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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

I costi della politica venerdì sul palco del Filodrammatici ( da "Provincia di Cremona, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Review srl I costi della politica venerdì sul palco del Filodrammatici Ci sarà un tema di grande attualità come i costi della politica al centro del convegno "Controllo dei cittadini e ruolo delle assemblee elettive", in programma venerdì 7 marzo, dalle 9,30 alle 13, al teatro Filodrammatici.

Il problema dei problemi ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: la Guardia di Finanza dovrebbe essere utilizzata per cose più importanti, come la criminalità") che il problema dei problemi del nostro paese è il debito pubblico e che è proprio quest'ultimo (con tutto ciò che, in termini di sprechi, ruberie, costi della politica, scandali, ingiustizie, privilegi, inefficienze del settore pubblico,

Bravo Dellai, finalmente parole chiare su Bezzi F inalmente ho letto quello che volevo leggere: la dura presa di posizione del presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, nei confr ( da "Adige, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: naturalmente sempre fatte dai politici) il sacrosanto diritto per politici in pensione, di godere dello scandaloso vitalizio; afferma inoltre che non sono questi privilegi che incidono sui costi della politica. Spero, ma credo che sarà molto difficile,che nel prossimo governo, qualche giovane politico, spinto dalla passione e non solo dalla "carega",

Contravvenzioni per lo sforamento "sospese" fino al provvedimento ufficiale della giunta sul ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sinistra Democratica"- Siamo di fronte ad un imbuto che blocca tutto, anche le buone intenzioni di qualcuno. Dal 20 dicembre scorso, sulla base della lettera inviata al Comune, attendiamo di conoscere quali sono le gettoniere che i cittadini non debbono più utilizzare in quanto relative agli stalli di sosta annullati dal Tar.

Il presidente Giancarlo Billi: In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono sempre scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti a pioggia ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il presidente Giancarlo Billi: "In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono sempre scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti a pioggia".

Prade ci ripensa: Non andrò contro i più ( da "Corriere delle Alpi" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Certo", ribadisce Prade, "i finanziamenti non vanno persi per nessun motivo al mondo". Prade ieri, davanti a una platea di amministratori, ha parlato di costi della politica ricordando "la casta" e non sono mancati i brusii: "Quante chiacchiere!", dice il sindaco commentando il convegno.

Ateneo, cda si aumenta il compenso - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: su proposta del rettore Calzolari, tutti fecero il bel gesto: gettoni e indennità di carica quasi dimezzati. Una decisione che fece scalpore. Ma adesso, a finanze rimesse in sesto, arriva il recupero, parziale, di quel taglio. Dai 70 ai cento euro in più per i gettoni di presenza. SEGUE A PAGINA II.

Il cda si aumenta il compenso ( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: a non procedere a un aumento di spesa per i gettoni di presenza che passerebbero (nella bozza di delibera) da 252 a 360 euro per i consiglieri (ma erano di 500 euro nel 2005 e 450 nel 2006), da 156 a 220 euro per i senatori (erano intorno ai 300 euro nel 2005 e 2006) e da 200 a 285 euro per i membri della giunta d'Ateneo (erano sui 400 euro nel 2005 e 2006)

Il programma del PDL un commento ( da "Voce d'Italia, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Fermo l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili)".

La vita di Graziella rubata due volte ( da "superEva notizie" del 04-03-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: come il vaffa day di Grillo e il successo di libri come Gomorra di Roberto Saviano e La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Ancora più utile sviare l'attenzione del popolo fesso quando ci si prepara, ad esempio, a presentare nelle proprie liste personaggi già condannati per favoreggiamento nei confronti di mafiosi, come un certo Totò Cuffaro o un certo Marcello Dell'Utri.


Articoli

I costi della politica venerdì sul palco del Filodrammatici (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Martedì 4 marzo 2008 Benvenuto P.Review srl I costi della politica venerdì sul palco del Filodrammatici Ci sarà un tema di grande attualità come i costi della politica al centro del convegno "Controllo dei cittadini e ruolo delle assemblee elettive", in programma venerdì 7 marzo, dalle 9,30 alle 13, al teatro Filodrammatici. L'incontro è promosso da Comune, Provincia e Cisal (Comitato istituzionale per gli studi sull'amministrazione locale). I lavori saranno introdotti dal presidente di Promo P.A. Gaetano Scognamiglio. Relazioni di Alberto Azzera, Emanuela Pesel Rigo, Luigi De Angelis. Alle 11.30, coordinata dal presidente del Consiglio provinciale Roberto Mariani, la tavola rotonda con Annina Botta, Carlo Cinquini, Mauro Fanti e Paola Vilardi.

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Il problema dei problemi (sezione: Costi dei politici)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

DEBITO PUBBLICO "Il problema dei problemi" Mi permetto sommessamente di far notare al vice presidente della regione Zaia (che, in polemica col procuratore regionale della corte dei conti Scarano nella vicenda delle spese sostenute dalla regione per Miss Italia, ha affermato che "la Guardia di Finanza dovrebbe essere utilizzata per cose più importanti, come la criminalità") che il problema dei problemi del nostro paese è il debito pubblico e che è proprio quest'ultimo (con tutto ciò che, in termini di sprechi, ruberie, costi della politica, scandali, ingiustizie, privilegi, inefficienze del settore pubblico, ha concorso a formarlo) la principale causa di tutti i mali del nostro paese (criminalità compresa). Luciano Dissegna ex sindaco Romano d'Ezzelino.

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Bravo Dellai, finalmente parole chiare su Bezzi F inalmente ho letto quello che volevo leggere: la dura presa di posizione del presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, nei confr (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Onti di Giacomo Bezzi, che da troppo tempo ci ha abituati a improvvisi cambi di casacca politica, solo per seguire i suoi interessi Bravo Dellai, finalmente parole chiare su Bezzi F inalmente ho letto quello che volevo leggere: la dura presa di posizione del presidente della Provincia, Lorenzo Dellai, nei confronti di Giacomo Bezzi, che da troppo tempo ci ha abituati a improvvisi cambi di casacca politica, solo per seguire i suoi interessi. Spero che la lezione serva anche per il futuro: quando si scelgono gli alleati, si deve puntare su persone leali e affidabili, con un minimo di coerenza, anche se magari un po' più scomode. Alfredo Pisoni La lezione del Kosovo e le secessioni padane " C osa farebbero gli italiani se un giorno gli albanesi (o qualsiasi altro gruppo etnico presente nel territorio) diventassero la maggioranza in una delle regioni italiane, perché le famiglie italiane hanno pochi figli, e decidessero di proclamare quella regione repubblica indipendente?". Questa la domanda posta nei giorni scorsi dalla signora Petrovic a seguito del riconoscimento del nuovo stato "indipendente" del Kosovo anche da parte del governo italiano. Domanda velata di nazionalismo, se si vuole, ma utile a ricordarci come già Lega e Patt cavalchino un ipotesi simile; i nuovi arrivati sono più prolifici di noi e quindi votati a diventare maggioranza mettendo in pericolo le nostre tradizioni, la nostra cultura, la nostra religione. Non occorre aspettare tanto. L'iniziativa secessionista è già in atto, e da parecchio ad opera della Lega. Ricordiamoci la proclamazione di una sorta di repubblica di Padania, con tanto di parlamento del nord (ex parlamento padano) insediato nel mantovano ora riaperto nella nuova sede di Vicenza. Un secessionismo senza nessuna serietà, tutto all'italiana, al quale nessuno ha mai dato peso, d'accordo; ma sempre mediaticamente presente, e lo stesso Bossi non molte settimane fa ha ricordato come le munizioni siano sempre pronte. Una sparata troppo avventata forse: ma se un giorno qualcuno vedesse in un'Europa troppo forte un pericolo per la propria economia, per il proprio predominio sul mondo e pensasse di destabilizzarla soffiando sul fuoco delle secessioni secondo tecniche già collaudate da decenni in tutto il mondo, (compreso, ma non ultimo il Kosovo), cosa farebbero le forze che hanno inneggiato al riconoscimento del Kosovo come stato indipendente? Dichiarerebbero subito la Padania - Piemonte, Lombardia e Veneto - come stato indipendente per evitare anni di lotta armata con relativi morti, distruzioni e centinaia di migliaia di profughi?Per coerenza dovrebbero. E allora non è una follia, un atto irresponsabile anche il riconoscimento del Kosovo. Non solo per ciò che può produrre in Serbia, ma per quanto può incoraggiare in Italia? Un'ultima considerazione: divide et impera è la regola per dominare. Nel momento in cui si dice di voler eliminare le frontiere all'interno dell'Europa, si continua ad erigerne di nuove per ambiti sempre più piccoli. A chi serve un' Europa formalmente unita ma sempre più suddivisa, disgregata in una serie di piccoli staterelli ognuno col suo diritto di rappresentanza e di voto all'Onu oltre che nel parlamento europeo? Demis Arlanch - Rovereto Un 8 marzo all'insegna della lotta alla violenza C ome Coordinamento Donne di Trento vogliamo ringraziare l'assessora Iva Berasi che, oltre ad aver contribuito a finanziarne la realizzazione, ha dato la sua disponibilità a presentare insieme a noi e alla cooperativa "Città Aperta" questa importante pubblicazione, che, in un linguaggio semplice ed efficace spiega che cosa è e come si presenta la violenza domestica sulle donne, fenomeno che resta purtroppo estremamente preoccupante sia a livello nazionale sia a livello locale. Nominare, parlarne e descrivere la violenza di genere è infatti essenziale per opporsi efficacemente ad essa e in particolare a quella che avviene all'interno delle mura di casa, la più diffusa nei confronti delle donne, quella che, per intenderci, rappresenta la principale causa di morte e di invalidità per le donne dell'Unione Europea tra i 16 e i 44 anni. È essenziale, perché essa venga riconosciuta e letta per quello che è, una forma di discriminazione nei confronti delle donne e quindi una violazione dei diritti umani frutto di una società e di una cultura ancora, nonostante tutto, patriarcali, in cui le relazioni storicamente ineguali di potere tra gli uomini e le donne si riflettono sia nella vita pubblica sia nella vita privata. È essenziale quindi per ottenere quel cambiamento culturale indispensabile per porre fine a questo triste e drammatico fenomeno. In questo il contributo dei Centri Antiviolenza come il nostro è assolutamente prezioso così come lo è per rompere la solitudine delle donne che subiscono violenza, fisica, psicologica, economica, sessuale e per offrire loro un luogo in cui possano trovare nel sostegno di altre donne la forza per uscire dalla violenza. Come Coordinamento Donne di Trento siamo orgogliose di essere riuscite a realizzare questo progetto e a farne comprendere l'importanza attraverso un'azione di sensibilizzazione che ci ha fruttato l'appoggio, oltre che dell'assessora Marta Dalmaso, anche dell'assessora Iva Berasi e della Vice Presidente Margherita Cogo, della Commissione pari opportunità provinciale, del Consiglio delle donne del Comune di Trento e della Commissione alle politiche sociali che ha presentato un emendamento approvato e condiviso da tutto il Consiglio comunale. Così, con il prossimo marzo, il Centro Antiviolenza potrà lavorare con un organico al completo e siamo in dirittura, se non di arrivo, quantomeno di partenza anche per la realizzazione dell'altro imprescindibile completamento del Centro Antiviolenza, rappresentato da una struttura allogiativa ad indirizzo segreto direttamente collegata ad esso, in grado di offrire alle donne un'uscita in sicurezza nei casi più gravi. Per quest'ultimo obiettivo, abbiamo avuto l'8 marzo dello scorso anno anche il sostegno di più di mille cittadine e cittadini che hanno sottoscritto il nostro appello in merito alle istituzioni. Siamo in prossimità di un nuovo 8 marzo, cui possiamo idealmente collegare anche la presentazione di questa pubblicazione che chiude momentaneamente i nostri interventi sulla violenza di genere, susseguitisi di marzo in marzo. Ci sarà però ben poco da festeggiare in questo 8 marzo 2008 in cui le donne vedono con sgomento messi in discussione diritti faticosamente ottenuti, come quello basilare all'autodeterminazione e si ritrovano oggetto di forme diverse e più subdole di violenza di genere come quella messa in essere dai cosiddetti "difensori della vita". Forse, ma il dubbio è grande e d'obbligo, ci potremo consolare con l'ottenimento di quel minimo di rappresentanza politica, il 30%, che un consiglio provinciale a stragrande maggioranza maschile, riuscirà, suo malgrado, a concederci. Elena Belotti Giovani, impegnatevi contro lo scandalo vitalizi L ' ex deputato e assessore del Pci Biagio Virgili nel suo intervento (giovedì 26) rivendica, menzionando leggi e articoli costituzionali (naturalmente sempre fatte dai politici) il sacrosanto diritto per politici in pensione, di godere dello scandaloso vitalizio; afferma inoltre che non sono questi privilegi che incidono sui costi della politica. Spero, ma credo che sarà molto difficile,che nel prossimo governo, qualche giovane politico, spinto dalla passione e non solo dalla "carega", proponga di ridimensionare stipendi, vitalizi privilegi di ogni sorta della casta politica, scandalosamente esagerati, che offendono la gente che dopo 40 anni di lavoro riceve una pensione da fame. Giorgio Bosetti Piedicastello "rinnovato" ma i problemi restano E gregio direttore, con questa lettera desidero invitare i miei concittadini a visitare il "rinnovato" quartiere di Piedicastello, qualche mese dopo l'apertura del nuovo tunnel sotto il Dòs Trento. Certamente potranno notare come il traffico in via Brescia non sia affatto diminuito (anzi!) e come a tutte le ore del giorno e della notte le automobili continuino a sfrecciare a velocità più consone ad un autodromo che non ad una strada comunale. I concittadini potranno altresì constatare come la Chiesa di S. Apollinare permanga nettamente separata dal suo quartiere, grazie alla vecchia tangenziale, che nel frattempo non è stata sistemata né tanto meno riqualificata. Il Piazzale Divisioni Alpine è rimasto orfano delle bellissime aquile di pietra che campeggiavano sulla Biblioteca delle Truppe Alpine (scomparse), della fontanella del vecchio Dazio (distrutta) e di alcuni secolari cedri del Libano (abbattuti). Infine, da un po' di giorni nello stesso Piazzale è stato installato un ventilatore che serve l'uscita di sicurezza del supertecnologico tunnel del Dòs Trento, costato oltre 37 milioni di euro: penso che abbiano finito i soldi perché quel ventilatore fa un rumore insopportabile ed assordante, tale da impedire il sonno di coloro che abitano le case che si affacciano sul Piazzale. Tralascio lo stato di degrado e abbandono dell'area Italcementi, una vera e propria miniera di eternit che - per chi non lo sapesse - è un micidiale agente cancerogeno. Maurizio Centonze - Piedicastello Grazie al dottor Bassetti e al Day hospital di Arco A pprofitto dell'Adige, il "mio" giornale, per dire grazie al dottor Sergio Bassetti, responsabile del day hospital dell'ospedale Armanni di Arco. Con l'esperienza, la bravura e l'umanità che lo contraddistinguono fra gli specialisti di pneumologia e che già in altre occasioni avevo sperimentato, il dottor Bassetti con una semplice visita mi ha diagnosticato una broncopolmonite in atto, sfuggita ad altri medici a cui mi ero rivolto. Soffrendo di una patologia polmonare cronica, la sua diagnosi precisa e l'opportuna terapia antibiotica mi hanno di fatto salvato la vita. Vittorio Perri - Mattarello 04/03/2008.

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Contravvenzioni per lo sforamento "sospese" fino al provvedimento ufficiale della giunta sul (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di RENATO PIERANTOZZI Contravvenzioni per lo sforamento "sospese" fino al provvedimento ufficiale della giunta sulla "liberazione" dei posti blu e l'avvio del nuovo regime sanzionatorio. E' l'ultima puntata dell'estenuante telenovela che ha come protagonista il piano sosta cittadino. Nonostante il tempo che passa inesorabilmente, la giunta comunale sembra incapace di uscire dal labirinto in cui si è cacciata. Nell'ultima seduta, l'esecutivo ha discusso nuovamente delle problematiche relative alla sosta e al traffico chiedendo al dirigente di mettere a punto un piano organico che comprenda sia le contravvenzioni sia i posti liberati dal Tar. I tempi stringono anche perché l'abolizione delle contravvenzioni per chi ha il ticket scaduto doveva partire sabato scorso. Inoltre la sentenza del tribunale amministrativo regionale deve essere eseguita dal 6 dicembre e a tutt'oggi non sono stati prorogati i permessi per i residenti scaduti il 31 dicembre scorso. Un "lassismo" decisionale e politico che è stato evidenziato sia dalla stesse struttura tecnica dell'Arengo sia dalla minoranza di centro sinistra che ha inviato anche diversi esposti alla Corte dei Conti. "Se siamo in presenza di situazioni illegali la colpa è tutta della giunta comunale -accusa Emidio Catalucci, capogruppo consiliare di "Sinistra Democratica"- Siamo di fronte ad un imbuto che blocca tutto, anche le buone intenzioni di qualcuno. Dal 20 dicembre scorso, sulla base della lettera inviata al Comune, attendiamo di conoscere quali sono le gettoniere che i cittadini non debbono più utilizzare in quanto relative agli stalli di sosta annullati dal Tar. Adesso siamo nel caos: senza controlli per i residenti e senza sapere quali posti blu sono ancora validi". Da parte sua, il dirigente comunale Cristoforo Weldon ha da tempo "sollecitato" la giunta comunale a prendere una decisione come dimostrano le numerose lettere inviate all'organo di governo comunale. In data 8 gennaio, l'ing. Weldon suggerisce una soluzione "tampone" per trasformare i posti blu annullati dal Tar in spazi per i residenti se ubicati in zone a traffico limitato o in spazi liberi (o a disco orario) se ricadenti in altre zone cittadine. Dai conteggi fatti, rimarrebbero a pagamento 334 stalli non interessati dalla sentenza dei giudici amministrativi. Sono dislocati in piazza Orlini/via Dino Angelini (n.46), via Sacconi (19), piazza Viola (54), via Malaspina (37), corso Mazzini/via Afranio/via Crispi/via Tribù Fabia (79) e largo Parisani (70). Gli altri di fatto sono stati aboliti dalla sentenza del 6 dicembre scorso. Si tratta delle zone di Via Colombo, via Piave, viale Vellei, stazione, viale De Gasperi, via Vecchi, piazza Cecco d'Ascoli, viale delle Rimembranze. Sul piatto resta comunque la convenzione siglata dal Comune e dalla Saba nel 2002 che prevede un numero di posti a pagamento ben superiore fino a sfiorare il numero delle 2mila unità. Che fine faranno? E' l'interrogativo inquietante anche perché la convenzione si regge su un preciso piano economico e finanziario. Anche se senza posti blu, i conti al gestore privato debbono riportare ugualmente.

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Il presidente Giancarlo Billi: In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono sempre scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti a pioggia (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il presidente Giancarlo Billi: "In giro c'è tanta volontà, ma i fondi sono sempre scarsi, sbagliata la politica dei finanziamenti a pioggia".

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Prade ci ripensa: Non andrò contro i più (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere delle Alpi" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prade ci ripensa: "Non andrò contro i più" Il sindaco conferma l'indirizzo politico di uscire dall'ente: "Ma a suo tempo" Critiche al convegno di ieri: "Chiacchiere" La Valbelluna chiama IRENE ALIPRANDI BELLUNO. "Non intendo andare contro la volontà dei più". Si ammorbidisce la posizione di Antonio Prade sul futuro della Comunità montana Belluno - Ponte nelle Alpi. Ieri il sindaco ha fatto un passo indietro durante il convegno dell'Uncem, spiegando che la volontà di far uscire il capoluogo resta il suo indirizzo politico, ma per raggiungerlo servirà tempo. "Non c'è nessuna rimeditazione", assicura Prade, "non c'è mai stata alcuna decisione definitiva, c'è solo un indirizzo politico che prende atto di alcuni fatti". Il sindaco rimane fortemente critico sulla missione svolta dalla Comunità montana Belluno - Ponte nelle Alpi: "In questi anni la Cm ha sostanzialmente fallito il suo ruolo, non ha svolto servizi per i Comuni e non ha realizzato opere fondamentali. Ci riempiamo la bocca con principi di efficienza ed economicità, non possiamo non fare una riflessione su questo e altri enti". Alla luce delle numerose voci contrarie, al sindaco non resta che distinguere l'obiettivo dalla strategia: "Far uscire il Comune capoluogo dalla Comunità montana rimane un indirizzo politico che spero vada in porto a suo tempo, quando non farà male a nessuno, ma invito tutti a guardarsi attorno: è pieno di enti inutili. Certo", ribadisce Prade, "i finanziamenti non vanno persi per nessun motivo al mondo". Prade ieri, davanti a una platea di amministratori, ha parlato di costi della politica ricordando "la casta" e non sono mancati i brusii: "Quante chiacchiere!", dice il sindaco commentando il convegno. "Bisogna cambiare, ci sono troppi conservatori, quelli che dicono sempre no e guai a chi tocca le cose. Io avevo lanciato un messaggio: prima che Roma o Venezia decidano per noi, cerchiamo di trovare una soluzione che vada bene al nostro territorio. Ma il problema è che c'è una difesa assoluta dell'esistente. Se vogliamo cambiare non si possono usare sempre gli stessi strumenti". In effetti Prade non ha riscosso molti successi tra i colleghi. Il sindaco di Ponte nelle Alpi Fulvio De Pasqual, secondo azionista della Cm, ha voluto ricordare al suo socio che si deve proprio all'ente la realizzazione dell'acquedotto del Rio dei Frari, uno dei più importanti di tutta la provincia. "Prade dice che Belluno è in fase di riflessione e valutazione, non ha dato la risposta definitiva che aveva annunciato". Per Ponte comunque il problema è relativo e c'è una novità: il presidente della Cm Valbelluna Edi Fontana ha chiesto un incontro con i rappresentanti della Cm e dei Comuni di Belluno e Ponte nelle Alpi, l'argomento è abbastanza chiaro. "Noi abbiamo tutte le caratteristiche per stare in una Cm", dice De Pasqual, "ma è evidente che una modifica del comportamento di Belluno cambia anche la nostra situazione. Ma non abbiamo nessuna ansia e siamo interessati all'incontro con la Valbelluna per cercare una posizione condivisa da portare in Regione". Per Ponte nelle Alpi entrare nella Cm Valbelluna sarebbe l'ideale, ma è indispensabile che vi sia anche Belluno per la continuità territoriale: "Se andassimo con l'Alpago o il Longaronese", conclude De Pasqual, "modificheremmo i loro equilibri. A mio avviso il capoluogo dentro una Cm rafforzerebbe con la sua stessa presenza la visione di una provincia interamente montana, ma è vero che un ente di secondo grado vive di competenze trasferite".

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Ateneo, cda si aumenta il compenso - ilaria venturi (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina III - Bologna Il caso Ateneo, cda si aumenta il compenso ILARIA VENTURI L'ANNO scorso, nel pieno della crisi finanziaria, su proposta del rettore Calzolari, tutti fecero il bel gesto: gettoni e indennità di carica quasi dimezzati. Una decisione che fece scalpore. Ma adesso, a finanze rimesse in sesto, arriva il recupero, parziale, di quel taglio. Dai 70 ai cento euro in più per i gettoni di presenza. SEGUE A PAGINA II.

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Il cda si aumenta il compenso (sezione: Costi dei politici)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pagina IV - Bologna IL CDA SI AUMENTA IL COMPENSO (segue dalla prima di cronaca) e una revisione delle indennità di carica a seconda del peso delle responsabilità. La proposta arriverà oggi sul tavolo del consiglio d'amministrazione dell'Ateneo. Ma agli studenti non va giù. Alla vigilia della decisione il sindacato indipendente ha scritto una lettera aperta ai membri del cda. E' Paolo Bailo, rappresentante degli studenti in senato accademico, a firmarla: "Vi chiedo di non procedere con l'aumento degli emolumenti; sarebbe, in questo momento, un atto ingiustificato e dannoso nei confronti dell'immagine che un'università in via di risanamento economico dovrebbe pubblicamente offrire". Un appello, dunque, a non procedere a un aumento di spesa per i gettoni di presenza che passerebbero (nella bozza di delibera) da 252 a 360 euro per i consiglieri (ma erano di 500 euro nel 2005 e 450 nel 2006), da 156 a 220 euro per i senatori (erano intorno ai 300 euro nel 2005 e 2006) e da 200 a 285 euro per i membri della giunta d'Ateneo (erano sui 400 euro nel 2005 e 2006). Tecnicamente, è un'operazione di ritorno agli importi corrisposti nel 2006, ridotti del 20% e non più del 44%. Per le indennità, l'ipotesi contempla un passaggio da 25mila a 36mila euro (ma erano 45mila nel 2006) per il rettore e un aumento dai 3 ai 5mila euro per i presidi. Oggi si aprirà dunque il dibattito. "E' stata presentata negli organi accademici - scrive Bailo - una proposta che contiene un elemento critico: l'aumento considerevole delle risorse destinate ai compensi per gli amministratori (+28% sul 2007). Credo che questo sia sbagliato: da tempo l'Alma Mater deve affrontare problemi di carattere finanziario (appena due mesi fa abbiamo dovuto tagliare del 50% il turn-over docenti) e l'opera di riduzione della spesa appena avviata deve iniziare da tutto ciò che non è didattica né ricerca; un aumento dei compensi darebbe un segnale nella direzione opposta, tanto più grave se si considera che settori critici sono sotto finanziati (dipartimenti, edilizia, biblioteche) e che l'aumento delle tasse universitarie è tornato in agenda, dando l'impressione di non voler ridurre gli sprechi e di volerne fare ricadere il costo sugli studenti". ILARIA VENTURI.

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Il programma del PDL un commento (sezione: Costi dei politici)

( da "Voce d'Italia, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Economia Ma perche' non introdurre una flat tax? Il programma del PDL: un commento Bene i tagli ad entrate e spese pubbliche Roma, 4 mar. - Ad un mese e mezzo esatto dalle nuove elezioni generali, il principale partito di centro-destra italiano, il nuovissimo Popolo delle Libertà (P.D.L.) ha presentato ai cittadini il suo programma-manifesto elettorale. Suddiviso in sette grandi tematiche, esso è incentrato su di una logica "offertista" di riduzione dell'intervento pubblico nell'economia. Infatti, nel capitolo "Sviluppo" si propongono: detassazione degli straordinari, premi e incentivi legati alla produttività, detassazione progressiva della tredicesima, un'azione sull'I.V.A. (versamenti solo a fattura incassata, rimborsi entro 60-90 giorni, progressiva abolizione di quella sul turismo), nonché una progressiva abolizione dell'Irap, liberalizzazioni e la riorganizzazione e digitalizzazione della P.A. Nel capitolo su "Famiglia e Giovani" di nuovo il punto di forza è "meno tasse"; così troviamo elencate le seguenti misure: eliminazione dell'Ici sulla prima casa, introduzione progressiva del quoziente familiare, riabolizione delle tasse di successione e sulle donazioni reintrodotte dal Governo Prodi, progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto la soglia del 40% del P.I.L., lotta all'evasione, progressiva tassazione separata dei redditi da locazione, riduzione dell'IV.A. sui prodotti per l'infanzia. Il capitolo sul "Sud" prevede, fra l'altro, il pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese istituzionali; la realizzazione della Banca del Sud; il federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo; il contrasto alla criminalità organizzata ed un "Piano sicurezza". Nel capitolo sul "Federalismo" il P.D.L. propone l'attuazione dell'art. 119 della Costituzione sul federalismo fiscale; la garanzia che la perequazione riduca ma non annulli le differenze di capacità fiscale, stante il principio costituzionale di giusto equilibrio tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale. Infine, l'impegnativo capitolo sulla "Finanza Pubblica", con un piano straordinario da completare nell'arco dell'interadei cinque anni di legislatura. La realizzazione è sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in Italia; il vincolo imposto dai vari trattati europei siglati; il vincolo costituito dall'attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani. In particolare, si legge nel documento: "In ogni caso non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla. Fermo l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale. Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò comprimibile. A partire dal costo della politica e dell'apparato burocratico (ad esempio delle Province inutili)". Ad un'analisi imparziale, questo documento possiede perlomeno due aspetti apprezzabili; innanzitutto, esso non appare un "libro dei sogni", con promesse pre-elettorali irrealizzabili. In secondo luogo, finalmente ci mette di fronte ad un manifesto di stampo conservatore-liberale, e liberista in economia. Le ombre pertengono all'eccessiva generalizzazione. Come subito ha attaccato W. Veltroni, non viene specificato adeguatamente dove si intenda trovare le coperture finaziarie per i tanti piccoli tagli fiscali. Sembra quasi che si voglia viaggiare su due binari paralleli di riduzione delle entrate e delle spese pubbliche. Ma ciò sarebbe pericoloso: a) perché sappiamo quanto sia difficile ridurre la spesa corrente (con tutte le micro-lobbies schierate a difesa dei loro interessi particolaristici); b) perché confidare nella lotta all'evasione ed elsuione fiscale per il recupero di gettito è illusorio. Pertanto, lanciamo una proposta: anziché una pletora di tagli all'opprimente fardello fiscale che grava sulle spalle degli italiani, non sarebbe più semplice ed efficace procedere con l'introduzione di una flat tax (con una no tax area per i meno abbienti ed un'aliquota unica al 20%)?! Cosimo Magazzino.

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La vita di Graziella rubata due volte (sezione: Costi dei politici)

( da "superEva notizie" del 04-03-2008)

Argomenti: Costi della politica

Notizie e commenti La vita di Graziella rubata due volte A cura di Luca Pappalardo Pubblicato il 04/03/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni Politici, magistrati, procuratori e Corte d'appello contro un'umile e indifesa fiction televisiva. Come mai? La notizia (ANSA) - Roma, 3 marzo Rischia di essere rinviata di nuovo la fiction RAI La Vita Rubata sull'uccisione di Graziella Campagna prevista su Raiuno il 10 marzo. Lo chiedono al ministro della giustizia, il presidente della Corte d'Appello di Messina ed il procuratore generale nell'imminenza della sentenza del processo in Corte d'Assise, prevista per il 18 marzo. Il produttore della fiction Alessandro Jacchia della Albatross chiede che a questo punto decida la magistratura con un provvedimento d'urgenza ex art.700. Il commento La televisione è uno strumento diabolico, ed è lunga la lista di quelli che per avere successo nella vita, in politica come in altri campi, sono pronti a fare un patto col diavolo. Belzebù però fa anche paura, perché può trascinarti all'inferno quando meno te l'aspetti, soprattutto se all'orizzonte ci sono le elezioni politiche. Graziella Campagna era una brava ragazza di soli 17 anni quando venne rapita e uccisa da due pericolosi latitanti di mafia perché aveva visto qualcosa che non doveva vedere. Graziella lavorava da poco in una lavanderia e per sbaglio aveva avuto tra le sue mani l'agendina personale di uno dei due. Il mafioso distratto l'aveva lasciata per sbaglio nella camicia da lavare. In quell'agenda erano segnati meticolosamente i nomi di tutti i favoreggiatori della lunga latitanza, uomini insospettabili, politici ed esponenti delle forze dell'ordine. Quel gesto banale e fortuito, come il ritrovamento dell'agendina e la sua pronta consegna alla titolare della lavanderia, forse non all'oscuro di tutto, rappresentò per la ragazza una vera e propria condanna a morte, prontamente eseguita. Della storia si era a lungo occupata una delle trasmissioni giornalistiche italiane più intelligenti ed utili, Chi l'ha visto?, riuscendo perfino nello scopo di far riaprire il caso frettolosamente insabbiato anni prima. I killer infatti erano stati individuati e fermati con relativa facilità, ma con altrettanta semplicità erano stati rilasciati immediatamente. Per tenere alta l'attenzione sul caso, dopo il primo stop alla messa in onda di qualche mese fa, Chi l'ha visto aveva recentemente mandato in onda in anteprima anche dei brani della fiction incriminata, commentata in diretta telefonica dal protagonista Beppe Fiorello. Come mai il mondo politico, in particolare quello di centrodestra, ovvero dei partiti che hanno da sempre intrecciato a livello locale nel sud uno stretto rapporto di affari e reciproca protezione con la mafia, si interessano tanto a questa fiction? Semplice: nella realtà Graziella Campagna era la sorella minore di un appuntato dei carabinieri, Piero Campagna. Il fratello di Graziella giurò immediatamente, di fronte al corpo della sorella, di non darla vinta agli esecutori del delitto e cominciò ad essere una spina nel fianco di colleghi e superiori interessandosi in prima persona alle indagini. Il povero carabiniere dovette però scontrarsi da subito con un muro di resistenze, boicottaggi e perfino di prese in giro nel suo stesso ambiente di lavoro, quello che in teoria avrebbe dovuto dare la caccia agli assassini. Sulla propria pelle, e su quella della sorella, Piero dovette rendersi conto del fatto che la mafia godeva di una rete di protezioni ed infiltrazioni che non risparmiavano nessun settore della cosiddetta società civile. Il film TV che vede Beppe Fiorello nei panni di Piero Campagna non fa sconti ai protagonisti in negativo di questa storia italiana. Una storia poco conosciuta dalle masse, troppo impegnate a guardare il Grande fratello, Buona domenica e la De Filippi per leggere i giornali o informarsi con coscienza, ma che rischiano di essere svegliate dal torpore proprio grazie a una fiction rompiballe. Alla vigilia delle elezioni i film in onda sui canali televisivi nazionali dovrebbero svagare, commuovere, divertire, non certo far riflettere i telespettatori sul fatto che la mafia è viva e in salute proprio grazie all'appoggio di politici e, in qualche caso, di uomini in divisa. A questo e solo a questo pensa chi si prepara a spartirsi la torta del potere politico, non certo a Graziella Campagna e alla sua famiglia. In particolar modo dopo i recenti fenomeni mediateci come il vaffa day di Grillo e il successo di libri come Gomorra di Roberto Saviano e La Casta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Ancora più utile sviare l'attenzione del popolo fesso quando ci si prepara, ad esempio, a presentare nelle proprie liste personaggi già condannati per favoreggiamento nei confronti di mafiosi, come un certo Totò Cuffaro o un certo Marcello Dell'Utri. Le reazioni politiche per bloccare il progetto, con l'aiuto di magistrati compiacenti in perfetto stile mafioso, non si sono fatte attendere. Il pubblico italiano invece aspetta da mesi di vedere il risultato di questo lavoro, e probabilmente dovrà aspettare ancora un po'. Il pizzino recapitato al ministro è stato chiaro: la fiction rompicoglioni potrà anche andare in onda, soprattutto perché se n'è parlato troppo per insabbiarla, ma una larga fetta della classe politica italiana vuole che vada in onda solo dopo le elezioni, non prima. E' il caso di dire che staremo a vedere.

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