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tARTICOLI DEL 5 febbraio 2009 #TOP
IN EVIDENZA
INDICE
Due giorni fa il presidente Mario Dany De
Luca ha inviato una lettera all'alto dirigente, Andrea Liberati, per chiedergli
conto di alcune vendite immobiliari e di appalti sospetti, denunciati dal
nostro giornale nelle scorse settimane. Nell'istituto assistenziale in effetti
di cose che non quadrano ce ne sono.
Innanzitutto la gestione del patrimonio immobiliare: più di settecento
appartamenti tra il centro storico e la periferia della Capitale, in tanti casi
affittati a prezzi di favore. Monolocali sulla Laurentina a poco più di 300
euro al mese, fino alle abitazioni di lusso di un centinaio di metri quadrati,
tra Fontana di Trevi e piazza Colonna, anche a 900 euro. Altri casi? Via
Margutta: nello stesso palazzo abitano Sandra Cecchini, ex capo segreteria
dell'allora ministro Parisi (paga 2.800 euro al mese per cento metri quadrati),
Enrico Carone, ex segretario del leader del Pds Occhetto (che spende 1.154 euro
al mese), Michele Lo Foco, consigliere di amministrazione di Cinecittà Holding
(che per una monocamera sborsa 507 euro al mese).
Ancora: l'attuale assessore alla Casa del Comune di
Roma, Alfredo Antoniozzi, ha ottenuto nel 1998 uno studio di
Ma nella gestione del Sant'Alessio ci sono altri lati oscuri. Alla fine di
gennaio
Ovviamente ha tenuto il terreno.
Ma il destino spesso è stravagante: Micozzi, insieme con Luigi Pozzi, che è il
consulente tributario del Sant'Alessio, e con Andrea Liberati, direttore
generale, si conoscevano bene anche prima di approdare all'istituto per ciechi.
Infatti hanno condiviso lo stesso studio di commercialisti, in via San Saba 22.
Il medesimo indirizzo (sarà una coincidenza?) figura come sede della società di
informatica che ha vinto la gara d'appalto per l'informatizzazione al
Sant'Alessio.
Poco chiari risultano anche alcuni appalti, come quello per il rifacimento del
tetto del Casale San Pio V, il ricovero per gli assistiti dell'Ipab. E se la
Giunta regionale, su proposta dell'assessore agli Enti locali Daniele Fichera,
è corsa ai ripari dando vita a un «Comitato di alta vigilanza sulle Ipab»,
formato da tre esperti che passeranno al vaglio le delibere degli istituti di
assistenza, ora la parola passa alla Procura, che in questi giorni sta
ascoltando i vertici dell'ente. Diverse infatti le denunce nei confronti della
gestione dell'Ipab. A partire proprio da quella presentata dalla Delta software
srl che si occupava fino al 2007 della fornitura e della gestione dei programmi
informatici dell'istituto per ciechi.
Fino a quando proprio il direttore Liberati decise
di dividere in due l'appalto e affidare alla Quantum It onlus la gestione del
software e alla Punto Ini srl la fornitura dei prodotti informatici. Saranno
solo coincidenze, ma la Quantum it è una cooperativa che lavora anche per
l'Ufficio Handicap della Cgil di Roma e del Lazio e il presidente di questo
ufficio era, almeno fino al 2004, proprio il numero uno del Sant'Alessio, Mario
Dany De Luca. Mentre la Punto Ini srl ha sede in via San Saba 22, stesso indirizzo
dello studio dei commercialisti Pozzi, Micozzi e Liberati. Ma se su questi
aspetti sarà la magistratura a fare chiarezza, ai «saggi» nominati dalla
Regione spetterà invece mettere in ordine la situazione economica e
organizzativa dell'istituto.
Le perdite stimate nelle casse del Sant'Alessio
ammontano a oltre duecentomila euro, lo scoperto 2008 è più di 2 milioni di
euro e, come se non bastasse, sull'ente pende un'ipoteca immobiliare di 8
milioni di euro. Insomma, per risollevare le sorti dell'istituto per
l'assistenza ai ciechi non basterà certamente rimuovere il direttore generale.
ROMA - "La pressante influenza, attraverso i
giornali di loro proprietà, sulle cariche istituzionali della Regione Lazio,
governatore e assessore alla Sanità", i vincoli stretti con "il
presidente regionale dell'Aiop, Associazione dell'ospedalità privata, in realtà
plenipotenziario della Tosinvest per i rapporti con le istituzioni". Ma
anche i legami con i "funzionari regionali e dell'Agenzia di Sanità
pubblica (Asp) per determinare la volontà decisionale della Regione". Sono
i "tre livelli operativi" con i quali gli Angelucci, padre e figlio,
e gli uomini dell'impero Tosinvest, erano in grado di "assicurarsi
profitti e impunità, garantirsi informazioni riservate ed esercitare pressioni
sulle indagini a loro carico". Così il gip Roberto Nespeca nelle 800
pagine dell'ordinanza di custodia cautelare fotografa il potere dei
"re" dell'assistenza privata in convenzione.
La rete di protezione. "Antonio e Giampaolo Angelucci esercitano un
controllo diretto sulle aziende e assicurano a queste una rete di copertura per
profitti illeciti conseguiti con prestazioni non fornite ma remunerate".
Il gip Nespeca indica i ruoli degli Angelucci: "Curano le relazioni
esterne mettendo a disposizione la struttura sanitaria per dispensare favori
con ricoveri e prestazioni diagnostico-strumentali. Consentono rettifiche o
smentite con l'utilizzo strumentale dei mezzi d'informazione di loro proprietà.
Esercitano pressante influenza sulle cariche della Regione per interferire
nella fase di regolamentazione normativa, attraverso delibere di giunta o
singole determinazioni. Ed evitano o attenuano le attività della Regione per il
contenimento della spesa sanitaria".
Le pressioni su Marrazzo. È il 17 settembre 2007 quando Angelucci senior parla
con Mauro Casanatta dell'Aiop: "Mauro, ho visto ora Piero (Marrazzo) che
ha incontrato prima Lionello Cosentino (allora capogruppo Ds in Comune oggi
senatore Pd). Ahoo, queste cose non le dire... Allora, Piero mi ha detto:
"Guarda Tonino, so come sta la situazione, so cosa state preparando (una
campagna di stampa contro l'allora assessore alla Sanità Augusto Battaglia) e
avete ragione. Allora lui (Marrazzo) sarebbe disposto a fare un tavolo e a
incontrarci mercoledì. Mettiamo tutto sulla bilancia e facciamo un protocollo
valido fino al 2010. È quello che volevamo noi". E Casanatta:
"Certo". Ancora Angelucci: "Ma alla fine mi ha detto: "'A Tonì
io sto facendo quadro con Consentino, in questa maniera mi posso muovere come
posso perché finora se il Pd sta dietro a Battaglia, io che te posso
fa'?".
L'assessore da rimuovere. Tra le intercettazioni, c'è una conversazione tra
Angelucci e la moglie Annalisa Chicco: ""Finalmente ho fatto quello
che volevo d'accordo con Cosentino", spiega, "Levano la delega a quel
deficiente di assessore (Battaglia)".
Il titolo su "Libero". Il 22 dicembre 2007, Angelucci padre con
l'assessore Battaglia che si lamenta di un titolo su Libero. Subito dopo
l'imprenditore-editore chiama il vice direttore di Libero e chiede spiegazioni.
"Ma chi è quella stronza che ha scritto il pezzo?". "Nei giorni
successivi - annota il gip - su Libero esce un'intervista riparatoria a
Battaglia".
Il figlio del procuratore. "I vertici della Tosinvest", accusa il
gip, "sono consapevoli di poter superare qualunque ostacolo, come quello
del sequestro delle cartelle cliniche al San Raffaele. Avvicinano il figlio del
procuratore di Velletri, Rinaldo Mazzetti, che lavora in un centro del gruppo
per tentare di influenzare le indagini". Ancora: "Gli Angelucci
acquisiscono notizie riservate su ispezioni, controlli, indagini giudiziarie e
esercitano forme indebite di pressione sulle inchieste mobilitando tutte le
risorse: contatti politico-clientelari, mezzi d'informazione e
collaboratori".
I funzionari complici. Tra le 800 pagine dell'ordinanza, molte le
intercettazioni sui legami tra le cliniche Tosinvest, dirigenti della Regione,
della Asl RmH e dell'Asp. Fabio Passafiume, responsabile dei controlli nella
Asl spiega al telefono: "I ricoveri interessavano patologie finte e le
impegnative fanno ridere". E Maurizio Iacono, responsabile degli
accreditamenti: "Lo sappiamo bene che tarrocano le cartelle".
Il manager Asl e l'ispezione. Il 6 settembre 2007 Angelucci padre parla con
Mingiacchi, manager della Asl: "Da noi sono arrivati i Nas per
un'ispezione. Un atto dovuto, ma mi sono meravigliato. C'è qualcosa che non
funziona. (...) È strano che tu mi fai una lettera dove mi contesti una serie
di cose, mi sembra antipatico. Non pensi che occorra un chiarimento?".
(5 febbraio 2009)