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tARTICOLI DEL 6-6-2008 #TOP
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Articoli
Costi dei politici (18)
Boc, il consigliere che sbaglia paga
( da "Italia
Oggi" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: indennità di funzione e non al gettone di presenza, cosicché si avrebbe una sorta di esenzione per i consiglieri comunali che soggiacciono a tale forma di remunerazione. Per la Corte, una simile lettura sarebbe "irrazionale": sotto l'ampia dizione indennità di carica vanno pertanto collocate sia l'indennità di funzione del sindaco sia il gettone di presenza dei consiglieri comunali,
Costi
della politica, si può tagliare più del 10%
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Regione "Costi della politica, si può tagliare più del 10%" UDINE. Un risparmio sui costi della politica e delle istituzioni del 10%? L'Anci, che ieri a Udine ha convocato il Comitato esecutivo, accetta la sfida lanciata dal presidente della Regione Tondo e rilancia.
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Interventi musicali del soprano Slavina Caruso, al piano Domenico Poccia. aspettando il gay pride Alle ore 18 alla Feltrinelli di viale Marconi 190 presentazione del volume "Omosapiens 2. Spazi e identità queer". Partecipano Silvia Antosa, Imma Battaglia, Stefano Campana e Domenico Rizzo.
PERUGIA
L'UNCEM <STOPPA> la ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
sul tema dei
costi della politica, "un serio segnale di risparmio, cominciando, per esempio,
a riportare il numero dei consiglieri regionali da
I
conti in tasca a Santa Romana Chiesa
( da "Unita,
L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: equivalente del costo della "Casta" secondo il bestseller di Stella&Rizzo. Soltanto una piccola parte di questo "bendiddio" (come abbiamo visto) finisce in opere di assistenza e concreta carità. La Chiesa dispone di un patrimonio immobiliare talmente imponente da sfuggire, nella sua reale estensione, agli stessi detentori.
Maldini,
rischio di addio per colpa di un milione
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: mentre pare che la società vorrebbe che si accontentasse di un milione. Insomma, visti gli stipendi attuali, una specie di ricco gettone di presenza. Maldini di fronte a questa proposta si è irrigidito, per una questione di principio. Il discorso fatto dal capitano in via Turati è chiaro: se mi volete ancora mi trattate come un giocatore di prima fascia.
Conti
Ipab L'accusa dei sindacati ( da "Corriere del Veneto"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: La nostra proposta, per contribuire ad arrivare al pareggio fra entrate e uscite, è anzitutto tagliare le spese del Cda: non ha senso che il consiglio di amministrazione sia composto da nove membri, ne basterebbero cinque, senza contare le cifre che se ne vanno per rimborsi spese, gettoni di presenza e altro".
Pd:
alle Regioni i soldi delle tessere
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: E allora è partita l'offensiva sul Pd federale, a partire dalle risorse. In pratica i territori vogliono un ripensamento nel finanziamento del partito e un decentramento vero delle risorse. Un cavallo di battaglia su cui sono saliti anche molti esponenti del Pd del Nord che l'autonomia da Roma –
Porte
girevoli ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: non dovremmo trascurare che ci sarà pure un motivo se 'La casta' di Stella e Rizzo è apparso come un atto d'accusa al centrosinistra, ben più che alla destra). Ed è sotto gli occhi di tutti che il potere non appartiene alla sinistra per diritto naturale o divino, neanche nei suoi territori tradizionali. A suo tempo, il cerchio magico fu spezzato a Parma da Elvio Ubaldi,
L'unione
degli enti non piace alla Lega ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Perché ci sarebbero altre 44 persone a percepire un gettone di presenza e perché c'è già la strada per gli enti locali per farsi sentire in Regione: basta alzare il telefono e chiamare il proprio rappresentante di riferimento a Venezia. Se la Regione deve spendere soldi, sarebbe meglio che lo facesse per fare strade o per la sanità che ne hanno bisogno,
Stella:
Anche la Lega è Casta ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dopo aver denunciato privilegi e arroganza del potere, con "la Deriva" passano al setaccio i motivi per cui l'Italia è rimasta al palo: lacci burocratici, infrastrutture bloccate, ritardi informatici, ordini chiusi, scuola allo sfascio con troppi bidelli e una università non più competitiva.
Sulle
aziende che scelgono Novara la seduta in Consiglio è segreta
( da "Stampa,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ha proposto di attribuire il gettone di presenza solo ai consiglieri che partecipano ad almeno due terzi del Consiglio e delle commissioni. Claudio Strozzi ha chiesto che l'acqua minerale in bottiglia venga sostituita negli uffici comunali con l'acqua della Sin "che è molto più buona e meno costosa".
GIORNALISTI
D'ASSALTO ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Stella, Rizzo, Travaglio, Maltese, Allam. Se si aggiunge anche Saviano, narratore della cronaca, si può ben dire che di giornalisti sono piene le classifiche. Evidentemente funziona la loro scrittura, la capacità di individuare dei temi che anche quando non appartengono alla contemporaneità e si declinano nei termini romanzeschi.
Comunità
montane, il Veneto punti su quelle vere
( da "Gazzettino,
Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: qualcuno potrà di nuovo scrivere che le Comunità Montane sono un Ente inutile, modello di spreco a beneficio della Casta. In effetti anche per una gran parte del territorio veneto enfaticamente definito montano la situazione non è molto diversa da quella rappresentata nel libro di Stella e Rizzo.(Segue a pagina 27).
Stipendi
d'oro a Piazza Affari/ Capuano guadagna più della sua collega Furse
( da "Affari
Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (
BORSA:
MILANO-LONDRA, A CAPUANO 750 MILA EURO DI STIPENDIO
( da "Wall
Street Italia" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo Scaroni (
Verso
il voto ( da "Sicilia, La"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Rosalba Daniela Rizzo, Domenico Tamburello, Epifania Bifarella, Stefania Di Romana. 12ª sez. "Verga": presidente Giovanni Casentino e scrutatori Claudio Imprescia, Francesco D'Amico, Concetta Barrile, Giuseppe Carà, Pietrina Di Calogero. 13ª sez. "Verga": presidente Emanuele La Monica e scrutatori Liborio La Mattina,
Come
gestire i fondi vittime della strada
( da "CittadinoLex"
del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: gettone di presenza" del valore deciso dal consiglio di amministrazione della CONSAP . Questi due comitati non prendono decisioni, ma forniscono pareri al consiglio di amministrazione di CONSAP, ad esempio sulle questioni relative all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il fondo strada e quello caccia e sulla scelta delle imprese che devono liquidare i danni per
( da "Italia Oggi" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Enti Locali Numero 134, pag. 18 del 6/6/2008
Autore: di Antonio G. Paladino Visualizza la pagina in PDF
La Corte conti Umbria sui buoni comunali emessi per finanziare spese diverse
dagli investimenti Boc, il consigliere che sbaglia paga Sanzioni fino a 20
volte l'indennità di carica percepita Ricorrere all'emissione di Buoni ordinari
comunali (Boc) per finanziare spese che si rivelano diverse da quelle da
investimento fa scattare a carico dei consiglieri comunali che hanno deliberato
con voto favorevole il relativo danno erariale, che si manifesta
nell'irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 30, comma 15, della
legge finanziaria 2003, pari a un minimo di cinque e a un massimo di 20 volte
l'indennità di carica percepita al momento della commissione della violazione,
oltre che a rendere nulli i relativi atti e contratti. Lo ha sancito la sezione
giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Umbria, nel testo della
sentenza n. 87, depositata lo scorso 23 maggio, con la quale ha condannato i
consiglieri comunali di Terni a versare nelle casse dell'amministrazione locale
un importo variabile, in relazione all'indennità di carica (in questo caso al
gettone di presenza) percepita, per aver votato
favorevolmente, nel 2004 e nel 2005, alcune delibere che davano il via
all'emissione di distinti Boc per finanziare spese che, dopo un'attenta
verifica, non si sono rivelate vere e proprie "spese da
investimento". Come si ricorderà, è l'articolo 3, comma 18, della legge n.
350 del 2003 (Finanziaria 2004) che elenca tassativamente le fattispecie che,
ai sensi del sesto comma dell'articolo 119 della Carta costituzionale, si
considerano investimenti. Tra questi, si annoverano l'acquisto, la costruzione,
la ristrutturazione e la manutenzione straordinaria di beni immobili,
costituiti da fabbricati sia residenziali sia non residenziali, l'acquisizione
di aree, nonché gli interventi contenuti in programmi generali relativi a piani
urbanistici attuativi volti al recupero e alla valorizzazione del territorio.
Resta da sciogliere il nodo della responsabilità dei soggetti che hanno
determinato, attraverso il loro voto favorevole, un indebitamento dell'ente
locale per finanziarie spese diverse da quelle da investimento. Sul punto,
soccorre l'intervento del legislatore che, con l'articolo 30, comma 15,
inserito nella legge finanziaria del 2003, prevede che qualora gli enti territoriali
ricorrano all'indebitamento per finanziare spese diverse da quelle da
investimento i relativi atti e contratti sono nulli. Le sezioni giurisdizionali
regionali della Corte dei conti possono irrogare agli amministratori che hanno
assunto la relativa delibera la condanna a una sanzione pecuniaria pari a un
minimo di cinque e fino a un massimo di20 volte l'indennità di carica percepita
al momento della commissione della violazione. Il collegio, dopo un'attenta
disamina delle deliberazioni consiliari, ha pertanto affermato la colpa grave
dei consiglieri comunali convenuti, rilevando che, sul piano dell'accertamento
della responsabilità sanzionatoria di cui all'art. 30, comma 15, della legge n.
289/2002, le condotte deliberative di indebitamento vanno valutate tenendo
conto dell'intervento di spesa al quale sono destinate le risorse
dell'indebitamento stesso, così che in presenza di
un'unica delibera di indebitamento che destini le relative risorse a una
pluralità di interventi, le valutazioni sulla colpa grave devono essere
condotte facendo specifico riferimento a ciascuno di tali interventi e non alla
delibera complessiva. Interessante è inoltre la parte della sentenza dove, su
eccezione della difesa, le disposizioni ex art. 30, comma 15, si prestino a
riferirsi alla sola indennità di funzione e non al gettone
di presenza, cosicché si avrebbe una sorta di esenzione per i consiglieri
comunali che soggiacciono a tale forma di remunerazione. Per la Corte, una
simile lettura sarebbe "irrazionale": sotto l'ampia dizione indennità
di carica vanno pertanto collocate sia l'indennità di funzione del sindaco sia
il gettone di presenza dei consiglieri comunali, con l'ulteriore distinzione di
quest'ultimo a seconda che sia fruito su base giornaliera ovvero forfetariamente
su base mensile, come "indennità di funzione" dei consiglieri
comunali.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Regione
"Costi della politica, si può
tagliare più del 10%" UDINE. Un risparmio sui costi della politica e delle
istituzioni del 10%? L'Anci, che ieri a Udine ha convocato il Comitato esecutivo,
accetta la sfida lanciata dal presidente della Regione Tondo e rilancia. "Se lavoriamo assieme
possiamo fare di più. Dialoghiamo, parliamo su questo e altri problemi". I
comuni - rileva l'Anci - sono disponibili a fare la loro parte, se tutti fanno
la loro però. E rilanciano lo spirito del Patto interistituzionale firmato
dall'Anci, dall'Upi, dall'Uncem e dalla Regione il 26 febbraio nella sede della
Regione in via Sabbadini. Un patto, per l'appunto interistituzionale, che
impegna Regione, province e i comuni del Friuli Venezia Giulia nel contenimento
del costo delle istituzioni. "Il patto interistituzionale - spiega
Gianfranco Pizzolitto, al quale ha lavorato intensamente il vice Paolo Dean - è
il prodotto di un lungo confronto fra Regione Anci, Upi e Uncem che hanno
ritenuto opportuno individuare le linee guida degli interventi di rispettiva
competenza, nell'ambito dei principi e delle norme fondamentali del sistema
Regione - autonomie locali, riconosciuta l'importanza di valorizzare le particolari
condizioni di autonomia riconosciute, anche in materia di ordinamento degli
enti locali, alla Regione Friuli Venezia Giulia". Ma cosa prevede il
Patto? In breve: intraprendere, sul piano legislativo e amministrativo, tutte
le azioni volte a realizzare una complessiva riforma del sistema istituzionale
e amministrativo della Regione, con l'obiettivo di una razionalizzazione delle
risorse e delle competenze, evitando sovrapposizioni e diseconomie; di evitare
sperequazioni tra dimensioni degli organi, numero ed indennità degli
amministratori, seguendo criteri omogenei, in base a parametri oggettivi, quali
il livello di responsabilità ed impegno richiesto. Prevede inoltre la
razionalizzazione delle funzioni ed eliminazione delle duplicazioni di
funzioni, nonché soppressione degli enti che svolgono funzioni che possono
essere svolte da altri livelli istituzionali previsti in Costituzione;
l'armonizzazione delle indennità dei consiglieri regionali, dei sindaci dei
comuni capoluogo di provincia e dei presidenti di provincia, nonché delle
disparità di trattamento tra amministratori pubblici, al fine di favorire
condizioni di democrazia volte a garantire pari condizioni di accesso alle
cariche elettive.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Viaggio con la
storia Alle ore 19 presso l'Accademia Nazionale di Danza (l.go Arrigo VII 5)
Dacia Maraini presenta "Il treno dell'ultima notte". Introduce
Oliviero La Stella. visti dal basso Erri De Luca
presenta "Pianoterra" alle 18.30 da Rinascita in viale Agosta 36
Ingresso libero e letture dal vivo. un indiano a roma Alle ore 18 da Rinascita
in via delle Botteghe Oscure 1 "Assalto alla diligenza. Quando Appignani
rinacque Cavallo Pazzo" di Marco Erler. Intervengono Nicola Caracciolo,
Carlo Lizzani, Vincenzo Mollica e Domenico Monetti. giallo sul set Alle 20.30
alla Galleria Grazieprego in via del Pigneto 281, nell'ambito della rassegna
"Parole parole" curata dal cineclub Alphaville, il regista Umberto
Lenzi presenta il suo libro "Delitti a Cinecittà". bell'italia Alla
libreria L'Argonauta di via Reggio Emilia 89 alle 18 viene presentata la
collana "I luoghi della Nobiltà" dell'Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato. Introducono Antonio Licordari e Raffaella Cornacchini. Saranno
presenti Giorgio Ortolani,, Luca Creti, Guido Rebecchini e Giuseppe Sgarzini.
storia di confine Alle ore 19 alla libreria Liber.Mente di via del Pellegrino
94 "Il macellaio" di Roberto Fustini. Interviene Franco Grillini.
vivere on line Alle ore 21 da Bibli in via dei Fienaroli 28 "Ki 6?"
di Serena Caramitti. Intervengono Eugenio Ragni e Marcello Teodonio, letture di
Salvatore Martino. Interventi musicali del soprano Slavina
Caruso, al piano Domenico Poccia. aspettando il gay pride Alle ore 18 alla
Feltrinelli di viale Marconi 190 presentazione del volume "Omosapiens 2.
Spazi e identità queer". Partecipano Silvia Antosa, Imma Battaglia, Stefano
Campana e Domenico Rizzo.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
CRONACHE pag. 18 ? PERUGIA
? L'UNCEM "STOPPA" la... ? PERUGIA ? L'UNCEM "STOPPA" la
Regione. All'Unione delle Comunità montane dell'Umbria non piace l'ultimo
ritocco alla legge di riforma di questi enti varato da palazzo Cesaroni martedì
scorso, perché lo ritiene "un provvedimento di facciata che non coglie
obiettivi di efficienza". Da qui la richiesta a tagliare i costi della politica anche nello stesso consiglio regionale. Secondo la
presidente di Uncem Umbria Agnese Benedetti (nel tondo), "mettendo mano,
per l'ennesima volta, a una legge approvata nemmeno un anno fa, che aveva
ridotto numero, organi e indennità delle Comunità Montane, il Consiglio
regionale interviene di nuovo senza il coinvolgimento degli enti interessati e
senza che venga colto il vero obiettivo di efficienza e di risposta ai problemi
dei cittadini, soprattutto di quelli che in montagna ci vivono. Con la nuova
modifica ? osserva la Benedetti ? la Regione dice di adeguarsi alla Finanziaria
dello Stato, ma lo fa solo in minima parte e occupandosi più dell'apparenza che
della sostanza. I tanto osannati risparmi conseguenti a questa ulteriore
correzione delle indennità degli organi andranno, a conti fatti, a realizzare
un misero bottino di poche migliaia di euro, colpendo invece in modo pesante il
rispetto della democrazia e ritorcendosi, paradossalmente, proprio sull'unica
area montana della Regione che, per le sue caratteristiche, ha un territorio
esteso e densità bassa di popolazione". La presidente Uncem chiede invece
che alla Regione, sul tema dei costi della politica, "un serio segnale di risparmio, cominciando, per esempio,
a riportare il numero dei consiglieri regionali da
( da "Unita, L'" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stai consultando
l'edizione del I conti in tasca a Santa Romana Chiesa di Giancarlo De Cataldo P
erché siete diventati, di colpo, così duri, così intransigenti, ho chiesto a un
amico cattolico, un signore ben addentro alle vaticane cose? Perché tanta
insistenza, così ossessiva, sulla morale individuale, sulla sessualità, sulla
tradizione? Perché quando abbiamo mollato, è stata la laconica risposta,
stavamo scomparendo. Papa Giovanni, la Populorum Progressio, la Promozione
Umana, la Teologia della Liberazione... tutto questo ci stava condannando
all'estinzione. Tutte le fedi si rafforzano, noi non potevamo tirarci indietro.
Il dialogo, in sostanza, non paga. E il rafforzamento della fede costa, e costa
caro. La Chiesa impiega solo una parte minima dell'8 per mille in opere di
carità (fonte Cei). Il resto va in proselitismo, in rafforzamento
dell'istituzione. Nella gestione di molteplici attività a sfondo
imprenditoriale. E in egemonia culturale. Ecco una delle tante informazioni che
si ricavano da La Questua, l'inchiesta di Curzio Maltese sul potere economico
della Chiesa cattolica che ha meritato all'autore gli strali del cardinal
segretario di Stato della Santa Sede (con la collaborazione di Carlo Pontesilli
e Maurizio Turco, Feltrinelli serie bianca, pagine 172, euro 14,00). Finiamola!
ha tuonato l'altissimo prelato. La lettura del libro giustifica una simile
reazione: Maltese, nella sua documentatissima indagine, ignora e trascura la
superficie, il pettegolezzo, il facile veleno del gossip. Va diritto al cuore
del problema, usando un punto di vista particolare - diciamo il "viaggio
del denaro" - come escamotage narrativo per raccontare una storia ben più
problematica e articolata. E costringe il lettore a confrontarsi con il tema
del rapporto fra Chiesa e Stato nell'Italia di oggi, e, più in generale, fra
laici e credenti nel mondo contemporaneo. La Chiesa costa ogni anno, alle
tasche degli italiani, quattro miliardi e passa di euro. Approssimato per
difetto, l'equivalente del costo della "Casta"
secondo il bestseller di Stella&Rizzo. Soltanto una piccola parte di questo "bendiddio"
(come abbiamo visto) finisce in opere di assistenza e concreta carità. La
Chiesa dispone di un patrimonio immobiliare talmente imponente da sfuggire,
nella sua reale estensione, agli stessi detentori. La Chiesa è uno dei più
intelligenti e spregiudicati operatori turistici sul mercato. Notizie di
pubblico dominio, oltretutto mai smentite (e non risultano, allo stato,
querele). Maltese scrive per un giornale che ha appoggiato i governi di
centrosinistra mentre la Chiesa sembra essersi da tempo "posizionata"
sull'opposta sponda. Eppure, la Questua è decisamente bipartisan. Sottolinea
come l'intera classe politica- tranne rarissime eccezioni- sia da sempre
estremamente sensibile al prestigio (e al peso elettorale) della Chiesa. Non
omette di menzionare, ma anzi evidenzia, assai criticamente, l'impegno del
cattolico Prodi nell'evitare il confronto, sollecitato dall'Unione Europea, sui
privilegi fiscali dei beni ecclesiastici. Riconosce al centro-sinistra il
"merito" di aver favorito le scuole cattoliche con agevolazioni
negate per cinquant'anni dai governi a maggioranza democristiana. Maltese non è
nemmeno un acceso anticlericale. Non tratta la Chiesa da "casta" in
termini sprezzanti. Evita accuratamente giudizi approssimativi, rifiuta di
confondere santi e faccendieri, si allontana orgogliosamente dal coro dei
livorosi libellisti che alimentano la cultura del sospetto e del mugugno. Il
suo rispetto nei confronti dell'istituzione d'oltretevere è palese. Ammira i
preti di frontiera, i volontari che combattono in situazioni estreme, gli
ambasciatori di pace, quelli che combattono dalla parte degli ultimi. A tratti
affiora persino una venatura di nostalgia per quell'Italia più povera, ma più
solida e solidale, nella quale alla parrocchia e alla sezione del Pci era
rimesso il compito, fondamentale, di accompagnare, sostenere, educare i nostri
ragazzi. Nonostante tutto questo, o, meglio, proprio a causa di tutto questo,
ben si comprendono il diktat prelatizio e la "reazione a catena" degli
ambienti cattolici di cui parla, nell'introduzione al volume, Ezio Mauro.
Maltese ha un peccato originale: è un laico. E lo rivendica nel momento nel
quale più acuto e conflittuale è il distacco fra il sentire laico e quello
religioso. Il suo racconto, intessuto di regalìe, spregiudicate operazioni
finanziarie, abili inziative imprenditoriali, segnato da qualche nefandezza e
da qualche eroismo, coinvolge davvero tutti: santi e faccendieri, credenti e
non. E il "viaggio" del denaro e dei beni materiali può illuminarci,
sui nodi di fondo, meglio di tanti saggi di ben più ambizioso spessore. Fra
Stato e Chiesa c'è un patto non scritto. Lo Stato, smantellando il welfare, si
ritira da territori che la Chiesa prontamente occupa. Gli ultimi, abbandonati a
sè stessi dall'imperante neoliberismo, sono affidati alle mani amorevoli di
un'istituzione millenaria. Donazioni, esenzioni, accumulazioni sono il prezzo
dello scambio. Ma un simile accordo può reggere, e rivelarsi un bene per tutti,
solo a condizione di assoluta reciprocità. Il che accade quando il laico e il
credente, e le istituzioni che li rappresentano, si "sentano" simili.
Ovvero, rispettino ciascuno le sfere di propria competenza. Argomento che è
alla base del sentire laico ma che, oggi, la grande maggioranza dei credenti
rifiuta. La grande bestia nera della fede si chiama relativismo etico.
Categoria concettuale incompatibile con il regno dell'assoluto che impone
altrettanto assoluta adesione. Nelle parole dell'amico addentro alle vaticane
cose c'è il riconoscimento di una verità che il laico Maltese non può non
condividere: esiste, oggi, un limite, nel dialogo, oltre il quale il credente
non può spingersi. Anche perché - in perfetta buona fede - per un credente,
oggi più che mai, il laico è un oggetto misterioso. Come può accadere, ad
esempio, che un laico si prodighi per gli ultimi, assista i malati, si prenda
cura della famiglia se non gliel'ha comandato Dio? Perché non si limita ad
arricchirsi e a peccare, come ogni altra creatura che non è ancora stata toccata
dalla Luce? Dal mistero alla conversione il passo è breve. Quella pecorella
smarrita deve essere ricondotta alla ragione. Rectius: alla fede. In questa
situazione di contrapposizione, è quanto meno paradossale che uno dei due
contendenti finanzi generosamente l'altro. Ma è esattamente ciò che accade,
oggi, in Italia. Ed è la rivelazione del paradosso, con ogni evidenza, a
suscitare lo "scandalo". Lo Stato, ufficialmente laico, finanzia
un'istituzione che non riconosce il valore della laicità, ed utilizza, in larga
misura, i soldi che le vengono elargiti per rivendicare la propria ostilità
contro di essa. La Chiesa istituzione ne esce rafforzata, lo Stato indebolito,
quasi succube. E poiché un paradosso tira l'altro, nota Maltese, citando
autorevoli commentatori cattolici (di solito decisamente più acuti e coraggiosi
di tanti maestri del pensiero laico), la Chiesa non è mai stata così forte
mediaticamente ed economicamente, e così debole nella sua "presa" sul
quotidiano. Proprio quella "presa" che l'egemonia culturale dovrebbe
garantire. Difficile dar torto ai cardinali e ai commentatori che intuiscono
l'humus insidioso di questo libro. Difficile, anche, dar torto ai fatti che
Maltese enuncia. E forse impossibile condividere la sua speranza finale: che,
cioè, un giorno (ma quando?) una forza autenticamente riformista e riformatrice
batta un colpo alle porte del Vaticano. NELLA "QUESTUA" Curzio
Maltese indaga sul "viaggio del denaro" verso il Vaticano: quattro
miliardi di euro l'anno, dei quali solo una parte minima viene destinata a
opere di carità.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
SPORT pag. 42
Maldini, rischio di addio per colpa di un milione... IL CASO IL CAPITANO NON SI
ACCORDA COL CLUB ? MILANO ? LO AVEVAMO "anticipato" pochi giorni fa,
purtroppo non era solo un'indiscrezione come altre: Maldini e il Milan sono ad
un passo dall'addio. Inatteso nei tempi, sorprendente nei modi. Perché tutti
erano convinti che il capitano avrebbe continuato a giocare almeno per un anno,
perché mai si sarebbe pensato che la causa del divorzio potesse essere di
natura economica. Nessun problema fisico, nessun acciacco improvviso. Solo
(vistose) divergenze di idee sull'ingaggio di un anno. Secondo alcuni Maldini
chiederebbe addirittura 3 milioni a stagione, mentre Galliani gliene offrirebbe
la metà. In realtà pare che le cifre in discussione siano inferiori: il
difensore nell'ultima stagione- ha guadagnato 1,8 milioni chiedeva un ritocco a
2 milioni come "premio" mentre pare che la
società vorrebbe che si accontentasse di un milione. Insomma, visti gli
stipendi attuali, una specie di ricco gettone di presenza. Maldini
di fronte a questa proposta si è irrigidito, per una questione di principio. Il
discorso fatto dal capitano in via Turati è chiaro: se mi volete ancora mi
trattate come un giocatore di prima fascia. Se, invece, mi tenete per
riconoscenza, grazie mille ma non accetto. E i dirigenti rossoneri,
imbarazzati, si sono subito cautelati bloccando Simic, richiesto da Rangers,
Celtic e Galatasaray. La questione verrà risolta al ritorno di Maldini, in
vacanza in America. G.M.
( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-06-06 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il caso Conti Ipab L'accusa dei sindacati VICENZA - Ipab, sindacati
all'attacco: posti vuoti, cda da dimezzare ed un profilo economico che
preoccupa. "Ora si parla di tagliare il personale, che è già ridotto
all'osso denuncia Giancarlo Puggioni, Cgil Funzione Pubblica - attualmente,
basta che qualcuno si ammali e saltano i piani ferie dei dipendenti". Su
queste tematiche le categorie Cgil Cisl e Uil dei lavoratori del pubblico
impiego hanno chiesto un incontro all'assessore ai Servizi Sociali Giovanni
Giuliari. "Vedendo l'ultima delibera di approvazione sul bilancio di
previsione 2008 - prosegue Puggioni - si capisce che la situazione sul profilo
economico è grave. Sostanzialmente l'Ipab di contrà San Pietro sta viaggiando
con un disavanzo di gestione di quasi un milione di euro all'anno pur in presenza di rette altissime, tra le più alte della
provincia". La Regione ha acconsentito allo stanziamento di una somma sufficiente
a coprire il disavanzo, ma secondo i sindacati l'ente di assistenza pur non
dichiarandolo si preparerebbe a tagliare posti di lavoro per sanare il
bilancio: "Le cause del "rosso" sono molteplici, in primis il
fatto che da inizio 2008 ben 41 posti letto non sono occupati. Il che implica
entrate inferiori osserva Puggioni - a organico invariato. Un problema simile
si era presentato anche lo scorso anno. La nostra proposta,
per contribuire ad arrivare al pareggio fra entrate e uscite, è anzitutto tagliare
le spese del Cda: non ha senso che il consiglio di amministrazione sia composto
da nove membri, ne basterebbero cinque, senza contare le cifre che se ne vanno
per rimborsi spese, gettoni
di presenza e altro".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-06 - pag: 14 autore: Svolta
federalista. Solo i rimborsi resteranno a Roma Pd: alle Regioni i soldi delle
tessere Lina Palmerini ROMA C'è uno scontro sotterraneo nel Partito democratico
che i vertici stanno cercando di comporre. è sull'assetto federale del Pd che è
arrivato al culmine soprattutto dopo la decisione di Veltroni di affidare
l'organizzazione a un ex Popolare come Beppe Fioroni sfilandola di fatto agli
ex Ds. Una scelta che aveva messo in allarme non solo i vertici diesse nel Pd
ma soprattutto strutture regionali come l'Emilia o la Toscana. E allora è partita l'offensiva sul Pd federale, a partire dalle
risorse. In pratica i territori vogliono un ripensamento nel finanziamento del
partito e un decentramento vero delle risorse. Un cavallo di battaglia su cui
sono saliti anche molti esponenti del Pd del Nord che l'autonomia da Roma –
economica ma anche di alleanze e programmi – la vogliono subito. Dunque, alle
strutture in subbuglio, che avevano minacciato di mettere sul tappeto lo
scontro alla prossima assemblea costituente, i vertici del Pd hanno offerto un
compromesso. Per la prima volta – sia per l'ex Margherita che per gli ex Ds – i
soldi dei rimborsi resteranno a livello nazionale ma tutti gli introiti del
nuovo tesseramento resteranno a livello regionale. Insomma, da luglio – mese
nel quale partiranno le nuove iscrizioni – le Regioni che faranno più tessere
incasseranno di più. Non era mai successo. Nella ex Margherita, infatti, era
Roma che incassava tutti i soldi del tesseramentoe lo stesso avveniva nei Ds
che però poi ne redistruibuivano una parte alle strutture regionali. La
decisione di decentrare le risorse non è ancora ufficiale ma è quella che si
profila. Il costo della tessera sarà di 15 euro ma anche su questo ci sarà un
margine di flessibilità. Il punto, però, sarà quello di dare una mano alle
Regioni dove il Pd è meno forte. Intanto, se i territori alzano la voce, a Roma
le varie componenti del Pd si mettono in movimento ( ieri i popolari, oggi la
sinistra, domani i "bindiani"). Dopo le iniziative politiche di
D'Alema, insomma, è tutto un fiorire di seminari. Ieri si è riunita l'area dei
cattolici ex Ppi all'università Gregoriana per analizzare il voto cattolico
alle ultime elezioni. Walter Veltroni (che ieri ha visto Martin Schultz sulla
questione della collocazione Ue del Pd) non è andato ma erano presenti D'Alema
e Franco Marini che ha bollato come "ossessione" la questione del
voto cattolico. "In molti hanno votato Pd – ha detto l'expresidente del
Senato – qualcuno in più per il Pdl. Ma questo è stato il voto degli italiani,
a meno che qualcuno non ritenga i cattolici una categoria a parte, come i
commercianti o gli impiegati". In sintesi, i dati mostrano che i cattolici
praticanti hanno premiato il bipolarismo orientandosi principalmente su Pdl (
43,6%) e Pd (35,3%) che, però, da ottobre ha acquistato un 10% in più di
consensi. Il punto debole per il Pd sono i praticanti saltuari. "Vuol dire
che c'è un'area del Paese che vive l'essere cattolico come religione civile,
cioè che su alcuni temi come la vita o la famiglia o la solidarietà si sente
affine ai valori del centro-destra", racconta Giorgio Tonini che pone poi
un interrogativo: "A Milano tutti erano con il cardinal Martini ma poi la
maggioranza votava per Berlusconi: è questo che ci dobbiamo spiegare". IL
VOTO CATTOLICO Al seminario degli ex Ppi: il 43% dei praticanti ha votato Pdl,
il 35% per il Pd Lo stop di Marini: nessuna ossessione.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
OPINIONI PORTE
GIREVOLI La casta democratica di Edmondo Berselli La superiorità morale della
sinistra è qualcosa che non è intrinseca al Dna dei suoi leader, non è una virtù
innata Il pasticciaccio brutto di Genova, con il durissimo colpo subito
dall'amministrazione di Marta Vincenzi, 'SuperMarta' per i titoli dei giornali,
ha un rilievo importante e rischioso nel panorama politico italiano; e
naturalmente getta ombre inquietanti sul Partito democratico. Questo per una
serie di ragioni che conviene cominciare a districare prima che i problemi
aumentino fino a diventare incontrollabili. Per chi non l'avesse ancora capito,
il Pd è in una condizione difficile. Ha una leadership indebolita dalla
sconfitta elettorale; nutre un'incertezza strategica sul terreno delle
alleanze, testimoniata dall'eterno duello fra Massimo D'Alema e Walter
Veltroni; prova un'attrazione letale per la sfera del governo e per il
Berlusconi seduttivo e presidenziabile di questi tempi; ha rinunciato nei fatti
a difendere i risultati dei due anni del governo Prodi, consegnandolo al
silenzio; non sa se il 33,1 per cento del 13-14 aprile potrà essere confermato
alle elezioni europee del prossimo anno. E via elencando cose sotto gli occhi
di tutti. Come ha detto il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, sulla sicurezza
la sinistra è preda di "sociologismi e inconcludenze". Sulla
questione istituzionale, e in particolare sul federalismo fiscale, il Pd naviga
a vista, facendo sentire voci diverse a seconda di chi parla al momento. Le sue
risorse di credibilità principali, invece, sono elementi poco spettacolari, che
si possono riscontrare soltanto sul campo. Ad esempio, la buona amministrazione
nelle regioni 'rosse', frutto di sintesi storiche, di pragmatismo e di
contiguità con il mondo della piccola e media impresa, consolidatisi sulla
scorta di un rigore e un'onestà strutturali nelle procedure burocratiche e
nelle decisioni politiche. Ma il caso Genova, con le sue mance miserabili, la
sua Tangentopoli stracciona, è lì a dimostrare che la superiorità morale della
sinistra è qualcosa che non appartiene ontologicamente al Dna dei suoi
esponenti, non è una virtù antropologica innata. Quindi il Pd queste doti
qualitative deve conquistarsele, mantenerle o riconquistarle ogni giorno (non dovremmo trascurare che ci sarà pure un motivo se 'La casta'
di Stella e Rizzo è apparso come un atto d'accusa al centrosinistra, ben più che
alla destra). Ed è sotto gli occhi di tutti che il potere non appartiene alla
sinistra per diritto naturale o divino, neanche nei suoi territori
tradizionali. A suo tempo, il cerchio magico fu spezzato a Parma da Elvio
Ubaldi, e da Giorgio Guazzaloca a Bologna nel 1999. Oggi, sotto le due
Torri bolognesi, Sergio Cofferati ha deciso di ricandidarsi a Palazzo
d'Accursio, ma è evidente che dovrà darsi da fare per andare a caccia dei voti
di una città divenuta politicamente scettica. In sostanza: il diritto
ereditario si è esaurito anche in quell'Italia che era orgogliosa dei suoi
sindaci e dei suoi amministratori. La Lega in Emilia-Romagna ha raddoppiato i
voti, e nella zona appenninica ha spuntato percentuali da record (è il vecchio
voto 'bianco' ancora alla ricerca di una rappresentanza). Analisti come Carlo
Trigilia e Francesco Ramella hanno già individuato sintomi di degrado
politico-amministrativo nelle regioni rosse, anche se le percentuali spuntate
dal Pd alle elezioni politiche appaiono ancora confortanti. In queste
condizioni, il pericolo di un'erosione del consenso anche nelle aree di questa
Italia 'centrale', un tempo fiore all'occhiello della capacità amministrativa
del Pci, non è affatto un'ipotesi remota. è vero che fa fatica ad affacciarsi
sulla scena una plausibile classe dirigente di destra, ma non è il caso di
contare sulle insufficienze altrui. Se è vero che il Pd deve ripartire dal
territorio, o "avvicinarsi al Paese" (come ripete Enrico Letta), deve
mettere a frutto le personalità più convincenti che nel territorio agiscono. A
quanto si capisce dai dati elettorali, il Pd è un'entità politica maggiormente
competitiva nelle grandi città e fra le classi più scolarizzate: contiene in sé
un elemento di dinamismo culturale e un contenuto di modernizzazione. Per
valorizzare questi aspetti ci vuole un lavoro intenso e capillare, non un
partito virtuale. Occorre saper ascoltare i cittadini, e non mostrare la
sovrana indifferenza assicurata dalla propria indiscutibile superiorità.
Infine, se occorre, ci vuole anche la capacità di farsi da parte, tempestivamente,
quando le cose si mettono male, per distrazione o per incapacità. Altrimenti,
in ogni roccaforte presunta può essere al lavoro la sindrome Bassolino.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
CONSIGLIO. No
all'assemblea permanente L'unione degli enti non piace alla Lega La Lega Nord affossa
l'assemblea permanente degli enti locali. Nell'ultimo consiglio comunale è
durato una manciata di minuti il dibattito sull'ordine del giorno per votare la
proposta di legge redatta dalle unioni di enti locali Anci, Urpv, Uncem, Aiccre
e Legautonomie per l'istituzione in Regione dell'assemblea permanente degli
enti locali; in altri termini un ente di raccordo per mediare fra le esigenze
di Comuni, Comunità montane e Unioni dei Comuni e il governo di Venezia. Ente
farcito di ben 44 componenti, di cui 34 membri eletti dagli enti locali e dieci
di diritto (i sette presidenti di Provincia e i presidenti dell'Anci Veneto,
Unione regionale delle Province e Uncem veneto). La Lega Nord ha sparato contro
il "carrozzone" e il sindaco Stefano Fracasso ha colto l'assist
rimettendo nel cassetto l'ordine del giorno. "È un'ente inutile, un
carrozzone che non serve a niente - spiega il capogruppo Massimo Signorin -. Perché ci sarebbero altre 44 persone a percepire un gettone di presenza e perché c'è già la strada per gli enti locali per farsi sentire
in Regione: basta alzare il telefono e chiamare il proprio rappresentante di
riferimento a Venezia. Se la Regione deve spendere soldi, sarebbe meglio che lo
facesse per fare strade o per la sanità che ne hanno bisogno, e non per
enti senza utilità. "Il sindaco Fracasso ha ritirato l'ordine del giorno
dopo la nostra dichiarazione di voto contrario - conlcude Signorin -, segno che
all'assemblea degli enti locali non crede nemmeno la maggioranza. Penso si
tratti di uno degli ordini del giorno che ha avuto vita più breve in consiglio
comunale".N.REZ. .
( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Stella: "Anche la Lega è Casta"
Il giornalista ieri da Marton: ma in periferia è vitale Presentata "La
Deriva" Alla berlina burocrazia cantieri infiniti, ritardi informatici e
sulle energie alternative ALESSANDRO ZAGO Con "la Casta" ad oggi
hanno venduto un milione e 250 mila copie. "la Deriva", appena
uscito, ha già superato le 400 mila. Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dopo aver denunciato privilegi e arroganza del potere, con
"la Deriva" passano al setaccio i motivi per cui l'Italia è rimasta
al palo: lacci burocratici, infrastrutture bloccate, ritardi informatici,
ordini chiusi, scuola allo sfascio con troppi bidelli e una università non più
competitiva. Ieri Stella era alla libreria
Marton Ubik. Stella, "la Casta" e "la
Deriva" sono libri impietosi. Anche il Nordest è dentro il mucchio?
"Certo". Un paese che affonda mentre la politica galleggia sui
privilegi. E la Lega? "L'unica proposta di legge per aumentare lo
stipendio dei parlamentari è della Lega. E' stata depositata nell'altra
legislatura. E' riportata nel nostro ultimo libro". Ma come: nel
( da "Stampa, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
IN MUNICIPIO.
INTERRUZIONE AL PUNTO " SICUREZZA" Sulle aziende che scelgono Novara
la seduta in Consiglio è segreta [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Sulla
sicurezza il Consiglio comunale si divide di nuovo, mentre il centrodestra
approva una mozione per ridurre i costi della politica sostituendo la
documentazione cartacea con l'elettronica e proponendo per dissetare i
consiglieri l'acqua del rubinetto al posto della minerale. Il Consiglio si è
aperto in "seduta segreta" con la risposta del sindaco Massimo
Giordano a un'interrogazione del centrosinistra che chiedeva di fare i nomi
delle aziende che hanno chiesto di insediarsi a Novara. "Alcune aziende,
di cui ho informato riservatamente i consiglieri - dice il sindaco - hanno
chiesto direttamente a me l'intenzione di aprire a Novara. Altre ne hanno
parlato addirittura con l'assessore regionale Conti. Continuo a sostenere che
qui abbiamo tutte le potenzialità per una grande area industriale, di cui
aspettiamo l'approvazione dalla Regione. Sembra che, finalmente, siamo in
dirittura d'arrivo". Il Consiglio ha poi discusso una mozione, primo
firmatario Marco Romano, sulla riduzione dei costi dei gruppi consigliari
comunali. La proposta chiede di sostituire i documenti cartacei con quelli
eletrreonici e il centrosinistra, attraverso Nicola Fonzo, ha chiesto di andare
oltre, con una e-mail per ogni consigliere per le comunicazioni e
l'aggiornamento del sito Internet comunale. La maggioranza non ha però inserito
quest'ultima parte e il centrosinistra non ha partecipato alla votazione.
Silvana Fagnani, della Lega, ha proposto di attribuire il
gettone di presenza solo ai consiglieri che partecipano ad almeno due terzi del
Consiglio e delle commissioni. Claudio Strozzi ha chiesto che l'acqua minerale
in bottiglia venga sostituita negli uffici comunali con l'acqua della Sin
"che è molto più buona e meno costosa". Infine il Consiglio ha
affrontato una mozione della Lega che ha chiesto di adottare tutti i
provvedimenti consentiti dalla legge per limitare l'iscrizione all'anagrafe
degli stranieri che mettono a rischio la sicurezza. "E' un'esigenza che
sente tutta la popolazione - hanno detto Massimo Vallò, Federico Perugini, Anna
Maria Mariani e Paolo Mirabelli - e che non può restare inascoltata. Fra
l'altro molti stranieri usano documenti falsi e residenze fittizie: occorre
incrociare i dati per evitare che arrivino persone prive di permesso di
soggiorno". La mozione ha innescato una polemica vivacissima tra
maggioranza ed opposizione, con Giovanni Agnesina e Alfredo Reali che hanno
bocciato senza mezzi termini la proposta "perchè non esiste un'emergenza
sicurezza". E' stata presentata una proposta del centrosinistra che punta
alla solidarietà ma la maggioranza l'ha bocciata. Il dibattito sulla mozione
sicurezza verrà ripreso nel prossimo Consiglio.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Giornalisti
d'assalto Pansa, Scalfari, Stella, Rizzo, Travaglio, Maltese, Allam. Se si aggiunge anche Saviano,
narratore della cronaca, si può ben dire che di giornalisti sono piene le
classifiche. Evidentemente funziona la loro scrittura, la capacità di
individuare dei temi che anche quando non appartengono alla contemporaneità e
si declinano nei termini romanzeschi. La novità della settimana è
questa, mentre nella graduatoria della varia si rivede in vetta il volume che
celebra l'Inter scudettata e centenaria.
( da "Gazzettino, Il" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
LA LETTERA Comunità
montane, il Veneto punti su quelle vere di Valerio Piller Roner *Mancano poche
settimane al 30 giugno, termine entro cui la Regione dovrà provvedere al
riordino delle Comunità Montane come imposto dall'ultima Legge finanziaria, per
ridurre e razionalizzare la spesa pubblica. Purtroppo si va delineando una
riforma di basso profilo: Venezia pare voler mantenere lo status quo, lasciando
inalterati perimetri e competenze, così, fra qualche mese, qualcuno
potrà di nuovo scrivere che le Comunità Montane sono un Ente inutile, modello di
spreco a beneficio della Casta. In effetti anche per una gran parte del
territorio veneto enfaticamente definito montano la situazione non è molto
diversa da quella rappresentata nel libro di Stella e Rizzo.(Segue a pagina 27).
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Venerdí 06.06.2008
14:28 --> Stipendi a sei cifre per i manager che guidano il London Stock
Exchange, il gruppo che gestisce la Borsa di Londra e Piazza Affari nel 2008.
Nel primo esercizio successivo, cioè, all'anno dell'aggregazione fra Borsa
Italiana Spa e il Lse. Secondo l'Annual report del gruppo della City, dal primo
aprile del 2008, la remunerazione base dell'amministratore delegato del listino
londinese, Clara Furse, sarà di 540 mila sterline (circa 677 mila euro al
cambio attuale) e di 750 mila euro per il vice amministratore delegato, Massimo
Capuano. La Furse però riceverà un bonus di oltre un milione di euro. A seguire
poi il nuovo Chief financial officer, Doug Webb, operativo dallo scorso 2
giugno, che guadagnerà 330 mila sterline (415 mila euro), e il presidente Chris
Gibson-Smith con 325 mila sterline (407 mila euro). Angelo Tantazzi, invece, che nel gruppo ricopre la carica di vice-presidente, incasserà
277 mila sterline (347 mila euro), di cui 19.000 di benefit. Per gli altri
membri italiani del board dell'Lse il gettone di presenza in
qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000 euro) ciascuno. Si
tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa SanPaolo) e Paolo
Scaroni (Eni). Quanto ai bonus annuali del 2007, Capuano, ha ricevuto
750 mila euro al 31 dicembre, più altri 300 mila per i primi tre mesi del
( da "Wall Street Italia" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di ANSA -
-->(ANSA) - MILANO, 6 GIU - Stipendi d'oro per i vertici del London Stock Exchange,
il gruppo che gestisce la borsa di Londra e Piazza Affari nel 2008, ovvero nel
primo esercizio successivo all'anno dell'aggregazione con Borsa Italiana
(giugno 2007). A partire dal primo aprile del 2008, si legge nell"Annual
report' del London Stock Exchange Group, la remunerazione base
dell'amministratore delegato del listino della City, Clara Furse, sarà di 540
mila sterline (circa 677 mila euro al cambio attuale) e di 750 mila euro per il
vice amministratore delegato, Massimo Capuano. La Furse però riceverà un bonus
di oltre un milione di euro. A seguire poi il nuovo Chief financial officer,
Doug Webb, operativo dallo scorso 2 giugno, che guadagnerà 330 mila sterline
(415 mila euro), e il presidente Chris Gibson-Smith con 325 mila sterline (407 mila
euro). Angelo Tantazzi, invece, che nel gruppo ricopre la
carica di vice-presidente, incasserà 277 mila sterline (347 mila euro), di cui
19.000 di benefit. Per gli altri membri italiani del board dell'Lse il gettone
di presenza in qualità di consiglieri ammonta a 27 mila sterline (34.000
euro) ciascuno. Si tratta di Sergio Ermotti (UniCredit), Andrea Munari (Intesa
SanPaolo) e Paolo Scaroni (Eni). Quanto ai bonus annuali del 2007,
Capuano, ha ricevuto 750 mila euro al 31 dicembre, più altri 300 mila per i
primi tre mesi del
( da "Sicilia, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pietraperzia
L'elenco degli scrutatori sorteggiati g. c.) Nella delegazione comunale è
avvenuto il sorteggio dei 70 scrutatori per le Provinciali. Ecco l'elenco. 1ª
sez. "Marconi": presidente Calogero Vinci e scrutatori Rosa Crisafi,
Filippa Roselli, Rosa Romano, Vincenzo Milazzo, Vincenzo Bonaffini. 2ª sez.
"Marconi": presidente Fabiola Messina e scrutatori Calogero Di Blasi,
Vanessa Pagliaro, Salvatore Di Lavore, Giuseppe Di Perri, Giovanna Giarrusso.
3ª sez. "Marconi": presidente Lorenza Nicoletti e scrutatori, Rosaria
Messina, Claudio Di Blasi, Ignazio Dino Virruso, Filipponeri Caffo, Salvatore
Tramontana. 4ª sez. "Marconi": presidente Giusy Tumminelli e
scrutatori Michele Ciulla, Lucia Bonaffini, Valentina Ristagno, Maria Amico,
Maria Tamburello. 5ª sez. "Costa": presidente Angelo Tumminelli e
scrutatori Antonella Valverde, Luana Di Romano, Maria Marotta, Maria Rosa
Toscano, Domenico Nocilla. 6ª sez. "Costa": presidente Angela Di
Gerlanda e scrutatori Filippo Femminile, Carmela Bongiovanni, Filippo Bonanno,
Felice Merlino, Filippo Tramontana. 7ª sez. "Costa": presidente
Erminia Panevino e scrutatori, Salvatore Fiorino, Filippo Amico, Francesca
Calì, Giuseppina Amico, Maria Ferro. 8ª sez. "Costa": presidente
Dario Filippo Di Natale e scrutatori Federica Nocilla, Maria Rosaria Lima,
Marilina Cutaia, Concetta Mancuso, Marco Di Cataldo. 9ª sez. "Verga":
presidente Stefano Mangiapane e scrutatori Rosalba Arcadipane, Vincenza Mattanza,
Melina Di Blasi, Carmen Amico, Rosa Marotta. 10ª sez. "Verga":
presidente Panevino Ilaria e scrutatori Salvatore Rosselli, Claudia Miccichè,
Agnese Raspa, Giovanna Palascino, Luisa D'Agostino. 11ª sez. "Verga":
presidente Salvatore Bonaffini e scrutatori: Vincenzo Pagliaro, Rosalba Daniela Rizzo, Domenico Tamburello, Epifania
Bifarella, Stefania Di Romana. 12ª sez. "Verga": presidente Giovanni
Casentino e scrutatori Claudio Imprescia, Francesco D'Amico, Concetta Barrile,
Giuseppe Carà, Pietrina Di Calogero. 13ª sez. "Verga": presidente
Emanuele La Monica e scrutatori Liborio La Mattina, Michele Romano,
Giuseppe Bellavia, Maria Stella Ciulla, Giuseppe
Tuttobene. 14ª sez. "Canale": presidente Giovanna Martina Cannata e
scrutatori Rosaria Siciliano, Giuseppe Amarù, Genoveffa Messina, Maria Ausilia
Tortorici e Angela Femminile. CATENANUOVA Ecco i componenti dei seggi a. o.) La
Commissione elettorale, presieduta dal vicesindaco Aldo Biondi, ha sorteggiato
gli scrutatori. Sono: 1ª sez. (scuola elementare "Marconi"): Jessica
Di Marco, Filippo Marrano, Maria Rita Racita, Lucia Valeria Russo, Carmela
Camarda; 2ª sez. ("Marconi"): Francesca Bua, Dario Gulisano, Rosario
Calandrino, Ilaria Elisa Zampino, Rossana Giorgia Di Marco; 3ª sez. (scuola
media): Federica Grazia Biondi, Maria Rita Lo Cicero, Marzia Maria Musumarra,
Barbara Castelli, Giuseppa Muni; 4ª sez. (scuola media): Salvatore Giaggeri,
Nathalia Passalacqua, Anna Prinzivalli, Gabriella Cataffo, Alessandra Salerno;
5ª sez. (scuola media): Salvatore Pappalardo, Irene Virzì, Nicola Calì,
Valentina Lo Presti, Luigi Proietto.
( da "CittadinoLex" del 06-06-2008)
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| Trasporti | Testo Servono per il risarcimento di danni provocati da non
assicurati Come gestire i fondi vittime della strada (DM Economia n. 98/2008 -
GU n. 129 del 4.6.2008 ) Il fondo vittime della strada e quello vittime della
caccia sono stati entrambi istituiti per risarcire i danni provocati al di
fuori delle situazioni di normalità, cioè nel primo caso da veicoli o natanti
non identificati, o senza assicurazione, o assicurati presso una compagnia in
fallimento, mentre nel secondo da cacciatori sconosciuti, o privi
dell'obbligatoria assicurazione per la responsabilità civile, o assicurati con
una compagnia in liquidazione. Ad occuparsi della gestione di tali fondi è la
Concessionaria servizi assicurativi pubblici S.p.A (CONSAP), come previsto dal
Codice delle assicurazioni private del 2005, il quale stabilisce anche che
vengano emanati regolamenti specifici per la loro amministrazione, oltre che
per il loro intervento e rendiconto. Quindi, in considerazione delle rilevanti
analogie di contenuti e disciplina intercorrenti tra le due previsioni
normative, il governo ha deciso di emanare un unico regolamento, il decreto del
Ministero dello Sviluppo Economico n. 98/2008 pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale del 4 giugno scorso, che contiene anche le composizioni dei relativi
comitati. Questo regolamento, in vigore dal 19 giugno 2008, stabilisce che
ambedue i comitati, cioè quello per il fondo delle vittime della strada e
quello per il fondo delle vittime della caccia, siano presieduti dal presidente
o, in sua vece, dall'amministratore delegato della CONSAP. Inoltre, fanno parte
degli organismi, due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, un
rappresentante del Ministero dell'economia e delle finanze, un rappresentante
dell'ISVAP (Istituto di Vigilanza sulla assicurazioni Private), il dirigente
della CONSAP, coordinatore delle attività del fondo di propria pertinenza
(vittime strada o caccia), due dirigenti di imprese assicuratrici designati
dall'Associazione di categoria maggiormente rappresentativa sul piano
nazionale, un rappresentante dei consumatori (designato dal Consiglio nazionale
dei consumatori e degli utenti); mentre l'ufficio di segreteria del comitato è
composto da due membri, di cui un funzionario del Ministero dello sviluppo
economico ed un dipendente della CONSAP. Tutti i membri sono nominati con
decreto del Ministro dello sviluppo economico e durano in carica tre anni ed
hanno diritto ad un "gettone di presenza" del valore deciso dal consiglio di amministrazione della
CONSAP . Questi due comitati non prendono decisioni, ma forniscono pareri al
consiglio di amministrazione di CONSAP, ad esempio sulle questioni relative
all'applicazione delle disposizioni di legge concernenti il fondo strada e quello
caccia e sulla scelta delle imprese che devono liquidare i danni per i
sinistri in questione, per poi ricevere il rimborso dalla CONSAP stessa. Il DM
precisa che le riunioni del comitato sono valide quando intervengono almeno
cinque dei suoi componenti e che le deliberazioni sono adottate a maggioranza
degli intervenuti (con prevalenza del voto del presidente nei casi di parità).
I fondi strada e caccia sono completamente autonomi e separati rispetto
all'intera gestione della CONSAP, che è obbligata per tanto a tenere
contabilità e scritture ad hoc, in modo che risulti sempre ben chiaro il
patrimonio destinato a rispondere delle obbligazioni dei fondi stessi. La
separazione della contabilità e delle scritture è un espediente fondamentale
affinché il governo possa esercitare un'attività di vigilanza sulla gestione
dei fondi, attraverso la richiesta, in qualsiasi momento, di notizie o dati. Il
regolamento contiene , tra gli altri, un articolo (il n. 40) che stabilisce la
riassunzione del personale di imprese poste in liquidazione coatta
amministrativa presso quelle le imprese di assicurazione assegnatarie dei
contratti delle compagnie di assicurazione dei veicoli a motore e dei natanti
fallite. L'assunzione, comunque, sarà in proporzione all'ammontare dei premi
dei contratti assegnati a ciascuna delle compagnie assicurative subentranti e
durerà "fino all'esaurimento degli adempimenti connessi o susseguenti alle
determinazioni adottate per la ripartizione del portafoglio". Questa
regola varrà solo per i fallimenti che avverranno dopo il 19 giugno 2008 e per
il personale assunto già da almeno un anno al momento della liquidazione. È
previsto, infine, che le imprese provvedano all'assunzione del personale
gradualmente, secondo un programma concordato con il commissario liquidatore,
ed in relazione alle esigenze della liquidazione stessa. (09 giugno 2008).