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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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tARTICOLI DEL  6-6-2008      #TOP



Report "Costi dei politici"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Costi dei politici (18)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Boc, il consigliere che sbaglia paga ( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: indennità di funzione e non al gettone di presenza, cosicché si avrebbe una sorta di esenzione per i consiglieri comunali che soggiacciono a tale forma di remunerazione. Per la Corte, una simile lettura sarebbe "irrazionale": sotto l'ampia dizione indennità di carica vanno pertanto collocate sia l'indennità di funzione del sindaco sia il gettone di presenza dei consiglieri comunali,

Costi della politica, si può tagliare più del 10% ( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Regione "Costi della politica, si può tagliare più del 10%" UDINE. Un risparmio sui costi della politica e delle istituzioni del 10%? L'Anci, che ieri a Udine ha convocato il Comitato esecutivo, accetta la sfida lanciata dal presidente della Regione Tondo e rilancia.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Interventi musicali del soprano Slavina Caruso, al piano Domenico Poccia. aspettando il gay pride Alle ore 18 alla Feltrinelli di viale Marconi 190 presentazione del volume "Omosapiens 2. Spazi e identità queer". Partecipano Silvia Antosa, Imma Battaglia, Stefano Campana e Domenico Rizzo.

PERUGIA L'UNCEM <STOPPA> la ( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sul tema dei costi della politica, "un serio segnale di risparmio, cominciando, per esempio, a riportare il numero dei consiglieri regionali da 36 a 30. Lo faccia diminuendo gli ingenti fondi riservati all'attività dei gruppi politici, che si aggiungono alle singole indennità consiliari e li destini a servizi per la popolazione".

I conti in tasca a Santa Romana Chiesa ( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: equivalente del costo della "Casta" secondo il bestseller di Stella&Rizzo. Soltanto una piccola parte di questo "bendiddio" (come abbiamo visto) finisce in opere di assistenza e concreta carità. La Chiesa dispone di un patrimonio immobiliare talmente imponente da sfuggire, nella sua reale estensione, agli stessi detentori.

Maldini, rischio di addio per colpa di un milione ( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: mentre pare che la società vorrebbe che si accontentasse di un milione. Insomma, visti gli stipendi attuali, una specie di ricco gettone di presenza. Maldini di fronte a questa proposta si è irrigidito, per una questione di principio. Il discorso fatto dal capitano in via Turati è chiaro: se mi volete ancora mi trattate come un giocatore di prima fascia.

Conti Ipab L'accusa dei sindacati ( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: La nostra proposta, per contribuire ad arrivare al pareggio fra entrate e uscite, è anzitutto tagliare le spese del Cda: non ha senso che il consiglio di amministrazione sia composto da nove membri, ne basterebbero cinque, senza contare le cifre che se ne vanno per rimborsi spese, gettoni di presenza e altro".

Pd: alle Regioni i soldi delle tessere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: E allora è partita l'offensiva sul Pd federale, a partire dalle risorse. In pratica i territori vogliono un ripensamento nel finanziamento del partito e un decentramento vero delle risorse. Un cavallo di battaglia su cui sono saliti anche molti esponenti del Pd del Nord che l'autonomia da Roma –

Porte girevoli ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: non dovremmo trascurare che ci sarà pure un motivo se 'La casta' di Stella e Rizzo è apparso come un atto d'accusa al centrosinistra, ben più che alla destra). Ed è sotto gli occhi di tutti che il potere non appartiene alla sinistra per diritto naturale o divino, neanche nei suoi territori tradizionali. A suo tempo, il cerchio magico fu spezzato a Parma da Elvio Ubaldi,

L'unione degli enti non piace alla Lega ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Perché ci sarebbero altre 44 persone a percepire un gettone di presenza e perché c'è già la strada per gli enti locali per farsi sentire in Regione: basta alzare il telefono e chiamare il proprio rappresentante di riferimento a Venezia. Se la Regione deve spendere soldi, sarebbe meglio che lo facesse per fare strade o per la sanità che ne hanno bisogno,

Stella: Anche la Lega è Casta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dopo aver denunciato privilegi e arroganza del potere, con "la Deriva" passano al setaccio i motivi per cui l'Italia è rimasta al palo: lacci burocratici, infrastrutture bloccate, ritardi informatici, ordini chiusi, scuola allo sfascio con troppi bidelli e una università non più competitiva.

Sulle aziende che scelgono Novara la seduta in Consiglio è segreta ( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ha proposto di attribuire il gettone di presenza solo ai consiglieri che partecipano ad almeno due terzi del Consiglio e delle commissioni. Claudio Strozzi ha chiesto che l'acqua minerale in bottiglia venga sostituita negli uffici comunali con l'acqua della Sin "che è molto più buona e meno costosa".

GIORNALISTI D'ASSALTO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Stella, Rizzo, Travaglio, Maltese, Allam. Se si aggiunge anche Saviano, narratore della cronaca, si può ben dire che di giornalisti sono piene le classifiche. Evidentemente funziona la loro scrittura, la capacità di individuare dei temi che anche quando non appartengono alla contemporaneità e si declinano nei termini romanzeschi.

Comunità montane, il Veneto punti su quelle vere ( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: qualcuno potrà di nuovo scrivere che le Comunità Montane sono un Ente inutile, modello di spreco a beneficio della Casta. In effetti anche per una gran parte del territorio veneto enfaticamente definito montano la situazione non è molto diversa da quella rappresentata nel libro di Stella e Rizzo.(Segue a pagina 27).

Stipendi d'oro a Piazza Affari/ Capuano guadagna più della sua collega Furse ( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (

BORSA: MILANO-LONDRA, A CAPUANO 750 MILA EURO DI STIPENDIO ( da "Wall Street Italia" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (

Verso il voto ( da "Sicilia, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rosalba Daniela Rizzo, Domenico Tamburello, Epifania Bifarella, Stefania Di Romana. 12ª sez. "Verga": presidente Giovanni Casentino e scrutatori Claudio Imprescia, Francesco D'Amico, Concetta Barrile, Giuseppe Carà, Pietrina Di Calogero. 13ª sez. "Verga": presidente Emanuele La Monica e scrutatori Liborio La Mattina,

Come gestire i fondi vittime della strada ( da "CittadinoLex" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: gettone di presenza" del valore deciso dal consiglio di amministrazione della CONSAP . Questi due comitati non prendono decisioni, ma forniscono pareri al consiglio di amministrazione di CONSAP, ad esempio sulle questioni relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il fondo strada e quello caccia e sulla scelta delle imprese che devono liquidare i danni per


Articoli

Boc, il consigliere che sbaglia paga (sezione: Costi dei politici)

( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Enti Locali Numero 134, pag. 18 del 6/6/2008 Autore: di Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF       La Corte conti Umbria sui buoni comunali emessi per finanziare spese diverse dagli investimenti Boc, il consigliere che sbaglia paga Sanzioni fino a 20 volte l'indennità di carica percepita Ricorrere all'emissione di Buoni ordinari comunali (Boc) per finanziare spese che si rivelano diverse da quelle da investimento fa scattare a carico dei consiglieri comunali che hanno deliberato con voto favorevole il relativo danno erariale, che si manifesta nell'irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 30, comma 15, della legge finanziaria 2003, pari a un minimo di cinque e a un massimo di 20 volte l'indennità di carica percepita al momento della commissione della violazione, oltre che a rendere nulli i relativi atti e contratti. Lo ha sancito la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Umbria, nel testo della sentenza n. 87, depositata lo scorso 23 maggio, con la quale ha condannato i consiglieri comunali di Terni a versare nelle casse dell'amministrazione locale un importo variabile, in relazione all'indennità di carica (in questo caso al gettone di presenza) percepita, per aver votato favorevolmente, nel 2004 e nel 2005, alcune delibere che davano il via all'emissione di distinti Boc per finanziare spese che, dopo un'attenta verifica, non si sono rivelate vere e proprie "spese da investimento". Come si ricorderà, è l'articolo 3, comma 18, della legge n. 350 del 2003 (Finanziaria 2004) che elenca tassativamente le fattispecie che, ai sensi del sesto comma dell'articolo 119 della Carta costituzionale, si considerano investimenti. Tra questi, si annoverano l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili, costituiti da fabbricati sia residenziali sia non residenziali, l'acquisizione di aree, nonché gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani urbanistici attuativi volti al recupero e alla valorizzazione del territorio. Resta da sciogliere il nodo della responsabilità dei soggetti che hanno determinato, attraverso il loro voto favorevole, un indebitamento dell'ente locale per finanziarie spese diverse da quelle da investimento. Sul punto, soccorre l'intervento del legislatore che, con l'articolo 30, comma 15, inserito nella legge finanziaria del 2003, prevede che qualora gli enti territoriali ricorrano all'indebitamento per finanziare spese diverse da quelle da investimento i relativi atti e contratti sono nulli. Le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti possono irrogare agli amministratori che hanno assunto la relativa delibera la condanna a una sanzione pecuniaria pari a un minimo di cinque e fino a un massimo di20 volte l'indennità di carica percepita al momento della commissione della violazione. Il collegio, dopo un'attenta disamina delle deliberazioni consiliari, ha pertanto affermato la colpa grave dei consiglieri comunali convenuti, rilevando che, sul piano dell'accertamento della responsabilità sanzionatoria di cui all'art. 30, comma 15, della legge n. 289/2002, le condotte deliberative di indebitamento vanno valutate tenendo conto dell'intervento di spesa al quale sono destinate le risorse dell'indebitamento stesso, così che in presenza di un'unica delibera di indebitamento che destini le relative risorse a una pluralità di interventi, le valutazioni sulla colpa grave devono essere condotte facendo specifico riferimento a ciascuno di tali interventi e non alla delibera complessiva. Interessante è inoltre la parte della sentenza dove, su eccezione della difesa, le disposizioni ex art. 30, comma 15, si prestino a riferirsi alla sola indennità di funzione e non al gettone di presenza, cosicché si avrebbe una sorta di esenzione per i consiglieri comunali che soggiacciono a tale forma di remunerazione. Per la Corte, una simile lettura sarebbe "irrazionale": sotto l'ampia dizione indennità di carica vanno pertanto collocate sia l'indennità di funzione del sindaco sia il gettone di presenza dei consiglieri comunali, con l'ulteriore distinzione di quest'ultimo a seconda che sia fruito su base giornaliera ovvero forfetariamente su base mensile, come "indennità di funzione" dei consiglieri comunali.

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Costi della politica, si può tagliare più del 10% (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Regione "Costi della politica, si può tagliare più del 10%" UDINE. Un risparmio sui costi della politica e delle istituzioni del 10%? L'Anci, che ieri a Udine ha convocato il Comitato esecutivo, accetta la sfida lanciata dal presidente della Regione Tondo e rilancia. "Se lavoriamo assieme possiamo fare di più. Dialoghiamo, parliamo su questo e altri problemi". I comuni - rileva l'Anci - sono disponibili a fare la loro parte, se tutti fanno la loro però. E rilanciano lo spirito del Patto interistituzionale firmato dall'Anci, dall'Upi, dall'Uncem e dalla Regione il 26 febbraio nella sede della Regione in via Sabbadini. Un patto, per l'appunto interistituzionale, che impegna Regione, province e i comuni del Friuli Venezia Giulia nel contenimento del costo delle istituzioni. "Il patto interistituzionale - spiega Gianfranco Pizzolitto, al quale ha lavorato intensamente il vice Paolo Dean - è il prodotto di un lungo confronto fra Regione Anci, Upi e Uncem che hanno ritenuto opportuno individuare le linee guida degli interventi di rispettiva competenza, nell'ambito dei principi e delle norme fondamentali del sistema Regione - autonomie locali, riconosciuta l'importanza di valorizzare le particolari condizioni di autonomia riconosciute, anche in materia di ordinamento degli enti locali, alla Regione Friuli Venezia Giulia". Ma cosa prevede il Patto? In breve: intraprendere, sul piano legislativo e amministrativo, tutte le azioni volte a realizzare una complessiva riforma del sistema istituzionale e amministrativo della Regione, con l'obiettivo di una razionalizzazione delle risorse e delle competenze, evitando sovrapposizioni e diseconomie; di evitare sperequazioni tra dimensioni degli organi, numero ed indennità degli amministratori, seguendo criteri omogenei, in base a parametri oggettivi, quali il livello di responsabilità ed impegno richiesto. Prevede inoltre la razionalizzazione delle funzioni ed eliminazione delle duplicazioni di funzioni, nonché soppressione degli enti che svolgono funzioni che possono essere svolte da altri livelli istituzionali previsti in Costituzione; l'armonizzazione delle indennità dei consiglieri regionali, dei sindaci dei comuni capoluogo di provincia e dei presidenti di provincia, nonché delle disparità di trattamento tra amministratori pubblici, al fine di favorire condizioni di democrazia volte a garantire pari condizioni di accesso alle cariche elettive.

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Viaggio con la storia Alle ore 19 presso l'Accademia Nazionale di Danza (l.go Arrigo VII 5) Dacia Maraini presenta "Il treno dell'ultima notte". Introduce Oliviero La Stella. visti dal basso Erri De Luca presenta "Pianoterra" alle 18.30 da Rinascita in viale Agosta 36 Ingresso libero e letture dal vivo. un indiano a roma Alle ore 18 da Rinascita in via delle Botteghe Oscure 1 "Assalto alla diligenza. Quando Appignani rinacque Cavallo Pazzo" di Marco Erler. Intervengono Nicola Caracciolo, Carlo Lizzani, Vincenzo Mollica e Domenico Monetti. giallo sul set Alle 20.30 alla Galleria Grazieprego in via del Pigneto 281, nell'ambito della rassegna "Parole parole" curata dal cineclub Alphaville, il regista Umberto Lenzi presenta il suo libro "Delitti a Cinecittà". bell'italia Alla libreria L'Argonauta di via Reggio Emilia 89 alle 18 viene presentata la collana "I luoghi della Nobiltà" dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Introducono Antonio Licordari e Raffaella Cornacchini. Saranno presenti Giorgio Ortolani,, Luca Creti, Guido Rebecchini e Giuseppe Sgarzini. storia di confine Alle ore 19 alla libreria Liber.Mente di via del Pellegrino 94 "Il macellaio" di Roberto Fustini. Interviene Franco Grillini. vivere on line Alle ore 21 da Bibli in via dei Fienaroli 28 "Ki 6?" di Serena Caramitti. Intervengono Eugenio Ragni e Marcello Teodonio, letture di Salvatore Martino. Interventi musicali del soprano Slavina Caruso, al piano Domenico Poccia. aspettando il gay pride Alle ore 18 alla Feltrinelli di viale Marconi 190 presentazione del volume "Omosapiens 2. Spazi e identità queer". Partecipano Silvia Antosa, Imma Battaglia, Stefano Campana e Domenico Rizzo.

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PERUGIA L'UNCEM <STOPPA> la (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

CRONACHE pag. 18 ? PERUGIA ? L'UNCEM "STOPPA" la... ? PERUGIA ? L'UNCEM "STOPPA" la Regione. All'Unione delle Comunità montane dell'Umbria non piace l'ultimo ritocco alla legge di riforma di questi enti varato da palazzo Cesaroni martedì scorso, perché lo ritiene "un provvedimento di facciata che non coglie obiettivi di efficienza". Da qui la richiesta a tagliare i costi della politica anche nello stesso consiglio regionale. Secondo la presidente di Uncem Umbria Agnese Benedetti (nel tondo), "mettendo mano, per l'ennesima volta, a una legge approvata nemmeno un anno fa, che aveva ridotto numero, organi e indennità delle Comunità Montane, il Consiglio regionale interviene di nuovo senza il coinvolgimento degli enti interessati e senza che venga colto il vero obiettivo di efficienza e di risposta ai problemi dei cittadini, soprattutto di quelli che in montagna ci vivono. Con la nuova modifica ? osserva la Benedetti ? la Regione dice di adeguarsi alla Finanziaria dello Stato, ma lo fa solo in minima parte e occupandosi più dell'apparenza che della sostanza. I tanto osannati risparmi conseguenti a questa ulteriore correzione delle indennità degli organi andranno, a conti fatti, a realizzare un misero bottino di poche migliaia di euro, colpendo invece in modo pesante il rispetto della democrazia e ritorcendosi, paradossalmente, proprio sull'unica area montana della Regione che, per le sue caratteristiche, ha un territorio esteso e densità bassa di popolazione". La presidente Uncem chiede invece che alla Regione, sul tema dei costi della politica, "un serio segnale di risparmio, cominciando, per esempio, a riportare il numero dei consiglieri regionali da 36 a 30. Lo faccia diminuendo gli ingenti fondi riservati all'attività dei gruppi politici, che si aggiungono alle singole indennità consiliari e li destini a servizi per la popolazione". A DIFESA della legge regionale di riforma, il capogruppo del Pd Gianluca Rossi tuona: "Non è una riforma soft. Il risparmio per la Regione sarà di oltre 700mila euro l'anno. Le nuove norme rispondono alle necessità di riduzione dei costi della politica e di razionalizzazione dell'assetto degli enti locali in Umbria. La sola spesa per le indennità degli amministratori delle Comunità passerà dal milione di euro attuale a meno di 300mila euro l'anno. Si tratta di un risparmio importante per la Regione e, quindi, per i cittadini. Decisa la replica a Rossi della capogruppo di Fi-Pdl in Consiglio regionale Fiammetta Modena: "Le dichiarazioni del capogruppo del Pd rispecchiano l'atteggiamento di una maggioranza che spara 'spot' e cifre. Sono dodici mesi che si parla di riforma e di risparmi. Prima con la legge Ati, poi con la finanziaria per i commissari, quindi con la Finanziaria nazionale. Il risultato è il solito: le comunità montane sono sempre nove".

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I conti in tasca a Santa Romana Chiesa (sezione: Costi dei politici)

( da "Unita, L'" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stai consultando l'edizione del I conti in tasca a Santa Romana Chiesa di Giancarlo De Cataldo P erché siete diventati, di colpo, così duri, così intransigenti, ho chiesto a un amico cattolico, un signore ben addentro alle vaticane cose? Perché tanta insistenza, così ossessiva, sulla morale individuale, sulla sessualità, sulla tradizione? Perché quando abbiamo mollato, è stata la laconica risposta, stavamo scomparendo. Papa Giovanni, la Populorum Progressio, la Promozione Umana, la Teologia della Liberazione... tutto questo ci stava condannando all'estinzione. Tutte le fedi si rafforzano, noi non potevamo tirarci indietro. Il dialogo, in sostanza, non paga. E il rafforzamento della fede costa, e costa caro. La Chiesa impiega solo una parte minima dell'8 per mille in opere di carità (fonte Cei). Il resto va in proselitismo, in rafforzamento dell'istituzione. Nella gestione di molteplici attività a sfondo imprenditoriale. E in egemonia culturale. Ecco una delle tante informazioni che si ricavano da La Questua, l'inchiesta di Curzio Maltese sul potere economico della Chiesa cattolica che ha meritato all'autore gli strali del cardinal segretario di Stato della Santa Sede (con la collaborazione di Carlo Pontesilli e Maurizio Turco, Feltrinelli serie bianca, pagine 172, euro 14,00). Finiamola! ha tuonato l'altissimo prelato. La lettura del libro giustifica una simile reazione: Maltese, nella sua documentatissima indagine, ignora e trascura la superficie, il pettegolezzo, il facile veleno del gossip. Va diritto al cuore del problema, usando un punto di vista particolare - diciamo il "viaggio del denaro" - come escamotage narrativo per raccontare una storia ben più problematica e articolata. E costringe il lettore a confrontarsi con il tema del rapporto fra Chiesa e Stato nell'Italia di oggi, e, più in generale, fra laici e credenti nel mondo contemporaneo. La Chiesa costa ogni anno, alle tasche degli italiani, quattro miliardi e passa di euro. Approssimato per difetto, l'equivalente del costo della "Casta" secondo il bestseller di Stella&Rizzo. Soltanto una piccola parte di questo "bendiddio" (come abbiamo visto) finisce in opere di assistenza e concreta carità. La Chiesa dispone di un patrimonio immobiliare talmente imponente da sfuggire, nella sua reale estensione, agli stessi detentori. La Chiesa è uno dei più intelligenti e spregiudicati operatori turistici sul mercato. Notizie di pubblico dominio, oltretutto mai smentite (e non risultano, allo stato, querele). Maltese scrive per un giornale che ha appoggiato i governi di centrosinistra mentre la Chiesa sembra essersi da tempo "posizionata" sull'opposta sponda. Eppure, la Questua è decisamente bipartisan. Sottolinea come l'intera classe politica- tranne rarissime eccezioni- sia da sempre estremamente sensibile al prestigio (e al peso elettorale) della Chiesa. Non omette di menzionare, ma anzi evidenzia, assai criticamente, l'impegno del cattolico Prodi nell'evitare il confronto, sollecitato dall'Unione Europea, sui privilegi fiscali dei beni ecclesiastici. Riconosce al centro-sinistra il "merito" di aver favorito le scuole cattoliche con agevolazioni negate per cinquant'anni dai governi a maggioranza democristiana. Maltese non è nemmeno un acceso anticlericale. Non tratta la Chiesa da "casta" in termini sprezzanti. Evita accuratamente giudizi approssimativi, rifiuta di confondere santi e faccendieri, si allontana orgogliosamente dal coro dei livorosi libellisti che alimentano la cultura del sospetto e del mugugno. Il suo rispetto nei confronti dell'istituzione d'oltretevere è palese. Ammira i preti di frontiera, i volontari che combattono in situazioni estreme, gli ambasciatori di pace, quelli che combattono dalla parte degli ultimi. A tratti affiora persino una venatura di nostalgia per quell'Italia più povera, ma più solida e solidale, nella quale alla parrocchia e alla sezione del Pci era rimesso il compito, fondamentale, di accompagnare, sostenere, educare i nostri ragazzi. Nonostante tutto questo, o, meglio, proprio a causa di tutto questo, ben si comprendono il diktat prelatizio e la "reazione a catena" degli ambienti cattolici di cui parla, nell'introduzione al volume, Ezio Mauro. Maltese ha un peccato originale: è un laico. E lo rivendica nel momento nel quale più acuto e conflittuale è il distacco fra il sentire laico e quello religioso. Il suo racconto, intessuto di regalìe, spregiudicate operazioni finanziarie, abili inziative imprenditoriali, segnato da qualche nefandezza e da qualche eroismo, coinvolge davvero tutti: santi e faccendieri, credenti e non. E il "viaggio" del denaro e dei beni materiali può illuminarci, sui nodi di fondo, meglio di tanti saggi di ben più ambizioso spessore. Fra Stato e Chiesa c'è un patto non scritto. Lo Stato, smantellando il welfare, si ritira da territori che la Chiesa prontamente occupa. Gli ultimi, abbandonati a sè stessi dall'imperante neoliberismo, sono affidati alle mani amorevoli di un'istituzione millenaria. Donazioni, esenzioni, accumulazioni sono il prezzo dello scambio. Ma un simile accordo può reggere, e rivelarsi un bene per tutti, solo a condizione di assoluta reciprocità. Il che accade quando il laico e il credente, e le istituzioni che li rappresentano, si "sentano" simili. Ovvero, rispettino ciascuno le sfere di propria competenza. Argomento che è alla base del sentire laico ma che, oggi, la grande maggioranza dei credenti rifiuta. La grande bestia nera della fede si chiama relativismo etico. Categoria concettuale incompatibile con il regno dell'assoluto che impone altrettanto assoluta adesione. Nelle parole dell'amico addentro alle vaticane cose c'è il riconoscimento di una verità che il laico Maltese non può non condividere: esiste, oggi, un limite, nel dialogo, oltre il quale il credente non può spingersi. Anche perché - in perfetta buona fede - per un credente, oggi più che mai, il laico è un oggetto misterioso. Come può accadere, ad esempio, che un laico si prodighi per gli ultimi, assista i malati, si prenda cura della famiglia se non gliel'ha comandato Dio? Perché non si limita ad arricchirsi e a peccare, come ogni altra creatura che non è ancora stata toccata dalla Luce? Dal mistero alla conversione il passo è breve. Quella pecorella smarrita deve essere ricondotta alla ragione. Rectius: alla fede. In questa situazione di contrapposizione, è quanto meno paradossale che uno dei due contendenti finanzi generosamente l'altro. Ma è esattamente ciò che accade, oggi, in Italia. Ed è la rivelazione del paradosso, con ogni evidenza, a suscitare lo "scandalo". Lo Stato, ufficialmente laico, finanzia un'istituzione che non riconosce il valore della laicità, ed utilizza, in larga misura, i soldi che le vengono elargiti per rivendicare la propria ostilità contro di essa. La Chiesa istituzione ne esce rafforzata, lo Stato indebolito, quasi succube. E poiché un paradosso tira l'altro, nota Maltese, citando autorevoli commentatori cattolici (di solito decisamente più acuti e coraggiosi di tanti maestri del pensiero laico), la Chiesa non è mai stata così forte mediaticamente ed economicamente, e così debole nella sua "presa" sul quotidiano. Proprio quella "presa" che l'egemonia culturale dovrebbe garantire. Difficile dar torto ai cardinali e ai commentatori che intuiscono l'humus insidioso di questo libro. Difficile, anche, dar torto ai fatti che Maltese enuncia. E forse impossibile condividere la sua speranza finale: che, cioè, un giorno (ma quando?) una forza autenticamente riformista e riformatrice batta un colpo alle porte del Vaticano. NELLA "QUESTUA" Curzio Maltese indaga sul "viaggio del denaro" verso il Vaticano: quattro miliardi di euro l'anno, dei quali solo una parte minima viene destinata a opere di carità.

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Maldini, rischio di addio per colpa di un milione (sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

SPORT pag. 42 Maldini, rischio di addio per colpa di un milione... IL CASO IL CAPITANO NON SI ACCORDA COL CLUB ? MILANO ? LO AVEVAMO "anticipato" pochi giorni fa, purtroppo non era solo un'indiscrezione come altre: Maldini e il Milan sono ad un passo dall'addio. Inatteso nei tempi, sorprendente nei modi. Perché tutti erano convinti che il capitano avrebbe continuato a giocare almeno per un anno, perché mai si sarebbe pensato che la causa del divorzio potesse essere di natura economica. Nessun problema fisico, nessun acciacco improvviso. Solo (vistose) divergenze di idee sull'ingaggio di un anno. Secondo alcuni Maldini chiederebbe addirittura 3 milioni a stagione, mentre Galliani gliene offrirebbe la metà. In realtà pare che le cifre in discussione siano inferiori: il difensore nell'ultima stagione- ha guadagnato 1,8 milioni chiedeva un ritocco a 2 milioni come "premio" mentre pare che la società vorrebbe che si accontentasse di un milione. Insomma, visti gli stipendi attuali, una specie di ricco gettone di presenza. Maldini di fronte a questa proposta si è irrigidito, per una questione di principio. Il discorso fatto dal capitano in via Turati è chiaro: se mi volete ancora mi trattate come un giocatore di prima fascia. Se, invece, mi tenete per riconoscenza, grazie mille ma non accetto. E i dirigenti rossoneri, imbarazzati, si sono subito cautelati bloccando Simic, richiesto da Rangers, Celtic e Galatasaray. La questione verrà risolta al ritorno di Maldini, in vacanza in America. G.M.

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Conti Ipab L'accusa dei sindacati (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-06-06 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Conti Ipab L'accusa dei sindacati VICENZA - Ipab, sindacati all'attacco: posti vuoti, cda da dimezzare ed un profilo economico che preoccupa. "Ora si parla di tagliare il personale, che è già ridotto all'osso denuncia Giancarlo Puggioni, Cgil Funzione Pubblica - attualmente, basta che qualcuno si ammali e saltano i piani ferie dei dipendenti". Su queste tematiche le categorie Cgil Cisl e Uil dei lavoratori del pubblico impiego hanno chiesto un incontro all'assessore ai Servizi Sociali Giovanni Giuliari. "Vedendo l'ultima delibera di approvazione sul bilancio di previsione 2008 - prosegue Puggioni - si capisce che la situazione sul profilo economico è grave. Sostanzialmente l'Ipab di contrà San Pietro sta viaggiando con un disavanzo di gestione di quasi un milione di euro all'anno pur in presenza di rette altissime, tra le più alte della provincia". La Regione ha acconsentito allo stanziamento di una somma sufficiente a coprire il disavanzo, ma secondo i sindacati l'ente di assistenza pur non dichiarandolo si preparerebbe a tagliare posti di lavoro per sanare il bilancio: "Le cause del "rosso" sono molteplici, in primis il fatto che da inizio 2008 ben 41 posti letto non sono occupati. Il che implica entrate inferiori osserva Puggioni - a organico invariato. Un problema simile si era presentato anche lo scorso anno. La nostra proposta, per contribuire ad arrivare al pareggio fra entrate e uscite, è anzitutto tagliare le spese del Cda: non ha senso che il consiglio di amministrazione sia composto da nove membri, ne basterebbero cinque, senza contare le cifre che se ne vanno per rimborsi spese, gettoni di presenza e altro".

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Pd: alle Regioni i soldi delle tessere (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-06 - pag: 14 autore: Svolta federalista. Solo i rimborsi resteranno a Roma Pd: alle Regioni i soldi delle tessere Lina Palmerini ROMA C'è uno scontro sotterraneo nel Partito democratico che i vertici stanno cercando di comporre. è sull'assetto federale del Pd che è arrivato al culmine soprattutto dopo la decisione di Veltroni di affidare l'organizzazione a un ex Popolare come Beppe Fioroni sfilandola di fatto agli ex Ds. Una scelta che aveva messo in allarme non solo i vertici diesse nel Pd ma soprattutto strutture regionali come l'Emilia o la Toscana. E allora è partita l'offensiva sul Pd federale, a partire dalle risorse. In pratica i territori vogliono un ripensamento nel finanziamento del partito e un decentramento vero delle risorse. Un cavallo di battaglia su cui sono saliti anche molti esponenti del Pd del Nord che l'autonomia da Roma – economica ma anche di alleanze e programmi – la vogliono subito. Dunque, alle strutture in subbuglio, che avevano minacciato di mettere sul tappeto lo scontro alla prossima assemblea costituente, i vertici del Pd hanno offerto un compromesso. Per la prima volta – sia per l'ex Margherita che per gli ex Ds – i soldi dei rimborsi resteranno a livello nazionale ma tutti gli introiti del nuovo tesseramento resteranno a livello regionale. Insomma, da luglio – mese nel quale partiranno le nuove iscrizioni – le Regioni che faranno più tessere incasseranno di più. Non era mai successo. Nella ex Margherita, infatti, era Roma che incassava tutti i soldi del tesseramentoe lo stesso avveniva nei Ds che però poi ne redistruibuivano una parte alle strutture regionali. La decisione di decentrare le risorse non è ancora ufficiale ma è quella che si profila. Il costo della tessera sarà di 15 euro ma anche su questo ci sarà un margine di flessibilità. Il punto, però, sarà quello di dare una mano alle Regioni dove il Pd è meno forte. Intanto, se i territori alzano la voce, a Roma le varie componenti del Pd si mettono in movimento ( ieri i popolari, oggi la sinistra, domani i "bindiani"). Dopo le iniziative politiche di D'Alema, insomma, è tutto un fiorire di seminari. Ieri si è riunita l'area dei cattolici ex Ppi all'università Gregoriana per analizzare il voto cattolico alle ultime elezioni. Walter Veltroni (che ieri ha visto Martin Schultz sulla questione della collocazione Ue del Pd) non è andato ma erano presenti D'Alema e Franco Marini che ha bollato come "ossessione" la questione del voto cattolico. "In molti hanno votato Pd – ha detto l'expresidente del Senato – qualcuno in più per il Pdl. Ma questo è stato il voto degli italiani, a meno che qualcuno non ritenga i cattolici una categoria a parte, come i commercianti o gli impiegati". In sintesi, i dati mostrano che i cattolici praticanti hanno premiato il bipolarismo orientandosi principalmente su Pdl ( 43,6%) e Pd (35,3%) che, però, da ottobre ha acquistato un 10% in più di consensi. Il punto debole per il Pd sono i praticanti saltuari. "Vuol dire che c'è un'area del Paese che vive l'essere cattolico come religione civile, cioè che su alcuni temi come la vita o la famiglia o la solidarietà si sente affine ai valori del centro-destra", racconta Giorgio Tonini che pone poi un interrogativo: "A Milano tutti erano con il cardinal Martini ma poi la maggioranza votava per Berlusconi: è questo che ci dobbiamo spiegare". IL VOTO CATTOLICO Al seminario degli ex Ppi: il 43% dei praticanti ha votato Pdl, il 35% per il Pd Lo stop di Marini: nessuna ossessione.

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Porte girevoli (sezione: Costi dei politici)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

OPINIONI PORTE GIREVOLI La casta democratica di Edmondo Berselli La superiorità morale della sinistra è qualcosa che non è intrinseca al Dna dei suoi leader, non è una virtù innata Il pasticciaccio brutto di Genova, con il durissimo colpo subito dall'amministrazione di Marta Vincenzi, 'SuperMarta' per i titoli dei giornali, ha un rilievo importante e rischioso nel panorama politico italiano; e naturalmente getta ombre inquietanti sul Partito democratico. Questo per una serie di ragioni che conviene cominciare a districare prima che i problemi aumentino fino a diventare incontrollabili. Per chi non l'avesse ancora capito, il Pd è in una condizione difficile. Ha una leadership indebolita dalla sconfitta elettorale; nutre un'incertezza strategica sul terreno delle alleanze, testimoniata dall'eterno duello fra Massimo D'Alema e Walter Veltroni; prova un'attrazione letale per la sfera del governo e per il Berlusconi seduttivo e presidenziabile di questi tempi; ha rinunciato nei fatti a difendere i risultati dei due anni del governo Prodi, consegnandolo al silenzio; non sa se il 33,1 per cento del 13-14 aprile potrà essere confermato alle elezioni europee del prossimo anno. E via elencando cose sotto gli occhi di tutti. Come ha detto il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, sulla sicurezza la sinistra è preda di "sociologismi e inconcludenze". Sulla questione istituzionale, e in particolare sul federalismo fiscale, il Pd naviga a vista, facendo sentire voci diverse a seconda di chi parla al momento. Le sue risorse di credibilità principali, invece, sono elementi poco spettacolari, che si possono riscontrare soltanto sul campo. Ad esempio, la buona amministrazione nelle regioni 'rosse', frutto di sintesi storiche, di pragmatismo e di contiguità con il mondo della piccola e media impresa, consolidatisi sulla scorta di un rigore e un'onestà strutturali nelle procedure burocratiche e nelle decisioni politiche. Ma il caso Genova, con le sue mance miserabili, la sua Tangentopoli stracciona, è lì a dimostrare che la superiorità morale della sinistra è qualcosa che non appartiene ontologicamente al Dna dei suoi esponenti, non è una virtù antropologica innata. Quindi il Pd queste doti qualitative deve conquistarsele, mantenerle o riconquistarle ogni giorno (non dovremmo trascurare che ci sarà pure un motivo se 'La casta' di Stella e Rizzo è apparso come un atto d'accusa al centrosinistra, ben più che alla destra). Ed è sotto gli occhi di tutti che il potere non appartiene alla sinistra per diritto naturale o divino, neanche nei suoi territori tradizionali. A suo tempo, il cerchio magico fu spezzato a Parma da Elvio Ubaldi, e da Giorgio Guazzaloca a Bologna nel 1999. Oggi, sotto le due Torri bolognesi, Sergio Cofferati ha deciso di ricandidarsi a Palazzo d'Accursio, ma è evidente che dovrà darsi da fare per andare a caccia dei voti di una città divenuta politicamente scettica. In sostanza: il diritto ereditario si è esaurito anche in quell'Italia che era orgogliosa dei suoi sindaci e dei suoi amministratori. La Lega in Emilia-Romagna ha raddoppiato i voti, e nella zona appenninica ha spuntato percentuali da record (è il vecchio voto 'bianco' ancora alla ricerca di una rappresentanza). Analisti come Carlo Trigilia e Francesco Ramella hanno già individuato sintomi di degrado politico-amministrativo nelle regioni rosse, anche se le percentuali spuntate dal Pd alle elezioni politiche appaiono ancora confortanti. In queste condizioni, il pericolo di un'erosione del consenso anche nelle aree di questa Italia 'centrale', un tempo fiore all'occhiello della capacità amministrativa del Pci, non è affatto un'ipotesi remota. è vero che fa fatica ad affacciarsi sulla scena una plausibile classe dirigente di destra, ma non è il caso di contare sulle insufficienze altrui. Se è vero che il Pd deve ripartire dal territorio, o "avvicinarsi al Paese" (come ripete Enrico Letta), deve mettere a frutto le personalità più convincenti che nel territorio agiscono. A quanto si capisce dai dati elettorali, il Pd è un'entità politica maggiormente competitiva nelle grandi città e fra le classi più scolarizzate: contiene in sé un elemento di dinamismo culturale e un contenuto di modernizzazione. Per valorizzare questi aspetti ci vuole un lavoro intenso e capillare, non un partito virtuale. Occorre saper ascoltare i cittadini, e non mostrare la sovrana indifferenza assicurata dalla propria indiscutibile superiorità. Infine, se occorre, ci vuole anche la capacità di farsi da parte, tempestivamente, quando le cose si mettono male, per distrazione o per incapacità. Altrimenti, in ogni roccaforte presunta può essere al lavoro la sindrome Bassolino.

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L'unione degli enti non piace alla Lega (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

CONSIGLIO. No all'assemblea permanente L'unione degli enti non piace alla Lega La Lega Nord affossa l'assemblea permanente degli enti locali. Nell'ultimo consiglio comunale è durato una manciata di minuti il dibattito sull'ordine del giorno per votare la proposta di legge redatta dalle unioni di enti locali Anci, Urpv, Uncem, Aiccre e Legautonomie per l'istituzione in Regione dell'assemblea permanente degli enti locali; in altri termini un ente di raccordo per mediare fra le esigenze di Comuni, Comunità montane e Unioni dei Comuni e il governo di Venezia. Ente farcito di ben 44 componenti, di cui 34 membri eletti dagli enti locali e dieci di diritto (i sette presidenti di Provincia e i presidenti dell'Anci Veneto, Unione regionale delle Province e Uncem veneto). La Lega Nord ha sparato contro il "carrozzone" e il sindaco Stefano Fracasso ha colto l'assist rimettendo nel cassetto l'ordine del giorno. "È un'ente inutile, un carrozzone che non serve a niente - spiega il capogruppo Massimo Signorin -. Perché ci sarebbero altre 44 persone a percepire un gettone di presenza e perché c'è già la strada per gli enti locali per farsi sentire in Regione: basta alzare il telefono e chiamare il proprio rappresentante di riferimento a Venezia. Se la Regione deve spendere soldi, sarebbe meglio che lo facesse per fare strade o per la sanità che ne hanno bisogno, e non per enti senza utilità. "Il sindaco Fracasso ha ritirato l'ordine del giorno dopo la nostra dichiarazione di voto contrario - conlcude Signorin -, segno che all'assemblea degli enti locali non crede nemmeno la maggioranza. Penso si tratti di uno degli ordini del giorno che ha avuto vita più breve in consiglio comunale".N.REZ. .

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Stella: Anche la Lega è Casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Stella: "Anche la Lega è Casta" Il giornalista ieri da Marton: ma in periferia è vitale Presentata "La Deriva" Alla berlina burocrazia cantieri infiniti, ritardi informatici e sulle energie alternative ALESSANDRO ZAGO Con "la Casta" ad oggi hanno venduto un milione e 250 mila copie. "la Deriva", appena uscito, ha già superato le 400 mila. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dopo aver denunciato privilegi e arroganza del potere, con "la Deriva" passano al setaccio i motivi per cui l'Italia è rimasta al palo: lacci burocratici, infrastrutture bloccate, ritardi informatici, ordini chiusi, scuola allo sfascio con troppi bidelli e una università non più competitiva. Ieri Stella era alla libreria Marton Ubik. Stella, "la Casta" e "la Deriva" sono libri impietosi. Anche il Nordest è dentro il mucchio? "Certo". Un paese che affonda mentre la politica galleggia sui privilegi. E la Lega? "L'unica proposta di legge per aumentare lo stipendio dei parlamentari è della Lega. E' stata depositata nell'altra legislatura. E' riportata nel nostro ultimo libro". Ma come: nel 2006, in Regione Veneto, un leghista doc come Toni Da Re ha tuonato contro l'aumento delle pensioni dei consiglieri provinciali... "La Lega ha varie facce. Se Da Re fa così, ci sono anche i leghisti che, a Bruxelles, non hanno votato a favore della proposta di legge che prevedeva che tutti i deputati europei avessero lo stesso stipendio. Un provvedimento che avrebbe automaticamente comportato l'abbassamento dello stipendio dei deputati italiani, quelli con lo stipendio più alto. Due leghisti si sono astenuti e uno ha votato contro". Non si salva nessuno. "Non è solo la Lega ad andare zoppa, è dentro un meccanismo. Ma bisogna anche dare atto alla Lega di avere in periferia un sacco di gente con un autentico spirito di volontariato e una passione politica che non si vedeva dai tempi del vecchio Pci. Diciamo che ci sono due piani, e la Lega è un partito complesso. Ci sono alcuni personaggi che hanno una venatura razzista, ma non è giusto liquidarla come un partito razzista. C'è dentro di tutto". Torniamo a "la Deriva". "L'Italia ha un grosso problema di regole, servono riforme serie e condivise da maggioranza e opposizione. Ma credo che l'Italia sarà in grado di ripartire, che ci possa essere un riscatto. L'Italia dà il meglio quando è in situazioni di difficoltà". Da dove ripartire? "Prima di tutto dalla riforma della scuola: occorre ripristinare il merito sia tra gli studenti che tra i professori. Poi c'è il problema delle infrastrutture: la tangenziale di Mestre anche oggi (ieri, ndr) è bloccata e infatti sono arrivato in ritardo". Cruciale, nel suo libro, la questione dell'energia. "L'Italia consuma come Romania, Polonia, Austria e Turchia messe insieme, consuma come 140 milioni di persone. Ma produce solo il 12% dell'energia che consuma". Dobbiamo imparare dagli altri Paesi? "Sì. Il nucleare a suo tempo in Italia è stato abbandonato ma non è stato sostituito da fonti di energia alternative. Oggi il paese del sole produce energia solare nella misura di un cinquantasettesimo rispetto alla Germania. La Svezia ha abolito il nucleare con un referendum 7 anni prima di noi. Però ha fatto subito partire l'eolico, il solare e il geotermico".

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Sulle aziende che scelgono Novara la seduta in Consiglio è segreta (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

IN MUNICIPIO. INTERRUZIONE AL PUNTO " SICUREZZA" Sulle aziende che scelgono Novara la seduta in Consiglio è segreta [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Sulla sicurezza il Consiglio comunale si divide di nuovo, mentre il centrodestra approva una mozione per ridurre i costi della politica sostituendo la documentazione cartacea con l'elettronica e proponendo per dissetare i consiglieri l'acqua del rubinetto al posto della minerale. Il Consiglio si è aperto in "seduta segreta" con la risposta del sindaco Massimo Giordano a un'interrogazione del centrosinistra che chiedeva di fare i nomi delle aziende che hanno chiesto di insediarsi a Novara. "Alcune aziende, di cui ho informato riservatamente i consiglieri - dice il sindaco - hanno chiesto direttamente a me l'intenzione di aprire a Novara. Altre ne hanno parlato addirittura con l'assessore regionale Conti. Continuo a sostenere che qui abbiamo tutte le potenzialità per una grande area industriale, di cui aspettiamo l'approvazione dalla Regione. Sembra che, finalmente, siamo in dirittura d'arrivo". Il Consiglio ha poi discusso una mozione, primo firmatario Marco Romano, sulla riduzione dei costi dei gruppi consigliari comunali. La proposta chiede di sostituire i documenti cartacei con quelli eletrreonici e il centrosinistra, attraverso Nicola Fonzo, ha chiesto di andare oltre, con una e-mail per ogni consigliere per le comunicazioni e l'aggiornamento del sito Internet comunale. La maggioranza non ha però inserito quest'ultima parte e il centrosinistra non ha partecipato alla votazione. Silvana Fagnani, della Lega, ha proposto di attribuire il gettone di presenza solo ai consiglieri che partecipano ad almeno due terzi del Consiglio e delle commissioni. Claudio Strozzi ha chiesto che l'acqua minerale in bottiglia venga sostituita negli uffici comunali con l'acqua della Sin "che è molto più buona e meno costosa". Infine il Consiglio ha affrontato una mozione della Lega che ha chiesto di adottare tutti i provvedimenti consentiti dalla legge per limitare l'iscrizione all'anagrafe degli stranieri che mettono a rischio la sicurezza. "E' un'esigenza che sente tutta la popolazione - hanno detto Massimo Vallò, Federico Perugini, Anna Maria Mariani e Paolo Mirabelli - e che non può restare inascoltata. Fra l'altro molti stranieri usano documenti falsi e residenze fittizie: occorre incrociare i dati per evitare che arrivino persone prive di permesso di soggiorno". La mozione ha innescato una polemica vivacissima tra maggioranza ed opposizione, con Giovanni Agnesina e Alfredo Reali che hanno bocciato senza mezzi termini la proposta "perchè non esiste un'emergenza sicurezza". E' stata presentata una proposta del centrosinistra che punta alla solidarietà ma la maggioranza l'ha bocciata. Il dibattito sulla mozione sicurezza verrà ripreso nel prossimo Consiglio.

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GIORNALISTI D'ASSALTO (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Giornalisti d'assalto Pansa, Scalfari, Stella, Rizzo, Travaglio, Maltese, Allam. Se si aggiunge anche Saviano, narratore della cronaca, si può ben dire che di giornalisti sono piene le classifiche. Evidentemente funziona la loro scrittura, la capacità di individuare dei temi che anche quando non appartengono alla contemporaneità e si declinano nei termini romanzeschi. La novità della settimana è questa, mentre nella graduatoria della varia si rivede in vetta il volume che celebra l'Inter scudettata e centenaria.

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Comunità montane, il Veneto punti su quelle vere (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

LA LETTERA Comunità montane, il Veneto punti su quelle vere di Valerio Piller Roner *Mancano poche settimane al 30 giugno, termine entro cui la Regione dovrà provvedere al riordino delle Comunità Montane come imposto dall'ultima Legge finanziaria, per ridurre e razionalizzare la spesa pubblica. Purtroppo si va delineando una riforma di basso profilo: Venezia pare voler mantenere lo status quo, lasciando inalterati perimetri e competenze, così, fra qualche mese, qualcuno potrà di nuovo scrivere che le Comunità Montane sono un Ente inutile, modello di spreco a beneficio della Casta. In effetti anche per una gran parte del territorio veneto enfaticamente definito montano la situazione non è molto diversa da quella rappresentata nel libro di Stella e Rizzo.(Segue a pagina 27).

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Stipendi d'oro a Piazza Affari/ Capuano guadagna più della sua collega Furse (sezione: Costi dei politici)

( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Venerdí 06.06.2008 14:28 --> Stipendi a sei cifre per i manager che guidano il London Stock Exchange, il gruppo che gestisce la Borsa di Londra e Piazza Affari nel 2008. Nel primo esercizio successivo, cioè, all'anno dell'aggregazione fra Borsa Italiana Spa e il Lse. Secondo l'Annual report del gruppo della City, dal primo aprile del 2008, la remunerazione base dell'amministratore delegato del listino londinese, Clara Furse, sarà di 540 mila sterline (circa 677 mila euro al cambio attuale) e di 750 mila euro per il vice amministratore delegato, Massimo Capuano. La Furse però riceverà un bonus di oltre un milione di euro. A seguire poi il nuovo Chief financial officer, Doug Webb, operativo dallo scorso 2 giugno, che guadagnerà 330 mila sterline (415 mila euro), e il presidente Chris Gibson-Smith con 325 mila sterline (407 mila euro). Angelo Tantazzi, invece, che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (Eni). Quanto ai bonus annuali del 2007, Capuano, ha ricevuto 750 mila euro al 31 dicembre, più altri 300 mila per i primi tre mesi del 2008, in seguito all'adeguamento dell'anno fiscale visto che il London Stock Exchange Group chiude l'esercizio al 31 marzo. Significativo è poi l'ammontare del piano bonus 2008 per l'amministratore delegato Clara Furse, in seguito "all'eccellente performance" che il gruppo ha registrato nel corso dell'anno precedente: per l'esercizio in corso il gruppo ha deliberato infatti un premio annuale di 1.036.966 sterline (1,3 milioni di euro) pari al 215 per cento della remunerazione base annuale. Lse ha previsto poi un piano incentivazione di lungo termine in azioni per i vertici del gruppo. Clara Furse possedeva in portafoglio alla fine dell'anno 224.275 azioni, Massimo Capuano 58.811. Ad oggi il titolo del Lse group quota intorno ai 940 pence. Infine, i benefit aziendali. In favore del numero uno di Piazza Affari la Borsa di Londra provvede a coprire, oltre una serie di assicurazioni (vita e spese mediche), anche le spese per la casa e a fornire un auto aziendale. L'amministratore delegato Furse e il direttore finanziario Webb, invece, ricevono entrambi un'indennità flessibile annua di 20 mila sterline (25 mila euro).

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BORSA: MILANO-LONDRA, A CAPUANO 750 MILA EURO DI STIPENDIO (sezione: Costi dei politici)

( da "Wall Street Italia" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di ANSA - -->(ANSA) - MILANO, 6 GIU - Stipendi d'oro per i vertici del London Stock Exchange, il gruppo che gestisce la borsa di Londra e Piazza Affari nel 2008, ovvero nel primo esercizio successivo all'anno dell'aggregazione con Borsa Italiana (giugno 2007). A partire dal primo aprile del 2008, si legge nell"Annual report' del London Stock Exchange Group, la remunerazione base dell'amministratore delegato del listino della City, Clara Furse, sarà di 540 mila sterline (circa 677 mila euro al cambio attuale) e di 750 mila euro per il vice amministratore delegato, Massimo Capuano. La Furse però riceverà un bonus di oltre un milione di euro. A seguire poi il nuovo Chief financial officer, Doug Webb, operativo dallo scorso 2 giugno, che guadagnerà 330 mila sterline (415 mila euro), e il presidente Chris Gibson-Smith con 325 mila sterline (407 mila euro). Angelo Tantazzi, invece, che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (Eni). Quanto ai bonus annuali del 2007, Capuano, ha ricevuto 750 mila euro al 31 dicembre, più altri 300 mila per i primi tre mesi del 2008, in seguito all'adeguamento dell'anno fiscale visto che il London Stock Exchange Group chiude l'esercizio al 31 marzo. Significativo è poi l'ammontare del piano bonus 2008 per l'amministratore delegato Clara Furse, in seguito "all'eccellente performance" che il gruppo ha registrato nel corso dell'anno precedente: per l'esercizio in corso il gruppo ha deliberato infatti un premio annuale di 1.036.966 sterline (1,3 milioni di euro) pari al 215 per cento della remunerazione base annuale. Lse ha previsto poi un piano incentivazione di lungo termine in azioni per i vertici del gruppo. Clara Furse possedeva in portafoglio alla fine dell'anno 224.275 azioni, Massimo Capuano 58.811. Ad oggi il titolo del Lse group quota intorno ai 940 pence. Infine, i benefit aziendali. In favore del numero uno di Piazza Affari la Borsa di Londra provvede a coprire, oltre una serie di assicurazioni (vita e spese mediche), anche le spese per la casa e a fornire un auto aziendale. L'amministratore delegato Furse e il direttore finanziario Webb, invece, ricevono entrambi un'indennità flessibile annua di 20 mila sterline (25 mila euro).(ANSA).

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Verso il voto (sezione: Costi dei politici)

( da "Sicilia, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pietraperzia L'elenco degli scrutatori sorteggiati g. c.) Nella delegazione comunale è avvenuto il sorteggio dei 70 scrutatori per le Provinciali. Ecco l'elenco. 1ª sez. "Marconi": presidente Calogero Vinci e scrutatori Rosa Crisafi, Filippa Roselli, Rosa Romano, Vincenzo Milazzo, Vincenzo Bonaffini. 2ª sez. "Marconi": presidente Fabiola Messina e scrutatori Calogero Di Blasi, Vanessa Pagliaro, Salvatore Di Lavore, Giuseppe Di Perri, Giovanna Giarrusso. 3ª sez. "Marconi": presidente Lorenza Nicoletti e scrutatori, Rosaria Messina, Claudio Di Blasi, Ignazio Dino Virruso, Filipponeri Caffo, Salvatore Tramontana. 4ª sez. "Marconi": presidente Giusy Tumminelli e scrutatori Michele Ciulla, Lucia Bonaffini, Valentina Ristagno, Maria Amico, Maria Tamburello. 5ª sez. "Costa": presidente Angelo Tumminelli e scrutatori Antonella Valverde, Luana Di Romano, Maria Marotta, Maria Rosa Toscano, Domenico Nocilla. 6ª sez. "Costa": presidente Angela Di Gerlanda e scrutatori Filippo Femminile, Carmela Bongiovanni, Filippo Bonanno, Felice Merlino, Filippo Tramontana. 7ª sez. "Costa": presidente Erminia Panevino e scrutatori, Salvatore Fiorino, Filippo Amico, Francesca Calì, Giuseppina Amico, Maria Ferro. 8ª sez. "Costa": presidente Dario Filippo Di Natale e scrutatori Federica Nocilla, Maria Rosaria Lima, Marilina Cutaia, Concetta Mancuso, Marco Di Cataldo. 9ª sez. "Verga": presidente Stefano Mangiapane e scrutatori Rosalba Arcadipane, Vincenza Mattanza, Melina Di Blasi, Carmen Amico, Rosa Marotta. 10ª sez. "Verga": presidente Panevino Ilaria e scrutatori Salvatore Rosselli, Claudia Miccichè, Agnese Raspa, Giovanna Palascino, Luisa D'Agostino. 11ª sez. "Verga": presidente Salvatore Bonaffini e scrutatori: Vincenzo Pagliaro, Rosalba Daniela Rizzo, Domenico Tamburello, Epifania Bifarella, Stefania Di Romana. 12ª sez. "Verga": presidente Giovanni Casentino e scrutatori Claudio Imprescia, Francesco D'Amico, Concetta Barrile, Giuseppe Carà, Pietrina Di Calogero. 13ª sez. "Verga": presidente Emanuele La Monica e scrutatori Liborio La Mattina, Michele Romano, Giuseppe Bellavia, Maria Stella Ciulla, Giuseppe Tuttobene. 14ª sez. "Canale": presidente Giovanna Martina Cannata e scrutatori Rosaria Siciliano, Giuseppe Amarù, Genoveffa Messina, Maria Ausilia Tortorici e Angela Femminile. CATENANUOVA Ecco i componenti dei seggi a. o.) La Commissione elettorale, presieduta dal vicesindaco Aldo Biondi, ha sorteggiato gli scrutatori. Sono: 1ª sez. (scuola elementare "Marconi"): Jessica Di Marco, Filippo Marrano, Maria Rita Racita, Lucia Valeria Russo, Carmela Camarda; 2ª sez. ("Marconi"): Francesca Bua, Dario Gulisano, Rosario Calandrino, Ilaria Elisa Zampino, Rossana Giorgia Di Marco; 3ª sez. (scuola media): Federica Grazia Biondi, Maria Rita Lo Cicero, Marzia Maria Musumarra, Barbara Castelli, Giuseppa Muni; 4ª sez. (scuola media): Salvatore Giaggeri, Nathalia Passalacqua, Anna Prinzivalli, Gabriella Cataffo, Alessandra Salerno; 5ª sez. (scuola media): Salvatore Pappalardo, Irene Virzì, Nicola Calì, Valentina Lo Presti, Luigi Proietto.

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Come gestire i fondi vittime della strada (sezione: Costi dei politici)

( da "CittadinoLex" del 06-06-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sei in: Prima Pagina | Trasporti | Testo Servono per il risarcimento di danni provocati da non assicurati Come gestire i fondi vittime della strada (DM Economia n. 98/2008 - GU n. 129 del 4.6.2008 ) Il fondo vittime della strada e quello vittime della caccia sono stati entrambi istituiti per risarcire i danni provocati al di fuori delle situazioni di normalità, cioè nel primo caso da veicoli o natanti non identificati, o senza assicurazione, o assicurati presso una compagnia in fallimento, mentre nel secondo da cacciatori sconosciuti, o privi dell'obbligatoria assicurazione per la responsabilità civile, o assicurati con una compagnia in liquidazione. Ad occuparsi della gestione di tali fondi è la Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A (CONSAP), come previsto dal Codice delle assicurazioni private del 2005, il quale stabilisce anche che vengano emanati regolamenti specifici per la loro amministrazione, oltre che per il loro intervento e rendiconto. Quindi, in considerazione delle rilevanti analogie di contenuti e disciplina intercorrenti tra le due previsioni normative, il governo ha deciso di emanare un unico regolamento, il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 98/2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 giugno scorso, che contiene anche le composizioni dei relativi comitati. Questo regolamento, in vigore dal 19 giugno 2008, stabilisce che ambedue i comitati, cioè quello per il fondo delle vittime della strada e quello per il fondo delle vittime della caccia, siano presieduti dal presidente o, in sua vece, dall'amministratore delegato della CONSAP. Inoltre, fanno parte degli organismi, due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, un rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, un rappresentante dell'ISVAP (Istituto di Vigilanza sulla assicurazioni Private), il dirigente della CONSAP, coordinatore delle attività del fondo di propria pertinenza (vittime strada o caccia), due dirigenti di imprese assicuratrici designati dall'Associazione di categoria maggiormente rappresentativa sul piano nazionale, un rappresentante dei consumatori (designato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti); mentre l'ufficio di segreteria del comitato è composto da due membri, di cui un funzionario del Ministero dello sviluppo economico ed un dipendente della CONSAP. Tutti i membri sono nominati con decreto del Ministro dello sviluppo economico e durano in carica tre anni ed hanno diritto ad un "gettone di presenza" del valore deciso dal consiglio di amministrazione della CONSAP . Questi due comitati non prendono decisioni, ma forniscono pareri al consiglio di amministrazione di CONSAP, ad esempio sulle questioni relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il fondo strada e quello caccia e sulla scelta delle imprese che devono liquidare i danni per i sinistri in questione, per poi ricevere il rimborso dalla CONSAP stessa. Il DM precisa che le riunioni del comitato sono valide quando intervengono almeno cinque dei suoi componenti e che le deliberazioni sono adottate a maggioranza degli intervenuti (con prevalenza del voto del presidente nei casi di parità). I fondi strada e caccia sono completamente autonomi e separati rispetto all'intera gestione della CONSAP, che è obbligata per tanto a tenere contabilità e scritture ad hoc, in modo che risulti sempre ben chiaro il patrimonio destinato a rispondere delle obbligazioni dei fondi stessi. La separazione della contabilità e delle scritture è un espediente fondamentale affinché il governo possa esercitare un'attività di vigilanza sulla gestione dei fondi, attraverso la richiesta, in qualsiasi momento, di notizie o dati. Il regolamento contiene , tra gli altri, un articolo (il n. 40) che stabilisce la riassunzione del personale di imprese poste in liquidazione coatta amministrativa presso quelle le imprese di assicurazione assegnatarie dei contratti delle compagnie di assicurazione dei veicoli a motore e dei natanti fallite. L'assunzione, comunque, sarà in proporzione all'ammontare dei premi dei contratti assegnati a ciascuna delle compagnie assicurative subentranti e durerà "fino all'esaurimento degli adempimenti connessi o susseguenti alle determinazioni adottate per la ripartizione del portafoglio". Questa regola varrà solo per i fallimenti che avverranno dopo il 19 giugno 2008 e per il personale assunto già da almeno un anno al momento della liquidazione. È previsto, infine, che le imprese provvedano all'assunzione del personale gradualmente, secondo un programma concordato con il commissario liquidatore, ed in relazione alle esigenze della liquidazione stessa. (09 giugno 2008).

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