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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Gli sprechi degli enti. Case ai politici, bufera all'Ipab. Sospeso il direttore. Bufera all'Ipab Sant'Alessio. Mentre la Procura di Roma sta verificando la gestione dell'istituto di assistenza per i ciechi, nell'ente si apre la resa dei conti: sospeso il direttore generale. Alberto Di Majo e Susanna Novelli (Il Tempo 05/02/2009)

L'ordinanza di custodia del gip e le telefonate di Angelucci. "Ora levano la delega a quell'assessore deficiente" "Giornali del gruppo per fare lobby e la Regione pagava false prestazioni" .   Di Marino Bisso e Carlo Picozza (La Repubblica 5-2-2009)

 


Gli sprechi degli enti. Case ai politici, bufera all'Ipab. Sospeso il direttore. Bufera all'Ipab Sant'Alessio. Mentre la Procura di Roma sta verificando la gestione dell'istituto di assistenza per i ciechi, nell'ente si apre la resa dei conti: sospeso il direttore generale. Alberto Di Majo e Susanna Novelli (Il Tempo 05/02/2009)

 

Due giorni fa il presidente Mario Dany De Luca ha inviato una lettera all'alto dirigente, Andrea Liberati, per chiedergli conto di alcune vendite immobiliari e di appalti sospetti, denunciati dal nostro giornale nelle scorse settimane. Nell'istituto assistenziale in effetti di cose che non quadrano ce ne sono.


Innanzitutto la gestione del patrimonio immobiliare: più di settecento appartamenti tra il centro storico e la periferia della Capitale, in tanti casi affittati a prezzi di favore. Monolocali sulla Laurentina a poco più di 300 euro al mese, fino alle abitazioni di lusso di un centinaio di metri quadrati, tra Fontana di Trevi e piazza Colonna, anche a 900 euro. Altri casi? Via Margutta: nello stesso palazzo abitano Sandra Cecchini, ex capo segreteria dell'allora ministro Parisi (paga 2.800 euro al mese per cento metri quadrati), Enrico Carone, ex segretario del leader del Pds Occhetto (che spende 1.154 euro al mese), Michele Lo Foco, consigliere di amministrazione di Cinecittà Holding (che per una monocamera sborsa 507 euro al mese).

Ancora: l'attuale assessore alla Casa del Comune di Roma, Alfredo Antoniozzi, ha ottenuto nel 1998 uno studio di 95 metri quadrati in piazza Campitelli, per cui paga tremila euro al mese. Tra gli ospiti vip delle case del Sant'Alessio non mancano società collegate ai partiti (Ds e Forza Italia), ex deputati (Bruno Lazzaro, già senatore Dc, che è intestatario di un appartamento di 119 metri quadrati in via della Colonna Antonina per 1.135 euro al mese, e artisti (a Testaccio, in via Branca, in 52 metri quadrati per 749 euro, ha abitato l'attrice Nadia Rinaldi). Tutto questo benché, come documentato dalle perizie dello stesso ente, tanti immobili destinati ai ciechi rischino addirittura di crollare.


Ma nella gestione del Sant'Alessio ci sono altri lati oscuri. Alla fine di gennaio 2008 l'ente ha venduto un terreno all'Aurelio, acquistato da una società (Mps srl, costituita il giorno dell'aggiudicazione) di cui è socio uno dei due revisori dei conti dello stesso Ipab, Silvano Micozzi, che ha conquistato il terreno per 1 milione e 17 mila euro. Dopo le denunce de «Il Tempo» Micozzi è stato rimosso dall'incarico.

Ovviamente ha tenuto il terreno.
Ma il destino spesso è stravagante: Micozzi, insieme con Luigi Pozzi, che è il consulente tributario del Sant'Alessio, e con Andrea Liberati, direttore generale, si conoscevano bene anche prima di approdare all'istituto per ciechi. Infatti hanno condiviso lo stesso studio di commercialisti, in via San Saba 22. Il medesimo indirizzo (sarà una coincidenza?) figura come sede della società di informatica che ha vinto la gara d'appalto per l'informatizzazione al Sant'Alessio.


Poco chiari risultano anche alcuni appalti, come quello per il rifacimento del tetto del Casale San Pio V, il ricovero per gli assistiti dell'Ipab. E se la Giunta regionale, su proposta dell'assessore agli Enti locali Daniele Fichera, è corsa ai ripari dando vita a un «Comitato di alta vigilanza sulle Ipab», formato da tre esperti che passeranno al vaglio le delibere degli istituti di assistenza, ora la parola passa alla Procura, che in questi giorni sta ascoltando i vertici dell'ente. Diverse infatti le denunce nei confronti della gestione dell'Ipab. A partire proprio da quella presentata dalla Delta software srl che si occupava fino al 2007 della fornitura e della gestione dei programmi informatici dell'istituto per ciechi.

Fino a quando proprio il direttore Liberati decise di dividere in due l'appalto e affidare alla Quantum It onlus la gestione del software e alla Punto Ini srl la fornitura dei prodotti informatici. Saranno solo coincidenze, ma la Quantum it è una cooperativa che lavora anche per l'Ufficio Handicap della Cgil di Roma e del Lazio e il presidente di questo ufficio era, almeno fino al 2004, proprio il numero uno del Sant'Alessio, Mario Dany De Luca. Mentre la Punto Ini srl ha sede in via San Saba 22, stesso indirizzo dello studio dei commercialisti Pozzi, Micozzi e Liberati. Ma se su questi aspetti sarà la magistratura a fare chiarezza, ai «saggi» nominati dalla Regione spetterà invece mettere in ordine la situazione economica e organizzativa dell'istituto.

Le perdite stimate nelle casse del Sant'Alessio ammontano a oltre duecentomila euro, lo scoperto 2008 è più di 2 milioni di euro e, come se non bastasse, sull'ente pende un'ipoteca immobiliare di 8 milioni di euro. Insomma, per risollevare le sorti dell'istituto per l'assistenza ai ciechi non basterà certamente rimuovere il direttore generale.


 

L'ordinanza di custodia del gip e le telefonate di Angelucci. "Ora levano la delega a quell'assessore deficiente" "Giornali del gruppo per fare lobby e la Regione pagava false prestazioni" .   Di Marino Bisso e Carlo Picozza (La Repubblica 5-2-2009)

 

 

ROMA - "La pressante influenza, attraverso i giornali di loro proprietà, sulle cariche istituzionali della Regione Lazio, governatore e assessore alla Sanità", i vincoli stretti con "il presidente regionale dell'Aiop, Associazione dell'ospedalità privata, in realtà plenipotenziario della Tosinvest per i rapporti con le istituzioni". Ma anche i legami con i "funzionari regionali e dell'Agenzia di Sanità pubblica (Asp) per determinare la volontà decisionale della Regione". Sono i "tre livelli operativi" con i quali gli Angelucci, padre e figlio, e gli uomini dell'impero Tosinvest, erano in grado di "assicurarsi profitti e impunità, garantirsi informazioni riservate ed esercitare pressioni sulle indagini a loro carico". Così il gip Roberto Nespeca nelle 800 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare fotografa il potere dei "re" dell'assistenza privata in convenzione.

La rete di protezione. "Antonio e Giampaolo Angelucci esercitano un controllo diretto sulle aziende e assicurano a queste una rete di copertura per profitti illeciti conseguiti con prestazioni non fornite ma remunerate". Il gip Nespeca indica i ruoli degli Angelucci: "Curano le relazioni esterne mettendo a disposizione la struttura sanitaria per dispensare favori con ricoveri e prestazioni diagnostico-strumentali. Consentono rettifiche o smentite con l'utilizzo strumentale dei mezzi d'informazione di loro proprietà. Esercitano pressante influenza sulle cariche della Regione per interferire nella fase di regolamentazione normativa, attraverso delibere di giunta o singole determinazioni. Ed evitano o attenuano le attività della Regione per il contenimento della spesa sanitaria".

Le pressioni su Marrazzo. È il 17 settembre 2007 quando Angelucci senior parla con Mauro Casanatta dell'Aiop: "Mauro, ho visto ora Piero (Marrazzo) che ha incontrato prima Lionello Cosentino (allora capogruppo Ds in Comune oggi senatore Pd). Ahoo, queste cose non le dire... Allora, Piero mi ha detto: "Guarda Tonino, so come sta la situazione, so cosa state preparando (una campagna di stampa contro l'allora assessore alla Sanità Augusto Battaglia) e avete ragione. Allora lui (Marrazzo) sarebbe disposto a fare un tavolo e a incontrarci mercoledì. Mettiamo tutto sulla bilancia e facciamo un protocollo valido fino al 2010. È quello che volevamo noi". E Casanatta: "Certo". Ancora Angelucci: "Ma alla fine mi ha detto: "'A Tonì io sto facendo quadro con Consentino, in questa maniera mi posso muovere come posso perché finora se il Pd sta dietro a Battaglia, io che te posso fa'?".

L'assessore da rimuovere. Tra le intercettazioni, c'è una conversazione tra Angelucci e la moglie Annalisa Chicco: ""Finalmente ho fatto quello che volevo d'accordo con Cosentino", spiega, "Levano la delega a quel deficiente di assessore (Battaglia)".

Il titolo su "Libero". Il 22 dicembre 2007, Angelucci padre con l'assessore Battaglia che si lamenta di un titolo su Libero. Subito dopo l'imprenditore-editore chiama il vice direttore di Libero e chiede spiegazioni. "Ma chi è quella stronza che ha scritto il pezzo?". "Nei giorni successivi - annota il gip - su Libero esce un'intervista riparatoria a Battaglia".

Il figlio del procuratore. "I vertici della Tosinvest", accusa il gip, "sono consapevoli di poter superare qualunque ostacolo, come quello del sequestro delle cartelle cliniche al San Raffaele. Avvicinano il figlio del procuratore di Velletri, Rinaldo Mazzetti, che lavora in un centro del gruppo per tentare di influenzare le indagini". Ancora: "Gli Angelucci acquisiscono notizie riservate su ispezioni, controlli, indagini giudiziarie e esercitano forme indebite di pressione sulle inchieste mobilitando tutte le risorse: contatti politico-clientelari, mezzi d'informazione e collaboratori".

I funzionari complici. Tra le 800 pagine dell'ordinanza, molte le intercettazioni sui legami tra le cliniche Tosinvest, dirigenti della Regione, della Asl RmH e dell'Asp. Fabio Passafiume, responsabile dei controlli nella Asl spiega al telefono: "I ricoveri interessavano patologie finte e le impegnative fanno ridere". E Maurizio Iacono, responsabile degli accreditamenti: "Lo sappiamo bene che tarrocano le cartelle".

Il manager Asl e l'ispezione. Il 6 settembre 2007 Angelucci padre parla con Mingiacchi, manager della Asl: "Da noi sono arrivati i Nas per un'ispezione. Un atto dovuto, ma mi sono meravigliato. C'è qualcosa che non funziona. (...) È strano che tu mi fai una lettera dove mi contesti una serie di cose, mi sembra antipatico. Non pensi che occorra un chiarimento?".

(5 febbraio 2009)