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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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"Favori e appalti", Pecoraro indagato. Nuova inchiesta di Woodcock, c'è anche il capitano Ultimo Antonio Massari, Guido Ruotolo (La Stampa 4-4-2008)

ROMA
La tegola, l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione e corruzione, arriva a Roma da lontano, dalla Procura di Potenza. E colpisce in pieno il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, esponente della Sinistra Arcobaleno. I lanciatori sono due personaggi di primo piano: il pm Henry John Woodcock (Vallettopoli, Vittorio Emanuele, tangenti e massonerie varie) e il capitano Ultimo. Sì, l’uomo che ha catturato il capo di Cosa Nostra, Totò Riina, oggi comandante del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri.

Si è materializzata ieri mattina quando la polizia giudiziaria che lavora con il pm anglo-napoletano si è presentata alla Procura di Roma, depositando una decina di faldoni di carte. Insomma, Woodcock ha indagato partendo evidentemente da un filone tutto lucano, ha incrociato il ministro dell’Ambiente, se l’è cucinato e poi ha servito il piatto alla Procura di Roma, ovvero al Tribunale dei Ministri, ravvisando la sua competenza. Questa volta, non ha proceduto ad alcun arresto preventivo, ma le polemiche, è facile immaginare, sono comunque garantite: in piena campagna elettorale, questa incriminazione del ministro del governo Prodi verrà interpretata come l’ennesimo intervento a gamba tesa (Mastella docet) dei magistrati sfasciatutto.

Palazzo di Giustizia abbottonatissimo. Poche le indiscrezioni. Da quello che filtra, l’inchiesta si svilupperebbe su due filoni. Il primo: le bonifiche del territorio, anche in Campania, e l’emergenza rifiuti. Il secondo: «scambi» vari tra una quotatissima agenzia di viaggio e il ministro Pecoraro Scanio. Partiamo da quegli episodi che il mastino che ha catturato il capo corleonese delle stragi del ’92, avrebbe documentato: viaggi e alberghi meneghini a sette stelle (esistono) in cambio (probabilmente non solo) di una convenzione con il ministero dell’Ambiente. L’agenzia in questione è la «Visetur» di Perugia, sedi a Milano, Roma e Napoli. Il suo direttore commerciale (socio al 25%), Mattia Fella, avrebbe poi comprato un terreno agricolo in zona Lago di Bolsena, tra Orvieto e Viterbo, che - secondo quanto sarebbe emerso dalle intercettazioni - era destinato a diventare un cadeau per il ministro, dopo essere riusciti a cambiarne la destinazione d’uso, ovvero a costruirci una villa.

Nei faldoni da ieri custoditi a Piazzale Clodio vi sarebbero anche le testimonianze di diversi collaboratori o dipendenti del ministero dell’Ambiente che avrebbero in sostanza confermato i rapporti privilegiati tra Pecoraro Scanio e Fella. Un suo fratello, poi, Stanislao Fella, avrebbe ottenuto consulenze dal ministero di Pecoraro Scanio. Poi ci sarebbero i famosi viaggi «a gratis», non tanto in Italia o in Europa quanto nelle Americhe. E una ospitalità in un albergo a sette stelle a Milano.

Gli investigatori avrebbero pure registrato che i cellulari in uso al ministro (non quelli istituzionali) e ad alcuni suoi collaboratori dal 2001, sarebbero stati intestati a due società editoriali legate all’ambientalismo: la coop Modus (editrice del mensile Modus Vivendi) e la Undicidue srl. E che le due imprese hanno i finanziamenti stabiliti per la legge sull’editoria (nulla da eccepire).

E vediamo l’«affare» ambiente. Vi sarebbero coinvolti un imprenditore lucano, F. F., specializzato in bonifiche di territori contaminati, e un ingegnere, V. N., che avrebbe un ruolo in strutture tecniche che si occupano di appalti. Secondo le indiscrezioni, l’imprenditore è un «protetto» del ministro, che avrebbe anche proposto di intervenire sull’emergenza rifiuti di questi mesi, magari trasferendo la «monnezza» in Grecia, dove aveva la disponibilità di un termovalorizzatore. Ed era interessato anche alla bonifica dell’area orientale di Napoli (l’ex area industriale di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli).

Naturalmente, adesso la Procura di Roma dovrà rileggere criticamente tutti gli atti trasmessi dal pm di Potenza. Spesso, diverse tranches delle sue inchieste sono arrivate in passato nella capitale. Con fortune alterne, anzi con pochi risultati. Questa volta, a garantire sulla solidità dell’inchiesta c’è anche il capitano Ultimo.

 


Viaggi gratis, indagato Pecoraro Scanio Reati ipotizzati: associazione a delinquere e corruzione. La Procura: hotel di lusso in cambio di appalti per rifiuti e turismo. L'inchiesta Gli atti al tribunale dei ministri. Fiorenza Sarzanini (Il Corriere della Sera 4-4-2008)

 

ROMA — Favori in cambio di appalti. Viaggi, telefonini e altri regali sarebbero stati concessi ad Alfonso Pecoraro Scanio, responsabile del dicastero per l'Ambiente, per concludere affari e ottenere concessioni. Gli atti dell'inchiesta avviata dalla procura di Potenza sono stati trasmessi ieri al tribunale dei ministri. Reato ipotizzato: associazione a delinquere e corruzione. Saranno adesso i giudici di Roma a dover valutare se effettivamente Pecoraro si sia fatto pagare vacanze all'estero e soggiorni in alberghi extralusso da alcuni imprenditori che volevano occuparsi dello smaltimento dei rifiuti della Campania e altri che avrebbero ottenuto l'incarico in esclusiva per organizzare le trasferte del ministero.

L'indagine prende via alcuni mesi fa. Indagando sul fotografo milanese Fabrizio Corona, il pubblico ministero Henry John Woodcock arriva alla Visetur, un'agenzia di viaggi di alto livello che oltre all'organizzazione di tour, si occupa di noleggio di elicotteri e aerei privati, affitto imbarcazioni, servizio scorte per personaggi famosi. Vengono messe sotto controllo alcune utenze telefoniche e nelle conversazioni intercettate si parla anche di Pecoraro Scanio. Uno dei titolari della Visetur è Mattia Fella, suo fratello sarebbe inserito nella lista dei consulenti dell'Ambiente. L'agenzia avrebbe ottenuto recentemente l'appalto per occuparsi di alcune trasferte ministeriali. E avrebbe poi organizzato viaggi gratuiti per lo stesso Pecoraro Scanio.

In particolare, durante il periodo natalizio, il politico avrebbe soggiornato nel prestigioso hotel a sette stelle inaugurato il 15 dicembre scorso in galleria a Milano. L'accusa ritiene che questi viaggi fossero la contropartita concessa dagli imprenditori del settore turistico. Nelle ultime settimane sarebbero stati interrogati alcuni collaboratori del ministro proprio per avere conferma delle vacanze trascorse all'estero e a Milano. Ma poi gli accertamenti si sono allargati ad altri appalti e l'indagine delegata ai carabinieri del Noe — e in particolare al capitano Ultimo, famoso per aver catturato Riina — si è concentrata sugli altri appalti sulla spazzatura. Alcuni imprenditori, anche loro finiti sotto intercettazione, avrebbero infatti affermato di aver trattato con Pecoraro Scanio la possibilità di smaltire in un termovalorizzatore che gestiscono in Grecia, una parte dei rifiuti campani. Anche in questo caso — sostiene il magistrato — il ministro avrebbe ottenuto una contropartita per il suo interessamento pur non riuscendo a garantire che l'affare andasse in porto. Sembra infatti che l'appalto, al quale era interessata anche un'azienda denominata Sogena, non sia stato assegnato.

La trattativa di cui gli imprenditori discutevano nei colloqui al telefono sarebbe stata avviata agli inizi dell'anno, ma proprio in quei giorni il governo ha poi deciso di affidare la gestione dell'emergenza al prefetto Gianni De Gennaro. Il tribunale dei ministri dovrà adesso valutare gli elementi raccolti dal pubblico ministero di Potenza e stabilire se siano sufficienti a procedere. Bisogna infatti verificare se si tratti di millanterie o se invece quanto affermato dai titolari delle imprese celasse contatti reali con il ministro. Controlli anche sulla cessione di due telefonini intestati ad altrettante società. Accertamenti che, a dieci giorni dalle elezioni politiche, non mancheranno certamente di riaprire il dibattito politico. Fiorenza Sarzanini


04 aprile 2008


 

La Procura chiede i tabulati dell'onorevole, la Camera rinvia

Camorra, affari a Milano . I  pm: aiuti da un deputato. «De Luca (Pdl), sospetti sull'intervento per un processo». Il parlamentare è candidato del Pdl in Veneto: «L'inchiesta arriva in coincidenza con la campagna elettorale» Luigi Ferrarella  ( Il Corriere della Sera 4-4-2008)


MILANO — Per salvare parte del proprio patrimonio dalle confische di una inchiesta del 1999/2001 del pm Ilda Boccassini, il clan di camorra di Vincenzo Guida (condannato per associazione mafiosa e indagato per due omicidi) avrebbe fittiziamente intestato terreni e immobili a Milano (ora sotto sequestro «per un valore approssimativo di 20 milioni di euro») in pancia a una società rispettabile come la milanese «Diodoro Costruzioni srl»: una sigla che nel proprio curriculum può vantare di aver costruito la residenza alberghiera dell'ospedale San Raffaele (260 stanze per i parenti dei degenti, appalto da 14 milioni di euro) e di stare gettando le fondamenta dell'ospedale di Olbia (10 milioni), o di progettare l'edificazione «con contributi pubblici» di un hotel sull'appetita area dismessa ex Varesine.

Una società che tra i propri soci ha avuto un politico (fino al 26 settembre 2006 quando cede il suo 50%), prima di An e poi dell'Udc, due volte consigliere comunale a Milano nel 1997-2006, ex presidente della Commissione Urbanistica di Palazzo Marino, già vicepresidente della società del Comune (Sogemi) che gestisce l'Ortomercato, primo dei non eletti in Senato nel 2006: Emilio Santomauro, ferito alle gambe il 25 gennaio 2000 in un misterioso attentato attribuito all'epoca a «terroristi», e che oggi invece la Dia collega a controversi rapporti con una parente del boss. Ma quando il clan è angosciato da un processo in Cassazione per un terzo omicidio (poi assoluzione) e per associazione mafiosa (poi condanna), tramite la propria avvocato cerca (e al telefono pare trovare) l'interessamento di un altro politico. Un deputato. Che ora la Procura indaga per l'ipotesi di tentata corruzione in atti giudiziari, e di cui chiede alla Camera l'autorizzazione ad acquisire i tabulati telefonici: l'avvocato Francesco De Luca, eletto per Forza Italia nel 2006, passato poi alla Dc per le Autonomie di Rotondi, e oggi candidato (sicuro eletto con il prezioso numero 6) nelle liste del Popolo delle Libertà in Veneto 1.

Un clan a giudizio

È il quadro che emerge dagli atti depositati in due sedi. Nella Giunta per le Autorizzazioni della Camera, che sulla richiesta dei pm ha infine deciso di non decidere, concordando «all'unanimità un rinvio dell'esame » dopo che De Luca, assicurando di «non aver mai telefonato a un giudice di Cassazione », ha «osservato la coincidenza con la campagna elettorale ». E nell'udienza preliminare nella quale il 21 aprile il gip Marina Zelante vaglierà le 19 richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm Massimo Meroni. Richieste di processo contro l'ala militare del clan per due omicidi. Poi per «associazione mafiosa», con 9 accusati d'aver vampirizzato anche due società di commercio al dettaglio con sede nel centro commerciale di Lacchiarella, un bar dietro il Duomo, un ristorante da 5 milioni a Peschiera Borromeo. E per «trasferimento fittizio di valori», addebitato tra gli altri anche a Santomauro. La vicenda di De Luca affiora invece da telefonate intercettate nell'autunno 2006 tra la legale dei Guida (pure indagata), un intermediario, e «un Franco» con il quale i «contatti », scrive la Dia, sono «finalizzati alla risoluzione di un ricorso alla V sezione della Cassazione relativo ad esponenti del gruppo Guida, e per il quale l'avvocatessa mira a un'opera di intermediazione di esponenti politici di importanza nazionale ». Chi? Lo si identifica solo l'8 novembre, perché la legale riceve il numero sul quale «Franco», appunto De Luca, vuole essere chiamato con urgenza.

Intercettazioni

Le dice: «Ti ricordi che mi scrivesti quell'appunto la prima volta che venni da te? E io l'ho dato a quella persona. Quella persona l'ha passato a un'altra persona. Mo' quella persona sta per andar via (...) chi lo sostituisce è amico. Me lo dovresti rimandare, eh! Mo' ti do il numero, mo' vado in Commissione alla Camera». Ma «prima fammi un colpo, perché non voglio che lo guardino troppe persone». La Dia: «È un fax del Senato». Ma appena ha la certezza che sia un parlamentare, la Procura ottempera alla legge in vigore a fine 2006 e interrompe le intercettazioni sulle utenze del deputato. Solo ora, a inchiesta chiusa sul clan, l'ufficio del procuratore Minale ha chiesto alla Camera l'ok a disporre dei tabulati dei tre telefonini emersi in uso a De Luca: uno suo, due intestati ad altri. Tra le carte inviate per l'esame, anche tre elementi evidenziati dalla Dia circa l'interessamento al ricorso in Cassazione. «L'onorevole, pur essendo avvocato, non è patrocinante in Cassazione. L'interessamento richiesto non appare legato neppure all'attività specifica (ancorché non esclusiva) in Parlamento», visto che «è membro della Commissione Attività Produttive». E «anche laddove l'interessamento non dovesse avere gli effetti sperati, rimane il sospetto del coinvolgimento di un uomo dello Stato per la soluzione, volente o nolente, di affari di mafia ».


lferrarella@corriere.it
04 aprile 2008


Report "Costi dei politici"

"Papponi di stato", un memoriale da cortigiano ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Rizzo e Stella, forzo ogni discrezione relativamente alle mie vicende con i Verdi, dei quali sono stato tra i fondatori, per fare alcune osservazioni, non per la dignità della "casta" ma per quella delle istituzioni democratiche. L'affermazione di Roberto Poletti secondo il quale i vertici dei Verdi avrebbero deciso di sacrificare la mia candidatura per offrirla a lui è un fatto

Abolire le province non aiuta a tagliare i costi della politica ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.

<Estranei ai Poli ma pronti al dialogo> ( da "Corriere.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Unione democratica per i consumatori, ha insistito molto sulla riduzione dei costi della politica nella videochat con i lettori di Corriere.it .E ha spiegato quali saranno le linee guida del suo movimento se riuscirà a portare propri rappresentanti in Parlamento: "Lavorare affinché vi siano sempre più norme a tutela dei contribuenti.

Nola: alla camera per aiutare la provincia ( da "Provincia Pavese, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come hanno definito i privilegiati della partitocrazia i giornalisti Rizzo e Stella nel libro best seller dello scorso anno. "No, i cittadini devono distinguere tra chi fa il suo lavoro con coscienza e sacrificio e chi interpreta l'opportunità della politica solo come scorciatoia per elevarsi dal resto dei cittadini.

Elettori in mercedes non saranno i dazi a rilanciare il nordest ( da "Nuova Venezia, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a partire da Stella, hanno messo a nudo tutti i difetti della Casta e dei costi della politica. Ma non se ne parla in campagna elettorale. Riforma istituzionale addio? "Il tema dei costi della politica è vero e il successo del libro la Casta dimostra che c'è una sensibilità, anche se io penso che scrivere un libro di quel tipo è relativamente facile:

A PARTE Massimo Neri (e il presidente Federico Vecchioni), nessuno ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: 44 anni passati dietro a quella scrivania) che ha lasciato il testimone a Paolo Regina. Per l'associazione un cambiamento epocale. I componenti della giunta camerale percepiscono un'indennità annuale lorda di circa 3 mila euro alla quale si aggiunge un gettone di presenza di 180 euro (sempre lordi) per ogni seduta. Luca.

La casta dei giornali con Beppe Lopez ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un libro dove vengono fatti nomi e cognomi (e cifre) dei protagonisti di questo ennesimo assalto alla diligenza statale italiana. "La casta dei giornali" può essere inteso come un capitolo mancante al libro di Stella e Rizzo, il celeberrimo "La casta". A presentare l'incontro sarà Giandomenico Cortese. A.F.

Indennità e doppi incarichi, intervenga soru - antonello sechi ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Troppi soldi per indennità e gettoni di presenza, troppi incarichi duplicati: caro Soru, intervieni. La Camera di commercio di Nuoro finisce sotto accusa come forse non lo era mai stata. A firmare la richiesta di intervento del presidente della Regione è Francesco Dore, numero uno dell'Unione agricoltori di Nuoro e consigliere dell'ente camerale.

Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza ( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Nazionale Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza NUORO. Le indennità e i gettoni di presenza per la Camera di commercio e per la controllata società speciale Aspen - spiega Francesco Dore - pesano intorno al 10 per cento del bilancio complessivo, che è intorno ai tre milioni di euro annui.

L'utilita' delle province ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

Tra cori e bandiere la festa in piazza del Pdl ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accanto al libro di Tremonti e a "La casta" di Stella e Rizzo. L'addetto alla distribuzione dei libri, Piergiorgio Angioni, militante di An, ci tiene a precisare che "si tratta di volumi che fanno parte della nostra tradizione politica e culturale, alcuni seguono l'orientamento di destra, altri quello di sinistra.

<Uscita dal porto, tutto ok Aperte le buste delle ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: aggiudicazione dell'uscita dal porto di Ancona. Il risultato si dovrebbe conoscere entro un paio di giorni. E' ora che i cittadini riflettano sulle dichiarazioni dei 'venditori' e dei 'produttori'". Sui costi della politica Di Pietro si dice orgoglioso "di aver fatto risparmiare in finanziaria un miliardo di euro con una serie di provvedimenti come l'

Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale COSTI E FISCO SPILIMBERGO. La sfida al risparmio sarà double face. Chi propone il taglio delle tasse e chi la riduzione dei costi della politica. Tutti si impegnano a diminuire i contenziosi e la litigiosità, ma nella consapevolezza che il "tesoretto" dell'amministrazione Soresi - circa 600 mila euro di avanzo di amministrazione -

Province, l'utilità di un ente intermedio ( da "Centro, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.

ROSETO - Un secco no alla ipotesi di dimissioni di Pasquale Avolio, capogruppo di Sinistra democrati ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: opinione pubblica di incredibili cumuli di incarichi remunerativi a fronte delle delibere con cui essi stessi hanno aumentato tariffe e tasse, ma non è facile neanche per i cittadini finanziare oltre misura i costi della politica. Il dottor Avolio ha oggi tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, oltre che l'invito a perseverare nella sua battaglia".

Pinto: iniziativa elettorale al Petruzzelli ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ricucendo il filo della sua storia personale proprio davanti al suo vecchio teatro. Consulente di numerosi ministri dello spettacolo negli anni '80 come Tognoli e Carraro molto vicino ai socialisti ed amico personale di Craxi, Pinto oggi ha scelto di appoggiare la lista di Lombardo, candidato alla presidenza della Regione Sicilia con il sostegno di Berlusconi.

Di CLAUDIA GRANDI ANCONA - Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra speranza, nel ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: intervenuti per eliminare le comunità montane e le circoscrizioni nei piccoli Comuni e lavoreremo per una ristrutturazione delle Province. Anche così si riducono i costi della politica". I costi della politica, uno dei leit-motiv di questa campagna elettorale. Ma quali sono le richieste rivoltele dai cittadini nel suo tour elettorale? "Sicurezza. E lavoro, nel senso di meno precariato.

Sedici priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli"

I costi della politica Scrivo per suggerire qualche idea in merito al risparmio in politic ( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: subito deve scusarsi e trovare dei sotterfugi per spiegare personalmente la sua buonafede e il rispetto (?) per le "istituzioni". Siamo una democrazia delle banane, come diceva la buonanima, e non riteniamo pertanto un dovere l'andare a votare. Anche perché, tra l'altro, siamo l'unico Stato che in sessant'anni non ha ancora trovato una legge decente per votare.

Approvato il bilancio invariate Irpef e Ici ( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: I costi del personale, un'ottantina i dipendenti, assorbe il 38% del bilancio. "Abbiamo ridotto in modo sensibile i costi della politica. In base alla popolazione, la giunta potrebbe essere composta da 12 assessori, invece dei 7 oggi in carica", ha spiegato Ivo Grosso, assessore comunale alle finanze. \.

"Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" ( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo fronte si può e si deve fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Una strada, quest'ultima, percorribile se ognuno farà la sua parte, evitando soluzioni generalizzate e demagogiche che rischiano di ridurre soltanto gli spazi della democrazia,

Brugni: "Facciamo lavorare i dipendenti" ( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: analisi particolareggiata per controllare se i requisiti previsti dalla legge sono rispettati, ma salta all'occhio la stranezza che oltre alla spesa crescente dei dipendenti si debba ricorrere in maniera così massiccia anche alle consulenza. Alla faccia dei tagli al costo della politica e poi si dibatte sul perche' del distacco della gente dalla politica".

Berlusconi: ''Con Pd i francesi colonizzeranno l'Italia'' ( da "ADN Kronos" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Votare il Partito democratico vuol dire non abbattere i costi della politica e farsi colonizzare dai francesi". "Votare Pd - rimarca Berlusconi - vuol dire delle cose che si stanno via via chiarendo. Primo: Di Pietro ministro della Giustizia; secondo: continuare con il sistema delle intercettazioni che viola la privacy;

MAURIZIO ORLANDO ( da "Azione, L'" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: università della terza età. Interventi diretti a nuove costruzioni di edilizia agevolata, e riduzione al minimo per l'Ici sulla prima casa. Riduzione della tassa sui rifiuti e dei costi della politica (stipendi a sindaco e assessori). 2) Rispetto, inteso a 360 gradi: per le persone, per i luoghi di lavoro, per le regole e per l'ambiente.

Scalo Allegri, il bilancio è ancora in rosso ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: anche la riduzione a tre dei membri del consiglio di amministrazione. Lo prevede la legge Bassanini ma, secondo Aliprandi, non sarà necessario arrivare a tanto."Gli amministratori dell'Allegri - spiega - non usufruendo di gettoni di presenza potrebbero benissimo rimanere in carica". Al contrario, un Cda ridotto potrebbe comportare l'esclusione dei rappresentanti degli enti pubblici:

Ravenna, le democratiche contestano il partito ( da "AprileOnline.info" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: odg prevedeva infatti di devolvere i gettoni di presenza di una seduta consiliare per le adozioni a distanza di donne incinta e in difficoltà economica. Una scelta politica che non convince le donne del partito di Veltroni, tra cui spicca come firmataria anche la moglie del presidente della Regione Vasco Errani, Simonetta Rizzoni.


Articoli

"Papponi di stato", un memoriale da cortigiano (sezione: Costi dei politici)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

FIORELLO CORTIANA Chiamato in causa direttamente dal memoriale "Papponi di Stato", caricatura dello stringente lavoro di Rizzo e Stella, forzo ogni discrezione relativamente alle mie vicende con i Verdi, dei quali sono stato tra i fondatori, per fare alcune osservazioni, non per la dignità della "casta" ma per quella delle istituzioni democratiche. L'affermazione di Roberto Poletti secondo il quale i vertici dei Verdi avrebbero deciso di sacrificare la mia candidatura per offrirla a lui è un fatto che ho sempre valutato in chiave politica, cioè come l'eliminazione di chi non voleva un partito dei signori delle tessere, delle corti e dei cortigiani, soprattutto di chi non voleva la declinazione dell'ecologismo politico come deriva antagonista e parte della ridefinizione della sinistra comunista italiana. Poletti scrive: "Alla fine di tessere ne tiro su parecchie, missione compiuta. È vero, non è che sia il massimo. Ma per rimanere nel gruppo si è costretti a fare anche così". Mi spiace, ma non è innocente. Egli ha accettato le regole della corte e ce le racconta ora che la corte sta svanendo. Il suo è il memoriale ben documentato di un cortigiano. Anche grazie alle sue tessere è stato eliminato ogni pluralismo e ogni alternativa per i Verdi. Non gli ho mai dato "schiaffoni", sono intervenuto nei forum di discussione sul mio blog dove i cittadini criticavano sia ciò che lui ha definito come suo "disinteresse per l'ambientalismo militante", sia l'uso di una legge elettorale che attribuiva ai segretari di partito la candidatura di veline e amici indipendentemente dal senso e dalle capacità politiche. Poletti dice: "...quando puoi garantire qualche crocetta in più sulle schede elettorali, un accordo si trova", eppure avevamo fondato i Verdi proprio per obbligare la politica a definirsi sui contenuti e sui fatti: dall'energia pulita alla politica pulita. Noi sostenevamo di non essere una risposta bensì un indicatore della crisi di forma e di contenuti della politica e paradossalmente la sua candidatura ed il suo memoriale, "voli di Stato" compresi, lo confermano. Scrive: "...a noi peones, come dobbiamo votare sulle questioni un minimo significative ce lo dice il partito, il segretario...", voi "peones" chi? Ricordo che in dieci anni di parlamento le scelte di voto "significative" erano discusse nel gruppo parlamentare; ma allora si trattava di un gruppo parlamentare scelto dagli elettori. Racconta di aver risposto con un rifiuto ai lobbisti che in cambio di un emendamento "nemmeno tanto velatamente ti propongono una contropartita in denaro. Per dirla chiara, se presenti il loro emendamento ti danno dei soldi", ma forse tra i tanti servizi della camera che ha descritto, massaggi, bouvette, ristorante, ecc. non si è accorto della presenza dell'ispettorato di polizia cui avrebbe dovuto denunciare simili illeciti. Nel suo memoriale ha descritto la sua esperienza di "parlamentare per caso" schiacciato tra la noia di una routine coccolata e una relazione frustrante con i giornalisti, "in cambio, chiediamo un po' di spazio sul giornale per le nostre iniziative, le proposte che sappiamo non avranno mai seguito, la dichiarazione che serve per far vedere al "mondo esterno" che esistiamo". E ancora: "Il gioco di sponda prevede poi le cosiddette "interrogazioni a comando" ". C'è il giornale che fa l'inchiesta, l'articolista ti chiama, "perché non sollevi il caso?". Tu prepari l'interrogazione e la presenti. La risposta del governo arriva dopo mesi (se arriva). Ma il giornale può esultare: ""Il caso X arriva in parlamento". E anche i tuoi elettori sono contenti". Io sono andato sui giornali, come membro della maggioranza, per aver presentato un dossier sul doping e il Coni e per essere stato il primo firmatario della legge antidoping poi approvata all'unanimità. Così come dall'opposizione ho favorito l'adozione del software libero nella pubblica amministrazione e la partecipazione multistakeholder al summit sull'informazione dell'Onu. Come me tanti altri parlamentari si sono impegnati e non hanno perciò avuto il tempo di annoiarsi. Forse quando si è discusso l'accordo sul welfare Poletti avrebbe potuto impegnarsi per quelli che, come lui, sono le partite Iva dell'economia della conoscenza, che producono contenuti e comunicazione crossmediali tra tv, radio, giornali e internet. Così non avrebbe avuto una crescente "sensazione d'inutilità" e, forse, neanche il tempo per continuare a fare il conduttore televisivo. Cavour disse: "La peggiore delle camere è da preferire alla migliore delle anticamere... Io non mi sono sentito debole che quando le camere erano chiuse. D'altronde non potrei tradire la mia origine, negare i principi di tutta la mia vita. Sono figlio della libertà, è ad essa che devo tutto ciò che sono". Nell'anniversario del '68 per quelli come me che hanno preso coscienza civica e politica in un decennio attraversato da bombe e terrorismo, ma che ne hanno portato desideri e speranze dentro il percorso democratico, queste parole non suonano retoriche ma restano un impegno che anche il suo memoriale sollecita ancora.

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Abolire le province non aiuta a tagliare i costi della politica (sezione: Costi dei politici)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

FABIO MELILLI * Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci. Faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le province. D'altronde la città metropolitana prevista dalla Costituzione, non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Mi interessa centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. * (presidente Unione province italiane).

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<Estranei ai Poli ma pronti al dialogo> (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

partiti. Ecco, questi sono due modi concreti per combattere la Casta e ottenere significativi risparmi nei conti pubblici". Bruno De Vita, candidato premier dell'Unione democratica per i consumatori, ha insistito molto sulla riduzione dei costi della politica nella videochat con i lettori di Corriere.it .E ha spiegato quali saranno le linee guida del suo movimento se riuscirà a portare propri rappresentanti in Parlamento: "Lavorare affinché vi siano sempre più norme a tutela dei contribuenti. E fare in modo che non si verifichino più paradossi come quello di uno Stato che ruba ai suoi stessi cittadini con meccanismi come quello delle tasse sulle tasse, applicato ad esempio nelle forniture energetiche o sul prezzo della benzina". "PARTITINO? SI', MA UTILE" - "Noi non siamo e non vogliamo essere l'ennesimo partitino che si va a spartire le spoglie di questa seconda repubblica ormai decotta - ha poi precisato De Vita rispondendo ad un lettore che gli chiedeva perché nascesse una nuova formazione politica proprio mentre si parla di ridurne il numero -. Noi siamo già il futuro che viene avanti, siamo l'espressione del mondo delle associazioni dei consumatori. La gente ha già imparato a conoscerci, ci ha incontrato nelle strade e nei tribunali, dove abbiamo difeso i loro diritti. E ogni volta che abbiamo vinto davanti ai giudici, c'è stata la politica ad intervenire invece per farla scampare a chi doveva pagare. Per questo non serve un altro partito, serve un'altra politica. Abbiamo portato i diritti in politica. Servono leggi che siano sempre di più dalla parte dei cittadini e consumatori. Se non fossimo stati noi ad imporre la class action sul finire della legislatura, in Italia questo strumento ancora non esisterebbe. Non servono tanti partiti, servono però quelli giusti, che difendono la gente e non pensano agli affari loro". DIALOGO CON I POLI - De Vita, che ha precisato di essere con la sua lista in posizione autonoma rispetto a Pd e Pdl, non esclude alcuna possibilità di dialogo con entrambi i Poli: "Lavoriamo per gli interessi dei cittadini - ha evidenziato -, e questo non ha colore. La vera distinzione oggi non è tra chi sta a destra e chi a sinistra, ma tra chi sta con i poteri forti e chi sta con la gente, chi sta con la democrazia e chi sta con i gruppi affaristici". Per questo, è il suo suggerimento, bisognerebbe anche guardare a chi sono le persone candidate, a come sono state scelte. IL CASO PIZZA - De Vita ha poi invitato a porsi qualche interrogativo sul perché il leader della Dc, Giuseppe Pizza, abbia deciso di fare marcia indietro e di non insistere sulla richiesta di rinvio delle elezioni, dopo la riammissione della sua lista alla prossima competizione elettorale. "Con quale valore è stato compensato? Una cosa è certa c'è stata una trattativa commerciale di tipo politico, probabilmente sviluppata dal referente della coalizione in cui sta (Berlusconi, ndr). Se ce lo ritroveremo sottosegretario, sapremo perché". GRILLO E ANTIPOLITICA - Il leader dei consumatori, ha poi confermato una certa affinità di visione Beppe Grillo e le sue denunce. Il comico genovese, ad esempio, "ha ragione quando dice che la politica si esprime come un potere" e "anche noi pensiamo che la politica costi troppo e che non dia ai cittadini tanto quanto pesa sulle loro tasche". Condivisibile, secondo De Vita, è anche la critica ad una certa commistione tra politica e informazione. Tuttavia, ha puntualizzato, "noi pensiamo che sia sbagliato dire di non votare" perché "la cattiva politica si caccia con la buona politica e non con l'anti politica". LA CLASS ACTION - Di Vita ha rivendicato i successi già ottenuti dal suo movimento, che nell'ultima fase della legislatura ha potuto contare su due senatori, Bordon e Manzione. E tra questi, ha insistito, uno dei più significativi è l'introduzione della "class action", ovvero la possibilità di un'azione legale collettiva per i cittadini che dovessero risultare vittime di un medesimo soggetto, come ad esempio gli utenti di una compagnia telefonica o energetica. PREZZI E RINCARI - Sollecitato dai lettori, De Vita ha spiegato che quello dei prezzi e del loro adeguamento alla possibilità di spesa delle famiglie deve essere una priorità. "Servono norme anti-speculazione e norme anti-cartello - ha ribadito - e si deve puntare su accorgimenti come ad esempio quello del doppio prezzo, di acquisto e di rivendita, per tutelare il consumatore dai ricarichi eccessivi e per avere così una stabilizzazione dei rincari". Il leader dei consumatori ha ricordato come nel passaggio dalla lira all'euro siano stati sottratti dalle tasche degli italiani ben 52 miliardi di euro", frutto di una conversione dei prezzi su cui non c'è stato controllo. E si è impegnato a lavorare per una stabilizzazione complessiva dei prezzi, "andando perfino oltre l'ipotesi di un semplice calmiere", perchè solo in questo modo si possono stabilizzare anche i salari e, in generale, i redditi delle famiglie. Ma non con la scala mobile, "uno strumento generatore di inflazione", ma con uno stop "a quelle mani libere che sono lo strumento per la crescita indiscriminata dei prezzi". CASO ALITALIA - Quanto al caso di questi giorni, ovvero la questione Alitalia, De Vita ha ricordato come fino agli inizi degli anni Novanta la compagnia di bandiera fosse ancora florida e con un servizio di qualità. "Poi i governi hanno iniziato a considerarla loro patrimonio e a piazzare amministratori a cui sono stati elargiti compensi e liquidazioni a parecchi zeri e che hanno avuto il compito preminente non di farla crescere ma di distruggerle preliminarmente". Oggi, ha evidenziato, si corre il rischio che questo patrimonio venga messo sul mercato "a prezzi di svendita". Insomma, "una grande speculazione per impadronirsi gratis, o addirittura con costi a carico dello Stato, della compagnia di bandiera". E questo "dopo averla destabilizzata". Ora la situazione è cambiata e addirittura "ci sono altre compagnie che stanno aspettando di prendersi i rottami gratis". "C'è stato un gigantesco trucco su Alitalia - ha concluso Di Vita -, Ma adesso è arrivata l'ora di smetterla". A. Sa. stampa |.

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Nola: alla camera per aiutare la provincia (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Carlo E. Gariboldi Nola: "Alla Camera per aiutare la provincia" Il presidente di An ora nel Pdl: "Proseguiamo il percorso iniziato con Almirante" "Da trent'anni la mia vita è la politica Al liceo le prendevo quasi ogni giorno" PAVIA. Carlo Nola 48 anni, una laurea in legge e la toga da avvocato chiusi in un cassetto, perché da quando frequentava la prima liceo, al Taramelli, si nutre di pane e politica. Per la prima volta si presenta candidato alla Camera dei deputati con possibilità di successo. Per lui c'è una bella posizione in lista: ottavo nelle file del Popolo della Libertà nel collegio Lombardia sud. Il suo curriculum è di quelli importanti. Ha fatto la gavetta, prima ad attacchinare manifesti con la fiamma tricolore del Movimento sociale, poi consigliere comunale a Pavia per 14 anni, in consiglio regionale dal '95 al 2000, assessore provinciale tra il 2001 e il 2006. Ultimo presidente provinciale dell'Msi e primo di An. Pane e politica, posti, poltrone. Ma non accetta di essere considerato parte della Casta, come hanno definito i privilegiati della partitocrazia i giornalisti Rizzo e Stella nel libro best seller dello scorso anno. "No, i cittadini devono distinguere tra chi fa il suo lavoro con coscienza e sacrificio e chi interpreta l'opportunità della politica solo come scorciatoia per elevarsi dal resto dei cittadini. Io faccio politica a tempo pieno praticamente da trent'anni, spesso non retribuita". Quante ore lavora al giorno? "Siceramente? 14-16 ore. Non sono capace di risparmiarmi; lavoro finché non cedo". Non negherà che i parlamentari guadagnano un sacco di soldi? "Sì guadagnano abbastanza. Io a Roma farei vorrei fare delle grandi cose per il nostro territorio. A me piace fare politica, non mi interessano le poltrone. Quando ha iniziato, a 16 anni, c'era poca dialettica. Piuttosto volavano i ceffoni... "Diciamo che al Taramelli, in quanto esponente del Fronte della gioventù, la "caccia al Nola" era l'hobby quotidiano di una certa sinistra". Botte? "Tante". Prese o date? "Soprattutto prese, al pronto soccorso ero di casa". Veniamo alla candidatura sotto il grande ombrello del Popolo della libertà. Non c'è il rischio che altri partiti (vedi Lega) possano godere della scomparsa del vostro simbolo, quello di An? "Il rischio c'è sempre in tutte le operazioni che hanno una valenza di novità, quando si fa un passo avanti. Ma abbiamo voluto la prosecuzione di un progetto che parte da lontano, direi dall'idea di Destra nazionale di Giorgio Almirante. E andiamo oltre il congresso di Fiuggi, dove nacque Alleanza nazionale". Che significato di novità c'è nel Pdl? "C'è il riconoscimento che il sistema bipolare è la ricetta più efficace per nostro sistema politico. Viene sancito che la sfida elettorale è innanzitutto lo scontro tra due blocchi contrapposti. Tanto è vero che nel dibattito tra sistema proporzionale e maggioritario noi di An abbiamo detto subito che l'importante era mantenere lo schema bipolare, il resto era secondario". Perché è importante il bipolarismo? "Perché supera l'immobilismo ed evita una scelta troppo frastagliata, obbliga a scegliere tra due proposte alternative". Beh, vi candidate ancora apparentati con la Lega Nord. E tra voi di An e il Caroccio, in particolare, nel secondo governo Berlusconi, gli attriti non sono mancati.... "Con la Lega ci sarà un confronto leale e solo su temi importanti". Cosa unisce voi e la Lega? "A parte la vicinanza sulle ricette economiche, direi che ci troviamo in sintonia sulla politica della giustizia e della sicurezza, innanzitutto, ma anche sulla tutela della famiglia tradizionale". Lei cosa pensa dei Dico? "Che domanda? E' ovvio che sono contrario. Ma nessuno mette in dubbio la tutela dei diritti, che è prevista dalla Costituzione. Il nostro indirizzo è per famiglia tradizionale, possibilmente con l'indissolubilità del matrimonio". Cosa pensa dell'omosessessualità? "Se non ostentata non mi dà fastidio, sono scelte personali e tali devono rimanere. Non trovo niente di male in una coppia omosessuale. Basta che non influisca nellla mia sfera. Certo non la indicherei a mia figlia come esempio". Lei la domenica va a messa? "Sì, ho un rapporto abbastanza intenso con la religione. Purtroppo è più forte nei momenti difficili e non è costante come dovrebbe, ma è forte e intenso". Lei ha una figlia. Scuola pubblica o privata? "Pubblica, non abbiamo mai avuto problemi". Crede che la scuola pubblica assolva bene la funzione educativa? "Direi di sì, anche perché sta differenziando l'offerta. Non siamo ancora al punto che si scelgono i professori, ma direi che c'è un'offerta soddisfacente. Forse in altri istituti pubblici avrei avuto qualche dubbio a iscrivere mia figlia". Il presidente di An Fini ha parlato di dare il voto agli stranieri. Cosa ne pensa? "Non credo che i tempi siano ancora maturi. Penso che vada rivisto il sistema di prevenzione, introducendo il concetto di reato di immigrazione clandestina. Per il resto, in un ambito di correttezza credo che si debba proseguire con il meccanismo della cittadinanza. Chi vuole venire in Italia deve riconoscere le nostre leggi, avere un lavoro e, possibilmente, parlare anche la nostra legge. Poi ha la possibilità di diventare cittadino. Dopo dieci anni, non prima". Cosa deve fare un parlamentare pavese? Cosa farà lei se andrà alla Camera? "Prometto di fare lobby territoriale, trasparente e decisa. Nelle mie esperienze precedenti credo di aver fatto una forte azione di tutela del territorio. Certo, l'orientamento politico mi porterà a determinate scelte. Ma credo di avere l'obbligo di convergere con tutti i parlamentari pavesi su certi temi". Per esempio? "Nel passato recente penso agli interventi di solidarietà per l'ex zuccherificio di Casei Gerola. Siamo stati tutti in sintonia, così come siamo stati uniti per il riconoscimento della Docg al Pinot nero dell'Oltrepo". Chi ha interpretato bene questo ruolo di lobby territoriale, negli ultimi anni? "Direi Giacomo de Ghislanzoni. Ha lavorato anche al di là degli schiaramenti. Per un parlamentare pavese la priorità è la provincia di Pavia". Quali sono le urgenze del territorio. "Restando nell'ambito delle mie competenze penso ai problemi del trasporto pubblico su rotaia, penso ai nostri pendolari. L'azione regionale non tutela a sufficienza, non basta. Questo è uno dei temi principali da porre a Roma. E' necessario ridiscutere con Trenitalia, per rimettere a regime un servizio per il quale il cittadino paga un biglietto. La Regione Lombardia ha fatto la sua parte, è intervenuta con il bonus, ha ordinato e persino comperato carrozze, locomotori. Ma non basta più. Dopo Alitalia rischiamo il collasso di un altro carrozzone: e allora potrebbero essere guai seri". L'Expo del 2015 è un'opportunità anche per la provincia di Pavia? "Sì, credo che tutto il sistema territoriale attorno a questo evento possa avvantaggiarsene. Pavia è attaccata a Milano, è sulla linea per Genova, vicino alla via Emilia. Può fare da retroterra come logistica e organizzare eventi collaterali. Siamo in una posizione privilegiata". Che fa Carlo Nola a parte la politica? "I miei hobby sono gli sport all'aria aperta: ciclismo, escursionismo, alpinismo. Peccato che negli ultimi anni lo sport lo veda quasi solo in cartolina, quelle che mi mandano i miei amici. Il poco tempo libero lo dedico alla famiglia. Poi ho un altro hobby, l'informatica, anche se resto un dilettante". Ma un sito personale ancora non l'ha... "Certo che ce l'ho: www.carlonola.it E' registrato, ma non ancora ultimato, ci lavoro la notte. Comunque sono io che faccio www.anpavia.it Si potrebbe fare di più, ma come si dice a Pavia? pÜtost che gnent, l'è mei pÜtost".

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Elettori in mercedes non saranno i dazi a rilanciare il nordest (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Albino Salmaso "Elettori in Mercedes non saranno i dazi a rilanciare il Nordest" Il Nordest è la parte più dinamica che ha vinto la sfida con la Cina e l'India grazie alla qualità dei prodotti PADOVA. Piero Fassino rilancia la sfida al Nord: il Veneto avrà un ministro, come ha promesso Veltroni a Massimo Calearo, mentre agli immigrati che vivono in Italia va riconosciuto il diritto di voto dopo 7-8-10 anni di residenza. Poi è giusto che i politici paghino il biglietto quando vanno allo stadio. Accompagnato dall'onorevole Alessandro Naccarato e dal senatore Paolo Giaretta, Fassino ha partecipato a un forum nella nostra redazione con il direttore del mattino Omar Monestier e il giornalista Filippo Tosatto. Onorevole Piero Fassino, siamo alle battute finali della campagna elettorale e lei ha scelto il Veneto per lanciare gli ultimi messaggi agli indecisi: come mai? "Arrivo da Oderzo, dove abbiamo incontrato un gruppo significativo di imprenditori veri del Nordest. In cortile c'erano solo Mercedes e la discussione è stata concreta. Il Pd è stato colto davvero come una novità, i giovani rispondono e tutti hanno la consapevolezza che noi possiamo cambiare l'Italia". Restiamo agli elettori con la Mercedes, un target nuovo per il Pd: cosa vi chiedono le categorie produttive? "Ho ritrovato i 5 temi della questione settentrionale: quando la Lega grida che il Nord è una nazione afferma una stupidaggine. Quest'area del Paese, la più moderna ed efficiente ha una sensibilità più spiccata su questi temi: lavoro, infrastrutture, società efficiente, fisco e sicurezza. Al Nord c'è la più grande concentrazione di lavoro dipendente e autonomo d'Italia, un valore forte che va riconosciuto mettendo fine alla precarietà e al luogo comune che identifica i lavoratori autonomi come evasori fiscali. Infrastrutture: nell'area di più intenso sviluppo le imprese sopportano un costo aggiuntivo ogni mattina quando le merci escono dai cancelli. Lo stesso discorso vale per le famiglie: il caos delle strade è sotto gli occhi di tutti. Terzo punto: qui c'è la società più dinamica e competitiva d'Italia, ispirata ai valori dell'efficienza e alla competizione in Europa che misura ogni giorno il tasso di efficienza dello Stato e chiede alla pubblica amministrazione di essere all'altezza. Quarto: il fisco. Il 70% dei contribuenti vive al Nord e chiede allo Stato di garantire servizi di qualità. Infine la sicurezza. Le società ricche percepiscono il rischio e lo associano all'immigrazione". La differenza tra Veltroni e Berlusconi Credo che su questi cinque temi nemmeno Berlusconi avrebbe nulla da obiettare: qual è la differenza tra Pd e Pdl? "I temi sono questi, non c'è dubbio. Cambiano le risposte. Sul lavoro Berlusconi ha negato che la precarietà sia un problema, invece non è così. I giovani hanno bisogno di certezze e ci sono tante famiglie che non sanno come arrivare alla fine del mese: la flessibilità non può diventare precarietà o peggio anticamera della povertà. Sul fisco il Pd vuole ridurre le tasse non sono alle aziende ma anche ai lavoratori dipendenti, a chi guarda la busta paga con preoccupazione. Le agevolazioni vanno legate a un obiettivo di sviluppo e abbiamo lanciato la riduzione fiscale del 50% delle somme investite dalle aziende in ricerca e sviluppo, oltre al credito d'imposta per chi trasforma a tempo indeterminato il contratto di lavoro a termine. Certo, i problemi del paese sono gli stessi, ma le risposte cambiano. Parliamo di Europa. L'Italia non può rischiare di essere emarginata, come vorrebbero Maroni, Castelli, Fini o Tremonti che propone i dazi. Oggi il saldo commerciale con la Cina è in attivo: l'export dell'Italia è in attivo. Insomma, è la qualità produttiva del Nordest che ci ha fatto vincere la sfida sui mercati, senza dazi". Si torna a votare dopo 20 mesi senza aver risolto i temi che lei ha elencato: quanto ha pesato la sinistra radicale, che ora si è staccata dal Pd, nell'azione di governo? "Il parlamento sciolto 2 mesi fa aveva 39 gruppi, nel prossimo ce ne saranno cinque: Pd, Pdl, Lega, Udc, Sinistra Arcobaleno, più Svp e Union Valdotaine. E' stato il Pd ad avviare la semplificazione del quadro politico: dopo la nostra scelta Fini e Berlusconi si sono messi assieme e così pure Bertinotti, Pecoraro Scanio e Diliberto. La nascita del Pd ha riformato il sistema e il Pd se vincerà le elezioni governerà con Veltroni premier e 12 ministri Pd". La pessima legge elettorale apre la prospettiva del pareggio al Senato: vero? "Ci sono le condizioni per vincere. Vedo un clima nuovo, la battaglia è competitiva e si tratta di convincere gli incerti, ma il Pd vincerà". Berlusconi dice però che Veltroni è imbarazzato a parlare di Prodi: come mai evitate ogni riferimento al governo? "Ma quale imbarazzo. Romano Prodi ha fatto dei veri miracoli. Venti mesi fa ha preso in mano un Paese che aveva un deficit pubblico del 4% e l'ha portato all'1,5%: nei cinque anni di governo Berlusconi, il Pil è cresciuto pochissimo mentre nel 2007 ha raggiunto l'1,7%. Le preoccupazioni del 2008 sono legate alla crisi del petrolio. Si va alle urne dopo due anni non per colpa di Prodi ma perché è esploso il sistema dei 39 partiti. E' una vera crisi di sistema, giunto al collasso dopo 16 anni. E Veltroni ha avuto il coraggio di cambiare, di avviare la riforma. Gli altri ci hanno copiato". La "casta" e i costi della politica Il sistema è esploso anche perché giornalisti e scrittori, a partire da Stella, hanno messo a nudo tutti i difetti della Casta e dei costi della politica. Ma non se ne parla in campagna elettorale. Riforma istituzionale addio? "Il tema dei costi della politica è vero e il successo del libro la Casta dimostra che c'è una sensibilità, anche se io penso che scrivere un libro di quel tipo è relativamente facile: basta cavalcare i fattori degenerativi di tutte le caste della società. Io sono attento ad un proverbio che dice: se una mano indica la luna, lo sciocco guarda il dito. Invece io guardo la luna. Mi interessa il problema. E allora parliamone. Non servono mille parlamentari e vanno pagati come la media europea. Quindi un forte taglio. Camera e Senato vanno diversificati nelle funzioni, sul modello tedesco: Camera assemblea legislativa e Senato delle Regioni. E poi vanno tolti i privilegi inutili: giusto vivere come tutti gli altri cittadini e pagare il biglietto quando si va allo stadio. Infine, c'è il taglio degli uffici pubblici inutili e per rifinanziare gli investimenti va messo a frutto il patrimonio immobiliare sottoutilizzato". Torniamo alle riforme e al tema centrale del Nord: il federalismo, non solo fiscale. Purtroppo alle competenze dello Stato si sta sommando un nuovo centralismo regionale e nel Pd avete opinioni assai diverse: Follini e altri autorevoli esponenti non ne vogliono sentir parlare di assegnare alle Regioni una vera autonomia, anche in materia legislativa. Lei che ne pensa? "Sono passati 7 anni dalla riforma del titolo V della Costituzione ed ora ci vuole una verifica, una sorta di tagliando per far ripartire il motore del federalismo. Le sovrapposizioni di poteri vanno eliminate e poi va applicato l'articolo del titolo V che prevede di applicare forme di autonomia più avanzata, come in Spagna, dove esiste una doppia velocità per le singole regioni. Infine va attuato il federalismo fiscale, la cui spesa va avvicinata ai cittadini che pagano le tasse". C'è una candidatura che fa discutere tutta l'Italia: Massimo Calearo, l'ex presidente di Federmeccanica, un "nemico" portato nel campo avverso. L'ultimo governo ha escluso Lombardia e Veneto, anzi qualche ministro considera il Nordest patria degli evasori fiscali. Insomma, Calearo farà il ministro o no? "Calearo ha scelto di candidarsi nel Pd" "Fa parte degli obiettivi della campagna elettorale strappare voti nel campo avverso. Il Pd è un grande partito interclassista che vuole rappresentare tutta la società italiana e le liste ne sono lo specchio: è giusto candidare industriali come Calearo e Colaninno assieme all'operaio della Thissen, all'oncologo Veronesi e al generale Del Vecchio. L'unico vincolo è il programma. Calearo rappresenta quel mondo produttivo del Nordest che in passato ha guardato con diffidenza al centrosinistra. Nessuno l'ha obbligato a candidarsi, non lo abbiamo costretto o pagato. E' vero che Veneto e Lombardia sono stati sottorappresentati nel governo Prodi. Ma il Nord era al governo. Prodi è di Bologna, Bersani è di Piacenza ed ha dialogato con le imprese del Nordest. Damiano è nato a Torino ma ha fatto il sindacalista in Veneto prima di fare il ministro. Ecco, forse la provincia di Cuneo è stata troppo rappresentata con Livia Turco, Emma Bonino e Paolo Ferrero". Torniamo a una delle cinque questioni del Nord: la sicurezza. Che poi è legata all'immigrazione, con la proposta di diritto di voto. Poi c'è il problema dell'aggiornamento della Bossi Fini che regola i flussi d'ingresso. Il Pd che propone? "La sicurezza non è né di destra né di sinistra, ma riguarda la vita di tutti i cittadini: è un diritto da garantire con le forze dell'ordine e la certezza della pena, cui va aggiunto il risarcimento del torto. Poi c'è il tema dell'immigrazione. E io penso che quando un uomo o una donna è parte integrante, organica e stabile, cioè quando vive e lavora qui da anni ed ha qui i suoi figli, abbia il diritto al voto. Non chiaramente dopo sei mesi né a qualsiasi cittadino straniero: credo che si debba riconoscere il diritto dopo 7, 8 o 10 anni, e a chi si sia sempre comportato bene da noi". Diritti civili: il riconoscimento delle coppie di fatto si è arenato sui Dico. Come mai? "Purtroppo i toni da crociata ideologica hanno bloccato il giusto riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto. I temi etici della vita e della morte richiedono grande equilibrio e rispetto delle posizioni di tutti. Invece si procede a colpi di clava. E' un grave errore. Lo dico con rammarico perché è un amico, ma Giuliano Ferrara sta affrontando i temi della vita in un modo che io penso sia sbagliato".

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A PARTE Massimo Neri (e il presidente Federico Vecchioni), nessuno (sezione: Costi dei politici)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

PRIMO PIANO pag. 3 A PARTE Massimo Neri (e il presidente Federico Vecchioni), nessuno dei componenti della precedente giunta della Camera di commercio siederà in quella in procinto di uscire dalla votazione di mercoledì. Il ricambio delle presidenze nelle singole associazioni di categoria, dunque, influirà in maniera evidente anche sui banchi dell'organo esecutivo del palazzo di via Cairoli. Non ci saranno più Saimo Biliotti (che nel frattempo ha lasciato anche la prima poltrona della Cna), Antonio Cappelli (Industriali), Claudio Martellini (Cia), Renzo Lazzi (Confesercenti), Giulio Ciabatti (Ascom, come espressione di Federalberghi) e Giovanni Casini (Ascom). Senza voler togliere niente a nessuno, appare indubbio però che il commiato di Casini non può essere considerato un avvicendamento di routine, considerato che tra Consiglio, Giunta e incarichi al Coap l'ex presidente provinciale dell'Ascom è rimasto in "servizio" per oltre venti anni. Moltissimi, superati solo da quelli trascorsi come numero uno della sua associazione (poco meno del doppio). Giovanni Casini ha lasciato la guida dell'Ascom nel gennaio 2007, seguito a pochi mesi di distanza dal direttore Marcello Romani (44 anni passati dietro a quella scrivania) che ha lasciato il testimone a Paolo Regina. Per l'associazione un cambiamento epocale. I componenti della giunta camerale percepiscono un'indennità annuale lorda di circa 3 mila euro alla quale si aggiunge un gettone di presenza di 180 euro (sempre lordi) per ogni seduta. Luca.

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La casta dei giornali con Beppe Lopez (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

INCONTRI. Stasera in galleria Corona d'Italia La casta dei giornali con Beppe Lopez Ancora un giornalista protagonista a "Incontri senza censura", serie di conferenze e presentazioni ospitate in Galleria Corona d'Italia a La Bassanese Librerie. Stasera, a partire dalle 20.45, ci sarà Beppe Lopez, autore de "La casta dei giornali" (Stampa Alternativa) il libro che, in 200 pagine, racconta uno degli "scandali" più clamorosi del nostro Paese, ovvero dei 750 milioni di euro che ogni anno finiscono, sotto forma di contributi diretti o indiretti, nelle casse dei grandi gruppi editoriali e nelle segreterie di partito. Uno scandalo spesso taciuto all'opinione pubblica e che pone seri interrogativi etici e morali sull'integrità della stampa italiana. Insomma Beppe Lopez (giornalista dal 1961, autore di libri e reportage e per anni direttore di "Quotidiani Associati", la più importante agenzia di servizi per i quoti Diani regionali e locali) ha scritto un libro che fa discutere. Un libro dove vengono fatti nomi e cognomi (e cifre) dei protagonisti di questo ennesimo assalto alla diligenza statale italiana. "La casta dei giornali" può essere inteso come un capitolo mancante al libro di Stella e Rizzo, il celeberrimo "La casta". A presentare l'incontro sarà Giandomenico Cortese. A.F.

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Indennità e doppi incarichi, intervenga soru - antonello sechi (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Camera di commercio. Appello di Francesco Dore (Confagricoltura) al governatore "Indennità e doppi incarichi, intervenga Soru" Chiesta un'ispezione della Regione: costi esagerati mentre le imprese sono in difficoltà ANTONELLO SECHI NUORO. Troppi soldi per indennità e gettoni di presenza, troppi incarichi duplicati: caro Soru, intervieni. La Camera di commercio di Nuoro finisce sotto accusa come forse non lo era mai stata. A firmare la richiesta di intervento del presidente della Regione è Francesco Dore, numero uno dell'Unione agricoltori di Nuoro e consigliere dell'ente camerale. Alcune settimane fa si era rivolto alle associazioni: attenti, perdiamo il contatto con la gente. Ma nessuno gli aveva dato retta. E adesso alza il tiro. Siamo sempre più lontani dai nostri rappresentati, aveva scritto Francesco Dore ai colleghi delle associazioni imprenditoriali, e per conoscenza ai sindacati, tutti rappresentati nel consiglio della Camera di commercio. Sarà bene, aveva aggiunto, che tutti riflettiamo sul modo in cui esercitiamo la rappresentanza degli interessi prima che "la disaffezione e la disistima che colpiscono la politica contagino anche noi". Dore, che è il numero uno di una delle maggiori organizzazioni del mondo agricolo, partiva dalla durissima lotta di potere che nei mesi scorsi ha caratterizzato il rinnovo del consiglio e l'elezione del presidente dell'ente camerale. Ma l'invito all'autoriforma è caduto nel silenzio: nessuno ha risposto nonostante l'appello diventato pubblico. Per questo, ora, Dore scrive a Soru, che ha decretato la nomina del consiglio camerale, ricordandogli il suo impegno nel razionalizzare l'operato degli enti e nel ridurne i costi di funzionamento. Il presidente dell'Unione agricoltori (Confagricoltura) non ci gira intorno: "Organi di amministrazione pletorici, indennità troppo alte rispetto all'effettivo impegno richiesto, duplicazione di incarichi e conseguenti indennità". Anche se la Camera di commercio non è ente di diretta emanazione regionale - prosegue - "deve essere soggetto a un controllo di merito e di legittimità. Appare insopportabile al giudizio di un attento amministratore, oltre che delle imprese della provincia che con i propri versamenti determinano la totalità delle entrate del bilancio camerale, che ben oltre il dieci per cento venga destinato a prebende". Capitolo due: i doppi incarichi. "Nella Camera di commercio di Nuoro - scrive Dore a Soru - avviene che amministratori nominino se stessi nei consigli di amministrazione in enti di diretta ed esclusiva emanazione camerale (Aspen, ndr), cui conferiscono le risorse finanziarie per eseguire programmi e attività che in realtà dovrebbero essere svolte istituzionalmente. L'ovvia conseguenza è che questi amministratori appaiono di fatto controllori di se stessi; oltre la percezione di un'ulteriore nuova indennità e gettoni". Tutto questo, prosegue Dore, accade "in un momento storico in cui le imprese del Nuorese vivono momenti di grande difficoltà e incertezze" e quindi, al contrario, sarebbero necessari "provvedimenti che mirino alla sobrietà e al contenimento di spese non direttamente orientate al sostegno e allo sviluppo del tessuto economico provinciale". Francesco Dore chiarisce al presidente della Regione di aver posto con forza la questione fin dal momento della sua elezione "rimanendo del tutto inascoltato". Il presidente dell'Unione agricoltori provinciale conclude chiedendo a Renato Soru "un intervento ispettivo" per accertare i contenuti della sua lettera. C'è da credere che stavolta la sua denuncia non sarà accolta dal solito silenzio.

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Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nazionale Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza NUORO. Le indennità e i gettoni di presenza per la Camera di commercio e per la controllata società speciale Aspen - spiega Francesco Dore - pesano intorno al 10 per cento del bilancio complessivo, che è intorno ai tre milioni di euro annui. Per il presidente dell'Unione agricoltori di Nuoro è una cifra esorbitante. Insieme ad altri due consiglieri ha proposto di tagliarla ma il consiglio camerale ha detto no a maggioranza. L'argomento è stato sollevato il 28 dicembre scorso, nella seduta di approvazione del bilancio preventivo per il 2008. Giampietro Secchi, rappresentante della Confcommercio, per ridurre le spese di funzionamento dell'ente ha proposto agli organi istituzionali camerali la rinuncia a una parte delle indennità. Altrettanto ha chiesto Francesco Dore, proponendo uno o due anni di indennità e compensi ridotti. Della stessa opinione, Gianfranco Mussoni, segretario territoriale della Cgil. Gli altri 13 consiglieri dell'ente hanno approvato il bilancio senza le modifiche richieste da Dore, Secchi e Mussoni, che hanno votato contro. I compensi restano quelli stabiliti nel 2006. Il presidente della Camera di commercio percepisce 32.535 euro annui, il consiglio un gettone di presenza di 260 euro a seduta. Per i componenti della giunta l'indennità è di 13.014 euro, il gettone di 194 euro. Revisori: 13.014 euro annui al presidente, 9.109 euro ai componenti effettivi, 1.821 ai supplenti. Nucleo di valutazione: 4.500 euro al presidente, 4.050 ai componenti. Il gettone per la partecipazione a commissioni ecc. è di 45 euro. Azienda speciale Aspen: 13.014 euro di indennità annua al presidente, 5.205 ai consiglieri di amministrazione e 77 euro di gettone di presenza. Il presidente dei revisori percepisce 5.205 euro, i revisori effettivi 3.644, i supplenti 728. Il consiglio d'amministrazione dell'Aspen è composto da consiglieri dell'ente camerale. (a.se.).

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L'utilita' delle province (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

LE RIFORME L'UTILITA' DELLE PROVINCE di FABIO MELILLI Mentre avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (non solo in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e dichiarazioni improvvisate e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni efficaci e incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al suo giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzi tutto credo che faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e ognuno dilata i tempi e aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di Comuni, piccoli o piccolissimi, né tanto meno dalle Regioni, pena il ritorno a un nuovo centralismo non utile ai cittadini e alle imprese. E chi conosce il territorio del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno di un livello istituzionale come le Province. D'altronde, la città metropolitana prevista dalla Costituzione non è forse una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa, invece, centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo a identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere a una funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo cominciato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti a elezione diretta ci consentirebbe da subito risparmi ben più significativi dell'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo a cominciare da qui e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte, con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi, che ci sono e sono molti. Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia a offrire alla riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene del nostro paese.

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Tra cori e bandiere la festa in piazza del Pdl (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Primo Piano Pagina 102 mobilitazione Tra cori e bandiere la festa in piazza del Pdl Mobilitazione --> Arriva trionfalmente in piazza del Carmine a bordo di un Iveco che, non a caso, è di un azzurro acceso. Non si vuole perdere neppure un minuto del comizio, Luigi Spiga, artigiano cinquantasettenne di Quartu, ed è in largo anticipo. Prima dell'arrivo di Fini, previsto per le venti, sistema il suo mezzo sopra la pavimentazione di piazza del Carmine, appende le bandiere e accende la radio collegata a una serie di casse "allestite da me per l'occasione". Qualcuno si avvicina e gli chiede una bandiera, lui precisa di essere qui "per iniziativa personale", anche se in realtà all'interno del furgoncino ne ha una scorta. E infatti, un giovane e suo figlio riescono ad accaparrarsi quella più ambita, con il simbolo di Alleanza nazionale. È ordinatissimo e composto il Popolo della libertà: riempie metà della piazza, ma dal lato di viale Trieste fino alla statua della Madonna del Carmine non c'è uno spazio libero. Il resto, invece, è occupato da sparuti gruppetti. Tutto procede tranquillo, di ordinaria amministrazione i controlli che la Digos effettua con i cani sul palco. Poco prima delle venti, quando la folla è quasi al completo, si forma un capannello di persone attorno a un tavolino dove sono esposti alcuni volumi, tra cui "Mussolini architetto" e "Fascisteria", accanto al libro di Tremonti e a "La casta" di Stella e Rizzo. L'addetto alla distribuzione dei libri, Piergiorgio Angioni, militante di An, ci tiene a precisare che "si tratta di volumi che fanno parte della nostra tradizione politica e culturale, alcuni seguono l'orientamento di destra, altri quello di sinistra. Le magliette nere che abbiamo esposto, poi, sono solo ed esclusivamente goliardiche". Va in una sola direzione, invece, Massimo Piu, pensionato di 74 anni, che sta curiosando tra libri e magliette: "Seguo Fini da sempre, e oggi sono qui per essere coerente con la mia fede". Decisamente più giovane, ma comunque seguace dell'esponente del Popolo della libertà, Angelica Murru, 23 anni, con la bandiera legata al collo che le copre le spalle: "Sono una sua fan, lo seguo come se fosse una rockstar". L'arrivo di Fini - in leggero ritardo sulla tabella di marcia a conclusione del tour isolano - è accompagnato da uno scrosciante applauso, che si ripete a intervalli regolari ogni manciata di minuti. In mezzo alla folla ci sono anche tanti curiosi o persone capitate lì per caso. Come Valeria Tola e Marco Lochi, giovane coppia di fidanzati, che però si allontano prima della conclusione: "Siamo passati in piazza del Carmine intorno alle 18.30, abbiamo visto il palco e deciso di trattenerci almeno per l'introduzione". Si gode invece tutta la parte finale del discorso Luigi Usai, disoccupato di 57 anni, che arriva a bordo di un fuoristrada Bremach verso le 20.30, accompagnato dall'Inno di Mameli a volume altissimo. Il ritardo è dettato da ovvi motivi: "Con il megafono sistemato sul mezzo ho diffuso la notizia del comizio di Gianfranco Fini, comunicando che alle 20 sarebbe stato in piazza del Carmine. Nessuno mi ha detto di farlo, è un'iniziativa che ho ideato di mia spontanea volontà. Da Sanluri, dove abito, ho fatto una serie di giri a Serrenti, Nuraminis, Monastir e, infine, Cagliari". Non sono mancati, ieri, i giovani. Se da una parte, accanto al palco, si è sistemato il gruppo, composto da circa 35 ragazzi, di Azione giovani Cagliari, dall'altra c'erano diversi studenti di rientro dall'Università, che hanno approfittato delle vicine fermate dei pullman per una capatina in piazza del Carmine. Poco dopo le ventuno, infine, sulle note di "Fiamma della libertà", l'ultimo applauso. MARIANGELA LAMPIS.

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<Uscita dal porto, tutto ok Aperte le buste delle (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ANCONA PRIMO PIANO pag. 2 "Uscita dal porto, tutto ok Aperte le buste delle ITALIA DEI VALORIDI PIETRO IERI AL CARLINO LE PAROLE pronunciate mercoledì ad Ancona da Berlusconi nei suoi confronti ("è il peggio del peggio alleato con Veltroni") non lo scompongono. Il ministro Antonio Di Pietro, ieri nelle Marche, ha visitato anche la redazione del Carlino ed è stata l'occasione per tornare sulle affermazioni del leader del Pdl. "Più che altro ? spiega Di Pietro ? quanto detto mi fornisce l'occasione per ribadire che in queste elezioni ci sono due coalzioni che si confrontano. Dico questo perché si vuol far passare che esistano solo Pdl e Pd. Il voto all'Idv è utile al governo Veltroni e siamo certi che di poter contare sul fatto che in questi mesi di Governo abbiamo sempre fatto il nostro dovere e quindi meritiamo fiducia. L'Idv è una realtà politica all'interno di un'alleanza di governo e programma. Inoltre ? continua Di Pietro ? credo che Berlusconi con quelle parole abbia testimoniato che la nostra coalizione fa paura perchè è vero che possiamo vincere e portare avanti un programma di governo con temi a lui cari: dalla giustizia all'informazione al conflitto d'interessi". ALTRO TEMA, ovviamente caro a Di Pietro, quello delle infrastrutture. "Berlusconi ha realizzato le infrastrutture così come ha trovato la cordata per l'Alitalia. Sulla carta una miriade di opere ma poi siamo stati noi a progettarle, finanziarle e aprire i cantieri. Nelle Marche sono arrivati tutti i fondi per la Quadrilatero e proprio oggi (ieri, ndr) sono state aperte le buste per l'aggiudicazione dell'uscita dal porto di Ancona. Il risultato si dovrebbe conoscere entro un paio di giorni. E' ora che i cittadini riflettano sulle dichiarazioni dei 'venditori' e dei 'produttori'". Sui costi della politica Di Pietro si dice orgoglioso "di aver fatto risparmiare in finanziaria un miliardo di euro con una serie di provvedimenti come l'abolizione delle circoscrizione nei Comuni sotto i 100mila abitanti oppure diminuendo i fondi ai partiti e utilizzando le risorse per l'edilizia scolastica". Cosa cambierà nei governi regionali dopo le elezioni? "Non siamo in cerca di poltrone: vogliamo essere valutati per ciò che facciamo. In Campania abbiamo rifiutato un assessorato convinti che Bassolino doveva andare via". Alfredo.

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Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale COSTI E FISCO SPILIMBERGO. La sfida al risparmio sarà double face. Chi propone il taglio delle tasse e chi la riduzione dei costi della politica. Tutti si impegnano a diminuire i contenziosi e la litigiosità, ma nella consapevolezza che il "tesoretto" dell'amministrazione Soresi - circa 600 mila euro di avanzo di amministrazione - è già ipotecato "per pagare le future spese legali ed eventuali risarcimenti". In materia di riduzione dei costi della politica, i candidati si sono confrontati anche sulla futura composizione della giunta comunale. Per Renzo Francesconi "se la legge permette di nominare un certo numero di assessori non vedo dove stia il problema, piuttosto bisogna assicurarsi che facciano il loro lavoro, se no sono un costo". Aperto alla possibilità di limitarsi a quattro assessori Luciano Rebulla ("I partiti che mi sostengono non mi hanno chiesto nulla, non credo che Francesconi potrà dire lo stesso"), certo di questo Elzio Fede. "Non avremo difficoltà a fermarci a quattro perché non abbiamo promesso nulla a nessuno. Ritengo anche inutile - ha detto - la figura del presidente del consiglio comunale". I costi della politica sono anche altri. "I tempi lunghi per la realizzazione di un'opera e l'eccessiva burocrazia", secondo Francesconi, mentre per Elzio Fede la riorganizzazione degli uffici "non può essere considerata un modo per tagliare le spese della politica. L'efficienza si ottiene motivando e non riorganizzando il personale". Rebulla - sperando "che il futuro assessore al personale non sia della Lega Nord" - considera un risparmio rivedere la struttura del Consorzio industriale Nord "che deve ricomprendere un'area ben più ampia di territorio e avere compiti più strutturati". Il dibattito non è mancato neanche sulla questione fiscale. Renzo Francesconi è tornato sulla riduzione al minimo dell'Ici sulla prima casa e sulla rimodulazione delle aliquote su seconde case e sfitte. Fede non intende mettere mano all'addizionale Irpef e pensa a misure che vadano incontro alle famiglie "partendo dalla riduzione del trasporto scolastico e delle mense". Secondo Rebulla, invece, "non si può dire che si tagliano le tasse se non si sa quali contributi saranno trasferiti ai Comuni. Vogliamo tagliare la pressione fiscale o mantenere e possibilmente far crescere i servizi per i cittadini?". (m.mi.).

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Province, l'utilità di un ente intermedio (sezione: Costi dei politici)

( da "Centro, Il" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di Fabio Melilli * Province, l'utilità di un ente intermedio Si fa acceso il dibattito sull'utilità delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi ad aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o piccolissimi, né tantomeno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. D'altronde la città metropolitana, che è prevista dalla nostra Costituzione repubblicana, non è forse una forma di governo di un'area vista che, sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche argomentare sulla necessità di una rappresentanza politica di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità territoriali, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto ai chi oggi viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se riuscissimo ad idenditicare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino veso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio. Oltre a ciò, a tutti i fautori dell'abbolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica. Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande rilevanza. Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo. Proviamo ad iniziare da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. * Presidente dell'Upi (Unione Province Italiane).

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ROSETO - Un secco no alla ipotesi di dimissioni di Pasquale Avolio, capogruppo di Sinistra democrati (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di SARA ROCCHEGIANI ROSETO - Un secco no alla ipotesi di dimissioni di Pasquale Avolio, capogruppo di Sinistra democratica, arriva dal segretario di Rifondazione comunista, Emilio De Grazia, e dal capogruppo dei Verdi, Emidio Braca. Una presa di posizione che fa seguito alle voci sempre più insistenti circa l'esistenza di forti pressioni sullo stesso Avolio, da parte della maggioranza e soprattutto del Partito democratico, affinché lasci l'assise civica. La motivazione? E' stato eletto come Ds e passando a Sinistra democratica, un partito che a Roseto non si è ancora realmente costituito, oggi non rappresenterebbe più nessuno. Impossibile, tuttavia, non pensare al fatto che i temi sollevati da Avolio in questi due anni di attività politica sono risultati spesso scomodi. Basti pensare alla sua richiesta di istituire un registro delle unioni civili o alla battaglia per rendere pubblici gli incarichi in enti e istituzioni derivanti da nomine politiche. "Il consigliere Avolio ha compiuto un percorso politico di grande chiarezza e onestà: quando il Pd è diventato altra cosa, ha scelto di aderire a una formazione più vicina alla sua storia personale e al suo pensiero politico - scrivono dunque, in una nota, De Grazia e Braca-. In un consiglio comunale degradato nella prassi e nei contenuti, costituisce una delle voci più democratiche e più attente al discrimine fra utilità pubblica e interesse personale. Dopo aver rimarcato l'esigenza di rivedere una prassi amministrativa che ha portato allo sfascio del territorio, all'aumento delle tariffe per i servizi pubblici e al disconoscimento di diritti civili e di laicità, Avolio subisce oggi una inaudita aggressione politica. Alla domanda di rendere pubblici gli emolumenti che gli amministratori ricevono per incarichi attribuiti dalla politica, ossia auto-attribuiti, scoppia la bagarre e volano gli insulti. Noi comprendiamo che non è facile, per un assessore o un consigliere di maggioranza, dare conto all'opinione pubblica di incredibili cumuli di incarichi remunerativi a fronte delle delibere con cui essi stessi hanno aumentato tariffe e tasse, ma non è facile neanche per i cittadini finanziare oltre misura i costi della politica. Il dottor Avolio ha oggi tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, oltre che l'invito a perseverare nella sua battaglia".

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Pinto: iniziativa elettorale al Petruzzelli (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-04 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Appuntamento Pinto: iniziativa elettorale al Petruzzelli BARI - Ha scelto una location che farà senz'altro discutere per lanciare la sua prima uscita pubblica da capolista al Senato per il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo. Ferdinando Pinto, ex gestore del teatro Petruzzelli, ha infatti deciso di tenere un incontro con i giornalisti - sabato mattina alle ore 11 - proprio davanti allo storico teatro barese che dovrebbe tornare agli antichi splendori entro la fine dell'anno. La nuova carriera politica ricomincia per Pinto dallo stesso luogo dove, quella dell'imprenditore teatrale, subì il colpo più duro. Con l'incendio doloso del 27 ottobre 1991 e il rinvio a giudizio seguito da un interminabile processo che lo ha visto, alla fine, completamente scagionato dall'accusa di essere il mandante degli incendiari. A 60 anni Pinto, che ha mantenuto quasi inalterati il fascino e l'allure di sempre, torna in Puglia per una svolta profonda del suo destino, ricucendo il filo della sua storia personale proprio davanti al suo vecchio teatro. Consulente di numerosi ministri dello spettacolo negli anni '80 come Tognoli e Carraro molto vicino ai socialisti ed amico personale di Craxi, Pinto oggi ha scelto di appoggiare la lista di Lombardo, candidato alla presidenza della Regione Sicilia con il sostegno di Berlusconi. Fra i suoi primi impegni, se dovesse essere eletto, ha già spiegato che vi sarà quello di contribuire a fermare la fuga di cervelli e di talenti dal Sud e si impegnerà anche a promuovere l'istituzione di un credito di imposta simile a quello di cui godono in Inghilterra e imprese che investono nello spettacolo. L.Sar.

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Di CLAUDIA GRANDI ANCONA - Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra speranza, nel (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di CLAUDIA GRANDI ANCONA - "Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra speranza, nelle Marche, è di eleggere un deputato e un senatore". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, ha un obiettivo elettorale ambizioso. Ieri Di Pietro, accompagnato dal capolista alla Camera David Favia e dall'ex segretario regionale Dante Merlonghi, ha fatto visita alla redazione del Messaggero ad Ancona. Dunque, ministro, nelle Marche la partita è aperta... "Per noi sì. Speriamo in un voto "scolastico". Insomma, ci aspettiamo che gli elettori si chiedano: "A questi diamo la sufficienza?"". Per queste elezioni l'Idv si allea con il Pd: fusione in vista? "Non ci siamo uniti prima e non abbiamo intenzione di farlo poi. Con il Pd abbiamo accettato un'alleanza, sottoscrivendo un programma in virtù del quale, dopo le elezioni, ci riconosceremo in un unico gruppo parlamentare. Niente fusione, però, tanto più che l'Idv non è né di centro né di sinistra". Prego? "E' così: noi siamo un partito post-ideologico, valoriale. Per questo non abbiamo rinunciato al nostro simbolo per unirci al Pd che, al contrario, è partito politico-ideologico". Ma allora cosa l'accoglienza riservata agli ex Udeur? Uno strano connubio. "Non direi. L'Idv è una lista civica nazionale, ripeto né di destra né di sinistra, che punta a un ricambio nelle istituzioni. Ecco, l'Udeur è fatto da tante persone, alcune hanno problemi propri, penso a quelli di Mastella negli ultimi giorni del Governo, ma altre, che condividono il nostro progetto, hanno visto nell'Idv la possibilità di fare lavoro di squadra per portarlo avanti". E poi, il vostro capolista al Senato Borghesi, uno dei promotori della secessione in Valmarecchia... "Noi siamo per il superamento dei mille campanili. Lo siamo sempre stati, tant'è che siamo già intervenuti per eliminare le comunità montane e le circoscrizioni nei piccoli Comuni e lavoreremo per una ristrutturazione delle Province. Anche così si riducono i costi della politica". I costi della politica, uno dei leit-motiv di questa campagna elettorale. Ma quali sono le richieste rivoltele dai cittadini nel suo tour elettorale? "Sicurezza. E lavoro, nel senso di meno precariato. Guardiamo alla sicurezza: nel programma comune Pd-Idv se ne parla, ma noi pensiamo di riempire, con il nostro contributo, quel programma con contenuti operativi. A proposito di sicurezza un dato curioso: Berlusconi ne parla tanto ma proprio qui ad Ancona ha detto che questa mia attenzione verso la giustizia gli fa orrore". Bene, sicurezza e lavoro. Ma lei sa bene che uno dei nodi della regione è quello infrastrutturale... "Certo e del resto come ministro avevo elaborato, a livello nazionale, un programma a cinque anni per completare quanto, con la Legge obiettivo, Berlusconi aveva avviato. Non ho difficoltà a dirlo: l'esistente era importante e andava portato avanti". E come? "Questione di metodo: non tutto si può fare, sbagliati i finanziamenti a pioggia. Così sono andato regione per regione a scrivere con le istituzioni la lista delle priorità". Quelle delle Marche? "L'uscita dal porto di Ancona su tutte. Ne abbiamo tanto discusso e mercoledì, finalmente, l'Anas ha aperto le buste con le offerte per il project financing e scelto il promotore. Ecco, quello dell'uscita dal porto è un caso più unico che raro in Italia". In che senso? "La risposta al bando Anas che è venuta dal mondo imprenditoriale anche internazionale è stata enorme, mai vista prima".

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Sedici priorità per il Governatore (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sud sezione: ISTITUZIONI data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della Regione siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità, il programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino Amadore PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo della Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il coraggio dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve termine". Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che segna anche una linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore Artioli, vicepresidente nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto a sei, otto anni fa è differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni e riflessioni. Se prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie di mezzo, oggi la situazione è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte. Gli industriali non vogliono aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose da fare per la Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane, di quelle circa tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria, hanno sinteticamente indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare nei prossimi cinque anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da quello che viene definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il pubblico deve fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi anni da parte della regione e degli enti locali alla creazione di aziende pubbliche di qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua, elettricità, gas, trasporti e aeroporti. Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli". I nodi irrisolti sono ancora parecchi come quelli che riguardano l'energia: "Va approvato a attuato il Piano energetico regionale – si legge nel documento – che deve porsi come obiettivo il contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E nell'ambito della filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la costruzione dei termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli impianti di rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il bilancio della Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della Lombardia che è di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli abitanti, produce il 25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito Irpef del Paese contro il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è strettamente legato a quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali, una agenzia di valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei direttori generali dalla politica. Insomma è necessario dire basta al "patronaggio politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800 milioni e assorbe otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal bilancio regionale. Un disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del governo centrale come l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese. C'è anche la proposta che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è importante arrivare allo scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane di cui la Regione fa parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della rete autostradale. Con i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si potrebbe creare un fondo per le infrastrutture cui possono partecipare altri attori istituzionali o di mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento completo con le indicazioni di Confindustria Sicilia ai candidati alla presidenza della Regione siciliana OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la privatizzazione della rete autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture Imprenditori. Il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA.

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I costi della politica Scrivo per suggerire qualche idea in merito al risparmio in politic (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

A. Credo che per veramente risparmiare sui conti della politica sia necessario che il rimborso spese sia dato non in modo forfettario ma dietro presentazione di fatture con l'oggetto di spesa che deve essere inerente la propria funzione. Se vengono riscontrate anomalie il soggetto politico per cinque anni non potrà accedere ad alcuna carica pubblica. Inoltre la pensione del politico sarà data al raggiungimento del 65° anno di età come ora per i lavoratori autonomi. In tal modo vi è veramente risparmio. UGO APOSTOLO Il timore di brogli Berlusconi afferma di avere un vantaggio certo di almeno 8 punti. La vittoria è certa salvo brogli da sconfiggere, dice. Ma se esiste questo eterno dubbio, facciamo inviare ispettori Onu, Ocse, etc. durante lo spoglio delle schede! FRANCO LUCATO, TORINO Le critiche al Presidente Negli Stati Uniti qualunque cittadino si può permettere di criticare il suo Presidente (votato da tutti). In Italia invece se un cittadino (ancorché politico) si permette di commentare il presidente in carica (votato dagli altri) subito deve scusarsi e trovare dei sotterfugi per spiegare personalmente la sua buonafede e il rispetto (?) per le "istituzioni". Siamo una democrazia delle banane, come diceva la buonanima, e non riteniamo pertanto un dovere l'andare a votare. Anche perché, tra l'altro, siamo l'unico Stato che in sessant'anni non ha ancora trovato una legge decente per votare. PIERO BARONE Troppa enfasi sull'Expo L'Expo a Milano è sicuramente una bella notizia. Finalmente! Tuttavia l'enfasi con cui è commentata smentisce le parole. C'è quasi stupore per aver raggiunto l'obiettivo. Non dimentichiamo che non ci misuravamo con Berlino, Tokyo, New York, Parigi, ma con Smirne. Con tutto rispetto per quella città e per la Turchia, non è certo un Paese all'avanguardia, una potenza economico-finanziaria. Dunque non è il caso di esaltarci e perdere di vista i troppi problemi irrisolti, dai rifiuti di Napoli all'Alitalia. La Turchia ha una compagnia area nazionale, noi rischiamo di perderla, grazie al comportamento dei sindacati e alla improntitudine dell'ultimo governo che non solo non ha risolto i problemi, ma li ha aggravati. LIA DEZMAN Il primo passo su Marte Splendide fotografie ci arrivano da Marte grazie alla sonda "Mars Express", montagne alte 7 mila metri, immensi canyon, colori forti ed intensi. Addirittura gli scienziati ipotizzano che in un lontano passato sulla superficie del pianeta l'acqua scorresse in abbondanza. Tutto molto suggestivo. Un sonda però non potrà dirti tutto sul pianeta rosso, e allora quando ci sarà il primo passo dell'uomo su Marte? La Luna è ormai un lontano ricordo, Marte potrebbe essere l'inizio di una nuova era. GIUSEPPE DIOTTO, TORINO Preghiera per la Betancourt Prego che la Betancourt si salvi: le sue condizioni di salute sono molto gravi e pare che non si voglia più nutrire. Questa donna è simbolo di una lotta che non è solo fatta di parole ma di rischio in prima persona. Forse è stremata, forse non ci crede più e sta cedendo... Non so se basterà l'azione diplomatica ma certo, per l'Occidente, questa è un'occasione di riscatto da una colpa che la regia dei fratelli Taviani ben denuncia nel toccante film Forse Dio è malato (una condanna all'indifferenza occidentale sui mali dell'Africa) dicendo: "Tutto si è fatto globale, tranne le coscienze, specialmente quelle occidentali". VALERIA MASSA, TORINO I risultati delle Poste Poste Italiane annuncia con grande risalto i brillanti risultati conseguiti nel 2007, con un utile di oltre 800 milioni, aumentato del 25% rispetto all'anno precedente. Considerato che parte del merito è attribuibile a chi fruisce dei suoi servizi, e cioè alla stragrande maggioranza dei cittadini italiani, forse sarebbe il caso di riconoscere tale merito, ad esempio abolendo il fastidioso balzello di un euro che grava su ogni bonifico o postagiro ricevuto. MAURO LUGLIO Le contestazioni a Ferrara Giuliano Ferrara è stato duramente contestato a Bologna durante il suo comizio elettorale. Segno d'intolleranza oppure chiaro messaggio popolare verso chi si fa latore di roboanti messaggi demagogici per portare acqua al mulino del suo giornale che con appena 13 mila copie vendute gode a spese dei contribuenti di un vergognoso finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro l'anno? Ai posteri l'ardua sentenza. SILVIO ZANCHET Scientology sul web Con riferimento alle informazioni riportate sul Web in merito a "manifestazioni contro la Chiesa di Scientology", riprese in un paio di occasioni anche dal Vostro quotidiano e per fare in modo che, chi naviga, possa apprendere anche la posizione e le attività di chi dagli "hacker" viene assediato, la Chiesa di Scientology ha approntato sul proprio sito web http://www.scientology.org un canale video con una panoramica sul proprio credo e numerose documentazioni e contributi filmati sulle pratiche religiose e le attività sociali in cui è impegnata. Nel contempo stanno venendo donati a tutte le biblioteche italiane i testi fondamentali delle opere di natura religiosa di L. Ron Hubbard. GIUSEPPE CICOGNA CHIESA DI SCIENTOLOGY.

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Approvato il bilancio invariate Irpef e Ici (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ALBISOLA SUPERIOREVOTO IN CONSIGLIO Approvato il bilancio invariate Irpef e Ici Albisola Superiore approva il bilancio di previsione per il 2008 e quello pluriennale 2008-2010. La minoranza, in modo compatto, si è espressa contraria, voti favorevoli dalla maggioranza. Ici su prima e seconda casa e Irpef restano immutate rispetto allo scorso anno. Quindi rimane il 5,85 per mille sull'abitazione principale, su quelle delle Cooperative edilizie e quelle indivise per abitazione principale dei soci assegnatari, nonché gli alloggi affidati dagli Istituti autonomi case popolari, oggi Arte. Gli appartamenti concessi in uso gratuito ai parenti di primo grado residenti, senza il beneficio della detrazione, sono compresi nell'aliquota del 5,85 per mille. Quella ordinaria resta al 7 per mille. L'Irpef resta stabile allo 0,8 per cento. I costi del personale, un'ottantina i dipendenti, assorbe il 38% del bilancio. "Abbiamo ridotto in modo sensibile i costi della politica. In base alla popolazione, la giunta potrebbe essere composta da 12 assessori, invece dei 7 oggi in carica", ha spiegato Ivo Grosso, assessore comunale alle finanze. \.

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"Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

"Penso alle decine di migliaia di commissari, agenziee società che sono fiorite negli anni moltiplicando le usciteEvitiamo la demagogia che riduce la democrazia, non gli sprechi" Il presidente Ucchielli decisamente contrario all'abolizione dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della politica" "Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" pesaro - E' una riflessione "indispensabile e doverosa", quella di Palmiro Ucchielli, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi (Unione delle Province) delle Marche, "mentre avanza la campagna elettorale e si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province". In realtà, "la discussione generale sottolinea il presidente Palmiro Ucchielli verte sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e ridurre i costi della politica. Evitiamo, perciò, generalizzazioni facili e scontate: una cosa è, infatti, l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema è indubbio che il nostro Paese non può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni dei vari livelli di governo, ma è altrettanto vero che, di fronte a tale situazione, può servire a poco abolire un singolo livello". Quel che interessa il presidente dell'Upi Marche è, piuttosto, "centrare l'attenzione su ciò che si può fare realmente per migliorare l'efficienza dei servizi nell'intero sistema pubblico: se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, una volta identificate, con puntualità, le competenze di ognuno, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, possa assolvere al meglio ad una precisa funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e molto più snello dell'attuale, senza rinnegare il cammino verso il federalismo, iniziato da oltre un decennio, ma mai concluso". Quindi l'invito a quanti vorrebbero l'abolizione delle Province. "Vorrei ricordare incalza il presidente Ucchielli soprattutto a coloro che, addirittura, hanno votato l'istituzione di nuove amministrazioni provinciali o a quelli che a Roma sono abolizionisti e in periferia promuovono comitati per costituirne ancora di nuovi, che c'è un'altra strada, più immediata e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e abbassare i veri costi della politica". Tradotto: "Penso alle decine di migliaia di commissari, agenzie, enti, società che il nostro Paese, come la nostra regione, ha visto fiorire negli ultimi anni e che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni che per il grande rilievo che hanno meriterebbero tale confronto e giudizio. Una normativa, allora, che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe, da subito, risparmi ben più significativi rispetto all'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione". Un ultimo spunto: "Mi permetto di aggiungere chiosa Ucchielli che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo fronte si può e si deve fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Una strada, quest'ultima, percorribile se ognuno farà la sua parte, evitando soluzioni generalizzate e demagogiche che rischiano di ridurre soltanto gli spazi della democrazia, e non gli sprechi".

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Brugni: "Facciamo lavorare i dipendenti" (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

ASCOLI - Quest'anno per la prima volta gli enti sono costretti dalla Finanziaria a redigere un piano dove sono enunciate una ad una le consulenze esterne. "Ebbene nonostante i 720 dipendenti la Provincia ha necessità di numerose consulenze esterne per un totale circa di 650.000 euro di ulteriori spese, senza tener conto del fatto che nel programma approvato dalla sinistra in consiglio provinciale numerose consulenze non riportano l'ammontare della spesa, quindi cifra ben più grande dei 650.000 euro" contesta il consigliere provinciale di An, Brugni. "Possibile che tra i 110 stabilizzati non si hanno le necessarie conoscenze per effettuare quei progetti fatti con consulenze? Allora qual è l'utilità delle stabilizzazioni? Dalle scarne descrizioni non è possibile analizzare nella forma dovuta la bizzaria delle consulenze, delle quali però faremo un'analisi particolareggiata per controllare se i requisiti previsti dalla legge sono rispettati, ma salta all'occhio la stranezza che oltre alla spesa crescente dei dipendenti si debba ricorrere in maniera così massiccia anche alle consulenza. Alla faccia dei tagli al costo della politica e poi si dibatte sul perche' del distacco della gente dalla politica".

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Berlusconi: ''Con Pd i francesi colonizzeranno l'Italia'' (sezione: Costi dei politici)

( da "ADN Kronos" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il candidato premier del Pdl: ''Nessuna rassicurazione alla Dc di Pizza. C'è stato quel senso di responsabilità che auspicavo''. E criticando il programma di Veltroni, rimarca: ''Votare Pd vuol dire vedere Di Pietro ministro della Giustizia e non si abbatteranno i costi della politica''. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 2 tutte le notizie di POLITICA Roma, 4 apr. - (Adnkronos/Ign) - "Non ho avuto bisogno di dare nessuna assicurazione a Giuseppe Pizza. C'è stato bisogno di far presa sul suo senso di responsabilità che c'è stato e che io auspicavo". Così il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi (nella foto), commenta la decisione della Dc di Pizza non chiedere un rinvio delle elezioni previste per il 13 e il 14 aprile. La rinuncia, rileva Berlusconi, "consisteva nel fatto di non chiedere il rinvio delle elezioni per potere avere giorni di campagna elettorale che gli sono stati preclusi. Pizza ha rinunciato a questa possibilità e io spero che le televisioni, a lui e ai suoi candidati, diano quello spazio che gli è stato sottratto". Per quanto riguarda l'eventuale problema delle schede elettorali, il Cavaliere sottolinea: "C'è anche da rispettare la norma della Costituzione che impone che le elezioni si svolgano entro 70 giorni dalla data dello scioglimento delle Camere". Quindi l'attacco alla compagine guidata da Walter Veltroni: "Votare il Partito democratico vuol dire non abbattere i costi della politica e farsi colonizzare dai francesi". "Votare Pd - rimarca Berlusconi - vuol dire delle cose che si stanno via via chiarendo. Primo: Di Pietro ministro della Giustizia; secondo: continuare con il sistema delle intercettazioni che viola la privacy; terzo: che non si abbatteranno i costi della politica perché vediamo come di Pietro e Veltroni si sono comportati per loro stessi; quarto: non costruiranno certamente il ponte sullo Stretto di Messina e quinto: i francesi colonizzeranno l'Italia". Poi tornando a parlare della legge elettorale, Berlusconi ricorda: ''Per un'interpretazione dubbia del Quirinale fummo costretti a cambiare questo sistema''. Mentre spiega che i piccoli partiti del centrodestra non sono entrati nel Pdl ''non per scelte politiche ma per scelte personali''. Berlusconi rinnova quindi l'invito al 'voto utile': ''Faremmo un favore a Veltroni e al suo partito scegliendo di votare per i piccoli partiti del centrodestra''. E gettando uno sguardo al 15 aprile, torna a ribadire che in caso di vittoria del Pdl alle urne, l'eventuale esecutivo da lui guidato avrà ''da fare tante, troppe cose per un governo che avrà contro molto, se non tutto il sistema istituzionale''.

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MAURIZIO ORLANDO (sezione: Costi dei politici)

( da "Azione, L'" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

L'AZIONE - Articoli - Maurizio orlando MAURIZIO ORLANDO Lista: Partito democratico, La Motha Candidato: Maurizio Orlando, 47 anni, sposato, due figli, geometra, assistente di laboratorio all'Itcg Sansovino di Oderzo, riservista dell'esercito. Nessuna precedente esperienza amministrativa. Priorità Tre parole: famiglia, rispetto, innovazione. 1) Per la famiglia vorremmo creare una "rete badanti", con uno sportello di formazione e informazione a disposizione della domanda e dell'offerta per le famiglie che necessitino di tale servizio. Potenziare il servizio di asilo nido attivando quei finanziamenti (Finanziaria 2007) che prevedono l'attivazione di asili nido presso famiglie che danno la loro disponibilità di spazio e tempo. Per gli anziani: riattivare l'università della terza età. Interventi diretti a nuove costruzioni di edilizia agevolata, e riduzione al minimo per l'Ici sulla prima casa. Riduzione della tassa sui rifiuti e dei costi della politica (stipendi a sindaco e assessori). 2) Rispetto, inteso a 360 gradi: per le persone, per i luoghi di lavoro, per le regole e per l'ambiente. Adozione e sostegno per l'uso di energie rinnovabili promuovendo uno sportello informativo comunale sulle modalità di accesso agli incentivi fiscali, realizzazione di un circuito interno alla città per la mobilità a basso impatto ambientale. Apertura di uno sportello rivolto alle comunità straniere con possibile rappresentanze attraverso elezioni primarie. 3) Innovazione intesa come rigenerazione stessa della classe politica, come formazione continua delle componenti la società cittadina, come parola attraverso la quale fare crescere i ragazzi nello sport.

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Scalo Allegri, il bilancio è ancora in rosso (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Questa mattina l'assemblea dei soci. All'ordine del giorno, la discussione della gestione e l'eventuale riduzione a tre dei membri del Cda Scalo Allegri, il bilancio è ancora in rosso Nel 2007 ha perso 176 mila euro. L'ex presidente Vittorio Aliprandi: "Chiederò a Save di vendere la sua quota" Ancora un anno in perdita per l'aeroporto Allegri. Il bilancio 2007 dello scalo padovano risulta infatti in rosso per 176 mila euro. Nel 2006 il passivo ammontava invece a circa 600 mila euro, ma la somma comprendeva gli ammortamenti degli anni successivi. Una situazione inaccettabile per i soci di minoranza che ora annunciano battaglia contro la Save, la società che gestisce l'aeroporto. La "resa dei conti" si avrà con tutta probabilità questa mattina nel corso della seconda convocazione dell'assemblea, durante la quale l'ex presidente Vittorio Aliprandi chiederà a Save di rinunciare alla sua quota del 51 per cento per metterla a disposizione di una cordata padovana."C'è una serie di imprenditori - spiega Aliprandi - che sarebbe pronta a rilevare quella quota". Operazione fattibile, visto che la quota detenuta dalla società veneziana, come valore non supererebbe i 500 mila euro. "Nessuna velleità da parte nostra di fare atterrare a Padova voli di linea - precisa l'ex presidente - ma la volontà di fare funzionare al meglio questo scalo, che in un anno ha registrato 18 mila tra atterraggi e decolli. L'aeroporto deve poter essere utilizzato da tutti, e inserito nel progetto che prevede la sua integrazione con il verde e le piste ciclabili. Non va inoltre dimenticato che per mantenere l'Allegri, la comunità sopporta un costo annuale di circa un milione di euro. Ci sono infatti strutture come la torre di controllo e l'impianto di illuminazione che vengono pagate dallo Stato. Se lo scalo non funziona, credo che debba essere chiuso".L'eterna discussione quindi continua. E buona parte delle polemiche sono incentrate sulla gestione. Una avvisaglia si è avuta ieri mattina nel corso della prima convocazione dell'assemblea. I soci sono arrivati in via Sorio alla spicciolata verso le 11. C'erano il presidente Massimo Soppani, ed altri rappresentanti di spicco. Un'ora dopo la riunione era già finita, e i soci con il bilancio in mano se ne sono andati. Si ritroveranno questa mattina per la seconda e definitiva convocazione. All'ordine del giorno ci sarà anche la riduzione a tre dei membri del consiglio di amministrazione. Lo prevede la legge Bassanini ma, secondo Aliprandi, non sarà necessario arrivare a tanto."Gli amministratori dell'Allegri - spiega - non usufruendo di gettoni di presenza potrebbero benissimo rimanere in carica". Al contrario, un Cda ridotto potrebbe comportare l'esclusione dei rappresentanti degli enti pubblici: Comune e Provincia. Resterebbero così in carica solo un socio della Save, uno della Simod di Sinigaglia e un terzo alla minoranza.Paolo Gabrielli.

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Ravenna, le democratiche contestano il partito (sezione: Costi dei politici)

( da "AprileOnline.info" del 04-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Frida Roy, 04 aprile 2008, 18:48 Diario elettorale/2 Otto donne del Pd hanno scritto ai consiglieri comunali e ai coordinatori provinciali e comunali della formazione per polemizzare con la loro scelta di devolvere fondi al Movimento per la vita Il casus, che dall'interno non si vuole assolutamente definire come tale nel tentativo di ridurne la portata, soprattutto in un momento delicato della campagna elettorale, nasce il 27 marzo scorso, quando otto donne del Partito Democratico di Ravenna decidono di prendere carta e penna e scrivere ai 21 consiglieri comunali e ai coordinatori provinciali e comunali. Alla base della missiva, la volontà di contestare quanto deciso dal consiglio con un ordine del giorno che, proposto da Lista per Ravenna, stabiliva l'adesione del comune al Progetto Gemma, ovvero le attività e i piani sostenuti dal Movimento per la Vita del celebre Carlo Casini. L'odg prevedeva infatti di devolvere i gettoni di presenza di una seduta consiliare per le adozioni a distanza di donne incinta e in difficoltà economica. Una scelta politica che non convince le donne del partito di Veltroni, tra cui spicca come firmataria anche la moglie del presidente della Regione Vasco Errani, Simonetta Rizzoni. Secondo le democratiche in rivolta, la decisione "impegna un ente istituzionale nell'adesione a un progetto che nasce da un movimento che dell'attacco alla legge 194 e alla libera scelta delle donne, ha fatto da sempre il centro ispiratore della sua iniziativa". Insomma, da un ente pubblico le otto donne del Pd si attendono qualcosa di diverso in materia: non "un semplice e individuale gesto di elargizione economica", si legge nel testo, bensì "che si mettano in atto tutte quelle politiche di ordine sociale e culturale che nei fatti favoriscono l'affermazione della libertà e del desiderio femminile in tutti i momenti della vita". Cioè l'esatto contrario di quanto sostenuto dai militanti cattolici di Casini, sempre più combattivi nella crociata di conquista verso i consultori italiani in cui da tempo rivendicano spazio e ruolo. A far tremare i polsi delle donne del Pd, anche il comportamento delle compagne di partito all'interno del consiglio comunale. "Siamo deluse ed amareggiate", scrivono le otto esponenti democratiche, perchè l'atto è stato sottoscritto anche dalle donne del gruppo, e in un momento per altro di "attacco furibondo e immotivato" alla legge che ha legalizzato l'aborto. A questo punto buon senso politico vuole, a loro vedere, l'apertura di uno spazio di discussione e confronto dentro il Pd, la "cui disponibilità a discutere c'e", riconoscono le stesse, che pure a fianco di molte iscritte all'Udi (Unione donne italiane, ndr) e alle associazioni femministe, non hanno intenzione di abbassare la guardia sulla legge 194 e sull'autodeterminazione delle donne sulla maternità. Un semplice confronto interno che verrà portato avanti al termine della campagna elettorale e che potrebbe sfociare nella creazione di un forum di discussione ad hoc, come quelli su cultura, sport ed economia. Così il coordinatore provinciale Alberto Pagani ha tentato di smorzare ogni "polemica inesistente" sulla lettera inviata dalle compagne di partito. Qualche dubbio comunque rimane, soprattutto tenendo conto del fatto che sulla frontiera dell'interruzione di gravidanza, così come di altri importanti temi eticamente sensibili, rischia di inciampare la formazione di Veltroni, a livello nazionale come locale. E Ravenna potrebbe essere una tappa di questo terremoto interno sempre in agguato.

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