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I
costi della politica venerdì sul palco del
Filodrammatici ( da "Provincia di Cremona, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Review srl I
costi della politica venerdì sul palco del
Filodrammatici Ci sarà un tema di grande attualità come i costi della politica
al centro del convegno "Controllo dei cittadini e ruolo delle assemblee
elettive", in programma venerdì 7 marzo, dalle 9,30 alle 13, al teatro
Filodrammatici.
Il
problema dei problemi ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
la Guardia di
Finanza dovrebbe essere utilizzata per cose più importanti, come la
criminalità") che il problema dei problemi del nostro paese è il debito
pubblico e che è proprio quest'ultimo (con tutto ciò
che, in termini di sprechi, ruberie, costi della politica, scandali,
ingiustizie, privilegi, inefficienze del settore pubblico,
Bravo
Dellai, finalmente parole chiare su Bezzi F inalmente ho letto quello che
volevo leggere: la dura presa di posizione del presidente della Provincia,
Lorenzo Dellai, nei confr ( da "Adige, L'"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
naturalmente
sempre fatte dai politici) il sacrosanto diritto per politici in pensione, di
godere dello scandaloso vitalizio; afferma inoltre che non sono questi
privilegi che incidono sui costi della politica. Spero, ma credo che sarà molto
difficile,che nel prossimo governo, qualche giovane
politico, spinto dalla passione e non solo dalla "carega",
Contravvenzioni
per lo sforamento "sospese" fino al provvedimento ufficiale della
giunta sul ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Sinistra Democratica"- Siamo di fronte ad un imbuto
che blocca tutto, anche le buone intenzioni di qualcuno. Dal 20 dicembre scorso, sulla
base della lettera inviata al Comune, attendiamo di conoscere quali sono le
gettoniere che i cittadini non debbono più utilizzare in quanto relative agli
stalli di sosta annullati dal Tar.
Il
presidente Giancarlo Billi: In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono sempre
scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti a pioggia
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Il presidente Giancarlo Billi: "In giro c'è tanta
volontà, ma i fondi sono sempre scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti
a pioggia".
Prade
ci ripensa: Non andrò contro i più
( da "Corriere
delle Alpi" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: Certo", ribadisce Prade, "i finanziamenti non
vanno persi per nessun motivo al mondo". Prade ieri, davanti a una platea
di amministratori, ha parlato di costi della politica ricordando "la
casta" e non sono mancati i brusii: "Quante chiacchiere!", dice
il sindaco commentando il convegno.
Ateneo,
cda si aumenta il compenso - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract: su proposta del rettore Calzolari, tutti fecero il bel
gesto: gettoni e indennità di carica quasi dimezzati. Una decisione che fece scalpore.
Ma adesso, a finanze rimesse in sesto, arriva il recupero, parziale, di quel
taglio. Dai 70 ai cento euro in più per i gettoni di presenza. SEGUE A PAGINA
II.
Il
cda si aumenta il compenso ( da "Repubblica, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
a non
procedere a un aumento di spesa per i gettoni di presenza che passerebbero
(nella bozza di delibera) da
Il
programma del PDL un commento ( da "Voce d'Italia, La"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
Fermo
l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno
sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte
eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A
partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle
Province inutili)".
La
vita di Graziella rubata due volte
( da "superEva notizie"
del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica
Abstract:
come il vaffa
day di Grillo e il successo di libri come Gomorra di Roberto Saviano e La Casta
di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Ancora più utile sviare l'attenzione del
popolo fesso quando ci si prepara, ad esempio, a presentare nelle proprie liste
personaggi già condannati per favoreggiamento nei confronti di mafiosi, come un
certo Totò Cuffaro o un certo Marcello Dell'Utri.
( da "Provincia di Cremona, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Edizione di Martedì
4 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl I costi della politica venerdì sul palco
del Filodrammatici Ci sarà un tema di grande attualità come i costi della politica al centro del convegno "Controllo dei cittadini e ruolo
delle assemblee elettive", in programma venerdì 7 marzo, dalle 9,30 alle
13, al teatro Filodrammatici. L'incontro è promosso da Comune, Provincia
e Cisal (Comitato istituzionale per gli studi sull'amministrazione locale). I lavori
saranno introdotti dal presidente di Promo P.A. Gaetano Scognamiglio. Relazioni
di Alberto Azzera, Emanuela Pesel Rigo, Luigi De Angelis. Alle 11.30,
coordinata dal presidente del Consiglio provinciale Roberto Mariani, la tavola
rotonda con Annina Botta, Carlo Cinquini, Mauro Fanti e Paola Vilardi.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
DEBITO PUBBLICO
"Il problema dei problemi" Mi permetto sommessamente di far notare al
vice presidente della regione Zaia (che, in polemica col procuratore regionale
della corte dei conti Scarano nella vicenda delle spese sostenute dalla regione
per Miss Italia, ha affermato che "la Guardia di
Finanza dovrebbe essere utilizzata per cose più importanti, come la
criminalità") che il problema dei problemi del nostro paese è il debito
pubblico e che è proprio quest'ultimo (con tutto ciò
che, in termini di sprechi, ruberie, costi della politica,
scandali, ingiustizie, privilegi, inefficienze del settore pubblico, ha
concorso a formarlo) la principale causa di tutti i mali del nostro paese
(criminalità compresa). Luciano Dissegna ex sindaco Romano d'Ezzelino.
( da "Adige, L'" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Onti di Giacomo
Bezzi, che da troppo tempo ci ha abituati a improvvisi cambi
di casacca politica, solo per seguire i suoi
interessi Bravo Dellai, finalmente parole chiare su Bezzi F inalmente ho letto
quello che volevo leggere: la dura presa di posizione del presidente della
Provincia, Lorenzo Dellai, nei confronti di Giacomo Bezzi, che da troppo tempo
ci ha abituati a improvvisi cambi di casacca politica,
solo per seguire i suoi interessi. Spero che la lezione serva anche per il
futuro: quando si scelgono gli alleati, si deve puntare su persone leali e
affidabili, con un minimo di coerenza, anche se magari un po' più scomode.
Alfredo Pisoni La lezione del Kosovo e le secessioni padane " C osa
farebbero gli italiani se un giorno gli albanesi (o qualsiasi altro gruppo
etnico presente nel territorio) diventassero la maggioranza in una delle regioni
italiane, perché le famiglie italiane hanno pochi figli, e decidessero di
proclamare quella regione repubblica indipendente?". Questa la domanda
posta nei giorni scorsi dalla signora Petrovic a seguito del riconoscimento del
nuovo stato "indipendente" del Kosovo anche da parte del governo
italiano. Domanda velata di nazionalismo, se si vuole, ma utile a ricordarci
come già Lega e Patt cavalchino un ipotesi simile; i
nuovi arrivati sono più prolifici di noi e quindi votati a diventare
maggioranza mettendo in pericolo le nostre tradizioni, la nostra cultura, la
nostra religione. Non occorre aspettare tanto. L'iniziativa secessionista è già
in atto, e da parecchio ad opera della Lega.
Ricordiamoci la proclamazione di una sorta di repubblica di Padania, con tanto
di parlamento del nord (ex parlamento padano) insediato nel mantovano ora
riaperto nella nuova sede di Vicenza. Un secessionismo senza nessuna serietà,
tutto all'italiana, al quale nessuno ha mai dato peso, d'accordo; ma sempre
mediaticamente presente, e lo stesso Bossi non molte settimane fa ha ricordato
come le munizioni siano sempre pronte. Una sparata troppo avventata forse: ma
se un giorno qualcuno vedesse in un'Europa troppo forte un pericolo per la
propria economia, per il proprio predominio sul mondo e pensasse di
destabilizzarla soffiando sul fuoco delle secessioni secondo
tecniche già collaudate da decenni in tutto il mondo, (compreso, ma non
ultimo il Kosovo), cosa farebbero le forze che hanno inneggiato al
riconoscimento del Kosovo come stato indipendente? Dichiarerebbero subito la
Padania - Piemonte, Lombardia e Veneto - come stato indipendente per evitare
anni di lotta armata con relativi morti, distruzioni e centinaia di migliaia di
profughi?Per coerenza dovrebbero. E allora non è una follia, un atto
irresponsabile anche il riconoscimento del Kosovo. Non solo per ciò che può
produrre in Serbia, ma per quanto può incoraggiare in Italia? Un'ultima
considerazione: divide et impera è la regola per dominare. Nel momento in cui
si dice di voler eliminare le frontiere all'interno dell'Europa, si continua ad
erigerne di nuove per ambiti sempre più piccoli. A chi serve un'
Europa formalmente unita ma sempre più suddivisa, disgregata in una
serie di piccoli staterelli ognuno col suo diritto di rappresentanza e di voto
all'Onu oltre che nel parlamento europeo? Demis Arlanch - Rovereto Un 8 marzo
all'insegna della lotta alla violenza C ome Coordinamento
Donne di Trento vogliamo ringraziare l'assessora Iva Berasi che, oltre
ad aver contribuito a finanziarne la realizzazione, ha dato la sua
disponibilità a presentare insieme a noi e alla cooperativa "Città
Aperta" questa importante pubblicazione, che, in un linguaggio semplice ed
efficace spiega che cosa è e come si presenta la violenza domestica sulle donne,
fenomeno che resta purtroppo estremamente preoccupante sia a livello nazionale
sia a livello locale. Nominare, parlarne e descrivere la violenza di genere è infatti essenziale per opporsi efficacemente ad essa e in
particolare a quella che avviene all'interno delle mura di casa, la più diffusa
nei confronti delle donne, quella che, per intenderci, rappresenta la
principale causa di morte e di invalidità per le donne dell'Unione Europea tra
i 16 e i 44 anni. È essenziale, perché essa venga riconosciuta e letta per
quello che è, una forma di discriminazione nei confronti delle donne e quindi
una violazione dei diritti umani frutto di una società e di una cultura ancora,
nonostante tutto, patriarcali, in cui le relazioni storicamente ineguali di
potere tra gli uomini e le donne si riflettono sia nella vita pubblica sia
nella vita privata. È essenziale quindi per ottenere quel cambiamento culturale
indispensabile per porre fine a questo triste e drammatico fenomeno. In questo
il contributo dei Centri Antiviolenza come il nostro è assolutamente prezioso
così come lo è per rompere la solitudine delle donne che subiscono violenza,
fisica, psicologica, economica, sessuale e per offrire loro un luogo in cui
possano trovare nel sostegno di altre donne la forza per uscire dalla violenza.
Come Coordinamento Donne di Trento siamo orgogliose di essere riuscite a
realizzare questo progetto e a farne comprendere l'importanza attraverso
un'azione di sensibilizzazione che ci ha fruttato l'appoggio, oltre che
dell'assessora Marta Dalmaso, anche dell'assessora Iva Berasi e della Vice
Presidente Margherita Cogo, della Commissione pari
opportunità provinciale, del Consiglio delle donne del Comune di Trento e della
Commissione alle politiche sociali che ha presentato un emendamento approvato e
condiviso da tutto il Consiglio comunale. Così, con il prossimo marzo, il
Centro Antiviolenza potrà lavorare con un organico al completo e siamo in
dirittura, se non di arrivo, quantomeno di partenza anche per la realizzazione
dell'altro imprescindibile completamento del Centro Antiviolenza, rappresentato
da una struttura allogiativa ad indirizzo segreto direttamente collegata ad
esso, in grado di offrire alle donne un'uscita in sicurezza nei casi più gravi.
Per quest'ultimo obiettivo, abbiamo avuto l'8 marzo dello scorso anno anche il
sostegno di più di mille cittadine e cittadini che hanno sottoscritto il nostro
appello in merito alle istituzioni. Siamo in prossimità di un nuovo 8 marzo,
cui possiamo idealmente collegare anche la presentazione di questa
pubblicazione che chiude momentaneamente i nostri interventi sulla violenza di
genere, susseguitisi di marzo in marzo. Ci sarà però ben poco da festeggiare in
questo 8 marzo
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Di RENATO
PIERANTOZZI Contravvenzioni per lo sforamento "sospese" fino al
provvedimento ufficiale della giunta sulla "liberazione" dei posti
blu e l'avvio del nuovo regime sanzionatorio. E' l'ultima puntata
dell'estenuante telenovela che ha come protagonista il piano
sosta cittadino. Nonostante il tempo che passa inesorabilmente, la
giunta comunale sembra incapace di uscire dal labirinto in cui si è cacciata.
Nell'ultima seduta, l'esecutivo ha discusso nuovamente delle problematiche
relative alla sosta e al traffico chiedendo al dirigente di mettere a punto un
piano organico che comprenda sia le contravvenzioni sia i posti liberati dal
Tar. I tempi stringono anche perché l'abolizione delle contravvenzioni per chi
ha il ticket scaduto doveva partire sabato scorso. Inoltre la sentenza del
tribunale amministrativo regionale deve essere eseguita dal 6 dicembre e a
tutt'oggi non sono stati prorogati i permessi per i residenti scaduti il 31
dicembre scorso. Un "lassismo" decisionale e politico che è stato
evidenziato sia dalla stesse struttura tecnica
dell'Arengo sia dalla minoranza di centro sinistra che ha inviato anche diversi
esposti alla Corte dei Conti. "Se siamo in presenza di situazioni illegali la colpa è tutta della
giunta comunale -accusa Emidio Catalucci, capogruppo consiliare di "Sinistra Democratica"- Siamo di fronte ad un imbuto che
blocca tutto, anche le buone intenzioni di qualcuno. Dal 20 dicembre scorso, sulla base della lettera inviata al
Comune, attendiamo di conoscere quali sono le gettoniere che i
cittadini non debbono più utilizzare in quanto relative agli stalli di sosta
annullati dal Tar. Adesso siamo nel caos: senza
controlli per i residenti e senza sapere quali posti blu sono ancora
validi". Da parte sua, il dirigente comunale Cristoforo Weldon ha
da tempo "sollecitato" la giunta comunale a prendere una decisione
come dimostrano le numerose lettere inviate all'organo di governo comunale. In
data 8 gennaio, l'ing. Weldon suggerisce una soluzione "tampone" per
trasformare i posti blu annullati dal Tar in spazi per i residenti se ubicati
in zone a traffico limitato o in spazi liberi (o a disco orario) se ricadenti
in altre zone cittadine. Dai conteggi fatti, rimarrebbero a pagamento 334
stalli non interessati dalla sentenza dei giudici amministrativi. Sono
dislocati in piazza Orlini/via Dino Angelini (n.46), via Sacconi (19), piazza
Viola (54), via Malaspina (37), corso Mazzini/via Afranio/via Crispi/via Tribù
Fabia (79) e largo Parisani (70). Gli altri di fatto
sono stati aboliti dalla sentenza del 6 dicembre scorso. Si tratta delle zone
di Via Colombo, via Piave, viale Vellei, stazione, viale De Gasperi, via
Vecchi, piazza Cecco d'Ascoli, viale delle Rimembranze. Sul
piatto resta comunque la convenzione siglata dal Comune e dalla Saba nel
2002 che prevede un numero di posti a pagamento ben superiore fino a sfiorare
il numero delle 2mila unità. Che fine faranno? E' l'interrogativo inquietante
anche perché la convenzione si regge su un preciso piano economico e
finanziario. Anche se senza posti blu, i conti al gestore privato debbono
riportare ugualmente.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Il
presidente Giancarlo Billi: "In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono
sempre scarsi, sbagliata la politica dei
finanziamenti a pioggia".
( da "Corriere delle Alpi" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Prade
ci ripensa: "Non andrò contro i più" Il sindaco conferma l'indirizzo
politico di uscire dall'ente: "Ma a suo tempo" Critiche al convegno
di ieri: "Chiacchiere" La Valbelluna chiama IRENE ALIPRANDI BELLUNO. "Non intendo andare contro la
volontà dei più". Si ammorbidisce la posizione di Antonio Prade sul futuro
della Comunità montana Belluno - Ponte nelle Alpi. Ieri il sindaco ha fatto un
passo indietro durante il convegno dell'Uncem, spiegando che la volontà di far
uscire il capoluogo resta il suo indirizzo politico, ma per raggiungerlo
servirà tempo. "Non c'è nessuna rimeditazione", assicura Prade,
"non c'è mai stata alcuna decisione definitiva, c'è solo un indirizzo
politico che prende atto di alcuni fatti". Il sindaco
rimane fortemente critico sulla missione svolta dalla Comunità montana Belluno
- Ponte nelle Alpi: "In questi anni la Cm ha sostanzialmente fallito il
suo ruolo, non ha svolto servizi per i Comuni e non ha realizzato opere
fondamentali. Ci riempiamo la bocca con principi di
efficienza ed economicità, non possiamo non fare una riflessione su questo e
altri enti". Alla luce delle numerose voci
contrarie, al sindaco non resta che distinguere l'obiettivo dalla strategia:
"Far uscire il Comune capoluogo dalla Comunità montana rimane un indirizzo
politico che spero vada in porto a suo tempo, quando non farà male a nessuno,
ma invito tutti a guardarsi attorno: è pieno di enti inutili. Certo", ribadisce Prade, "i
finanziamenti non vanno persi per nessun motivo al mondo". Prade ieri, davanti a una platea di amministratori, ha parlato
di costi della politica ricordando "la casta" e non sono mancati i brusii:
"Quante chiacchiere!", dice il sindaco commentando il convegno.
"Bisogna cambiare, ci sono troppi conservatori, quelli
che dicono sempre no e guai a chi tocca le cose. Io avevo lanciato un
messaggio: prima che Roma o Venezia decidano per noi, cerchiamo di trovare una
soluzione che vada bene al nostro territorio. Ma il problema è che c'è una
difesa assoluta dell'esistente. Se vogliamo cambiare non si
possono usare sempre gli stessi strumenti". In
effetti Prade non ha riscosso molti successi tra i colleghi. Il sindaco
di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual, secondo azionista della Cm, ha voluto
ricordare al suo socio che si deve proprio all'ente la realizzazione
dell'acquedotto del Rio dei Frari, uno dei più importanti di tutta la
provincia. "Prade dice che Belluno è in fase di riflessione e valutazione,
non ha dato la risposta definitiva che aveva annunciato". Per Ponte
comunque il problema è relativo e c'è una novità: il presidente della Cm
Valbelluna Edi Fontana ha chiesto un incontro con i rappresentanti della Cm e
dei Comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi, l'argomento è abbastanza chiaro. "Noi abbiamo tutte le caratteristiche per stare in una
Cm", dice De Pasqual, "ma è evidente che una modifica del
comportamento di Belluno cambia anche la nostra situazione. Ma non abbiamo nessuna ansia e siamo interessati all'incontro con
la Valbelluna per cercare una posizione condivisa da portare in Regione".
Per Ponte nelle Alpi entrare nella Cm Valbelluna sarebbe
l'ideale, ma è indispensabile che vi sia anche Belluno per la continuità
territoriale: "Se andassimo con l'Alpago o il Longaronese", conclude
De Pasqual, "modificheremmo i loro equilibri. A
mio avviso il capoluogo dentro una Cm rafforzerebbe con la sua stessa presenza
la visione di una provincia interamente montana, ma è vero che un ente di
secondo grado vive di competenze trasferite".
( da "Repubblica, La" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pagina III - Bologna
Il caso Ateneo, cda si aumenta il compenso ILARIA VENTURI L'ANNO scorso, nel
pieno della crisi finanziaria, su proposta del rettore
Calzolari, tutti fecero il bel gesto: gettoni e
indennità di carica quasi dimezzati. Una decisione che fece scalpore. Ma
adesso, a finanze rimesse in sesto, arriva il recupero, parziale, di quel
taglio. Dai 70 ai cento euro in più per i gettoni di presenza. SEGUE A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Pagina IV - Bologna
IL CDA SI AUMENTA IL COMPENSO (segue dalla prima di cronaca) e una revisione
delle indennità di carica a seconda del peso delle responsabilità. La proposta
arriverà oggi sul tavolo del consiglio d'amministrazione dell'Ateneo. Ma agli
studenti non va giù. Alla vigilia della decisione il sindacato indipendente ha
scritto una lettera aperta ai membri del cda. E' Paolo Bailo, rappresentante
degli studenti in senato accademico, a firmarla: "Vi chiedo di non
procedere con l'aumento degli emolumenti; sarebbe, in questo momento, un atto
ingiustificato e dannoso nei confronti dell'immagine che un'università in via
di risanamento economico dovrebbe pubblicamente offrire". Un appello,
dunque, a non procedere a un aumento di spesa per i gettoni di presenza che passerebbero (nella bozza di delibera) da
( da "Voce d'Italia, La" del
04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Economia Ma perche'
non introdurre una flat tax? Il programma del PDL: un
commento Bene i tagli ad entrate e spese pubbliche Roma, 4 mar. - Ad un mese e
mezzo esatto dalle nuove elezioni generali, il principale partito di
centro-destra italiano, il nuovissimo Popolo delle Libertà (P.D.L.) ha
presentato ai cittadini il suo programma-manifesto elettorale. Suddiviso in
sette grandi tematiche, esso è incentrato su di una logica
"offertista" di riduzione dell'intervento pubblico nell'economia.
Infatti, nel capitolo "Sviluppo" si propongono: detassazione degli
straordinari, premi e incentivi legati alla produttività, detassazione
progressiva della tredicesima, un'azione sull'I.V.A. (versamenti solo a fattura
incassata, rimborsi entro 60-90 giorni, progressiva abolizione di quella sul
turismo), nonché una progressiva abolizione dell'Irap, liberalizzazioni e la
riorganizzazione e digitalizzazione della P.A. Nel capitolo su "Famiglia e
Giovani" di nuovo il punto di forza è "meno tasse"; così
troviamo elencate le seguenti misure: eliminazione dell'Ici sulla
prima casa, introduzione progressiva del quoziente familiare, riabolizione
delle tasse di successione e sulle donazioni reintrodotte dal Governo Prodi,
progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto la soglia del 40% del
P.I.L., lotta all'evasione, progressiva tassazione separata dei redditi da
locazione, riduzione dell'IV.A. sui prodotti per l'infanzia. Il capitolo sul
"Sud" prevede, fra l'altro, il pieno e tempestivo utilizzo dei fondi
comunitari attraverso nuove intese istituzionali; la realizzazione della Banca
del Sud; il federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo; il
contrasto alla criminalità organizzata ed un "Piano
sicurezza". Nel capitolo sul "Federalismo" il P.D.L.
propone l'attuazione dell'art. 119 della Costituzione
sul federalismo fiscale; la garanzia che la perequazione riduca ma non annulli
le differenze di capacità fiscale, stante il principio costituzionale di giusto
equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari
virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale. Infine, l'impegnativo
capitolo sulla "Finanza Pubblica", con un piano straordinario da
completare nell'arco dell'interadei cinque anni di legislatura. La
realizzazione è sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo
costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia; il vincolo
imposto dai vari trattati europei siglati; il vincolo costituito dall'attuale
instabile equilibrio dei conti pubblici italiani. In
particolare, si legge nel documento: "In ogni caso non metteremo le mani
nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale.
Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l'obiettivo di
contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno sarà
all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte
eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A
partire dal costo della politica e dell'apparato
burocratico (ad esempio delle Province inutili)". Ad
un'analisi imparziale, questo documento possiede perlomeno due aspetti
apprezzabili; innanzitutto, esso non appare un "libro dei sogni", con
promesse pre-elettorali irrealizzabili. In secondo luogo, finalmente ci mette
di fronte ad un manifesto di stampo conservatore-liberale, e liberista in
economia. Le ombre pertengono all'eccessiva generalizzazione. Come subito ha
attaccato W. Veltroni, non viene specificato adeguatamente dove si intenda
trovare le coperture finaziarie per i tanti piccoli tagli fiscali. Sembra quasi
che si voglia viaggiare su due binari paralleli di riduzione delle entrate e
delle spese pubbliche. Ma ciò sarebbe pericoloso: a) perché sappiamo quanto sia
difficile ridurre la spesa corrente (con tutte le micro-lobbies schierate a
difesa dei loro interessi particolaristici); b) perché confidare nella lotta
all'evasione ed elsuione fiscale per il recupero di gettito è illusorio.
Pertanto, lanciamo una proposta: anziché una pletora di tagli all'opprimente
fardello fiscale che grava sulle spalle degli italiani, non sarebbe più
semplice ed efficace procedere con l'introduzione di una
flat tax (con una no tax area per i meno abbienti ed un'aliquota unica al
20%)?! Cosimo Magazzino.
( da "superEva notizie" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della
politica
Notizie e commenti
La vita di Graziella rubata due volte A cura di Luca Pappalardo Pubblicato il 04/03/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per
la STAMPA " Le vostre opinioni Politici, magistrati, procuratori e Corte
d'appello contro un'umile e indifesa fiction televisiva. Come mai? La notizia
(ANSA) - Roma, 3 marzo Rischia di essere rinviata di nuovo la fiction RAI La
Vita Rubata sull'uccisione di Graziella Campagna prevista su Raiuno il 10
marzo. Lo chiedono al ministro della giustizia, il presidente della Corte d'Appello
di Messina ed il procuratore generale nell'imminenza della sentenza del
processo in Corte d'Assise, prevista per il 18 marzo. Il produttore della
fiction Alessandro Jacchia della Albatross chiede che
a questo punto decida la magistratura con un provvedimento d'urgenza ex
art.700. Il commento La televisione è uno strumento diabolico, ed è lunga la
lista di quelli che per avere successo nella vita, in politica come in altri
campi, sono pronti a fare un patto col diavolo. Belzebù però fa anche paura, perché
può trascinarti all'inferno quando meno te l'aspetti, soprattutto se
all'orizzonte ci sono le elezioni politiche. Graziella Campagna era una brava
ragazza di soli 17 anni quando venne rapita e uccisa da due pericolosi
latitanti di mafia perché aveva visto qualcosa che non doveva vedere. Graziella
lavorava da poco in una lavanderia e per sbaglio aveva avuto tra le sue mani
l'agendina personale di uno dei due. Il mafioso distratto l'aveva lasciata per
sbaglio nella camicia da lavare. In quell'agenda erano segnati meticolosamente
i nomi di tutti i favoreggiatori della lunga latitanza, uomini insospettabili,
politici ed esponenti delle forze dell'ordine. Quel gesto banale e fortuito,
come il ritrovamento dell'agendina e la sua pronta consegna alla titolare della
lavanderia, forse non all'oscuro di tutto, rappresentò per la ragazza una vera
e propria condanna a morte, prontamente eseguita. Della storia si era a lungo
occupata una delle trasmissioni giornalistiche italiane più intelligenti ed
utili, Chi l'ha visto?, riuscendo perfino nello scopo
di far riaprire il caso frettolosamente insabbiato anni prima. I killer infatti erano stati individuati e fermati con relativa
facilità, ma con altrettanta semplicità erano stati rilasciati immediatamente.
Per tenere alta l'attenzione sul caso, dopo il primo stop alla messa in onda di
qualche mese fa, Chi l'ha visto aveva recentemente mandato in onda in anteprima
anche dei brani della fiction incriminata, commentata in diretta telefonica dal
protagonista Beppe Fiorello. Come mai il mondo politico, in particolare quello
di centrodestra, ovvero dei partiti che hanno da sempre intrecciato a livello
locale nel sud uno stretto rapporto di affari e reciproca protezione con la
mafia, si interessano tanto a questa fiction? Semplice: nella realtà Graziella
Campagna era la sorella minore di un appuntato dei carabinieri, Piero Campagna.
Il fratello di Graziella giurò immediatamente, di fronte al corpo della
sorella, di non darla vinta agli esecutori del delitto e cominciò ad essere una
spina nel fianco di colleghi e superiori interessandosi in prima persona alle
indagini. Il povero carabiniere dovette però scontrarsi da subito con un muro
di resistenze, boicottaggi e perfino di prese in giro nel suo stesso ambiente
di lavoro, quello che in teoria avrebbe dovuto dare la caccia agli assassini.
Sulla propria pelle, e su quella della sorella, Piero dovette rendersi conto
del fatto che la mafia godeva di una rete di protezioni ed infiltrazioni che
non risparmiavano nessun settore della cosiddetta società civile. Il film TV
che vede Beppe Fiorello nei panni di Piero Campagna non fa sconti ai
protagonisti in negativo di questa storia italiana. Una storia poco conosciuta
dalle masse, troppo impegnate a guardare il Grande fratello, Buona domenica e la De Filippi per leggere i giornali o informarsi con
coscienza, ma che rischiano di essere svegliate dal torpore proprio grazie a
una fiction rompiballe. Alla vigilia delle elezioni i film in onda sui canali
televisivi nazionali dovrebbero svagare, commuovere, divertire, non certo far
riflettere i telespettatori sul fatto che la mafia è viva e in salute proprio
grazie all'appoggio di politici e, in qualche caso, di uomini in divisa. A
questo e solo a questo pensa chi si prepara a spartirsi la torta del potere
politico, non certo a Graziella Campagna e alla sua famiglia. In particolar
modo dopo i recenti fenomeni mediateci come il vaffa day di
Grillo e il successo di libri come Gomorra di Roberto Saviano e La Casta di
Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Ancora più utile sviare l'attenzione del popolo fesso quando ci
si prepara, ad esempio, a presentare nelle proprie liste personaggi già
condannati per favoreggiamento nei confronti di mafiosi, come un certo Totò
Cuffaro o un certo Marcello Dell'Utri. Le reazioni politiche per
bloccare il progetto, con l'aiuto di magistrati compiacenti in perfetto stile
mafioso, non si sono fatte attendere. Il pubblico italiano invece aspetta da
mesi di vedere il risultato di questo lavoro, e probabilmente dovrà aspettare ancora
un po'. Il pizzino recapitato al ministro è stato chiaro: la fiction
rompicoglioni potrà anche andare in onda, soprattutto perché se n'è parlato
troppo per insabbiarla, ma una larga fetta della classe politica italiana vuole
che vada in onda solo dopo le elezioni, non prima. E' il caso di dire che
staremo a vedere.