Abstract: che spesso non bastano a coprire gli sprechi di un sistema in costante "riparazione". La storia della signora Tina, epifenomeno dei mille malvezzi della nostra Italia che zoppica quando si parla di salute ma non cede alla speranza di un futuro migliore, anche grazie a modelli virtuosi e al lavoro che tanti portano avanti ogni giorno, è raccontata dalla giornalista dell'>
Rampolli
& contenti ( da "Milano Finanza"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
ovvero dal
vice presidente di Erg Giovanni Mondini (344 mila euro guadagnati per compensi
e retribuzione) e da Gian Piero, consigliere non esecutivo, che ha ricevuto un
gettone di 50 mila euro. Un altro caso di erede che ormai ha conquistato il
timone dell'azienda di famiglia è Luca Garavoglia, presidente di Campari, oltre
a essere consigliere non esecutivo in Fiat e in Indesit.
Elezioni,
nove candidati e diciassette liste
( da "Emilianet" del
11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
LISTA
CIVICA CINQUE STELLE - GRILLO 4.COMUNISTI ITALIANI 5.ITALIA DEI VALORI 6.REGGIO
CIVICA - PISCOPO 7.GENTE DI REGGIO 8.CITTà ATTIVA 9.LABORATORIO BALDI PER
REGGIO 10.SINISTRA E VERDI 11.PARTITO DEMOCRATICO 12.UDC - UNIONE DI CENTRO
13.REGGIO LIBERA REGGIO 14.
Prove
di regime: Berlusconi si prepara a militarizzare la Rai che, nel frattempo,
censura Daria Bignardi ( da "Blogosfere"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
violazione
della par condicio, la realtà è che l'ex giornalista di Anno zero si è messa a
raccontare tutte le pressioni che Santoro e la sua redazione subivano
quotidianamente da parte della politica e dai vertici della tv di stato.
Ovviamente è il segreto di Pulcinella che Santoro si muova sul filo del rasoio
e che la sua trasmissione sia costantemente sotto la minaccia di una chiusura,
Rurale
Centrofiemme, due milioni di utile
( da "Trentino" del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
L'assemblea
ha riconfermato i gettoni di presenza agli amministratori fissati in 120 euro a
seduta. Al termine sono stati consegnati i premi di studio ai 21 studenti
meritevoli (300 euro per i diplomati e le lauree brevi e 600 euro per le
lauree).
Massa
Lombarda per l'Abruzzo. Tante le iniziative realizzate per esprimere
solidarietà alle popolazioni terremotate
( da "Sestopotere.com" del
11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
devolvendo
i propri gettoni di presenza. Grande partecipazione della cittadinanza massese
ha visto poi il “Pranzo di Solidarietà”, organizzato dai circoli del Pd, dagli
Amici e Volontari dello Ior, dall?Avis, dal CDQ Fruges, dalla Pro Loco e
dall?Anpi al Club 91, che ha messo a disposizione i propri locali e le
attrezzature.
Forlì-Cesena,
Bulbi: "Priorità alle autostrade digitali"
( da "RomagnaOggi.it" del
11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Riprende
Bulbi: "E' demagogia, però, collegare questo al taglio dei costi della
politica. Guardiamo, invece, ai benefit dei parlamentari e dei consiglieri
regionali. Quello che cancelliamo con tutte le province, lo rispende il governo
in un giorno re-istituendo un ministero e i vari sottosegretari". Rifiuti?
( da "Stampa, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Udc, partito di
centro pronto al confronto sui programmi Un partito al centro dello
schieramento e, in caso di ballottaggio, sceglierà in base ai programmi. Così i
vertici dell'Udc, Alessandro Martinetti, il segretario provinciale Franco
Cattaneo e il candidato alle europee, Deodato Scanderebech, hanno presentato la
candidata alla presidenza della Provincia, Giuseppina De Vito. Martinetti e
Cattaneo hanno sottolineato le caratteristiche di un partito, che accomuna «la
tradizione cattolica in politica, e quella liberale», e che sul territorio propone una strategia che coniuga la
razionalizzazione dei costi della politica e l'aiuto
a imprese e lavoratori. «Bisogna limitare i costi della politica, questo vale anche per la Provincia. Sarebbe sbagliato
eliminarla, perchè occorre un ente intermedio tra Regione e Comuni, ma bisogna
limitarne i costi». L'Udc avrà un'attenzione particolare alla crisi:
«Occorre sostenere le imprese, i commercianti, gli artigiani, ma bisogna
costruire nuove opportunità economiche e di lavoro, come i poli di
innovazione». Tra i punti del programma figurano trasporti e viabilità: «Come
mai non è stato realizzato in tanti anni un collegamento accettabile con
Malpensa? Cruciale per Novara è il nodo ferroviario».\
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( da "Stampa, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
BORDIGHERA LA
PRATICA SUL CASO « SCIBRETTA» Ex scuola Beau Rivage la sua trasformazione
all'esame del Consiglio Consiglio comunale interamente dedicato alle mozioni e
interpellanze, oggi, alle 21, nella biblioteca di via Romana a Bordighera. Il
consigliere Pier Paolo Guglielmi ha chiesto la discussione dell'interpellanza
sulla pratica edilizia relativa alle ex scuole Beau Rivage che non risulta
inserita nell'elenco. Il consigliere chiede di sapere cosa intenda fare
l'Amministrazione per «tutelare l'incolumità pubblica, visto l'intervento di
ristrutturazione edilizia con cambio di destinazione d'uso dell'edificio ricade
a meno di 150 metri dalle sponde del torrente Borghetto, ossia in un'area a
pericolosità idraulica molto elevata». Si prevede la realizzazione di 41
appartamenti di cui 16 destinati ad abitazione e 25 a
residence in una struttura chiusa da anni. In discussione la mozione depositata
da Giribaldi finalizzata a devolvere il gettone di presenza della
seduta ai terremotati dell'Abruzzo e l'interpellanza per chiarimenti sul fatto
che il Comune non abbia ancora predisposto i contratti di locazione per cui i
titolari dei banchi del mercato non pagano il canone. Ancora, quella per
richiedere la rimozione delle coperture in amianto dagli spogliatoi del campo
dell'Arziglia e vicino all'Hotel Savoy e una sullo stato dei lavori nella villa
della Regina Margherita, nonchè sull'avvenuta o meno catalogazione dei beni
mobili presenti nella villa stessa. Unione cittadina chiede informazioni sulla
mancata convocazione della commissione consiliare del Turismo e sicurezza a
seguito dei furti commessi nell'area cimiteriale. Guglielmi chiede lumi
sull'«eccessiva potatura» della scibretta di piazza Mazzini, vicino all'ex
cinema Zeni.\
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( da "Villaggio Globale.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Ultime Notizie Un
rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) Agricoltura e acqua sotto
osservazione dall'Europa L'agricoltura impatta pesantemente ed in modo
crescente pesa sulle risorse idriche dell'Europa, consumando risorse scarse e
danneggiando gli ecosistemi. Per realizzare un uso sostenibile dell'acqua, agli
agricoltori devono essere dati incentivi, consigli e assistenza Il cibo è
intrinsecamente portatore di benessere per l'uomo. La produzione agricola
svolge un ruolo vitale nell'assicurare buon cibo per una buona salute ed il
piacere che proviamo nel mangiare. Ma la produzione del cibo consuma anche
molta acqua, una risorsa egualmente vitale. L'agricoltura consuma circa il 24%
dell'acqua in Europa. Questo dato potrebbe non sembrare eccessivo, in confronto
al 44% di acqua utilizzata per la produzione di energia, ma il suo impatto
sulle riserve è molto maggiore. Infatti, mentre quasi tutta l'acqua utilizzata
per la produzione di energia torna nel corpo idrico, per l'agricoltura spesso
si tratta solo di un terzo. Inoltre l'uso dell'acqua per l'agricoltura è
distribuito irregolarmente. In alcune regioni del sud Europa, l'agricoltura
utilizza più dell'80% dell'acqua disponibile. Punte di utilizzo si verificano
in particolare d'estate quando l'acqua è meno disponibile, massimizzando gli
impatti negativi. Il recente rapporto dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea)
, descrive il grave impatto di prelievi eccessivi. Lo sfruttamento esagerato
delle risorse aumenta la probabilità di seria penuria di acqua durante i
periodi secchi. Ma questo significa anche diminuzione della qualità dell'acqua
(perché gli inquinanti sono meno diluiti) e il rischio di intrusione di acqua
salata nella falda acquifera delle regioni costiere. Anche l'ecosistema di
fiumi e laghi può essere seriamente colpito, compromettendo l'esistenza di
piante e animali, quando i livelli dell'acqua scendono sotto determinati
livelli o si azzerano. L'uso dell'acqua in agricoltura sta evidentemente
diventando insostenibile in alcune parti d'Europa; ciò suggerisce che le
normative ed i meccanismi di formazione dei prezzi hanno fallito nella
regolazione della domanda. Infatti gli agricoltori si sono orientati
all'utilizzo di metodi di irrigazione ad uso intensivo dell'acqua perché la
produttività cresce e con essa i guadagni. In Spagna, per esempio, il 14% dei
terreni agricoli irrigati intensamente produce più del 60% del totale dei
prodotti agricoli. Gli agricoltori, ovviamente, irrigheranno intensamente,
solamente se l'incremento della produzione avrà maggior
peso rispetto ai costi di istallazione dei sistemi di irrigazione e del consumo
di grandi quantità di acqua. A questo proposito, le politiche nazionali ed
europee si sono purtroppo rivelate inefficaci, anzi hanno contribuito ad
incentivare gli sprechi: gli agricoltori raramente pagano a pieno la risorsa consumata e
i costi ambientali di grandi sistemi di irrigazione. Inoltre, fino a
recenti riforme, i sussidi europei hanno spesso incentivato coltivazioni ad
alta intensità di uso dell'acqua. L'incremento nell'uso dell'acqua che ne è
derivato è sconvolgente. Il Wwf ha analizzato le modalità di irrigazione di
quattro raccolti in Spagna durante il 2004, ed ha verificato che quasi un
miliardo di metri cubi di acqua è stato usato proprio per produrre eccedenze
rispetto alle quote Ue. Questa quantità equivale al consumo domestico di circa
16 milioni di persone. Va però considerato che l'irrigazione dell'agricoltura è
centrale per le economie nazionali e locali di varie parti d'Europa. In alcune
zone, cessare l'irrigazione porterebbe all'abbandono della terra ed a seri
problemi economici. L'uso dell'acqua per l'agricoltura deve essere quindi più
efficiente, in modo da assicurare, non solo abbastanza acqua per l'irrigazione,
ma anche per le popolazioni, per un ambiente salubre e per gli altri settori
economici. Il prezzo dell'acqua rappresenta il meccanismo centrale per
incentivare livelli di consumo che bilancino le finalità economiche, ambientali
e sociali. La ricerca ha dimostrato che se i prezzi riflettono i costi
effettivi, ed al contempo l'estrazione illegale di acqua è effettivamente
contrastata, allora gli agricoltori ridurranno l'irrigazione intensiva e
adotteranno misure per incrementare l'uso efficiente dell'acqua. Sussidi
nazionali ed europei possono contribuire all'adozione di tecniche adeguate, che
vadano in questa direzione. I governi, ai vari livelli, possono giocare un
ruolo cruciale, fornendo informazioni, suggerimenti e formazione per assicurare
che gli agricoltori siano consapevoli delle opportunità disponibili ed inoltre
per supportare ulteriori ricerche verso tecnologie e metodi di coltivazione
sostenibili. (Fonte Arpat) (06 Maggio 2009)
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( da "Trentino" del
06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
di
Jacopo Tomasi Paolazzi: «Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio»
TRENTO. Quasi 500 mila euro. è quanto costano ogni anno le circoscrizioni tra
gli stipendi dei 12 presidenti (1.300 euro netti al mese) ed i gettoni di presenza dei
consiglieri (circa 40 euro netti a seduta). Soldi buttati, per qualcuno.
Presenza indispensabile, per qualcun'altro. Un dibattito aperto dal 2007 quando
l'allora sindaco Alberto Pacher invitò a dimezzarle per ridurre i costi. E c'è
chi suggerì addirittura di abolirle. A distanza di anni Corrado Paolazzi,
presidente uscente della circoscrizione di Gardolo che sarà facilmente
riconfermato dall'alto dei 280 voti ricevuti, affronta la questione. Difende il
ruolo di «sentinelle del territorio» e chiede al Comune più ascolto ma
soprattutto «rapidità ed efficenza nel dare risposte alle richieste».
Presidente Paolazzi, da tempo ci si interroga sull'effettiva utilità delle
circoscrizioni. Immagino che lei le ritenga importanti... Sì, perché hanno un
ruolo politico di sentinelle del territorio. Sono i veri soggetti che colgono
le esigenze della gente per poi portarle all'attenzione di Comune o Provincia.
Spesso, però, si lamenta la mancanza di potere decisionale e quindi di riunioni
che portano poco lontano... L'aspirazione delle circoscrizioni non è quella di
avere potere di decidere. Chiediamo solo che il Comune risponda in tempi brevi
ed in modo efficace alle nostre sollecitazioni sui problemi quotidiani. Cose
semplici: tagliare l'erba delle aiuole, sistemare strade e marciapiedi. In
questi anni c'è stato forse poco ascolto e dialogo. E come si potrebbe trovare
una soluzione? Con un ufficio del Comune che si occupi delle nostre richieste.
Lei «boccia» chi chiede l'abolizione delle circoscrizioni, ma come vedrebbe una
riduzione? Ci andrei cauto. Chi pensa di farlo per ridurre i costi della
politica a mio modo di vedere sbaglia. Le circoscrizioni costano poco e danno
molto. Costano quasi 500 mila euro l'anno... Soldi che si possono risparmiare
in altro modo. Come? «Con una riforma istituzionale fatta a livello regionale
che porti i consiglieri comunali da 50 a 35 e che permetta ai 12 presidenti
delle circoscrizioni, eletti direttamente, di entrare in consiglio comunale.
Così si ridurrebbero i costi ed ogni parte della città sarebbe rappresentata.
Sarebbe comunque favorevole ad una riduzione delle indennità di presidenti e
consiglieri? Credo che se uno fa seriamente il suo dovere di presidente e
consigliere, spendendo tempo per la comunità, si merita quel che prende.
Andreatta è stato eletto sindaco, cosa si aspetta? In questi anni, quando era
assessore all'urbanistica, abbiamo sempre trovato grande attenzione. Ora, da
sindaco, mi aspetto che abbia il coraggio di fare scelte importanti. A
proposito di scelte, lei ha deciso di non candidare in Comune e di restare in
circoscrizione. Perché? Perché a Gardolo c'è ancora da fare e non volevo
lasciare la mia opera incompiuta.
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( da "Trentino" del
06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Guida in stato
d'ebbrezza Arrestato quarantenne di Dimaro DIMARO. Nell'ottobre del 2007 era
stato fermato dai carabinieri del nucleo radiomobile a Croviana e sottoposto al
controllo con l'etilometro, risultato positivo con un tasso pari a 0.9 grammi
di alcol per litro (il massimo consentito dalla legge è 0.5). Patente ritirata
e denuncia per guida in stato di ebbrezza. Tutto finito per l'automobilista
(Gian Piero Iachelini, 40 anni di Dimaro)? No, tanto che ieri mattina i
carabinieri hanno suonato alla porta della sua abitazione e lo hanno arrestato
in base ad un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Trento. L'uomo
dovrà restare in carcere per un mese e 15 giorni, così ha deciso il giudice.
RUMO Forestale cade nel bosco è scivolato nel bosco procurandosi una lussazione
della spalla ed è stato soccorso dall'elicottero. Protagonista dell'incidente
una guardia forestale che ieri mattina stava perlustrando la zona boschiva
sopra l'abitato di Rumo quando: forse a causa di un piede messo in fallo, ha
perso l'equilibrio, cadendo per un breve dirupo. Immobilizzato, ha chiesto
aiuto e dopo pochi minuti per lui è arrivato l'elisoccorso che l'ha portato al
Santa Chiara. Le sue condizioni non sono gravi. COREDO Adolescenza e sessualità
Oggi alle 20.45 in canonica, secondo incontro per genitori ed educatori sul
tema della sessualità ed affettività negli adolescenti e preadolescenti.
L'incontro è organizzato dall'associazione 4x4 insieme. VERMIGLIO Indennità pro
Abruzzo Sindaco e consiglieri rinunciano alle proprie indennità a favore dei
terremotati dell'Abruzzo. Nell'ultima seduta il consiglio
comunale ha deciso all'unanimità di stanziare 10.000 euro: 4.000 coperti con i
fondi del bilancio comunale, mentre 6.000 sono relativi alle indennità
percepite in un mese da sindaco (2.100), vice sindaco (850), tre assessori (650
ciascuno) e al gettone di presenza dei consiglieri comunali
(40) per le prossime tre sedute.
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( da "Tribuna di Treviso, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Abruzzo, 140 mila
€ dall'ente camerale Centoquarantamila euro: è la somma
stanziata dal consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le imprese
terremotate d'Abruzzo. L'iniziativa di solidarietà è stata decisa dai
consiglieri camerali nell'ultima seduta devolvendo i loro gettoni di presenza come avevano deciso anche i componenti di giunta qualche giorno
prima. E' stato inoltre destinato 1 euro per ciascuna delle 85 mila
imprese della Marca iscritte alla Camera. «La somma sarà versata in un fondo
nazionale gestito da Unioncamere», dice il presidente camerale Federico
Tessari.
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( da "Nuova Venezia, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
QUARTO
D'ALTINO Gettone di presenza agli
sfollati d'Abruzzo QUARTO D'ALTINO. Il gettone di presenza ai
terremotati d'Abruzzo. Il Consiglio comunale altinate, ha deciso di dare il
buon esempio ai cittadini, devolvendo quanto ciascuno avrebbe «incassato»
dall'ultima seduta comunale, agli sfollati di L'Aquila. Un gesto di solidarietà che il
Comune ha deciso per dare il suo contributo. Al momento della seduta, non
appena i consiglieri hanno preso posto, è stato osservato un minuto di silenzio
in ricordo delle vittime, poi la messa al voto della scelta di non percepire
alcun «gettone». A differenza dei consiglieri, gli assessori hanno donato 50
euro di indennità di carica, mentre il sindaco ne ha devoluti 100. La
ragioneria farà il conto e poi deciderà come spenderli. Sempre durante l'ultimo
consiglio comunale è stato deciso che verrà organizzato un consiglio comunale
aperto sulla scuola, durante il quale si discuteranno i problemi locali alla
luce lucedella riforma, per capire se ci saranno ripercussioni il prossimo anno
scolastico. Al consiglio, saranno invitati anche i rappresentanti
dell'istituzione scolastica territoriale. (m.a.)
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( da "Provincia Pavese, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Fondi raccolti
con diverse iniziative di solidarietà Gropello in aiuto dell'Abruzzo con un
euro per ogni abitante GROPELLO. Un euro per abitante, ovvero un totale di
circa 4500 euro a favore dei terremotati. Il Comune ha accolto il progetto di
solidarietà lanciato dalla Provincia per aiutare le popolazioni d'Abruzzo,
dicendosi disposto a recuperare la somma con una variazione in bilancio: «Ben
volentieri - ha dichiarato il sindaco Giuseppe Chiari - rinunciamo a qualcosa
per contribuire a dare una mano. Calcoliamo un euro per gropellese, siamo sui
4mila, 4500». Sempre sulla stessa linea la decisione del
consiglio comunale di rinunciare al gettone di presenza pari a
diciotto euro spettante a ciascuno dei 18 consiglieri in occasione della scorsa
convocazione. Decisione sposata all'unanimità, con l'idea di fare la propria
parte versando il tutto nel "salvadanaio" pro Abruzzo attivato dalla
parrocchia di San Giorgio Martire. Sabato la causa dell'Abruzzo è stata
abbracciata anche dalla Consulta del volontariato con l'Ac Gropello, promotrici
di un incontro di calcio scapoli-ammogliati finito in parità. Un'occasione per
dare il via a un'altra raccolta fondi che ha fruttato circa 350 euro. Raccolta
fondi anche al Bar Europa di via Libertà. (si.bo.)
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( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
MODENA pag. 8
Economia, la Cna premia le imprese eccellenti ALLA MERIDIANA ANCHE quest'anno
la Cna di Modena premia le Imprese eccellenti', aziende selezionate dopo
un'analisi che ha coinvolto oltre un centinaio di attività imprenditoriali. La
serata finale dell'iniziativa, con la presentazione del repertorio e la
premiazione delle imprese particolarmente eccellenti' si svolge venerdì al club
La Meridiana di Casinalbo in via Fiori. LA SERATA comincia alle 19 con un
dibattito moderato dal giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo. Il titolo dell'incontro, tratto dall'ultimo libro del
giornalista, è I rapaci dell'Italia'. L'autore traccia il quadro desolante di
un'Italia in cui gli sfruttatori pubblici immobilizzano il cambiamento. Sergio Rizzo, con il collega Gian Antonio Stella, è anche co-autore di due libri che hanno rappresentato veri e
propri casi editoriali: La casta' e La deriva'. Al seminario farà seguito un
buffet con spazio per il confronto sui temi dello sviluppo e della situazione
economica. Poi la premiazione delle imprese eccellenti.
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( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 06
Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 22 ERBUSCO. Le indennità alla ricostruzione Il
sindaco e la giunta uniti per l'Abruzzo C'è già un versamento di 9.599 euro sul
conto corrente «Erbusco per l'Abruzzo»: una iniziativa con la quale
l'amministrazione comunale ha deciso di contribuire alla costituzione del fondo
di solidarietà per la ricostruzione dei territori devastati dal terremoto. Una
delibera ha dato il via alla costituzione del deposito nella Tesoreria del
Comune (che ha sede nell'agenzia di Ospitaletto della Banca popolare di
Sondrio), e adesso tutti i cittadini potranno fare donazioni per la Protezione
civile recandosi allo sportello o attraverso un bonifico (codice Iban IT 65
LO56 9654 8700 0004 0790 X83). Particolare importante, i
primi a offrire un contributo sono stati il sindaco e la giunta «girando»
l'indennità del mese di aprile al lordo delle imposte e comprensiva di Irap. Ai
versamenti degli amministratori dovrebbero presto aggiungersi quelli dei
consiglieri di maggioranza e minoranza che hanno dichiarato che destineranno al
fondo il gettone di presenza per il 2009. Aperto con l'Associazione comuni bresciani,
il conto «Erbusco per l'Abruzzo» confluirà successivamente nel fondo dell'Acb
costituito in accordo con l'assessorato provinciale alla Protezione
civile.G.C.C.
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( da "Arena, L'" del
06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì 06
Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 33 LA BASSA PER L'ABRUZZO. Le iniziative per
raccogliere aiuti e denaro continuano a ritmo serrato come il primo giorno La
solidarietà non si ferma e c'è chi è pronto a tornare Materiale didattico dalle
scuole, soldi anche dai politici Ed i volontari sul posto rendono omaggio ai
bimbi morti Ad un mese esatto dal terremoto d'Abruzzo non si ferma il flusso
solidale che ha unito da subito la Bassa con le popolazioni dei paesi colpiti
dal sisma. E mentre iniziano a divampare - a livello nazionale - le prime
polemiche sull'entità e la rapidità della ricostruzione, i centri della pianura
veronese continuano a fare quello che hanno fatto fin da quella terribile
mattina del 6 aprile scorso: raccolgono soldi e beni di prima necessità a fanno
in modo che arrivino al più presto in Abruzzo. Come a Villabartolomea dove in
campo è sceso direttamente anche il consiglio comunale dei ragazzi con due
distinte iniziative. La prima è stata una raccolta di generi alimentari da
colazione già inviati a Roio del Piano tramite la protezione civile di Verona
ed il Gruppo alpini; la seconda sta provvedendo a far pervenire alle
scuole-tenda dell'Aquila venti scatoloni di penne, quaderni, temperini, astucci
e zaini. Il carico, raccolto in collaborazione con le scuole di Castagnaro, è
stato consegnato ai militari della caserma «Briscese» di Legnago che nei
prossimi giorni partiranno per l'Abruzzo con un nuovo contingente di aiuti.
Fino alla fine di maggio verrà realizzata una terza raccolta di materiale,
questa volta riservata all'igiene personale. Due consigli
comunali - gli ultimi di una lunga serie, per la verità - hanno poi provveduto
ad autotassarsi. A Zimella i consiglieri devolveranno il loro gettone di presenza, pari a circa 17 euro a persona, ai terremotati abruzzesi su
iniziativa di Giorgio Scarsetto che ha visto il benestare di tutta l'assemblea.
Maggioranze e opposizione unite con lo stesso obiettivo anche a Minerbe, dove
con voto unanime il consiglio comunale ha deciso di approvare un contributo a
favore delle vittime del terremoto per una cifra che resta però da decidere: il
contributo minimo sarà di circa 5mila euro, pari ad 1 euro per ogni cittadino
residente nel Comune, ma il sindaco Carlo Guarise, dopo aver sentito il parere
della Provincia, non ha escluso che il contributo possa essere più elevato e
per questo ha chiesto e ottenuto che la mozione venisse approvata con la
possibilità di «integrare il contributo se necessario». Durante la stessa
seduta, l'assise consiliare ha voluto anche rendere omaggio e ringraziare i
volontari della Protezione civile Ana della Bassa veronese, con sede a Minerbe,
per l'intervento prestato a L'Aquila. Al caposquadra Luigi Bicego è stata
consegnata una targa. Dal 6 al 13 giugno la squadra della Bassa tornerà nei
luoghi colpiti dal terremoto. Anche nella tendopoli Globo dell'Aquila dove,
però, troverà una nuova strada dedicata ai bambini morti a causa del sisma. Ad
istituirla sono stati tre volontari della protezione civile del nucleo Fis Cb
27 di Casaleone insieme ai volontari dell'Ana. È forse questa l'immagine più
bella e al contempo più drammatica di una settimana passata tra i campi tendati
dell'Aquila. Definiti eroi dallo stesso primo cittadino - che li ha
pubblicamente ringraziati durante l'ultimo consiglio comunale - Giorgio
Donatoni, Filippo Lorenzetto e Luca Zanchetta si sentono invece persone comuni
andate in Abruzzo per fare volontariato. «Io ero alloggiato alla caserma della
Guardia di finanza di Coppito ed avevo il compito di coordinare le
comunicazioni radio con le tendopoli dove erano alloggiati gli altri due
colleghi di Casaleone», ha spiegato Lorenzetto. «Non è facile vivere in quelle
condizioni ma le persone, nonostante tutto, dimostrano una forza ed un coraggio
straordinario». Hanno collaborato Elisabetta Papa, Francesco Scuderi e
Francesca Poletti
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( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
LIMBIATE LAZZATE
pag. 13 Conferme e volti nuovi nella squadra di Giuseppina Stella
BOVISIO VERSO IL VOTO di VERONICA TODARO BOVISIO MASCIAGO UNA LISTA rinnovata
dalla A alla Z, con volti nuovi e tre grosse uscite, quella di Pier Angelo
Guagnetti, candidato per la nuova Provincia di Monza e Brianza, Pier Emilio
Galbiati, attuale assessore alla Promozione delle attività produttive e dello
sport e Antonio La Rocca, assessore al Bilancio. Sono stati presentati lunedì
sera i nomi dei 20 candidati consiglieri che correranno al fianco di Giuseppina
Stella per la lista Insieme per Bovisio Masciago.
Riconfermati i nomi di Ernesto Artuso, attuale vicesindaco, Franco Capelli,
Sergio De Piccoli, capogruppo in Consiglio comunale, Roberto Grandi, oggi
assessore alla Cultura e all'Istruzione, Vittorio Regorda, Francesco
Rizzo, Miriam Ronchi, Giuliano Soldà, assessore alle Politiche
territoriali e Sergio Tognella, assessore alle Politiche sociali. Tre le donne
che entreranno a far parte della lista: Chiara Alberti, 29 anni, Marta
Galbiati, 23 anni, figlia dell'assessore Pier Emilio Galbiati e Orietta Vanosi,
50 anni, moglie di Pier Angelo Guagnetti, da dieci anni impegnata nel
Comitato genitori all'interno dell'Istituto Comprensivo Manzoni. Le vere new
entry sono rappresentate dal geometra Paolo Bosisio, Nunzio Bongiovanni,
presidente di un'associazione di difesa dei consumatori, Moreno Ferri in
rappresentanza del Comitato per l'alternativa al nuovo inceneritore di Desio,
Giovanni Frigerio per anni consigliere comunale a Monza e coordinatore di
circoscrizione, Umberto Merli e Filippo Pizzichemi. Con loro anche Giovanni De
Montis e Giovanni Di Bella, rispettivamente portavoce del Pd nel circolo di
Bovisio Masciago-Varedo e moderatore della lista. IL CANDIDATO sindaco Stella ha poi presentato a grandi linee il programma. Oltre
alla riqualificazione del centro storico, se la lista di centrosinistra fosse
confermata, gli ambiti principali a cui mettere mano riguarderanno lo
spostamento del mercato in via Desio, la creazione della nuova scuola
elementare in via Bertacciola, la riqualificazione del centro sportivo di via
Superga e di corso Milano, l'apertura di una nuova farmcia comunale, ma anche i
sottopassi viabilistici di via Marangoni e Silvio Pellico, la nascita di gruppi
di acquisto solidali e il «Progetto bici» per il bike sharing.
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( da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Pdl cerca un
capogruppo per il Comune la politica Nei prossimi giorni il debutto a Palazzo
Tursi. Della Bianca candidata ma circolano i nomi di Campora e Musso 06/05/2009
NASCE IN COMUNE il gruppo unico del Pdl. Questione di giorni per il debutto
ufficiale in Sala Rossa del "gruppone" composto dagli 11 consiglieri
di Forza Italia, i tre della Lista Biasotti e i due di An che animano, accanto
ai tre esponenti di Lega Nord, Udc e La Destra, l'opposizione in consiglio
comunale. Al gruppo del Pdl di Palazzo Tursi, iniziativa che ha subito
un'improvvisa accelerazione per volontà di Gianfranco Gadolla, coordinatore
metropolitano del partito, ovviamente aderirà pure il senatore del Pdl, Enrico
Musso. Dunque, sono 17 i consiglieri di minoranza che hanno anticipato la
propria adesione al gruppo unico. Resta da risolvere il rebus del capogruppo:
«Per quanto mi riguarda sono candidata», fa sapere Raffaella Della Bianca,
capogruppo di Forza Italia. Ma circolano anche i nomi di Matteo Campora,
sostenuto da chi all'interno del Pdl spinge per un rinnovamento dei
"quadri", e dello stesso senatore Musso, già candidato sindaco per il
centro destra contro Marta Vincenzi. Partita delicatissima quella per la
leadership del gruppo unico, che investe fragili equilibri. Sull'argomento, non
a caso, Gadolla è estremamente cauto: «La scelta del capogruppo deve essere
fatta all'interno dello stesso Pdl in Comune. Spero che si trovi una sintesi
tra le varie istanze e che venga individuata una persona autorevole». Ma se la
sintesi dovesse mancare? «A quel punto bisognerà andare al voto, secondo le
regole della democrazia». La nascita del Pdl al posto di Fi, Lista Biasotti e
An non sarà del tutto indolore sul piano organizzativo e procedurale. Su questo
punto mette l'accento Giuseppe Murolo, consigliere di An e presidente della
commissione Affari istituzionali di Tursi: «L'attuale regolamento favorisce
senza dubbio i piccoli gruppi dal punto di vista della dotazione di personale e
di risorse per l'attività istituzionale». Murolo fa un po' di conti: «Gli
impiegati attualmente a disposizione di Forza Italia, An, Lista Biasotti e del
gruppo misto sono in totale 9: il Pdl, somma dei quattro gruppi, dovrà
accontentarsi di cinque persone. E saranno proporzionalmente ridotti anche
computer, spazi a disposizione, telefoni portatili, fondi per l'attività
istituzionale e numero di manifesti che è possibile affiggere a prezzi
scontati». Per non parlare della perdita dei gettoni di presenza, dovuta al fatto che i consiglieri dei grandi gruppi partecipano
a poche commissioni mensili mentre i membri dei gruppi "mignon" sono
presenti a tutte le sedute. «Tutti sacrifici che affrontiamo volentieri - dice
Murolo - senza dimenticare, però, che gruppo unico non vuol dire pensiero
unico: le differenze di opinione saranno sempre ben marcate». «Aderiamo
con entusiasmo al gruppo unico ma senza rinunciare alla nostra dignità
politica», fa eco il capogruppo della Lista Biasotti, Valter Centanaro. Un
altro problema, che verrà forse affrontato in sede di revisione del regolamento,
riguarda il tempo a disposizione per le dichiarazioni di voto: oggi le forze
del centro destra che in Sala Rossa confluiranno nel Pdl possono parlare
complessivamente per venti minuti attraverso i propri rappresentanti. In
futuro, l'impatto degli interventi potrebbe ridursi a cinque minuti. «È chiaro
che su questo aspetto bisognerà mettere mano». Vincenzo Galiano
galiano@ilsecoloxix.it 06/05/2009
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( da "Tirreno, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 4 -
Grosseto Decolla la fondazione Il Sole Manca solo la convenzione con l'Asl per
gli appartamenti Contento Massimiliano Frascino: «Abbiamo fatto le prime due
assunzioni, la sala funziona, il progetto ormai è realtà» GROSSETO. Sono
partite le prime due assunzioni, l'auditorium funziona a regime, decollano i
progetti di lavoro per disabili. E infine: «contiamo di stringere entro dicembre
la convenzione con l'Asl e aprire anche gli appartamenti». Inaugurata otto mesi
fa in viale Uranio, la Fondazione Il Sole sta diventando il cuore di progetti
pulsanti. Soddisfatto Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione, rende
conto dello "stato dell'arte" ed elenca le iniziative in campo
«perché - dice - il lavoro non si ferma e la raccolta fondi continua». Il sogno
della Fondazione Il Sole è diventato realtà, ma qualcosa resta da fare. E' da
sistemare il parco esterno, mancano piccoli impianti termo-idraulici. «Si
stanno concludendo i pagamenti alle aziende ed entro la prossima settimana
trasformeremo il fido bancario in mutuo», dice Frascino. Ma
la parte più sostanziosa da definire è la convenzione con l'Asl 9, che non è
ancora arrivata e che - oltre ai criteri per l'accesso - potrebbe includere una
preziosa quota-parte di finanziamento da parte della sanità. Il cambio di
guardia da Salvatore Calabretta (ex manager) al nuovo (Fausto Mariotti) ha un
po' rallentato l'iter, ma la speranza è che il nodo di sciolga entro
dicembre, e gli appartamenti inizino a funzionare. I costi gestionali sono
inevitabilmente alti. Ogni disabile ospitato "costerà" circa 3.000
euro al mese. A incidere sono il personale, le utenze (gas, luce, acqua...), il
cibo, i servizi vari (lavanderia, pulizie..); tutto commisurato al livello di
disabilità. Intanto, in attesa della convenzione, le attività proseguono. La
grande sala centrale (moderna, funzionale, geometrica, quasi minimalista) è
diventata un punto di riferimento per molti, e non solo disabili. Lo stesso
auditorium - oltre a rappresentare il cuore di questo straordinario progetto di
solidarietà - colma un vuoto e risponde alla voglia di spazi che si respira in
città. Qui si organizzano dibattiti «di ogni colore politico», dice Frascino,
qui trovano posto musical, concerti e dibattiti. E proprio intorno a queste
attività collaterali ruota la "terapia occupazionale" messa in campo
dagli operatori della Fondazione e in particolare dai due giovani neo-assunti,
Roberto Marcucci e Irene Sebastiani. «Una vera e propria terapia di lavoro -
spiegano - con cui i disabili aiutano ad organizzare una cena, a fare
accoglienza, pulire, sistemare la sala in vista delle attività della
Fondazione». Poi c'è il "progetto autonomia". Un agriturismo a
Vallemaggiore sta mettendo a disposizione per 5 appartamenti, per far uscire i
ragazzi di casa e dal contesto familiare, facendoli vivere in totale autonomia.
Dall'agriturismo (sorta di tappa-esperimento) il progetto proseguirà a
settembre in altri appartamenti messi a disposizione dall'associazione Genitori
bambini portatori di handicap, e da amici o parenti che ruotano attorno alla
Fondazione. Dà una mano Sara Guidotti, 25 anni, stagista per conto dell'Altra
Città e che a giugno-luglio avrà l'esame per diventare animatore di comunità.
Ma si segnalano anche le prossime iniziative per raccogliere fondi. «Il 9-10
maggio, per la festa della mamma e in partnership col vivaio Barbini, saremo in
piazza del Sale con la vendita di piante ornamentali». Non ultimo il contributo
del 5 x 1000. Il codice fiscale è 92053600539. (el. gi)
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( da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Finale, dove la politica costa di più l'abolizione dell'acqua minerale in
consiglio scatena la polemica Si spende il doppio che a Pietra. E molto di più
che a Loano. Il gettone più salato a Diano Finale. La decisione
dell'amministrazione Richeri di sostituire sui banchi del consiglio comunale
l'ormai classica bottiglietta d'acqua minerale naturale e frizzante con una caraffa
di vetro, riempita di semplice acqua del rubinetto, ha scatenato una vera e
propria polemica sui costi della politica. Lunedì sera
l'acqua di rubinetto è apparsa per la prima volta in consiglio comunale.
Scatenando le ire del consigliere di minoranza Franco De Sciora: «Per
un'amministrazione comunale che spende 180 mila euro tra sindaco, assessori e
consiglieri, non si può annunciare di voler risparmiare tagliando i 20
centesimi necessari per comprare una bottiglietta d'acqua minerale - ha detto
De Sciora - Lasciando da parte l'aspetto che riguarda il mancato rispetto delle
più elementari norme igieniche e di sicurezza della salute». Tra in principali
comuni rivieraschi, in effetti, Finale appare come quella che sostiene le
maggiori spese per i cosiddette "costi della politica":
180 mila euro all'anno (dati 2008), contro i 170 mila, ad esempio, di una città
di dimensioni più che doppie come Albenga. Ma anche più di Alassio (173 mila) e
Loano (130 mila), per non parlare di Pietra, dove la cifra della spesa scende
quasi alla metà: 94 mila euro. Diano, invece, si segnala per il più elevato
gettone di presenza ai consigli comunali: 30 euro a
seduta per ciascun consigliere. Ma torniamo alla polemica finalese. Ha detto De
Sciora: «È una scelta sbagliata anche perché l'acqua che sgorga dai rubinetti
di Finale che fa letteralmente schifo. Ho dovuto comprare un piccolo sistema di
depurazione per poterla usare a casa mia. Sarebbe stato meglio che, per
risparmiare davvero, si dimezzassero indennità e stipendi sia il sindaco che
gli assessori». Diverso invece il parere del consigliere Gloria Bardi di
"Un'Altra Finale" che ha applaudito all'iniziativa
dell'amministrazione Richeri, definendola un «esempio virtuoso da apprezzare»
che rispetta l'ambiente e gli sprechi dei contenitori
in plastica. Immediata la replica del vice sindaco Giovanni Ferrari alla
polemica sollevata da De Sciora: «Non si tratta di un tentativo di risparmiare
soldi, quanto un atto simbolico che va verso il rispetto dell'ambiente ed un
segnale per il contenimento degli sprechi». È stato
invece il sindaco Flaminio Richeri a replicare alla richiesta di De Sciora di
tagliare i costi della politica che gravano sulle
casse comunali: «Naturalmente l'iniziativa, tra l'altro già assunta da altri
Comuni della provincia - ha esordito il sindaco - non vuole andare nella
direzione del taglio alle spese che, presa alla fine dello scorso anno, con la
mancata sostituzione del turnover, ci ha permesso di ridurre di almeno 15-20
elementi l'organico del Comune. Quanto vuole essere un segnale di maggiore
rispetto ambientale con la riduzione dei contenitori di plastica in
circolazione». Insomma un classico ed invocato, almeno dagli ecologisti,
ritorno al passato quando il vetro era l'unico materiale utilizzato per il
trasporto dei liquidi e che permetteva di essere riutilizzato. Casse comunali
chiuse ermeticamente a Pietra, dove le spese per i costi della politica si dimezzano rispetto a Finale. Un dato che è
dovuto alla notevole differenza nel numero degli abitanti, rispetto a Finale (7
mila contro gli 11 mila di Finale Ligure), ma probabilmente non solo a questo.
«Già dal nostro ingresso in amministrazione, nel 2004, siamo completamente
blindati in fatto di assunzioni - ha sottolineato il sindaco Luigi De Vincenzi
- In cinque anni, abbiamo forse assunto una persona. E dal prossimo anno, se
verremo confermati alle elezioni, non sostituiremo nessuno di coloro che andranno
in pensione». Mentre le indennità e i costi della politica sono mantenuti ai livelli più bassi tra quelli dei principali
comuni della Riviera. Silvia Andreetto 06/05/2009 ' 06/05/2009
contenimentodegli sprechiNon si tratta di risparmiare soldi, quanto di un segnale per il
contenimento degli sprechi giovanni ferrarivicesindaco di Finale 06/05/2009
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(
da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
«non c'è più nulla da raschiare» albenga CENTOSETTANTAMILA euro l'anno ad Albenga, altrettanto ad Alassio. Le due principali città rivierasche pareggiano quanto a spese per stipendi, indennità e gettoni di presenza a sindaci, assessori e consiglieri comunali. Un pareggio che a prima vista potrebbe stupire, vista la differenza di dimensioni delle due città (Albenga ha una popolazione più che doppia rispetto ad Alassio), ma che è in realtà giustificato dal fatto che sotto le torri sono solo due gli assessori (oltre a sindaco e vice) che godono del raddoppio di stipendio che spetta a chi lascia il lavoro per dedicarsi a tempo pieno all'attività amministrativa, mentre Alfonso Salata, Pina Verrazzani, >Vincenzo
Damonte e Giuseppe Pelosi devono accontentarsi di uno stipendio dimezzato, cioè
di meno di settecento euro mensili. Inoltre le buste paga dei consiglieri
comunali albenganesi comprendono solo i gettoni di presenza per le riunioni di consiglio e non
per quelle delle commissioni, calmierando a poco più di cinquemila euro l'anno
l'esborso per questa voce. I bilanci
comunali ridotti all'osso e il debito pubblico da ridurre porteranno qualche
taglio ai compensi o al numero delle riunioni per abbattere i costi? «Non credo
ci sia rimasto nulla da tagliare - afferma Giuseppe Pelosi, assessore
albenganese al bilancio - Negli ultimi anni abbiamo già effettuato alcuni
tagli, nel rispetto delle finanziarie che ci imponevano sacrifici per ridurre
il debito pubblico, e ormai i compensi sono ridotti davvero all'osso. Seicento
euro al mese per amministrare una città, sottraendo tempo alla propria vita non
sono molti, e anche lo stipendio del sindaco non è elevato, se si pensa che la
carica impone importanti rinunce anche sul piano lavorativo. Credo che uno come
Tabbò a fare il sindaco ci rimetta di tasca sua». E a maggior ragione è
difficile pensare a risparmi sui gettoni di presenza dei consiglieri, visto che lo scorso anno i
consigli sono stati diciassette, cioè uno ogni tre settimane, e che tagliare
una riunione farebbe risparmiare solo cinquecento euro. «Credo che quello dei costi
della politica sia un problema reale, ma che riguardi i livelli più alti, non
certo le amministrazioni comunali - fa eco l'assessore alassino Fabrizio Calò -
Noi siamo quelli che viviamo direttamente il contatto con i cittadini, e i
nostri compensi sono infinitesimali rispetto a quelli dei parlamentari. Credo
sia là che bisogna risparmiare, non nei Comuni. Sono convinto che una riduzione
degli stipendi dei parlamentari e di tutti quei benefici di cui godono sarebbe
più utile per i conti pubblici e più apprezzata dai cittadini». Luca Rebagliati
06/05/2009
(
da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
sindaco "guadagna" 2.800 euro al mese30 euro a seduta per i
consiglieri diano Diano Marina. Quanto incide il costo della politica nelle
tasche dei cittadini dianesi? Quanto esce dalle casse comunali per mandare
avanti l'azione amministrativa? La spesa che va a coprire, in pratica, tutto
ciò che viene sborsato per le indennità destinate all'attività istituzionale
dei vari organi dagli emolumenti del sindaco, a quelli della giunta, ai gettoni di presenza consiglieri,
commissioni non è nota ma lo sono gli stipendi degli amministratori e con gli
opportuni calcoli si può determinare la cifra complessiva. I dianesi pagano per
lo "stipendio" del sindaco Angelo Basso quasi 2.800 euro al mese. Il
vice sindaco Peirano invece percepisce poco meno della metà della cifra, ovvero
1.308 euro. Più elevato l'emolumento mensile del presidente del consiglio
comunale: Marco Perasso percepisce 2070 euro. A Diano Marina gli assessori, che
sono cinque, costano ciascuno 1.242 euro ogni mese. Infine
i consiglieri comunali percepiscono un gettone di presenza di trenta
euro lordi per ogni seduta del consiglio comunale. A Loano, invece le indennità
di sindaco e assessori costano al Comune di Loano 127 mila euro circa all'anno,
cifra, intesa al lordo. «Siamo per il mantenimento delle stesse indennità?
spiega Luigi Vallarino, dirigente del settore economico finanziario - anche
perché rispettano tutti i parametri e sono state stabilite dal patto di
stabilità». Prosegue il dirigente: «Inoltre, per adesso non ci sono elezioni
alle porte che possano far ipotizzare la modifica di questi termini». Il
gettone di presenza al consiglio comunale viene
corrisposto unicamente nel caso di partecipazione alla seduta e, al sindaco e
agli assessori, a cui viene già corrisposta l'indennità, non viene dato il
gettone. L'importo a seduta è di 21, 39 euro (lordo) per consigliere, in totale
12, il calcolo totale delle presenze viene fatto ogni sei mesi. I dati che si
riferiscono al 2008 vedono nel primo semestre un importo totale del costo delle
sedute di 748 euro, nel secondo di 1.200 euro circa per un totale che sfiora i
duemila euro annui. 06/05/2009
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2009-05-06 - pag: 43 autore:
Industria. Al via il piano di rilancio Polynt rinegozia i debiti: Invest
Industrial studia la ricapitalizzazione MILANO Il rallentamento economico ha
portato anche Polynt ad assumere un atteggiamento più prudente in attesa della
ripresa e a chiedere maggiore flessibilità sul fronte delle condizioni del
debito alle banche. Il gruppo, delistato da Invest Industrial nel 2008
attraverso la controllata Polimeri Speciali, sta discutendo con le banche per
rivedere i covenant legati alle performance finanziarie collegati al debito di
circa 307 milioni. Ma non solo. L'azionista, con l'obiettivo di supportare il
gruppo in un'ottica anche di espansione per linee esterne, si è reso
disponibile a rafforzare il capitale con un'iniezione di nuova liquidità nell'ordine dei 20-30 milioni. Il gruppo, infatti, potrebbe cogliere
eventuali opportunità di acquisizioni in alcune aree geografiche, in cui
rafforzare la propria presenza, senza così dover ricorrere a eventuali
finanziamenti da parte delle banche. L'atteggiamento dell'azionista e della
società sono assolutamente prudenziali, considerato che ad oggi Polynt
non ha rotto alcun covenant. L'esercizio 2008, nonostante il rallentamento
degli ultimi mesi dell'anno, si è concluso in linea con il 2007 con un margine
operativo lordo (Ebitda) di oltre i 60 milioni. Il budget 2009 è in linea con
l'anno precedente, ma è stato anche ipotizzato un deterioramento della domanda
che potrebbe portare a un margine operativo lordo di 40 milioni di euro. La
durata del rallentamento economico, inoltre, non permette di ipotizzare una
ripresa in tempi rapidi del mercato. Il gruppo sta quindi valutando con i
creditori condizioni che gli permettano una maggiore flessibilità in linea con
stime molto prudenziali. Polynt, assistita nella trattativa da Lazard e dallo
studio legale Chiomenti, è nata dallo spin off del gruppo Lonza ed è stata
quotata a piazza Affari dal 2006 al 2008. Il gruppo Polynt, leader di mercato a
livello nazionale e in Europa con una presenza operativa in Cina, Germania,
Polonia e Hong Kong, ha assunto una politica
gestionale attenta in termini di cassa e di costi. Per affrontare il
rallentamento della domanda il management ha deciso di ricorrere alla cassa
integrazione, ma non ha proceduto ad alcun licenziamento. M.D'A. © RIPRODUZIONE
RISERVATA
(
da "marketpress.info"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mercoledì
06 Maggio 2009 TREVISO: STANZIATI 140MILA EURO PER LABRUZZO Treviso, 6 maggio 2009 - 140 mila euro è la
somma stanziata dal consiglio della Camera di Commercio di Treviso per le
imprese terremotate dAbruzzo. Liniziativa di solidarietà è stata decisa, allunanimità, dai consiglieri camerali nellultima
seduta devolvendo i loro gettoni di presenza
come avevano deciso anche i componenti di giunta qualche giorno prima. Inoltre
è stato destinato 1 euro per ciascuna delle 85 mila imprese attive della nostra
provincia,ed iscritte alla Cciaa. La
somma sarà versata in un fondo nazionale gestito da Unioncamere, ha spiegato ai
consiglieri il presidente Federico Tessari, ma si avrà un riscontro concreto e
tangibile sulla destinazione della somma. Vogliamo che la solidarietà
delle nostre imprese ,pur in un momento difficile per tutti, abbia un effetto
duraturo nel tempo. . <<BACK
(
da "Nuova Ferrara, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
per la
tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti
che le grandi ... Verri: malcostume al volante ma serve anche più manutenzione
Conventi: grandi arterie troppo vecchie per la tanto vituperata Cispadana, a
giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi infrastrutture
non dipendono dalla volontà della Provincia: se l'Anas ci mette i soldi per la
nuova Romea noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma l'Anas è al 98% del
Tesoro e se il governo non finanzia la Romea non decolla. Per la manutenzione
delle nostre strade spendiamo 4-5 milioni l'anno, sono tanti, ma ne servono di
più. Però le strada messe peggio sono Ss16, Romea e Superstrada del Mare, tutte
in gestione all'Anas». Malaguti: «Mille morti in 15 anni sono una dramma
insopportabile. Abbiamo strade colabrodo, anche a causa di appalti al ribasso
che vanno rivisti, forse anche da qualche magistrato. Si asfalta e dopo 6 mesi
l'asfalto è da rifare, qualcossa non funziona». Pappi: «La sicurezza dipende da
tanti fattori: educazione stradale, uso di alcol e dorghe e poi condizioni
stradali. Le ditte che vincono gli appalti sanno fare il loro mestiere? La
Ferrara-Mare è un disastro, l'Anas deve invervenire una volta per tutte. E' una
pazzia il tunnel sulla Romea, spendiamoli meglio i soldi». Verri: «La
manutenzione è importante, ma la sicurezza è legata soprattutto al malcostume
al volante. Il fatto che molti degli incidenti più garvi avvengano dopo la
mezzanotte la dice lunga, servono più controlli e più pattuglie». PROVINCIA:
SI' O NO? Alberto Faustini, il direttore della Nuova Ferrara, ha chiesto ai sei
una buona ragione per chiudere le Provincia e due per conservarle. Pappi:
«Brunetta mi piace, ma non sono d'accordo con lui sull'abolizione delle
Province che hanno importanti competenze su infrastrutture, qualità dell'aria,
finanziamenti alle imprese. Se le aboliamo poi dobbiamo inventarci
qualcos'altro». Malaguti: «C'è l'ipotesi di trasformarle in organi di secondo
grado con consigli provinciali formati dai sindaci. Dicono che nazionalmente si
risparmierebbero 300 milioni. Per me si può fare». Zappaterra: «Una buona
ragione per tenerle è che la strade passate alla Provincia sono tenute meglio
di quelle rimaste all'Anas. Se spariscono le Province e le competenze vanno
alle Regioni si allontana la politica dai cittadini. I
Comuni piccoli saranno penalizzati». Conventi: «Una buona ragione per tenerle è
che così Brunetta avrebbe torto. Se sparisce la Provincia i Comuni sotto i 10
mila abitanti non conteranno nulla con la Regione. L'unica è fare i conti l'eterogeneità della nostra Provincia e disegnare quattro macro
aree: Alto Ferrarese, Medio Ferrarese, Delta e Città. I costi politici delle
Province sono modesti». Masina: «Se la Provincia è percepita come passacarte
tanto vale abolirla. Conviene mantenerla, ma snellita, per assicurare la
manutenzione del territorio (strade, canali, retrospiaggia...) e fare da
trait d'union tra Comuni e Regione». Verri: «A Roma hanno trovato nella
Provincia il facile capro espiatorio. Se tutto passa alle Regioni come fa il
cittadino a controllare? A Roma dovrebbero scatenarsi per rivedere le funzioni,
per eliminare i doppioni. Il costo non sono amministratori e consiglieri, ma
l'inefficienza e certi sprechi: per risparmiare basta
abolire strutture come Ato e Ami. Piero Lodi (di «è Tv») ha chiesto che ne
pensano dell'amministrazione di Cento. Severo il giudizio della Zappaterra:
«Non sta giocando un ruolo trainante, non esercita il ruolo di leadership
nemmeno nell'Alto ferrarese e questo è un peccato». Masina ha rimpianto la
piccola Torino di un tempo. Per Verri «c'è bisogno che Cento dia il suo
contributo alla politica ferrarese». Malaguti ha detto
che in difficoltà c'è l'economia centese e di tutta la provincia e ha invocato
il cambiamento dopo 60 anni.
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca
di Cagliari Pagina 1018 Consiglio comunale Il Comune destina ai terremotati i
30 mila euro dei ticket di Sant'Efisio Consiglio comunale --> A un mese
esatto dal terremoto, il Consiglio comunale dà un segno tangibile di aiuto alla
popolazione abruzzese destinando loro i circa 30 mila euro ricavati dalla
vendita dei 6500 biglietti per assistere alla festa di Sant'Efisio. Dopo una
lunga discussione - caratterizzata da polemiche - l'aula ha approvato un ordine
del giorno (primo firmatario Paolo Casu, del gruppo Misto) che impegnava la Giunta
«a devolvere interamente il ricavato della vendita dei biglietti a favore delle
famiglie colpite da lutti in Abruzzo e a portare con questo gesto il saluto e
la protezione del Santo nei confronti dell'intera popolazione di questa regione
così duramente provata». Non è stato semplice. Una parte trasversale del
Consiglio sosteneva che fosse più opportuno devolvere i fondi agli alluvionati
di Pirri. Il dibattito ha irritato il sindaco Floris che, intervenendo dopo
l'ennesimo intervento pro-Pirri, ha definito «ridicola» la discussione. «Abbiamo il dovere di essere solidali nei confronti della
popolazione abruzzese senza dimenticare gli alluvionati di casa nostra che
potreste aiutare», ha detto il sindaco, «devolvendo due gettoni di presenza in Consiglio». Dopo una sospensione di un'ora, i consiglieri
sono rientrati in aula ed hanno detto sì all'ordine del giorno. Il modo
per aiutare i pirresi (in attesa dei fondi regionali) sarà discusso in una
delle prossime sedute del Consiglio.
(
da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
n. 108
del 2009-05-06 pagina 37 Il golf italiano all'esame Open con Montgomerie e Daly
di Mario Camicia Scatta domani una delle edizioni più competitive degli
Internazionali: ci sarà anche il capitano dell'Europa alla prossima Ryder cup
Ci siamo. Domani sul percorso del Royal Park I Roveri prende il via il Bmw
Italian Open, 66ª edizione del massimo torneo professionistico del nostro golf
poco più che centenario. È la seconda volta che Torino è la sede dell'Open, la
prima che ha come scenario lo splendido percorso disegnato ad inizio anni
Settanta dal grande architetto americano Robert Trent Jones su mandato del
fondatore del club Umberto Agnelli. Che Open sarà? Sicuramente di livello e per
più di una ragione. Il percorso è tra i più belli ed impegnativi nel panorama
italiano. La «griglia di partenza» è senza dubbio la migliore vista negli
ultimi anni da quando la Federazione ha stretto una joint venture con
l'European Tour. In passato, parlo sino ad una decina di
anni fa, quando il golf in Italia era ancora per pochi, c'era la smania e
l'impegno di portare al torneo alcuni nomi di grande risalto, campioni che
chiedevano «gettoni di presenza» sostanziosi e che, a ben pensarci, accontentavano e deliziavano
il palato dei pochi maniaci e che compiacevano sponsor ancora poco esperti di
golf. Erano anche i tempi in cui il golf europeo sfornava pochi «grandi»
che facevano di certo cartellone in una schiera di giocatori di secondo piano.
Negli anni il golf europeo è cresciuto, il livello generale si è elevato, i
giovani hanno affinato le loro armi e sono diventati competitivi ed anche -
molti di loro - dotati di buon carisma ed in grado di fare spettacolo.
Quest'anno ai nastri del Bmw Italian Open c'è gente di gran prestigio come
Colin Montgomerie e quel John Daly che, malgrado la sua vita sregolata, ha
vinto un Open Championship ed un Pga in America e sempre e comunque in grado di
far divertire e stupire per la sua potenza e la sua qualità di gioco. Due «big»
che una volta sarebbero costati una piccola fortuna e che oggi vengono a
giocare da noi per il piacere di respirare l'atmosfera italiana, l'ospitalità,
l'affabilità di una organizzazione all'altezza ed anche con la segreta speranza
di vincere un titolo che esiste dal 1925. Accanto a loro c'è un Paul Lawrie
vincitore di un British, Thomas Bjorn, capostipite del golf danese ed il suo
più giovane emulo Anders Hansen vincitore di due Pga di Gran Bretagna ed anche
un Darren Clarke irlandese vincitore di tornei di livello mondiale. Ma sono poi
tanti i giocatori della nuova generazione, quelli che stanno facendo vivere
all'European Tour un periodo particolarmente felice che nulla ha da invidiare
al Tour americano. Ai Roveri scenderanno in campo 21 campioni di Open degli
ultimi due anni, professionisti sulla cresta dell'onda che ormai, grazie anche
alla televisione, sono noti a tutti i golfisti, non più ottusamente focalizzati
sulle superstar ma che ormai sanno apprezzare e riconoscere i nuovi talenti e
le future star. L'Open d'Italia non è un torneo super dotato dal punto di vista
del montepremi, può - giustamente - non attirare più di tanto le cosiddette
primedonne, ma negli anni recenti ha lanciato alla ribalta giocatori che oggi
viaggiano a livelli mondiali. Siamo un Open «talent scout» ed anche questo è un
merito di cui andare fieri. Quest'anno poi è arrivato un nuovo title sponsor la
Bmw che abbina il suo nome a tornei di livello mondiale e alla Ryder Cup. Anche
questo è un traguardo tagliato ed una nuova spinta verso l'alto di un torneo
che cresce di anno in anno e del quale il golf italiano può giustamente fare un
fiore all'occhiello. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
(
da "AltaLex"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Edilizia
convenzionata, prezzi, aumento, concussione, sussistenza Cassazione penale ,
sez. VI, sentenza 14.04.2009 n° 15690 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi
Edilizia convenzionata prezzi aumento
concussione - sussistenza [art. 317 c.p.] Nel caso di edilizia
convenzionata, la condotta del costruttore che condizioni la conclusione o
l'esecuzione del contratto alla dazione, da parte dell'acquirente inserito
nelle apposite graduatorie, di somma maggiore di quella determinabile ai sensi
della convenzione e non corrispondente a migliorie e varianti con lui
concordate, integra il delitto di concussione. (1-4) (1) In tema di concussione
del medico e concorso pubblico, si veda Cassazione penale, sez. VI, sentenza
28.01.2009 n° 3869. (2) In materia di concussione, prete ed incaricato di
pubblico servizio, si veda Cassazione penale, sez. VI, sentenza 02.01.2009 n°
12. (3) In materia di concussione e plurioffensività, si veda Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 28.02.2008 n° 8907. (4) In materia di concussione e
multe senza verbale, si veda Cassazione penale 37077/2007. (Fonte: Altalex
Massimario 17/2009) SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE VI PENALE Sentenza 25
marzo - 14 aprile 2009, n. 15690 (Presidente Mannino - Relatore Citterio)
Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 5.6 - 10.7.06 la Corte d'appello di Bari
riformava la sentenza del Tribunale di Trani in data 2.10.2001, assolvendo S.
S. G. dall'imputazione di concussione continuata, ascrittagli in relazione al
fatto di avere, nella qualità di imprenditore edile autorizzato a seguito di
convenzione alla realizzazione di un programma costruttivo di edilizia
convenzionata, e quindi incaricato di pubblico servizio, preteso somme
superiori al prezzo previsto dalla convenzione da P. A., con la minaccia
implicita di non consegnargli l'appartamento, nel 1992 in Molfetta. L'imputato
era genero del titolare dell'impresa ed aveva condotto la trattativa. Il Giudice
dell'appello revocava conseguentemente anche le statuizioni civili della prima
sentenza. Accogliendo l'appello dello S., la Corte distrettuale argomentava: -
i versamenti in nero erano
intervenuti in fase precontrattuale e pertanto in un contesto in cui il venditore
non aveva assunto alcun obbligo, e il compratore non aveva acquisito alcun
diritto, non essendo ancora stato sottoscritto neppure il preliminare di
compravendita; in sostanza il tutto era avvenuto in un contesto di libero
mercato e non era possibile ravvisare alcuna minaccia ancorché implicita; - il
P., poi, sarebbe stato a conoscenza della prassi seguita dal costruttore (il
farsi consegnare somme in nero da non
fatturare e non dichiarare a fini fiscali) e pertanto non sarebbe stato soggetto ad alcun
metus, essendo libero di non aderire alla pretesa illecita); - né si poteva
parlare di concussione ambientale, essendo appunto
ben nota al P. essere quella la prassi vigente in quel territorio (in
situazione di difficile mercato immobiliare)
e, in realtà, essendosi trattato nella specie di un inserimento consapevole del
P. in tale prassi, sì che sarebbero stati configurabili eventualmente i delitti
di abuso d'ufficio o corruzione, non quello di
concussione, trattandosi comunque di ipotesi in fatto non riconducibili
all'originaria imputazione ed in ogni caso prescritte. 2. Ricorrono in
Cassazione il procuratore generale di Bari e la parte civile P. A.. 2.1 Con
primo motivo la parte civile denuncia la manifesta illogicità della motivazione
della Corte distrettuale: - la concussione potrebbe configurarsi anche nella
fase precontrattuale; - nel caso di specie ricorrerebbero tutti i requisiti del
delitto: l'abuso della funzione (per la richiesta di somme in nero non dovute),
l'illiceità della pretesa (essendo il prezzo determinato dalla convenzione),
l'esercizio di pressione psichica (perché la dazione della somma era pretesa
quale condizioni per la stipula del preliminare); il tutto concretizzerebbe sia
la minaccia dell'incaricato di pubblico servizio che il metus (chi voleva
acquistare in edilizia convenzionata dovendo sottostare alla richiesta
illecita). Sarebbe contraddittoria l'esclusione della concussione ambientale in ragione della prassi costante
in quel territorio comunale, essendo la prima caratterizzata proprio da una
sorta di convenzione tacita che il pubblico ufficiale fa valere ed il privato
subisce, in un contesto di comunicazione
più semplice e sfumata. Nel caso di specie S. avrebbe approfittato di quel quadro
ambientale per costringere P. all'indebita dazione di denaro, essendo
irrilevante l'eventuale vantaggio economico conseguibile dal P. con l'accesso
all'edilizia convenzionata, non essendo la maggior dazione frutto di libera
scelta. Con secondo motivo denuncia illogicità della motivazione perché la
Corte distrettuale, pur dando atto che fossero possibili diverse qualificazioni
giuridiche del fatto, ometteva di qualificare in tal senso nel dispositivo, a
nulla rilevando l'intervenuta prescrizione a fronte dell'effetto di mantenere
ferme le statuizioni civili ex art. 578 c.p.p.. 2.1.1 Con memoria depositata il
9 marzo, a sostegno dei motivi precedentemente proposti la parte civile deduce
inoltre che: - essendo il P. utilmente inserito in una graduatoria di aspiranti
all'acquisto in edilizia convenzionata, esercitava un vero e proprio diritto,
cui corrispondeva il dovere del costruttore di vendergli l'immobile: proprio
l'intenzione di non rinunciare a tale diritto aveva imposto al P. di sottostare
all'illecita pretesa dell'imputato; - la Corte distrettuale avrebbe finito con
il giustificare l'illegittimità del comportamento tenuto dall'imputato in
ragione di una prassi altrettanto illecita diffusa, senza che potesse parlarsi
di libero mercato; - la motivazione sarebbe assolutamente illogica anche nella
parte relativa alla revoca delle statuizioni civili, essendo risultata pacifica
la dazione delle somme in nero senza titolo, perché prima della stipula del
preliminare. 2.2 Anche il procuratore generale denuncia manifesta illogicità
della motivazione, con argomentazioni sostanzialmente analoghe a quelle svolte
dalla parte civile. 2.3 Il difensore dello S. ha depositato memoria, in cui
riprende taluni dei motivi che aveva dedotto nell'originario atto di appello,
proposto avverso la sentenza di condanna del Tribunale di Trani. P. sarebbe un
vigile tecnico addetto ai controlli nel campo dell'edilizia e quindi egli
stesso pubblico ufficiale certamente non soggetto a metus nei confronti del
costruttore; egli avrebbe semplicemente cercato di fare un affare, perché i
prezzi dell'edilizia privata erano superiori, e la maggior somma corrisposta
sarebbe stata dovuta per lavori extra per circa 85 milioni di lire,
effettivamente commissionati dal P. come comprovato da una scrittura privata da
lui sottoscritta; qui non sarebbe stata possibile alcuna minaccia di non
consegnare l'appartamento ma solo quella di non concludere il contratto di
compravendita; nel caso di riqualificazione del reato, come abuso d'ufficio o corruzione, P. sarebbe stato il beneficiario della condotta
illecita di S., sicché nessun danno risarcibile sarebbe riconoscibile nei suoi
confronti. Considerato in diritto 3. I ricorsi sono fondati, con le
precisazioni di cui in motivazione. A fronte dell'articolata motivazione della
sentenza di condanna in primo grado, lo S. ha proposto altrettanto articolati
motivi di appello, anche su punti di stretto merito che sono poi stati ripresi
nella memoria presentata a questa Corte di legittimità. Motivi che sono
ovviamente inammissibili in questo grado di legittimità, ma che rilevano per
tenere presenti i vari punti, ed i vari temi, che dovranno essere trattati nel
processo per un percorso motivazionale esaustivo. Il Giudice di appello non ha
infatti trattato tutti i temi specifici di merito dedotti dalla difesa e poi
riproposti nella memoria (la non soggettibilità del P. al metus in ragione del
suo ruolo lavorativo; l'attribuzione della maggior somma versata a lavori di
miglioria), avendo ritenuto assorbente - anche indipendentemente dal confronto
con questi aspetti, trattati dal Tribunale e contestati dalla difesa -
l'impossibilità giuridica di ricondurre la vicenda alla fattispecie della
concussione. In altri termini, la Corte distrettuale pare nella sua motivazione
giungere all'assoluzione per insussistenza del fatto con tre passaggi
motivazionali fondamentali che prescindono dalla rispondenza o meno al vero
degli aspetti di fatto lamentati dalla difesa, e disattesi dal Tribunale, e vogliono
invece cogliere assorbenti aspetti anche in diritto: i versamenti in nero sono
dovuti a libera scelta di mercato del P., perché nella fase della
contrattazione preliminare nessun diritto poteva vantare con corrispondente
obbligo dello S., qui non parlandosi di consegna di immobile ma di
contrattazione della sua vendita; P. era a conoscenza della prassi vigente e
poteva liberamente non accettarla; non si può sussumere la vicenda in una
concussione ambientale perché così andavano le cose nel difficile mercato
immobiliare di Molfetta, P. lo sapeva, e si è inserito liberamente nella
prassi. Questa motivazione deve essere ritenuta manifestamente illogica.
L'edilizia convenzionata intende rispondere all'esigenza abitativa mettendo a
disposizione case a prezzo inferiore rispetto a quello di mercato, sì da
favorire l'accesso alla proprietà anche a coloro che non si trovano nelle
condizioni di poter corrispondere i prezzi pretesi dal libero mercato, e ciò
attraverso un meccanismo che vede da un lato l'ente pubblico rinunciare a parte
dei contributi usualmente dovuti da chi costruisce e, dall'altro, l'obbligo
giuridico del costruttore di vendere a costi calmierati, quantificati con
modalità predeterminate. In ragione del meccanismo convenzionale adottato
applicativo di norme di legge nazionali e regionali - il costruttore assume
ruolo e qualità di incaricato di pubblico servizio (Sez. 6, sent. 8907 del
3.12.2007 - 28.2.2008, De Palma, che ha risolto in senso analogo altra vicenda
relativa ad edilizia convenzionata nel medesimo comune di Molfetta). La
predisposizione di graduatorie degli aspiranti all'acquisto di edilizia
convenzionata è corollario del sistema, perché attraverso la previa verifica
pubblica della sussistenza dei titoli si evita che la rinuncia dell'ente
pubblico a parte di ciò che gli compete determini una sorta di indebito arricchimento, del costruttore o del
singolo acquirente o di entrambi. E proprio la collocazione in graduatoria
attribuisce pertanto il diritto di contrattare positivamente, ai prezzi indicati
dalla convenzione, con gli ovvii aggiornamenti connessi ad eventuali migliorie
non previste nei capitolati delle convenzioni. Nel caso di specie la parte
civile ricorrente ha allegato che P. era utilmente inserito nella graduatoria,
e la circostanza (richiamata anche dal Tribunale a pagina 10 della sua
sentenza) non risulta contestata negli atti conoscibili da questa Corte di
legittimità. Il soggetto che sia utilmente collocato in graduatoria si trova
pertanto in una situazione giuridica soggettiva che lo legittima alla
contrattazione ed all'acquisto, alle condizioni stabilite dalla convenzione; in
caso contrario, la rinuncia dell'ente pubblico ai propri legittimi introiti e
la predisposizione della graduatoria, con la verifica dei titoli di accesso,
non avrebbero senso sistematico e normativo alcuno. Ed è proprio questo
contesto che spiega l'acquisizione della qualifica di incaricato di pubblico
servizio da parte del costruttore in
convenzione: egli, accettando di vendere ad un determinato prezzo concordato
con l'ente pubblico (essendo irrilevante come e quando si perviene alla
quantificazione finale, rilevando solo che quella quantificazione non è
liberamente determinata dal costruttore), concorre a consentire il
perseguimento della finalità pubblica espressamente prevista e disciplinata da
norme di legge. La richiesta, da parte del costruttore di edilizia
convenzionata, di somma ulteriore non corrispondente a lavori aggiuntivi e
migliorie concordate con l'acquirente, è pertanto certamente illecita, e quando
al suo accoglimento si condiziona l'esecuzione o anche la positiva conclusione
del contratto con soggetto che abbia il titolo per contrattare, in ragione
delle proprie condizioni economiche e di vita attestate dalla verifica
pubblica, si realizza quella prevaricazione grazie all'abuso della propria
posizione dominante che caratterizza il delitto di concussione [Sez. 6, sent.
8907/2008, De Palma, citata; va richiamata anche Sez. 2, sent. 19711 del 23/04
- 16/05/2008, P.M. in proc. Sassi, che ha già affermato come in entrambi i
casi, infatti, quel che rileva non è tanto l'esistenza di un obbligo a
contrarre, quanto la coartazione della libertà di autodeterminazione
dell'acquirente, posto nell'alternativa di far conseguire all'agente un profitto
illecito o di rinunciare alla conclusione del contratto per effetto della
volontà determinante dell'agente di conseguire un profitto vietato
dall'ordinamento (nella fattispecie sia stata poi non condivisibilmente
ritenuto configurabile il delitto di estorsione)]. In altri termini, da un lato
vi è un soggetto che svolge un incarico pubblico e gestisce - in ragione di
tale incarico - la dazione di un bene assolutamente primario, come la casa,
secondo norme di legge. Dall'altra vi è un soggetto - la persona in graduatoria
- che per definizione non ha possibilità di ottenere la propria casa adeguata rivolgendosi al pubblico mercato. Si
tratta di una relazione intersoggettiva all'evidenza squilibrata, in ragione
del potere del primo e delle aspettative su bene primario del secondo, nella quale
l'abuso di posizione del primo e la richiesta illecita di somme per legge non
dovute configurano quel concreto influsso sulla volontà della vittima della
condotta - condizionandone la libertà morale - che caratterizza il delitto di
concussione, anche a prescindere dal fatto che la vittima sia stata o meno
effettivamente intimorita e o indotta solo in forza del potere o della qualità
(Sez. 6, sent. 8907/2009, De Palma, citata). Come questa Corte ha infatti già
affermato, per l'integrazione del delitto di
concussione non è necessario che l'abuso della qualità o dei poteri da parte
del pubblico ufficiale determini uno stato soggettivo di timore per la vittima,
ma è indispensabile che sussista una volontà prevaricatrice e condizionante in
capo al pubblico ufficiale che si estrinsechi in una condotta di costrizione o
di induzione qualificata, ossia prodotta con l'abuso della qualità o dei
poteri, la cui efficacia causativa della promessa o dazione indebita ben può
affidarsi a comportamenti univoci per il contesto ambientale e che altrimenti
risulterebbero penalmente insignificanti, sfruttando il riferimento alle regole
codificate nel sistema di illegalità
imperante nell'ambito di alcuni settori di attività della pubblica amministrazione (Sez. 6, Sentenza n. 23776 del 24/05 - 07/07/2006
Imputato: Peluso e altri). Manifestamente illogico, a giudizio del Collegio, è
pertanto ritenere che se tale illecita richiesta, consentita dall'abuso
dell'incarico pubblico acquisito, costituisce prassi diffusa e nota su un
territorio, l'accettazione di tale richiesta vada considerata come
manifestazione di libera scelta del singolo, quando non addirittura come forma
di partecipazione dell'accettante al mercimonio dell'incarico pubblico per comune
finalità truffaldina in danno dell'ente pubblico. L'affermazione è - ancor più
nella sua apparente assolutezza - manifestamente illogica, perché in primo
luogo trascura del tutto proprio quella peculiare dinamica di squilibrio del
rapporto tra chi dà casa convenzionata
e chi chiede casa convenzionata non potendo
rivolgersi al mercato libero, dinamica riconducibile a massima di comune
esperienza; ma in secondo luogo, nel caso concreto, omette del tutto di
considerare che - come risulta dalla sentenza di primo grado - lungi dal determinare un generale regime di corruzione o abuso
per accordo illecito tra costruttori ed acquirenti, la prassi delle illecite
richieste aveva addirittura determinato il sorgere di un meritorio movimento -
l'Osservatorio 7 luglio sull'illegalità a Molfetta (pag. 6 sentenza del
Tribunale) - che pubblicamente lamentava la costrizione cui erano soggetti
coloro che intendevano accedere, avendone i titoli, all'edilizia
convenzionata. Differentemente da quanto all'apparenza ritenuto dalla Corte
distrettuale, infatti, proprio la diffusione di tali illecite richieste, e la
loro abituale accettazione, configura la
situazione di concussione ambientale, quella di un sistema di illegalità
imperante nell'ambito di alcune sfere di attività della pubblica
amministrazione, quando la costrizione o l'induzione da parte del pubblico
ufficiale può realizzarsi anche attraverso il riferimento a una sorta di
convenzione tacitamente riconosciuta, che il pubblico ufficiale fa valere e il
privato subisce, nel contesto di una comunicazione resa più semplice per il
fatto di richiamarsi a regole già codificate
(Sez. 6, Sent. 13395 del 13/07 - 18/12/1998 in proc. Salvi ed altri). Né la
Corte barese argomenta in alcun modo i presupposti di fatto che fonderebbero altrimenti,
con specifico riferimento al caso concreto del P., un suo libero e
sostanzialmente corruttivo inserimento nella prassi di pagamento, e in nero,
del maggior prezzo, sicché anche tale affermazione, alla luce delle
argomentazioni svolte, appare manifestamente illogica. L'impugnata sentenza
deve essere quindi annullata con rinvio. La Corte distrettuale si atterrà al
principio di diritto per cui: nel caso di
edilizia convenzionata, la condotta del costruttore che condizioni la
conclusione o l'esecuzione del contratto alla dazione, da parte
dell'acquirente inserito nelle apposite graduatorie, di somma maggiore di
quella determinabile ai sensi della convenzione e non corrispondente a
migliorie e varianti con lui concordate, integra il delitto di concussione. Ovviamente spetterà alla Corte del rinvio valutare in
modo puntuale tutti gli altri motivi di appello, anche di stretto merito.
P.Q.M. Annulla la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Corte di
appello di Bari per nuovo giudizio. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |
(
da "Denaro, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Commenti
riforme istituzionali Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per
rinnovare il Paese Gerardo Mazziotti Dopo la recente approvazione del
federalismo fiscale bisogna fare altre riforme strutturali e costituzionali.
Eccole. 1) la riduzione del Parlamento da 945 tra deputati, senatori e senatori
a vita a non più di 140 deputati e 60 senatori con l'abolizione dei
"senatori a vita" (gli Usa hanno 440 deputati e 100 senatori, la
grande Russia ha solo 400 deputati e nessun senatore, men che meno a vita, e il
continente Cina di 1, 4 miliardi di abitanti ha un'Assemblea di 2.800
rappresentanti del popolo ); 2) la sostituzione degli attuali trattamenti
economici e pensionistici dei parlamentari e dei consiglieri regionali (mediamente
20mila euro al mese, venti volte la busta paga di un ferrotramviere o di un
metalmeccanico, oltre a una lunga e scandalosa serie di
benefits,) con gettoni di presenza e con una liquidazione a fine mandato rapportata al numero delle
partecipazioni ai lavori parlamentari e consiliari ; 3) la introduzione della
regola, secondo la quale si può essere eletti deputati, senatori e consiglieri
comunali, provinciali e regionali una sola volta o al massimo due volte allo
scopo di rinnovare continuamente la nostra sempiterna rappresentanza
politica e, quindi, di eliminare la specie tutta italiana dei
"professionisti della politica" ( il Presidente Usa può stare alla
Casa Bianca al massimo per due mandati, 8 anni, mentre il senatore Oscar Luigi
Scalfaro sta lì dal 1946 ); 4) la introduzione della norma sulle
incompatibilità, già vigente in tutti i paesi europei, per impedire che i
nostri politici possano fare contempo raneamente i sindaci, gli
europarlamentari, i consiglieri comunali e svolgere attività professionali (
non è un bello spettacolo vedere, per esempio, l'avvocatessa Giulia Bongiorno
che lascia la presidenza della commissione giustizia della Camera per andare a
Perugia a difendere un imputato di omicidio); 5) la riduzione delle
"pensioni d'oro" di almeno il 50 per cento (la Finanziaria di D'Alema
le aveva ridotte, timidamente, di appena il 2 per cento, quella di Berlusconi
di un ridicolo 3 per cento e adesso si parla di un'altra riduzione del 2 per
cento ) che non impedirebbe ad alcune diecine di migliaia di privilegiati di
godere (e lo credo bene) di una pensione trenta volte superiore a quella di
quattro milioni di pensionati inps; 6) la eliminazione della boscaglia dei privilegi
(vitalizi, auto con scorta, lussuosi uffici in palazzi storici con segreterie,
telefoni e francobolli e benefits vari ) di cui godono gli ex Presidenti della
Repubblica, della Camera dei deputati, del Senato, della Corte Costituzionale e
di chissà quale altra istituzione finora rimasta ignota ( è semplicemente
scandaloso che la signora Irene Pivetti, diventata ormai una ben remunerata
star televisiva, debba avere a sua disposizione, a spese del contribuente, un
lussuoso ufficio nel palazzo Vidoni e una macchina con scorta vita natural
durante sol perché è stata presidente della Camera ) 7). Il riordino del nostro
sistema amministrativo attraverso: a) la istituzione di 3 macroregioni in luogo
delle attuali 20 regioni ( non possiamo permetterci il lusso di continuare ad
avere una Val d'Aosta con 120mila abitanti, quanti ne ha Torre del Greco) ; b)
l'affidamento dell'amministrazione degli 8102 comuni a city managers nominati
dai consigli delle macroregioni (in Olanda i sindaci li nomina la Regina); c) l'abolizione
delle province, delle comunità montane, delle centinaia di enti inutili (
l'elenco è notissimo, da decenni) e delle circa 30mila società miste.
Basterebbero queste sette, semplici riforme per ridurre la spesa corrente
(almeno 40mila mld di lire l'anno) e l' enorme debito pubblico. E per
razionalizzare un sistema-paese farraginoso, improduttivo e socialmente
ingiusto. Ma sono le riforme che questa casta politica non farà mai. Decisa a
difendere i privilegi acquisiti. Occorre perciò un sussulto della così detta
società civile. Con in testa un nuovo Masaniello. g_mazziotti@yahoo.it del
06-05-2009 num.
(
da "Nazione, La
(Pistoia)" del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 2 Niente vendita alla Asl e il Comune va in «rosso» Bilancio del
2008 con un deficit di sei milioni IL CONSUNTIVO del bilancio comunale del
2008, tecnicamente definito rendiconto, si è chiuso con un passivo di sei
milioni di euro, dovuto per la maggior parte alla mancata concretizzazione di
alcune entrate, che erano state inserite nello strumento di previsione. La voce
più importante che è venuta a mancare è stata senz'altro la vendita degli
immobili, che avrebbe dovuto garantire introiti per 4 milioni e mezzo di euro,
e che invece non è stato possibile realizzare. Tra questi il bene di maggior
valore era costituito dall'area dell'ex campo di volo, che il Comune dovrà cedere
alla Asl per la costruzione del nuovo ospedale e da cui avrebbe dovuto ricavare
tre milioni e mezzo di euro. Ma al momento pare che non sia stato ancora
trovato un accordo sul valore dell'area, per cui le trattative ristagnano,
anche se dovrebbero concludersi entro l'anno. LA PRESENTAZIONE del bilancio,
che verrà discusso nella seduta del consiglio comunale del 18 maggio, è stata
fatta ieri mattina dall'assessore alle finanze Piero Giovannini, il quale ha
anche dichiarato che per il momento non sono previste manovre correttive, anche
se potrebbero essere attuate a luglio. L'assessore ha poi fornito alcuni dati
in dettaglio. Si arriva al totale di sei milioni, sommando le seguenti cifre:
4,8 milioni di disavanzo, più 1,2 milioni di fondi vincolati da reintegrare. Le principali partire che hanno inciso in modo negativo sono
l'Ici con un milione di euro in meno rispetto alle previsioni; i minori
entroiti degli oneri di urbanizazione per 417mila euro; le mancate alienazioni
per 4,5 milioni; il taglio dei costi della politica per
535mila euro (una cifra imposta a tavolino dal governo ma che non è stato
possibile raggiungere). Tra le cifre in positivo sono invece da
annoverare i risparmi sulla spesa del personale per 1,3 milioni di euro e un
avanzo del 2007 di 600mila euro. Il disavanzo sarà ripianato attraverso una
manovra complessiva che permetterà di distribuirlo sui prossimi tre anni. I due
milioni di euro in più che graveranno sul bilancio 2009 saranno recuperati
attraverso le vendite che erano state previste nel 2008 e poi non realizzate.
SONO STATI inoltre riconfermati tutti gli impegni relativi all'equilibrio di
bilancio del 2009, tra cui le alienazioni per 4,5 milioni, gli oneri di
urbanizazione per 3,5 milioni, il recupero dell'evasione per 800 mila euro.
Confermato anche il livello degli investimenti, solo che si cercherà di
utilizzare di più i contributi esterni, tra cui quelli per il bacino di Gello
(finanziamento del ministero), le Fornaci e altri progetti sostenuti dalla
Regione. «Bisognerà proseguire ha detto Giovannini anche nel 2009 con una
particolare attenzione alle spese, perchè le risorse sono limitate». Image:
20090506/foto/3003.jpg
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CRONACA
FIRENZE pag. 9 di GIGI PAOLI CORRUZIONE, rivelazione di segreti d'ufficio e
accesso abus... di GIGI PAOLI CORRUZIONE, rivelazione di segreti d'ufficio e
accesso abusivo a reti informatiche. Queste le accuse per cui, ieri mattina in
tribunale, il giudice per l'udienza preliminare Michele Barillaro ha rinviato a
giudizio quattro dei cinque imputati dell'inchiesta sulle intercettazioni
illegali aperta dalla procura di Milano e in parte stralciata per competenza a
Firenze. Un quinto imputato l'ex dipendente dell'Agenzia delle Entrate Rolando
Bidini, difeso dagli avvocati Nino D'Avirro e Marco Giglioli ha scelto invece
di uscire dal processo con un patteggiamento a undici mesi di reclusione. Così
si aprirà il 5 giugno prossimo, davanti ai giudici della seconda sezione
penale, il dibattimento a carico dei restanti imputati: l'agente della squadra
mobile fiorentina Paolo Bilancetta, la poliziotta Alessia Cocomello della
questura di Prato, l'altro ex dipendente dell'Agenzia delle Entrate Spartaco
Vezzi e il brigadiere dei carabinieri Gregorio Dovile (unico al quale la corruzione non è stata contestata. Secondo il pubblico
ministero Ettore Squillace Greco, gli imputati avrebbero svolto ricerche
illecite per conto di Emanuele Cipriani, il titolare dell'agenzia investigativa
fiorentina «Polis d'istinto» al quale in base alle indagini della procura di
Milano sono riconducibili alcuni conti esteri per un ammontare di circa 13
milioni di euro, sequestrati dalla Finanza in Lussemburgo e in Svizzera.
Cipriani avrebbe raccolto per anni informazioni su almeno quattromila persone
fra esponenti del mondo imprenditoriale, politico e istituzionale in Italia e
all'estero. Informazioni di varia natura: precedenti penali, pregiudizi di
polizia, cause pendenti, redditi, possedimenti catastali. Queste notizie
venivano raccolte anche dai cinque imputati fiorentini e pagate, secondo
l'accusa, dai 20 ai 30 euro ciascuna. Una rete di pubblici ufficiali corrotti
che sarebbe stata guidata da Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Pirelli
e Telecom, con l'ausilio dell'investigatore privato fiorentino Cipriani e
dell'ex numero tre del Sismi, Marco Mancini. Questi, assieme ad altre 31
persone, sono tutt'ora alla sbarra davanti al giudice per l'udienza preliminare
del tribunale di Milano, chiamati a rispondere di un'associazione a delinquere
che, secondo la procura meneghina, conduceva la «corruzione di
pubblici ufficiali» per ottenere «atti di indagine clandestini e illecite»,
«utilizzazione a fini patrimoniali di segreti d'ufficio», con informazioni
tratte da banche dati dei ministeri dell'Interno, delle Finanze e della
Giustizia, nonché di «informazioni riservate acquisite dai servizi di
informazione dello stato italiano e di stati stranieri». Ed è per questo
che saranno processati i poliziotti Bilancetta e Cocomella (il primo difeso
dagli avvocati Paci e Saldarelli, la seconda dalla coppia Voena-Ciappi), il
carabiniere Dovile (assistito dall'avvocato Bagattini) e l'ex dipendente
dell'Agenzia delle Entrate Vezzi (difeso dall'avvocato Fioravanti): cioè per
aver raccolto informazioni riservate, attraverso accessi informatici illeciti,
e averle rivendute a Cipriani per qualcosa che assomiglia molto ai famigerati
trenta denari. Già, perché anche di tradimento' si tratta: non a caso ieri, in udienza,
si è costituita parte civile l'Avvocatura dello Stato.
(
da "Nazione, La (La
Spezia)" del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO
SARZANA / LUNIGIANA pag. 8 LUNIGIANA e Monzone si congedano continuando ad
inserire nel miglior undici dell'ultima... LUNIGIANA e
Monzone si congedano continuando ad inserire nel miglior undici dell'ultima di
campionato elementi importanti. Fra i pali Del Monte nega a Tonelli la gioia
del gol con una paratona. Gettone anche per Natale attento sulla fascia destra.
Bertagnini non fa giocare Guidi mentre Rossini disputa un match di spessore. Il
ragazzone di Soliera è una splendida realtà. Ebano è il perno di tutta
la manovra del Terrarossa, giocatore essenziale. Mori giocatore capace di
interpretare il ruolo da ultimo uomo davanti al portiere e di avere altro
sudore da spendere nel futuro del Lunigiana. Lombardi, il «selvaggio» numero
dieci del Podenzana, è stato l'interprete di una partita straordinaria,
coronata con una doppietta. Mencatelli è prodigioso con le sue giocate
irresistibili accompagnate da una tripletta. Spagnoli è l'accorgimento tattico
del Lunigiana. Segna il gol salvezza da consumato attaccante. Del Frate è una
morsa per gli avanti dell'Avenza. Poi alza bandiera bianca. Davini mostra di
essere abile a centrocampista. l'allenatore Bambini, il più giovane dei tecnici,
mette a segno una grande impresa. Ha salvato il Monzone dai play-out.
(
da "Merateonline.it"
del 06-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca
>> Cronaca dal territorio 6 / 5 / 2009 Osnago: canestri e gettoni in favore dei terremotati A Osnago nessuno si è
dimenticato degli sfollati abruzzesi. Sia l`ammnistrazione comunale che il CPO
infatti hanno trovato dei modi particolari per devolvere fondi in Abruzzo.
L`idea è partita dal gruppo sportivo dell`oratorio, sezione basket: la scelta è
stata di attivare il progetto `Un canestro per l`Abruzzo, un canestro alla
speranza` come ci ha raccontato Marco Valagussa del Cpo. "Durante la
partita di promozione del 24 aprile Osnago-Pescate abbiamo deciso di donare un
euro per ogni canestro effettuato dall`Osnago. Siamo giunti a quota 57 e
abbiamo optato per continuare questa iniziativa alla prima partita del play off
che si terrà domenica 10 maggio contro il Rovagnate. Sembra che l`iniziativa ci
abbia anche portato bene perchè con quei 57 punti ci siamo classificati al
sesto posto nei campionati di promozione di Lecco e Sondrio". Prendendo
spunto da questa idea anche l`assessore Daniele Lorenzet a nome di tutta
l`amministrazione ha proposto durante l`ultimo onsiglio comunale di raccogliere
fondi per l`Abruzzo in un modo particolare. "Abbiamo
deciso di donare il gettone di presenza, di circa 16 euro a seduta
e a persona, in favore degli sfollati. Anche la minoranza ha accettato questa
proposta, per tutti i consigli comunali che si sono tenuti dall`inizio
dell`anno". S.PI. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il
primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 6/5/2009 alle 17.15
(
da "Cittadino, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il pm:
«Lucia Fiumberti è innocente» L'ex dipendente provinciale
non falsificò la firma di Samarati Somaglia La procura della Repubblica di Lodi
chiede l'archiviazione delle accuse a carico di Lucia Fiumberti e il suo
proscioglimento dal primo capitolo di "Rifiutopoli", che il 7 marzo
del 2007 era costato la custodia cautelare in carcere a lei, all'epoca 26enne,
istruttore direttivo del settore ambiente della Provincia di Lodi,
all'ex comandante della polizia provinciale Angelo Ugoni e all'imprenditore
veneto Gianfranco Piovan, legale rappresentante della conceria Palladio di
Somaglia.Ieri nell'udienza preliminare innanzi al giudice Luigi Gargiulo il pm Paolo
Filippini ha preso atto della perizia calligrafica in cui tre esperti
sostengono che le firme di Claudio Samarati, all'epoca dirigente del settore
ambiente della Provincia, e di P.R., sua collega, sono autentiche: questi due
funzionari alla fine del 2006 avevano invece denunciato che qualcuno aveva
falsificato le loro firme per creare una determina che permetteva alla Palladio
di rinviare ancora una volta la bonifica da 400mila euro necessaria per
ripulire dal cromo la roggia Monticchia.Per la procura cade quindi l'accusa di
falso ideologico e corruzione mossa alla Fiumberti
(rimasta a San Vittore quasi un mese proclamandosi innocente) e che colpiva
anche Ugoni, per il quale è stato chiesto il proscioglimento per questa
contestazione e altre connesse. Il pm però ha chiesto ugualmente il rinvio a
giudizio di Ugoni e Piovan per ipotesi di fatti di corruzione
e reati ambientali. I difensori dei due hanno chiesto invece l'assoluzione,
sottolineando, tra l'altro, che le intercettazioni (elementi tuttora ritenuti
validi pur essendo maturati in un'indagine partita da una denuncia bugiarda)
non indicano assolutamente l'esistenza di patti corruttivi e che i pur
meticolosi accertamenti sui conti di Ugoni non evidenziano alcun arrivo di
denaro dall'imprenditore. Il gup scioglierà la riserva il 20 maggio: il
proscioglimento della Fiumberti formalmente non è scontato pur essendo concordi
accusa e difesa, così come sul rinvio a giudizio o meno di imprenditore ed ex
comandante nessuno fa pronostici. «A mio parere il pm poteva accorgersi prima
che la dottoressa Fiumberti non c'entrava nulla - spiega il suo difensore
Osvaldo Mossini del foro di Como -. Il fatto stesso che a casa tenesse copie di
molti atti del suo ufficio, cosa non illegale, indica che sentiva odore di bruciato
nel suo ambiente di lavoro in Provincia. Lei era l'ultima ruota del carro». «Di
sei capi d'imputazione a carico di Ugoni ne sono rimasti solo due - aggiunge il
difensore Gianluigi Bonifati - e vedremo quanto resisteranno. Intanto, per
colpa di una denuncia che si potrebbe rivelare davvero calunniosa, una persona
ha fatto quasi tre mesi di carcere e ha avuto carriera e immagine distrutte».A
questo punto va avanti lo stralcio d'indagine a carico di Samarati e di P.R.,
per le ipotesi di simulazione di reato e calunnia: un'inchiesta indipendente e
che per ora non prevede interrogatori. Si deve prima capire perché quel
semplice rinvio di una bonifica che enti locali richiedevano già da anni fosse
diventato un caso così "scottante" da portare un funzionario della
Provincia e una sua collega a disconoscere una determina. Che per alcuni
esperti di diritto era pure illegittima, quindi, potenzialmente, inefficace, e
comunque impugnabile.Carlo Catena
(
da "Tribuna di Treviso,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Operazione
trasparenza. Le decisioni della giunta regionale sono finite nel mirino di
Brunetta Il Veneto spende 28 milioni in consulenze In questo segmento della
sanità siamo al secondo posto a livello nazionale VENEZIA. Quasi duecento
milioni di euro all'anno fumati dalle Usl per consulenze ed incarichi esterni.
Ed il Veneto ne fa fuori 28 milioni. Cifre considerevoli sulle quali vuole
vederci chiaro il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta
(nella foto). E' così che la voce incarichi extra è finita sotto la sua lente
d'ingrandimento, nell'ambito dell'operazione trasparenza. Tutte le Usl d'Italia
sono state invitate a recapitare per via telematica i propri conti a Brunetta
il quale ha stilato una rigorosa classifica. Sul podio consulenze tre regioni
del Nord: oro all'Emilia Romagna, argento al Veneto e bronzo al Piemonte, che
ha soffiato per pochi centesimi la medaglia alla Lombardia. I dati pubblicati
dal Ministero sono relativi al biennio 2006/2007 ed al primo semestre 2008. Nel
2007 nell'immaginaria torta italiana delle consulenze esterne in sanità - 200
milioni di euro - il Veneto ha «mangiato» una fettona pari al 17,59 per cento
del totale. Più golosa la sola Emilia Romagna con il 17,79 per cento, poche
briciole in più rispetto alla nostra regione. Terzo classificato il Piemonte
che si è fermato al 13,33 per cento. Brunetta ha poi
sezionato i conti delle singole regioni. Il Veneto conferma il proprio primato
in numero di incarichi esterni: ha chiamato 2.186 consulenti cui ha
affidato 2.865 incarichi. Nel 2007 però aveva degli arretrati da pagare ai
professionisti incaricati a contratto: è così che l'ammontare delle consulenze
liquidate è salito a poco più di tremila. Conti alla mano il Veneto si
dimostra tra le regioni più prodighe di consulenze, ma non certo di manica
larga. Spende 27 milioni 895 mila euro contro gli oltre 38 milioni dell'Emilia
Romagna che ha concesso solo qualche centinaio di consulenze in più. Nel primo
semestre del 2008 il trend della spesa veneta è sceso mentre a livello
nazionale marcia spedito verso l'altro. I numeri parlano chiaro: 1.873 consulenze
nei primi sei mesi dell'anno per un costo complessivo di poco meno di 12
milioni di euro. Il Veneto è in controtendenza: affida sempre più incarichi, ma
tiene lo sguardo fisso al portafogli. E ad onor della professionalità di casa
nostra una curiosità: il Veneto è la regione più «consultata» d'Italia, esporta
il maggior numero di consulenti. (Fabiana Pesci)
(
da "Tempo, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa
Nella prossima assise verrà affrontato anche il piano delle opere pubbliche
Consiglio comunale, in discussione il bilancio Potrebbe essere piuttosto
«infuocato», il Consiglio comunale convocato per il prossimo mercoledì 20
maggio, alle ore 18.00, in prima istanza e per giovedì 21 maggio, alle ore
19.00, in seconda. Tra i punti inseriti all'ordine del giorno vi è infatti un
argomento «scottante», come l'approvazione del Bilancio di Previsione annuale
2009 e di quello Pluriennale 2009/2011, ma anche l'approvazione del Piano
Triennale delle Opere Pubbliche. Vista la «maretta» nelle acque della
maggioranza ed il vero e proprio «uragano» che scuote gli animi dell'opposizione,
i due documenti potrebbero essere contrastati con una certa forza. Altri
argomenti che verranno discussi nella prossima seduta sono la determinazione
dell'Aliquota addizionale sul reddito delle persone fisiche per l'anno 2009 e
quella delle aliquote e delle detrazioni relative all'ICI sempre per
quest'anno. Dovranno essere inoltre determinati il valore
delle aree edificabili ai fini ICI per e le tariffe per la Tassa di Smaltimento
dei Rifiuti Solidi Urbani relativamente all'anno appena iniziato. Ulteriore
aspetto che verrà sottoposto all'attenzione dell'assise sarà quello delle
indennità di funzione e del gettone di presenza agli
Amministratori Comunali. Il Consiglio Comunale avrà luogo nella Sala
Consiliare del Comune e, come d'abitudine, i cittadini potranno assistere alla
seduta.
(
da "Tempo, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
stampa
Cristiano-Popolari D'Ovidio: «Troppi posti agli amici» Cresciuti i costi di
gestione «La validità dell'ente Provincia è data dalle risposte e dai servizi
che offre ai cittadini». Questo è quanto ha dichiarato il consigliere regionale
e capo gruppo della Federazione dei Cristiano Popolari – PdL alla Pisana,
Angelo D'Ovidio, durante la tribuna politica andata in onda ieri pomeriggio
sulla rete regionale di Rai Tre. «Tutti gli enti sono validi – ha affermato
l'esponente centrista – ma tutto dipende da come essi sono gestiti ed
amministrati». «Sicuramente l'Amministrazione provinciale di Frosinone, negli
ultimi anni, non è stata il fiore all'occhiello per quanto concerne
l'organizzazione politico–amministrativa». «La miriade di agenzie e società
create ad hoc per occupare i silurati e gli amici degli amici, non hanno
prodotto, negli ultimi quindici anni, nessun servizio ai cittadini della
provincia di Frosinone. Hanno soltanto fatto innalzare i costi delle spese di
gestione. Non abbiamo un aeroporto, come manca anche un interporto – ha
continuato ancora il consigliere regionale – ma le società create
esclusivamente per gestire le pratiche inerenti gli stessi, esistono e erogano gettoni di presenza e stipendi a
più di qualcuno.L'ente Provincia diventa indispensabile quando si destinano
fondi a servizi per la collettività. E ciò da noi non avviene da molto tempo.
Non esiste, infatti, da dieci anni a questa parte un progetto importante per
quanto concerne la viabilità, pur sapendo le condizioni disastrose in cui
versano le arterie ciociare». «C'è bisogno – ha concluso Angelo D'Ovidio – di
un buon progetto, condiviso da tutti, che possa rilanciare veramente il nostro
territorio sotto qualunque punto di vista».
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
San
Pietro al Natisone. Sotto accusa la lentezza burocratica e le carenze gestionali.
Critiche anche al naufragio delle esperienze di unione dei Comuni Mancano i
progetti: fermi 13 milioni di euro I socialisti delle valli bocciano l'operato
della Comunità montana SAN PIETRO AL NATISONE. Quasi 13 milioni di euro -
erogati dagli enti sovracomunali a favore di piani di rilancio delle Valli del
Torre, del Natisone e del Collio - fermi in banca o in Regione, alcuni da un
quinquennio, per incapacità gestionale: gli amministratori socialisti che
operano nel territorio valligiano bocciano l'operato della Comunità montana del
Torre, Natisone e Collio. L'attuale maggioranza della Comunità montana (Pd e
Slovenska skupnost-Unione slovena), sostengono i socialisti «non pensa
minimamente - dicono - a dimissioni che sarebbero invece doverose, essendole venuti
a mancare i numeri politici». Sotto accusa si trovano la carenza di prospettive
e di indicazioni programmatiche, «specie in previsione dei bandi europei e in
rapporto alle possibilità di accesso ai finanziamenti pubblici», e soprattutto
l'inerzia dimostrata nell'impiego di contributi erogati da anni. Ci sono poi -
continuano i Socialisti - promesse non mantenute, che si trascinano da tempo, a
partire dalla disattesa riorganizzazione del personale in servizio nelle tre
strutture sedi delle originarie Comunità Montane (a San Pietro al Natisone,
Tarcento e Cormons): circostanza, questa, che non garantisce l'operatività e la
funzionalità di cui l'ente sovra-comunale avrebbe bisogno. Ulteriori lacune
consistono nelle insufficienti direttive - da parte dell'esecutivo della
Comunità - al personale relativamente alla programmazione europea e nel mancato
coinvolgimento dei cittadini in scelte prioritarie. Una situazione pesante,
insomma, alla quale non farebbe purtroppo da contrappeso - sempre a parere dei
Socialisti - quella di gran parte dei Comuni delle Valli del Natisone, «i quali
fanno enorme fatica a spendere in tempi ragionevoli i fondi erogati dallo
Stato, dalla Regione e dalla Provincia». Anche le amministrazioni locali,
affonda il partito, «sono prive delle più elementari capacità di
programmazione: logica conseguenza, questa, della carenza di progettualità
dell'ente montano, che avrebbe dovuto stimolare i Comuni a forme di
collaborazione e di stretto collegamento associativo». Alla fine degli anni Novanta
tutti i centri della Slavia friulana avevano espresso la volontà di procedere
all'unione dei servizi ed, eventualmente, alla loro fusione, nella prospettiva
di istituire due soli Comuni in tutte le vallate del Natisone. Era stata una
scelta coraggiosa, sottolineano i Socialisti, che se fosse
stata attuata avrebbe ridotto di circa un miliardo di vecchie lire il costo
della politica. Ma il progetto è naufragato. «La decisione di sciogliere
l'unione dei Comuni - chiude il partito - è stata nefasta e fallimentare. Ne
pagherà il prezzo la popolazione». Lucia Aviani
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
14 - Cagliari Centro storico, via al maquillage Un fondo
del Comune per il restauro delle facciate dei palazzi LAURA SANNA IGLESIAS. Un
fondo di 200 mila euro per il restauro delle facciate di immobili del centro
storico che hanno ottenuto i finanziamenti del bando regionale Domos. è la
strada scelta dall'amministrazione per far cominciare al più presto i lavori
dato che finora solo pochi proprietari lo hanno fatto, il più delle
volte per mancanza di denaro. Invece di attendere la consuntivazione dei lavori
svolti il comune anticiperà il 49 per cento dell'importo totale - ossia la
percentuale coperta dal finanziamento regionale - dietro il deposito di una
fideiussione. In seguito al bando Domos 2006 Iglesias - parte di un gruppo di
comuni il cui capofila era Musei - ha ottenuto dalla Regione 520 mila euro per
finanziare gli interventi su 14 immobili del centro. Il massimo concedibile era
il 60 per cento della somma prevista dal progetto di restauro, ma i soldi non
erano sufficienti per coprire questa percentuale e, fatti i calcoli, i lavori
sono risultati finanziabili al 49 per cento. Se tutti i lavori fossero stati
avviati si sarebbero messi in circolo 520 mila euro, tra finanziamento pubblico
e privato, ma finora solo il restauro di tre immobili è stato concluso (in via
Alghero, via Cagliari e via Spano) e appena altri due hanno avviato i lavori.
Il problema è che i soldi sono dati a consuntivo, dopo che il proprietario ha
completato l'intervento sia per la parte privata che per quella pubblica, e
molti titolari del contributo oggi non sono in grado di avviare i lavori che
avevano previsto: ci sono interventi modesti, ma alcuni sono al contrario
piuttosto consistenti, in pratica si va da un minimo di 12 mila al massimo di
86 mila euro. Per sbloccare questi fondi il Comune ha dunque deciso di
anticipare i soldi ottenuti dalla legge 29 del 1998 (quella del bando Domos)
dietro presentazione di una fideiussione da parte del proprietario.
Naturalmente il titolare del contributo dovrà seguire il progetto presentato al
comune e dunque non dovrà eseguire i lavori solo per il 49 per cento anticipato
ma concluderli. «Se i progetti saranno avviati ne guadagnerà l'economia, visto
che mezzo milione di euro stipendierà muratori e artigiani, e ne guadagnerà il
centro storico - spiega l'assessore all'Urbanistica Antonio Castiglione - che
avrà 14 prospetti ripuliti e rinnovati e crediamo che gli immobili privati
siano un grande patrimonio per il centro storico. Partecipando al bando, tre anni
fa, l'amministrazione avrebbe anche potuto scegliere di finanziare in parte
opere pubbliche, ma abbiamo optato per il recupero degli immobili privati». A
breve i titolari del finanziamento riceveranno una lettera dell'amministrazione
in cui gli si spiegherà cosa fare per accedere al contributo anticipato, e
riceveranno anche una copia del regolamento edilizio del quartiere medievale
per evitare «incongruenze» negli interventi di restauro. «Il regolamento è
stato approvato all'inizio del mandato di questa amministrazione - aggiunge
Castiglione - ma ha bisogno di essere pubblicizzato meglio». A breve saranno
mappate le case che non rispettano il disciplinare e ci sarà per queste
un'ordinanza di ripristino che imporrà ai proprietari di ri-tinteggiarle. Come
accade con le ordinanze per la messa in sicurezza degli immobili, se qualcuno
non adempie sarà il comune a farsi carico dei costi per poi chiedere il
rimborso.
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Provincia.
Via alla distribuzione del tesoretto Oltre un milione di euro destinati alle
scuole materne non statali NUORO. Comincia la distribuzione del tesoretto della
Provincia. Ieri, infatti, è stata approvata all'unanimità, nella seduta del
consiglio provinciale, la delibera di variazione di bilancio che destina 1,114
milioni di euro dell'avanzo presunto ai contributi alle scuole materne non
statali. Soldi che potranno essere erogati immediatamente. Soddisfatto il
presidente Roberto Deriu: «Si tratta - ha detto - di un impegno importante per
il bilancio della Provincia di Nuoro - che dimostra di voler risolvere le
difficoltà segnalate dai responsabili delle scuole materne non statali negli
incontri delle settimane scorse. Difficoltà che sono determinate da quello che
possiamo definire un atto di forza della Regione che prima trasferisce le
competenze alle Province, non trasferendo risorse adeguate, e poi definisce le
regole che devono essere seguite». Genitori e insegnanti (1300 in tutto)
avevano firmato la lettera, proposta dalla Provincia e inviata al Presidente
della Regione Ugo Cappellacci, per l'abrogazione della delibera regionale
(approvata dalla giunta Soru) che norma l'intera materia. Una delibera che ha
provocato disagi, alle scuole e alla Provincia. «Con la variazione - ha
spiegato il presidente - le scuole potranno ottenere i contributi con notevole
anticipo e verrà data loro la possibilità di garantire il servizio che, in
alcuni centri della nostra Provincia, è l'unico esistente. Abbiamo fatto uno
sforzo, straordinario, per trovare le risorse da dare alle scuole materne non
statali, consentendo un'accelerazione ed un'anticipazione nell'erogazione dei
contributi». Poi l'impegno del presidente della Provincia: «Continueremo a
batterci perché ogni tentazione centralista della Regione, di
qualsiasi colore, che limita il principio di sussidiarietà venga eliminata».
All'apertura della seduta, inoltre, su proposta del consigliere Ciriaco Mula,
il consiglio ha deciso di devolvere il gettone di presenza, dei
consiglieri o l'equivalente per gli assessori, alle popolazioni abruzzesi,
colpite dal recente terremoto, per manifestare la propria solidarietà.
(
da "Nazione, La (La
Spezia)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
SARZANA
pag. 16 SI RIUNISCE oggi, alle 18,30, per parlare della Rsa la commissione
affari sociali... SI RIUNISCE oggi, alle 18,30, per parlare
della Rsa la commissione affari sociali del Comune di Sarzana presieduta da
Rosignoli, alla presenza del direttore generale Asl Consi, del direttore sanitario Conti.
Abruzzo, aiuti dai Comuni A Santo Stefano giunta e sindaco hanno devoluto le
loro indennità, i consiglieri il gettone di presenza,
dipendenti e collaboratori una quota dello stipendio. Versato anche un
contributo per i terremotati di 50 centesimi per ogni nucleo familiare: in
totale 1.781 euro. Tremila euro da Ortonovo, Ameglia e Castelnuovo. Concorso
per vigili Scade il 30 maggio il bando di concorso del Comune di Santo Stefano
per l'assunzione stagionale di 2 vigili. Gli interessati devono presentare
domanda alla Polizia municipale o telefonare al n. 0187/699913. Cofferati a
Bocca di Magra Oggi alle 18 al ristorante «Ciccio» di Bocca di Magra
appuntamento con Sergio Cofferati: aperitivo di augurio alla campagna
elettorale del candidato a sindaco Umberto Galazzo. Smarrita gatta siamese E'
stata smarrita vicino all'ambulatorio veterinario di via S.Gottardo a Sarzana
una gatta siamese con una grossa ciste sulla fronte. E' molto impaurita perché
abituata a stare in casa. Chi l'avesse trovata è pregato di telefonare al n.
389/6749114, riceverà una ricompensa.
(
da "Provincia Pavese,
La" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
«Non
potevamo far crollare le strutture» Il presidente della Fondazione Nascimbene:
«Ora via a nuovi progetti» PAVIA. «Era meglio lasciare gli edifici e il
giardino della Mostiola in rovina o cercare di fare qualcosa?» E' questa la
questione posta da Elio Ferrari, presidente della Fondazione Nascimbene dopo la
pubblicazione della notizia (la Provincia pavese di ieri) della vendita del
complesso della chiesa della Mostiola alla famiglia Calvi e alla convenzione
firmata con Eucenter per l'ampliamento del Collegio Internazionale Cardinal
Riboldi. «Non sappiamo se siano state le scelte migliori, ma credo che sarebbe
stato più egoistico rimanere chiusi nelle nostre mura ad aspettare che
crollassero. O cederle a chi ce le ha chieste per costruire appartamenti», dice
Ferrari. Sul giardino, ex orto dei Poggi, Ferrari spiega: «Ribadisco che il
giardino sarà riqualificato e saranno fatte ricerche per capirne l'importanza
archeologica a seconda dei fondi che reperiremo. Non sarà il giardino del
collegio, ma loro avranno libero accesso. Vogliamo creare un giardino dell'arte
per la cittadinanza e siamo aperti a convenzioni con il Comune. Su dieci eventi
che faremo - prosegue -, la maggioranza saranno pubblici, uno potrebbe essere
del collegio». E sui progetti immobiliari risponde illustrando il piano della
Fondazione, nata per garantire aiuti allo studio e residenza agli studenti meno
abbienti e più dotati iscritti all'università:i «Con il denaro ricavato dalla
vendita della Mostiola a Calvi, e dello stabile a Montevideo, acquisteremo
appartamenti e monolocali da affittare agli universitari con contratti
agevolati e convenzioni con l'Istituto del Diritto allo Studio per poter
continuare la nostra missione». Pier Luigi Nascimbene, il vice presidente che
dal 28 di aprile è stato cooptato nell'organo direttivo del
collegio Cardinal Riboldi (senza alcuno emolumento, né gettone di presenza, così come non li hanno i membri del Cda Fondazione Nascimbene),
rincara la dose: «Eravamo diventati affittacamere, con la conversione dello stabile
al numero 23 in residenza universitaria non facciamo che riprendere un ruolo
abbandonato da troppo tempo». I disaccordi all'interno della fondazione,
spiega Nascimbene, non sono mai arrivati a impedire l'approvazione dei progetti
all'unanimità, ma relegati al momento della discussione, e fisiologici. «Il
consigliere Vittorio Curti, l'ex presidente Giuseppe Nascimbene, e alcuni
revisori dei conti, hanno deciso di lasciare la fondazione allo scadere dei
loro mandati anche perché, se prima l'impegno era di un paio di riunioni
l'anno, dal 2008 le riunioni si sono moltiplicate fino a 15, e così le attività
della fondazione». Anna Ghezzi
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
24 ORE
FIRENZE pag. 11 Possesso illegale di armi: assolti l'imprenditore Sestini e sua
figlia TRIBUNALE L'IMPRENDITORE Piero Sestini e la figlia Simona difesi
rispettivamente dagli avvocati Giangualberto Pepi e Lorenzo Vannozzi sono
usciti indenni dal processo a loro carico per possesso illegale di armi. Il
tribunale ha emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta
prescrizione nei confronti del padre, mentre la donna è stata assolta perché il
fatto non costituisce reato. I due finirono nei guai il 22
ottobre del 2004 a seguito di una perquisizione nell'appartamento della donna,
nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta e corruzione che
aveva visto finire in manette suo padre. Durante la perquisizione gli
investigatori, che erano alla ricerca soprattutto di documenti, trovarono
alcune armi e circa 50mila munizioni in una stanza chiusa a chiave.
(
da "Adige, L'"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Dopo
aver fatto arrabbiare più volte i dipendenti pubblici e recentemente, nel corso
di un'intervista che ha fatto il giro del mondo on line, la giornalista Daria
Bignardi, il ministro Brunetta è riuscito a indispettire anche l'assessore alla
salute Ugo Rossi Dopo aver fatto arrabbiare più volte i dipendenti pubblici e
recentemente, nel corso di un'intervista che ha fatto il giro del mondo on
line, la giornalista Daria Bignardi, il ministro Brunetta è riuscito a
indispettire anche l'assessore alla salute Ugo Rossi. Oggetto del contendere è
la relazione al Parlamento del ministro della funzione pubblica sui compensi
erogati a consulenti esterni per incarichi nel 2007 in
ambito sanitario. A livello nazionale l'aumento è stato del 41,67% rispetto al
2006. Decisamente maggiore, secondo Brunetta, l'incremento in Trentino, dove
l'Azienda sanitaria è passata da 55 consulenti e
collaboratori nel 2006 a 182 nel 2007. L'assessore trentino, al rientro da
Roma, non vuole parlare di numeri e di consulenze. «Non mi interessa - dice
seccato - e se Brunetta vuole fare questo genere di controlli li vada a fare in
Calabria o in Sicilia. Il Trentino, come è noto, ma forse Brunetta non sa, non
partecipa al riparto del fondo sanitario nazionale in quanto la sanità noi la
gestiamo con i nove decimi provenienti dalle tasse che paghiamo. Quindi, delle
scelte che facciamo, noi rispondiamo ai nostri cittadini e a nessun altro».
Rossi non ha proprio digerito quella che ritiene un'interferenza del ministro e
ribadisce: «Noi spendiamo un miliardo di euro per la nostra sanità e
sull'utilizzo di questi soldi è evidente che poi riceviamo giudizi da parte
degli elettori. Se riterranno che non sono stati utilizzati bene non ci
rivoteranno». Altolà a Brunetta dunque, e l'invito, nemmeno troppo velato, a
non ficcare il naso nella sanità trentina. Capito che il problema è di
competenze, che il giudizio non era gradito, rimane il fatto che il dato è
piuttosto sconcertante. Perché quel numero di consulenze praticamente
triplicato nel giro di un anno nonostante l'apparato dell'Azienda conti quasi
ottomila dipendenti? «Bisognerebbe capire anche cosa si intende per consulenze.
Un medico che viene chiamato da fuori provincia per ricoprire il ruolo di
medico per turisti è una consulenza?», fa presente Rossi. In ordine temporale
l'ultima consulenza dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari è stata
affidata con una delibera del direttore generale del 30 aprile scorso.
Beneficiaria la società Necstep srl per la realizzazione del progetto: «Centro
nazionale sangue e relativa applicazione presso il dipartimento di medicina
trasfusionale». Secondo la relazione al Parlamento del
ministro della funzione pubblica l'ammontare complessivo dei compensi erogati a
consulenti esterni per il 2007 a livello nazionale è stato di 340 milioni
di euro. In totale nel 2007 i collaboratori e consulenti esterni
cui sono stati affidati incarichi sono stati 21.001, contro i 16.423 del
2006 (+27,88%), mentre quelli pagati sono stati 12.006 nel 2007 e 17.538 nel
2006 (+25.48%). In media ad ogni soggetto sono stati conferiti 1,37 incarichi e
liquidati 1,44 incarichi, con un compenso medio per incarico di 10.784,19 euro
nel 2007. Più alto dei 9.645,93 del 2006 (+11,80%). Il ricorso a consulenze
esterne varia a seconda delle regioni. Quelle che nel 2007 si sono avvalse
maggiormente di personale esterno alle amministrazioni pubbliche, sono state
Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e la Provincia autonoma di
Bolzano. Quest'ultima, secondo i dati, sarebbe passata da zero incarichi nel
2006 a 1.004 nel 2007. P.T. 07/05/2009
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Commenti
Pagina 336 La Casta: chi l'ha vista? Italiani quanto
siamo distratti --> Italiani quanto siamo distratti Nessuno parla più della
"Casta". Da molto tempo. Tutto normale,
tutto previsto. Il libro di Stella e Rizzo ha raggiunto un successo clamoroso. Tutta l'Italia,
tutti gli italiani si sono indignati. Ovvero: hanno fatto finta di indignarsi.
Perché? Perché agli italiani piace seguire le "mode" e così hanno
fatto. Quel libro, quella (finta) indignazione era la moda del momento.
Fingiamo di disprezzare la Casta, ma sottobanco
faremmo carte false con certi politici per ottenere prebende, per esempio un
posto di lavoro per qualche nostro congiunto o per noi stessi. Fingiamo di
disprezzare i politici, ma se del caso ci prostriamo davanti a loro. La realtà
è una sola: vorremmo essere al loro posto. E godere dei loro privilegi. A loro
non importa un fico secco dei libri contro la loro categoria e hanno
perfettamente ragione, perché sanno benissimo che il popolo italiano, che in
teoria dovrebbe controllare il loro operato e la loro onestà, non conta
assolutamente nulla. Fanno ciò che vogliono e nessuno si lamenta. L'opinione
pubblica in Italia non esiste, non ha coscienza. Se certe cose succedessero in
Finlandia, Paese dove risiedo, i politici sarebbero inseguiti, insultati e
messi al bando dall'intera popolazione. In Italia tutti zitti. Quei pochi che
protestano sono un numero talmente esiguo che si perdono tra la folla infinita
dei menefreghisti. Per questi ed altri motivi gli italiani sono esattamente
come o peggio dei politici che fingono di odiare. Ben ci sta, non meritiamo
altro. L'italiano medio, che è di una faziosità e un settarismo unici al mondo,
quando si parla di Casta, e quindi finge di
arrabbiarsi, ha in mente una cosa ben precisa: appartengono alla Casta solo i politici della parte avversa. E quelli della
propria parte? Tutti bravi, onesti, democratici, che fanno gli interessi della
gente. E la farsa continua. MARIOFINLANDIA (dal forum www.unionesarda.it)
(
da "Unione Sarda, L'
(Nazionale)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Commenti
Pagina 336 Piccoli grandi privilegi Solo per chi è in Parlamento --> Solo
per chi è in Parlamento Iprivilegi dei politici li paghiamo con le tasse,
dobbiamo pure arricchire Stella comprando il suo libro? Schifani ha annunciato
che i Senatori, finalmente, pagheranno i pedaggi autostradali. Decorrenza?
Gennaio 2010. Cosa può fare da solo un cittadino? I politici pagano i
portaborse in nero (poco), e prendono 4.000 euro al mese per quei lavoratori
anche se non li assumono. Prendono il bonus per l'affitto anche se risiedono a
Roma e hanno la casa di proprietà. Casini vuole allungare l'età della pensione
a tutti, tranne a loro che continuano ad essere privilegiati anche in quello. I
Dico in Parlamento e nei quotidiani esistono da anni, lo sanno in pochi, e per
loro ci sono sia l'assistenza sanitaria privata che la reversibilità della
pensione anche per i conviventi, pure se dello stesso sesso. Possiamo
impedirlo? Ricevono gli stipendi più alti al mondo, i nostri parlamentari, cosa
possiamo fare per diminuirli? Pagano un pasto meno di 8
euro e al contribuente ne costa 90; 230 euro al giorno di gettone di presenza e timbrano anche per gli assenti, non per il voto ma per il
gettone, e su questo il ministro Brunetta tace. I lavativi sono solo gli
impiegati dell'anagrafe, i suoi colleghi sono martiri che si sacrificano
iniziando a lavorare il martedì, in tarda mattinata, fino al giovedì
sera. E Fini vuole lasciarli tutti a casa, una settimana al mese, per curare i
loro collegi elettorali. E chi paga? Noi, naturalmente. La nostra non è
invidia, ci sono ben altre persone che al limite si ammirano, e nessuno
ricorrerebbe all'aiuto di un politico per un posto di lavoro al figlio se il
mondo dell'occupazione fosse più democratico, più trasparente e meno precario.
Si è mai visto il figlio di qualche politico iscritto alle liste di
collocamento? Neppure il più cretino dei cretini. Tutti sistemati. Dove sono i
figli di Craxi, Cossiga, Berlinguer, Veltroni, Bossi e di altri che dimentico?
Fingono di litigare, ma poi vanno a cena insieme e se la ridono alle nostre
spalle. Quindi facciano quello che vogliono, che di rogne ne abbiamo già
troppe, figli precari compresi, futuri disoccupati, anche se laureati nelle
tanto acclamate materie scientifiche. ALESSANDRA RIVA (dal forum
www.unionesarda.it)
(
da "Trentino"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
I costi
dei Comuni: un vivace botta e risposta Caro Geremia Gios, desidero intervenire
in merito ad un tuo intervento apparso sul "Trentino" di domenica 26
aprile sul "costo dei Comuni". Osservo innanzitutto che l'articolo si
limita ad esaminare i costi delle amministrazioni comunali, arrivando alla
conclusione che è meglio, più conveniente, che ci teniamo gli attuali nostri
223 comuni (compreso quindi anche Massimeno con i suoi 100 abitanti)
l'amministrazione dei quali costa sicuramente, dici tu, meno che se i Comuni
fossero per esempio la metà. Non contesto, anzi ammiro, le tue conoscenze in
materia, ma forse il fatto che tu, come sindaco, ti occupi da lungo tempo
ormai, dell'amministrazione di un comune "difficile" come Vallarsa,
ti ha portato a distogliere la tua attenzione dai costi di altri enti ed
istituzioni, quali i comprensori e/o le comunità di valle, le province, le
regioni, il parlamento nazionale con le sue due camere "fotocopia";
costi che, per una valutazione con un minimo di obiettività, non dovrebbero
trascurare un raffronto con i benefici. Tema che ho affrontato in una lettera,
sempre al "Trentino", del 2 aprile. Mi sembra che un'analisi riferita
ai soli Comuni, per quanto puntuale e documentata, sia molto parziale,
limitandosi al livello più basso della "politica".
E i livelli più alti e più "cari"? Le tue stesse conclusioni, la
proposta "elastica" di aumentare o ridurre le indennità, i gettoni ed
altro a seconda del "rendimento" di sindaco, assessori e consiglieri,
mi lascia un po' perplesso, non riuscendo a capire quale autorità di controllo
(e con quali costi) dovrebbe vigilare e decidere efficacemente, autorevolmente
ed equamente. Consentire, come tu affermi, a "ciascuna comunità di
valutare i propri amministratori..." non mi pare sufficiente. Con quale
"metro" verrebbe fatta tale valutazione? Obiettivamente non vedo la
possibilità di reperire parametri oggettivi che non tengano conto di tante
debolezze (o ricchezze?) umane quali, solo per fare qualche esempio, sono
l'invidia e la gelosia o, viceversa, la simpatia e l'amicizia. Da parte mia, ed in punta di piedi, mi domando se una efficace
riduzione dei costi della politica non potrebbe, su altri
piani, prevedere, ad esempio, una sola camera in parlamento con un numero di
rappresentanti inferiore; la non cumulabilità di cariche quali, solo ad
esempio, quella di parlamentare e di sindaco. Non faccio qui cenno al
parlamento europeo, che pure qualche attenzione meriterebbe. Sarei veramente
interessato a due conti, con la prova del nove, oltre ogni demagogia e nel solo
interesse del Paese. Guido Leonelli CALCERANICA AL LAGO Caro Guido, grazie
della tua lettera. L'importante è operare, nelle varie stagioni della vita,
perché, per quanto ci riguarda, il "mondo" non diventi peggiore di
quello che abbiamo avuto in eredità dalle generazioni che ci hanno preceduto.
Poi oggi stagione ha i suoi frutti: quelli dell'autunno possono anche essere
migliori di quelli della primavera e dell'estate. Venendo al tema dei costi
della politica era mia intenzione parlare solo dei
Comuni. Tema che conosco meglio di altri. Inoltre, nel caso dei Comuni, a
differenza di quanto avviene per la Provincia o lo Stato, i costi della politica non sono determinati dai diretti interessati, ma da
altri livelli. Consiglio provinciale e Parlamento determinano la remunerazione
dei propri membri, sindaco ed assessori comunali vedono il loro compenso
determinato dal Consiglio regionale. Questo, a mio avviso, è sbagliato perché
deresponsabilizza e consente di dare la "colpa" ad altri. Inoltre, in
tal modo si rendono uguali situazioni che tali non sono. Per questo penso che
se si vuole andare verso un recupero di fiducia negli amministratori comunali
occorre far determinare le relative indennità ai medesimi. Eventualmente
mettendo un tetto parametrato al bilancio. Tale tetto potrebbe essere ancora
più comprensibile se identificato con una quota "pro capite" relativa
ai residenti nel comune. Si potrebbe dire, ad esempio, invece che il costo
della politica è pari (come ho proposto io
nell'articolo citato) al 3% delle spese correnti, che lo stesso può essere pari
a 30 euro/anno per abitante. Questo renderebbe molto trasparente il tutto,
toglierebbe di mezzo il tentativo di scaricare sui piccoli comuni tutti i mali,
consentirebbe di istituire immediati confronti con i comuni vicini e via di
questo passo. Inoltre, in breve tempo si arriverebbe a ridurre sensibilmente i
costi perché molti amministratori vorrebbero"far bella figura" con i
loro concittadini. Per quanto riguarda i costi della politica
a livello più alto hai ragione, ma non essendo coinvolto non ci ho mai pensato
seriamente. Potrebbe essere l'occasione per rimettere insieme un piccolo gruppo
e affrontare il problema. Geremia Gios
(
da "Messaggero, Il
(Ostia)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì
07 Maggio 2009 Chiudi Nella morsa di una crisi che incide anche sui bilanci
comunali, a Ladispoli giunta e consiglieri si autotassano. Rinunceranno al 10%
dei compensi che verrà destinato, da ognuno di loro, ai servizi sociali. Sono
15mila gli euro che finiranno nel 2009 alle Politiche sociali. A cui si
aggiungeranno i 18mila del primo cittadino Crescenzo Paliotta che proprio
all'inizio del mandato aveva rinunciato al 50% della sua indennità. «Sono orgoglioso
di annunciare - commenta il sindaco - che assessori e
consiglieri hanno condiviso la proposta di privarsi di un po' di soldi a favore
delle categorie più svantaggiate». Dunque nelle casse comunali, da queste mese,
entreranno gli introiti dei sette assessori (Silvio Pompei è scomparso circa
due settimane fa e a breve ci sarà la nuova nomina, ndr) più i gettoni di presenza dei consiglieri. E.Ro.
(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Giovedì
07 Maggio 2009 Chiudi di LUCA BENEDETTI Adesso siamo alle carte bollate.
L'Accademia di Belle Arti "Pietro Vannucci" soffre sul filo dei conti
in rosso e decide di tirare le orecchie ai soci fondatori, Comune e Provincia.
Caso di curioso bon-ton, raccontano i bene informati perché nella lunga e
prestigiosa storia dell'Accademia è la prima volta che arrivano ad un braccio
di ferro soci fondatori e Fondazione che guida l'istituzione. In quattro pagine
l'avvocato Mario Rampini, per conto del presidente della Fondazione, Alfredo De
Poi, non solo ricorda i guai dell'Accademia ma diffida Comune e Provincia a
mettere mano al portafoglio e versare le quote promesse. Quote che non arrivano
e, secondo il presidente della Fondazione, aprono scenari da incubo per
l'Accademia. L'affondo è pesante e la lettera spiega come Comune e Provincia
risultano inadempienti cioè omettono di erogare i finanziamenti che
«annualmente sono assolutamente indispensabili al fine di garantire, quantomeno
l'esercizio dell'attività didattica». Di più. L'Accademia chiede anche che
Comune e Provincia versino i quattrini per coprire il disavanzo di
amministrazione (buco) per il bilancio 2008. Ecco cosa sottolinea la Fondazione
tramite la lettera scritta dall'avvocato Rampini: «Per l'immediato, e poiché
risulta una disavanzo di amministrazione di 125.214,63 euro, formulo ulteriore
invito e diffida agli enti in indirizzo a provvedere all'immediato versamento
di tale importo». E la Fondazione fissa un termine: se entro venti giorni dal
ricevimento della diffida Comune e Provincia non staccheranno l'assegno per
ripianare il buco, l'Accademia attiverà una procedura giudiziale a tutela di
diritti e interessi. Cioè potrebbe far scattare, per esempio, un pignoramento
delle somme necessarie per far quadra i conti e dare ossigeno alle Belle Arti
che rischia di finire una corsa che dura da secoli. Quando la lettera è
arrivata in Provincia, la giunta Cozzari è rimasta di stucco. Sorpresa, si
dice, per essere stata tirata per le orecchie. Sorpresa tanto grossa che quelle
quattro pagine sono state girate subito all'Avvocatura dell'Ente. E non è
andata diversamente a Palazzo dei Priori C'è, insomma, aria di sfida. Nella
lettera inviata in piazza Italia e a palazzo dei Priori (la missiva è
indirizzata al presidente Giulio Cozzari, al sindaco Renato Locchi e ai
dirigenti del settore cultura dei due enti), l'avvocato Rampini ripercorre la
drammatica situazione che vive la "Vannuci". Spiega Rampini:
«L'Accademia intende rappresentare ancora una volta il grave stato di disagio e
difficoltà in cui versa ormai da alcuni anni. Tale situazione rende sempre più
difficile lo svolgimento delle attività istituzionali previste dallo statuto e,
nonostante le economie disposte nel tempo mediante i tali, ove possibile, alle
spese del personale e di gestione, la situazione è divenuta ormai insostenibile
tanto da determinare fondati dubbi sulla possibilità di mantenere l'attività
didattica, senza incorrere in responsabilità degli amministratori». Un quadro
pesantissimo a cui non sono serviti tagli e contenimento delle spese. E sullo sfondo resta innescata la polemica per la delibera con
cui il consiglio accademico ha assegnato ai consiglieri e al presidente gettoni di presenza e appannaggio. Una decisione contro cui si sono mossi tre membri
del consiglio che erano assenti il giorno in cui è stata presa la
deliberazione. I tre puntano a cancellare la deliberazione.
(
da "Corriere Alto Adige"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
dell'Alto Adige sezione: BOLZANOEPROV data: 07/05/2009 - pag: 10 Provincia Il
ministro all'attacco: troppi incarichi esterni nelle pubbliche amministrazioni
«Boom di consulenze a Bolzano» Parlamento, relazione del ministro Brunetta:
1.004 nel 2007 BOLZANO «La Provincia autonoma altoatesina è passata da zero
incarichi esterni nel 2006 a 1.004 nel 2007». Gli addetti ai lavori lo desumono
dalla Relazione al Parlamento fatta dal ministro della
Funzione pubblica, Renato Brunetta e il dato è destinato a fare discutere,
soprattutto dopo che negli anni scorsi il dibattito sui costi delle consulenze
era stato talmente acceso da far annunciare dei «giri di vite». Il «notevole
incremento» secondo quanto risulterebbe dalla Relazione riguarda anche la
Provincia autonoma di Trento, «passata da 55 consulenti
e collaboratori nel 2006 a 182 nel 2007». Il dibattito si riapre, anche perché
nonostante i debiti e la «stretta» che il Governo ha dichiarato di voler porre
nelle spese della pubblica amministrazione e in particolare di quelle del
Servizio sanitario nazionale certe voci di bilancio continuano a lievitare.
Come appunto quelle degli incarichi a consulenti e
collaboratori esterni. Secondo la stessa Relazione di Brunetta, l'ammontare
totale dei compensi erogati a consulenti e
collaboratori esterni per incarichi nel 2007, è stato di quasi 341 milioni di
euro, il 41,67% in più rispetto al 2006. L'ammontare dei compensi erogati nel
2007 ha registrato rispetto al 2006 una differenza sostanziale in termini di
spesa pari a oltre 100 milioni di euro. Non solo. Sempre a livello generale, in
totale nel 2007 i collaboratori e consulenti esterni
cui sono stati affidati incarichi sono stati 21.001, contro i 16.423 del 2006
(+27,88%), mentre quelli pagati sono stati 22.006 nel 2007 e 17.538 nel 2006
(+25.48%). In media ad ogni soggetto sono stati conferiti 1,37 incarichi e
liquidati 1,44 incarichi, con un compenso medio per incarico di circa 10.700
euro nel 2007. Più alto dei circa 9.700 del 2006 (+11,8%). Il ricorso a
consulenze esterne varia a seconda delle regioni. Quelle che nel 2007 si sono
avvalse maggiormente di personale esterno, sono state Lombardia,
Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana e, appunto, Provincia autonoma di
Bolzano. Mentre Calabria, Toscana e Sardegna registrano gli aumenti maggiori,
rispettivamente del 158,33%, del 105,77% e del 102,63%. A seguire si sono avuti
aumenti anche in Umbria (65%), Abruzzo (50,44%), Sicilia (49%), Puglia
(44,75%), Lombardia (35,48%) e Basilicata (34,85%). Inversione di tendenza
invece per Val d'Aosta (-38,89%), Lazio (-27,18%), Liguria (-17,52%) e Piemonte
(-6,48%). A. S. Costi nel mirino Palazzo Widmann, sede della giunta
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PROVINCIA
07-05-2009 COMUNE PER LA MINORANZA MANCANO LE OPPORTUNITA' DI INSEDIAMENTI
PRODUTTIVI Roccabianca, il Psc divide il Consiglio ROCCABIANCA Simona Valesi II
Nell'ultimo consiglio comunale prima delle elezioni si è parlato di un
contributo a favore dei terremotati abruzzesi. Il consigliere
Giovanna Pagliarini ha proposto di donare gli ultimi due gettoni di presenza in consiglio, raddoppiando la cifra con l'aiuto del Comune, per
donarla alla Protezione civile di Parma in aiuto alle famiglie colpite dal
sisma: proposta approvata da tutti. Argomento fondamentale della seduta è stata
l'approvazione del Piano strutturale comunale che disegnerà il futuro del
paese. Il documento ha però incassato il voto contrario delle minoranze.
«Ritengo inopportuno presentare il Psc da parte di un consiglio uscente, perché
il documento resterebbe in attesa a causa delle elezioni - ha criticato la
Pagliarini -. Inoltre nell'individuazione delle aree edificabili sono state
penalizzate le aree presso argini e cimiteri, con deroghe alle leggi nazionali
ancor prima dell'approvazione. Spero che la Sovrintendenza ad ambiente e
paesaggi approfondisca la cosa. Manca anche un adeguato sostegno allo sviluppo
di nuovi insediamenti abitativi e produttivi e intanto siamo terra di conquista
con degrado in diverse aree: come nel caso degli allevamenti intensivi presenti
nel territorio». Critiche anche dal capogruppo Giovanni Bocchia per le mancate
opportunità di insediamenti produttivi. «Sono opportunità - ha detto Bruno
Pezzini, assessore all'Urbanistica - non deroghe, le scelte di determinate
distanze dai cimiteri per eventuali nuovi insediamenti. Anche se l'iter di
approvazione potrà portare a cambiamenti anche sensibili». Polemiche da
Pagliarini per lo stato in cui versa il canale del Tombone per problemi di
inquinamento delle acque e smaltimento dei reflui nella zona di Ragazzola. «In
alcuni punti il deflusso delle acque è difficoltoso - ha ribattuto Pezzini -
stiamo già provvedendo con il Consorzio di Bonifica parmense e il Consorzio del
Tombone per sistemarlo». Voto contrario del centrodestra al bilancio 2008,
approvato dalla maggioranza, che registra un avanzo di oltre 124 mila.
«Proponiamo l'utilizzo di 38 mila euro mentre i restanti 87 mila serviranno per
eventuali altri interventi - ha detto il sindaco Giorgio Quarantelli - acquisto
di attrezzature per 7 mila, 10 mila per la manutenzione delle strade bianche, 4
mila per la sistemazione dello Stradello Tolarolo e 12 mila per la segnaletica
orizzontale e l'acquisto di un carrello di trasporto per il montaggio in
sicurezza della macchina tagliaerbe».
(
da "Corriere del Veneto"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
del Veneto sezione: TREVISO data: 07/05/2009 - pag: 8 Sport e solidarietà
Rugby, trofeo Topolino con i ragazzi abruzzesi TREVISO Sarà un weekend
all'insegna del minirugby, quello che si terrà in città: sabato e domenica si
gioca il Trofeo Topolino, giunto alla sua diciottesima edizione, che quest'anno
ospita quasi 5mila ragazzi provenienti da tutto il Paese. Cinque categorie di
piccoli sportivi, dai 7 ai 15 anni, si sfideranno sul campo della Ghirada.
Domani mattina il sindaco Gobbo riceverà a Ca' Sugana sessanta ragazzi che
rappresentano tre squadre provenienti da L'Aquila e Paganica, città colpite un
mese fa dal terribile terremoto dell'Abruzzo. I giovani atleti saranno ospitati
presso l'aeroporto militare di Istrana. Intanto gli
industriali trevigiani raccolgono 140mila euro per le imprese dell'Abruzzo. La
campagna fondi è stata organizzata dalla Camera di Commercio: i consiglieri
hanno devoluto i gettoni di presenza in segno di solidarietà, mentre ciascuna delle 85 mila imprese
del territorio ha contribuito con un simbolico euro.
(
da "Nuova Venezia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
27 - Provincia Mirano, in scena «L'Aquila ferita» uno spettacolo per l'Abruzzo
MIRANO. «L'Aquila è stata ferita, ma presto tornerà a volare». Dalle parole
pronunciate da papa Benedetto XVI in visita nell'Abruzzo piegato dal terremoto,
associazioni e protezione civile di Mirano presentano una serata di beneficenza
per raccogliere fondi da destinare alle popolazioni terremotate. «L'Aquila
ferita», questo il titolo dello spettacolo di musica, racconti e immagini, si
terrà sabato alle 20.30 nella corte di villa Errera. Sul palco associazioni
culturali, attori e musicisti miranesi, coordinati dal maestro Daniele Barbato,
accompagneranno il pubblico nella ricostruzione dei tragici eventi accaduti un
mese fa. «Una narrazione che parte dalla tragedia della scossa - spiega Barbato
- alla nascita del primo bambino in una tendopoli, che è un pò il simbolo della
rinascita in atto». Nell'intervallo i volontari della protezione civile di Mirano, da poco rientrati dall'Abruzzo, proporranno foto e
racconti della loro esperienza di soccorso, che continua con l'invio di nuove
squadre. In campo anche il Comune: i consiglieri destineranno il gettone presenza del prossimo Consiglio comunale (16 euro a testa) alle
popolazioni colpite dal sisma e anche la giunta raccoglierà parte dei compensi
di sindaco e assessori per donarli in beneficienza. (f.d.g.)
(
da "Nuova Venezia, La"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
25 - Altre FEDERALISMO, DEBITO PUBBLICO DA ACCOLLARSI SEGUE DALLA PRIMA Il
primo di questi promontori, costituito dal formalismo giuridico burocratico
della pubblica amministrazione e degli organi giudiziari che privilegiano la
correttezza delle procedure sulla quantità e qualità dei risultati, è stato
descritto in modo chiarissimo dal professor Mario Bertolissi nel corso del
dibattito sul federalismo organizzato il 30 aprile scorso per ricordare Gianni
Pellicani a tre anni dalla scomparsa. Se il federalismo correttamente inteso è
autogoverno più responsabilità, l'Amministrazione e la Giurisdizione devono
avere l'obbiettivo del benessere del cittadino e la difesa dei suoi diritti nel
rispetto dei doveri. Così, se ho inteso bene, il professor Bertolissi ha
delineato l'immane lavoro culturale, tecnico, organizzativo e politico che
resta da compiere per rileggere i principi della Costituzione
in conformità all'esigenza, sempre più sentita, di autogoverno responsabile dei
singoli e della società. Stranamente, nonostante l'autorevolezza degli
interlocutori, dal sindaco di Torino a quello di Venezia, in quella stessa
occasione è quasi completamente passata sotto silenzio l'esistenza dell'altro
promontorio che ostacola il percorso della riforma federalista dello stato. Mi
riferisco al debito pubblico, un tema di stringente attualità in questi giorni
in cui le «dichiarazioni d'intenti sul federalismo fiscale» fortemente volute
dalla Lega sono diventate legge della Repubblica. Come è noto, nel gennaio 2009
il debito pubblico ha raggiunto lo stratosferico picco di 1.700 miliardi di
euro, (poco più poco meno del 110% della ricchezza prodotta in un anno
dall'Italia). In cifre assolute si tratta del terzo più alto debito statale del
mondo, mentre l'economia italiana arranca da anni tra il settimo e l'ottavo
posto nel novero delle economie mondiali. Dunque il debito costituisce un
problema rilevante, in grado di condizionare nel lungo periodo le performances
del Paese, tanto più che secondo tutte le previsioni esso è destinato a
crescere ancora a causa della crisi in atto. E' altrettanto noto che il
servizio del debito, ovvero gli interessi che lo stato paga ogni anno ammontano
a 70 miliardi di euro. Riducendo a un livello più umano queste cifre: esse
significano che il debito è di 28.330 euro pro capite e che gli interessi su di
esso ammontano a 1.166 euro a testa. Se togliamo, come è giusto, quest'ultima
cifra dai 3.288 euro pro capite che costituiscono la differenza tra quanto i
cittadini veneti versano alle istituzioni pubbliche e quanto ricevono, si vede
che il margine residuo di 2.100 euro pro capite è troppo esiguo per garantire
un efficiente autogoverno di questa realtà e la necessaria solidarietà con le
aree più svantaggiate del Paese. Dunque per realizzare davvero il federalismo
occorrono in materia economico-finanziaria scelte ancora più drastiche di
quelle indicate dal professor Bertolissi nel campo di sua competenza. Bisogna
affermare che le comunità locali, a livello regionale o comunale che dir si
voglia, se rivendicano l'uso delle risorse fiscali da esse prodotte, devono
dirsi disponibili a prendere in carico anche una quota del debito pubblico
corrispondente alla quota di Pil da loro prodotto o al numero di abitanti di
cui sono composte o a un mix bilanciato di queste due grandezze. Ciò implica,
per evitare un forte aumento della pressione fiscale, una
drastica riduzione dei costi della politica
«promuovendo l'autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati nello
svolgimento di attività di interesse generale» secondo l'art. 118 della Costituzione; attuando una forte semplificazione istituzionale che
riduca in modo ragionevole i sei livelli di governo che dalle Municipalità all'Unione
europea affliggono i cittadini e mettendo fine a sprechi
come quelli che fanno costare un chilometro di Alta capacità ferroviaria
italiana più di tre volte di quella francese. Valter Vanni esecutivo regionale
del Partito democratico
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 07-05-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova
Venezia, La)
Argomenti: Costi della politica
Operazione
trasparenza. Le decisioni della giunta regionale sono finite nel mirino di
Brunetta Il Veneto spende 28 milioni in consulenze In questo segmento della
sanità siamo al secondo posto a livello nazionale VENEZIA. Quasi duecento
milioni di euro all'anno fumati dalle Usl per consulenze ed incarichi esterni.
Ed il Veneto ne fa fuori 28 milioni. Cifre considerevoli sulle quali vuole
vederci chiaro il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta
(nella foto). E' così che la voce incarichi extra è finita sotto la sua lente
d'ingrandimento, nell'ambito dell'operazione trasparenza. Tutte le Usl d'Italia
sono state invitate a recapitare per via telematica i propri conti a Brunetta
il quale ha stilato una rigorosa classifica. Sul podio consulenze tre regioni
del Nord: oro all'Emilia Romagna, argento al Veneto e bronzo al Piemonte, che
ha soffiato per pochi centesimi la medaglia alla Lombardia. I dati pubblicati
dal Ministero sono relativi al biennio 2006/2007 ed al primo semestre 2008. Nel
2007 nell'immaginaria torta italiana delle consulenze esterne in sanità - 200
milioni di euro - il Veneto ha «mangiato» una fettona pari al 17,59 per cento
del totale. Più golosa la sola Emilia Romagna con il 17,79 per cento, poche
briciole in più rispetto alla nostra regione. Terzo classificato il Piemonte
che si è fermato al 13,33 per cento. Brunetta ha poi
sezionato i conti delle singole regioni. Il Veneto conferma il proprio primato
in numero di incarichi esterni: ha chiamato 2.186 consulenti cui ha
affidato 2.865 incarichi. Nel 2007 però aveva degli arretrati da pagare ai
professionisti incaricati a contratto: è così che l'ammontare delle consulenze
liquidate è salito a poco più di tremila. Conti alla mano il Veneto si
dimostra tra le regioni più prodighe di consulenze, ma non certo di manica
larga. Spende 27 milioni 895 mila euro contro gli oltre 38 milioni dell'Emilia
Romagna che ha concesso solo qualche centinaio di consulenze in più. Nel primo
semestre del 2008 il trend della spesa veneta è sceso mentre a livello
nazionale marcia spedito verso l'altro. I numeri parlano chiaro: 1.873
consulenze nei primi sei mesi dell'anno per un costo complessivo di poco meno
di 12 milioni di euro. Il Veneto è in controtendenza: affida sempre più
incarichi, ma tiene lo sguardo fisso al portafogli. E ad onor della
professionalità di casa nostra una curiosità: il Veneto è la regione più
«consultata» d'Italia, esporta il maggior numero di consulenti.
(Fabiana Pesci)
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
SANDRIGO.
Nei locali dell'ex ospedale la quarta Utap dell'Ulss 6 che ora punta su altri
servizi 07/05/2009 rss e-mail print Da sinistra Marino Finozzi, l'assessore
Sandro Sandri e il sindaco Barbara Trento. FOTO STELLA Nessun segno dello
"sgarbo" subito il giorno prima a palazzo Balbi quando il governatore
Galan lo ha spedito fuori della giunta, ha fatto approvare una delibera che lui
non voleva mandare avanti, e ha poi bloccato, sempre contro la sua volontà, il
riparto del fondo sanitario. Un affronto e un duplice smacco, ma Sandro Sandri,
assessore regionale leghista della sanità, non cambia pelle, forse solo un
leggero velo di delusione, e affiancato da due pezzi grossi del suo partito
come il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi e il consigliere
Roberto Ciambetti, mostra il consueto entusiasmo per un altro traguardo della
sanità vicentina e veneta. Benedizione da parte di don Venanzio e inaugurazione
ieri mattina all'ex ospedale di Sandrigo, (ribattezzato dopo la riconversione
con il poco popolare nome di centro sanitario polifunzionale) della quarta Utap
dell'Ulss, di un nucleo di medicina di gruppo avanzata, fra atmosfere
goliardiche (i pezzi-souvenir del taglio tricolore tagliato messi nel taschino dal lato verde da Finozzi e da quello rosso dal
collega di palazzo Ferro Fini Claudio Rizzato notoriamente del Pd) e discorsi
serrati scanditi dal dg Antonio Alessandri con quello stile di show-man che gli
piace molto. C'è il sindaco Barbara Trento con la fascia («non la metto quasi
mai ma oggi la cerimonia lo meritava»), c'è l'assessore provinciale Maria Nives
Stevan. Ci sono il generale che comanda la Lega contro i tumori Domenico
Innecco, il presidente storico Igino Fanton, esponenti di associazioni-regine
del volontariato come S. Vincenzo e Fidas, il cda dell'Ipab "Suor Deodata
Bertolo". E il dg lo dice subito: «Completiamo il programma di istituire
un'Utap per ogni distretto nella logica delle Regione che vuole il territorio
risorto nei confronti dell'ospedale per dare più servizi pre e post-ricovero
all'utenza». Giordano Parise, direttore del distretto Est succeduto a Stefano
Tolio (non dimenticato e più volte citato) parla di punto di partenza che andrà
ad assistere oltre 5 mila persone per disegnare in un struttura che dispone di
ambulatori, radiologia, punto-prelievi, lungodegenza, e casa di riposo, una
rete che abbia al centro la medicina di base». Eugenio Piana, uno dei quattro
medici che compongono l'Utap sandricense, spiega il valore di una unione «che
non è somma algebrica ma aggiunge valore». Franco Pepe Franco Pepe
(
da "Velino.it, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono
inserite. POL - L'Olaf compie dieci anni dall'inviato Bruxelles, 7 mag (Velino)
- "OLAF" è l'acronimo francese della denominazione "Ufficio
europeo per la lotta antifrode": “Office européen de lutte anti-fraude” ed
ha sede a Bruxelles, e sta per compiere dieci anni. Fu creato nel '99
all'indomani delle dimissioni della Commissione Europea, le prime nella storia
dell'Ue, per sospette irregolarità nella gestione del bilancio comunitario,
frutto, quindi, una legislazione d'emergenza. Il portavoce dell'Olaf, un
italiano, ex ufficiale della guardia di Finanza, Alessandro Butticè, al VELINO
fa il punto sull'organismo comunitario guidato da oltre un anno dal magistrato
tedesco Franz-Hermann Bruner. Possiamo definire l'OLAF come una squadra di
polizia europea? "L'OLAF non è una squadra di polizia europea, né un
servizio segreto o un ufficio del pubblico ministero, ma un
servizio di indagini amministrative dell'Unione europea volto a lottare contro
la frode ai danni dell'Unione, ma anche contro la corruzione e altri
atti illeciti all'interno delle istituzioni comunitarie. Tutelando il bilancio
dell'Unione, l'OLAF opera nell'interesse dei contribuenti europei".
Cosa ha fatto e sta facendo l'OLAF a tutela del contribuente cittadino europeo?
"Tutelando il bilancio dell'Unione Europea, l'OLAF opera nell'interesse
dei cittadini-contribuenti europei. Milioni e milioni di sigarette importate di
contrabbando nell'Unione europea dai Balcani; una Ong che ha ottenuto in
maniera fraudolenta un duplice finanziamento da donatori diversi per lo stesso
progetto di sviluppo; la sospetta collusione tra alcuni appaltatori e un
funzionario dellUnione che permetteva loro
di presentare fatture gonfiate ottenendo in cambio che lavorassero privatamente
per suo conto: sono solo tre esempi degli oltre 200 casi di sospetta frode o corruzione aperti ogni anno dall'OLAF.La missione dell'OLAF
è tutelare gli interessi finanziari dell'Unione europea e lottare contro la frode,
la corruzione e qualunque altro illecito che abbia
implicazioni finanziarie, comprese eventuali gravi violazioni nelle istituzioni
europee. In altre parole, l'OLAF tutela il denaro dei contribuenti europei
accertando che i fondi comunitari siano spesi in modo corretto , che l'Unione
non sia defraudata delle entrate che le sono dovute e che il personale
dell'Unione agisca conformemente alle regole". (segue) L'OLAF si occupa
anche di frodi come quelle con le carte di credito? "No, perché l'OLAF non
ha competenza per lottare contro frodi che non riguardano il bilancio
dell'Unione. In altre parole, deve essere in gioco il denaro dell'Unione
europea. Lo stesso vale per la lotta contro la corruzione:
l'OLAF può investigare unicamente se si sospetta che siano coinvolti membri del
personale dell'Unione". Quanto costa e quanto rende l'OLAF ai cittadini
europei? "Il bilancio annuo dell'OLAF supera i 50 milioni di euro. Nel
periodo 2005-2007 sono stati recuperati oltre 200 milioni di euro all'anno
grazie alle indagini dell'OLAF, con particolare riferimento al contrabbando di
sigarette". Come lavora l'OLAF, da solo o in collaborazione con le polizie
nazionali? "L'OLAF puÓ condurre autonome indagini amministrative, ma può
altresì coadiuvare le autorità degli Stati membri assistendole nelle loro
indagini amministrative o penali o coordinando casi transnazionali.I poteri di
indagine dell'OLAF dipendono in larga misura dall'oggetto del caso: l'OLAF può
ad esempio perquisire gli uffici dei funzionari dell'Unione, ma non le loro
abitazioni. Gli investigatori dell'OLAF possono effettuare ispezioni presso le
imprese dei beneficiari di sovvenzioni comunitarie, ma non possono farvi
irruzione; soltanto le autorità nazionali possono farlo. Le persone che non
lavorano per l'Unione ed estranee a transazioni che coinvolgano denaro
comunitario non possono essere soggette a indagini dell'OLAF.Le attività
dell'OLAF riguardano tutte le istituzioni, gli organi, gli uffici e le agenzie
fondate dall'Unione, cosi come l'intero territorio dei 27 Stati membri. LOLAF può intervenire anche in paesi terzi ove siano in gioco
finanziamenti europei e sia possibile cooperare con tali paesi sulla base di
accordi". (segue) L'OLAF ha un potere sanzionatorio nei confronti degli
autori degli illeciti? "No. L'OLAF è unicamente un servizio di indagini
amministrative. Le relazioni effettuate al termine delle indagini comportano
semplici raccomandazioni. Se vi è prova di un potenziale reato, la relazione è
trasmessa ai giudici nazionali competenti. Se è appurata una violazione delle
norme deontologiche, deve occuparsene l'organo disciplinare dell'istituzione
comunitaria interessata. A prescindere da ciò, i finanziamenti non
correttamente utilizzati devono essere recuperati dall'organo che li ha
originariamente erogati, per esempio dalla Commissione europea". é
indipendente, ma resta un servizio della Commissione Europea. "L'OLAF è
organizzato come una direzione generale della Commissione europea ed è posto
sotto la responsabilità politica del vicepresidente
della Commissione europea responsabile per l'amministrazione, l'audit e la
lotta antifrode.Nelle indagini e nelle operazioni, l'OLAF è però indipendente
dalla Commissione europea e non riceve istruzioni da istituzioni, organi,
uffici o agenzie dell'Unione europea, né da governi". Chi sono gli
investigatori dell'OLAF? "Il personale è attualmente composto da circa 400
persone, provenienti da tutti i paesi dell'Unione europea. Il 70% del personale
dell'OLAF svolge funzioni legate alle attività operative dell'Ufficio. In
ragione della natura dei compiti dell'OLAF, molte delle persone che vi lavorano
hanno un passato di magistrati, funzionari delle dogane, ufficiali o agenti di
polizia giudiziaria, ispettori fiscali, controllori finanziari, revisori dei
conti o esperti di intelligence". (segue) Chi controlla l'attività
investigativa dell'OLAF? "All'interno vigono rigorosi controlli sulle
indagini dell'Ufficio, condotti sulla base di un Manuale di procedura, della
legislazione comunitaria vigente e degli strumenti esistenti in materia di protezione
dei diritti fondamentali.Il controllo giudiziario sull'OLAF è esercitato dal
Tribunale di primo grado delle Comunità Europee, che ha sede a Lussemburgo,
presso il quale chiunque sia direttamente interessato da un'azione dell'OLAF
può presentare un ricorso. I giudici nazionali degli Stati membri dell'Unione
possono, inoltre, esercitare un controllo indiretto sulla legalità delle azioni
dell'OLAF ogni qualvolta gli siano demandati casi dellUfficio.L'OLAF comprende anche un comitato di
vigilanza, composto
da cinque esperti esterni indipendenti, che provvede a monitorare regolarmente
il lavoro d'indagine dell'Ufficio. Su richiesta del Direttore o di propria
iniziativa, il comitato sottopone al Direttore pareri sulle attività dell'OLAF,
senza tuttavia interferire nello svolgimento delle indagini in corso". Un
cittadino europeo può rivolgersi direttamente all'Olaf? "Chiunque può
informare l'OLAF di sospetti di frode o corruzione ai
danni degli interessi finanziari dell'Unione europea. I membri del personale
delle istituzioni europee che desiderino fornire informazioni afferenti le
irregolarità nel loro stesso servizio, possono ricevere una protezione
speciale. In linea generale, più le informazioni fornite sono tempestive e
concrete, meglio è". (segue) Come si comporta l'Italia nella lotta alle
frodi? "Le misure di contrasto, cioè gli strumenti investigativi e di
protezione penale di cui dispone l'Italia sono sicuramente tra le più avanzate
in Europa. Sia dal punto di vista dell'organizzazione che dei poteri di cui
dispongono le forze dell'ordine (in modo particolare Guardia di Finanza e
Carabinieri, ma anche le Dogane e altri) e giudiziari. Appare purtroppo ancora
evidente una certa carenza nella prevenzione. Sulla base dell'esperienza
maturata in altri settori, penso di poter affermare che la migliore prevenzione
dovrebbe essere effettuata attraverso una più scrupolosa applicazione della
regolamentazione a livello locale, da parte degli organi statali e locali, cui
è demandato il compito del controllo di primo livello. La lotta alla frode, sul
piano della prevenzione, richiede soprattutto uno sforzo di carattere
pedagogico. I cittadini, sin da quelli più giovani, nelle scuole, nelle
università, devono capire che la frode ai danni dell'Unione non é un illecito
senza vittime, come spesso si puÓ pensare. E per questa ragione che attraverso
l'attività della nostra rete dei Comunicatori Anti-Frode l'OLAF cerca di
combattere la frode, ma anche la corruzione,
attraverso l'informazione del cittadino". Il risultato più significativo
di questi 10 anni di attività dell'OLAF? "Potrei citarne diversi, quale il
fatto di costare meno di quanto ha prodotto in termini di denaro recuperato. Ma
penso che quello di esistere ancora, dopo 10 anni, sia il risultato più significativo.
Altri servizi simili all'OLAF, a livello internazionale, non sono riusciti a
festeggiare il decennale. Ogni attività svolta dall'OLAF lascia sempre qualcuno
scontento: i soggetti indagati, in caso di indagini, o i denuncianti, in caso
di archiviazioni. Le pressioni e i tentativi di destabilizzazione sono stati
tanti e non, come molti hanno spesso fatto credere, da parte della Commissione
Europea. E l'OLAF quest'anno celebri suoi primi 10 anni di attività. Un
servizio che non è perfetto, ma che si sforza di essere all'altezza delle
aspettative, seppure tra molte difficoltà". (Vittorugo Mangiavillani) 7
mag 2009 12:13
(
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Maserà
La giunta dona le indennità ai terremotati dell'Abruzzo Giovedì 7 Maggio 2009,
Maserà (gl.c.) Cittadini e amministrazione comunale di
Maserà hanno dato un importante segnale di solidarietà ai terremotati
dell'Abruzzo. La giunta De Paoli ha deliberato la donazione della propria
indennità di carica di aprile e il gettone di presenza dell'ultimo
consiglio comunale al centro di Protezione civile di Longarone. Per un
totale di 3.500 euro già destinati. 1650 chilogrammi di pasta, 100 litri di
olio, 450 litri di acqua e 400 pacchi di omogeneizzati, più altre tipologie di
alimenti e vestiario, è stata invece la generosa risposta dei maseratensi alla
raccolta viveri promossa dall'amministrazione con le sezioni locali della Croce
Rossa e della Protezione civile.
(
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Feltre
in corto cineasti in gara Giovedì 7 Maggio 2009, Sabato sera si svolgerà la
serata finale di "Felte in corto", il corso - concorso che ha dato la
possibilità a 11 classi delle scuole elementari del feltrino di cimentarsi
nella settima arte. Ieri si è riunita la commissione che ha valutato i 6
cortometraggi, realizzati seguendo il tema "L'identità locale nelle chiese
e nei musei", scegliendone 3 che saranno premiati con buoni in denaro per
l'acquisto di materiale didattico. L'appuntamento quindi per la serata finale,
alle 21 all'auditorium dell'Istituto Canossiano di Feltre, alla
quale parteciperanno i fratelli Sergio e Francesco Manfio del gruppo "Gli
Alcuni". Durante la serata verranno raccolte delle offerte per la scuole
elementare di Paganica (L'Aquila) colpita dal terremoto. A queste offerte si
aggiungeranno i gettoni presenza, dell'ultimo consiglio comunale, dei consiglieri feltrini.
(
da "Velino.it, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono
inserite. SPE - Al via “Affari Tuoi - Speciale per due” con Max Giusti Roma, 7
mag (Velino) - Primo appuntamento con “Affari Tuoi – Speciale per due”, una
nuova edizione di speciali in prima serata del popolarissimo game show di
RaiUno condotto da Max Giusti, dedicata alle coppie prossime alle nozze, in
onda per quattro venerdì a partire da domani 8 maggio alle 20.40. Invariata la
formula del gioco, ma stavolta eccezionalmente sullo sgabello accanto al
conduttore sarà seduta una coppia di promessi sposi che tenterà il “colpo
grosso”: conquistare 1 milione di euro in gettoni doro per poter organizzare delle nozze da favola. E come
in ogni matrimonio che si rispetti, non potevano mancare parenti, amici e
testimoni dei futuri sposi. Saranno infatti proprio loro i custodi dei 20
pacchi, contenenti i premi da 1 centesimo fino ad 1 milione di euro in gettoni doro. La coppia
dovrà chiamare i pacchi cercando di evitare passi falsi, le insidie del
dottore ed inseguire fino in fondo il sogno milionario. Oltre ai premi in gettoni doro nei pacchi si
possono nascondere doni come gli abiti per gli sposi, le bomboniere, i
confetti, le partecipazioni per gli invitati, oltre ai classici regali di una vera lista
di nozze. Sul grande divano rosso tre esperti, lastrologa
Susanna Schimperna, il capo redattore del Tg1 economia Michele Renzulli e
lesperto di smorfia Santolo Guadagno daranno preziosi consigli agli
sposi: da come investire leventuale vincita ai numeri fortunati di entrambi
e persino il loro quadro astrale. “Affari Tuoi” è un programma di RaiUno
prodotto in collaborazione con Endemol Italia, adattato nella versione italiana
da Pasquale Romano che lo firma con Marco Perrone e con la collaborazione di
Stefano Fabrizi, Sonia Mastellone, Alessandro Migliaccio e Claudia Rebuttini.
La regia è affidata a Stefano Mignucci. (com/dbr) 7 mag 2009 15:41
(
da "Blogosfere"
del 07-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mag 09 7
Affari tuoi-Speciale per due, per 4 venerdì il game show di Raiuno ospita i
promessi sposi. Max Giusti: "Con me gli stessi ascolti di Flavio
Insinna" Pubblicato da Fabio Traversa alle 18:23 in Auditel, Frase del
giorno, Occhio al dettaglio, Personaggi, Quiz, Rumors, Varietà Dopo I
raccomandati (voto: 5) Raiuno punta per quattro venerdì sera su una versione
allungata e speciale di Affari tuoi (6) - il game show condotto da Max Giusti
(6) - dedicata alle coppie prossime alle nozze. Invariata la formula del gioco
(chiamato Speciale per due), ma stavolta eccezionalmente sullo sgabello accanto
al conduttore sarà seduta una coppia di promessi sposi che tenterà il
"colpo grosso": conquistare un milione di euro in gettoni
d'oro per poter organizzare delle nozze da favola. E come in ogni matrimonio
che si rispetti, non potevano mancare parenti, amici e testimoni dei futuri
sposi. Saranno infatti proprio loro i custodi dei 20 pacchi, contenenti i premi da 1 centesimo fino ad 1 milione di euro in gettoni d'oro. La coppia dovrà chiamare i pacchi cercando di evitare
passi falsi, le insidie del dottore ed inseguire fino in fondo il sogno
milionario. Oltre ai premi in gettoni d'oro nei pacchi si possono
nascondere doni come gli abiti per gli sposi, le bomboniere, i confetti, le
partecipazioni per gli invitati, oltre ai classici regali di una vera
lista di nozze. Sul grande divano rosso siederanno tre esperti: l'astrologa
Susanna Schimperna, il capo redattore del Tg1 Economia Michele Renzulli e
l'esperto di smorfia Santolo Guadagno. Saranno chiamati a dare preziosi
consigli agli sposi: da come investire l'eventuale alta vincita ai numeri
fortunati di entrambi passando per il loro quadro astrale. Il conduttore
commenta gli ascolti della stagione in un'intervista a Il Giornale: "Mi
sembra che abbiamo avuto un'ottima media (24,10 per cento di share con sei
milioni e mezzo di persone), uguale a quella dello scorso anno quando alla
conduzione c'era Flavio Insinna. Per un programma naturalmente destinato a
ripetersi come Affari tuoi mi sembra un buon risultato". Sulle critiche di
Striscia la notizia (8) che contesta la correttezza del gioco: "Siamo a
livello di servizi segreti, di Codice da Vinci, di intrighi coi fiocchi. Ma
dài... Io sono solo un tedoforo che ha ereditato la fiaccola. Ma comunque non
metterei mai la mia faccia in uno show che non fosse più che regolare".
Giusti, dunque, ha in comune con Insinna non soltanto gli ascolti ma la
reazione (assolutamente identica) agli attacchi del tg satirico.
(
da "Merateonline.it"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cronaca
>> Merate attualità 7 / 5 / 2009 Merate: da un contributo regionale per
il commercio, il restyling di Via S.Ambrogio Via Sant`Ambrogio a Merate La
conferma ufficiale arriverà solamente nei prossimi giorni ma pare proprio che
il comune di Merate sia riuscito ad ottenere il finanziamento regionale per i
cosiddetti DURC (distretti urbani del commercio). Si tratta di un contributo
variabile a seconda del numero di paesi che partecipano al bando e che va a
ripartirsi tra commercianti e comuni e capoluogo. Per la provincia di Lecco il
Pirellone ha stanziato 470mila euro da dividersi tra comuni limitrofi che si
associano in un numero minimo di tre e attività commerciali stanziate in loco
che sono in grado di produrre le certificazioni (bonifici bancari), da giugno a
dicembre 2008, di spese e costi sostenuti per determinati progetti in questo
settore. Dopo una prima adunata di Merate, quale comune capofila, andata
deserta ce nè stata una seconda e dei 19 interpellati hanno
risposto Montevecchia, Cernusco, Osnago e Lomagna creando una sorta di linea continua
che ha dato accesso al bando. Presentato quanto realizzato in campo commerciale
i comuni hanno avuto diritto a sperare in questo finanziamento. Vista la scarsità dei partecipanti, i meratesi stavano già per cantare
vittoria vista la grossa fetta da spartirsi tra comuni e negozianti. Al bando,
però, si sono aggiunti anche Varenna, Lierna e Bellano andando così a ridurre
non tanto lentità del finanziamento quanto le tranche per
ogni aderente. Come dicevamo pare proprio che la Regione abbia dato il nulla osta per
la concessione dei 470mila euro alla provincia di Lecco e ora non resta che
attendere la comunicazione ufficiale. Se soddisfazione è stata espressa da
parte del presidente dei commercianti Mario Mandelli, il sindaco Giovanni
Battista Albani ha già fatto sapere che utilizzerà quel contributo per
finanziare parte della pavimentazione di Via SantAmbrogio
andando così a sostenere le attività collocate su quella strada. Articoli
Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di
Lecco Scritto il 7/5/2009 alle 22.16
(
da "Stampa, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PER
L'ABRUZZO. Venerdì 8 alle 21,30 alla Casa del Circo di Grugliasco nel Parco
culturale Le Serre, in via Tiziano Lanza 31) si tiene uno spettacolo speciale
con Luisa Tamietto, Igor Matyushenko (Uzbekistan) e lo stesso Paolo stratta con
ospite l'equilibrista canadese Federico Siriann. L'incasso sarà devoluto le
vittime del terremoto. Info www.casadelcicrco.com. Sabato 9 alla Vecchia
Europa, via Gorizia 144, dalle 22 concerto di Epoca 70. Giovedì 14, ore 15,30,
al circolo ufficiali corso Vinzaglio 6 torneo di burraco per un edificio
danneggiato dal sisma. Prenotazioni entro il 13 ai numeri:011/54.24.71. Offerta
minima 10 euro. Organizza Burraco Torino 3000. Il Comitato resistenza e
Costituzione in collaborazione con la Fiera del Libro ha promosso una raccolta
di libri nuovi e usati purché in buono stato per le biblioteche abruzzesi. Fino
a fine maggio possono essere consegnate in via Alfieri 15. L'iniziativa nasce
da una campagna promossa dalla trasmissione Fahrenheit di Radio 3. RAGAZZI DI
BUCAREST. Venerdì 8 alle 18 al centro culturale La Serra di Ivrea i giovani
artisti de «I ragazzi di Bucarest» si esibiranno in uno spettacolo, mentre
sabato 9 alle 21 saranno alla comunità Montana Valle Sacra a Colleretto
Castelnuovo. Fino a venerdì 8 mostra fotografica sempre al parco La Serra di
Ivrea dalle 17 alle 22. UNA COMMEDIA PER PARLARE DI DIABETE. Si intitola «Una
giornata complessa in un ambulatorio di diabetologia» la commedia in 2 atti
scritta da un endocrinologo del Maria Vittoira per raccontare davvero una giornata
lavorativa tra pazienti, personale insufficiente, storie personali, tic, figli
e amori. Sul palcoscenico del Teatro Sant'Anna, via Brione 40, la porta in
scena la compagnia Patch Adams di medici e infermieri venerdì 8 e sabato9 alle
20,30. I proventi saranno devoluti all'Opera di San Vincenzo della parrocchia
Sant'Anna. VIVERE IN PALESTINA. Si conclude sabato 9 con una pomeriggio di
letture e musica di Claudio Canal la mostra fotografica «Vivere in Palestina»
nella bottega Mondo Nuovo, via XX Settembre 67, Rimarranno in vendita i sandali
realizzati in Palestina «Impronte di Pace». 30 ANNI DI CROCE VERDE SAN MAURO.
Sabato 9, in occasione dei 30 anni della Fondazione della Croce Verde San
Mauro: sabato 9 dalle 8,30 al Supermercato Familia, via Aosta 16, sarà eseguito
una misurazione della pressione, la glicemia, il colesterolo e la carta del
rischio coronarico. Ingresso gratuito. ORA E' TEMPO DI GIOIA. Sabato 9, ore 21,
alla chiesa di San Rocco, via San Francesco d'Assisi 1, esibizione del coro
«ora è tempo di gioia» a favore dei bambini dell'asilo e dell'orfanotrofio in
Tanzania delle suore benedettine. APERICENA SOLIDALE. Torna la festa Africa
Mission Possible sabato 9 a Casa Manitù, in via Virle 19, alle 19 apericena
etnico; alle 22 dj Alessia. Costo: 13 euro (apericena + consumazione + serata),
10 per ingresso dalle 22. Prenotazione obbligatoria 340/285.23.62. GIORNATA
DELLA DONAZIONE DEGLI ORGANI. Domenica 10, in piazza San Carlo, si tiene la XII
Giornata nazionale della donazione e trapianto di organi e tessuti dal titolo
«Un donatore moltiplica la vita», con festa per i bambini con magia, giochi e
animazioni al mattino e, al pomeriggio, divertimento per tutti. RISO PER UN
SORRISO. Domenica 10 maggio, dalle ore 10, sarà possibile acquistare presso i punti
informativi di Forma (Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita) in
piazza San Carlo e piazza Castello, un sacco di Riso Superfino Carnaroli
sottovuoto, in confezioni da 1 Kg, il cui ricavato consentirà in particolare di
acquisire un ecocardiografo portatile. I sacchi di riso, messi a disposizione
gratuitamente dall'Azienda Agricola Castello S.S. del vercellese, si possono
acquistare anche direttamente, telefonando allo 011/31.35.025 oppure
richiedendoli via email all'indirizzo info@fondazioneforma.it VAI A GAS. Sono
aperte le iscrizioni al corso di 4 incontri, promosso dal gruppo Mani Tese di
Torino in collaborazione con al circoscrizione 3 sul consumo consapevole
indirizzato a chi è interessato all'argomento e vorrebbe far parte di un GAS.Il
primo incontro si tiene martedì 12 alle 20,30 alla Tavola di Babele, in via
Cumiana 41/b. Per info e iscrizioni (max 30 posti): 011/383.56.13 MOVIMENTO PER
LA VITA. Mercoledì 13, ore 21, all'Istituto Centro Flora Manfrinati in strada
Revigliasco 69 a Moncalieri il Movimento per la Vita organizza un incontro con
lo psichiatra Alessandro Meluzzi su «Le frontiere e gli esiti della vita
umana». MAMME IN DIFFICOLTA'. L'associazione Amici di Lazzaro che si occupa da
anni di donne in difficoltà lancia un appello per 2 mamme: una nigeriana, con i
suoi bambini, che vittima di tratta, ha subito la gambizzazione della sua
famiglia. Si cercano 30 persone disposte a dare 25 euro ciascuna per
sostenerla; una ragazza ghanese con grossi problemi di salute per la quale si
cercano 20 persone che diano 25 euro ciascuna per aiutarla a curarsi. Per info
www.amicidilazzaro.it (cliccare emergenza mamme) PANNOLINI LAVABILI. Nelle 2
botteghe del commercio equo e solidale, Empio Etico, in via Fratelli Vasco
angolo via Verdi e da Casa Wiva, in via Pianezza 4 a Collegno, sono arrivati i
nuovi pannolini lavabili. La Provincia di Torino offre in particolare anche un
contributo economico per chi li utilizza e ha bambini nati negli anni 2008 e
2009. Per info c www.cooperativaisola.org oppure tel. 011/415.07.06. VOLONTARI
PER LA DECRESCITA FELICE. Lo Sci Piemonte cerca volontari per la manifestazione
«Festa della decrescita felice» che si terrà il 19-20-21 giugno a Carrega
Ligure (Albenga) con feste, laboratori, incontri. Gli interessati possono scrivere
a scipiemonte@hotmail.com. Lo Sci è sempre alla ricerca di nuovi volontari e
soci e si riunisce tutti i mercoledì dalle 21 alle 22,30 in via Toselli 1 (area
pedonale). Info: 392/43.77.469. UN GETTONE PER AMNESTY. I Gruppi della
Circoscrizione Piemonte e Valle d'Aosta di Amnesty
International promuovono una nuova iniziativa di Raccolta Fondi: in cambio di
un contributo minimo di un euro, sarà distribuito un gettone di plastica
giallo, del formato di una moneta, da utilizzare per ritirare il carrello al
supermercato. Nel caso si scelga di destinare ad Amnesty il 5 per 1000 della
dichiarazione dei redditi, il codice fiscale è 03031110582. Info
011/817.05.30. CENA REALE. Giovedì 14, alle ore 20, all'Istituto Alberghiero
Colombatto, via Gorizia 7 «Cena reale» per raccogliere fondi per l'acquisto di
un tavolo operatorio «ortopedico» da destinare all'ospedale Cma «San Camillo»
di Nanorò in Burkina Faso, presso cui si alternano i volontari ed il personale
medico di Barka Onlus. Occorre prenotare a: info@barka-onlus.org, o allo
011/645.631, 335/573.38.01 entro e non oltre il 10 maggio.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
34 - Provincia Braccio di ferro su Tombelle Approvato l'indirizzo per limitare
il traffico la minoranza abbandona il consiglio comunale SAONARA. Un'atmosfera
a dir poco elettrica, culminata con l'abbandono dell'aula da parte della
minoranza di centrosinistra, ha caratterizzato a Saonara le ultime due sedute
del consiglio comunale, una straordinaria e l'altra ordinaria, convocate
entrambe nella medesima serata. Una nutrita rappresentanza di cittadini ha
seguito la prima assemblea, richiesta dalla minoranza, e interamente dedicata
al problema del traffico a Tombelle. Presente anche il sindaco di Vigonovo
Leonardo Galenda. Preceduto dal conferimento di un diploma di merito alla
squadra della protezione civile di Saonara per l'opera svolta in Abruzzo, il
consiglio straordinario è iniziato con la relazione del sindaco Andrea Buso,
che prospetta come soluzione all'annoso problema il progetto di una nuova
tangenziale a nord dell'abitato. Massimo Galeazzo, rappresentante del comitato
civico contro il traffico, ha invece elencato ai due sindaci alcune richieste a
breve termine: meno deroghe e maggiori controlli, anche notturni e con
telecamere, per far rispettare il divieto al passaggio dei Tir in vigore a
Saonara dal 2007; opere stradali per ridurre la velocità; classificazione della
Vigonovese entro Tombelle come strada urbana, in carico al comune di Vigonovo,
per poter estendere il blocco al traffico pesante. Già carica di nervosismo,
l'aria si è arroventata al momento del voto sulla delibera di indirizzo; tra le
proteste dell'opposizione che accusava la maggioranza di aver consegnato in
ritardo il testo con le modifiche alla bozza di delibera. Il voto, favorevole
all'unanimità, è arrivato solo dopo due interruzioni e ripetuti clamori tra i
consiglieri e tra il pubblico. Insoddisfatto il comitato civico, che ha
ribadito la richiesta di interventi concreti. All'inizio della seconda seduta,
verso mezzanotte, la minoranza ha deciso di abbandonare
l'aula, dopo aver chiesto di aggiornare i lavori. Di fronte a cinque banchi
vuoti, la maggioranza ha approvato il rendiconto finanziario 2008,
l'istituzione della commissione pari opportunità e l'impegno a devolvere un
gettone di presenza di consiglieri e assessori in favore delle popolazioni
terremotate. (Patrizia Rossetti)
(
da "Stampa, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
POLITICA/1.LETTERA
DEL MINISTRO FITTO Paritetica, si muove il governo [FIRMA]ALESSANDRO CAMERA
AOSTA Lo stallo in cui versa la Commissione paritetica avrebbe le ore contate.
Il presidente della Regione Augusto Rollandin, ha letto mercoledì nell'aula del
Consiglio regionale una lettera del ministro per i Rapporti
con le regioni (Raffaele Fitto, del Pdl) che annunciava «come prossima la
nomina dei tre rappresentanti di parte statale». La Regione ha già provveduto
(il 2 ottobre 2008) confermando il già presidente Adolfo Angeletti e Renato
Barbagallo oltre a nominare il predecessore di Rollandin alla presidenza della
giunta, Luciano Caveri. L'annuncio dell'imminente svolta non è bastato a
convincere il gruppo di Vdavive/Renouveau a ritirare una mozione che, oltre «ad
esprimere lo sdegno per le ripetute, offensive prese di posizione del ministro
Renato Brunetta nei confronti delle istituzioni regionali», chiedeva di
promuovere «un giudizio contro il governo per la continua violazione dello
Statuto speciale connessa con la mancata ricostituzione della Commissione
paritetica». La mozione è stata bocciata con l'astensione (26) della
maggioranza rinforzata dal Pdl e il «sì» di Vdavive/Renouveau e Partito
democratico. Nell'atmosfera ormai condizionata dalla campagna elettorale
europea, sono stati alti i toni polemici. Roberto Louvin (Vdavive/Rv) ha
parlato di «linciaggio delle autonomie speciali da parte di esponenti del
governo di centrodestra» ed ha attribuito alla recente alleanza tra maggioranza
regionale e Pdl «l'atteggiamento morbido del governo regionale sulla questione
della Commissione paritetica». Per Raimondo Donzel (Pd) «il governo Berlusconi,
attraverso Brunetta e Calderoli, punta a togliere le specialità dell'autonomia
valdostana e snobba la commissione Paritetica». Dura la replica del capogruppo
azzurro, Massimo Lattanzi. «Accuse acide, astiose, demagogiche e
inaccettabili». Secco il presidente Rollandin nel respinge connessioni tra
Paritetica e accordo per le Europee. «L'atteggiamento del governo regionale sui
ritardi per la Paritetica non è dettato da motivi contingenti. Se a breve non
arriveranno le nomine saremo noi a presentare una mozione». Atmosfera di
tensione pre elettorale anche nel dibattito sulla proposta di Vdavive/Renouveau
di ridurre i costi della politica. Il progetto
legislativo, nonostante tutti i gruppi insistano «sulla necessità di ridurre i
costi delle politica» è stato bocciato con 29 e 5 «sì»
di Vdavive/Renouveau. Il Pd (ex alleato nel Galletto) ha denunciato «sia la
latitanza della maggioranza sia il radicalismo spinto di chi ha elaborato la
proposta e vuole essere sempre il primo della classe». Accuse pesanti di
Alberto Zucchi (Pdl) con bersaglio, non nominato ma facilmente individuabile,
Roberto Louvin (intervenuto per autorizzare il presidente del Consiglio a dare
a Zucchi tutte le informazioni sugli emolumenti percepiti da consigliere, ndr)
«di avere prima contribuito a prosciugare il serbatoio e di volere adesso
chiudere i rubinetti». Caustico l'interrogativo finale di Alberto Bertin
(Vdavive/Rv. «Ridurre i costi è ancora una priorità?».
(
da "Italia Oggi"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
sezione: Enti Locali data: 08/05/2009 - pag: 14 autore: di Matteo Esposito
L'Anci invita tutti gli amministratori locali a devolvere gli emolumenti.
Pronto il modello Dai comuni un aiuto per l'Abruzzo Gettoni di presenza e indennità alle popolazioni colpite dal sisma
Devolvere i propri emolumenti alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto
del 6 aprile. È l'invito che l'Associazione nazionale dei comuni italiani
(Anci) fa a tutti gli amministratori locali (sindaci, consiglieri e assessori),
chiedendo loro di destinare il gettone di presenza o l'indennità di funzione a favore del fondo costituito
dall'Anci per la ricostruzione in Abruzzo (si veda schema di delibera
consiliare).L'iniziativa è stata assunta dalla presidenza dell'associazione, su
proposta lanciata da Giacomo D'Arrigo e Carlo Fidanza, rispettivamente
coordinatore nazionale e responsabile per il Nord Italia di Anci giovane.È
da evidenziare come l'Associazione guidata da Leonardo Domenici ha da subito
attivato le proprie strutture operative avviando una rilevazione dei danni alle
persone e alle cose, dello stato dei servizi pubblici e dei principali e più
urgenti bisogni che caratterizzano i comuni colpiti dal sisma.Tra le iniziative
presentate dall'Anci, anche la proposta di gemellaggio tra gli enti locali
interessati a fornire sostegno e i comuni terremotati: in questo modo ciascuna
amministrazione comunale potrà mettere a disposizione le proprie competenze e
specializzazioni per contribuire alla ricostruzione. Sulla stessa linea di
intervento, il progetto «Alla scoperta del tuo paese», promosso dal ministero
dell'istruzione per sostenere i ragazzi abruzzesi dei comuni interessati dal
sisma. Il progetto riguarda forme di gemellaggi delle scuole italiane con quelle
delle province dell'Aquila e di Teramo per effettuare i viaggi d'istruzione e
le gite scolastiche. Le scuole italiane che sono interessate possono presentare
la loro proposta entro il 10 maggio, scaricando il bando di concorso e la
scheda d'istruzione sul sito internet www.allascopertadeltuopaese.it. Inoltre
l'Anci, per venire incontro alle difficoltà in cui si trovano le
amministrazioni comunali della provincia aquilina, ha deciso di esonerare dal
pagamento della quota associativa 2009 i comuni della provincia dell'Aquila
colpiti dal terremoto del 6 aprile scorso. Infine è in corso di pubblicazione
sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero dell'interno, di concerto con
il ministero dell'economia e delle finanze, che proroga al 31 luglio 2009, per
i comuni abruzzesi colpiti dal sisma, i termini di approvazione del bilancio di
previsione 2009, del rendiconto 2008, della presentazione della certificazione
attestante in minor gettito Ici derivante dall'esecuzione riconosciuta sugli
immobili adibiti ad abitazione principale, della presentazione della
certificazione attestante l'Iva sui servizi non commerciali, quella corrisposta
per contratti di servizio e la certificazione attestante la perdita di gettito
Ici sugli edifici classificati in categoria D.
(
da "Italia Oggi"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
sezione: Enti Locali data: 08/05/2009 - pag: 14 autore: Lo schema da seguire
Così la delibera Comune di......... Provincia di.................Deliberazione
del consiglio comunaleAdunanza __- seduta pubblicaOggetto:Devoluzione di
gettone di presenza e quota di indennità di funzione
alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto.L'anno 2009, addì
__________del mese di _________----- dalle ore _________ e successive nella
sala delle adunanze si è riunito il consiglio comunale.Eseguito l'appello,
risultano:Presenti......................Assenti........................Partecipa
alla seduta il segretario comunale sig. _____ il quale provvede alla redazione
del verbale. Il sig. _______ nella sua qualità di sindaco assume la presidenza
e, riconosciuto legale il numero degli intervenuti, dichiara aperta la seduta,
previa designazione a scrutatori dei consiglieri _______________invitando il
consiglio a discutere e deliberare sull'oggetto sopraindicato, compreso
nell'odierna adunanza.Deliberazione del consiglio comunale n....... del........Oggetto:Devoluzione di gettone di presenza e quota
di indennità di funzione alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal
terremoto.Vista la proposta di deliberazione in oggetto e la documentazione di
supporto e di istruttoria, a norma dell'art. 49 del decreto legislativo
18/08/2000 n. 267:Il consiglio comunaleUdita l'illustrazione del Sindaco
sulle drammatiche conseguenze del grave terremoto che ha colpito le popolazioni
d'Abruzzo lo scorso 6 aprile;Considerato che l'evento sismico ha procurato
centinaia di vittime e decine di migliaia di sfollati che hanno perduto case e
beni essenziali alla propria esistenza;Considerato che per far fronte alle
emergenze del succitato drammatico evento si sono attivati diversi canali di solidarietà
da parte di associazioni, enti pubblici ed Istituzioni di ogni parte d'Italia,
al fine di fornire primo soccorso e mezzi di sostentamento alle popolazioni
coinvolte;Vista l'iniziativa assunta dalla presidenza dell'Associazione
nazionale dei comuni italiani con cui si invitavano tutti gli amministratori
locali a devolvere il proprio gettone di presenza
ovvero la propria indennità di funzione a favore delle popolazioni colpite dal
terremoto d'Abruzzo;Ritenuto che il comune di ___________ intende associarsi
alla suindicata iniziativa dell'Anci in nome del principio solidaristico e
umanitario che contraddistingue e informa l'azione politico-istituzionale di
quest'amministrazione; Dato atto che la presente deliberazione non comporta
alcun impegno di spesa;Visto il decreto legislativo 18/08/2000, n. 267;Visto il
decreto ministeriale 28/05/2000, n. 119;All' unanimità di votidelibera1.di
devolvere l'importo del gettone di presenza della
seduta odierna, di tutti i consiglieri comunali, a favore delle popolazioni
abruzzesi colpite dal terremoto; 2.di impegnare la giunta comunale all'adozione
di una analoga delibera, affinché sia devoluta una quota pari a
(indicare una quota forfetaria delle indennità) della
indennità di funzione del sindaco e degli assessori;3.di autorizzare il
dir./resp. dell'area finanziaria a trattenere gli importi corrispondenti a
quanto sopra disposto e a versare l'importo come sopra determinato sul conto
corrente n.
.intestato a protezione
civile; oppure intestato all'Anci; oppure
.(indicare
l'intestazione del numero di conto corrente su cui si intendono versare le
somme);4.di dichiarare la presente all'unanimità, con separata e successiva
votazione, immediatamente eseguibile, così da autorizzare l'anzidetto
dir./resp. ad effettuare quanto prima il versamento corrispondente al
deliberato, indipendentemente dalle modalità e tempi della effettiva
liquidazione dei gettoni e delle indennità di
funzione.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Rovigo)" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ROVIGO
PRIMO PIANO pag. 3 «La Lega predica bene, razzola male» SINISTRA UNITA BRUSCO
ALL'ATTACCO «IL SEGRETARIO della Lega e candidato del centrodestra alla
Provincia, Antonello Contiero, predica bene ma razzola male». A sparare a zero
contro il numero uno del Carroccio provinciale è Guglielmo Brusco, assessore
provinciale alla Sanità e candidato alla Provincia per la Sinistra Unita.
Documenti alla mano Brusco striglia Contiero: «Il rappresentante di tutto il
centrodetra afferma si contraddistingue soprattutto per l'opera di
moralizzazione che vuole, almeno a parole, portare avanti. Il suo motto dice
Brusco è quello di abbattere i costi della politica.
Ma da che pulpito viene la predica? Contiero è amministratore unico di
Intermizoo, almeno dal 3 ottobre del 2006 e dovrebbe restarci fino al 31
dicembre 2010». Intermizoo è un'azienda con sede a Padova di derivazione
regionale, un'emanazione di Veneto Agricoltura. E' una società che si occupa
del miglioramento genetico del patrimonio zootecnico. «Ma non ci risulta va
avanti pungente Brusco che Contiero abbia fatto un concorso per occupare tale
posto. A noi risulta che prima si occupasse di autobus. Evidentemente è stata
una nomina politica». «NON CI RISULTA continua il
candidato di Sinistra Unita che Contiero fosse un esperto nel settore della
genetica zootecnica». Per tornare alla riduzione dei costi della politica, uno dei temi portanti del programma del candidato
del centrodestra, Brusco sottolinea: «Contiero non è certo amministratore unico
a titolo gratuito. Il compenso lordo per questo amministratore unico di un ente
in perdita per quasi 400mila euro continua Brusco è di ben 60mila euro
suddiviso in dodici mensilità. Insomma, 60mila euro all'anno. Il mio precisa
l'assessore è stato nel 2007 di 38mila e 355 euro. Quasi 22mila meno del suo».
NON SOLO. Brusco mette l'accento anche sui risultati dell'azienda di cui
Contiero è amministratore. «Da quando lui ha in mano la società dice i bilanci
si sono chiusi nel 2006 con un deficit di 61mila e 820 euro e nel 2007 con un
deficit di 389mila e 846 euro. Per diminuire i costi della politica
va giù duro Brusco per aiutare Intermizoo a contenere le perdite, perchè
Contiero non comincia a tagliare il suo stipendio? Oppure i
costi della politica continua Brusco sono soltanto quelli degli altri?». «CONTIERO
sbandiera tanto la riduzione dei costi della politica ma, alla
fine, sta facendo una campagna di disinformazione. Evidentemente è l'opinione
del candidato della Sinistra Unita Contiero sta peccando di incoerenza».
m.c.
(
da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
XX - Palermo Il castello Prosegue fino a domenica "Federico II e il sogno
europeo", settimana di incontri, giochi e musica Enna celebra l´imperatore
"Stupor mundi" con una maxitavolata e il corteo
medioevale MARIO RIZZO A Enna rivive il mito dello "Stupor mundi",
l´imperatore Federico II di Svevia che seppe fa convivere pacificamente arabi,
ebrei e normanni in un periodo sia pur tumultuoso della Sicilia. Si è aperta
domenica la settimana federiciana "Federico II e il sogno europeo"
con un programma di seminari e convegni, giochi medioevali e
rivisitazioni storiche, esibizioni musicali e letture artistiche. Protagonista
la casa d´Europa di Enna con il sostegno delle istituzioni e con la
partecipazione degli antichi rioni del centro storico. Ma è nel weekend che si
concentrano gli happening più coinvolgenti per la città che fu amata
dall´imperatore svevo, che la preferì per il suo soggiorno estivo e dove volle
realizzare un osservatorio stellare e un centro di falconeria. Domani sera
l´appuntamento sarà "A tavola con Federico": in piazza San Francesco,
il cuore della città, una maxitavolata esalterà quanto di meglio offre la
cucina dell´entroterra. Il pane di Dittaino e il piacentino, le fave larghe e
le verdure amare con l´olio delle colline ennesi a far da legante alle ganeffe:
una raffinatezza tra le specialità locali, palline di riso fritte immerse
ancora calde e croccanti nel brodo di carne. E ancora porchetta e cosciotto di
maiale, alici in agrodolce, torta di riso e struffoli. Il tutto in
collaborazione con Slow food e l´istituto alberghiero. Nel pomeriggio di
domenica poi un corteo medioevale si snoderà dalla torre di Federico al
castello di Lombardia, i capisaldi dell´inespugnabilità della città. Un
percorso emblematico che collega i due grandi simboli svevi di Enna,
attraversando l´asse viario principale su cui prospettano la maggior parte
delle chiese e su cui si riversano le contorte stradine dell´impianto
medioevale. Figuranti, arcieri e cavalieri renderanno omaggio all´imperatore e
al suo pensiero che precorreva l´unione europea. Con una sosta in piazza
Municipio per la consegna del vessillo del quartiere vincitore dei giochi
medioevali.
(
da "Adige, L'"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
In una
società che cambia è sempre più richiesta la presenza di
nuove strutture Esigenze e nuovi utilizzi nel mondo delle lavanderie Cresce
l'utilizzo delle lavanderie. Oggi le consuetudini e i luoghi comuni legati al
bucato si sono modificati. Soprattutto fra i giovani, studenti, stranieri,
militari, lavoratori provenienti da altre città o turisti, giovani e coppie, si
è diffusa l'abitudine di lavare e, comodamente asciugare, il proprio bucato in
moderne lavanderie. Ultimamente anche le casalinghe hanno cominciato ad
utilizzare la lavanderia per lavare ed asciugare piumoni, trapunte,
abbigliamento sportivo e tutti quegli indumenti voluminosi o difficili che
richiedono lavatrici dalle grandi portate e dalle elevate prestazioni, in tempi
e costi imbattibili. Da esperte del settore, le casalinghe hanno riconosciuto
un vantaggio impagabile delle lavanderie la possibilità di lavare quegli
articoli che non potrebbero mai essere lavati in casa, come ad esempio le
scarpe o i tappeti, che rischierebbero di danneggiare o sporcare e intasare le
lavatrici domestiche. Inoltre la comodità delle macchine asciugatrici, che
permettono di avere capi puliti e asciutti in pochissimo tempo, rappresenta un
vantaggio enorme in inverno o quando manca lo spazio per stendere. Oggi
l'utenza delle lavanderie si è allargata anche a quelli che vogliono sfruttare
la potenza di una lavatrice professionale. Si intuisce pertanto che la
stratificazione sociale dei frequentatori di questi luoghi possa essere varia e
comprendere giovani e meno giovani , persone più abbienti e persone meno
agiate. Così per studenti o giovani che vivono da soli, per i quali la
lavanderia sostituisce completamente la lavatrice di casa. Nelle località molto
turistiche le lavanderie sono un servizio in più per tanti ospiti estivi o
invernali che non possiedono la lavatrice in casa. Così gli immigrati non
sempre disponendo di una lavatrice propria, e cercando il risparmio, la
comodità e anche uno spazio di aggregazione, le lavanderie rispondono
perfettamente alle loro esigenze. Considerazioni che valgono in particolare per
una lavanderia automatica a gettone dove si lavano i propri indumenti, si
mettono ad asciugare nelle macchine asciugatrici e, se occorre, si acquistano
il detersivi e l'ammorbidente, scegliendo fra varie marche, in bustine
monodose. Le lavatrici consentono un carico di biancheria variabile, in genere
di 7 kg o 16 kg, ma dipende dalle singole macchine. Si può scegliere il tipo di
lavaggio e regolare la temperatura, apposite schede aiutano i clienti a
comprendere il significato delle istruzioni di lavaggio riportate sui capi. Al
termine del ciclo, che dura all'incirca una mezz'ora, si
può scegliere di far asciugare il proprio bucato: si acquista un altro gettone
e si possono utilizzare gli essiccatoi. Il processo di asciugatura ha una
durata di 20/30 minuti, al termine dei quali il bucato, lavato e asciugato, è
pronto . Il lavaggio e l'asciugatura del bucato sono effettuate da due macchine
diverse e sono due operazioni del tutto indipendenti l'una dall'altra.
08/05/2009
(
da "Italia Oggi (Enti
Locali)" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
Numero 108 pag. 14 del 8/5/2009 | Indietro
Dai comuni un aiuto per l'Abruzzo ENTI LOCALI Di Matteo Esposito L'Anci invita
tutti gli amministratori locali a devolvere gli emolumenti. Pronto il modello
Gettoni di presenza e indennità alle popolazioni colpite dal sisma Devolvere i
propri emolumenti alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto del 6
aprile. è l'invito che l'Associazione nazionale dei comuni italiani
(Anci) fa a tutti gli amministratori locali (sindaci, consiglieri e assessori),
chiedendo loro di destinare il gettone di presenza o
[...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4
(
da "Italia Oggi (Enti
Locali)" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
Numero 108 pag. 14 del 8/5/2009 | Indietro
Così la delibera ENTI LOCALI Lo schema da seguire Comune di......... Provincia
di................. Deliberazione del consiglio comunale Adunanza __- seduta
pubblica Oggetto:Devoluzione di gettone di presenza e quota
di indennità di funzione alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto.
L'anno 2009, addì __________del mese di [...] Costo Punti per Abbonati:
0 - Costo Punti per Registrati: 6
(
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere
del Mezzogiorno sezione: INPRIMOPIANO data: 08/05/2009 - pag: 2 La polemica
Palese: «Il rapporto Pit salute 2008 segnala una carenza di umanizzazione nei
contatti fra ammalato e personale medico» Sanità pugliese, il Pdl attacca:
«Supermanager senza controllo» BARI Attacca a testa bassa
il Pdl alla Regione su sprechi nella sanità e sperperi nelle consulenze della giunta Vendola.
E, soprattutto, sull'operato 'indipendente' degli 8 direttori di area, i
cosiddetti supermanager. Ieri, non è stata una giornata facile per la sanità
pugliese all'indomani della presentazione, a Roma, del rapporto annuale Pit
salute 2008, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato di
Cittadinanzattiva che, quest'anno, si è basata su oltre 25mila segnalazioni.
Nel rapporto - ha spiegato il capogruppo del Pdl, Rocco Palese, nella
conferenza stampa convocata ieri in via Capruzzi, - «si segnala una carenza di
umanizzazione nei rapporti fra ammalato e personale medico che vede la Puglia
al terzo posto. Un bel record per chi aveva fatto della sanità il punto
qualificante della 'rivoluzione gentile'». Nel rapporto vengono segnalate anche
le difficoltà di accesso alle prestazioni a causa delle lunghe liste di attesa,
nell'ordine: in Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Si segnalano anche
problemi con le procedure di invalidità (la Puglia è al sesto posto) con punte
di 730 giorni di attesa a Gravina per la sola ricezione dei verbali. «Il piano
della salute - ha spiegato ancora Palese, insieme ai consiglieri Surico,
Lospinuso, Damone e Zullo - è arrivato dopo 4 anni e adesso è all'attenzione
della magistratura e ci chiediamo perchè un'indiscrezione di stampa, non ancora
confermata, ha portato al killeraggio del solo assessore Tedesco, mentre quasi
tutti i direttori generali indagati nella stessa inchiesta per fatti
pesantissimi restano al proprio posto». Nelle Asl, ha continuato Palese, «c'è
una percezione di corruzione clientetelare. Si
continua ad assumere a tempo determinato e ad affidare incarichi di consulenza
esterna. La Asl di Lecce, ad esempio, ha assunto 26 nuove unità e quella di
Taranto sta per assumere 104 lavoratori diversamente abili e il 60% di queste
assunzioni è di natura amministrativa». Il Pdl parla anche di «schizofrenia politica». Da una parte si limitano le assunzioni al solo
turn over e contemporaneamente si propone un Piano della salute che prevede
l'attivazione di 1200 posti letto «senza avere risorse umane e finanziarie per
attivarli ». Pronto anche un emendamento che a breve il Pdl presenterà. Per
l'acquisizione di nuove unità nella sanità, infatti, possono essere utilizzate
solo risorse provenienti da personale che cessa il servizio. Delle somme a
disposizione, però, la Regione decide dove e come allocarne il 50%. E si
riserva di dare l'ok preventivo anche sull'impiego del restante 50%.
L'emendamento, già proposto, chiede che almeno le somme a disposizione di ogni
Asl restino alla azienda sanitaria di provenienza e non finiscano in un
calderone generale gestito dall'assessorato alla Sanità. Altro capitolo, poi,
riguarda le consulenze. «Si tratta - ha attaccato Palese - di uno sperpero
incredibile. Il solo assessorato alla Trasparenza da gennaio 2007 ad oggi ha
posto in essere 13 incarichi di consulenza esterna (alcuni arrivano anche fino
al 2011) che costano alla Regione 336.051 euro l'anno». Inoltre, fra
assessorati e presidenza, ha continuato Palese, «ci sono 37 contratti di
affidamento per 792.886 l'anno». Infine, l'affondo finale sugli 8 direttori di
area, i supermanager della Regione. «Il progetto Gaia è stato presentato come
una grande rivoluzione, ma si avvale di procedure spregiudicate: nessuno
conosce gli atti adottati da questi dirigenti. Le determine, infatti, non
passano neanche all'esame degli stessi assessorati di riferimento. Altrimenti
ne avremmo contezza ». Oggi, intanto arriva in Puglia il ministro del Welfare,
Maurizio Sacconi. L. Sar. Rocco Palese (Pdl)
(
da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Venerdì
8 Maggio 2009, «Ma di quale opera di moralizzazione va parlando la Lega nord
per bocca del suo segretario provinciale ora anche aspirante presidente della
Provincia?». Non va giù a Guglielmo Brusco, candidato di Sinistra Unita per la
poltrona di Federico Saccardin a Palazzo Celio, che il Carroccio, per
rastrallare consensi, stia facendo leva proprio sui cavalli
di battaglia delle campagne elettorali della Sinistra storica e massimalista.
Condanna dei costi della politica, difesa dei ceti deboli, sanità, voto di protesta contro i
poteri forti sono pilastri del voto comunista. La Lega non deve impadronirsene.
L'attacco ad alzo zero contro il leader leghista era nell'aria: «Lo considero
un avversario - precisa Brusco - non solo un mio competitore come gli altri
candidati». Nel mirino la parabola politica e
personale del candidato del centrodestra. «La sua parola d'ordine è abbattere i
costi della politica - tuona l'assessore provinciale
uscente - E allora vediamo alcuni dati che lo riguardano: Contiero è
amministratire unico di Intermizoo dal 2006 e dovrebbe rimanerci fino alla fine
del 2010. Intermizzo è un'azienda di derivazione regionale collegata a Veneto
Agricoltura. Si occupa del miglioramento genetico del patromonio zootecnico (In
pratica seleziona il seme dei bovini per ottenere razze migliori, ndr). Non
risulta che Contiero abbia superato un concorso per questo incarico. Che sia
stata una nomina politica? Prima si occupava di
autobus (faceva l'autista alla Polesine Bus, disastrata azienda
pubblico-privata chiusa con un buco plurimiliardario in lire, ndr). In
Intermizoo non è amministratore a titolo gratuito. Percepisce un compenso di
60mila euro lordi l'anno. E di recente la sua nomina è stata confermata fino al
31 dicembre 2010 dall'amministratore unico di Veneto Agricoltura Corrado
Callegari, parlamentare della Lega nord. Stupisce che da quando Intermizoo è
guidata da Contiero sono stati archiviati due passivi di bilancio a dir poco
sorprendenti: 61.820 euro nel 2006 e addirittura 389.846 euro nel 2007.
Nonostante questi splendidi risultati, l'onorevole Callegari ha proposto di
riconfermare il compenso a Contiero oltre al rimborso delle spese chilometriche
per l'impiego dalla sua auto da casa al lavoro e ritorno». Infine l'affondo
finale: «Voglio domandare a Contiero se per diminuire i costi della politica e per aiutare Intermizoo a contenere le perdite,
non si potrebbe cominciare a tagliare il suo compenso. O la politica
che costa è solo quella degli altri?». Franco Pavan
(
da "Gazzettino, Il
(Treviso)" del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Da
Piazza Borsa 140 mila euro per l'Abruzzo Venerdì 8 Maggio 2009, Centoquarantamila mila euro è la somma stanziata dal consiglio
della Camera di Commercio di Treviso per le imprese terremotate d'Abruzzo. L'iniziativa
di solidarietà è stata decisa, all'unanimità, dai consiglieri camerali
nell'ultima seduta devolvendo i gettoni di presenza, in linea con quanto avevano deciso anche i componenti di giunta
qualche giorno prima. Inoltre è stato destinato 1 euro per ciascuna
delle 85 mila imprese attive della provincia, iscritte alla Cciaa. «La somma
sarà versata in un fondo nazionale gestito da Unioncamere - ha spiegato ai
consiglieri il presidente Federico Tessari - ma si avrà un riscontro concreto e
tangibile sulla destinazione della somma. Vogliamo che la solidarietà delle
nostre imprese, pur in un momento difficile per tutti, abbia un effetto
duraturo nel tempo». Il mese scorso una iniziativa di solidarietà nei confronti
della regione terremotata era stata assunta anche da Veneto Banca. Il consiglio
di amministrazione presieduto da Flavio Trinca aveva deciso di stanziare a
favore dell'Abruzzo un milione e messo di euro.
(
da "Sicilia, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
regalbuto
«Accedere al Credito sportivo per risanare le strutture sportive» Gli atleti
della Ippon judo Enna del presidente-allenatore, Salvatore Palillo hanno
conquistato dei risultati soddisfacenti nelle due manifestazioni, svoltesi a
Ragusa, dove sabato e domenica si sono svolti il V Trofeo internazionale a
squadre , riservato alla categoria juniores , e il II Torneo città di Ragusa ,
riservato a piccoli judoka (da 5 a 11 anni). Sabato ha gareggiato Mario
Puglisi, il quale ha conquistato il primo posto , facendo parte della
rappresentativa regionale. Mario Puglisi si è imposto su tutti gli avversari
incontrati, compresi un polacco e un maltese. Domenica è stata la volta dei
piccoli judokas, che si sono dati battaglia il Pala Padua di via Zama. Erano
presenti oltre 150 atleti provenienti da tutta l'isola , che si sono
confrontati in base all'età e al peso. I 15 ragazzini della Ippon Enna, guidati
dal loro maestro Salvatore Palillo e dal veterano Nicolò Fiorello, si sono ben
comportati. Infatti, primo posto per Loris Stella (28 kg), Mattia Scardilli (36 kg), Desirè Ciralli (24 kg);
secondo posto per Arianna Di Serio (28 kg), Emanuele Tornabene (45 kg),
Francesco Lipani (24 kg), Filippo Scialfa (28 kg), Emiliano Rizza (40 kg) e
Salvatore Colombo (45 kg); terzo posto per Matteo Tornabene (32 kg) Alessia
D'Angelo (24 kg), Antonio Croce (24 kg) e Davide Bruno (30 kg).
Sfortunata la prova di Daniele Scarcella , il quale riusciva a vincere il primo
incontro, ma non poteva più proseguire nel torneo a causa di un infortunio al
piede. Da rivedere la prova di Antonio Scardilli bloccato dall'emozione. «Sono
molto contento- ha dichiarato Salvatore Palillo - nel vedere grande entusiasmo
e determinazione nell'approccio alla competizione da parte miei allievi, che
hanno ottenuto risultati significativi, e che hanno dimostrato una certa
crescita tecnica». Flavio Guzzone
(
da "Provincia Pavese,
La" del 09-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Chignolo,
due consiglieri contestano l'avanzo di bilancio Orsi e Scotti dubbiosi sul
risparmio: «Conti che non rispecchiano la realtà» CHIGNOLO PO. Inevitabili
polemiche pre elettorali all'ultimo consiglio comunale di Chignolo, che ha
visto all'ordine del giorno l'approvazione del conto consuntivo 2008. Il
documento contabile, assestato tra entrate e uscite su 3 milioni e 560mila
euro, è passato nonostante l'astensione dei consiglieri Camillo Orsi e
Raffaella Scotti, che nel loro intervento hanno contestato all'amministrazione
del sindaco Bonati una maggiore attenzione ai dati contabili che agli aspetti
politici e di programmazione, contestando anche il mancato rispetto di scadenze
annunciate per opere quali il recupero della storica Chiavica al Bosco di Alberone
e l'avvio dei lavori per il nuovo polo scolastico. Alla base dell'astensione
dei due consiglieri di centrosinistra anche l'avanzo di amministrazione di
257mila euro, da loro definito per metà virtuale in quanto non risulta ancora
incassata dal municipio la quota relativa alla prevista vendita del primo piano
dell'edificio che ospita le poste di Lambrinia. Sempre sul bilancio il
consigliere Pietro Panzeri ha espresso voto contrario. Il revisore dei conti ha
conunque constatato un incremento del gettito tributario, in un quadro che ha
visto entrate correnti per 2 milioni e 132mila euro, e una flessione delle
spese correnti, a consuntivo per un milione e 942mila euro. I permessi per
costruire nel 2008 hanno fruttato al comune 312.769 euro. La seduta ha anche
visto l'approvazione all'unanimità del nuovo regolamento di polizia locale, che
sostituisce quello del 2001 ed è stato motivato con la necessità di un
adeguamento alle nuove norme regionali: tra le novità anche la possibilità di
istituire gli ausiliari del traffico. Consiglieri unanimi anche nell'approvare la convenzione con la Provincia di Pavia per la
valorizzazione della via Francigena. Sempre durante il consiglio i consiglieri
Giacomo Baccalini e Raffaella Scotti hanno proposto di devolvere il gettone di presenza alle vittime del terremoto in Umbria: il contributo sarà
consegnato per il tramite del gruppo locale della protezione civile.
Chiara Riffeser
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 09-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
LA
DIFESA «Vogliono il Consorzio ridotto a sportello» Sabato 9 Maggio 2009, -
Presidente Roberto Cao, perchè si è aperta questa battaglia con una parte dei
suoi soci? «Non serve fare grandi ragionamenti: chi ha sollevato queste
questioni lo ha fatto con uno scopo preciso, ridurre Confidi a uno sportello.
L'idea è quella di una fusione con Terfidi, società alla quale si appoggia
l'Ascom e di fatto stritolare il Confidi Pordenone. Lo dico a ragion veduta:
non molto tempo fa qualcuno mi ha offerto la presidenza della società che
sarebbe nata dall'unione tra i due Consorzi. Ho rifiutato». - Le accuse
rivolte, però, sono altre: un aumento delle spese e un raddoppio dell'indennità
arrivata a 90 mila euro.... «Chi ora parla non sa esattamente quello che dice.
La mia indennità è uguale a quella del presidente di Ascom International che
percepisce 32 mila euro l'anno. La mia dichiarazione dei redditi presto sarà
pubblica, così tutti potranno vedere come stanno le cose. Resta il fatto che
chi oggi fa la verginella ha approvato in assemblea l'aumento
dei gettoni di presenza e delle indennità di carica». - E tutte le altre spese
lievitate? «Una parte è legata al fatto che abbiamo aperto la sede a Sacile
visto che gli associati erano stato lasciati sulla strada e una parte
dell'incremento è stato necessario per operazioni di marketing per restare sul
mercato dopo che l'Ascom ha portato Terfidi in provincia. È tutto sul
bilancio». - Ha escluso la lista dei suoi concorrenti senza una motivazione?
«Figuriamoci. L'assemblea straordinaria del 2007 ha dato mandato al consiglio
di amministrazione di redigere o modificare il regolamento del Consorzio, cosa
che è stata fatta. Quello nuovo è stato inserito sul sito, ma evidentemente chi
ora contesta non lo visto o ha fatto finta di non vederlo. La Lista
alternativa? Era in in contrasto anche alle più elementari regole. Per questo è
stata esclusa». ldf
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 09-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il Consiglio di amministrazione cambia il regolamento e
boccia la lista che si era candidata a guidare la società Confidi, la lite
sulle indennità Lunedì il faccia a faccia in assembla con denunce reciproche
sui gettoni
di presenza
Sabato 9 Maggio 2009, Oramai è guerra aperta. Da una parte il
presidente Roberto Cao con la sua squadra che da circa vent'anni amministra il
Confidi, il Consorzio che favorisce la richiesta dei crediti ai soci fornendo
le garanzie necessarie alle banche. Dall'altra uno dei vicepresidenti, Fabio
Pillon, dimessosi oramai da tempo perchè in netto contrasto con l'attuale
vertice. Una battaglia senza esclusione di colpi e che lunedì, nell'auditorium
della Regione, potrebbe avere il suo epilogo. Già, perchè ci sarà l'assemblea
dei soci. Dovrà essere analizzato il bilancio e soprattutto dovrà essere votata
la lista che andrà ad insediarsi nel consiglio di amministrazione. Roberto Cao,
presidente uscente, la sua lista l'ha già presentata. Oltre a lui che si
ricandida a guidare il Consorzio ci sono Andrea De Filippo, Giorgio Ivan,
Fabrizio Ricci, Paolino Macaluso, Ilario Bozzo, Pilade Menini Augusto,
Alessandro Michielin ed Emanuele De Biasio. Tutti uomini collaudati, ma messi
sul "banco degli imputati" proprio da Fabio Pillon e dall'altra lista
che era stata presentata (Denis Bertoni, Dino Cancellier, Fabrizio Catenacci,
Maurizio Fioretti, Ennio Francescut, Gianni Fregonese, Antonella Popolizio e
Gianfranco Flamia) e che avrebbe dovuto confrontarsi con i voti dell'assemblea.
In realtà la conta non ci sarà. La lista di Pillon, infatti, è stata esclusa e
in lizza ne resta solo una, quella di Cao. Uno dei motivi del contendere è
proprio legato ai criteri che hanno portato all'esclusione della lista: un
cambio di regolamento - spiegano gli interessati - senza che i soci sapessero
nulla, fatto in sordina per evitare il confronto. Una bugia - affermano,
invece, dall'altra parte della barricata - visto che la stessa assemblea alla quale
avevano partecipato anche quelli che oggi sono i dissidenti, aveva dato mandato
al Cda di modificare le regole. Una battaglia durissima, dunque, che ha anche
un altro ambito di sfida: i costi del Confidi che - è bene ricordare - può
contare circa su 3 mila associati. L'accusa di Pillon e soci è chiarissima: le
spese (a fianco la tabella fornita nel corso della conferenza stampa) sarebbero
triplicate con un raddoppio delle indennità riservate agli amministratori.
Anche in questo caso la controparte ribatte colpo su colpo. Sin qui
l'ufficialità. Sotto c'è pure una guerra tra l'Ascom di Marchiori che si è
appoggiata a Terfidi, una società veneta e Primacomm, associazione voluta da
Cao per "tutelare" i commercianti che fanno riferimento all'Ascom.
Lunedì in assemblea il tentativo degli esclusi di convincere i soci a non
votare il bilancio e a non eleggere il cda. Infine una spallata arriva dalla
politica: il consigliere del Pd, Paolo Pupulin, ha chiesto la verifica in
Regione dei conti di Confidi. Lo aveva già fatto Lodovico Sonego. Loris Del
Frate
(
da "Arena.it, L'"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Beckham
vuole guastare la festa-record a Del Piero CALCIO/SERIE A. TANTI I TEMI DELLA
SUPERSFIDA PER IL SECONDO POSTO IN PROGRAMMA DOMANI SERA Gli assi accendono San
Siro per Milan-Juve: Pinturicchio pronto a celebrare i 600 gettoni in bianconero, l'inglese sogna lo sgambetto 09/05/2009 rss
e-mail print Beckham: «Aspetto la gara con la Juve da quando sono qui» MILANO
Per David Beckham sarà la prima volta, per Maldini di sicuro l'ultima, per
Ancelotti chissà. Il prossimo Milan-Juventus offre diverse suggestioni in casa
rossonera, dove si pensa a vincere per conquistare il pass per la
Champions e rinviare la festa scudetto degli interisti. E Beckham, che assicura
di attendere e desiderare l'appuntamento da quando è sbarcato a Milano, sogna
anche lo scherzetto a Alex Del Piero, che invece vorrebbe festeggiare
adeguatamente il traguardo delle seicento presenze nella Juve. Bekcs ha già
affrontato i bianconeri con Manchester United e Real Madrid e non esita a
definire quella di domani «una gara semplicemente fondamentale. Giocare contro
la Juve», racconta ai microfoni di Mediaset, «è sempre eccitante. Sono certo
che ci sarà un'atmosfera incredibile. Anche se l'importante è vincere per
mantenere il secondo posto». Se poi sarà l'ultimo Milan-Juve, è da vedere. C'è
chi è pronto a scommettere che lo vedremo in ritiro a luglio, ma il diretto
interessato frena con un sorriso: «Meglio risparmiare i soldi, a fine stagione
dovrò tornare a Los Angeles». Di certo, in quell'album la foto di cui più va
orgoglioso è quella con Maldini: «È un grande giocatore, un grande capitano e
un grande uomo», spiega Beckham. «È stato bellissimo potergli stare accanto
negli ultimi sei mesi della sua carriera». E il capitano rossonero, nell'ultimo
appuntamento della sua vita con Del Piero e compagni, indosserà un paio di
scarpini personalizzati per l'evento (una speciale riedizione fatta a mano
della Nike Tiempo da lui indossata nella finale del Mondiale del '94).
Ripensamenti, Maldini non ne ha. Risolti i problemi muscolari, domenica ci sarà
anche Kakà, e a sentire le sue dichiarazioni d'amore ai tifosi rossoneri («sono
marchi indelebili della mia vita») per lui ci saranno ancora tanti Milan-Juve.
A Torino, intanto, il futuro si chiama Diego, ma il presente, e forse non solo
quello, è ancora tutto di Del Piero. Domani il numero 10 taglia il traguardo
delle 600 presenze sperando di poter riaccendere la luce in casa bianconera.
Per il capitano, del resto, la settimana è iniziata nel modo migliore con la
nascita della secondogenita Dorotea. Un evento che questo monumento della
juventinità vuole celebrare magari con un gol - lui che è pure il
capocannoniere bianconero di tutti i tempi - come fece per il primogenito
Tobias. Era l'ottobre del 2007 e, a poche ore dal lieto evento, il capitano
regalò alla sua Juventus un'importante vittoria col Genoa. E qualche minuto più
tardi sfiorò pure il bis, con una punizione che finì sul palo. La Juve ci
arriva con il morale a pezzi, dopo il pari flop contro il Lecce e le polemiche
a non finire che ne sono seguite. Solo l'acquisto di Diego, per il quale si
aspetta solo l'annuncio ufficiale alla riapertura del mercato, ha allontanato
gli sguardi dalla panchina di Ranieri, la cui posizione resta incerta. E se il
morale della Juve è sotto i tacchi, il fisico non sta molto meglio:
all'infinito elenco degli infortuni di questa stagione si è aggiunto quello di
Cristian Molinaro. Un ematoma nella regione perirenale sinistra, conseguenza di
una malformazione vascolare congenita, lo ha mandato ko. Per lui ricovero alla
clinica Fornaca e stagione finita, con il rischio - se le cure non fossero
sufficienti - di un intervento chirurgico e di uno stop tra i due e i quattro
mesi. Non riesce dunque a svuotarsi l'infermeria bianconera, dalla quale escono
Legrottaglie e Chiellini. Contro Kakà e compagni tornano così i centrali
titolari, ma mancano ancora i vari Sissoko, Salihamidzic e Knezevic. E tra gli
squalificati, oltre a Pavel Nedved, c'è pure Mellberg.
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO/SERIE
A. TANTI I TEMI DELLA SUPERSFIDA PER IL SECONDO POSTO IN PROGRAMMA DOMANI SERA
Gli assi accendono San Siro per Milan-Juve: Pinturicchio
pronto a celebrare i 600 gettoni in bianconero, l'inglese sogna lo sgambetto 09/05/2009 rss
e-mail print Beckham: «Aspetto la gara con la Juve da quando sono qui» MILANO
Per David Beckham sarà la prima volta, per Maldini di sicuro l'ultima, per
Ancelotti chissà. Il prossimo Milan-Juventus offre diverse suggestioni in casa
rossonera, dove si pensa a vincere per conquistare il pass per la
Champions e rinviare la festa scudetto degli interisti. E Beckham, che assicura
di attendere e desiderare l'appuntamento da quando è sbarcato a Milano, sogna
anche lo scherzetto a Alex Del Piero, che invece vorrebbe festeggiare
adeguatamente il traguardo delle seicento presenze nella Juve. Bekcs ha già
affrontato i bianconeri con Manchester United e Real Madrid e non esita a
definire quella di domani «una gara semplicemente fondamentale. Giocare contro
la Juve», racconta ai microfoni di Mediaset, «è sempre eccitante. Sono certo
che ci sarà un'atmosfera incredibile. Anche se l'importante è vincere per
mantenere il secondo posto». Se poi sarà l'ultimo Milan-Juve, è da vedere. C'è
chi è pronto a scommettere che lo vedremo in ritiro a luglio, ma il diretto
interessato frena con un sorriso: «Meglio risparmiare i soldi, a fine stagione
dovrò tornare a Los Angeles». Di certo, in quell'album la foto di cui più va orgoglioso
è quella con Maldini: «È un grande giocatore, un grande capitano e un grande
uomo», spiega Beckham. «È stato bellissimo potergli stare accanto negli ultimi
sei mesi della sua carriera». E il capitano rossonero, nell'ultimo appuntamento
della sua vita con Del Piero e compagni, indosserà un paio di scarpini
personalizzati per l'evento (una speciale riedizione fatta a mano della Nike
Tiempo da lui indossata nella finale del Mondiale del '94). Ripensamenti,
Maldini non ne ha. Risolti i problemi muscolari, domenica ci sarà anche Kakà, e
a sentire le sue dichiarazioni d'amore ai tifosi rossoneri («sono marchi
indelebili della mia vita») per lui ci saranno ancora tanti Milan-Juve. A
Torino, intanto, il futuro si chiama Diego, ma il presente, e forse non solo
quello, è ancora tutto di Del Piero. Domani il numero 10 taglia il traguardo
delle 600 presenze sperando di poter riaccendere la luce in casa bianconera.
Per il capitano, del resto, la settimana è iniziata nel modo migliore con la
nascita della secondogenita Dorotea. Un evento che questo monumento della
juventinità vuole celebrare magari con un gol - lui che è pure il
capocannoniere bianconero di tutti i tempi - come fece per il primogenito
Tobias. Era l'ottobre del 2007 e, a poche ore dal lieto evento, il capitano
regalò alla sua Juventus un'importante vittoria col Genoa. E qualche minuto più
tardi sfiorò pure il bis, con una punizione che finì sul palo. La Juve ci
arriva con il morale a pezzi, dopo il pari flop contro il Lecce e le polemiche
a non finire che ne sono seguite. Solo l'acquisto di Diego, per il quale si
aspetta solo l'annuncio ufficiale alla riapertura del mercato, ha allontanato
gli sguardi dalla panchina di Ranieri, la cui posizione resta incerta. E se il
morale della Juve è sotto i tacchi, il fisico non sta molto meglio:
all'infinito elenco degli infortuni di questa stagione si è aggiunto quello di
Cristian Molinaro. Un ematoma nella regione perirenale sinistra, conseguenza di
una malformazione vascolare congenita, lo ha mandato ko. Per lui ricovero alla
clinica Fornaca e stagione finita, con il rischio - se le cure non fossero
sufficienti - di un intervento chirurgico e di uno stop tra i due e i quattro
mesi. Non riesce dunque a svuotarsi l'infermeria bianconera, dalla quale escono
Legrottaglie e Chiellini. Contro Kakà e compagni tornano così i centrali
titolari, ma mancano ancora i vari Sissoko, Salihamidzic e Knezevic. E tra gli
squalificati, oltre a Pavel Nedved, c'è pure Mellberg.
(
da "Italia Oggi"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
ItaliaOggi
sezione: economia e politica data: 09/05/2009 - pag: 8 autore: La Tribuna del
portavoce Un referendum per la costituzione della regione Lazio delle province
Le forze politiche della provincia di Latina nelle ultime ore stanno «scaldando
i motori» in vista del doppio appuntamento elettorale di giugno: le elezioni
europee e provinciali. Nel suo intenso giro di contatti sul territorio il
presidente della provincia di Latina, Armando Cusani, in una partecipata
assemblea ha incontrato a Terracina i sostenitori della lista dei «Popolari
Liberali» del sottosegretario alla Famiglia, Carlo Giovanardi.Il senatore
Giovanardi in apertura di discorso ha tenuto a precisare agli intervenuti di
essere presente alla riunione «per sostenere il candidato presidente uscente
della provincia di Latina Armando Cusani e contro ogni movimento interno alla
Pdl che vorrebbe in provincia una lista e un candidato diverso da quello
indicato dal presidente Silvio Berlusconi».Il presidente Cusani ha
dettagliatamente esposto al senatore Giovanardi i risultati conseguiti dal Pdl della
provincia di Latina alle elezioni del 13 e 14 aprile 2008. «Analizzando i
risultati scaturiti dalle urne di tutte le province italiane - confermava
Cusani - sia al Senato sia alla Camera la provincia di Latina la ritroviamo in
vetta alla classifica nazionale per consensi al Pdl. Alla Camera dei Deputati
(Lazio 2) la provincia di Latina si attesta con un 54,637%, seguita a ruota
dalla provincia di Caserta con il 53,332% e subito dopo da quella di Salerno
con il 50,985%. Per il Senato della Repubblica il favore degli elettori pontini
sale al 55,113%, seguita soltanto dalla provincia di Caserta con il 52,766 e
quella di Olbia Tempio con il 51,155% di
preferenze». Questo dunque lo straordinario successo e patrimonio di voti
ottenuto dal Popolo della Libertà il 13 e 14 aprile dello scorso anno, e in ogni
caso ormai da decenni.Un successo che conferma la fiducia degli elettori nei
nostri programmi e nel lavoro svolto che ratifica senza appello la sonora
bocciatura dell'operato e del metodo politico e amministrativo della Regione
Lazio. Marrazzo ha tentato di incidere nella consultazione elettorale con mosse
schizofreniche, ad esempio promettendo l'aeroporto a Latina e Frosinone e poi
facendolo a Viterbo, ma anche negando le primarie infrastrutture e incrementando
le servitù sul territorio, come la centrale turbogas di Aprilia. Il Popolo
della Libertà, invece, è stato coerente nella difesa degli interessi del
territorio. La provincia di Latina si conferma, poi, determinante per far
vincere al centro-destra anche il premio di maggioranza al Senato nel Lazio.Il
presidente Cusani ha poi ribadito al sottosegretario alla Famiglia del governo
Berlusconi, che se rieletto di nuovo alla guida dell'ente di via Costa il primo
atto che sottoporrà al Consiglio provinciale sarà quello di indire un
referendum per la costituzione della Regione Lazio delle Province. «Quello che
rende necessaria l'istituzione di una nuova Regione spiegava Cusani al sottosegretario Giovanardi - è
l'opportunità di sostanziare l'autonomia di cui questi territori hanno bisogno,
attraverso il riconoscimento della potestà di produrre norme giuridiche che,
con lo stesso valore ed efficacia di quelle emanate dallo Stato, contribuiscono
a costituire un ordinamento proprio dell'ente che le produce, dirette, pensate
ed indirizzate al territorio che le invoca in quanto espressione di
autogoverno. Solo attraverso l'istituzione di una regione nuova è possibile
garantire ai territori laziali i caratteri dell'autonomia, dell'autarchia, del
decentramento istituzionale amministrativo, del semplice decentramento
territoriale e soprattutto della capacità di porre norme giuridiche esplicando
una propria azione politica. Quell'azione politica proseguiva Cusani - che promana oggi la Regione Lazio,
ma che non rispecchia più i voleri di territori troppo lontani a Roma, che non
rappresenta più né storicamente, né socialmente, né tantomeno economicamente le
popolazioni distanti dal pensiero cosmopolita e dall'interattività globale che
caratterizza Roma e il suo hinterland. Non è una critica questa ma solo una
presa di coscienza che muove dal dato fattuale che stigmatizza una distanza di
vedute e di fondo che priva i territori delle province laziali di adeguata
rappresentatività e potere di darsi una regolamentazione che tenga conto di
necessità e di esigenze proprie. Oltre all'impossibilità di autoregolamentarsi,
la spinta che carica l'istanza di istituire una nuova Regione è la carenza
sempre più estesa della rappresentatività, che dovrebbe assicurare una reale
corrispondenza tra la volontà normativa propugnata dalla Regione e gli
interessi sostanziali della comunità stessa. Lo spirito che anima questa
proposta terminava il presidente Cusani - è dato dalla
consapevolezza che principi come quelli costituzionalmente garantiti siano venuti
meno o comunque si siano gravemente affievoliti sotto la spinta di interessi,
pure validi e legittimi, che non possono più essere condivisi da comunità
troppo diverse, troppo lontane per spirito, potenzialità, risorse e
aspettative».Infine, il presidente Cusani ha reiterato il suo pensiero rispetto
alla costituzione della Conferenza delle Autonomie Locali voluta dalla regione
Lazio di Marrazzo.«L'elezione del presidente del Cal rappresenta senza ombra di
dubbio un accordo al ribasso che il Popolo della Libertà del Lazio subisce e
dal quale ne esce penalizzato se non con qualche poltrona di sottogoverno all'interno del nuovo
carrozzone regionale. Ho più volte sottolineato in questi giorni
che il nuovo organismo non fa altro che aumentare la burocrazia ed è
finalizzata a produrre incontri e decisioni che hanno valore pari allo zero, ma
non a costo zero. Con questo nuovo organismo, dotato di una
maxi-segreteria che garantisce indennità e gettoni di presenza agli eletti e che di fatto non produce nulla, si spenderanno dai
200 ai 250 mila euro l'anno. Senza contare poi che il Cal rimarrà operativo
sino alla scadenza della legislatura regionale (circa 12 mesi) per essere
sciolto. Se poi pensiamo che il consiglio regionale in questi quattro
anni ha legiferato poco o niente, figuriamoci cosa può il Cal per gli interessi
dei cittadini laziali nei pochi mesi che lo separano dalla scadenza naturale
del mandato.Sarebbe bastato invece una piccola modifica alla legge elettorale
regionale per portare gli stessi delegati degli enti locali a sedere sui banchi
della Pisana con una quota di rappresentanza».Everardo LongariniPortavoce del
presidente della Provincia di Latina Armando Cusani
(
da "Resto del Carlino,
Il (Cesena)" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CALCIO
pag. 8 Gli arbitri Altro volto nuovo al "Manuzzi" Per i giallorossi
un precedente negativo E' LA PRIMA volta che il Cesena viene diretto da Marco
Viti di Campobasso, fischietto che invece ha già arbitrato la Cremonese in due
occasioni, entrambe felici per i lombardi (ma pure entrambe in casa):
Cremonese-Legnano 2-0 (marzo '08) e in questo torneo Cremonese-Legnano 2-1 (26
ottobre, 3 ammonizioni). In questa stagione Viti ha collezionato 15 presenze
(11 in Prima Divisione, 4 in Seconda); nel 2006-'07 il suo esordio fra i
professionisti. Assistenti oggi del molisano saranno Edoardo Carmignani della
sezione di Pisa e Giovanni D'Amore di Prato. IL RAVENNA ha invece un precedente
con l'arbitro di oggi, Marco Guida di Torre Annunziata, ed
è stata sconfitta: Ravenna-Padova 1-2 lo scorso 19 novembre nell'11ª giornata
(4 ammonizioni). Due i gettoni' per il campano coi lagunari e mai la squadra veneta ha vinto:
Ternana-Venezia 3-2 (aprile '08) e Venezia-Reggiana 1-1 (8 febbraio di
quest'anno, 3 ammonizioni e un rigore). Il fischietto campano è
approdato ai pro' la scorsa stagione; in questa è sceso in campo in 15
occasioni (7 le vittorie interne e ben 6 le esterne). Suoi assistenti oggi i
salernitani Paolo Di Lascio e Michele Santangelo. Antonio Montefusco
(
da "Arena, L'"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Domenica
10 Maggio 2009 SPORT Pagina 54 CICLISMO. LE PRIME CLASSIFICHE DEI GRAN PREMI
DEL COMITATO PROVINCIALE DANNO INDICAZIONI SULLA STAGIONE Juniores, Zordan in
testa Dove sono i veronesi? Oselin (Isolano) e Castegnaro (La Rizza) si
dividono il primato tra gli allievi L'Isolano domina tra gli esordienti con
Leardini e Minali. Tra i mini, Luc primo I primi due mesi della stagione
regalano soprese nella categoria juniores, equilibio tra gli allievi, conferme
tra gli esordienti. La classifica del Gran premio Minotti per juniores premia
Andrea Zordan (Contri Autozai Liotto) con 24 punti, cinque più di Pierre Paolo
Penasa (Ausonia) e sei più di quelli totalizzati dal suo compagno di squadra
Matteo Piazza, che pure ha vinto due corse rispetto alla sola di Andrea,
comunque sempre piazzato. La classifica prosegue con Andrea Toniatti, altro
Ausonia, con 11 punti. In questi primi due mesi, la squadra di Giuseppe Cusini
ha primeggiato, vincendo cinque corse con quattro atleti diversi, a conferma di
una duttilità di squadra. E dal modo in cui i vari Piazza, Zordan, Luca
Angelini e Nicola Toffali hanno vinto si può parlare di qualità e non solo di
quella preparazione più avanzata che ha spesso caratterizzato i ragazzi della
Contri Autozai nella prima parte della stagione. La classifica, piuttosto,
conferma che, al momento, non ci sono juniores veronesi in grado di primeggiare
(Zordan e Piazza sono vicentini, Penasa e Toniatti trentini). Il primo è David
Michael Mazzon (FDB Car Diesel), quinto alla pari con Angelini con 7 punti.
Seguono a quota 5 Nicola Toffali e Elia Donello (Assali Stefen, la sola altra
società veronese a vincere). Nicola Faccin (FDB Car Diesel) e Andrea Meggiorini
(Contri Autozai) chiudono con 3 punti. Nella classifica a squadre (Gp
Valdillasi Gomme), la Contri Autozai con 53 punti precede Ausonia (26), FDB Car
Diesel (11) e Assali Stefen (5). ALLIEVI. Simone Oselin (Isolano Stella 81) e Francesco Castegnaro (La Rizza Thermo King) si
dividono il primato a quota 20 nel Gp Novasystems. E Stefano Marchesini
(Ausonia) è poco sotto, a 17 punti. Francesco e Stefano continuano i duelli che
hanno contrassegnato le ultime stagioni tra gli esordienti e Oselin si conferma
in costante crescita con piazzamenti e vittorie. La
classifica prosegue così: Federico Capretti (La Rizza T.K.) 12; Rosario Carubba
(Isolano Stella 81) e Giacomo Peroni (Off. Alberti) 7; Denis Barusolo (Ausonia),
Matteo Alban (Cordioli Acl) e Claudiu Mitrofan (FDB Cologna Veneta) 5. Secondo
previsioni, il La Rizza Thermo King guida la classifica a squadre (Gp Lessinia
Sporting) con 36 punti. Seguono: Isolano Stella
81 con 30; Ausonia 22; Off. Alberti 7; Cordioli Acl e FDB Cologna 5; Bisson
Cage Silvana e Italo Pec 2. ESORDIENTI. L'Isolano Stella
81, guidato da Nicola Minali, è in testa in entrambe le categorie del Gp Rotal
Met. Tra i "1996", il club biancorosso occupa i primi tre gradini
dell'ideale podio con Omar Leardini (29 punti), Leonardo Fedrigo (15) e Edoardo
Affini (8). Tra i "1995" si annuncia una bella lotta tra Riccardo
Minali e Daniel Rupiani (Gore-Tex Gaiga Campi). Il biancorosso di Isola della
Scala ha quattro punti in più (21 a 17). Seguono: Michele Ambrosi (Hawaiki),
Michael Rossetti (Cordioli Acl) e Antonio Jozic (Ausonia) 10; Mattia Biasiolo
(Isolano Stella 81) 8. L'Isolano Stella
81 domina il Gp Primacasa Franchising con 81 punti. Seguono: Ausonia 20;
Gore-Tex Gaiga Campi 17; Hawaiki e Cordioli Acl 10; Azzanese 4; Barlottini e
Luc 3; Bisson Cage Silvana 2. GIOVANISSIMI. Il Luc Bovolone è al comando del Gp
Cordioli Costruzioni con 221 punti. Così le altre: Ausonia 199; Cage Capes 166;
Off. Alberti 134; Italo Pec 100; Isolano Stella 81 90;
Azzanese 72; Pedale Scaligero Lippa 56; Hawaiki 49; Gaiga 49; Bionde 17;
Caselle Rossetto, La Rizza, Barlottini 12; Cordioli Acl 7; Valeggio 5.
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-09 - pag: 12 autore: La
slealtà di chi evade Mi ritengo vittima dell'evasione fiscale
istituzionalizzata e tocco con mano che le misure- a suo tempo messe in pratica
per scoraggiare i pagamenti in nero- sono state tutte aggirate, quasi in tempo
reale. Non serve avere una multilaurea, come avevano Visco e Padoa Schioppa,
per calcolare quanto ogni anno lo Stato ci rimette. Paolo Allegri email «A
nessuno piace pagare le tasse, soprattutto in tempi di crisi. Ma la maggior
parte degli americani rispetta gli obblighi. Molti cittadini e imprese
adempiono ai loro obblighi, ma ci sono altri che non lo fanno»: detto dal
presidente americano Obama sembra chissà quale messaggio profetico, in pratica
è solo un prendere atto di una cronica anomalia del sistema fiscale,e tra
l'altro comune un po' a tuttii paesi industrializzati. Tutti debbono pagare le
tasse in proporzione al reddito, senza vessazioni per i più ricchi ma neanche
troppo onerose per i più poveri. Bello a dirsi,a farsi però è tutt'altra
musica. Infatti,ad esempio in Italia,l'evasione fiscale è mostruosa! Il momento
per leggi, poche, chiare e rigorose, in materia è più che mai propizio. Vedremo
se dai buoni intenti si vorrà passare anche ai fatti. Giuseppe Diotto Torino H
o eliminato il riferimento a una specifica categoria professionale per evitare
risentimenti da criminalizzazione indiscriminata. Ma l'operazione che ha
portato mercoledì alla scoperta di 5.200 evasori totali nel settore edile,
identificati proprio grazie al meccanismo del "conflitto d'interesse"
tra chi ha la tentazione del nero e chi ha interesse alla fattura,dimostra la
validità di meccanismi automatici, generalizzati e trasparenti di emersione del
reddito, peraltro largamente adottati in altri sistemi. Si
trascura troppo il costo rappresentato dall'evasione fiscale in termini di corruzione del mercato e di lesione delle regole primarie della
concorrenza. Chi paga le tasse subisce il danno di un carico fiscale
ingombrante per le dimensioni e per gli intoppi burocratici. E paga
altrettanto salato quando il suo concorrente si proclama impunemente zona
franca. • I costi degli enti locali Ho letto con attenzione l'articolo «Enti
locali, via un terzo delle poltrone», pubblicato sul Sole del 4 maggio. La cura
dimagrante proposta si pone l'obiettivo di ridurre i costi della politica: niente in contrario. La realtà sarà però che i
costi aumenteranno. Faccio l'esempio del mio Comune: Malgrate, provincia di
Lecco, 4.274 abitanti. Oggi abbiamo 16 consiglieri e 5 assessori oltre al
sindaco. I dipendenti di ruolo sono 13.L'indennità del Sindaco è di circa 1.400
euro (lordi) e ogni assessore percepisce circa 120 euro al mese. In compenso,
dato il numero ridotto dei dipendenti, sindaco e assessori passano molte ore in
Comune A fare che cosa? Accanto ai compiti "normali", il sindaco deve
occuparsi della comunicazione istituzionale, del notiziario comunale mensile,
della piccola manutenzione dei Pc dei dipendenti, eccetera. I consiglieri, per
circa 30/35 euro (per 10/11 sedute annue) sono precettati per l'uscita dei
ragazzi dalle scuole, per il volontariato della protezione civile, eccetera.
Alla fine il taglio di poche spese per assessori e consiglieri oltre ad essere
un danno alla partecipazione costerà, se si troveranno i soldi, molto di più,
oppure non si faranno più i servizi. Giovanni Codega Sindaco di Malgrate Il
debito di Binda Spa Nell'articolo«Piazza Affari ristruttura i debiti»,
pubblicato sul Sole 24 Ore del 7 maggio, è stato per errore quantificato in 180
milioni di euro l'importo complessivo del debito finanziario di Binda Spa e
delle società dalla stessa controllate oggetto di rinegoziazione, in luogo del
corretto importo di 85 milioni di euro. Ce ne scusiamo.
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-09 - pag: 13 autore:
Prudenza con le frontiere chiuse Bloccare le migrazioni mina la competitività
dei sistemi produttivi - Meglio politiche selettive di Giorgio Barba Navaretti
L' afflusso di lavoratori stranieri in Europa e negli Stati Uniti rallenta con
la crisi economica. I lavoratori immigrati rappresentano una quota molto
importante della forza lavoro dei paesi industrializzati: uno ogni quattro in
Australia, ogni sei negli Usa, ogni nove in Gran Bretagna e ogni quindici in
Italia. Cambierà il loro ruolo nel mondo post-crisi? Inaridirà questo
fondamentale canale di integrazione delle economie globali? La risposta è no,
se le politiche di accesso legale non verranno modificate in modo restrittivo.
Capirne il perché ha fondamentali implicazioni economiche, altrettanto importanti
delle questioni di sicurezza in cui si innesta il dibattito italiano sulle
misure per il rimpatrio dei clandestini. è necessario distinguere tra gli
effetti immediati della crisi e le sue conseguenze di lungo periodo sul
funzionamento dei sistemi economici. è evidente che l'aumento della
disoccupazione a partire dal 2008 rende molto più bassa la probabilità per i
nuovi immigrati di trovare lavoro. I due storici economici Jeffrey Williamson e
Timothy Hatton sostengono che storicamente i flussi netti di nuovi immigrati e
la disoccupazione sono legati da un "regola del 10%": per ogni 100
posti di lavoro persi ci sono 10 lavoratori stranieri in meno. Questa regola ha
descritto in modo accurato quanto è successo in paesi di grande immigrazione
come Canada e Australia negli anni successivi alla Grande Depressione. E ancora
oggi caratterizza la dinamica del mercato del lavoro degli Stati Uniti. Come
ricorda l'Economist, gli immigrati sono soprattutto concentrati in settori
particolarmente vulnerabili alla crisi, anche indipendentemente dal livello
della loro qualifica professionale: dai servizi finanziari in Gran Bretagna
alle costruzioni in Spagna. Secondo il Center for Immigration Studies, negli
Stati Uniti tra il terzo trimestre del 2007 e il primo del 2009 i posti di
lavoro per i nazionali sono calati del 3,7% contro il 9% per i non nativi.
Insomma, è chiaro che il peggioramento delle condizionieconomiche generali nei
paesi ospiti colpisce duramente i cittadini stranieri. Ma, guardare al breve
periodo, per quanto possa durare la crisi, non ci permette di capire come sarà
il mondo quando saremo usciti dal tunnel. Come ancora sostengono Williamson e
Hatton, sono le caratteristiche strutturali delle economie che determinano i
trend migratori di lungo periodo. Il rallentamento dei flussi non si traduce
necessariamente in una riduzione permanente della popolazione straniera. Il
costo di emigrare è elevato, anche all'interno dell'Unione Europea: a parte i
tempi della burocrazia, inserirsi nel contesto economico e sociale del paese
ospite non è certo semplice. Oltretutto, la natura globale della crisi rende
anche misere le prospettive di rientro. Rientrare per fare cosa? Dunque,
fintanto che la crisi è percepita come temporanea, gran parte degli stranieri
resteranno e altri continueranno ad arrivare. Il governo spagnolo ha varato un
piano di "ritorno volontario" con un contributo di circa 40mila
dollari a chi rinunciasse al proprio permesso di soggiorno per un periodo di
almeno tre anni. Pochissimi hanno risposto alla chiamata. Secondo Demetrios
Papademetriou del Migration Policy Institute, se le condizioni dei paesi
emergenti continuassero a deteriorare, la migrazione riprenderebbe rapidamente:
un calo del 10% del salario reale in Messico determinerebbe una crescita intorno
all'8% nell'immigrazione illegale. La stabilità di lungo periodo dei flussi
migratori è anche dimostrata dalla dinamica delle rimesse al paese di origine,
una delle principali fonti di finanziamento dei paesi in via di sviluppo.
Secondo la Banca Mondiale, queste caleranno tra il 5 e l'8% nel 2009 per poi
riprendere a crescere nel 2010. Insomma, se non cambiano le caratteristiche
economiche e istituzionali di base sia dei paesi di destinazione che dei paesi
di origine, i flussi migratori sono destinati a stabilizzarsi dopo la crisi.
Allora, possono esserci dei cambiamenti strutturali significativi e tali da
incidere sui flussi di lungo periodo? Il problema qui è la sfera politica. Sicuramente è cresciuta molto la pressione per
chiudere ancora la porta agli stranieri. L'adozione di regimi restrittivi
potrebbe avere effetti di lunga durata sugli immigrati ed essere una strada
difficile da ripercorrere in senso inverso. L'America negli anni Venti e Trenta
chiuse le frontiere e i tassi migratori scesero a livelli risibili fino almeno
agli anni 60. Dopo la crisi del 1973 molti paesi europei cancellarono i loro
programmi per lavoratori ospiti. Oggi, secondo un'indagine del German Marshall
Fund,la maggioranza dell'opinione pubblica europea e americana vede
l'immigrazione come un problema. E facilmente l'opinione pubblica si traduce in
pressione politica. Si veda la risibile proposta del
deputato leghista Salvini di riservare ai milanesi i posti sul metro. Oppure
l'intervento del laburista inglese Frank Field alla House of Commons nella
seduta del 27 ottobre 2008: «Il ministro è d'accordo che con la recessione la
difesa dei nostri confini diventa più importante? Mentre i nostri lavoratori qualificati
vengono licenziati, quali cambiamenti al sistema di immigrazione il Governo
intende introdurre, per essere certo che gli inglesi saranno i primi nella
lista per il prossimo posto libero?». Field avrebbe ragione se tenere gli
stranieri oltre- frontiera desse maggiori opportunità di lavoro ai locali. Ma
non è così, anzi. Gli immigrati spesso competono con i lavoratori locali più
fragili e più esposti alla crisi, ma anche contribuiscono al processo
produttivo, svolgendo compiti e portando professionalità non disponibili sul
mercato del lavoro nazionale. Il dibattito sul loro effetto sui salari locali
negli Stati Uniti è apertissimo. Una serie di lavori recenti di Gianmarco
Ottaviano, Giovanni Peri e Chad Sparber dimostrano che gli immigrati sono sostituti
imperfetti dei lavoratori nazionali, anche a pari livello di educazione ed
esperienza. Anzi, i compiti svolti dalle due categorie di lavoratori sono
spesso complementari e la loro compresenza può aumentare la produttività del
sistema produttivo nel suo complesso. Questi risultati hanno suscitato non
poche controversie: il decano degli studi sull'immigrazione negli Usa,
l'economista di Harvard George Borjas, continua a sostenere la tesi contraria,
ossia che ci sia una pressione al ribasso sui salari. L'esito della
controversia dipende molto dalle metodologie analitiche utilizzate, ma
certamenteè vero che in moltissimi casi tra lavoratori nazionali e immigrati
c'è una forte complementarietà e che l'afflusso di questi ultimi ha in genere
permesso di aumentare la produttività delle economie ospiti. Dunque, a parte i
motivi reali di sicurezza, frenare l'immigrazione è una strategia rischiosa che
potrebbe anzi avere l'effetto perverso di ridurre la competitività dei sistemi
produttivi. Sarebbe invece urgente varare politiche migratorie selettive che
permettano di acquisire lavoratori con competenze adeguate. Nella crisi è
fondamentale favorire un buon match tra domanda e offerta di lavoro. Gli
ingegneri filippini che lavorano nelle imprese di pulizia sono uno spreco globale di capitale umano e competenze, e una
dimostrazione di quanto inefficiente possa essere il sistema di selezione della
forza lavoro. Sulla scia del sistema a punti dell'Australia e del Canada, molti
paesi stanno introducendo politiche selettive con canali preferenziali per
personale qualificato e comunque per quelle competenze di cui il sistema
produttivo ha bisogno. I mesi necessari a rinnovare i permessi di
soggiorno degli studenti stranieri dei nostri dottorati sono invece la
dimostrazione di quanto possa costare la burocrazia ottusa e soprattutto di
quanto l'Italia sia ancora lontana dall'adozione di una politica
migratoria selettiva efficace. La lezione ultima, insomma, è che il mondo
post-crisi si riprenderà più in fretta e meglio se continuerà ad essere
popolato da cittadini del mondo. barba@unimi.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
SQUILIBRI GLOBALI La frenata dell'economia non si traduce automaticamente in un
ritorno negli Stati d'origine: pesano i costi elevati e le condizioni sociali
in patria FALLITA LA STRATEGIA SPAGNOLA Madrid ha varato un piano di «ritorno
volontario» con un contributo a chi rinunciava al permesso di soggiorno:
pochissimi hanno risposto
(
da "Tirreno, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina
13 - Livorno Buone notizie: famiglie in bici sulla pista Buone notizie.
Guidando in auto in Via degli Etruschi ho avuto modo di dover dare la
precedenza ad una bici sull'attraversamento ciclabile, di vedere famiglie con
figli, nonni e nipoti in bicicletta. Il merito di questa visione va alla pista
ciclabile appena realizzata proprio tra Via Lorenzini e Via degli Etruschi. La cosa
che però mi ha reso particolarmente felice è sapere che questo progetto di
pista ciclabile deriva da un lungo lavoro dei consiglieri della Circoscrizione
4, quelli che non servono a niente, sia di maggioranza che di opposizione, che
insieme hanno portato a Livorno con molta fatica e passione il concetto di
"Moderazione del traffico" che nella Circoscrizione 4 è stato
sperimentato con notevoli successi. Il mio ringraziamento
particolare va al consigliere Luciano Chirici che anni orsono ha redatto un piano
ciclabile circoscrizionale adottato e ora parzialmente realizzato dal Comune.
Un ringraziamento a quel consigliere che, col gettone di presenza, si è potuto permettere un panino (uno solo) nelle pause delle
conferenze internazionali sul traffico e sulla sua moderazione. Edoardo
Marchetti
(
da "Stampa, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
VERSO IL
VOTO DEL 6 E 7 GIUGNO.UNA DECINA I PICCOLI CENTRI A LISTA UNICA Gli ex sindaci
tornano in campo AGLIANOPer il futuro di Agliano», candidato a sindaco Franco
Serra. Con lui: Cesare Amerio, Gianni Ascione, Fabrizio Cantamessa, Francesco
Chechile, Enzo Daffara, Barbara Giorda, Serafino Giovanni Giovo, Luciano
Grasso, Patrizia Masoero, Enrico Giuseppe Reggio, Chiara Tassisto, Franco
Vassallo. «Vivi Agliano», candidato a sindaco Angelo Castino. Con lui: Andrea
Alciati, Gerardo Bianchino, Enzo Cesare Bologna, Silvana Franca Caracciolo,
Mauro Giulio Ferraris, Giulio Giargia, Giulia Levo, Pierangelo Marchisio, Anna
monas, Roberto Riggi, Elisa Testore. BELVEGLIO «Uniti». Candidato a sindaco
Michela Cretaz. Con lei: Paola Palladino, Mirko Diego Dova, Sisto Trinchero,
Tania Reggio, Valter Baltuzzi, Elisa Vignale, Simone Vignale, paolo Martinengo,
Stefano Vercelli, Stefano Tartaglino, Alfredo Sganga, Corrado Gianotti. BRUNO.
«BrUno per tutti, tutti per BrUno», candidato a sindaco Manuela Bo. Con lei:
Antonio Biasio, Silvia Cocino, Pietro D'Onofrio, Stefano Ivaldi, Stefano Manzo,
Roberto Pastore, Giuliana Piccarolo, Andrea reggio, Andrea Remotti, Davide
Robba, Moreno Scrivanti, Angelo Soave. Lista «Uniti per Bruno», candidato a
sindaco Mario Rivera. Con lui: Pier Luigi Bonzo, Massimo Cervetti, Alessandro
Guala detto Chito, Bruna Guazzotto, Giuseppe Marchelli, Giulio Perfumo, Sonja
Perlinger, Eleonora Pesce, Valerio Alessandro Rapetti, Giancarlo Rava, Mattia
Ricci, Manuel Vazzola. BUBBIO «Campanile con grappolo d'uva e spighe»,
candidato a sindaco Fabio Mondo. Con lui: Franco Beltrame, Giovanni Bianco,
Guido Busso, Morgana Caffarelli, Massimo Defilippi, Ezio Degiorgis, Claudio
Morielli, Stefano Reggio, Daniele Roveta, Marco Tardito, Elisabetta Tizzani,
Gianfranco Torelli. CALAMANDRANA «Per Calamandrana». Candidato a sindaco Guido
Gabutto, candidati: Vittorio Enzo Balestrino, Lauretta Berta, Mario Bertola,
Stefano Boido, Antonella Borio, Patrizia Brambilla, Marika Erbetta, Mauro
Lovisolo, Adriano Niero, Federico Pavese. Lista «Progresso e libertà»:
candidato sindaco Dino Scanavino. Candidati: Igino Borelli, Tiziana Brandone,
Mario Calvi, Giulio Cordara, Pier Ottavio Daniele, Gian Paolo Gatti, Bruno
Giribaldi, Francesca Gozzellino, Silvio Meschiati, Giampaolo Orusa, Gianluca
Pillone, Emanuela Terranova. «Pace, Libertà e Lavoro». Candidato a sindaco
Fabio Isnardi. Candidati: Maria Grazia Cavallo, Luigi Bronda, Cristina
Giacobbe, Emanuele Colombo, Paolo Baldizzone, Vittorio Natale Lovisolo, Bruno
Spertino, Aldo Araspi, Monica Solito, Fabiana Nervi, Diego Burgio, Roberto
Amerio. «Il polo delle libertà». Candidato a sindaco Ferruccio Signetti.
Candidati: Sergio Berta, Carla Reggio Onesti, Maddalena Ronci Soleri, Sandra
Romanò Masoello, Carlo Gallese, Dario Cavallotto, Calogero Romano, Pasquale
Anfosso. CALOSSO «Persone, idee, impegno per Calosso» candidato a sindaco
Giuseppe Ugonia. Con lui: Giovanni Biffi, Eleonora Domanda, Simona Fogliati,
Eleonora Grasso, Paolo Renato Grimaldi, Andrea Marenco, Amedeo Moiso detto
Franco, Matteo Morando, Ezio Negro, Carlo Pace, Fabio Scagliola, Andrea
Venturino. «Vivere e migliorare insieme» candidato a sindaco Franca Serra. Con
lei: Francesca Dalcielo, Sante Conese, Walter Daffara, Angelo Grasso, Renzo
Grasso, Carlo Passavanti, Riccardo Rodano, Bruna Rosso, Marco Santero, Ermanno
Soria, Vincenzo Soria, Giuseppe Valente. CASSINASCO «Impegno» candidato
sindaco: Sergio Primosig, candidati: Davide Benaglia, Ercole Capra,
Piergiuseppe Cerutti, Barbara Chiriotti in Cillis, Leonardo Giacone, Maria
Imbrosiano, Massimo Poggio, Maria Antonietta Quassolo, Simona Santamaria,
Giuseppe Santi, Graziella Scarampi in Capra, Mauro Simonella. CASTAGNOLE LANZE
«Castagnole Lanze c'è», candidato a sindaco Giorgio Brezzo. Con lui: Teresio
Amianto, Umberto Appendino, Angelo Bongiovanni, Giuseppe Bordino, Claudio
Canavero, Giuseppe Comune (Beppe), Luigi Comune, Andrea Fassino, Maria Luisa
Cane Florio, Giuliano Gianuzzi, Daniela Icardi, Felice Luigi Musto, Bettina
Ponza Purri, Francesco Rondinelli, Davide Sciarrino, Marcello Sterpone. «Con
noi per Castagnole», candidato a sindaco Marco Violardo. Con lui: Luigi Bianco,
Serena Binello, Carlo Cattaneo, Marialuisa Cocito, Ezio Cortese, Marco Cortese,
Cristina Gallo, Diego Ghione, Roberto Icardi, Calogero Mancuso, Luciano
Piccatto, Cristina Rivella, Guido Rosso, Pierfranco Squillari, Marco Vespa.
Lista con paesaggioe arcobaleno «Castagnole democratica». Candidato a sindaco
Paola Borrione. Con lei Mouldi Mohamed Akrimi, Walter Biamino, Chiara
Cavalleris, Piero Cogliandro, Fiorenza Caterina Cortese, Maria Teresa Di Firma
Cogliandro, Luisella Ghione, Massimo Giachino, Micaele Giuliano, Enrico Griseri, Chiara Mossino, Calogero Rizzo. CASTEL BOGLIONE «Impegno e collaborazione». Candidato a sindaco
Carlo Migliardi. Con lui: Franco Faudella, Marco Ferrari, Claudio Gatti,
Fiorenzo Guazzone, Giorgio Macario, Davide Orame, Fabio Pattarino, Luca Poggio,
Daniele Sburlati, Graziano Traversa. Lista «Civica d'Castelvè».
Candidato a sindaco Roberto Fornaro. Con lui: Gianpiero Berta, Leonardo
Bertocchi, Maggiorina Bongiovanni, Valentino Fornaro, Roberto Gatti, Liliana
Ivaldi, Pasquale Morino, Franco Olivero, Gennaro Prisco, Sandrino Vico.
CASTELLETTO MOLINA «Cerchio con grappolo d'uva e tre spighe di grano» candidato
sindaco Massimiliano Caruso, candidati: Marina Ardoino, Pierluigi Barberis,
Antonio Caruso, Gianmarco Gabutto, Luca Gabutto, Adriano Giacobbe, Roberto Iop,
Vincenzo Lo Jacono, Laura Pesce, Marcello Piana, Pasquale Salatino, Enrico
Thea. CASTELNUOVO CALCEA «Unione castelnovese». Candidato a sindaco Giulio
Rondoletti. Con lui: Fabrizio Arturo Aluffi, Anna Maria Aresca Triberti, Vilma
Cavallotti Bianco, Elio Demaria, Roberto Dore, Michele Novelli, Antonio
Pellettieri, Maurizio Sartoretto, M. Antonio Squillari, Roberto Vercelli.
«Impegno collaborazione». Candidato a sindaco Roberto Guastello. Con lui:
Rinaldo Aluffo, Giorgio Bosco, Roberto Poglio, Franco Reggio, M. Giuseppe
Reggio, Monica Rigotti Travasino, B. Emilio Saracco, Laura Toso Piccatto,
Claudio Triberti, Anna Tiziana Vercelli Varallo. CASTEL ROCCHERO «Castel
Rocchero nel cuore». Candidato a sindaco Luigi Iuppa. Con lui: Daniela Bielli,
Carla Gaviglio, Teresa Ivaldi, Angela Leo detta Stefania, Andrea Mazzurco,
Maurizio Orsi, Marco Pettinati, Riccardo Stanga, Bianca Viotti. Lista «Insieme
per cambiare». Candidato a sindaco Alberto Maria Bo. Con lui: Gianpaolo Barone,
Fabio Desilvestri, Matteo Fossa, Marco Angelo Gisberto, Silvia Lagorio, Carlo Nitro,
Luigi Subrero, Pier Ernesto Torello, Giovanni Giuseppe Zaccone.
CESSOLE«Insieme». Candidato sindaco Alessandro Degemi. Con lui: Marco Adorno,
Mariano Allerte, Adriana Teresa Ambrostolo, Pier Augusto Ceretti, Gabriele
Cirio, Sabina Cirio, Donatella D'Alessandro Bizzano, Marco Marenco, Davide
Muratore, Cinzia Pellerino Massa Bova, Lorenzo Rigobello, Lorenzo Uneval.
COAZZOLO «Impegno e collaborazione». Candidato sindaco Fabio Carosso. Con lui:
Piercarlo Anfosso, Marco Barroero, Ivo Biancotto, Maurizio Bosca, Emanuela
Ciriotti, Silvano Giachino, Francesco Marchisio, Giuseppe Perrone, Andrea
Rivetti, Marco Staglianò, Silvano Stella, Guido Vada.
CORTIGLIONE «Insieme». Candidato sindaco Andreino Drago. Con lui: Enrico
Alloero, Guido Biglia, Lorenzo Bigliani, Luigi Pancrazio Bosio, Gilio Brondolo,
Paolo Drago, Franco Grea, Mario Daniele Marino, Fabio Perissinotto, Alberto
Repetti, Margherita Repetti, Luigi Roseo. «Un'altra Cortiglione c'è». Candidato
sindaco Pietro Efisio Bozzola. Con lui: Graziella Fiore, Tiziana Autelli,
Catterina Simonelli, Marie Jeanne Va De Sande, Raffaela Gottardelli, Maria
Cristina Cassinelli, Pierfranco Casavecchia, Gaetano Di Natale, Alessandro
Carossa, Daniele Filippone. FONTANILE «Progetto Fontanile» candidato sindaco
Alberto Pesce, con lui: Sandra Balbo, Anna Regazzoni, Angelo Scherpa, Fabrizio
Rebuffo, Teresio Bellati, Massimo Balbo, Alberto Migliardi, Alice Bensi, Fabio
Nussenblatt, Guerrino Ghirotto, Francesca Dafarra , Maria Grazia Fornaro.
INCISA «Nuove opportunità noi per Incisa». Candidato sindaco Maria Teresa
Capra. Con lei: Chiara Bensi, Luigi Iguera, Felice Fasciano, Renzo Giuseppe
Sala, Carmelo Valerio, Angelo Giudice, Ettore Marco Denicolai, Filippo Tornato,
Vincenzo Pisano, Bruno Pignari, Matteo Massimelli, Umberto Brema. «Lista
nuova». Candidato sindaco Mario Porta. Con lui: Claudio Violo, Giuseppe Iguera,
Simone Piacenza, Giacinto Giovanni Sala, Antonella Campagnoli Scarrone, Marco
Cavanna, Roberto D'Amato, Onesto Conta (Franco), Stefania Biglia, Luciano
Eugenio Simonelli, Ermanno Amico, Lucia Ferrante. LOAZZOLO «Casetta colorata
all'interno di un quadrato»: candidato sindaco Oscar Grea, con lui: Beatrice
Rovere, Stefano Ciriotti, Luisa Grimaldi, Andrea Elegir, Alberto Leardi, Igor
Galliano, Marco Garbarino, Vittorio Bracco, Franco Tamburello, Carlo Fresia,
Roberto Manassero, Carlo Colla. «Ramo di mimosa colorato»: candidato sindaco
Clementina Maria Reggio. Con lei: Monica Roveta, Emilietta Capra, Donatella
Giordano, Claudia Demaria, Elena Tamburello, Bruna Testore, Ambra Ghione,
Shirley Delvecchio, Cristina Bussi, Lilliana Savian, Palmina Penna e Alessia
Gallo. MARANZANA «Maranzana viva» candidato sindaco Marco Lorenzo Patetta, con
lui: Andrea Baratella, Tina Battaglia, Fabio Bosso, Francesca Micca, Silvia
Nervi, Giovanni Piero Ottazzo, Roberto Pastorino, Riccardo Perosino, Giuseppina
Carla Scaiola, Margherita Solia. «Vivere a Maranzana» candidato sindaco Ugo
Baldizzone, con lui: Maria Rosilda Barbero, Elena Bo, Roberto Bo, Alessandra
Delaude, Carmen Nicosia Ruggeri, Marialisa, Paradiso, Salvatore Puro, Federico
Sciutto, Giorgio Tassisto, Fernando Lonoce. MOASCA «Parità e trasparenza»,
candidato sindaco Maurizio Bologna Fabio Boffa, Renato Bianco, Grazia Baselice,
Andrea Ghignone, Claudia Scaglione, Fabio Ghidella, Stefano Casazza, Fabrizio
Perrone, Arnaldo Scaglione, Domenico Amerio, Ugo Baratta, Valter Faccio.
MOMBALDONE «Campanile, spighe e uva». Candidato sindaco: Ivo Armino. Con lui:
Debora Aramini, Francesco Armino, Delfino Bertonasco, Linda Blengio, Daniele
Bruscella, Ivonne Dellocchio, Sabrina Delpiano, Paola Ferrando, Maura
Giuseppina Garbero, Giovanni Moggio, M. Laura Nervi, Sergio Poggio. MOMBARUZZO
«Continuità nel rinnovamento». Candidato sindaco: Silvio Giuseppe Drago. Con
lui: Gian Luigi Orsi, Paolo Baldizzone, Fulvia Bove Bussi, Valerio Brunod,
Carmelo Cairone, Gian Franco Cannonero, Maurizio Cantello, Ambra Mangiarotti,
Paolo Parisio, Gianluca Pesce, Giovanni Francesco Rapetti, Simone Roveglia.
«Progetto Mombaruzzo. Bazzana Casalotto Stazione». Candidato sindaco: Gabriele
Bolognesi. Con lui: Ivano Andreos, Maura Balbo, Carlo Betti, Roberta Calvi,
Armando Chiaradia, Antonio Cocca, Riccardo Fracchia, Maria Angela Giuso, Gian
Paolo Parodi. «Insieme». Candidato sindaco: Giovanni Domenico Spandonaro. Con
lui: Luca Baiardi, Angela Bertalero, Gianfranco Giuseppe Calvi, Claudio Tommaso
Matteo Corso, Luigi Gandino, Franco Luigi Giacchero, Giuseppe Nota, Giovanna
Olivieri, Maurizio Quinto, Stefania Rossi, Carlo Francesco Zoccola. MOMBERCELLI
«Rinascita di Mombercelli». Candidato sindaco: Chiara Castino Monteleone. Con
lei: Fabio Amerio, Angela Ombretta Barberis Gagliardi, Emiliano Ferrero, Ivan
Ferrero, Iolanda Fiore Guarina, Renato Marengo, Eugenia Rosso Sconfienza, Alex
Russo, Emanuele Sconfienza, Teresina Sconfienza, Vittoria Silvana Sconfienza
Bonello, Francesco Zecchino. «Per Mombercelli». Candidato sindaco: Marialuisa
Gambaudo detta Marisa. Con lei: Pierguido Drago, Pier Carlo Aresca, Luigi
Domenico Castino detto Gino, Olga Ferrero, Ezio Gagliardi, Daniele Gambino,
Mario Mazzetti, Luigia Margherita Rosso detta Luigina, Walter Sosso, Enzo
Natale Vercelli, Emanuele Cozzo. MONTABONE «Lavoro-Fede-Libertà» candidato
sindaco Maurizio Giuseppe Aliardi, con lui: Riccardo Pillone, C. Mario
Baldizzone, Diego Bitetto, Pietro Enrico Caccia, Elena Cantarella, Sabrina
Ferraris, Giuseppe G. Gallo, Marco Grosso, Monica Lacqua, Francesco Migliardi,
Flavio Parodi, Giuseppe Serafino Rivessi. MONTALDO SCARAMPI. «Impegno e
trasparenza». Candidato sindaco: Francesco Manassero. Con lui: Marco Boria,
Rosetta Capobianco, Ezio Forno, Andrea Gagliardi, Pier Paolo Gagliardi, Mauro
Gonella, Rosella Marchetti, Stefano Marchetti, Nadia Anna Pertica, Sara Porta,
Franco Scimenes, Silvia Tartaglino. «Rinnovamento Montaldese». Candidato
sindaco: Marco Rabino. Con lui: Simonetta Paola Biglino, Luca Forno, Secondino
Galliano, Luigi Gambaruto, Erminia Giovanna Garello, Alessandro Giorcelli,
Fabrizio Marchisio, Giovanni Oldano, Domenico Palumbo, Paolo Quaglio, Antonella
Rattazzi, Mario Renosio. ROCCAVERANO «Impegno e collaborazione». Candidato
sindaco: Luigi Garbarino. Con lui: Giovanni Barbero, G. Giovanni Barbero,
Orlandino Bruna, Sergio Buralli, Ivo Gaione, Luciano Gallese, G. Massimo
Garbarino, Pier Antonio Giusio, C. Giuseppe Rizzolo,
Corrado Tardito, Alessandro Teti, Gianfranco Visconti. «Torre quadrata su
collina». Candidato sindaco: Enrico Francesco Cirio. Con lui: Andrea Barbero
detto Adriano, Marcello Barbero, Federico Bogliolo, Giancarlo Capra, Marco
Dogliotti, Michele Garbarino detto Silvano, Simone Grappiolo, Piercarlo
Martiniano, Barbara Muratore, Mirco Poggio, Pietro Rizzolo,
Fabio Vergellato. ROCCHETTA PALAFEA «Rinnovamento democratico». Candidato
sindaco: Giuseppe Gallo. Con lui: Giuseppe Rattazzo, Anna Borgatta, Giovanni
Ponti, Piero Testore, Daniela Borgatta, Giovanni Giuseppe Cavalleri, Carlo
Innocenzo Gandolfo, Elena Bocchino, Roberta Borio, Alessandro Icardi, Mauro
Faudella, Davide Ravera. «Libertà è partecipazione». Candidato sindaco: Claudio
Aiello. Con lui: Francesco Mutti, Monica Clerino Fontan, Maurizio Bianco,
Cinzia Fantoni, Michela Comunian, Gianna Dal Cero, Claudio Schirripa, Nicola
Taverniti, Roberto Comunian. VAGLIO SERRA Grappolo d'uva con foglia». Candidato
sindaco: Cristiano P. Fornaro. Candidati: Andrea Venturino, Renato Gallesio,
Alessandro Gallesio, Mauro Cazzola, Sergio Tonella, Fulvio Gatti, Maurizio
Carlo Merlotti, Valter Luigi Amariglio, Alessandro Barattieri di San Pietro,
Alessandro Verri, Bruna Teodo, Pietro Cazzola. VINCHIO «Insieme per il nostro
paese». Candidato sindaco: Andrea Laiolo. Candidati: M.Caterina Bertolino,
Domenico Savio Bussi, Sabatino Carianni, Flavio Cavallotto, W. Giuseppe
Ghignone, Mirella Gonella, Giovanna Grosso detta Vice, Modesto Laiolo detto
Dino, Silvia Laiolo, Fabio Mazzucco, M. Battista Ratti, Pietro Roseo. «Civiltà
e progresso per Vinchio... per Noche». Candidato sindaco: Felice Battista
Reggio. Candidati: M. Giuseppe Alpan, Stefano Barberis detto Guido, M. Angela
Garberoglio, Pier Maurizio Lovisolo, Alessandro Pavese, Fabrizio Ratti, G.
Paola Teresa Ratti, Mario Ratti, Emilio Reggio, Giuseppe Roggero, Gianni
Tirello.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Modena)" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CARPI
pag. 15 ALLE 12 DI IERI, termine ultimo previsto dalla l... ALLE 12 DI IERI,
termine ultimo previsto dalla legge elettorale, sono state presentate le liste
dei candidati per il rinnovo del consiglio comunale carpigiano del 6-7 giugno.
E sei sono risultati i candidati sindaco in rappresentanza però di 13 liste di
candidati in quanto molte di queste hanno indicato lo stesso nome come
candidato primo cittadino. DUE LE NOVITA' dell'ultima ora: la convergenza della
Lega nord sul candidato del Pdl Roberto Andreoli come sindaco (questa decisione
è stata in forse sino all'ultimo in quanto la Lega carpigiana avrebbe preferito
proporre un proprio nome ma la segreteria provinciale è stata di diverso avviso
e ha suggerito il sostegno ad Andreoli, ottenendo alla fine l'assenso della
sezione locale) e la presentazione della lista La Destra (che fa capo in sede
nazionale all'onorevole Storace) che è stata un po' un fulmine a ciel sereno
(oltre che un piccolo «scandalo» per un comune rosso come Carpi)ma che qualcuno
aveva dato per possibile. I SEI CANDIDATI sindaco dunque sono: Enrico
Campedelli per la lista del Pd che è sostenuta anche da IdV, Verdi, Comunisti
italiani, Carpi 2009 e Sinistra per Carpi; Roberto Andreoli per il Pdl, che è
appoggiato da Lega nord e dal Nuovo Psi; Giliola Pivetti per Alleanza per Carpi
che è sostenuta da Udc, Psi, Pri ed ex Ds; Lorenzo Paluan
per la lista Carpi 5 Stelle-Amici di Grillo, sostenuta
da Rifondazione comunista; Deanna Guidi per La Lista; Elena Gemignani per La
Destra sostenuta anche dal Mpa. Sarà comunque la Commissione elettorale che si
riunirà domani mattina a certificare la validità delle candidature, la
regolarità delle liste e dei contrassegni presentati, il numero delle
firme di appoggio alla presentazione delle liste. DA UN PRIMO esame dei
raggruppamenti e delle candidature presentate, emerge un certo affollamento a
sinistra, tra Pd (che comprende ex Ds ed ex Margherita), Carpi 5 Stelle con Grillo e Rifondazione, La Lista di Deanna Guidi. Ma anche
Alleanza per Carpi di Giliola Pivetti si muove nell'ambito dell'elettorato di
centrosinistra stante la presenza di tanti ex diessini, socialisti ed ex Dc
nelle sue fila. Tutto questo potrebbe erodere la massiccia maggioranza attuale
conquistata da Enrico Campedelli nelle precedenti elezioni del 2004, ma appunto
partendo da un consolidato e rassicurante 64 per cento di suffragi, non
dovrebbe correre rischi di essere costretto al ballottaggio, come potrebbe
avvenire in altri centri tradizionalmente legati al centrosinistra. c. p.
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
CULTURA
& SPETTACOLI UMBRIA pag. 21 ORVIETO QUEL PREMIO Milena Gabanelli se l'è
conquistato sul campo... ORVIETO QUEL PREMIO Milena Gabanelli se l'è
conquistato sul campo con coraggio e professionalità. Se non si fosse trattato
di una giornalista di serie «A», non si sarebbe certo giustificato l'enrome
interesse e la partecipazione registrati ieri alla consegna del premio Barzini
alla brava giornalista di «Report» che è stata intrervistata da Gian Antonio
Stella. La motivazione del premio all'inviato speciale' per la Gabanelli e
l'intera redazione sottolinea infatti il suo: «restare fedele a una passione
che ha alimentato il grande giornalismo d'inchiesta e custodisce lo spirito più
profondo del mestiere dell'inviato speciale. Dai servizi per il Tg1 a quelli
per Mixer, da Professione Reporter a Report il suo lungo cammino professionale
è segnato dall'orgoglio di una coerenza. Gabanelli ha perseguito la missione di
essere lì', dove la guerra, gli odi etnici, la volontà di potenza rendono la
scena dell'uomo più contraddittoria e drammatica. Ha onorato e continua ad
onorare il bisogno civile di documentare ingiustizie e illegalità, di misurare
lo scarto tra le verità ufficiali e i fatti, di verificare la distanza, spesso
il conflitto, tra l'interesse generale e la protervia della
corruzione, della violenza e del malaffare, tanto più quando si esercitano
nell'adempimento di una pubblica funzione. Milena Gabanelli, in questo senso
sono ancora parole della giuria , non cessa di esemplificare un giornalismo in
cui la responsabilità assoluta di chi lo fa, da un lato, rappresenta una
garanzia nei confronti degli spettatori e della società tutta, nel senso
politico' con cui la civiltà classica parlava della democrazia; dall'altro,
costituisce il presupposto per poter chiamare a render conto di sé e del suo
operato chi, ai livelli e nelle situazioni più diverse, esercita un potere». Il
Premio Barzini viene attribuito da una giuria di professionisti nel mondo dell'
informazione al giornalista che più si è distinto nell'anno o nella propria
carriera secondo un canone fondamentale: essere stato inviato speciale sul
campo, direttamente a contatto con le realtà che ha descritto. NELLE PRECEDENTI
edizioni il Premio è stato assegnato a: Enzo Biagi, Mimmo Candito, Arrigo Levi,
Monica Maggioni, Stefano Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Indro Montanelli,
Federico Rampini, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio
Stella, Tiziano Terzani, Bernardo Valli, Demetrio Volcic, Guido Rampoldi, Ugo
Tramballi. Dopo Barbara Spinelli e Monica Maggioni, Gabanelli è la terza
giornalista a riceverlo. La giuria del premio Barzini 2009 è composta da: Erik
Amfitheatrof, Giulio Anselmi, Rodolfo Brancoli, Mimmo Candito, Paolo Granzotto,
Alberto La Volpe, Arrigo Levi, Miriam Mafai, Monica Maggioni, Stefano
Malatesta, Igor Man, Ettore Mo, Piero Ostellino, Federico Rampini, Guido
Rampoldi, Alberto Ronchey, Paolo Rumiz, Barbara Spinelli, Gian Antonio Stella,
Ugo Tramballi, Bernardo Valli, Franco Venturini, Demetrio Volcic. C.L.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Pagina 3
- Altre Alle urne per eleggere Provincia e 66 sindaci Boom di liste civiche
PADOVA. Al voto per il governo di Padova, di altri 65 Comuni, della Provincia e
del parlamento europeo 705.862 padovani il 6-7 giugno. Ieri sono scaduti i
termini per la presentazione delle liste, ora scatta la fase di controllo. Il
test più importante è Padova, dove si sfidano il sindaco Flavio Zanonato alla
guida della coalizione di centrosinistra, e Marco Marin scelto dal
centrodestra. A Padova sono in gara 13 candidati sindaco e 28 liste civiche
(più di 880 candidati). Per l'amministrazione provinciale in corsa 20 liste, ma
la favorita è Barbara Degani, consigliere regionale di Fi-Pdl, che dovrà
battere Antonio Albuzio, candidato del centrosinistra voluto da Di Pietro. Il
terzo big è Antonio De Poli, deputato Udc, sostenuto da tre liste, che sfrutta
il test per misurare la sua popolarità: nel 2010 si vota per la Regione e De
Poli lancia una nuova scommessa. A Padova vuole governare col Pdl, ma la Lega
non vuole l'Udc dopo il no al federalismo. SI ELEGGONO 66 SINDACI. I Comuni
padovani che rinnoveranno i loro sindaci sono 66 e la frammentazione delle
civiche contamina le coalizioni. Destra e sinistra sono due categorie
filosofiche, non più politiche. Così in molti paesi dell'Alta padovana, a
partire da Tombolo e Santa Giustina in Colle, il Pdl ha scelto di allearsi col
Pd che praticamente non esiste nel Cittadellese. L'obiettivo è mettere in
difficoltà la Lega, che viaggia con un consenso altissimo. Oltre a Padova sono
tre i Comuni oltre i 15 mila abitanti chiamati al voto: Piove di Sacco,
Selvazzano e Monselice (non Cadoneghe però, che ha superato il numero troppo a
ridosso del voto), i cui primi cittadini non si ricandidano. Mario Crosta,
manager di Banca Etica, lascia dopo 5 anni di governo e così pure Paolo Fortin
che ha amministrato Selvazzano dal 2004. Fabio Conte, pediatra, dopo due
mandati non può più ripresentarsi a Monselice. Insomma, vince il rinnovamento.
LE LISTE CIVICHE. Ma chi l'ha detto che la politica è un brutto lavoro? Basta
dare un'occhiata alla proliferazione dei candidati sindaco e delle civiche a
Padova per capire quanto sia ambìto un seggio in consiglio comunale. E non conta il gettone di presenza, ma il
prestigio sociale o meglio la voglia di emergere dall'anonimato. La corsa alla
candidatura dimostra, come hanno scritto Stella e Rizzo nel loro best seller la Casta che la caccia alle poltrone
pubbliche mobilita un esercito di un milione di «professionisti» della
politica, che ogni cinque anni parzialmente si rinnova. E s'ingrossa. Le
novità? Le civiche che sostengono Zanonato e Marin sono l'esempio concreto di
come il tema della sicurezza e del contrasto all'immigrazione mobiliti
cittadini che fino a qualche anno fa stavano a casa incollati davanti alla tv e
oggi invece sono pronti a dare l'assalto al Palazzo con l'obiettivo di portare
lo stile «rondista» al centro della politica. E in una stagione di polemiche
sulle veline, la vera novità dalla lista Innovazione: 40 donne. Vere.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
COMUNE
DI PADOVA Si rinnovano 6 quartieri La quarta scheda per le circoscrizioni La
quarta scheda che gli elettori del Comune di Padova riceveranno sabato 6 e
domenica 7 giugno riguarda i quartieri, o meglio le circoscrizioni. Sono 6 e si
tratta di veri e proprio «municipi» decentrati che svolgono un ruolo importante
a fianco degli assessori comunali. Non è da escludere che le maggioranze dei
singoli CdQ possano essere diverse: ad esempio, il Centro storico è sempre
stato del centrodestra anche quando sindaco è Zanonato col centrosinistra. I
principali partiti (come Pd, Pdl, Lega e alcune civiche) sono
riusciti ad essere presenti in tutte le circoscrizioni e così pure l'Udc di
Antonio De Poli. Altri invece hanno scelto solo alcune circoscrizioni. Ogni
lista ha tra 18 e 21 nomi, perchè tanti sono i «seggi» disponibili nei consigli
di circoscrizione. I consiglieri ricevono un gettone di presenza molto basso, mentre il presidente del quartiere ha un vero e
proprio stipendio. Si registra anche il caso della lista di alcuni
giovani di centrosinistra che si presenta solo al cdq 3. Nulla è cambiato, il
sistema elettorale è sempre lo stesso. Si vota per eleggere 66 sindaci che
guideranno altrettanti Comuni, il presidente della giunta e il consiglio
provinciale; il parlamento europeo e a Padova anche sei consigli di quartiere.
La legge 81 del 25 marzo 1993 ha introdotto il sistema maggioritario per i
Comuni sotto i 15 mila abitanti e un proporzionale corretto con un premio di
maggioranza per i Comuni oltre i 15 mila abitanti. SOTTO I 15 MILA ABITANTI.
Ogni candidato sindaco deve essere collegato ad una sola lista per il consiglio
comunale. Il primo classificato diventa sindaco. SOPRA I 15 MILA ABITANTI. Ogni
candidato sindaco può essere collegato a più liste e l'elettore può utilizzare,
se vuole, il voto disgiunto: scegliere un candidato sindaco e un partito dello
schieramento opposto. Il 60% dei seggi del consiglio comunale va alla lista o
coalizione che vince. CONSIGLIO PROVINCIALE. L'elezione prevede il doppio
turno, se uno dei candidati alla presidenza della giunta provinciale non supera
il 50% più 1 voto al primo turno. Il 60% dei seggi va alla coalizione vincente.
(
da "Secolo XIX, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Bogliasco,
il derby agli Anni 50 A2, il Belvedere avanti tutta lavoratore uisp UNDICESIMA
giornata di ritorno per il Campionato del Lavoratore Uisp. In A1 gli Anni 50
non conoscono stop, giocano a tennis con la Cattolica Bogliasco e consolidano
così il primato in classifica, seguiti sempre a tre lunghezze dai cugini della
Fia Italbrokers. Subito dietro Ansaldo Energia e Virtusestri sono bloccate sul
segno ics, rispettivamente da Pedemontana e Ospedale San Martino mentre spicca
la goleada del Foce Behringer sull'Astonvilla Barabino & Partners. In Serie
A2 l'Atletico Calcio Belvedere fa suoi i due punti in palio nella gara con il
Phoenix, vittoria importante, nella corsa alla promozione, per la Stella Rivarolese. Ecco risultati, marcatori e classifiche
aggiornate. SERIE A1 Risultati: Virtusestri Linea Messina-Ospedale San Martino
1-1 (Virtusestri: Fragomeno. San Martino: Beccucci); Cattolica Bogliasco-Anni
50 Bogliasco 1-6 (Cattolica: Lippi. Anni 50: Tumminiello,
Mieli, Rizza, Pensa, Balboni, Viacava); Fia Italbrokers-Capolungo Doria
Immobiliare 2-0 (Navone, Capolungo); Pedemontana-Ansaldo Energia 2-2
(Pedemontana: Zito. Ansaldo: Junsong, Catarinolo); Major-Piccarello 3-4 (Major:
Guidetti, Lombardo, Limoncelli. Piccarello: Badino, Bisceglie, Venuto,
Casissa A.); Foce Behringer-Astonvilla Barabino & Partners 7-2 (Foce:
Maggiani, Basile, Quirino, Sanguineti 4. Astonvilla: Dogliotti 2). Ha riposato:
Sori. Classifica: Anni 50 Bogliasco punti 40; Fia Italbrokers 37; Ansaldo
Energia 30; Virtusestri 26; Piccarello, Foce 21; Capolungo 22; Pedemontana 21;
Astonvilla 19; Cattolica Bogliasco 18; Sori 14; Ospedale San Martino 13; Major
7. SERIE A2 Risultati: Af Calcio Alcor-Zener Farmacia Molina 2-1 (Alcor:
Marinelli, Tulimiero. Zener: Ghigini); Deportivo Generelia-Liguria Medici Sdp
Petroli 0-5 (Ienco, Mali Bujar 4); Praese 1945-Stella
Rivarolese 2-4 (Praese: Manzo, Dussoni. Rivarolese: Ariete, Cerbello, Romano,
Ficchetta); Arci Isoverde-Genova Lex Carrozzeria Impero 1-1 (Isoverde: Bossari.
Genova Lex: Appruzzese); Atletico Calcio Belvedere-Phoenix 1995 1-0 (Iazzetta);
Valpolcevera-Pallavicino 2-2 (Valpolcevera: Parenti, Sorrenti. Pallavicino:
Guazzi 2); Real Quezzi Eam Impresa Edile-Quarto 2-1 (Real Quezzi: Portolesi, EL
Madouki. Quarto: Baldassarre). Ha riposato: Due Settembre. Classifica: Atletico
Calcio Belvedere punti 40; Af Calcio Alcor 36; Due Settembre 35; Stella Rivarolese 33; Liguria Medici 30; Arci Isoverde 25;
Valpolcevera 23; Genova Lex, Pallavicino 21; Deportivo 19; Praese, Zener 18;
Phoenix, Quarto 17; Real Quezzi 9. 10/05/2009
(
da "Sicilia, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Proteste
a Santa Caterina per le modifiche allo Statuto L'opposizione abbandona il
Consiglio Santa Caterina. La Giunta comunale guidata dal sindaco Antonino
Fiaccato non ha ancora deliberato in merito alla modifica dello statuto
comunale nella parte che riguarda la composizione dello stesso organo
istituzionale, e così l'altra sera i consiglieri di minoranza del «Movimento
civico caterinese», il consigliere indipendente Santo Di Bella e la
rappresentante dell'Udc, Rosanna Pignato, hanno deciso di abbandonare l'aula
consiliare, costringendo il presidente del civico consesso a chiudere
anticipatamente l'assemblea. «La nostra protesta - spiega Santo Di Bella -
nasce dal fatto che la Giunta comunale non ha dato seguito ad un preciso
indirizzo che il consiglio comunale aveva dato, ovvero predisporre la modifica
dello statuto comunale per la riduzione da 5 a 3 del numero degli assessori e
la trasformazione dell'indennità percepita dal vice presidente del civico
consesso, in gettone di presenza. La
nostra richiesta ha lo scopo di ridurre le spese di gestione dell'intera
amministrazione comunale, applicando quanto già previsto dalla Regione
siciliana alla fine dell'anno scorso. Evidentemente, il sindaco Fiaccato non ha
alcuna intenzione di porre in essere tale modifica, poichè verrebbe a trovarsi
in grandi difficoltà». La protesta messa in atto dai consiglieri
comunali, comunque, non è finalizzata soltanto alla riduzione del numero degli
assessori, «ma vuole ricordare ai cittadini - ha detto ancora Di Bella - che la
decisione adottata dall'Amministrazione Fiaccato in merito alla mancata
attivazione del mutuo per la realizzazione di sedici alloggi popolari, non è
stata ancora portata all'esame e all'approvazione del consiglio comunale, che,
è bene ricordare, è l'unico organo che poteva prendere una decisione di tale
rilevanza. Tutti - ha concluso il consigliere Di Bella - auspichiamo che il
presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Dell'Utri, si faccia garante delle
delibere e delle problematiche votate in Consiglio, cosa che ultimamente non ha
avuto regolare corso».
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 10-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
COLLEGIO
1 PISCINOLA Piscinola, Chiaiano, Pianura Pdl Cerbone Luigi Nuova Provincia
Orlando Mario Udc Fioretti Maria detta Rosa Mpa Palumbo Alfredo Inm Merolla
Alfonso Pri Mallo Anna La Destra Licenziati Cristiano Udeur Esposito Natalino
Pensionati Sommella Fortunato Nuovo Psi Iovine Antonio Ad Cacace Vincenzo Noi
consumatori De Falco Angelo Adc Bocchetti Antonio Dc Tortora Alfredo Pd
Iacolare Francesco Lista Nicolais Migliaccio Carlo Sinistra Auriemma Fortuna Rep.
dem. Tericco Giovanni Idv Mele Crescenzo L'altro Sud Sangermano Imma Prc-Pdci
Cozzolino Vincenzo Diritti Di Vaia Pasquale Lista comunista Secone Davide P.
com. lav. Esposito Mario Mis Capuano Giovanni Pci-Ml La Piccirella Alfredo
Antonio Soc. dem. Ferraiuolo Antonio Sinistra critica Mandato Giuseppa
Insorgenza Crocano Carmela Per il bene Arcopinto Michele Lega Sud Montanino
Francesco Federalismo Filogamo Carmine Impotenti Guerriero Maria Preservativi
Cozzolino Carolina Forza dem. Ferrara Raffaele COLLEGIO 2 MIANO Miano,
Secondigliano Pdl Marano Manlio Luigi Nuova Provincia Orefice Carlo Udc
Napolitano Giuseppe Mpa Novaca Daniela Inm Coppola Pietro Pri Martucci Carmine
La Destra Di Dato Carlo Udeur Esposito Umberto Pensionati Monaco Antonio Nuovo
Psi Zuccaro Cristiano Ad Cicatiello Francesco Noi consumatori Pisani Antonio
Adc Mango Marco Dc Fiorentino Antonio Pd Bocchetti Nino Lista Nicolais Russo
Carmine Sinistra Cantarelli Rosario Rep. dem. Pisano Mario Idv Pezzella
Giovanni L'altro Sud Cioffo Luca Prc-Pdci Sermon Antonio Diritti Ricciardi
Serafino Lista comunista Guerra Giuseppe P. com. lav. Formisano Ciro Mis Murolo
Vincenzo Pci-Ml Mandato Paolo Soc. dem. Ferraiuolo Antonio Sinistra critica
Iavarone Alberto Insorgenza Riccio Vincenzo Per il bene Corona Bernardo Lega
Sud Mattera Massimo Federalismo De Rosa Ciro Impotenti Guerriero Maria
Preservativi Cozzolino Carolina Forza dem. Spalice Sonia COLLEGIO 3 SAN PIETRO
Scampia, Secondigliano Pdl Moschetti Maurizio Nuova Provincia Solombrino
Vincenzo Udc Alvino Federico Mpa Ferrara Claudio Inm Di Lorenzo Agostino Pri Di
Lella Valerio La Destra Romeo Oreste Udeur Esposito Ciro
Pensionati De Simone Vincenzo Nuovo Psi Grazioso Giuseppe Ad Mazzola Vincenzo
Noi consumatori De Felice Gennaro Adc Rizzo Pasquale Dc
Barreca Ciro Pd Serino Bernardina Lista Nicolais Tomeo Carmine Sinistra Parisi
Salvatore Rep. dem. Esposito Claudio Idv Sollazzo Rosa L'altro Sud Cioffo Luca
Prc-Pdci Mottola Sergio Diritti Miccoli Cosimino Lista comunista Liguori
Francesco P. com. lav. Formisano Ciro Mis De Luca Carlo Pci-Ml Mandato
Paolo Soc. dem. Limone Andrea Sinistra critica D'Andrea Stefania Insorgenza
Palladino Giovanni Per il bene Corona Bernardo Lega Sud Carrano Antonio
Federalismo Paradisone Gennaro Impotenti Guerriero Maria Preservativi Cozzolino
Carolina Forza dem. Porriello Sara COLLEGIO 4 SAN GIOVANNI San Giovanni, Barra,
Ponticelli Pdl Caccavale Lucio Nuova Provincia Castiello Rosamaria Udc Barone
Raffaele Mpa Ventura Angelo Pasquale Inm Canzanella Vincenzo Pri Scognamiglio
Gennaro La Destra Panico Mario Udeur Martelli Massimo Pensionati Crocifoglio
Ciro Nuovo Psi Velotto Salvatore Ad Russo Giorgio Noi consumatori Neri Gennaro
Adc De Laurentis Domenico Dc Gallo Francesco Pd Sannino Patrizia Lista Nicolais
Langella Michele Sinistra Cacciola Mario Rep. dem. Cortese Massimo Idv
Formisano Giovanni L'altro Sud Della Pietra Massimo Prc-Pdci Grimaldi Amodio
Diritti Birk Giuseppe Lista comunista Cordone Domenico P. com. lav. Formisano
Ciro Mis Boragine Raffaella Pci-Ml Giancotti Angelo Soc. dem. Elberti Luigi
Sinistra critica Isernia Antonella Insorgenza Napolitano Anna Luisa Per il bene
Catullo Valerio Lega Sud Picariello Aniello Federalismo Reale Antonio Impotenti
Di Cicco Maria Rosa Preservativi Manfredonia Antonio Forza dem. Ferrillo
Fioravante COLLEGIO 5 POGGIOREALE Poggioreale, Ponticelli Pdl Esposito Antonio
Nuova Provincia Contemi Pietro Udc Polimene Luigi Mpa De Giacomo Francesco Inm
Sorianello Luigi Pri Vinetti Pietro La Destra Sollazzo Giuseppe Udeur Finicelli
Alfredo Pensionati Campaniello Francesco Nuovo Psi Palmieri Domenico Ad
Bevilacqua Salvatore Noi consumatori Formicola Antonio Adc Giannicola Antonio
Dc Mele Sergio Pd Cilenti Massimo Lista Nicolais Albolino Ciro Sinistra Calemme
Rosanna Rep. dem. Acanfora Carmine Idv Falanga Marianna L'altro Sud Della
Pietra Massimo Prc-Pdci Di Costanzo Antonio Diritti Sorbara Fabrizio Lista
comunista Cordone Domenico P. com. lav. Traversa Maria Rosaria Mis Alviti
Giuseppe Pci-Ml Capparelli Rosaria Soc. dem. Bracale Ylenia Sinistra critica
Passaro Luca Insorgenza Lamberti Antonio Per il bene Avolio Gennaro Lega Sud
Picariello Aniello Federalismo Coppola Giuseppe Impotenti Di Cicco Maria Rosa
Preservativi Manfredonia Antonio Forza dem. Ferrillo Fioravante COLLEGIO 6
MERCATO Mercato, Pendino, Vicaria, San Lorenzo Pdl Rispoli Luigi Nuova
Provincia Chiummariello Raffaele Udc Giudice Rosario Mpa Dionisio Anna Inm
Manto Massimo Pri Accuso Vincenzo La Destra Bruno Maurizio Udeur Capuano
Maurizio Pensionati Lanza Francesco Nuovo Psi Esposito Giuseppe Ad Barbato
Carmine Noi consumatori Giorgione Angelo Adc Coppola Pasquale Dc Del Giudice
Agostino Pd Gallone Donatella Lista Nicolais Simeoli Giuseppe Sinistra Chiumeo
Pasqualino Rep. dem. Casillo Andrea Idv Attanasio Ovidio L'altro Sud Sasso Marco
Ettore Prc-Pdci Fonzo Flavio Diritti Guarino Sergio Lista comunista Verde
Agnese P. com. lav. Gagliardo Gennaro Mis Della Corte Giovanni Pci-Ml Sacco
Francesco Soc. dem. Cortese Ciro Sinistra critica Ruggiero Fabio Insorgenza
Calabrese Massimo Per il bene D'Angelo Luciana Lega Sud Perez Raffaele
Federalismo Olivares Ugo Impotenti Di Cicco Maria Rosa Preservativi Manfredonia
Antonio Forza dem. Ferrara Raffaele COLLEGIO 7 SAN CARLO San Carlo, San Lorenzo
Pdl Flauto Enrico Nuova Provincia Broccardo Raffaele Udc Passaretti Antonio Mpa
Costagliola Mario Inm Formoso Orlando Giacinto Pri Rande Luigi La Destra
Mancinelli Vincenzo Udeur Starita Luca Pensionati Crocifoglio Matilde Nuovo Psi
Affinito Valentina Ad Bonetti Luigi Noi consumatori Palumbo Maurizio Adc
Beneduce Guglielmo Dc Parente Guglielmo Pd Pizzi Claudia Lista Nicolais Galiero
Ciro Sinistra Pacella Giuseppe Rep. dem. Casillo Pasquale Idv Rollo Giuseppe
L'altro Sud Sasso Marco Ettore Prc-Pdci Maggio Giosuè Diritti D'Andrea Andrea
Lista comunista Cinque Vincenzo P. com. lav. Traversa Maria Rosaria Mis Priore
Giustina Pci-Ml Sacco Francesco Soc. dem. Pianelli Antonio Sinistra critica
Ruggiero Fabio Insorgenza Ranieri Angelo Per il bene Aloia Luca Lega Sud Perez
Raffaele Federalismo Angioletti Nasti Olimpia Impotenti Felicella Margherita
Preservativi Vitagliano Mariangela Forza dem. Porriello Sara COLLEGIO 8 STELLA Stella, San Carlo Pdl Cigliano Dario Nuova Provincia Palumbo
Anna Udc Ferrara Gennaro Mpa Perez Vincenzo Inm Caruso Anna Pri Grimaldi Danilo
La Destra Miele Zaccaria Udeur Leva Giuseppe Pensionati Chiapparelli Giuseppe
Nuovo Psi Del Monaco Rosanna Ad Angrisano Patrizia Noi consumatori Errico
Massimiliano Adc Picolli Giovanni Dc Demari Vincenzo Pd Filippelli Armida Lista
Nicolais D'Aquino Immacolata Sinistra Cozzolino Angelo Rep. dem. Datri
Innocenzo Idv Giamundo Arcangelo Salvatore L'altro Sud De Rosa Raffaele
Prc-Pdci Ruotolo Francesco Diritti Contocalakis Dario Lista comunista Quirino
Francesco P. com. lav. Arena Marco Mis Della Corte Giuseppe Pci-Ml Daniele
Silvio Soc. dem. Pianelli Antonio Sinistra critica Locantore Francesco
Insorgenza Marrazzo Ciro Per il bene Avolio Gennaro Lega Sud Vestuto Roberto
Federalismo Lento Salvatore Impotenti Felicella Margherita Preservativi
Vitagliano Mariangela Forza dem. Spalice Sonia COLLEGIO 9 AVVOCATA Avvocata,
Arenella Pdl Bellerè Giovanni Nuova Provincia Ferraro Sergio Udc Converti
Massimiliano Mpa Fusco Massimo Inm D'Orta Marco Pri Zullo Urbano La Destra
Esposito Maurizio Udeur Chirichella Patrizio Pensionati Sommella Giuseppe Nuovo
Psi Marone Guido Ad Russo Giovanni Noi consumatori Caserta Giuseppe Adc
Scarfiglieri Salvatore Dc Giulianelli Mario Pd Gambardella Elisabetta Lista
Nicolais Sarcina Giuseppina Sinistra Damiano Giuseppe Rep. dem. Sosti Maurizio Idv
Chirico Francesco L'altro Sud Cerullo Pietro Prc-Pdci Guida Mario Diritti De
Crescenzo Claudia Lista comunista Gargiulo Antonio P. com. lav. Liberti Matilde
Mis Contarino Maria Rosaria Pci-Ml Giuliani Valentina Soc. dem. La Motta
Attilio Sinistra critica Siani Chiara Insorgenza Branno Salvatore Per il bene
Tesoro Vincenzo Lega Sud Varriale Massimo Federalismo D'Angiò Antonelli Adele
Impotenti Felicella Margherita Preservativi Vitagliano Mariangela Forza dem.
Russiello Melania COLLEGIO 10 ARENELLA Arenella, Vomero Pdl Delfino Ottavio
Nuova Provincia Migliardi Fabio Udc Patruno Alberto Mpa Noviello Giuseppe Inm
Cimmino Gianfranco Pri Barone Teresa La Destra Papa Giovanni Udeur Giuliani
Antonio Pensionati Sommella Fortunato Nuovo Psi Tortora Filippo Ad Stile
Eugenio Alberico Noi consumatori Pisani Angelo Adc Falcione Ettore Dc Alfano
Corrado Pd Capone Alessandro Lista Nicolais Fiengo Maria Rosaria Sinistra
Coppeto Mario Rep. dem. Di Carluccio Salvatore Idv Imperlino Luigi L'altro Sud
Balia Andrea Prc-Pdci Crosio Giuseppe Diritti Piccolino Claudia Lista comunista
Brescia Ciro P. com. lav. Luciano Bruno Mis Sirigo Antonio Pci-Ml Coppola
Antonio Soc. dem. Pirozzi Gabriella Sinistra critica Locantore Francesco
Insorgenza Bozzelli Gianluca Per il bene Gentile Antonio Lega Sud Montanino
Francesco Federalismo Cecchini Claudio Impotenti Leonelli Francesco
Preservativi Lubrano Massimo Forza dem. Lecce Gabriele COLLEGIO 11 VOMERO
Vomero, Fuorigrotta Pdl Albano Serena Nuova Provincia Lala Marcello Udc De Masi
Roberto Mpa Grotta Pasquale Inm Romano Giuseppe Pri Tessitore Adelina La Destra
Auriemma Luciano Udeur Sirignano Augusto Pensionati Beato Dario Nuovo Psi
Postiglione Giovanni Ad Aliotta Maurizio Noi consumatori Pisani Angelo Adc
Crocifoglio Fabio Dc Vicastro Raffaele Pd Costa Massimo Lista Nicolais Gallo
Norberto Sinistra De Angelis Rosario Rep. dem. Bruno Alessandro Idv Pace Maria
Caterina L'altro Sud Musco Stefano Prc-Pdci Giuliani Tiziana Diritti Spatuzzi
Anna Lista comunista Fioretti Luca P. com. lav. Mobilio Lorenzo Mis Filocaso
Vincenzo Pci-Ml Coppola Antonio Soc. dem. Vulcano Francesco Sinistra critica
Cavotti Gianluca Insorgenza Piantino Enrico Per il bene Catullo Valerio Lega
Sud Bonfiglio Giovanni Battista Federalismo Iafullo Pasquale Impotenti Leonelli
Francesco Preservativi Lubrano Massimo Forza dem. Visconti Vincenzo COLLEGIO 12
FUORIGROTTA Fuorigrotta Pdl Lopa Rosario Nuova Provincia Sorrentino Ilaria Udc
Lettieri Carlo Mpa Frongillo Carmine Inm Masiello Luigi Pri Castaldo Luca Ciro
La Destra Tingarelli Gerardo Udeur Tabacchini Gennaro Pensionati Brevetto Bruno
Nuovo Psi Garofalo Mario Ad Giangrande Luciano Noi consumatori Artiano Ciro Adc
Sapia Pietro Dc Artese Andrea Francesco Pd Balzamo Giuseppe Lista Nicolais
D'Esposito Gaspare Sinistra Clemente Giovanni Rep. dem. Barretta Giuseppe Idv
Filoia Massimo L'altro Sud Spatuzzi Noemi Prc-Pdci Secondulfo Giovanni Diritti
Spatuzzi Anna Lista comunista Agnino Vittorio P. com. lav. Mobilio Lorenzo Mis
Maffettone Antonio Pci-Ml Nadj Kata Soc. dem. Vulcano Francesco Sinistra
critica Petricelli Maria Anna Insorgenza Urciuolo Ciro Per il bene Raso
Vincenza Lega Sud Mattera Massimo Federalismo Abbondante Anna Impotenti
Leonelli Francesco Preservativi Lubrano Massimo Forza dem. Vito Vincenzo
COLLEGIO 13 PIANURA Pianura, Soccavo Pdl Varriale Salvatore Nuova Provincia
Ciotola Claudio Udc Varchetta Mario Mpa Campanile Raffaele Inm Merolla Alfonso
Pri Costanzo Vincenzo La Destra Todaro Antonio Luciano Udeur Romano Alberto
Pensionati Valleriota Nicola Rosario Nuovo Psi Strazzullo Alessandro Ad Russo
Gennaro Noi consumatori Topo Francesco Adc de Silva Maria Dc Varriale Giovanni
Pd Falcone Livio Lista Nicolais Lamonica D'Ambrosio Patrizia Sinistra Miralto
Antonio Rep. dem. Ruggiero Fulvio Idv Luongo Antonio L'altro Sud Buongiovanni
Vincenzo Prc-Pdci Vacca Giuseppe Diritti Risi Antonio Lista comunista Brunello
Zaccaria P. com. lav. Esposito Mario Mis Raiola Gennaro Pci-Ml Savio Antonio
Soc. dem. Nocerino Pasquale Sinistra critica Esposito Bruno Insorgenza Marra
Luigi Per il bene Barretta Giuseppe Lega Sud Annunziata Rosa Federalismo
Riccardi Ferrari Paola Impotenti Felicella Giovanni Preservativi Peluccio
Luciano Forza dem. Santorelli Rolando COLLEGIO 14 POSILLIPO Posillipo, Bagnoli,
Soccavo Pdl Pascale Francesca Nuova Provincia Serappo Lucia Udc Cerbone Elvira
Mpa Orlando Antonio Pio Inm Cuomo Patrizio Pri Spinelli Giuseppe La Destra
Settembrini Silvio Udeur Cozzolino Luciano Pensionati Crocifoglio Ciro Nuovo
Psi Martuscelli Isabella Ad Saltelli Emiliano Noi consumatori Forte Simone Adc
Cincini Vincenzo Dc De Gregorio Vincenzo Pd Guerriero Salvatore Lista Nicolais
Giangrasso Alessia Sinistra Canale Cama Francesca Rep. dem. Giordano Alfredo
Idv Tommasielli Giuseppina L'altro Sud De Franciscis Emiddio Prc-Pdci Zazzaro
Mario Diritti Bassano Di Tufillo Simona Lista comunista Agnino Vittorio P. com.
lav. Esposito Mario Mis Di Costanzo Assunta Pci-Ml Di Meglio Amedeo Soc. dem.
Giordano Ciro Sinistra critica Cavotti Gianluca Insorgenza Giammarino Luigi Per
il bene Ferrillo Gennaro Lega Sud Varriale Massimo Federalismo Sole Carmine
Impotenti Felicella Giovanni Preservativi Peluccio Luciano Forza dem. Visconti
Salvatore COLLEGIO 15 SAN FERDINANDO San Ferdinando, Bagnoli, Chiaia Pdl
Carbone Gennaro Nuova Provincia De Santis Ninni Udc Palumbo Nello Mpa Scotti
Marina Inm Di Nocera Anna Maria Pri Mingione Luigi La Destra Torre Antonio
Udeur De Pompeis Vincenzo Pensionati D'Alfonso Giorgio Nuovo Psi Papolla Enrica
Ad Manna Giorgio Noi consumatori De Lisa Giovanni Adc Cincini Vincenzo Dc Cuomo
Mario Rosario Pd Rosa Anna Brigida Lista Nicolais Caramignoli Mauro Sinistra
Giordano Carlo Rep. dem. Massa Giuseppe Idv Lubrano di Ricco Maria Candida
L'altro Sud De Franciscis Emiddio Prc-Pdci Pecoraro Felice Diritti Tempore
Vincenzina Lista comunista Fioretti Luca P. com. lav. Mobilio Lorenzo Mis
Iannucci Pasquale Pci-Ml Palamaro Francesco Soc. dem. Gianfreda Roberto
Sinistra critica Pinto Fabrizio Insorgenza Ippolito Carmine Per il bene Gentile
Christian Lega Sud Mattera Massimo Federalismo Sole Carmine Impotenti Felicella
Giovanni Preservativi Peluccio Luciano Forza dem. Visconti Vincenzo
(
da "Arena, L'"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Lunedì
11 Maggio 2009 SPORT Pagina 41 Il Luc Bovolone conquista il titolo provinciale
CEREA Il Luc Bovolone si è aggiudicato il titolo provinciale giovanissimi a
conclusione del 2° Trofeo Città di Cerea-2° Trofeo Proloco di Cerea organizzato
dall'Italo Pec Collanti con la collaborazione della Proloco e degli Alpini di
Cerea. In gara 211 atleti. G1: 1) Federico Bertoncini (Ausonia), 2) Leonardo
Volpe (Italo Pec), 3) Luca Biasiolo (Isolano Stella
81), 4) Marco Menti (Cage Capes), 5) Marco Brenner (E-Racers). Femmine: 1)
Giorgia Cisamolo (Off. Alberti), 2) Maira Bertasini (Luc), 3) Anastasia
Albarello (Cage). G2: 1) Emanuele Pasi (Luc Bovolone), 2) Matteo Vaccaro
(Cage), 3) Federico Zorzan (Luc), 4) Mattia Rizzati (Cage),
5) Matteo Modena (Cage). Femmine: 1) Chiara Longo (Italo Pec), 2) Gaia Soave
(Luc), 3) Alessia Pasinato (Cage Capes Silvana). G3: 1) Gianmarco Cervato (Off.
Alberti), 2) Enea Righetti (Ausonia), 3) Riccardo Lancerotto (Cage), 4) Davide
Martini (Alberti), 5) Samuele Carpene (Alberti). Femmine: 1) Giulia
Gobetti (Cage Silvana), 2) Katiuscia Vaccari (Italo Pec), 3) Sara Fedeli
(Ausonia). G4: 1) Marco Chesini (Ausonia), 2) Davide Venturi (Azzanese), 3)
Diego Cisamolo (Alberti), 4) Filippo Dal Forno (Alberti), 5) Riccardo Buffon
(Gaiga Campi). Femmine: 1) Debora Ghiotto (Hawaiki Roncà), 2) Rachele Bonato
(Beni), 3) Ilaria De Beni (Gaiga Campi). G5: 1) Alberto Zanoni (Cage Capes
Silvana), 2) Luca Mozzato (Cage), 3) Cristian Rocchetta (Cordioli Acl), 4)
Andrea Pulito (Beni), 5) Mounin Ouahdani (Isolano). Femmine: 1) Martina Stefani
(Isolano Stella 81), 2) Nicole Magagna (Isolano), 3)
Debora Silvestri (Azzanese). G6 (pari): 1) Nicola Righetti (Ausonia), 2) Enrico
Zanoncello (Luc), 3) Alex Venturini (Caselle), 4) Riccardo Frigatti (Adria), 5)
Mattia Nicolini (Beni). G6 (dispari): 1) Realdo Ramaliu (Luc Bovolone), 2)
Carloalberto Giordani (Isolano), 3) Riccardo Merola (Isolano), 4) Federico
Queruli (Beni), 5) Matteo Gazzetto (Hawaiki). Femmine: 1) Jessica Longo (Italo
Pec), 2) Margherita Dalle Pezze (Ausonia), 3) Martina Pietroboni (Italo).
(
da "Corriere della Sera"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 11/05/2009 - pag: 8 «Minacciata l'esistenza del Pakistan» Allarme del generale Usa Petraeus di fronte all'avanzata estremista WASHINGTON Qualcosa si muove sul fronte orientale. O almeno questo è ciò che pensa il generale David Petraeus, responsabile del comando che segue le operazioni nello scacchiere afghano-pachistano. La sfida dei talebani nel suo giudizio ha «galvanizzato » l'esercito del Pakistan e lo ha spinto a reagire nei confronti di una «minaccia esistenziale». Le prossime settimane, ha aggiunto, saranno decisive per capire se la risposta di Islamabad ha avuto successo. Poi, stemperando i timori emersi negli Usa nei giorni scorsi, il generale ha affermato di avere fiducia nel sistema che protegge l'arsenale nucleare del Pakistan: «Ci fidiamo delle misure di sicurezza e delle procedure». Alle parole di Petraeus ha fatto eco il presidente pachistano Ali Zardari. In un'intervista alla Nbc ha rassicurato che «lo Stato non collasserà» ma ha riconosciuto che il suo Paese sta combattendo «la guerra per la propria esistenza». Quindi ha ricordato che il problema delle formazioni integraliste non è nato oggi essendo un'eredità della guerra contro i sovietici. La crescita del movimento mujaheddin negli anni 80, ha osservato, «è un cancro creato da noi tutti, Pakistan e America». Una chiara allusione al finanziamento da parte delle intelligence dei due Paesi (e dell'Arabia Saudita) verso gli insorti che si battevano per liberare l'Afghanistan dall'Armata Rossa. Il nuovo impegno nella lotta all'estremismo, sancito dal recente incontro di Washington con Barack Obama e il presidente afghano Karzai, non ha comunque sgombrato il campo da alcune differenze di vedute tra i partner. In particolare sul dossier dei raid americani. Missioni affidate a velivoli convenzionali in Afghanistan e agli aerei senza pilota in Pakistan. Il Pentagono, ha avvertito il consigliere per la sicurezza nazionale James Jones, non fermerà gli attacchi, anche se cercherà di evitare che si ripetano errori nella designazione dei bersagli: «Raddoppieremo i nostri sforzi per impedire che degli innocenti siano uccisi». Un problema serio, per le ripercussioni politiche e sociali, confermato dalla strage costata la vita pochi giorni fa a decine di civili in Afghanistan. Per Jones «legare le mani ai nostri comandanti sarebbe una cosa imprudente». Su questo aspetto è parso più prudente Petraeus. Infatti, ha riconosciuto che «le nostre tattiche non devono compromettere gli obiettivi strategici». Ossia bisogna evitare di alienarsi il consenso della popolazione solo per neutralizzare questo o quel capo terrorista. Per diversi responsabili militari i raid si sono rivelati un'arma efficace, specie contro le formazioni qaediste. Grazie alle incursioni dei droni sono stati eliminati numerosi dirigenti e altri sono stati costretti a nascondersi. Un bilancio positivo riconosciuto dallo stesso Petraeus, il quale ritiene che «Al Qaeda mantiene delle enclavi e dei rifugi, ma non ha più basi operative in Afghanistan». La spada è adesso nelle mani dei talebani che usano le zone tribali del Pakistan come retrovia. Una regione dove hanno trovato ospitalità molti qaedisti. Forse tra i fuggiaschi c'è anche Bin Laden. Ma, come ha ammesso Jones, nessuno sa se Osama sia «vivo e morto». Guido Olimpio
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(
da "Giorno, Il (Milano)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 2 Berlusconi rilancia: Il premier vuole superare i «vecchi
strumenti». di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA SARÀ LA VOLTA BUONA? Centonove anni
dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo Libertini,
riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione
delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili,
uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e
Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento. Ma per altri
sono importanti presidi di federalismo e soprattutto per tanti sono centri di
potere da difendere. E quindi cancellarle sarà una impresa titanica. A
RILANCIARLA è Silvio Berlusconi che torna a sfidare la Lega (e lo fa, non a
caso, con la tornata elettorale alle porte). «Le Province dice il presidente
del Consiglio sono strumenti vecchi che intendiamo superare introducendo per le
grandi aree le città metropolitane. Ho letto che la sinistra e l'Udc dicono la
stessa cosa nei loro programmi, sono contento che siano d'accordo con la
maggioranza e quando faremo la riforma costituzionale su questa materia spero
che manterranno la loro opinione e che ci diano i loro voti». Ma sarebbe una
abolizione tout court o una abolizione delle sole aree metropolitane, come da
proposta del governo per la prossima Finanziaria? E magari, come detto l'altro
ieri il ministro Renato Brunetta, si darà vita a una riforma che porterà a
«Province nuove, che saranno presiedute da un sindaco eletto non più
direttamente dai cittadini ma dalla conferenza dei sindaci della provincia e
che ingloberanno le comunità montane e altri enti di secondo livello»?
DIPENDERÀ dai rapporti di forza. Che il leader del Pdl voglia completamente
superare questo ente territoriale è cosa nota. «La prima cosa da fare per
ridurre i costi della politica è dimezzare il numero
di consiglieri regionalie e comunali e non parlo delle province disse il 31
aprile del 2008 perchè bisogna eliminarle. Dobbiamo eliminare tanti enti
inutili, e quindi province, comunità montane e tutti quegli enti antichi
rimasti in funzione senza produrre nessun effetto...». Come alleato Berlusconi
ha sicuramente la componente ex An del Pdl, che con Fini («nel programma del
Pdl c'era l'abolizione e personalmente non ho cambiato opinione») e la Russa
(che propose un percorso graduale, con abolizione entro cinque anni) si
espresse nettamente. Ma è altrettanto noto che la Lega le difeso e difende le
province a spada (di Alberto da Giussano) tratta. Così bene che lo scorso 11
dicembre Berlusconi osservò: «C'è solo un punto del programma sul quale ho
difficoltà con i miei alleati: è quello dell'abolizione delle province. Siamo
ancora convinti che sarebbe un passo utile per risparmiale, ma la Lega ha una
posizione molto ferma». posizione che resta eccome. «Finirà come nella favola
di Fedro della volpe e l'uva ironizza il leghista Matteo Salvini le volpi del
Pdl prima cercheranno di abolirle poi, una volta visto che non ce la faranno,
diranno metaforicamente: tanto l'uva non è matura». FAVOREVOLI all'abolizione
sono anche Idv e Udc, mentre il Pd che nel programma elettorale scrisse
«dobbiamo abolire le Province partendo da quelle ove esistono le aree
metropolitane» ora, con realpolitik, ha sfumato sull'abolizione totale (non
negata, ma rinviata a un imprecisato futuro) e si è concentrato sull'abolizione
delle province delle grandi città. In questa direzione andò Veltroni, con il
consenso di presidenti di importanti province guidate dal centrosinistra come
Matteo Renzi (Firenze) e Nicola Zingaretti (Roma), ma con un netto «no» da
parte di un fetta importante del partito, a partire dai segretari regionali di
Piemonte e Veneto. Da parte sua il segretario Dario Franceschini bolla il
tentativo di Berlusconi come mossa elettorale: «Possibile domanda che queste
cose emergano stranamente prima delle campagna elettorali? Che il barcone sia
respinto quando il numero di immigrati cresce, e le Province siano da abolire
proprio ora, quando sono al governo da un anno, e non hanno fatto nulla?».
Image: 20090511/foto/1457.jpg
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 2 Berlusconi rilancia: Il premier vuole superare i «vecchi
strumenti». di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA SARÀ LA VOLTA BUONA? Centonove anni
dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo Libertini,
riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione
delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili,
uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e
Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento. Ma per altri
sono importanti presidi di federalismo e soprattutto per tanti sono centri di
potere da difendere. E quindi cancellarle sarà una impresa titanica. A
RILANCIARLA è Silvio Berlusconi che torna a sfidare la Lega (e lo fa, non a
caso, con la tornata elettorale alle porte). «Le Province dice il presidente
del Consiglio sono strumenti vecchi che intendiamo superare introducendo per le
grandi aree le città metropolitane. Ho letto che la sinistra e l'Udc dicono la
stessa cosa nei loro programmi, sono contento che siano d'accordo con la
maggioranza e quando faremo la riforma costituzionale su questa materia spero
che manterranno la loro opinione e che ci diano i loro voti». Ma sarebbe una
abolizione tout court o una abolizione delle sole aree metropolitane, come da
proposta del governo per la prossima Finanziaria? E magari, come detto l'altro
ieri il ministro Renato Brunetta, si darà vita a una riforma che porterà a
«Province nuove, che saranno presiedute da un sindaco eletto non più
direttamente dai cittadini ma dalla conferenza dei sindaci della provincia e
che ingloberanno le comunità montane e altri enti di secondo livello»?
DIPENDERÀ dai rapporti di forza. Che il leader del Pdl voglia completamente
superare questo ente territoriale è cosa nota. «La prima cosa da fare per
ridurre i costi della politica è dimezzare il numero
di consiglieri regionalie e comunali e non parlo delle province disse il 31
aprile del 2008 perchè bisogna eliminarle. Dobbiamo eliminare tanti enti
inutili, e quindi province, comunità montane e tutti quegli enti antichi
rimasti in funzione senza produrre nessun effetto...». Come alleato Berlusconi
ha sicuramente la componente ex An del Pdl, che con Fini («nel programma del
Pdl c'era l'abolizione e personalmente non ho cambiato opinione») e la Russa
(che propose un percorso graduale, con abolizione entro cinque anni) si
espresse nettamente. Ma è altrettanto noto che la Lega le difeso e difende le
province a spada (di Alberto da Giussano) tratta. Così bene che lo scorso 11
dicembre Berlusconi osservò: «C'è solo un punto del programma sul quale ho
difficoltà con i miei alleati: è quello dell'abolizione delle province. Siamo
ancora convinti che sarebbe un passo utile per risparmiale, ma la Lega ha una
posizione molto ferma». posizione che resta eccome. «Finirà come nella favola
di Fedro della volpe e l'uva ironizza il leghista Matteo Salvini le volpi del
Pdl prima cercheranno di abolirle poi, una volta visto che non ce la faranno,
diranno metaforicamente: tanto l'uva non è matura». FAVOREVOLI all'abolizione
sono anche Idv e Udc, mentre il Pd che nel programma elettorale scrisse
«dobbiamo abolire le Province partendo da quelle ove esistono le aree
metropolitane» ora, con realpolitik, ha sfumato sull'abolizione totale (non
negata, ma rinviata a un imprecisato futuro) e si è concentrato sull'abolizione
delle province delle grandi città. In questa direzione andò Veltroni, con il
consenso di presidenti di importanti province guidate dal centrosinistra come
Matteo Renzi (Firenze) e Nicola Zingaretti (Roma), ma con un netto «no» da
parte di un fetta importante del partito, a partire dai segretari regionali di
Piemonte e Veneto. Da parte sua il segretario Dario Franceschini bolla il
tentativo di Berlusconi come mossa elettorale: «Possibile domanda che queste
cose emergano stranamente prima delle campagna elettorali? Che il barcone sia
respinto quando il numero di immigrati cresce, e le Province siano da abolire
proprio ora, quando sono al governo da un anno, e non hanno fatto nulla?».
Image: 20090511/foto/114.jpg
(
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO
PIANO pag. 2 Berlusconi rilancia: Il premier vuole superare i «vecchi
strumenti». di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA SARÀ LA VOLTA BUONA? Centonove anni
dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo Libertini,
riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione
delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili,
uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e
Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento. Ma per altri
sono importanti presidi di federalismo e soprattutto per tanti sono centri di
potere da difendere. E quindi cancellarle sarà una impresa titanica. A
RILANCIARLA è Silvio Berlusconi che torna a sfidare la Lega (e lo fa, non a
caso, con la tornata elettorale alle porte). «Le Province dice il presidente
del Consiglio sono strumenti vecchi che intendiamo superare introducendo per le
grandi aree le città metropolitane. Ho letto che la sinistra e l'Udc dicono la
stessa cosa nei loro programmi, sono contento che siano d'accordo con la maggioranza
e quando faremo la riforma costituzionale su questa materia spero che
manterranno la loro opinione e che ci diano i loro voti». Ma sarebbe una
abolizione tout court o una abolizione delle sole aree metropolitane, come da
proposta del governo per la prossima Finanziaria? E magari, come detto l'altro
ieri il ministro Renato Brunetta, si darà vita a una riforma che porterà a
«Province nuove, che saranno presiedute da un sindaco eletto non più
direttamente dai cittadini ma dalla conferenza dei sindaci della provincia e
che ingloberanno le comunità montane e altri enti di secondo livello»?
DIPENDERÀ dai rapporti di forza. Che il leader del Pdl voglia completamente
superare questo ente territoriale è cosa nota. «La prima cosa da fare per
ridurre i costi della politica è dimezzare il numero
di consiglieri regionalie e comunali e non parlo delle province disse il 31
aprile del 2008 perchè bisogna eliminarle. Dobbiamo eliminare tanti enti
inutili, e quindi province, comunità montane e tutti quegli enti antichi rimasti
in funzione senza produrre nessun effetto...». Come alleato Berlusconi ha
sicuramente la componente ex An del Pdl, che con Fini («nel programma del Pdl
c'era l'abolizione e personalmente non ho cambiato opinione») e la Russa (che
propose un percorso graduale, con abolizione entro cinque anni) si espresse
nettamente. Ma è altrettanto noto che la Lega le difeso e difende le province a
spada (di Alberto da Giussano) tratta. Così bene che lo scorso 11 dicembre
Berlusconi osservò: «C'è solo un punto del programma sul quale ho difficoltà
con i miei alleati: è quello dell'abolizione delle province. Siamo ancora
convinti che sarebbe un passo utile per risparmiale, ma la Lega ha una
posizione molto ferma». posizione che resta eccome. «Finirà come nella favola di
Fedro della volpe e l'uva ironizza il leghista Matteo Salvini le volpi del Pdl
prima cercheranno di abolirle poi, una volta visto che non ce la faranno,
diranno metaforicamente: tanto l'uva non è matura». FAVOREVOLI all'abolizione
sono anche Idv e Udc, mentre il Pd che nel programma elettorale scrisse
«dobbiamo abolire le Province partendo da quelle ove esistono le aree
metropolitane» ora, con realpolitik, ha sfumato sull'abolizione totale (non
negata, ma rinviata a un imprecisato futuro) e si è concentrato sull'abolizione
delle province delle grandi città. In questa direzione andò Veltroni, con il
consenso di presidenti di importanti province guidate dal centrosinistra come
Matteo Renzi (Firenze) e Nicola Zingaretti (Roma), ma con un netto «no» da parte
di un fetta importante del partito, a partire dai segretari regionali di
Piemonte e Veneto. Da parte sua il segretario Dario Franceschini bolla il
tentativo di Berlusconi come mossa elettorale: «Possibile domanda che queste
cose emergano stranamente prima delle campagna elettorali? Che il barcone sia
respinto quando il numero di immigrati cresce, e le Province siano da abolire
proprio ora, quando sono al governo da un anno, e non hanno fatto nulla?».
Image: 20090511/foto/8535.jpg
(
da "Stampa, La"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Montanelli
così parlò il «mito» Il 12 maggio ricorre il centenario della nascita di Indro
Montanelli. Molti si sono esercitati nel ricordo di questo grande giornalista.
Alcune riflessioni non gli hanno, però, reso merito e onore, anzi. Eppure
bastava ricordare alcune frasi «storiche» del direttore. Bastava scrivere
quanto egli disse: «I giornalisti sono al servizio dei giornali e i giornali
dei lettori. Chi pensa il contrario farebbe bene a cambiare mestiere». Poi
disse che «lo scoop è la scorciatoia dei somari», ma anche che «cercare il
"colpo" consente di arrivare prima, ma male e si perde la fiducia del
lettore». Per Montanelli «il giornalismo è un mestiere che richiede umiltà, il
protagonismo contrasta con questa legge». Nella sua mitica «Olivetti lettera
22» Montanelli scrisse anche che «merito del giornalismo italiano è avere
strappato la cultura ai fortilizi mafiosi dell'accademia». Frasi dette dal mito
che non moriranno mai, come mai potrà morire quanto fatto da questo grande
italiano. DANIELE DAMELE Bravo, Fassino Finalmente Fassino ha approvato il
ministro Maroni nella operazione respingimento in Libia di migranti. Finalmente
un uomo, e importante, dell'opposizione che riesce a superare il muro del no,
sempre e comunque, che va avanti da anni e con penosi risultati per il Pd. Mi
auguro che sia la volta buona e si riesca a ragionare sui problemi senza
preconcetti e schieramenti. Bravo, Fassino! RAFFAELLA C. RUZZI Poteva pensarci
il Vaticano Secondo il Vaticano, aver respinto gli immigrati è stata una cosa
disumana e l'Italia avrebbe dovuto accoglierli senza battere ciglio come ne ha
accolti centinaia di migliaia nei decenni passati. Invece di farci la predica,
il Vaticano avrebbe dovuto fare una cosa semplicissima: accollarsi i migranti
nel suo Stato. Avrebbe potuto dare loro alloggio e lavoro visti i grandi
possedimenti terrieri e le ricchezze di cui dispone; questo sarebbe stato un
buon esempio di carità cristiana, invece ancora una volta la Santa Sede l'onere
dell'ospitalità la accolla allo Stato italiano. CARLO MARTELLI, PIACENZA
L'avesse fatto Berlusconi... Il sig. Franceschini non ha trovato di meglio da
fare che andare all'Aquila, dopo quello che è successo, e che fa tra l'altro?
Inaugura una nuova sezione del Pd. Sono abruzzese, ma sai quanto me ne può
fregare della sezione Pd con tutte le magagne da risolvere! L'avesse fatto
Berlusconi sai che can can dagli avversari politici! ANGELO D'ALFONSINE, CIRIÈ
(TO) Nuovi ministri: e la crisi? Alla fine la Brambilla l'ha spuntata
diventando la nuova ministra del Turismo. A breve ritornerà
anche il ministero della Salute. Questo riproliferare di ministeri è un
contentino politico o una reale esigenza del Paese? Pensando positivo,
auspichiamo che il Paese trarrà giovamento da queste nuove nomine, però qualche
dubbio rimane. Contenere i costi della politica deve
rimanere un obbligo, prima che politico, morale per il governo in carica:
la crisi economica ha limato pesantemente le risorse disponibili, pertanto
queste ultime debbono essere utilizzate con oculatezza e non sprecate per
accontentare le ambizioni politiche di qualche neo ministra/o. GIUSEPPE DIOTTO,
TORINO Cnr, concorso e ricorso L'articolo pubblicato lunedì 4 maggio sulla
Stampa dal titolo «Concorso "pilotato" al Cnr» è gravemente diffamatorio
nei confronti di un istituto del Cnr, dei direttori che si sono succeduti negli
ultimi anni e dei componenti della Commissione di concorso citati. Prendiamo
atto della sentenza del Tar, contro il quale il Cnr farà ricorso al Consiglio
di Stato, e siamo fiduciosi che la giustizia farà il suo corso. La
ricostruzione di quanto accaduto è invece chiaramente tendenziosa: che il
giornalista abbia ritenuto di scrivere un articolo sulla base delle
dichiarazioni di una sola parte, senza minimamente verificarne l'attendibilità,
può anche rientrare nel diritto di cronaca, ma che il giornalista accrediti
aprioristicamente il ricorrente come «super-cervello», lasciando sottintendere
una valutazione negativa dei vincitori, e utilizzi frasi quali «mani nella
marmellata» e «concorso pilotato» fa passare dalla ricostruzione non
documentata alla diffamazione a mezzo stampa. RICCARDO TASCONE DIRETTORE
IEIIT-CNR ROBERTO TEMPO DIRIGENTE DI RICERCA IEIIT-CNR I giudici del Tar hanno
valutato le argomentazioni di una parte e dell'altra e hanno emesso una
sentenza. Potrà non piacere, ma è la decisione di un giudice terzo, quindi non
di una sola parte come la si vuol far passare. Quanto al valore del candidato
escluso, non sono io a doverlo valutare: lo ha fatto l'Iriti (predecessore
dell'Ieiit) assumendolo e la stessa commissione di cui i professori Tascone e
Tempo facevano parte facendolo giungere alla soglia dell'orale al concorso. La
valutazione negativa che ne deriverebbe per i due vincitori, nemmeno citati, è
frutto di una forzatura, questa sì, tendenziosa. \ Il francobollo per il
satellite «Agile» Per festeggiare un successo fatto registrare dal satellite
per l'esplorazione dell'universo «Agile», vanto della tecnologia italiana, le
Poste hanno emesso un francobollo a esso dedicato del valore facciale di 0,65
euro. La posta prioritaria mi pare costi 0,60 euro. Se non fosse che 0,65 è
l'affrancatura che serve per la zona tariffaria 1 (formata da Europa e Paesi
del Mediterraneo), si potrebbe supporre che questo sia un francobollo dedicato ai
collezionisti, non escludendo però l'eventualità che a breve ci venga
presentato un aumento dei costi delle affrancature; nulla di più facile, le
Poste hanno appena aumentato le commissioni sui pagamenti con bollettini di ccp
concedendosi a fronte di una inflazione ai minimi storici un buon +10%. RENATA
RANTELLA
(
da "Secolo XIX, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Colpire
gli sprechi per difendere la buona sanità Federico
Mereta La signora Tina ha varcato la soglia degli ottant'anni. Sta benissimo,
beata lei. Ma ogni anno, quando arriva la primavera, si concede una settimana
di ricovero per prepararsi alla stagione più calda. Soliti esami del sangue,
magari una lastra per vedere che le articolazioni siano a posto, un ciclo di
flebo rinforzanti sono il suo personale trattamento per rimettersi in forma. A
tenere calda una camera non è una preziosa clinica, ma un grande policlinico di
una città del sud. Così la signora Tina, nome di fantasia, diventa uno dei
protagonisti di una delle più comuni telenovelas del sistema sanitario
nazionale: la saga del ricovero inutile, che costa circa cinque miliardi e
settecento milioni di euro l'anno alle sempre più sofferenti casse del sistema
sanitario. Questa arzilla donna è solo un esempio dei tanti malvezzi di una
sanità che, pur zoppicando, rimane sempre tra le migliori del mondo. Anche se
deve fare i conti con budget sempre più risicati, che
spesso non bastano a coprire gli sprechi di un
sistema in costante "riparazione". La storia della signora Tina,
epifenomeno dei mille malvezzi della nostra Italia che zoppica quando si parla
di salute ma non cede alla speranza di un futuro migliore, anche grazie a
modelli virtuosi e al lavoro che tanti portano avanti ogni giorno, è raccontata
dalla giornalista dell'Espresso, Daniela Minerva, nel suo volume
"La fiera delle Sanità" (Rizzoli.Bur, pagg.373 euro 12,50). Il libro,
realizzato sotto forma di inchiesta, indaga su come e perché ci siano casi in
cui la politica e addirittura la malavita organizzata
entrino nella sfera della salute del cittadino e del complesso sistema che
dovrebbe consentirci di mantenerla il più a lungo possibile, facendo il punto
su cortesie ingiustificate, gestioni che non vedono lo Stato ma i singoli
protagonisti di scelte strategiche per la sanità, sprechi
che rendono sempre più difficile assicurare prestazioni dovute ai cittadini. Ma
soprattutto nel testo si denuncia l'arroganza di chi vede nella sanità un
territorio di conquista e,nei 104 e passa milioni di euro che lo Stato investe
annualmente per la salute dei cittadini, una splendida torta da dividere, pur
riconoscendo che a fronte di casi drammatici di malasanità esistono eccellenze
che sono destinate a portare alla vittoria chi crede nel sistema sanitario
nazionale. Da questa "istantanea" tutt'altro che tranquillizzante, in
un'epoca di federalismo sempre più spinto che potrebbe portare a una vera e
propria competizione tra regioni (per non parlare dell'Europa, che spingerà la
strada della concorrenza a tutto vantaggio del cittadino che potrebbe trovare
la soluzione al suo problema in un volo low-cost a Londra, Parigi o in
Germania), emergono tante problematiche che l'Italia deve affrontare. La prima
è sicuramente di ordine politico. In quest'epoca di ristrettezze e ricerca di
fondi, nella logica obbligata di un contenimento dei costi, è lecito offrire
tutto a tutti, sempre e comunque. "Come facciamo a contenere le spese e
rispettare i tetti con una popolazione che invecchia e una medicina che costa -
e offre - sempre di più"? La risposta a questa domanda posta dall'autrice
del libro sta probabilmente in un'unica parola: appropriatezza. Perché
moltiplicare l'offerta e garantire comunque la gratuità significa spingere il
cittadino a consumare, nella perversa spirale del "tutto a tutti" che
ha portato a sprecare, come in un fiume inarrestabile, grandi quantità di
denaro. Così, come per la signora Tina il ricovero annuale di
"verifica" per l'estate che si avvicina è un'abitudine tutt'altro che
negativa, se non fosse che un posto letto in un'ospedale d'eccellenza costa
davvero moltissimo e che a volte si effettuano esami sofisticati come tac e
risonanze magnetiche senza che ce ne sia un effettivo bisogno. Un dato per
tutti. L'Associazione dei medici cardiologi ospedalieri ha condotto uno studio
che dimostra che sempre più spesso si prescrivono elettrocardiogrammi sotto
sforzo senza un vero perché, e con altrettanta disinvoltura capita che andando
dal medico di medicina generale ci si trovi sottoposti a una serie di esami del
sangue, sfruttando l'unico prelievo, che a volte non hanno tutte le ragioni di
essere effettuati. In piccolo, una sorta di check-up che conforta l'utente ed è
il figlio di una medicina ancora più difensiva. Sono questi i veri sprechi, spesso giustificati dalle situazioni ambientali,
che occorre combattere. Perché la signora Tina non diventi il vero modello del
nostro sistema sanitario, e perché, al contrario, l'Italia rimanga il paese
dell'Ocse con l'aspettativa di vita più alta alla nascita: un anno e otto mesi
più degli inglesi e tre anni in più degli americani. 11/05/2009
(
da "Milano Finanza"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Milano
Finanza sezione: Copertina data: 09/05/2009 - pag: 12 autore: di Roberta
Castellarin e Paola Valentini piazza affari Rampolli & contenti Nel 2008
hanno intascato oltre 35 milioni in emolumenti e bonus per l'attività svolta
nelle società di famiglia. Anche quando non ricoprono ruoli esecutivi e
disertano sistematicamente i cda. Dai Berlusconi ai Ligresti, i ricchi stipendi
degli eredi dei Paperoni Il super divorzio Berlusconi-Lario alza il sipario sul
ruolo giocato a Piazza Affari dai figli del premier nelle società di famiglia e
potrebbe rimettere in gioco gli equilibri della galassia Fininvest. Di fatto,
oggi, dei cinque rampolli del presidente del consiglio solo tre siedono nei cda
delle aziende di famiglia, ma con ruoli molto diversi e creando di fatto una
sorta di spaccatura tra figli di primo e di secondo letto. Se Mediaset è
saldamente in mano al quarantenne Piersilvio che ha un ruolo di vice presidente
esecutivo, su Mondadori regna Marina, 43 anni, presidente esecutivo. Dei tre
figli di Veronica Lario, ovvero Barbara, Eleonora e Luigi, soltanto
quest'ultimo, il più giovane, classe '88, ha già accesso nella stanza dei
bottoni delle società quotate della galassia Berlusconi. Siede infatti nel cda
di Mediolanum dove lo scorso anno ha partecipato al 70% delle riunioni. Si
tratta, però, di un ruolo non esecutivo perché qui l'erede designato è Massimo
Doris, figlio del fondatore Ennio. Anche perché Mediolanum non può essere
considerata una società di Berlusconi, ma nasce da un joint venture tra Fininvest
e Doris ed è la famiglia di quest'ultimo a rappresentare il socio più
importante con circa il 40% del capitale, sia pur di poco. Ma non sono solo i
giovani Berlusconi a giocare un ruolo di primo piano nelle stanze del potere
delle più importanti società quotate italiane. Sono molti i casi in cui il
fondatore sta insegnando il mestiere ai figli, dando loro una o più poltrone
nelle società di famiglia. Erogando anche ricchi emolumenti per le cariche
ricoperte, anche se spesso non hanno ruoli decisionali. Per carità, non si
tratta di prole privilegiata e basta. Un imprenditore di successo come
Francesco Gaetano Caltagirone, la pappa pronta ai figli non l'ha certo servita.
Tanto da far dire di recente al figlio Francesco jr, presidente di Cementir,
che il bonus da oltre 4 milioni di euro era tutto sudore della sua fronte («la
crescita di Cementir è basata su una mia intuizione», ha affermato all'ultima
assemblea, «quando abbiamo comprato la società le competenze della famiglia nel
settore del cemento erano zero»).Insomma, ci sono figli e figli. MF/Milano
Finanza ha ricostruito la classifica dei rampolli più pagati e più presenti nei
cda di piazza Affari, distinguendo però tra chi ha un ruolo davvero esecutivo e
chi invece non ha ancora ricevuto deleghe. Una mappa per scoprire anche quanto
pesano sui conti delle società quotate gli affari di famiglia. Partendo da un
numero. Nel complesso gli emolumenti e i bonus intascati nel 2008 dai figli di
nelle principali società quotate ammontano a 35,6 milioni di euro.Chi guadagna
di più. I campioni di incasso sono i tre fratelli Ligresti. Gioacchino Paolo,
Giulia Maria e Jonella hanno guadagnato nel 2008 emolumenti e bonus per quasi
15 milioni di euro dalle società di famiglia e dalle altre quotate in Piazza
Affari in cui sono entrati per rappresentare il gruppo fondato da Salvatore
Ligresti. Ma come si spartiscono ruoli e compensi? Per i Ligresti, come per
quasi tutte le altre società di Piazza Affari analizzate, è sempre l'erede
maschio a guadagnare di più. Infatti Gioacchino Paolo, classe '69, ha
guadagnato lo scorso anno 5,1 milioni di euro, di cui 4,8 milioni in Fondiaria
Sai e controllate. Il più giovane dei tre fratelli Ligresti si è fatto le ossa
nelle attività immobiliari del gruppo, ma ha anche diversificato di recente
nella gestione dei diritti di immagine di grandi campioni sportivi. Gioacchino
siede nella holding di famiglia Premafin di cui è vice presidente dal 2005
insieme alle sorelle. Mentre l'erede designata a guidare il gruppo, ovvero
Jonella (42 anni e 4,87 milioni di euro di emolumenti e bonus nel 2008), oltre
a partecipare ai board delle società della galassia Ligresti è entrata anche
nei salotti buoni della finanza italiana, da Mediobanca a Rcs fino a
Italmobiliare. Ma ha frequentato con assiduità solo le riunioni del cda di
piazzetta Cuccia. Mentre in Rcs è andata solo a tre incontri su otto e in
Italmobiliare soltanto una volta su cinque. Ha presenziato solo i cda di
famiglia anche Giulia Maria (classe '68 e 4,9 milioni incassati), che lo scorso
anno ha partecipato solo alla metà delle riunioni di Pirelli & C.Non si
perde, invece, quasi nessun consiglio l'altro rampollo di Piazza Affari, Carlo
Pesenti, che oltre ad avere ruoli esecutivi nelle aziende di famiglia, siede
anche lui come Jonella in Rcs e Mediobanca e in più in Unicredit. Da queste
poltrone nel 2008 Pesenti junior ha avuto 2,3 milioni. Un duro percorso
iniziato dalla base, costruito ad hoc per assumere il timone delle società di
famiglia e senza sconti, quello del consigliere delegato di Italcementi.
Laureato in ingegneria con master alla Bocconi, Carlo si è fatto le ossa in
diverse società del gruppo sia in Italia che all'estero prima di poter entrare
solo nel 2004, a 41 anni, nella stanza dei bottoni di Italcementi. Il manager è
stato riconfermato nell'autunno scorso consigliere di Mediobanca insieme a
Jonella. Dove è entrata anche Marina Berlusconi. Che nel 2008 ha incassato 541
mila euro a Piazza Affari, meno del fratello Piersilvio che ha guadagnato 1,4
milioni. Una differenza tra fratello e sorella anche in casa Caltagirone. Come
detto, qui spicca Francesco, 41 anni e un compenso di 4,15 milioni di euro
dalle società del gruppo, che ha un ruolo esecutivo solo in Cementir holding.
Dove siede anche Azzurra Caltagirone, 35 anni, che però ha guadagnato 612 mila
euro l'anno scorso per le cariche e lo stipendio in Caltagirone editore, di cui
è vice presidente esecutivo, Mentre il terzo fratello, Alessandro, classe '69,
ha guadagnato 236 mila euro dalle società del gruppo. Alessandro ha un ruolo esecutivo
in Vianini lavori e Vianini industria. Mentre si sono conquistati sul campo le
redini dell'azienda di famiglia e ora di fatto ne decidono i destini i due
fratelli Alessandro ed Edoardo Garrone, rispettivamente amministratore delegato
e presidente della Erg (il padre, Riccardo, è anche patron della Sampdoria) per
la cui carica lo scorso anno hanno guadagnato molto di più di quanto incassato
nel 2007. Infatti, Alessandro Garrone ha visto passare il compenso da 1,3 a 1,9
milioni e Edoardo da 950 mila a 1,3 milioni. Gli aumenti sono stati concessi in
seguito alla positiva conclusione dell'operazione Lukoil, il gruppo russo cui è
stato ceduto il 49% della raffineria di Priolo in cambio di 1,55 miliardi.
Sempre in base alla brillante operazione Lukoil, il cda ha riconosciuto poi un
premio anche ai soci, cui andranno 0,9 euro di dividendo al posto dei consueti
0,4. In quanto azionisti di larga maggioranza, i Garrone-Mondini hanno quindi
staccato anche cedole per circa 85 milioni. L'altro ramo giovane della famiglia
è rappresentato appunto dai Mondini, ovvero dal vice
presidente di Erg Giovanni Mondini (344 mila euro guadagnati per compensi e
retribuzione) e da Gian Piero, consigliere non esecutivo, che ha ricevuto un
gettone di 50 mila euro. Un altro caso di erede che ormai ha conquistato il
timone dell'azienda di famiglia è Luca Garavoglia, presidente di Campari, oltre
a essere consigliere non esecutivo in Fiat e in Indesit. Nel complesso
nel 2008 ha incassato 1,179 milioni di cui 1,045 dalla Campari. Garavoglia, 40
anni, è diventato presidente a soli 25 anni e l'azienda sotto la sua guida ha
avuto una notevole crescita, si è diversificata geograficamente e ha fatto il
suo ingresso in nuovi settori produttivi attraverso importanti acquisizioni.
Tanto che è diventata il primo operatore del settore in Italia e in Brasile e
ha conquistato una posizione di rilievo negli Stati Uniti. Peraltro, è stato
proprio Garavoglia a portare l'azienda in Piazza Affari nel 2001. L'ultimo
shopping che ha firmato Luca è stato l'acquisto del bourbon Wild Turkey per 433
milioni di euro da Pernod Ricard. Grazie a questa operazione il business
internazionale inciderà per quasi due terzi delle vendite del gruppo Campari.
Ha invece da poco preso il timone delle casseforti di famiglia dalla mani di
Gianluigi Gabetti John Elkann, che con la fusione Ifi-Ifil e la nascita di Exor
è salito alla guida dell'impero che fu dell'Avvocato. Oltre a guidare il nuovo
veicolo della Giovanni Agnelli & c. sapa, l'accomandita che raccoglie i
circa 120 eredi del fondatore, John Elkann è vicepresidente di Fiat e siede nel
cda del gruppo editoriale Rcs come consigliere, ma nel 2008 è andato solo a due
riunioni su otto (650 mila euro incassati nel 2008). Fa parte, sempre in Rcs
anche del comitato esecutivo, ma non ha partecipato ad alcuna riunione nel
2008. Elkann, 33 anni, è entrato nelle stanze che contano giovanissimo, a soli
21 anni, come consigliere di Fiat, di cui è stato nominato vicepresidente nel
2004. Il suo percorso quindi è partito da dove molti arrivano dopo anni di
gavetta.Sempre in casa Fiat un altro rampollo è Andrea Agnelli, 32 anni, figlio
di Umberto, e consigliere della società torinese. Che ha incassato 77 mila euro
nel 2008 per la carica. È invece arrivato ai vertici delle società del gruppo dopo
anni di gavetta Alessandro Benetton, 45 anni e figlio del fondatore Luciano,
che è vice presidente esecutivo di Benetton soltanto dal 2005. Alessandro, una
laurea a Boston, non si è dedicato solo al core business del gruppo, ma ha
fondato nel 1993 la merchant bank 21 investimenti.Anche Andrea Merloni, figlio
di Vittorio, prima di arrivare un anno alla vice presidenza dell'azienda di
famiglia, Indesit company, ha dovuto aspettare diversi anni e collezionare
esperienze in diverse società anche se era già stata cooptato nel cda di
Indesit nel 1996. Andrea Merloni, 42 anni, è stato presidente e ad per sette
anni di Wrap, una controllata creata per valorizzare i brevetti nel campo delle
tecnologie elettroniche per gli elettrodomestici. Ma si è cimentato anche in
altri campi. Nel 1996 ha rilevato il marchio Benelli rilanciandolo nel settore
degli scooter e delle moto di grossa cilindrata, ricoprendone l'incarico di
presidente e ad fino al 2005. Prima era stato presidente di Aermarche, società
di servizi di trasporto aereo. Nel board di Indesit siedono anche come
consiglieri le sorelle Maria Paola e Antonella. Ha invece una formazione
lontana dal mondo della finanza Daniela Gavio, nata nel '58, figlia di
Marcellino Gavio, che è laureata in medicina e siede nei board di Sias e
Autostrada Torino Milano. Nel 2008 ha incassato dal gruppo circa 200 mila euro,
più del fratello Beniamino (64 mila euro), consigliere in Sias e Impregilo.
Eccezione alla regola dell'erede maschio che tendenzialmente guadagna di più.
(
da "Emilianet"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
sabato,
09 maggio 2009 Elezioni, nove candidati e diciassette liste Anche a Reggio si
sono chiusi alle 12.00 di oggi i termini per la presentazione delle liste per
le elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. Nel comune capoluogo è record di
nomi e simboli. Fino all'ultimo minuto utile, come da tradizione, c'è stata una
vera e propria corsa. Quella di partiti e movimenti politici intenzionati a
depositare la documentazione agli uffici delle segreterie comunali. Subito
dopo, nei vari comuni si sono messe al lavoro le commissioni elettorali per
validare il materiale presentato. E c'è da registrare il caso del capoluogo: a
Reggio sono ben 17 le liste ammesse alle amministrative e 9 i candidati alla
poltrona di sindaco. Con una sorpresa dell'ultima ora: la sinora sconosciuta
lista 'I giovani', composta esclusivamente da ragazzi e ragazze al di sotto dei
trent'anni di età e con un candidato sindaco di soli 22 anni. Queste le
diciassette liste per il rinnovo del consiglio comunale, nell'ordine in cui
sono state presentate: 1.LEGA NORD 2.PRC- RIFONDAZIONE COMUNISTA 3.LISTA CIVICA CINQUE STELLE - GRILLO 4.COMUNISTI ITALIANI 5.ITALIA
DEI VALORI 6.REGGIO CIVICA - PISCOPO 7.GENTE DI REGGIO 8.CITTà ATTIVA
9.LABORATORIO BALDI PER REGGIO 10.SINISTRA E VERDI 11.PARTITO DEMOCRATICO
12.UDC - UNIONE DI CENTRO 13.REGGIO LIBERA REGGIO 14.CAMBIARE
15.CITTADINI CON DELRIO 16.I GIOVANI 17.PDL - POPOLO DELLA LIBERTà. Questi,
invece, i nove candidati sindaco (indicato il partito di appartenenza e le
eventuali liste collegate): 1.ANGELO ALESSANDRI (LEGA + CAMBIARE) 2.GIULIANO
ROVACCHI (PRC) 3.MATTEO OLIVIERI (REGGIO CINQUE STELLE-GRILLO) 4.LUIGI PISCOPO
(REGGIO CIVICA) 5.MARCO SCARPATI (GENTE DI REGGIO) 6.ANTONELLA SPAGGIARI (CITTà
ATTIVA + UDC, LAB. BALDI, REGGIO LIBERA REGGIO) 7.GRAZIANO DELRIO (PD + PDCI,
SINISTRA E VERDI, CITTADINI CON DELRIO) 8.NICOLO' FERRARI (I GIOVANI) 9.FABIO
FILIPPI (PDL). Domani, in comune, si terrà il sorteggio che deciderà la
posizione dei simboli e dei nomi sulla scheda che verrà consegnata agli
elettori di Reggio per le amministrative del 6 e 7 giugno. Più che una scheda
sarà un vero e proprio 'lenzuolo'. di LIVIO RAMOLINI
(
da "Blogosfere"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Mag 0911
Prove di regime: Berlusconi si prepara a militarizzare la Rai che, nel
frattempo, censura Daria Bignardi Pubblicato da Riccardo Spiga alle 10:25 in tv
e censura, tv e informazione, tv e politica, tv e
potere Alla vigilia delle nuove nomine in Rai gli sherpa berlusconiani aprono
il fuoco contro la «faziosità» del Tg1, definito addirittura «squilibrato,
preoccupante e scandaloso». Capite? Il Tg1! Il telegiornale più conformista e
attento agli equilibri politici del pianeta! Ci piacerebbe chiedere alle
marionette a servizio del premier quale scelta editoriale, quale servizio
abbiano giudicato «scandaloso» e per quali ragioni, ma sarebbe tempo sprecato.
è evidente che l'attacco è del tutto gratuito ed è parte di una strategia messa
in atto dal governo per giustificare la nomina di quello che sarà con tutta
probabilità il nuovo direttore del notiziario del primo canale, cioè Maurizio
Belpietro. Vero killer politico alle dipendenze di papi Silvio. Del resto
Belpietro i suoi meriti se li è conquistati sul campo. Da direttore del
Giornale orchestrò alcune delle più straordinarie montature giornalistiche e
campagne diffamatorie degli ultimi decenni. Vi ricordate la bufala di Prodi
spia del Kgb? O il caso Telekom-Serbia, con il "superteste" Marini
che accusava di corruzione tutti i vertici del
centro-sinistra e che poi è finito in galera per truffa e diffamazione? Ecco,
sono tutti lavoretti su commissione realizzati da quello che potrebbe finire a
dirigere il telegiornale più visto dagli italiani. Intanto in Rai l'aria si fa
sempre più irrespirabile. Dall'ultima puntata de L'era glaciale, trasmissione
condotta da Daria Bignardi, è stata sforbiciata l'intervista a Beatrice Borromeo
e Vauro, ospitati perché autori di un libro in uscita. La scusa accampata per
giustificare il provvedimento è la violazione della par
condicio, la realtà è che l'ex giornalista di Anno zero si è messa a raccontare
tutte le pressioni che Santoro e la sua redazione subivano quotidianamente da
parte della politica e dai vertici della tv di stato. Ovviamente è il segreto di
Pulcinella che Santoro si muova sul filo del rasoio e che la sua trasmissione
sia costantemente sotto la minaccia di una chiusura, ma che la
circostanza venga riferita impunemente in tv è qualcosa che i pretoriani di
Berlusconi non possono tollerare. E infatti il direttore di Rai due, il signor
Marano, ha subito provveduto a censurare il tutto e, a quanto risulta, pure a
insultare la Borromeo a fine intervista. Un vero gentiluomo, non c'è che dire.
è del tutto evidente: la nostra televisione non è da paese libero, ma da
regime. E le cose andranno sempre peggio. Intanto Libero, il giornale diretto
da Vittorio Feltri, si dimostra un passo avanti rispetto a tutti verso il
traguardo del fascismo. Sabato, in prima pagina, ha messo alla gogna Monica
Guerritore, rea di aver prestato la sua voce ad Anno zero per riferire le
parole pronunciate da Veronica Lario. Foto del posteriore della Guerritore
sotto il titolone: ecco il lato b della controfigura di Veronica. Possiamo dire
che schifo?
(
da "Trentino"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Cavalese.
Si è svolta ieri mattina al palacongressi l'assemblea dei soci: ne erano
presenti 439 con 221 deleghe Rurale Centrofiemme, due milioni di utile Bilancio
approvato all'unanimità. Il presidente: «La crisi è pesante» LUCIANO CHINETTI
CAVALESE. Quattrocentotrentanove soci presenti con 221 deleghe, 7 comuni
coinvolti, 164 milioni di euro la raccolta di danaro dei soci e dei clienti,
152 milioni di euro gli impieghi, 26 milioni 439 mila euro il patrimonio
societario e poco più di 2 milioni di euro l'utile di esercizio. Sono i dati
più significativi del bilancio 2008 della Cassa rurale Centrofiemme di
Cavalese. Il bilancio è stato approvato ieri mattina all'unanimità nel corso
dell'assemblea generale al palacongressi di Cavalese. Sul palco si sono
alternati sia il presidente della Cassa rurale Gianni Trettel, che il direttore
Marco Boschetto per illustrare il bilancio e il conto profitti e perdite della
società. Un bilancio ancora positivo, ha spiegato il presidente Trettel, non
ancora influenzato dagli effetti negativi del terremoto finanziario scoppiato
nel secondo semestre del 2008. «Questa crisi, le cui dimensioni non sono ancora
ben definite - ha detto Gianni Trettel - ha colpito il sistema bancario e l'economia
di tutti i maggiori paesi del mondo sta rapidamente trasformandosi in
recessione economica globale, giudicata dagli esperti come la più grave dopo
quella del 1929. è prevedibile che gli effetti negativi della crisi in atto -
ha aggiunto - influenzeranno negativamente l'andamento economico di tutto il
2009 provocando una diminuzione del prodotto interno lordo per tutti i paesi
europei legati all'euro». Il presidente, dopo un momento raccoglimento in onore
dei 21 soci scomparsi, ha ricordato anche gli interventi attuati dalla Cassa
per migliorare le strutture al servizio dei soci e dei clienti. Nel 2008 è
stata infatti completata la ristrutturazione degli uffici di Carano per
soddisfare le esigenze dell'efficienza e della riservatezza della clientela.
Nel dicembre scorso è stata aperta anche la nuova filiale a Nova Ponente,
portando così a 4 gli sportelli in provincia di Bolzano. L'assemblea era
iniziata con la parte straordinaria riguardante l'adeguamento dello statuto
alle nuove disposizioni di vigilanza, modificate all'unanimità dall'assemblea
con l'assistenza del notaio Adriano Poti di Cavalese. Dopo l'approvazione del
bilancio e della relazione del Collegio sindacale tenuta dal caposindaco
Giancarlo Sontacchi (entrambe all'unanimità) l'assemblea ha provveduto alla
destinazione degli utili. Il 3% andrà ai fondi mutualistici, 40 mila euro in
beneficenza e il resto alle riserve indivisibili. Il bilancio ha ottenuto anche
l'approvazione del revisore dei conti della Federazione trentina della cooperazione
Marco Guadagnini. L'assemblea ha riconfermato i gettoni di presenza agli amministratori fissati in 120 euro a seduta. Al termine
sono stati consegnati i premi di studio ai 21 studenti meritevoli (300 euro per
i diplomati e le lauree brevi e 600 euro per le lauree).
(
da "Sestopotere.com"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
Massa
Lombarda per l'Abruzzo. Tante le iniziative realizzate per esprimere
solidarietà alle popolazioni terremotate (11/5/2009 16:20) | (Sesto Potere) -
Massa Lombarda - 11 maggio 2009 - Ancora una volta i cittadini di Massa
Lombarda si sono organizzati e mobilitati per aiutare le popolazioni
terremotate dellAbruzzo attraverso una
serie di iniziative per la raccolta di fondi e materiali. Al Centro
Comunicazione Ascolto – Urp è stata promossa e attivata la raccolta
d'iscrizioni dei cittadini massesi che, coordinati dalla Protezione Civile
provinciale, hanno dato la loro disponibilità a recarsi nelle zone colpite,
mettendo a disposizione tempo e risorse a favore delle persone che stanno
vivendo le conseguenze dellevento calamitoso.
Grande è stato limpegno dei ragazzi del Centro Giovani YJL che hanno già
organizzato due iniziative per la raccolta di fondi: la serata di musica
solidale“YJL For Abruzzo”, che ha visto esibirsi sul palco del Centro Giovani a
scopo
benefico molti gruppi, e il banchetto per le sottoscrizioni allestito in Piazza
Matteotti in occasione delle celebrazioni del 25 Aprile. Entrambe le iniziative
hanno dato ottimi risultati: la volontà e limpegno
di questi giovani sono stati premiati. Con la serata musicale solidale infatti sono
stati raccolti 950 Euro mentre con il banchetto 450. Anche le forze politiche e
le associazioni di volontariato del territorio massese si sono attivate per
fornire aiuti concreti: per primi i componenti del Consiglio Comunale hanno
dato un importante segnale, devolvendo i propri gettoni
di presenza. Grande partecipazione della cittadinanza
massese ha visto poi il “Pranzo di Solidarietà”, organizzato dai circoli del
Pd, dagli Amici e Volontari dello Ior, dallAvis,
dal
CDQ Fruges, dalla Pro Loco e dallAnpi
al Club 91, che ha messo a disposizione i propri locali e le attrezzature.
Grazie ai contributi di Ditte locali che hanno fornito gratuitamente i loro
prodotti (Comitato Soci Coop Adriatica Massa Lombarda, Conad Massa Lombarda,
Cartaria Lughese, Azienda Agricola Merlotta, Cavalieri Walter ingrosso pesce,
Gapar, Forno Fruges e Bar Tiffany) lintero
ricavato di 3.190 Euro è stato devoluto completamente sul conto corrente
postale dellUnione dei Comuni della Bassa Romagna per lemergenza terremoto. L'impegno e la mobilitazione
profusi sono la testimonianza più alta di quel senso di solidarietà e di
attenzione agli altri che è parte integrante della comunità di cittadine e
cittadini di Massa Lombarda.
(
da "RomagnaOggi.it"
del 11-05-2009)
Argomenti: Costi della politica
11
maggio 2009 - 15.40 (Ultima Modifica: 11 maggio 2009) Massimo Bulbi ospite in
redazione La Provincia è un ente inutile? "No, ma solo se alle funzioni
che le vengano delegate si affiancano risorse adeguate". Massimo Bulbi,
presidente della Provincia di Forlì-Cesena, interviene in redazione a RomagnaOggi.it
al forum organizzato con le domande raccolte tra i lettori. "L'equilibrio
territoriale non è un problema che riguarda Forlì e Cesena, ma il rapporto tra
gli altri 28 comuni del territorio e i due capoluoghi: questa è la sfida
dell'integrazione territoriale". > GALLERIA FOTOGRAFICA Abolizione
delle Province? Senza demagogia. "Si possono eliminare le Province, ma
bisogna assolutamente che una volta per tutte ci sia una definizione delle
competenze da parte dello Stato. Poi, a qualsiasi ente si danno le rispettive
risorse necessarie per potere adempiere al meglio a quelle funzioni. Se si
decide di togliere competenze e deleghe, io non mi oppongo, ma la gente chiede
servizi efficienti e facilmente fruibili". Riprende
Bulbi: "E' demagogia, però, collegare questo al taglio dei costi della politica. Guardiamo, invece, ai benefit dei parlamentari e dei
consiglieri regionali. Quello che cancelliamo con tutte le province, lo
rispende il governo in un giorno re-istituendo un ministero e i vari
sottosegretari". Rifiuti? Le parole magiche sono "autosufficienza
territoriale". "Dovevamo essere certi che per i prossimi 25 anni non
ci fossero problemi di autosufficienza territoriale nello smaltimento dei
nostri rifiuti: da qui siamo partiti, dotando il
nostro territorio di un inceneritore avanzato, che ha migliorato i dati sulle
emissioni. Quando sono arrivato, la raccolta differenziata era di poco
superiore al 21%, oggi siamo al 44% e nelle realtà più grosse sfioriamo il
50%". Coerenti sulle centrali a biomasse. Dobbiamo andare nella direzione
degli accordi di Kyoto, come tutto il mondo. Ma dobbiamo essere coerenti: se
sono da fare impianti per le energie alternative, come le centrali a biomasse,
che non devono superare il megawatt di potenza, o un campo eolico, una volta
condiviso il percorso bisogna andare avanti, nonostante i veti della politica e del territorio: l'ho scritto anche nel
programma". Avanti con le politiche di area vasta. La fiera, così come
l'aeroporto di Forlì, il trasporto pubblico locale devono rientrare in un
sistema regionale, altrimenti ogni iniziativa rischia di avere il fiato corto,
bisogna procedere con una logica di area vasta". Ci sono problemi di
equilibrio tra Forlì e Cesena? E che devono dire gli altri 28 Comuni? Esiste un
problema di dualismo, ma se togliamo Forlì e Cesena: come la pensano gli altri
28 Comuni della provincia? L'integrazione del territorio non è qualcosa che fai
in un giorno ma che va realizzata negli anni. Il problema non è tra il
forlivese e il cesenate, ma che tipo di rapporto hanno gli altri comuni con i
due centri capoluogo. In questo senso va il Ptcp (il "piano
regolatore" della Provincia, ndr): imporne che una parte della ricchezza
prodotta nel Quadrilatero tra Forlì e Cesena sia re-distribuita su tutto il
territorio, anche montano". "Gagliardi del Pdl critica il mio
programma, invece di esporre il suo: mi dà già per vincitore,
evidentemente". Approvare i cinque piani fondamentali, da quello per i
rifiuti a quello della qualità dell'aria a quello della protezione civile è
fare il compitino? Fare una spesa di 235 milioni di euro è fare il compitino?
E' chiaro che re-inseriamo opere come la Bidentina nel programma: avviamo
progettato i lavori, li abbiamo portati avanti ed ora li dobbiamo portare a
termine. Ci facciano vedere il loro compitone, piuttosto". Infrastrutture:
collegamenti vallivi e intervallivi. "Queste le priorità, oltre i
collegamenti intervallivi, la via Emilia bis, la messa in sicurezza della via
Emilia storica, la Cervese di Forlì e di Cesena, non abbasserò neanche la
guardia sulla Ss67, per richiedere con sempre maggiore attenzione la creazione
di un tavolo istituzionale. Attenzione al "disagio digitale".
"Mi impegno per togliere il disagio digitale: non sono contento della
risposta data al territorio per cogliere tutte le opportunità offerte dall'era
digitale. Entro il 2011 tutti i Comuni saranno collegati con la fibra ottica,
dando priorità a Rocca San Casciano dove negli anni scorsi sono stati anche
degli trasferimenti di attività imprenditoriali". Hera: abbiamo ottenuto
risultati vantaggiosi, a volte anche con la polemica. "Con il metodo di
concertazione usato dalla Provincia con la presidenza di Ato, siamo riusciti a
ottenere un risultato vantaggioso per il territorio, nel rapporto investimenti
e costi. Temo, invece, cosa succederà con l'abolizione degli Ato, un ente che
per noi aveva costo zero. Con Hera è mancata la capacità di mettere al primo
posto non l'utile aziendale, ma il servizio ai cittadini. Loro ci rispondono
che sono quotati in borsa, noi riteniamo che si debba ragionare su quale debba
essere il futuro di queste società e di come l'ente pubblico vi debba
partecipare". Sostegno alle imprese locali, specialmente a chi non ha
delocalizzato. "Il nostro territorio è fatto di vallate, dove ci sono
eccellenze che vanno sostenuto perché sono una peculiarità per quel territorio.
Chi non ha delocalizzato mentre tutti lo facevano, oggi è stato premiato: oggi
si deve andare fuori per vendere il prodotto, non per produrlo. Va rivisto,
poi, anche il rapporto con l'università, non deve servire per vendere di più il
prodotto, ma per meglio strutturare l'azienda e di conseguenza realizzare un
prodotto più vendibile". Sulla crisi economica, Bulbi rivendica di aver
mobilitato risorse e fatto sottoscrivere alla banche accordi operativi,
"abbiamo ridotto finanziamenti anche a piccoli eventi sul territorio, pur
in campagna elettorale, per finanziarie gli interventi e sostenere imprese e
famiglie contro la crisi". Sostenere la musica e la cultura, queste
cenerentole. Come fare, chiede un lettore? "A me piacerebbe dare corso ad
un progetto giovani che possa coinvolgerli. Noi dobbiamo andare dai ragazzi,
dove si trovano loro, e da lì fornire loro le risposte più adeguate. Quel
progetto, realizzato assieme a Red Ronnie, prevede di mettere in rete i tanti
ragazzi che fanno musica, teatro, commedie dialettali e altre attività
culturali che hanno bisogno di avere luoghi in cui svolgere queste attività.
Non avendo le risorse spesso si sacrificano cose importanti come la cultura, lo
sport e la musica. In questi anni in provincia abbiamo creato una sorta di
associazione per reperire fondi su dei progetti: nei prossimi anni attiveremo
questa associazione con progetti specifichi, purtroppo i soldi sono
pochi".