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DOSSIER “I COSTI DELLA POLITICA.”

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Report "Costi dei politici"

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Indice delle sezioni

Costi dei politici (29)


Indice degli articoli

Sezione principale: Costi dei politici

Castel d'Ario, si dimette un altro consigliere ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: visto che per questa convocazione sono stati buttati 500 euro per i gettoni di presenza", il sindaco Maria Regina Brun ha obiettato: "Non ho ritenuto di attendere oltre per evitare che sulla piazza corressero voci o illazioni sulle dimissioni". Il sindaco ha poi chiarito che "i motivi personali sono da intendersi col fatto che la figlia del consigliere ha avuto la mobilità,

I consiglieri arrivano tardi alle sedute del Consiglio comunale? Paga dimezzata. La propo ( da "Leggo" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Sta, oltre al dimezzamento del gettone di presenza, prevede addirittura la sua cancellazione per i membri di commissione che non si fermano alle riunioni per almeno mezz'ora. La riduzione del 50% del gettone per i consiglieri comunali ritardatari è stata proposta a Chioggia.

Gettone dimezzato, la lega si piega - elisabetta boscolo anzoletti ( da "Nuova Venezia, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Lucio Tiozzo - e propongo 1) di ridurre il numero degli assessori a 6 (oggi 10, ndr); 2) di convocare i consigli alle 15 per evitare il secondo gettone dopo la mezzanotte; 3) di ridurre il numero delle commissioni". La discussione si accende, l'opposizione tenta di mettere zizzania in casa della maggioranza.

Bidelli in rivolta contro gian antonio stella ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: "C'è scritto nel protocollo d'intesa coi sindacati - scrivono Rizzo e Stella -. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti;

Seduta consiliare abbandonata per protesta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: rinunciando così al gettone di presenza. Mi attendo una lettera - ha concluso - con la quale questi signori manifestino tale volontà". Immediatamente dopo gli ha fatto eco la seconda carica comunale roveredana, la quale ha ricordato di "essere stato sempre a disposizione di tutti i consiglieri, in qualsiasi giorno, a qualsiasi ora".

A firenze va in scena carmen di carlos saura - milly mostardini ( da "Tirreno, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: curato da Gabriele Rizza. I costumi sono di Pedro Moreno, le scene di Laura Martinez, alla coerografia hanno lavorato Cristina Hoyos e Juan Antonio Jimenez. Si alternano due cast di intepreti: Don Josè ha le voci di Marcelo Alvarez e Carl Tanner, Escamillo quelle di Ildebrando D'Angelo e Dario Solari.

Metà gettone ai consiglieri ritardatari ( da "Provincia di Cremona, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Edizione di Mercoledì 30 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Metà gettone ai consiglieri ritardatari CHIOGGIA (Venezia) ? Il dimezzamento del gettone di presenza per i consiglieri comunali ritardatari, proposto dalla Lega Nord di Chioggia, si trasforma da ordine del giorno in una risoluzione per modificare l'organizzazione della "

CESENA MAI COME quest'anno i giovani ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: in particolare se dovesse essere di serie C. Come si stanno comportando questi giovani emigranti? Partiamo dalle buone notizie. Che vengono da Legnano (C1) , dove Mirko Valdifiori, classe '86, sta recitando ad alti livelli dopo che un in infortunio lo aveva spedito ai box e (altra buona notizia) è blindato dal Cesena fino al 2010.

Mughini? poco tempo per decidere ( da "Provincia Pavese, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: di attività culturali degli studenti". Come spiega anche la segretaria del Coordinamento, Elena Fava "la conferenza è organizzata nell'ambito dell'Acersat che non consente i gettoni presenza dei relatori". Il Coordinamento precisa inoltre che "nella lunga storia della nostra associazione, abbiamo spesso organizzato iniziative invitando relatori con idee differenti dalle nostre sviluppando

<Faccio il sindaco a tempo pieno per duemila euro> ( da "Adige, L'" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: importo del gettone di presenza dei consiglieri comunali sul notiziario comunale dello scorso anno" commentando il fatto che non sia stata operata alcuna rinuncia o riduzione al contrario di amministratori di altre realtà comunali. "Premesso il fatto che non ritengo corretto giudicare o commentare delle legittime e personali scelte fatte da altri colleghi -

Verri in biancorosso ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: In questa stagione ha collezionato 17 gettoni di presenza in LegaDue con una media di 6,3 minuti e 1,2 punti a partita. PREMIO. La notizia del contratto a Verri arriva, guarda caso, proprio il giorno dopo quella che ha consacrato la Trenkwalder al primo posto nella classifica per l'utilizzo dei giocatori italiani.

Tutti i gettoni di ieri devoluti per sostenere il volo di Martina ( da "Nuova Ferrara, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: il civico consesso ha infatti deciso di devolvere il gettone di presenza al progetto "Il volo di Martina". Considerando che il gettone riferito alla serata di ieri è di circa 20 euro e che i consiglieri sono 20, un'altra cifra considerevole andrà ad aggiungersi sul conto corrente aperto appositamente per Martina presso la filiale argentana della Banca Popolare di Ravenna.

Afragola, Bari-Napoli e <Nasa>: c'era una volta l'alta velocità ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Un articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il punto ma, soprattutto, i conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti - prevede lungo la linea 15 stazioni per 146 chilometri. Una ogni dieci. Il costo complessivo sarà di 5.297 milioni di euro, 36 milioni a chilometro.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 autore: di ... ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: ENERGIA CHE NON HA SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA L o "scienziato" Giovanni Paneroni era sicuro di se stesso: "Come il giovane Davide / decapitò Golia / il Paneroni impavide / cambiò l'astronomia". Girava per le sagre paesane della Lombardia degli anni Trenta vendendo arance, torroni, ciambelle e tiramolla illustrando urbi et orbi la sua teoria scientifica.

Verifiche a metà per le case da gioco ( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: identità di ogni cliente di una casa da gioco che acquisti o venda gettoni da gioco di valore pari o superiore a 2mila euro. Tuttavia, gli obblighi di adeguata verifica della clientela si "considerano comunque assolti dalle case da gioco soggetti a controllo pubblico se procedono alla registrazione, all'identificazione e alla verifica dell'

<La deriva> in libreria da venerdì 2 maggio ( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).

I consiglieri Pd "tirano le orecchie" alla giunta Sturani. Serve più responsabilità ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: input a modificare lo Statuto alla voce gettone di presenza: via il rimborso ai capigruppo che partecipano alle commissioni dove non sono nominati. Sul piano della verifica ora la parola passa agli assessori, chiamati dal sindaco venerdì. Un appuntamento che rientra nella serie di colloqui avviati sabato scorso da Sturani per fare il punto sull'attuazione del programma,

L'Italia spreca l'energia che non ha ( da "Corriere.it" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: tutti i sondaggi dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini ha cambiato idea: piuttosto che finire ostaggio degli stranieri, meglio il nucleare. In ogni caso, si sono mossi. Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l'hanno. Noi invece. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |.

I bresciani alla Camera: Non saremo una casta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è solo il problema dei costi della politica. La politica è avvertita come una "casta" quando è impotente, non sa decidere, non sa dare risposte. Noi dobbiamo rompere questo cerchio". Daniele Molgora, in odor di ritorno al sottosegretariato alle Finanze, riassume a modo suo il "mandato" ricevuto dagli elettori: "In fondo ci chiedono una cosa sola:

I bresciani alla Camera: <Non saremo una casta> ( da "Brescia Oggi" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: è solo il problema dei costi della politica. La politica è avvertita come una "casta" quando è impotente, non sa decidere, non sa dare risposte. Noi dobbiamo rompere questo cerchio". Daniele Molgora, in odor di ritorno al sottosegretariato alle Finanze, riassume a modo suo il "mandato" ricevuto dagli elettori: "In fondo ci chiedono una cosa sola:

<Motorizzazione alla Regione> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Costi della politica

Abstract: esercizio di attività di consulenza sulla circolazione dei mezzi di trasporto", spiega Cossa, "non si riunisce dal 21 giugno del 2001. Il motivo è apparentemente banale: non è chiaro su quale soggetto ricada l'onere dei gettoni di presenza. Accade così che gli utenti sardi debbano andare a sostenere le prove fuori dall'isola".

Commissione alloggi: nuovi compensi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: Il gettone di presenza è stato ritoccato e commisurato a quello riconosciuto ai consiglieri comunali e ai commissari impegnati nelle altre Commissioni permanenti. Ma l'emolumento non è più di 63 euro ma di 36. Si stabilisce che le sedute saranno conteggiate solo se non andranno deserte e se non dureranno meno di due ore.

NESPOLI: ELIMINERò LO STIPENDIO DI CONSIGLIERE COMUNALE E AZZERERò I DIRIGENTI ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: sostituendola con il gettone di presenza, all'istituzione di un Consiglio comunale aperto, per tre mesi, nonché attiverò una serie di iniziative per la sicurezza dei cittadini, le procedure per la riqualificazione del centro storico e chiederò un fondo di 20 milioni di euro per riavviare i lavori per la costruzione della stazione Tav ed opere connesse"

Gettone da rivedere agli assenteisti Il Consiglio rinvia la soluzione ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: finalizzato all'adozione di un regolamento tendente a penalizzare i consiglieri che fanno registrare troppe assenze in aula ed in sede di commissione, il consiflio comunale si è impantanato. L'esponente del Carroccio proponeva una precisa scala di tagli del gettone di presenza, da applicare a seconda dei casi.

Bongiasca-Rinaldin, scintille a distanza ( da "Corriere Di Como, Il" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: eventuale riduzione di poltrone e costi della politica con l'unificazione in una sola Comunità, anche se ovviamente andrebbero garantiti mezzi e fondi per lavorare bene". Il consigliere regionale forzista, Gianluca Rinaldin, in una lettera inviata all'assessore alle Finanze del Pirellone, Romano Colozzi, ha espresso un parere diametralmente opposto.

Corsa alle regionali Il Pdl: Senza di noi l'Uv non governerà ( da "Stampa, La" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: POLITICA FINANZA SPETTACOLI L'ASSEMBLEA All'interno Corsa alle regionali Il Pdl: "Senza di noi l'Uv non governerà" Fusione in vista tra la Bccv e Credito di Fénis Bergonzoni show all'auditorium di Pont-St-Martin Azzalea confermato alla presidenza delle guide alpine Servizi Gianpaolo Charrère Daniela Giachino Silvia Tagliaferri.

Voti in dissenso in aula, "ritirato" il regolamento ( da "Corriere Adriatico" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: accordo sul taglio dei gettoni: compensi ai capigruppo solo per le commissioni di appartenenza Voti in dissenso in aula, "ritirato" il regolamento ancona - La bozza di regolamento non è neppure comparsa sul tavolo del gruppo del Pd l'altra sera. Linee di comportamento nero su bianco, a dire che bisogna votare in linea con il gruppo e con l'amministrazione.

SCUOLA/ CGIL: DA STELLA E RIZZO ESERCIZIO CHE CREA SOLO ( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract: quello compiuto da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo,i quali nel presentare il loro nuovo libro, 'La deriva', si sono scagliati contro alcuni sprechi nel mondo della scuola. In particolare i due giornalisti, in un articolo del Corriere della Sera del 28 aprile, sostenevano che la progressiva riduzione dei compiti dei collaboratori scolastici,

SCUOLA/ CGIL: DA STELLA E RIZZO ESERCIZIO CHE CREA SOLO ( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)
Argomenti: Costi della politica

Abstract:


Articoli

Castel d'Ario, si dimette un altro consigliere (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

CASTEL D'ARIO. L'ex assessore Giacomo Bondavalli è subentrato al consigliere Amelia Riccadonna dimessasi "per motivi personali". La surroga è avvenuta lunedì in un consiglio convocato appositamente e durato 7 minuti. All'osservazione, da parte dell'opposizione, che si poteva attendere il prossimo consiglio "visto che per questa convocazione sono stati buttati 500 euro per i gettoni di presenza", il sindaco Maria Regina Brun ha obiettato: "Non ho ritenuto di attendere oltre per evitare che sulla piazza corressero voci o illazioni sulle dimissioni". Il sindaco ha poi chiarito che "i motivi personali sono da intendersi col fatto che la figlia del consigliere ha avuto la mobilità, come dipendente comunale, per il Comune di Castel d'Ario e la madre ha deciso di dimettersi per non interferire nell'attività amministrativa. Un gesto che le fa onore e che apprezziamo per la sua correttezza visto che continuerà a collaborare con l'amministrazione". Elogi che Pierluigi Fregna (Alternativa) ha di fatto smorzato rilevando che non esiste alcuna incompatibilità nell'essere consigliere comunale e familiare di un dipendente. La surroga è stata posta ai voti ed ha ottenuto l'approvazione della maggioranza alla quale si sono uniti Sandro Correzzola e Gerardo Travenzoli (Alternativa) mentre Pierluigi Fregna (Alternativa) Angela Vincenzi (Acm) e Paolo Bonfante (Castel d'Ario nuova) si sono astenuti e Cosimo Tamburello (Coalizione di centro destra) ha votato contro. Con queste dimissioni sono tre i consiglieri di maggioranza che hanno lasciato dall'inizio della legislatura. Iniziò Nicola Zoccatelli, dimessosi nel gennaio 2006 e sostituito da un ex assessore, Edo Binco; nell'ottobre 2007 fu la volta di Enrico Benvenuti, al suo posto un altro ex assessore, Franco Scandolari. Inoltre la maggioranza ha perso anche l'ex assessore Paolo Bonfante passato all'opposizione. (l.f.).

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I consiglieri arrivano tardi alle sedute del Consiglio comunale? Paga dimezzata. La propo (sezione: Costi dei politici)

( da "Leggo" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Sta, oltre al dimezzamento del gettone di presenza, prevede addirittura la sua cancellazione per i membri di commissione che non si fermano alle riunioni per almeno mezz'ora. La riduzione del 50% del gettone per i consiglieri comunali ritardatari è stata proposta a Chioggia. E' stato firmato un ordine del giorno che prevede la decurtazione del gettone di 66,34 euro per chi arriva con due ore di ritardo. La decisione assunta dal Consiglio comunale è una vittoria che lascia l'amaro in bocca ai consiglieri della maggioranza di centrodestra: più di qualcuno si era dichiarato pronto a bocciare il provvedimento. (M. Fer./ass).

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Gettone dimezzato, la lega si piega - elisabetta boscolo anzoletti (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Venezia, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Tre ore di discussione in Consiglio. Sindaco costretto a intervenire Gettone dimezzato, la Lega si piega Maggioranza in difficoltà, poi il compromesso. "Tutto il sistema da rivedere" ELISABETTA BOSCOLO ANZOLETTI CHIOGGIA. La Lega si piega al compromesso. Dopo una seduta di Consiglio incandescente, il Carroccio rinuncia alla battaglia sul gettone, ritira l'ordine del giorno e ripiega su una risoluzione che evita la spaccatura della maggioranza. Il documento, approvato alle 2.30 di ieri notte con i voti della maggioranza e della civica "Amici di Chioggia", impegna i capigruppo a rivedere l'organizzazione delle commissioni, gli emolumenti, i componenti e gli orari di inizio del Consiglio. Nessuno in apertura di seduta lo avrebbe detto. I consiglieri padani sono arrivati in aula fieri e convinti del proprio ordine del giorno che chiedeva di colpire sul portafoglio i consiglieri che non partecipano per intero ai lavori del Consiglio (gettone dimezzato per chi arriva dopo mezz'ora dall'inizio ma entro le 2 ore o per chi se ne va prima della fine, niente gettone per chi arriva dopo 2 ore e mezza). Una battaglia da "duri e puri" in pieno stile leghista. Si apre la discussione alle 23.35. Il resto della maggioranza, ad esclusione dell'Udc che preannuncia un voto favorevole, nicchia. L'opposizione accusa la Lega di propaganda, ma condivide il senso di fondo del documento, tagliare i costi della politica, e rilancia proponendo di integrarlo con regole ferree anche per la giunta. "Vi seguo sulla stessa onda - provoca il capogruppo del Pd, Lucio Tiozzo - e propongo 1) di ridurre il numero degli assessori a 6 (oggi 10, ndr); 2) di convocare i consigli alle 15 per evitare il secondo gettone dopo la mezzanotte; 3) di ridurre il numero delle commissioni". La discussione si accende, l'opposizione tenta di mettere zizzania in casa della maggioranza. E' ormai chiaro che Forza Italia e la civica "Chioggia popolare" non hanno intenzione di appoggiare la Lega. Il Carroccio resiste e per tre volte conferma di portare al voto il proprio documento. Forza Italia punta i piedi e accusa la Lega di non aver concordato il documento con le altre forze della coalizione e di fare "la prima della classe". All'1.10 è muro contro muro: si rischia una rottura della maggioranza. Interviene il sindaco, Romano Tiozzo, che propone un documento più conciliante che rimandi la discussione in commissione capigruppo. La seduta viene sospesa per 5 minuti che diventano un'ora. Il tempo di trovare un compromesso che salvi capra e cavoli. Si torna in aula con una risoluzione in cui ci si impegna a rivedere l'organizzazione delle commissioni su emolumenti, funzionamento e numero di componenti e gli orari del Consiglio. La Lega depone le armi. Il documento passa con i voti di maggioranza e "Amici". "Non è stato un dietro front - spiega il capogruppo leghista, Marco Dolfin - piuttosto di intestardirci su un ordine del giorno che avrebbe preso 5 voti, abbiamo preferito far approvare un documento più morbido ma che comunque accoglie la nostra linea. Se fra due mesi non ci sono novità, torniamo alla carica". Ma non è finita. I Socialisti di Chioggia vogliono riproporre l'ordine del giorno, "che possa raccogliere anche l'istanza fatta dalla Lega e da altri consiglieri in aula".

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Bidelli in rivolta contro gian antonio stella (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone Bidelli in rivolta contro Gian Antonio Stella "Ci accusa dal Corsera, ma a mancare non sono gli scodellatori, ma i cerotti per chi si ferisce" Ieri era "La casta", dal 4 maggio sarà "La deriva". E si preannuncia come un nuovo caso letterario. Gli autori sono gli stessi, Stella e Rizzo, e il tema è in linea con il precedente: la deriva italica. Ma in questo nuovo libro - di cui sono state pubblicate alcune anticipazioni dal Corriere della sera - c'è spazio anche per altri che non siano i politici. Ad esempio i bidelli, quelli che non "scodellano" (oggetto già di una querelle tra sindacati e l'allora sindaco Pasini), e che hanno così creato una nuova "professione": le scodellatrici, per l'appunto. Dal momento in cui passarono dall'ente locale allo Stato, nel trasferimento alcune mansioni vennero "dimenticate". "C'è scritto nel protocollo d'intesa coi sindacati - scrivono Rizzo e Stella -. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: "collaboratrici scolastiche") sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro". Che per i giornalisti sarebbero meglio investiti nell'acquisto di computer. A Pordenone la sortita dei due giornalisti ha fatto inbufalire gli 800 bidelli delle 49 scuole, che ovviamente rispondono "picche" e se la prendono con 2 reporter del Corsera. "I bidelli sono la causa della rovina dei conti dello Stato e dei Comuni, perché non scodellano? Abbiamo invitato i giornalisti Stella e Rizzo, che ci accusano sulle colonne del Corriere della Sera, nel liceo Grigoletti di Pordenone e nell'istituto comprensivo di Meduno". "Quindicimila metri quadrati da pulire tutti i giorni di lezione, nel liceo di via Interna - spiegano gli ausiliari di Pordenone - e molti plessi da sorvegliare nella Pedemontana. In cambio di 850 euro al mese di salario, siamo di turno 36 ore di lavoro settimanali". "Si informasse, il signor Stella - ha ribattuto Adriano Zonta, Flc-Cgil - sul salario reale di un ausiliario. Scodellare non fa parte del contratto di lavoro, perché è un obbligo degli enti locali". "La scodellatrice delle cooperative della mensa ha un posto di lavoro - è un'altra prospettiva sulla questione -. In modo riflesso, creiamo occupazione". Altri grattacapi per gli ausiliari, tecnici e amministrativi Ata della scuola. "I lavoratori ci segnalano problemi di carichi di lavoro extra - ha riportato le doglianze, Zonta -. I corsi di recupero si prolungano fino al tardo pomeriggio, nelle superiori e quando i bidelli possono pulire? Dalle 17 in poi? Il lavoro straordinario non viene pagato e ci sono scuole a rischio sicurezza". Il rilievo: cassette del pronto soccorso vuote in alcuni istituti e nelle palestre. E' altro materiale, per l'inchiesta "La deriva" e questa volta ci va di mezzo la salute di alunni, docenti e bidelli. "Mancano le buste di ghiaccio secco, bende, garze e disinfettante. Ci sono troppe palestre sprovviste del primo soccorso, in caso di incidente durante le lezioni. Altro che scodellatori, qui mancano cerotti". Chiara Benotti.

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Seduta consiliare abbandonata per protesta (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Pordenone Seduta consiliare abbandonata per protesta Roveredo, tre esponenti di minoranza siedono tra il pubblico. E due vogliono costituire il gruppo del Pdl ROVEREDO. I consiglieri comunali di "Vivere meglio", Pietro Moras, Rossella Adducci ed Ezio Rossit, nella riunione svoltosi l'altra sera in municipio, hanno abbandonato i lavori subito dopo l'appello per protesta nei confronti della maggioranza, accusata di "mettere a disposizione delle minoranze poco tempo per la visione dei documenti". I tre hanno seguito la seduta tra il pubblico. Dure le repliche del sindaco, Renzo Liva, e del vice, Danilo Del Piero, il quale segue personalmente i rapporti con i gruppi consiliari. "Evidentemente è cominciata la campagna elettorale - ha tuonato il primo cittadino - ed è necessario trovare una giustificazione al poco che si è fatto come opposizioni negli ultimi cinque anni. In ogni caso, questi signori avrebbero potuto andarsene prima dell'appello, rinunciando così al gettone di presenza. Mi attendo una lettera - ha concluso - con la quale questi signori manifestino tale volontà". Immediatamente dopo gli ha fatto eco la seconda carica comunale roveredana, la quale ha ricordato di "essere stato sempre a disposizione di tutti i consiglieri, in qualsiasi giorno, a qualsiasi ora". Altra notizia che riguarda il gruppo "Vivere meglio" è l'intenzione da parte di Adducci e Rossit di abbandonare la civica per costituire in consiglio comunale un gruppo del Popolo della libertà. Tale possibilità sarà vagliata dal sindaco nei prossimi giorni. Al di là di questi fatti, la riunione consiliare ha avuto un andamento particolarmente tranquillo. Approvato l'ordine del giorno che prevede modifiche al regolamento sull'allacciamento e sull'utilizzo della rete fognaria. Si tratta di correzioni che consentiranno all'amministrazione di applicare sanzioni nei confronti di quegli utenti che non rispettino le norme. Passati anche il regolamento per la convocazione di una seduta di giunta aperta alla popolazione per la trattazione di questioni urbanistiche, una variazioni di bilancio da circa 62 mila euro, servita a coprire le spese per gli straordinari dei segretari comunali susseguitisi dal 2001 in poi, e, infine, un documento dell'Ambito sanitario che mette a disposizione delle famiglie di portatori di handicap un bonus da spendere esclusivamente in strutture accreditate. Massimo Pighin.

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A firenze va in scena carmen di carlos saura - milly mostardini (sezione: Costi dei politici)

( da "Tirreno, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Spettacolo A Firenze va in scena Carmen di Carlos Saura Julia Gertseva e Elena Maximova si alterneranno nel dare voce alla popolare eroina di Bizet MILLY MOSTARDINI FIRENZE. Delle varie eroine, tra le "Donne contro" che il Maggio musicale fiorentino manda in scena quest'anno, Carmen è senza dubbio la più popolare, la più azzeccata al titolo del festival e la più duratura. La svelta sigaraia di Siviglia, cuore gitano, mitico oggetto di desiderio per contrabbandieri, toreri e soldatini, "con la sua indole contemporanea e il suo piglio indipendente sceglie la sua sorte e compete con l'uomo" dice il regista Carlos Saura. E tuttavia Carmen, l'opera di George Bizet, che va in scena stasera, ore 20, al Teatro del Maggio, era nata sotto cattiva stella: com'è noto, il lavoro debuttava il 3 marzo 1875 all'Opera Comique di Parigi, con un fiasco di pubblico e di critica. Si gridò allo scandalo, fu giudicata immorale, non si gradiva il fatto che l'eroina, un pò assatanata passasse da un giovanotto a un altro, e poi morisse in scena, senza lieto fine. E che musica era quella? Il povero Bizet fu bollato da "wagneriano", marchio infamante per un compositore francese. Sicchè, anche questo è un fatto noto, ne morì, poche settimane dopo, probabilmente in preda ad una più acuta crisi depressiva, a 37 anni, in solitudine e silenzio. Sarà l'amabile e nordica Vienna, sei mesi dopo, a decretarne l'inizio del successo travolgente: ormai Carmen è icona immortale nell'immaginario di tutti, nonostante la coltellata di Don Josè, con le musiche che l'accompagnano, niente a che fare con Wagner. Lo storico della musica, Massimo Mila, così diceva: "Carmen era la riscoperta dell'umanità nuda, senz'ombra di sovrastruttura culturale o teatrale". In questo titolo tanto appropriato ad aprire il Maggio tematico 2008, Zubin Mehta conduce l'Orchestra e Coro del Maggio, cui si uniscono I Ragazzi Cantori di Firenzee, istruiti da Marisol Carballo. La regia è di Carlos Saura. Il cineasta spagnolo, 76 anni, è autore di una trilogia di film, Nozze di sangue, da Garcia Lorca, L'amore stregone da De Falla, e Carmen story del 1983, films realizzati con Antonio Gades, grandissimo danzatore e coreografo, l'ultimo titolo è stato appena proiettato nel ciclo CineMaggio, curato da Gabriele Rizza. I costumi sono di Pedro Moreno, le scene di Laura Martinez, alla coerografia hanno lavorato Cristina Hoyos e Juan Antonio Jimenez. Si alternano due cast di intepreti: Don Josè ha le voci di Marcelo Alvarez e Carl Tanner, Escamillo quelle di Ildebrando D'Angelo e Dario Solari. Carmen ha le voci di Julia Gertseva e di Elena Maximova, Micaela quelle di Inva Mula e Serena Daolio. Altri interpreti sono Alessandro Battiato, Carlo Bosi, Maurizio Lo Piccolo, Gemma Bertagnoli e Bracha Kol. L'opera è data in lingua originale con sopratitoli e nella versione originale con recitativi parlati, caratteristici dell'Opera Comique. Lo spettacolo dura 4 ore. Le repliche: il 2, 3, 4, 6, 8, 9 e 11 maggio.

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Metà gettone ai consiglieri ritardatari (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia di Cremona, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Edizione di Mercoledì 30 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Metà gettone ai consiglieri ritardatari CHIOGGIA (Venezia) ? Il dimezzamento del gettone di presenza per i consiglieri comunali ritardatari, proposto dalla Lega Nord di Chioggia, si trasforma da ordine del giorno in una risoluzione per modificare l'organizzazione della "macchina" municipale. Per il capogruppo del Carroccio, Marco Dolfin, firmatario dell'odg che prevede la decurtazione del gettone di 66,34 euro per chi arriva con due ore di ritardo, la decisione assunta dal consiglio comunale è una vittoria parziale che lascia l'amaro in bocca. Anche perchè tra gli stessi consiglieri della maggioranza di centrodestra più di qualcuno si era dichiarato pronto ad "impallinare" il provvedimento. La proposta, oltre al dimezzamento del gettone, prevede addirittura la sua cancellazione per i membri di commissione che non si fermano alle riunioni per almeno mezz'ora. L'assemblea municipale, alle 2 dell'altra notte, ha raggiunto alla fine un accordo che prevede che ad occuparsi della questione sarà da questo momento la commissione capigruppo e lo stesso consiglio comunale. In più, la Lega incassa la promessa che l'iniziativa per il rigore proposta interesserà anche gli assessori comunali e porterà ad una riduzione dei membri delle commissioni consiliari. Dolfin ha osservato che se tra due-tre mesi la proposta non sarà operativa ripresenterò il proprio ordine del giorno.

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CESENA MAI COME quest'anno i giovani (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

VETRINA ROMAGNA SPORT pag. 23 ? CESENA ? MAI COME quest'anno i giovani ... ? CESENA ? MAI COME quest'anno i giovani che casa Cesena ha spedito in C con la formula del prestito perchè masticassero il più possibile il calcio professionistico rappresentano un vero esercito, quasi una squadra a sè stante. E le loro situazioni andranno valutate con attenzione in vista del prossimo campionato bianconero, in particolare se dovesse essere di serie C. Come si stanno comportando questi giovani emigranti? Partiamo dalle buone notizie. Che vengono da Legnano (C1) , dove Mirko Valdifiori, classe '86, sta recitando ad alti livelli dopo che un in infortunio lo aveva spedito ai box e (altra buona notizia) è blindato dal Cesena fino al 2010. Con la maglia lilla sta vivendo una stagione magica anche Luca Ceccarelli, che oltre alla continuità, ha trovato in 5 occasioni la via del gol. Non è più giovanissimo (è dell'85), ma si può lo stesso parlare di piacevole sorpresa per Francesco Ferrini, anche se la sua stagione a San Benedetto del Tronto è già terminata per infortunio: nelle Marche ha trovato la sua dimensione, giocando in un centrocampo a tre come mezzala sinistra (prima aveva solo fatto il terzino). Scendendo in C2, hanno giocato molto a Bellaria Michele Camillini, Andrea Montanari e Giovanni D'Andria. A Pavia poi sono stati presenza fissa nell'undici titolare Michele Valentini ed Emanuele Giaccherini: la punta ha realizzato 9 gol pesanti nella corsa salvezza dei lombardi. Positiva anche la stagione al Poggibonsi del ventenne portiere Nicola Ravaglia, che già l'anno scorso aveva debuttato in B col Cesena. MENO BENE è andata a qualcun altro, vuoi perchè non aver trovato spazio, vuoi per non essersi sono rivelato all'altezza. A Poggibonsi per esempio non hanno convinto Drudi e Cristea, mentre a Bellaria è stata una stagione difficile per Ligi, Mazzotti e Moretti. Pochi gettoni (appena 5) pure per Buda nella travagliata stagione (societaria e sul campo) dello Spezia e stesso discorso in C2 per l'attaccante brasiliano Aragao che nel San Marino ha giocato 7 gare. Nicola Marcatelli.

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Mughini? poco tempo per decidere (sezione: Costi dei politici)

( da "Provincia Pavese, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Cronaca "Mughini? Poco tempo per decidere" Gli studenti spiegano: "Ci aveva chiesto soldi, poi ha cambiato idea" PAVIA. Dopo il caso-Mughini arriva la risposta degli studenti del Coordinamento per il diritto allo studio. Due i punti fondamentali: il compenso troppo alto chiesto da Giampiero Mughini (1500 euro) e i tempi stretti per decidere anche dopo la sua proposta di partecipare gratuitamente. Gli studenti hanno deciso di rispondere solo dopo l'incontro del Coordinamento che si è tenuto lunedì sera. Una decisione che segue l'impostazione del gruppo studentesco che mette al di sopra di tutto la discussione tra tutti i componenti del Coordinamento studentesco. "In merito agli articoli comparsi su Libero il giorno 26 aprile 2008 a firma di Giampiero Mughini e sulla Provincia Pavese il 27 aprile 2008 - si legge nel comunicato del Coordinamento - precisiamo che la nostra contrarietà alla partecipazione di Giampiero Mughini alla conferenza che stiamo organizzando sul '68 è stata fin da principio legata alla richiesta da parte dell'interessato di un ingente cachet (1500 euro) e non ad una pregiudiziale contrarietà ideologica. Abbiamo ritenuto che questa richiesta da parte di un personaggio pubblico a un'associazione di studenti fosse del tutto fuori luogo oltre che contraria al regolamento fissato dall'università per l'organizzazione di attività culturali degli studenti". Come spiega anche la segretaria del Coordinamento, Elena Fava "la conferenza è organizzata nell'ambito dell'Acersat che non consente i gettoni presenza dei relatori". Il Coordinamento precisa inoltre che "nella lunga storia della nostra associazione, abbiamo spesso organizzato iniziative invitando relatori con idee differenti dalle nostre sviluppando un dibattito che riteniamo utile all'approfondimento delle tematiche trattate. Tutti i relatori però hanno sempre partecipato alle nostre iniziative a titolo gratuito". Gli studenti ricordano per esempio Andrea Pastore di Forza Italia invitato nel 2006, ma anche la conferenza sulla procreazione assistita in cui avevano parlato anche voci favorevoli all'astensione. Il rifiuto di Mughini dopo la disponibilità ad intervenire gratuitamente "è stato dovuto all'impossibilità di conciliare i tempi ristretti di risposta (1 giorno) richiesti da Mughini - si legge nel comunicato - con quelli necessari per assumere una posizione condivisa all'interno dell'associazione". Decisione quindi solo basata sull'impossibilità di riunirsi in tempo per decidere. Sul riferimento alle parole "servo di Mediaset" come motivo di esclusione dalla conferenza Fava spiega: "Non sono mai comparse parole come quelle". (ma.br).

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<Faccio il sindaco a tempo pieno per duemila euro> (sezione: Costi dei politici)

( da "Adige, L'" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

La replica di mattè a ortombina "Faccio il sindaco a tempo pieno per duemila euro" VOLANO - Non è piaciuto a Francesco Matté, sindaco di Volano, il "servizio" di Ortombina ripreso dal nostro giornale, sulle indennità dei primi cittadini. Scrive il sindaco: "Temi delicati come il costo della politica in generale e le indennità di chi, come il sottoscritto, amministra un Comune, penso che debbano essere trattati con molta attenzione e trasparenza". Matté puntualizza e ricorda al suo avversario Ortombina che nel documento distribuito nei giorni scorsi in paese sono state citate le indennità lorde percepite dal lui e dagli assessori, "peraltro già pubblicate assieme all'importo del gettone di presenza dei consiglieri comunali sul notiziario comunale dello scorso anno" commentando il fatto che non sia stata operata alcuna rinuncia o riduzione al contrario di amministratori di altre realtà comunali. "Premesso il fatto che non ritengo corretto giudicare o commentare delle legittime e personali scelte fatte da altri colleghi - spiega -, ritengo comunque scorretto che siano stati riportati dei paragoni con chi, torno a ripetere, legittimamente, ha ritenuto di rimanere sul proprio originario posto di lavoro percependo il relativo stipendio oppure, essendo pensionato, ha già di che poter vivere. La scelta fatta dal sottoscritto, peraltro auspicata anche dal Consiglio comunale, invece è stata quella di dedicare l'intero tempo al Comune rinunciando al precedente stipendio. Se questa scelta sarà giudicata corretta o meno, spero saranno i risultati complessivi ottenuti a favore della comunità in termini amministrativi a determinarlo, e non il "costo" del sottoscritto e della mia giunta". E poi va nel concreto: "Come evidenziato nella busta paga che autorizzo a pubblicare, faccio presente che l'importo netto percepito dal sottoscritto è pari a 2.093 euro, salvo conguaglio finale al momento della dichiarazione dei redditi annuale, al quale va tolto il 10% di versamento volontario che noi amministratori versiamo al nostro gruppo del Centro autonomista popolare per poter far fronte alle spese di affitto della sede (ospitata in un edificio privato) e ad eventuali attività di propaganda. È magari scontato ricordare che a questa indennità non si aggiungono né tredicesime o indennità accessorie che qualsiasi dipendente può giustamente vantare. Vorrei inoltre ricordare che in dodici anni di esperienza amministrativa, non ho mai chiesto nessun rimborso spese per trasferte, viaggi od eventuali spese di rappresentanza che mi sono sempre accollato personalmente. La stessa cosa hanno fatto i miei collaboratori di giunta". Matté è conscio della poca eleganza nel rendere pubblica la sua situazione finanziaria, ma motiva il suo gesto come "atto di trasparenza di fronte a documenti come quello di Ortombina che tendono a minare la serietà delle persone". Per quanto riguarda il dibattito sul futuro impatto in termini di risparmio che potranno dare le future Comunità di Valle, Matté pensa che "sia il sottoscritto, che gli altri colleghi sindaci farebbero volentieri un passo indietro se ci fosse la garanzia che la costituzione dei nuovi organismi potrà portare ad un reale risparmio di costi, non solo per quanto riguarda le indennità degli amministratori, ma soprattutto dell'apparato burocratico. Ma il dubbio reale che pervade la stragrande maggioranza degli amministratori è che non si assista in futuro ad un moltiplicarsi sul territorio di ulteriori costi che peraltro la legge di riforma ha già previsto che siano assunti dai rispettivi Comuni senza magari un reale miglioramento dei servizi a favore dei cittadini. Vorrei comunque ricordare che sul tema dei servizi, il Comune di Volano è stato fra i primi in Trentino ed in Vallagarina a stimolare e ad aderire al sistema delle gestioni consorziate ed associate per razionalizzare costi e servizi senza però per questo rinunciare alla propria identità e soprattutto ad un rapporto vicino al cittadino". Sempre sulla tematica dei servizi - dice il sindaco di Volano - ci sarebbe da aprire una grossa discussione su una tematica a me cara e sulla quale penso di aver saputo ulteriormente indirizzare la mia Amministrazione in un terreno fortunatamente già fertile a Volano che è quello della collaborazione fra pubblico e l'ampio settore del privato-sociale". 30/04/2008.

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Verri in biancorosso (sezione: Costi dei politici)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

REGGIO SPORT pag. 22 Verri in biancorosso La giovane guardia ha convinto Marcelletti BASKET L'ESTATE STA arrivando. E un campionato se ne va. L'estate sta arrivando. E il futuro è già lì, dietro l'angolo. Un futuro che, per i colori biancorossi della Trenkwalder è iniziato ieri. Quando lo staff tecnico e dirigenziale del club cittadino ha emesso il primo verdetto: Patrizio Verri è stato promosso. Dopo questa stagione di studio e dopo le sue ultime, incoraggianti, prove, la Pallacanestro Reggiana ha infatti deciso di puntare con decisione sul ragazzotto di Fidenza che ieri ha firmato il contratto che lo lega al club reggiano fino al giugno del 2012. Un contratto di 4 anni che la dice lunga su quanto, in casa biancorossa, credano nelle potenzialità di Verri. In realtà il giovane atleta della Trenkwalder, aveva conquistato Marcelletti già in estate, non appena il coach casertano era sbarcato in via Guasco. Poi la crescita di Pugi e lo scarso spazio a disposizione, avevano spedito Verri in tribuna e ai margini della squadra. Fino a quando, l'infortunio di Young, e qualche altro acciacco, gli hanno regalato una nuova chance. Una chance che Verri ha saputo sfruttare nel migliore dei modi diventando decisivo nella gara di Pavia e dimostrando buonissime qualità ed attitudini anche nella gara interna con Rimini. Tutto questo ha convinto la Trenkwalder a puntare con decisione su di lui e a fargli firmare il contratto fino al 2012. Poi, è ovvio, in estate si deciderà con calma, anche in base alla squadra che verrà allestita, se inserirlo nuovamente nella rosa biancorossa o se cederlo in prestito in B1 (già quest'anno a gennaio aveva avuto diverse richieste da formazioni cadette) per completare la sua maturazione. In ogni caso, quel che è certo, è che su di lui la Trenkwalder ripone ora parecchie speranze. NUOVA FASE. Felice e contento. Perché, diciamoci la verità, mica è facilissimo, nel basket dei giorni nostri, trovare una società che sottoscriva un contratto di 4 anni ad un ragazzino che non ha ancora compiuto 20 anni. E così, ieri, Verri dimostrava, anche nelle dichiarazioni, tutta la sua soddisfazione: "Mi viene concessa - le sue prime parole - un'opportunità importante e ne sono molto contento. Con la firma di questo contratto inizia una fase nuova della mia carriera e mi auguro di poter ottenere tanti risultati positivi. Sia per me che per la società che spero di ripagare sul campo. Mi sembra giusto, in questo momento, ringraziare la Pallacanestro Reggiana, cui sono ormai legato da 5 anni, ed il coach Franco Marcelletti che mi aiuta a crescere. Spero di ripagare anche i tifosi della squadra che ogni domenica ci sostengono. Farò del mio meglio per non deludere". Verri, guardia-ala di 194 cm, l'anno scorso ha vinto il campionato under 21 con la maglia biancorossa ed è stato premiato come miglior giocatore delle finali (nella foto mentre riceve quel premio da Dan Peterson). In questa stagione ha collezionato 17 gettoni di presenza in LegaDue con una media di 6,3 minuti e 1,2 punti a partita. PREMIO. La notizia del contratto a Verri arriva, guarda caso, proprio il giorno dopo quella che ha consacrato la Trenkwalder al primo posto nella classifica per l'utilizzo dei giocatori italiani. L'ennesima conferma di come il club biancorosso abbia deciso di perseguire una linea che dovrebbe portarlo a crescere insieme ai propri giovani. La mossa di legare Verri alla Trenkwalder fino al 2012 va proprio in questa direzione. E in questo modo la Pallacanestro Reggiana ha anche lanciato un messaggio importante. Per la serie: "Il nostro futuro è già cominciato". dan.b.

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Tutti i gettoni di ieri devoluti per sostenere il volo di Martina (sezione: Costi dei politici)

( da "Nuova Ferrara, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Argenta. Anche il consiglio comunale aiuta la bimba Tutti i "gettoni" di ieri devoluti per sostenere il volo di Martina ARGENTA. Anche la politica di casa nostra ha deciso di aderire alle iniziative per Martina (nella foto). Ieri sera, su proposta del presidente del consiglio comunale di Argenta, Giuseppe Toschi, il civico consesso ha infatti deciso di devolvere il gettone di presenza al progetto "Il volo di Martina". Considerando che il gettone riferito alla serata di ieri è di circa 20 euro e che i consiglieri sono 20, un'altra cifra considerevole andrà ad aggiungersi sul conto corrente aperto appositamente per Martina presso la filiale argentana della Banca Popolare di Ravenna. (g.c.).

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Afragola, Bari-Napoli e <Nasa>: c'era una volta l'alta velocità (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: ECONOMIA - data: 2008-04-30 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Trasporti La stazione griffata Zaha Hadid non sarà completata per tempo, la linea per la Puglia diventa un caso nazionale, treni rapidi per Salerno mai partiti Afragola, Bari-Napoli e "Nasa": c'era una volta l'alta velocità Cascetta: "La colpa dei ritardi è delle Ferrovie Tirreno-Adriatica? Un buon progetto, ecco perché" Per coprire la linea Napoli-Salerno si utilizzeranno i nuovi treni Vivalto. la Regione ne ha già uno, un altro è in arrivo NAPOLI - Il triangolo del trasporto ferroviario, stazione di Afragola dell'Alta velocità, linea Napoli-Bari dell'Alta capacita e direttissima Napoli-Salerno hanno ingoiato tutto. Nel trilatero delle caserecce Bermuda meridionali sono finiti progetti, collegamenti, passeggeri e, quando e se sarà, una montagna di quattrini. Che fine ha fatto, allora, l'Alta velocità? Bloccata in alcuni casi; mai partita in altri; a rischio in altri ancora. Andiamo con ordine. Elencando dapprima i vertici del nostro ipotetico triangolo, dopo le "difese ", o le repliche se preferite, dei diretti interessati. La Regione Campania in primis ed anche l'unica, ché Fs ha inteso non rispondere ("scrivete anche senza la nostra posizione", è il laconico invito recapitato via mail, ore 20,09). La stazione di Afragola La struttura il cui progetto è firmato da Zaha Hadid traballa prim'ancora di vedere la luce per quattro ragioni: la gara per l'avvio del cantiere si deve ripetere perché l'impresa vincitrice ha praticato un ribasso di costi che l'avrebbe soffocata e il secondo, che poteva subentrare, non se l'è sentita per gli stessi motivi; il cantiere della stazione aprirà, nella migliore delle ipotesi, tra dodici-sedici mesi e la consegna è prevista tra cinque anni, nel 2013. Per un'opera che doveva essere funzionante nel 2008 è un bilancio mortificante; con la stazione slittano anche i progetti di bonifica e di collegamento della stazione -porta con la Circumvesuviana e l'intero sistema ferroviario campano; a causa dei rinvii, i prezzi della commessa sono lievitati: si partì da 59 milioni di euro, oggi siamo a 79. La stazione di Afragola apre il capitolo della Tav Napoli- Bari. L'Ac verso la Puglia L'Alta capacità Napoli-Bari finisce al centro delle polemiche nazionali. Un articolo di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere della Sera di ieri fa il punto ma, soprattutto, i conti. "Il progetto - scrivono i giornalisti - prevede lungo la linea 15 stazioni per 146 chilometri. Una ogni dieci. Il costo complessivo sarà di 5.297 milioni di euro, 36 milioni a chilometro. Venti in più di quanto costerebbe una linea veloce in Francia o Spagna. Scommettiamo? Non si farà mai". Il caso della "Nasa" L'agenzia spaziale statunitense non c'entra nulla. La "Nasa" è la direttissima Napoli- Salerno. Nel dicembre del 2007 l'assessore regionale ai Trasporti Ennio Cascetta annuncia che "a febbraio 2008 le due città saranno collegate in 35 minuti (e a una sola ora da Napoli fino a Eboli), grazie a 10 nuove corse al giorno che saranno effettuate sulla nuova linea ''a monte del Vesuvio'' ". Anche i treni avevano previsto, i nuovissimi Vivalto, dotati di ogni comfort. Siamo ad aprile, dopo due mesi la linea non è "commercialemnte attiva". Semplicemente non c'è. Le parole di Cascetta L'assessore interviene distribuendo responsabilità, chiarendo alcuni punti. Sul nodo di Afragola afferma: "Faccio pressing asfissiante sulle Ferrovie quotidianamente e alla fine la spunteremo e realizzeremo tutti i progetti. Noi la nostra parte la stiamo facendo, dobbiamo solo sperare che le Ferrovie mettano in moto l'intero meccanismo ". Assessore, l'Alta capacità Napoli-Bari ha una stazione ogni 15 chilometri circa. Che velocità è? "Che ci siano 15 stazioni non vuol dire che certi treni si fermino ad ognuna di esse. Chiariamo. Su una linea ad alta capacità ci passeranno i treni veloci (Intercity ed Eurostar), i treni merci e i convogli regionali fino a 180 chilometri l'ora, che serviranno tutti a dare servizi al territorio. I 54 treni veloci non toccheranno tutte le stazioni ma solo quelle più grandi: Napoli, Afragola, Caserta, Benevento, Irpinia, Foggia e Bari). In tutte le stazioni, anche quelle piccole, faranno tappa i 144 treni regionali giornalieri e alcuni dei 20 merci. Da Napoli a Bari arriveremo in due ore; da Napoli a Benevento 40 minuti". Il costo sembrerebbe esorbitante, soprattutto se paragonato ad opere simili in altri Paesi. "Il progetto è di Fs, i conti sono di Fs. La responsabilità è la loro. Tuttavia, occorre tener presente che quella verso la Puglia è una linea del 1893, va ammodernata, bisogna scavalcare gli Appennini, sanare un terreno franoso. Una linea di quel genere non si fa un tanto al chilo. Forse in Spagna o Francia non hanno i nostri problemi. Pensate che la linea ad Alta capacità al nostro territorio è molto più utile di una Tav che avrebbe avuto, invece, costi maggiori". Veniamo alla Napoli- Salerno, qui il ritardo è già consumato. Doveva partire a febbraio di quest'anno. "Anche qui il problema è di Ferrovie, solo loro possono darci il via libera. Noi siamo pronti. Stiamo sollecitando Trenitalia e immagino che nel giro di qualche settimana avremo una risposta. Quella linea ha superato tutte le prove". Ma non siete stati voi a fissare una data così netta? "Noi l'abbiamo fissata in base alle assicurazioni che Fs ci aveva dato. Forse occorre sapere che la linea è di Rfi (Rete ferroviaria italiana è la società del-l'infrastruttura, controllata al 100% dal gruppo Ferrovie dello Stato, ndr), sono loro che la gestiscono e quindi solo loro potevano e possono darci il via libera". I famosi treni Vivalto, al top per comfort, ci sono già? Sono a vostra disposizione? "I famosi Vivalto uno c'è, un altro lo stiamo per avere con un cofinanziamento delle Ferrovie". Perché allora questo ritardo? "E' una domanda che deve fare alle Ferrovie". E'colpa loro quindi? "E' colpa di Trenitalia, anche se stiamo parlando di un ritardo di due mesi. Noi aspettiamo solo che le promesse di Ferrovie si trasformino in fatti". Patrizio Mannu L'assessore / 1 "Stiamo facendo un lavoro di pressing nei confronti del gruppo Fs" L'assessore / 2 "Ho annunciato la tempistica della Nasa su indicazione di Rfi" L'assessore Ennio Cascetta.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 autore: di ... (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-30 num: - pag: 1 autore: di e Focus Un Paese alla deriva L'ITALIA SPRECA L'ENERGIA CHE NON HA SERGIO RIZZO GIAN ANTONIO STELLA L o "scienziato" Giovanni Paneroni era sicuro di se stesso: "Come il giovane Davide / decapitò Golia / il Paneroni impavide / cambiò l'astronomia". Girava per le sagre paesane della Lombardia degli anni Trenta vendendo arance, torroni, ciambelle e tiramolla illustrando urbi et orbi la sua teoria scientifica. Primo: "è il sole che ruota intorno alla terra e non il contrario, o bestie! ". Secondo: "Il sole ha un diametro di 2 metri, pesa 14 chili, gira a 1000 chilometri fissi dalla terra e ha un calore così strapotente che costringe i mari a svaporare come una pignatta bollente ". CONTINUA ALLE PAGG. 14 E 15.

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Verifiche a metà per le case da gioco (sezione: Costi dei politici)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-30 - pag: 7 autore: Manca il decreto per i controlli Verifiche a metà per le case da gioco Emanuele Fisicaro I gestori delle case da gioco, in base all'articolo 24 del decreto legislativo 231 del 2007, sono destinatari degli obblighi antiriciclaggio. Per questi soggetti gli obblighi sono stati dettati dall'articolo 10 della direttiva 2005/60/CE e, nel merito, i gestori devono effettuare la Customer Due Di-ligence, ovvero gli obblighi di "adeguata verifica" sulla clientela che frequenta la casa da gioco. Nella sostanza – secondo quanto stabilisce l'articolo 10 – gli Stati membri devono stabilire, con proprio decreto di recepimento, che si "proceda all'identificazione e alla verifica dell'identità di ogni cliente di una casa da gioco che acquisti o venda gettoni da gioco di valore pari o superiore a 2mila euro. Tuttavia, gli obblighi di adeguata verifica della clientela si "considerano comunque assolti dalle case da gioco soggetti a controllo pubblico se procedono alla registrazione, all'identificazione e alla verifica dell'identità dei clienti fin dal momento dell'ingresso o prima di esso, indipendentemente dall'importo dei gettoni da gioco acquistati". Oneri sospesi Il decreto legislativo 231 del 2007, nonostante la direttiva non lo prevedesse per le case da gioco in mano pubblica, all'articolo 24 stabilisce un ulteriore onere per la categoria. Che per certi versi colloca le caseda gioco pubbliche in una situazione sperequata rispetto alle altre, site in Paesi comunitari o extracomunitari. è infatti previsto che, a decorrere da oggi, 30 aprile 2008, le case da gioco devono adottare le modalità idonee a ricollegare i dati identificativi alle operazioni di acquisto e di cambio dei gettoni che ciascun cliente compie per un importo pari o superiore a 2000 euro. Per l'attuazione della tecnica necessaria a ricollegare i dati identificativi, serve però che (in base all'articolo 39 del decreto legislativo 231/07) che il ministero dell'Economia, di concerto con l'Interno e sentite le associazioni di categoria, emani un decreto. In attesa dell'emanazione di questo provvedimento, per le case da gioco c'èil solo obbligo di identificazione della clientela e registrazione, così come previsto dall'articolo 24 del decreto legislativo 231 del 2007. Controlli maggiorati In ogni caso, quest'ultimo profilo, oltre a non essere indicato nella direttiva comunitaria, di fatto non tiene conto della differenza delle case da gioco gestite da provati da quelle invece in mano pubblica. La differenza non è di poco conto poiché in Italia non sono autorizzate case da gioco private ed esistono solo quattro casinò di natura pubblica. Che sono sottoposte, proprio per la loro natura pubblica, a una serie di controlli. In particolare, il controllo pubblico sulle case da gioco nazionali è strettissimo e agisce sul piano patrimoniale, gestionale e operativo: – sul piano patrimoniale il capitale è interamente detenuto da enti pubblici; – sul piano gestionale gli organi societari di amministrazione e di controllo sono nominati da enti pubblici; – sul piano operativo sono stabilite regole precise per l'attività di gestione del gioco. Il casinò di Venezia, ad esempio, ha una struttura di controllo, di presidio e sorveglianza che opera stabilmente presso le due sedi del casinò ed è prevista la presenza stabile di 73 funzionari del servizio ispettivo comunale. Pertanto, appare chiaro che deve essere necessariamente prevista dalla legge (nel caso di specie attraverso lo strumento di cui all'articolo 26 del decreto antiriciiclaggio) la netta differenza tra le case da gioco in mano pubblica e quelle gestite da privati. Ricollegandosi alla fonte normativa europea che prevede di effettuare la Customer Due Diligence, ossia gli obblighi di adeguata verifica della clientela. Infatti, secondo tale fonte, gli obblighi "si considerano comunque assolti dalle case da gioco soggette a controllo pubblico se procedono alla registrazione, all'identificazione e alla verifica dell'identità dei clientifin dal momento dell'ingresso o prima di esso". ECCESSO DI VIGILANZA Per i casinò pubblici, aperti in Italia, oneri maggiori rispetto alla concorrenza anche extraeuropea.

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<La deriva> in libreria da venerdì 2 maggio (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere della Sera" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-04-30 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Il libro "La deriva" in libreria da venerdì 2 maggio La deriva Perché l'Italia rischia il naufragio (Rizzoli, 19,50 euro), di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sarà in libreria da venerdì 2 maggio. L'11 maggio La deriva sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino (ore 18.30, Sala Gialla).

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I consiglieri Pd "tirano le orecchie" alla giunta Sturani. Serve più responsabilità (sezione: Costi dei politici)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Di EMANUELE GAROFALO I consiglieri Pd "tirano le orecchie" alla giunta Sturani. "Serve più responsabilità per accelerare sul programma e una revisione del bilancio". La bocciatura di Lodolini a sindaco di Falconara ha fatto irruzione nella riunione di lunedì sera del gruppo Pd, con i consiglieri che ora chiedono cambiamenti alla giunta. "È sbagliata l'equazione: pieno di voti nella provincia alle Politiche uguale successo sul piano amministrativo" la critica maggiore e l'invito-sveglia risuonato alla riunione di lunedì. Le critiche dei consiglieri? "Scarsa collaborazione con la giunta" ma nel mirino c'è anche il bilancio, "troppo dipendente dalle vendite patrimoniali" che non permetterebbe quegli interventi importanti nelle intenzioni della maggioranza. "Ci sono difficoltà di dialogo tra giunta e Consiglio - conferma il capogruppo Pd Diego Franzoni - bisogna impostare meglio il rapporto, anche nell'attuazione, da parte della giunta, degli indirizzi che il Consiglio indica, mettendo al centro alcuni temi obiettivi programmatici". E in pressing sugli assessori incombono gruppi di lavoro formati da tre o quattro consiglieri Pd. Una sorta di "giunta ombra" sui temi di propria competenza. Non manca il tema delle deleghe all'ordine del giorno. "I consiglieri che danno la propria disponibilità, incaricati su alcuni temi specifici, potrebbero dare dei risultati - osserva Franzoni - Alcuni esempi? Si potrebbero delegare i contenitori culturali, i temi legati alle frazioni o il rispetto delle ordinanze, ma serve anche qualcuno che segua le vendite del patrimonio". Le alienazioni, l'altro tasto dolente. Il 27 marzo scorso la prima asta e solo un immobile venduto per 276 mila euro, contro i quasi 2 milioni preventivati dalle otto cessioni inserite nel primo lotto del Comune. "Un minimo di preoccupazione per le vendite del patrimonio c'è - dichiara Franzoni - a settembre, con il riequilibrio del bilancio, bisognerà modificare il piano di investimenti, magari pensando alla possibilità di accendere mutui per le cose che si ritengono fondamentali come le manutenzioni". Non sono mancate le indicazioni, da parte dei consiglieri Pd, su quali direzioni muoversi. Prg, opere portuali e lavori pubblici in cima alla lista delle priorità. Immancabile, nella voce "lavori pubblici", il nodo ex Metro. "Certo, il Comune potrebbe anche comprare il Metro, se ci fossero i soldi" commenta ironico Franzoni. E dal gruppo anche l'input a modificare lo Statuto alla voce gettone di presenza: via il rimborso ai capigruppo che partecipano alle commissioni dove non sono nominati. Sul piano della verifica ora la parola passa agli assessori, chiamati dal sindaco venerdì. Un appuntamento che rientra nella serie di colloqui avviati sabato scorso da Sturani per fare il punto sull'attuazione del programma, arrivati alla tappa di metà mandato. Da definire invece gli incontri del sindaco con Udeur, Idv, Sd e Urbisaglia (gruppomisto) e Pd dopo quelli con Psi, Verdi e Pdci.

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L'Italia spreca l'energia che non ha (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere.it" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Un paese alla deriva Energia, l'Italia dei no Eolico, nucleare, rigassificatori: tutti bocciati. I consumi? Come mezzo miliardo di africani Lo "scienziato" Giovanni Paneroni era sicuro di se stesso: "Come il giovane Davide / decapitò Golia / il Paneroni impavide / cambiò l'astronomia". Girava per le sagre paesane della Lombardia degli anni Trenta vendendo arance, torroni, ciambelle e tiramolla illustrando urbi et orbi la sua teoria scientifica. Primo: "È il sole che ruota intorno alla terra e non il contrario, o bestie!". Secondo: "Il sole ha un diametro di 2 metri, pesa 14 chili, gira a 1000 chilometri fissi dalla terra e ha un calore così strapotente che costringe i mari a svaporare come una pignatta bollente". Terzo: "La terra non gira. E chi l'ha scoperto? Me! E dunque io sono uno dei dieci uomini più interessanti della terraferma". (..) Mai avuto un dubbio, il Paneroni. Beato lui. Alberto Asor Rosa, invece, un rovello ce l'ha: "A fronte della minaccia di scempio del paesaggio non è da escludersi il ricorso alle centrali nucleari". E come lui, uno dei protagonisti dell'intellighenzia di sinistra italiana, cominciano ad averlo in tanti. Piuttosto che distese immense di pannelli solari e sconfinate foreste metalliche di mulini a vento, non sarà il caso di tornare all'energia atomica? Ma per carità, s'infiamma Alfonso Pecoraro Scanio: "Chernobyl ha dimostrato che le dimensioni del rischio nucleare sono inaccettabili e immorali. Per difendere il bello non c'è bisogno di giocare alla roulette dell'atomo". Meglio le centrali a carbone? No, le centrali a carbone no. Meglio le centrali a petrolio? No, le centrali a petrolio no. Meglio il gas, che però chiede i rigassificatori, cioè impianti che riportino il combustibile dalla forma liquida a quella gassosa? Ma per carità! È vero che si potrebbero usare le piattaforme dove un tempo si estraeva metano, già allacciate ai metanodotti e abbandonate in mare aperto nell'Adriatico, ma prima "bisogna preparare una valutazione sugli impatti ambientali insieme con i nostri vicini, soprattutto con la Slovenia, ma anche con la Croazia ". Allora l'eolico? Adagio: "Alcuni impianti si possono fare. Però non dobbiamo installare torri gigantesche proprio sulle rotte degli uccelli migratori, che vengono sterminati dalle pale". Di più: "L'Europa ci condannerebbe". L'Europa, a dire il vero, ha fatto scelte diverse. Tenendo conto sì degli uccelli migratori, ma non solo. Anche la Francia restò atterrita davanti al disastro di Chernobyl, ma si è tenuta 59 centrali atomiche. Anche la Germania ammutolì vedendo le immagini dell'incendio al reattore numero 4, ma i suoi 17 impianti non li ha affatto chiusi seduta stante neppure negli anni in cui i verdi erano fortissimi e avevano agli Esteri Joschka Fischer, che mediò un'uscita dal nucleare (oggi tutta da rivedere) nell'arco di vent'anni. (..) E così tutti gli altri Paesi europei, che si sentirono come noi appestati dalle radiazioni che venivano da lontano e scossi dall'idea di non poter mangiare l'insalata o il basilico contaminati, ma non si affrettarono a mettere i lucchetti alle turbine. Risultato: siamo esposti a tutti i rischi di 158 centrali europee altrui, alcune delle quali sono a poche decine di chilometri dai nostri confini, e senza avere per contro uno straccio di elettricità. Di più: siamo alla mercé dei capricci degli altri. Il che, se l'Italia fosse una comunità di Amish della Pennsylvania che si alzano al levar del sole, si coricano al tramonto e vivono rifiutando la modernità, non sarebbe un problema enorme. Il guaio è che non lo siamo. Consumiamo ogni anno, tra imprese, uffici, negozi e famiglie, 338 miliardi di chilowattora. Una quantità impalpabile. Della quale fatichiamo a capire le dimensioni se non grazie a dei paragoni. Che mettono i brividi. Secondo Eurostat, l'Italia "brucia" tanta energia elettrica quanto Turchia, Polonia, Romania e Austria le quali messe insieme hanno 136 milioni di abitanti. O se volete (stavolta i dati sono dell'Aie, l'Agenzia internazionale dell'energia) quanto mezzo miliardo di africani. E avanti di questo passo nel 2025 consumeremo il 5,3% di tutta l'energia prodotta nel pianeta con lo 0,7% della popolazione mondiale. Bene: esaurita ogni possibilità di sfruttare ancora di più le risorse idriche (ogni salto, dalle Alpi valdostane ai monti Nebrodi, è già stato usato) e poveri come siamo di materie prime, la nostra autonomia è pari al 12% del totale. Per il resto dipendiamo dall'estero. Il 12% lo compriamo direttamente dai Paesi vicini, il che significa, spiega l'ingegner Giancarlo Bolognini, "che all'estero ci sono 8 centrali nucleari della potenza di quella di Caorso che lavorano a pieno regime per noi". Il 75% ce lo facciamo da noi ma solo grazie a materie prime acquistate da governi e società stranieri (gas dalla Russia e dall'Algeria, petrolio da più parti). Risultato finale: l'energia elettrica prodotta in Italia costa il 60% più della media europea, due volte quella francese e tre volte quella svedese. Si pensi che per produrre elettricità, spiega l'Aie, l'Italia brucia in un anno tanto olio combustibile quanto l'India in un anno e mezzo. Per l'esattezza in 551 giorni. E tanto gas quanto tutta l'America Latina in 439 giorni. Va da sé che siamo il Paese europeo che (nonostante il gas naturale copra ormai la metà del settore) dipende di più dal petrolio. Nel solo 2005 ne abbiamo consumato nelle centrali circa 6 milioni e mezzo di tonnellate, pari a 32 superpetroliere come la Exxon Valdez che anni fa affondò in Alaska causando un disastro ecologico. Sei volte di più che la Germania o la Francia, dodici volte più che il Regno Unito. Una "bolletta" pazzesca. Di oltre 30 miliardi di euro l'anno. (.) Un Paese serio, davanti a un quadro così fosco di dissesto energetico e alla minaccia di blackout come quello che paralizzò ore e ore l'Italia il 28 settembre del 2003 per un guasto dovuto alla caduta in un albero in Svizzera, non si darebbe pace nella ricerca di vie d'uscita. Nucleare o solare, eolica o geotermica: ma una soluzione. La cronaca di questi anni, invece, è un impasto di veti, controveti, velleitarismi, fughe in avanti, viltà e retromarce. Nel caos più totale. (.) Se abbiano ragione o torto, ad avere tanta fiducia nel nucleare, non lo sappiamo. Lo stesso Carlo Rubbia, in un'intervista ad "Arianna editrice", conferma che "il nucleare di oggi produce scorie radioattive da far paura" e che "in realtà avevamo il modo per produrre energia bruciando proprio le scorie, anzi l'Italia era leader nel mondo in questa tecnologia" ma ora "ce la stanno copiando i giapponesi ". Insomma, la questione è aperta. E non ha senso, tanto più dopo aver visto le reazioni sconvolte sul tema delle scorie a Scanzano Jonico o in Sardegna, andarsi a impiccare in discussioni nelle quali sono spaccati gli stessi scienziati. Ma resta il tema: o facciamo qualcosa o restiamo appesi, con le nostre fabbriche e le nostre lampadine, ai capricci degli stranieri che ci tengono in pugno. Ed è lì che si vede la disastrosa incapacità della nostra classe dirigente, non solo dei "signor no" dell'ambientalismo talebano, di fare delle scelte. Anche gli svedesi, per dire, votarono a favore del progressivo abbandono del nucleare. Molto prima di noi, nel 1980. Ma dandosi scadenze lunghe lunghe. Per spegnere completamente la centrale di Barsebäck hanno aspettato venticinque anni e l'ultima chissà quando la chiuderanno davvero dato che tutti i sondaggi dicono che la stragrande maggioranza dei cittadini ha cambiato idea: piuttosto che finire ostaggio degli stranieri, meglio il nucleare. In ogni caso, si sono mossi. Cercando sul serio le alternative possibili. Come hanno fatto tutti i governi seri in tutto il mondo. Compresi quelli che il petrolio ce l'hanno. Noi invece. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella stampa |.

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I bresciani alla Camera: Non saremo una casta (sezione: Costi dei politici)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

A MONTECITORIO. Sentimenti opposti nel drappello dei deputati di casa nostra. Ma su una cosa oppositori ed esponenti della maggioranza si sono trovati d'accordo I bresciani alla Camera: "Non saremo una casta" MASSIMO TEDESCHI INVIATO A ROMA Quando si incrociano in Transatlantico, a due passi dalla buvette, l'ex sindaco di Brescia non si trattiene. Paolo Corsini abbraccia Mariastella Gelmini e le fa anche un buffetto: "Auguri, signor ministro. E non lo dico per gufare: lo sai che ti voglio bene". Lei sorride, abbozza e si schermisce. Ma sa bene che gli occhi sono puntati su di lei, che potrebbe diventare titolare di uno dei ministeri più importanti, l'Istruzione, Università e ricerca. E ridare a Brescia un ministro che la città non ha più dal 1994, quando Vito Gnutti resse per una breve stagione il dicastero dell'Industria. L'apertura dei lavori del nuovo Parlamento è vissuta, in fondo, di sentimenti opposti nel drappello dei parlamentari bresciani. Gli oppositori (democratici e dipietristi) che si preparano a una lunga traversata del deserto, con Galperti che ammonisce: "La novità del Pd si misurerà dalla capacità di votare a favore di provvedimenti condivisi, che erano anche nel nostro programma". E gli esponenti di maggioranza che sentono sulle spalle il peso di consensi e di responsabilità grandi, e intravedono la possibilità di avviare un ciclo lungo: "Con un ministro e qualche altro bresciano nella squadra di governo - teorizza il sindaco-deputato Adriano Paroli - potremmo davvero dare a Brescia quella classe classe dirigente che attende da tempo". Mariastella Gelmini è la prima a sentire questa responsabilità. E a circoscrivere le accuse sulla "casta", cioè di separatezza fra il Palazzo e il Paese: "Non c'è solo il problema dei costi della politica. La politica è avvertita come una "casta" quando è impotente, non sa decidere, non sa dare risposte. Noi dobbiamo rompere questo cerchio". Daniele Molgora, in odor di ritorno al sottosegretariato alle Finanze, riassume a modo suo il "mandato" ricevuto dagli elettori: "In fondo ci chiedono una cosa sola: poter lavorare in pace. Senza uno Stato che glielo impedisca". Davide Caparini, anche lui della Lega e anche lui alla quarta legislatura (ma consecutiva) è pure convinto che la maggioranza abbia una mission prioritaria: "La sicurezza economica e sociale". E il Carroccio stavolta ha un vantaggio: "Noi - sostiene il giovane veterano leghista - siamo ormai sdoganati dal 2001, quando abbiamo schierato ministri fra i migliori, presidenti di commissione apprezzati da tutti". Guai a parlare a Caparini della "casta": "Dipende da come uno si sente. Io mi sento come dice Grillo: un dipendente dei cittadini". Il "rimbocchiamoci le maniche" è un po' lo slogan di tutti i deputati bresciani di maggioranza. "Siamo maturati e maturi, consapevoli quanto serve per governare il Paese", sostiene Giuseppe Romele, alla sua terza legislatura. In arrivo ci sono i decreti su "sicurezza, Ici, detassazione degli straordinari e sulle porcherie di Napoli". Poi le grandi opere: "Dalla Tav al Palagiustizia, stavolta li sblocchiamo". Nella neo-maggioranza da lunedì c'è chi ha un motivo in più per festeggiare: i deputati di An. Viviana Beccalossi, accompagnata da marito e figlio, lunedì sera s'è sgolata in Campidoglio a festeggiare Alemanno. "Tutti a gridare "chi non salta comunista è"", dice lei ridendo. Poi, guardando al quinquennio che si profila, l'affondo decisionista: "Saranno cinque anni di grandi cose, non abbiamo alibi per non raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati". Passa il leghista Giorgetti e scatta l'abbraccio. Stefano Saglia lì vicino sorride, ma sa bene che la vittoria di Roma bilancia a favore di An gli equilibri di coalizione. Anche per questo, dice, "l'altra sera in Campidoglio c'era lo striscione: "Walter santo subito"". Saglia vede una legislatura "che all'inizio sarà dominata dai temi economici", pensa per Brescia ai temi del Palagiustizia e del nuovo carcere. Chiara Moroni, alla terza legislatura, è convinta che "il Paese ha bisogno di uno choc, a cominciare dal federalismo fiscale". E promette: "Anche se sono stata eletta fuori Brescia, voglio rinsaldare i miei rapporti con il territorio. Aggiungerò idealmente la nostra provincia alla mia circoscrizione". Dall'opposizione la dipietrista Silvana Mura promette battaglie per la riduzione dei costi della politica e per moralizzare la vita pubblica: "Abbiamo raddoppiato i voti in due anni, abbiamo detto no all'indulto e le nostre battaglie sulla sicurezza sono credibili. Mancano personaggi alla Caruso - aggiunge -, ma se la scorsa legislatura i parlamentari condannati erano 24, stavolta sono almeno il doppio".

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I bresciani alla Camera: <Non saremo una casta> (sezione: Costi dei politici)

( da "Brescia Oggi" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

A MONTECITORIO. Sentimenti opposti nel drappello dei deputati di casa nostra. Ma su una cosa oppositori ed esponenti della maggioranza si sono trovati d'accordo I bresciani alla Camera: "Non saremo una casta" Viviana Beccalossi non ha dubbi: "Saranno cinque anni di grandi cose" La "missione" di Caparini: "Garantiremo la sicurezza economica e sociale"   MASSIMO TEDESCHI INVIATO A ROMA Quando si incrociano in Transatlantico, a due passi dalla buvette, l'ex sindaco di Brescia non si trattiene. Paolo Corsini abbraccia Mariastella Gelmini e le fa anche un buffetto: "Auguri, signor ministro. E non lo dico per gufare: lo sai che ti voglio bene". Lei sorride, abbozza e si schermisce. Ma sa bene che gli occhi sono puntati su di lei, che potrebbe diventare titolare di uno dei ministeri più importanti, l'Istruzione, Università e ricerca. E ridare a Brescia un ministro che la città non ha più dal 1994, quando Vito Gnutti resse per una breve stagione il dicastero dell'Industria. L'apertura dei lavori del nuovo Parlamento è vissuta, in fondo, di sentimenti opposti nel drappello dei parlamentari bresciani. Gli oppositori (democratici e dipietristi) che si preparano a una lunga traversata del deserto, con Galperti che ammonisce: "La novità del Pd si misurerà dalla capacità di votare a favore di provvedimenti condivisi, che erano anche nel nostro programma". E gli esponenti di maggioranza che sentono sulle spalle il peso di consensi e di responsabilità grandi, e intravedono la possibilità di avviare un ciclo lungo: "Con un ministro e qualche altro bresciano nella squadra di governo - teorizza il sindaco-deputato Adriano Paroli - potremmo davvero dare a Brescia quella classe classe dirigente che attende da tempo". Mariastella Gelmini è la prima a sentire questa responsabilità. E a circoscrivere le accuse sulla "casta", cioè di separatezza fra il Palazzo e il Paese: "Non c'è solo il problema dei costi della politica. La politica è avvertita come una "casta" quando è impotente, non sa decidere, non sa dare risposte. Noi dobbiamo rompere questo cerchio". Daniele Molgora, in odor di ritorno al sottosegretariato alle Finanze, riassume a modo suo il "mandato" ricevuto dagli elettori: "In fondo ci chiedono una cosa sola: poter lavorare in pace. Senza uno Stato che glielo impedisca". Davide Caparini, anche lui della Lega e anche lui alla quarta legislatura (ma consecutiva) è pure convinto che la maggioranza abbia una mission prioritaria: "La sicurezza economica e sociale". E il Carroccio stavolta ha un vantaggio: "Noi - sostiene il giovane veterano leghista - siamo ormai sdoganati dal 2001, quando abbiamo schierato ministri fra i migliori, presidenti di commissione apprezzati da tutti". Guai a parlare a Caparini della "casta": "Dipende da come uno si sente. Io mi sento come dice Grillo: un dipendente dei cittadini". Il "rimbocchiamoci le maniche" è un po' lo slogan di tutti i deputati bresciani di maggioranza. "Siamo maturati e maturi, consapevoli quanto serve per governare il Paese", sostiene Giuseppe Romele, alla sua terza legislatura. In arrivo ci sono i decreti su "sicurezza, Ici, detassazione degli straordinari e sulle porcherie di Napoli". Poi le grandi opere: "Dalla Tav al Palagiustizia, stavolta li sblocchiamo". Nella neo-maggioranza da lunedì c'è chi ha un motivo in più per festeggiare: i deputati di An. Viviana Beccalossi, accompagnata da marito e figlio, lunedì sera s'è sgolata in Campidoglio a festeggiare Alemanno. "Tutti a gridare "chi non salta comunista è"", dice lei ridendo. Poi, guardando al quinquennio che si profila, l'affondo decisionista: "Saranno cinque anni di grandi cose, non abbiamo alibi per non raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati". Passa il leghista Giorgetti e scatta l'abbraccio. Stefano Saglia lì vicino sorride, ma sa bene che la vittoria di Roma bilancia a favore di An gli equilibri di coalizione. Anche per questo, dice, "l'altra sera in Campidoglio c'era lo striscione: "Walter santo subito"". Saglia vede una legislatura "che all'inizio sarà dominata dai temi economici", pensa per Brescia ai temi del Palagiustizia e del nuovo carcere. Chiara Moroni, alla terza legislatura, è convinta che "il Paese ha bisogno di uno choc, a cominciare dal federalismo fiscale". E promette: "Anche se sono stata eletta fuori Brescia, voglio rinsaldare i miei rapporti con il territorio. Aggiungerò idealmente la nostra provincia alla mia circoscrizione". Dall'opposizione la dipietrista Silvana Mura promette battaglie per la riduzione dei costi della politica e per moralizzare la vita pubblica: "Abbiamo raddoppiato i voti in due anni, abbiamo detto no all'indulto e le nostre battaglie sulla sicurezza sono credibili. Mancano personaggi alla Caruso - aggiunge -, ma se la scorsa legislatura i parlamentari condannati erano 24, stavolta sono almeno il doppio".

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<Motorizzazione alla Regione> (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-04-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Costi della politica

Economia Pagina 213 Autotrasporto. Il mancato passaggio delle competenze limita l'attività delle aziende del settore "Motorizzazione alla Regione" Autotrasporto.. Il mancato passaggio delle competenze limita l'attività delle aziende del settore I Riformatori: le imprese costrette a emigrare --> I Riformatori: le imprese costrette a emigrare Le competenze sulla motorizzazione civile non sono ancora della Regione e le imprese che lavorano con l'ente soffrono numerosi disagi. "Non possiamo costringere gli imprenditori sardi a recarsi in altre regioni per il disbrigo di pratiche che si potrebbero comodamente svolgere in Sardegna". I Riformatori sardi si mobilitano per "sardizzare la Motorizzazione civile" e presentano un'interrogazione in Consiglio regionale. I disagi per gli operatori del settore dei trasporti, a iniziare da coloro che gestiscono autoscuole e attività di consulenza, infatti, rappresentano solo una parte delle conseguenze "del mancato trasferimento alla Regione delle competenze sulla Motorizzazione, unico caso tra le regioni a Statuto speciale". Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori, prende in esame punto per punto le conseguenze di "un disinteresse che contrasta con il processo di avanzata devoluzione di funzione dallo Stato alle Regioni e agli enti locali, creando gravi disagi agli utenti". Partendo da un caso considerato eclatante ed emblematico: "La Commissione per il rilascio delle autorizzazioni per l'esercizio di attività di consulenza sulla circolazione dei mezzi di trasporto", spiega Cossa, "non si riunisce dal 21 giugno del 2001. Il motivo è apparentemente banale: non è chiaro su quale soggetto ricada l'onere dei gettoni di presenza. Accade così che gli utenti sardi debbano andare a sostenere le prove fuori dall'isola". I RITARDI La regionalizzazione consisterebbe in un passaggio molto semplice: "Per quanto attiene alle Regioni a Statuto speciale, il 28 gennaio scorso il governo ha adottato un decreto legislativo che trasferisce queste funzioni alla Valle d'Aosta, in maniera davvero lineare. La nostra regione non si è mai preoccupata di questo problema e non ha di conseguenza ottenuto dal governo un provvedimento analogo. Le funzioni della Motorizzazione, così, continuano a essere esercitate dalle Province, come avviene già da tempo". Le ripercussioni di natura pratica non si contano: "Anche la Commissione per il rilascio dell'attestato di idoneità professionale per l'esercizio dell'autotrasporto è in forte difficoltà, visto che la materia in questo caso non è stata demandata alle province", illustrano i Riformatori. E ancora: "Gli esami per l'abilitazione degli insegnanti e istruttori delle scuole guida non si possono tenere nell'isola perché non si svolgono i corsi propedeutici, di competenza della Regione". L'INTERROGAZIONE Il gruppo del partito in Consiglio regionale ha presentato un'interrogazione (firmatari Vargiu, Pisano, Dedoni, Cassano) al presidente della Giunta Renato Soru e all'assessore dei Trasporti Sandro Broccia "perché si attivino immediatamente per rivendicare il trasferimento delle competenze, adeguando il proprio ordinamento". Il capogruppo Pierpaolo Vargiu spiega anche che si è deciso di ricorrere allo strumento dell'interrogazione che, in assenza di risposta, "dopo un mese chiama l'assessore a discuterne in Commissione". Secondo Vargiu si sta trascurando anche "un importante elemento come la sicurezza stradale". Da non trascurare anche il fatto che "il trasferimento non comporterebbe nessun onore", rimarca Michele Cossa, "ma, al contrario, produrrebbe utili per ben 2 milioni di euro all'anno". MARIANGELA LAMPIS.

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Commissione alloggi: nuovi compensi (sezione: Costi dei politici)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Prov Sulcis Pagina 2024 carbonia Commissione alloggi: nuovi compensi Carbonia --> Da 13 e 36 euro: è questo il nuovo compenso per le sedute dei componenti della Commissione comunale alloggi. L'adeguamento è stato approvato dall'assemblea civica. Il gettone di presenza è stato ritoccato e commisurato a quello riconosciuto ai consiglieri comunali e ai commissari impegnati nelle altre Commissioni permanenti. Ma l'emolumento non è più di 63 euro ma di 36. Si stabilisce che le sedute saranno conteggiate solo se non andranno deserte e se non dureranno meno di due ore. (a. s.).

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NESPOLI: ELIMINERò LO STIPENDIO DI CONSIGLIERE COMUNALE E AZZERERò I DIRIGENTI (sezione: Costi dei politici)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Nespoli: "Eliminerò lo stipendio di consigliere comunale e azzererò i dirigenti" ALESSANDRO URZÌ Afragola. Caroselli di auto e fuochi d'artificio fino a tarda notte hanno salutato la vittoria di Vincenzo Nespoli. Il senatore del Pdl ha staccato l'avversario Francesco Domenico Moccia, candidato del centrosinistra, di dieci lunghezze, conservando il vantaggio che aveva ottenuto al primo turno. E così, dopo circa 10 anni, il centrodestra torna a gestire il Comune di Afragola. La priorità? "L'obiettivo - sostiene il neosindaco Enzo Nespoli - è di voltare pagina e di portare Afragola in Europa e ci riusciremo". Cosa farà nei primi cento giorni di governo? "Entro 15 giorni toglierò i rifiuti dalle strade e procederò all'azzeramento della dirigenza, all'eliminazione dell'indennità di consigliere, sostituendola con il gettone di presenza, all'istituzione di un Consiglio comunale aperto, per tre mesi, nonché attiverò una serie di iniziative per la sicurezza dei cittadini, le procedure per la riqualificazione del centro storico e chiederò un fondo di 20 milioni di euro per riavviare i lavori per la costruzione della stazione Tav ed opere connesse". Manterrà il doppio incarico di sindaco e senatore? "Lo manterrò, perché convinto che da senatore potrò fare meglio e di più per la città. Una città che ora inizierà una nuova fase, che ha scelto la politica, rafforzando l'esperienza del Pdl e condannando i tentativi del centrosinistra di agganciare Francesco Petrellese e la sua lista". Quale sarà la squadra di governo? "È ancora presto per dirlo, anche se in linea di massima abbiamo tracciato già un percorso da seguire. Sarà formata da gran parte degli eletti e da tecnici di grande professionalità". Sembra, secondo indiscrezioni, che, comunque, la carica di vicesindaco sarà assunta da una persona di fiducia di Nespoli.

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Gettone da rivedere agli assenteisti Il Consiglio rinvia la soluzione (sezione: Costi dei politici)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Momentaneamente accantonata anche la questione del punto unico di sbarco per i molluschi Gettone da rivedere agli assenteisti Il Consiglio rinvia la soluzione ChioggiaConsiglieri comunali assenteisti. La questione è stata affrontata, fra gli altri punti all'ordine del giorno, lunedì sera dall'assemblea cittadina, ma sull'ordine del giorno presentato dal leghista, Marco Dolfin, finalizzato all'adozione di un regolamento tendente a penalizzare i consiglieri che fanno registrare troppe assenze in aula ed in sede di commissione, il consiflio comunale si è impantanato. L'esponente del Carroccio proponeva una precisa scala di tagli del gettone di presenza, da applicare a seconda dei casi. Non è stato votato perché, comportando una modifica allo Statuto comunale, sarebbe risultato necessario l'avvio di una procedura straordinaria. I criteri suggeriti da Dolfin avevano, inoltre, suscitato critiche tra gli esponenti di tutti gli altri gruppi. Secondo Lucio Tiozzo (Pd), ad esempio, le penalizzazioni dovrebbero essere previste anche per gli assessori, non citati nel testo formulato dal proponente il quale, preso atto della situazione, ha sostituito l'ordine del giorno con una proposta di risoluzione, successivamente votata a maggioranza. In virtù di quest'atto, il sindaco, Romano Tiozzo si è impegnato ad approfondire la questione in vista dell'adozione di un regolamento ampiamente condiviso.Il consiglio comunale ha rinviato anche l'approvazione degli atti preliminari alla realizzazione di un punto di sbarco pubblico, destinato al conferimento delle vongole allevate e raccolte nelle aree lagunari. L'argomento è stato momentaneamente accantonato per consentire ai gruppi consiliari di apportare alcune modifiche al testo della delibera, secondo l'indirizzo suggerito dai capparozzolanti. I pescatori, in primo luogo, vogliono essere rassicurati sulla reale destinazione della struttura, che sarà realizzata da una società privata, a Punta Rosteghini, in convenzione con l'amministrazione cittadina. Chiedono che gli ormeggi a tariffa controllata siano esclusivamente dedicati alle attività professionali. Il nuovo testo, da redigere in forma maggiormente restrittiva, dovrebbe insomma scongiurare i sub affitti ed, in linea di massima, lo sfruttamento dello spazio acqueo da parte di abusivi e diportisti. Le modifiche al testo della bozza riguarderanno, dunque, la gestione degli ormeggi, non la struttura pubblica vera e propria, consistente in due capannoni attrezzati per i controlli sanitari e di un comodo pontile adibito agli sbarchi.La rapida realizzazione del centro pubblico di sbarco e la disponibilità dei nuovi ormeggi a tariffa convenzionata, reclamata dai capparozzolanti è auspicata pure dalla stragrande maggioranza dei chioggiotti, per le positive conseguenze. Il trasferimento a Punta Rosteghini delle grosse e rumorose imbarcazioni adibite alla pesca delle vongole dovrebbe facilitare il recupero paesaggistico dei rii che attraversano il centro storico ove, attualmente, regna il caos.R. P.

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Bongiasca-Rinaldin, scintille a distanza (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Di Como, Il" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

A dividere i due forzisti è il futuro delle Comunità montane Come nella migliore tradizione, Forza Italia - o per stare ai tempi, la componente forzista interna al Pdl - si divide sulla possibile riforma della Comunità montane del Lario. Uno contro l'altro - seppur a distanza - si trovano il sindaco di Gravedona, Fiorenzo Bongiasca, e il consigliere regionale azzurro, Gianluca Rinaldin. Nodo del contendere, il progetto del Pirellone di accorpare le tre Comunità montane Lario Intelvese, Alpi Lepontine Meridionali e Alto Lario Occidentale in un unico soggetto con corrispettivo taglio di cariche e poltrone. Bongiasca si dichiara a favore, senza riserve. "È un progetto sensato e positivo - esordisce - È ora di finirla con la tendenza a curare sempre e soltanto il proprio orticello. Più sul territorio saremo uniti e rappresentativi, più saremo forti nel far valere le nostre ragioni. Con la divisione in tante piccole realtà, come accade adesso, le Comunità sono destinate a contare sempre meno". Bongiasca sottolinea con favore anche "l'eventuale riduzione di poltrone e costi della politica con l'unificazione in una sola Comunità, anche se ovviamente andrebbero garantiti mezzi e fondi per lavorare bene". Il consigliere regionale forzista, Gianluca Rinaldin, in una lettera inviata all'assessore alle Finanze del Pirellone, Romano Colozzi, ha espresso un parere diametralmente opposto. Rinaldin lamenta che una unica Comunità montana porterebbe "all'inevitabile allontanamento del nuovo macro ente dal territorio" oltre a "disfunzioni di gestione che inevitabilmente sorgerebbero con questa riorganizzazione, finendo per annullare e rendere impercettibili eventuali vantaggi derivanti dal taglio dei costi". In alternativa, il consigliere regionale suggerisce di limitare l'accorpamento "alle due Comunità delle Alpi Lepontine e dell'Alto lago". Infine Rinaldin sottolinea che "le Comunità montante comasche hanno sempre operato con i principi di efficacia ed efficienza". Emanuele Caso Nella foto: Palazzo Gallio, sede della Comunità montana Alto Lario a Gravedona (Baricci) Home Comocuore, la prevenzione sbarca su Second Life Litigio con Raffaella Castagna Salta il processo ai Romano a Erba Stupefacenti, una pistola e proiettili La polizia arresta quattro albanesi Marocchino con 400 chili di hashish Condannato a 15 anni di carcere Primo giorno Stanca "spaesato" alla Camera Asf, il sindacato non accetta il calcolo delle ore al volante Centro Volta in campo contro le polveri sottili.

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Corsa alle regionali Il Pdl: Senza di noi l'Uv non governerà (sezione: Costi dei politici)

( da "Stampa, La" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLITICA FINANZA SPETTACOLI L'ASSEMBLEA All'interno Corsa alle regionali Il Pdl: "Senza di noi l'Uv non governerà" Fusione in vista tra la Bccv e Credito di Fénis Bergonzoni show all'auditorium di Pont-St-Martin Azzalea confermato alla presidenza delle guide alpine Servizi Gianpaolo Charrère Daniela Giachino Silvia Tagliaferri.

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Voti in dissenso in aula, "ritirato" il regolamento (sezione: Costi dei politici)

( da "Corriere Adriatico" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

Ancona, consiglieri Pd d'accordo sul taglio dei gettoni: compensi ai capigruppo solo per le commissioni di appartenenza Voti in dissenso in aula, "ritirato" il regolamento ancona - La bozza di regolamento non è neppure comparsa sul tavolo del gruppo del Pd l'altra sera. Linee di comportamento nero su bianco, a dire che bisogna votare in linea con il gruppo e con l'amministrazione. Un documento che avrebbe però provocato scintille. "Lo statuto nazionale lo prevede, ma non ne abbiamo parlato. Si è discusso però di comportamento, di come si dovrebbe stare nel gruppo. Il che significa anche un maggiore approfondimento delle questioni per evitare che di arrivare in commissione e in aula e di far trovare ai consiglieri gli atti già definiti", sottolinea Diego Franzoni. "Si chiede più presenza e maggiore responsabilità", aggiunge il capogruppo. Il che suona come un maggior rigore nelle votazioni per evitare di dare la sensazione di sfaldamento. Si parte dal voto sulla variante ex Stracca, con l'astensione di Mirco Piersanti e Luca Bonventi e l'assenza di Giovanni Cardoni. Il gruppo si è difeso, invitando l'amministrazione a non scaricare sui consiglieri responsabilità che vengono da altre dinamiche. Di fondo, dovrebbe esserci un maggior chiarimento tra gruppo e giunta. E se il capogruppo ha segnalato un po' di stanca da parte dei consiglieri, questi hanno risposto che se si segue una linea ferrea non ci si può lamentare di una scarsa vivacità o di un po' di rassegnazione. Piuttosto il gruppo ha chiesto che gli assessori arrivino più preparati agli appuntamenti. C'erano quasi tutti l'altra sera. Mancavano tre consiglieri (Adrio Francella, Maurizio Cesarini e Massimo Mengani), giustificati per ragioni di salute o perché fuori città, e quattro assessori (Sandro Simonetti, Marida Burattini, Roberto Stecconi ed Enrico Turchetti). In compenso il gruppo ha trovato l'accordo su come tagliare le spese sulle presenze dei singoli consiglieri. Ha posto il problema Virgilio Rossi. E si è definito un indirizzo preciso: cambiare il regolamento del consiglio comunale prevedendo che i capigruppo ricevano il gettone solo per le commissioni di cui fanno effettivamente parte. Non può valere, insomma, che prendano il gettone per ogni commissione a cui partecipano. Una questione che riguarda i piccoli gruppi, che con uno o due componenti altrimenti non riuscirebbero a conoscere le singole questioni prima del passaggio in aula. "A 1.250 euro di gettoni al mese non si era mai arrivati - dice Franzoni -. Se la Finanziaria ha cancellato le indennità per contenere i costi, è necessario registrare la questione". Entro maggio si terrà la giornata seminariale per la verifica politico-programmatica avviata da Sturani, che l'altra sera ha ribadito la necessità di un rilancio dell'azione amministrativa. Per venerdì è prevista una giunta politica, durante la quale verranno fissate le priorità che i singoli assessori dovranno chiudere entro l'anno. Rispetto alle priorità complessive (Sturani aveva parlato di porto, rifiuti, piano urbanistico ed ex Metropolitan), il gruppo ha indicato il commercio, la sicurezza ("va attuata la mozione già in campo"), l'efficienza della macchina di Palazzo, la sanità (Salesi, Inrca, liste d'attesa, ex Lancisi e parcheggi a Torrette), l'urbanistica sociale e l'ex Metro. "Una materia di Consiglio, quella urbanistica, su cui daremo un indirizzo all'amministrazione", puntualizza Franzoni, e poco importa se la giunta ormai un paio di mesi fa ha deciso di mandare avanti i bandi per le aree produttive e per le case sociali. AL. CAM.,.

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SCUOLA/ CGIL: DA STELLA E RIZZO ESERCIZIO CHE CREA SOLO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

POLVERONI Giornalisti paragonano bidelli a onorevoli dimenticando contesto postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 30 apr. (Apcom) - La Flc-Cgil reputa "un esercizio fin troppo facile che crea polveroni, ma non contribuisce a risolvere i problemi" quello compiuto da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo,i quali nel presentare il loro nuovo libro, 'La deriva', si sono scagliati contro alcuni sprechi nel mondo della scuola. In particolare i due giornalisti, in un articolo del Corriere della Sera del 28 aprile, sostenevano che la progressiva riduzione dei compiti dei collaboratori scolastici, avviata con la Legge n. 124 del 3 maggio 1999, comporterebbe per lo Stato un deciso accrescimento delle spese. L'affidamento a lavoratori esterni del refettorio e della distribuzione dei pasti nelle materne (con l'introduzione di nuovi e bizzarri profili professionali, come le 'scodellatrici') costerebbe in media ad ogni Comune circa 300.000 euro l'anno. Una cifra non molto distante da quella che ogni istituto medio deve affrontare per pagare 15,6 collaboratori scolastici (uno ogni 2,2 classi), per i quali si spendono meno di 25.000 euro ciascuno e 367 mila euro complessivi. Per il sindacato guidato da Enrico Panini i due giornalisti non terrebbero tuttavia "conto del contesto" presentando la legge 124 del 1999 "e suoi effetti come un paradosso che ha ridotto i carichi di lavoro del personale e fatto aumentare le spese dei comuni, paragonando i bidelli agli onorevoli". (segue).

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SCUOLA/ CGIL: DA STELLA E RIZZO ESERCIZIO CHE CREA SOLO (sezione: Costi dei politici)

( da "Virgilio Notizie" del 30-04-2008)

Argomenti: Costi della politica

2- Per indicare strada rinnovamento bisogna conoscere bene i dati postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 30 apr. (Apcom) - La Flc-Cgil ricorda anche che quella legge era servita nata nell'ambito del trasferimento di "circa 80.000 lavoratori dagli enti locali allo Stato, lasciando a carico dei comuni alcuni oneri in materia di diritto allo studio come quello della mensa scolastica. Per l'erogazione di questo servizio, quindi, i comuni hanno mantenuto i relativi finanziamenti: oneri ed onori". "Gli 80.000 - continua la nota sindacale - sono stati trasferiti a prescindere dalla loro volontà e nel passaggio hanno perso quote di salario. Senza quell'accordo sindacale alcuni servizi scolastici rischiavano la riduzione e la discontinuità". "Invece si è così trovata anche la soluzione più a basso costo in un quadro di riorganizzazione del sistema scolastico. Così dopo la legge 124/99 i Comuni, ormai privi del personale passato allo Stato, ma responsabili delle mense scolastiche, grazie a quell'accordo, hanno assicurato, proprio con quel personale, continuità nell'erogazione del servizio mensa a costi inferiori a quelli precedenti". Il sindacato spiega anche di aver chiesto più volte, in questi anni, di rivedere e semplificare quell'accordo: "l'utilizzo qualificato della spesa pubblica - ammette la Cgil - ci sta a cuore, ma farlo dipendere dai soli lavoratori e in particolare da quelli con le qualifiche più basse, che hanno meno protezione politica è un esercizio fin troppo facile che crea 'polveroni', ma non contribuisce a risolvere i problemi". Ogni anno lo Stato spende per le prestazioni lavorative dei circa 167 mila collaboratori scolastici che operano nelle scuole italiane quasi 4 miliardi di euro: una spesa che, secondo alcuni, potrebbe essere ridotta attraverso soluzioni alternative. "Ma per indicare la strada del rinnovamento - sottolinea il sindacato - bisogna conoscere bene i dati - ad esempio gli appalti spesso sono piùonerosi e offrono un servizio di minore soddisfazione per l'utenza - saperli interpretare e poi indicare la soluzione". "Questa soluzione, secondo noi, non può essere nemmeno come alcuni impropriamente e superficialmente propongono quella di affidare il servizio di pulizia delle scuole o di assistenza durante la mensa agli stessi alunni dell'infanzia e delle elementari. Non sarebbe serio".

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