio. Il lascito positivo è un prezzo politico del gas, inferiore fino a ieri alle quotazioni del libero mercato. Il privilegio lo pagano ospitando sul loro territorio un´imponente autostrada di tubature, il pipeline strategico che Mosca usa per procurarsi valuta pregiata vendendo il gas all´Europa occidentale. A intermittenza, di solito dopo abbondanti nevicate e temperature sottozero, Gazprom si "ricorda" improvvisamente che gli ucraini pagano il gas troppo poco e gli chiude il rubinetto. I dirigenti di Kiev reagiscono servendosi da soli, cioè rubando dalle megacondutture il gas destinato a noi. E l´Unione europea viene presa in ostaggio. Dietro le ragioni commerciali Mosca ha motivazioni politiche. L´ultimo braccio di ferro sul gas con gli ucraini, nell´ottobre 2007, fu una plateale interferenza politica. Nostalgici dell´impero sovietico, Putin e Medvedev hanno tentato di ostacolare la formazione a Kiev di un governo filo-occidentale. I rubinetti del gas vennero chiusi subito dopo le elezioni ucraine. L´episodio attuale è probabilmente una vendetta a freddo � è il caso di dirlo � per far pagare a Kiev il suo appoggio politico alla Georgia durante il conflitto dell´estate scorsa. Il fatto che al vertice di Gazprom ci sia un certo Alexsandr Medvedev, fratello del presidente russo, ci ricorda che a Mosca la differenza fra la politica e gli affari è trascurabile. Ma se il regime russo è una caricatura grottesca e feroce della democrazia, l´Ucraina non versa in condizioni molto migliori. Ha un presidente e un premier impegnati in una lotta fratricida, il Pil in caduta libera (meno 14%), la bancarotta di Stato rinviata momentaneamente grazie a un prestito d´urgenza (16,4 miliardi di dollari) del Fondo monetario. Perfino la sua banca centrale è lambita da pesanti sospetti di corruzione. I remake dei film non sempre hanno il successo dell´originale. La Russia sta esaurendo rapidamente la sua capacità di usare il ricatto energetico per ricostruirsi una sfera d´influenza imperiale. La rendita gas-petrolifera si assottiglia a vista d´occhio. Noi europei stiamo ancora pagando il gas russo intorno a 500 dollari per mille metri cubi, in virtù di contratti a lunga scadenza firmati quando i costi energetici erano ai massimi storici. Ma quei contratti hanno clausole d´indicizzazione che adattano il prezzo del gas a quello del petrolio, con sei o dodici mesi di ritardo. Le casse del Tesoro di Mosca, come il rublo, stanno soffrendo. Una nuova bancarotta di Stato della Russia (o il crac di pezzi portanti della sua industria di Stato) non è un evento impossibile nel corso del 2009. La recessione globale rivela gli errori strategici compiuti da Putin-Medvedev e dai loro oligarchi. Hanno sprecato gli anni delle vacche grasse, trascurando di investire nella scoperta di nuovi giacimenti e nelle infrastrutture di trasporto dell´energia. Per non parlare della mediocre situazione socio-economica della maggioranza dei loro connazionali, appena sfiorati dal benessere del boom. I russi pagheranno presto una politica arrogante e di corto respiro per la quale vengono a mancargli le risorse finanziarie. E´ una magra consolazione per l´Europa occidentale, che ha dimostrato una pericolosa miopìa. Anzitutto per la viltà da noi praticata quando l´Orso russo sembrava irresistibile; donde la sostanziale rinuncia a sostenere la costruzione di una democrazia sana in Ucraina e in altre nazioni dell´ex impero sovietico. Anche nel settore dell´energia abbiamo colpe serie. Come il ritardo nel completare il progetto Nabucco, cioè la rete di gasdotti che attraverso i Balcani e la Turchia devono consentirci un accesso diretto al gas dell´Asia centrale, riducendo la nostra dipendenza da quello russo. E´ imperdonabile la mancata costruzione di un vero mercato unico europeo del gas, che doveva fluidificare la circolazione dentro l´Unione e quindi consentire di ovviare rapidamente ai deficit energetici congiunturali di questo o quel paese. Su tutto pesa l´ombra di giganteschi e inconfessabili conflitti d´interessi: negli anni del suo boom Gazprom ha notoriamente "reinvestito" una parte della rendita per garantirsi i favori di importanti leader politici europei. Ora l´Unione si ritrova catapultata nell´improbabile ruolo di mediatore tra Mosca e Kiev, per garantire che il gas torni presto ad affluire in casa nostra. Come per il Medio Oriente anche questa crisi sembra fatta su misura per esaltare le nostre divisioni interne. Come al solito c´è un fronte del sorriso che ama dire sempre di sì a Mosca. E c´è un fronte che vorrebbe affrontare i russi a muso duro, ma non ne ha i mezzi.

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Soru ricomincia da duemila (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

sardegna al voto Soru ricomincia da duemila Era pieno il palazzo della Fiera di Cagliari, ieri sera. Più di duemila persone hanno partecipato alla convention di avvio della campagna elettorale del presidente della Regione uscente, Renato Soru, che ha sfidato la sorte (e il suo partito, il Pd) portanto alle estreme conseguenze la crisi della sua giunta e correndo per le elezioni fissate per il 15 e 16 settembre. Occhi puntati sulla Sardegna, dunque, dove la macchina di Soru è già in moto: ieri centinaia di simpatizzanti erano accalcati all'esterno della sala stracolma. In platea, amici e nemici. Sul palco, una sfilata in stile veltroniano, con studenti, disabili, imprenditrici, allevatori e musicisti a darsi il cambio nel testimoniare il buon lavoro svolto dall'amministrazione Soru. E il candidato, che si ripropone come uomo simbolo della rinascita della Sardegna, ha snocciolato i capisaldi del suo programma, che ricalcano quelli della passata legislatura: istruzione e conoscenza, lotta agli sprechi e alla povertà, tutela del paesaggio e riforma della Regione. A cominciare da una legge che tagli i costi della politica e riduca non solamente il numero dei consiglieri regionali, ma anche i loro emolumenti. Nei giorni scorsi, il candidato del Pd ha incassato il giudizio positivo di Rifondazione comunista sui principali temi politici relativi alle elezioni regionali, mentre i socialisti sardi sembrano discutere ancora sull'opportunità o meno di seguire il carro di Soru accusato di averli esclusi dal confronto sul programma, e pare siano orientati a correre da soli, nonostante l'auspicio ripetuto anche ieri da Soru di un ripensamento. Confermato, invece, l'appoggio dei Verdi, dell'Italia dei Valori, del coordinamento regionale della Sinistra e degli eventuali transfughi del Partito sardo d'Azione in rotta con la maggioranza del partito propensa ad allearsi con il centrodestra. Il vero punto interrogativo della campagna elettorale, però, resta il Pd. Il partito isolano è più che spaccato (e la crisi della giunta regionale è stato il logico epilogo di questa spaccatura che pare difficilmente sanabile), il lavoro di Achille Passoni, inviato da Walter Veltroni in Sardegna a gestire il commissariamento, è davvero arduo. Passoni, strozzato tra la richiesta di Soru di non ricandidare gli uscenti e quella di far valere la regola delle tre legislature, ieri assicurava di aver trovato un criterio di rinnovamento che non offuschi il pluralismo. E che non sancisca la vittoria politica dell'una o dell'altra parte. Dello stesso partito. Sonia Oranges 07/01/2009

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Se non fa <pulizia> la politica muore GIACOMO SANTINI (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

La questione morale Se non fa «pulizia» la politica muore GIACOMO SANTINI (segue dalla prima pagina) Le recenti vicende di tangenti e corruzioni in diverse regioni d'Italia (Trentino compreso) ci stanno facendo rivivere i giorni angosciosi della prima tangentopoli, quella degli anni novanta, quando i cittadini per bene si sentirono violentati da una classe politica disonesta e senza scrupoli che aveva pensato non all'interesse comune ma al personale tornaconto. Questo ritorno dei corrotti è ancora più sconcertante perché dimostra che la lezione di allora è stata dimenticata e che l'assuefazione alla disonestà ha reso labili e meno presidiati i confini della legalità. Il problema è che all'interno di molti partiti, di destra, sinistra e centro, i disonesti di allora hanno trovato ospitalità e copertura e molti di loro, senza alcun ritegno, stanno scandendo i tempi ed i modi della nuova ondata di corruzione. Di più e di peggio, rispetto alla tangentopoli storica, c'è che queste pratiche fraudolente sono diventate trasversali: ci si mette d'accordo tra chi amministra e chi controlla, tra maggioranza ed opposizione, tra amministratori eletti e pubblici funzionari, tra sistema politico ed organizzazioni esterne. Nessuno ha il diritto di gioire: né a sinistra, né a destra, né al centro. La sconfitta è di tutti, anche di chi si impegna a fare politica con trasparenza, correttezza ed onestà. Il giudizio dell'opinione pubblica, ormai, non fa più distinzioni perché il dilagare del fenomeno ha assunto le proporzioni di un sistema dal quale è difficile chiamarsi fuori. Ed anche chi fa politica in maniera pulita ha l'impegno di dimostrarlo, più del corrotto, per non essere coinvolto nel giudizio e nella condanna. Da più parti emerge un richiamo al garantismo. È più che condivisibile come invito alla verifica severa delle responsabilità e come presupposto alla trasparenza. Assolutamente non è accettabile se diventa uno stratagemma per favorire rinvii, temporeggiamenti, coperture utili a ritardare o contrastare il cammino della verità. C'è un monito per tutti: individui e Partiti, eletti ed elettori. Le colpe soggettive diventano collettive se gli anticorpi dell'onestà individuale non hanno il coraggio di aggredire il virus dell'illegalità fatta sistema, partendo dalla radice, dai portatori consapevoli, dal loro modo di operare insieme e di mal-gestire la cosa pubblica. Ma c'è una selezione preliminare da promuovere subito per giungere all'isolamento dei disonesti. Occorre partire dagli opportunisti, da coloro che fanno politica per mestiere e confondono l'attività di partito con quella privata o professionale, spesso inesistente. Sono queste persone, totalmente dipendenti delle fortune o dai rovesci del loro ruolo politico, che si rendono permeabili a qualsiasi compromesso pur di rimanere al loro posto. Il loro comportamento è sempre funzionale a fini lontani da quelli della Politica con la "P" maiuscola e da un'etica amministrativa davvero disinteressata. Sono gli attori del teatrino degli appalti truccati, delle assunzioni facili e garantite ai soliti noti, degli inciuci trans-partitici per la spartizione di qualche torta, sono i malinconici boss di reti di persone da quattro soldi per i quali non va nemmeno sprecato l'aggettivo "mafioso" che, nella sua negatività assoluta, ha una pretesa di nobiltà storica, altrove tristemente riconosciuta. L'opportunismo in politica è l'incubatoio naturale della corruzione perché crea l'ambiente favorevole al virus dell'illegalità. L'imprenditore senza scrupoli non riuscirebbe a realizzare i suoi torbidi disegni se non sapesse di trovare accoglienza nel sistema opportunistico della politica-affari e nei suoi attivisti. Ricordiamocene ora, di fronte ad una legislatura provinciale appena avviata ed al prossimo impegno di dover scegliere gli amministratori di alcuni importanti Comuni, a partire da Trento. Non sono mai stato tifoso del giustizialismo alla Beppe Grillo o alla Marco Travaglio. Anch'essi, per fini opposti ai loro bersagli, sono sostenuti da una vena opportunistica di antipolitica militante che, con il ruolo del controcanto, li rende co-attori della stessa recita. Anch'essi sfruttano il sistema e ne traggono alimento per il loro interesse personale. Però da qualche tempo non cambio più canale. Ascolto, setaccio, valuto, confronto tutto ciò che viene proposto nel tentativo di capire se tra verità nascoste, verità violate, verità mistificate e addomesticate, possa emergere qualche valore residuale per ancorarvi un ideale politico per il futuro. Cercare di capire è pur sempre un modo di reagire. Come prendere le distanze, in attesa di orizzonti più sereni. Giacomo Santini È senatore del Pdl 07/01/2009

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intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina II - Firenze E´ una delle fonti degli squilibri dei bilanci universitari Intreccio cattedre convenzionate-sedi distaccate "Il ricorso ai finanziamenti esterni previene l´esodo dei docenti pensionati" A Medicina sono state istituite 44 delle 63 cattedre attivate nell´intero ateneo grazie alle convenzioni esterne. Dieci dei posti sono per professori ordinari, 20 per associati, 14 per ricercatori. Parte dei fondi provengono da aziende farmaceutiche e dal Centro di studi farmaceutici (Csf), parte da aziende ospedaliere come il Meyer, parte da fondi messi a disposizione dalla Regione Toscana, dai Comuni dell´Area vasta fiorentina e dalle azienda sanitarie di Pistoia, Prato, Firenze, Empoli e Arezzo. In quest´ultimo caso l´attivazione di cattedre convenzionate si intreccia con il decentramento didattico, altra fonte - secondo molte valutazioni - degli enormi squilibri dei bilanci universitari. Nel 2003 l´Università di Firenze ha stipulato accordi con la Regione, i Comuni dell´Area vasta fiorentina e le cinque Asl di Firenze, Arezzo, Pistoia, Prato ed Empoli per il decentramento delle lauree triennali delle professioni sanitarie. Grazie ai finanziamenti regionali (50 mila euro annui per ogni corso attivato e un budget di 75 mila euro per il finanziamento delle cattedre dei docenti), è stata prevista l´attivazione di 11 corsi di laurea triennale nelle professioni sanitarie (infermieri, in primis) a Figline Valdarno, Prato, Pistoia, Empoli. D´accordo con l´Università di Siena un corso di laurea in infermieristica è stato decentrato nell´ospedale della Gruccia a San Giovanni Valdarno. Il 9 aprile 2003, illustrando l´iniziativa in senato accademico, il preside di medicina, professor Gianfranco Gensini, spiegò che il ricorso a finanziamenti esterni serviva ad anticipare la programmazione didattica in vista del «grande esodo», per raggiunti limiti di età, del personale docente. Il rettore Augusto Marinelli chiarì che fra il 2006 e il 2010 medicina avrebbe perduto per pensionamenti il 50% dell´organico. Nella seduta del consiglio di amministrazione del 10 aprile 2006 il professor Gianni Amunni sostenne che i finanziamenti esterni, prevalentemente pubblici e previsti per sei anni, avrebbero consentito all´ateneo «di muoversi in situazione di assoluta tranquillità sia sul piano meramente economico che sul piano della programmazione didattica», mentre il rettore Marinelli invitò il consiglio «a tener conto del fatto che il finanziamento da parte delle aziende ospedaliere finiscono per incrementare la presenza universitaria nell´ambito delle aziende stesse». I finanziamenti esterni per cattedre convenzionate sono stati nel 2008 pari a 3 milioni e 116 mila euro. L´ateneo non ha speso niente, ma dal prossimo anno, alla scadenza di alcuni contratti, dovrà cominciare a coprire i costi delle nuove cattedre per 1 milione e 187 mila euro, che saliranno a 1.680 mila nel 2010, a 2 milioni e 300 mila euro nel 2012 e via crescendo fino a oltre 3 milioni di euro. E per effetto della Finanziaria queste cifre non potranno essere coperte con i pensionamenti dei professori, se non, nel caso migliore, al 50%. (f.s.)

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maxi finanziamento alla misericordia (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Pistoia Maxi finanziamento alla Misericordia Dalla Fondazione Caripit arrivano 300mila euro per la nuova sede AGLIANA. E' ufficiale il finanziamento di 300.000 euro per la costruzione della nuova sede della Misericordia di Agliana da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, presieduta da Ivano Paci. L'annuncio è stato diramato dal presidente della confraternita aglianese, Corrado Artioli, in occasione del riuscito concerto di Natale organizzato nei giorni scorsi presso la Chiesa di San Piero Agliana, in collaborazione con il locale gruppo bandistico de "I Tigrotti" diretto dal maestro Pietro Scuccimarra. «L'evento musicale - ci ha riferito il coordinatore dei festeggiamenti per il centenario, Giovanni Vono - ha chiuso un 2008 di appuntamenti molto interessanti e partecipati dalla popolazione, legati alla storia della Misericordia e al volontariato. Uno degli eventi più significativi dell'anno è stata proprio la cerimonia dello scorso settembre con la posa della prima pietra della nuova sede. Tutti noi esprimiamo grande soddisfazione e gratitudine per essere giunti all'ufficialità del finanziamento da parte della Fondazione della Caripit». Il progetto della nuova sede, che sorgerà all'altezza della rotatoria recentemente realizzata presso via Matteotti sulla Sp1, ha un costo totale di 3.350.000 euro più Iva. I lavori, consegnati ad inizio novembre, sono eseguiti dall'impresa Cmsa di Montecatini che dovrebbe portare a termine l'opera nella primavera 2010. La struttura sarà composta da tre piani oltre che da un seminterrato che servirà come garage per dieci ambulanze. Al piano terra, dove sarà ubicato l'ingresso principale, troveranno spazio la reception, un bar, uffici operativi, una sala multifunzionale con circa 100 posti e annessa cucina oltre a tre cappelle del commiato, con i reparti necessari per lo svolgimento della funzione. Sempre al piano terra saranno disposte due ambulanze per gli interventi di emergenza. Il primo piano della nuova struttura ospiterà alcuni uffici amministrativi, una sala adeguatamente attrezzata per incontri, conferenze e convegni, oltre ad una biblioteca con attrezzature multimediali. Secondo e ultimo piano dove troveranno spazio le stanze per i volontari di turno, in particolar modo per le ore notturne, una decina di ambulatori medici e altri uffici operativi. «L'intera struttura - ha concluso Giovanni Vono - verrà costruita con criteri tecnici tali da favorire il risparmio energetico, come per esempio una centrale con pannelli fotovoltaici e la produzione di acqua calda con pannelli solari termici». Marco Benesperi

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virtuosi i sedici consiglieri: 5 assenze su 128 presenze (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

COMUNE Virtuosi i sedici consiglieri: 5 assenze su 128 presenze POGGIO A CAIANO. E' un consiglio comunale virtuoso quello di Poggio. Le assenze fatte dai suoi 16 componenti sono solo 5 su un totale di 128 presenze ottenute moltiplicando il numero dei consiglieri con quello delle sedute. A certificarlo è una determina del Comune di Poggio che liquida i gettoni di partecipazioni per gli 8 consigli che si sono svolti da aprile a dicembre. Le assemblee sono state sempre al gran completo, eccezione fatta per tre adunanze in cui però, le assenze sono state minime. Le 5 assenze sono quattro della maggioranza e una dell'opposizione. Si tratta di Antonella Del Conte, Laura Goti, Graziano Lunardi e Danio Scuffi per il centrosinistra e di Cristina Attucci per il centrodestra. Tutti gli altri hanno partecipato a 8 sedute su 8. Il senso del dovere del nuovo consiglio va a scapito delle casse comunali che spenderanno 2mila euro per pagare i 123 gettoni di presenza ai 16 consiglieri. Cifre irrisorie e ancora più "mortificate" dalla Finanziaria 2006 che ha imposto un taglio del 10% alle indennita che passano da 18,08 a 16,27 euro a consigliere. E.B.

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L'AQUILA - Un anno terribile, il 2008, per le aziende abruzzesi, in una cornice naziona... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Mercoledì 07 Gennaio 2009 Chiudi di GIANCARLO DE RISIO L'AQUILA - Un anno terribile, il 2008, per le aziende abruzzesi, in una cornice nazionale e internazionale preoccupante con la crisi finanziaria, il costo delle materie prime alle stelle, la concorrenza dei Paesi emergenti, i riflessi negativi sull'economia reale, le imprese in difficoltà, la cassa integrazione in forte aumento, la crescente incertezza per l'occupazione specie per i lavoratori precari. Per Calogero Marrollo, presidente di Confindustria Abruzzo, dodici mesi da dimenticare. «Stiamo attraversando -dice- una situazione economica senza precedenti e non abbiamo molte certezze per il futuro». Anche perché i guai dell'Abruzzo non riguardano soltanto l'anno che se n'è andato. «La nostra è l'unica regione che dal 2001 al 2007 è regredita in termini di ricchezza prodotta, e va sottolineato che senza l'ingresso nell'Unione europea dei Paesi dell'Est, oggi l'Abruzzo, con i suoi parametri, sarebbe tornata ad essere un'area depressa». Grande accusata è la politica. Marrollo non ha peli sulla lingua: «Sì, la politica è avvertita come il maggiore ostacolo allo sviluppo». Chiodi, neo-presidente della Regione, prenda nota, pur se all'atto del suo insediamento ha mostrato di condividere gran parte delle preoccupazioni di Marrollo, che punta anche lui il dito sulla sanità. «Il deficit sanitario è la palla al piede dell'Abruzzo. Un pozzo senza fondo che blocca ogni altro progetto d'investimento. Un costo che imprese e cittadini stanno già pagando con l'aumento delle imposte regionali, per cui va scongiurata ogni ulteriore crescita della pressione fiscale. Conosco Chiodi, è persona di grande competenza, mi aspetto da lui interventi seri, concreti, diretti ai problemi». Problemi che sono la mancata semplificazione amministrativa, la mancata riforma degli enti strumentali, dei consorzi e dei distretti industriali «che vanno ridefiniti -spiega Marrollo- secondo logiche di settore e fattori competitivi che facciano riferimento a nuove tecnologie, servivi e competenze». Le richieste degli imprenditori abruzzesi sono in sostanza quelle già formulate in campagna elettorale. «Ma vale la pena ripeterle, ora che stiamo per avere un nuovo governo regionale». E Marrollo le elenca: «Entro i primi cento giorni va istituita un'unica Agenzia di Sviluppo regionale economica che potrebbe riassorbire sia la Fira che gli stessi Consorzi industriali. In tal modo la finanziaria regionale non dovrà più svolgere attività di pura e semplice valutazione delle pratiche di finanziamento, ma un effettivo ruolo di "venture capital", affiancandosi nel rischio di nuovi progetti imprenditoriali». Nei sei mesi successivi, Confindustria Abruzzo chiede l'approvazione di una legge regionale di settore per l'industria, e la ricognizione delle necessità infrastrutturali e logistiche per la competitività delle imprese. Sollecita inoltre la realizzazione di un osservatorio regionale sul credito, un organismo tecnico per valutare la programmazione regionale, il ripristino di fondi distolti dal settore turistico, la riforma dell'Aptr, la riduzione della pressione fiscale, la semplificazione amministrativa, la diminuzione dei costi della politica.

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Illuminazione, in arrivo il led (sezione: Costi dei politici)

( da "Denaro, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Caserta innovazione Illuminazione, in arrivo il led La nuova tecnologia sarà sperimentata dal Comune di S. Marco Evangelista L'amministrazione comunale di San Marco Evangelista mette in cantiere una serie di progetti. Sarà avviato innanzittuo l'ammodernamento dell'illuminazione pubblica in tutta la città guidata dal primo cittadino Gabriele Zitiello. San Marco Evangelista potrà fregiarsi di un sistema a led sperimentale che seguirà i principi stabiliti dalla moderna illuminotecnica. Obiettivo che, una volta centrato, inserirà la città delle Masserie fra le poche che in provincia di Caserta coniugano risparmio energetico, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Tra le prossime iniziative dell'amministrazione del Comune casertano c'è anche una riduzione dei costi della politica. Alessandro Dorelli San Marco Evangelista come Torraca, prima 'Led City' al mondo. " questa la strada sulla quale si incamminata l'amministrazione della città delle Masserie. Scelta già annunciata abbondantemente durante la campagna elettorale, l'attuale amministrazione è in carica dallo scorso aprile, a poco meno di un anno da quella vittoria i proclami diventeranno cosa reale. L'assessorato ai Lavori Pubblici, diretto da Giuseppe Di Maio, inizierà con lo studiare l'impatto che la nuova illuminazione avrà su due arterie cittadine, Via Ariosto e Via Metastasio, per poi mettere a confronto i risultai della sperimentazione con quelle ad illuminazione tradizionale. In caso i risultati fossero convincenti allora il nuovo metodo di illuminazione sarà esteso al'intera città. Ipotesi molto più che probabile visti i risultati miracolosi che la nuova tecnologia a led sta facendo registrare in ogni angolo del mondo. Il provvedimento rientra in un progetto più ampio disegnato nella delibera che stanzia circa 250mila di euro, finanziati con fondi regionale, per l'ammodernamento e la messa in sicurezza di molte delle dissestate strade cittadine. Ma il governo 'illuminato' del sindaco Gabriele Zitiello, non si ferma all'investimento in ultimi ritrovati tecnologici, ma continua nella sua lotta agli sprechi. Scelta quasi obbligata visto che la fuoriuscita di denaro dalle casse comunali ha, per la seconda volta consecutiva, provocato lo sforamento del patto di stabilità fissato dal governo centrale. Riduzione delle spese comunali che sono passate per il ridimensionamento degli indennizzi agli assessori e degli amministratori comunali, scesa da 106mila a 77mila euro annui. Risparmio per le casse comunali al quale dovrà essere aggiunto quanto non speso in seguito all'abbandono dell'Unione dei Comuni 'Calatia', alla quale il comune aderiva insieme agli Enti di Maddaloni e San Nicola La Strada. Oltre queste voci vanno poi prese in considerazione le iniziative che da subito Gabriele Zitiello aveva messo in atto, quale la quantificazione di budget per ogni settore dell'amministrazione comunale e la decurtazione dello stipendio del trenta per cento per il responsabile del settore. Non solo tagli e controllo ferreo dei flussi, come dimostra l'investimento per l'illuminazione a led, ma anche altri sono i progetti previsti per rilanciare il benessere in città. Oltre all'annuncio del nuovo progetto di illuminotecnica, infatti, è previsto lo stanziamento di circa 36mila euro per incrementare la vigilanza attraverso sistemi di videosorveglianza, all'interno del perimetro cittadino. Progetto, quest'ultimo, che per i tre quarti del costo sarà finanziato grazie alle maggiori entrate (25mila euro) dovute all'incremento del gettito da contrasto all'evasione fiscale. Sarà, invece, di circa 15mila il programmato risparmio per le spese telefoniche e gestione degli uffici comunali. "Pur tra mille difficoltà afferma l'assessore Giovanni Vagliviello - abbiamo potuto rispettare il patto di stabilità interno per il 2008". "Nel 2009 - conclude - comporterà che non avremo le restrizioni che abbiamo dovuto subire l'anno scorso, ma ci saranno, al contrario, riflessi positivi per i contribuenti anche con una rimodulazione delle tariffe". del 07-01-2009 num.

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Governo/ Di Pietro: Dopo Lodo Alfano pronti a pacchetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Roma, 7 gen. (Apcom) - Dopo aver depositato le firme per un referendum sul cosiddetto Lodo Alfano, oggi in Cassazione, Antonio Di Pietro già pensa ad un "pacchetto" di referendum con cui fare opposizione al Governo Berlusconi su altri temi, a partire dal finanziamento pubblico ai partiti. "Pensiamo che da adesso al 2010 (data prevedibile per la consultazione popolare, ndr) l'Italia dei valori organizzerà altri referendum per portare un pacchetto di referendum alla prossima consultazione", ha detto Di Pietro intrattenendosi con i giornalisti all'esterno del Palazzo di Giustizia. Tra le iniziative citate da Di Pietro quella per "l'abolizione dei fondi di finanziamento ai partiti", mentre autorevoli fonti dell'Idv menzionano anche un referendum sulle intercettazioni e un altro, meno certo, sulle politiche del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che si è unito all'Italia dei valori per l'iniziativa del Lodo Alfano, ha tenuto a precisare che, per quanto riguarda altre possibili raccolte di firme, il suo partito deciderà caso per caso. "Su ogni questione ci confronteremo da liberi e uguali", ha detto Ferrero, che, in riferimento al finanziamento pubblico ai partiti, ha detto: "C'è una cosa peggiore, ossia le tangenti: bisogna fare in modo che non siano solo i ricchi a poter fare politica".

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PASQUALE IORIO CARBONARA DI NOLA. PIù VIVIBILITà, RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE DEGRADATE... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

PASQUALE IORIO Carbonara di Nola. Più vivibilità, riqualificazione delle aree degradate e tanti nuovi spazi per i bambini: la villa comunale si rifà il look. Semaforo verde al progetto di recupero finanziato con i fondi residui messi a disposizione dalla comunità montana «Montedonico-Tribucco», l'ente regionale che raggruppava otto comuni del Nolano soppresso dalle recenti disposizioni sul taglio dei costi della politica. Il restyling dello spazio verde di via del Parco costerà 50mila euro. L'intervento, promosso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Iannicelli, partirà con la potatura di diverse piante e la sistemazione di nuovi alberelli, tra i quali pini, tigli, palme, cipressi, abeti, cedri e magnolie. Tutt'intorno, poi, fiori e prati daranno un tocco di colore alle aiuole del nuovo polmone verde cittadino. Verrà sistemata anche la fontana ornamentale nel cuore della villa. L'opera, realizzata negli anni '80 grazie alla donazione del carbonarese Federico Sorrentino, sarà tirata a lucido e rimessa in funzione dopo anni di abbandono. Ma non è tutto. I lavori, che partiranno a breve, prevedono anche il potenziamento del sistema di illuminazione dell'area, la messa in sicurezza del campetto polivalente e il recupero delle aree di svago con scivoli, giostrine e nuovi giochi per i più piccoli. Panchine e verde attrezzato faranno poi da cornice all'intervento di recupero tanto atteso. «È davvero una buona notizia - affermano alcuni cittadini - i nostri figli, purtroppo, sono costretti a rimanere tutto il pomeriggio chiusi in casa o incollati alla tv proprio per la mancanza di verde attrezzato. Con il recupero della villa comunale potranno finalmente distrarsi e giocare con altri bambini senza aspettare la domenica per uscire e andare in piazza con i compagni».

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Stella e la storia di Carmine, che morì beduino (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 07-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Stella e la storia di Carmine, che morì beduino Mercoledì 7 Gennaio 2009, C'è un altro Gian Antonio Stella, accanto al giornalista di denuncia che, assieme a Sergio Rizzo, ha incamerato un milione e 300mila copie vendute con "La casta", uscito nel 2007 ma al sesto posto nella saggistica anche nel 2008, e ha fatto il bis con le 600mila copie de "La deriva" (terzo in classifica): è lo Stella narratore, che ricorre alle sue grandi doti di ricercatore d'archivio, alla sua sperimentata capacità di costruzione e di scrittura, e soprattutto alla sua grande curiosità per le storie della gente comune, per cimentarsi nel romanzo (come ne "Il maestro magro", 2006) o nel racconto lungo (come ne "La bambina, il pugile, il canguro", 2007). Appartiene a questo filone "Carmine Pascià (che nacque buttero e morì beduino)" (ed. Rizzoli, ? 13.50), in cui il giornalista vicentino racconta con vivacità e compassione la storia vera di un giovane soldato del Cilento, Carmine Iorio, che - spedito a far la guerra in Libia nel 1911 - a causa di una enorme sbronza si allontana dal campo e finisce prigioniero dei ribelli: di fronte alla prospettiva dell'impiccagione, poi, deciderà di collaborare col nemico, convertendosi anche all'Islam e prendendo il nome di Yusuf el-Muslim, Giuseppe il Musulmano. Stella ha trovato la storia in una "Settimana Incom" del 1950, e l'ha integrata con i successivi approfondimenti di alcuni storici, coi libri di Angelo Del Boca, soprattutto con una ricerca approfondita di documenti e testimonianze d'epoca, che gli hanno permesso di ricostruire con estrema precisione i contorni degli eventi. Dalle pieghe della vicenda riaffiora così anche il ritratto fedele della povera Italia di un secolo fa, in cui la miseria endemica e l'arroganza dei potenti congiuravano ad esacerbare le condizioni di vita dei più deboli; e con esso anche la curiosità e il rispetto del giornalista per le culture altre (in questo caso l'Islam), capaci di umanità e di accoglienza insospettate. Gli ingredienti, insomma, che già insaporivano i precedenti libri di Stella, da "L'orda" a "Odissee", in una continuità fra giornalismo, saggio e racconto che è la sua cifra più tipica. S.F.

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di Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo mome... (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Massimo Sarti MILANO - Cosa hanno in comune, in questo momento, Bayern Monaco e Milan? La scelta di svolgere il ritiro invernale negli Emirati Arabi e quella di prendere giocatori a gettone, per un paio di mesi, dai Los Angeles Galaxy. Il bomber statunitense Landon Donovan per i bavaresi, David Beckham per i rossoneri. Fine delle analogie, almeno per Uli Hoeness, direttore generale del Bayern, e da giocatore, campione del Mondo con la Germania Ovest nel 1974. L'ex grande attaccante, parlando all'agenzia tedesca Sid, si è scagliato pesantemente contro la gestione che il Milan ha avuto dell'effetto Beckham: «La differenza tra loro e noi è che a Dubai il Bayern ha giocato a pallone, mentre il Milan pensava di essere alle riprese di un film, come se fosse ad Hollywood». Hoeness ha addirittura paragonato l'amichevole che i rossoneri hanno sostenuto martedì contro l'Amburgo ad «una messa in scena. Mancava solo Steven Spielberg». L'alto dirigente bavarese ha addirittura rincarato la dose tirando in ballo lady Victoria Adams: «Io sono il manager di un club di calcio ed il mio lavoro non consiste nel far sì che la signora Beckham soggiorni nella grande suite di un hotel. Mi chiedo perché il Milan abbia accettato tutte queste smancerie». Alle dichiarazioni del "duro e puro" Hoeness ha fatto immediatamente seguito la "replica non replica" di Adriano Galliani: «Data l'amicizia esistente tra la nostra società e il presidente del Bayern Monaco Karl Heinz Rummenigge - si è limitato a dire l'amministratore delegato rossonero - evitiamo di rispondere alle parole del signor Uli Hoeness». A inizio marzo, quando Donovan e Beckham avranno concluso (salvo ripensamenti e prolungamenti) le rispettive parentesi europee per tornare in California nella Major League Soccer, in base a come se la saranno cavata sul campo, stabiliremo chi avrà avuto ragione. Di certo Hoeness non ha brillato in quanto a tatto e diplomazia: qualcuno potrebbe dire perché il Milan con Beckham ha un po' (tanto) oscurato la presenza del Bayern a Dubai. (ass)

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Donne a rischio aborto adottate dal Comune (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 08 Gennaio 2009 PROVINCIA Pagina 29 Donne a rischio aborto adottate dal Comune Ha fatto discutere il Consiglio comunale di Zevio la proposta di devolvere al «Progetto Gemma» la somma pari a un gettone di presenza di ciascun consigliere, presentata dall'assessore alla vita nascente Maria Luisa Tezza. Il «Progetto Gemma», avviato nel 1994, punta ad adottare a distanza donne a rischio aborto con sostegni economici da versare a un Centro aiuto, che consentano di portare a termine con serenità gestazione e primo anno di vita del bambino. La Tezza, alle ultime consultazioni politiche candidata nelle liste pro moratoria sull'aborto messe in pista dal direttore de "Il foglio" Giuliano Ferrara, ha spiegato che le adozioni non hanno effetti legali e che, su scala planetaria, il fenomeno aborto ha numeri pari alle vittime contate alla fine della seconda guerra mondiale. L'ex sindaco di Zevio ha poi sottolineato che solo nel Veneto le interruzioni volontarie di gravidanza nel 2006 sono state 7.090. La Tezza ha concluso invitando i consiglieri a versare il gettone di presenza o un'altra somma al centro aiuto vita di San Giovanni Lupatoto (Zevio non ha un'analoga associazione). Per ogni seduta i consiglieri comunali percepiscono 19,90 euro; assessori, sindaco e suo vice non prendono nulla perché hanno già l'indennità di carica. La tesi della Tezza non ha convinto Claudio Strambini (Pd), che, senza nulla togliere al «Progetto Gemma», ha detto che «bisognerebbe considerare panorami più ampi, come le guerre che uccidono 20 mila bambini l'anno». Replicando, l'ex sindaco ha invitato Strambini a farsi promotore di altre iniziative benefiche: «Sicuramente il Consiglio non si sottrarrà». Essendo Zevio apripista in provincia, la Tezza ha invitato il sindaco Paolo Lorenzoni a inviare quanto deliberato ai Comuni veronesi, con l'invito a prendere analogo provvedimento. La mozione è passata con il voto favorevole di 14 dei 16 consiglieri presenti. Astenuti Strambini ed Emilio Tabacchiera. P.T.  

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di Francesco Manassero TORINO - Antibiotico Novellino anche pe... (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Francesco Manassero TORINO - Antibiotico Novellino anche per Rosina. Guarito Bianchi dal mal di gol e di panchina, la prossima mossa del taumaturgo riguarderà il numero dieci calabrese, in crisi dall'inizio della stagione non solo per i sette gettoni da titolare (dodici presenze) e tre gol (tutti su rigore) dopo diciassette giornate di campionato. Per tornare il Rosinaldo dei tempi di Zaccheroni, quello che partendo dalla sinistra saltava come birilli gli avversari e arrivava alla conclusione a rete dopo irresistibili progressioni, il fantasista ha bisogno essenzialmente di una cosa: la fiducia. A ventiquattro anni, un'apparizione fugace in Nazionale e poi tanta panchina con il Toro condita dai capricci della sua fragile muscolatura, il treno della gloria può essere già lontano: di certo gli sta passando sotto il naso. E se un anno fa si parlava ancora di astro nascente del calcio nostrano, di Manchester United, oltre che di Milan e Fiorentina, ora la dimensione di Rosina è il Toro. Solo il club granata. Altro che Arsenal, notizia lanciata ad arte per far sì che i riflettori tornassero ad abbronzare il suo cranio rasato. La Mole è il suo presente e il suo futuro, Novellino il suo santone. Già dopodomani a Marassi, il tecnico irpino trapiantato a Perugia potrebbe rilanciarlo negli undici di partenza: un brivido che Rosina con il nuovo allenatore non ha ancora provato. L'ultima volta, è stato con De Biasi il 30 novembre a Siena, con il Toro spaesato e battuto dai modesti padroni di casa. Ora Cairo spera di vedere un nuovo calciatore, trasformato e più sereno: tre anni fa l'ha riscattato, ne ha fatto la bandiera del Toro, ha investito su di lui denari (e nel 2007 gli ha prolungato la durata del contratto e aumentato lo stipendio a quasi 900mila euro) e tanta pazienza. Ma ora vuole i risultati, nessun capitale può essere "a perdere". Rosina lo sa e proverà a rispondere sul campo. Se non è un bluff come le tante scommesse perse dall'editore (da Fiore a Recoba) in quattro anni di calcio, lo si vedrà presto. Il Toro aspetta ancora Rosina, ma il mercato non aspetta il Toro: il brasiliano Gustavo, inseguito nei giorni scorsi, volerà in Grecia. Tutta l'attenzione ora si sposta su Dellafiore, che sarebbe felicissimo di riabbracciare un club che conosce bene. (ass)

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enti, presto il cambio di poltrone (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Chiodi per ora vuole conoscere nel dettaglio la situazione, poi si deciderà sui nuovi vertici Enti, presto il cambio di poltrone An preme per lo spoil system, sui nomi però non è stato deciso nulla L'AQUILA. Se per dirigenti e direttori regionali, come sottolineato dal neo presidente della Regione, Gianni Chiodi, lo spoil system non sarà fatto subito, è già conto alla rovescia per il cambio della guardia ai vertici di numerosi enti strumentali e società regionali. Le ambite poltrone che, malgrado le molte attese di ridimensionamento, sono rimaste quasi intatte, sono gestite dalla maggioranza politica vincente che da il via libera alle nomine di persone vicine alla coalizione. Finora non sono stati fatti nomi, il toto nomine arriverà dopo la composizione della nuova giunta. An con Fabrizio Di Stefano, punta ai tempi rapidi e mettere i propri uomini nelle caselle giuste, con procedure legali adeguate, per evitare ricorsi contro la Regione. Chiodi nella prima conferenza stampa a Palazzo Centi, ha manifestato in maniera chiara la volontà di rilanciare società ed enti regionali con nuove nomine. Posti ambiti Tra questi i consigli di amministrazione delle tre società di trasporti Arpa, Gtm e Sangritana, anche se sulle tre c'è il progetto di fusione in un unico soggetto: la prima, la più grande e l'unica rimasta con un Cda a cinque componenti, è guidata dal presidente, Nicola Basilavecchia, la seconda da Donato Renzetti, la terza da Loredana Di Lorenzo, entrambe con un Cda a tre. In questo caso, trattandosi di Spa, il cambio della guardia dovrà determinarsi attraverso la convocazioni delle assemblee, nelle quali il socio di maggioranza, la Regione farà le scelte. Stesso discorso per Fira, la finanziaria regionale guidata da Mario Santucci, la Saga che gestisce l'aeroporto di Pescara (presidente Vittorio Di Carlo) e l'ultima nata, Abruzzo Engineering, (60% Regione, 30% Finmeccanica e 10% Provincia dell'Aquila), guidata da Raffaele Marola. Commissariati gli Ato, la Regione vorrà alle società di gestione dell'acqua, anche queste Spa. Comunque, Trasporti e Ciclo idrico integrato saranno maggiormente nella lente di ingrandimento perché sono i due settori dove sono più evidenti i costi della politica, con sprechi di gestione, e doppioni di incarichi e servizi. Saranno soggetti allo spoil system Ater (ex istituti case popolari) e consorzi industriali, enti sui quali peraltro si parla da tempo di riforma. Via anche i commissari Destinati a cambiare anche i vertici degli enti strumentali, nei quali nella passata legislatura sono stati cancellati i Cda. Si tratta dell'Aptr, azienda di Promozione turistica regionale guidata dal commissario straordinario Piergiorgio Togni, Arta, azienda regionale per la Tutela Ambientale - direttore Gaetano Basti, Arssa, azienda per lo sviluppo dell'agricoltura - direttore Domenicantonio De Falciis), Abruzzo Lavoro - direttore Rita Del Campo ed Arit, azienda regionale per l'informatica e la Telematica direttore Ernesto Esposito. Queste le società regionali più in vista. Ma saranno centinaia le nomine che la nuova maggioranza dovrà fare nei prossimi mesi. (b.s.)

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La paga dei consiglieri comunali (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

La «paga» dei consiglieri comunali A Maurizio Detoni il record delle assenze: sei su dieci sedute RIVA. Nella calza della Befana i consiglieri comunali hanno trovato la liquidazione dei gettoni di presenza alle dieci sedute di consiglio comunale del 2008 e delle due commissioni, urbanistica ed affari sociali, che si sono riunite rispettivamente 13 volte la prima e 3 la seconda. Il gettone, in tutti i casi, è fissato in 75 euro. Il meno assiduo dei consiglieri è Maurizio Detoni che ha avuto solo 300 euro. All'estremo opposto Tomaso Benamati, Luigi Calzà, Alessio Zanoni, Patrick Lorenzi, Mario Calzà, Salvador Valandro, Andrea Dalponte, Franco Gatti, Giorgio Morandi, Giancarlo Civettini e Carlo Modena non sono mai mancati, ed hanno incassati 750 euro a testa. Giovanni Santoni, Carlo Daves, Valeria Grasso, Massimo Accorsi, Emilio Munari e Mirella Serafini hanno totalizzato nove presenze e 675 euro; Pier Giorgio Zambotti, Maria Flavia Brunelli, Luca Grazioli, Emanuela Lorenzi ed Ivo Bombardelli hanno fatto due assenze ed incasswato 600 euro tondi. A quota 525 euro, con tre assenze, Mauro Pederzolli e Cristian Tricnhieri Benatti. Chiude Rocco Frizzi con una assenza sola sulle sette sedute prima delle dimissioni: per lui 450 euro. Ernesto Giovanazzi, che gli è succeduto, non ha presenziato ad alcuna delle tre ultime sedute. Il totale dei gettoni per il consiglio ammonta a 18.450 euro.

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la crisi dell'economia (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 3 - Montecatini LA CRISI DELL'ECONOMIA BREVI SINISTRA PER LARCIANO «Vanno ridotti i costi della politica» LARCIANO. Giuseppe Romana, Enrico Prosperi, Vincenzo Cannici e Sauro Magrini, per il coordinamento dell'Associazione per la Sinistra di Larciano, intervengono in merito alla mozione presentata dal gruppo consiliare Alternativa per Larciano sul tema dei costi della politica. «Esprimiamo il nostro pieno appoggio alle proposte di riduzione dei costi della politica - dicono in una nota - Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore della nostra associazione e che abbiamo sostenuto con forza anche al tavolo programmatico provinciale. In particolare, apprezziamo la proposta dei consiglieri di Alternativa di ridurre il numero degli assessori comunali in quanto a Larciano, in considerazione della presenza di ben quattro dipendenti con funzioni di responsabilità e dell'esternalizzazione di servizi che prima venivano gestiti dal Comune come acquedotto, fognatura, rifiuti, cimiteri, cinque assessori oltre al sindaco appaiono veramente troppi. La proposta ha il merito in particolare di lanciare un forte messaggio ai cittadini che orami vedono i politici sempre più come una casta». PER LE DONAZIONI RICEVUTE DURANTE LE FESTE La Misericordia ringrazia MONSUMMANO. I volontari della Misericordia ringraziano la cittadinanza per le offerte ricevute nel periodo natalizio e per l'interesse manifestato da parte delle famiglie, nei confronti del servizio "Babbo Natale". Tantissimi i volontari vestiti con tuta rossa e barba bianca, che sono stati impegnati nel consegnare regali a grandi e piccoli nella notte della vigilia. Volontari attivi anche nel giorno dell'Epifania, con l'ormai immancabile Befana, che ha portato doni a tanti bambini. Un ringraziamento particolare da parte del gruppo sportivo, del gruppo femminile e del gruppo Aido, della Misericordia monsummanese, va a tutti coloro che hanno partecipato alle tombole natalizie, consentendo all'associazione di raccogliere fondi da utilizzare per le attività interne e per l'acquisto di materiale sanitario. BANDO IN COMUNE A PIEVE Impianti sportivi in gestione PIEVE A NIEVOLE. L'amministrazione comunale di Pieve informa che è stato approvato il bando relativo alla selezione pubblica per l'affidamento della gestione in convenzione di alcuni impianti sportivi comunali. L'avviso con i relativi allegati, è visibile sul sito www.comune.pieve-a-nievole.pt.it, all'ufficio Relazioni con il pubblico, piazza 20 Settembre 1 o all'ufficio Sport, via Marconi 271.

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Consulenze, oltre mezzo milione l'anno (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CIVITANOVA pag. 10 Consulenze, oltre mezzo milione l?anno L?assessore comunale al bilancio Claudio Morresi promette sforbiciate ? CIVITANOVA ? E? QUELLO dei Lavori pubblici il settore che registra il maggior numero di consulenze affidate dal Comune a professionisti privati. Nell?arco di due anni e mezzo ? nel periodo compreso tra il gennaio del 2006 e giugno del 2008 (i dati sono quelli forniti dall?ufficio finanze di palazzo Sforza) ? sono stati affidati incarichi esterni per 542 milioni di euro, a corredo di opere pubbliche appaltate e realizzate: in particolare, 313 mila euro nel 2006, 192 mila nel 2007 e 37 mila nel primi sei mesi dello scorso anno. A seguire, nella classifica figura l?Ubanistica, che contabilizza 197 mila euro di consulenze assegnate. Al terzo posto gli incarichi affidati nel settore Ambiente ed energia, con 160 mila euro. E infine il settore Affari legali, con il Comune che ha pagato parcelle per 116 mila euro agli avvocati chiamati a difendere l?ente pubblico e a dare pareri. Ci sono poi altri 259 mila euro che si riferiscono a consulenze assegnate su vari settori. NEL RAMO dei lavori pubblici il professionista più gettonato è Ulderico Montevidoni che, a partire dal 2006, ha incassato 86.847 euro (lordi). Ma in cima alla lista c?è Bruno Valeriani che, tra progettazioni e consulenze nei lavori pubblici e nell?urbanistica, ha totalizzato un introito di 109.197 euro, somma che lo incorona il ?paperone? in assoluto. Per un soffio strappa il podio a Giancarlo Ercoli che, con gli incarichi di Energy Manager e altre consulenze e con i progetti connessi a questioni legate alla sicurezza degli impianti pubblici e dell?ambiente, ha introitato 108.870 euro. NELLA CATEGORIA degli avvocati, la toga più ?ricca? risulta Cristina Cingolani con un conto di 26.012 euro presentato al Comune, particolarmente impegnata sul fronte delle battaglie legali contro le società di telefonia mobile per impedire l?installazione in città di ripetitori. E? davanti a Claudio Netti (19.137 euro) e a Ranieri Felici (16.532 euro). IN DUE ANNI e mezzo il conto complessivo delle consulenze esterne affidate ha pesato sul bilancio di palazzo Sforza per un milione 280 mila euro. La somma maggiore è stata spesa nel 2006 con il totalizzatore che ha toccato i 647 mila euro; sono stati 412 mila nel 2007 e 216 mila gli euro spesi in incarichi a professionisti esterni nel primo semestre del 2008. Si tratta di cifre su cui sta ragionando l?assessore al bilancio Claudio Morresi (nella foto), che si è detto pronto a dare una bella sforbiciata a questo capitolo di bilancio. Un obiettivo che si è però dato a partire da quest?anno.

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No al ritocco dei gettoni di presenza. Dopo il naufragio nel Consiglio comunale di Sezze della delib... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 08 Gennaio 2009 Chiudi No al ritocco dei gettoni di presenza. Dopo il naufragio nel Consiglio comunale di Sezze della delibera che avrebbe dovuto raddoppiare il rimborso ai consiglieri, da 25 a 50 euro lordi, il movimento Iniziativa sociale usa l'ironia per commentare la vicenda: «È veramente questo il momento opportuno per affrontare quello che è "il problema" di Sezze, cioè le indennità di funzione che si beccano mensilmente i nostri amministratori». Per Is si è voluta deviare l'attenzione dalla questione "Dondi": «Qualcuno tenta anche di fare il moralista, dal Pdl si minaccia che addirittura i propri rappresentanti non intascheranno più "piccioli". Il sermone arriva da quella parte politica che nella nostra provincia sta facendo man bassa di denaro pubblico. Il più credibile resta Titta Giorgi, dall'alto dei suoi oltre 150mila euro che incassa quale presidente dell'Astral, che "giustamente" riconosce che l'aumento del gettone di presenza non è niente di scandaloso».

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Consiglio comunale, crescono i rimborsi (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-08 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La curiosità Permessi per i dipendenti, 70mila euro ai datori di lavoro. Bassani: «Uno scandalo» Consiglio comunale, crescono i rimborsi BOLZANO — Consiglio comunale, aumenta la spesa per i rimborsi ai datori di lavoro. La cifra stanziata per il 2008 arriva a 70mila euro, oltre 10mila euro in più rispetto all'anno precedente. Una spesa che fa infuriare il consigliere della Lega Paolo Bassani, paladino dei liberi professionisti: «Discriminazione scandalosa, noi ci rimettiamo del nostro per far politica mentre i dipendenti di fatto vengono pagati due volte». La legge Di recente le polemiche sui costi della politica hanno guadagnato spazio nelle pagine di cronaca, anche locale. Ma quasi sempre ci si accapiglia su indennità o gettoni. Non molti sanno, invece, che la spesa a carico delle casse municipali per i consiglieri comunali non si limita ai compensi per le sedute. La norma prevede infatti che, nelle giornate di consiglio, gli eletti-lavoratori dipendenti abbiano una giornata di permesso retribuito: e così il Comune, oltre a versare il gettone di presenza, rimborsa i loro datori di lavoro. Oltre alle giornate di consiglio (in genere sei al mese) ci sono poi le sedute nelle commissioni: in questo caso il permesso non riguarda l'intera giornata, ma solo le ore della riunione più il tempo necessario a recarsi in municipio. Il compenso La cifra stanziata per i rimborsi ai datori di lavoro relativi al 2008 è stata approvata dalla giunta nell'ultima seduta dell'anno. Si tratta di 70mila euro: un discreto aumento rispetto al 2007, quando la spesa si era fermata a poco più di 56mila euro. Una voce non indifferente, quella dei rimborsi: per dare un'idea, nel 2008 quest'ultima ha superato i conti relativi al servizio di traduzione (60mila euro), assistenza tecnica (25.600 euro) e stenotipia (30mila euro). La polemica Già lo scorso anno, in una intervista che fece molto discutere, il consigliere (nel frattempo passato dalla Lista Benussi alla Lega Nord) Paolo Bassani aveva polemizzato con i colleghi dipendenti sull'argomento. La notizia dell'aumento lo fa nuovamente scattare. «C'è una scandalosa discriminazione — tuona il medico — tra noi liberi professionisti e i consiglieri-dipendenti. Loro vengono pagati due volte, e costano il doppio alla comunità. Quando io sono in consiglio o nelle commissioni, spesso convocate in orario infausto, maturo il gettone ma perdo ore di lavoro. Il mio collega dipendente, invece, prende il gettone e la normale giornata di lavoro. Per riequilibrare la situazione, bisognerebbe triplicare i nostri gettoni. E rinnovo l'invito agli elettori: votate gli autonomi». F. Cle. Carroccio Paolo Bassani assieme a Kurt Pancheri

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FFano ANOTEATRO inaugura il 2009 con il primo appuntamento della sezione "Danza”... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Giovedì 08 Gennaio 2009 Chiudi FFano ANOTEATRO inaugura il 2009 con il primo appuntamento della sezione "Danza" in programma domani alle ore 21.15 al Teatro della Fortuna di Fano. La sezione quest'anno segue un percorso costruito su due tracce parallele: la musica del grande Igor Stravinskij, alle cui note i migliori coreografi di sempre si ispirano per le loro creazioni, e la memorabile esperienza dei Ballets Russes di Diaghilev. La Compagnia Junior Balletto di Toscana propone uno spettacolo costruito su tre coreografie e intitolato Sulle tracce di Diaghilev. Il russo Sergej Diaghilev fu critico d'arte, impresario e, soprattutto, il direttore e creatore dei Ballets Russes, la compagnia che fondò il balletto moderno come lo intendiamo oggi. Egli poté contare su musicisti quali Stravinskij, De Falla, Debussy, Poulenc, Satie e su coreografi quali Fokine, Massine, Lifar ma soprattutto su una stella indiscussa della danza, il mitico danzatore e coreografo Vaslav Nijinskij. Le tre coreografie sono firmate da Eugenio Scigliano, Fabrizio Monteverde e Cristina Rizzo. La compagnia costituisce la struttura produttiva di tirocinio professionale della Scuola del Balletto di Toscana e rappresenta una qualificata occasione di debutto sulle scene per un selezionato organico di circa 18 elementi, giovani danzatori under 20 di promettente talento. In scena i danzatori: Lorenzo Andiloro, Dario Bezer, Alessio Burani, Camilla Colella, Vincenzo Criniti, Davide Di Giovanni, Mirko Fontana, Rosario Guerra, Mario Martello, Giovanni Napoli, Anna Petrucci, Francesco Panizza, Francesco Porcelluzzi, Davide Sorbello, Leander Veizi, Serena Vinzio. I costumi sono di Eugenio Scigliano e Santi Rinciari, le luci di Carlo Cerri e Andrea Narese. Biglietti da 11 a 20 euro. Info. Botteghino Teatro della Fortuna, tel. 0721.800750. Emme.a.

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AMMINISTRAZIONE \nSENZA \nRESPONSABILITÀ (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'analisi AMMINISTRAZIONE SENZA RESPONSABILITà di GERARDO RAGONE N ell'ultima graduatoria elaborata dal Sole 24 Ore sulla vivibilità urbana nel nostro paese, Napoli perde altri undici punti e finisce quasi al fondo della lista. Naturalmente non è una sorpresa, ma per chi non l'avesse ancora capito, questo significa che Napoli è oggi una tra le peggiori città d'Italia in cui si possa vivere. Di chi è la responsabilità? Certo non degli assessori, della cui capacità e della cui storia personale non poteva non essere a conoscenza chi li ha chiamati a quel delicato incarico, e cioè il sindaco. E neppure del consiglio comunale, che nel nuovo ordinamento previsto dalla legge sull'elezione diretta, di potere ne ha veramente poco. La responsabilità politica è quindi soltanto del sindaco, al quale quella legge da un lato conferisce tutti i poteri di nomina e di revoca, ma dall'altro lo carica anche di ogni responsabilità circa gli esiti dell'azione amministrativa. Una responsabilità però che il sindaco Iervolino rinvia a chissà quale mittente, tentando, rimpasto dopo rimpasto, di scaricare tutto sulla squadra da lei scelta e da lei guidata per otto anni. La nuova giunta partorita in questi giorni è quindi soltanto un rituale politico per giustificare una inopportuna permanenza al vertice dell'amministrazione comunale. Una rituale al quale i cittadini non possono che assistere impotenti, diretta conseguenza, però, di una legge elettorale che garantisce per cinque anni la stabilità dei vertici delle amministrazioni locali. Si dirà che però in altre città italiane, soprattutto quelle del Centro-Nord, la stessa legge ha spesso favorito l'azione amministrativa, consentendo risultati che sarebbe stato difficile ottenere con il vecchio sistema dell'elezione indiretta. Il che è verissimo, ma dimostra anche che quella legge non funziona dovunque. Funziona dove la politica svolge il ruolo di indirizzo che le è proprio, lasciando al mercato la produzione della ricchezza, come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo, ne esalta i pregi, mentre se è un cattivo governo ne esalta i difetti. Lo aveva già detto con grande chiarezza Giovanni Sartori qualche tempo fa, quando sul Corriere della Sera aveva affermato che non è la stabilità a favorire il buon governo ma che, al contrario, è la presenza del buon governo a dover essere protetta dalla stabilità. Naturalmente gli effetti perversi causati talvolta dalla legge sulla elezione diretta non sono una buon motivo per invocarne l'abrogazione. Sono però un ottimo motivo per convincersi che in questi contesti non ancora evoluti sia necessaria una particolarissima attenzione nella scelta degli amministratori pubblici. Dovrebbero sempre rappresentare il meglio che una collettività possa esprimere e non il meglio rispetto agli interessi di partiti, di correnti e di coalizioni, come invece è accaduto a Napoli in passato e come sembra si stia ripetendo col nuovo rimpasto di questi giorni.

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Palazzo d'Accursio stringe la cinghia e taglia i costi di gettoni e indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 9 Palazzo d?Accursio stringe la cinghia e taglia i costi di gettoni e indennità STANZIATI 2,7 MILIONI PER IL 2009 PALAZZO D?ACCURSIO mette da parte le risorse per i costi della politica del 2009. Per l?anno appena cominciato, il settore Personale del Comune prevede di spendere oltre 2,7 milioni di euro, che se ne vanno in gettoni di presenza e indennità per amministratori e consiglieri comunali e di Quartiere. La cifra è comunque inferiore a quella spesa nel 2008, che stando al bilancio ammonta a 2,8 milioni di euro. Pesa, infatti, il taglio imposto dalla Finanziaria 2008, che ha ridotto a un quarto dell?indennità massima del sindaco l?ammontare dei gettoni di presenza che un consigliere può intascare in un mese. Gli amministratori del Comune stringono dunque la cinghia anche se, a ben guardare, lo fanno già da un paio d?anni: nel 2007, infatti, tra gettoni e indennità Palazzo d?Accursio aveva speso 3,1 milioni di euro. Per il 2009, dunque, la previsione di spesa supera di poco i 2,7 milioni di euro, in calo rispetto al passato. NEL CONTO vengono messi anche i rimborsi spesa per consiglieri e amministratori che, in ragione del loro mandato, devono recarsi fuori dall?ambito comunale. Il Comune deve poi rimborsare i datori di lavoro per i permessi concessi ai dipendenti che svolgono attività politica e deve versare naturalmente i contributi di chi è in aspettativa non retribuita per fare l?amministratore. Image: 20090108/foto/801.jpg

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sequals-gemona, troppi veti temo che non sarà realizzata precedenza alla pontebbana (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Pordenone «Sequals-Gemona, troppi veti Temo che non sarà realizzata Precedenza alla Pontebbana» Spoil system per i manager sanitari, una riforma delle autonomie locali che favorisca l'accorpamento dei piccoli comuni e ancora priorità alla messa in sicurezza della Pontebbana e stop a nuovi centri commerciali. E' un anno intenso, il 2009, quello prospettato dal vice presidente della Giunta regionale, Luca Ciriani, per il quale dovranno sciogliersi alcuni nodi, a partire dall'opportunità o meno di finanziare la Sequals-Gemona. Vice presidente, la Regione può effettivamente fare qualcosa contro una crisi economica che "morde" il sistema produttivo, come testimoniano i dati sull'aumento esponenziale della cassa integrazione? «La Regione non ha la bacchetta magica, semmai può usare il buon senso, come ha già fatto. Sono stati incrementati i fondi per gli ammortizzatori sociali e per le classi più deboli, abbiamo ridotto l'Irap alle piccole e piccolissime imprese e, tagliando le spese di gestione, abbiamo aumentato del 20 per cento i fondi per gli investimenti delle imprese». Al pubblico è richiesta, come misura anticiclica, l'accelerazione nel cantieramento delle opere pubbliche. Come rispondete? «Strategica è stata la scelta di commissariare l'esecuzione della terza corsia dell'A4 che avrà una ricaduta, per lotti, di 1,5/2 miliardi di euro». La provincia di Pordenone reclama il prolungamento della Cimpello-Sequals fino a Gemona: si sente di considerarlo prioritario? «Non percepisco un grande entusiasmo sul fronte udinese, anzi mi sembra che tanti, a partire dalla Provincia di Udine, stiano tentando di sfilarsi. Non vorrei che impegnassimo risorse su opere destinate a impantanarsi quando invece è necessario cantierarle in tempi brevi. Per questo sono abbastanza scettico. Se in più aggiungiamo che col project financing si dovrebbe introdurre il pedaggio, la cosa diventa ancora più complessa». Ma allora quali sono le priorità infrastrutturali per la Destra Tagliamento? «L'asse Dignano-Spilimbergo alternativo alla Pontebbana è una di queste, insieme alla Strada del mobile e alla circonvallazione di San Vito che però deve sbloccarsi veramente. Al vertice delle priorità, però, c'è la messa in sicurezza della statale 13 nel tratto Casarsa-Pordenone col nuovo ponte sul Meduna, fermo restanto che tra quest'anno e il prossimo vedremo finalmente aperta l'A28 fino a Conegliano». Tra le opere c'è anche il nuovo ospedale, oggetto di una sospensione nella giunta di fine anno che ha rilanciato le preoccupazioni. Si rischia anche in questo caso di vedere impantanata l'intera vicenda? «Esiste un impegno forte da parte del presidente Tondo confermato attraverso delibere di generalità e accordi col sindaco Bolzonello. La scelta di localizzarlo in Comina è stata fatta e i soldi si troveranno». Proprio i finanziamenti sono una nota dolente: perché, invece che affidarvi al project financing, non avete confermato la scelta del leasing effettuata dalla precedente giunta? «Dall'analisi finanziaria è emerso che i canoni sarebbero stati insostenibili, senza dimenticare che avremmo trasferito sulle prossime amministrazioni costi ingentissimi». Come verrà riorganizzato il sistema sanitario? «Con la decisione di realizzare un nuovo ospedale in Comina abbiamo voluto dare un segnale forte: il Santa Maria degli Angeli deve essere il nosocomio della provincia, non solo della città. Conseguente l'integrazione tra la rete ospedaliera e il Cro senza per questo chiedere sacrifici particolari e nell'ambito di una riorganizzazione regionale. Non può essere che le razionalizzazioni si facciano solo a Pordenone e non nelle altre province». La moratoria sui centri commerciali non varrà per le autorizzazioni già concesse: l'eventuale ampliamento del Meduna e la nuova struttura di Villadolt di Fontanafredda sono esclusi. Secondo lei c'è mercato per altri metri quadri destinati alla grande distribuzione? «No, il mercato è saturo. Siamo passati da un sottodimensionamento a valori ben oltre la media nazionale. La grande distribuzione, dopo aver decimato il piccolo commercio, sta ripensando i propri progetti di sviluppo. Sarebbe opportuno che, ognuno per la propria parte, frenasse l'espansione». Altra sua delega è quella del turismo: qual è lo stato di salute del settore in provincia? «La nostra forza e al tempo stesso la nostra debolezza è quella di non avere grandi stazioni turistiche. Non abbiamo una grande vocazione in questo senso, per cui dobbiamo migliorare quello che abbiamo. A Piancavallo, ritengo, abbiamo fatto un buon lavoro, riaprendo il palazzetto chiuso, mettendo attorno a un tavolo gli operatori e creando una buona collaborazione col Comune di Aviano, senza contare gli eventi programmati. Il risultato è il raddoppio delle presenze rispetto allo scorso anno, giustificato anche dalle abbondanti nevicate». Nelle settimane scorse lei ha minacciato tagli ai fondi per gli eventi finanziati dalla direzione del turismo: conferma? «Il ragionamento è legato alla razionalizzazione. Ho chiesto a Comuni, Pro loco e associazioni da un lato di non farsi concorrenza tra di loro e dall'altro di puntare sull'innovazione. Non è facile, perché tendono a emergere sempre i campanili. In ogni caso saranno riconfermati i finanziamenti per Pordenonelegge, le sagre più importanti e gli eventi di spessore. Non vogliamo penalizzare nessuno. Tra le idee c'è anche di valorizzare il turismo business». In che modo? «La Fiera di Pordenone potrebbe essere il punto di riferimento, ma il problema della nostra provincia è la carenza di posti letto e la loro qualità medio-bassa che rendono difficili gli investimenti». A proposito di Fiera: la Regione entrerà nel capitale sociale e Alvaro Cardin verrà riconfermato alla presidenza? «L'offerta dei soci della Fiera è arrivata. La stiamo studiando. Difficile pensare a un aumento di capitale, si potrebbe piuttosto acquistare quote di chi già c'è, ma non è un passaggio immediato. E' evidente che, in ogni caso, ci attendiamo che la Regione venga coinvolta nella scelta del prossimo consiglio». A proposito di nomine, dobbiamo attenderci cambiamenti nei vertici delle Aziende sanitarie? «Se un manager è bravo, penso non si debba licenziarlo per forza. Va però sottolineato che in campo sanitario il metodo adottato in passato è quello dello spoil system che intendiamo applicare ma non con la logica dei tagliatori di teste». E per le altre società? «Presidenti e consigli sono nomine politiche, per cui è inevitabile che cambieremo i rappresentanti, anche in questo caso non escludendo delle conferme». Mi faccia però il nome di un rappresentante che non sarà confermato? «Non sarà difficile trovare un valido candidato alternativo a Sergio Peressutti alla presidenza dell'Ater». A proposito di enti e costi della politica: come riformerebbe l'attuale assetto delle Autonomie locali? «Abbiamo già detto che elimineremo le comunità montane e la stessa cosa vale anche per le associazioni tra Comuni (Aster). Ritengo che si debba riprendere il progetto delle comunità di vallata perché non è più possibile tenere in piedi Comuni piccolissimi, di poche centinaia di abitanti. Le resistenze sono molte, ma bisogna operare con decisione. A esempio, se si danno contributi per favorire le fusioni tra municipi, questi devono essere restituiti se il processo non viene portato a termine». Pdl e Lega, in Provincia, sono destinati a divorziare? «Non ci sono le ragioni: in giunta i rapporti sono ottimi e marciare divisi al primo turno potrebbe solo far piacere al centro-sinistra. La Lega è un alleato importante e la nostra disponibilità al confronto è totale». Ma la Lega vuole la presidenza: siete disposti a concederla? «Il Pdl non può rinunciare a questa carica». Venendo ai nomi, non teme che il peggior nemico della candidatura di Alessandro Ciriani sia lei, suo fratello, ovvero che la sua debolezza sia legata proprio al ruolo di primo piano che lei ha ottenuto nella giunta Tondo? «Il ragionamento può essere anche inverso, ma è capitato così, non è stato programmato. Preferisco astenermi sulle considerazioni personali: quello che auspico è una valutazione serena e oggettiva, sia con la Lega, sia all'interno del Pdl». I mal di pancia della destra rispetto alla fusione nel Pdl sono passati? «Sono passaggi non semplici, ma i dirigenti del Pdl, da Tubaro a Gottardo, stanno facendo un ottimo lavoro. E' chiaro che per chi proviene da An il percorso è più complesso, in quanto l'identità è più forte rispetto a Forza Italia. La strada è segnata, ci sono difficoltà a livello locale, ma col tempo verranno superate». Lei immagina una lista civica che allarghi i confini del centro-destra, a partire dalle provinciali? «Perché no, purché non vada a svantaggio del Pdl». Bolzonello è un interlocutore? «Non credo che abbandoni il centro-sinistra. Penso piuttosto che in questo momenti faccia il battitore libero come conseguenza delle difficoltà interne alla sua coalizione. Null'altro». Il sindaco ha lanciato l'allarme: la provincia non riesce a fare sistema e rischia di perdere peso. Condivide? «No, è un allarme strumentale per giustificare, a suo dire, una scarsa attenzione della giunta regionale nei confronti del capoluogo che non è vera. Non intendiamo penalizzare la città». Non ritiene che in giunta regionale gli assessori pordenonesi debbano fare squadra? «Al momento non ne avverto la necessità, Tondo è una persona molto equilibrata e attenta a un territorio, quello pordenonese, che gli ha dato molti consensi. Con De Anna il rapporto è ottimo, così come con gran parte dei consiglieri di mggioranza. Se ne ravvisassimo l'utilità, non mancheremo di mobilitarci».

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Ma chi pagherà i debiti di Obama?. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sui mercati finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa. Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? Scritto in economia, globalizzazione, notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 "Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam Commenti ( 121 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (5 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (9 voti, il voto medio è: 2.89 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (14) democrazia (43) economia (17) europa (7) francia (19) germania (3) giornalismo (42) gli usa e il mondo (44) globalizzazione (25) immigrazione (32) islam (15) Italia (134) medio oriente (10) notizie nascoste (33) presidenziali usa (21) russia (13) sindacati (1) società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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MArcello: certo marina smettiamo di finanziare i popoli che muoiono di fame per colpa del terrorismo, cosi veramente... Ultime news Lanci di razzi dal Libano contro Israele Prosegue l'offensiva di terra a GazaGas, Scajola assicura: "Passeremo l'inverno" Ma Mosca non mollaTragedia in Argentina: muore alpinista italiano Altri 3 in gravi difficoltàNeve, il peggio è passato: sulle strade ora si circolaAlitalia fa rotta su Air France, altolà di Bossi Lufthansa conferma: mai fatta un'offertaOmicidio in biblioteca: fermato giovane albanesePorno Usa: 5 miliardi di dollari per risvegliare il desiderioL?esercito della salvezza? 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Piazza e negozi nell'area dell'ex Sagrini (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Società comunali al microscopio, bilanci e progetti di Gestioni immobiliari e Pharma.com Piazza e negozi nell'area dell'ex Sagrini FERMO - Dopo le relazioni al Consiglio dei presidenti delle società partecipate Asite e Solgas di cui abbiamo riferito lunedì, anche Armando Altini per la Fermo Gestioni Immobiliari e Filippo Ercoli per la Pharma. com hanno riferito dell'attività delle due società di cui sono presidenti. La prima, che si occupa della valorizzazione e manutenzione del patrimonio immobiliare del Comune, nel 2008 si è interessata all'operazione del recupero edilizio e ambientale dell'area ex Sagrini. Sono stati spesi circa 1.500.000 euro e i lavori dovrebbero essere completati entro il 2010. Il progetto, che vede la realizzazione di una piazza coperta, oltre a negozi, magazzini e posti macchina ai piani sottostrada, è stato finanziato oltre che con l'intervento del Comune con la vendita degli immobili da realizzare. "Al momento - ha riferito il presidente Altini - dobbiamo ancora alienare un lotto al piano piazza, un locale commerciale al piano seminterrato e 26 posti auto al 2 piano seminterrato". In cambio del finanziamento di 500.000 euro, il Comune avrà, a lavori finiti, una piazza coperta di circa 1400 mq, una sala multimediale di 200 mq e 47 posti auto da mettere a disposizione dell'attività commerciale. "La Fermo Gestioni Immobiliari ha detto ancora il presidente Altini - si propone per il futuro di promozionare alcuni dei più importanti palazzi e monumenti di proprietà del Comune, tra i quali Palazzo Monti, Palazzo Trevisani, casa Marinelli e Casina delle Rose. "L'intendimento ha concluso Altini - è quello di far conoscere i suddetti immobili sia in ambito nazionale che internazionale, prendendo contatti con investitori di alto target che portino alla valorizzazione e miglioramento dei predetti beni monumentali e storici. Tale attività promozionale intende inoltre portare alla creazione di un polo alberghiero secondo il modello dell'albergo diffuso in tutto il centro storico, unico nella Regione Marche ed in perfetta linea con il prodotto turistico fermano". "La Pharma.com srl gestisce la farmacia comunale di via Murri - ha riferito il presidente Filippo Ercoli e nel 2007 ha chiuso con una modesta perdita (800 euro) dovuta soprattutto al fatto di non avere parcheggio e di subire la concorrenza della liberalizzazione dei parafarmaci". Ercoli ha concluso la sua breve relazione affermando che "la farmacia può continuare l'attività con buoni risultati economici in attesa di una sistemazione più idonea". In base alle disposizioni della Finanziaria 2007, sono note le competenze relative agli amministratori delle società. In particolare i presidenti dell'Asite Maurizio Laurenzi, della Solgas Filippo Ercoli e della Fermo Gestioni Immobiliari' Armando Altini hanno un appannaggio di 25.000 euro annui, mentre i consiglieri percepiscono un gettone di presenza. L.BO.,

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CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (AGI) - Venezia, 8 gen. - Il referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto da parte della sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti premia la capacita' dell'istituzione regionale di rispettare il patto di stabilita' e di tenere in ordine la propria gestione contabile nel 2007, ma evidenzia nel contempo risparmi ancora insufficienti nel contenimento dei costi della politica e dell'organizzazione interna. Il 2007, infatti, doveva essere l'anno del risanamento e della svolta nei bilanci degli enti pubblici, in particolare Regioni ed enti locali. In Veneto questi risultati sono stati conseguiti solo in parte, spiega il rapporto dei magistrati contabili inviato al presidente del Consiglio veneto. A differenza degli altri anni la Corte dei Conti ha inviato il proprio referto al Presidente dell'assemblea legislativa, senza presentarlo pubblicamente. Quanto agli impegni specifici di riduzione dei costi della politica e di contenimento del costo del personale richiesti della finanziaria nazionale, la riduzione del 10% della indennita' e degli emolumenti dei consiglieri, i risparmi determinati dalla soppressione dell'assistenza sanitaria integrativa e dall'abolizione del contributo spese per i funerali hanno prodotto un risparmio nel bilancio della Regione quantificabile nell'ordine di 880 mila euro. Risulta ancora in buona parte da attuare - sottolineano i giudici contabili - l'obiettivo di snellire i consigli di amministrazione nelle societa' partecipate: a fine 2008 solo 5 (Alemagna spa, Veneto Acque, Rovigo Expo, Edilvenezia e Veneto Innovazione) avevano provveduto alla modifica statutaria e a semplificare i propri vertici. Anche l'obbligo di ridurre le spese per il personale e per l'organizzazione in Veneto e' stato parzialmente conseguito: in termini assoluti la spesa per dipendenti e collaboratori e' scesa del 3% (dai 147,3 milioni del 2006 ai 142,9 del 2007, con un risparmio di quasi 4 milioni e mezzo al netto degli incrementi determinati dai rinnovi contrattuali), raggiunto tuttavia grazie alla diminuzione dei costi del personale a tempo indeterminato (meno 4%) e del personale impegnato in progetti obiettivo (meno 20%). In crescita invece la spesa per i co.co.co., per il personale assunto con contratti a tempo determinato e per il personale delle segreterie politiche. "Il forte aumento della spesa per il lavoro flessibile - sottolinea la Corte dei Conti - contraddice l'obiettivo di stabilizzazione del precariato" che la Regione stessa si era data con il piano assunzioni 2007 e il programma triennale 2007-2009. Quanto alla valutazione complessiva sui conti 2007, dopo aver "richiamato" la Regione per il ritardo nell'adozione di finanziaria e bilancio (approvati il 1 febbraio 2007 senza nemmeno dotarsi di un provvedimento di "copertura" per l'esercizio provvisorio), il rapporto della Corte dei Conti mette in evidenza la solidita' del bilancio veneto e, in particolare, il ritorno in attivo dei saldi della gestione di competenze e dei residui, che mettono cosi' fine alla progressiva erosione dell'avanzo di amministrazione riscontrato negli ultimi anni.

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CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della Corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007". Grazie alle maggiori entrate il disavanzo reale della Regione nel 2007 si quindi notevolmente ridotto passando dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84 milioni (coperti ricorrendo all'indebitamento), un deficit che - sottolinea il referto - risulta comunque ampiamente sostenibile perche' inferiore alla capacita' residua teorica di indebitamento. L'esercizio finanziario 2007 si e' quindi concluso - agli occhi dei magistrati contabili - con un fondo cassa giudicato "ampiamento positivo" (1329 milioni di fondo, rispetto ai 632 dell'anno precedente), nel rispetto del patto di stabilita' interno e degli equilibri di bilancio, grazie anche alla riduzione degli impegni di spesa (meno 2,3%) che si e' concentrata soprattutto nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il rimborso dei prestiti, calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67 milioni del 2007). Il referto della Corte dei Conti contiene inoltre una verifica sullo stato dei servizi alla prima infanzia: negli ultimi sette anni in Veneto i posti nei servizi educativi per i bambini 0-3 anni sono quasi triplicati, passando da 8.813 del 2001 ai 26.299 del 2007, con un grado medio di copertura del fabbisogno che supera il 19 per cento (con punte del 20,7 per cento a Padova, del 25,7 per cento a Rovigo e del 22,4 per cento a Verona). L'impegno di spesa per tali servizi nel triennio 2007-2009 supera i 35 milioni di euro nel 2007, di cui 22,4 di fonte statale e 13 di cofinanziamento regionale. "Apprezzabile e' l'obiettivo di potenziare l'offerta dei servizi per la prima infanzia dal punto di vista quantitativo", scrivono i giudici contabili, ma sono soprattutto l'aspetto qualitativo dell'offerta dei servizi e il grado di integrazione tra i diversi enti territoriali a ottenere il giudizio positivo della Corte dei Conti. Infine, come ogni anno, la relazione della Corte presenta una appendice dedicata all'indagine sulla gestione della sanita' regionale, con approfondimenti specifici sul sistema dei controlli interni e sul fenomeno della esternalizzazione dei servizi 318 nel 2007, in media circa 14 per ogni azienda sanitaria, con un valore complessivo dei contratti che sfiora i 700 milioni).

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AMMINISTRAZIONE \nSENZA \nRESPONSABILITÀ - 20090108081045 (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - SALERNO - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-01-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'analisi AMMINISTRAZIONE SENZA RESPONSABILITà di GERARDO RAGONE N ell'ultima graduatoria elaborata dal Sole 24 Ore sulla vivibilità urbana nel nostro paese, Napoli perde altri undici punti e finisce quasi al fondo della lista. Naturalmente non è una sorpresa, ma per chi non l'avesse ancora capito, questo significa che Napoli è oggi una tra le peggiori città d'Italia in cui si possa vivere. Di chi è la responsabilità? Certo non degli assessori, della cui capacità e della cui storia personale non poteva non essere a conoscenza chi li ha chiamati a quel delicato incarico, e cioè il sindaco. E neppure del consiglio comunale, che nel nuovo ordinamento previsto dalla legge sull'elezione diretta, di potere ne ha veramente poco. La responsabilità politica è quindi soltanto del sindaco, al quale quella legge da un lato conferisce tutti i poteri di nomina e di revoca, ma dall'altro lo carica anche di ogni responsabilità circa gli esiti dell'azione amministrativa. Una responsabilità però che il sindaco Iervolino rinvia a chissà quale mittente, tentando, rimpasto dopo rimpasto, di scaricare tutto sulla squadra da lei scelta e da lei guidata per otto anni. La nuova giunta partorita in questi giorni è quindi soltanto un rituale politico per giustificare una inopportuna permanenza al vertice dell'amministrazione comunale. Una rituale al quale i cittadini non possono che assistere impotenti, diretta conseguenza, però, di una legge elettorale che garantisce per cinque anni la stabilità dei vertici delle amministrazioni locali. Si dirà che però in altre città italiane, soprattutto quelle del Centro-Nord, la stessa legge ha spesso favorito l'azione amministrativa, consentendo risultati che sarebbe stato difficile ottenere con il vecchio sistema dell'elezione indiretta. Il che è verissimo, ma dimostra anche che quella legge non funziona dovunque. Funziona dove la politica svolge il ruolo di indirizzo che le è proprio, lasciando al mercato la produzione della ricchezza, come è il caso delle aree del centro-nord, mentre non sembra funzionare, in aree economicamente deboli e poco modernizzate, dove Stato e mercato troppo spesso si confondono, generando per lo più inefficienza, sprechi e corruzione, come è invece il caso di Napoli La stabilità, insomma, valorizza ciò che si trova di fronte: se è un buono governo, ne esalta i pregi, mentre se è un cattivo governo ne esalta i difetti. Lo aveva già detto con grande chiarezza Giovanni Sartori qualche tempo fa, quando sul Corriere della Sera aveva affermato che non è la stabilità a favorire il buon governo ma che, al contrario, è la presenza del buon governo a dover essere protetta dalla stabilità. Naturalmente gli effetti perversi causati talvolta dalla legge sulla elezione diretta non sono una buon motivo per invocarne l'abrogazione. Sono però un ottimo motivo per convincersi che in questi contesti non ancora evoluti sia necessaria una particolarissima attenzione nella scelta degli amministratori pubblici. Dovrebbero sempre rappresentare il meglio che una collettività possa esprimere e non il meglio rispetto agli interessi di partiti, di correnti e di coalizioni, come invece è accaduto a Napoli in passato e come sembra si stia ripetendo col nuovo rimpasto di questi giorni.

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Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sui mercati finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa. Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO: il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America, finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione, notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 7 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 "Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam Commenti ( 143 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 37 ) » (10 voti, il voto medio è: 3.1 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Dec 08 Ma questa America non è migliore dell'Europa Quante volte abbiamo sentito la frase. "In America questo non potrebbe succedere" oppure "In America chi paga sbaglia davvero" o ancora "in America i controlli sono rigorosi", soprattutto riguardo gli scandali economici e finanziari. Credo che il complesso di inferiorità degli europei e di noi italiani non sia più giustificato. Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni ci accorgiamo che: - la folle deregolamentazione del mercato dei derivati e l'abolizione di alcuni sani vincoli nella gestione delle banche americane è stata varata alla fine degli anni Novanta dai ministri economici di Clinton - Rubin e Summers - sotto pressione delle lobbies, in particolare di Citigroup - negli anni otto anni successivi l'amministrazione Bush non ha fatto nulla per correggere il tiro, anzi ha allentato ulteriormente i vincoli. - per decenni una società come la Enron era considerata un gioiello dell'economia americana, in realtà era un a scatola vuota. Quando fallì si disse che le autorità avevano capito la lezione e imposto nuove regole più stringenti; in realtà non è cambiato nulla. - la casta dei finanzieri di Wall Street era così forte da imporre alla guida del Tesoro, il numero uno di Golman Sachs, Henri Paulson che è ancora in carica. - Le banche per anni sono riuscite a mascherare, sempre grazie alle alchimie dei derivati, la reale entità delle loro esposizioni, mettendo in pericolo la sopravvivenza di Aeg, la prima compagnia di assicurazione al mondo. Cosa facevano le autorità di controllo? Erando davvero indipendenti o, com'è probabile, erano conniventi? - ora apprendiamo dell"ultima frode, quella del fondo hedge di Bernard Madoff, che si è inghiottito 50 miliardi di dollari, senza che nessuno si accorgesse di nulla. E Madoff era considerato un finanziere rispettabile, non a caso è stato a lungo presidente del Nasdaq. Sono stati fatti dei controlli, delle verifiche contabili? Dov'erano le autorità di vigilanza? - infine: il grande rinnovatore Barack Obama chi ha nominato al ministero del Tesoro e come primo consulente economico? Geithner e Summers, due uomini di Rubin, che tra l'altro oggi è alla guida di Citigroup e durante la campagna elettorale era uno dei consulenti proprio di Obama. La mia impressione è che gli Usa oggi abbiano problemi di credibilità molto più seri di noi europei e che il sistema sia viziato, distorto; che la casta dei finanzieri non abbia perso potere nonostante i guai colossali che ha combinato. E allora smettiamo di citare gli Usa come esempio, almeno fino a quando l'America non sarà tornata ad essere l'America per rigore morale e senso civico. o sbaglio? Scritto in europa, economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (15) democrazia (43) economia (17) europa (7) francia (19) germania (3) giornalismo (42) gli usa e il mondo (44) globalizzazione (25) immigrazione (32) islam (15) Italia (134) medio oriente (10) notizie nascoste (33) presidenziali usa (21) russia (13) sindacati (1) società (3) svizzera (4) turchia (12) Varie (16) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Americo: A parte le qualità dinamiche dell'economia americana, rimane la domanda dei 64.000 dollari, cioè:... Ultime news Alitalia, Bossi: "Partner non definitivo Se Milano non è hub fallirà di nuovo"Tragedia sulle Ande: una vittima italiana Gravi altri tre alpinistiGas, è saltato l'accordo tra Russia e Ucraina Putin: chiamo BerlusconiCrisi, il piano Obama: "Energie alternative e rimborsi fiscali"Gaza, Usa: "Allungare l'orario della tregua" Lanci di razzi dal Libano colpiscono IsraeleCaso Calabresi, Sofri: "Sono corresponsabile"Porno Usa: 5 miliardi di dollari per risvegliare il desiderioItalia al primo posto per numero di ricercati fuggiti in BrasileAnsia da prestazione sul set? 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Neve, ma Milano non è Marsiglia (per fortuna) (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 08-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

(AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia. Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). Scritto in Varie Commenti ( 5 ) » (3 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 67 ) » (8 votes, average: 2.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 116 ) » (24 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (39 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (28 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (116 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (67 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 69 ) » (52 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale. Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 166 ) » (63 votes, average: 3.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (56) Ultime discussioni Alberto Taliani: Francesca scrive via mail Con la nevicata i problemi ci sono stati, soprattutto concentrati di prima... Janis: Giusto Taliani, l'hai detto. Milano non è Marsiglia e non capisco perchè, se nevica è colpa della... cantastorie: Ricordo una decina d'anni fa a Parigi che si paralizzò per 4 o 5 centimetri di neve. che... Giuseppe: .la nevicata dell'85, che ricordo. Anch'io, come te, mi attrezzai di giaccone e scarpone... Sara: Milano non è Marsiglia, ma i milanesi non se ne sono accorti. Bastano 4 fiocchi per far incazzare signore... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Berlusconi: Air France in vantaggio Bossi chiede garanzie per MalpensaTragedia sulle Ande: una vittima italiana Gravi altri tre alpinistiGas, è saltato l'accordo tra Russia e Ucraina Putin: chiamo BerlusconiCrisi, il piano Obama: "Energie alternative e rimborsi fiscali"Gaza, Usa: "Allungare l'orario della tregua" Lanci di razzi dal Libano colpiscono IsraeleCaso Calabresi, Sofri: "Sono corresponsabile"Porno Usa: 5 miliardi di dollari per risvegliare il desiderioItalia al primo posto per numero di ricercati fuggiti in BrasileAnsia da prestazione sul set? 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I COSTI DELLA POLITICA (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak. RAPPORTI GIUNTA-CONSIGLIO FINOZZI: «C'E' POCO DIALOGO» «C'è una certa separatezza e incomunicabilità tra Consiglio e Giunta che dialogano poco perfino nell'organizzazione logistica al punto che i due palazzi si servono di gestori telefonici diversi». Così il presidente del Consiglio Finozzi che critica anche la proliferazione dei gruppi consiliari. LOTTA ALLE DIPENDENZE 258 MILA EURO ALLE USL La Giunta ha deliberato un contributo di 258 mila euro alle Usl di Belluno, San Donà di Piave e Castelfranco per interventi pilota e progetti di prevenzione e lotta contro droga, alcol e le dipendenze da sostanze di abuso.

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Costi della politica, un ddl per ridurli (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

MINNITI (PDL) Costi della politica, un ddl per ridurli BOLZANO. Mauro Minniti (Pdl) ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale per tagliare i costi della politica in Alto Adige. Il provvedimento prevede in sostanza, le riunioni ogni sera dalle 18 alle ore 22 dei giorni feriali ed il riconoscimento di un solo gettone di presenza ai consiglieri partecipanti alla riunione. "Pur essendo la materia economica di competenza della Regione alla quale è intenzione di rinviarla con altro disegno di legge - chiarisce Minniti - in questa maniera il consiglio provinciale di Bolzano potrebbe comunque porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni legislatura dei singoli consigli provinciali di Bolzano e Trento, da reinvestire nella spesa sociale e dare quindi risposte ancora più concrete a quel disagio che investe ormai una larghissima componente della popolazione altoatesina, che fa difficoltà anche ad arrivare alla cosiddetta terza settimana". L'iniziativa di Minniti aveva avuto il sostegno nel 2008 di oltre 2 mila cittadini: firme raccolte tramite una petizione popolare.

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Liquidati i gettoni per le due commissioni (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Liquidati i gettoni per le due commissioni Nel 2008 tredici riunioni sull'urbanistica, tre sulle politiche sociali RIVA. Con i gettoni di presenza per le riunioni di consiglio i membri delle due commissioni permanenti, urbanistica e politiche sociali, hanno incassato anche le spettanze maturate per la partecipazione ai lavori preparatori in vista delle scelte in aula. In commissione urbanistica il presidente Patrik Lorenzi è stato assente una sola volta, come Zambotti, Mauro Pederzolli e Gatti: per loro 900 euro. Invece Munari, Morandi e Benaglio hanno sempre partecipato: il corrispettivo per 13 sedute è di 975 euro. Mirella Serafini con undici presenze e due assenze è a 825. Luigi Calzà ha presenziato a 10 riunioni: per lui 750 euro. Il meno assiduo è Ivo Bombardelli, otto presenze e 600 euro. Ci sono infine i sostituti: Carlo Daves una volta (75 euro) e Rocco Frizzi tre volte (225). In commissione politiche sociali (3 riunioni) sempre presenti Accorsi, Zambotti, Serafini, Pederzolli e Benaglio (225 euro), un'assenza Zanoni e Lorenzi (150); due Benamati e Bombardelli: 75 euro ciascuno come a Morandi che ha sostituito Lorenzi una volta.

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E la Toscana spende meno (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Numero 007  pag. 11 del 9/1/2009 | Indietro E la Toscana spende meno AGRICOLTURA Niente gettoni di presenza e stipendi ma solo rimborsi spese per vicepresidenti, consiglieri e deputati nel Consorzi di bonifica. E un tetto massimo per l'indennità di funzione del presidente, equiparata al massimo a quella del sindaco di un comune fino a 10.000 abitanti, a partire dal primo gennaio 2009. E' quanto prevede la nuova legge sui Consorzi approvata il 30 dicembre scorso, a maggioranza, dal Consiglio regionale della Toscana, con 34 voti a favore e 13 contrari. Il testo è stato emendato, abbassando il tetto massimo dell'indennità del presidente con il riferimento ai comuni di 10.000 abitanti e non di 30.000 com'era nella formulazione originaria, e specificando che se l'indennità è inferiore a tale limite, non va modificata. Insieme alla legge, il Consiglio ha approvato sempre a maggioranza un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a presentare entro 4 mesi una proposta di modifica organica di tutto il settore, dando attuazione alle disposizioni nazionali sul numero dei componenti degli organi consortili e rispettando una serie di criteri. Tra questi, la revisione del numero dei comprensori e un sistema elettorale che favorisca la partecipazione convocando tutte le elezioni in un unico giorno, in concomitanza con le tornate elettorali istituzionali.

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Un gran daffare per le banche (sezione: Costi dei politici)

( da "Milano Finanza (MF)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

MF Numero 006  pag. 15 del 9/1/2009 | Indietro Un gran daffare per le banche PRIVATE EQUITY il 2009 vedrà gli istituti di credito molto impegnati nella ristrutturazione di debiti aziendali I fondi di private equity dovranno decidere se e quando iniettare nuova finanza nelle partecipate in difficoltà. Opportunità per gli investitori specializzati di Stefania Peveraro Se il 2008 è stato l'anno della crisi dei mercati, il 2009 si preannuncia come quello della crisi delle imprese. Per colpa del combinato disposto della recessione e del credit crunch. Con la conseguenza che anche molte delle società in portafoglio ai private equity si troveranno in difficoltà e i fondi dovranno trattare soluzioni adeguate con le banche finanziatrici. Non solo. I casi ben più numerosi di aziende in difficoltà non in portafoglio ai fondi potranno rappresentare interessanti opportunità per investitori specializzati che andranno a loro volta a trattare il loro ingresso nel capitale o l'acquisizione di tutto o parte del debito in mano alle banche. Il tutto, mentre il mercato del credito a supporto delle operazioni di buyout è sostanzialmente bloccato dallo scorso settembre e con le tranche di debito erogato in occasione delle grandi operazioni di buyout passate che spesso e volentieri sono rimaste in capo alle banche arranger, senza che queste siano riuscite nel frattempo a sindacarli, visti i prezzi svalutati ai quali questi debiti tuttora girano. Livelli che fino a prima del crack Lehman erano tipici solo del debito distressed e che invece oggi, appunto, si riferiscono anche a carta buona (si veda la tabella alla pagina successiva). Così appunto non stupisce che questi prestiti siano rimasti sui libri degli arranger: Standard&Poor's Leveraged commentary&data calcola che le banche arranger europee a fine 2007 avessero 50,8 miliardi di euro di finanziamenti da piazzare, ma che alla fine di luglio 2008 ne avessero piazzati soltanto per 21,6 miliardi e che negli ultimi mesi dell'anno non si siano discostate da quella cifra. Così come non stupisce che nel frattempo la struttura di capitale delle operazioni di leveraged buyout sia cambiata in maniera significativa, con una quota ben più preponderante di equity e di debito mezzanino, con una minore presenza di debito senior, con la scomparsa del debito high yield e la quasi scomparsa del second lien (si veda grafico in pagina). Impennata di default in vista. L'agenzia di rating internazionale Standard&Poor's stima che quest'anno in Europa occidentale tra le 60 e le 75 aziende con rating speculativo andranno in default, mettendo a rischio tra i 20 e i 25 miliardi di euro di debito. Con la conseguenza che il tasso di default per gli emittenti con rating speculativo passerà dal 3% di fine novembre 2008 e dal 3,2% della media degli ultimi 15 anni all'8,7%-11,1% quest'anno (si veda il grafico il pagina). E non finisce qui, perchè S&P's pensa che le cose non si rimetteranno nemmeno l'anno prossimo, con il tasso di default che resterà in linea con quello del 2009. Già perchè la recessione colpirà duro la redditività e la capacità di generare cassa delle imprese, mentre il costo dei finanziamenti continuerà a salire. Secondo gli analisti di S&P's ben il 70% delle aziende da loro monitorate vedrà ridursi il suo free operating cash flow, con l'accesso al credito che rimarrà difficile e caro e quasi impossibile per le aziende con merito di credito speculativo. Ovviamente il rischio di default è più alto tra le società con rating uguale o inferiore a B-. Al momento in Europa ci sono 18 società in questa situazione, un numero doppio rispetto alle nove difine giugno 2008. Tra queste ci sono l'italiana IT holding e la tedesca Treofan, che però ha una forte anima italiana, visto che è il risultato della fusione di una serie di aziende del settore, compresa l'italiana Moplefan spa, ex Montedison passata poi sotto il controllo di Basell, una joint venture tra Basf e Shell. Tra gli altri nomi della lista di S&P's, gli emittenti con più debito a rischio sono le olandesi LyondellBasel e Nxp, l'irlandese Education media&publishing group e le emissioni della controllata lussemburghese di Telecom Hellas Occhio alle clausole del mezzanino. Un altro indicatore di distress in arrivo è invece l'esercizio della clausola prevista in alcuni contratti di finanziamento mezzanino siglati prima dello scoppio della crisi di liquidità, che prevede la possibilità di pagare gli interessi sul debito emettendo altro debito. Si tratta di una clausola che era diventata molto comune tra il 2005 e il 2007 soprattutto negli Stati Uniti e che si trovava nelle cosiddette Pik (Payment-in-kind) Toggle notes, appunto obbligazioni che prevedevano il pagamento delle cedole, in alternativa, in cash, aumentando il valore nominale del debito o con un mix tra le due soluzioni. Moody's in un suo recente report ha elencato le 11 società con rating speculativo da lei monitorate (si veda tabella in pagina) che negli ultimi due trimestri hanno esercitato l'opzione Pik o annunciato che l'avrebbero esercitata in occasione del pagamento successivo, sottolineando il fatto che l'esercizio di questa opzione può essere interpretato come segnale di peggioramento del merito di credito della società. Non solo. L'agenzia di rating ha anche detto di aspettarsi che nel 2009 il numero delle società che eserciterà l'opzione Pik aumenterà di pari passo alla riduzione dei flussi di cassa operativi e ai sempre difficili mercati del credito, che renderanno arduo il rifinnziamento del debito a lungo termine. Così non è un caso che sempre Moody's abbia pubblicato di recente una lista di 63 emittenti che hanno debito in circolazione con opzione PIK Toggle Le soluzioni alternative per i fondi. Ma che cosa succede quando la società in portafoglio a un fondo sulla quale grava un debito importante a seguito del buyout si trova indietro rispetto agli obiettivi del suo business plan? Ovviamente, la risposta dipende da quanto indietro la società si trova rispetto agli obiettivi. Fitch in un suo recente report ha analizzato i vari scenari possibili sulla base dell'osservazione di una serie di recenti casi concreti. Il primo è quello in cui la società si trova con poco margine di manovra rispetto ai covenant stabiliti per il suo debito, ma non è ancora in situazione preoccupante quanto a liquidità e performance operativa. Molti fondi con società in portafoglio in questa situazione nel 2008 hanno preferito evitare un futuro sforamento dei covenant facendo buyback del debito. C'è invece lo scenario di vera e propria rottura dei covenant. In questo caso la società debitrice propone alle banche di rinegoziare i covenant in cambio della presentazione di un nuovo piano industriale ed eventualmente di una cosiddetta «equity cure», cioè di un'iniezione di nuova finanza da parte del fondo sponsor nella forma di equity o di debito subordinato. Il terzo scenario è quello di una società che ha subito un importante calo di redditività in termini di Ebitda, con o senza conseguente rottura dei covenant. Questi casi sono spesso stati risolti con ricorso a nuovo debito che non è stato però incluso nel calcolo dei covenant, come operazioni di cartolarizzazione o sale-and-lease back. L'ultimo scenario è infine quello più drammatico di rottura dei covenant combinata con una crisi di liquidità. Nei casi in cui è stato giudicato che ci fosse ancora del valore nel business plan a lungo termine della società è stata iniettata nuova finanza da parte del fondo di private equity azionista, mentre nei casi in cui è stato giudicato che non si sarebbe riusciti a estrarre nuovo valore a seguito dell'iniezione di nuova finanza, si è passati a una ristrutturazione più profonda con trasformazione del debito in equity. Cosa fanno gli italiani. «Il 2008 è stato un anno di attesa per le banche italiane, ma nel 2009 gli istituti di credito dovranno necessariamente prendere delle decisioni a proposito del debito di aziende in stato di difficoltà che hanno in portafoglio. Mi aspetto di vedere principalmente rinegoziazioni del debito e trasformazioni di debito in capitale proprio, mentre assiteremo probabilmente solo a poche cessioni di posizioni creditorie a sconto». A tracciare questo scenario per l'anno prossimo è Massimo Acquaviva, fino allo scorso dicembre director di Credit Suisse responsabile delle attività distressed per l'Italia, che dal 1° gennaio ha lasciato la banca per intraprendere un'avventura da investitore insieme a due soci con obiettivo proprio il mondo delle società italiane in difficoltà. «Stiamo costituendo in questo giorni una holding di diritto italiano che farà investimenti in turnaround e acquisti di posizioni di debito distressed e parteciperà a concordati fallimentari. In tal modo potremo sia intervenire a sostegno di aziende in difficoltà, ma sostanzialmente sane, aiutare curatori, giudici delegati e creditori a velocizzare le atitvità di chiusura di società non più operative», spiega Acquaviva a MF Pe, precisando di aver «raccolto gli impegni per il capitale di partenza tra alcuni investitori privati, che ci hanno fatto da angel investors, mentre a seguito delle prime operazioni che speriamo di successo, contiamo poi di fare un ulteriore round di raccolta». Acquaviva, insomma, è così convinto che il 2009 sarà l'anno delle grandi opportunità per i fondi specializzati in distressed, da aver fatto il salto e di scommetterci personalmente. «D'altra parte, se è vero che anche in Italia ci sono parecchie situazioni di società in portafoglio a fondi di private equity che si troveranno a dover trattare con le banche per rinegoziare il debito e chiedere nuova finanza, è anche vero che c'è un numero ben maggiore di aziende che non sono in portafoglio ai fondi e che si trovano in situazione di estrema difficoltà. Lì, secondo me, c'è grande spazio perchè degli investitori terzi, come potremo essere noi, possano intervenire», dice ancora Acquaviva, che spiega: «Ci sono situazioni in cui il valore dell'equity oggi è addirittura negativo a causa della compressione dei multipli e della riduzione dei margini operativi. Società che fino all'anno scorso erano valutate anche 10 volte l'Ebitda oggi valgono solo 4-5 volte lo stesso Ebitda, che però nel frattempo è anche sceso, a fronte di un debito che invece resta imponente, tanto appunto da rendere senza valore l'equity. In questi casi le banche possono accettare di trasformare il loro debito in equity se però contemporaneamente gli azionisti ricapitalizzano oppure fanno entrare nuovi investitori disposti a ricapitalizzare ed eventualmente prendersi in capo parte del debito. Questo tipo di intervento, così come le altre possibilità volte alla ristrutturazione aziendale, diventa tanto più interessante, se si pensa che la nuova legge fallimentare permette agli imprenditori di manifestare la propria situazione di difficoltà molto prima di quanto fosse possibile con la vecchia legge, che prevedeva in sostanza soltanto il ricorso allo strumento concordatario. Grazie alla nuova legge, infatti, l'imprenditore può accedere a strumenti anche stragiudiziali e ottenere il riscadenziamento del debito in un momento che è ancora antecedente alla crisi completa dell'azienda, quando cioè in azienda c'è ancora del valore». Mani libere sul debito con la nuova normativa. Ed è appunto quella la fase in cui per un investitore si rivela più redditizio entrare. «Certo, però, è comunque un contesto delicato e quindi esiste un certo rischio legale che va prezzato», spiega a MF Pe Silvio Tersilia, l'avvocato responsabile del dipartimento italiano crisi d'impresa e fallimento di Lovells, che lo scorso dicembre ha anche organizzato nella sua sede di Londra un seminario proprio su questi temi. Aggiunge Tersilia: «La nuova normativa fallimentare ha certo mitigato il rischio legale connesso all'investimento in società in crisi, soprattutto per il fatto di aver previsto l'introduzione dei cosiddetti piani di risanamento o accordi di ristrutturazione, che permettono di gestire il credito senza rischio di revocatorie. Con la vecchia legge, infatti, quando si cercava di salvare un'azienda si cercava di non toccare il debito, se le cose andavano male, chi aveva erogato nuovo debito si trovava a perdere le garanzie, che finivano in revocatoria. Oggi, invece, la revocatoria per le garanzie non è più prevista, se il debito è stato erogato a fronte diun piano firmato da un professionista». Non solo, continua Tersilia: «Anche il concordato preventivo oggi è molto più flessibile di una volta. Con la vecchia legge il concordato doveva essere approvato dall'assemblea dei creditori chirografari conuna maggioranza del 50% del valore dei crediti e dei due terzi del numero, mentre oggi la maggioranza che vale è solo quella del 50% del valore dei crediti chirografari». Quanto all'atteggiamento delle banche, dipende, dice ancora Tersilia: «Se si tratta di un'azienda con diciamo 5 milioni di equity e un debito comprso tra i 20 e i 40 milioni, allora è probabile che la banca creditrice preferisca venirle incontro riscadenziando il debito. Se invece l'azienda in crisi è di dimensioni più importanti, con diciamo un equity di 100 milioni e un debito compreso tra i 200 e i 300 milioni, allora è più probabile che la banca pensi a trasformare il suo debito in capitale. In questo caso, però, lo swap avverrà con ogni probabilità non con azioni di tipo tradizionale, ma utilizzando uno dei vari strumenti di capitale ibridi introdotti dalla nuova normativa». Così ragionano le banche. «I prezzi che girano oggi sul mercato secondario non sono significativi del merito di credito dell'azienda, ma riflettono la situazione di panico e di stress di liquidità generali, per cui appena una società sottoperforma un poco gli obiettivi del proprio piano industriale, le quotazioni del suo debito vengono penalizzate in maniera importante. E' ovvio che c'è comunque una differenza tra aziende sane e aziende effettivamente in difficoltà, con il debito delle seconde che viaggia molto sotto la pari. Ma comunque non ha lo stesso senso che oggi il debito di un'azienda sana e che va bene quoti attorno a 90 o anche meno. Perché non vicino alla parità?», si chiede Daniele Candiani, managing director per l'Italia di Ikb. Continua Candiani: «In sostanza anche sul mercato del credito è accaduto quello che è successo sul mercato azionario, dove ormai ci sono dei prezzi che non corrispondono alla reale situazione delle aziende quotate, con la differenza però che il mercato borsistico è più efficiente e trasparente. Per quanto mi riguarda, dunque, in questo momento non ho alcuna intenzione di vendere in perdita posizioni che ho su aziende buone, che oggi valgono meno della pari appunto solo perché il mercato reagisce a una situazione di panico generale. E credo che così la pensino anche le altre banche, a meno che un istituto debba per forza vendere perchè in ottica di deleveraging per raggiungere certi obiettivi patrimoniali. Sul secondario, insomma, per me ha senso vendere solo le posizioni per le quali esistono effettivamente dei segnali di alto rischio di credito per l'azienda. Certo, però, che se ciò significa vendere con uno sconto eccessivo, anche a 15-20 su 100 di nominale, come accade in questo momento, mi sembra più saggio cercare di farsi parti attiva di una eventuale ristrutturazione». (riproduzione riservata) equity  Acquaviva  banche  fondi  debito  credito  

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se i partiti facessero un passo indietro - corrado augias (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

C aro Augias, al di là di qualche protesta da parte degli studenti nei mesi scorsi e di qualche categoria minacciata nel posto di lavoro, mi pare che nel paese si respiri un'aria di profonda rassegnazione e impotenza. Spesso mi sono sentita chiedere (e ho chiesto a me stessa) perché ancora insisto a guardare certi dibattiti televisivi e programmi sulla realtà socio-politica italiana, perché vado a firmare per i referendum, perché vado a cercare anche le notizie non sempre riportate dai giornali... tanto le denunce delle ingiustizie non hanno mai conseguenze e nulla può davvero cambiare in un paese largamente fondato sull'illegalità. Sdegnarsi, arrabbiarsi, serve solo a rovinarsi la vita. Risponda alle mie domande: perché continuare a informarsi? Perché sdegnarsi di fronte alle ingiustizie? Come si può non passare dallo sdegno e dall'autocommiserazione ad una reazione che serva a qualche cosa? Davvero non è pensabile una lotta diversa da quella contro i mulini a vento? Che può fare la gente comune per cambiare lo stato così insoddisfacente delle cose? Angela Del Prete delprete.a@gmail.com D omande difficili. A ben guardare però si vede che, a parte la crisi economica nata negli Stati Uniti, le questioni sono per lo più riconducibili al fatto che la politica in Italia non funziona più. La politica è come il colesterolo: c'è quella che fa bene e quella che fa male. Noi abbiamo troppa politica che fa male mentre scarseggia la politica buona, quella che serve a far andare le cose nel modo migliore possibile. Il motivo di fondo è che i partiti politici, che non dovrebbero avere ruolo istituzionale, hanno al contrario occupato lo Stato ereditando, a destra e a sinistra, l'aspetto peggiore che aveva caratterizzato il lungo prevalere della Democrazia Cristiana. Partiti nelle Asl e nelle università, nella Rai e nella magistratura, negli istituti locali e negli enti di previdenza, nelle aziende pubbliche e nelle banche. Enrico Berlinguer lo aveva denunciato già nel 1981, undici anni prima che scoppiasse Tangentopoli. Una diffusione così vasta del partitismo è di per sé veicolo di corruzione. I partiti vogliono essere compensati per i benefici che possono elargire, tendono a trasformare il rapporto di cittadinanza in clientela, i diritti in favori. Niente è più lontano dalla funzione benefica che i partiti politici svolgono quando si limitano ad esercitare correttamente il loro ufficio. In Italia i partiti sono stati i tendini che hanno contribuito a tenere unito il paese, a formare dirigenti, ad elevare il tenore culturale delle discussioni. Oggi non è più così. Quale più quale meno sono tutti in qualche modo responsabili dell'inquinamento ed è rimasto solo il presidente della Repubblica a ricordarci con leale realismo lo stato di fatto. Proprio per questo bisogna continuare a sdegnarsi, a reagire, a firmare per ciò che riteniamo utile al paese, a prendere parte, a ribattere. In una parola a resistere. Servirà? Non lo so, non bisogna chiederselo, ci sono cose che vanno fatte e basta.

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i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 9 - Regione I COSTI DELLA POLITICA LA RELAZIONE ANNUALE OPERA SU CACCIA E PESCA 51 MILA EURO PER 1 LIBRO La giunta ha stanziato 51.550 euro a favore di Editoriale Olimpia Spa per la seconda edizione dell'opera "La valutazione dei trofei di caccia per la gestione della fauna italiana ed europea" di Velijko Varicak. RAPPORTI GIUNTA-CONSIGLIO FINOZZI: «C'E' POCO DIALOGO» «C'è una certa separatezza e incomunicabilità tra Consiglio e Giunta che dialogano poco perfino nell'organizzazione logistica al punto che i due palazzi si servono di gestori telefonici diversi». Così il presidente del Consiglio Finozzi che critica anche la proliferazione dei gruppi consiliari. LOTTA ALLE DIPENDENZE 258 MILA EURO ALLE USL La Giunta ha deliberato un contributo di 258 mila euro alle Usl di Belluno, San Donà di Piave e Castelfranco per interventi pilota e progetti di prevenzione e lotta contro droga, alcol e le dipendenze da sostanze di abuso.

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Processo Telecom, annunci web (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA MILANO pag. 10 Processo Telecom, annunci web Date d?udienza e notifiche ai 5000 spiati. Risparmiati 200mila euro DOSSIER ILLEGALI VIA GLI UFFICIALI GIUDIZIARI Giuliano Tavaroli, il principale imputato del processo Telecom di MARINELLA ROSSI ? MILANO ? PROCESSO all?insegna del risparmio: risparmio di oltre 200 mila euro. Via le vecchie modalità di notifica, lunghe, dispendiose e anche incerte, attraverso ufficiale giudiziario, o attraverso l?acquisto di intere pagine di giornale. La rivoluzione web porta a una comunicazione universale, sul sito del tribunale, rivolta d?un colpo solo a tutte le oltre 4.500 parti offese, gli spiati, nel processo per il dossieraggio illegale all?ombra di Telecom, che, prima di giungere all?udienza davanti al giudice Mariolina Panasiti, deve affrontare col giudice delle indagini preliminari Giuseppe Gennari la questione della distruzione dei dossier illegali voluta da una legge firmata da tutte le forze politiche, sulla quale però lo stesso giudice Gennari ha eccepito un vizio di costituzionalità destinato all?esame della Consulta (udienza fissata il 28 gennaio). L?ANNUNCIO della data dell?udienza per pubblici proclami potrà quindi limitarsi a un breve annuncio su alcuni quotidiani (rispetto all?acquisto di almeno quattro pagine di giornale), in cui sarà presente un «rimando» al sito web del palazzo di giustizia milanese per venire a conoscenza di tutti i dettagli, dalle notifiche all?elenco delle parti offese, gli spiati appunto dal «servizio segreto» parallelo costituito dal vertice della security di Telecom. Prima data, il 24 marzo, fissata dal gip Gennari per l?udienza relativa alla distruzione dei dossier (che dovrà fare propria la decisione della Corte Costituzionale al riguardo). Altra data, invece, ancora da fissare (sarà per i primi di aprile), che verrà comunicata sui quotidiani e sul sito, quella d?avvio dell?udienza preliminare davanti al gup Panasiti. E? QUESTO il processo vero e proprio, in cui sono imputate per reati che vanno dall?associazione per delinquere alla corruzione all?accesso abusivo a sistemi informatici di trentaquattro persone. Tra questi, principale interprete è l?ex resposnabile della sicurezza di Telecom Giuliano Tavaroli, e sotto il profilo della responsabilità penale delle società, legge 231, compaiono Telecom e Pirelli. Durante l?udienza preliminare si terrà l?interrogatorio, fissato con la formula dell??incidente probatorio?, del capo del ?tiger team?, l?ufficio della sicurezza informatica di Telecom, Fabio Ghioni, e dei due investigatori privati che hanno ingrossato gli archivi illegali, Emanuele Cipriani e Marco Bernardini. L?interrogatorio, richiesto dalla Procura, serve a cristallizzare le dichiarazioni degli imputati così da poterle utilizzare così come sono in dibattimento. Ma sarà solo l?esito dell?udienza in Consulta il 28 gennaio a decretare il successivo calendario di entrambe le udienze presso i giudici preliminari milanesi, o l?eventuale loro slittamento.

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In otto sempre presenti (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

FABRIANO pag. 12 In otto sempre presenti Due invece i più assenti: saltate dieci assise su 44 ? FABRIANO ? PRESENZIALISTI quasi a livello di record i politici fabrianesi che nei primi 18 mesi del mandato elettorale hanno gremito Palazzo Chiavelli in gran parte delle riunioni del consiglio comunale. Sono ben otto sui 31 complessivi (sindaco compreso) i consiglieri comunali che non hanno mancato ad una sola riunione in un anno e mezzo, intascandosi così la totalità dei gettoni di presenza fissati a 90 euro lordi per ciascun assise portandosi a casa la cifra di quasi 4 mila euro. IN AULA, insomma, c?è il pienone o quasi, a giudicare dai numeri forniti dagli uffici comunali preposti che riferiscono appunto di ben sette consiglieri (cinque di maggioranza, tra cui il presidente dell?assise Giuseppe Mingarelli, e due di opposizione) presenti a tutte le sedute, oltre al sindaco Roberto Sorci ugualmente sempre al suo posto. A questi si aggiungono altri dieci abituè degli scranni della sala consiliare che in un anno e mezzo di lavoro sono stati assenti in una sola occasione. Poi via a scendere fino all?ultima posizione in cui figurano Santina Tassi e Mario Ciappelloni, entrambi spesso assenti per motivi di lavoro e comunque partecipanti a 34 riunioni sulle complessive 44. COME DIRE che problemi di numero legale proprio non ce ne dovrebbero essere con un?affluenza così alta, anche se i numeri nudi e crudi delle presenze rischiano di finire sotto la lente di ingrendimento di una possibile modifica al regolamento. A proporla è proprio il sindaco Roberto Sorci che chiede di ?vincolare l?erogazione del gettone di presenza alle sole sedute in cui ciascun consigliere partecipa almeno al 70% delle votazioni, come avviene nelle massime istituzioni nazionali. Da noi, invece, non c?è alcun parametro minimo e basta solo presentarsi all?appello per poi uscire dopo cinque minuti e non ripresentarsi più per intascare comunque l?emolumento?. Ecco, in ordine alfabetico, tutte le presenze dei consiglieri nelle 44 riunioni effettuate: Claudio Alianello (Pd) 43, Francesco Armezzani (Prc) 43, Quinto Balducci (Pd) 41, Luigi Bartocci (Pd) 43, Roberto Bellucci (Udc) 43, Janita Biondi (Pdci) 43, Giancarlo Bonafoni (Pd) 43, Enrico Carmenati (lista civica) 41, Vincenzo Castriconi (Pd) 44, Mario Ciappelloni (Pd) 34, Riccardo Crocetti (Pd) 44, Silvano D?Innocenzo (Fi) 43, Giuseppe Galli (Udc) 37, Alessandro Gentili (An) 43, Vito Giuseppucci (Pd) 41, Guido Latini (lista civica) 35, Lilia Malefora (Idv) 44, Evasio Menghi (Pd) 41, Ennio Mezzopera (An) 36, Giuseppe Mingarelli (Pd) 44, Marco Ottaviani (lista civca) 41, Giuseppe Pariano (Pd) 44, Emanuele Rossi (Prc) 43, Gino Sforza (Udc) 43, Roberto Sorci (Pd) 44, Santina Tassi (Pd) 34, Angelo Tini (Udc) 44, Urbano Urbani (Fi) 44, Lorenzo Vergnetta (Pd) 41.

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)LA CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano NON SONO i... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

AGENDA LA SPEZIA pag. 22 )LA CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano ? NON SONO i... )LA CASTA In campagna elettorale tutti sostenevano ? NON SONO i soli costi della politica in senso lato, ad aggravare la già pessima situazione della finanza pubblica: basti pensare agli ?eserciti? di alti funzionari e dirigenti nel Parastato, negli Enti locali, nei loro Consorzi, Aziende municipalizzate, Società pubbliche o pubblico-private, nella Sanità, nei Ministeri e, nelle loro sedi periferiche, ai vari manager nominati ?ad hoc? per ?risanare? o ?traghettare? enti, gruppi o società, ai troppo numerosi alti ufficiali che hanno le nostre Forze Armate, alle eccessive ed immotivate agevolazioni incarnate in queste figure ed alle loro smisurate remunerazioni durante l?attività lavorativa e dopo, alle liquidazioni e alle pensioni principesche, a tutti quei Dirigenti pubblici che, anche se non raggiungono gli obiettivi vengono profumatamente retribuiti o peggio, se non combinano nulla di buono o causano danni, nessuno fa nulla e loro (i dirigenti) continuano a percepire puntualmente le loro retribuzioni e le loro liquidazioni milionarie. E? di questo che ne hanno piene le tasche gli Italiani ! Ed è questo che occorre, partendo dall?alto, rivedere, modificare e correggere al più presto. Quali altri sacrifici s?intendono chiedere al disoccupato, al lavoratore precario, al pensionato sociale o, al ben più ?fortunato? lavoratore, che guadagna 800/1.000 euro al mese con affitto, bollette e quant?altro da pagare ? E? facile notare che l?attuale società è divisa in questi due grandi raggruppamenti: i datori di lavoro pubblici e privati più o meno ricchi e potenti, la grande borghesia costituita anche dai burocrati, dai funzionari, dai dirigenti, dai politici seppur con qualche timido distinguo, che ne fa prepotentemente schizzare dai ranghi ben pochi protagonisti e, dall?altra: i disoccupati, i semplici lavoratori precari, i dimessi lavoratori dipendenti e autonomi e i modesti pensionati. L?ultima aggregazione sociale, la più numerosa e la più povera, è quella che non riesce ad arrivare non dico alla ?fine del mese? ma, è già in crisi a metà e tante volte anche prima. I grassi ed opulenti maggiorenti della nostra società a detta di molti civile, dovrebbero non dico vergognarsi ma quanto meno, ambire anche loro stessi ad un?esistenza più equa, solidale e dignitosa per tutti. E? inscindibile, il concetto secondo il quale, maggior giustizia sociale implica obbligatoriamente, andare a rivedere favoritismi e facilitazioni che si riferiscono ad alcuni (e sono molti statene certi) a discapito degli altri. Le varie riforme da porre in essere, al fine di correggere le cose, saranno certamente azioni impopolari per tanti ma, certamente popolari e condivise, dall?ultima aggregazione sociale sopradetta. Sono convinto che quanto su affermato non debba essere bollato come annuncio utopico bensì, venga da tutti ritenuto un nuovo, ulteriore e importantissimo tavolo di discussione politica ad ogni livello, visto come la recessione italiana ed internazionale, stiano precipitando verso la depressione. Graziano Conti )SOMMERGIBILE Un?altra occasione persa nonostante l?impegno MI TROVO d?accordo con quanto vi ha scritto l?avvocato Bruzzi Alieti, pur con alcune precisazioni e puntualizzazioni che qui sarebbero troppo lunghe da riportare. Contesto invece quanto ha affermato il sig. C. Minè, il quale sostiene che la Marina Militare non ha voluto dare alla Città un sommergibile da adibire a Museo. E? vero il contrario: da anni le Associazioni Amici della Storia e Marinai d?Italia hanno ottenuto dalla Marina Militare il sommergibile, ed hanno sottoposto l?idea all?amministrazione comunale, anche con l?aiuto del senatore Forcieri e giungendo a presentare un progetto tecnico esecutivo con le modalità di installazione della nave-museo, accessibile al pubblico. Purtroppo abbiamo ottenuto soltanto dinieghi, e pertanto il sommergibile se ne andrà a Genova ove, come solito, si trovano orecchie più attente e persone disponibili. Alla Spezia i soldi si trovano solo per spettacoli di piazza, nonostante che per essi il tasso di ascolto non vada mai oltre l?uno per cento. Umberto Burla Associazione Amici della Storia

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'Danno erariale di 310mila euro' Ecco gli importi contestati (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISA pag. 5 ?Danno erariale di 310mila euro? Ecco gli importi contestati LE CIFRE LA CORTE dei Conti ipotizza un danno erariale per il Comune di 310mila euro a carico dei consiglieri. I singoli importi sono la differenza tra quanto percepito come indennità di funzione (attraverso la delibera ritenuta illegittima) e quello che sarebbe spettato con il solo sistema del gettone di presenza. Ecco gli importi: Fabio Armani 6.240, Giuliano Bani 5.056, Mario Biasci 8.264, Maurizio Bini 7.224, Alberto Bozzi 8.304, Massimo Bronzini 2.760, Riccardo Buscemi 10.840, Francesco Capecchi 9.170, Giuseppe Carlesi 9.103, Valter Ceccarelli 9.999, Enzo Cini 8.048, Michele Conti 464, Antonio Dell?Omodarme 9.272, Michele Di Lupo 8.288, Roberta Fantozzi 182, Enrico Fiorini 8.456, Giuseppe Forte 11.124, Nicola Gagliardi 9.559, Giovanni Garzella 6.528, Antonio Ghionzoli 10.081, Alessandro Gorreri 12.232, Gino Logli 6.628, Roberta Luperini 11.012, Pierantonio Macchia 10.339, Paolo Mancini 8.400, Vincenzo Mastantuono 938, Franca Melfi 4.629, Michele Mezzanotte 10.106, Sandro Modafferi 4.496, Marco Monaco 9.480, Ernesto Muscatello 9.448, Armando Paolicchi 2.544, Diego Petrucci 9.799, Daniela Pioli 3.108, Paolo Rindi 10.602, Alberto Rossetti 6.999, Maila Scarpellini 11.318, Silvia Silvestri 8.547, Stefano Teotino 8.769, Mariano Tramontana 9.736, Ylenia Zambito 9.279, Giuseppe Ventura 1.368. Di questi non risultano destinatari dell?«avviso» della Corte dei Conti Granchi e Mastantuono (hanno optato per il gettone), Fantozzi, Bronzini (ha sostituito Daniela Pioli), Conti, Rossetti (deceduto) e Ventura (ha sostituito Rossetti).

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di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l'ex consiglio comunale ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISA pag. 5 di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio comunale ... di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio comunale pressoché al completo dovrà comparire in tribunale. La data della prima udienza è già stata fissata: il 14 gennaio a Firenze davanti alla Corte dei Conti. Nel mirino della magistratura contabile è finita la delibera n.34 del 2005 con la quale il consiglio comunale approvò a maggioranza l?incremento dell?indennità dei consiglieri, portandola da 671 a 800 euro mensili lordi consentendo agli stessi di scegliere questa indennità al posto del gettone di presenza (che venne abbassato da 103 a 80 euro mensili lordi). Un provvedimento che la Corte dei Conti ritiene illegittimo perché ? in sostanza ? la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. E questo non sarebbe avvenuto. Anzi, proprio il sistema dell?indennità avrebbe determinato una maggiore spesa per il Comune che la Corte dei Conti ha quantificato in circa 310mila euro, erogati in maniera ritenuta illegittima e dei quali la magistratura contabile chiede adesso la restituzione ai consiglieri comunali. NEGLI ATTI dei magistrati fiorentini si fa un esempio concreto. In caso di partecipazione a 70 sedute in Sala delle Baleari il singolo consigliere ? con il sistema del gettone calcolato a 80 euro a seduta ? avrebbe percepito 5.600 euro, mentre lo stesso compenso salirebbe a 9.600 euro con il sistema dell?indennità. Se si divide 9.600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?imprto dell?indennità di funzione ? osservava il pm nel primo avviso inviato ai consiglieri, ancora un anno fa ? fosse risultata superiore a quanto sarebbe spettato in base al criterio del gettone di presenza». Ma così non è avvenuto. Nel corso delle indagini la magistratura contabile, attraverso la Guardia di Finanza, ha acquisito dal Comune una copiosa documentazione. Poi sono stati rifatti i conti e verificate le presenze e chiesto ai singoli consiglieri di restituire la differenza, secondo importi variabili da alcune migliaia di euro fino a 12mila euro a testa. DAVANTI alla Corte dei Conti dovranno così comparire 41 politici di tutti i partiti ? alcuni dei quali poi rieletti a palazzo Gambacorti, altri divenuti assessori, altri nel frattempo usciti dalla politica ? ma anche l?ex sindaco Paolo Fontanelli e l?allora presidente del consiglio comunale Andrea Serfogli (entrambi per aver votato la delibera ritenuta illegittima, per quanto la loro indennità venga calcolata con parametri differenti), nonché il segretario generale del Comune Angela Nobile («ha l?obbligo di segnalare anche ex officio i profili di illegittimità dell?ente» scriveva la Corte dei Conti), il vicesegretario Pietro Pescatore («redasse la proposta di delibera su richiesta della presidenza del consiglio») e il dirigente Claudio Sassetti («espresse parere favorevole di regolarità tecnica»). IL CASO scoppiò in seguito a un esposto dell?ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi contro la delibera incriminata, la quale era stata approvata con i voti del centrosinistra e di Rifondazione, anche se in seguito praticamente tutti i consiglieri (ad eccezione dello stesso Granchi e, in seguito, anche del collega di partito Vincenzo Mastantuono) optarono per l?indennità al posto del gettone.

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Indennità ai politici: a processo 41 (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISA pag. 4 Indennità ai politici: a processo 41 La Corte dei Conti contesta la delibera con la quale il Comune aumentò il di GUGLIELMO VEZZOSI INDENNITÀ ai politici: l?ex consiglio comunale pressoché al completo dovrà comparire in tribunale. La data della prima udienza è già stata fissata: il 14 gennaio a Firenze davanti alla Corte dei Conti. Nel mirino della magistratura contabile è finita la delibera n.34 del 2005 con la quale il consiglio comunale approvò a maggioranza l?incremento dell?indennità dei consiglieri, portandola da 671 a 800 euro mensili lordi consentendo agli stessi di scegliere questa indennità al posto del gettone di presenza (che venne abbassato da 103 a 80 euro mensili lordi). Un provvedimento che la Corte dei Conti ritiene illegittimo perché ? in sostanza ? la trasformazione del gettone di presenza in indennità di funzione è possibile solo se essa non comporta maggiori oneri finanziari rispetto al sistema della remunerazione tramite gettone. E questo non sarebbe avvenuto. Anzi, proprio il sistema dell?indennità avrebbe determinato una maggiore spesa per il Comune che la Corte dei Conti ha quantificato in circa 310mila euro, erogati in maniera ritenuta illegittima e dei quali la magistratura contabile chiede adesso la restituzione ai consiglieri comunali. NEGLI ATTI dei magistrati fiorentini si fa un esempio concreto. In caso di partecipazione a 70 sedute in Sala delle Baleari il singolo consigliere ? con il sistema del gettone calcolato a 80 euro a seduta ? avrebbe percepito 5.600 euro, mentre lo stesso compenso salirebbe a 9.600 euro con il sistema dell?indennità. Se si divide 9.600 euro per 70 si ottiene la cifra di 137,14 euro a seduta, molto di più degli 80 euro del gettone di presenza. In ogni caso, sempre secondo la Corte dei Conti, occorreva almeno prevedere un sistema di verifica e consuntivo alla fine di ogni anno in modo da «operare il conguaglio nel caso in cui l?imprto dell?indennità di funzione ? osservava il pm nel primo avviso inviato ai consiglieri, ancora un anno fa ? fosse risultata superiore a quanto sarebbe spettato in base al criterio del gettone di presenza». Ma così non è avvenuto. Nel corso delle indagini la magistratura contabile, attraverso la Guardia di Finanza, ha acquisito dal Comune una copiosa documentazione. Poi sono stati rifatti i conti e verificate le presenze e chiesto ai singoli consiglieri di restituire la differenza, secondo importi variabili da alcune migliaia di euro fino a 12mila euro a testa. DAVANTI alla Corte dei Conti dovranno così comparire 41 politici di tutti i partiti ? alcuni dei quali poi rieletti a palazzo Gambacorti, altri divenuti assessori, altri nel frattempo usciti dalla politica ? ma anche l?ex sindaco Paolo Fontanelli e l?allora presidente del consiglio comunale Andrea Serfogli (entrambi per aver votato la delibera ritenuta illegittima, per quanto la loro indennità venga calcolata con parametri differenti), nonché il segretario generale del Comune Angela Nobile («ha l?obbligo di segnalare anche ex officio i profili di illegittimità dell?ente» scriveva la Corte dei Conti), il vicesegretario Pietro Pescatore («redasse la proposta di delibera su richiesta della presidenza del consiglio») e il dirigente Claudio Sassetti («espresse parere favorevole di regolarità tecnica»). IL CASO scoppiò in seguito a un esposto dell?ex sindaco e consigliere socialista Giacomino Granchi contro la delibera incriminata, la quale era stata approvata con i voti del centrosinistra e di Rifondazione, anche se in seguito praticamente tutti i consiglieri (ad eccezione dello stesso Granchi e, in seguito, anche del collega di partito Vincenzo Mastantuono) optarono per l?indennità al posto del gettone.

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Minniti: tagliare le indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Alto Adige" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-01-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Costi della politica Critica anche la Gnecchi: non sviliamo il consiglio Minniti: tagliare le indennità Il vicepresidente: basta un gettone. Freddi Verdi e Pd BOLZANO — «Tagliare i costi della politica partendo dagli stipendi dei consiglieri provinciali. Mauro Minniti, vicepresidente del consiglio torna alla carica rilanciando la proposta presentata alla fine della scorsa legislatura insieme al collega Alberto Sigismondi. Il primo no arriva però dai verdi, il cui capogruppo Riccardo Dello Sbarba secondo cui c'è il rischio di svilire il ruolo del consiglio provinciale. Il disegno di legge presentato nella mattinata di ieri dall'esponente del Pdl intende «riformare le convocazioni del Consiglio provinciale, prevedendo le riunioni ogni sera dalle 18.00 alle 22.00 dei giorni feriali». Ai consiglieri verrebbe riconosciuto un solo gettone di presenza per ogni partecipazione, stop dunque alle indennità d'oro. «Anche se la materia è di competenza regionale — spiega Minniti — la Provincia potrebbe porre le basi per risparmiare oltre 22 milioni di euro nell'arco di ogni legislatura da reinvestire nella spesa sociale. Questo disegno di legge è un atto di coerenza e di lealtà nei confronti di tutti quei cittadini che in soli due mesi hanno sottoscritto l'iniziativa che, con il collega Sigismondi, avevamo predisposto per cercare di dare un segnale forte. In momenti di crisi deve essere la politica a dare l'esempio». Il parere del consigliere Riccardo Dello Sbarba (Verdi) sul ddl presentato da Minniti è freddo: «Se si tratta solo di ridurre del 20-30 per cento le indennità dei consiglieri io sono d'accordo — sottolinea Dello Sbarba —. In tal senso, proprio la prossima settimana, noi appoggeremo la mozione dei Freiheitlichen sulla riduzione degli emolumenti dei consiglieri». Il capogruppo dei verdi però sottolinea che il ddl Minniti rischia di indebolire politica il consiglio a vantaggio della giunta: «Mi sembra che la proposta di Minniti sia la prova della sua sintonia con il presidente Durnwalder. Un disegno di legge del genere snaturerebbe le funzioni del Consiglio — spiega Dello Sbarba —. Fare le leggi è un lavoro complesso che richiede la disponibilità a tempo pieno dei consiglieri. La proposta di Minniti, invece, trasformerebbe il Consiglio in un club di discussione serale — incalza Dello Sbarba —. A quel punto, i membri della giunta sarebbero gli unici politici di professione e concentrerebbero ancora di più i poteri forti nelle loro mani. La funzione di controllo che il consiglio esercita sulla giunta verrebbe indebolita». Anche la deputata del Pd Luisa Gnecchi è sulla stessa lunghezza d'onda: «Bisogna pensare alle funzioni del consiglio. Un organo con potere legislativo ha bisogno di un impegno a tempo pieno altrimenti diventa una sorte di consiglio comunale. Detto questo — chiarisce — la riduzione dei costi della politica è stato un punto del programma del Pd ma ad ogni tipo di assemblea bisogna far corrispondere un ruolo e un determinato impegno altrimenti si rischia di ridurre il tutto ad una discussione demagogica». Rocco Leo Risparmi Il vicepresidente Mauro Minniti

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La politica uccisa in periferia (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-01-09 num: - pag: 38 autore: di LINDA LANZILLOTTA categoria: REDAZIONALE IL PD, IL SUD E L'ARTICOLO DI NICOLA ROSSI La politica uccisa in periferia C aro Direttore, il consiglio di Nicola Rossi a dismettere la retorica e ad affrontare crudamente la realtà del fallimento delle politiche meridionalistiche e del ruolo svolto dai poteri pubblici nel Sud vale a maggior ragione per la cosiddetta questione morale. Le vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune importanti amministrazioni locali, molte delle quali governate dal centrosinistra, sollevano infatti problemi che non possono essere risolti né con il semplice richiamo alla sobrietà dei comportamenti individuali (opportuni ma non decisivi, ad esempio, quando gli illeciti non sono finalizzati all'arricchimento personale bensì al finanziamento dell'attività politica propria, della propria corrente o del proprio partito); né tanto meno con l'appello ad una più forte etica pubblica, appello ovviamente giusto ma astratto e moralistico se non legato alle modalità di gestione del potere e di selezione della classe dirigente che poi, in concreto, i partiti praticano ogni giorno. Occorre invece capire le ragioni e i meccanismi istituzionali che hanno consentito la degenerazione del potere locale ed hanno fatto sì che alcuni importanti esponenti di quella nuova classe dirigente locale che nel 1993, all' indomani di Tangentopoli, avevano interpretato la necessità e la voglia di cambiamento oggi, dopo 15 anni, rappresentano, specie nel Mezzogiorno, il simbolo della degenerazione della politica e dell'amministrazione. Il simbolo di quella «casta» il cui potere ha finito per sopraffare la società e le economie locali arrivando ad intermediare ogni aspetto della vita individuale, collettiva, imprenditoriale. E' avvenuto che le innovazioni introdotte nel corso degli anni '90 per modernizzare le amministrazioni locali, per rafforzare la loro capacità operativa, per ridurre la spesa pubblica in molte realtà territoriali sono state progressivamente distorte con il risultato di espandere a dismisura la presenza pubblica in ogni attività economica e sociale, di esercitare un potere di condizionamento e talvolta di ricatto sulla dirigenza, di eludere le regole pubblicistiche nelle assunzioni di personale e negli appalti, di intrecciare la gestione del potere amministrativo con gli interessi di singole imprese. Tutto ciò ha alimentato la nascita e l'espansione di potentati locali che, tra le altre cose, sono riusciti sempre a bloccare le riforme con cui a più riprese il Parlamento ha tentato di correggere quei processi degenerativi evidenti già da tempo e che oggi, in assenza di un tempestivo intervento della politica, sono alla base degli interventi della magistratura. Qui sta la responsabilità della politica: nella sua incapacità di esercitare in modo autonomo il proprio ruolo di valutazione, di orientamento, di scelta. Il fallimento di ogni serio tentativo di riforma (dai servizi pubblici locali, alla riduzione dei costi della politica, alla semplificazione e riduzione degli enti e degli organismi locali) ha segnato il soccombere della politica nazionale di fronte ai potentati locali. Ciò soprattutto nel Mezzogiorno dove una classe dirigente politica e amministrativa strutturalmente debole è stata improvvisamente investita di enormi responsabilità legislative, amministrative e finanziarie: negli anni '90 con il federalismo amministrativo e ancor più a partire dal 2001 con il nuovo Titolo V della Costituzione e, infine, coma ricordava Nicola Rossi, con la gestione delle risorse comunitarie. Ciò che nel Sud sta esplodendo (ma non solo) richiede urgenti e drastiche risposte politiche: per separare la politica dalla gestione, per ridare autonomia e dignità alla dirigenza pubblica, per dare al mercato la gestione di servizi ed attività di interesse collettivo sulla base di meccanismi di regolazione trasparenti, credibili, misurabili. Tutti temi che nella scorsa legislatura sono stati al centro dell'agenda politica incontrando però ancora una volta ostacoli, silenziosi ma insuperabili. Oggi su di essi è inspiegabilmente caduto il silenzio: dimenticati dal Governo, dalla maggioranza e anche dai media che, pure, avevano organizzato vigorose campagne di stampa. Ora è il momento di rilanciarli se sulla questione morale non ci si vuole limitare ad una trita quanto inutile retorica moralistica. Proposte politiche chiare e coraggiose per riformare la governance locale, per rilegittimare le migliaia di amministratori locali intelligenti ed onesti ma anche per porre basi solide su cui fondare il federalismo fiscale che altrimenti rischierebbe di produrre esiti nefasti.

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sanità, rifiuti, economia (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 12 - Pagina Aperta Sanità, rifiuti, economia Sanità, rifiuti, economia le emergenze regionali Sanità, rifiuti, costi della politica: queste sono, per il presidente Gianni Chiodi, le emergenze che il nuovo governo regionale si troverà ad affrontare. Ma sarebbe ingiusto liquidare con un giudizio sommario un'esperienza come quella degli ultimi tre anni, che ha dimostrato risultati più che positivi in molti ambiti. Cominciamo dalla sanità: il centrosinistra si è trovato di fronte nel 2005 a un debito della sanità pari a 1760 milioni di euro; un disavanzo che ha comportato la definizione di un piano di rientro economico-finanziario che ha permesso di ridurre il numero di ricoveri, di riconvertire i piccoli ospedali in ospedali di territorio, di eliminare sprechi e doppioni, di tagliare i numeri di posti letto (per la prima volta anche al privato), di sopprimere i reparti con ricoveri inappropriati e ripetuti. Per quanto poi concerne i rifiuti, il centrosinistra ha approvato un piano regionale dei rifiuti giudicato sia dal mondo ambientalista che da quello imprenditoriale, come uno dei più innovativi proprio perché ha tra i suoi punti di forza la riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata (60%) e un'attività complementare per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti - il recupero energetico - che oggi può contare su tecnologie sperimentali e innovative. Nel piano è anche prevista la riduzione del numero dei consigli di amministrazione da 14 consorzi oggi esistenti a soli 4 Ato. Inoltre sono stati stanziati, attraverso il piano triennale dell'ambiente, 25 milioni di euro destinati a implementare il sistema impiantistico per la raccolta differenziata E i risultati hanno permesso di passare da una percentuale di raccolta differenziata del 14% nel 2005 a una percentuale del 23% nel 2008. Sui costi della politica negli ultimi tre anni si è portata avanti una politica di riduzione delle spese attraverso la soppressione di ben 28 organismi regionali, 10 di questi sono stati eliminati proprio grazie al piano regionale dei rifiuti. Infine, per quanto riguarda la crisi economica Chiodi potrà prendere in considerazione atti di programmazione, come la legge urbanistica o il piano energetico, in linea con le strategie europee e internazionali, in grado di tutelare l'ambiente, assicurare un ruolo e un futuro a questa regione, di aumentare la competitività delle nostre imprese e dare risposta alla crisi occupazionale. In questa ottica e in questa programmazione il presidente Chiodi potrà avere tutta la nostra collaborazione. Franco Caramanico Consigliere regionale Pd La sanità pubblica che funziona Signor direttore, mi chiamo Angelo Lalli, papà di Antonella, una bambina di quattro anni malata di leucemia linfoplastica acuta da maggio di questo anno, una malattia da cui circa l'80 per cento dei casi guarisce definitivamente. Si sconfigge con due anni di cure assidue a base di chemioterapia, cortisone, radioterapia e trasfusioni frequenti di sangue, ma non basta un protocollo medico, la forza e la determinazione del piccolo paziente, né il sostegno dei familiari, a sconfiggere questo male. Si ha bisogno per la guarigione anche della disponibilità e l'affetto del personale sanitario che devono portare un senso, una parola, una carezza, là dove sembra esserci solo cupa disperazione. Ed è per questo che voglio ringraziare tutto il reparto di onco-ematologia pediatrica dell'ospedale di Pescara, il day ospital a partire dal primario, dai vice primari e tutti i medici, le caposale, gli infermieri, le psicologhe, l'assistente sociale e le associazioni Ail e Agbe, i volontari di «Tutti in carrozza», le ragazze clown. A tutte queste persone va il mio profondo ringraziamento, stima, e affetto per tutto quello che loro svolgono quotidianamente con tanta professionalità, umanità e senso del dovere per guarire e alleviare la sofferenza dei piccoli pazienti e dei loro familiari. Perché gli abbracci non sono solo gesti ma anche belle azioni. Angelo Lalli E.mail I danni delle mareggiate e l'incuria degli uomini Signor direttore, le mareggiata dei giorni scorsi hanno martoriato la costa. A Francavilla il mare ne ha divorato tratti nella zona a sud del costruendo porto, minacciando alcuni stabilimenti balneari. Ci sono stati interventi tampone, scogli sulla battigia per cercare di lenire il fenomeno corrosivo. Il porto in costruzione, era prevedibile, avrebbe causato danni alla spiaggia per un chilometro dall'Alento verso sud, fino alla Sirena. Ma le autorizzazioni ci sono state e i lavori, impattanti sotto molti punti di vista, sono andati avanti. I danni sono notevoli e stanno sotto gli occhi di tutti. E dire che molti avevano denunciato alla pubblica opinione e ai media quel che sarebbe potuto accadere. Sarebbe il caso che la attuale commissione di valutazione dell'impatto ambientale si dimettesse in blocco. Sarebbe il caso che tutti quelli che hanno voluto l'opera dichiarassero che é un'opera sbagliata. Non è il caso che si parli di calamità naturale. Il mare, si sa, produce mareggiate, fa parte del suo modo di essere. I danni sono provocati da incuria e presunzione. Sarebbe inoltre l'ora che a pagare i danni fossero quelli che ne sono i veri responsabili, cioè tutti quelli che hanno voluto questo inutile e dannoso porto. Bruno Zulli Francavilla al Mare

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Una riunionesulle indennità (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

comune Una riunione sulle indennità La recente legge regionale che ha disposto la riduzione delle indennità di funzione per le figure istituzionali apicali, quali i presidenti dei consigli comunali, provinciali, i vice presidenti, gli assessori, che andranno articolate in rapporto a quella del sindaco e del presidente della provincia, così come il gettone di presenza dei consiglieri comunali, il cui ammontare mensile non potrà superare l'importo pari al 30 % dell'indennità massima prevista per il rispettivo sindaco o presidente della provincia regionale, ha destato non poco fermento fra i consiglieri comunali. Ed é per questo che il presidente del civico consesso, Giuseppe Agricola, ha convocato, per questa mattina alle 10, i capigruppo, il vice presidente, l'assessore al bilancio, il segretario generale e il responsabile di segreteria, per mettere a conoscenza tutti della nuova disposizione. «Non è stata una mia iniziativa- commenta Agricola-, non ho fatto altro che registrare quanto mi ha comunicato il segretario generale, ho ritenuto opportuno informare le forze politiche. Mi dispiace che verrà soppressa l'indennità del vice presidente che ha svolto il suo ruolo con dedizione». G.T.

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IL CARDINALE SEPE DIGA CONTRO LA CAMORRA RENATO CIMINO - NAPOLI UN NOTO RIS... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-01-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

Argomenti: Costi della politica

Il Cardinale Sepe «diga» contro la camorra Renato Cimino - NAPOLI Un noto ristorante di Portici ha affisso un triste cartello: «Chiuso per camorra». A «Prima Pagina» di RaiTre, il giornalista rispondendo ad un ascoltatore pugliese che gli chiedeva ragione del degrado del Sud ha dichiarato che la causa di tale degrado è la camorra. E, ancora, il film «Gomorra» ha ricevuto la nomination per l'Oscar unitamente ad un successo di pubblico superiore ad ogni previsione proprio perché è una pellicola «verità» sulla camorra in Campania. In alcuni quartieri di Napoli e del suo hinterland sono in atto sanguinose lotte fra i vari clan per il monopolio dei traffici illeciti, specie quello della droga. Ma la mentalità camorristica è anche diffusa nelle coscienze di molte persone comuni che l'hanno adottata nel comportamento quotidiano. In questo scenario camorristico, che ha fatto declassare la vivibilità di Napoli ad uno degli ultimi posti della classifica elaborata dal «Sole 24 Ore», il nostro coraggioso Cardinale appare una «diga reale» contro questo dilagante fenomeno: incessante la sua attività in favore dei poveri, degli emarginati e dell'ecumenismo delle culture. Spot via dalla Rai come in Francia Candido Munopano - NAPOLI La decisione di togliere la pubblicità dalle reti pubbliche francesi nella fascia oraria serale ha dato i suoi frutti, l'audience è salita notevolmente. È probabile che quetsa tendenza sia una diretta conseguenza della curiosità dei telespettatori che, finalmente, si sono riversati in massa su quelle reti, stufi di film e programmi che vengono continuamente interrotti dagli spot. La televisione pubblica francese ha deciso di tornare ad avere quel ruolo di servizio pubblico nel quale la scelta dei programmi non è più determinata dall'auditel - una matematica perversa -, e a tal punto condizionata dagli inserzionisti pubblicitari da portare le tv ad avere palinsesti fotocopia allineati verso il basso. Togliere la pubblicità dalle reti pubbliche, non potrebbe mai accadere in Italia: se Berlusconi prendesse una decisione simile, tutti gli volerebbero addosso accusandolo di voler avvantaggiare le reti Mediaset di proprietà della sua famiglia. Il solo adeguamento dell'Iva della pay-tv ai parametri europei ha già scatenato un putiferio politico: se mai venisse rimossa la pubblicità dalla Rai per volere di questo governo le opposizioni, comprese quelle appartenenti alla sinistra radicale estinta, inizierebbero a raccogliere firme per organizzare un «colpo di Stato». Cartelli stradali una farsa nel Salento Rocco Boccadamo - LECCE Nel Salento, le strade provinciali - 363, 81 e 83 - detengono sicuramente il record assoluto in fatto di amenità, stranezze, bizzarrie e svarioni sulla segnaletica ed i paletti indicatori di distanze. Tanto per iniziare, su tali percorsi viari, si evidenzia che i chilometri intercorrenti fra due determinate località, nella circostanza Castro e Maglie, non sono sempre gli stessi, ma differiscono a seconda del senso di marcia: a conferma di ciò, al bivio di Castro, esiste da anni un cartello indicatore «Maglie 11», mentre, all'uscita da Maglie, campeggia il cartello «Castro 18» (quest'ultima è la distanza esatta). Proseguendo nella rassegna, ad un certo punto, un cartello riporta «Castro 18», «Poggiardo 10»; ma dopo circa tre chilometri, si legge «Castro 19», «Poggiardo 6»; dopo ulteriori quattro chilometri, appare la scritta «Castro 6», «Poggiardo» (zero). Continuando ancora per tre chilometri, s'incontra il cartello «Castro 7». Ultima chicca, anzi ciliegiona, venendo da «Giuggianello» e giungendo al bivio di «Poggiardo», allo stop per imboccare la ricordata strada provinciale 363 in direzione «Maglie-Lecce», ci s'imbatte nella delizia di due cartelli, l'uno sotto l'altro: «Maglie 9», «Lecce 10» (quando le due località distano tra loro circa 30 chilometri). Poiché non c'è santo che riesca a sollecitare e a far eseguire i piccoli interventi atti a rimediare a queste assurdità, forse ci toccherà seguitare a ridere e a divertirci a lungo. I media e la sfida economica e morale Ascanio De Sanctis - ROMA Che i media possano e debbano contribuire a vincere la sfida economica e morale che deve affrontare il nostro Paese, ce lo ricorda in maniera vibrante un articolo sull'Unità di Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia venticinque anni fa, che invitava alla rivolta morale contro la paura, la vergogna e la stupidità. Articolo che dovrebbe essere diffuso da tutte le televisioni italiane con l'espressività di un Benigni o di un Paolini. La questione morale e quella economica sono strettamente legate: è necessario smantellare il giro d'affari della criminalità organizzata, ponendo in essere contestualmente (e non dopo mesi o anni) attività legali sostitutive. Molto spazio e tempo disponibile avrebbero i media se cessassero di dare voce a qualsiasi politico che parla su un qualsiasi argomento, visto che non possiamo esprimerci come elettori neanche tramite le preferenze. Dovrebbero, infatti, i nostri media intensificare le loro inchieste per facilitare la diagnosi e la terapia dell'attuale crisi economica e morale. E dovrebbero i media avere a mente in ogni editoriale le parole di Vicor Hugo per il quale «nulla rassomiglia di più alla bocca di un cannone, della bocca di un calamaio»; tenendo conto che le micidiali munizioni che può sparare una penna possono sì servire ad abbattere una tirannia ma anche, se male indirizzate, a demolire una democrazia. Pillola anticoncezionale la Chiesa e l'ecologia Guido Naguzzi - NAPOLI L'ultima trovata delle alte gerarchie ecclesiastiche per mettere al bando la pillola anticoncezionale, fa leva sull'ecologia. Gli ormoni eliminati dal corpo delle donne finiscono nelle acque reflue e da lì nella catena alimentare causando problemi di sterilità agli uomini. Quanta preoccupazione per un estrogeno permesso dalla legge e in libera vendita in farmacia previa presentazione della ricetta: nelle fogne cittadine ogni giorno si riversano i sottoprodotti di droghe di ogni tipo o di sostanze illegali che finiscono nei fiumi, poi giù fino al mare. E qui diventeranno cibo per pesci, molluschi e crostacei che, alla fine, arriveranno sulle nostre tavole. Tutto va bene e a nessuno è venuto in mente di dotare i moderni depuratori di strumenti in grado di neutralizzare queste sostanze altamente nocive. Tutte sostanze che andrebbero smaltite con la stessa metodologia con la quale si smaltiscono i rifiuti ospedalieri. Il rigore in questo caso è sempre solo a senso unico. Si chiude un occhio, si finge di ignorare le conseguenze di comportamenti illeciti come l'assunzione di sostanze stupefacenti e, contestualmente, si intimorisce la cittadinanza vietando i tritarifiuti perché sovraccaricherebbero i depuratori. Portici: il traffico a piazzale Brunelleschi Giovanni Migliori - PORTICI (NA) Vorrei «ringraziare» il comune di Portici per aver regalato, ancora una volta ed esattamente come un anno fa, un «sereno» sabato pomeriggio del mese di dicembre ai residenti del piazzale Brunelleschi. La chiusura alla circolazione veicolare di una strada adiacente, per consentire l'esposizione di prodotti tipici campani, è stata una vera manna dal cielo. In tanti abbiamo potuto «gratuitamente» usufruire dell'ennesimo strombazzamento di clacson e concentrazione di smog delle tantissime auto bloccate in zona, agevolato dalla totale assenza, nell'unica strada di transito veicolare del Piazzale, dei «vigili urbani». Non riesco a capire, ancora una volta, come possa il sindaco di Portici continuamente elogiare il lavoro di questi ultimi se, anche in situazioni come queste, ampiamente prevedibili, non si è vista una sola unità a gestire la circolazione veicolare in un'area densa di attività commerciali e dove ci sono, tra l'altro, anche i due grandi centri commerciali «Oviesse» ed «Euroesse». Veglione in fiamme nell'indifferenza di tutti Chiara Di Tommaso - NAPOLI Un morto e 382 feriti. Questo è il tragico bilancio della notte di San Silvestro, dove ormai da anni non si sparano solo «bombe» (questo anno c'è ne era una dedicata a Lavezzi) ma volano anche proiettili. Dopo la mezzanotte il golfo di Napoli si è tinto di magnifici fuochi, il cielo si è illuminato di fumo dorato, esplosioni di rosso e verde si sono fatte largo tra le nuvole lasciando quella nebbiolina e quegli odori inconfondibili, propri della polvere da sparo. Ma, come al solito, non tutti sanno moderarsi e così anche innocui bengala lanciati da un balcone possono provocare un incendio di due vetture. È accaduto a via Porpora verso le 24 e 15 dove, a partire da una ruota, un'auto ha preso fuoco scatenando in pochi secondi il panico dei condomini del palazzo sotto al quale la macchina era parcheggiata: erano impossibilitati ad uscire dal portone. Immediate sono state le chiamate al 115 (vigili del fuoco) ma il numero risultava sempre occupato e, nel migliore dei casi, rispondeva una voce preregistrata che avvertiva che la conversazione sarebbe stata registrata e di attendere qualche secondo per essere messo in linea con un operatore. Ma dell'operatore nessuna traccia! Questo è ciò che hanno vissuto centinaia di persone che hanno digitato spaventate il numero d'emergenza durante la notte di San Silvestro in cerca di aiuto: molti sono stati, infatti, i casi di incendio e poche le autobotti d'acqua disponibili. Solo alle ore 1 e 25 in via Porpora sono giunti i vigili urbani che hanno bloccato l'accesso al traffico, temendo un'esplosione della vettura che continuava ad estendere le sue fiamme fino all'auto vicina. E mentre un fumo tossico continuava a salire sino ai piani alti del palazzo, era ancora impossibile rintracciare i vigili del fuoco. Alle ore 1 e 40, una leggera pioggerella attenuava l'incendio facendo quasi completamente spegnere le fiamme che avvolgevano la prima vettura. In lontananza, il soave rumore delle sirene faceva presagire l'arrivo dei vigili del fuoco, ma questi ultimi sono invece passati oltre le auto in fiamme e sono tornati solo mezz'ora dopo. Un Capodanno quello in via Porpora che, per fortuna, non ha fatto nessun «botto», ma che vede la gente fregarsene di ciò che commette. In fondo bastava una semplice secchiata d'acqua sull'auto da parte di chi aveva provocato l'incendio, per far finire tutto in pochi secondi. La social card non basta ci vogliono altre misure mario58@email.it È tempo di vacche magre e il governo ha pensato bene di offrire alle persone più bisognose una social card, anche se si riscontrano alcune difficoltà per ottenere tale beneficio, il sistema va perfezionato. Ci sono anche persone che non rientrano nei parametri stabiliti per ricevere tale agevolazione, ma sono in difficoltà economica. Siamo stati invitati a spendere per aiutare l'economia, ma un modesto padre di famiglia che con parsimonia riesce ad arrivare alla fine del mese non può indebitarsi per sostenere chi in passato ha beneficiato di contributi senza dire neanche «grazie cari italiani»: è giunto il momento di invertire un po' le parti. Mi sbaglio lo so, ma questo è il mio pensiero. Per aiutare tutti proporrei l'abolizione del pagamento del canone Rai, in quanto non ritengo giusta questa gabella. Anche visto lo spreco che si fa per tener in piedi questo carrozzone (... Alitalia insegna). Per non parlare dell'attaccamento che hanno taluni alla poltrona, vedi le recenti nomine. Commissioni e affini a cosa servono? Gli altri networks hanno questi sprechi? I politici diano loro l'esempio una buona volta, riducano o aboliscano questi organismi. È una tassa che pagano tante persone, ma non tutte e così ancora una volta i furbi, o per meglio dire i più tenaci, sono premiati.

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Costi della politica, i mini-risparmi della Regione (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Costi della politica, i mini-risparmi della Regione La Corte dei conti: nel 2008 il Veneto doveva fare economie per 52 milioni, è arrivato appena a 880 mila euro Venerdì 9 Gennaio 2009, La Regione Veneto doveva effettuare risparmi sui costi della politica per 52 milioni di euro. Ha tagliato indennità e fatto economia, ma alla fine è arrivata a risparmiare meno di un milione, per la precisione 879.900 euro. Un risultato «ampiamente al di sotto dell'obiettivo programmatico», dice la Corte dei conti. Ciò nonostante, in Regione si rallegrano: il patto di stabilità l'anno scorso è stato rispettato, la gestione contabile è risultata in ordine, pure la spesa per il personale è calata. E se non è riuscita a risparmiare i 52 milioni come imponevano i parametri dettati dalla Finanziaria nazionale, può però vantare di aver ridotto altre voci di spesa per oltre 89 milioni. Mauro Trapani, segretario regionale Bilancio e Finanza, lo sottolinea: «La Corte dei conti lo scrive chiaramente: "un miglioramento generale è stato comunque conseguito" ed è un miglioramento del 117%». Tutto questo si legge nel "Referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto" che la Corte dei conti ha inviato, come ogni anno, al presidente del consiglio regionale Marino Finozzi. Solo che negli altri anni la "relazione" veniva pubblicamente illustrata, a Palazzo Ferro Fini arrivava il presidente della magistratura contabile Bruno Prota e toccava a lui, alla presenza del governatore Giancarlo Galan e dei consiglieri, dire com'era andata la gestione dell'ente. Quest'anno no. Niente discorsi, nessun dibattito. Dal referto (che ha anche una appendice sulla sanità) emerge prima di tutto che i risparmi sono ancora insufficienti a contenere i costi della politica. È vero: c'è stata la riduzione del 10 per cento della indennità e degli emolumenti dei consiglieri, è stata soppressa l'assistenza sanitaria integrativa, è stato abolito il contributo spese per i funerali e alla fine il risparmio è stato di 880mila euro. C'era poi la norma della Finanziaria (peraltro dichiarata illegittima dalla Consulta) che imponeva di snellire i consigli di amministrazione nelle società partecipate: a fine 2008 solo Alemagna spa, Veneto Acque, Rovigo Expo, Edilvenezia e Veneto Innovazione avevano ridotto i propri vertici. E anche l'obbligo di ridurre le spese per il personale è stato parzialmente conseguito: in termini assoluti la spesa per dipendenti e collaboratori è scesa del 3 per cento (147,3 milioni nel 2006, 142,9 nel 2007, con un risparmio di quasi 4 milioni e mezzo al netto degli incrementi determinati dai rinnovi contrattuali), raggiunto tuttavia grazie alla diminuzione dei costi del personale a tempo indeterminato (meno 4 per cento) e del personale impegnato in progetti obiettivo (meno 20 per cento). In crescita invece la spesa per i co.co.co (contratti di collaborazione continuata e continuativa), per il personale assunto con contratti a tempo determinato e per il personale delle segreterie politiche. "Il forte aumento della spesa per il lavoro flessibile - sottolinea la Corte dei Conti - contraddice l'obiettivo di stabilizzazione del precariato" che la Regione stessa si era data. Ma il giudizio finale è positivo. Sì, c'è un "richiamo" per il ritardo nell'adozione del bilancio (venne approvato il 1° febbraio 2007 e senza neanche un provvedimento di "copertura" per l'esercizio provvisorio), ma la Corte dei Conti mette in evidenza la solidità del bilancio veneto e il ritorno in attivo dei saldi della gestione di competenze e dei residui, che mettono fine alla progressiva erosione dell'avanzo di amministrazione riscontrato negli ultimi anni. Con le maggiori entrate (18,27 miliardi che superano di quasi 100 milioni le spese) il disavanzo reale si è ridotto passando dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84 milioni (coperti ricorrendo all'indebitamento), un deficit che - sottolinea il referto - risulta ampiamente sostenibile perché inferiore alla capacità residua teorica di indebitamento. L'esercizio finanziario 2007 si è quindi concluso con un fondo cassa giudicato "ampiamente positivo" (1329 milioni di fondo, rispetto ai 632 dell'anno precedente), nel rispetto del patto di stabilità interno e degli equilibri di bilancio, grazie anche alla riduzione degli impegni di spesa (meno 2,3 per cento) che si è concentrata soprattutto nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il rimborso dei prestiti, calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67 milioni del 2007). Alda Vanzan

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Peem, guadagni solo per chi l'amministra (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Peem, guadagni solo per chi l'amministra Venerdì 9 Gennaio 2009, Monselice (O.M.) «La Peem, Società di pianificazione euganea Monselice-Este è stata definita un ente inutile dai consiglieri di minoranza di Monselice. Invece il consiglio d'amministrazione che presiedo - ha detto Andrea Princivalle - sta lavorando ad alcuni progetti: locazione di tutti i locali della sede e progettazione del magazzino comunale di Este». La società pubblica privata è stata istituita il 15 maggio 1998. A formarla i comuni di Monselice ed Este. La loro quota azionaria è pari al 25% ciascuno. Il socio privato, la Vibrocemento Veneta Spa, detiene il 49% delle azioni. Nata per promuovere lo sviluppo economico e civile nell'ambito delle aree produttive e per riqualificare i territori dei comuni che n'erano soci a tutt'oggi ha realizzato solo la sede societaria. La costruzione dell'opera ha comportato una spesa di un milione e 652 mila euro. L'operazione è stata realizzata grazie al finanziamento pubblico che rientrava nel Patto territoriale generalista della Bassa Padovana. Nel 2001 i comuni di Monselice ed Este hanno dovuto versare nelle casse della società 30 mila euro per ripianare i debiti della società. In quello stesso anno si procedeva al rinnovo del cda. L'incarico di guidarlo veniva assegnato ad Andrea Princivalle. Da allora poco nulla e mutato. Nelle 2006 il bilancio della Peem si è chiuso con un segno negativo di 100 mila euro. L'anno successivo il disavanzo è stato di 78 mila euro. Una voce importante della spesa riguarda le indennità degli amministratori: «L'attività tecnico amministrativa della società si svolge nel mio studio di commercialista - prosegue Princivalle -, struttura che ospita anche le riunioni del cda. Ci troviamo, in media, quattro volte l'anno. I sette componenti percepiscono un gettone di presenza di 100 euro. Nella seduta dello scorso 19 dicembre s'è deciso di ridurre le indennità del collegio dei revisori dei conti che sono state ridotte da 12 mila euro a 7 mila». Nessuna riduzione, invece per l'indennità corrisposta al presidente del cda, Princivalle, che guadagna 8 mila e 500 euro l'anno.

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LIGURIA: GIUNTA STANZIA 30 MLN PER OCCUPAZIONE ED ECONOMIA. (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LIGURIA: GIUNTA STANZIA 30 MLN PER OCCUPAZIONE ED ECONOMIA (ASCA) - Liguria, 9 gen - Trenta milioni di euro per finanziare progetti a sostegno dell'occupazione e dell'economia ligure valorizzando le peculiarita' produttive, culturali e ambientali locali. Lo stanziamento, deciso dalla giunta regionale su proposta del Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, e' finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento e' fare della realta' locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralita' di obiettivi quali l'occupazione, l'inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale, la nascita di nuove realta' imprenditoriali, l'emersione del sommerso, lo sviluppo della coesione e della cooperazione sociale nel territorio, il consolidamento delle filiere produttive, garantendo allo stesso tempo, la sostenibilita' ambientale ed il rispetto delle tradizioni delle diverse comunita' territoriali. ''E' la prima volta in Liguria e anche in Italia - dichiara il vicepresidente Massimiliano Costa - che si inseriscono in un unico bando le risorse di due fondi europei distinti per creare occasioni di sviluppo integrato per il territorio, ovvero di promozione dell'occupazione e dell'impresa legata alla dimensione locale''. In particolare con tale bando la Regione intende finanziare, sui due Programmi Operativi FSE e FESR, progetti integrati per lo sviluppo del territorio inseriti all'interno di piani di sviluppo locale promossi e realizzati, attraverso un processo di concertazione con gli attori del territorio, da Comuni (anche associati tra loro), Comunita' montane ed Enti parco. ''Si tratta di un provvedimento importante - commenta l'assessore allo Sviluppo economico, Renzo Guccinelli - sia in termini finanziari, ma anche per l'alto contenuto strategico per l'economia della nostra regione''. res/mcc/alf (Asca)

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PERUGIA: COZZARI, PROVINCIA VA DIFESA. CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 30. (sezione: Costi dei politici)

( da "Asca" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

PERUGIA: COZZARI, PROVINCIA VA DIFESA. CONSIGLIO STRAORDINARIO IL 30 (ASCA) - Perugia, 9 gen - La provincia, ente cerniera di raccordo sul territorio va difeso; non e' da abolire; il 30 gennaio terremo un consiglio straordinario per difendere l'ente come ci invita l'UPI. A titolo personale dico che ora c'e' tanta demagogia, va molto di moda parlare di abolizione a causa dei costi della politica che sono da altre parti. Lo ha detto il presidente della provincia di Perugia, Giulio Cozzari nella trazionale conferenza stampa di fine anno tenuta stamane nella sede di Piazza Italia. Una panoramica a tutto campo: dall'anno Horribilis del 2008 che ha visto l'inchiesta della procura della repubblica sugli appalti con provvedimenti della magistratura nei confronti di alcuni dirigenti, all'aumento delle competenze e delle attivita' passate all'ente, il numero dei dipendenti (sono ad oggi 1098, con una pianta organica - ha spiegato Cozzari - che dovrebbe essere di 1220 unita', quindi con un deficit di 120 unita' circa) all'analisi dei 10 anni di attivita' di presidente, in un quadro politico cambiato piu' di una volta, sino ai dati del bilancio, che vede un avanzo di amministrazione di 5 milioni e 700 mila euro, ed un volume di investimenti per 27 mnl di euro, con 116 milioni di investimenti in tre anni, fino al 2010. Nel documento contabile che andra' in discussione il 13 gennaio la Giunta prevede di incrementare - e' detto in una nota - la quota destinata agli interventi nei settori della viabilita', edilizia scolastica, ambiente e lago Trasimeno. ''Cio' nonostante i tagli alla finanza pubblica, al cattivo andamento delle entrate proprie per effetto delle crisi economica e agli oneri derivanti dal rinnovo del contratto di lavoro per i dipendenti; un mix che portera' una diminuzione di 9 milioni di euro nelle casse dell'ente''. Formazione lavoro, attenzione a sicurezza, giovani, donne svantaggiate, viabilita', grandi opere e potenziamento della manutenzione, impegno per il solare, per l'ambiente, progetti energia e consumi, la difesa della occupazione (finanziamenti ad imprese per 68mnl di euro), sostegno attivita' produttive, polizia provinciale, trasporti (25 milioni di contributi con una azione di razionalizzazione delle aziende), ed ancora Pace e cooperazione, diritti umani, cultura, mostre editoria, sono stati gli altri temi trattati nella conferenza di fine anno. red/mcc/alf (Asca)

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17:49 CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (sezione: Costi dei politici)

( da "Agi" del 09-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CORTE CONTI: VENETO, BENE BILANCIO, MA COSTI POLITICA ALTI (2) (AGI) - Venezia, 8 gen. - "Le entrate accertate nel 2007 - scrive il pool della sezione di controllo regionale della corte coordinata da Bruno Prota - pari a circa 18,27 miliardi di euro superano di quasi 100 milioni di euro le spese del 2007". Grazie alle maggiori entrate il disavanzo reale della Regione nel 2007 si quindi notevolmente ridotto passando dai 1092 milioni del 2006 ai 714,84 milioni (coperti ricorrendo all'indebitamento), un deficit che risulta comunque ampiamente sostenibile perche' inferiore alla capacita' residua teorica di indebitamento. L'esercizio finanziario 2007 si e' quindi concluso con un fondo cassa giudicato "ampiamente positivo" (1329 milioni, rispetto ai 632 dell'anno precedente), nel rispetto del patto di stabilita' interno e degli equilibri di bilancio, grazie anche alla riduzione degli impegni di spesa (- 2,3%) che si e' concentrata soprattutto nei tagli alle spese di investimento e in quelle per il rimborso dei prestiti, calate del 90 per cento (dai 727 milioni del 2006 ai 67 milioni del 2007). Il referto della corte dei conti contiene inoltre una verifica sullo stato dei servizi alla prima infanzia: negli ultimi sette anni in Veneto i posti nei servizi educativi per i bambini 0-3 anni sono quasi triplicati, passando da 8.813 del 2001 ai 26.299 del 2007, con un grado medio di copertura del fabbisogno che supera il 19 per cento (con punte del 20,7 per cento a Padova, del 25,7 per cento a Rovigo e del 22,4 per cento a Verona). L'impegno di spesa per tali servizi nel triennio 2007-2009 supera i 35 milioni di euro nel 2007, di cui 22,4 di fonte statale e 13 di cofinanziamento regionale. "Apprezzabile e' l'obiettivo di potenziare l'offerta dei servizi per la prima infanzia dal punto di vista quantitativo", scrivono i giudici contabili, ma sono soprattutto l'aspetto qualitativo dell'offerta dei servizi e il grado di integrazione tra i diversi enti territoriali a ottenere il giudizio positivo della corte dei conti. Infine, come ogni anno, la relazione della corte presenta una appendice dedicata all'indagine sulla gestione della sanita' regionale, con approfondimenti specifici sul sistema dei controlli interni e sul fenomeno della esternalizzazione dei servizi 318 nel 2007, in media circa 14 per ogni azienda sanitaria, con un valore complessivo dei contratti che sfiora i 700 milioni).

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Mancavano 12mila euro (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

I CONTI Mancavano 12mila euro Un consiglio comunale a Mantova costa circa 4 mila euro a seduta. Ognuno dei 40 consiglieri, infatti, percepisce un gettone di presenza di 90 euro lordi. Vanno, poi, aggiunte le spese per il personale della vigilanza e di segreteria, oltre a quelle per l'energia elettrica. L'anno scorso in bilancio erano previsti circa 120 mila euro: a causa delle tre sedute in più, si è sforato di 12 mila euro. La prima del nuovo anno dovrebbe tenersi tra il 22 e il 26 gennaio: all'ordine del giorno le due mozioni presentate dall'opposizione corredate da un minimo di otto firme per ottenere la discussione in aula entro 20 giorni dalla richiesta inoltrata all'ufficio di presidenza. Tosti gli argomenti: il piano parcheggi dell'opposizione alternativo a quello della giunta (parcheggi in struttura in piazza Virgiliana, piazza Filippini e nell'ex palazzo dell'agricoltura in piazza Martiri) e il risanamento di petrolchimico e laghi. All'ordine del giorno figurerà anche la nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti del Comune. «La data - tiene a precisare Portini - non è ancora stata decisa perchè aspetto di incontrare il sindaco e i capigruppo». Intanto, il 27 gennaio, al teatro Bibiena si terrà la seduta congiunta dei consigli provinciale e comunale in occasione della «Giorno della memoria».

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Troppi consigli comunali in città: la presidenza rimane al verde (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Troppi consigli comunali in città: la presidenza rimane al verde Per pagare le spese ricorre al fondo di riserva dell'ente Trentuno sedute del consiglio comunale nel corso del 2008, tre in più rispetto a quelle del 2007. Un segnale di grande impegno e dedizione da parte dei 40 consiglieri e della giunta, ma anche un aggravio di costi per le casse comunali, tanto da rendere necessario il ricorso al fondo di riserva dell'ente per liquidare i gettoni di presenza e pagare il personale di supporto. E' successo, infatti, che il capitolo del bilancio di previsione 2008 riservato al consiglio comunale fosse stato tarato su 28 sedute, quelle tenutesi nel corso del 2007, già superiore alla media degli anni precedenti che si aggirava sulle 25-26. Le tre in più effettuate quest'anno in dicembre per approvare il bilancio di previsione 2009 hanno scombussolato piani e conti della presidenza del consiglio comunale, trovatasi improvvisamente al verde. «Siamo stati costretti a prelevare 12 mila euro dal fondo di riserva per coprire una spesa imprevista - afferma il presidente del consiglio comunale Albino Portini -. A farci andare fuori budget sono state le tre sedute di dicembre occorse per approvare il bilancio di previsione. Nel 2008 abbiamo voluto accelerare e così ci siamo trovati a sostenere a dicembre quei costi che solitamente rimandavamo a febbraio-marzo dell'anno successivo. Mai è accaduto, nel mandato in corso e forse anche prima, di approvare il bilancio prima di Natale». Ad onor del vero, già con la giunta Burchiellaro si era verificata la circostanza dell'approvazione di un bilancio di previsione entro la fine dell'esercizio precedente. Va, inoltre, osservato che alcune sedute consiliari del 2008 sono state dedicate esclusivamente alla discussione di mozioni e interrogazioni presentate dalla minoranza (tante) e dalla maggioranza (poche), senza che all'ordine del giorno vi fosse alcuna pratica amministrativa. Questa circostanza non ha mancato di sollevare polemiche tra gli stessi partiti. «E' nell'essenza del consiglio comunale - replica il presidente -, anche alla luce delle competenze sempre più ridotte che ha, discutere anche di tematiche non strettamente amministrative». Una buona notizia, però, Portini la dà: «Se abbiamo sforato il budget per le sedute del consiglio comunale, abbiamo rispettato quello per le varie commissioni consiliari». (Sa.Mor.)

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Consiglieri, da martedì si timbra il cartellino (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Consiglieri, da martedì si timbra il cartellino Gettoni, via alle nuove regole. Pattini: «Risultato minimo, legislatura difficile» Presentati i dati sull'attività 2008 Il presidente: «Chi governa deve poterlo fare senza la minaccia costante dell'ostruzionismo è sempre più urgente un nuovo regolamento dell'aula» CHIARA BERT TRENTO. Da martedì prossimo scattano in consiglio comunale le nuove regole sui gettoni di presenza: 60 euro, anziché 120, per chi partecipa a meno della metà della seduta. «I consiglieri dovranno strisciare il loro badge ogni volta che escono dall'aula», anticipa il presidente Alberto Pattini. Che ieri ha presentato la relazione sull'attività 2008 dell'aula: 56 sedute, 135 delibere approvate, 46 mozioni, 206 riunioni di commissione. Ma sui costi della politica Pattini è severo: «Abbiamo portato a casa un risultato minimale». «Nonostante lo sforzo fatto, anche da parte mia in prima persona attraverso il tavolo di lavoro bipartisan - ha sottolineato ieri il presidente del consiglio - l'aula non è riuscita ad approvare una riforma più compiuta, a partire da quella delle commissioni». Quando l'accordo sembrava a portata di mano, Forza Italia ha invece obiettato che l'entrata in vigore della riforma sarebbe dovuta slittare alla nuova consigliatura. E così è stato. Per questa legislatura il taglio ai costi della politica si è concretizzato in due provvedimenti che lo stesso presidente definisce piuttosto miseri: il ticket per il parcheggio (prima gratis) di assessori e consiglieri e il gettone dimezzato per i consiglieri che partecipano a meno della metà della durata della seduta (di consiglio, commissioni e consigli circoscrizionali). La modifica dello statuto è entrata in vigore il 26 dicembre e la sua prima applicazione avverrà nelle tre sedute di consiglio convocate da martedì a giovedì prossimo. «Lunedì i capigruppo dovranno decidere come applicare la norma per evitare contestazioni - ha detto ieri Pattini - per quanto mi riguarda i consiglieri dovranno strisciare il loro cartellino di presenza ogni volta che si assentano dall'aula». Questo permetterà, a fine serata, di conteggiare l'effettivo tempo trascorso sui banchi. Affiancato dal segretario generale Maurizio Gaio e dalla capoufficio Paola Calza, Pattini ha presentato a palazzo Thun la sua quarta relazione da presidente sull'attività del consiglio. «Risultati più che soddisfacenti», li ha definiti. Il consiglio si è riunito complessivamente 56 volte, una in meno del 2007, approvando 135 delibere (di cui 46 ordini del giorno presentati dal consiglio), oltre a 13 sedute informative e monotematiche, tra cui quelle sul caso Auto In, sul piano della mobilità, sul muro Cavit. Tra i progetti approvati spiccano per importanza il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, il piano energetico, la variante della collina e quella per opere pubbliche, l'avvio della riqualificazione di Trento Nord, la trasformazione della Galleria Civica in fondazione, la fusione Trentino Servizi-Dolomiti Energia. Non sono invece arrivati in porto la nuova società Trentino Riscossioni, tema su cui le minoranze hanno costretto la giunta a fare dietrofront. La legislatura è ormai agli sgoccioli: le elezioni si terranno verosimilmente il 10 o il 17 maggio, ciò significa che il consiglio ha ancora due mesi e mezzo per lavorare. «Speriamo che la campagna elettorale resti fuori dall'aula», ha auspicato Pattini, che ha definito la legislatura in corso «la più difficile degli ultimi 20-30 anni per la conflittualità accesa tra maggioranza e opposizione». Il presidente ha ribadito l'urgenza di nuove regole d'aula: «Chi governa deve poter governare, senza la spada di Damocle costante dell'ostruzionismo. Dal '95 si dice che bisogna cambiare il regolamento, per esperienza questo tema va affrontato all'inizio della consigliatura o non se ne fa niente». E la difficoltà di approdare a una decisione appare evidente per esempio anche nel caso della commissione statuto, che nel corso del 2008 si è riunita ben 29 volte (seconda solo alla commissione urbanistica) e alla fine ha sostanzialmente riproposto la riforma delle commissioni elaborata dalla precedente commissione statuto. Solo tre invece le sedute della commissione università (per l'audizione del presidente del consiglio degli studenti, del direttore del Conservatorio e sulla Galleria Civica), numero che impone qualche riflessione sull'esistenza stessa della commissione.

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Costi della politica, Pdl diviso (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il consigliere forzista: una proposta unicamente demagogica di chi non ha dignità Costi della politica, Pdl diviso Vezzali contro il disegno di legge presentato da Minniti BOLZANO. Costi della politica, Pdl in disaccordo. Minniti lancia la sua proposta - ce n'è un'altra dei Freiheitlichen, che metterà in crisi la Svp - di riduzione dei compensi per i consiglieri provinciali, ma viene stroncato dal suo collega di gruppo Maurizio Vezzali, oltre che da Roberto Fracchetti, dirigente di An. "La proposta di ridurre le spese della politica, in sé condivisibile come principio, non può essere invece accettata così come formulata. Prescindendo dal voler ridurre le riunioni del consiglio alle sole ore serali, che pare del tutto fuori luogo, non essendo funzionale ai lavori dell'aula, si tratta di capire se i tagli proposti debbano colpire solo il consiglio o anche gli esponenti di giunta», sottolinea Maurizio Vezzali (Pdl). «Sul presupposto che la politica deve essere passione e non speculazione, che chi si impegna non lo deve fare per rincorrere uno stipendio diverso da quello che percepisce nella vita "civile", perchè non riconoscere a chi vuole far politica, ma a tutti, consiglieri e assessori, lo stesso medesimo stipendio che percepivano prima di entrare in politica? Certo, diverse situazioni e diversi impegni vanno diversamente valutati, magari con il riconoscimento di piccole indennità aggiuntive per partecipazione a commissioni, o per rivestire la carica di assessore», ancora Vezzali. Per quest'ultimo «difficilmente però tali iniziative avranno seguito, e anche chi le propone in questa forma, radicalizzandone i contenuti, ne deve essere perfettamente a conoscenza. Una proposta quindi unicamente demagogica, che non lava certamente l'onta della dignità persa». Il riferimento è alla nomina di Minniti alla vicepresidenza del consiglio. "Il consigliere Mauro Minniti sia il primo a dare il buon esempio rinunciando alla maggiorazione del suo, già lauto stipendio, dovuta alla elezione a vicepresidente del consiglio provinciale", dice Roberto Fracchetti, dirigente provinciale di An. "Eletto a vicepresidente del consiglio provinciale tra mille polemiche, il consigliere Minniti dimostri la sua buona fede, e non solo una buona dose di demagogia, rinunciando alla maggiorazione dovuta all'incarico che adesso ricopre", conclude Fracchetti.

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Parodi (Seconda): "Circoscrizioni? Ne bastano due ma senza gettone" (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

QUARTIERICHISCI (PRIMA): «MASSIMO TRE E CON UN BUDGET VERO» Parodi (Seconda): "Circoscrizioni? Ne bastano due ma senza gettone" [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Per le Circoscrizioni imperiesi la sorte è segnata: entro la fine del mandato della Giunta Sappa 2 andranno in pensione, in base alle disposizioni della Finanziaria per i Comuni con un basso numero di abitanti (i residenti nel capoluogo corrispondono a un quartiere di Milano). Ma i rappresentanti non si rassegnano. Dice Diego Parodi (Pdl-An), vice presidente della Seconda, che abbraccia il centro storico portorino e che ha incontrato grossi problemi nell'assicurare il numero legale: «L'interrogativo non dovrebbe essere cosa faranno ora i presidenti, alcuni dei quali veri e propri professionisti delle circoscrizioni, con presidenze ultradecennali, ma dovrebbe essere: a chi si rivolgeranno i cittadini per farsi cambiare la lampadina sotto casa, riparare un marciapiede rotto, lamentarsi di una viabilità complicata? Chi farà da cuscinetto fra istituzioni e abitanti? La mia proposta è di mantenere, a costo zero, cioè senza alcun gettone o rimborso dal Comune, due consulte, una su Oneglia e una su Porto Maurizio, che farebbero da tramite con i vari assessorati, per risolvere problemi all'apparenza piccoli, ma fondamentali per la qualità della vita. Invito sindaco e giunta a valutare questa eventualità». Aggiunge Vittorio Chisci, consigliere della Prima, dove assicura il suo impegno da 15 anni: «Si vogliono cancellare le Circoscrizioni perché esose e inutili? Niente di più sbagliato. Con il modico gettone annuo noi consiglieri non ci paghiamo neppure un terzo delle telefonate per segnalare inconvenienti, pericoli o situazioni di degrado. Con lo stipendio mensile di un'onorevole ci manteniamo tutte le Circoscrizioni del Nord Italia per un anno. In America un numero esiguo di politici gestisce un Paese molto più grande, in Italia un marasma di partiti e onorevoli trova enormi difficoltà a gestore una piccola nazione. Se davvero si vuole risparmiare si comincino a ridurre i privilegi. I parlamentini per Imperia si potrebbero portare a tre (Porto, Oneglia e frazioni), con un vero budget a disposizione».

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Sulla giustizia un compromesso da non sprecare (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 10 Gennaio 2009 NAZIONALE Pagina 2 Sulla giustizia un compromesso da non sprecare Mancino è contrario alla separazione delle carriere tra pm e magistrato giudicante. Il centrodestra potrebbe rinunciarvi per non creare una corporazione dei pubblici ministeri con esiti imprevedibili. Nel resto del mondo i pm hanno una carriera separata, ma rispondono al governo. Separati e autonomi, costituirebbero fatalmente una casta non tranquillizzante. Basterebbe perciò irrigidire ancor più di oggi la distinzione delle funzioni, magari specializzando i concorsi, ma mantenendo un solo Csm. Difficile invece che il centrosinistra accetti una maggiore valorizzazione dell'autonomia della polizia giudiziaria nella ricerca della notizia di reato, ridimensionando i possibili abusi del pm. Resta il problema delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre mesi e di cui è vietata la pubblicazione fino al termine dell'indagine preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Corruzione e concussione sono previste. Eliminarle, come vuole Berlusconi, sarebbe un errore. Il premier è un uomo pratico: incassi la riforma e rinunci a un puntiglio che non giova alla sua immagine.  

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Sulla giustizia un compromesso da non sprecare (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

nazionale pag. 2 Sulla giustizia un compromesso da non sprecare Mancino è contrario alla separazione delle carriere tra pm e magistrato giudicante. Il centrodestra potrebbe rinunciarvi per non creare una corporazione dei pubblici ministeri con esiti imprevedibili. Nel resto del mondo i pm hanno una carriera separata, ma rispondono al governo. Separati e autonomi, costituirebbero fatalmente una casta non tranquillizzante. Basterebbe perciò irrigidire ancor più di oggi la distinzione delle funzioni, magari specializzando i concorsi, ma mantenendo un solo Csm. Difficile invece che il centrosinistra accetti una maggiore valorizzazione dell'autonomia della polizia giudiziaria nella ricerca della notizia di reato, ridimensionando i possibili abusi del pm. Resta il problema delle intercettazioni. Anche qui Mancino è per una riforma, ma insiste nel mantenere la corruzione e la concussione tra i reati per i quali è possibile chiederle. Ha ragione. Quella arrivata all'esame del Parlamento, dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri, è una buona legge: è previsto un organo collegiale per autorizzare le intercettazioni che comunque non possono superare i tre mesi e di cui è vietata la pubblicazione fino al termine dell'indagine preliminare, con sanzioni pesantissime per chi sgarra. Corruzione e concussione sono previste. Eliminarle, come vuole Berlusconi, sarebbe un errore. Il premier è un uomo pratico: incassi la riforma e rinunci a un puntiglio che non giova alla sua immagine.

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Trenta milioniper il rilanciodel territorio (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Trenta milioniper il rilanciodel territorio occupazione GENOVA. Trenta milioni di euro per finanziare progetti a sostegno dell'occupazione e dell'economia ligure valorizzando le peculiarità produttive, culturali e ambientali locali.Lo stanziamento, deciso dalla giunta regionale su proposta del vicepresidente e assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell'assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). L'obiettivo è partire dalle realtà locali per produrre occupazione: inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale, nascita di nuove realtà imprenditoriali, emersione del sommerso, garantendo allo stesso tempo il rispetto delle tradizioni delle diverse comunità territoriali. «E' la prima volta in Liguria e anche in Italia - dice il vicepresidente Massimiliano Costa - che si inseriscono in un unico bando le risorse di due fondi europei distinti per creare occasioni di sviluppo legate alla dimensione locale». Il bando regionale prevede 5 filiere "tematiche" strategiche per l'economia ligurei: sviluppo sostenibile, occupazione nei settori ad alto contenuto di ricerca e innovazione come l'hi-tech e le Tecnologie dell'informazione e comunicazione (TIC), valorizzazione dell'entroterra sia da un punto di vista turistico culturale che agroalimentare, potenziamento del sistema portuale con particolare riferimento all'accrescimento delle competenze delle risorse umane. Possono presentare progetti (con richiesta di finanziamento non inferiore a 750.000 euro e non superiore a 2.500.000 euro) i Comuni, anche in forma associata, le Comunità montane e gli Enti Parco, dal 23 gennaio a fine marzo. 10/01/2009

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lavorano di più e guadagnano meno - gianluca della maggiore (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 4 - Livorno Lavorano di più e guadagnano meno Calano le spese per i gettoni: nel 2008 un taglio del 16% sull'anno precedente Fra i sempre presenti anche Vittori (Sd) e Cantù (Pd). Cannito: «Serve più velocità sugli atti di iniziativa» GIANLUCA DELLA MAGGIORE LIVORNO. Quanto è costato il consiglio comunale nel 2008? Circa il 16% in meno rispetto all'anno precedente, vale a dire 211mila euro, contro i 249mila del 2007. Una percentuale di risparmio che sale ancora di più se raffrontata al 2005 (-21,66%), anno record per la spesa di gestione del consiglio. Il dato è stato diffuso ieri dal presidente del consiglio Enrico Bianchi, che insieme ai suoi due vice Maristella Bottino e Marco Cannito ha voluto fare un bilancio dell'attività di Palazzo Civico nell'anno appena trascorso. «Nel corso di quest'anno - precisa Bottino - abbiamo posto una particolare attenzione alla razionalizzazione dei costi». «La cifra complessiva - prosegue la vicepresidente - può sembrare alta ma se viene suddivisa per il numero dei consiglieri si nota che ad ogni consigliere arrivano in tasca circa 5mila euro lordi l'anno. Una cifra con la quale sicuramente nessuno si arricchisce». Basta osservare il numero di gettoni di presenza erogati nell'anno (3786 contro 4279 del 2007) per dar conto della razionalizzazione. «Come ufficio di presidenza - dicono i consiglieri - abbiamo cercato soprattutto di incontrare molto più spesso i presidenti delle varie commissioni consiliari per semplificare la macchina della sedute, sfoltendo là dove era possibile». Il presidente Bianchi precisa che il gettone di presenza per i consiglieri è il più basso in Toscana ed è fermo a 55,77 euro dal 2006: «La Finanziaria di allora impose una diminuzione del 10% rispetto al 2005, noi addirittura abbiamo diminuito l'impegno con un risparmio del 22%». Ma l'incontro di ieri con i giornalisti è servito anche per dare conto alla città di un clima tutt'altro che negativo nel consiglio comunale. Al di là dei problemi legati al confronto politico che spesso assume toni conflittuali, Bianchi e i suoi due vice hanno confermato che il 2008 è stato un anno all'insegna di un'attività molto intensa. «In totale - dice il presidente - abbiamo fatto 54 sedute di consiglio comunale che si sommano alle 189 delle commissioni consiliari per un totale di 438 ore. Nel complesso abbiamo trattato 201 argomenti prendendo 75 provvedimenti (atti e delibere di giunta), 11 in più rispetto al 2007. Abbiamo discusso 4 petizioni popolari e 47 tra mozioni, ordini del giorno e documenti». Gli atti più importanti? I consiglieri sottolineano quelli sulle aree Peep, su piazza del Luogo Pio e sul Nuovo Centro. Ma non è tutto oro quel che luccica: Cannito sottolinea che i passi da fare per lo snellimento della macchina burocratica che regola il consiglio comunale sono ancora grandi. Uno per tutti? «Dovremmo riuscire a dare tempi di risposta assai più veloci agli atti che vengono presentati dai consiglieri. Ci vogliono mesi, talvolta anni, per rispondere a mozioni, proposte di delibere, interrogazioni, interpellanze. Una soluzione potrebbe essere l'utilizzo del question time, per altro previsto dai regolamenti. Sarà un obiettivo che perseguiremo in questi mesi che ci separano dalla fine del mandato». Tornando alle cifre fornite dall'Ufficio supporto del consiglio comunale, da notare che solo 3 consiglieri hanno partecipato a tutte le 54 sedute consiliari: Gabriele Cantù (Pd), Vittorio Vittori (Sd) e Bruno Tamburini (An). Ma la percentuale media di presenze in consiglio è comunque alta: intorno all'86%. Il dato è diverso se si considerano anche le sedute delle commissioni consiliari: ai primi tre posti troviamo tre capigruppo: Tamburini (225 presenze), Marta Gazzarri (Italia dei Valori, 223) e Gabriele Volpi (Verdi, 222). Il consigliere più assenteista? Massimo Ceccarini (Pd), presente solo a 13 sedute del consiglio comunale e a due riunioni di commissione.

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competenze delle province, il pdl ha due facce (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

TRA ROMA E LA REGIONE Competenze delle Province, il Pdl ha due facce Premesso che la Toscana è una delle poche regioni che non trasferì, nel 1994, le competenze alle Province, se non ricordo male con l'astensione delle minoranze o con un no formale delle medesime, la Regione ha modificato/integrato la L.R. n. 34/94, sui Consorzi di Bonifica nel mese di dicembre del 2008 lasciando immodificate le competenze e i parametri di applicazione del tributo, modificando solamente il compenso degli amministratori: eliminando il gettone di presenza per i consiglieri e lasciando il compenso per i presidenti equiparandolo a quello dei sindaci. Il PdL ha espresso voto contrario motivandolo con la richiesta del passaggio delle competenze alle Province. Dunque il PdL a Firenze vorrebbe incrementare le materie di competenza delle Province, mentre a Roma il PdL nazionale propone l'eliminazione delle stesse, facendone una bandiera per conseguire il consenso dell'elettorato sensibile ai costi della politica. Quindi la struttura regionale non segue la linea tracciata dal movimento a livello nazionale. Il movimento, a livello locale, è gestito da queste persone che «fanno il bello e il cattivo tempo», che preferiscono commissariare le strutture locali piuttosto che affrontare i problemi. Questa è una delle motivazioni, oltre alla mancanza di democrazia intera ecc. ecc., che da iscritto e militante mi ha portato ai margini del movimento. Roberto Ruberti

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Fogne vecchie e allacci fatti male: ancora case allagate dai liquami (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provincia di Cagliari Pagina 1021 sestu Fogne vecchie e allacci fatti male: ancora case allagate dai liquami Sestu --> Scarichi fognari intasati in vari quartieri: protestano i residenti soprattutto contro Abbanoa, ma dopo qualche intervento d'emergenza con gli aspiratori, le fogne continuano ad andare in tilt. Colpa di allacci malfatti, ma anche di condotte vecchie. Accade in via Carbonia, in via Togliatti e nella centralissima via Cagliari, dove nei giorni scorsi (come a Natale) alcune case sono state invase dai liquami. Ieri è arrivata la polemica politica, dopo che il consigliere comunale Paolo Cau (Pdl) ha pagato di tasca propria l'intervento di un'autopompa per liberare una casa dai reflui maleodoranti. «L'amministrazione non è intervenuta», scrive Cau in un'interrogazione, «così ho deciso di reinvestire i soldi ricevuti dei gettoni di presenza per chiedere l'intervento di una ditta privata. Perché non è stato fatto nulla per dare fogne nuove o riparare le vecchie?». Immediata la replica del sindaco. «Stiamo mettendo riparo ad anni di incuria», assicura Aldo Pili, «con interventi in vari quartieri: in parte anche sistemando decine di allacci malfatti o manomessi. Per anni è stato consentito di fare di tutto». (fr. pi.)

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acqua, processo vinto. con salasso - sergio secci (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Siniscola-Torpé. Le cartelle pazze del Consorzio di bonifica Acqua, processo vinto. Con salasso Il giudice di pace dà ragione agli utenti ma carica le spese su di loro SERGIO SECCI SINISCOLA. Cornuti e mazziati gli utenti che negli anni dal 2002 in poi avevano ricevuto una serie di cartelle pazze dal Consorzio di bonifica della Sardegna centrale. Bollette con importi variabili dai 400 ai mille euro ritenute troppo esose e per questo impugnate davanti al giudice di pace di Siniscola. A distanza di anni, le famiglie siniscolesi si sono viste dare ragione. Ma dovranno pagare una consulenza tecnica affidata a due ingegneri dal Consorzio di bonifica. è di circa 2mila euro la spesa pro capite che gli utenti si sono visti recapitare per una consulenza non richiesta. La spiegazione del perché viene dall'avvocato Loretta Masala, che tutela gli interessi dei cittadini dopo che un comitato di autotutela composto da Mario Chighini, Franco Masala, Angelo Fadda, Vitorio Sella, Vittorio Bruschi e Mario Soro aveva sollevato il caso di una bollettazione che non teneva conto dei consumi reali e della non potabilità dell'acqua immessa in rete. «La sentenza emessa dal giudice di pace dà ragione ai miei assistiti - spiega il legale - ma fa poi gravare in parte su di loro i costi della consulenza tecnica richiesta dal Consorzio. Una situazione paradossale, visto che in virtù di questa sentenza si determinano costi a carico degli utenti superiori agli importi riportati dalle bollette per cui si è fatto ricorso. Abbiamo deciso immediatamente di appellare questa sentenza al tribunale di Nuoro e già a fine mese, contiamo di vedere i primi risultati». Sono diciannove le cause che per il momento sono state appellate. Ma sono solo la punta dell'iceberg della vicenda legata alle bollette dell'acqua, da parte del Consorzio di Bonifica (prima del subentro di Abbanoa), a centinaia di famiglie di Siniscola e Torpè. Tutte le sentenze emesse sinora hanno riconosciuto ciò che le famiglie contestavano, ovvero che la qualità dell'acqua immessa in rete era pessima e che le letture non sono state eseguite con regolarità. Le proteste portarono alla costituzione di un comitato di cittadini che oltre a rivendicare la potabilità dell'acqua immessa in rete, come prevedevano gli accordi con il comune di Siniscola, iniziò una prima serie di cause pilota che hanno dato ragione agli utenti con una nuova bollettazione scontata che teneva conto dei disagi patiti in precedenza. L'ultima sentenza è stata però una doccia fredda visto che per i ricorrenti le spese della consulenza tecnica d'ufficio, eseguita da un ingegnere di Nuoro e un collega di Cagliari, devono essere pagate da chi le ha richieste ed ha poi perso la causa: il Consorzio di bonifica.

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di MICHELA BERTI E' COSTATA 211.145euro l'attività del consigli... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA LIVORNO pag. 2 di MICHELA BERTI E? COSTATA 211.145euro l?attività del consigli... di MICHELA BERTI E? COSTATA 211.145euro l?attività del consiglio comunale di Livorno nel 2008. L?organismo che esprime la democrazia cittadina si è riunito 54 volte nel corso dell?anno, adottando 75 provvedimenti (tra cui quelli sulle aree Peep, Luogo Pio e Nuovo Centro), discutendo 47 mozioni, 5 interrogazioni, 7 interpellanze, 4 petizioni (piste ciclabili, pericolo del gas naturale liquefatto, tutela area verde di via rosa del Tirreno e viale della Libertà) e 36 comunicazioni. I dati sono stati illustrati dal presidente del consiglio comunale Enrico Bianchi PD e dai due vicepresidente Maristella Bottino FI e Marco Cannito Città Diversa. Con un gettone di presenza pari a 55,77euro, il più basso in Toscana precisa il presidente, i consiglieri sono stati assidui frequentatori della grande aula del municipio. Una media dell?80%, con punte del 100% per Gabriele Cantù PD, Bruno Tamburini AN e Vittorio Vittori SD. La maglia nera spetta a Massimo Ceccarini con tredici presenze ma, data l?eccellenza raggiunta dal suo reparto di dermatologia dell?ospedale, le sue assenze sembrano ampiamente giustificate. Il sindaco Alessandro Cosimi è stato presente 51 volte sulle 54 sedute annuali, una media del 94%. «I CONSIGLIERI non si arricchiscono certo con i gettoni di presenza ? commenta Bianchi -. Cinque mila euro all?anno non sono uno stipendio. Il mio compenso, ad esempio, è di 3.279euro lordi al mese, il minimo tabellare, ed i consiglieri comunali non godono dei benefici di altri colleghi che possiedono cellulari e computer pagati dall?amministrazione». In Provincia, ad esempio, i consiglieri hanno un cellulare ed un portatile, spese giustificate dal fatto che molti abitano fuori Livorno, da Rosignano all?isola d?Elba, e questi strumenti dovrebbero facilitare la loro attività politica ed amministrativa. In Comune, invece, c?è un computer ed un telefono fissi per ciascun gruppo consiliare. Sembra improntata al massimo risparmio l?attività del consiglio comunale labronico, con una contrazione delle spese del 15,33% rispetto all?anno precedente, chiaro segnale ai cittadini. «I consigli comunali ? commenta Cannito ? sono molto partecipati dai livornesi, spesso in maniera anche rumorosa. Questo dimostra l?interesse dei cittadini nei confronti del lavoro svolto dall?amministrazione». UN LAVORO che, però, ha bisogno di essere migliorato; a partire dai ritardi accumulati, si parla addirittura di anni, nel discutere mozioni e interpellanze. «La presidenza ha intensificato gli incontri con le commissioni ? spiega Bottino ? per snellire lo svolgimento dei consigli. Dobbiamo accorciare i tempi per i dibattiti sui vari argomenti». L?ordine del giorno è diventato chilometrico, con interpellanze datate 2004. «La razionalizzazione del lavoro è un obiettivo che nel 2009 cercheremo di raggiungere ? continua la vicepresidente ? ma non è facile anche perché non ci sono in Comune molti spazi dove poter fare riunioni». Serve una bella scrematura di quanto prodotto in questi anni dai gruppi politici, per evitare lungaggini burocratiche che non aiutano ad amministrare bene la città. Altri due obiettivi che ci permettiamo di suggerire sono la puntualità dei consiglieri e un maggior decoro nei comportamenti in aula.

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DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più attesa degli ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ANCONA PRIMO PIANO pag. 2 DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più attesa degli ... DI SICURO la notizia che pubblichiamo oggi in queste pagine è la più attesa degli ultimi anni. Avere un sindaco indagato non fa certo piacere a chi risiede nella città da lui amministrata, a maggior ragione se il reato ipotizzato è la corruzione, condotta con la quale un pubblico ufficiale in primis non dovrebbe mai avere a che fare. La prescrizione, motivo per cui la procura della Repubblica ha chiesto l?archiviazione del sindaco, nel diritto penale è l?istituto che risponde a un principio di economia dei sistemi giudiziari in base al quale si rinuncia a perseguire l?autore di un reato, quando dalla commissione dello stesso è trascorso un periodo troppo lungo e di solito proporzionale alla gravità dello stesso. Questo anche per evitare che la macchina giudiziaria continui a impegnare (o a sprecare) risorse per reati commessi troppo tempo prima. In sostanza vuole essere anche uno stimolo per un?azione penale più veloce ed efficace. Nel caso di Sturani sono trascorsi sette anni e mezzo giusti giusti, così come prevede la legge approvata nel 2005 e che ha dimezzato i tempi della prescrizione per la corruzione. Quindi la partita giudiziaria è chiusa. Il sindaco per la legge è innocente. Ora l?ultimo ostacolo che Sturani dovrà superare è tutto politico: gli oppositori nel Pd e quelli del centrodestra si accontenteranno o a loro avviso resterà una macchia indelebile sulla figura politica?

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CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SAN MARINO pag. 21 CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con s... CONTROLLARE di più le presenze sul territorio, anche in collaborazione con servizi ed uffici pubblici, scorte ai portavalori... Sono solo alcuni dei temi affrontati ieri dal Dipartimento di polizia che ha riunito i tre comandanti delle forze dell?ordine su convocazione di Antonella Mularoni e Valeria Ciavatta, rispettivamente Segretari di Stato per gli Affari esteri (da cui dipendono gendarmeria e Guardia di Rocca) e e per gli Affari interni (a cui fa capo la Polizia civile). La piaga dei furti non poteva non entrare nella discussione. E non poteva cadere più a fagiolo visto che nella notte altri tre furti si sono aggiunti alla lunga serie. I ladri prima hanno colpito al Rose?n Bowl di Serravalle dove hanno asportate due casse dalla zona bar. Sono entrati all?interno del locale da una porta laterale, hanno poi rovistato in alcune macchinette cambia-monete e anche tentato di forzare un distributore di sigarette ma senza riuscirvi. Entrambe le casse, insieme a scontrini e gettoni, sono state poi ritrovate dalla gendarmeria abbandonate nel vicino Parco Lajala. Il bottino ammonta a circa 1.500 euro. Il secondo furto è avvenuto a Dogana presso la palestra Dynamic. Qui hanno forzato l?ingresso e una volta dentro hanno arraffato 90 euro che stavano in una cassetta di sicurezza. Colpita infine la litografia situata nello stesso stabile della palestra. Sono spariti due computer, due monitor e due stampanti, oltre ad una cassaforte d?appoggio con all?interno soprattutto documenti. Un pub, una palestra e una ditta in una notte. La risposta del Dipartimento di polizia? Punta su un maggiore coordinamento delle forze dell?ordine. Come? Con riunioni periodiche, una banca dati comune (che ora manca) l?interconnessione delle rispettive centrali operative, la radiolocalizzazione delle pattuglie sul territorio, la formazione comune e specialistica degli appartenenti ai corpi. E all?Italia si chiederà di collaborare «per prevenire e combattere episodi di criminalità all?interno dei nostri confini».

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Francesco Terreri Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Francesco Terreri Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte Francesco Terreri Nel 2008 il Consiglio comunale si è riunito 56 volte. Le delibere approvate sono state 135, di cui 46 ordini del giorno. Nel 2007, quando si erano svolte 57 sedute, le deliberazioni approvate erano state 184, di cui 90 mozioni. Il calo dipende però anche dal rinvio, concordato tra maggioranza e opposizione, degli ordini del giorno collegati al bilancio, che saranno trattati la prossima settimana. Altri accordi tra il centrosinistra che governa e le minoranze non sono mancati, ma questa consiliatura, secondo il presidente del Consiglio Alberto Pattini, è stata la più conflittuale degli ultimi vent'anni. Anche perché «pochissimi regolamenti in Italia come il nostro consentono una libertà così ampia di ricorrere all'ostruzionismo». Le regole, quindi, andrebbero cambiate. Pattini ha presentato ieri mattina, insieme al segretario comunale Maurizio Gaio e all'Unità organizzativa autonoma del Consiglio, il bilancio dell'attività 2008 a Palazzo Thun. Che, nonostante la conflittualità, «alla fine ha dato risultati soddisfacenti». Tra le decisioni più importanti Pattini ha citato l'avvio dell'iter per la riqualificazione delle aree inquinate di Trento nord, il sì alla fusione fra Trentino Servizi e Dolomiti Energia e la trasformazione della Galleria Civica in fondazione. «Bisogna dare atto al sindaco e alla maggioranza di aver saputo mettersi in discussione su delibere già confezionate» mentre «le minoranze hanno trovato soddisfazioni significative». «Minimali» invece, per Pattini, i risultati sulla riduzione dei costi della politica. È stato introdotto il taglio del 50% del valore del gettone di presenza per i consiglieri che partecipano a meno della metà di una seduta. Ma la norma ha ancora bisogno di chiarimenti «per evitare contestazioni». Resta aperto il nodo regolamento. «Ogni anno si dice che dobbiamo cambiarlo - ricorda il presidente del Consiglio comunale - Non è accettabile che una minoranza abbia gli stessi effetti della maggioranza sul programma di governo. Chi amministra deve amministrare. Il problema è che da noi da tempo governa il centrosinistra e l'opposizione non ha avuto l'occasione di mettersi alla prova a governare». Pattini ritiene che il prossimo Consiglio possa affrontare il tema ma «o subito o mai più». Con i capigruppo Pattini definirà le tematiche che il Consiglio affronterà nelle prossime settimane, prima dello scioglimento anticipato. Le sedute proseguiranno fino alla fine di marzo, quando scatteranno i 45 giorni prima delle elezioni, termine ultimo per le deliberazioni ordinarie. Il voto è previsto, infatti, per metà maggio. «Spero - ha aggiunto Pattini - che in questi due mesi e mezzo ci sia un confronto leale, evitando eccessi. La campagna elettorale va fatta fuori dall'aula». Per quanto riguarda i dati sull'attività 2008, in Consiglio sono state presentate 70 interrogazioni a risposta scritta, per le quali il primato resta al consigliere leghista Vittorio Bridi con 45. Ne sono state evase 72, di cui 9 del 2007, quando ne erano state presentate 73. Le interrogazioni con risposta in aula sono state invece 43 e quelle evase 48, tra le quali 12 dell'anno precedente. Nel 2007 le interrogazioni a risposta orale erano state di più, ben 74. Le domande di attualità sono state 44 e le interpellanze 2. Gli ordini del giorno sono stati 128, di cui 46 approvati. Nel 2007 erano 163, di cui 90 evasi, ma comprendevano, a differenza dell'anno appena trascorso, quelli collegati al bilancio. I consiglieri sono stati nel complesso molto presenti: in 12, oltre al presidente Pattini, hanno partecipato a tutte le 56 sedute (Graziano Agostini, Bornancin, Chiogna, Coppola, Filippin, Maestranzi, Manuali, Maule, Merler, Pedrotti, Marco Tomasi e Renato Tomasi) e 39 su 50 al 90% delle sessioni. Tra le commissioni, si sono riunite di più urbanistica e opere pubbliche (39 riunioni), statuto (29) e vigilanza sulla gestione dei servizi (24). 10/01/2009

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Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sabato 10 Gennaio 2009 Chiudi L'esasperazione del mordi e fuggi. In centro sono quaranta i locali in cui si consuma il pranzo in pochi minuti. Poi ci sono i bar coi precotti Pasti veloci, ora si mangia a "gettone" Distributori automatici non solo per caffè e bibite, ma anche per il ragù e i piselli

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<La Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-01-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Finozzi sui costi della politica «La Corte dei conti accusa la giunta, il consiglio ha tagliato» VENEZIA — Costi della politica, Marino Finozzi non fa sconti. Non ai «colleghi» della giunta di palazzo Balbi, almeno. «I rilievi della Corte dei Conti sulla gestione amministrativa della Regione? Toccano capitoli di spesa - partecipazioni e premi ai direttori delle Asl - che cadono in capo alla giunta», spara su due piedi il presidente del Consiglio Veneto, quasi a mettere le mani avanti. Il contenimento della spesa pubblica regionale c'è stato, ma non è in linea con gli obiettivi programmati (879 mila euro a fronte di 52 milioni previsti), dicono i magistrati contabili nell'annuale relazione sullo stato delle finanze venete, resa nota due giorni fa. E indicano altri punti dolenti. Non è stata recepita in pieno l'indicazione della Finanziaria 2007 di un tetto di 5 componenti per i consigli d'amministrazione delle aziende a partecipazione pubblica (al 23 ottobre 2008 solo 5 partecipate venete rispettano il criterio)? Si è concesso un premio (13% dello stipendio) ai direttori dell'Asl pur mancando il pieno conseguimento di tutti gli obiettivi. Sono stati appaltati a privati 318 servizi connessi al sanitario: troppi, secondo la Corte. Infine, esiste un problema generale nel bilancio della Sanità: Asl tutte in passivo (Venezia e Rovigo coi disavanzi più ampi) a parte Pieve di Soligo e Thiene. «Il Consiglio regionale ha ridotto del 10% gli stipendi dei consiglieri e ha ridotto molte voci di spesa in capo al Consiglio stesso», riparte il presidente Finozzi. Un esempio per tutti: «L'assicurazione dei consiglieri. Fino a 2 anni fa era pagata per l'80% dal Consiglio, il resto dal beneficiario della polizza. Abbiamo invertito la quota e il consigliere paga di tasca propria l'80% del costo». E i premi ai direttori sanitari? Da Marino Finozzi altra, piccola stoccata alla giunta Galan: «Come imprenditore - risponde sarei portato a premiare chi dà risultati», o addio meritocrazia. Più sfumata la posizione sui cda delle partecipate: «Abbiamo molte società con amministratore unico, altre con più componenti che chiedono rappresentanza. Bisogna procedere caso per caso, ma stiamo meglio della media italiana». La Corte dei conti ha indicato nell'Asl 12 di Venezia, direttore Antonio Padoan, tra quelle col maggior problema deficit. Il dg lagunare risponde, punto su punto. Premi: «Metà dei dirigenti comunali di Venezia ha stipendio più alto di quello del direttore dell'Asl, eppure non c'è dirigente di struttura pubblica che abbia più responsabilità». Troppi servizi dati all'esterno? I rilievi dei contabili soffrono di strabismo: «Non è stata fatta alcuna esternalizzazione che non sia stata fatta in passato. E' una scelta degli anni '80, sviluppata in tutta la pubblica amministrazione. La sanità - dice Padoan - è costosissima e il pubblico, spesso, non ha le prestazioni economiche e di servizio del privato». Bilancio dell'Asl 12: «Abbiamo un deficit strutturale costante, ma la proiezione dello stesso è nei limiti indicati dalla regione. Che, d'altra parte, ci dà obiettivi, strutture e fondi con cui operare, nel contesto di contratti di lavoro nazionali». Come a dire, lo spazio per manovrare è poco. Renato Piva

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I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Li... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

BUDRIO pag. 28 I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Li... I COSTI DELLA POLITICA nel mirino dei consiglieri provinciali del Popolo delle Libertà. «Se l?associazione intercomunale Terre di Pianura ? attaccano gli esponenti del Pdl ? spende ben 315.274 euro all?anno, quasi esclusivamente per il proprio mantenimento, la Provincia faccia chiarezza sui bilanci di questi organismi e su quali risorse vi dedica Palazzo Malvezzi». E? l?interpellanza presentata dai consiglieri Luca Finotti, Giuseppe Sabbioni, Sergio Guidotti e Marco Mainardi. Occorre «una riflessione circa i costi di tutti quegli organismi non necessari. Creati con l?unico scopo di esercitare funzioni che dovrebbero essere appannaggio della Provincia. Con questi inutili apparati si moltiplicano solo poltrone e spese». L?esempio, per il Pdl, è l?associazione Terre di Pianura (che raccoglie i Comuni di Baricella, Budrio, Granarolo, Malalbergo, Minerbio e Molinella). Pronta la replica del sindaco di Granarolo e presidente dell?associazione, Loretta Lambertini: «Nessun sindaco percepisce compensi per la partecipazione a Terre di Pianura. Grazie all?associazione i 6 comuni aderenti hanno ottenuto benefici economici. Svolgendo insieme i servizi si ottengono notevoli risparmi». Le fa eco il sindaco di Budrio Carlo Castelli: «Terre di pianura è la conferma che le associazioni funzionano e dovrebbe crescere fino a diventare vere e proprie unioni. I consiglieri del Popolo delle libertà dovrebbero informarsi meglio e parlare con cognizione di causa». Matteo Radogna

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E spuntano i prepensionamenti per i commercianti (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-10 num: - pag: 32 categoria: REDAZIONALE Il decreto Assegni familiari estesi agli autonomi. Le indennità per gli atipici finanziate anche dalle Regioni E spuntano i prepensionamenti per i commercianti ROMA — Ritornano gli ammortizzatori sociali per i commercianti che decidono di chiudere tre anni prima della pensione mentre è in arrivo per i precari una cassa integrazione finanziata in parte con le risorse degli enti locali e potenzialmente «variabile », fermo restando che l'assegno di base sarà uguale per tutti. Così come verrà esteso anche ai lavoratori autonomi il beneficio degli assegni familiari con un finanziamento di 350 milioni di euro. Con questi tre emendamenti approvati ieri prosegue il cammino del decreto legge anti-crisi. Entro oggi la commissione voterà il mandato ai relatori mentre il provvedimento arriverà in aula (Camera) lunedì. Nel caso dei negozi, si tratta del ripristino di una vecchia legge (la 207 del 1996), conosciuta come «rottamazione » e che era scaduta dal gennaio del 2008. In realtà la norma, che non costa nulla perché auto-finanziata con un apposito versamento aggiuntivo dello 0,09% all'Inps, è riservata ai commercianti che hanno più di 62 anni (57 le donne) e che da almeno 5 anni versano i contributi previdenziali. Se decidono di chiudere l'attività - consegnando la licenza al Comune - hanno accesso per tre anni (cioè fino all'erogazione della pensione) a un assegno mensile equiparato alla minima, cioè 516 euro al mese. «Il ricorso a questo strumento - spiega il direttore generale di Confcommercio Luigi Taranto - è importante per venire incontro a una categoria che l'anno scorso ha visto chiudere oltre 30 mila esercizi ». Per quanto riguarda la decisione di coinvolgere anche le Regioni nella formazione del tesoretto per sostenere la cassa integrazione dei precari, la Cgil si è detta «perplessa ». «Con questo emendamento - sostiene Fulvio Fammoni segretario confederale Cgil - si introduce la possibilità di avere trattamenti Cig diversi a seconda delle Regioni, magari dello stesso gruppo ». Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi si tratta della solita critica «preconcetta » della Cgil, in realtà la flessibilità «sta solo nel mix di finanziamenti non nell'assegno ». Novità anche per la casa. Salta infatti la stretta «retroattiva » per le detrazioni Irpef del 55% sulle spese sostenute per le ristrutturazioni volte al risparmio energetico. Viene previsto però che, per le spese sostenute a partire dal primo gennaio 2009 la detrazione (che resta del 55%), viene spalmata su 5 anni e non più su tre. Infine viene spostato dal 31 gennaio 2009 al 28 febbraio il termine della domanda per il cosiddetto Bonus Famiglia. Lo prevede un emendamento al decreto anticrisi dei relatori di maggioranza approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Roberto Bagnoli

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Immigrazione: e se iniziassimo a far rispettare le leggi esistenti?. (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sempre, la solita Italia: la Lega presenta una proposta che potrebbe essere plausibile (si possono chiedere 50 euro per il permesso di soggiorno, in altri Paesi europei per pratiche analoghe chiedono molto di più) e una chiaramente vessatoria (i 10mila euro per la partita Iva). Si scatena, come da copione, l'ennesima, sterile polemica. Intanto nelle città la situazione non cambia: gli stranieri continuano ad arrivare, quasi tutti clandestini. Domanda: ma che fine ha fatto il pacchetto sicurezza che prevedeva misure severe contro l'immigrazione irregolare ? E' stato approvato, lo sappiamo tutti. Ma qualcuno lo sta applicando? Quante sono, ad esempio, le case sequestrate a chi le ha affittate a clandestini? Perchè non vengono fatti semplici controlli nei palazzi abitati notoriamente da clandestini? Sì, è la solita Italia, retorica e alla fine inconcludente. Passata l'emergenza, esaurito il clamore dei media generato da un fatto di cronaca, tutto riprende come prima. Lo Stato torna ad essere indolente, distratto, fatalista. E il fenomeno dell'immigrazione clandestina, anziché recedere, aumenta; perché il tam-tam tra gli irregolari è implacabile e l'Italia è considerata un Paese dove si rischia poco. E allora prima di pensare a nuove misure, in teoria durissime, iniziamo ad attuare quelle esistenti. Non dico tutte, ma almeno alcune, avvalendosi di una virtù infallibile: il buon senso, con un pizzico di poco italica costanza. Scritto in società, Italia, immigrazione 1 Commento » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Jan 09 Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina Sui mercati finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa. Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO: il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America, finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione, notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 "Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam Commenti ( 184 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 39 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.27 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Max: @Rodolfo de Trent > Io resto convinto che ( pensavo sarebbe successo e > mi sono preparato all'uopo, a... liberodidecidere: io credo che vogliamo vedere solo quello che vogliamo vedere,LA VANITA',LA FINTA RICCHEZZA DI... liberodidecidere: io credo chevogliamovedere solo quello che vogliamo vedere,LA VANITA',LA FINTA RICCHEZZA DI... colzani: Bongiorno Fedenrico, l'uso che ne fece Socci di una citazione del World Christian Encyclopedia è lo... 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L'ELEZIONE DI PIERO CAPPELLO ALLA PRESIDENZA DELL'ASI HA DATO L'OCCASIONE AL SEGRETAR... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'elezione di Piero Cappello alla presidenza dell'Asi ha dato l'occasione al segretario provinciale della Cisl, Carmine Crisci, per indicare le priorità che il consorzio dovrà affrontare sin da subito: «Innanzitutto - ha spiegato Crisci - faccio i migliori auguri a Cappello di buon lavoro. Tuttavia, così come avevamo fatto anche con il suo predecessore, poniamo un interrogativo serio al neo presidente. La priorità assoluta dell'Asi è il censimento di tutti i terreni che sono stati affidati alle imprese e che non sono stati utilizzati. Bisogna capire se l'Asi intende riappropriarsi di tali terreni o se li vuole lasciare nelle mani degli imprenditori. L'esempio più evidente è l'area Impreco, dove solo il venti per cento dei terreni è stato utilizzato». Il segretario provinciale della Cisl, quindi, ha auspicato una forte inversione di tendenza nel ruolo che l'Asi deve assumere: «L'Asi - ha aggiunto Crisci - può essere molto importante per lo sviluppo del territorio. In questo periodo potrebbe disegnare un nuovo piano proprio partendo da questi terreni affidati e non utilizzati, così come prevede il suo stesso regolamento. Ci sono diverse aziende che vorrebbero investire nelle nostre zone, ma non trovano la disponibilità dei suoli. Se l'Asi rinuncia a questa sua importante prerogativa di favorire lo sviluppo, allora si riduce ad essere un carrozzone inutile, un centro d'affari che serve solo a distribuire gettoni di presenza». L'ultimo pensiero di Crisci è rivolto alla Regione Campania: «Abbiamo invitato la Regione ad approntare una legge, sul modello di quanto avvenuto in Lombardia, che le consenta di espropriare i terreni delle aziende dismesse. Si tratta di una soluzione che senza dubbio potrebbe consentire di superare molti problemi e di creare vero sviluppo per il nostro territorio». se.be.

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RAFFAELE SCHIAVONE IL REGALO TANTO ATTESO, E FORSE IL PIù IMPORTANTE DI UESTO MERCATO DI RIP... (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

RAFFAELE SCHIAVONE Il regalo tanto atteso, e forse il più importante di uesto mercato di riparazione, arriva per Bortolo Mutti proprio alla vigilia di quella che lui stesso ha definito «la prima partita della rinascita», la sfida con il Bari di Antonio Conte. Il dono glielo consegna a tarda sera Antonio Lombardi, anche se da Palermo la notizia dell'avvenuta conclusione della trattativa in corso da tempo, era trapelata già nel primo pomeriggio. Da ieri, Maurizio Ciaramitaro, centrocampista dai piedi vellutati, è un granata a tutti gli effetti. Alla fine, Lombardi è riuscito a spuntarla sul suo collega palermitano, Zamparini, un duro che difficilmente la dà vinta agli altri. Bisogna solo definire un dettaglio: il Palermo non vuole privarsi definitivamente del giocatore e darlo, quindi, in prestito; Lombardi, d'accordo con il giocatore, vuole la metà del cartellino, pronto a sborsare 500mila euro. Ventisette anni da compiere venerdì prossimo, 26 presenze in serie A (tre delle quali in questa prima parte della stagione con la squadra della sua città), Ciaramitaro vanta una lunga esperienza nella cadetteria (ha giocato anche in C1, undici le presenze) avendo indossato le maglie di Palermo, Livorno, Cesena e Chievo mettendo insieme 140 gettoni e realizzando 15 reti. «La Salernitana vuole fare grandi cose in serie B nonostante le difficoltà - ha spiegato Ciaramitaro - ha insistito tanto e non mi interessa il fatto che abbia pochi punti in classifica. Magari sarà difficile raggiungere subito la serie A ma è una città calda come Palermo e l'ambiente mi affascina». Sconfitto l'assalto finale del Brescia, Lombardi ha impreziosito il centrocampo granata con una «gemma» che indubbiamente alza di molto il tasso tecnico del reparto centrale della squadra. Già pronti i prossimi colpi del trio Lombardi-Murolo-Fabiani: i terzini Del Prete e Fatic e una punta tra Moscardelli e Spinesi (a proposito, da Cracoia è giunta una richiesta per Fava). In serata, Ambrogioni ha lasciato il ritiro della squadra: ha rescisso il contratto con la società granata e si accaserà con l'Arezzo, in C1. LA SFIDA ODIERNA - Oggi, però, c'è da pensare alla sfida con i pugliesi in programma al San Nicola. Il campionato di serie B riprende con la Salernitana che dopo il brillante inizio, è gradualmente scivolata nella parte bassa della classifica. A Bari, Mutti garantisce l'impiego di due nuovi arrivati, il difensore Cannarsa e il centrocampista Coppola, mentre Ganci, ex di turno, partirà dalla panchina. L'organico, tra squalifiche, infortuni e partenze, è a dir poco in emergenza. Ma il tecnico bergamasco sembra fiducioso. Con ogni probabilità schiererà la squadra con un modulo difensivista e accorto, un 4-1-4-1 che dovrebbe limitare gli spazi a una squadra che ha portato di nuovo l'entusiasmo nel capoluogo pugliese. Mutti è tentato anche dallo schierare una difesa a tre (Cannarsa-Fusco-Cardinale) con i due esterni di centrocampo (Giampà e Russo o Marchese) pronti al rientro in fase di non possesso palla. Un modulo di gioco provato negli allenamenti ma che rappresenterebbe una soluzione inedita in campionato. Farlo a Bari contro una squadra rafforzatasi ancor di più con l'arrivo di Lanzafame, potrebbe essere un azzardo. Più sensato, quindi, schierare una difesa con Cannarsa e Russo (o Marchese) terzini, Luca Fusco e Cardinale centrali. Il neo granata Coppola si posizionerebbe a ridosso del centrocampo formato da Giampà, Soligo, Pestrin e Scarpa. Ai due esterni, il compito anche di dare una mano in fase offensiva all'unica punta, Turienzo. A partita in corso, potrebbe esserci, poi, l'esordio in granata anche di Ganci.

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I costi della politica e i rimborsiProvincia. (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

I costi della politica e i rimborsiProvincia. La commissione Bilancio denuncia la presunta disparità di trattamento coi colleghi della Regione E' durata non più di un minuto l'azione di due rapinatori che ieri pomeriggio hanno svaligiato la filiale di viale Teracati di Banca Nuova. I malviventi sono entrati nell'istituto di credito spacciandosi per clienti e, una volta superato lo sbarramento della cabina con il metal detector, hanno estratto il taglierino e sotto la minaccia dell'arma hanno costretto gli impiegati a consegnare loro il denaro. Arraffato il bottino, i due sono fuggiti pare a bordo di un'auto parcheggiata a breve distanza, con un complice a bordo. I rapinatori, che erano semicamuffati da un berretto con la visiera calata sul viso, sono però stati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso di cui è dotata la banca. Gli investigatori della squadra mobile, pare già abbiano un'idea di dove cercare i malviventi che sono stati traditi anche dal forte accento catanese. Oltre alle riprese video, i poliziotti si possono avvalere anche delle testimonianze e delle descrizioni dei due banditi, fatte dagli stessi impiegati. A supporto delle indagini le testimonianze di alcuni passanti la cui attenzione è stata attirata dalla velocità di uscita dall'istituto di credito dei due sconosciuti. Da loro sarebbero venute precise indicazioni sul mezzo utilizzato per la fuga. La rapina ha fruttato 7.000 euro. M. t. g.

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Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 10-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Sempre, la solita Italia: la Lega presenta una proposta che potrebbe essere plausibile (si possono chiedere 50 euro per il permesso di soggiorno, in altri Paesi europei per pratiche analoghe chiedono molto di più) e una chiaramente vessatoria (i 10mila euro per la partita Iva). Si scatena, come da copione, l'ennesima, sterile polemica. Intanto nelle città la situazione non cambia: gli stranieri continuano ad arrivare, quasi tutti clandestini. Domanda: ma che fine ha fatto il pacchetto sicurezza che prevedeva misure severe contro l'immigrazione irregolare ? E' stato approvato, lo sappiamo tutti. Ma qualcuno lo sta applicando? Quante sono, ad esempio, le case sequestrate a chi le ha affittate a clandestini? Perchè non vengono fatti semplici controlli nei palazzi abitati notoriamente da clandestini? Sì, è la solita Italia, retorica e alla fine inconcludente. Passata l'emergenza, esaurito il clamore dei media generato da un fatto di cronaca, tutto riprende come prima. Lo Stato torna ad essere indolente, distratto, fatalista. E il fenomeno dell'immigrazione clandestina, anziché recedere, aumenta; perché il tam-tam tra gli irregolari è implacabile e l'Italia è considerata un Paese dove si rischia poco. E allora prima di pensare a nuove misure, in teoria durissime, iniziamo ad attuare quelle esistenti. Non dico tutte, ma almeno alcune, avvalendosi di una virtù infallibile: il buon senso, con un pizzico di poco italica costanza. Scritto in società, Italia, immigrazione Commenti ( 2 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Jan 09 Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina Sui mercati finanziari l'anno è iniziato nella speranza che il piano di rilancio di Obama faccia rapidamente effetto. Ma il prezzo per rilanciare a breve termine l'economia americana rischia di essere molto alto, come spiego in questo articolo. Il deficit salirà all'8,9% del Pil nel 2009 e oltre il 10% nel 2010; mentre ben 44 Stati sono in bolletta, alcuni sull'orlo del fallimento, e bussano alle porte della Casa Bianca. Obama dovrà spendere. E tanto. Ma sui mercati finanziari crescono i dubbi sulla sostenibilità dell'operazione. Dove troverà i fondi necessari? La risposta è ovvia, vendendo in quantità industriale i Buoni del Tesoro Usa, che però sono sottoscritti per oltre il 40% da investitori stranieri, in prima fila cinesi e giapponesi (il debito italiano, invece, è coperto al 95% da italiani). E oggi i Treasury Bonds danno tra lo 0,25 e lo 0,50% a breve termine e poco più del 2% a dieci anni. Alcuni economisti rassicurano, osservando che l'aumento del deficit porterà il debito dello Stato al 53% nel 2009. Vero, ma il rischio è che le sottoscrizioni statunitensi diminuiscano ulteriormente a causa della recessione e dunque che l'America debba contare ancor di più sugli investitori stranieri. È davvero insaziabile l'appetito per delle obbligazioni che rendono poco più di zero e in una valuta instabile come il dollaro? E sono ancora credibili gli Usa dopo gli sconquassi provocati l'anno scorso? Non è un caso che "stipulare un'assicurazione contro il fallimento dello Stato americano costa più di una polizza che ci metta al riparo dal fallimento delle zuppe Campbell o dei panini McDonald's", come ha scritto Nicola Porro sul Giornale qualche tempo fa. Quella di Obama è una cura provvidenziale o una bomba a tempo? AGGIORNAMENTO: il New York Times scrive stamane che, per la prima volta da molti anni, la Cina sta riducendo gli acquisti di Treasury Bonds, preferendo investire le riserve nazionali nel piano di stimolo all'economia interna, considerato che i i Titoli di Stato rendono praticamente nulla. Attenzione: potrebbe essere l'inizio di un movimento tellurico senza precedenti. Senza la Cina, l'America, finanziariamente, non sta in piedi. Scritto in economia, globalizzazione, notizie nascoste, cina, gli usa e il mondo Commenti ( 25 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 "Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Sono rimasto allibito nel vedere le immagini degli arabi che ieri hanno occupato Piazza Duomo a Milano. Salvatore Scarpino in questo articolo ha già stigmatizzato l'accaduto. Aggiungo una considerazione. Mi ha colpito la giovane età dei manifestanti; al tg regionale ho visto un ragazzo di non più di 16 anni che urlava "Allah è grande". Hanno i jeans e vestono all'occidentale, ma cercano la salvezza nel fondamentalismo islamico. La protesta contro l'operazione militare di Israele a Gaza, espressa in termini inaccettabili, è anche un pretesto per manifestare un malessere più profondo, identitario. Vogliono essere come noi, ma al contempo, non riuscendo a integrarsi, rifiutano la nostra società. Si sta creando una situazione analoga a quella di altri grandi Paesi europei, prevista e analizzata qualche anno fa, con straordinaria lucidità, dal ricercatore francese Olivier Roy . Il disagio di quei giovani sfociò nella rivolta delle periferie a Parigi e, soprattutto, nel terrorismo a Londra, Madrid, persino New York: perché alcuni dei membri del commando avevano studiato o comunque avevano vissuto in Europa (ad Amburgo se non ricordo male). Sbaglio se affermo che i ragazzi che hanno manifestato ieri in Piazza Duomo rischiano di essere i terroristi o comunque i facinorosi di domani? Ma pochi sembrano allarmarsi, occorrerebbe prevenire e, per quanto accaduto, punire esemplarmente. Invece temo che non accada nulla, com'è consuetudine in Italia. Salvo poi scandalizzarsi e cercare colpevoli se davvero le bombe insanguineranno le nostre città. Scritto in democrazia, Italia, medio oriente, immigrazione, islam Commenti ( 184 ) » (8 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jan 09 Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Sul Giornale di oggi appare la mia intervista a George Friedman, direttore del centro studi Stratfor. La sua è una voce che merita di essere seguita con attenzione, perché Stratfor è molto vicino alla Cia. L'intervista è incentrata soprattutto sul Medio Oriente e Friedman è convinto che nei rapporti con Israele Obama si comporterà esattamente come Bush, ma alla fine parla di Russia. E qui invece le novità potrebbero essere importanti, perchè "l'America non ha abbastanza potere per perseguire contemporaneamente tre obiettivi strategici" e dovrà rinunciare a uno tra Afghanistan, Iran e Ucraina. Secondo Friedman "gli Usa hanno bisogno che Mosca da un lato continui a garantire il transito di mezzi e approvvigionamenti verso Kabul, dall'altro che non dia tecnologia nucleare e tantomeno missili a Teheran". Dunque prevede che l'America "faccia un passo indietro nella sua strategia nell'ex Urss, rinunciando parzialmente allo scudo spaziale e lasciando pertanto l'Ucraina alla Russia". Almeno per ora. Fine dunque della crisi iniziata in agosto in Georgia, durante la quale gli Usa si dimostrarono drammaticamente impotenti, e più in generale fine della strategia di accerchiamento della Russia che gli Usa hanno perseguito per oltre vent'anni, conquistando il controllo di ampie zone nell'ex Urss. Friedman ha ragione? Mosca vince e Washington perde? Scritto in notizie nascoste, medio oriente, russia, gli usa e il mondo Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Dec 08 Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Lo scorso ottobre un giovane gestore di Hedge Funds, Andrew Lahm, uno dei pochi ad aver capito per tempo la crisi dei subprime, se n'è andato in pensione alla bella età di 37 anni stramiliardario. Ha pagato un prezzo: la sua salute è già cagionevole per le tensioni vissute nello spericolato mondo dell'alta finanza. Nella sua lettera di addio, pubblicata dal Guardian, sosteneva che i figli dei miliardari usciti da Harvard e altre grandi università finivano per lavorare per Lehman, Aeg, Goldman sachs, creando un'aristocrazia di gente tendenzialmente stupida e incompetente e la cui unica utilità era quella di permettere a gente come lui evidentemente di origini non agiate di approfittare della situazione. L'analisi mi sembra semplicistica: l'aristocrazia dell'alta finanza più che stupida mi sembra avida e terribilmente irresponsabile, però contiene uno spunto di riflessione. Ognuno di spera di garantire ai propri figli un futuro di benessere, possibilmente di ricchezza. E' un sentimento umano; però mi rendo sempre di più conto che non sempre la ricchezza rende la gente migliore; spesso produce l'effetto opposto. Lahm biasima i figli di papà che fanno danni a Wall Street, ma basta ascoltare esperienze altrui per trovare qualche conferma alla sua tesi. Durante la mia breve vacanza in montagna mi è capitato di udire qualche conversazione in funivia. Una coppia di 30enni milanesi disquisiva su quale fosse il momento migliore per partorire un figlio. Il loro primo è nato a dicembre 2007 e, mannaggia, non hanno potuto trascorrere le vacanze di Natale in montagna sciando; ma hanno imparato la lezione. Dopo lunga discussione hanno convenuto che il prossimo figlio, nel 2010, lo avrebbero concepito ai primi di febbraio, per farlo nascere ai primi di novembre, ed essere pronti per le vacanze di Natale. Capito? L'emozione, la magia della nascita di una creatura, subordinata alle vacanze d'inverno. Evidentemente quei giovani non hanno mai dovuto affrontare vere difficoltà, veri dolori nella vita. Vivono una vita apparentemente perfetta, liscia, senza imprevisti, ma non riesco a seguirli e men che meno a invidiarli. In un'altra occasione ho sentito un inglese vantarsi con i suoi amici di aver provocato una valanga, ben visibile dalla cabina. Poveretto, si annoiava e, nonostante gli avvertimenti delle autorità, si era avventurato fuori pista. Pentito? Macchè, fiero. E pronto a ricominciare. E di anni ne aveva quasi quaranta non sedici. Sia chiaro: mi è capitato di conoscere (e di ammirare) famiglie di imprenditori o comunque agiate che, anche attraverso più generazioni, hanno saputo educare benissimo i propri figli, aiutandoli a essere uomini e donne responsabili e di successo, ma ho il sospetto che si tratti di eccezioni e che l'esibizionismo accentuato da modelli come quello di Paris Hilton o dell'Isola dei famosi - renda la tendenza opposta sempre più diffusa. Sbaglio? Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Scritto in società, economia, globalizzazione Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Dec 08 Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? Ho trascorso qualche giorno in montagna: hotel al completo, e da Natale in poi grandi code agli impianti di risalita. Seguo i Tg svizzeri, francesi, italiani e la situazione è simile su tutto l'arco alpino: le località sono strapiene di gente, anche quelle minori. Mi chiedo: ma la crisi dov'è? L'unico segnale di un rallentamento si percepisce nei negozi sportivi dove già in dicembre era possibile strappare qualche sconto anticipato. Ma per il resto molta gente può permettersi di spendere e anche tanto. Meglio così. Il rallentamento economico c'è e si farà sentire nel 2009, ma mi chiedo se i suoi effetti non vengano percepiti in modo sproporzionato dalla gente, a causa anche dell'allarmismo dei media e dei loro titoli catastrofisti il che genererebbe un meccanismo psicologico ben noto: quella profezia che si auto-avvera. Domanda: la paura per la crisi è esagerata o si illude chi, confidando sul benessere accumulato negli ultimi anni, la prende alla leggera e continua a comportarsi come se nulla fosse? Scritto in società, economia, europa, svizzera, Italia Commenti ( 39 ) » (11 voti, il voto medio è: 3.27 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Dec 08 L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi In uno dei miei post dal Benin avevo annunciato un articolo su Fiorenzo, il frate chirurgo che fa miracoli in una delle zone più povere dell'Africa. L'articolo è uscito ieri sul Giornale: Fiorenzo Priuli mi ha molto colpito per il suo entusiasmo, per la sua grazia innata, per il suo ottimismo. Ha creato da zero un ospedale efficientissimo ed è venerato da tutti: autorità civili, musulmani, animisti, oltre ovviamente dai cristiani. Sapere che nel mondo esistono italiani di questa caratura fa bene all'anima e alla reputazione del nostro Paese. Con l'avvicinarsi delle Festività. colgo l'occasione per ringraziarvi per i mesi trascorsi insieme su questo blog, che è sempre più letto. "Il Cuore del mondo" si sta trasformando in una piccola comunità dove è possibile confrontarsi liberamente, con civiltà, arguzia, senza barriere politiche. Al blog partecipano lettori di destra, di sinistra, di centro, dall'Italia e dall'estero: che splendida esperienza! Dimenticavo: alcuni di voi mi hanno chiesto di segnalare qualche Onlus meritevole di attenzione. Chi volesse aiutare Fiorenzo può farlo tramite l'U.T.A (Uniti per Tanguieta e Afagnan) o gli amici di Tanguieta . Altre Onlus attive in Africa sono il GSA (Gruppo Solidarietà Africa), il LTM (gruppo Laici Terzo Mondo), il BND (Bambini nel deserto). Ce ne sono ovviamente tante altre meritevoli di stima e riconoscenza, ma di quelle che ho citato ho potuto verificare l'attendibilità. Ribadisco il mio suggerimento: se volete far del bene o beneficenza preferite Onlus o Ong che conoscete o dove operano amici o parenti: il piccolo gruppo, se le sue motivazioni sono autentiche, difficilmente sprecherà finanziamenti (vedi il post sull'Unicef) e certo non userà la fondazione per altri scopi (vedi i sospetti su quella di Clinton). Infine, ecco una foto di Fiorenzo nel suo ospedale a Tanguieta. L'ha scattata Emilio Zuccoli, l'amico che mi ha permesso di scoprire Fiorenzo e la sua magnifica realtà. Buon Natale a tutti voi! Scritto in società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 15 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Dec 08 Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Per assicurare a sua moglie Hillary la nomina a segretario di Stato, Bill Clinton ha dovuto pubblicare la lista dei finanziatori della sua Fondazione. Saltano fuori molti nomi noti, come Bill Gates, Michael Schumacher, Elton John e per cifre davvero imponenti (e dunque imbarazzanti) Paesi come l'Arabia Saudita (tra i dieci e i venticinque milioni) e il Kuwait. A sorpresa ci sono anche gli italiani. Chi? Secondo il Sole 24 Ore il Monte dei Paschi, Autogrill, De Agostini, Enel, Lottomatica, Pirelli. Sono società private e/o quotate in Borsa: ne risponderanno ai loro azionisti. Ma nell'elenco appare anche il ministro italiano dell'Ambiente per una cifra compresa tra i 50 e i 100 mila dollari. Il Sole 24 Ore non specifica la data del versamento (verosimilmente però risale agli anni scorsi), nè le modalità. La fondazione ha scopi caritatevoli, ma dall'analisi dei nomi dei finanziatori, sembra che agisse anche come una gigantesca lobby mondiale per fare o ricevere favori di diverso tipo; da quelli politici a quelli economici. Nella lista appare l'appaltatore militare Blackwater, tristemente famoso in Iraq, il finanziere canadese Frank Giustra che grazie all'ex presidente americano ha ottenuto un appalto minerario in Kazakhstan. Ci sono molti uomini d'affari ucraini, arabi, indiani. Domanda: perchè l'Italia si è unita al consesso? Per far del bene avevamo davvero bisogno di quel maneggione di Bill Clinton? Scritto in economia, globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Dec 08 Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) In America, come sappiamo, i prezzi delle case sono crollati, in Gran Bretagna anche. Colpa dei mutui subprime dicevano gli esperti, che negli altri Paesi europei non esistevano o quasi. Vero. E infatti i prezzi delle case in Paesi come Francia e Italia hanno tenuto, ma ora il vento potrebbe girare. Anzi, in Francia è già girato: l'altro giorno Le Monde rivelava che i prezzi sono scesi persino a Parigi per la prima volta da molti anni. Nulla di drammatico, il calo è compreso tra il 2 il 5%, ma si tratterebbe solo dell'inizio di una fase discendente. La ragione? Le banche, nonostante i tassi bassissimi, tendono a non concedere più i mutui. E in Italia? Finora, secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, le compravendite sono diminuite del 14% ma i prezzi hanno tenuto. Già, ma fino a quando? La domanda non è retorica, perchè sempre secondo l'Agenzia (citata da Italia Oggi) il 49% delle compravendite è "assistita dal mutuo", con punte del 54,9% al nord. Ed è noto che negli ultimi anni la parte coperta da un prestito bancario ha continuato ad aumentare con punte dell'80 percento. I prezzi salivano soprattutto perché le banche erano alquanto generose nell'elargire i mutui, nella speranza (come in America) che il mercato potesse crescere per sempre. Da qui certe quotazioni straosferiche e l'aumento dell'indebitamento delle famiglie. Oggi anche le banche italiane hanno reso molto più severe le regole per accedere un mutuo e in genere sono molto guardinghe nel prestare fondi ai privati. Viene a mancare la benzina che ha alimentato il mercato immobiliare e i risparmi in circolazione non aumentano certo. Anzi. E allora la logica suggerisce che anche in Italia i prezzi siano destinati a scendere. Sbaglio? Scritto in economia, globalizzazione, Italia Commenti ( 23 ) » (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Dec 08 Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? La sconfitta del Pd in Abruzzo e il coinvolgimento di alcuni suoi esponenti nelle inchieste di corruzione mi induce a due considerazioni. La prima: la sinistra rivendica da sempre una presunta superiorità morale, persino ai tempi di Tangentopoli. Da tempo ritengo ingiustificata questa pretesa, ora ne abbiamo la definitiva conferma. La corruzione del sistema politico è endemica, soprattutto a livello locale. E nemmeno Di Pietro può vantare una verginità assoluta perlomeno riguardo la costituzione e la gestione del partito, come ha rivelato qualche qualche tempo fa il suo ex amico Elio Veltri. La seconda: il problema del Pd mi sembra innanzitutto di identità. Voleva proporsi come partito di sinistra moderno e aveva nell'antiberlusconismo il suo elemento aggregante, che però oggi non è più centrale per la maggior parte degli italiani. Il suo ridimensionamento ha fatto esplodere l'incoerenza più forte, che riguarda l'anima e le radici. Il Pd è un partito di origine democristiana o socialista? E' possibile una sintesi tra la corrente che si rifà alla Margherita e quella diessina post comunista? Con il passare dei giorni ho l'impressione che la frattura anziché ricomporsi tenda ad allargarsi. E' mancata una risposta credibile alla crisi economica-finanziaria, continua a mancare un progetto ideologico coerente: è impossibile voler essere come Blair e al contempo tenersi in casa la Bindi, avendo una dirigenza che si è formata alla scuola del Pcus. Se continua così rischia di finire male, non solo per Veltroni. Il Partito democratico è destinato a morire? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 24 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria... - 3 Emails Usa, la tragica ripicca di un popolo a lungo raggirato - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Ultime discussioni fedenrico: Condivido appieno lo scetticismo di Corrado; e quel suo corretto "si vada a vedere." lo... Ambrogio: Sono d'accordo con Colzani. L'unico comparto che può dare respiro all'economia USA è... colzani: max, io seguendo le analisi di Gerald Celente ho incominciato a febbraio scorso (ora parcheggio l'auto... CORRADO: Io comincio a nutrire forti dubbi circa la reale volontà di affrontare seriamente l'argomento. E ciò... Max: @Rodolfo de Trent > Io resto convinto che ( pensavo sarebbe successo e > mi sono preparato all'uopo, a... Ultime news Berlusconi si scaglia contro il Pd: "Questa opposizione è agghiacciante"Gaza, Abu Mazen: forza internazionaleAntitrust alle imprese: "Troppi intrecci personali fra aziende concorrenti"Sci, il ritorno della Karbon Adelboeden: Blardone 2°Immigrati: stop del premier, la Lega non mollaNovità nella casa del Gf 9: una hostess dell'Alitalia, un rom e un non vedenteDa dieci anni orfani di Faber Ascolta e vota le sue canzoniLondra, down muore in ospedale: lasciato senza cibo per un meseIl Torcolato si "spreme" in piazzaBeckham per un giorno diventa "re" di Roma Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog di Marista Urru il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Orientalia 4 all Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Ai politici non interessa più - 18 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Immigrazione: e se iniziassimo a far rispettare le leggi esistenti? Ma chi pagherà i debiti di Obama? E ora attenti alla Cina "Allah è grande" in Piazza Duomo: attenti a quei giovani. Obama? Abbandonerà l'Ucraina alla Russia. Nascere ricchi oggi è davvero un vantaggio? Località di montagna piene, ma la crisi dov'è? L'esempio di Fiorenzo e un grazie a tutti voi Toh, il governo italiano finanziava Bill Clinton. Attenti ai prezzi delle case (anche in Italia) Ma il Pd di chi è figlio? E quanto può durare? 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Dieci maxicomuni per ridurre i costi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'associazione «FareVeneto» auspica inoltre la trasformazione della Provincia in ente di secondo livello. Scettico Pavan (Anci): attenti ai campanili «Dieci maxicomuni per ridurre i costi» Bottacin: «Troppi i 95 di oggi: così si risparmia su segretari, giunte, consigli» Passare dagli attuali 95 Comuni trevigiani a 10 grandi città di 60 mila abitanti l'una, capoluogo compreso. Riducendo anche i sindaci, ma soprattutto i consigli comunali, da 95 a 10. Mantendo però gli attuali 95 municipi come strutture di puro servizio, sfrondate dalla moltitudine di segretari, dirigenti comunali e manager vari. E puntare alla trasformazione della Provincia in ente di secondo livello, ossia con un consiglio e una giunta non più eletti dal popolo ma formati da membri - tutti pagati solo con gettone di presenza - scelti dai sindaci. E' la ricetta per tagliare i costi della politica di FareVeneto. Una proposta che è un terremoto: azzerare centinaia di poltrone nei consigli comunali e nei municipi per aumentare l'efficienza dei servizi al cittadino abbattendo i costi. Rendere più esile la trafila Comuni-Provincia-Regione snellendo (intanto) i primi due snodi. Passando dalle attuali 95 amministrazioni comunali a 10 aree urbane della Marca: il capoluogo e la città Castellana, Asolana-Pedemontana, Montebellunese, Vallata-Pedemontana, Vittoriese, Coneglianese, Piave-Livenza-Opitergina, Alta Pianura Trevigiana e Fiume Zero-Sile-Piave. I 10 nuovi consigli comunali faranno da regia agli attuali 95 uffici municipali di riferimento per i residenti alleggeriti però, oltre che da giunta e assessori, anche da segretari comunali, dirigenti e manager iper-pagati, figure che verranno condivise solo su ampia scala. Secondo l'associazione ciò permetterebbe non solo di risparmiare ma anche di abbassare la tassazione locale. Saranno dieci aree urbane omogenee, politicamente autorevoli, capaci di funzionare meglio anche per quanto riguarda settori come rifiuti e acquedotto oggi in mano ai consorzi - Ato in testa - definiti da FareVeneto troppo macchinosi perché troppo estesi. Accorpare dal punto di vista gestionale i Comuni significa, sempre per l'associazione, sponsorizzare una ricetta di federalismo in tempi ragionevoli, visto che quello prettamente fiscale della Lega rischia di esserre operativo - se mai lo sarà - solo tra una decina di anni. Ma per concretizzare questa proposta le strade sono due: a legislazione invariata, un referendum per l'aggregazione volontaria tra Comuni, strada assai tortuosa; oppure puntare a una iniziativa legislativa nazionale che ponga un tetto al numero di residenti di un Comune: quelli troppo piccoli si dovranno, per legge, fondere. FareVeneto si è presentata ieri come «associazione di cultura politica». E' nata da pochi mesi e si «ispira» ai valori del Pd. La verità pare però essere un'altra: è formata perlopiù dell'ala anti-Quarello, ossia in contrasto con l'attuale segretario provinciale del Pd trevigiano, Enrico Quarello. E infatti ieri a lanciare i 10 mega-Comuni c'erano tra gli altri Diego Bottacin, (Simonetta Rubinato con il cuore, era a Roma), Pierluigi Damian, Franco Zanata e un risorto Oscar Trentin. Ieri quindi nella sede di FareVeneto (che poi è, o comunque è stata, la sede del centrosinistra di Treviso) l'assenza dei quarelliani era evidente. Ma gli altri c'erano quasi tutti. Come dire: noi siamo qui a proporre soluzioni, qualcun altro marca visita da troppo tempo, politicamente parlando. Bella idea, i mega-Comuni, anche se una vecchia volpe della politica come Angelo Pavan, presidente dell'Anci, pur approvando lo sforzo ieri si dichiarava scettico.

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primarie pd i punti forti di ciampi (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 5 - Pistoia Primarie Pd I punti forti di Ciampi AGLIANA. Una cinquantina di persone hanno partecipato alla cena di finanziamento per la campagna elettorale di Alberto Ciampi per le primarie del 1 febbraio che definiranno il candidato a sindaco del centro-sinistra per le elezioni amministrative di Agliana. La serata, organizzata presso i locali del Packy Bar di Spedalino, è servita al giovane candidato per evidenziare alcuni punti focali della sua campagna per le primarie. «La mia - ha evidenziato - è una candidatura vera, cementata dalle firme di circa metà dell'assemblea comunale del Pd e dal sostegno che moltissime persone mi esprimono ogni giorno. E' una candidatura nuova, ma che non nasce dal nulla: nuova perché ho 33 anni, e finora ho portato acqua al mulino della politica aglianese con ruoli politici importanti ma non di amministrazione, impegni che si portano avanti solo per spirito di servizio: la mia candidatura non nasce dal nulla proprio perché è il coronamento del percorso che ha portato alla creazione del Pd aglianese, esperienza che ho condiviso e guidato da ultimo segretario Ds e primo segretario del Partito democratico». «La fase che si apre per le amministrazioni locali - ha commentato Ciampi - è molto difficile: nel futuro prossimo da una parte aumenteranno le richieste ed i bisogni per i quali ci si rivolgerà ai Comuni, dall'altra diminuiranno drasticamente le risorse a disposizione degli enti locali. In questo contesto, le tematiche caratterizzanti del mio impegno politico sono l'inclusione sociale per uno stato sociale che sappia rispondere efficacemente alle domande di una società in continuo mutamento, la riduzione dei costi della politica e della macchina amministrativa, il contenimento delle spese, e quindi delle tariffe a carico dei cittadini e lo sviluppo sostenibile, favorendo gli interventi di ristrutturazione, incentivando la bioedilizia, il rinnovo delle caldaie, l'isolamento termico, l'installazione di pannelli solari». Ciampi ha concluso spiegando che «se sarò eletto sindaco questo impegno avrà la priorità su tutto, gli dedicherò tutto il tempo necessario, ma non taglierò i ponti con tutto il resto». (m.b.)

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le idee nel cassetto (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 2 - Prato LE IDEE NEL CASSETTO Queste alcune idee elaborate dal comitato che sostiene la candidatura a sindaco di Massimo Carlesi. Meno assessori. I costi della politica vanno ridotti. Le risorse liberate potranno essere utilizzate per migliorare, ad esempio, i servizi sociali. Verrà ridotto il numero degli assessori e i componenti delle partecipate. Agenzia per lo sviluppo. Carlesi punta a creare un'agenzia per lo sviluppo capace di attrarre a Prato capitali, idee e iniziative imprenditoriali, dovrebbe essere finanziata con capitali pubblici e privati. Infrastrutture. Occorre completare il sistema principale costituito dalla Tangenziale e dalla Declassata mediante la realizzazione di tutti i sottopassi previsti. Dovrà essere realizzata della prima linea tramviaria e della interconnessione al sistema ferroviario nazionale e regionale, alla rete bus e al sistema autostradale e della viabilità metropolitana. Piazza Mercatale. L'idea è quella di tornare al progetto originario col parcheggio interrato in via Arcivescovo Martini mantenendo l'attuale giardino con gli alberi.

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<La Provincia serve Ma basta sprechi> (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

LODI pag. 5 «La Provincia serve Ma basta sprechi» Angelo Mazzola, consigliere di Forza Italia di LAURA DE BENEDETTI ? LODI ? L?ENTE PROVINCIA ha una propria ragione d?esistere, la crisi economica deve essere però occasione «per una coraggiosa riforma delle nostre istituzioni che azzeri gli sprechi e abbatta i costi della politica». Angelo Mazzola, già sindaco di Graffignana e parlamentare, tra i sostenitori della nascita della Provincia di Lodi, ha presentato in Consiglio, dove siede tra i banchi dell?opposizione per Forza Italia, una documentata mozione sull?importanza dell?ente territoriale che nasce da un confronto con altre realtà europee, frutto di uno studio promosso dall?Assemblea generale delle Province Italiane e presentato a Strasburgo a fine novembre. «ABOLENDO le province non si ottiene nessun risparmio economico reale ? spiega Mazzola ?: è la soppressione di una miriade di enti intermedi, non costituzionali e a elezione o nomina non popolare che produce consistenti economie. Pur nella profonda diversità degli assetti istituzionali e delle leggi elettorali emerge infatti con chiarezza che in Europa l?ente intermedio di area vasta, corrispondente alle nostre province, non solo conserva rilievo e dignità costituzionale ma gode attualmente di rinnovata vitalità. Le funzioni esercitate sono simili e attengono principalmente ai settori di welfare, istruzione, sviluppo economico, ambiente, vaibilità, urbanistica e cultura, con la sola eccezione della Germania dove tale ente ha competenze anche in tema di sanità e gestione ospedaliera?. In Francia esistono oggi 22 regioni e 95 dipartimenti (corrispondenti alle nostre province) più 4 d?oltremare. In Spagna ci sono 19 regioni, con potere legislativo, e 50 province. In Germania 16 stati federali (le nostre regioni) con potere legislativo e ben 323 distretti amministrativi (province). In Italia, com?è noto, le regioni sono 20, le province 109. «Più in generale ? ribadisce l?ex deputato ? risulta che in tutta l?Europa dei 27 esiste, oltre a quello regionale e comunale, un livello di governo intermedio di area vasta. La Polonia ha ripristinato le province dopo averle soppresse». Mantenere in vita le province, dunque, sostiene Mazzola, ma senza tralasciare riforme coraggiose: «Gli eletti nelle istituzioni nazionali (Parlamento e Governo), regionali, territoriali e locali secondo lo studio possono scendere da 179.485 a 129.700; in particolare gli eletti nelle province possono passare da 3.933 a 2.700, portando i consiglieri da un minimo di 18 ad un massimo di 40 e gli assessori ad un numero tra 4 e 6. Bisogna ridurre i comuni da 8 a 5 mila: devono avere di norma 8-10 mila abitanti; ma soprattutto è necessario azzerrare ben 50mila tra consorzi, aziende speciali, comunità montane, agenzie, consulte e commissari. Trasferire a province e regioni le competenze di enti parco, prefetture e ridurre il numero delle aziende sanitarie autonome. QUINDI ridurre rimborsi elettorali ai partiti e fissare tetti rigidi di spesa per consulenze e sedi». La mozione di Mazzola invita dunque la giunta di palazzo San Cristoforo, a «intraprendere tutte le iniziative opportune» per fare chiarezza sul ruolo delle province e per avviare le riforme parlamentari necessarie al Paese.

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NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto: enticin... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA GROSSETO pag. 5 NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto: enticin... NUTRITO il numero delle partecipazioni societarie del Comune di Grosseto: enticinque, di cui quattro al 100%. Sostanziosi pure i compensi (annui lordi) di alcuni dei presidenti. Tra le società partecipate al cento per cento troviamo Il Terzo, presieduto da Massimo Menghetti che percepisce 1.200 euro, vice Goliardo Orlandini e consigliere Massimo Frescucci che percepiscono 300 euro di compenso lordo all?anno. Il collegio dei revisori è composto da Paolo Priscindaro, Luciano Serra e Michele Agostini che vengono pagati come da tariffario. San lorenzo servizi di cui è presidente Luca Merelli che percepisce 12.000 euro annui, il vice Riccardo Vannozzi 10.000 e il consigliere e amministratore delegato Romeo Banci 6.500. Per tutti sono previsti anche 250 euro come gettone di presenza. Grosseto parcheggi, al presidente Romano Lombardi vanno 6.000 euro e 3.00 ciascuno al vice Riccardo Vannozzi e al consigliere Giuseppe Paccaroni. E poi c?è la nuova entrata Investia, presieduta da Giulio Balocchi, che percepisce 23.400 euro e 5.400 ciascuno per i due consiglieri Susanna Cruciani e Rosaria Leuzzi. Società questa che non ha il direttore generale. Seguorno poi le società con varie percentuali di compartecipazione al capitale. Seam (23,17%) presieduta da Renzo Alessandri, suo vice Simone Anichini e consiglieri Giorgio Cigliata, Mario gennari, Alessandro Matteini, Fabio Meini e Lupo Rattazzi. Per tutti è previsto il gettone di presenza di 51,64 euro. Rama (20,62%) con presidente Marco Simiani con un compenso di 26mila euro e amministratore delegato Mauro Lombardo che percepisce 36.500 euro. 6.200 euro ciascuno, invece, ai consiglieri Pier Paola Giannella e Paolo Menichetti e Massimo Monti. Fimar (15,88%) presieduta da Saimo Biliotti che percepisce un compenso di 3.000 euro, mentre per i conisglieri Mauro Ciani, Mirto Onofri, Giovanni Casini, Leonardo Marras, Mario Salvestroni e Giulio Ciabatti un gettone di presenza da 60 euro a partecipazione. Fidi Toscana (0.006%) 40.000 euro al presidente Paolo Rafanelli, 10.000 al vice Duilio Mannaioni e 5.000 a ciascuno dei seguenti consiglieri: Andrea Blandi, Carlo Soragani, Claudio Guerrieri, Luca Valente (figlio di Roberto che presiede l?Epg), Fabio Pacini, Pietro Pecorini, Piero faraoni, Maurizio Bigazzi e Gaetano Viciconte. Per tutti previsto anche un gettone di presenza di 155 euro. Per gli amministratori residenti fuori Firenze prevista una diaria di 52 euro per ogni adunanza e rimborso spese di viaggio. Edilizia provinciale grossetana (38,10%) presieduta da Roberto Valente, che percepisce 44.148 euro. Gettone di presenza da 250 euro per i consiglieri Nicola Righini, Valentina Mancini, Rinaldo Carlicchi e Michele Nannetti. Coseca (31,57%) al cui presidente Saimo Biliotti va un compenso di 37.800 euro; 20.000 al vice Ovidio Paladini e 10.000 al consigliere Mariano Salvadori. Acquedotto del Fiora (6,43%), presieduto da Claudio Ceroni, che percepisce 54.158 euro, 20.000 al vice Alessandro Restante e 48.003 all?amministratore delegato Paolo Pizzari, 10.000 euro ai consiglieri Roberto Boccucci, Andrea Bossola, Mchele Ciarri, Fabio Lapisti, Leonardo Soldateschi, Gabriella Paolella, Paola Pizzari, Alessandro Tolli, Nunzio Fortunato. Etruria Innovazione (5,6%) presidente Roberto Gerardi che percepisce 15.000 euro e gettone di 51,65, previsto anche per i conisglieri Din Custode e Roberto Monanni. Gea (20%), al presidente Paolo del Gaudio 25.000, 6.000 euro ciascuno ai consiglieri Valter Cammelli, Mario Paoluzzi, Franco Paoluzi e Lino Signori. Farmacie comunali (50,62%), al presidente Fabio Favali vanno 25.200 euro, al vice Alfonso Brogi 9.600 e all?amministratore delegato Ezio Diolaiti 18.600, 12 euro i gettoni di presenza per i consiglieri Claudio Sbrana e Ivo Zerbinati. Ato 6 Ombrone (18,7%), al presidente Moreno Periccioli 31.230 euro, 1.302 al vice Maria Platter e ai consiglieri Sergio Bellacci, Gabriele Bellettini, Fidenzio Belmonti, Alvaro Forzoni e Lidio Masini. 651 euro ai consiglieri Stefano Battisti, Luisa Battisti, Massimo cambri e Roberto Renai. Cristina Rufini

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di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell'opposizione contro la giunta di San Maur... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

VALLE DEL RUBICONE pag. 14 di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell?opposizione contro la giunta di San Maur... di ERMANNO PASOLINI AFFONDO dell?opposizione contro la giunta di San Mauro Pascoli sul rosso di bilancio. Dice Gilberto Montemaggi, capogruppo della lista di minoranza ?La Rondine?: «Quasi sette milioni di euro di debiti a fine 2008 sono decisamente troppi per un comune con circa 11mila abitanti e dovrà pagare nel 2009 quasi 900mila euro di interessi e rate mutuo. Così per pareggiare il conto, ciascun sammaurese dovrebbe pagare al comune circa 700 euro. Poi quella di San Mauro è un?amministrazione comunale che per rispettare il patto di stabilità non paga i fornitori. E? questo è un fatto gravissimo». MONTEMAGGI prosegue: «Il comune ha deciso di rimandare al 2009 i pagamenti di lavori ultimamente per un totale di 150mila euro, assumendosi l?onere degli interessi di mora. Non è certamente il modo giusto per amministrare. Poi, vista la situazione di emergenza e l?ammontare enorme del debito comunale avevamo chiesto nei mesi scorsi che tutti i consiglieri comunali, assessori e sindaco in testa, al fine di pagare chi ha lavorato, senza lasciare debiti in sospeso, di non ricevere più gettoni di presenza e compensi di vario genere collegati con l?impegno politico-amministrativo in comune e restituire quanto già percepito nel 2008». «ANCHE NOI ci stiamo. Così tutti potremmo pagare i debiti che il comune ha fatto con le ditte e che non vuole saldare per non sforare il patto di stabilità. Il prezzo di un malgoverno del comune lo devono pagare gli amministratori e non i fornitori in un momento di crisi come questo dove molte attività rischiano di chiudere. Se il sindaco vuole potrebbe prendere esempio da qaulche comune della Valle del Rubicone con gli amministratori che hanno dimezzato i debiti inziali senza svendere immobili, aumentando i servizi e colpendo l?evasione. Quello che noi abbiamo sempre sostenuto. Ma il sindaco non si degna neppure di risponderci». INFINE Montemaggi ricorda che nel marzo 2007 lui e gli altri consiglieri di minoranza avevano chiesto al comune di vendere le azioni Hera, anche se ora sono svalutate di quasi il 50%, per risanare oltre metà dei vecchi debiti. Poi destinare eventuali avanzi di amministrazione unicamente alla estinzione dei mutui già sottoscritti in passato. Conclude il capogruppo di minoranza: «Sarebbe bastato impiegare meglio in questi quasi cinque anni di malgoverno di Miro Gori gli introiti derivanti da quasi mille nuovi alloggi costruiti a San Mauro Pascoli. O almeno investire questi soldi in opere pubbliche come le scuole che vede San Mauro fra i comuni più carenti di aule nel Rubicone a tutti i livelli. In primis le scuole elementari dove per mettere i bambini hanno dovuto eliminare laboratori e aula magna».

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FOLIGNO <DAL 2002 AD OGGI l'incremento del costo dell... (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

FOLIGNO pag. 13 ? FOLIGNO ? «DAL 2002 AD OGGI l?incremento del costo dell... ? FOLIGNO ? «DAL 2002 AD OGGI l?incremento del costo dell?acqua è stato dell?87 per cento». La bordata, in controtendenza con quanto sempre affermato dall?Ato 3, secondo cui «le nostre tariffe sono le più basse dell?Umbria», arriva da Stefania Filipponi, che guida la lista civica «Impegno Civile, pronta a correre anche per le prossime amministrative. «Quello che l?Ato 3 dimentica di dire ai cittadini ? incalza la Filipponi ? è quali sono i costi che vengono inseriti in tariffa. Oltretutto è ridicolo fare il paragone con territori che, seppur della stessa regione, hanno minori risorse idriche e, quindi, costi maggiori. Due conti: il canone di solidarietà che viene donato ai comuni (e di cui i cittadini ignorano l?utilizzo) ammonta a circa 600 mila euro l?anno, 300 mila euro riguardano il pagamento per l?illegittimo prelievo dalla sorgente dell?Argentina effettuato dal Comune di Spoleto, che però viene spalmato su tutti gli altri comuni, a 500 mila euro ammonta il canone per il funzionamento dell?ATO. Già nel 2002 ? prosegue la Filipponi ? il Presidente di Vus aveva evidenziato che il notevole fardello cui era sottoposta l?Azienda impediva la possibilità di finanziare gli investimenti. E nel tempo la situazione è peggiorata. Nei giorni scorsi è stata approvata, dall?assemblea consortile dell?ATO Umbria 3, la bancabilità del piano d?ambito, che prevede investimenti per 65 milioni di euro. Ebbene ? sostiene l?avvocato Filipponi ? non è vero vero che tale decisione comporterà solo ?lievi ritocchi?, perchè nella bolletta, dal 2002 ad oggi, l?aumento del costo dell?acqua è stato dell?87 per cento. In verità si tratta di una operazione che favorisce le banche e penalizza gli utenti». Rendere bancabile un piano, spiega la leader di Impegno Civile, significa consentirne il finanziamento da parte di istituti di credito, sulla base di un progetto e dei suoi flussi di cassa. Un piano è bancabile quando gli introiti da tariffa (al netto di costi, spese e canoni) consentono il rimborso delle somme che vengono erogate. «Ciò significa ? argomenta la Filipponi ? che nel piano di ambito deve essere prevista in modo preciso la tariffa che verrà applicata nell?intero periodo della concessione. E se, in ipotesi, i consumi di acqua dovessero diminuire, la tariffa dovrà necessariamente aumentare per far fronte agli impegni contrattualmente assunti con la banca. Intanto, giusto per gradire, per verificare la finanziabilità del piano, l?ATO 3 ha speso 350.000 euro, di cui 120 mila per il consulente bancario (Banca Intesa). Per la verità l?ATO 3 ? conclude Stefania Filipponi ? non ha alcuna necessità di finanziamenti per effettuare i propri investimenti: sarebbe sufficiente eliminare sprechi e ?regali? che tra acqua e gas ammontano a circa 4 milioni di euro, come peraltro efficacemente stigmatizzato dal segretario territoriale della CGIL in diverse occasioni». pa.pe.

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Qui ci vuole una sterzata (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

L'INTERVENTO Qui ci vuole una sterzata La novità Progetto per Ferrara e la sua partecipazione alle prossime amministrative, ha riaperto il dibattito in città ed innescato un processo virtuoso nella politica ferrarese. Certamente nuova è la presentazione del suo programma, il solo oggi in campo, chiaro nelle intenzioni e concreto negli obiettivi, in un contesto in cui sembrano prevalere le tattiche elettorali e la spartizione delle poltrone. PpF concepisce la politica come servizio ai cittadini. Perciò si candida al governo della città solo dopo aver dichiarato cosa intenda fare per Ferrara e con quale sindaco. L'opposizione ha dato il via alla campagna pubblicitaria stile Berlusconi, mentre PD e Tiziano Tagliani tacciono obiettivi, scelte e soluzioni da dare ai problemi antichi e nuovi. Forse perché non sono in grado di proporre alcun cambiamento. Vediamo per quali motivi, con alcuni esempi. Nella gestione dei rifiuti hanno le mani legate. Non possono garantire, come fa PpF, lo spegnimento dell'inceneritore di Cassana, dopo la completa riorganizzazione del sistema: raccolta differenziata porta a porta, recupero e riciclo dei rifiuti, impianti per la produzione di compost di qualità e smaltimento del residuo secco indifferenziato, dopo trattamento meccanico biologico. Non possono farlo semplicemente perché Hera non vuole! Ed avendo il PD e Tagliani, nel 2005, svenduto alla multi utility bolognese, unitamente ad Agea anche il potere decisionale in materia, solo un sindaco con le mani libere dai partiti potrà modificare il rapporto con l'azienda, assai penalizzante per i cittadini. Così in ambito sanitario Tagliani ed il PD chiuderanno il Sant'Anna. Non sono nemmeno in grado di limitare i danni della scelta sciagurata di Cona. Aggiungeranno un altro grave errore (la chiusura del Sant'Anna sacrificato alla speculazione edilizia) al disastro di un cantiere eterno. PpF vuole garantire ai ferraresi un ospedale in centro storico in grado di dare una risposta efficace almeno all'emergenza, alla terapia intensiva ed alla diagnostica. Chiudere il Sant'Anna, senza tali garanzie, sarebbe l'ennesima ingiustizia regalata dal Palazzo ai cittadini. E ne farebbero le spese soprattutto gli anziani e le loro famiglie. Il PD, infine, non ha nulla da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale in merito a: riorganizzazione della macchina comunale, tagli a sprechi, corruzione e clientelismo, ampliamento dell'offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte. Per non parlare del nulla fatto finora per la mobilità urbana, la valorizzazione del centro storico, economia e lavoro, che sono al collasso! Il ballottaggio è inevitabile. PpF è impegnato a costruire a Ferrara una alleanza con altre civiche che condividano il progetto di cambiamento. Per la prima volta ai cittadini ferraresi viene offerta una vera alternativa di governo. Valentino Tavolazzi candidato sindaco di Progetto per Ferrara

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<IL BALLOTTAGGIO è inevitabile>. Valentino Tavolazzi, candidato a ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 10 «IL BALLOTTAGGIO è inevitabile». Valentino Tavolazzi, candidato a ... «IL BALLOTTAGGIO è inevitabile». Valentino Tavolazzi, candidato a sindaco della lista civica ?Progetto per Ferrara?, non ha dubbi: «Siamo impegnati a costruire un?alleanza con altre civiche che condividano il progetto di cambiamento; per la prima volta ai ferraresi sarà offerta una vera alternativa di governo». Alternativa anche rispetto a partiti e coalizioni, nei cui confronti l?ex city manager è tutt?altro che tenero: «L?opposizione ha dato il via ad una campagna pubblicitaria stile Berlusconi ? il riferimento ai poster del ?descamisado? Giorgio Dragotto ? mentre il Pd e Tiziano Tagliani tacciono obiettivi, scelte e soluzioni da dare ai problemi antichi e nuovi. Forse perchè non sono in grado di proporre alcun cambiamento». Anche Tavolazzi, come nei giorni scorsi il senatore di An-Pdl Alberto Balboni in un?ampia intervista al ?Carlino?, calca il tasto della continuità tra Tagliani e l?attuale amministrazione: «Nella gestione dei rifiuti ha le mani legate. Non possono garantire, come fa Progetto per Ferrara, lo spegnimento dell?inceneritore di Cassana, dopo la completa riorganizzazione del sistema: raccolta differenziata porta a porta, recupero e riciclo rifiuti. Non possono farlo semplicemente perché Hera non vuole! Avendo il Pd e Tagliani, nel 2005, svenduto alla multi utility bolognese, unitamente ad Agea, anche il potere decisionale, solo un sindaco con le mani libere dai partiti potrà modificare il rapporto con l?azienda, penalizzante per i cittadini. Così in ambito sanitario. Tagliani e il Pd non sono riusciti a limitare i danni della scelta sciagurata di Cona, e aggiungeranno il grave errore della chiusura del Sant?Anna, sacrificato alla speculazione edilizia, al disastro di un cantiere eterno». Per il civico Tavolazzi «il Pd non ha nulla infine da aggiungere a quanto abbia già dimostrato di saper fare con Sateriale sulla riorganizzazione della macchina comunale, i tagli degli sprechi, la corruzione e il clientelismo, ampliamento dell?offerta nidi, drastica riduzione delle emissioni Turbogas, sterzata nella politica di bilancio, culturale e di prelievo fiscale, trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte. Per non parlare del nulla fatto finora per la mobilità urbana, la valorizzazione del centro storico, l?economia e il lavoro».

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Gerardo Coraducci, presidente del consiglio comunale, quale bilancio si può ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 11 Gennaio 2009 Chiudi di THOMAS DELBIANCO Gerardo Coraducci, presidente del consiglio comunale, quale bilancio si può fare dell'attività dell'assise pesarese nel 2008? «E' stato svolto un lavoro importante, con i numeri più alti di tutto il quinquiennio: 36 sedute, 124 interrogazioni e interpellanze discusse, 43 mozioni e ordini del giorno e 148 atti deliberativi. Anche le commissioni hanno avuto un'attività proficua con 162 riunioni». In più di un'occasione, l'opposizione ha protestato perchè si è sentita poco considerata nell'aula consiliare... «Dopo la vicenda dell'imbavagliamento, che a mio parere è stata una forzatura, non si può dire che la minoranza non sia stata rispettata. E, nel rispetto dei ruoli, hanno fatto la loro parte, ma più che altro un lavoro istituzionale. Poi contano i numeri e la maggioranza deve dare risposte ai cittadini». C'è chi dice che il consesso civico si sia ridotto ad un luogo dove, più che altro, vengono ratificate decisioni prese in altri organi istituzionali, Giunta e maggioranza su tutti... «Quando una delibera arriva in consiglio, il più delle volte è già stata visionata e valutata, ma i consiglieri hanno gli strumenti, come emendamenti e altro, per dare il proprio contributo. E molte volte questo è avvenuto». Il dibattito sui tagli ai costi della politica si è abbattuto, in particolar modo, sui consiglieri comunali, che hanno dovuto dire addio all'indennità per ritornare al gettone di presenza, con riduzioni notevoli sui compensi, oltre il 50%... «E' stata una legge del Governo Prodi che non ho condiviso, l'indennità era più adatta al ruolo del consigliere, che va svolto a 360° e richiede molto tempo». Si parlava anche della riduzione del numero dei consiglieri... «In questo caso era stata avanzata una proposta di legge che, per Pesaro, avrebbe ridotto il numero dei consiglieri da 40 a 30. Una proposta che potrebbe essere accolta, ma per fare ciò, il ruolo del consigliere va rivisto, ha bisogno di più tempo e più garanzie». Questo, a meno di un Coraducci-bis, sarà il suo ultimo anno come numero uno dell'assise pesarese. Cosa le resterà di questo periodo? «E' stata, senza dubbio, un'esperienza positiva ed interessante. Io credo che il presidente del consiglio comunale debba essere come il vetro, più c'è e meno si vede. Per questo, ho deciso di interpretare questa funzione con uno scarso protagonismo. Ho lavorato cinque anni senza grilli per la testa...». Lei, prima di salire sull'emiciclo, è stato assessore nell'ultima Giunta Giovanelli. E nel suo futuro politico cosa vede? «La politica è l'unico settore dove fai quello che vogliono gli altri e non te. Dopo le elezioni, sarà il Partito Democratico che deciderà come e dove utilizzarmi».

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Berlusconi: "Riforma della giustizia? Spero con il Pd, altrimenti da soli" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

n. 10 del 2009-01-11 pagina 0 Berlusconi: "Riforma della giustizia? Spero con il Pd, altrimenti da soli" di Alberto Taliani Il presidente del Consiglio: "Sono sicuro che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile, con la maggioranza, se la sinistra non vorrà partecipare. Il piano di riforma lo abbiamo chiaro". Sulle intercettazioni dice: "Non ho mai voluto vietarle per la corruzione". E su Malpensa assicura: "Nessuna preoccupazione seria" Roccaraso (L'Aquila) - "Io non so se queste speranze, che sono scritte sui giornali di oggi, possano trasformarsi in realtà, ma sono sicuro che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile, con la maggioranza, se la sinistra non vorrà partecipare. Il piano di riforma lo abbiamo chiaro". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, torna sul tema della riforma della giustizia, un punto fermo dell'azione del governo, e lo fa in collegamento telefonico con 'Neveazzurra', la manifestazione politica d'inverno sulle nevi di Roccaraso. E non chiude alla sinistra sull'ipotesi di una riforma condivisa. La rifroma, assicura, si farà, mettendo su questo un punto fermo. Se condivisa meglio se ci starà: altrimenti si fa avanti. Intercettazioni e corruzione "Vorrei precisare che alcuni giornali come al solito sono imprecisi e hanno detto che io ho fatto marcia indietro per i reati di corruzione: no, non ho mai pensato di vietare questo strumento di indagine per un reato grave come la corruzione. Io ho detto che non dovevano essere possibili le intercettazioni per tutti i reati contro la pubblica amministrazione". Parole precise, sul tema delle intercettazioni, queste del premier, che chiudono la porta a polemiche ed attacchi strumentali lanciati dalla sinistra che ha cercato di trasformarle in un cavallo di battaglia. Posizione anche su questo punto chiara come ha anche ribadito il ministro della Giustizia Alfano in un'intervista a Repubblica: "I reati contro la Pubblica amministrazione continueranno ad essere tra quelli intercettabili. Il testo resterà quello uscito dal Consiglio dei ministri", senza ulteriori interventi e "proprio quel testo include i reati di corruzione e concussione". Alfano ha spiegato che i sei punti indicati ieri da Fini nella lettera al Corriere non sono una posizione "grigia", ma espressione pubblica e chiara "sul metodo e sul merito della riforma". Nessuna divergenza dunque tanto che il Guardasigilli precisa che nemmeno per Berlusconi vi sono "dissonanze", ma "convergenza completa nel metodo e nel merito". "Malpensa, nessuna preoccupazione Altro tema caldissimo, quello di Alitalia e del futuro dell'aereoporto lombardo di Malpensa. "Non c'é nessuna preoccupazione seria per Malpensa", lo scalo varesino "avrà gli stessi flussi di passeggeri e forse anche di più", spiega il premier. Messaggio rivolto a rassicurare la Lega e il "partito del Nord", impegnato a difendere a spada tratta l'hub dal rischio di declassamento. < Mentre per quel che riguarda il partner internazionale della nuova Alitalia il premier dice: "Non credo che ci siano più i tempi per l'inserimento di Lufthansa in una trattativa che è molto avanzata". C'é stata una "profonda disonestà" nelle dichiarazioni "di alcuni esponenti della sinistra" che ci hanno accusato di aver "addossato i costi" dell'operazione Alitalia sugli italiani: "Non è assolutamente vero perché Air France avrebbe acquistato a condizioni più negative per noi rispetto a quello che è successo con i partner della nuova compagnia di bandiera". "Air France - ha ricordato il premier - ha approvato un accordo molto vantaggioso per Alitalia. Mentre Lufthansa non ha mai avanzato proposte concrete e anche l'ultima lettera inviata a Colaninno parlava di un generico interesse al mercato italiano, ma non c'era nessuna proposta concreta che potesse essere messa sul tavolo accanto a quella di Air France". "E nemmeno - ha aggiunto - una richiesta di termini per presentare una proposta. La decisione è di nuova Alitalia e il governo non deve intromettersi". "Crisi, gli italiani hanno capito il mio appello" Poi il presidente del Consiglio torna sulla crisi economica e sull'appello ad essere ottimisti. Appello che "é stato capito dagli italiani", tanto che "a Natale e Capodanno i consumi per gli alimentari non sono stati affatto inferiori, ma anzi maggiori". "Soltanto con l'ottimismo, con questo approccio potremmo contenere gli effetti di questa crisi sui mercati", ribadisce. "L'estensione temporale di questa crisi dipende da noi. Questa crisi potrebbe anche non esserci. Dobbiamo avere paura solo che la paura si diffonda troppo. Su stili di vita e abitudini, dobbiamo continuare come prima". "Il Pdl sia irreprensibile" "Dobbiamo costruire le fondamenta per questo nuovo soggetto politico per tutti i moderati italiani: stiamo formando una classe dirigente giovane, preparata e soprattutto moralmente irreprensibile che è la cosa che sta più a cuore a tutti noi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Impianto offshore a Butera<Il Comune si pronunci> (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Impianto offshore a Butera «Il Comune si pronunci» Serradifalco. Il segretario generale del Comune, la dott.ssa Graziella Morreale, ha provveduto ad emettere il provvedimento di liquidazione dei gettoni di presenza a favore dei consiglieri comunali. I gettoni di presenza sono relativi alla loro partecipazione a sedute consiliari e a sedute delle due commissioni consiliari di studio e consultazione per l'intero anno 2008. In particolare, per quanto riguarda le sedute consiliari del 2008, sono stati liquidati ai quindici consiglieri comunali 2718.82 euro. Per quanto rigarda invece la partecipazione dei dieci consiglieri comunali, alle sedute delle due commissioni consiliari, cinque per ogni commissione, per l'anno 2008 è stata spesa la somma complessiva di 1324.55 euro per la prima commissione e 975.98 per la seconda commissione consiliare. Sempre restando in tema di liquidazione, da rilevare che lo stesso segretario generale del comunale, ha provveduto a liquidare anche le somme relative ai compensi per i sette componenti della commissione edilizia comunale. Per il periodo di tempo compreso tra l'1 gennaio 2008 e il 31 dicembre 2008, è stata liquidata la somma complessiva di 929.48 euro. C. L.

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Il metro della ricerca. La ricerca del metro (sezione: Costi dei politici)

( da "Bollettino Università & Ricerca" del 11-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Università "Cà Foscari" Il metro della ricerca. La ricerca del metro Si terrà mercoledì 14 gennaio presso l'Auditorium S. Margherita ore 9.30, il convegno dal titolo "Il metro della ricerca. La ricerca del metro", voluto dalla Presidenza della Facoltà di Scienze, e che coinvolgerà tutte le forze dell'Ateneo nella discussione sulla valutazione della ricerca. Il tema risulta di particolare interesse ed attualità vista la recente approvazione della riforma Gelmini che sottolinea come gli standard di qualità saranno un punto fondamentale per il finanziamento degli atenei. Ca' Foscari vuole inserirsi nel dibattito nazionale con una riflessione e un confronto delle forze al suo interno per ribadire quanto sia urgente e importante arrivare a una seria valutazione della ricerca che consenta poi una giusta ripartizione delle risorse da parte dello stato. E' importante l'autovalutazione interna? E' auspicabile avere un organismo esterno e indipendente che valuti i risultati della ricerca a livello nazionale? Quali possono essere i parametri e gli indicatori da utilizzare per valutare un prodotto scientifico, i suoi risultati e il suo impatto? A queste domande si cercherà di rispondere attraverso gli interventi dei Presidi delle Facoltà di Scienze (Paolo Cescon), di Economia (Antonella Basso), di Lettere e Filosofia (Filippo Maria Carinci) e di Lingue e Letterature Straniere (Alide Cagidemetrio), di Vendemiano Sartor, Assessore alle politiche dell'Economia, della Ricerca, dello Sviluppo e dell'Innovazione della Regione Veneto, di esperti della valutazione, del Presedente del Nucelo di Valutazione dell'Ateneo, Maria Bergamin, del Prorettore alle politiche per la Ricerca, Antonio Marcomini. Al convegno saranno inoltre presentati dei modelli di valutazione sia per la ricerca scientifica, che per la ricerca umanistica. L'Università Ca' Foscari si pone quindi come obiettivo quello di dare un serio contributo al dibattito in corso e di sensibilizzare il mondo accademico e scientifico sull'importanza sia della valutazione dei progetti e del prodotto scientifico, sia dei ricercatori e delle strutture, con la consapevolezza che le politiche dei finanziamenti devono tener conto dei risultati della ricerca e che un ateneo che accetta la valutazione è un ateneo più forte. BUR.IT 12.01.09

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Doccia fredda sui mega-Comuni (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Doccia fredda sui mega-Comuni Non piace l'idea di FareVeneto. Quarello: la legge c'è già Accorpare i 95 Comuni della Marca in 10 aree urbane eliminando così 85 sindaci, giunte e consigli comunali e trasformando gli attuali 95 municipi in esclusivi poli di servizio per i cittadini. E far diventare le Province enti di secondo grado, eliminando le elezioni per affidare ai sindaci la scelta dei componenti di giunte e consigli provinciali, che riceverebbero solo gettoni di presenza: la ricetta taglia-costi di FareVeneto, associazione del Pd, non convince. O meglio: tutti sono d'accordo sulla necessità di tagliare i costi della politica, ma seguendo altre strade. E non mancano le stoccate: lo stesso segretario provinciale del Pd Enrico Quarello replica così a FareVeneto, associazione formata da diversi esponenti dell'ala del Pd anti-quarelliana: «Sono favorevole alla diminuzione dei Comuni - dice Quarello - però vorrei ricordare a Diego Bottacin e Franco Zanata (due protagonisti della proposta ndr) che esiste già una legge regionale, la 25 del 1992, che permette simili fusioni. Non serve, come dicono loro, alcuna legge nazionale o referendum. E infatti da quella legge è nato il Comune delle Due Carrare, fusione di due municipi. Ma poi nessuno ha seguito quell'esempio. E quindi mi chiedo: perché Zanata e Bottacin, quando era sindaco di Mogliano, non hanno dato l'esempio fondendo Preganziol e Mogliano? Insomma: meglio puntare ai fatti che limitarsi ai proclami, altrimenti si rischia il populismo». Molto scettico Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, che preferisce sentir parlare di riorganizzazione di certi servizi piuttosto che di fusioni in 10 mega-Comuni con una popolazione media di 60 mila residenti l'uno: «Perché cancellare campanili, culture, appartenenze? Un abitante di un paese vuole avere vicino il proprio sindaco, un consiglio comunale cui fare riferimento, non bastano gli uffici municipali a fare una comunità. Gli sprechi sono comunque altrove. Ce lo insegna anche un paese moderno come la Francia, che ha 36 mila Comuni contro gli 8 mila dell'Italia. E poi per realizzare quanto dice FareVeneto ci vuole una legge nazionale, il cammino è tutto in salita». Anche qui, scatta l'affondo: «E poi - dice Muraro - mi stupisce che a fare certe proposte sia gente come Bottacin: quando era sindaco di Mogliano ha deliberato operazioni a suon di cemento come via Torni o come il Molius, un disastro. Meglio stia zitto». Maria Gomierato, sindaco di Castelfranco, si muove diversamente: «E' diventata una moda, quella di proporre le fusioni di Comuni. Vedi anche Vittorio Veneto e Conegliano. Preferisco però esperienze come l'intesa programmatica di area della Castellana, sette Comuni che insieme pianificano le strategie sovracomunali, una operazione a costo zero ma molto efficace». (a.z.)

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Il Cf Alto Adige brinda pure in Coppa (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CALCIO DONNE/2 Il Cf Alto Adige brinda pure in Coppa BOLZANO. Per il CF Alto Adige Vandoies, squadra campione d'inverno nel campionato di serie B, le cose si mettono bene anche in Coppa Italia. Nel primo appuntamento della seconda fase le altoatesine, ancora imbattute in questa stagione, hanno superato con un rotondo 4 a 0 il malcapitato Valbruna Vicenza. Seppur in formazione ampiamente rimaneggiata e con in campo alcune giocatrici dell'under 19, la squadra dei mister Genta e Ferrari non ha incontrato particolari difficoltà nello sbarazzarsi dell'avversario di giornata, guadagnando subito la posizione di vertice in un gruppo che annovera tra le pretendenti al passaggio del turno anche il quotato Barcon. A chiudere virtualmente i conti della sfida sono state nei primi 17 minuti di gara Grillo e Ribeiro, autrici delle reti che hanno portato le altoatesine sul doppio vantaggio. Nella ripresa, dopo l'ingresso in campo della coppia d'attacco titolare Rigatti-Tonelli, la stessa Rigatti ha impiegato poco più di dieci minuti per marcare il tris di giornata, mentre al 59º è arrivato il sigillo conclusivo della Oberlechner, tornata ormai in piena forma. Risultato a parte, un'ottima notizia è giunta dal recupero di Federica Rodella, tornata in campo per tutti i 90' dopo oltre tre mesi di stop. (dafo) CF ALTO ADIGE - VICENZA: 4 - 0 CF ALTO ADIGE: Oberhofer, Kofler, Unteregelsbacher, Rodella, Ferrari I., Parmeggiani (46º Mittermair), Oberlechner, Mumelter (46º Rigatti), Messner (46º Tonelli), Ribeiro Rizzato, Grillo. All. Genta & Ferrari C. VALBRUNA VICENZA: Rizzo, Cedolini, Santuliana, Giansanti, Lobbia, Orso (72º Zordan), Lazzaro, Caneva, Miotto, Gallo, Steccanella. All. Mecenero. RETI: 9' Grillo, 17' Rizzato Ribeiro, 57' Rigatti, 59' Oberlechner.

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Sobrietà in regione (sezione: Costi dei politici)

( da "ItaliaOggi Sette" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi Sette Numero 009  pag. 1 del 12/1/2009 | Indietro Sobrietà in regione ECONOMIA E POLITICA Di Marino Longoni Sorpresa: nelle leggi finanziarie del 2009 non aumentano le tasse, si riduce la spesa pubblica e si destinano fondi a famiglie e imprese Le imposte regionali non aumentano; ci sono concreti tentativi di riduzione delle spese dell'apparato burocratico; si stanziano risorse a favore dei ceti più deboli e delle piccole e medie imprese. Sono le piccole sorprese delle Finanziarie regionali per il 2009. Se la crisi economica sta mordendo a livello globale, sta anche facendo emergere il desiderio di stili di vita più sobri, autentici, solidali. Lo si riscontra nei vari campi. Anche in quello dei governi regionali. Ognuno a modo suo, ma tutte le leggi finanziarie per il 2009 approvate dagli enti territoriali vanno nella direzione di una maggiore moralizzazione della spesa pubblica. Non si tratta certamente di interventi risolutivi delle difficoltà che famiglie e imprese stanno affrontando. Le cifre in gioco sono tutto sommato modeste. Tuttavia, i segnali sono interessanti: rari i casi di abbassamento delle aliquote fiscali (salvo riduzioni piuttosto circoscritte in Piemonte, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia); ma nessuno le ha alzate; molte regioni hanno cercato di abbassare la spesa corrente e i costi della politica. Praticamente tutte hanno aumentato le risorse da destinare al sostegno delle fasce più deboli della popolazione e/o delle piccole e medie imprese: da un'integrazione al 50% della social card ai prestiti agevolati alle imprese che assumono, dal fondo di solidarietà per il pagamento dei mutui al sostegno alle famiglie disagiate, dalla riduzione dell'Irap alle imprese che non licenziano (!) alla riduzione del bollo auto per gli Euro 4 ed Euro 5, dal bonus riscaldamento per le famiglie in difficoltà ai fondi a sostegno della competitività. Insomma, la crisi economica sembra aver fatto da catalizzatore delle idee e delle energie migliori. Non mancheranno certamente sprechi e clientelismi, che emergeranno quando sarà possibile leggere con maggior attenzione i testi e verificare l'applicazione concreta delle norme. Tuttavia, non si può negare che un certo impegno per venire incontro alle esigenze del paese concreto, questa volta, ci sia stato. Indipendentemente dal colore politico della giunta. è bello anche darne atto.

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pronti a fare le riforme, con o senza il pd (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

di Roberto Raschiatore «Pronti a fare le riforme, con o senza il Pd» Roccaraso, Berlusconi al telefono da Neveazzurra: con la Lega nessun contrasto «Intercettazioni indispensabili per le indagini sulla corruzione» ROCCARASO. Le riforme da fare, con o senza il Pd. Berlusconi si presenta così. E conclude svelando il sogno di vedere giocare Beckham nel suo Milan impegnato a Roma. Con una telefonata di 25 minuti che è quasi un monologo, il presidente del consiglio chiude Neveazzurra, la manifestazione che ha inaugurato l'anno politico del Partito della libertà. E' un Berlusconi a tutto campo quello che si rivolge all'affollata platea che in religioso silenzio lo ascolta. Silvio Berlusconi, che 24 ore prima era in Sardegna per l'apertura della campagna elettorale del centrodestra, affronta più temi: giustizia, rapporti con la Lega, Alitalia, crisi economica e calcio. L'arrivo del premier, lasciato in forse fino all'ultimo, ufficialmente salta perché la nebbia sui monti avrebbe creato problemi all'elicottero. Una spiegazione fornita dagli organizzatori. Come l'anno scorso, basta una telefonata. Sul palco di Roccaraso, oltre a Sabatino Aracu, ideatore di Neveazzurra, gli inviati di Tg1, Tg5 e Sky. Ognuno può rivolgere un'unica domanda a Berlusconi. Sono le 12,03 quando si apre il collegamento con Villa Belvedere Visconti di Mondrone, la settecentesca residenza di Macherio (Milano) che ospita il presidente del consiglio. Nella sala Spataro del municipio di Roccaraso, dove si sono dati appuntamento molti rappresentanti del Pdl abruzzese, cala un pannello sul quale viene proiettata l'immagine del premier. La telefonata comincia, Berlusconi saluta Aracu e snocciola i problemi ereditati: «il debito pubblico più elevato, il gap sulle opere pubbliche rispetto a Francia e Germania, i costi dell'energia da record rispetto ad altri Paesi europei, l'evasione fiscale al 20%, i tempi della giustizia inaccettabili che allontanano le imprese che vogliono investire». I SONDAGGI. «Le azioni per cambiare il Paese», riprende il premier, «sono state percepite così bene che è salito l'apprezzamento degli italiani per il governo. Per me l'apprezzamento è salito al 72,3%. I cittadini hanno capito che non c'è un'alternativa al nostro governo. Sono orgoglioso dell'armonia tra le forze politiche che lo compongono. Nella storia della Repubblica nessuno ha fatto tante cose in così poco tempo». IL CASO-LEGA. Arriva la domanda sugli alleati della Lega e sugli ultimi attriti nati dalla bocciatura del governo alla tassa sui permessi di soggiorno proposta dal Carroccio. «Le discussioni sono sempre esagerate e montate da certa stampa», attacca Berlusconi, «tutte le volte che ci troviamo di fronte a un problema l'unico obiettivo resta il confronto. Il livello di affiatamento è molto elevato. Le posizioni della Lega spesso sono volte a mantenere il consenso elettorale in alcune zone del Nord. Ma ogni volta che ci sono decisioni concrete da prendere emerge il buon senso di Bossi, Calderoli e Maroni. Domani (oggi per chi legge, ndr) saremo a cena con Bossi per riprendere una consolidata tradizione». GIUSTIZIA E RIFORMA. Poi è la volta del tema-giustizia, che il giorno prima, sempre a Roccaraso, era stato al centro del dibattito fra il ministro Angelino Alfano e l'esponente del centrosinistra Luciano Violante. «Non so se le speranze espresse da Fini in questi ultimi giorni possano trasformarsi in realtà», dichiara il presidente del consiglio, «spero che stavolta faremo le riforme. Con la sinistra se sarà possibile, con l'ampia maggioranza che abbiamo se la sinistra non vorrà partecipare. Gli italiani attendono le riforme. Preciso che alcuni giornali, come al solito, hanno scritto che Berlusconi ha fatto marcia indietro su corruzione e intercettazioni telefoniche: no, non ho mai pensato di vietare questo strumento di indagine per un reato grave come la corruzione, ho detto che non erano possibili le intercettazioni per tutti i reati contro la pubblica amministrazione». Le affermazioni di Berlusconi scatenano subito polemiche. Per la presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro «è il solito spettacolo». E aggiunge: «Siamo disposti a un confronto. La sede della discussione è il Parlamento». Il ministro della Giustizia ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia: «A Berlusconi che continua con diktat e ultimatum diciamo che non è questo il sistema per arrivare ad un confronto serio e di merito. Il metodo Fini è la base più utile per arrivare a una riforma davvero condivisa». IL FUTURO DEL PDL. A Roccaraso si guarda anche agli scenari futuri in casa Pdl. Per la prima volta Neveazzurra ha messo da parte i simboli Fi. «La nuova formazione politica sarà composta da moderati e sarà il pilastro fondamentale della nostra democrazia», afferma Berlusconi, «e speriamo che questa sinistra possa diventare socialdemocratica, saremmo noi i più contenti». ALITALIA E MALPENSA. «Non credo ci siano più i tempi per l'inserimento di Lufthansa in una trattativa in fase molto avanzata tra Alitalia e Air France», premette Berlusconi, «Air France ha approvato un accordo molto vantaggioso per Alitalia ed è giusto che il Paese mantenga una propria compagnia di bandiera. Non ci sono e non ci saranno costi da addossare agli italiani: anche in questo c'è stata la disonestà di alcuni esponenti della sinistra. L'aeroporto di Malpensa non verrà abbandonato perché c'è tutto l'interesse, per la nuova Alitalia, di utilizzarlo per tutti i voli possibili. Malpensa avrà gli stessi flussi di passeggeri e forse anche di più grazie all'ampliamento alle altre compagnie straniere». L'INVITO ANTI-CRISI. Durante il collegamento telefonico il presidente del consiglio torna a parlare anche di crisi internazionale. Con un invito. «L'ottimismo deve continuare», aggiunge Berlusconi, «solo con un approccio di questo genere è possibile contenere gli effetti della crisi, la cui estensione temporale dipende da noi. Occorre continuare a spendere e a investire, come prima. Una posizione condivisa dagli italiani già a Natale e a Capodanno. Ho paura solamente che si diffonda troppa paura. Capisco che si aspetti a cambiare l'auto, ma tutte le altre abitudini devono continuare». IL SOGNO BECKHAM. La conclusione della telefonata, dopo 25 minuti, è dedicata al calcio, con un messaggio per l'allenatore Carlo Ancelotti. «Contro la Roma, in uno stadio come l'Olimpico, farei giocare David Beckham», sottolinea il proprietario del Milan, «può debuttare nel secondo tempo. Manterrò l'interrogativo fino all'ultimo». LA CHIUSURA. I saluti finali di Berlusconi chiudono la quinta edizione di Neveazzurra. «Permettetemi un augurio: che ciascuno realizzi quest'anno sogni e desideri, per se, i propri cari e per il nostro Paese. Nel 2010 mi impegno a essere presente a Roccaraso».

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malattia di d'alfonso, è rottura tra pd e idv (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 11 - Cronaca Malattia di D'Alfonso, è rottura tra Pd e Idv Del Vecchio replica alle accuse di Costantini: rispetta la scelta del primo cittadino «Le sue esternazioni servono a raccogliere consensi elettorali» PESCARA. La rottura tra Pd e Italia dei valori si fa sempre di più insanabile. L'intervista pubblicata ieri dal Centro a Carlo Costantini, in cui il deputato del partito di Di Pietro critica duramente la scelta di D'Alfonso di presentare un certificato medico per evitare il commissariamento della città, ha aperto un altro fronte di crisi tra i due schieramenti. Ieri il consigliere, Enzo Del Vecchio, grande amico e portavoce dell'ex sindaco, ha replicato al parlamentare con una lettera dai contenuti pesantissimi. L'Italia dei valori sembra aver chiuso definitivamente i rapporti con il Pd, con cui aveva stretto un'alleanza pochi mesi fa per le elezioni regionali. Dopo l'uscita degli assessori dalla giunta comunale, Di Pietro ha dichiarato che anche i suoi consiglieri sono pronti a lasciare la maggioranza. La lettera di ieri dell'esponente del Pd, Enzo Del Vecchio, sembra sancire definitivamente il divorzio tra i due alleati. Carlo Costantini ha criticato non solo D'Alfonso, ma anche quei consiglieri che venerdì sera, in aula, hanno ratificato l'impedimento permanente dell'ex sindaco con un certificato medico, rimasto segreto. Ecco alcuni passaggi della lettera. «Egregio onorevole» comincia «le parole che lei ha usato nei confronti di quei consiglieri che hanno votato la delibera con la quale si è preso atto dell'impedimento permanente dell'ex sindaco, sono quanto di più inaccettabile e offensivo della dignità e dell'integrità morale di una persona che non le può essere consentito». «La convinzione che ho maturato, prima di assumere quella decisione» prosegue «risiede tutta nella democratica disposizione dell'articolo 53 del Testo unico degli enti locali che, in assenza di una concreta delimitazione dei caratteri dell'istituto, si pone nella condizione di assecondare la volontà del soggetto interessato». «In questa ottica» dice Del Vecchio «ho espresso il mio legittimo e doveroso diritto di voto e non per continuare a percepire qualche emolumento, come lei ha sgarbatamente e sdegnosamente affermato». Il consigliere, poi, parla delle aree di risulta. «Non puo sfuggirle, se non per un malevolo tornaconto politico» fa notare «che quella procedura fu interrotta per un'intesa politica che mirava a perseguire altre strade, anche per la intervenuta disponibilità finanziaria della Regione circa le opere riguardanti la biblioteca-mediateca». I toni si fanno ancora più duri: «...il mio comportamento, che credo dovrebbe conoscere bene avendo condiviso con lei un certo impegno comune politico, è stato sempre di correttezza e linearità, diversamente da quello suo per quanto riguarda alcune importanti questioni. Quando si militava insieme nei Democratici, lei aveva una visione sulle garanzie istituzionali degli individui che ci frapponevano già allora alla visione giustizialista di Di Pietro, che lei oggi condivide pienamente». «In più di un'occasione e sempre a seguito di sue estemporanee esternazioni, tutte volte a raccogliere un utile, per lei, consenso elettorale, senza badare troppo alle difficoltà altrui, sono stato assalito dalla voglia di risponderle...» Infine, la firma: «Il consigliere con gettone di presenza non rubato». (a.ben.)

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30 MILIONI DI EURO PER PIANI DI SVILUPPO LOCALE INTEGRATI FONDI FSE E FESR INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE E NUOVE IMPRESE IN LIGURIA (sezione: Costi dei politici)

( da "marketpress.info" del 12-01-2009)

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Lunedì 12 Gennaio 2009 30 MILIONI DI EURO PER PIANI DI SVILUPPO LOCALE INTEGRATI FONDI FSE E FESR INSIEME PER CREARE OCCUPAZIONE E NUOVE IMPRESE IN LIGURIA Genova, 12 Gennaio 2009 - Trenta milioni di euro per finanziare progetti a sostegno dell´occupazione e dell´economia ligure valorizzando le peculiarità produttive, culturali e ambientali locali. Lo stanziamento, deciso dalla giunta regionale su proposta del Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Costa e dell´Assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli, è finanziato in parti uguali dal Fondo sociale europeo (Fse) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr). Principio fondante del provvedimento è fare della realtà locale un fattore unificante per il perseguimento di una pluralità di obiettivi quali l´occupazione, l´inserimento nel mercato del lavoro di soggetti a rischio di esclusione sociale, la nascita di nuove realtà imprenditoriali, l´emersione del sommerso, lo sviluppo della coesione e della cooperazione sociale nel territorio, il consolidamento delle filiere produttive, garantendo allo stesso tempo, la sostenibilità ambientale ed il rispetto delle tradizioni delle diverse comunità territoriali. "E´ la prima volta in Liguria e anche in Italia - dichiara il vicepresidente Massimiliano Costa - che si inseriscono in un unico bando le risorse di due fondi europei distinti per creare occasioni di sviluppo integrato per il territorio, ovvero di promozione dell´occupazione e dell´impresa legata alla dimensione locale". In particolare con tale bando la Regione intende finanziare, sui due Programmi Operativi Fse e Fesr, progetti integrati per lo sviluppo del territorio inseriti all´interno di piani di sviluppo locale promossi e realizzati, attraverso un processo di concertazione con gli attori del territorio, da Comuni (anche associati tra loro), Comunità montane ed Enti parco. "Si tratta di un provvedimento importante - commenta l´assessore allo Sviluppo economico Renzo Guccinelli - sia in termini finanziari, ma anche per l´alto contenuto strategico per l´economia della nostra regione, caratterizzata come è noto da piccole e medie imprese fortemente radicate sul territorio ma che molte volte restano isolate. Con questo intervento puntiamo a far emergere le specificità dell´economia ligure e a rafforzare il tessuto connettivo delle imprese locali". Il bando regionale prevede 5 filiere "tematiche" che sono strategiche per l´economia ligure su cui organizzare i progetti: sviluppo sostenibile, occupazione nei settori ad alto contenuto di ricerca e innovazione come l´hi-tech e le Tecnologie dell´informazione e comunicazione (Tic), valorizzazione dell´entroterra sia da un punto di vista turistico culturale che agroalimentare, potenziamento del sistema portuale con particolare riferimento all´accrescimento delle competenze delle risorse umane. L´ultima filiera è trasversale alle altre e mira a premiare i progetti che prevedono l´occupazione di categorie svantaggiate e il coinvolgimento dell´impresa sociale e del Terzo settore. "Con quest´ultima filiera - spiega Costa - vogliamo dare un segnale importante valorizzando un mondo, come quello del Terzo settore, che crea davvero un valore aggiunto economico e sociale per la nostra comunità". Particolare attenzione sarà rivolta a quei progetti che prevedono creazioni di imprese da spin off accademici o industriali, per quelle imprese promosse da giovani o con prevalente partecipazione femminile, oltre a quelle con elevato contenuto tecnologico e basso impatto ambientale. Possono presentare progetti i Comuni, anche in forma associata, le Comunità montane e gli Enti Parco, in un periodo di 60 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione di un estratto dell´avviso sui quotidiani. Si prevede che tale pubblicazione avverrà entro il prossimo 23 gennaio, per cui la scadenza sarà intorno a fine marzo. Per l´attuazione del bando è disponibile la cifra complessiva di 15. 000. 000 di euro a valere sul Fondo sociale europeo e 15. 000. 000 di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale, ripartite su diversi assi e su diverse linee di finanziamento. Potranno essere presentati piani con richiesta di finanziamento non inferiore a 750. 000 euro e non superiore a 2. 500. 000 euro. . <<BACK

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Al via le indennità leggere per chi ha sforato il Patto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2009-01-12 - pag: 35 autore: In vigore. Taglio del 30% nella «busta» dei sindaci Al via le indennità leggere per chi ha sforato il Patto Patrizia Ruffini Il taglio del 30% delle indennità degli amministratori che non hanno rispettato il Patto di stabilitàèoperativodal1Úgennaio 2009. In caso di inadempienza agli obiettivi di finanza pubblica del 2008, dunque, sindaci, presidenti di provincia, assessori e presidenti dei consigli si vedranno ridotte del 30% le indennità di funzione rispetto all'ammontare percepito alla data del 30 giugno 2008 ( articolo 61, comma 10, primo periodo, del Dl 112/2008). Si assottigliano perciò della stessa misura anche i gettoni di presenza di consiglieri comunali e provinciali. La sezione regionale toscana della Corte dei conti, con la deliberazione 24P/2008, intervenendo sulle modalità operative di tale riduzione, richiede l'adozione di una delibera di Giunta o di consiglio per i rispettivi componenti, che disponga obbligatoriamente la riduzione. Saranno certo i controlli della Corte dei conti sui bilanci preventivi e sui rendiconti (articolo 1, commi 166 e 167, legge 266/2005) a attivare la verifica sul rispetto del Patto e sulla concreta applicazione del sistema sanzionatorio in caso di inadempimento. La sforbiciata del 30% è solo la prima stretta dell'intervento in tre mosse sui compensi degli amministratori locali, che culmina nel blocco delle indennità. In sostanza la manovra d'estate ha cancellato la facoltà delle Giunte di disporre incrementi rispetto agli importi del Dm 119/2000 (articolo 76, comma 3, del Dl 112/2008).Sospesa fino al 2011 anche la possibilità di aggiornamento triennale in relazione agli indici Istat (articolo 61, comma 10, secondo periodo, del Dl 112/2008). Resta invece aperto il problema delle eventuali delibere di incremento adottate prima dell'entrata in vigore del Dl 112/2008 (cioè del 25 giugno 2008); ci si chiede in particolare se questi provvedimenti possano conservare efficacia per tutta la consiliatura. L'orientamento prevalente è di ritenerli validi fino all'adozione di una diversa delibera o fino all'elezione di un nuovo organo collegiale (parere 49/2008 della Corte dei conti della Lombardia). Gli enti possono comunque scegliere,con delibera, di riportare le indennità ai valori del Dm 119/2000. Strada quest'ultima che la magistratura toscana (nel parere sopra richiamato) esorta ad imboccare. La norma si sofferma, inoltre, sul principio di subordinazione del gettone all'effettiva presenza al consiglio e alle commissioni. E rimette a un regolamento la disciplina delle modalità e dei termini di tale partecipazione. L'ultimo intervento normativo, inserito nell'ambito delle misure per il raggiungimento del Patto, colpisce il rimborso delle trasferte dei consiglieri comunalieprovincialichedal1 Úgennaio è ancorato ad un quinto del prezzo di un litro di benzina per chilometro (articolo 77-bis, comma 13, del Dl 112/2008). Il limite, ha accertato un recente parere del ministero dell'Interno (15900/TU/00/82-84),non si applica ai componenti degli organi esecutivi comunali e provinciali. Ma gli effetti dell'assottigliamento degli stipendi dei politici locali non si fermano qui. La misura sanzionatoria produce un effetto indiretto sui compensi del presidente e del consiglio di amministrazione delle società partecipate. La magistratura contabile sul punto ha chiarito che i tetti si calcolano sull'indennità effettiva del sindaco e non su quella teoricamente riconoscibile ( parere 4/2008 della Corte dei conti della Liguria) e che il calcolo subisce di riflesso le conseguenze delle ulteriori limitazioni che le indennità del sindaco o del presidente della provincia dovessero subire (parere 121/2008 della Corte dei conti della Veneto). A CASCATA La riduzione trascina in basso i gettoni dei consiglieri e per la Corte dei conti abbatte anche i compensi ai Cda delle partecipate

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Cialente non riesce ad abbattere i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "Tempo, Il" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

stampa Comune «Cialente non riesce ad abbattere i costi della politica» Paola Morelli «Manca la volontà politica di riorganizzare la macchina comunale». La considerazione arriva da Sergio Iovenitti che, ripercorrendo i primi due anni della Giunta Cialente, li definisce senza mezzi termini "persi". La dura critica riguarda i costi della politica a palazzo Margherita che, dopo una campagna elettorale basata su una loro drastica diminuzione, sembrerebbero rimasti invariati se non aumentati. Una delle promesse più eclatanti non mantenute riguarda la riduzione dei componenti dei Consigli di amministrazione, che da cinque sarebbero dovuti diventare tre, e la ristrutturazione delle società partecipate. Iovenitti vorrebbe anche spiegazioni su un'ispezione ministeriale che avrebbe mosso rilievi sui 700 mila euro del fondo di produttività dei dirigenti. «Il cambiamento è durato un attimo, poi la casta ha ripreso il sopravvento», afferma Iovenitti citando il caso dell'ex vicesindaco Angelo Bonura che, dopo essere stato fatto fuori dalla Giunta, è stato sistemato nel Cda della Gran Sasso Acqua per 30 mila euro annui.

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Berlusconi: <Riforme con o senza Pd> (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA 12-01-2009 Politica GOVERNO IL CAVALIERE SULLE INTERCETTAZIONI: «NESSUNA RETROMARCIA. NON HO MAI VOLUTO ESCLUDERE I REATI DI CORRUZIONE» Berlusconi: «Riforme con o senza Pd» Il premier difende Air France. L'affondo di Letizia Moratti: perché i debiti di Alitalia ricadono sui cittadini? ROCCARASO (L'AQUILA) Federico Garimberti II Con o senza l'opposizione la riforma della giustizia si farà. Parola di Silvio Berlusconi che non sembra credere molto alla possibilità di arrivare a un compromesso con il centrosinistra, ma promette che questo non fermerà la maggioranza che «ha i numeri » per rinnovare un sistema giudiziario che «allontana le imprese straniere» per le sue «inaccettabili lentezze». In collegamento telefonico da Milano con «Neveazzurra» la tradizionale manifestazione di FI-Pdl organizzata dall'azzurro Sabatino Aracu a Roccaraso il presidente del Consiglio parte con un lungo elenco delle cose fatte dal suo governo ad oggi. Un'azione, sottolinea, che gli italiani hanno «percepito bene», come dimostrano i sondaggi sul suo gradimento stabili «intorno al 72,3%». Sul palco, c'è Renato Brunetta. Berlusconi ne elogia l'attivismo, gli sforzi per ammodernare una Pubblica amministrazione «pletorica e costosa». Ma il suo plauso va all'intero governo che «sta lavorando seriamente per risolvere i tanti problemi ereditati dal passato». Fra i mali dell'Italia, il premier cita il debito pubblico, il gap infrastrutturale, l'elevato costo dell'energia, l'evasione fiscale e, appunto, «un sistema giudiziario che allontana molte aziende straniere perchè i tempi della giustizia sono inaccettabili». Ed è proprio per questo che il governo andrà avanti comunque sulla riforma della giustizia, anche a colpi di maggioranza. «Non so se queste speranze di cui parlano oggi i giornali possano trasformarsi in realtà», premette cauto il Cavaliere. Quel che è certo, aggiunge, «è che stavolta la riforma della giustizia la faremo: con la sinistra se possibile, con i numeri di cui dispone la maggioranza se la sinistra non vorrà partecipare». Del resto, prose- gue, «il piano di riforma lo abbiamo chiaro» in testa ed è «una cosa che tutti gli italiani attendono ». Nemmeno i distinguo all'interno della maggioranza sembrano impensierirlo. Sulla riforma delle intercettazioni, ad esempio, nega di aver fatto alcuna retromarcia, accusando semmai i giornali di disinformazione: «Non ho mai pensato di vietare questo strumento di indagine per un reato grave come la corruzione». Nessuna frizione nella maggioranza, dunque, secondo Berlusconi: «Le discussioni sono sempre esagerate sui giornali. Nel governo c'è un'atmosfera molto, molto amichevole». Ed anche con la Lega, nonostante le frizioni su Malpensa e sulla tassa per gli immigrati, i rapporti sono ottimi: «La Lega è sempre molto attenta al consenso elettorale, ma tutte le volte emerge il grande buonsenso di Umberto Bossi». Forse anche per questo, Berlusconi ci tiene a precisare che Malpensa non sarà danneggiata dall'accordo con Air France (visto che per Lufthansa «non credo ci sia più tempo»): lo scalo varesino, assicura anzi il premier, grazie alla liberalizzazione degli hub avrà un maggiore flusso passeggeri. Un'indiretta risposta a quanto affermato dal sindaco di Milano Letizia Moratti che aveva chiesto più tempo per valutare la proposta di Lufthansa e che aveva detto. «Se si tratta di una compagnia privata non si capisce perché i debiti sono finiti a carico dei cittadini». C'è tempo per un accenno alla crisi economica. Il premier sostiene che gli italiani hanno «capito » i suoi ripetuti appelli all'ottimismo e i dati sulle vendite dei prodotti alimentari durante le feste stanno lì, spiega, a dimostrarlo. Il Cavaliere fa anche un accenno al futuro partito unico dei moderati, sottolineando che con il Popolo della Libertà si sta formando una «classe dirigente giovane, preparata e soprattutto moralmente irreprensibile». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi insiste sulla riforma della giustizia e mette in guardia il Pd.

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DISAGI CONTINUI I malvezzi di chi frequenta via Malvezzi nChiediamo ospit... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 12/01/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE DISAGI CONTINUI I malvezzi di chi frequenta via Malvezzi nChiediamo ospitalità sul suo giornale per denunciare una situazione ormai al collasso di una strada del centro della città: via Malvezzi. Cassonetti sempre debordanti di immondizia, sacchetti abbandonati, materassi, divani abiti smessi, culle, letti, televisori rotti, computer, Spesso i cassonetti sono pieni di cartoni da imballo lasciati da qualche negoziante vicino. Disseminate lungo la strada bottiglie rotte, lattine, sportine di plastica. I paletti a difesa del pedone divelti e non più posizionati nonostante le ripetute richieste. I muri sono divenuti orinatoi a cielo aperto; escrementi di cane abbandonati dai proprietari degli animali. Auto parcheggiate davanti alle uscite di sicurezza del Pam. Insomma incuria e sporcizia in ogni dove e per completare questo quadro l'inquinamento acustico e dell'aria di mezzi pesanti adibiti all'approvvigionamento del Supermercato Pam che, dalle ore 6, tutti i giorni feriali dell'anno, arrivano e stazionano con il motore acceso. Per non parlare del rumore assordante dei carrelli in ferro utilizzato per lo scarico delle merci al Pam, nonché dei liquami maleodoranti e rimasugli di verdura, carne e pesce caduti durante il trasporto dal camioncino dello stoccaggio delle stessi e lasciati bellamente sul selciato (si immagini l'odore in estate!). Questa è dunque la vivibilità di una via del centro storico a due passi dal salotto buono della città? Questa è qualità della vita? Forse che gli abitanti di via Malvezzi non sono cittadini che pagano le tasse? Forse che gli abitanti di via Malvezzi sono cittadini di serie B? Chiediamo a chi di competenza di intervenire urgentemente per sanare una situazione di degrado ai limiti della vergogna. Alcuni residenti di via Malvezzi Brescia DECENTRAMENTO/1 Circoscrizioni inutili a Brescia nHo seguito negli ultimi giorni il dibattito apertosi sul tema delle Circoscrizioni dopo le dimissioni di Ennio Garzetti da presidente della Est. L'Associazione Civica Brescia che propone l'abolizione totale delle Circoscrizioni, il vice sindaco che addossa la responsabilità alla riforma varata dall'ex assessore Bragaglio il quale, a sua volta, contrattacca accusando la giunta di centrodestra di non aver messo mano alla sua attuazione. Personalmente è dalla loro istituzione (anno 1978) che sostengo l'inutilità delle Circoscrizioni nelle città dalle medie dimensioni come Brescia. Quindi mi dovrei sentire soddisfatto che questa mia «storica» convinzione trovi altri seguaci, ma faccio fatica a rallegrarmi pensando a quanto è costato questo decentramento, soprattutto nell'ultimo decennio, rapportato agli scarsi risultati positivi ascrivibili direttamente all'operato delle Circoscrizioni, cioè quelli che senza di esse non avrebbero trovato attuazione. Questo non vuole essere uno svilimento del grande impegno che molti presidenti e consiglieri di circoscrizione, che personalmente conosco e stimo, hanno con grande dedizione profuso. La mia posizione partiva proprio dai contenuti della legge istitutiva che per le Circoscrizioni prevedeva il duplice ruolo di decentramento amministrativo e di promozione della partecipazione dei cittadini. Il decentramento amministrativo con poteri decisionali e di gestione sono non solo utili, ma necessari a metropoli quali Milano, Roma, Torino. Nelle piccole e medie città rischia invece di tramutarsi in un appesantimento burocratico ed in una frammentazione dell'azione amministrativa assolutamente deleteria. La partecipazione, d'altro canto, non è una cosa realizzabile da una realtà istituzionale come le Circoscrizioni; al massimo la possono stimolare e supportare, ma la partecipazione, per essere tale, deve nascere dal basso, dalle realtà della società civile che liberamente si rapportano con le istituzioni. Quindi i costi per la struttura, per i compensi ai presidenti e per i gettoni di presenza ai consiglieri sono assolutamente ingiustificati rispetto ai ruoli che le Circoscrizioni possono svolgere in una città come Brescia. Un'altra cosa sono i servizi decentrati che vanno benissimo e sono apprezzati dai cittadini, ma che sono totalmente sganciabili dalla Circoscrizione in quanto istituzione. Il Governo Prodi, se non ricordo male, ha reso tale livello istituzionale facoltativo al di sotto dei 250mila abitanti avallando in tal modo l'idea della loro scarsa utilità a quelle dimensioni di città. Devo dire di avere apprezzato le motivazioni addotte dal sig. Garzetti, a giustificazione delle sue dimissioni, che riconoscevano l'onerosità economica delle Circoscrizioni a fronte della loro sostanziale inefficacia. Il fatto è che in Italia, dei costi della politica si parla solo a corrente alternata e solo quando parlarne è strumentale ad altri fini politici e non per affrontare seriamente il problema. Ricordate quando a ridosso della campagna elettorale si parlava di abolizione delle province e delle Comunità montane? Qualcuno ne parla ancora? Nessuno! Anzi, si stanno per istituire altre mini Province! Se non si uscirà dalla logica del mantenimento di questa pletora di livelli istituzionali funzionali a mantenere alto il numero dei seggi da poter assegnare ad altrettanti pretendenti dei vari partiti non si riuscirà nemmeno a trasformare il concetto della politica da quello della pura gestione del potere a quello del servizio alla cittadinanza per la costruzione del «bene comune». Spero proprio che il sig. Garzetti rimanga coerente con le proprie prese di posizione senza piegarsi alle inevitabili logiche accomodatorie del partito di appartenenza e questo possa servire a sviluppare ulteriormente un confronto serio che possa portare ad altrettanto serie decisioni. Dante Mantovani Brescia DECENTRAMENTO/2 Province inutili dovunque nChiedo cortese ospitalità, per una questione che mi sta particolarmente a cuore, anche perché la ritengo una riprova per saggiare le reali intenzioni di tutti quei partiti e politici che durante la campagna elettorale per le Politiche, si erano impegnati per l'eliminazione delle Province. Partiamo da una certezza: le Province non le ha ordinate il dottore. Il livello elevatissimo di costo dell'apparato politico amministrativo che si aggira intorno ai 17/18 miliardi (di cui 2.2 per retribuire i circa 63mila dipendenti e 116 milioni per gli oltre 4.200 politici) per circa 3 quarti è assorbito dalle spese correnti e solo un quarto utilizzato per gli investimenti (prendi 1 paghi 4). A riprova dell'inutilità delle Province così come le conosciamo, cioè quale organo politico ed amministrativo, posto tra Comuni e Regione, ne va segnalata l'assenza nei principali Paesi a noi affini. In Francia esiste qualcosa di simile chiamata Dipartimenti ma essi svolgono il ruolo di cerniera tra Comune e Stato (senza le Regioni). Mentre lo Stato federale di Germania, prevede sotto i Lander direttamente i Comuni (senza Province). In Inghilterra invece le Contee somigliano alle Province ma svolgono funzioni solo amministrative senza rilievo politico (senza politici). In Italia negli ultimi 15 anni abbiamo assistito al loro aumento da 92 a 110 mentre altre 25 sono in delibera al Parlamento. Addirittura le Regioni a statuto speciale possono crearne, senza nemmeno l'obbligo di chiedere il consenso al Parlamento. Purtroppo, la classe politica in massima parte e trasversalmente, incurante di quella vasta parte di opinione pubblica ormai insofferente a sprechi e privilegi, non rinuncia alle Province che ritiene fonte di reddito e carriera per migliaia di essi, schiere di portaborse e consulenti, confidando così in una sedazione dell'indignazione popolare. Al contrario dal 2001 al 2006 l'indebitamento è schizzato in modo preoccupante, portandosi da 0.5 a 2 miliardi di euro. Le analisi svolte da Oscar Giannino e da Eurispes individuano nell'eliminazione delle Province risparmi tra i 6 ed i 10.6 miliardi di euro l'anno, senza licenziare i dipendenti. Le competenze di questo ente territoriale potrebbero essere affidate ai Comuni ed alle Regioni, sono infatti sostanzialmente limitate all'edilizia scolastica di alcuni istituti superiori e a quella viabilità fuori dalle più ampie competenze Anas, pertanto potrebbero al massimo e limitatamente inquadrarsi come coordinamento amministrativo (basterebbero impiegati e funzionari) non certo politico istituzionale con «rappresentanti eletti». L'inutile esborso di danaro pubblico in concomitanza con una crisi profonda che blocca e rischia di far regredire il Paese non è più sopportabile, per motivi economici, funzionali, etici. L'eliminazione delle Province va verso il recupero dei «Valori» di trasparenza ed efficienza, con una efficacia che massimizzerebbe i risultati con uno sforzo minimo. ing. Ciro Ramaschiello PD-Idee In Cammino Brescia DA UN VOLONTARIO «Siamo noi che ringraziamo l'Unione ciechi» nLe chiedo gentilmente un po' di spazio per poter esprimere pubblicamente i miei più sentiti ringraziamenti al presidente dell'Unione Italiana dei cechi e degli ipovedenti di Brescia Claudio Romano di cui voi avete pubblicato una lettera. Sono uno dei volontari a cui il presidente rivolge un sentito grazie per il tempo che dedichiamo agli iscritti della sua Associazione. Nel ringraziarlo per le parole della sua lettera, mi preme esprimere a mia volta un grande grazie a lui ed a tutti i non vedenti e ipovedenti da lui rappresentati. È giusto che sappiano quanto di bello loro danno a noi ogni qual volta in tutta tranquillità e serenità si affidano ai nostri occhi. Da ogni accompagnamento torni sempre giù ricco «dentro», da ogni non vedente impari sempre qualcosa che ti aiuta a vivere meglio con te stesso. Un ultima postilla. Credo che il buon successo dei volontari della sezione bresciana dell'Uic sia anche merito della segreteria dell'unione stessa. «Lavorare» con la signora Nadia e la signora Elena è gratificante e ti rendi conto che loro non tengono in conto solo delle esigenze dei soci da accompagnare, ma si preoccupano anche delle tue esigenze avendo molta cura delle tue situazioni particolari. Giordano Nember Bovezzo UNA REPLICA Visione distorta dei centri commerciali nMi risulta difficile comprendere il clima romantico-pubblicitario dell'articolo della signora Franca Stanga apparso sul Giornale di Brescia il 4/01/09 riguardo ai centri commerciali. Evidentemente, la signora in questione è disabile, quindi bene a conoscenza delle leggi urbanistiche che da decenni obbligano l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle costruzioni a destinazione pubblica, e noi commercianti abbiamo speso fior di quattrini per adeguarci nel tempo ad esse. Non è certo per il buon cuore degli speculatori edilizio-commerciali che il centro stesso è dotato di servizi a lei dedicati; se fosse per quello mi viene il dubbio che non potrebbe nemmeno accedere alla struttura, in quanto minoranza verrebbe ritenuta quota di mercato poco appetibile e quindi non degna di investimento. Per una volta quindi sarebbe opportuno ringraziare «lo stato» invece di denigrarlo. Mi permetto inoltre di ricordarle che gli spazi per le numerose attività artistiche svolte a intrattenimento e diletto del pubblico non vengono «concessi» ma pagati fior di quattrini sia dagli espositori sia dai commercianti delle gallerie stesse. Che poi i centri commerciali siano diventati, come lei riferisce, «centri di aggregazione sociale», «melting point», è sotto gli occhi di tutti, ma vi sono luci e lati oscuri. A causa dei centri commerciali posti «d'assedio» alla città, in questi anni recenti abbiamo registrato il decadimento dei «centri storici» con modalità note e acquisite. È sotto gli occhi di tutti il degrado da svuotamento e sostituzione da tempo in atto nella nostra città. A riprova, Brescia è passata per qualità di vita dalle prime posizioni alla cinquantatreesima o giù di lì come da recentissimo aggiornamento Istat. Dico la bella Brescia, la «Leonessa d'Italia» ricca di bellezze storiche, architettoniche e paesistiche che è inutile elencare ma sarebbe doveroso frequentare. Voglio inoltre suggerirle come dietro ai sorrisi «contrattuali» a lei elargiti in abbondanza, ci sono troppo spesso storie di sopraffazione, sfruttamento e umiliazione, che non vengono fuori perché più o meno sommessamente tacitate con il ricatto del licenziamento. Perché non prova a parlarne a luci spente con i dipendenti dei centri commerciali stessi, magari in una bella domenica di sole in cui sono pressoché coerciti al lavoro mentre a casa hanno figli ed affetti, o magari in questo periodo di lavoro ininterrotto da novembre? Verrebbe a conoscenza di una realtà ben diversa da quella abbagliante offertale! «Timeo Danaos et dona ferentes» (Virgilio). Il fenomeno della grande distribuzione è cosa consolidata, nel bene e nel male, impossibile tornare indietro. Nonostante questo ritengo che limitarne lo strapotere (il nome Leone potrebbe far riflettere) ed assoggettarlo a regole condivisibili basate sull'equità delle forze di attrazione commerciale, sia cosa giusta. Penso a quante attività questi centri hanno messo in crisi, non solo nel commercio ma anche in quelle forme di intrattenimento soprattutto domenicale che costituiscono per molti motivo di sostentamento e per altri di diletto (bar, ristoranti, cinema, laghetti di pesca sportiva, oratori, circoli culturali e quant'altro). Quanta diversità si è persa in questi anni in favore della monocoltura dei centri commerciali? Quanto danno è stato recato a consolidati equilibri socio-culturali ed economici che hanno caratterizzato lo sviluppo e la floridità del nostro paese? Questa desertificazione commerciale avrà fine solo al raggiungimento di una posizione di monopolio assoluto e consortile dei centri commerciali stessi! Nonostante ciò esprimo tutta la mia amarezza alla signora Franca dispiaciuto che ella debba andare in un centro commerciale, nel «privato meno privato» come lei stessa riferisce per trovare un surrogato artificiale di quel calore che in ogni luogo le sarebbe dovuto da un sociale purtroppo assente, non perché disabile, ma come persona umana! Ernesto Remondina Trenzano

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J.P. Morgan Securities mette un gettone sul settore della difesa aerospaziale (sezione: Costi dei politici)

( da "Finanza.com" del 12-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

J.P. Morgan Securities mette un gettone sul settore della difesa aerospaziale (12 Gennaio 2009 - 15:56) MILANO (Finanza.com) - Gli analisti della banca americana, J.P. Morgan Securities, hanno alzato i prezzi obiettivi sulle società della difesa aerospaziale americane, incluse Boeing e Northrop Grumman, sostenendo che questo settore ha acquistato peso in Borsa nell'ultimo mese complici i forti risultati di bilancio e il mantenimento di un solido outlook. Nello specifico gli esperti di JP Morgan hanno arrotondato il target price su Boeing Co portandolo a quota 44 dollari dai precedenti 42 su base valutativa. Il broker resta bullish su questo comparto in generale per le prospettive di lungo termine. Per quanto riguarda Northrop Grumman il broker è convinto che l'attuale valutazione non rifletta il potenziale della società. Per questo motivo gli analisti hanno portato il prezzo obiettivo a 57 dollari dai precedenti 51. (Micaela Osella - Riproduzione riservata)

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Blocco sul Palafiere Si rischia di non fare la Mostra di marzo (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

TENSIONI. NELLA MAGGIORANZA Blocco sul Palafiere Si rischia di non fare la Mostra di marzo [FIRMA]FRANCA NEBBIA CASALE MONFERRATO «Se non mi mettono nelle condizioni di operare potrebbe anche saltare la Expo-Casale-Monferrato (ex S. Giuseppe, ndr)»: lo dichiara preoccupato Mario Oddone, presidente di Monferrato Eventi, che finora non ha avuto il via libera dal Comune al Palafiere, («manca l'agibilità per motivi tecnici e quindi la consegna promessami per il 16 ottobre»). Il clima, nella maggioranza, non è tra i più sereni, soprattutto tra socialisti e resto della coalizione. Anche il ricorso, già annunciato, alla collaborazione con la ditta Manazza, che ha organizzato negli ultimi due anni la ex S. Giuseppe, ha necessità di fondi e proprio sull'entità delle risorse a disposizione Oddone tiene a specificare quali siano per la società «in house» creata dal Comune. «Non è vero, come dicono voci di corridoio, che Monferrato Eventi abbia avuto 200 mila euro. Il capitale sociale della società era di 10 mila euro, poi 60 mila euro sono stati versati in due tornate per avviare la società e altri 30 mila, ancora da versare, serviranno a pagare arredi e attrezzature dall'Ente Manifestazioni. Il mio compenso mensile è di 750 euro; 34,17 per ogni gettone di presenza ai consiglieri di maggioranza, 0 assoluto per quelli di minoranza». Ora il problema di Oddone è di «subaffittare un alloggio che non è il mio», cioè il Palafiere. Una riunione tecnica di oggi dovrebbe partorire un documento provvisorio che gli consenta intanto di operare. La grana si inserisce in un quadro più ampio di problemi, secondo i socialisti non sufficientemente trattati dalla maggioranza e che, nella riunione del centrosinistra tenutasi sabato, sono riemersi. Primo fra tutti l'unificazione delle società Amc e Cosmo, in un'ottica di razionalizzazione delle spese, che, contrariamente a quanto affermato dal sindaco Paolo Mascarino in Consiglio, potrebbe essere oggetto di accordo nella maggioranza e soprattutto l'affidamento delle aree industriali all'Amc che sottrae al Comune, secondo i socialisti, una fetta di risorse e possibilità di sviluppo futuro. Affrontato anche il progetto di iniziative per far fronte alla crisi, da un «fondo di solidarietà» che vada incontro a una dilazione di pagamenti delle rette per le famiglie più in difficoltà a possibili accordi con la grande distribuzione o i coltivatori diretti, per sconti sui prodotti. Coi primi su prezzi calmierati su prodotti che vadano a breve in scadenza, per i secondi risparmiando sulla filiera produzione-consumo. «Solo alla fine di questo percorso - dice Calogero Ingrao, segretario del Pd - si affronterà il problema del candidato sindaco. Intanto un tavolo permanente tra i partiti di maggioranza verrà istituito per individuare soluzioni».

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Timer in aula, prime schermaglie (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Da oggi scattano le nuove regole sui gettoni. Pietracci: ridicolo Timer in aula, prime schermaglie TRENTO. Il conteggio del tempo partirà alle 18, ora di inizio delle sedute di consiglio, e finirà all'ora di chiusura. Da oggi scattano a palazzo Thun le nuove regole sul gettone di presenza (ridotto della metà, da 120 a 60 euro, per chi partecipa a meno della metà della seduta). Ieri prime schermaglie durante la riunione dei capigruppo, dove il presidente del consiglio Alberto Pattini ha invitato i consiglieri - ai quali invierà anche una breve nota scritta - a strisciare il cartellino di presenza ogni volta che usciranno dal palazzo (per esempio per andare al bar; non dovrà farlo invece chi si sposta qualche minuto fuori dall'aula). Alessandro Pietracci, capogruppo dello Sdi, ha definito la regola «ridicola», annunciando di non voler timbrare il cartellino.

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Bastard Sons of Dioniso, i tre rockettari trentini sfondano a X Factor (sezione: Costi dei politici)

( da "Trentino" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Bastard Sons of Dioniso, i tre rockettari trentini sfondano a «X Factor» DEBUTTO TRIONFALE IERI SU RAIDUE KATJA CASAGRANDA TRENTO. E' stata una lotta all'ultimo sms ma il popolo dei Bastard si è fatto sentire e la band dell'orgoglio trentino ce l'ha fatta. I nostri tre trentini - ieri sera nell'attesissima prima puntata di X Factor, in diretta su Raidue - sull'onda del televoto volano diritti alla puntata di lunedì prossimo; al ballottaggio le Sister of soul, che hanno lasciato Elisa, Daniele, Noemi, Giacomo e i nostri Bastard per sottoporsi al giudizio dei giudici Simona Ventura, Morgan e grande Mara Maionchi. "Grande" perché Mara ormai è la signora più amata dal popolo dei Bastard che ieri allo Snooky Music Pub di Caldonazzo hanno osannato assieme ai loro beniamini. Grande festa allo Snooky dove i giovani e meno giovani fans dei Bastard si sono goduti la puntata di X Factor su maxi schermo. "Non è stato semplice organizzare una serata in così pochi giorni" dice Cristian Rizzato che assieme alla moglie Sonia Folgheraiter è titolare dell'attività "ma tutti noi avremmo guardato la puntata di X Factor, tanto valeva riunirsi qui." Iniziativa simile alla Talpa di Miola di Pinè, dove i Bastard si sono esibiti spesso, soprattutto agli esordi. La puntata inizia subito con qualche polemica: si ricorda che nel 2008 vinsero gli Aram Quartet, ma campione di incassi e stella nascente poi è risultata Giusy Ferreri. Poi, silenzio teso di attesa allo Snooky, inizia la gara e fra i primi sei ci sono loro, quelli per cui la Maionchi ha preso lezioni di inglese per pronunciare il nome, i The Bastard Sons of Dioniso. Parte il televoto e Facchinetti presenta i concorrenti Daniele per i giovani, Elisa per gli over 25 e poi i Bastard. E qui si scatena il finimondo, tra applausi, "Ohhhhhh!!" e qualche risata e commento tipo "i l'ha vestidi da rusteghi!". Iniziano i primi timidi sms, anche se il popolo dei Bastard è timido e messaggia con discrezione. Parte la competizione con la voce particolare di Daniele. Boato di entusiasmo all'entrata in scena degli emozionatissimi Bastard che si cimentano in un brano, che il popolo dei Bastard giudica nelle loro corde, "Paint it black" dei Rolling Stones. Cantano in italiano ed inglese, mentre allo Snooky cala un religioso silenzio, poi l'applauso con un tifo da stadio e in studio una standing ovation. I giudici a voto unanime giudicano l'esecuzione eccellente, la scelta giusta. Insomma l'entusiasmo per questi "valligiani" sta contagiando anche il mondo di X Factor. Così si scopre che più che la mancanza di casa e delle ragazze i tre soffrono per la birra e allora Luca, fratello di Michele Vicentini dei Bastard ricorda che la cassa di birra che si erano portati a Milano è tornata a casa con il papà che aveva accompagnato Michele. Per fortuna i tre metri di pane e le 20 lucaniche invece le hanno potute tenere.

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TELEVISIONE Il concerto di Capodanno a Venezia nSiamo sinceri: non ci sen... (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Brescia" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Edizione: 13/01/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE TELEVISIONE Il concerto di Capodanno a Venezia nSiamo sinceri: non ci sentiamo forse se non felici molto contenti quando possiamo parlar male della televisione? Senza entrare in profondità basta assistere a certi programmi per motivare il nostro malcontento più che giustificato. Però dal nostro televisore non tutto è da scartare: ci sono certi documentari che non offrono nulla di negativo. Sono dei veri gioielli sia dal punto di vista scientifico storico e spettacolare. La loro visione non solo ci soddisfa ma ci lascia contenti e persino orgogliosi di quanto ci è stato propinato. Per dimenticare interamente tutte le negatività della nostra televisione, a me caro direttore, è bastata la trasmissione dal Teatro La Fenice di Venezia trasmessa a Capodanno. Per la prima volta Venezia ha retto la sfida con Vienna, come giustamente ha commentato il nostro Giornale. Ho udito e gustato della musica diretta ed eseguita in modo divino e, confesso, signor direttore, che vorrei avere adeguata capacità per descrivere ciò che ho sentito e provato nell'ascolto di quel nutrito repertorio musicale. Ho sentito fisicamente vibrare corde emotive in un modo così dolce ed intenso da sentirmi trasportare fuori dal mondo e da me stesso. Vibrazioni non so se di calore o di gelido sudore che mi svuotavano il corpo da ogni impurità e volgarità per farmi sentire fuori dal mondo materiale, leggero aereo e quasi di puro spirito. Anche il cervello lo sentivo vuoto ma piacevolmente, ed inspiegabilmente vuoto, mi sentivo in estasi. Queste sensazioni così intense e quasi paranormali, le ho sentite pochissime volte nella mia vita: la prima nel lontano 1939 a Ghedi quando ho volato da solo per la prima volta, la seconda assistendo ad un dramma dannunziano al Vittoriale di Gardone Riviera per una magnifica interpretazione di un grande attore di cui mi sfugge il nome. Questo mio pensiero è il mio personale grazie alla nostra televisione per quanto ha saputo organizzare a Venezia. Costante Belletti Salò DISAGI Emergenza neve: l'applicazione del piano nI pochi centimetri di neve caduti in Lombardia, eccetto nei paesi e centri di montagna particolarmente nel bresciano e sicuramente più massiccia a Milano, hanno causato tanti disagi. Eppure dopo la nevicata ed il ghiaccio dell'inverno 1985, sulla scorta dell'esperienza positiva di pronto intervento di alcuni comuni, da annoverare tra questi anche il mio comune di residenza, Borgosatollo, è stato organizzato dal Cispel Lombardia un convegno da me presieduto con il titolo specifico «Emergenza Neve: spunti e proposte di tecnici responsabili dei servizi pubblici lombardi in occasione di emergenze metereologiche». Il convegno si concluse con la predisposizione di un piano operativo di pronto intervento in modo specifico per le calamità di neve e ghiaccio. Il documento è stato inviato a tutti i comuni. È stato tenuto conto delle indicazioni di quel piano? Senza presunzione penso che la sua applicazione avrebbe evitato tanti disagi alla gente e danni ambientali conseguenti. Domenico Sabbio ex sindaco di Borgosatollo DISAVVENTURA Cane investito da un'auto e finito al canile nCon la presente vorrei portare a conoscenza quanto mi è accaduto di recente. La mia famiglia ha «adottato» un cane, probabilmente abbandonato; lo abbiamo preso al canile di Brescia. Negli ultimi giorni dell'anno vecchio, verso sera, la bestiola è scappata e purtroppo è stata investita da un'auto e, non avendola ancora dotata di targhetta di riconoscimento, le persone che l'hanno soccorsa hanno avvisato il canile per andarla a recuperare. Il mattino seguente, siamo stati contattati dal personale del canile che ci informava dell'accaduto e prontamente mia moglie e mia figlia si sono recati presso la struttura di via Orzinuovi per recuperare il cane. Prima sorpresa è stata quella di dover sborsare 44 euro per poter riportare a casa la bestiola; un modo decisamente inusuale per incentivare le persone ad adottare questi animali sfortunati. La seconda sorpresa, ancora più amara, è stata il comportamento superficiale, scortese ed un pressappochismo disarmante nei confronti di chi si trova in uno stato di ansia per il precario stato di salute del cane: è stato sistemato insieme agli altri cani e con ogni probabilità gli è stata fatta una visita lampo. Ai miei è stato consigliato inoltre di farlo vedere da un veterinario. Questo suggerimento, ironia della sorte, è giunto proprio da un veterinario. Da rilevare che, nello stesso momento in cui mia moglie e mia figlia si accingevano a seguire l'iter per poter riportare a casa il cane, nelle vicinanze dei miei famigliari, c'era un signore, anche lui con gli stessi problemi (cane sfuggito e riportato al canile) e se vogliamo con un grado di arrabbiatura alle stelle. Da esterno, non so immaginare che tipo di problemi abbiano coloro che operano in questa struttura; tuttavia, penso che chi svolge questo tipo di lavoro debba farlo con una certa passione e con un po' di amore. Anche io lavoro in un settore a contatto con il pubblico, ma le assicuro che la cortesia e il rispetto per l'utente non mancano mai. Oltre ad essere disgustato per l'accaduto, sono oltremodo ansioso di sentire anche «l'altra campana». Lettera firmata POLITICA «In Italia serve un'opposizione costruttiva» nÈ appena finito il 2008 e dal Ministero dell'Economia arriva la notizia bomba: il fabbisogno statale 2008 è volato a 52,9 miliardi di euro, quasi il doppio dei 29,5 dell'anno precedente. Ci si aspetterebbe una raffica di critiche dall'opposizione. Non una parola. Le cronache di questi giorni ci consegnano l'idea che le coste italiane siano un colabrodo per i barconi che attraccano a Lampedusa. E qui, anche per l'accordo con Gheddafi, sarebbe da prevedere una dura reazione del Pd. Non una parola. Federalismo affidato alla Lega Nord, che al primo posto del suo statuto ha posto la secessione delle regioni settentrionali. Sarebbe come regalare un bisturi a Jack lo squartatore. E qui verrebbe naturale pensare ad un Partito Democratico che presenta il suo «Progetto per i Municipi d'Italia» con l'elencazione delle competenze da attribuire ai comuni, che sanno organizzare meglio ed a minori costi i servizi che eroga lo Stato. Catasto, servizi alle famiglie ed alle persone, politiche abitative, ed altro ancora. Il tutto accompagnato dal trasferimento di parte dell'Irpef direttamente ai Comuni. In questo modo i cittadini possono controllare come sono amministrati i loro tributi, senza i fronzoli cervellotici del federalismo fiscale. Di tutto questo nemmeno una traccia! Ancora: il Governo pare intrappolato nella faccenda dell'Alitalia, e non si sa cosa voglia o possa decidere. L'opposizione Pd sarà col coltello in bocca? Macché, nemmeno l'ombra di una reazione. A questo punto c'è da chiedersi dove siano finiti i democratici. Saranno forse impegnati in una campagna moralizzatrice? I loro antagonisti hanno portato in parlamento persone dalla fedina penale impegnativa e quindi sono all'attacco su quel fronte? Risposta negativa. Bisogna leggere sui giornali ed ecco dov'erano finiti: i democratici sono tutti presi da una lotta con... sé stessi. Da mesi non arrivano altro che inviti alla smobilitazione. I dirigenti locali sono definiti con disprezzo «cacicchi», «capibastone», «apparato», «incrostazione», le «solite facce», e via dicendo. Le culture politiche di riferimento sembrano sparite, anzi archiviate con fastidio, tanto che in molti Pd è apparso il vezzo di definire gli avversari interni come «ex» qualcosa. Mi chiedo semplicemente: se ad un partito togli i valori a cui s'ispira e la classe dirigente, che altro rimane? Martinazzoli, pensoso ma incompreso leader democristiano e popolare (anzi incompreso proprio perché pensoso in questa politica sempre più volubile e stupidina), disse che si era candidato a segretario della Dc per difenderne l'onore e non l'argenteria. Io da iscritto Pd devo dire che sento la nostalgia per una politica più vera e significativa, e per questo più concreta. Meno interviste TV e più proposte serie. La questione morale si affronta in un solo modo: a casa chi ha le mani sporche ed avanti quelli che le hanno pulite. Le formule per compiacere l'opinione pubblica durano lo spazio di quindici giorni. Spero in un guizzo di lucidità nella classe dirigente del Pd, perché il Paese ha bisogno di una opposizione seria e costruttiva che sia interessata a dialogare, ma in primo luogo con l'Italia intera. Stefano Godizzi Bagnolo Mella LAMENTELA La visita «saltata» per la neve a Santa Giulia nSiamo un gruppo di cinquanta persone dell'Unitre di San Mauro Torinese. Ogni anno andiamo a Brescia per le mostre che si alternano al Museo di Santa Giulia. Quest'anno avevamo prenotato per il 28 novembre. Nostro malgrado, a causa della nevicata, siamo rimasti bloccati per circa dieci ore in autostrada per dei camion senza catene. Gentilmente ci hanno concesso una nuova data per l'8 gennaio. Saremo sfortunati ma nevica ancora! Oggi abbiamo avvisato la Direzione del Museo che eravamo impossibilitati a metterci in viaggio causa neve. Con grande sorpresa, appellandosi alle loro norme contrattuali, non ci è stata una nuova data incamerando così il costo di circa 500 euro da noi già pagati, secondo le loro norme, 35 giorni prima del 28 novembre! Come fa «Linea d'ombra», che organizza questi eventi, a non accettare la realtà? La Protezione civile è in stato di allarme e invita a non intraprendere viaggi. Le scuole saranno chiuse. C'è la causa di forza maggiore e loro si appellano a delle norme sulle quali ci piacerebbe conoscere il parere dell'Associazione consumatori o meglio dell'Authority. Lettera firmata A TOSCOLANO Neo presidente per il Museo della carta nHo appreso che nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale di Toscolano-Maderno i consiglieri sono stati informati delle dimissioni di quattro membri del consiglio di amministrazione del Museo della carta della Valle delle cartiere. Si tratta senza dubbio di dimissioni «pesanti», in quanto a lasciare la poltrona sono stati il presidente Paolo Elena, ex sindaco e ideatore del museo, il prof. Brogiolo curatore scientifico, il dott. Marchi ed il dott. Sanesi rappresentanti del gruppo cartario Marchi-Burgo che hanno generosamente contribuito alla realizzazione del museo. Non spetta a me esprimere valutazioni di carattere politico sulla vicenda, in quanto sarebbe il caso che facessero sentire la loro voce le opposizioni, ma un'opinione su una comunicazione che ha fatto seguito alle dimissioni mi preme esprimerla. È stata ventilata l'ipotesi di offrire l'incarico di presidente del Museo della Carta all'attuale presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri. Non ho idea di quanti incarichi ricopra attualmente il famoso storico, scrittore e giornalista, a partire da quello di curatore della mostra sul Movimento Futurista a Brescia, e neppure quale possa essere il suo cachet in caso accetti l'incarico di presiedere il Museo della Carta. Su quest'ultimo aspetto presumo che non si accontenterà di un semplice gettone di presenza e mi chiedo se sia opportuno che un'Amministrazione che non perde occasione per lamentare l'enorme «buco» lasciato dai precedenti colleghi si imbarchi in ulteriori spese. Pur non avendo personalmente nulla da eccepire nei confronti di Giordano Bruno Guerri mi chiedo se questa scelta non rispecchi il provincialismo di questa compagine amministrativa. È necessaria una «testa coronata» per dare lustro alla Valle delle Cartiere? Allora, se serve un nome ad effetto, perché non puntare su Vittorio Sgarbi o magari sul più nostrano Aldo Busi, uomini di cultura, ma anche vere star dei rotocalchi televisivi e sicuro richiamo per gli amanti del gossip. Scherzi a parte, mi chiedo se nel panorama culturale gardesano, o ancor meglio, della nostra provincia non si riesca a trovare un nome che garantisca competenza, passione e adeguata preparazione culturale per assolvere a questo incarico? Io ne vedo più d'uno, ma per correttezza nei confronti degli interessati non penso sia opportuno «spendere» i loro nomi sulle colonne di un giornale. Forse se anche il sindaco e l'assessore Basile fossero più attenti alla cultura locale non avrebbero necessità di andare alla ricerca di nomi altisonanti ma estranei alle nostre realtà. Luca Pelizzari Movimento Italia dei valori Alto Garda PRECISAZIONE Fotografia del Centro del libro parlato nIn merito all'ampio articolo pubblicato dal Giornale di Brescia il 5 gennaio scorso relativo al servizio del Libro parlato dell'associazione Remolo Monti di Milano dei Lions Club, con la presente devo far rilevare, per evidenti ragioni di corretta informazione, che la fotografia a corredo del predetto articolo, non riproduceva il Centro dei Lions Club di Milano, bensì, uno scorcio ed il personale dipendente del Centro del libro parlato (nastroteca F.lli Milani) dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Brescia. Per altro, l'occasione mi consente di ringraziare il Giornale di Brescia che da sempre informa i suoi lettori circa i molteplici servizi che il nostro Centro del libro parlato offre da 35 anni, grazie anche alle convenzioni in essere con il Comune e la Provincia di Brescia, ai non vedenti ed alle persone con difficoltà di lettura non solo bresciane ma di tutte le regioni d'Italia. Claudio Romano Presidente della Sezione di Brescia dell'U.I.C.I.

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investimenti rischiosi, comuni nei guai (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Pagina 3 - Udine Investimenti rischiosi, Comuni nei guai La Corte dei conti indaga in 48 amministrazioni friulane: 440 milioni impiegati in derivati POLITICA E FINANZA I magistrati contabili stanno ancora lavorando: chiuderanno l'istruttoria entro maggio Nel mirino i rapporti con le banche: il timore è che vada in fumo denaro pubblico di GIACOMINA PELLIZZARI La Corte dei conti controlla 56 contratti derivati stipulati da 48 enti, tra Comuni e Province, della regione per un valore iniziale pari a 440 milioni 642 mila euro. Udine non è esente anche se l'unico contratto di derivati finanziari sottoscritto a palazzo D'Aronco per un valore di 25,8 milioni di euro si è chiuso naturalmente a fine 2006. Palazzo Belgrado, invece, ne ha tre vigenti per 98,6 milioni di euro. I dati sono parziali visto che la stessa Corte dei conti non ha ancora completato le verifiche delle informazioni ricevute dagli enti locali e relative a contratti vigenti al 31 dicembre 2007 o chiusi dopo il 31 dicembre 2005. L'istruttoria si chiuderà a fine maggio. Inizialmente avrebbe dovuto fotografare la situazione al 30 giugno dello scorso anno, il condizionale è d'obbligo visto che la crisi finanziaria mondiale ha richiesto un supplemento d'istruttoria e, quindi, un aggiornamento della situazione al 31 dicembre 2008. «In Regione - riferisce il magistrato inquirente della Corte dei conti, Fabrizio Picotti - la situazione aggiornata allo scorso 15 ottobre evidenzia 56 contratti derivati stipulati da 48 enti per un valore iniziale di 440 milioni 642 mila euro». E se tra questi, al 15 ottobre, i contratti vigenti erano 31, oggi sono 28. «Nel momento in cui si prefigura un passaggio da flusso positivo a negativo molti contratti vengono estinti anticipatamente» spiega Picotti, nel confermare che rispetto alla sua rilevazione tre sono già stati risolti. Va detto, però, che 54 dei 56 contratti rilevati prevedono lo swap (cambio ndr) di tassi d'interesse da fisso a variabile, mentre gli altri due da variabile e variabile. «Si tratta di contratti con strutture abbastanza semplici e quindi meno allarmanti» fa notare il magistrato, nel ricordare che tra i contratti vigenti solo 18 sono interessati da una o più rinegoziazioni. L'unico chiuso alla scadenza naturale è quello stipulato dal comune di Udine con Unicredit il 13 giugno 2001 per un valore iniziale di 25 milioni 822 mila euro. L'obiettivo della Corte dei conti è accertare le eventuali criticità per segnalarle ai rispettivi consigli comunali e provinciali. Se alcuni contratti avranno generato più flussi passivi rispetto a quelli attivi, sarà facoltà della Procura della Corte dei conti decidere se aprire o meno un'inchiesta per verificare i presupposti del danno erariale. Al momento, invece, non è in corso alcuna inchiesta penale. La Sezione controllo della Corte dei conti verifica la regolarità della procedura amministrativa sia se è espressione dei consigli comunale e provinciale, sia se frutto di una consulenza esterna. In quest'ultimo caso il magistrato si sofferma anche sul costo della consulenza senza trascurare il contenuto del contratto, l'andamento contabile dei derivati e la loro contabilizzazione visto che non sempre rientrano tra gli investimenti. La quarta fase, infine, è tutta proiettata sugli effetti futuri dei contratti.

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Regioni, tagli alle spese senza aumentare le tasse (sezione: Costi dei politici)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Regioni, tagli alle spese senza aumentare le tasse La sorpresa nell'inchiesta di Italia Oggi sulle finanziarie 2009 Aiuti alle famiglie e stop alle auto blu tra le misure previste È proprio vero che nei momenti di difficoltà si tira fuori il meglio di sé e si sa che in tempo di crisi le buone notizie aiutano a risollevare il morale. Soprattutto quando si parla di soldi pubblici e il buon esempio arriva dall'alto. Proprio una buona notizia è comparsa ieri dalle colonne del quotidiano economico Italia Oggi, sotto l'emblematico titolo «Sobrietà in Regione», in prima pagina. Una bella «sorpresa», si legge nell'editoriale, per le tasche dei contribuenti. Dall'analisi delle finanziarie regionali del 2009 è emerso, infatti, che le Regioni italiane, spesso nell'occhio del ciclone per i loro sprechi e disservizi, intendono quest'anno perseguire comportamenti virtuosi, riducendo da una parte i costi della politica per far fronte, dall'altra, al carovita che alleggerisce il portafogli dei cittadini. I buoni propositi Quali sono, dunque, i buoni propositi per fronteggiare la crisi economica globale? Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, per esempio, non ci sarà un aumento delle tasse regionali e, anzi, in alcuni casi, le aliquote di addizionali Irpef e Irap saranno ridotte; in aggiunta una bella sforbiciata alla spesa pubblica, con tagli a stipendi di consulenti e dirigenti e addio a privilegi come le auto blu, e fondi per il sostegno di famiglie, fasce deboli e imprese. Il lettore è avvisato: non è un sogno, entro i prossimi dodici mesi tutto questo sarà realtà. Così per una volta tanto la scure di una manovra finanziaria non si abbatte sui cittadini e, allo stesso tempo, parole come «fiscalità» e «bilancio» suonano per loro meno amare. Al centro delle misure anticrisi che il quotidiano economico ha scovato nelle finanziare regionali approvate il 31 dicembre da tredici Regioni (e in esercizio provvisorio per le altre Regioni che andranno al voto), ci sono mutui, lavoro, fisco e investimenti. Il potere sembra davvero mettersi al fianco dei contribuenti. Vediamo come. Irpef e Irap saranno più leggere per friulani, liguri, piemontesi, toscani e veneti. Per trovare le risorse necessarie, senza inasprire le entrate tributarie, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Marche e Molise hanno approvato la stretta su compensi e privilegi (dalle auto blu ai rimborsi forfettari su biglietti ferroviari e chilometrici) destinati a funzionari, dirigenti e consulenti delle amministrazioni regionali. Gli aiuti alle famiglie Diverse le ricette studiate dai governi locali per aiutare le famiglie ad arrivare alla fine del mese. Il Lazio ha istituito un «Fondo di solidarietà mutui»; la Basilicata e le Marche hanno stanziato rispettivamente 23 milioni di euro per la riduzione del costo dell'energia e 5 milioni di euro per affitti, mutui e precariato. Uno sconto del 10% sul bollo auto per il 40-50% degli automobilisti toscani. Tariffe più leggere per rifiuti e trasporti per i cittadini umbri che si distingueranno nella raccolta differenziata e nell'uso di mezzi di trasporto sostenibili. Incentivare l'occupazione è pure nel mirino della giunta laziale, che ha previsto un fondo da 60 milioni di euro per 3 anni. Sullo stesso tema, l'idea che arriva dalla Campania è, invece, di attribuire un credito d'imposta ai datori di lavoro che assumono dipendenti con contratti a tempo indeterminato. Per i lucani che hanno perso il posto d'impiego è stato costituito, poi, un fondo di sostegno per una dotazione di 8 milioni di euro. Le misure lombarde E la Lombardia? Tra tutte, secondo l'inchiesta di Italia Oggi, la nostra è la regione che più si è attivata per il sostegno all'economia locale. Il Pirellone nella Finanziaria 2009 ha varato una serie di misure per il credito alle piccole e medie imprese, pari a 3 miliardi di euro, a cui va aggiunto un miliardo di euro in finanziamenti diretti. Le somme pioveranno anche sui settori del commercio e del turismo e punteranno a rafforzare il sistema delle garanzie e ad agevolare gli investimenti soprattutto nel campo dell'innovazione e dell'internazionalizzazione. Inoltre, nessuna variazione rispetto al 2008 sulle aliquote per l'addizionale Irpef e per l'Irap, mentre oltre 19 milioni di euro saranno destinati alla promozione e alla tutela del lavoro. Grossi investimenti, infine, in Lombardia anche per le politiche di sussidiarietà e per la casa. Gabriella Persiani

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Auguri a Giolitti per i cento anni del ministro della malavita (sezione: Costi dei politici)

( da "Riformista, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Auguri a Giolitti per i cento anni del ministro della malavita MEZZOGIORNO. È passato un secolo dall'atto di accusa dello storico contro lo statista, al governo per quasi dieci anni. La denuncia dei «mazzieri» all'opera nel collegio di Gioia del Colle per impedire il voto. Anticamera del Ventennio? Oggi in Puglia i nuovi esclusi sono i lavoratori islamici come Ismail, delegato Cgil. di Alessandro Leogrande Tra poco ricorrerà il centenario del celebre pamphlet Il ministro della malavita di Gaetano Salvemini. Ristampato da Bollati Boringhieri nel 2000 con un corposo saggio introduttivo di Sergio Bucchi, Il ministro della malavita è un feroce atto di accusa contro Giovanni Giolitti (ininterrottamente capo del governo, salvo due brevi intervalli, tra il 1903 e il '13) che ruota intorno alla ricostruzione dei pesanti brogli elettorali messi in atto, con il concorso di squadre di mazzieri che avevano creato un clima di terrore, da un giolittiano di provincia, Vito De Bellis, nel collegio pugliese di Gioia del Colle alle elezioni del 7 marzo del 1909. Salvemini ravvedeva in quei fatti incresciosi non un episodio isolato, bensì la trama di una pratica politica più vasta, che aveva nel capo del governo il suo burattinaio, tanto che di Giolitti arrivò a scrivere: «Nessuno ha fatto un uso più sistematico e più sfacciato nelle elezioni del Mezzogiorno di ogni sorta di violenze e di reati». Elaborato a ridosso dei fatti di Gioia del Colle, e dell'acceso dibattito politico che ne seguì, il libro uscì solo nel febbraio del 1910, con l'aggiunta di altri scritti e materiali. Più citato che effettivamente letto negli anni a venire, Il ministro della malavita è diventato sinonimo di anatema contro lo statista piemontese, ma in realtà è un testo molto più articolato, che parte da un reportage sul campo, l'esser stato presente in quei giorni di marzo a Gioia del Colle, l'aver visto con i propri occhi l'azione dei mazzieri e il terrore dilagante tra le opposizioni, l'aver incontrato - riportando le loro testimonianze - decine di personaggi reali, politici, intellettuali, insegnanti, galoppini, avvocaticchi, massari, contadini, socialisti. Ed è letterariamente notevole l'incontro con lo stesso Vito De Bellis, l'ex direttore di banca passato alla politica, nel salotto del suo palazzo al centro del paese. «Il popolo di Gioia mi vuole deputato perché io sono con il popolo», ripete l'onorevole, «Io faccio quello che voglio... Io conquisto maggioranza e minoranza». Riletto oggi, più che l'anatema contro il giolittismo, rimane l'affresco surriscaldato della vita politica in un paese meridionale. Un paese come tanti, in cui il trasformismo e i cambi di casacca sono la regola, in cui i contrasti politici, fra conservatori e pseudo-democratici, o tra conservatori e conservatori, non sono motivati dalle idee, ma dalla contrapposizione di interessi di bottega. Un paese come tanti (allora come oggi) in cui le carriere e le occupazioni della piccola borghesia (per Salvemini, degenerata e para-criminale) sono decise dal potente di turno, dal politico in ascesa omaggiato e riverito come un piccolo ras. Un paese come tanti, in cui la democrazia dell'alternanza non può compiersi, perché le incrostazioni del favoritismo e dei mille familismi sono atavici. E allora viene il dubbio che parlando di una tornata elettorale sui generis, in un borgo del Sud agli albori del Novecento, quando il suffragio universale non era ancora stato conquistato, Salvemini continui a parlare di noi. Del nostro Mezzogiorno e dei suoi mali, e di una classe politica che oscilla costantemente tra la gestione di uno status quo malsano (come lasciano intravedere molti casi odierni) e il caudillismo da operetta (vedi un personaggio come il telepredicatore Giancarlo Cito, che fu sindaco di Taranto negli anni novanta e che recentemente è tornato sulla scena, a pochi chilometri da Gioia del Colle). Dov'è la terza via? De Rita ha intravisto nella polemica di Salvemini contro il giolittismo l'origine del virus anti-politico, dell'avversione contro la casta, il Palazzo, i forchettoni democristiani eccetera. Ma ciò non è pienamente vero. Per quanto il giudizio sull'operato di Giolitti abbia diviso Salvemini da Turati, che invece riteneva che la sua azione di governo avesse integrato quanto meno gli operai del Nord nella politica e nell'economia del paese, la sua critica è argomentata e precisa. Non è generica, fa nomi e cognomi, e soprattutto è tesa a scorgere i mali del giolittismo di provincia, i modi cioè in cui in tutta Italia andava dipanandosi un fitto reticolato impolitico che - alternando violenza e trasformismo - si riconosceva fluidamente nel comune calderone della maggioranza. Salvemini avrebbe voluto un Psi moralmente più intransigente e meno accondiscendente, pronto a rompere quella convergenza di intese ante litteram. Soprattutto vedeva nel lato peggiore del giolittismo, l'uso appunto, come a Gioia del Colle, di mazzieri e squadristi da parte dei candidati locali, i prodromi del diluvio, dello scivolamento della democrazia liberale verso la sua dissoluzione. Non a caso, quando il suo ex-compagno di partito Mussolini andò al potere, l'ala più salveminiana tra i collaboratori di Rivoluzione liberale interpretò il fascismo come prosecuzione del giolittismo con altri mezzi. Aveva ragione, Salvemini? È un dibattito spinoso per gli storici, e oggi si tende a sottolineare che il suo giudizio impietoso era troppo eccessivo. Tuttavia, in un'epoca di continue convulsioni tra crisi della politica-corruzione-giustizialismo, andrebbe ricordato che giammai Salvemini e i salveminiani avrebbero invocato la discesa in campo della magistratura contro i mali della politica. Quei mali andavano risolti politicamente, con azioni limpide che facessero seguito a un pensiero limpido, aprendo il campo a nuovi esperimenti. Con una strategia compiutamente riformista, pragmatica, non ideologica, non ingessata in guerre di posizione (che è poi ciò che Salvemini rimproverava alla dirigenza del Psi), volta soprattutto a integrare gli esclusi, le plebi meridionali. Non giustizialismo, quindi, non foga forcaiola, ma un nuovo socialismo. Il suo, avrebbe detto anni dopo Ernesto Rossi, era il socialismo della povera gente: «Il socialismo dei cafoni, dei pescatori, dei lavoratori occasionali non organizzati e che mai sarebbero riusciti a organizzarsi per far valere le loro ragioni. Il socialismo che voleva assicurare a tutti gli uomini, in quanto uomini, un minimo di vita civile». E Gioia del Colle? Il paese di De Bellis, per tutto il Novecento, è stato sempre al centro delle vicende del movimento operaio. E, da ultimo, è il paese in cui, sei anni fa, per la prima volta nella storia della Puglia, un gruppo di maghrebini sfruttati in un caseificio della zona (lavoravano, ogni giorno, dalle 10,00 di sera alle 9,00 del mattino dopo, per 400 euro al mese in nero) ha denunciato collettivamente il proprio datore di lavoro, ottenendo che i loro salari venissero equiparati a quelli degli italiani. Oggi Ismail A., uno di loro, è diventato delegato sindacale della Cgil per i lavoratori stranieri (soprattutto arabi) impiegati nei campi, nelle aziende agricole o in altri caseifici. Se fosse vivo, Salvemini scriverebbe sicuramente che la loro integrazione socio-politica (più concretamente: in forme sindacali nuove e aperte) è l'unica strada da percorrere. Non solo getterebbe qua e là scampoli del miglior socialismo, ma alzerebbe un argine resistente alla reinvenzione italiana del radicalismo islamico, al fatto cioè che - privi di altre rappresentanze laiche, come quelle del lavoro - i nuovi musulmani d'Italia si affidino a «imprenditori dell'odio religioso» reazionari. La domanda è la medesima di molti anni fa: come si integrano gli esclusi? 13/01/2009

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Riceviamo e pubblichiamo DA PIÙ PARTI (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CRONACA PISTOIA pag. 6 Riceviamo e pubblichiamo DA PIÙ PARTI mi viene chiesto di spiegare cosa voglio dire quando parlo della necessità di un cambiamento non solo programmatico, ma anche etico. Inizio cercando di dare un senso concreto a quella frase scritta nel Documento programmatico della nuova alleanza di centro sinistra che dice «dev?esistere sempre - tanto più in tempi di gravi difficoltà economiche - un rapporto visibile tra lo stile di vita di chi amministra e quello di chi è amministrato»: questo, a mio parere, significa ricondurre le indennità a quanto previsto per le Province non di area metropolitana, significa ridurre la quantità esorbitante di viaggi all?estero di alcuni assessori e relative delegazioni. Significa anche impedire la possibilità di riscuotere il gettone di presenza ad una commissione consiliare se la presenza di un consigliere è durata solo pochi minuti. Potrei fare altri esempi, ma quello più rilevante è un dubbio su cui penso sia necessario fare chiarezza: nei bilanci 2004-2005 della Margherita di Pistoia, come venne reso pubblico da Giorgio Federighi, tra i contributi versati da privati risultavano anche quelli di aziende: regolarmente iscritti a bilancio, dichiarò Caterina Bini e ? sempre Giorgio Federighi ? rispose «non le pare quantomeno singolare che gli amministratori di due aziende... una bella mattina si alzino e decidano, bontà loro, di fare due non irrilevanti bonifici bancari sul c/c della sede provinciale di un partito a diverse centinaia di chilometri di distanza?«. DURANTE queste feste natalizie, tramite internet, mi è capitato di leggere (con grande ritardo) un comunicato stampa del consiglio provinciale(del 15.11.2007) e il verbale del consiglio provinciale svoltosi il 19.11.2007, a seguito di un?interrogazione del consigliere Renzo Bardelli. Anche queste letture hanno confermato la mia opinione sulla necessità di fare chiarezza, per aiutare i cittadini(moderati e non) a capire se è necessaria «una sana continuità» oppure quel cambiamento anche etico che l?Associazione per La Sinistra chiede e che mi sembra condiviso anche dal Coordinamento provinciale del Partito democratico. Giuliano Ciampolini

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Ai cittadini costa otto cent al mese (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO pag. 21 Ai cittadini costa otto cent al mese Il sindaco rende pubblici i suoi compensi di PIER LUIGI TROMBETTA ? PERSICETO ? MENO DI OTTO centesimi al mese. E? quello che elargisce ciascun persicetano al sindaco Paola Marani. Primo cittadino che amministra un comune dove risiedono 26.500 persone. «I miei concittadini ? dice Marani ? si saranno forse chiesti quanto guadagnano gli amministratori degli enti locali. Questo, forse, a margine delle recenti e roventi polemiche sui costi della politica, a dire il vero perlopiù innescate a livello nazionale. E così, a scanso di equivoci, abbiamo deciso di pubblicare nell?ultimo numero di ?Altrepagine? - il giornale che edita l?amministrazione comunale - un articolo intitolato ?Buste paga trasparenti?. Dove indichiamo gli stipendi del 2008 del sindaco, degli assessori e i compensi dei consiglieri comunali. Per sindaco e giunta i compensi mensili al netto sono stati corrisposti per dodici mensilità. La tredicesima nel nostro contratto di lavoro non è prevista». E INFATTI, in un box in prima pagina, spuntano le voci di spesa per gli stipendi che sono così suddivisi: sindaco 2.073,78 euro; vicesindaco 592,76; assessore 497,67 (se in aspettativa 994,38). I compensi al consiglio comunale vengono invece elargiti a gettone per ogni presenza alle sedute. In sostanza, i consiglieri ricevono 20,59 euro lordi (il netto può variare a seconda della situazione fiscale soggettiva), mentre il presidente del consiglio riceve un?indennità mensile netta uguale a quella di un assessore non in aspettativa. Secondo il sindaco, le retribuzione dei sindaci e degli assessori dei nostri Comuni, come si vede da questi dati, non hanno nulla a che a fare con i megacosti della politica che riguardano alcune cariche. E RAPPRESENTANO davvero quello spirito di abnegazione che, per responsabilità, numero di ore di lavoro e rischi personali, fa di questa professione non un mestiere ma un mero servizio alla propria città. Perciò - sempre a parere del primo cittadino - quando si discute di costi della politica e si fa di tutta l?erba un fascio, occorre invece analizzare con attenzione la situazione di tanti amministratori locali. Che rinunciano agli impegni familiari e alla carriera professionale per dedicarsi al bene comune. «Inoltre ? conclude Marani ?, occorre ricordare che abbiamo chiesto, a nostre spese, di stipulare alcune polizze assicurative annue per tutelarci da eventuali rischi. Questi i premi annui lordi: responsabilità civile e patrimoniale del sindaco 371 euro; assessori 201,56; consiglieri 107,40. Mentre per la tutela legale: sindaco 77,28; assessori 32,20 e consiglieri 24,15». Image: 20090113/foto/1075.jpg

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Casta e camomilla (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 13 Gennaio 2009 Altra Pagina 18 POLITICI Casta e camomilla Anche al sottoscritto così come scrive il sig. Fausto Mosele nella sua lettera del 03/01/09 capita di leggere raramente sui vari quotidiani resoconti dettagliati riguardo emolumenti, stipendi, agevolazioni, privilegi, ed altro ancora, relativi ai nostri parlamentari. Con maggior frequenza, visto il suo ripetersi, veniamo invece informati (e comunque dovere di cronaca!!!) di ladrocini, ruberie, nefandezze e porcherie che questa ciurma trasversale riesce a combinare sulla nostra pelle. Sarei tentato a pensare che i quotidiani con i loro direttori e giornalisti siano asserviti o venduti al potere al quale, pensiamo noi lettori, purtroppo appartengono. Con notevole sforzo di buona volontà e per l'affetto che mi lega al nostro quotidiano voglio comunque scartare questa ipotesi e considerare una seconda spiegazione forse più semplice ma soprattutto che permetta al mio fegato di non soffrire ulteriormente. Credo allora che se un quotidiano ci dovesse ragguagliare con dettagli approfonditi relativamente a quanto sopra dovrebbe pubblicare ed aggiornare molto frequentemente un inserto di parecchie pagine per tenerci al corrente sul comportamento di lorsignori, cosa problematica credo per un editore. Condivido pertanto la lettera del sig. Fausto e mi associo pienamente al suo malessere e disgusto. Un piccolo consiglio comunque a questo punto mi permetterei di sugggerire al sig. Fausto. Lasci perdere i quotidiani, se cerca notizie riguardanti i nostri amministratori, e se è disposto ad aumentare la sue incavolature entri in una qualunque libreria dove troverà tutto quello che cerca e con dettagli da far rabbrividire. Troverà, sullo scaffale dei «best-sellers» titoli che la dicono lunga sull'argomento dove si parla di caste, regimi, bavagli, intoccabili, corruttori, tangentopoli, baronie, poteri e poteri arroccati sui loro fortini indistruttibili. I loro autori i vari Stella, Rizzo, Gomez, Travaglio, Lillo, Grillo, identificati dai componenti della casta sia di destra che di sinistra, come scrittoruncoli antipolitici, qualunquisti e pressapochisti, hanno un'unica grande colpa, quella di dire e scrivere la verità con montagne di cifre, numeri e dati da loro (i politici!!!) certificati non smentiti perché non smentibili. A noi non resta che assistere al loro triste e penoso teatrino dove l'unico vero problema non è affrontare i problemi dei cittadini e del paese ma quello di non scalfire i loro interessi e peggio ancora proteggerli da chissà quali pericolose nostre giustificate «incazzature». Assisteremo, finché dura, allo stucchevole spettacolo di chi usa il Parlamento per gestire in maniera più redditizia le proprie «secondarie» attività, di leggere il giornale e parlare al telefonino mentre si discute di problemi importanti e vitali per il paese e ciliegina sulla torta, sbranarsi sull'abbronzatura del neo-eletto presidente statunitense o di fare cù-cù in giro per l'Europa ma soprattutto prendere in giro noi. Tornando alle cose serie, pensando per un momento che quanto sopra sia solo una piccola parte di «scerzi a parte», vorrei dare un ultimo piccolo consiglio al sig. Fausto «ma anche» (Veltroni contagia!!!) a coloro che già non lo avessero fatto. Se il loro bilancio permette l'acquisto di questi miseri libercoli, su risparmino qualche spicciolo e tornando a casa passino prima di iniziare la lettura presso qualche erboristeria. Là troveranno, fra le varie tisane adatte per il mal di pancia, il mal di stomaco o i dolori alla schiena, anche qualche buon infuso alla camomilla. Lo acquisti perché ne avrà sicuramente bisogno se come il sottoscritto è abituato a leggerli la sera prima di addormentarsi. Così è anche se non vi pare... attenti però che la camomilla non perda o riduca il suo effetto. Carlo Viviani SAN PIETRO INCARIANO  

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di NICOLA MARCATELLI CESENA DOMANDA: chi è il portiere d... (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

ROMAGNA SPORT pag. 16 di NICOLA MARCATELLI ? CESENA ? DOMANDA: chi è il portiere d... di NICOLA MARCATELLI ? CESENA ? DOMANDA: chi è il portiere del Cesena? Fino a una settimana la rispostina era di quelle facili facili, ma dopo l?esclusione di Nicola Ravaglia dall?undici di partenza a Reggio Emilia l?ambiente bianconero si interroga. E qualcuno trema pure perché quella che Bisoli ha definito una «scelta tecnica normale, ultimamente non l?avevo visto sereno» negli ultimi anni in riva al Savio non ha portato mai grandi benefici. Ricordate Gianni Indiveri ed Emiliano Viviano? Giocarono rispettivamente 32 e 13 match tra coppa e campionato (stagione 2004-?05): fra gli errori dell?uno e quelli dell?altro c?era il costante punto interrogativo alla vigilia delle partite su chi avrebbe occupato i pali il giorno dopo, creando una costante precarietà che non giovò a nessuno, oltre che nella già problematica classifica del Cesena. Passati due anni, il rebus portiere tornò a fare capolino a Villa Silvia, quando Turci (sul quale si sarebbero abbattuti anche gli infortuni) perse il posto da titolare a beneficio di Sarti (il primo giocò 21 gare, il secondo 19) e da quei giorni iniziò il crollo verticale coi bianconeri che si salvarono col fiatone. E come non parlare dell?anno scorso, dove tra Artur (18 gettoni), Berti (12), Sarti (11) e Rossini (5) era gara a chi presenziava di più. LA PANCHINA di Ravaglia al ?Giglio? ha acceso dunque una miccia potenzialmente pericolosa. Ieri, giornata di riposo, il portiere come i compagni non ha rilasciato dichiarazioni. Parola allora al suo procuratore Alberto Bergossi spiega: «Non mi sembrava avesse combinato tutti questi disastri per meritarsi la panchina. Ho parlato con la società, mi hanno detto che è stata una scelta tecnica. Lui ci è rimasto male, spero rientri presto». IL RISCHIO di un contraccolpo sul baby portiere potrebbe essere un problema. Ravaglia, sino alla scorsa settimana ultimo baluardo in un Cesena che doveva puntare sui giovani ma che domenica dopo domenica li ha spediti tutti o quasi fuori dal campo, sino a Reggio Emilia aveva disputato 16 gare su 17. Dopo gli attestati di stima prolungati che durante la sosta natalizia avevano riempito le colonne dei giornali, la scelta di sostiturlo alla ripresa del campionato ha lasciato di stucco, anche perché motivata proprio come scelta tecnica (non per problemi fisici, allora sarebbe stato diverso). A meno che il Cesena (ma è solo un?ipotesi) abbia già un sostituto pronto da mettere sotto contratto. Al momento ad ogni modo non si tratterebbe di Alberto Fontana che ieri ha ricordato di non potersi muovere finché il Palermo non proporrà una soluzione adeguata al suo contratto: «Il Cesena mi ha proposto un?eventualità che comunque sarebbe da discutere ? racconta ?, ma in questo momento non c?è nulla in ballo, la mia situazione contrattuale mi blocca». Dopo Reggio Emilia, dunque, c?è una grana in più da risolvere nella stanza dei bottoni bianconera. RINVIATO intanto ieri sera per impraticabilità del campo il posticipo fra il fanalino di coda Lecco e la capolista Pro Patria.

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<Campania, leggi troppo costose e spesso senza copertura finanziaria> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2009-01-13 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il caso Dopo l'inchiesta di «Mezzogiorno Economia» sulla «produttività» del Consiglio «Campania, leggi troppo costose e spesso senza copertura finanziaria» Maggioranza e opposizione d'accordo: ora spese da ridurre Rivellini (An): «Il bilancio gestionale della Regione lascia liberi 11 miliardi, nove sono assorbiti dalla sanità» NAPOLI — Tutti d'accordo, maggioranza e opposizione: ogni legge approvata dal Consiglio regionale campano costa troppo alle tasche dei contribuenti. Da An a Forza Italia, fino a Rifondazione - che pure è in giunta - ??è il segale di uno squilibrio''. «I dati ci inchiodano — afferma Vito Nocera di Prc — anche se quello effettuato da Mezzogiorno Economia è un calcolo economicistico che ci sta tutto, ma al quale io affiancherei la ricaduta sociale di una legge». Il settimanale del Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato ieri un'inchiesta nella quale evidenzia che ogni singolo testo normativo approvato nel 2008 è costato 4 milioni 369mila 450 euro. Una sorta di indice di «produttività » del Consiglio regionale ricavato mettendo in relazione le risorse destinate al «funzionamento del Consiglio» lo scorso anno, pari a 87 milioni 389mila euro, e le leggi approvate nel medesimo periodo: 20. Tale indice di produttività è stato confrontato con quello ricavato da altre regione ( vedi box in pagina), tutte le meridionali e alcune del Centronord. «Il costo delle normative denuncia un deficit in Campania per il quale è necessario intervenire. Tuttavia credo che trasformarsi in un legificio sia inutile se poi la normativa non può essere applicata per mancanza di copertura. Mentre è utile, controllare le finalità di una legge. Quella sul reddito di cittadinanza è un intervento che dà aiuto ad 80mila persone circa. Non credo che nelle altre regioni ci sia nulla di simile». L'opposizione fa il suo mestiere e per bocca di Franco D'Ercole dice: «E' verissimo. L'assemblea regionale è all'ultimo posto fra le regioni meridionali in quanto a numeri di leggi approvate nel 2008. Non potrebbe essere diversamente, ma personalmente aggiungerei anche che si tratta di norme non particolarmente significative. «Purtroppo — prosegue — è la conseguenza delle spaccature verticali che insistono all'interno della coalizione di centrosinistra e trasformandosi in veti incrociati che volano da una parte all'altra dello schieramento di maggioranza, finiscono per bloccare il Consiglio». Parla dei beffa che si aggiunge al danno Enzo Rivellini, capogruppo di An. «Che le leggi approvate dal Consiglio siano le più costose è già un'evidenza che dà fastidio. Ma io aggiungerei la classica beffa: quasi tutte le leggi varate l'anno scorso, non solo sono poche rispetto ad altre realtà ma non possono essere applicate perché non hanno copertura finanziaria. La cosa scandalosa che si aggiunge all'inchiesta di Mezzogiorno Economia è questa ». Per paradosso sembrerebbe più utile non legiferare. «Per paradosso potrebbe essere così. E sa perché? Perché in Bilancio non ci sono soldi. Il Bilancio gestionale approvato a fine anno lascia liberi circa 11 miliardi di euro. Nove di questi sono assorbiti dalla sanità. Ne restano fuori circa due e mezzo? Cosa si pensa di poter fare?». Rivellini fa un altro esempio degli inceppamenti della macchina amministrativa che in molti casi allunga e appesantisce l'iter approvativo di una legge. «Da oltre un anno — afferma — la prima commissione Atti istituzionali non può riunirsi poiché il suo presidente Nicola Ferrara ha il divieto di dimora in Campania. Più volte abbiamo chiesto di sostituirlo, cosa che non è mai avvenuta». Paolo Romano, capogruppo di Forza Italia, punta il dito sugli sprechi. «Troppe le consulenze cui la Regione ci ha abituato e che paga lautamente, a fronte, tra l'altro di leggi che non possono essere applicate per mancaza di finanziamenti. Il tutto fa lievitare i costi della politica, che, invece, dovrebbero essere ridotti drasticamente. Più volte lo abbiamo denunciato ma il centrosinistra non se n'è dato mai per inteso. E' la sua maniera di fare politica clientelare. Comunque, i dati sono sotto gli occhi di tutti». Feroce anche il commento di Salvatore Ronghi, capogruppo di Mpa: «Il costo mi sembra altissimo a fronte di un problema spesso sottaciuto. La maggior parte delle leggi approvate non ha risorse per poter funzionare e finisce in ??osservazione'' per una carenza di istruttoria. Ecco che allora occorrerebbe abbassare le spese e innalzare la qualità. E' necessario ridurre le indennità dei singoli consiglieri ma anche il personale che lavora in Consiglio. Perché al di là dei dipendenti delle Commissioni e di quelli dedicati ai lavori d'aula, il resto non dà alcun supporto». Se si invoca l'eccezione che il Consiglio è costituito dalla maggioranza e dall'opposizione e che magari quest'ultima ci ha messo del suo fra assenze e ostruzionismo, Ronghi risponde: «Non credo che si possa accusare il centrodestra di ostruzionismo. Ma se sedute sono saltate e i lavori si sono allungati è imputabile a una maggioranza che non trovava accordi, che lasciava vuota l'aula, invalidava le sedute». Patrizio Mannu Regione L'ingresso degli uffici regionali

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Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. I... (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Martedì 13 Gennaio 2009 Chiudi Aria tesissima a palazzo dei Priori sui gettoni di presenza dei due consiglieri comunali aggiunti. Ieri, in conferenza dei capigruppo, si è scoperto che i conti rischiano di non tornare. Cioè che i soldi spesi per il rimborso spese legato alla partecipazione delle sedute, potrebbero essere stati buttati al vento. Il motivo? Sarebbe stato approvato un atto (cioè una delibera di consiglio) che aveva pareri non proprio chiari sul fronte della spesa. Una vicenda che se, da un punto di visto delle procedure è quanto mai complesso, dall'altra apre un altro motivi di scontro tra i maggioranza e opposizione. A porre sul tavolo dei capigruppo consiliari il caso è stato il nuovo dirigente del consiglio comunale, Luciana Cristallini. E chi ha letto le carte con i dubbi non ha potuto non dare ragione al lavoro del nuovo dirigente. Insomma, c'è il concreto rischio che i due consiglieri stranieri aggiunti non vengano più pagati. E per i soldi presi fino ad oggi? Ecco uno dei nodi più complessi da sciogliere. E non sarà d'aiuto la delibera di consiglio comunale del 18 febbraio 2008 che indica un rimborso spese per i consiglieri aggiunti pari al 95% del gettone di presenza dei consiglieri comunali, visto che proprio quell'atto (l'opposizione non era presente) è finito nel mirino.

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D'Alema, preavviso di sfratto a Veltroni (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

Tanto tuonò che Massimo D'Alema (ri)uscì allo scoperto contro l'eterno avversario interno: Walter Veltroni. Con un preavviso di sfratto (dopo le elezioni amministrative e quelle europee?). Il partito democratico ormai è allo sbando (ma questa non è una notizia, ormai), logorato e indebolito prima spaccato poi dalle guerre per bande intestine e dalle "diversità" fra ex Ds ex prodian-uliviti ed ex della Margherita. Infine infilzato sul tema sensibilissimo della questione morale e della "diversità" rispetto al centrodestra e a Silvio Berlusconi. A Nord si pensa a un centro-sinistra autonomo e federato e il partito dei sindaci è in rivolta mentre i "cacicchi" portatori di voti a livello locale annusano l'aria pronti al salto della quaglia per appoggiare chi vincerà il braccio di ferro (sperando che non restino solo macerie.). Così Massimo D'Alema è tornato all'attacco di Veltroni con un accusa politica pesante: "Il Pd non è governato". "Anzichè demonizzare i miei convegni ci si doveva occupare di governare il partito". Massimo, intervistato da Red tv, definisce "amareggianti" le polemiche interne di questi mesi al Pd, sottolinea che c'è "confusione, mancanza di responsabilità in diversi", e a proposito della tregua fino alle europee invocata da Walter dice: "Io sono unilateralmente impegnato in questo da tempo". Ma il presidente di Italianieuropei sembra ritenere soprattutto ingiusto il clima di astio riservato, a suo giudizio, alle ue iniziative degli ultimi mesi: "È stato sbagliato, anzichè affrontare i problemi del partito, alimentare una campagna per cui il Pd si trovava in una situazione splendida tranne D'Alema, non capendo che le iniziative che abbiamo presoerano un contribuito per il partito che dovevano essere apprezzate e non demonizzate". Quindi il messaggio: "Oggi è giusto chiamare a raccolta le maggiori personalità del partito per vedere cosa si può fare per rilanciarlo". "Spero che il processo fondativo trovi un momento di rilancio con la conferenza programmatica. Io resto pronto, non ho ricevuto chiamate, sono disponibile". Già, nessuna chiamata per Massimo. La farà Veltroni, o si sente davvero così forte da non farla? E come riuscirà, Walter, a tenere unite le anime sparse, perse e divise del Pd che ormai pare solo un simulacro di partito? Perché mentre lo scontro si consuma fra gli ex Ds, il centro del partito potrebbe sfaldarsi clamorosamente. Rutelli, Letta, Parisi e gli ulivisti: chi lascerà per primo? Chi dirà addio senza rimpianti per un fallimento annunciato già il giorno dopo la sconfitta di Prodi? Pierferdinando Casini ha di nuovo battuto un colpo verso Rutelli e Letta (lanciato da Cesa, segretario dell'Udc): mettiamoci assieme. nel segno delle "alleanze di nuovo conio" evocate proprio da Rutelli. Insomma, lavori in corso per quello che Dellai, presidente della provincia di Trento, inventore della Margherita, chiama già Centro Riformatore. Scritto in Varie Non commentato » (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Jan 09 Neve, ma Milano non è Marsiglia. nè Madrid (per fortuna) (AGI/AFP) - Marsiglia, 8 gen. - Marsiglia è stretta nella morsa della neve. La città portuale del sud della Francia è praticamente paralizzata: 10mila abitazioni sono senza elettricità, i trasporti su terra e binari sono fermi, scuole, asili e università sono chiusi. Sulla Bocca del Rodano sono caduti dai 20 ai 40 centimetri di neve e sei autostrade intorno alla seconda città del Paese sono chiuse. Circa tremila automobilisti sono rimasti intrappolati ieri sulle autostrade e un migliaio in città; 2.600 persone sono state costrette a trovarsi un rifugio di fortuna per la notte: un migliaio si è riparata nei terminal dell'aeroporto e 200 in alcuni treni riscaldati messi a disposizione dalle ferrovie nella stazione centrale. Disagi anche in altre città della Francia, come Tolosa, dove è stato chiuso l'aeroporto. (nella prima foto a sinistra un'immagine di Marsiglia) Stavolta cari amici, piaccia o non piaccia, vado controcorrente parlando di neve. Già, perché a leggere questa agenzia di stampa che descrive una bella nevicata praticamente in contemporanea con quella di Milano (e più o meno con la stessa quantità di neve caduta) mi sono detto: "Chissà se fosse successo a Milano.". Già, perché poteva succedere ma non è successo. Milano non è Marsiglia, per fortuna". Caos, paralisi, proteste, la sinistra contro la Moratti e Palazzo Marino, segnalazioni e proteste sui blog, polemiche su scuole aperte o chiuse (pessima la figura dell'assessore all'Istruzione della Provincia che ha annunciato ben due giorni di chiusra delle superiori, per poi essere smentito dal sindaco almeno per quel che riguardava la città). E poi il sale che mancava con i camion in (lenta) marcia su Milano causa neve. Certo, problemi e criticità, disagi e disservizi mezzi in ritardo ci sono stati fra scambi di tram gelati e spalatori che mancavano (si possono solo pescare da apposite liste interinali e se sono meno quel che serve ciccia.) problemi insomma tipici delle emergenze. Ovvio che in questi casi la sinistra insorga come da copione eccettera eccetera. Ma parlare di disastro mi sembra troppo per una città orgogliosa come Milano che però da un po' di tempo mostra un preoccupante propensione al lamento.). Scusate, ma io ho vissuto la Grande Nevicata del 1985 e per andare a lavorare al Giornale mi feci a piedi andata e ritorno il tragitto piazza Piola - piazza Cordusio). E ricordo pochi anni fa (giunta Albertini, vicesindaco De Corato) un'altra nevicata che provocò disagi (soprattutto per le interruzioni delle linee aeree dei tram a causa dei rami di alberi spezzati che cadevano sui fili).. Più o meno le stesse polemiche di oggi, disagi anche allora, proteste per il traffico a rilento e i marciapiedi non puliti (in gran parte come oggi perché troppi condomini non lo facevano in barba all'obbligo). Ricorso una ricognizione notturna di De Corato lungo le linee dei tram. Eppure nevicò molto meno. Qualcuno poi si è stupito per il fatto che sono arrivati 750 volontari dal Friuli: meno male che sono venuti, ce n'era bisogno. Mi chiedo infatti dov'erano i volontari milanesi. Meglio lamentarsi che spalare? Tanto che il sindaco ha chiesto al ministro La Russa e ottenuto, soldati per spalare la neve: sono già al lavoro (tutto il quattro ore) e dovrebbero essere circa 600, all'opera, ha spiegato il vicesindaco De Corato. Poi la polemica sull'Ecopass: meglio "auto libera". di intralciare e aumentare i disagi, chiedere a chi senza gomme da neve si è messo di traverso magari bloccando spazzaneve o autobus. Sbagliato allora l'appello a usare i mezzi pubblici fatto dal sindaco? E gli aeroporti chiusi (e riaperti in anticipo rispetto a quanto era stato indicato?) . A Parigi, alla vigilia di Befana c'è stato lo stesso problemino con bivacchi negli aeroporti: strano ci sono maxi-nevicate anche in Francia.Poi se si risolve tutto è merito. della pioggia. L'importante è il "mugugno", come lo chiamano a Genova. e se qualche problema viene risolto di chi è il merito? Ma della pioggia, naturalmente. La pianto qui e ripeto, a scanso di equivoci: disagi e disservizi ci sono stati ma Milano non è Marsiglia (per fortuna). E faccio un piccolo aggiornamento, non è nemmeno Madrid. SPAGNA/ MADRID PARALIZZATA DALLA NEVE, AEROPORTO CHIUSO La circolazione bloccata anche nell eautostrade Roma, 9 gen. (Apcom) - Una nevicata straordinaria ha colpito Madrid e adesso la capitale spagnola è completamente paralizzata dalla neve. Mentre l'aeroporto internazionale di Barajas è stato chiuso e nessun volo arriva o parte anche le principali autostrade che portano in città sono praticamente bloccate, con incolonamenti, code e decine di incidenti. Il portavoce della direzione generale al traffico della regione ha sottolineato che la «circolazione è molto difficile in utto il centro della Spagna» e ha invitato la popolazione a «evitare di spostarsi in automobile». Il governo della regione di Madrid, in considerazione dell'eccezionalità della precipitazione (la più intensa che la storia ricordi, sottolinea El Mundo) ha organizzato un «gabinetto di crisi» per coordinare gli interventi necessari. Sul fronte previsioni, tutto lascia pensare che la situazione critica dovrebbe protrarsi almeno sino a domani. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) » (5 votes, average: 2.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Dec 08 Un Natale indimenticabile. auguri ai blogger E' davvero un Natale indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il "berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No, tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più. Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetto di santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) » (8 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08 Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora. Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul "Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire, discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas "Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E' proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli: "Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas "Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc" di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 68 ) » (8 votes, average: 2.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del "siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà. Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula. ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco "chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare, qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico. Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi. L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda. "Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi "baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento (ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana, prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi" del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che "nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083. Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano, naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti. Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA Scritto in Varie Commenti ( 116 ) » (24 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e (purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già, l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo, soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa. Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto - resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio". Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che "verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (39 votes, average: 3.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08 Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà (in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E' proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti ( 48 ) » (28 votes, average: 2.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle "okkupazioni", ormai diventato come le "partenze intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri: Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è "okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma, chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le "okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3) Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile, efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (116 votes, average: 3.64 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.". Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui, in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro, parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma, invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd, proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd) critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale (sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto. Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (67 votes, average: 3.04 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 69 ) » (52 votes, average: 3.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (57) Ultime discussioni Talita: Gentile Taliani, ancora a proposito della cultura cosiddetta "di sinistra" non posso fare a meno di... Alberto Taliani: Caro Stefano, Milano pianura padana. Puntualizzo perché - ripeto - non è che... ITALIANO: ADESSO BASTA LA NEVE E' SCIOLTA..AL 90% DEGLI ITALIANI NON FREGA NULLA, HANNO BEN ALTRI... stefano: Marsiglia= costa azzurra Milano= prealpi Le devo anche tirare fuori i dati delle precipitazioni nevose degli... Alberto Taliani: Caro Stefano, penso che la famiglia che lei cita non abbia partecipato alla corsa pazza alle spese... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Nuova Alitalia, il decollo è già un caos: i lavoratori bloccano Malpensa e LinateLe truppe israeliane entrano a Gaza CityCorteo pro Palestina, scontri a Milano: 5 feritiAffari 'ndrangheta-politica Manette in Calabria per il "Re dei videopoker"Gas, Mosca riapre i rubinetti verso l'EuropaI bus contro Dio arrivano sotto casa di BagnascoIn Italia 31 milioni di case E in 2mila vivono nei castelliFurlan libero, ma col chiodo fisso: "Eliminare il male". 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Parcheggi gratuiti ai consiglieri E' polemica (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

"Un polverone inutile" Parcheggi gratuiti ai consiglieri E' polemica FABRIANO - E' ancora polemica sulle tessere di esenzione per il pagamento dei parcheggi, che sono state consegnate ai consiglieri comunali e agli amministratori. Dopo una seduta di palazzo Chiavelli in cui ne era stata bocciata l'eliminazione, il mondo della politica torna a parlarne. "Per la prima volta mi trovo d'accordo con il sindaco Sorci sia per la demagogia con cui è stato infarcito l'argomento, sia per il tempo e denaro perso nella discussione, sia perché vengono trattati argomenti così stupidi e non si trattano argomenti o problemi ben più importanti - commenta Domenico Minelli ex segretario fabrianese Udc -. Penso che i trenta consiglieri e gli assessori siano grandi abbastanza e vaccinati da utilizzare o no il privilegio e di utilizzare il permesso nel modo migliore. Se qualcuno non lo vuole ha, in tutta libertà, la possibilità di restituirlo, ma non può costringere gli altri a farlo. Saranno poi gli elettori a giudicare il comportamento dei propri eletti". Libero arbitrio prima di tutto. "Vorrei inoltre spezzare una lancia a favore dei consiglieri, assessori ed in genere degli amministratori - prosegue Minelli -. Se parliamo dei parlamentari, dei consiglieri regionali non ho nulla da dire se non che è ora di finirla sia nel numero che nelle remunerazioni; ma se parliamo dei consiglieri comunali vorrei far notare che un gettone di presenza di 90 euro per una seduta del Consiglio di media 6-8 ore, più il tempo speso per la preparazione, lo studio dei documenti è quasi la metà della paga oraria di un cassintegrato".

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Costi della politica, la Regione dice 'sì' alla riduzione dei consiglieri (sezione: Costi dei politici)

( da "RomagnaOggi.it" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

13 gennaio 2009 - 15.46 (Ultima Modifica: 13 gennaio 2009) Vasco Errani E' visibilmente soddisfatto Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna, alla luce della decisione della Commissione Statuto che ha licenziato il progetto di legge che prevede di mantenere a 50 il numero di Consiglieri Regionali. Lo Statuto della Regione prevedeva che, dal 2010, i componenti dell'Assemblea Regionale diventassero 67. "Una scelta corretta - ha detto Errani - in continuità con il processo di autoriforma del sistema istituzionale". "Esprimo soddisfazione - ha proseguito Errani - per l'esito positivo, maturato in Commissione, della proposta di modificare lo Statuto nella parte che riguarda il numero dei Consiglieri regionali, riducendolo a 50". "Credo che la scelta sia corretta, e si pone in continuità con quel processo di autoriforma del sistema istituzionale che abbiamo avviato e che è propedeutico al rafforzamento delle Istituzioni stesse". "Il voto espresso da parte dei gruppi consiliari presenti in Commissione - ha concluso - è di ottimo auspicio per la definitiva approvazione del provvedimento, che avverrà in sede di Assemblea legislativa". Trattandosi di modifica allo Statuto è prevista una doppia approvazione, con votazioni distanziate nel tempo.

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CorrierEconomia, "alla Calabria il record delle leggi approvate" (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 13-01-2009)

Argomenti: Costi della politica

CorrierEconomia, ?alla Calabria il record delle leggi approvate? REGGIO CALABRIA. ?CorrierEconomia, l?inserto economico del Corriere della Sera, sull?edizione di questa settimana ha pubblicato una serie di dati riguardanti i consigli regionali italiani. A sorpresa, non certo per i vertici di palazzo Campanella, emerge che quella calabrese è una delle assemblee legislative più produttive d?Italia?. È quanto riferisce una nota dell?Ufficio del portavoce del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova. ?Per averne riscontro - si aggiunge - basta scorrere la tabella riferita al lavoro svolto in aula nell?anno 2008. Il dato più evidente è quello del numero di leggi approvate. In Calabria ne sono state licenziate 46: si tratta del numero più alto in assoluto tra quelli pubblicati da ?CorrierEconomia?. Tra le regioni del sud seguono la Puglia con 45 leggi, la Basilicata con 33, la Sicilia con 26 e la Campania con 20. Secondo il prestigioso inserto economico, la Calabria si posiziona ?ai livelli delle più efficienti Regioni del nord?. ?Gli altri elementi indicati da via Solferino - afferma ancora il portavoce - confermano che le ?locomotive padane? e altre realtà indicate come virtuose hanno fatto meno di noi: 38 leggi in Lombardia, 33 in Piemonte, 27 in Toscana. I consiglieri regionali di Veneto e Umbria hanno prodotto meno della metà dei loro colleghi calabresi: rispettivamente 22 e 19 leggi, mentre l?Abruzzo, dove la consiliatura si è traumaticamente interrotta per le note vicende giudiziarie, ha varato appena 17 leggi. I provvedimenti che hanno ottenuto il via libera a palazzo Campanella non sono fumo negli occhi o semplici ?manifesti? ?. ?Tutte le leggi, a differenza del passato, hanno completa copertura finanziaria?, ha spiegato in un?intervista al periodico il presidente, Giuseppe Bova, che sottolinea anche la qualità del lavoro svolto. ?Abbiamo varato - ha aggiunto - una legge a tutela del diritto alla casa e di sostegno alle politiche abitative, con i collegati programmi di edilizia residenziale. Sono stati fatti partire nuovi strumenti di lotta alla criminalità organizzata, con la normativa antiracket e antiusura. Si è proceduto con la riorganizzazione del sistema delle comunità montane, ora più snello ed economico. Abbiamo istituito il garante della salute. È stata, infine, costituita una ?società in house? del Consiglio regionale, stabilizzando i precari e riducendo le spese?. Quanto poi ai costi di funzionamento, la Calabria fa, ancora una volta, un figurone. Nonostante il Consiglio abbia sede a Reggio e la Giunta a Catanzaro, la politica di contrazione della spesa attuata dal presidente Bova ha consentito di ottenere un risultato concreto e visibilissimo. L?assemblea calabrese costa 72 milioni di euro, oltre ai 3 milioni annui per i voucher destinati ai superlaureati. Il dato è pressoché identico a quello della Lombardia, in cui però non esistono spese di gestione, manutenzione della sede, assicurazioni varie, nonché stipendi ed oneri previdenziali e fiscali per 170 dipendenti. Il Consiglio regionale della Campania, rispetto all?omologo organo della nostra regione, sborsa ben 15 milioni di euro in più all?anno. L?Assemblea siciliana, addirittura, costa più del doppio: oltre 160 milioni di euro. ?Dal 2004, anno in cui i consiglieri erano 40 e non 50 come oggi - afferma ancora Bova - il bilancio del Consiglio regionale si è attestato sull?1 per cento del bilancio generale della Regione. Da allora i consuntivi dell?Assemblea sono allineati sulla spesa di 75 milioni di euro. Ma le spese sono sensibilmente diminuite. Siamo infatti riusciti a mantenere stabile il costo del Consiglio regionale, malgrado i notevoli oneri aggiuntivi che ci siamo dovuti sobbarcare: l?aumento del numero dei consiglieri; il processo, tuttora in corso, di attivazione di una serie di nuovi strumenti ed organismi istituzionali, quali la Consulta Statutaria, il Crel e il Consiglio delle Autonomie; il finanziamento, attraverso un sostanzioso taglio ai costi della politica, di stage biennali retribuiti per 500 laureati particolarmente meritevoli; l?accantonamento delle somme necessarie per l?entrata a regime dei 170 nuovi dipendenti che verranno assunti quest?anno attraverso un concorso super-trasparente?. ?Malgrado tutto - ha concluso il presidente Bova - nel 2008 costeremo 72 milioni di euro, oltre ai 3 milioni per i superlaureati?. In barba a chi dice che i calabresi sono spreconi. (13-01-09)

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