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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli        

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DOSSIER “COSTI DELLA POLITICA”

 

 

 

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Report "Costi dei politici"   5-4-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Costi della politica, la commissione dov'è? ( da "Alto Adige" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Se lo chiede il segretario dell'Udc, Degasper «Costi della politica, la commissione dov'è?» BOLZANO. «Ma che fine ha fatto la fantomatica "commissione provinciale per i tagli sui costi complessivi della politica", approvata dal consiglio provinciale?» Se lo chiede il segretario altoatesino dell'Udc, Paolo Degasper.

Altri fondi al castello ( da "Provincia Pavese, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quelli fondamentali per terminare il restauro della palazzina di caccia dei Visconti, per anni dimenticata e ora recuperata e riproposta come sede di manifestazioni culturali. «Questo finanziamento permette di far procedere contemporaneamente i progetti per il secondo e il terzo lotto di lavori - spiega - e consente di accelerare i tempi e concludere il restauro entro il 2010»

Gettoni presenza per aiutare chi non ce la fa ( da "Arena, L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: creato con i nostri gettoni di presenza e indennità di carica della maggioranza per aiutare chi più ne ha bisogno in questi momenti di crisi senza gravare sulle casse comunali». Ieri mattina, in municipio, è stata presentata l'iniziativa che ha coinvolge l'assessorato ai servizi sociali che si avvale dell'assistente sociale per delineare le effettive esigenze dei cittadini di Erbè.

Provincia, Repetto guidala classifica dei redditi ( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ex parlamentare ed ex direttore centrale di Banca Carige, è l'uomo più ricco della Provincia, reddito dichiarato 274.570 euro, 88.486 guadagnati con gettoni di presenza e indennità previste dalla sua attuale mansione. Giuseppe Tassi, Forza Italia, dal 1985 vive e lavora come imprenditore nel ramo movimento terra e demolizioni.

Lavoratore, Anni 50 in rimonta ( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Anni 50 Bogliasco-Virtusestri Linea Messina 5-4 (Ricci, Signorelli 2, Rizza 2. Virtusestri: Savaia, Del Genio, Nanni 2); Capolungo Doria Immobiliare-Astonvilla Barabino & Partners posticipo. Ha riposato: San Martino. Classifica: Anni 50 Bogliasco punti 36; Fia Italbrokers 33; Ansaldo Energia 27; Virtusestri 25;

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: argomento delicato per la finanza locale è quello relativo alla verifica dei risparmi possibili sui costi della politica. Il Governo ha tagliato i trasferimenti in attesa di accertare le effettive spese inutili. Al Comune di Barlassina sono venuti meno 21.780 euro, ma l'attività di accertamento ha evidenziato che per la burocrazia il margine di risparmio possibile fosse solo di 262 euro.

Cara Nuova Ferrara, invecchiamo insieme ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: poi ho precisato che visto il lavoro che faccio avrei rifiutato compensi e gettoni di presenza, anche per sentirmi meno in colpa nelle assenze. Ma lui, sornione, mi tranquillizzava sapendo benissimo che Ferrara quando ti prende non ti lascia più. Ti invita, ti coinvolge, ti fa capire subito che da questa provincia non solo è passata, ma continua a passare la cultura mondiale.

La Carmatic a Rimini per completare l'opera ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: IN SETTIMANA è stato festeggiato il record di presenze di Fiorello Toppo con la maglia del Pistoia Basket (166). Un primato meritato per un ragazzo serio, di poche ma efficaci parole. Toppo ha vissuto il primo periodo del Pistoia Basket, quello più... povero dei primi anni di B, e poi quello d'oro della promozione e della serie A.

La finanza non è Satana ( da "Foglio, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per osservare a livello regionale le erogazioni dei finanziamenti da parte delle banche, l?abbia fatto gioire: “Certo, gioire proprio no. Rivendico la coerenza delle nostre posizioni. Non si può mettere quasi sotto tutela pubblica un?attività industriale come quella bancaria, anche se per noi alla fine può anche esserci l?

Il costo dei politici, Boria il più "caro" ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il costo dei politici, Boria il più "caro" Nel 2008 per le indennità di assessori e consiglieri il Comune ha speso quasi 200 mila euro Domenica 5 Aprile 2009,

Azzano Decimo Per le spese della politica nel 2008 dalle casse comunali sono usvciti 196 mila 8... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2009)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: per esempio ai consiglieri comunali è riconosciuto solo il gettone di presenza, a qualcuno il rimborso spese dei chilometri auto e permessi retribuiti. Ma ecco nel dettaglio tutte le indennità. A partire dal sindaco. Il sindaco nel 2008 ha percepito 48 mila 457 euro lordi. Gli assessori, secondo lo schema presentato dal consigliere Caldo hanno invece percepito i seguenti compensi:


Articoli

Costi della politica, la commissione dov'è? (sezione: Costi dei politici)

( da "Alto Adige" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Se lo chiede il segretario dell'Udc, Degasper «Costi della politica, la commissione dov'è?» BOLZANO. «Ma che fine ha fatto la fantomatica "commissione provinciale per i tagli sui costi complessivi della politica", approvata dal consiglio provinciale?» Se lo chiede il segretario altoatesino dell'Udc, Paolo Degasper. «Non è possibile che l'intero consiglio provinciale non riesca a provare nemmeno un minimo imbarazzo di fronte alla sua incapacità di partorire una proposta corale ed organica di sforbiciata contro l'impresentabile mantenimento degli esosi "privilegi" al competente consiglio regionale (possibilmente dagli effetti retroattivi), che nel pieno di una tale grave crisi mondiale presupporrebbe tempi piuttosto veloci», ancora Degasper. «Ormai il problema è solo di reale volontà politica e non importa a nessuno conoscere se è la Svp ad avere insanabili criticità di compattezza al proprio interno, oppure se sono i partiti di opposizione italiana (Pdl, Unitalia e Lega) che non intendono giocare a carte scoperte per poter infierire un domani sull'attuale maggioranza», conclude il segretario Udc.

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Altri fondi al castello (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Altri fondi al castello Belgioioso, in arrivo dalla Regione BELGIOIOSO. In arrivo altri fondi per il restauro del castello di Belgioioso. E' la Regione Lombardia a finanziare in parte il terzo lotto di lavori, con un contributo di 261mila euro, di cui 62.500 euro a fondo perduto e 195.750 euro da rimborsare a tasso zero. Denaro provvidenziale che consentirà di completare il restauro della parte medioevale del castello, acquistata dal Comune un paio di anni fa. «Questi soldi sono un ulteriore riconoscimento dell'intervento che l'amministrazione comunale sta portando avanti» spiega soddisfatto il sindaco Fabio Zucca. «L'obiettivo è quello di valorizzare un'opera architettonica preziosa per il rilancio turistico e culturale non solo della Bassa, ma di tutto il Pavese» dice Zucchi. Il contributo regionale riguarda la ristrutturazione del porticato, dell'ala medioevale e della grande scalinata. Il Comune alcuni mesi fa aveva presentato il progetto di ristrutturazione dell'ala destra del castello per chiedere contributi al Pirellone. Lo studio è ora stato giudicato finanziabile e riguarda l'ultima tranche di lavori, quelli fondamentali per terminare il restauro della palazzina di caccia dei Visconti, per anni dimenticata e ora recuperata e riproposta come sede di manifestazioni culturali. «Questo finanziamento permette di far procedere contemporaneamente i progetti per il secondo e il terzo lotto di lavori - spiega - e consente di accelerare i tempi e concludere il restauro entro il 2010». Entro la fine di maggio si conta di inaugurare la prima parte del castello, quella che accoglierà un museo regionale sull'ambiente, il cui restauro è costato circa 700mila euro di cui 70mila messi dal Comune e il resto cofinanziato da Ente Fiera castelli di Belgioioso e Sartirana e Regione Lombardia. La prima mostra ad essere ospitata sarà un'esposizione su De Chirico. «Mi fa piacere - sostiene Giulio Giuzzi, candidato sindaco alle prossime elezioni - che la Regione finanzi un'opera a Belgioioso, evidente prova che non esiste alcuna faziosità da parte di una giunta di centro-destra. Comunque si tratta dell'unico intervento che questa amministrazione ha fatto e che gli è capitato casualmente tra le mani». Intanto si sta realizzando il progetto esecutivo del secondo lotto di interventi, finanziato dalla Fondazione Cariplo per 910mila euro. «Una volta terminata la realizzazione del progetto esecutivo - afferma il sindaco - si procederà con la gara per appaltare i lavori. Qui verranno fatte esposizioni di alto livello e di richiamo internazionale che non comporteranno alcun costo per il nostro Comune, ma saranno importanti occasioni di rilancio culturale del territorio». L'obiettivo dell'amministrazione è di utilizzare il castello come prezioso volano per lo sviluppo economico della Bassa. «E' un'operazione iniziata due anni fa, con l'acquisizione del castello da parte del Comune che ha trovato i fondi necessari per restaurarlo e metterlo a disposizione della collettività». Una pioggia di finanziamenti su cui però l'opposizione avanza qualche dubbio. «Bisogna capire quanti soldi sono stati effettivamente spesi dal Comune e quanti sono a fondo perduto - interviene il consigliere d'opposizione Gianluca Bozzini - questi finanziamenti non sono ancora entrati nelle casse comunali, tranne quelli per i lavori finiti. A bilancio vi sono 2milioni e mezzo di fondi per i lavori pubblici, bloccati per il castello, che non si sa quando si potranno spendere». Stefania Prato

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Gettoni presenza per aiutare chi non ce la fa (sezione: Costi dei politici)

( da "Arena, L'" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 05 Aprile 2009 PROVINCIA Pagina 34 ERBÈ. Messi a disposizione 10mila euro Gettoni presenza per aiutare chi non ce la fa Il fondo della maggioranza come strumento anti crisi Dopo Isola della Scala che ha fatto da apripista con l'istituzione della "local card" per dare un aiuto a chi si torva i difficoltà economiche, anche gli amministratori di Erbè adottano un provvedimento di sostegno. «Abbiamo deciso di istituire anche noi una local card, anche se concretamente non ci sarà una scheda magnetica», spiega il sindaco Paolo Brazzarola, «ma con una variante che ritengo importante: usiamo un fondo creato con i nostri gettoni di presenza e indennità di carica della maggioranza per aiutare chi più ne ha bisogno in questi momenti di crisi senza gravare sulle casse comunali». Ieri mattina, in municipio, è stata presentata l'iniziativa che ha coinvolge l'assessorato ai servizi sociali che si avvale dell'assistente sociale per delineare le effettive esigenze dei cittadini di Erbè. Il sindaco, nel ricordare che nei cinque anni di mandato sono stati devoluti circa 75 mila euro dal fondo, ha sottolineato che con questi è stata acquistata un'auto per il trasporto degli anziani, sistemato il tetto della chiesa, aiutate le associazioni ed ora un aiuto anche per i più bisognosi. Gli interessati, in base la bando emesso, dovranno presentare domanda in Comune da domani al 6 maggio, corredata dall'attestato Isee sul reddito. Alla fine si tratterà di emettere bonus per il pagamento di utenze (luce, gas, acqua ed altri servizi), ma anche per affrontare varie insolvenze, come gli affitti arretrati. La somma stanziata, 10 mila euro, sarà così ripartita: 10 bonus da 250 euro cadauno per i cittadini residenti ultrasessantacinquenni in stato di bisogno; 15 bonus, da 500 euro ciascuno, di cui tre riservati agli stranieri residenti da almeno tre anni, da devolvere alle famiglie con almeno un figlio purché rientrino nei parametri Isee. L'assessore ai servizi sociali, Riccardo Veronese, ha sottolineato che se le richieste saranno superiori alla somma stanziata, questa sarà integrata assicurando che «tutti coloro che avranno bisogno troveranno una risposta alle loro aspettative».  

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Provincia, Repetto guidala classifica dei redditi (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Provincia, Repetto guidala classifica dei redditi resi noti i dati 2007 Le dichiarazioni degli amministratori. In coda c'è Tassi (Forza Italia) IL PRESIDENTE stacca tutti, e solo l'avversaria che l'ha portato al ballottaggio in occasione delle ultime elezioni sembra tenere il passo, perché tutti gli altri amministratori dichiarano meno della metà del primo della lista. Alessandro Repetto, presidente provinciale da due mandati, ex parlamentare ed ex direttore centrale di Banca Carige, è l'uomo più ricco della Provincia, reddito dichiarato 274.570 euro, 88.486 guadagnati con gettoni di presenza e indennità previste dalla sua attuale mansione. Giuseppe Tassi, Forza Italia, dal 1985 vive e lavora come imprenditore nel ramo movimento terra e demolizioni. Ex sindaco di Avegno, il suo reddito dichiarato è pari a 6.441 euro, 2.325 guadagnati come consigliere grazie alle sedute e ai gettoni. Poveri e ricchi dell'ente che forse un bel giorno sparirà. A tracciare la classifica è il documento pubblicato recentemente dall'albo della Provincia che elenca la situazione economica di tutti i consiglieri e assessori dell'attuale legislatura (dati riferiti ai redditi 2007). Al secondo posto tra i più ricchi si classifica Renata Oliveri, capogruppo del Gruppo misto e candidata a ruolo di presidente nel 2007. La Oliveri ha costruito la sua carriera passando da un incarico di prestigio all'altro all'interno degli enti pubblici. Prima di intraprendere la carriera politica ha ricoperto il ruolo di segretaria della giunta regionale. Il reddito dichiarato è di 183.593 euro. Terzo posto in classifica per Giovanni Costa (Forza Italia), revisore dei conti, quarto per Federico Campanella (Pd), avvocato civilista. Tra i primi dieci che guadagnano di più ci sono quattro assessori dell'attuale giunta, tre in quota Pd - Paolo Perfigli, Piero Fossati e Giulio Torti - e uno dei Comunisti italiani (Giorgio Devoto). Stando ai dati sul reddito dichiarato l'attività di assessore può"fruttare" tra i 28 mila e i 55 mila euro, a seconda della delega e della responsabilità sostenuta. Dopo Tassi si classifica Daniele Biagioni, esponente dell'Udc: 6.871 euro di imponibile, 4.650 di gettoni guadagnati in Provincia. «Che devo dire? Rispetto a quanto dichiarato l'anno precedente la mai classifica non è cambiata - ironizza - Vorrà dire che licenzierò l'allenatore». Biagioni dichiara che la sua unica attività, al momento, è quella del consigliere provinciale. Il resto della classifica di chi ha dichiarato meno è assolutamente bipartisan. Dentro ci trovi Alberto Corradi (Comunisti italiani), Massimo Ferrante, Claudio Villa e Stefano Volpara (Pd), Gian Piero Pastorino e Salvatore Fraccavento (Rifondazione). Ma ci trovi anche un altro esponente Udc, Alfonso Gioia, e un altro azzurro oltre a Tassi, l'avvocato e capogruppo del partito di Berlusconi in Provincia Paolo Bianchini, reddito dichiarato 23.482 euro. Pastorino si dichiara orgoglioso della sua professione. «Sono un operaio, e lavoro alle dipendenze del Comune di Genova, distaccato presso il Municipio Centro ovest - sostiene l'esponente di Rifondazione - e ci tengo a sottolineare che metà di ciò che mensilmente guadagno come consigliere provinciale, 7-800 euro, li dò al partito». Tornando ai "paperoni", è curioso constatare quanto sia elevata la differenza di reddito tra Alessandro Repetto e Marta Vincenzi, sindaco di Genova. Per il primo cittadino l'ultima dichiarazione parlava di neppure 100 mila euro di lordo. Tra gli assessori provinciali, invece, quella che guadagna meno è Manuela Cappello (Italia dei valori), 36.176 euro, di cui 29.824 percepiti con l'attività di assessore. daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it [+] www.ilsecoloxix.it Commenta la notizia sul nostro sito 05/04/2009

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Lavoratore, Anni 50 in rimonta (sezione: Costi dei politici)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Lavoratore, Anni 50 in rimonta calcio uisp In serie A2, cade a sorpresa la Stella Rivarolese in casa del Valpolcevera. In classifica, guida sempre l'Atletico Belvedere 05/04/2009 NONA giornata di ritorno del Lavoratore Uisp. In serie A1 gli Anni 50 Bogliasco in svantaggio di due reti al primo minuto di recupero ribaltano il risultato e battono la Virtusestri. In A2 la Stella Rivarolese cade a sorpresa sul campo del Valpolcevera. Ecco risultati, marcatori e classifiche aggiornate. SERIE A1 - Risultati: Pedemontana-Piccarello SiVa Book 1-1 (Pedemontana: Zito. Piccarello: Ansaloni); Major-Foce Behringer 1-1 (Major: Guidetti. Foce: Melluso); Ansaldo Energia-Cattolica Bogliasco 2-2 (Ansaldo: Nardini, autorete. Cattolica: Crovetto, Bruscarino); Fia Italbrokers-Sori 3-0 (Castagna, Baldi 2); Anni 50 Bogliasco-Virtusestri Linea Messina 5-4 (Ricci, Signorelli 2, Rizza 2. Virtusestri: Savaia, Del Genio, Nanni 2); Capolungo Doria Immobiliare-Astonvilla Barabino & Partners posticipo. Ha riposato: San Martino. Classifica: Anni 50 Bogliasco punti 36; Fia Italbrokers 33; Ansaldo Energia 27; Virtusestri 25; Capolungo 20; Astonvilla, Foce 19; Cattolica Bogliasco 18; Pedemontana, Piccarello 17; Sori 14; San Martino 10; Major 7. SERIE A2 - Risultati: Af Calcio Alcor-Pallavicino 3-1 (Alcor: Pietranera, Caorsi, autorete. Pallavicino: Guazzi); Arci Isoverde Urruty GG Niego-Real Quezzi Edil Art Mod 3-2 (Isoverde: Avena, Curletto, Ferrando D. Quezzi: Sara, Menini); Atletico Calcio Belvedere-Quarto 5-1 (Belvedere: Di Bella, De Giorgi, Iazzetta 3. Quarto: Ferrara); Valpolcevera-Stella Rivarolese 3-2 (Valpolcevera: Mercurio, Sorrenti 2. Rivarolese: Zavaglia, Cerbello); Praese 1945-Zener Farmacia Molina 1-3 (Praese: Scaglione. Zener: Ghiggini, Mancuso, Pizzorni); Phoenix 1995-Deportivo Generelia 0-0. Due Settembre-Genova Lex Carrozzeria Impero posticipo. Ha riposato: Liguria Medici Sdp Petroli. Classifica: Atletico Calcio Belvedere punti 36; Due Settembre, Af Calcio Alcor 32; Stella Rivarolese 31; Liguria Medici 28; Arci Isoverde 24; Valpolcevera 20; Genova Lex 19; Praese, Pallavicino, Deportivo 18; Zener, Phoenix 17; Quarto 15; Real Quezzi 7. 05/04/2009

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(sezione: Costi dei politici)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

CESANO MEDA pag. 14 «I Comuni più virtuosi sono i più penalizzati» La denuncia dell'Anci dopo l'abolizione dell'Ici di SONIA RONCONI BARLASSINA L'ANCI, associazione nazionale dei comuni italiani, continua a ribadire le difficoltà che la finanza locale deve affrontare in questi tempi, nonostante l'attualità del tema del federalismo fiscale. Anche il Comune di Barlassina, pur avendo approvato il bilancio di previsione del 2009 rispettando il patto di stabilità e raggiungendo l'equilibrio tra entrate e spese, risente degli effetti degli interventi governativi, in particolare dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa e di altri provvedimenti. L'eliminazione della tassazione immobiliare non è stata compensata per intero dai trasferimenti governativi. «Barlassina può essere inclusa fra i comuni virtuosi che come denuncia l'Anci sono i più penalizzati dalla gestione centrale della finanza locale - afferma Piera Gaviraghi, assessore al Bilancio -. Essere cittadini di un comune virtuoso è un orgoglio, ma rischiare meno servizi per valutazioni approssimative ed effettuate lontano dal paese è un'ingiustizia». Per Barlassina, l'Ici sulla prima casa certificata per il 2008 ammontava a 540.000 euro, ma il Comune ha ricevuto dal Governo solo 508.000. Per coprire la differenza, non accertata come minore entrata, si rischierà di dover porre un vincolo all'avanzo di bilancio, qualora sia confermato dalle operazioni, ora in corso, di redazione del bilancio comunale consuntivo. Per il 2009 il trasferimento della tassa comunale sulla prima casa dovrebbe essere di 570.000 euro, certificato dal Comune, includendo gli usi gratuiti che il governo ha assimilato alle abitazioni principali. Ma non è sicuro che il trasferimento destinato a Barlassina possa corrispondere alle certificazioni effettuate per il bilancio 2009. Si è passati quindi da un'entrata certa e autonoma (quale è per sua natura l'Ici) a un'entrata derivata (dalle decisioni centrali sui trasferimenti) e soprattutto incerta. Da cui discendono una minor autonomia finanziaria e una maggior difficoltà di programmazione per gli enti che, essendo più vicini ai cittadini, dovrebbero essere in grado di dare risposte più puntuali ai loro bisogni. Un altro argomento delicato per la finanza locale è quello relativo alla verifica dei risparmi possibili sui costi della politica. Il Governo ha tagliato i trasferimenti in attesa di accertare le effettive spese inutili. Al Comune di Barlassina sono venuti meno 21.780 euro, ma l'attività di accertamento ha evidenziato che per la burocrazia il margine di risparmio possibile fosse solo di 262 euro. Image: 20090405/foto/144.jpg

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Cara Nuova Ferrara, invecchiamo insieme (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

SEGUE DALLA PRIMA Cara Nuova Ferrara, invecchiamo insieme Temo però che anche questa sia solo una coincidenza momentanea di cui non può nutrirsi il futuro di una realtà che bada al sodo come la vostra. Le cui banche rimaste fuori dai processi di fusione nazionali oggi cercano di tappare i buchi della crisi e le inadempienze della protezione sociale di Stato. Il giornale serve anche a questo: creare senso di comunità. Motivare lo stare insieme. Non contro qualcuno (gli immigrati). Non per centellinare i sacrosanti diritti spettanti a chiunque paghi le tasse e versi i contributi. Ma per affrontare le difficoltà del presente investendo su un futuro comune. Ho sperimentato personalmente la tecnica seduttiva di cui è capace Ferrara. Quando il sindaco Sateriale mi ha trascinato a far parte del consiglio d'amministrazione del Museo Nazionale dell'Ebraismo e della Shoah destinato a sorgere nell'area delle ex carceri. Gli dicevo che non ne ho il tempo; poi ho precisato che visto il lavoro che faccio avrei rifiutato compensi e gettoni di presenza, anche per sentirmi meno in colpa nelle assenze. Ma lui, sornione, mi tranquillizzava sapendo benissimo che Ferrara quando ti prende non ti lascia più. Ti invita, ti coinvolge, ti fa capire subito che da questa provincia non solo è passata, ma continua a passare la cultura mondiale. Ora mi sento felicemente incastrato. Ho capito che il nuovo museo fa parte di un ridisegno complessivo di una città di nuovo protesa verso il fiume. Sento come fosse un luogo mio il cimitero ebraico su cui l'amico Paolo Ravenna mi ha appena inviato il suo bellissimo saggio fotografico. E sono felice che esista da vent'anni un quotidiano di qualità come la Nuova Ferrara cui faccio i miei complici auguri, nella speranza di invecchiare insieme. Questo è l'augurio: pure quando ragionate nel vostro piccolo, ricordatevi che la storia vi ha fatti grandi perché cosmopoliti, aperti al mondo. E ben lì la bellezza senza lifting di Ferrara. Gad Lerner

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La Carmatic a Rimini per completare l'opera (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

VARIE PISTOIA pag. 9 La Carmatic a Rimini per completare l'opera Basket Moretti teme i tiratori romagnoli: «Difendere duro» MANCA poco ma quel poco va conquistato sul campo. Ed è meglio farlo prima che dopo. La Carmatic affronta, oggi, a Rimini la prima di due trasferte consecutive nel giro di cinque giorni (l'altra sarà giovedì a Pavia). La squadra di Moretti, con 7 vittorie nelle 11 partite del girone di ritorno, si è portata ad un passo dalla salvezza. Con altri due punti si potrebbe già festeggiare, soprattutto qualora le cose per Imola e Roseto non andassero bene. Ma con altri due punti si potrebbe anche pensare a qualcosa di più di una semplice salvezza. Rimini, in questo caso, rappresenta l'ennesima occasione per Pistoia di riscattare una stagione tribolata e anche sfortunata. Non solo la salvezza, ma anche l'ingresso ufficiale a tre turni dalla fine nella lotta per i playoff. Non sarebbe male. All'inizio della stagione un po' tutti in casa biancorossa puntavano ai playoff, poi le cose sono andate di male in peggio e ad un certo punto sembrava addirittura un miraggio perfino la salvezza. L'arrivo di Moretti e le correzioni di mercato (Mc Cullough, Casini e Bryan) hanno consentito alla Pistoia dei canestri di rimettere le cose a posto. Resta l'ultimo passo da compiere: un primo tentativo, a Livorno, è andato fallito; oggi i biancorossi ci riprovano contro i Granchi riminesi. IN SETTIMANA è stato festeggiato il record di presenze di Fiorello Toppo con la maglia del Pistoia Basket (166). Un primato meritato per un ragazzo serio, di poche ma efficaci parole. Toppo ha vissuto il primo periodo del Pistoia Basket, quello più... povero dei primi anni di B, e poi quello d'oro della promozione e della serie A. E' cresciuto molto in questi anni, grazie al lavoro, migliorando tecnicamente e tatticamente: oggi è uno dei migliori lunghi italiani della Legadue. Entra di diritto a far parte nella ristretta schiera degli uomini che hanno fatto il basket (giocato) a Pistoia. Prima di lui, sommando la lunga e straordinaria esperienza dell'Olimpia a quella dell'attuale società, ci sono solo due giocatori, Eugenio Capone e Massimo Minto, con oltre 200 presenze. Il primato assoluto, ma solo con l'Olimpia, spetta invece a Claudio Crippa con 336 gettoni. Capitan Toppo è in buona compagnia. Luca Cecconi

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La finanza non è Satana (sezione: Costi dei politici)

( da "Foglio, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

5 aprile 2009 La finanza non è Satana Zadra ci dice perché dopo 17 anni lascia l'Abi, spiega l'evoluzione delle banche italiane e difende i derivati Giura che non sono stati i prefetti, neocontrollori del credito, ad averlo indotto ad abbandonare il vertice dell’Abi. “E’ da luglio dello scorso anno che avevo annunciato al presidente Corrado Faissola di voler lasciare la direzione generale dell’associazione bancaria”, dice al Foglio Giuseppe Zadra nella prima intervista dopo la comunicazione dell’addio all’Abi che avverrà formalmente il prossimo luglio, dopo l’assemblea annuale dell’associazione. Questo non vuol dire che il ruolo delle prefetture, voluto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per osservare a livello regionale le erogazioni dei finanziamenti da parte delle banche, l’abbia fatto gioire: “Certo, gioire proprio no. Rivendico la coerenza delle nostre posizioni. Non si può mettere quasi sotto tutela pubblica un’attività industriale come quella bancaria, anche se per noi alla fine può anche esserci l’aspetto positivo di condividere con le altre categorie le diverse prospettive del problema, arrivando tutti a conoscerlo meglio. Per questo da tempo noi stessi abbiamo avviato i tavoli provinciali con Confindustria che seguono l’andamento del credito”. Di più, sul tema, non vuole aggiungere. Tranne un accenno alle nazionalizzazioni del credito che avvengono in Europa, fattore di possibili svantaggi competitivi: “Li verificheremo tra due anni. Un potenziale rischio di aggressività da parte di istituti di altri paesi rinforzati grazie alle massicce iniezioni di capitale pubblico, c’è”. Giura anche che non sono state le critiche per alcune uscite da Patti Chiari, l’accordo tra banche per rendere più trasparenti e confrontabili i servizi degli istituti, a convincerlo a lasciare dopo 17 anni l’Abi. Patti Chiari è stata una delle maggiori iniziative volute e realizzate da Zadra: “Un progetto unico al mondo. In nessun altro stato, per volontà delle banche, c’è un sito che mette a confronto, per uno stesso servizio, i costi degli istituti. Nessun altro settore imprenditoriale ha avviato un’iniziativa del genere. Sfido tutti a indicarmela”. Però molte piccole banche sono uscite di recente dal consorzio, quando dovevano rinnovare o no l’adesione ad esso… “I costi della trasformazione del consorzio Patti Chiari dalla fase iniziale alla fase due, per alcuni istituti di minore entità, possono essere considerati elevati. E ci può volere più tempo per decidere di aderire a 30 iniziative e non solo a una, com’era possibile nella prima fase di Patti Chiari”. Ma allora perché il direttore dei banchieri italiani va via? Andrà a raccogliere le mele, di cui oltre a essere goloso è pure appassionato? La madre centenaria, che ha una piccola produzione di mele, lo accoglierebbe ben volentieri a Denno, in provincia di Trento. “Ho portato a termine la missione che mi ero dato. Sono arrivato in Abi nel ’92, proprio quando le banche pubbliche con la legge Amato si stavano trasformando in società private. Una rivoluzione. Che l’associazione ha sempre accompagnato, ha appoggiato e mai frenato”, tiene a ribadire più volte. Come dire: non sono nostalgico dello stato bancario. Una sottolineatura che non è una novità per i colleghi banchieri che lo conoscono: “E’ il più americano di noi”, dicono. Lui non commenta ma nemmeno smentisce. Ma il curriculum e le informazioni raccolte tra colleghi banchieri lo confermano. Nato nel ’41 a Trento, dopo una laurea in Giurisprudenza a Roma (relatore Cesare Cosciani, uno dei padri italiani della Scienza delle finanze), va a Harvard per un master e nell’estate del ’72 è in Goldman Sachs per uno stage (“mi hanno aperto il cervello”, dirà ai suoi amici alla fine dell’esperienza statunitense). Ormai invaghito delle innovazioni finanziarie al servizio dell’economia, cerca di importare in Italia le tecniche americane. Fonda con altri tre colleghi Afin, una piccola investment bank, la prima in Italia, cui alcuni istituti come Kuhn Loeb, Rotschild, Dresdner e Crediop diedero vita in piazza Barberini a Roma. Non fu un’esperienza memorabile visto che, sorridendo, dice: “Sono stato sempre un velleitario”. Poi due anni al Credito Milanese, quindi l’assunzione come direttore finanziario in Alitalia capitanata da Carlo Nordio. Ma nella compagnia di bandiera non lavora un giorno. “Mi prendo un’altra sbandata americana”, sogghigna. Franco Piga, all’epoca presidente della Consob, lo chiama: “Vieni, c’è da rifare la Borsa”. Così dopo la prima investment bank in Italia, cerca di importare dagli Stati Uniti anche la strumentazione di Wall Street. Pilota ad esempio la riforma telematica della Borsa e degli intermediari: una notte – assicura – mentre era in albergo a Milano, gli viene l’idea della sigla Sim, società di intermediazione mobiliare. In Consob resta sette anni. Nel ’92 il presidente dell’Abi, Tancredi Bianchi, chiama Zadra a Palazzo Altieri, sede dell’associazione, al posto di Felice Gianani. La missione? Accompagnare, e non ostacolare, la trasformazione delle banche in società private a tutti gli effetti. La notizia della nomina di Zadra fu annunciata ai giornalisti da Giovanni Bazoli. Curiosità che non ha connotazioni. Se proprio si vuole accostare Zadra a qualche banchiere, i nomi sono molti. In primis Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. Vero? “Sì – risponde Zadra – con lui, come con altri, ho condiviso la volontà di portare innovazioni nel sistema bancario italiano. Ma anche con Maurizio Sella e Fabio Innocenzi ho trovato spesso consonanza su nuovi progetti”. Ma non c’è soltanto Profumo. Nel sodalizio intellettuale di Zadra ci sono innanzitutto l’economista Filippo Cavazzuti (ora presidente di Patti Chiari e in passato anche senatore della Sinistra indipendente) e l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco. Praticamente, un cenacolo intellettuale: “Nessun cenacolo, semplicemente siamo stati allievi di Cosciani e ci siamo frequentati anche successivamente”. Del sodalizio zadriano fa parte anche Pierluigi Ciocca, ex vicedirettore generale della Banca d’Italia. L’accostamento a Visco però lo induce a precisare: “Nessuno mi può appiccicare etichette politiche. Anzi, con tutti i ministri del Tesoro e delle Finanze ci sono stati motivi di frizione. Ce ne sono stati con Giuliano Amato, con Vincenzo Visco e con Giulio Tremonti. A tutti imputo di aver calcato la mano nelle critiche alle banche a proposito dei titoli argentini, Parmalat e Cirio, smerciati a cittadini poco informati. Nessun ministro ha mai sottolineato a sufficienza che anche acquistare titoli obbligazionari o fare un mutuo comporta un rischio”. Direttore, non dica però che le banche godono di una buona reputazione di questi tempi, specie in questi momenti… “Sulla reputazione incide moltissimo la cosiddetta customer satisfaction del grande pubblico, e i casi citati hanno di certo influito. Ma gli istituti italiani non possono essere accusati di non aver finanziato l’economia. Piuttosto la crisi di reputazione di questi mesi è dovuta alle banche di investimento statunitensi”. Alt. Ma come, il più americano dei banchieri adesso biasima la finanza degli Stati Uniti? Da “appassionato della regolamentazione finanziaria americana”, come si è autodefinito, replica: “Nel 2000 il Gramm-Leach-Bliley Act permise alle grandi banche di poter avere un’investment bank, sotto la sorveglianza della Fed, ma la crisi si è prodotta altrove, su un altro segmento del mercato, né bancario né di Borsa, sviluppato over the counter, che si è popolato di un numero infinito di soggetti finanziari non regolati e ha generato prodotti non controllati e negoziati appunto su mercati informali”. Detto questo, “occorrerebbe effettuare un’analisi costi-benefici sugli effetti che ha comportato il flusso di investimenti permessi dalle innovazioni finanziarie. Quel che è possibile sostenere già adesso è che questo flusso ha finanziato la tecnologia a livello internazionale. Principalmente l’alta tecnologia statunitense, che poi è stata esportata in tutto il mondo. Queste innovazioni hanno anche permesso di finanziare i consumi negli Stati Uniti. E sono state deliberatamente usate per far acquistare una casa a milioni di cittadini. Però dobbiamo prendere atto che la crisi è molto profonda e capire che sono state le omissioni volute nella legislazione degli Stati Uniti a provocarla”. Zadra va di nuovo controcorrente, sottolineando come la finanza americana ha prodotto comunque “innovazioni straordinarie”. Sui derivati, ad esempio, dice: “Bisogna regolamentare i derivati che non sono regolati. Ma non dimentichiamo i benefici che questi strumenti hanno avuto e hanno per le imprese. Qualcuno trascura che nessuna impresa adesso può fare a meno dei derivati che coprono da rischi come quelli dei tassi di interesse e di cambio”. C’è però chi sostiene che adesso sarà l’Abi a ricorrere a qualche forma di ingegneria finanziaria viste le spese lievitate in questi 17 anni, si parla di 50 milioni di costi. “No. Il budget è di 40 milioni. Ho costituito nuove direzioni, nuovi uffici, una decina di nuove associazioni, ho avviato l’Ombusdman bancario fin dal 1993. Ciò detto, faccio notare che quando sono arrivato c’erano 284 dipendenti, che negli anni ne abbiamo assorbiti oltre 130, fondendo altre associazioni, e che adesso ce ne sono 252”. E ora che farà? Raccolta delle mele a Denno o lettura ai giardinetti? “Chissà”. Ma negli occhi si legge: “Macché”. di Michele Arnese

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Il costo dei politici, Boria il più "caro" (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Il costo dei politici, Boria il più "caro" Nel 2008 per le indennità di assessori e consiglieri il Comune ha speso quasi 200 mila euro Domenica 5 Aprile 2009,

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Azzano Decimo Per le spese della politica nel 2008 dalle casse comunali sono usvciti 196 mila 8... (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-04-2009)

Argomenti: Costi della politica

Domenica 5 Aprile 2009, Azzano Decimo Per le spese della politica nel 2008 dalle casse comunali sono usvciti 196 mila 814 euro lordi, euro più euro meno. Lo ha detto il consigliere di Azzano Si, Lucio Caldo, durante l'ultimo Consiglio comunale, il quale sottolinea «che per un atto di trasparenza verso i cittadini ho reso pubbliche le indennità percepite dai politici azzanesi». Anche se, ricorda, «non tutti sono azzanesi. Come per esempio il consigliere comunale Sante Valvasori del Partito democratico, il quale, annualmente, tra il gettone, i rimborsi spesa per i chilometri (abita a Trieste) e i permessi retributi, 4 mila 600 euro lordi, mentre noi cinque consiglieri (prima dell'uscita di Paolo Panontin) con le stesse voci siamo costati 2 mila 600 euro lordi». Tra gli assessori quello che ha il costo più alto risulta essere Michele Boria, che abita a Pordenone: «tra il compenso in carica, gli oneri previdenziali, accantonamento Tfr e rimborso chilometri, per lui si spendono 29 mila 418 euro lordi». Caldo assicura di non voler fare polemiche con nessuno, ma precisa, «credo sia giusto e opportuno comunicare tutte le indennità, anche perché non c'è niente di male e i cittadini devono essere informati di tutto». Quindi nel 2008 si sono spesi quasi duecento mila euro per pagare le indennità a coloro che si prendono cura della cosa pubblica. Infatti, i politici locali, al pari di quelli regionali e nazionali percepiscono un'indennità, molto meno remunerativa, per il tempo che mettono a disposizione per governare la cittadina. Le cifre non sono certo quelle dei parlamentari: per esempio ai consiglieri comunali è riconosciuto solo il gettone di presenza, a qualcuno il rimborso spese dei chilometri auto e permessi retribuiti. Ma ecco nel dettaglio tutte le indennità. A partire dal sindaco. Il sindaco nel 2008 ha percepito 48 mila 457 euro lordi. Gli assessori, secondo lo schema presentato dal consigliere Caldo hanno invece percepito i seguenti compensi: Angelo Bortolus con gli oneri previdenziali è arrivato a 16 mila 416 euro, stessa cifra l'ha ricevuta Renzo Fregonese. Alessandro Tesolin con gli oneri previdenziali è arrivato a 15 mila 490 euro, il vice sindaco Vittorino Bettoli a 14 mila 437 euro, Gino Mascherin a 13 mila 884 euro e Massimo Piccini, tra rimborso chilometri e permessi retribuiti, a 12 mila 84 euro. Eppoi il consiglio comunale. I tredici consiglieri, divisi tra maggioranza e minoranza sono costati (gettone di presenza) 10 mila 118 euro lordi. Il presidente del Consiglio, Marzio Gaspardis, ha percepito nel 2008 16 mila 416 euro lordi.

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