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ROMA
La tegola, l’accusa di associazione per delinquere finalizzata a reati contro
la pubblica amministrazione e corruzione, arriva a Roma da lontano, dalla
Procura di Potenza. E colpisce in pieno il ministro dell’Ambiente Alfonso
Pecoraro Scanio, esponente della Sinistra Arcobaleno. I lanciatori sono due
personaggi di primo piano: il pm Henry John Woodcock (Vallettopoli, Vittorio
Emanuele, tangenti e massonerie varie) e il capitano Ultimo. Sì, l’uomo che ha
catturato il capo di Cosa Nostra, Totò Riina, oggi comandante del Nucleo
operativo ecologico dei carabinieri.
Si è materializzata ieri mattina quando la polizia giudiziaria che lavora con
il pm anglo-napoletano si è presentata alla Procura di Roma, depositando una
decina di faldoni di carte. Insomma, Woodcock ha indagato partendo
evidentemente da un filone tutto lucano, ha incrociato il ministro
dell’Ambiente, se l’è cucinato e poi ha servito il piatto alla Procura di Roma,
ovvero al Tribunale dei Ministri, ravvisando la sua competenza. Questa volta,
non ha proceduto ad alcun arresto preventivo, ma le polemiche, è facile
immaginare, sono comunque garantite: in piena campagna elettorale, questa
incriminazione del ministro del governo Prodi verrà interpretata come
l’ennesimo intervento a gamba tesa (Mastella docet) dei magistrati
sfasciatutto.
Palazzo di Giustizia abbottonatissimo. Poche le indiscrezioni. Da quello che
filtra, l’inchiesta si svilupperebbe su due filoni. Il primo: le bonifiche del
territorio, anche in Campania, e l’emergenza rifiuti. Il secondo: «scambi» vari
tra una quotatissima agenzia di viaggio e il ministro Pecoraro Scanio. Partiamo
da quegli episodi che il mastino che ha catturato il capo corleonese delle
stragi del ’92, avrebbe documentato: viaggi e alberghi meneghini a sette stelle
(esistono) in cambio (probabilmente non solo) di una convenzione con il
ministero dell’Ambiente. L’agenzia in questione è la «Visetur» di Perugia, sedi
a Milano, Roma e Napoli. Il suo direttore commerciale (socio al 25%), Mattia
Fella, avrebbe poi comprato un terreno agricolo in zona Lago di Bolsena, tra
Orvieto e Viterbo, che - secondo quanto sarebbe emerso dalle intercettazioni -
era destinato a diventare un cadeau per il ministro, dopo essere riusciti a
cambiarne la destinazione d’uso, ovvero a costruirci una villa.
Nei faldoni da ieri custoditi a Piazzale Clodio vi sarebbero anche le
testimonianze di diversi collaboratori o dipendenti del ministero dell’Ambiente
che avrebbero in sostanza confermato i rapporti privilegiati tra Pecoraro
Scanio e Fella. Un suo fratello, poi, Stanislao Fella, avrebbe ottenuto consulenze
dal ministero di Pecoraro Scanio. Poi ci sarebbero i famosi viaggi «a gratis»,
non tanto in Italia o in Europa quanto nelle Americhe. E una ospitalità in un
albergo a sette stelle a Milano.
Gli investigatori avrebbero pure registrato che i cellulari in uso al ministro
(non quelli istituzionali) e ad alcuni suoi collaboratori dal 2001, sarebbero
stati intestati a due società editoriali legate all’ambientalismo: la coop
Modus (editrice del mensile Modus Vivendi) e la Undicidue srl. E che le due
imprese hanno i finanziamenti stabiliti per la legge sull’editoria (nulla da
eccepire).
E vediamo l’«affare» ambiente. Vi sarebbero coinvolti un imprenditore lucano,
F. F., specializzato in bonifiche di territori contaminati, e un ingegnere, V.
N., che avrebbe un ruolo in strutture tecniche che si occupano di appalti.
Secondo le indiscrezioni, l’imprenditore è un «protetto» del ministro, che
avrebbe anche proposto di intervenire sull’emergenza rifiuti di questi mesi,
magari trasferendo la «monnezza» in Grecia, dove aveva la disponibilità di un
termovalorizzatore. Ed era interessato anche alla bonifica dell’area orientale
di Napoli (l’ex area industriale di San Giovanni a Teduccio, Barra e
Ponticelli).
Naturalmente, adesso la Procura di Roma dovrà rileggere criticamente tutti gli
atti trasmessi dal pm di Potenza. Spesso, diverse tranches delle sue inchieste
sono arrivate in passato nella capitale. Con fortune alterne, anzi con pochi
risultati. Questa volta, a garantire sulla solidità dell’inchiesta c’è anche il
capitano Ultimo.
ROMA — Favori in cambio
di appalti. Viaggi, telefonini e altri regali sarebbero stati concessi ad
Alfonso Pecoraro Scanio, responsabile del dicastero per l'Ambiente, per
concludere affari e ottenere concessioni. Gli atti dell'inchiesta avviata dalla
procura di Potenza sono stati trasmessi ieri al tribunale dei ministri. Reato
ipotizzato: associazione a delinquere e corruzione. Saranno adesso i giudici di
Roma a dover valutare se effettivamente Pecoraro si sia fatto pagare vacanze
all'estero e soggiorni in alberghi extralusso da alcuni imprenditori che
volevano occuparsi dello smaltimento dei rifiuti della Campania e altri che
avrebbero ottenuto l'incarico in esclusiva per organizzare le trasferte del
ministero.
L'indagine prende via
alcuni mesi fa. Indagando sul fotografo milanese Fabrizio Corona,
il pubblico ministero Henry John Woodcock arriva alla Visetur, un'agenzia di
viaggi di alto livello che oltre all'organizzazione di tour, si occupa di
noleggio di elicotteri e aerei privati, affitto imbarcazioni, servizio scorte
per personaggi famosi. Vengono messe sotto controllo alcune utenze telefoniche
e nelle conversazioni intercettate si parla anche di Pecoraro Scanio. Uno dei
titolari della Visetur è Mattia Fella, suo fratello sarebbe inserito nella
lista dei consulenti dell'Ambiente. L'agenzia avrebbe ottenuto recentemente
l'appalto per occuparsi di alcune trasferte ministeriali. E avrebbe poi
organizzato viaggi gratuiti per lo stesso Pecoraro Scanio.
In particolare, durante
il periodo natalizio, il politico avrebbe soggiornato nel prestigioso
hotel a sette stelle inaugurato il 15 dicembre scorso in galleria a Milano.
L'accusa ritiene che questi viaggi fossero la contropartita concessa dagli
imprenditori del settore turistico. Nelle ultime settimane sarebbero stati
interrogati alcuni collaboratori del ministro proprio per avere conferma delle
vacanze trascorse all'estero e a Milano. Ma poi gli accertamenti si sono
allargati ad altri appalti e l'indagine delegata ai carabinieri del Noe — e in
particolare al capitano Ultimo, famoso per aver catturato Riina — si è
concentrata sugli altri appalti sulla spazzatura. Alcuni imprenditori, anche
loro finiti sotto intercettazione, avrebbero infatti affermato di aver trattato
con Pecoraro Scanio la possibilità di smaltire in un termovalorizzatore che
gestiscono in Grecia, una parte dei rifiuti campani. Anche in questo caso —
sostiene il magistrato — il ministro avrebbe ottenuto una contropartita per il
suo interessamento pur non riuscendo a garantire che l'affare andasse in porto.
Sembra infatti che l'appalto, al quale era interessata anche un'azienda
denominata Sogena, non sia stato assegnato.
La trattativa di cui gli
imprenditori discutevano nei colloqui al telefono sarebbe stata
avviata agli inizi dell'anno, ma proprio in quei giorni il governo ha poi
deciso di affidare la gestione dell'emergenza al prefetto Gianni De Gennaro. Il
tribunale dei ministri dovrà adesso valutare gli elementi raccolti dal pubblico
ministero di Potenza e stabilire se siano sufficienti a procedere. Bisogna
infatti verificare se si tratti di millanterie o se invece quanto affermato dai
titolari delle imprese celasse contatti reali con il ministro. Controlli anche
sulla cessione di due telefonini intestati ad altrettante società. Accertamenti
che, a dieci giorni dalle elezioni politiche, non mancheranno certamente di
riaprire il dibattito politico. Fiorenza Sarzanini
04 aprile 2008
MILANO — Per salvare parte del proprio patrimonio dalle confische di una
inchiesta del 1999/2001 del pm Ilda Boccassini, il clan di camorra di Vincenzo
Guida (condannato per associazione mafiosa e indagato per due omicidi) avrebbe
fittiziamente intestato terreni e immobili a Milano (ora sotto sequestro «per
un valore approssimativo di 20 milioni di euro») in pancia a una società
rispettabile come la milanese «Diodoro Costruzioni srl»: una sigla che nel
proprio curriculum può vantare di aver costruito la residenza alberghiera
dell'ospedale San Raffaele (260 stanze per i parenti dei degenti, appalto da 14
milioni di euro) e di stare gettando le fondamenta dell'ospedale di Olbia (10
milioni), o di progettare l'edificazione «con contributi pubblici» di un hotel
sull'appetita area dismessa ex Varesine.
Una società che tra i
propri soci ha avuto un politico (fino al 26 settembre
2006 quando cede il suo 50%), prima di An e poi dell'Udc, due volte consigliere
comunale a Milano nel 1997-2006, ex presidente della Commissione Urbanistica di
Palazzo Marino, già vicepresidente della società del Comune (Sogemi) che
gestisce l'Ortomercato, primo dei non eletti in Senato nel 2006: Emilio
Santomauro, ferito alle gambe il 25 gennaio
Un clan a giudizio
È il quadro che emerge
dagli atti depositati in due sedi. Nella Giunta per le Autorizzazioni della
Camera, che sulla richiesta dei pm ha infine deciso di non decidere,
concordando «all'unanimità un rinvio dell'esame » dopo che De Luca, assicurando
di «non aver mai telefonato a un giudice di Cassazione », ha «osservato la
coincidenza con la campagna elettorale ». E nell'udienza preliminare nella
quale il 21 aprile il gip Marina Zelante vaglierà le 19 richieste di rinvio a
giudizio formulate dal pm Massimo Meroni. Richieste di processo contro l'ala
militare del clan per due omicidi. Poi per «associazione mafiosa», con 9
accusati d'aver vampirizzato anche due società di commercio al dettaglio con
sede nel centro commerciale di Lacchiarella, un bar dietro il Duomo, un
ristorante da 5 milioni a Peschiera Borromeo. E per «trasferimento fittizio di
valori», addebitato tra gli altri anche a Santomauro. La vicenda di De Luca
affiora invece da telefonate intercettate nell'autunno 2006 tra la legale dei
Guida (pure indagata), un intermediario, e «un Franco» con il quale i «contatti
», scrive la Dia, sono «finalizzati alla risoluzione di un ricorso alla V
sezione della Cassazione relativo ad esponenti del gruppo Guida, e per il quale
l'avvocatessa mira a un'opera di intermediazione di esponenti politici di
importanza nazionale ». Chi? Lo si identifica solo l'8 novembre, perché la
legale riceve il numero sul quale «Franco», appunto De Luca, vuole essere
chiamato con urgenza.
Intercettazioni
Le dice: «Ti ricordi che
mi scrivesti quell'appunto la prima volta che venni da te? E io l'ho dato a
quella persona. Quella persona l'ha passato a un'altra persona. Mo' quella
persona sta per andar via (...) chi lo sostituisce è amico. Me lo dovresti
rimandare, eh! Mo' ti do il numero, mo' vado in Commissione alla Camera». Ma
«prima fammi un colpo, perché non voglio che lo guardino troppe persone». La
Dia: «È un fax del Senato». Ma appena ha la certezza che sia un parlamentare,
la Procura ottempera alla legge in vigore a fine 2006 e interrompe le
intercettazioni sulle utenze del deputato. Solo ora, a inchiesta chiusa sul
clan, l'ufficio del procuratore Minale ha chiesto alla Camera l'ok a disporre
dei tabulati dei tre telefonini emersi in uso a De Luca: uno suo, due intestati
ad altri. Tra le carte inviate per l'esame, anche tre elementi evidenziati
dalla Dia circa l'interessamento al ricorso in Cassazione. «L'onorevole, pur
essendo avvocato, non è patrocinante in Cassazione. L'interessamento richiesto
non appare legato neppure all'attività specifica (ancorché non esclusiva) in
Parlamento», visto che «è membro della Commissione Attività Produttive». E
«anche laddove l'interessamento non dovesse avere gli effetti sperati, rimane
il sospetto del coinvolgimento di un uomo dello Stato per la soluzione, volente
o nolente, di affari di mafia ».
lferrarella@corriere.it
04 aprile 2008
"Papponi
di stato", un memoriale da cortigiano
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Rizzo e Stella, forzo ogni discrezione relativamente alle mie vicende con i Verdi, dei quali sono stato tra i fondatori, per fare alcune osservazioni, non per la dignità della "casta" ma per quella delle istituzioni democratiche. L'affermazione di Roberto Poletti secondo il quale i vertici dei Verdi avrebbero deciso di sacrificare la mia candidatura per offrirla a lui è un fatto
Abolire
le province non aiuta a tagliare i costi della politica
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sapere con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.
<Estranei
ai Poli ma pronti al dialogo> ( da "Corriere.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Unione democratica per i consumatori, ha insistito molto sulla riduzione dei costi della politica nella videochat con i lettori di Corriere.it .E ha spiegato quali saranno le linee guida del suo movimento se riuscirà a portare propri rappresentanti in Parlamento: "Lavorare affinché vi siano sempre più norme a tutela dei contribuenti.
Nola:
alla camera per aiutare la provincia
( da "Provincia
Pavese, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: come hanno definito i privilegiati della partitocrazia i giornalisti Rizzo e Stella nel libro best seller dello scorso anno. "No, i cittadini devono distinguere tra chi fa il suo lavoro con coscienza e sacrificio e chi interpreta l'opportunità della politica solo come scorciatoia per elevarsi dal resto dei cittadini.
Elettori
in mercedes non saranno i dazi a rilanciare il nordest
( da "Nuova
Venezia, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: a partire da Stella, hanno messo a nudo tutti i difetti della Casta e dei costi della politica. Ma non se ne parla in campagna elettorale. Riforma istituzionale addio? "Il tema dei costi della politica è vero e il successo del libro la Casta dimostra che c'è una sensibilità, anche se io penso che scrivere un libro di quel tipo è relativamente facile:
A
PARTE Massimo Neri (e il presidente Federico Vecchioni), nessuno
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: 44 anni passati dietro a quella scrivania) che ha lasciato il testimone a Paolo Regina. Per l'associazione un cambiamento epocale. I componenti della giunta camerale percepiscono un'indennità annuale lorda di circa 3 mila euro alla quale si aggiunge un gettone di presenza di 180 euro (sempre lordi) per ogni seduta. Luca.
La
casta dei giornali con Beppe Lopez
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Un libro dove vengono fatti nomi e cognomi (e cifre) dei protagonisti di questo ennesimo assalto alla diligenza statale italiana. "La casta dei giornali" può essere inteso come un capitolo mancante al libro di Stella e Rizzo, il celeberrimo "La casta". A presentare l'incontro sarà Giandomenico Cortese. A.F.
Indennità
e doppi incarichi, intervenga soru - antonello sechi
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Troppi soldi per indennità e gettoni di presenza, troppi incarichi duplicati: caro Soru, intervieni. La Camera di commercio di Nuoro finisce sotto accusa come forse non lo era mai stata. A firmare la richiesta di intervento del presidente della Regione è Francesco Dore, numero uno dell'Unione agricoltori di Nuoro e consigliere dell'ente camerale.
Bocciata
la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza
( da "Nuova
Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Nazionale Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di presenza NUORO. Le indennità e i gettoni di presenza per la Camera di commercio e per la controllata società speciale Aspen - spiega Francesco Dore - pesano intorno al 10 per cento del bilancio complessivo, che è intorno ai tre milioni di euro annui.
L'utilita'
delle province ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Tra
cori e bandiere la festa in piazza del Pdl
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: accanto al libro di Tremonti e a "La casta" di Stella e Rizzo. L'addetto alla distribuzione dei libri, Piergiorgio Angioni, militante di An, ci tiene a precisare che "si tratta di volumi che fanno parte della nostra tradizione politica e culturale, alcuni seguono l'orientamento di destra, altri quello di sinistra.
<Uscita
dal porto, tutto ok Aperte le buste delle
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: aggiudicazione dell'uscita dal porto di Ancona. Il risultato si dovrebbe conoscere entro un paio di giorni. E' ora che i cittadini riflettano sulle dichiarazioni dei 'venditori' e dei 'produttori'". Sui costi della politica Di Pietro si dice orgoglioso "di aver fatto risparmiare in finanziaria un miliardo di euro con una serie di provvedimenti come l'
Risparmiare
sugli assessorati non per tutti è fondamentale
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale COSTI E FISCO SPILIMBERGO. La sfida al risparmio sarà double face. Chi propone il taglio delle tasse e chi la riduzione dei costi della politica. Tutti si impegnano a diminuire i contenziosi e la litigiosità, ma nella consapevolezza che il "tesoretto" dell'amministrazione Soresi - circa 600 mila euro di avanzo di amministrazione -
Province,
l'utilità di un ente intermedio ( da "Centro, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Mi permetto infine di aggiungere che la razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
ROSETO
- Un secco no alla ipotesi di dimissioni di Pasquale Avolio, capogruppo di
Sinistra democrati ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: opinione pubblica di incredibili cumuli di incarichi remunerativi a fronte delle delibere con cui essi stessi hanno aumentato tariffe e tasse, ma non è facile neanche per i cittadini finanziare oltre misura i costi della politica. Il dottor Avolio ha oggi tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà, oltre che l'invito a perseverare nella sua battaglia".
Pinto:
iniziativa elettorale al Petruzzelli
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: ricucendo il filo della sua storia personale proprio davanti al suo vecchio teatro. Consulente di numerosi ministri dello spettacolo negli anni '80 come Tognoli e Carraro molto vicino ai socialisti ed amico personale di Craxi, Pinto oggi ha scelto di appoggiare la lista di Lombardo, candidato alla presidenza della Regione Sicilia con il sostegno di Berlusconi.
Di
CLAUDIA GRANDI ANCONA - Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra speranza, nel
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: intervenuti per eliminare le comunità montane e le circoscrizioni nei piccoli Comuni e lavoreremo per una ristrutturazione delle Province. Anche così si riducono i costi della politica". I costi della politica, uno dei leit-motiv di questa campagna elettorale. Ma quali sono le richieste rivoltele dai cittadini nel suo tour elettorale? "Sicurezza. E lavoro, nel senso di meno precariato.
Sedici
priorità per il Governatore ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Vi sono enti che esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa risolverli"
I
costi della politica Scrivo per suggerire qualche idea in merito al risparmio
in politic ( da "Stampa, La"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: subito deve scusarsi e trovare dei sotterfugi per spiegare personalmente la sua buonafede e il rispetto (?) per le "istituzioni". Siamo una democrazia delle banane, come diceva la buonanima, e non riteniamo pertanto un dovere l'andare a votare. Anche perché, tra l'altro, siamo l'unico Stato che in sessant'anni non ha ancora trovato una legge decente per votare.
Approvato
il bilancio invariate Irpef e Ici
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: I costi del personale, un'ottantina i dipendenti, assorbe il 38% del bilancio. "Abbiamo ridotto in modo sensibile i costi della politica. In base alla popolazione, la giunta potrebbe essere composta da 12 assessori, invece dei 7 oggi in carica", ha spiegato Ivo Grosso, assessore comunale alle finanze. \.
"Troppa
burocrazia, ma la Provincia è necessaria"
( da "Corriere
Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo fronte si può e si deve fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Una strada, quest'ultima, percorribile se ognuno farà la sua parte, evitando soluzioni generalizzate e demagogiche che rischiano di ridurre soltanto gli spazi della democrazia,
Brugni:
"Facciamo lavorare i dipendenti"
( da "Corriere
Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: analisi particolareggiata per controllare se i requisiti previsti dalla legge sono rispettati, ma salta all'occhio la stranezza che oltre alla spesa crescente dei dipendenti si debba ricorrere in maniera così massiccia anche alle consulenza. Alla faccia dei tagli al costo della politica e poi si dibatte sul perche' del distacco della gente dalla politica".
Berlusconi:
''Con Pd i francesi colonizzeranno l'Italia''
( da "ADN
Kronos" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Votare il Partito democratico vuol dire non abbattere i costi della politica e farsi colonizzare dai francesi". "Votare Pd - rimarca Berlusconi - vuol dire delle cose che si stanno via via chiarendo. Primo: Di Pietro ministro della Giustizia; secondo: continuare con il sistema delle intercettazioni che viola la privacy;
MAURIZIO
ORLANDO ( da "Azione, L'"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: università della terza età. Interventi diretti a nuove costruzioni di edilizia agevolata, e riduzione al minimo per l'Ici sulla prima casa. Riduzione della tassa sui rifiuti e dei costi della politica (stipendi a sindaco e assessori). 2) Rispetto, inteso a 360 gradi: per le persone, per i luoghi di lavoro, per le regole e per l'ambiente.
Scalo
Allegri, il bilancio è ancora in rosso
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: anche la riduzione a tre dei membri del consiglio di amministrazione. Lo prevede la legge Bassanini ma, secondo Aliprandi, non sarà necessario arrivare a tanto."Gli amministratori dell'Allegri - spiega - non usufruendo di gettoni di presenza potrebbero benissimo rimanere in carica". Al contrario, un Cda ridotto potrebbe comportare l'esclusione dei rappresentanti degli enti pubblici:
Ravenna,
le democratiche contestano il partito
( da "AprileOnline.info"
del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: odg prevedeva infatti di devolvere i gettoni di presenza di una seduta consiliare per le adozioni a distanza di donne incinta e in difficoltà economica. Una scelta politica che non convince le donne del partito di Veltroni, tra cui spicca come firmataria anche la moglie del presidente della Regione Vasco Errani, Simonetta Rizzoni.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
FIORELLO CORTIANA Chiamato
in causa direttamente dal memoriale "Papponi di Stato", caricatura
dello stringente lavoro di Rizzo e Stella, forzo ogni discrezione relativamente alle mie vicende con i
Verdi, dei quali sono stato tra i fondatori, per fare alcune osservazioni, non
per la dignità della "casta" ma per quella delle istituzioni
democratiche. L'affermazione di Roberto Poletti secondo il quale i vertici dei
Verdi avrebbero deciso di sacrificare la mia candidatura per offrirla a lui è
un fatto che ho sempre valutato in chiave politica, cioè come
l'eliminazione di chi non voleva un partito dei signori delle tessere, delle
corti e dei cortigiani, soprattutto di chi non voleva la declinazione
dell'ecologismo politico come deriva antagonista e parte della ridefinizione
della sinistra comunista italiana. Poletti scrive: "Alla fine di tessere
ne tiro su parecchie, missione compiuta. È vero, non è che sia il massimo. Ma
per rimanere nel gruppo si è costretti a fare anche così". Mi spiace, ma
non è innocente. Egli ha accettato le regole della corte e ce le racconta ora
che la corte sta svanendo. Il suo è il memoriale ben documentato di un
cortigiano. Anche grazie alle sue tessere è stato eliminato ogni pluralismo e
ogni alternativa per i Verdi. Non gli ho mai dato "schiaffoni", sono
intervenuto nei forum di discussione sul mio blog dove i cittadini criticavano
sia ciò che lui ha definito come suo "disinteresse per l'ambientalismo
militante", sia l'uso di una legge elettorale che attribuiva ai segretari
di partito la candidatura di veline e amici indipendentemente dal senso e dalle
capacità politiche. Poletti dice: "...quando puoi garantire qualche
crocetta in più sulle schede elettorali, un accordo si trova", eppure
avevamo fondato i Verdi proprio per obbligare la politica a definirsi sui
contenuti e sui fatti: dall'energia pulita alla politica pulita. Noi
sostenevamo di non essere una risposta bensì un indicatore della crisi di forma
e di contenuti della politica e paradossalmente la sua candidatura ed il suo
memoriale, "voli di Stato" compresi, lo confermano. Scrive:
"...a noi peones, come dobbiamo votare sulle questioni un minimo
significative ce lo dice il partito, il segretario...", voi
"peones" chi? Ricordo che in dieci anni di parlamento le scelte di voto
"significative" erano discusse nel gruppo parlamentare; ma allora si
trattava di un gruppo parlamentare scelto dagli elettori. Racconta di aver
risposto con un rifiuto ai lobbisti che in cambio di un emendamento
"nemmeno tanto velatamente ti propongono una contropartita in denaro. Per
dirla chiara, se presenti il loro emendamento ti danno dei soldi", ma
forse tra i tanti servizi della camera che ha descritto, massaggi, bouvette,
ristorante, ecc. non si è accorto della presenza dell'ispettorato di polizia
cui avrebbe dovuto denunciare simili illeciti. Nel suo memoriale ha descritto
la sua esperienza di "parlamentare per caso" schiacciato tra la noia
di una routine coccolata e una relazione frustrante con i giornalisti, "in
cambio, chiediamo un po' di spazio sul giornale per le nostre iniziative, le
proposte che sappiamo non avranno mai seguito, la dichiarazione che serve per
far vedere al "mondo esterno" che esistiamo". E ancora: "Il
gioco di sponda prevede poi le cosiddette "interrogazioni a comando"
". C'è il giornale che fa l'inchiesta, l'articolista ti chiama,
"perché non sollevi il caso?". Tu prepari l'interrogazione e la
presenti. La risposta del governo arriva dopo mesi (se arriva). Ma il giornale
può esultare: ""Il caso X arriva in parlamento". E anche i tuoi
elettori sono contenti". Io sono andato sui giornali, come membro della
maggioranza, per aver presentato un dossier sul doping e il Coni e per essere
stato il primo firmatario della legge antidoping poi approvata all'unanimità.
Così come dall'opposizione ho favorito l'adozione del software libero nella
pubblica amministrazione e la partecipazione multistakeholder al summit
sull'informazione dell'Onu. Come me tanti altri parlamentari si sono impegnati
e non hanno perciò avuto il tempo di annoiarsi. Forse quando si è discusso
l'accordo sul welfare Poletti avrebbe potuto impegnarsi per quelli che, come
lui, sono le partite Iva dell'economia della conoscenza, che producono
contenuti e comunicazione crossmediali tra tv, radio, giornali e internet. Così
non avrebbe avuto una crescente "sensazione d'inutilità" e, forse,
neanche il tempo per continuare a fare il conduttore televisivo. Cavour disse:
"La peggiore delle camere è da preferire alla migliore delle anticamere...
Io non mi sono sentito debole che quando le camere erano chiuse. D'altronde non
potrei tradire la mia origine, negare i principi di tutta la mia vita. Sono
figlio della libertà, è ad essa che devo tutto ciò che sono".
Nell'anniversario del '68 per quelli come me che hanno preso coscienza civica e
politica in un decennio attraversato da bombe e terrorismo, ma che ne hanno
portato desideri e speranze dentro il percorso democratico, queste parole non
suonano retoriche ma restano un impegno che anche il suo memoriale sollecita
ancora.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
FABIO MELILLI * Mentre
avanza la campagna elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito
sull'utilità delle province. Più in generale si discute sulla necessità di
riformare le nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica. Come spesso accade (e non solo in campagna
elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e
dichiarazioni improvvisate, e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni
efficaci. Faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e
scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura burocratica
della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non può più permettersi
l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è
davvero difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere
con certezza chi fa che cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei
singoli problemi. Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono
nell'esercizio delle funzioni ed ognuno dilata i tempi e aumenta i costi. Di
fronte a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di
governo. Potrei con facilità dimostrare l'utilità che a svolgere
funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area
vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli o
piccolissimi, né tanto meno dalle regioni, pena il ritorno a un nuovo
centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. E chi conosce il territorio
del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno
di un livello istituzionale come le province. D'altronde la città metropolitana
prevista dalla Costituzione, non è forse una forma di governo
di un'area vasta che, sostituendo la provincia, dà risposte più efficaci a temi
che superano i confini comunali? Mi interessa centrare l'attenzione su ciò che
si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia. Se
ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio mestiere, se
riuscissimo ad identificare con puntualità le competenze di ognuno, tornando a
legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando seriamente
su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio assolvere ad
una funzione, riusciremo a ricostruire un sistema credibile e snello, senza
rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo iniziato da oltre un
decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori dell'abolizione delle
province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il loro voto
all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti ed in periferia
promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è un'altra
strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi della eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. * (presidente
Unione province italiane).
( da "Corriere.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
( da "Provincia Pavese, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Carlo E.
Gariboldi Nola: "Alla Camera per aiutare la provincia" Il presidente
di An ora nel Pdl: "Proseguiamo il percorso iniziato con Almirante" "Da
trent'anni la mia vita è la politica Al liceo le prendevo quasi ogni
giorno" PAVIA. Carlo Nola 48 anni, una laurea in legge e la toga da
avvocato chiusi in un cassetto, perché da quando frequentava la prima liceo, al
Taramelli, si nutre di pane e politica. Per la prima volta si presenta
candidato alla Camera dei deputati con possibilità di successo. Per lui c'è una
bella posizione in lista: ottavo nelle file del Popolo della Libertà nel
collegio Lombardia sud. Il suo curriculum è di quelli importanti. Ha fatto la
gavetta, prima ad attacchinare manifesti con la fiamma tricolore del Movimento
sociale, poi consigliere comunale a Pavia per 14 anni, in consiglio regionale
dal '95 al 2000, assessore provinciale tra il 2001 e il 2006. Ultimo presidente
provinciale dell'Msi e primo di An. Pane e politica, posti, poltrone. Ma non
accetta di essere considerato parte della Casta, come hanno
definito i privilegiati della partitocrazia i giornalisti Rizzo e Stella nel libro best seller dello scorso anno. "No, i cittadini
devono distinguere tra chi fa il suo lavoro con coscienza e sacrificio e chi
interpreta l'opportunità della politica solo come scorciatoia per elevarsi dal
resto dei cittadini. Io faccio politica a tempo pieno praticamente da
trent'anni, spesso non retribuita". Quante ore lavora al giorno?
"Siceramente? 14-16 ore. Non sono capace di risparmiarmi; lavoro finché
non cedo". Non negherà che i parlamentari guadagnano un sacco di soldi?
"Sì guadagnano abbastanza. Io a Roma farei vorrei fare delle grandi cose per
il nostro territorio. A me piace fare politica, non mi interessano le poltrone.
Quando ha iniziato, a 16 anni, c'era poca dialettica. Piuttosto volavano i
ceffoni... "Diciamo che al Taramelli, in quanto esponente del Fronte della
gioventù, la "caccia al Nola" era l'hobby quotidiano di una certa
sinistra". Botte? "Tante". Prese o date? "Soprattutto
prese, al pronto soccorso ero di casa". Veniamo alla candidatura sotto il
grande ombrello del Popolo della libertà. Non c'è il rischio che altri partiti
(vedi Lega) possano godere della scomparsa del vostro simbolo, quello di An?
"Il rischio c'è sempre in tutte le operazioni che hanno una valenza di
novità, quando si fa un passo avanti. Ma abbiamo voluto la prosecuzione di un
progetto che parte da lontano, direi dall'idea di Destra nazionale di Giorgio
Almirante. E andiamo oltre il congresso di Fiuggi, dove nacque Alleanza
nazionale". Che significato di novità c'è nel Pdl? "C'è il
riconoscimento che il sistema bipolare è la ricetta più efficace per nostro
sistema politico. Viene sancito che la sfida elettorale è innanzitutto lo
scontro tra due blocchi contrapposti. Tanto è vero che nel dibattito tra
sistema proporzionale e maggioritario noi di An abbiamo detto subito che
l'importante era mantenere lo schema bipolare, il resto era secondario".
Perché è importante il bipolarismo? "Perché supera l'immobilismo ed evita
una scelta troppo frastagliata, obbliga a scegliere tra due proposte
alternative". Beh, vi candidate ancora apparentati con la Lega Nord. E tra
voi di An e il Caroccio, in particolare, nel secondo governo Berlusconi, gli
attriti non sono mancati.... "Con la Lega ci sarà un confronto leale e
solo su temi importanti". Cosa unisce voi e la Lega? "A parte la
vicinanza sulle ricette economiche, direi che ci troviamo in sintonia sulla
politica della giustizia e della sicurezza, innanzitutto, ma anche sulla tutela
della famiglia tradizionale". Lei cosa pensa dei Dico? "Che domanda?
E' ovvio che sono contrario. Ma nessuno mette in dubbio la tutela dei diritti,
che è prevista dalla Costituzione. Il nostro indirizzo è per famiglia
tradizionale, possibilmente con l'indissolubilità del matrimonio". Cosa
pensa dell'omosessessualità? "Se non ostentata non mi dà fastidio, sono
scelte personali e tali devono rimanere. Non trovo niente di male in una coppia
omosessuale. Basta che non influisca nellla mia sfera. Certo non la indicherei
a mia figlia come esempio". Lei la domenica va a messa? "Sì, ho un
rapporto abbastanza intenso con la religione. Purtroppo è più forte nei momenti
difficili e non è costante come dovrebbe, ma è forte e intenso". Lei ha
una figlia. Scuola pubblica o privata? "Pubblica, non abbiamo mai avuto
problemi". Crede che la scuola pubblica assolva bene la funzione
educativa? "Direi di sì, anche perché sta differenziando l'offerta. Non
siamo ancora al punto che si scelgono i professori, ma direi che c'è un'offerta
soddisfacente. Forse in altri istituti pubblici avrei avuto qualche dubbio a
iscrivere mia figlia". Il presidente di An Fini ha parlato di dare il voto
agli stranieri. Cosa ne pensa? "Non credo che i tempi siano ancora maturi.
Penso che vada rivisto il sistema di prevenzione, introducendo il concetto di
reato di immigrazione clandestina. Per il resto, in un ambito di correttezza
credo che si debba proseguire con il meccanismo della cittadinanza. Chi vuole
venire in Italia deve riconoscere le nostre leggi, avere un lavoro e,
possibilmente, parlare anche la nostra legge. Poi ha la possibilità di
diventare cittadino. Dopo dieci anni, non prima". Cosa deve fare un
parlamentare pavese? Cosa farà lei se andrà alla Camera? "Prometto di fare
lobby territoriale, trasparente e decisa. Nelle mie esperienze precedenti credo
di aver fatto una forte azione di tutela del territorio. Certo, l'orientamento
politico mi porterà a determinate scelte. Ma credo di avere l'obbligo di
convergere con tutti i parlamentari pavesi su certi temi". Per esempio?
"Nel passato recente penso agli interventi di solidarietà per l'ex
zuccherificio di Casei Gerola. Siamo stati tutti in sintonia, così come siamo
stati uniti per il riconoscimento della Docg al Pinot nero dell'Oltrepo".
Chi ha interpretato bene questo ruolo di lobby territoriale, negli ultimi anni?
"Direi Giacomo de Ghislanzoni. Ha lavorato anche al di là degli schiaramenti.
Per un parlamentare pavese la priorità è la provincia di Pavia". Quali
sono le urgenze del territorio. "Restando nell'ambito delle mie competenze
penso ai problemi del trasporto pubblico su rotaia, penso ai nostri pendolari.
L'azione regionale non tutela a sufficienza, non basta. Questo è uno dei temi
principali da porre a Roma. E' necessario ridiscutere con Trenitalia, per
rimettere a regime un servizio per il quale il cittadino paga un biglietto. La
Regione Lombardia ha fatto la sua parte, è intervenuta con il bonus, ha
ordinato e persino comperato carrozze, locomotori. Ma non basta più. Dopo
Alitalia rischiamo il collasso di un altro carrozzone: e allora potrebbero
essere guai seri". L'Expo del 2015 è un'opportunità anche per la provincia
di Pavia? "Sì, credo che tutto il sistema territoriale attorno a questo
evento possa avvantaggiarsene. Pavia è attaccata a Milano, è sulla linea per
Genova, vicino alla via Emilia. Può fare da retroterra come logistica e
organizzare eventi collaterali. Siamo in una posizione privilegiata". Che
fa Carlo Nola a parte la politica? "I miei hobby sono gli sport all'aria
aperta: ciclismo, escursionismo, alpinismo. Peccato che negli ultimi anni lo
sport lo veda quasi solo in cartolina, quelle che mi mandano i miei amici. Il
poco tempo libero lo dedico alla famiglia. Poi ho un altro hobby,
l'informatica, anche se resto un dilettante". Ma un sito personale ancora
non l'ha... "Certo che ce l'ho: www.carlonola.it E' registrato, ma non
ancora ultimato, ci lavoro la notte. Comunque sono io che faccio www.anpavia.it
Si potrebbe fare di più, ma come si dice a Pavia? pÜtost che gnent, l'è mei
pÜtost".
( da "Nuova Venezia, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Albino Salmaso
"Elettori in Mercedes non saranno i dazi a rilanciare il Nordest" Il
Nordest è la parte più dinamica che ha vinto la sfida con la Cina e l'India
grazie alla qualità dei prodotti PADOVA. Piero Fassino rilancia la sfida al
Nord: il Veneto avrà un ministro, come ha promesso Veltroni a Massimo Calearo,
mentre agli immigrati che vivono in Italia va riconosciuto il diritto di voto
dopo 7-8-10 anni di residenza. Poi è giusto che i politici paghino il biglietto
quando vanno allo stadio. Accompagnato dall'onorevole Alessandro Naccarato e
dal senatore Paolo Giaretta, Fassino ha partecipato a un forum nella nostra
redazione con il direttore del mattino Omar Monestier e il giornalista Filippo
Tosatto. Onorevole Piero Fassino, siamo alle battute finali della campagna
elettorale e lei ha scelto il Veneto per lanciare gli ultimi messaggi agli
indecisi: come mai? "Arrivo da Oderzo, dove abbiamo incontrato un gruppo
significativo di imprenditori veri del Nordest. In cortile c'erano solo
Mercedes e la discussione è stata concreta. Il Pd è stato colto davvero come
una novità, i giovani rispondono e tutti hanno la consapevolezza che noi
possiamo cambiare l'Italia". Restiamo agli elettori con la Mercedes, un
target nuovo per il Pd: cosa vi chiedono le categorie produttive? "Ho
ritrovato i 5 temi della questione settentrionale: quando la Lega grida che il
Nord è una nazione afferma una stupidaggine. Quest'area del Paese, la più
moderna ed efficiente ha una sensibilità più spiccata su questi temi: lavoro,
infrastrutture, società efficiente, fisco e sicurezza. Al Nord c'è la più
grande concentrazione di lavoro dipendente e autonomo d'Italia, un valore forte
che va riconosciuto mettendo fine alla precarietà e al luogo comune che
identifica i lavoratori autonomi come evasori fiscali. Infrastrutture:
nell'area di più intenso sviluppo le imprese sopportano un costo aggiuntivo
ogni mattina quando le merci escono dai cancelli. Lo stesso discorso vale per
le famiglie: il caos delle strade è sotto gli occhi di tutti. Terzo punto: qui
c'è la società più dinamica e competitiva d'Italia, ispirata ai valori
dell'efficienza e alla competizione in Europa che misura ogni giorno il tasso di
efficienza dello Stato e chiede alla pubblica amministrazione di essere
all'altezza. Quarto: il fisco. Il 70% dei contribuenti vive al Nord e chiede
allo Stato di garantire servizi di qualità. Infine la sicurezza. Le società
ricche percepiscono il rischio e lo associano all'immigrazione". La
differenza tra Veltroni e Berlusconi Credo che su questi cinque temi nemmeno
Berlusconi avrebbe nulla da obiettare: qual è la differenza tra Pd e Pdl?
"I temi sono questi, non c'è dubbio. Cambiano le risposte. Sul lavoro
Berlusconi ha negato che la precarietà sia un problema, invece non è così. I
giovani hanno bisogno di certezze e ci sono tante famiglie che non sanno come
arrivare alla fine del mese: la flessibilità non può diventare precarietà o
peggio anticamera della povertà. Sul fisco il Pd vuole ridurre le tasse non
sono alle aziende ma anche ai lavoratori dipendenti, a chi guarda la busta paga
con preoccupazione. Le agevolazioni vanno legate a un obiettivo di sviluppo e
abbiamo lanciato la riduzione fiscale del 50% delle somme investite dalle
aziende in ricerca e sviluppo, oltre al credito d'imposta per chi trasforma a
tempo indeterminato il contratto di lavoro a termine. Certo, i problemi del
paese sono gli stessi, ma le risposte cambiano. Parliamo di Europa. L'Italia
non può rischiare di essere emarginata, come vorrebbero Maroni, Castelli, Fini
o Tremonti che propone i dazi. Oggi il saldo commerciale con la Cina è in
attivo: l'export dell'Italia è in attivo. Insomma, è la qualità produttiva del
Nordest che ci ha fatto vincere la sfida sui mercati, senza dazi". Si
torna a votare dopo 20 mesi senza aver risolto i temi che lei ha elencato:
quanto ha pesato la sinistra radicale, che ora si è staccata dal Pd,
nell'azione di governo? "Il parlamento sciolto 2 mesi fa aveva 39 gruppi,
nel prossimo ce ne saranno cinque: Pd, Pdl, Lega, Udc, Sinistra Arcobaleno, più
Svp e Union Valdotaine. E' stato il Pd ad avviare la semplificazione del quadro
politico: dopo la nostra scelta Fini e Berlusconi si sono messi assieme e così pure
Bertinotti, Pecoraro Scanio e Diliberto. La nascita del Pd ha riformato il
sistema e il Pd se vincerà le elezioni governerà con Veltroni premier e 12
ministri Pd". La pessima legge elettorale apre la prospettiva del pareggio
al Senato: vero? "Ci sono le condizioni per vincere. Vedo un clima nuovo,
la battaglia è competitiva e si tratta di convincere gli incerti, ma il Pd
vincerà". Berlusconi dice però che Veltroni è imbarazzato a parlare di
Prodi: come mai evitate ogni riferimento al governo? "Ma quale imbarazzo.
Romano Prodi ha fatto dei veri miracoli. Venti mesi fa ha preso in mano un
Paese che aveva un deficit pubblico del 4% e l'ha portato all'1,5%: nei cinque
anni di governo Berlusconi, il Pil è cresciuto pochissimo mentre nel
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
PRIMO PIANO pag.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
INCONTRI. Stasera in
galleria Corona d'Italia La casta dei giornali con Beppe Lopez Ancora un
giornalista protagonista a "Incontri senza censura", serie di
conferenze e presentazioni ospitate in Galleria Corona d'Italia a La Bassanese
Librerie. Stasera, a partire dalle 20.45, ci sarà Beppe Lopez, autore de
"La casta dei giornali" (Stampa Alternativa) il libro che, in 200
pagine, racconta uno degli "scandali" più clamorosi del nostro Paese,
ovvero dei 750 milioni di euro che ogni anno finiscono, sotto forma di
contributi diretti o indiretti, nelle casse dei grandi gruppi editoriali e
nelle segreterie di partito. Uno scandalo spesso taciuto all'opinione pubblica
e che pone seri interrogativi etici e morali sull'integrità della stampa
italiana. Insomma Beppe Lopez (giornalista dal 1961, autore di libri e
reportage e per anni direttore di "Quotidiani Associati", la più
importante agenzia di servizi per i quoti Diani regionali e locali) ha scritto
un libro che fa discutere. Un libro dove vengono fatti nomi
e cognomi (e cifre) dei protagonisti di questo ennesimo assalto alla diligenza
statale italiana. "La casta dei giornali" può essere inteso come un
capitolo mancante al libro di Stella e Rizzo, il
celeberrimo "La casta". A presentare l'incontro sarà Giandomenico
Cortese. A.F.
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Camera di commercio.
Appello di Francesco Dore (Confagricoltura) al governatore "Indennità e doppi
incarichi, intervenga Soru" Chiesta un'ispezione della Regione: costi
esagerati mentre le imprese sono in difficoltà ANTONELLO SECHI NUORO. Troppi soldi per indennità e gettoni di presenza, troppi incarichi duplicati: caro Soru, intervieni. La Camera di
commercio di Nuoro finisce sotto accusa come forse non lo era mai stata. A
firmare la richiesta di intervento del presidente della Regione è Francesco
Dore, numero uno dell'Unione agricoltori di Nuoro e consigliere dell'ente
camerale. Alcune settimane fa si era rivolto alle associazioni: attenti,
perdiamo il contatto con la gente. Ma nessuno gli aveva dato retta. E adesso
alza il tiro. Siamo sempre più lontani dai nostri rappresentati, aveva scritto
Francesco Dore ai colleghi delle associazioni imprenditoriali, e per conoscenza
ai sindacati, tutti rappresentati nel consiglio della Camera di commercio. Sarà
bene, aveva aggiunto, che tutti riflettiamo sul modo in cui esercitiamo la
rappresentanza degli interessi prima che "la disaffezione e la disistima
che colpiscono la politica contagino anche noi". Dore, che è il numero uno
di una delle maggiori organizzazioni del mondo agricolo, partiva dalla
durissima lotta di potere che nei mesi scorsi ha caratterizzato il rinnovo del
consiglio e l'elezione del presidente dell'ente camerale. Ma l'invito
all'autoriforma è caduto nel silenzio: nessuno ha risposto nonostante l'appello
diventato pubblico. Per questo, ora, Dore scrive a Soru, che ha decretato la
nomina del consiglio camerale, ricordandogli il suo impegno nel razionalizzare
l'operato degli enti e nel ridurne i costi di funzionamento. Il presidente
dell'Unione agricoltori (Confagricoltura) non ci gira intorno: "Organi di
amministrazione pletorici, indennità troppo alte rispetto all'effettivo impegno
richiesto, duplicazione di incarichi e conseguenti indennità". Anche se la
Camera di commercio non è ente di diretta emanazione regionale - prosegue -
"deve essere soggetto a un controllo di merito e di legittimità. Appare
insopportabile al giudizio di un attento amministratore, oltre che delle
imprese della provincia che con i propri versamenti determinano la totalità
delle entrate del bilancio camerale, che ben oltre il dieci per cento venga
destinato a prebende". Capitolo due: i doppi incarichi. "Nella Camera
di commercio di Nuoro - scrive Dore a Soru - avviene che amministratori
nominino se stessi nei consigli di amministrazione in enti di diretta ed
esclusiva emanazione camerale (Aspen, ndr), cui conferiscono le risorse
finanziarie per eseguire programmi e attività che in realtà dovrebbero essere
svolte istituzionalmente. L'ovvia conseguenza è che questi amministratori
appaiono di fatto controllori di se stessi; oltre la percezione di un'ulteriore
nuova indennità e gettoni". Tutto questo,
prosegue Dore, accade "in un momento storico in cui le imprese del Nuorese
vivono momenti di grande difficoltà e incertezze" e quindi, al contrario,
sarebbero necessari "provvedimenti che mirino alla sobrietà e al
contenimento di spese non direttamente orientate al sostegno e allo sviluppo
del tessuto economico provinciale". Francesco Dore chiarisce al presidente
della Regione di aver posto con forza la questione fin dal momento della sua
elezione "rimanendo del tutto inascoltato". Il presidente dell'Unione
agricoltori provinciale conclude chiedendo a Renato Soru "un intervento
ispettivo" per accertare i contenuti della sua lettera. C'è da credere che
stavolta la sua denuncia non sarà accolta dal solito silenzio.
( da "Nuova Sardegna, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Nazionale
Bocciata la proposta di tagliare compensi e gettoni di
presenza NUORO. Le indennità e i gettoni di
presenza per la Camera di commercio e per la controllata società
speciale Aspen - spiega Francesco Dore - pesano intorno al 10 per cento del
bilancio complessivo, che è intorno ai tre milioni di euro annui. Per il presidente dell'Unione
agricoltori di Nuoro è una cifra esorbitante. Insieme ad altri due consiglieri
ha proposto di tagliarla ma il consiglio camerale ha detto no a maggioranza.
L'argomento è stato sollevato il 28 dicembre scorso, nella seduta di approvazione
del bilancio preventivo per il 2008. Giampietro Secchi, rappresentante della
Confcommercio, per ridurre le spese di funzionamento dell'ente ha proposto agli
organi istituzionali camerali la rinuncia a una parte delle indennità.
Altrettanto ha chiesto Francesco Dore, proponendo uno o due anni di indennità e
compensi ridotti. Della stessa opinione, Gianfranco Mussoni, segretario
territoriale della Cgil. Gli altri 13 consiglieri dell'ente hanno approvato il
bilancio senza le modifiche richieste da Dore, Secchi e Mussoni, che hanno
votato contro. I compensi restano quelli stabiliti nel 2006. Il presidente
della Camera di commercio percepisce 32.535 euro annui, il consiglio un gettone
di presenza di 260 euro a seduta. Per i componenti
della giunta l'indennità è di 13.014 euro, il gettone di 194 euro. Revisori:
13.014 euro annui al presidente, 9.109 euro ai componenti effettivi, 1.821 ai
supplenti. Nucleo di valutazione: 4.500 euro al presidente, 4.050 ai
componenti. Il gettone per la partecipazione a commissioni ecc. è di 45 euro.
Azienda speciale Aspen: 13.014 euro di indennità annua al presidente, 5.205 ai
consiglieri di amministrazione e 77 euro di gettone di presenza.
Il presidente dei revisori percepisce 5.205 euro, i revisori effettivi 3.644, i
supplenti 728. Il consiglio d'amministrazione dell'Aspen è composto da
consiglieri dell'ente camerale. (a.se.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
LE RIFORME
L'UTILITA' DELLE PROVINCE di FABIO MELILLI Mentre avanza la campagna
elettorale, si fa sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province.
Si discute sulla necessità di riformare le nostre istituzioni e su come ridurre
i costi della politica. Come spesso accade (non solo
in campagna elettorale) autorevoli riflessioni si mescolano a superficialità e
dichiarazioni improvvisate e tutto ciò non aiuta la ricerca di soluzioni
efficaci e incisive. Per questo mi permetto di chiedere ospitalità al suo
giornale nella speranza di poter offrire un utile contributo. Innanzi tutto
credo che faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni facili e
scontate. Una cosa è infatti l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica
della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema è indubbio che il nostro paese non può più permettersi l'attuale
livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni, per cui è davvero
difficile oggi, per i cittadini e le imprese, sapere con certezza chi fa che
cosa e chi ha la responsabilità della soluzione dei singoli problemi. Troppo
spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle funzioni e
ognuno dilata i tempi e aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte a tale
situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo. Potrei con
facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere funzioni
amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa un'area
vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di Comuni, piccoli o
piccolissimi, né tanto meno dalle Regioni, pena il ritorno a un nuovo
centralismo non utile ai cittadini e alle imprese. E chi conosce il territorio
del nostro paese sa che proprio nelle aree marginali e periferiche c'è bisogno
di un livello istituzionale come le Province. D'altronde, la città
metropolitana prevista dalla Costituzione non è forse
una forma di governo di un'area vasta che, sostituendo la Provincia, dà
risposte più efficaci a temi che superano i confini comunali? Potrei anche
argomentare a lungo sulla necessità di una rappresentanza politica
di livello provinciale che interloquisca con tutte le rappresentanze economiche
e sociali che proprio a quel livello sono organizzate; così come potrei
dilungarmi sulle identità territoriali, sulla storia del nostro paese o, con un
pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe dirigente votata da
centinaia di migliaia di cittadini rispetto a chi oggi viene semplicemente
nominato. Mi interessa, invece, centrare l'attenzione su ciò che si può
realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia dell'intero
sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, se riuscissimo a identificare con puntualità le competenze di ognuno,
tornando a legare poteri e responsabilità, senza sovrapposizioni e ragionando
seriamente su quale sia il livello di governo che, per dimensione, può meglio
assolvere a una funzione, credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile
e snello, senza rinnegare il cammino verso il federalismo che abbiamo
cominciato da oltre un decennio, mai concludendolo. Oltre a ciò, ai fautori
dell'abolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno lesinato il
loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti e in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare che c'è
un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la pubblica
amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse drasticamente il numero e riportasse
le funzioni in capo agli enti a elezione diretta ci consentirebbe da subito
risparmi ben più significativi dell'eliminazione di un livello di governo,
peraltro previsto dalla Costituzione. Proviamo a
cominciare da qui e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di
grande utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran
parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema si
può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte, con l'avvertenza che
soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della
democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi, che ci sono e sono molti.
Perché questi temi possano essere approfonditi in modo compiuto mi permetto di
chiederle di aprire attraverso il suo giornale un dibattito, dando fin d'ora la
disponibilità mia e di tutti i presidenti di Provincia a offrire alla
riflessione dati e proposte non a difesa del nostro ruolo, come peraltro non
abbiamo mai fatto, ma capaci di individuare soluzioni condivise, per il bene
del nostro paese.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Primo Piano Pagina
102 mobilitazione Tra cori e bandiere la festa in piazza del Pdl Mobilitazione
--> Arriva trionfalmente in piazza del Carmine a bordo di un Iveco che, non
a caso, è di un azzurro acceso. Non si vuole perdere neppure un minuto del
comizio, Luigi Spiga, artigiano cinquantasettenne di Quartu, ed è in largo
anticipo. Prima dell'arrivo di Fini, previsto per le venti, sistema il suo
mezzo sopra la pavimentazione di piazza del Carmine, appende le bandiere e
accende la radio collegata a una serie di casse "allestite da me per
l'occasione". Qualcuno si avvicina e gli chiede una bandiera, lui precisa
di essere qui "per iniziativa personale", anche se in realtà
all'interno del furgoncino ne ha una scorta. E infatti, un giovane e suo figlio
riescono ad accaparrarsi quella più ambita, con il simbolo di Alleanza
nazionale. È ordinatissimo e composto il Popolo della libertà: riempie metà
della piazza, ma dal lato di viale Trieste fino alla statua della Madonna del
Carmine non c'è uno spazio libero. Il resto, invece, è occupato da sparuti
gruppetti. Tutto procede tranquillo, di ordinaria amministrazione i controlli
che la Digos effettua con i cani sul palco. Poco prima delle venti, quando la
folla è quasi al completo, si forma un capannello di persone attorno a un
tavolino dove sono esposti alcuni volumi, tra cui "Mussolini architetto"
e "Fascisteria", accanto al libro di Tremonti e a
"La casta" di Stella e Rizzo. L'addetto alla distribuzione dei libri, Piergiorgio Angioni,
militante di An, ci tiene a precisare che "si tratta di volumi che fanno
parte della nostra tradizione politica e culturale, alcuni seguono
l'orientamento di destra, altri quello di sinistra. Le magliette nere
che abbiamo esposto, poi, sono solo ed esclusivamente goliardiche". Va in
una sola direzione, invece, Massimo Piu, pensionato di 74 anni, che sta
curiosando tra libri e magliette: "Seguo Fini da sempre, e oggi sono qui
per essere coerente con la mia fede". Decisamente più giovane, ma comunque
seguace dell'esponente del Popolo della libertà, Angelica Murru, 23 anni, con
la bandiera legata al collo che le copre le spalle: "Sono una sua fan, lo
seguo come se fosse una rockstar". L'arrivo di Fini - in leggero ritardo
sulla tabella di marcia a conclusione del tour isolano - è accompagnato da uno
scrosciante applauso, che si ripete a intervalli regolari ogni manciata di minuti.
In mezzo alla folla ci sono anche tanti curiosi o persone capitate lì per caso.
Come Valeria Tola e Marco Lochi, giovane coppia di fidanzati, che però si
allontano prima della conclusione: "Siamo passati in piazza del Carmine
intorno alle 18.30, abbiamo visto il palco e deciso di trattenerci almeno per
l'introduzione". Si gode invece tutta la parte finale del discorso Luigi
Usai, disoccupato di 57 anni, che arriva a bordo di un fuoristrada Bremach
verso le 20.30, accompagnato dall'Inno di Mameli a volume altissimo. Il ritardo
è dettato da ovvi motivi: "Con il megafono sistemato sul mezzo ho diffuso
la notizia del comizio di Gianfranco Fini, comunicando che alle 20 sarebbe
stato in piazza del Carmine. Nessuno mi ha detto di farlo, è un'iniziativa che
ho ideato di mia spontanea volontà. Da Sanluri, dove abito, ho fatto una serie
di giri a Serrenti, Nuraminis, Monastir e, infine, Cagliari". Non sono
mancati, ieri, i giovani. Se da una parte, accanto al palco, si è sistemato il
gruppo, composto da circa 35 ragazzi, di Azione giovani Cagliari, dall'altra
c'erano diversi studenti di rientro dall'Università, che hanno approfittato
delle vicine fermate dei pullman per una capatina in piazza del Carmine. Poco
dopo le ventuno, infine, sulle note di "Fiamma della libertà",
l'ultimo applauso. MARIANGELA LAMPIS.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
ANCONA PRIMO PIANO
pag. 2 "Uscita dal porto, tutto ok Aperte le buste delle ITALIA DEI
VALORIDI PIETRO IERI AL CARLINO LE PAROLE pronunciate mercoledì ad Ancona da
Berlusconi nei suoi confronti ("è il peggio del peggio alleato con Veltroni")
non lo scompongono. Il ministro Antonio Di Pietro, ieri nelle Marche, ha
visitato anche la redazione del Carlino ed è stata l'occasione per tornare
sulle affermazioni del leader del Pdl. "Più che altro ? spiega Di Pietro ?
quanto detto mi fornisce l'occasione per ribadire che in queste elezioni ci
sono due coalzioni che si confrontano. Dico questo perché si vuol far passare
che esistano solo Pdl e Pd. Il voto all'Idv è utile al governo Veltroni e siamo
certi che di poter contare sul fatto che in questi mesi di Governo abbiamo
sempre fatto il nostro dovere e quindi meritiamo fiducia. L'Idv è una realtà politica all'interno di un'alleanza di governo e programma.
Inoltre ? continua Di Pietro ? credo che Berlusconi con quelle parole abbia
testimoniato che la nostra coalizione fa paura perchè è vero che possiamo
vincere e portare avanti un programma di governo con temi a lui cari: dalla
giustizia all'informazione al conflitto d'interessi". ALTRO TEMA,
ovviamente caro a Di Pietro, quello delle infrastrutture. "Berlusconi ha
realizzato le infrastrutture così come ha trovato la cordata per l'Alitalia.
Sulla carta una miriade di opere ma poi siamo stati noi a progettarle,
finanziarle e aprire i cantieri. Nelle Marche sono arrivati tutti i fondi per
la Quadrilatero e proprio oggi (ieri, ndr) sono state aperte le buste per l'aggiudicazione dell'uscita dal porto di Ancona. Il risultato si
dovrebbe conoscere entro un paio di giorni. E' ora che i cittadini riflettano
sulle dichiarazioni dei 'venditori' e dei 'produttori'". Sui costi della politica Di Pietro si dice orgoglioso "di aver fatto risparmiare in
finanziaria un miliardo di euro con una serie di provvedimenti come l'abolizione
delle circoscrizione nei Comuni sotto i 100mila abitanti oppure diminuendo i
fondi ai partiti e utilizzando le risorse per
l'edilizia scolastica". Cosa cambierà nei governi regionali dopo le
elezioni? "Non siamo in cerca di poltrone: vogliamo essere valutati per
ciò che facciamo. In Campania abbiamo rifiutato un assessorato convinti che
Bassolino doveva andare via". Alfredo.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Pordenone Risparmiare sugli assessorati non per tutti è fondamentale COSTI
E FISCO SPILIMBERGO. La sfida al risparmio sarà double face. Chi propone il
taglio delle tasse e chi la riduzione dei costi della politica. Tutti si
impegnano a diminuire i contenziosi e la litigiosità, ma nella consapevolezza
che il "tesoretto" dell'amministrazione Soresi - circa 600 mila euro
di avanzo di amministrazione - è già ipotecato "per pagare le
future spese legali ed eventuali risarcimenti". In materia di riduzione
dei costi della politica, i candidati si sono
confrontati anche sulla futura composizione della giunta comunale. Per Renzo
Francesconi "se la legge permette di nominare un certo numero di assessori
non vedo dove stia il problema, piuttosto bisogna assicurarsi che facciano il
loro lavoro, se no sono un costo". Aperto alla possibilità di limitarsi a
quattro assessori Luciano Rebulla ("I partiti che
mi sostengono non mi hanno chiesto nulla, non credo che Francesconi potrà dire
lo stesso"), certo di questo Elzio Fede. "Non avremo difficoltà a
fermarci a quattro perché non abbiamo promesso nulla a nessuno. Ritengo anche
inutile - ha detto - la figura del presidente del consiglio comunale". I
costi della politica sono anche altri. "I tempi
lunghi per la realizzazione di un'opera e l'eccessiva burocrazia", secondo
Francesconi, mentre per Elzio Fede la riorganizzazione degli uffici "non
può essere considerata un modo per tagliare le spese della politica.
L'efficienza si ottiene motivando e non riorganizzando il personale".
Rebulla - sperando "che il futuro assessore al personale non sia della
Lega Nord" - considera un risparmio rivedere la struttura del Consorzio
industriale Nord "che deve ricomprendere un'area ben più ampia di
territorio e avere compiti più strutturati". Il dibattito non è mancato
neanche sulla questione fiscale. Renzo Francesconi è tornato sulla riduzione al
minimo dell'Ici sulla prima casa e sulla rimodulazione delle aliquote su seconde
case e sfitte. Fede non intende mettere mano all'addizionale Irpef e pensa a
misure che vadano incontro alle famiglie "partendo dalla riduzione del
trasporto scolastico e delle mense". Secondo Rebulla, invece, "non si
può dire che si tagliano le tasse se non si sa quali contributi saranno
trasferiti ai Comuni. Vogliamo tagliare la pressione fiscale o mantenere e
possibilmente far crescere i servizi per i cittadini?". (m.mi.).
( da "Centro, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di Fabio Melilli *
Province, l'utilità di un ente intermedio Si fa acceso il dibattito sull'utilità
delle Province. Più in generale si discute sulla necessità di riformare le
nostre istituzioni e su come ridurre i costi della politica.
Innanzitutto credo faremmo un buon servizio al paese evitando generalizzazioni
facili e scontate. Una cosa è infatti la eccessiva e insostenibile struttura
burocratica della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica. Sul primo tema, è indubbio che il nostro paese non
può più permettersi l'attuale livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni.
Troppo spesso i livelli di governo si sovrappongono nell'esercizio delle
funzioni ed ognuno dilata i tempi ad aumenta inesorabilmente i costi. Di fronte
a tale situazione credo serva davvero a poco abolire un livello di governo.
Potrei con facilità dimostrare, caso per caso, l'utilità che a svolgere
funzioni amministrative e servizi di rete sia un ente intermedio che governa
un'area vasta che non può essere sostituito né dalla miriade di comuni, piccoli
o piccolissimi, né tantomeno dalle regioni, pena il ritorno ad un nuovo
centralismo non utile ai cittadini ed alle imprese. D'altronde la città
metropolitana, che è prevista dalla nostra Costituzione
repubblicana, non è forse una forma di governo di un'area vista che,
sostituendo la Provincia, dà risposte più efficaci a temi che superano i
confini comunali? Potrei anche argomentare sulla necessità di una
rappresentanza politica di livello provinciale che
interloquisca con tutte le rappresentanze economiche e sociali che proprio a
quel livello sono organizzate; così come potrei dilungarmi sulle identità
territoriali, o, con un pizzico di polemica, sulla legittimazione di una classe
dirigente votata da centinaia di migliaia di cittadini rispetto ai chi oggi
viene semplicemente nominato. Mi interessa invece centrare l'attenzione su ciò
che si può realmente fare per migliorare l'efficienza della nostra burocrazia
dell'intero sistema pubblico. Se ogni livello di governo fosse obbligato a fare
il proprio mestiere, se riuscissimo ad idenditicare con puntualità le
competenze di ognuno, tornando a legare poteri e responsabilità, senza
sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di governo che,
per dimensione, può meglio assolvere ad una funzione, credo riusciremo a
ricostruire un sistema credibile e snello, senza rinnegare il cammino veso il
federalismo che abbiamo iniziato da oltre un decennio. Oltre a ciò, a tutti i
fautori dell'abbolizione delle Province, soprattutto a coloro che non hanno
lesinato il loro voto all'istituzione di nuove o che a Roma sono abolizionisti
ed in periferia promuovono comitati per costituirne ancora, vorrei ricordare
che c'è un'altra strada, più immediata, realistica e concreta, per snellire la
pubblica amministrazione e ridurre i veri costi della politica.
Siamo un paese che ha visto negli ultimi anni il fiorire decine di migliaia di
commissari, di agenzie, di enti, di società che spesso, oltre a moltiplicare i
costi, sottraggono al giudizio degli elettori scelte e decisioni di grande
rilevanza. Una normativa che ne riducesse il numero e riportasse le funzioni in
capo agli enti ad elezione diretta, ci consentirebbe risparmi ben più
significativi della eliminazione di un livello di governo. Proviamo ad iniziare
da qui, e ci accorgeremo che i risultati possono essere davvero di grande
utilità. Mi permetto infine di aggiungere che la
razionalizzazione del sistema burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione
dei costi della politica. Sono sotto gli occhi di tutti le esagerazioni che peraltro gran
parte dell'opinione pubblica ritiene ormai intollerabili. Anche su questo tema
si può fare molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta.
Ma ogni livello di governo deve fare la sua parte con l'avvertenza che
soluzioni generalizzate e demagogiche rischiano di ridurre gli spazi della
democrazia, senza incidere davvero sugli sprechi che ci sono, e sono molti. *
Presidente dell'Upi (Unione Province Italiane).
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di SARA ROCCHEGIANI ROSETO
- Un secco no alla ipotesi di dimissioni di Pasquale Avolio, capogruppo di
Sinistra democratica, arriva dal segretario di Rifondazione comunista, Emilio
De Grazia, e dal capogruppo dei Verdi, Emidio Braca. Una presa di posizione che
fa seguito alle voci sempre più insistenti circa l'esistenza di forti pressioni
sullo stesso Avolio, da parte della maggioranza e soprattutto del Partito
democratico, affinché lasci l'assise civica. La motivazione? E' stato eletto
come Ds e passando a Sinistra democratica, un partito che a Roseto non si è
ancora realmente costituito, oggi non rappresenterebbe più nessuno.
Impossibile, tuttavia, non pensare al fatto che i temi sollevati da Avolio in
questi due anni di attività politica sono risultati
spesso scomodi. Basti pensare alla sua richiesta di istituire un registro delle
unioni civili o alla battaglia per rendere pubblici gli incarichi in enti e
istituzioni derivanti da nomine politiche. "Il consigliere Avolio ha
compiuto un percorso politico di grande chiarezza e onestà: quando il Pd è
diventato altra cosa, ha scelto di aderire a una formazione più vicina alla sua
storia personale e al suo pensiero politico - scrivono dunque, in una nota, De
Grazia e Braca-. In un consiglio comunale degradato nella prassi e nei contenuti,
costituisce una delle voci più democratiche e più attente al discrimine fra
utilità pubblica e interesse personale. Dopo aver rimarcato l'esigenza di
rivedere una prassi amministrativa che ha portato allo sfascio del territorio,
all'aumento delle tariffe per i servizi pubblici e al disconoscimento di
diritti civili e di laicità, Avolio subisce oggi una inaudita aggressione politica. Alla domanda di rendere pubblici gli emolumenti
che gli amministratori ricevono per incarichi attribuiti dalla politica, ossia auto-attribuiti, scoppia la bagarre e volano
gli insulti. Noi comprendiamo che non è facile, per un assessore o un
consigliere di maggioranza, dare conto all'opinione
pubblica di incredibili cumuli di incarichi remunerativi a fronte delle
delibere con cui essi stessi hanno aumentato tariffe e tasse, ma non è facile
neanche per i cittadini finanziare oltre misura i costi della politica. Il dottor Avolio ha oggi tutto il nostro sostegno e la nostra
solidarietà, oltre che l'invito a perseverare nella sua battaglia".
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Corriere del Mezzogiorno
- BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-04 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Appuntamento Pinto: iniziativa elettorale al Petruzzelli BARI - Ha
scelto una location che farà senz'altro discutere per lanciare la sua prima
uscita pubblica da capolista al Senato per il Movimento per l'Autonomia di
Raffaele Lombardo. Ferdinando Pinto, ex gestore del teatro Petruzzelli, ha
infatti deciso di tenere un incontro con i giornalisti - sabato mattina alle
ore 11 - proprio davanti allo storico teatro barese che dovrebbe tornare agli
antichi splendori entro la fine dell'anno. La nuova carriera politica
ricomincia per Pinto dallo stesso luogo dove, quella dell'imprenditore
teatrale, subì il colpo più duro. Con l'incendio doloso del 27 ottobre 1991 e il
rinvio a giudizio seguito da un interminabile processo che lo ha visto, alla
fine, completamente scagionato dall'accusa di essere il mandante degli
incendiari. A 60 anni Pinto, che ha mantenuto quasi inalterati il fascino e
l'allure di sempre, torna in Puglia per una svolta profonda del suo destino, ricucendo il filo della sua storia personale proprio davanti al
suo vecchio teatro. Consulente di numerosi ministri dello spettacolo negli anni
'80 come Tognoli e Carraro molto vicino ai socialisti ed amico personale di
Craxi, Pinto oggi ha scelto di appoggiare la lista di Lombardo, candidato alla
presidenza della Regione Sicilia con il sostegno di Berlusconi. Fra i
suoi primi impegni, se dovesse essere eletto, ha già spiegato che vi sarà
quello di contribuire a fermare la fuga di cervelli e di talenti dal Sud e si
impegnerà anche a promuovere l'istituzione di un credito di imposta simile a
quello di cui godono in Inghilterra e imprese che investono nello spettacolo.
L.Sar.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Di CLAUDIA GRANDI
ANCONA - "Sappiamo che sarà difficile, ma la nostra speranza, nelle
Marche, è di eleggere un deputato e un senatore". Il leader dell'Idv,
Antonio Di Pietro, ha un obiettivo elettorale ambizioso. Ieri Di Pietro,
accompagnato dal capolista alla Camera David Favia e dall'ex segretario
regionale Dante Merlonghi, ha fatto visita alla redazione del Messaggero ad
Ancona. Dunque, ministro, nelle Marche la partita è aperta... "Per noi sì.
Speriamo in un voto "scolastico". Insomma, ci aspettiamo che gli
elettori si chiedano: "A questi diamo la sufficienza?"". Per
queste elezioni l'Idv si allea con il Pd: fusione in vista? "Non ci siamo
uniti prima e non abbiamo intenzione di farlo poi. Con il Pd abbiamo accettato
un'alleanza, sottoscrivendo un programma in virtù del quale, dopo le elezioni,
ci riconosceremo in un unico gruppo parlamentare. Niente fusione, però, tanto
più che l'Idv non è né di centro né di sinistra". Prego? "E' così:
noi siamo un partito post-ideologico, valoriale. Per questo non abbiamo
rinunciato al nostro simbolo per unirci al Pd che, al contrario, è partito
politico-ideologico". Ma allora cosa l'accoglienza riservata agli ex
Udeur? Uno strano connubio. "Non direi. L'Idv è una lista civica
nazionale, ripeto né di destra né di sinistra, che punta a un ricambio nelle
istituzioni. Ecco, l'Udeur è fatto da tante persone, alcune hanno problemi
propri, penso a quelli di Mastella negli ultimi giorni del Governo, ma altre,
che condividono il nostro progetto, hanno visto nell'Idv la possibilità di fare
lavoro di squadra per portarlo avanti". E poi, il vostro capolista al
Senato Borghesi, uno dei promotori della secessione in Valmarecchia...
"Noi siamo per il superamento dei mille campanili. Lo siamo sempre stati,
tant'è che siamo già intervenuti per eliminare le comunità
montane e le circoscrizioni nei piccoli Comuni e lavoreremo per una
ristrutturazione delle Province. Anche così si riducono i costi della politica". I costi della politica, uno dei
leit-motiv di questa campagna elettorale. Ma quali sono le richieste rivoltele
dai cittadini nel suo tour elettorale? "Sicurezza. E lavoro, nel senso di
meno precariato. Guardiamo alla sicurezza: nel programma comune Pd-Idv
se ne parla, ma noi pensiamo di riempire, con il nostro contributo, quel
programma con contenuti operativi. A proposito di sicurezza un dato curioso:
Berlusconi ne parla tanto ma proprio qui ad Ancona ha detto che questa mia
attenzione verso la giustizia gli fa orrore". Bene, sicurezza e lavoro. Ma
lei sa bene che uno dei nodi della regione è quello infrastrutturale...
"Certo e del resto come ministro avevo elaborato, a livello nazionale, un
programma a cinque anni per completare quanto, con la Legge obiettivo,
Berlusconi aveva avviato. Non ho difficoltà a dirlo: l'esistente era importante
e andava portato avanti". E come? "Questione di metodo: non tutto si
può fare, sbagliati i finanziamenti a pioggia. Così sono andato regione per
regione a scrivere con le istituzioni la lista delle priorità". Quelle
delle Marche? "L'uscita dal porto di Ancona su tutte. Ne abbiamo tanto
discusso e mercoledì, finalmente, l'Anas ha aperto le buste con le offerte per
il project financing e scelto il promotore. Ecco, quello dell'uscita dal porto
è un caso più unico che raro in Italia". In che senso? "La risposta
al bando Anas che è venuta dal mondo imprenditoriale anche internazionale è
stata enorme, mai vista prima".
( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
Sud sezione:
ISTITUZIONI data: 2008-04-02 - pag: 13 autore: Verso le elezioni. Presentata da
Confindustria la piattaforma di richieste ai candidati alla presidenza della Regione
siciliana Sedici priorità per il Governatore Dall'energia alla sanità, il
programma degli imprenditori per la modernizzazione ELEZIONI 2008 Nino Amadore
PALERMO è una sorta di vademecum: un prontuario per il buon governo della
Sicilia. Che gli imprenditori, i quali incontrano oggi il candidato del
centrosinistra Anna Finocchiaroe dopodomani quello del centrodestra Raffaele
Lombardo, mettono a disposizione del governo regionale che verrà. Così il
documento preparato da Confindustria Sicilia ad uso dei candidati alla
presidenza della Regione siciliana contiene alcuni punti che tornano sì utili
alle imprese ma sono parte delle aspirazioni di cittadini ingabbiati e spesso
subalterni alla burocrazia, al potere politico, ai comitati d'affari. "Nel
documento – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia – non ci
sono rivendicazioni, ma proposte e soluzioni. La Sicilia può farcela solo se ci
sarà una inversione di tendenza della classe politica che deve avere il
coraggio dell'azione, abbandonando la logica del consenso a breve
termine". Un testo, quello presentato dai vertici di Confindustria, che
segna anche una linea di discontinuità rispetto al passato. Dice Ettore
Artioli, vicepresidente nazionale con delega per il Mezzogiorno: "Rispetto
a sei, otto anni fa è differente il modo con cui Confindustria offre soluzioni
e riflessioni. Se prima anche noi andavamo alla ricerca di accomodamenti e vie
di mezzo, oggi la situazione è cambiata, abbiamo proposte e vogliamo risposte.
Gli industriali non vogliono aiuti ma posizioni nette della politica sulle cose
da fare per la Sicilia". E così i rappresentanti delle aziende siciliane,
di quelle circa tremila imprese che fanno parte del sistema Confindustria,
hanno sinteticamente indicato le poche ma concrete cose che si potrebbero fare
nei prossimi cinque anni per "Modernizzare la Sicilia". A partire da
quello che viene definito il tasso di liberalizzazione nella regione: "Il
pubblico deve fare un passo indietro – si legge –.Abbiamo assistito in questi
anni da parte della regione e degli enti locali alla creazione di aziende
pubbliche di qualunque tipologia per gestire servizi quali rifiuti, acqua,
elettricità, gas, trasporti e aeroporti. Vi sono enti che
esistono solo per pagare i gettoni di presenza dei Consigli di
amministrazione". Ma insieme a questo punto, c'è quello della
semplificazione amministrativa e dello strapotere della burocrazia che, dice il
presidente della Piccola industria di Confindustria Marco Venturi, "crea
artatamente problemi alle imprese affinché si trovino un amico che possa
risolverli". I nodi irrisolti sono ancora parecchi come quelli che
riguardano l'energia: "Va approvato a attuato il Piano energetico
regionale – si legge nel documento – che deve porsi come obiettivo il
contenimento del costo per le imprese e i cittadini". E nell'ambito della
filiera energetica gli imprenditori chiedono che si avvii la costruzione dei
termovalorizzatori e si proceda con la realizzazione degli impianti di
rigassificazione. C'è poi il tema della finanza pubblica: il bilancio della
Regione siciliana ammonta a 24,8 miliardi e supera quello della Lombardia che è
di 23,9 miliardi ma la Lombardia ha quasi il doppio degli abitanti, produce il
25% della ricchezza nazionale, ha il 22,5% del gettito Irpef del Paese contro
il 5% della Sicilia. E il tema della finanza pubblica è strettamente legato a
quello della Sanità: va creata, dicono gli industriali, una agenzia di
valutazione indipendente e bisogna sganciare le nomine dei direttori generali
dalla politica. Insomma è necessario dire basta al "patronaggio
politico" in un settore che ha oggi un disavanzo di 800 milioni e assorbe
otto miliardi l'anno la metà dei quali provenienti dal bilancio regionale. Un
disavanzo che ha comportato sanzioni da parte del governo centrale come
l'aumento dell'Irap che grava soprattutto sulle imprese. C'è anche la proposta
che riguarda le infrastrutture: per gli industriali è importante arrivare allo
scioglimento del Consorzio per le autostrade siciliane di cui la Regione fa
parte con l'Anas per arrivare alla privatizzazione della rete autostradale. Con
i fondi che arriverebbero dalla privatizzazione si potrebbe creare un fondo per
le infrastrutture cui possono partecipare altri attori istituzionali o di
mercato. www.ilsole24ore.com/economia Il documento completo con le indicazioni
di Confindustria Sicilia ai candidati alla presidenza della Regione siciliana
OPERE PUBBLICHE Tra le proposte avanzate la privatizzazione della rete
autostradale e la creazione del Fondo infrastrutture Imprenditori. Il
presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello IMAGOECONOMICA.
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
A. Credo che per
veramente risparmiare sui conti della politica sia
necessario che il rimborso spese sia dato non in modo forfettario ma dietro
presentazione di fatture con l'oggetto di spesa che deve essere inerente la
propria funzione. Se vengono riscontrate anomalie il soggetto politico per
cinque anni non potrà accedere ad alcuna carica pubblica. Inoltre la pensione
del politico sarà data al raggiungimento del 65° anno di età come ora per i
lavoratori autonomi. In tal modo vi è veramente risparmio. UGO APOSTOLO Il
timore di brogli Berlusconi afferma di avere un vantaggio certo di almeno 8
punti. La vittoria è certa salvo brogli da sconfiggere, dice. Ma se esiste
questo eterno dubbio, facciamo inviare ispettori Onu, Ocse, etc. durante lo
spoglio delle schede! FRANCO LUCATO, TORINO Le critiche al Presidente Negli
Stati Uniti qualunque cittadino si può permettere di criticare il suo
Presidente (votato da tutti). In Italia invece se un cittadino (ancorché
politico) si permette di commentare il presidente in carica (votato dagli
altri) subito deve scusarsi e trovare dei sotterfugi per
spiegare personalmente la sua buonafede e il rispetto (?) per le
"istituzioni". Siamo una democrazia delle banane, come diceva la
buonanima, e non riteniamo pertanto un dovere l'andare a votare. Anche perché,
tra l'altro, siamo l'unico Stato che in sessant'anni non ha ancora trovato una
legge decente per votare. PIERO BARONE Troppa enfasi sull'Expo L'Expo a
Milano è sicuramente una bella notizia. Finalmente! Tuttavia l'enfasi con cui è
commentata smentisce le parole. C'è quasi stupore per aver raggiunto
l'obiettivo. Non dimentichiamo che non ci misuravamo con Berlino, Tokyo, New
York, Parigi, ma con Smirne. Con tutto rispetto per quella città e per la
Turchia, non è certo un Paese all'avanguardia, una potenza
economico-finanziaria. Dunque non è il caso di esaltarci e perdere di vista i
troppi problemi irrisolti, dai rifiuti di Napoli all'Alitalia. La Turchia ha
una compagnia area nazionale, noi rischiamo di perderla, grazie al
comportamento dei sindacati e alla improntitudine dell'ultimo governo che non
solo non ha risolto i problemi, ma li ha aggravati. LIA DEZMAN Il primo passo
su Marte Splendide fotografie ci arrivano da Marte grazie alla sonda "Mars
Express", montagne alte 7 mila metri, immensi canyon, colori forti ed
intensi. Addirittura gli scienziati ipotizzano che in un lontano passato sulla
superficie del pianeta l'acqua scorresse in abbondanza. Tutto molto suggestivo.
Un sonda però non potrà dirti tutto sul pianeta rosso, e allora quando ci sarà
il primo passo dell'uomo su Marte? La Luna è ormai un lontano ricordo, Marte
potrebbe essere l'inizio di una nuova era. GIUSEPPE DIOTTO, TORINO Preghiera per
la Betancourt Prego che la Betancourt si salvi: le sue condizioni di salute
sono molto gravi e pare che non si voglia più nutrire. Questa donna è simbolo
di una lotta che non è solo fatta di parole ma di rischio in prima persona.
Forse è stremata, forse non ci crede più e sta cedendo... Non so se basterà
l'azione diplomatica ma certo, per l'Occidente, questa è un'occasione di
riscatto da una colpa che la regia dei fratelli Taviani ben denuncia nel
toccante film Forse Dio è malato (una condanna all'indifferenza occidentale sui
mali dell'Africa) dicendo: "Tutto si è fatto globale, tranne le coscienze,
specialmente quelle occidentali". VALERIA MASSA, TORINO I risultati delle
Poste Poste Italiane annuncia con grande risalto i brillanti risultati conseguiti
nel 2007, con un utile di oltre 800 milioni, aumentato del 25% rispetto
all'anno precedente. Considerato che parte del merito è attribuibile a chi
fruisce dei suoi servizi, e cioè alla stragrande maggioranza dei cittadini
italiani, forse sarebbe il caso di riconoscere tale merito, ad esempio abolendo
il fastidioso balzello di un euro che grava su ogni bonifico o postagiro
ricevuto. MAURO LUGLIO Le contestazioni a Ferrara Giuliano Ferrara è stato
duramente contestato a Bologna durante il suo comizio elettorale. Segno
d'intolleranza oppure chiaro messaggio popolare verso chi si fa latore di
roboanti messaggi demagogici per portare acqua al mulino del suo giornale che
con appena 13 mila copie vendute gode a spese dei contribuenti di un vergognoso
finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro l'anno? Ai posteri l'ardua sentenza.
SILVIO ZANCHET Scientology sul web Con riferimento alle informazioni riportate
sul Web in merito a "manifestazioni contro la Chiesa di Scientology",
riprese in un paio di occasioni anche dal Vostro quotidiano e per fare in modo
che, chi naviga, possa apprendere anche la posizione e le attività di chi dagli
"hacker" viene assediato, la Chiesa di Scientology ha approntato sul
proprio sito web http://www.scientology.org un canale video con una panoramica
sul proprio credo e numerose documentazioni e contributi filmati sulle pratiche
religiose e le attività sociali in cui è impegnata. Nel contempo stanno venendo
donati a tutte le biblioteche italiane i testi fondamentali delle opere di
natura religiosa di L. Ron Hubbard. GIUSEPPE CICOGNA CHIESA DI SCIENTOLOGY.
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
ALBISOLA
SUPERIOREVOTO IN CONSIGLIO Approvato il bilancio invariate Irpef e Ici Albisola
Superiore approva il bilancio di previsione per il 2008 e quello pluriennale
2008-2010. La minoranza, in modo compatto, si è espressa contraria, voti
favorevoli dalla maggioranza. Ici su prima e seconda casa e Irpef restano
immutate rispetto allo scorso anno. Quindi rimane il 5,85 per mille
sull'abitazione principale, su quelle delle Cooperative edilizie e quelle
indivise per abitazione principale dei soci assegnatari, nonché gli alloggi
affidati dagli Istituti autonomi case popolari, oggi Arte. Gli appartamenti
concessi in uso gratuito ai parenti di primo grado residenti, senza il
beneficio della detrazione, sono compresi nell'aliquota del 5,85 per mille.
Quella ordinaria resta al 7 per mille. L'Irpef resta stabile allo 0,8 per
cento. I costi del personale, un'ottantina i dipendenti,
assorbe il 38% del bilancio. "Abbiamo ridotto in modo sensibile i costi
della politica. In base alla popolazione, la giunta potrebbe essere composta da
12 assessori, invece dei 7 oggi in carica", ha spiegato Ivo Grosso,
assessore comunale alle finanze. \.
( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
"Penso alle
decine di migliaia di commissari, agenziee società che sono fiorite negli anni
moltiplicando le usciteEvitiamo la demagogia che riduce la democrazia, non gli
sprechi" Il presidente Ucchielli decisamente contrario all'abolizione
dell'Ente: "Meglio abbassare i costi della politica"
"Troppa burocrazia, ma la Provincia è necessaria" pesaro - E' una
riflessione "indispensabile e doverosa", quella di Palmiro Ucchielli,
presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e dell'Upi (Unione delle
Province) delle Marche, "mentre avanza la campagna elettorale e si fa
sempre più acceso il dibattito sull'utilità delle Province". In realtà, "la
discussione generale sottolinea il presidente Palmiro Ucchielli verte sulla
necessità di riformare le nostre istituzioni e ridurre i costi della politica. Evitiamo, perciò, generalizzazioni facili e
scontate: una cosa è, infatti, l'eccessiva e insostenibile struttura burocratica
della pubblica amministrazione, altra sono i costi della politica.
Sul primo tema è indubbio che il nostro Paese non può più permettersi l'attuale
livello di burocrazia e le infinite sovrapposizioni dei vari livelli di
governo, ma è altrettanto vero che, di fronte a tale situazione, può servire a
poco abolire un singolo livello". Quel che interessa il presidente
dell'Upi Marche è, piuttosto, "centrare l'attenzione su ciò che si può
fare realmente per migliorare l'efficienza dei servizi nell'intero sistema
pubblico: se ogni livello di governo fosse obbligato a fare il proprio
mestiere, una volta identificate, con puntualità, le competenze di ognuno,
senza sovrapposizioni e ragionando seriamente su quale sia il livello di
governo che, per dimensione, possa assolvere al meglio ad una precisa funzione,
credo riusciremmo a ricostruire un sistema credibile e molto più snello
dell'attuale, senza rinnegare il cammino verso il federalismo, iniziato da
oltre un decennio, ma mai concluso". Quindi l'invito a quanti vorrebbero
l'abolizione delle Province. "Vorrei ricordare incalza il presidente
Ucchielli soprattutto a coloro che, addirittura, hanno votato l'istituzione di
nuove amministrazioni provinciali o a quelli che a Roma sono abolizionisti e in
periferia promuovono comitati per costituirne ancora di nuovi, che c'è un'altra
strada, più immediata e concreta, per snellire la pubblica amministrazione e
abbassare i veri costi della politica". Tradotto:
"Penso alle decine di migliaia di commissari, agenzie, enti, società che
il nostro Paese, come la nostra regione, ha visto fiorire negli ultimi anni e
che spesso, oltre a moltiplicare i costi, sottraggono al giudizio degli
elettori scelte e decisioni che per il grande rilievo che hanno meriterebbero
tale confronto e giudizio. Una normativa, allora, che ne riducesse
drasticamente il numero e riportasse le funzioni in capo agli enti ad elezione
diretta, ci consentirebbe, da subito, risparmi ben più significativi rispetto
all'eliminazione di un livello di governo, peraltro previsto dalla Costituzione". Un ultimo spunto: "Mi permetto di
aggiungere chiosa Ucchielli che la razionalizzazione del sistema
burocratico è altra cosa rispetto alla riduzione dei costi della politica, fermo restando che su questo fronte si può e si deve fare
molto, recuperando la sobrietà che si è oggettivamente perduta. Una strada,
quest'ultima, percorribile se ognuno farà la sua parte, evitando soluzioni
generalizzate e demagogiche che rischiano di ridurre soltanto gli spazi della
democrazia, e non gli sprechi".
( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Costi della politica
ASCOLI - Quest'anno
per la prima volta gli enti sono costretti dalla Finanziaria a redigere un
piano dove sono enunciate una ad una le consulenze esterne. "Ebbene
nonostante i 720 dipendenti la Provincia ha necessità di numerose consulenze
esterne per un totale circa di 650.000 euro di ulteriori spese, senza tener
conto del fatto che nel programma approvato dalla sinistra in consiglio
provinciale numerose consulenze non riportano l'ammontare della spesa, quindi
cifra ben più grande dei 650.000 euro" contesta il consigliere provinciale
di An, Brugni. "Possibile che tra i 110 stabilizzati non si hanno le
necessarie conoscenze per effettuare quei progetti fatti con consulenze? Allora
qual è l'utilità delle stabilizzazioni? Dalle scarne descrizioni non è
possibile analizzare nella forma dovuta la bizzaria delle consulenze, delle
quali però faremo un'analisi particolareggiata per
controllare se i requisiti previsti dalla legge sono rispettati, ma salta
all'occhio la stranezza che oltre alla spesa crescente dei dipendenti si debba
ricorrere in maniera così massiccia anche alle consulenza. Alla faccia dei
tagli al costo della politica e poi si dibatte sul perche' del distacco della
gente dalla politica".
( da "ADN Kronos" del 04-04-2008)
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Il candidato premier
del Pdl: ''Nessuna rassicurazione alla Dc di Pizza. C'è stato quel senso di
responsabilità che auspicavo''. E criticando il programma di Veltroni, rimarca:
''Votare Pd vuol dire vedere Di Pietro ministro della Giustizia e non si
abbatteranno i costi della politica''. Vai allo
speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia commenta 0 vota 2 tutte
le notizie di POLITICA Roma, 4 apr. - (Adnkronos/Ign) - "Non ho avuto
bisogno di dare nessuna assicurazione a Giuseppe Pizza. C'è stato bisogno di
far presa sul suo senso di responsabilità che c'è stato e che io
auspicavo". Così il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi (nella
foto), commenta la decisione della Dc di Pizza non chiedere un rinvio delle
elezioni previste per il 13 e il 14 aprile. La rinuncia, rileva Berlusconi,
"consisteva nel fatto di non chiedere il rinvio delle elezioni per potere
avere giorni di campagna elettorale che gli sono stati preclusi. Pizza ha
rinunciato a questa possibilità e io spero che le televisioni, a lui e ai suoi
candidati, diano quello spazio che gli è stato sottratto". Per quanto
riguarda l'eventuale problema delle schede elettorali, il Cavaliere sottolinea:
"C'è anche da rispettare la norma della Costituzione
che impone che le elezioni si svolgano entro 70 giorni dalla data dello
scioglimento delle Camere". Quindi l'attacco alla compagine guidata da
Walter Veltroni: "Votare il Partito democratico vuol
dire non abbattere i costi della politica e farsi
colonizzare dai francesi". "Votare Pd - rimarca Berlusconi - vuol dire
delle cose che si stanno via via chiarendo. Primo: Di Pietro ministro della
Giustizia; secondo: continuare con il sistema delle intercettazioni che viola
la privacy; terzo: che non si abbatteranno i costi della politica perché vediamo come di Pietro e Veltroni si sono
comportati per loro stessi; quarto: non costruiranno certamente il ponte sullo
Stretto di Messina e quinto: i francesi colonizzeranno l'Italia". Poi
tornando a parlare della legge elettorale, Berlusconi ricorda: ''Per
un'interpretazione dubbia del Quirinale fummo costretti a cambiare questo
sistema''. Mentre spiega che i piccoli partiti del
centrodestra non sono entrati nel Pdl ''non per scelte politiche ma per scelte
personali''. Berlusconi rinnova quindi l'invito al 'voto utile': ''Faremmo un
favore a Veltroni e al suo partito scegliendo di votare per i piccoli partiti del centrodestra''. E gettando uno sguardo al 15
aprile, torna a ribadire che in caso di vittoria del Pdl alle urne, l'eventuale
esecutivo da lui guidato avrà ''da fare tante, troppe cose per un governo che
avrà contro molto, se non tutto il sistema istituzionale''.
( da "Azione, L'" del 04-04-2008)
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L'AZIONE - Articoli
- Maurizio orlando MAURIZIO ORLANDO Lista: Partito democratico, La Motha
Candidato: Maurizio Orlando, 47 anni, sposato, due figli, geometra, assistente
di laboratorio all'Itcg Sansovino di Oderzo, riservista dell'esercito. Nessuna
precedente esperienza amministrativa. Priorità Tre parole: famiglia, rispetto,
innovazione. 1) Per la famiglia vorremmo creare una "rete badanti",
con uno sportello di formazione e informazione a disposizione della domanda e dell'offerta
per le famiglie che necessitino di tale servizio. Potenziare il servizio di
asilo nido attivando quei finanziamenti (Finanziaria 2007) che prevedono
l'attivazione di asili nido presso famiglie che danno la loro disponibilità di
spazio e tempo. Per gli anziani: riattivare l'università
della terza età. Interventi diretti a nuove costruzioni di edilizia agevolata,
e riduzione al minimo per l'Ici sulla prima casa. Riduzione della tassa sui
rifiuti e dei costi della politica (stipendi a sindaco e
assessori). 2) Rispetto, inteso a 360 gradi: per le persone, per i luoghi di
lavoro, per le regole e per l'ambiente. Adozione e sostegno per l'uso di
energie rinnovabili promuovendo uno sportello informativo comunale sulle
modalità di accesso agli incentivi fiscali, realizzazione di un circuito
interno alla città per la mobilità a basso impatto ambientale. Apertura di uno
sportello rivolto alle comunità straniere con possibile rappresentanze
attraverso elezioni primarie. 3) Innovazione intesa come rigenerazione stessa
della classe politica, come formazione continua delle
componenti la società cittadina, come parola attraverso la quale fare crescere
i ragazzi nello sport.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 04-04-2008)
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Questa mattina
l'assemblea dei soci. All'ordine del giorno, la discussione della gestione e
l'eventuale riduzione a tre dei membri del Cda Scalo Allegri, il bilancio è
ancora in rosso Nel
( da "AprileOnline.info" del 04-04-2008)
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Frida Roy, 04 aprile
2008, 18:48 Diario elettorale/2 Otto donne del Pd hanno scritto ai consiglieri
comunali e ai coordinatori provinciali e comunali della formazione per
polemizzare con la loro scelta di devolvere fondi al Movimento per la vita Il
casus, che dall'interno non si vuole assolutamente definire come tale nel
tentativo di ridurne la portata, soprattutto in un momento delicato della
campagna elettorale, nasce il 27 marzo scorso, quando otto donne del Partito
Democratico di Ravenna decidono di prendere carta e penna e scrivere ai 21
consiglieri comunali e ai coordinatori provinciali e comunali. Alla base della
missiva, la volontà di contestare quanto deciso dal consiglio con un ordine del
giorno che, proposto da Lista per Ravenna, stabiliva l'adesione del comune al Progetto
Gemma, ovvero le attività e i piani sostenuti dal Movimento per la Vita del
celebre Carlo Casini. L'odg prevedeva infatti di devolvere
i gettoni di presenza di una seduta consiliare per le adozioni a distanza di donne
incinta e in difficoltà economica. Una scelta politica che non convince le
donne del partito di Veltroni, tra cui spicca come firmataria anche la moglie
del presidente della Regione Vasco Errani, Simonetta Rizzoni. Secondo le
democratiche in rivolta, la decisione "impegna un ente istituzionale
nell'adesione a un progetto che nasce da un movimento che dell'attacco alla
legge 194 e alla libera scelta delle donne, ha fatto da sempre il centro
ispiratore della sua iniziativa". Insomma, da un ente pubblico le otto
donne del Pd si attendono qualcosa di diverso in materia: non "un semplice
e individuale gesto di elargizione economica", si legge nel testo, bensì
"che si mettano in atto tutte quelle politiche di ordine sociale e
culturale che nei fatti favoriscono l'affermazione della libertà e del
desiderio femminile in tutti i momenti della vita". Cioè l'esatto
contrario di quanto sostenuto dai militanti cattolici di Casini, sempre più
combattivi nella crociata di conquista verso i consultori italiani in cui da
tempo rivendicano spazio e ruolo. A far tremare i polsi delle donne del Pd,
anche il comportamento delle compagne di partito all'interno del consiglio
comunale. "Siamo deluse ed amareggiate", scrivono le otto esponenti
democratiche, perchè l'atto è stato sottoscritto anche dalle donne del gruppo,
e in un momento per altro di "attacco furibondo e immotivato" alla
legge che ha legalizzato l'aborto. A questo punto buon senso politico vuole, a
loro vedere, l'apertura di uno spazio di discussione e confronto dentro il Pd,
la "cui disponibilità a discutere c'e", riconoscono le stesse, che
pure a fianco di molte iscritte all'Udi (Unione donne italiane, ndr) e alle
associazioni femministe, non hanno intenzione di abbassare la guardia sulla
legge 194 e sull'autodeterminazione delle donne sulla maternità. Un semplice
confronto interno che verrà portato avanti al termine della campagna elettorale
e che potrebbe sfociare nella creazione di un forum di discussione ad hoc, come
quelli su cultura, sport ed economia. Così il coordinatore provinciale Alberto Pagani
ha tentato di smorzare ogni "polemica inesistente" sulla lettera
inviata dalle compagne di partito. Qualche dubbio comunque rimane, soprattutto
tenendo conto del fatto che sulla frontiera dell'interruzione di gravidanza,
così come di altri importanti temi eticamente sensibili, rischia di inciampare
la formazione di Veltroni, a livello nazionale come locale. E Ravenna potrebbe
essere una tappa di questo terremoto interno sempre in agguato.